Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Key4biz del 02/03/2021

Il conto alla rovescia è iniziato. Entro quattro anni, tutta la filiera editoriale europea e quella di tutti gli operatori internazionali che intendono operare nel mercato europeo dovrà essere accessibile. Cosa vuol dire? Che i libri digitali, prima di tutto, ma anche le piattaforme e i siti web che li commercializzano, dovranno essere liberamente consultabili anche dalle persone con disabilità visive o con difficoltà di lettura dei libri a stampa, come per esempio le persone dislessiche.

Nel 2025, infatti, entra in vigore l’European Accessibility Act ed è un grandissimo passo in avanti – di civiltà innanzitutto – per il mondo del libro. È richiesto, pertanto, anche un grandissimo sforzo di innovazione agli editori, e non solo a loro, ma pure ai distributori, alle librerie online, ai siti di e-commerce, agli sviluppatori di soluzioni di lettura, alle piattaforme, ai produttori di device. Dovranno tutti adeguare i loro servizi, prodotti e processi di lavoro. Una fondazione italiana, Libri Italiani Accessibili, iniziativa dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e dell’Associazione Italiana Editori (AIE) è all’avanguardia in Europa nell’accompagnare questo processo.

Si tratta di un progetto per l’innovazione tecnologica, ma anche sociale, portato avanti con il consenso dei diversi stakeholders interessati, a partire dalla persone con disabilità visiva che partecipano alle fasi di progettazione e verifica dei prodotti e dei servizi in una logica di user centered design. Di fatto, la Fondazione è una implementazione ante litteram di quanto richiesto dall’European Accessibility Act. Abbiamo chiesto al suo segretario, Cristina Mussinelli, di spiegarci le tappe di questa rivoluzione tecnologica.

Mussinelli, come è fatto un libro accessibile?

Un libro digitale accessibile è un ebook realizzato in base ad alcuni requisiti, definiti a livello internazionale, che permettono a chi lo legge con la sintesi vocale del proprio device o attraverso un display braille (una tastiera che trasforma il testo in braille digitale) di riconoscere tutte le sue parti e di navigarlo semplicemente.

Quali sono questi requisiti?

Per essere considerato accessibile, per esempio gli indici devono consentire al lettore di accedere direttamente a tutti i capitoli del testo tramite dei link, i titoli e la semantica del testo devono essere identificati in maniera chiara, le foto, le illustrazioni o i grafici devono essere corredati da una descrizione alternativa che permetta di comprendere il contenuto. Il testo deve inoltre permettere alle soluzioni di lettura di ingrandire i caratteri e di modificare i colori degli sfondi per supportare la lettura anche da parte di chi ha un’ipovisione. Sono ben 42 i criteri che si basano su quanto definito a livello internazionale per gli standard di accessibilità e che devono essere rispettati per poter definire un e-book accessibile. Una cosa importante da evidenziare è che dei libri digitali realizzati tenendo conto di questi requisiti sono di qualità migliore per tutti i lettori.

Ma quanto sono diffusi oggi in Italia i libri accessibili?

Sono 26.000 i libri digitali accessibili presenti a oggi nel catalogo di Fondazione LIA e consultabili sul sito www.libriitalianiaccessibili.it. Un risultato reso possibile grazie all’impegno degli editori partecipanti della Fondazione e dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e al sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Quindi molti editori italiani pubblicano già oggi in maniera accessibile.

Certo, sono già 76 i marchi editoriali presenti su www.libriitalianiaccessibili.it, ma è necessario che l’adeguamento sia totale entro quattro anni. Come Fondazione, noi abbiamo già accompagnato molti editori in questo percorso e continuiamo a farlo: facciamo consulenza e formazione sulla produzione e, quindi, assegniamo una certificazione di accessibilità, attribuendo ai prodotti con i giusti requisiti un bollino e i metadati utili a comunicare le loro specifiche lungo tutto il percorso della distribuzione digitale. In questo modo gli editori saranno in linea con le indicazioni dell’Accessibility Act, che sancisce il diritto dell’utente a conoscere nel dettaglio le caratteristiche del prodotto che sta comprando.

Quanti mesi passano prima che una novità editoriale sia disponibile anche per le persone con disabilità visiva?

Il principio a cui si ispira tutto il lavoro di Fondazione Lia è quello del born accessible, ovvero i prodotti editoriali sono realizzati da subito come accessibili e possono quindi essere lanciati sul mercato per essere usufruiti da tutti. È un risparmio, un progresso sociale, una opportunità.

Quali altri soggetti sono coinvolti oltre agli editori nei cambiamenti imposti dall’Accessibility Act?

Piattaforme di distribuzione, siti di e-commerce, device e applicazioni di lettura: tutti gli attori della filiera editoriale. Anche tutte le versioni mobile devono essere accessibili perché gli smartphone sono una porta d’accesso ai contenuti sempre più diffusa e hanno già nei loro sistemi operativi delle funzionalità che li rendono adatti per ogni tipo di lettore

E negli altri Paesi europei cosa succede?

La consapevolezza della portata dei cambiamenti necessari si sta diffondendo velocemente: noi lavoriamo molto anche all’estero, ad esempio è stato recentemente tradotto in tedesco il nostro paper Ebooks for all, un manuale utile a tutti gli attori della filiera del libro interessati a far parte di un ecosistema editoriale digitale che sia totalmente accessibile. Ma anche fuori dall’Europa ci si sta muovendo: lo stesso articolo è stato tradotto anche in giapponese dove recentemente è stata approvata una nuova normativa in materia. Una delle attività che in altri Paesi stanno chiedendo a Fondazione LIA è l’organizzazione di corsi di formazione su questi temi per fare in modo che la cultura dell’accessibilità e le competenze necessarie per creare prodotti editoriali e servizi accessibili si diffonda sempre di più.

a cura di Piermario Boccellato

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