Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Il Giornale di Vicenza del 25/05/2022

Al museo naturalistico archeologico è stato inaugurato il nuovo percorso tattile. Diverse opere sono state riprodotte in eco-plastica, con targhe in braille Il progetto rientra tra le iniziative di inclusione promosse dal Comune.

VICENZA. "Vedere" la testa di toro dell'Età del Ferro attraverso le mani, seguendone i riccioli con le dita o esplorare una stele in basalto ripercorrendo l'iscrizione e apprezzando la ruvidezza della pietra. Tutto senza toccare e rischiare di rovinare il reperto originale. È stato presentato in occasione della Giornata internazionale dei musei, dedicata quest'anno a "Inclusione e sostenibilità", il percorso tattile del museo naturalistico archeologico, parte del progetto "Vicenza inclusion", portato avanti dall'assessorato alla cultura insieme alla start-up Shape 3D e di "Musei per tutti", che coinvolge anche gli assessorati al sociale, all'istruzione e la commissione Sviluppo economico, insieme ai musei civici, museo diocesano, Palladio museum e palazzo Leoni Montanari e all'UICI.

Un'iniziativa innovativa e dall'alto valore sociale, perché si inserisce in un settore, quello culturale, dove ancora è difficile trovare una vera e piena parità di opportunità.

La prima tappa, a febbraio, era stata la riproduzione di otto quadri e una scultura di palazzo Chiericati, con l'autorizzazione della Soprintendenza. La seconda, presentata dall'assessore Simona Siotto, insieme a Matteo Marini, presidente dell'Unione ciechi e ipovedenti di Vicenza, e Matteo Ive e Luca Casarotto di Shape 3D, è consistita nella creazione di altre sei riproduzioni. Obiettivo dell'iniziativa è facilitare la visita alle persone ipovedenti e cieche, ma anche aiutare i ragazzi a godere ancora meglio della visita. Con un occhio anche alla sostenibilità, visto che le riproduzioni sono stampate in "pla", un'eco-plastica ricavata dall'amido di mais. Al piano terra, il primo reperto tattile è, appunto, la testa di toro in marmo del I secolo, che faceva parte della decorazione dell'antico teatro Berga. Al primo piano, invece, sono due i reperti dell'Età del Ferro selezionati: la stele in basalto con la prima citazione del termine "Venetkens" e la tavoletta in bronzo con l'alfabeto venetico.

«Per realizzare la stele - spiega Ive - abbiamo aggiunto all'impasto per la stampa della sabbia, per rendere la ruvidezza del materiale». Eco-plastica grigia, invece, per il bicchiere in ceramica a bocca quadrata risalente al Neolitico. Due anche le riproduzioni nell'area naturalistica: un corallo fossile oligocenico, vissuto circa 30 milioni di anni fa e un "curculio vicentinus", un coleottero autoctono. La conservatrice del museo, Viviana Frisone, guida la visita. Marini tocca e legge le targhette in braille «molto ben fatte, spiegano chiaramente il reperto che si sta toccando. Non posso che ringraziare l'amministrazione e l'azienda per questa iniziativa. In un momento in cui il contatto fisico è venuto meno, hanno puntato sul tatto, che è il senso che per noi sostituisce la vista. È anche un modo per riportare i nostri ragazzi al museo». Orgogliosa Siotto, che sottolinea come in Italia ci siano «una sola opera in 3D a Roma e qualcuna a Ferrara, mentre a Vicenza siamo già alla seconda tappa e la prossima sarà il museo del Risorgimento. Nella giornata dei musei, che il Ministero ha dedicato a "Inclusione e sostenibilità" è un messaggio importante, ma queste riproduzioni saranno utili anche per coinvolgere maggiormente i bambini».

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