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PADOVA. Mercoledì 4 ottobre, nella Sala dello Studio Teologico della Basilica di Sant’Antonio a Padova, verranno presentate due repliche della formella raffigurante il Vir dolorum di Donatello, il cui originale si trova oggi montato al centro del paliotto dell’altare maggiore della Basilica del Santo, e il loro allestimento permanente in una sala del Museo Antoniano.

Le due formelle, in scala 1:1, mostrano l’una l’intero rilievo e l’altra il particolare del volto di Cristo di questo capolavoro dello scultore toscano, di recente esposto nelle mostre di Firenze, Berlino e Londra e lui dedicate.

Le due formelle costituiscono l’esito di una ricerca coordinata dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova (prof.ssa Maria Stella Busana e prof.ssa Giovanna Baldissin Molli) e sviluppata nell’ambito di un articolato progetto che ha visto il coinvolgimento di atenei e consorzi d’impresa del Veneto (progetto TEMART, capofila 3M Net; Bando Regione Veneto POR-FESR, 2014-2020), poi proseguita come progetto di Terza Missione del Dipartimento dei Beni Culturali. Si tratta quindi di un progetto (e di un Bando) particolarmente volto alla cooperazione tra la ricerca universitaria e il dialogo che essa può e deve instaurare con le realtà produttive, soprattutto locali, esse stesse capaci di elaborare soluzioni inedite e collaborare alla soluzione di determinati problemi.

L’obiettivo della ricerca era la validazione di protocolli operativi allo scopo di ottenere repliche di manufatti artistici complessi in modo da rendere disponibili copie dell’originale, impiegabili per gli scopi più diversi, tra cui la possibilità di lettura tattile, per persone che sostituiscono al senso della vista quello appunto del tatto.

Il manufatto scelto era di particolare difficoltà, sia per la sua natura di alto capolavoro d’arte, che per il fatto di essere bloccato in una posizione verticale nel paliotto, al centro del frontale dell’altare; tale posizione rende peraltro poco visibile la formella al pubblico.

Il rilievo digitale è stato realizzato in loco, davanti all’altare maggiore e in orario notturno, effettuando una scansione con apparecchiature sofisticate, senza nessun contatto con l’originale quattrocentesco, che ha permesso di ottenere un modello 3D ad altissima risoluzione (questa fase è stata realizzata dal Dipartimento del Beni Culturali, prof. Giuseppe Salemi e dott.ssa Emanuela Faresin). Grazie all’impiego di una stampante tridimensionale altrettanto sofisticata è stata prodotta una replica in polimeri di qualità eccellente, a livello di resa del rilievo, quindi particolarmente indicata per una lettura tattile (questa seconda fase è stata eseguita dal Laboratorio Te.Si., Rovigo – Dipartimento di Ingegneria Industriale, prof. Paolo Bariani e dott. Nicolò De Marchi). Successivamente il manufatto è stato trattato manualmente per assumere l’aspetto più simile all’originale dalla ditta Tryeco 2.0, che ha anche realizzato la stampa tridimensionale in polvere di gesso del dettaglio del volto di Cristo, trattata con materiale idoneo all’esperienza tattile.

Importante è stata la collaborazione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) di Padova e dall’allora presidente Roberto Callegaro, allo scopo di comprendere quali informazioni fossero significative per una lettura al tatto, così come dall’attuale presidente Lorenzo Martini, che ha curato la traduzione in braille dei testi predisposti per illustrare le due repliche.

I due manufatti, di proprietà dell’Università di Padova, sono stati infine concessi in deposito all’Associazione Centro Studi Antoniani e hanno trovato la loro collocazione ideale nel Museo Antoniano al Santo (Chiostro del Beato Luca Belludi), accanto ai calchi dei rilievi di Donatello realizzati nel corso dei secoli, dei quali abbiamo diverse informazioni, che costituiscono una sorta di traccia dell’ininterrotto e alto interesse che sempre l’opera di Donatello ha suscitato.

Si tratta, per il Museo, di un’importante acquisizione, volta a mostrare le tecnologie più avanzate oggi a disposizione per la realizzazione di repliche e a promuovere l’accoglienza e l’inclusività nell’accesso al Museo di persone con disabilità. La frequentazione di Musei in cui la modalità touch è già più matura ed estesa attesta, peraltro, l’interesse che tutti i visitatori dimostrano per questo genere di copie.

Al Santo, da diverso tempo, all’ingresso del Chiostro della Magnolia si trova una riproduzione tridimensionale del complesso della basilica e dei chiostri, elaborato per persone con una disabilità visiva, che è sempre oggetto di molta attenzione da parte dei visitatori, in modo indifferenziato. La messa a disposizione di informazioni di base, pienamente fruibili da tutti, è quindi un vantaggio nella valorizzazione del patrimonio culturale, in questo caso relativo a un capolavoro donatelliano.

Interverranno:

Padre Antonio Ramina, Rettore della Basilica di Sant’Antonio

Padre Luciano Bertazzo, Direttore del Centro Studi Antoniani

Prof.ssa Giovanna Baldissin Molli, Presidente dell’Associazione Museo Antoniano

Prof.ssa Barbara Arfé, Delegata all’Inclusione e alla Disabilità, Università di Padova

Prof.ssa Giovanna Valenzano, Direttrice del Dipartimento dei Beni Culturali, Università di Padova e Presidente della Veneranda Arca del Santo

Prof.ssa Maria Stella Busana, coordinatrice del progetto TEMART per il dBC e referente della Commissione Terza Missione dBC, Università di Padova

Scheda tecnica delle repliche della formella bronzea Vir dolorum di Donatello (metà XV secolo):

Rilievo digitale: rilievo tramite scanner a luce strutturata Cronos Dual dell’Open Technologies. Acquisizione e processamento dei dati tramite il software Optical RevEng 2.4 SR 8 Pro (Dipartimento dei Beni Culturali-

Università di Padova, prof. Giuseppe Salemi, dott.ssa Emanuela Faresin)

Stampa tridimensionale (formella): stampa in cinque parti (scala 1:1) in materiali polimerici mediante stampante ConneX3 a tecnologia PolyJet (Laboratorio Te.Si di Rovigo-Dipartimento di Ingegneria Industriale,

Università di Padova, Consorzio M3NET, dott. Nicolò De Marchi).

Assemblaggio e trattamento al vero (formella): assemblaggio delle cinque porzioni su uno spessore in resina epossidica e incollaggio e rifinitura mediante analogo materiale; resa al vero della superficie mediante polveri di bronzo e micacee in un medium acrilico a solvente e rifinitura a penello dei dettagli dorati; applicazione di una patina a base di bitume di giudea molto diluito (Tryeco 2.0, Ferrara).

Stampa tridimensionale (dettaglio tattile): stampa in polvere di gesso Polvere zp® 131 e legante zb® 61 trasparente come collante; stesura a pennello di resina epossidica Rp55®; stesura di un fondo superficiale atto alla sanificazione della formella dopo il contatto (Tryeco 2.0, Ferrara).

Per informazioni:

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Marco Milan (Messaggero di sant’Antonio)

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