Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Il Giorno del 16/11/2021


Franca Crispo, 49 anni, è tra gli atleti del primo Trofeo internazionale Lorenzo Radice dell'Accademia: «Speriamo nelle Paralimpiadi di Parigi».
MILANO. «A volte noi non vedenti sfidiamo a duello gli amici disabili in carrozzina. Loro si bendano, noi ci sediamo su una sedia a rotelle, così le differenze spariscono». E sarebbe bello, è il messaggio, se ognuno, normodotato e non, si mettesse sempre nei panni dell'altro anche nella quotidianità. Franca Crispo, milanese non vedente, fisioterapista, ha 49 anni e da 4 pratica scherma. «Sì, anche i ciechi possono farlo. All'inizio non ci credevo nemmeno io». Sarà tra gli atleti che domenica parteciperanno al primo Trofeo Internazionale scherma non vedenti Città di Milano nell'Accademia Scherma Milano in via Filippo Sassetti 15, quartiere Isola. Un evento realizzato grazie al contributo del progetto «Erasmus+ Sport» dell'Unione Europea, terza e ultima tappa della manifestazione cominciata in Francia a febbraio del 2020 e proseguita in Spagna lo scorso ottobre, dove Crispo si è classificata terza nella gara femminile (mentre ha conquistato l'argento al campionato italiano, a Villafranca di Verona, lo scorso giugno). Tra i patrocini istituzionali, quello di Regione Lombardia, del Comune di Milano e del Comune di Modica. Non manca il supporto del Comitato olimpico nazionale italiano e di quello Paralimpico, oltre che della Federazione italiana Sport paralimpici per ipovedenti e ciechi, della Federazione italiana Scherma, della Fondazione Istituto ciechi di Milano e di molte altre realtà. Ma come è possibile, per un cieco, tirare di scherma? «Il non vedente - spiega Lorenzo Radice, co-fondatore e presidente di Accademia Scherma Milano, tra i tecnici della squadra italiana non vedenti - si muove seguendo una linea direttrice longitudinale in rilievo sulla pedana, che gli consente di orientarsi. Sa che nello spazio incontrerà il suo avversario (sono entrambi bendati, per essere alla pari, considerando che ci sono diversi gradi di disabilità), e per il duello è fondamentale il tocco della lama». Una pratica sportiva «che mostra come tutto possa essere ripensato in forma inclusiva: nella nostra palestra si allenano 140 persone normodotate, 20 in carrozzina, 8 non vedenti dai 15 ai 60 anni e altrettante con altre disabilità. Collaboriamo con Cascina Biblioteca e ospedali. Il nostro obiettivo è portare la scherma per non vedenti alle Paralimpiadi di Parigi come sport dimostrativo, cavalcando l'onda di Bebe Vio, e di renderlo sport ufficiale a Los Angeles nel 2028». Franca Crispo spiega che «questo sport mi ha sempre affascinata, la scherma mi ha conquistata. In pedana sono io: devo cercare di vincere il duello ma soprattutto il confronto con il mio corpo. È me stessa, che metto in gioco ogni volta».
di Marianna Vazzana

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