Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Settimanale della Diocesi di Como del 10/03/2022

Sabato 5 marzo è stata inaugurata, negli stessi locali dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) in via Raschi, la sede comasca del servizio riabilitativo “Intervento Precoce” rivolto a bambini con disabilità visiva in età prescolare, già operativo in Lombardia, per la precisione a Milano e Brescia, nell’ambito del progetto “Bloom Again – Tutti i sensi hanno colore”, che si propone non solo di aiutare i bambini a raggiungere quella condizione di benessere propedeutica alla valorizzazione delle potenzialità residue che essi possono manifestare e utilizzare, ma anche di sostenere le famiglie generalmente traumatizzate dalle diagnosi di disabilità riferite ai figli e ignare dei percorsi riabilitativi che pure sono disponibili. Uno di questi è appunto “Bloom Again”, le cui modalità di intervento sono riassunte in questi termini dal vicepresidente nazionale dell’UICI Linda Legname: “Il punto di partenza è il concetto di “povertà educativa minorile”, una deleteria condizione che sorge tutte le volte che ai bambini vengono negate le pari opportunità didattiche e di crescita personale, creando una serie di barriere e di ostacoli e soprattutto rendendo impossibile quella comunità educativa aggregante che è al centro della nostra azione. Ecco allora che diventa fondamentale, quando viene diagnosticata una disabilità visiva a un bambino non ancora scolarizzato, dialogare subito con la famiglia coinvolgendola nel percorso di formazione e attivando l’intervento precoce, allo scopo di ridurre se non sopprimere del tutto la “povertà educativa” che rischia di produrre bambini e poi adulti di “serie B” rispetto ai loro corrispettivi non affetti da disabilità. La nostra associazione ha cento anni di lavoro alle spalle in questo campo (fu fondata a Genova nel marzo 1922, ndr) e sa come mettere al servizio della collettività i servizi e le competenze che ha elaborato in un secolo di storia. Tutto quello che dovremo continuare a fare è dialogare con le istituzioni per trovare i modi e le forme di una collaborazione dalla quale possono sortire grandi risultati, a volte anche disponendo di poche e limitate risorse”.

Per quanto riguarda le istituzioni, non si può certo affermare che il dialogo auspicato da Linda Legname sia venuto meno, a dire il vero né in questo momento né in precedenti occasioni, considerata la vicinanza di Regione Lombardia – come pure dei territori provinciali incluso quello di Como – alle iniziative che si collegano all’UICI e più in generale al mondo del volontariato che opera a ridosso della sezione lariana presieduta da Claudio La Corte, che giudica infatti “interessante il fatto che si sia acceso un faro a illuminare un servizio aggiunto diretto stavolta verso i più piccoli, colmando una lacuna che giaceva da tempo nella nostra organizzazione”. Ma la spinta determinante nella direzione dell’apertura della sede comasca di “Intervento Precoce” è giunta ovviamente dall’ente regionale, il cui assessore alla famiglia, alla solidarietà sociale, alla disabilità e alle pari opportunità Alessandra Locatelli riconosce in particolare un merito prioritario a questa nuova proposta dell’UICI, consistente nel fatto che “si permette alle famiglie colte dal panico alla scoperta della disabilità visiva del figlio o della figlia di superare la crisi e avviare un percorso dinamico di riabilitazione attraverso il quale si possono ottenere miglioramenti efficaci e di lunga durata. Se è vero purtroppo che le istituzioni non sempre riescono a fornire risposte concrete e fattuali alle richieste dei cittadini, è anche vero che è proprio dalla costruzione di quella rete a cui si riferisce Linda Legname, ponendo a contatto di gomito le stesse istituzioni e le strutture del Terzo Settore che da sempre operano con consapevolezza e competenza nei contesti più delicati del disagio e dell’emergenza, che diventa possibile tendere al soddisfacimento di una serie di bisogni che andrà a vantaggio dell’intera comunità”. Volendo ora addentrarsi nelle specificità dei caratteri essenziali del progetto, è da ricordare, seguendo quanto è stato spiegato dal direttore scientifico dell’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione (IRIFOR) della Lombardia Nicola Stilla, che “il servizio di Intervento Precoce interesserà a Como bambini da zero a sette anni (già quattro sono stati al momento inseriti nella programmazione, ndr) e rispettive famiglie, partendo da una base unica che è quella della psicomotricità. L’obiettivo è quello di tirar fuori, in questo modo, tutte le potenzialità residue presenti nei bambini, riscrivendole e valorizzandole con il passaggio successivo ad altre attività, come l’informatica, la lettura in codice Braille, i soggiorni estivi e numerose altre forme di gestione del disagio e di esercizio concreto, dalla logopedia alla musicoterapia, che richiederanno evidentemente l’ausilio di figure professionali autorizzate e competenti. Questo non certo per entrare in concorrenza con gli altri servizi sociosanitari già attivi sul territorio, ma per integrare questi ultimi in una prospettiva di arricchimento e di completezza che non potrà che tornare utile alla società nel suo complesso. Perché sarà solo costruendo la rete che potremo accogliere tutte le richieste, fornire al bambino tutte le opportunità formative, didattiche ed evolutive che gli consentiranno di estrarre dal suo vissuto il meglio di sé e dare alle famiglie tutte le risposte che sono attese in pratica sin dal momento della diagnosi”. Il progetto “Bloom Again” è già sufficientemente rodato in cinque regioni del territorio nazionale, Liguria, Campania, Toscana, Lazio e appunto Lombardia con le sue Milano e Brescia cui si è aggiunta, dal 5 marzo, anche Como, preferita alle candidature di Monza e Varese per la disponibilità di spazi meno angusti in cui avviare la formazione e le attività psicomotrici preliminari. Tra le caratteristiche distintive del servizio lombardo, giacché ognuna delle cinque regioni ha le proprie peculiarità alternative di gestione del programma di base, figurano la componente della didattica extrascolastica, legata in particolare all’uso delle tecnologie informatiche e l’utilizzazione di un apposito pulmino per i weekend sul territorio regionale di cui potranno usufruire i bambini con le loro famiglie. Bambini e famiglie che cominceranno in questo modo a vivere al riparo dalle insidie di quella “povertà educativa minorile” deprecata d Linda Legname, e da noi tutti con lei.

Salvatore Couchoud

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