Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
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Corriere della Sera del 17/09/2021

I giudici amministrativi hanno dato ragione alle famiglie che avevano fatto ricorso contro l’esonero totale degli alunni da alcune materie. Un provvedimento che sarebbe stato «in contrasto con le norme internazionali di tutela della disabilità».

ROMA. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato il decreto 182/2020. La norma, emanata dal ministero dell’Istruzione in concerto con il ministero dell’Economia, modificava le modalità di assegnazione delle ore di sostegno per gli alunni disabili e ridisegnava il PEI. il Piano educativo individualizzato è il programma didattico da «cucire» sulle esigenze degli studenti con disabilità. Il ricorso è stato presentato da un gruppo di associazioni rappresentative delle famiglie e degli insegnanti di sostegno. Ed è stato pienamente accolto. La sentenza boccia il decreto sia dal punto di vista procedurale che di contenuto.

Uno degli aspetti più controversi era la questione dell’esonero. Il nuovo PEI prevedeva l’ipotesi di esonerare totalmente gli alunni con disabilità dal frequentare le lezioni di una determinata materia, per assegnarli ad attività di laboratorio separate. Una misura discriminante per il fronte raccolto sotto lo slogan #NoEsonero. Il TAR ha dato loro ragione, ritenendo l’«esonero generalizzato» in contrasto con le norme internazionali in materia di tutela della disabilità. Ugualmente in contrasto con la normativa italiana e internazionale sarebbe il meccanismo per l’assegnazione delle ore di sostegno. Il TAR la definisce una «predeterminazione rigida e rigorosa del range delle ore di sostegno attribuibili». In base alla definizione del grado di disabilità, lo studente avrebbe avuto diritto a un range prestabilito di ore di sostegno. A titolo di esempio: a fronte di un grado lieve di disabilità, l’alunno ha diritto a un numero di ore di sostegno tra zero e sei. Si tratta di un automatismo che contrasta con il principio di assegnare le risorse in base alle effettive necessità e che lascia spazio ad uno scenario di assegnazione di ore «al ribasso». Magari per far fronte a vincoli di bilancio. Sul punto il TAR ha sottolineato come «le esigenze di finanza pubblica non possano giustificare restrizioni alle tutele da riservarsi agli studenti disabili […] Ciò non significa che ogni disabilità comporti l’automatica attribuzione del massimo delle ore di sostegno […] ma neppure è ammissibile che esigenze di finanza pubblica possano indebitamente limitare detta assegnazione, riducendola oltre modo rispetto a quanto sarebbe invece necessario per il raggiungimento dello scopo». Scopo che rimane la piena inclusione.

Oggi, l’attribuzione delle ore di sostegno passa attraverso una proposta del GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo. Una proposta quindi condivisa da dirigente scolastico, insegnanti, famiglia e professionisti esterni. Anche la composizione e i poteri di questo organo sono stati oggetto di ricorso. Le associazioni avevano denunciato una penalizzazione delle famiglie confermata dal pronunciamento del TAR. Non solo la disciplina sul GLO non rientrava tra i temi della legge delega, ma con il decreto bocciato si conferivano eccessivi poteri al dirigente scolastico. Ad esempio per ciò che concerne l’autorizzazione di pareri di specialisti nominati dalla famiglia dell’alunno con disabilità. «Praticamente tutti i nostri rilievi sono stati accolti – dice Evelina Chiocca, del Coordinamento italiano insegnanti di sostegno, una delle associazioni che hanno presentato il ricorso – Queste criticità le avevamo fatte presenti: la misura dell’esonero, la revisione dell’orario, la messa all’angolo della famiglie. Misure che tradiscono lo stesso spirito della legge. L’esonero, uno degli aspetti più gravi, non può esistere in una scuola dell’inclusione. L’abbiamo affermato dal primo giorno».

E ora che succede? Nei fatti cambierà poco o nulla. Il decreto 182 prevedeva da gennaio l’adozione facoltativa del nuovo modello di PEI. Un’ipotesi del tutto teorica. L’operatività vera scattava da questo nuovo anno scolastico. «Ho visto titoli abbastanza catastrofisti – continua la Chiocca - I PEI sono stati fatti e i Gruppi di lavoro hanno lavorato. Si prosegue come prima, in continuità con quello che si è fatto a maggio/giugno 2021. Salvo che il ministero non dia delle nuove indicazioni coerenti e chiare. Noi siamo disponibili a un confronto. Ci interessa solo che i diritti degli alunni con disabilità siano garantiti».

di Francesco Sellari

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