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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Aprile 2017

SOMMARIO

SINTESI DEI LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI: SEDUTA DELl'11 marzo 2017

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è svolta sabato 11 marzo, presso la propria Sede a Milano in via Mozart 16, la prima seduta ordinaria dell'anno 2017 del Consiglio Regionale dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della Lombardia.

La seduta si è aperta alle ore 9.40 col saluto ai presenti del Presidente Stilla; all'appello risultavano assenti i Consiglieri Benzoni, Bonacina, Bondio, Mapelli, Mazzetti, Mazzoleni, Pitrelli e Tozzi. Il Vicepresidente della Sezione di Cremona Luciano Gennari sostituiva la Consigliera Flavia Tozzi, mentre il Vicepresidente della Sezione di Mantova Norberto Pradella sostituiva la Consigliera Mirella Gavioli. Partecipavano ai lavori la Componente la Direzione Nazionale Katia Caravello e il dott. Roberto Aroldi in qualità di Segretario verbalizzante; erano altresì presenti la dipendente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Valentina Ciliesa, il Consigliere della Sezione di Brescia Giordano Nember, Giancarlo Bellotti, Cesare Borra, Cristian Ghisalberti, Daniela Monico e Lucia Perta del Comitato di Gestione della Sezione di Lodi e la Coordinatrice delle attività riabilitative dell'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia Silvia Marzoli.

Prima di aprire ufficialmente i lavori, su invito della Presidenza è stato osservato un momento di silenzio in memoria di Rosanna Malnati recentemente venuta a mancare, sorella di Bruna, Presidente per molti anni della Sezione di Varese e di Mariuccia Rubagotti, che per molti anni ha profuso innumerevoli sforzi nel settore cani-guida e in quello delle pari opportunità sia a livello locale nell'ambito della Sezione di Brescia, sia a livello regionale e nazionale.

Dopo aver approvato all'unanimità il verbale relativo alla seduta consiliare del 3 dicembre u.s., il Consiglio ha altresì ratificato le delibere assunte dall'Ufficio di Presidenza in occasione delle riunioni svoltesi il 15 e il 20 gennaio uu.ss..

Giunti al punto 3 dell'ordine del giorno, la Presidenza ha riferito quanto segue:

1. l'11 febbraio u.s. la Consigliera Angela Mazzetti è stata insignita del premio "Cuore" da parte dei Lions Club di Varese. Dalla Presidenza Regionale sono giunte le più vive congratulazioni per il riconoscimento ricevuto, segno di forte apprezzamento per le numerose attività che hanno visto coinvolta la Consigliera Mazzetti;

2. il 16 dicembre u.s. la Presidenza Regionale ha partecipato ad un incontro con il Direttore Socio Sanitario dell'Ospedale Niguarda di Milano dott.ssa Loredana Luzzi. All'incontro era altresì presente la dott.ssa Elena Piozzi, Direttore dell'unità di oftalmologia pediatrica della medesima struttura; scopo dell'incontro era la definizione di un percorso per giungere ad una più stretta collaborazione fra l'IRIFOR Lombardia e l'Ospedale Niguarda con l'obiettivo finale, nell'ambito del servizio "Intervento Precoce", di garantire ai bambini assistiti un servizio di diagnosi multidisciplinare;

3. il 19 dicembre u.s. l'IRIFOR Lombardia e l'Associazione Nati per Vivere hanno sottoscritto l'apposito protocollo per il periodo 2016-2017 inerente il servizio "Intervento Precoce";

4. il 20 dicembre u.s., presso la Sede del Consiglio Regionale, si è svolto l'annuale seminario formativo rivolto ai dipendenti delle Sezioni Provinciali dell'Unione della Lombardia e l'annesso brindisi augurale in occasione delle imminenti festività natalizie;

5. il 12 gennaio u.s. è stata costituita con atto notarile l'associazione temporanea di scopo, che si occuperà della gestione del servizio "Spazio Disabilità InFormAzioni Accessibili" nel triennio 2017/2019 e che vede l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia quale capofila. Al progetto partecipano inoltre l'ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili), l'ENS (Ente Nazionale Sordi), la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), l'AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) e l'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale);

6. il 13 gennaio u.s., in audioconferenza, si è svolta una riunione dei Presidenti Provinciali per discutere in merito al progetto sulla genitorialità che dovrebbe essere realizzato dall'IRIFOR Lombardia nei prossimi mesi;

7. il 17 gennaio u.s., presso il Comune di Milano, si è svolto un incontro con i rappresentanti di quest'ultimo e della polizia municipale, al fine di proseguire l'opera di sensibilizzazione verso le disabilità sensoriali intrapresa nell'ambito delle attività collegate alla piattaforma formativa "MilanoAccogliente";

8. il 20 gennaio u.s., a Cinisello Balsamo, ha avuto luogo l'incontro tra tutti i partners del progetto "Sperimentazione Budget di Salute" cofinanziato dalla Fondazione CARIPLO, in occasione del quale sono state avviate ufficialmente le relative attività;

9. il 28 gennaio u.s., presso la Sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'UICI, si è svolto il seminario formativo inerente il progetto "Quando il malato non vede, che fare?" che ha visto la partecipazione di quasi tutte le Sezioni Provinciali con propri dipendenti ed operatori;

10. il 31 gennaio u.s., presso la Sede del Consiglio Regionale, la Presidenza Regionale ha partecipato ad un incontro con il Commissario Straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano Rodolfo Masto ed il Direttore Scientifico del medesimo Istituto Franco Lisi. Oltre che del prossimo rinnovo della convenzione fra l'Istituto dei Ciechi e il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione, nel suddetto incontro sono stati approfonditi diversi aspetti afferenti le strategie da porre in essere al fine di attuare un concreto rilancio dei servizi al lavoro;

11. il 2 febbraio u.s. si è svolta una riunione del Gruppo di Lavoro che si sta occupando della predisposizione del nuovo sito web del Consiglio Regionale, nella quale sono state definite le linee-guida per l'avvio di un confronto tecnico con l'azienda che si occuperà della realizzazione del sito stesso;

12. il 3 febbraio u.s., in audioconferenza, ha avuto luogo una riunione della Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale;

13. il 7 febbraio u.s., unitamente al Consigliere Borella e al capogruppo della Lega Nord presso il Consiglio di Regione Lombardia, il Presidente Stilla ha partecipato ad un incontro con il Direttore Generale del settore Welfare di Regione Lombardia dott. Giovanni Daverio, durante il quale si è discusso in merito alle diverse problematiche riguardanti i centri di riabilitazione visiva presenti sul territorio regionale e sono stati approfonditi vari aspetti connessi alle prescrizioni degli ausili tramite il nomenclatore degli ausili protesici;

14. rimane alta l'attenzione verso le problematiche inerenti i servizi di supporto all'inclusione scolastica e nei mesi scorsi è proseguito il confronto con Regione Lombardia. In particolare, il 9 febbraio u.s. si è svolto un incontro con il Direttore Generale dell'Assessorato Regionale al Reddito di Autonomia e all'Inclusione Sociale dott. Paolo Favini, mentre il 14 febbraio u.s., unitamente al Presidente di LEDHA Alberto Fontana, il Presidente Stilla ha preso parte ad un incontro con l'Assessore Regionale al Reddito di Autonomia e all'Inclusione Sociale Francesca Brianza.

Esprimendo vivo rammarico per gli innumerevoli disagi che gli alunni con disabilità visiva e le loro famiglie sono costretti ad affrontare per via dell'incertezza e dei continui rimpalli di responsabilità, la Presidenza ha riferito che è in atto un confronto serrato con Regione Lombardia, finalizzato alla predisposizione di un servizio che sia garantito a tutti gli alunni con disabilità sensoriale, (anche se affetti da disabilità aggiuntive) ed erogato da un ente sovratterritoriale nel rispetto di precisi standard minimi uniformi su tutto il territorio regionale;

15. l'11 e il 25 febbraio uu.ss., presso il Consiglio Regionale, si sono svolte le prime 2 giornate formative relative al progetto "Cinguettio nel Buio";

16. il 13 febbraio u.s., presso il Consiglio Regionale, ha avuto luogo l'incontro formativo inerente le tecnologie assistive curato dal Centro Regionale Tiflotecnico rivolto ai Dirigenti Provinciali e ai dipendenti delle Sezioni lombarde dell'Unione;

17. il 17 febbraio u.s., presso la Sede di Milano della Banca d'Italia, si è svolto un incontro formativo di presentazione della nuova banconota da 50 euro che entrerà in circolazione il prossimo 4 aprile;

18. nell'ambito della 10° Giornata Nazionale del Braille, la Presidenza Regionale ha partecipato alle iniziative svoltesi a Bari, Brescia e Pistoia. Si segnala l'iniziativa di Pistoia, contrassegnata dalla commemorazione del prof. Carlo Monti a 10 anni dalla sua scomparsa;

19. il 23 febbraio u.s., presso l'Ufficio Scolastico Regionale, ha avuto luogo la riunione del Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale, alla quale ha preso parte il Vicepresidente Regionale Flaccadori;

20. il 24 febbraio u.s., sempre il Vicepresidente Flaccadori ha rappresentato l'UICI della Lombardia all'evento "Dillo alla Lombardia" svoltosi presso Regione Lombardia;

21. hanno preso il via i vari seminari organizzati dall'IRIFOR Lombardia afferenti l'utilizzo del sistema operativo IOS;

22. il 25 febbraio u.s.:

Terminate le comunicazioni della Presidenza, ha preso la parola la Componente la Direzione Nazionale Katia Caravello, la quale ha fornito un breve quadro generale inerente l'attività associativa a livello nazionale.

Proseguendo i lavori il Presidente Stilla, in qualità di Commissario Straordinario della Sezione di Lodi, ha presentato un'ampia e dettagliata relazione circa le attività sezionali. Dai riferimenti è emerso che allo stato attuale, grazie all'azione costante e mirata del Comitato di Gestione appositamente istituito, ci si sta adoperando attivamente sia per un concreto rilancio delle attività a favore dei Soci, sia al fine di rafforzare la presenza della Sezione sul territorio. Il Commissario Straordinario ha constatato con soddisfazione il clima sereno e collaborativo presente all'interno del Comitato di Gestione e ha auspicato che proprio questo sia l'elemento da cui partire al fine di giungere all'elezione dei nuovi organi sezionali. Al termine dei riferimenti, il Consiglio si è espresso a favore della proroga del mandato commissariale per ulteriori 6 mesi.

Proseguendo i lavori, previa lettura della relativa documentazione da parte del Segretario Aroldi, il Consiglio ha approvato il rendiconto relativo alla 5° Giornata Regionale per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva. Dai dati sono emerse ancora una volta in tutta evidenza le notevoli potenzialità che l'iniziativa presenta: nell'edizione 2016 a livello nazionale sono stati venduti 24762 astucci di cioccolato, di cui 21000 solo in Lombardia, generando un ricavo lordo pari ad euro 173334, di cui 147000 Euro nella sola Lombardia. Dalla Presidenza è giunto un invito a tutti i Dirigenti a valorizzare quanto più possibile l'iniziativa in oggetto, tanto più considerando che, da una prima esperienza extraregionale, nelle poche realtà che hanno aderito al di fuori della Lombardia, vi è stato un buon riscontro.

Giunti così al punto 6 dell'ordine del giorno, è stata approvata la proposta della Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale, concernente l'organizzazione della 5° Giornata Regionale del Turismo Sociale che si terrà a Brescia il 13 maggio p.v.. A sostegno della suddetta iniziativa, il Consiglio ha stanziato altresì un budget pari ad euro 1000.00.

In seguito il Consiglio ha preso atto del seguente calendario delle Assemblee Ordinarie dei Soci delle Sezioni Provinciali:

Bergamo: 9 aprile (sarà presente il Presidente Regionale Nicola Stilla; Brescia: 22 aprile (sarà presente il Vicepresidente Regionale Giovanni Battista Flaccadori); Como: 8 aprile (sarà presente la Componente l'Ufficio di Presidenza Regionale Mirella Gavioli); Cremona: 29 aprile (sarà Presente il Consigliere Regionale Delegato Rodolfo Masto); Lecco: 8 aprile (sarà presente il Presidente Regionale Nicola Stilla); Lodi: 22 aprile (sarà presente il Componente l'Ufficio di Presidenza Regionale Claudio Romano); Mantova: 22 aprile (sarà presente il Consigliere Regionale Delegato Rodolfo Masto); Milano: 30 aprile (sarà presente il Vicepresidente Regionale Giovanni Battista Flaccadori); Monza: 29 aprile (sarà presente il Componente l'Ufficio di Presidenza Claudio Romano); Pavia: 9 aprile (sarà presente il Componente l'Ufficio di Presidenza Claudio Romano); Sondrio: 8 aprile (sarà presente il Vicepresidente Regionale Giovanni Battista Flaccadori); Varese: 2 aprile (sarà presente il Consigliere Delegato Rodolfo Masto).

Procedendo poi all'esame del punto 8, dopo un sereno e pacato dibattito il Consiglio, con l'astensione dei Consiglieri Lisi e Masto, ha deliberato di proporre ricorso avverso la procedura di designazione dei rappresentanti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in seno al Consiglio di Amministrazione della Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" ONLUS di Monza adottata dalla Direzione Nazionale il 26 gennaio u.s..

Venendo all'esame del punto 9, il Consiglio si è poi espresso a favore della proposta della Presidenza Regionale, relativa all'adesione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia alla Fondazione Villa Mirabello di Milano, ex Casa dei Ciechi di Guerra.

Successivamente, mediante votazione a scrutinio segreto, il Consiglio ha provveduto all'integrazione di 2 Componenti del Collegio Regionale dei Sindaci Revisori ed ha eletto il dott. Mario gioia e la dott.ssa Donatella Madama quali Componenti.

Per quanto concerne l'Organo di Vigilanza regionale, ai sensi del "Modello di organizzazione, gestione e controllo di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001, optando per una composizione monocratica, il Consiglio ha eletto quale Componente il dott. Italo Mangini.

Sono state poi adottate le seguenti delibere di carattere amministrativo:

1. a fronte di una richiesta ai dipendenti di un contributo pari ad euro 2.50 per l'utilizzo del servizio mensa, viene fissato un contributo pari ad euro 4.00 a carico del Consiglio Regionale;

2. vengono ratificate le spese sostenute per consulenze varie nell'ambito della gestione della segreteria della FAND (Federazione fra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) Lombardia;

3. viene preso atto del contributo corrisposto dall'IRIFOR Lombardia a fronte delle attività svolte dal Consiglio Regionale dell'Unione in virtù della convenzione in essere con lo stesso IRIFOR;

4. viene ratificata la spesa pari ad euro 1000.00 sostenuta per l'atto notarile costitutivo dell'associazione temporanea di scopo preposta alla gestione del servizio "Spazio Disabilità InFormAzioni Accessibili";

5. viene previsto un contributo pari ad euro 5.00 a carico dei partecipanti all'edizione 2017 della Stramilano con la delegazione dell'Unione della Lombardia che intendessero aderire anche al pranzo al sacco organizzato al termine della manifestazione.

Sono state altresì adottate le seguenti delibere di carattere organizzativo:

1. viene autorizzata l'adesione del Consiglio Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia al bando predisposto da Regione Lombardia volto a favorire progetti inerenti l'inserimento lavorativo e la riqualificazione professionale delle persone con disabilità sensoriale. Obiettivo finale del progetto, se approvato, è l'elaborazione di linee-guida inerenti l'inserimento lavorativo di queste ultime;

Dopo una breve trattazione di argomenti vari, non essendovi altri punti da trattare, alle ore 13.20 il Presidente Stilla ha dichiarato chiusa la seduta.

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Relazione sulla partecipazione alla Stramilano

di Benedetto Dieghi

Domenica 19 marzo, ho partecipato insieme alla sezione di Mantova e ad altre città della Lombardia dell'unione ciechi, alla Stramilano. Tra gli ospiti d'onore a questa edizione della manifestazione non competitiva vi erano anche l'atleta paralimpica Giusy Versace e il canoista Rossi. Hanno preso il via da piazza Duomo, in pieno centro Città, migliaia di persone di qualsiasi età, disabili e associazioni che si occupano dell'integrazione degli immigrati in particolare quelli ospitati nella caserma Montello in provincia di Milano. La competizione è partita alle 9.30 da Piazza Duomo e si è disputata su tre distanze rispettivamente 5 km, mezza maratona (10 km) e maratona competitiva (21 km) .

Prima di partire gli organizzatori della Manifestazione hanno fornito a tutti i partecipanti la maglia con la pettorina di colore azzurro, cibi, bevande e un fascicolo dove erano descritte le prove previste, inoltre menzionati i vincitori e le vincitrici delle scorse edizioni, gli interventi delle autorità Locali e Regionali (il sindaco Sala, il presidente della Regione Lombardia Maroni gli Assessori Turismo, Politiche sociali e giovanili, Sport). Al termine della corsa il gruppi dell'unione ciechi si sono recati alla mensa della sede cittadina dell'U.I.C.I. per il pranzo, è per poi spostarsi verso le stazioni milanesi per rientrare nelle rispettive città. è stata una giornata trascorsa nel segno della solidarietà , della socializzazione e dello sport dove l'importante è stato partecipare e non vincere in quanto la maggior parte dei partecipanti non erano né atleti né famosi, ma persone comuni che hanno deciso di mettersi in gioco chi correndo chi camminando prendendo parte alla manifestazione.

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Quindicesima Edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Racconti - Basilio Beltrami - Pensieri e Parole

La Sezione di Trento dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus, la Fondazione Lucia Guderzo e la Cooperativa Sociale Irifor del Trentino - Onlus, vista la numerosa e qualificata partecipazione avuta nell'ultima edizione ed in considerazione degli ottimi risultati ottenuti, indicono la Quindicesima edizione del Concorso di poesia e racconti intitolato

"Basilio Beltrami - Pensieri e Parole", in ricordo dello scomparso Consigliere dell'Unione

Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus - Sezione Provinciale di Trento.

Al Concorso in parola possono partecipare quanti desiderano trovare nuovi spazi e nuove possibilità di confronto per la loro creatività e la loro fantasia.

La Giuria è composta da Antonia Dalpiaz, Lilia Slomp Ferrari, Lia Cinà Bezzi, Giuliano

Beltrami e Italo Bonassi personaggi autorevoli del mondo della cultura e del giornalismo, in grado, con la loro presenza, di garantire prestigio e serietà al Concorso.

Per la quindicesima edizione sono stati previsti i seguenti premi:

Euro 600,00. per il primo classificato

Euro 400,00. per il secondo classificato

Euro 300,00. per il terzo classificato

I suddetti premi sono egualmente riferiti ad entrambe le sezioni del Concorso; inoltre, qualora la Giuria lo ritenesse opportuno, verranno segnalati alcuni lavori fino ad un massimo di tre per ogni categoria.

A tutti i vincitori sarà rilasciata una pergamena con la motivazione della giuria. Inoltre ai segnalati sarà consegnato un piccolo ricordo della manifestazione.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria del Concorso: tel. 0461/915990.

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Quinto Corso di Vela Autonoma per Non Vedenti e Ipovedenti Metodo Homerus

Due Colori nel Vento (ONLUS), seconda Base Didattica HOMERUS in Italia aggregata F.I.V., riapre le iscrizioni al corso base DI VELA AUTONOMA per non vedenti secondo il metodo HOMERUS, riservato ad aspiranti velisti con disabilità visiva, presso la propria base nautica a La Spezia.

Il corso si svolgerà per sette giorni consecutivi con un numero massimo di 4 partecipanti, a partire dal 20 maggio fino al 27 maggio 2017. Sarà utilizzata Elaltra, un'imbarcazione Meteor monotipo in uso all'associazione, un piccolo cabinato a vela a chiglia fissa, della lunghezza di sei metri.

I corsi sono coordinati dall'istruttore Andrea Porchera (responsabile tecnico dell'Associazione, già istruttore federale e istruttore abilitato per il metodo Homerus)

Per ogni corso sono previste sette lezioni della durata di circa 7 ore ciascuna (dalle 10 alle 17) la maggior parte delle quali sarà tenuta in mare, con partenza dalla base nautica e turistica della Scuola di mare Santa Teresa e dove i corsisti saranno ospitati per l'intero periodo di svolgimento del corso.

Le uscite saranno effettuate all'interno del Golfo della Spezia (dentro la diga del porto), sempre in condizioni di massima sicurezza.

La prima giornata del corso sarà svolta a terra, e interamente dedicata alla teoria, le successive prevedono uscite in mare con lezioni di teoria e pratica a bordo.

Le uscite in mare potranno prevedere un'unica sessione dalla mattina fino al pomeriggio, oppure due sessioni una alla mattina e una al pomeriggio; nel primo caso non ci sarà una vera e propria pausa pranzo, ma verrà effettuata una breve sosta con pranzo al sacco in mare e direttamente a bordo, mentre nel secondo caso sarà effettuato rientro alla base nautica per consentire agli allievi una pausa pranzo.

Le opzioni sopra indicate saranno definite di volta in volta ad insindacabile giudizio dell'istruttore e/o degli organizzatori, così come la decisione di prendere il mare, che sarà determinata prioritariamente e principalmente dalle condizioni meteo-marine in rapporto alla sicurezza delle persone e dell'imbarcazione.

Gli eventuali pranzi al sacco o pause pranzo sono a carico degli allievi.

Due Colori nel Vento onlus offre la possibilità di partecipare ai corsi anche ad uno o più allievi vedenti, solo se congiunti o accompagnatori del non vedente, ed esclusivamente al fine di favorire l'integrazione del disabile visivo e la condivisione delle sue attività, sempre nel rispetto del numero massimo di quattro persone per corso.

La quota di partecipazione ai corsi 2017 è di €350,00, da corrispondere entro 15 giorni dalla data di inizio del corso, su conto corrente intestato a Due Colori Nel Vento ., presso Banca Carispezia ag. A, Piazza Verdi, La Spezia - IBAN IT74F 06030 10702 00004 66800 49

La quota comprende l'iscrizione all'Associazione, il tesseramento F.I.V., l'assicurazione infortuni. Saranno inoltre forniti ad ogni corsista un completo vela (giacca cerata e salopette) e un gilet di salvataggio che rimarranno di proprietà dei velisti. La quota non comprende invece le spese di viaggio, vitto e alloggio a cui ciascuno dovrà provvedere personalmente e che da convenzione con la Scuola di mare Santa Teresa ammontano a € 535, comprensive di vitto e alloggio per le giornate del corso. Anche tale quota dovrà essere versata entro 15 giorni dalla data di inizio del corso, alle stesse coordinate bancarie sopra indicate.

Si consiglia agli allievi, inoltre, di dotarsi di scarpe da barca (dalla suola in gomma morbida e chiara), e di appositi guanti da barca, facilmente acquistabili presso i negozi di articoli sportivi e di uno zaino adatto al contenimento dell'attrezzatura, con una capienza dai 30 ai 40 litri.

Si ricorda, infine, che Due Colori nel Vento onlus è a disposizione tutto l'anno di chi, già in possesso di abilitazione HOMERUS, volesse organizzare uscite in barca per allenamento e/o diporto.

Per informazioni telefonare a Monica Perugna al recapito da richiedere alla Sezione UICI di appartenenza.

La Scuola di Vela Santa Teresa, location che per la prima volta accoglie i nostri corsi grazie ad una convenzione recentemente stipulata con la nostra Associazione, è situata nella splendida cornice della località Pozzuolo di Lerici.

L'area in cui sorge è un ex forte costruito su di un piccolo promontorio a confine tra la zona dei cantieri di località Muggiano e le zone balneari della Baia Blu e di San Terenzo.

Circondata da tre insenature sul mare, la fortezza fa parte di un complesso di batterie a difesa del golfo della Spezia risalente al diciannovesimo secolo, ma costruita sui resti del Forte di Santa Teresa nel 1747.

Adibita nel 1996 a scuola di vela, la recente ristrutturazione l'ha trasformata anche in un'accogliente struttura ricettiva dotata di tutti i comforts per garantire agli ospiti un piacevole soggiorno. Oltre alla vela è possibile infatti praticare tutti gli sports acquatici, il diving, la pesca, oppure godersi il sole e il mare presso l'attiguo stabilimento balneare della Baia Blu.

Maggiori informazioni sul sito www.scuoladimaresantateresa.it

La presidente Monica Perugna.

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Comunicazioni varie

DALL'ASSOCIAZIONE GENITORI RAGAZZI NON VEDENTI E IPOVEDENTI

Soggiorno vacanza-studio per ragazzi

L'Associazione Genitori organizza, nel periodo dal 16 al 30 luglio 2017, il soggiorno vacanza-studio inglese per ragazzi adolescenti, di età compresa dai 14 ai 21 anni, desiderosi di fare un'esperienza formativa e di svago, all'estero. Due le destinazioni possibili di quest'anno: Malta o Dublino.

Gli interessati che volessero maggiori dettagli sul soggiorno, sui costi e le attività, possono contattare direttamente la presidente di A.Ge.Ra.n.V.I. Silvia Truccolo all'indirizzo e-mail: segreteria@ageranvi.org.

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Sempione News del 20-02-2017

Premio Cuore Lions ad Angela Mazzetti

Induno Olona - Con l'intervento del Governatore del Distretto Lions 108 Ib1, Carlo Massironi, dei Soci Lions e di tante autorità ed ospiti si è tenuta a Induno Olona la diciassettesima edizione del Premio Cuore Lions che il Lions Club Varese Sette Laghi con la regia del Socio Ugo Cirrincione ha organizzato anche quest'anno.La Giuria composta dal Prefetto di Varese Giorgio Zanzi, dal Sindaco di Varese Davide Galimberti, dal Prevosto Monsignor Luigi Panighetti e dall'Editore della Prealpina Daniela Bramati ha scelto la professoressa Angela Mazzetti di Solbiate Olona per la sua intensa attività svolta nel campo del volontariato senza farsi condizionare dalla situazione di non vedente. Docente del Liceo classico Cairoli di Varese, presidente dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della provincia di Varese dal 2001 al 2015, volontaria in tante attività ed iniziative e Socia del Lions Clubs International. Con tanta serenità e semplicità ha ringraziato tutti per aver ottenuto il Premio consistente in un cuore d'argento realizzato da una nota gioielleria. Insegnamento, impegno civile e sociale, servizio umanitario sono stati i punti di riferimento della propria vita. Ha rivolto un pensiero agli amici Lions per questo inaspettato riconoscimento. E' stata un'altra bella e pregevole iniziativa che i Soci Lions hanno realizzato sul territorio proseguendo nella valorizzazione delle donne che negli anni hanno rappresentato il mondo del volontariato.

La redazione

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Il Giorno del 11-03-2017

Una vita con la luce spenta Studenti a lezione di cecità

MONTICELLO BRIANZA. «L'essenziale è invisibile agli occhi, non si vede bene che col cuore», sosteneva Antoine de-Saint Exupéry nel suo capolavoro "Il piccolo principe". Per comprendere realmente cosa significhi essere ciechi o vivere con disabilità uditive, centosei studenti del liceo delle Scienze umane e dell'Economico-sociale dell'istituto superiore statale "Alessandro Greppi" di Monticello Brianza parteciperanno ad un progetto che prevede percorsi al buio, attività di scritture in Braille e di conoscenza della tecnica della comunicazione aumentativa, oltre che laboratori con un'educatrice specializzata. COLLABORERANNO alla proposta anche Claudia Consonni, guida non vedente dell'Istituto dei ciechi di Milano e titolare del centro Spazio Carlo , di Seregno, ed Elena Crippa, referente della cooperativa sociale Solaris, di Triuggio, insieme ad alcuni ragazzi diversamente abili che la coadiuveranno in alcune attività. I professori responsabili del progetto sono Daniela Ferrario e Matteo Mari, insieme a Edoarda Brambilla e Denise Tagliasacchi. «Durante una prima fase prevista a fine marzo i liceali sperimenteranno situazioni e contesti di disabilità in maniera «ribaltata». «Affronteranno cioè percorsi al buio totale per comprendere le difficoltà dei non vedenti e prendere coscienza delle straordinarie abilità sensoriali extra-visive di cui siamo dotati, e che abitualmente sottoutilizziamo nelle dinamiche quotidiane in quanto soffocate dal predominio della visione. Sarà anche un modo per cogliere con accuratezza ciò che li circonda e le relazioni con gli altri, in un contesto dove saranno costretti ad abbattere le barriere quotidiane che impediscono spesso di entrare in contatto con gli altri e con se stessi in maniera autentica, libera e fiduciosa». IN CATTEDRA saliranno pure diversamente abili per presentare alle ragazze e alla ragazze la tecnica della comunicazione aumentativa. Ma per un progetto in fase di avvio, un altro è stato appena concluso. Si tratta di quello triennale denominato Tutti sul palco, due laboratori teatrali con gli artisti Luca Radaelli e Filippo Ughi. In quindici incontri per trenta ore di lezione complessive i partecipanti hanno affrontato i temi fondamentali dell'alfabetizzazione teatrale nei suoi aspetti creativi, tecnici e organizzativi.

di Daniele De Salvo

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Il Giorno del 04-03-2017

Silenzio sugli spalti, va in scena il Torball Il calcio per i non vedenti dà spettacolo

VILLONGO. Due comuni bergamaschi per un giorno diventano capitale internazionale di Torball, uno dei giochi sportivi più praticati dai non vedenti. A Villongo e a Grumello del Monte arriverano quattro squadre di giocatori da tutta Europa e otto compagini italiane, pronte a sfidarsi sul campo in occasione della 26ª edizione del torneo internazionale "Valcalepio". Gli ospiti d'Oltralpe, provenienti da Anversa, Nizza, Innsbruck e Salisburgo incontreranno le otto formazioni italiane: Reggina, neocampione d'Italia, Trento, Bolzano, Colosimo-Napoli, Bologna, Monza-Brianza e le due squadre nostrane Omero-Bergamo-A ed Omero-Bergamo-B. IL TORNEO, organizzato dall'Associazione Omero Bergamo in memoria dell'ex giocatore bergamasco di torball Giacomo Cortinovis e fortemente voluta dal vicepresidente Alessandro Belotti, ha ottenuto il patrocinio di Regione Lombardia ed è stata possibile grazie alla disponibilità delle amministrazioni comunali di Grumello del Monte e di Villongo che hanno messo a disposizione i propri palazzetti sportivi. Nelle due palestre, dalle nove alle diciassette, si terranno le partite dei due gironi: le dodici squadre scenderanno in campo per conquistarsi un posto per le finali che si disputeranno a Villongo. NEL TORBALL si sfidano tre giocatori contro tre, in un campo rettangolare di sette metri per sedici. Lungo il lato corto dello spazio di gioco ci sono le porte dove gli atleti devono riuscire indirizzare la palla. Questa, per essere percepita dai giocatori, contiene dei sonagli perché - spiega Alessandro Belotti - «è necessario che faccia rumore quando si trova sul pavimento per consentire agli atleti di intercettarla». Le gare durano circa cinque minuti e sono suddivise in due tempi: a ciascuna squadra non sono consentiti più di tre tiri consecutivi. L'iniziativa costituisce un appuntamento fondamentale per il torball bergamasco e il Torneo Valcalepio è tra le competizioni più ambite a livello europeo per lo spessore tecnico ed agonistico dei protagonisti. IMPONENTE anche la macchina organizzativa che si è mobilitata per rendere possibile l'evento, con un investimento di circa dodicimila euro per la maggior parte provenienti dai contributi degli sponsor che sostengono le attività dell'associazione sportiva che dal 1982 è attiva a Bergamo e rappresenta un importante punto di riferimento per i 1.470 ciechi o ipovedenti presenti sul territorio. «Lo sport è importante perché permette a chiunque di migliorarsi e stare bene. Nel caso degli ipovedenti e dei non vedenti lo è ancora di più perché favorisce l'autonomia e il senso dell'orientamento» - spiega Belotti - «Lo sport dà l'opportunità di condurre una vita il più possibile normale, conoscere altre persone, uscire dall'isolamento domestico e affrontare delusioni ma anche grandi soddisfazioni». L'ingresso per assistere alla competizione è libero. C'è solo una regola: il silenzio per permettere ai giocatori di «sentire» la direzione della palla.

di Jessica Signorile

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La Provincia Pavese del 04-03-2017

Belgioioso, parco per i non vedenti

BELGIOIOSO. Il contatto con la natura produce benefici effetti sul corpo e sulla mente. E allora perchè non creare un sentiero accessibile nel verde anche per persone non vedenti o ipovedenti? Questa la proposta del Rotary di Sant'Angelo Lodigiano-Belgioioso che, accordo con il comune, ha deciso di andare a creare proprio sul territorio guidato da Francesca Rogato un progetto di riqualificazione in un parco di Belgioioso proprio per queste persone oltre che per gli altri fruitori. Il progetto lo si è voluto chiamare "Service" e fin dall'inizio si è pensato che, assolutamente, avrebbe dovuto essere posizionato all'interno di un parco protetto, possibilmente non soggetto a vandalismi. Ma anche posizionato in una zona centrale del borgo e facilmente raggiungibile dalla popolazione. È così che gli amministratori comunali hanno pensato che sarebbe potuto essere perfetto il parco di villa Trespi. Ed è proprio qui che arriverà un percorso che avrà segnali al tatto e targhe in brail e in italiano per non vedenti e ipovedenti. La sindaco Rogato ci crede: «Questo percorso ha una valenza altamente sociale e culturale e sarà una delle prime azioni concrete verso la fruibilità dei beni culturali da parte di persone diversamente abili». Tutto deciso, quindi, ed è già chiaro anche che il progetto sarà interamente a carico del club Rotary intercomunale e sarà donato alla città di Belgioioso. Con tutta probabilità il percorso sarà già fruibile entro

la fine di questa primavera. A corredo di tutto è prevista anche una pavimentazione ecologica particolarmente piana e stabile con un corrimano in corda ancorato a pali infissi al lato del sentiero, in modo che chiunque possa percorrerlo in piena autonomia.

di Flavia Myriam Mazza

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Lecco Online del 23-03-2017

Ipovedenti al Parco Monte Barro con "Cinguettio nel buio"

GALBIATE. Non vedenti e ipovedenti arriveranno in visita al Museo di Storia Naturale e al Parco Monte Barro grazie a "Cinguettio nel buio".

Il progetto, che si pone l'obiettivo di avvicinarli al mondo della natura, porterà nella Provincia lecchese i partecipanti al percorso formativo ideato per consentirgli di riuscire a "vedere" la natura che li circonda, "leggendo con le orecchie" il bosco, i paesaggi agricoli e i parchi cittadini.

L'obiettivo della Cooperativa Sociale Eliante, ideatrice del progetto in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Lombardia, è proprio quello di avvicinare alla natura persone affette da disabilità visiva, permettendo loro di sfruttare l'udito per scoprire il mondo degli uccelli. "Cinguettio nel buio" però non si limita a questo, il percorso formativo vuole anche indagare circa la capacità dei non vedenti, che a causa proprio di questa disabilità sono portati a sviluppare maggiormente gli altri sensi, di essere maggiormente ricettivi nel valutare e riconoscere i canti dei volatili.

Il progetto, seguito da 20 partecipanti, ha già chiuso la parte teorica in aula e ora prevede due escursioni sul campo. La prima è in programma proprio per questo sabato, 25 marzo, al Museo di Storia Naturale e al Parco del Monte Barro. Il gruppo di non vedenti, con tanto di accompagnatori e cani guida al seguito, verrà portato a Palazzo Belgiojoso, dove, grazie al progetto del Si.M.U.L. "Museo per tutti", avranno la possibilità di scoprire le caratteristiche dell'avifauna locale, attraverso attività didattiche tattili.

La visita proseguirà nel luogo degli uccelli per antonomasia: il Roccolo di Costa Perla. E proprio nel roccolo, Stazione Ornitologica Sperimentale riconosciuta da Regione Lombardia dal 1992, i partecipanti potranno ascoltare i suoni della natura e il cinguettio delle numerose specie nidificanti sul Monte Barro. La visita continuerà poi verso l'Eremo del Monte Barro, dove presso il Centro Parco per l'Educazione Ambientale verranno organizzate ulteriori attività per il gruppo di partecipanti.

Roccolo Costa Perla

"Una giornata studiata e impostata appositamente per le esigenze dei non vedenti, per permettergli di scoprire la natura attraverso i suoi suoni e le sue forme" racconta Chiara Crotti, che insieme a Mauro Belardi coordina il progetto per conto di Eliante. E sul progetto: "è un'esperienza davvero fantastica che vorremmo riproporre anche in altre realtà. Si tratta di un'attività speciale, perché ci ha portato a lavorare con gente unica. È stato davvero entusiasmante vedere l'interesse e la partecipazione durante le lezioni teoriche, vogliamo davvero ringraziare di cuore tutti i partecipanti al percorso formativo".

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Il Cittadino del 25-03-2017

Don Brugnani l'apostolo lodigiano dei non vedenti

LODI. L'ambito del discorso e della narrazione è costituito, come si precisa nel titolo del volume, da un personaggio e da un'istituzione strettamente uniti in vicende interessanti e complesse, rigorosamente ricostruite con precisione di dati e contestualizzate in una temperie storica segnata da profonde trasformazione nella società e nella Chiesa. Abbiamo così la biografia di Mons. Giovanni Brugnani, sacerdote di Lodi, la cui breve esistenza (1926-1968), ricca di eventi e di opere, fu in stretto rapporto con il Movimento Apostolico Ciechi, al quale egli si dedicò con intelligente e assidua generosità. Dinamico e inventivo, don Giovanni tenne con zelo anche la cura pastorale di due parrocchie e di importanti associazioni giovanili.Nato a San Colombano al Lambro, proveniva da una famiglia in cui si erano manifestate, in forme persino pittoresche, le tensioni fra il mondo cattolico e quello laico nei primi decenni del secolo. Alla morte prematura del padre, il piccolo Giovanni venne affidato alla nonna paterna, religiosissima e unita in matrimonio con un fervente socialista e anticlericale. Questi, contro la volontà del parroco e non tenendo conto delle leggi canoniche, aveva invitato la banda al rito funebre di una sua bambina. Ne nacque un contrasto seduta stante, concluso con il ritiro dei sacerdoti e il funerale celebrato in forma civile. La vicenda fu dolorosa e traumatica. Era parroco di San Colombano don Luigi Cazzamali, altro mitico personaggio dell'epoca, che non ne uscì indenne, perché, qualche tempo dopo, fu preso a zoccolate in chiesa da una parente della bimba defunta, al punto da essere colto da svenimento. In margine a tutto ciò, il vescovo scagliò l'interdetto sulla parrocchia. Il fatto è nella memoria collettiva, anche se non se ne trova documentazione scritta. O tempora, o mores!, verrebbe da dire.Affidato alle cure della nonna, il piccolo Giovanni, erede del nome del combattivo nonno, ebbe modo di frequentare l'oratorio di don Giovanni Bianchi, centro propulsore di formazione cristiana, e, dal 1938, le scuole dei salesiani di Via Copernico, a Milano. A San Colombano era viva la memoria del salesiano Bassano Lareno Faccini, martire in Cina, modello ispiratore della prima fase vocazionale di don Brugnani, che per vari motivi, anche di famiglia, scelse però il seminario di Lodi, nell'ottobre del 1943. Ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1949, con altri quattordici candidati. Di fronte a questi numeri, anche qui verrebbe da dire: o tempora, o mores! Più o meno in parallelo con i decenni qui evocati, è ricostruita, nel volume, la vicenda dell'istituzione che all'inizio si chiamò Crociata Apostolica dei Cieli, sull'esempio della denominazione Croisade des Aveugles, scelta in Francia dal fondatore P. Yves Mollat. I personaggi a cui va riferito il sorgere, tra noi, della Crociata, furono Maria Motta, Giuseppe Semenza e don Bruno Vignati. Non vedente dall'età di quattro anni e insegnante presso l'Istituto dei ciechi di Milano, Maria Motta iniziò una collaborazione con Giuseppe Semenza, non vedente, ammesso, nel nostro Seminario, alla vestizione clericale e agli Ordini minori. Lodi divenne, così, un riferimento per il consolidarsi e il diffondersi della Crociata, presso la quale prestò la sua opera anche Don Bruno Vignati, dal 1949 al 1954, ottenendo il riconoscimento ecclesiastico dal vescovo Pietro Calchi Novati, con decreto del 15 novembre 1954. Erano intanto trascorsi i primi anni del ministero presbiterale di Don Brugnani, incaricato di varie mansioni fra cui quella di direttore, a Lodi, della Casa della Gioventù, e dal 1954, di assistente spirituale della Crociata.Delle capacità organizzative e manageriali del giovane sacerdote si videro subito i frutti. Ebbero incremento e sistemazione le iniziative relative alla stampa, alla biblioteca e alle pubblicazioni. Furono organizzati, con la partecipazione del vescovo Mons. Benedetti, pellegrinaggi a Loreto, Bologna, Roma e Lourdes. Per la munificenza del commendatore Giacomo Fusetti, milanese, la Crociata poté disporre, in località Degna, frazione di Breno (BS), di una sede per villeggiatura costruita in memoria della moglie del donatore e denominata Casa alpina Teresa Fusetti. L'iniziativa ebbe un seguito, perché fu possibile dar vita ad un'altra simile struttura a Ossimo Superiore, sempre in provincia di Brescia. Sull'onda di tutte queste iniziative, la Crociata acquistava notorietà e diffusione a livello nazionale, con la nascita di nuovi gruppi, fra i quali fece notizia quello piemontese, perché il 15 giugno 1958 vi prese parte Nino Salvaneschi, celebre scrittore non vedente. Il 24 settembre 1958 furono celebrati a Lodi i trent'anni della Crociata, e dallo stesso anno prese avvio l'iniziativa dei convegni internazionali.Intanto a Don Brugnani, poco più che trentenne, venne affidata, nel 1957, la cura pastorale di Caviaga, piccolo centro abitato e sede di esperienze significative per chi ne diventava parroco. Vi si era, infatti, insediata l'Agip e si passava bruscamente da una società di tipo agricolo, segnata da prassi e da certezze antiche e consolidate, ai sogni di un mondo tutto da rifare e in grado di eliminare qualsiasi ingiustizia. Nei tre anni in cui resse la parrocchia, don Brugnani si impegnò con ogni tenacia perché tutto ciò non fosse a scapito della vita cristiana. Possiamo immaginare le difficoltà in cui deve essersi imbattuto, e abbiamo testimonianze del dinamismo e della inventività con cui attese ai suoi compiti di pastore. Lo attendevano, frattanto, altri compiti di apostolato nel mondo dei non vedenti, ai quali si rivolgevano con attenzione sempre più viva i vertici della Chiesa e della società civile. Il 25 ottobre 1960 Giovanni XXIII approvò lo statuto dell'associazione, denominato, da allora e sino ad oggi, «Movimento Apostolico Ciechi», e il 24 aprile 1963 ne fu riconosciuta la personalità giuridica con decreto del Presidente della Repubblica. La sede del Movimento (Mac) passò da Lodi a Roma, in un ufficio situato nel palazzo dell'Azione cattolica. Don Brugnani si trovò, così, in una "parrocchia" grande come tutta l'Italia, nella quale teneva ben viva la sua presenza, coltivando, al contempo, il vivo desiderio di fare il parroco in modo tradizionale, in una ben precisa comunità.Il vescovo ne era al corrente e provvide affidando allo zelante sacerdote la cura di Guardamiglio, ottenendo, però, da lui che non avrebbe lasciato del tutto il Movimento. Era da prevedere che l'arrivo di don Brugnani tra la popolosa e vivace comunità, avrebbe prodotto le scosse ormai attese da tempo, se si tien conto che il paese, in 54 anni, aveva avuto solo due parroci: Carlo Borini dal 1911 al 1942, Domenico Mantovani dal 1942 al 1965. La presenza di don Brugnani per poco più di due anni fu, infatti, come era stato facile prevedere, e, nel volume, se ne documentano i tratti e il valore soprattutto sulla testimonianza di Antonio Perotti, sindaco di Guardamiglio da 1960 al 1970, e di Mons. Angelo Zanardi, che fu coadiutore del novello parroco per un periodo pur breve, del quale conserva un ricordo entusiasta e indelebile. Dalle interviste da loro rilasciate risultano evocati con nostalgica ammirazione sia il dinamismo operativo di don Brugnani sia la volontà di trovare i mezzi più adatti per annunciare il Vangelo in un mondo in cui tutto mutava vertiginosamente.Frattanto dal luglio 1965 Mons. Gianni Brusoni venne chiamato a vivere per un anno la sua prima esperienza nel Mac. Don Brugnani, pur mantenendo l'incarico di viceconsulente nazione, poté così restare parroco di Guardamiglio. Dall'aprile del 1967 divenne direttore nazionale Mons. Lino Magenes, mantenendo l'incarico per un tempo piuttosto breve, quando il Mac visse eventi importanti, fra i quali soprattutto il convegno nazionale di Roma, nell'agosto del 1967. Per l'avvicendamento, che si determinò, il pensiero del vescovo, Mons. Benedetti, tornò ancora a don Brugnani, a cui chiese di lasciare la parrocchia per dedicarsi a tempo pieno al Mac. Per lui ottenne anche il titolo di monsignore, con nomina datata il 29 settembre 1967. Le vicende non furono senza difficoltà, ma, in ogni caso, il 7 gennaio 1967, Mons. Brugnani salutò i parrocchiani con un discorso, poi stampato, vibrante in grande onda di sentimenti. Quattro giorni dopo, al ritorno da un incontro col vescovo nel quale devono essere riemerse le difficoltà della situazione, sbandando alla guida della Volkswagen sul manto stradale ghiacciato, don Giovanni ebbe un urto tremendo con un autotreno che proveniva dalla direzione opposta. Trasportato all'ospedale di Casalpusterlengo e poi a quello di Lodi, si spense alle 19 del giorno dopo, il 12 gennaio 1968. L'ultimo capitolo, nel volume, porta giustamente questo titolo: «Mai più dimenticato».Fu chiamato, a proseguirne l'opera, Mons. Gianni Brusoni, direttore nazionale del Mac dal febbraio 1968 al dicembre 1977, e poi fino al 2005 consulente nazionale, con una costanza di impegno che, ancora oggi, è ben lungi dall'essere cessata. Tratto caratteristico dell'opera del suo predecessore, è, per Mons. Brusoni, far sì che «cadessero le barriere culturali che si frapponevano al riconoscimento della dignità del non vedente nel suo valore primario di persona e alla sua aspirazione di integrazione nella vita della comunità» (p. 234).All'istituzione di cui il volume narra il sorgere e gli sviluppi, hanno dato sostegno e forza uomini di grande fede. Al di là di difficoltà e fatiche, fu ardentissimo il loro desiderio di far giungere ai non vedenti i fasci di luce che nascono dalla forza degli affetti.

di Giuseppe Cremascoli

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

1) Comunicato n. 34, diramato in data 14-03-2017

Bando di concorso per la composizione dell'Inno dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Onlus

Per accrescere la riconoscibilità e sviluppare il senso di appartenenza della nostra Associazione, rispondendo anche a numerose sollecitazioni provenienti da molti soci, viene bandito un concorso per la composizione dell'inno ufficiale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Quanti siano in possesso di spirito creativo e capacità di composizione, sono chiamati dunque a presentare un'opera originale comprendente testo e accompagnamento musicale che possa divenire l'inno ufficiale della nostra Unione.

La musica dovrà essere nel contempo solenne, ma orecchiabile e il testo dovrà illustrare in poche strofe i valori più elevati della storia e della realtà attuale dell'Unione.

Il concorso è libero, aperto a tutti, senza limitazioni, purché i partecipanti abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.

Presentazione delle opere

I concorrenti dovranno inviare, entro il termine del 5 maggio 2017, la loro composizione in busta chiusa siglata su entrambi i lati, in forma anonima, tramite chiavetta USB contenente un file .doc/docx con il testo, un file .wav con l'esecuzione del brano e un file con lo spartito.

La busta sigillata, priva di segni di riconoscimento, andrà indirizzata a:

Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Onlus

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 - ROMA

e recherà all'esterno solo la dicitura "CONCORSO INNO UICI".

All'interno la busta dovrà contenere:

a) la chiavetta USB come indicato sopra

b) una ulteriore busta sigillata, recante al proprio interno il nominativo e i recapiti del concorrente o dei concorrenti, nel caso in cui il testo e la musica siano composte da persone diverse. Si tenga presente che, in quest'ultimo caso, la composizione sarà considerata e giudicata come unica.

Le composizioni partecipanti saranno di proprietà dell'Unione che si riserva il diritto di renderle pubbliche tramite il proprio sito web, nei tempi e nei modi più adeguati.

Caratteristiche della composizione

L'inno dovrà essere strutturato su modello "song" che consti di una introduzione, due strofe e un inciso o ritornello.

Il minutaggio della composizione non dovrà superare i tre minuti e mezzo.

Criteri di ammissione e regole di partecipazione

La partecipazione al concorso è completamente gratuita, libera e aperta a tutti.

Ogni partecipante potrà presentare un solo brano inedito a pena di esclusione.

È consentito partecipare anche in due, nel caso parole e musica siano di due autori diversi.

Nel caso in cui il numero di richieste superi i 30 partecipanti, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti effettuerà una selezione preliminare delle opere presentate, in base al criterio dei profili maggiormente rispondenti alla tematica del bando.

I partecipanti si impegnano a non presentare opere, sia in testi che in musica, già presentate per iniziative diverse.

I partecipanti prendono atto che la partecipazione è a titolo gratuito e che la stessa non determina alcun diritto a ricevere compensi, a qualunque titolo, e/o rimborso di eventuali spese e/o indennità varie.

La giuria

I lavori realizzati saranno valutati da una giuria di qualità composta da 5 membri nominati dalla Direzione Nazionale dell'Unione, che provengano soprattutto dal mondo della disabilità visiva, con comprovate competenze specifiche nel campo musicale.

Valutazione

La Giuria valuterà le opere, a suo esclusivo e insindacabile giudizio, con le seguenti modalità.

Gli uffici della Presidenza Nazionale provvederanno a numerare in forma anonima le opere pervenute, secondo l'ordine di arrivo e forniranno alla Giuria valutatrice soltanto brani privi di ogni riferimento nominale riferito all'artista o agli artisti partecipanti.

La Giuria valutatrice si riserva un tempo di 45 gg. dalla scadenza del termine di presentazione per formulare la graduatoria definitiva.

Le tre migliori opere selezionate dalla Giuria saranno sottoposte all'ascolto e al televoto tramite il sito internet dell'UICI con modalità che garantiscano sia l'anonimità delle stesse, sia la unicità dei voti espressi e che saranno rese note in tempo utile.

Risulterà vincitrice l'opera che avrà conseguito il maggior numero di televoti via internet.

Premio e Premiazione

Sarà conferito un premio in denaro di 1.500 Euro alla composizione che risulterà vincitrice.

La premiazione ufficiale avverrà in modo pubblico e solenne in occasione di una importante manifestazione dell'Unione.

Proprietà intellettuale e garanzie

Con la partecipazione al concorso e l'accettazione del presente Regolamento, ciascun partecipante:

Ciascun autore partecipante, se iscritto alla SIAE, dovrà specificare nella domanda di partecipazione il numero di posizione e di deposito del brano proposto.

Note finali

La partecipazione al concorso è subordinata al rispetto delle regole stabilite e riportate nel presente Regolamento, che ogni partecipante accetta implicitamente all'atto della presentazione dell'opera, unitamente al rilascio in favore dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti dell'autorizzazione al trattamento dei propri dati personali ai sensi e per gli effetti del D. Lgs. 30.6.2003, n. 196 e ss.mm.ii..

Pertanto, i partecipanti si impegnano ad osservare le seguenti regole di comportamento:

A norma dell'art. 6 lettera a) del D.P.R. n. 430/2001, si precisa che il concorso in parola non costituisce una manifestazione a premio, in quanto ha ad oggetto la presentazione di opere musicali e in esso il conferimento del premio all'autore dell'opera rappresenta riconoscimento del merito personale e/o un titolo d'incoraggiamento nell'interesse della collettività.

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2) Comunicato n. 38, diramato in data 14-03-2017

Pubblicazione della delibera AGCOM in materia di internet e telefonia per le persone cieche civili e sorde

Con grande piacere, vi informo che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha approvato le nuove misure agevolative in materia di telecomunicazioni, che ora interessano, oltre agli abbonati ciechi totali già titolari del diritto, anche gli abbonati ciechi parziali, finora esclusi da condizioni economiche di maggior favore per i servizi di comunicazione da postazione fissa e mobile.

Il riferimento è alla delibera AGCOM n. 46/17/CONS del 26 gennaio 2017.

Ci riteniamo soddisfatti per il fatto che, come ha precisato la stessa AGCOM in delibera, sono state accolte le specifiche esigenze dei nostri utenti, anche a seguito di audizioni con le principali associazioni rappresentative della categoria, cui ha partecipato in prima linea l'Unione che ha sollecitato un aggiornamento delle attuali misure non più adatte a soddisfare le esigenze comunicative di coloro che hanno problemi di vista, estendendo, altresì, la titolarità di tale diritto alla categoria dei ciechi parziali, a somiglianza di quanto previsto per i ciechi totali (legge n. 138/2001, artt. 2 e 3).

Vediamo nel dettaglio quali sono le novità deliberate:

Va tenuto presente che:

1. nella categoria dei ciechi civili, rientrano coloro che percepiscono provvidenze economiche dall'INPS (ossia i ciechi totali ed i ciechi parziali, titolari di pensione e di indennità, rispettivamente, di accompagnamento e speciale);

2. per i soli ciechi parziali, si applicherà alternativamente, a scelta dell'utente, l'agevolazione da postazione fissa ovvero quella da mobile (art. 2 comma 3);

3. la domanda di agevolazione potrà essere presentata dall'abbonato cieco civile o dall'abbonato convivente con il soggetto cieco civile;

4. la domanda dovrà essere redatta su modulistica che l'operatore telefonico di riferimento avrà cura di mettere a disposizione sul proprio sito web, all'interno di una pagina che dovrà essere denominata "Agevolazioni per non vedenti e non udenti", accessibile tramite un link dall'home page del sito ed interamente dedicata alle informazioni utili agli abbonati ciechi totali e parziali (ciò perché è stato dato seguito alle segnalazioni giunte dalle associazioni rappresentative di categoria, secondo cui, in passato, molti utenti ciechi totali avevano avuto non poche difficoltà ad accedere alle informazioni relative alle misure specifiche in termini di accessibilità e chiarezza espositiva dei contenuti pubblicati sui siti istituzionali degli operatori di telefonia).

Alla domanda dovrà essere allegato il verbale di riconoscimento della cecità civile e, nel caso in cui la domanda venga presentata da un familiare convivente con il soggetto cieco civile avente diritto, dovrà essere allegata anche la certificazione relativa alla composizione del nucleo familiare;

Nota Bene: la delibera, all'art. 8, prevede che entro 120 giorni (centoventi) giorni dalla sua entrata in vigore (quindi entro fine giugno) gli operatori saranno tenuti ad aggiornare i propri siti web secondo le indicazioni dell'AGCOM;

5. l'agevolazione avrà effetto dal giorno di presentazione della domanda, completa di tutta la documentazione necessaria a pena di invalidità della domanda, e verrà attivata su un solo numero telefonico mobile e fisso;

6. gli utenti ciechi civili saranno tenuti al pagamento del canone di abbonamento al servizio telefonico, a meno che non rientrino nelle più basse condizioni reddituali per l'esonero, laddove previste dall'operatore di riferimento;

7. la richiesta di cambio di piano tariffario sarà eseguita dall'operatore senza alcun costo aggiuntivo per l'utente cieco civile, salvi i casi di reiterate ed immotivate richieste di cambio profilo;

8. la presente delibera n. 46/17/CONS, abroga e sostituisce le precedenti delibere n. 514/07/CONS e n. 202/08/CONS.

Come potete immaginare, si tratta di un aggiornamento importante, fortemente voluto dall'Unione, tenuto conto dei tempi rapidissimi con cui si evolvono le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Ci riteniamo, altresì, soddisfatti dell'attenzione che l'AGCOM ha accordato alle nostre richieste in merito a una maggiore accessibilità e reperibilità delle informazioni per gli utenti ciechi totali e parziali sui siti web delle compagnie telefoniche.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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3) Comunicato n. 39, diramato in data 15-03-2017

Concorso europeo di temi sul Braille 2017 (scadenza 19 maggio 2017)

L'Unione Europea dei Ciechi organizza anche quest'anno il Concorso europeo di temi sul Braille, sponsorizzato dalla ditta Onkyo e dalla rivista "Braille Mainichi" giapponesi.

Quest'anno il concorso propone una pluralità di temi tra i quali scegliere:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, educativa, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono:

- "Vivere con il Braille -

- Incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille." Viene incoraggiata la descrizione oggettiva di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

- "Storie divertenti sul Braille"

- "Il futuro del Braille"

- "Vantaggi e svantaggi del Braille a confronto con l'uso della sintesi vocale e di documenti e libri registrati"

- "Braille e touchscreen: le nuove frontiere del sistema"

- "Il Braille e la musica"

- "Il Braille e l'accesso al turismo".

L'elenco non ha carattere restrittivo e i partecipanti al concorso possono decidere di trattare un tema di loro scelta relativo all'uso del Braille.

Gli elaborati non devono superare le 1000 parole (con una tolleranza massima del 10% in più).

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione e sono altresì incoraggiati alla creatività personale, al di là della semplice narrazione della storia della propria vita, magari con un testo sotto forma di lettera, poesia o intervista.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti collaborerà allo svolgimento del concorso, provvedendo alla diffusione delle informazioni a livello nazionale e svolgendo funzioni di segreteria durante la fase iniziale di selezione delle composizioni dei concorrenti italiani.

Le composizioni, in Braille o in formato elettronico accessibile, dovranno pervenire entro il 19 maggio 2017 al nostro Ufficio Relazioni Internazionali, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel. 06 69988388/375, e-mail: inter@uiciechi.it.

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CONCORSO DI TEMI SUL BRAILLE EBU ONKYO 2017 - EUROPA

REGOLAMENTO

1. Scopo e tema

1.1 Il concorso europeo di temi sul Braille organizzato dall'Unione Europea dei Ciechi (EBU) per conto della ditta Onkyo e della rivista Braille Mainichi ha lo scopo di promuovere l'utilizzo del Braille come chiave di accesso per i non vedenti all'informazione e all'inclusione sociale.

1.2 Quest'anno il concorso propone i seguenti temi:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, educativa, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". L'elaborato può essere una relazione o un esercizio di scrittura creativa sul tema scelto e viene incoraggiata la descrizione di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

- "Storie divertenti sul Braille"

- "Riflessioni sul futuro del Braille"

- "Riflessioni su vantaggi e svantaggi del Braille a confronto con l'uso della sintesi vocale e di documenti e libri registrati"

- "Braille e touchscreen: le nuove frontiere del sistema"

- "Il Braille e la musica"

- "Il Braille e l'accesso al turismo"

Importante: tale elenco non ha però carattere esclusivo e i partecipanti al concorso possono decidere di trattare un tema di loro scelta relativo all'uso del Braille.

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione e sono altresì incoraggiati a essere creativi non limitandosi alla classica narrazione della storia della propria vita, ma elaborando il testo sotto forma, ad esempio, di lettera, poesia o intervista.

2. Condizioni generali

2.1 Concorrenti

Chiunque utilizzi il Braille, vedenti compresi, e risieda in Italia può partecipare al concorso senza alcun limite d'età.

È consentita la partecipazione per più anni consecutivi, tranne per i vincitori del primo premio che non potranno partecipare di nuovo al concorso per un periodo di tre anni.

Non possono prendere parte al concorso gli scrittori professionisti, ovvero coloro che sono retribuiti per la regolare pubblicazione delle loro opere sul libero mercato dei media.

2.2 Elaborati

* Gli elaborati devono essere presentati in formato digitale.

* I concorrenti non possono presentare più di un elaborato.

* Le composizioni devono essere in inglese o in italiano.

* Gli elaborati non devono superare le 1000 parole (con una tolleranza massima del 10% in più)

* Gli elaborati già presentati in edizioni precedenti del concorso non possono essere presentati di nuovo.

* Gli elaborati devono includere le seguenti informazioni: nome, cognome, sesso ed età del concorrente, paese, numero delle parole dell'elaborato, indirizzo postale, numero di telefono ed eventualmente indirizzo e-mail.

IMPORTANTE! Le succitate informazioni devono essere poste all'inizio dell'elaborato, prima del titolo

2.3 Diritti d'autore

Con la loro partecipazione a questo concorso

* Gli autori cedono automaticamente e in maniera esclusiva a livello mondiale tutti i diritti, inclusi quelli d'autore, all'EBU, che potrà consentire l'esercizio di tali diritti in licenza o cederli.

* Gli autori permettono all'EBU l'utilizzo del loro nome e dei loro elaborati per attività di informazione e promozione con qualunque modalità l'EBU ritenga opportuna.

* In quanto detentore di diritto d'autore, l'EBU può dare il permesso agli autori e ai suoi Membri Nazionali di fare uso degli elaborati nella maniera che essi ritengano adeguata.

* I vincitori del concorso forniranno all'EBU alcune loro foto e riconosceranno il diritto dell'EBU a riprodurre, adattare, editare e pubblicare le loro foto su qualunque mezzo di comunicazione, incluso il web e la stampa.

3. Procedura

* I concorrenti devono far prevenire i loro elaborati all'Ufficio Relazioni Internazionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, e-mail: inter@uiciechi.it entro martedì 19 maggio 2017.

* L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti effettuerà una preselezione in modo da presentare non più di cinque elaborati alla Giuria di selezione europea.

* Le decisioni della Giuria sono irrevocabili e contro di esse non è ammesso alcun appello o ricorso.

4. Premi

* Premio Otsuki (1° premio): USD 2000,00

* Premi di eccellenza

- categoria giovani, per persone di età non superiore a 25 anni : USD 1000,00

- categoria adulti/anziani per persone di età superiore a 25 anni: USD 1000,00

* Premi per opere di merito

- categoria giovani: due premi da USD 500,00 ciascuno

- categoria adulti/anziani: due premi da USD 500,00 ciascuno

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4) Comunicato n. 40, diramato in data 15-03-2017

Evento automobilistico del 16 settembre 2017 ad Anagni, con la Scuderie Ferrari Club Riga e Roma centro

L'Unione - grazie al fattivo apporto della Commissione Sport, Tempo libero e Turismo - ha raggiunto un importante accordo con la Scuderia Ferrari Club di Riga, al fine di organizzare, in collaborazione con la Scuderia Ferrari Club Roma Centro, un evento automobilistico per il giorno 16 settembre 2017.

L'avvenimento avrà luogo presso l'impianto ISAM, pista sperimentale di Anagni (FR), e darà la possibilità ai partecipanti di provare di persona l'emozione di girare in pista, come co-piloti, su una Ferrari della produzione moderna.

Sensazioni uniche fornite da vetture ad otto o dodici cilindri, orgoglio della produzione automobilistica italiana, che rimarranno impresse nei vostri cuori e nelle vostre menti. Il rombo e la musica dei motori Ferrari dipingeranno la vostra giornata di colori indelebili.

Durante l'evento è prevista la realizzazione di un prodotto audiovisivo e fotografico di primissima qualità, attraverso l'utilizzo di droni che riprenderanno le vetture, il circuito e tutti i partecipanti. I video, le fotografie e gli articoli saranno utilizzati al fine di promuovere l'evento ed i suoi organizzatori. Verranno inseriti nei siti web della Scuderia Ferrari Club Riga e della Scuderia Ferrari Club Roma Centro, e costituiranno un ricordo unico per tutti i partecipanti.

Programma

ore 12,00 arrivo e registrazione dei partecipanti presso l'impianto ISAM di Anagni (FR);

ore 12,30 distribuzione del Welcome Kit Scuderia Ferrari Club agli iscritti;

ore 13,00 buffet-pranzo;

ore 14,00 presentazione vetture, piloti e pista ai partecipanti;

ore 14,30 inizio attività di pista (due giri per ogni partecipante);

ore 18,00 fine attività e distribuzione degli attestati.

La quota d'iscrizione all'evento è di euro 95,00 a persona da versare entro il 20 aprile c.a.:

IBAN IT92O0503402200000000002388

intestato a Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Trieste

che ringraziamo per la disponibilità.

Cena e conferenza "La Storia della Ferrari" (opzionale)

La serata prevede una cena, a base dei prodotti tipici del territorio, durante la quale sarà effettuata una presentazione della storia della Ferrari, dalla sua nascita fino ai giorni nostri, e della struttura della Scuderia Ferrari Club con i vantaggi riservati ai soci. La quota di iscrizione alla cena è di euro 30,00 a persona.

Iscrizione annuale alle Scuderie Ferrari Club

Nel corso della manifestazione verranno iscritti, gratuitamente ad uno dei due Club Ferrari i primi 50 partecipanti ciechi od ipovedenti che aderiranno all'iniziativa. Per gli altri e gli accompagnatori, su richiesta, l'iscrizione verrà formalizzata al costo scontato per l'occasione di euro 30,00.

Le adesioni dovranno pervenire alla Presidenza Nazionale dell'Unione, entro il termine perentorio del 20 aprile 2017, unitamente alla documentazione attestante l'avvenuto versamento della quota d'iscrizione.

Per ulteriori informazioni e delucidazioni, contattare il sig. Milvio Caputo, Segretario della Commissione STLTS ai seguenti recapiti: Tel. 06-69988501 - e-mail amministrazione.cnt@uiciechi.it

Per chi desiderasse pernottare in loco, l'Unione si rende disponibile a ricercare una sistemazione alberghiera secondo le necessità.

È importante considerare che, la quota di partecipazione all'evento in pista ed alla cena con la presentazione sono state stabilite con valori largamente inferiori a quelli di mercato ed addirittura inferiori a quelli di costo, tenuto conto anche della unicità dell'avvenimento. Ciò in ragione dello sforzo dei due Ferrari Club e del Coordinatore nazionale della Commissione dello Sport, Tempo libero e Turismo sociale, dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Hubert Perfler, che con questa iniziativa hanno inteso profondere ogni energia per avvicinare gli iscritti dell'associazione al mondo Ferrari, privilegio unico per tutti gli appassionati. La realizzazione di video, fotografie ed articoli professionali costituisce altresì un ulteriore ambizioso obiettivo, al fine di rendere la nostra giornata un ricordo memorabile.

Intervenite quindi numerosi, premiando i nostri sforzi e dateci modo di poter proporre altri eventi con le rosse, tutti di qualità e tutti studiati appositamente per voi.

Buon viaggio e buon divertimento!!!

Info per raggiungere Anagni

TRENO: linea Roma/Frosinone/Cassino

AUTO: autostrada A/1 uscita Anagni-Fiuggi

Alberghi

Silva Hotel Splendid - Fiuggi - Tel. 0775-515791 www.silvasplendid.it

Hotel San Marco - Fiuggi - Tel. 0775-504516 www.hotelsanmarcofiuggi.it

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5) Comunicato n. 44, diramato in data 21-03-2017

Soggiorno marino "Primo sole" presso la struttura "Le Torri" - Tirrenia dal 28 maggio 2017 - 11 giugno 2017 - 14 giorni.

È con piacere che ricordiamo che dal 28 maggio al 11 giugno p.v. presso il Centro " Le Torri - G. Fucà - Olympic Beach di Tirrenia, si terrà il soggiorno "Primo Sole", che pur essendo proposto dalla Commissione Nazionale Terza età, è aperto a tutti i soci, senza alcuna distinzione per favorire il processo di inclusione e comunitario.

L'offerta del soggiorno, a persona, valida sia per gli ospiti con disabilità visiva sia per gli accompagnatori, si articola nei seguenti importi:

La quota individuale comprende:

Alla quota va aggiunta la tassa di soggiorno di Euro 7,50, dovuta al comune di Pisa.

Servizi a richiesta o a pagamento:

a. Escursioni.

b. Parrucchiera.

c. Estetista.

d. Infermiera.

e. Alfabetizzazione informatica.

Il corso di Alfabetizzazione informatica sarà tenuto, con la consueta competenza, da Nunziante Esposito e dovrà essere richiesto all'atto della prenotazione del soggiorno.

Con la collaborazione dello staff dell'hotel saranno organizzati giochi di squadra, tornei amichevoli di show down, scopone scientifico e scacchi per il divertimento di tutti.

Non mancheranno infine, serate culturali ed eventi musicali.

Venendo incontro ai desideri espressi da alcuni ospiti, da questo soggiorno saranno introdotte nuove attività (anche pomeridiane) che verranno illustrate con apposita comunicazione prima dell'inizio del soggiorno.

Prenotazioni, informazioni, chiarimenti circa i transfert da e per le stazioni ferroviarie di Pisa e Livorno:

Olympic Beach Le Torri

tel. 050 32.270

fax. 050 37 485

email: info@centroletorri.it

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6) Comunicato n. 49, diramato in data 29-03-2017

UN MARE ... DI SPORT E RELAX PER TUTTI

Il Comitato Regionale Giovani UICI Emilia-Romagna, tenuto conto del successo ottenuto durante le scorse edizioni, della mancanza di un corso di barca a vela per disabili visivi in Emilia-Romagna, delle sempre più scarse occasioni di incontro tra Soci, raccogliendo altresì le innumerevoli richieste dei giovani che si dichiarano disponibili e desiderosi di partecipare ad iniziative di gruppo, propone di ripetere il soggiorno estivo di carattere ludico e sportivo a Rimini, il primo che vede in carica l'attuale Comitato Regionale Giovani. È prevista la possibilità per tutti i partecipanti di trascorrere una piacevole vacanza al mare in una struttura altamente confortevole e, per i disabili visivi soci dell'U.I.C.I., anche l'opportunità di prendere parte ad un corso di navigazione o ad una semplice uscita in mare potendo disporre della barca a vela (un cabinato di 10 metri) di proprietà della Sezione provinciale di Rimini.

La settimana estiva si svolgerà da domenica 4 a domenica 11 giugno e la spesa per ciascun partecipante sarà pari ad Euro 406,00 (Euro 58,00 al giorno) comprensiva di trattamento all inclusive in hotel 4 stelle con servizio spiaggia incluso. A tale cifra potrà essere aggiunta una spesa extra di Euro 15,00/20,00 a persona, corrispondenti alla spesa per il trasporto e l'assicurazione di tutta la settimana.

Chiunque intenda partecipare al soggiorno estivo dovrà prendere visione del progetto, accettare il regolamento relativo e presentare la domanda di partecipazione completa di tutti i documenti richiesti entro e non oltre il 30 aprile 2017.

In allegato il progetto ed il regolamento per la partecipazione all'iniziativa

Per informazioni e iscrizioni contattare il Coordinatore Regionale Giovani Franchi Roberto all'indirizzo mail coordinatoregiovani@uiciemiliaromagna.it.

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PROGETTO

UN MARE... DI SPORT E RELAX PER TUTTI

Introduzione

Per molti anni si è ritenuto che il benessere di una persona dipendesse esclusivamente dalle sue condizioni fisiche e di salute, oggi tale concetto non è più solo legato alla sfera sanitaria, ma si estende a molti aspetti del vivere umano (in particolare al settore sociale) sottolineando come le condizioni fisiche di un individuo siano influenzate dalla sua sfera relazionale ed emozionale; si è infatti giunti a considerare che una persona non si può definire in uno stato di benessere se non possiede appunto una ricca e appagante vita relazionale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), inoltre, ha fatto propria la tesi di molti studiosi, i quali ritengono che per mantenere e promuovere un ottimale stato di salute occorra un'adeguata attività motoria; i ricercatori sono ormai tutti concordi nell'affermare che la vita sedentaria, non solo non promuove il benessere fisico della persona, ma danneggia gravemente la salute.

Le attività motorie, se svolte con moderazione e in modo adeguato, mantengono il naturale stato di benessere del corpo, ne sviluppano le capacità e favoriscono la prevenzione di molte malattie; le attività ludico-ricreative e lo sport inoltre favoriscono la vita di relazione e le interazioni fra gli individui, creando spesso legami che vanno oltre la mera condivisione d'esperienze comuni.

La vela è una delle tante attività che, con le necessarie precauzioni, possono essere praticate in piena autonomia, ma racchiude in sé alcune peculiarità che la rendono particolarmente adatta al lavoro con i disabili visivi: essa permette infatti di migliorare l'equilibrio e la mobilità per mezzo degli spostamenti nel limitato spazio disponibile, influenzando così l'autonomia personale e l'orientamento spaziale; in tal modo, si produce una continua stimolazione anche del tatto e dell'udito, i sensi residui indispensabili per i non vedenti.

Da tutte queste premesse e dalla volontà di proporre un'attività dedicata ai giovani, nasce l'idea di questo progetto, che vede come obiettivo generale la promozione del benessere psico-fisico individuale, non limitato quindi esclusivamente al miglioramento delle condizioni fisiche ma esteso altresì alla sfera emozionale e sensoriale della persona, una evoluzione nel modo di pensare la vela.

Conoscere se stessi, i propri limiti e le proprie qualità, è per tutti un punto di partenza per fare e stare assieme agli altri, scoprire gli altri, dare, crescere, essere liberi, indipendentemente dalla propria capacità visiva e dalla propria storia: c'è il mare! Perché il mare è il punto di aggregazione, perché il mare siamo tutti noi!

Ci si aspetta con questa iniziativa di abbattere preconcetti e pregiudizi, modi di pensare e di agire; inoltre, questa iniziativa aprirà ad altre nuove e concrete esperienze, dove le belle parole enunciate nei vari Statuti, quali la solidarietà e l'uguaglianza di poter scegliere, non rimangano tali, ma trovino in essa la loro più completa applicazione e realizzazione.

Destinatari

Il progetto è rivolto ad un gruppo di 40 (quaranta) giovani con disabilità visiva (non vedenti ed ipovedenti) che potranno partecipare soli od essere accompagnati da amici, conoscenti, famigliari o da chiunque altro, che vogliano condividere un'esperienza di vita insieme, in un clima di allegria e relax, potendo godere al meglio di tutte le risorse umane e materiali messe a disposizione (il gruppo, la struttura alberghiera, le attrezzature ed i servizi accessibili, la barca a vela, le attività complementari) e trascorrere una vacanza che sia il più rispondente possibile alle esigenze personali scegliendo in piena autonomia come trascorrere il tempo libero.

Obiettivi

Obiettivo primario:

Obiettivi generali:

Obiettivi specifici:

Attività proposta

Tutti i partecipanti potranno prendere parte ad un soggiorno balneare estivo della durata di una settimana che si svolgerà a Rivabella di Rimini, una località turistica vicina al porto (la nuova darsena), con possibilità per i disabili visivi Soci dell'UICI di partecipare gratuitamente ad un corso di vela (numero 4 posti disponibili) o ad una semplice uscita in mare (numero 24 posti disponibili), utilizzando la barca a vela di proprietà della locale Sezione UICI che sarà messa a disposizione per tutta la durata del soggiorno.

Naturalmente, chi non fosse interessato all'esperienza di navigazione, può usufruire delle attrezzature e degli innumerevoli servizi messi a disposizione dalla struttura alberghiera, trascorrere le giornate tra la spiaggia e il mare o prendere parte ad attività ricreative.

In qualsiasi momento i partecipanti potranno sempre scegliere in assoluta autonomia come trascorrere il proprio tempo libero, tenuto conto del fatto che si tratta comunque di una vacanza e che, tra le infinite alternative offerte dalla riviera romagnola, la scelta è ricaduta su una struttura i cui punti forza sono la qualità e la varietà delle attrezzature e dei servizi offerti, la disponibilità del personale e soprattutto la totale accessibilità degli ambienti, non solo quelli interni ma anche quelli esterni; si è ritenuto che tutto ciò sia di primaria importanza per consentire ai ragazzi, accompagnati o no, di potersi muovere in assoluta autonomia e sicurezza nell'intera area dell'hotel e nella zona circostante, consentendo così un libero accesso alla spiaggia (l'albergo si trova direttamente sul mare senza attraversamenti stradali) e alla passeggiata con i negozi e i locali (l'hotel si trova in zona a traffico limitato che la sera diviene esclusivamente pedonale).

Risorse

L'hotel Imperial Beach

A Rimini, nell'incantevole Baia di Rivabella, direttamente sulla spiaggia e prossimo al centro storico e culturale, l'hotel accoglie con eleganza, professionalità e tanta cortesia tutti i suoi ospiti.

Incantevole ed esclusiva struttura a quattro stelle, dotata di ogni comfort, è la meta ideale di ogni turista: offre camere spaziose, ristorante panoramico con cucina locale ed internazionale, American Bar, sala TV con maxi schermo, Internet point, sale meeting ed ampi spazi espositivi, terrazza solarium, parcheggio privato e funzionale centro benessere.

Camere: 57 camere luminose, moderne ed eleganti, dotate di tutti i comfort, climatizzate ed insonorizzate, dotate di Wi-Fi, TV sat, telefono, cassaforte elettronica, frigobar, servizi privati con box doccia e asciugacapelli, tutte con balcone vista mare.

Colazione: ricco buffet preparato con particolare cura e con prodotti di qualità servito nel ristorante panoramico che si affaccia sull'incantevole litorale.

Ristorante: offre cucina Nazionale e Internazionale, scelta di menù a base di carne o pesce e ricco buffet di antipasti e verdure.

Spiaggia: dalla Hall dell'albergo si accede direttamente alla spiaggia, che è attrezzata con i seguenti servizi:

ombrelloni e lettini, campo di bocce, beach volley e basket, fitness center, parco giochi per bambini, docce calde e fredde.

I servizi della struttura:

accesso per disabili, ascensore, aria condizionata in tutta la struttura, servizio in camera, giornali, mappa guida e tour della città, informazioni turistiche, reception, servizio fax, internet-point, centro business, sale riunioni, centro benessere, parcheggio privato gratuito, gruppi benvenuti, accettati animali domestici, deposito bagagli, accettate carte di credito.

La barca a vela

Sulla Riviera dell'Emilia-Romagna si può trascorrere una vacanza al profumo di salsedine, accarezzati dalla brezza marina sulla spiaggia o su una barca a vela, tra un'escursione in mare e un'immersione subacquea e provare la vera sensazione di libertà che evoca il mare, divertendosi in tutta sicurezza.

In questo tratto di costa, lungo 110 chilometri, sono tante le occasioni per trascorrere una divertente vacanza sportiva a contatto col mare: da Comacchio a Cattolica si contano infatti 14 porti turistici con quasi 5.000 posti barca.

In particolare, il porto della città di Rimini è stato dotato di un punto barca accessibile ai non vedenti ed agli ipovedenti, agli istruttori e agli accompagnatori, che permette loro di poter fare riferimento ad una struttura funzionale ed attiva, particolarmente importante soprattutto per i giovani, che possono così essere avviati alle tecniche di navigazione, una pratica estremamente funzionale al recupero della spazialità, elemento necessario per sviluppare l'orientamento e la mobilità ambientale.

Dall'estate 2006 il porto turistico di Rimini ospita un cabinato di 10 metri attrezzato con telecomando, boe sonore e strumenti di navigazione, equipaggiamenti che permettono anche ai non vedenti di avvicinarsi alla vela; l'imbarcazione può inoltre essere condotta dai disabili visivi in autonomia, consentendo loro di vivere le emozioni e le sensazioni che solo la vita in mare sa dare.

Le caratteristiche tecniche della barca sono le seguenti: cantiere CBS modello Harmony, di metri 10, peso 4.000 kg, armata a cutter, randa, genoa, trinchetta, timone a ruota, bimini, motore diesel trenta cavalli, numero una cuccetta di poppa con due letti, una cuccetta di prua con letto matrimoniale, dinett con divani letto e cucina più toilette; accessori di sicurezza previsti per la navigazione: radio cd, gps, stazione del vento, tridata, zattera di emergenza autogonfiabile, due radio vhf per chiamate di soccorso, tavolo per il carteggio e la navigazione d'altura.

L'equipaggiamento consigliato per la barca è il seguente: zainetto, occhiali da sole, crema protettiva, cappellino, scarpe chiuse tipo tennis, telo mare, acqua, k-way leggero antivento.

Il numero massimo di persone che possono salire a bordo è di 4 più lo skipper e un assistente che conosce la barca e le procedure di sicurezza.

REGOLAMENTO

Il presente regolamento si considera come parte integrante del progetto estivo e se ne presume la piena conoscenza e l'accettazione da parte di tutti i partecipanti; esso deve per tanto essere seguito nella sua interezza e senza deroghe, per consentire un positivo e sicuro svolgimento dell'iniziativa e nel rispetto del Comitato organizzatore e di tutti i partecipanti.

Partecipanti:

Saranno ammessi a partecipare al soggiorno estivo a Rimini un numero massimo di 40 ragazzi ipovedenti o non vedenti che potranno essere soli od accompagnati da amici e famigliari; per i minorenni è necessario un adulto accompagnatore che se ne assuma la piena responsabilità.

I ragazzi che verranno soli devono possedere un buon livello di autonomia ed essere indipendenti nella gestione della propria persona e negli spostamenti all'interno dell'hotel e tra l'hotel e la spiaggia adiacente.

Non è richiesta una specifica mobilità per le uscite e spostamenti che verranno fatti in gruppo, poiché gli stessi saranno pianificati e gestiti dal Comitato organizzatore; si precisa però che non saranno previste particolari attività per la sera e ogni partecipante sarà libero di scegliere come trascorrere il proprio tempo organizzandosi eventualmente con altri ragazzi per pianificare uscite in gruppo e raggiungere i numerosi locali della zona.

I partecipanti sono tenuti a comunicare al Comitato organizzatore eventuali altre difficoltà o necessità particolari (quali ad esempio ulteriori minorazioni o specifiche cure mediche e farmacologiche) per le quali può essere necessario un maggiore supporto compilando l'apposita sezione del modulo di partecipazione al fine di evitare l'insorgere di spiacevoli problemi.

Si ricorda che l'iniziativa in oggetto è nata come settimana di aggregazione tra giovani a titolo ricreativo e non anche come campo estivo per l'apprendimento di particolari abilità o tecniche di autonomia e mobilità; durante la settimana non saranno pertanto proposti corsi finalizzati a tale scopo.

Accompagnatori:

Ogni ragazzo può partecipare alla settimana accompagnato da una o più persone di fiducia, amici o familiari, ed è responsabile del pagamento della relativa quota.

Chi necessitasse di un accompagnatore ad personam ma ne fosse sprovvisto, può richiederne uno al Comitato organizzatore che cercherà di fornirglielo ed è egualmente responsabile del pagamento della quota relativa.

Tutti gli altri ragazzi potranno usufruire di un accompagnatore messo a disposizione dal Comitato Organizzatore, tenendo conto che questa persona sarà presente in loco per tutta la durata del soggiorno e che comunque non potrà in nessun caso essere utilizzato per esigenze particolari dei singoli partecipanti salvo comprovati casi di necessità;

Domande di partecipazione:

Le domande di partecipazione devono essere inviate entro e non oltre il termine indicato nel modulo complete di tutta la documentazione richiesta e saranno esaminate e valutate dal Comitato organizzatore che si riserva la possibilità di escludere quelle incomplete o che eccedono il numero massimo di 40 partecipanti; il Comitato organizzatore si riserva inoltre la facoltà di contattare gli interessati una volta ricevute le domande di partecipazione al fine di verificare l'effettiva presa visione della documentazione completa relativa all'iniziativa.

Il modulo di adesione, documento principale della domanda di partecipazione, deve essere compilato in ogni sua parte ed inviato come documento Word via mail all'indirizzo coordinatoregiovani@uiciemiliaromagna.it ; lo stesso, unitamente alla copia della ricevuta della caparra, deve poi essere stampato, firmato in originale ed inviato sempre via mail all'indirizzo sopra indicato come file immagine (quindi dopo opportuna scansione), oppure spedito via Fax al numero 0523 33 76 77.

Al fine di determinare la priorità delle domande e conseguentemente la possibilità di partecipare al soggiorno e alle attività proposte, farà fede la data di ricezione della documentazione completa.

Unicamente per la partecipazione al corso di vela, oltre alla data di ricezione delle domande, avranno priorità quelle dei residenti in Emilia-Romagna; gli interessati dovranno inoltre presentarsi alla settimana estiva muniti di certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività sportiva non agonistica.

Attività proposte:

Tutti gli interessati all'iniziativa sono tenuti ad indicare nel modulo di partecipazione come intendono trascorrere la settimana, se fare solo il soggiorno o provare l'esperienza della barca a vela con un'uscita libera oppure frequentare il più impegnativo corso di vela.

Tutti i partecipanti sono responsabili di comunicare tempestivamente al Comitato organizzatore eventuali modifiche o rinunce.

Si sottolinea fortemente che tra le varie attività proposte la primaria risulta essere quella da svolgersi in mare, pertanto tale attività non sarà mai sospesa o rimandata a favore di altre iniziative.

Attività in barca a vela:

Condizioni meteo permettendo, l'attività in mare sarà svolta ogni giorno con uscite di circa tre ore ciascuna, che avranno inizio dalla mattina del lunedì e termineranno il pomeriggio del sabato, per un totale di sei giorni.

Di regola tutte le mattine sarà svolto il corso di vela e tutti i pomeriggi si effettueranno le uscite libere.

I trasferimenti dall'albergo al porto e ritorno saranno effettuati con il pulmino della locale Sezione dell'U.I.C.I. guidato dai volontari della stessa Sezione o dagli accompagnatori presenti.

Il ritrovo nella hall dell'albergo è previsto per le ore 9.00 e per le ore 15.00 e gli orari si considerano tassativi; chi non dovesse essere presente al momento della partenza sarà escluso dall'attività e non potrà recuperare l'uscita nei giorni successivi; l'orario del rientro sarà concordato con lo skipper e comunicato di volta in volta agli autisti.

I nominativi dei ragazzi che parteciperanno al corso e alle uscite saranno confermati ad inizio settimana ed eventuali variazioni saranno comunicate giorno per giorno agli interessati.

Equipaggiamento e note tecniche per l'attività in barca a vela:

La barca a vela può portare un massimo di 6 persone tra le quali lo skipper e il suo assistente; i ragazzi che possono quindi salire ogni volta sono 4.

Il numero di posti disponibili per il corso di vela (che sarà svolto ogni mattina sempre dagli stessi ragazzi) è quindi di 4, mentre i posti disponibili per le uscite libere (che saranno svolte ogni pomeriggio a turno) sono 24.

Tutti coloro che prenderanno parte all'attività in barca a vela, soprattutto chi parteciperà al corso, dovranno indossare maglietta e pantaloncini, scarpe chiuse tipo tennis, un cappellino, occhiali da sole e portarsi uno zainetto con crema solare, asciugamano e acqua per ogni necessità.

Si ricorda che i soli partecipanti al corso di vela devono essere muniti di idonea certificazione medica che attesti l'idoneità fisica allo svolgimento dell'attività in mare.

Le uscite in mare saranno consentite in caso di condizioni meteo favorevoli; le stesse saranno comunicate in tempo reale dallo skipper al Comitato organizzatore che si occuperà di avvertire gli interessati comunque tenuti a presentarsi nel luogo ed ora indicati per il ritrovo.

Attività complementari:

Ulteriori iniziative ed attività varie, potranno essere organizzate e proposte ai partecipanti prima dello svolgimento del soggiorno mediante idonea comunicazione o direttamente in loco.

Il Comitato organizzatore si farà carico della totale gestione di tutte le iniziative e sarà responsabile degli accompagnamenti e della sicurezza dell'intero gruppo.

Il ritrovo per la partenza sarà sempre la hall dell'hotel e l'orario verrà comunicato di volta in volta a tutti i partecipanti dal Comitato organizzatore.

Quota di partecipazione:

Tutti i partecipanti sono responsabili del pagamento della propria quota e di quella dell'eventuale accompagnatore.

Ogni partecipante deve versare la somma di Euro 150,00 a titolo di caparra direttamente all'hotel al momento dell'iscrizione nei termini e con le modalità indicate nel modulo di partecipazione.

Chi intende usufruire di un accompagnatore personale, sia questo un familiare o un volontario messo a disposizione dal Comitato organizzatore, è tenuto a versare anche la relativa caparra.

Il saldo di tutte le quote sarà versato direttamente in hotel durante o al termine del soggiorno col metodo di pagamento preferito; sono accettati tutti i mezzi di pagamento.

La tariffa giornaliera può essere soggetta a riduzioni o supplementi per l'aggiunta del 3° o 4° letto, culla, lettino, camera singola o suite.

In caso di soggiorni inferiori alle 6 notti sarà applicato un supplemento di € 6,00 sulla tariffa giornaliera, in caso di prolungamento del periodo saranno invece praticate tariffe scontate.

Servizi compresi nella quota:

La tariffa giornaliera, di Euro 58,00, comprende il soggiorno presso l'hotel Imperial Beach di Rivabella per un periodo di 7 notti dal 4 all'11 giugno 2017 con trattamento di pensione completa all inclusive.

Nella quota sono inclusi sistemazione in camera doppia o tripla con balcone, parcheggio privato ad esaurimento, internet point, minerali, soft drink, vino locale e caffè ai pasti, 1 ombrellone per camera e 1 lettino per ogni pax in spiaggia (solo quote intere).

A tale cifra potrà essere aggiunta una spesa extra di Euro 15,00/20,00 a persona, corrispondenti alla spesa per il trasporto e l'assicurazione di tutta la settimana.

Orari e note per la sala ristorante:

L'orario per la colazione è libero dalle ore 7.30 alle ore 10.00 l'orario per il pranzo e per la cena è invece fissato per tutto il gruppo alle ore 13.00 e alle ore 20.00, questo al fine di agevolare il servizio e consentire una rapida e semplice sistemazione a sedere.

In sala da pranzo, una volta scelti, i posti sono da ritenersi fissi e non possono quindi essere modificati durante la settimana.

La colazione viene servita direttamente al tavolo limitatamente alle bevande calde, tutto il resto può essere comodamente preso al buffet o, se necessario, richiesto ai camerieri.

Le portate dei pasti principali verranno servite direttamente al tavolo; gli antipasti sono solitamente disponibili al buffet ma può essere richiesto che siano anch'essi serviti al tavolo.

Cani guida:

I possessori di cane guida possono partecipare alla settimana estiva accompagnati dal loro "amico a 4 zampe".

I cani guida possono accedere a tutte le parti comuni dell'hotel e alla spiaggia.

I cani guida possono essere lasciati in stanza previo accordo col personale addetto alle pulizie.

È fatto obbligo ai possessori di cane guida di mantenere il proprio animale pulito e curato e di non lasciarlo libero o legato nelle zone comuni sia all'interno che all'esterno dell'hotel.

I possessori di cane guida sono inoltre responsabili del comportamento del proprio animale e rispondono in prima persona per qualsiasi danno o fastidio esso possa causare.

Per informazioni:

Franchi Roberto

Coordinatore Comitato Regionale Giovani Emilia-Romagna

Referente per il Comitato organizzatore

e-mail: coordinatoregiovani@uiciemiliaromagna.it.

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Gli interessati possono scaricare il file .doc contenente il presente comunicato unitamente al modulo di partecipazione tramite il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2017/03/comunicato%2049.doc

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di marzo

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

- 31 Bando di finanziamento per la promozione di attività sportive

- 32 Ripartizione del contributo erogato dall'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile per la formazione generale dei volontari: Bando del 04 ottobre 2013 con avvio progetti 03 marzo, 05 maggio e 03 giugno 2014 - Bando del 15 marzo 2015 con avvio progetti 03 novembre 2015 e 01 dicembre 2015 - Bando del 01 luglio 2015 (art. 40) con avvio progetti 07 marzo 2016

- 33 Bando per la selezione di n. 21.359 volontari in servizio civile pubblicato sul sito internet del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale il 30/06/2016. APPROVAZIONE GRADUATORIE E AVVIO VOLONTARI IL 13 MARZO 2017

- 34 Bando di concorso per la composizione dell'Inno dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Onlus

- 35 Richiesta contributi per l'editoria speciale periodica per non vedenti, anno 2016

- 36 Bonus INPS Gestione Dipendenti pubblici per assistenza domiciliare - Home Care Premium 2017 - Chiarimenti operativi

- 37 Regolamento Generale - Richiesta chiarimenti

- 38 Pubblicazione della delibera AGCOM in materia di internet e telefonia per le persone cieche civili e sorde

- 39 Concorso europeo di temi sul Braille 2017 (scadenza 19 maggio 2017)

- 40 Evento automobilistico del 16 settembre 2017 ad Anagni, con la Scuderie Ferrari Club Riga e Roma centro

- 41 rilascio ai volontari del Servizio Civile del certificato fiscale per i compensi percepiti durante l'anno d'imposta 2016

- 42 Servizio Civile Volontario. - CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORE LOCALE DI PROGETTO

- 43 Terzo corso di formazione internazionale sull'occupabilità dei giovani, Tirrenia (PI), 12-15 aprile 2017

- 44 Soggiorno marino "Primo sole" presso la struttura "Le Torri" - Tirrenia dal 28 maggio 2017 - 11 giugno 2017 - 14 giorni

- 45 Rubrica di SlashRadio "Chiedi al presidente"

- 46 "Comunicazione ai volontari del Servizio civile nazionale: diffusione false mail da UniCredit"

- 47 Pubblicazione delle graduatorie provvisorie dei progetti di Servizio Civile Nazionale presentati entro il 21 ottobre 2016

- 48 Campagna fiscale 2017 - tariffe convenzionate CAF ANMIL per soci Uici e familiari

- 49 UN MARE ... DI SPORT E RELAX PER TUTTI

- 50 RAPPORTO SUL SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO Progetti ex art. 40 legge 289/2002 avviati il 7 marzo 2016

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Superando.it del 02-03-2017

Novità in vista per i lavoratori con disabilità nella Pubblica Amministrazione

Una Consulta Nazionale, un responsabile dei processi di inserimento e il monitoraggio della situazione presso le Amministrazioni Pubbliche, con la raccolta di informazioni che dovranno essere riversate in una banca dati: sono sostanzialmente queste le novità riguardanti le persone con disabilità, contenute in uno degli Schemi di Decreto Attuativi della Riforma del Pubblico Impiego, testo approvato dal Consiglio dei Ministri, che sarà ora sottoposto ai pareri delle competenti Commissioni Parlamentari e del Consiglio di Stato, per arrivare all'intesa con le Regioni e le Autonomie Locali

ROMA. La Consulta, il responsabile dell'inserimento, il monitoraggio della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), e una banca dati: sono sostanzialmente queste le novità riguardanti le persone con disabilità, contenute nello Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al Testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, la cosiddetta "Riforma Madia" (dal nome della ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia), testo attuativo della stessa, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, che dovrà essere ora sottoposto ai pareri delle competenti Commissioni Parlamentari e del Consiglio di Stato, per arrivare all'intesa con le Regioni e le Autonomie Locali.

È esattamente il Capo V ad essere dedicato alle Misure di sostegno alla disabilità, ovvero all'inserimento dei lavoratori con disabilità nella Pubblica Amministrazione, occupandosi innanzitutto (articolo 10, comma 1) della «Consulta nazionale per l'integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità», che dovrà essere istituita «presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Ne dovranno far parte (comma 2), «un rappresentante del Dipartimento della funzione pubblica, un rappresentante del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, due rappresentanti designati dalla Conferenza unificata, due rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e due rappresentanti delle associazioni del mondo della disabilità indicati dall'osservatorio nazionale».

Riguardo infine ai compiti (comma 3), la Consulta dovrà elaborare «piani, programmi e linee di indirizzo per ottemperare agli obblighi di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68», svolgendo «il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di comunicazione», indicando «ai ministeri competenti iniziative e misure innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione e alla valorizzazione delle capacità e delle competenze dei lavoratori disabili nelle pubbliche amministrazioni», nonché prevedendo « interventi straordinari per l'adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro».

Successivamente, sempre l'articolo 10 dello Schema di Decreto introduce la figura del «responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità», che dovrà avere il compito «di garantire un'efficace integrazione nell'ambiente di lavoro delle persone con disabilità, nelle amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti».

Nemmeno qui, per altro, manca una precisazione sin troppo (tristemente) nota, vale a dire che ciò dovrà avvenire «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili».

Tornando comunque alle mansioni del responsabile, esso dovrà curare «i rapporti con il servizio per l'inserimento lavorativo disabili del centro per l'impiego territorialmente competente, nonché con i servizi territoriali per l'inserimento mirato» e predisporre, « sentito il medico competente della propria amministrazione ed eventualmente il comitato tecnico di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, gli accorgimenti organizzativi», proponendo, se necessario, «le soluzioni tecnologiche per facilitare l'integrazione al lavoro anche ai fini dei necessari accomodamenti ragionevoli» e verificando «l'attuazione del processo di inserimento», oltreché «recependo e segnalando ai servizi competenti eventuali situazioni di disagio e di difficoltà di integrazione».

Infine, il testo si occupa, come detto inizialmente, del monitoraggio, chiedendo alle Amministrazioni Pubbliche di «comunicare entro il 31 dicembre di ogni anno, al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Centro per l'impiego territorialmente competente la situazione occupazionale e le eventuali scoperture di posti di lavoro riservati ai disabili».

Entro i successivi sessanta giorni, inoltre, le stesse Amministrazioni Pubbliche dovranno «trasmettere al servizio di inserimento lavorativo disabili territorialmente competente, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva», indicando anche «eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell'obbligo, riservati ai soggetti di cui all'articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68, o, in alternativa, le convenzioni di cui all'articolo 11 della citata legge».

Tutte queste informazioni dovranno essere raccolte nella banca dati di cui all'articolo 8 del Decreto Legge 76/13 (convertito, con modificazioni, nella Legge 99/13).

«In caso di mancata osservanza delle disposizioni del presente articolo - è la conclusione del Capo V dello Schema di Decreto - o di mancato rispetto dei tempi concordati», i Centri per l'Impiego dovranno avviare «numericamente i lavoratori disabili attingendo alla graduatoria vigente con profilo professionale generico, dando comunicazione delle inadempienze al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri». (S.B.)

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Redattore Sociale del 04-03-2017

Protesta dei disabili al Parlamento europeo: "Non prendeteci in giro"

Lunedì protesta a Bruxelles di tre reti europee che denunciano le modifiche che il Parlamento europeo sta apportando al testo della direttiva "Accessibility Act", elaborato dalla Commissione: "Testo annacquato, si elimina l'accessibilità delle comunicazioni e dell'ambiente costruito e si escludono le piccole imprese. Ma l'accessibilità può costare poco, se tutti la applicano a prodotti e servizi".

BRUXELLES. L'European Accessibility Act, ovvero la direttiva europea per l'accessibilità, rischia di essere quel che si dice un "buco nell'acqua". Il testo elaborato dalla Commissione europea, ora passato in esame al Parlamento europeo, sta infatti subendo modifiche e correzioni che rischiano di ridurne drasticamente la portata e le finalità, rendendolo "inutile" per le persone con disabilità che da anni lo attendono. La denuncia arriva da tre reti europee: Edf, Age e Anec, che per il 6 marzo prossimo hanno indetto una manifestazione a Bruxelles, dalle 12 alle 15, davanti al Parlamento europeo, per chiedere agli europarlamentari di assumere una posizione più "ambiziosa" in questa importante battaglia per l'abbattimento delle barriere fisiche, tecnologiche e culturali in Europa. Nel mirino ci sono soprattutto le modifiche apportate al testo dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (Imco), che ha pubblicato la sua bozza di documento il 6 gennaio scorso.

Così, pochi giorni dopo, Edf, Age e Anec si appellavano ai membri del Parlamento europeo, indirizzando a loro una lettera aperta: "Il disegno di direttiva dell'Imco annacqua la proposta della Commissione europea e rischia di condurre a una posizione poco ambiziosa del Parlamento europeo, che non rappresenterà gli interessi e i diritti dei consumatori europei, compresi gli 80 milioni di cittadini disabili", scrivevano. In particolare, "l'articolo 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) obbliga le parti a garantire l'accesso 'su base di uguaglianza con gli altri, all'ambiente fisico, ai trasporti, all'informazione e alla comunicazione (...) sia nelle aree urbane e nelle zone rurali'. La proposta di legge - osservano le organizzazioni - prevede invece che solo alcuni prodotti e servizi debbano essere accessibili".

Le organizzazioni entrano quindi nel dettaglio della proposta, indicandone, punto per punto, criticità e lacune "che rischiano di influenzare negativamente gli scopi, i requisiti di accessibilità, i collegamenti con altri atti dell'Unione, le definizioni e i meccanismi che le persone con disabilità possono utilizzare per denunciare". Se queste criticità non saranno corrette, spiegano le organizzazioni, "la proposta di legge non porterà alcun reale miglioramento nella vita dei cittadini dell'Unione europea".

Ed ecco i punti critici: primo, "si rimuove completamente il riferimento all'accessibilità dell'ambiente costruito"; secondo, si eliminano "i requisiti fondamentali di accessibilità dall'allegato I, a favore di criteri generali di prestazione funzionale, indipendentemente dalla natura dei prodotti e servizi interessati"; terzo, "si escludono le piccole imprese dall'ambito di applicazione"; quarto, si sostiene, a torto, che "i requisiti di accessibilità esistenti nel settore dei trasporti siano sufficienti"; quinto, si indeboliscono "i riferimenti ad altri atti dell'Unione che menzionano l'accessibilità".

Per le organizzazioni, è una grande delusione, dopo che "negli ultimi cinque anni, il Parlamento europeo ha espresso in una moltitudine di occasioni e risoluzioni il suo sostegno a un atto europeo sull'accessibilità che fosse ambizioso e fortemente vincolante per migliorare l'accessibilità di beni e servizi nel mercato europeo per le persone con disabilità". Ora,il disegno di legge appare decisamente debole rispetto a quanto ci si attendeva: "nel momento in cui i principi fondamentali dell'UE sono sfidati - scrivono le organizzazioni - riteniamo che il Parlamento europeo debba dimostrare ai suoi cittadini che può e deve migliorare la loro vita. Il Parlamento può contribuire a rendere l'UE leader mondiale in materia di accessibilità e innovazione, stimolando il mercato interno dei prodotti e servizi accessibili". L'Accessibility Act, insomma, così come è stato pensato e disegnato, sarebbe una grande occasione mancata. Per questo, le organizzazioni esortano "i deputati ad adottare una posizione che assicuri all'Accessibility Act di essere all'altezza del suo compito, capace di rendere davvero l'Europa più accessibili e lungimirante".

Ora, dopo la lettera, arriva la protesta: ce ne spiega le ragioni Rodolfo Cattani, membro dell'Edf. "Attendiamo questa importante direttiva da molto tempo: ci aspettavamo (e proponevamo) che fossero accessibili tutti i prodotti e i servizi che le persone utilizzano normalmente, nonché l'ambiente cosiddetto costruito. Questo, nella convinzione che l'accessibilità sia possibile e che non sia necessariamente un costo alto, come molti sostengono. Col tempo e con gli anni si è infatti dimostrato che l'accessibilità non costa molto se viene subito inserita nel prodotto, mentre costa molto se introdotta in un secondo momento e solo da alcune aziende: così si crea infatti un monopolio di tecnologie assistite, molto dispendioso perché di nicchia, i cui costi peraltro pesano soprattutto sulle casse statali, visto che in molti casi si tratta di prodotti pagati dal servizio pubblico. Non crediamo che problema di accessibilità possa essere risolto al 100% ma gran parte delle cose può diventare accessibile. Ma l'accessibilità può costare poco e l'esempio degli Usa lo dimostra bene: il governo federale non compra nessun prodotto che non abbia l'accessibilità garantita. Così, i produttori si sono trovati nell'obbligo di rendere i prodotti accessibili. E chi li produce più accessibili ne vende di più".

Questo doveva quindi essere il punto di partenza e il principio ispiratore dell'Accessibility Act, che avrebbe dovuto avere il compito di garantire l'accessibilità ovunque possibile, tanto nei prodotti, quanto nei servizi e negli ambienti. Accade però che "al Parlamento europeo, dove siamo sempre stati sostenuti, ci imbattiamo in questa Commissione in cui c'è poca consapevolezza delle problematiche della disabilità e una forte prevalenza di una cultura liberista estrema. Qui incontriamo dunque - riferisce Cattani - inaspettate difficoltà con il relatore. Mentre il testo elaborato dalla Commissione europea, seppur migliorabile, era una buona base di partenza, adesso la commissione lo sta trasformando in una buffonata: vogliono togliere l'accessibilità delle comunicazioni, per metterle in un'altra direttiva, che però ancora non esiste; vogliono far fuori l'accessibilità dell'ambiente costruito, per noi fondamentale: e vogliono escludere le piccole imprese, sostenendo, a torto, che un direttiva del genere le ucciderebbe. Ma la direttiva che hanno in mente loro, a noi non servirebbe a nulla. Scenderemo quindi in piazza, lunedì, perché vogliamo che questa legge passi in una forma decorosa, anche se siamo consapevoli che dovremo accettare delle limitazioni. Non siamo però disposti ad accettare questa presa in giro. Portare in pazza le persone con disabilità è sempre tanto complicato, tanto più se parliamo di paesi diversi. Ma cercheremo comunque di far sentire la nostra voce". (cl)

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Superando.it del 25-03-2017

Quei nuovi LEA non sono applicabili!

«I nuovi LEA risultano ancora lontani dall'essere applicabili ed esigibili: dovranno infatti esserci numerose Intese Stato-Regioni, sui cui tempi e sugli intenti ben poco è dato sapere e inoltre, in mancanza di risorse, gli stessi LEA potranno essere ridotti o applicati in modo progressivo»: è questa la dura presa di posizione di Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei nuovi LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza).

«Sia in Audizione alla Camera che in Senato avevamo espresso varie critiche articolate e severe. Ebbene, le Commissioni di Camera e Senato ne hanno accolte alcune, ma nemmeno quelle sono state recepite, se non in modo residuale, nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale»: è questa la dura presa di posizione di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), dopo la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) riguardante la definizione e l'aggiornamento dei nuovi LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza), ovvero delle prestazioni e dei servizi che il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe garantire a tutti i cittadini in maniera uniforme sul territorio. «Nuovi LEA - aggiunge Falabella - che, nonostante la grande enfasi, risultano ancora lontani dall'essere applicabili».

«Solo a titolo di esempio - si legge in una nota diffusa dalla FISH - non è ripresa la raccomandazione che sia previsto espressamente il diretto coinvolgimento della persona con disabilità e della sua famiglia nella predisposizione del percorso assistenziale (articolo 4, comma 2, lettera d). O, ancora, che sia garantita alle persone con disabilità la continuità assistenziale attraverso il progetto individuale previsto dall'articolo 14 della Legge n. 328 del 2000, che integri interventi sanitari, sociali e di tutela (articolo 5). Senza dimenticare che nel testo viene ancora ignorata l'esplicita richiesta di escludere da gara alcuni prodotti protesici di serie che necessitano di un percorso prescrittivo individualizzato e di un appropriato percorso valutativo. Da ultimo, ma non certo ultimo, a questi mancati recepimenti si aggiungono tutte le criticità culturali e strutturali dei LEA che avevamo già espresso e che sono trasversali ai contenuti: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla riabilitazione alle prestazioni protesiche, dai servizi ospedalieri ai servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali, dalle malattie rare a quelle croniche».

«Se qualcuno spera che questi LEA siano davvero compiutamente esigibili - prosegue Falabella - rimarrà presto deluso. Lo stesso testo, infatti, prevede, per essere realmente applicato, una serie di Intese Stato-Regioni: sui dispositivi monouso, sulle prestazioni protesiche, sui percorsi assistenziali integrati, sull'assistenza ambulatoriale... E qui sui tempi e sugli intenti ben poco è dato sapere».

«Oltre a ciò - viene ricordato sempre dalla FISH - sono pendenti anche le decisioni che dovrebbe assumere la Commissione Nazionale per l'aggiornamento dei LEA (già istituita lo scorso anno) e dalla quale sono escluse le organizzazioni dei pazienti e delle persone con disabilità. Quella Commissione avrebbe dovuto presentare entro il 15 marzo, termine già scaduto, la proposta di aggiornamento dei LEA "prioritariamente attraverso la ridefinizione delle prestazioni - come si era potuto leggere - ovvero la modifica delle loro modalità erogative, garantendo il mantenimento della compatibilità tra risorse e prestazioni da erogare in maniera omogenea sul territorio nazionale, secondo le modalità erogative appropriate, da finanziare in base alla quota d'accesso». «Nella sostanza - commenta il Presidente della Federazione - se mancano le risorse, i tanto celebrati LEA possono essere ridotti o applicati in modo progressivo. Il che rende i diritti dei Cittadini molto aleatori. In tal senso, infatti, i segnali provenienti dalla Conferenza delle Regioni sono assai poco rassicuranti, proprio a partire dalle risorse ancora incerte e che mancherebbero all'appello».

«In questo clima piuttosto caotico - conclude Falabella - e in considerazione di uno strumento su cui nutriamo moltissime riserve, non possiamo che mantenere l'attenzione elevata ed esercitare tutte le azioni possibili per pretendere l'applicazione di un diritto umano incomprimibile: quello alla salute. Per ora i LEA non esistono, non garantendo livelli essenziali e uniformi di prestazioni e servizi nel Paese. E ciò è gravissimo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 20-03-2017

Tagli ai Fondi: bene il cambio di rotta, ora procedere con i fatti

Si dichiara «cautamente soddisfatto» Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH, dopo che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le Regioni hanno espresso la volontà di evitare i pesanti tagli al Fondo Nazionale per Politiche Sociali e a quello per le Non Autosufficienze, annunciati in queste settimane. Si attendono ora precisazioni su dettagli, tempi e modalità del reintegro dei Fondi, anche con atti ufficiali, come chiede il Comitato 16 Novembre, pronto, in caso contrario, a confermare il proprio presidio di protesta del 4 aprile a Roma.

ROMA. «Apprendiamo, con cauta soddisfazione, che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e le Regioni hanno espresso la volontà di reintegrare il Fondo Nazionale per Politiche Sociali e il Fondo per le Non Autosufficienze, sui cui tagli per primi avevamo espresso un forte disappunto. Ora attendiamo maggiori precisazioni su dettagli, tempi e modalità, ma l'inversione di tendenza è sicuramente apprezzabile».

Così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), commenta il comunicato stampa con cui il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali riporta gli esiti del confronto avvenuto il 17 marzo con Stefano Bonaccini, Massimo Garavaglia e Vittorino Facciolla, rispettivamente presidente, coordinatore della Commissione Affari Finanziari e coordinatore della Commissione Politiche Sociali nella Conferenza delle Regioni.

Richiesto dallo stesso Bonaccini, l'incontro mirava ad esaminare la situazione creatasi dopo l'intesa del 23 febbraio scorso, in sede di Conferenza Stato-Regioni, che aveva portato a consistenti riduzione sia del Fondo per le Poltiche Sociali (212 milioni di euro in meno), sia di quello per le Non Autosufficienze (50 milioni in meno).

Secondo quanto si legge nella nota ufficiale del Ministero, il responsabile del Dicastero Poletti e il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini hanno convenuto sulla necessità di riportare la dotazione di risorse all'ammontare precedente all'Intesa. In tal senso, Bonaccini ha espresso la volontà delle Regioni di procedere a un recupero delle risorse da destinare alle non autosufficienze e Poletti la volontà del Governo di intervenire per recuperare le risorse da destinare al rafforzamento delle politiche sociali territoriali.

A parere di Falabella, «questo è sicuramente un primo risultato anche della nostra attività di vigilanza civile e di pressione, che proseguiranno nel monitorare le effettive declinazioni di Ministero e Regioni. Di certo, dopo questi interventi sulle risorse, è necessario tornare speditamente a riflettere sulla pianificazione delle politiche e dei servizi per la non autosufficienza e per l'inclusione sociale».

Amarezza, infine, viene espressa dal Presidente della FISH, per un altro importante aspetto sul quale permane il silenzio. «Non c'è traccia in quel comunicato - dichiara infatti Falabella - di un'altra emergenza cronica che sarebbe stata meritevole di attenzione, dato il ruolo delle Regioni, vale a dire l'individuazione di adeguati stanziamenti a garanzia del trasporto e dell'assistenza scolastica per gli alunni con disabilità. Un'altra battaglia da proseguire a Roma e nelle Regioni».

Dal canto suo, il Comitato 16 Novembre, da anni in prima fila sulle questioni riguardanti i diritti delle persone con grave e gravissima disabilità, non ritiene sufficiente il comunicato stampa diffuso dal Ministero, e «attende che con atti ufficiali - come si legge in una nota - vengano ripristinati i fondi scippati alle Non Autosuffcienze e alle Politiche Sociali».

«Senza modi, tempi e garanzie certe - dichiarano dal Comitato - non arretreremo di un passo, confermando il presidio permanente di protesta del 4 aprile - il nostro diciottesimo in sette anni - da noi annunciato nei giorni scorsi, davanti al Ministero dell'Economia e delle Finanze».

«E in ogni caso - conclude la nota - si tratta comunque di una pessima figura politica, per il Governo e per le Regioni, quella di costringere ancora una volta le persone con disabilità a protestare per ottenere ciò che è un loro diritto». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

° ufficiostampa@fishonlus.it (Ufficio Stampa FISH)

° fracicci91@gmail.com (Ufficio Stampa Comitato 16 Novembre)

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Superando.it del 30-03-2017

Bene il ripristino dei Fondi, ora serve subito il Piano Nazionale

Le pressioni attuate dal mondo della disabilità hanno certamente avuto il loro peso nel portare il Governo e la Conferenza Stato-Regioni ad evitare i pesanti tagli decisi in precedenza sul Fondo per le Politiche Sociali e su quello per le Non Autosufficienze. Viene dunque espressa soddisfazione, ma le organizzazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie non intendono certo abbassare la guardia, puntando invece con forza alla definizione del primo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza e a dei livelli essenziali di assistenza sociale garantiti in tutto il Paese

L'anticipata convocazione del Tavolo per la Non Autosufficienza da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi, ha portato dunque al risultato auspicato da parte di tutte le organizzazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, resesi portavoce, in queste settimane, di dure proteste e prese di posizione contro gli inaccettabili tagli al Fondo per le Politiche Sociali e a quello per le Non Autosufficienze, decisi il 23 febbraio scorso, in sede di Conferenza Stato-Regioni. Quei tagli, infatti, non ci saranno e i Fondi verranno dunque ripristinati.

Soddisfazione viene espressa a questo punto da Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), per il quale, tuttavia, non è certo il momento di abbassare la guardia. «È quanto mai necessario - dichiara invece - puntare con forza ad accelerare il percorso che porti finalmente alla definizione del primo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, costruendo livelli essenziali di assistenza in àmbito sociale che siano validi in tutto il Paese e aprendo quindi una stagione in cui l'attenzione all'inclusione sociale sia realmente significativa e unificante».

Su toni analoghi si esprime il Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti), che ha deciso di ritirare ufficialmente il proprio presidio di protesta, programmato per il 4 aprile di fronte al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

«Siamo soddisfatti - si legge in una nota del Comitato - per avere superato con successo questa triste parentesi di tagli, ma chiediamo che si arrivi rapidamente al Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, attraverso la definizione di livelli essenziali di assistenza da garantire su tutto il territorio nazionale e con il conseguente aumento delle risorse per finanziarli interamente. Solo in questo modo, infatti, possiamo sperare di ridare dignità alle persone con disabilità gravissima ed evitare di esporci ai futuri tentativi di tagli in nome del rigore di bilancio».

Dal canto suo, l'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) si affida alle parole del proprio vicepresidente nazionale Stefano Tortini, che oltre a dichiararsi anch'egli soddisfatto per l'impegno del Governo e della Conferenza Stato-Regioni a ripristinare i Fondi per le Non Autosufficienze e per le Politiche Sociali, sottolinea che «in un momento come quello che il nostro Paese sta attraversando, non ci possiamo permettere di lasciare indietro le persone più deboli, che oggi sono i disabili gravissimi. Questa decisione rappresenta pertanto un passo importante per costruire un nuovo welfare, attento alle esigenze delle persone che vivono ogni giorno situazioni di grande difficoltà».

Anche l'AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), infine, ha deciso di revocare la manifestazione di protesta prevista per il 4 aprile in Piazza Montecitorio a Roma, indetta insieme a UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Viva La Vita Italia, Famiglie SMA (atrofia muscolare spinale), ConSLAncio, ASAMSI (Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili) e CAMN (Coordinamento Associazioni Malattie Neuromuscolari). «Non scenderemo in piazza - dichiara in tal senso Massimo Mauro, presidente dell'AISLA - ma rimarremo in stato di agitazione. Continueremo infatti a lavorare e a vigilare perché i Fondi siano effettivamente confermati e arrivino nelle case delle famiglie che hanno bisogno di questo aiuto fondamentale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

° Ufficio Stampa FISH (ufficiostampa@fishonlus.it)

° Ufficio Stampa Comitato 16 Novembre (fracicci91@gmail.com)

° Ufficio Stampa UICI (chiagiorgi@gmail.com)

° Ufficio Stampa AISLA (murgia@secrp.com)

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Superando.it del 02-03-2017

Costruiamo "difensori" dei diritti umani e dell'inclusione

Favorire una maggiore consapevolezza delle diversità, dei diritti umani e dell'importanza di investire per una società inclusiva, costruendo professionalità future che contribuiscano a tutto ciò. In altre parole, costruire "difensori" dei diritti umani e dell'inclusione. È questo l'obiettivo della meritoria iniziativa promossa dall'Università di Padova, il primo corso italiano multidisciplinare dedicato ai diritti umani e all'inclusione, rivolto trasversalmente agli studenti di tutte le facoltà, che prenderà il via in questi giorni e durante il quale si parlerà molto anche di disabilità.

Acquisire conoscenze e competenze in grado di testimoniare "mentalità", sensibilità e competenze inclusive come lavoratori e cittadini del futuro; partecipare attivamente alla costruzione di un contesto universitario e comunitario inclusivo; assumere una visione interdisciplinare nel progettare e realizzare collaborazioni di tipo professionale; promuovere la presenza di "difensori dell'inclusione" che considerino la formazione, la complessità e il cambiamento come sfide e opportunità da accogliere con ottimismo ed entusiasmo: sono questi gli obiettivi di un'iniziativa particolarmente meritoria promossa dall'Università di Padova, Ateneo già da tempo avviato su questo tipo di percorsi.

Si tratta del primo corso italiano multidisciplinare (General Course), dedicato ai diritti umani e all'inclusione, che prenderà il via venerdì 3 marzo, rivolgendosi trasversalmente a tutti gli studenti di ogni facoltà.

«Sulla scia di quanto stanno già realizzando le migliori università internazionali - si legge nel sito dell'Università di Padova - abbiamo deciso di istituire questo General Course, finalizzato a favorire una maggiore consapevolezza delle diversità presenti nel nostro tessuto sociale, dei diritti umani, dell'importanza di investire per una società inclusiva e di come le loro professionalità future potrebbero contribuire a tutto questo».

Inserito all'interno del Corso di Laurea in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani, l'insegnamento prevede una serie di temi direttamente legati alla disabilità, quali, tra gli altri, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, l'accessibilità, la progettazione universale (Universal Design) e le ricadute delle nuove tecnologie. (S.B.)

In una specifica pagina nel portale dell'Università di Padova, sono presenti tutti gli approfondimenti sull'iniziativa di cui si parla nella presente nota. Per ulteriori informazioni: Centro di Ateneo per la Disabilità, la Riabilitazione e l'Inclusione dell'Università di Padova (Carla Tonin), ceateneo@unipd.it.

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Superando.it del 02-03-2017

A scuola con il cane guida

di Gianluca Rapisarda*

Nei giorni scorsi, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha votato all'unanimità a favore di Ehlena Fry, una tredicenne del Michigan affetta da una forma di paralisi cerebrale che ne limita fortemente la mobilità. Per questo Ehlena ha bisogno del suo cane guida Wonder, che le facilita gli spostamenti, aprendole le porte e prendendole gli oggetti. Ma la scuola che frequentava la ragazza aveva proibito la presenza dell'animale al proprio interno e quindi la famiglia aveva avviato nel 2012 una causa legale, citando la violazione dell'ADA (Americans with Disabilities Act), Legge che autorizza l'assistenza da parte di animali in qualsiasi Istituzione.

Il lieto fine di questa triste vicenda fa ben sperare che anche nella "civilissima" Italia venga reso concretamente esigibile il diritto di accesso con il cane guida nei luoghi pubblici da parte delle persone con disabilità visiva, riconosciuto per legge. Infatti, com'è ben noto, in tema di autonomia e mobilità delle persone con minorazione della vista, possiamo contare nel nostro Paese su Leggi tra le migliori a livello europeo. Peccato, però, che troppo spesso non si riesca poi ad applicarle in maniera davvero compiuta. E questo fa sì che in realtà non ci sia una vera integrazione, con conseguenti difficoltà da parte dei non vedenti e ipovedenti a raggiungere apprezzabili livelli di autonomia e di inclusione.

Eppure, la normativa non lascia adito a dubbi. La materia, infatti, è regolamentata dalla Legge 37/74, poi integrata e modificata dalla Legge 376/88 e infine dalla Legge 60/06. In particolare, la Legge 37/74 stabilisce che il disabile visivo abbia «diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l'animale alcun biglietto o sovrattassa». La Legge 376/88 ha aggiunto poi che «al privo della vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida»; da ultimo, la Legge 60/06 ha precisato che «i responsabili della gestione dei trasporti e i titolari degli esercizi aperti al pubblico che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l'accesso alle persone con disabilità visiva accompagnate dal proprio cane guida» siano «soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500».

Ciò nonostante, sulle più disparate testate giornalistiche e sui siti web si sprecano "ciclicamente" notizie che ci riferiscono di non vedenti ed ipovedenti "rifiutati" dai proprietari di alberghi ed esercizi pubblici e dai conducenti di autobus e taxi, proprio perché accompagnati dal proprio cane guida.

Al di là della violazione delle suddette norme, queste tristi storie hanno l'aggravante della discriminazione, conculcando i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, delle quali si violano la dignità e il diritto a pari opportunità.

Atti così gravi e dilaganti fanno comprendere quanto la consapevolezza dell'opinione pubblica circa il diritto di accesso e di movimentazione dei cani guida per non vedenti sia ancora molto limitata. È giunto invece finalmente il momento di capire che il cane guida non è solo il "simbolo" della cecità, ma che, al contrario, costituisce per le persone con disabilità visiva un concreto e insostituibile "ausilio" di mobilità e un preziosissimo "compagno" di libertà e inclusione.

Gianluca Rapisarda,

Direttore scientifico dell'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Delle battaglie per il diritto all'accesso dei cani guida - condotte con forza, oltreché dall'UICI, anche dall'Associazione Blindsight Project - il nostro giornale si è occupato molto spesso in questi anni. Nella colonnina a destra del presente articolo, elenchiamo i contributi da noi pubblicati su questo tema negli ultimi tre anni.

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Superando.it del 10-03-2017

Legge 104: necessaria, ma non più sufficiente

di Salvatore Nocera*

«La Legge 104/92 - scrive Salvatore Nocera - ha costituito l'asse portante dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Oggi però, alla luce dei nuovi orientamenti culturali sulla disabilità, necessita di essere aggiornata. E tuttavia, gli schemi dei Decreti Delegati di riforma recentemente presentati dal Governo non ne tengono conto, oltre a non riconoscere organismi importanti come i Centri Territoriali di Supporto e di Inclusione. Senza modifiche sostanziali, quindi le Associazioni delle persone con disabilità hanno già minacciato di intraprendere forti iniziative di protesta».

Quando fu approvata venticinque anni fa, la Legge 104/92 costituì l'asse portante dell'integrazione scolastica (come allora si chiamava il processo di presenza massiccia degli alunni con disabilità nelle classi comuni), anche perché aveva recepito i princìpi fondamentali sui diritti degli alunni con disabilità, enunciati per la prima volta con chiarezza nella Sentenza 215/87 della Corte Costituzionale. Essa, infatti, garantì il diritto alla scolarizzazione nelle classi comuni di alunni precedentemente ancora valutati dai medici come «non scolarizzabili» (articolo 12, comma 4); previde strategie didattiche, modalità organizzative e mezzi finanziari idonei a garantire l'attuazione di tali princìpi; sancì inoltre il diritto per gli alunni con disabilità - e non una semplice possibilità - a frequentare gli asili nido e la scuola materna, nonché le scuole di ogni ordine e grado sino all'Università (articolo 12, commi 1 e 2), oltre ad indicare gli obiettivi cui l'integrazione doveva mirare e cioè la crescita negli apprendimenti, nella comunicazione, nella socializzazione e nelle relazioni (articolo 12, comma 3).

Le norme applicative favorirono poi la realizzazione e l'esigibilità di tali diritti, chiarendone i soggetti pubblici tenuti a rispettarli e a farli rispettare e a fornire i mezzi finanziari e il loro coordinamento tramite gli accordi di programma e le intese (articolo 13, comma 1 lettera a).

E ancora, quella norma sancì criteri di valutazione degli alunni che riguardavano non solo i risultati apprenditivi, ma anche il processo e le modalità di apprendimento, distinguendo tra scuola elementare e media (in cui il progetto didattico personalizzato avrebbe dovuto essere formulato esclusivamente sulla base delle capacità dell'alunno e valutato positivamente se vi fossero stati dei progressi rispetto ai livelli iniziali degli apprendimenti) e la scuola superiore, dove pur potendosi avvalere di prove «equipollenti» e di altre agevolazioni, l'alunno, volendo conseguire il diploma, avrebbe comunque dovuto dimostrare di possedere gli elementi basilari delle discipline.

La Legge 104/92, però, è datata, risentendo innanzitutto di una visione statalistica, mancando ancora, nel momento in cui venne prodotta, l'autonomia scolastica e il trasferimento dei poteri dei Provveditori agli Studi dalle Province agli Uffici Scolastici Regionali.

Essa, inoltre, risente ancora di una prospettiva sanitaria legata alla disabilità come a una caratteristica essenziale della persona con disabilità che quasi si identifica con essa (articolo 3, commi 1 e 3), basandosi così su una visione statica ed egocentrica della disabilità stessa.

In realtà, anche la normativa successiva ha proseguito su questi orientamenti, ma a partire dai primi Anni Duemila, la cultura mondiale ha sviluppato i princìpi dell'ICF, la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo i quali la disabilità dev'essere inquadrata dinamicamente nei diversi contesti di vita, che possono offrire condizioni favorevoli o sfavorevoli all'inclusione, termine odierno più idoneo a significare questo nuovo orientamento di prospettiva culturale; infatti, ad esempio per un alunno cieco è molto diverso trovarsi in una scuola in cui ci siano docenti preparati sulle didattiche specifiche per la cecità, in una classe poco numerosa e potendo avvalersi di nuove tecnologie elettroniche, rispetto a chi tutto ciò non può avere.

Sulla base di questi nuovi orientamenti culturali, nel 2006 è stata approvata la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall'Italia otto anni fa, con la Legge 18/09. Pertanto la Legge 104/92 dev'essere oggi applicata alla luce di questi nuovi princìpi, ai quali deve adeguarsi.

Va poi ricordato come - alla luce delle esperienze di buone prassi di consulenza alle scuole riunite in rete per migliorare la qualità inclusiva nei confronti di casi sempre più nuovi e complessi, come gli alunni con autismo - si siano sviluppati dal 2007 i CTS, ovvero i Centri Territoriali di Supporto all'inclusione a livello provinciale o più recentemente di "Ambito Territoriale", che si suddividono a propria volta nei CTI, i Centri Territoriali per l'Inclusione a livello di reti di scuole che abbiano realizzato degli sportelli di consulenza per l'inclusione di alunni con autismo, contribuendo validamente al miglioramento della loro inclusione.

Sembrerebbe per altro corretto che tali Centri potessero gestire pure altri sportelli per particolari tipologie di disabilità (ciechi, sordi, gravi disabilità intellettive, autismo, disabilità motorie), che possono anch'esse essere compensate con appositi ausili tecnologici.

In modo meno organico e puntuale, tali consulenze venivano svolte dai GLIP (Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali), che però sono stati ormai depotenziati quando il potere decisionale dell'Amministrazione Scolastica si è spostato all'Ufficio Scolastico Regionale. Pertanto è necessario che i CTS e i CTI ricevano un definitivo riconoscimento ufficiale per l'aggiornamento della Legge 104/92, che negli ultimi anni è stato avvertito come non più differibile e che ha portato le Federazioni FISH e FAND [rispettivamente Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap e Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità, N.d.R.] a far presentare alla Camera la Proposta di Legge n. 2444, che recepiva queste richieste innovative.

E a proposito dell'istituzionalizzazione dei Centri Territoriali di Supporto, è da osservare che sino ad oggi essi sono stati costituiti presso gli Uffici Scolastici Provinciali, mentre la Legge 107/15 (cosiddetta La Buona Scuola) ristruttura il territorio di competenza degli Uffici Scolastici Regionali nei già citati "Ambiti Territoriali", inferiori al territorio provinciale. Questo probabilmente in vista dell'abrogazione delle Province previste dalla Legge di Riforma Costituzionale che non ha però avuto la conferma referendaria del 4 dicembre scorso. Sarebbe pertanto opportuno che tali organismi rimanessero a livello provinciale e che anzi ad essi venissero devolute le risorse umane e finanziarie previste dall'articolo 15 della Legge 104 ai GLIP, destinati, come detto, a scomparire.

Per tutto ciò la Legge 107/15 ha dato delega al Governo di migliorare la normativa, ma come documentato anche dall'ampio dibattito accesosi sulle pagine di «Superando.it», le bozze dei Decreti Delegati presentati dal Governo alle Camere per il richiesto parere e che dovranno portare entro la metà di aprile a un'approvazione definitiva, non soddisfano assolutamente le Associazioni delle persone con disabilità, aderenti sia alla FISH che alla FAND, dal momento che non riportano le richieste di aggiornamento della Legge 104/92, né quelle di riconoscimento ufficiale dei CTS e dei CTI. È quindi in corso un forte dibattito interno e con il Ministero dell'Istruzione, perché i contenuti dei Decreti Delegati vengano notevolmente modificati, recependo numerosi emendamenti migliorativi, proposti dalle Associazioni.

Qualora ciò non dovesse avvenire, le due Federazioni hanno già minacciato di intraprendere iniziative di protesta anche radicali.

Salvatore Nocera,

Presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) della quale è stato vicepresidente nazionale. Le presenti riflessioni costituiscono il riadattamento dell'intervento pronunciato durante il convegno nazionale "Inclusione: conquiste, realizzazioni e prospettive", Roma, 8-9 marzo 2017 (se ne legga la nostra presentazione).

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Vita.it del 17-03-2017

Delega inclusione, ecco le modifiche delle Commissioni

di Sara De Carli

ROMA. Le Commissioni VII (Cultura, scienza e istruzione) e XII (Affari sociali) della Camera hanno dato ieri parere favorevole allo schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità (Atto n. 378). Si tratta dello schema di decreto previsto dalla legge 107 (la Buona Scuola), per ridisegnare l'inclusione scolastica. Il parere delle commissioni, che hanno sempre lavorato in maniera congiunta, è favorevole con alcune condizioni. Di fatto cioè con questo documento la Camera consegna al Governo i miglioramenti che reputa necessari introdurre al testo che il Governo aveva proposto due mesi fa: è l'esito di due mesi di lavoro e di confronto anche con le associazioni. Il testo del parere è sul sito della Camera (allegato 7, pagina 97). Qui di seguito le principali modifiche apportate. Toccherà ora al Governo modificare i decreti.

Per prima cosa sparisce ovunque la locuzione «inclusione degli alunni e degli studenti con disabilità». Si parla ora sempre soltanto di inclusione scolastica, tout court, come a dire che l'inclusione scolastica riguarda tutti, non è qualcosa solo degli alunni con disabilità.

La famiglia, che nello schema originario risultava messa da parte, torna ad avere un ruolo esplicito. Il nuovo articolo 2 dice subito che «il presente decreto promuove la partecipazione della famiglia, nonché dell'associazionismo di riferimento, quali interlocutori dei processi di inclusione scolastica e sociale». Anche il PEI-Piano Educativo Individualizzato ora è «elaborato e approvato dai docenti contitolari o dall'intero consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori o dei soggetti con responsabilità genitoriale, delle figure professionali specifiche interne ed esterne all'Istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con l'alunno o studente con disabilità, e con il supporto dell'unità multidisciplinare», mentre nella prima bozza era deliberato dal solo collegio docenti. Insieme alla famiglia anche enti locali, associazioni e attori più vicini al ragazzo con disabilità trovano un loro riconoscimento.

Il numero massimo di alunni per classe, in presenza di alunni con disabilità, torna a 20: la prima versione del decreto invece alzava a 22 il tetto massimo. Resta però il «di norma» che potrebbe preludere a eccezioni. Un'altra novità è che nell'assegnazione dei collaboratori scolastici nella scuola statale, per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti, si terrà conto del genere degli alunni e degli studenti.

Una novità del decreto era il fatto che la valutazione dell'inclusione scolastica fosse parte integrante della valutazione della scuola, tramite indicatori che l'Invalsi andrà a definire: ora alla stesura di questi indicatori parteciperà anche l'Osservatorio per l'inclusione scolastica istituito presso il Miur.

La continuità era un tema importante per le famiglie: la prima bozza di decreto prevedeva un vincolo decennale sul sostegno per gli insegnanti, mentre ora invece la Commissione chiede al Governo di verificare la possibilità di ridurre tale vincolo e «di superarlo definitivamente al momento di entrata a regime della nuova disciplina della formazione iniziale e del reclutamento degli insegnanti». Quanto alla novità della possibilità di un rinnovo del contratto per i docenti di sostegno a tempo determinato, già introdotta dal testo del Governo, ora si precisa che questo rinnovo accada solo ove ci sia stata la richiesta della famiglia e nelle osservazioni si scrive che il rinnovo si potrebbe anche fare per più di una volta. All'articolo 16 si aggiunge oggi che «al fine di garantire la continuità didattica durante l'anno scolastico, si applica l'articolo 462 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994»: almeno per tutto l'anno l'insegnante di sostegno dovrebbe rimanere lo stesso.

I cambiamenti più sostanziali apportati dalle Commissioni riguardano la parte centrale del decreto, quella sulla certificazione e valutazione della disabilità e poi la progettazione e la programmazione. Qui ci sono interi articoli del decreto soppressi e sostituiti con nuovi articoli, che vanno a modificare la legge 104 (commissioni mediche e accertamento della disabilità nell'età evolutiva). Se la prima bozza introduceva la valutazione diagnostico-funzionale (che andava a sostituire gli attuali profilo dinamico funzionale e diagnosi funzionale), ora il parere delle Commissioni VII e XII parla di un «profilo di funzionamento secondo i criteri del modello bio-psico-sociale dell'ICF, ai fini della formulazione del progetto individuale di cui all'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328 nonché per la definizione del Piano Educativo Individualizzato (PEI)». Il profilo di funzionamento è redatto dall'unità di valutazione multidisciplinare, composta da a. un medico specialista o da un esperto della condizione di salute della persona;  b. uno specialista in neuropsichiatria infantile; c. un terapista della riabilitazione; d. un assistente sociale o un rappresentante dell'Ente locale di competenza che ha in carico il soggetto. Questo però «con la collaborazione dei genitori del bambino, dell'alunno o dello studente con disabilità, nonché con la partecipazione di un rappresentante dell'amministrazione scolastica». Il profilo di funzionamento è il documento propedeutico alla definizione del PEI come pure del progetto individuale (art. 14 legge 328/2000): le prestazioni contenute nel progetto individuale sono definite anche in collaborazione con la scuola. A monte di tutto, si prevede che la domanda per l'accertamento della disabilità in età evolutiva è presentata dai genitori all'INPS, che vi dà riscontro non oltre 30 giorni dalla data di presentazione.

Nuova anche l'articolazione fra GLI, GIT e GLIR ovvero i gruppi che a diversi livelli territoriali si dedicano all'inclusione scolastica: nell'istituto (GLI), in ciascun ambito territoriale (GIT) e a livello regionale, in maniera interistituzionale (GLIR). La proposta di quantificare le risorse di sostegno sono i dirigenti, che la inviano al GIT. È il GIT, come organo tecnico, che fa una proposta all'USR, il quale dà l'assegnazione definitiva delle risorse. In verità c'è un poco di confusione poiché nel PEI non paiono esserci cenni al sostegno didattico (art 10), mentre i sostegni - incluso quello didattico - sembrano dover essere contenuti nel profilo di funzionamento: quindi a determinare e quantificare le ore di sostegno sarà pare l'unità di valutazione multidisciplinare, oggi sì arricchita di componenti rispetto all'inizio ma comunque non composta dalle persone che effettivamente conoscono il ragazzo. Nascono sui territori delle "scuole polo", una per ciascuno degli ambiti territoriali definiti dalla legge 107, con il compito di coordinare le attività di formazione e dare supporto alle scuole dell'ambito.

Quanto alla formazione iniziale degli insegnanti di sostegno, per infanzia e primaria si resta al testo di partenza, mentre è soppresso l'articolo 14 sulla formazione degli insegnanti di sostegno per la scuola secondaria.

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Giornale UICI del 20-03-2017

Riforma del sostegno: Le Commissioni Cultura ed Affari Sociali licenziano il Testo

di Gianluca Rapisarda

È in arrivo una delle deleghe attuative della legge 107/2015, una delle più tecniche e delicate, quella che riguarda l'inclusione degli alunni/studenti con disabilità. Dopo che le associazioni, nei mesi scorsi, avevano denunciato criticità e richiesto alcuni cambiamenti, le commissioni Cultura e Affari Sociali hanno licenziato un testo «che a detta delle relatrici On. Simona Malpezzi e On. Eleonora Carnevali "mira a costruire una scuola il più inclusiva possibile».

Tante le modifiche proposte. Riguardano, tra l'altro, la procedura per il riconoscimento della disabilità, il funzionamento dei gruppi territoriali per l'inclusione, il meccanismo per l'attribuzione dell'organico di sostegno alle scuole. Ma, soprattutto, si rimette al centro la famiglia, che partecipa a tutte le fasi: dalla formulazione del profilo di funzionamento dell'alunno (che sostituisce la valutazione diagnostica funzionale, come chiesto dalle associazioni, ndr), alla quantificazione delle risorse da assegnare. Su richiesta delle famiglie, poi, il Piano educativo individualizzato (Pei) entra a far parte del profilo di funzionamento».

Passa inoltre, per quanto riguarda lo schema di decreto n. 377 (formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria), la richiesta delle associazioni di una reale formazione iniziale sulle didattiche inclusive per tutto il personale scolastico e di una formazione specifica per gli insegnanti di sostegno: che dovranno cumulare 60 crediti formativi universitari relativi alle didattiche dell'inclusione, oltre a quelli già previsti dal corso di laurea. I crediti «specifici» saranno in tutto 120: 60 prima della frequenza del corso di specializzazione, altri 60 durante.

Apprezziamo tanto la disponibilità e l'apertura mostrata dalle Commissioni parlamentari Cultura ed Affari Sociali sulla formazione iniziale specifica sulle singole disabilità, dei futuri docenti per il sostegno e sulla formazione in servizio sulla didattica inclusiva e sulla pedagogia speciale di tutto il personale scolastico prevista nel neonato Decreto sull'inclusione, purché si faccia veramente loro obbligo di osservarla.

A tal proposito, il recente "Piano Triennale di Formazione Obbligatorio" per i docenti curricolari e di sostegno in servizio mi sembra un ottimo strumento e una preziosa opportunità da cogliere da parte di tutte le Istituzioni scolastiche. La Formazione estesa a tutto il contesto, infatti, potrebbe finalmente ridurre e contenere il più triste e perverso fenomeno dell'attuale modello dell'inclusione scolastica del nostro Paese e cioè la delega al solo docente specializzato dell'alunno/studente con disabilità, con la conseguente emarginazione e ghettizzazione di quest'ultimo nella famigerata "aula di sostegno".

Valuto pure molto positivamente il mantenimento delle classi con allievi con disabilità ad un numero massimo di 20 alunni. Tale fondamentale disposizione del Decreto, frutto del gran lavoro di squadra e di sinergica condivisione svolto dalla FAND e dalla FISH, infatti, recepisce quanto già previsto dagli art n. 4 e 5 del DPR 81 del 2009 e contrasta il proliferare delle "classi pollaio", davvero deleterie per gli studenti disabili.

E per garantire la continuità didattica, gli insegnanti di sostegno non potranno più passare automaticamente, solo facendo domanda, a insegnare una materia, ma dovranno sostenere esami specifici. Questo eviterà lo svuotamento delle graduatorie per il sostegno. I contratti a tempo determinato potranno poi essere reiterati «il più possibile», in caso di fruttuoso rapporto docente-alunno.

Però, a parere di chi scrive, sulla continuità didattica, qualche ombra rimane, e cioè che il neonato Decreto non prevede nulla per contrastare il fatto che più del 40% degli attuali docenti per il sostegno sono supplenti e hanno incarichi precari "in deroga". Per ovviare bisognerebbe rivedere i criteri degli organici dei docenti specializzati, che dovrebbero poter transitare dal presente organico di fatto a quello di diritto delle scuole e prevedere un serio e strutturale Piano di assunzione attraverso appositi Concorsi.

A mio avviso, un'altra importante criticità del Testo licenziato dalle Commissioni parlamentari è il mancato riferimento esplicito all'art 24 della Convenzione Onu del 2006 sui diritti delle persone con disabilità, che invita a considerare finalmente il diritto all'istruzione come un insopprimibile diritto umano da garantire a qualsiasi cittadino, a prescindere dalla sua limitazione funzionale, e non un semplice e "generico" diritto da tutelare.

Tale grave "vulnus", infatti, non promuove quel «cambio di mentalità e di approccio" tanto auspicato dalle Associazioni di e per persone con disabilità, che consentirebbe di passare una volta per tutte dalla vecchia dimensione "integrativa" alla nuova prospettiva culturale dell'inclusione.

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Superando.it del 28-03-2017

Scuola: tutto quello (ed è molto) che ancora non va

Dopo che nei giorni scorsi la Federazione FISH aveva chiesto un incontro con la ministra dell'Istruzione Fedeli, sottolineando una serie di punti «tutt'altro che marginali, rimasti irrisolti dopo i pareri delle Commissioni Parlamentari competenti, sui Decreti Attuativi della Legge "La Buona Scuola"», anche la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) rilevano il permanere di alcune importanti criticità, centrate per la maggior parte su questioni analoghe.

ROMA. «Le proposte delle Commissioni Parlamentari migliorerebbero certamente quei testi, ritenuti in origine largamente insoddisfacenti, e tuttavia, oltre alla preoccupazione sull'effettiva adozione dei suggerimenti da parte del Ministero, rimangono irrisolti alcuni elementi tutt'altro che marginali»: così il Consiglio Nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - come avevamo riferito nel nostro giornale - aveva commentato nei giorni scorsi i pareri espressi congiuntamente dalle Commissioni VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XII (Affari Sociali) della Camera dei Deputati, sugli Schemi dei Decreti Attuativi della Legge 107/15 (cosiddetta La Buona Scuola), licenziati in gennaio dal Consiglio dei Ministri e che tanto avevano fatto discutere, portando nei due mesi successivi a un'impegnativa attività fatta di confronti e dibattito, con la stessa FISH in prima fila, insieme, tra gli altri, alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità).

Oggi è proprio la Federazione FAND ad esprimere le proprie opinioni sulla questione e pur dichiarandosi «soddisfatta delle modifiche accolte dalle Commissioni Parlamentari», intende a propria volta evidenziare, in una nota, «alcuni elementi di criticità», confermando per lo più quanto sottolineato dalla FISH.

«Si tratta di aspetti ancora irrisolti - puntualizzano dalla Federazione - e dunque suscettibili di modifica e miglioramento, nel Profilo di Funzionamento e/o nel PEI (Piano Educativo Individualizzato), all'interno dei quali dovrebbero essere indicati: i sostegni necessari a garantire un compiuto percorso di inclusione scolastica; il numero massimo di alunni per classe, in presenza di un alunno con grave disabilità, che dovrebbe essere inderogabilmente di 20 e non come indicato genericamente nel parere, dove ora è scritto "di norma"; e ancora, non ci dovrebbero essere più di due alunni con disabilità per classe; andrebbe poi specificato che agli alunni che non raggiungono gli obiettivi del PEI e a quelli che non si presentino agli esami venga comunque rilasciato l'attestato di crediti formativi; infine, dev'essere contrastata ogni forma di precariato sul sostegno».

Vi è poi un altro aspetto da evidenziare, ritenuto «importantissimo» dalla FAND, ovvero «la necessità della formazione dei docenti. In particolare: per gli insegnanti di sostegno delle scuole dell'infanzia e primaria, si dovrebbe rendere obbligatoria la scelta dell'indirizzo sul sostegno al terzo anno del percorso di laurea magistrale; per gli insegnanti di scuola secondaria di primo e secondo grado, dovrebbero essere innalzati a 31 i Crediti Formativi Universitari o Accademici in Pedagogia, Pedagogia Speciale e Didattica dell'Inclusione, Psicologia, Metodologia e Tecnologie Didattiche; infine, nel secondo e terzo anno del contratto su posti di sostegno, si dovrebbero, comunque, sempre acquisire almeno 90 Crediti Formativi».

«Pertanto - concludono dalla FAND - chiediamo al Governo, che dovrà approvare i definitivi testi dei diversi Decreti delle Deleghe entro il 17 aprile, quest'ultimo sforzo di attenzione e condivisione su punti imprescindibili, in merito ai quali le maggiori Associazioni di persone con disabilità sono d'accordo e pienamente convinte sulla positiva ricaduta che potrebbero avere tali proposte sia sugli studenti - con disabilità o no - sia sui risultati dell'intera classe e, di conseguenza, sul lavoro dei docenti».

Anche secondo FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche), «alcuni passaggi dei pareri espressi dalle Commissioni sono sicuramente apprezzabili», quali «l'inserimento dell'associazionismo di riferimento tra gli interlocutori dei processi di inclusione scolastica insieme alle famiglie, o anche quello dell'Osservatorio per l'Inclusione Scolastica tra i soggetti che esprimono parere sulla valutazione della qualità dei servizi delle istituzioni scolastiche; e bene anche il recepimento della nuova Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF)».

E tuttavia, secondo FIABA, «molti dei suggerimenti espressi dalle Associazioni non sono stati recepiti: non c'è traccia, infatti, di un reale irrobustimento della formazione iniziale di tutti i futuri docenti e dell'aggiornamento professionale dei dirigenti scolastici su materie come Pedagogia, Pedagogia Speciale e Didattica dell'Inclusione, Psicologia, Metodologia e Tecnologie Didattiche; in più ci si ostina ad inserire l'istruzione domiciliare e ospedaliera nella legge sull'inclusione, come se gli studenti ospedalizzati fossero automaticamente disabili. Citiamo, ad esempio, lo studente costretto a casa dopo l'ospedalizzazione per grave patologia, spesso oncologica o a seguito di trauma, che ne impedisce la frequenza. In questo caso è legittimo parlare di istruzione domiciliare, senza fare riferimento alla legge per disabili, in quanto il minore ospedalizzato o a domicilio non è da considerarsi disabile». «Se dunque un'etichetta vogliamo applicarla - proseguono da FIABA - è bene parlare di studente con "bisogni sanitari" o Medical Needs, come si dice in Europa. E un'altra categoria che può usufruire dell'istruzione domiciliare è quella dei minori colpiti da "sensibilità multipla chimica" (MCS), che a causa di gravi forme di allergia a tutto, non possono vivere in mezzo agli altri e sono confinati nello spazio domestico, ove solo l'istruzione domiciliare, veicolata dalle tecnologie avanzate, può consentire l'attuazione del diritto all'istruzione».

«Chiediamo quindi che questi punti siano rivisti - è la conclusione -, al fine di costruire una scuola veramente inclusiva per tutti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

- ufficiostampafand@anmil.it

- ufficiostampa@fiaba.org

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Superando.it del 23-03-2017

Docenti con disabilità: la cecità collettiva dell'ambiente e delle Istituzioni

Intervista di Daniele Piccinin a Marco Condidorio*

«La realtà dei docenti con disabilità - sottolinea Marco Condidorio, coordinatore della Commissione Nazionale per l'Istruzione e la Formazione dell'UICI - è "invisibile" per chi della scuola parla senza esserci dentro o, peggio, che, pur vivendola da amministratore, come taluni dirigenti scolastici, pensa che i docenti con disabilità rappresentino solo dei costi maggiori. Nello specifico, poi, dei docenti non vedenti, essi godono del "dono" dell'invisibilità soprattutto riguardo al diritto di avere strumenti e materiali per la didattica disciplinare, che siano accessibili e fruibili».

«Per il Ministero i docenti ciechi sono considerati dei "poveretti", un costo per lo Stato, una realtà "invisibile", che non ha diritto di poter usufruire delle pari opportunità rispetto al resto del corpo insegnante»: a dirlo è il professor Marco Condidorio, docente incaricato di Tiflologia all'Università del Molise, coordinatore della Commissione Nazionale per l'Istruzione e la Formazione dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e "firma" spesso presente anche sulle pagine di «Superando.it».

Professor Condidorio, recentemente, su queste stesse pagine, abbiamo parlato di un vero e proprio "esercito" di 100.000 docenti con diverse forme di disabilità - causate dai più svariati motivi - che il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca non censisce: dal professore non vedente a quello con la sclerosi multipla, quando si parla di disabilità, nessuno ha mai pensato di guardare dietro la cattedra. Che idea si è fatto di questa realtà "invisibile"?

«È una realtà "invisibile" per chi della scuola parla senza esserci dentro o, peggio, che pur vivendola da amministratore, come taluni dirigenti scolastici, pensa che il docente con disabilità rappresenti solo dei costi maggiori. I docenti non vedenti godono del "dono" dell'invisibilità soprattutto riguardo al diritto di avere strumenti e materiali per la didattica disciplinare, che siano accessibili e fruibili».

Può farci qualche esempio concreto?

«Mi riferisco, ad esempio, ai libri di testo fruibili che ancora oggi non sono concessi, pur essendo previsti dalla Legge 4/04 - la cosiddetta "Legge Stanca" del 2004 - ma anche alla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), che per il docente cieco è assolutamente inaccessibile, nonostante il Ministero abbia lanciato il 27 ottobre 2015 il Piano Nazionale Scuola Digitale. Stesso discorso per il cosiddetto "registro elettronico", totalmente inaccessibile per noi. Ma quello che rende l'invisibilità ancor di più dolorosa è quando i docenti ritengono che il collega cieco o ipovedente sia il "poveretto" della situazione. Conosco situazioni in cui docenti ciechi assoluti sono stati oggetto di scherno e maleducazione, non solo da parte di qualche alunno un po' troppo "goliardico", ma da parte dei colleghi stessi. Una sorta di "bullismo per adulti"».

In Italia si parla spesso di inclusione sociale o di abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, ma poi non si dà troppa voce alle tante storie di successo, come quelle di chi ha dovuto compiere davvero un'odissea per entrare nel mondo del lavoro. Quanti sono i non vedenti ad avere un impiego e quali mansioni svolgono nel pubblico e nel privato?

«Le lavoratrici e i lavoratori ciechi assoluti o ipovedenti gravi sono molti, difficile fare una stima. Ogni persona cieca o ipovedente grave oggi può decidere di intraprendere diverse attività lavorative, ma è indispensabile il buon senso, per orientarsi verso una scelta lavorativa di cui si possano gestire strumenti, ambiente e situazioni. L'ambiente di lavoro talvolta rischia di trasformarsi in un "agone" da cui quasi sempre la persona in situazione di minorazione visiva esce fortemente provata. Ciò non è sempre da imputare alla condizione sensoriale in cui si trova, piuttosto la causa va ricercata nella cecità collettiva in cui versa l'ambiente lavorativo, nel quale spesso manca il dialogo, la predisposizione all'ascolto e alla comunicazione».

Nel mondo della scuola ci sono tantissimi insegnanti non vedenti: è in grado di raccontarci quanti sono e quali difficoltà incontrano ogni giorno nell'esercitare questa professione?

«La professione del docente è sempre di più un lusso specie per chi abbia una qualche minorazione visiva e questo per colpa dell'impossibilità di sentirsi ed essere alla pari dei propri colleghi. Mi riferisco, per fare un esempio, alla scelta dei libri di testo, che per via della violazione della citata "Legge Stanca" non possiamo consultare autonomamente. L'altra sfida sempre legata all'accessibilità e fruibilità è rappresentata dalle piattaforme dei registri elettronici. Lo Stato e lo stesso Ministero dell'Istruzione dovrebbero imporre sanzioni severe a tutela del diritto del lavoratore cieco, affinché i costruttori delle piattaforme digitali fossero tenuti a realizzare registri accessibili per tutti, dunque anche per il docente cieco o ipovedente. Il registro elettronico, tra l'altro, non è utilizzato solo dal corpo docenti, ma anche dagli alunni, dagli studenti ciechi e ipovedenti, da genitori che potrebbero essere in situazione di minorazione visiva. Si tratta di uno strumento di controllo amministrativo e giuridico a cui debbono, per diritto e per legge, poter accedere tutti. E visto che nella scuola italiana vi sono anche dirigenti scolastici ciechi o ipovedenti gravi, gli stessi debbono avere il sacrosanto diritto di poter lavorare anche sulle impostazioni della piattaforma digitale».

E con i ragazzi come ci si rapporta?

«L'ambiente classe rappresenta il contesto emotivamente più forte. L'autonomia del docente è rappresentata dalle capacità di stare in aula solo con i propri alunni, di interessarli e di dimostrare di non avere alcun potere speciale, ma, al più, carattere e competenze disciplinari. Gli alunni ti guardano, ti seguono con lo sguardo, tu no. In aula ci sei tu e il loro silenzio, c'è la sfida della preparazione, la tua, e la creatività per tenere alta l'attenzione. Ci sono le loro voci, c'è l'istante in cui li interroghi e loro attuano le strategie per non farsi trovare impreparati, qualcuno di nascosto dà il morso al panino, c'è chi è perso nei pensieri suoi. Altri che - perché interessati realmente alla lezione - faticano a seguire ciò che stai spiegando e però ti seguono».

Le barriere sono un ostacolo fisico e anche culturale per un disabile. Qual è la reale situazione in Italia e quanto manca al nostro Paese per essere davvero uno Stato accessibile e inclusivo?

«Lo Stato inclusivo dovrebbe dedicare attenzione ai temi dell'accessibilità e fruibilità dei siti internet, delle piattaforme digitali dove ormai si svolgono corsi e concorsi, addirittura decisivi talvolta per la propria professione lavorativa futura. Lo Stato dovrebbe "pensare" prima d'agire, ascoltare prima di progettare. Lo Stato, gli Enti Regionali, i Comuni e le Aree Metropolitane hanno il dovere civico, morale e costituzionale di agire per conto e in nome di ogni cittadino, qualunque sia la sua condizione sociale e fisica».

Quale messaggio si sente di lanciare alle Istituzioni per rendere la scuola una realtà davvero accessibile a tutti?

«La scuola realmente accessibile è quella pensata, progettata e realizzata per tutti: priva di barriere sensoriali, fisiche e materiali, strumentali e tecnologiche. Credo che il messaggio possa essere questo: pensare la scuola come luogo di pensiero, di confronto e crescita, come luogo di scambio e incontro tra persone di idee e culture differenti».

Intervista già apparsa nel magazine online «Ofcs Report - La percezione della sicurezza», con il titolo "Docenti disabili, Unione ciechi contro Miur: 'Non abbiamo nessuna tutela'", e qui ripresa, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Redattore Sociale del 23-03-2017

Concorso inaccessibile, docente cieco perde il ricorso: "Hanno vinto loro"

Nel 2016 Gennaro Iorio, 35 anni, insegnante di storia e filosofia, ha partecipato al "concorsone" della Buona Scuola senza passare lo scritto. Gli ausili che aveva chiesto per sostenere la prova in autonomia non gli erano stati concessi. Ha fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato che si sono espressi in maniera negativa.

BOLOGNA. "Hanno vinto loro". Inizia così il post, amaro, con cui Gennaro Iorio, 35 anni, insegnante di storia e filosofia, cieco, racconta su Facebook il "quasi epilogo" (per quello effettivo bisognerà attendere i giudizio nel merito) della sua vicenda giudiziaria. Nel 2016 Iorio ha partecipato insieme ad altri 165 mila colleghi al "concorsone" della Buona Scuola, ma non ha superato lo scritto. Dato che nessuno degli ausili richiesti per sostenere la prova in autonomia gli era stato concesso, Iorio, ancora prima di conoscere il risultato della prova, ha fatto ricorso al Tar contro l'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna per averlo costretto a sostenere l'esame in condizione di svantaggio. Tutte le soluzioni alternative proposte dall'insegnante (trascrizione dei quesiti in Braille, uso del suo display o di un software di scrittura e lettura per ciechi) sono state respinte e l'unico "ausilio" che gli è stato concesso è una persona di fiducia per leggere le domande e scrivere le risposte, oltre a 90 minuti di tempo in più.

"Non avevo bisogno di più tempo, ma di poter leggere e scrivere in autonomia - dice Iorio, la cui storia è stata raccontata anche dal Corriere dei Ciechi - Invece, ho dovuto farmi leggere le domande, dettare risposte, unità didattiche e simulazioni di lezioni. E ho investito un sacco di tempo nella prova di lingua straniera in cui ho dovuto rispondere a quesiti di comprensione del testo, senza poterlo leggere". A fine dicembre il Tar, in via cautelare, ha espresso parere negativo sul ricorso, ritenendo che non ci fossero irregolarità nelle modalità in cui ha sostenuto la prova. Così Iorio, su consiglio dei suoi avvocati, "mi hanno detto che nel 99% dei casi il Tar tende a confermare nel merito i giudizi espressi in via cautelare", ha presentato ricorso anche al Consiglio di Stato chiedendo le stesse cose: l'ammissione all'orale o la rilettura della sua prova tenendo conto dello svantaggio o, in ultima battuta, la ripetizione dello scritto con gli ausili richiesti. Il 17 marzo è arrivata la decisione: il Consiglio di Stato ha confermato il giudizio del Tar, anche nelle motivazioni. "Avrebbe potuto darmi ragione o costringere il Tar a decidere nel merito entro 60 giorni - spiega - Invece è andata diversamente". Ora non resta che aspettare il giudizio di merito del Tar, "anche se credo che sarà solo una formalità".

Nessun precedente. "A livello storico non sono molte le persone cieche che si sono trovate nella mia situazione - racconta Iorio che, nell'anno scolastico in corso, insegna Storia e Filosofia al Liceo Righi di Bologna con un contratto di 8 ore alla settimana fino a giugno - Prima che si utilizzassero i computer per le prove, gli insegnanti ciechi scrivevano in Braille e poi un commissario traduceva gli elaborati, non ci sono precedenti per il mio caso". Per sostenere la prova Iorio aveva chiesto un computer attrezzato con sintesi vocale e barra Braille, "ausili da tempo in dotazione alle scuole", ha specificato che il formato della prova fosse accessibile (e ha scoperto che non lo era) e ha indicato una persona di fiducia per un'eventuale copia dell'elaborato scritto, "sperando che quest'ultima non fosse necessaria". Niente di tutto questo gli è stato concesso, tranne la persona di fiducia. "Un collega mi ha chiesto 'ma perché il tempo aggiuntivo che ti hanno dato in più non ti bastava?', una reazione che evidenzia come non si abbia idea della differenza tra leggere in autonomia o far leggere ad altri, scrivere da soli o dettare - dice Iorio - Basta pensare alla prova di lettura e comprensione del testo in lingua straniera: il testo mi è stato letto dalla persona che mi aiutava, in pratica ho sostenuto una prova diversa". Ma per il Miur non c'è stata alcuna penalizzazione.

"Nel caso di Iorio come in quello degli altri docenti non vedenti è stato fornito il supporto necessario secondo le disposizioni di legge - aveva detto l'ufficio stampa del ministero nella replica alle accuse di Iorio affidata all'edizione bolognese del quotidiano La Repubblica - Alla domanda di ausili, l'amministrazione ha accordato più tempo e un tutor. Altre metodologie assistive, come tastiere Braille esterne o computer con tastiera Braille installata avrebbero potuto svantaggiare i candidati nel caso di un crash del pc: sarebbe stato impossibile avere una postazione di emergenza per ciascun candidato con disabilità mentre erano presenti postazioni in più utilizzabili da tutti i candidati in caso di emergenza. Inoltre il Miur smentisce la teoria secondo la quale nessuno aveva pensato ai candidati diversamente abili: il software utilizzato prevede tra le sue funzioni proprio quella di garantire tempo aggiuntivo a chi sostiene la prova".

La battaglia di Iorio è stata sostenuta anche dall'Unione italiana ciechi, "mi hanno appoggiato perché la causa era rappresentativa di ciò che loro difendono: la discriminazione di cui sono stato vittima potrebbe riguardare tutte le persone cieche", dice. "Purtroppo le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato sono state estremamente sintetiche, i giudici non hanno approfondito la questione, non avevano interesse a capire la differenza tra dettare e scrivere, tra leggere o ascoltare, hanno guardato la forma e dato che formalmente mi era stato un 'aiuto' andava bene così - conclude - Tra un anno, forse, ci sarà la decisione nel merito, ma credo che solo una notevole pressione mediatica potrebbe far sì che i giudici spendano qualche minuto in ppiù sul mio caso".

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Superando.it del 20-03-2017

Quindici anni di Press-IN, un servizio unico

di Flavio Fogarolo*

Domani, 21 marzo, compirà quindici anni il Servizio Press-IN, rassegna stampa nel web, gratuita e totalmente accessibile, divenuta per tante persone che si occupano di disabilità un importante strumento di informazione. «Ed essa - sottolinea Flavio Fogarolo - consente anche di monitorare la percezione che ha la società delle questioni legate alla disabilità e come essa sia cambiata nel corso degli anni».

Domani, 21 marzo, il Servizio Press-IN compirà quindici anni. Partita nel 2002, la rassegna stampa dell'Associazione Lettura Agevolata raggiunge oggi quotidianamente quasi settemila utenti, con una media di una decina di articoli selezionati al giorno, comprese domeniche e festivi, e per tante persone che si occupano, per vari motivi, di disabilità, è diventato in questi anni un importante, in certi casi insostituibile, strumento di informazione.

Il servizio è sempre stato offerto gratuitamente. Nei primi anni è stato sostenuto dal Comune di Venezia nel quadro del Progetto Lettura Agevolata, successivamente, a partire dal 2010, dalla piccola ONLUS Lettura Agevolata. Dal canto suo, il Comune di Venezia non lo sostiene ormai più, ma continua il supporto, prezioso e fondamentale, delle Società Partecipate Venis, che garantisce la manutenzione della complessa macchina informatica che tiene in piedi Press-IN, e Veritas, che lo sponsorizza sostenendo i costi dell'accesso alla banca dati dei vari giornali.

Volendo per altro essere precisi, domani non si festeggeranno i quindici anni di Press-IN, ma quelli della prima rassegna stampa proposta da Lettura Agevolata. Nel 2002, infatti, nasceva PressVisione, chiamata così perché era dedicata esclusivamente al tema della disabilità visiva, affrontata già allora da tanti punti di vista: l'accessibilità, le tecnologie, la scuola, la cultura, il lavoro, la medicina, la cronaca, lo sport... Il successo è stato immediato e già l'anno successivo, nel 2003, venivano aggiunte due altre rassegne parallele: PressIntegrazione, sulla scuola, e PressBarriere, sulle barriere architettoniche.

La gestione contemporanea dei tre servizi risultava però molto onerosa e poco funzionale, perché spesso lo stesso articolo andava inserito - e inviato agli iscritti - più volte. Se un testo parlava, ad esempio, di un progetto sui percorsi tattili, veniva inoltrato sia agli iscritti di PressVisione che a quelli di PressBarriere, che in molti casi coincidevano.

Diversi utenti chiedevano poi di ampliare il servizio organizzando rassegne analoghe anche su altri temi collegati alla disabilità, come ad esempio, citando solo alcuni tra quelli che più spesso ci venivano suggeriti, il mondo della sordità, del ritardo cognitivo e dell'accesso al lavoro.

Il passaggio non è stato per nulla semplice, ma nel 2008 è nato Press-IN, come si presenta adesso: un servizio unico che comprende una decina di argomenti specifici, ma che ciascun utente può personalizzare in base ai propri interessi.

Con il tempo il sistema si è arricchito anche di altre utili funzioni, come la possibilità di ricevere un'unica mail al giorno con il solo indice degli articoli da leggere poi nel sito, di consultare l'archivio storico degli articoli con uno specifico motore di ricerca (circa 40.000 attualmente), di sospendere l'invio della mail quando si va in vacanza.

Mente e braccio dell'iniziativa è fin dall'inizio Lucia Baracco, che prima come dirigente del Comune di Venezia, poi, dopo il pensionamento, come presidente dell'Associazione Lettura Agevolata, cura personalmente la rassegna, selezionando gli articoli da inviare.

Lucia è gravemente ipovedente e tutto il lavoro al computer viene svolto con il supporto della sintesi vocale, unita a varie strategie di accesso, spesso individuate autonomamente, e tanta, tanta pazienza.

Questa modalità di lavoro garantisce la totale accessibilità del servizio, ed è questo uno dei principali punti di forza di Press-IN: un testo inaccessibile, o mal confezionato, come spesso purtroppo si trova nel web, viene immediatamente intercettato da Lucia e sistemato. «Tante volte - racconta - mi trovo articoli "sporchi", con geroglifici strani o righe di codice che alla vista non si notano molto, ma che con la sintesi vocale risultano evidenti e fastidiosi». Con tenacia, dunque, Lucia, lavorando spesso oltre che con la sintesi vocale anche con lo zoom del PC e una lente ottica, corregge e sistema.

Si cominciava del resto a capire già quindici anni fa che l'accessibilità del web non garantiva l'effettiva fruibilità dei contenuti e da questo punto di vista anche oggi, al tempo dei social, un sistema basato sull'invio di singole e-mail, una per articolo, si rivela di gran lunga più funzionale e amichevole per chi ha difficoltà di accesso.

Le mail di Press-IN sono subito identificabili, l'argomento e la fonte vengono indicati nelle prime righe e in pochi secondi tutti, anche coloro che accedono con sistemi alternativi, possono decidere se l'argomento è interessante, e merita quindi di essere letto o meno.

Questo è uno dei motivi del successo dell'iniziativa e del motivo per cui tanti utenti sono così affezionati al servizio. L'altro è, pensiamo, la completezza e la costanza dell'informazione: infatti, anche se non tutti gli articoli pubblicati in Italia finiscono su Press-IN, è davvero raro che temi importanti affrontati nei quotidiani nazionali o siti specialistici sfuggano alla selezione e non arrivino agli iscritti.

Il motore di ricerca specializzato da cui si attingono i dati (PressToday) filtra gli articoli in base a parole chiave ed altri suoi algoritmi, ma tutte le scelte di Press-IN sono rigorosamente redazionali e si considera non solo la reale attinenza degli argomenti, ma anche la rilevanza e l'interesse del tema, oltre all'autorevolezza della fonte, evitando di pubblicare notizie troppo simili che appesantirebbero inutilmente la rassegna stampa.

L'interesse che può riscuotere un argomento è molto relativo, soprattutto se si affrontano temi di àmbito locale o molto specifico, ma è proprio dalla stampa locale o di settore che spesso arrivano le informazioni più utili e interessanti, e abbiamo verificato che i Lettori riescono comunque a orientarsi facilmente grazie al nome della testata, oltre ad altri indizi iniziali.

Molto interessante è anche monitorare, attraverso questi articoli, la percezione che ha la società delle questioni legate alla disabilità.

Succede spesso che arrivino a Lettura Agevolata lettere di iscritti che protestano in merito a qualche articolo inoltrato, lamentando in particolare l'uso di termini impropri, soprattutto nei titoli. Dislessia, ne soffrono quasi due milioni di italiani, titolava un sito web nel 2016. «Non è una malattia, non se ne soffre», replicano prontamente alcuni Lettori. Regolarmente si risponde che Press-IN si limita a segnalare articoli scritti da altri, come è il compito di una rassegna stampa, e non è responsabile di quello che i giornali producono, ma è stimolante osservare come uno strumento di questo tipo consenta anche di riflettere sulle criticità, stereotipi e paure, di cui risulta intrisa la comunicazione quando si parla di disabilità, il tutto accentuato ovviamente dal fatto che i giornali devono enfatizzare la "notizia", tanto meglio se drammatica e scandalistica, perché la "normalità" - quella che con ostinazione cercano di perseguire le persone con disabilità e chi vive loro attorno - è esattamente all'opposto della loro idea di informazione.

Con fatica, magari spulciando qualche sconosciuta testata locale o sito internet semisconosciuto, a Press-IN piace invece dare spazio anche a piccole cose che funzionano, e che danno speranza.

Flavio Fogarolo,

Vicepresidente dell'Associazione Lettura Agevolata.

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La Nazione del 02-03-2017

Muore il cane-guida La proprietaria gli fa un necrologio

GUBBIO. Un necrologio singolare è apparso sulle plance cittadine delle affissioni; è dedicato a Kim, un cane guida di 14 anni morto dopo che cure anche costose si erano rivelate inutili, complice l'età, per debellare il male che lo stava divorando. Alle spalle c'è una storia singolare che ha reso ancora più stretto il legame tra l'animale ed Antonella, la sua proprietaria, ipovedente. Kim, un labrador nero femmina, dolce e docile, per oltre dodici anni ha sostituito in tutto e per tutto gli occhi di Antonella. L'ACCOMPAGNAVA al lavoro a Perugia, la guidava nelle passeggiate o per sbrigare le piccole incombenze di ogni giorno con una dedizione commovente. Antonella ha voluto ringraziarla pubblicamente, esprimendo a voce alta sentimenti sussurratile tante volte nelle orecchie : «Eri un cane - si legge nel necrologio - ma per me eri la mia compagna di viaggio. Mi hai cambiato la vita e non potrò mai ringraziarti abbastanza».

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Redattore Sociale del 15-03-2017

Sanità, in Italia un milione di affetti da glaucoma, ma uno su due non lo sa

È una malattia che colpisce il nervo ottico. Nella maggior parte dei casi è dovuta a un aumento della pressione interna dell'occhio che causa, nel tempo, danni permanenti alla vista che sono accompagnati da riduzione del campo visivo ...

ROMA.È una malattia che colpisce il nervo ottico. Nella maggior parte dei casi è dovuta a un aumento della pressione interna dell'occhio che causa, nel tempo, danni permanenti alla vista che sono accompagnati da riduzione del campo visivo (si restringe lo spazio che l'occhio riesce a percepire senza muovere la testa) e alterazioni della papilla ottica (è detta anche testa del nervo ottico ed è visibile all'esame del fondo oculare). In Italia sono circa un milione le persone affette da glaucoma, ma una persona su due non sa di esserne affetta. Secondo l'Oms nel mondo ne sono affette circa 55 milioni di persone e 25 milioni circa sono quelle che hanno perso la vista del tutto o in parte.

Dal 12 al 18 marzo, intanto, torna la 'Settimana mondiale del Glaucoma' e con la campagna sociale 'La vista può volare via. Previeni il glaucoma' tornano anche in circa 90 città italiane (da Milano a Torino fino a Reggio Calabria, passando per Roma, Firenze e Napoli) ma anche in tanti piccoli comuni i gazebo informativi e tanti check-up oculistici gratuiti. Tutte le iniziative sono volute e organizzate dall'Agenzia internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia onlus, in collaborazione con le sezioni locali dell'Uici (Unione italiana Ciechi e Ipovedenti). Per conoscere la mappa completa delle iniziative è sufficiente visitare il sito www.iapb.it/settimanaglaucoma.

Sarà Ricky Tognazzi il testimonial d'eccezione della campagna sociale 'Mediafriends' che la IAPB Italia onlus ha realizzato. Andrà in onda su tutte le reti Mediaset proprio nella settimana dal 12 al 18 marzo. Scopo dello spot è sensibilizzare la popolazione all'importanza della prevenzione e far comprendere che il glaucoma è una malattia molto frequente, i cui danni si possono evitare grazie ad una prevenzione mirata.

"È essenziale difendere la vista dal glaucoma- dice Giuseppe Castronovo, presidente della IAPB Italia onlus- altrimenti si può diventare ciechi o ipovedenti perchè il campo visivo si restringe a causa di questa malattia oculare. Una pressione oculare elevata è una minaccia per gli occhi. Però i danni che provoca sono evitabili, nella maggior parte dei casi, grazie a una diagnosi precoce". Una semplice visita oculistica è sufficiente a diagnosticare un glaucoma in fase iniziale o ancora non grave. È necessario, quindi, sottoporsi con regolarità a controlli oculistici, specialmente in presenza di fattori di rischio.

"Tra questi ci sono l'età- spiegano gli esperti- la frequenza del glaucoma, pur non essendo una malattia esclusiva dell'anziano, aumenta progressivamente con l'avanzare dell'età. È buona norma, per chi ha più di 40 anni, sottoporsi a un controllo oculistico che comprenda la misurazione della pressione oculare. Un momento ideale è rappresentato dall'insorgenza della presbiopia (visione sfocata da vicino). Più che consultare un ottico sarebbe importante approfittare di una visita oftalmologica completa; precedenti familiari: tutti coloro con un familiare affetto da glaucoma devono sottoporsi a frequenti controlli, in quanto questa malattia oculare presenta forti caratteri di ereditarietà (fattori genetici)".

Cos'è la IAPB Italia onlus. L'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Sezione italiana è un ente senza fini di lucro deputato per legge (L. 284/97), nel nostro Paese, a promuovere la prevenzione delle malattie oculari che possono causare la perdita della vista e si occupa anche di riabilitazione visiva degli ipovedenti (attraverso il suo Polo Nazionale). (DIRE)

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Osservatorio Malattie Rare.it del 22-03-2017

Malattie della retina, impiantata la prima retina artificiale organica in un modello sperimentale

L'IIT, Istituto Italiano di Tecnologia - con il Centro di Neuroscienze e Tecnologie Sinaptiche (NSYN) di Genova e Centro di Nanoscienze e Tecnologie (CNST) di Milano - in collaborazione con il Dipartimento di Oftalmologia dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), Innovhub-SSI Milano e l'Università dell'Aquila hanno realizzato la prima retina artificiale organica - altamente biocompatibile - in grado di rimpiazzare i fotorecettori degenerati a causa di patologie retiniche.

La retina artificiale, impiantata in modelli animali portatori di una mutazione spontanea in uno dei geni implicati nella Retinite pigmentosa umana, è stata in grado di ripristinare il riflesso pupillare, le risposte corticali elettriche e metaboliche agli stimoli luminosi, la capacità di discriminazione spaziale (acuità visiva) e l'orientamento degli animali nell'ambiente guidato dalla luce. Questo importante recupero funzionale è rimasto efficace per oltre 10 mesi dopo l'impianto della retina artificiale, senza causare infiammazione dei tessuti retinici o dalla degradazione dei materiali costituenti la protesi.

"Questo approccio - precisa il prof. Fabio Benfenati, direttore del Centro IIT-NSYN di Genova - rappresenta un'importante alternativa ai metodi utilizzati fino ad oggi per ripristinare la capacità fotorecettiva dei neuroni. Rispetto ai due modelli di retina artificiale attualmente disponibili basati sulla tecnologia del silicio, il nostro prototipo presenta indubbi vantaggi quali la spiccata tollerabilità, la lunga durata e totale autonomia di funzionamento, senza avere la necessità di una sorgente esterna di energia. Questi vantaggi "strutturali" sono accompagnati da un ripristino della funzione visiva non solo per quanto riguarda la sensibilità alla luce, ma anche l'acuità visiva e l'attività metabolica della corteccia visiva."

In particolare la protesi consiste in un doppio strato di polimeri organici alternativamente semiconduttore e conduttore stratificati su un base di fibroina, una proteina che in natura costituisce la seta. Tale dispositivo è in grado di convertire gli stimoli luminosi in un'attivazione elettrica dei neuroni retinici risparmiati dalla degenerazione. In questo modo, la stimolazione luminosa dell'interfaccia provoca l'attivazione della retina priva di fotorecettori, mimando il processo a cui sono deputati i coni e bastoncelli presenti nella retina sana.

"L'utilizzo di questo materiale organico semiconduttore è stato decisivo nel superare diversi problemi - afferma il prof. Guglielmo Lanzani, direttore del Centro IIT-CNST di Milano - Il fatto di essere organico lo rende soffice, leggero e flessibile, garantendo un'ottima biocompatibilità ed evitando complicazioni ai tessuti circostanti a garanzia di una lunga durata di funzionamento. Inoltre, i polimeri organici hanno la capacità di trasmettere impulsi elettronici e ionici senza grande dispersione di calore, che potrebbe causare ulteriori danni in una retina già oggetto di un processo degenerativo."

I risultati di tale sperimentazione, raccolti nell'articolo scientifico "A fully organic retinal prosthesis restores vision in a rat model of degenerative blindness", coordinata dal prof. Fabio Benfenati, del Centro di Neuroscienze e Tecnologie Sinaptiche (NSYN) dell'IIT, sono stati pubblicati dalla prestigiosa Nature Materials, tra le più importanti riviste dedicate alle scoperte nelle scienze biologiche, chimiche e fisiche. Sono stati inoltre presentati in occasione della Convention Scientifica di Fondazione Telethon, tenutasi a Riva del Garda (TN) dal 13 al 15 marzo.

"Speriamo di riuscire a replicare sull'uomo gli eccellenti risultati ottenuti su modelli animali - afferma la dott.ssa Grazia Pertile, direttore del Dipartimento di Oftalmologia dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) - L'obiettivo è quello di ripristinare parzialmente la vista in pazienti resi ciechi dalla degenerazione dei fotorecettori che si verifica in numerose malattie genetiche della retina come ad esempio la retinite pigmentosa. Contiamo di poter effettuare la prima sperimentazione sull'uomo nella seconda metà di quest'anno e raccogliere i risultati preliminari nel corso del 2018. Questo impianto potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento di patologie retiniche estremamente invalidanti"

Questo studio multidisciplinare è stato reso possibile da finanziamenti, oltre che dall'IIT, da due progetti di Fondazione Telethon, dal Ministero della Salute e da Fondazioni private.

La realizzazione di questo nuovo approccio organico alla neurostimolazione luminosa, oltre alla fondamentale applicazione nel campo della retina artificiale, apre anche la strada allo sviluppo di altre applicazioni basate sulla fotostimolazione neuronale nel campo delle Neuroscienze e della Medicina.

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La Stampa del 08-03-2017

Si ispira ai pannelli fotovoltaici la prima retina artificiale organica

Il suo funzionamento trae ispirazione dai pannelli fotovoltaici di ultima generazione, costituiti da polimeri in carbonio che traducono i segnali luminosi in stimoli elettrici. Seguendo questo principio, la nuova retina artificiale messa a punto dall'Istituto Italiano di Tecnologia cattura la luce e trasmette il segnale elettrico al resto del sistema visivo, restituendo buona parte della vista in tutti i casi di cecità dovuta a malattie degenerative dei fotorecettori, come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare.

I risultati della prima sperimentazione di questa tecnologia su modelli animali sono stati pubblicati sulla rivista «Nature Materials», aprendo la strada a una serie di prospettive sull'uomo. La nuova retina artificiale è stata impiantata in un campione di ratti, portatori naturali di una mutazione genetica simile a quella che induce la retinite pigmentosa nell'uomo, favorendo un importante recupero delle funzioni visive e delle risposte elettriche e metaboliche da parte della corteccia cerebrale.

Recupero fino al 90%

«I ratti hanno raggiunto un'acuità visiva pari a circa l'80%-90% rispetto a quella di un ratto comune, senza mostrare segni di infiammazione o di degradazione del materiale organico a distanza di 10 mesi», sottolinea Fabio Benfenati, direttore del Centro di Neuroscienze e Tecnologie Sinaptiche dell'Istituto Italiano di Tecnologia, tra gli artefici del nuovo gioiello tecnologico assieme a Guglielmo Lanzani del Centro di Nanoscienze e Tecnologie di Milano dell'Iit.

Animali in precedenza completamente ciechi, quindi, con la nuova retina artificiale hanno potuto sviluppare una sensibilità alla luce e una capacità di discernere gli oggetti tale da permettere loro di muoversi in diversi ambienti. Le nuove protesi hanno inoltre dimostrato di integrarsi con il resto dei tessuti. «Rispetto ai due modelli di retina artificiale attualmente disponibili e basati sul silicio, il nostro prototipo presenta importanti vantaggi come la spiccata tollerabilità, la lunga durata e la totale autonomia di funzionamento, senza la necessità di cavi o di una sorgente esterna di energia», sottolinea Benfenati. Inoltre, l'utilizzo dei polimeri organici fa sì che si riesca a trasmettere gli impulsi elettrici senza favorire la dispersione di calore, un problema che potrebbe danneggiare i tessuti circostanti.

Polimero di carbonio

A rendere possibile tutto ciò è il P3HT, un polimero a base di carbonio: soffice e flessibile, è dotato di una struttura simile a quella di una proteina presente nella retina ed è usato nei pannelli fotovoltaici. Nel nuovo prototipo di retina artificiale questo elemento viene stratificato assieme ad altri polimeri organici e adagiato su una proteina che in natura costituisce la seta, chiamata fibroina. Il «dispositivo» così composto viene poi innestato nell'occhio attraverso un intervento chirurgico, svolgendo lo stesso lavoro dei fotorecettori della retina e innescando l'attivazione dei neuroni del sistema visivo risparmiati dalla degenerazione.

Il prossimo traguardo è adesso arrivare alla prima sperimentazione sull'uomo, anche grazie alla collaborazione dell'Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, che lavora al progetto dagli esordi con la direttrice del dipartimento di oftalmologia, Grazia Pertile. «Puntiamo a testare la nostra retina artificiale in animali di maggiori dimensioni, primo tra tutti il maiale, che ha un occhio simile al nostro sia per dimensioni sia per struttura microscopica - sottolinea Benfenati -. Nel maiale ci aspettiamo di avere le prove determinanti sia della compatibilità e della durata nel tempo dei dispositivi sia del recupero della funzione visiva, che ci permetteranno il passo successivo del primo impianto su un paziente umano».

Se i test sui maiali si riveleranno positivi, già nel 2018 potrebbe essere effettuato il primo impianto in due pazienti colpiti da retinite pigmentosa, una malattia genetica rara che comporta la totale perdita della vista in giovane età, proprio a causa di una progressiva degenerazione dei coni e dei bastoncelli, i due tipi di fotorecettori presenti nella retina. Ma le prospettive offerte da questa nuova tecnologia non si fermano al solo recupero delle funzioni visive: l'idea dei ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia, infatti, è utilizzare questi polimeri in forma di nanoparticelle per sviluppare nuovi metodi di fotostimolazione neurale. Potrebbero trovare applicazione in numerose aree della medicina, dalla riabilitazione post-ictus fino alla cura dell'epilessia.

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Le Scienze del 15-03-2017

Come usare CRISPR per battere la retinite pigmentosa

Uno studio sui topi ha mostrato che, per quanto la retinite pigmentosa - una malattia degenerativa della retina - possa essere causata da numerose mutazioni differenti in 60 geni diversi, è possibile bloccarne la progressione intervenendo con CRISPR-Cas9 su un unico gene(red).

È possibile prevenire la degenerazione retinica dovuta alla retinite pigmentosa intervenendo sul genoma.

A dimostrarlo nel modello animale della malattia è un gruppo di ricercatori del National Eye Institute dei National Health Institutes di Bethesda che sono riusciti nell'impresa applicando CRISPR-Cas9, la tecnica di correzione genetica che sta inanellando una serie di successi. Lo studio è pubblicato su "Nature Communications"..

La retinite pigmentosa - che colpisce circa una persona su 4000 - è una malattia ereditaria caratterizzata dalla degenerazione della retina, che inizia con la morte dei bastoncelli, i fotorecettori sensibili anche a flussi di fotoni molto esigui che assicurano la visione in condizioni di scarsa luminosità. Il primo indizio della malattia è infatti la cosiddetta cecità notturna.

Successivamente la degenerazione si propaga anche ai coni, i fotorecettori responsabili della visione cromatica e della visione fine, la cui densità è massima nella fovea, la regione centrale della retina che permette la massima acuità visiva.

La malattia è ereditaria e può essere causata da oltre 3000 mutazioni differenti in più di 60 geni, una circostanza che rende difficile anche solo ipotizzare lo sviluppo di terapie mirate alla correzione di ogni gene specifico.

L'analisi della progressione della malattia e dello sviluppo di coni e bastoncelli ha però portato i ricercatori a ipotizzare una linea di intervento che evita la necessità di intervenire sulle singole mutazioni.

L'idea è di intervenire su un fattore di trascrizione che specifica il destino dei fotorecettori durante lo sviluppo della retina. L'attivazione del gene per questo fattore - chiamato NRL (Neural Retina Leucine) - blocca la trasformazione della cellula da bastoncello a cono.

Wenhan Yu e colleghi hanno quindi pensato di eliminare quel gene con CRISPR-Cas9: l'interruzione della produzione di NRL avrebbe dovuto riattivare la progressione dei bastoncelli verso la trasformazione in coni, che sono in grado di tollerare molto meglio gli effetti deleteri della mutazioni che causano la retinite pigmentosa.

I ricercatori hanno testato con successo l'ipotesi su 30 topi affetti dall'analogo murino della malattia, che hanno effettivamente ottenuto un miglioramento della visione dopo l'intervento.

Il risultato, osservano i ricercatori, suggerisce che l'approccio con CRISPR-Cas9 possa essere applicato alla retinite pigmentosa - e forse anche ad altre patologie degenerative della retina - indipendentemente dalle mutazioni genetiche sottostanti.

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In Dies del 12-03-2017

Dal pesce Zebra il segreto per curare la cecità

USA. Negli occhi di pesce potrebbe trovarsi la chiave per curare la cecità negli esseri umani, secondo un nuovo studio, fatto alla Vanderbilt University, negli Stati Uniti, e apparso sulla rivista 'Stem Cell Reports'.

Secondo questo nuovo lavoro, le retine umane possono essere indotte a rigenerarsi, naturalmente, e a riparare i danni causati dalle patologie retiniche degenerative e da alcune lesioni.

Gli scienziati hanno identificato un segnale chimico nel cervello del pesce Zebra che potrebbe venire in soccorso di chi soffre, ad esempio, di degenerazione maculare senile o di retinite pigmentosa.

Il processo di rigenerazione della retina nei pesci è innescata da fattori di crescita secreti, che secondo il nuovo studio sono dovuti al neurotrasmettitore GABA, il quale potrebbe aiutare la retina a rigenerarsi anche prima di essere seriamente danneggiata.

La struttura della retina nei pesci e nei mammiferi è sostanzialmente la stessa. Essa è molto sottile, con uno spessore inferiore a 0,5 millimetri, e contiene tre strati di cellule nervose.

Inoltre, la retina ha un particolare tipo di cellule staminali adulte, chiamate della glia, in particolare della glia di Muller, che si estendono a tutti i tre strati di essa e gli forniscono supporto meccanico e isolamento elettrico. Nella retina dei pesci, esse svolgono un ruolo chiave nella rigenerazione.

Quando la rigenerazione viene attivata, le glia di Muller, iniziano a proliferare, per poi differenziarsi in sostituzione delle cellule nervose danneggiate.

Le glia Muller sono presenti anche nelle retine dei mammiferi, ma non si rigenerano.

Lo studio statunitense ha trovato che è il fattore GABA a controllare l'attività delle cellule staminali.

Accecando il pesce Zebra e iniettando in esso i farmaci che stimolano la produzione di GABA o la abbassa no nei loro occhi, gli scienziati hanno visto che il GABA controlla l'attività delle cellule staminali.

Gli scienziati sperano di poter un giorno indurre la retina umana ad autoripararsi, intervenendo sul fattore GABA.

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La Stampa del 22-03-2017

Nel gotha dei talenti c'è Saverio Murgia l'inventore di "Horus"

Il savonese Saverio Murgia, con il suo socio Luca Nardelli, è uno dei pochi italiani selezionati dalla prestigiosa rivista americana Forbes tra i giovani europei più talentuosi sotto i trent'anni.

Murgia è cofondatore della startup Eyra, nota fino a qualche tempo fa come Horus Technologies, e inventore di Horus, un dispositivo che permette ai non vedenti o a chi ha gravi problemi visivi di muoversi in autonomia. Horus ricorda un po' un vecchio walkman. È composto da una «scatola» di piccole dimensioni che può essere comodamente tenuta nella borsa o in tasca; la «scatola» contiene una batteria a lunga durata ed una scheda di elaborazione grafica ed è collegata a un paio di cuffie sportive. Le cuffie hanno, sensori visivi, di orientamento e due microtelecamere che riprendono l'ambiente circostante. Vengono così registrate informazioni , poi analizzate da uno specifico software che converte le informazioni visive in istruzioni verbali. La tecnologia alla base di Horus è in grado di leggere, riconoscere visi e oggetti, descrivere l'ambiente circostante ed assistere il non vedente mentre si muove per la città. Inoltre è possibile interagire con Horus tramite alcuni pulsanti. In casi particolari, Horus è in grado di capire da solo se certe informazioni sono importanti, si attiva automaticamente e comunica all'utente quello che registra sfruttando la conduzione ossea. «L'idea è nata un giorno a Genova, circa tre anni fa - dice Murgia - in modo quasi casuale. Una persona non vedente ci aveva chiesto aiuto per raggiungere la fermata dell'autobus a Genova Brignole. Ci aveva spiegato che, per orientarsi in città, contava gli spigoli degli edifici». Murgia, in quel periodo, stava realizzando strumenti visivi per robot e quell'incontro casuale è stata l'occasione che ha dato l'idea per sviluppare un sistema simile applicandolo alle prosone con problemi di vista. Un'idea tutta savonese (oggi però la società ha sede a Chiasso), in grado di agevolare la vita di ciechi e ipovedenti e sicuramente vincente, tanto che lo scorso anno è arrivato il finanziamento della società americana 5Lion Holdings di 900 mila dollari (circa 832 mila euro) per realizzare e commercializzare lo speciale apparecchio. «La fase di realizzazione del prodotto è terminata - conclude Murgia - dobbiamo solo aspettare che vengano fatte le procedure per ottenere il marchio Ce e poi potremo metterlo sul mercato». [E. R.]

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Giornale UICI del 06-03-2017

Telegram inaccessibile ai non vedenti. Aiutaci firmando la petizione

In questi mesi abbiamo ricevuto da parte dei nostri utenti un numero di segnalazioni elevato riguardo l'app Telegram, che risulta purtroppo completamente inaccessibile alle persone con disabilità visiva, su qualsiasi piattaforma: iOS, Android, Windows, mac, web.

Abbiamo provato, invano, a contattare gli sviluppatori, e la situazione non è cambiata, nonostante un messaggio su twitter che nel 2015 prometteva un maggior supporto all'accessibilità, perciò come team abbiamo pensato di effettuare una petizione a livello mondiale, per cercare di sensibilizzarli il più possibile.

Poiché la petizione è in lingua inglese, qui sotto trovate la corrispettiva traduzione in italiano, seguita poi dal link per firmare la petizione.

Testo della petizione in italiano

Telegram dovrebbe essere accessibile a non vedenti e ipovedenti

Telegram è una delle app più utilizzate e diffuse per quel che concerne la messaggistica e il social network in generale. è completamente gratuita ed open source, e, secondo i suoi sviluppatori, tutta la propria implementazione è focalizzata sulla privacy e sulla massima sicurezza.

Oltre che dalle singole persone, Telegram è utilizzata da siti web, riviste online, agenzie di stato ed organizzazioni che desiderano raggiungere i propri utenti con rapidità e con il minimo sforzo inviando notifiche, link o messaggi ai loro smartphone, tablet o pc.

Telegram è disponibile per iOs, Android e per i principali sistemi operativi desktop; può essere utilizzata anche direttamente da un browser, in modo da garantire l'accesso al servizio da qualsiasi dispositivo moderno...

a meno che non ci si ritrovi affetti da disabilità e si utilizzino tecnologie assistive!

Infatti, mentre i concorrenti di Telegram quali Whatsapp, Facebook Messenger o Skype hanno sviluppato/sviluppano le loro app tenendo in gran considerazione l'accessibilità per non vedenti e ipovedenti, gli sviluppatori di Telegram hanno compiuto un ottimo lavoro nel riuscire a creare un'app inaccessibile per tutte le piattaforme.

Prendiamo a titolo di esempio le app per iOs o Android: risulta semplicemente impossibile usare queste app per una persona non vedente o ipovedente, in quanto gli elementi che compongono l'interfaccia non possono essere letti ad alta voce dagli screen reader, un tipo di tecnologia assistiva molto particolare che consente alle persone non vedenti di servirsi di smartphone o pc.

Nel corso del tempo, molte persone affette da disabilità visiva hanno contattato in vano i programmatori di Telegram, chiedendo di risolvere i problemi inerenti l'accessibilità, di modo da poter servirsene come i loro coetanei normodotati.

Purtroppo, ad oggi nulla è stato fatto in tal senso, e le app rimangono completamente inservibili.

Per questo motivo Noi, lo staff di NvApple (principale fonte di informazione per gli utenti italiani non vedenti e ipovedenti sui prodotti Apple) ha deciso di lanciare questa petizione.

Vogliamo fermare quella che a nostro avviso si configura come una vera discriminazione, considerato il notevole impatto sociale di quest'app.

Forse, se un gran numero di persone firmerà questa petizione gli sviluppatori di Telegram potrebbero cambiare il loro punto di vista in merito all'accessibilità dei loro prodotti, lavorando per permettere anche alle persone affette da disabilità visiva di servirsi delle loro app: in fondo, l'accessibilità deve essere vista come un diritto, non come un favore.

Firmare la petizione

Firmare la petizione è un'operazione molto semplice. Basterà cliccare sul link qui in basso, inserendo il proprio Nome, Cognome, Email e selezionando lo stato di appartenenza.

Firma la petizione digitando questo link https://www.change.org/p/telegram-should-be-accessible-for-visually-impaired

Se possibile, diffondete questa petizione, fatela conoscere ai vostri amici. Ovviamente non promettiamo la luna, ma se non tentiamo non otterremo nulla.

Redazione nvapple

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Toscana Oggi del 22-03-2017

I non vedenti a lezione di primo soccorso alla Misericordia

Si è appena concluso il corso Bls (Basic life support) di primo soccorso per non vedenti promosso dalla Misericordia di Prato. In tre lezioni i partecipanti, appartenenti alla sezione pratese dell'Unione italiana ciechi, hanno avuto modo di imparare le principali tecniche di rianimazione.

PRATO. «Anche noi ipo e non vedenti - afferma Stefania Scali, presidente dell'Uic di Prato - volevamo aggiornarci e renderci conto di come poterci comportare nella vita di tutti i giorni in situazioni di emergenza. Nonostante la disabilità, abbiamo il desiderio di riuscire a dare il nostro contributo anche nei momenti di difficoltà».

Sentirsi utili e poter essere di supporto ai familiari, specialmente se anziani, che vivono con loro. Nasce da un'esigenza fortemente sentita dai soci dell'Uic la volontà di prendere parte al corso di Bls (Basic life support) organizzato dalla Misericordia di Prato in collaborazione con la Federazione delle Misericordie della Toscana. Le lezioni si sono tenute in via Galcianese presso la sede della Misericordia e l'ultima si è conclusa ieri sera.

Al centro delle lezioni, una teorica e due pratiche, le principali tecniche di rianimazione cardio polmonare e di disostruzione delle vie aree, ma anche l'insegnamento di semplici ma fondamentali azioni, quali chiamare il 118 in casi di emergenza e sapere come comportarsi in attesa dell'arrivo dei soccorsi.

«La Misericordia di Prato - dice Giovanni Biagiotti, responsabile del corso - ha ripreso in mano un progetto del 2003, che prevedeva l'insegnamento di alcune tecniche di primo soccorso a ipovedenti ve non vedenti. Già al momento della prima sessione, nel 2003, abbiamo realizzato un corso di rianimazione cardio polmonare. Nell'occasione, inoltre, consegnammo agli allievi un manuale, pensato per dare supporto teorico al corso. Adesso, per la seconda edizione, il manuale didattico è stato aggiornato, con l'aggiunta delle nuove principali procedure di rianimazione» conclude Biagiotti.

Nove soci dell'Uic di Prato che hanno preso parte al corso. Parte fondamentale della sessione è stata infatti la consegna di un manuale didattico con immagini a rilievo, appositamente pensato per la lettura da parte di persone ipovedenti e non vedenti, il cui utilizzo è facilitato dalla presenza di un supporto audio di corredo alle figure. Il manuale è stato realizzato dalla Misericordia di Prato insieme alla federazione regionale delle Misericordie.

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Redattore Sociale del 20-03-2017

Disabilità. Dall'Africa all'Everest, Dario gira il mondo per "colorarlo di giallo"

Ha capito di avere la sindrome di Usher a 19 anni. Ma nonostante il progressivo abbassamento della vista e dell'udito non si è perso d'animo, anzi ha cominciato a viaggiare. Sei anni fa ha fondato il sito Noisy vision. La mission: colorare le città di giallo, un colore che contrasta meglio con gli altri. "Noi ipovedenti abbiamo bisogno che le cose e i colori siano a contrasto".

ROMA. Su un vascello di ferro e cemento ha navigato dal Sudafrica al Brasile e poi lungo tutta la costa atlantica delle Americhe, su fino a Cuba. Ha fatto da solo il Cammino di Santiago (lasciando a casa il cellulare). Per lunghi periodi ha vissuto in Australia, Mozambico, Malawi e Argentina. Dopo aver camminato sulle Ande peruviane e attraversato gli Appennini da Bologna a Firenze, è partito per arrivare sul tetto del mondo, al campo base dell'Everest. Dario Sorgato, 38 anni, designer modenese che vive a Berlino, ha dentro uno spirito inquieto ma sereno che lo spinge sempre un po' più in là. Si racconta in una intervista curata da Dario Paladini nel numero di marzo del mensile Superabile Inail.

La sindrome di Usher, che provoca una graduale sordocecità, non l'ha fermato. "Quando stai bene nel cuore e nella mente riesci a vivere meglio. Certo il viaggio è anche una fuga: dalla malattia, dalla realtà, dalla routine. Forse proprio perché ho una disabilità sono spinto dal desiderio di vedere il mondo che un giorno potrei non vedere più". Nel 2011 ha fondato, insieme ad altri amici ipovedenti, Noisy vision, sito web e progetto di informazione e sensibilizzazione sulla sindrome di Usher e le disabilità sensitive.

Quando ha scoperto di avere la sindrome di Usher e come ha reagito?

Fin da piccolo ho dovuto utilizzare ausili acustici. Poi verso i 15 anni ho cominciato a non vederci bene, inciampavo spesso. Mi hanno allora diagnosticato la retinite pigmentosa e la sindrome di Usher. Né io né i miei genitori ci siamo resi conto subito di cosa si trattasse. Solo a 19 anni ho capito, quando mi sono trasferito a Milano per frequentare l'università. Nel mio convitto c'era un ragazzo che aveva fatto il servizio civile per l'Unione italiana ciechi. È stato lui a spiegarmi che la sindrome di Usher porta alla cecità. Sconvolto ho chiamato mia madre e al telefono le ho detto tutto. È stata una mazzata tremenda. Ho iniziato a fare anche qualche viaggio alla ricerca di medici che potessero guarirmi. Ma ben presto ho capito che non aveva senso vivere in attesa di un futuro migliore, di una guarigione che potrebbe non arrivare mai. Ho deciso di vivere bene il presente, di affrontare i problemi man mano che arrivano. Tra l'altro per tanti anni ho cercato di tenere nascosta la mia malattia. Erano pochi a saperlo. Non volevo che diventasse un muro tra me e gli altri.

- E non sembra averla spaventata. Ha girato il mondo in modo avventuroso...

Ogni viaggio è nato con motivazioni diverse. Sono partito per il Sudafrica per imbarcarmi perché su quel vascello lavorava una ragazza conosciuta in Italia. E da lì è cominciato un viaggio durato due anni, che mi ha fatto fare esperienze incredibili. Il vascello si chiama Heraclitus e da alcuni decenni solca i mari per studi scientifici. Il capitano affidava spesso a me il timone: nonostante ci vedessi già allora molto poco, avevo una particolare capacità di tenere la barca sulla giusta rotta. Ed è stata proprio la vita in barca a cambiarmi, perché se non sentivo bene gli ordini ero costretto a chiedere di ripetermeli. Mi sono reso conto che non aveva più senso nascondere la mia disabilità, che tra l'altro tutti conoscevano bene.

La vita sentimentale ne ha risentito?

Direi di no. Alcune ragazze con le quali ho avuto una relazione si sono innamorate di me grazie al fatto che sono così, perché sono attratte da chi ha uno sguardo diverso sul mondo. La malattia mi ha fatto maturare una sensibilità che evidentemente affascina. Vivo l'amore in ogni poro della mia pelle. Sono ancora in contatto con tutte, non riesco a dimenticarmene, a tagliare completamente. Nella mia vita ho scritto tantissime lettere d'amore. L'unico problema che ho è nel primo approccio. Se sono in un locale, non riesco a vedere con chiarezza i volti e quindi non mi è possibile incrociare lo sguardo di una donna.

Torniamo ai viaggi. Come è andata l'ascesa al campo base dell'Everest.

Volevo realizzare un'impresa per lanciare un messaggio al mondo: coloriamo le città di giallo. Il giallo è un colore che contrasta meglio con gli altri. Noi ipovedenti abbiamo bisogno che le cose e i colori siano a contrasto, solo così riusciamo a vederli. Dopo aver avuto diverse esperienze di trekking, mi sono detto: perché non arrivare in cima al mondo? Ne è nato anche un documentario, in inglese con sottotitoli in italiano. C'è chi sta già organizzando incontri per proiettarlo.

Qual è stato il momento più difficile?

Una notte in cui abbiamo attraversato un ghiacciaio. Non vedevo nulla. Solo gli scarponi della mia guida, illuminati dalla torcia che avevo in testa. Mi sono affidato a quello spicchio di luce, al passo della mia guida.

Che progetti ha per il futuro?

Quel che mi preme ora è lavorare per l'integrazione e l'inclusione delle persone con disabilità. Voglio che il progetto "Yellow the world" diventi qualcosa di concreto, che coinvolga amministrazioni comunali, architetti, urbanisti e designer. A volte basta poco per rendere più accessibile un luogo. Come appunto una pennellata di giallo. È fondamentale che si creino ambienti confortevoli nelle nostre città, per cui ogni persona con disabilità possa sentirsi al sicuro.

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L'Eurispes.it del 27-03-2017

Mondo paralimpico. Chi lo conosce? A quanti interessa il tema dell'inclusione sociale attraverso lo sport?

Lo rivela una ricerca commissionata dal Comitato paralimpico spagnolo e realizzata dalla società Nielsen.

Il Giappone è primo al mondo, ma anche la Gran Bretagna, in Europa, non si batte. Il tema, la conoscenza del mondo paralimpico, e l'interesse verso di esso. Nel Paese del sol levante, 9 persone su 10 conoscono lo sport praticato dalle persone con disabilità, complice una società aperta e avanzata, dove la vittoria della candidatura olimpica e paralimpica per l'edizione 2020, alla capitale Tokyo, sta dando un'accelerata spaventosa alle politiche dell'integrazione e alla loro promozione e comunicazione. Anche se l'interesse verso il tema tocca solo il 19% della società. Dando uno sguardo in Europa, invece, la Spagna batte tutti in termini di conoscenza, con l'86% e il 24% che è interessato.

È quanto emerge da uno studio realizzato dalla società di consulenza Nielsen, commissionato dal comitato paralimpico spagnolo. Davanti a noi, che occupiamo la 6^ posizione ex aequo con la Germania in fatto di informazione (contiamo entrambi 81 persone su 100 consapevoli del tema della disabilità sportiva) ma con un maggiore tasso di persone interessate (22% rispetto al 19%), la Gran Bretagna, con un brillante 85% e 26%. Paese civile e avanzato, dal punto di vista delle politiche sportive e sociali come hanno ampiamente attestato i Giochi Paralimpici del 2012, considerati vero e proprio spartiacque tra prima e dopo, in termini di percezione positiva della disabilità, la Gran Bretagna conta l'85% di persone informate sulla realtà paralimpica, e il 26% di interessati.

L'Italia, dicevamo, è al sesto posto davanti a Stati Uniti, Cina, Russia, Argentina. L'81% della popolazione italiana, dato al di sopra della media mondiale, conosce lo sport paralimpico. Il 21% ha manifestato interesse alle discipline paralimpiche. Un dato, anche questo, al di sopra della media mondiale.

L'inchiesta è stata condotta in venti Paesi, fra il 2015 e il 2016, sulla base di mille interviste per territorio.

"L'esito di questa ricerca fa emergere dati interessanti. Il primo è che alla crescita, all'evoluzione e all'efficientamento del modello organizzativo è corrisposta una maggior diffusione dei nostri valori nell'opinione pubblica italiana. Non era scontato. Un dato impensabile fino a qualche anno fa, quando erano poche e sporadiche le politiche sportive tese a valorizzare questo movimento. Per questa crescita, ovviamente, sono stati determinanti il protagonismo e le prestazioni dei nostri straordinari atleti". È il commento di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

"Il secondo spunto di riflessione - aggiunge Pancalli - è che dobbiamo impegnarci ancora a fondo se vogliamo vincere la sfida dell'innovazione a livello internazionale. Abbiamo le carte in regola per raggiungere questo obiettivo. Ma, come si apprende anche dallo studio, i media giocano un ruolo importante, specie quando si spengono i riflettori delle Paralimpiadi e dei grandi eventi planetari. Il lavoro di emittenti importanti come Sky e Rai e di tante autorevoli testate giornalistiche, infatti, ha consentito e consente a milioni di italiani di seguire le sfide dei nostri atleti".

di Daniela Quargnali

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Avvenire del 09-03-2017

Andrea Bianco, scultore non vedente: "Con le mie opere da toccare sfido i tabù"

BOLZANO. Negli ultimi venti anni della sua vita Degas a causa della cecità si dedicò progressivamente in modo sempre più esclusivo alla scultura. Con le mani cercava, capiva, dava vita alla forma. Sono più di quanti si creda gli scultori non vedenti. Andrea Bianco ha scoperto la scultura a trent'anni, nel 2010, nove anni dopo aver perso la vista per le conseguenze di un gravissimo incidente. «Ma è stato l'inizio di un cammino spirituale» racconta. Ora vive a Bolzano, è padre di quattro figli, ed espone le sue sculture in argilla, marmo e legno. Su di lui sta girando un documentario la Rai. «Nelle mie opere desidero trasmettere le mie sensazioni, il mio animo, la mia preghiera. Voglio vivere la mia vita in pienezza, con i miei lavori dare gioia agli altri».

Vietato non toccare le sue opere: «Questa esperienza mi ha fatto riscoprire il senso del tatto, che tutti abbiano ma usiamo poco e male. Toccare è un tabù dovuto a una mentalità ancora più di una necessità. Ci sono opere che potrebbero essere toccate, ad esempio attraverso guanti in lattice. Per assurdo per fare certe esperienze sono avvantaggiato io!». Ma chi sono gli scultori che fanno arte attraverso il tatto? «Molti sono ipovedenti, la maggior parte dei non vedenti hanno perso, come me, la vista avanti nell'età e quindi hanno un ricordo mentale delle forme e dei colori. I non vedenti dalla nascita sono pochi: per costoro c'è una difficoltà oggettiva per quanto riguarda la conoscenza della forma. L'anatomia per una persona non vedente è difficile, si dice, ma se una cosa è difficile mi impegno il doppio per arrivare a un risultato. L'astrazione rischia di diventare una fuga: se voglio farla deve essere per libera scelta. Fuggire è sempre perdere».

Sebbene Andrea Bianco avesse avuto una indole artistica fin da ragazzino, «non l'ho mai messa in pratica. Ho fatto lo scientifico, quindi studi economici. L'ho riscoperta dopo l'incidente. Praticare la scultura è stata una mia scelta, non un suggerimento terapeutico. Mi hanno spinto la curiosità e il desiderio. Poi è stato un vortice di situazioni ed emozioni». Fino a esaudire il desiderio di scolpire il legno, superando altre difficoltà: «Nessuno voleva insegnarmi... nessuno aveva il coraggio di dirmi che aveva paura che mi facessi male con la sgorbia. Poi ho conosciuto un designer di Bolzano che ha accettato la sfida. Pensava di insegnarmi qualche rudimento, invece abbiamo fatto formazione per tre anni. Io ho imparato a scolpire, lui a insegnare in modo diverso. È stato un arricchimento reciproco. Quando c'era qualcosa che non riusciva a capire, chiudeva gli occhi. Ha dovuto abbandonare le vie canoniche». Ed è sull'insegnamento che Bianco ha deciso di combattere la sua nuova battaglia. «Allo stato attuale non c'è una vera formazione istituzionale per persone non vedenti nel campo della scultura. Questo è importante, ed è grave che non ci sia. Bisognerebbe riflettere, perché la richiesta comincia a esserci». Il suo attivismo lo ha portato nel 2015 a organizzare il primo corso internazionale per scultori non vedenti in collaborazione con la Sacred Art School di Firenze, a cui hanno partecipato tredici persone da tutto il mondo. «Mancando una vera formazione per non vedenti, ognuno cerca di scolpire da autodidatta o partecipa a corsi per normodotati, restando sempre un passo indietro. Non c'è una vera rete, l'esperienza di Firenze è stata una prima risposta. Ma non bisogna mai dimenticarsi di cercare un confronto continuo con scultori vedenti, in un dialogo alla pari».

Gli è stato chiesto più volte di insegnare: «Dovrei condividere quello che ho imparato, ma non mi sento ancora maturo. Eppure insegnando si impara, e la mia fame è imparare». Intanto va nelle scuole e negli istituti d'arte «per parlare di tecniche, di materiali e di inclusione. Per raccontare la mia vicenda e spiegare che si deve reagire davanti alle difficoltà. Invito tutti, anche gli adulti, ad avere il coraggio di sognare. Nessuno ha diritto di uccidere il sogno».

di Alessandro Beltrami

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La Repubblica del 15-03-2017

Roma, musei da toccare e da ascoltare: il progetto "L'arte ti accoglie"

Percorsi tattili e sonori per accompagnare i visitatori non vedenti nei principali spazi museali della capitale: dall'Ara Pacis al Macro e ai Capitolini.

ROMA. Musei 'senza frontiere', a misura di tutti per offrire all'intero pubblico la possibilità di accedere abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali e valorizzando le buone pratiche rivolte all'inclusione. Con questo intento Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, ha avviato in numerosi spazi del sistema Musei Civici una ricca offerta di percorsi tattili e attività di formazione per studenti e operatori specializzati, all'interno del progetto "Musei da toccare".

Roma, l'arte per disabili: percorsi tattili e sonori

In linea con queste iniziative nasce Art For the Blind, progetto sperimentale unico nel suo genere nato e pensato per il Museo dell'Ara Pacis da e per i non vedenti. I visitatori affetti da cecità o da patologie riduttive della vista potranno accedere allo straordinario patrimonio del museo e 'entrare in contatto' con il passato mitico del'Urbe, la storia dell'altare e di Augusto attraverso una nuova e speciale esplorazione plurisensoriale, in un mix di emozione e rigore storico-artistico. Il progetto, inaugurato il 14 marzo 2017, è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione di Antenna - Connecting the world to culture, il supporto tecnologico di Tooteko - Talking tactile e SIFI con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura ed è completamente gratuito per i visitatori.

In assenza della vista saranno le mani 'a vedere' grazie ad una tecnologia innovativa, composta da: un anello sensoriale, vero elemento di innovazione, in grado di riconoscere gli speciali sensori applicati accanto alle opere e far partire le informazioni audio descrittive; un sistema di speciali sensori incapsulati su codifica braille, posti sulle basi delle opere o delle riproduzioni delle stesse; un tablet, con note audio che raccontano aneddoti e storie legate ai segmenti di opera attivati; un thermoform, ovvero una mappa tattile, con informazioni utili alla sicurezza (es. ostacoli fisici) e guida alla dislocazione delle opere audio-tattili, per una maggiore autonomia all'interno dello spazio museale. Il thermoform è stato realizzato con la collaborazione dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

Lungo il percorso, articolato in sei punti, il visitatore potrà ascoltare la descrizione della zona del Campo Marzio - così come appariva all'epoca di Augusto - conoscere i protagonisti della famiglia imperiale e, successivamente, grazie al modello dell'Ara, esplorare i diversi segmenti architettonici del monumento oltre che i pannelli della Terra madre, delle processioni, della Dea Roma e del Sacrificio di Enea. Infine, sul monumento vero e proprio sarà possibile effettuare la visita interna dell'altare ed esplorare uno dei pannelli del fregio vegetale.

MUSEI DA TOCCARE.

Dopo il progetto sperimentale "Arte al tatto", nato nel 2012 su iniziativa del settore didattico del MACRO, è stato costruito un percorso tattile-sensoriale privilegiando il rapporto personale tra fruitore e opera d'arte attraverso quei processi di conoscenza e di comprensione attivati da stimoli sensoriali, necessari per le persone non vedenti e sorde, ma utili per tutti.

Nel novembre del 2015, il progetto "Musei da toccare" che ha dato continuità alla sperimentazione, è stato inaugurato da un incontro di formazione rivolto ad analizzare i temi legati all'accessibilità museale e alla fruizione dell'arte. Sono intervenuti i responsabili del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, del Museo Tattile Anteros di Bologna, docenti delle Università degli Studi di Roma ed esperti del settore.

Al suo avvio il progetto ha coinvolto 4 musei del Sistema Musei Civici (MACRO, Museo di Roma, Galleria d'Arte Moderna e Museo Napoleonico), con la realizzazione di percorsi tattili e l'organizzazione di attività di formazione rivolte a studenti operatori specializzati e persone interessate ad approfondire tematiche legate alla disabilità.

Per la riuscita di questo progetto è stata fondamentale la collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona e l'Istituto Statale per Sordi di Roma. Nel 2016 sono state effettuate circa 50 visite tattili sensoriali che hanno coinvolto adulti, classi integrate, centri diurni e istituzioni specializzate (Centro Regionale Sant'Alessio di Roma e ISSR- Istituto Statale Sordi di via Nomentana), i cui primi risultati di gradimento hanno confermato l'efficacia delle nuove pratiche educative, confermando la sostenibilità del progetto.

Dopo il successo ottenuto nell'avvio dell'iniziativa "Musei da toccare" si è aperta una seconda fase di consolidamento, che ha previsto nuove proposte e un arricchimento dei servizi offerti (al calendario di visite tattili da effettuare durante la mattina sono state aggiunti appuntamenti pomeridiani per rispondere alle esigenze e alle richieste del pubblico) e la possibilità di estendere questa iniziativa anche agli altri musei comunali.

MACRO.

La nuova Sala Multisensoriale presenta il percorso tattile permanente del museo. Ospitata nel Foyer, espone tre opere della collezione del museo che raccontano la storia di tre artisti e dei loro diversi percorsi: San Sebastiano (1963) di Leoncillo Leonardi, Senza titolo (2001) di Domenico Bianchi e Colonna (2000) di Giovanni Albanese. A corredo, schede descrittive con informazioni storico-critiche, tradotte in L.I.S.

Il percorso sperimentale prende spunto dalla mostra "100 Scialoja. Azione Pensiero" - organizzata al MACRO nel marzo 2015 - e nasce dalla collaborazione dell'Ufficio Didattica del MACRO con lo scultore Felice Tagliaferri e con tre docenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma: Gabriella Bernardini e Nicoletta Agostini, che hanno guidato un gruppo di studenti nella varie fasi del lavoro, e Cecilia Casorati, che ha affidato ad alcuni suoi allievi le riprese e l'elaborazioni video degli incontri.

L'intento del progetto è di avvicinare soprattutto le persone non vedenti ai linguaggi dell'arte astratta, partendo dalla ricerca di Toti Scialoja che ha attraversato diverse fasi (gestuale, materico e geometrico), grazie alla realizzazione di tavole tattili eseguite dal giovane artista Dario Agati rispettando i materiali originali, un'attenzione che permette di accrescere l'esperienza sensoriale.

MUSEI CAPITOLINI.

Nei Musei Capitolini è possibile esplorare con il tatto alcune opere scultoree e avvicinarsi all'architettura tramite diversi ausili tiflodidattici: plastici in scala degli edifici della piazza michelangiolesca, riproduzioni in scala di statue, pannelli tattili termoformati in rilievo e linguaggio braille, libri in nero e in braille su alcune opere della collezione.

A partire dalla mostra 1564-2014 Michelangelo. Incontrare un artista universale (maggio- settembre 2014) vengono proposte, in occasione dei principali eventi espositivi, visite guidate tattili al pubblico con disabilità visiva. Inoltre, in partnership con l'"Associazione Museum Onlus" sono stati avviati un nuovo percorso tattile permanente su alcuni quadri della Pinacoteca Capitolina - opere di Garofalo, Caravaggio, Rubens, riprodotti su pannelli termoformati - e un progetto di servizio civile improntato al tema della disabilità visiva.

Infine, è stata attivata una collaborazione con gli enti più rappresentativi nell'ambito della disabilità: l'"Unione Italiana Ciechi", l'"Istituto Statale Sordi" e il "Museo Tattile Statale Omero" di Ancona.

CENTRALE MONTEMARTINI.

Il museo della Centrale Montemartini ha partecipato alle iniziative legate al progetto "Musei da Toccare" attraverso l'individuazione di alcune opere della collezione che potessero prestarsi alla realizzazione di visite tattili riservate a persone non vedenti. Per facilitare la fruizione si sono elaborate delle schede relative alle stesse opere. Questo è stato il primo passo verso la definizione di un percorso guidato che, attraverso il supporto di schede e didascalie in braille e con la collaborazione di operatori specializzati, porterà alla fruizione completa delle opere selezionate.

MERCATI DI TRAIANO MUSEO DEI FORI IMPERIALI.

Servizi e progetti all'insegna dell'inclusione anche presso i Mercati di Traiano. Il Museo offre un percorso tattile permanente: con la collaborazione di persone non vedenti sono state individuate e rese disponibili 10 opere del museo con specifiche caratteristiche che le rendono adatte a essere toccate e 3 tipi di cortine laterizie corrispondenti a diverse fasi storiche del monumento.

Su questo percorso vengono offerte visite tattili guidate a cura dei volontari del Servizio Civile.

In occasione della mostra MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica il Museo ha proposto una didattica 'speciale' alle persone non vedenti o ipovedenti: per due mesi, i curatori dell'esposizione hanno accompagnato il pubblico nell'esplorazione tattile di alcune opere selezionate. Attività di questo tipo sono previste anche per le mostre successive.

Grazie al progetto "ArcheoSchool" dell'Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali e Turistici "L. Einaudi", condiviso con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e vincitore di un bando di concorso nazionale del MIUR, si sono potuti realizzare testi informativi, un video pannello introduttivo e un totem contenente piante termoformate e didascalie in braille.

Il progetto, che sarà a breve presentato al pubblico, rivolge un'attenzione specifica ai bisogni di apprendimento delle persone con disabilità e degli studenti con cittadinanza non italiana. Gruppi di studenti formati per attività di assistenza speciale condurranno percorsi finalizzati alla conoscenza del monumento e del museo predisposti per le diverse esigenze e calibrati sui differenti livelli di fruibilità del sito.

MUSEO CARLO BILOTTI.

Al 2008 risale l'iniziativa "Musei per tutti" grazie alla quale si sono aperte le porte ad anziani e diversamente abili. Nel 2013 il Museo Bilotti ha aderito alla Biennale Arteinsieme prevedendo percorsi multisensoriali alla mostra White and white e visite guidate alla collezione permanente con esplorazione visiva e tattile delle opere. Nel 2015 l'adesione alla Biennale Arteinsieme è stata rinnovata con nuovi contenuti pensati per la visita multisensoriale e l'aggiunta alla collezione permanente delle due tavole tattili delle dechirichiane Orfeo Solitario e di Mistero e malinconia di una strada, fatte realizzare dall'Associazione Museum. L'adesione alla Biennale ci sarà anche nel 2017 con un programma che prevede iniziative di didattica inclusiva, legate alla conoscenza di Villa Borghese e dei suoi Musei civici. Dal 2016 il Museo Bilotti rientra nell'ambito del progetto "Musei da toccare", per il quale sono stati stanziati finanziamenti volti all'adattamento dei canali di comunicazione, alla predisposizione di materiali informativi ed all'integrazione degli apparati didattici e dei supporti alla visita. Per il 2017 sono previste alcune visite tattili alla collezione permanente con un'operatrice specializzata della Cooperativa Alice.

MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI.

Da sempre attento alle esigenze del pubblico con disabilità visive, il Museo di Roma - che si appresta a riaprire al pubblico completamente rinnovato nel proprio allestimento - offre un percorso tattile strutturato sui due piani espositivi della collezione permanente.

Le visite guidate per non vedenti, già avviate da circa due anni all'interno del progetto "Musei da toccare", permetteranno agli ospiti di vivere l'esperienza sensoriale tattile di una decina di oggetti esposti nelle sale. Parallelamente, lungo il percorso museale, il visitatore non vedente potrà accedere alle informazioni relative a 10 delle opere più rappresentative della collezione, grazie alla presenza di altrettante didascalie in braille e per ipovedenti, posizionate accanto alle opere stesse.

Per il pubblico con disabilità uditiva si sta predisponendo una breve presentazione del nuovo museo in L.I.S., che verrà proiettata all'interno degli spazi museali e sul sito web del museo.

GALLERIA D'ARTE MODERNA.

Ideato dalla Scuola di Comunicazione e Didattica dell'Arte dell'Accademia di Belle Arti di Roma in collaborazione con la Galleria d'Arte Moderna il progetto didattico InterGAM, lanciato il 24 febbraio 2017, consente l'esplorazione di 26 capolavori della collezione del museo attraverso dispositivi touch-screen. Seppur proposto come un 'museo visibile', per offrire una multivisione immersiva e una comunicazione

interattiva attraverso l'accostamento di immagini, InterGAM si rivolge anche agli utenti ipovedenti e non vedenti cui è dedicato un file audio con una descrizione dettagliata delle opere per rivivere le suggestioni della Roma tra 1870 e gli anni Cinquanta, proposte attraverso filmati d'epoca. Inoltre, due dei tre dispositivi touch-screen sono collocati su cavalletti ergonomici la cui altezza da terra consente la consultazione anche a un utente con disabilità motoria.

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Disabili.com del 25-03-2017

Visite tattili e iniziative speciali per disabili sensoriali nei musei di Roma

Tante le iniziative dedicate ai visitatori ciechi e sordi nei musei della capitale per un'arte sempre più inclusiva.

ROMA. In queste giornate di primavera vien voglia di uscire e farsi qualche bella passeggiata all'aria aperta oppure nella tranquillità del pomeriggio domenicale fare qualche trasferta in qualche bella città. Roma si è attrezzata per accogliere i suoi turisti, prestando particolare attenzione a quelli con disabilità sensoriale e fornendo loro delle modalità di visita alternative assai stimolanti.

ART FOR THE BLIND. La novità maggiore del momento è l'iniziativa "Art for the blind" organizzata all'interno del Museo dell'Ara Pacis.

L'idea è partita da alcune persone disabili visive per altri visitatori disabili visivi o con patologie riduttive della vista ed è giunta a compimento con la predisposizione di un percorso di visita plurisensoriale. Il percorso è stato inaugurato il 14 marzo scorso ed ora è a disposizione di tutti i visitatori in maniera completamente gratuita.

Sono le mani a farla da padrone in una visita tutta tattile altamente tecnologica che prevede la presenza di vari aiuti:

- un anello sensoriale in grado di riconoscere gli speciali sensori applicati accanto alle opere e far partire le informazioni audio-descrittive;

- un sistema di speciali sensori incapsulati su codifica braille, posti sulle basi delle opere o delle riproduzioni delle stesse;

- un tablet, con note audio che raccontano aneddoti e storie legate ai segmenti di opera attivati;

- un thermoform, ovvero una mappa tattile, con informazioni utili alla sicurezza (es. ostacoli fisici) e guida alla dislocazione delle opere audio-tattili, per una maggiore autonomia all'interno dello spazio museale.

In questo modo il visitatore disabile visivo potrà immergersi nei fasti della Roma augustea, accarezzando i volti della famiglia imperiale ed esplorando i fregi dell'ara.

VISITE TATTILI MUSEI DA TOCCARE. L'esperienza tattile è poi il cuore del progetto "Musei da toccare".

Questo progetto, avviato dal 2015 e finanziato da Roma Capitale, l'Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, prevede una serie di attività tanto di visita guidata con percorsi tattili-sensoriali quanto di formazione agli operatori sul rapporto con la disabilità visiva.

Hanno partecipato sin dall'inizio 4 musei civici di Roma (il MACRO, Museo di Arte Contemporanea, il Museo di Roma, la Galleria d'Arte Moderna e il Museo Napoleonico) e poi si sono aggiunti il Museo Carlo Bilotti, il Museo di Villa Torlonia (Casa delle Civette), la Centrale Montemartini e oggi altri stanno per aderire.

Tutti i musei si sono attrezzati per organizzare visite tattili-sensoriali, visite guidate con operatori specializzati, hanno dotato le opere di schede illustrative in braille o di brevi presentazioni in L.I.S. per gli utenti con disabilità uditiva.

Solo nel 2016 sono state effettuate circa 50 visite tattili sensoriali e quest'anno si è ampliata l'offerta aggiungendo alle visite mattutine appuntamenti pomeridiani con la prospettiva di estendere il progetto anche ai musei comunali.

Per ora sono programmate visite tattili fino al 31 marzo 2017 ma il progetto di accessibilità nei musei "L'arte ti accoglie" è ricco di appuntamenti fino a dicembre 2017. Vi consigliamo di tenere sotto controllo il sito dei Musei In Comune di Roma per essere sempre aggiornati sulle attività in programma.

Qui di seguito vi presentiamo i vari Musei che hanno aderito al progetto "Musei da toccare" o che in qualche modo si sono attivati per offrire ai visitatori con disabilità sensoriale un'esperienza di visita piena e soddisfacente.

MACRO - MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA. La Sala Multisensoriale è dotata di un percorso tattile permanente nel museo, corredato da schede descrittive che spiegano i quadri in L.I.S. L'intento è quello di avvicinare gli utenti con disabilità ad una fruizione dell'arte più esperita e percepita attraverso la materia, le forme, la gestualità...

MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI..Sempre per la serie "Musei da toccare", il Museo offre un percorso tattile permanente strutturato su due piani espositivi. Vengono organizzate visite guidate per non vedenti supportate dalla presenza lungo la visita di tavole didascaliche in braille e per ipovedenti.

In questo museo, per i visitatori con disabilità uditiva, si sta predisponendo una breve presentazione del nuovo museo in L.I.S, che verrà proiettata sia all'interno del museo stesso che nel suo sito web.

GALLERIA D'ARTE MODERNA. Fa sempre parte del circuito "Musei da toccare", inoltre al suo interno è stato allestito, da febbraio 2017, il progetto didattico InterGAM che consente l'esplorazione visiva di 26 capolavori del museo attraverso l'accostamento di immagini tramite dispositivi touch-screen (due di questi, tra l'altro, sono collocati su cavalletti ergonomici ad un'altezza raggiungibile da carrozzina). Nonostante l'essenza visiva del progetto si è pensata una modalità di fruizione possibile per i visitatori ipovedenti o non vedenti, i quali potranno ascoltare un file-audio con una descrizione delle opere.

MUSEO NAPOLEONICO. Anche il Museo Napoleonico offre visite tattili all'interno del programma "Musei da toccare" nelle quali utenti non vedenti possono entrare in contatto con una serie di sculture appositamente selezionate e schede descrittive dedicate.

CENTRALE MONTEMARTINI. Ha organizzato visite tattili nell'ambito del programma "Musei da toccare" e ha preparato anche delle schede relative alle opere adatte per questo tipo di percorso. Si è strutturato così un tipo di visita, corredato dalla presenza di didascalie in braille e di operatori specializzati che segue passo passo il visitatore disabile visivo nella conoscenza dell'arte.

MUSEO CARLO BILOTTI. Da tempo attento ai visitatori con difficoltà (anziani, persone con disabilità), il Museo Carlo Bilotti anche quest'anno propone visite tattili-sensoriali.

Ha aderito alla Biennale Arteinsieme promuovendo un'esplorazione multisensoriale delle sue opere e da quando fa parte del circuito "Musei da toccare" ha cercato di avvicinarsi sempre più alle esigenze del visitatore disabile sensoriale, stanziando finanziamenti per l'adattamento dei canali di comunicazione, la predisposizione di materiali informativi e l'integrazione di apparati didattici e supporti alla visita.

MUSEO CASINA DELLE CIVETTE. Anche questo museo, assieme al precedente e al Museo del Casino Nobile, ha aderito alla Biennale Arteinsieme e si è inserito nel progetto "Musei da toccare" offrendo la possibilità ai visitatori con disabilità visive di effettuare in autonomia visite guidate con la guida in braille.

Il Museo, poi, accoglie abitualmente visitatori con altri tipi di disabilità, da quella motoria a quella intellettiva, predisponendo guide con operatori specializzati, schede e materiali per l'occasione. In occasione della mostra Civettarte (in corso fino al 30 aprile 2017) sono state organizzate persino visite guidate gratuite per persone con Alzheimer.

MUSEI CAPITOLINI. È possibile compiere visite tattili grazie a particolari ausili disponibili: plastici in scala degli edifici, riproduzioni in scala di statue, pannelli tattili termoformati in rilievo e in linguaggio braille, libri in nero e in braille...

È stato avviato inoltre un percorso tattile permanente e un progetto di servizio civile improntato sulla disabilità visiva.

MUSEO SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO. Disponibile un percorso per non vedenti o ipovedenti su una scelta di opere con didascalie in braille che possono essere fatte oggetto di una "visita tattile". A disposizione, su richiesta, anche 4 volumi di "guide" del museo in braille, con testi e immagini a rilievo.

MUSEI IN VIA DI ACCESSIBILITÀ PER I DISABILI VISIVI. Il Museo Casal De' Pazzi e quello della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina si stanno attrezzando per offrire visite tattili o percorsi guidati per persone non vedenti o non udenti.

UN BENEFICIO PER TUTTI - Nell'ottica di mettere a proprio agio i visitatori non vedenti durante la loro visita, i Mercati di Traiano hanno predisposto un percorso tattile che oggi è permanente e grazie al progetto Archeoschool, un gruppo di classi ha realizzato testi informativi, un video pannello introduttivo e un totem contenente piante termoformate e didascalie in braille che oltre ad essere utili per visitatori ciechi sono state elaborate con una didattica che sia il più comprensibile possibile anche ai giovano studenti stranieri.

Per info: Tel 060608 - www.museiincomuneroma.it

Zètema Progetto Cultura - www.zetema.it

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Messaggero Veneto del 03-03-2017

"Vietato non toccare", ecco il museo per non vedenti

SAN DANIELE. Il Museo del territorio è tra i primi in regione ad avere un'intera sezione fruibile da non vedenti e ipovedenti. «Vietato non toccare» è il titolo del progetto espositivo della sezione archeologica appunto per chi ha problemi visivi e che sarà inaugurato martedì alle 18. La sezione è stata completamente realizzata dall'associazione "Vivi il Museo" che dal 2008 gestisce la struttura musiva della cittadina collinare in base a una convenzione sottoscritta con l'amministrazione comunale. «Siamo riusciti a creare un percorso - spiega il presidente di "Vivi il Museo" Euro Diracca - in cui sono presenti 17 oggetti tutti da toccare». Si tratta di due lastre di sarcofaghi originali, sei reperti ricostruiti in terracotta e nove stampe in 3D. Per questi ultimi è stata incaricata un'azienda sandanielese, la Gaia solution. «Per realizzare le stampe in 3D - spiega Luca Bodin di Gaia solution - abbiamo prima realizzato un dettagliato servizio fotografico per ogni oggetto da riprodurre e poi lo abbiamo stampato. Ciò ha permesso di non dover trattare i reperti autentici con le polveri solitamente utilizzate per le stampe a 3D tanto da non rovinare gli oggetti da un lato e di abbassare drasticamente i costi di realizzazione». Per gli oggetti in terracotta è stata realizzata una vera e propria ricostruzione. «Di quegli oggetti noi avevamo solo qualche piccolo frammento in terracotta - spiega Diracca - , abbiamo dunque completamente realizzato l'oggetto originale». A completare il percorso sono stati realizzati - collocandoli in corrispondenza di ogni oggetto - cartelli in braille per i non vedenti e su pannelli retroilluminati per gli ipovedenti. A unire il percorso poi è stata collocata una corda che, in corrispondenza di ogni oggetto, ha un anello con l'oggetto da toccare. «Un progetto assolutamente moderno che nasce per non vedenti e ipovedenti - evidenzia Diracca - , ma che tutti potranno sperimentare: toccare con mano gli oggetti è un modo assolutamente nuovo di fruire il museo». Un lavoro studiato e curato nei minimi dettagli. La parte scientifica è stata seguita dall'archeologa Tiziana Cividini: «Abbiamo consultato la sezione udinese dell'Unione italiana ciechi per poter rispondere al meglio alle loro esigenze». Gli oggetti che compongono il percorso, a esclusione delle due lastre di sarcofaghi, si possono prendere in mano e "vedere" in modo inconsueto anche per i normovedenti. «Tutti gli oggetti e le riproduzioni - riferisce Diracca - sono appoggiati, per cui si potranno raccogliere e tastare liberamente». All'inaugurazione di martedì prossimo, dopo il saluto delle autorità, il progetto sarà illustrato dalla curatrice Cividini, dal presidente Diracca e dal presidente della sezione udinese dell'unione italiana ciechi Rino Chinese.

di Anna Casasola

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Superando.it del 19-03-2017

Dove passa una persona con disabilità, passano tutti

di Simonetta Morelli*

CATANIA. C'è una tale intimità tra i Catanesi e Sant'Agata, una così diretta familiarità che non è sospettabile, eppure è vero, che la Festa dedicata alla Patrona della città etnea - dal 3 al 6 febbraio di ogni anno [il giorno di Sant'Agata è esattamente il 5 febbraio, N.d.R.] - sia un evento di rilievo internazionale. Dopo la Settimana Santa di Siviglia, infatti, e il Corpus Domini della città peruviana di Cuzco, quella di Sant'Agata è la festa cristiana più importante del mondo per numero di presenze.

Tutto ciò che è derivato nei secoli dall'amore sconfinato dei Catanesi per la loro "Santuzza" è di un tale spessore che dal 2002 la Festa gode della protezione dell'Unesco come «bene etno antropologico patrimonio dell'umanità».

Da ben dodici anni l'Associazione Come Ginestre cura l'allestimento di aree riservate di prim'ordine per permettere alle persone con disabilità motoria di assistere ai momenti salienti della Festa, comprese le processioni.

Quest'anno i portatori delle Candelore - enormi "cerei" contenuti in strutture artistiche pesantissime portate a spalla per voto - hanno indossato le magliette prodotte dall'Associazione, che inneggiavano a «Sant'Agata non per molti, ma per tutti» e hanno offerto ai devoti con disabilità la caratteristica annacata [omaggio fatto tramite una caratteristica andatura caracollante, N.d.R.]: un onore.

Della Festa di Sant'Agata ha parlato anche Ornella Sgroi su Il bello d'Italia, grande inchiesta del «Corriere della Sera» che racconta il Paese attraverso tutte le declinazioni della sua bellezza.

In un sontuoso articolo, Sgroi parla del ritorno di una grande tradizione catanese, interrotta intorno alla fine dell'Ottocento: la commissione di una composizione musicale inedita che celebri Agata nella tensione umana e nell'affetto più che nella devozione. Un evento che ha arricchito ulteriormente l'offerta culturale legata alla Festa, impegnando grandi talenti catanesi in una cantata potente e ispirata.

Eppure, sottolinea Sgroi, confortata dalle analisi dei professionisti del settore, «la Festa di Sant'Agata non riesce ancora a richiamare turismo (extrasiciliano) in modo autonomo e specifico, restando invece legata ad altri eventi o circuiti più ampi».

A questo punto ci chiediamo ancora una volta perché i luoghi a vocazione turistica, per rilanciare la propria economia, non facciano leva proprio sul turismo per tutti, sulla scorta del principio della "Progettazione Universale" sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità; un concetto che potrebbe riassumersi nello slogan: «Dove passa una persona con disabilità, passano tutti».

Si è stimato - vale la pena ricordare - che nel 2012 il turismo accessibile abbia prodotto un fatturato pari al 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) europeo: 786 miliardi di euro! E che abbia creato 9 milioni di posti di lavoro. Solo in Europa, ci sono più di 50 milioni di persone con disabilità che chiedono di partire insieme ai loro accompagnatori. Si stima infine che nel 2020 ci sarà una richiesta di 862 milioni di viaggi.

Eppure non ci si pensa! Un vero peccato per città come Catania, che negli ultimi anni si è arricchita di offerte di grande spessore pensate per favorire l'integrazione e la condivisione culturale e sociale tra visitatori con e senza disabilità.

Penso ad esempio al Polo Tattile Multimediale, evoluzione della Stamperia Regionale Braille, che dal 1978 produce i libri di testo per tutti gli studenti ciechi e ipovedenti dell'Isola. La Stamperia si occupa anche di trascrivere e stampare in Braille e a Large Print [a caratteri ingranditi, N.d.R.] testi extrascolastici e giornali a diffusione nazionale, oltre a produrre audiolibri e libri tattili polimaterici per bambini. Essa possiede inoltre un laboratorio che produce mappe tattili, disegni termoformati in rilievo, plastici e ausili che agevolano la vita quotidiana di chi non vede o vede poco. Parte di questi prodotti viene venduta in uno dei cinque siti del Polo, il negozio Frammenti di luce, unico in Italia a trattare esclusivamente articoli dedicati ai non vedenti, uno dei pochissimi in Europa.

E ancora, il Polo vanta un giardino sensoriale con un percorso che tutti possono provare (i visitatori vedenti verranno bendati e guidati a voce dai ciceroni). C'è poi un bar al buio, esperienza forte per visitatori vedenti, dove è possibile scambiare i ruoli affidandosi totalmente a Luca, che non vede, e rinfrancarsi con una bibita o un caffè. Al bar si arriva alla fine del percorso museale, vero e proprio viaggio attraverso la storia, l'arte, l'architettura, la cultura civica dei Paesi del Mediterraneo, con modalità di apprendimento miste grazie alle quali è possibile uno scambio alla pari tra persone che vedono e non. Il tutto all'interno di un meraviglioso palazzo del Settecento restaurato di recente, sede storica della Stamperia Regionale. Completa l'offerta il Polo Tattile itinerante, un moderno pullman che ovunque venga chiamato (piazze, scuole o altro) riproduce "in miniatura" tutte le esperienze che si vivono al Polo.

Vi è poi Officine Culturali, Associazione dall'offerta particolarmente ricca, che ha reso accessibile secondo standard museali uno dei luoghi più rappresentativi della bellezza architettonica e artistica catanese, vale a dire il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena.

«Il Monastero - spiega Francesco Mannino, presidente dell'Associazione - ha una capacità di narrazione storica straordinaria e per questo è al centro dei nostri progetti: attraverso la sua storia, infatti, si può raccontare quella della città».

Patrimonio dell'Unesco, questo complesso tardo-barocco, uno dei più grandi d'Europa, contiene una domus romana, due chiostri, il giardino botanico. Ha attraversato cambiamenti epocali segnati in particolare da due cataclismi: l'eruzione dell'Etna nel 1669 e il terremoto del 1693 con relative ricostruzioni. È anche sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, presenza, questa, che lo rende vivo e vissuto.

Allargare questa vivibilità ai cittadini e ai visitatori senza esclusione alcuna è la missione di Officine Culturali, che semmai tende a includere nei due sensi. Per esempio, le stazioni costituite lungo il percorso di visita ad uso dei visitatori ciechi o ipovedenti, sono registrate in audio dagli stessi studenti che in precedenza hanno partecipato alle attività didattiche costituite dentro il monastero. E per le persone sorde che lo richiedano c'è anche il servizio di interpretariato in LIS compreso nel prezzo del biglietto.

Sia il Polo Tattile Multimediale che il percorso di Officine Culturali meriterebbero ciascuno uno spazio a parte. Qui possiamo solo registrarne la bellezza intrinseca che rende Catania meta attraente, per tutti.

Testo già apparso in InVisibili, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo "Catania e il turismo per tutti che non vola". Viene qui ripreso - con alcuni riadattamenti al diverso contenitore - per gentile concessione.

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Superando.it del 29-03-2017

Se la cultura decide di aprirsi a tutti

I rappresentanti di molte prestigiose istituzioni museali del nostro Paese hanno partecipato nei giorni scorsi a Torino alla giornata di lavoro denominata "I musei verso una cultura dell'accoglienza", che ha sostanzialmente coinciso con l'approdo su scala nazionale del progetto "Operatori museali e disabilità", promosso cinque anni fa dalle Fondazioni CRT e Paideia del capoluogo piemontese, e che dopo avere formato oltre seicento operatori museali alla cultura dell'accoglienza per tutti i visitatori, si augura ora di essere replicato in altre Regioni italiane.

TORINO. «A cinque anni dal lancio del nostro progetto Operatori museali e disabilità, la partecipazione dei direttori di così tanti musei italiani ci rende molto soddisfatti per l'interesse suscitato a livello nazionale dal progetto, che ci auguriamo possa essere replicato anche in altre Regioni italiane, per favorire sempre di più l'inclusione attraverso la formazione degli operatori e garantire a tutti il diritto alla partecipazione alle attività museali e culturali in generale».

Viene commentata così, da Fabrizio Serra, direttore della Fondazione Paideia, la giornata di lavoro svoltasi nei giorni scorsi a Torino e denominata I musei verso una cultura dell'accoglienza (se ne legga anche la nostra presentazione), iniziativa voluta per diffondere e promuovere su scala nazionale modelli organizzativi e gestionali che rendano i musei pienamente accessibili a tutti, in grado cioè di accogliere ogni visitatore, a partire da quelli con disabilità o con bisogni particolari.

Particolarmente nutrita la partecipazione di direttori e rappresentanti di molte importanti istituzioni museali italiane, dalla Pinacoteca di Brera all'Hangar Bicocca di Milano, dalla Fondazione Musei Civici di Venezia alle Gallerie dell'Accademia di Firenze, dal Museo di Santa Giulia di Brescia al Museo Nazionale di Ravenna, dal MACRO (Museo di Arte Contemporanea) di Roma al MAGA (Museo Arte Gallarate) di Gallarate (Varese).

Organizzata dalla Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), in partnership con la citata Fondazione Paideia, l'iniziativa ha coinciso sostanzialmente con l'approdo su scala nazionale del progetto Operatori museali e disabilità, già sopra menzionato da Serra, promosso anch'esso nel 2012 a Torino da CRT e Paideia, e che ha già formato oltre seicento operatori museali con corsi base e di secondo livello, incrementando in modo sostanziale le conoscenze e le competenze relazionali di chi lavora a contatto con il pubblico, indipendentemente dal grado gerarchico e dalla funzione ricoperta: dagli addetti alla biglietteria alle guide, dal personale di sala ai referenti delle attività didattiche per bambini, fino ai ruoli di direzione.

Alla presenza di psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, esperti di comunicazione e contando anche sulle testimonianze di famiglie in difficoltà, oltreché sulla presentazione di casi concreti, la giornata torinese ha fatto registrare il giusto mix di ingredienti in grado di rendere una visita culturale pienamente appagante per tutti i visitatori: accoglienza, attenzione alla comunicazione e cura della relazione sono infatti i fattori-chiave al centro dei nuovi modelli organizzativi e gestionali, ancor prima che strutturali, per rendere la cultura un'esperienza "per tutti" e "di tutti".

«Abbattere le barriere culturali - sottolinea in tal senso Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione CRT - che sono ingombranti tanto quanto quelle architettoniche, è un passo importante per aprire realmente i luoghi d'arte a tutti. La nostra Fondazione, da sempre in prima linea per promuovere i valori della piena accessibilità e dell'inclusione sociale, ha sperimentato sul territorio locale un progetto innovativo di formazione del personale museale che può diventare una buona pratica a livello nazionale: attraverso un cambiamento diffuso di mentalità, infatti, tutti i musei possono farcela ad accogliere al meglio i visitatori con disabilità».

La nuova edizione di Operatori museali e disabilità è ora in programma per i prossimi mesi, a partire da maggio e fino a novembre, presso la sede di Paideia (Via San Francesco d'Assisi, 42/g, Torino), con quattro corsi base e intensivi rivolti a operatori provenienti da musei del Piemonte e di tutta Italia, seminari di approfondimento sulle tecniche di progettazione delle attività didattiche e percorsi laboratoriali di secondo livello per l'accoglienza di persone con disabilità.

Da segnalare infine anche la disponibilità dell'omonimo volume (Operatori museali e disabilità, appunto, con il sottotiolo Come favorire una cultura dell'accoglienza, Roma, Carocci Faber, 2017), firmato da Fabrizio Serra, Franco Tartaglia e Silvio Venuti, con postfazione di Roberta Caldin e un contributo di Gabriella Damilano, libro che analizza i risultati e i contenuti del progetto, con uno spazio dedicato alla voce degli operatori dei musei protagonisti dell'esperienza formativa, fornendo un prezioso contributo a tutte le istituzioni museali sul piano dell'organizzazione interna e dell'immagine pubblica. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa Fondazione Paideia (Marco Buccino), mbuccino@glebb-metzger.it.

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L'agenda: appuntamenti del mese di APRILE

- 2 Sezione di Varese: Assemblea Ordinaria dei Soci

- 8

a) Sezione di Como: Assemblea Ordinaria dei Soci

b) Sezione di Lecco: Assemblea Ordinaria dei Soci

c) Sezione di Sondrio: Assemblea Ordinaria dei Soci

- 9

a) Sezione di Bergamo: Assemblea Ordinaria dei Soci

b) Sezione di Pavia: Assemblea Ordinaria dei Soci

- 13 Riunione Direzione Nazionale UICI

- 22

a) Sezione di Brescia: Assemblea Ordinaria dei Soci

b) Sezione di Lodi: Assemblea Ordinaria dei Soci

c) Sezione di Mantova: Assemblea Ordinaria dei Soci

- 27 Conferenza Stampa di presentazione dei servizi "SpazioDisabilità InFormAzioni Accessibili" e "Lombardia Facile"

- 29

a) Riunione Coordinatori commissioni Nazionali

b) Sezione di Cremona: Assemblea Ordinaria dei Soci

c) Sezione di Monza: Assemblea Ordinaria dei Soci

- 29/30 Riunione Consiglio Nazionale UICI

- 30 Sezione di Milano: Assemblea Ordinaria dei Soci

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