Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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«Sono passi avanti», commenta il presidente della FISH Falabella, riferendosi ai provvedimenti del “Decreto Semplificazioni” sull’accessibilità telematica, il contrassegno unico a livello nazionale e gli interventi riguardanti le barriere negli edifici. «E tuttavia – dichiara – le Istituzioni e il mondo della politica devono fare ben altro e ben di più, ovvero modificare sostanzialmente il sistema di welfare del nostro Paese, basato sulla protezione, in favore di un welfare di riconoscimento dei diritti, che dia risposte essenziali ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

«Un’inclusione di qualità deve riguardare tutti e non solo gli alunni e le alunne con disabilità»: è uno dei punti più qualificanti dell’importante Rapporto Globale su “Che cosa significa un’educazione inclusiva, equa e di qualità”, prodotto dall’IDA (International Disability Alliance), ideale base di lavoro sulla quale gli Stati dovranno impegnarsi nei prossimi anni, per rendere realmente inclusivo il proprio sistema educativo.

GINEVRA. 44^ Sessione del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. - I pesanti effetti del cambiamento climatico in corso nel nostro pianeta si distribuiscono seguendo i medesimi modelli di disuguaglianza già presenti nella società, rendendo quindi ancora una volta le persone con disabilità, vittime di discriminazioni multiple e intersezionali, “vulnerabili tra le vulnerabili”. Esse vanno quindi coinvolte direttamente in ogni azione volta a combattere gli stessi cambiamenti climatici.

«A proposito delle riserve espresse dalla Gran Bretagna sulla Convenzione ONU in àmbito scolastico – scrive Salvatore Nocera – analizzate su queste pagine, è curioso osservare come esse ricalchino pedissequamente le argomentazioni svolte nel 1975 dalla nostra Corte Costituzionale, con le quali si negava il diritto dei ciechi a frequentare le scuole dei vedenti. Nei due anni successivi, però, la Legislazione Italiana permise a tutti gli alunni e le alunne con disabilità di frequentare come gli altri le scuole elementari e medie, mentre per le superiori si dovette attendere il 1987».

CAMMINA CITTÀ. Una proposta di percorsi di alta valenza culturale descritti in modo che tutti i potenziali utenti, e in particolar modo quelli svantaggiati, possano essere guidati alla scoperta, reale o virtuale, di Erba, Cantù, Como e Dongo. L'èquipe di progettazione vede la collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi di Como con due volontari esperti di accessibilità web e due volontari validatori per la certificazione di accessibilità.

Che cosa significa ratificare con riserva una Convenzione delle Nazioni Unite? Che si accetta quanto scritto in quel Trattato, ma non si intendono applicarne uno o più articoli o commi. Varie e di varia natura sono state le riserve presentate da alcuni Stati anche rispetto alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Cercheremo via via di esaminarle tutte, partendo, nel presente contributo, da quelle espresse dalla Gran Bretagna, riguardanti la scuola, la libertà di movimento e cittadinanza e il lavoro.

Quale differenza c’è tra sottoscrivere e ratificare una Convenzione dell’ONU? E ancor prima, che cos’è esattamente una Convenzione dell’ONU sui Diritti Umani? A quattordici anni dall’adozione della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità e a undici dalla ratifica di essa da parte dell’Italia, riproponiamo una serie di elementi fondamentali, per capire ad esempio perché gli Stati Uniti, che hanno sottoscritto ma non ratificato il Trattato, non sono legalmente vincolati a rispettarne gli obblighi, mentre nel nostro Paese chi non li rispetta viola una Legge dello Stato.

Si chiamerà Agenda Europea sui Diritti delle Persone con Disabilità 2020-2030 e verrà definita nei prossimi mesi dall’Unione Europea e resa pubblica nel 2021. Essa elencherà le leggi, i programmi e le azioni che guideranno appunto per i prossimi dieci anni le politiche dell’Unione in tema di diritti delle persone con disabilità, coincidendo con una serie di impegni precisi, da perseguire con adeguate risorse. E in previsione di tale fondamentale passaggio, il Forum Europeo sulla Disabilità ha elaborato un documento contenente tutte le istanze da perseguire, a breve e lunga scadenza.

Una recente ricerca realizzata in Australia mette in luce la necessità di una maggiore integrazione tra i servizi di sostegno per la violenza domestica e quelli per la disabilità e anche quella di adottare un approccio olistico utile a garantire che le famiglie non scivolino attraverso le lacune che si riscontrano quando i servizi antiviolenza e quelli per la disabilità rimangono separati. L’indagine è stata svolta dall’Organizzazione Nazionale per la Ricerca Australiana sulla Sicurezza delle Donne (ANROWS) e mostra gli esiti positivi di un programma realizzato utilizzando questo approccio.

TORINO. Nei giorni scorsi, rende noto la locale Sezione UICI, una ragazza non vedente che camminava per la strada, è inciampata in un monopattino abbandonato in mezzo al marciapiede ed è caduta per terra. Costretta a ricorrere al soccorso dei sanitari, ha riportato una contusione guaribile nel giro di qualche giorno, ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi.

Amici di Penna

penna stilograficaArticoli, interviste e servizi apparsi sui media che trattano i temi della disabilità visiva.
A cura di Massimiliano Penna

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