Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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“Adempiere in modo celere per evitare discriminazioni”. Sul caso, denunciato dal consigliere Artoni, al quale ha risposto la vicesindaca Sonnessa, interviene la sezione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Varese.

La judoka napoletana è sordocieca ed è l’unica della sua categoria ai Giochi paralimpici a gareggiare con le due disabilità.

«Tutti conoscono il bastone bianco come ausilio e mezzo di riconoscimento dei non vedenti – scrive Alberto Zina -, ma quanti ne conoscono la storia o sanno chi ne ha introdotto l’uso? Ebbene, l’invenzione del bastone bianco per non vedenti risale agli anni 1930-31, avvenne in Francia e si deve a una nobildonna francese di nome Guilly d’Herbemont».

Quando iniziano le persone cieche a fruire autonomamente della “parola stampata”? Partendo da un rapido excursus di storia del libro, Giuseppe Di Grande individua il Braille come “spartiacque tra un prima e un dopo”, percorrendo poi i decenni fino ad arrivare ai tempi nostri, che vedono i ciechi poter scegliere se leggere un libro in Braille su carta, in Braille su display, a voce tramite una sintesi vocale o ancora a voce tramite gli audiolibri letti da professionisti.

Iscrizioni entro il 15 settembre 2021.

Alla scoperta del metodo inventato dall’artista giapponese Liku Maria Takahashi che con sabbie di granulometria diversa ed essenze odorose permette alle persone cieche di apprezzare l’arte.

In questo 2021 ricorre il trentesimo anniversario dalla scomparsa del grande oftalmologo ceco-elvetico Hans Goldmann il cui nome ricorre assai spesso, ancor oggi, negli ambulatori e negli studi oculistici. Portano infatti l’appellativo “di Goldmann” parecchi strumenti da lui inventati o perfezionati: la lampada a fissura, il tonometro, il perimetro (campimetro) manuale, la lente a tre specchi e altri. I pazienti, dunque, si trovano spesso ad orecchiare il nome di questo scienziato, ma ben pochi sanno qualcosa sulla sua vita e attività.

Un provvedimento emanato in luglio dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ed entrato in vigore dal 15 agosto, impone a tutte le compagnie aeree operanti in Italia, sin dalla fase di prenotazione e acquisto del biglietto aereo, di garantire alle persone con disabilità o con ridotta mobilità assistite da un accompagnatore l’assegnazione di posti vicini all’accompagnatore, senza alcun costo aggiuntivo e nella medesima classe. Laddove non sia possibile, i passeggeri devono essere seduti nella stessa fila di sedili o a non più di una fila di sedili di distanza dall’accompagnatore.

In linea con quanto sottolineato dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, secondo cui gli Stati dovrebbero garantire alle organizzazioni rappresentative di persone con disabilità «stabile accesso a fondi nazionali, per sostenerne le attività, per non limitarne la capacità di stabilire strutture organizzative sostenibili» e anche basandosi sulla Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità, la Giunta della Regione Lombardia ha approvato uno stanziamento straordinario di 200.000 euro a favore delle Federazioni LEDHA e FAND Lombardia.

«Abbiamo ottenuto la rassicurazione che in nessun modo l’indennità di accompagnamento sarà rivista modulandola sul reddito»: lo ha dichiarato Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), a conclusione di un incontro avuto con il presidente dell’INPS Pasquale Tridico, durante il quale altre rassicurazioni sono arrivate anche sul tema della Disability Card e sui diritti delle parti di unione civile, manifestando la volontà dell’Istituto di facilitare l’accesso alle prestazioni assistenziali in maniera più lineare e non frammentata.

Collegno fa scuola su come gestire i monopattini in città. A parlarne come «esempio virtuoso» durante l'audizione nella IX Commissione Trasporti della Camera quando si discuteva la proposta del deputato Roberto Rosso, a Roma, mercoledì scorso, è stato il Presidente dell’UICI di Torino Giovanni Laiolo.

Il Resto del Carlino del 03/08/2021

L’app sviluppata dal Politecnico di Torino ora sta trovando applicazione pratica, grazie alla start-up “Aldetech”, ospite dello stabilimento “Almec” del doglianese Ivano Albarello. Questo il suo funzionamento: il paziente sosterrà una serie di esami medici, dopodiché i dati verranno inviati alla “Aldetech” che provvederà a creare un file “su misura” per la persona in trattamento. Verrà composto così un filmato di luci e frequenze di luci, a varie luminosità. Inserendo il proprio cellulare in un visore da indossare (si sta lavorando per un supporto in cartone, affinché i costi siano accessibili a tutti) si potrà visionare il filmato-cura, per il periodo e nelle modalità prescritte ovviamente dallo specialista.

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