Il Gazzettino del 16.01.2020
L'Italia è a capo della sperimentazione di una sostanza che incide sulla progressione della malattia oculistica.
Utilizzata nei test come collirio, è stata usata anche per via orale e, in alcuni casi, su persone malate di Parkinson.
LA PATOLOGIA.
Oltre 55 milioni i casi in tutto il mondo di questi oltre un milione solo in Italia, questi i numeri che fotografano una delle patologie oculistiche più pericolose, il glaucoma. Di questo milione, però, poco meno della metà sa di essere malato e scopre la patologia molto tardi. Parliamo di una malattia in crescita.
«Il glaucoma spiega Luca Rossetti, direttore della clinica Oculistica Università San Paolo di Milano è una neuro-tticopatia degenerativa. In parole più semplici, le fibre nervose che portano il messaggio visivo dalla retina al cervello vanno incontro a una degenerazione. Questo avviene in presenza di una pressione oculare elevata. La causa è ancora difficile da individuare. Quello che sappiamo è che si assiste a un'accelerazione dei processi di invecchiamento che porta le strutture che sono deputate a far defluire il liquido dall'interno dell'occhio a diventare meno efficienti». Tra i primi segni, il restringimento del campo visivo: difficoltà nel vedere di lato, in basso, in alto.
LE FIBRE.
L'inefficienza di questi condotti comporta l'innalzamento della pressione oculare che, se non curata, determina lo schiacciamento delle fibre nervose causa della loro morte. Se non diagnosticato in tempo, il glaucoma porta alla cecità completa. La pericolosità non è data solo dal suo decorso ma anche dalla sua asintomaticità. «All'inizio continua Rossetti - l'innalzamento della pressione oculare è lieve e questo non causa nessun sintomo. Inoltre, il campo visivo che va a scomparire è localizzato nella zona nasale e viene quindi compensato con il lavoro dell'altro occhio». Quando la malattia diventa sintomatica è perché ha raggiunto uno stato avanzato. Detta così la situazione sembra irrisolvibile, invece una buona prevenzione permette una diagnosi precoce che può salvare la vista. Un ruolo fondamentale è quello del medico di base che, dopo i 40 anni, dovrebbe prescrivere una visita oculistica ogni anno.
Visita che è fondamentale per chi abbia familiarità, anche alla lontana, con questa patologia. Infatti, gli studi in questa direzione confermano che la componente genetica è molto importante. Fra le patologie che favoriscono la comparsa del glaucoma c'è la psudoesfoliatio capsulae, una patologia caratterizzata dalla produzione di un materiale furfuraceo da parte della superficie del cristallino, che si deposita su tutte le superfici intraoculari. A lungo andare questo materiale intasa la struttura che fanno defluire l'umor acqueo determinando così un aumento della pressione causa del glaucoma.
SISTEMA NERVOSO.
Anche farmaci come il cortisone possono essere causa della comparsa del glaucoma così come la presenza di una forte miopia. Nonostante sia una patologia legata all'età, il glaucoma colpisce anche i più piccoli.
«Nel bambino dice Rossetti si tratta di forme congenite di tipo malformativo. Questo significa che questi bambini hanno la struttura deputata a filtrare l'umor acqueo che non funziona dando luogo a forme molto aggressive della patologia». In generale non esiste una cura definitiva per il glaucoma ma si può trattare in maniera efficace, all'inizio con i farmaci e poi con interventi chirurgici, in maniera tale che la progressione della malattia sia così lenta che chi ne soffre possa condurre una vita normale. «Le terapie del futuro conclude Rossetti vanno verso l'applicazione di farmaci impiegati in presenza di malattie del sistema nervoso centrale come le demenze o il Parkinson». In particolare, la citicolina è un neuro-protettore con indicazione terapeutica per i pazienti glaucomatosi. In uso come collirio, è al test anche in forma orale. È infatti, stato avviato da poco uno studio internazionale, con l'Italia nel ruolo di capofila, che coinvolgerà 4 paesi europei (Spagna, Grecia e Belgio, oltre all'Italia) e un campione di 220 paesi per valutare l'impatto di questa molecola in soluzione orale.
di Alessandra Iannello

