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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Aprile 2016

SOMMARIO

SINTESI DEI LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI: SEDUTA DEL 2 APRILE 2016

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è riunito in seduta ordinaria sabato 2 aprile, presso la propria Sede a Milano in via Mozart 16, il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

La seduta si è aperta alle ore 9.40 col saluto ai presenti del Presidente Stilla. All'appello risultavano assenti i Consiglieri Bondio, Livraghi, Mapelli, Mazzetti, Mazzoleni e Pitrelli. Oltre ai Consiglieri presenti partecipavano ai lavori la Componente la Direzione Nazionale Katia Caravello, il Consigliere Nazionale Francesco Busetti e il Componente l'Organo di Vigilanza Angelo Mombelli; assisteva in qualità di Segretario verbalizzante il dott. Roberto Aroldi. Assistevano inoltre ai lavori la Coordinatrice della Commissione Regionale Pari Opportunità Erika Monteneri, il Coordinatore della Commissione Regionale Turismo Sociale e Fruizione dei Beni Culturali Silvano Stefanoni, la Coordinatrice Regionale delle Attività Riabilitative Silvia Marzoli, il Consigliere della Sezione di Brescia Giordano Nember, il Consigliere Delegato della Sezione di Pavia Fabio Confalonieri, la Vicepresidente della Sezione di Lecco Paola Vassena e la dipendente della Segreteria Regionale Eleonora Guzzi.

In apertura di seduta, il Presidente Stilla ha espresso viva soddisfazione per il grande risultato ottenuto dalla Sezione di Milano che, assistendo le famiglie degli alunni con disabilità visiva nell'ambito di un ricorso proposto contro la Città Metropolitana di Milano per via dei tagli ai servizi di supporto all'inclusione scolastica, ha visto riconosciute in pieno le tesi sostenute dall'Unione. Nella suddetta sentenza viene infatti stabilito chiaramente che i servizi in oggetto appartengono alla sfera dei diritti fondamentali della persona e, in quanto tali, non ne è consentita alcuna limitazione nemmeno per motivi di bilancio.

Dopo aver approvato il verbale relativo alla seduta del 6 febbraio 2016, il Consiglio ha ratificato le delibere adottate dall'Ufficio di Presidenza in occasione della seduta svoltasi il 18 marzo u.s..

Giunti all'esame del punto 3 dell'ordine del giorno, la Presidenza Regionale ha riferito quanto segue:

1. il 10 febbraio u.s. la Presidenza Regionale ha partecipato al Consiglio Sezionale di Sondrio nel corso del quale sono state affrontate diverse questioni organizzative per un miglior funzionamento della sede;

2. il 13 febbraio u.s. si è insediata la Commissione Regionale Universitari che ha rinviato la nomina del proprio coordinatore ad una seduta successiva;

3. nei giorni 12, 13 e 14 febbraio uu.ss. si è svolto il corso di aggiornamento rivolto ai massofisioterapisti organizzato dall'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia e coordinato da Mirella Gavioli;

4. il 18 febbraio u.s. la Presidenza Regionale ha partecipato ad un seminario inerente la materia pensionistica organizzato dall'U.N.M.S. (Unione Nazionale Mutilati per Servizio) nel corso del quale i funzionari dell'I.N.P.S. hanno illustrato i diversi passaggi a seguito della fusione tra I.N.P.A.D. e I.N.P.S.;

5. il 20 febbraio u.s. a Firenze ed il 21 febbraio u.s. a Cagliari è stata celebrata la 9^ Giornata Nazionale del Braille. Sia a Firenze che a Cagliari si è avuta una buona partecipazione sia della cittadinanza che delle istituzioni locali. In particolare a Cagliari è stata intitolata una piazza a Louis Braille e il Comune di Firenze anche nel rispetto dell'indicazioni fornite dall'A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha reso noto che analoga iniziativa verrà attuata a Firenze;

6. il 23 febbraio, il 16 e 25 marzo uu.ss., presso la stazione ferroviaria di Milano Cadorna si è tenuto il seminario di formazione rivolto al personale di Ferrovie Nord, che sta dando buoni risultati in termini di collaborazione e per una migliore accoglienza delle persone ipo e non vedenti e più in generale con disabilità;

7. il 26 febbraio u.s. ha avuto luogo un incontro col Direttore Generale dell'Assessorato al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia Giovanni Daverio, nel quale si è discusso ampiamente in merito ai nuovi parametri per la concessione del contributo previsto dalla Legge Regionale 1/2008 alle associazioni delle persone con disabilità. Al predetto incontro erano presenti tutti i rappresentanti delle associazioni beneficiarie del contributo in oggetto che hanno evidenziato duna forte preoccupazione per i tagli previsti e si sono riservate di fare avere alcune proposte integrative sui parametri;

8. il 17 febbraio u.s. ha avuto luogo un incontro promosso dal Comitato Regionale Giovani, nel corso del quale sono stati presentati i risultati relativi alla ricerca condotta dalla dott.ssa Lara Orlando dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano afferente il rapporto fra i giovani e l'Unione e le loro aspettative. L'incontro si è svolto in un clima sereno, il confronto fra i partecipanti è stato ampio e ricco di spunti di riflessione e i contenuti emersi saranno la base per l'elaborazione di un documento da parte del Comitato Regionale Giovani che verrà sottoposto all'attenzione del Consiglio Regionale;

9. il 27 febbraio u.s. si sono riunite la Commissione Regionale Centralinisti e la Commissione Regionale Cani-guida;

10. il 29 febbraio u.s. ha avuto luogo la selezione regionale relativa al concorso di lettura Braille promosso dalla Biblioteca Nazionale per Ciechi Regina Margherita di Monza. Hanno superato la prova Mazzetti Angela nella sezione partecipanti in età non scolare e Bonanno Lavinia nella sezione partecipanti in età scolare scuola primaria 2ø ciclo;

11. il 1ø marzo u.s. ha avuto luogo un incontro al quale erano presenti i rappresentanti di Ferrovie Nord e della società HQuadro per discutere in merito alla prosecuzione della fase sperimentale del progetto "OpenWhite" presso alcune stazioni di Ferrovie Nord;

12. il 2 marzo u.s. si è svolta una riunione in modalità on line del Consiglio Nazionale;

13. il 3 marzo u.s. la Presidenza Regionale, unitamente ai Consiglieri Carantini, Iuzzolino, Lisi e Marchetto, nonché alla Consulente della Commissione Regionale Autonomia arch. Michela Vassena, ha partecipato ai test dell'applicazione WINA effettuati presso i laboratori dell'omonima start-up a Lomazzo. I risultati ottenuti lasciano ben sperare in merito alla validità della suddetta applicazione, concepita con l'obiettivo di favorire la mobilità autonoma delle persone con disabilità visiva e si sta procedendo alle opportune valutazioni per una sua sperimentazione presso le stazioni ferroviarie di Milano Cadorna e Lomazzo;

14. il 4 marzo u.s., grazie alla disponibilità della locale Sezione U.I.C.I., a Brescia si è tenuta una cena al buio i cui proventi (euro 490,00) sono stati destinati al servizio di Intervento Precoce dell'I.Ri.Fo.R. della Lombardia;

15. il 5 marzo u.s. la Presidenza Regionale ha partecipato a 2 iniziative organizzate rispettivamente dalla Sezione di Cremona e Mantova nell'ambito delle celebrazioni della 9^ Giornata Nazionale del Braille che hanno riscosso particolare successo;

16. l'8 marzo u.s. la Presidenza Regionale ha incontrato alcuni Consiglieri della Sezione di Lodi, al fine di avviare un confronto che porti ad una nuova strategia condivisa per il futuro operato della Sezione. A tal proposito si constata con soddisfazione che, a seguito del suddetto incontro, la Sezione si sta avviando in maniera decisa verso un percorso unitario con un'azione coesa per il raggiungimento degli obiettivi prefissati;

17. il 10 marzo u.s. la Presidenza Regionale ha preso parte all'incontro promosso dalla Consigliera di Regione Lombardia Daniela Maroni, nel quale è stato presentato il progetto "Spes@home". Si rileva la scarsa funzionalità del predetto servizio per le persone con disabilità in quanto, pur prefiggendosi di consegnare a domicilio la spesa effettuata presso alcuni mercati rionali di Milano, la merce deve essere acquistata in loco e non può essere ordinata, ad esempio, tramite servizi on line;

18. il 12 marzo u.s. si è riunita la Commissione Regionale Ipovedenti;

19. il 14 marzo u.s., presso la Sezione di Milano, ha avuto luogo un incontro con la referente del progetto "UGO" Francesca Vidali. Il suddetto progetto, che sarà attivato nella città di Milano, si pone l'obiettivo di offrire servizi di accompagnamento a pagamento da richiedersi tramite apposita applicazione installata su smartphone;

20. il 14 marzo u.s. la Presidenza Regionale, unitamente al Consigliere Borella, ha partecipato ad un incontro con l'on. Paolo Grimoldi. Oggetto dell'incontro è stato un ampio confronto sulle modifiche da apportare alla Legge 113/1985 in ambito occupazionale, sul progetto congiunto della F.A.N.D. (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e la F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) in materia di istruzione e sui nuovi parametri per la concessione del contributo previsto dalla Legge Regionale 1/2008 in fase di definizione;

21. il 17 marzo u.s. si è insediata la Commissione Nazionale Consulte ed Associazioni della quale fa parte il Presidente Regionale Nicola Stilla;

22. il 19 marzo u.s. si è riunita la Commissione Regionale Pari Opportunità che ha definito diversi progetti;

23. il 21 marzo u.s. ha avuto luogo l'iniziativa "Dillo alla Lombardia 2016", alla quale ha partecipato anche la Presidenza Regionale dell'Unione. Nell'ambito dei vari tavoli di confronto, l'Unione della Lombardia ha richiamato l'attenzione sulla necessità di istituire un gruppo inter-assessorile che permetta di elaborare normative in maniera coordinata;

24. il 21 marzo u.s. si è riunita la Commissione Regionale Pluridisabili che ha iniziato a mettere a punto un progetto formativo rivolto agli operatori delle nostre strutture provinciali;

25. il 23 marzo u.s. si è riunita la Commissione Regionale Autonomia e Accessibilità che ha definito alcuni progetti per il corrente anno;

26. il 23 marzo u.s. il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, a seguito di un ricorso presentato da diverse famiglie e sostenuto dalla Sezione di Milano avverso la Città Metropolitana di Milano, ha emesso una sentenza che, tra l'altro, afferma che ".... nessuna modifica delle competenze può avvenire, in materia di diritti fondamentali costituzionalmente garantiti, senza che sussista un altro ente che si sia preso in carico tali funzioni" e pertanto, pur a seguito della "riforma Delrio", permangono a carico delle Province e delle Città Metropolitane le spese per assicurare il diritto allo studio dei minori con disabilità sensoriali. Nell'evidenziare con forza l'estrema importanza del principio affermato nella sentenza in oggetto, la Presidenza ha altresì invitato i Dirigenti Provinciali affinché vigilino con la massima attenzione nel verificare la sua concreta esecuzione informando tempestivamente la Presidenza Regionale, così da poter attuare iniziative in maniera coordinata;

27. il 24 marzo u.s. si è insediata la Commissione Nazionale Previdenza e Pensionistica della quale fa parte il Vicepresidente Regionale Flaccadori;

28. il 24 marzo u.s., a Pavia, è stata inaugurata una piazza intitolata a Louis Braille;

29. il 29 marzo u.s., unitamente al Presidente della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) Alberto Fontana, la Presidenza Regionale ha partecipato ad un incontro con Giulio Gallera, Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale di Regione Lombardia. Nel suddetto incontro sono stati approfonditi vari aspetti riguardanti il servizio "Spazio Disabilità InFormAzioni Accessibili" e i servizi di supporto all'inclusione scolastica. Per quanto concerne questi ultimi, alla luce della sentenza pronunciata il 23 marzo u.s. dal Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, è stato richiesto di favorire quanto prima un confronto fra le Province, FAND e la LEDHA, cosicché si riesca a pianificare i servizi in tempi utili in vista dell'anno scolastico 2016-2017. Il 5 aprile 2016, poi, il Consiglio di Regione Lombardia discuterà un'interrogazione proposta in materia dalla Lega Nord. Per quanto concerne il servizio "Spazio Disabilità InFormAzioni Accessibili", invece, è stata sollecitata la definizione del budget per il 2016 e, qualora Regione Lombardia decidesse di proseguire anche per il triennio 2017-2019, è stato fatto presente che sarebbe maggiormente funzionale gestire il suddetto servizio tramite un'unica associazione temporanea di scopo anziché due come avviene attualmente e pertanto è stato chiesto di emettere il bando entro il mese di settembre;

30. il 31 marzo u.s., presso l'hotel Vittoria di Brescia, la Presidenza Regionale ha partecipato ad un momento conviviale organizzato dal Club Rotary Vittoria Alata di Brescia. Nell'occasione è stata ribadita l'importanza del servizio Intervento Precoce, si è ripercorsa la storia dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti tracciandone le tappe principali e naturalmente la Presidenza Regionale non ha mancato di esprimere sincera gratitudine ai membri del Club Rotary Vittoria Alata per l'apporto materiale fornito di recente al servizio Intervento Precoce;

31. a seguito di segnalazioni giunte alla Presidenza in merito alla mancata comunicazione da parte di diverse Sezioni delle date, del luogo e degli orari delle riunioni dei Consigli Sezionali e del Consiglio Regionale, la Presidenza ha rivolto un fermo invito a tutti i Dirigenti Provinciali, affinché agiscano nella massima trasparenza e nel pieno rispetto dello Statuto dell'Unione;

32. il 16 marzo u.s., presso Regione Lombardia, si è riunito un tavolo tecnico, il quale ha approfondito vari aspetti relativi al fondo regionale e nazionale per la non autosufficienza;

33. è stato richiesto un incontro con i vertici del CO.RE.COM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) per avviare un confronto in merito alle problematiche incontrate dalle persone con disabilità visiva nel rapportarsi con i gestori di telefonia.

Terminate le comunicazioni della Presidenza, ha preso la parola la Componente la Direzione Nazionale Katia Caravello la quale, condividendo la soddisfazione della Presidenza e dell'intero Consiglio, ha sottolineato l'importanza della sentenza ottenuta dalla Sezione di Milano in materia di inclusione scolastica. Successivamente ha riferito quanto segue:

1. A seguito dell'approvazione del nuovo Statuto da parte della I.A.P.B. (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità), da parte della Presidenza Nazionale sono state avviate due azioni legali volte ad ottenere la sospensiva del predetto Statuto e la dichiarazione della sua illegittimità. Fra i punti all'ordine del giorno del Consiglio Nazionale che si riunirà nei giorni 23 e 24 aprile pp.vv., vi è il deferimento al Collegio dei Probiviri degli attuali rappresentanti dell'Unione in seno alla I.A.P.B.. A tal proposito, la Presidenza Regionale ha fortemente auspicato che si giunga al più presto ad una soluzione che consenta di evitare la compromissione del lavoro svolto fino ad ora dalla stessa I.A.P.B. evitando altresì il venir meno dell'apporto di quanti, con convinzione e dedizione, hanno profuso Ogni sforzo a favore delle persone con disabilità visiva.

2. Nella riunione svoltasi il 3 marzo u.s., a seguito di irregolarità riscontrate per quanto concerne la registrazione e la cancellazione dei Soci, la Direzione Nazionale ha deciso di commissariare il Consiglio Regionale Siciliano dell'Unione. Quale Commissario è stata nominata Linda Legname (anch'essa Componente la Direzione Nazionale), mentre il Vicecommissario è stato individuato nella persona di Renzo Minincleri.

3. Il 18 febbraio u.s. si è svolta una riunione fra tutti i Coordinatori delle diverse Commissioni Nazionali, nella quale sono state definite le linee-guida da seguire nell'immediato futuro.

4. Sono in fase di definizione lo Statuto dell'Agenzia per la Tutela nell'area della Disabilità Visiva e quello dell'Istituto per la Valutazione degli Ausili.

5. L'estrazione dei biglietti vincenti della 2^ edizione della Lotteria Nazionale Louis Braille avverrà l'8 settembre p.v. e, di concerto con Lottomatica, si stanno approntando i relativi spot pubblicitari. Ci si sta altresì adoperando, al fine di riuscire ad organizzare nella stessa data il Premio Braille.

Terminate le comunicazioni della Componente la Direzione Nazionale ha preso la parola il Consigliere Nazionale Busetti, il quale ha riferito che la Commissione Nazionale Istruzione (della quale egli fa parte) si è riunita in modalità on line il 1ø marzo u.s. e che la suddetta Commissione sta svolgendo le opportune valutazioni al fine di avviare un'azione volta a favorire la creazione di percorsi formativi in collaborazione con le università e, ancor prima, la loro organizzazione da parte della stessa Unione.

Giunti al punto 4 dell'ordine del giorno, avente ad oggetto l'approvazione della Relazione Morale per l'anno 2015, la Presidenza ha tracciato un quadro dei vari ambiti d'intervento che hanno visto l'Unione della Lombardia coinvolta in maniera diretta lo scorso anno.

Il 2015 è stato un anno impegnativo da tutti i punti di vista. Sul versante interno l'attenzione è stata inevitabilmente calamitata dal rinnovo degli organi sociali (Assemblee Provinciali e Consiglio Regionale), dalle Assemblee precongressuali e di conseguenza dal 23ø Congresso Nazionale. Se da un lato i suddetti momenti hanno confermato ancora il loro alto valore per l'Unione, si constata purtroppo una partecipazione dei Soci piuttosto scarsa e, conseguentemente, dalla Presidenza è giunto un forte appello a tutti i Dirigenti Provinciali affinché favoriscano il più possibile momenti di confronto con i Soci per sensibilizzarli maggiormente sui temi verso i quali l'azione dell'Unione è rivolta quotidianamente.

Sul versante esterno è stata condotta un'azione serrata e costante per la difesa del diritto allo studio di tutti i nostri ragazzi, i cui snodi principali sono stati gli incontri presso Regione Lombardia e con i Presidenti delle Province, la manifestazione del 18 novembre 2015 davanti alla Sede dell'Unione Province Lombarde e della Città Metropolitana di Milano e l'incontro pubblico del 25 novembre 2015 presso l'Istituto dei Ciechi di Milano con il Presidente dell'Unione Province Lombarde e gli altri rappresentanti delle Province stesse e della Città Metropolitana di Milano, in occasione del quale abbiamo ottenuto l'impegno ad erogare i servizi a supporto dell'inclusione scolastica per l'intero anno scolastico in corso.

Di queste settimane, poi, l'importantissima vittoria ottenuta dalla Sezione di Milano che, nel ricorso proposto avverso la Città Metropolitana di Milano, ha visto le ragioni sostenute dall'Unione riconosciute formalmente su tutti i fronti da parte del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia.

Sempre sul versante esterno, l'Unione della Lombardia ha inoltre operato con profitto quale capofila dell'associazione temporanea di scopo costituita per gestire il servizio "Spazio Disabilità InFormAzioni Accessibili" insieme all'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, all'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili, all'Unione Nazionale Mutilati per Servizio, all'Ente Nazionale Sordi e al Forum della Solidarietà della Lombardia.

In occasione dell'Esposizione Universale svoltasi a Milano dal 1ø maggio al 31 ottobre 2015, abbiamo assicurato un servizio informativo in maniera continuativa garantendo il supporto di 8 operatori appositamente formati.

Sono stati rafforzati i rapporti con il Consiglio di Regione Lombardia e con la Giunta Regionale per mezzo della partecipazione ai diversi tavoli tecnici e all'intergruppo del Consiglio conseguendo importanti risultati nel settore istruzione e nella sensibilizzazione degli enti preposti al tema della fruibilità dei trasporti.

Si è provveduto a rafforzare, anche dal punto di vista organizzativo, la struttura della F.A.N.D. Regionale, creando un evento realizzato presso Regione Lombardia in collaborazione con le Commissioni Regionali Lavoro, Bilancio e Sanità.

Abbiamo collaborato attivamente con il Comune di Milano istituendo la piattaforma di e-learning "MilanoAccogliente", all'interno della quale sono presenti 15 corsi afferenti la disabilità.

Grazie al lavoro della Commissione Regionale Autonomia e Accessibilità, sono stati rafforzati i rapporti con Grandi Stazioni e Ferrovie Nord, effettuando vari sopralluoghi presso le stazioni di diversi capoluoghi di provincia.

Sono stati realizzati servizi di notevole importanza a favore delle famiglie e dei ragazzi nell'ambito della riabilitazione. Inoltre, collaborando in maniera costante con i centri di riabilitazione visiva presenti sul territorio regionale, l'Unione della Lombardia ha contribuito concretamente a rilanciarne l'attività, riuscendo a far ottenere il marchio "MAC" (Macroattività Ambulatoriale Complessa) ai suddetti centri.

A livello organizzativo si è riusciti a portare a termine tutti gli impegni nonostante le risorse umane non sempre sufficienti a far fronte alle esigenze imposte dalla mole di attività quotidiane.

In futuro si dovrà dare maggiore impulso alla comunicazione, si dovrà potenziare il Centro Regionale Tiflotecnico, andrà portata a termine la fase sperimentale delle consulenze fornite alla F.A.N.D. Regionale stabilizzando la struttura e, se possibile, rafforzare la Segreteria Regionale della Federazione stessa.

Da non dimenticare, infine, il raggiungimento di un obiettivo importantissimo: la conservazione del contributo previsto dalla Legge Regionale 1/2008.

Tutto ciò, ha sottolineato la Presidenza, è stato possibile solo grazie al lavoro di tutti e, a conclusione della relazione, ha espresso sinceri ringraziamenti ai Consiglieri Regionali, ai Presidenti ed ai Consiglieri Provinciali, ai Componenti delle Commissioni Regionali ed ai consulenti esterni, ai dipendenti delle Sezioni Provinciali, ai Sindaci Revisori, ai Componenti dell'Organo di Vigilanza e, infine, a Roberto Aroldi, Stefano Sartori, Simona Pioggia ed Eleonora Guzzi.

Uditi i predetti riferimenti della Presidenza, il Consiglio ha approvato all'unanimità la Relazione Morale per l'anno 2015.

Successivamente, previa lettura della relativa documentazione e del parere del Collegio dei Sindaci da parte del Segretario Aroldi, è stato altresì approvato il Rendiconto Consuntivo relativo all'esercizio anno 2015 così come risulta dai dati emersi successivamente all'elaborazione dello stesso da parte dell'Ufficio di Presidenza e sottoposti all'attenzione del Consiglio Regionale.

Giunto così all'esame del punto 6 dell'ordine del giorno, il Consiglio ha approvato i seguenti progetti avanzati dalle Commissioni e dai Gruppi di Lavoro:

- Commissione Regionale Pari Opportunità: organizzazione di 3 giornate formative, di cui 2 dedicate al servizio "Sportello Autonomia" e una al progetto "Quando il Malato non vede, che fare?". Il Consiglio ha approvato il progetto, dando mandato alla Presidenza e all'Ufficio di Presidenza affinché svolgano le opportune valutazioni per elaborare un programma ampiamente condiviso con la Commissione.

- Commissione Regionale Turismo Sociale e Fruizione dei Beni culturali: organizzazione della 4^ Giornata Regionale per il Turismo Sociale e la Fruizione dei Beni Culturali che si terrà a Monza il 14 maggio p.v. con spese a carico del Consiglio Regionale per le guide e per il servizio navetta dalla Stazione di Monza a Villa Reale e da Villa Reale al ristorante.

- Commissione Regionale Autonomia e Accessibilità:

a) Proseguire, nell'ambito del progetto "Viaggio Libero", i sopralluoghi presso le stazioni ferroviarie dei capoluoghi di provincia. Nell'anno 2016 si intende cominciare da Cremona e Lecco, prevedendo un budget di euro 500,00.

b) Pubblicazione di un volume afferente i vari aspetti relativi alla fruibilità degli edifici pubblici dal punto di vista dell'accessibilità e delle barriere architettoniche.

c) Avviare un'ampia riflessione per giungere alla stesura di un documento condiviso relativo al concetto di "ACCESSIBILITA'" al fine di poter contare, in sede di confronto con i diversi enti, su uno strumento in base al quale possano essere avanzate proposte che siano ispirate a linee-guida ben precise ed uniformi su tutto il territorio regionale e, a tale scopo, prevedere l'organizzazione di un convegno/seminario.

- Comitato Regionale Giovani: stesura di un documento che possa essere utilizzato dal Consiglio Regionale per pianificare le future azioni rivolte ai giovani.

- Commissione Regionale Ipovedenti:

a) Organizzazione di un incontro informativo/formativo per il 21 maggio p.v., nel quale verranno affrontate varie tematiche relative all'istruzione e, in particolare, alle problematiche degli studenti ipovedenti.

b) Realizzazione di un questionario da diffondere a livello regionale fra i Soci, al fine di avere dati precisi inerenti i vari aspetti della vita di questi ultimi (condizione lavorativa, abilità residue, aspettative dall'operato dell'Associazione, temi di maggiore interesse personale, ecc.).

Venendo all'esame del punto 7 dell'ordine del giorno, uditi i riferimenti della Presidenza, il Consiglio si è espresso all'unanimità a favore dell'organizzazione della 5^ Giornata Regionale per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva che si terrà l'8 dicembre 2016 utilizzando quale gadget l'astuccio di cioccolato fornito dalla ICAM e mettendo a disposizione di tutte le strutture provinciali del territorio nazionale interessate lo stesso prodotto.

Dopo un breve dibattito, il Consiglio ha altresì deliberato di installare un sistema refrigerativo dell'aria all'interno del locale del Centro Regionale Tiflotecnico.

Il Consiglio ha poi adottato le seguenti delibere di carattere amministrativo:

1. a seguito degli approfondimenti svolti dalla Presidenza di concerto col Segretario Regionale con l'intento di procedere ad una progressiva restituzione del debito a carico del Consiglio Regionale nei confronti delle Sezioni Provinciali risalente a diversi anni orsono, viene restituita alla Sezione di Lodi la somma pari ad euro 2.894,14 e alla Sezione di Mantova la somma pari ad euro 3.823,92. Successivamente si procederà in maniera graduale ad estinguere il debito nei confronti delle altre 9 Sezioni;

2. viene rinnovata l'iscrizione al Forum della Solidarietà per l'anno 2016, la cui quota è pari ad euro 20,00;

3. viene dato mandato all'Ufficio di Presidenza affinché vengano svolti gli opportuni approfondimenti per giungere alla sottoscrizione del contratto con un nuovo gestore che garantisca il servizio di audio-conferenza a seguito del cambio societario della società Axiatel che in precedenza garantiva il servizio.

Sono state altresì adottate le seguenti delibere di carattere organizzativo:

1. viene dato mandato alla Presidenza affinché si proceda alla stipulazione di un'apposita convenzione con Ferrovie Nord e la Società WINA, al fine di testare l'omonimo sistema presso alcune stazioni ferroviarie di Ferrovie Nord;

2. viene approvata la proposta di una lettera di sostegno da inviare a Federturismo, cosicché l'Unione della Lombardia possa essere coinvolta nel futuro progetto europeo inerente il turismo accessibile;

3. viene stanziato un budget di euro 400,00 a copertura delle spese per la realizzazione delle fasi regionali del torneo nazionale di scopone scientifico;

4. viene approvata la proposta della Presidenza di attivare una newsletter ufficiale del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La suddetta newsletter curata dall'addetto stampa Massimiliano Penna, in una prima fase sperimentale, sarà destinata ai Consiglieri Regionali, ai Presidenti Provinciali e alle strutture provinciali e al suo interno troveranno spazio notizie inerenti l'attività della Presidenza Regionale e delle Commissioni Regionali, nonché le iniziative proposte dalle singole Sezioni (se aperte anche alla partecipazione esterna);

5. viene dato mandato alla Presidenza affinché, di concerto con l'Istituto dei Ciechi di Milano, si elabori un progetto da presentare a Regione Lombardia volto ad avviare un apposito percorso formativo in grado di rispondere adeguatamente alla richiesta di istruttori di autonomia personale proveniente dai centri di riabilitazione visiva della Lombardia;

6. viene istituito un apposito Gruppo tecnico, che lavorerà alla definizione di linee-guida inerenti la certificazione medica dello stato di cecità in età evolutiva, con particolare riferimento ai bambini con pluridisabilità. Il gruppo risulta così composto: prof. Paolo Emilio Bianchi (Direttore della Clinica Oculistica dell'Università degli Studi di Pavia - Policlinico San Matteo), prof.ssa Elena Piozzi (primario del reparto di oftalmologia pediatrica presso l'ospedale Niguarda di Milano), dott. Roberto Salati (oculista presso il Centro di Riabilitazione Visiva dell'Istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini), dott.ssa Chiara Bertone (oculista presso il centro di neuroftalmologia dell'età evolutiva dell'istituto neurologico Casimiro Mondino di Pavia), prof.ssa Elisa Fazzi (neuropsichiatra infantile e Responsabile dell'unità operativa di neuropsichiatria infantile degli Spedali Civili di Brescia), dott. Renato Borgatti (Responsabile dell'unità operativa ipovisione del Centro di Riabilitazione Visiva dell'Istituto Eugenio Medea di Bosisio Parini), dott.ssa Sabrina Signorini (neuropsichiatra infantile e Responsabile dell'unità operativa di neuroftalmologia dell'Istituto Neurologico Casimiro Mondino di Pavia), Nicola Stilla e Angelo Mombelli.

Non essendovi altri argomenti da trattare, alle ore 13.10 il Presidente Stilla dichiara chiusa la seduta.

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Lotteria di primavera 2016

anche quest'anno si può sostenere l'attività della nostra Unione, in particolar modo quella legata ai progetti riabilitativi attivati a livello regionale, attraverso la Lotteria di Primavera promossa dal Consiglio regionale lombardo U.I.C.I.

I biglietti saranno disponibili presso gli uffici sezionali al costo di euro 2,00 ciascuno.

Il primo dei 70 premi in palio è un'automobile Fiat Panda.

L'estrazione è fissata per il 24 giugno 2016 alle ore 15.00 presso la Sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. a Milano in via Mozart 16.

L'elenco dei biglietti vincenti sarà consultabile sul sito web dello stesso Consiglio Regionale all'indirizzo www.uicilombardia.org.

Si invitano tutti i Soci e gli amici ad aderire e a diffondere l'iniziativa.

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Dal comitato regionale giovani

PROGETTO I GIOVANI CIECHI ED IPOVEDENTI COMUNICANO AI GIOVANI ATTRAVERSO YOUTUBE

Di fabio dragotto

Credo fermamente che i giovani dell'unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti debbano comunicare con i propri coetanei con un linguaggio leggero, semplice ma soprattutto giovanile, un linguaggio che deve tenere conto dello slang di ragazze e ragazzi e che renda più facile e comprensibile il concetto di disabilità visiva, senza inutili note mielose o evidenziazioni di capacità generiche o specifiche che possano indurre a pensare alla straordinarietà del singolo individuo disabile, pur non tralasciando queste ultime.

Lo scopo è quello di descrivere la quotidianità e l'abbattimento di preconcetti tra cosa è normale e cosa è disabile.

Credo che tutto ciò debba essere divulgato attraverso dei canali di fruizione quotidiana da parte dei giovani, come youtube e dunque attraverso dei video di breve durata, brillanti e che colpiscano l'attenzione e la curiosità.

L'idea è quella di costruire delle scenette più o meno ironiche, fatte da non vedenti e da ipovedenti, in cui dovrà apparire un'immagine del disabile ancora non vista, toccando svariati temi sociali e culturali.

I giovani dovranno essere fulcro di espressività collaborando nella costruzione delle sceneggiature, delle interpretazioni e di idee atte a valutare quelli che sono i temi da dover affrontare.

Perché credo in questo progetto e perché lo trovo utile?

Basandomi sia sulla mia esperienza personale, che quella dei miei amici e conoscenti, dai loro racconti, al di là dell'età, si evince una forte mancanza culturale, anche di base, sulla disabilità visiva, non solo nel senso delle discriminazioni, ma anche dei buonismi e pietismi nella società contemporanea.

Per concretizzare tutto ciò, è stato istituito un gruppo di lavoro attualmente composto dal sottoscritto, Pietro Palumbo e Francesca Santambrogio, ma che verrà allargato a tutti i giovani interessati al progetto, che lavoreranno per definire i punti già descritti.

Apertura di un canale dedicato sul portale youtube.

Il progetto avrà un inizio ma non una fine, il canale sarà una finestra sempre aperta per nuove tematiche.

Fabio Dragotto

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Per ulteriori informazioni sul progetto e per eventuali adesioni, si prega di fare riferimento alla Referente del Comitato Regionale Giovani Daniela Fiordalisi - e-mail danyfiordalisi@gmail.com.

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Dalla sezione di brescia

Nuovi corsi di informatica in sezione - adesioni entro il 20 maggio 2016

Informiamo che i nuovi corsi di informatica si terranno in sezione nei mesi di Giugno/Luglio. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 Maggio. All'atto dell'iscrizione bisognerà effettuare il pagamento della quota. Il costo orario è di 5 euro per i soci della Sezione di Brescia e di 6 euro per i non soci e per i soci di altre Sezioni. Gli interessati dovranno comunicare la loro adesione a Tina Mazzella (recapito telefonico da richiedere in Sezione) o alla segreteria sezionale, tel. 0302209416.

A seguire il calendario dei corsi.

TASTIERA 20 ore: apprendimento del metodo di scrittura con dieci dita

date: 6-9-13-16-20 giugno 2016

orari: dalle 14.30 alle 18.30

BASE WINDOWS 20 ore: sistema operativo windows; screenreader Jaws; desktop, files e cartelle; struttura e gestione delle finestre di dialogo e delle finestre delle applicazioni; creare e salvare un semplice documento di testo.

date: 27-30 giugno; 4-6-8 luglio 2016

orari: dalle 14.30 alle 18.30

BASE MAC 20 ore: sistema operativo mac e screenreader voiceover; desktop, files e cartelle; struttura e gestione delle finestre di dialogo e delle finestre delle applicazioni; creare e salvare un semplice documento di testo; file pdf; preferenze di sistema.

date: 1-8-15-22-29 giugno 2016

orari: dalle 14.30 alle 18.30

BASE IPHONE 8 ore: gestione del dispositivo con screenreader e zoom; telefono e messaggi; gestione delle applicazioni.

date: 8-15 giugno 2016

orari: dalle 9.00 alle 13.00

AVANZATO IPHONE 8 ore: gestione di note, mail e safari; sveglia, calendario e promemoria.

date: 22-29 giugno 2016

orari: dalle 9.00 alle 13.00

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Dalla sezione di cremona

Soggiorni estivi 2016: adesioni entro il 13 maggio e prenotazioni entro il 31 maggio 2016

Per l'estate 2016 abbiamo il piacere di proporvi due possibilità di soggiorno, entrambe località di spicco della splendida Riviera Romagnola. Uno a Rimini dal 23 Luglio al 30 Luglio 2016 e l'altro, in alternativa, a Villa Marina di Cesenatico dal 3 Settembre al 10 Settembre 2016.

Entrambe le mete, sono caratterizzate da spiagge, di sabbia finissima, curate, comode e accoglienti perché tutti possano godere dei benefici del mare e trascorrere dei piacevolissimi giorni in compagnia.

Ecco i dettagli di ogni proposta:

1. SOGGIORNO ESTIVO DAL 23 LUGLIO AL 30 LUGLIO 2016

HOTEL GALLES *** RIMINI

PENSIONE COMPLETA + SERVIZIO IN SPIAGGIA+ ACQUA E 1/4 DI VINO

Prezzo a persona per notte: 49,00 (pensione completa)

Prezzo Totale:343,00

Per questo soggiorno si richiede un anticipo di 250,00 a persona euro al momento dell'iscrizione.

Da tener conto che rimane fuori anche la quota del trasporto che verrà decisa definitivamente alla chiusura delle iscrizioni.

L'hotel accetta cani guida.

Nelle Camere del Galles

Camera matrimoniale

Le camere tutte con TV LED schermo piatto appena rinnovate

Condizionatore (Caldo Freddo)

Internet WI-FI potentissimo

Ventilatori a soffitto

Balcone MOLTI VISTA MARE

Servizi privati molti di recentissima ristrutturazione

Box Doccia

Asciugacapelli

Cassaforte

Infissi insonorizzati nuovissimi

2. SOGGIORNO ESTIVO DAL 3 SETTEMBRE AL 10 SETTEMBRE 2016

HOTEL GIOVE*** A VILLA MARINA DI CESENATICO

PENSIONE COMPLETA

prezzo totale a persona 350,00

prezzo a singola persona per notte 50,00

L'albergo richiede una caparra di euro 50,00 a persona.

La quota del trasporto è esclusa perché si deciderà una volta chiuse le iscrizioni e in base al numero dei partecipanti.

L'hotel accetta cani guida.

Per il periodo dal 3 al 10 settembre:

Soggiorno in pensione completa: ricco e vario buffet a colazione, pranzo e cena con menù a scelta tra 4 portate e un coloratissimo buffet di verdure e antipasti, bevande ai pasti in bottiglia con bibite, birra acqua e vino della casa.

Per ogni camera 1 ombrellone e 2 lettini presso il Bagno corallo (spiaggia).

In camera doppia:

* balcone,

* box-doccia,

* phon,

* cassaforte,

* telefono,

* tv-sat,

* aria condizionata,

* wi-fi,

In albergo:

* teli di spugna per il mare,

* parcheggio auto recintato,

* biciclette da passeggio,

Per chi non è completamente autonomo è consigliabile, per tutti e due i soggiorni, farsi accompagnare da una persona di fiducia.

Entrambi gli hotel sono pet friends quindi accettano senza problemi i cani guida.

L'organizzazione dei trasporti e relativi costi sono ambedue subordinati al numero delle adesioni che perverranno in sezione.

Si pregano gli interessati di voler comunicare, a questa UICI( tel 0372 23553; Fax 0372 942090; e-mail uiccr@uiciechi.it) , entro il 13 Maggio 2016 a quale dei due soggiorni si intende partecipare.

Le prenotazioni dovranno essere comunicate a questa UICI entro e non oltre il 31 Maggio (tel 0372 23553; Fax 0372 942090; e-mail uiccr@uiciechi.it o brevi manu) unitamente:

Questa UICI, a sostegno della partecipazione al soggiorno proposto, metterà a disposizione un contributo dell'importo totale di euro 500,00 da suddividere in parti uguali tra i partecipanti (non vedenti e ipovedenti iscritti all'U.I.C.I.).

Per qualsiasi ulteriore informazioni è possibile contattare la Rappresentante della Commissione Turismo Sociale Mara Parmigiani al recapito telefonico da richiedere in Sezione oppure la segreteria UICI di Cremona al n° 0372 23553.

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Dalla sezione di lecco

Tour delle Marche ed Abruzzo Dal 11 al 17 Settembre 2016 (adesioni entro il 10 giutno 2016

1° GIORNO: LECCO - GRADARA - PESARO (413 Km)

Ritrovo dei Partecipanti a Lecco presso Piazza della Stazione alle ore 7.00, e partenza in direzione Adriatico, con opportune soste lungo il percorso. Arrivo a Pesaro e pranzo. Nel pomeriggio visita al centro storico di Pesaro con il Duomo romanico, la piazza del Popolo, il Palazzo Ducale con la sua splendida fontana ecc.., in seguito spostamento per la visita alla Rocca di Gradara, meravigliosa ed affascinante fortezza medioevale che fece da sfondo al tragico amore tra Paolo e Francesca, cantato da Dante nella Divina Commedia. Rientro in hotel per la cena ed il pernottamento.

2° GIORNO: PESARO - URBINO - PESARO (70 Km)

Prima colazione in Hotel, in mattinata escursione di intera giornata ad Urbino, con pranzo in ristorante. Visita guidata al centro storico che dal 1998 è Patrimonio dell'Umanità in particolare il Palazzo Ducale, la Casa di Raffaello, il Duomo, l'ex Monastero di Santa Chiara ed infine la Stalla Ducale e la Rampa Elicoidale. Rientro nel tardo pomeriggio in hotel, Cena e pernottamento nella zona di Pesaro.

3° GIORNO: PESARO - GROTTE DI FRASASSI - FABRIANO - ROSETO DEGLI ABRUZZI (345 Km)

Prima colazione in Hotel, in mattinata visita ed ingresso alle Grotte di Frasassi ed in seguito pranzo in ristorante nei pressi delle grotte.

Nel pomeriggio visita e ingresso al Museo della carta di Fabriano. Proseguimento per Roseto degli Abruzzi e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

4° GIORNO: ROSETO DEGLI ABRUZZI - PARCO DEL GRAN SASSO (122 Km)

Prima colazione in Hotel. Intera giornata con guida naturalistica al Parco del Gran Sasso. Percorso ambientale parco del Gran Sasso con possibilità di salita con funivia a Campo Imperatore. Pranzo in ristorante Isola di Gran Sasso.

Nel pomeriggio proseguimento per Santuario di San Gabriele ai piedi del Gran Sasso.

(1 guida naturalistica ogni 25 persone). Rientro in Hotel, cena e pernottamento in hotel a Roseto.

5° GIORNO: ROSETO DEGLI ABRUZZI - LANCIANO - PESCARA - SULMONA - ROSETO (318 Km)

Prima colazione in Hotel, intera giornata dedicata alla visita guidata a Pescara, con la sua città Vecchia con i suoi numerosi monumenti religiosi, in particolare la Cattedrale di San Cetteo, la basilica della Madonna dei Sette Dolori, il Santuario della Madonna del Fuoco, il polo Museale dell'ex liquorificio dell'Aurum, la Piazza della Rinascia o Piazza Salotto, il Ponte del Mare ecc.. Pranzo in ristorante, nel pomeriggio, breve sosta a Lanciano, per la visita alla Chiesa e al Convento di San Francesco, dove nell'VIII si assistette al Miracolo Eucaristico. Proseguimento per Sulmona, e visita al Complesso della Santissima Annunziata, il più famoso monumento cittadino, l'acquedotto medioevale e il centro storico con Piazza Garibaldi; prima del rientro in hotel, golosa sosta in un famoso confettificio. Rientro in hotel cena e pernottamento.

6° GIORNO: ASCOLI PICENO - RIVIERA DEL CONERO - PORTO RECANATI (170 Km)

Prima colazione in Hotel, in mattinata visita guidata di Ascoli Piceno, pranzo in ristorante. Visita del centro storico, in particolare al Palazzo dei Capitani del Popolo, la Chiesa di San Francesco, la Cattedrale di Sant'Emidio e il Battistero di San Giovanni; sosta allo storico Caffè Meletti dove si potrà assaggiare la famosa anisetta Meletti.

Proseguimento per la riviera del Conero. Arrivo a Porto Recanati, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento in hotel.

7° GIORNO: PORTO RECANATI - LORETO - LECCO (500 Km)

Prima colazione in Hotel, in Mattinata ingresso e visita guidata a Casa Leopardi e luoghi Leopardiani, con anche incluso ingresso in biblioteca.

Al termine della visita proseguimento per Loreto dove è prevista la sosta per il pranzo in ristorante. Nel pomeriggio visita alla Basilica della Santa Casa, all'interno della Basilica, sotto la cupola, è custodita la Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione. Al termine partenza per il viaggio di rientro a Lecco, con arrivo previsto in serata.

Precisiamo che è indispensabile che ciascun socio si iscriva con un proprio accompagnatore al fine di non dover chiedere l'assistenza di altre persone iscritte alla gita.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

MIN. 30 PAGANTI 750.00 euro

MIN. 40 PAGANTI 730.00 euro

MIN. 50 PAGANTI 710.00 euro

SUPPLEMENTO SINGOLA: 195.00 euro

Acconto da versare al momento dell'iscrizione euro 200,00. Ricordiamo che il viaggio sarà effettuato solo al raggiungimento di almeno n. 30 partecipanti entro il 10 giugno pv. Il saldo sarà poi versato entro il 27 luglio.

EVENTUALE ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO FACOLTATIVA DA STIPULARE IN FASE DI PRENOTAZIONE AL VERSAMENTO DELL'ACCONTO + 45 EURO PER PERSONA

LA QUOTA COMPRENDE:

- Viaggio a/r in Pullman Gt;

- Sistemazione negli hotel 3* sup./ 4* / 4* sup con trattamento di mezza pensione, situati nei pressi dei centri città;

- Tutti i pasti sia in hotel che in ristoranti come da programma con servizio al tavolo;

- Prime colazioni servite a Buffet con servizio al tavolo delle bevande calde;

- Bevande nella misura di ¼ di vino e ½ di acqua minerale per persona per pasto;

- Visite con guida come da programma (Inclusi i pasti delle guide)

- Visita Rocca di Gradara, con ingresso al Castello;

- Visita dell' intera giornata a Urbino con ingresso alla Casa di Raffaello;

- Visita ed ingresso alle Grotte di Frasassi;

- Visita ed ingresso al Museo della carta di Fabriano;

- Intera giornata con guida al Parco del Gran Sasso, con incluso il biglietto Funivia;

- Intera giornata con guida Pescara/ Lanciano / Sulmona;

- Visita guidata di Ascoli Piceno;

- Ingresso e visita guidata a Casa Leopardi e luoghi Leopardiani.

- ingresso in biblioteca

- Assicurazione medica e smarrimento bagaglio;

- Accompagnatore Vecchie Mura Viaggi

LA QUOTA NON COMPRENDE:

Mance ed Extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La quota comprende".

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ABC gusto&salute: un'opera editoriale pienamente accessibile

Su segnalazione della Sezione UICI di Lecco, convinti di fare cosa utile, si riporta quanto segue.

Un'opera editoriale pienamente accessibile, a portata di sintesi vocale e da leggere sotto le dita, attraverso il display Braille, che vede come autore il dr. Marco Missaglia, medico specialista in Scienza dell'Alimentazione e Dietologia e Specialista in Endocrinologia Sperimentale di cui proponiamo una scheda di presentazione tratta dal sito

http://gwmax.it/?p=631

Marco Missaglia nasce a Lecco il 10 giugno 1968. Vive e lavora a Mandello del Lario

Dopo gli studi classici presso il Liceo Alessandro Manzoni di Lecco si laurea nel 1993 in Medicina e Chirurgia con pieni voti assoluti e lode presso l'Università degli Studi di Milano.

Nel 1997 è vincitore del Premio della Fondazione Battaglia presso l'Ospedale di Gravedona riservato a giovani medici specializzandi.

Sempre presso l'Università degli Studi di Milano si specializza in Scienza dell'Alimentazione e Dietologia (1998) e in Endocrinologia Sperimentale (2001) con lode in entrambe.

Ha svolto attività di consulente geriatra per cui è abilitato dal '99.

Svolge attività di indirizzo partecipando al Tavolo Tecnico Aziendale per l'Obesità dell'ASL di Lecco.

E' docente di alimentazione presso la Scuola Nazionale di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita (SIMPeSV) di Roma.

E' docente di alimentazione per Sapere Academy, socio del Cultural frame of Food e membro della World Society Interdisciplinary Antiaging Medcine (WOSIAM).

Ha al suo attivo diverse pubblicazioni scientifiche e collaborazioni con testate giornalistiche e reti televisive nazionali e locali.

Il dr. Missaglia, lo scorso dicembre, invitato dalla Sezione Provinciale di Lecco dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (U.I.C.I. Onlus), ha tenuto, di fronte ad una platea composta da associati, loro familiari e simpatizzanti, una relazione dal titolo: "Expo: cibo e salute", ricca di informazioni scientifiche, ma comunicate in modo accattivante, anche attraverso supporti multimediali.

Il relatore, protagonista di alcune manifestazioni all'interno dell'evento di "Expo" e presente su diverse testate giornalistiche e più volte intervistato da una emittente particolarmente seguita nel nostro territorio, nella sua esposizione ha fatto riferimento all'opera da lui proposta ed intitolata: "Gusto & Salute. L'ABC per una sana alimentazione. Ultimamente ha partecipato a "Mela Verde" trasmissione su Rete4.

Considerata l'importanza del tema e tenendo conto dello stile agile e simpatico con il quale è stato sviluppato, negli aderenti della sezione di Lecco, si è fatto strada il desiderio di avere a disposizione questo testo, in formato digitale, che rispettando i requisiti dell'accessibilità, potesse essere letto anche dalle persone con disabilità visiva.

I contatti con l'editore ing. Maurizio Ballabio della GWMAX editore, che ha subito dimostrato la sua disponibilità, hanno consentito di soddisfare questa richiesta.

Si ringraziano l'autore e l'editore per aver offerto anche alle persone non vedenti ed ipovedenti, l'opportunità di leggere un'opera originale e di sicuro interesse, vista la sempre maggiore attenzione del grande pubblico riservata alla riflessione intorno ai vari aspetti del mondo del benessere e della nutrizione.

Si fa presente che il prezzo del libro è di euro 8.00 di cui euro 2 sono devoluti come contributo alla sezione lecchese.

Qualche istruzione di carattere tecnico:

Visitare il sito: www.gwmax.it

raggiungere il link catalogo

successivamente quello che recita:

ABC gusto&salute - edizione per non vedenti

sarà così possibile trovare tutte le informazioni per l'acquisto ed il prelievo dell'opera, corredata di immagini e collegamenti ipertestuali.

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Dal centro S. Alessio - Margherita di savoia per i Ciechi

Proposta percorsi riabilitativo/culturali per persone con disabilità visiva

Il Centro Regionale Sant'Alessio - Margherita di Savoia per i Ciechi

con il contributo della Fondazione Poste Insieme Onlus

realizza

"Percorsi riabilitativo culturali per disabili visivi"

Il progetto vuole offrire ai disabili visivi e alle loro famiglie la possibilità di trascorrere un soggiorno romano caratterizzato da momenti di svago alla scoperta dei tesori artistici e culturali presenti nei siti della Capitale e da attività in sede per il potenziamento delle abilità della persona disabile visiva in un contesto familiare e di scambio di relazioni.

A partire da maggio 2016 a febbraio 2017 saranno accolte gratuitamente 30 famiglie nella sede storica di Viale Carlo Tommaso Odescalchi, 38 a Roma.

Le prime date disponibili sono:

da lunedì 16 a venerdì 20 maggio; da lunedì 23 a venerdì 27 maggio; da lunedì 13 a venerdì 17 giugno; da lunedì 20 a venerdì 24 giugno.

Le famiglie verranno ospitate da due a quattro nuclei alla settimana.

Il soggiorno prevede:

Per ulteriori informazioni e adesioni contattare l'Ufficio Relazioni con il Pubblico al numero 06.513018222-259 (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00) oppure scrivere all'indirizzo e-mail urp@santalessio.org.

Sito web: www.santalessio.org.

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comunicazioni varie

Dalla sezione di brescia

Festa della montagna - Collebeato 13 Maggio

Informiamo che Venerdì 13 maggio alle ore 20.30, presso la sala parrocchiale di Collebeato, avrà luogo un incontro con un gruppo di climbers non vedenti del CUS di Bologna.

A seguire vi sarà la proiezione del film "VINCERSI", finalista nel 2014 al film festival della montagna di Trento.

Dalla sezione di milano

Corsi di avvicinamento al Golf

Presso il nuovo campo pubblico di golf, sito nel parco Forlanini di Milano si svolgeranno, in collaborazione con la società Golf In Milano - Via Arcangelo Corelli 134 - corsi gratuiti di avvicinamento alla pratica del golf rivolti a persone con disabilità visiva.

Per informazioni e adesioni contattare Susanna Prada (recapito telefonico da richiedere in Sezione), e- mail: susanna.prada@gmail.com.

Dal circolo paolo Bentivoglio

Festival dei dilettanti

Il circolo Paolo Bentivoglio dell'UICI, in linea con la sua politica di promozione culturale e di aggregazione dei nostri soci ha organizzato per il 5 Giugno 2016 un festival dei dilettanti in modo che i nostri artisti abbiano l'opportunità di esibirsi nell'attività a loro congeniale (Musica, Canto, Recitazione ed altro). Gli interessati possono mettersi in contatto con il circolo Paolo Bentivoglio di Via Bellezza 16 dal martedì alla domenica dalle 14.00 alle 18.00, chiamando il n. 02.58302743 entro e non oltre il 20 Maggio 2016.

DAL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI

Proposta soggiorni presso casa fusetti a Corbiolo

Il Movimento Apostolico Ciechi, presso la propria Casa vacanze intitolata a Teresa Fusetti, offre a non vedenti ed eventuali loro accompagnatori un piacevole soggiorno a Corbiolo - Bosco Chiesanuova - 25 km da Verona - altitudine 850 mt. - 30 stanze con servizi in una confortevole struttura priva di barriere architettoniche, - Via della Fontana 5.

Per informazioni e adesioni, tel. 045.705.05.12 - sito internet www.casafusetti.it.

Dalla sezione uici di Pordenone

Pubblicazione braille sulle Olimpiadi di Rio de Janeiro

La Biblioteca del libro parlato "Marcello Mecchia" dell'U.I.C.I. Onlus di Pordenone sta predisponendo una pubblicazione braille in occasione delle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Oltre 80 pagine con notizie storiche, curiosità e simbologismi per capire questo evento partendo dalle sue radici.

Per viverlo giorno per giorno invece sarà reso disponibile sul nostro sito il programma degli eventi in un file accessibile (rtf o xls), liberamente scaricabile.

In aggiunta alla pubblicazione, come inserto, sempre in braille, verrà spedito il calendario dei prossimi campionati europei di calcio "Parigi 2016".

Il fascicolo braille sarà disponibile a partire dal mese di maggio al costo di euro 10,00.

Per il pagamento si potrà utilizzare il bollettino postale oppure il sistema paypal.

Per prenotazioni ed ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria sezionale di Pordenone, tel. 0434-21941; email: uicpn@uiciechi.it; sito web www.uicpordenone.org.

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Vita.it del 19-04-2016

ISEE: basta contestarlo per togliere le indennità dal reddito

di Sara De Carli

È possibile contestare l'Isee calcolato con le indennità incluse nel reddito: il ricalcolo dell'Inps recepisce quando stabilito dalle sentenze del Consiglio di Stato, avvantaggiando le famiglie. Chiarimenti anche sul fronte dei servizi sociali e sociosanitario: vale per tutti l'Isee ristretto.

Sul sito dell'Inps, nella sezione Isee, da qualche giorno è comparso un nuovo bottone, quello della "contestazione". È la strada per correggere l'Isee calcolato secondo le regole che invece a fine febbraio il Consiglio di Stato ha dichiarato illecite. Contestando l'Isee si possono quindi inserire pari a zero le indennità (la sentenza del Consiglio di Stato aveva infatti stabilito che non sono da considerare nell'Indicatore della Situazione reddituale le provvidenze ed i benefici economici erogati dallo Stato per "compensare" la condizione di disabilità) e chiedere l'applicazione delle franchigie massime nel caso di adulti maggiorenni (per i minorenni erano previste dal nuovo Isee franchigie più alte). «Ho fatto la contestazione settimana scorsa, appena l'Inps ha inserito questa possibilità sul sito», spiega Maria Simona Bellini, presidente del Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi: «Ho già la risposta, con un Isee corretto: non vengono inserite le indennità di accompagnamento e sono state applicate correttamente le franchigie. Il risultato cambia completamente».

La strada quindi pare aperta. Diverse altre famiglie che nei giorni scorsi avevano chiesto la rideterminazione dell'Isee hanno ricevuto dall'Inps (al Coordinamento hanno raccolto più di una comunicazione proveniente da territori diversi e a firma di diversi dirigenti ma con identico testo) che è possibile correggere l'Isee applicando la Sentenza del Consiglio di Stato che lo ha reso illegittimo: «Sotto il profilo pratico e procedurale, onde evitare la perdita di opportunità, si fa presente che l'attestazione Isee rilasciata dall'Inps può essere contestata per far rilevare le inesattezze riscontrate nei dati relativi ai trattamenti acquisiti dagli archivi dell'Inps».

Il punto è che il calcolo corretto non avviene in automatico: la premessa necessaria è la contestazione. «Quindi è importantissimo che la notizia di questa opportunità arrivi a tutte le famiglie. Fino a poco fa sul sito dell'Inps c'era solo la possibilità di rettifica, ora c'è la contestazione. Chi ha presentato l'Isee online può contestarlo online, chi l'ha fatto tramite Caf deve farlo tramite Caf: alcuni sono disponibili, altri dicono di non sapere nulla, ma nei fatti abbiamo visto che basta cambiare Caf per accedere alla contestazione».

L'altro tema è quello delle famiglie che nemmeno hanno presentato l'Isee, sapendo che con le regole in vigore e quindi con il conteggio delle indennità sarebbero stati comunque al di sopra delle soglie stabilite dai Comuni per i servizi: «Il mio suggerimento è di farlo ora e nel caso in cui le indennità venissero automaticamente inserite nel reddito, procedere alla contestazione».

In questi giorni c'è anche una seconda novità sul fronte Isee: per tutti i servizi di natura sociale e sociosanitaria rivolti alle persone con disabilità deve essere applicato l'Isee ristretto. Molti Comuni e anche Regione Lombardia avevano infatti interpretato il Dpcm 159/2013 in modo da escludere alcuni servizi rivolti alle persone con disabilità (tra cui CSE e SFA) da quelli per cui è possibile richiedere l'applicazione dell'Isee ristretto per la compartecipazione alla spesa. Ora invece l'INPS ha chiarito definitivamente la questione pubblicando sul proprio sito le FAQ sull'Isee: tra i quesiti a cui dà risposta ce n'è uno (V_27 del 26 gennaio 2016, a pagina 47) che riguarda proprio il campo di applicazione dell'ISEE sociosanitario. «Quale Isee richiedere per concedere prestazioni agevolate (integrazioni rette) in ordine alla frequenza di un CSE?», recita la domanda. «In estrema sintesi si afferma che il CSE deve essere ricompreso tra i servizi per cui chiedere l'ISEE sociosanitario purché la persona abbia ottenuto il riconoscimento formale del grado di disabilità non autosufficienza», risponde l'Inps.

«Conformemente a quanto già affermato dal nostro servizio legale, Inps ritiene che tutti i servizi, sia quelli di natura sociale, sia quelli di natura sociosanitaria rivolti alle persone con disabilità siano da ricomprendere nella nozione di prestazione agevolata di natura sociosanitaria e quindi debba essere applicato l'Isee ristretto», commenta Gaetano De Luca, avvocato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di Ledha, nel diffondere la notizia. Per Alberto Fontana, presidente di Ledha, «sulla base di quanto affermato dall'Inps in questa risposta, chiediamo che Regione Lombardia intervenga sulle linee guida pubblicate lo scorso marzo e le modifichi, applicando così un criterio che garantisca un'equa compartecipazione alle spese per le persone con disabilità».

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Redattore Sociale del 04-04-2016

Milano, sbloccato il 30% dei fondi per l'inserimento lavorativo dei disabili

Per mancanza di personale, da febbraio circa 600 mila euro del Piano per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità erano bloccati. Grazie alle pressioni su Regione e Città metropolitana di Milano da parte delle associazioni, un terzo dei fondi potrà ora essere utilizzato.

MILANO. Ci sono voluti quasi due mesi, ma finalmente sono stati sbloccati i fondi per favorire l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità nella città metropolitana di Milano. Nel febbraio scorso, la Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) aveva denunciato la situazione paradossale che si era creata negli uffici che devono gestire il "Piano Emergo": per una volta i fondi, circa 600mila euro, c'erano, ma mancava il personale per gestire le pratiche. E così 1.300 disabili, in grado di lavorare, non potevano trovare un posto perché mancava chi potesse occuparsi delle loro domande. Oggi la Ledha comunica che, grazie ai colloqui con Regione e Città metropolitana, "è stato possibile sbloccare una prima quota delle risorse messe a disposizione dal bando (il 30%) che potranno essere utilizzate in tempi brevi dai centri per l'impiego". "Questo era l'obiettivo minimo da raggiungere. Ce l'abbiamo fatta e siamo contenti che l'impegno di Ledha abbia permesso di ottenere questo primo risultato - commenta Alberto Fontana, presidente dell'associazione -. Adesso però occorre che le istituzioni si attivino per fare in modo che il totale delle risorse a disposizione per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità sia disponibile nel più breve tempo possibile".

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Bresciaoggi del 05-04-2016

Via le barriere architettoniche con progetti per 300 mila euro

BRESCIA. Mobilità deve sempre più far rima con accessibilità: un obiettivo per cui il Comune stanzia 300 mila euro per tre progetti su sicurezza stradale, abbattimento delle barriere architettoniche e messa in sicurezza delle fermate dei bus.«Il tema dell'accessibilità è trasversale, e interessa dalle persone con handicap agli anziani, alle mamme con passeggino - sottolinea l'assessore Federico Manzoni nell'illustrare i tre progetti alla Commissione viabilità, mobilità e metrobus -. L'obiettivo è dare continuità alla progettualità avviata, evitando interventi "spot" e una tantum, per restituire una città effettivamente a misura di tutti».Un primo progetto (con investimenti per 100 mila euro) punta al miglioramento della sicurezza stradale e all'abbattimento delle barriere architettoniche, concentrandosi su tre vie: via Pavoni all'intersezione con via Tommaseo, in zona nord, via Cominazzi all'intersezione con via Scarampella in zona ovest e via Lechi in centro storico. «Spesso i pedoni lamentano la fatica ad attraversare la strada, la scarsa visibilità delle auto e viceversa la ridotta visibilità dei pedoni da parte degli automobilisti», spiega Michele Mombelli, uno dei progettisti. Per questo si interverrà con progetti di protezione del percorso pedonale e il posizionamento di «orecchie di elefante», ovvero speciali prolungamenti in asfalto del marciapiede, protetti da cordoli, per ridurre la lunghezza degli attraversamenti pedonali, restringere le aree di intersezione e migliorare la visibilità, abbattendo al contempo le barriere architettoniche stradali.IL SECONDO progetto (per altri 100 mila euro) riguarda invece la messa in sicurezza delle fermate dei bus del trasporto pubblico locale, con contestuale abbattimento delle barriere architettoniche (le pensiline e le sedute sono infatti di competenza di Brescia trasporti, mentre le fermate del Comune). Gli interventi interesseranno fermate dei bus in via Flero, via Risorgimento, via Lippi e via Trento, con la loro separazione dalla carreggiata, la realizzazione di una piattaforma rialzata di collegamento col marciapiede e l'adeguamento delle aree di sbarco e di attesa.IL TERZO progetto, sempre da 100 mila euro, è centrato sull'eliminazione delle barriere architettoniche sui percorsi pedonali, e prevede una serie di interventi mirati in diverse vie della città (da San Polo a viale Venezia, da via Cefalonia a viale Piave) per garantirne l'accessibilità a tutti: sono previsti raccordi per superare dislivelli, moderazione del traffico con percorsi rialzati accessibili, miglioramenti della segnaletica, risagomatura delle intersezioni per migliorare la sicurezza pedonale e ciclabile, posa di pavimentazione tattile per segnalare ai non vedenti o ipovedenti la fine del marciapiede protetto e l'inizio dell'attraversamento pedonale. Arriveranno inoltre nuovi semafori e dispositivi di attraversamento per i non vedenti grazie a un bando pubblico dello scorso anno che vede il Comune di Brescia fra i vincitori assegnatari. Gli interventi, che rientrano nella progettazione 2015, sono stati già appaltati e l'inizio dei lavori è previsto per fine maggio-inizio giugno. Grazie al meccanismo del ribasso d'asta il Comune ha reinvestito 53mila euro in ulteriori progetti di sicurezza in via Tadini-via Genova, via Rodone e via Biseo.

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La Provincia di Varese del 21-04-2016

Uniti contro ogni barriera

Incontri e racconti del campione non vedente di sci nautico Daniele Cassioli.

Cari signori questi ciechi o ipovedenti vanno in giro per il mondo, si trovano e si scambiano gioia ed energia! Date le ultime vicissitudini che a pochi passi da casa ancora sanno regalare amarezza oggi cambiamo orizzonte. Ci spostiamo in Russia, terra che ha visto ultimamente il mio amico Alessandro Bordini protagonista di una fantastica esperienza: porre una delle pietre miliari per il "Rinascimento della Cecità". Alessandro fino a poco tempo fa vedeva. Ma poi, dopo uno sfortunato (o fortunato in base ai punti di vista) atterraggio col paracadute, ha subìto, oltre al resto, il distacco bilaterale dei nervi ottici ritrovandosi improvvisamente al buio. Parlando con lui ho realizzato con orgoglio che l'evento incredibile che lo ha travolto non gli sta impedendo di vivere una vita felice e gustosa. Un paio di anni fa è partito con telefono e bastone e ha girato il mondo da solo, accompagnato da questi due oggetti e dai rapporti magici che, lungo il suo cammino, ha saputo creare. Questo cammino è stato come una semina: interazioni con le culture di tutti i continenti, interviste internazionali, problematiche col visto e tante storie da raccontare. Vi riporto l'ultima in ordine. Sabato 8 aprile, nella biblioteca dell'organizzazione Rit di Mosca, si è tenuto il primo incontro a supporto del progetto 'Unite against the barriers', in cui si sono confrontate due diverse realtà sociali, italiana e russa, concernenti il tema della disabilità. Tale progetto, ideato da Tatsiana Khamliuk Alessandro Bordini e Andrea De Chiara, si prefigge l'obiettivo di attirare l'attenzione dei media sulle persone disabili per abbattere i preconcetti che ancora oggi affliggono buona parte del pensiero comune, favorendo scambi culturali tra diversi paesi che verranno successivamente documentati sull'omonimo canale YouTube 'Unite against the barriers' e i principali social networks. L'evento, pubblicato sul canale web russo 'Sapog', ha visto come protagonista Alessandro, con la sua guida Tatsiana, che ha raccontato le sue avventure in giro per il mondo nel corso del progetto 'Lightheplanet' e parte delle sue imprese sportive portando la testimonianza di altri italiani con disabilità che descrivono le loro sfide personali di ogni giorno. A partecipare, oltre a Lavrova Natalia, presidentessa dell'Organizzazione Lavoratori Intellettuali e Anton Fedotov, vice presidente dell'organizzazione moscovita che si occupa dell'aggiornamento degli specialisti nei diversi settori come informatica, musica e medicina e organizza corsi di riabilitazione per disabili visivi, era presente un pubblico attivo e vivamente interessato. La rappresentativa italiana è stata poi accompagnata a visitare posti come la sala di riabilitazione per i bambini, una radio gestita da persone cieche e la sala della percezione tattile. Per concludere l'incontro italo-russo Alessandro e Tatsiana sono stati portati, dopo averne esplorato il modello tattile, ad apprezzare dal vivo la maestosità del Cremlino, sperimentando quindi in prima persona una delle attività proposte dall'associazione ospitante. Quanto mi piace chi si muove col bastone bianco o col cane guida. Chi non ha la vista prova a eliminare delle barriere. Invece, talvolta, chi vede queste barriere le issa nuovamente quasi senza accorgersene. Il sorriso e le conquiste di Ale abbattono ogni barriera, regalando a tutti noi uno stupendo motivo di riflessione: il mondo mi sparisce dagli occhi e io me lo vado a riprendere col cuore! La vera e più grande conquista è vivere in un mondo per tutti. Bassi o alti, biondi o mori, vedenti e non, alla fine cosa importa?

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Il Corriere della Sera del 06-04-2016

Varese, il Museo Tattile alla conquista di twitter: è tra i primi 10 al mondo

Si classifica alle spalle di grandi come British Museum e Prado la piccola realtà museale varesina nata 5 anni fa e dove le opere si «devono» toccare.

VARESE. Tra i grandi musei del mondo c'è anche il «piccolo» Museo Tattile di Varese. Almeno quando si tratta di cinguettare. L'esposizione permanente di Villa Baragiola, nata cinque anni fa dall'idea di tre volontari della onlus Controluce, si è classificata tra i primi dieci musei al mondo, appena dopo il Louvre, l'Hermitage o il Prado, per l'attività di promozione, followers e retweet nella settimana della Museum Week, uno dei più grandi eventi mondiali dedicati alla cultura su Twitter, che si è conclusa domenica. «Siamo felicissimi» dice Livia Cornaggia, una delle anime del museo. In soldoni, cosa significa questo posizionamento? Più visibilità, condivisione e rete con le altre realtà, crescita della reputazione online e , chissà, qualche futuro sostegno economico in più. «Ci siamo iscritti per la prima volta - l'evento è alla terza edizione - Da sola ho gestito il flusso dei cinguettii, oltre 2 mila in una settimana, ma abbiamo lavorato tutti insieme per poter comunicare il nostro progetto al maggior numero di persone e, visti i risultati, siamo andati molto bene: abbiamo riscosso l'interesse non solo del pubblico ma anche di addetti ai lavori a livello internazionale», dice Cornaggia.

La maratona di cinguettii.

La #museumweek è una maratona di cinguettii,che ha visto coinvolti 3500 musei di circa 70 paesi, che attraverso sette diversi hashtag scelti dal pubblico si sono raccontati agli utenti della rete, per un totale di quasi 150mila tweet e più di 500mila retweet. Uno sforzo immane per il settore, figuriamoci per la realtà varesina, che pure è un fiore all'occhiello dell'innovazione museale con il suo percorso quasi unico: in Europa esistono, oltre a questo , solo altri due musei «tattili», ad Ancona e Madrid. «Ma il nostro è un po' diverso, perché non raccogliamo sculture ma solo riproduzioni in legno di edifici e monumenti storici, fruibili da vedenti e non vedenti».

La collezione.

In totale, 60 riproduzioni che, ovviamente, si possono e si devono toccare: «Una sorta di enciclopedia tridimensionale da sfogliare con le dita. Infatti, i visitatori vedenti vengono bendati» spiega Cornaggia, fiera dei numeri raggiunti: 4 mila visitatori e 1000 bambini l'anno, per i laboratori didattici di avviamento all'arte . Ma ci sono anche laboratori destinati agli adulti, come quello per insegnanti delle scuole primarie e secondarie dedicato allo storytelling multisensoriale. «L'esperienza della Museum week ci ha fatto conoscere anche altre piccole realtà che prima ignoravamo, come il Museo del Bottone». In tutta Italia sono state oltre 300 le raccolte museali, da nord a sud, che hanno partecipato all'evento. E quelle che si sono imposti con maggiore forza sono stati proprio le piccole, come il Museo di Massaciuccoli Romana o il Museo Corona Arrubbia e il Tattile di varese. «Ora siamo pronti a entrare tra i grandi» sorride Cornaggia.

Francesca Gambarini

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La Provincia di Como del 18-04-2016

Una visita speciale alle terme romane Percorso tattile con l'Unione ciechi

COMO. Una visita guidata tattile che ha portato tutti a riscoprire un percorso nella storia di quasi duemila anni alle terme romane di viale Lecco. È l'esperienza vissuta da un gruppo di persone che fanno parte di Uici, Unione italiana ciechi ipovedenti di Como che sabato ha partecipato all'iniziativa nata dalla collaborazione con un'associazione albatese doc, "Agorà incontri culturali albatesi" e Touring club Italiano sezione di Como che per le terme ha avviato un importante progetto di fruizione allargata che si chiama "Aperto per voi". Hanno partecipato, tra gli altri, Mario Mazzoleni, presidente IriFor, Claudio La Corte, presidente di Uici di Como, Bruno Molteni per Touring Club e Maria Montorfano, presidente di Agorà. La visita è durata circa due ore ed è stata scandita da scoperte, curiosità, entusiasmo e grande partecipazione dal folto gruppo di persone presenti. Il percorso è stato preceduto anche dall'esplorazione di mappe tattili del complesso delle terme, predisposte dalla guida, la professoressa Franca Aiani. Un momento che ha permesso di anticipare il percorso nella sua complessità, prima di passare al contatto diretto nei vari ambienti. (M. Aia.)

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

Comunicato n. 66, diramato in data 20-04-2016

Decreto Legislativo n. 151 del 2015 - Bonus assunzioni persone con disabilità per il 2016 e nuovi obblighi per il 2017

Come è noto, il Decreto Semplificazione di attuazione del Jobs Act n. 151 del 14 settembre 2015 ha portato tante novità nel settore dell'occupazione delle persone con disabilità tra computi di quote d'obbligo, procedure e incentivi, destinate a dettare nuove regole nell'ambito del collocamento mirato.

Tra le novità, sapete già molto relativamente alla facoltà di chiamata nominativa generalizzata per i datori di lavoro privati (art. 6 che modifica l'art. 7 della Legge n. 68/1999, fatti salvi accordi diversi scaturenti da convenzioni con i servizi per l'impiego stipulati ex art. 11), ed anche circa le modifiche apportate alla Legge n. 113/1985 per la gestione localizzata delle liste di collocamento dei centralinisti telefonici non vedenti presso i <servizi competenti>? i Centri per il Collocamento mirato (art. 12 e 13 che apportano modificazioni alla Legge n. 113/1985), recepite poi dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali- Direzione Generale per l'Inclusione e le politiche sociali Divisione V con la circolare n. 7 del 11-2-2016.

Osservando il provvedimento n. 151/2015 da vicino, meno si conoscono altre importanti novità, sulle quali si richiama la vostra attenzione:

Il Bonus riconosce, infatti, alle aziende private che assumono persone con disabilità con contratto di lavoro a tempo indeterminato, uno sgravio contributivo pari al 70% o al 35% sull'imponibile previdenziale a seconda del grado di riduzione della capacità lavorativa della persona neo assunta. L'incentivo verrà corrisposto al datore di lavoro unicamente mediante conguaglio nelle denunce UNIEMENS ed è riconosciuto dall'INPS sulla base delle effettive disponibilità di risorse e secondo l'ordine di presentazione delle domande.

Tramite il Fondo regionale per l'occupazione delle persone con disabilità (art. 11 che modifica l'art. 14 della Legge n. 68/1999) è finanziato, poi, un rimborso forfettario parziale delle spese necessarie all'adozione di accomodamenti ragionevoli per i lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50 per cento. Gli accomodamenti includono l'apprestamento di tecnologie di telelavoro o la rimozione delle barriere architettoniche che limitano l'integrazione lavorativa della persona con disabilità, nonché la formazione per il responsabile dell'inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro.

Fino ad oggi, l'assunzione di un lavoratore con disabilità nelle aziende che raggiungono un organico pari alle quindici unità scatta solo nel caso di una nuova assunzione (quindi quando i dipendenti salgono a sedici).

Il nuovo Decreto, invece, obbliga le imprese che raggiungono la soglia minima di quindici dipendenti ad avere alle proprie dipendenze un lavoratore disabile. Quindi il requisito per l'assunzione è solo il numero di dipendenti in essere ad una determinata data, il 1° gennaio 2017, e non nel caso intervenga una nuova assunzione.

A decorrere da tale data, i datori di lavoro di piccole aziende inadempienti (la norma vale anche per i partiti, i sindacati e le associazioni senza scopo di lucro) saranno passibili di sanzione amministrativa per ogni giorno lavorativo di mancata copertura della quota disabili, destinata a crescere fino a quando non si darà seguito all'onere legale.

Il comitato tecnico, composto da funzionari dei Centri medesimi e da esperti del settore sociale e medico-legale, annoterà le capacità lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni, la natura ed il grado di disabilità della persona iscritta al collocamento, confrontando il tutto con i posti disponibili, al fine di facilitare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

Pertanto, prima di essere avviati i candidati verranno sottoposti dal comitato tecnico, già presso la sede del Centro per il Collocamento mirato, ad un parere di compatibilità sulle capacità residue funzionali, e ai diretti interessati verrà rilasciata la Relazione conclusiva e di Diagnosi Funzionale che potrà essere esibita alla controparte datoriale pubblica e privata per dimostrare, senza necessità di ulteriore certificazione sanitaria, la propria idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni del posto da ricoprire oppure di compatibilità delle residue capacità lavorative con le specifiche mansioni da svolgere.

Ciò considerato, alla luce delle nuove norme di contenuto che sembrano essere finalizzate a creare le premesse per un collocamento mirato effettivo e credibile, si potrà esprimere un giudizio appropriato solo quando le stesse saranno tradotte in realtà normativa pienamente operativa, nella speranza che, ai fini dell'effettivo funzionamento, non si creino strutture burocratiche ed autoreferenziali che poco hanno a che vedere con le giuste aspettative al lavoro da parte di tante persone con disabilità.

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SEDE CENTRALE: COMUNICATI DIRAMATI NEL MESE DI APRILE

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Notizie dagli enti collegati

Comunicato I.RI.FO.R. Centrale n. 4/2016

Attività formative anno 2016 - Corso di formazione: "La relazione educativa e i giovani d'oggi: limiti e risorse dei tempi moderni."

l'I.Ri.Fo.R Centrale, Ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione ai sensi del D.M. 177/2000, realizzerà un corso di formazione dal titolo "La relazione educativa e i giovani d'oggi: limiti e risorse dei tempi moderni."

L'iniziativa, rivolta ad un gruppo di minimo 7 partecipanti e massimo di 30 partecipanti, sarà svolta nella giornata del 31 Maggio 2016 per una durata complessiva di 8 ore e sarà condotta dalla psicologa/psicoterapeuta dell'Istituto, dott.ssa Maura Paladino.

Il corso è riconosciuto tra le attività di aggiornamento previste per gli iscritti agli albi del nostro Istituto.

Per l'iscrizione è richiesto un contributo finanziario di una quota di 40,00. Euro.

Gli iscritti agli albi del nostro Istituto potranno usufruire di una quota ridotta del 20%, per un importo da versare pari a 32 Euro.

Ai partecipanti che avranno presenziato almeno all'80% delle ore previste e avranno partecipato alla verifica finale, sarà rilasciato attestato di frequenza da utilizzarsi ai sensi della normativa vigente.

Struttura del Corso

Le attività didattiche si svolgeranno nella giornata del 31 Maggio 2016 con orario

9.00-13.00 e 14-18 nella sede dell'Istituto sita in Roma - Via Borgognona 38, terzo piano.

Il corso è teorico-pratico e prevede:

- una parte teorica, in cui saranno illustrate le differenze storico culturali del nostro tempo rispetto alle generazioni passate e analizzate le caratteristiche dei giovani d'oggi rispetto ai giovani di ieri

- una parte pratica in cui si potranno imparare tecniche specifiche per comunicare con i giovani d'oggi ed instaurare con loro una relazione positiva tenendo conto anche della presenza di eventuali disabilità.

Domande di partecipazione

Le domande di iscrizione e le rispettive quote dovranno pervenire entro il 20 Maggio 2016, utilizzando l'apposito modulo di iscrizione. L'indirizzo per l'invio delle iscrizioni è il seguente:

I.Ri.Fo.R. Onlus

via Borgognona, 38

00187 ROMA

email: archivio@irifor.eu

La quota di iscrizione sarà corrisposta mediante versamento su conto corrente postale:

CCP n. 34340000

intestato a I.Ri.Fo.R. onlus

via Borgognona, 38 - 00187 Roma;

oppure tramite bonifico bancario al seguente IBAN

IT 15 H 07601 03200 000034340000

con causale

"iscrizione corso Maggio 2016".

Note organizzative

Per ogni informazione e per richiedere l'apposito modulo di iscrizione al corso è possibile contattare l'ufficio di segreteria dell'Istituto al numero telefonico 06/69988606 o allo 06/69988607 oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo archivio@irifor.eu.

Per contatti con la docente dott.ssa Maura Paladino è possibile inviare una e-mail all'indirizzo psicologapsicoterapeuta@irifor.eu.

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Giornale UICI del 29-04-2016

Comunicato stampa - 1° maggio: disabilità, lavoro e diritti

«Noi ciechi e ipovedenti italiani - dichiara Mario Barbuto, Presidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - insieme a tutti gli altri lavoratori, desideriamo ricordare in questo giorno che il Lavoro è il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e di uguaglianza dei cittadini e che l'esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio, costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono addirittura la dignità delle persone. Come diceva Paolo Bentivoglio, uno dei padri nobili dell'Unione, il lavoro è luce che ritorna: il lavoro è la via maestra da percorrere per una vera emancipazione civile e per una effettiva indipendenza delle persone con disabilità. Oltre il 75% di persone con disabilità visiva sono disoccupate o in cerca di occupazione, e questi dati evidenziano una situazione drammatica, ancora più grave per i nostri giovani.

Per questo, domenica 1° maggio, sarò in piazza a Bologna insieme ai sindacati confederali bolognesi che hanno scelto per celebrare la Festa dei lavoratori 2016 mettendo al centro i diritti delle persone disabili, a partire, appunto dal diritto al lavoro e all'inclusione sociale.

Vogliamo infatti richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle migliaia e migliaia di persone con disabilità che il lavoro non riescono a trovarlo perché devono sommare alle difficoltà di tutti, il pregiudizio ancora troppo diffuso verso la propria condizione fisica o sensoriale, anche quando questa non comprometterebbe lo svolgimento regolare di una attività lavorativa.

Vogliamo sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso quanti si avvicinano al mondo del lavoro pur in presenza di una qualche disabilità che occorre superare con azioni positive comuni, invece che escludere a priori chi ne è portatore.

Chiediamo che venga aggiornata la normativa sui centralinisti e che si possa attuare quella sugli operatori della comunicazione, risolvendo la questione della copertura retributiva dei contributi figurativi, oltre al riconoscimento di una figura professionale di 2° livello, quale quella dell'operatore del benessere o massaggiatore. In questi mesi di grandi riforme in atto nel nostro paese, chiediamo che si possano salvaguardare e valorizzare le professionalità dei docenti non vedenti, nonché una legislazione di sostegno in favore delle libere professioni e attività di impresa svolte dai non vedenti. Dobbiamo smettere di pensare alle persone con disabilità come ad un peso, ma come a lavoratori in grado di svolgere il loro compito con grande coscienza e professionalità».

Mario Barbuto

Presidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Per ulteriori informazioni:

Chiara Giorgi

Per l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Email: c.giorgi@i-mage.com

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Giornale UICI del 26-04-2016

Una sentenza storica

di Mario Barbuto

Il Tribunale Amministrativo della Lombardia conferma: "l'integrazione scolastica è un diritto garantito dalla Costituzione"

La Sentenza del TAR Lombardia n. 506/2016 ha dato ragione alla nostra Sezione Provinciale UICI di Milano che aveva impugnato un provvedimento della Città Metropolitana con il quale veniva rifiutato, con il solito pretesto della mancanza di risorse, il contributo finanziario a garanzia degli interventi tiflologici e tiflodidattici a favore degli studenti con disabilità sensoriale.

Il Tribunale, con nostra grande soddisfazione, ha accolto integralmente le argomentazioni formulate e sostenute dall'Unione, precisando innanzitutto che l'inserimento scolastico dei minorati della vista rientra senza alcun dubbio tra le competenze della Provincia.

Il Tribunale ha inoltre rimarcato che gli interventi tiflodidattici e tifloinformatici costituiscono elemento essenziale nel processo di inclusione scolastica, dal momento che "per svolgere le normali attività della vita quotidiana, i minorati della vista devono servirsi di una vasta gamma di strumenti a loro destinati, c.d. ausili tiflotecnici e tifloinformatici, rispetto ai quali la tiflodidattica e tiflotecnica sono elementi essenziali. Si tratta quindi di ausili e servizi essenziali per l'esercizio del diritto allo studio, che ha per oggetto primario quello di permettere ad una persona con handicap di rendersi autonomo nello svolgimento delle sue attività quotidiane".

Alla luce di tali premesse, pertanto, la materia è integralmente riconducibile all'insieme dei Diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, non negoziabili e non soggetti a disponibilità di risorse finanziarie.

Il Tribunale, inoltre, ha avuto cura di precisare che i servizi di cui sopra non rientrano assolutamente tra le prestazioni sociali assoggettabili a contributo ISEE, dal momento che essi "servono alla generalità delle persone prive della vista per poter usufruire dei diritti costituzionalmente tutelati".

Quanto alla individuazione dell'Ente sul quale debba gravare l'onere di provvedere al servizio, il TAR stabilisce senza ombra di dubbio che "i servizi tiflologico, tiflodidattico e tifloinformatico gravano sulla Provincia in quanto, come afferma l'art. 13 della L. 109/94, l'integrazione scolastica della persona handicappata si realizza anche attraverso la dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi didattici nonché di ogni forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all'effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico".

Da tale richiamo normativo discende una conseguenza di grande rilievo per il ruolo e l'attività della nostra Unione e delle istituzioni a essa collegate, considerato che vengono sanciti da un lato gli obblighi istituzionali della Provincia, ma ribadita dall'altro, anche la necessità che il servizio venga fornito tramite convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica e di produzione e adattamento di specifico materiale didattico.

Proprio quei centri, dunque, che in abbondanza l'Unione e le istituzioni a essa collegate già da anni garantiscono su tutto il territorio nazionale. Pensiamo ai centri tiflodidattici della Biblioteca Regina Margherita e della Federazione, a diversi istituti dei ciechi e a strutture operanti in alcune nostre sezioni territoriali.

In questo quadro, proprio per rispondere sempre più adeguatamente alle esigenze dei nostri ragazzi e delle loro famiglie, abbiamo dato vita di recente a un "Network per l'Inclusione Scolastica" (NIS), costituito dall'insieme dei nostri centri tiflodidattici, il quale opererà in modo coordinato, indipendentemente dalla propria appartenenza amministrativa, al fine di assicurare il miglior impiego di risorse e competenze, al servizio di un interesse superiore.

Il NIS è nato dalla volontà comune delle nostre istituzioni, per impulso dell'Unione ed è costituito da un agile coordinamento politico-organizzativo e da un qualificato gruppo tecnicoscientifico di alto livello.

Al primo, il compito di programmare, dirigere e coordinare tutti gli interventi, in una logica di integrazione di competenze e di risorse; al secondo, l'onere di definire le linee guida, le figure professionali e gli indicatori di qualità a sostegno di una azione continuativa di inclusione scolastica.

Un network che mettiamo a disposizione dell'Autorità scolastica statale e territoriale, senza ulteriori oneri per il bilancio pubblico, nell'intento di contribuire in modo decisivo, continuativo e qualificato al processo di inclusione scolastica che riguarda alcune migliaia di bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti sul territorio nazionale.

Una sfida che dovremo e sapremo vincere, ma solo se riusciremo a fare tesoro comune delle risorse disponibili e se incontreremo l'auspicato ascolto da parte dell'autorità politica e della struttura organizzativa del mondo della Scuola in tutte le sue articolazioni.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Giornale UICI del 26-04-2016

Comunicato Stampa - Unione Ciechi e Ipovedenti: DdL n. 2232 sia anche per le persone con disabilità plurima

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha ottenuto il deposito di alcuni emendamenti al DdL 2232, Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare, conosciuto come "Dopo di noi". Obiettivo principale è includere nello stesso DdL anche interventi di residenzialità per le persone con disabilità plurime, assicurando la necessaria specificità dei servizi resi a seconda della tipologia di disabilità, singola o plurima, volta a volta considerata».

"E' necessaria un'attenzione particolare a queste persone - afferma Mario Barbuto, Presidente nazionale dell'Unione. Stiamo parlando di un universo di persone che hanno sempre incontrato un'attenzione minore di quanto fosse loro dovuto. Una realtà umana e sociale che dobbiamo abituarci a tenere sempre in cima alle nostre priorità e verso la quale mai potremo dire di aver fatto abbastanza. Persone che recano su di sé, insieme alla disabilità visiva, fattore già costitutivo di gravissima minorazione, ulteriori e più gravi limitazioni fisiche, sensoriali e psichiche, tali da richiedere la cura continua, la presenza puntuale, l'azione costante delle istituzioni preposte e della nostra Associazione di tutela."

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti auspica che la Commissione Lavoro e previdenza sociale del Senato, attualmente impegnata nella discussione del DdL in sede referente, possa tenere conto delle persone più deboli, troppo spesso lasciate in carico alle famiglie, alle quali viene lasciato il compito della cura e dell'assistenza in un contesto di solitudine sociale e di latitanza istituzionale non più accettabile, e ancora oggi troppo spesso confinate in casa, visto che non sono autosufficienti nelle più elementari necessità quotidiane, quali camminare, lavarsi, vestirsi.

Per ulteriori informazioni:

Chiara Giorgi

Per l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Email: c.giorgi@i-mage.com

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Superando.it del 06-04-2016

L'invalidità civile e i ritardi dell'INPS

«Nel settore dell'invalidità civile le norme emanate e le conseguenti scelte operate dall'INPS non hanno ancora trovato piena attuazione»: vale ad esempio per l'integrazione delle Commissioni Mediche delle ASL da parte dei medici dell'INPS, per la telematizzazione del procedimento di accertamento e riconoscimento dell'invalidità civile e soprattutto per i tempi medi di liquidazione delle prestazioni, sempre troppo lunghi. Lo rileva la Corte dei Conti, nella Relazione riguardante la gestione finanziaria dell'INPS per il 2013 e 2014.

EOMA. Il 4 febbraio scorso è stata discussa e deliberata la Relazione con la quale annualmente la Corte dei Conti, in base agli atti e agli elementi acquisiti, riferisce alle Presidenze delle due Camere del Parlamento il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'INPS.

All'interno di tale documento non viene esposto solo ciò che afferisce alle prestazioni previdenziali (pensioni, sostegno al reddito, disoccupazione ecc.), ma anche tutto quel che concerne le prestazioni assistenziali di competenza dell'Istituito, fra cui il tema dell'invalidità civile.

Su quest'ultimo aspetto, dunque, la Relazione sugli Esercizi 2013 e 2014 mette in luce come «nel settore dell'invalidità civile le norme emanate e le conseguenti scelte operate dall'Istituto non hanno ancora trovato piena attuazione». Questo è vero, ad esempio, nel caso dell'integrazione delle Commissioni Mediche delle ASL da parte dei medici dell'INPS o della completa telematizzazione dell'intero procedimento di accertamento e riconoscimento dell'invalidità civile.

Nel 2014, infatti, solo nel 40,6% dei casi le visite mediche per l'accertamento dell'invalidità sono state svolte da Commissioni ASL integrate con medici INPS, e spesso ciò è avvenuto ricorrendo all'impiego di professionisti esterni convenzionati.

Per quanto riguarda poi le procedure telematiche, sul versante della convocazione a visita si è ancora lontani da una calendarizzazione in tempo reale, soprattutto a causa dello scarso uso da parte delle ASL degli strumenti messi a disposizione dall'Istituto. Sul versante invece della redazione e trasmissione dei verbali, il ricorso alla modalità telematica risulta in aumento, tanto che in alcune Regioni appare pressoché esclusiva; al contrario di ciò che avviene in Lazio e Lombardia, dove la modalità cartacea genera effetti negativi sugli obiettivi di servizio.

Sempre a parere della Corte dei Conti, il persistere di più soggetti coinvolti nel procedimento è andato a scapito dei propositi di semplificazione e di maggiore celerità dell'iter che erano negli intenti del Legislatore, creando un ulteriore elemento di appesantimento.

I tempi medi di liquidazione delle prestazioni, comprensivi della fase di accertamento sanitario, risultano ancora lunghi e in ulteriore crescita rispetto al 2012: in media trascorrono 292 giorni per l'invalidità civile, 341 giorni per la cecità e 410 giorni per la sordità, tutte tempistiche ben lontane dall'obiettivo del termine massimo di 120 giorni dalla data di presentazione della domanda, che l'Istituto si era posto già all'epoca dell'informatizzazione dell'intero processo nel 2011.

Questa ulteriore dilazione dei tempi di attesa lascerebbe supporre che fosse aumentato anche il volume degli interessi di mora che ogni anno l'Istituto è chiamato a versare ai titolari di pensione per i ritardi nell'erogazione delle prestazioni (oltre i 120 giorni), voce di spesa significativa e solitamente in aumento ogni anno. Al contrario - nonostante l'espansione dei tempi per l'erogazione delle provvidenze di invalidità civile, che originano oltre il 60% del totale degli interessi legali di mora corrisposti dall'INPS - la cifra versata è passata dagli oltre 64 milioni di euro del 2013 ai 48,1 milioni del 2014. Il fenomeno, però, è presto spiegato e non è certo dovuto a un miglioramento delle perfomance dell'INPS o delle ASL. Su tale diminuzione, infatti, ha inciso la riduzione del tasso ufficiale degli interessi legali, passato dal 2,5% all'1%, per effetto del Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 12 dicembre 2013, in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Nemmeno la previsione legislativa di stipulare convenzioni con le Regioni per attribuire all'INPS le funzioni relative al primo accertamento dei requisiti sanitari ha prodotto soluzioni concretamente praticate per il superamento delle difficoltà operative. A distanza di tre anni, infatti, soltanto le Regioni Campania, Lazio, Sicilia e Veneto, cui si sono aggiunte dal 1° novembre 2014 la Basilicata e il Friuli Venezia Giulia, hanno stipulato accordi di carattere sperimentale, per un anno e limitatamente al territorio di alcune Province, ai fini dell'accertamento dei requisiti sanitari da parte dell'Istituto.

Il monitoraggio realizzato, per altro, evidenzia una riduzione piuttosto costante dei tempi medi relativi alla fase sanitaria: 102 giorni di media (con punte di 37 giorni), in confronto ai 150 giorni del precedente iter ASL-INPS. Dati, quindi, che sembrerebbero far ritenere raggiungibile l'obiettivo dei 120 giorni dalla domanda per la liquidazione delle prestazioni, con benefìci sia in termini di riduzione degli interessi passivi corrisposti conseguente al contenimento dei tempi di conclusione dell'iter, sia di garanzia del rispetto dei diritti del cittadino.

Alcune cifre in conclusione: nel 2014 sono state presentate all'INPS 1.456.665 domande per il riconoscimento dell'invalidità civile (erano state 1.350.021 nel 2013 e 1.235.057 nel 2012). Ad una domanda, va precisato, può essere abbinata la richiesta di più prestazioni, come nel caso, ad esempio, di quella di riconoscimento dell'invalidità civile e dello stato di handicap.

Complessivamente, dunque, le richieste di prestazioni correlate alle domande registrate (invalidità civile 1.250.994; cecità civile 25.772; sordità 19.353; handicap ai sensi della Legge 104/92 1.047.989; collocamento mirato ai sensi della Legge 68/99 114.296) ammontano nel 2014 a 2.458.354 (questo totale, per altro, così come pubblicato nella Relazione della Corte dei Conti, differisce di cinquanta unità, rispetto alla somma delle cifre parziali riprodotte nelle righe precedenti). (Daniela Bucci)

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L'Arena del 24-04-2016

I diritti di ciechi e ipovedenti

La disabilità non è un lusso e siamo pronti a fare cambio! Troppe volte ci capita di leggere o sentire ai telegiornali notizie del tipo: «Si finge cieco e incassa 130.000 euro». «Per la commissione è cieco, ma al volante ci vede benissimo»! «Per l'Inps è ipovedente, ma gli alberi li potava tranquillamente». «Beccato cieco falso: messaggiava tranquillamente in autobus».Ma allora i ciechi che cucinano, stirano, lavano, nuotano, piantano patate, fanno atletica, cantano, scrivono, leggono, usano i computers, sono tutti falsi invalidi?È evidente che con questi presupposti, però, non si spiega all'opinione pubblica che per assegnare una pensione o un'indennità di accompagnamento esistono le leggi, le tabelle di riferimento, le commissioni e che le stesse fanno riferimento per la certificazione dei ciechi e degli ipovedenti ai requisiti definiti nella legge 138, relativamente all'assegnazione dei benefici economici concessi.La definizione di falso invalido non può pertanto scadere in un banale articolo di cronaca.Normalmente i non vedenti lavorano e hanno un reddito dignitoso, come tanti, oppure sono in pensione, ma non sono ricchi falsi speculatori dell'Inps.Se c'è chi ha ricevuto dal 2005 al 2014 130.000 euro ai fini di una cecità, significa che qualcuno lo ha certificato e nelle commissioni di prima istanza di solito ci sono più persone testimoni a verbalizzare lo stato invalidante del richiedente.Come al solito si tende a colpevolizzare il disabile in quanto disonesto, senza mai mettere in discussione l'efficacia della legge 138 che sarebbe auspicabile conoscessero meglio tutti, così da comprendere quali parametri regolano il meccanismo di definizione di cieco totale, parziale, ipovedente lieve, medio, grave ecc. Facciamo notare che, oltre a pagare le tasse come tutti, i ciechi pagano anche il costo dei servizi carenti o resi inaccessibili, che invece dovrebbero essere garantiti dalle Province, dalle Regioni o dallo Stato.Che i non vedenti possano muoversi in autonomia da un luogo all'altro tra mille difficoltà, o che possano andare a lavorare e a fare la spesa anche senza bastone o cane guida, è in molti casi un dato di fatto non scontato, mentre ancora oggi purtroppo ci sono personalità di cultura e di rilievo che non conoscono la differenza tra cieco ed ipovedente, ed in poche parole o ci vedi poco o sei cieco, mentre esistono numerosissime sfumature che possono determinarne il grado di difficoltà e di gravità dei soggetti affetti da patologie oculari.Potremmo riassumere sinteticamente che il cieco non vede, mentre l'ipovedente vede poco e talvolta male, ma questo non pregiudica la deambulazione e la mobilità né nel primo né nel secondo caso, a meno che non vi siano ulteriori patologie invalidanti ad aggravarne il quadro clinico. Concludendo, i ciechi non sono statue da spostare e gli ipovedenti non sono necessariamente falsi invalidi.I disonesti esistono purtroppo in tutte le categorie di persone, ma l'accostamento del disabile al falso invalido è un sospetto che deve valere su basi legali e scentifiche e non su opinioni personali tanto per fare la notizia.

Giovanni Vangi,

Vice Presidente Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Verona

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Superando.it del 20-04-2016

Programma d'Azione: il poco che si è fatto vien da "altrove"

Com'è ben noto, era il 4 ottobre 2013, quando venne approvato il DPR (Decreto del Presidente della Repubblica) riguardante l'Adozione del Programma di Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il successivo 28 dicembre), che nell'intento del Legislatore doveva individuare «le aree prioritarie verso cui indirizzare azioni e interventi per la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità, in una prospettiva coerente ed unitaria alla politica nazionale e locale, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi generali della Strategia Europea sulla disabilità 2010-2020 e della Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità».

Ebbene, a due anni e mezzo di distanza, che cosa ha concretamente prodotto quel Programma d'Azione Biennale, ripartito in sette diverse linee di azione (1. Revisione del sistema di accesso, riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità e modello di intervento del sistema socio-sanitario; 2. Lavoro e occupazione; 3. Politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l'inclusione nella società; 4. Promozione e attuazione dei principi di accessibilità e mobilità; 5. Processi formativi ed inclusione scolastica; 6. Salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione; 7. Cooperazione internazionale), sulle quali intervenire con azioni specifiche di taglio legislativo e amministrativo, mettendo in stretta collaborazione l'Amministrazione Centrale dello Stato e quelle locali?

A proporre ora un'accurata analisi su tale tema, della quale suggeriamo caldamente la consultazione, è il Servizio HandyLex.org, che tenta appunto di monitorare i risultati formali e sostanziali raggiunti rispetto a ogni singola linea d'azione del Programma Biennale.

«L'analisi degli effetti del Programma d'Azione - commenta Carlo Giacobini, responsabile di HandyLex.org - fornisce in realtà un panorama assai frastagliato e in linea generale si può dire purtroppo che molte delle azioni previste non risultino affatto realizzate né in prospettiva immediata di realizzazione e non si tratta certo di azioni di poco conto. Al contrario, invece, va rilevato che alcuni aspetti sono stati effettivamente centrati e tuttavia non è chiaro se ciò sia avvenuto per merito del Programma d'Azione o per altri motivi e per altre attività di produzione legislativa nel frattempo innescatesi. L'aspetto dei trasporti, ad esempio, è stato molto condizionato dal recepimento di specifici Regolamenti Europei del tutto indipendenti dal Programma d'Azione e qualcosa di simile si può dire anche per le ICT (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione), settore nel quale l'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) ha svolto un'attività interessante ed efficace anche per le persone con disabilità. E ancora, il recente Decreto Legislativo sugli appalti [Decreto Legislativo 50/16, N.d.R.], pubblicato proprio ieri, 19 aprile, in Gazzetta Ufficiale, reca indicazioni molto rilevanti per il futuro degli acquisti di prodotti e servizi, ma anche questo è in scarsa relazione con il Programma d'Azione, mentre, paradossalmente, sugli stessi temi rileviamo una scarsa attenzione nell'elaborazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, che riserva pochissime parole alle tecnologie assistive e all'accessibilità degli strumenti e degli ambienti digitali».

Dal punto di vista, poi, degli aspetti maggiormente negativi, secondo Giacobini «siamo ancora molto indietro da una parte rispetto agli obiettivi legati alle nuove modalità di riconoscimento della disabilità, dall'altre alle politiche per la vita indipendente e agli interventi contro la segregazione. Un cenno particolare, inoltre, merita la triste sorte di una specifica Proposta di Legge ben articolata, riguardante gli strumenti di tutela legale e l'amministratore di sostegno. Nonostante le raccomandazioni del Programma d'Azione e nonostante la qualità del testo di quella Proposta, quest'ultima, infatti, giace indiscussa in Commissione Giustizia della Camera dopo ben due anni dalla sua presentazione. Un ragionamento simile a quelli finora sottolineati vale infine per le politiche e i servizi riguardanti il lavoro. Qui le misure derivano in gran parte dalla Legge 183/14 (meglio nota come Jobs Act), sebbene ancora da applicare compiutamente e da rendere efficaci ai fini dell'inclusione delle persone con disabilità. E tuttavia va detto che se non vi fosse stato il Jobs Act, probabilmente nulla di quanto è previsto dal Programma d'Azione sarebbe stato pur così parzialmente realizzato».

«In estrema sintesi - conclude il responsabile di HandyLex.org - il Programma d'Azione è ancora largamente inevaso dopo oltre due anni dalla sua pubblicazione e in attesa, ora, della nuova stesura di un ennesimo Programma!». (S.B.)

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Superando.it del 29-04-2016

Il nuovo Nomenclatore dovrà essere così

a cura del GLIC

«L'ausilio è un investimento, non un tributo che la società paga al cittadino perché non riesce a guarire dalla sua disabilità; è un diritto del cittadino, ma anche un'opportunità per la sua vita, ed è un bene prezioso per la società, che in caso di buona prescrizione permette di risparmiare in termini di costi assistenziali»: lo scrivono dal GLIC, la Rete Italiana dei Centri di Consulenza sugli Ausili Informatici ed Elettronici per Disabili, che in vista del possibile rinnovo dopo diciassette anni (!) del Nomenclatore degli Ausili, ha elaborato due preziosi documenti-guida.

Com'è noto è dal 1999 [Decreto Ministeriale 332/99, N.d.R.] che si attende l'uscita del nuovo Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili. In vista della revisione più volte annunciata anche dal Governo in carica, per bocca del ministro della Salute Lorenzin e recentemente ribadita dal sottosegretario De Filippo, la nostra Rete [GLIC, Rete Italiana dei Centri di Consulenza sugli Ausili Informatici ed Elettronici per Disabili, N.d.R.] ha redatto due documenti che riguardano l'immissione nel Nomenclatore anche di una considerevole quota di ausili tecnologici (elettronici e informatici). È ben evidente, infatti, quanto la situazione in questo àmbito possa essere straordinariamente cambiata dal 1999 ad oggi.

Le persone che possono aver bisogno di ausili sono purtroppo in costante aumento a causa di incidenti, di malattie e a seguito di diverse forme di invalidità provocate da patologie tipiche dell'età avanzata. Scegliere un ausilio tecnologico, personalizzarlo, addestrare l'utente al suo utilizzo, fare un follow-up di verifica, è un compito interdisciplinare che richiede operatori preparati, valutazioni cliniche e funzionali, psicologiche e sociali. Implica la partecipazione attiva dell'utente e della sua famiglia nel contesto di vita reale.

L'ausilio è un investimento, non un tributo che la società paga al cittadino perché non riesce a guarire dalla sua disabilità; è un diritto del cittadino, ma anche un'opportunità per la sua vita, ed è pure un bene prezioso per la società. Infatti, prescrivere bene un ausilio significa non solo dare le risposta migliore ai bisogni di autonomia e di qualità della vita della persona con disabilità, ma anche realizzare risparmi molto significativi in termini di costi assistenziali. Per questo occorre investire sulla competenza e sull'appropriatezza in tutto il processo della fornitura pubblica.

È dunque su tali complesse problematiche che abbiamo elaborato un nostro contributo, consistente, come detto, in due documenti che sono stati inviati alle Istituzioni Regionali e Nazionali preposte alla messa a punto del nuovo Nomenclatore e diffuse agli organi di informazione specializzata.

Il primo documento evidenzia la necessità di una filosofia di approccio alla fase di prescrizione degli ausili tecnologici che tenga conto della complessità di questioni da affrontare, Sinteticamente si possono evidenziare questi aspetti:

- le tecnologie standard e le tecnologie ad hoc per la disabilità: oggi più che mai sono entrambe indispensabili;

- l'appropriatezza funzionale e l'appropriatezza economica: la prescrizione dell'ausilio deve tenere conto di questi due obiettivi, facendo riferimento a un mondo ampio di soluzioni tecnologiche, in continua evoluzione;

- i rischi del cosiddetto "consumismo tecnologico": i timori relativi alla prescrizione di tablet, smartphone, notebook;

- provare gli ausili prima di prescriverli: ausili complessi e innovativi richiedono valutazioni concrete prima e al di fuori del contesto del mercato;

- il problema delle gare: per fornire l'ausilio giusto, la prescrizione non si deve limitare all'indicazione di un codice, ma contenere indicazioni tecniche e funzionali univoche e dettagliate;

- la competenza dei prescrittori sugli ausili tecnologici: il Nomenclatore dovrebbe prevedere specifiche prestazioni professionali a supporto della qualità della prescrizione.

Il documento sostiene inoltre il ruolo dei Centri Ausili indipendenti dal mercato, come attori di sostegno al team prescrittivo; si auspicano in tal senso una sperimentazione a riguardo e una diffusione dei Centri in tutte le Regioni italiane (attualmente sono ancora otto le Regioni sprovviste di Centri GLIC).

Per quanto poi concerne il secondo documento, esso è dedicato al modello stesso dei Centri Ausili, ovvero all'organizzazione e alle competenze che debbono avere per svolgere al meglio il loro delicato compito, ai servizi (di consulenza, formativi, informativi) che devono erogare alle persone con disabilità e agli operatori, alla dotazione di ausili che devono possedere sia per le attività di addestramento e consulenza, sia per eventuali servizi di prestito (ausilioteche), e infine ai sistemi informativi per la raccolta, la diffusione e l'analisi dei dati riferiti al loro lavoro e utilissimi per la programmazione sanitaria.

Rete Italiana dei Centri di Consulenza sugli Ausili Informatici ed Elettronici per Disabili.

Ricordiamo ancora la disponibilità dei due documenti prodotti dal GLIC in riferimento al nuovo Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: glic@centriausili.it.

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Giornale UICI del 07-04-2016

Lettera aperta sui negoziati relativi alla proposta di direttiva UE sull'accessibilità dei siti web

L'intero movimento della disabilità europeo, insieme a molte altre associazioni europee, ha rivolto una lettera aperta ai ministri che si occupano di politiche digitali per chiedere che la Direttiva sull'accessibilità dei siti web degli enti pubblici, attualmente oggetto di negoziati, non venga indebolita da eccezioni che porterebbero alla discriminazione e alla marginalizzazione delle persone con disabilità nella società.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS chiede al Governo italiano di sostenere l'appello del movimento europeo della disabilità in sede dei negoziati in corso al fine di tutelare i diritti e le libertà fondamentali delle persone con disabilità nella futura realtà digitale.

Lettera Aperta

Ai:

Ministri delle Politiche Digitali di tutti i paesi membri dell'UE

Presidenti delle Commissioni Parlamentari Nazionali delle Politiche Digitali

Rappresentanti Permanenti di tutti i paesi membri dell'UE

In copia:

Al Rappresentante Permanente della Presidenza Olandese

All'Eurodeputata Dita Charanzova, Relatrice

All'Eurodeputata Vicky Ford, Presidente Commissione IMCO

Membri dell'Intergruppo del Parlamento Europeo sulla Disabilità del Parlamento Europeo

Membri dell'Intergruppo del Parlamento Europeo sull'Invecchiamento e sulla Solidarietà tra le Generazioni

Roberto Viola, Direttore DG Connect, Commissione Europea

10 Marzo 2016

Oggetto: Negoziati Trilogo sulla proposta di direttiva UE COM(2012)0721 relativa all'Accessibilità dei siti web degli enti pubblici

Le scriventi organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità intendono sollevare pubblicamente le loro preoccupazioni create dalle recenti proposte del Consiglio di ridurre significativamente il campo di applicazione della sopracitata direttiva europea.

Ci opponiamo fortemente alle deroghe proposte dal Consiglio, le quali impedirebbero a milioni di cittadini di accedere a contenuti digitali ed a servizi che ogni cittadino, ad oggi, considera scontati. Chiediamo agli Stati Membri di garantire agli 80 milioni di persone con disabilità e ai 150 milioni di persone anziane che vivono nell'UE un accesso paritario al mercato unico digitale ed ai servizi pubblici online forniti a tutti i cittadini dell'UE.

La parità di accesso all'informazione è un diritto umano sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (UNCRPD). La parità di accesso ai servizi pubblici online, a prescindere dal soggetto fornitore degli stessi, è un diritto di ogni cittadino europeo.

Non è accettabile adottare una normativa che potrebbe negare a milioni di cittadini l'accesso al mondo digitale in cui oggi viviamo. Non è accettabile legittimare barriere digitali che precludono l'accesso all'occupazione. Non è accettabile escludere milioni di persone dalla piena partecipazione nella società.

Affinché la Direttiva porti un reale cambiamento nella vita delle persone devono essere rispettati i seguenti requisiti essenziali:

Tutti i siti web degli enti pubblici ed i siti che forniscono servizi pubblici dovrebbero essere accessibili a tutti, anche quando questi servizi vengono prestati soggetti privati.

La maggior parte dei contenuti digitali è ormai accessibile sui dispositivi mobili e attraverso le applicazioni, per tanto la Direttiva deve garantire sia l'accessibilità al web mobile sia alle applicazioni mobili.

Poiché la maggior parte delle procedure online richiedono l'interazione con documenti prelevabili questi ultimi devono essere accessibili.

Inoltre, riteniamo che l'accessibilità debba essere un prerequisito quando il denaro pubblico venga utilizzato per finanziare lo sviluppo dei siti web, dei contenuti digitali, delle app mobili, altri contenuti digitali o software, in linea con i requisiti della UNCRPD e con la Direttiva UE del 2014 sugli Appalti Pubblici. I fondi pubblici non dovrebbero essere mai utilizzati per finanziare contenuti non accessibili.

La frammentazione tra i regolamenti e gli standard nazionali riduce i benefici del mercato unico digitale per le aziende, per i consumatori con disabilità e per i consumatori anziani. È invece necessario un approccio omogeneo per aumentare i benefici sociali, ridurre i costi e stimolare l'innovazione. Più eccezioni verranno incluse nella Direttiva e più il suo ambito verrà ristretto, meno sarà efficace l'armonizzazione.

Chiediamo, inoltre, che i Ministri assicurino che le disposizioni della Direttiva siano articolate e complementari a quelle nell'Atto Europeo sull'Accessibilità. E' di primaria importanza che nessun servizio di interesse generale o essenziale venga escluso.

Le tecnologie stanno convergendo. Il web, il non web e i software si interconnettono in ogni momento. Nel 2014 è stato adottato uno standard europeo sull'accessibilità delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (EN 301 549), il quale dovrebbe essere utilizzato integralmente ai fini della presente Direttiva.

Affinché questa Direttiva faccia la differenza e abbia un impatto significativo, gli utenti devono avere un effettivo diritto al ricorso. Un'attuazione concreta dovrebbe quindi prevedere degli appositi enti nazionali di esecuzione, nonché sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.

Sollecitiamo, pertanto, i Ministri a dare ai loro team negoziali le opportune istruzioni per sostenere i diritti di tutti i cittadini al momento di discutere con i membri del Parlamento Europeo le disposizioni della Direttiva sopracitata.

Crediamo che i Governi debbano garantire a tutti di poter beneficiare della rivoluzione digitale. Non c'è motivo di creare nuove barriere nel mondo digitale quando molte persone con disabilità e molte persone anziane le affrontano già nella realtà fisica. Sollecitiamo i Ministri a cogliere questa opportunità unica di fare la differenza per la vita di milioni di cittadini con disabilità e di persone anziane, persone che devono beneficiare di un più ampio accesso ai servizi pubblici digitali al fine di godere dei loro diritti fondamentali, così come del loro diritto alla libertà di circolazione e alla fruizione di servizi nel mercato interno europeo. Invitiamo i Ministri a rendere pienamente inclusivo il nostro futuro digitale collettivo e a non deludere i cittadini europei.

Nessuno deve essere lasciato indietro.

Firmatari:

Yannis Vardakastanis

President, European Disability Forum

Anne Sophie Parent

Secretary General, AGE Platform Europe

Stephen Russell Secretary General, ANEC

Wolfgang Angermann

President, European Blind Union

Markku Jokinen

President, European Union of the Deaf

Marcel Bobeldijk

President, European Federation of Hard of Hearing People

Kapka Panayotova

President, European Network of Independent Living

Zsuzsanna Szilvasy

President, Autism Europe

Boris Sustarsic

President, European Alliance of Neuromuscular disorders association

Sonia Zamora

President, European Federation of Parents of Hearing Impaired Children

Michael Kalmár

Chairman, European Dyslexia Association

Lieke Zaeyen

Vice President, Action Européenne des Handicapés

Teresa Amat

President, European Association of Cochlear Implant Users

Lieven Bauwens

Secretary General, International Federation for Spina Bifida and Hydrocephalus

Maureen Piggot

President, Inclusion Europe

Olga Kalina

Chair, European Network of (Ex)Users and Survivors of Psychiatry

Miguel Ángel García Oca

President, International Federation of Persons with Physical Disabilitity

Jean-Luc Simon

Chair, Disabled Peoples' International European Region

Christina Fasser

President, Retina International

Ricard López

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Il Corriere della Sera del 10-04-2016

Accessibilità ai disabili ancora troppo carente negli ospedali italiani

Barriere architettoniche, assenza di percorsi prioritari, mancanza di spazi adatti e di assistenza, medici impreparati. Gli ospedali italiani non sono posti per disabili. Un problema grave e diffuso, se si pensa che le persone con una disabilità in Italia sono oltre 3 milioni (dati Istat 2013) e che di questi una parte rilevante, e destinata a crescere, è rappresentata da anziani ultrasessantacinquenni. Il quadro emerge dalla prima indagine conoscitiva sui percorsi ospedalieri per le persone con disabilità, realizzata dalla cooperativa sociale romana "Spes contra spem", insieme all'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con la Fondazione Ariel e con il contributo di Fondazione UmanaMente del gruppo Allianz. L'indagine è stata realizzata con un questionario, inviato ad 814 strutture sanitarie, tra ospedali, Asl, policlinici e Ircss. A rispondere, prima nota dolente, sono state 161 strutture, pari a meno del 20% del totale. Di queste il 53,4 % risiedono al Nord, il 27,3% al Centro e il 19,3 % nel Sud e nelle isole. Tra i rispondenti, poco più di un terzo (36%) ha dichiarato di prevedere un flusso prioritario per i pazienti con disabilità in ambulatorio o in day hospital. Soltanto il 16,8% delle strutture ha un punto unico di accoglienza, mentre il 61,5% prevede la presenza di un case manager dedicato e la quasi totalità (95,7%) consente la permanenza di un assistente o un parente della persona disabile oltre l'orario di visita. Considerando i diversi tipi di disabilità, nessuna struttura ha mappe a rilievo per persone non vedenti, mentre i percorsi tattili sono assenti al Sud e poco presenti (13%) nel Centro Nord. Quanto ai deficit intellettivi e cognitivi solo il 12,4 % delle strutture hanno attrezzato locali o percorsi adatti per visitare questi pazienti.

di Marco Piazza

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Redattore Sociale del 01-04-2016

"L'ospedale non è un posto per disabili": impreparate 2 strutture su 3

ROMA. E' la prima "indagine conoscitiva sui percorsi ospedalieri delle persone con disabilità" e mette in luce "troppe barriere materiali e culturali che negano l'accoglienza". E' stata realizzata dalla società cooperativa sociale Spes contra Spem e l'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, in collaborazione con la Fondazione Ariel e con il contributo di Fondazione Umana Mente del Gruppo Allianz. La ricerca, presentata stamattina presso l'Istituto Superiore di Sanità di Roma, rivela che "l'ospedale non è un posto per disabili", visto che "in Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere. E oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Sono insomma ancora troppo diffuse le "barriere sanitarie", che rendono particolarmente complesso l'accesso alle cure da parte delle persone con disabilità. Mancano, in altre parole, percorsi personalizzati per le persone con disabilità, sebbene queste si rechino in ospedale il doppio delle volte rispetto a quelle non disabili. E malgrado esista una Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale.

Ma qual è quindi la situazione attuale? E cosa deve affrontare una persona con disabilità che necessiti di una prestazione in una struttura sanitaria? Per rispondere a queste domande, i ricercatori hanno somministrato un questionario on-line a un campione di 814 strutture ospedaliere (Asl, Aziende ospedaliere, Policlinici Universitari, Irccs ) su tutto il territorio italiano, tra gennaio e settembre 2014. Dieci domande a risposta chiusa sulla presenza di misure, presidi, percorsi clinico assistenziali e figure professionali per verificare le modalità di accesso e di cura delle persone con diverse tipologie di disabilità. Ecco cosa è emerso.

Percorso prioritario in 1 struttura su 3. Solo in poco più di un terzo delle strutture (36%) è previsto un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere. Ampia la forbice tra nord e sud, visto che la percentuale più elevata di strutture con un flusso prioritario si riscontra nelle regioni del centro (45,5%), quella più bassa nel Mezzogiorno (19,4%).

Punto unico di accoglienza nel 16% delle strutture. Solo il 16,8% delle strutture ha un punto unico di accoglienza per le persone con disabilità. Il punto unico di accoglienza è presente nel 20,9% delle strutture del Nord, mentre tale quota non raggiunge il 13% degli ospedali del Centro-Sud ed Isole.

Non esistono mappe a rilievo. Nessuna struttura ha mappe a rilievo per persone non vedenti, mentre solo il 10,6% è dotato di percorsi tattili. I percorsi tattili sono assenti negli ospedali monitorati nelle regioni del Mezzogiorno, mentre sono presenti in circa il 13% di quelli del Centro-Nord.

Display luminosi in poco più della metà degli ospedali. Display luminosi per le persone con deficit uditivo sono presenti nel 57,8% degli ospedali. La percentuale scende al 45,2% in quelli del Mezzogiorno.

Spazi dedicati in nessun Pronto soccorso del Sud. Solo il 12,4% dei Pronto Soccorso - e nessuno nell'Italia Meridionale - ha locali o percorsi adatti per visitare pazienti con disabilità intellettiva. Meglio la situazione in ambulatori e reparti, dove percorsi dedicati per i pazienti disabili si trovano nel 21,7% delle strutture, sempre con una netta differenza tra nord (29%) e sud (appena il 6,5%). Quasi tutti permettono permanenza di caregiver. Il 95,7% delle strutture interpellate consente la permanenza oltre l'orario previstoper le visite del caregiver della persona con disabilità.

"Paradossalmente in ospedale una persona con disabilità rischia di diventare disabile due volte, perché per avere diritti uguali a tutti gli altri ha bisogno di risposte diverse. Prendersi cura di una persona significa riconoscere che davanti ho una persona, con la sua dignità. È solo "diversa" non più complicata di altre", commenta Luigi Vittorio Berliri, Presidente di Spes contra spem. "Due strutture sanitarie su tre sono impreparate ad accogliere persone con disabilità - osserva Walter Ricciardi, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità - E' un dato che deve farci riflettere sull'importanza di insistere nella costruzione di un sistema che punti alla centralità della persona nei servizi di cura e assistenza".

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Superando.it del 30-04-2016

Al lavoro per ridefinire le classificazioni internazionali

CONEGLIANO. Nei prossimi giorni, ed esattamente dal 3 al 6 maggio, un Gruppo Tecnico dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), composto da circa trenta esperti provenienti da varie parti del mondo, arriverà alla Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso), per lavorare alla Classificazione Internazionale degli Interventi Sanitari (ICHI), elemento essenziale per poter descrivere e ridisegnare percorsi e costi in modo condiviso a livello nazionale e internazionale.

Nello specifico, il Polo Veneto dell'IRCCS Medea-La Nostra Famiglia, che è tra i partner italiani dell'OMS, è stato chiamato con il dottor Andrea Martinuzzi a guidare il gruppo di lavoro sulla classificazione degli interventi sanitari in àmbito riabilitativo e funzionale, in considerazione della specifica esperienza in tale settore e nell'uso delle classificazioni OMS.

Il Gruppo Tecnico che lavorerà a Conegliano fa parte di un più ampio comitato, il Family Development Committee, che cura assieme all'OMS lo sviluppo e l'aggiornamento della classificazione internazionale in àmbito sanitario per lo sviluppo di un linguaggio tecnico condiviso utile ai decisori politici, a chi eroga servizi sanitari e alle persone che li utilizzano, settore rispetto al quale è quasi superfluo sottolineare l'importanza di una costante elaborazione e revisione, per facilitare la raccolta e l'analisi dei dati, permettendo di descrivere in modo completo le malattie, le loro conseguenze sulla salute e gli interventi messi in atto per contrastarle.

Oltre alla citata Classificazione ICHI, in corso di elaborazione in questi anni, verranno prese in esame anche l'ICD (Classificazione Internazionale Statistica delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati), pilastro da decenni dell'informazione epidemiologica e sanitaria, di cui si sta preparando l'undicesima revisione e l'ICF, la ben nota Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute approvata nel 2001, cui si è affiancata dal 2007 la versione per bambini e adolescenti (ICF-CY).

«Le nuove classificazioni degli interventi sanitari - viene sottolineato dall'IRCCS Medea-La Nostra Famiglia - rappresenteranno un balzo in avanti sia in termini di dettaglio che di sistematicità rispetto agli attuali "prontuari" di prestazioni usati in modo eterogeneo anche all'interno della stessa nazione. Ci si attende dunque, dalle giornate di lavoro di Conegliano, una revisione aggiornata delle bozze pronte per i test sul campo». (C.T. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@lanostrafamiglia.it (Cristina Trombetti).

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Redattore Sociale del 20-04-2016

Disabilità e soccorsi, "garantire l'accesso ma anche l'uscita in caso di emergenza"

Intervista a Stefano Zanut, architetto, vigile del fuoco. Un ambiente progettato male può essere disabilitante e incidere anche sulla sicurezza delle persone che lo utilizzano: "L'inclusione non deve essere un obbligo ma la modalità di relazionarsi con gli altri nella vita quotidiana".

BOLOGNA. Rendere accessibili una casa, un ufficio o un intero edificio non vuol dire "soltanto" garantire l'ingresso e la piena fruibilità degli spazi, ma prevedere anche che, in situazioni di emergenza, da quell'ambiente tutti possano uscire velocemente e in autonomia o, quanto meno, facilitando l'opera di chi è chiamato a prestare soccorso. "Non ci può essere sicurezza senza considerare l'inclusione, ma non ci può essere neanche inclusione senza sicurezza", dice Stefano Zanut, architetto, vigile del fuoco di Pordenone e socio di Cerpa Italia onlus. "Quando parliamo di sicurezza, parliamo del bene primario dell'uomo, ovvero la vita - aggiunge -: se dobbiamo tutelare la vita, dobbiamo pensare alle persone reali e alle loro vere capacità di interagire con il mondo".

In che modo la sicurezza può essere inclusiva?

Le faccio un esempio: quando si progetta una scala antincendio bisogna pensare che possa essere usata da tutti. Ma come fare nel caso di una persona in sedia a ruote, di un anziano, di un bambino o di una donna in stato di gravidanza, che potrebbero avere difficoltà? Inoltre durante un'emergenza tutte le persone possono incorrere in condizioni anomale, certamente diverse dalla quotidianità, con difficoltà nell'utilizzare le scale che prima non hanno. Per compensare questi aspetti si potrebbero predisporre nell'ambito della scala appositi spazi dove chi si trova in difficoltà possa fermarsi in sicurezza, i cosiddetti 'spazi calmi'. Un altro esempio? Se una segnaletica non è chiara, è posizionata male o è mal illuminata, le persone potrebbero non essere capaci di leggere le indicazioni per raggiungere le uscite. Se ne potrebbero fare molti altri di esempi, ma la sostanza rimane la stessa: un ambiente progettato male può diventare 'disabilitante' e incidere anche sulla sicurezza delle persone che lo utilizzano.

Qual è la situazione in Italia? Si presta abbastanza attenzione al tema?

L'attenzione si sta indubbiamente diffondendo. In realtà a livello legislativo questa attenzione c'è almeno dalla fine degli anni '80, ovvero dall'emanazione del decreto 236/89: in quel contesto il termine evacuazione andava di pari passo con quello di accessibilità. Questi concetti si sono poi evoluti con le norme di prevenzione incendi, fino al più recente decreto dell'agosto 2015, che definisce l'inclusione un principio cardine per la progettazione della sicurezza. Anche sul tema dell'emergenza è stato detto e fatto molto, a partire dalle norme sulla sicurezza degli ambienti di lavoro. Il problema, però, è che spesso si tende a pensare all'emergenza solo dopo che questa si è verificata, quando invece sarebbe necessario pianificare strategie e risposte molto prima. Patrick Lagadec, sociologo svizzero ed esperto di pianificazione dell'emergenza, diceva: 'Per gestire una crisi occorre sapere imparare rapidamente. Per imparare rapidamente nel corso di una crisi è necessario aver imparato molto prima'. È difficile non concordare con lui.

Quali sono i principali aspetti che nelle situazioni di emergenza possono complicare la messa in sicurezza, specie delle persone disabili?

Con il termine emergenza cerchiamo di rappresentare una situazione complessa, dove le condizioni ordinarie possono essere profondamente compromesse. Si pensi solo alle immagini dei terremoti che sono accaduti proprio in questi giorni in Giappone e in Ecuador. In questi casi le modalità d'intervento devono essere calibrate all'evento, all'ambiente che si è determinato e alle persone coinvolte, tenendo presente che sono quelle più deboli a risentirne maggiormente. Giusto per fare un altro paio di esempi: uno studente su sedia a ruote non può andare sotto al banco in caso di terremoto, un disabile cognitivo non sempre riesce a riconoscere con consapevolezza il pericolo e rispondere nel modo più opportuno. In queste situazioni le conseguenze dipendono in parte dalle modalità con cui reagiscono le persone, dall'altra come l'ambiente favorisce la loro protezione. In quest'ultima circostanza è fondamentale il ruolo giocato da una corretta progettazione, mentre nel primo caso molto dipende dall'educazione e dalla cultura di ognuno. Tutti dovremmo sapere cosa fare in caso di emergenza, per questo è necessario parlarne per trasformare la necessità in strumento di sicurezza e creare cultura sull'argomento.

L'emergenza non si esaurisce quando finisce un incendio o un terremoto. Come dovrebbe essere il soccorso?

I soccorritori, ma più in generale tutti quelli che in quei momenti si trovano in relazione d'aiuto con le persone in difficoltà, devono comportarsi considerando con attenzione le specifiche necessità di chi hanno di fronte: questo è 'soccorso inclusivo'. Per fare un altro esempio: l'ultima persona estratta viva dopo il terremoto dell'Aquila è stata una studentessa non udente, ferita gravemente dal crollo di un edificio e che non poteva sentire i richiami dei soccorritori. I vigili del fuoco che si sono infilati sotto le macerie, hanno capito che era viva solo quando uno di loro le ha illuminato la faccia e ha percepito un leggero movimento degli occhi. I vigili del fuoco sanno bene cosa fare in situazioni simili, ma bisognerebbe spiegarlo anche a tutti i cittadini, a partire dalle famiglie e dagli operatori che lavorano con le persone disabili, dando loro istruzioni semplici su come comportarsi in queste situazioni, 'anche' nel mettersi in relazione con gli eventuali soccorritori.

Che servirebbe per diffondere la cultura della sicurezza inclusiva?

Come vigili del fuoco stiamo facendo molto, ma molto resta ancora da fare. Abbiamo elaborato, anche con il contributo delle associazioni, le linee guida per il soccorso alle persone disabili, che attualmente sono in fase di revisione. Facciamo formazione nelle aziende e ai professionisti. Onestamente, penso che siamo tra i pochi al mondo ad aver studiato bene il tema della gestione dell'emergenza con persone che hanno specifiche necessità. Da qualche tempo abbiamo attivato anche uno specifico 'Osservatorio sui temi della sicurezza e del soccorso alle persone con esigenze speciali'. Nel 2014, in occasione del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea, sono state organizzate due iniziative di valenza europea su questi argomenti, una a Venezia sul progetto inclusivo per l'accessibilità e la sicurezza, l'altra a Roma sul soccorso a persone con esigenze speciali. A Pordenone stiamo anche sviluppando piani di emergenza che potremmo definire personalizzati, e per questo inclusivi, con alcune associazioni: l'idea è che se diamo alle persone le conoscenze per tutelarsi, per noi sarà anche più facile aiutarle. Con la Fondazione Bambini e autismo abbiamo organizzato un'iniziativa dal titolo Ti aiuto a soccorrermi, mentre con l'associazione Casa al sole abbiamo affrontato le tematiche dell'autonomia abitativa in sicurezza delle persone con sindrome di Down. Un'altra importante iniziativa è stata con il Centro Progetto Spilimbergo, in cui persone con disabilità da mielolesione hanno insegnato ai vigili del fuoco le tecniche di trasporto più idonee in caso di necessità.

Diceva, però, che c'è ancora molto da fare. A che cosa pensa?

La parola magica, secondo me, è 'cultura inclusiva'. Dobbiamo cominciare a sentire l'inclusione non come un obbligo da soddisfare, ma come una modalità diffusa di comportarsi e relazionarsi con gli altri nella vita quotidiana. Su questi argomenti bisogna parlare, condividere idee ed esperienze, fare dialogare i mondi della progettazione, della sicurezza e della disabilità.

di Manfredi Liparoti

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Blog Invisibili - Corriere della Sera del 25-04-2016

Il mio cane guida non è solo i miei occhi

"Gli occhi di chi non vede", questa è la definizione che più spesso sentiamo quando ci si riferisce a un cane guida.Innegabile. Gli occhi del cane sostituiscono quelli del suo conduttore che non funzionano: grazie a questi occhi, il non vedente che sta al suo fianco può evitare ostacoli di varia natura come auto parcheggiate sui marciapiedi, pali segnaletici, persone... può avere la segnalazione di scalini, strisce pedonali, entrate in negozi e uffici e così via. Ma detto da una non vedente con cane guida, definire solo in questo modo quello che il mio cane è per me, lo trovo riduttivo.

Ho perso del tutto la vista quando avevo 13 anni: età già difficile per qualsiasi ragazza, immaginate per chi perde la vista. Proprio nel momento in cui puoi cominciare ad acquistare un po' di autonomia e di indipendenza dai genitori, quella libertà che non vedi l'ora di avere... questa ti viene di nuovo negata e negata nel peggiore dei modi. Non solo! Devi riorganizzare da capo tutta la tua vita. Ricominciare a camminare, a muoverti senza l'uso della vista, trovare un nuovo modo per studiare, persino reimparare a vestirti senza combinare disastri con l'abbinamento dei colori... solo per fare qualche esempio. Così arriva il momento di provare ad uscire di casa; nella tua vita compare lui, il bastone bianco.

Il bastone bianco, sì proprio lui. Siccome non hai scelta ci provi, ma io lo confesso, l'ho sempre odiato. Ho provato con un corso di orientamento e mobilità sempre con il bastone e, a sentire l'insegnante, non andavo poi tanto male, ma io non lo sopportavo. Era macchinoso, lento e mi sentivo impacciata. Sempre con i nervi tesi per trovare gli ostacoli, sempre sul chi va là per paura di incappare in uno scalino, sempre con le orecchie all'erta per captare ogni rumore che mi permettesse di orientarmi. Per non parlare di quando mi trovavo in difficoltà... mi assaliva lo sconforto e il nervosismo e finivo per combinare solo guai.

Poi la nuova via ed è proprio il caso di dirlo. Mi hanno parlato del cane guida. Fantastico, ho pensato. Adoro i cani e un cane che mi guida al posto di quel coso Presentai la domanda per il mio primo cane guida a Scandicci, e poco dopo arrivò Molly, pastore tedesco. A quei tempi i cuccioli potevano ancora essere allevati dal cieco che poi, se il cane fosse stato ritenuto idoneo alla guida, lo avrebbe avuto con sé. Molly è arrivata da me spaurita, magra e con un'infezione intestinale... ma si è legata subito solo a me, chissà perché. L'ho curata, è cresciuta, e finalmente ha superato l'addestramento ed è diventata il mio cane guida. E' rimasta con me dieci anni, poi, la displasia... è stata la mia ombra, un'amica inseparabile! Mi ha insegnato cosa vuol dire muoversi con un cane. Sia chiaro! All'inizio è difficile comunque.

Devi imparare a fidarti del tuo nuovo accompagnatore e... hai sempre paura che possa sbagliare, che non ti conduca per la strada giusta, ma una volta superato questo ostacolo, almeno per me, è stato tutto diverso. La camminata è diventata più fluida, niente più preoccupazione di evitare ostacoli perché ci pensava lei, e cosa più importante di tutte, non ero più sola. Molly era sempre con me, al mio fianco, con il suo muso all'insù a controllare che stessi bene. Nei momenti di difficoltà, che c'erano comunque, quando poteva succedere di sbagliare strada o nei quali mi poteva succedere di perdere l'orientamento, niente più panico; prendevo un respiro, facevo una coccola alla mia cagnotta che ricambiava con leccate varie e... via! Ci riprovavamo.

Con lei sono sempre tornata a casa in un modo o in un altro. E, sorpresa... le persone vincevano l'imbarazzo di parlare con me, grazie a lei. Si avvicinavano facendo domande sul cane e avvicinandosi a Molly si avvicinavano a me. Così negli autobus o per la strada i complimenti a me e a lei si sprecavano facendo abbattere le barriere della comunicazione che un handicap come quello visivo, in particolare, possono creare. Ora Molly non c'è più, purtroppo, ma ai cani guida non ho potuto più rinunciare.

Ora con me c'è Isa, altro pastore tedesco. Bellissima e dolcissima. Isa non è cresciuta con me, è arrivata già adulta ma ci siamo affezionate in breve tempo. C'è solo un problema: è troppo bella. Non posso andare per le strade senza che tutti la vogliano accarezzare... ma lo supereremo. Questi cani non sono solo i nostri occhi, quindi; sono i nostri compagni di avventure per le strade della vita. Diventano membri della famiglia dai quali non ci si può separare, una estensione stessa del nostro corpo. Finiamo, non vedente e cane, con il muoverci all'unisono in qualsiasi momento.

Grazie a questi cani proviamo a riprenderci un po' di quella libertà che la perdita della vista ci ha portato via, e, quale dono è più prezioso della libertà?

Per punire chi compie crimini, la società priva i condannati della libertà perché la si considera la cosa più preziosa che possiede un essere umano. Io non ho commesso nessun crimine, ma la mia libertà l'ho persa lo stesso per una malattia che mi impedisce di vedere e non ringrazierò mai abbastanza questi cani che mi permettono di riguadagnarne anche solo una piccola parte.

La nostra società non è pronta per assumersi la responsabilità di chi è meno fortunato, gli esseri umani sono spesso attratti solo dalle apparenze e dai loro egoismi... per fortuna esistono i cani guida che sono sempre pronti ad accompagnarti dove vuoi, in qualsiasi momento, felici di stare con te. Tu sei il loro mondo e mai ti abbandonerebbero neanche se li tratti male. Sanno se sei triste e ti riempiono di baci, sanno se sei depresso e ti costringono a giocare con loro facendoti tornare il sorriso, sanno se vuoi stare solo e si accucciano ai tuoi piedi... Sanno che ti devono condurre lontano dai pericoli e lo fanno. Instancabili e sempre pronti. Chi tra gli esseri umani può vantare tali doti?

Eppure, spesso, mi sono sentita dire nei negozi, supermercati o nei vari alberghi che, incredibile, il mio cane non poteva entrare. Solo che non accettare il mio cane guida vuol dire non accettare me! Isa è una parte di me e, siccome io sono una persona come le altre, ho diritto di farmi accompagnare dal mio cane guida in qualsiasi luogo decida di frequentare. Ho diritto alla mia autonomia e alla mia indipendenza, insomma, ho diritto alla mia libertà e se è un cane a darmene anche solo un pochino, ho diritto di averla al mio fianco sempre. La legge lo sancisce ormai dal 1974, ma tra una legge e la cultura di una società al rispetto di chi è in difficoltà, la distanza è enorme. Regna ancora sovrana l'ignoranza che considera questi quattro zampe solo, e perdonate il solo, dei cani mancando la capacità di immedesimarsi in quelle persone cieche per le quali quell'animale rappresenta una possibilità di vita migliore.

di Simona Zanella

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Il Giornale di Vicenza del 20-04-2016

Odissea di un cieco tra pali, buche e ostacoli

Dalla stazione ferroviaria al tribunale, da viale Milano all'ospedale San Bortolo: negli anni le barriere sono state ridotte ma non ancora eliminate.

Marciapiedi rotti, strisce pedonali non segnalate,

alberi e pannelli tra i quali procedere solo a zig zag.

La dura quotidianità di non vedenti o ipovedenti.

VICENZA. Pali, buche e cartelli pubblicitari in mezzo ai marciapiedi (quando ci sono), segnalazioni podotattili mancanti in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, pochi semafori sonori. Vicenza non è una città per ipo e non vedenti. Lo racconta sul campo Marina Tescari, presidente dell'Unione ciechi, che armata di bastone si avventura in una passeggiata nei luoghi chiave della città con Alessandro Zagati, ipovedente che collabora con lei sulle barriere architettoniche.

STAZIONI. Il via è dalla stazione dei treni, dove qualcosa è stato fatto, ma gli ostacoli restano tanti. A partire dagli orari, illeggibili anche per chi non ha ancora totalmente perso la vista. Gli schermi o sono troppo alti, oppure quello ad altezza d'uomo è piccolo e il contrasto è bassissimo. Gli unici che possono essere distinti, almeno da chi ha ancora una capacità visiva non bassissima, sono quelli nei sottopassaggi. E i percorsi podotattili? All'interno sono presenti, ma arrivano giusto sotto il colonnato. «Non sarebbe male - afferma Zagati - che arrivassero almeno fino ai taxi, importantissimi per un non vedente». Per il resto, all'esterno sono assenti, sia verso il passaggio pedonale per Campo Marzo, il cui marciapiedi è un percorso di guerra tra buche, radici sollevate e pali, sia verso la stazione Svt, da dove parte il percorso podotattile realizzato dal Comune fino alla sede dell'Uici. Dal porticato al marciapiedi della stazione, però, nulla. Di fronte alla stazione Svt, la segnalazione delle zebre verso Campo Marzo c'è, salvo mancare all'altro capo.

TRIBUNALE. Altro luogo importante della città - dove lavora anche un non vedente - è il nuovo tribunale, la cui viabilità è fresca di realizzazione. Quindi tutto accessibile? L'attraversamento all'imbocco di Borgo Berga è segnalato in rosso, con percorso podotattile da ambo i lati, come quello all'inizio di viale Margherita. Il problema arriva entrando in via Forte: nessuno dei due passaggi rialzati, compreso quello di fronte al supermercato e del tribunale e vicino alla fermata del bus, ha la benché minima segnalazione podotattile.

OSPEDALE. Ultima tappa l'ospedale San Bortolo, dove solo una delle due fermate del bus - quella con pensilina sul lato di Parco Querini - è ben raggiungibile. L'altra per un ipovedente, e ancora peggio per un cieco, è quasi off limits. Arrivando in bus dalla stazione, ci si trova senza marciapiedi in un percorso in cui l'importante è schivare gli alberi e sperare che qualcuno indichi l'attraversamento pedonale. E sull'altro lato? Marciapiedi disseminati di buche, pali, e pannelli pubblicitari tra cui zigzagare. Il marciapiedi largo e con scivolo ci sarebbe, ma sul lato opposto del parcheggio rispetto al primo "approdo". Ma i problemi "stradali" non riguardano solo pavimentazioni e ostacoli. «Lo spegnimento anticipato delle luci è un grosso problema, perché rende impossibile distinguere i marciapiedi». Una delle questioni spiegate all'assessore alla Progettazione Antonio Dalla Pozza, che l'associazione incontra periodicamente. «Purtroppo - conclude Tescari - i soldi non sono abbastanza per adeguare tutti i marciapiedi e i passaggi pedonali, ma c'è un progetto per l'area della stazione, che speriamo venga realizzato presto. In città tra ipovedenti e ciechi siamo un migliaio, ma con l'invecchiamento della popolazione i numeri aumenteranno».

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La Stampa del 21-04-2016

"Cieca, mi sono persa e nessuno mi aiutava"

FOSSANO. «Il cieco fermo sul bordo del marciapiede aspetta che qualcuno se ne accorga, rallenti la sua fretta... come se fosse in bilico su di un profondo abisso» cantava Marco Masini in «Dal buio». Nella canzone, però, c'era un momento dolce ed emozionante perché «all'improvviso s'arresta una ragazza, è certamente bella lo sente dall'odore e...i due saltano l'abisso senza precipitare». Ma la mattina in cui Rosanna Cavallero, 66 anni non vedente dalla nascita, ha perso improvvisamente l'orientamento, tra la sua casa e quella del figlio, in via salita al Castello, a Fossano, non c'era nessuno ad aiutarla.

«Chiudete gli occhi»

«Provate a chiudere gli occhi, immaginate di essere al buio - racconta - e provate a percorrere quella strada che avete fatto mille volte. È mattina presto e, nonostante le 400 ore di scuola per l'uso del bastone con il maestro Marco Rosso e quelle con la psicologa per gestire gli imprevisti, perdete per un attimo la concentrazione. Solo un attimo, vi siete alzati da poco, ma è ciò che basta per sbagliare qualche passo e non sapere più dove vi trovate. Il bastone tocca un gradino, ma nella solita strada non ce ne sono. Ora immaginate di chiedere aiuto, di sentire le auto passare, avvertire la presenza di un cane, udire il rumore di passi, ma non avere risposte. L'ansia si trasforma in terrore quando sentite l'erba sotto i piedi e il rumore di un torrente».

È nitido il racconto di Rosanna e in grado di trasmettere tutta la paura e l'angoscia provate quella mattina di qualche giorno fa. «A Fossano mi conoscono tutti - prosegue -: chiedevo "Sono cieca, mi tolga dalla strada, mi metta vicino al muro, mi aiuti". Sentivo solo silenzio e rumore di passi». Ma Rosanna è una donna forte.

Autonomia che inganna

«Anche se non vedo - racconta - ci tengo ad andare dal parrucchiere, mi metto lo smalto e mi trucco. Canto e suono nelle case di riposo, faccio parte dell'Osservatorio barriere architettoniche e volontariato, scrivo al pc con sintesi vocale. Forse le persone sono più portate ad aiutare chi magari è su una sedia a rotelle. La mia autonomia può ingannare. Ma la vita è meravigliosa e degna di essere vissuta sempre, il meglio possibile». Per fortuna quella mattina c'era la sua amica Michela Capriolo che stava arrivando a Fossano per una visita. «Tremavo, ma sono riuscita a prendere il telefono nella borsa - racconta ancora Cavallero - e a schiacciare il tasto che corrisponde al suo numero. Le ho detto che mi ero persa, ma non sapevo dov'ero. Lei, con due persone, è corsa a cercarmi. Che gioia quando ho sentito la sua voce». Perché ci racconta la sua storia? «Per sensibilizzare le persone - conclude -: era la prima volta e spero non accada più a nessuno di sentire l'indifferenza in un momento difficile».

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Avvenire del 23-04-2016

"Nelle paritarie disabili discriminati dallo Stato"

MILANO. Discriminati dallo Stato perché hanno scelto di frequentare la scuola paritaria. È l'ingiusta condizione in cui si trovano i 12.211 alunni disabili iscritti agli istituti non statali, che non ricevono alcun aiuto economico per pagare gli insegnanti di sostegno. Che, di fatto, sono a totale carico delle famiglie o delle scuole (attraverso le rette), eccezion fatta per la scuola primaria (3.215 scolari, circa un quarto del totale), per la quale è previsto un piccolo contributo. Per tutti gli altri ordini di scuola, il sostegno dello Stato è completamente assente. La situazione è stata (nuovamente) portata alla luce durante l'ultima sessione del Tavolo della parità, riunito al Ministero dell'Istruzione con la presenza delle associazioni dei gestori delle scuole paritarie e dei genitori. All'ordine del giorno, la revisione del Testo unico della scuola, previsto tra le deleghe al governo della legge 107 sulla Buona scuola. Un'occasione che le associazioni vogliono utilizzare per arrivare a una «piena attuazione» della legge Berlinguer sulla parità scolastica che, nonostante abbia da poco compiuto sedici anni (è del marzo 2000), non è ancora stata compiutamente applicata, costringendo di fatto le famiglie a pagare due volte il servizio scolastico (con le tasse e con la retta). La piena parità prevede anche che lo Stato si faccia carico, appunto, del sostegno alla disabilità. Come avviene per le scuole statali, con circa 4,6 miliardi di euro all'anno. Nulla, se non un minino contributo e soltanto alle elementari, è previsto, invece, per il sostegno alla disabilità nella paritaria. Eppure, negli ultimi dieci anni, l'incremento degli alunni disabili è stato del 63,1% (a fronte di un calo di iscritti del 2,6%), mentre nelle scuole statali l'aumento dei disabili è stato più contenuto (24%). «È evidente che le famiglie apprezzano sempre di più la cura e l'attenzione che nelle scuole paritarie sono rivolte agli alunni con disabilità - affermano, in una nota congiunta, Fism, Agesc, Cdo-Opere educative e Fidae -. Purtroppo occorre rilevare che, mentre nella scuola statale molto è stato fatto in questi anni su questo tema (pur permanendo ancora situazioni di carenza a vari livelli), nulla è stato previsto per le famiglie che decidono di iscrivere i propri figli con disabilità nelle paritarie. Sotto questo profilo - prosegue il comunicato delle associazioni - l'attuale assetto del sistema scolastico italiano realizza una gravissima disparità di trattamento in base al tipo di scuola frequentata (statale o paritaria) dagli alunni disabili. Ci troviamo, in definitiva, di fronte alla palese negazione di un diritto fondamentale della persona universalmente riconosciuto». Una situazione conosciuta al Ministero, che sta lavorando per porvi rimedio. Due gli interventi allo studio: un contributo diretto alla scuola paritaria per ogni alunno disabile e una detrazione della retta più "corposa" per le famiglie con figli disabili. Attualmente è il 19% per un massimo di 400 euro, pari a 76 euro a figlio. «Come governo siamo consapevoli di questa totale disparità di trattamento e ci stiamo impegnando per porvi rimedio», dichiara il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi. Il problema sarà superare la barriera ideologica che si alza in Parlamento ogni qual volta si torna a parlare di scuole paritarie.

di Paolo Ferrario

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Giornale UICI del 08-04-2016

Il Tiflologo, chi è costui?

di Luciano Paschetta e Gianluca Rapisarda

La recente riunione del "coordinamento degli Enti " collegati all'U.I.C.I. ha messo al centro del proprio dibattito la necessità di dar vita ad una "autority" delle scienze tiflologiche, che si configuri come un vero e proprio "network" a supporto dell'inclusione dei non vedenti e degli ipovedenti. Una necessità questa segnalata da tempo, ma che solo ora, grazie all'impegno dell'attuale Presidenza Nazionale dell'Unione ciechi, ha trovato il motore propulsore per la sua concreta attivazione.

Strettamente legata a questo nuovo corso della tiflologia è la definizione di chi sia il "tiflologo. Una figura questa, di cui tutti parlano, spesso invocata come "deus ex machina" per la risoluzione dei problemi connessi all'educazione ed all'istruzione dei disabili visivi, ma sulla quale manca una attenta riflessione su quale debbano essere il profilo professionale, il suo percorso formativo ed il suo ruolo nel processo di crescita ed emancipazione del minorato della vista.

Vogliamo qui soffermarci per dare il nostro contributo a tale riflessione e per fare un po' di chiarezza sull'argomento.

La cosa non risulta assolutamente semplice , in quanto ogni volta che abbiamo provato a definire il ruolo professionale del tiflologo, ci risuonava nella mente una domanda: "Il tiflologo, chi è costui?"

La questione non è capziosa e la domanda non è banale : infatti, non è casuale se tale figura non compare in nessuna delle classificazioni internazionali riferite agli operatori che si occupano dell'educazione e dell'istruzione dei privi della vista.

Definire il tiflologo è come osservare un quadro impressionista: visto da lontano, le figure in esso rappresentate sembrano ben definite e stagliarsi nettamente sullo sfondo, ma, via via che ci si avvicina, esse diventano sempre più confuse fino a scomporsi in macchie di colore, confondendosi con lo sfondo e perdendo l'iniziale unicità delle forme.

Allo stesso modo i non "addetti ai lavori" che hanno una conoscenza "lontana" della psicologia dell'età evolutiva, della psicopedagogia e della didattica, spesso tendono a pensare al tiflologo come il "tuttologo" o l'"onnisciente", cioè come colui che "solo" risolve tutti i problemi dello sviluppo e dell'educazione dei disabili visivi di tutte le età. "Guardato da vicino " da chi di educazione e di formazione si occupa, questa unicità si frammenta: il tiflologo, a seconda della situazione in cui si trova ad operare, dovrebbe essere : uno psicologo dell'età evolutiva od un operatore di nido d'infanzia, quando interviene su un bambino dagli zero ai tre anni; maestro di scuola materna, quando opera con bambini dai 3 ai 6 anni; competente di didattica di scuola primaria ed educatore di orientamento e mobilità e autonomia personale, quando si occupa di educazione di bambini a partire dai 6 anni in poi; ed in seguito sarà informatico, orientatore scolastico e professionale e così via.

Questo evidenzia come il tiflologo, se non definito nel suo ruolo, può essere immaginato e, spesso lo è stato, come l'educatore unico dei disabili visivi, mentre è proprio questa l'illusione dalla quale occorre uscire.

La definizione utilizzata a livello internazionale di "esperto nelle scienze tiflologiche" ci aiuta in tal senso, chiarendo che il suo ruolo non può essere: né quello dell'insegnante o dell'educatore, né quello dell'esperto di informatica o dell'operatore di orientamento e mobilità, né quello dell'esperto di orientamento scolastico o professionale; meno che mai egli potrà sostituirsi allo psicologo o al neuropsichiatra infantile, ed allora ecco tornare la domanda: "Il tiflologo, chi è costui?"

Egli è, appunto, un esperto nelle scienze tiflologiche e, come tale, saprà: indicare gli aspetti critici dello sviluppo psicomotorio in assenza della vista e come si faccia a superarli con successo; chiarire gli aspetti specifici della percezione della realtà in mancanza della vista; valutare la funzionalità del residuo visivo in relazione al lavoro didattico e/o professionale; insegnare come si educa un minorato della vista alla "lettura" delle rappresentazioni grafiche bidimensionali (grafici, piantine toponomastiche e cartine, ecc); sapere quando è indispensabile l'insegnamento del metodo Braille, piuttosto che quali siano i sussidi per gli ipovedenti per rendere autonomo il bambino con disabilità visiva nella letto-scrittura; illustrare quali siano gli accorgimenti ed i sussidi per rendere efficace la didattica in presenza di un cieco assoluto e/o di un ipovedente grave; sapere insegnare l'uso del PC con le periferiche assistive (screen reader, display Braille, software ingrandenti, ecc.); conoscere i giochi idonei al bambino con gravi problemi di vista; indicare quali siano le opportunità di accesso all'informazione (quotidiani e riviste on line accessibili, biblioteche digitali, audiolibri , ecc.); suggerire come si "adatta" un testo di scuola primaria od un testo letterario o scientifico affinché il privo della vista o l'ipovedente lo possano utilizzare appieno; spiegare quali siano le possibilità di orientamento, mobilità e di autonomia personale raggiungibili alle diverse età e nelle diverse situazioni da chi ha problemi di vista; valutare l'idoneità di una situazione di lavoro e la sua adattabilità al cieco o all'ipovedente. Questo solo per esemplificare gli ambiti delle sue principali competenze, competenze che egli potrà trasmettere, quale formatore, in percorsi formativi specifici rivolti alle diverse figure professionali che intervengono alle diverse età e situazioni nel processo di istruzione e formazione dei giovani e degli adulti con disabilità visiva.

Al riguardo ricordiamo, quale esempio di eccellenza, come questo sia l'obiettivo dell'accordo sottoscritto recentemente dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con l'ordine degli psicologi ai quali l'I.Ri.Fo.R. si appresta a fornire la formazione specifica. Non meno rilevante e lungimirante ci sembra il recente avvio del master in Typhlology Skilled Educator ("esperto nelle scienze tiflologiche"), voluto fortemente dal Presidente Nazionale dell'U.I.C.I. Mario Barbuto e dal componente la Direzione Nazionale della stessa Unione Marco Condidorio e realizzato grazie alla fattiva e sinergica collaborazione tra l'Unimol e l'I.Ri.Fo.R. Il nostro auspicio è che da tale master universitario, oggi esperienza sperimentale pilota nel Molise, possa nascere il modello formativo di riferimento che, recepito come "buona pratica" dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e Ricerca , possa essere disseminato in tutta Italia.

Ritornando alle competenze dell'esperto nelle scienze tiflologiche, secondo noi, egli potrà, altresì, operare sul campo, affiancandosi in alcuni momenti di programmazione (GLH, consiglio di classe, ecc.) e di azione (didattica del Braille, predisposizione del materiale didattico, presentazione delle periferiche assistive per l'informatica, ecc.) a chi sta operando con il minorato della vista (insegnante, educatore, assistente,ecc.). In tutti i casi con la finalità di trasmettere le conoscenze e le competenze loro necessarie a renderli "capaci" di esercitare il proprio ruolo nei confronti del disabile visivo come con i compagni e di definirne correttamente gli obiettivi educativi , scolastici e di autonomia personale, così da sviluppare un "progetto di vita" finalizzato alla sua inclusione socio-lavorativa.

Questa integrazione tra esperti nelle scienze tiflologiche e studiosi di scienze umane, grazie al sopraccitato nascente "network per l'inclusione", dovrebbe realizzarsi anche nell'ambito della ricerca psicopedagogica, così che il progresso nella tiflologia proceda parallelamente all'evoluzione scientifica delle scienze affini.

Queste, a nostro avviso, le linee guida che dovrebbero orientare l'azione del costituendo "network per l'inclusione" od "autority" delle scienze tiflologiche nella proposta di iniziative di ricerca, nella definizione del ruolo e del profilo professionale dei futuri "esperti nelle scienze tiflologiche", , nell'organizzarne il relativo percorso formativo e nel predisporre le iniziative di formazione per le diverse figure professionali che si trovano ad operare con i privi della vista.

Solo con un progetto di sistema, guidato da quelle realtà che negli ultimi cento anni si sono occupati di educazione, istruzione, formazione ed inserimento lavorativo dei disabili visivi (UICI, Federazione Pro Ciechi, Biblioteca per i ciechi, I.Ri.Fo.R. ecc.), ma sviluppato in modo integrato con il MIUR e con l'intero contesto della formazione e dell'istruzione, il "tiflologo", uscendo dal limbo e dall'"indefinito" che oggi lo caratterizzano e diventando l'"esperto nelle scienze tiflologiche", potrà aspirare ad avere un ruolo riconosciuto dall'intera comunità scientifica .

Luciano Paschetta

Direttore centrale IRIFOR

Gianluca Rapisarda

Direttore junior IRIFOR

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Giornale UICI del 08-04-2016

Il Typhlology Skilled Educator e le Scienze Tiflologiche

"Il vero Tiflologo, oggi Typhlology Skilled Educator, non lotta per ridare la vista al cieco, il vero Tiflologo combatte affinché ogni persona cieca sia messa nelle condizioni di poter guardare il mondo attraverso le proprie abilità".

E' con questo aforisma dello stesso autore, che ha inizio il libro scritto dal Prof. Marco Condidorio "Il Typhlology Skilled Educator e le Scienze Tiflologiche", edito dalla Volturnia Edizioni e uscito lo scorso 18 Marzo in occasione dell'inaugurazione del Master di I Livello in "Typhlology Skilled Educator", presso l'Università degli Studi del Molise.

Il libro si configura quale premessa fondante dello stesso Master avviato dall'Ateneo molisano, un corso di studi innovativo, primo in Italia che ha lo scopo di formare la nuova figura professionale molto ricercata nell'ambito delle scienze tiflologiche, per l'appunto il Typhlology Skilled Educator (TSE).

Il TSE è l'esperto che si occupa della disabilità visiva nella sua forma assoluta o parziale al fine di migliorare la situazione sociale e culturale attraverso la didattica, l'informatica e la tecnica; questo volume ha l'obiettivo di presentare e dare risonanza a tale professionalità che affianca non solo la persona non vedente ma anche tutte quelle figure professionali chiamate a favorire l'inclusione e il raggiungimento dell'autonomia, illustrandone il ruolo, le competenze e l'inquadramento normativo - curriculare.

Il libro nasce dalla mente e dall'anima del Prof. Condidorio, Tiflologo, Docente di Tiflologia incaricato presso l'Università degli Studi del Molise dall'anno 2000, Componente della Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus nonché Coordinatore della Commissione Nazionale dell'Istruzione e la Formazione, affinché ogni bambina e ogni bambino che vivono al buio, insieme alla famiglia e alla società "...sappiano costruire la strada verso l'emancipazione e l'autonomia..." (Il Typhlology Skilled Educator e le Scienze Tiflologiche, 2016).

Solitamente le persone non vedenti e ipovedenti si avvalgono nella quotidianità di ausili pratici e generalmente efficaci, tra cui il cane guida, il bastone bianco e tecnologie come agende elettroniche, computer equipaggiati con software specifici per minorati della vista che ne consentono l'utilizzo e smartphone (tablet, Iphone) provvisti di screen reader per l'ingradimento dei caratteri e con la vocalizzazione dei diversi comandi e menù. Poiché taluni strumenti risultano piuttosto impersonali, freddi e "anonimi", oggi si avverte sempre di più l'esigenza di affiancare alla persona non vedente una figura professionale quale quella del TSE che possa supportarla e accompagnarla nell'orientamento, nell'istruzione, nell'inserimento sociale e professionale nell'arco dell'esistenza. Il suo bagaglio professionale "...è fatto di contenuti psicologici, pedagogici, soprattutto di conoscenze legate ai processi di formazione e di inclusione riferiti ai diversi ambienti toccati dalla quotidianità della persona cieca, a partire dalla prima agenzia educativa, quale la famiglia, per poi interessare la scuola e la stessa società civile" (Il Typhlology Skilled Educator e le Scienze Tiflologiche, 2016).

Il libro del Prof. Condidorio si dimostra, dunque, come un vero e proprio "vademecum", come da lui stesso definito nell'introduzione, per chi desidera intraprendere questa strada professionale - formativa e anche come guida consigliabile per le Pubbliche Amministrazioni, per le Agenzie educative, turistiche, per tutti gli operatori che a vario titolo operano nei settori socio - sanitari e non e per tutti coloro che vogliono sfiorare con mano la condizione della disabilità affinché ogni sorta di discriminazione possa, nel tempo, svanire.

Il volume nasce da un lungo studio delle strategie didattico - pedagogiche, frutto di osservazioni, analisi ed esperienze personali utili ad individuare quelle criticità che devono e che possono essere superate con il supporto delle scienze tiflologiche e della nuova figura del Typhlology Skilled Educator.

L'autore si è così proposto di tracciare i lineamenti di una lezione di tiflologia, le cui premesse non sono inscindibili. Come avviene la "conoscenza" di quello che chiamiamo mondo da parte della persona non vedente? Tutti i sistemi sensoriali sono coinvolti in questo processo, veicolando i contenuti dell'esperienza sensibile al cervello, il quale si presenta essenzialmente tiflologico, anzi è tiflologo per eccellenza. Il cervello è quindi l'organo più affidabile, centro di tutto l'apparato sensoriale ed esperienziale, perché capace di rendere accessibile, dunque visibile tutto ciò che non sia percepibile attraverso la vista.

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Redattore Sociale del 27-04-2016

Detenuti disabili, tra barriere e vecchi ausili: ecco cosa sta cambiando

ROMA. Quando hanno i requisiti per accedere alle misure alternative non sempre possono uscire dal carcere, perché fuori non ci sono strutture in grado di fornire loro la necessaria assistenza, devono fare i conti quotidianamente con celle ed ambienti non del tutto idonei a garantire una vivibilità accettabile e in qualche caso accedono a fatica alla presa in carico da parte del servizio sanitario nazionale perché sprovvisti di documenti di residenza e conseguente Asl di riferimento. Nella maggioranza dei casi, al momento della liberazione, non riescono a beneficiare di una continuità terapeutica mentre i caregiver (detenuti incaricati di seguire e prendersi cura dei compagni disabili in carcere) non sempre hanno una formazione specifica. E' la condizione dei detenuti con disabilità ristretti nelle carceri italiane.

Sono 628, secondo l'ultimo censimento del Dap (agosto 2015): 528 italiani (26 donne) e 100 stranieri (8 donne), distribuiti in 16 regioni. 191 di loro (18 donne) hanno difficoltà ad affrontare le comuni azioni della vita quotidiana: lavarsi, vestirsi, spogliarsi, mangiare, avere cura della persona, sedersi, alzarsi dal letto e dalla sedia. 153 (5 donne) hanno difficoltà nella mobilità corporea (ad esempio a uno degli arti). 232 (11 donne) hanno problemi di locomozione. 52 (1 donna) hanno difficoltà nella comunicazione: vedere, sentire, parlare.

I problemi legati alla detenzione di queste persone sono stati al centro di 4 condanne arrivate all'Italia dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) per trattamento inumano e degradante, ma la situazione sta cambiando: una serie di buone prassi avviate nel 2012 in modo sperimentale in alcuni istituti hanno dato ottimi risultati e adesso, con una recente circolare, il Dap sta cercando di riformare e uniformare tutto il sistema penitenziario sulla scorta dei risultati raggiunti. La sfida di un carcere a misura di disabile passa, secondo Paola Montesanti, direttore dell'Ufficio IV "Servizi sanitari", della direzione generale detenuti e trattamento del Dap, attraverso interventi personalizzati, territorialità della pena e la formazione di detenuti in grado di prendersi cura di compagni di cella disabili (caregiver). Tra i primi passi in questa direzione la definizione di sistemi di informazione tempestiva sugli ingressi in carcere e di monitoraggio permanente delle presenze.

In Italia sono 7 su 193 le carceri con reparti dedicati ai detenuti disabili; in molti altri sono disponibili celle con "ridotte barriere architettoniche". Ma spesso le "barriere" sono anche fuori dal carcere: difficile ad esempio accedere alle misure alternative anche quando se ne avrebbero i requisiti perché non ci sono strutture adeguate nelle città come denuncia da tempo Emanuele Goddi, della cooperativa Pid (Pronto Intervento Disagio) secondo cui c'è "assoluta carenza di collegamento tra carcere e territorio". (Teresa Valiani)

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Redattore Sociale del 27-04-2016

Detenuti disabili: interventi personalizzati e caregiver formati nel carcere che verrà

INTERVISTA a Paola Montesanti, direttore dell'Ufficio Sanità del Dap: "Troppo costoso creare un sistema di rete dei reparti, cerchiamo soluzioni di volta in volta". Si punta sulla formazione di detenuti caregiver":

ROMA. "Quando parliamo di disabili in carcere non parliamo di detenuti con patologie, ma con limitazioni. Non pensiamo alle patologie perché di quelle si occupa il servizio sanitario nazionale, noi lavoriamo per creare le condizioni idonee affinché queste persone possano esercitare i loro diritti, vivere una vita decorosa in istituto, entrare in relazione con Inps e comuni, riuscire a districarsi tra le pratiche richieste per il riconoscimento delle indennità, ad esempio quella per l'accompagnamento. E' un passaggio importante perché sposta il piano dalla patologia alla relazione con l'ambiente".

Paola Montesanti, direttore dell'Ufficio IV "Servizi sanitari", della direzione generale detenuti e trattamento del Dap, è il dirigente penitenziario che dal 2011 si occupa di carcere e disabilità. Seguendo le indicazioni arrivate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, il suo ufficio ha sperimentato con successo la nuova metodologia di lavoro e ha offerto una linea che ora il Dap sta diffondendo in tutti gli istituti. "Nel 2012 abbiamo avviato in alcuni istituti di pena una serie di progetti per raggiungere questo obiettivo. - spiega - I risultati sono stati ottimi, abbiamo visto che si può fare. Ora stiamo estendendo questa esperienza al resto d'Italia".

Quali sono stati i primi passi?

Visto il successo della sperimentazione, prima di tutto abbiamo chiesto un monitoraggio della situazione nazionale sia per avere i numeri delle presenze che per sapere se queste persone sono collocate adeguatamente in base ai criteri indicati dalla Cedu (ndr. Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali) che, pur condannando l'Italia, non è stata severa e ci ha dato tempo per trovare soluzioni e intervenire. Una volta avuto il quadro nazionale, abbiamo iniziato a concretizzare le indicazioni europee in alcuni istituti. Poi abbiamo invitato i Provveditori regionali a predisporre sistemi di informazione tempestiva sugli ingressi in carcere e di monitoraggio permanente di queste presenze. In questo modo sarà possibile verificare la condizione detentiva e, se la situazione lo richiede, di modificarla senza ritardo. La Corte europea ritiene che sia un fattore importante da considerare il tempo, durante il quale un individuo è stato detenuto in condizioni inidonee e che la detenzione di una persona con disabilità motoria in un istituto in cui non può spostarsi con propri mezzi, durata a lungo, costituisca un trattamento degradante.

Come cambia il sistema?

Non potendo creare un sistema di rete dei reparti per disabili, perché comporterebbe un investimento importante, cerchiamo soluzioni di volta in volta, possibilmente nella regione di residenza per garantire i legami familiari e, soprattutto, una continuità terapeutica attraverso le strutture sanitarie che prenderanno in cura la persona quando sarà libera. In questo senso è importante evitare trasferimenti.

Come si struttura l'intervento sul detenuto con disabilità?

L'intervento va personalizzato il più possibile, anche per quanto riguarda il trattamento rieducativo teso a favorire l'occupazione lavorativa e l'accesso alle strutture sociali diurne o residenziali per disabili o agli altri servizi territoriali. Dobbiamo garantire alloggi adeguati e disponibilità di caregiver formati, con corsi organizzati dal servizio sanitario nazionale. Abbiamo già avuto un'esperienza concreta al Policlinico di Bari che ha organizzato il primo modulo per 80 detenuti con 8 step di diversa intensità.

Si acquisisce anche una specializzazione spendibile una volta liberi?

Sì. Formando caregiver specializzati centriamo tre obiettivi: garantiamo l'assistenza ai detenuti disabili, diamo lavoro in carcere (retribuito come quello dei piantoni) e consentiamo ai caregiver di acquisire le competenze per diventare operatori socio assistenziali una volta liberi. Attraverso queste lezioni, infatti, i detenuti potranno essere assunti come addetti all'igiene, alla pulizia e all'accompagnamento dei pazienti.

La circolare dice che "l'amministrazione penitenziaria ha il compito di garantire ambienti adeguati alle limitazioni funzionali della persona". Avete già individuato gli istituti in cui intervenire? Quanto costerà l'adeguamento?

Gli adeguamenti sono appena stati avviati e dove sono avvenuti i costi sono stati contenuti. Al carcere di Opera, per esempio, con un piccolo intervento di 20 mila euro abbiamo dotato stanze e bagni di maniglioni. Ci sono strutture nuove, ad esempio a Catanzaro e Massa, che non sono partite perché hanno problemi di impiantistica. Nel frattempo, col passaggio delle competenze della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale, il completamento delle opere ha subìto un rallentamento. Ma stiamo lavorando per sbloccare la situazione. Per altri interventi sarà utile l'indicazione degli esperti. Negli istituti in cui sono presenti ad esempio detenuti non vedenti abbiamo suggerito alle direzioni di rivolgersi al strutture specialiste della città per acquisire indicazioni specifiche sui segnali tattili di orientamento. Non è possibile dare una soluzione di carattere generale perché ogni detenuto è diverso dall'altro. C'è chi presenta problemi congeniti, chi disabilità intervenute nel tempo, chi danni fisici da ferite da arma da fuoco. Per ognuno di loro va trovata la soluzione personalizzata. Visto che non sono tantissimi, quando chiedono aiuto cerchiamo al meglio di orientare le soluzioni. (Teresa Valiani)

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Giornale UICI del 26-04-2016

La disabilità visiva oggi: è ancora un grave problema socio-sanitario?

di Filippo Cruciani

Una domanda che sorge spontanea e che molti si pongono davanti agli indubbi progressi della medicina moderna e ai successi della ricerca scientifica - tanto reclamizzati dai mass media - è se ancora ci siano tante persone che perdono, totalmente o solo parzialmente, l'incommensurabile dono della vista.

Molte malattie oculari sono state debellate nel corso dell'ultimo secolo. Sono soprattutto le gravi patologie infettive, in passato prima causa di cecità, ad essere oggi prevenute e curate adeguatamente con indubbi risultati, tanto che si registrano pochi casi che evolvono verso una disabilità permanente. Si pensi al tracoma, una malattia in Italia ormai sconosciuta anche agli addetti ai lavori, ma che solo nella prima metà del secolo scorso aveva una diffusione tale da richiedere interventi di politica sanitaria su larga scala, al punto che furono creati Enti Provinciali (EPA: Ente Provinciale Antitracoma) deputati alla cura di questa malattia, antica quanto l'uomo e che aveva reso ciechi illustri personaggi come San Francesco d'Assisi. Oppure si pensi ai tanti casi di cecità pre e perinatale dovuti alle gravi infezioni contratte in gravidanza o durante il parto: i virus della rosolia, dell'Herpes, la toxoplasmosi, i tanti batteri presenti nel canale vaginale, le malattie veneree. Sono stati sufficienti la scoperta degli antibiotici e sulfamidici, le vaccinazioni obbligatorie, i controlli durante il periodo gestazionale e, soprattutto, la semplice instillazione di un collirio disinfettante nel sacco congiuntivale dei neonati per sanare questa grave piaga sociale.

Oltre alle malattie infettive altre patologie sono causa di cecità. Non si può non ricordare la cataratta, da sempre conosciuta e temuta. Eppure i progressi scientifici e tecnologici degli ultimi due decenni hanno realizzato un sogno perseguito dall'umanità sin dai suoi albori: non si perde più la vista per questa "saracinesca che scende dall'alto" a coprire la pupilla e ad oscurare la vista. Oggi con un intervento molto sicuro, che non richiede ricovero (ma non certamente "banale", come a volte si sente affermare, perché un'operazione agli occhi non è mai - e poi mai - "una passeggiata" per che la esegue e per chi la subisce), si ripristina la piena visione.

E potremmo fare tanti altri esempi.

Purtroppo però non si può cantare vittoria. Chiusa una falla se ne apre un'altra. Sono proprio i successi che ci derivano dall'incredibile miglioramento delle condizioni socio economiche, che ha portato la nostra società ad un benessere diffuso mai registrato nella storia, che stanno determinando nuove condizioni patologiche più difficili da debellare. L'occhio, l'organo fondamentale per rapportarci all'ambiente, è tra le strutture più colpite.

Sono le malattie degenerative legate all'invecchiamento quelle che stanno sempre più presentando una diffusione imprevedibile, che qualcuno ha paragonato alle grandi epidemie caratteristiche delle malattie infettive.

Parliamo della Degenerazione Maculare Legata all'Età (DMLE), che ormai colpisce la popolazione con più di settanta anni con percentuale a due cifre e che solo trenta anni fa figurava con poche righe nei testi di oftalmologia; della retinopatia diabetica, prima complicanza del diabete, malattia che colpisce milioni di italiani; del glaucoma, malattia subdola per eccellenza perché silente da un punto di vista sintomatologico e per questo definita "ladro della vista"; delle patologie vascolari retiniche (trombosi e occlusioni arteriose) veri e propri infarti oculari con danni permanenti.

A queste gravi patologie devono essere aggiunte le malattie oculari riconosciute sin dagli anni sessanta "malattie sociali" con Decreto Ministeriale: i vizi di rifrazione e le loro complicanze (miopia elevata, strabismo, ambliopia), il distacco di retina, le degenerazioni neuro retiniche eredo familiari.

Da quanto detto emerge immediatamente che nella maggior parte dei casi il fattore "età" costituisce l'elemento fondamentale. Il benessere di cui godiamo, i successi della medicina e l'esistenza dei Servizi Sanitari hanno fatto sì che oggi la speranza di vita per un bambino, che nasce oggi in Italia, marci speditamente verso i 90 anni. Non sappiamo se li raggiungerà ma è molto probabile. Vivere più anni non vuol dire sempre vivere bene. In altre parole più quantità di vita non si traduce in più qualità di vita; anzi sta accadendo il contrario. Infatti l'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) nella sua ricerca sullo stato di salute degli Italiani ha considerato gli anni che un individuo si attende di vivere senza handicap. Se oggi ad un uomo di 65 anni restano mediamente da vivere 17,5 anni, solo 15 li trascorrerà in piena autonomia; per una donna della stessa età, invece, in cui la speranza di vita è superiore (21,3 anni), solo 16,2 li passerà in buona salute, e 5,1 con disabilità, senza più disporre della propria autonomia.

E' chiaro, quindi, che in termini epidemiologici (prevalenza ed incidenza) la disabilità visiva oggi si concentri nell'età avanzata, anche se è inconfutabile che tutte le età possono essere colpite.

L'età infantile è quella che, in assoluto, ha fatto registrare una forte riduzione di casi di ipovisione e di cecità, ma resta ancora un grave problema sociale, per il forte carattere invalidante, per la complessità e durata della riabilitazione, per gli elevati costi, senza dimenticare i pesanti risvolti sul piano umano e familiare. Inoltre la caratteristica attuale della disabilità infantile è il polihandicap: non più patologie esclusive dell'apparato visivo, ma il contemporaneo interessamento di altre strutture, come nel caso della ROP. Questa grave affezione è legata alla prematurità. Oggi riusciamo a far sopravvivere bambini nati al quinto mese di gravidanza, ma la disabilità multiorgano è inevitabile.

In conclusione il fenomeno "cecità - ipovisione" ha cambiato progressivamente i suoi connotati sia in termini quantitativi che qualitativi. Sulla sua prevalenza ed incidenza non abbiamo dati precisi, ma solo stime. Sarebbero necessarie indagini epidemiologiche su vasta scala dai complessi risvolti organizzativi, non facilmente superabili, e dai costi elevatissimi. Quello che è certo è che esso costituisce un serio problema di sanità pubblica con gravi ripercussioni sociali, tanto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità lo pone tra le priorità che l'oftalmologia deve affrontare. Un dato per tutti: secondo l'American Foundation of the Blind i disabili visivi ( ciechi ed ipovedenti) sarebbero ormai il 4% dell'intera popolazione; ne deriva che in Italia sarebbero all'incirca più di 2 milioni. Può sembrare esagerato, ma si tenga presente che nella maggior parte dei casi sono soggetti di età molto avanzata e quindi non facilmente raggiungibili; tanto più che la disabilità sensoriale da sempre ha scarsa considerazione - e questo è grave - in campo medico e medico legale.

Oltre al fattore età un'altra caratteristica fondamentale della disabilità visiva del nostro tempo è il forte aumento dei casi di ipovisione e la riduzione di quelli della cecità, specialmente della cecità assoluta. Ciò è dovuto sostanzialmente ai progressi della medicina moderna, allo sviluppo tecnologico e alle scoperte della ricerca scientifica. Si pensi soltanto alle iniezioni intravitreali (farmaco iniettato direttamente all'interno del bulbo, frutto di ricerche contro i tumori) in molte patologie degenerative retiniche, prima tra tutte la degenerazione maculare legata all'età. Oppure ai delicati e raffinati interventi di vitrectomia (rimozione chirurgica del vitreo, di membrane retiniche e di emorragie, il riaccollamento della retina...). Oggi davanti a patologie, che una volta portavano al buio assoluto, si riesce a conservare un residuo visivo, che però non elimina una grave disabilità.

Da quanto sopra possiamo affermare che, in un momento come questo, in cui sono in forte aumento le malattie oculari degenerative, per lo più legate all'invecchiamento, senza la garanzia di una piena guarigione - con l'unica possibilità di un rallentamento del progresso della patologia e con l'affermarsi quasi inevitabile di una inabilità più o meno marcata nel tempo - la riabilitazione visiva rappresenta un impegno imprescindibile che i Servizi Sanitari devono garantire. La legge c'è ed è una buona legge: la 284 del 97, frutto dell'impegno della IAPB, dell'UICI e della SOI. Deve però essere applicata e, come capita spessissimo nel nostro Paese, ciò è avvenuto ed avviene in minima parte.

E' un impegno della classe medica e, in particolare, dell'oculista. Quest'ultimo non deve abbandonare il paziente quando finisce il percorso terapeutico; deve conoscere le reali possibilità di sfruttamento del suo residuo visivo, il percorso riabilitativo che deve compiere, il momento in cui iniziarlo e il centro dove inviarlo.

Ma è anche un impegno delle Associazioni dei pazienti, dei loro familiari, delle Società scientifiche. Il fine da raggiungere è portare la riabilitazione sensoriale sullo stesso piano dell'oftalmologia clinica, diagnostico-terapeutica.

Filippo Cruciani

Oftalmologo

Università sapienza roma

Componente commissione ipovisione uici

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Daily Wired del 01-04-2016

L'intelligenza artificiale descrive il mondo a parole per i non vedenti

SAN FRANCISCO. Una delle dimostrazioni più sorprendenti del keynote introduttivo di questa edizione di Build è stata sicuramente quella relativa a Seeing AI, una piattaforma di intelligenza artificiale basata sul riconoscimento visivo che analizza i dintorni inquadrati da una fotocamera per descriverli ad alta voce a utenti che hanno perso l'uso della vista. Il video di presentazione del software è narrato dal suo sviluppatore Saqib Shaikh, ingegnere in Microsoft e non vedente dall'età di 7 anni, che nei 2 minuti e mezzo della clip racconta in sintesi come funziona il sistema.

Attraverso una videocamera posizionata su un paio di occhiali, la piattaforma acquisisce le informazioni sull'ambiente circostante; l'intelligenza artificiale è in grado non solo di isolare oggetti semplici e scenari generici, ma anche di riconoscere attività complesse (come una ragazzina in procinto di lanciare un frisbee) e di azzardare umore e informazioni anagrafiche delle persone presenti dall'espressione del viso.

In altre situazioni si può usare lo smartphone per inquadrare documenti di testo, come cartelli stradali o il menù di un ristorante, e riconoscerne le parole scritte: l'intelligenza artificiale aiuterà a parole anche a inquadrare il testo nel modo giusto.

Il quadro della situazione viene letto attraverso degli auricolari all'utente, che così può farsi un'idea più precisa di ciò che lo circonda. Purtroppo l'applicazione, sviluppata da Microsoft in collaborazione con Pivothead, è ancora in fase di sviluppo e non ha ancora una data di uscita fissata, ma le premesse sono molto incoraggianti.

di Lorenzo Longhitano

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Superando.it del 15-04-2016

Sottotitolazione in tempo reale: la strada è aperta

«Crediamo che la cultura debba essere accessibile a tutti; il digitale pone sfide importanti, ma offre anche mezzi e strumenti per abbattere le barriere della comunicazione. La sottotitolazione ci consentirà di rendere i contenuti di Medioera accessibili a un pubblico più vasto e di fare, anche in questo senso, vera innovazione».

Lo dichiara con soddisfazione Vera Arma, presidente dell'Associazione CulturAbile e componente del team di ARTIS Project, gruppo specializzato in servizi linguistici ed editoriali, ma anche in servizi di post-produzione e accessibilità per persone con disabilità sensoriali, che in questi giorni, grazie ai propri sottotitolatori e respeaker professionisti, ha reso accessibile a tutti, tramite la sottotitolazione in tempo reale (usufruibile anche da chi segue l'evento in streaming) e l'utilizzo della LIS (Lingua Italiana dei Segni), il Festival di Cultura Digitale Medioera, apprezzato appuntamento dal carattere altamente innovativo, nato nel 2010 e in corso di svolgimento a Viterbo fino al 17 aprile.

«I sottotitoli in tempo reale - spiega Vera Arma - consentiranno la fruizione di tutti gli appuntamenti di Medioera non solo alle persone sorde o ipoudenti, ma a una platea molto più vasta, che include stranieri, giornalisti e tecnici del settore. Infatti, un utilizzo "strumentale" della sottotitolazione in diretta, ancora relativamente poco esplorata in Italia, è quello che consente una fruizione "allargata" del contenuto. Prendendo le mosse dalla più "tradizionale" e conosciuta sottotitolazione per non udenti, la sottotitolazione stessa si fa strumento di integrazione e conoscenza per tutti ed è quanto mai importante che un Festival di Cultura Digitale, centrando in pieno la sua stessa vocazione e il suo ruolo innovativo, abbia introdotto la sottotitolazione in tempo reale degli incontri, segnando un punto importante nella strada verso l'accessibilità di eventi di vasta portata».

Entusiasta dell'iniziativa si dichiara anche l'Associazione Blindsight Project, da tempo impegnata a vari livelli per l'inclusione delle persone con disabilità (in particolare di quelle con disabilità visiva) e da sempre a fianco di CulturAbile sul fronte dell'abbattimento delle barriere sensoriale nello spettacolo e nella cultura.

«Ci preme sottolineare - dichiara Laura Raffaeli, presidente di Blindsight Project, a proposito della sottotitolazione in tempo reale - l'importanza di questo metodo per realizzare accessibilità, come vuole la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, anche per le persone con disabilità visive, perché sottotitolazione fa pensare solo alle persone sorde o a una traduzione in tempo reale e invece, proprio una persona con disabilità visiva, avendo maggiori problemi di mobilità a partecipare fisicamente o essendole impossibile connettersi online, può usufruire del fatto che la sottotitolazione rappresenta anche una trascrizione in testo, che diventa disponibile alla fine di un evento».

«Purtroppo - rileva altresì Raffaeli - è ancora sempre assai difficile avere un evento davvero accessibile per tutti, visto che non lo sarà mai solo con una pedana o un ascensore. Lavoreremo quindi senza sosta affinché la sottotitolazione in tempo reale diventi la normalità anche in Italia, così come siamo in prima linea anche per l'accessibilità agli spettacoli».

«Ci auguriamo dunque - conclude - che questa nostra battaglia ottenga sempre più successi, perché continua a restare per noi incomprensibile, come Associazione che tutela le persone con disabilità sensoriale e i loro diritti, il fatto che la sottotitolazione in tempo reale - meglio se sostenuta dalla LIS e se occorre dall'audiodescrizione - non venga mai considerata, mentre ormai da anni rappresenta, con un solo metodo e con poca spesa, l'abbattimento di tantissime barriere messe insieme». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: culturabile@gmail.com, stampa@blindsight.eu.

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IoDonna.it del 06-04-2016

Facebook: Le nostre foto saranno "lette" ai non vedenti

Il colosso californiano lancia un servizio di lettura delle foto per gli utenti non vedenti. I computer interpreteranno le immagini e creeranno didascalie che gli screen reader leggeranno ai surfer con disabilità.

di Simone Fanti

I social stanno diventando strumenti di comunicazione sempre più visuale. Foto, video e disegni tappezzano le bacheche di ciascuno di noi, anche perché un post con immagine ha il 100% di possibilità in più di essere letto e visto. Ogni giorno, per esempio, vengono caricate oltre 2 miliardi di foto su Facebook. Una transizione che mortifica, e rende ancora più frustrante, la navigazione per le persone con disabilità visive. Il mondo virtuale che aveva permesso una maggiore socialità a chi non vede, torna lentamente a essere "escludente"?

Da qualche tempo il Facebook's Accessibility Team è al lavoro per mettere a punto un servizio, da prima disponibile in inglese e poi man mano nelle edizioni locali, che sfrutta l'intelligenza artificiale dei computer per decodificare e "tradurre" le immagini in stringhe testo. Questa transcodificazione consente agli screen reader, i software utilizzati dai ciechi per accedere ai contenuti online (questi applicativi sono in grado di ripetere solo i testi) di "leggere" le immagini e le descrizioni e quindi di far comprendere a un non vedente il contenuto di ciascuna foto.

Una soddisfazione anche per Matt King, ingegnere elettronico del team, diventato cieco a causa di una retinite pigmentosa, che racconta: «In tutto il mondo sono più di 39 milioni le persone non vedenti, e più di 246 milioni hanno una grave disabilità visiva -, ha dichiarato in un comunicato diffuso da Facebook -. Speriamo che la nostra nuova tecnologia di text to speech aiuti l'esperienza sociale di tutti i non vedenti per far sì che anche loro possano godere del social network al pari degli altri utenti».

Non vi aspettate un sistema perfetto, secondo il colosso californiano il software è "istruito" per riconoscere circa 80 oggetti e attività consuete. Ma man mano che prenderà piede il sistema si autoperfezionerà.

Alcuni degli oggetti che la nuova tecnologia può riconoscere sono:

- Trasporti: auto, barche, aerei, bicicletta, treno, strada, moto, autobus.

- Ambiente: all'aperto, montagna, albero, neve, cielo, mare, acqua, spiaggia, onde, sole, erba

- Sport: tennis, nuoto, stadio, basket, baseball, golf

- Cibo: gelato, sushi, pizza, dessert, caffè

- Aspetto: bambino, occhiali, barba, sorridente, gioielli, scarpe e selfie

Facebook arriva però secondo nel mondo dei social, il mese passato Twitter aveva introdotto una funzione simile, lasciata però alla "buona volontà" degli utenti che possono scrivere una didascalia descrittiva a favore dei non vedenti.

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Giornale UICI del 12-04-2016

La voce dei protagonisti

di Alfio Pulvirenti

Alle ore 15.30 di domenica 10 aprile 2016 i quattro Fisioterapisti non vedenti ed ipovedenti si allontanavano dallo stand in cui hanno prestato la propria opera, defaticando gli atleti che hanno preso parte alla Maratona Romana. La squadra dei Fisioterapisti era rappresentata, in totale, da 120 unità di cui undici hanno affiancato gli "atleti a quattro zampe", quattordici cani guida, ed i loro padroni che assieme ad altri non vedenti hanno partecipato alla "Stracittadina..

All'arrivo, Dora Carapellese, giornalista dell'ufficio stampa dell'A.I.FI. (Associazione Italiana dei Fisioterapisti) ha intervistato Giuliano Frittelli, Presidente della sezione romana dell'UICI,

Presidente, ci spieghi, questa collaborazione ( con A.I.FI, n.d.r.) in cosa è consistita e cosa avete fatto? In questa bella giornata abbiamo fatto questa passeggiata ( in compagnia di undici studenti di Fisioterapia, n.d.r.) insieme per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla figura del cane guida. I partecipanti, in tutto una cinquantina fra non vedenti ed accompagnatori, siamo stati soddisfatti e contenti per aver preso parte all'evento.

Anche i Fisioterapisti hanno commentato la propria esperienza.

Elena, tra i Fisioterapisti senior presenti, ha così commentato: "sono orgogliosa e contenta per avervi preso parte. E' stata una giornata di inclusione, di affiancamento e di mutuo insegnamento con i Colleghi vedenti. Mediante il massaggio, che si basa sull'approccio tattile, ho creato la relazione con gli atleti, infondendo in loro il rilassamento, la distensione necessaria dopo l'enorme fatica. Ho sensibilizzato al riguardo i diversi studenti che hanno lavorato assieme a me in quelle ore della mattinata.

Michele, Fisioterapista senior, ha così commentato: "la giornata di oggi, domenica 10 aprile 2016, ha rappresentato una occasione di aggregazione; una condivisione di informazioni e di nozioni, nello svolgimento della professione e nella vita di relazione, utile al miglioramento dell'integrazione sia professionale sia personale.

La mancata partecipazione avrebbe comportato la perdita di un'opportunità di affermazione e di crescita.

Jacopo, studente di Fisioterapia, ha definito la propria esperienza come "una giornata da incorniciare". Ha affermato: La giornata trascorsa a Roma in occasione della maratona cittadina, in qualità di studente di fisioterapia, ha rappresentato ciò che dovrebbe essere un'autentica e fruttuosa giornata formativa. Non posso fare a meno di notare come io sia riuscito, grazie all'infinita pazienza e dedizione, e alle sapienti ed esperte mani dei massofisioterapisti Michele ed Elena, rispettivamente ipo e non vedente, ad apprendere e a mettere in pratica, con discreta semplicità, le tecniche di massaggio. La giornata in questione è stata inoltre un grande esempio di ciò che è insito in un'altra parola troppo spesso abusata nel nostro linguaggio quotidiano, ovvero l'inclusione, resa concreta in un meccanismo pressoché perfetto di sinergia e di scambio reciproco di esperienze. Devo ammettere che non avrei mai creduto che un sorriso o un semplice grazie, da parte di una persona stremata da ore di attività fisica, dopo un trattamento di soli cinque minuti potesse gratificarmi tanto; era come se quella parola avesse il potere balsamico di cancellare la stanchezza di ore passate stando in piedi al caldo e la fatica.

In conclusione, io, Alfio, colgo l'opportunità per ringraziare a nome di tutti i "Protagonisti" della manifestazione gli accompagnatori che con pazienza, amore e dedizione ci hanno concesso questa meravigliosa esperienza.

Alfio Pulvirenti

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Giornale UICI del 14-04-2016

Il baseball per ciechi in Pakistan

Grazie ai contatti di due giocatori Bluefire Cus Brescia: Barbara Menoni e Sarwar Ghulam AIBXC ha fatto un primo grande passo verso l'introduzione del baseball giocato da ciechi in Pakistan e chissà , in futuro, in altri paesi Asiatici.

Barbara Menoni e Sarwar Ghulam con il suo fluente urdu hanno preso contatti con:

-Syed Khawar Shah (President of Pakistan Baseball Federation)

-Musadaq Hanif Tecnico Federale

E hanno fatto arrivare a Lahore, sede della Federazione Pakistana: -palline sonore, palette, video e materiale da gioco.

Notizia ancora più fresca è che l'allenatore Fabio Azzaro (All Blinds Roma), recatosi ad Islamabad per questioni di lavoro, ha incontrato il Presidente Syed Khawar Shah, che si è mostrato entusiasta del gioco ed ha assicurato che se ne farà promotore presso le Federazioni dei paesi asiatici.

Fabio Azzaro nel primo week-end utile insegnerà la tecnica di gioco ai tecnici della nazionale , Musadaq Hanif e Fakhar Shah, e ad altri futuri istruttori vedenti Pakistani per poi passare alla pratica sul campo nel week-end successivo, quando insegnerà' il batti e corri per ciechi ad atleti non vedenti di Blind Cricket.

La AIBXC si augura che il baseball ciechi, grazie anche alla naturale abilità dei Pakistani nel "cricket", possa avere rapido sviluppo su tutto il territorio visto l'entusiasmo riscontrato a tutti i livelli.

Stefano Malaguti

Commissario Attività Agonistica

Bologna 12/4/2016

Per informazioni rivolgersi ad AIBXC

Via G. Bottonelli, 70 - 40132 Bologna

Tel. 051-564224

info@aibxc.it www.aibxc.it

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Superando.it del 26-04-2016

Giovani nuotatrici in evidenza

Si tratta di Denise Fresta e di Martina Rabbolini, che gareggiando rispettivamente per l'Associazione Come Ginestre di Catania e per il Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti di Milano, si sono aggiudicate due gare ciascuna al Campionato Italiano Giovanile Promozionale di Nuoto Paralimpico, disputatosi a Pescara.

Circa ottanta atleti tesserati per la FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) o la FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale), nati fra il 1994 e il 2006, hanno partecipato a Pescara al Campionato Italiano Giovanile Promozionale di Nuoto Paralimpico, gareggiando nelle categorie Esordienti, Ragazzi, Juniores e Cadetti.

Tra le altre società presenti, particolarmente soddisfatte si dichiarano l'Associazione Come Ginestre di Catania e il Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti di Milano, rispettivamente per i successi di Denise Fresta, diciannovenne catanese scesa in piscina per la categoria Cadetti S04, che ha trionfato nei 100 stile libero e nei 50 dorso e di Martina Rabbolini, affermatasi nei 100 dorso e nei 100 rana della categoria S11 Non Vedenti, ottenendo anche, nella seconda delle due competizioni, il nuovo record italiano assoluto. (S.G.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@comeginestre.it; info@gsdnonvedentimilano.org.

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La Nazione del 23-04-2016

Fabio, la sua corsa contro il buio "Sono cieco ma sfido i vedenti"

FIRENZE. Quando è in sella al suo cavallo, il fiorentino Fabio Ulivastri dimentica completamente la sua disabilità. Eppure lui non ci vede. Ma nonostante questo è il primo atleta non vedente a partecipare insieme ai normodotati, con le loro regole, a gare di endurance. Si tratta, spiega, «di gare di resistenza, durante le quali il cavallo può alternare il trotto al galoppo, senza però mai superare la media di 12 chilometri orari». Fabio, che ha perso completamente la vista quando aveva 18 anni, a causa di un glaucoma, domenica sarà nel parco naturale protetto di San Cristofaro Poderino, vicino a Lajatico, per la seconda tappa del campionato regionale di 30 chilometri. È dal 2009 che il 47enne Fabio, socio dell'Unione italiana ciechi di Firenze, si allena al centro equestre fiorentino Asd dove convivono una scuola di equitazione e un centro di massimo livello per la riabilitazione equestre. «Tutto è nato grazie alla mia grande passione per gli animali, e per i cavalli in particolare», racconta Fabio, che ha un rapporto davvero speciale con Indagato di Gallura. Così si chiama il suo cavallo. Un bellissimo esemplare, molto veloce, tant'è che ha addirittura partecipato alle prove per il Palio di Siena. «Col mio cavallo ci capiamo al volo - sorride il non vedente -. È come se vivessimo in simbiosi. Appena c'è un ostacolo, lo scansa immediatamente. Insomma, sembra proprio che siamo fatti l'uno per l'altro». MA COME FA Fabio a completare lo stesso percorso che fanno i concorrenti normodotati? La risposta sta tutta in uno speciale casco che lui indossa ogni volta che monta in sella. «Il casco Kep Italia ha al suo interno una radio collegata con il mio istruttore, che precede a cavallo», spiega. Ma a disposizione degli atleti del centro equestre fiorentino c'è anche il dispositivo acustico chatter box (scatola parlante progettata da Emanuele Ricciardi, informatico del centro per la riabilitazione visiva del capoluogo toscano), un sofisticato sistema di sensori capaci di rilevare un ostacolo in movimento a una distanza massima di cinque-sei metri e di segnalarne presenza e distanza con opportuni messaggi vocali. Ecco, grazie a questo marchingegno gli atleti non vedenti possono addirittura gareggiare in totale autonomia.

di Elettra Gullè

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Il Tirreno del 28-04-2016

Tennis per ipovedenti. C'è un maestro a Cecina

Francesco Mori ha superato gli esami della federazione internazionale In Giappone fin dagli anni '80 i non vedenti possono giocare regolarmente.

CECINA. Con il diploma di "Istruttore di tennis per ciechi e ipovedenti" di primo livello, Francesco Mori inizia un percorso nuovo. Maestro federale, insegnante al Dopolavoro ferroviario di via Fratelli Rosselli, nei giorni scorsi a Milano ha raggiunto un altro traguardo, superando gli esami della Ibta, l'international blinden tennis association. Il resto è la piacevole conseguenza del lavoro che il protagonista di questa storia svolge da anni, dopo stagioni di agonismo su tutte le superfici e lezioni ad appassionati e professionisti, senza dimenticare le squadre giovanili. Ad offrire la possibilità ai non vedenti di ribattere i colpi con la racchetta in pugno è stato il Giappone negli anni 80. Poi, scritte le nuove regole, questo non trascurabile esempio di cultura sportiva si è diffuso raggiungendo l'Europa e altri paesi del mondo. Tre sono le categorie: B-1 per i giocatori del tutto ciechi che possono colpire la palla dopo tre rimbalzi. B-2 per chi percepisce un puntino e attaccarlo dopo due. E, infine, B-3 per chi vede un punto più grande e ribatte al primo. Le dimensioni del campo sono più piccole, l'ovale della racchetta è più grande e la palla, composta di schiuma e non di gomma, contiene un sonaglio. Francesco, maestro nazionale Fit e Uisp, oltre che tecnico della Fisd - la federazione italiana sport per disabili - ha già in curriculum la specializzazione per il tennis su sedia a rotelle. In Lombardia, al circolo Pavesi, ha frequentato forse da unico toscano le lezioni con gli allenatori Stefano Zambelli ed Eleonora Calderaro. «Sono soddisfatto - racconta - perché per me questa qualifica rappresenta un passo avanti anche dal lato personale. La specializzazione mi permetterà di estendere nuove relazioni con persone che possono dare un senso alla propria vita sportiva». Mori, negli anni scorsi, ha insegnato in Germania e ha approfondito il tennis interessandosi agli aspetti percettivi e alle sensazioni trasmesse dal corpo per migliorare il gesto tecnico non solo in partita. Non è un mistero per nessuno che il gioco sia cambiato e ancora oggi attraversi un momento di rapida evoluzione dal punto di vista dei materiali utilizzati per costruire le racchette fino alla scelta della tabella di lavoro e all'alimentazione. Servono quindi aggiornamenti continui per sviluppare percorsi sempre diversi che mantengano gli atleti al passo con i tempi. Per questo scrive di tennis olistico sul portale di Amanda Gesualdi.

Michele Falorni

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La Sentinella del Canavese del 29-04-2016

Rivarolo. Gabriele suona davanti al presidente Mattarella

RIVAROLO. Con la musica comunica. Attraverso le sette note emoziona. Chi ha la fortuna di ascoltarlo mentre è al pianoforte ne rimane affascinato.

Gabriele Naretto, giovane rivarolese, ha questo dono speciale di trasmettere emozioni attraverso la musica. Lo ha fatto anche in occasione del concerto per la Giornata nazionale delle persone con disabilità intellettiva, organizzata al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del ministro Beatrice Lorenzin. Anche loro sono rimasti catturati dalla magia che Gabriele è capace di creare quando è al piano.

Ha iniziato giovanissimo a studiare musica e pianoforte, lui orecchio assoluto come Mozart. A un anno suonava Mozart, a quattro cantava il Flauto magico. La musica è sempre stata la sua passione, la sua ragione di vita, soprattutto il suo linguaggio, capace di andare ben oltre le parole.

Beethoven, Frank Sinatra e Bill Evans, musicista jazz, sono tra i suoi preferiti, e negli anni ha coltivato questa passione, diplomandosi al Conservatorio con il massimo dei voti e frequentando la Jazz School di Torino, passando anche per Londra dove ha seguito un corso di musica alla prestigiosa Roehampton University. La musica è la sua passione, il mezzo attraverso cui comunicare, esprimersi.

Con la musica, Gabriele che è ipovedente e autistico, trasporta chi lo ascolta in un mondo fatto di emozione. «Amo il jazz - ha spiegato - e dopo anni passati a studiare la musica classica ora ho deciso di accantonarla per dedicarmi a questo genere e a musicisti come George Gershwin e Chet Baker». Gli piace improvvisare passando dall'uno all'altro genere e suonare con gli altri, perché la musica è un mezzo potente con cui esprimersi e lui lo sa fare magnificamente.

In questi anni, il ventottenne rivarolese ha tenuto numerosi concerti, è stato a Pechino, si è esibito a Cosenza, al Piccolo Regio di Torino e all'Auditorium di Milano, è stato ospite di trasmissioni televisive, ha portato e porterà ancora in giro per il mondo la sua passione per la musica, la sua straordinaria capacità di coinvolgere attraverso i tasti bianchi e neri del suo pianoforte.

Grazie anche ad una famiglia che nel corso di tutti questi anni ha saputo incoraggiare le sue abilità, vincere i momenti difficili per arrivare a fargli fare quello che ama, che gli da gioia e con cui può dare gioia. I genitori, Alberto e Linda, ce l'hanno messa tutta per sostenere e incoraggiare il figlio e quella foto di Gabriele che suona al Quirinale è molto di più della testimonianza di un momento.

Adesso Gabriele, che quando non è impegnato in concerti è di casa a Laborarte (progetto che coinvolge ragazzi con disabilità nella realizzazione di manufatti artigiani e si diletta con la ceramica), sta preparando undici nuovi brani jazz che presenterà nel corso di un'occasione per lui davvero speciale. «Li suonerò qui a Castellamonte, durante la presentazione del libro scritto da mio fratello, Giuseppe Naretto».

di Sandra Torasso

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Il Giornale di Vicenza del 17-04-2016

Cieca da 50 anni, torna a vedere le luci

L'ex presidente degli ipovedenti ha affrontato un difficile intervento. La donna porterà occhiali speciali per migliorare la capacità visiva.

VICENZA. Non vedeva da 50 anni. Ora Francesca Biasiotto, 83 anni, vicentina, ex presidente dell'Unione italiana ciechi della città, riesce a distinguere le figure, i contorni, i colori. A compiere questo miracolo medico un complicato intervento del primario di oculistica del San Bortolo Roberto Cian. La luce è tornata abbagliante. Anzi, quella che all'improvviso si riversa sull'occhio operato è una cascata intensa di colori che piombano addosso con tanta intensità da diventare quasi fastidiosi. «Deve abituarsi - spiega il dottor Cian - a queste sensazioni visive che per lei sono praticamente nuove. Il cervello deve riadattarsi a rielaborare immagini ormai perdute. Il passo successivo sarà l'occhiale che le stiamo preparando. Migliorerà ancora di più la visione da lontano e da vicino». Il dottor Roberto Cian, 55 anni, agordino, scuola padovana, da 6 anni al San Bortolo, scherza con la paziente mentre per i corridoi del reparto messo a nuovo un paio di anni fa dalla Fondazione San Bortolo attende la solita marea di pazienti. Ogni mattina se ne contano oltre 300. L'ex presidente dell'Unione ciechi berica è appena arrivata per il controllo post-operatorio. La signora sprizza entusiasmo, risponde a tono, con uno humour raffinato, da salotto anglosassone. Ha retto la sezione vicentina dell'Uic per un quinquennio, dal 2005 al 2010, subentrando a un presidente storico come Francesco Barausse, e lottando come una tigre per la sopravvivenza di una preziosa associazione assistenziale di lungo corso. L'Uic è attiva da decenni accanto a minorati della vista e bambini ipovedenti, ma è stata messa alle corde dalla carenza di fondi. Biasiotto aveva perso l'occhio sinistro qualche giorno dopo la nascita per un'inarrestabile infezione. Il destro, aggredito mezzo secolo fa da un glaucoma, si era spento anch'esso in una clinica di Bologna dopo un intervento ormai obsoleto, l'iridencleisis, rivelatosi inutile. La signora non si è, però, mai rassegnata a una cecità pressoché totale, non si è mai arresa all'idea di dover vivere una vita senza più colori. Solo che per riuscire a svegliare l'occhio "in coma" da un letargo che sembrava definitivo c'era bisogno di un intervento coraggioso, eseguito da mani abili. E Cian, non nuovo a questi cimenti estremi, senza o quasi precedenti, nei quali trovare la soluzione del caso è come aprire una nuova via alpinistica su un costone inesplorato di montagna, si è lanciato nell'impresa. La cornea della donna era opaca, completamente avvolta da un panno di neovasi che impedivano del tutto la vista. Impossibile perforare quello schermo di venette rosse. La nebbia più fitta. La trapanazione ha fatto emergere una cataratta ormai matura. E allora, il dottor Cian prima ha operato la cataratta, poi, con la cosiddetta cheratoprotesi temporanea di Eckardt, ha esplorato il nervo ottico, ripulito il vitreo, e, per finire, ha effettuato un trapianto di cornea e sistemato la retina. Il primario ha rimandato a un secondo intervento l'inserimento di un cristallino artificiale diaframmato che dovrebbe potenziare ulteriormente l'acutezza visiva. La signora è felice. Non ha mai smarrito, nonostante le intemperie dell'esistenza, il buonumore, la gioia di vivere. Sorride al dottor Cian, il quale le misura la vista con il forottero, una specie di maschera di ferro con lenti estraibili. «Quando ero presidente dell'Unione ciechi mi sono occupata soprattutto di integrazione scolastica dei bambini ipovedenti, di formazione didattica - spiega Biasiotto -. Prima i finanziamenti ce li dava la Provincia. Ora sono tempi difficili. Sì, continuo a collaborare con la sezione. Ma, per favore, parli il meno possibile di me».

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Travelnostop del 06-04-2016

Fs pronte a giocare la partita del turismo accessibile

Un confronto con le associazioni che rappresentano le persone con disabilità per illustrare i servizi offerti e gli obiettivi futuri di Fs Italiane e ascoltare consigli, sollecitazioni e richieste. Un'occasione per l'ad del Gruppo Fs Renato Mazzoncini di confermare il massimo impegno di Fs insieme ai vari attori che si occupano di mobilità, per garantire il diritto al viaggio a tutti i cittadini, nessuno escluso.

Nel corso dell'incontro i rappresentanti delle associazioni hanno offerto suggerimenti e indicazioni per migliorare i servizi offerti da Trenitalia e da RFI, in stazione e sui treni, facendo soprattutto leva sulle innovazioni tecnologiche da un lato e sulla formazione del personale dall'altro. Dalla facile individuazione del posto per i non vedenti all'utilizzo del wi-fi, dalla visualizzazione dei messaggi sui monitor, anche nel linguaggio dei segni, fino alle app dedicate.

La giornata è proseguita con una visita ai treni Frecciarossa 1000 e Jazz. Quindi l'ad ha annunciato che il lavoro per rendere accessibili le stazioni è iniziato da quelle più grandi per estendersi gradualmente a tutte le altre con interventi di riqualificazione, eliminazione delle barriere architettoniche, miglioramenti della segnaletica e delle informazioni al pubblico.

Mazzoncini ha infine spiegato le implementazioni tecnologiche adottate che hanno reso sempre più accessibili i treni: dalla possibilità di muoversi autonomamente in carrozzina tra la carrozza 3 e 5 (Bistrot) del nuovo Frecciarossa 1000 (unico treno in Europa a permetterlo), ai treni regionali di Trenitalia che prevedono la completa conformità agli attuali standard europei. Sulla lunga percorrenza, oltre agli elettrotreni, anche gli Intercity e i Frecciabianca hanno in composizione carrozze speciali con area e toilette dedicata.

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Il Piccolo di Trieste del 15-04-2016

"Trieste per tutti", in grado di non escludere

TRIESTE. "Trieste per Tutti" è un progetto per un turismo senza barriere, architettoniche ma anche e soprattutto culturali e ideologiche, affinché i soggetti più deboli (persone con disabilità, anziani) possano fruire pienamente della città e delle sue attrattive turistiche. Il progetto è promosso dal Comune di Trieste e patrocinato dalla Consulta Regionale Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie Fvg. Il Coordinamento Scientifico è stato effettuato dalla Provincia di Trieste e dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura (Dia) dell'Università degli Studi di Trieste. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato il Comitato Unitario Provinciale Handicappati (Cuph), l'Istituto Regionale per gli Studi di Servizio Sociale (Irsess), TriesteAbile e il Centro Informativo Integrato per la tutela dei diritti, l'orientamento, l'autonomia e la piena integrazione delle persone disabili, nonché Tcd srl. Ilaria Garofolo è docente del Dia e delegata del rettore per "Necessità didattiche speciali e disabilità". Professoressa, come nasce questa guida? «"Trieste per Tutti" nasce dalla necessità di avere una guida per le persone disabili. L'amministrazione comunale ha deciso di costruire un portale adottando il metodo derivante dall'esperienza del Laboratorio di Accessibilità (LabAc) dell'Università. L'Ateneo ha coordinato il tavolo di lavoro e la modalità di funzionamento del portale, e ha fatto i rilievi nelle strutture e luoghi d'interesse. Tutte le informazioni ricavate confluiscono, e man mano confluiranno, nel portale, e sono vagliate scientificamente dall'Università e da altre realtà come Irsess e TriesteAbile. Fondamentale anche l'apporto di Tcd. La guida impostata dal Dia in tema di validità scientifica è frutto di un'attività di ricerca costante, aggiornandoci in continuo su quel che succede in Italia e all'estero». Il progetto è nato dall'esperienza del LabAc? «L'Università venne contattata nel tardo 2011 dalla Provincia di Trieste per una consulenza su un progetto su questi temi. L'ateneo si aggiunse così al tavolo di lavoro portando nuove vedute e venne ideato il LabAc come spazio di lavoro e modello di processo. Al tavolo aderirono quattro comuni della Provincia. Vennero individuati casi-studio per operare con la metodologia creata e quindi produrre progetti in alcune aree campione, per esempio su percorsi pedonali sicuri e senza barriere. Nel tavolo è entrata poi anche Trieste Trasporti, che ha sperimentato le modalità di rilievo partecipato delle esigenze di persone disabili, sviluppando anche le schede tecniche per definire le criticità nei percorsi e fermate. Desidero anche ringraziare le due validissime collaboratrici di ricerca Silvia Grion e Barbara Chiarelli, perché hanno dato molto per il LabAc». Qual è la posizione dell'ateneo giuliano sulle tematiche riguardanti le persone disabili? «Tanti colleghi - conclude Ilaria Garofolo - lavorano trasversalmente su questa tematica e io come delegata, come fecero anche i miei predecessori, mi batto fortemente per migliorare l'inclusione anche attraverso accessibilità fisica, coinvolgendo sempre nei gruppi di lavoro persone disabili».

di Marina Coricciati

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La Repubblica del 04-04-2016

"Tutti a bordo!": Rimini, il parco giochi a misura di bimbi disabili

RIMINI. Un parco giochi nuovo e colorato, simile a tutti gli altri con la sola differenza che qui chiunque può salire, scendere, arrampicarsi o dondolare, senza limiti per i bambini che usano la carrozzina, con abilità sensoriali o motorie diverse. Il parco giochi inclusivo "Tutti a bordo!" è stato inaugurato venerdì scorso a Rimini, in piazzale Fellini, proprio di fronte al mare, in un'area verde e alberata finora poco frequentata e valorizzata. Presenti al taglio del nastro il sindaco Andrea Gnassi e gli alunni della scuola elementare Ferrari, che hanno subito sperimentato le nuove giostre, insieme a molte mamme entusiaste guidate da Elvira Cangiano e dalle blogger Claudia Protti e Raffaella Bedetti di parchipertutti.blogspot.it, promotrici del progetto.Rimini, un parco giochi a misura di bambini disabili

Giochi per tutti. "In Italia i parchi accessibili sono ancora poco diffusi - spiega Claudia Protti -, ce ne saranno circa una trentina. Questo però è un caso unico, un progetto interamente pensato e strutturato in termini di accessibilità, mentre solitamente troviamo al massimo qualche giostra agibile all'interno di un parco". Le rampe di accesso hanno preso il posto delle barriere architettoniche, percorsi per bambini ipovedenti, percorsi tattili, vasche rialzate per l'orticoltura, scivoli a doppia pista consentono ai piccoli con diverse abilità di giocare e imparare insieme ad amici, fratelli e genitori. "Un simile scivolo - continua Claudia - non esiste altrove, hanno tutti le scalette. Ai bambini piace moltissimo, appena il parco ha aperto ne sono arrivati a decine".

La normalità al centro. La collinetta ai lati sarà arricchita da essenze verdi e fioriture, colori e profumi per un'esperienza sensoriale completa che favorisca l'orientamento e la percezione dello spazio; ci sono le altalene a sedile accessibile, le altalene a nido, la pompa ad acqua, il disco rotante, il gioco a barca, pannelli e giochi sensoriali, la mappa tattile con caratteri Braille, i fiori parlanti, tutto pensato per essere utilizzato indistintamente da tutti. La rampa è l'elemento centrale del progetto che, oltre a costituire l'accesso ai giochi posti sulla parte alta della collinetta, èessa stessa un percorso di gioco: il progetto è stato studiato con la precisa volontà di porre al centro non tanto il carattere di diversità ma quello di normalità, offrendo la possibilità a tutti i bambini di giocare insieme, senza ghettizzazioni. Come sullo scivolo Tuiotù, a forma serpente marino: non solo una rampa accessibile e a norma, ma un personaggio giocoso che trasforma la necessità di alcuni in un'opportunità per tutti.

di Giulia Foschi

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Superando.it del 23-04-2016

Vedi Napoli e poi ... ritorna!

di Maria De Mieri e Anna Grossi

NAPOLI. Vedi Napoli e poi... ritorna!: è questo l'invitante slogan con cui l'UNIVOC di Napoli (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi) ha lanciato un'iniziativa turistica all'insegna dell'inclusione, vale a dire uno sportello informativo e organizzativo rivolto a tutte le Sezioni UNIVOC e UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), a tutti i loro utenti, familiari e amici, per proporre soggiorni ed escursioni a Napoli e dintorni, garantendo un'organizzazione completa e attenta alle esigenze delle persone con disabilità visiva. Queste ultime, infatti, chiamando al numero dell'Associazione o inviando una mail, possono richiedere informazioni e affidarsi a percorsi organizzati, con un accompagnamento che inizia dall'accoglienza in Stazione, per concludersi al ritorno nella Stazione stessa. A guidarle e a garantire un piacevole soggiorno, ci saranno un'accompagnatrice di gruppo e un'archeologa esperte in assistenza e fruizione dei beni culturali per persone con minorazione visiva, oltreché, a richiesta per chi ne avesse bisogno, la possibilità di essere aiutati da un volontario.

Tanti sono gli itinerari che si possono scegliere od organizzare con l'UNIVOC, come tante e varie sono le bellezze artistiche e paesaggistiche che offre la città partenopea e i suoi dintorni: mare, terme, vulcanismo, la città e il suo centro storico, parchi archeologici, musei, vicoli caratteristici... senza dimenticare naturalmente il "patrimonio gastronomico".

Tra i siti culturali da poter visitare, molti appartengono alla rete denominata Napoli tra le Mani, un progetto nato dalla collaborazione del SAAD (Servizio di Ateneo per le Attività degli Studenti con Disabilità) dell'Università Suor Orsola Benincasa con la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e Provincia e le Associazioni di persone con disabilità, come DPI Italia (Disabled Peoples' International), l'ENS Campania (Ente Nazionale dei Sordi), l'UICI e l'UNIVOC. Tale iniziativa si concretizza nella predisposizione di itinerari aperti a tutti, che consentono anche alle persone con disabilità visiva di godere dei luoghi d'arte, venendo a conoscenza degli elementi che li caratterizzano, attraverso interventi specificamente progettati per il superamento delle barriere architettoniche, sensoriali e della comunicazione.

Non certo, quindi, un servizio da "tour operator aggiunti", quello dell'UNIVOC, ma uno sportello informativo con alcuni obiettivi precisi: l'amicizia, l'inclusione e la reciprocità, per promuovere gite rivolte anche ad amici di altre città e regioni, come già viene fatto dall'Associazione per i propri utenti campani.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@univocdinapoli.org.

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La Nazione del 03-04-2016

Montepulciano. Progetto al museo per i non vedenti

«MONTEPULCIANO sotto le dita» è un progetto dedicato ai non vedenti o ipovedenti che punta ad aprire nuovi scenari in ottica di un turismo maggiormente sostenibile in Valdichiana. Un concetto su cui non deve rientrare solamente la questione dell'abbattimento delle barriere architettoniche ma anche quello dei servizi da offrire alle persone con disabilità visiva. A Montepulciano presso l'androne del Palazzo Comunale, nell'Enoteca del Consorzio del Vino Nobile e al Museo Civico sono state installate delle schede stampate in codice Braille che illustrano agli ospiti in visita alla città del Vino Nobile le attrattive del territorio compresa la possibilità di approfondire la scoperta di opere come, ad esempio, la Sacra Famiglia del Sodoma, il Ritratto di Gentiluomo di Caravaggio, Sant'Agnese di Beccafumi. In particolar modo al Museo Civico per le persone non vedenti sarà possibile anche «sentire« sotto le dita, grazie a dei guanti particolari, le opere in rilievo.

di Luca Stefanucci

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Giornale UICI del 22-04-2016

Visite e laboratori per tutti alla scoperta della Mostra. Campidoglio. Mito, memoria, archeologia

Dal 28 aprile al 19 giugno ai Musei Capitolini in programma laboratori creativi in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Roma, visite tattili, visite per non udenti e lezioni spettacolo

Attività gratuite con prenotazione obbligatoria allo 060608 (Biglietto di ingresso alla mostra con normale tariffazione)

Dal 28 aprile al 19 giugno un ricco programma di visite guidate, laboratori creativi e lezioni spettacolo aiuterà i visitatori ad approfondire la conoscenza dei rari documenti d'archivio, dipinti, incisioni, sculture e inediti reperti archeologici della mostra Campidoglio. Mito, memoria, archeologia. L'esposizione, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l'organizzazione e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, racconta le trasformazioni del tessuto urbano del Colle a partire dall'opera Modern Rome. Campo vaccino di J. M. W. Turner insieme ad altre opere precedenti e contemporanee, tre plastici del Campidoglio e un ricco apparato scientifico-documentario.

Gli appuntamenti didattici, a cura della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, comprendono: visite tattili per il pubblico con disabilità visive a cura dell'Associazione Museum onlus (11 e 25 maggio, 8 giugno ore 16.30 - 18.30); visite per non udenti con interprete della lingua LIS italiana (7, 21 maggio e 11 giugno ore 16.30 - 18.30); laboratori creativi frutto della collaborazione tra Musei Capitolini e Accademia di Belle Arti di Roma che prevedono la creazione di alcuni piccoli oggetti in argilla policroma (28 aprile e 12 maggio ore 17.00 - 19.00) e la lezione-spettacolo C'erano un italiano, un tedesco e... una capra!" ovvero: piccola storia del Campidoglio con la partecipazione della giovane e affermata attrice Antonietta Bello e il coinvolgimento attivo degli spettatori (30 aprile e 14 maggio ore 17.00 -19.00; 5 giugno ore 10.30 - 12.30).

CALENDARIO ATTIVITÀ

28 aprile e 12 maggio ore 17.00 - 19.00

LABORATORIO CREATIVO

FUOCO! FUOCO!...PER GIOVE!

La prof.ssa Manuela Traini dell'Accademia di Belle Arti di Roma, insieme ad alcuni allievi, accompagnerà i visitatori alla sezione della mostra dedicata all'antica decorazione del Tempio di Giove in terracotta dipinta, frutto dei recenti scavi; poi, grazie alle suggestioni ricevute, i visitatori saranno assistiti nella creazione di alcuni piccoli oggetti modellati in argilla policroma presso l'aula didattica dei Musei Capitolini, imparando i segreti dell'antica tecnica della modellazione. Il 19 maggio, dopo la cottura, i manufatti possono essere dipinti presso le aule dell'Accademia di Belle Arti, a Testaccio (ex-Mattatoio), una vera fucina di creazioni artistiche e il 26 maggio, dalle 17.30 - 19.00, ai Musei Capitolini, saranno consegnati i manufatti realizzati per suggellare un incontro speciale con l'arte. Il materiale didattico sarà messo a disposizione dal Museo.

Il Laboratorio è aperto anche a persone con disabilità

30 aprile e 14 maggio ore 17.00 -19.00

5 giugno ore 10.30 - 12.30

VISITA GUIDATA CON LEZIONE-SPETTACOLO

C'erano un italiano, un tedesco e... una capra!" ovvero: piccola storia del Campidoglio

Obiettivo è avvicinare in modo interattivo i visitatori del museo alla storia e all'arte antica: la comunicazione emotiva della drammatizzazione, infatti, rende immediata e piacevole la conoscenza dei personaggi storici e le storie antiche narrate dalla voce recitante ritornano vive ed attuali, grazie al coinvolgimento degli spettatori. Antonietta Bello, giovane e affermata attrice, qui anche autrice, accoglierà i visitatori dopo la visita guidata alla mostra, a cura di Zétema Progetto Cultura, e li accompagnerà fra rocchi di antiche colonne, terracotte, fotografie e divertenti aneddoti, per scoprire con loro quanto la storia recente abbia trasformato il colle più famoso di Roma e del mondo.

7, 21 maggio e 11 giugno ore 16.30 - 18.30

VISITE PER NON UDENTI

I temi della mostra sono proposti ai visitatori non udenti, accompagnati da un interprete della lingua LIS italiana: la visione mitica dei viaggiatori europei, i Caffarelli e le loro proprietà, i Prussiani in Campidoglio, l'avvento di Roma Capitale, gli anni delle demolizioni ed i ritrovamenti archeologici, il Tempio di Giove fra studi e recenti scavi, il deposito di terrecotte rinvenuto a Monte Tarpeo.

11 maggio, 25 maggio, 8 giugno ore 16.30 - 18.30

VISITE GUIDATE TATTILI

A cura dell'Associazione Museum onlus, offrono al pubblico con disabilità visive la possibilità di avvicinarsi all'arte attraverso esplorazioni tattili di plastici, rilievi, planimetrie e sculture presenti in mostra, con uso di guanti e sussidi didattici appositamente realizzati.

Info e prenotazioni

Le attività sono gratuite e per il biglietto è prevista la normale tariffazione.

Ingresso gratuito per portatori di handicap e per un familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria

Per tutte le attività prenotazione obbligatoria al numero 060608.

Informazioni tel.060608; www.museicapitolini.org

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Superando.it del 21-04-2016

Non più solo fruitori, ma parte strutturale di quella mostra

ISERNIA. L'UICI di Isernia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e l'IRIFOR del Molise (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell'UICI) stanno appoggiando in queste settimane e patrocinando il progetto espositivo dell'artista isernino Luciano Sozio, denominato Back Side of the Blind Spot ("L'altra faccia dell'angolo cieco"), ovvero Percorso al buio, evento inaugurato il 17 aprile scorso a Venafro (Isernia), presso il Museo Nazionale di Castello Pandone e che sarà visitabile (a ingresso libero) fino al 22 maggio.

La mostra è curata da Tommaso Evangelista e Serena Ribaudo, oltre ad avvalersi del patrocinio del Polo Museale del Molise.

Riflettere sull'aspetto avvertito e non visto delle cose significa indagare anche il tema della percezione, dell'immaginazione e degli angoli nascosti e in tal senso l'esposizione di Luciano Sozio - per la volontà di ricercare tali tematiche - si presta a un discorso trasversale che coinvolge i luoghi e le persone. In particolare si presta a svolgere una didattica specifica anche per il pubblico di ciechi e di ipovedenti, chiamato a relazionarsi con le opere in mostra.

Per la prima volta nella Regione Molise, infatti - e più in generale per la prima volta in Italia nell'àmbito di una personale di arte contemporanea - viene coinvolto un pubblico di non vedenti, per il quale è stato predisposto un parallelo itinerario di visita. La mostra, pertanto, viaggia su due binari paralleli, acquisendo senso e completezza dal discorso attuato in dialogo con tale disabilità, con l'artista e i curatori che hanno predisposto un particolare taglio espositivo e critico, specifico ad essere percepito dal tatto e dall'udito.

In altre parole, il percorso parallelo dedicato alle persone con disabilità visiva è parte strutturale sia della mostra che della ricerca artistica di Sozio, configurandosi a propria volta come un'ulteriore e complessa opera d'arte e di senso. Esso è impostato infatti sulla resa in 3D (tridimensionale) delle tele in mostra su apposite lastre, le quale sono arricchite inoltre da una descrizione verbale del soggetto e da un apposito commento musicale ispirato allo stesso.

Attraverso l'uso del tatto e dell'udito, quindi, il fruitore non vedente, accanto a quello vedente, «forma il flusso di pubblico integrato e unito al tempo stesso, senza alcuna distinzione discriminante», come più volte suggerito dall'esperto in Scienze Tiflologiche Marco Condidorio, direttore dell'IRIFOR Molise e componente della Direzione Nazionale UICI, il quale ha guidato e sostenuto l'intero progetto, al fine di includere artisticamente e socialmente anche le persone non vedenti in un'idea curatoriale e culturale nuova.

Si viene a determinare pertanto una nuova formula partecipativa, che segue la mission stessa dell'esposizione, ovvero l'"angolo cieco".

«Quale mostra innovativa - sottolineano i curatori -, il progetto consente anche ai ciechi e agli ipovedenti la fruizione di immagini, attraverso l'esplorazione aptica [processo di riconoscimento degli oggetti attraverso il tatto, N.d.R.] delle opere riprodotte in rilievo, corredate di descrizione audio, e perciò risulta estremamente stimolante, formativo e inclusivo, caratterizzandosi anche per la sua valenza didattica nei confronti di alunni in situazione di minorazione visiva, per i loro processi di apprendimento e di strutturazione dei contenuti mentali, oltreché per la verifica e la restituzione degli stessi». (UICI Isernia)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria.uici.isernia@gmail.com.

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Il Resto del Carlino del 02-04-2016

Le sculture di Tagliaferri, l'artista cieco che crea opere "da toccare"

ZOLA PREDOSA (BO). «Lo sente, lo sente il menisco? È qua, sotto il ginocchio. E in quest'altra scultura la sente la spalla? In quest'altra ancora si possono toccare le forme delle onde del mare, mentre in questa la forma delle fiamme». Felice Tagliaferri, artista scultore per lo più di opere in marmo (ma anche in legno e pietra), è cieco da 30 anni, da quando a 14 perse la vista per una malattia. Il ginocchio che ci fa toccare («senza vedere», si raccomanda) è quello del suo 'Cristo RiVelato', la sua opera più rappresentativa che da domani sarà al centro della personale che alle 16 sarà inaugurata dall'artista e dal curatore Vittorio Spampinato nello Spazio Atelier di Ca' la Ghironda-ModernArtMuseum a Ponte Ronca di Zola Predosa e dove rimarrà aperta sino al 1° maggio prossimo. Il 'Cristo RiVelato' di Felice Tagliaferri è la riproduzione in marmo di Carrara da 18 quintali a grandezza naturale del 'Cristo Velato' che nel '700 realizzò Giuseppe Sanmartino e che è conservato nella Cappella di Sansevero a Napoli. «Solo che nel 2008 -- racconta Felice Tagliaferri -- quando andai a vederla, non me la fecero toccare. Mi arrabbiai tantissimo, ma non mi persi d'animo. Per tre giorni di seguito mi feci raccontar tutti i particolari dagli amici del Museo Tattile statale Omero di Ancona e subito dopo mi sono messo all'opera. Obiettivo: riprodurre il 'Cristo Velato' per tutti coloro che come me, non vedenti, hanno voglia di toccare quella statua». E «vietato non toccare» è il monito che, su un grande striscione, si legge all'ingresso della Chiesa dell'Arte, lo studio di Tagliaferri ricavato 10 anni fa dal restauro di una delle due chiesette ai lati di Villa Terracini a Sala Bolognese. «GUARDI questa -- afferma l'artista cieco, prendendo in mano il bozzetto di una figura umana stilizzata e piegata -- rappresenta l'ombra. Si può toccare l'ombra? Un vedente forse sì, un non vedente non sa dov'è la sua ombra. Con questa scultura la può toccare». Su un tino dove una volta si pigiava l'uva troneggia un Bacco con una collana di pampini di rame. «L'ha fatta il mio amico e maestro Nicola Zamboni -- rivela Tagliaferri -- e me l'ha regalata quando, nel 2012, con il terremoto la scultura cadde a terra e si staccò la testa». La mostra a Ca' la Ghironda sarà accompagnata da numerosi laboratori di Tagliaferri con i bambini delle scuole e il 7 aprile ospiterà una 'Cena al Buio'. «Per Tagliaferri -- afferma Vittorio Spampinato, direttore del Museo Ca' la Ghironda -- il buio è risorsa, immaginazione, concretezza, orientamento, sviluppo dei sensi. Una dimensione in cui liberare l'anima con creatività e tecnica».

di Nicodemo Mele

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L'agenda: appuntamenti del mese di maggio

- 7 UICI Lombardia - Evento informativo/formativo in collaborazione con la Sede Centrale UICI inerente al sistema di firma digitale accessibile distribuito da Poste Italiane

- 14 UICI Lombardia - Monza: 4° Giornata Regionale del Turismo Sociale e della Fruizione dei Beni Culturali

- 19 UICI Lombardia - insediamento Comitato Regionale IAPB onlus

- 21 UICI Lombardia - Corso di formazione rivolto agli operatori del servizio SPORTELLO AUTONOMIA: 1° giornata

- 21 UICI Lombardia - riunione della Commissione Regionale UICI per le problematiche delle persone ipovedenti

- 26 Riunione Direzione Nazionale UICI

- 28 UICI Lombardia - Corso di formazione rivolto agli operatori del servizio SPORTELLO AUTONOMIA: 2° giornata

- 28 UICI Lombardia - Palazzolo (BS) - dimostrazione del Centro Regionale Tiflotecnico in collaborazione con Tiflosystem

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