Vai al menu

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Giugno 2017

SOMMARIO

Dall'IRIFOR lombardia

Soggiorno estivo riabilitativo, duna verde di caorle, 27-07/10-08-2017 (adesioni entro il 20 giugno 2017)

Proseguendo nel solco di una ormai consolidata tradizione, anche per l'estate 2017 l'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, grazie al prezioso co-finanziamento del Consiglio di Amministrazione Centrale dell'I.Ri.Fo.R, propone un soggiorno estivo riabilitativo rivolto a ragazzi e ragazze con disabilità visiva ed eventuali minorazioni aggiuntive.

Il soggiorno si svolgerà dal 27 luglio al 10 agosto a Duna Verde di Caorle (VE) presso Villa S. Ignazio, residenza dimostratasi in tutte le edizioni pienamente rispondente alle finalità perseguite.

Il soggiorno si rivolge a 18 giovani di età compresa tra gli 11 e i 23 anni (con priorità riservata alla fascia d'età compresa tra i 13 e i 18 anni) e a 4 bambini dai 9 ai 12 anni (con priorità riservata a bambini con minorazioni aggiuntive accompagnati da uno o entrambi i genitori).

L'inclusione nel novero dei partecipanti dei piccoli tra i 9 e i 12 anni con priorità per i soggetti con minorazioni aggiuntive rappresenta un'assoluta novità, pensata con l'intento di preparare i ragazzi più piccoli all'esperienza del campo estivo in modo morbido e graduale, offrendo la possibilità alle loro famiglie di essere ospitate, con spese a proprio carico, presso Villa S. Ignazio. Naturalmente i genitori (o gli eventuali parenti che vorranno partecipare) non potranno interferire con le attività svolte dal bambino durante la giornata e saranno presenti unicamente nelle ore serali e notturne. Tutto ciò per far sì che il bambino si accosti alle varie attività proposte nella maniera più naturale possibile e, proprio non potendo contare sulla presenza continuativa dei propri famigliari (fondamentale ed indispensabile nella vita quotidiana) sia stimolato ad ottimizzare le proprie abilità residue.

Nel gruppo riservato ai bambini dai 9 ai 12 anni accompagnati potranno essere inseriti, in via eccezionale, anche ragazzi oltre i 12 anni con gravi pluridisabilità i quali, per ragioni di sicurezza e di salute, necessitino di un'assistenza specifica che il personale non può fornire senza il supporto e la presenza/supervisione di un familiare. Le richieste di partecipazione relative a queste situazioni verranno naturalmente valutate caso per caso ed accolte solo ed esclusivamente laddove si evidenzino chiaramente le predette necessità.

In un'atmosfera serena di totale relax, i partecipanti, grazie alla presenza di esperti altamente qualificati, verranno condotti in una serie di attività che, nel loro insieme hanno un'unica e importantissima finalità: ottimizzare le abilità residue presenti nei soggetti, stimolandone la fiducia in se stessi e fornire gli elementi di base per intraprendere quel lungo e faticoso percorso che dovrebbe condurre ad una concreta inclusione sociale.

Di seguito le attività proposte

MUSICOTERAPIA - Per i giovani con disabilità visiva, la musicoterapia fornisce un notevole stimolo per esplorare il mondo circostante in modo gioioso, guidati dai suoni, che di per sé sono fonte di energia e spinta al movimento. La consapevolezza del proprio movimento, la relazione e la condivisione con gli altri degli stimoli motori e sonori, rinforzano poi la capacità di rapportarsi agli altri nella vita di tutti i giorni, forniscono sicurezza e consentono di essere protagonisti ed autonomi nel proprio agire, nei propri apprendimenti, nelle relazioni interpersonali.

IDROSTIMOLAZIONE - L'idrostimolazione ha il fine di consentire ai soggetti con minorazioni multiple e gravi di svolgere attività di recupero psico-motorio in acqua. Il metodo si basa sul recupero del deficit esperienziale attraverso le proprietà dell'acqua. È ormai noto che una componente importante del deficit psico-motorio nei soggetti pluriminorati, soprattutto se con disabilità sensoriale, deriva spesso dalla carenza di esperienze motorie e sensoriali nei primi mesi di vita. Molti movimenti, il tono muscolare, il coordinamento, e più in generale la motricità, non sono sviluppati nei bambini non a causa della patologia, ma proprio a causa della mancanza di "memoria del movimento". I tecnici di idrostimolazione hanno proprio il compito di produrre stimoli in modo condizionato, affinché il soggetto sia indotto a compiere esperienze motorie.

LABORATORIO DI SUBACQUEA - La subacquea è una disciplina che per le sue principali caratteristiche consente di respirare rimanendo sotto l'acqua per mezzo di una specifica attrezzatura. Inoltre, stando sott'acqua si annulla l'effetto della gravità e pertanto viene meno la naturale dimensione di verticalità; Tutto ciò consente di poter assumere qualsiasi tipo di posizione. Un'immersione subacquea è paragonabile ad un volo a rallentatore: Respirare sott'acqua e poter assumere qualsiasi posizione è esplorare un mondo nuovo e su chi si immerge per le prime volte produce una quantità di stimoli nuovi, unici e irripetibili.

ATTIVITÀ DI ORIENTAMENTO, MOBILITÀ E AUTONOMIA PERSONALE

ATTIVITÀ LUDICO-SPORTIVE E SOCIALI - Finalità:

Per informazioni sulle modalità di iscrizione:

sito web http://iriforlombardia.blogspot.it

contatto email segreteria_irifor@uicilombardia.org

telefono 02/76.01.18.93

Torna all'indice

dalla sezione di sondrio

GITA SOCIALE IN VALGEROLA (SONDRIO) SABATO 17 GIUGNO 2017 (adesioni entro il 14 giutno)

La Sezione di Sondrio dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizza per sabato 17 giugno 2017 la gita sociale alla scoperta della Valgerola. Il programma della giornata prevede:

Ore 09.30 Partenza del pullman dal Piazzale Bertacchi della Stazione ferroviaria di Sondrio. (Fermate a richiesta lungo il percorso).

Ore 10.00 Fermata del pullman presso la Stazione ferroviaria di Morbegno.

Ore 10.45 Visita guidata all'Ecomuseo della Valgerola.

Ore 12.00 Visita alla Casèra di stagionatura con possibilità di acquisto dei prodotti caseari locali.

Ore 12.45 pranzo presso il Centro del Bitto con prodotti tipici locali.

Ore 14.30 Visita guidata al Percorso Multisensoriale della Valgerola.

Ore 16.00 Conferenza del Prof. Cirillo Ruffoni "Notizie su ambiente e storia della Valgerola" presso l'Aula Didattica dell'Ecomuseo.

Ore 17.00 Partenza per rientro a Sondrio.

La quota di partecipazione è di €.50,00 a persona. Per questioni organizzative le prenotazioni dovranno pervenire presso i nostri uffici (Tel. 0342 216529 - e-mail uicso@uiciechi.it) entro e non oltre le ore 12.00 di mercoledì 14 giugno prossimo.

Alcune informazioni sull'Ecomuseo

La storia della Valgerola si è da sempre contraddistinta per la sua gente: fiera delle tradizioni, legata alla terra ed origini, unita nell'identità, con grande senso di comunità e di appartenenza. Le emigrazioni in luoghi vicini o lontani, la transumanza nelle stagioni, il quotidiano spostamento, hanno caratterizzato la vita dei "Giaröi", forgiandone il carattere semplice e ospitale.

Il territorio montano, nel Parco Orobie Valtellinesi, si caratterizza per la presenza di insediamenti abitati a quote elevate, sorti nei secoli in relazione alle tradizionali attività agricole, di allevamento e utilizzo di boschi e miniere. L'Ecomuseo della Valgerola rappresenta un elemento di unione fra passato e futuro, di identità e sviluppo sociale, per riscoprire e valorizzare storia, tradizioni e cultura locali, attraverso i segni del tempo (formazioni geologiche, reperti fossili), il paesaggio naturale (prati, alpeggi, boschi, laghi, flora e fauna), i segni dell'uomo e della fede (edifici ed opifici, chiese, usi, costumi..), i prodotti tipici (Bitto e Mascherpa), la Capra di Valgerola...

Alcune informazioni sul Percorso Multisensoriale

Un percorso multisensoriale di 1 km con piazzole dotate di installazioni varie per la stimolazione dei cinque sensi. Questo giardino sensoriale, realizzato lungo una strada in prossimità dell'abitato di Gerola Alta, è stato progettato per essere pienamente accessibile e per stimolare e potenziare tutti i cinque sensi di chi lo frequenterà, siano essi bambini, adulti, anziani o persone con disabilità. Il percorso si inserisce in un ambiente di particolare interesse dal punto di vista paesaggistico, naturale e panoramico come quello della Valgerola. Per darvi un'idea di quello che troverete immaginatevi di iniziare il percorso, di attraversare aiuole con aromi e colori diversi e altre aiuole pensate per stimolare i sensi del gusto e dell'olfatto. Ora fermatevi un attimo a riposare e ascoltate questi suoni e strumenti musicali. Adesso se volete chiudete gli occhi: davanti a voi ci sono dei pannelli tattili che potrete toccare per farvi svelare un'altra parte del cammino. Proseguite attraversando un sentiero con materiali e installazioni sugli alberi, tubi sonori, bandiere ecc... Un'altra sosta di riposo e siete giunti alla fine.

Alcune informazioni sulla Casèra di stagionatura

La cantina accoglie più di tremila forme di Storico Ribelle di diverse annate. Terminata la stagione estiva, entro metà settembre, i 12 produttori del Consorzio Salvaguardia Bitto Storico, conferiscono le forme prodotte in alpeggio presso la Casèra di stagionatura. Qui avviene l'affinatura dello Storico, che deve essere continuamente lavorato per raggiungere la maturazione adeguata. Nel primo anno le forme poste su assi in legno vengono pulite e girate su entrambi i lati per favorirne l'ossigenazione. La pulizia viene fatta con l'ausilio di un macchinario e di una lama che permette di eliminare le muffe superficiali. Le fasi di pulitura possono essere più o meno frequenti a seconda delle condizioni climatiche esterne: umidità e calore rendono necessaria una notevole lavorazione delle forme presenti in cantina. Durante queste operazioni il personale addetto controlla l'aspetto di ciascuna forma ed esegue una prima selezione dello Storico da invecchiare. La selezione consiste nell'individuare le forme migliori da stagionare e nel taglio di quelle che presentano piccoli difetti visivi sulla crosta. Se i difetti sono tali da compromettere la qualità del prodotto, le forme vengono classificate come seconda scelta rispetto allo Storico Presidio Slow Food. Le migliori forme selezionate possono essere invecchiate oltre i 10 anni.

Menù pranzo:

Polenta Taragna con costine e salsicce

Tagliere con formaggi orobici tra cui lo "Storico Ribelle"

Bisciola

Acqua, Vino e Caffè

Vi aspettiamo numerosi!

Il Presidente

Pierangelo Livraghi

Torna all'indice

13 maggio 2017, a Brescia la 5° giornata regionale della cultura e del turismo sociale

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è svolta sabato 13 maggio la 5° Giornata Regionale della Cultura e del Turismo Sociale, iniziativa promossa dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti su proposta della Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale.

La meta scelta per l'edizione 2017 è stata la città di Brescia; all'evento hanno partecipato circa 100 Soci provenienti da tutte le Sezioni della Lombardia. Suddivisi in 4 gruppi, grazie alla presenza di 4 guide turistiche altamente qualificate, i partecipanti hanno potuto ammirare tramite accurate descrizioni la bellezza dei luoghi simbolo della città.

La mattina è stata dedicata interamente alla visita delle grandi piazze del centro storico bresciano. La visita ha avuto inizio in Piazza del Foro, che col Capitolium (antico tempio di epoca romana) e il Teatro costituisce il più importante complesso di edifici pubblici di epoca romana dell'Italia settentrionale.

Proseguendo, si è poi giunti in Piazza Paolo 6°, intitolata al pontefice bresciano Giovanni Battista Montini (1897-1978); nata al limite dell'antica Brixia romana, è una delle più antiche piazze della città. Cuore del centro storico e centro della vita religiosa, fino al 15° secolo fu anche il fulcro della vita politica. Sul lato est della piazza sono situati l'imponente edificio del Broletto (sede del Consiglio Provinciale e della Prefettura) e il Duomo Vecchio, mentre al centro vi si trova il Duomo Nuovo, anch'esso caratterizzato dalla tipica architettura romanica di forma rotonda.

Tappa successiva è stata Piazza della Loggia, che col suo stile rinascimentale per la cittadinanza bresciana rappresenta un luogo di indubbio valore per via dei noti avvenimenti che l'hanno vista purtroppo protagonista. La piazza ha forma rettangolare ed è dominata ad ovest dal Palazzo della Loggia (oggi sede del Municipio). Il lato sud è invece occupato dall'edificio che un tempo ospitava i Monti di Pietà, mentre sul lato est si trovano la Torre dell'Orologio e i Portici, la via di passeggio più frequentata dai bresciani.

La parte mattutina della visita si è conclusa in Piazza Vittoria. Progettata dall'architetto romano Marcello Piacentini e inaugurata nel 1932, prese il posto dell'antico quartiere medioevale abbattuto nell'ambito di un vasto progetto di risistemazione della città secondo il piano urbanistico di epoca fascista. In seguito a tale risistemazione andò distrutto non solo il cuore delle attività artigianali della città, ma andarono persi anche importanti resti risalenti ai Romani e ai Longobardi. La piazza era stata progettata per raccogliere le grandi adunate e per questo fu posto l'Arengario, pulpito in pietra porfirica rossa di Tolmezzo ornato da bassorilievi che rappresentano scene della storia di Brescia, opera di Antonio Maraini. Nella piazza trovavano posto un'imponente statua (il Bigio) e una fontana, entrambe rimosse nel dopoguerra.

Dopo la pausa pranzo, momento di svago e socializzazione, il pomeriggio è stato interamente dedicato alla visita dei giardini del Castello di Brescia. Da qualsiasi direzione si guardi, è l'imponente massa pietrosa del Castello a segnare il profilo panoramico della città. Il complesso di fortificazioni, occupando un'area di circa 300x250 metri, è uno dei più grandi castelli d'Italia ed è situato sul colle Cidneo. Risalente al 1° secolo a.c., quando i Romani edificarono attorno al colle Cidneo le mura cittadine, il castello ha subito svariate modifiche. Con il venir meno del carattere di fortezza militare, il castello è oggi luogo di svago e sede di eventi pubblici.

Dichiara Silvano Stefanoni, Coordinatore della Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo sociale: «Un sentito ringraziamento va non solo a tutti i partecipanti, ma anche a tutti i dipendenti sezionali che hanno coordinato tutte le fasi organizzative della giornata con la massima efficienza, contribuendo alla buona riuscita dell'iniziativa. Un grazie speciale, poi, alle 4 guide che, con passione e professionalità hanno saputo trasmettere la bellezza dei luoghi visitati con accurate descrizioni. Da sottolineare, inoltre, l'attenzione da loro dedicata alle persone non vedenti al momento della visita al Duomo vecchio, avendo realizzato un modellino tattile per farne comprendere la struttura».

Analoga soddisfazione ha espresso il Presidente Regionale Stilla, il quale afferma: «Sono estremamente soddisfatto dell'ottimo riscontro avuto dall'iniziativa. Sono fermamente convinto che occasioni come queste, che uniscono lo svago alla promozione culturale, se adeguatamente valorizzate, siano un ottimo strumento per rinsaldare il senso di unità associativa, fondamentale per l'operato di tutti noi».

Torna all'indice

nascono Lombardia Facile e SpazioDisabilitÀ

Per chi vuole viaggiare. Per chi vuole visitare un museo. Per chi vuole fare sport. Per chi vuole sapere quali sono i servizi sociosanitari attivi sul proprio territorio. Per tutte queste persone - e non solo - nasce "LombardiaFacile", il nuovo portale di Regione Lombardia dedicato alle persone con disabilità.

La possibilità, per una persona con disabilità, di trovare all'interno di un unico portale tutte le informazioni relative ad ambiti diversi rappresenta uno dei principali punti di forza di LombardiaFacile che si presenta come un unico "contenitore" ricco di informazioni, destinato ad arricchirsi ulteriormente.

"Il senso del progetto sta tutto in questo nome: Lombardia Facile, che sta ad indicare che non ci devono essere ostacoli, limiti o preclusioni - spiega l'assessore-: che sia un sito internet, uno sportello territoriale, o uno sportello predisposto dalle tante associazioni che operano sul territorio che fornisce le informazioni - presenta l'assessore Francesca Brianza - lo scopo è sempre il medesimo: facilitare, dare informazioni, dare accessibilità".

Il portale, disponibile in italiano e in inglese, è articolato in otto sezioni: SpazioDisabilità, mobilità, turismo accessibile, scuola e formazione, lavoro, sport, servizi sociali e sociosanitari, provvidenze. All'interno di ciascuna sezione, le persone con disabilità possono trovare tutte quelle informazioni di cui possono avere bisogno. Sia che si tratti di cittadini lombardi, sia che si tratti di turisti che vogliono visitare la Lombardia.

Associazioni partner

LombardiaFacile si inserisce nel solco tracciato in questi anni dal progetto "Spazio Disabilità" incorporandolo e si arricchisce di nuove sezioni, nuovi contenuti e servizi innovativi. Il portale è stato realizzato e curato da sei associazioni attive sul territorio lombardo a tutela delle persone con disabilità: AIAS Milano, ANFFAS Lombardia, ANMIC Lombardia, ENS Lombardia, LEDHA e UICI Lombardia.

UICI (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti Onlus), oltre ad essere l'associazione capofila del progetto, è impegnata assieme ad ANMIC (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) nelle attività legate al Front Office che viene garantito attraverso sia la presenza di personale altamente qualificato ed esperto sia attraverso un aggiornamento e una formazione continua degli operatori coinvolti.

"LombardiaFacile non è solo un sito internet - commenta Alberto Fontana, presidente di Ledha - Vogliamo dimostrare che le persone con disabilità sono cittadini attivi. E questo, purtroppo, non è affatto scontato".

Turismo per tutti in Lombardia

Uno dei punti di forza del progetto di LombardiaFacile è quello di offrire alle persone con disabilità e con esigenze speciali che vogliono fare turismo in Lombardia e andare alla scoperta delle città d'arte, dei parchi, dei musei e della natura della nostra regione.

Per quanto riguarda la parte turistica, già oggi sono presenti 150 schede che descrivono in maniera dettagliata e precisa l'accessibilità di altrettanti musei e chiese. Grazie a queste schede, le persone con disabilità possono avere tutte le informazioni di cui necessitano per organizzare in autonomia una visita.

Inoltre, all'interno della sezione "Muoversi in Lombardia", vengono fornite tutte le informazioni utili alle persone con disabilità su come muoversi in Lombardia con diversi mezzi di trasporto: dall'aereo al treno, dal trasporto pubblico locale alla navigazione laghi.

SpazioDisabilità

SpazioDisabilità è il servizio informativo di Regione Lombardia (attivo dal 2001) dedicato alle persone con disabilità, alle loro famiglie, agli operatori, ai volontari e alle organizzazioni pubbliche e private del settore. Questo Servizio offre risposte a ogni richiesta di informazione sui temi della disabilità, orienta nel variegato panorama delle opportunità disponibili ed indirizza l'utente agli enti, associazioni e uffici territoriali competenti.

SpazioDisabilità oggi intende attivare un complesso sistema di front office territoriale che prevede, oltre alla storica sede di Regione Lombardia a Milano, la presenza di esperti della rete associativa presso i servizi informativi degli Uffici Territoriali Regionali e la messa in rete di 13 antenne territoriali associative, di cui 11 in sedi associative poste nelle città capoluogo di Provincia e 2 rappresentate dalle sedi LEDHA ed UICI di Milano.

A partire dal 2018, inoltre, il servizio di consulenza di SpazioDisabilità farà un ulteriore passo in avanti verso una sempre maggiore accessibilità. "Presso gli Spazio Regione e le sedi delle antenne territoriali - spiega Nicola Stilla, Presidente regionale UICI - al termine del periodo di sperimentazione già in atto a Milano presso la sede di SpazioDisabilità in Regione Lombardia, verrà introdotta la video chat LIS che consentirà alle persone sorde di comunicare autonomamente con gli operatori del Front Office grazie a un interprete della Lingua Italiana dei Segni collegato a distanza in video conferenza".

Torna all'indice

Il nuovo servizio SpazioDisabilità e i suoi uffici territoriali

Il nuovo SpazioDisabilità è un servizio informativo dedicato alle persone con disabilità, alle loro famiglie, agli operatori, ai volontari e alle organizzazioni pubbliche e private del settore.

Presso lo SpazioDisabilità è possibile trovare risposte su tematiche giuridiche e legali, invalidità, agevolazioni ?scali, contributi e sostegni economici, servizi sanitari e riabilitativi, fornitura di protesi ed ausili, inclusione scolastica e lavorativa, barriere architettoniche, trasporti, opportunità di tempo libero e turismo senza barriere.

Sito web: www.lombardiafacile.regione.lombardia.it

Contatti: SpazioDisabilita@regione.lombardia.it - Tel. + 39 02 67654740

Di seguito viene riportata l'attività del servizio, che sarà operativo a partire dal mese di giugno, presso gli uffici territoriali regionali:

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE BERGAMO

Apertura al pubblico: il 1° mercoledì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in via XX Settembre, 17/A.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE BRESCIA

Apertura al pubblico: il 2° mercoledì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in via Dalmazia, 92/94.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE INSUBRIA SEDE DI COMO

Apertura al pubblico: il 1° lunedì del mese dalle ore 14:30 alle ore 16:30 presso la sede di Spazio Regione in via Luigi Einaudi, 1.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE VALPADANA SEDE DI CREMONA

Apertura al pubblico: il 3° lunedì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in via Dante, 136.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE BRIANZA SEDE DI LECCO

Apertura al pubblico: il 2° venerdì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in corso Promessi Sposi, 132.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE INSUBRIA SEDE DI LEGNANO

Apertura al pubblico: il 3° mercoledì del mese dalle ore 14:30 alle ore 16:30 presso la sede di Spazio Regione in via Settembre, 26.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE CITTÀ METROPOLITANA

Apertura al pubblico: il 4° lunedì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in via Haussmann, 7.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE VALPADANA SEDE DI MANTOVA

Apertura al pubblico: il 2° lunedì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in corso Vittorio Emanuele, 57.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE BRIANZA SEDE DI MONZA

Apertura al pubblico: il 1° lunedì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in via Grigna, 13.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE PAVIA

Apertura al pubblico: il 4° venerdì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in viale Cesare Battisti, 150.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE MONTAGNA SEDE DI SONDRIO

Apertura al pubblico: il 4° mercoledì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in via del Gesù, 17.

UFFICIO TERRITORIALE REGIONALE INSUBRIA SEDE DI VARESE

Apertura al pubblico: il 3° mercoledì del mese dalle ore 9:00 alle ore 12:30 presso la sede di Spazio Regione in viale Belforte, 22.

Torna all'indice

comunicazioni varie

Dalla sezione di milano

Visite guidate al MUSEO DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO

Nella continuità delle proposte culturali del Museo del Teatro alla Scala, informiamo che la prossima visita è programmata per lunedì 19 giugno dalle ore 9 alle ore 10 circa. Il ritrovo dei partecipanti è come di consueto davanti l'ingresso principale del Museo del Teatro alla Scala di Milano, dove vi accoglierà un nostro referente. Prenotazioni presso la segreteria di Presidenza Tania Riili, al numero 02/783000, interno 7 la quale vi comunicherà le informazioni relative agli aspetti organizzativi.

MUSEI DA TOCCARE

dal Museo Civico Paleontologico Dal lago di Valdagno (VI)

Nel museo 35 pannelli raccolgono alcuni pezzi fossili tra i più significativi, con possibilità di manipolare. Previa prenotazione si può provare l'esperienza della lavorazione e riproduzione di calchi di fossili utilizzando materiali vari, quali creta e argilla. Si effettuano visite guidate.

Info: Palazzo Festari Corso Italia n. 63 Vicenza; Tel. 0445/412914 - 0445/424507; Fax. 041/5200935; email museo@comune.valdagno.vi.it.

Torna all'indice

La Provincia Pavese del 27-05-2017

Il campionissimo non vedente "Siate piÙ forti dei problemi"

VIGEVANO. Più di 200 ragazzi hanno incontrato ieri mattina Daniele Cassioli, classe 1986, cieco dalla nascita e considerato il più grande sciatore nautico paraolimpico di tutti i tempi. Con i suoi numerosissimi titoli mondiali (ultimi in ordine di tempo i cinque ori conquistati qualche settimana fa ai campionati mondiali in Australia), Cassioli ha raggiunto livelli sportivi di eccellenza.

«L'essenziale è invisibile agli occhi» recita una frase del libro «Il Piccolo Principe», che gli alunni della 5ªA della scuola Regina Margherita hanno regalato all'atleta, scritto in Braille. E dev'essere proprio così per Daniele Cassioli, che ha catturato l'attenzione dei ragazzi, dimostrandosi molto disponibile a parlare della propria cecità, quando alcuni ragazzi gli hanno posto domande spontanee come: «Cosa sono per te i colori?» o «Come fai ad andare in giro da solo?» o ancora «Come fai a usare il cellulare e le emoticon?».

Con ironia Cassioli ha cercato di rispondere a tutte le domande degli studenti, raccontando anche le difficoltà scolastiche che ha dovuto affrontare. «Non ho frequentato scuole speciali e c'erano compagni che mi prendevano in giro; in classe spesso inciampavo nei banchi o negli zaini degli altri - racconta - In acqua invece mi sentivo libero, allora ho iniziato a familiarizzare con gli sport acquatici. Poi spesso, i libri per me arrivavano tardi e dovevo recuperare lo studio, ma da grande, quando ho scelto di studiare in una università non specializzata per ciechi, ce l'ho fatta».

È forse questo il messaggio più importante che l'atleta ha lasciato ai giovani studenti: «Il coraggio più grande è scegliere di rincorrere un sogno con passione e non lasciarsi abbattere dalle circostanze». (ch.c.)

Torna all'indice

La Provincia di Como del 19-05-2017

Archeologico, museo da toccare Nelle sale le schede in Braille

COMO. Un museo "da toccare" per andare oltre la disabilità. È una novità importante quella realizzata al Museo Archeologico dove ieri sono state installate le schede di sala in alfabeto braille, realizzate dalla Biblioteca nazionale per i Ciechi Regina Margherita di Monza in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi Ipovedenti di Como, che permetteranno agli utenti non vedenti ed ipovedenti di visitare in autonomia il percorso espositivo. I diversi pannelli saranno posizionati all'interno di ogni sala - divisi nelle diverse aree protostorica e romana - e contengono informazioni riassuntive sui materiali e gli oggetti esposti in modo che i visitatori possano, attraverso il tatto, entrare nel racconto della storia e poter quindi diventare parti integranti nel museo. Un piccolo importante passo che rappresenta però solo l'inizio di un percorso verso l'inclusione e l'autonomia: l'obiettivo, infatti, è quello di dotare nel prossimo futuro il Museo Archeologico "Paolo Giovio" di singoli pannelli informativi associati a tutte le opere che si possono toccare, in modo da ampliare ancora di più l'esperienza sensoriale per tutti coloro che non possono ammirare il museo attraverso la vista. «È una iniziativa molto bella - spiega il sindaco Mario Lucini - e non solo perché rende la nostra città sempre più accessibile a tutti, dando quindi a Como un valore aggiunto, ma anche perché queste schede sono il frutto di un lavoro di collaborazione tra diverse associazioni». I pannelli installati ieri sono infatti stati realizzati dalla sezione locali Uici assieme al Centro Italiano Femminile e Agorà, incontri culturali albatesi. «Ci permette di visitare il museo in autonomia - spiega Claudio La Corte, presidente Unione ciechi ed ipovedenti di Como - e tutto ciò che va in direzione dell'autonomia e dell'inclusione è positivo, lavoriamo da anni in questo senso; per noi infatti è fondamentale poter toccare e scoprire usando il tatto, le mani ci permettono di vedere, sostituiscono la vista».

Il Museo Giovio si aggiunge così alla Pinacoteca civica, dove le schede braille sono disponibili già dal 2012. «In Pinacoteca - spiega l'assessore Luigi Cavadini - è stata dotata di didascalie in braille tutta la zona medievale, e per questo dobbiamo ringraziare l'Uici che in questi anni ci ha insegnato molto». I nuovi pannelli sono stati inaugurati in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, l'appuntamento istituito nel 1977 per comunicare «l'importanza dei musei come luoghi di scambio e arricchimento culturale». (S. Fac.)

Torna all'indice

L'Eco di Bergamo del 23-05-2017

La fiaba del "Cavallo con gli stivali" in mostra ad Ancona

La storia degli alunni della primaria è diventata un libro tattile selezionata dal Museo per Arteinsieme.

ANCONA. È una fiaba particolare dove a indossare gli stivali non è un gatto, come in quella più celebre dello scrittore Charles Perrault, ma un cavallo.Il titolo è infatti «Il cavallo con gli stivali» e gli autori di questo racconto fantastico sono alcuni alunni della scuola primaria Edmondo De Amicis di Locate. La fiaba tradotta in un libro tattile con audio-libro allegato si è classificata tra i primi 8 libri speciali, selezionati da una commissione istituita dal Museo tattile statale Omero di Ancona, che parteciperanno alla mostra Biennale Arteinsime 2017 - inaugurazione e proclamazione del libro vincitore si terranno sabato - accanto alle opere del maestro Mimmo Paladino. «Il lavoro che ha portato alla realizzazione di questo speciale libro, che tocca i temi dell'amicizia e della diversità - spiega l'insegnante Maria Cristina Burdino - ha avuto come finalità quella di stimolare i ragazzi alla costruzione di una storia attraverso la multisensorialità». «Tutti i personaggi - sottolinea la docente - sono stati realizzati con materiali diversi per offrire una varietà di percezioni tattili: l'aggiunta di qualche profumo ha arricchito la percezione sensoriale del libro. In seguito è stato inciso l'audio mixando musiche, suoni e rumori». Per la traduzione del testo in braille ha collaborato gratuitamente la biblioteca dei ciechi di Bergamo. Il libro sarà esposto alla Biennale di Ancona fino al 9 luglio.

di Annamaria Franchina

Torna all'indice

NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

1) Comunicato n. 68, diramato in data 03-05-2017

Indagine sugli studi musicali

La Commissione Nazionale Studi Musicali vuole condurre un'indagine conoscitiva sulla realtà attuale rispetto agli studi musicali dei nostri soci; l'obiettivo della ricerca è quello di reperire il maggior numero di informazioni possibili, in particolare cognome, nome, età, recapito telefonico, e-mail di:

- insegnanti di musica ciechi o ipovedenti;

- ragazze o ragazzi di qualsiasi età che studiano musica presso scuole pubbliche o private, inclusi conservatori e accademie;

- ragazze o ragazzi che studiano privatamente.

Vi prego di inviare le notizie raccolte a: studimusicali@uiciechi.it in modo tale che la Commissione possa valutare la possibilità di offrire un valido aiuto. I dati personali acquisiti saranno trattati per finalità connesse esclusivamente allo svolgimento dell'indagine.

Confido sulla vostra preziosa collaborazione.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

Torna all'indice

2) Comunicato n. 72, diramato in data 09-05-2017

Bando di concorso di idee per la creazione del nuovo logo e Gonfalone dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus

Per rafforzare la sua visibilità ed affermare la sua identità e i suoi valori portanti, l'UICI indìce un Concorso di idee per la creazione del nuovo marchio/logotipo associativo e per la relativa declinazione sul Gonfalone istituzionale. Si riporta di seguito il bando.

Art. 1 - Finalità e oggetto del Concorso

L'Unione Italiana dei Ciechi, fondata a Genova il 26 ottobre 1920, eretta in ente morale con R.D. 29 luglio 1923, n. 1789, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), ha personalità giuridica di diritto privato per effetto del D.P.R. 23 dicembre 1978.

L'UICI è posta sotto la vigilanza del Ministero dell'Interno, esercita le funzioni di rappresentanza e di tutela degli interessi morali e materiali delle persone cieche e ipovedenti ad essa riconosciute con D.L.C.P.S. 26 settembre 1947, n. 1047 e confermate con D.P.R. 23 dicembre 1978.

Esplica la propria opera con apartiticità e aconfessionalità, ispirandosi ai principi della democrazia e della Costituzione della Repubblica Italiana e dell'Unione Europea e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Scopo dell'UICI è l'inclusione delle persone cieche e ipovedenti nella società.

Per rafforzare la sua visibilità ed affermare la sua identità e i suoi valori portanti, l'UICI indìce un Concorso di idee per la creazione del nuovo marchio/logotipo associativo e per la relativa declinazione sul Gonfalone istituzionale.

Il marchio dovrà evidenziare l'idea e i valori associativi primari secondo quanto riportato all'articolo 2 del Bando e dovrà essere utilizzabile, anche in dimensioni ridotte senza perdita di leggibilità ed efficacia comunicativa, su qualsiasi soluzione editoriale e promozionale di natura cartaceo e digitale fra i quali principalmente: Portale web, social media, locandine e manifesti, carta intestata, segnaletica stradale, vetrofanie e personalizzazione automezzi, pubblicazioni editoriali, audiovisive e multimediali, merchandising e gadget vari.

Art. 2 - Caratteristiche del marchio

Il marchio proposto deve sintetizzare la vision e la mission dell'UICI di seguito riportate:

vision: "Un mondo senza barriere che sappia rispettare, ascoltare, valorizzare e includere tutti i ciechi e gli ipovedenti";

mission: "UICI tutela e rappresenta tutti i ciechi e gli ipovedenti. Grazie agli interventi presso le istituzioni e alla rete delle proprie strutture sul territorio nazionale, offre e organizza servizi, consulenze e iniziative affinché a tutti siano riconosciuti pari diritti e opportunità e si realizzi la piena inclusione delle persone con disabilità visiva".

Il progettista può proporre, sia per la progettazione sia per l'applicazione del marchio/logotipo, qualsiasi soluzione, purché siano rispettati i seguenti criteri:

Il marchio, inoltre, deve contenere l'acronimo e/o il nome dell'Associazione riportato per esteso.

Il marchio, infine, deve avere le seguenti caratteristiche:

1. essere inedito, in quanto mai pubblicato in nessuna forma, né a mezzo stampa, né editoriale, multimediale, web, etc.;

2. essere distintivo, originale e sviluppato espressamente per il Concorso;

3. poter essere realizzato con qualsiasi stile grafico e tecnica, tenendo conto che il logo verrà utilizzato per le più svariate applicazioni (carta intestata, buste per lettera, manifesti, locandine, sito internet, materiale promozionale e pubblicitario, etc.);

4. essere riproducibile e flessibile, mantenendo la sua efficacia espressiva e comunicativa in qualsiasi dimensione (dal molto grande al molto piccolo) nella riproduzione in positivo e negativo, a colori e in bianco e nero, nell'uso verticale e orizzontale;

5. essere versatile e leggibile in più forme sui principali supporti di comunicazione e nei diversi prodotti di merchandising, tenendo conto dei diversi materiali e tecniche di stampa e riproduzione (per esempio come icona nei preferiti del browser, nelle locandine, nelle pubblicazioni, nei testi, nella carta intestata, nelle etichette, etc.);

6. essere efficace, semplice e non arricchito di troppi dettagli che ne potrebbero pregiudicare la risoluzione grafica e l'identificazione;

7. non infrangere o violare diritti di terzi, incluso, ma non solo, copyright, marchi, brevetti e qualsiasi altro titolo di proprietà intellettuale;

8. non contenere effigi o fotografie o elementi identificativi senza autorizzazione.

Art. 3 - Destinatari

Il Concorso è aperto a i tutti professionisti e le aziende singoli/e e/o associati/e che operano in materia di grafica pubblicitaria e comunicazione visiva.

Nel caso di partecipazione di un gruppo dovrà essere identificato un capo-gruppo quale referente.

Art. 4 - Declinazione su Gonfalone

Il Gonfalone è costituito da un drappo rettangolare di cm. 90 per cm. 180, su cui è effigiato il logo dell'UICI. Il colore del drappo deve riferirsi ad un colore presente nel logo e la progettazione del Gonfalone deve ispirarsi alle regole previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2011 in materia di onorificenze pontificie e araldica pubblica e semplificazione del linguaggio normativo.

Art. 5 - Modalità di partecipazione

I partecipanti devono presentare la propria proposta progettuale in 4 tavole, montate su supporto rigido, utilizzate da un solo lato. Le tavole devono essere così utilizzate:

- 1 tavola formato A3 sviluppo orizzontale per la proposizione del marchio stampato in quadricromia;

- 1 tavola formato A3 sviluppo orizzontale per la proposizione del marchio stampato in scala di grigio e in versione al negativo;

- 1 tavola formato A3 sviluppo orizzontale per la proposizione del marchio con prove di riduzione;

- 1 tavola formato A3 sviluppo verticale per la proposizione del Gonfalone stampato in quadricromia.

Le tavole devono essere accompagnate da una relazione sul percorso progettuale di massimo 5.000 battute spazi inclusi redatta in lingua italiana, da fornire anche su supporto digitale in formato ".doc" o ".rtf".

Ciascuna tavola dovrà essere fornita anche su supporto digitale nei quattro seguenti formati:

Il progetto può essere realizzato con qualsiasi tecnica o forma purché la soluzione proposta sia comunicata in modo chiaro e definito.

Tutti gli elaborati dovranno essere anonimi e non presentare alcun possibile segno di riconoscimento, pena l'esclusione. Su ogni elaborato deve essere apposto in modo univoco il titolo o il motto del progetto proposto che dovrà essere riportato anche su ciascuna pagina della relazione descrittiva, al fine di garantire l'anonimato e l'imparzialità di giudizio della Commissione esaminatrice.

Art. 6 - Termine per la presentazione delle proposte

La partecipazione al Concorso è in forma anonima ed in busta chiusa non trasparente, pena l'esclusione.

La proposta progettuale deve essere inserita, secondo le modalità specificate nel successivo articolo 6, in un plico anonimo da inviare a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o altro mezzo equivalente, oppure da consegnare a mano al seguente indirizzo: UNIONE ITALIANA DEI CHIECHI E DEGLI IPOVEDENTI ONLUS - via Borgognona, 38 00187 Roma.

In tutti i casi previsti per l'invio, la proposta dovrà pervenire entro e non oltre le ore 12 del 30 settembre 2017.

La consegna a mano potrà avvenire dall'apertura del presente Concorso fino a data di scadenza dalle ore 8.00 alle ore 14.00 il lunedì e il venerdì e dalle ore 8.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 17.30 il martedì, il mercoledì e il giovedì presso l'Ufficio Archivio dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus di via Borgognona, 38 00187 Roma.

Farà fede la data del timbro postale accettante o, in caso di consegna a mano, il timbro a data apposto a cura degli Uffici dell'UICI.

Il plico, pena l'esclusione, dovrà essere sigillato e firmato sui lembi e riportare obbligatoriamente la dicitura esterna "Concorso di idee per la realizzazione del marchio UICI".

Resta inteso che il recapito del plico rimane ad esclusivo rischio del mittente, ove, per qualsiasi motivo, lo stesso non giunga a destinazione in tempo utile.

Art. 7 - Contenuto del plico

Il plico, a pena di esclusione, dovrà contenere al proprio interno n. 2 buste chiuse, a loro volta firmate sui lembi, denominate rispettivamente:

Busta A - elaborato grafico

All'interno di tale busta, contraddistinta con la lettera A, dovranno essere inseriti:

- Le tavole con gli elaborati grafici.

- La relazione descrittiva sul percorso progettuale.

- il supporto informatico (cd, dvd o altro) con la versione digitale della relazione descrittiva e degli elaborati grafici, così come richiesti al precedente articolo 5.

Busta B - Documentazione amministrativa

All'interno di tale busta, contraddistinta con la lettera B, dovranno essere inseriti:

- l'allegato A al presente regolamento (domanda di partecipazione), debitamente firmato e compilato con i dati anagrafici dell'autore o del capo gruppo nel caso di gruppi di lavoro, con relativo elenco dei partecipanti al gruppo.

- l'allegato B al presente regolamento (liberatoria) debitamente firmato e compilato contenente la dichiarazione di accettazione delle norme del Concorso e di cessione dei diritti del marchio all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus.

- Documento di identità del singolo partecipante, del capogruppo (o del legale rappresentante in caso di società).

Art. 8 - Incompatibilità e condizioni di esclusione

Non possono partecipare al Concorso i figli dei componenti della giuria e i loro parenti e affini fino al secondo grado compreso.

Sono motivo d'esclusione alla partecipazione al Concorso:

Art. 9 - Procedura e criteri di valutazione

La procedura e la valutazione dei progetti saranno effettuate da un'apposita Commissione di esperti presieduta dal Presidente dell'UICI o suo delegato e formata da 7 componenti nominati dalla Direzione Nazionale e così individuati:

La commissione giudicatrice valuterà il contenuto delle buste in sedute riservate, redigendone apposito verbale.

Ad ogni elaborato saranno assegnati, a giudizio insindacabile della Commissione, da 0 a 100 punti.

Per la valutazione dei progetti saranno applicati i criteri e parametri seguenti:

a) qualità, pertinenza e coerenza dell'elaborato grafico al contenuto, alla vision, ai valori e alla missione UICI (max 25 punti)

b) originalità della proposta grafica, quale strumento di promozione e comunicazione simbolica dell'UICI (max 20 punti);

c) efficacia e funzionalità comunicativa della proposta presentata (max 20 punti);

d) grado di flessibilità, scalabilità e riproducibilità nelle diverse applicazioni (max 20 punti);

e) qualità della relazione illustrativa e delle motivazioni e scelte dell'idea progetto (max 10 punti)

f) riproducibilità del logo in forma tattile (max 5 punti).

In una prima fase saranno aperte le buste con le proposte con gli elaborati grafici e solo a scelta avvenuta saranno aperte le buste contenente la documentazione amministrativa e i nominativi dei partecipanti.

Le decisioni della Commissione giudicatrice saranno prese a maggioranza. I lavori della Commissione giudicatrice si concluderanno entro 30 giorni dal termine di consegna/arrivo degli elaborati.

Anche in presenza di un'unica proposta valida, la Commissione potrà procedere alla valutazione della proposta e alla eventuale attribuzione del premio.

Gli esiti del Concorso saranno resi noti mediante il sito web www.uiciechi.it e la proclamazione del vincitore sarà realizzata in un incontro pubblico dandone ampia diffusione a cittadini e media.

Art. 10 - Premio

Il premio del valore di € 2.000, sarà assegnato dall'UICI tramite bonifico bancario, mentre al o ai vincitori (nel caso di un lavoro di gruppo ) sarà rilasciata una pergamena celebrativa.

Anche le idee non premiate potranno essere esposte, pubblicate o utilizzate per la promozione del progetto e delle sue finalità, senza che nessuna pretesa possa essere avanzata dagli ideatori.

La Commissione si riserva la facoltà di non assegnare il premio qualora ritenga che la qualità degli elaborati non sia adeguata alle finalità che si intendono perseguire, senza che nulla sia dovuto ai partecipanti.

In caso di particolare validità delle proposte, invece, oltre al vincitore la Commissione si riserva di segnalare o menzionare, senza riconoscimento economico, le proposte ritenute più significative e meritevoli.

Art. 11 - Proprietà e diritti

L'eventuale marchio dei vincitori diventerà di esclusiva proprietà dell'UICI che acquisirà, con la corresponsione del premio, tutti i diritti di pubblicazione e uso per le proprie finalità, senza che l'autore o gli autori possano avanzare in futuro alcun genere di pretesa. Il marchio/logo creato da ciascun partecipante deve essere creato esclusivamente per questo Concorso. Presentando il marchio/logo, l'autore e/o i singoli componenti del gruppo partecipante accettano di non fare altri usi del logo medesimo.

Il progetto premiato rimane acquisito al patrimonio dell'Associazione - senza fini di lucro - UICI che ne acquisisce tutti i diritti esclusivi di utilizzazione economica e di riproduzione, registrazione, deposito, pubblicazione, senza limiti di spazio e di tempo, con ogni mezzo di riproduzione, anche oggi non noto, con la riserva all'autore dei diritti morali, come stabilito dalla Legge.

Qualora si rendesse necessario, l'idea elaborata dal vincitore potrà essere unilateralmente modificata, adattata e/o adeguata agli standard grafici professionali da parte dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus.

Art. 12 - Restituzione degli elaborati

Tutti gli elaborati presentati non saranno restituiti e resteranno nella disponibilità dell'UICI.

Art. 13 - Responsabilità e Accettazione

I progettisti si assumono ogni responsabilità in merito all'originalità dei propri progetti.

L'UICI non assume alcuna responsabilità riguardo ai progetti ad essa inoltrati. La partecipazione al Concorso implica l'accettazione incondizionata di tutte le norme contenute nel presente Bando. Per tutto quanto non previsto nel presente Bando si rinvia alle leggi e ai regolamenti vigenti in materia.

Gli organizzatori non possono essere ritenuti responsabili dell'annullamento, del rinvio o del cambiamento per circostanze impreviste, né di eventuali furti, perdite, ritardi o danni durante il trasporto dei progetti.

L'UICI non si assume inoltre responsabilità per la dispersione dei plichi o di comunicazioni dipendente da inesatta indicazione del recapito da parte del concorrente oppure da mancata o tardiva

comunicazione del cambio dell'indirizzo indicato nei dati anagrafici, né per eventuali disguidi postali o comunque imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o forza maggiore.

Le spese postali e tutte le altre spese extra sono a carico dei partecipanti.

Art. 14 - Informativa trattamento dati personali

I dati personali dei soggetti partecipanti al Concorso di idee acquisiti dall'UICI saranno trattati, con o senza l'ausilio di mezzi elettronici, limitatamente alle finalità connesse al presente Bando, ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003. Titolare del trattamento è il Segretario Generale in carica al momento della pubblicazione del Bando.

Art. 15 - Documentazione e Informazione

Il presente regolamento di Bando ed i relativi allegati possono essere consultati o scaricati sul sito www.uiciechi.it

Sono allegati al presente Bando, quale parti integranti e sostanziali:

- Allegato A - Modulo di domanda di partecipazione

- Allegato B - LIBERATORIA - Modulo per la regolamentazione dei diritti di autore

Il presente avviso non vincola in alcun modo l'UICI, che si riserva la facoltà di procedere all'annullamento del Concorso in qualsiasi momento, previa restituzione degli elaborati pervenuti.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l'UICI al seguente indirizzo e-mail ustampa@uiciechi.it o al numero 06/69988376-421.

Il presente comunicato, con gli allegati moduli di partecipazione, può essere scaricato tramite il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2017/05/72.doc

Torna all'indice

3) Comunicato n. 75, diramato in data 22-'5-2017

Inclusione scolastica. Decreto legislativo n. 66 del 13 aprile 2017 ed ulteriori provvedimenti attuativi della legge 13 luglio 2015, n. 107, detta "La buona scuola"

Sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2017 - Supplemento ordinario n. 23 - i decreti legislativi del 13 aprile 2017, nn. 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65 e 66, adottati a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, della legge del 13 luglio 2015, n. 107, di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, detta "La buona scuola", denominata di seguito: 107

In vigore dal prossimo 31 maggio, i citati decreti provvedono al riordino e alla semplificazione delle disposizioni vigenti in materia di:

- Formazione e accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria (d.lgs. n. 59)

- Promozione della cultura umanistica (d.lgs. n. 60)

- Istruzione professionale (d.lgs. n. 61)

- Valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato (d.lgs. n. 62)

- Diritto allo studio (d.lgs. n. 63)

- Scuole italiane all'estero (d.lgs. n. 64)

- Educazione ed istruzione dalla nascita ai sei anni (d.lgs. n. 65)

- Inclusione scolastica degli studenti con disabilità (d.lgs. n. 66).

In linea con i principi generali della produzione normativa ed in conformità con la delega legislativa conferita, gli otto provvedimenti sono organicamente coordinati alla 107.

In alcuni casi, le nuove disposizioni rinviano a norme future, amministrative o regolamentari, da emanare di concerto o previa intesa. In altri casi, pospongono la decorrenza delle misure previste di uno o più anni.

È, inoltre, prevista la possibilità che il Governo adotti disposizioni integrative e correttive degli otto decreti legislativi, entro due anni dalla loro entrata in vigore (legge 107/2015, art. 1, comma 184).

L'effetto combinato delle diverse disposizioni sul sistema educativo di istruzione e formazione è, ad ogni modo, ampio e profondo.

Non sorprende, perciò, che la 107 e la legislazione delegata, che essa ha autorizzato, siano state e siano tuttora oggetto di commento politico, sindacale, sociale ed accademico.

Giudizi di valore sono stati espressi anche dai dirigenti nazionali della nostra Unione e degli Enti collegati alla nostra Unione; i diversi interventi sono reperibili in giornale.uici.it.

I testi della 107 e delle relative leggi delegate sono liberamente consultabili in rete.

Per utilità, alleghiamo il testo del provvedimento di nostro più stretto interesse, il d.lgs. 13 aprile 2017, n. 66, "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'art. 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge n. 107 del 2015".

Il file .zip contenente il comunicato in oggetto ed il relativo allegato può essere scaricato tramite l'url di seguito riportato:

https://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2017/05/comunicato%2075.zip

Torna all'indice

4) Comunicato n. 77, diramato in data 26-05-2017

XX Edizione Passeggiata in Tandem per non vedenti Ascoli - Grottammare 18 Giugno 2017.

Riceviamo e diffondiamo

Anche quest'anno la Sezione UICI di Ascoli Piceno organizza, per il giorno 18 giugno c.a., l'annuale Passeggiata in Tandem Ascoli Grottammare. Siamo giunti alla XX edizione di una manifestazione che si è venuta radicando nella consuetudine di questo territorio e delle sue istituzioni, tanto che i cittadini e gli operatori dell'informazione accolgono con partecipazione l'evento ogni anno e così i comuni compresi nel percorso, le loro polizie municipali, la polizia Stradale, gli organi d'informazione e l'Amministrazione Provinciale di Ascoli Piceno. Anche il Consiglio Regionale UICI delle Marche aderisce con un contributo economico a sostegno della manifestazione, la quale si avvale altresì del supporto tecnico del Centro Sportivo Italiano e della presenza della Croce Azzurra di Montalto Marche.

La passeggiata, non competitiva, si compone di circa 35/40 equipaggi, si svolge su un percorso di 45 chilometri; la partenza avverrà, alla presenza delle autorità, per le ore 9.30 dalla nuova sede dell'Unione Ciechi in via Copernico n. 8 e l'arrivo è previsto per le 13.00 al piazzale Kursaal di Grottammare.

Il percorso si snoderà lungo la statale Salaria, attraversando i comuni della Vallata del Tronto e proseguirà quindi sul lungomare di San Benedetto del Tronto e Grottammare.

La premiazione dei partecipanti precederà il pranzo che si svolgerà presso il Ristorante Valle Verde sito in Contrada San Salvatore di Ripatransone Strada Provinciale Valtesino (AP).

I tandem saranno forniti dall'organizzazione ai partecipanti provenienti dalle Marche, fino ad un numero di 10 equipaggi ed in base all'ordine di prenotazione.

Ai partecipanti provenienti da fuori regione, la sezione UICI darà il supporto per la prenotazione del pernottamento di sabato 17 giugno; il costo del pernottamento è a carico dei partecipanti, il costo per l'iscrizione è di € 50,00 per ogni equipaggio (€ 25,00 a persona) comprensivo anche della quota assicurativa e del pranzo.

Le prenotazioni per la passeggiata in Tandem (scheda in allegato) dovranno pervenire via fax 0736-1993013 alla Sezione Provinciale dell'U.I.C.I. di Ascoli Piceno oppure per e-mail uicap@uiciechi.it entro e non oltre le ore 13.00 di lunedì 12 giugno 2017.

Per i partecipanti provenienti dalla stazione ferroviaria di Ascoli Piceno, l'organizzazione provvederà al trasporto fino al luogo della partenza.

Per info e prenotazioni contattare la sezione al numero 0736 250133.

PROGRAMMA MANIFESTAZIONE

Domenica 18 giugno 2017

- Ore 9.00 Ritrovo presso sede UICI in via Copernico 8 Ascoli Piceno ed accreditamento

- Ore 9.45 Partenza carovana

- Ore 13.00 Arrivo presso Piazzale Kursaal di Grottammare e premiazione

- Ore 14.00 Pranzo

Percorso:

- Ore 9.45 Partenza dalla sede UICI in via Copernico 8 Ascoli Piceno

- Ore 10.00 Percorso via Salaria

- Ore 10.25 Castel di Lama

- Ore 10.35 Colli del Tronto - Sosta di 30 minuti

- Ore 11.10 Pagliare del Tronto

- Ore 11.40 Stella di Monsampolo

- Ore 11.50 Centobuchi

- Ore 12.10 Porto D'Ascoli

- Ore 12.25 Rotonda di Porto D'Ascoli - Via Mare

- Ore 12.40 San Benedetto del Tronto - Lungomare

- Ore 13.00 Grottammare Lungomare - Arrivo al Piazzale Kursaal.

Il Presidente Provinciale U.I.C.I.

Cristiano Vittori

Il file .doc contenente il presente comunicato e l'allegata scheda di adesione è scaricabile al seguente url:

https://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2017/05/77.doc

Torna all'indice

5) Comunicato n. 81, diramato in data 31-052017

Pacchetto vacanze nel Salento

Riceviamo e diffondiamo

Il Centro Italiano Tiflotecnico in collaborazione con l'Istituto per i Ciechi "Anna Antonacci" e con la sede provinciale di Lecce dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti propone un pacchetto vacanza per i disabili visivi, i loro parenti e amici, nel meraviglioso Salento.

Il fascino del Barocco leccese, la bellezza della provincia con Otranto, Santa Maria di Leuca, Gallipoli, Torre Chianca e tante altre meravigliose cittadine, oltre alle lunghissime spiagge che caratterizzano la costa salentina nei due versanti faranno da splendida cornice alle vostre vacanze.

Inoltre, il divertimento è assicurato dalle numerosissime "sagre paesane", dove, di sera, si potranno gustare i piatti della tipica cucina salentina, dalle feste patronali con i caratteristici spettacoli bandistici e le coloratissime luminarie, il tutto al ritmo della coinvolgente pizzica.

Il soggiorno, che si svolgerà presso la Casa per ferie dell'Istituto Antonacci, prevede due formule.

1) Formula Weekend (2 notti)

I prezzi si intendono per camera e sono comprensivi di prima colazione e visita della città, accompagnati da guida turistica esperta:

Soggiorno in camera singola: € 140,00

Soggiorno in camera doppia: € 200,00

Soggiorno in camera tripla: € 210,00

Soggiorno in camera quadrupla: €230,00.

Le persone non vedenti che viaggiano da sole, possono far richiesta di un accompagnatore al momento della prenotazione. Il servizio avrà un costo aggiuntivo.

2) Formula settimanale (6 notti)

I prezzi si intendono per camera e sono comprensivi di prima colazione e visita della città, accompagnati da guida turistica esperta:

Soggiorno in camera singola: € 250,00

Soggiorno in camera doppia: € 350,00

Soggiorno in camera tripla: € 400,00 nei mesi di settembre e ottobre; € 450,00 per giugno, luglio e agosto

Soggiorno in camera quadrupla: € 450,00 nei mesi di settembre e ottobre; € 500,00 per giugno, luglio e agosto

Per il pranzo e la cena, il CIT ha stipulato delle favorevoli convenzioni con diversi ristoranti di cucina tipica salentina.

Le escursioni fuori città e per raggiungere gli stabilimenti balneari si possono concordare anticipatamente oppure prenotare in loco. Si potrà, in ogni caso, scegliere tra:

- Wine tour in una cantina salentina

- Visita della grotta della Zinzulusa, tour in barca delle grotte di Castro e visita della città

- Visita della città di Otranto

- Visita di una masseria tipica salentina comprensiva di pranzo, tour mirati e laboratori;

- Visita del parco delle Cesine e/o Rauccio

- Visita del centro storico di Melpignano

- Visita della basilica di Santa Maria di Finibus Terrae e della città di Leuca

Sarà inoltre possibile, su richiesta e previa prenotazione visitare i seguenti Musei accessibili:

- Museo della Ceramica di Cutrofiano

- Museo del Negroamaro, Guagnano

- Museum Vito Mele a Leuca

- Casa-museo della Civiltà Contadina e della Cultura Grika, Calimera

- Museo della Radio di Tuglie

- Museo Civico P. Cavoti di Galatina

- Museo Storico-Archeologico dell'Università del Salento di Lecce

- MUST Museo Storico della Città di Lecce (collezione C. Carlucci)

- Museo Borgo Terra, Muro Leccese

Torna all'indice

6) Comunicato n. 82, diramato in data 31-05-2017

Ventunesima edizione del concorso "Beretta-Pistoresi"

È indetto il concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", giunto, quest'anno, alla ventunesima edizione.

La selezione è riservata ai Soci della nostra Unione che si siano diplomati o laureati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2016 e che, a tale data, non abbiano compiuto i quaranta anni di età.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato al 31 luglio 2017.

_________________________________________________________________________________

BANDO DI CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE

DELLE BORSE DI STUDIO "BERETTA PISTORESI"

Art. 1. Natura del concorso

Nel rispetto della volontà delle donatrici, Lidia Teresa Beretta ed Elena Pistoresi, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mette a concorso delle borse di studio annuali per i Soci, di età inferiore ai quaranta anni, che abbiano concluso con merito gli studi secondari superiori, gli studi musicali o gli studi universitari, nell'anno solare precedente quello di indizione della gara.

Art. 2. Requisiti di ammissione

Alla corrente edizione del concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", possono partecipare i Soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che alla data del 31 dicembre 2016 non abbiano compiuto i quaranta anni di età e che, nell'anno solare 2016, abbiano conseguito uno dei titoli di seguito elencati:

a) laurea magistrale, laurea specialistica o diploma di laurea conseguito ai sensi della normativa previgente al d.m. 3 novembre 1999, n. 509;

b) laurea;

c) diploma di conservatorio musicale;

d) diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 3. Borse di studio

Le borse di studio sono costituite in denaro, hanno differente importo, in relazione al titolo conseguito, ed ammontano a:

- 2.500,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di laurea magistrale, laurea specialistica o diploma di laurea conseguito ai sensi della normativa previgente al d.m. 3 novembre 1999, n. 509.

- 1.500,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di laurea.

- 1.500,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di diploma di conservatorio musicale.

- 1.500,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 4. Presentazione delle domande di partecipazione

Le domande di partecipazione devono essere inoltrate, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata, o consegnate a mano, entro il 31 luglio 2017, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma

archivio@uiciechi.it o archivio@pec.uiciechi.eu.

Nella domanda di partecipazione, i concorrenti devono indicare la categoria di concorso alla quale intendono partecipare e dichiarare, sotto la propria responsabilità, ai sensi dell'art. 46 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445:

- cognome e nome

- luogo e data di nascita

- residenza

- iscrizione all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con indicazione della Sezione Provinciale di appartenenza

- titolo di studio, con indicazione dell'anno di conseguimento, del voto di laurea o di diploma e dell'istituzione rilasciante

- votazioni agli esami previsti dal piano di studi universitario, se in possesso di laurea magistrale, laurea specialistica, diploma di laurea o laurea

- votazioni agli esami intermedi, se in possesso di diploma di conservatorio

- votazioni al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

I concorrenti devono, altresì, indicare un recapito telefonico e l'indirizzo di posta ordinaria o di posta digitale al quale desiderano vengano inviate le comunicazioni relative al concorso.

La firma in calce alla domanda non è soggetta ad autenticazione.

Le domande pervenute oltre il termine o incomplete si intendono escluse dal concorso.

Art. 5. Commissione esaminatrice

La Commissione esaminatrice è costituita dal Presidente Nazionale dell'Unione, o da un suo delegato, e da due componenti, nominati dalla Direzione Nazionale della stessa Unione.

Sulla base dei punteggi di laurea o di diploma, e, in caso di parità, sulla base della media delle votazioni riportate nelle prove di esame, universitarie o di conservatorio, o al primo quadrimestre dell'ultimo anno di istruzione secondaria superiore, la Commissione forma quattro graduatorie di merito, una per ciascuna categoria di concorso, graduatorie che trasmette alla Direzione Nazionale dell'Unione.

Art. 6. Proclamazione dei vincitori

Con propria deliberazione, la Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti approva le graduatorie di merito e proclama vincitori delle borse di studio, messe a concorso con il presente bando, il primo classificato in ciascuna graduatoria.

Gli esiti del concorso sono comunicati ai concorrenti, all'indirizzo di posta ordinaria o di posta digitale da essi indicato.

I vincitori delle borse di studio sono tenuti a comprovare la regolarità delle dichiarazioni rese nelle domande di partecipazione.

A tale scopo, essi devono far pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma

archivio@uiciechi.it o archivio@pec.uiciechi.eu,

entro 30 giorni dalla comunicazione dei risultati concorsuali, certificazione, originale o in copia autenticata, attestante:

- il titolo di studio

- il voto di laurea o di diploma

- le votazioni riportate alle prove di esame intermedie, se vincitori delle borse di studio riservate ai laureati di primo e secondo livello e ai diplomati presso i conservatori di musica; oppure, le votazioni riportate al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se vincitori della borsa di studio riservata ai diplomati presso istituti di istruzione secondaria superiore.

Il vincitore, che non produca la certificazione richiesta o le cui dichiarazioni risultino, in tutto o in parte, non veritiere, decade dal beneficio.

In tal caso, la Direzione Nazionale dell'Unione procede alla proclamazione di altro vincitore, secondo l'ordine della graduatoria di merito.

Gli esiti del concorso sono resi pubblici, mediante la stampa periodica e il sito web dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la pagina 790 di Televideo Rai.

Art. 7. Responsabilità

La partecipazione al concorso implica l'accettazione senza riserve, da parte dei concorrenti, del presente bando.

Spetta esclusivamente alla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti il giudizio finale sui casi controversi e su quanto non espressamente previsto.

Art. 8. Trattamento dei dati personali

Tutte le informazioni raccolte nell'ambito del presente concorso saranno tutelate ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, "Codice in materia di protezione dei dati personali".

Torna all'indice

7) Giornale UICI del 29-05-2017

Lotteria Nazionale Louis Braille

di Mario Barbuto

Un contributo alla formazione professionale e all'occupazione di ciechi e ipovedenti

Il lavoro, nella Storia ormai secolare dei ciechi, soprattutto in Italia, ha rappresentato da sempre il veicolo di riscatto personale e di emancipazione civile dal bisogno, dalla dipendenza e dalla carità altrui.

Aurelio Nicolodi, Padre fondatore dell'Unione Italiana Ciechi, ne intuì per primo l'enorme valore sotto il profilo umano oltre che economico, proprio perché il Lavoro libera dal bisogno , ma soprattutto restituisce alle persone con disabilità quella dignità di cittadini e di appartenenti a un consesso civile, perduta finché la società continua a considerarle come un peso più o meno molesto; come soggetti da trattare tutt'al più con quel senso di pelosa compassione, spesso addirittura peggiore della più fredda indifferenza.

Paolo Bentivoglio, un altro Grande della Storia dell'Unione, definiva il Lavoro come "luce che ritorna", quasi a volerne sottolineare l'importanza come se fosse il recupero stesso di un frammento della vista perduta.

Poiché le fabbriche non erano in condizione di accogliere i lavoratori ciechi, negli anni '30 del secolo scorso, Nicolodi promosse e realizzò fabbriche speciali, poste sotto la Direzione dell'Ente Nazionale di Lavoro per Ciechi e sotto l'influenza dell'Unione, in modo da offrire un lavoro a centinaia e centinaia di persone prive della vista e addirittura aprire le porte a una sorta di integrazione sociale, assumendo anche innumerevoli lavoratori "normodotati" che poterono così svolgere le proprie mansioni fianco a fianco con colleghi e compagni non vedenti.

Negli anni '50, esauritasi la stagione delle fabbriche speciali, l'Unione conquistò le prime leggi di protezione dei lavoratori ciechi che consentirono e permettono ancor oggi un collocamento mirato e obbligatorio presso moltissime aziende private e numerosi uffici pubblici, prima come centralinisti telefonici, subito dopo come massofisioterapisti, insegnanti, programmatori, avvocati e perfino liberi professionisti di ogni genere.

Per l'Unione e per ciascuno di noi personalmente, l'esercizio concreto del Diritto al Lavoro che diviene realmente effettivo solo con l'apertura delle porte di un'azienda, un pubblico ufficio, uno studio professionale, è sempre stato l'obiettivo della vita, il traguardo di un cammino di riscatto e di emancipazione reso spesso più complicato e faticoso a causa della mancanza della vista che tutto complica e tutto ingarbuglia.

Al giorno d'oggi, il Lavoro rimane ancora per noi quell'obiettivo imprescindibile per il quale spendersi e impegnarsi con ogni energia, proprio perché l'evoluzione vorticosa dell'organizzazione sociale e produttiva modifica continuamente il profilo professionale del lavoratore tipico e rende sempre meno agevole il nostro adattamento funzionale a quanto richiesto dal mercato del lavoro.

L'introduzione di tecnologie sempre più sofisticate e quasi mai accessibili senza l'uso della vista; la destrutturazione e la delocalizzazione di tantissime aziende del tessuto produttivo italiano; i cambiamenti in atto nella amministrazione pubblica, rendono il collocamento di un lavoratore cieco o ipovedente molto difficile da realizzare a causa dei numerosi ostacoli burocratici e tecnici che spesso si sommano ai pregiudizi dai quali la nostra società non è stata ancora in grado di affrancarsi in maniera totale e convincente.

Non abbiamo dovuto registrare, fortunatamente, una espulsione consistente dei lavoratori ciechi dai luoghi di lavoro, come purtroppo hanno sofferto molte altre categorie, ma dobbiamo tuttavia fronteggiare e superare difficoltà sempre crescenti nella individuazione di nuove opportunità di collocamento e resistenze sempre più accentuate da parte di un mercato della manodopera che pretende, fin troppo, flessibilità, disponibilità, adattamento, rinuncia a ogni tutela di carattere individuale, sociale e sindacale.

Dinanzi a noi, pertanto, un futuro di crescente incertezza e di preponderante difficoltà nel trovare nuove opportunità lavorative per i ciechi e gli ipovedenti, nonostante il grande progresso tecnico e le maggiori disponibilità di tecnologie assistive, anche a prezzi molto contenuti e a condizioni vantaggiose.

Il centralinista, il massofisioterapista, l'insegnante, nelle accezioni classiche, non offrono più un futuro certo di lavoro e di emancipazione per i ciechi e gli ipovedenti, inducendo dunque in noi tutti una riflessione profonda sulle nuove vie da percorrere e sui nuovi traguardi da perseguire per continuare a dare alle persone prive della vista una prospettiva occupazionale concreta che garantisca loro la libertà dal bisogno economico e la dignità di sentirsi cittadini tra i cittadini.

Sono molte le iniziative in atto sia sul piano legislativo che su quello formativo e organizzativo, tramite le quali la nostra Unione tenta di offrire nuove prospettive occupazionali alle migliaia di ciechi e ipovedenti che attendono ai margini del mercato del lavoro e che rischiano di esserne espulsi definitivamente, con conseguenze umane e sociali dagli effetti negativi inimmaginabili.

A sostegno di tali azioni e con l'intento di promuoverne di nuove e più efficaci, abbiamo pertanto deciso di destinare gli introiti derivanti dalla lotteria nazionale Louis Braille alle azioni positive di promozione della formazione professionale e del collocamento dei ciechi e degli ipovedenti in un mercato del lavoro particolarmente ostile, tanto da rappresentare forse oggi la sfida più grande, l'incognita più difficile, il traguardo più significativo di sempre.

La lotteria Louis Braille, oggi alla sua terza edizione, costituisce per noi una operazione di fundraising molto preziosa non solo per il rendimento finanziario che consegue, ma anche e soprattutto perché offre nuove e stimolanti occasioni di dialogo con la cittadinanza su tutto il territorio italiano circa le problematiche più scottanti che riguardano i ciechi e gli ipovedenti.

Nei due anni precedenti l'Unione ha profuso nella distribuzione dei biglietti un impegno enorme, assicurandone praticamente da sola la buona riuscita, con risultati più cheaccettabili.

Ci auguriamo che le altre parti in causa nella filiera della distribuzione dei biglietti come i Monopòli di Stato, la Federazione Italiana Tabaccai e la società distributrice Lottomatica, vogliano offrirci quel "di più" di supporto che consenta una maggiore e più capillare diffusione dei biglietti e del messaggio di enorme valore sociale che essi recano:

"lo sviluppo di iniziative e di azioni virtuose di promozione di una adeguata formazione professionale e di individuazione di tutte le opportunità lavorative oggi a disposizione per le persone non vedenti e ipovedenti".

Alla cittadinanza l'appello a sostenerci nelle nostre quotidiane battaglie, come ha sempre dimostrato di fare fino a oggi.

Alle altre componenti in causa, l'appello a un impegno totale e convinto, a sostegno di un grande obiettivo di civiltà, ma anche nel rispetto dei termini sostanziali delle concessioni e delle licenze ricevute dallo Stato.

Ai nostri soci e dirigenti, la raccomandazione, la preghiera di voler dispiegare tutte le proprie capacità organizzative, comunicative e di dialogo, per promuovere e favorire la massima distribuzione dei biglietti di questa lotteria nazionale, per dare corpo sempre di più alle battaglie dell'Unione e per sentirsi partecipi di una conquista collettiva di civiltà quale la garanzia del Diritto al lavoro.

Mario Barbuto - Presidente Nazionale

Torna all'indice

8) Giornale UICI del 31-05-2017

Pordenone - Nuova edizione braille di "Giochi e rompicapo"

La Biblioteca del libro parlato "Marcello Mecchia" dell'U.I.C.I. Onlus Pordenone ricorda che ha predisposto, per l'estate, una nuova edizione braille di "Giochi e rompicapo", passatempi enigmistici per tutti i gusti: cruciverba, anagrammi, sudoku, giochi matematici e altro ancora. La pubblicazione è disponibile su ordinazione con un rimborso spese di 10,00 Euro. Per il pagamento si potrà utilizzare il bollettino precompilato.

Per prenotazioni: uicpn@uiciechi.it; tel. 0434-21941.

Torna all'indice

Sede centrale: comunicati diramati nel mese di maggio

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

- 68 Indagine sugli studi musicali

- 69 "Contratto per l'affidamento del servizio assicurativo a favore dei volontari in servizio civile"

- 70 Rubrica di SlashRadio "Dialogo con la Direzione" mercoledi' 10 maggio 2017 ore 16,30

- 71 Blind Vision - Mostra presso l'Istituto Colosimo di Napoli

- 72 Bando di concorso di idee per la creazione del nuovo logo e Gonfalone dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus

- 73 Servizio Civile Volontario. Documentazione delle spese sostenute per lo svolgimento della formazione generale. Avviso USCN del 9 maggio 2017

- 74 Pubblicazione delle graduatorie definitive dei progetti di Servizio Civile Nazionale presentati entro il 21 ottobre 2016

- 75 Inclusione scolastica. Decreto legislativo n. 66 del 13 aprile 2017 ed ulteriori provvedimenti attuativi della legge 13 luglio 2015, n. 107, detta "La buona scuola"

- 76 Rubrica di SlashRadio "Chiedi al presidente"

- 77 XX Edizione Passeggiata in Tandem per non vedenti Ascoli - Grottammare 18 Giugno 2017

- 78 Servizio Civile Volontario. - Bando per la selezione di 26.304 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all'estero

- 79 Bandi ordinari per la selezione di 47.529 volontari

- 80 Servizio Civile Volontario. A) FORMAZIONE GENERALE dei volontari avviati il 13 marzo 2017; B) MONITORAGGIO DELL'ATTIVITÀ FORMATIVA; C) DICHIARAZIONE RELATIVA ALLE SPESE SOSTENUTE

- 81 Pacchetto vacanze nel Salento

- 82 Ventunesima edizione del concorso "Beretta-Pistoresi"

Torna all'indice

Notizie dagli enti collegati

Comunicato IRIFOR Centrale n. 19, diramato in data 17-05-2017

Attività formative anno 2017 - Corso di formazione: "La comunicazione empatica: tecniche di comunicazione utili per operare nel campo della disabilità visiva"

L'I.Ri.Fo.R Centrale, realizzerà un corso di formazione gratuito dal titolo "La comunicazione empatica: tecniche di comunicazione utili per operare nel campo della disabilità visiva."

Il corso è previsto dalla relazione programmatica dell'Irifor per il 2017, approvata dal Consiglio di amministrazione Nazionale del 24 Novembre 2016 con deliberazione n.41.

L'iniziativa, rivolta a coloro che lavorano con i disabili visivi, ma aperta a tutti, prevede un gruppo di minimo 5 partecipanti e massimo di 15 partecipanti, sarà svolta nella giornata del 20 Giugno 2017 per una durata complessiva di 8 ore e sarà condotta dalla psicologa/psicoterapeuta dell'Istituto, dott.ssa Maura Paladino.

Il corso è riconosciuto tra le attività di aggiornamento previste per gli iscritti agli albi del nostro Istituto.

Ai partecipanti che avranno frequentato almeno l'80% del monte orario previsto, sarà rilasciato attestato di frequenza da utilizzarsi ai sensi della normativa vigente.

Struttura del Corso

Le attività didattiche si svolgeranno nella giornata del 20 Giugno 2017 con orario

9.00-13.00 e 14-18 nella sede dell'Istituto sita in Roma - Via Borgognona 38, terzo piano.

Il corso prevede l'apprendimento di tecniche specifiche per instaurare relazioni non conflittuali con gli utenti e i colleghi con cui si lavora, che si riveleranno utili anche in tutte le relazioni interpersonali.

Domande di partecipazione

Le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 14 Giugno 2017, utilizzando l'apposito modulo di iscrizione. L'indirizzo per l'invio delle iscrizioni è il seguente: archivio@irifor.eu

Note organizzative

Per ogni informazione è e per richiedere il predetto modulo è possibile contattare l'ufficio di segreteria dell'Istituto al numero telefonico 06/69988600 oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo segreteria.paladino@irifor.eu.

Torna all'indice

Giornale UICI del 02-05-2017

Primo Maggio Portella delle Ginestre. Lavoro - Diritti - Dignità

di Mario Barbuto

Intervento del Presidente Mario Barbuto alla manifestazione nazionale delle confederazioni sindacali CGIL CISL-UIL

L'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha l'onore, la gioia e l'orgoglio di portare nel cuore delle celebrazioni nazionali del Primo Maggio le speranze, le aspettative e la voce dell'intero mondo delle persone con disabilità, in un anno nel quale si commemora anche il 70° anniversario dell'orrenda strage consumata dalla mafia e dagli agrari su questa terra e tra queste pietre.

Una voce, quella delle persone con disabilità, la quale chiede Lavoro, Diritti, dignità.

Quel Lavoro che dovrebbe rappresentare una grande occasione di riscatto personale da offrire in modo particolare proprio a quei milioni di persone che partono da posizioni svantaggiate a causa della condizione di disabilità, la quale tuttavia quasi mai costituisce un vero ostacolo allo svolgimento di una mansione professionale adeguata.

Quei Diritti troppo spesso negati e inascoltati, nonostante le leggi e a dispetto delle leggi, a conferma della riprovevole abitudine tutta italiana di lasciare spesso inattuato nella pratica quanto sancito in teoria dalle norme.

Quella dignità che è alla base di qualsiasi vivere civile e che dovrebbe dare a tutti l'opportunità di sentirsi uguali tra gli uguali e di vivere cittadini tra i cittadini, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, sociali e personali.

È tempo di comprendere, finalmente, che le condizioni di disabilità, il più delle volte, rappresentano una Risorsa, non un handicap; purché vengano offerte quelle reti di protezione e di supporto che fanno del nostro contesto sociale un luogo degno di essere vissuto.

È tempo di agire a fondo a livello delle autorità di Governo, del Parlamento e delle istituzioni tutte, per restituire Diritti, Lavoro e Dignità alle persone con disabilità, così come previsto dalla Costituzione Italiana in materia di uguaglianza e di pari opportunità.

È ormai tempo che le grandi organizzazioni del mondo del lavoro e le federazioni rappresentative della disabilità diano finalmente corso alla costruzione di quel vasto fronte unitario della solidarietà sociale, per offrire a tutti una opportunità vera, per promuovere nuovi e più avanzati traguardi di civiltà e di benessere.

Torna all'indice

Superando.it del 16-05-2017

Un'Europa forte e unita, che tuteli i diritti umani delle persone con disabilità

MADRID. «Vogliamo un'Europa forte e unita, dove siano tutelati i diritti umani delle persone con disabilità e dove queste ultime siano incluse nella società, senza discriminazioni, oltreché protette da quelle misure economiche di austerità che le rendono più povere e in situazione di inferiorità. Tutte le persone con disabilità, inoltre, e le organizzazioni che le rappresentano nei vari Paesi dell'Unione Europea , devono essere coinvolte attivamente nelle varie decisioni, secondo il motto internazionale Nulla su di Noi senza di Noi e secondo i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall'Unione alla fine del 2010»: lo ha dichiarato Yannis Vardakastanis a Madrid, nel corso dell'Assemblea Generale Annuale dell'EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità che ne ha segnato la riconferma alla Presidenza.

Quello spagnolo è stato un evento particolarmente importante, in quanto ha coinciso con il ventennale dalla fondazione dell'organizzazione-ombrello che rappresenta 80 milioni di persone con disabilità del Vecchio Continente.

Due importanti Risoluzioni sono state approvate a Madrid, la prima delle quali riguardante la Legge Europea sull'Accessibilità (European Accessibility Act), proposta alla fine del 2015 dalla Commissione Europea, che l'EDF ha chiesto sia «forte, ambiziosa e significativa per il rispetto dei diritti dei milioni di persone con disabilità d'Europa».

L'altra Risoluzione concerne invece il Trattato di Marrakech del 2013 sulla circolazione e la diffusione di libri, periodici e altri materiali di lettura accessibili, del quale si è chiesta la piena implementazione in tutti i Paesi dell'Unione Europea, tramite uno specifico piano d'azione.

Vardakastanis, come detto, è stato confermato alla Presidenza del Forum, che ha anche provveduto a rinnovare il proprio Comitato Esecutivo (Executive Committee) e il Consiglio Direttivo (Board of Directors). Tra gli undici membri del primo organismo vi sono i nostri connazionali Rodolfo Cattani e Humberto Insolera, tra i trentuno del secondo, invece, oltre agli stessi Cattani e Insolera, vi sono anche Giampiero Griffo e Donata Vivanti. (S.B.)

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sull'Assemblea Generale Annuale dell'European Disability Forum di Madrid sono disponibili nel sito dello stesso, alla pagina specificamente dedicata all'evento.

Torna all'indice

Superando.it del 18-05-2017

Quel che va e quel che non va nel Decreto sull'inclusione

Ci sono effettivamente alcuni interessanti elementi di cambiamento, secondo la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), nel Decreto sull'inclusione degli alunni con disabilità, pubblicato in questi giorni in Gazzetta Ufficiale. E tuttavia permane anche una serie di aspetti che continuano a suscitare molte perplessità nella Federazione, non ultimo il fatto che si continuerà ad alimentare la delega del progetto inclusivo ai soli docenti per il sostegno, «un fronte - sottolinea il presidente della FISH Falabella - sul quale sin d'ora annunciamo un rinnovato impegno».

ROMA. «Per la nostra Federazione è stato un percorso molto sofferto e di intensi confronti fino all'ultimo, per tentare di fare apportare tutti i possibili miglioramenti, ma anche per frenare derive o rischi per la reale inclusione delle persone con disabilità. Un confronto cui vanno riconosciute anche nuove sensibilità e disponibilità»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), commenta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei Decreti Attuativi della Legge 107/15 (cosiddetta La Buona Scuola), rilevando in particolare alcuni elementi di cambiamento, soprattutto e segnatamente per quanto riguarda il Decreto Legislativo 66/17, concernente appunto l'inclusione degli alunni con disabilità.

«In esso - si legge in una scheda prodotta dalla FISH - viene chiarito il procedimento di riconoscimento della disabilità, sino ad oggi "di handicap", che negli ultimi anni aveva assunto situazioni diversificate nelle varie Regioni italiane con gravi disagi per le famiglie. Il riconoscimento della disabilità degli alunni viene ora ricondotto ai criteri dell'ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, fissata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità), uno strumento scientifico internazionale che dovrebbe consentire la più puntuale definizione del profilo di funzionamento delle persone. Viene valorizzato, in tal senso, anche il ruolo delle famiglie e delle loro associazioni, riconoscendone la rilevanza anche nella definizione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) e del progetto di vita. Per altro, l'entrata in vigore è posposta al 2019, per ragioni di opportunità e per la portata innovativa di tali aspetti, in attesa anche di congrue indicazioni e Decreti Applicativi».

Per quanto poi riguarda la continuità didattica, proseguono dalla FISH, «essa dovrebbe, secondo il Decreto, essere maggiormente garantita. Viene inoltre potenziata la formazione iniziale dei futuri docenti per il sostegno, sia della scuola dell'infanzia e primaria che della scuola secondaria e risulta rafforzato anche il ruolo dell'Osservatorio Scolastico Ministeriale, ora espressamente previsto da una norma di legge, i cui compiti sono di maggiore collaborazione con l'Amministrazione Scolastica nel campo dell'inclusione. Infine, sulla delicata questione del tetto massimo di alunni per classe, va riconosciuto il miglioramento rispetto alla formulazione iniziale, che prevedeva "di norma" un tetto di 20 alunni, significando con ciò che si sarebbe potuto eccezionalmente superarlo senza limiti. Nel nuovo testo, grazie anche alla pressione della nostra Federazione, scompare quel "di norma" e ciò significa che continua ad essere vigente la regola attuale, ovvero che il tetto di 20 alunni potrà essere eccezionalmente aumentato, ma non oltre il 10%, cioè due alunni in più».

Alcuni altri aspetti, però, continuano a suscitare, secondo la FISH, molte perplessità. «Il testo del Decreto, ad esempio, ripete insistentemente che le innovazioni si svolgeranno sulla base delle risorse finanziarie disponibili, quasi che i diritti potessero essere compressi da limiti di bilancio. E in tal senso esistono numerose Sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato che garantiscono l'inviolabilità del diritto allo studio degli alunni con disabilità. E ancora, il testo del Decreto 66 conserva elementi di ambiguità, quando manca di precisare la sede in cui effettuare la quantificazione delle risorse necessarie per ciascun alunno. Invero si prevede che il Dirigente Scolastico invii le proposte al GIT (Gruppo per l'Inclusione Territoriale), sulla base di tutti i dati relativi a ciascun alunno contenuti nella valutazione e nel PEI, ma questo resta uno degli elementi più rilevanti che ci si augura vengano chiariti nelle Linee Guida, la cui emanazione è prevista entro 180 giorni dall'entrata in vigore del Decreto. Alla stesura di tale documento la nostra Federazione ha già chiesto di partecipare, ottenendone rassicurazioni dalla ministra Fedeli».

Un'ulteriore e non certo trascurabile criticità viene infine rilevata dalla FISH: «Nessuna novità in materia di didattica inclusiva nella formazione iniziale dei futuri insegnanti curricolari: infatti, il numero dei Crediti Formativi richiesti rimane immutato rispetto agli obblighi attuali. «Questa lacuna - sottolinea Falabella - è un aspetto assai grave, perché continuerà ad alimentare la delega del progetto inclusivo ai soli docenti per il sostegno e costituisce un fronte su cui sin d'ora annunciamo un rinnovato impegno». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

Torna all'indice

Superando.it del 11-05-2017

Ma al Ministero lo sanno cosa significa "equipollente"?

di Flavio Fogarolo*

«La parola "equipollente" - scrive Flavio Fogarolo - significa che, anche se diversa, una cosa conserva lo stesso valore e la stessa efficacia. Che dunque la prova scritta dell'Esame di Stato sia sostenuta con il PC, in Braille o con la sintesi vocale, quella orale con la LIS o che si dia del tempo in più, non è un'agevolazione, ma un elementare atto di equità. Se è così, per quale motivo una recente Ordinanza Ministeriale stabilisce che tutto questo debba essere riportato nella certificazione finale, se non per evidenziare la diversità e sminuire i risultati?».

Sono passati pochi mesi dal pastrocchio, o "tentato pastrocchio", degli Esami di Stato degli alunni con disabilità del primo ciclo (Schema di Decreto n. 384), che prevedeva, come si ricorderà, prove equipollenti per conseguire il titolo valido di licenza media [se ne legga ampiamente nel nostro giornale, N.d.R.], e il Ministero dell'Istruzione ci ricasca con la recente Ordinanza Ministeriale n. 257 sugli Esami di Stato delle scuole superiori.

A questo punto l'impressione è che al Ministero ci sia qualcuno che ha dei problemi con le prove equipollenti: o non ha ben capito cosa sono o non le ha proprio digerite!

All'articolo 22 della citata Ordinanza, dunque (Esami dei candidati con disabilità), spunta un nuovo comma 11 che recita così: «Per tutti i candidati di cui al presente articolo, il riferimento all'effettuazione delle prove equipollenti o differenziate va indicato solo nell'attestazione di cui all'articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998 e non nei tabelloni affissi all'albo dell'istituto».

Ovvio che nulla debba finire all'albo, ma per quale strano motivo secondo i funzionari del Ministero dovrebbe essere indicato nella certificazione finale che il candidato ha sostenuto prove equipollenti? Perché vengono messe assieme due situazioni completamente diverse, come le prove «equipollenti» e quelle «differenziate»?

"Equipollente", in lingua italiana, significa che, anche se diverso, conserva lo stesso valore e la stessa efficacia. Che la prova scritta sia sostenuta con il PC, in Braille o con la sintesi vocale, quella orale con la Lingua Italiana dei Segni, che si dia del tempo in più o che si sostengano appunto prove equipollenti, serve solo per cercare di limitare, per quanto possibile, gli effetti negativi della disabilità e mettere la persona che sostiene l'esame alla pari degli altri. Non è un'agevolazione, ma un elementare atto di equità.

Se è così, per quale motivo tutto questo deve essere riportato nella certificazione finale, se non per evidenziare la diversità e sminuire i risultati?

L'indicazione apparsa in quell'Ordinanza Ministeriale è quindi assolutamente illegittima: i candidati che sostengono le prove equipollenti conseguono infatti come sempre un normalissimo diploma, identico a quello degli altri, senza nessuna indicazione particolare.

Flavio Fogarolo, Formatore.

Torna all'indice

Superando.it del 22-05-2017

Improvvisazioni e pasticci nel nuovo Decreto sulla valutazione

di Flavio Fogarolo*

Devo purtroppo tornare ancora sul nuovo Decreto riguardante la valutazione, contenente varie novità, per gli alunni con disabilità e DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), che lasciano quanto meno perplessi. Corretto infatti, a furor di popolo, il "pastrocchio" dell'Esame di Stato del primo ciclo in merito all'obbligo delle prove equipollenti per conseguire il diploma, la lettura del Decreto Legislativo 62/17, pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, ci riserva parecchie altre sorprese ed è forte l'impressione che tutta la vicenda sia stata gestita con molta superficialità, da gente che mastica poco la questione e ha pochi contatti con la scuola reale. È triste, ma temo sia proprio così.

L'argomento della valutazione degli alunni con disabilità, DSA e altri BES (Bisogni Educativi Speciali) è uno dei più caldi nelle nostre scuole, spesso occasione di contenzioso con le famiglie, e c'era semmai bisogno di una nuova normativa che chiarisse i punti ambigui, non di una, come in questo caso, che aumenta pesantemente la confusione. Provo dunque ad analizzare le novità e le relative criticità che ho rilevato.

Differenziato diventa sinonimo di personalizzato

Nel Decreto 62/17 si usa (ma non sempre, come vedremo) il termine differenziato nel significato generico di "modificato" o "personalizzato". Si legge infatti al comma 2 dell'articolo 20: «La commissione d'esame [...] predispone una o più prove differenziate, in linea con gli interventi educativo-didattici attuati sulla base del piano educativo individualizzato e con le modalità di valutazione in esso previste. Tali prove, ove di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione [grassetti dell'Autore in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]».

Secondo la normativa, e relativa terminologia, in vigore nelle nostre scuole da almeno una ventina d'anni, questa affermazione conterrebbe una evidente contraddizione in termini: se le prove sono differenziate non possono in nessun caso essere anche equipollenti. Ma il fantasioso Legislatore Ministeriale del 2017 ha deciso che da oggi le parole hanno un valore diverso, come si vede anche leggendo il successivo comma 4: «La commissione potrà assegnare un tempo differenziato per l'effettuazione delle prove da parte del candidato con disabilità». Ove differenziato sta evidentemente per differente, ossia più lungo, rispetto agli altri.

In sostanza con questo Decreto le prove per gli alunni con disabilità sono sempre differenziate, ma a volte possono essere equipollenti, e portare a un titolo di studio valido, altre no, e portare quindi all'attestato.

Non si capisce proprio il senso - e l'utilità - di questo cambiamento lessicale che rischia di generare invece enormi equivoci e tanta confusione negli anni a venire.

Del resto lo stesso Decreto è ambiguo quando, parlando degli studenti con DSA del secondo ciclo esonerati dall'insegnamento delle lingue straniere (articolo 20, comma 13), si dice che essi «seguono un percorso didattico differenziato». Ove il termine differenziato è usato alla vecchia maniera, come ben si capisce.

L'attestato del primo ciclo si rilascia solo a chi non si presenta all'esame

Nel Decreto è stata introdotta - sia nel primo che nel secondo ciclo - una clausola destinata ad evitare che i genitori, non presentando il figlio all'esame, potessero di fatto decidere per la ripetenza e quindi mantenere il ragazzo nella stessa scuola. In sostanza si dice che se il candidato con disabilità non si presenta all'esame, consegue automaticamente l'attestato dei crediti formativi (articolo 11, comma 8 per il primo ciclo, articolo 20, comma 5 per il secondo).

Il Decreto non prevede la possibilità che l'assenza possa essere dovuta a motivi di salute, o ad altri impedimenti documentati, ma di sicuro andrà previsto il diritto a prove suppletive anche per i candidati con disabilità. Ma questa dovrebbe essere una dimenticanza a cui facilmente porre rimedio con circolari o ordinanze successive.

È invece soprattutto il comma 8 dell'articolo 11 (primo ciclo) che lascia perplessi: «Alle alunne e agli alunni con disabilità che non si presentano agli esami viene rilasciato un attestato di credito formativo». Solo a loro? Se un candidato con disabilità viene a scuola il giorno dell'esame, consegue il diploma in ogni caso? Anche se non è in grado di sostenere nessuna prova per quanto adattata e personalizzata? Anche se manca ogni requisito minimo in termini di intenzionalità? Anche se è un ragazzo che neppure riesce a capire che il giorno dell'esame si fanno cose diverse dagli altri giorni di lezione?

La scuola in questi casi aveva fino ad oggi la possibilità di concludere dignitosamente il percorso scolastico con un attestato dei crediti formativi, ma con il nuovo Decreto potrà scegliere solo tra la forzatura di un diploma dato anche senza sostenere nessuna prova valutabile e una iniqua ripetenza.

Si è passati da un estremo all'altro: dal diploma solo a chi sostiene prove equipollenti nella versione di gennaio, al diploma dato a tutti. Basta venire a scuola il giorno dell'esame!

Diploma del primo ciclo anche agli alunni con DSA che vengono esonerati totalmente dalle lingue straniere

Un'altra sorpresa presente nel comma 13 dell'articolo 11 riguarda l'esame del primo ciclo per gli alunni con DSA.

Come è noto, secondo il Decreto Ministeriale n. 5669 del 2011, è possibile l'esonero totale dall'insegnamento delle lingue straniere, del resto previsto anche dalla Legge 170/10, «quando risulti utile» (articolo 5, comma 2/c), ma con una pesantissima penalizzazione: la perdita della validità del titolo di studio, sia nel primo che nel secondo ciclo.

Il nuovo Decreto Legislativo 62/17 cambia radicalmente la situazione per il primo ciclo: anche con l'esonero totale si consegue un diploma valido. Ecco infatti cosa dice il comma 13: «In casi di particolare gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l'alunna o l'alunno, su richiesta della famiglia e conseguente approvazione del consiglio di classe, è esonerato dall'insegnamento delle lingue straniere e segue un percorso didattico personalizzato. In sede di esame di Stato sostiene prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, con valore equivalente ai fini del superamento dell'esame e del conseguimento del diploma».

Non so da dove venga questa nuova disposizione, chi l'abbia richiesta, quali problemi voglia risolvere... Temo che con essa ci sarà una corsa all'esonero totale dalle lingue straniere, che sarebbe però un grave errore, perché potrebbe dare diritto al diploma di terza media, ma renderebbe praticamente impossibile un percorso regolare di studio alle superiori.

Le novità che non ci sono.

Sono parecchi i punti della normativa esistente sulla valutazione degli alunni con esigenze particolari che vengono spesso equivocati e che andavano pertanto definiti meglio, ma di cui il nuovo decreto non parla.

Gravissimo a mio parere è il silenzio sugli alunni con Bisogni Educativi Speciali individuati autonomamente dalle scuole, per i quali si sono aperte negli ultimi anni alcune modeste possibilità di personalizzazione anche nella valutazione certificativa, definite però tutte da semplici Note od Ordinanze Ministeriali. Avere inserito finalmente queste tutele - per altro molto modeste, come detto -, in una legge ordinaria avrebbe dato un minimo di dignità formale a tali procedure, diffondendo il messaggio che la scuola inclusiva, di cui tanto il Ministero si riempie la bocca, non può valere solo per quelli che portano a scuola un certificato medico redatto nelle dovute maniere. Il fatto che il Decreto non ne parli rende purtroppo ancora più debole la posizione degli alunni senza certificazione di disabilità o DSA.

Ci si aspettava inoltre un serio chiarimento normativo sulla questione della validità del titolo di studio alla secondaria, considerando anche che praticamente tutte le procedure in uso si basano ancora su un'Ordinanza Ministeriale di sedici anni fa, la n. 90 del 2001 per l'esattezza, per vari aspetti superata (pensiamo all'abolizione degli esami di qualifica) e interpretata in modo scandalosamente disomogeneo a livello nazionale, con zone d'Italia in cui tutti gli alunni con disabilità o quasi conseguono il diploma, altre in cui tutti o quasi ricevono l'attestato.

Su questo punto non solo non arrivano chiarimenti, ma, come dicevo, si fa anche nuova confusione, modificando il lessico in modo inutile oltre che arbitrario. Servirebbe quindi con urgenza una nuova Ordinanza su questi argomenti, al posto della vecchia 90 del 2001, ma visti i precedenti, c'è da toccare ferro e forse conviene almeno aspettare la nomina del nuovo Osservatorio sull'Inclusione.

di Flavio Fogarolo, Formatore.

Torna all'indice

Il Sole 24 Ore del 03-05-2017

La spending review non può tagliare gli insegnanti di sostegno

Le esigenze di risparmio sui conti pubblici non possono limitare il diritto degli alunni disabili a essere assistiti durante le ore di scuola da insegnanti di sostegno. Lo ha affermato la sesta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 2023/2017, che rappresenta una decisione-pilota, nel senso che orienterà il contenzioso seriale che sul tema affolla i Tar per poi ricadere su Palazzo Spada.

Il caso nasce in Toscana, dove a un bambino della scuola per l'infanzia, portatore di deficit cognitivi con diagnosi di gravità, vengono attribuite 25 ore di sostegno settimanali,per questione di costi ridotte dall'Ufficio scolastico regionale (Usr) a 13 ore settimanali. La mamma del piccolo presenta, dunque, ricorso al Tar, che intima al ministero dell'Istruzione e all'Usr di assegnare all'alunno le 25 ore previste. Ministero e Usr non si arrendono e si appellano al Consiglio di Stato, sostenendo, tra l'altro, il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, perché sulla materia avrebbe dovuto pronunciarsi il giudice civile.

A Palazzo Spada.

Tesi non suffragata da Palazzo Spada, che ha riconosciuto la propria competenza a intervenire sulla questione. Nel merito, poi, i giudici di Palazzo Spada hanno confermato - con una lunga disamina firmata da due relatori: il presidente della sesta sezione, Luigi Maruotti, e il consigliere Francesco Gambato Spisani - l'orientamento del Tar. Il Consiglio di Stato ha dapprima ripercorso la normativa che determina l'assegnazione delle ore di sostegno agli studenti disabili, considerata «di "qualità" molto scarsa (...) e di difficile lettura sia per i genitori, sia per gli operatori scolastici». E questo in contrasto - soprattutto in un settore relativo ai diritti fondamentali di una parte importante della popolazione degli alunni, e di riflesso dei loro genitori - con il principio «per il quale tutte le istituzioni repubblicane - si legge nella sentenza - devono facilitare l'individuazione delle regole applicabili».

Il rischio di atti illegittimi .

Il meccanismo che porta all'assegnazione delle ore di sostegno - proposta delle ore da parte del Gruppo di lavoro operativo handicap (Gloh) della scuola, verifica e decisione degli Uffici scolastici regionali, effettiva ripartizione delle ore effettuata dal dirigente scolastico sulla base delle indicazioni dell'Usr - non può determinare, lungo l'iter, un taglio alle ore. Neanche per motivi di bilancio pubblico: «anche in presenza di disabilità lievi o medie, le "proposte" del Gloh devono avere un seguito», scrive il Consiglio di Stato. E questo significa che il dirigente scolastico deve attribuire allo studente disabile il numero di ore indicato dal Gruppo di lavoro handicap, altrimenti corre il rischio di emanare atti illegittimi.

La palla, dunque, è nelle mani del dirigente scolastico, al quale il Consiglio di Stato indica una serie di passi da compiere nel caso non riesca a ottenere il numero di ore di sostegno chieste. Intanto, il dirigente deve insistere presso gli uffici scolastici competenti, chiedendo anche l'intervento del ministero dell'Economia; se esiste un ricorso al giudice amministrativo da parte di genitori di alunni disabili non adeguatamente assistiti, deve trasmettere una relazione alla Corte dei conti; infine, «non può - dicono i giudici - che affrontare la situazione venutasi a verificare suo malgrado contra legem e redistribuire provvisoriamente le ore di sostegno, in attesa che siano rese disponibili dall'Ufficio regionale tutte le risorse necessarie».

di Antonello Cherchi

Torna all'indice

Redattore Sociale del 22-05-2017

Ore di sostegno insufficienti: 10 mila euro di risarcimento per la famiglia

Sentenza del Tribunale di Roma: il Miur dovrà pagare oltre 10 mila euro alla famiglia di un alunno disabile, a cui erano state assegnati solo la 12e ore di sostegno sulle richieste dai medici e indicate nel Pei. Anief: "Grande risultato per la nostra battaglia di civiltà".

ROMA. Il ministero dell'Istruzione dovrà pagare un risarcimento di oltre 10 mila euro per non aver assegnato il giusto numero di ore di sostegno a un alunno disabile di quinta elementare: lo ha stabilito il tribunale di Roma, facendo seguito alla pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 25011/2014): i giudici hanno spiegato che 'il diritto all'istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l'inclusione della persona umana con disabilità', perché 'il diritto all'istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell'ordinamento internazionale che di quello europeo ed interno'. Nella sentenza è stato fatto riferimento anche all'articolo 24 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (resa esecutiva in Italia con la legge di autorizzazione alla ratifica del 3 marzo 2009, n. 18). Una linea analoga confermata anche dai giudici ordinari di La Spezia e Savona, che condanna il Miur a 7mila euro di spese di soccombenza.

Nel caso in questione, per l'alunno con disabilità erano state richieste dai medici - e quindi indicate nel Piano educativo individualizzato - 22 ore di sostegno, ma solo 12 gli erano poi state effettivamente assegnate: secondo il Tribunale ordinario di Roma, in questo modo il ministero dell'Istruzione avrebbe negato il corretto monte ore di sostegno, andando oltre le proprie responsabilità, aggravate dalla reiterazione di una condotta discriminatoria e lesiva dei diritti degli alunni disabili.

La sentenza evidenzia come l'attribuzione al minore, da parte dell'amministrazione scolastica, di un limitato numero di ore di sostegno "rende sufficientemente provato il danno non patrimoniale arrecato al medesimo minore, in periodo particolarmente delicato del suo percorso evolutivo". Plaude Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: "La nostra 'battaglia di civiltà', iniziativa che offre tutela legale gratuita alle famiglia con alunni disabili, ha raggiunto un ulteriore importante risultato grazie a questa sentenza del Tribunale di Roma , perché è stato ribadito al Ministero che la presenza del docente specializzato per l'insegnamento agli alunni con limiti di apprendimento non può essere negata o concessa a discrezione dell'amministrazione. Perché in materia di sostegno all'alunno in situazione di handicap il 'Piano educativo individualizzato' obbliga l'amministrazione scolastica a garantire all'alunno il corretto supporto per il numero di ore programmate, senza lasciare alcun potere discrezionale nel ridurne l'entità in ragione delle risorse disponibili".

Torna all'indice

Superando.it del 23-05-2017

Alternanza scuola-lavoro e Braille: un binomio possibile

di Gianluca Rapisarda*

Anche nel profondo Sud del nostro Paese, dunque, l'alternanza scuola-lavoro - nello specifico per il tramite del metodo di lettura e scrittura Braille - può e deve contribuire a porre le basi di una società migliore e a misura di tutti e di ciascuno: lo hanno ben dimostrato gli ottimi risultati conseguiti

presso il Liceo Galilei di Catania, con il Progetto "Braillando insieme", che vivrà il 26 maggio il proprio momento conclusivo e che ha impegnato gli studenti, proprio grazie al Braille, in un'iniziativa realmente inclusiva di alternanza scuola-lavoro.

CATANIA. Durante un incontro pubblico in programma per il 26 maggio nell'Aula Magna del Liceo Scientifico Galilei di Catania, verranno presentati alla cittadinanza i risultati della significativa esperienza scolastica denominata Braillando insieme, avviata alla fine di novembre dello scorso anno e ampiamente presentata su queste stesse pagine nei mesi scorsi.

Tale iniziativa, promossa dallo stesso Liceo Galilei della città etnea, si è caratterizzata come unica nel suo genere in Italia, perché - grazie al metodo di lettura e scrittura Braille - ha impegnato per un intero semestre gli studenti di tale scuola in un progetto realmente inclusivo di alternanza scuola-lavoro, presso il locale Polo Tattile Multimediale-Stamperia Regionale Braille.

Sfruttando infatti al meglio il "nuovo" Piano Triennale di Formazione Obbligatorio, Gabriella Chisari, dirigente del Galilei, ha deciso di scommettere proprio sulla promozione dell'inclusione degli studenti con BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), individuandola tra le priorità strategiche da fare acquisire ai propri docenti, mediante apposite iniziative formative.

Al riguardo, il Collegio Docenti ha ritenuto opportunamente che anche la nuova pratica dell'alternanza scuola-lavoro, introdotta nel sistema formativo ed educativo dalla Legge 107/15 (cosiddetta La Buona Scuola), potesse davvero aiutare il Liceo Galilei a raggiungere il nobile scopo di promuovere un modello di scuola più inclusiva e di qualità.

Braillando insieme è stato elaborato in linea con le Direttive Ministeriali e con l'atto di indirizzo dell'istituto scolastico che ne è stato protagonista, prevedendo la realizzazione di una forma di apprendimento basato su quanto indicato nella Strategia Europa 2020, per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva di tutti e di ciascuno.

Insieme quindi agli amici del Polo Tattile - del quale va ringraziato in particolare il direttore generale Pino Nobile - venticinque studenti della Quarta H del Liceo coinvolto hanno realizzato una mappa tattile della scuola e prodotto in Braille, in Large-Print (a caratteri ingranditi) e in formato digitale alcuni capitoli tratti da diverse opere di Galileo Galilei.

Di qui l'idea di costituire uno staff operativo di classe, che in alternanza presso la Stamperia Regionale Braille e il Polo Tattile Multimediale di essa, ha appreso e sperimentato il "mestiere" della scrittura in Braille e in Large-Print, oltreché della realizzazione di testi digitali in formato accessibile e della produzione grafica multisensoriale, anche in 3D.

Si è trattato, pertanto, di un'opportunità didattica concreta e coinvolgente che è servita ad avvicinare gli studenti al futuro professionale, ma non solo.

Infatti, il principale auspicio della dirigente Chisari è che la mappa tattile e i testi in Braille, Large-Print e formato elettronico, realizzati dagli

alunni della propria scuola (che in essa saranno gelosamente custoditi), possano fungere da strumento di integrazione e da occasione di stimolo continuo del dibattito sui temi dell'inclusione, dell'uso delle nuove tecnologie digitali accessibili e della progettazione for all ("per tutti").

Si può dunque dire, in conclusione, che l'alternanza scuola-lavoro, per il tramite del Braille, anche nel profondo Sud del nostro Paese possa e debba contribuire a porre le basi per una società migliore e a misura di tutti e di ciascuno.

Gianluca Rapisarda,

Direttore scientifico dell'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti)

(direttorescientifico@irifor.eu).

Torna all'indice

Giornale UICI del 25-052017

Comunicato stampa - Fispic-Uici, firmato il Protocollo d'intesa

Nella Sala Giunta della sede del Comitato Italiano Paralimpico, a Roma, si è svolta la cerimonia che ha sancito la firma del Protocollo d'Intesa tra la Federazione Italiana Sport Paralimpici Ipovedenti e Ciechi (FISPIC) e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus (UICI). Presenti all'evento il Presidente della FISPIC Sandro Di Girolamo, il Presidente della UICI Mario Barbuto e il "padrone di casa", il Presidente del CIP Luca Pancalli.

"Abbiamo voluto questo Protocollo perché intendiamo aprire una fase nuova - ha dichiarato Sandro Di Girolamo - una fase di collaborazione con il Presidente Barbuto che ci conduca verso un percorso comune: dare la possibilità a sempre più persone non vedenti di praticare un'attività sportiva". "Si tratta di un punto partenza - aggiunge il Presidente della FISPIC - un momento fondamentale per la nostra crescita".

Gli fa eco Barbuto, quando sostiene che "questo Protocollo conclude un percorso di discussione e al contempo apre una fase nuova, mirata non solo al ricercare l'eccellenza sportiva ma anche a coinvolgere il territorio nella fase di promozione sportiva".

"Abbiamo deciso di metterci insieme, pertanto, per promuovere attività - spiega Barbuto - e per organizzare ogni anno almeno un grande evento sportivo".

"Questo Protocollo è di grande importanza strategica per tutta la famiglia dello sport italiano - esordisce il Presidente del CIP Pancalli - obiettivo allargare sempre più la base dei praticanti, affinché lo sport sia non solo inclusione ma anche momento di crescita culturale per l'intero Paese". "Il nostro scopo è quello di raggiungere risultati sportivi - sottolinea Pancalli - ma anche permettere ai ragazzi di riappropriarsi di un pezzo della loro vita attraverso la pratica sportiva". Il documento firmato ieri è consultabile sul sito della Fispic nella sezione "Protocolli d'Intesa e Convenzioni".

Torna all'indice

La Nazione del 06-05-2017

Una retina artificiale molto soffice

All'Università di Oxford hanno messo a punto un prototipo di retina artificiale, fatta con un gel a base di acqua, che è biocompatibile con i tessuti dell'occhio.

OXFORD. Un team di scienziati dell'Università di Oxford ha sviluppato una retina artificiale ultra morbida, che in teoria può alloggiare nel bulbo oculare senza problemi di rigetto. Per ora il prototipo è capace di imitare le funzioni della controparte biologica il modo rudimentale, ma in futuro potrebbe ripristinare la vista alle persone colpite da retinite pigmentosa. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports.

COM'È FATTA LA RETINA ARTIFICIALE.

La retina è stata sviluppata combinando un materiale biocompatibile a base d'acqua (idrogel) con una proteina sensibile alla luce, isolata da un microrganismo riconducibile al regno degli archibatteri. L'intento è di simulare il lavoro dei fotorecettori che all'interno dell'occhio convertono la luce in un segnale elettrico per il cervello.

SOFFICE È MEGLIO.

La biochimica Vanessa Restrepo-Schild, dell'Università di Oxford, ha spiegato che l'occhio umano è estremamente sensibile ai corpi estranei. Per questo motivo le retine artificiali che contengono metalli "possono essere dannose, causano infiammazioni e/o cicatrici". Al contrario, un impianto soffice che ha come ingrediente chiave l'acqua "è molto più amichevole per l'ambiente oculare".

È ANCORA PRESTO PER L'OCCHIO BIONICO.

Al momento la membrana creata da Restrepo-Schild e colleghi somiglia a una griglia a 16 pixel e le sue "cellule" di idrogel riescono a imitare alcune semplici funzioni di una retina naturale. I test di laboratorio hanno dimostrato che il dispositivo è in grado di registrare immagini semplici e statiche, rigorosamente in scala di grigi. Si tratta comunque di un inizio incoraggiante.

LA RICERCA CONTINUA.

Quello del gruppo di Oxford non rappresenta un tentativo isolato. Di recente, una squadra capeggiata dall'Istituto Italiano di Tecnologia ha testato con successo la propria retina artificiale, che in un modello animale è stata in grado di rimpiazzare i fotorecettori degenerati per un periodo di oltre 10 mesi.

Torna all'indice

Superando.it del 03-05-2017

Android ad occhi chiusi anche in YouTube

Non più solo Facebook: Android ad occhi chiusi, infatti - il servizio di cui abbiamo già avuto più volte occasione di occuparci, che con il coordinamento di Alessio Conti, monitora e aggiorna la progressiva implementazione dell'accessibilità di Android, rispetto ai lettori di schermo, alle sintesi vocali e ad altre apparecchiature, per conto dell'Associazione vEyes (virtual Eyes) - è sbarcato ora anche su YouTube.

«Si tratta - spiega Conti - di un'ulteriore dilatazione delle possibilità di contatto con questo sistema, estesa anche a chi non può accedere all'omonima pagina. Il canale si rivolge sia alle persone non vedenti e ipovedenti, sia alle varie figure di supporto che gravitano attorno alla disabilità visiva (tiflologi, insegnanti di sostegno ecc.). Piattaforma di facile consultazione, YouTube consente infatti a chi può vedere di accedere ai movimenti che l'operatore fa sul telefono, potendoli riprodurre. Ma anche per i non vedenti i vantaggi paiono molti: poter udire le sintesi vocali e avere un accesso diretto alle possibilità operative del sistema Android. si consiglia di iscriversi al canale per restare aggiornati sulle ultime novità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: alessio.conti@winguido.it.

Torna all'indice

StartupItalia! del 07-05-2017

Dai tool alle foto, vi racconto il "mio" Facebook da non vedente

Intervista di Angela Bubba

Jaws, Voice Over, ma anche i display braille: il social network di Zuckerberg raccontato da un non vedente. «Per me, e penso anche per tutti i disabili visivi, Facebook ha sicuramente una funzione di abbattimento delle barriere»

Luciano ha 36 anni, vive e lavora a Roma ed è un non vedente completo, «un cieco puro» come si definisce lui stesso, fin dalla nascita. L'ho conosciuto su Facebook, social su cui è iscritto dal 2009 e per il quale individua pro e contro, speranze e disillusioni.

«Le cose positive sono molte, e riguardano, com'è ovvio, una comunicazione più immediata con un gran numero di persone, attività, enti. Su Facebook ormai si trova di tutto, dal profilo del tuo migliore amico alla pagina del ristorante o del medico specialista, della tua scuola di musica, del centro estetico... un fatto che può risultare comodo anche a un non vedente completo, certo.

Per me, e penso anche per tutti i disabili visivi, Facebook ha sicuramente una funzione di abbattimento delle barriere, e dunque di avvicinamento in senso ampio, ma questo può essere piacevole se sai chi sono le persone con le quali comunichi e se questo è l'unico modo per poterle sentire più vicine... altrimenti, per un non vedente, Facebook sarebbe un qualcosa di vuoto e completamente astratto, un ammasso di parole e di frasi lette dalla sintesi vocale del PC o dell'iPhone».

Quali sono gli strumenti che usi?

«Innanzitutto il lettore schermo, che è un programma software: il più usato è il Jaws, che legge tutto quello che appare sullo schermo e che esiste in quasi tutte le lingue. Parla attraverso delle voci sintetiche, ognuno può utilizzare quella che preferisce: sono voci sia maschili che femminili, di qualità abbastanza buona, quasi umana. I prodotti Apple hanno questo sistema già installato: il Voiceover. Per questo motivo i ciechi usano quasi esclusivamente gli iPhone, che hanno segnato una vera e propria svolta epocale: con l'avvento degli smarthphone saremmo stati completamente tagliati fuori, invece adesso riusciamo a usare lo smartphone quasi allo stesso modo di un vedente, ci facciamo di tutto grazie pure a delle app create a posta.

Riguardo poi i PC, esistono i display braille, che sono dei dispositivi che trasformano il testo in braille informatico, da leggere sempre tattilmente: ovviamente, anziché su carta, su una riga metallica, e anche questo in tutte le lingue, dalle idiografiche fonetizzate del cinese fino al greco antico: io l'ho utilizzato largamente all'università e lo utilizzo anche adesso per lavoro. Discorso a parte invece per gli ipovedenti, ossia persone che hanno un bassissimo residuo visivo, generalmente intorno a un decimo in entrambi gli occhi, in certi casi solo in uno, e per i quali esistono dei programmi di video scrittura ingrandita, a volte anche fino a caratteri tipo 28-30, e dei sistemi di contrasto».

C'è qualcosa che va perduto? Che significa cioè per un non vedente avere a che fare con un sistema che si basa per lo più sulla sollecitazione visiva? Parlo delle combinazioni dei colori, fatte apposta per attirare l'attenzione, e delle continue novità della messaggistica, degli spazi pubblicitari sempre più invadenti... tutto questo ti è precluso. Che percezione si ha in questo modo del vero e proprio tritacarne (io lo immagino metaforicamente così) che è Facebook?

«È verissimo che si perde molto, ma è vero pure che un non vedente si perde la parte peggiore di Facebook, che poi è la maggior parte: bella sicuramente da vedere, ma è proprio quella più deleteria, ossia quella fa letteralmente perdere il contatto con la realtà. Si cancella l'aspetto davvero comunicativo, il dialogo, l'espressione sincera».

E per le foto? Come riesci a vederle?

«Il sistema fa una sommaria descrizione di quello che una foto contiene. Non è male, ma mi piacerebbe in futuro avere a disposizione altre funzioni, una grafica che possa veicolare anche altri contenuti, di carattere educativo, etico e didattico, magari inseriti direttamente dai loro creatori e gestori».

Se dovessi trarre un bilancio? Delle nuove prospettive che offre la tecnologia ai non vedenti, in questo caso Facebook...

«Sai, io sono relativamente giovane, l'informatica era già presente nella mia adolescenza. E però che in così pochi anni arrivassimo a questi livelli di utilizzo, e a questo genere di comunicazione, devo dirti che non me lo aspettavo, ma sinceramente, benché io ne faccia largo uso, e nella mia situazione ciò mi faciliti molto le cose anche per la professione che svolgo, non ne sono particolarmente contento. Il discorso della scrittura sarebbe lungo e complesso... ti dico solo che il braille è per un cieco dalla nascita e che ha appreso questo sistema in età scolare, quello che per un vedente è scrivere con carta e penna, anzi il cieco veramente tocca le parole. Ora si è ovviato con il braille informatico: ma naturalmente non è la stessa cosa leggere un testo in greco, o l'Inferno di Dante, mettiamo, su un enorme volume braille cartaceo, e leggerlo su una riga di metallo fredda collegata a un PC. Il braille ha poi ha caratteristiche particolari, occupa molto spazio. Il rapporto è più o meno di una pagina in nero a tre in braille; un libro medio di 300 pagine in braille viene cinque volumi, questo perché è basato su 6 punti, e questi punti formano 64 combinazioni, che costituiscono il sistema. Sicuramente, per i braillisti e specie per gli umanisti ciechi, che poi siamo la maggior parte insieme ai musicisti, Facebook e l'informatica in genere è fonte di una certa delusione, e di una certa sconfitta, ma siamo in qualche misura ripagati dal fatto che adesso possiamo leggere quello che vogliamo alla pari dei vedenti».

Torna all'indice

TrentoToday del 12-05-2017

Dal Trentino la app per non vedenti per ascoltare film su smartphone

SCURELLE. Una nuova app che permette ai disabili visivi di ascoltare, anche su pc e dispositivi mobili, film audiodescritti. A presentare nei giorni scorsi nella sala Nassiriya di Palazzo Madama a Roma l'applicazione è stato Eraldo Busarello, responsabile comunicazione della cooperativa sociale 'Senza Barriere Onlus' di Trento. Sono oltre 700 film nazionali e internazionali audiodescritti che, grazie alla app, entreranno nella disponibilità dei disabili visivi. 'Senza Barriere' è nata nel 1992 dalla volontà di un gruppo di disabili visivi, i quali si sono uniti sotto il vincolo della cooperazione, per sviluppare e produrre senza fini di lucro supporti multimediali fruibili dai non vedenti e dagli ipovedenti gravi.

Fino ad oggi gli audiofilm su supporto cd venivano spediti in prestito agli abbonati; con la diffusione delle nuove tecnologie si è pensato di creare un'apposita app per favorire la fruizione dei film ai bambini, ai ragazzi e a chiunque si trovi in movimento. Il costo dell'abbonamento è irrisorio, solo 20 euro all'anno, per potersi registrare e accedere, attraverso una password, ad un catalogo vastissimo di film, che vanno dai classici della cinematografia nazionale e internazionale, come Via Col vento, Balla coi lupi o La Ciociara, per arrivare alle ultime uscite in sala. La app "cineaudioteca" consente di ascoltare anche serie Tv, fiction e spettacoli teatrali, tutti rigorosamente con audiodescrizione.

La fruizione di un film in completa autonomia è molto spesso difficoltosa per i disabili visivi: la Onlus Senza Barriere ha intrapreso già dal 2004 un progetto per far sì che le emozioni che un film può trasmettere siano recepite in pieno anche dai non vedenti, attraverso l'ascolto dei film su CD audio, nei quali una voce descrive le scene prive di dialogo. Proprio la combinazione armonica tra descrizione delle scene mute, i suoni, i rumori e i dialoghi è in grado di trasmettere anche alla persona cieca il carico emozionale del film. Dietro la realizzazione di un audiofilm c'è tanto lavoro e ci sono molte figure professionali, ci si avvale di apparecchiature sofisticate e costose, di personale qualificato per la stesura dei testi, per la descrizione delle scene prive di dialogo e per la lettura.

In questo ambito la Onlus trentina Senza Barriere costituisce un'eccellenza nel nostro Paese ed ha realizzato la prima e unica Cineteca audio in ambito nazionale per i non vedenti, che archivia 700 titoli di diversi generi. La Cineteca audio per i ciechi italiani è un'attività della Cooperativa Sociale Senza Barriere ONLUS e ha un'unica sede nel comune di Scurelle in provincia di Trento, sulla strada statale 47 della Valsugana, tra le città di Trento e Bassano del Grappa.

Torna all'indice

Genova24.it del 04-05-2017

Nasce a Genova il primo "social network" per bimbi ipovedenti

GENOVA. "Per i bambini ipovedenti i giochi migliori sono quelli in bianco e nero, che hanno un maggiore contrasto e, di conseguenza, permettono una migliore visibilità". Silvia Dini, che si occupa di innovazione tecnologica per l'istituto Chiossone di Genova spiega alcune delle cose che si possono "imparare" attraverso Sharehab (Share Rehabilitation Resources) la piattaforma digitale online in cui tutti possono condividere informazioni ed esperienze su app e risorse digitali utili alla riabilitazione visiva dei bambini ipovedenti.

L'iniziativa, prima in Italia, permette, infatti a figure professionali e famigliari di contribuire direttamente alla segnalazione e alla valutazione dell'accessibilità degli strumenti multimediali quali software, giochi, video, ebook, ma anche di fornire materiali autoprodotti. In pratica la piattaforma si configura così come un "aggregatore" di software, link e informazioni, accessibile da terapisti, oculisti, sviluppatori, genitori e insegnanti che si impegnano quotidianamente per migliorare le abilità e le capacità di ogni bambino con disabilità visiva.

Ma Sharehab è solo una tra le iniziative presentate dall'istituto David Chiossone per i 150 anni dalla fondazione. Un anno di eventi e progetti per dare risposte sui vari temi, dalla riabilitazione all'integrazione, all'innovazione scientifica.

Tra questi l'apertura di un centro per le disabilità dello sviluppo e i disturbi dello spettro autistico "Gli Alberi", che utilizza un approccio psicoeducativo integrato, applicando in modo innovativo e scientificamente testato alcune delle tecniche utilizzate anche per la riabilitazione visiva.

Molti anche gli eventi aperti alla città. Da "Genovision" il nuovo ambulatorio diagnostico e di prevenzione che aprirà entro l'estate in corso Solferino, dove si potranno effettuare visite oftalmologiche per accertare lo stato di salute dei propri occhi e diagnosticare e curare le patologie della vista, allo "Screening Day", messo a punto per diffondere una vera e propria "cultura della prevenzione", fino ai laboratori e alle simulazioni che saranno portate al Festival della Scienza. A questo, ovviamente, si uniscono anche alcune attività legate al ricordo del fondatore, ma anche alla ristrutturazione e all'apertura dell'archivio storico.

di Fabrizio Cerignale

Torna all'indice

La Repubblica - Affari & Finanza del 15-05-2017

Don Katz: "Con i nostri audiolibri Amazon conquista l'ultimo spazio"

Don Katz, 65 anni, è alla guida di Audible, la grande piattaforma digitale di audiolibri. Al momento ha tra le mani, o tra le orecchie, tre opere in lavorazione, racconta l'uomo che è stato professore universitario di letteratura. C'è anche l'autobiografia di Bruce Springsteen. Katz ha fondato Audible nel 1995. Dopo gli studi alla New York University era diventato giornalista e autore di saggi. Grazie alla sua conoscenza della tecnologia nel 2008 ha venduto Audible ad Amazon ma è rimasto a capo della società.

Gli audiolibri sono destinati più che altro ai più pigri?

«La prego, questo un argomento vecchio, che sentivo quando lanciai Audible più di 20 anni fa. Comprare un audiolibro equivaleva allora quasi a uno stigma, a una sorta di frode. È questo il pregiudizio contro cui ho dovuto lottare».

Perché gli audiolibri?

«Le persone con un'infanzia felice ricordano che si leggesse loro ad alta voce. A me scrivono dei clienti che hanno ottenuto un lavoro grazie agli audiolibri che ascoltavano regolarmente e avevano fatto imparare loro cose nuove. Ascoltare una lettura fa sentire bene, è un privilegio. Il mio mentore fu il grande scrittore Ralph Ellison, l'autore di

The Invisible Man: m'insegnò che a rendere possibile l'emergere di una specifica letteratura americana è stato il modo singolare in cui gli americani parlano tra loro. L'idea alla base di Audible è stata di liberare il potere della parola parlata».

Come?

«Abbiamo rielaborato i libri in copioni che sono rappresentati dagli attori. Lavoriamo con grandi attori. Così offriamo nuovi modi di accedere ai libri. Quest'anno, i nostri ascoltatori scaricheranno più di 2,6 miliardi di ore di programmazione da Audible. L'ascoltatore medio ci dedica due ore al giorno».

In quali momenti?

«Ogni volta che non guarda uno schermo. Le persone vogliono sfruttare meglio il proprio tempo. Buona parte dell'ascolto avviene in auto e nei soli Stati Uniti i pendolari che si recano al lavoro da soli in auto sono cento milioni Si ascoltano molti audiolibri anche in casa mentre si cucina, si fa giardinaggio o sport. L'insonnia è un altro aspetto: Audible è considerato un modo efficace per addormentarsi bene».

L'audiolibro non l'ha inventato Audible.

«È vero, ma prima di noi i libri parlati erano davvero poco sviluppati. Si compravano o si prendevano in prestito ingombranti pacchetti con decine di cassette. In tutti gli Stati Uniti c'erano solo circa 3.000 audiolibri - ed erano letti in maniera totalmente inespressiva».

Perché?

«Perché il mondo letterario si rivoltava all'idea che le loro opere fossero interpretate da chi le leggeva. Così abbiamo messo sotto contratto Robin Williams, Dustin Hoffman, Kate Winslet e altri attori, ma non erano tutte stelle, la maggior parte erano professionisti - che si guadagnano da vivere solo lavorando per noi. In Germania impieghiamo circa 300 attori».

Com'è che un giornalista diventa fondatore di una società del mondo digitale?

«Negli anni '70 scrivevo articoli molto lunghi, per esempio dall'Italia o dall'Irlanda del Nord. Uno di quei reportage m'impegnava per sei-otto settimane. Poi ho voluto scoprire che cosa si provava a mettercela tutta per realizzare un'idea politica, piuttosto che raccontarla soltanto. Con il diminuire della portata delle riviste, i miei articoli si accorciavano. Così mi misi a scrivere libri. Avevo una rubrica fissa sull'Esquire e quindi decisi di scrivere di tecnologia».

Quando è successo?

«È stato nei primi anni '90. Facevo ricerche su come la società e la cultura sarebbero cambiate con la digitalizzazione. Con Bill Gates parlai dei computer. Un mio ex compagno di università, con il quale avevo diviso la stanza mentre studiavo, era diventato specialista di grandi data center e lui mi spiegò i nuovi metodi per immagazzinare dati. Da autore sapevo che le vendite rappresentavano un grosso problema. Anche se un libro era diventato un best-seller, spesso non era disponibile nelle librerie. Inoltre, sapevo che le cassette degli audiolibri si rompevano spesso. Nella mia mente cominciò a formarsi un quadro».

E cosa ha fatto?

«Nel 1995, depositai il brevetto per un lettore audio digitale. A novembre fondai Audible. Due anni più tardi non fabbricavamo solo il lettore audio ma avevamo inventato il primo sistema per il download di file audio e la prima protezione del copyright digitale».

Nel 2008 Audible è stata acquisita da Amazon.

«Conosco Bezos da molto tempo. Nel 1996 c'eravamo incontrati per uno scambio di idee. Entrambi crediamo che la chiave del successo sia l'accento sul cliente, siamo ossessionati con il servizio ai clienti. Nel 2000, avevo già venduto a Jeff il 5% di Audible. Deve sapere che nove anni da amministratore delegato di una società quotata mi erano bastati».

Ma eravate sopravvissuti al crollo dei mercati nel 2000.

«Delle 1.500 aziende legate a internet che c'erano prima del crollo, erano rimaste in piedi 140, noi compresi. Tuttavia, ero costretto a prendere molte decisioni con effetti solo a breve termine. Dovevamo presentare le trimestrali. Sotto l'ombrello di Amazon, invece, ciò non è più necessario. Ora possiamo dedicare insieme le nostre energie ai progetti, abbiamo accesso ai clienti di Amazon e cresciamo più velocemente pur restando un marchio indipendente con una nostra strategia».

Sarebbe fattibile trasformare Audible in un fornitore di audio in streaming in cambio di un contributo forfettario, come Spotify per la musica e Netflix e Amazon per i film e le serie?

«Abbiamo poche indicazioni che i nostri abbonati lo vogliano. Il desiderio di possedere un libro è ancora molto forte. Con le canzoni si può saltare avanti e indietro, è vero. Ma con i libri? Le letture durano molte ore. Chi le ascolta vuole immergersi in un altro mondo, non saltellare avanti e indietro».

Un business model come quello dello streaming altererebbe parecchio il vostro modello di business.

«Il nostro modello di business si basa sulla perfetta qualità della nostra offerta. Questo è fondamentale».

di Christian Meier,

© Die Welt/ Lena (Traduzione di Guiomar Parada)

Torna all'indice

Disabili.com del 29-05-2017

Diventare genitori. Come far fronte alla nascita di un figlio con disabilitÀ?

"Spesso i genitori non sanno come approcciarsi, come gestire le difficoltà e capita non di rado che le mamme si facciano sensi di colpa, interrogandosi sul futuro del proprio figlio. La paura di fondo è proprio quella di non riuscire a gestire la quotidianità".

TORINO. Una tempesta di emozioni, un terremoto emotivo, uno sconquasso che raggiunge tutti i componenti della famiglia. Succede tutto questo quando un nucleo famigliare viene raggiunto dalla notizia della disabilità di uno dei propri figli.

La nascita di un bambino con una malattia è un momento delicato e difficilissimo, nel quale i genitori - ma anche i fratelli e le sorelle e tutti gli altri, più o meno stretti parenti - si trovano a dover far fronte a un difficile raccordo tra il figlio (ma anche il fratello, il nipotino) immaginato e quello reale. Inizia quindi un percorso di accettazione nel quale i genitori possono naturalmente e giustamente sentirsi smarriti: come fare ad affrontare questa nuova sfida? Da che cosa partire per ridefinire l'idea che ci si era fatti di questo figlio, e ma anche ridefinire i piani e i progetti, l'organizzazione stessa dell'esistenza?

Per accompagnare i genitori nel delicato momento dell'arrivo di un figlio con una disabilità visiva o patologia della vista, è nato il progetto "Stessa strada per crescere insieme", realizzato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP) e dall'Unione italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI). 150 psicologi e psicoterapeuti in tutta Italia sono stati formati allo scopo, coadiuvati dalle Unioni Ciechi regionali e dagli Ordini degli Psicologi, per fornire un sostegno psicologico alle famiglie e creare rete con gli ospedali, in particolare con le neonatologie, le neuropsichiatrie infantili, i centri di riabilitazione, i medici di base e i pediatri.

L'affiancamento dei professionisti mira ad aiutare le famiglie a comprendere che "la perdita della funzionalità visiva, seppur importante in una società basata sull'immagine e sull'apparenza, non pregiudica la conduzione di una vita piena e appagante da parte del soggetto disabile".

Come nasce l'idea di un supporto psicologico ai genitori che accolgono un bambino con patologie della vista? Quali i disagi e le paure maggiori riscontrate in queste mamme e papà?

Il progetto nasce da un fatto oggettivo: nelle famiglie in cui nasce un bimbo con disabilità visiva subentrano il panico e la paura. La mamma e il papà si interrogano sulle necessità basilari del bambino e la vista è un senso importante. Spesso i genitori non sanno come approcciarsi, come gestire le difficoltà e capita non di rado che le mamme si facciano sensi di colpa, interrogandosi sul futuro del proprio figlio. La paura di fondo è proprio quella di non riuscire a gestire la quotidianità. Spesso è difficile "entrare" in queste situazioni, nel senso che alcune famiglie rifiutano di accettare il problema e di farsi aiutare. Da qui l'idea di costituire un team di psicologhe per fornire supporto e non lasciare solo nessuno.

Leggo che il progetto è rivolto non solo ai genitori, ma anche ai fratelli, con il coinvolgimento quindi di tutta la famiglia. In che modo questo intervento abbraccia tutto il nucleo familiare?

Tutti i componenti della famiglia devono essere coinvolti, affinché tutti si rendano conto delle necessità del nuovo arrivato in famiglia, che ha certamente peculiarità e bisogni diversi dagli altri. Il rischio è che i fratelli vivano la presenza di un fratello disabile come un peso: c'è il rischio di un'eccessiva responsabilizzazione dei figli sani, possono nascere gelosie, bisogna affrontare i pregiudizi e la vergogna. L'obiettivo è quello di creare un giusto equilibrio tra le mura domestiche: l'aiuto dei fratelli è importante ma è necessario creare una situazione di equilibrio e di accettazione consapevole. I fratelli sono poi quelli che, per primi, possono favorire il successivo inserimento sociale del ragazzo disabile, di presentarlo assieme ai genitori alla comunità. In ogni famiglia, ciascuno ha un ruolo e l'accettazione e l'inserimento nella società passano prima di tutto dall'aiuto e dal supporto del nucleo famigliare. I genitori, al contempo, dovranno trovare spazi e tempi anche per i figli sani.

Cosa si può fare, nella quotidianità di chi è accanto a queste famiglie (penso a parenti e amici), per supportarle di fronte a eventi traumatici come la nascita di un bambino con disabilità visive?

Prima di tutto è fondamentale una sincera e piena accettazione del problema: l'informazione è importante, non servono pietismi. Perché il bambino cresca bene la famiglia deve essere serena e i primi elementi della comunità ad accettare il problema devono essere proprio parenti e amici. La famiglia deve sentirsi protetta dalla rete dei parenti e degli amici. Protezione però non significa chiusura, ma presenza. Sulla famiglia allargata (i parenti) si lavora come si fa con i genitori, con la scuola ecc. affinché l'approccio con il ragazzo disabile sia lo stesso. Agli amici si cerca di far capire che il ragazzo è uguale agli altri, semplicemente necessita di strumenti maggiori o diversi rispetto agli altri. Il rapporto deve essere il più possibile naturale, la disabilità visiva va fatta conoscere sia nei limiti sia nelle potenzialità: penso ad esempio al lavoro svolto sui banchi di scuola, dove l'argomento disabilità visiva va affrontato con il coinvolgimento dell'interessato, senza finzioni o pudori. Il disabile è una persona sensibile, in grado di captare il disagio

Leggo che "Vogliamo creare una rete che sostenga i genitori ma l'obiettivo finale è quello di aiutare il minore a vivere una vita il più possibile autonoma e soddisfacente". Come vi proponete di farlo, con questa iniziativa?

Bisogna stimolare il bambino in tutto e per tutto, occorre che il piccolo viva la sua vita liberamente senza veti. Ma siccome le difficoltà non mancano e vi sono problemi quotidiani, ma per fare questo occorre essere formati e informati. Per consentire al più piccolo una vita autonoma e soddisfacente dobbiamo spiegare questi concetti al nucleo famigliare. I bambini vivono all'interno di un contesto sociale e famigliare: se i genitori tendono a essere iperprotettivi, a sovrastimare o sottostimare le loro capacità, i bambini non possono essere protagonisti della propria vita e non riescono a sviluppare le loro capacità e la loro autonomia. Ecco perché, con il team di psicologhe, lavoriamo anzitutto sulle famiglie.

Come fare ad accedere a questo percorso di supporto? Quali gli ospedali e gli enti aderenti e gli step per rientrare in questo percorso di sostegno? Quali i costi?

L'obiettivo finale del progetto è proprio quello di creare le reti con i pediatri e con gli ospedali del territorio, in particolare le neonatologie infantili. Il progetto è alle prime battute e, per il momento, l'unico referente è l'Unione Ciechi. Per accedere a questo percorso di supporto occorre rivolgersi alle sezioni provinciali dell'UICI o alla sede regionale, che coordinano il progetto. Sul sito nazionale di UICI è disponibile un'apposita sezione al link https://www.uiciechi.it

La consulenza viene fornita in regime di convenzione a tariffe agevolate, variabili da regione a regione. La formazione degli psicologi è finanziata dall'I.Ri.Fo.R. l'Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione dell'UICI. A seconda delle esigenze che riscontreremo man mano sul territorio, organizzeremo attività specifiche (ad es. consulenze psicologiche di gruppo, serate e convegni informativi), per finanziare le quali bisognerà chiedere il supporto di enti e fondazioni, per il fund raising.

Torna all'indice

Il Corriere della Sera del 29-05-2017

Guide a quattro zampe Loro sono i tuoi occhi

Nadia è una studentessa universitaria di Pomezia che ha trovato un lavoro: lei non vede, i suoi occhi sono Happy, labrador nero che ogni mattina le permette di prendere l'autobus e venire a Roma. Vincenzo ha 30 anni: anche lui non potrebbe uscire, andare in palestra, muoversi senza Quari, la sua guida in tutto, che l'accompagna anche al lavoro. «Questi cani diventano una persona sola con il non vedente, dei veri compagni di vita racconta Daniela Mattiuzzo Brunetta . Ma purtroppo dobbiamo sensibilizzare sempre le persone su questi animali, perfino il Campidoglio. L'altro giorno hanno chiuso le porte in faccia a Vincenzo su un autobus perché Quari non aveva la museruola. Ho scritto una lettera furibonda all'Atac: questi cani possono non portare la museruola e sono abituati a non mordere nessuno. C'è una legge per il cane-guida, ma evidentemente è ancora poco conosciuta». Daniela si occupa di donare questi animali scelti e addestrati, ognuno di loro vale almeno 12 mila euro a chi non vede per conto dei «Lions», associazione che fra l'altro fa il dono del cane-guida e per questo i suoi associati sono detti anche «cavalieri della luce». Il servizio è stato fondato nel 1959 da Maurizio Galimberti, pilota dell'aviazione da caccia rimasto cieco. E come responsabile del distretto 108, che comprende il Lazio, Daniela quest'anno ha assegnato 9 cani-guida: «Quando li vedo mi commuovo sempre, il loro sguardo non perde mai di vista il compagno, capiscono quello che dice dal movimento delle labbra, Sono storie che affascinano, ed è un lungo lavoro, anche con lo psicologo, creare queste coppie».

di Lilli Garrone

Torna all'indice

Superando.it del 03-05-2017

Correre per un mondo accessibile a non vedenti e ipovedenti

Partirà il 6 maggio da Roma "Runner in vista", progetto realizzato in favore dell'UICI (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti), consistente in una serie di maratonine da 5 chilometri, da correre o camminare, con partenza e arrivo presso gli undici Centri Commerciali coinvolti, in varie città italiane. Oltre a contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva, l'iniziativa consentirà di finanziare il Programma "Esplora" dell'UICI, che aiuta bambini e ragazzi con disabilità visiva, tramite attività sportive ed esplorative, a raggiungere una maggiore indipendenza.

È stato presentato nei giorni scorsi a Roma Runner in vista, progetto realizzato in favore dell'UICI (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti), promosso da undici Centri Commerciali e ideato dal consulente aziendale Larry Smith Italia e dalla Società Proxima, con il patrocinio del CONI e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico).

Si tratterà, in sostanza, di una 5 chilometri , da correre o camminare, con partenza e arrivo nell'area esterna di ciascuno degli undici Centri Commerciali gestiti da Larry Smith, che parteciperanno alla prima edizione dell'iniziativa, una maratonina aperta a tutti, famiglie, sportivi e principianti, vedenti e non vedenti, un tour che da maggio a luglio attraverserà l'Italia in lungo e in largo, partendo il 6 maggio da Roma e passando per Firenze (13 maggio), Teramo (20 maggio), ancora Roma (27 maggio), Formia (in provincia di Latina, 28 maggio), Viterbo (2 giugno), Vimercate (in provincia di Monza-Brianza, 3 giugno), Sassari (10 giugno), Pomezia (in provincia di Roma, 17 giugno) e Bergamo (24 giugno), per concludersi il 1° luglio a Gravellona Toce (Verbano-Cusio-Ossola).

Una camminata non competitiva, quindi, che si potrà correre da soli o in compagnia, anche accompagnando una persona non vedente o provando l'esperienza di correre al buio, indossando sugli occhi lo scaldacollo-fascia consegnato il giorno della gara.

L'obiettivo è segnatamente quello di diffondere i valori dell'inclusione sociale e del diritto alla mobilità, con lo sport - e non a caso proprio la corsa - che diventa il linguaggio universale per promuovere un mondo senza barriere, che sappia rispettare, ascoltare e valorizzare tutte le persone nelle loro diversità.

«L'evoluzione delle gallerie commerciali - ha dichiarato in sede di presentazione Christian Recalcati, amministratore delegato di Larry Smith Italia - ci porta da tempo a impegnarci anche nel sostegno di iniziative legate ad azioni di charity, nonché di valorizzazione e scoperta dei territori. I Centri Commerciali, infatti, non sono più solo un punto di riferimento per lo shopping, ma realtà oramai più complesse e articolate, che cercano di soddisfare esigenze anche di carattere ecologico, sociale e culturale dei propri visitatori con iniziative e servizi dedicati. Runner in vista è un progetto innovativo, coinvolgente ma anche divertente, capace di unire persone di ogni età per un obiettivo davvero nobile: sensibilizzare per un mondo vivibile e accessibile a tutti, anche alle persone non vedenti. E siamo davvero orgogliosi di essere tra gli ideatori e sviluppatori di questo evento».

«Grazie a questo progetto - ha sottolineato dal canto suo Mario Barbuto, presidente nazionale dell'UICI - si contribuisce a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva in Italia. Le risorse raccolte ci permetteranno, infatti, di sviluppare un'intensa azione di promozione delle attività fisiche, motorie e sportive per tutte le persone non vedenti e ipovedenti e a realizzare progetti sportivi che risultano particolarmente preziosi per assicurare uno sviluppo armonico e integrale della personalità e della crescita».

In particolare, va detto, con Runner in vista verranno finanziati i progetti del Programma Esplora, realizzato dall'UICI, per aiutare bambini e ragazzi con disabilità visiva - tramite appunto attività sportive ed esplorative - ad acquisire una maggiore consapevolezza dell'ambiente circostante e a raggiungere indipendenza e autonomia.

«I progetti più straordinari - ha ricordato poi nel suo intervento Emilio Mori, Senior Account della Società Proxima - sono quelli che nascono dai sogni e dalle passioni. Lo sport, l'amore per il proprio territorio e la solidarietà sono stati i concetti primari a cui ci siamo ispirati per ideare e realizzare Runner in vista. Un grande lavoro di squadra fra Proxima, Larry Smith Italia, l'UICI, le Istituzioni locali e le decine di Associazioni di volontariato presenti nelle città coinvolte. Lavorare a quattro mani con il cliente a un progetto che abbia l'ambizione di lanciare un messaggio di solidarietà e regalare a dei bambini non vedenti la possibilità di costruirsi un futuro migliore, sono le cose che più amiamo del nostro mestiere».

A portare infine i saluti del CONI è stato Fabio Pagliara, segretario generale della FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera), che ha affermato: «La cosa più bella dell'atletica è che unisce. Ecco, la corsa è democratica: bastano un paio di scarpette per correre. Per questo, quando ci sono iniziative di alto profilo sociale, noi ci siamo».

Da segnalare in conclusione che la conferenza stampa di presentazione di Runner in vista è stata anche l'occasione per illustrare l'accessibilità del sito dedicato all'iniziativa, un sistema replicabile in altre realtà e contesti, come ha sottolineato Vincenzo Zoccano, coordinatore del Gruppo di lavoro OSI (Osservatorio dei Siti Internet) dell'UICI, nato per affrontare le varie sfide della tecnologia e dell'accessibilità.

«Il sistema ideato - ha spiegato Zoccano - garantisce la possibilità di ottenere siti accessibili alle persone con disabilità visiva e non solo e dimostra ancora una volta che non è necessario costruire un sito ad hoc, ma che le persone con disabilità possono utilizzare un sito "standard", se opportunamente progettato, un sito accessibile, esteticamente accattivante e senza costi aggiuntivi». (C.G. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (chiagiorgi@gmail.com).

Torna all'indice

Il Gazzettino del 14-05-2017

Storie sull'Acqua La mappa di Anna, suoni e odori per dare un nome ai campi e ai rii

VENEZIA. Tutto il mondo vuole vedere Venezia. Ma, dietro i luoghi da cartolina, la sua essenza si nasconde allo sguardo. Ogni pietra e ogni rio hanno una storia da raccontare e Anna Ammirati le conosce nel dettaglio: a Castello chiama per nome ogni ponte, al solo passarci sotto in barca. Sa sempre esattamente dove si trova, il campo, l'incrocio dei rii, le rive. È nata all'Arsenale 65 anni fa, ipovedente e oggi fa da guida nei giri in barca di chi vuole conoscere la Venezia che non si vede, ma che si annusa, si ascolta, si percepisce. Come ha imparato a fare lei che non poteva vedere nei continui giri in barca da bambina con lo zio che voleva farle conoscere e riconoscere tutta la città. Il tour tra i canali è associato all'opera «Catalonia in Venice_La Venezia che non si vede», dell'artista catalano Antoni Abad. Il progetto, presentato in occasione della Biennale Arte al padiglione catalano, consiste in una mappatura interattiva della città lagunare, accessibile a tutti, vedenti e non: attraverso l'app Blind Wiki gli utenti registrano le descrizioni audio dei luoghi, geolocalizzate grazie al gps dello smartphone. Partecipando al progetto, ciascuna persona ha avuto modo di esplorare Venezia per tradurre gli spazi, le architetture e le atmosfere in un racconto collettivo. Alla mappatura hanno collaborato cinquantacinque persone, tra ipovedenti e non vedenti, che per mesi hanno registrato descrizioni della città, in collaborazione con Ca' Foscari. A bordo di una sampierota con un vogatore, la voce di Anna narra la vita quotidiana tra i rii di Castello, com'era prima dell'era del grande esodo di residenti, accompagnata dal rumore del remo nell'acqua: si parte dal Cantiere navale di San Pietro di Castello e si ritorna allo stesso punto costeggiando prima fondamenta Sant'Anna, poi l'Arsenale. Anna deve la sua conoscenza di Venezia allo zio: «Quando ero ragazza lui ha avuto la pazienza di portarmi in giro per la città ricorda Mi leggeva i nomi delle calli dai nizioleti e mi spiegava la storia di ciascun luogo della città, così, piano piano, ho imparato a conoscere tutto a memoria». Un nizioleto e un suono vicino, tanti colpi di remo e un altro nizioleto con un odore nell'aria. È così che ha costruito la sua mappa. Attraverso i suoni e gli odori Anna ha «visto» la città cambiare negli anni, ha «assistito» allo spopolamento: «Una volta sentivo le voci dei bambini che giocavano nelle calli, ora sento solo qualche sporadico passante racconta Anna con nostalgia - È solo un ricordo l'odore del pesce grigliato, sparito assieme ai pescatori della zona che lo consumavano. Al posto dei profumi ci sono le puzze: gli odori di combustibile e di mucido hanno sopraffatto l'aroma salmastro della laguna». L'altra guida non vedente è Giulia Oblach, laureata in Mediazione culturale, che racconta la «città invisibile» anche in inglese: «Ogni tour è diverso dall'altro, cambiano le persone ma anche le sensazioni che danno i canali, mi baso molto sulle emozioni», sottolinea. Originaria di Spilimbergo, da tempo contribuisce alla mappatura interattiva di Venezia e ora si è trasferita in laguna per seguire da vicino il progetto dei tour: «Di Venezia amo il perdersi per poi ritrovarsi, come nella vita. Sapevo già le difficoltà che avrei trovato in città, ma il trasferimento è andato bene perché mi piaceva l'idea di lavorare in questo progetto artistico», racconta Giulia, che condurrà i tour fino alla fine della Biennale. «Spero che la mappatura di Venezia sia l'inizio di un percorso: ho capito che vorrei lavorare a contatto con la gente, nel settore dell'arte e dell'accessibilità». Al progetto ha partecipato con una collaborazione anche l'universita Iuav di Venezia. Per chi vuole sperimentare la Venezia che non si vede, il tour è gratuito, per quattro passeggeri alla volta, e dura circa 20 minuti. Per prenotare, tutte le informazioni si trovano sul sito su www.blind.wiki/venezia.

di Pierfrancesco Carcassi

Torna all'indice

Superando.it del 04-05-2017

Oney, che vede con il cuore

di Claudio Arrigoni*

«Vedendolo ballare - scrive Claudio Arrigoni, parlando di Oney Tapia, il campione paralimpico che nei giorni scorsi ha vinto il programma TV "Ballando con le stelle" - si guardava solo quanto era bravo. Niente di più. Il fatto che fosse cieco era il dettaglio di una condizione. Ma c'era, e non era da nascondere. Entrava nel cuore. E lui stesso dice: "Vedo con il cuore, non mi servono gli occhi"».

Era una di quelle belle sere che in Brasile portano alla primavera all'Engenhão, lo stadio dove abitualmente gioca il Botafogo, che lì chiamano anche "Nilton Santos", omaggio a uno di quei calciatori grande fra i grandi. Ma niente calcio quella sera. C'erano i campioni dell'atletica della Paralimpiade a riempire l'erba e la pista. E c'era anche Oney, cinque anni soltanto di buio, giunto in Italia da Cuba per giocare a baseball prima e a rugby poi, tree climber per lavoro ["arrampicatore sugli alberi", N.d.R.] e cieco per quel tronco libero nell'aria.

Aveva due passioni a Cuba: il ballo e lo sport. La seconda l'aveva ritrovata in Italia, prima con il torball ["calcio con palla sonora", N.d.R.], sport tipico di chi è cieco, poi con l'atletica, pedana e lanci. Quella sera fu suo l'argento nel lancio del disco alla Paralimpiade di Rio de Janeiro. Travolgente. Finì che in diretta su RaiSport cominciò a cantare Tiziano Ferro e fece cantare chi lo vedeva in Italia.

Poi ha ritrovato anche la prima dimensione lasciata alla partenza dall'Avana per l'Europa. Ci ha pensato Milly Carlucci e l'invito a partecipare a Ballando con le stelle, dove altri due atleti paralimpici avevano già partecipato: Giusy Versace, che aveva vinto l'edizione di due anni fa e Nicole Orlando, in finale lo scorso anno.

Oney Tapia è stato la nuova grande sensazione del programma che abbina il movimento perfetto al ritmo del corpo. Lo ha fatto mostrando le abilità. Come accade nello sport. La danza le sa esaltare.

Simona Atzori, ballerina le cui braccia sono «rimaste in cielo» (nella splendida definizione che le aveva dato Candido Cannavò nel suo mai dimenticato libro E li chiamano disabili) ne è l'esempio artistico. Oney lo ha sublimato ballando senza vedere.

Per imparare i passi aveva un metodo studiato con Veera Kinnunen, la sua maestra e compagna di ballo (il marito, Stefano Oradei, lo scorso anno era stato il maestro di Nicole Orlando): «Le appoggio le mani sulle spalle, poi sul bacino e infine sui piedi. E imito».

Ha saputo sorprendere. È stato il migliore. Con una qualità straordinaria: vedendolo ballare si guardava solo quanto era bravo. Niente di più. Il fatto che fosse cieco era il dettaglio di una condizione. Ma c'era, e non era da nascondere. Entrava nel cuore.

Ha saputo sorprendere anche chi lo conosceva. Come quando lo senti dire una cosa così: «Quel giorno? Una benedizione». Allora si capisce che Oney Tapia è un campione non solo sulla pedana dell'atletica o sulla pista da ballo. Eh sì, perché il giorno al quale si riferisce è quello in cui ha perso la vista, lui, un gigante che arriva dai Caraibi, nella terra della sua seconda vita. Dove sa insegnare a guardare in maniera diversa, come sa dire lui: «Vedo con il cuore, non mi servono gli occhi».

* Testo già apparso in "InVisibili", blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo "Oney trionfa ballando (e vedendo) con il cuore". Viene qui ripreso - con alcuni riadattamenti al diverso contenitore - per gentile concessione.

Torna all'indice

Messaggero Veneto del 16-05-2017

L'ingegnere avianese al top nel tennis per non vedenti

Renzo Del Cont tra i protagonisti del torneo internazionale di Alicante. Battuto dal vincitore giapponese, si è imposto nel tabellone di consolazione.

AVIANO. Una medaglia, tanta soddisfazione e un'esperienza unica: è quello che ha messo nella valigia di ritorno da Alicante Renzo Del Cont, quarantatreenne avianese, non vedente, che ha partecipato con la rappresentativa italiana al primo torneo internazionale di tennis per ciechi nella città spagnola. «Faccio padre della nazionale - racconta Del Cont -. È una selezione tra i tennisti non vedenti e ipovedenti. Abbiamo cominciato l'attività oltre due anni fa a Pordenone e ci alleniamo nella palestra delle scuole Gabelli».

Del Cont è stato chiamato a far parte della rappresentativa con i colori italiani al primo torneo internazionale che si è svolto in Europa di questa disciplina. Gli atleti italiani sono allenati dall'argentino Eduardo Silva. Il tennis per non vedenti e ipovedenti è nato in Giappone nel 1984, pensato da Miyoshi Takei, non vedente dalla nascita che aveva ideato una pallina particolare, di gommapiuma con all'interno un sonaglio, in modo da poter percepire direzione e velocità. Da questo studio che Takei ha svolto con il suo insegnante di educazione fisica è nato il tennis per non vedenti e ipovedenti che ha poche regole diverse da quelle del tennis classico.

Al torneo di Alicante hanno partecipato atleti di 14 Paesi, compresi Giappone e Australia. «Il torneo ha preso avvio con le fasi di classificazione - afferma Del Cont - e la valutazione per cercare di capire come fare i gironi visto che è stato il primo torneo internazionale». I giocatori non vedenti hanno una maschera che protegge loro gli occhi, mentre la pallina ha al suo interno sonagli che consentono di capirne velocità e posizione e la racchetta è quella del tennis classico. Rispetto alle regole del tennis, nel "blind tennis" i rimbalzi ammessi sono tre, mentre per gli ipovedenti sono due.

Del Cont nel suo percorso si è trovato ad affrontare un giocatore messicano, uno spagnolo e un irlandese, ma niente ha potuto con il giapponese Hirofumi Ono che lo ha battuto e che ha vinto il torneo. «Mi sono difeso bene - sottolinea Del Cont - e questa è una gratificazione». Il tennista avianese è stato poi selezionato come testa di serie per il torneo di consolazione che ha vinto.

«È stata una bella esperienza - racconta - che mi ha dato la possibilità anche di raccogliere alcune soddisfazioni». Del

Cont adesso prosegue con il suo impegno sportivo e non soltanto. Un uomo da record non soltanto per essere tra i primi a cimentarsi in questa disciplina in Italia, ma il primo non vedente a laurearsi, qualche anno fa, in ingegneria all'università di Trieste.

di Donatella Schettini

Torna all'indice

Roma Daily News del 18-05-2017

Biennale ArteInsieme 2017: dal 21 maggio al 27 luglio visite tattili-sensoriali nei musei civici

Con un fitto programma di visite guidate e percorsi tattili - sensoriali all'insegna dell'accessibilità e condotti da operatori specializzati, Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, aderisce alla VII edizione della Biennale ArteInsieme.

A partecipare alla manifestazione, promossa dal Museo Tattile Statale Omero - Tactus Centro per le Arti Contemporanee, la Multisensorialità e l'Interculturalità, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca saranno i numerosi spazi del Sistema Musei Civici.

Nel dettaglio, saranno coinvolti: Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo dei Fori Imperiali - Mercati di Traiano, Museo dell' Ara Pacis, Museo di Roma a Palazzo Braschi, Museo Napoleonico, Galleria d'Arte Moderna, MACRO, Museo Pietro Canonica e Deposito delle Sculture di Villa Borghese, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Musei di Villa Torlonia (Casino Nobile e Casina delle Civette), Museo Civico di Zoologia.

Le visite guidate tattili-sensoriali si svolgeranno dal 21 maggio al 27 luglio e saranno gratuite con prenotazione obbligatoria al numero 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00).

Questi musei già ospitano il progetto "Musei da toccare" ideato con l'intento di realizzare musei "senza frontiere", a misura di tutti, e offrire all'intero pubblico la possibilità di accedere alle strutture museali e aree archeologiche, abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali e valorizzando le buone pratiche rivolte all'inclusione. Tra le tante iniziative, di recente attivazione, Art For the Blind, progetto sperimentale unico nel suo genere nato e pensato per il Museo dell'Ara Pacis 'da e per i non vedenti'.

Dopo il successo ottenuto dall'avvio di "Musei da toccare" è previsto un arricchimento dei servizi offerti e la progressiva estensione dell'iniziativa anche agli altri musei civici.

BIENNALE ARTEINSIEME.

Fin dal 2003 (Anno Europeo del Disabile), il Museo Tattile Statale Omero promuove la manifestazione allo scopo di favorire l'integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità e di quelle svantaggiate per provenienza da culture altre e per condizione sociale, attraverso la valorizzazione della cultura e dell'espressione artistica come risorse per l'educazione e la crescita personale di tutti.

La manifestazione rappresenta un'occasione per accrescere gli scambi tra le istituzioni, contribuendo alla diffusione e alla promozione delle attività volte ad agevolare l'accessibilità al patrimonio culturale e museale.

Info:visite guidate tattili-sensoriali gratuite con prenotazione obbligatoria al numero 060608 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.00)

Torna all'indice

Blog0 del 19-05-2017

"Trentino ad Occhi Chiusi", escursioni ed attività per non vedenti

Dare la possibilità di amare la natura anche a chi non può ammirarla con i propri occhi. Si chiama "Trentino ad Occhi Chiusi" ed è un esclusivo progetto che il Trentino, assieme all'Unione Italiana Ciechi, ha realizzato per l'estate 2017 per far vivere il territorio a turisti e persone non vedenti e ai loro accompagnatori, attraverso programmi, guide e strumenti specifici.

Una missione, quella di abbattere le barriere architettoniche, percettive e sensoriali, attraverso esperienze ad hoc di "immersione sensoriale", che saranno realizzate da giugno a settembre. Durante i weekend, infatti, malghe, rifugi, agriturismi e aziende agricole saranno utilizzate come teatri per creare momenti di partecipazione congiunta tra i non vedenti e i loro accompagnatori, tramite attività diversificate per contenuti tematici esperienziali e per differenti fasce d'età e si svolgeranno in indoor e all'aperto includendo echi, suoni e profumi della natura, al pari di silenzi, racconti e opere dell'uomo.

Tra le proposte avviate, ce ne sono alcune: si va dalle visite guidate alle fattorie per accarezzare gli animali, escursioni nei giardini botanici per annusare e conoscere i segreti delle erbe e delle piante officinali. Si passeggerà nei boschi per abbracciare gli alberi, si seguiranno percorsi sensoriali a piedi nudi, si svolgeranno attività ludico-didattiche per ragazzi e bambini e molto ancora.

Maggiori informazioni sulle varie attività e su come prenotarle sono disponibili sul sito.

di Angela Iannone

Torna all'indice

Corriere Adriatico del 28-05-2017

Sono i giovani i protagonisti della Biennale Arteinsieme

ANCONA. Quattro Testimoni, figure misteriose con la capacità di esprimere l'essenza magica dell'umanità, e le opere degli studenti. Sono quelle presentate nella mostra Mimmo Paladino e i giovani artisti, inaugurata nella Sala Boxe della Mole Vanvitelliana per la settima edizione di Biennale Arteinsieme, cultura e culture senza barriere, organizzata dal Museo tattile statale Omero, in collaborazione con ministero dei Beni culturali, quello dell'Istruzione, liceo artistico Edgardo Mannucci e Comune di Ancona, cooperativa Opera.

Le opere premiate.

Prima dell'apertura dell'esposizione, che si potrà visitare fino al 9 luglio, c'è stata la premiazione delle opere selezionate fra quelle di 1.500 studenti di 40 scuole di tutta Italia, una decina quelle delle Marche, oltre che di Argentina e Svizzera. A tutti i presenti, oltre 200 ragazzi, è stato consegnato un attestato di partecipazione perché, come ha detto il presidente del Museo Omero, Aldo Grassini, «essere qui è già un premio, un segno che speriamo possa contribuire a cambiare la cultura di questo Paese, per consentire l'accesso alle opere d'arte a tutte le persone, anche a quelle con disabilità visiva».

Tre le sezioni del concorso.

Tre le sezioni del concorso della Biennale, premiate ognuna con una borsa di studio di 500 euro, illustrate ai presenti dal curatore della mostra Andrea Socrati, che ha ricordato che sono 100 in Italia i musei che hanno aderito alla Biennale con «azioni di accessibilità alle proprie collezioni per persone con disabilità», e da Giulia Cester, che si è occupata della categoria musica. Per le opere di Arti figurative, ispirate a Paladino, testimonial di questa edizione, ha vinto Emanuele Cillaroto dell'Iis Vincenzo Ragusa di Palermo con la scultura Dentro la montagna. Per la sezione Musica, ispirata a Salvatore Accardo e al suo strumento, il violino, il riconoscimento è andato al Conservatorio Bellini di Palermo con Fire Symphony. Per i Libri speciali, testi multisensoriali con storie create dagli studenti, novità della Biennale, il premio è stato vinto, per quelli sul violino, da La sinfonia dell'amicizia della Direzione didattica primo circolo Cava de' Tirreni (Salerno) e, per quelli su Paladino, dalla Scuola italiana Cristoforo Colombo di Buenos Aires con la storia parlante

Questo è il mio sole.

La menzione speciale.

Menzione speciale per l'integrazione e l'accessibilità è andata a Il cavallo con gli stivali di Valeria Mezzoleni e Mohamed Gueye dell'Istituto comprensivo Ponte San Pietro di Bergamo. «Tutti voi, che avete lavorato nel confronto intergenerazionale - ha detto l'assessore comunale alla Cultura, Paolo Marasca -, avete dimostrato che l'arte è un fattore sociale di crescita e che, rispetto al digitale, si riprende il proprio compito civile. Sono certo che non lo dimenticherete».

di Paola Cimarelli

Torna all'indice

Vivere Ancona del 13-05-2017

La Guernica arriva al Museo Omero

ANCONA. Sabato 13 maggio alle ore 17,30 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona la Libera Università I Cinque Castelli (Agugliano - Camerata Picena - Offagna - Polverigi - Santa Maria Nuova) consegnerà ufficialmente al Museo Tattile Statale Omero la riproduzione in ceramica della celebre dipinto "Guernica" di Pablo Picasso. La Guernica "tattile" è "un'opera collettiva" di cm 140 x 280 che visto impegnati 11 allievi del laboratorio di ceramica curato dall'insegnante Laura Carnevali nell'anno 2015-2016 in più sedi, dal Castello del Cassero (Camerata Picena) al Centro Sociale di Polverigi al "Laboratorio Amorina".

Sabato 13 maggio alle ore 17,30 è previsto il saluto delle autorità comunali, l'intervento del Presidente Museo Omero, Aldo Grassini, e del Presidente della Libera Università Cinque Castelli, Giacomo Santilli; seguirà la presentazione dell'opera da parte di Annalisa Trasatti e Laura Carnevali. Saranno presenti gli autori: Paola Canella, Anna Maria Leonelli, Massimo Spigarelli (Agugliano) - Stefano Baldoni (Ancona) - Carla Ruello (Camerata Picena), Livio Balzani, Francesca Galassi, Elisa Pierantoni (Offagna) - Amorina Agostinelli, Daniela Cantori, Laura Carnevali, Giacomo Santilli (Polverigi). La Guernica, che viene consegnata simbolicamente nell'ottantesimo anniversario della sua realizzazione (1937 - 2017), sarà accolta nelle sale espositive del Museo Omero.

Torna all'indice

Giornale dell'arte del 05-05-2017

Arezzo, tre musei del Casentino aprono le porte ai ciechi e agli ipovedenti

Percorso in Braille nel Museo dell'Arte della Lana di Stia

Stia e Bibbiena (Arezzo). Le barriere percettive e sensoriali che nella maggior parte dei musei italiani i disabili della vista incontrano costantemente, in alcuni piccoli centri del Casentino, in provincia di Arezzo, sono state abbattute.

Nel piccolo e bellissimo paese di Stia vicino ad Arezzo, il Museo dell'Arte della Lana ha un nuovo percorso per ipovedenti e ciechi corredato di didascalie a caratteri grandi e in braille. Ai testi relativi ai punti salienti di ogni sala del museo sono affiancate le riproduzioni delle immagini in rilievo degli antichi strumenti simbolo dell'arte della lavorazione, prima artigianale poi industriale, dei tessuti del luogo, nell'Ottocento famosi in tutta Europa. In questo modo tutti possono «vedere con le mani» le cesoie per la tosatura, il fuso della filatura e la navetta della tessitura.

Anche il Museo Archeologico «Piero Albertoni» di Bibbiena ha introdotto l'utilizzo di strumenti di supporto alla visita per i ciechi inserendo in alcune sale ricostruzioni tattili con relativa didascalia in braille, così nella sala preistorica è possibile toccare strumenti originali in selce della zona del Casentino di 50mila anni fa. Nella sala dedicata al Lago degli Idoli, i visitatori potranno prendere in mano la riproduzione in bronzo di una statuetta etrusca di un guerriero del tutto simile alle centinaia esposte nelle vetrine. Particolarmente interessante la ricostruzione di una delle antefisse etrusche a testa femminile che ornavano un tempio della zona mentre le voce narranti spiegano, con tecnica sonora realizzata per gli ipovedenti, la storia del tempio e della trasformazione dei luoghi nel corso dei secoli. Ogni sezione del Museo è corredata di schede braille.

Anche la rete degli EcoMusei del Casentino, numerosi in molte comunità montane fatte di piccoli borghi, ha realizzato due scatole sensoriali itineranti per promuovere attività tattili legate alle tematiche delle sue numerose strutture in esposizione (dagli antichi utensili per la casa ai tanti strumenti agricoli dei contadini). Le scatole scomposte si trasformano in quadri materici a rilievo corredati da didascalie e supporti cartacei in braille.

Il progetto «Con gli occhi nelle mani. Alla scoperta dei tesori del Casentino» conduce i disabili anche alla conoscenza di alcune delle figure più caratteristiche dell'immaginario casentinese: il badalisco (mostro mitologico simile al basilisco), le fate, il diavolo, le «paure», faranno così parte della conoscenza, finora negata, dei disabili della vista.

I musei italiani sono tra gli ultimi posti in Europa per l'accoglienza dei ciechi, oltre un milione, e dei sordi: su oltre 4.500 musei, meno di cento hanno attrezzature in braille per i ciechi e rari quelli preparati all'uso della lingua dei segni per gli ipoudenti.

Informazioni: Museo dell'Arte della Lana, Stia, tel. 0575 582216, 338 4184121, museodellartedellalana.it

Museo Archeologico del Casentino «Piero Albertoni», Bibbiena, tel. 0575 595486, arcamuseocasentino.it

Unione Comuni Montani Casentino, Poppi, tel. 0575-50 72 72-70, uc.casentino.toscana.it

Torna all'indice

Stamp Toscana del 29-05-2017

"Pittura in punta di dita", le emozioni pittoriche leggibili per ipovedenti

FIRENZE. Domani, martedì 30 maggio 2017 alle ore 11.00 presso la Sala di San Pier Scheraggio, alla Galleria degli Uffizi, alla presenza del Direttore Eike Schmidt e delle responsabili dei Servizi educativi Silvia Mascalchi e Isabella Puccini sarà presentata la seconda edizione del progetto "Pittura in punta di dita", mostra tattile, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Grazie a Gianfranco Terzo, docente del Liceo Artistico di Porta Romana, che, con i suoi studenti del quinto anno, del settore di arte figurativa del Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze, hanno realizzato sette quadri con una tecnica inedita, particolarmente innovativa partendo da opere del Cinquecento e Seicento.

I quadri tattili sono prodotti nel Laboratorio di tecniche pittoriche e artistiche specializzato nelle tecniche antiche della pittura e diretto da Gianfranco Terzo, che dal 2014 insieme ai membri dell'Istituto per Ciechi ha studiato come rendere leggibile le immagini bidimensionali e favorire i non vedenti e ipovedenti nell'individuazione delle linee e dei colori presenti nelle opere originali.

Solitamente sono bianchi, i quadri per i non vedenti, mentre i quadri tattili con superfici colorate del professor Terzo e dei suoi studenti del Liceo Artistico di Porta Romana, sono adatti anche agli ipovedenti, per chiarezza e facilità di interpretazione. Per ottenere questo risultato sono state messe a punto tecniche particolari utili a rendere gradevoli al tatto le superfici, omogenei i colori e soprattutto resistenti allo sfregamento dei polpastrelli. Partendo da una tavola di base, il rilievo segue il disegno originale in forma di schiacciato tridimensionale ottenuto attraverso un impasto di resina e cellulosa, mentre la rifinitura superficiale è operata con resine altamente resistenti al tatto con capacità di mantenere la propria brillantezza nel tempo.

Nel corso di realizzazione dei lavori per "Pittura in punta di dita", i ragazzi sono stati bendati e stimolati alla comprensione delle esigenze del non vedente per "leggere" un quadro. Gli allievi scelti hanno dimostrato grandi capacità di modellazione e comprensione del fenomeno figurativo.

I sette quadri di questa seconda edizione vanno ad aggiungersi ai cinque quadri tattili donati nel 2015 e rappresentanti le madonne in trono arcaiche della collezione medioevale degli Uffizi.

Torna all'indice

focus

Superando.it del 31-05-2017

Invalidità civile: una serie di dati dell'INPS

di Andrea Pancaldi

Un recente rapporto prodotto dall'INPS contiene anche i dati riguardanti le prestazioni legate all'invalidità civile e pur con una serie di necessarie precisazioni e distinguo, appare certamente utile esaminarne soprattutto la ripartizione geografica, le prestazioni per target di utenza, la distribuzione per fasce di età e sesso, senza mai dimenticare - come indispensabile punto di riferimento - le troppe affermazioni fuori luogo presenti sugli organi d'informazione, ogniqualvolta si addentrino nel tema dei cosiddetti "falsi invalidi".

L'INPS ha pubblicato nella serie Statistiche in breve (marzo 2017) i dati delle pensioni erogate in Italia. Per quelle di tipo "previdenziale" - che hanno alle spalle quindi dei versamenti di contributi - i dati non includono però i dipendenti pubblici e la gestione ex ENPALS (Settore Sport/Spettacolo). Il rapporto contiene anche il resoconto delle prestazioni legate all'invalidità civile.

A tal proposito, il totale delle prestazioni erogate agli invalidi civili (invalidi civili, ciechi civili, sordi civili) è di 3.060.4901 di cui il 59,6% alle donne che, nella fascia delle persone ultraottantenni, sono più del doppio degli uomini.

Geograficamente sono così ripartite (pagina 11 del rapporto citato): Nord 34,4% (46% della popolazione); Centro 20,7% (20% della popolazione); Sud e Isole 44,8% (34% della popolazione).

In sintesi (pagina 7 del rapporto) le prestazioni per target di utenza sono così suddivise (le diciture sono quelle utilizzate dall'INPS):

- 223.958 a ciechi totali o parziali (7,3%);

- 61.001 a sordomuti (1,99%);

- 2.281.116 a invalidi totali (74,5%) (di cui 1.775.431 sono indennità di accompagnamento, il 58% delle prestazioni totali di invalidità civile erogate);

- 494.415 a invalidi parziali (16,2%).

Ricordiamo che il numero dei percettori, ovvero delle singole persone che ricevono le erogazioni, è inferiore al numero delle prestazioni, in quanto è possibile - se la percentuale e le condizioni reddituali lo consentono - ricevere anche più erogazioni (ad esempio una persona di 45 anni, invalida al 100%, con diritto all'accompagnamento e con un reddito inferiore a 16.532 euro, riceverà sia la pensione per invalidità civile totale che l'indennità di accompagnamento per invalidità civile totale). Il rapporto non ne riporta il numero, che è tuttavia presente nel sito dell'INPS alla voce Osservatori statistici/Prestazioni agli invalidi civili; l'ultimo dato disponibile è segnalato con la dicitura 2017 ed è di 2.629.7732.

Interessante è ancora la distribuzione per fasce di età e sesso, che conferma un'età media di vita più alta per le donne e il crescere dei livelli di non autosufficienza all'aumentare dell'età, con percentuali che si alzano di molto tra gli ultraottantenni (pagina 16 del rapporto):

- uomini (41,4% delle prestazioni di invalidità civile erogate): 12% minori di 20 anni; 50,5% tra 20 e 65 anni; 37,5% ultrasessantacinquenni di cui un 22,7 di uomini ultraottantenni;

- donne (59,6% delle prestazioni di invalidità civile erogate): 5% minori di 20 anni; 34,1% tra 20 e 65 anni; 60,9% ultrasessantacinquenni di cui il 46,3% di donne ultraottantenni.

Ricordiamo infine, facendo riferimento alle tante imprecisioni presenti sui media, che sin troppo spesso confondono tra loro termini di natura diversa ("disabili", "invalidi", "handicappati"), che le prestazioni legate all'invalidità civile - rientranti nelle prestazioni "assistenziali" - non vanno confuse con le pensioni INPS erogate come "invalidità previdenziale" a lavoratori che abbiano almeno cinque anni di contribuzione e che nel 2016 (senza contare, lo ricordiamo, i dipendenti pubblici ed ex gestione ENPALS), sono tra lavoratori privati e autonomi un totale di 1.006.999 (pagina 5 del rapporto). Il dato di quelle erogate ai dipendenti pubblici è disponibile nel Bilancio sociale INPS 2015 ed è di 233.672.

Per completare in un certo senso il quadro riferito in generale alla "disabilità" (al di la della tipologia, della data, del motivo di insorgenza e del contesto in cui essa nasce e/o viene certificata), e alle prestazioni economiche ad essa connesse, è necessario aggiungere:

- il numero delle "rendite" erogate dall'INAIL3, a causa di effetti invalidanti dovuti ad infortuni sul lavoro (628.868 nel 2016, di cui l'87,7% a uomini);

- le 383.055 pensioni o assegni sociali, ricompresi anch'essi nelle prestazioni "assistenziali", che originano (al compimento del sessantaciqnuesimo anno di età), da precedenti prestazioni di invalidità civile (pagina 6 del rapporto);

- le pensioni/assegni erogati agli invalidi per servizio (Forze Armate e Forze di Polizia) che erano 150.000 nel 2015 (fonte: sede nazionale dell'UNMS-Unione Nazionale Mutilati per Servizio);

- le pensioni erogate a mutilati e invalidi di guerra, che al 2014 (ultimo dato disponibile, fornito dalla sede nazionale dell'ANMIG-Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra) erano circa 300.000, comprensivi dei militari e delle relative reversibilità a vedove e orfani che per ovvie ragioni ne sono la parte più cospicua, oltreché delle prestazioni analoghe a chi è stato riconosciuto partigiano, alle cosiddette "medaglie" (che siano portatori di una qualche disabilità connessa ad eventi di guerra o meno) e infine alle vittime civili di guerra, sia dell'epoca 1939-45 sia di chi ha subìto danni causati da esplosione di residuati in tempi successivi. Per evidenti ragioni anagrafiche, le categorie di cui ai dati forniti dall'ANMIG diminuiscono sensibilmente di anno in anno: ad esempio, le prestazioni erogate ai soli militari/vedove/orfani erano 229.000 nel 2004 e dieci anni dopo sono scese a 131.000.

Sia per quanto riguarda l'invalidità per servizio che per quella di guerra, il numero di prestazioni e di percettori coincide e il riferimento amministrativo è il Ministero del Tesoro e non l'INPS.

Ci pare di aver "contato" tutti, ma non è escluso che qualcosa ci sia sfuggito4...

Da ultimo, ma non ultimo, chi segue da tempo le vicende riferite alla costruzione mediatica del "falso invalido" sa bene le infinite castronerie che si scrivono sui media. A parziale discolpa dei giornalisti va ascritta l'indubbia complessità della materia, figlia di mille leggi, di mille terminologie, di mille database, che a loro volta sono figlie del modello culturale che ha partorito questa impostazione e dei soggetti, pubblici e associativi, che lo hanno incarnato e declinato nel tempo.

Auguri, dunque, all'ICF [la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, fissata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.] e alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità!... Nonostante pochi giorni fa il sottoscritto abbia assistito ad una conferenza sui temi delle vaccinazioni alla quale era presente un noto professore universitario di Sociologia della Salute che, parlando delle persone colpite negli Anni Cinquanta da poliomielite, ha usato il termine «sciancati»...

Le fonti:

A questo link c'è la notizia sulle Pensioni 2017 nel sito dell'INPS.

A quest'altro, invece, il report dell'INPS Pensioni vigenti all'1.1.2017 e liquidate nel 2016 erogate dall'Inps.

Note:

1Come è noto, sono disponibili molteplici basi di dati riferite alle prestazioni, e ai relativi percettori, legate all'invalidità civile, prodotte ora dall'INPS - come i Bilanci Sociali, i Rapporti Annuali e molto altro ancora - ora dall'INPS e dall'ISTAT congiuntamente (come la serie Trattamenti pensionistici e beneficiari, di cui l'ultima disponibile è quella relativa al 2014). A volte i dati, pur essendo riferiti al medesimo anno, differiscono: ciò dipende dal diverso periodo in cui vengono estratti dal Casellario Centrale delle Pensioni. Il dato dell'INPS è una fotografia delle pensioni erogate a dicembre dell'anno che si prende in considerazione e quindi non comprende, ad esempio, quelle pensioni sospese per chi non si fosse presentato alla visita medico-legale di verifica straordinaria, oppure quelle pensioni il cui diritto sia sorto entro il dicembre dell'anno (quindi di competenza di quell'anno), ma la cui erogazione concreta (cassa) sia partita nei primi mesi dell'anno successivo.

La stima INPS-ISTAT, pur inerendo lo stesso anno di riferimento, è elaborata a partire da uno "scarico" del Casellario Centrale delle Pensioni effettuato nel mese di giugno successivo all'anno che si prende in considerazione, e che quindi comprende anche le pensioni che a dicembre erano state sospese e poi sono state "riattivate", o quelle la cui erogazione non era ancora avviata, ma che di quel periodo erano di competenza. Nel 2014, ultimo anno per cui si hanno a disposizione entrambi le rilevazioni, la differenza è di 347.426 prestazioni (in più nel rapporto INPS-ISTAT) e quindi al dato 2016 di 3.060.490 prestazioni, comunicato dall'INPS, è probabile che nei prossimi mesi vadano ad aggiungersi, con la pubblicazione di ulteriori rapporti, altre 300/350.000 prestazioni.

2 Un particolare ringraziamento va al personale degli uffici di UNMS (Unione Nazionale Mutilati per Servizio) e ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra), per la gentilezza e la sollecita cortesia nella fornitura dei dati e delle molteplici precisazioni ad essi connessi. Analogo ringraziamento va ai funzionari dell'ISTAT di Bologna e Roma, Marco Ricci e Corrado Peperoni, per la collaborazione prestata.

Torna all'indice

JOY Free Press del 15-05-2017

Impianti elettrici e disabilità: Norma CEI 64-21

Per poter stabilire se un impianto elettrico sia a norma, i requisiti di sicurezza sono indubbiamente fondamentali ma da soli non bastano a determinare la sua totale conformità agli standard europei. Una verifica impianto messa a terra, infatti, può essere finalizzata anche ad accertare tutte quelle caratteristiche tecniche che rendono un impianto perfettamente idoneo a soddisfare qualsiasi necessità degli utilizzatori, soprattutto in caso di particolari esigenze.

Il tema della disabilità, ad esempio, è uno tra i più importanti in seno alla società civile, che non riguarda solo opere e edifici pubblici. Proprio per questo ci soffermeremo in particolare sugli impianti elettrici progettati per persone con disabilità, ovvero della Norma CEI 64-21. Si tratta di una Specifica Tecnica molto importante perché fornisce le prescrizioni per gli impianti elettrici residenziali utilizzati da persone con disabilità o con specifiche necessità, e che integra e modifica in parte quelle contenute nel Cap 37 della Norma CEI 64-8 (nuove regole di conformità di un impianto elettrico).

Pubblicata nel dicembre 2016, CEI 64-21 è considerata un riferimento normativo fondamentale per la realizzazione di impianti elettrici in appartamenti abitati da persone con ridotta o impedita capacità motoria e/o sensoriale, indicate nel documento con l'acronimo P.N.A. In funzione della disabilità, che può essere permanente o temporanea e che può scaturire da infortuni, menomazioni, malattia o età avanzata, vengono individuate le specifiche necessità, suddivise in 9 tipologie (da D1 a D9).

Per ciascuna di esse corrispondono le dotazioni impiantistiche, suddivise tra necessarie, raccomandate e non consigliate. In sostanza, ci sono dotazioni imprescindibili che un impianto elettrico deve possedere (ad esempio la gestione termica), ed altre raccomandate in grado di migliorarne l'utilizzo. Oltre a contenere prescrizioni impiantistiche, la Norma CEI 64-21 fornisce alcuni suggerimenti operativi nelle aree, come ad esempio il quadro elettrico dell'unità abitativa e la gestione degli accessi di illuminazione, regolazione termica, allarmi ecc.

Pertanto, riferimenti normativi come la norma in questione sono importanti non solo per chi svolge il ruolo di verifica impianto elettrico, ma soprattutto per gli stessi progettisti ed installatori chiamati a rispettare quelli che sono gli standard di un impianto elettrico ad hoc, pensato per chi è affetto da disabilità.

Torna all'indice

L'agenda: appuntamenti del mese di giugno

- 9 UICI Lombardia - Riunione del Comitato Regionale Genitori

- 15 Brescia - Riunione dell'equipe del servizio "Intervento Precoce"

- 17 UICI lombardia - Riunione del Consiglio Regionale

ORDINE DEL GIORNO

1. decadenza del Consigliere Regionale Chiara Pitrelli per assenze consecutive ingiustificate (rif. comma 3, art. 23 Statuto Sociale): valutazioni e determinazioni;

2. approvazione del verbale della seduta precedente;

3. ratifica delle delibere adottate dall'Ufficio di Presidenza e dal Presidente;

4. comunicazioni della Presidenza Regionale e del componente la Direzione Nazionale;

5. inclusione scolastica: nuove disposizioni organizzative e normative di Regione Lombardia. Riferimenti, valutazioni e determinazioni;

6. finanziamento progetto "Azioni di Sistema a Rilevanza Regionale - Inserimento e Mantenimento Lavorativo delle Persone con disabilità sensoriale": valutazioni e determinazioni;

7. iniziative atte a favorire l'adozione della nuova procedura di gestione della contabilità da parte delle strutture territoriali: valutazioni e determinazioni;

8. progetti avanzati dalle Commissioni e/o dai Gruppi di Lavoro regionali: valutazioni e determinazioni;

9. progetto "Spazio Disabilità 2017-2019" di Regione Lombardia: punto della situazione, indicazioni operative, valutazioni e determinazioni;

10. progetto "Comunic@bilità" (Fondazione Cariplo): punto della situazione, valutazioni e determinazioni;

11. delibere di carattere amministrativo;

12. delibere di carattere organizzativo;

13. varie.

- 20 Varese - Conferenza stampa di presentazione del servizio "SpazioDisabilità" e del portale web Lombardia Facile

- 23 UICI Lombardia - Presentazione di nuovi ausili presso il Centro Regionale Tiflotecnico

- 30 UICI Lombardia - Estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria di Primavera

Torna all'indice



Cerca nel sito | Mappa del sito | XHTML 1.0 Valido | Torna ad inizio pagina
Copyright © 2006 - 2017 Consiglio Regionale U.I.C.I. della Lombardia. Codice fiscale 97006460154