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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Luglio 2016

SOMMARIO

SINTESI DEI LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI: SEDUTA DEL 18 GIUGNO 2016

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è riunito in seduta ordinaria sabato 18 giugno 2016, presso la propria Sede a Milano in via Mozart 16, il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

La seduta si è aperta alle ore 9.40 col saluto ai presenti del Presidente Stilla; all'appello risultavano assenti i Consiglieri Aronica, Bondio, Fiordalisi, Lisi, Livraghi, Mazzetti e Signorini; Fabrizio Guarisco, in qualità di Vicepresidente della Sezione di Pavia, sostituiva il Presidente Egidio Carantini.

Oltre ai Consiglieri presenti, partecipavano ai lavori la Componente la Direzione Nazionale Katia Caravello, il Coordinatore del Comitato Regionale Giovani Pietro Palumbo, il Consigliere Delegato della Sezione di Pavia Fabio Confalonieri, la Responsabile delle attività riabilitative promosse dall'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia Silvia Marzoli e il Consigliere della Sezione di Brescia Giordano Nember. Assisteva inoltre il dott. Roberto Aroldi in qualità di Segretario verbalizzante.

Approvato all'unanimità il verbale relativo alla seduta consiliare del 2 aprile u.s., il Consiglio ha ratificato le delibere adottate dalla Presidenza, aventi rispettivamente ad oggetto la trasformazione della Commissione Regionale Turismo Sociale e Fruizione dei Beni Culturali in Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale, la gestione dei rapporti di lavoro in essere inerenti 2 unità di personale, l'attribuzione di un incarico esterno nell'ambito del progetto relativo alla banca dati anagrafica Soci, la collaborazione e e la concessione del patrocinio all'evento "Cento Voci per l'Estate" e il sostegno alla F.A.N.D. (Federazione Associazioni Nazionali Diabetici) e alle iniziative da questa condotte al fine di sensibilizzare i produttori affinchè vengano realizzati ed immessi sul mercato dispositivi medicali accessibili alle persone diabetiche con disabilità visiva.

Giunti al punto 3 dell'ordine del giorno, la Presidenza ha riferito quanto segue:

1. il 4 aprile ed il 6 maggio uu.ss., presso la Sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione, si sono svolti 2 incontri ai quali hanno preso parte le Associazioni aderenti alla F.A.N.D. (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) Lombardia e le ulteriori 2 Associazioni beneficiarie del contributo previsto dalla Legge Regionale 1/2008, ossia l'A.N.M.I.G. (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra) e l'A.N.F.C.D.G. (Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra). Durante i predetti incontri ci si è confrontati sui parametri per la concessione del contributo in oggetto giungendo ad una proposta condivisa, volta a rendere maggiormente rilevanti gli orari di sportello garantiti e l'effettiva disponibilità della segreteria a favore dei Soci. La Presidenza Regionale dell'Unione, a seguito dei suddetti incontri, è stata incaricata di condurre le iniziative necessarie e di rappresentare le esigenze delle 7 Associazioni interessate in sede di confronto con Regione Lombardia. In seguito ha avuto luogo un terzo incontro, al quale hanno preso parte la Presidenza Regionale dell'Unione e l'Assessore Regionale al Reddito di Autonomia e all'Inclusione Sociale Giulio Gallera. Nell'occasione, oltre ad approfondire la discussione per quanto attiene i parametri per la concessione del predetto contributo la Presidenza Regionale dell'Unione, proseguendo nell'opera di sensibilizzazione attuata dalla stessa Unione, ha esposto all'Assessore Gallera la delicatissima situazione relativa ai servizi di supporto all'inclusione scolastica;

2. l'I.RI.FO.R. Lombardia, al fine di potenziare i propri servizi di attività riabilitativa, ha avviato un confronto con la Lega del Filo d'Oro al fine di giungere ad un protocollo d'intesa, che permetta all'I.RI.FO.R. Lombardia di avvalersi della consulenza degli operatori di quest'ultima, così da poter garantire alle famiglie un servizio aggiuntivo altamente qualificato e di indubbia utilità;

3. prosegue la collaborazione con la LE.D.HA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità). Oltre che le azioni volte a rivendicare il diritto all'istruzione, l'Unione della Lombardia è coinvolta in un progetto unitamente alla stessa LE.D.HA e all'A.N.F.A.S. (Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali) della Lombardia finalizzato alla presa in carico del soggetto, che verrà sottoposto alla valutazione della Fondazione CA.RI.P.LO;

4. il 12 aprile u.s., unitamente al Vicepresidente Flaccadori, la Presidenza Regionale ha partecipato ad un incontro presso Regione Lombardia nel quale, da parte dell'Unione, è stata ribadita la necessità di un potenziamento della formazione rivolta ai medici prescrittori di protesi ed ausili;

5. si stanno compiendo gli opportuni approfondimenti, al fine di individuare soluzioni che consentano di potenziare i servizi offerti dal Centro Regionale Tiflotecnico;

6. il 21 aprile u.s., grazie alla collaborazione del Consigliere Borella, la Presidenza Regionale ha partecipato ad un incontro con i vertici del CO.RE.COM. (Comitato Regionale per le Comunicazioni), nel quale si è discusso relativamente alle problematiche sovente riscontrate dagli utenti con disabilità visiva nell'interagire con i gestori telefonici. Si constata con piacere l'assoluta disponibilità mostrata dai funzionari presenti a valutare le richieste che verranno formulate in un apposito documento;

7. nelle scorse settimane si sono svolti 2 incontri, ai quali hanno preso parte i rappresentanti delle Associazioni aderenti alla F.A.N.D. (Federazione Nazionale fra le Associazioni delle persone con Disabilità) Lombardia, in occasione dei quali vi è stato un ampio confronto in merito ad alcuni problemi organizzativi riguardanti la Federazione e si è altresì discusso in merito al suo rilancio. A tal proposito, la Presidenza ha fortemente auspicato che la F.A.N.D. possa superare al più presto i suddetti problemi, intraprendendo un'azione motivata dall'unico intento comune che deve animare le Associazioni che vi aderiscono: la tutela in ogni ambito delle persone con disabilità e dei loro diritti;

8. il 7 maggio u.s. presso il Novotel di Brescia, a conclusione dei suoi primi 10 anni di attività, si è svolto un seminario sul servizio "Intervento Precoce" attivo a Brescia, al quale hanno partecipato relatori qualificati, molti operatori, nonché molte famiglie. La Presidenza rileva con un certo rammarico come, con gran sorpresa delle famiglie in primo luogo ma anche della stessa Presidenza Regionale, non fossero presenti Dirigenti Provinciali dell'Unione o di Enti collegati, salvo la Presidentessa della locale Sezione Sandra Inverardi, il Componente l'Ufficio di Presidenza Claudio Romano e la Consigliera Angela Mazzetti;

9. sono in corso le valutazioni tecniche, al fine di verificare la compatibilità del formato dei dati relativi all'anagrafica Soci predisposto dal Consulente dell'Unione della Lombardia con quello utilizzato dal software in possesso della Sede Centrale. Sempre relativamente alla banca anagrafica Soci, di concerto con il Consiglio Regionale dell'Unione del Piemonte, si sta predisponendo un documento da presentare alla Presidenza Nazionale, al fine di avanzare una serie di proposte finalizzate ad un miglioramento del software attualmente utilizzato dalla Sede Centrale, così da renderlo maggiormente rispondente alle esigenze delle Sezioni;

10. il 19 maggio ed il 14 giugno uu.ss., presso il Comune di Milano, si sono svolti 2 incontri in occasione dei quali si è discusso in merito alla piattaforma di e-learning "MilanoAccogliente" predisposta dallo stesso Comune in occasione dell'Esposizione Universale tenutasi lo scorso anno. Il Comune di Milano ha espresso la volontà di proseguire con le attività della suddetta piattaforma, che assumerà la denominazione di "Milano per Tutti" e sarà gestita dall'associazione temporanea di scopo che attualmente si occupa del servizio "SpazioDisabilità - InFormAzioni Accessibili";

11. il 21 e il 28 maggio uu.ss., presso la Sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione, si sono svolte 2 giornate formative rivolte agli operatori del servizio "Sportello Disabilità". Dalla Presidenza è giunto un forte invito a tutti i Dirigenti di quelle Sezioni presso le quali non è ancora attivo, affinchè attuino ogni sforzo al fine di poter offrire ai loro Soci il suddetto servizio il quale, dove adeguatamente approntato, ha dimostrato in tutta evidenza la sua validità. La Presidenza constata altresì con rammarico che, nonostante la delibera assunta all'unanimità dal Consiglio, si è registrata una scarsa partecipazione da parte dei dipendenti sezionali;

12. è in corso un confronto con Allianz Assicurazioni, al fine di valutare una proposta inerente la gestione del trattamento di fine rapporto del personale dipendente e servizi di consulenza finanziaria a favore delle Sezioni;

13. il 4 giugno u.s., presso la Sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione, si è svolto un incontro, in occasione del quale si è ampiamente discusso in merito alla riforma della Legge 113/1985. Dal suddetto incontro è scaturito un documento, che verrà trasmesso alla Presidenza Nazionale. La Presidenza Regionale auspica una maggior presenza dei Dirigenti Provinciali in occasione di incontri aventi ad oggetto tematiche così sentite dai Soci;

14. il 3 luglio p.v., presso il Castello Sforzesco di Milano, si terrà il gran concerto corale "Cento Voci per l'Estate", organizzato dall'Associazione Amici del Loggione e patrocinato dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione;

15. è in fase di definizione il documento relativo alle linee-guida inerenti gli standard per l'offerta dei servizi da parte dell'Unione della Lombardia e degli Enti collegati. Il suddetto documento, una volta ultimato, verrà sottoposto alla valutazione dell'Osservatorio Regionale sui Servizi e successivamente sarà presentato al Consiglio Regionale.

Terminate le comunicazioni della Presidenza Regionale, ha preso la parola la Componente la Direzione Nazionale Katia Caravello, la quale ha riferito al Consiglio circa le attività che attualmente vedono impegnati i vertici nazionali dell'Unione nei vari settori d'interesse. In particolare Caravello ha riferito quanto segue:

1. gli organi statali competenti hanno ufficialmente approvato lo Statuto Sociale dell'Unione scaturito dal 23° Congresso Nazionale;

2. si sta procedendo ad un attento esame della Legge approvata recentemente inerente il delicatissimo tema del "Dopo di noi";

3. il Vicepresidente Nazionale Stefano Tortini, unitamente alla Componente la Direzione Nazionale Angela Pimpinella, sta lavorando alla stesura di una proposta di legge afferente le problematiche relative alla sordo-cecità e alle minorazioni aggiuntive in generale;

4. si stanno svolgendo gli opportuni approfondimenti per giungere all' elaborazione di una proposta di legge volta ad introdurre l'audiodescrizione in tutti i film proposti nelle sale cinematografiche;

5. nei giorni 10 e 11 giugno uu.ss., la Direzione Nazionale ha partecipato all'Assemblea Regionale dei Quadri dell'Unione Siciliana e ad un incontro rivolto ai Soci. Sia l'Assemblea dei Quadri che il successivo incontro si sono svolti in un clima sereno e collaborativo;

6. l'8 giugno u.s. si è riunita la Consulta dei rappresentanti nominati dall'Unione e dei Soci dell'Unione nominati rappresentanti da altri Enti presso gli Istituti per ciechi, che ha discusso in merito alle linee-guida da seguire al fine di rilanciare l'attività di quegli Istituti attualmente in fase di stallo. Nella suddetta riunione è stata altresì ribadita l'assoluta necessità di vigilare con la massima attenzione affinchè, in seguito ad eventuali modifiche statutarie, non venga eliminata la rappresentanza riservata all'Unione in seno ai predetti Enti. A queste ultime considerazioni della Componente la Direzione Nazionale è seguito un breve ed incisivo intervento del Consigliere Delegato Masto, che ha espresso piena condivisione verso l'orientamento espresso dalla Consulta.

Terminate le comunicazioni della Componente la Direzione Nazionale, il Consiglio ha esaminato il ricorso proposto dalla Consigliera Pitrelli in qualità di Socio della Sezione di Lodi a seguito di presunte irregolarità riscontrate nelle operazioni di voto in occasione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci svoltasi l'11 aprile u.s.. Dopo un'ampia e serena discussione, esaminati attentamente i vari punti del ricorso medesimo, le deduzioni del Presidente Sezionale di Lodi Ennio Ladini e le controdeduzioni del Presidente di Assemblea Rodolfo Masto (presente all'Assemblea di Lodi in rappresentanza del Consiglio Regionale), non ravvisando alcuna irregolarità, il Consiglio ha respinto il ricorso. La Presidenza Regionale ha rivolto un sentito appello al Presidente della Sezione di Lodi Ennio Ladini e alla Consigliera della stessa Sezione Chiara Pitrelli ad attuare ogni sforzo cosicchè all'interno del Consiglio Sezionale, seppur all'interno di divergenze che nelle dinamiche naturali del confronto possono sempre esserci, si instauri un clima di collaborazione fattiva che abbia come unico scopo quello di rendere ai Soci il miglior servizio possibile.

Successivamente il Consiglio ha approvato il prospetto di rendicontazione sintetica relativo alle attività svolte dalle Sezioni Provinciali nell'anno 2015 predisposto dalla Segreteria Regionale e che verrà trasmesso a Regione Lombardia così come previsto dalla Legge Regionale 1/2008.

Giunti al punto 6 dell'ordine del giorno, sono stati approvati i seguenti progetti avanzati dalle Commissioni Regionali e dai Gruppi di Lavoro:

- Comitato Regionale Giovani: il Coordinatore Regionale Pietro Palumbo, dopo aver illustrato i contenuti del Documento elaborato dal Comitato, ha proposto l'organizzazione di un incontro per presentarlo ai Soci delle diverse Sezioni. Trattasi di un documento ricco di proposte, aventi lo scopo di creare quel dialogo fra la Dirigenza e i Soci più giovani, essenziale per rinsaldare il rapporto di questi ultimi con l'Unione e per gettare le basi di un percorso che valorizzi al meglio chi, fra i giovani, ha in animo di dare il proprio contributo all'operato dell'Associazione. Il Documento è stato ampiamente condiviso dal Consiglio e la Presidenza Regionale ha richiesto che, unitamente al Documento che verrà diffuso sotto forma di articolo, vengano diffusi anche i risultati della ricerca relativa al rapporto e alle aspettative dei Giovani verso l'Unione, condotta dalla prof.ssa Lara Orlando dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presentata lo scorso 27 febbraio presso il Consiglio Regionale;

- Commissione Regionale Pluridisabili: organizzazione di un seminario formativo di 3 giornate rivolto ai Rappresentanti Provinciali per le tematiche afferenti la pluridisabilità, ai Presidenti Provinciali, ai dipendenti sezionali e agli operatori attivi sul territorio. Nel predetto seminario verranno affrontate tematiche quali l'amministratore di sostegno, il tutore, la normativa attuale e verranno altresì fornite informazioni inerenti le risorse attualmente messe a disposizione da Regione Lombardia. E' inoltre previsto il coinvolgimento dei maggiori centri di riabilitazione operanti nell'area della pluridisabilità in ambito regionale. Dalla Presidenza è giunto un forte appello ai Presidenti Provinciali affinchè favoriscano il più possibile la partecipazione dei propri dipendenti in quanto, soprattutto per le famiglie dei bimbi con pluridisabilità, proprio questi ultimi rappresentano il primo contatto nel momento in cui si rivolgono all'Unione per ottenere informazioni. Il progetto viene approvato e viene stanziato un budget pari ad euro 2500;

- Commissione Regionale Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale: partecipazione dell'Unione della Lombardia con una propria delegazione all'edizione 2017 della Stramilano che si svolgerà il 19 marzo 2017. La predetta iniziativa ha già ricevuto il sostegno dell'Assessore Regionale allo Sport Antonio Rossi.

Terminata la discussione dei suddetti progetti, i lavori sono proseguiti con i riferimenti della Presidenza Regionale in merito alla 5° Giornata Regionale per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva, che si terrà l'8 dicembre 2016. Uditi i riferimenti, dopo un breve scambio di opinioni fra alcuni Consiglieri e la stessa Presidenza, il Consiglio ha votato all'unanimità a favore dell'organizzazione della suddetta iniziativa, estendendo la possibilità di aderirvi anche a quelle Sezioni facenti parte di altre Regioni che ne facciano richiesta, alle condizioni che verranno stabilite previa opportuni approfondimenti.

Giunti all'esame del punto 8 dell'ordine del giorno, il Consiglio ha discusso ampiamente in merito allo stato dell'arte relativo ai servizi di supporto all'inclusione scolastica. La Presidenza, in apertura della discussione, ha rivolto un accorato invito ai Dirigenti Provinciali affinchè agiscano con la massima intransigenza nei confronti degli Enti preposti, al fine di assicurare il rispetto di quanto disposto dall'importantissima sentenza emanata dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia a seguito del ricorso proposto da alcune famiglie assistite dalla Sezione dell'Unione di Milano. La Presidenza ha altresì rimarcato la fondamentale importanza dei servizi in oggetto e, vista la delicatissima fase che il dialogo con le Province sta attraversando, ha individuato nel dialogo fra le Sezioni e gli operatori sul territorio e nello stretto coordinamento fra i Dirigenti Provinciali e la Presidenza Regionale le linee-guida fondamentali che devono ispirare le azioni da condurre. Obiettivo fondamentale, oltre la continuità dei servizi, dovrà essere uno standard uniforme su tutto il territorio regionale, il loro non assoggettamento ai parametri ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) e andrà altresì profuso ogni sforzo al fine di ottenere che questi siano forniti da un unico ente erogatore sia per quanto concerne i servizi tiflo-pedagogici, la trascrizione dei libri di testo e gli ausili didattici, nonché il servizio di assistenza alla comunicazione.

La Provincia di Como sta svolgendo gli opportuni approfondimenti per avviare un progetto finalizzato all'erogazione dei servizi in oggetto, che vede il coinvolgimento diretto dell'Unione, mentre a Sondrio è in atto un confronto con la Provincia con il coinvolgimento diretto del Prefetto.

Per quanto concerne le altre Province, da un rapido confronto è emerso che, salvo Lecco, Mantova e Monza dove l'erogazione dei servizi sembrerebbe confermata anche per l'anno scolastico 2016-2017, altrove vi è ancora una situazione in totale divenire.

Dopo aver dato mandato alla Presidenza di approntare il progetto da presentare per l'adesione al Fondo di Solidarietà istituito dalla Presidenza Nazionale per l'anno 2016, il Consiglio ha adottato le seguenti delibere di carattere amministrativo:

1. viene raccomandato a tutti i Dirigenti Provinciali di collaborare nella maniera più attiva al fine di organizzare presso tutte le Sezioni le dimostrazioni dei prodotti offerti dal Centro Regionale Tiflotecnico, così da valorizzare al massimo i servizi offerti da quest'ultimo;

2. viene approvato il rendiconto relativo alla 4° Giornata Regionale per il Turismo Sociale svoltasi a Monza il 14 maggio u.s.;

3. viene ratificata la convenzione sottoscritta con il Comune di Milano, finalizzata alla prosecuzione dell'offerta dei servizi relativi alla piattaforma "MilanoAccogliente" realizzata lo scorso anno nell'ambito delle iniziative riconducibili al portale "Expofacile" e ora divenuta "Milano per Tutti".

Sono state altresì adottate le seguenti delibere organizzative:

1. viene indetta per il 14 luglio la fase regionale del Campionato Nazionale di Scopone Scientifico.

Non essendovi altri argomenti da discutere, alle ore 13.25 il Presidente Stilla ha dichiarato chiusa la seduta.

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Giornale UICI del 07-06-2016

Curiosando nel Braille - VIII Edizione

di Pietro Piscitelli

Sabato 21 maggio u.s., in una sala gremita di alunni insegnanti e famigliari si è tenuta, presso Urban Center - Binario 7 a Monza, la Cerimonia di Premiazione dell'Ottava edizione del Concorso "Curiosando nel Braille".

Questa manifestazione annuale, vede impegnati gli alunni delle Scuole, di ogni ordine e grado della Città di Monza e della Provincia di Monza e della Brianza.

In questa ottava edizione gli alunni che hanno visitato la Biblioteca, sono stati chiamati a descrivere con lavori singoli e con qualsiasi modalità espressiva, (testo scritto, disegno, servizio fotografico, ecc.), questa loro esperienza che li ha portati a contatto con i non vedenti.

Una commissione composta da un componente della Biblioteca Italiana per i Ciechi, da un rappresentante dell'Assessorato all'Istruzione di Regione Lombardia, da un rappresentante della Provincia di Monza e Brianza, da un rappresentante del Comune di Monza e da un rappresentante dell'Ufficio Provinciale Scolastico di Monza e Brianza, si è riunita nel mese di aprile, per visionare gli 85 elaborati pervenuti e scegliere i 9 lavori da premiare.

Il dipendente Cattani Massimiliano ha letto i giudizi dei lavori premiati che sono stati letti in sala dalla dipendente Sig.ra Loretta Agostoni.

I premi sono in buono acquisto libri.

Risultano vincitori:

Scuola Primaria:

Primo Premio: La Classe 5 E - Scuola Primaria Pubblica "Koinè" - Monza;

Secondo Premio: Gaia Calvo - Classe 4 B - Scuola Primaria Pubblica "Omero" - Monza;

Terzo Premio: Greta Natalie Meroni - Classe 4 A - Scuola Primaria Pubblica "Kennedy" - Varedo.

Scuola Secondaria di I° grado:

Primo Premio: Elisa Bonalumi, Anna Battaia, Simone Vercesi e Gabriele Comandè - Classe 2 A - Scuola Media Pubblica "Ardigò" - Monza;

Secondo Premio: Giuseppe Adragna - Classe 1 E - Scuola Media Pubblica "L. da Vinci" - Seveso;

Terzo Premio: Sara Casto - Classe 1 A - Scuola Media Pubblica "L. da Vinci" - Seveso;

Menzione Speciale anche se non premiata degna di nota è la proposta di Beatrice, Laura e Francesca della classe 2 A - Scuola Media Pubblica "Ardigò" - Monza.

Scuola Secondaria di II° grado:

Primo Premio: Chiara Citterio - Classe 2 LES - Ist. Paritario "Maddalena di Canossa" - Monza;

Secondo Premio: Sara Spinelli - Classe 2 LES - Ist. Paritario "Maddalena di Canossa" - Monza;

Terzo Premio: La Classe 3 A- Ist. Paritario "Collegio Bianconi" - Monza.

Complessivamente grande è stata la partecipazione al Concorso, a cui hanno partecipato 7 scuole, con 16 classi per un totale di 341 alunni che hanno visitato la Biblioteca.

Alla Manifestazione erano presenti:

Il Presidente della Biblioteca Prof. Pietro Piscitelli, che ha sottolineato nel Suo saluto il valore del Braille;

Il Senatore On.le Andrea Mandelli, il quale si è impegnato a sostenere anche per il prossimo futuro, finanziamenti in favore della Biblioteca;

L'Assessore alla Cultura del Comune di Monza Dott.ssa Francesca Dell'Aquila, si è soffermata sul valore della Cultura con particolare riferimento a quella dei non vedenti;

La Consigliera delegata all'Istruzione della Provincia di Monza e della Brianza Dott.ssa Orietta Vanosi, ha portato i saluti dell'Amministrazione Provinciale;

La Referente per le disabilità dell'Ufficio Provinciale Scolastico di Monza e della Brianza, Dott.ssa Maristella Colombo nel Suo intervento si è soffermata sull'attenzione del suo ufficio verso i disabili in generale in particolare sulla cultura degli alunni videolesi;

La Dott.ssa Maria Rita Zaldini, membro del CdA della Biblioteca, ha portato i saluti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;

Il Presidente del Collegio Sindaci Revisori Dott. Piero Luigi Corbella, che ha sostenuto ancora una volta il Suo impegno per la Biblioteca;

Il dott. Di Donato Umberto, che si è dichiarato lieto per il lavoro svolto, quale Presidente della Commissione Giudicatrice.

Le stesse autorità hanno poi a turno consegnato il premio ai vincitori.

Il Presidente, a fine manifestazione, ha ringraziato i dipendenti intervenuti alla manifestazione, ed in particolar modo il Capo Ufficio Franco De Ponti che si è adoperato moltissimo durante le visite guidate degli alunni presso la Biblioteca. Ha inoltre auspicato che per il futuro il Concorso Curiosando nel Braille possa valicare i confini della Provincia e proiettarsi sull'intera Regione Lombardia.

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Tratto dal notiziario della sezione uici di mantova del 06-06-2016

Mirella Gavioli insignita del titolo paul harris fellow

Carissimi soci ed amici, lo scorso mercoledì 1° giugno, sono stata onorata ospite del Rotary club Mantova Postumia che, in occasione di un evento attivato a favore di numerosi disabili e delle loro famiglie gestito direttamente da volontari appartenenti a vari Rotary club del nostro territorio, ha inteso conferire alla mia persona e alla Presidente delll'associazione UILDM Serena Mortari, La PHF rilasciata in memoria del fondatore Paul Harris Fellow, che rappresenta il più alto riconoscimento per chi si è particolarmente distinto, con la propria professione e con la propria testimonianza, a contribuire al diffondersi della comprensione e delle relazioni fra gli esponenti delle varie attività.

Dalle mani del presidente Remigio Monfardini, oltre che la spilla simbolo, ho ricevuto l'attestato di cui desidero condividere i contenuti con tutti voi:

"la fondazione del Rotary International, attribuisce a Mirella Gavioli il titolo di Paul Harris Fellow, in segno di apprezzamento e riconoscenza per il suo tangibile e significativo apporto nel promuovere una miglior comprensione reciproca, ed amichevoli relazioni fra popoli di tutto il mondo, con la seguente motivazione: "Pregevole è l'attività svolta a favore di coloro che hanno bisogno dell'aiuto dell'associazione presieduta, condividendone con senso del dovere e della responsabilità, i disagi della disabilità, con forte dedizione ed attenzione alla tutela ed alla considerazione della diversità".

Con questa significativa attestazione che naturalmente estendo a tutti coloro che a vario titolo si impegnano con me ogni giorno per il bene della nostra Associazione e che dedico a tutti coloro che ne fanno parte, ringrazio di vero cuore l'amico Remigio e tutti gli amici Rotariani per la stima vicendevole e per il senso di amichevole unitarietà che, con i loro gesti concreti, arricchiscono il nostro mondo di piccoli grandi opportunità, valorizzando soprattutto la disabilità.

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Giornale UICI del 27-06-2016

La fortuna è cieca

di Mario Barbuto

La lunga maratona dell'Unione nelle città italiane

Il 25 giugno scorso è accaduto qualcosa di nuovo, di eccezionale per la nostra Unione!

Tutti insieme, tutti nello stesso momento, in tutta Italia, ci siamo offerti al pubblico per allacciare e intrattenere quel dialogo con la cittadinanza che rimane l'essenza stessa di ogni nostra azione e che costituisce il cosiddetto "lievito madre" di ogni nostra iniziativa.

Centinaia di dirigenti associativi, di volontari, di collaboratori, nelle piazze e nei luoghi più frequentati delle città italiane, hanno portato tra la gente la presenza e la parola dell'Unione; hanno mostrato e raccontato il nostro impegno e il nostro lavoro; hanno offerto e dato in dono alcuni tra i nostri servizi più preziosi legati alla protezione della vista e dell'udito, all'assistenza scolastica, alla mobilità, all'orientamento, alle attività sportive di base.

Man mano che procedevamo nei nostri collegamenti radio con le varie città d'Italia, non credevamo alle nostre orecchie, mentre saliva l'emozione per quel fenomeno straordinario che si stava materializzando dinanzi a noi:

sì, c'eravamo proprio tutti!

Da Bolzano a Palermo, da Cagliari a Milano, a Salerno, Campobasso, Siena, Reggio-Emilia, Catanzaro, Como, Biella, Vicenza, Isernia, Pesaro, Genova, Ascoli, Avellino, Ferrara, Livorno, Asti, Ravenna...

E poi tanti, tanti altri luoghi ancora... In una girandola di collegamenti e di presenze, a testimoniare un lavoro intenso e un impegno straordinario.

Tra le tante voci, da ogni piazza, centro commerciale, stabilimento balneare, si sono inserite nel corso della giornata le testimonianze autorevoli di amici giornalisti, di esponenti del mondo dell'associazionismo sportivo come UISP e Lega Calcio dilettanti.

E poi quel collegamento con Felice Facchetti nel corso del quale abbiamo raccontato dell'impegno della Lega Calcio di serie A in favore della causa dei ciechi e degli ipovedenti italiani: la seconda giornata del campionato di serie A 2016-2017, infatti, darà visibilità all'Unione con striscioni e annunci speciali prima della partita e con i Capitani delle due squadre in uscita dagli spogliatoi per mano a bambini e ragazzi non vedenti, per riaffermarne il Diritto all'uguaglianza delle opportunità, in particolare nelle pratiche sportive, come tutti gli altri loro coetanei.

Con il procedere della giornata, con il sovrapporsi e l'aggiungersi delle voci, delle proposte, delle idee, delle iniziative, ci si rendeva conto che la vendita dei biglietti della nostra lotteria nazionale Louis Braille, certo importantissima e oggetto principale dell'iniziativa, assumeva comunque il vero senso che volevamo darle: una occasione, un pretesto, una opportunità per uscire dal guscio, per stare in mezzo alla gente, per dare forma e continuità a quel rapporto solidale con chi vive ogni giorno accanto a noi e magari, a volte, manca dell'informazione sufficiente a fargli cogliere la diversità e la differenza.

Facciamoci conoscere! Facciamoci vedere!

Facciamo della nostra causa e delle nostre difficoltà, non tanto un limite, ma piuttosto una opportunità, una ragione per vivere, per sfidare il buio e l'isolamento, per imparare a stare in mezzo agli altri, vivendo i problemi di tutti e portando le nostre specificità.

Una lezione ci viene dall'esperienza esaltante del 25 giugno: la forza dell'Unione risiede nella sua capacità di misurarsi tra la gente, di dialogare con la gente.

Una conferma ci viene dall'esperienza esaltante del 25 giugno: la forza dell'Unione risiede nella sua presenza compatta e determinata; nell'unità degli intenti e degli obiettivi; nell'entusiasmo contagioso e coraggioso dei suoi dirigenti in ogni angolo d'Italia.

Una lezione e una conferma che testimoniano ancora una volta la forza della nostra storia centenaria, insieme alla fiducia nel nostro futuro, segnato dall'umiltà dell'impegno di noi tutti, continuatori dell'opera del nostro Padre Fondatore Aurelio Nicolodi, dal 1920 al servizio di un sogno.

Mario Barbuto - Presidente Nazionale

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Vita.it del 07-06-2016

Diritto allo studio per gli alunni con disabilità: 100 milioni stanziati, zero euro arrivati

I 30 milioni stanziati nel luglio scorso? Il riparto c'è ma ancora non sono arrivati. I 70 milioni per il 2016? Arriveranno ad anno scolastico iniziato. Intanto c'è ancora incertezza e rimpallo di responsabilità su chi debba attivare e garantire i servizi di assistenza e trasporto per gli alunni con disabilità, prima in capo alle province. Ledha rilancia la campagna "Vogliamo andare a scuola".

MILANO. Le vacanze scolastiche stanno per iniziare, ma i tre mesi che ci separano all'inizio dell'anno scolastico 2016-2017 sono un soffio dal punto di vista dell'organizzazione dei servizi. Invece anche quest'anno gli alunni con disabilità e le loro famiglie si ritrovano invischiati nell'incertezza, nella confusione e nel rimpallo di responsabilità. Anche quest'anno non si sa con certezza se e quando gli alunni con disabilità avranno quei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza ad personam e trasporto che realizzano il loro pieno diritto allo studio. Si tratta di servizi storicamente in capo alle provincie, che nei cambiamenti messi in atto dalla legge Delrio, quella che ha "chiuso" le Province, sono stati "dimenticati" per strada: poiché la legge non dice a chi toccano quelle "funzioni non fondamentali" che le province svolgevano, nessuno se ne assume l'onere. Come preannunciato dalle famiglie e dalle associazioni di disabili, Ledha in primis, a settembre 2015 l'avvio della scuola fu un percorso ad ostacoli, tra rimpalli di responsabilità e diffide.

In questi mesi Governo e Parlamento hanno cercato di mettere una toppa al problema con 30 milioni di euro per l'anno 2015 stanziati a luglio 2015 e altri 70 milioni per il 2016 stanziati in legge di stabilità, andando a definire una volta per tutte che le funzioni relative all'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali sono attribuite alle Regioni a decorrere dal 1 gennaio 2016, fatte salve le disposizioni legislative regionali che alla predetta data già prevedono l'attribuzione delle predette funzioni alle province, alle città metropolitane o ai comuni, anche in forma associata: nonostante questo, siamo ancora nell'incertezza.

La Città Metropolitana di Milano, ad esempio, non ha ancora dato avvio alla richiesta di attivazione dei servizi educativi e di trasporto per gli alunni con disabilità. Lo scorso 25 maggio ha annunciato di voler censire il fabbisogno degli studenti con disabilità del territorio chiedendo alle famiglie di consegnare "in tempi brevi" alla scuola frequentata dai figli la stessa documentazione che viene presentata per la richiesta dell'insegnante di sostegno (ovvero verbale di individuazione di alunno in situazione di disabilità e Diagnosi funzionale). «Dal documento emerge ancora una volta il rimpallo di responsabilità in merito all'individuazione dell'ente che deve fornire servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza ad personam e trasporto per gli alunni con disabilità», spiega Ledha.

Città Metropolitana infatti scrive che la rilevazione sul fabbisogno viene effettuata «in attesa della compiuta individuazione da parte di Regione Lombardia dell'Ente al quale competono le funzioni in materia di inclusione scolastica e al conseguente trasferimento delle risorse economiche necessarie alla copertura dei costi», ma in realtà «tale individuazione è già stata fatta», afferma Laura Abet, avvocato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi. «Regione Lombardia ha confermato con due proprie leggi (L.R. 19/2015 e 32/2015) agli Enti di area vasta (ex Province e Città Metropolitana di Milano) le competenze in merito ai servizi di assistenza e trasporto per alunni e studenti con disabilità, quindi non si comprende come si possa fare una simile affermazione. Dietro un presunto problema di competenze, si nasconde il problema delle risorse».

Ecco, i fondi. I finanziamenti regionali erano stati erogati in via "straordinaria" solo per il 2015, mentre quelli statali non sono ancora pervenuti. I 30 milioni di euro per il 2015 (il riparto è stato pubblicato in GU il 16 febbraio) sono stati stanziati ma non ancora incassati, mentre i 70 milioni di euro per il 2016 verosimilmente arriveranno ad anno scolastico 2016-2017 già iniziato. «Occorre un'azione di protesta decisa che coinvolga il maggior numero di famiglie possibile. Solo questo può smuovere l'inerzia delle istituzioni tutte - Stato, Regione, Province e Città Metropolitana - e indurle a interrompere il ping pong delle responsabilità, per prendere decisioni concertate, stabili e durature, che rispettino il pieno diritto delle persone con disabilità all'istruzione», afferma Donatella Morra, referente di LEDHA Scuola. Proprio nei giorni scorsi infatti Ledha ha rilanciato la campagna "Vogliamo andare a scuola!", già promossa lo scorso anno scolastico, invitando le famiglie a inviare lettere/diffida alla Città Metropolitana per chiedere l'attivazione dei servizi di assistenza e trasporto: l'anno scorso in conseguenza di quella campagna, fra l'altro, la Provincia di Pavia pagò per intero il costo per i servizi di assistenza ad personam a due ragazzi con gravi disabilità che, grazie e con il supporto di Ledha avevano presentato ricorso in tribunale.

«Nuovamente le famiglie di studenti e ragazzi con disabilità si ritrovano nella situazione di non sapere se e in quali modalità verranno attivati i servizi di assistenza e trasporto a cui hanno diritto per poter andare a scuola al pari dei loro compagni di classe», commenta Alberto Fontana, presidente di Ledha: «Questa situazione è inaccettabile, la normativa parla chiaro: quei servizi sono essenziali per garantire il diritto allo studio ad alunni e studenti con disabilità. Tocca alle istituzioni risolvere il problema, stanziando alle Province e alla Città Metropolitana le risorse necessarie».

di Sara De Carli

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Superando.it del 08-06-2016

Scuola: quell'inaccettabile ping pong sui servizi

MILANO. «A poco più di tre mesi dall'inizio dell'anno scolastico 2016-2017, la Città Metropolitana di Milano non ha ancora dato avvio alla richiesta di attivazione dei servizi educativi e di trasporto per gli alunni con disabilità. E tuttavia, con una nota del 25 maggio scorso, annuncia di voler censire "il fabbisogno degli studenti con disabilità del territorio" e per raggiungere questo obiettivo chiede il coinvolgimento delle famiglie, che sono invitate a consegnare "in tempi brevi" alla scuola e agli istituti frequentati dai figli la stessa documentazione che viene presentata per la richiesta dell'insegnante di sostegno, ovvero il Verbale di Individuazione di Alunno in Situazione di Disabilità e la Diagnosi Funzionale. Ebbene, da tale documento emerge, ancora una volta, il rimpallo di responsabilità in merito all'individuazione dell'ente che deve fornire i servizi di assistenza alla comunicazione, l'assistenza ad personam e il trasporto per gli alunni con disabilità. La rilevazione sul fabbisogno, scrive infatti la Città Metropolitana, viene effettuata "in attesa della compiuta individuazione da parte di Regione Lombardia dell'Ente al quale competono le funzioni in materia di inclusione scolastica e al conseguente trasferimento delle risorse economiche necessarie alla copertura dei costi" ».

È quanto si legge in una nota della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH e per la quale Laura Abet, avvocato del Centro Antidiscriminazione "Franco Bomprezzi" della stessa LEDHA, sottolinea come «in realtà tale individuazione sia già stata fatta». «La Regione Lombardia - dichiara infatti - ha confermato con due proprie Leggi (Leggi Regionali 19/15 e 32/15) agli Enti di Area Vasta (ex Province e Città Metropolitana di Milano) le competenze in merito ai servizi di assistenza e trasporto per alunni e studenti con disabilità. Quindi non si comprende, da un punto di vista strettamente legato alla gerarchia delle fonti, come si possa fare una simile affermazione. Dietro un presunto problema di competenze, pertanto, altro non si può nascondere che il problema delle risorse».

«Ecco perché - secondo Donatella Morra, referente di LEDHAscuola - occorre un'azione di protesta decisa» e il riferimento è segnatamente al recente rilancio della campagna LEDHA Vogliamo andare a scuola!, iniziativa degna di essere presa a modello anche in altre Regioni, come avevamo sottolineato qualche giorno fa, ricordando ad esempio l'analoga azione attuata dalla FISH Campania, per chiedere appunto alle Province e alla Città Metropolitana di Milano di attivare tempestivamente e in maniera completa i servizi necessari a garantire il diritto allo studio per alunni e studenti con disabilità.

In tal senso Morra ribadisce l'invito alle famiglie a inviare alla Città Metropolitana di Milano le lettere/diffida di cui la LEDHA ha proposto un facsimile, perché «solo un'azione di protesta decisa, che coinvolga il maggior numero di famiglie possibile, può smuovere l'inerzia delle Istituzioni tutte (Stato, Regione, Province e Città Metropolitana) e indurle a interrompere il ping pong delle responsabilità, prendendo decisioni concertate, stabili e durature, che rispettino il pieno diritto delle persone con disabilità all'istruzione».

«Resta per altro aperta - si legge ancora nella nota della LEDHA - la questione dei costi. Infatti, i finanziamenti regionali - erogati in via "straordinaria" solo per il 2015 - sono fermi al palo, mentre quelli statali a Province e Regioni non sono ancora pervenuti. Si tratta di 30 milioni di euro per il 2015 (stanziati ma non ancora incassati) e 70 milioni di euro per il 2016 che, verosimilmente, arriveranno ad anno scolastico 2016-2017 già iniziato».

Di fronte a tale situazione, particolarmente duro è il commento di Alberto Fontana, presidente della LEDHA, che dichiara: «Manca poco all'inizio delle vacanze estive e nuovamente le famiglie di studenti e ragazzi con disabilità si ritrovano nella situazione di non sapere se e in quali modalità verranno attivati i servizi di assistenza e trasporto cui hanno diritto per poter andare a scuola al pari dei loro compagni di classe. Questa situazione è inaccettabile. La normativa parla chiaro: quei servizi sono essenziali per garantire il diritto allo studio ad alunni e studenti con disabilità. Tocca quindi alle Istituzioni risolvere il problema, stanziando alle Province e alla Città Metropolitana le risorse necessarie». (S.B.)

Per ulteriori informazioni approfondimenti: Ufficio Stampa LEDHA (Ilaria Sesana), ufficiostampa@ledha.it.

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Agenzia AdnKronos del 11-06-2016

Milano, torna a vedere dopo 15 anni grazie all'occhio bionico

Nicola, 50 anni, centralinista in una grande multinazionale, da 15 anni viveva al buio per una grave forma di retinite pigmentosa che gli aveva tolto la vista. Ora ha ritrovato la luce, grazie all'impianto di una protesi epiretinica made in Usa - il cosiddetto 'occhio bionico' della linea Argus* - eseguito all'ospedale San Paolo di Milano dall'équipe guidata da Luca Rossetti, direttore della Clinica oculistica della struttura e docente all'università Statale. In sala operatoria anche Fabio Patelli, Leonardo Colombo e Tommaso Nuzzo, che hanno concluso in appena 2 ore un intervento complesso, senza complicanze. "Quando ho illuminato i miei due bimbi e le persone a me più care la gioia è esplosa. Sono rinato a 50 anni, anche se so che il lavoro di riabilitazione è ancora lungo e faticoso", dichiara il paziente.

L'intervento - spiegano dalla Statale - è stato possibile anche grazie alla donazione dell'impianto da parte dell'Associazione Retinitis Onlus e al suo presidente Gaetano Savaresi, che da sempre supporta la Clinica oculistica del San Paolo. La protesi epiretinica di invenzione californiana ridona la luce a pazienti diventati ciechi a causa della retinite pigmentosa, permettendo di riconoscere sagome con una visione di luce in scala di grigi, dettata dall'attivazione di 60 pixel che compongono un chip appoggiato in sede maculare vicino al nervo ottico.

Secondo quanto descritto da Second Sight, l'azienda che commercializza Argus, il sistema sfrutta la stimolazione elettrica per bypassare le cellule morte della retina e 'risvegliare' quelle ancora vitali, inducendo una percezione visiva in persone con grave o profonda degenerazione retinica esterna. La tecnologia funziona convertendo le immagini catturate da una videocamera in miniatura montata su occhiali indossati dal paziente in una serie di piccoli impulsi elettrici, che vengono trasmessi in modalità wireless a una matrice di elettrodi impiantati sulla superficie della retina. Input che stimolano le cellule funzionanti, producendo la percezione di modelli di luce nel cervello. A 30 giorni dall'intervento, dopo un delicato processo di attivazione del segnale e di regolazione di ogni singolo elettrodo, calzando l'occhiale con fotocamera e antenna Nicola ha potuto ricevere impulsi luminosi trasmessi all'interno dell'occhio e inviati sfruttando il nervo ottico.

"Il nostro obiettivo - sottolinea Rossetti - era cercare di ottimizzare l'immagine catturata dalla telecamera dando al paziente la possibilità di svolgere anche alcune mansioni di lettura breve come scadenze, titoli di testi, autonomia esterna e interna. I risultati ottenuti sono ottimi: Nicola ha riconosciuto le figure degli istruttori e ha autonomia nel muoversi in ambienti sconosciuti, evitando porte chiuse e, ad esempio, sedendosi nello spazio libero di una panchina parzialmente occupata".

Dopo un attento screening su oltre 2 mila pazienti in cura presso la Clinica oculistica del San Paolo, 3 sono risultati idonei all'intervento. La loro valutazione rappresenta una vera e propria 'presa in carico' - sottolineano dall'ateneo di via Festa del Perdono - nella quale vengono esaminate dal Low Vision Team le caratteristiche anatomo-funzionali, motivazionali, psicologiche e la necessità espressa dal paziente soprattutto in termini di aspettative. Attese che, parlando di 'occhio bionico', per una persona non vedente sono comprensibilmente altissime.

Nicola è stato il primo a ritrovare la luce al San Paolo. Questa luce però va 'organizzata' e Paolo Ferri, responsabile del Centro di ipovisione e riabilitazione visiva dell'ospedale dell'Asst Santi Paolo e Carlo ha iniziato un percorso di educazione visiva post-impianto insieme agli esperti di Retinitis. Un iter pensato proprio per esaltare le caratteristiche espresse dal device, e permettere al paziente di imparare a utilizzare la telecamera e a visualizzare strisce e figure più complesse (cerchi e quadrati), fino a poter leggere brevi parole. La rieducazione visiva comporta sedute nel Centro, soprattutto per valutare i progressi che il paziente raggiunge seguendo anche un percorso a domicilio attraverso un pc che contiene il programma riabilitativo ad hoc.

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Il Fogliettone.it del 11-06-2016

Monumenti in 3D per i non vedenti: così conosciamo il mondo

Questo è lo stadio Meazza di San Siro a Milano. Per gli appassionati un pezzo importante della storia sportiva italiana. Anche questo è lo stadio Meazza, o meglio: un suo modellino in scala realizzato con una stampante 3D. A tenerlo tra le mani è Laura una giovane studentessa milanese. Laura non vede e toccare questa riproduzione tridimensionale è l'unico modo che ha per sapere com'è fatto lo stadio vero. Le applicazioni della stampa in 3D come ausilio alle persone con disabilità sono solo uno degli aspetti affrontati nel corso del Technology hub che si è svolto a Milano dal 7 al 9 giugno 2016. Grazie alla stampa 3D e al +Lab del Politecnico di Milano, Laura ha imparato a realizzare in proprio piccoli strumenti utili nella vita di tutti i giorni, dai ganci per il bastone, agli spartiti musicali con la stampa a rilievo. "L'esperienza con il +Lab - ha detto Laura - è stata molto importante per me e penso che me la ricorderò per tutta la vita. Finora ho realizzato piccoli miglioramenti nella mia vita ma sono sicura che in futuro potrò fare davvero qualcosa di grande". I ricercatori del +Lab sono tra i pionieri di questa nuova frontiera che sperimenta soluzioni innovative per facilitare la vita a persone con difficoltà visive o motorie. A dirigerlo, la professoressa Marinella Levi.

"Abbiamo solo da imparare - ha spiegato - loro le soluzioni le hanno già. Sono avanti. Apriamo le porte, loro arriveranno. Le difficoltà sono quelle economiche, il nostro laboratorio non è bellissimo, speriamo che la politica sappia 'vedere'. Insegnamo noi ai politici a guardare lontano in modo che questi percorsi siano agevolati". L'esperienza di +Lab e di Laura ha fatto nascere iniziative come "Città tra le mani" per condividere il turismo accessibile con persone disabili, ma non solo, come ci ha spiegato Claudia Melissa Barbarito. "Abbiamo permesso sia a persone normodotate che con disabilità visive di sperimentare un'esperienza turistica a tutto tondo, utilizzando tutti i sensi in un'esperienza inclusiva - ha detto - nello stesso momento persone con disabilità sensoriale e non, possono vivere un'esperienza turistica essendo protagonisti". Tra le altre novità, presenti al Techonology hub le tecnologie robotiche dell'Itia-Cnr per i pazienti affetti da parkinson o patologie neurologiche oppure la realtà aumentata e virtuale per l'allenamento delle capacità cognitive.

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Superando.it del 09-06-2016

Guardare con le mani, ascoltare con gli occhi

Si chiamano così i due cicli di visite guidate accessibili e gratuite, rivolti rispettivamente alle persone con disabilità visiva e a quelle con disabilità uditiva, che dall'11 giugno verranno promossi a Monza presso i Musei Civici e attuati in collaborazione con gli operatori specializzati della Società di Servizi Opera d'Arte.

MONZA. Arriva dai Musei Civici di Monza e verrà attuata in collaborazione con gli operatori specializzati della Società di Servizi Opera d'Arte, l'interessante proposta consistente in un ciclo di visite guidate accessibili alla struttura sita nella Casa degli Umiliati della città brianzola (Via Teodolinda, 4), rivolto a persone non vedenti e non udenti.

Per le persone con disabilità visiva i tre incontri si intitoleranno Guardare con le mani (sabato 11 giugno, domenica 18 settembre e sabato 10 dicembre, sempre alle 15.30), per quelle invece con disabilità uditiva, Ascoltare con gli occhi (sabato 18 giugno, domenica 25 settembre e sabato 3 dicembre, anche qui sempre alle 15.30).

Le visite saranno totalmente gratuite (ma con prenotazione obbligatoria), sia per le persone con disabilità che per i loro accompagnatori.

Come si legge nel sito dei Musei Civici di Monza, questi ultimi «comprendono le raccolte della Pinacoteca Civica e del Museo Storico dell'Arengario. La loro istituzione pubblica risale al 1935 e si realizza intorno a un importante nucleo collezionistico arrivato al Comune nel 1923 dal lascito Galbesi Segrè. Nel corso del tempo il patrimonio delle raccolte si è arricchito di opere d'arte e repertori diversi che originano da donazioni, acquisti e come eredità delle più significative vicende artistiche e culturali svoltesi in città nel corso del Novecento: Biennali, ISIA, Premio di Pittura Città di Monza e, in anni più recenti, Biennale Giovani. Tra le raccolte a carattere artistico si segnalano, per importanza e densità numerica, i dipinti e le sculture degli artisti monzesi operanti nella seconda metà dell'Ottocento e nei primi decenni del XX secolo. Di sicuro interesse è anche il cospicuo nucleo di disegni e grafica del Novecento, entrato nelle collezioni tramite lascito diretto degli artisti o dei loro eredi. Presente fin dalle origini nelle raccolte dei Musei Civici vi è poi un rilevante patrimonio di stampe antiche e moderne che costituisce il Gabinetto delle Stampe». (S.G.)

Per prenotazioni, informazioni e approfondimenti: info@museicivicimonza.it.

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L'Eco di Bergamo del 10-06-2016

Passerella no limits. è per tutti, anche per chi non la vede

"The floating piers" Presentato il piano di accessibilità per i disabili: scivoli, navette gratuite e la tavoletta per i non vedenti, progettata da una ragazza non udente

Sarà davvero per tutti: la passerella di Christo e il tratto sulla terraferma di Monte Isola saranno accessibili anche ai disabili, per i quali l'artista e la «cabina di regia» degli Enti locali che stanno gestendo l'accessibilità all'opera hanno avuto un occhio di riguardo. È quanto sottolineato ieri a Sale Marasino in occasione della presentazione di una tavoletta tattile in gomma che consentirà ai non vedenti di tastare con i polpastrelli la morfologia del lago e tramite il linguaggio braille essere accompagnati nella loro specialissima traversata del Sebino. A questo progetto, si aggiungono gli scivoli che consentiranno di accedere facilmente alla passerella (gli scalini sono presenti soltanto a uno dei tre attracchi a terra), la gratuità dei bus navetta per i portatori di handicap e i sistemi adottati dai treni e dai battelli per far salire a bordo le persone con disabilità fisiche. «Nei 16 giorni di apertura della passerella - spiega Diego Invernici, sindaco di Pisogne e direttore marketing della Navigazione Lago d'Iseo - dimostreremo che un'opera d'arte e un territorio a forte vocazione turistica possono davvero essere a "barriere zero", cioè senza barriere architettoniche per nessuno». L'idea della tavoletta per ipovedenti è venuta a Elisa Lottici, venticinquenne di Iseo, non udente, che l'ha progettata, ne ha parlato direttamente con Christo e da lui ha avuto il via libera per realizzarla. Grazie al sostegno di quattro aziende, tra cui la Mesgo di Gorlago che ha fornito la mescola in gomma, e la Cm Capoferri di Adrara San Rocco specializzata nello stampaggio di guarnizioni industriali, è così nato un tablet in gomma di due etti di peso prodotto in mille esemplari. «Ho chiamato questo progetto - ha spiegato la stessa Elisa - "Walk on water never alone" perché nessuno deve sentirsi solo quando camminerà sui pontili galleggianti e perché questa esperienza dovrà essere inclusiva per tutti». «Le tavolette - aggiungono dalla cabina di regia Ida Bottanelli e il sindaco di Sulzano, Paola Pezzotti - saranno portate negli infopoint di Peschiera Maraglio e Sulzano. Le persone interessate potranno mandare una mail per segnalare la loro necessità e arrivando sul Sebino dovranno soltanto passare a ritirarle per vivere in pieno la meravigliosa esperienza della camminata sull'acqua». Le persone in carrozzella potranno accedere alla passerella sfruttando gli scivoli installati nei punti di attracco a Sulzano, Peschiera Maraglio e in località Ere. Quello di Sensole sarà invece a gradini «ma avendo a disposizione tre attracchi su quattro senza barriere architettoniche - chiarisce Dario Catalini, ingegnere loverese diventato il braccio di Christo per quanto riguarda le strutture a terra - anche per i portatori di handicap fisici l'opera sarà pienamente accessibile». «Nei giorni scorsi - conclude Invernici - abbiamo concluso l'accordo con i vettori che gestiranno i bus navetta: i posti per disabili saranno gratuiti, anche per i portatori di handicap provenienti da fuori regione. Purtroppo, ma per norme regionali che ovviamente non possono essere cambiate in vista di questo evento e poi essere rimodificate, il sistema dei trasporti regionali (battelli e treni) sarà gratuito solo per i disabili lombardi». Quando mancano solo otto giorni all'apertura, dalla cabina di regia arriva però un ultimo annuncio: nei parcheggi ci sarà una percentuale di stalli riservati ai portatori di handicap superiore a quella prevista dalle norme in vigore.

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La Provincia di Como del 23-06-2016

Alla CdO il turismo per tutti "Mappiamo ristoranti e musei"

Un turismo accessibile a tutti. A Como sbarca un progetto per garantire l'accessibilità turistica anche ai cittadini disabili. L'idea di partenza è sviluppare una mappa di tutti i servizi, culturali e ricettivi, utile ad informare questi cittadini sull'offerta presente in città, per arrivare a rendere Como più a misura d'uomo.

Le ricadute. Le ricadute, di certo sociali, vogliono essere anche economiche. "Village for all" ieri pomeriggio è stato presentato alla Camera di Commercio di via Parini con la CdO. «Da anni mi occupo di accessibilità - ha spiegato Roberto Vitali, il presidente di questo marchio di qualità per l'ospitalità accessibile - il nostro obiettivo è aiutare imprese, enti pubblici e privati, a offrire qualità e confort a tutti, ma proprio a tutti i turisti. Per il mondo delle disabilità si parla sempre e soltanto di abbattere le barriere architettoniche, come regola, come imposizione di legge, ma in realtà il visitatore ha bisogno di informazioni, di conoscenza». Di qui l'idea: «Per questo vogliamo mappare tutta la città, negozi, commercio e cultura, ma anche musei, alberghi e trattorie, senza dimenticare il servizio di trasporto pubblico, bus, treni e traghetti. Non solo per chi è in carrozzina, che magari navigando in internet avrebbe piacere a sapere quali attività hanno un gradino molto alto alla porta d'ingresso, ma anche per gli ipovedenti, i sordi, per le persone con delle difficoltà alimentari, delle particolari allergie, che necessitano di conoscere con precisione l'offerta dei ristoranti». Tutte queste informazioni verranno poi restituite attraverso una piattaforma internet.

La finalità. «La finalità invece è ridisegnare la città - così ancora Vitali - pensare a piccoli lavori per migliorare l'accessibilità, senza immense opere o grandi spese, interventi concreti per invogliare questo importante target di turisti che in Italia conta dieci milioni di persone e in Europa arriva a 127 milioni, per un indotto di 800 miliardi. Dare una buona offerta anche a loro significherebbe aumentare il giro turistico fino al 20%». L'esperimento è già partito in città come Ferrara, Padova, Pordenone, anche per Expo Village for all ha prestato il suo impegno. «La prima mappatura a Como vuole arrivare ai musei come ai ristoranti e al piccolo commercio - ha precisato Giacomo Galli, per la Compagnia delle opere, sostenitrice del progetto - vogliamo coinvolgere le imprese e divulgare le pratiche migliori, i buoni esempi. Per dare così ai turisti disabili più del minimo sindacale, non solo ciò di cui hanno bisogno, ma ciò che cercano, per garantire a tutti l'accesso al bello, che è un diritto». Navigando su villageforall.net è già possibile farsi un'idea.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

Comunicato n. 105, diramato in data 09-06-2016

Bando del XXV° Concorso Nazionale di Poesia riservato ai minorati visivi

Riceviamo e diffondiamo

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BANDO DEL XXV° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA

RISERVATO AI MINORATI VISIVI

Il XXV° Concorso nazionale di poesia è a tema libero.

Il Concorso è aperto a tutti i ciechi civili e agli ipovedenti con un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi, soci o non soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e senza limiti di età.

Ogni partecipante deve versare un contributo fisso di iscrizione di € 15,00 su c/c/p 14981427, intestato a Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - corso Garibaldi 26 - 42121 Reggio Emilia, di cui allegherà copia nella busta chiusa contenente i dati personali.

Ogni concorrente può inviare un massimo di due opere, che non devono aver partecipato ad altri concorsi letterari o a precedenti edizioni di questo concorso e possono essere redatte in scrittura braille o in nero.

Gli elaborati devono pervenire all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione di Reggio Emilia, Corso Garibaldi n. 26, inderogabilmente entro le ore 12.00 di venerdì 28 ottobre 2016 ed indicare sul plico il nome del concorso.

Il plico deve contenere le opere, contrassegnate da un motto (o da una sigla) scelto dall'autore e una busta chiusa, recante esternamente lo stesso motto, ma senza indicazione del mittente; all'interno di questa seconda busta devono essere contenuti nuovamente il motto e le generalità complete dell'autore: nome, cognome, età, indirizzo, n° telefonico, e-mail e la dichiarazione di appartenere alla categoria dei minorati visivi con un visus non superiore a 3/10; questa sezione UICI si riserva in qualsiasi momento di verificare la veridicità di quanto dichiarato mediante richiesta del verbale attestante la minorazione.

Le buste con le generalità dei partecipanti saranno aperte solo dopo che la giuria avrà stilato la graduatoria delle opere; ai concorrenti verrà data comunicazione dell'esito del concorso, del luogo e del giorno delle premiazioni, che si terranno presumibilmente sabato 10 dicembre 2016 presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

La sezione si riserva il diritto di raccogliere le opere ammesse al concorso in una pubblicazione e di richiedere a tal fine ai partecipanti la versione digitale delle stesse solo a premiazioni avvenute.

Nel concorso saranno premiate le prime 3 opere classificate a giudizio insindacabile della Giuria, nominata dal Consiglio Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Emilia, con l'assegnazione dei seguenti premi: I° classificato: € 600,00 e riconoscimento al merito; II° classificato: € 400,00 e riconoscimento al merito; III° classificato: € 200 e riconoscimento al merito; la Giuria si riserva inoltre la possibilità di consegnare un riconoscimento speciale ai concorrenti meritevoli. In occasione della XXV° edizione del concorso, una Giuria speciale premierà le tre opere migliori tra tutte quelle che sono risultate vincitrici nelle precedenti edizioni.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgersi alla segreteria della Sezione UICI di Reggio Emilia telefono 0522-435656 e-mail uicre@uiciechi.it.

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Comunicato n. 112, diramato in data 21-06-2016

eValues per Mac

Rendiamo noto che, su Apple Store, è stato pubblicato il software di gestione per Mac "eValues".

Tale software, sviluppato dalla società "MDV", per conto della presidenza nazionale dell'UICI, consente di scaricare e leggere tutti i quotidiani presenti sulla omonima piattaforma.

Con questa pubblicazione, gli interessati, potranno sfogliare i giornali con tutti i maggiori sistemi operativi presenti sul mercato.

Le caratteristiche del programma sono:

- Prelievo dei giornali e memorizzazione degli stessi su disco fisso per consultazione offline

- Memorizzazione delle credenziali

- Cancellazione automatica dei giornali vecchi dopo un determinato numero di giorni

Il link per scaricarlo è: https://itunes.apple.com/it/app/evalues/id1108799477?mt=12

Considerato che si tratta della prima release, vi preghiamo di segnalare eventuali anomalie all'indirizzo: centroricercascientifica@uiciechi.it

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Comunicato n. 113, diramato in data 22-06-2016

Riparte doppio senso: percorsi tattili alla collezione Peggy Guggenheim

Riceviamo e diffondiamo

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Riparte doppio senso: percorsi tattili alla collezione Peggy Guggenheim

Il tatto è il senso del corpo intero.

Lucrezio

Grazie al grande successo di Doppio Senso. Percorsi Tattili alla Collezione Peggy Guggenheim, innovativo progetto con il quale, nell'autunno del 2015, Palazzo Venier dei Leoni ha aperto il proprio patrimonio artistico al pubblico con disabilità visive, iniziando un processo di sensibilizzazione alla conoscenza dell'arte attraverso il tatto, oggi il museo veneziano è lieto di annunciare un nuovo ciclo di appuntamenti. A partire dal 25, 26 giugno, con cadenza mensile, nell'arco di dodici mesi, una serie di visite guidate e laboratori per non vedenti, ipovedenti e vedenti, adulti e bambini, porterà i partecipanti ad approfondire ulteriori opere della collezione. Si tratta di un percorso che, dal figurativo all'astrazione, condurrà alla conoscenza e a una lettura inedita non solo degli artisti, ma anche delle avanguardie storiche amate e collezionate da Peggy.

In questa sua seconda edizione Doppio Senso prende il via da Studio per Piper (1965), di Mario Ceroli, opera della mostra temporanea Imagine. Nuove immagini nell'arte italiana 1960-1969, esposizione che, con la sua carica fortemente evocativa e immaginifica espressa già nel titolo, ben si colloca nel processo di formazione dell'immagine mentale in vedenti e non vedenti. Le percezioni acquisite dai fruitori man mano che l'analisi, anche di opere della collezione permanente, procede, si integrano progressivamente l'una con l'altra dando luogo a rappresentazioni mentali via via più ricche e complesse. Il progetto, ideato e curato da Valeria Bottalico, assume quest'anno una rilevanza culturale ancora più significativa per l'assoluta importanza dei singoli lavori analizzati che rappresentano i principali movimenti artistici del XX secolo. Saranno proposte per l'occasione più sequenze di lettura delle opere, per spiegarne i passaggi e favorire la ricreazione dell'immagine mentale, attraverso anche una pluralità di rimandi tematici, una graduale progressione dall'informazione base a quella più dettagliata. Alcune opere della collezione saranno riprodotte in rilievo per la fruizione tattile e accompagnate da schede tecniche descrittive redatte in Braille e in carattere grafico ad alta leggibilità. I testi delle schede saranno scaricabili in formato testo e audio all'interno della pagina dedicata al progetto, presente sul sito del museo nella sezione 'accessibilità', sia in italiano che in inglese. Come nel corso della prima edizione, al termine di ogni esplorazione tattile condotta da Valeria Bottalico è previsto un laboratorio, con l'artista non vedente Felice Tagliaferri, che aiuterà a consolidare l'immagine mentale formata dell'opera d'arte fruita.

Doppio Senso nasce con l'obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed educativo del museo come luogo di incontro e di inclusione, nonché di valorizzare il suo immenso patrimonio culturale, rendendolo accessibile a tutti, in linea con la "mission" della Collezione Peggy Guggenheim, ovvero di contribuire alla conoscenza e alla diffusione dell'arte moderna e contemporanea in Italia e nel mondo.

Le visite e i laboratori seguiranno il seguente calendario, con un appuntamento al mese, il sabato dedicato agli adulti, la domenica ai bambini dai 6 ai 12 anni. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, fino a esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni: doppiosenso@guggenheim-venice.it / tel. 041.2405401/444.

1° appuntamento: 25/26 giugno

2° appuntamento: 9/10 luglio

3° appuntamento: 24/25 settembre

4° appuntamento: 22/23 ottobre

5° appuntamento: 26/27 novembre

6° appuntamento: 17/18 dicembre

Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim è realizzato in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus, e gode del patrocinio di ICOM Italia (International Council of Museums). Il programma è reso possibile grazie al contributo di The Gordon and Llura Gund Foundation, Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz e Kirsh Foundation.

Valeria Bottalico è ricercatrice e formatrice nell'ambito dell'accessibilità museale e socio ICOM (International Council of Museums) Italia e membro delle Commissioni tematiche "Educazione e Mediazione" e "Accessibilità museale". Collabora con diverse istituzioni museali e istituti scolastici per cui progetta e coordina attività educative con attenzione ai temi dell'accessibilità. Da cinque anni sta conducendo una ricerca dedicata alla mediazione e alla fruizione del patrimonio culturale per un pubblico di persone non vedenti e ipovedenti in chiave inclusiva.

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale e fondatore della Chiesa dell'Arte, scuola di arti plastiche. Le sue creazioni sono sculture "non viste", che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l'uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Lavora con materiali diversi: creta, marmo, legno o pietra, ed è anche insegnante. La sua arte è stata definita da diversi esperti del settore "arte sociale" per l'impegno che caratterizza le sue mostre.

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Comunicato n. 115, diramato in data 24-06-2016

Avviso di selezione, per titoli e colloquio, riservato ai centralinisti telefonici e operatori della comunicazione minorati della vista con qualifiche equipollenti

Con Avviso allegato, viene indetta una selezione, per titoli e colloquio, per l'assunzione di una unità di personale con disabilità visiva presso la sede di questa Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS, in Via Borgognona 38- ROMA. La competenza professionale richiesta dovrà essere rispondente ad una completa gestione del centralino telefonico e a una efficace comunicazione con i nostri soci e con il pubblico. Le candidature dovranno pervenire entro le ore 13,00 di venerdì 2 settembre 2016, secondo le modalità indicate nell'allegato Avviso.

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AVVISO DI SELEZIONE, PER TITOLI E COLLOQUIO

riservato ai centralinisti telefonici e operatori della comunicazione minorati della vista con qualifiche equipollenti

VISTA la legge 12 marzo 1999, n. 68, e successive modificazioni e integrazioni (Norme per il diritto al lavoro dei disabili);

VISTA la legge 29 marzo 1985, n. 113 (Collocamento al lavoro dei centralinisti non vedenti);

si rende noto

che è indetta la procedura di assunzione, per titoli e colloquio, per la copertura di n. 1 posto di centralinista telefonico e operatore della comunicazione minorato della vista con qualifica equipollente- da inquadrarsi al IV livello del CCNL Commercio, Distribuzione e Servizi, con contratto a tempo pieno ed indeterminato presso la Presidenza Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti- ONLUS, Via Borgognona 38, 00187 ROMA

Art. 1 - Requisiti per l'ammissione

I requisiti per l'ammissione sono i seguenti:

1. stato di disoccupazione;

2. iscrizione alla lista dei centralinisti telefonici non vedenti, tenuta presso l'Ufficio del Collocamento Mirato della Provincia di residenza, di cui alla Legge n. 113/1985. L'Avviso di selezione è rivolto agli iscritti presenti su tutto il territorio nazionale;

3. sono esclusi coloro che siano stati interdetti dai pubblici uffici, nonché coloro che siano stati destituiti o dispensati ovvero licenziati dall'impiego pubblico o privato per persistente insufficiente rendimento, ovvero siano stati dichiarati decaduti da un impiego pubblico o privato a seguito dell'accertamento che l'impiego stesso è stato conseguito mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabili o, comunque, con mezzi fraudolenti;

4. conoscenza della lingua inglese;

5. rappresentano titoli preferenziali:

La Commissione si riserva di chiedere ai candidati di sostenere una simulazione pratica sulle operazioni di fornitura delle informazioni al telefono, in italiano e in inglese;

Tutti i requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del presente Avviso.

Art. 2 - Modalità e termine per la presentazione della domanda

1. I candidati dovranno far pervenire lettera motivazionale e curriculum vitae in formato accessibile entro le ore 13,00 di venerdì 2 settembre 2016, all'indirizzo personalesc@uiciechi.it indicando nell'oggetto:

Domanda di partecipazione all'Avviso di selezione per la copertura di n. 1 posto di operatore telefonico non vedente

Al termine delle attività di invio e di ricezione della domanda per via telematica, il candidato riceverà un messaggio di posta elettronica, recante l'indicazione del numero di protocollo dell'avvenuta acquisizione della domanda.

La domanda dovrà essere sottoscritta dal candidato e alla domanda dovrà essere allegata la fotocopia di un documento d'identità. La mancanza di sottoscrizione della domanda comporterà la inammissibilità della stessa, con conseguente esclusione dalla presente procedura.

Non saranno prese in considerazione le domande pervenute oltre la data di scadenza del termine fissato dall'Avviso.

Per eventuali informazioni, gli interessati potranno rivolgersi all'Ufficio Personale U.I.C.I.:

Manuela Fiorillo Tel. 06 699 88 331

Barbara D'Arienzo Tel. 06 699 88 341

2. Nella domanda i candidati dovranno rendere, sotto la propria responsabilità, le dichiarazioni di seguito indicate ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, e ss.mm. e ii:

a) nome e cognome;

b) data e luogo di nascita;

c) codice fiscale;

d) residenza e, se diverso, domicilio cui si desidera siano trasmesse le eventuali comunicazioni;

e) recapito telefonico;

f) indirizzo di posta elettronica cui si desidera venga trasmesso il messaggio di conferma di avvenuta acquisizione della domanda di partecipazione alla selezione;

g) titolo di studio, data, luogo e istituto di conseguimento e, in caso di titolo di studio conseguito all'estero, estremi del provvedimento che ne dispone l'equipollenza;

h) stato di disoccupazione e iscrizione alla lista dei centralinisti tenuta dall'Ufficio del collocamento mirato di residenza;

i) godimento dei diritti civili e politici;

l) titoli valutabili di cui all'art. 1 comma 5;

m) di non aver riportato sentenze penali di condanna ancorché non passate in giudicato o di patteggiamento ovvero le eventuali condanne penali riportate;

n) di non avere procedimenti penali in corso ovvero i procedimenti eventualmente pendenti a proprio carico;

o) di esprimere il consenso al trattamento dei dati personali per le finalità e con le modalità di cui al D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e successive modificazioni e integrazioni.

3. Nel caso di falsità in atti e dichiarazioni mendaci si applicano le sanzioni penali previste dall'articolo 76 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Art. 3 - Commissione esaminatrice

1. L'esame delle domande, che perverranno entro i termini indicati, sarà effettuato dalla Commissione nominata dalla Direzione Nazionale dell'Unione, che opererà a proprio insindacabile giudizio. I candidati che, sulla base dei titoli in possesso, risulteranno in linea con il profilo professionale ricercato verranno convocati a colloquio presso la Presidenza Nazionale U.I.C.I. in Via Borgognona 38- Roma.

La Commissione verificherà il grado di cultura generale e di conoscenze specifiche dei singoli candidati convocati e formulerà la relativa proposta di assunzione, sottoponendola alla Direzione Nazionale U.I.C.I. per la formale deliberazione.

2. Al termine della procedura selettiva, il candidato prescelto sarà invitato a presentare, ai sensi delle normative vigenti, la documentazione di verifica, nel termine di 30 gg. dalla data di ricevimento della richiesta e a pena di decadenza, per la stipulazione del contratto individuale di lavoro. Scaduto inutilmente tale termine, non si darà luogo alla stipulazione del contratto.

3. L'assunzione in servizio avverrà mediante la stipulazione di contratto individuale di lavoro, secondo le disposizioni richiamate dal CCNL del personale del comparto Commercio, Distribuzione e Servizi vigente al momento dell'assunzione.

Art. 4 - Cause di esclusione dalla partecipazione

1. Tutti i candidati che rispettino i requisiti di cui all'art. 1 saranno ammessi alla procedura di selezione, con riserva di accertamento, da parte dell'Unione, del possesso dei requisiti di ammissione.

2. L'U.I.C.I. potrà disporre, in qualsiasi momento, l'esclusione dei candidati nel caso di:

a) mancanza dei requisiti;

b) domande spedite con modalità diverse rispetto a quella indicata all'art. 2, comma 1;

c) falsità delle dichiarazioni rese.

Art. 5 - Presentazione dei titoli

1. Per il candidato selezionato che abbia prodotto i titoli in autocertificazione, è fatta salva la facoltà per l'Unione di verificare la veridicità di quanto dichiarato, chiedendo l'esibizione di tutti i documenti in originale.

Art. 6 - Trattamento dei dati personali

1. Il trattamento dei dati inviati dai soggetti interessati si svolgerà in conformità alle disposizioni del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e s.m.i. e nel pieno rispetto e tutela della riservatezza dei soggetti che abbiano manifestato il proprio interesse. Il trattamento dei dati ha la finalità di consentire l'accertamento dell'idoneità dei soggetti a partecipare alla procedura di selezione, nonché il corretto svolgimento della medesima.

2. Responsabile per il trattamento dei dati sarà il Segretario Generale dell'U.I.C.I., nei cui confronti il soggetto interessato potrà far valere i diritti di cui all'art. 7. del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e s.m.i.

3. Il presente Avviso e l'intera procedura di selezione sono regolate dalla legge italiana, per ogni controversia che dovesse insorgere in relazione all'interpretazione ad essi attinenti, sarà competente, in via esclusiva, il Foro di Roma.

Art. 7 - Pari opportunità

1. È garantita pari opportunità tra uomini e donne per l'accesso al lavoro così come previsto dalla legge 10 aprile 1991, n. 125.

Roma, 23 giugno 2016

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Comunicato n. 118, diramato in data 27-06-2016

Statuto Sociale. Pubblicazione on line

Facendo seguito al comunicato n. 110 del 20/06/2016, si informa che il testo completo dello Statuto Sociale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Onlus, approvato dal XXIII Congresso Nazionale è consultabile sul nostro sito al seguente indirizzo http://www.uiciechi.it/documentazione/documentazione.asp

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di giugno

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Redattore Sociale del 14-06-2016

Disabilità, via libera della Camera: il "dopo di noi" è legge

Con 312 sì, 64 no e 26 astenuti il provvedimento, dopo l'ok senza modifiche di Montecitorio, diventa legge. Ecco cosa prevedono le norme contenute nei 10 articoli che formano il ddl: fondo assistenza, trust e sgravi.

ROMA. L'aula della Camera ha approvato il ddl sul 'Dopo di noi' in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, con 312 sì, 64 no e 26 astenuti. A favore hanno votato Pd, Ap, Forza Italia, Scelta civica, Democrazia solidale-Cd, Cor, Psi. Astensione da Sinistra italiana. Su twitter la deputata M5s Giulia Di Vita, ha scritto prima del voto in aula: "Il 'solito' M5s dice no anche al falso #dopodinoi. E direi! Le famiglie povere con disabili a carico vengono sempre lasciate indietro". Il provvedimento, dopo l'ok senza modifiche di Montecitorio, è legge. Queste alcune delle norme contenute nei 10 articoli che formano il ddl.

L'articolo 1 del ddl descrive le finalità del provvedimento: "La legge disciplina misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perchè gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale, nonchè in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l'esistenza in vita dei genitori". Su questo, l'art. 3 stabilisce che "è istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. La dotazione del Fondo è determinata in 90 milioni di euro per l'anno 2016, in 38,3 milioni di euro per l'anno 2017 e in 56,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2018.

L'art. 4, indica le finalità del Fondo che sono quelle di "attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare (...) al fine di impedire l'isolamento delle persone con disabilità grave". L'art. 5 interviene sulla "detraibilità delle spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave". E stabilisce che "a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2016, l'importo di euro 530 è elevato a euro 750 relativamente ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave". L'art. 6, riguarda l'istituzione di Trust e i vincoli di destinazione. "I beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da vincoli di destinazione, istituiti in favore delle persone con disabilità grave, sono esenti dall'imposta sulle successioni e donazioni". Le esenzioni e le agevolazioni "sono ammesse a condizione che il trust ovvero i fondi speciali perseguano come finalità esclusiva l'inclusione sociale, la cura e l'assistenza delle persone con disabilità grave, in favore delle quali sono istituiti". L'art. 7, riguarda le campagne informative che la Presidenza del Consiglio dei ministri avvierà, "al fine di diffondere la conoscenza delle disposizioni della presente legge". Infine, l'art. 8 stabilisce che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali dovrà trasmettere "alle Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni della presente legge". (DIRE)

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Redattore Sociale del 16-06-2016

Disabilità, in settembre a Firenze la Conferenza nazionale

A tre anni dall'evento di Bologna, torna l'appuntamento organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: in discussione il Programma biennale di azione che sarà poi approvato dall'Osservatorio sulla disabilità entro il mese di ottobre.

FIRENZE. Si terrà alla Fortezza da Basso il 16 e 17 settembre prossimi la V Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità alla quale parteciperanno Istituzioni, Enti del Terzo settore e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie. La conferenza è organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, presso il quale è attivo l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, in collaborazione con il Comune di Firenze e la Regione Toscana. L'obiettivo è favorire il confronto e lo scambio di buone prassi e metodologie a favore del settore, affinché dalla conoscenza reciproca possono emergere soluzioni e servizi utili da replicare.

Come accaduto nella precedente edizione del 2013, che si è tenuta a Bologna, la conferenza avrà come focus la discussione del Programma biennale di azione sulla disabilità, elaborato dall'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, che sarà definitivamente approvato entro il mese di ottobre.

"Firenze è orgogliosa di ospitare l'evento che rappresenta una grande opportunità di confronto a livello nazionale sulle politiche legate alla disabilità e sulla promozione dei diritti e l'integrazione delle persone che ne sono affette - ha detto l'assessore al Welfare del Comune Sara Funaro -. Siamo felici che la conferenza si svolga nella nostra città a pochi mesi di distanza dall'approvazione da parte del governo Renzi della legge "Dopo di noi", che introduce il sostegno e l'assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti che li accudiscono". "Anche noi come amministrazione abbiamo posto il tema della disabilità al centro della nostra azione di governo - ha continuato Funaro - e la maratona dell'ascolto organizzato, che abbiamo messo in piedi con l'Azienda sanitaria in vista della conferenza, servirà non solo per prepararci all'importante appuntamento, ma anche per dare spazio e voce a tutte le varie realtà associative del nostro territorio, per poter così mettere in campo sempre più politiche e azioni ad hoc volte a dare autonomia a 360 gradi ai disabili".

"Le giornate di Firenze rappresenteranno un momento importante per fare il punto della situazione e indicare gli obiettivi futuri - ha detto l'assessore regionale per il Diritto alla salute e al Welfare Stefania Saccardi -. Da sempre la nostra regione pone le politiche sociali e l'attenzione verso chi è in difficoltà al centro delle proprie politiche. Ultimamente abbiamo assistito ad alcune scelte del governo che hanno rappresentato un deciso cambiamento di direzione, ovviamente in positivo. Mi piace pensare che le esperienze della nostra regione e di Firenze siano state decisive per questo risultato".

A identificare la quinta edizione della Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità sarà il logo multicolore disegnato dai ragazzi con disabilità del centro L.I.N.A.R. (Laboratorio invalidi Nave a Rovezzano) gestito dall'associazione dei genitori e dalla cooperativa sociale Matrix. I ragazzi hanno giocato intorno al concetto di diversità: intrecciando forme e colori diversi hanno formato stilizzazioni di persone diverse tra loro (una persona seduta in carrozzina, un uomo e una donna), ma tutte derivanti dalle stesse origini.

La conferenza sarà corredata da eventi collaterali, che vedono il coinvolgimento delle varie Regioni che avranno degli stand alla Fortezza da Basso, e da eventi preparatori. La maratona dell'ascolto sulla disabilità, organizzata dall'assessorato al Welfare del Comune con l'Azienda sanitaria, si terrà il 5 luglio alle Murate dalle 17.30 alle 20.

I tavoli saranno sei e saranno incentrati sui seguenti temi:

1. L'autonomia: valorizzazione dell'autonomia della persona disabile e l'inclusione nella società civile;

2. Le attività di aggregazione e socializzazione dei disabili: attività culturali, vacanze, tempo libero e sport per assicurare un'esigenza fondamentale per il processo di crescita, socializzazione e partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità ai fini della loro reale ed effettiva integrazione;

3. L'occupabilità e l'inclusione sociale: promozione di percorsi personalizzati e sostenuti per l'ingresso nel mondo del lavoro, per un'autonomia reale della persona con disabilità;

4. Il 'Dopo di noi': diffusione dei percorsi del 'dopo di noi' per emancipare e migliorare le opportunità di vita dell'individuo una volta venuti meno i principali caregivers;

5. L'autismo: avvio di percorsi di vita per mantenere la persona nel proprio ambiente di vita con la migliore autonomia e qualità di vita possibile;

6. La salute mentale: promozione del benessere mentale e la prevenzione dei problemi legati alla salute mentale e gli interventi contro l'esclusione sociale.

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Superando.it del 28-06-2016

108.000 persone con disabilità plurisensoriale confinate in casa

ROMA. Il 22 giugno scorso è stato presentato a Roma, presso il Ministero della Salute, lo Studio sulla popolazione di persone con disabilità sensoriali e plurime in condizioni di gravità, curato da Alessandro Solipaca e Carlo Ricci e commissionato all'ISTAT dalla Lega del Filo d'Oro [se ne legga già anche nel nostro giornale, N.d.R.].

La ricerca costituisce un approfondimento sul tema delle disabilità sensoriali e plurime, che usa come fonti statistiche l'indagine ISTAT sulle condizioni di salute della popolazione (anno 2013) e quella sull'integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado (anno scolastico 2014-2015).

In Italia, dunque, la sordocecità riguarda 189.000 persone (pari allo 0,3% della popolazione), di cui l'87,9% ha 65 anni o più. Si tratta di disabilità plurime che spesso associano alle minorazioni sensoriali anche minorazioni di tipo motorio (51,7%), mentale (40,1%), psichico e comportamentale (32,5%). In particolare, nel 36% dei casi le persone hanno una concomitanza delle minorazioni sensoriali legate alla vista e all'udito, mentre nel 64% dei casi dichiarano di avere oltre alle minorazioni plurisensoriali anche altre invalidità (una o più).

Riguardo alle limitazioni funzionali riferite, il 70,9% evidenzia difficoltà nelle attività della vita quotidiana, il 57,1% è costretto a rimanere sempre in casa (confinamento) e il 30,1% ha difficoltà di movimento.

Rispetto alla partecipazione delle persone sordocieche ai diversi àmbiti di vita, l'analisi rileva che risulta molto contenuta la quota di persone con titolo di studio universitario e postuniversitario, pari al 2,4%, mentre l'89,9% ha frequentato solo la scuola media inferiore.

Il 66,7% delle persone sordocieche di 15-64 anni dichiara di avere difficoltà ad accedere al lavoro retribuito desiderato, a fronte del 37,5% delle persone senza disabilità sensoriali. Ma quali interventi potrebbero facilitare il superamento degli ostacoli? Gli intervistati indicano come necessari, nel 58,1% dei casi, i servizi pubblici per l'autonomia (trasporto, progetti formativi personalizzati, adattamento dei luoghi di lavoro), nel 56% il supporto di una persona e nel 44,4% gli ausili (telefono o computer adattati, sintetizzatore vocale ecc.).

La popolazione sordocieca di 15 anni e più incontra significative difficoltà di mobilità e accessibilità. L'88,3% trova ad esempio ostacoli nell'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, l'85 incontra difficoltà di accesso agli edifici e l'86,7% segnala problemi a uscire di casa (contro, rispettivamente, il 42,7%, il 10,7% e il 14,9% riscontrato nella popolazione senza disabilità sensoriali).

Il tipo di aiuto che viene ritenuto necessario per l'utilizzo dei trasporti pubblici è rappresentato soprattutto dagli ausili (rampe di accesso per autobus, mezzi con spazi adeguati per la sedia a rotelle, annunci vocali di fermata e di numero di linea ecc.), indicati dal 28,9% degli intervistati. Seguono i servizi pubblici per l'autonomia della persona (28,3%), che vengono anche segnalati da circa un quarto della popolazione sordocieca come gli elementi di facilitazione necessari sia per l'accesso agli edifici che per uscire di casa.

Per quanto poi concerne la vita di relazione e il tempo libero, circa due terzi delle persone sordocieche sopra i 14 anni (66,5%) dichiarano difficoltà ad incontrare amici e/o parenti, il 78,7% ad occuparsi dei propri interessi o hobby oppure a partecipare ad eventi culturali e il 93,1% ad utilizzare internet. Gli aiuti ritenuti maggiormente necessari per abbattere le barriere alla partecipazione culturale sono individuati nei servizi pubblici per l'autonomia della persona (26,9%).

La complessità della condizione di disabilità plurisensoriale - come dichiarato nello stesso studio - va al di là delle capacità della statistica di documentarla nel dettaglio. Sordocecità, minorazioni plurisensoriali o psicosensoriali sono, infatti, situazioni estremamente complesse, che spesso vengono liquidate come mera sommatoria di limitazioni funzionali. Tale compresenza lascia invece intuire come l'esito non sia meramente una sommatoria di limitazioni, ma forse una loro moltiplicazione, che certamente produce conseguenze negative sulle attività, con un peso specifico assai più significativo di ostacoli e barriere alla partecipazione.

Da questa ricerca, quindi, giungono informazioni e dati significativi, ma emergono altrettanti interrogativi, suggerendo nuovi filoni di studio e di approfondimento, che permetterebbero di descrivere più nel dettaglio le effettive condizioni di vita delle persone con minorazioni plurisensoriali.

I dati rivelano che circa 108.000 persone sordocieche sono di fatto confinate in casa. Ma cosa comporta questo per una famiglia? In altre parole, a margine di tale studio occorrerebbe interrogarsi su quali siano i costi sociali che una famiglia con una persona con disabilità sostiene. Costi che probabilmente vanno a moltiplicarsi nel caso di una pluriminorazione. E quando si parla di "costi sociali", non ci si riferisce solo ai costi economici diretti, ma anche e soprattutto ai costi indiretti, in termini di impatto sulla salute dei caregiver [assistenti di cura, N.d.R.], di mancata valorizzazione del lavoro di cura, di rinuncia all'occupazione, di solitudine e isolamento. Fenomeno, questo, che investe soprattutto le donne, le madri, le figlie, tutte persone che - se lasciate sole - entreranno a loro volta nel circuito sanitario e assistenziale, proprio per le ricadute sulla salute psicofisica del caregiver e per le conseguenze di un suo mancato ingresso nel mondo del lavoro, di una rinuncia all'occupazione o di una riduzione dell'orario prestato, e quindi di una mancata copertura previdenziale.

Pure di fondamentale importanza è conoscere le differenze territoriali nel sistema dei servizi e degli interventi - descrivendo l'effettiva capacità di rispondere alle persone e alle famiglie, anche in termini di costruzione di Livelli Essenziali di Assistenza adeguati e uniformi su tutto il territorio nazionale - ed è cruciale capire l'effetto di tali differenze sulla vita delle famiglie, costrette a spostarsi da un territorio all'altro, cui viene negato il diritto a interventi prossimali, tempestivi e personalizzati, mirati ad accrescere la qualità della vita della persona, la sua possibilità di relazionarsi, di acquisire il massimo di autonomia possibile.

Rispetto al mondo della scuola, gli alunni con disabilità sensoriali sono 9.855, di cui 1.298 nella scuola dell'infanzia, 3.258 nella scuola primaria, 2.239 nella scuola secondaria di primo grado, 3.060 nella scuola secondaria di secondo grado.

Il tentativo compiuto dall'ISTAT in questo àmbito è stato quello di andare oltre la mera quantificazione degli alunni certificati, per indagare la sfera delle attività (apprendimento, svolgimento di compiti generali, mobilità, comunicazione, cura della persona, interazione e tempo libero). In questo modo si è raggiunta una descrizione sicuramente importante, ma non esaustiva, del fenomeno. Il passo successivo, fondamentale, è quello di esplorare ancora più efficacemente quali siano gli ostacoli e le barriere alla partecipazione, quali i fattori ambientali e gli elementi di facilitazione che potrebbero essere introdotti o potenziati per favorire l'inclusione.

Sarebbe opportuno sapere, ad esempio, quanto siano diffuse e come siano territorialmente distribuite tra gli insegnanti di sostegno le competenze necessarie per fornire un supporto didattico e di socializzazione appropriato a una classe con un alunno sordocieco o con una disabilità psicosensoriale. Quanto siano patrimonio degli insegnanti di sostegno e del personale assistente metodi di comunicazione alternativi, che permettano di contrastare l'isolamento e favorire la partecipazione alla vita della classe. Quanto si costruiscano reti operanti sui territori in collaborazione con la famiglia e con altri specialisti, che traggano indicazioni dai soggetti e dalle esperienze maturate nel tempo. E ancora, quale ricorso vi sia alla tecnologia e alle potenzialità ad essa connesse. E, infine, quanto gli insegnanti di sostegno e gli assistenti alla comunicazione possano contare sul supporto di riferimenti specialistici diffusi sul territorio.

Nell'impostazione delle ricerche, e poi delle politiche e dei servizi, occorre quindi andare oltre la mera quantificazione del fenomeno, pur necessaria in un'ottica anche di programmazione delle risorse, per indagare la sua complessità e per poter poi disegnare un sistema di risposte appropriate, che intervengano sulla rimozione degli ostacoli e delle barriere esistenti, che individuino i facilitatori, che siano capaci di garantire Livelli Essenziali di Assistenza uniformi su tutto il territorio nazionale, che si fondino sulla progettazione personale.

È necessario, in altre parole, indagare le condizioni di vita delle persone con disabilità e delle famiglie e programmare e valutare l'impatto delle politiche e dei servizi sulla loro qualità della vita. Aspetti che, come detto, potrebbero essere oggetto di ulteriori studi e ricerche.

di Daniela Bucci,

Responsabile del portale «Condicio.it - Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità», spazio di comunicazione che è il frutto di un progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e nel quale il presente approfondimento è già apparso (con il titolo "Le persone sordo cieche in Italia"). Viene qui ripreso - con minimi riadattamenti al diverso contenitore - per gentile concessione.

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Superando.it del 27-06-2016

Infanzia, adolescenza e disabilità

Assenza di dati statistici relativi alla fascia di età tra 0 e 5 anni, differenze territoriali nell'accesso e nella qualità dei servizi rivolti alla disabilità, mancanza di indicatori per monitorare i processi di valutazione e progettazione educativa individualizzata, oltreché carenze sui percorsi formativi che dovrebbero condurre al lavoro dopo la scuola: sono questi i dati principali riguardanti i minori con disabilità, che emergono dal "9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC) in Italia".

Come ampiamente riferito anche su queste pagine, l'8 giugno scorso è stato presentato a Roma il 9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC) in Italia, 2015-2016, curato annualmente dal Gruppo CRC [se ne legga nel box in calce, N.d.R.].

Il documento dedica ai minori con disabilità due paragrafi in particolare, uno sul diritto alla salute e l'altro sull'inclusione scolastica e tuttavia, altri riferimenti alla disabilità si trovano trasversalmente anche rispetto ad altre tematiche, quali ad esempio l'accesso ai media o l'attività sportiva.

In continuità con le precedenti edizioni, il Rapporto denuncia l'assenza di dati statistici relativi alla fascia d'età tra 0 e 5 anni: ad oggi, infatti, non esiste ancora nel nostro Paese un dato certo sul numero di bambini e bambine con disabilità che fotografi la situazione prima dell'ingresso nella scuola dell'obbligo, aspetto, questo, che viene ritenuto particolarmente grave, in quanto direttamente collegato alle politiche e agli interventi precoci: dalla diagnosi alla riabilitazione tempestiva.

Inoltre, viene evidenziato come non esistano dati aggiornati e/o disaggregati per i minori con disabilità rispetto ad alcuni àmbiti di particolare rischio, quali l'impoverimento, le adozioni e gli affidamenti, i maltrattamenti e gli abusi.

Il documento ribadisce poi l'esistenza di differenze territoriali nell'accesso e nella qualità dei servizi rivolti alla disabilità, conferma la mancanza di politiche di inclusione che investano l'età adolescenziale dopo la scuola dell'obbligo e sottolinea la discontinuità dei percorsi di presa in carico nel passaggio dalla minore età alla vita adulta.

Per quanto poi riguarda il diritto allo studio, tra le altre cose si lamenta la mancanza di indicatori per monitorare la tempestività dei processi di valutazione e progettazione educativa individualizzata e l'accesso ai percorsi formativi, e al lavoro dopo la scuola, degli alunni con disabilità. Si denunciano inoltre le carenze nelle ore di sostegno, ma anche nell'erogazione dei servizi di supporto all'autonomia e alla socializzazione.

Infine, le barriere architettoniche: dai dati dell'Anagrafe Nazionale dell'Edilizia Scolastica, prodotti nel mese di agosto del 2015, risulta che il 71% delle scuole si è dotato di accorgimenti per il superamento degli ostacoli, mentre il 29% ne è ancora privo.

Tali accorgimenti riguardano nel 78% dei casi la presenza di rampe all'accesso, nel 74% l'ampiezza delle porte, nel 70% la presenza di almeno un servizio igienico accessibile.

E ancora, il 54% degli istituti ha provveduto alla rimozione delle barriere nei percorsi interni all'edificio, mentre il 46% dispone di percorsi esterni accessibili, il 33% possiede ascensori, il 15% è provvisto di servoscala e/o piattaforma elevatrice.

Tra le Regioni più virtuose si segnalano la Valle d'Aosta, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, l'Abruzzo e la Lombardia, tra quelle invece con meno accorgimenti per il superamento delle barriere, la Calabria, la Sicilia e la Campania.

di Daniela Bucci,

Responsabile del portale «Condicio.it - Dati e cifre sulla condizione delle persone con disabilità», spazio di comunicazione che è il frutto di un progetto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e nel quale il presente approfondimento è già apparso (con il titolo "9° Rapporto sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza"). Viene qui ripreso - con alcuni riadattamenti al diverso contenitore - per gentile concessione.

Ricordiamo ancora che nel sito del Gruppo CRC è disponibile il testo integrale del 9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC) in Italia, 2015-2016. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: coordinamento@gruppocrc.net.

La Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC) è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990. L'Italia l'ha ratificata il 27 maggio 1991 con la Legge 176/91. Ad oggi essa è stata ratificata da oltre 190 nazioni, cioè praticamente da quasi tutti i Paesi, ed è lo strumento internazionale più ratificato al mondo.

Per verificare che i princìpi sanciti dall'importante documento siano effettivamente rispettati, le Nazioni Unite chiedono ad ogni Stato di redigere e presentare ogni cinque anni un rapporto. Inoltre, per dare voce anche al punto di vista della società civile, le Organizzazioni Non Governative e del Terzo Settore hanno la possibilità di elaborarne uno supplementare.

Per questa ragione, dalla fine del 2000 è attivo in Italia il Gruppo di Lavoro per la CRC che l'anno successivo ha redatto un rapporto sulla condizione dell'infanzia in Italia, supplementare a quello che il Governo Italiano aveva precedentemente presentato alle Nazioni Unite.

In seguito il Gruppo di Lavoro ha deciso di proseguire nella sua opera di monitoraggio, redigendo annualmente un rapporto di aggiornamento che verifica lo stato di applicazione della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza nel nostro Paese.

Sono oggi ben 91 le associazioni e le organizzazioni non profit a far parte del Gruppo di Lavoro per la CRC (in loro rappresentanza, per elaborare il Rapporto di quest'anno, hanno lavorato 124 operatori del Terzo Settore) e a coordinarle è Save the Children Italia.

Tra di esse - dal 2014 - vi è anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), insieme, tra le altre, all'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), alla SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza), all'Associazione L'abilità di Milano e alle Fondazioni Emanuela Zancan e Paideia.

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Redattore Sociale del 07-06-2016

Disabilità, arriva la stretta su chi abusa dei permessi per assistere i familiari

Il ministero dell'Istruzione intensifica le verifiche su chi beneficia della legge 104 e mette mano a un piano di contrasto ai "furbetti". E' la Sardegna a detenere il primato (sospetto) degli insegnanti che la utilizzano. Intanto il ministero del Lavoro rispondendo a un quesito della Cgil precisa che la "104 non va in ferie" .

ROMA. Dovrebbe essere un diritto, un beneficio riconosciuto dalla legge per sostenere chi si prende cura di un familiare disabile: di fatto, troppo spesso viene utilizzata come un "privilegio", dando luogo a una sacca di "abusi" e, di conseguenza, alla "caccia ai furbetti". Parliamo della legge 104/1992: in particolare, del diritto al congedo lavorativo, ma anche all'avvicinamento della sede di lavoro, che questa riconosce a chi concilia lavoro e assistenza. In altre parole, ai lavoratori che sono anche caregiver. O ai caregiver che sono anche lavoratori.

Dei "furbetti della 104" si parla ormai tanto quanto dei "falsi invalidi": c'è il lavoratore che, in congedo per assistenza, viene sorpreso a zappare la terra, o addirittura a svolgere un altro lavoro. Tanto che non sono poche le aziende che fanno addirittura pedinare da un detective il lavoratore "in 104", per far eventualmente valere il diritto al licenziamento per giusta causa, nel momento in cui l'abuso venisse alla luce.

Ora ci pensa anche il ministero dell'Istruzione, a mettere a punto l'annunciato sistema di controllo, al fine di combattere un fenomeno che, all'interno delle scuole, pare particolarmente diffuso. Anche perché qui l'incidenza della 104 è molto forte anche rispetto ai trasferimenti e alla scelta di sede, su cui ha avuto finora una corsia preferenziale chi avesse i benefici della 104. Stando infatti agli ultimi dati pubblicati dal Miur, ormai più di un anno fa, docente e personale Ata ricorrerebbero ai benefici della 104 in proporzioni che niente hanno a che vedere con i dipendenti delle altre aziende. Solo qualche dato: la Sardegna detiene il primato degli insegnati "con la 104", con una percentuale del 18,27%. Seguono Umbria (17,17%) e Sicilia (16,75%). Ancor più "sospetti" sono i dati relativi al personale Ata: in questo caso, il primato spetta all'Umbria, dove addirittura il 26,27% del personale amministrativo, tecnico e ausiliario usufruisce della 104 e dei congedi e benefici da questa assicurati. Seguono Lazio (24,78%) e Sardegna (23,30%). Vale la pena di ricordare che, nelle aziende private, queste percentuali difficilmente superano l'1.5%.

E' evidentemente impossibile stabilire dove finisca il bisogno reale e dove inizino abuso e furbizia. Sta di fatto che i numeri destano sospetti e producono, ora, le contromisure del ministero dell'Istruzione, annunciate già due anni fa dal caso-simbolo di una scuola di Menfi, in provincia di Agrigento, dove 70 insegnanti su 170 beneficiavano della 104. E' da lì che iniziò quindi un lavoro di verifiche e controlli da parte dello stesso ministero dell'Istruzione, di concerto con l'Inps. E ora, fa sapere il sottosegretario al Miur Davide Faraone, questo sistema di controllo sarà esteso e intensificato, sia tramite convocazioni a visita da parte della commissione dell'Inps, sia tramite la verifica di come effettivamente i permessi e i benefici vengano utilizzati. Inoltre, il Miur ha messo mano alle norme sulla mobilità degli insegnanti: la precedenza sarà data ai genitori di bambini con disabilità. Questo, al fine di ridurre il "vantaggio" che gli insegnanti con la 104 hanno nei confronti dei colleghi, in sede di richiesta di trasferimento. E di ridistribuire più equamente questo diritto e questa possibilità.

Sempre in tema di 104, meno strettamente legata alla scuola ma probabilmente molto significativo soprattutto in questo settore, è il recente parere espresso dal ministero del Lavoro in materia di "ferie". Rispondendo a un quesito della Cgil che domandava se "il datore di lavoro possa negare l'utilizzo dei suddetti permessi nel periodo di ferie programmate anche nel caso di chiusura di stabilimento", il ministero ha riposto, in sintesi, che "la 104 non va in ferie". Letteralmente, "tenuto conto delle diverse finalità cui sono preordinati i due istituti (permessi per assistenza e ferie, ndr), qualora la necessità di assistenza al disabile si verifichi durante il periodo di ferie programmate o del fermo produttivo, la fruizione del relativo permesso sospende il godimento delle ferie". Per essere ancora più chiaro, il ministero precisa che "ciò comporterà, in virtù del principio di effettività delle ferie ed in analogia all'ipotesi di sopravvenuta malattia del lavoratore, la necessità di collocare le ferie non godute in un diverso periodo, previo accordo con il datore di lavoro".

Per rispondere al quesito dell'organizzazione sindacale, quindi, il ministero fa valere "il principio della prevalenza delle improcrastinabili esigenze di assistenza e di tutela del diritto del disabile sulle esigenze aziendali". Il che significa che "il datore di lavoro non possa negare la fruizione dei permessi di cui all'art. 33, L. n. 104/1992 durante il periodo di ferie già programmate". D'altro canto, tuttavia, il ministero ribadisce "la possibilità di verificare l'effettiva indifferibilità della assistenza", nonché di "richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza". Tutto questo però nel rispetto del "diritto del disabile ad una effettiva assistenza". (cl)

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Superando.it del 14-06-2016

Un'indagine contro discriminazioni e spettacolarizzazioni

Un'indagine conoscitiva voluta per verificare la corretta applicazione della normativa sul riconoscimento delle minorazioni civili, in particolare in àmbito di disabilità visive. «Considerata poi la spettacolarizzazione e il clamore suscitato dalle recenti indagini nei confronti di presunti "falsi invalidi" e "falsi ciechi" - sottolinea Assia Andrao, presidente dell'Associazione Retina Italia, che ha promosso l'iniziativa - vogliamo anche accertare la portata effettiva di tale fenomeno, per ravvisarne eventuali comportamenti discriminatori».

«Abbiamo voluto promuovere questa indagine conoscitiva, per verificare la corretta applicazione della normativa vigente in materia di riconoscimento delle minorazioni civili, e in particolare della Legge 138/01 ["Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici", N.d.R.], anche agli effetti della concessione delle relative provvidenze economiche. E questo con l'obiettivo di denunciare, nelle sedi competenti e qualora se ne ravvisi l'opportunità, mancate o illegittime applicazioni della suddetta normativa, nonché proporne modifiche, al fine di eliminare possibili criticità e ridurre al minimo i disagi per i cittadini».

Così Assia Andrao, presidente di Retina Italia, l'Associazione Nazionale per la Lotta alle Distrofie Retiniche, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presenta l'iniziativa promossa in questi giorni, basata su un questionario già indirizzato a numerose persone con minorazioni visive - anche non aderenti all'Associazione - ma aperto a chiunque voglia collaborare.

«Considerata inoltre la spettacolarizzazione e il clamore suscitato presso l'opinione pubblica dalle recenti indagini nei confronti di presunti "falsi invalidi" e, in particolare, di presunti "falsi ciechi" - aggiunge Andrao - la presente indagine ha lo scopo ulteriore di accertare la portata effettiva di tale fenomeno. Qualora poi siano ravvisabili comportamenti di natura discriminatoria, valuteremo certamente l'opportunità di agire in via giurisdizionale a tutela delle persone vittime di discriminazioni, ai sensi della Legge 67/06 ["Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni", N.d.R.]». (S.B.)

Tutti coloro che desiderano contribuire all'indagine promossa dall'Associazione Retina Italia possono richiedere il questionario a: sandramanescalchi@retinaitalia.org o carlamondolfo@retinaitalia.org. Il questionario stesso (che potrà essere redatto in forma anonima, omettendo i dati indicati come facoltativi) verrà inviato via posta elettronica e si potrà anche usufruire di un servizio di assistenza telefonica per la compilazione. Per ulteriori informazioni e approfondimenti, oltre ai due recapiti citati, anche: info@retinaitalia.org.

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Superando.it del 01-06-2016

Quei POS inaccessibili a chi non vede

«I nuovi dispositivi POS, gli strumenti usati per il pagamento con bancomat o carta di credito, non sono accessibili alle persone con disabilità visiva»: a denunciarlo è l'UICI di Torino (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), dopo avere ricevuto numerose segnalazioni da parte dei propri iscritti.

«I vecchi POS con tastiera fisica - si legge infatti in una nota del'Associazione - che poteva essere percepita dai polpastrelli, vengono gradualmente sostituiti da modelli più "aggiornati" (si fa per dire), dotati di tecnologia touch screen ["a schermo tattile", N.d.R.] e il risultato è che, al momento di pagare, chi non vede o vede poco si trova davanti un vero e proprio muro».

«Economisti ed esperti informatici - proseguono dall'UICI del capoluogo piemontese - ci dicono che stiamo andando verso una progressiva e sempre più rapida smaterializzazione del denaro. Il POS è diventato obbligatorio per professionisti e commercianti, lo si trova perfino sui taxi, mezzi di trasporto molto usati dalle persone con disabilità visiva. Non poter dunque accedere a questo sistema di pagamento ha conseguenze pesanti. Quando, ad esempio, un cieco entra in un negozio e scopre che il POS non è accessibile, se non ha con sé denaro contante sufficiente e se non è accompagnato da una persona di fiducia, per effettuare il pagamento non può fare altro che rivelare all'esercente il codice segreto del bancomat o della carta di credito, operazione rischiosa e gravemente lesiva della propria privacy».

«Da notare - sottolinea Franco Lepore, presidente dell'UICI di Torino - che proprio per ragioni di sicurezza, solitamente i disabili visivi non girano con molto denaro contante. Per evitare infatti furti o truffe, preferiscono affidarsi ai pagamenti elettronici. Ma i nuovi modelli inaccessibili rischiano di limitare notevolmente l'autonomia personale di chi non vede, portando a una pericolosa involuzione, proprio ora che, dopo anni di impegno, eravamo riusciti a ottenere l'attivazione di numerosi sportelli bancomat accessibili».

Già dal 2014, per altro, esiste un protocollo d'intesa tra l'UICI e l'ABI (Associazione Bancaria Italiana), volto a stimolare buone pratiche per un sistema bancario più attento ai ciechi e agli ipovedenti. «Nell'àmbito di questo accordo - spiega Lepore - si sta ora lavorando per realizzare un POS accessibile, ma di sicuro l'introduzione non sarà immediata. Per ora regna l'anarchia, anche perché, a differenza di quanto accade per gli sportelli bancomat, non esiste una mappa dell'accessibilità: quando cioè il disabile entra in un esercizio commerciale, non può sapere se troverà uno strumento accessibile o un modello touch».

«Fin d'ora - conclude dunque il Presidente dell'UICI di Torino - manifestiamo la nostra totale disponibilità a lavorare insieme, per risolvere al più presto il disservizio e in particolare chiediamo un incontro immediato con gli istituti di credito, con l'obiettivo di individuare gli accorgimenti più opportuni per rendere accessibili anche i POS touch screen». (L.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@uictorino.it (Lorenzo Montanaro).

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Superando.it del 09-06-2016

Cresce l'accessibilità digitale delle Pubbliche Amministrazioni

Vi è una nuova applicazione prodotta dall'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) e pubblicata sul proprio sito web, che prevede una facilitazione per le Pubbliche Amministrazioni, le quali per legge ogni anno - entro fine marzo - devono pubblicare nei propri siti l'elenco degli Obiettivi di Accessibilità da raggiungere entro l'anno corrente.

Ricordiamo che le Pubbliche Amministrazioni risultano quasi 23.000 - la cui tipologia più numerosa è costituita da oltre 9.100 Istituti di Istruzione e circa 8.100 Comuni -, identificabili ciascuna dal proprio codice o Indice IPA. L'AgID, dunque, che ha coordinato il sottogruppo di lavoro per l'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità*, ha messo a disposizione degli Enti Pubblici un'applicazione che predispone un modulo standard di facile compilazione, incentivandoli ad ottemperare alle norme e sembra che la cosa stia funzionando.

Il primo aspetto positivo per le Pubbliche Amministrazioni e per l'Agenzia è che la web-app consente a quest'ultima di tenere traccia degli adempienti, senza la necessità di verifiche dirette sui loro siti web, altrimenti possibile solo a campione. Essendo poi già predisposti una serie di obiettivi selezionabili, gli Enti trovano utili suggerimenti, eventualmente ampliabili, senza restare nell'indecisione o nel dubbio su quali obiettivi si possano elencare.

Un altro aspetto fondamentale è quello della generazione automatica, da parte della web-app, degli obiettivi in formato accessibile. Senza questo automatismo, infatti, il file pubblicato sul sito di ciascuna Pubblica Amministrazione potrebbe talvolta avere un formato .pdf-immagine, derivante da una stampa o scannerizzazione e ri-pubblicazione, con l'inevitabile segnalazione di inaccessibilità: un grave problema, questo, evidenziato e ora risolto, in uno studio pilota effettuato lo scorso anno dal citato sottogruppo di lavoro dell'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

La nuova applicazione, infine, predispone l'acquisizione agevolata degli Obiettivi di Accessibilità e a fine procedura il modulo già nel formato corretto con cui l'Ente dovrà pubblicarlo sul proprio sito web istituzionale attraverso un link.

Vediamo quindi l'andamento dell'utilizzo dell'applicazione nei primi trenta giorni lavorativi, a partire dal 23 marzo 2016:

° 3.000 Enti (circa il 13% delle Pubbliche Amministrazioni italiane) hanno pubblicato gli Obiettivi di Accessibilità. Tra questi 3.000 Enti, quelli maggiormente attivi nella pubblicazione tramite la web-app sono stati gli Istituti di Istruzione (circa il 40%, pari al 22% del totale nazionale) e i Comuni (il 35%, pari al 10% del totale nazionale).

° Oltre la metà degli Obiettivi pubblicati ha riguardato il miglioramento del sito web istituzionale (57%); a seguire l'organizzazione del lavoro, la formazione, le postazioni di lavoro, la creazione di siti web tematici, le intranet.

° In particolare gli interventi specifici di questi Obiettivi riguardano la conformità ai requisiti di accessibilità dell'Allegato A del Decreto Ministeriale dell'8 luglio 2005, la nomina del responsabile di accessibilità, il miglioramento di moduli e formulari, l'accessibilità dei documenti in formato .pdf, l'iter di pubblicazione dei documenti, la revisione dei contenuti, l'Allegato B al citato Decreto Ministeriale, l'acquisto di hardware e software per dipendenti con disabilità, le linee guida di design per la Pubblica Amministrazione, la creazione di gruppi di lavoro per l'accessibilità e i piani di telelavoro.

Per quanto poi riguarda il livello regionale, qui si riscontra una diversa propensione degli Enti Pubblici nella definizione degli Obiettivi di Accessibilità; si è verificato infatti che essa è maggiore nel Mezzogiorno e nel Centro Italia. Nel dettaglio, il Nord presenta un valore medio del 5-6%, il Centro un valore medio del 14% e il Mezzogiorno del 14-15%, con i valori più alti, sia a livello regionale che nazionale, in Puglia, Basilicata e Sardegna.

Sembra quindi, per concludere, che l'utilizzo della nuova applicazione abbia completamente sostituito la precedente metodologia non automatica, segno, questo, che le Pubbliche Amministrazioni "virtuose" seguono sul sito web dell'AgID le innovazioni a disposizione. E la procedura per coloro che intendano in questi mesi pubblicare gli Obiettivi Annuali di Accessibilità è ancora attiva...

*L'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità è l'organismo previsto dalla Legge 18/09 di ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, della quale tutela, monitora e promuove i princìpi.

Componente del Consiglio Direttivo dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Membro del sottogruppo di lavoro dell'AgID dell'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.

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Giornale UICI del 22-06-2016

COMUNICATO STAMPA Leggere: un Diritto di tutti

Accesso all'informazione e alla cultura per le persone con disabilità e Trattato di Marrakech

Si è svolta lunedì pomeriggio, presso la sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, la conferenza "Leggere: un Diritto di tutti - accesso all'informazione e alla cultura per le persone con disabilità e Trattato di Marrakech", grazie al quale sarà favorito il libero scambio di libri a livello sovranazionale. Ad oggi il Trattato è stato già ratificato nel mondo da diciassette paesi dei venti necessari a consentire la sua entrata in vigore.

Laura Coccia, Deputata al Parlamento e componente della commissione Cultura, che ha coordinato la conferenza, ricorda come l'accesso alla lettura e alla cultura sia un aspetto fondamentale, che deve essere garantito a tutti, in un Paese che vuole definirsi civile".

Nel suo messaggio di saluto, Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, assicura l'attenzione del Ministero, in un confronto partecipato con le associazioni, per promuovere l'accessibilità dei beni culturali. "Lo scorso dicembre è stato istituito un ristretto gruppo di lavoro presso il Ministero con il compito specifico di individuare iniziative sempre più forti per la diffusione e l'applicazione delle 'Linee Guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi d'interesse culturale' emanate nel 2008, nel rispetto della convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità".

"In Europa solo il 5% dei libri è accessibile ai non vedenti e questo numero si riduce all'1% per i paesi in via di sviluppo", dichiara Bárbara Martín Muñoz, Vicepresidente EBU - European Blind Union. "Non poter leggere come gli altri equivale a violare un diritto umano fondamentale".

Stefano Tortini, Vicepresidente nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sottolinea come "il diritto alla lettura è parte integrante del diritto allo studio e in questo l'Unione è sempre stata in prima linea, fin dal 1928, anno in cui fu fondata la Biblioteca nazionale per Ciechi per garantire la diffusione dei libri in Braille. Grande rispetto del diritto d'autore - aggiunge Tortini - ma senza compromettere il nostro Diritto di leggere e studiare. Tra i servizi informativi e culturali gestiti dall'Unione, il Centro nazionale del Libro parlato e il servizio Evalues che permette di scaricare, ogni giorno, alcuni fra i maggiori quotidiani italiani in maniera molto semplice e del tutto gratuita".

"Il Trattato è un magnifico esempio di civiltà, solidarietà e concreta cooperazione internazionale a costo zero", dice Rodolfo Cattani Segretario generale EDF - European Disability Forum. "Ratificarlo è un dovere morale, un atto di giustizia contro la discriminazione".

David Hammerstein Mintz, nel suo intervento in rappresentanza dell'Unione Mondiale dei Ciechi, dichiara: "Da parte del Governo italiano, purtroppo, c'è sempre stato silenzio al riguardo del trattato. Siamo dinanzi ad una mancanza di volontà politica. Il Trattato è molto utile e non fa male a nessuno. Non ci sono prove, infatti, in nessun paese, dell'aumento della pirateria informatica da parte di associazioni che si occupano della disabilità visiva. Milioni di persone con disabilità nel mondo sperano ora di poter prendere in prestito libri più facilmente grazie al Trattato di Marrakech."

"Gli editori amano i libri e amano leggere". Inizia così l'intervento di Federico Motta, Presidente AIE - Associazione Italiana Editori. "Non siamo indifferenti nei confronti di quei cittadini che vogliono leggere ma non riescono a farlo. Tutt'altro! Abbiamo sviluppato numerose iniziative da vari anni, affrontandone i costi, anche in assenza dell'intervento pubblico. L'accessibilità alla lettura è un compito della Repubblica, ma noi editori non vogliamo sottrarci dal nostro dovere di sostenerla in concreto. Crediamo molto nella collaborazione e a questo scopo forniamo gratuitamente alla Biblioteca per ciechi di Monza i libri scolastici perché vengano resi più agevolmente in formato Braille e a caratteri ingranditi. Crediamo inoltre nell'innovazione tecnologica, e abbiamo messo a punto un sistema che garantisce già ora molti più libri accessibili, senza ulteriori costi per lo Stato e per la finanza pubblica. Il Trattato di Marrakech vive un momento di impasse e di rimpallo di competenze tra l'Unione europea e gli Stati membri. Non occorre tuttavia aspettare la ratifica e la successiva Direttiva europea. Mettiamoci subito attorno a un tavolo: editori, persone portatrici delle diverse disabilità di lettura, e classe politica. Anticipiamo il processo e troviamo le soluzioni normative migliori per recepire il Trattato. Questo è ciò che conta".

"La Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili - oggi finanziata e sostenuta da AIE, si occupa della promozione del libro e della lettura in tutte le sue forme tradizionali e digitali, attraverso attività di educazione, informazione, sensibilizzazione e ricerca", commenta Cristina Mussinelli, Segretario Generale della Fondazione. LIA ha già messo a disposizione oltre diecimila Ebooks in formato totalmente accessibile, coinvolgendo un elevato numero di aziende editoriali italiane, oltre a sviluppare la propria azione anche all'estero, dove incontra favore e riconoscimento.

Il Presidente nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto conclude la conferenza auspicando che presto anche l'Italia proceda alla ratifica del Trattato, nello spirito dell'impegno assunto con la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. "Raccogliamo inoltre l'appello positivo del presidente dell'Associazione degli Editori e siamo pronti a collaborare con tutti per garantire il vero Diritto alla lettura per i ciechi e per gli ipovedenti italiani".

Trattato di Marrakech: https://www.youtube.com/watch?v=_lpUe-Z0lXA

Per ulteriori informazioni:

Chiara Giorgi

Per l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Email: chiagiorgi@gmail.com

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

ONLUS

Presidenza Nazionale

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Superando.it del 28-06-2016

Lingue straniere e disabilità visiva: ora c'è un Centro Nazionale

di Luciano Paschetta*

Potenziare l'apprendimento delle lingue straniere da parte delle persone cieche e ipovedenti, attraverso l'organizzazione di percorsi formativi che tengano conto delle peculiari necessità formali e strumentali legate alla disabilità visiva e la realizzazione di materiali didattici originali, progettati e pensati a partire dalle esigenze dei singoli studenti ipovedenti che si rivolgeranno al Centro: sarà questo l'obiettivo del nuovo Centro Linguistico IRIFOR (CLI), che avrà sede presso l'IRIFOR di Pesaro-Urbino.

È stato presentato recentemente a Urbino, durante il seminario intitolato Braille: luce di chi non vede - Dalla tavoletta al digitale, organizzato dall'IRIFOR di Pesaro (Istituto per la Ricerca, Formazione e Riabilitazione dell'UICI-Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e dall'Università di Urbino, il nuovo Centro Linguistico IRIFOR (CLI).

All'IRIFOR, infatti, era noto da sempre - e la recente ricerca europea e internazionale lo ha confermato - come la minorazione visiva non sia di ostacolo al processo di acquisizione e apprendimento di una seconda lingua e tuttavia, sempre più spesso, in questi ultimi anni molti studenti con disabilità visiva nel mondo hanno segnalato le crescenti difficoltà incontrate nello studio di una lingua straniera. Ciò è dovuto all'approccio didattico basato spesso su immagini e materiali multimediali non accessibili alle tecnologie assistive.

Anche per lo studio delle lingue, dunque, serviva una metodologia didattica "for all", che tenesse conto delle peculiarità di questa tipologia di studenti, proponendo materiali didattici adeguati nel rispetto delle norme internazionali sull'accessibilità e usabilità dei prodotti multimediali.

Da tali esigenze è nato il citato Progetto CLI, che ha sede presso l'IRIFOR di Pesaro-Urbino, un centro di formazione linguistica e glottodidattica inclusivo, aperto a tutti coloro che vogliano approfondire l'apprendimento o l'insegnamento di una lingua straniera. Un centro inclusivo "for all", ma attento alle necessità didattiche della disabilità visiva.

Nel dettaglio, la nuova struttura intende potenziare l'apprendimento delle lingue straniere da parte dei ciechi e degli ipovedenti attraverso l'organizzazione di percorsi formativi che tengano conto delle peculiari necessità formali e strumentali legate alla disabilità visiva e la realizzazione di materiali didattici originali, progettati e pensati a partire dalle esigenze dei singoli studenti ipovedenti che si rivolgeranno al Centro.

Il CLI è anche riconosciuto quale Centro Ufficiale Specializzato per la preparazione alle certificazioni linguistiche Cambridge ESOL, quale primo polo di riferimento per le persone con disabilità visiva in Europa. La dimensione europea e internazionale del servizio, inoltre, si evidenzia nella volontà di erogare corsi di italiano come seconda lingua per persone con disabilità visiva di tutto il mondo.

E ancora, nella scia della mission dell'IRIFOR, una sezione dell'attività del CLI - che si avvale tra gli altri del patrocinio dell'Università di Urbino e della Presidenza Nazionale dell'UICI - sarà rivolta in particolare alla formazione dei docenti di sostegno e curricolari, per l'insegnamento linguistico alle persone con disabilità visiva.

E del resto, l'impegno dell'IRIFOR nella formazione linguistica si era già concretizzato con la recente pubblicazione del manuale Lingue straniere e disabili visivi: strumenti e strategie didattiche (Roma, Bulzoni, 2015), la cui Autrice, la professoressa Eleonora Borromeo, sarà anche la curatrice del CLI.

L'avvio delle attività del nuovo Centro è previsto per il prossimo mese di settembre e le iniziative di formazione che vi si svolgeranno saranno in modalità presenziale, blended ("mista") o e-learning (online).

di Luciano Paschetta,

Direttore centrale dell'IRIFOR (Istituto Nazionale di Ricerca, Formazione e Riabilitazione dell'UICI-Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

È possibile ricevere sin d'ora informazioni sul nuovo Centro CLI, scrivendo a cli@irifor.eu.

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Osservatorio Malattie Rare.it del 20-06-2016

La terapia genica mostra benefici a lungo termine nella cura di una rara forma di cecità

Una nuova ricerca dell'Università di Oxford alimenta le speranze dei pazienti: questa tecnica potrebbe essere utilizzata per curare persino le cause più comuni di perdita della vista.

OXFORD (REGNO UNITO). Un duraturo miglioramento della vista, fino a quattro anni: questo il risultato ottenuto da alcuni pazienti affetti da coroideremia che si sono sottoposti alla terapia genica. La tecnica consiste nell'iniettare un virus in un occhio, in modo da fornire ad esso miliardi di geni sani e sostituire un gene chiave mancante. Come riporta la rivista Science Daily, questo fornisce la prova finora più forte che nell'uomo gli effetti della terapia genica sono potenzialmente permanenti e potrebbero pertanto fornire un unico trattamento per curare molti tipi di cecità ereditaria.

Questi includono la retinite pigmentosa, che colpisce i giovani, e la degenerazione maculare, che colpisce il gruppo di età più avanzata. Nel riportare i risultati sul New England Journal of Medicine, i medici dell'Università di Oxford hanno esaminato la vista di sei pazienti fino a quattro anni dopo aver ricevuto la terapia genica al John Radcliffe Hospital di Oxford. Questi sei sono stati i primi al mondo a seguire la procedura per la coroideremia, in una sperimentazione finanziata dal Dipartimento della Salute e dal Wellcome Trust.

La terapia genica è stata progettata per rallentare o arrestare la perdita di vista, tuttavia due dei pazienti hanno avuto un significativo miglioramento della visione che è rimasta costante per almeno quattro anni, nonostante un calo nell'occhio non trattato, nello stesso periodo. Ulteriori tre pazienti hanno mantenuto la stessa visione nel loro occhio trattato, mentre il sesto paziente, che ha ricevuto una dose più bassa, ha avuto un lento declino della visione in entrambi gli occhi.

Si spera che la terapia genica possa idealmente essere applicata ai pazienti nelle prime fasi del processo di malattia per prevenire la perdita della vista, poiché il trattamento dovrebbe essere di lunga durata.

Il professor Robert MacLaren, ricercatore capo dello studio, ha commentato: "Ci sono state recentemente delle domande circa l'efficacia a lungo termine della terapia genica, ma ora abbiamo la prova inequivocabile che gli effetti a seguito di una singola iniezione di vettore virale sono duraturi. Anche affinare quel po' di visione centrale che questi pazienti hanno può dare loro una notevole indipendenza".

"La terapia genica è una nuova tecnica in medicina e ha un grande potenziale. Più informazioni abbiamo sulla genetica, più ci rendiamo conto che correggere i geni difettosi prima ancora che una malattia abbia inizio può essere il trattamento più efficace. La terapia genica utilizza le proprietà infettive di un virus per inserire il DNA in una cellula, ma il DNA virale viene rimosso e sostituito con il DNA che viene riprogrammato in laboratorio per correggere qualsiasi gene difettoso nel paziente".

"In questo caso, il successo nell'ottenere un effetto del trattamento che dura almeno diversi anni è stato raggiunto, in quanto il DNA virale aveva una progettazione ottimale e il vettore virale è stato rilasciato nel posto giusto, utilizzando tecniche chirurgiche avanzate. In breve, questa è la svolta che tutti stavamo aspettando".

Il dottor Stephen Caddick, Direttore del settore Innovazione presso il Wellcome Trust, ha aggiunto: "Ripristinare la vista in modo permanente a persone con cecità ereditaria sarebbe un risultato medico notevole. Questa è la prima volta che abbiamo visto quello che sembra essere un cambiamento permanente nella visione, dopo un solo giro di trattamento. È un vero e proprio passo in avanti verso un'epoca in cui la terapia genica farà parte della cura di routine per questi pazienti".

Jonathan Wyatt, il primo paziente al mondo ad essere trattato con questa terapia genica, ha ancora la vista compromessa, ma è stato in grado di raddoppiare il livello di visione nel suo occhio sinistro trattato, un risultato che è stato mantenuto finora per quattro anni. L'avvocato in pensione, 68 anni, di Bristol, ha sofferto di problemi alla vista dall'età di 20 anni. L'occhio destro ha continuato a degenerare e l'occhio sinistro è ora dominante.

Wyatt, per quasi 30 anni prima dell'operazione era in grado di leggere 23 lettere nella tabella oculistica, ma da tre anni e mezzo ne legge 44. "Mi sento molto fortunato, privilegiato e onorato di far parte del fantastico gruppo di ricerca del John Radcliffe. Sento che la mia vita rappresenterà un contributo per aiutare gli altri. L'occhio sinistro è notevolmente migliorato e mi ha reso più indipendente. Nei viaggi in treno da solo mi sento più sicuro ed esco di casa più spesso. Senza questa terapia penso che andrei in giro col bastone bianco".

Joe Pepper, un insegnante di 24 anni di Croydon, che è stato l'ultimo paziente a ricevere il trattamento di terapia genica (non nella coorte originale dei sei), ha raccontato: "Mi sono seduto e ho iniziato a leggere la tabella oculistica con il mio occhio destro trattato. Ho letto le prime due righe e per la prima volta nella mia memoria ho letto ancora e ancora. Ricorderò quel giorno per il resto della mia vita. Ho potuto leggere quattro righe in più rispetto a prima. Ho riso e versato una lacrima, è stato speciale".

"A sei mesi dall'intervento chirurgico i risultati sono stati più di quanto avessi mai immaginato. La mia visione ha ora una nuova ritrovata chiarezza e io non sottopongo più a stress la mia visione durante la lettura o guardando in lontananza. Anziché vedere contorni di persone o alberi, sto vedendo le loro caratteristiche definite. Di notte ora ho una ritrovata fiducia nelle aree scarsamente illuminate, il che significa che posso sentirmi indipendente e sicuro anche dopo il tramonto. Senza il professor MacLaren e la sua squadra, e il loro lavoro pionieristico, avrei potuto perdere la vista e negli ultimi 14 anni ho temuto che mi potesse accadere. Il lavoro che fanno è speciale e non posso fare altro che ringraziarli".

di Francesco Fuggetta

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Il Piccolo di Trieste del 27-06-2016

Il "superlaser" bocciato dai big dell'oculistica

Il Congresso nazionale Givre ha affrontato il tema della maculopatia della retina Gli esperti concordano: «Le iniezioni intravitreali risultano la cura più efficace» di Patrizia Piccione

È possibile interrompere il processo degenerativo delle maculopatie, senile e diabetica, come vanta il laser triestino 2RT Il cui acronimo, che sta per Retinal Rejuvenation Therapy, parrebbe promettere appunto il ringiovanimento del tessuto retinico. Nella gamma delle patologie della retina, la maculopatia, nella forma senile legata all'età e in quella diabetica, correlata alla glicemia, è quella che provoca più grattacapi agli oculisti. Perché a tutt'oggi, le cause che portano all'insorgere della malattia non sono ancora del tutto note, anche se i risultati degli studi a lungo termine su migliaia di pazienti, hanno evidenziato che il 50 per cento dei casi è legato a una predisposizione famigliare e, dunque, genetica. Ma anche a una dieta squilibrata e stili di vita sbagliati. Tra i primi imputati c'è il fumo, che aumenta fino a tre volte il rischio di incorrere nella maculopatia degenerativa, la patologia che colpisce la zona centrale della retina, cioè la macula, quella in cui c'è la più elevata acuità visiva.

Anche una dieta povera di antiossidanti, che possiedono un'elevata funzione protettiva della retina, rientra nella lista dei fattori predisponenti. Una malattia subdola che la comunità scientifica oftalmologica mondiale affronta sia puntando sulla prevenzione sia mettendo a punto protocolli farmaco-chirurgici sempre più performanti, mentre il laser, molto usato negli anni '90 per trattare le lesioni delle fasi iniziali, pare non essere più considerato, in termini di benefici concreti, una valida alternativa, a causa di un certo effetto boomerang, poiché le lesioni si ripresentavano. Come è emerso nella tre giorni del 17.o Congresso Nazionale Givre organizzato dal consiglio direttivo della Società italiana di Chirurgia vitreoretinica, presieduto da Daniele Tognetto, a capo della Clinica oculistica dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste, cui hanno partecipato oltre 1300 oculisti. Un brainstorming con le punte di diamante degli specialisti mondiali provenienti da centri universitari d'eccellenza italiani, europei e americani. Tornando alle maculopatie, la migliore strada percorribile oggi, in termini di conservazione della funzionalità visiva e di capacità di bloccare la progressione della malattia, sono le iniezioni intravitreali. Che hanno sostituito, hanno convenuto i big dell'oftalmologia, i trattamenti laser. «Il Cochrane, l'organismo internazionale che valuta l'efficacia e soprattutto la sicurezza di tutte le nuove terapie in campo sanitario - spiega Tognetto, tracciando un bilancio del congresso - ha stabilito in maniera inequivocabile la maggiore efficacia delle iniezioni intravitreali rispetto al laser sia nel trattamento della degenerazione maculare senile sia nella maculopatia diabetica». Sull'argomento si sono espresse giungendo alle stesse conclusioni anche due autorità a livello mondiale: l'americano Thomas Friberg, dell'Eye centre Upmc di Pittsburg, e il collega londinese Alan Bird, che ha sottolineato come «la degenerazione senile deriva dall'invecchiamento di tutta la retina e delle strutture sottostanti. Quindi trattare con il laser singole lesioni non è al momento una metodica di comprovata efficacia e sicurezza». Friberg ha ribadito invece l'efficacia preventiva dell'alimentazione e dell'integrazione antiossidante.

«Affrontando la questione in numeri - aggiunge Sandro Saviano della clinica universitaria del Maggiore - uno studio pubblicato nel 2015 da Cochrane ha preso in considerazione 3580 occhi trattati con il laser di maculopatie senili, giungendo alla conclusione che il laser non riduce il rischio di sviluppare neovasi, non dimostra di limitare la perdita visiva né la comparsa di atrofia». Sul mercato si è affacciato il nuovo tipo di laser a nanosecondi, ma al momento non c'è evidenza scientifica sulla sua efficacia, soprattutto nel lungo periodo. «L'evoluzione scientifica e la ricerca in campo medico sono in continuo progresso - anticipano Tognetto e Saviano -. Sono in sperimentazione alcuni farmaci intravitreali che sarebbero in grado di curare forme iniziali ma anche avanzate di maculopatie senili secche, un grande passo avanti che ha richiesto anni di ricerca e studio».

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Giornale UICI del 27-06-2016

Reggio Emilia - Unione Italiana Ciechi, scuola e salute: i risultati del progetto di prevenzione per l'identificazione dei difetti visivi

Si è svolta nella mattinata di sabato 25 giugno al Cinema Rosebud di Reggio Emilia la presentazione ufficiale degli obiettivi e dei risultati del progetto di prevenzione dei disturbi della vista, promosso dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Emilia, che ha coinvolto da Ottobre 2015 ad oggi oltre 120 classi di diverse scuole primarie del territorio reggiano, per un totale di circa 2.500 bambini.

Test e diagnosi per la salute degli occhi, fin dalla tenera età. L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Emilia ha reso noti i risultati di un importante progetto sanitario di prevenzione dei disturbi della vista che ha interessato diverse scuole primarie del territorio di Reggio Emilia e provincia. Hanno partecipato alla giornata la Presidente dell'UICI di Reggio Emilia Chiara Tirelli, la Consigliera della Regione Emilia-Romagna e Presidente della Commissione Parità Roberta Mori, il Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, la Vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia Ilenia Malavasi, l'Assessora a Educazione e Conoscenza del Comune di Reggio Emilia Raffaella Curioni, la Presidente del Lions Club Ferrante Gonzaga di Guastalla Rosella De Lorenzi, il Presidente Regionale UICI Marco Trombini e diversi rappresentanti dell'Azienda USL di Reggio Emilia.

"È importante la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le iniziative associative del territorio - ha sottolineato Gianmaria Manghi, Presidente delle Provincia di Reggio Emilia - perché anche grazie a questa sinergia è possibile garantire una maggiore qualità dei servizi ai cittadini, in particolare in ambito educativo". Per Roberta Mori, Consigliera della Regione Emilia-Romagna e Presidente della Commissione Parità, il progetto di screening ha rappresentato "un esempio di progettualità significativa da un punto di vista sanitario ma anche a livello educativo e di pari opportunità". "Auspico - ha continuato Mori - che questo impegno sociale e civile per la prevenzione e la salute di tutti possa rappresentare un esempio per tanti altri. Abbiamo bisogno di esempi, di persone che ottengano dei risultati spendendosi a servizio della comunità, ma è anche importante rendere virale questa capacità, perché sulla prevenzione il coinvolgimento di tutte le parti sociali è assolutamente necessario. Vogliamo che il prendersi cura degli altri nasca spontaneo grazie all'iniziativa delle associazioni e alla reattività delle istituzioni".

"Lo ritengo un progetto importante, per il metodo che è stato utilizzato - ha spiegato Raffaella Curioni, Assessora a Educazione e Conoscenza del Comune di Reggio Emilia". "Siete stati capaci di parlare con i bambini, affrontando un tema serio, come quello della vista, con un linguaggio che ha saputo coinvolgere senza spaventare. Un ringraziamento particolare va agli insegnanti - ha precisato Curioni - perché hanno saputo mantenere il rapporto con le famiglie, un aspetto fondamentale del processo di relazione educativa, e perché con la loro presenza si sono potuti ottenere questi risultati". Rosella De Lorenzi, Presidente del Lions Club Ferrante Gonzaga di Guastalla, ha auspicato "un maggiore coinvolgimento degli altri Lions Club del territorio, perché solo con la collaborazione è possibile sostenere le future iniziative dell'Unione Ciechi di Reggio Emilia", mentre Ilenia Malavasi, Vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia e Sindaco di Correggio ha evidenziato quanto sia necessario proseguire in questa direzione "perché tutti gli strumenti che possono essere messi a disposizione dei ragazzi per supportarli nella loro crescita, nel diritto allo studio e nella prevenzione fanno parte di un dovere non solo degli amministratori, ma di tutti coloro che con diverse responsabilità partecipano allo sviluppo del Paese". A termine della giornata, Chiara Tirelli, Presidente dell'UICI di Reggio Emilia ha ringraziato tutti i componenti del gruppo di lavoro, gli enti che hanno finanziato il progetto e le autorità presenti. "La grande partecipazione di oggi - ha aggiunto Tirelli - ci lascia ben sperare per le future attività che potremmo svolgere nei prossimi anni".

I risultati del progetto sono stati presentati dal gruppo di lavoro composto dalla Dott.ssa Paola Pantaleoni, la Dott.ssa Veronica Bottazzi, il Dott. Silvio Chierici, la Dott.ssa Cinzia Marastoni e la Dott.ssa Mariolina Rinaldini. Dell'equipe hanno fatto parte anche la Dott.ssa Cristina Barilli, la Dott.ssa Giulia Carretti, la Dott.ssa Pierisa Gatti e la Dott.ssa Luisa Montebruni.

Esito dello screening:

120 classi coinvolte negli incontri informativi per un totale di 2500 bambini. 1910 visite effettuate con un 77,4% di bambini che non hanno manifestato sintomi legati alla riduzione della capacità visiva, un 20,5% che ha rilevato una capacità visiva compresa tra i 5 e i 9 decimi e un 2,1% sotto i 5 decimi. Tra i visitati, 468 bambini sono risultati positivi ad almeno uno dei test ed è stata suggerita loro la visita oculistica completa, mentre a 212 bambini già portatori di occhiali è stato indicato di proseguire i controlli oculistici annuali.

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StartupItalia! del 14-06-2016

"Be My Eyes", l'app per "offrire" i propri occhi a chi non può vedere

"Be My Eyes", che ha superato i 370mila iscritti, collega l'utente che ha bisogno di assistenza al primo volontario disponibile, anche a un continente di distanza. Puntando tutto sulla solidarietà, quest'app aiuta le persone non vedenti a risolvere piccoli problemi quotidiani, semplificando loro la vita.

Hans Jørgen Wiberg è un signore danese affetto da un grave difetto alla vista; il suo campo visivo nel corso del tempo si è ridotto a 5 gradi rispetto ai normali 180. Per anni ha lavorato come consulente per persone non vedenti in Danimarca. È da questa sua esperienza di vita è nata "Be My Eyes".

Sebbene di app per non vedenti ne siano state sviluppate molte negli ultimi anni, la creatura di Hans è la prima a scommettere tutto sulla solidarietà. "Be My Eyes", infatti, collega l'utente che ha bisogno di assistenza al primo volontario disponibile, magari a un continente di distanza: «Un mio amico non vedente mi ha detto che utilizzava spesso il suo smartphone per contattare amici e familiari su Skype o FaceTime perché gli dessero una mano per piccole cose quotidiane - racconta Hans - ma il fatto di dover sempre chiamare qualcuno lo metteva a disagio. È da qui che ho iniziato a pensare a un gruppo di volontari che potesse rispondere a questo tipo di chiamate».

Come funziona "Be My Eyes".

Nel 2012 Hans ha presentato la sua idea durante un weekend per startup in Danimarca, dove ha riscosso un grande successo. Il lancio è avvenuto nel gennaio 2015 e ad oggi 27mila persone non vedenti utilizzano "Be My Eyes".

Nonostante le iniziali preoccupazioni, anche il numero di volontari che hanno scaricato l'app ha superato tutte le aspettative.

L'unico requisito è avere un iPhone 4s o modelli successivi. Il funzionamento è semplice: si scarica l'app gratuitamente, ci si registra, si seleziona una lingua e quando si ha bisogno di assistenza si schiaccia il pulsante di chiamata. Il volontario vede sullo schermo del suo telefono il video ripreso dalla fotocamera dell'Iphone del non vedente.

Se il volontario in quel momento non può rispondere, dopo dieci secondi la chiamata viene inoltrata a un altro utente. Può sembrare poco, ma la differenza psicologica alla base di questo meccanismo è fondamentale. Come spiega Hans: «Puoi essere sicuro al cento per cento che la persona che risponde è disponibile. Non riceverai mai un no per risposta. Senza contare l'emozione di essere a Helsinki e poter essere aiutato da qualcuno a Sidney»

La questione sicurezza.

Ovviamente nelle condizioni di utilizzo viene esplicitamente chiarito che è meglio evitare di condividere informazioni e dati personali. In aggiunta, per evitare incidenti, alla fine della chiamata sia il non vedente che il volontario possono segnalare un eventuale utilizzo scorretto. Infine, il team di "Be My Eyes" ci tiene a sottolineare che è sbagliato partire dal presupposto che le persone non vedenti non possano essere indipendenti a causa della loro disabilità.

«Non vogliamo in alcun modo far intendere che chi non vede sia indifeso o incapace, tutt'altro - sottolinea Hans - la mia speranza piuttosto è che la nostra app possa incoraggiare le persone e dar loro il coraggio di fare cose che normalmente non farebbero». Magari cose piccole ma che fanno la differenza, come preparare una cena per la propria moglie, perché hanno a disposizione l'assistenza visiva di qualcuno che è lì volontariamente.

La storia di Dean.

Dean ha trent'anni, è cieco dalla nascita e vive da solo a pochi chilometri da Londra. A sentirlo parlare si capisce subito che è molto orgoglioso della sua autonomia. «Ho incontrato persone che mi parlavano come se fossi un qualche portento perché posso fare le cose da solo, quando per me è perfettamente normale», spiega.

Per lui però l'iPhone è senza dubbio uno strumento molto comodo. «Appena l'ho acquistato non era accessibile, ma poi ho aggiunto l'opzione Voiceover. Ero molto interessato a trovare app che potessero essermi utili», racconta. "Be My Eyes" l'ha scoperta su Twitter.

«La uso spesso per controllare la data di scadenza del latte e di altri prodotti che ho in casa. Ma l'ho anche usata per farmi aiutare nel setup della televisione, per collegare i vari canali, cosa che da solo non sarei stato in grado di fare. Oppure una volta per fare una prova ho chiesto ad un volontario di aiutarmi leggendo un cartello stradale, in questo senso è molto utile», spiega Dean. Sottolinea anche che «la cosa interessante è il fatto la app utilizza la fotocamera sul retro del telefono, che è molto meglio di quella davanti, dal momento che così chi ti aiuta può vedere quello che stai facendo».

Per quanto riguarda i volontari con cui ha avuto a che fare, avendo selezionato l'inglese come lingua, Dean è entrato in contatto con persone nel Regno Unito e negli USA. «Erano tutti molto gentili e contenti di dare una mano», racconta.

E per il futuro "Be My Eyes" potrebbe arrivare ad aiutare molte più persone.

«Gran parte delle persone non vedenti vive in paesi come l'Africa, l'India o la Cina - sottolinea Hans - dove purtroppo molte persone ancora perdono la vista a causa di malattie che in Europa o negli Stati Uniti sono facilmente curabili». L'idea è quella di riuscire lentamente ad espandersi e arrivare a raggiungere queste persone entro il 2018. Ci saranno aspetti culturali ed etnici da prendere in considerazione, ma la sfida non lo spaventa.

di Caterina Villa

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La Repubblica - Affari & Finanza del 27-06-2016

Meglio bus o car sharing? Moovit ha la risposta "Con noi trasporti facili"

Suscita interesse e curiosità Moovit, una app pensata per unire luoghi, mezzi e persone, in pratica aiutando chiunque voglia intraprendere un percorso in città a farlo nel modo più semplice e rapido. La start-up dichiara di avere già 40 milioni di utenti in 800 città e 60 Paesi. Ad oggi ha ottenuto più di 80 milioni di dollari di finanziamento. La chiave della proposta di Moovit è la semplicità. L'app, disponibile gratuitamente per iPhone, Android e Windows Phone, combina i dati provenienti dalle aziende di trasporto con quelli forniti in tempo reale dalla community di utilizzatori, garantendo a chi viaggia un'istantanea più precisa e puntuale sul loro spostamento, con i percorsi più veloci e comodi senza inutili attese.

Nata a Tel Aviv, terreno fertile per le start-up grazie alle agevolazioni del governo sia nel settore ricerca e sviluppo che nel lancio di nuove attività, la app è stata esportata recentemente nelle più grandi città del mondo, approdando in Italia a Milano, Napoli, Palermo e Roma. Oggi, con quasi 3 milioni di utenti in 53 città, l'Italia si conferma il paese dove l'app ha trovato la più ampia diffusione. «Questo perché in Italia si sente fortemente l'esigenza di uno strumento di semplificazione e razionalizzazione rispetto all'utilizzo dei trasporti pubblici», spiega Alex Mackenzie Torres, vice president di Moovit dopo un'esperienza di 15 anni in Google. «L'obiettivo principale di Moovit è semplificare la vita ai propri utenti. Per questo conduciamo in tutto il mondo sondaggi periodici, per capire come si muovono le persone. Il feedback che riceviamo da loro è di grande importanza perché ci permette non soltanto di migliorare l'app, ma ci dà la possibilità di offrire gratis alle aziende di trasporti locali e alle pubbliche amministrazioni, dati ed informazioni fondamentali sulla mobilità dei cittadini che permettono loro di migliorare i servizi ». A Palermo, ad esempio, non esisteva un sistema centrale di monitoraggio degli spostamenti dei mezzi pubblici. Moovit ha offerto gratuitamente questo servizio.

Moovit punta anche a creare e facilitare connessioni a tutti i livelli: non soltanto tra luoghi distanti tra loro, ma tra nuove tecnologie, aziende di trasporto e amministrazioni locali, e infine tra diverse tipologie di mezzi di trasporto. Il team Moovit sta infatti lavorando per allargare l'algoritmo, in modo da segnalare non soltanto le connessioni tra mezzi di trasporto pubblico, ma anche tra mezzi pubblici e servizi di mobilità on-demand (car, scooter e bike sharing, Uber). «Moovit crede fortemente nell'integrazione tra mezzi pubblici e i nuovi servizi on-demand e, più in generale, nell'efficacia di una sempre maggiore intermodalità dello spostamento urbano, per rendere più sostenibile ed efficace la mobilità di tutti», spiega a sua volta Samuel Sed Piazza, country manager per l'Italia di Moovit. Questo risponde ancora una volta alle esigenze dei cittadini. In Italia, il 50% degli utenti al Nord e il 44% al Centro e al Sud vorrebbero trovare all'interno della app informazioni su altre modalità per spostarsi. Come primo step, l'app ora mostra la localizzazione di Uber e i percorsi ciclabili e pedonali. Sempre in chiave intermodale, Moovit ha appena siglato un accordo con la regione Lombardia per integrare informazioni sui collegamenti in treno tra città e lo stesso accordo è stato lanciato anche in Campania e nel Lazio.

Gli utenti possono segnalare in tempo reale ritardi, rallentamenti e deviazioni di percorso, così come valutare l'efficienza dei servizi e suggerire migliorie alle aziende dei trasporti. Sono 45mila gli utenti in tutto il mondo che contribuiscono attivamente, un modello di community, unita dalle esigenze di mobilità. Il team di Moovit, lavorando a stretto contatto con uno sviluppatore non vedente, Adi Kushnir, ha sviluppato importanti funzioni di accessibilità che aiutano la community di non vedenti a viaggiare sui mezzi pubblici con maggiore facilità.

di Sara D'Agati

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Superando.it del 15-06-2016

Cinema accessibile: la strada è aperta e c'è chi lo capisce

Non è affatto difficile e costa molto poco proiettare film accessibili anche alle persone con disabilità sensoriale, battaglia che vede impegnate ormai da tempo le Associazioni Blindsight Project e CulturAbile, insieme ai promotori dell'Applicazione MovieReading. Lo hanno capito, ad esempio, gli organizzatori della XXII edizione dell'"Isola del Cinema", tradizionale kermesse estiva romana, che già in questi giorni sta offrendo proiezioni accessibili, tramite la sottotitolazione e/o l'audiodescrizione garantite appunto da MovieReading.

ROMA. «Non basta più un solo festival del cinema accessibile all'anno e nemmeno un solo film al mese, risultati per ottenere i quali abbiamo lavorato a lungo con CulturAbile e MovieReading. Si vorrebbe infatti l'accessibilità di ogni film, anche per chi non vede o chi non sente, visto che la spesa per realizzare ciò è davvero ridicola. Qualcuno capisce, e si aggiorna all'epoca che viviamo; ringraziamo quindi l'organizzazione della ventiduesima edizione dell'Isola del Cinema di Roma, che per la prima volta offre proiezioni accessibili da MovieReading, augurandoci che andare al cinema diventi una cosa normale per tutti, una volta per tutte».

Lo si legge in una nota di Blindsight Project - Associazione impegnata a vari livelli per l'inclusione delle persone con disabilità, e in particolare di quelle con disabilità visiva - che in questo specifico settore si batte ormai da tempo, insieme all'Associazione CulturAbile e all'applicazione MovieReading, per arrivare ad eventi culturali accessibili alle persone con disabilità sensoriali.

Un plauso va dunque alla scelta dell'Isola del Cinema, tradizionale kermesse avviata il 9 giugno e che si protrarrà fino al 4 settembre nello splendido scenario dell'Isola Tiberina di Roma (Arena, Cinelab e Schermo Tevere, i nomi delle tre sale). Grazie infatti all'applicazione gratuita MovieReading - il sistema tramite il quale non è necessario organizzare proiezioni dedicate alle persone con disabilità sensoriale, né investire risorse in apparecchiature o adattamenti tecnici/tecnologici - si possono scaricare direttamente dal proprio smartphone o tablet i sottotitoli e le audiodescrizioni, e fruirne, come già per l'uscita cinematografica, in modo libero e autonomo, godendosi il film programmato. In tal senso va detto che sono effettivamente molti, tra i film in programmazione all'Isola del Cinema, quelli già disponibili su MovieReading con sottotitolo e/o audiodescrizioni.

«Crediamo - sottolineano con orgoglio da MovieReading - che questo sia un passo importantissimo nella strada verso l'accessibilità dei contenuti audiovisivi e degli eventi cinematografici per le persone con disabilità sensoriale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@blindsight.eu (Massimiliano Bellini).

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Movie for kids del 19-06-2016

Alla ricerca di Dory: anche i non vedenti potranno godersi il film con una speciale app

Anche i non vedenti potranno godersi il prossimo film Pixar Alla ricerca di Dory al cinema. Il tutto grazie a una speciale app!

Più di 21 milioni di persone negli Stati Uniti sono non vedenti in modo totale o parziale. Ma questa volta, coloro che vorranno godersi l'ultimo film Pixar Alla ricerca di Dory potranno usufruire di una speciale app Disney.

Si tratta di un update dell'applicazione Disney Movies Anywhere, già presente da molto tempo sul suolo americano. Lo spettatore non vedente potrà scaricarla sul proprio iPhone o iPad (per il momento il servizio non è disponibile per Android) e indossare le sue cuffiette. L'app permette al telefono di ascoltare l'audio del film in sala tramite il microfono e di sincronizzare di conseguenza una traccia pre-registrata che descrive cosa accade sul grande schermo nei momenti in cui non ci sono dialoghi. In questo modo chi si sta godendo il film può ascoltare sia l'audio originale della pellicola che la descrizione proveniente da Disney Movies Anywhere.

In realtà, la maggior parte dei film in America hanno a disposizione una traccia creata appositamente per i non vedenti, ma si tratta di un servizio offerto da pochi cinema selezionati. Per la prima volta, invece, Disney offre la possibilità ai suoi spettatori di possedere la traccia audio comodamente sui loro smartphone.

Del resto non è una novità per la Pixar: per otto anni lo studio ha invitato dei gruppi di non vedenti ai suoi test screening per fare in modo di adattare la narrazione dei propri film anche alle loro esigenze e a quelle degli strumenti che permettono loro di ascoltare il cinema.

Un bellissimo gesto da parte della Pixar, non trovate?

di Irene Rosignoli

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Quotidiano Sanità.it del 11-06-2016

Piemonte. Disabili visivi imparano le manovre di primo soccorso

Ieri a Torino il primo corso di rianimazione cardio-polmonare e uso del defibrillatore rivolto a persone cieche e ipovedenti. Un'iniziative dell'Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino,dell'Irifor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e del Sistema Emergenza Urgenza del 118 Piemonte.

TORINO. "In una situazione di emergenza anche un disabile visivo, se adeguatamente formato, può essere di grande aiuto e contribuire a salvare una vita". E' partendo da questa la consapevolezza che l'Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino, l'Irifor (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e il Sistema Emergenza Urgenza del 118 Piemonte hanno deciso di promuovere il corso di rianimazione cardio-polmonare e uso del defibrillatore per disabili visivi. Ieri la prima esperienza, che ha coinvolto 15 persone cieche e ipovedenti.

Durante il corso, che si è svolta presso i locali Uici di via Nizza 151 (Torino), i partecipanti con disabilità visiva sono stati formati da uno staff di medici e infermieri del 118. Hanno potuto apprendere e sperimentare in prima persona (in particolare con l'ausilio di manichini) alcune tra le più importanti manovre salvavita, dal massaggio cardiaco ai procedimenti per la disostruzione delle vie aeree. Una parte del corso, poi, è stata dedicata all'uso del defibrillatore. "Con le dovute precauzioni, questo strumento può essere adoperato anche da chi non vede o vede poco, poiché è dotato di una voce sintetica che guida l'utente nei diversi stadi d'intervento", spiega l'Uici di Torino.

"L'evento realizzato in collaborazione con l'Unione ciechi e ipovedenti di Torino è stato per gli istruttori del 118 Piemonte un momento formativo, di alta professionalità e di confronto sulle problematiche del cittadino 'fragile' - ha dichiarato Ciriaco Persichilli, direttore facente funzione emergenza territoriale 118 -. Auspico che questo non si fermi ad un evento singolo ma sia l'inizio di un percorso a 360 gradi con il mondo dell'emergenza. Questo testimonia la sensibilità e l'apertura dei sistemi di emergenza su tutto il mondo delle fragilità e sarà sempre più importante nella gestione di una sanità rivolta al futuro".

"Siamo particolarmente contenti della collaborazione - ha aggiunto Franco Lepore, presidente Uici Torino - Iniziative di questo genere sono fondamentali, sia perché forniscono una formazione sanitaria di base, utile a tutti in casi di emergenza, sia perché aiutano a ribaltare alcuni stereotipi. Il disabile, cioè colui che ha bisogno di aiuto, può, alla prova dei fatti, essere di grande aiuto agli altri. Nel ringraziare i formatori del 118 per la professionalità e la passione con cui ci hanno guidati, ci auguriamo che l'esperienza di oggi sia l'inizio di un lungo e fruttuoso cammino".

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Il Corriere della Sera del 05-06-2016

La cecità diventa una normalità speciale

Esce il 12 giugno «Controluce»: undici racconti di Marcantoni

«La cecità non è una croce: la mancanza del senso della vista non è mancanza del senso della vita. Semplicemente i non vedenti costruiscono la loro speciale normalità su quattro sensi invece che su cinque, su dotazioni emotive e cognitive commisurate alla durezza del terreno di gioco». Riflessioni di Mauro Marcantoni, sociologo e giornalista, direttore di Trentino school of managment, autore di varie pubblicazioni sulla pubblica amministrazione e di due libri di tutt'altro respiro: "I ciechi non sognano il buio" (Franco Angeli, 2008) e "Vivere al buio" (Erickson, 2014). In essi Marcantoni, che ha perso la vista da più di vent'anni, ha trattato un tema delicato come quello della cecità, raccogliendo nel primo ottanta storie da tutta Italia sotto forma di intervista e commento di «ciechi di successo», persone comuni fuori dal comune («per successo non intendo notorietà bensì piena realizzazione di sé e nella vita, come quella raggiunta da una coppia di non vedenti che ha cresciuto quattro figli») e fornendo nel secondo una sorta di galateo per i vedenti, modelli di comportamento per evitare imbarazzi e debellare i pregiudizi. Due opere sullo stesso tema strutturalmente e stilisticamente diverse, legate però nel titolo dal comune denominatore del buio della cecità, «un muro di nero compatto che respinge ed esclude qualsiasi tentativo di intrusione e qualsiasi evasione per chi lo abita ma anche un limite composito e superabile che non è sinonimo di rinuncia alla vita, un universo tutto da esplorare nella sua ambivalenza». Sarà allora per aiutarci a vedere il buio e la cecità da altre prospettive che l'ultimo lavoro di Marcantoni, "Controluce", sarà questa volta un libro di narrativa: undici racconti che raffigurano le varie situazioni affrontate dai protagonisti non vedenti nella loro quotidianità, in un continuo rapporto con il limite, tema centrale del libro: «Raccontare di cecità afferma Marcantoni è il mio personale modo per condividere ciò che ho capito del limite, non solo del mio personale». Il libro verrà distribuito nella collana «Racconti d'autore» del «Sole 24 ore» a partire da domenica 12 giugno e una sua presentazione si può leggere oggi sulla Domenica del Sole 24 ore.

Andrea Bontempo

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Il Sole 24 Ore del 05-06-2016

Nel buio si vede di più

Da più di 10 anni, più di un milione di persone ha partecipato a un'istruttiva e commovente esperienza offerta dall'istituto ciechi di Milano: «Dialogo nel buio». Il visitatore viene guidato da un cieco in una serie di sale completamente buie, e si rende conto subito di due cose contrastanti: di quanto è prezioso il senso della vista, che è abituato a dare per scontato; e di quanto sia immediata la sua capacità di attivare, in sua sostituzione, le potenzialità di altri sensi, l'udito e il tatto, al punto che i sensi appaiono sorprendentemente traducibili l'uno nell'altro. È commovente che tutto ciò avvenga sotto la guida di un cieco, che al buio può ritrovarsi su un piano di parità, anzi di vantaggio, rispetto a una quotidianità vissuta costantemente all'insegna di un handicap.

In una situazione simile si trova uno dei personaggi che animano i racconti di Mauro Marcantoni, direttore di tsm-Trentino School of Management, che troverete allegati nel prossimo numero di Domenica del Sole 24 ore con il titolo "Controluce". Elio vuole fare teatro, ma non vuole fare teatro tra ciechi. Si iscrive a un normale corso cui partecipa gente altrettanto motivata, ma che non aveva previsto la sua presenza. Elio registra tutti gli imbarazzi, i silenzi, i tentennamenti, dei suoi compagni di corso, ma anche l'autenticità di alcuni e l'aggressività di altri, scocciati per doversi misurare con la presenza di un cieco. Marcantoni disegna con grazia il modo in cui Elio riesce a conquistare la fiducia dei compagni e della compagne e a fare teatro con loro per la soddisfazione di tutti. Al secondo incontro, l'insegnante li aveva fatti salire tutti sul palco bendati. «A turno - dice Elio - ho accompagnato ciascuno in un rapido percorso al buio, e in questo breve viaggio hanno misurato la loro capacità di affidarsi a me, di fidarsi di un cieco, mentre io ho sentito le loro fragilità, le insicurezze, la voglia di sperimentare, la capacità di rischiare, la disponibilità a giocare, la rigidità della paura». Ecco qual è la bellezza di questi racconti. Quella di farci capire che tutti condividiamo la medesima fragilità: che nella sostanza, anche se abbiamo il vantaggio di vedere (e non è certo un vantaggio da poco), la nostra vita e quella di un cieco non sono diverse. «Non è facile da sostenere l'incertezza che sperimento ogni giorno - dice la protagonista di un altro racconto -, ma devo imparare a gestirla se non voglio rinunciare alla mia autonomia. Così, quando cado mi rialzo, impreco un po' e riprendo il cammino. Sembra la metafora della vita: un'altalena ininterrotta di alti e bassi che rompe schemi pre-definiti, generando una continua precarietà». Eppure in questi racconti aleggia continuo il senso di una felicità possibile, e che va aldilà della disperazione o dei possibili autoinganni, ma che si nutre invece di un sano realismo psicologico. Perché come ben sanno gli psicologi dopo i pionieristici lavori di Daniel Kahneman, la felicità dipende assai più dalla propria forza interiore che dalle circostanze esterne o dai nostri limiti. C'è molto di autobiografico in questi racconti, dove Marcantoni mostra una consapevolezza straordinaria dei disagi psicologici che un cieco può generare: «Devo decidere se diventare l'aguzzino di chi mi ama con richieste e lamentazioni continue, o accettare la sfida, sapendo che sarà difficile». «Quando ho rassegnato le dimissioni dal mio impiego di dirigente pubblico, mi hanno considerato più presuntuoso che incosciente (...). La cecità mi ha aperto altri orizzonti e mi ha costretto a riflettere su me stesso, su quello che ero e che sarei potuto essere. Mi ha dato una rappresentazione diversa del limite, della finitezza umana e di come questa finitezza possa divenire stupore, scoperta, conquista».

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Redattore Sociale del 09-06-2016

Un libro su quel luogo di "rinascite" che è la Lega del filo d'oro

Il volume "Il codice del cuore", scritto dalla giornalista Sara De Carli, sarà presentato alla IX assemblea nazionale delle famiglie della Lega che si terrà ad Ancona dal 10 al 12 giugno. Oggi in Italia le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all'udito sono 189 mila.

ROMA. Valentina ha detto per la prima volta "mamma", a 18 anni. Andrea a 11 anni ha mangiato, per la prima volta, un piatto di pastasciutta; prima di allora si nutriva solo con cibo frullato. Luca a 50 anni ha imparato ad andare in bagno da solo. Mirco a 25 anni ha infilato un paio di occhiali e non se li è più tolti, perché con gli occhiali lui vede. Sono queste storie speciali delle famiglie della Lega del Filo d'Oro, fatte di piccole e grandi conquiste, che la giornalista Sara De Carli ha voluto raccontare in "Il codice del cuore", quarto libro di una collana che la Lega del Filo d'Oro ha realizzato - in collaborazione con la testata Vita - per narrare il mondo della Lega: da "Le mie dita ti hanno detto" (2012) sulla vita della fondatrice della "Lega" Sabina Santilli a "Le chiavi dello scrigno" (2013) sul metodo di riabilitativo fino a "L'amore in più" (2015) che ha dato voce alle esperienze dei volontari della Lega del Filo d'Oro.

Sara De Carli, giornalista del periodico Vita, si occupa da anni di attualità ed in particolare delle tematiche collegate alla famiglia, all'infanzia, alle adozioni, alla scuola e alla disabilità e fa parte del gruppo MIUR per le Scuole Aperte. "Da qualche anno - afferma De Carli - ho la fortuna di raccontare la Lega del Filo d'Oro, nelle sue attività e nei servizi che offre alle persone sordocieche o con pluridisabilità psicosensoriali. Quando mi è capitato di parlare con i familiari degli utenti, tutti mi hanno sempre ripetuto del "miracolo" che è stato l'incontro con la "Lega" e di come, da quel momento, le loro vite siano radicalmente cambiate. Per questo libro ho voluto così incontrare tantissime famiglie e davvero conoscendole viene spontaneo pensare che siano tutte famiglie speciali, anche se la loro straordinarietà sta essenzialmente nella loro serenità, una serenità strappata con le unghie e con i denti, e nel loro voler essere famiglie normali, che vivono insieme a tutte le altre. Il miracolo forse non sta tanto nelle nuove abilità che questi ragazzi hanno raggiunto, ma nella voglia che queste famiglie hanno dimostrato di insegnare ai loro figli a ridere, consegnargli la vita come un dono tanto meraviglioso da meritare di essere donato addirittura due volte".

La Lega del Filo d'Oro è un luogo di rinascite. Non importa l'età, né quanto sia complessa la disabilità da cui si parte. Rinascite di figli e rinascite di famiglie. Rinascite al plurale, perché ognuno ha la sua, benché esistano delle tappe comuni attraverso cui tutte le famiglie passano: dal primo impatto con la diagnosi all'angoscia per il "dopo di noi", dalle crisi di coppia alle battaglie contro i pregiudizi di una società ancora ampiamente impreparata, nonostante le leggi, all'inclusione delle persone con disabilità. "Alla penna leggera e sensibile di Sara De Carli - spiega il segretario generale della Lega del Filo d'Oro, Rossano Bartoli - abbiamo voluto affidare il non facile compito di raccontare come si possa riuscire a riprogettare positivamente la propria vita, superando lo smarrimento che segue un evento imprevisto e complesso come quello di avere un figlio con una grave disabilità. Per questo abbiamo voluto concludere questa mini collana dedicata alla storia della "Lega" con la voce delle famiglie, delle mamme e dei papà che da sempre sono i nostri partner principali, il supporto insostituibile per la riuscita del percorso riabilitativo dei loro figli".

In oltre 50 anni di storia, la Lega del Filo d'Oro si è presa cura non solo di 2.500 utenti sordociechi o con disabilità psicosensoriali, ma anche delle loro famiglie - genitori, fratelli, nonni - perché quando una disabilità tanto complessa entra in casa è tutta la famiglia che deve riprogettarsi. Si lavora non solo sulla persona sordocieca o con pluridisabilità psicosensoriali, ma per e con tutta la sua famiglia: e questo libro vuole raccontare i modi e le ragioni di questa scelta. Lo fa in particolare attraverso le testimonianze di dieci famiglie, che con la loro quotidianità restituiscono un'immagine sorprendente lontana dai cliché che ancora circondano la disabilità. "Questo libro - spiega il direttore di Panorama, Giorgio Mulè, nella prefazione del volume - non racconta alcun miracolo perché se i protagonisti riescono a comunicare, agire e interagire è solo grazie al lavoro dei professionisti della Lega del Filo d'Oro. Un lavoro continuo e paziente che si fonda sulla preparazione e l'esperienza, che affonda il suo successo nel considerare vita pulsante chiunque si accosti alla Lega. Pagina dopo pagina ci consegna la certezza che non esiste impresa impossibile".

Il volume verrà presentato durante l'assemblea nazionale delle famiglie della Lega del Filo d'Oro (a Castelfidardo, Ancona, dal 10 al 12 giugno), l'appuntamento triennale dell'associazione, occasione di incontro e confronto tra i familiari dei sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, importante, spiegano i promotori, "per raccogliere stimoli e sollecitazioni da parte delle famiglie e offrire risposte sempre più efficaci ed adeguate ai bisogni e alle esigenze degli utenti". Quest'anno l'evento è stato intitolato "Oltre i limiti".

Secondo un recente studio realizzato dall'Istat in collaborazione con la Lega del Filo d'Oro, oggi in Italia le persone affette da problematiche legate sia alla vista che all'udito sono 189 mila. Un dato esponenziale rispetto alle stime precedenti. Inoltre, 9.855 sono i bambini e i ragazzi iscritti alle scuole primarie e secondarie con una disabilità legata alla vista o all'udito. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di bambini e ragazzi che vivono una condizione estremamente complessa poiché associano al deficit sensoriale altre disabilità, come quella intellettiva, motoria, disturbo dello sviluppo del linguaggio, disturbi dell'apprendimento. Secondo i dati emersi da uno studio Istat, infatti, nella maggioranza dei casi - 7 su 10 - le persone sordocieche hanno difficoltà ad essere autonome nelle più semplici attività quotidiane (lavarsi, vestirsi, mangiare, uscire da soli).

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Blog Invisibili - Corriere della Sera del 15-06-2016

L'abilità di fronte alla disabilità che Francesco ci sa suggerire

di Simonetta Morelli

Franco Bomprezzi colse sin dalle prime battute del pontificato di Papa Francesco una particolare attenzione alla disabilità. Non ha fatto in tempo a gioirne. Oggi, se abitasse ancora su questa terra, sarebbe contento.

La messa.

Per caso, domenica, finisco su Rai1 mentre da Piazza San Pietro va in onda la celebrazione della messa. Di solito cambio canale, per pudore. Questa volta non l'ho fatto per curiosità, perché mentre il sacerdote proclama il Vangelo dell'incontro di Gesù con la peccatrice che, in casa del fariseo Simone, gli lava i piedi con le sue lacrime e glieli asciuga con i suoi capelli, alcuni figuranti in costume stanno drammatizzando il brano liturgico. Strano: la proclamazione della Parola è un momento molto forte della liturgia, si sta in silenzio e in piedi.

Mi accorgo poi che quel Gesù è un po' strano ma anche familiare. La sua espressione distaccata, la conosco bene.

I commentatori chiariscono il mio dubbio spiegando che si tratta di persone con disabilità intellettiva che hanno drammatizzato il Vangelo per chi ha la loro stessa disabilità, riprendendo l'antica funzione delle arti figurative che rappresentavano le scene sacre per chi non sapeva leggere.

Una ragazza ha letto in Braille la prima Lettura e contemporaneamente gli interpreti hanno tradotto tutto in Lingua dei Segni. I canti sono stati accompagnati dal coro dei bambini in guanti rossi. Anche l'Offertorio, uno dei momenti più toccanti, ha visto protagoniste persone con diverse disabilità, più o meno accompagnate.

Insomma, la messa è stata interamente servita da persone disabili.

E tutta la celebrazione ha messo in rilievo le abilità.

Il contesto.

Intanto la regia della Rai racconta per immagini cosa accade in Piazza san Pietro, rendendo ai telespettatori gesti e atteggiamenti di ordinaria tenerezza, quelli della cura di ogni giorno, trasferiti direttamente dalle case a quel luogo straordinario.

Fa sensazione il numero, la visione concreta di un intero popolo composto da persone con disabilità e accompagnatori. Le telecamere insistono sui particolari che «parlano», soffermandosi sui testa a testa di madri e figli adulti, con gli sguardi rilassati. E mani intrecciate. Tante.

E un papà elegante, in giacca e cravatta, seduto con grazia che accavalla disinvoltamente una gamba per formare una culla per la figlioletta di cinque o sei anni, vestita di bianco, le gambine penzoloni di traverso a quella accavallata del papà, la testa appoggiata sul suo petto, le mani contratte, il viso rivolto in alto, rigido, e la bocca aperta come un uccellino. E lui non la sfiora, le braccia e le mani chiudono sulla gamba quella di specie di rifugio umano che vuol essere per la sua bambina. Il viso appena piegato in avanti, le fa ombra sul viso.

Saprò che questa messa ha concluso i tre giorni del Giubileo degli ammalati e delle persone disabili.

L'omelia.

L'omelia del Papa è centrale: «Conosciamo l'obiezione che, soprattutto in questi tempi, viene mossa davanti a un'esistenza segnata da forti limitazioni fisiche. Si ritiene che una persona malata o disabile non possa essere felice, perché incapace di realizzare lo stile di vita imposto dalla cultura del piacere e del divertimento. Nell'epoca in cui una certa cura del corpo è divenuta mito di massa e dunque affare economico, ciò che è imperfetto deve essere oscurato, perché attenta alla felicità e alla serenità dei privilegiati e mette in crisi il modello dominante. Meglio tenere queste persone separate, in qualche "recinto" - magari dorato - o nelle "riserve" del pietismo e dell'assistenzialismo, perché non intralcino il ritmo del falso benessere. In alcuni casi, addirittura, si sostiene che è meglio sbarazzarsene quanto prima, perché diventano un peso economico insostenibile in un tempo di crisi».

Parole chiarissime, largamente riportate dai media, che oltre ogni fede, aldilà delle ideologie, sono difficilmente opinabili.

La libertà di scegliere se dare senso alle esperienze difficili.

È dura, nonostante la dolcezza del tono, la scelta di libertà che il Papa spiega e propone: «In ogni caso, esse (fragilità e malattie ndr) pongono in maniera più acuta e pressante l'interrogativo sul senso dell'esistenza. Nel nostro animo può subentrare anche un atteggiamento cinico, come se tutto si potesse risolvere subendo o contando solo sulle proprie forze. Altre volte, all'opposto, si ripone tutta la fiducia nelle scoperte della scienza, pensando che certamente in qualche parte del mondo esiste una medicina in grado di guarire la malattia. Purtroppo non è così, e anche se quella medicina ci fosse, sarebbe accessibile a pochissime persone.»

«Il modo in cui viviamo la malattia e la disabilità è indice dell'amore che siamo disposti a offrire. Il modo in cui affrontiamo la sofferenza e il limite è criterio della nostra libertà di dare senso alle esperienze della vita, anche quando ci appaiono assurde e non meritate.»

Gli strumenti che indica il Papa, è ovvio, sono quelli della fede.

Ma anche chi non la possiede non può restare indifferente di fronte a questa lucidità di pensiero che ribalta la tradizionale posizione assistenzialista della Chiesa (che pure ha salvato la vita a tante persone) e la visione rassegnata e ineluttabile dell' «ognuno abbracci la sua croce» riferita ai credenti disabili e ai loro familiari.

L'apostolato dell'orecchio.

Papa Francesco va oltre sottolineando, com'è giusto, le abilità anche riguardo ai sacramenti. Riconosce anche alle persone con disabilità intellettiva la capacità di comprendere il Cristo poiché Egli abita in ogni cuore. Lo ha detto sabato 11 Giugno, in conclusione del convegno volto dall'Ufficio Catechistico della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per il venticinquennale del Settore per la catechesi delle persone disabili, occasione in ci ha volutamente lasciato da parte li discorso ufficiale per parlare a braccio ed anche rispondere a domande di persone disabili, volontari e sacerdoti.

Con i sacerdoti che rifiutano la catechesi o i sacramenti alle persone che, secondo loro, non sono in grado di comprenderli, non è stato tenero, come spiega Avvenire, riportando ampi stralci dell'intervento del Papa.

L'amore in senso cristiano, sempre operoso mai sentimentale, è la discriminante. L'impegno marca la differenza tra chi agisce per pietà e chi ascoltando apprende una realtà diversa. Lo ha chiamato «apostolato dell'orecchio»: «le storie sono simili - ha spiegato- ma le persone sono diverse».

La patologia della tristezza.

Fortissima e difficile, un'esortazione: « Non esiste solo la sofferenza fisica; oggi, una delle patologie più frequenti è anche quella che tocca lo spirito. E' una sofferenza che coinvolge l'animo e lo rende triste perché privo di amore. La patologia della tristezza. Quando si fa esperienza della delusione o del tradimento nelle relazioni importanti, allora ci si scopre vulnerabili, deboli e senza difese. La tentazione di rinchiudersi in sé stessi si fa molto forte, e si rischia di perdere l'occasione della vita: amare nonostante tutto. Amare nonostante tutto!»

Oltre alle persone disabili quanti familiari, credenti e non, pagano lo scotto di amicizie, parentele, rapporti sul luogo di lavoro che si assottigliano in presenza di una disabilità. Spesso ci si chiude soffrendo la mancanza di impegno da parte della società. Come se la disabilità riguardasse solo chi la vive, come se non fosse una condizione della vita di tutti ma una iattura che capita ad alcuni "sfortunati". «In realtà, - spiega - tutti prima o poi siamo chiamati a confrontarci, talvolta a scontrarci, con le fragilità e le malattie nostre e altrui.»

La cosa difficile è, da persone coinvolte, quell'amare nonostante tutto, che non vuol dire «porgere l'altra guancia» per prenderle ancora, bensì mettersi al servizio della società, impegnandosi a insegnare la condizione di disabilità a chi non la vive e non la può comprendere. Una sorta di volontariato al contrario finalizzato al superamento di una barriera culturale più che invisibile nascosta, e per questo molto insidiosa: quella del timore di sbagliare nei confronti di una persona disabile.

La terapia del sorriso.

Non è la condizione fisica a rendere una persona disabile, è il contesto in cui vive: « Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate! - sottolinea il Papa - E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso! La terapia del sorriso. Allora la fragilità stessa può diventare conforto e sostegno alla nostra solitudine».

Il testo dell'omelia può rivelare anche a un non credente qualcosa di simile a delle linee guida per la sana gestione della disabilità. Tanto è potente la sua efficacia comunicativa.

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ivg.it del 18-06-2016

Una non vedente sul Cammino di Santiago: la storia di Dajana e del suo labrador Camilla

FINALE LIGURE. Un'autentica avventura: una ragazza non vedente e un cane guida a piedi sul Cammino che, in Spagna, porta a Santiago di Compostela. I protagonisti sono: Dajana Gioffrè, studentessa di 23 anni, torinese, e il suo labrador Camilla, cane guida addestrato nel Centro di addestramento Cani Guida dei Lions. In cinque giorni, e altrettante tappe, il gruppo ha percorso i 116 chilometri, che separano la località di Sarria da Santiago di Compostela.

Per la studentessa di psicologia, cieca dall'ètà di tredici anni, "è la realizzazione di un sogno". "E' stato preziosissimo l'aiuto di Camilla - ha affermato la ragazza che, prima di partire per la Spagna, ha spiegato per sommi capi la sua storia - La mia vita è molto cambiata da quando Camilla è con me. Non vedere è una condizione spiacevole, ma sono profondamente convinta che se si trovino la forza e soprattutto gli strumenti per affrontare questa condizione".

"Camilla è una labrador dal carattere dolce e affettuoso - ha aggiunto Dajana - sa essere testarda ma alle volte dimostra di sapere ragionare non solo per la sua incolumità, ma soprattutto per la mia. Questo suo essere così speciale e il suo essere diventata parte integrante della mia vita mi hanno portata a pensare che probabilmente, muovendoci con i nostri sei piedi, potremmo esplorare il mondo intero. Così ho iniziato a pensare a Santiago. Sono sempre stata affascinata da questa esperienza, ma da quando ho Camilla con me sento anche di poterla vivere. Per questo ringrazio con tutto il cuore i Lions che mi stanno dando questa possibilità".

A organizzare il viaggio è stato il Servizio cani guida dei Lions, che a Limbiate, in Lombardia (provincia di Monza - Brianza), fa nascere, svezza, seleziona e addestra cani che poi vengono messi a disposizione di persone non vedenti. Camilla segue come un'ombra e protegge Dajana da circa un anno e mezzo. La spedizione in terra spagnola è stata chiamata 'Buen camino'; la partenza è avvenuta il 29 maggio, l'arrivo alla Cattedrale di Santiago è stato venerdì 3 giugno; domenica 5 il rientro in Italia.

Il gruppo di Pellegrini, oltre a Dajana e Camilla, era composto dal Presidente del Centro Cani Guida Giovanni Fossati, dalla moglie Daniela, dal socio del Lions Club Finale Ligure Host Avv. Ildebrando Gambarelli e da sua moglie Patrizia Balocco, biellese di origine e ideatrice dell'iniziativa. I Pellegrini erano affiancati da un istruttore del Centro. Mille mani, durante il pellegrinaggio, hanno accarezzato Camilla, fedele cane guida, e mille persone di diverse nazionalità hanno potuto "toccare con mano" e "avvicinarsi" a questa disabilità.

La magia del cammino permette a tutti i pellegrini di comprendersi con un unico linguaggio: "Buen Camino". "Quando le persone iniziano a fare, un po' per caso un po' per momenti di crisi, una rassegna di quelle che sono state le esperienze più importanti della loro vita spesso ci sono i viaggi. Il viaggio come esperienza di vita, dunque, quelle cose che permangono nella mente e non si riesce di buttarle via. Santiago per me è stato questo. Camminare sempre avanti, con una sola meta con un nome, dei chilometri scolpiti sulla pietra e il marciare di persone giunte là per i più disparati motivi. Ho incontrato madri che hanno perso i loro figli. Gruppi di giovani alla ricerca di qualche senso in quella pazza vita. Ciclisti veloci che, probabilmente, volevano correre anche nella vita. Ho incontrato volti che avevano subito i problemi politici di paesi lontani; persone che volevano dimostrarsi qualcosa, qualcosa che spesso non aveva nemmeno un nome. Ho camminato sotto il sole al margine di larghe strade; sotto boschi fitti, cercando di non cascare per il tremendo fango che c'era".

"Ho scoperto, ancora una volta, la dolcezza e la sensibilità del mio cane - racconta - E quando, nella cattedrale di Santiago, una perfetta sconosciuta nel solo vedere Camilla è scoppiata in lacrime ho capito che forse le cose più belle ci passano inosservate sotto agli occhi e servono giornate di fatica per farcele vedere. Non so realmente a cosa serva un'esperienza simile. A me è servita soprattutto per capire che se si vuole raggiungere una meta, con pazienza e energia allora la si può raggiungere. Grazie Santiago dunque. Grazie alle persone che hanno reso possibile tutto questo e che con una parola gentile e gesti delicati mi hanno dato modo di vivere a pieno quest'esperienza. Grazie ai "Buen camino!" esclamati passando da parte di perfetti sconosciuti. Grazie al caso che mi ha fatto incontrare Domenico ed il Signor Libero; e alla Spagna, piena della sua musica e la sua vitalità. E grazie ai Lions che hanno fatto in modo di rendere quest'esperienza realmente completa, grazie alla presenza della mia Camilla. Grazie vita, semplicemente".

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Città della Spezia.com del 14-06-2016

Vela per tutti, anche per chi non ci vede. Il progetto Homerus si conferma grande

LA SPEZIA. Si è concluso domenica il quarto corso di vela autonoma per non vedenti e ipovedenti organizzato da Due Colori nel Vento onlus, seconda base didattica Progetto Homerus in Italia. L'associazione, nata a La Spezia nel Dicembre 2013 e con base presso il porticciolo "A. De Benedetti" di Assonautica Provinciale, per portare nel nostro Golfo il metodo Homerus, sviluppato grazie all'intuizione dell'Ingegner Alessandro Gaoso sul lago di Garda che da oltre 20 anni consente ai disabili visivi di indurre una barca a vela in autonomia, dalla sua fondazione ha già formato ben dodici velisti non vedenti e ipovedenti.

Nonostante le esigue risorse a disposizione, ma grazie alla preziosa collaborazione di Assonautica, della Sezione Velica della Marina Militare Italiana, della Scuola di Mare Santa Teresa e di un pugno di volontari le attività didattiche e agonistiche sono in continuo fermento e tutte tese al raggiungimento di nuovi entusiasmanti obiettivi. Un importante riconoscimento all'associazione ed al Metodo Homerus è giunto lo scorso maggio, quando gli atleti e gli Istruttori Metodo Homerus® sono stati invitati a Salerno - nell'ambito della manifestazione "Uniti nel Vento - La Vela per Tutti" - per effettuare una dimostrazione del Match-Race Homerus, competizione in cui due equipaggi composti esclusivamente da atleti non vedenti si sfidano in un campo di regata allestito con boe sonore appositamente realizzate dall'Associazione Homerus® onlus. Il corso appena concluso, sotto la guida dell'Istruttore Homerus® Daniele Filippetto, ha visto gli allievi cimentarsi per otto giornate consecutive con lezioni teoriche e pratiche tenute sia a terra - presso i locali della Sezione Velica M.M. - che a bordo dell'unità Meteor " 'A Zezigioa" in uso all'associazione. Districandosi fra il sartiame, alla fine del corso hanno imparato a conoscere l'imbarcazione, armare e disarmare in autonomia, capito cosa significa percepire la direzione del vento attraverso il corpo, imparato l'importanza di cogliere i diversi movimenti della barca, preso confidenza con la barra del timone e le manovre delle vele fino ad arrivare a navigare fuori diga.

La vela, oltre ad essere un'attività sportiva a beneficio del corpo e della mente, rappresenta per il disabile visivo, un momento di reale integrazione sociale poiché gli da la possibilità - in equipaggio misto (non vedenti/vedenti) - di partecipare alle regate di flotta gareggiando assolutamente alla pari contro equipaggi composti da normodotati. Mentre già si sta lavorando alla preparazione del prossimo corso - che sarà il quinto, previsto per quest'autunno - Due Colori nel Vento, attiva tutto l'anno, organizzerà uscite in mare sia in settimana che nei week-ends in collaborazione - da quest'anno - anche con la Scuola di Mare Santa Teresa, dove gli atleti potranno fra l'altro alloggiare per la durata delle attività. Per informazioni scrivere a: duecolorinelvento@gmail.com.

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La Stampa del 10-06-2016

"Così insegno il surf ai non vedenti. Dopo 24 ore vanno in mare da soli"

ARONA. Anche i non vedenti possono fare surf». Matteo Fanchini, campione italiano di paratriathlon di Arona, fa sul serio. Tra poco sarà il primo non vedente a ottenere il brevetto di istruttore di Sup (Stand up paddle) ed è già riuscito a esportare il suo esclusivo metodo di insegnamento «Pagaia bianca» presentandolo alla terza edizione di «Folgore no limits», la manifestazione organizzata a maggio dalla Brigata paracadutisti Folgore a Livorno per le persone disabili con venticinque sport diversi.

Metodo esclusivo.

Il Sup è una tavola più ampia di quella da surf con cui si pagaia in piedi per rilassarsi, gareggiare o fare tour turistici.

A Livorno la Fisurf ha messo a disposizione alla «7 Laghi Sup», l'associazione promossa da Fanchini ad Arona, uno spazio dimostrativo e i suoi istruttori Isa (International surfing association), che sono rimasti molto colpiti dalla tecnica sviluppata per i supper con deficit visivo: «La comunicazione - dicono - , le poche ma precise parole usate da Matteo, i tocchi delicati ma puntuali del corpo dell'allievo ci hanno impressionato». Rispetto al surf tradizionale è più congeniale ai non vedenti. Dopo le istruzioni ricevute da Matteo, alla fine della giornata i suoi allievi «speciali» sono stati capaci di pagaiare da soli in piscina e il giorno dopo in mare. Dal complesso addestrativo «Lustrissimi» di Livorno, il gruppo infatti si è trasferito a Tirrenia: «La Surf & Sup Academy Tirrenia sarà la prima scuola a utilizzare ufficialmente il nostro metodo, dopo le prove che abbiamo seguito insieme al bagno Maddalena».

Corsi ad Arona.

Per chi volesse provare, questo mese di giugno inizieranno le nuove attività per tutti ad Arona con la «7 Laghi Sup» e quindi con Matteo, Andrea Torsetta e Stefano Travaini: «Le adesioni sono aperte anche attraverso la pagina Facebook».

ntanto Matteo, che ha gareggiato anche domenica con normodotati al «Baratti sup race», sta per diventare il primo istruttore non vedente di Sup: «Sto ultimando le ore di tirocinio per il brevetto nazionale della Federazione italiana surf: ormai è fatta».

Lo scopo dell'associazione è portare il Sup sui Laghi Maggiore e d'Orta. Uno dei sogni del gruppo è dotarsi di boe sonore attraverso sponsor: «Sarebbero molto efficaci per i nostri allievi non vedenti: consentirebbero di muoversi in autonomia, anche senza guida».

di Cinzia Bovio

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Bologna 2000.com del 06-06-2016

Grande successo per il progetto UICI "Crescere attraverso le arti marziali"

MODENA. Si è concluso con grande soddisfazione di tutti i partner il progetto sperimentale con cui UICI Modena ha portato le arti marziali nella scuola, con lo scopo di unire studenti disabili, con disagio certificato e normodotati, in esperienze attive utili a imprimere sulla pelle i valori del rispetto per sè e per gli altri, della disciplina e dell'equilibrio interiore.

E' stato spesso affermato che le arti marziali non sono soltanto discipline sportive, ma piuttosto rappresentino una scuola di vita e un vero e proprio strumento di sviluppo personale. Alla UICI di Modena lo sanno bene da quando il Presidente Ivan Galiotto è diventato allievo del Maestro Paolo Ciriesi con cu i tuttora porta avanti il suo percorso di crescita. Dalla soddisfazione per i progressi fatti anche nel viversi come disabile visivo e dalla volontà di condividere questa preziosa opportunità, è nato il progetto sperimentale "Crescere con le Arti Marziali" che ha visto il maestro e il suo allievo non vedente condurre quattro incontri presso l'Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi di Castelnuovo Rangone. Tra febbraio e maggio gli allievi di Paolo e Ivan sono stati quattordici ragazzi tra gli undici e i quattordici anni, tra cui alcuni disabili sensoriali, altri con disagio certificato e altri ancora studenti normodotati. Il gruppo è stato impegnato nell'apprendimento di tecniche di Wing Chun, Brazilian Jujitsu, Jeet Kune Do, discipline per loro natura utili ad accrescere la sensibilità tattile, la capacità di orientarsi e posizionarsi nello spazio e che educano al rispetto di sè e dell'altro, attraverso un tipo di contatto fisico rispettoso ed equilibrato.

"Il nostro intento, condiviso con docenti e dirigenti scolastici - spiegano il Maestro Ciriesi e il suo allievo - era quello di portare le arti marziali nelle scuole, per veicolare tra i giovani i valori di disciplina, rispetto e solidarietà in un modo nuovo e più efficace perchè fruibile da tutti, ognuno con le sue diversità".

Gli allenamenti son ostati svolti a coppie, ognuna composta da un ragazzo disabile e uno "normodotato", in modo da educare al rispetto delle diversità e alla relazione d'aiuto consapevole." Lavorando infatti su una distanza corporea minima, su un contatto fisico rispettoso e consapevole, è possibile vivere l'altro senza i pregiudizi di cui spesso più o meno consapevolmente, siamo complici" spiega il Maestro Ciriesi.

I ragazzi coinvolti, i genitori e gli insegnanti del Leopardi sono concordi nel giudicare positivamente l'esperienza, considerandola da ripetersi e estendersi a più gruppi e anche ai bambini delle scuole elementari.

"Questa sperimentazione pilota - conclude il Presidente Ivan Galiotto - dimostra a chi ancora fosse scettico che parlare di arti marziali non significa parlare di pugni, calci e violenza. Questi mesi coi ragazzi di Castelnuovo - prosegue Galiotto - hanno sviscerato il valore delle arti marziali come strumento di educazione al rispetto di sè e dell'altro, e tutto questo ci spinge a portare avanti con ancora maggiore determinazione il nostro progetto di dare vita ad una Scuola di Arti Marziali costruita sui bisogni speciali dei ragazzi con disabilità sensoriale ma aperta a tutti, in nome di uno sviluppo comune e di una integrazione possibile".

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Il Sole 24 Ore del 05-06-2016

Mappe sensoriali e itinerari, la rivoluzione è nel design

Da Lecce alle reti europee le pratiche che stanno segnando il cambiamento.

Finché si ragiona in termini di disabilità, le barriere resteranno. La vera rivoluzione è progettare i servizi per tutti, in un'ottica di design for all. «I nostri prodotti sono rivolti a tutti, vedenti e non. Siamo cresciuti in una cultura del non toccare, noi vogliamo dare la possibilità a tutti di entrare in contatto con i beni culturali e i simboli dei luoghi» spiega Claudia Melissa Barbarito, presidente di Città tra le mani, il cui motto è «Vietato non toccare». L'associazione culturale salentina promuove la fruizione del patrimonio artistico, rendendolo accessibile anche a persone con disabilità visive. L'intento è far vivere a tutti i turisti un'esperienza di scoperta abbattendo barriere fisiche sensoriali ma anche culturali. Per farlo modellano, scansionano e stampano in 3D beni culturali, reperti museali o elementi architettonici, creano mappe tattili e braille 3D printed. I progetti - che saranno presentati a Technology Hub a Milano da 7 al 9 giugno - sono associati anche a eventi, visite guidate per scoprire i prodotti tipici del territorio, occasioni in cui la logica si ribalta e magari la persona vedente viene bendata per gustare meglio cibi e vini. La sensorialità viene valorizzata e posta al centro di un evento.

A Torino, invece, è stata progettato, assieme a potenziali fruitori, con il metodo del co-design del LivingLab, un itinerario turistico-culturale che è diventato l'app ToTo4All. La prima domanda che pone l'applicazione è proprio il setting di accessibilità. Il progetto è stato promosso dalla Fondazione Crt in qualità di membro della League of Historical and Accessible Cities.Sempre nel capoluogo piemontese sono state create mappe tattili del centro storico di Torino e delle residenze reali scaricabili online (www.turismotorino.org).

«Quando si inizierà a parlare di esperienza di viaggio considerando tutti i servizi, allora il turismo accessibile diventerà mainstream, come peraltro chiede da tempo l'Unione Europea» spiega Marco, Pizzio, responsabile del turismo sociale dell'Aism e coordinatore di Europe without barriers. Il progetto - sostenuto dalla Ue - ha disegnato una decina di itinerari accessibili da tutti che sono stati costruiti e descritti, dal tour di 15 giorni in Europa attraverso Toscana, Umbria, Veneto, Slovenia, Croazia, Austria e Germania all'offerta Dolomiti for All. In futuro rappresenteranno anche veri e propri pacchetti turistici proposti da Aism stessa.

Intanto Milano sta lavorando per mettere a frutto l'eredità Expo2015. Proprio l'anno scorso il capoluogo lombardo ha ricevuto il premio di Città Accessibile per una serie di iniziative tra cui dieci itinerari accessibili nel centro della città e in diverse aree storiche, culturali, della moda e dello shopping, dal Duomo alla Darsena, dalla Stazione Centrale a Santa Maria e delle Grazie fino al quadrilatero della moda. L'amministrazione sta procedendo con il progetto «Un chilometro quadrato facile di accessibilità universale», che potrebbe poi essere replicato in tutta la città. In Sicilia Village for All ha costruito - assieme a Space Spa - un sistema integrato di accessibilità for all nella Valle dei Templi. La stessa V4A è impegnata nella formazione professionale, perché l'accessibilità delle strutture non è sufficiente se il personale non è consapevole dei bisogni specifici legati all'ospitalità.

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Superando.it del 22-06-2016

Questa e' la metodologia per accogliere davvero tutti!

«Il nostro obiettivo è la somministrazione di una metodologia finalizzata all'accessibilità trasparente, con la dovuta attenzione verso qualsiasi utilizzatore, considerando prima di tutto la persona e il diritto sociale e civile di ciascuno nel poter vivere all'interno di un ambiente sicuro e sano, svolgendo le proprie attività in modo autonomo e senza discriminazione»: lo si legge in "La reception per tutti", e-book disponibile gratuitamente, con il quale la rete Village for all (V4A®) dà ulteriore sostanza alla propria preziosa attività in favore dell'ospitalità accessibile.

Un'attività ormai quasi decennale, per garantire "a ciascuno la sua vacanza", con "perle" come la creazione di V4Inside, innovazione tecnologica e organizzativa nel processo di raccolta ed elaborazione dei dati relativi all'accessibilità delle strutture di accoglienza. E anno dopo anno, numerosi riconoscimenti, nazionali e internazionali, come, tra tutti, il premio ottenuto nel 2014 all'interno degli UNWTO Ulysses Awards, iniziativa voluta dall'UNWTO, l'Organizzazione Mondiale del Turismo dell'ONU, rivolta a chi contribuiscono allo sviluppo del turismo attraverso la conoscenza e l'innovazione, in linea sia con i princìpi del Codice Mondiale di Etica del Turismo della stessa UNWTO, sia con gli Obiettivi di Sviluppo delle Nazioni Unite.

Ne ha dunque fatta di strada, Village for all (V4A®), la rete fondata da Roberto Vitali che conferisce il marchio internazionale di qualità dell'ospitalità accessibile e che tra i suoi principali motti ha la frase: «Le persone con disabilità che fanno turismo sono turisti!». E oggi, a dare ulteriore sostanza e visibilità a quel percorso c'è un prezioso strumento in più, mirato a gestori di strutture ricettive, fornitori e ad ogni altro addetto del settore che voglia avvicinarsi a turisti e viaggiatori con esigenze speciali.

Si tratta dell'e-book scaricabile gratuitamente, intitolato La reception per tutti, corredato di alcune pregevoli tavole grafiche e del quale sarà presto disponibile anche una versione in inglese.

«Stiamo lavorando da otto anni sul mercato del turismo accessibile - si legge nell'introduzione della Reception per tutti e ci siamo resi conto, nel corso del tempo, quanto sia importante il gap tra le leggi che riguardano le norme sull'abbattimento delle barriere e le reali esigenze degli Ospiti con disabilità e/o con bisogni specifici. Il rispetto delle leggi tout-court non basta a rendere una struttura ospitale e accessibile; nella maggior parte dei casi non è in grado di rispondere alle esigenze di accessibilità, salute e sicurezza per tutti, rispettando le loro diverse età, condizione di salute, genere, cultura, lingua, stile di vita, religione. Tutto ciò non solo è doveroso, ma estremamente utile in quanto porta diretti vantaggi a chi gode del servizio e a chi lo sta fornendo. Abbiamo quindi deciso di elaborare questo e-book, che raccoglie il frutto delle competenze maturate nei cantieri e nelle strutture turistiche con cui abbiamo collaborato e stiamo continuando a lavorare. Il nostro obiettivo, in questo caso, non è il rispetto delle norme, ma la somministrazione di una metodologia finalizzata all'accessibilità trasparente, con la dovuta attenzione verso qualsiasi utilizzatore, considerando prima di tutto la persona e il diritto sociale e civile di ciascuno nel poter vivere all'interno di un ambiente sicuro e sano, svolgendo le proprie attività in modo autonomo e senza discriminazione». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: info@villageforall.net.

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La Repubblica del 21-06-2016

Il portale del turismo accessibile nato a Palermo e premiato da Google

Bookingbility riunisce i luoghi di soggiorno che non hanno barriere architettoniche .

È l'unico portale al mondo che consente a tutti, davvero tutti, di organizzare un viaggio con semplicità e senza temere di ricevere sorprese sgradevoli. Si chiama Bookingbility ed è il portale online di prenotazioni di strutture ricettive creato ad hoc per viaggiatori con disabilità ed esigenze speciali. Lo ha inventato la palermitana Annalisa Riggio, art director della società di comunicazione Epidemia Lab e docente di web design all'Accademia di Belle Arti. Il sito è il primo al mondo ad permettere a chi ha esigenze speciali di pianificare un soggiorno nella completa autonomia ed ha ottenuto il patrocinio di Federalberghi.

Le strutture sono inserite nel catalogo virtuale dopo accertamenti e verifiche fatte direttamente dal team di Bookingbility, che ne determina il livello di accessibilità. Nessuna barriera architettonica, naturalmente, ma anche tante altre le caratteristiche che hotel, ostelli e bed and breakfast devono rispettare per essere accettati dal sito, gestito da Riggio e altri tre palermitani: il project manager Giuseppe Sciascia, l'amministratore e analista Aurelio Bugolino e il direttore tecnico Valentina Cortina.

Tutto inizia lo scorso aprile, quando la fondatrice ha partecipato allo start up weekend tourism edition, una competizione mondiale che valuta idee di start up in fase embrionale e che si è svolta anche a Palermo. Qui vince il primo premio, che consiste in un'incubazione al Consorzio Arca.

«In giuria c'era anche qualcuno della squadra dell'acceleratore d'impresa di Telecom Italia, Tim #Wcap - racconta Riggio - Mi hanno spinta a partecipare alla loro competizione, il mese successivo ». Bookingbility ottiene anche questo premio e tra mille progetti in gara viene selezionato per l'incubazione a Catania, dove Tim #Wcap ha una delle sedi. «Un programma di accelerazione molto intenso - spiega Riggio - tra corsi, workshop e 25mila euro, a luglio avevamo finito di lavorare sull'idea».

Il risultato è un portale disegnato per rispondere a tutte le richieste di tutti gli utenti, perché esigenza "speciale" non significa soltanto disabilità motoria. Il bisogno di determinate agevolazioni può essere legato a una delicata fase della vita come la gravidanza, l'anzianità o ad allergie o cecità.

Alcuni gestori credono di avere strutture perfettamente accessibili ma «In realtà non hanno contezza del grado di accessibilità, perché non sanno che le necessità cui far fronte sono moltissime». Chi ha delle necessità particolari è abituato a pianificare spostamenti con largo anticipo e discutendo di argomenti intimi, di fatto, con un estraneo. «Spesso il viaggiatore non sa porre le giuste domande a causa di timidezza o vergogna, per gli stessi motivi l'albergatore non è in grado di rispondere - continua - Sui siti web si trovano immagini degli scorci migliori delle strutture, ma ad alcune persone interessa conoscerne i dettagli tecnici, non belli da fotografare. Bookingbility evidenzia proprio questi». La Fondazione Sicilian Venture Philanthropy, inoltre, ha ricevuto da Google un grant di 60 mila dollari all'anno, una sorta di borsa di studio, da destinare alla promozione di attività a tema "responsabilità sociale".

Parte di questi fondi sono finiti a Bookingbility, premiato così anche da Google come start up innovativa a vocazione sociale. «Investiamo nel turismo accessibile perché è un'opportunità in più per tutti - conclude Annalisa Riggio - Siamo sempre pronti a inserire nuove strutture».

di Eugenia Nicolosi

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SIR - Servizio Informazione Religiosa del 24-06-2016

Turismo: Santa Sede, promuovere "turismo per tutti" che sia "etico e sostenibile"

"Turismo per tutti", che "può essere usufruito da chiunque e che integra i concetti di turismo accessibile, turismo sostenibile e turismo sociale". È l'obiettivo indicato nel Messaggio del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti per la Giornata mondiale del turismo, in programma il 27 settembre sul tema "Turismo per tutti: promuovere l'accessibilità universale". "Per turismo accessibile - si spiega nel testo, diffuso oggi - si intende lo sforzo per garantire che le destinazioni e i servizi turistici siano accessibili a tutti, indipendentemente dal profilo culturale, dalle limitazioni permanenti o temporanee (fisiche, mentali o sensoriali) o dai bisogni particolari come quelli che richiedono, ad esempio, i bambini e gli anziani". Il concetto di "turismo sostenibile", invece, "include l'impegno per ottenere che questa attività umana sia il più rispettosa possibile della diversità culturale e ambientale del luogo che accoglie, prendendo in considerazione le ripercussioni presenti e future". "L'enciclica Laudato si' di Papa Francesco può essere di grande aiuto nella buona gestione del creato che Dio ha affidato all'essere umano", il suggerimento della Santa Sede. Il "turismo sociale", infine, "pretende che non siano esclusi coloro che hanno una cultura diversa, meno risorse economiche o che vivono in regioni più svantaggiate". Tra i gruppi destinatari degli interventi di questo settore, per il dicastero pontificio, "si trovano i giovani, le famiglie numerose, le persone con disabilità e gli anziani". Di qui la necessità di "promuovere un turismo per tutti che sia etico e sostenibile, nel quale si garantisca una reale accessibilità fisica, economica e sociale, evitando ogni sorta di discriminazione". Traguardo, questo, possibile soltanto "se si può contare sullo sforzo di tutti, politici, imprenditori, consumatori così come su quello delle associazioni impegnate in questo ambito".

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Giornale UICI del 14-06-2016

Cosenza - L'Unione Ciechi alla scoperta dell'Archivio di Stato

di Maria Colosimo

Quella di venerdì 8 aprile è stata una giornata molto speciale per l'Unione Ciechi ed ipovedenti di Cosenza.

Per tutti i soci si sono aperte le porte dell'Archivio di Stato. Per la prima volta, anche i disabili visivi, hanno avuto l'opportunità di scoprire ed esplorare i "segreti" contenuti in questo importante Istituto, lungo un percorso culturale appositamente costruito su misura per loro. Si è partiti dalla visita guidata e descrittiva del maestoso chiostro cinquecentesco, incastonato nella sede monumentale dell'Archivio stesso, che contiene gli affreschi sulla vita di S. Francesco di Paola, minuziosamente "raccontati" ai presenti, nella forma scenica e nei dettagli tecnici. Si è avuto modo di conoscere la "mission" dell'Archivio, all'interno del quale si avvicendano quotidianamente ricercatori, studiosi, scrittori, docenti, ma anche semplici cittadini e studenti. Il tutto all'interno di una sede comodamente accessibile a chi è diversamente abile. Per rendere l' evento di questa eccezionale giornata accessibile ai non vedenti, oltre alla descrizione visiva dettagliata della storica location, si è offerta la possibilità di " toccare con mano" alcuni antichi registri e pergamene tra quelli conservati nell'Archivio. Inoltre, in occasione della ricorrenza del Centenario, è stata allestita una mostra documentaria sulla Grande Guerra, per l'occasione completamente presentata con schede trascritte in Braille. Dei documenti selezionati della Grande Guerra, è stata poi data lettura orale di brani, dialoghi e testimonianze di particolare interesse storico e di toccante contenuto.

Il Presidente dell'Unione Ciechi ed Ipovedenti, Pino Bilotti, si è detto entusiasta per questa iniziativa promossa dal personale dell'Archivio di Stato, auspicando una futura collaborazione, che possa portare anche alla trasposizione in formato audio di rilevanti documenti d'Archivio.

Venerdì 8 aprile, dunque, è stata una giornata che ha offerto una preziosa e straordinaria occasione a ciechi ed ipovedenti cosentini, a dimostrazione del fatto che l'arte e la cultura, laddove vi sia volontà, ed impegno reale, possano diventare sempre più accessibili e fruibili, anche da chi le "vede" da una prospettiva diversa.

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SuperAbile.it del 08-06-2016

Visite tattili alla mostra "Made in Roma"

Dal 12 giugno al 29 luglio visite guidate consentiranno per la prima volta l'esplorazione di alcune opere selezionate per l'occasione.

ROMA. Nell'ambito della mostra archeologica "MADE in Roma. Marchi di produzione e di possesso nella società antica", ospitata nella suggestiva cornice del Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano, nel periodo che va dal 12 giugno al 29 luglio verranno proposte visite speciali dedicate alle persone non vedenti o ipovedenti attraverso visite guidate tattili che consentiranno per la prima volta l'esplorazione di alcune opere selezionate per l'occasione, implementando l'accessibilità museale già garantita dal punto di vista architettonico.

La mostra. Marchi, loghi, firme e i più diversi simboli di proprietà e appartenenza circondavano la vita di un antico romano non meno di quanto accada oggi per un uomo moderno. Vetri, piatti e lucerne portavano impressi i simboli distintivi dei propri produttori, le derrate alimentari venivano trasportate in botti ed anfore timbrate da impresari e commercianti, così come era in uso il terribile costume di marchiare con signa schiavi o condannati. Sono solo alcuni degli esempi testimoniati dai preziosi reperti in mostra e provenienti da prestigiosi musei romani ed internazionali, tra i quali, per il ruolo delle città come importanti centri di produzione nell'Impero Romano, vanno menzionati in particolare il Römisch-Germanisches Museum der Stadt Köln (Germania, Colonia), l'Arheološki muzej u Splitu (Croazia, Spalato) e il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

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Il Messaggero del 23-06-2016

Il Teatro dei Sensi, lo spettacolo fatto dai non vedenti: il pubblico bendato e accompagnato

Giocare con il buio, bendati e presi per mano da non vedenti, accompagnati in un percorso sensoriale. E' questa la sfida dei sensi e degli affetti organizzata dalla Compagnia teatrale "Punti di vista" in scena fino al 26 giugno al Sant'Alessio, centro regionale Margherita di Savoia per ciechi, per sensibilizzare ai temi della disabilità visiva.

Si tratta di un percorso di teatro dei sensi, dal titolo "La sorgente dei sogni" Gli spettatori entrano singolarmente nel labirinto sensoriale e interagiscono con gli attori.

ROMA. In una prima fase si entra bendati e accolti dagli attori con cui insieme si attraversano varie stanze e si rinuncia per qualche minuto al senso della vista e si prova a godere degli altri sensi facendo esperienza delle risorse personali, non sempre sfruttate appieno, che permettono comunque di camminare.

Un vero e proprio viaggio in cui sono stimolati tutti i sensi: olfatto, tatto, udito e gusto. Ad esempio facciamo toccare degli oggetti e ogni persona, in base alla propria esperienza, collegherà a quell'oggetto un ricordo particolare. Ogni esperienza sensoriale è diversa per ciascuno di noi: l'odore dell'alcool a qualcuno ricorderà la nonna che fa le pulizie, ad altri il disinfettante dell'ospedale. La memoria trasforma una esperienza sensoriale in positiva o negativa: il nostro obiettivo è quello di portare chi partecipa al nostro spettacolo in una dimensione onirica. Cerchiamo di ricreare le percezioni sensoriali tipiche dei sogni e trasmettere il bello del sognare" racconta il regista Valerio Sannetti.

Sono la prima compagnia autonoma di non vedenti: formata da 5 attori, che si occupano di tutto dalla regia, scenografia, costumi e testi. La Compagnia Punti di Vista è una associazione culturale nata nel 2009 quando un gruppo di studenti ciechi dell'università La Sapienza di Roma ha messo in scena lo spettacolo dal titolo "Il modo migliore di incontrarsi e perdersi" con la regia di Enrique Vargas. La rappresentazione ottiene subito ottimi consensi di critica e di pubblico, tanto da vincere la seconda menzione speciale al festival internazionale di Varsavia. Solo a Roma vengono fatti tre cicli di repliche.

Con la nostra compagnia Punti di Vista giriamo l'Italia per creare dei labirinti sensoriali.

Le finalità di questo teatro sono: uscire fuori dalla tirannia della vista e di essere guidate ad una maggiore attenzione consapevole ad alcuni dei nostri sensi come: tatto, olfatto e udito e sperimentare emozioni positive attraverso la relazione di collaborazione e fiducia che si instaura tra attori e partecipanti.

«È stata una grande emozione», racconta Emanuela, una delle attrici della compagnia. «Al termine di ogni spettacolo chiediamo alle persone di scrivere le loro impressioni: I nostri applausi sono gli scritti che ci lasciano, la dimostrazione che abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Il commento più bello è stato quello di un uomo di 80 anni che si è commosso nel rivivere alcune esperienze sensoriali durante la nostra rappresentazione. Eravamo riusciti a tirare fuori il bambino che era in lui e a concedergli un po' di tempo per riflettere sulla sua vita. Lavoriamo molto sulla memoria: anche se ripetiamo per ore la stessa parte, ogni volta è come se realizzassimo uno spettacolo diverso perché è la singola persona che attribuisce significati differenti».

di Cristina Montagnaro

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Giornale UICI del 21-06-2016

Riparte doppio senso: percorsi tattili alla collezione Peggy Guggenheim

Il tatto è il senso del corpo intero.

Lucrezio

Grazie al grande successo di Doppio Senso. Percorsi Tattili alla Collezione Peggy Guggenheim, innovativo progetto con il quale, nell'autunno del 2015, Palazzo Venier dei Leoni ha aperto il proprio patrimonio artistico al pubblico con disabilità visive, iniziando un processo di sensibilizzazione alla conoscenza dell'arte attraverso il tatto, oggi il museo veneziano è lieto di annunciare un nuovo ciclo di appuntamenti. A partire dal 25, 26 giugno, con cadenza mensile, nell'arco di dodici mesi, una serie di visite guidate e laboratori per non vedenti, ipovedenti e vedenti, adulti e bambini, porterà i partecipanti ad approfondire ulteriori opere della collezione. Si tratta di un percorso che, dal figurativo all'astrazione, condurrà alla conoscenza e a una lettura inedita non solo degli artisti, ma anche delle avanguardie storiche amate e collezionate da Peggy.

In questa sua seconda edizione Doppio Senso prende il via da Studio per Piper (1965), di Mario Ceroli, opera della mostra temporanea Imagine. Nuove immagini nell'arte italiana 1960-1969, esposizione che, con la sua carica fortemente evocativa e immaginifica espressa già nel titolo, ben si colloca nel processo di formazione dell'immagine mentale in vedenti e non vedenti. Le percezioni acquisite dai fruitori man mano che l'analisi, anche di opere della collezione permanente, procede, si integrano progressivamente l'una con l'altra dando luogo a rappresentazioni mentali via via più ricche e complesse. Il progetto, ideato e curato da Valeria Bottalico, assume quest'anno una rilevanza culturale ancora più significativa per l'assoluta importanza dei singoli lavori analizzati che rappresentano i principali movimenti artistici del XX secolo. Saranno proposte per l'occasione più sequenze di lettura delle opere, per spiegarne i passaggi e favorire la ricreazione dell'immagine mentale, attraverso anche una pluralità di rimandi tematici, una graduale progressione dall'informazione base a quella più dettagliata. Alcune opere della collezione saranno riprodotte in rilievo per la fruizione tattile e accompagnate da schede tecniche descrittive redatte in Braille e in carattere grafico ad alta leggibilità. I testi delle schede saranno scaricabili in formato testo e audio all'interno della pagina dedicata al progetto, presente sul sito del museo nella sezione 'accessibilità', sia in italiano che in inglese. Come nel corso della prima edizione, al termine di ogni esplorazione tattile condotta da Valeria Bottalico è previsto un laboratorio, con l'artista non vedente Felice Tagliaferri, che aiuterà a consolidare l'immagine mentale formata dell'opera d'arte fruita.

Doppio Senso nasce con l'obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed educativo del museo come luogo di incontro e di inclusione, nonché di valorizzare il suo immenso patrimonio culturale, rendendolo accessibile a tutti, in linea con la "mission" della Collezione Peggy Guggenheim, ovvero di contribuire alla conoscenza e alla diffusione dell'arte moderna e contemporanea in Italia e nel mondo.

Le visite e i laboratori seguiranno il seguente calendario, con un appuntamento al mese, il sabato dedicato agli adulti, la domenica ai bambini dai 6 ai 12 anni. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, fino a esaurimento posti. Per informazioni e prenotazioni: doppiosenso@guggenheim-venice.it / tel. 041.2405401/444.

1° appuntamento: 25/26 giugno

2° appuntamento: 9/10 luglio

3° appuntamento: 24/25 settembre

4° appuntamento: 22/23 ottobre

5° appuntamento: 26/27 novembre

6° appuntamento: 17/18 dicembre

Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim è realizzato in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus, e gode del patrocinio di ICOM Italia (International Council of Museums). Il programma è reso possibile grazie al contributo di The Gordon and Llura Gund Foundation, Fondazione Araldi Guinetti, Vaduz e Kirsh Foundation.

Valeria Bottalico è ricercatrice e formatrice nell'ambito dell'accessibilità museale e socio ICOM (International Council of Museums) Italia e membro delle Commissioni tematiche "Educazione e Mediazione" e "Accessibilità museale". Collabora con diverse istituzioni museali e istituti scolastici per cui progetta e coordina attività educative con attenzione ai temi dell'accessibilità. Da cinque anni sta conducendo una ricerca dedicata alla mediazione e alla fruizione del patrimonio culturale per un pubblico di persone non vedenti e ipovedenti in chiave inclusiva.

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale e fondatore della Chiesa dell'Arte, scuola di arti plastiche. Le sue creazioni sono sculture "non viste", che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l'uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Lavora con materiali diversi: creta, marmo, legno o pietra, ed è anche insegnante. La sua arte è stata definita da diversi esperti del settore "arte sociale" per l'impegno che caratterizza le sue mostre.

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La Città di Salerno del 15-06-2016

I sarcofagi per i non vedenti

Resi fruibili alcuni tra i beni archeologici più importanti della Cattedrale di Salerno.

SALERNO. Nasce così l'ambizioso progetto che ha visto la collaborazione della Soprintendenza per le Belle arti di Salerno e Avellino, diretta da Francesca Casule, con l'Università di Salerno, la Curia diocesana, il Rotary Club Salerno e l'Unione ciechi salernitana, per la realizzazione di un nuovo apparato didattico- esplicativo.

I sarcofagi del Duomo sono stati corredati di apposite tabelle in plexiglass riportanti, in aggiunta alle didascalie in lingua italiana ed inglese, anche le scritta in braille per i non vedenti. Inoltre, per i sarcofagi più importanti è stata prevista, oltre alla scritta, anche la lettura tattile dell'opera, ovvero la rappresentazione in rilievo di immagini dell'opera stessa, in modo che i non vedenti possano averne anche una percezione formale. In aggiunta è stato previsto un sistema di app che mette a disposizione di ciascun visitatore informazioni aggiuntive cui accedere attraverso il proprio smartphone. Questa iniziativa, promossa dal Rotary club di Salerno, con la presidenza di Vittorio Salemme, è stata curata dalla Soprintendenza, attraverso l'istituzione di un gruppo di lavoro diretto da Antonio Braca. La realizzazione è stata affidata alla cooperativa salernitana "Leggere chiaro" collegata con l'Unione ciechi di Salerno.

«Si tratta di un esperimento unico in Italia fino a questo momento -spiega Vittorio Salemme, presidente del Rotary club Salerno - perché iniziative del genere hanno sempre riguardato singole opere, mentre il nostro è un intervento diffuso che ha interessato ben diciotto sarcofagi. Sono contento di aver potuto realizzare un'idea a cui tengo molto e che, da presidente, ho potuto mettere in atto».

«Quando si entra nel quadriportico del Duomo di Salerno si incrociano numerosi sarcofagi di età romana - spiega Antonio Braca, storico dell'arte della Soprintendenza per le belle arti e paesaggio di Salerno ed Avellino - quasi sempre ci si passa davanti senza alcun interesse. Ciò è dovuto all'assenza di conoscenza anche delle informazioni più elementari. In realtà si tratta di uno straordinario patrimonio archeologico che, finalmente, viene restituito alla città con un apparato che tende ad includere e non ad escludere i disabili visivi». La presentazione del nuovo sistema si terrà domani alle 17,30 nella Cattedrale di Salerno alla presenza dell'arcivescovo Moretti, della aoprintendente Casule, del sindaco Napoli, del presidente del Rotary club Salerno Salemme, con la partecipazione del professore Luca Cerchiai dell'Università di Salerno e di Francesco Cafaro, presidente dell'Unione ciechi di Salerno. È prevista un'illustrazione delle opere a cura di Antonio Braca, che in quest'occasione presenta un catalogo sui sarcofagi del Duomo, pubblicato dalla Gaia Edizioni.

Il nuovo apparato didattico del Duomo di Salerno segna un importante traguardo: l'abbattimento delle barriere percettive deve essere posto al centro dell'interesse di chi progetta gli spazi ed ambienti culturali, perché diventino spazi vitali per chi li frequenta. Ed è importante che tale iniziativa parti da beni così importanti come i sarcofagi.

I sarcofagi romani presenti nella cattedrale di Salerno raccontano la pagina più antica della storia del complesso. La pratica di utilizzare sarcofagi romani, provenienti dalle città imperiali, per la sepoltura di uomini illustri è infatti collegabile alla fondazione stessa della Cattedrale ed in particolare alla sepoltura del papa Gregorio VI.

Si distinguono diverse tipologie di sarcofagi: quelli destinati agli ecclesiastici sono aniconici, ovvero non contaminati da raffigurazioni mitologiche pagane, mentre quelli prescelti per alti dignitari o personaggi illustri sono vere e proprie casse istoriate caratterizzate dalla presenza di immagini e di sculture ad altorilievo, che quasi sempre raffigurano un mito o significati allegorici.

A questa seconda tipologia appartiene il sarcofago di Guglielmo d'Altivilla.

Una volta perso l'utilizzo per la sepoltura a partire dal '700, resta comunque intatto l'importantissimo valore di testimonianza archeologica e documentale dell'arte romana.

di Larisa Alemagna

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La Repubblica del 27-06-2016

La "Ottava Misericordia", l'opera tattile di Giuseppe Controne accanto al capolavoro del Caravaggio

NAPOLI. Dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, accudire i carcerati, seppellire i morti. Queste le sette opere che Cristo consiglia nei Vangeli per ottenere la misericordia divina. Nel 1607 Caravaggio ebbe l'intuizione di riunirle tutte in un'unico, splendido dipinto, ancora oggi esposto nel complesso monumentale del Pio Monte di Misericordia a via Tribunali. Quattro secoli dopo, l'artista napoletano Giuseppe Corcione, affianca alla tela un'"Ottava Misericordia", installazione che ha richiesto tre anni di lavoro, in esposizione da mercoledì 29 alle 18.30. Si tratta di una scultura tattile, appositamente realizzata per la sua speciale location, che si fa "medium", tra il pubblico non vedente ed il capolavoro del Merisi. In tal modo, una fetta di persone inevitabilmente escluse dallo spettacolo del quadro, può provare a "quardarlo" attraverso il tatto. Ed è questa, l'"Ottava misericordia" di Corcione: la fruizione universale dell'arte. "In un momento storico - dice l'artista - dove intere popolazioni sono private della loro identità sentendosi smarrite, la nostra "cura" è compiere "opere di misericordia" e ogni volta che ci prendiamo cura dell'altro stiamo curando noi stessi" Il suo lavoro, il primo bassorilievo tattile foggiato nel sud Italia, è stato realizzato con la tecnica di fusione a cera persa in alluminio dalla fonderia nolana del Giudice. L'opera, il cui progetto è stato accolto con entusiasmo dai governatori del Pio Monte di Misericordia, diretto da Alessandro Pasca di Magliano,e dalla sezione provinciale napoletana dell'"Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti" e del "Movimento Apostolico Ciechi Nazionale", ha ottenuto il patronato dalla fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. (paolo de luca)

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Giornale UICI del 22-06-2016

Visite guidate tutti i week end mostra VISIONI ANIMALI

Sculture d'Arte Contemporanea dal 25 giugno al 4 settembre 2016

Museo Tattile Statale Omero - Mole Vanvitelliana, Ancona

ANCONA - I Servizi Educativi del Museo Tattile Statale Omero propongono un ciclo di visite guidate tutti i week end, dal 25 giugno al 4 settembre, alla favolosa mostra VISIONI ANIMALI. Sculture d'Arte Contemporanea alla Mole Vanvitelliana di Ancona.

Ogni sabato alle ore 17 e ogni domenica alle ore 11 guide esperte condurranno i visitatori nella magia e nel fascino di un grande zoo organizzato da Antonello Rubini: 57 animali di ogni specie, appartenenti ai regni della terra, delle acque e del cielo realizzati da scultori italiani dal 1938 ad oggi: da Bodini a de Chirico, Cucchi, Fazzini, Martini, Trubbiani, Ceccobelli fino a Nanni Valentini e Giosetta Fioroni.

Una "galleria onirica" come scrive Simone Dubrovic, autore di un testo in catalogo, dove "gli animali riconducono l'uomo a se stesso"; "Animali imbizzarriti, sofferenti, mutati in esemplari mai visti, terrorizzanti e aggressivi o prosciugati, ridotti a gusci senza nulla dentro, involucri fragilissimi pronti ad essere disintegrati in un istante, senza lasciare, di sé, nemmeno le tracce del proprio fantasma."

Una mostra straordinaria anche per ulteriore valore aggiunto: la possibilità di toccare le sculture e l'occasione unica di sperimentare la "ricca varietà dei materiali, ciascuno dei quali parla con una voce che soltanto le mani sono in grado di ascoltare", come scrive Aldo Grassini, Presidente del Museo Omero.

VISITE GUIDATE

Tutti i week end dal 25 giugno al 4 settembre

sabato ore 17 e domenica ore 11

Costo visita guidata: 4,00 euro a persona; gruppi (minimo 10 persone) 3,70 euro a persona; gratuito: disabili e rispettivi accompagnatori.

Info: tel. 071 2811935 - info@museoomero.it

VISIONI ANIMALI

Sculture d'Arte Contemporanea

Museo Tattile Statale Omero - Mole Vanvitelliana

Banchina Giovanni da Chio 28 - 60121 Ancona

Ingresso mostra: libero.

www.museoomero.it

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#museoomero #visionianimali

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Giornale UICI del 09-06-2016

Torino - Corso di pasticceria per disabili visivi

E l'arte di preparare i dolci si rivela accessibile a chi non vede

Pan di Spagna, pasta frolla, bignè, meringhe, torta Sacher e molte altre prelibatezze. Con i giusti accorgimenti, l'arte di preparare i dolci può essere pienamente accessibile ai disabili visivi. Lo ha dimostrato il recente corso di pasticceria organizzato dall'UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino. In cinque lezioni da quattro ore ciascuna, dieci persone cieche e ipovedenti, sotto la guida di una professionista, si sono cimentate con varie ricette, scoprendo i segreti legati a impasti, lievitazioni e farciture. E i risultati, a detta di chi ha potuto assaggiare i "prodotti finiti", sono stati decisamente soddisfacenti. E' un altro muro che cade. E' un altro piccolo ma prezioso passo avanti nel cammino dell'integrazione

Il laboratorio è stato organizzato dal Comitato Pari Opportunità UICI Torino, da sempre molto attento all'autonomia e alla valorizzazione della persona (tra le iniziative più recenti, vanno citati un corso di trucco e cosmesi rivolto a donne non vedenti, ma anche un pomeriggio di studio su disabilità e relazioni affettive). Le cinque lezioni di pasticceria, il cui obiettivo era quello di fornire le basi per la preparazione casalinga dei dolci, si sono svolte al centro di formazione professionale Engim Artigianelli di Torino e sono state tenute dalla chef Romina Baratta. Per la docente era la prima esperienza di confronto con un gruppo di disabili visivi, ma tutto si è svolto con grande naturalezza, grazie anche alle buone abilità manuali dei partecipanti. Quanto agli strumenti, sono stati adoperati quelli che si trovano normalmente in una cucina. Unica eccezione: una bilancia parlante, cioè uno strumento dotato di voce sintetica che legge le misurazioni.

«Non è la prima volta che ci avviciniamo a percorsi di questo genere - ricorda Titti Panzarea, vicepresidente UICI Torino e referente Comitato Pari Opportunità - Nel 2014 avevamo organizzato un corso di cake design, l'arte di decorare i dolci, che era stato molto apprezzato. Da qui la decisione di proseguire con nuove iniziative». Non c'è da stupirsi: «Molti tra i nostri soci sono appassionati di arte culinaria - spiega ancora Panzarea - e da tempo hanno trovato strategie per cucinare in autonomia, senza correre rischi. Dunque le occasioni per imparare nuove ricette e affinare la tecnica sono sempre gradite. Fondamentale è anche l'aspetto umano: i dolci si condividono, diventano un pretesto per incontrarsi».

Tra i dieci partecipanti la soddisfazione è palese. «Ho già potuto mettere in pratica alcuni suggerimenti - racconta Elisabetta Barsotti, che spera in una seconda edizione del corso - Le mie crostate per la colazione sono nettamente migliorate. In queste settimane abbiamo lavorato bene, con una buona coesione di gruppo». «Mi ha fatto piacere ricevere anche alcuni consigli sulla decorazione dei dolci - aggiunge Christian Bruno - Noi siamo disabili visivi ma ci confrontiamo con un mondo di vedenti, nel quale, com'è naturale, l'occhio vuole la sua parte. Credo che questa esperienza sia stata un arricchimento per tutti: per noi, che abbiamo imparato molto, e per la docente, che ha scoperto come gestiamo la manualità e come affrontiamo alcune situazioni quotidiane». Dal corso è nato anche un gruppo su WhatsApp (diffuso social network per dispositivi mobili), che i partecipanti usano per scambiarsi ricette e consigli.

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L'agenda: appuntamenti del mese di luglio

- 7 Riunione Direzione Nazionale UICI

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speciale

LOTTERIA DI PRIMAVERA edizione 2016: estrazione biglietti vincenti

Il giorno 24 giugno 2016, alle ore 15,00, a Milano presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus in Via Mozart 16 - si è proceduto all'estrazione della "Lotteria di Primavera 2016", organizzata dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha dato i seguenti risultati:

PREMI 2016 - BIGLIETTI VINCENTI

I vincitori potranno ritirare i premi, previa consegna dell'originale del biglietto estratto, a partire da lunedì 27 giugno ed entro e non oltre venerdì 29 luglio 2016, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mozart, 16 a Milano, nei seguenti giorni ed orari:

LUNEDI' - MARTEDI' - MERCOLEDI' - GIOVEDI' - VENERDI'

dalle ore 9:30 alle ore 12:30 - dalle ore 14:30 alle ore 17:00

Il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Nicola Stilla, a nome dell'intero Consiglio Direttivo, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa attraverso la vendita e l'acquisto dei biglietti.

Nicola Stilla

Presidente Regionale

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