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L’Eco di Bergamo del 02/10/2023

BERGAMO. Resta difficile la situazione sul fronte dell'insegnamento di sostegno in Bergamasca. È un fenomeno in crescita continua, capace di andare in contropiede anche alla flessione demografica. Soprattutto è un tema che richiede risposte adeguate, che ancora mancano. Mentre il numero degli studenti diminuisce (come conseguenza del calo della natalità innescatosi negli scorsi anni), cresce il numero di alunni con disabilità.

Succede ovunque, e anche a Bergamo: il nuovo anno scolastico in Bergamasca s'è aperto - secondo i dati dell'Ufficio scolastico regionale - con 5.739 alunni con disabilità, su un totale di 128.483 studenti; nell'anno scolastico 2018/2019, cioè cinque anni fa, gli alunni con disabilità erano 4.422 a fronte di 136.787 studenti totali. Nel giro di un lustro gli alunni con disabilità sono cresciuti di 1.317 unità, un incremento del 29,8%, e sono passati dal 3,2% al 4,5% del totale degli studenti.

In tutta la Lombardia si è saliti dai 40.889 alunni con disabilità del 2018/2019 (quando in totale gli studenti erano un milione e 188mila) agli attuali 54.257 (13.368 in più, +32,7%), su un totale di un milione e 132mila studenti lombardi. L'aumento, spiega chi ha analizzato il fenomeno, è legato a un aumento delle certificazioni, all'inclusione di condizioni e patologie nuove, e in alcuni casi a una diagnosi più precoce. Il riflesso è anche organizzativo ed educativo: servono più insegnanti di sostegno, ma la coperta appare sempre corta. O meglio: se anche ci si avvicina comunque alla copertura dei posti di sostegno, a mancare sono i docenti con l'apposita specializzazione. «Servono insegnanti formati»

A fine agosto, in vista dell'anno scolastico al via, i sindacati bergamaschi stimavano una mancanza di 1.453 insegnanti di sostegno. E ora? «Con i supplenti si sta riuscendo a coprire quasi tutti i posti mancanti - spiega Paola Manzullo, segretaria generale della Cisl Scuola Bergamo -. Le 'graduatorie incrociate’ hanno permesso di coprire i posti, ma con docenti che non hanno il titolo di specializzazione nel sostegno, e quindi che non hanno le specifiche competenze».

Più che quantitativo, il problema diventa qualitativo: «Questi alunni, soprattutto i più piccoli, avrebbero necessità di una didattica specialistica - rimarca Manzullo -, ma i supplenti non specializzati non hanno queste competenze. Faranno del loro meglio, come sempre, e ne siamo certi, però rimane un problema di fondo». Un «problema annoso che si ripropone continuamente», concorda Fabio Cubito, segretario generale della Flc-Cgil Bergamo: «C'è anche un ulteriore problema, alla base - aggiunge il sindacalista -. Molte volte le certificazioni, soprattutto nella scuola dell'infanzia e alla primaria, arrivano in extremis, e questo aggiunge un problema organizzativo».

A proposito di coperta corta, «da molte scuole riceviamo la segnalazione di una riduzione delle ore dedicate al sostegno - aggiunge Cubito -, proprio per via delle carenze d'organico». L'aumento degli alunni con disabilità si osserva anche su scala nazionale, come certificato dai nuovi dati del ministero dell'Istruzione e del merito: mentre nel nuovo anno scolastico il totale degli studenti è calato di 91mila unità, gli alunni con disabilità sono cresciuti di oltre 21mila unità; attualmente in Italia sono 311.201 su un totale di 7 milioni e 194mila studenti. Nel 2020/2021 gli alunni con disabilità erano invece 268.671 su un totale di 7,5 milioni di studenti. «Sono alunni che hanno bisogno di essere seguiti da docenti con una preparazione adeguata, ma spesso questa formazione non c'è - ribadisce Cubito -. Non resta che affidarsi alla buona volontà dei supplenti non formati, una buona volontà che c'è ed è importante, ma che da sola non basta. Andrebbero aumentati i posti nei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per il sostegno».

Collaboratore Luca Bonzanni

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