Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Giornale di Monza del 17/10/2022

MONZA. “Prevenire è meglio che curare: non è uno slogan, ma una verità. Prima una malattia viene diagnosticata, meglio viene curata– esordisce Paolo Pecoraro, medico oculista vicino all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Monza Brianza– Facciamo un esempio pratico che riguarda i più piccoli. L’ambliopia, conosciuta come occhio pigro, se diagnosticata e curata prima dei tre anni consente un totale recupero dell’occhio. Al contrario, la possibilità di miglioramento o di guarigione totale diminuisce con il passare degli anni. Dopo la pubertà il recupero è pressoché nullo”.

I consigli del medico oculista: “Attenzione a abbassamenti di vista, bruciore e prurito”

Un nemico subdolo che gli adulti devono imparare a conoscere è il glaucoma, un’otticopatia, ovvero una malattia del nervo ottico, dovuta a un aumento di pressione all’interno dell’occhio. “Il glaucoma porta a una progressiva riduzione del campo visivo fino all’estinzione-spiega lo specialista- Il glaucoma detto ad angolo aperto è asintomatico. Il paziente non se ne accorge e lo scopre solo durante una visita oculistica. Per questo è utile recarsi regolarmente da uno specialista. Esistono diversi tipi di terapia: colliri, laser o la chirurgia nei casi più estremi”. Oltre a queste patologie silenti ve ne sono altre che si manifestano con sintomi evidenti: “Prestiamo attenzione agli abbassamenti della vista, a problemi come bruciore, lacrimazione, prurito, alla sensazione di una tenda che cala sugli occhi. Quest’ultima indica un improvviso calo della retina ed occorre andare immediatamente in ospedale, pena la cecità”.

I consigli del medico oculista: “Per gioco fate leggere le targhe delle auto ai vostri figli”

Il dottor Pecoraro dà alcuni suggerimenti pratici ai genitori e agli insegnanti di bambini in età prescolare e scolare. “È importante osservare i loro gesti quotidiani-sottolinea- il modo di afferrare gli oggetti e di girare la testa alla ricerca di qualcosa, l’avvicinarsi troppo al televisore, un’eventuale stanchezza che si manifesta mentre leggono o disegnano. Facciamo un giochino quando siamo in macchina: invitiamoli a leggere le targhe degli altri veicoli: se un bambino non legge lettere e numeri che gli altri riescono a individuare vuol dire che c’è qualcosa di anomalo”. Le visite oculistiche sono sempre raccomandate indipendentemente dall’età: “I bambini e i ragazzi crescono in fretta-spiega Pecoraro-gli adulti, invece, possono avere una serie di patologie che, ribadisco, devono essere prese in tempo. In linea di massima bisogna recarsi da uno specialista una volta all’anno salvo alcune problematiche che richiedono un controllo ben più frequente”.

di Annamaria Colombo

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