Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Pubblicato sul sito web iapb.it il 30/03/2021

Cosa vede un bambino alla nascita e quali esami è opportuno fare entro i 3 anni di vita del bambino.

Non esistono bambini troppo piccoli per essere visitati e i medici possono ricavare tantissime informazioni attraverso una visita oculistica ai neonati. È a partire da questa evidenza che si è sviluppato il web talk di venerdì 26 marzo, “Come si sviluppa la vista nel neonato”, moderato da Tommaso Vesentini, giornalista e divulgatore scientifico. Alla diretta streaming ha partecipato il Prof. Filippo Cruciani, Referente Scientifico di IAPB Italia Onlus, che ha risposto alle domande delle mamme blogger, Olga Zappalà, Laura Anzano, Angelica Montagner e Ottavia Vallese, per aiutare i genitori a sostenere lo sviluppo visivo del bambino. Ad introdurre i lavori è stato l’Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente di IAPB Italia Onlus, che ha rimarcato l’impegno dell’Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità nella prevenzione visiva del bambino, anche attraverso la riabilitazione visiva effettuata presso il Polo Nazionale Ipovisione.

Al momento della nascita, il bambino passa da un ambiente protetto al mondo esterno, uno spazio che deve assolutamente conoscere in tutti i suoi particolari. Il mezzo principale per farlo è la vista: nell’uomo, l’80 per cento delle informazioni provenienti dall’ambiente passa attraverso questo canale, un mezzo fondamentale perché il bambino possa comprendere ciò che lo circonda.

Sono diverse, quindi, le tappe fondamentali per lo sviluppo della vista e sono tanti i segnali che medico e genitori possono cogliere per intervenire. Il recupero della vista, infatti, può esserci solo entro il terzo anno di vita del bambino: superato questo limite non è più possibile recuperare la piena funzionalità visiva. Vediamo allora come si sviluppa la vista nei primi anni di vita del bambino.

A che livello è lo sviluppo del sistema visivo del bambino alla nascita?

“L’occhio è pronto dal punto di vista anatomico, ma da un punto di vista funzionale è una tabula rasa, come un computer in cui sono presenti solo programmi, ma ancora nessuna informazione. L’occhio deve imparare a vedere, che è un’arte che si apprende molto lentamente attraverso la stimolazione continua. La vista si forma solo al terzo anno di vita raggiungendo la piena maturazione funzionale. È un processo lento che si sviluppa giorno per giorno ed è importante che ci sia una stimolazione precisa, senza ostacoli, affinché l’apparato visivo possa svilupparsi”.

Cosa vede un neonato alla nascita? Riesce a riconoscere il volto delle persone?

“L’occhio è pronto, ma deve iniziare a funzionare e ad avere gli strumenti per farlo. Il bambino vede, ma non sa cosa e deve piano, piano conoscere quello che osserva. Soltanto gradualmente alcune immagini gli diventeranno familiari”.

Quando posso portare mio figlio a fare una visita oculistica? Può essere visitato anche se non vede ancora bene?

“I bambini si visitano a qualsiasi età e non c’è nessun problema. Grazie alla visita completa, siamo in grado di scoprire un eventuale difetto della vista. L’occhio si forma dal punto di vista refrattivo e può modificarsi; ad esempio, alla nascita c’è sempre una ipermetropia che poi si riduce.

Il momento fondamentale è comunque la nascita per escludere malformazioni, come la cataratta congenita o altre patologie. Una volta la cecità era soprattutto infantile e causata dalle malattie infettive. Oggi, prevenzione e igiene hanno fatto sì che scomparisse l’enorme numero di bambino non vedenti, ma restano le malattie di natura genetica o acquisite durante la gravidanza.

Per questo, insistiamo alla nascita con una visita completa e con il test del riflesso rosso, che eseguono anche i pediatri.

Fondamentale, poi, è una visita completa da un oculista entro i 3 anni. Se sono evidenti alcuni segnali, però, è meglio anticipare il controllo visivo. Prima si fa e meglio è; la visita serve per definire lo stato anatomico e funzionale dell’occhio. Una volta c’era la convinzione errata che il bambino dovesse collaborare per eseguire la visita, ma non è così. Anche se non collabora, riusciamo ad eseguire appieno l’esame visivo”.

A volte mi sembra che le pupille del bambino si muovano, come in un tremolio, è normale?

“Questo tremolio ritmico degli occhi può esserci quando il bambino tende a fissare un oggetto ed è come se l’occhio cominciasse a muoversi in maniera continua. Questo è un segno neurologico e significa che prima della nascita c’è stata una sofferenza nell’apparato visivo. Ci sono malattie come l’albinismo che tipicamente lo causano e i bambini che ne sono affetti presentano questo movimento ritmico orizzontale, raro, ma sintomatico del nistagmo”.

Posso usare dei colliri per calmare gli arrossamenti dopo il pianto?

“Il collirio è un farmaco topico usato localmente e deve essere utilizzato con molta cautela. Non prendete iniziative con i bambini: meno prodotti utilizzate e meglio è. Il collirio, infatti, può creare bruciore e disturbo e nell’infanzia va usato dietro prescrizione medica. Oggi si usano molto le lacrime artificiali, che sono utili nell’adulto, ma se nel bambino non c’è una precisa indicazione può rivelarsi qualcosa che lo allontana dalle visite. L’uso del collirio per dilatare la pupilla è sempre un momento duro per il bambino, che deve essere preparato, perché il farmaco crea sempre bruciore agli occhi”.

Rivivi la diretta “Come si sviluppa la vista nel neonato” su www.proteggilasuavista.it.

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