Decisivo affrontare i temi del lavoro, della scuola e dell’inclusione con uno sguardo rivolto al futuro e alla gestione delle difficoltà quotidiane.
Silvano Stefanoni accoglie con disponibilità e misura, il tono pacato di chi è abituato ad ascoltare prima ancora che a parlare. Presidente del Consiglio regionale lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, racconta un impegno che nasce da lontano e che oggi si traduce in una presenza costante sul territorio.

(nell'immagine: tastiera con barra braille)
«Il nostro lavoro – spiega – parte da un principio semplice: garantire alle persone con disabilità visiva pari opportunità, non solo sulla carta ma nella vita quotidiana». Stefanoni sottolinea come negli ultimi anni si siano registrati passi avanti, soprattutto sul piano normativo, ma evidenzia anche criticità che restano aperte. «La vera sfida è trasformare le buone leggi in strumenti concreti. Penso all’accessibilità urbana, ai servizi digitali, all’inclusione scolastica e lavorativa: ambiti in cui c’è ancora molto da fare».

(nell'immagine: cane guida per persone con disabilità visiva)
Proprio sul fronte dell’inclusione scolastica, insiste sulla necessità di un approccio più strutturato: «Non basta inserire uno studente in classe. Servono strumenti adeguati, docenti formati e continuità nei percorsi educativi». Un impegno che parte fin dall’infanzia. «L’attenzione verso le bambine e i bambini con disabilità visiva è fondamentale: intervenire precocemente significa dare alle famiglie strumenti, competenze e prospettive, accompagnando i più piccoli in un percorso che valorizzi al massimo le loro potenzialità».
Il tema del lavoro resta centrale. «L’inserimento lavorativo è spesso ancora un percorso a ostacoli. Non è sufficiente parlare di collocamento mirato: bisogna costruire una vera cultura dell’inclusione nelle aziende». Accanto a questo, Stefanoni richiama l’importanza dell’autonomia personale: «I corsi di orientamento e mobilità sono strumenti di libertà. Imparare a muoversi nello spazio in modo sicuro permette alle persone di vivere pienamente la propria quotidianità».
Nel racconto emerge con chiarezza il ruolo dell’Unione in Lombardia: un punto di riferimento che va oltre l’assistenza. «Ogni giorno lavoriamo concretamente per sostenere ciechi e ipovedenti in tutte le fasi della vita. Offriamo supporto, ma soprattutto costruiamo percorsi di autonomia, inclusione e partecipazione attiva». Dalle attività di sostegno scolastico alle tecnologie assistive, fino alle iniziative culturali accessibili, l’obiettivo resta uno: rendere reale l’uguaglianza delle opportunità.

(nell'immagine: testo in braille)
In questo contesto si inserisce anche il valore del 5×1000. «Scegliere di destinarlo alla nostra associazione è un gesto semplice, che non costa nulla, ma che può fare davvero la differenza», sottolinea Stefanoni. «Significa contribuire in modo diretto a sostenere servizi concreti: l’accompagnamento nella quotidianità, i percorsi educativi, i corsi di autonomia. È un modo per partecipare alla costruzione di una società più giusta».
Non manca uno sguardo al futuro. «Vedo una crescente sensibilità, soprattutto tra i giovani. Ma questa deve tradursi in scelte concrete». E conclude riportando il discorso all’essenziale: «L’autonomia è il vero obiettivo. Ogni persona deve poter vivere con dignità e indipendenza. Anche una semplice firma può aiutare a rendere tutto questo possibile».
Un impegno quotidiano, lontano dalla retorica, che passa anche attraverso piccoli gesti capaci di generare un cambiamento reale.

(nell'immagine: uso del bastone per persone con disabilità visiva)
(Il Giorno del 27-04-2026)

