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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Maggio 2017

SOMMARIO

Servizio spazio disabilità e portale lombardiafacile: per un'informazione consapevole e accessibile

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è svolta mercoledì 27 aprile a Milano presso Palazzo Regione Lombardia la conferenza stampa di presentazione del servizio "SpazioDisabilità: InFormAzioni Accessibili", alla presenza dell'Assessore al Reddito di Autonomia e all'Inclusione Sociale Francesca Brianza, dell'Assessore al Welfare Giulio Gallera e dell'Assessore allo Sviluppo Economico Mauro Parolini.

SpazioDisabilità è il servizio informativo di Regione Lombardia dedicato alle persone con disabilità, alle loro famiglie, agli operatori, ai volontari e alle organizzazioni pubbliche e private del settore.

Obiettivo del servizio è offrire risposte a ogni richiesta sui temi inerenti la disabilità: dalle tematiche giuridiche e legali (invalidità, agevolazioni fiscali, contributi e sostegni economici) ai servizi sanitari e riabilitativi, nonché ai quesiti afferenti la fornitura di protesi ed ausili, l'inclusione scolastica e lavorativa, le barriere architettoniche, i trasporti, le opportunità di tempo libero e turismo senza barriere.

SpazioDisabilità si presenta come uno strumento dall'alto "valore aggiunto", poiché può contare sul contributo delle principali reti associative rappresentanti le persone con disabilità in Lombardia. Accanto all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Lombarda quale capofila, al progetto prendono parte LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici), ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali), ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) ed ENS (Ente Nazionale Sordi).

SpazioDisabilità si rivolge da un lato ai cittadini, favorendo l'individuazione del servizio informativo più vicino o maggiormente adeguato alle loro esigenze grazie alla Banca Dati dei servizi informativi territoriali e, dall'altro, alle realtà associative operanti sul territorio regionale, con l'obiettivo di favorire il loro coinvolgimento in veste di punti informativi territoriali.

Dichiara l'Assessore Brianza: "Oggi lanciamo questa importante iniziativa, frutto del gioco di squadra tra diversi attori, già esistente, ma completamente rinnovata, perché da qui in avanti si arricchirà di contenuti e di offerte importanti". Un servizio, insomma, che non vuole proporsi come un semplice "sportello informativo", ma come uno spazio all'interno del quale tutti i soggetti interessati (persone con disabilità e le loro famiglie, le associazioni che le rappresentano e anche le istituzioni) possano interagire in maniera ottimale al fine di fornire tutte le informazioni necessarie per meglio aiutare la persona con disabilità.

Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia Nicola Stilla: "siamo fermamente convinti che un servizio come SpazioDisabilità rappresenti un ottimo esempio di collaborazione fra associazioni di tutela delle persone con disabilità e istituzioni. Troppo spesso le persone con disabilità vengono considerate solo in quando pazienti da assistere e certamente ciò non è positivo. Al contrario, riteniamo che queste ultime siano soggetti pienamente coscienti dei propri doveri all'interno della società, ma anche dei propri diritti. Proprio per questo motivo, servizi come SpazioDisabilità che hanno come finalità di diffondere quante più informazioni possibili, hanno delle enormi potenzialità se ben sfruttati. Noi come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti abbiamo sostenuto con convinzione il progetto in tutte le fasi del suo sviluppo e, man mano che il tutto prendeva forma, si è rafforzata in tutti noi la consapevolezza di quanto un dialogo sereno e costruttivo con le istituzioni sia stato il primo tassello per comporre quel mosaico che è il risultato finale".

Il progetto si svilupperà - si legge nella nota di Palazzo Lombardia - attraverso la creazione di un vero sistema territoriale in rete, con la presenza di un esperto presso gli Spazio Regione degli Uffici territoriali regionali e le 13 antenne territoriali associative (una in ogni capoluogo di provincia e due a Milano) e la realizzazione e lo sviluppo di Lombardia Facile come portale universale (in italiano e in inglese) per le informazioni utili al mondo della disabilità in Lombardia.

Il portale costituirà un punto unico di reperimento di tutte le informazioni sui servizi e sull'accessibilità del sistema lombardo con riferimento a mobilità e turismo, scuola e formazione, lavoro, sport, servizi sociali e sociosanitari, provvidenze e nei prossimi mesi vedrà aumentare quantità e qualità delle informazioni disponibili.

"Il senso del progetto sta tutto in questo nome, 'Lombardia Facile', che sta ad indicare che non ci devono essere ostacoli, limiti o preclusioni - ha spiegato l'Assessore Brianza -: che sia un sito internet, uno sportello territoriale o uno sportello predisposto dalle tante associazioni che operano sul territorio che fornisce le informazioni. Lo scopo è sempre lo stesso: facilitare, dare informazioni, dare accessibilità".

Il portale è raggiungibile all'indirizzo www.lombardiafacile.regione.lombardia.it; e-mail spazioDisabilita@regione.lombardia.it - tel. 02-67654740.

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UNITI È BELLO... GEMELLATI È MEGLIO, CONTINUA E SI ARRICCHISCE

Di Claudio la Corte e Mirella Gavioli

Il gemellaggio tra le sezioni U.I.C.I di Como e di Mantova, sugellato con una prima tre giorni in terra Mantovana lo scorso ottobre, si è coronato con la visita a Como della delegazione Virgiliana, capitanata dalla presidente Mirella Gavioli, affiancata dal consigliere Teresa Zampriolo e da valorosi amici sostenitori. Accolti con altrettanto calore nella sezione comasca, da dirigenti, soci, amici e collaboratori, dopo il reciproco scambio degli omaggi dedicati per l'occasione, guidati dai rispettivi presidenti Mirella Gavioli e Claudio la Corte,nei giorni 29, 30 aprile e 1° maggio,un nutrito gruppo di soci ed amici delle due sezioni, qualcuno proveniente anche dal centro-sud aggregatosi come in precedenza, per ricondividere questa entusiasmante esperienza, si sono riuniti, attratti da una proposta coinvolgente ed irrinunciabile, alla scoperta storico-ambientale di luoghi suggestivi, tra il lago di Como e Lugano, passando per la visita al museo del cioccolato, con una puntatina fino nel pian di spagna all'imbocco della val Tellina e della val Chiavenna.

Grazie al prestigioso e competente intervento del presidente comasco e delle guide formate ed appassionate che collaborano da anni con la sezione U.I.C.I locale, nonché alle attenzioni offerte a chi non vede, da parte dei nostri compagni di viaggio, si sono potuti apprezzare tutti i contenuti visibili ed invisibili dell'ambiente percorso e circostante, dei colori, dei panorami e della storia delle ville Lariane come villa Monastero, passando per l'abbazia di Piona dove abbiamo beneficiato anche dell'accoglienza benedetta del priore don Ludovico Manenti. In comune di Tremezzina, località Ossuccio, abbiamo potuto conoscere anche la storicità e la cultura dell'antiquarium, della chiesetta di Santa Maddalena e della "strada Regina", che costeggia un tratto del lago di Como, da cui si apprezza quella scheggia di calcare verdeggiante posizionata a perla nell'azzurro lago, che è l'isola Comacina sul cui sfondo, a cornice, si innalza una catena di monti, spolverati per l'occasione, da candida neve brillante al tramonto. Tra viaggio, cultura, storia ed enogastronomia, per non parlare della tanta e spontanea allegria, questa tre giorni in terra lariana e ticinese, è stata un autentico tour de force, quasi sempre accompagnati dalla presenza rigenerante del sole. L'ultima sosta alla scoperta dei gioielli della città di Como, è stata caratterizzata da una pioggia battente che non ci ha impedito però di poter godere a pieno di una visita riservata e suggestiva delle terme romane, aperte straordinariamente per la nostra presenza, condotta dalla professoressa Franca Aiani che, oltre alla storia e alla cultura, ci ha trasferito concettualmente e tattilmente, impagabili emozioni. Il Duomo di Como poi ci ha ospitati per un'altra indescrivibile esperienza che, oltre ai contenuti di storia ed architettura, ci ha permesso di poter apprezzare con mano ed in forma privilegiata, anche l'antica scultura. Sia in terra Mantovana che in terra Lariana, sono tante e tali ancora le bellezze inesplorate e da conoscere, che daranno modo di far crescere e valorizzare ancora a lungo questo gemellaggio storico-culturale, turistico ed enogastronomico, all'insegna dello slogan: "uniti è bello... gemellati è meglio", soprattutto per la volontà di accrescere i rapporti umani, di amicizia e di collaborazione sia tra le due sezioni che tra le tante persone sempre più coinvolte. "È infatti, impegno delle due sezioni, tenere sempre alimentata questa fiammella di fratellanza, che noi presidenti abbiamo voluto simbolicamente accendere e fattivamente concretizzare, auspicando che possa essere di positivo esempio e varcare anche altri confini. Sostenere valori quali l'amicizia, la collaborazione, la fiducia e la condivisione, mettendosi a disposizione con proposte, competenze, idee e risorse, è uno dei modi più concreti di dare voce al senso della nostra UNIONE e alla dignità delle persone non vedenti e ipovedenti, perfettamente inclusi ed in sintonia con gli amici vedenti che non smetteremo mai di ringraziare per le attenzioni e per il reciproco arricchimento interscambiato anche in questa occasione, così come immaginata, quasi cento anni fa, dai nostri padri fondatori.

Mirella Gavioli e Claudio la Corte

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UN POMERIGGIO DI MARZO

Su invito del mio amico Gaetano Marchetto - attuale Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Varese - mi sono recata in sua compagnia a fare visita a Bruna Malnati - la Presidente per antonomasia - attualmente ricoverata per problematiche varie di salute. "La Bruna", come è dai suoi amici e affezionati conoscenti familiarmente chiamata, ha vissuto recentemente la perdita della carissima sorella Rosanna cui era legatissima: ciò purtroppo ha reso ancor più fragili le sue già precarie condizioni cliniche.

La nostra presenza le ha permesso di trascorrere un tratto di un ventoso ma luminoso pomeriggio di marzo in serenità e letizia : tra un ricordo e l'altro Bruna non smetteva di ringraziarci, facendoci intuire come la malattia renda molto lunga la giornata anche se intervallata dalle attente cure del persale medico-infermieristico. Il ricordo di Rosanna è stato da noi mitigato attraverso la lettura delle numerose testimonianze di cordoglio e di partecipazione giunte all'Unione: la cara sorella ha rappresentato una costante presenza, non solo in famiglia per Bruna, ma anche per tutti coloro che hanno dovuto negli anni affrontare la grave disabilità della vista. Le delicate parole di Rosanna sempre rassicuranti, unite a una sua disponibile e cordiale capacità di accoglienza - riconosciute da parte di tutti coloro che la conoscevano - hanno davvero permesso a Bruna di sentire Rosanna ancora spiritualmente presente in quel momento con noi, ma comunque sempre ancora vicina a lei.

Le abbiamo poi raccontato di due momenti significativi per la nostra Città e purtroppo della sua davvero spiacevole assenza per tutti noi : il 28 novembre scorso, in occasione della consegna di una pergamena dedicata al Volontariato e all' Associazionismo, quindi anche all'U.I.C.I., con la medaglia del Bicentenario dell'elevazione di Varese al rango di città; successivamente a dicembre, in occasione della Festa di S. Lucia, quando ho avuto il gradito ruolo di moderare la mattinata caratterizzata dal racconto storico dell'Unione attraverso numerose testimonianze. Il trentennio della Bruna, ( 1971 - 2001 ) che io ho definito "d'oro" perché fervido di attività e ricco di significative realizzazioni in molti ambiti ( organizzazione scolastica, inserimento lavorativo, acquisizione della pensione, ecc. ecc.) è stato ricordato da Angela Mazzetti - la mitica professoressa sempre guidata dal suo fedele e amato collie - che ne ha poi raccolto, nel 2001, il testimone, proseguendo e incrementando varie attività ( ristrutturazione della sede, collaborazione allargata ad altre associazioni nonché a diverse amministrazioni pubbliche, ecc. ecc. ).

Ovviamente i ricordi di allora caratterizzati da impegno non indifferente per il raggiungimento dei risultati, non sono stati esenti, come in tutti i fenomeni esistenziali, da critiche - così ci ricordava commossa la nostra carissima ex Presidente - anche se la gratitudine partecipata di molti l'ha accompagnata come un vero sostegno lungo l'accidentato percorso. Bruna e io ci siamo conosciute durante il periodo del mio servizio presso il Comune di Varese ( 1997 - 2002 ) nel ruolo di Assessore ai Servizi Sociali: ne è nata una collaborazione fattiva e costruttiva basilare per i lavori successivi. Bruna mi ha commosso durante l'incontro pomeridiano, quando mi ha ricordato che allora, appena sbocciavano i fiori nel giardino dell'Unione lei mi pensava con gratitudine, inviandomene un mazzo appena possibile: così con sorpresa li trovavo sulla scrivania rallegrandomi la giornata.

Quante riflessioni attorno al mondo dei non vedenti ho fatto spesso e volentieri: innanzitutto quanti passi, reali e metaforici, hanno fatto, quanti ostacoli hanno dovuto superare i nostri amici, a partire dal fondatore dell'Unione Nazionale Aurelio Nicolodi nel lontano 1920, fino alla "Marcia del Dolore", verso Roma, nel 1954......poi al riconoscimento graduale dei vari diritti spesso negati e al rispetto finalmente come persone con pari dignità. Sì, perché nei lontani anni '50 e '60 i ciechi chiedevano l'elemosina spesso fuori dalle chiese o presso i locali pubblici. Ben ricordava mia mamma - persona particolarmente attenta e sensibile a ogni problema di disabilità, in particolare quella della vista - la sorpresa che suscitava tra le sue clienti ( i miei genitori gestivano un panificio) il riconoscimento monetario che lei elargiva insieme ovviamente al pane, alle persone che si affacciavano con il bastone bianco: alla critica gratuita opponeva la sua ferrea convinzione che nulla paga la vista in quanto bene incommensurabile.

La nostra conversazione pomeridiana ha poi toccato argomenti di tipo scientifico, circa i progressi della medicina per patologie che sembravano irreversibili: coloro che sono affetti , per esempio, da retinite pigmentosa possono sperare in nuove applicazioni terapeutiche, con discreto recupero sensoriale. Anche se la vittoria è ancora lontana, non dobbiamo demordere ma continuare a sperare, soprattutto per le giovani generazioni o per qualunque malattia visiva ai suoi esordi. L'amico Gaetano dal carattere sempre gioviale e allegro, che ha saputo dare un senso a tutto ciò che la vita gli dato e gli ha tolto, ha affermato con sorprendente saggezza che a lui va bene così, non ha motivo per lamentarsi del suo "modus vivendi", ovvero è soddisfatto. Ritengo meritevoli di grande plauso queste affermazioni, in un momento storico in cui alla vita viene dato, troppo spesso, poco valore, in quanto diffuse sono l'indifferenza, la superficialità, l'attenzione verso dipendenze di ogni genere, con le ovvie conseguenze. Il dolore fisico o morale e la sofferenza in genere vengono poco tollerati: Gaetano e altri come lui che hanno saputo dare senso al quotidiano difficile e apparentemente insormontabile, dovrebbero essere ascoltati, per esempio in ambito scolastico, in quanto esempi viventi di equilibrio e di rispetto dei doni ricevuti o comunque compensati.

Ma Gaetano non smette mai di sorprendere e così avviandoci verso il parcheggio, dopo aver osservato da parte mia un meraviglioso paesaggio caratterizzato da una corona di monti parzialmente innevati e riflessi in uno spicchio di lago ancora più blu rispetto all'arrivo, correggo - scusandomi - la mia esclamazione sulla bellezza osservata, che purtroppo escludeva la partecipazione dell'amico. "No - mi risponde, dandomi una seconda lezione - quando una cosa è bella, è bella per tutti, per cui sono contento anch'io e tu non ti devi scusare ". Grande il nostro Gaetano che ha dimostrato, ancora una volta, con la sua particolare capacità di tipo empatico-relazionale, di sapere" leggere" tutto e tutti attraverso la profondità dell'anima, la quale ha uno "sguardo" diverso, a volte difficile da intercettare, ma infinitamente autentico. Grazie amico, per lo stupore che susciti ogni volta e per la capacità che ci trasmetti di andare "oltre"!

Infine un ultimo pensiero augurale da parte di tutti alla Bruna che a marzo ricorda il suo compleanno : sono tante le sue "primavere" ma noi ora, con l'augurio per le altre prossime da raggiungere e aggiungere, auspichiamo per lei una rapida guarigione e un sereno futuro percorso con numerosi aneddoti, ricordi, storie che avrà ancora da raccontarci. Con affetto.

ANNA MARIA BOTTELLI

Varese, 14 marzo 2017

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Runner in vista: camminate non competitive a sostegno dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Con il comunicato n. 58/2017, la Presidenza Nazionale rende noto che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus sarà protagonista di un'iniziativa, promossa da Proxima Spa e Larry Smith Italia, dal titolo "Runner in vista", patrocinata dal Coni e dal CIP. Si tratta di una camminata non competitiva di cinque chilometri che si svolgerà, in giorni diversi, in undici città italiane, da maggio a luglio 2017 per favorire l'incontro tra "runner" vedenti e non vedenti nella condivisione di un'esperienza unica: correre uniti, correre al buio.

Sarà una camminata con partenza e arrivo nei pressi dei Centri Commerciali promotori dell'iniziativa.

La partenza è prevista alle ore 9 nell'area esterna di ogni Centro Commerciale.

L'iscrizione alla camminata costa cinque Euro a persona e dà diritto al kit gara che comprenderà:

Per ciascuna tappa sono previsti mille kit gara. Oltre questo numero sarà comunque possibile partecipare, presentandosi il giorno della gara e devolvendo un'offerta libera (che darà diritto esclusivamente a camminare sul percorso e al ristoro finale, ma non al pacco gara). Pertanto per assicurarvi il pacco gara si invitano gli interessati ad iscriversi quanto prima e a presentarsi alle camminate almeno trenta minuti prima della partenza per il ritiro dello stesso.

Il ricavato sarà interamente devoluto alla nostra Unione e contribuirà a sostenere il programma di Fundraising "ESPLORA", rivolto allo sviluppo di progetti dedicati alla mobilità e all'orientamento.

Di seguito le tappe lombarde di Runner in Vista:

- Sabato 3 giugno Centro Commerciale Torri Bianche (Vimercate)

- Sabato 24 giugno Centro Commerciale Continente Mapello (Bergamo)

È possibile iscriversi alle camminate:

Sito ufficiale dell'iniziativa: https://runnerinvista.it

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/runnerinvista/

Instagram: https://www.instagram.com/runnerinvista/?hl=it

Linkedin: https://www.linkedin.com/company-beta/11068746/

Per ulteriori informazioni sull'iniziativa si invita a contattare Claudia ed Elena - tel. 06-69988-347 o 348 finale, e-mail fundraising@uiciechi.it

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Dal centro sant'alessio

Percorsi riabilitativo culturali per disabili visivi

Il Centro sant'Alessio, dopo il grande successo riscontrato nella prima fase del progetto "Percorsi riabilitativo culturali per disabili visivi", è lieto di comunicarVi la possibilità di accogliere gratuitamente nuove famiglie presso la sede romana da Maggio a Luglio 2017.

Gli ospiti avranno la possibilità di partecipare alle attività culturali, riabilitative e di counseling familiare svolte dagli specialisti del Sant'Alessio e di vivere momenti di svago nei luoghi più significativi della Capitale.

Il progetto è rivolto in via prioritaria alle persone che hanno un maggiore bisogno riabilitativo o che non hanno ancora avuto accesso ad una valutazione funzionale complessiva, in special modo alle famiglie in cui ci sono figli minori.

Il progetto è stato selezionato e finanziato dalla Fondazione Poste Italiane Onlus e si svolge in collaborazione con l'associazione Museum, i Musei Vaticani e i musei del Comune di Roma.

Per ulteriori informazioni e adesioni si invita a contattare l'Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero

06 51 30 18 222-259 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00) oppure a scrivere all'indirizzo e-mail urp@santalessio.org

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Redattore Sociale del 27-04-2017

"Lombardia Facile", il portale dell'accessibilità in tutta la regione

Inaugurato oggi con informazioni su come viaggiare, lavorare, fare sport, visitare musei e località turistiche. Promosso dalla Regione, è realizzato da sei associazioni. Alberto Fontana, presidente di Ledha: "Stiamo così dimostrando che le persone con disabilità sono cittadini attivi. E questo non è così scontato".

MILANO. Viaggiare, lavorare, fare sport, visitare musei e località turistiche: promette bene Lombardia Facile, il portale della Regione che offre informazioni "a 360°" per le persone con disabilità. Realizzato da sei associazioni - Aias, Anffas, Anmic, Ens, Ledha e Uici- è stato presentato questa mattina a Palazzo Lombardia. "Oggi non stiamo solo lanciando un nuovo sito web - ha spiegato Alberto Fontana, presidente di Ledha-, ma stiamo dimostrando che le persone con disabilità sono cittadini attivi. E questo non è così scontato".

Per ora la parte del sito più sviluppata è quella dedicata al turismo, con oltre 140 schede che descrivono l'accessibilità di musei, monumenti e luoghi di interesse paesaggistico. "La nostra ambizione è che la Lombardia diventi la regione più accessibile d'Italia -ha aggiunto l'assessore al Turismo Mauro Parolini-. Che sia capace di attrarre chiunque voglia venire nei nostri territori per una vacanza".

Lombardiafacile.it rientra in un progetto più ampio, Spazio disabilità, che mira anche alla creazione di una serie di sportelli fisici nelle diverse province. Da giugno 2017 un operatore di SpazioDisabilità sarà presente una volta al mese presso ognuna delle sedi di spazioRegione. Inoltre anche molte associazioni diventeranno "antenne territoriali" del progetto, offrendo orari di sportello nelle proprie sedi. "Dal 2018 offriremo anche un servizio in Lis negli sportelli di spazio disabilità", promette Nicola Stilla, presidente dell'Unione italiana ciechi (Uici). (dp)

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La Provincia di Varese del 01-04-2017

Un viaggio al buio tra arte e design. Il Museo Tattile strega Cattaneo

VARESE. Un'esperienza multisensoriale. Un percorso «al buio» tra oggetti e modelli per comprendere la realtà dei non vedenti. È questa l'iniziativa a cui ha partecipato ieri il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo visitando il Museo Tattile di Varese di via Caracciolo 46 (si trova in una parte di villa Baragiola).

Si tratta di un museo dove il territorio e mondo dell'arte, del design e dell'architettura si svelano attraverso il tatto. Nel museo vi è infatti una collezione di modelli tattili in legno, un'enciclopedia tridimensionale da sfogliare con le mani.

Oltre ai modelli, il museo ospita percorsi e installazioni multisensoriali, capaci di conciliare il divertimento con l'interesse per la sperimentazione. Si tratta di percorsi nei quali il visitatore ha modo di verificare, divertendosi, come i sensi parlino un linguaggio speciale capace di farci conoscere meglio e più approfonditamente tutti gli aspetti della realtà.

«Il museo tattile è una realtà unica del nostro territorio che aiuta a sperimentare nel concreto l'esperienza delle persone che non hanno il dono della vista. È significativo che le responsabili e i volontari svolgano un lavoro tanto prezioso nei confronti delle giovani generazioni sensibilizzando su un problema sentito e diffuso. Occorre continuare a lavorare e fare rete tra i soggetti e le realtà impegnate in questo settore. A Varese ci sono molte iniziative in atto e il museo tattile rappresenta uno tra gli impegni più significativi in questa direzione» ha affermato il Presidente Cattaneo, che è stato accompagnato nel percorso dal sindaco di Varese Davide Galimberti, da Livia Cornaggia e Dede Conti, due delle protagoniste della realizzazione varesina nata quasi sei anni fa e promotrici di tutte le attività del museo.

Il museo tattile di Varese accoglie oltre 4500 visitatori l'anno e rappresenta ad oggi un esempio sostanzialmente unico in Europa, perché esclusivamente dedicato all'esposizione di modelli tattili in legno, fruibili quindi tanto da vedenti quanto da non vedenti.

di Adriana Morlacchi

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L'Eco di Bergamo del 20-04-2017

Al Lazzaretto il ping-pong per non vedenti

BERGAMO. Anche a Bergamo nascerà una squadra di showdown, una disciplina sportiva simile al ping pong, che sta appassionando un numero sempre più alto di atleti non vedenti. L'Associazione Omero ha trovato una sede da destinare a questa attività sportiva al Lazzaretto, grazie all'interessamento della Provincia e al finanziamento degli Istituti educativi. «È uno sport che sta prendendo piede - spiega Alessandro Belotti, presidente dell'associazione -. Anche a Bergamo la promozione di questa disciplina troverà interessati». L'associazione si è rivolta alla Provincia per trovare fondi e luogo da destinare al progetto. Il presidente Matteo Rossi ha trovato interessante il progetto. La Fondazione degli Istituti educativi ha riconosciuto un contributo di 3 mila euro all'associazione che già conta, tra i suoi 230 iscritti, una settantina di atleti in diverse discipline. «La cifra serve a pagare l'affitto al Lazzaretto dove metteremo il tavolo da showdown, che acquisteremo a giugno, subito dopo che lo spazio sarà disponibile. In tutto il progetto ammonta a circa 10 mila euro, perché oltre al tavolo è necessario formare gli atleti e il futuro allenatore, attraverso i corsi della Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi (Fispic). Sono nostri fondi, ma se qualcuno volesse aiutarci, ne saremo felici» dice Belotti. Quali sono le regole dello showdown? Gli incontri individuali si disputano tra due giocatori, su un tavolo con angoli arrotondati e sponde laterali, con l'area di porta alle due estremità e con uno schermo trasparente al centro del tavolo. Si gioca con delle racchette tipo ping pong e con una palla sonora. Lo scopo è quello di realizzare gol facendo passare la palla sotto lo schermo centrale e quindi tenendola attaccata al tavolo da gioco. Negli incontri a squadre, giocano due team misti (maschi e femmine) da tre giocatori.

di Laura Arnoldi

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

1) Comunicato n. 52, diramato in data 04-04-2017

Concorso Internazionale in lingua francese - Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille

Riceviamo e diffondiamo

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Ecco a voi un nuovo ed inedito concorso in lingua francese. Un concorso di poesia, ma non solo.

Gli organizzatori hanno tessuto una tela per mettere in luce la poesia Haiku e la scrittura universale dei non vedenti: il Braille. La metafora è forte!

Ed i fini ambiti sono:

- promuovere l'accesso di tutti alla cultura,

- facilitare lo sviluppo della solidarietà,

- sviluppare l'apprendimento del Braille e il gusto della poesia.

La questione è semplice!

Se l'haiku costringe la mente a comprendere il senso con una molteplicità di significato delle parole, la conoscenza del Braille, di converso, consente al non vedente di accedere alla luce.

Il Braille non consentirebbe allora a un non vedente di cogliere una dimensione culturale nell'haiku?

Il regolamento reso pubblico durante la primavera dei poeti, il 18 marzo 2017, per la partecipazione al concorso richiede:

- iscrizione a coppie di due persone;

- invio postale al Museo Louis Braille a Coupvray (Francia), luogo di nascita di Louis Braille.

http://www.Braillenet.org/louis_Braille/maisnat.htm

- La produzione da uno a tre haikus per coppia, accompagnati dalla rispettiva trascrizione in Braille.

I partecipanti potranno concorrere nella loro lingua madre, con la condizione di aggiungere la traduzione in francese e la trascrizione del francese in Braille.

Cronologia e scadenze:

- 18 marzo 2017: lancio del Concorso Internazionale in lingua francese Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille. Ricevimento a Coupvray (Francia), luogo di nascita di Louis Braille.

- 21 marzo 2017: Giornata Mondiale della Poesia. Diffusione del regolamento della 1^ edizione.

- 8 settembre 2017: Giornata Internazionale dell'alfabetizzazione. Data di ricezione a mezzo posta dei primi elaborati presso il Louis Braille Museum di Coupvray;

- 4 gennaio 2018: Anniversario della nascita di Louis Braille. Ultima data di ricezione a mezzo posta degli elaborati presso il Louis Braille Museum di Coupvray

- 21 marzo 2018: Pubblicazione dei risultati della 1^ edizione del Concorso Internazionale in lingua francese Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille. Diffusione del regolamento della 2^ edizione.

Contatti

Come anteprima del concorso e nell'intento di sviluppare il dialogo e gli scambi, è disponibile la pagina di facebook: https://www.facebook.com/groups/776173259199705/?ref=bookmarks

Contatto dell'organizzatore, l'associazione "La Culture di l'Art": laculturedart@gmail.com

Referente italiano per la traduzione degli haiku in francese Miriam Bonvini: miriam.bonvini@gmail.com

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2) Comunicato n. 55, diramato in data 06-04-2017

Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA)

Dopo più di quindici anni dalla loro entrata in vigore nel 2001, sono finalmente stati aggiornati i Nuovi Livelli Essenziali di assistenza (LEA), ovvero l'insieme di tutte le prestazioni, dei servizi e degli interventi che i cittadini hanno diritto a ricevere dal Servizio Sanitario Nazionale, gratuitamente o dietro pagamento di ticket, sulla base di specifiche condizioni cliniche e fisiche.

I nuovi LEA sono disciplinati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12.1.2017, pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017.

Nel decreto è anche contenuto il nuovo Nomenclatore delle prestazioni sanitarie protesiche e degli ausili riportato negli allegati 2, 4 e 5, il cui ultimo aggiornamento risaliva al 1999.

Di seguito si riportano, in sintesi, le disposizioni di maggiore interesse per i ciechi e gli ipovedenti e le loro famiglie, ivi comprese le proposte, purtroppo non completamente accolte, che l'Unione ha presentato alle autorità competenti.

Per ogni ulteriore chiarimento in materia, gli uffici della nostra Sede Nazionale sono a disposizione sia delle strutture UICI sia dei singoli utenti.

Vive cordialità

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

ATD (rn/LC)

S:AgenziatuteladirittiNataleNomenclatorecomunicatodecretolea

LEA

Per quanto riguarda i LEA, il decreto interviene sostanzialmente su quattro fronti:

1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal SSN;

2. descrive dettagliatamente le prestazioni e le attività oggi già incluse nei LEA;

3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche ed invalidanti che danno diritto all'esenzione;

4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell'assistenza protesica.

Molte sono le novità che il decreto introduce.

In generale, nell'ambito dell'assistenza sanitaria di base, viene ad essere garantita dal Sistema Sanitario Nazionale, una serie di attività e prestazioni, fra le quali il controllo dello sviluppo fisico, psichico e sensoriale del bambino; la ricerca di fattori di rischio con particolare riguardo all'individuazione precoce dei sospetti di disabilità neuro-sensoriali e psichiche ed alla individuazione precoce di problematiche anche socio sanitarie.

In aggiunta, viene garantita l'assistenza domiciliare programmata per le persone impossibilitate a raggiungere lo studio del medico perché non deambulanti o con gravi limitazioni funzionali o non trasportabili.

Ai sensi dell'art. 16, rientrano tra le prestazioni ambulatoriali erogabili dal SSN anche le prestazioni ambulatoriali di chirurgia refrattiva cui si sono sottoposti soggetti che presentano determinate condizioni specificate nel Nomenclatore (di cui all'allegato 4b).

L'art. 17 riguarda l'assistenza protesica e in tale norma sono indicati gli elenchi delle prestazioni e le tipologie dei dispositivi (inclusi quelli provvisori, temporanei e di riserva) erogabili nei limiti e secondo le indicazioni cliniche e d'uso specificate nell'allegato n. 5.

Inoltre, è stato previsto che l'assistito possa, in accordo con il medico competente, indicare un dispositivo appartenente a una delle tipologie descritte negli allegati ma con caratteristiche strutturali, funzionali o estetiche non indicate nella descrizione, che sia tale da soddisfare specifiche ed apprezzabili necessità derivanti dal suo stile di vita o dal suo contesto ambientale- relazionale o sociale. In tali ipotesi, la Asl di competenza potrà riconoscere l'autorizzazione della fornitura, ma la differenza tra la tariffa (o il prezzo assunto a carico dalla Asl) per il corrispondente dispositivo incluso negli elenchi ed il prezzo del dispositivo fornito sarà a carico dell'assistito, così come tutte le prestazioni professionali correlate alle modifiche richieste o alle caratteristiche del dispositivo fornito.

Destinatari

All'art. 18 sono indicati i destinatari delle prestazioni di assistenza protesica.

Fra essi rientrano:

1. le persone con cecità totale, parziale ed ipovedenti gravi ai sensi della Legge n. 138/2001;

2. i minori che necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di un'invalidità grave e permanente;

3. le persone di cui al punto 1) affette da gravissime patologie evolutive e degenerative che hanno determinato menomazioni permanenti insorte in epoca successiva al riconoscimento dell'invalidità, in relazione alle medesime menomazioni, accertate dal medico specialista;

4. le persone che hanno presentato istanza di riconoscimento dell'invalidità o in attesa di accertamento dell'invalidità per i quali il medico attesti la necessità e l'urgenza di una protesi o ausilio;

5. le persone che abbiano subìto un intervento demolitore dell'occhio o affette da malattia rara.

Sono riconosciuti come destinatari anche le persone che hanno presentato istanza di riconoscimento dell'invalidità cui siano state accertate menomazioni che singolarmente, per concorso o coesistenza, abbiano comportato una riduzione della capacità lavorativa superiore ad 1/3. Hanno diritto ai dispositivi provvisori e temporanei anche le persone con enucleazione del bulbo oculare.

Sono confermate le procedure di sostituzione o riparazione delle protesi. In casi eccezionali per i soggetti affetti da gravissime disabilità, le Asl di competenza potranno garantire l'erogazione di protesi, ortesi o ausili non appartenenti ad una delle tipologie riportate dal Nomenclatore e con determinati requisiti nel rispetto delle procedure fissate dalle Regioni e dei relativi criteri e linee guida.

In materia di rinnovo delle prestazioni, la Asl di competenza autorizzerà la fornitura una volta trascorsi i tempi minimi riportati per ciascuna classe e secondo procedure indicate ad hoc. La fornitura di nuovi dispositivi potrà essere autorizzata in particolari casi di necessità terapeutiche o riabilitative, sulla base di una relazione dettagliata rilasciata dal medico prescrittore, che attesti l'inadeguatezza dell'ausilio in uso e la necessità del rinnovo per il mantenimento delle autonomie della persona nel suo contesto di vita. Il rinnovo del dispositivo potrà essere predisposto anche in caso di rottura accidentale o usura cui consegue l'impossibilità tecnica, la non convenienza della riparazione o la non perfetta funzionalità del dispositivo riparato, valutate da personale della Asl di competenza.

Ai sensi dell'art. 20, viene riconosciuto un secondo ciclo annuo di prestazioni termali per il trattamento della patologia invalidante agli invalidi di guerra e di servizio, ciechi, sordi ed invalidi civili.

All'art. 22 sono disciplinate le cure domiciliari, che vengono garantite alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità (con patologie in atto o all'esito delle stesse), adottando percorsi assistenziali a domicilio costituiti dall'insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico. La Asl di competenza assicurerà la continuità tra le fasi di assistenza ospedaliera e l'assistenza territoriale a domicilio. In relazione al bisogno di salute dell'assistito ed al livello di intensità, complessità e durata dell'intervento assistenziale le cure domiciliari vengono articolate su tre livelli (livello base, integrate di I livello, integrate di II livello ed infine di III livello).

Dall'art. 21 in poi vengono descritti i percorsi assistenziali integrati, sia domiciliari sia in strutture a carattere semiresidenziale e residenziale.

In particolare l'art. 27 disciplina l'assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità registrando poche novità rispetto alla precedente procedura e l'art. 34 tratta dell'assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità.

Per quanto riguarda il contenuto degli artt. 27 e 34 del decreto, si richiama l'attenzione sui seguenti aspetti.

Viene previsto che il SSN garantisca alle persone con disabilità complesse la presa in carico nell'ambito della prevenzione, cura e riabilitazione funzionale, attraverso un programma che abbia i seguenti caratteri:

a) individualizzato;

b) differenziato a seconda delle patologie affette e delle esigenze;

c) integrato da interventi sociali e socioassistenziali.

I programmi terapeutici e riabilitativi, individualizzati a seconda delle necessità, prevedono, fra l'altro, una valutazione diagnostica multidisciplinare, la collaborazione e il sostegno alle famiglie, attività di riabilitazione individuali e di gruppo in relazione alla compromissione delle funzioni sensoriali, motorie, cognitive, neurologiche e psichiche finalizzate al recupero e al mantenimento dell'autonomia in tutti gli aspetti della vita.

Sono previsti, altresì, interventi educativi di supporto alle autonomie e alle attività della vita quotidiana, consulenze specialistiche, collaborazione e consulenze con le istituzioni scolastiche per l'inserimento e l'integrazione nelle scuole in riferimento alle prestazioni previste dalla legge n. 104/1992 e, infine, interventi terapeutici-riabilitativi e socio-riabilitativi finalizzati all'inserimento lavorativo.

All'art. 34, invece, il decreto prevede che, nell'ambito dell'attività di assistenza semiresidenziale e residenziale, il SSN debba garantire alle persone con disabilità fisiche, psiche e sensoriali trattamenti riabilitativi basati sulle più moderne tecnologie nell'ambito di una presa in carico che prevede un progetto riabilitativo individuale (PRI) che definisca le modalità e la durata del trattamento.

In tale progetto riabilitativo individuale potranno essere previsti trattamenti delle seguenti tipologie.

Trattamenti residenziali

Sono così articolati:

1. di riabilitazione intensiva: rivolti a persone non autosufficienti di norma di durata del trattamento non superiore a 45 gg e con intervento di personale infermieristico per 24 ore;

2. di riabilitazione estensiva: rivolti a persone disabili non autosufficienti di norma di durata non superiore a 60 gg e con presenza di personale socio-sanitario per 24 ore;

3. socio-riabilitativi di recupero e mantenimento delle abilità funzionali residue: si articolano a seconda della tipologia degli ospiti che sono presenti nelle strutture residenziali socio-riabilitative e della gravità delle loro condizioni.

Le prime due tipologie di trattamento sono a totale carico del SSN mentre i trattamenti del punto 3) si distinguono a secondo dei fruitori:

- per i disabili in condizioni di gravità che richiedono un elevato impegno assistenziale e tutelare, sono a carico del SSN per una quota pari al 70% della tariffa giornaliera;

- per i disabili che richiedono un moderato impegno assistenziale e tutelare, sono a carico del SSN per il 40% della tariffa giornaliera.

Trattamenti semiresidenziali

Tali trattamenti prevedono:

1. trattamenti di riabilitazione estensiva rivolti a persone disabili non autosufficienti con potenzialità di recupero funzionale di norma non superiore a 60 giorni di trattamento, salvo eccezioni;

2. trattamenti socio-riabilitativi di recupero e mantenimento delle abilità funzionali residue, erogati congiuntamente a prestazioni assistenziali e tutelari di diversa intensità a persone non autosufficienti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali stabilizzate, anche in laboratori e centri occupazionali.

I trattamenti di cui al punto 1) sono a totale carico del SSN mentre quelli del punto 2) sono a carico del SSN per una quota pari al 70% della tariffa giornaliera.

È previsto, infine, che il SSN garantisca ai portatori di handicap individuati ai sensi dell'art. 3, comma 3, legge n. 104/1992 il concorso delle spese di cura e di soggiorno presso centri di altissima specializzazione all'estero, sia all'assistito sia al suo accompagnatore, con le modalità e nei casi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° dicembre 2000.

Il capo V riguarda l'assistenza ospedaliera e la sua articolazione mentre il capo VI tratta dell'assistenza specifica a particolari categorie inerente sia disabilità transitorie sia procedure di necessità ed urgenza in case di ricovero presso strutture sanitarie accreditate.

Per concludere, il decreto, rimanda a norme specifiche che verranno successivamente emanate dalle Regioni per le ulteriori discipline di dettaglio.

NOMENCLATORE

Le prestazioni elencate nel Nomenclatore (all. 4) sono, invece, disciplinate all'art. 15 e la loro erogazione è subordinata all'indicazione della ricetta o sospetto diagnostico (questa la novità) formulata dal medico prescrittore. La competenza spetta alle Regioni che disciplineranno le modalità di erogazione delle stesse.

Tutte le prestazioni e le tipologie di dispositivi di protesi, ortesi ed ausili tecnici costruiti su misura e quelli di serie sono garantite dal SSN e l'elenco è contenuto nell'allegato n. 5 del decreto.

In particolare, è utile evidenziare alcuni specifici aspetti della normativa.

Nel caso in cui risulti necessario l'adattamento o la personalizzazione di un ausilio di serie, il decreto prevede che la prestazione sia prescritta dal medico specialista ed eseguita da professionisti abilitati all'esercizio della professione sanitaria o arte sanitaria ausiliaria, nel rispetto dei compiti individuati dai rispettivi profili professionali.

Qualora l'assistito, "al fine di soddisfare specifiche, apprezzabili, necessità derivanti dallo stile di vita o dal contesto ambientale, relazionale o sociale", richieda, in accordo con il medico, un dispositivo con caratteristiche non indicate nel Nomenclatore, il medico dovrà effettuare una apposita prescrizione, riportando le motivazioni della richiesta, indicando il codice della tipologia cui il dispositivo appartiene e informando l'assistito sulle sue caratteristiche e funzionalità riabilitative-assistenziali. L'Asl di competenza autorizzerà la fornitura nelle modalità descritte precedentemente.

Procedura di erogazione

Le modalità di erogazione dell'assistenza protesica sono disciplinate in generale nell'art. 19 e sono definite in dettaglio nell'allegato 12 del medesimo decreto. Al riguardo non si rilevano particolari novità rispetto alla precedente normativa.

L'erogazione delle protesi, ausili ed ortesi avviene, in sintesi, secondo le seguenti modalità e si articola nelle seguenti fasi:

- formulazione del piano riabilitativo-assistenziale individuale;

- prescrizione;

- autorizzazione;

- erogazione;

- collaudo;

- follow up.

In ogni caso, le Regioni potranno adottare tutte le misure idonee per semplificare, agevolare e accelerare lo svolgimento della procedura, evitando di porre a carico degli assistiti o dei loro familiari adempimenti non strettamente necessari.

Il piano riabilitativo-assistenziale individuale, formulato dal medico specialista, deve riportare:

a. l'indicazione della patologia o della lesione che ha determinato la menomazione o la disabilità;

b. una diagnosi funzionale che riporti le specifiche menomazioni o disabilità;

c. la descrizione del programma di trattamento con l'indicazione degli esiti attesi dall'équipe e dall'assistito in relazione all'utilizzo della protesi, ortesi o ausilio a medio e a lungo termine;

d. la tipologia di dispositivo e gli adattamenti o le personalizzazioni eventualmente necessari;

e. i modi e i tempi d'uso del dispositivo, l'eventuale necessità di aiuto o supervisione nell'impiego, le possibili controindicazioni ed i limiti di utilizzo ai fini della risposta funzionale;

f. l'indicazione delle modalità di follow-up del programma e di verifica degli esiti ottenuti rispetto a quelli attesi dall'équipe e dall'assistito.

Responsabili della conduzione del piano e della verifica periodica dei risultati attesi, a medio e lungo termine, indicati dal piano stesso, sono il medico e l'équipe specialistica.

È previsto che le prestazioni di assistenza protesica che comportano l'erogazione dei dispositivi contenuti nel Nomenclatore vengano erogate su prescrizione del medico specialista, effettuata sul ricettario standardizzato del SSN. Anche in questo caso, le Regioni potranno individuare modalità e prescrizioni diverse.

In aggiunta, sono previste procedure di allestimento, adattamento e personalizzazione degli ausili di serie, se prescritte dal medico specialista ed eseguite da specifiche figure professionali previste dal decreto.

Sono parimenti erogate su prescrizione dello specialista le prestazioni di manutenzione, riparazione, adattamento o sostituzione degli ausili e dei loro componenti.

Si sottolinea che la prescrizione deve essere:

- coerente con il piano riabilitativo-assistenziale individuale;

- deve riportare la specifica menomazione o disabilità;

- indicare le definizioni e i codici identificativi delle tipologie di dispositivi;

- deve essere appropriata rispetto al bisogno dell'utente e compatibile con le caratteristiche del suo ambiente di vita e con le esigenze degli altri soggetti coinvolti nel programma di trattamento.

Al riguardo, le Regioni potranno promuovere l'ulteriore sviluppo dell'appropriatezza delle prescrizioni e del corretto svolgimento del piano riabilitativo-assistenziale individuale.

Come di consueto, l'erogazione della prestazione è autorizzata dalla Asl di residenza dell'assistito, previa verifica amministrativa della titolarità del diritto dell'assistito, della presenza del piano riabilitativo-assistenziale individuale e della completezza della prescrizione.

Le Regioni disciplineranno le modalità di rilascio dell'autorizzazione, anche in forma semplificata, prevedendo il tempo massimo per la conclusione della procedura da parte della Asl.

All'atto dell'erogazione di un dispositivo su misura, l'erogatore sarà tenuto a rilasciare una certificazione di congruità attestante la rispondenza del dispositivo alla prescrizione medica autorizzata, il suo perfetto funzionamento e il rispetto delle normative in materia. La certificazione viene allegata alla fattura ai fini della corresponsione della tariffa da parte della Asl di competenza.

Salvo casi particolari disciplinati dalla Regione, lo specialista prescrittore, responsabile della conduzione del piano riabilitativo-assistenziale individuale, unitamente all'équipe multidisciplinare, avrà il compito di eseguire il collaudo di tutti gli ausili forniti ivi compresi quelli su misura. Il collaudo consiste in una valutazione clinico-funzionale volta ad accertare la corrispondenza del dispositivo erogato a quello prescritto e la sua efficacia per lo svolgimento del piano. Qualora il collaudo accerti la mancata corrispondenza alla prescrizione, il malfunzionamento o l'inidoneità tecnico-funzionale del dispositivo, l'erogatore o il fornitore è tenuto ad apportare le necessarie modifiche o sostituzioni.

Le Regioni definiranno il tempo massimo per l'esecuzione del collaudo e regolamenteranno i casi in cui lo stesso non venga effettuato nei tempi previsti.

Nei casi particolari, descritti prima, di fornitura in assenza di una prestazione di adattamento o di personalizzazione da parte del professionista sanitario o di altri tecnici competenti, l'avvenuta consegna del dispositivo prescritto è attestata dall'assistito stesso che in caso di malfunzionamento o di inidoneità tecnico-funzionale del dispositivo, richiede il collaudo al medico prescrittore.

In linea generale, le Regioni e le Asl dovranno assicurare le prestazioni di assistenza protesica che comportano l'erogazione dei dispositivi su misura inclusi nel Nomenclatore. Con accordo sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano saranno definite linee di indirizzo per la fissazione dei requisiti per l'accreditamento dei soggetti erogatori.

Similmente, le Regioni e le Asl definiranno accordi e stipuleranno contratti previsti dalla normativa vigente, con gli erogatori di protesi e ortesi su misura, ferme restando le tariffe massime delle prestazioni di assistenza protesica fissate dal Ministero della Salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Rimane garantita la libertà dell'assistito di scegliere l'erogatore delle prestazioni di assistenza protesica su misura cui rivolgersi.

Dal momento che non è stato ancora istituito il Repertorio dei dispositivi di serie, per la determinazione dei relativi prezzi di acquisto, le Regioni e le Asl dovranno stipulare contratti con i fornitori aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto espletate secondo la normativa vigente.

Nella valutazione delle offerte, le Regioni e le ASL adotteranno criteri di ponderazione che garantiscano la qualità delle forniture, la durata del periodo di garanzia oltre quello fissato dalla normativa di settore, la capillarità della distribuzione e la disponibilità di una gamma di modelli idonei a soddisfare le specifiche esigenze degli assistiti.

Le Asl assicureranno che i dispositivi di serie, a garanzia della corretta utilizzazione da parte dell'assistito in condizioni di sicurezza, siano applicati o messi in uso da un professionista sanitario abilitato all'esercizio della specifica professione o arte sanitaria ausiliaria, operante anche in convenzione.

Il Ministero della Salute adotterà le misure necessarie per monitorare il percorso degli ausili di serie, dalla produzione alla consegna all'assistito, a garanzia della qualità della fornitura.

Malattie rare - aggiornamento

Per concludere tutta la trattazione della materia, il decreto ha, inoltre, previsto un consistente ampliamento dell'elenco delle malattie rare (110 nuove entità tra singole, malattie rare e gruppi di malattie) ed importanti revisioni anche all'elenco delle malattie croniche. Inoltre, è stato introdotto lo screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l'estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale e della mappatura genetica in determinate condizioni e modalità.

Con l'aggiornamento dei LEA e dei Nomenclatori specifici viene istituita anche la Commissione nazionale per l'aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e la Promozione dell'Appropriatezza del Servizio Sanitario Nazionale, che avrà il compito ogni anno di aggiornare (e/o modificare) la lista dei livelli essenziali.

Azione dell'UICI

Per concludere questa disamina, va ricordato che l'Unione ha presentato delle importanti proposte di integrazione o modifica al testo del decreto e dei relativi allegati, alcune delle quali hanno trovato pieno accoglimento in relazione ai seguenti dispositivi inseriti nell'elenco del Nomenclatore (allegato n. 5):

- tra gli ausili per la vista: video ingranditore da tavolo, facendo inserire delle caratteristiche tecniche necessarie per l'utilizzo da parte delle persone non vedenti e pienamente accolte dal Ministero della Salute;

- tra gli ausili per telefonare: telefono a controllo a distanza, rispetto al quale sono stati inseriti dei requisiti tecnici specifici per le persone non vedenti;

- tra gli ausili per la lettura: sistema OCR (lettore automatico) specificando, in dettaglio, le modalità tecniche e la possibilità che tale ausilio possa essere prescrivibile in alternativa al software OCR.

Altre proposte, purtroppo, non hanno trovato un pieno accoglimento nonostante la loro fondatezza su dati tecnici e scientifici. Le stesse si possono così riassumere:

- bastone tattile bianco rigido, la proposta era di eliminare la parola "tattile";

- tra gli ausili per indicazione, segnalazione ed allarmi, la proposta era introdurre la specifica di "o parlante" in merito alla sveglia tattile;

- in riferimento ai display tattili per dispositivi informatici, nell'introdurre il requisito "di 20 caratteri" per il display Braille e nel caso della stampante Braille, nell'introdurre una velocità di stampa di almeno 100 caratteri;

- introduzione di altri due ausili specifici quali: "orologio da polso consultabile tramite vibrazione" per consentire la fruizione di tale ausilio anche alle persone sordocieche e "orologio tattile da taschino" presente già nel precedente Nomenclatore;

- tra i dispositivi d'ingresso alternativi, in merito alla prescrizione per il sistema per il riconoscimento vocale, oltre ai casi di estrema disabilità motoria, l'estensione anche "nei casi di perdita totale della vista in età avanzata con conseguente incapacità all'apprendimento dell'uso manuale di una comune tastiera";

- in merito ai sistemi televisivi per l'ingrandimento di immagini (video-ingranditore da tavolo, video-ingranditore portatile e software per ingrandimento) è stata ritenuta priva di logica la condizione che pone in alternativa la concessione dei dispositivi previsti con i sistemi galileiano e kepleriano. L'utilizzo di questi ultimi, infatti, precede nel tempo quello dei video-ingranditori; comunque detti sussidi assolvono a esigenze diverse da quella della lettura ingrandita essendo più legate alla mobilità e ad usi diversi da parte dei richiedenti.

In merito, invece, al Nomenclatore che descrive le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (allegato n. 4):

- attualmente per la riabilitazione del cieco e dell'ipovedente grave è stata introdotta una terapia delle attività della vita quotidiana articolata in un ciclo di 10 sedute individuali di 30 minuti ciascuna. La proposta avanzata dall'UICI era stata, invece, quella di aumentare le ore di sedute individuali a 90 minuti per due cicli completi di 20 sedute ciascuno;

- per la riabilitazione della funzione visiva negli ipovedenti è previsto un ciclo di 10 sedute individuali, mentre la proposta avanzata dall'Unione era quella di aumentare il numero delle sedute a minimo 20.

Comunque, l'azione dell'Unione, in riferimento alle parti non accolte né modificate dal Ministero della Salute, sarà da un lato, di continuo controllo affinché in tempi celeri possano essere attuati i futuri decreti attuativi e definite le azioni delle Regioni, dall'altro, una continua pressione sulle istituzioni governative e parlamentari, affinché tutte le proposte avanzate possano trovare un pieno riconoscimento a tutela della nostra categoria.

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3) Comunicato n. 57, diramato in data 12-04-2017

Soggiorno estivo "Raduno con cani guida" a Barcis (PN) 1-10 agosto 2017

La Commissione Nazionale Cani Guida in collaborazione con "STUDIO IN" propone, per l'estate 2017 a tutti i soci il Raduno con cani guida, che si svolgerà presso Barcis in provincia di Pordenone, nel comprensorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane patrimonio UNESCO (consulta il sito http://www.barcis.fvg.it/Home.3.0.html).

Si tratta di un soggiorno estivo, giunto alla sua seconda edizione, ideato per persone con disabilità visiva che possiedono il cane guida e per chi desidera avvicinarsi a questa realtà. Attraverso la presenza di operatori specializzati, vogliamo raggiungere due importanti obiettivi:

- offrire al team Conduttore/Cane l'opportunità di condivisione e confronto sulle varie problematiche che tale "coppia" affronta quotidianamente;

- permettere ai partecipanti, che non conoscono il cane come animale in senso generale e nel suo particolare ruolo di guida, quale fondamentale ausilio alla mobilità, di raccogliere informazioni provenienti dagli operatori e da persone con disabilità visiva che ne fanno esperienza diretta ogni giorno nei più vari contesti di vita;

Tutto questo avverrà in un luogo accogliente, ricco di stimoli e di spazi idonei che consentono momenti di socializzazione e di relax, anche per i nostri amici a quattro zampe. Il soggiorno si svolge in una casa per vacanze con servizi a gestione familiare, dislocata a pochi passi dal lago di Barcis. Le valli limitrofe sono ricche di percorsi strutturati e funzionali da vivere in tutta libertà e sicurezza.

Il personale specializzato coadiuverà gli ospiti nel potenziare le loro capacità, puntando a migliorare le competenze di mobilità di ognuno, in una cornice di condivisione e svago, tramite la gestione della relazione con il cane nei diversi contesti.

Proposte e attività

L'alimentazione e i premi per i nostri amici a quattro zampe, l'importanza del gioco, gestione in guida e in libertà, la comunicazione tra uomo e cane, toelettatura, leggi e regolamenti sull'accessibilità del cane guida, condivisione di esperienze personali.

Escursioni pratiche nel Parco Naturale delle Alpi Carniche, visita al Vajont, camminata nelle malghe in Piancavallo, Museo archeologico Montereale, quad, piscina, kayak, cantina vitivinicola.

Condizioni e costi:

12 partecipanti di cui 7 con cane guida, persone con e senza cane guida autonome nell'igiene e cura della persona

(4 camere singole e 4 camere doppie).

L'importo del soggiorno a persona è di € 1400 + 4% IVA per le 4 singole (4 Persone)

€ 1200 + 4% IVA per le 4 doppie (8 persone)

L'offerta include:

* n. 9 pernottamenti a pensione completa, biancheria da camera e da bagno, pulizie quotidiane;

* due operatori specializzati mobilità, due operatori specializzati mobilità e cane guida;

* Il trasferimento a/r Pordenone-Barcis;

* Varie attività ed escursioni, spostamenti locali;

Esclude:

Servizi a richiesta o a pagamento: viaggio a/r Pordenone, spese personali.

Anticipo: 50% al momento dell'iscrizione.

Saldo: restante 50% entro il 14 luglio 2017

I costi del soggiorno si potrebbero abbassare, qualora arrivassero quote di finanziamento al progetto, di cui siamo in ricerca e daremo notizia tempestiva.

Le prenotazioni saranno accolte in ordine di arrivo, sarà data priorità a coloro che non hanno partecipato al soggiorno nella sua precedente edizione, fino ad esaurimento posti, con scadenza al 15 giugno 2017.

Per informazioni e chiarimenti sull'iscrizione e il pagamento:

Coordinatrice Commissione Nazionale Cani Guida U.I.C.I. Elena Ferroni

email caniguida@uiciechi.it

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4) Comunicato n. 59, diramato in data 18-04-2017

UICI Firenze organizza: "CAMPUS FIRENZE 2017: UN CLICK VERSO L'INTEGRAZIONE"

Riceviamo e diffondiamo

L'iniziativa nasce dalla volontà di offrire ai giovani con disabilità visiva servizi di supporto a più livelli. Nel recente passato, la nostra organizzazione ha iniziato a promuovere attività per supportare i giovani studenti non vedenti ed ipovedenti nei vari passaggi del percorso formativo e nell'inserimento professionale, con particolare attenzione all'integrazione. L'integrazione dei disabili visivi può essere pienamente raggiunta solo se si presta particolare cura nel loro percorso formativo a necessità specifiche sia in termini di abilità sociali, sia di autonomia nell'uso di tecnologie dell'informazione e della comunicazione e di specifiche tecnologie adattate.

L'obiettivo generale è lo scambio di esperienze tra giovani non vedenti e ipovedenti. Si intende promuovere: l'incontro tra giovani disabili visivi con interessi e necessità simili. L'integrazione nell'ambito della formazione degli studenti con disabilità visiva porta molti importanti vantaggi. Tuttavia si rendono necessari spazi e occasioni di confronto e di scambio, che sono prerequisito alla cittadinanza attiva dei disabili visivi poiché permettono di acquisire consapevolezza delle future opportunità di studio e professionali, di sviluppare abilità specifiche (nelle tecnologie di ausilio, nello sport, in varie forme d'arte, ecc.) e di facilitare la reciproca collaborazione.

Obiettivi perseguiti

rafforzare la coesione sociale

Attività e fasi

Campus Firenze 2017 offre:

- laboratori e attività di formazione finalizzate a far comprendere le opportunità disponibili grazie alle più recenti tecnologie adattate e alle ICT in generale;

- attività culturali e sportive;

- attività di riabilitazione basata su orientamento e mobilità;

- scambio di esperienze tra esperti di tecnologie adattate.

I requisiti per partecipare sono:

- essere ipovedente grave, cieco parziale o non vedente

- avere tra i 15 e i 25 anni

- avere un accompagnatore maggiorenne ( preferibilmente con un'età inferiore ai 30 anni)

Sede di svolgimento

Spazio Reale - Via di San Donnino, 4/6, 50013 Campi Bisenzio FI. Alloggio in camera doppia con il proprio accompagnatore.

Destinatari del progetto

8 giovani disabili visivi fra i 15 e i 25 anni + 8 accompagnatori

Durata totale dell'attività: 6 giorni dal 9 luglio al 15 luglio 2017

Costi: le spese di trasferimento in occasione dell'arrivo e della partenza del Campus sono a carico dei partecipanti. Tutte le altre spese sono a carico dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Sezione Provinciale di Firenze.

Modalità di iscrizione: compilare il modulo allegato e inviarlo entro il 15 Maggio 2017 via fax al numero 055 588103 - via email a: firenze@irifor.eu.

Si terrà conto dell'ordine di arrivo delle domande, con priorità del 50% dei posti disponibili riservata ai ragazzi/e residenti in Toscana.

PROGRAMMA CAMPUS FIRENZE 2017

DOMENICA 9/7/2017

H 18 accoglienza e sistemazione negli alloggi ( camera doppia)

H 19 saluto Presidente UICI e cena

H 21 presentazione attività Campus / Giochi per conoscerci

LUNEDI 10/7

H 9-13 Corso Informatica ed ausili adattati

Pranzo

H 15-16 Introduzione collettiva al corso di orientamento e mobilità

H 16-19 Corso individuale orientamento e mobilità di 1,5 h per 2 partecipanti + attività sportiva calcio A5

Cena

MARTEDI 11/7

H 9-13 Corso Informatica ed ausili adattati

Pranzo

H 16-19 Corso individuale orientamento e mobilità di 1,5 h per 2 partecipanti + attività sportiva scherma

Cena

MERCOLEDI 12/7

H 9-13 Corso Informatica ed ausili adattati

Pranzo

H 16-19 Corso individuale orientamento e mobilità di 1,5 h per 2 partecipanti + attività sportiva Tennis

Cena

GIOVEDI 13/7

H 9-13 Corso Informatica ed ausili adattati

Pranzo

H 14-19:30 Gita culturale Museo della Lana a Stia con noleggio pullman Linea

Cena

VENERDI 14/7

H 9-13 Corso Informatica ed ausili adattati

Pranzo

H 16-19 Corso individuale orientamento e mobilità di 1,5 h per 2 partecipanti + attività sportiva judo

H 19 Consegna attestati partecipazione Campus

Cena

H 21:30 Spettacolo finale

SABATO 15/7

Colazione e partenza dei partecipanti

Per maggiori informazioni:

Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Sezione provinciale di Firenze

Via L. Fibonacci 5 - 50131 Firenze

Tel. 055 580319 - Chiedere di Lisa o Matteo

Fax: 055 588103

Email: firenze@irifor.eu

www.uicifirenze.it <http://www.uicifirenze.it/>

Il Progetto è realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze

______________________________________________________________________________________

Il file .doc contenente il presente comunicato ed i relativi allegati può essere scaricato tramite il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2017/04/COM%2059%20COMPLETO.doc

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5) Comunicato n. 60, diramato in data 20-04-2017

"Il Cammino (The Way) 18/25 agosto 2017

Anche quest'anno la Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, tramite la Commissione Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale, propone a tutti i soci, simpatizzanti ed amici, una grande opportunità alla portata di tutti? "IL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA IN 7 GIORNI" la cosiddetta "INDULGENZA", ossia gli ultimi 100 km di uno dei percorsi più famosi al mondo. Esso viene organizzato in maniera che vi possano partecipare anche persone che non hanno una preparazione atletica adeguata e per coloro che non sono più "particolarmente" giovani. In sintesi è per tutti?! Quindi affrettatevi a prenotare, perché i posti andranno a ruba?!

Questo programma, vuol essere una traccia di quello che si intende organizzare a nome e per conto dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Nazionale, avvalendoci di una delle sue sedi periferiche, la Sezione territoriale di Trieste, per una maggior comodità e logistica organizzativa. Vi invito pertanto a registrare i dati di riferimento del Coordinatore della Commissione Hubert Perfler, per qualsiasi dubbio, domanda o delucidazione: sede di riferimento è quella di Trieste 040/768046.

La segreteria della Commissione in Sede Centrale UICI, con il segretario Milvio Caputo è comunque a disposizione negli orari d'ufficio, dal lunedì al venerdì al numero 06/69988501 e-mail amministrazione.cnt@uiciechi.it

Sarà possibile che quanto indicato di seguito, subisca delle modifiche e/o varianti, non avendo il numero esatto dei partecipanti e soprattutto il prezzo varia molto a seconda della singola scelta . Ad esempio se uno volesse dormire negli ostelli in letti a castello e bagno in comune, come i pellegrini di un tempo, dimezza il budget di pernottamento, se mangia il menù del pellegrino o menù più elaborati, se pranza o mangia un panino per strada, ecc.ecc. ecc. Sono tutte varianti che incidono sul totale del costo della passeggiata. Noi predisponiamo una sistemazione comoda che preveda camera con bagno privato, in modo da potersi fare la doccia all'arrivo, senza dover fare code e attese estenuanti e soprattutto di avere la propria privacy.

Di seguito alcune indicazioni principali:

1) I partecipanti non devono superare il numero massimo di 60 compresi gli organizzatori e collaboratori. Sarò lieto, se necessario, di organizzare nuovamente l'evento se apprezzato e richiesto;

2) Il partecipante cieco assoluto deve avere un accompagnatore a causa del percorso in alcuni punti dissestato. (Abbiamo alcuni volontari a disposizione per i quali bisogna però, coprire le spese vive);

3) Il diritto di partecipazione è determinato dall'ordine temporale di prenotazione via e-mail, alla quale verrà data tempestiva conferma di prenotazione. E-mail : hubert_perfler@alice.it

4) Ottenuta la conferma di prenotazione, entro e non oltre 15 giorni, dovrà inviare allo stesso indirizzo copia del biglietto aereo per Santiago de Compostela (Spagna) e versare una caparra di 200 euro all'IBAN dell'UICI di Trieste : IT92O0503402200000000002388.

Questo ovviamente per permettere a tutti di partire da dove è loro più comodo. A quel punto, e non prima, sarà ufficialmente un partecipante accreditato;

5) Entro Lunedì 17 Luglio dovrà versare il saldo calcolato sulla base dell'effettiva e definitiva partecipazione, che verrà comunicato via E-mail una o due settimane prima della suddetta data.

Il costo approssimativamente stimato dell'organizzazione si aggira attorno ai

550,00 euro (100 euro in più se camera ad uso singola) e comprende :

Nella suddetta quota non sono comprese le seguenti voci:

Programma

18 Agosto 2017 - 1° giorno: Partenza da un Aereoporto Italiano per Santiago de Compostela con arrivo entro e non oltre le ore 22.30. Transfer dal aeroporto a Sarria. Arrivo a Sarria, sistemazione in hotel e pernottamento.

19 Agosto 2017 - 2° giorno: Sarria - Portomarin (21,5 km).

Per camminare con il fresco del mattino, si consiglia una non troppo tardiva partenza, considerando che per coloro che se la prendono comoda, ci sono 6 o 7 ore di passeggiata (compresa la pausa pranzo). Descrizione del percorso odierno: Prima colazione. Partenza direttamente dall'albergo per la 1° tappa, Sarria-Portomarín. Lasciato l'albergo, dopo pochi passi ci immettiamo sul percorso, unendoci idealmente e fisicamente alle moltitudini di pellegrini di ogni tempo. Fin dal primo passo si avverte l'atmosfera del Cammino. Risalendo la Rua Maior ci fermiamo a timbrare la nostra credenziale nella chiesa di Santa Mariña. Ci si vorrebbe soffermare ad ammirare ogni cosa: il monumento al re Alfonso IX, le insegne degli albergues, le conchiglie scolpite nel granito. In cima alla collina, la Capilla del Salvador ed il primo dei tanti cruceiros che troveremo lungo la strada, il convento dos Mercedarios, ma bisogna andare! In fondo alla discesa attraversiamo il ponte medievale e risaliamo attraverso un bosco di alberi plurisecolari. Raggiunto l'altopiano, non possiamo fare a meno di fermarci per visitare la chiesa di Santiago de Barbadelo. Proseguendo il nostro cammino, piccolissimi villaggi, con le loro minuscole chiesette, si alternano a boschi, campi coltivati, fonti e piccoli corsi d'acqua. Scendiamo infine verso il Rio Miño ed arriviamo a Portomarín. Sistemazione in albergo nel centro della cittadina, dominata dalla poderosa chiesa-fortezza di San Juan. Cena e pernottamento.

20 Agosto 2017 - 3° giorno: Portomarin - Palas de Rei (23,5 km)

Prima colazione. Partenza direttamente dall'albergo per la 2° tappa, Portomarín-Palas de Rei. Nel riprendere il Cammino, tra molti volti nuovi che ci salutano ed augurano "buen camino", cominciamo a riconoscerne qualcuno che ci è già familiare. La tappa odierna è caratterizzata da una lunga ma graduale salita verso Hospital de la Cruz e Ventas de Naron, punti più elevati del nostro viaggio. Anche oggi avremo l'opportunità di vedere luoghi storici e monumentali, tra cui il più importante, il monastero di Vilar de Donas, si raggiunge facendo una deviazione dal percorso. Scendiamo poi verso Palas de Rei dove si conclude la nostra seconda tappa. Dopo la visita della chiesa di San Tirso, posta all'entrata della cittadina, ci sistemiamo in albergo. Cena libera e pernottamento in Hotel.

21 Agosto 2017 - 4° giorno: Palas de Rei - Melide (15 km) Terza tappa del Cammino.

Il cammino abbandona Palas del Rei attraversando il campo Los Romeiros, tradizionale luogo d'incontro di pellegrini. Siamo nella Circoscrizione di A Ulloa, famosa per la produzione di formaggi. Con una piccola deviazione si raggiunge il Castello di Pambre, fortezza costruita da Gonzalo de Ulloa alla fine del XIV secolo. Da qui il Cammino inizia il suo percorso attraverso la provincia di La Coruña arrivando al villaggio di Leboreiro, dal chiaro sapore medievale. tra Laboreiro e Melide, uno dei tratti più belli del Cammino, si trova il paesino di Furelos dove il corso del fiume è sormontato da un grandioso ponte medievale. Tra la vegetazione della zona abbondano roveri, castagni, pini, eucalipti e betulle. Tra la fauna abbondano trote, pernici, conigli e cinghiali, mentre tra le coltivazioni spiccano ortaggi, mais e tubercoli. Prodotti artigianali: In questa zona si lavora il cuoio (borse, cinture, scarpe, bracciali...) Serata e cena libera, pernottamento in Hotel.

22 Agosto 2017 - 5° giorno: Melide - Arzùa (15 km) Quarta tappa del Cammino.

Dopo la colazione il viaggio inizia attraversando San Julián del Camino, una piccola città dove sorge un'interessante chiesa romanica. Si prosegue poi per Outeiro da Ponte, nel cui territorio si trova il Castello do Pambre, una delle fortezze meglio conservate in Galizia. Il pellegrino attraversa Pontecampaña, Mato Casanova, Porto de Bois e Campanellino. Il primo paese che si incontra dopo aver passato il confine con La Coruña è Coto, seguita da Leboreiro, che conserva un'antica strada romana. Poco dopo si vede apparire Disicabo, Furelos, con la sua chiesa parrocchiale dal secolo XIX e un ponte medievale dal secolo XIV, che conduce alla città successiva della ruta, Melide. Quest'ultimo paese ha una posizione centrale nel Cammino di Santiago, qui si fonde il Cammino francese con gli altri provenienti da Oviedo. All'ingresso del paese il pellegrino scopre una croce in pietra del XIV secolo, uno dei più antichi in Galizia. L'attuale chiesa parrocchiale è stata la chiesa del monastero di Sancti Spiritus. Continua il suo viaggio via Carballal, Ponte das Penas, Raido, Bonete e Castaneda. In quest'ultimo paese si trovavano i forni a calce per la costruzione della cattedrale di Santiago; e si narra che i pellegrini che passavano di qua portavano una pietra ciascuno verso Santiago aumentando così la loro penitenza. Dopo aver attraversato un bel ponte medievale, si passa per Ribadiso, e dopo questo paese si raggiunge la fine della tappa, Arzúa. Serata e cena libera, pernottamento in Hotel.

23 Agosto 2017 - 6° giorno: Arzùa - O Pino/O Pedrouzo (20 km) quinta tappa del Cammino

Il percorso odierno è breve e tranquillo, dopo aver percorso tappe brevissime da 15 KM. Cominciamo con allegria perché il giorno successivo entreremo a Santiago di Compostela, dove, oltre a visitare il sepolcro dell'Apostolo Martire, ci attendono molte altre meraviglie. A pochi chilometri da Santiago questa tappa attraversa numerose aree boschive, inizialmente di querce, pini e castagni e poi eucalipti. I ruscelli, dove un tempo i pellegrini si lavavano per arrivare puliti a Santiago, si susseguono e diventano sempre più numerosi. Infine si arriva a Pedrouzo, piccola cittadina circondata da eucalipti. Cena libera e pernottamento in Hotel.

24 Agosto 2017 - 7° giorno: O Pedruoso - Santiago de Compostela (19 km)

È arrivato il giorno in cui inizia l'ultima tappa del Cammino di Santiago. Abbiamo percorso una buona parte della Gallizia ed apprezzato secoli di storia... Dopo la colazione, comincia il percorso per Santiago de Compostela ove bisognerebbe arrivare entro mezzogiorno per non perdere la famosa messa con la benedizione per i pellegrini, che dopo tanta fatica, la meritano. Ciò comporterebbe però, una partenza molto mattinera ed un passo abbastanza spedito, considerando che mancano ancora 19 km. Per chi invece vuole prendersela comoda, avrà la possibilità di prendere la benedizione il giorno successivo prima di andare in aereoporto per il rientro in Italia. Arrivo a Santiago, pomeriggio libero e pernottamento in Hotel.

25 Agosto 2017 - 8° giorno: Santiago de Compostela

Prima Colazione in hotel. Giornata per visitare Santiago de Compostela con le sue affascinanti piazze e stradine porticate. All'interno della Cattedrale la tradizione invita i pellegrini a seguire vari rituali, il più importante e significativo è l'abbraccio al Santo. Poi si deve rispettare il rito pagano delle testate, che consiste nel dare 3 testate alla statua del Maestro Mateo nel portico della Gloria "affinché trasmetta la sua sapienza ed il talento". Nel primo pomeriggio, trasferimento per l'aeroporto di Santiago in tempo utile per il volo di rientro.

Il Coordinatore della Commissione Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale

Hubert Perfler

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6) Comunicato n. 61, diramato in data 20-04-2017

Benefici pensionistici lavoratori non vedenti: Legge 113/1985 e Legge 120/1991 - Circolare INPS n. 73 del 14 aprile 2017

Si fa seguito al comunicato Uici n. 3 del 3 gennaio 2017, per informare che finalmente è stata pubblicata dall'INPS la circolare n. 73 del 14 aprile 2017 Benefici pensionistici lavoratori non vedenti. Articolo 1, comma 209, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante le istruzioni necessarie alle proprie strutture periferiche ai fini del riconoscimento economico, ai lavoratori non vedenti, della maggiorazione dei quattro mesi anche nel sistema contributivo.

Dal dettato della circolare, sono confermate tutte le previsioni già anticipate con nostro messaggio inviato lo scorso 17 gennaio, di cui si invita a prendere attenta visione.

Con l'occasione, si ricorda che:

Fonte normativa: legge n. 113 del 29 marzo 1985, art. 9 comma 2; legge n. 120 del 28 marzo 1991, art. 2; legge n. 232 dell'11 dicembre 2016, art. 1 comma 209.

Fonte amministrativa: per la copertura economica dei quattro mesi quota retributiva di pensione, circolare INPS n. 173 del 26 giugno 1991; per la copertura economica dei quattro mesi quota contributiva di pensione, circolare INPS n. 73 del 14 aprile 2017.

Settori di riferimento: sia pubblico, che privato.

Destinatari: lavoratori dipendenti non vedenti, come disciplinati agli artt. 2 (ciechi totali), 3 (ciechi parziali) e 4 (ipovedenti gravi) della legge n. 138/2001, ovvero coloro che siano colpiti da cecità assoluta o abbiano un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, ovvero il cui residuo perimetrico binoculare (campo visivo) sia inferiore al 30 per cento.

Presentazione della domanda: a richiesta dell'interessato (la maggiorazione dei quattro mesi non si applica d'ufficio), secondo le diverse modalità invalse presso il settore e quello delle pubbliche amministrazioni. La richiesta dovrà essere accompagnata da documentazione probante la condizione di non vedente (verbale di riconoscimento medico-legale di Commissione collegiale e, solo per le categorie professionali, in luogo del verbale, l'attestazione di iscrizione all'Albo/liste professionali dei centralinisti telefonici non vedenti e dei masso e fisioterapisti non vedenti, quale certificazione sostitutiva e certificativa del diritto.

Decorrenza: per tutti i trattamenti pensionistici aventi decorrenza di pensione al 1° gennaio 2017. Per i trattamenti aventi decorrenza anteriore al 1° gennaio 2017, non sarà possibile richiederne la ricostituzione.

Ciò perché la norma istitutiva è inserita nella legge n. 232 del 2016 (Manovra di Bilancio 2017), che appunto è entrata in vigore il 1° gennaio 2017.

Il dettato della circolare rispetta quanto previsto secondo norma.

Sull'argomento, per un maggiore e utile approfondimento, si ricorda che sono disponibili sul sito, in "Formare ed informare", la lezione dal titolo Anzianità, vecchiaia e novità Legge di Bilancio 2017: tutte le regole per i lavoratori dipendenti non vedenti, funzionalmente collegata ad altra lezione dal titolo Il sistema del Calcolo pensioni, che si invita ad ascoltare con attenzione.

______________________________________________________________________________________

La versione integrale del presente comunicato, comprensiva della relativa documentazione allegata, è consultabile al seguente url:

http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/TestoCirc.asp?id=5559

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7) Comunicato n. 66, diramato in data 27-04-2017

Prestazioni INVCIV. Non computabilità dei redditi da casa di abitazione - circolare INPS n. 74 del 21 aprile 2017

Dopo una insistita e decisa azione di pressione condotta da questa Unione, finalmente è stata pubblicata dall'INPS la circolare n. 74 del 21 aprile 2017 Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Non computabilità del reddito da casa di abitazione, nella quale l'Istituto comunica che non verrà più preso in considerazione il reddito della casa di abitazione, ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità civile e sordità (categoria INVCIV).

Dal dettato della circolare, sono confermate tutte le previsioni già anticipate con nostri messaggi inviati il 20 ottobre ed il 18 novembre ultimi scorsi.

L'INPS, che in più occasioni è stato sollecitato dall'Unione a prendere una posizione dirimente, ha deciso di modificare il criterio per la concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità (vedi la pensione di cieco civile, soggetta, come è noto, al limite reddituale personale lordo annuale) e sordità, alla luce del consolidato orientamento positivo adottato in tal senso dalla Corte di Cassazione, che esclude dal computo dei redditi la casa di abitazione.

Fonti giurisprudenziali:

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 21529 del 2016

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 14026 del 2016

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 4674 del 2015

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 27381 del 2014

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 9552 del 2014

Cassazione, sezione Lavoro, ordinanza numero 4410 del 2014, che ha visto ricorrere, contro l'INPS, proprio una persona cieca totale. Si legge nel dispositivo della sentenza: <la casa di abitazione di un soggetto totalmente cieco non costituisce reddito imponibile ai fini dell'erogazione della pensione di invalidità>)

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 20387 del 2013

Cassazione, sezione Lavoro, ordinanza numero 16972 del 2013

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 14456 del 2012

Cassazione, sezione Lavoro, sentenza, numero 5497 del 2012

Non c'è al riguardo una fonte normativa, che disciplini specificatamente tale fattispecie concreta.

La posizione decisa dall'INPS è stata presa per estensione, a tali casi, del combinato disposto di due norme convergenti.

Fonti normative: art. 12 legge n. 118 del 30 marzo 1971 e art. 26 legge n. 153 del 30 aprile 1969.

Con l'occasione, si ricorda quanto segue:

Decorrenza e gestione degli indebiti: dal 1° gennaio 2017. Da tale data, il reddito da casa di abitazione sarà escluso ai fini del diritto alle prestazioni d'invalidità civile, cecità e sordità, sia in fase di prima liquidazione, che in fase di ricostituzione di prestazioni già esistenti.

Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data.

Ricostituzione di prestazione, nell'ipotesi di applicazione del vecchio computo: le posizioni assicurative già liquidate, per le quali l'Istituto abbia calcolato anche i redditi della casa di abitazione, i quali poi si sono rivelati determinanti nel superamento dei limiti reddituali personali ai fini della concessione delle prestazioni categoria INVCIV, saranno soggette a ricostituzione ma gli arretrati verranno riconosciuti solo con decorrenza dal 1° gennaio 2017.

Dal tenore della circolare, si deduce che la procedura dovrebbe essere d'ufficio (vedi par. 3, a pag. 2).

Qualora però l'interessato, che si trovi nella fattispecie rappresentata (ovvero, è meglio ribadirlo, nella situazione del superamento del limite personale lordo annuale per i soli redditi della casa di abitazione) verifichi che la sua posizione assicurativa già esistente non sia stata ancora ricostituita d'ufficio, potrà sempre presentare all'Istituto richiesta di ricostituzione pensione per motivi reddituali.

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8) Giornale UICI del 26-04-2017

SENTIERI DI ARTE E MUSICA: l'esclusivo itinerario per non vedenti e ipovedenti

IL PROGRAMMA di SENTIERI DI ARTE E MUSICA l'esclusivo itinerario per non vedenti e ipovedenti.

Tre serate di LIRICA ACCESSIBILE allo SFERISTERIO DI MACERATA e molto altro.

Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, lo Sferisterio di Macerata e il Consiglio Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS Marche hanno deciso di promuovere per il secondo anno un tour guidato all'insegna dell'opera lirica, dell'arte e della natura nelle Marche, pensato esclusivamente per un pubblico non vedente e ipovedente. I

IL PROGRAMMA

Venerdì 28 luglio MACERATA

Arrivo con mezzi propri a Macerata. Sistemazione in hotel nelle camere doppie con servizi privati.

Ore 18,30 trasferimento libero all'ARENA SFERISTERIO (circa 10 min a piedi) per la visita guidata dedicata alla Scenografia. Al termine, tempo a disposizione per uno snack da consumare liberamente nei bar intorno al Teatro.

Ore 21,00 inizio spettacolo "MADAMA BUTTERFLY"

A fine spettacolo trasferimento libero in l'hotel per il pernottamento.

Sabato 29 luglio MACERATA e CASTELFIDARDO

Prima colazione in hotel e partenza con bus riservato per Castelfidardo dove si visiterà il Museo Internazionale della Fisarmonica. Al termine pranzo in ristorante. Nel pomeriggio rientro a Macerata per un riposino prima dello spettacolo.

Ore 18,30 trasferimento in bus riservato per l'Arena Sferisterio e visita guidata dedicata ai costumi. Al termine tempo a disposizione per uno snack da consumare liberamente nei bar intorno al Teatro. Ore 21,00 inizio spettacolo "TURANDOT". A fine spettacolo trasferimento in bus riservato per l'hotel per il pernottamento.

Domenica 30 luglio MACERATA e ANCONA

Prima colazione in hotel e partenza con bus riservato per Ancona e la visita al Museo Tattile Statale Omero. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio rientro a Macerata.

Ore 18,30 trasferimento in bus riservato per l'ARENA SFERISTERIO e visita guidata dedicata alla Musica. Al termine tempo a disposizione per uno snack da consumare liberamente nei bar intorno al Teatro.

Ore 21,00 inizio spettacolo "AIDA". A fine spettacolo trasferimento in bus riservato per l'hotel per il pernottamento.

Lunedì 31 luglio MACERATA e GROTTE DI FRASASSI

Prima colazione in hotel e partenza con Bus riservato per l'escursione alle Grotte di Frasassi. Pranzo in ristorante. Nel primo pomeriggio transfer fino alle stazioni ferroviarie di Fabriano e Ancona per il rientro con mezzi propri nei luoghi di provenienza.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE PER PERSONA (su un minimo di 12 partecipanti) CAMERA DOPPIA euro 340,00 SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA 70,00 Assicurazione annullamento 10,00

La quota comprende: sistemazione presso l'hotel Domus San Giuliano a Macerata; biglietti di ingresso all'Arena SFERISTERIO incluse le visite guidate ai settori indicati; accompagnatore per tutta la durata del viaggio con un minimo di 12 partecipanti; trasferimenti in Pullman riservato dall'Hotel all'Arena Sferisterio dal 29 luglio - 2° giorno e viceversa e trasferimento fino alla stazione Ferroviaria scelta, Fabriano o Ancona, per il rientro l'ultimo giorno 31 luglio; escursioni in Pullman G.t. a Castelfidardo al Museo Internazionale della Fisarmonica, ad Ancona al Museo Omero, alle Grotte di Frasassi; 3 pranzi in ristorante incluse bevande ai pasti (1/2 minerale e 1/ 4 di vino); Assicurazione annullamento.

La quota non comprende: Ingressi, mance, extra di carattere personale; tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".

Le adesioni andranno effettuate entro E NON OLTRE il 22 MAGGIO 2017 con il versamento di un acconto di 100,00 euro da versare presso la Conero Tour di Corso Stamira n. 31 60122 Ancona e da bonificare presso le seguenti coordinate bancarie: c/c intestato a Conero Viaggi e Turismo srl Bancapopolare Ancona - Iban: IT80H0311102684000000018091 c/o Banca Popolare di Ancona BPU Il saldo dovrà essere versato entro e NON OLTRE Il 22 GIUGNO 2017. Organizzazione tecnica: Conero Tour srl Ancona.

Per informazioni contattare Giulia Cester (Museo Tattile Statale Omero Ancona) tel. 0712811935 segreteria@museoomero.it 3 Essendo i posti limitati l'accettazione delle adesioni seguirà l'ordine di arrivo dell'avvenuto pagamento dell'anticipo (100 euro pro capite) da trasmettere via fax a Conero Tour srl Ancona al numero 0712073981 specificando nome e cognome dei partecipanti.

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9) Giornale UICI del 26-04-2017

CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA "Città di Porto Recanati" XXVIII edizione - 2017 Premio Speciale "Renato Pigliacampo" (scadenza 25 luglio 2017)

Già con il patrocinio del Comune di Porto Recanati

Il concorso di poesia "Città di Porto Recanati", fondato e organizzato per quasi

trent'anni da Renato Pigliacampo, poeta, scrittore e professore sordo, è uno dei

più longevi d'Italia e interessanti delle Marche. Negli anni ha raccolto testi

poetici di elevato valore civile, incentrati sulle difficoltà sociali, sulla

disuguaglianza, sulla denuncia delle ingiustizie e sul riscatto degli emarginati.

Oggi, nonostante la scomparsa del fondatore, il premio continua la missione di

dare voce in forma poetica alle problematiche sociali.

BANDO DEL CONCORSO

1 - Ogni poeta partecipante può inviare un massimo di due poesie.

I testi possono essere in lingua o in dialetto, in quest'ultimo caso è necessario allegare

anche la traduzione in lingua italiana.

Il tema è libero, tuttavia l'organizzazione consiglia di trattare tematiche relative alle

problematiche sociali, alle disuguaglianze, alla disabilità, alla povertà, alla solitudine

degli anziani, all'odissea dei migranti e dei profughi, ecc., tematiche per le quali fu

istituito il Premio quasi trent'anni fa.

Le poesie non devono superare i 35 versi. I testi potranno anche essere editi, ma non

dovranno risultare vincitrici di un primo premio in altri concorsi.

2 - La Giuria del concorso sceglierà dieci poesie vincitrici.

I primi tre classificati riceveranno premi in denaro, così ripartiti: 1° Classificato 500,00

€ e Pergamena; 2° Classificato 300,00 € e Pergamena; 3° Classificato 200,00 € e

Pergamena. I poeti classificati dal 4° al 10° posto riceveranno una Targa.

La Giuria assegnerà il Premio Speciale Renato Pigliacampo 2017 ad una poesia che

sarà particolarmente vicina alla vita e ai contenuti lirici del fondatore del concorso, quali

la disabilità sensoriale o la battaglia per i diritti degli handicappati.

Infine, la Giuria si riserva la facoltà di riconoscere premi speciali o di incoraggiamento.

3 - La Giuria è composta da esponenti del panorama culturale e letterario ed è

presieduta dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio. Essa è formata da Rosanna Di

Iorio (poetessa), Rita Muscardin (poetessa), Emilio Mercatili (poeta) e Lella De Marchi

(poetessa). Oltre a stilare la graduatoria dei dieci poeti vincitori, la Giuria scriverà e

renderà pubbliche le motivazioni relative ai primi tre premi del Concorso e al premio

'Renato Pigliacampo'. Il Verbale delle decisioni della Giuria, con l'elenco di tutti i

premiati/segnalati, sarà inviato via e-mail a tutti i poeti partecipanti.

4 - Ogni poeta partecipante dovrà inviare le proprie poesie esclusivamente per posta

elettronica all'indirizzo e-mail: poesia.portorecanati@gmail.com

Le poesie dovrà essere inviate entro il 25 luglio 2017.

Il poeta dovrà inviare un'unica e-mail con tre documenti allegati (word o pdf):

1. I testi delle poesie senza riferimenti alla propria identità;

2. I testi delle poesie con i propri dati personali (nome cognome, indirizzo domicilio,

e-mail, telefono) e con dichiarazione di autenticità ("Dichiaro di essere l'unico

autore della poesia");

3. La copia della ricevuta di versamento della quota di partecipazione.

5 - Per partecipare è richiesto il versamento di una quota, a titolo di contributo per le

spese organizzative, che è fissata in 20 €. Il versamento potrà avvenire con una delle

seguenti modalità:

a) PostePay n. 5333 1710 2372 6843 intestata a Marco Pigliacampo - Codice

fiscale PGLMRC75E07E958C - Causale "Concorso Città di Porto Recanati". Il

versamento si può fare dagli Uffici Postali e dai tabaccai abilitati.

b) Bonifico bancario su conto IBAN IT29J 07601 05138 276234476237

intestato a Marco Pigliacampo - Causale: "Concorso Città di Porto Recanati".

6 - La cerimonia di premiazione con il recital delle poesie premiate e segnalate si terrà a

Porto Recanati, in un fine settimana del mese di settembre 2017. Tutti i poeti

partecipanti al concorso saranno informati per tempo, via e-mail, e invitati all'evento.

L'organizzazione potrebbe decidere, in base al numero di partecipanti, di pubblicare un

libro di raccolta delle poesie, eventualmente presentato il giorno della cerimonia.

Per informazioni ulteriori:

Marco Pigliacampo (Segretario del Premio): poesia.portorecanati@gmail.com

Lorenzo Spurio (Presidente di Giuria): lorenzo.spurio@alice.it

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di aprile

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

- 51 Servizio civile volontario - Corso di formazione per Formatori accreditati

- 52 Concorso Internazionale in lingua francese - Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille

- 53 Quindicesimo Campionato Nazionale di Scopone Scientifico ed. 2017

- 54 Rubrica di SlashRadio "Dialogo con la Direzione" mercoledi' 12 aprile 2017 ore 16,30

- 55 Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA)

- 56 Facciamoci sentire! Concorso Musicale Internazionale "Dinu Lipatti"

- 57 Soggiorno estivo "RADUNO CON CANI GUIDA" a Barcis (PN) 1-10 agosto 2017

- 58 Runner in Vista - camminata non competitiva a favore di UICI

- 59 UICI Firenze organizza: "CAMPUS FIRENZE 2017: UN CLICK VERSO L'INTEGRAZIONE"

- 60 "Il Cammino (The Way) 18/25 agosto 2017

- 61 Benefici pensionistici lavoratori non vedenti: Legge 113/1985 e Legge 120/1991 - Circolare INPS n. 73 del 14 aprile 2017

- 62 Corso di formazione specifica diretto ai volontari del servizio civile nazionale avviati il 13 marzo 2017. - Programma

- 63 Rubrica di SlashRadio "Chiedi al presidente"

- 64 Consiglio Nazionale 29 e 30 aprile 2017 - diretta on line

- 65 Video dell'Unione Europea dei Ciechi per la promozione della parità di genere

- 66 Prestazioni INVCIV. Non computabilità dei redditi da casa di abitazione - circolare INPS n. 74 del 21 aprile 2017

- 67 Mercoledì 3 maggio 2017 il primo Master in TSE

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Giornale UICI del 03-04-2017

L'Europa e le persone con disabilità

di Mario Barbuto

Il 25 marzo scorso è stata celebrata a Roma la ricorrenza dei sessant'anni dalla sottoscrizione dei primi accordi che hanno dato vita nel tempo all'Unione Europea così come oggi la conosciamo.

Con la costituzione del Parlamento Europeo quale organismo elettivo libero direttamente rappresentativo della volontà popolare dei cittadini d'Europa, si sono accresciute le opportunità di ottenere Diritti per le persone con disabilità, sanciti e tutelati da leggi e direttive specifiche, capaci di proiettare effetti sull'intera popolazione più svantaggiata dell'Unione e del continente tutto.

Il contrassegno di libera circolazione stradale, la riconoscibilità delle monete e delle banconote Euro, il servizio di assistenza per la mobilità autonoma nei trasporti aerei, ferroviari e urbani, sono soltanto i più facili degli esempi che ricordano e sottolineano l'importanza di norme comuni, valide su tutto il territorio d'Europa e applicate con modalità pressoché analoghe a milioni di cittadini a tutte le latitudini del continente.

Le persone con disabilità e le loro associazioni di rappresentanza, pertanto, da una Europa sempre più unita e condivisa, possono soltanto ricavare vantaggio e beneficio, rendendo meno incerte le condizioni di tutela e migliorando i contesti di applicazione di disposizioni e pratiche comuni all'insieme dei Paesi dell'Unione, con il superamento delle frammentazioni nazionali, delle norme distinte e spesso contrastanti, dei trattamenti diseguali dinanzi a problemi uguali e a cittadini aventi uguali diritti.

Negli ultimi mesi, presso le commissioni preposte del Parlamento Europeo sono state e sono all'esame varie direttive che influenzano in modo significativo la vita quotidiana delle persone con disabilità quali l'accessibilità ai servizi e ai prodotti informatici, sia privati, sia soprattutto della pubblica amministrazione; il Diritto di accesso indipendente ai prodotti librari e audiovisivi; la libera distribuzione di materiali librari in formati alternativi quando il formato ufficiale di pubblicazione non sia rispettoso della fruibilità della lettura per tutti; l'usabilità autonoma di ascensori ed elevatori regolati da dispositivi a touchscreen; l'installazione obbligatoria di segnalatori di allerta sulle automobili a trazione elettrica, cosiddette "silenziose" e poi tante altre disposizioni normative e regolamentari capaci di rendere meno disagevole e meno faticosa l'esistenza quotidiana di milioni di persone in condizioni di difficoltà.

Nel nostro settore specifico della disabilità visiva, in questi anni, abbiamo promosso iniziative efficaci e ottenuto risultati preziosi e consistenti a partire dall'opera svolta dalla nostra Unione e da molte altre associazioni nazionali di categoria, secondo gli obiettivi definiti nell'ambito dei programmi d'azione dell'EBU (Unione Europea dei ciechi) che si assume l'onere di rappresentare in sede UE le istanze e le aspettative dei milioni di ciechi e di ipovedenti europei.

L'EBU infatti, svolge un'azione metodica e mirata di sensibilizzazione, di pressione e, quando necessario, anche di lotta e di protesta, presso le autorità della Commissione e del Parlamento Europeo, tramite i propri canali di informazione e di comunicazione, i propri gruppi di lavoro, il proprio Direttivo al quale, chi scrive, si onora di appartenere.

L'azione promozionale e propositiva dell'EBU si intreccia spesso anche con quella altrettanto efficace e consistente svolta dall'EDF (Forum Europeo della Disabilità) con il quale sono state condotte e coordinate iniziative di elevato impatto sociale sui cittadini europei con disabilità come la richiesta di approvazione del trattato di Marrakech sul libero scambio non commerciale delle opere librarie.

I processi di integrazione e di globalizzazione delle economie e delle società, sempre più vorticosi nonostante qualche patetica intenzione di negazione o di contrasto che di volta in volta si assumono politici variamente assortiti di questo o quel Paese dell'Unione o del Mondo, richiedono anche alle Associazioni e alle Federazioni di rappresentanza delle persone con disabilità una capacità nuova e moderna di organizzazione e di azione, sostanzialmente basata sulla messa in pratica di uno slogan semplice nell'enunciazione, ma molto, molto complicato nell'attuazione:

"pensare globalmente, agire localmente".

Grazie a questa modalità nuova si è pervenuti alla definizione, approvazione e sottoscrizione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che ora, tuttavia, dovrà trovare sempre di più il proprio terreno di attuazione nell'ambito dei territori nazionali tramite il confronto con i Governi e le autorità politiche e amministrative nazionali che dovranno saperne articolare e applicare le linee direttive, colmando il ritardo intollerabile già registrato, purtroppo, di recente anche nel nostro Paese, condannato a una pessima figura di inefficienza e di inadempienza dinanzi agli ispettori ONU in fase di verifica dopo il primo quinquennio di entrata in vigore.

Grazie a questa modalità nuova si sono conquistati Diritti primari di altissimo valore morale e pratico sul territorio dell'Unione Europea, sebbene ancora tanto rimanga da fare in questo lungo cammino di uguaglianza e di vera cittadinanza compiuto dalle persone con disabilità nell'ambito dei risvolti più comuni e semplici della vita quotidiana di ciascuno di noi.

Lo strumento di rappresentanza e di azione interassociativa verso l'Europa oggi è il FID (Forum Italiano della Disabilità) che raggruppa tutte le principali associazioni e federazioni italiane di rappresentanza e che noi dell'Unione ci onoriamo di aver animato e sostenuto fin dall'inizio, offrendo ancora oggi il prezioso supporto tecnico e sostegno politico che ne garantisce funzionalità ed efficienza operativa.

In Italia il FID è una grande occasione di rappresentanza e di proposta rivolta proprio alle federazioni nazionali della disabilità quali FAND e FISh che proprio in quella sede potranno sviluppare iniziative unitarie e sperimentare modalità operative comuni al di là di distinzioni e separazioni che ci permettiamo, con tutto il rispetto per la Storia e per chi l'ha scritta in passato, di considerare oggi non solo superate, ma addirittura anacronistiche.

Quando saremo davvero in grado di trarre ragioni di concordia e di azione dalle necessità di risolvere le problematiche contingenti che affliggono le persone con disabilità e riusciremo ad ammainare le bandiere delle singole associazioni e federazioni per marciare tutti insieme sotto il solo vessillo dell'Unità nel nome degli interessi materiali e morali delle persone con disabilità e delle loro famiglie, allora sarà inaugurata un'epoca nuova nella quale la voce e la forza dei più deboli acquisteranno finalmente quel peso politico e negoziale indispensabile a influenzare positivamente le scelte parlamentari, governative e amministrative del nostro Paese così da garantire più tutela, più rispetto, più dignità.

Al FID l'onore e l'onere di interpretare queste indicazioni e renderle davvero efficaci nella pratica di tutti i giorni.

Mario Barbuto - Presidente Nazionale

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Superando.it del 04-04-2017

Nulla sulle donne con disabilità, senza le donne con disabilità

di Simona Lancioni*

Nel 2016 il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha richiamato l'Italia per la mancanza di misure rivolte alle specifiche esigenze delle donne con disabilità, raccomandando che la prospettiva di genere venisse integrata nelle politiche per la disabilità e che la disabilità stessa venisse incorporata nelle politiche di genere. In tale àmbito, una pietra miliare, prodotta in seno al Forum Europeo sulla Disabilità, è il "Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell'Unione Europea", oggi disponibile in italiano, grazie al Centro Informare un'H.

Possiamo pensare al Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità dell'Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici come ad un'opera di grande rilevanza etica, e in effetti di questo si tratta, di uno straordinario lavoro di riflessione, elaborazione e proposta per contrastare la discriminazione multipla che può interessare le donne e le ragazze con disabilità, per il semplice fatto di essere sia donne che disabili.

Tuttavia, una volta finito di leggere, la sensazione non è quella di aver letto semplicemente un testo importante, ma quella di vedere finalmente il mondo attraverso un paio di "occhiali puliti", di scorgere dettagli che prima non avevamo mai notato, di osservare la realtà da una prospettiva ancora poco frequentata.

In una società che continua a trattare le persone con disabilità come fossero "neutre", per queste ultime è estremamente complicato e faticoso esprimere tutte le dimensioni del sé. Non c'è infatti, tra le stesse persone con disabilità, la consuetudine di riflettere sui vari aspetti della vita in termini di genere (è come se la disabilità sovrastasse e coprisse tutte le altre caratteristiche della persona); né c'è tra le donne che si cimentano con le questioni di genere (movimenti femminili e femministi) la perspicacia di incrociare questa variabile con quella della disabilità. Sotto questo profilo, il Secondo Manifesto, col suo taglio marcatamente operativo, può svolgere un'importantissima funzione educativa.

Si tratta in sostanza di uno strumento di facile utilizzo e grande flessibilità, una flessibilità tale da potersi adattare agevolmente alle diverse specificità territoriali. Esso è strutturato in diciotto aree tematiche che ne rendono intuitiva la consultazione: uguaglianza e non discriminazione; sensibilizzazione, mass media e immagine sociale; accessibilità; situazioni di rischio ed emergenze umanitarie; pari riconoscimento davanti alla legge e accesso effettivo alla giustizia; violenza contro le donne; vivere nella comunità; diritti sessuali e riproduttivi; istruzione; salute; abilitazione e riabilitazione; lavoro e occupazione; standard adeguati di vita e di protezione sociale; emancipazione e ruolo di guida; accesso alla cultura allo sport ed al tempo libero; intersezionalità, genere e disabilità; raccolta di dati e statistiche; cooperazione internazionale.

Il Secondo Manifesto, per altro, non è una novità editoriale. Il Primo Manifesto delle Donne con Disabilità, infatti, fu adottato il 22 febbraio 1997 dall'EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, ed ebbe il merito di richiamare l'attenzione, in modo molto forte ed esplicito, sulla condizione delle donne con disabilità e sulle molteplici discriminazioni a cui sono soggette; ebbe inoltre il merito di contribuire ad istituire un Comitato Permanente di Donne all'interno dello stesso Forum.

In seguito, nel 2006, quando venne approvata la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che introduceva anche a livello normativo un nuovo paradigma basato sui diritti umani delle persone con disabilità, divenne evidente che tutte le politiche, le normative, le direttive programmatiche, e tutto quanto serve a definire gli interventi rivolti alle persone con disabilità avrebbe dovuto essere rivisto e modificato alla luce dei diritti e dei princìpi enunciati dalla Convenzione ONU stessa.

Il Secondo Manifesto scaturisce dunque da questa esigenza di revisione, ed è stato adottato a Budapest, il 28 e 29 maggio 2011, dall'Assemblea Generale dell'EDF, in seguito a una proposta avanzata dal Comitato delle Donne del Forum. Esso è stato approvato anche dall'European Women's Lobby, la "Lobby Europea delle Donne".

Quando venne pubblicato, fu subito reso disponibile in inglese, francese e spagnolo. Nelle intenzioni avrebbero dovuto essere predisposte anche traduzioni in altre lingue - onde facilitarne la diffusione in tutto il territorio dell'Unione Europea - ma questo proposito è rimasto sulla carta.

La circostanza che anche nel nostro Paese - che pure ha ratificato la Convenzione ONU con la Legge dello Stato 18/09 - nessuna e nessuno, sino ad oggi, abbia avvertito l'esigenza di tradurlo in lingua italiana è un significativo indicatore dell'attenzione riservata a queste problematiche.

Lo scorso anno a Ginevra, esattamente nei giorni 24 e 25 agosto, a Ginevra, il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, organo preposto a verificare l'applicazione della Convenzione negli Stati che l'hanno ratificata, ha incontrato una delegazione del Governo Italiano, per comunicare le Osservazioni Conclusive al primo Rapporto Ufficiale dell'Italia sull'attuazione dei princìpi e delle disposizioni contenute nella Convenzione stessa.

Tante, in quella sede, sono state le preoccupazioni espresse. Ad esempio, l'esistenza di molteplici definizioni di disabilità in tutti i settori e nelle regioni, che porta a una disparità di accesso al sostegno ed ai servizi; o, ancora, la mancanza di supporti sufficienti a consentire alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente su tutto il territorio nazionale.

In tale quadro, diverse preoccupazioni riguardano in modo specifico le donne con disabilità: «Il Comitato è preoccupato perché non vi è alcuna sistematica integrazione delle donne e delle ragazze con disabilità nelle iniziative per la parità di genere, così come in quelle riguardanti la condizione di disabilità» (punto 13) e «raccomanda che la prospettiva di genere sia integrata nelle politiche per la disabilità e che la condizione di disabilità sia integrata nelle politiche di genere, entrambe in stretta consultazione con le donne e le ragazze con disabilità e con le loro organizzazioni rappresentative» (punto 14).

Altre preoccupazioni con riferimento specifico alla discriminazione legata al genere concernono le campagne di comunicazione di massa, la violenza contro le donne, la mancanza di accessibilità fisica e delle informazioni relative ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, e il basso livello occupazionale delle donne con disabilità.

Queste discriminazioni che colpiscono maggiormente le donne con disabilità, è bene sottolinearlo, si sommano a quelle che colpiscono in ugual modo gli uomini e le donne con disabilità, generando un gravissimo effetto moltiplicatore.

In un simile contesto, la traduzione del Secondo Manifesto, ovvero, nello specifico, l'abbattimento delle barriere linguistiche, rappresenta solo un piccolo segnale volto a promuovere l'emancipazione delle donne con disabilità, e a evidenziare l'urgenza di intervenire in questo àmbito.

Questo documento non allevierà le donne con disabilità dalla fatica - comune a tutte e tutti, con o senza disabilità - di individuare ognuna il proprio percorso, alla ricerca della forma specifica della propria libertà, ma certamente potrà contribuire a creare le condizioni culturali e materiali affinché il loro percorso di libertà non sia più difficoltoso di quello delle donne senza disabilità, o degli uomini (con o senza disabilità).

Ana Peláez Narváez, che presiede il Comitato delle Donne del Forum Europeo sulla Disabilità, ha concluso la sua introduzione al Secondo Manifesto citando il motto «Nulla sulle donne con disabilità, senza le donne con disabilità». Ma questo non significa che le donne con disabilità debbano fare tutto da sole, né che ogni aspetto della loro vita dipenda esclusivamente dalla loro volontà. Esse vanno rispettosamente supportate affinché possano diventare protagoniste delle proprie vite. È perciò fondamentale che ognuna e ognuno, per quanto di propria competenza, e a tutti i livelli, si senta coinvolta/o nella realizzazione di questo affascinante progetto, e si adoperi per fare in modo che si concretizzi.

Responsabile di Informare un'H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa). Il presente approfondimento è già apparso nel sito di tale Centro e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

*A questo link è disponibile il testo integrale del Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell'Unione Europea.* Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28 e 29 maggio 2011 dall'Assemblea Generale dell'EDF (il Forum Europeo sulla Disabilità), in seguito a una proposta del Comitato delle Donne dell'EDF stesso, documento approvato dalla Lobby Europea delle Donne e realizzato alla luce della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

La versione in lingua italiana è stata curata da Simona Lancioni e Mara Ruele (Peccioli, Pisa, Informare un'H, 2017). Essa non è stata sottoposta all'approvazione dell'EDF, essendo bensì stata autoprodotta, nell'attesa che l'EDF stesso ne produca una ufficiale. Pertanto, finché questo non accadrà, la fonte primaria e ufficiale va considerata sempre la versione inglese del Secondo Manifesto.

*per accedere al link indicato, si invita alla consultazione del presente articolo accedendo al sito web superando.it*

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Italia Oggi del 24-04-2017

Disabili, agevolazioni a 360 gradi

Le istruzioni nella guida delle Entrate. Riflettori accesi sulla documentazione da esibire.

Numerose agevolazioni fiscali per persone portatrici di handicap: dalla guida operativa dell'Agenzia delle entrate datata gennaio 2017, è emerso un quadro aggiornato dal quale poter evincere tutti i benefici concessi ai soggetti disabili e le modalità di attuazione degli stessi. Tra le principali novità ricordiamo la certificazione necessaria per la deducibilità delle spese mediche e di assistenza, la detrazione delle polizze assicurative elevata nel loro importo massimo detraibile e la proroga della maggiore detrazione Irpef per l'eliminazione di barriere architettoniche. Agevolazioni appetibili dunque, per le quali si renderà necessario sia dimostrare l'oggettivo handicap del soggetto beneficiario che conservare la specifica documentazione da esibire. A tal proposito, di seguito, un quadro esaustivo delle agevolazioni concesse e di come muoversi per poterne beneficiare.

LE AGEVOLAZIONI PER IL SETTORE AUTO. Innanzitutto bisogna ricordare chi siano i soggetti ammessi a fruire di tale agevolazione: parliamo di non vedenti e sordi, di disabili con handicap psichico o mentale titolari dell'indennità di accompagnamento, di disabili con limitate capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni e con ridotte o impedite capacità motorie. Le spese per l'acquisto di veicoli che si renderanno necessarie per il trasporto dei suddetti soggetti, daranno diritto a una detrazione d'imposta pari al 19% del loro ammontare. Tale detrazione, valevole una sola vota nel corso di un quadriennio, andrà calcolata su di una spesa massima di EUR 18.075,99. Spetterà al contribuente decidere se fruirne completamente nel primo anno o se optare per la sua ripartizione in quattro quote annuali di pari importo. Veniamo ora all'intestazione dell'autoveicolo: se il disabile fosse titolare di redditi propri per importi superiori a EUR 2.840,51, l'autovettura dovrà essere a lui intestata; nel caso invece in cui fosse fiscalmente a carico, la spesa potrà essere indifferentemente intestata allo stesso o al familiare per cui egli risulti a carico. La detrazione completa dell'autoveicolo non è la sola agevolazione contemplata dalla normativa tributaria. Ai fini Iva infatti, per acquisti di autovetture con cilindrata fino a 2000 cc per motori a benzina e sino a 2800 cc per motori diesel, si potrà applicare un'aliquota Iva del 4% anziché del 22% (gli stessi limiti valgono per l'esenzione del bollo). Anche in tal caso, l'acquisto dovrà essere effettuato direttamente dal disabile o dal familiare di cui egli sia fiscalmente a carico. Veniamo ora alla documentazione da presentare per poter attestare il diritto all'agevolazione. Innanzitutto una certificazione che attesti la condizione di disabilità rilasciata da una Commissione medica pubblica. Ai fini dell'agevolazione Iva, una dichiarazione di atto notorio dalla quale si evinca che nel quadriennio antecedente la data di acquisto non è stato comprato alcun autoveicolo agevolato. Infine, una fotocopia dell'ultima dichiarazione dei redditi dalla quale si possa documentare che il disabile è a carico dell'intestatario dell'auto o, un'autocertificazione nel caso in cui il veicolo sia intestato al familiare del disabile. Va infine precisato che l'autovettura non può essere rivenduta prima dei due anni dall'acquisto, per non perdere le agevolazioni di cui sopra.

AGEVOLAZIONI IRPEF PER SPESE SANITARIE, ADDETTI ALL'ASSISTENZA E POLIZZE. Deducibilità piena per le spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute da un soggetto disabile. Le spese sanitarie specifiche invece, ovvero le prestazioni chirurgiche, le analisi, le visite specialistiche ecc., danno diritto alla classica detrazione d'imposta del 19% con applicazione di franchigia. Tra le altre spese ammesse alla detrazione del 19% (in tal caso senza franchigia), vanno ricordate il trasporto in ambulanza del soggetto portatore di handicap, l'acquisto di poltrone per inabili e minorati, l'acquisto di arti artificiali per la deambulazione, la costruzione di rampe per l'eliminazione di barriere architettoniche esterne e, non ultimo, la trasformazione dell'ascensore per poterlo adattare al contenimento della carrozzella. Le spese sostenute per gli addetti all'assistenza personale delle persone portatrici di handicap, sono detraibili, in dichiarazione, nella percentuale del 19% sino a un massimo di 2.100 EUR (se il reddito del contribuente non superi i 40.000,00 EUR). Rientrano in tali agevolazioni coloro che non so-no in grado, autonomamente, di assumere alimenti, di espletare le funzioni fisiologiche, di provvedere alla propria igiene personale. Come nei casi visti sopra, sarà fondamentale munirsi di una certificazione medica dalla quale risulti lo stato di non autosufficienza. Come anticipato nell'incipit, inoltre, sempre in tema di detrazioni d'imposta, dal 2016 è stato elevato da 530 EUR a 750 EUR l'importo massimo detraibile per i premi versati su polizze assicurative a tutela delle persone con disabilità gravi che coprono il rischio di morte.

AGEVOLAZIONI PER AUSILI TECNICI ED INFORMATICI. Aliquota agevolata del 4% anche per l'acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti ad ausilio dei portatori di handicap oltre alla detrazione d'imposta del 19%. Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche ed informatiche acquistati nel mercato o costruiti ad hoc per le particolari esigenze della persona disabile. Per poter fruire dell'agevolazione, sarà necessario consegnare al venditore una specifica prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico della Asl dal quale risulti il collegamento tra menomazione e necessità di un sussidio tecnico e/o informatico e un certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l'esistenza di una permanente invalidità funzionale rientrante tra quelle previste dalla norma (di tipo motorio, visivo, uditivo o del linguaggio).

ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE. L'agevolazione Irpef sulle spese legate alla ristrutturazione edilizia (detrazione del 50% prorogata sino a tutto il 2017) è fruibile anche dai soggetti portatori di handicap. Basti pensare alle spese sostenute per l'eliminazione delle barriere architettoniche riguardanti ad esempio ascensori e montacarichi (ad esempio la sostituzione di gradini con rampe o la realizzazione di un elevatore e-sterno all'abitazione) o a una qualsiasi altra spesa atta a favorire la mobilità interna o esterna del disabile. Da sottolineare che tale agevolazione non è spendibile contemporaneamente alla detrazione del 19% prevista per le spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile.

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Meta Magazine.it del 19-04-2017

Non vedenti al lavoro, esperienza positiva tra Uici e Booking.com

ROMA. L'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Roma e Provincia ha iniziato una serie di sinergie con numerose aziende e multinazionali, aventi sedi nella Capitale, onde avviare percorsi di inserimento lavorativo per ipo e non vedenti. Stage e veri e propri contratti di lavoro sono stati l'orizzonte per alcuni giovani non vedenti che attraverso questo progetto di inserimento al lavoro sono oggi realtà. Una delle aziende che ha aderito al programma è Booking.com, che abbiamo voluto ascoltare per avere una opinione ed un bilancio su come si può inserire un non vedente nell'ambito di un ambiente lavorativo e produttivo in varie mansioni.

Ci potrebbe descrivere brevemente Booking. Di cosa si occupa? Com'è strutturata? E in che ambito opera?

"Booking.com è il leader mondiale per le prenotazioni online di hotel e altre strutture ricettive, e garantisce i migliori prezzi per qualsiasi tipo di struttura, dalle piccole proprietà indipendenti agli hotel 5 stelle lusso. Gli utenti possono collegarsi al sito web di Booking.com in qualsiasi momento da computer, cellulare e tablet, senza pagare alcuna commissione per prenotare, in nessun caso. Il sito web di Booking.com è disponibile in più di 42 lingue e offre oltre 1.100.000 hotel e strutture ricettive, tra cui 591.000 case vacanze e opera in oltre 106.000 destinazioni in 225 Paesi e territori in tutto il mondo. Presenta oltre 114 milioni di recensioni scritte dagli ospiti dopo il soggiorno, e ha soluzioni perfette per gli utenti di tutto il mondo, sia per i viaggi di lavoro che per quelli di svago. Con 20 anni di esperienza e un team di oltre 13.000 persone in 187 uffici in tutto il mondo, Booking.com offre un servizio di assistenza clienti dedicato, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per rispondere alle esigenze degli utenti nella loro lingua e garantire un servizio eccellente".

Com'è nata la vostra disponibilità a collaborare con l'UICI prendendo in carico alcuni iscritti all'associazione tra i vostri collaboratori?

"La collaborazione tra UICI e Booking.com è nata da un contatto dell'associazione per varare la possibilità di uno stage di uno dei loro iscritti presso la nostra azienda".

Quanti collaboratori lavorano o hanno lavorato con voi provenienti dall'UICI? Con quali mansioni?

"Abbiamo accolto con piacere la proposta e abbiamo trasformato l'iniziale idea di stage in una vera opportunità lavorativa. Non è tra l'altro la prima volta per noi, da anni infatti nel nostro organico fanno parte altre preziose risorse diversamente abili".

Dopo un anno dall'avvio di questa collaborazione con l'Uici che bilancio ne tracciate?

"Le mansioni principali per tutti sono il supporto telefonico e via messaggistica dei partner italiani su come utilizzare il gestionale Booking.com e migliorare la loro performance. Il bilancio, sia per i collaboratori già integrati da anni sia per la nuova risorsa sono positivi".

Come si sono inseriti i collaboratori non vedenti con gli altri vostri operatori?

"Ovviamente ci sono degli aspetti tecnici e logistici da considerare, ma essendo una società che punta all'innovazione tecnologica e basata sulla sperimentazione abbiamo colto l'occasione per collezionare feedback su come migliorare la nostra piattaforma sia per il nostro staff sia per il cliente finale. Sappiamo che è solo l'inizio, ma siamo fiduciosi in buoni risultati".

A livello di produttività che differenze avete trovato tra un lavoratore non vedente ed uno vedente, se ne avete trovate? Ripetereste quest'esperienza o comunque avete in animo di prolungare il rapporto di collaborazione con l'UICI?

"La nostra missione è di offrire a tutti la possibilità di esplorare il mondo e nei nostri valori aziendali è molto forte il concetto che la diversità ci rende più forti quindi abbiamo abbracciato questa esperienza positivamente e continueremo a valutarla in futuro".

di Andrea Titti

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Avvenire del 01-04-2017

Francesco dai non vedenti Abbraccio di misericordia

Al centro Sant'Alessio-Margherita di Savoia a Roma Gesto in continuità con i Venerdì dell'Anno Santo.

ROMA. Il Giubileo si è chiuso, ma i Venerdì della Misericordia che lo hanno caratterizzato continuano. Ieri pomeriggio infatti, a sorpresa, il Papa si è si recato a far visita agli ospiti del Centro Regionale Sant'Alessio - Margherita di Savoia per i ciechi di Roma. Un Istituto, inizialmente denominato "Cristoforo Colombo", che realizza attività volte all'inclusione sociale dei non vedenti e degli ipovedenti. Con questa visita, spiega una nota della Sala Stampa vaticana, il Papa Francesco «vuole dare seguito ai cosiddetti "Venerdì della misericordia", visite private compiute durante l'Anno Santo, una volta al mese, ripercorrendo le opere di misericordia spirituali e corporali nei confronti di quanti vivono situazioni di esclusione fisica e sociale».

Questa nuova serie di Venerdì, che non avrà il ritmo mensile del Giubileo, è iniziata con l'incontro del Pon- tefice con persone con una disabilità sensoriale legata all'uso della vista, non vedenti dalla nascita o a seguito di gravi patologie e alcuni con pluridisabilità. Un incontro che ha toccato il cuore di tutti. Papa Francesco ha incontrato innanzitutto una cinquantina di bambini che frequentano il Centro per ricevere una formazione speciale che li aiuti nei piccoli gesti quotidiani. Alcuni di loro convivono anche con altre disabilità. Li ha salutati ed abbracciati uno ad uno. Poche le parole, molte le lacrime negli occhi delle mamme e dei papà presenti. Poi il Pontefice ha salutato 37 anziani e adulti, residenti fissi presso la struttura, alcuni dei quali in carrozzella. Anche qui un saluto e un abbraccio con ciascuno di loro. Particolarmente vivace lo scambio di parole con Aldo Giannico, un ospite calabrese che ha regalato al Pontefice un suo ricettario scritto in caratteri braille. Infine Papa Francesco si è recato nella Cappella dove ha incontrato sei ciechi sordomuti con una rappresentanza del personale. Al suo arrivo, verso le 16, il Papa è stato accolto dal presidente del Centro, Amedeo Piva, e dal direttore generale, Antonio Organtini, anche lui divenuto non vedente nel corso della vita, oltre che da tutto il personale medico e volontario in servizio. Nel corso della sua visita, che si è protratta fino alle 17,30, il Pontefice ha lasciato in dono all'Istituto una icona di vetro con i contorni in rilievo, e ha firmato la pergamena per la Cappella del Centro, a ricordo dell'incontro.

«È stata una grande sorpresa e una corsa all'abbraccio del Papa. - ha raccontato il presidente Piva al Tg di Tv2000 -. Francesco è rimasto qui un'ora e mezza e non ha fatto alcun discorso. Ha salutato e abbracciato tutti dando messaggi diversificati ai bambini e agli anziani». «Noi dirigenti - ha rivelato Piva - lo sapevamo da un giorno e mezzo. E in questo tempo abbiamo dovuto comunicare della visita del Papa ai nostri ospiti ma anche alle famiglie e ai ragazzi ». «Alcuni bimbi - ha aggiunto - sono rimasti talmente sorpresi dalla corona del Rosario regalata dal Papa che gli hanno chiesto: 'Possiamo usarlo come collana?' Altri adulti ciechi hanno invece chiesto al Papa un sostegno per recuperare la serenità». «Il Sant'Alessio qui a Roma - ha spiegato Piva - è un centro per ciechi nato 149 anni fa e fondato da Pio IX. Un tempo era una scuola per ragazzi ciechi dove si imparava anche il mestiere. Oggi con l'abolizione delle scuole speciali, si è trasformato in un centro di riabilitazione per minori e adulti».

di Gianni Cardinale

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Giornale UICI del 10-04-2017

Prendere il contesto inclusivo per superare l'emergenza educativa e uscire dalla "medicalizzazione" della diversità

di Luciano Paschetta

Venerdì scorso il governo ha approvato in via definitiva le otto deleghe alla legge 107 accogliendo in buona parte gli emendamenti proposti dalle associazioni, tuttavia, come sempre, l'approvazione di una norma non rappresenta solo un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza.

In questi ultimi mesi, nel dibattito a "tutto tondo" che si è sviluppato sull'inclusione scolastica ho avuto modo di sottolineare più volte che a garantire una reale inclusione delle persone con disabilità, scolastica prima e sociale poi, era il livello di inclusività del "contesto". Altri hanno avuto modo di ricordare che, perché l'inclusione si realizzi, occorre che la scuola e il contesto sociale cambi in questo senso, contemporaneamente però leggevamo articoli che parlavano di emergenza educativa nel nostro paese e statistiche che posizionavano la scuola italiana sempre più in basso. Oltre alla ormai diffusa convinzione che le leggi ci sono, ma poi tutto resta come sempre, credo occorra fare alcune riflessioni per capirne la carenza che sta degradando il nostro sistema educativo.

Il nostro sistema scolastico fino alla fine degli anni '60 aveva funzionato secondo un modello che potremo definire: "scuola organismo". Era questa la scuola gentiliana, governata e diretta dal centro, quella dove la norma era prescrittiva, che si reggeva su curriculum rigidi e su programmi predefiniti e dove il ruolo del docente rispetto all'organizzazione era sostanzialmente passivo e I suo dovere era applicare le norme e il suo piano di lavoro, quando richiesto, era , spesso, la trascrizione dell'indice del libro di testo. Definisco questo modello "scuola organismo" perché esso era caratterizzato dalle modalità di funzionamento analoghe a quelle dell'organismo umano, dove i vari organi funzionano ed interagiscono tra di loro secondo regole precise e determinati fenomeni si ripetono in modo immutato e ciclico. È questo il periodo che gli storici chiamano dell'"esclusione": la scuola organismo non sapeva integrare il "diverso" al suo interno, così come l'organismo umano rigetta un corpo estraneo.

Quel modello è andato in crisi , non solo sotto la spinta ideologica del '68, ma come conseguenza del passaggio dalla scuola di "élite" a quella di "massa" e a partire dagli anni '70 la scuola si organizza secondo un modello che chiameremo " modello arena". Un'arena caratterizzata da un valore della norma sempre più debole, nella quale, rotti i vecchi schemi, nascono spontanee iniziative di sperimentazione con diversi tentativi di progettazione settoriale: è tipico di questo periodo avere, all'interno di un istituto, un gruppo di docenti che lavorano benissimo programmando insieme ed innovando la loro azione didattica, a fianco di altri che continuano più rigidamente a seguire i programmi ed ignorano cosa fanno i colleghi. È in questo "clima" che si avviano i primi inserimenti di alunni con disabilità nella scuola di tutti, che, nel '77, preceduta nel '74 dalla riforma Malfatti, viene emanata la legge 517, la quale pone quale "conditio sine qua non "perché l'integrazione si realizzi la modifica del contesto scuola. Cosa questa che, in questi anni, è avvenuta solo in modo disorganico e disomogeneo a "macchia di leopardo", il "sistema" nel suo complesso non mutò, nonostante la legge 104, né le cose sono cambiate molto neanche con la concessione alle scuole dell'autonomia didattica e organizzativa, un modello di "scuola sistema dove la norma è solo più atto di indirizzo nell'ambito della quale ogni istituto esercita la sua autonomia dalla progettazione del piano dell'offerta formativa (definisce la propria carta dei servizi ed il regolamento disciplinare(è possibile anche modificare fino al 20% del curriculum, rendere flessibile l'orario dei docenti nel corso dell'anno, lavorare per classi aperte, ecc.), la normativa non è più prescrittiva: non descrive più il "come fare", non precisa più le procedure specifiche, ma si limita a fornire gli "indirizzi", ad indicare le "piste" entro le quali muoversi per raggiungere gli obiettivi definiti nel P.T.O.F..

Parallelamente all'evoluzione del sistema abbiamo avuto l'evoluzione dei principi ai quali si riferiva la scolarizzazione degli alunni con disabilità: fino alla fine degli anni '60 la loro educabilità era fondata su una pedagogia incentrata sulle specifiche disabilità (scuole speciali per alunni con disabilità intellettive, visive, motorie auditive). Nei primi anni '70 la proposta pedagogica dei sostenitori dell'integrazione degli alunni con disabilità , faceva riferimento alla pedagogia di "tutti" ed era incentrata sull'alunno in quanto persona da educare ed ha questo modello si ispirò la legge 517 , quando subordinò il successo dell'integrazione ad un adeguamento del contesto. L'evoluzione del modello, così come avvenuta negli anni '80, '90 e continuata negli anni 2000, sottovalutando l'importanza del contesto e facendo del docente di sostegno il "perno" del processo di inclusione, ha favorito il sorgere delle cattedre di pedagogia speciale (non specialistica) il che ha incentrato il modello di inclusione su una "pedagogia speciale" riservata solo agli alunni con problemi, e ha rafforzato lo svilupparsi della delega creando il binomio tra l'alunno con disabilità e il "suo" docente per il sostegno. Tutto ciò a fatto dell'alunno con disabilità sempre più un "problema" di cui si occupa la pedagogia speciale o un "caso" di cui si devono occupare esperti del settore (psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatrici infantili, riabilitatori, ecc.)

Come abbiamo detto, al di là di felici situazioni, il sistema nel suo complesso spesso esprime ancora scarse capacità e competenze progettuali e organizzative e rimane incapace di utilizzare tutte le opportunità che la norma gli offre, rimanendo in un "limbo" tra il "vecchio" che non c'è più ed un "nuovo" che non riesce a costruire., con l'inevitabile caduta di qualità del servizio scolastico in generale e di una crescente incapacità nel garantire il successo dell'inclusione degli alunni con disabilità.

Se questa è, sia pur molto sintetica, l'analisi di come si è venuto evolvendo il nostro sistema scolastico e, al suo interno, il modello di inclusione, è necessario cercar di capirne la causa profonda.

In questi ultimi due mesi leggendo e rileggendo i testi degli atti di delega della legge 107 per proporne gli emendamenti possibili, ho fatto alcune considerazioni che vorrei condividere. La scuola dagli anni '70 ad oggi dal punto di vista normativo è molto cambiata, così come è cambiata la normativa sull'inclusione , in entrambi i casi in senso positivo, negli anni nelle scuole sono entrate diverse nuove figure: il docente per il sostegno, ma anche psicologi, educatori, psicomotricisti, assistenti alla comunicazione alla persona, ecc. alla cui scarsa specializzazione abbiamo spesso imputato la "debolezza" del modello di inclusione, questo può essere vero, ma perché sostanzialmente il contesto oggi è meno inclusivo di quanto lo fosse nei primi anni '70 e perché la nostra scuola non è riuscita a stare al passo con quella del resto dell'Europa? Cosa è mancato?

E proprio scorrendo gli atti di delega che ho notato come nel nostro sistema educativo manchi una figura fondamentale: quella del Pedagogista, tanto che nella commissione di valutazione per la definizione del profilo di funzionamento prevista dall'atto di delega 378, volendo inserire una figura con competenze pedagogiche non si è potuto far di meglio che in dicare genericamente un rappresentante esperto del MIUR, nella stesura del P.E.I. gli "esperti" sono tutti di area sanitaria (neurospichiatra infantile e riabilitatori), mi si dirà, ma i pedagogisti sono i docenti, questo può essere vero nella scuola per l'infanzia e nella primaria, ma certamente non nella secondaria. In quasi nessuno dei piani di studio che hanno condotto all'insegnamento delle diverse discipline sono previsti esami di pedagogia, docimologia e didattica della disciplina (non sto parlando di crediti relativi alle tematiche della disabilità). Questo mentre la scuola dell'autonomia non è più la scuola del "programma" uguale per tutti (principio di uguaglianza), ma la scuola della progettazione di percorsi formativi "per tutti e per ciascuno" (principio di equità). Una progettazione per unità didattiche per ciascuna delle quali dovrebbero essere previsti: le metodologie, e gli strumenti didattici da utilizzare, i tempi e le modalità di valutazione formativa e sommativa da applicare, capacità di progettazione queste che possiede solo chi è esperto pedagogista e che non appartengono certo alla generalità dei docenti. Le grandi assenti dalle nostre scuole sono le scienze pedagogiche: come potrà diventare inclusivo un contesto scolastico in cui i docenti imparano ad insegnare sulla pelle dei ragazzi, di tutti i ragazzi.

Nell'atto di delega 377 sulla formazione iniziale dei docenti per la scuola secondaria si è chiesto l'acquisizione di almeno 30 CFU sulle tematiche pedagogiche riferite alla disabilità, ma come si potrà parlare con profitto di metodologie didattiche particolari a studenti che nulla sanno di pedagogia e didattica.

Infine è sicuramente lodevole aver inserito i servizi per l'infanzia (0-3 anni) nel sistema educativo , atto di delega 380, ma anche qui a sostenere le famiglie fornendo consulenza saranno, ancora una volta, figure dell'area sanitaria, pediatri, psicologi e neuropsichiatrici infantili per i quali il bambino con difficoltà diventerà un "caso" da curare, anziché essere affidato ad un pedagogista che si "prenda cura" della sua educazione ed aiuti i genitori a vivere il loro ruolo di educatori dando loro gli strumenti per educare il bambino con attenzione alla sua diversità.

Infine l'atto di delega 378 richiamando l'art. 14 della legge 328/2000, per favorire l'inclusività del territorio, prevede nella procedura per l'inclusione scolastica la redazione del Progetto individuale che, unitamente al P.E.I. sarà alla base nella definizione delle risorse per il sostegno da affidare alla scuola, ma anche in questo caso manca la figura che dovrebbe avere le competenze necessarie a tracciare un percorso educativo efficace: quella del pedagogista, ma il decreto non poteva prevederlo mancando , nel nostro paese, il riconoscimento di tale figura.

Se è vero , come è vero che ciò che garantisce il successo del processo di inclusione è il livello di inclusività del contesto, se non vogliamo che questa resti , ancora una volta, una bella affermazione è urgente il riconoscimento della figura che, capace di "prendersi cura" (non curare" i ragazzi con disabilità affiancando i genitori nei primi anni di vita non per indicare "terapie", ma suggerire comportamenti educativi e percorsi formativi idonei a sviluppare le potenzialità del loro bambino, ma anche di fornire alla scuola e alle diverse agenzie educative del territorio il necessario supporto per la progettazione di percorsi educativi attenti ai bisogni del singolo, sia in grado di rendere i diversi contesti inclusivi, favorendo altresì il superamento dell'emergenza educativa: il pedagogista. Da diversi mesi è giacente in Senato il Disegno di legge n. 2443 già approvato alla camera che ne prevede l'istituzione, ma che sembra essersi arenato, ci attende una nuova battaglia, rendere consapevoli parlamentari di un principio sul quale abbiamo promosso il processo di inclusione quando affermavamo che la scuola che è capace di includere gli alunni più deboli è la scuola che va meglio per tutti, così dotare il nostro sistema educativo di una figura con specifiche competenze nel settore, vuol dire uscire dalla "medicalizzazione" della diversità, favorire il superamento dell'emergenza educativa, rendere la nostra scuola più efficace e inclusiva.

Luciano Paschetta

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L'Unione Sarda del 27-04-2017

La Degenerazione maculare senile Se la retina non sopporta più gli anni

Colpisce gli occhi, è uno degli acciacchi più gravi della terza età. Si chiama Degenerazione maculare senile, più semplicemente maculopatia, «perché riguarda la macula, sezione nobile della retina che si divide in due parti - spiega Sergio Solarino, direttore del Centro vista di Cagliari -: quella periferica consente l'orientamento, mentre la centrale è deputata a mettere a fuoco l'immagine, anche nei più piccoli dettagli. Un po' come un apparecchio Tv ad alta definizione».

ETÀ. Quando la macula, col passare degli anni, entra in crisi, non si perde completamente la vista, ma si va incontro alla cosiddetta cecità legale, col calo delle funzioni necessarie per prendere la patente di guida, riconoscere la persona che si ha di fronte, leggere o riempire un bicchiere d'acqua senza versarla sulla tovaglia. Resta, grazie alla visione periferica, la capacità di orientarsi in casa, lavarsi, compiere gesti che non richiedono una precisione assoluta.

CECITÀ LEGALE. La Degenerazione maculare senile è la più comune causa di cecità legale nei pazienti oltre i 60 anni. Ha una prevalenza che varia dall'8,5 all'11 per cento nella fascia di età dai 65 ai 74 anni, è del 27 per cento al di sopra dei 75 anni. È strettamente correlata all'età. Con l'avanzare di questa, aumenta il rischio di malattia. Non sembra invece esserci una prevalenza di sesso, anche se dopo i 75 anni colpisce più di frequente le donne, probabilmente a causa della loro maggiore sopravvivenza in questa fascia di età.

All'origine delle maculopatie si ritiene ci siano fattori di rischio legati agli stili di vita (alimentazione con eccesso di grassi nel sangue, fumo e soprattutto gli anni che passano), «ma è molto importante anche l'ereditarietà, che apre il discorso sui fattori genetici predisponenti a questa patologia. Oggi esiste un test genetico per misurare il livello di predisposizione. Si esegue analizzando cellule della guancia prelevate strisciando un batufolo si cotone». Il risultato non è importante per l'anziano, quanto per i suoi parenti più giovani, che possono tentare di prevenire l'insorgere della malattia.

DIVERSI TIPI. Ma perché si parla di maculopatie, al plurale? «Ne esistono di diversi tipi: le più comuni sono la forma umida e quella secca. Nella prima si ha la formazione di una membranella in corrispondenza della retina, i cui vasi, piuttosto fragili, tendono a rompersi determinando un allagamento nella zona della macula. E danneggiando i fotorecettori, (cellule nervose sensibili agli stimoli luminosi che trasmettono impulsi al cervello e consentono la formazione delle immagini ndr). Nella forma secca, molto più diffusa, non c'è una fase emorragica, ma si va progressivamente verso l'atrofia della retina».

VISIONE DEFORMATA. La cecità maculare (nelle maculopatie non si ha quella totale) può arrivare senza preavviso. Sintomi premonitori possono essere la visione deformata delle righe, delle linee di piastrelle o degli spigoli delle porte. Avvertimenti da non sottovalutare. Anche perché una visita eseguita tempestivamente consente di diagnosticare la malattia e di predisporre le cure opportune.

EREDITARIETÀ. Ma non sono solo gli anziani a doversi preoccupare: «C'è anche una forma di maculopatia, su base ereditaria, che può avere un esordio abbastanza precoce, in età giovanile. Ad esempio, la malattia di Stargardt, legata a mutazioni genetiche, che può far perdere molto presto la capacità di leggere, anche fra i venti e i trenta anni. È particolarmente grave perché causa una importante menomazione in persone che hanno ancora una lunga aspettativa di vita. Ci sono infine patologie maculari che possono colpire anche i bambini, o la media età dai quaranta anni in su, ma sono più rare».

di Lucio Salis

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Libero Quotidiano.it del 27-04-2017

Arriva la nuova piattaforma in 3D "La chirurgia oculistica del futuro"

Arriva in sala operatoria NGENUITY Visualization System e promette di rivoluzionare la chirurgia oculistica. Si tratta di una piattaforma in 3D ad elevata precisione, sviluppata da Alcon in collaborazione con TrueVision 3D Surgical e presentata oggi per la prima volta aimedici chirurghi oftalmologi in Italia, in apertura del Congresso FLORetina che riunisce a Firenze fino al 30 aprile i maggiori esperti internazionali in malattie della retina. NGENUITY è un sistema altamente innovativo per la chirurgia vitreo-retinica digitalmente assistita, che consente di migliorare la visualizzazione della parte posteriore dell'occhio grazie ad immagini in tridimensionale proiettate su un display di oltre 50 pollici. La tecnologia 3D, già utilizzata nella chirurgia tradizionale, è stata applicata per la prima volta anche all'area oftalmologica della chirurgia vitreoretinica che ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo notevolissimo raggiungendo risultati impensabili fino a qualche anno fa. L'introduzione del 3D rappresenta un ulteriore traguardo per i chirurghi che, attraverso l'utilizzo di una fotocamera ad altissima risoluzione, possono registrare tutti i più piccoli dettagli dell'occhio per poi trasmetterli in tempo reale a un monitor speciale che trasmette in 3 dimensioni.

"Siamo felici di lanciare anche in Italia il nostro sistema di visualizzazione 3D NGENUITY per il quale abbiamo ricevuto feedback molto positivi da parte della comunità degli oftalmologi in tutto il mondo - afferma Sergio Bove, general manager Alcon Italia - Offriamo ai chirurghi la più ampia gamma di prodotti e strumentazioni affinché i pazienti possano ricevere i migliori trattamenti possibili. Quest'anno festeggiamo il 70° anniversario di Alcon. In questi anni abbiamo cercato di valorizzare sempre di più la collaborazione con gli specialisti del settore in un'ottica di continua innovazione nella cura delle malattie oculari". Dall'inizio degli anni 80 nella microchirurgia oculistica, si è sempre utilizzato un microscopio che aveva la funzione di ingrandire e illuminare le varie parti dell'occhio in modo da consentire al chirurgo di effettuare tutte quelle micro manovre che altrimenti non sarebbero state possibili, data l'estrema minuziosità dei particolari delle strutture oculari. Oggi, grazie al display posizionato in sala operatoria di fronte al chirurgo, si riesce ad operare guardando non più nel microscopio, ma direttamente nello schermo. Questo tipo di dotazione tecnologica, estremamente avanzata e moderna, consente di ingrandire in maniera mai vista prima tutti i dettagli dell'occhio e di adottare le regolazioni proprie dei sistemi digitali come il potenziamento della luce e del contrasto e l'uso di filtri colorati per evidenziare, per esempio, alterazioni vitreo-retiniche. Inoltre questa soluzione permette di rendere partecipe dell'intervento in corso tutta l'equipe presente in sala operatoria e, al tempo stesso, può rappresentare anche un vero e proprio strumento didattico per gli studenti.

"I vantaggi del 3D sono davvero notevoli. Sicuramente ha un impatto positivo sui pazienti, dal momento che questa tecnologia migliora la sicurezza e la precisione degli interventi rendendoli più veloci, meno traumatici, con percentuali di riuscita molto più alte e con una riduzione dei rischi e di eventuali complicanze - spiega Faustino Vidal Aroca, direttore medico di Alcon Italia - Nelle procedure microchirurgiche, la profondità dell'immagine è, infatti, fondamentale per consentire allo specialista di vedere meglio i tessuti che si vanno a trattare, aumentare l'accuratezza e la precisione dell'intervento e ridurre di conseguenza il margine di errore. Le malattie oculari di interesse chirurgico riguardano essenzialmente la macula, la retina e il cristallino. Tra queste le più frequenti sono la cataratta, che si manifesta attraverso un processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino nell'occhio con conseguente diminuzione della vista; il foro maculare che consiste in una perdita di sostanza a livello della retina centrale e la membrana epiretinica che consiste invece nella formazione, sulla superficie della macula, di una membrana traslucida che si contrae arricciandosi, determinando conseguentemente una deformazione della retina sottostante.

In Italia si eseguono circa 500 mila interventi di cataratta ogni anno, che resta ad oggi l'intervento chirurgico più frequente e più eseguito nell'ambito della chirurgia oculare. Ma anche nel caso del foro maculare e della membrana epiretinica ormai ci troviamo di fronte a patologie che, negli ultimi anni, stanno subendo un discreto aumento anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Il foro maculare colpisce infatti circa 4 persone su 1.000 dopo i 65 anni, con 2 mila nuovi casi ogni anno, mentre la membrana epiretinica interessa il 12 per cento delle persone sopra i 70 anni. In tutti questi casi, ovviamente, un intervento chirurgico precoce è sempre condizione essenziale per il successo dell'operazione.

di Eugenia SERMONTI

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Wise Society del 21-04-2017

D-Eye, la cover per smartphone che diventa oftalmoscopio

Una semplice cover e una app inventata dall'oculista Andrea Russo consentono di eseguire soprattutto sui bambini diagnosi oculistiche senza bisogno di macchinari specifici.

Dopo le cover divertenti, quelle luminose per selfie al buio o con batteria incorporata per ricaricare il telefono, arriva la cover che trasforma l'iPhone in uno degli strumenti più utili nell'ambulatorio di un pediatra o di un oculista, l'oftalmoscopio per l'analisi del fondo dell'occhio. Si chiama «D-Eye» ed è l'invenzione di Andrea Russo, oculista della clinica oftalmologica dell'Università di Brescia, che sta rivoluzionando il modo di fare diagnosi oculistiche in Italia e all'estero. La speciale cover, che rende le diagnosi più precise, veloci e meno invasive per i bambini, è stata presentata in occasione del Campus pediatrico 2017, organizzato dall'Osservatorio Nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paidòss) e dalla Società Italiana Medici Pediatri (Simpe).

UNA RIVOLUZIONE PER LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE OCULARI DEL BAMBINO. «Non è facile tenere un bambino piccolo fermo per analizzare il fondo dell'occhio e, per esempio, valutare se c'è il riflesso rosso indicativo di anomalie della retina - osserva Giuseppe Mele, presidente di Paidòss -. Uno strumento come questo, che consente di fare un'analisi approfondita della retina, del nervo ottico e del cristallino soltanto avvicinando l'iPhone al viso del bimbo, permette di fare diagnosi rapidissime, più semplici e anche più precise rispetto all'oftalmoscopio classico. Lo strumento standard infatti deve essere quasi appiccicato alla faccia e non è gradito, mentre chiedere a un piccolo di guardare la lucina di uno smartphone, peraltro di intensità attenuata e filtrata rispetto a quella del flash, non crea fastidi, anzi: i cellulari sono oggetti che affascinano tutti i bimbi». I vantaggi non finiscono qui: «D-Eye» infatti può vedere una zona di retina più ampia rispetto all'oftalmoscopio classico ed è anche social, perché le immagini possono essere registrate e condivise con i colleghi per un consulto in caso di sospetto diagnostico. «Tutto questo rende la cover speciale uno strumento utilissimo per ogni pediatra, perfetto per test rapidi di screening - prosegue Mele -. Se poi si teme che ci sia un problema, ovviamente si passa a esami più approfonditi con le macchine fotografiche che si trovano negli ospedali, più ingombranti e costose».

MA AL MOMENTO «D-EYE» ESISTE SOLO PER IPHONE. La cover in alluminio (alle cui funzionalità si accede grazie a una specifica app da installare sul telefono) costa poco meno di 400 euro e funziona grazie a minuscoli magneti ai quali viene fissato un piccolo dispositivo ottico che rende coassiale l'illuminazione del telefonino con la telecamera. In questo modo viene eliminato qualsiasi riflesso e il medico può vedere all'interno dell'occhio, affacciandosi a una «finestra» eccellente per individuare anomalie come la cataratta congenita o il retinoblastoma. Inoltre la capacità di messa a fuoco dello smartphone permette di compensare l'eventuale difetto visivo del paziente. La semplicità d'uso lo rende perfetto per essere utilizzato ovunque, anche se per adesso il maggior limite è la compatibilità con i soli iPhone. «L'iPhone è lo smartphone con una geometria più stabile, per cui per il momento ci siamo concentrati su questi modelli - afferma Andrea Russo, che ha depositato il brevetto appena tre anni fa e poi, grazie all'incubatore di start up padovano Si14, ha iniziato a produrlo a livello industriale -. L'obiettivo ora è creare un device universale che possa adattarsi a qualunque modello di cellulare. Il dispositivo, oltre a essere utile per i test nei bambini, è molto valido anche in altre situazioni cliniche: è stato testato per l'analisi di adulti con retinopatia diabetica o ipertensiva, per esempio, e anche per riconoscere le alterazioni retiniche nei pazienti con glaucoma». Secondo Mele «D-Eye», in futuro, «potrà probabilmente sostituire l'oftalmoscopio standard».

di Fabio Di Todaro

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Il Libraio del 18-04-2017

Audiolibri, acccordo tra Audible-Amazon e Mondadori Libri

Novità nel mondo dell'audio entertainment italiano: Audible, la società di Amazon che si occupa di produzione e distribuzione di audiobook digitali e contenuti audio parlati, come spiega un comunicato sottoscrive un accordo di distribuzione con Mondadori Libri. La partnership prevede la distribuzione su Audible dei nuovi titoli in formato audiobook digitale prodotti dalle case editrici Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer. Come si legge nella nota, "ogni settimana nuovi titoli di autori italiani e stranieri saranno disponibili per gli utenti Audible e accessibili ovunque e in ogni momento grazie alla app Audible e al servizio di abbonamento che per 9,99€ mensili, con i primi 30 giorni di prova gratuita, offre un accesso illimitato all'intero catalogo".

L'accordo con Mondadori Libri consentirà ad Audible di distribuire novità di narrativa e saggistica italiana e straniera prodotte da Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer, con un occhio particolare alla letteratura per ragazzi. "L'obiettivo comune è di offrire al pubblico italiano 100 nuovi titoli nel corso del primo anno".

Il catalogo di Audible è accessibile tramite l'app gratuita da iOS, Android o Win10 e iscrivendosi al servizio con un "all you can listen pack": un abbonamento premium mensile al costo di 9.99€, gratis per i primi 30 giorni di utilizzo e con accesso illimitato all'intero catalogo.

Marco Azzani, country manager Audible Italia, spiega: "Siamo felici di questo accordo di distribuzione, che amplia ulteriormente le possibilità di intrattenimento che Audible offre ai clienti italiani. Dal lancio in Italia nel maggio dell'anno scorso abbiamo arricchito il catalogo in modo considerevole, raggiungendo quasi 3.000 titoli in lingua italiana e oltre 10.000 in lingue straniere. La mission di Audible è di far scoprire il potere e il fascino della voce a un pubblico sempre più ampio e questo accordo va esattamente in questa direzione". Per Francesca Rossi, responsabile digital sales di Mondadori Libri, "il lancio degli audiolibri conferma la sensibilità di Mondadori Libri verso le tematiche di innovazione. Siamo soddisfatti della collaborazione con Audible che ci permette di offrire al pubblico una nuova modalità di interazione con i nostri autori".

di Noemi Milani

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La Sentinella del Canavese del 10-04-2017

Libri da toccare, a Ivrea si sa come si fa

La collana "Il tocco magico" produce tanti testi tattili, realizzati grazie al lavoro di tre ragazzine disabili in via Arborio.

IVREA. "Il principe", "Pinocchio", "Storia di una stella", "Il cerchio innamorato", "Quindi ci penserà il polipo", "Aria Acqua Terra Fuoco", "E riprese a volare", "Storia di Retta", "Morbidino e ruvidino", "Quadrato e i suoi tanti amici": sono i titoli dei libri editi, nella collana tattile "Il tocco magico", dalla casa editrice "L'Albero della Speranza". Si tratta della casa editrice della cooperativa sociale Pollicino per l'inserimento di persone svantaggiate, che ha dato vita a un laboratorio di progettazione grafica e stampa in cui lavorano professionisti affiancati da volontari e che, dal 2010 è anche laboratorio progettuale di libri tattili. Ne è direttore Manuela Semenzin, figura di spicco nel mondo eporediese della cooperazione, che spiega: «Le tavole tattili, quelle illustrate dei nostri libri, sono realizzate nella nostra sede in via Varmondo Arborio 7, da tre ragazzine disabili, inserite presso di noi dal consorzio Inrete, attraverso interventi socio occupazionali, e seguite da un gruppo di volontarie. Persone disabili ma con competenze enormi nella motricità fine, come dimostra la cura profusa soprattutto nei dettagli. L'elaborazione della storia così come la stampa sono invece a cura di persone normodotate ed esperte nell'ambito editoriale. Il prototipo viene invece realizzato presso il servizio multimediale del consorzio Inrete». «Il libro tattile - sottolinea il direttore - è un prodotto editoriale con caratteristiche specifiche rispetto al testo, alla grafica, alle illustrazioni prodotte e al materiale utilizzato. È uno strumento destinato all'ambito della disabilità visiva, in quanto implica l'uso di materiali percettibili al tatto, e alla disabilità cognitiva perché il tatto favorisce la comprensione e quindi un'acquisizione più immediata, semplice e diretta ai fini del ragionamento logico-deduttivo». E aggiunge: «Favorisce inoltre la comunicazione, per tutti coloro che si avventurano nella lettura tattile, per la semplicità del testo e delle immagini. L'aspetto ludico e gradevole incoraggia a un uso alternativo della vista, nel quale si tocca, si esplora e si legge con l'uso delle mani e non solo degli occhi». Il libro tattile è costruito in base a criteri predefiniti, il testo viene scritto sia in braille che in neretto e le immagini sono realizzate con materiali che possono suscitare al tatto sensazioni precettive uniche e personali. Nell'elaborarlo si devono usare "codici" che siano facili da interpretare, conosciuti all'interlocutore e costanti nella rappresentazione dei significati, perché aumentare le percezioni, significa arricchire le immagini mentali. Il lavoro che le mani devono fare è complesso e muta ogni volta perché dipende dall'immagine, dalla forma, dalla complessità: è necessario, quindi, aiutare il bambino, disabile e non, a sperimentare fin da piccolo. «Ogni libro tattile - rimarca Semenzin - è una sfida multisensoriale, una storia unica che permette alle mani di immaginare, ma richiede una accurata progettazione, una accurata scelta dei materiali da utilizzare, competenze specifiche per la realizzazione delle illustrazioni, l'assemblaggio delle parti». E conclude: «La lavorazione e riproduzione è un processo lungo e delicato e la produzione in serie è realizzata per lo più a mano con un significativo investimento di tempo lavoro e costi». L'acquisto di questi bellissimi libri è possibile direttamente alla sede della casa editrice, in via Varmondo Arborio 7, oppure on line (alla pagina facebook: L'Albero Della Speranza Ivrea), o alla Bottega de L'albero della Speranza, in via Arduino 67, gestita dalla cooperativa Mastropietro. Si possono richiedere, comunque, anche alle librerie eporediesi, tutte in contatto con la casa editice. Info: 0125.280 733.

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La Repubblica del 21-04-2017

"Io, cieco da sempre, ho imparato a narrare il mondo dei vedenti avvolti dalle tenebre"

Roberto Turolla. Privo della vista, l'autore di Murisengo pubblica con Golem il suo primo libro: "Racconti del buio"

«Gli scrittori lavorano sulla loro competenza, io ho dovuto lavorare sulla mia incompetenza». Roberto Turolla, classe 1987, nato a Murisengo in provincia di Alessandria, ha appena pubblicato il suo primo volume, "Racconti del buio", edito da Golem. È "cecato" (ci tiene a definirsi così) dalla nascita. Eppure ha scritto un prezioso libretto.

Tutto è nato per caso, quando un'amica, che ha un negozio di dischi in via Po, gli ha consigliato di iscriversi a un corso di scrittura creativa. Stava studiando chitarra classica, e proprio non aveva considerato questa opportunità. Dopo averci pensato un po', ha mandato una e-mail a Massimo Tallone che, oltre a godere di una certa notorietà come scrittore, nel 2013 aveva creato "Facciamolalingua", una scuola dove confluiscono iniziative quali i corsi di scrittura umoristica, di giallo, di book therapy, di autobiografia, di ars oratoria, di public speaking, e ancora di ozio, di menzogna, di risata.

Nasce così una armoniosa collaborazione fatta di incontri e lezioni a domicilio. «Abbiamo instaurato una modalità scanzonata di lavorare, divertendoci, con leggerezza, e pian piano siamo arrivati a produrre questo mio primo lavoro » commenta Roberto. Ma cosa vuol dire che ha lavorato sulla sua incompetenza? «I miei personaggi sono tutti vedenti. Sarebbe troppo facile se fossero ciechi come me.

Ho dovuto immaginare come un vedente si muove nel buio. Ho dovuto far finta di vedere. E a lei cosa accade quando si trova al buio? Inciampa e ha paura, no?».

Ma vediamo di cosa parla il libro. Sono dieci racconti sul tema del buio in cui i protagonisti per diverse ragioni si trovano in condizioni di momentanea cecità. «Ho scelto alcuni personaggi storici come, per esempio, Pietro Micca o Napoleone, e ho studiato le loro biografie per trovare un dettaglio autentico, vero, che mi consentisse di dar vita a un racconto». Sapevate che Napoleone aveva trascorso una notte nella camera del re della piramide di Cheope? Il grande condottiero «con passo sicuro e marziale come sempre» avanzava percorrendo lo stretto cunicolo e si ritrovò immerso nel buio più totale. Per quanto coraggioso fosse, neppure lui «poté più controllare i battiti del cuore... il suo respiro era accelerato e, per la prima volta in vita sua, il coraggioso generale scoprì cosa era la paura».

Per poter restituire i personaggi e scrivere il libro Roberto ha scelto di uccidere l'io anagrafico. «Ho dovuto fare un passo indietro per inglobare in me tutti i tipi umani. Per questo dico che ho lavorato sulla mia incompetenza». Roberto è un grande appassionato di cinema, divora numerosi film, adora il volley e sente sempre Rai Radio 1. Mescolando questi diversi linguaggi, ha trovato il suo. «Io non ho mai visto il sole; non so come sia una donna bionda. Ma ho imparato ad amalgamare questi linguaggi alla letteratura per dar vita alla mia lingua ».

«Il non vedente dalla nascita quando scrive "vede" la letteratura » dice massimo Tallone che firma l'introduzione al libro. La fantasia di Roberto, fin da piccolo, è stata popolata di immagini provocate dalla lettura di Salgari. «Se lo scrittore è bravo, il pubblico non dovrebbe accorgersi che sono un cecato » conclude ironicamente Roberto. L'ironia serve appunto a sdrammatizzare la nostra finitezza diceva Jankélévitch. E Roberto lo sa bene. Se volete incontrarlo, sarà questa sera alle 18 al Centro Pannunzio, in via Maria Vittoria 35/H, per presentare "Racconti del buio" con Massimo Tallone e lo psicologo Giancarlo Caselli.

di Francesca Bolino

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StartupItalia! del 23-04-2017

La startup che rende accessibili le opere d'arte ai non vedenti. Tooteko

Il progetto della startup veneta ruota intorno ad un anello, in grado di riconoscere speciali sensori e far partire informazioni audio descrittive, e ad un dispositivo NFC. Ne parliamo con Serena Ruffato, ceo di Tooteko.

I ragazzi di Tooteko hanno lavorato in silenzio fin dalla costituzione della startup, nel 2014. Nel corso degli anni hanno sviluppato il loro progetto: un anello sensoriale, in grado di riconoscere speciali sensori e far partire informazioni audio descrittive. Dopo un grant e un percorso di accelerazione nel 2016 a TIM Working Capital (a Bologna), dopo aver vinto Edison Pulse nel 2016, Tooteko è arrivata fino all'Ara Pacis a Roma, protagonista di Art For the Blind, progetto sperimentale pensato per il Museo dell'Ara Pacis per i non vedenti. Di che si tratta? Grazie ad una tecnologia innovativa, Tooteko fa sì che siano le mani "a vedere": in questo modo i visitatori affetti da cecità o ipovedenti possono accedere al patrimonio del museo e entrare in contatto con la storia dell'altare e di Augusto attraverso una speciale esplorazione plurisensoriale. «Art For the Blind è stata una sorta di presentazione ufficiale del nostro lavoro» ha detto a StartupItalia! Serena Ruffato, 30 anni, originaria di Padova, ceo di Tooteko. Con Serena abbiamo ripercorso la storia della startup e fatto un punto sul futuro del progetto. E anche del Seal of Excellence, il riconoscimento conferito dall'Unione Europea ai progetti che partecipano a Horizon 2020.

Serena, Tooteko riceve il Seal of Excellence in contemporanea con la presentazione di Art For the Blind.

«Ricevere il Seal of Excellence è stata una sorpresa anche per noi. È un riconoscimento tributato dall'UE alle startup che partecipano al bando Horizon 2020. Con il Seal of Excellence l'Unione Europea ci comunica che il nostro progetto ha i requisiti per essere finanziato, ma che lo sarà effettivamente non appena ci saranno le risorse disponibili. Solo le startup che raggiungono un certo punteggio in termini di qualità ottengono questo riconoscimento».

Quale secondo te il valore riconosciuto a Tooteko?

«Secondo me l'impatto sociale che ha Tooteko. La sua capacità di rispondere ad un'esigenza attualmente non coperta: ovvero il rendere accessibile le opere d'arte ai non vedenti».

Nonostante l'estensione e l'importanza del patrimonio artistico italiano, voi guardate anche all'estero.

«Sì, la nostra idea è estendere il nostro progetto e scalare i musei più importanti del Mondo. Vogliamo che i non vedenti non abbiano un surrogato all'interno di museo, ma che possano accedere alle opere insieme ai loro parenti e amici».

Parliamo della tecnologia che sta dietro l'anello di Tooteko.

«Utilizziamo un concentrato di tecnologia all'avanguardia che ruota intorno allo smartphone e al NFC, un sensore che ci permette anche di sviluppare in futuro soluzioni per non udenti. Sì, possiamo parlare di un progetto IoT. Oggi veicoliamo contenuti audio, ma potremmo farlo anche con contenuti video, appunto, per non udenti».

Quando si è costuita Tooteko?

«Ci siamo costituiti come startup ad aprile 2014. In questi tre anni abbiamo lavorato soprattutto in ricerca e sviluppo. È un campo del tutto inesplorato e volevamo capire le esigenze di non vedenti e ipovedenti e tradurli al meglio. Stiamo ancora lavorando e utilizzando i fondi che abbiamo ricevuto da TIM Working Capital e da Edison Pulse per migliorare la tecnologia ed estenderla anche ad altri ambiti».

Quali ambiti?

«Vogliamo sviluppare un prodotto non solo per non vedenti, ma che per normo-vedenti, una sorta di nuovo canale percettivo del tatto per comprendere al meglio le opere d'arte».

Come vi siete trovati a Working Capital?

«È stato un periodo importantissimo. E stato un percorso intenso, che ci ha lasciato comunque il tempo di lavorare al nostro progetto. Ci hanno permesso, insomma, di crescere in autonomia: incontrare i nostri clienti, sviluppare la nostra idea. Ottimo in termini di networking e go to market».

Parliamo del team.

«Io sono il ceo. Fabio D'Agnano si occupa della programmazione hardware e software, è un architetto che si occupa di tecnologia 3D. C'è Gilla Lombardi, laureata in semotica, che si occupa della parte di marketing e comunicazione. Noi tre siamo i founder. Collabora Cristiano D'Angelo e poi c'è Deborah Tramentozzi, una ragazza che abbiamo voluto fortemente nel team: è non vedente e lavora da 4 anni con i Musei Vaticani, verifica e approva i contenuti tattili delle opere».

Com'è nata l'idea di Tooteko?

«Tutto è cominciato nel corso di un master in architettura digitale. Io mi occupavo di tecniche di stampa 3D per non vedenti e Fabio D'Agnano era il mio relatore di tesi. Fabio ha fortissimamente voluto far uscire l'idea di Tooteko dall'università e farne una startup».

Il futuro di Tooteko.

«Stiamo lavorando ad un anello 2.0. Quello che abbiamo presentato all'Ara Pacis è già in fase di miglioramento, con un potenziamento della parte hardware e software».

di Alessio Nisi

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Ancona Today del 09-04-2017

Portonovo a misura di disabile

«Siamo orgogliosi di offrire un percorso più accessibile e più godibile anche a persone con difficoltà uditive, visive e motorie» ha spiegato il presidente dell'Ente Parco del Conero Gilberto Stacchiotti.

PORTONOVO. Una baia più accessibile ai disabili. Pedane in legno che annullano i dislivelli, targhe informative tattili, fontane che permetteranno a chi si muove in sedia a rotelle di non bagnarsi con il getto d'acqua. Il percorso numero 309 che collega il Lago Grande con alcuni dei punti più belli di Portonovo è aperto a tutti. Permetterà anche, grazie ad appositi coni acustici, di immergersi totalmente nei suoni della natura. È costato 72mila euro, finanziati all'80% dalla Regione, al 20% dall'Ente Parco del Conero e con la collaborazione volontaria dei tecnici del Comune.

«Siamo orgogliosi di offrire un percorso più accessibile e più godibile anche a persone con difficoltà uditive, visive e motorie- spiega il presidente dell'Ente Parco del Conero Gilberto Stacchiotti- il tutto con un percorso che con una moderna tecnologia favorisce la lettura dell'ambiente e consente di cogliere le informazioni dei pannelli anche a queste persone». La passeggiata parte dal Lago Grande, e va a toccare la zona del Lago Profondo e delle Terrazze. A poche centinaia di metri dall'inizio del percorso si arriva all'area picnic. Qui le prime novità: l'ingresso è assicurato da strisce pedonali e una corsia per carrozzine antistante due nuove piazzole parcheggio per disabili. Presenti anche i bagni per portatori di handicap, ancora in fase di allestimento. Le novità più importanti riguardano le Terrazze e il Lago Grande. Nel primo caso le passerelle in legno permetteranno di raggiungere un'area giochi per bambini e un belvedere che si apre sul mare. Presente anche un'area picnic con tavoli e panchine progettati ad hoc, oltre a una fontana accanto alla quale sarà installata una doccia accessibile anche ai disabili. Il Lago Profondo è invece un'oasi seminascosta dalla vegetazione alle spalle della Capannina. «La fruibilità è accessibile sia per i non vedenti che per non udenti grazie alle targhette tattili e al codice QR per l'accesso a dei file tramite dispositivi palmari- spiega l'architetto e progettista Roberta Giambartolomei- in più abbiamo disposto dei coni acustici sospesi tra i rami degli alberi che consentono un'amplificazione del rumore del vento o dell'avifauna». Lungo il sentiero alle spalle dell'oasi sono disponibili alcune attrezzature per l'attività fisica.

A Portonovo si respira già aria d'estate. Ci sono canoisti a torso nudo e coppie che si godono la primissima tintarella in spiaggia. Alle loro spalle campeggia Mezzavalle che, annuncia il vicesindaco Pierpaolo Sediari, martedì prossimo tornerà al suo splendore estivo. «Dopo aver ripulito la spiaggia dall'amianto provvederemo con AnconAmbiente a fare una pulizia radicale di ciò che è stato depositato sulla spiaggia nel tempo». Infine l'appello al senso civico, che vale anche per Portonovo. «I fondi usati per pulire la sporcizia che lascia la gente potrebbero essere utilizzati per finanziare altri progetti utili».

di Gino Bove

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Il Tirreno del 09-04-2017

Pineta senza barriere percorso in Braille e sentiero accessibile

CECINA. Valorizzare la pineta e dare ai non vedenti e diversamente abili la possibilità di passeggiare al fresco delle piante e scoprirne le particolarità. I carabinieri forestali, coordinati dall'ufficiale Massimo Celati responsabile del presidio di Cecina, hanno inaugurato la mattina dell'8 aprile 600 metri di percorso che, dal nuovo cancello in legno dietro al ristorante "La Capannina" in viale della Vittoria, compongono un anello dentro al tombolo.

Al simbolico taglio del nastro, oltre alle associazioni di volontariato e alle autorità civili e militari erano presenti il colonnello Alessandro Magro, comandante provinciale dell'Arma, la maggiore Irene Micelotta comandante della compagnia di Cecina, con alcuni colleghi. In due mesi, complice il gioco di squadra tra la società Archimedes di Roma e gli operai della falegnameria, il lavoro è finito, il terreno è stato livellato, le panchine e i cartelli scritti in braille sistemate, la staccionata posta. Il colpo d'occhio è delizioso, perché oltrepassato l'ingresso i visitatori possono consultare i pannelli e le famiglie con i bambini scoprire volatili e rane, tartarughe e farfalle che popolano e animano questo tratto di costa. Passeggiare diviene un piacere, tra leggeri saliscendi e profumi tipici della macchia mediterranea.

«Siamo soddisfatti - ha detto Celati - perché la vicinanza tra il mare e la pineta, sommata al clima temperato, preme a chiunque di utilizzare il percorso per tutto l'anno. La nostra è stata una scelta precisa, in quanto chi attraversa l'anello respirerà gli odori del bosco. Un'esperienza multisensoriale, nata per offrire un'opportunità alle persone non vedenti e ipovedenti, ai diversamente abili e a tutti gli altri». Dall'ufficio per la biodiversità di Roma sono arrivati 17.000 euro, spesi per questo progetto nato alla fine del 2016. Il nome scelto, "Natura per tutti", racchiude un'idea composta da 13 pannelli in cui, insieme alle informazioni, spiccano altre curiosità, come le mappe visiotattiche e le formelle che riproducono gli animali e le piante tipiche. L'associazione italiana ciechi e gli altri sodalizi che hanno partecipato alla mattinata hanno scoperto, un passo dietro l'altro, le particolarità del tracciato. Quaranta persone circa, stretta la mano agli ufficiali, si sono incamminate

compiendo il giro in mezz'ora. E tornando al punto di partenza con qualche suggerimento. L'opera arricchisce la pineta di Marina. I carabinieri forestali, ogni giorno, la sorvegliano, puntando sulla sensibilità e sulla collaborazione della gente affinché questo patrimonio rimanga intatto.

di Michele Falorni

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Gonews.it del 26-04-2017

Museo dell'arte della lana di Stia, ecco i percorsi espositivi per non vedenti

La rete "Musei ed Ecomusei del Casentino" presenterà sabato 29 aprile i percorsi espositivi per non vedenti ed ipovedenti. Alle ore 11,30 è prevista la visita al Museo del Bosco e della Montagna di Stia. Nel pomeriggio, alle ore 15,30, si svolgerà la visita al Museo dell'Arte della Lana alla presenza del Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt e del direttore del Museo, Andrea Gori , che collabora da anni con l'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, per la creazione dei percorsi sonori e i percorsi tattili del Museo.

Il nuovo percorso espositivo completa il progetto di abbattimento delle barriere percettive con l'introduzione di didascalie in braille e in nero a caratteri grandi per gli ipovedenti che riportano i testi relativi ai punti salienti di ogni sala del museo. Accanto ai testi sono state riprodotte immagini in rilievo degli strumenti simbolo all'arte della lana, solitamente visibili all'interno delle teche. In questo modo tutti possono toccare le cesoie per la tosatura, il fuso della filatura e la navetta della tessitura. Anche il Museo Archeologico di Bibbiena ha provveduto a stampare delle guide cartacee in nero a caratteri ingranditi e in braille, che possono essere utilizzate come ulteriore strumento di supporto alla visita, in cui la parte scritta è corredata da alcune figure in rilievo.

L'Ecomuseo del Casentino ha realizzato due scatole sensoriali itineranti allo scopo di promuovere attività tattili legate alle tematiche delle sue numerose strutture. Le scatole scomposte si trasformano in quadri materici e a rilievo corredati da didascalie e supporti cartacei con caratteri ingranditi e in braille. La realizzazione dei percorsi espositivi e degli strumenti di supporto alle attività didattiche è stata possibile grazie al contributo della Regione Toscana, Unione dei Comuni Montani del Casentino, Fondazione Lombard, Comune di Bibbiena, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nell'ambito del progetto Pic 2015.

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MeteoWeb.eu del 25-04-2017

Disabilità visiva: un percorso per realizzare un prototipo accessibile del Rosone di Santa Croce

L'obiettivo è di promuovere la fruizione dell'arte alle persone con disabilità visiva.

LECCE. La città di Lecce avvia un percorso partecipato volto alla realizzazione della riproduzione tattile e dell'audio descrizione di uno dei simboli della città, il Rosone della Basilica di Santa Croce. L'obiettivo è di promuovere la fruizione dell'arte alle persone con disabilità visiva, allargando il processo di costruzione del prototipo del Rosone a esperti in accessibilità dell'arte, in riproduzioni tattili di beni culturali e ad artigiani specializzati nella lavorazione della pietra leccese.

È questo "Arte per Tutti", progetto realizzato dall'associazione Poiesis, affiliata Arci, e vincitore di 'Orizzonti solidali' - Edizione 2016, bando di concorso promosso dalla Fondazione Megamark in collaborazione con i supermercati dok, A&O, Famila e Iperfamila. Insieme a Poiesis, da anni impegnata sul territorio in progetti sull'accessibilità, il Museo Tattile Statale Omero, l'Arcidiocesi di Lecce, il MUSA - Museo Storico-Archeologico dell'Università del Salento, il Centro Italiano Tiflotecnico, l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Sezione di Lecce, il Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento, Arte Amica, Kaleidos e Arci Lecce. «L'accessibilità è un requisito necessario perché il diritto alla cultura e all'arte sia garantito per tutti - spiega Gian Maria Greco, Marie Sklodowska-Curie Fellow presso l'Università Autonoma di Barcellona e responsabile scientifico del progetto. Rendendo accessibile il simbolo più rappresentativo del Barocco leccese, il progetto "Arte per Tutti" è quindi un passo importante verso la costruzione di una vera comunità inclusiva».

Espserienza tattileIl prototipo sarà realizzato in resina, materiale resistente e adatto alla riproduzione di dettagli, dal Museo Tattile Statale Omero e saranno coinvolti artigiani locali per la creazione in pietra leccese di alcuni dei particolari del Rosone a grandezza reale. Il risultato finale sarà presentato il prossimo autunno e sarà esposto nella Pinacoteca del Museo Diocesano di Lecce. Il patrimonio artistico e culturale di Lecce si apre, così, all'accessibilità, allargando la fruizione di uno dei simboli indiscussi del barocco leccese alle persone con disabilità visiva. Un modo nuovo di pensare anche alla qualità dell'offerta turistica, che diventa più inclusiva e attenta a fasce della popolazione con esigenze differenti, e offre a tutti la possibilità di vivere un'esperienza sensoriale inedita del Rosone.

«Ogni forma d'arte esprime bellezza, e la bellezza è un sapore che dovrebbero gustare tutti - dichiara Salvatore Peluso, presidente UICI della Sezione di Lecce - ma per non vedenti e ipovedenti, però, questo non sempre avviene. "Arte per Tutti" ha il merito di sensibilizzare e per certi aspetti educare le istituzioni a pensare all'accessibilità, perché fruire di un bene culturale, qualunque sia la sua natura è un diritto di tutti. Realizzare una rappresentazione tattile della facciata della Basilica di Santa Croce di Lecce, autentico emblema del nostro barocco, significa che i privi della vista salentini hanno finalmente l'opportunità di conoscerne l'imponenza, la magnificenza, potendone apprezzare dettagli artistici e architettonici».

Grazie ad "Arte per Tutti", la realizzazione del Rosone diventa un'opportunità per la cittadinanza e per gli operatori del settore di acquisire tecniche e conoscenze per comprendere questo processo e allargare la produzione di materiali accessibili di qualità a persone cieche e ipovedenti. Le attività di formazione e sensibilizzazione, gratuite su prenotazione (project@poiesis.it), si svolgeranno nei locali del MUSA - Museo Storico Archeologico dell'Università del Salento presso il Complesso Studium 2000 in via di Valesio a Lecce dalle ore 9 alle 13.30. Primo appuntamento, il 27 aprile con il modulo su "Riproduzioni tattili", in particolare sui metodi e strumenti per la traduzione a rilievo per le opere bidimensionali, i laboratori esperienziali al buio e l'arte tattile contemporanea, a cura di Andrea Socrati responsabile della didattica speciale del Museo Statale Tattile Omero di Ancona. Seguiranno i moduli "Accessibilità museale e dei beni culturali" in programma il 10 maggio, a cura di Aldo Grassini e Annalisa Trasatti, rispettivamente Direttore e Responsabile servizi del Museo Omero, "Accessibilità nei musei universitari" il 12 maggio a cura di Grazia Maria Signore, Francesco Meo e Corrado Notario dell'Università del Salento e Giovanna Spinelli, esperta in accessibilità dell'Unione Ciechi e Ipovedenti di Bari, le "Audio descrizioni" nei giorni 3, 16 e 19 maggio con Grazia Maria Signore dell'Università del Salento, Valentina Terlizzi di Poiesis e Gian Maria Greco dell'Università Autonoma di Barcellona e, infine, il modulo sulla "Comunicazione accessibile" con lo stesso Gian Maria Greco e Fabrizio Martina di Poiesis. L'intento è quello di diffondere la cultura dell'accessibilità e la necessità di garantire il diritto di accesso e di pieno godimento dell'arte e della cultura da parte di tutti i pubblici ed in particolare delle categorie a rischio di esclusione sociale. Verrà riconosciuto 1 CFU agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Storia dell'Arte, indirizzo Patrimonio Culturale, del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento.

«L'accessibilità alla cultura è un settore in espansione a Lecce e nel Salento - ribadisce Federica Legittimo, coordinatrice del progetto - ma perché sia realmente efficace è necessario che la buona volontà sia supportata da consapevolezza e formazione specifica. Grazie al sostegno della Fondazione Megamark e alla collaborazione con esperti del settore, con questo progetto Poiesis continua la sua attività in favore della professionalizzazione del territorio».

a cura di Filomena Fotia

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focus

Superando.it del 20-04-2017

Come il disability manager cambierà l'approccio all'inclusione lavorativa

di Palma Marino Aimone*

Presentiamo un ampio approfondimento dedicato al disability manager e al suo ruolo in un contesto aziendale, ovvero a quella persona che deve definire, coordinare e gestire diverse altre figure professionali, con l'obiettivo di soddisfare i bisogni delle persone con disabilità e contemporaneamente di valorizzarle, apportando vantaggi e opportunità all'intera azienda e non alla sola persona con disabilità. «Una figura - scrive Palma Marino Aimone - che potrà giocare un ruolo importante nell'auspicata inversione di tendenza all'approccio dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità».

In un momento di profonda dinamicità e di contestuale criticità del mercato del lavoro, la notizia della recente sottoscrizione a Roma tra la Direzione Aziendale della multinazionale farmaceutica Merck Serono e le rappresentanze sindacali di settore di CISL, CGIL e UIL, di un accordo per un progetto sperimentale della durata di due anni, volto all'inserimento dei lavoratori con disabilità, con la presenza di uno specifico Osservatorio Aziendale sull'Inclusione Lavorativa e con la nomina di un disability manager [se ne legga già ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.], non può che destare apprezzamento e soddisfazione, in particolare per l'elemento ispiratore, ossia la ricerca del benessere dei lavoratori in azienda.

Si tratta della prima azienda in Italia che nell'adozione di politiche di Disability Management (1) (orientamento gestionale che si focalizza sulla persona con disabilità e sulla sua valorizzazione, con l'obiettivo di adattare l'organizzazione al fine di accoglierla e gestirne i bisogni), ha seguito le indicazioni dell'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La buona prassi.

Il progetto di Merck Serono rappresenta una proposta strutturata di azioni e di interventi frutto di un gioco di squadra tra azienda, sindacati, lavoratori e professionisti e di una cultura inclusiva delle persone con disabilità, garantiti dalla presenza di un Osservatorio Tecnico Aziendale sull'inclusione lavorativa, ossia di un organismo paritetico bilaterale aziendale. In sintesi: l'optimum della politica di Disability Management, senza nulla togliere alle buone prassi di IBM, TIM, Intesa San Paolo, Gruppo Hera ed altri (2), che con le loro divisioni dedicate hanno rappresentato i primi esempi pratici in azienda di introduzione della figura del disability manager e di azioni di Disability Management.

L'incertezza interpretativa e le indicazioni della SIDIMA

La positività di quel progetto deriva anche dal fatto che iniziative del genere avvengono in un contesto normativo in cui, ad oggi, le nuove linee del collocamento mirato previste dalla riforma del lavoro (il cosiddetto Jobs Act: Decreto Legislativo 151/15, articolo 11), per la «costruzione di una rete integrata (accordi territoriali con sindacati e organizzazione datoriali) capace di migliorare il sistema di inserimento lavorativo delle persone con disabilità, di sostenere la predisposizione di progetti di collocamento mirati e di valorizzare (anche attraverso incentivi economici), e per regolare le figure del disability manager e dell'osservatorio aziendale sulla disabilità», annunciate ormai da tempo come imminenti, non sono state ancora pubblicate, creando incertezza interpretativa sulla figura professionale del disability manager.

E anche il settore pubblico - seppure pioniere nell'inserimento di tale figura professionale - non è esente da tali difficoltà interpretative: infatti, dal primo ed esemplare caso dell'ORAS (Ospedale Riabilitativo ad Alta Specializzazione) di Motta di Livenza, in provincia di Treviso - dove dal 2010 un architetto disability manager trova soluzioni per agevolare l'autonomia di ciascun paziente, anche dopo le dimissioni (3) - passando per l'esperienza del Comune di Alessandria - dove i professionisti operano nei campi dell'urbanistica e dell'accessibilità in genere, del trasporto, della logistica e del potenziamento dei servizi a sostegno delle famiglie e della domiciliarità, adoperandosi per abbattere le barriere architettoniche e mentali, in modo tale da favorire la piena integrazione della persona con disabilità nella città (4) - si arriva alla recente vicenda del Comune di Latina, che nello scorso mese di gennaio, volendo istituire la figura del disability manager, ha cercato tra i suoi dipendenti e le Associazioni di volontariato persone che a titolo gratuito ricoprissero tale incarico, ignorando le caratteristiche di tale professionalità (5).

Tutto ciò premesso, in assenza di una precisa normativa e di un ordine professionale di riferimento, sono preziose le indicazioni di Rodolfo Dalla Mora, presidente della SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), la prima e unica Associazione di categoria in Italia: «Il disability manager è una competenza aggiunta ad una professionalità di base già consolidata che può spaziare dai campi dell'ingegneria e dell'architettura alla fisioterapia, alla giurisprudenza, e non ultimo il settore delle HR [Risorse Umane, N.d.R.], parlando sia di consulenza che di HR Manager. Attraverso poi un percorso formativo dedicato di perfezionamento o un master, il professionista assume tali nuove competenze che gli consentono di svolgere questo innovativo ruolo. Il disability manager deve avere conoscenze di normativa sul lavoro in ambito di valutazione della disabilità, di bioetica, di accessibilità di inserimento nel mondo del lavoro e della formazione, di definizione dei piani di Disability Management e una sensibilità su una serie di temi relativi al terzo settore e all'inclusione sociale» (6).

Aggiungo inoltre che non necessariamente il disability manager dev'essere una persona con disabilità, seppure questa condizione potrebbe (ma non è appunto condizione necessaria) dare alla figura professionale un maggiore coinvolgimento.

Le funzioni specifiche.

Un esempio di funzioni specifiche che un disability manager potrebbe svolgere in un'azienda sono quelle previste dal citato accordo con l'azienda Merck Serono:

° essere primo referente di supporto del lavoratore con disabilità, sia in fase di accesso all'impiego che per lo svolgimento delle sue mansioni o per ogni altra situazione di possibile conflitto o disagio;

° elaborare, con il coinvolgimento del lavoratore, soluzioni operative a situazioni di disagio che condizionino negativamente la piena inclusione lavorativa nello specifico contesto aziendale e favorire soluzioni e processi che permettano l'inserimento nel contesto aziendale e il mantenimento nel tempo del posto di lavoro;

° relativamente all'adeguamento delle postazioni di lavoro, degli strumenti di lavoro, dei luoghi di lavoro, pianificare e promuovere interventi che consentano l'adeguata formazione del lavoratore ad eventuali dispositivi adattati e l'accesso, ove possibile, da parte dell'azienda, ai rimborsi attivabili presso l'INAIL o presso il Fondo Regionale per l'Occupazione dei Disabili;

° monitorare costantemente le singole situazioni, i cambiamenti del contesto lavorativo e delle caratteristiche individuali, al fine della prevenzione e della rimozione di eventuali problematiche, della costruzione di opportunità di valorizzazione professionale e della definizione di soluzioni organizzative e adattamenti ragionevoli da adottare;

° fornire ogni elemento necessario e/o utile per l'espletamento dell'attività dell'Osservatorio Aziendale sull'Inclusione Lavorativa, in particolare gli elementi utili per la valutazione dell'andamento dei singoli percorsi dei lavoratori disabili e delle complessive condizioni dei lavoratori con disabilità nell'azienda; verificare l'efficacia delle azioni intraprese, nonché ricercare ogni elemento utile a valutare l'accessibilità da parte di tutti i lavoratori, compresi quelli con disabilità, delle prassi e opportunità aziendali in essere;

° mettere in atto, sentito il parere del lavoratore, le indicazioni dell'Osservatorio, coordinando e interagendo con le strutture aziendali interessate;

° esercitare un ruolo di coinvolgimento delle figure aziendali preposte alla gestione delle risorse umane, degli addetti alla sicurezza e alla prevenzione degli infortuni;

° applicare e/o agevolare l'applicazione delle indicazioni vincolanti espresse dall'Osservatorio e cogenti per l'azienda, entro i limiti della propria competenza.

Gli strumenti necessari.

Gli strumenti che un disability manager può utilizzare per garantire un adeguato inserimento delle persone con disabilità e per creare una reale cultura inclusiva, sono legati in primis alle dimensioni aziendali e poi ai diversi passaggi di cui si compone un efficace piano di Disability Management.

Nella prima fase - dedicata all'analisi organizzativa - si possono utilizzare questionari, interviste, focus group ecc., allo scopo di rilevare e analizzare i valori, gli atteggiamenti, il clima, le regole, la prassi, per poter capire come e dove intervenire. Successivamente si possono sia utilizzare gli strumenti di natura informatica, tecnologica, ergonomica, economica o altro, sia intraprendere iniziative formative di tutoraggio, di mentoring ecc.

Tra gli strumenti di tipo economico ricordiamo i seguenti incentivi:

- Per l'anno 2017, l'INAIL prevede (Circolare 51/16 e Delibera n. 2 del 22 febbraio 2017) una serie di contributi per gli interventi volti alla conservazione del posto di lavoro presso lo stesso datore di lavoro, per il quale il lavoratore, assicurato all'INAIL, svolgesse attività al verificarsi dell'infortunio, della malattia professionale o al momento del relativo aggravamento che l'abbiano portato alla disabilità: contributo fino a 95.000 euro per l'abbattimento di barriere architettoniche quali rampe, scale, ascensori, bagni, porte ecc.; fino a 40.000 euro per interventi di adeguamento delle postazioni di lavoro (arredi, dispositivi informativi, attrezzature lavoro ecc.); fino a 15.000 euro per la formazione dei lavoratori con disabilità.

- Decreto Legislativo 151/15, articolo 10 (Jobs Act): contributi all'assunzione per la durata di 36 mesi, con un bonus pari al 35% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, in caso di una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 e il 79% e invece pari al 70% della suddetta retribuzione, se il lavoratore è in possesso di una riduzione superiore al 79%.

Oppure, nel caso di lavoratori con disabilità intellettiva e psichica dalla quale derivi una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, l'incentivo spetta per un periodo di 60 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato, o di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, per tutta la durata del rapporto a termine.

- Fondo Regionale per l'Occupazione dei Disabili (articolo 14 della Legge 68/99): contributo a carico del Fondo Regionale Disabili in favore dei datori di lavoro, quale rimborso parziale delle spese sostenute allo scopo di adeguare il luogo di lavoro alle esigenze della persona, purché si parli di soggetti con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%. Lo stesso contributo è concesso anche per agevolare il telelavoro delle persone con disabilità.

Altri strumenti innovativi.

Si parla innanzitutto delle politiche attive del lavoro locali dedicate alla disabilità: alcuni esempi sono dati dalla Dote Lavoro Disabili Lombardia, dal Programma Garanzia Giovani Disabili del Piemonte, da Giovani Sì della Toscana (7), o dalla Legge della Provincia Autonoma di Trento 19/83, che rappresentano soltanto alcuni esempi i quali - come tutti i programmi di politica attiva del lavoro dedicati - prevedono l'utilizzo di strumenti (non solo incentivi e tirocini) e la collaborazione di operatori specializzati per favorire l'inserimento e il reinserimento delle persone con disabilità.

Vi è poi il cosiddetto Smart Working (il relativo Disegno di Legge approvato dalla Camera è ora all'esame del Senato), ossia la possibilità di lavorare in parte o totalmente fuori dalla sede aziendale negli orari concordati, grazie al supporto di una serie di strumenti quali laptop, cellulare aziendale ecc.

Ai vantaggi tipici dello strumento, che consente di ottimizzare il costo del lavoro e le politiche retributive orientate maggiormente al merito e al raggiungimento effettivo degli obiettivi, si aggiungono i vantaggi dell'abbattimento dei costi di gestione e di adeguamento dello spazio fisico per il personale con disabilità e della reale integrazione lavorativa, ciò che vede nelle strutture di Co-Working (che supera le caratteristiche alienanti del telelavoro) un possibile spunto innovativo per i piani di Disability Management.

Lo Smart Working, inoltre, determina anche una riduzione dei costi dell'assenteismo, specie quello relativo alla disabilità, il tutto a beneficio dell'efficienza produttiva. E in attesa che venga promulgato il relativo provvedimento normativo, ci sono già dei casi consolidati di buone prassi (8).

Infine, il Welfare Contrattuale di Previdenza e la Sanità Integrativa specificatamente rivolti alle persone con disabilità, così come tutti gli altri strumenti di Work-Life Balance, ovvero di equilibrio tra vita personale e professionale (oltre allo Smart Working, vi è la cessione di permessi a colleghi disabili o con parenti disabili; la priorità nell'accesso al part-time; i permessi orari o giornalieri per motivi di cura o di percorsi terapici), che consentono non solo di incidere sul cuneo fiscale, ma anche di creare reale integrazione e valorizzazione delle persone con disabilità o con gravi patologie, dal momento dell'inserimento sino al termine della loro vita professionale (9).

Le competenze.

Da quanto detto finora emerge che il disability manager dovrebbe avere competenze di tipo manageriale ed economico, oltreché psicologico-sociali. Nello specifico, competenze nella gestione delle risorse umane, di politiche organizzative aziendali di Change Management ("gestione del cambiamento"), di normativa del lavoro, di natura informatica, tecnologica e medica. Ovviamente non è possibile trovare tutto ciò in una singola persona e pertanto, a livello pratico, si può dire che il disability manager sia un "facilitatore" che coordina e gestisce diverse altre figure professionali e che pertanto deve poter guidare un gioco di squadra da parte di:

° Istituzioni, e in particolare quelle locali, per regolare e facilitare gli interventi necessari.

° Sindacati, i quali svolgono un ruolo fondamentale non soltanto nel promuovere progetti e azioni, come ad esempio quello citato della Merck Serono (10), ma che in sede di contrattazione collettiva aziendale possano introdurre - oltre agli istituti di welfare aziendale - gli strumenti di Work-Life Balance e di Smart Working di cui si è prima detto. Possono inoltre intervenire in altre aree, quali le modifiche nella disciplina del comporto o della copertura retributiva della malattia, i percorsi formativi, il sostegno alla carriera, quello economico (implementazione delle causalità per anticipo del Trattamento di Fine Rapporto TFR ecc.) e battersi per un calcolo della produttività rispettoso delle specificità, creando condizioni di vantaggio e di benessere, sia per l'azienda che per i lavori con disabilità.

° Professionisti, quali architetti, medici, informatici, consulenti del lavoro, specialisti HR (Risorse Umane) (11), recruiters ["reclutatori", N.d.R.] (12), agenzie per il lavoro (13). Queste ultime hanno il vantaggio di poter lavorare a stretto contatto con le realtà aziendali e attraverso la pluralità dei servizi offerti - comprese le missioni in somministrazione di durata pari o superiori ai 12 mesi, utili per l'adempimento ai fini del collocamento obbligatorio - possono costruire soluzioni dedicate di Disability Management. Le agenzie per il lavoro, del resto, sono l'unico settore ad avere il Fondo di Formazione di categoria (Forma.Temp), con un linea formativa dedicata esclusivamente all'inserimento delle persone con disabilità del mondo del lavoro (14).

In ogni caso il disability manager deve avere una formazione di base adeguata e a tal fine la SIDIMA - anche in convenzione/collaborazione con altri operatori specializzati - è in grado di supportare, formare e aggiornare professionisti sia del settore pubblico che quello privato.

Il ruolo.

In sostanza, quindi, il disability manager è una persona che definisce, coordina e gestisce diverse altre figure professionali, con l'obiettivo di soddisfare i bisogni delle persone con disabilità e contemporaneamente di valorizzarle, apportando vantaggi e opportunità a beneficio dell'intero contesto aziendale e non del solo disabile.

Può essere un dipendente oppure un consulente esterno e deve ricoprire un ruolo aziendale adeguato ad incidere in maniera significativa sulle strategie e sulle politiche dell'azienda stessa. La coincidenza della figura professionale con il responsabile delle Risorse Umane (HR Director), come avvenuto per la Merck Serono, è un'ottima scelta, ma non l'unica possibile. Molto, infatti, dipende dalle dimensioni aziendali, per cui mentre grandi aziende saranno magari maggiormente portate a creare un soggetto interno, piccole e medie imprese potrebbero avere più facilità a rivolgersi a un professionista del settore.

L'istituzione di tale figura professionale, in alcuni casi, viene incentivata a livello economico da iniziative locali, come ad esempio quella del Piano Provinciale di Mantova per l'inserimento delle persone con disabilità.

Le prospettive.

Nel rimarcare alcuni elementi indispensabili della professione del disability manager, non si vuole né pubblicizzare l'attività di qualcuno né sminuire una figura professionale ad alto valore aggiunto nelle moderne organizzazioni aziendali. Si vuole soltanto mettere dei punti fermi ed evidenziare iniziative e azioni concrete da parte dei sindacati, degli operatori specializzati e dell'associazione di categoria, intensificatesi dal settembre dello scorso anno, a partire dalla Quinta Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Firenze.

Nonostante il vuoto normativo lasciato dalla mancata pubblicazione delle nuove linee sul collocamento mirato e dal dubbio messaggio del Decreto Milleproroghe, che ha rinviato al 2018 la nuova disciplina del collocamento obbligatorio per le piccole imprese, negando così a tante persone con disabilità l'opportunità di accedere al mondo del lavoro (15), l'auspicio è che si stia assistendo a un'inversione di tendenza all'approccio dell'inclusione lavorativa delle persone con disabilità e che si stia formando un mercato del lavoro focalizzato sempre più sulle persone e sulla loro valorizzazione. In tale contesto la figura del disability manager, con la sua professionalità, può giocare un importante ruolo nel processo di cambiamento del mercato del lavoro e delle realtà aziendali.

Si spera inoltre che il più volte citato progetto pilota di Merck Serono possa rappresentate un importante punto di riferimento per altri accordi da siglare in altre aziende e non solo dello stesso settore.

Palma Marino Aimone,

Consulente HR (Risorse Umane), Normativa e Costo del Lavoro; diversity e disability manager, socia della SIDIMA (Società Italiana Disability Manager).

***

Note:

(1) Palma Marino Aimone, Gioco di squadra e una nuova cultura, per garantire l'inclusione lavorativa, in «Superando.it», 25 gennaio 2017 (testo già apparso in «Network e Lavoro», con il titolo Il Disability Mangement: spunti di riflessione per consulenti del lavoro e specialisti HR).

(2) Cúram Solution for Disability Management, in sito di IBM; TIM: al via la "TIM Equity & Inclusion Week", per un'azienda sempre più inclusiva, in sito di Telecom; Diversity, in sito di Intesa San Paolo; Disabilità e lavoro. Opportunità e diritti per il lavoratore disabile e per il lavoratore che assiste disabili, in sito di Gruppo Hera.

(3) C'è il primo disability manager nominato in un ospedale, in «Superando.it», 15 settembre 2010.

(4) Alessandria alla fase finale del premio Access City Award 2017. La city manager Paola Testa: "Il risultato di un costante lavoro di squadra negli anni", in «Corriere AL», 1° novembre 2016.

(5) Giusy Cavallo, Disability manager, il Presidente di SiDiMa: "A Latina sbagliano, serve un professionista e va pagato", in «LatinaQuotidiano.it», 14 marzo 2017.

(6) Quel che dev'essere un disability manager, in «Superando.it», 17 ottobre 2016; Rodolfo Dalla Mora, Contro ogni strumentalizzazione del disability manager, in «Superando.it», 4 ottobre 2012.

(7) Dote Lavoro Disabili Lombardia (Piani Provinciali Disabili Triennali) a questo link; Garanzia Giovani Disabili Regione Piemonte (Rifinanziamento dal 31 marzo 2017) a questo link; Tirocini Disabili Giovani Sì Toscana a questo link.

(8) Se ne legga in: Francesco Moroni, Smart Working, e il mondo può diventare il tuo ufficio, in «La Stampa», 13 giugno 2016.

(9) Si veda il Contratto Collettivo Aziendale di Intesa San Paolo.

(10) Un'Osservatorio sull'Inclusione e un disability manager in un'azienda farmaceutica, in «Superando.it», 17 marzo 2017.

(11) La Società Diversity Opportunity coniuga talento e innovazione per la valorizzazione della diversità e della disabilità e per una nuova cultura organizzativa aziendale. Page Personnel ha una divisione dedicata alla disabilità e così via.

(12) Jobmetoo è ad esempio un'agenzia di recruting esclusivamente dedicata alle categorie protette.

(13) Tra le principali agenzie per il lavoro con divisioni dedicate alla disabilità, vanno citate: Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Randstad Hopportunities, Articolo 1 Categorie protette, Quanta Diversity e Openjobmetis Diversity Talent.

(14) Forma.Temp (Fondo per la Formazione dei Lavoratori Temporanei), Vademecum. Note operative per la gestione delle attività formative finanziate dal Fondo, ottobre 2008, p. 44.

(15) Se ne legga in Palma Marino Aimone, L'inclusione lavorativa non funziona a colpi di rinvio delle norme, in «Superando.it», 27 febbraio 2017.

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L'agenda: appuntamenti del mese di maggio

- 6 UICI lombardia - Corso "Cinguettio nel Buio" (4° incontro)

- 13 UICI Lombardia - Giornata Regionale del Turismo Sociale (Brescia)

- 16 UICI Lombardia - Riunione in audioconferenza della Commissione Regionale Cani Guida

ORDINE DEL GIORNO

1. lettura verbale seduta precedente;

2. organizzazione della dodicesima giornata nazionale del cane guida in ottobre a livello regionale in una piazza importante di Milano;

3. varie ed eventuali.

- 25 Riunione Direzione Nazionale UICI

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Flashback: nel mese appena trascorso

Nel mese di aprile, si sono riuniti i seguenti organi regionali:

- 28 Riunione in audio conferenza del Consiglio Regionale

ORDINE DEL GIORNO

1. approvazione del verbale della seduta precedente;

2. ratifica delle delibere adottate dall'Ufficio di Presidenza e dal Presidente;

3. approvazione della Relazione Morale anno 2016;

4. approvazione del Conto Consuntivo Esercizio 2016;

5. ratifica progetto presentato sul bando Azioni di Sistema a Rilevanza Regionale - Inserimento e Mantenimento Lavorativo delle Persone con disabilità sensoriale: valutazioni e determinazioni.

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