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InVisibili Blog del 22/01/2024

Anche se non si ha la piena consapevolezza, l'emergenza climatica ha un notevole impatto, in modo diretto o indiretto, sulla vita delle persone con disabilità. I cambiamenti del clima, e tutto ciò che ne consegue, incidono sull'accesso delle persone disabili ai beni di prima necessità, come cibo, nutrizione, acqua potabile, sanificazione, servizi sanitari e medicine, istruzione e formazione, adeguate abitazioni e un lavoro dignitoso. Questa "emergenza nell'emergenza", per la prima volta, è stata affrontata in modo approfondito dalla Cop 28 di Dubai - la 28a conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si è svolta dal 30 novembre al 12 dicembre scorso.

Già durante l'edizione precedente, quella svoltasi a Sharm el - Sheikh se ne era parlato, ma in modo alquanto superficiale. L'attenzione particolare prestata nella Cop degli Emirati Arabi è la conseguenza di una denuncia fatta solo qualche giorno prima dalle maggiori organizzazioni mondiali per le persone con disabilità, Ida - International Disability Alliance, Edf - Europan Disability Forum, Wbu - World Blind Union, Inclusion International, GBM Global Disability Inclusion, Light for the World. Attualmente, il 15% della popolazione mondiale ha una disabilità, ma l'indice potrebbe aumentare in modo esponenziale proprio a causa dell'emergenza del clima. Inoltre, secondo il recente studio "l'International Disability Alliance - Ida" solo 39 dei 195 Stati che hanno firmato l'Accordo di Parigi fanno riferimento alle persone con disabilità nelle strategie nazionali sulla crisi climatica; questo vuol dire che l'80% non le menziona nemmeno.

Alla rivista Vita.it Gordon Rattray, membro dell'Europan Disability Forum ha dichiarato: "bisogna lavorare innanzitutto sulla comunicazione inclusiva: i messaggi dall'allarme devono raggiungere tutti, anche, per esempio le persone sorde o cieche. In secondo luogo, i trasporti e gli spazi sicuri devono essere anche accessibili.

Capita che le persone in carrozzina non siano nelle condizioni di arrivare ai punti di evacuazione oppure che non ci vogliono andare, magari perché sanno di non poter usare un bagno adatto a loro. Ma voglio ricordare che non sempre chi ha una disabilità è l'anello debole: alcuni hanno figli, un lavoro, persone che dipendono da loro.

Devono essere messi in condizione di continuare a dare sostentamento alle loro famiglie". Le organizzazioni mondiali coinvolte, oltre a denunciare la preoccupante situazione, hanno elaborato un documento contenente messaggi e richieste ben specifiche per i prossimi negoziati Onu sul clima in riferimento alle persone con disabilità. Un importante presupposto per fronteggiare la problematica è il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle persone disabili, in quanto, molto spesso sono le stesse ad avere le migliori soluzioni.

Ciò, però, non è sicuramente sufficiente, occorre, pertanto, stanziare dei fondi specifici per concretizzare i processi di inclusione. In particolare, durante la Conferenza di Dubai si è affrontata la crisi climatica in alcune parti del mondo, come le piccole isole del Pacifico, che corrono il serio rischio di scomparire; in questi casi irreversibili si chiede di tenere in considerazione i diritti delle persone con disabilità.

Più nello specifico viene richiamato l'articolo 11 della Convenzione delle Nazioni Unite, che afferma: "Gli Stati Parti adottano, in conformità agli obblighi derivanti dal diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e le norme internazionali sui diritti umani, tutte le misure necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazione di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, le emergenze umanitarie e le catastrofi naturali".

In Italia sussistono, già dai primi anni del 2000, delle azioni coordinate dai vigili del fuoco. Ci si sta già preparando, in modo specifico, all'aumento delle malattie causato dall'innalzamento delle temperature medie del pianeta. Patologie che avranno sicuramente un impatto su tutta la popolazione, ma maggiormente l'avranno sulle persone con disabilità.

di Anna Maria Gioria

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