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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Luglio 2017

SOMMARIO

Cinguettio al buio: all'ascolto della natura

Di massimiliano penna

Si è concluso il 20 maggio scorso il percorso formativo "Cinguettio al buio", organizzato dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in collaborazione con Eliante, cooperativa sociale attiva nel campo della conservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale in ambito sia italiano che europeo. Il percorso è stato realizzato con l'obiettivo di formare persone non vedenti ed ipovedenti al riconoscimento del canto degli uccelli. Al di là dell'aspetto apparentemente leggero e improntato allo svago, il suddetto percorso formativo ha avuto fin dall'inizio un intento ben preciso: stimolare, tramite il riconoscimento dei diversi tipi di canto, lo sfruttamento delle abilità residue (in questo caso l'udito), che per le persone con disabilità visiva costituisce uno strumento fondamentale per orientarsi nell'ambiente circostante.

Il percorso ha preso il via nel mese di febbraio con le 2 lezioni in aula, svoltesi rispettivamente sabato 11 e sabato 25. Grazie al supporto di esperti altamente qualificati, i 20 partecipanti hanno potuto scoprire un vero e proprio "mosaico perfetto" fatto di suoni; un mosaico che solo quel sistema tanto perfetto quanto misterioso chiamato "natura" può ospitare. Contrariamente a quanto si possa pensare gli ornitologi, nello svolgere i vari censimenti, usano molto di più l'udito della vista per riconoscere le diverse specie, soprattutto in particolari ambienti.

Il canto negli uccelli, che per i più rappresenta un semplice sottofondo ai diversi momenti della giornata, è un'attività fisiologica importantissima, anche se non per tutte le specie. Tale attività coinvolge diversi aspetti biologici: anatomici, funzionali, biochimici e comportamentali.

Gli uccelli possono essere tranquillamente considerati dei veri e propri "specialisti di comunicazione canora", dal momento che nessun altro gruppo animale si caratterizza per canti così complessi. Il canto è emesso tramite la siringe, organo osseo simile alla laringe umana. L'aria proveniente dai polmoni e dalle sacche aeree viene spinta nella siringe e, uscendone, produce un canto che spesso è identificativo della specie. La modulazione del suono che esce dipende da una complessa attività muscolare, controllata dal sistema nervoso centrale e dagli ormoni, in particolar modo dal testosterone, il che rende il canto degli uccelli un'attività prevalentemente maschile. L'attivazione ormonale è spesso legata all'attività di ghiandole situate nella testa in posizione molto superficiale come l'ipofisi e, di conseguenza, sotto stretta influenza della quantità di luce esterna.

Non un semplice "passatempo" durante il loro volo, tanto meno una inconsapevole attività fisica; per gli uccelli il canto è, da un certo punto di vista, un'attività faticosa, ma che viene svolta in maniera costante e ininterrotta, in quanto finalizzata alla conservazione della specie e al richiamo dei propri simili per la riproduzione di quest'ultima.

Dopo le lezioni in aula, il percorso è proseguito con l'uscita di sabato 25 marzo al Museo di Storia Naturale di Lecco e al Parco del Monte Barro, per concludersi il 20 maggio con l'uscita presso le Torbiere del Sebino.

Viva soddisfazione per la buona riuscita dell'iniziativa è stata espressa dal Vicepresidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia Giovanni Battista Flaccadori, che ha seguito la realizzazione del percorso formativo sin dalle prime fasi: «Posso affermare senza ombra di dubbio che l'iniziativa sia riuscita da ogni punto di vista. Un ringraziamento agli esperti che hanno assistito tutti i partecipanti sia in aula che durante le 2 uscite; in aula, infatti, grazie a spiegazioni accurate e a file audio predisposti appositamente, i partecipanti hanno potuto avere un riscontro pratico delle nozioni apprese. Un grazie anche al personale del museo di storia naturale di Lecco, che con dedizione e pazienza ha accompagnato i partecipanti alla scoperta delle varie specie presenti nelle 2 sale ornitologiche con accurate descrizioni, che hanno consentito a tutti di comprendere appieno l'interazione con l'ecosistema del territorio circostante. Non lasciando nulla al caso, abbiamo voluto concludere il percorso con un'uscita presso la riserva naturale delle Torbiere del Sebino (Brescia) dove, anche qui assistiti da personale qualificato, si è potuto ascoltare dal vivo i diversi canti. Un grazie, naturalmente, a tutti i partecipanti, che hanno saputo instaurare un clima di serenità e di piacevole collaborazione e socializzazione, facendo sì che sia le lezioni che le scite si svolgessero in un'atmosfera sì di allegria e svago, ma animata dalla voglia di conoscere un mondo che purtroppo troppo spesso passa inosservato».

Un connubio fra scoperta della natura, svago e socializzazione, la cui riuscita è ulteriormente testimoniata dall'apprezzamento unanime dei partecipanti, i quali hanno addirittura proposto l'organizzazione di ulteriori momenti formativi dedicati alle specie notturne.

Un'occasione di stimolo a conoscere il mondo circostante e uno stimolo ad "aguzzare" le orecchie anche nella caoticità delle nostre città ... perché, che sia al buio o no, un cinguettio è pronto a farsi ascoltare.

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Dall'irifor lombardia

Corso formativo "la via del benessere e della guarigione"

L'IRIFOr (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, su proposta della Coordinatrice della Commissione Regionale Massofisioterapisti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Mirella Gavioli, propone il corso formativo dal titolo "La via del benessere e della guarigione".

Il Corso, della durata di 40 ore, si rivolge non solo a professionisti sanitari (fisioterapisti e possessori di titoli equipollenti, massofisioterapisti, personale infermieristico), ma anche a tutti coloro che intendano acquisire competenze professionali e personali nell'ambito della gestione dell'ansia, dello stress e del burn-out al fine di migliorare la propria relazione d'aiuto nella professione o in vista di una migliore gestione degli stati emotivi personali.

Il corso è aperto ad un numero massimo di 25 partecipanti, ma la sua realizzazione è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di adesioni pari a 20.

Il corso prevede complessivamente 40 ore di didattica teorico-pratica suddivise in 2 moduli da 20 ore ciascuno.

- SEDE DI SVOLGIMENTO

Milano, via Mozart 16 (Sede dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia)

- DATE E ORARI

venerdì 27 ottobre: dalle 8.45 alle 18.30

sabato 28 ottobre: dalle 8.45 alle 18.30

domenica 29 ottobre: dalle 8.45 alle 13.30

venerdì 24 novembre: dalle 8.45 alle 18.30

sabato 25 novembre: dalle 8.45 alle 18.30

domenica 26 novembre: dalle 8.45 alle 14.00

PROGRAMMA DIDATTICO

Il corso, attraverso metodologie innovative basate su respiro, suoni, movimenti, tecniche mentali, tecniche di counceling tecniche di coaching, tecniche psicologiche,tecniche di pensiero positivo, e applicazione delle nuove scoperte delle neuroscienze, consente di ritrovare uno stato di benessere, sciogliere tensioni, allentare lo stress, recuperare più velocemente dai traumi fisici e psichici, ottenere una tranquillità di fondo e l'energia necessaria ad affrontare le piccole e le grandi avversità della vita e delle problematiche di salute, sia per i pazienti che per gli operatori. Un operatore stressato non è in grado di svolgere al meglio le sue funzioni e un paziente stressato non è in grado di procedere verso la guarigione e/o il miglioramento della patologia.

Lo stress e l'ansia non sono di per sé stati emotivi negativi: permettono di proteggerci dalle minacce esterne preparandoci all'azione, o di agire al meglio di noi stessi per affrontare una situazione o un'attività importante. Ci consentono, inoltre, di impegnarci al meglio nell'affrontare le varie attività quotidiane, i processi di guarigione e i compiti che svolgiamo e che dobbiamo portare a termine spesso con e per gli altri.

Tuttavia, può accadere che lo stress e l'ansia diventino così forti da trasformarsi in un blocco per le nostre capacità e per la possibilità di guarigione oppure creare uno stato di allarme esagerato rispetto alla situazione reale, o senza un motivo apparente.

Ognuno di noi risponde allo stress con modalità differenti che possono portare ad accentuare l'ansia; per questo è importante conoscere il proprio modo di affrontare gli eventi della vita.

Nel corso dell' evento formativo, si acquisiranno: metodi semplici ed efficaci finalizzati alla presa di coscienza di convinzioni, atteggiamenti e abitudini che influenzano il diverso modo di vivere e di reagire ai problemi. Si apprenderanno tecniche per favorire il processo di guarigione del paziente, ed il miglior mantenimento delle abilità professionali dell'operatore sanitario.

Fortunatamente, le abitudini possono essere spezzate, imparando ad esercitare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei propri stati mentali. Non si tratta quindi soltanto di imparare qualche esercizio meramente tecnico, una sequenza di movimenti o un modo di respirare da attuare ogni tanto, ma un modo più funzionale di vivere, di essere presenti a se stessi nella quotidianità e nella propria professione.

Le tecniche di rilassamento che verranno insegnate sono caratterizzate dalla facilità d'uso e dall'applicabilità in ogni contesto, risultando utilizzabili anche in presenza di altri, in quanto non osservabili dall'esterno, così come potranno essere trasferite anche ai propri pazienti-clienti, interlocutori e/o familiari, per ampliare il risultato terapeutico e personale.

Un corso raccomandato quindi a tutti, professionisti sanitari e non, (anche a chi ritiene di essere immune dallo stress), per essere quanto più efficaci sul lavoro e poter trasferire questa efficacia ai propri pazienti, collaboratori in equipe, oltre che nella comune vita di relazione sociale.

Essendo stato richiesto l'accreditamento E.C.M. per le professioni sanitarie, al termine del corso è prevista una verifica consistente in domande a risposta multipla sugli argomenti trattati e una verifica pratica ove il docente proporrà la simulazione di casi e la corretta esecuzione delle tecniche insegnate.

Per informazioni sulle modalità di iscrizione: sito web http://iriforlombardia.blogspot.it;

contatto email segreteria_irifor@uicilombardia.org

telefono 02/76.01.18.93

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Comunicazioni varie

Dalla sezione di milano

Da Dialogo nel Buio - "Alla ricerca del bello"

Siamo stati contattati da uno studente dell'Accademia di Brera che, nell'ambito di una ricerca sull'interpretazione del bello, vorrebbe inserire un approfondimento sul rapporto tra ciechi ed arte.

A tal fine vorrebbe intervistare quattro persone, due non vedenti e due ipovedenti: le interviste dureranno circa 15 minuti ciascuna e si svolgeranno presso l'Istituto dei Ciechi in data da definire.

Chi fosse interessato è invitato a scrivere una mail, con eventuale autorizzazione a comunicare i propri recapiti allo studente, all'indirizzo: guide.dialogonelbuio@istciechimilano.it

I candidati selezionati verranno poi contattati per organizzare le interviste.

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Superando.it del 15-06-2017

Assistenza educativa: una condanna per discriminazione

Quella emessa recentemente dal Tribunale di Busto Arsizio (Varese) è la prima condanna alla Città Metropolitana di Milano per la mancata erogazione del servizio di assistenza educativa a un alunno con disabilità. «Ed è una sentenza importante, anche perché è basata sulla discriminazione di quel giovane con disabilità», come commentano dalla Federazione LEDHA, il cui Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi ha sostenuto questa e altre analoghe iniziative legali.

BUSTO ARSIZIO. Il Tribunale di Busto Arsizio (Varese) ha condannato la Città Metropolitana di Milano per discriminazione ai danni di uno studente con disabilità il cui ricorso è stato sostenuto dal Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

«In base a quanto prescritto dal proprio piano educativo - spiega Laura Abet, avvocato del Centro Bomprezzi - il giovane aveva diritto a 15 ore di assistenza educativa a settimana per poter frequentare la scuola in condizioni di parità con i compagni di classe. E invece, per l'anno scolastico appena conclusosi, la Città Metropolitana di Milano gli aveva assegnato un numero di ore di assistenza educativa inferiore rispetto a quelle previste. Si tratta certamente di una sentenza importante perché è la prima condanna alla Città Metropolitana di Milano per la mancata erogazione del servizio di assistenza educativa. Ed è una condanna per discriminazione».

«In una situazione di grande caos che si trascina da molti mesi sul tema dei servizi per l'inclusione scolastica degli alunni e studenti con disabilità - si legge in una nota diffusa dalla LEDHA - la Città Metropolitana di Milano è tenuta a erogare questi servizi. Nello specifico si tratta dell'assistenza alla comunicazione, di quella ad personam, degli ausili tiflodidattici e del servizio di trasporto. Tutti servizi che, a partire dal prossimo anno scolastico, saranno in capo alla Regione Lombardia. Nella fattispecie, per il Giudice di Busto Arsizio la condizione in cui si è venuto a trovare il ragazzo con disabilità rappresenta una forma di discriminazione indiretta. Infatti, dal momento che il diritto all'istruzione per le persone con disabilità "si configura come un diritto fondamentale", scrive il Giudice nella sentenza, la cui fruizione è assicurata tramite "misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti d'istruzione", la scelta discrezionale dell'Amministrazione di ridurre le ore di "sostegno" agli studenti con disabilità rappresenta "una forma di discriminazione indiretta vietata dalla Legge 67 del 2006"».

Sono state in realtà più di trenta le famiglie assistite dal Centro Antidiscriminazione della LEDHA, protagoniste di cinque ricorsi tutti volti a ottenere l'assistenza educativa per i propri figli. Solo nel caso di Busto Arsizio, però, si è arrivati a una Sentenza in tempi rapidi, mentre per gli altri ricorsi, la decisione della Città Metropolitana di Milano di chiamare in causa la Regione Lombardia ha provocato un allungamento dei tempi e il rinvio delle udienze anche di molti mesi. «In un caso - viene sottolineato dalla LEDHA - addirittura a settembre, all'inizio del nuovo anno scolastico!».

«Siamo soddisfatti di questa Sentenza - commenta Alberto Fontana , presidente della LEDHA - e tuttavia siamo convinti che arrivare davanti ai Giudici per affermare il diritto degli alunni e studenti con disabilità a frequentare la scuola rappresenti, in un certo senso, una sconfitta. Ci auguriamo dunque che non sia più necessario presentare questi ricorsi, perché i diritti soggettivi degli alunni con disabilità devono essere rispettati da tutti: Regione, ATS [Agenzia di Tutela della Salute, N.d.R.] e Comuni, in base a quanto previsto dalla nuova normativa che entrerà in vigore con il prossimo anno scolastico. In caso contrario, continueremo a tutelare nelle sedi opportune i diritti degli alunni e studenti con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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Bresciaoggi del 10-06-2017

Il Centro non vedenti trova una nuova casa

In città sono seguiti 151 utenti: 108 accedono ai servizi di consulenza, per altri 43 sono stati attivati dagli educatori interventi nelle scuole.

BRESCIA. Cambia sede il Centro non vedenti. Dopo molte vicissitudini e tante speranze è stata inaugurata ieri la nuova dimora del Centro non vedenti, da ora ospitata nella struttura di via Sant'Antonio 16 a Mompiano. Finanziato da provincia e comune di Brescia, il nuovo Centro opererà con l'obiettivo di favorire l'inclusione scolastica dei bambini e dei ragazzi non vedenti e ipovedenti, fornendo loro un supporto attivo che andrà ad intervenire a diversi livelli. Gli educatori e i dipendenti del Centro potranno infatti offrire un sostegno metodologico ai docenti di bambini non vedenti, ma potranno anche agire in modo diretto nelle classi. Il Centro sarà promotore di formazione tiflodidattica, cioè dedicata alle persone con disabilità visiva, e di adattamento all'uso di strumenti specifici, tiflotecnici e tifloinformatici. Inoltre, proporrà l'insegnamento del sistema di lettura Braille, fornirà materiali sensoriali, un servizio di trascrizione testi e realizzerà un'attività di ricerca tiflopedagogica per l'elaborazione e la progettazione di percorsi didattici adeguati alle problematiche dei bambini ipovedenti e non vedenti. «Si tratta di un'iniziativa all'avanguardia, di grande valore, che sottolinea come la brescianità non si identifichi soltanto con il tondino e l'industria, ma sia anche promotrice di iniziative sociali che rispondono alle esigenze delle persone» spiega Pietro Bisinella, presidente del Centro. ATTUALMENTE il Centro non vedenti ha in carico 151 utenti: per 108 di questi si sta intervenendo attraverso servizi di consulenza, mentre per i restanti 43 sono stati attivati interventi diretti in classe con una figura specializzata. «I nostri educatori - chiarisce Bisinella - fanno consulenza in tutte le scuole della provincia di Brescia, occupandosi di integrazione scolastica e piena realizzazione del bambino non vedente». La struttura, così come ricordato dall'assessore alla scuola Roberta Morelli, ha da tempo attirato l'attenzione di altre città e la sua nuova sede consentirà di fare nuove ed efficaci iniziative a sostegno di tutti i bambini non vedenti. «Da questo momento il Centro, che è comunque stato sempre molto vitale, acquisterà una nuova spinta e questa nuova casa fa prevedere nuovi traguardi importanti» ha detto l'assessore all'inaugurazione di un Centro che dà un aiuto concreto alle famiglie. L'esperienza del Centro sarà dunque «un'eccellenza da tutelare» e magari anche da esportare in altre province, per dirla ricalcando l'opinione espressa dal presidente della provincia Pierluigi Mottinelli.

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Blog Invisibili - Corriere della Sera del 28-06-2017

La sfida: 24 ore per creare una app per non vedenti

di Federico Cella

Quaranta partecipanti. Un terzo sono giovani studenti di informatica. Hanno passato la notte dentro la Microsoft House di Milano. Perché avevano da lavorare, lavorare duro: il tempo per elaborare il progetto - un'app, un widget - per aiutare chi ha una disabilità visiva era di sole 24 ore. Questo il commitment, il cosiddetto ingaggio di "Connected ability", l'hackathon organizzato dalla sezione italiana della multinazionale di Redmond con il patrocinio dell'Unione Italiana Ciechi. Ad aiutare le cinque squadre formate anche da professionisti dell'IT, game designer, sistemisti - tutti tra i 16 e i 35 anni - c'era proprio chi è maggiormente interessato al progetto.

MILANO. Persone non vedenti che hanno aiutato gli hackathoners con le loro esperienze di vita, il racconto di quello che c'è e soprattutto di quello che manca. Di quello che servirebbe per vivere una vita più semplice, quella che si potrebbe definire "normale". Mimmo Iuzzolino di Eni, ha spiegato per esempio come le piattaforme di e-learning siano per lo più inaccessibili a chi ha deficit visivi, mentre potrebbero essere una risorsa di formazione fondamentale per chi vuole provare a (ri)lanciarsi nel mondo del lavoro. Consuelo Battistelli di Ibm ha raccontato di come la sua casa sia piena di tecnologia e così, con l'uso reciproco della voce, ha tolto ogni barriera nell'ambiente domestico. Così non è quando si esce di casa e si vuole, banalmente, spostarsi da un luogo all'altro. La mobilità, che come ci racconta Andrea Benedetti direttore della divisione Evangelism di Microsoft, il padrone di casa dell'hackathon, è stata uno dei temi più affrontati dai ragazzi in gara. Che sono stati condotti sul campo anche da due sviluppatori non vedenti, Sauro Cesaretti della divisione di Ancona dell'Uic, e lo spagnolo Juanjo Montiel Perez. Che ha raccontato un aneddoto significativo: come a tutti, gli sarebbe piaciuto lavorare ascoltando musica. Ma Spotify, la piattaforma di musica in streaming più diffusa, per esempio non ha la possibilità di accedere per chi ha problemi di vista. Da bravo sviluppatore ha creato da sé un'aggiunta all'app per poterla gestire con la voce. Buone pratiche che hanno dato il via alla gara. Che al primo pomeriggio di mercoledì ha dato i suoi frutti. Eccoli.

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Il primo premio è andato ai FreeWay, il team che ha portato sul palco il progetto BI The Way. Un bel gioco di parole che mette in campo uno strumento per utilizzare i mezzi pubblici tramite la voce, in un dialogo tra lo smartphone personale e un hardware dedicato a bordo del mezzo. L'idea vuole poi svilupparsi anche sui tragitti a piedi e a tutti gli altri momenti di spostamento. Una sorta di assistente intelligente alla mobilità.

Al secondo posto i Beta Wings, due giovanissimi studenti dell'Istituto Facchinetti di Milano che hanno creato ImageToMusic, un'idea deliziosa per trasformare i quadri, e in realtà qualunque immagine, in suoni. Per poter immaginare i dipinti - scomposti in ogni pixel a cui viene attribuita una frequenza - attraverso i suoni. Un progetto per i non vedenti ma anche per i vedenti.

DSC_1357Terzi classificati i BoloPix, squadra di Bologna che ha sviluppato il gioco Cassian & The Dragon's Flame, perché anche l'intrattenimento vuole la sua parte. Il gameplay è tutto basato sull'audio, con un'interfaccia grafica di supporto molto semplificata: si tratta di un cosiddetto Rpg in chiave fantasy, con combattimenti a turni. Il tutto basato come detto sull'audio, che non usa però sintetizzatori vocali ma doppiatori reali perché la voce vuole essere quella di un accompagnatore in carne e ossa dentro l'avventura del gioco.

Fuori dal podio, il team dei DuckBills che ha presentato una piattaforma chiamata Maier che vorrebbe supportare la mobilità in modo sociale. Si parte da un database di punti di interesse, da possibili pericoli stradali come lavori in corso a riferimenti come una statua cittadina, che vengono creati e popolati tramite interazione vocale da chi vuole partecipare la progetto. Tramite geolocalizzazione l'app racconta cosa c'è attorno a noi.

Infine il Voice MarkeTeam è una squadra che si è composta all'inizio dell'hackathon. Il progetto omonimo sfrutta Cortana, l'assistente vocale di Microsoft, per permettere agli utenti di fare la spesa attraverso lo smartphone utilizzando la sola voce. Tramite beacon, punti di interesse interattivi posti all'interno del supermercato, il software ci indirizza nelle corsie corrette e verso i prodotti desiderati.

Una bella idea, quella di Microsoft, e un progetto che non vuole fermarsi alla prima edizione. «Stiamo ancora imparando, questo è anche per noi il primo hackathon - conclude Benedetti - È stata una 24 ore fantastica, l'idea è di farla diventare un format. Magari tra sei mesi faremo lavorare le squadre su altri progetti, che potrebbero vertere sulle disabilità motorie».

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

Comunicato n. 84, diramato in data 06-06-2017

Sondaggio tecnologie e lavoro

La commissione "Ausili e Tecnologie", di concerto con la commissione "Lavoro", la commissione "Nuove Attività Lavorative", la commissione "Autonomia e Vita Indipendente" e la commissione "Istruzione" promuovono un sondaggio fra tutti i lavoratori ipovedenti e non vedenti con l'obiettivo di raccogliere dati ed indicazioni sulle tecnologie assistive maggiormente utilizzate e diffuse presso i datori di lavoro che impiegano personale con disabilità visive.

Il termine ultimo per la compilazione del sondaggio è il 30 settembre p.v..

Si confida nell'attiva partecipazione di tutti i lavoratori con minorazione visiva in modo da rilevare dati utili a individuare situazioni problematiche sul posto di lavoro ancora oggi non affrontate o non del tutto risolte.

Per partecipare al sondaggio basta andare al seguente link:

https://goo.gl/0KLfvi

Per qualsiasi difficoltà nella compilazione contattate la commissione ausili e tecnologie scrivendo all'indirizzo ausilietecnologie@uiciechi.it

È importante partecipare numerosi.

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Comunicato n. 86, diramato in data 08-06-2017

"Scuola nazionale di massaggio olistico": avvio secondo corso - domande di ammissione

Riceviamo e pubblichiamo

Con riferimento al comunicato n. 204 del 21/11/2016, considerati gli ottimi risultati a seguito della conclusione del primo modulo, incentrato sulle Tecniche manuali di Bioenergetica, la Fondazione Fiesole Aiuta e gli amici del Club Lions Fiesole presieduto dal Sig. Fiorenzo Smalzi che è l'anima del progetto, hanno deciso di finanziare la prosecuzione del corso e di avviarne un secondo sullo stesso modello del primo per un massimo di 12 allievi, introducendo i correttivi suggeriti dalla prima esperienza.

Il secondo corso inizierà nel fine settimana 30 settembre/1 ottobre 2017.

Abbiamo già un certo numero di richieste, che avranno la precedenza, ma chi fosse interessato, può fare domanda, compilando l'apposito modulo che segue e inviarlo a IRIFOR Regionale Toscano ONLUS all'indirizzo: irifor@irifortoscana.it.

Per informazioni chiamare tel. 055 580523 e chiedere di Paola Trabalzini

Abbiamo ritenuto opportuno portare il limite di età a 40 anni, mentre rimangono invariati gli altri requisiti.

Non nascondiamo la nostra soddisfazione per questa iniziativa, che, ricordiamo, avrà il suo sbocco naturale nell'impegno degli amici Lions a trovare una collocazione lavorativa agli studenti meritevoli.

Il file .doc contenente il presente comunicato ed il modulo di adesione è scaricabile al seguente url:

https://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2017/06/86.doc

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Comunicato n. 90, diramato in data 15-06-2017

Evento Ferrari e Maratona di Roma.

Il prossimo 17 settembre, il Pontificio Consiglio della Cultura Della Santa Sede e il Comune di Roma, daranno vita alla prima edizione della "Half Marathon Via Pacis", una manifestazione sportiva popolare, con lo scopo di promuovere e favorire l'integrazione fra le diverse comunità religiose presenti nella capitale. Ispirata al tradizionale "Pellegrinaggio delle sette Chiese", questa manifestazione intende collegare i luoghi di culto presenti a Roma appartenenti a diverse confessioni e comunità religiose (Moschea, Sinagoga ecc). L'evento, oltre che dal Coni, sarà patrocinato anche dal Comitato Italiano Paralimpico. La Commissione dello Sport, Tempo libero e Turismo sociale di questa Unione propone di collegare la "Rome Marathon Via Pacis" all'evento "Ferrari" in programma il prossimo 16 settembre (comunicato n.40 del 15/3/2017). A tal fine, anche per soddisfare al meglio le esigenze logistiche dei partecipanti si riportano le seguenti offerte, affinchè ognuno possa scegliere quella che preferisce. Di seguito alcuni esempi, con costi diversi, a seconda della proposta che ognuno di voi sceglie.

Proposta n.1

Evento Ferrari con arrivo in totale autonomia e con mezzi propri il giorno 16 settembre 2017 presso l'impianto ISAM di Anagni (FR). Il costo, pari ad € 95,00 comprende:

a) l'iscrizione gratuita al Club Ferrari per i primi cinquanta iscritti, per gli altri, per l'occasione, scontato, l'iscrizione costerà € 30,00, da versare ad Anagni.

b) pranzo a buffet, evento Ferrari (due giri di pista) e attestato.

Programma di massima:

ore 12,00 arrivo e registrazione dei partecipanti presso l'impianto ISAM di Anagni (FR), distribuzione del Welcome Kit Scuderia Ferrari Club ai primi 50 iscritti.

ore 13,00 buffet-pranzo

ore 14,00 presentazione vetture, piloti e pista ai partecipanti.

ore 14,30 attività di pista (due giri per ogni partecipante)

ore 18,00 fine delle attività e distribuzione degli attestati.

Proposta n.2

Evento Ferrari con partenza in pullman da Roma ad Anagni e ritorno, il giorno 16 settembre; il costo di

€ 135,00 comprende il trasferimento in pullman da Roma all'autodromo e ritorno a Roma in serata, pranzo a buffet, evento Ferrari, assicurazione sanitaria e attestato.

Programma : ore 10,30 partenza in pullman dalla Stazione Termini per Anagni.

ore 12,00 arrivo ad Anagni /pista ISAM, distribuzione del Kit Scuderia Ferrari ai primi 50

iscritti. Per gli altri (dal 51° in su) non obbligatorio, possono versare in loco € 30,00 per formalizzare l'iscrizione al Ferrari Club e ricevere il Welcome Kit, che sarà spedito a casa.

Ore 13,00 / 18,30 pranzo a buffet, presentazione pista piloti e auto, attività di pista, distribuzione attestati e partenza in pullman per Roma Termini, con arrivo previsto alle ore 20,00.

Proposta n. 3

Evento Ferrari con partenza in pullman da Roma ad Anagni e ritorno, cena, pernottamento e prima colazione dal giorno 16 al giorno 17 settembre 2017. Il costo di euro 190,00 comprende:

pullman da e per Anagni, pranzo a buffet ad Anagni, evento Ferrari, assicurazione sanitaria, cena e pernottamento in stanza doppia con servizi privati presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila" (supplemento singola euro 20,00 a notte), colazione continentale a buffet e contributo di soggiorno.

Programma: ore 10,30 partenza in pullman dalla stazione termini per Anagni

ore 12,00 arrivo ad Anagni (pista) e distribuzione Kit Ferrari ai primi 50 iscritti ed eventuali

iscrizioni (non obbligatorie) al costo di euro 30,00.

ore 13,00 pranzo a buffet

ore 14,00 presentazione pista, piloti e auto.

ore 15,00 attività di pista.

ore 17,30 distribuzione attestati.

ore 18,30 partenza in pullman per Roma Termini.

ore 20,30 Cena (primo, secondo, contorno e frutta ½ acqua m. e ¼ vino)

Pernottamento presso l'istituto religioso "San Juan de Avila"

ore 07-09 colazione continentale a buffet.

ore 10,30 partenza in pullman dalla Stazione Termini per Anagni

ore 12,00 arrivo alla pista ISAM di Anagni

ore 12,30 distribuzione del Welcome Kit Scuderia Ferrari Club agli iscritti. I primi 50 saranno iscritti al Ferrari Club gratuitamente e quindi compresi nel prezzo, per gli altri, da versare in loco formalizzando l'iscrizione al Ferrari Club, scontato per l'occasione dell'evento - euro 30,00.

ore 13,00 pranzo a buffet freddo

ore 14,00 presentazione pista, piloti e auto

ore 15,00 attività di pista

ore 17,30 distribuzione attestato

ore 18,30 partenza in pullman per Roma Termini (arrivo Ore 20.00 circa)

ore 20,00 Cena (primo, secondo, contorno, frutta, 1/2 lt acqua minerale, 1/4 lt vino)

Pernottamento presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila"

Ore 07,00 - 09,00 Colazione continentale a buffet.

Proposta n. 4

Evento Ferrari con pernottamento dalla sera del 15 settembre, colazione e partenza in pullman da Roma ad Anagni e ritorno, cena, pernottamento del 16 settembre e prima colazione del 17 settembre 2017. Il costo è di euro 230,00 e comprende:

Il 15 settembre, pernottamento in stanza doppia con servizi privati presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila" (supplemento singola - euro 20, 00 a notte) + Colazione continentale a buffet + Contributo di soggiorno + il 16 settembre Pullman per Anagni + Pranzo a Buffet ad Anagni + evento Ferrari + assicurazione sanitaria + Pullman da Anagni a Roma + Cena e pernottamento in stanza doppia con servizi privati presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila" (supplemento singola - euro 20, 00 a notte) + Colazione continentale a buffet + Contributo di soggiorno il 17 settembre.

Arrivo e pernottamento presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila"

ore 07.00 -10.00 Colazione continentale a buffet

ore 10,30 partenza in pullman dalla Stazione Termini per Anagni

ore 12,00 arrivo alla pista ISAM di Anagni

ore 12,30 distribuzione del Welcome Kit Scuderia Ferrari Club agli iscritti. I primi 50 saranno iscritti al Ferrari Club gratuitamente e quindi compresi nel prezzo, per gli altri, da versare in loco formalizzando l'iscrizione al Ferrari Club, scontato per l'occasione dell'evento - euro 30,00.

ore 13,00 pranzo a buffet freddo

ore 14,00 presentazione pista, piloti e auto

ore 15,00 attività di pista

ore 17,30 distribuzione attestato

ore 18,30 partenza in pullman per Roma Termini (arrivo Ore 20.00 circa)

ore 20,00 Cena (primo, secondo, contorno, frutta, 1/2 lt acqua minerale, 1/4 lt vino)

Pernottamento presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila"

Ore 07,00 - 09,00 Colazione continentale a buffet.

Proposta n. 5

Evento Ferrari con pernottamento dalla sera del 15 settembre, colazione e partenza in pullman da Roma ad Anagni e ritorno, evento Ferrari, cena, pernottamento del 16 settembre, prima colazione, Pranzo e Ceck Out ritardato entro e non oltre le ore 16,00 del 17 settembre 2017. Il costo è di euro 265,00 + il Kit della Maratona (che non è ancora stabilito, dovrebbe essere tra il 10 e i 20 euro, quindi euro 275,00 o 285,00 ) e comprende:

Il 15 settembre, pernottamento in stanza doppia con servizi privati presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila" (supplemento singola - euro 20, 00 a notte) + Colazione continentale a buffet + Contributo di soggiorno + il 16 settembre Pullman per Anagni + Pranzo a Buffet ad Anagni + evento Ferrari + assicurazione sanitaria + Pullman da Anagni a Roma + Cena e pernottamento in stanza doppia con servizi privati presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila" (supplemento singola - euro 20, 00 a notte) + Colazione continentale a buffet + Contributo di soggiorno + il 17 settembre, pranzo post maratona + ceck out ritardato (lasciare la stanza nel pomeriggio del 17 settembre per una doccia dopo maratona e bagaglio lasciato in camera fino alla partenza).

Arrivo e pernottamento presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila"

ore 07.00 -10.00 Colazione continentale a buffet

ore 10,30 partenza in pullman dalla Stazione Termini per Anagni

ore 12,00 arrivo alla pista ISAM di Anagni

ore 12,30 distribuzione del Welcome Kit Scuderia Ferrari Club agli iscritti. I primi 50 saranno iscritti al Ferrari Club gratuitamente e quindi compresi nel prezzo, per gli altri, da versare in loco formalizzando l'iscrizione al Ferrari Club, scontato per l'occasione dell'evento - euro 30,00.

ore 13,00 pranzo a buffet freddo

ore 14,00 presentazione pista, piloti e auto

ore 15,00 attività di pista

ore 17,30 distribuzione attestato

ore 18,30 partenza in pullman per Roma Termini (arrivo Ore 20.00 circa)

ore 20,00 Cena (primo, secondo, contorno, frutta, 1/2 lt acqua minerale, 1/4 lt vino)

Pernottamento presso l'Istituto Religioso "San Juan de Avila"

Ore 07,00 - 10,00 Colazione continentale a buffet.

ore (verrete informati in tempo) Trasferimento alla partenza della maratona in Taxi, autobus o metropolitana a proprie spese (provvederemo a prenotare per voi anche taxi grandi per spendere poco)

Trasferimento dall'arrivo della maratona all'istituto Religioso "San Juan de Avila" in Taxi, autobus, o metropolitana a proprie spese...

ore 13,30 - 14,30 pranzo

Entro e non oltre le ore 16,00 ceck out

Riportiamo comunque di seguito l'elenco dei costi di ogni singola voce, in modo che ognuno possa eventualmente costruirsi dei pacchetti che non abbiamo citato.

Ad esempio il pacchetto più completo (Proposta 5)

Pernottamento e colazione in doppia: euro 40,00 (a persona)

Supplemento singola: euro 20,00

Pullman dall'istituto religioso "San Juan de Avila", o dalla stazione FS Termini per Anagni (alla pista ISAM): euro 20,00 (a persona)

Iscrizione Ferrari Club con Welcome Kit (spedito a casa): euro 30,00

Pranzo a buffet, evento Ferrari (noleggio pista, Macchine con piloti), attestato: euro 95,00

Da Anagni a Roma (presso l'Istituto religioso "San Juan de Avila" o alla stazione FS Termini): euro 20,00 (a persona)

Pranzo: euro 20,00 (a persona)

Cena, Pernottamento e Colazione (mezza pensione): euro 55,00 (a persona)

Cena, Pernottamento, colazione e pranzo (pensione completa: euro 75,00 (a persona)

Kit "Maratona della Pace": Non sappiamo ancora il prezzo (circa 10 o 20 euro)

Gli iscritti alle proposte con pernottamento saranno alloggiati presso l'Istituto Casa San Juan De Avila fino ad esaurimento posti. I successivi presso struttura ricettiva similare.

Chi è intenzionato ad aderire alle iniziative proposte è invitato a versare l'importo dovuto, detratto della somma, se versata, della quota di iscrizione (€ 95,00), sul conto corrente n. IT92 O 05034 02200 000000002388 intestato a: Unione Italiana Ciechi e ipov. struttura territoriale di Trieste, inserendo la causale "adesione proposta n....."

È di fondamentale importanza, per esigenze organizzative, far recapitare i Vostri contatti ( telefono, e-mail) al Sign. Milvio Caputo che assieme al Coordinatore Nazionale della Commissione dello Sport, Tempo libero e Turismo s. Hubert Perfler, e al componente della stessa Ettore Galassi rimangono disponibili per ogni delucidazione in merito.

Contatti: Hubert Perfler hubert_perfler@alice.it

Ettore Galassi e.galassi@primodomusroma.com

Milvio Caputo 06/69988501 amministrazione.cnt@uiciechi.it

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Comunicato n. 92, diramato in data 19-06-2017

Candidature per il ruolo di Amministratore Delegato (CEO) dell'Unione Mondiale dei Ciechi (WBU)

Penny Hartin, attuale amministratore delegato (CEO) dell'Unione Mondiale dei Ciechi (World Blind Union (WBU), prossimamente si ritirerà dagli impegni lavorativi.

La WBU ha pertanto dato inizio a un processo di selezione per individuare un sostituto che verrà assunto tra la metà e la fine del 2018.

La sede lavorativa è a Toronto, Ontario, Canada, presso gli uffici della WBU.

La WBU è particolarmente interessata a ricevere candidature di persone non vedenti e ipovedenti che siano in possesso di ottima conoscenza scritta e parlata della lingua inglese.

l'ulteriore conoscenza di una o di entrambe le altre lingue usate dalla WBU, francese e spagnolo, sarà considerata un elemento preferenziale.

La candidatura deve essere presentata in lingua inglese, corredata del proprio dettagliato curriculum vitae e accompagnata da una "lettera di candidatura" che metta in evidenza l'interesse e l'idoneità per il ruolo da svolgere, includendo anche i nomi e i contatti di almeno tre persone in grado di fornire specifiche referenze.

Le caratteristiche e i requisiti richiesti per il ruolo, sono indicati in dettaglio nel documento in allegato.

Chi fosse interessato, entro il 1° agosto 2017, dovrà spedire la proposta di candidatura al presidente WBU Fredric K. Schroeder, all'indirizzo

president@wbu.ngo

_________________________________________________________________________________

World Blind Union

Union Mondiale Des Aveugles

Unión Mundial de Ciegos

CAREER OPPORTUNITY

CHIEF EXECUTIVE OFFICER, WORLD BLIND UNION

(Application deadline - August 1, 2017)

The Organization

The World Blind Union (WBU) is an international not-for-profit, charitable organization representing the estimated 285 million people who are blind or have low vision worldwide. The WBU is recognized as the international voice of blind and partially sighted persons speaking on their behalf at the United Nations, UN Agencies and other international organizations.

Its mission is achieved with and through its members - organizations of blind and partially sighted persons and organizations providing services to blind and partially sighted persons in over 190 countries and through six Regional Unions. The six WBU Regions are: Africa, Asia, East Asia/Pacific, Europe, Latin America and North America/Caribbean.

WBU's vision is that "People who are blind or partially sighted can participate fully in any aspect of life we choose". This is achieved through work in our four strategic priorities of: Human Rights & Representation; Capacity Building; Accessibility (Information, Technology & Environment); and Resource Sharing and Collaboration.

The Position

The World Blind Union is seeking a Chief Executive Officer who will replace the incumbent CEO upon her retirement. The position is based at WBU's international headquarters located in Toronto, Ontario Canada

Reporting directly to the President of the World Blind Union, the CEO will have the following responsibilities and requirements:

Responsibilities:

Requirements:

Applications

Applicants should include a detailed curriculum vitae; the names and contact details of three (3) referees (which will only be contacted if the applicant is being considered for an interview and he/she will be notified of this in advance). We also request a letter of candidature indicating interest in and suitability for the position. All applications must be submitted in English and must be submitted electronically in MS Word format only. Applications that have inaccessible attachments will be rejected.

People living with blindness or partial sight are strongly encouraged to apply.

Applications should be directed to;

Dr. Fredric K Schroeder

President, World Blind Union

president@wbu.ngo

Application Deadline: August 1, 2017

Start Date: To be negotiated

Note: A detailed position description can be requested by interested candidates from the CEO of WBU at penny.hartin@wbu.ngo

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di giugno

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Vita.it del 26-06-2017

Dopo otto mesi, il Programma d'azione per la disabilitÀ non si vede

di Sara De Carli

L'Osservatorio ne approvò la bozza il 13 luglio 2016, la Conferenza di Firenze a settembre fu incentrata su di esso, la versione definitiva fu licenziata il 19 ottobre 2016. Da allora nessuno sa nulla del secondo Programma d'Azione sulla disabilità. E anche l'Osservatorio non è stato più ricostituito. L'allarme di Carlo Giacobini, direttore di Superando.

Sono passati undici mesi e mezzo da quando l'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, approvò la proposta del Secondo Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità. Ci aveva lavorato due anni, in sinergia con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. «Dal 13 luglio 2016 sono trascorsi 342 giorni» e il Programma d'azione si è perso «nell'empireo degli oggetti smarriti», denuncia su Superando.it il direttore, Carlo Giacobini. «A chi scrive - che aspira sommamente ad essere smentito - non risulta infatti che il Programma sia ancora stato oggetto di parere in Conferenza Unificata, né di deliberazione in Consiglio dei Ministri. Comunque sia, se ne perdono le tracce una volta uscito dal Ministero del Lavoro, cioè dopo l'approvazione del testo definitivo».

Il Programma contiene le indicazioni dettagliate per agire su aspetti fondamentali per l'attuazione dei diritti delle persone con disabilità: disegna otto linee di azione, di cui sette già individuate nel primo Programma, che valeva per il 2013-2015, più una sullo sviluppo del sistema statistico e di reporting sull'attuazione delle politiche a sostegno delle persone con disabilità (qui una presentazione sintetica del Programma e qui il testo). La proposta di Programma d'Azione fu presentata a Firenze, alla quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità e lì furono raccolte osservazioni e integrazioni: la versione definitiva fu approvata dall'Osservatorio il 19 ottobre 2016, nel suo ultimo incontro. Anche volendo tener buona quella data, sono trascorsi otto mesi abbondanti.

Nonostante gli sforzi del mondo associativo, nonostante un autorevole esperto come Gianpiero Griffo alla vigilia di Firenze avesse chiesto che si passasse «da un Programma a un Piano d'azione, perché programma significa indicazioni generali, un piano invece contiene impegni e si presuppone finanziamenti. La sostanza è questa: l'implementazione della Convenzione richiede politiche, che non ci sono». D'altronde su HandyLex un'analisi puntuale dell'attuazione del primo Programma aveva evidenziato, affermava Marco Rasconi, presidente di Uildm, che «su 127 azioni previste solo una decina sono state attuate e alcune anche in modo incompleto», chiedendo quindi fossero le scelte politiche e strategiche perché il nuovo Programma non avesse lo stesso esito del precedente: «Senza una precisa governance, responsabilità, tempi e finanziamenti certi, questo programma rimarrà l'ennesimo elenco di intenti, oltre a non attuare concretamente la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Insieme ai punti in programma, si precisi con chiarezza come attuarli, di chi è la regia e di chi le responsabilità». Carlo Francescutti, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell'Osservatorio, aprì la Conferenza di Firenze dicendo che «il Piano non addita la luna: abbiamo proposto al Governo obiettivi realizzabili, spesso senza aggravi ulteriori di spesa e anzi in certi casi, ad esempio per la riforma del sistema di accertamento, riducendo i costi e semplificando. [...] Dobbiamo - come comitato tecnico dell'Osservatorio riuscire a rappresentarci non come interlocutori generici del dibattito ma come interlocutore tecnico e di spessore. I temi di cui ci occupiamo, che ci riguardano, hanno una complessità tecnica che deve essere riconosciuta. Sono stanco di sentire, quando si parla di politiche sulla disabilità, "io penso, io credo, io sono convinto che", come se dietro non ci fossero evidenze empiriche e scientifiche... altrimenti tutte le opinioni sembrano uguali. Non è così».

A Firenze il ministro Giuliano Poletti aveva promesso il Programma e l'Osservatorio a breve, magari proprio in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre. E il suo comunicato stampa di ottobre affermava che «ora, il documento sarà trasmesso al Consiglio dei Ministri e, una volta acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata delle Regioni e Province Autonome, verrà adottato con Decreto del Presidente della Repubblica».

Cosa doveva accadere per far venire alla luce il nuovo Programma? Un'approvazione in Consiglio dei Ministri, un passaggio in Conferenza Unificata, un'ultima deliberazione e il Decreto del Presidente della Repubblica, sintetizza ancora Giacobini. Ma non è accaduto nulla, nemmeno uno di questi passaggi. In più nel frattempo l'Osservatorio è scaduto, le associazioni hanno segnalato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali i nomi dei rappresentanti da loro designati, a fine gennaio il Ministero ha fatto sapere di essere in attesa dei rappresentanti designati dagli altri ministeri, poi più nulla. Quindi siamo senza Programma d'Azione e senza Osservatorio, da mesi. La conclusione non può che essere quella amara di Carlo Giacobini: «ancora prima di renderlo operativo, quel Programma parte proprio con il piede sbagliato, con un segnale di scarsa cura e attenzione verso le sfide della disabilità. Nasce con una dimenticanza, con una dilazione, come se la variabile tempo non avesse rilevanza». Per il Piano Infanzia è accaduto qualcosa di simile, quindici mesi dall'approvazione in seno all'Osservatorio alla entrata in vigore del Piano: ma questo non sposta di una virgola l'assurdità.

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Giornale UICI del 14-06-2017

Comunicato stampa - Al via la campagna di sensibilizzazione per i cani guida promossa da Autostrade per l'Italia

Durerà tutta l'estate, la campagna di sensibilizzazione per l'utilizzo dei cani guida promossa nelle Aree di servizio di Autostrade per l'Italia a favore dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Troppo spesso infatti, ancora oggi, non viene permesso a chi possiede un cane guida di entrare in un ristorante, di prendere un taxi, di salire sul treno o entrare in un luogo pubblico, nonostante l'esistenza di una legge dello Stato, la n. 37/1974 (aggiornata poi con la n. 60/2006), che esplicitamente dichiara il diritto per il non vedente di accedere con il proprio animale agli esercizi aperti al pubblico.

La campagna prevede l'installazione di 30 cartelli retroilluminati di varie dimensioni nelle principali Aree di Servizio di tutta Italia. Le immagini sono state realizzate dall'illustratore Davide Bonazzi, e insieme alla frase scelta per la campagna - "Il mio cane guida fedele amico di libertà" - vogliono mettere in evidenza la fondamentale importanza del cane guida per l'autonomia e la mobilità della persona con disabilità visiva.

«Ringraziamo Autostrade per l'Italia - dichiara il vice presidente nazionale dell'Unione, Stefano Tortini - che ha accolto il nostro invito a promuovere la campagna, un'occasione importante per far capire quanto i cani guida siano gli occhi di chi vive nel buio. Il cane guida è "un vero compagno di libertà", sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità».

«Abbiamo bisogno di iniziative come quella avviata da Autostrade per l'Italia - dichiara Elena Ferroni, coordinatrice della Commissione Cani guida dell'Unione - perché concretamente ci può aiutare a far capire come per noi ciechi il cane guida non sia un vanto o un capriccio, ma un meraviglioso aiuto che restituisce uno spazio di libertà altrimenti fortemente compromesso dalla disabilità visiva».

Roma, 14 giugno 2017

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Il Corriere della Sera del 20-06-2017

Il cane guida? Un compagno di libertÀ che deve poter andare dappertutto

L'Unione italiana ciechi e Autostrade per l'Italia insieme per una campagna di sensibilizzazione nelle aree di servizio: 30 cartelloni illustrati per esigere il diritto di far entrare gli amici a quattro zampe nei luoghi pubblici.

Mai più divieto d'accesso. Perché, per un non vedente, il suo inseparabile compagno a quatto zampe significa soprattutto autonomia. E "Il mio cane guida, fedele amico di libertà" è lo slogan scelto per la campagna di sensibilizzazione estiva promossa da Autostrade per l'Italia e Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) in alcune delle principali aree di servizio italiane. Dove 30 cartelli retroilluminati di varie dimensioni, le cui due immagini simbolo sono state disegnate dall'illustratore Davide Bonazzi, ricorderanno a tutti i vacanzieri (e non solo) che il cane guida ha il diritto di entrare in un ristorante, di alloggiare in un hotel, di prendere un taxi, di andare in metropolitana e di salire sul treno o sull'autobus. Perché fortunatamente esiste una legge dello Stato, la n. 37 del 1974 (aggiornata poi con la legge 60/2006), che prevede esplicitamente il diritto per i non vedenti di accedere con il proprio animale nei luoghi pubblici e negli esercizi aperti al pubblico, pena una multa per l'esercente che va da 500 a 2.500 euro.

Un diritto negato.

Un diritto che, purtroppo, ancora troppo spesso viene negato alle persone con disabilità visive e ai loro amici a quattro zampe. Come è successo l'anno scorso alla signora Patrizia, di origini pugliesi, che voleva trascorrere alcuni giorni di vacanza in un albergo di Rimini. Ma quando il titolare le ha detto di non accettare nessun genere di animali, ha dovuto cambiare struttura ricettiva. O come è accaduto ad Ada in un'osteria di Roma vicina alla stazione Termini: «I cani non possono entrare, non sono igienici», si è sentita dire. «Di casi così eclatanti non ne abbiamo più avuti - commentano dalla Uici -, mentre i rifiuti velati di ristoranti e hotel che si professano "al completo" sono all'ordine del giorno». Situazioni che in altri Paesi vengono combattute per vie legali: la Corte Suprema degli Stati Uniti, per esempio, quest'anno ha votato a favore della tredicenne Ehlena Fry, che così potrà portare il suo cane guida Wonder anche a scuola.

Occhi di chi vive al buio.

Questa campagna di sensibilizzazione a ridosso delle vacanze d'estate rappresenta «un'occasione importante per far capire a tutti quanto i cani guida siano gli occhi di chi vive nel buio - ha detto il vicepresidente nazionale dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti, Stefano Tortini -. Il cane guida è soprattutto un accompagnatore, sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità» delle persone con disabilità visive. «Abbiamo bisogno di iniziative come quella avviata da Autostrade per l'Italia - ha aggiunto Elena Ferroni, coordinatrice della commissione Cani guida della Uici -, perché concretamente ci può aiutare a far capire come per noi ciechi il cane guida non sia un vanto, un capriccio o un semplice animale da compagnia, ma un meraviglioso aiuto che restituisce uno spazio di libertà altrimenti compromesso», dalla cecità e da altri gravi problemi di vista.

di Michela Trigari

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Redattore Sociale del 21-06-2017

Falsi ciechi? No, malati rari. Indagine archiviata a Latina

Archiviato il procedimento penale avviato nei confronti di una famiglia intera, accusata di truffa aggravata ai danni dello Stato, in seguito a un'indagine del 2012. Nessun falso cieco, i familiari sono colpiti da aniridia congenita, una rara patologia congenita

ROMA. Falsi ciechi? No, invalidi veri, malati rari. Così il Tribunale di Latina ha archiviato il procedimento penale avviato nei confronti di un'intera famiglia, accusata di truffa aggravata ai danno dello Stato, in seguito a un'indagine condotta nel 2012 a carico della signora Gaetana Tuccinardi e dei suoi figli.. La notizia arriva oggi dall'Osservatorio malattie rare: "la famiglia non aveva messo in atto un astuto inganno ai danni dello Stato, bensì era affetta da aniridia congenita, rara patologia genetica caratterizzata dalla formazione incompleta dell'iride. A causa di questa malattia, dovuta a una mutazione del gene PAX6 - spiega Ilaria Vacca, di Omar - anche altre parti dell'occhio, come il nervo ottico e la macula (la parte centrale della retina), possono non essere correttamente formate. Le alterazioni della struttura dell'occhio - continua - possono provocare l'insorgenza di altre patologie oculari. L'aniridia e queste condizioni associate colpiscono ciascun individuo in modo diverso. Così, mentre alcune persone affette da aniridia sono ipovedenti o non vedenti, altre possono avere una vista quasi normale. Chi è affetto da tale condizione - ricorda Omar - è considerato un ipovedente grave e, secondo la legge 138 del 2001, è equiparato a una persona con cecità totale. Ha quindi diritto al trattamento pensionistico Inps, completo secondo quanto previsto dalla normativa vigente".

L'accusa, del tutto infondata, deriva quindi dall'inadeguata conoscenza delle patologie rare. "L'unica colpa di questi soggetti è quella di essere nati con una patologia nota come aniridia congenita, dovuta a una mutazione del Dna - spiega l'avvocato Pasquale Lattari, che ha assistito la famiglia - Peccato che la Polizia giudiziaria e la Procura di Torino, da cui partiva la richiesta, si siano dimenticati di verificare molto più semplicemente la patologia. La legge 138 del 2001 equipara le persone affette da tale malattia - noti anche come ipovedenti gravi - alla stessa categoria dei ciechi totali, che usufruiscono, a tutti gli effetti, di indennità e pensioni, o collocamento obbligatorio come centralinisti, e via discorrendo".

"Peccato - prosegue l'avvocato Lattari riflettendo sul caso - che a seguito di tali fatti, per quanto puoi pensare ed esser convinto di essere innocente e di non aver fatto nulla - e la signora Gaetana Tuccinardi lo era, come possono testimoniare tutti i dipendenti del tribunale di Latina dove la stessa ha lavorato per anni come centralinista - viene meno il riconoscimento delle persone che ti circondano, che ti additano e ti citano. E sotto sotto anche quelli che ti stanno vicino pensano, e tu lo percepisci, che qualcosa hai fatto per meritarti tutto questo clamore... Alla fine cedi e cadi nello sconforto. Stato d'animo che, unito alle gravi patologie da cui era ultimamente affetta, ti porta ad abbandonare ogni resistenza alla malattia e a morire". Come infatti riferisce l'Osservatorio malattie rare, nel frattempo "la signora Gaetana è mancata all'affetto dei suoi cari".

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Superando.it del 27-06-2017

Azioni umanitarie e disabilitÀ: il ruolo di primo piano dell'Italia

Anche a Roma e a Ginevra - durante due iniziative volute per sollecitare l'impegno internazionale a garantire alle persone con disabilità adeguata attenzione in caso di disastri naturali o causati dall'uomo, applicando la "Carta per l'Inclusione delle Persone con Disabilità nelle Azioni Umanitarie" - l'Italia ha svolto un ruolo di primo piano. Il nostro, tra l'altro, è stato il primo Paese europeo ad avere elaborato nel 2015 un "Vademecum su Aiuti Umanitari e Disabilità", con il contributo della RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), di cui fanno parte anche le organizzazioni DPI e FISH.

Sottoscritta da ben 150 Enti - tra cui l'Italia e la RIDS (Rete Italiana per la Disabilità e Sviluppo) - la Charter on Inclusion of Persons with Disabilities in Humanitarian Action ("Carta per l'Inclusione delle Persone con Disabilità nelle Azioni Umanitarie") era stata presentata a Istanbul nel maggio dello scorso anno, con l'obiettivo di sollecitare l'impegno internazionale a garantire alle persone con disabilità adeguata attenzione in caso di disastri naturali o causati dall'uomo, in linea con l'articolo 11 (Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Nei giorni scorsi, due importanti iniziative hanno attirato l'attenzione della comunità internazionale sull'applicazione di tale documento e in particolare dei cinque princìpi fondamentali su cui esso si basa, vale a dire la non discriminazione, la partecipazione, le politiche inclusive, le risposte e i servizi inclusivi, la cooperazione e il coordinamento.

Il primo dei due eventi si è tenuto il 12 giugno a Roma, in occasione dell'Assemblea Mondiale del World Food Programme ("Programma Alimentare Mondiale"), il secondo, invece, il 22 giugno a Ginevra, in occasione della riunione dell'ECOSOC (United Nations Economic and Social Council, ovvero "Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite").

In entrambi gli incontri, e più in generale in tale àmbito, va ricordato che l'Italia ha finora svolto un ruolo di primo piano, avendo ad esempio il nostro Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale già definito nel 2015 un Vademecum su Aiuti Umanitari e Disabilità, il primo di un Paese europeo sul tema. E fondamentale, per l'elaborazione di questo documento, è stato il contributo della citata RIDS, innovativa alleanza strategica avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative - AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) e EducAid - insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples' International) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

«La RIDS - spiega il presidente Giampiero Griffo - opera nel campo degli aiuti umanitari, rafforzando il ruolo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni, come dimostra la creazione di consulenti alla pari per l'emergenza nella Striscia di Gaza e la realizzazione di ricerche emancipative sulla disabilità in India e ancora in Palestina, dove le persone con disabilità diventano veri e propri "ricercatori" sulla propria condizione, basandosi sull'approccio del rispetto dei diritti umani fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità». (S.B.)

Sul tema delle situazioni di emergenza riguardanti le persone con disabilità, suggeriamo ai Lettori di accedere al nostro articolo Terremoto: dove si combatte la paura preparando la risposta, che nella colonnina a destra del testo riporta il lungo elenco di contributi da noi pubblicati su tali questioni.

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Redattore Sociale del 05-06-2017

DisabilitÀ, al lavoro gli ausili non bastano. L'esperienza di IBM

L'esperienza di Consuelo Battistelli che si occupa di favorire l'inserimento lavorativo delle persone disabili all'interno di Ibm Italia, cercando di volta in volta la soluzione ottimale. Un'abilità che è riuscita a coltivare anche grazie alla precedente esperienza di lavoratrice cieca all'interno dell'azienda. Ne parla il numero di maggio del magazine Superabile Inail.

"Gli ausili tecnologici sono importanti, ma non sono sufficienti a creare una vera integrazione": parola di Consuelo Battistelli, diversity engagement partner di Ibm Italia. Il suo compito principale è quello di favorire l'inserimento lavorativo dei colleghi che hanno una disabilità. Per questo coordina le attività di Mwa (acronimo che sta per Mobile wireless accessibility), un team multidisciplinare di circa 30 persone, che per ogni caso trova le soluzioni più adatte. Può sembrare strano, quindi, che chi lavora in una multinazionale del settore informatico non punti tutto sulla tecnologia. In realtà è proprio la familiarità che Consuelo ha con le soluzioni tecniche a renderla consapevole che da sole non bastano. "Bisogna creare le condizioni ambientali perché una persona con disabilità possa inserirsi con successo ed essere produttiva - chiarisce -. È quindi fondamentale sensibilizzare i colleghi e i manager e fare in modo che non rimanga isolata, ma possa interagire con gli altri". Di Consuelo Battistelli e delle iniziative di Ibm per i lavoratori disabili parla un articolo di Dario Paladini, pubblicato nel numero di maggio del magazine Superabile Inail.

Per superare i "muri culturali" e le diffidenze, Battistelli organizza periodicamente degli eventi all'interno dell'azienda, come per esempio il pranzo al buio. "Sono un successo, ho sempre il pieno delle prenotazioni - racconta -. I colleghi si rendono conto così di cosa vuol dire essere non vedenti, di come il mondo possa essere percepito e vissuto anche senza poterlo osservare. Queste esperienze riducono la distanza, che a volte si crea tra le persone soprattutto perché si ha paura di ciò che non si conosce". In occasione di altri eventi aziendali, ci sono stati alcuni colleghi con disabilità che hanno mostrato le loro abilità in altri campi, come la musica o gli scacchi.

Una laurea in lettere moderne con indirizzo storico e un master in disability management, Battistelli ha svolto in Ibm anche altri incarichi, legati soprattutto al settore vendite. Ha vissuto quindi in prima persona cosa vuol dire, per una persona cieca, inserirsi in un ambiente di lavoro in cui l'obiettivo è raggiungere dei risultati produttivi. "Il punto è proprio questo: la persona con disabilità deve poter raccogliere le sfide che un lavoro comporta. È più rispettoso della sua dignità e in questo modo può dimostrare di essere una risorsa per l'azienda. Capita a volte che nelle imprese chi ha dei deficit sia relegato per sempre a una mansione, creata ad hoc per lui, ma solo perché si è costretti ad assumerlo. Si tratta invece di trovare la soluzione perché, al di là della disabilità, ogni persona possa mostrare di cosa è capace, quali siano i suoi talenti".

In altre parole, non solo i luoghi o la strumentazione devono essere accessibili, ma anche la carriera. A nessuno dovrebbe essere impedito solo perché è su una carrozzina o perché è cieco. Un principio su cui è difficile non essere d'accordo, ma che poi nella pratica non è così scontato.

Nel team Mwa collaborano persone con disabilità e non, che lavorano in diversi settori dell'impresa. "Ciascuno porta la sue competenze specifiche - racconta Consuelo -. Spesso le soluzioni ai problemi che incontrano i colleghi le troviamo semplicemente mettendo in rete e coordinando strumenti che già ci sono. Per esempio, nel mio caso è bastato collegare le nostre applicazioni e i nostri strumenti di lavoro a un iPhone, che ha già un sintetizzatore vocale. In questo modo posso leggere e inviare mail e svolgere altre operazioni nel nostro sistema informatico".

In una grande azienda come Ibm ci sono centinaia di mansioni diverse. Anche chi ha una disabilità può trovare il suo spazio e così cambiare compiti e ruoli nel corso di una vita lavorativa. "In una piccola azienda può risultare più difficile trovare la mansione adatta per una determinata disabilità, però è anche vero che è possibile creare un ambiente familiare che manca inevitabilmente in una multinazionale".

In ogni caso, l'inclusione è un processo che non si ferma mai. "Bisogna tenere sempre presente le esigenze del lavoratore, che va consultato in ogni fase del progetto e nel corso del tempo per capire se sono emersi nuovi problemi o se le aspettative del dipendente o dell'azienda sono cambiate". In questi anni Consuelo Battistelli e il gruppo Mwa si sono dedicati anche alla realizzazione di soluzioni per l'accessibilità dei luoghi pubblici: "Stiamo progettando per l'area archeologica di Pompei un sistema che, tramite un braccialetto elettronico fornito ai turisti ipovedenti o non vedenti, dia la descrizione degli ambienti che stanno visitando". Ibm ha poi sviluppato Accessibility city tag, un'applicazione, adottata anche dal municipio di New York, che fornisce per ogni zona della città dati e informazioni sull'accessibilità dei luoghi pubblici e privati (dalle biblioteche ai bar, dalle scuole alle chiese e così via). "Le soluzioni tecnologiche si possono trovare sempre - conclude -. Il punto è la volontà degli uomini. Se c'è, l'inclusione è possibile. Se manca, non c'è ausilio che tenga".

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Libero Quotidiano.it del 16-06-2017

CecitÀ evitabile: "sensibilizzazione" e garantire accesso e sostenibilitÀ

Cecità evitabile sotto attacco: a controbilanciare i numeri sui costi generati dalle maculopatie a carico dello Stato, la volontà di fare sistema contro la cecità evitabile, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni pazienti, società scientifiche, specialisti, aziende farmaceutiche. E, in particolare: il recente accordo tra Novartis e AIFa per la definizione di condizioni finalizzate a garantire un più ampio accesso alla terapia mediante ranibizumab per i pazienti eleggibili a costi sostenibili per il SSN e l'iniziativa di sensibilizzazione #ProspettiveNuove, che coniuga il linguaggio creativo della street-art con il coinvolgimento dei social media. Misurare la cecità legale evitabile, il suo impatto sulle prestazioni assistenziali e previdenziali e come può evolvere, rappresenta il punto di partenza per intervenire. Presentati oggi i dati dell'Osservatorio Italiano sui Costi della Cecità Legale, promosso da Novartis e curato dal CEIS (Centre for Economic and International Study Economic Evaluation and HTA - EEHTA, Faculty of Economics) dell'Università di Roma 'Tor Vergata'. "Siamo di fronte a oltre 15.300 casi di ciechi civili in media ogni anno dovuti a maculopatie, per un peso complessivo a carico dell'INPS, tra pensioni e indennità, di ben 113 milioni di euro l'anno", spiega Francesco Mennini, Direttore CEIS, Università di Roma 'Tor Vergata'.

Un costo ingente per la collettività, che riflette il serio problema di pazienti che perdono la propria autonomia. "Secondo i dati epidemiologici la Degenerazione Maculare Legata all'Età (AMD) è una delle principali malattie croniche nei soggetti con più di 65 anni. Significativo è anche l'impatto dell'edema maculare conseguente a retinopatia diabetica, la più comune complicanza oculare del diabete, in circa l'1-3% dei diabetici - spiega Francesco Bandello, direttore Clinica Oculistica Università Vita Salute, Istituto Scientifico San Raffaele, Milano - La macula è la parte nobile della retina, responsabile della visione dei dettagli e dei colori. Le maculopatie possono insorgere lentamente e nelle fasi iniziali i sintomi sono modesti. Tuttavia, nel tempo, determinano una più o meno severa compromissione della visione centrale, mentre la visione periferica o laterale viene conservata." In Italia, secondo stime recenti, circa 65 mila persone sono affette da maculopatie (per degenerazione maculare legata all'età ed edema diabetico), mentre 50 mila sono i nuovi casi che si registrano ogni anno.

Per l'ipovedente la vita è un percorso a ostacoli. "Non riesce più a riconoscere i volti, a leggere, spesso non è in grado di svolgere le commissioni quotidiane più banali senza ricorrere all'aiuto di qualcuno, perde l'indipendenza e non di rado finisce per sentirsi un peso per familiari e amici - spiega Stefania Fortini, psicologa e psicoterapeuta Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva, IAPB Italia - Una delle più frequenti conseguenze è quella di rinchiudersi in casa e isolarsi. Un terzo circa delle persone affette da degenerazione maculare legata all'età arriva a soffrire di depressione". In questo scenario allarmante, si cominciano però a intravedere prospettive nuove. "Dal 2013 al 2014, abbiamo registrato una riduzione di circa l'8 per cento del numero di beneficiari di prestazioni INPS per maculopatie e retinopatie", aggiunge Francesco S. Mennini del CEIS.

Un'importante inversione di tendenza, che può riflettere l'introduzione di terapie salva-vista anti-VEGF, proprio a partire da questo periodo. "Farmaci come quelli anti-VEGF hanno dimostrato di migliorare in percentuali significative la visione dei pazienti, rallentando la progressione della patologia - spiega Giovanni Staurenghi, direttore Clinica Oculistica Ospedale Luigi Sacco, Università degli Studi di Milano - ma questi farmaci richiedono un intervento tempestivo e continuativo nel tempo". Favorire appropriatezza terapeutica e sostenibilità sono i princìpi su cui si basano le condizioni di rimborsabilità garantite da un recente accordo raggiunto da Novartis con AIFa. Lo scopo comune: assicurare ai pazienti affetti da maculopatie di essere curati in modo appropriato, garantendo anche sostenibilità al Sistema Sanitario. Nel concreto, Novartis concorre fino ai prossimi due anni alla spesa per il farmaco nelle strutture che lo adotteranno in modo appropriato. "L'accordo si inserisce nel più ampio impegno di Novartis per contribuire a combattere concretamente la cecità evitabile - spiega Giuseppe Pompilio, responsabile Divisione Oftalmica, Novartis Farma - Si tratta di un modello che permetterà al Servizio Sanitario Nazionale e agli specialisti dei centri retina di poter programmare la spesa con un costo-terapia fisso e più sostenibile e ai pazienti di avere accesso alle migliori cure, in piena appropriatezza".

Aggiunge Teresio Avitabile, direttore della Clinica Oculistica Universitaria di Catania e tesoriere Società Oftalmologica Italiana (SOI): "I dati presentati dall'Osservatorio lanciano una sfida a tutti noi che operiamo per la presa in carico di pazienti a cui viene sottratta la possibilità di una vita normale, quando invece esistono soluzioni efficaci per scongiurare questo esito. Solo facendo sistema, il percorso verso l'appropriatezza terapeutica e la sostenibilità diventerà raggiungibile". Informazione e diagnosi precoce sono il punto di partenza per approdare a questo traguardo. Con l'iniziativa #ProspettiveNuove, Cuboliquido, street artist di fama internazionale, ha voluto contribuire alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica, con un'innovativa installazione 3D, esposta a Milano il 16 giugno sul Sagrato del Duomo e in Piazza XXIV Maggio (all'inizio della Darsena) dal 17 al 21 giugno. Grazie a un espediente artistico, l'opera - che rappresenta un paesaggio - coinvolge lo spettatore, facendogli sperimentare una visione distorta e poco nitida, simile a quella con cui sono costretti a misurarsi i pazienti maculopatici. Ma è anche possibile apprezzarne l'effettiva resa tridimensionale, che metaforicamente rappresenta la meta da raggiungere: un percorso che oggi può essere lineare ed efficace per i pazienti, dalla diagnosi alla terapia.

di EUGENIA SERMONTI

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Il Farmacistaonline.it del 12-06-2017

Lenti a contatto dual focus: riducono del 50-60% la progressione della miopia nei bambini

Uno studio internazionale su 144 bambini, randomizzati al trattamento con lenti a contatto morbide giornaliere 'dual focus' o lenti a contatto monouso normali, dimostra che il nuovo trattamento è in grado di ridurre la progressione della miopia in misura del 50-60%. Lo studio ha avuto una durata di tre anni ed ha riscosso un buon gradimento tra i bambini e i loro genitori. Oltre a correggere la vista, questo approccio potrebbe proteggere dalle complicanze tardive della miopia, quali glaucoma, cataratta, distacco di retina.

Combattere la miopia con le lenti a contatto. È quanto suggeriscono i risultati di uno studio internazionale presentato alla 40° Conferenza Clinica della British Contact Lens Association a Liverpool.

Questa ricerca, sui risultati della quale c'erano molte aspettative, riguarda una terapia pionieristica basata su lenti a contatto e mirata a ridurre la progressione della miopia nei bambini. I risultati sono relativi ad un follow up di 3 anni.

Per lo studio sono state utilizzate particolare lenti monouso morbide per il controllo della miopia a doppio fuoco; lo scopo era valutare se questa terapia fosse in grado di ridurre la progressione della miopia ad esordio giovanile. Il disegno dello studio è prospettico, multicentrico, randomizzato ed ha arruolato 144 bambini miopi di età compresa tra gli 8 e i 12 anni a Singapore, in Canada, in Inghilterra e in Portogallo.

I risultati a tre anni dimostrano che l'impiego di queste lenti a contatto 'dual focus' (cioè con un'alternanza di zone di trattamento e di correzione visiva) è efficace nel rallentare la progressione della miopia del 59%, se misurata in equivalenti sferici cicloplegici medi (SE) o del 52% se misurata in allungamento assiale medio dell'occhio, rispetto a quanto osservato nei bambini del gruppo di controllo che indossavano delle lenti a contatto giornaliere ordinarie.

Un approccio efficace dunque, secondo gli autori , che in più non determina gli effetti collaterali osservati da altre terapie farmacologiche.

La prevalenza della miopia è stimata in aumento e dovrebbe passare dagli attuali 2 miliardi di persone (dati 2010) a 5 miliardi nel 2050. "L'incremento di prevalenza della miopia - afferma Arthur Back , Chief Technology Officer di CooperVision - è incredibile e al momento interessa la gran parte dei giovani adulti in alcuni Paesi, in particolare in estremo oriente. Non solo questa condizione determina problemi di acuità visiva, ma aumenta il rischio di una serie di condizioni che potrebbero emergere più avanti nel corso della vita, quali glaucoma, cataratta, distacco retinico e maculopatia miopica. Un intervento precoce è dunque essenziale per il benessere visivo a breve e lungo termine di questi bambini. E una possibile soluzione viene proprio da queste lenti speciali (CooperVision MiSight).

I bambini coinvolti nello studio hanno mostrato una buona accettazione delle lenti a contatto, che non intralciavano le attività del loro vivere quotidiano (scuola, sport, giochi, uso del computer) e di certo sono risultate più gradite degli occhiali, in entrambi i gruppi dello studio. Anche i genitori, vista la soddisfazione dei figli, in grado di gestire peraltro in autonomia le lenti a contatto, hanno mostrato una risposta positiva a questo tipo di trattamento, sebbene almeno la metà di loro fosse scettico all'inizio dello studio. Al termine del trial, 9 genitori su 10 hanno affermato che i figli erano stati "estremamente felici" con l'esperienza complessiva delle lenti a contatto, nell'arco dei tre anni di durata dello studio.

di Maria Rita Montebelli

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Quotidiano SanitÀ del 21-06-2017

DisabilitÀ sensoriali: i Collegi IPASVI in campo con un'iniziativa per sordi e ciechi a favore di infermieri e pazienti

I Collegi Ipasvi di Carbonia Iglesias, Pavia, Bologna, Frosinone e Pordenone fanno da apripista per un'iniziativa che prevede la realizzazione di un video nella lingua dei segni con documenti accessibili ai sordi; un audio per i documenti accessibili ai non vedenti e la stampa di un testo Braille - realizzato con l'Unione ciechi di Sassari - sempre per in non vedenti.

Il paziente anzitutto. Il paziente e i suoi bisogni non solo clinici, ma anche sociali, di persona. Un principio che per il quasi 1,5 milioni di ciechi e sordi non è possibile rispettare perché nella sanità (e non solo)ci sono ancora troppe barriere sensoriali.

Un problema che il Collegio Ipasvi di Carbonia Iglesias ha cominciato a risolvere, coinvolgendo nella sua iniziativa anche i Collegi degli infermieri di Pavia, Bologna, Frosinone e Pordenone, ma che intende allargare a tutta la comunità infermieristica nazionale anche con la collaborazione della Federazione Ipasvi e, ancora di più, integrare con un approccio multidisciplinare con altre professionalità della salute.

In parziale recepimento della legge Stanca del 2004 per favorire l'accesso ai soggetti disabili agli strumenti informatici, l'iniziativa ha previsto la realizzazione di un video nella lingua dei segni con documenti accessibili ai sordi; un audio per i documenti accessibili ai non vedenti e la stampa di un testo Braille - realizzato con l'Unione ciechi di Sassari - sempre per in non vedenti.

Sui siti web dei Collegi capofila dell'iniziativa è previsto uno spazio dedicato ai soggetti disabili e i materiali interessati per ora sono dieci: il profilo professionale dell'infermiere e degli infermieri pediatrici, il Codice deontologico, ii Patto cittadino-infermiere, la Carta europea dei diritti dell'ammalato, il Codice di comportamento dei pubblici dipendenti, la declaratoria contrattuale categoria D collaboratori professionali sanitari infermieri, il Giuramento dell'infermiere, la legge 42/1999, la legge 24/2017. E altri documenti si aggiungeranno nei prossimi mesi.

Il perché dell'iniziativa l'hanno spiegata i presidenti dei Collegi di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu e di Pavia, Michele Borri. Oggi si parla di mediatori culturali per il rispetto delle esigenze di minoranze di altri paesi che altrimenti non avrebbero accesso nei luoghi di cura alle stesse informazioni dei pazienti italiani. Dal consenso informato alla comunicazione sul proprio stato di salute, dall'esigenza sociale di non sentirsi isolati a quella fisica di bisogni che non si riescono a comunicare, per un paziente sordomuto o cieco questi passaggi possono trasformarsi in un problema insormontabile.

Per questo, oltre all'iniziativa sul web, alla presentazione che si è svolta alla Federazione nazionale Ipasvi, presente anche la presidente Barbara Mangiacavalli, c'era Lisanna Grosso, infermiera sorda di 26 anni, laureata all'Università del Piemonte orientale e con un master in "infermiere di famiglia e di comunità" conseguito a Pavia, originaria di Biella e vincitrice di una borsa di studio "Fulbright-Roberto Wirth" grazie alla quale presto volerà negli Stati Uniti per un'esperienza formativa unica.

"Era un sabato del mese di aprile quando arrivò un messaggio dal presidente di Carbonia Iglesias, il quale mi chiese se volevo collaborare con l'Ipasvi per un progetto di accessibilità - ha detto nel suo intervento Lisanna Grosso nel linguaggio dei sordi -. Felice di questa perspicacia e sensibilità verso anche le persone sorde, ho accettato subito. Essendo un'infermiera sorda bilingue (italiano/lingua dei segni italiana) ho sempre desiderato e promosso l'accessibilità e di divulgare informazioni e notizie anche alle persone sorde che spesso sono trascurate perché la nostra sordità è invisibile e spesso non ci si accorge che i video con solo l'audio e non sottotitolati o le notizie via radio non ci giungono".

Da qui i primi video in lingua dei segni italiana - dove ad esempio Lisanna nella lingua dei sordi enuncia il patto infermiere-cittadino - un primo passo verso la piena accessibilità per la maggior parte delle persone sorde italiane e che fanno parte del materiale pubblicato dai Collegi.

"I motivi e la proposta di recepire nel sito web del Collegio Ipasvi uno spazio di accesso dedicato a soggetti disabili - ha detto Lebiu - devono essere considerati la prima pietra di un percorso perfettibile, integrabile e rispettoso di altri punti di vista e necessità, ma soprattutto strutturato e curato nel quotidiano del suo evolversi. Sapremo fare certamente sintesi di tutti i contributi che via via saranno posti alla nostra attenzione per arrivare a condividere nel lungo periodo il più corretto e fruibile "risultato" nelle forme e nei supporti sopra espressi".

"Il progetto - ha aggiunto Borri - è una risposta che si inserisce in una vera e propria transizione culturale per prendere in carico individui con un forte disagio e un forte bisogno. E dovrà essere un governo condiviso tra tutti gli attori dell'assistenza sanitaria perché chi ha incontrato difficoltà nella sua vita possa vederle trasformate in opportunità".

"Uno dei nostri primi problemi - ha spiegato Alfio Pulvirenti dell'Unione italiana ciechi - è l'accesso alla formazione per il quale molti problemi di ordine legale sono legati ai test di ingresso, ma c'è dialogo con le istituzioni. Le professioni - ha proseguito - devono costituire il volano e devono essere una vera comunità per lavorare con le istituzioni nel miglioramento del tessuto sociale".

"Iniziative di questo tipo - ha sottolineato Sabrina Nardi di Cittadinanzattiva - sono ciò che serve al nostro Paese e alla difesa del Ssn. Abbiamo via via sconfitto le barriere architettoniche oggi superate al 98%, ma per quelle sensoriali no, siamo appena al 10 per cento. Ci sono momenti fondamentali, come il pronto soccorso, dove tutti devono avere una risposta e l'iniziativa dell'Ipasvi serve anche a questo".

"Quando si presenta o si intercetta una barriera da rimuovere per la fruizione di risposte assistenziali all'altezza delle aspettative e dei diritti dei cittadini - ha concluso Lebiu - la professione infermieristica è e sarà sempre la prima a cercare soluzioni nella disabilità del confinamento individuale (costrizione a letto, su una sedia non a rotelle o in casa), nella disabilità delle funzioni (difficolta nel vestirsi, nel lavarsi, nel fare ii bagno, nel mangiare), nella disabilità del movimento (difficolta nel camminare, nel salire le scale, nel chinarsi, nel coricarsi, nel sedersi), nelle disabilità sensoriali (difficolta a sentire, vedere o parlare). Quando un assistito ha bisogno, quando un infermiere ha necessità e dilemmi, quando I 'organizzazione avanza con fatica, è qui che dobbiamo dare un contributo indipendentemente da variabili di qualsivoglia natura e per migliorare la risposta del Ssn, lasciando ad altri progetti autoreferenziali e che scambiano ii fine con lo strumento".

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La Repubblica del 03-06-2017

Occhiali per non vedenti, l'idea dei giovani inventori

L'APPELLO DI TRE STUDENTI : "CI SERVONO FONDI PER REALIZZARE IL PROTOTIPO".

Occhiali per aiutare i non vedenti a muoversi nello spazio circostante, segnalando la posizione degli oggetti con i suoni. I tre ragazzi che hanno avuto l'idea li hanno chiamati Night shade, e ora cercano i soldi per costruirli. Tra le varie ipotesi, il ricorso al crowdfunding o la creazione di una startup. Ma è tutto rimandato a dopo la maturità, perché i tre ragazzi sono al quinto anno delle superiori in tre istituti diversi.

Fino a pochi mesi fa non si conoscevano neppure. A unirli è stato Forma mentis, centro di formazione per aziende, che ha organizzato un concorso per le scuole superiori della Lombardia dedicato all'innovazione: l'InnovAction award. A vincere è stata proprio la squadra composta da Gian Leoed Castillo dell'istituto tecnico Molinari (telecomunicazioni), Anthony Carrasco del Galilei Luxemburg (meccanica) e Nicolò Colnaghi del liceo artistico Caravaggio. Confrontando le idee hanno deciso, spiega Castillo, di trovare «un'applicazione di una tecnologia utilizzata in altri campi, come i videogiochi, per aiutare la gente». Hanno cercato a lungo l'oggetto giusto. Prima avevano pensato a un bastone. Poi a una cintura. Ma, alla fine, hanno scelto gli occhiali. Così si sono divisi il lavoro a seconda delle competenze. Castillo si è occupato della tecnologia, studiando anche «un linguaggio di programmazione che non si insegna a scuola». Carrasco del materiale. Dopo aver analizzato le caratteristiche, «la scelta è caduta sull'Optyl: resistente, non deformabile, ipoallergenico e leggero», visto che gli occhiali verranno appesantiti già dall'apparecchiatura montata sulle aste. E poi ha pensato ai pulsanti. «Su un lato il bottone di accensione», sull'altro «una fascia touch circolare, anche cliccabile e con indicazioni in braille, ispirata a quella degli iPod». Serve «per regolare il volume, accedere al menù e impostare anche il navigatore». Infine Colnaghi si è occupato dello studio dell'udito umano, necessario per poi riprodurre artificialmente l'illusione acustica della distanza e della direzione del suono, come se arrivasse dagli oggetti che circondano chi indossa gli occhiali. E poi ha pensato al design. «Il problema maggiore era riuscire a far stare le componenti in uno spazio piccolo», spiega. E perché non risultino troppo pesanti, «ho tolto le lenti». Ma oltre che comodo e utile, «deve essere un oggetto bello, che non metta a disagio chi lo porta». Così ha studiato forma e colori e la possibilità di poter cambiare il pezzo frontale. Hanno lavorato tutti i giorni per cinque mesi. A casa, in biblioteca, su Skype. Le scuole li hanno seguiti ma, concordano i referenti dei tre istituti, «i ragazzi hanno fatto quasi tutto da soli». La tecnologia, assicurano gli studenti che hanno fatto anche degli esperimenti, «è utilizzabile in questo modo, ma non abbiamo i soldi per poter comprare i componenti e al concorso abbiamo portato un modello realizzato con la stampante 3D». Ora però cercano finanziatori, «per vedere se le nostre idee funzionano anche fuori di qui».

di Claudia Zanella

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Agora Magazine del 04-06-2017

Un coreano under 30 conquista Google con un orologio per ciechi

Un orologio che comunica attraverso l'alfabeto Braille per facilitare la vita agli oltre 285 milioni di non vedenti nel mondo.

Questa la missione del sudcoreano Eric Juyoon Kim che, con il progetto realizzato grazie alla sua startup Dot, si è guadagnato una citazione nella classifica dei Trenta Under 30 asiatici da tenere d'occhio secondo Forbes.

Ma, soprattutto, ha fornito ai ciechi uno strumento efficace per "leggere" i messaggi, le notizie, controllare l'ora e navigare su Google Maps in assoluta privacy. Dopo tre anni di lavoro, da marzo l'orologio è in vendita in 14 Paesi dove è arrivato con 140mila pre-ordini. Testimonial speciale, Stevie Wonder, cui Kim ha volute spedire personalmente un Dot Watch che porta il suo nome sul retro della corona.

Come funziona.

La cassa dell'orologio, rotonda, è in alluminio per mantenere il peso più leggero possibile: solo 27 grammi. La batteria ha una durata di 336 ore. L'orologio presenta sei file di punti che si svuotano e riempiono grazie a quattro moduli meccanizzati nascosti sotto il quadrante. Il riempimento dei punti consente a chi lo indossa di interpretare l'informazione scorrendo il dito sulla superficie dello smartwatch. Il dispositivo è leggermente concavo per proteggere le celle che non possono essere coperte da un vetro. Infine è dotato di un sistema Bluetooth per essere collegato allo smartphone.

Dot non è il primo orologio pensato per i non vedenti, ma al contrario di tutti gli altri che comunicano le informazioni attraverso un sistema audio, il modello sud-coreano garantisce la privacy. E con costi contenuti. "Siamo convinti che se produciamo uno strumento di questo tipo a costi abbordabili, una grande fetta di persone potranno permetterselo, con grossi benefìci sulla loro quotidianità", aveva spiegato tempo fa Kim.

Una gestazione durata tre anni.

Nonostante la valida intuizione, non è stato semplice per Kim realizzare il suo progetto. L'orologio ha visto la luce dopo tre anni di continui stop dovuti ad alcune criticità, poi risolte, come la durata della batteria, del display e la fragilità delle celle sul quadrante.

Il sogno di Kim? Un Kindle in braille.

Eric Juyoon Kim non ha nessuna voglia di adagiarsi sugli allori: l'orologio è solo il primo dei dispositivi in braille che ha intenzione di realizzare. Il prossimo ad arrivare sul mercato sarà un lettore ebook in braille per non vedenti, che segue più o meno lo stesso meccanismo dell'orologio. E la startup ha già un acquirente: il governo del Kenya che ha firmato un accordo da un milione di dollari per 8.000 Dot Mini dal valore di 200 dollari l'uno. Ma il progetto più ambizioso, su cui Kim e la sua startup stanno già lavorando insieme a Google, è un Dot Pad, una specie di Kindle tattile che riprodurrà forme e immagini attraverso dei tasti e che aiuterà il lettore a imparare la matematica e l'arte.

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La Repubblica del 21-06-2017

Arriva "Cromia", la prima app prodotta dagli studenti Apple

Destinata ai non vedenti, è stata messa a punto dagli studenti dell'Academy di San Giovanni a Teduccio.

NAPOLI. Mentre nella sede dell'iOS Developer Academy di San Giovanni a Teduccio è alle battute finali il conto alla rovescia per la fine dei corsi dei primi tra i duecento studenti che hanno frequentato l'Academy voluta da Apple e ateneo Federico II - e mentre sono in corso le selezioni per i ragazzi che vi entreranno il prossimo anno accademico (a Napoli si parte il 3 luglio) - le prime app prodotte dagli studenti in questi mesi approdano al mercato delle applicazioni per smartphone e tablet.

Manca solo qualche giorno. Poi, dal 1 luglio, sull'App Store farà la sua comparsa "Cromia", un'app destinata innanzitutto ai non vedenti, per dare voce ai colori che i ciechi non possono percepire con la vista.

È la prima delle app dei giovani sviluppatori di San Giovanni a Teduccio. La prima di cui si sa che sarà ufficialmente presentata il prossimo 6 luglio, nella sede napoletana dell'Uici, l'Unione italiana ciechi e ipovedenti, in via San Giuseppe dei Nudi.

"Dai voce ai colori" è il motto dell'applicazione e del gruppo che vi ha lavorato, per «regalare una speranza a tutti coloro che hanno una disabilità visiva». "Cromia" prevede che si punti l'obiettivo del telefonino verso l'oggetto di cui si vuole conoscere il colore, come un capo di abbigliamento, ad esempio. Scattata la foto, l'app non solo ne rivela il colore, ma anche l'intensità, e, all'occorrenza, la fantasia (se si tratta, insomma, di righine, di rombi, di pois).

Questo nella modalità base, cui si aggiungono altre funzioni: i suggerimenti per abbinare il colore giusto a quello rivelato da "Cromia", l'intensità dei colori stessi, la luminosità degli oggetti e dell'ambiente verso cui si punta il mirino dell'apparecchio.

I ragazzi che l'hanno sviluppata hanno chiesto all'Unione italiana ciechi di testarla. E l'app è passata al vaglio di persone diverse, con varie tipologie di disabilità visiva. E ha superato la prova dei diretti interessati. Tra meno di dieci giorni, intanto, il 30 giugno per la precisione, giungeranno al termine del loro percorso i primi 100 ragazzi dell'Academy, quelli che avevano inaugurato la struttura ad ottobre scorso.

di Bianca DeFazio

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Il Fatto Quotidiano del 23-06-2017

App progettate per non vedenti: promossa la Apple, bocciata Telegram

Come fa a chattare chi non riesce a vedere lo schermo? Grazie ai software screen reader, tecnologia in cui la Apple ha raggiunto ottimi risultati. Ma nel mondo delle app c'è ancora chi fatica a tenere il passo, escludendo le persone non vedenti: il progetto NVApple ha lanciato una petizione per far cambiare idea al social dei fratelli Durov.

"Basterebbe davvero poco per rendere un'app veramente accessibile a tutti". Vainer Broccoli, insieme al team del progetto NVApple, da anni lavora per spingere il mondo dell'informatica ad andare incontro a chi ha una disabilità di tipo visivo. Si può chattare su Facebook anche senza vedere lo schermo? Con un prodotto Apple si può, grazie alla tecnologia screen reader, il software che interpreta il testo mostrato sullo schermo di un computer, presentandolo con la voce. "Le app sviluppate da terze parti per Apple però - dichiara Maurizio Molinari, addetto stampa per il Parlamento Europeo - come ad esempio Telegram, spesso lasciano totalmente fuori le persone". L'app di messaggistica istantanea creata dai fratelli Durov, grazie alle sue numerose funzioni, sta diventando il rivale russo di Whatsapp: ma non è ancora per tutti. NVApple ha lanciato una petizione su change.org - che ha superato le duemila firme - per chiedere di adeguarsi ai protocolli e di diventare finalmente accessibile per le persone con disabilità visiva.

"La petizione ha riscosso un grande successo in Iran, dove Whatsapp è bloccato dal regime", continua Broccoli. "Visto che tutti lì usano Telegram, una grande fetta di persone è esclusa". Whatsapp, in questo, ha un netto vantaggio competitivo: è inclusivo. A parte Instagram, social network interamente basato sulle immagini, il resto della famiglia delle app di Mark Zuckerberg (che comprende Facebook, Whatsapp, Messenger) può essere usato da non vedenti e ipovedenti. Funziona in modo diverso, con tocchi e movimenti specifici sullo schermo, e non sempre ottimale, ma funziona.Il social network di Zuckerberg sta addirittura sperimentando un algoritmo che "legge" e descrive, seppur in maniera rozza, il contenuto delle foto postate."C'è differenza fra usabilità e piena accessibilità", sottolinea Molinari. "Diciamo che c'è uno spettro che va dal pienamente accessibile al totalmente non usabile, e se Facebook si difende, Telegram è ancora a zero". Telegram sembra fare orecchie da mercante alle sollecitazioni del pubblico. "Li abbiamo contattati due anni fa, avevano mezzo promesso, ma poi silenzio", conferma Broccoli.

Il progetto NVApple è gestito da sei persone in maniera volontaria e senza guadagnarci nulla, semplicemente per condividere la propria esperienza di utenti: oltre a Broccoli, Alessio Lenzi, Cristina Luciani, Elena Brescacin, Simone Dal Maso e Vincenzo Rubano. Come suggerisce il nome, si occupa dei gadget dell'azienda di Cupertino. "Non perché siamo melamaniaci", spiega Broccoli "ma perché Apple, ad oggi, è l'unica azienda che fa prodotti veramente designed for all, progettati per tutti". Molto meglio del sistema operativo Android "Il problema di Android, di base, è che si basa su software open source, che poi ogni azienda personalizza in base alle sue esigenze. Linux, peggio ancora. La condizione necessaria all'accessibilità è la stabilità: protocolli definiti, step bene organizzati".

di Beatrice Manca

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Assisi Oggi del 18-06-2017

Editoria tattile illustrata "Tocca a te!" al Serafico di Assisi, i vincitori

ASSISI. Sono stati proclamati questa mattina i vincitori della IV° edizione del Concorso Nazionale di Editoria Tattile "Tocca a Te!", che si è svolta, dal 16 al 18 giugno, all'Istituto Serafico di Assisi, centro specializzato nella riabilitazione, educazione e inserimento sociale di bambini e ragazzi con disabilità fisiche, organizzata insieme alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, la Fondazione Robert Hollman, con il patrocinio del Comune Di Assisi e della Regione Umbria.

Alla consegna dei premi erano presenti, tra gli altri, Francesca Di Maolo, Presidente dell'Istituto Serafico di Assisi, Rodolfo Masto Presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus,Maria Eleonora Reffo Direttrice della Fondazione Hollmann oltre a Regione Umbria rappresentata dall'assessore Antonio Bartolini e Giuseppe Chianella e il Comune di Assisi con il Sindaco Stefania Proietti e l'assessore Claudia Travicelli. Tra i presenti anche il vescovo, Domenico Sorrentino.

Le due giurie, Senior e Junior, si sono riunite a porte chiuse per giudicare i 246 bozzetti di libri tattili iscritti al concorso: dopo aver esaminato attentamente tutte le opere, i giurati hanno scelto i 5 testi vincitori dell'edizione 2017. Il titolo di "Migliore libro italiano" è andato a "Tana" della toscana Lucia Macchiarini, un libro meraviglioso sul mondo animale che si compone oltre al testo nero - braille, di immagini in rilievo realizzate con diversi materiali per aiutare il lettore con deficit visivo a comprendere meglio la storia, grazie all'ausilio delle illustrazioni. L'opera della Macchiarini ha riscosso molto successo tra i giurati al punto da ricevere, direttamente dalle mani del presidente dell'Istituto Serafico di Assisi Francesca Di Maolo, anche la "Menzione Speciale Serafico"in quanto miglior libro sulla pluridisabilità.

Ad aggiudicarsi, invece, il premio come "Miglior Libro d'artista" in memoria di Mauro L. Evangelista,è stataFrancesca Zoboli con il "Piccolo Circo", dedicato al mondo circense: protagonisti il clown, i trapezisti, i giocolieri, il domatore di leoni, l'equilibrista e così via. Il tutto sempre realizzato seguendo le regole principali alla base di un buon libro tattile: doppia scrittura (Nero - Braille) e immagine tridimensionale che permette una facile interpretazione della storia anche al passaggio delle dita sopra. Il premio come "Miglior libro Giuria giovani"è andato a "Anche i microbi fanno le puzzette" realizzato da Raffaella Pellegrinimentre per la categoria giovania vincere il titolo di "Miglior libro didattico - Premio I.Ri.Fo.R. Umbria" è stato"... E musica sia" di MariaGrazia Iacobucci; quinto riconoscimento per il genere primissima infanzia (3-6 anni) è stato conferito a "Un giorno con le mani in tasca", di Silvia Sasso.

Oltre alla menzione speciale "Serafico", le due giurie hanno scelto di consegnarea "ARTE DEL '900" della Scuola Media Bonfigli di Corciano (PG), laMenzione Speciale Patrimonio Culturale (Sed) in quantomiglior libro volto ad agevolare l'accessibilità al patrimonio culturale, museale o del territorio. Con la motivazione di miglior libri rappresentativi del lavoro svolto con passione e competenza da chi lavora ogni giorno a contatto con la realtà della disabilità si è deciso di dare la Menzione Speciale"Libro del Cuore"a ben tre opere in gara: "L'Italia e le sue 20 regioni" realizzato dai detenuti dell'Istituto di Pena di Nuoro; "Un prato fiorito" dell'Associazione Foglia Colori di Foligno e "I diritti a portata di mano" della Scuola d'infanzia Cassiani di Maranello.

"Vorrei, innanzitutto, complimentarmi con i vincitori di questa edizione, che hanno realizzato dei capolavori che meritano di essere ammirati e apprezzati da tutti. Sfogliando le pagine si vede l'impegno che hanno messo in questo progetto che ha richiesto molta fantasia, attenzione e cura per i particolari, nonché una certa manualità e pazienza.Ora vi aspetta un altro importante appuntamento quello con Typhlo&Tactus, il concorso internazionale di editoria tattile illustrata, a ottobre in Francia, dove rappresenterete l'Italia. Per la sfida che vi attende faccio i miei più sinceri auguri",ha dichiarato Francesca Di Maolo, presidente dell'Istituto Serafico di Assisi.

Non sono mancati i ringraziamenti della Presidente Di Maolo alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus, alla Fondazione Robert Hollman, e alle istituzioni regionali e comunali che hanno individuato e riconosciuto nel Serafico la sede ideale per la buona riuscita del concorso. "Tocca a Te!, non è solo un appuntamento culturale ma anche un'occasione per avvicinare sempre più chi vive una disabilità più o meno grave con il resto della comunità, prendendo così maggiore consapevolezza di essere parte integrante della società - ha affermato F.Di Maolo che poi ha aggiunto - Siamo felici, inoltre, che sia stata scelta la città di San Francesco e il Serafico, come sede del concorso, proprio nell'anno in cui il ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha scelto di conferire il titolo di "Città che legge" ad Assisi e a tante altre grandi città umbre come Perugia, Terni, Spoleto, Gubbio, Orvieto, Narni e Amelia".

Per i vincitori di "Tocca a Te! 2017" le emozioni non finiscono qui. Oltre al trofeo e a un premio in denaro, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus si impegnerà ad editare i loro libri che entreranno a far parte delle proprie collane editoriali per l'infanzia. Inoltre, avranno il piacere di rappresentare l'Italia in occasione della XIII edizione del concorso Internazionale "Typhlo&Tactus 2017", che si svolgerà dal 27 al 29 ottobre 2017, a Dijon, in Francia.

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Superando.it del 20-06-2017

Anche i bimbi con disabilitÀ visiva toccheranno i microbi!

Lo hanno scritto, nella loro motivazione, i giovani componenti della giuria che hanno premiato uno dei libri tattili vincitori di "Tocca a te!", quarto Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata. Ben cinquecento persone, provenienti da tutta Italia, sono arrivate ad Assisi per la giornata conclusiva dell'evento, rivelatasi una grande occasione di sensibilizzazione sulla disabilità visiva, la pluridisabilità e l'inclusione. E il libro tattile si è confermato come uno strumento formidabile, capace di abbattere ogni barriera fisica, linguistica e culturale.

ASSISI. Come segnalato nei giorni scorsi in sede di presentazione, si è svolta presso l'Istituto Serafico di Assisi (Perugia) la fase finale del quarto Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata denominato Tocca a te!, iniziativa ideata nel 2011 dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi per diffondere la cultura del libro tattile per la prima infanzia e della grafica accessibile, quali preziosi strumenti di inclusione scolastica, oltreché per stimolare la creazione, la produzione e la diffusione degli stessi libri tattili illustrati a livello nazionale.

A collaborare all'organizzazione, con la Federazione Pro Ciechi, sono stati lo stesso Istituto Serafico e la Fondazione Robert Hollman, oltre alla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, Centro per i Servizi educativi del Museo e del Territorio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo.

Ben cinquecento persone provenienti da tutta Italia hanno presenziato alla giornata conclusiva dell'evento, con la proclamazione dei vincitori (se ne leggano l'elenco e le motivazioni nel box in calce) e l'esposizione di tutti gli elaborati in concorso, dando vita a una grande giornata di festa e di sensibilizzazione sulle tematiche della disabilità visiva, della pluridisabilità (cui era dedicata questa edizione del Concorso) e dell'inclusione.

Da segnalare anche la partecipazione alla premiazione di Rodolfo Masto, presidente della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi; Francesca Di Maolo, presidente dell'Istituto Serafico di Assisi; Francesca Sbianchi, presidente del Consiglio Regionale dell'UICI dell'Umbria (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti); Eleonora Reffo, direttore amministrativo della Fondazione Robert Hollman; Pino Nobile, direttore generale della Stamperia Regionale Braille di Catania; Daniele Procacci, regista cinematografico, esperto di disabilità, Domenico Sorrentino, vescovo della Diocesi di Assisi/Nocera Umbra/Gualdo Tadino; Stefania Proietti, sindaco di Assisi; Antonio Bartolini e Giuseppe Chianella, assessori della Regione Umbria, rispettivamente all'Istruzione e ai Servizi Sociali.

«Voglio innanzitutto ringraziare vivamente - dichiara Gianluca Rapisarda, direttore scientifico dell'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e consigliere della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, che ha presieduto entrambe le Giurie del Concorso - sia i componenti della Giuria Senior che quelli della Giuria Giovani, per il qualificato contributo e l'eccezionale impegno profuso durante l'intero svolgimento della manifestazione. Per l'ospitalità a dir poco calorosa, inoltre, un sentito e doveroso riconoscimento rivolgo a tutto il personale dell'Istituto Serafico e, per la massiccia partecipazione, ai numerosissimi concorrenti del Concorso e ai tantissimi intervenuti alla giornata conclusiva. Un sincero e profondo apprezzamento, infine, voglio tributare a Stefano Alfano, Pietro Vecchiarelli e Francesca Piccardi, collaboratori della Federazione Pro Ciechi, per l'incessante operato posto in essere per la buona riuscita dell'iniziativa».

«L'adesione a questa quarta edizione di Tocca a te! - aggiunge Rapisarda - non solo di artisti, operatori scolastici e genitori, ma anche di associazioni culturali, cooperative sociali e istituti di pena, ne ha reso ancora più sorprendente il successo, corroborando in noi la convinzione che il libro tattile sia un formidabile strumento d'inclusione, capace di abbattere ogni barriera di tipo fisico, linguistico e culturale e di favorire l'incontro tra persone con origini e di abilità diverse. La lettura, infatti, è un diritto di tutti, una "magia" che riesce a rendere ognuno di noi liberi di immaginare e di guardare la realtà anche con occhi e mani nuove». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Gianluca Rapisarda (direttorescientifico@irifor.eu).

I vincitori del quarto Concorso Nazionale Tocca a te!

° Miglior Libro Italiano: Tana di Lucia Macchiarini

Perché: «Tale opera ha reso possibile l'incontro di chi vede e di chi non vede, con la lettura tattile. È un lavoro "inclusivo" che soddisfa l'esigenza del bambino di vivere approcci sensoriali, stimolanti e coinvolgenti e sollecita, proprio in chi ne ha più bisogno, la curiosità e l'interesse, oltre ad educare l'esplorazione tattile verso la scoperta delle cose».

° Miglior Libro d'Artista: Il "piccolo circo" di Francesca Zoboli

Perché: «È un "lavoro" d'artista curato in tutti gli aspetti, interattivo e con una tasca finale. È un libro "spettacolo", con l'accento posto sul tendone e sulla sua apertura, con possibilità esplorative che favoriscono la partecipazione del lettore e lo conducono a guardare in tutte le direzioni. La ricerca artistica che emerge in tutta l'opera stimola una certa attenzione da parte del lettore (vedente o non vedente) e un lavoro prolungato delle mani, mentre nutre la curiosità e alimenta la volontà di esplorazione, come pure la fantasia del bambino che può diventare il "protagonista narratore" di nuove storie».

° Miglior Libro Didattico: E musica sia di Maria Grazia Iacobucci

Perché: «È un libro ad alta valenza educativa, dove tatto e udito sono pienamente coinvolti in un gioco sensoriale che sollecita la mobilità e la tattilità della mano, che cerca, che esplora, che conosce e produce sonorità stimolanti, "alimento" vivo dello sviluppo della fantasia e della creatività».

° Miglior Libro Prima Infanzia: Un giorno con le mani in tasca di Silvia Sasso

Perché: «È un libro in cui la presenza della tasca implica l'uso contemporaneo delle due mani, con un movimento coordinato, senza che la vista possa anticipare il tatto, nel caso di un'esplorazione tattile da parte di un bambino vedente. Pertanto, la tasca non costituisce solamente la possibilità di realizzare l'effetto "sorpresa" e sollecita una maggiore cura nell'attività percettiva, con un maggior coinvolgimento del lettore a livello tanto fisico quanto emotivo».

° Miglior Libro Giuria Giovani: Anche i microbi fanno le "puzzette" di Raffaella Pellegrini

Perché: «Perché il titolo è divertente, ci ha incuriosito e non vedevamo l'ora di leggere la storia! Perché la storia è buffa e spiritosa, è scritta bene e ci ha fatto ridere! Perché i microbi li abbiamo finalmente potuti toccare!».

Menzioni Speciali:

° Serafico (pluridisabilità)

Tana di Lucia Macchiarini

° SED (valorizzazione patrimonio artistico, museale e culturale)

L'arte del Novecento di Scuola media Bonfigli di Corciano (Perugia)

° Libro del Cuore

- L'Italia e le sue Regioni di detenuti dell'Istituto di Pena di Nuoro

- I diritti a portata di mano di Scuola dell'Infanzia Cassiani di Maranello (Modena)

- Un prato fortunato di Associazione Foglia Colori di Foligno (Perugia)

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Superando.it del 29-06-2017

Quei libri tattili che hanno aperto le "porte" del carcere

di Gianluca Rapisarda*

«La grande forza e la splendida "magia" dei libri tattili è quella di favorire attività manuali e di laboratorio in ciascuno di noi, annullando ogni tipo di "barriera" e riuscendo persino a creare un ponte di dialogo e di inclusione tra la realtà esterna e il carcere»: a dirlo è Gianluca Rapisarda, che ha presieduto la giuria del quarto Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata "Tocca a te!", promosso dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi e che si sofferma sulla Menzione Speciale riconosciuta in tale sede a un'opera prodotta dai detenuti di un carcere della Sardegna.

Il progetto sperimentale "riabilitativo" Leggere con le mani è stato realizzato all'interno dell'Istituto di Pena di Massima Sicurezza Badu 'e Carros di Nuoro, in occasione del quarto Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata denominato Tocca a te!, l'iniziativa ideata nel 2011 dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi per diffondere la cultura del libro tattile per la prima infanzia e della grafica accessibile, quali preziosi strumenti di inclusione scolastica, oltreché per stimolare la creazione, la produzione e la diffusione degli stessi libri tattili illustrati a livello nazionale [se ne legga già ampiamente sulle nostre pagine, N.d.R.].

Leggere con le mani è stato proposto al carcere nuorese da Daniela Pomata e Cristina Berardi, rispettivamente bibliotecaria presso il Consorzio per la Pubblica Lettura Sebastiano Satta" di Nuoro e insegnante-bibliotecaria in una scuola primaria di Nuoro, entrambe esperte di libri tattili, di lettura accessibile e di produzione editoriale per l'infanzia.

L'idea dell'iniziativa, come detto, ha preso spunto dalla quarta edizione di Tocca a te!, ed è nata dalla motivazione e dalla consapevolezza che la produzione di libri tattili illustrati, accompagnati da testi in Braille, sia scarsissima in Italia e che invece questa tipologia di libro sia di fondamentale importanza per lo sviluppo del linguaggio verbale nei bambini più piccoli e per lo sviluppo delle abilità intellettive, cognitive e creative.

Pomata e Berardi hanno dunque sottoposto il progetto alla struttura carceraria nuorese, coinvolgendone un gruppo di detenuti, al fine di favorirne la partecipazione al Concorso della Federazione Pro Ciechi, se non fisicamente, almeno attraverso la realizzazione di libri tattili e silent-books [libri fatti solo di immagini, N.d.R.], motivandoli alla produzione di testi quali strumenti utili all'apprendimento esperienziale e cognitivo dei bambini con disabilità visiva e instaurando un rapporto di collaborazione e condivisione di idee ed esperienze tra gruppi.

Insomma, la grande forza e la splendida "magia" dei libri tattili è quella di favorire attività manuali e di laboratorio in ciascuno di noi, annullando ogni tipo di "barriera" e riuscendo persino a creare un ponte di dialogo e di inclusione tra la realtà esterna e il carcere.

«Entrare per la prima volta in una realtà carceraria - sottolineano a tal proposito Pomata e Berardi - ci ha fatto vedere un mondo escluso, un mondo di sofferenza in cui le persone che abbiamo incontrato ci hanno mostrato grande rispetto, sensibilità umana e desiderio di fare. Fare delle cose, dedicarsi, essere motivati a fare, per restituire qualcosa al mondo di fuori. Questa esperienza, che speriamo di poter replicare in futuro, ci fa pensare che il carcere debba dare delle opportunità di riscatto ai suoi ospiti, in mezzo al freddo di tutto quel ferro cigolante e arrugginito».

Il progetto è stato dunque accolto con entusiasmo, interesse e disponibilità da Silvia Pesante, che dirige l'Istituto di Pena nuorese, e dal suo staff di educatrici. Le attività si sono svolte durante una serie di incontri settimanale pomeridiani della durata di due ore ciascuno, a partire dal mese di febbraio scorso.

I detenuti partecipanti si sono mostrati entusiasti della proposta e motivati al lavoro e alla ricerca di soluzioni per la realizzazione delle storie, delle illustrazioni e delle rilegature dei libri, organizzandosi autonomamente in gruppi di lavoro, coordinati da Pomata e Berardi.

Va detto anche che l'accesso dei vari materiali necessari alla realizzazione dei libri tattili illustrati all'interno di una struttura carceraria non è cosa scontata: non sono consentiti, infatti, metalli vari, forbici appuntite, tubetti di latta come quelli dell'attaccatutto e altri materiali ancora. Pertanto, ogni settimana è stato necessario presentare in anticipo al reparto di sicurezza del carcere, l'elenco degli oggetti da introdurre, perché fossero autorizzati.

Per la trascrizione dei testi in braille le due responsabili del progetto si sono rivolte all'UICI di Nuoro (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che con dedizione e tempismo, ha provveduto a tradurre i testi dei tre libri prodotti dai detenuti in vista di Tocca a te!

Questi i titoli dei testi: L'Italia e le sue 20 regioni, Gli animali della savana e La giornata di Mario, il primo dei quali è stato premiato ad Assisi - da parte della giuria presieduta da chi scrive - durante la giornata conclusiva del Concorso promosso dalla Federazione Pro Ciechi, con la Menzione Speciale Libro del Cuore.

«Le mani ruvide che lavorano, quelle lisce che accarezzano, le mani grandi che stringono quelle piccole»: è questo il forte messaggio inclusivo e di libertà che grazie al Tocca a te! 2017 hanno trasmesso a noi tutti i detenuti dell'Istituto di Pena Badu 'e Carros di Nuoro.

A tutti loro va il nostro più sentito e profondo ringraziamento, per averci dimostrato, mediante alcuni semplici ma preziosissimi libri tattili, che la lettura è un diritto di tutti, capace di promuovere l'incontro tra persone con origini e abilità diverse.

* Direttore scientifico dell'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), consigliere della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi (direttorescientifico@irifor.eu).

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Il Corriere della Sera del 08-06-2017

La piattaforma per sport e disabilità

ROMA. «Oso» (Ogni Sport Oltre) è stato presentato nella Sala della Scherma del Coni, alla presenza di Giovanni Malagò, dell'Amministratore delegato di Vodafone Italia, Aldo Bisio, e del Presidente di Fondazione Vodafone Italia, Enrico Resmini: si tratta della prima piattaforma digitale che mette in rete tutte le informazioni utili a chi vuole praticare sport in Italia e creare una comunità di utenti fra persone con disabilità, le famiglie, gli istruttori e i professionisti sportivi e tutti coloro che sono appassionati di sport, veicolando un modello inclusivo di partecipazione, perché lo sport sia davvero un'opportunità per tutti. L'obiettivo di Fondazione Vodafone è quello di aumentare il numero delle persone con disabilità che praticano sport, creando uno strumento digitale e fruibile per mettere a sistema le realtà che si occupano di sport e disabilità attraverso la piattaforma ognisportoltre.it e la App «Oso». La piattaforma, che ospita già i circa 40 progetti selezionati con il bando da 1,9 milioni, è aperta a tutte le associazioni che vogliono far conoscere il proprio progetto, e accedere ad una raccolta fondi.

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Il Corriere della Sera del 08-06-2017

Qui la canoa è per tutti e non ci sono ostacoli

"Rowing for all" è il progetto promosso dalla Federazione italiana canottaggio (Fic) del Lazio, per avvicinare le persone con disabilità alla pratica di questa particolare disciplina sportiva. «L'iniziativa che abbiamo presentato sarà articolata su scala nazionale racconta il presidente della Fic, Giuseppe Abbagnale e prevede l'individuazione di tre poli, Nord, Centro e Sud ed un modello di reclutamento, formazione e svolgimento del programma in maniera che si attivi su scala nazionale una sensibilità per il miglioramento dello stato funzionale e della qualità della vita delle persone con disabilità». Avrà una durata di circa otto mesi e prevede la formazione dei tecnici ed istruttori che saranno coordinati dalla Federazione. Poi ci sarà una vera e propria attività di scouting in tutta Italia presso i centri riabilitativi, le unità spinali, le strutture sociosanitarie e sociali, le università e gli impianti sportivi. «Stiamo già portando avanti la visione del canottaggio integrato nelle scuole e in tutte quelle realtà dove vivono, studiano e lavorano persone con disabilità fisica, intellettiva e relazionale prosegue il presidente . Stiamo avendo un riscontro molto positivo». Ma perché fare sport? «L'attività sportiva, per un disabile è la conclusione di Giuseppe Abbagnale , significa il miglioramento della propria vita poiché lo aiuta ad acquisire la dinamicità per essere il più autonomo possibile, ad essere reinserito in un contesto sociale positivo e quindi inclusivo, mentre per la famiglia stessa lo sport genera un consistente miglioramento della qualità della vita genitoriale e famigliare».

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La Spezia - Cronaca4 del 29-06-2017

Quinto corso di Vela Autonoma per Non Vedenti e Ipovedenti

LA SPEZIA. Si è concluso, presso la "Scuola Di Mare Santa Teresa" nel Golfo della Spezia, il quinto corso di vela per non vedenti ed ipovedenti, tenuto secondo il metodo "Homerus" dall'associazione "Due Colori nel Vento", base spezzina di Homerus.

È stata una esperienza, a dir poco, fantastica! Questi i commenti unanimi dei corsisti che hanno partecipato.

«Nel giro di una settimana sono stato in grado di armare la barca, gestirla durante la navigazione sia al timone che alle vele e rassettare il tutto a fine giornata» il commento di Claudio , 50 anni non vedente di Modena, uno dei corsisti.

«Una settimana all'insegna delle orzate ma anche delle poggiate, dove non mancano le cazzate di randa e le cazzate di fiocco e poi alla fine, anzi al principio drizza randa, drizza genoa» ci racconta Carlo, da Padova, un altro dei corsisti, che aggiunge: «poi le virate, imparare a portare la barca da una parte all'altra del vento, ma sempre con la faccia rivolta verso il vento, ci raccomandava, e ci urlava a volte, il nostro istruttore; e se all'andata, per uscire da S. Teresa, si bordeggiava di bolina, al ritorno andavamo di lasco, con le vele larghe, e così qualche strambata non mancava mai».

Il tutto sotto l'occhio vigile, preciso ed inflessibile dell'istruttore di Due Colori nel Vento Lorenzo Cusimano, abilitato dalla Federazione Italiana Vela e qualificato all'insegnamento del metodo Homerus dalla Scuola madre Gardesana.

Il metodo Homerus, nato oltre venti anni fa sul Lago di Garda per volere dell'ingegnere Alessandro Gaoso, è oggi il principale metodo riconosciuto internazionalmente per la pratica della vela da parte di ciechi ed ipovedenti, e dal 2013 ha trovato la sua seconda base in Italia proprio qui nel Golfo di La Spezia, grazie all'associazione Due Colori nel Vento ed alle ottime caratteristiche di questo specchio di mare.

Senza dubbio uno dei punti di forza di questa edizione del corso è stata la nuova base nautica presso la struttura della Scuola di Mare Santa Teresa, dotata di una location unica, di attrezzature ottime, che hanno tra l'altro consentito ai corsisti di alloggiare direttamente presso la base nautica per l'intera durata del corso. Splendido è stato lo staff della "Scuola Di Mare" che ha coccolato e riempito di attenzioni i corsisti, affinché il soggiorno fosse perfetto così come è stato a detta di tutti i partecipanti.

Alla fine piccola festa di addio, anzi di arrivederci, con nella testa i ricordi dell'atmosfera incantevole di Santa Teresa, le grandi emozioni provate in mare e le belle amicizie strette in questa settimana di corso e di vacanza, e poi, visto che tutti i corsisti sono riusciti a concludere con successo il loro corso di vela base, consegna degli attestati da parte della presidente di "Due Colori nel Vento" Monica Perugna.

Un ringraziamento va doverosamente a tutti coloro che hanno collaborato e si sono spesi per rendere perfetta l'organizzazione, dai collaboratori ed assistenti alla direzione tecnica dell'associazione Due Colori nel Vento, al personale della scuola di Mare Santa Teresa; con l'augurio di ripetere presto questa bella iniziativa e di continuare il percorso didattico per l'avvicinamento al mare e l'apprendimento della vela da parte delle persone non ed ipo vedenti.

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Il Piccolo di Trieste del 12-06-2017

I ciechi in pedana, gareggiano bendati sotto la maschera

GORIZIA. Nicchia nella nicchia, ieri la scherma per non vedenti non è stata particolarmente seguita. Priva di grandi nomi, è rimasta ai margini dei campionati italiani assoluti di Gorizia e a seguire le finali di spada (l'unica arma utilizzata) sono stati solo pochi curiosi. Eppure, quella manciata di persone che ha seguito gli assalti è rimasta affascinata dalla grinta degli atleti.

A guardare dall'esterno, in alcuni casi, non sembravano esserci sostanziali differenze con gli assalti "normali". L'unica reale differenza percepibile è rappresentata dalla guida in metallo fissata al centro della pedana, una presenza necessaria per dare la direzione agli schermidori. Per non distinguere tra ciechi totali e ipovedenti, sotto la maschera tutti portano una benda e sotto la benda vengono applicati dei tamponi sugli occhi. L'oscurità è totale per tutti. Affinché la stoccata sia valida, prima dell'affondo deve esserci almeno un contatto tra le due spade. A rendere tutto ancora più difficile è il silenzio a cui sono costretti gli allenatori che non possono dare indicazioni.

«Andiamo un po' alla cieca» scherza il bolognese Roberto Realdini che, a 61 anni, ieri ha conquistato il suo terzo titolo italiano. «Sono venuto a conoscenza di questa disciplina nel 2011 - racconta -. La scherma mi era sempre piaciuta, ma non l'avevo mai sperimentata. Mi è piaciuta. All'inizio per i ciechi si praticava solo a Modica e a Bologna, poi sono arrivate le altre città. Attualmente lavoro con Navacchio, a Pisa. Ho vinto nel 2013 e nel 2014. Poi ho saltato gli altri due campionati e ora sono qui». Così come nel 2014 in finale ha trovato Antonio Carnazza e l'epilogo della sfida è stato identico. «Fino a 11 anni ho visto 10 decimi, poi la mia curiosità è stata tale e tanta che mi sono imbattuto in un incidente di caccia e si è spenta la luce - ricorda Realdini -. Ho praticato il calcio, il baseball e lo sci. Ho provato anche l'ippica, ma non faceva per me. Tra tutte le discipline, quella che mi ha preso di più è stata l'atletica. L'ho praticata per quasi 30 anni. Sono partito con il salto in lungo e con i 100 metri e, con gli anni, sono arrivato alle mezze maratone».

Sul fronte femminile

a conquistare il titolo è stata Ilaria Guendalina Granata. La giornata paralimpica proponeva anche le prove di sciabola, categoria A e B. Oro tra gli uomini a Edoardo Giordan (A) e Alessio Sarri (B), tra le donne a Loredana Trigilia (A) e Marta Nocent (B).

di Stefano Bizzi

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Il Tirreno del 12-06-2017

La favola di Palmieri, il golfista cieco

Nel 2002 ha perso la vista, ora si sta preparando per i Blind Open in Scozia.

Golf Club Toscana, ore 10,30 di qualche domenica fa. Tee Time della gara "Birrificio San Quirico". Il mio compagno di gioco si chiama Stefano Palmieri. Ha 45 anni e non è uno dei soliti giocatori con cui incrociare i ferri da golf. Nel 2002, a causa di un grave incidente automobilistico, ha perso la vista. Dopo i primi mesi di totale smarrimento, ha cominciato a giocare. È il primo caso al mondo di una persona che si avvia a questo sport dopo essere diventato cieco. Molti altri con il suo stesso handicap hanno continuato a giocare ma già lo facevano prima. Stefano è una persona minuta, cordiale e oltremodo gradevole. Per giocare si affida agli occhi di Riccardo Cheli e Andrea Mencattini, suoi inseparabili amici che lo accompagnano sui campi di golf e gli indicano la direzione e la forza dei colpi da effettuare. Grazie a Simone Micciarelli, il professionista del Golf Club Toscana che lo segue quotidianamente, Stefano sta scoprendo i segreti di questo sport e la sua voglia di continuare ad imparare è esemplare. Ha cominciato a giocare nel 2013, venendo a sapere che un altro non vedente stava ottenendo importanti risultati nel golf. Deciso a cominciare, di rivolse al circolo a lui più vicino. Abitando a Follonica andò al Golf Club Toscana. Si presentò al circolo il quale, grazie alla completa disponibilità del suo presidente, Salvatore Rotella e di tutto lo staff, lo accolse con entusiasmo mettendogli a disposizione quello che poteva servire. Da allora gioca regolarmente e i risultati stanno arrivando. Nel 2015 si è laureato campione italiano all'Italian Blind Open, nel 2016 si è classificato primo assoluto al Blind Open di Giappone e quinto di categoria (17esimo assoluto) al Campionato Mondiale Disabili. In questi giorni sta completando il suo allenamento e prepara le valigie per andare a fine mese in Scozia e Irlanda per partecipare ai due Blind Open. Giocare con lui è stata un'esperienza unica. Oltre alla simpatia e all'autoironia che lo anima, Stefano è un valente giocatore. Riesce a giocare decisamente meglio di altri che pure non hanno i suoi limiti. In altre parole è un esempio. Soprattutto per chi, colpito da un grave disagio, non rifiuta la vita chiudendosi in una continua autocommiserazione, anzi, Stefano la affronta di petto convinto di riuscire. "Vedere lontano" è diventato il suo motto oltre che la sua pagina internet. In tutto questo un aiuto straordinario gli viene costantemente dalla sua famiglia, la compagna Monica con Gaia e Mirko. C'è da sperare che il suo esempio e la sua determinazione siano di stimolo ad altri nelle stesse condizioni perché si avvicinino, se non proprio al golf, allo sport in generale e possano scoprire che, anche se non si vede, che si possono gustare le emozioni e le gioie di una pratica attiva.

di Pietro Busconi

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Il Resto del Carlino del 11-06-2017

La lezione di vita del maratoneta

ROVIGO. Carlo Durante, atleta non vedente, spiega agli studenti cos'è il coraggio e come si superano gli ostacoli

Carlo Durante nel mondo dello sport è una leggenda. È un maratoneta non vedente che ha vinto tre paralimpiadi, l'oro nel 1992 a Barcellona, l'argento nel 1996 ad Atlanta e l'argento nel 2000 a Sidney. Nel 2004 ad Atene si è piazzato sesto. Alla maratona di Venezia del 1995 ha battuto il record della sua categoria percorrendo 42 chilometri in 2 ore, 43 minuti e 29 primi. A 71 anni continua a gareggiare e il 23 ottobre a Venezia ha fatto la sua centesima maratona. IL CAMPIONE ha fatto una lezione ai ragazzi della prima B e prima E della media Parenzo che hanno ascoltato con grande attenzione le sue parole, gli hanno rivolto numerose domande e alcuni di loro, stando al suo fianco, hanno sperimentato cosa vuol dire fare sport a così alti livelli. «Per praticare questo sport - ha detto - i non vedenti devono avere un accompagnatore che li guidi, corrono così appaiati, gomito a gomito legati da un cordino». Durante ha iniziato a correre sin da piccolo e fino ai 14 anni circa ha corso scalzo come faceva Abebe Bikila, il maratoneta etiope che vinse le olimpiadi di Roma nel 1960 proprio correndo scalzo. Durante ha perso purtroppo la vista quando aveva 40 anni a causa della retinite pigmentosa ma questo non ha fermato la sua passione. «In certi momenti - dicono gli studenti al termine dell'incontro - non avevamo neppure l'impressione che potesse vedere per quanto è autonomo. Ci ha meravigliato il fatto che non abbia perso il coraggio e sia riuscito a realizzare i suoi sogni nonostante le difficoltà. Insomma con il tempo è riuscito ad adattarsi alla nuova situazione. Taglia l'erba del prato da solo e fa molte altre cose in assoluta autonomia, inoltre ha acuito gli altri sensi». Carlo Durante si allena tutti i giorni ed è arrivato a percorrere 5mila chilometri all'anno. Fino ai 28 anni ha corso da solo, poi dai 40 ha iniziato a farlo con un accompagnatore. Durante le gare ci sono diversi accompagnatori che si danno il cambio. «Nello sport - ha detto agli studenti delle Parenzo - ho trovato la mia salvezza, è stato molto importante comprendere che non bisogna chiudersi in sé stessi». L'incontro con Durante si è svolto nell'arco di due ore. Nella prima parte ha parlato di sé e ha fatto vedere alcuni video delle sue vittorie. La seconda parte si è svolta nella palestra della scuola dove ha mostrato come si corre in coppia e dove i ragazzi hanno potuto sperimentare cosa voglia dire correre senza poter vedere perché erano bendati. «Carlo per noi è veramente un supereroe dotato di poteri straordinari», dicono gli studenti al termine della visita.

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Sevenpress.com del 27-06-2017

È pugliese il primo sommelier AIS non vedente d'Italia

La notizia è di quelle che fanno particolarmente piacere e non coinvolgono soltanto il mondo del vino: si è diplomato nei giorni scorsi il primo sommelier AIS non vedente d'Italia.

Antonio Tramacere, questo il nome del neo-sommelier, si è diplomato a Lecce, nella sede dell'Associazione guidata da Amedeo Pasquino, e ha sostenuto un esame di qualificazione professionale assolutamente regolare. Non è mancata una certa commozione tra i membri della commissione di valutazione, tra i suoi colleghi aspiranti sommelier e in tutta la comunità pugliese degli appassionati del vino.

Antonio Tramacere ha 49 anni ed è di San Pietro in Lama (Lecce); ha superato l'esame in modo brillante, nonostante le difficoltà oggettive di approccio alla parte visiva della prova. "È nato tutto per gioco: mia moglie ed io siamo sempre andati per cantine. Poi, parlando con amici di AIS Lecce, mi hanno convinto a fare il corso. Il primo livello è stato facile, perché mi ha fatto tra l'altro conoscere un gruppo di persone fantastiche e ha cambiato il mio modo di considerare il vino. Il secondo è venuto in automatico".

Il terzo livello, invece, è arrivato dopo una pausa, "perché ho dovuto affrontare una serie di difficoltà tecniche" ha detto il neo-sommelier. Tramacere è infatti riuscito a portare a termine il corso grazie a un team di persone che l'hanno aiutato a superare alcuni limiti. In primis la moglie Rosaria, che ha preso appunti per lui alle lezioni e che ha scritto ciò che Antonio dettava durante la prova d'esame; una menzione particolare è stata fatta anche per Mauro Carosso e Giuseppe Baldassarre, rispettivamente presidente e componente della Commissione Didattica Nazionale dell'Associazione Italiana Sommelier, per aver reso tecnicamente possibile l'esame. "Un grazie anche a Manuela Cornelii di AIS Abruzzo, che sta lavorando ad un progetto mirato a consentire la frequenza al corso a tutte le persone nelle mie condizioni, e poi, soprattutto, alla delegazione AIS Lecce, con Amedeo Pasquino in testa, che mi hanno fatto sentire un grande affetto intorno", ha aggiunto Tramacere.

Per rendere possibile l'esame, è stata utilizzata la sintesi vocale di un pc: "un lavoraccio per cui ho dovuto sospendere tanti altri impegni, attività sportiva compresa. Oggi sono finalmente sommelier, anche se non ho potuto portare a termine la prova visiva dell'esame", ha sottolineato il sommelier salentino. Che ha voluto concludere i suoi ringraziamenti citando la frase che, come una "stella polare", lo ha accompagnato in questo percorso ed è presa in prestito dal grande Giacomo Tachis: "l'olfatto è la vista dell'anima e delle emozioni".

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Teatro Naturale del 29-06-2017

Nasce in Puglia il primo panel di assaggiatori di olio d'oliva non vedenti e ipovedenti

Quando l'innovazione si coniuga con la solidarietà, non compassionevole ma fattiva, nascono nuove idee. È nato così il progetto Olio ResponsAbile. Un'occasione di auto-impiego, attraverso la valorizzazione delle proprie capacità e della propria formazione, che ha creato gruppo di lavoro in grado di fornire servizi di consulenza aziendale nel settore agro-alimentare.

BARI. L'analisi delle attività e dei risultati conseguiti nell'ambito del progetto "Olio ResponsAbile: Giovani Talenti del Gusto" e le iniziative innovative che hanno come protagonisti l'olivo e l'olio sono stati i protagonisti del convegno "Olio responsabile, tra innovazione e responsabilità sociale". L'evento, organizzato dalla cooperativa Progetto 2000 e dall'associazione Sustainable Apulia dell'ATS Olio ResponsAbile, si è svolto lunedí 26 giugno presso la sala congressi di Eataly (lungomare Starita 4, Bari) e tira le fila del progetto che aveva come scopo la formazione del primo panel di assaggiatori di olio extravergine di oliva tra i giovani affetti da disabilità visiva. Il convegno ha raccolto la partecipazione attiva di aziende, esperti del settore, associazioni e studenti universitari.

L'incontro è partito da un'analisi dell'esperienza di Olio ResponsAbile per poi spaziare alle buone pratiche pugliesi nel settore dell'innovazione del mondo dell'olio. Giuseppe De Palma, presidente della cooperativa Progetto 2000, e Monica Oreste, presidente dell'associazione Sustainable Apulia, hanno introdotto il convegno, illustrando origini e mission del progetto Olio Responsabile e passando in rassegna le attività realizzate negli ultimi 24 mesi, i risultati operativi raggiunti e le prospettive per il futuro. Rossella Stallone, assaggiatrice e Consigliere Provinciale Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Bari, ha illustrato l'importanza di questa avventura professionale pionieristica alla luce delle difficoltà di accesso al mercato del lavoro per non vedenti e ipovedenti italiani. L'importanza della responsabilità sociale di impresa come strumento di innovazione, crescita e sostenibilità economica, ambientale e sociale sono stati al centro dell'intervento di Alfredo Lobello, esperto di politiche di innovazione. La professoressa Maria Lisa Clodoveo dell'Università degli Studi di Bari "Aldo" Moro ha approfondito il tema dell'importanza dell'innovazione tecnologica come strumento per garantire un reddito equo ai produttori olivicoli e del progetto PERFORM TECH, iniziativa mirata all'impiego di tecnologie emergenti per l'elaborazione di prodotti funzionali, recupero di sostanze nutraceutiche dai sottoprodotti e valorizzazione energetica degli scarti. Il fondatore della startup Olivhealth Cosimo Damiano Guarini ha raccontato, infine, la nascita della prima start up innovativa pugliese sulla valorizzazione dell'olio extravergine di oliva biologico ad alto valore salutistico, mostrando come sia possibile riunire tradizione e innovazione tra gli olivi millenari di Puglia.

Il progetto Giovani Talenti del Gusto, riconosciuto e sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la Gioventù e Servizio Civile Nazionale, con il patrocinio gratuito dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", ed in seguito vincitore del bando di concorso Orizzonti Solidali 2016, promosso dalla Fondazione Megamark, ha permesso la costituzione di un gruppo di trenta esperti assaggiatori di olio extravergine di oliva pugliesi non vedenti e ipovedenti. Un'occasione di auto-impiego, attraverso la valorizzazione delle proprie capacità e della propria formazione, che ha creato gruppo di lavoro in grado di fornire servizi di consulenza aziendale nel settore agro-alimentare, in quanto regolarmente iscritto all'albo della Camera di commercio, come prevedono le normative nazionali e comunitarie. La cooperativa Progetto 2000, capofila dell'ATS, dal 1985 si propone di far conseguire ai propri soci cooperatori occasioni di lavoro valorizzando le qualifiche di ciascuno mediante una formazione continua garante di prestazioni altamente professionali. Dal 2002 ha declinato le proprie finalità sociali in attività che hanno contribuito alla promozione delle eccellenze pugliesi come l'olio extravergine di oliva e i prodotti floreali. Sustainable Apulia é un'associazione di promozione sociale fondata con l'obiettivo di realizzare una piattaforma per lo sviluppo sostenibile e l'innovazione del territorio pugliese. Nasce nel 2012 e promuove progetti, interventi e servizi tesi a valorizzare il capitale ambientale, socio-relazionale ed economico del territorio.

"Olio ResponsAbile: Giovani Talenti del Gusto" é un progetto realizzato in partnership con: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento di Scienze Agro-ambientali e Territoriali dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro in collaborazione con Unione Italiana Ciechi (prov. Bari e BAT), Associazione Adda Onlus, Associazione Terrasud e Concorso Olio di Famiglia, Consorzio Italiano per il Biologico (CIBi), Premio Internazionale BIOL, FAL vision editori, Chemiservice (laboratorio di Analisi Chimiche e Microbiologiche di Monopoli). (C. S.)

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La Repubblica del 02-06-2017

A Napoli il primo corso per pizzaioli rivolto a sei non vedenti

NAPOLI. Non c'è nulla che una persona non vedente, armata di buona volontà, non possa fare. Neanche la pizza. Ne è convinto Gaetano Orefice, della sezione napoletana dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. L'associazione, il 26 giugno, darà il via al primo corso sperimentale per pizzaioli: due incontri teorici nella sede associativa di via San Giuseppe dei Nudi e poi otto lezioni pratiche nella pizzeria di Fabio Cristiano, a Bagnoli. Sarà proprio Cristiano, responsabile nazionale della Scuola di pizzaiolo, a fare da maestro. "Tutto è nato da un incontro tra me e lui - racconta Orefice - e da una scommessa: ci siamo chiesti fin dove potesse arrivare un non vedente, se quella della pizza fosse una sfida troppo difficile. Ma anche secondo lui si può fare".

I partecipanti saranno sei - compreso lo stesso Orefice - di età media sui 35 anni, completamente ciechi. "Tutte persone già con un certo grado di autonomia - precisa - e la passione per la pizza. In fondo siamo a Napoli, come sezione partenopea dell'Unione non potevamo esimerci dal fare questa richiesta!". Ci saranno bilance parlanti ed altra strumentazione ad hoc, necessaria per la preparazione delle pizze. Ma "se vogliamo che anche i ciechi o gli ipovedenti possano avere accesso alla professione, in futuro dovremo dotarci, ad esempio, di forni vocali professionali e di termometri ed etichettatrici parlanti".

Orefice parla delle opportunità (o meglio, delle non opportunità) che chi ha questo genere di disabilità ha. "Abbiamo fatto qualche passo in avanti ma in generale siamo ancora indietro. Ci vorrebbe una battaglia forte come quella attuale per gli smartphone. Quella pian piano la stiamo vincendo".

di Irene Roberti Vittory

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Avvenire del 19-06-2017

Il Trentino scommette sul turismo per non vedenti

Da quest'anno sulle Dolomiti trentine un'ampia scelta di proposte per godere «a occhi chiusi» di boschi, torrenti, malghe e cantine. Un progetto con l'Unione italiana ciechi per superare le barriere.

Arrampicarsi sulle rocce, pagaiare sui torrenti, pedalare su una ciclabile. E poi mungere una mucca, giocare tra conigli, pony e vitellini, scoprire i profumi delle erbe o i segreti della produzione dello spumante. Tutto a portata di mano anche per i non vedenti che forse pensano di essere tagliati fuori da queste esperienze. Momenti da vivere con i sensi e con il cuore, assieme a familiari e amici normodotati, per superare le barriere dell'handicap guidati da esperti. È «Trentino a occhi chiusi» la proposta innovativa per questa estate 2017 che arriva dal Trentino: un ampio ventaglio di 50 proposte per i fine settimana da giugno a settembre in tutte le principali valli del Trentino, articolati su due mezze giornate organizzate, per far vivere a turisti non vedenti o ipovedenti momenti di relax e divertimento. A garantire sulla serietà del progetto è il partner - l'Unione italiana ciechi e ipovedenti - con cui il Trentino ha promosso passo passo tutte le iniziative.

Un progetto di turismo accessibile che ha ben pochi precedenti a livello nazionale e che vuole intercettare una richiesta latente di "normalità", anche in vacanza. «L'idea - spiegano gli ideatori - è quella di proporre attività da condividere tra vedenti e non vedenti, per abbattere la barriera anche psicologica che li divide. In questo modo il cieco e il normodotato sono messi allo stesso livello». Il ventaglio delle proposte è molto ampio e in grado di soddisfare richieste ed esigenze diverse. Malghe in quota, rifugi, agriturismi, aziende agricole diventano lo scenario di immersioni sensoriali che possono pescare nell'immenso patrimonio naturale di un territorio che ha saputo coniugare al meglio sviluppo e sostenibilità ambientale. Le proposte sono articolate per contenuti tematici e per fasce di età, per grandi e per bambini, all'aperto o al chiuso, coniugando natura e opere dell'uomo.

Qualche esempio? L'Alpe Cimbra propone per i più piccoli "Un alpeggio per tutti i sensi", per far scoprire anche a chi non vede il fascino delle malghe dove, nella bella stagione, le mandrie salgono per nutrirsi nei pascoli incontaminati. Qui sarà possibile accarezzare conigli, allattare vitellini, girare sul trattore, conoscere da vicino un asinello su cui montare. Poi scoprire i segreti delle erbe alpine officinali e girare per i boschi come pastorelli con le caprette nane. Poi c'è il week end di esperienze sensoriali a San Lorenzo in Banale, uno dei borghi più belli d'Italia: a Nembia lungo il "sentiero dei piccoli camminatori" si possono toccare le opere realizzate con materiali naturali, nel Bosco Arte Stenico ci sono gli alberi da abbracciare, alla Fattoria didattica "Athabaska" gli husky, i lama e gli alpaca da accarezzare e cavalcare. In Valle di Cembra c'è il percorso sensoriale "a piedi nudi nel bosco".

Due le proposte in Val di Sole presso la sede della Fondazione San Vigilio a Ossana, edificio progettato per ospitare non vedenti, senza barriere e con sistemi di lettura braille per vivere gli spazi in autonomia. Qui le attività vanno dalle degustazioni olfattive degli aromi di montagna ai laboratori di cucina, dalle escursioni guidate nel "Sentiero dei sensi" per ascoltare i suoni della natura, come le vibrazioni del legno del Bosco Demiga. In Val di Fassa per un giorno via gli scarponi: passeggiata a piedi scalzi sul sentiero Ischiez a Moena su tappeti di muschio, ciottoli, rocce, acqua di torrente, foglie e piante del sottobosco. Sull'Altopiano di Brentonico si impara con il tatto a conoscere gli strumenti usati per la trasformazione del latte in formaggio e perfino a mungere una mucca.

Per un pubblico anche di adulti la visita "Dentro una bottiglia di Rotari". Nelle Cantine Rotari e Mezzacorona il percorso offre interazioni olfattive, gustative, uditive e tattili per spiegare come nasce una bottiglia di spumante Trentodoc. L'Altopiano della Paganella propone anche la visita a un'apicoltura di Castel Belfort con laboratorio sulla lavorazione della cera e degustazione guidata di diversi mieli.

Proposte per soddisfare anche i più sportivi in Val di Fiemme in collaborazione con i volontari e gli istruttori dell'Associazione sport abili: dalle escursioni sui sentieri accessibili alle discese in gommone del rafting sul fiume Aviso, dalla pedalata sulla ciclabile in handbike, il triciclo in cui si pedala con le mani, fino all'arrampicata sportiva. E sempre per i rocciatori non vedenti è l'attività di climbing su parete rocciosa attrezzata con mappa tattile, che permette di apprezzare lo sviluppo dei sei itinerari di arrampicata.

Per i dettagli si può consultare il sito https://www.visittrentino.info/it/guida/eventi/trentino-ad-occhi-chiusi_e_1428931

di Luca Liverani

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La Gazzetta dello Sport del 22-06-2017

Trentino, una terra da scoprire "ad occhi chiusi", fra escursioni e climbing

È un progetto promosso in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi per far vivere la regione e il suo patrimonio naturale a turisti non vedenti e ai loro accompagnatori provando a abbattere le barriere percettive e sensoriali.

Un'esperienza nuova ed affascinante: far vivere il territorio trentino a persone non vedenti e ai loro accompagnatori per far "vedere" loro il patrimonio naturale e culturale che la regione offre. Il progetto si chiama Trentino Ad Occhi Chiusi, ha nell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti il principale partner, e parte dal presupposto che le barriere da abbattere non sono più esclusivamente architettoniche, ma innanzitutto percettive e sensoriali. Programmi, guide e strumenti specifici consentiranno anche a chi non vede di scoprire le principali valli del Trentino lasciandosi condurre dai sensi e dal cuore, lungo itinerari non convenzionali da percorrere in sicurezza, senza ostacoli né difficoltà, in modo lento e consapevole.

Malghe, rifugi, agriturismi e aziende agricole saranno il teatro di questa immersione sensoriale. In particolare, saranno creati momenti di partecipazione congiunta tra i non vedenti e i loro accompagnatori, che potranno così condividere l'esperienza di questo "viaggio con i sensi", in modo piacevole e arricchente per entrambi. Le attività proposte saranno diversificate per contenuti tematici esperienziali e per differenti fasce d'età e si svolgeranno in indoor e all'aperto includendo echi, suoni e profumi della natura, al pari di silenzi, racconti e opere dell'uomo.

Fra le varie proposte, vi è quella sul Lago di Garda, dove è possibile effettuare attività di climbing con guida su una parete rocciosa attrezzata con mappa tattile, che permette anche ai non vedenti di apprezzare lo sviluppo dei 6 itinerari di arrampicata. Oppure partecipare al "Garda Trentino Senses Walking", una passeggiata sensoriale nella zona del Colodri di Arco con l'accompagnamento di un esperto naturalista, con una tecnica molto particolare di ascolto della natura che va a stimolare i sensi dell'udito, del tatto e dell'olfatto. La Val di Fiemme ha invece lanciato il programma "Valle Viva" in collaborazione con i volontari/istruttori dell'Associazione Sport Abili: prevede diverse attività, principalmente escursioni lungo i sentieri, ma anche discese di rafting sul fiume Avisio, arrampicata sportiva e pedalate in handbike sulla ciclabile.

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Cronachemaceratesi.it del 30-06-2017

Sferisterio, l'Opera È di tutti. E adesso si puÒ "toccare con mano"

MACERATA. Presentate le iniziative dedicate all'accessibilità degli spettacoli: in programma percorsi tattili e audio descrizioni. Dal 28 luglio al 2 agosto serate dedicate a ipovedenti e non udenti. Il sindaco Carancini: "Aperti, accoglienti e affetto sono le tre A che ci caratterizzano"

Lo Sferisterio è di tutti. È questo il tema del progetto di accessibilità che da dieci edizioni del Macerata opera festival mira a rendere fruibile l'esperienza della lirica in arena ad ogni genere di pubblico, dalle persone non udenti agli individui ipovedenti o ciechi. Iniziative di inclusione che si snodano attraverso percorsi tattili, audio descrizioni e proiezioni dei libretti in italiano e in inglese. «Lo Sferisterio è un luogo di tutti e per tutti - sottolinea il vicesindaco di Macerata, Stefania Monteverde, durante la presentazione dei percorsi di accessibilità per quest'anno nella biblioteca Mozzi Borgetti -. Offriamo percorsi di conoscenza adatti a qualsiasi persona, così da conoscere l'opera attraverso la pluralità di linguaggi». Un tipo di approccio che risulta unico in Italia e che conferma il suo successo anno dopo anno: ai percorsi di accessibilità hanno partecipato 160 persone nel 2014, 190 nel 2015 e 220 nel 2016. Il tutto sotto l'occhio vigile e la creatività di Elena Di Giovanni, docente di Lingua e traduzione inglese dell'Università di Macerata. «Quest'anno ci sarà un intero lungo weekend dedicato al pubblico ipovedente - annuncia la responsabile -, dal 28 luglio al 2 agosto. In queste serate (28 luglio Madama Butterfly, 29 Turandot, 30 Aida e 2 agosto Shi, ndr) saranno disponibile le audio descrizioni degli spettacoli (gratuiti per i non vedenti, 12 euro e 50 per gli accompagnatori)». E prima delle serate, sempre allo Sferisterio alle 18,15 dal 28 al 30 luglio, si potrà vivere l'esperienza dei "Percorsi tattili", aperti a tutti e dedicati all'esplorazione con mano del dietro le quinte. «Si potranno scoprire le scenografie di Madama Butterfly - spiega Di Giovanni - i vestiti e il trucco di Turandot e infine l'anima musicale dello Sferisterio, con la possibilità di toccare e provare gli strumenti dell'orchestra». Un'operazione nata con il supporto del Museo tattile statale Omero di Ancona, che dal 28 al 31 luglio proporrà un tour tra le bellezze dell'arte e della natura marchigiana pensato apposta per un pubblico ipovedente.

Due le principali novità del festival di quest'anno. La prima è la collaborazione con il college americano Montclair state university del New Jersey per i sovratitoli delle opere (il libretto proiettato sulle mura ai lati del palcoscenico durante lo spettacolo) anche in lingua inglese. La seconda è l'ambiziosa iniziativa per avvicinare le persone con problemi di udito all'opera e alla musica. Un paradosso? Non di certo per l'architetto consulente per l'accessibilità, Consuelo Agnesi. «L'inclusione - spiega - passa attraverso ogni tipo di comunicazione e prima ancora attraverso una rivoluzione culturale. Bisogna ricordarsi di ogni persona ed eliminare tutte le barriere culturali. Io stessa sono sorda, ma amo la musica e faccio di tutto per avvicinarmi ad essa». Il contributo dell'architetto Agnesi si concretizzerà il 28 luglio, quando alle 18,15 nello Sferisterio verrà offerto un percorso riservato ai non udenti con interprete Lis (Lingua dei segni. «Aperti, accoglienti e affetto - conclude il sindaco di Macerata e presidente dell'associazione Sferisterio, Romano Carancini -, sono queste le tre A che ci caratterizzano. Le prime due si riferiscono al tentativo di sperimentare, immaginare nuovi servizi, coinvolgere più soggetti e stare insieme, cercando di continuare ad innovare quello che già funziona. Bisogna poi alla fine volere bene alle nostre persone. La voglia di unire è una manifestazione d'affetto che passa attraverso tutta la stagione. Dobbiamo essere un modello ed essere un modello significa anticipare, e noi abbiamo la fortuna di poter usufruire dell'ingegno e della professionalità della professoressa Elena Di Giovanni».

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Data Manager del 23-06-2017

AccessibilitÀ e musei: la tecnologia di un'App per abbattere le barriere sensoriali

NearIT, realtà hi-tech lombarda del Mobile Proximity, ha supportato Rotary Club di Cividale, Gemona, Tarvisio e Tolmezzo, nella presentazione di una soluzione per smartphone in grado di migliorare l'accessibilità al patrimonio artistico e museale. Domenica 25 giugno l'inaugurazione del primo progetto presso il Museo Carnico di Tolmezzo (UD).

TOLMEZZO. La comunicazione di prossimità via Smartphone si mette al servizio di reperti storici e artistici di oltre 500 anni fa, per abbattere le barriere che limitano la fruibilità degli spazi culturali alle persone con deficit visivi (ciechi, ipovedenti ma anche qualsiasi persona che abbia difficoltà visiva o di lettura). Un progetto che nasce localmente tra alcuni Rotary Club e altrettanti musei con l'obiettivo di diventare uno standard per progettisti e designer di oggi e domani, ragionando sempre più in termini di progettazione universale e prendendo maggior coscienza del diritto di libero accesso alla cultura in tutte le proprie manifestazioni, il tutto grazie ad una App e ad un trasmettitore Beacon.

Secondo la ricerca dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, i siti archeologici, artistici e museali che hanno adottato soluzioni di accessibilità sono ad oggi solo poche decine: da qui è partita l'iniziativa di quattro Rotary Club del Friuli Venezia Giulia rivolta ad altrettante realtà del territorio (Museo Carnico delle Arti Popolari "Michele Gortani" di Tolmezzo, Museo Cristiano e Tesoro del Duomo di Cividale del Friuli, Museo etnografico del Palazzo Veneziano a Malborghetto, Museo civico di Palazzo Elti a Gemona del Friuli) finalizzata alla realizzazione di un servizio innovativo a favore di utenti che necessitano di un'attenzione speciale, grazie alla fornitura di supporti adeguati.

Domenica 25 giugno alle ore 11, alla presenza delle autorità regionali e locali, del Governatore del Distretto Rotary 2060, dei Presidenti e soci dei Club, dei soci dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Pordenone, verrà inaugurata la prima installazione del progetto "Vedere il Museo", realizzata presso il Museo Carnico delle Arti Popolari "Michele Gortani" di Tolmezzo (Udine), che per l'occasione sarà aperto gratuitamente al pubblico.

"Il design della app è stato appositamente studiato per un utilizzo facilitato per persone ipovedenti" dichiara Susanna Avossa, Designer UX/UI di NearIT. "Ogni contenuto è caratterizzato dalla riproduzione di un colore molto acceso sul display, sul quale non compaiono scritte ma solamente riferimenti visivi. La grafica del menu è stata completamente ripensata con l'obiettivo del Design for All: non solo i non vedenti e gli ipovedenti, ma anche gli anziani e tutti i visitatori con difficoltà di lettura possono trarre vantaggio da un'offerta informativa semplice e intuitiva".

Ogni museo coinvolto potrà creare e modificare in autonomia i propri contenuti tramite la piattaforma di mobile proximity di NearIT: ogni "ricetta" parte dalla semplice renderizzazione audio di qualsiasi contenuto testuale in possesso del museo, che viene associata ad una stanza e ad un trasmettitore bluetooth (beacon). In prossimità di ogni beacon lo smartphone inizierà a vibrare e al tap in un qualsiasi punto dello schermo partirà la descrizione audio corrispondente, allo stesso modo "tappando" un qualsiasi punto dello schermo la descrizione si interromperà.

"La soluzione sviluppata presenta alcune peculiarità rispetto a quelle già sperimentate negli scorsi mesi all'interno di convention ed eventi" dichiara Stefano Cattaneo, sviluppatore Mobile & Front-end di NearIT. "Gli smartphone che verranno forniti nascono per un utilizzo offline quindi non necessitano di connessione dati o Wi-Fi per accedere ai contenuti trasmessi dai beacon e i messaggi non saranno profilati per età o genere dell'utente. Inoltre, data l'installazione fissa all'interno di una struttura con orari di apertura ben definiti, sono stati utilizzati particolari beacon che si spengono automaticamente durante le ore notturne, permettendo un notevole risparmio energetico".

Così come avviene con l'applicazione tipica di NearIT all'interno di fiere o grandi manifestazioni, invece, l'utilizzo dei beacon servirà anche per fornire importanti feedback in tempo reale ai gestori. Tramite analytics presenti all'interno della piattaforma è infatti possibile ottenere dati a riguardo dei contenuti inviati, che riportano ad esempio quante persone hanno ricevuto il contenuto nei pressi di un beacon, quanti hanno effettivamente ascoltato la descrizione audio, e quanti arrivano alla fine di ogni audio-descrizione. In questo modo ogni museo può ottenere una grande mole di dati anonimi ma fortemente sensibili in ottica di un costante miglioramento della qualità e del gradimento dei contenuti offerti.

"Rotary ha fortemente voluto e finanziato questo progetto, proseguendo sulla strada dell'attenzione alla tematica dell'accessibilità, intesa come abbattimento di barriere architettoniche, culturali e sensoriali" dichiara Andrea Michelutti, Presidente del Rotary di Tolmezzo. "Potersi avvicinare all'arte e ai beni culturali è la richiesta rivolta da un numero sempre crescente di persone con difficoltà visive, sia congenite sia determinate da malattie o, più semplicemente, dall'età. Per questo non ci siamo fermati ad un progetto a sé stante, ma abbiamo puntato alla realizzazione di un servizio replicabile e destinato a proseguire nel tempo tramite un'app pronta all'utilizzo in ogni museo, grazie ad un software adattabile ad ogni realtà in pochi minuti".

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Exibart.com del 11-06-2017

Toccare il Paradiso si puÒ. Al Museo del Duomo di Firenze, il nuovo percorso tattile

FIRENZE. Un museo tutto da toccare, dedicato alle persone non vedenti e ipovedenti ma anche a chiunque voglia provare un nuovo modo di fruire l'opera d'arte. Perché TouchAble, il nuovo percorso espositivo del Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, è stato pensato in una logica di inclusione, ponendo l'accento sull'abilità più che sulla disabilità. L'esperienza tattile sembra assecondare una naturale propensione del Museo, contando che la sua collezione raccoglie un importante nucleo di statuaria gotica e rinascimentale, con opere di Donatello, Andrea Pisano, Luca Della Robbia e Arnolfo di Cambio, oltre ai rilievi originali della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti e la Pietà Bandini di Michelangelo. ‹‹La scultura vera, importante deve essere toccata, e ora questo diventa possibile non solo per i non-vedenti ma anche per tutti i visitatori››, ha affermato Mons. Timothy Verdon, direttore del Museo.

Sarà venuta a tutti la tentazione di toccare la bella testa bianca del profeta Abacuc, affettuosamente chiamato Lo Zuccone. Purtroppo la scultura di Donatello, originariamente disposta nella torre campanaria di Santa Maria del Fiore e allestita nel Museo dal 1937, non è stata replicata, almeno per il momento. Invece, sono state realizzate repliche, a opera d'arte e in materiali il più possibile simili agli originali, delle due formelle della Porta Nord e della Porta del Paradiso, di Ghiberti, della Madonna dagli Occhi di Vetro di Arnolfo di Cambio, della Maddalena di Donatello e della Pietà di Michelangelo. E oltre al percorso esperienziale, ne è stato pensato anche uno informativo, con immagini grafiche e tattili dei monumenti, testi ingranditi per ipovedenti e in Braille per non vedenti.‹‹È occorso un anno di lavoro fatto di ricerche e sperimentazioni che ha coinvolto numerose persone e istituzioni, tra cui l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della Regione Toscana››, ha spiegato Barbara Fedeli, responsabile del progetto.

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Arte.it del 27-06-2017

Contatto. Sentire la pittura con le mani. Caravaggio, Raffaello e Correggio in un'esperienza tattile

ROMA. TOCCARE L'ARTE SI PUÒ, ANZI SI DEVE. È questo il senso della mostra Contatto. Sentire la pittura con le mani allestita nelle sale al piano terra del Museo di Roma a Palazzo Braschi, con accesso diretto dal cortile, dal 28 giugno al 1 ottobre 2017.

Quattro capolavori pittorici sono presentati in forma di rilievi, per consentire al pubblico di scoprire un'opera bidimensionale attraverso l'esperienza tattile e non visiva. Non si tratta però di una mostra esclusivamente per non vedenti: tutti sono invitati a vivere l'esperienza tattile come un processo di graduale avvicinamento alla comprensione del manufatto, delle forme che lo compongono e del racconto che in esso si cela.

È certamente un'esperienza che richiede un tempo molto diverso dal 'colpo d'occhio' con cui siamo abituati a catalogare mentalmente le immagini. Non ci sono colori, ma superfici più o meno morbide, angoli vivi e distanze non sempre facili da misurare.

Tuttavia, quella tattile è anche l'esperienza più incisiva e profonda che si possa fare dell'arte, perché coinvolge direttamente il vissuto individuale e il bagaglio emozionale di ognuno di noi.

La mostra, già ospitata nel 2016 nel palazzo Rospigliosi di Zagarolo, ispirata al testo Microcosmo della pittura (1657) dell'erudito Francesco Scannelli, come un percorso di approfondimento storico-critico dell'opera dello studioso in chiave di accessibilità, è stata ideata e promossa dal prof Carmelo Occhipinti del Dipartimento di studi Letterari, Filosofici e di Storia dell'Arte dell'Università di Roma "Tor Vergata", assieme a Federica Bertini e ad Alessandro Marianantoni.

Le quattro opere pittoriche, tradotte in tavolette tattili, approdano ora al Museo di Roma con l'intento di allargare l'offerta qualitativa del museo in senso inclusivo ed in continuità con i programmi dedicati all'accessibilità, quali ad esempio "Musei da toccare" e "Art for the blind" da tempo avviati in tutti i musei comunali.

Sono: il Compianto sul Cristo morto del Correggio (Parma, Galleria Nazionale), il Profeta Isaiadi Raffaello (affresco nella chiesa di S. Agostino a Roma), la Maddalena penitente di Caravaggio (Roma, Galleria Doria Pamphilj) e la Madonna dei pellegrini di Caravaggio (Roma, chiesa di S. Agostino).

L'accesso alla mostra è gratuito e la visita è 'guidata' attraverso la lettura di schede descrittive, grazie alla presenza in sala di operatori del Servizio civile Nazionale che accompagneranno il pubblico 'bendato' nell'esplorazione tattile.

Dal 28 Giugno 2017 al 01 Ottobre 2017

Museo di Roma a Palazzo Braschi

Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

ingresso gratuito

Sito ufficiale: http://www.museodiroma.it/

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Superando.it del 06-06-2017

Pittura in punta di dita

Studenti del Liceo Artistico di Porta Romana a Firenze, bendati e stimolati a interpretare i quadri a partire delle esigenze delle persone con disabilità visiva: sono loro - anche grazie alla collaborazione di alcuni componenti dell'UICI di Firenze (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) - ad avere realizzato i quadri tattili della seconda edizione della mostra "Pittura in punta di dita", inaugurata nei giorni scorsi nel capoluogo toscano.

FIRENZE. È stata presentata il 30 maggio scorso a Firenze la seconda edizione del progetto di mostra tattile denominato Pittura in punta di dita, ove i quadri tattili sono stati realizzati dagli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana del capoluogo toscano, nel Laboratorio di tecniche pittoriche e artistiche diretto da Gianfranco Terzo, anche grazie alla collaborazione di alcuni componenti dell'UICI di Firenze (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

All'inaugurazione hanno preso parte anche il direttore della Galleria degli Uffizi Eike Schmidt, le responsabili dei servizi educativi Silvia Mascalchi e Isabella Puccini, e la dirigente scolastica del Liceo Artistico di Porta Romana Angela Pecetta.

Nello specifico, la tecnica di riproduzione impiegata per i sette quadri realizzati, tratti da opere del Cinquecento e del Seicento, presenta dei tratti innovativi, perché oltre a riprodurre in bassorilievo le opere in questione, ha prestato attenzione alla colorazione di esse, un accorgimento che le rende fruibili anche da parte delle persone ipovedenti.

Per mettere a punto questa tecnica, gli studenti sono stati bendati e stimolati a interpretare i quadri a partire delle esigenze delle persone cieche. Oltre poi che sul bassorilievo e sul contrasto cromatico, si è lavorato per rendere gradevoli al tatto le superfici, e per far sì che i colori fossero omogenei e resistenti allo sfregamento dei polpastrelli.

Le opere - che possono essere fruite grazie all'impiego di guanti monouso e alla presenza di didascalie in Braille, disponibili sia in italiano che in inglese - sono andate ad aggiungersi agli altri cinque quadri tattili donati in occasione della precedente edizione della mostra (inaugurata nel dicembre 2014) e rappresentanti le Madonne arcaiche in trono della Collezione Medievale della Galleria degli Uffizi. (Simona Lancioni)

Per approfondire, suggeriamo la consultazione della specifica pagina intitolata "Pittura in punta di dita", quadri tattili degli studenti del Liceo di Porta Romana agli Uffizi, nella webzine del Portale Giovani del Comune di Firenze.

La presente nota riprende un testo già apparso nel sito di Informare un'H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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focus

Disabili.com del 30-06-2017

In quali casi la scuola puÒ chiedere ore aggiuntive per il sostegno?

Cosa succede quando arriva una certificazione in ritardo? Come chiedere ore di sostegno in deroga?

Ci siamo occupati più volte dei ricorsi delle famiglie ai tribunali amministrativi per ottenere ore di sostegno in deroga a quelle assegnate. Ciò è possibile principalmente grazie alla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 80/10, che ha affermato il diritto all'inclusione degli alunni con disabilità grave, prioritario rispetto alle esigenze di bilancio. Vi sono però anche altre situazioni in cui è necessario richiedere risorse aggiuntive. Ciò accade, ad esempio, quando occorre richiedere risorse ulteriori rispetto a quelle iniziali, a causa del sopravvenire di nuove situazioni che le richiedono. Come procedere, dunque? Quando I dirigenti scolastici devono richiedere le risorse per il personale di sostegno.

In linea generale, se tali situazioni sono documentate nel periodo estivo, è possibile procedere alla richiesta di personale aggiuntivo. Più complessa, invece, appare la situazione quando bisogna presentare tale richiesta ad anno scolastico iniziato. In questo caso, infatti, il più delle volte, non è possibile procedere alla richiesta di ulteriori risorse. L'assegnazione del personale per il sostegno, infatti, avviene generalmente in due fasi, di cui l'ultima è di solito entro il mese di settembre. L'unico modo per aumentare le ore di sostegno, in questo caso, è riorganizzare la distribuzione delle ore già assegnate complessivamente alla scuola.

Le richieste del personale di sostegno, infatti, vengono presentate normalmente in primavera. Tuttavia, può accadere che per ragioni molteplici ed eterogenee, le certificazioni e le diagnosi vengano presentate in ritardo. In tal caso, dopo la fine delle lezioni, di solito a luglio, la scuola può presentare una rinnovata richiesta di risorse all'ufficio scolastico, di integrazione delle ore già assegnate complessivamente. Essa dev'essere motivata, indicando il cambiamento dei dati presentati nella prima fase. In questi casi, l'amministrazione valuta le richieste sulla base del contingente provinciale di cui dispone e assegna eventualmente ulteriori risorse di sostegno.

Si comprende quindi come la richiesta di assegnazione di ore aggiuntive e in deroga sia possibile solo in alcune situazioni. È sempre compito della scuola, in ogni caso, procedere alla richiesta di personale specializzato. Sulla base della certificazione presentata dalla famiglia e a seguito di formale dichiarazione di consenso da parte dei genitori, si avvia ll'attivazione da parte della scuola.

In questo periodo dell'anno, dunque, nel caso in cui per ragioni eterogenee la documentazione attestante la disabilità fosse stata prodotta e/o consegnata dalle famiglie alla scuola in ritardo rispetto al periodo utile per la richiesta dell'organico di diritto (vale a dire le risorse stabili), i dirigenti scolastici possono richiedere ulteriori risorse per il cosiddetto organico di fatto, cioè del personale che sarà assegnato alle scuole con incarico annuale. Ben più complesso, invece, è il caso in cui tale richiesta fosse avanzata ad anno scolastico iniziato.

Naturalmente, invece, nelle situazioni di disabilità grave, sarà sempre possibile procedere alla richiesta di integrazione delle risorse, nel caso in cui sia stato assegnato un numero di ore inferiore rispetto a quello atteso. In questo caso, ricordiamo, prima di adire alle vie legali, è il caso di procedere ad una richiesta formale di integrazione del numero di ore assegnate. Il ricorso ai tribunali amministrativi, normalmente, viene presentato nel caso in cui tale richiesta non sortisca gli effetti sperati.

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Il Diritto quotidiano del 10-06-2017

Legge 104: i permessi fanno maturare le ferie

Per la Cassazione, in caso contrario si rischierebbe di disincentivare l'utilizzo di tale strumento di sostegno per i disabili.

Il lavoratore che gode dei permessi di cui alla legge numero 104 del 1992 per l'assistenza di un familiare disabile non può essere penalizzato nel computo delle ferie: la decurtazione di giorni di riposo in conseguenza di tali permessi, infatti, è illegittima.

La Corte di cassazione lo ha recentemente chiarito con l'ordinanza numero 14187/2017 del 7 giugno, confermando la condanna già inflitta dalla Corte d'appello (ma non dal giudice del primo grado) ad un datore di lavoro, che dovrà ora riaccreditare i 4 giorni di ferie indebitamente sottratti al suo dipendente.

La necessità di ristoro.

L'articolo 36 della Costituzione, del resto, nel sancire il diritto alle ferie garantisce che il lavoratore ristori le proprie energie a fronte dell'attività lavorativa svolta e tale ristoro, per i giudici, si rende necessario anche a fronte dell'assistenza di un invalido, essendo quest'ultima un'attività dalla quale deriva comunque un forte dispendio di risorse fisiche e psichiche.

La Convenzione ONU.

La Corte ha inoltre ricordato che i permessi per l'assistenza ai portatori di handicap si poggiano sia sulla normativa costituzionale interna, sia sulla Direttiva 2000/78/CE e sulla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Quest'ultima, in particolare, sancisce il sostegno e la protezione non solo dei disabili ma anche delle loro famiglie: le famiglie, infatti, sono uno strumento indispensabile per garantire che i soggetti affetti da handicap possano godere dei propri diritti in maniera piena e egualitaria.

Di conseguenza, la normativa sui permessi per l'assistenza di familiari affetti da handicap deve essere interpretata in maniera tale da evitare che la situazione economica dei congiunti del disabile sia aggravata dall'utilizzazione del permesso, con conseguente disincentivo alla sua utilizzazione.

La conclusione, pertanto, è una sola: anche i permessi di cui alla legge 104 contribuiscono alla maturazione di ferie per il lavoratore che li utilizza.

di Valeria Zeppilli

Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)

Consulenza Legale

E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com

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Superando.it del 07-06-2017

Nuove frontiere per l'inclusione lavorativa delle persone con disabilitÀ

di Palma Marino Aimone*

«Ci sono nuove forme di lavoro - scrive Palma Marino Aimone - come lo "Smart Working" (la possibilità di lavorare in parte o totalmente fuori dalla sede aziendale negli orari concordati) o il "Coworking" (condivisione di un ambiente di lavoro), fissate recentemente anche dalla legislazione del nostro Paese, che possono certamente favorire l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Resta per altro la necessità di un gioco di squadra tra aziende, sindacati, istituzioni e professionisti, affinché tali norme e opportunità si traducano in vantaggi reali».

La recente approvazione della Legge sul cosiddetto Smart Working, ossia la possibilità di lavorare in parte o totalmente fuori dalla sede aziendale negli orari concordati, grazie al supporto di adeguati strumenti tecnologici, potrebbe favorire lo sviluppo di modelli di organizzazione del lavoro tali da consentire una reale integrazione delle persone con disabilità.

Quando per altro si parla di disabilità di persone in età lavorativa, si fa riferimento non soltanto alla disabilità fisica, intellettiva e alle malattie psichiche, ma anche alle malattie croniche, quali ad esempio il cancro, che secondo la FAVO (Federazione Italiana delle Associaizoni di Volontariato in Oncologia) conta circa un milione di persone (fonte: FAVO e CENSIS).

Premesso che uno degli elementi chiave dell'integrazione sociale della persona adulta è il suo inserimento nel processo produttivo (1), le persone con disabilità che con il tradizionale contratto di telelavoro vivono l'emarginazione socio-lavorativa - perché confinate in modo prolungato o permanente presso la propria abitazione - rischiano il peggioramento delle condizioni di salute, l'impoverimento delle relazioni umane e l'abbassamento del conseguente livello di apprendimento e di produttività lavorativa.

Lo Smart Working, invece, attraverso la valorizzazione del lavoro ad obiettivi, la riduzione della rilevanza di elementi tradizionali quali l'orario di lavoro e la sede - che a differenza del telelavoro non deve coincidere necessariamente con la propria abitazione - nonché l'ausilio di strumenti informatici, consente di sfruttare al massimo la capacità produttiva individuale, specie appunto delle persone con disabilità.

Il riferimento alla disabilità nel provvedimento di legge citato è esplicito e avviene nella parte in cui si fa riferimento al recesso dalla modalità di Smart Working da parte del datore di lavoro (articolo 19). «Nel caso di lavoratori disabili ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68 - recita il testo -, il termine di preavviso del recesso da parte del datore di lavoro non può essere inferiore a novanta giorni (anziché 30) al fine di consentire un'adeguata riorganizzazione dei percorsi di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore».

Si è voluto così promuovere uno strumento come lo Smart Working, che è per antonomasia una forma di "accomodamento ragionevole" (2), in quanto non si tratta soltanto di un adattamento della postazione lavorativa come ambiente fisico, di ergonomia, di dispositivi e ausili, ma ancor più di riconciliare il ciclo vita-cura-lavoro.

Oltre poi ai vantaggi tipici dello strumento - che consente di ottimizzare il costo del lavoro e di incentivare le politiche retributive orientate maggiormente al merito e al raggiungimento effettivo degli obiettivi - per il personale con disabilità si aggiungono i vantaggi dell'abbattimento dei costi di gestione e di adeguamento dello spazio fisico e una riduzione dei costi dell'assenteismo, specie quello relativo alle diverse patologie, il tutto a beneficio dell'efficienza produttiva. Un terzo del costo sociale di malattia, infatti, è legato proprio alla perdita di produttività!

Va ricordato anche che per limitare ulteriormente le forme di alienazione che possono nascere nei momenti in cui si lavora da soli e per rispondere in modo innovativo e funzionale al cambiamento del mondo del lavoro attraverso la condivisione dell'ambiente occupazionale e la valorizzazione delle opportunità offerte dal contatto con persone che svolgono professioni differenti, in molte città stanno crescendo sempre più gli spazi di Coworking ("condivisione dell'ambiente di lavoro"), spesso supportati da incentivi economici (3).

In questo contesto è auspicabile che sia le strutture di Coworking che le relative politiche incentivanti considerino in modo particolare la gestione lavorativa delle persone con disabilità e non soltanto in termini di accessibilità.

I datori di lavoro, infatti - che sia in caso di adozione dello Smart Working che di Coworking ottempererebbero comunque alle norme sul collocamento obbligatorio con possibilità di usufruire degli incentivi all'assunzione - potrebbero, in un ottica di analisi costi-benefici, essere invogliati ad affidarsi a strutture di Coworking in grado di offrire adeguati servizi dedicati.

Lasciando ad altre sedi l'analisi della nuova normativa di recente approvazione, qui vogliamo soltanto sottolineare come le aziende abbiano la possibilità - tramite il solo accordo individuale, sottoscritto con il dipendente - di elaborare un modello di Smart Working con più soluzioni differenti e adeguate alla particolare disabilità, con il solo vincolo di non superare le soglie massime dell'orario di lavoro. Anzi, con la soluzione del Coworking verrebbero anche superate le perplessità relative alla legge sulla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, per i rischi connessi alla prestazione resa all'esterno dei locali aziendali.

Tuttavia, l'accordo individuale ai fini dell'adozione dello Smart Working non esclude la possibilità di regolare il lavoro agile mediante un accordo collettivo, che rimane una sede particolarmente adatta, sia ad avviare questa forma di lavoro - come dimostrano i tanti accordi siglati già prima dell'approvazione della nuova legge (Enel, Barilla, Pirelli, Tetrapak, Italtel, Intesa San Paolo, Ferrovie dello Stato ecc.) - sia a trattare il tema dell'inclusione lavorativa del personale con disabilità nei luoghi di lavoro.

Smart Working dunque e Coworking come strumenti innovativi a disposizione del Disability Manager, per una gestione efficace ed efficiente nella gestione dei piani di Disability Management, fermo restando che ancora una volta, per ottenere ciò, è necessario un gioco di squadra tra aziende, sindacati, istituzioni e professionisti, affinché le norme e le opportunità legate all'inclusione lavorativa delle persone con disabilità si traducano in vantaggi reali.

Palma Marino Aimone,

Consulente HR (Risorse Umane), Normativa e Costo del Lavoro; diversity e disability manager, socia della SIDIMA (Società Italiana Disability Manager).

Note:

(1) Carlo Lepri, Enrico Montobbio, Lavoro e fasce deboli, Milano, FrancoAngeli, 1994.

(2) Con le parole "accomodamento ragionevole" si indicano le modifiche e gli adattamenti necessari e appropriati che non impongano un carico sproporzionato o eccessivo, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l'esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e libertà fondamentali (articolo 2 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità).

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L'agenda: appuntamenti del mese di luglio

- 6 Riunione della Direzione Nazionale UICI

- 14 Presentazione dei progetti su disability management e disabilità sensoriale al lavoro, organizzata da Regione Lombardia insieme a Provincia di Monza e della Brianza e Afol Monza e Brianza

- 15/25 Soggiorno estivo riabilitativo per famiglie con bambini da 0 a 6 anni

- 27/10 Soggiorno estivo riabilitativo per ragazzi e ragazze con disabilità visiva ed eventuali minorazioni aggiuntive

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