Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
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Superando del 01/05/2021

Presentata in marzo dalla Commissione Europea, la proposta di un Certificato Verde Digitale (“Digital Green Certificate”), per la libera circolazione in sicurezza dei cittadini dell’Unione Europea, durante la pandemia, non affrontava sufficientemente l’accessibilità delle informazioni sulla salute personale. Ora il Parlamento Europeo ha approvato quella proposta, adottando però una serie di richieste emendative avanzate dal Forum Europeo sulla Disabilità, riferite appunto all’accessibilità di quel documento, delle quali si dovrà tenere conto all’atto di emanazione del regolamento definitivo.

BRUXELLES. Nel mese di marzo scorso la Commissione Europea aveva presentato una proposta volta a creare un Certificato Verde Digitale (Digital Green Certificate), allo scopo di agevolare la libera circolazione in sicurezza dei cittadini dell’Unione Europea, durante la pandemia, ovvero una prova digitale attestante la vaccinazione, un tampone negativo o l’avvenuta guarigione dal coronavirus. Tale proposta, però, come denunciato dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, non affrontava sufficientemente l’accessibilità delle informazioni sulla salute personale, in riferimento alle persone con disabilità.
Ieri, 29 aprile, il Parlamento Europeo ha discusso e adottato quella proposta, adottando tra l’altro una serie di richieste emendative avanzate dall’EDF stesso, distribuite in precedenza a tutti i membri dell’Intergruppo sulla Disabilità del Parlamento Europeo.

Si tratta di emendamenti riferiti esplicitamente all’accessibilità del certificato digitale e cartaceo, per garantire appunto che le persone con disabilità abbiano uguale accesso alle proprie informazioni sanitarie personali come qualsiasi altro cittadino.
L’EDF ha sottolineato inoltre l’importanza di coinvolgere le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative nello sviluppo di questo documento e che le persone non vaccinabili, a causa di preesistenti condizioni di salute, non vengano discriminate sulla base di esso. «In tal senso – annotano dal Forum – accogliamo con favore il fatto che il relativo regolamento non limiti in alcun modo la libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea e ribadisca il nostro invito a rendere la vaccinazione e i test Covid-19 accessibili e alla portata delle persone con disabilità».

«Una volta che il Parlamento e il Consiglio Europeo avranno concordato un regolamento definitivo – concludono dall’EDF -, la Commissione svilupperà le specifiche tecniche del Certificato, rispettando, nel frattempo, tutti i più avanzati requisiti e standard di accessibilità». (S.B.)

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