Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Una app per far giocare a Fifa i non vedenti. Quello che fino a poco tempo fa pareva un ossimoro è diventato realtà con Novis, la start up di Arianna Ortelli, Marco Andriano e Moreno Gregori.

Ortelli, come si insegnano i videogiochi ai non vedenti?

«Si crea un linguaggio con i suoni».

Ci faccia un esempio.

«Abbiamo cominciato con il ping pong. Il nostro gioco prevedeva di utilizzare lo smartphone come racchetta. A seconda del colpo la pallina emetteva suoni diversi. Con le cuffie stereo chi gioca capisce da che lato arriva la pallina e risponde. Era una app sperimentale che ci ha consentito di avvicinarci alla realtà dei non vedenti e mettere le basi per le nostre applicazioni successive».

Dopo il ping pong qual è stato il passo successivo?

«Il caro, vecchio, Supermario.

Quel Supermario? L'archeologia dei videogiochi?

«Proprio lui. Era importante creare una versione per non vedenti. Perché il gioco rappresentava una difficoltà in più. Infatti il nostro software doveva essere in grado di distinguere tutti gli elementi del gioco».

La vostra ultima creazione?

«Si chiama Camilla: un cane guida virtuale sui videogiochi.

Perché Camilla?

«Esiste davvero. È il cane guida di una persona non vedente che ha collaborato con noi»

Qual è il compito della Camilla virtuale?

«Avvisa in anticipo il giocatore dell'esistenza di ostacoli e opportunità. Esattamente come accade nella realtà di tante persone non vedenti».

Quante persone collaborano con voi?

«Lavoriamo con una cinquantina di sviluppatori e imprese. E pensiamo di crescere».

Questo era il suo sogno da bambina?

«Assolutamente no. Avevo in mente solo il gioco del calcio. Sognavo il Torino femminile. Questa era la mia passione»

Lo è ancora oggi?

«Oggi continuo a praticare il calcio, ovviamente non a livello professionistico. Gioco in una squadra di calcio a cinque a San Salvario».

Com'è arrivata a fondare una start up?

«Ho studiato economia aziendale e business administration. Ero al terzo anno e ho seguito un corso sulle start up. Poi ho partecipato ai corsi di managerialità organizzati da Sei e insieme ai due miei cofondatori abbiamo fatto nascere Novis. Moreno Gregori si occupa dello sviluppo tecnologico del sistema di gioco. Marco Andriano, il nostro cofondatore ipovedente, si occupa degli aspetti commerciali».

Qual è l'obiettivo finale della vostra start up?

«Creare un linguaggio universale dei suoni da vendere alle aziende che producono videogiochi. Ma anche per altre applicazioni. In quel linguaggio ogni suono avrà un valore positivo o negativo e sostituirà il linguaggio della grafica. È molto importante, per le persone ipovedenti, creare uno standard. Ci arriveremo».

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