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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Novembre 2015

SOMMARIO

Dalla presidenza regionale u.i.c.i.

Comunicazione importante rivolta alle famiglie - ASSISTENZA SCOLASTICA: IL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITÀ CONTINUA

Per fermare il disastro a cui stiamo assistendo e contro il quale ci stiamo fortemente impegnando e battendo, il rimpallo di responsabilità tra Governo, Regioni e Province deve immediatamente finire. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità: la classe politica e le istituzioni non possono più tergiversare: è giunto ormai il momento in cui vanno date al più presto certezze e risposte adeguate ad un diritto imprescindibile quale quello all'istruzione e formazione, che si concretizza attraverso una buona, efficace ed efficiente inclusione scolastica.

Il 12 ottobre, presso Regione Lombardia, come da nostra richiesta, abbiamo incontrato il presidente dell'UPL (Unione Province Lombarde), Daniele Bosone, ed il Sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata della Regione Lombardia, Daniele Nava, per trovare soluzioni a questa situazione di emergenza e per cercare di capire quali prospettive future potrà avere questo delicato e per noi fondamentale servizio. L'incontro, che a tratti ha avuto momenti anche piuttosto accesi, non ci ha fornito le risposte che ci saremmo attesi e soprattutto non ha chiarito il perché UPL non stia considerando l possibilità che i finanziamenti straordinari di Regione Lombardia a favore delle Province, non si possano utilizzare in parte anche per il servizio di integrazione scolastica dei disabili sensoriali. Dopo oltre due ore di discussione, stante la situazione di stallo, abbiamo preteso di incontrare con Regione Lombardia, tutte assieme le Province, entro il termine del 31 ottobre, oltrepassato il quale metteremo in atto tutte quelle azioni che lo stato di mobilitazione da noi proclamato, ci farà ritenere più opportune.

Poiché, a tutt'oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcun segnale che vada nella direzione della nostra richiesta, allertiamo i genitori dei nostri ragazzi, le loro famiglie, i soci, i nostri amici e i nostri volontari, affinché si tengano pronti a manifestare pubblicamente - sia a Milano sia, eventualmente, anche a Roma - tutto il nostro disappunto e la nostra insoddisfazione per il mancato rispetto dei nostri sacrosanti diritti costituzionali.

E' questa una battaglia di civiltà che ci riguarda tutti e che non possiamo concederci il lusso di perdere: ne va del futuro, della dignità e della qualità della vita dei nostri ragazzi e conseguentemente di tutta la nostra categoria.

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Uniti nel pluralismo

di Nicola Stilla

I rapporti dell'Unione con le altre organizzazioni di e per persone cieche o ipovedenti e con le altre associazioni di persone con disabilità

Se le formiche si mettono d'accordo, possono spostare un elefante!

(Proverbio del Burkina Faso)

L'unità nella diversità è certamente il bene più prezioso per il movimento delle persone con disabilità visiva, così come per quello più ampio delle persone con disabilità. La storia e l'esperienza ci dimostrano che un movimento unito che sa salvaguardare e valorizzare le diversità al proprio interno ha più successo di un insieme poco coeso e determinato di elementi privi di una comune linea d'azione. Il "fattore unità" è vincente, senza di esso gli obiettivi non sono chiari e le divergenze prevalgono sui fini comuni. Si può affermare senza tema di smentite che per le persone cieche italiane l'unita associativa è stato ed è un valore condiviso e il principio che sta alla base di numerose iniziative lanciate dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nel corso degli anni per compattare il movimento. La costituzione di associazioni alternative all'Unione non ha mai compromesso sostanzialmente l'azione dell'Unione in favore delle persone cieche e di quelle ipovedenti, ma ha certamente prodotto dei danni e delle distorsioni all'immagine di tutta la categoria. Inoltre, la competizione per i benefici economici, in particolare i contributi pubblici, ha esacerbato i rapporti e provocato azioni sconsiderate che il potere istituzionale ha saputo strumentalizzare efficacemente.

I tentativi più volte esperiti per trovare un accordo accettabile non hanno avuto successo, anche a causa delle motivazioni e degli interessi personali che spesso sono prevalsi sullo spirito unitario.

L'Unione deve continuare a perseguire l'unità al proprio interno, così come con le altre associazioni, proponendo soluzioni praticabili, eque, trasparenti ed eticamente compatibili, primo tra tutti "nessuno escluso". A tal fine è necessario rilanciare la proposta di costituire una federazione secondo criteri condivisi e tempi prestabiliti, partendo da un'ampia consultazione della base associativa adeguatamente monitorata. Ciò consentirebbe di tracciare un quadro oggettivo dei diversi contesti associativi da riunire. Successivamente un gruppo di lavoro paritetico dovrebbe stendere un documento programmatico e una bozza di statuto che dovrebbe essere formalmente approvata da tutte le associazioni nazionali interessate. Durante tutto il periodo preparatorio si dovrebbe costituire un tavolo di consultazione informale per avviare una collaborazione informale a titolo sperimentale.

Con altrettanta energia l'Unione dovrà lavorare per includere in un'unica grande confederazione nazionale tutte le associazioni e organizzazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ispirandosi ai positivi risultati già ottenuti in tal senso in altri Paesi europei, nel rispetto delle specificità del nostro. Tale organismo, che dovrebbe chiamarsi "Forum Italiano della Disabilità" dovrà essere costituito e gestito da una maggioranza qualificata di organizzazioni e persone con disabilità. I dirigenti degli organi direttivi saranno democraticamente eletti dall'Assemblea Generale ogni quattro anni. Nel Forum dovranno confluire tutte le organizzazioni legalmente costituite che ne costituiranno il tessuto associativo.

La F.A.N.D. e la F.I.S.H. in quanto tali dovranno essere progressivamente dissolte e confluire nel Forum. A quest'ultimo potranno aderire tutte le organizzazioni che svolgono attività in favore delle persone con disabilità. Esse potranno costituire all'interno del Forum un organo consultivo democraticamente eletto.

Il Forum intratterrà relazioni formali con il Forum del Terzo Settore tramite uno specifico gruppo di lavoro paritetico per le questioni afferenti alla disabilità.

Per raggiungere gli obiettivi sopra descritti dovrà essere costituito un gruppo di lavoro ad hoc, il cui coordinatore parteciperà alle riunioni della Direzione Nazionale e del Consiglio Nazionale con voto consultivo.

Nicola Stilla

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SINTESI DEI LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI: SEDUTA DEL 26 settembre 2015

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è riunito sabato 26 settembre a Milano, presso la propria Sede in via Mozart 16, il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

La seduta si è aperta alle ore 9.40 col saluto ai presenti del Presidente Stilla.

All'appello risultavano assenti i Consiglieri Ladini e Pitrelli. Oltre ai Consiglieri presenti, assistevano ai lavori il dott. Roberto Aroldi in qualità di Segretario Verbalizzante e il Componente la Direzione Nazionale Rodolfo Cattani (in questa occasione presente anche in rappresentanza del Presidente Nazionale).

Nell'imminenza del 23° Congresso, alla riunione consiliare erano invitati anche i Delegati al Congresso stesso; pertanto, oltre i Consiglieri, erano presenti: Francesco Busetti per la Sezione di Bergamo, Piera Loda per la Sezione di Brescia, Daniele Rigoldi per la Sezione di Como, Luciano Gennari per la Sezione di Cremona, Lorenzo Giacchetto per la Sezione di Lecco, Pompeo Baroni per la Sezione di Mantova, Erica Monteneri per la Sezione di Milano, Fabio Confalonieri per la Sezione di Pavia e Katia Caravello per la Sezione di Varese. Erano inoltre presenti i seguenti Delegati, che già ricoprono la carica di Consigliere: Flaccadori Giovanni Battista della Sezione di Bergamo; Benzoni Osvaldo e Lisi Franco della Sezione di Milano; Borella Diego per la Sezione di Monza; Bondio Lidia della Sezione di Sondrio.

Su invito della Presidenza Regionale, assisteva altresì ai lavori il Presidente Onorario della Sezione di Milano Mario Censabella.

Dopo aver approvato all'unanimità il verbale relativo alla seduta del 24 maggio u.s., il Consiglio ha ratificato le delibere adottate dall'Ufficio di Presidenza in occasione della riunione svoltasi il 14 settembre u.s., e la delibera della Presidenza Regionale n. 4/2015 del 17 giugno u.s..

La Presidenza ha poi riferito quanto segue:

A. nel mese di luglio la Presidenza ha preso parte ad un incontro con 2 funzionari regionali dell'Agenzia delle Entrate. Nel suddetto incontro sono stati approfonditi vari aspetti inerenti il sistema VOIP, e si è discusso in merito alle relative problematiche riguardanti i posti operatore installati presso i diversi uffici dell'ente, nonché alla riqualificazione professionale degli operatori con disabilità visiva impiegati presso l'Agenzia stessa. La Presidenza constata la disponibilità da parte dei rappresentanti l'Agenzia delle Entrate ad approfondire la discussione, così da poter giungere alla predisposizione di iniziative che consentano un'ottimizzazione delle risorse interne che non trascuri le specifiche esigenze degli operatori con disabilità visiva anche in vista dei risultati da raggiungere mediante la predetta riqualificazione. Se da un lato ci si può ritenere soddisfatti per la disponibilità dimostrata, dall'altro si rileva che l'incontro è stato interlocutorio dal momento che l'Ente si riserva ogni ulteriore valutazione nell'attesa che vengano definiti gli assetti territoriali dei vari uffici, nonché gli eventuali accorpamenti in considerazione della riforma degli Enti locali a tutt'oggi in divenire;

B. nel mese di giugno a Milano, presso gli stand di Expo, la Presidenza Regionale ha avuto un breve incontro col Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale ha portato il saluto di tutte le persone con disabilità visiva della Lombardia. Il momento, ha sottolineato il Presidente Stilla, nella sua breve durata è stato alquanto toccante, e dal Presidente Mattarella sono giunti sinceri ringraziamenti per l'operato svolto quotidianamente dall'Associazione;

C. nei giorni 12, 13, 18 e 19 settembre uu.ss. si sono insediate le varie Commissioni Regionali, che hanno nominato i seguenti Coordinatori:

Commissione Anziani: Letizia Lecchi (Cremona); Commissione Autonomia: Gaetano Marchetto (Varese); Commissione Cani Guida: Claudio Mapelli (Bergamo); Commissione Centralinisti Telefonici: Claudio Mapelli (Bergamo); Commissione Giovani: Pietro Palumbo (Milano); Commissione Ipovedenti: Silvia Peroni (Brescia); Commissione Massofisioterapisti: Mirella Gavioli (Mantova); Commissione Pari Opportunità: Erica Monteneri (Milano); Commissione Persone con Pluridisabilità: Angela Mazzetti (Varese; Commissione Turismo Sociale: Silvano Stefanoni (Lecco); Gruppo di Lavoro Insegnanti: in via di definizione; Commissione Genitori: non ancora costituita;

D. nei giorni 2, 3 e 4 ottobre pp.vv. prenderà il via il corso di aggiornamento rivolto ai masso fisioterapisti organizzato dall'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia;

E. è stato accolto favorevolmente da Ferrovie Nord il progetto presentato dall'Unione della Lombardia con l'intento di offrire momenti formativi ai responsabili per la formazione del personale. Il progetto si articolerà in 3 momenti formativi che avranno luogo nei mesi di novembre e dicembre, avvalendosi anche della piattaforma a distanza MILANO ACCOGLIENTE. Nei suddetti momenti verranno approfonditi vari temi riguardanti non solo la disabilità visiva, ma anche gli altri tipi di disabilità, con lo scopo di fornire nozioni che possano essere utili nella pianificazione di un servizio di accoglienza ai viaggiatori con disabilità che sia quanto più efficiente possibile;

F. il 16 ottobre p.v., presso l'Istituto Varalli a Milano, verranno presentati ufficialmente i risultati del progetto Openwhite, che ha visto il coinvolgimento diretto della Commissione Regionale Autonomia con la partecipazione attiva dei Consiglieri Lisi e Marchetto. Sulla base dell'idea sviluppata dalla Società HQuadro al fine di realizzare un'applicazione per smartphone che aiuti le persone non vedenti ed ipovedenti nella mobilità, al progetto hanno partecipato l'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con il sostegno della Fondazione Cariplo e del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

Al termine dei riferimenti della Presidenza è intervenuto in collegamento telefonico il Presidente Nazionale Mario Barbuto. Nel porgere i propri saluti all'intero Consiglio Regionale, il Presidente Nazionale ha espresso sincera soddisfazione per le molteplici attività che vedono coinvolto il Consiglio stesso, e ha altresì richiamato l'attenzione verso il delicatissimo problema della forte diminuzione dei Soci avutasi a livello nazionale negli ultimi 15 anni. Nell'imminenza del 23° Congresso, poi, il Presidente Nazionale ne ha evidenziato l'alto valore, che efficacemente è riassunto nello stesso titolo scelto dalla Direzione Nazionale fra le molte proposte ad essa pervenute dai Soci: "CITTADINI INNANZITUTTO, LA PAROLA AI DIRITTI. DALL'ASSISTENZA ALLA CITTADINANZA CONSAPEVOLE".

Al termine dell'intervento del Presidente Barbuto, ha preso la parola il Componente la Direzione Nazionale Rodolfo Cattani (presente in Consiglio in rappresentanza del Presidente Nazionale), che ha riferito quanto segue:

fra il mese di maggio e il mese di luglio si sono svolte 3 riunioni della Direzione Nazionale, nelle quali sono stati trattati vari temi afferenti l'organizzazione, e si è discusso in merito a varie problematiche riguardanti il Consiglio Regionale della Sicilia.

Nella riunione svoltasi il 24 settembre u.s., poi, la Direzione Nazionale:

A. ha assunto valutazioni generali in merito a diversi aspetti organizzativi inerenti il 23° Congresso in programma a Chianciano Terme dal 5 all'8 novembre pp.vv.;

B. ha tracciato una prima definizione della struttura dell'istituendo UFFICIO PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITà VISIVA;

C. ha deciso la costituzione di un ISTITUTO PER LA PROMOZIONE, LA VALUTAZIONE E LA RICERCA nel campo degli ausili ad uso delle persone non vedenti ed ipovedenti;

D. ha istituito un'apposita commissione arbitrale per l'eventuale decisione di un ricorso presentato avverso la Presidenza Regionale dell'Unione della Campania in seguito all'annullamento di diverse schede in occasione dell'ultima Assemblea dei Soci della Sezione di Napoli;

E. ha valutato positivamente la bozza di protocollo d'intesa presentata dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi. Il protocollo in oggetto mira a favorire la realizzazione di servizi di sostegno alle famiglie e a tutte le persone con disabilità visiva che necessitino di un supporto di tipo psicologico. A tal proposito, la Presidenza Nazionale ha evidenziato il notevole lavoro svolto in tal senso da Katia Caravello, Consigliera della Sezione di Varese;

F. ha valutato positivamente una ipotesi di protocollo d'intesa con Salvamento Accademy, ente specializzato nella formazione di personale addetto ad interventi in situazioni di emergenza. Il progetto si prefigge di offrire specifici percorsi formativi alle persone con disabilità visiva interessate a questo tipo di attività, e vi sono già esperienze positive in tal senso.

Terminate le comunicazioni di cui sopra, il Consiglio ha approvato la bozza di Relazione Programmatica per l'anno 2016. Previa lettura da parte del Segretario Aroldi della relazione predisposta dal Collegio dei Sindaci Revisori, è stato altresì approvato il Bilancio Preventivo relativo all'esercizio anno 2016.

Giunto al punto 6 dell'ordine del giorno, dal momento che Regione Lombardia non ha ancora adottato l'apposito provvedimento, il Consiglio ha dato mandato all'Ufficio di Presidenza affinchè, una volta in possesso dei dati, provveda ad effettuare il riparto del contributo ordinario per l'anno 2015 così come previsto dalla Legge Regionale 1/2009, capo VII. La Presidenza ha riferito altresì che, di concerto con la F.A.N.D. (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) della Lombardia, l'Unione della Lombardia è parte attiva nell'elaborazione di una bozza di definizione di nuovi criteri di valutazione per l'erogazione del suddetto contributo, che diano maggior peso ai servizi realmente offerti dalle associazioni.

I lavori sono poi proseguiti con la ricognizione effettuata dalla Presidenza, come previsto dal punto 7 dell'ordine del giorno, in ordine alla delicatissima situazione relativa ai servizi di supporto all'integrazione scolastica. Dai riferimenti dei Presidenti delle diverse Sezioni Provinciali, è emerso che a Bergamo, Brescia, Monza e Mantova i servizi verranno garantiti fino al termine del corrente anno scolastico. In tutte le altre Province invece la situazione è preoccupante, dal momento che i medesimi servizi saranno garantiti solo fino al 31 dicembre p.v., e atttualmente non si ha nessuna certezza per i mesi successivi. Come ha poi riferito il Consigliere Masto, particolarmente intricata è la situazione che interessa gli studenti della Provincia di Milano (ora divenuta Città Metropolitana), dove prosegue un incomprensibile quanto inconcepibile rimpallo burocratico fra la stessa Città Metropolitana e la Regione in merito alla competenza in materia.

Dagli interventi dei Presidenti Provinciali è scaturito un breve e pacato dibattito, che ha visto intervenire i Consiglieri Iuzzolino, Lisi, Marchetto e Signorini. Dagli interventi è emersa la complessiva forte preoccupazione per una situazione che ormai in alcuni casi è divenuta insostenibile, vista l'assoluta incertezza che getta nello sconforto e nel totale disorientamento i ragazzi e le loro famiglie. In un accorato intervento, il Consigliere Lisi ha fortemente richiamato l'attenzione verso le problematiche connesse alla specificità delle esigenze didattiche degli alunni con disabilità visiva, invitando tutti i Dirigenti Provinciali a rivendicare con forza e convinzione le predette specificità in sede di confronto con gli Enti preposti, così da evitare nella maniera più assoluta una "uniformazione verso il basso" nell'offerta dei servizi.

Dello stesso avviso è stata la Presidenza, che a conclusione del dibattito ha ancora una volta invitato i Dirigenti Provinciali ad instaurare e mantenere con le famiglie un rapporto di collaborazione e confronto che sia il più possibile assiduo, così da far sentire a queste ultime in maniera concreta la vicinanza dell'Associazione in un momento così delicato per i loro ragazzi. Assicurando il supporto necessario a quei Dirigenti Provinciali che ritenessero opportuno promuovere azioni legali avverso gli Enti preposti ai servizi in oggetto, la Presidenza ha altresì proposto il seguente documento che è stato approvato all'unanimità dal Consiglio:

______________________________________________________________________________________

Il Consiglio Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (ONLUS), riunitosi in data 26 settembre u.s., in seduta ordinaria, con la partecipazione dei delegati lombardi al XXIII° Congresso Nazionale U.I.C.I. e dei coordinatori delle Commissioni Istruzione e Pluriminorati, ha preso atto con profonda preoccupazione delle segnalazioni provenienti dalle famiglie e dalle strutture territoriali associative sullo stato dei servizi di integrazione scolastica degli allievi disabili visivi, dalle quali emerge la grave disomogeneità qualitativa e quantitativa (se non addirittura il rischio di una non erogazione), dei servizi offerti dall'area metropolitana, dagli enti di secondo livello di area vasta e dalle residue province, che pregiudica la fruizione di pari diritti e la possibilità di intraprendere un'efficace ed efficiente percorso scolastico dei nostri studenti ciechi ed ipovedenti.

La frammentazione del servizio sugli enti locali territoriali di livello medio, il rischio di un uso improprio ed incontrollato delle figure professionali che costituiscono l'insieme indivisibile di questo servizio, la non garanzia di una adeguata fornitura di materiali e testi accessibili, la "vaucerizzazione" spesso improvvisata che non garantisce qualità e interezza al servizio nonché, in taluni casi, un incivile ed incostituzionale assoggettamento del medesimo all'ISEE, sono divenuti per noi elementi ormai non più tollerabili.

Rilevata altresì una interpretazione arbitraria da parte del presidente UPL e di taluni amministratori locali della normativa vigente e della Delibera Regionale n° X/3431 del 17/04/2015, recante "PRESA D'ATTO DELLA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI DI CONCERTO CON L'ASSESSORE GARAVAGLIA E I SOTTOSEGRETARI GALLERA E NAVA AVENTE OGGETTO: "INTESA TRA REGIONE LOMBARDIA E UNIONE PROVINCE LOMBARDE (UPL) SUL FINANZIAMENTO DELLE FUNZIONI PROVINCIALI E CONSEGUENTI AGGIORNAMENTI SUL PERCORSO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE N. 56/2014", al fine di giungere ad una soluzione corretta del problema, che sia rispettosa delle normative vigenti e dei diritti costituzionali inalienabili dovuti ai cittadini in materia di istruzione e formazione, chiede con urgenza, non oltre la metà di ottobre, un incontro congiunto con il Presidente UPL, Daniele Bosone e il Sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata della Regione Lombardia, Daniele Nava e la nostra Associazione.

Nel contempo, il Consiglio Regionale UICI unitamente alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionale delle persone Disabili) e alle famiglie dei nostri studenti dichiara lo stato di mobilitazione permanente e, qualora l'incontro non dovesse essere accordato nei tempi richiesti e/o non dovesse produrre i risultati sperati, si riserva di porre in atto tutte le azioni di lotta che riterrà necessarie ivi comprese le eventuali azioni legali ai fini di garantire il diritto allo studio delle persone con disabilità visiva.

______________________________________________________________________________________

Giunti così alla trattazione del punto 8 dell'ordine del giorno, la Presidenza ha presentato i temi di cui si discuterà in occasione dell'Assemblea Regionale dei Consigli Provinciali delle associazioni aderenti alla F.A.N.D. (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) della Lombardia che si terrà il 13 novembre p.v.. La predetta Assemblea sarà un evento particolarmente importante, poiché costituirà l'occasione per avviare fra la Federazione e Regione Lombardia un confronto costante, che si auspica porti a risultati concreti nei 3 ambiti trattati: istruzione e formazione, lavoro, e servizi socio-sanitari.

Udite le brevi comunicazioni della Presidenza inerenti l'organizzazione della 4° Giornata Regionale per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva che si svolgerà il prossimo 8 dicembre, il Consiglio ha adottato le seguenti delibere di carattere amministrativo:

A. viene approvato a maggioranza lo schema di riparto dei proventi della Lotteria di Primavera proposto dalla Presidenza, nel quale si prevede la devoluzione del 10% del ricavato a favore delle attività svolte dal Consiglio Regionale;

B. viene approvato il rinnovo del contratto di hosting relativo al sito web del Consiglio Regionale, per una spesa pari ad euro 122.00;

C. viene ratificata la spesa pari ad euro 323.00 sostenuta per riparazioni all'unità mobile oftalmica;

D. con l'astensione del Consigliere Marchetto, viene approvata la compensazione parziale del debito della Sezione di Varese verso il Consiglio Regionale pari ad euro 5997,15 col credito di quest'ultima verso il Consiglio stesso pari ad euro 4188,14, dietro impegno da parte della Sezione di Varese al versamento immediato della differenza.

Sono state poi assunte le seguenti delibere di carattere organizzativo:

A. viene fatta propria dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione la relazione afferente la banca anagrafica Soci predisposta dall'Unione del Veneto;

B. la Presidenza, dato il verificarsi di diversi casi in cui l'INPS convoca a visita presso la Sede di Milano gli assistiti chiamati a revisione, invita le Sezioni a segnalare tempestivamente l'eventuale verificarsi di codesti disguidi, al fine di poter presentare al Dirigente Regionale dell'INPS un quadro quanto più definito possibile;

C. viene dato mandato alla Presidenza affinchè provveda a formalizzare con l'Istituto dei Ciechi di Milano l'accordo relativo al progetto finalizzato alla formazione del personale coinvolto nell'iniziativa "MERCATO AL BUIO" presso Expo, che vede coinvolto l'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia e lo stesso Istituto dei Ciechi;

D. viene pienamente condivisa la proposta avanzata dalla Sezione di Milano, volta a proporre al Consiglio Nazionale di attribuire al Direttore Scientifico dell'Istituto dei Ciechi di Milano, dott. Giancarlo Abba, la qualifica di Socio Onorario dell'Unione.

La sessione pomeridiana dei lavori è stata interamente dedicata alla discussione del punto 13 dell'ordine del giorno, riguardante il 23° Congresso Nazionale dell'Unione. Per quanto concerne le proposte di modifica allo Statuto Sociale, il Consiglio ha approvato i seguenti emendamenti, impegnando i Delegati al Congresso (in primis coloro che già ricoprono la carica di Consigliere Regionale) affinchè li presentino in sede congressuale:

Il Consiglio ha inoltre preso atto della disponibilità a candidarsi alla carica di Consigliere Nazionale pervenuta all'Ufficio di Presidenza da parte di Masto Rodolfo, Monteneri Erica e Romano Claudio nonché delle autocandidature alla medesima carica comunicate in sede di Assemblea inter-regionale precongressuale di Busetti Francesco e Caravello Katia.

Tenuto conto delle competenze dimostrate, della continuità dell'operato svolto per l'Associazione, del forte legame con quest'ultima e con il territorio di appartenenza, augurando a tutti i candidati ogni successo, l'Ufficio di Presidenza ha invitato i Delegati e le Delegate a sostenere le candidature di Masto Rodolfo, Monteneri Erica e Romano Claudio in sede congressuale, ferma restando l'indiscussa libertà di voto dei Delegati stessi.

Alle ore 17.00 il Presidente Stilla ha dichiarato chiusa la seduta.

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Giornale UICI del 19-10-2015

Non bisogni, ma diritti

di Katia Caravello

Intervento alla tavola rotonda "Disabilità e i diritti esigibili", svoltasi nell'ambito del Convegno "Sui generis 2015" Le giornate cagliaritane sulle Pari Opportunità. (Cagliari, 17/18/19 settembre 2015).

Il tema del riconoscimento e della tutela dei diritti è particolarmente sentito da tutti coloro che, a vario titolo, si occupano di disabilità... ed è quindi estremamente importante parlarne. Per farlo partirò da un'affermazione apparentemente molto banale: le persone con disabilità non hanno diritti particolari, hanno gli stessi diritti di qualunque altro individuo, ciò che cambia sono le modalità attraverso le quali essi possono essere esercitati.

Chi ha una disabilità è una persona come tutte le altre, ha delle abilità e dei limiti, dei pregi e dei difetti, è portata a fare alcune cose e non altre e così via... la disabilità è uno solo degli elementi che la caratterizza. Un elemento che sicuramente non può e non deve essere ignorato, ma che non deve neanche essere posto sempre in primo piano.

Questo è ciò che fa la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che, per l'appunto, utilizza la locuzione "persone con disabilità" e non espressioni come "disabile", "handicappato" o, tanto meno, "diversamente abile": in questo modo la persona viene messa al centro e alla disabilità viene attribuito il giusto peso.

Definire una persona semplicemente un disabile è come utilizzare una sineddoche, la figura retorica che consiste nell'uso retorico di una parola al posto di un'altra, nella fattispecie, si usa un termine che descrive una parte (per definire il tutto.

E' facilmente intuibile come ciò sia riduttivo: significa porre l'attenzione esclusivamente su una caratteristica, ignorando completamente tutte le altre... e ciò non è accettabile se si parla di individui con dei sentimenti.

Questa visione parziale è alla base dei tanti pregiudizi esistenti nei confronti dei portatori di handicap. Pregiudizi che, anche quando sono positivi, non consentono la reale conoscenza dell'altro, dando origine a false credenze e a generalizzazioni. Si pensi ad esempio alla campagna contro i falsi invalidi, spesso falsi ciechi: sicuramente questo fenomeno esiste e deve essere fortemente combattuto, il problema è come è stato fatto. Per lungo tempo, sui giornali sono usciti articoli sensazionalistici nei quali venivano additate come falsi ciechi - quindi come truffatori - delle persone che compivano azioni normalissime per chi ha una ridotta o nulla capacità visiva (aprivano il portone di casa con le chiavi, utilizzavano uno smart phone, stendevano i panni, camminavano spediti per strada)... e quando il caso si smontava e l'INPS perdeva i ricorsi, nessuno ne parlava più: a queste persone ingiustamente accusate non è stato neanche concesso di ricevere delle pubbliche scuse!

Il fatto di essere riconosciuti come persone, significa anche essere riconosciuti e trattati come cittadini tra i cittadini e, in quanto tali, avere dei diritti e non dei bisogni! Le persone con disabilità, come tutti i cittadini, oltre ad avere dei doveri, hanno il diritto all'istruzione, al lavoro, alla mobilità autonoma e via dicendo... non c'è - e non ci deve essere - nulla di straordinario in tutto ciò.

Una società che si definisce "inclusiva" non deve chiedersi "quali sono gli interventi da attuare per aiutare le fasce più deboli della popolazione?", ma deve domandarsi "quali sono gli interventi da attuare perché anche le fasce più deboli della popolazione possano godere dei propri diritti?"... non si tratta di dare aiuto, ma di garantire dei diritti!

A questo proposito, la già citata Convenzione ONU parla di "accomodamenti ragionevoli", intendendo con questa locuzione tutte "le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l'esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali".

Quando una persona con disabilità è vittima del pregiudizio altrui, ogni suo sforzo per farsi "vedere" è vano, è come se fosse rinchiusa in una prigione.

Il sentirsi prigionieri genera frustrazione ed impotenza e queste, a loro volta, danno origine alla rabbia. La rabbia è un'emozione che, sino ad un certo punto, funziona da stimolo a fare di più e meglio, ma, superato quel punto, diventa essa stessa una barriera che allontana dalle altre persone (persino da quelle più intime: a lungo andare, infatti, la rabbia rende gli individui aggressivi e tale atteggiamento contribuisce a deteriorare la qualità delle relazioni interpersonali... sino ad arrivare a costituire un limite ancora più invalidante della disabilità stessa.

Nelle persone più vulnerabili, la frustrazione può esitare in uno stato depressivo, caratterizzato da disistima e da sfiducia nel futuro. Senza voler in alcun modo generalizzare, penso in particolare a coloro che diventano disabili in età avanzata (nel caso della disabilità visiva, essa spesso è la conseguenza di patologie insorte in età senile) - che hanno meno strumenti per affrontare il trauma - e gli adolescenti. Per quest'ultimi, il rischio è, in un certo senso, ancora più alto: essi, infatti, essendo nella fase di costruzione dell'identità, se non vengono adeguatamente supportati ed educati, crescono conformandosi ai pregiudizi comuni, senza neanche domandarsi se esista un'alternativa e, quindi, senza ambire ad una vita diversa.

L'essere costantemente costretti a lottare perché i propri diritti vengano rispettati, oltre a rappresentare un'inutile dispendio di tempo, energie e soldi - non è infatti infrequente la necessità di ricorrere all'autorità giudiziaria per vedersi riconosciuti i propri diritti -, costituisce una profonda ferita nella propria dignità di persona, che, nei soggetti più fragili, può lasciare dei segni indelebili (una delle funzioni delle associazioni di e per le persone con disabilità è proprio quella di assistere gli individui in queste situazioni che, se vengono affrontate da soli, rischiano di rappresentare un peso insostenibile).

Katia Caravello

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Periodici editi dalla sezione u.i.c.i. di milano: listino abbonamenti per l'anno 2016

Ai Lettori,

sono un esuberante, quindi mi sarebbe stato più naturale esordire con "Cari Amici", non posso pretendere da tutti un tale sentimento.

Ora che mi sono inserito nei vostri ... cuori ecco il messaggio: "è quasi fine anno, mancano qualche manciata di settimane per giungere al momento del quale gli abbonamenti sono da rinnovarsi; sono certo che tutti i lettori avranno saputo apprezzare il fatto che nel corso degli anni la quota relativa ai suddetti è rimasta invariata, la politica della sezione di Milano e conseguentemente del Presidente che hanno l'impegno della loro edizione è certa che queste scelte vadano a fare apprezzare e valutare un impegno economico che non è indifferente.

Sono convinto che questi periodici debbono ormai considerarsi una sorta di consuetudine che intende ricordare i benemeriti che li hanno istituiti convinti come erano di offrire un contributo alla diffusione del Braille oltre che un apporto informativo per tutti coloro che hanno sempre creduto nell'utilità delle nostre iniziative.

Sono impegnato a scegliere gli articoli con la certezza che offrano un apporto culturale, ricreativo e o di informazione. Alcuni di essi possono apparire e sono in effetti impegnativi perché entrano in particolari ambiti: oggi la cultura dei non vedenti è molto più approfondita che non un tempo, sono convinto che certi particolari contribuiscano a renderci più consapevoli di tutto quanto si muove intorno alla vita di tutti. Giudico Ora Serena e Voce Amica compensativi uno all'altro, da qui il suggerimento ad abbonarsi a entrambi.

Sino a quando trarremo dalla vostra disponibilità le giustificazioni sufficienti per poter proseguire, così sarà.

Giungano quindi a tutti gli abbonati la gratitudine della sezione, è di soddisfazione sapersi apprezzati, gli auguri per il nuovo anno e pure a nome vostro i sentimenti di particolare gratitudine a Maria Brambilla che corregge sempre a titolo gratuito e a Maurizio Ilardo che instancabilmente crede nella bontà del nostro procedere.

Ora sì un saluto particolarmente affettuoso a tutti gli "Amici" che mi hanno letto.

Il Direttore

Mario Censabella

COSTO DEGLI ABBONAMENTI:

- Voce Amica, pag. 64, 11 numeri, euro 26.00

- Ora Serena, pag. 52, 11 numeri, euro 25.00

Il pagamento è da effettuarsi sul c.c. postale N. 57073207 intestato a Unione Italiana Ciechi via Mozart 16 20122 Milano.

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comunicazioni varie

Dalla sezione di brescia

Trattamenti Shiatsu in Sezione

Comunichiamo che Jacopo Andreis, allievo dell'Associazione Shiatsu "Shingen - Il Tocco", socio e volontario della Sezione, si rende disponibile per effettuare, in sede, dei trattamenti.

Rinunciando al proprio compenso, il socio invita i richiedenti a versare, per ogni trattamento, della durata di circa un'ora, un'offerta libera che verrà devoluta interamente alla Sezione.

I trattamenti si terranno ogni venerdì presso la sede di via Divisione Tridentina n. 54 a Brescia a partire dal 6 Novembre.

Gli interessati sono pregati di fissare un appuntamento presso la segreteria sezionale, telefonando al numero 030.2209416.

Dalla sezione di pavia

LOTTERIA DELL'EPIFANIA 2016

Sono disponibili i nuovi biglietti della Lotteria della Sezione Provinciale di Pavia dell'U.I.C.I..

Come di tradizione, l'estrazione avverrà presso la nostra sede alla presenza dei Soci il giorno dell'Epifania e il primo premio in palio è un Buono Viaggio di € 2.000,00.

L'elenco completo di tutti gli altri interessanti premi è disponibile presso la nostra sezione ed è stampato su ciascun biglietto e sul nostro sito. Il costo del biglietto rimane invariato ed è di euro 1,50. Come sempre, il ricavato è destinato a sostenere l'attività della sezione ed in particolare i servizi svolti a favore dei ciechi e degli ipovedenti.

Dalla sezione di varese

2-6 gennaio 2015: vacanza sulla neve

Il Gruppo Ciechi Sportivi Varesini propone, dal 2 al 6 gennaio 2016, una vacanza sulla neve tra sci alpino, sci di fondo e ciaspolate all'hotel Alpina a Pozza di Fassa.

Il costo è di Euro 60 al giorno in mezza pensione.

Per iscrizioni e informazioni contattare Brandellero Ruggero oppure Rossi Milena a ai rispettivi recapiti telefonici da richiedere in Sezione.

DAL GRUPPO SPORTIVO NON VEDENTI MILANO

Giochiamo a Golf

Il Comune di Milano ha siglato una convenzione con il nuovo campo pubblico "Golf In" - Milano, situato nel parco Forlanini. Primo campo urbano in Italia, a soli 3 chilometri da piazza del Duomo, Golf In si propone di ospitare gratuitamente i giocatori non vedenti per avvicinarli alla pratica del golf.

Il progetto, denominato "Giocare insieme", ha coinvolto l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano e il Gruppo Sportivo Dilettantistico non vedenti di Milano. Open Day, aperto a tutti i tesserati, neofiti e giovani, per far conoscere il gioco del golf alle persone non vedenti e ai loro accompagnatori.

Per informazioni rivolgersi a: Golf In - Milano Via Arcangelo Corelli 134 Milano Tel. 02.29409235, e-mail: info@golfinmilano.it.

Progetto di ricerca: salute e gestione delle emozioni negative nelle persone non vedenti e ipovedenti

Il Prof. Pierluigi Diotaiuti, Ricercatore di Psicologia Generale dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Campus Folcara (FR), che insieme alla sua equipe sta conducendo una ricerca, su scala nazionale, sulla salute e la gestione delle emozioni negative nelle persone non vedenti e ipovedenti, chiede la collaborazione di persone con disabilità visiva disponibili ad aderire. Di seguito link che collega l'utente direttamente al questionario della ricerca:

http://my.questbase.com/take.aspx?pin=0712-4325-9429

La compilazione può essere effettuata direttamente on-line, poichè il questionario è compatibile con i sistemi per informazioni: e-mail p.diotaiuti@unicas.it.

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Agenzia Noodls del 16-10-2015

Open-white, la app che aiuta i non vedenti

MILANO. Presentata il 16 ottobre a Milano Open-white, la nuova applicazione per smartphone che consentirà ai non vedenti e agli ipovedenti di orientarsi meglio nello spazio, descrivendo le caratteristiche dei luoghi in cui si trovano. Uno strumento innovativo che nasce da un'idea di I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione visiva) e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sperimentato all'Istituto Claudio Varalli di Milano con il supporto di Fondazione Cariplo e MIUR (Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca) e sulla base di un progetto messo a punto da HQuadro. Openwhite funziona come un'audio-guida che individua, automaticamente, la posizione dell'utilizzatore e gli fornisce informazioni direzionali e di contesto. La App è stata progettata secondo precisi criteri di usability e di inclusive design e potrà essere facilmente integrata con le funzionalità di altre applicazioni scaricate sul proprio smartphone (telecamera, bussola,...etc.). Con un semplice tocco del display, Openwhite permette anche di ascoltare informazioni e comandi. Per gli ipovedenti, la lettura dei pulsanti è facilitata dall'interfaccia grafica ad elevato contrasto cromatico e leggibilità. Inoltre, la app è già predisposta per il multilingua, in modo da essere utilizzabile da chiunque nel mondo.

L'obiettivo del progetto è la sua diffusione in modalità Open, cioè con codice sorgente aperto a tutti coloro che vorranno contribuire al suo sviluppo. Creare una comunità Open Source consentirà una duplice evoluzione. Da un lato, favorirà il coinvolgimento di persone non specializzate, che potranno sfruttare la semplicità nel disegno dei percorsi, per alimentare, a costi molto contenuti, una vera e propria "rete" di guide multimediali accessibili a chiunque. In questo senso, l'obiettivo ultimo è consentire, ad ogni comunità e ad ogni famiglia, di poter disegnare in autonomia i percorsi di proprio interesse. Dal punto di vista strettamente tecnico, invece, la creazione di una community open permetterà una più una rapida evoluzione del software, ed una maggiore personalizzazione da parte di programmatori, enti, comunità e privati. Finora, la sperimentazione ha coinvolto la scuola e le giovani generazioni, che rappresentano senz'altro il miglior punto di partenza per i futuri sviluppi di questa tecnologia.

Maggiori info su www.openwhite.it

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Prima Pagina News del 28-10-2015

A Milano il Primo Congresso Nazionale sulla cataratta congenita

MILANO. Si terrà a Milano il prossimo 7 novembre, con inizio alle ore 10,00 presso la sala Laurenziana dell'Hotel Michelangelo (Piazza Luigi di Savoia 6 - Nei pressi della Stazione Centrale) il primo congresso nazionale organizzato dall'Associazione Cataratta Congenita dedicato al tema, appunto, della cataratta congenita.

L'evento, oltre all'associazione ACC vede il coinvolgimento dell'Associazione Sindrome Oculo-Facio-Cardio-Dentale e il supporto tecnico della casa editrice Rubbettino.

Il panel dei relatori è molto ricco e prevede tra gli altri la partecipazione del prof. Paolo Nucci e della dott.ssa Marika dello Strologo, della Clinica Oculistica Universitaria Ospedale San Giuseppe di Milano; della dott.ssa Elena Piozzi, del dott. Marco Mazza e della dott.ssa Silvana Penco dell'Ospedale Niguarda di Milano; del dott Riccardo Maggi, dell'ospedale Bambin Gesù di Roma; della dott.ssa Anna Gatti, ortottista dell'ASL3 di Genova; e dell'ottico Stefano Bernabei.

I temi trattati saranno tanti perché tante sono le domande che specie i genitori dei bambini affetti da una patologia considerata tra le principali cause di cecità nel mondo si pongono.

La cataratta congenita è una malattia insidiosa, spesso non diagnosticata in tempo utile per porre rimedio e talvolta confusa con la cataratta senile, con la quale condivide però solo il nome.

È una patologia che colpisce il cristallino, la lente contenuta all'interno dell'occhio, rendendolo opaco e dunque riducendo in parte o del tutto la visione. Può insorgere alla nascita o svilupparsi in particolar modo nei primi tre mesi di vita. Le opacità possono essere singole o multiple, a dimensione limitata (che interferiscono poco con la funzione visiva) oppure molto dense ed estese. La cataratta può manifestarsi in un solo occhio (dunque monolaterale) o in entrambi (bilaterale).

L'Associazione sorta da un gruppo Facebook di genitori desiderosi di scambiarsi esperienze e sostegno reciproci, nasce per dare risposte concrete alle tante domande ed esigenze delle famiglie nelle quali è presente un bambino affetto da tale patologie e conta soci provenienti da tutto Il Paese (isole comprese).

Di recente ha promosso la pubblicazione di un libro "I piccoli guerrieri della luce: Storie di bambini, genitori e della loro battaglia contro la cataratta congenita" (Rubbettino 2014) nel quale vengono raccontati cinque episodi esemplari, cinque storie di altrettanti bambini e famiglie e della loro lotta contro questa malattia.

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L'Eco di Bergamo del 20-10-2015

Retinopatie nei prematuri Tempestività decisiva

Nei casi più gravi può portare alla cecità, ma diagnosi e terapia precoci possono salvare la vista dei neonati.

BERGAMO. È una patologia che colpisce i bambini gravemente prematuri e può portare alla cecità: ma diagnosi e terapia precoci salvano la vista nella maggior parte dei casi. Oltre a ciò, si dimostra sempre più importante nel trattamento della retinopatia del prematuro, in gergo tecnico Rop, un approccio interdisciplinare con psicologi e ortottisti (esperti nella valutazione e riabilitazione visiva). Di questo, ma anche dei fattori di rischio, dello screening e del follow up si è discusso al Simposio Rop al Papa Giovanni e nella sede di Sant'Agostino dell'Università di Bergamo al convegno «Management clinico e riabilitativo del prematuro a rischio Rop, dalla "cura" alla "care"». La Rop colpisce bambini pretermine, soprattutto con un peso alla nascita inferiore ai 1,5 chili (al Papa Giovanni circa 90 ogni anno) e di età gestazionale inferiore alle 32 settimane. Complessivamente all'ospedale cittadino lo screening interessa circa 130 neonati sugli oltre 500 ricoverati in Patologia neonatale ogni anno: «La retinopatia del prematuro - spiega Flavia Fabiani, responsabile del Centro di Ipovisione e Riabilitazione visiva - rappresenta oggi una delle più gravi cause di ipovisione in età pediatrica. Ciò è legato anche all'aumento della sopravvivenza che porta con sé una serie di patologie, tra cui la Rop». Prima di ogni altra cosa, c'è la diagnosi: «Avviene nelle prime settimane di vita - continua - usando la Ret Cam che permette di avere la fotografia della retina del bambino grazie a una sonda a fibre ottiche». Poi arriva la terapia: «Attualmente è al laser - spiega Miroslav Kacerik, direttore dell'Unità operativa di Oculistica del Papa Giovanni - ma sta emergendo l'utilità di iniezioni di farmaci antiangiogenetici usati solitamente nell'adulto». Nei casi di diagnosi e trattamento precoce di una retinopatia non grave «si può avere una remissione completa, in altri avrà un certo grado di impedimento visivo», aggiunge Kacerik. Da qui la necessità anche di un'assistenza alla famiglia «che deve essere sempre sostenuta da professionisti - evidenzia Giovanna Mangili, direttore della Patologia neonatale -. Nel nostro reparto ci sono due figure presenti grazie alla collaborazione con la Psicologia clinica e sostenute dalle associazioni l'Orizzonte di Lorenzo e Per l'aiuto del Neonato».

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Giornale UICI del 15-10-2015

La mia esperienza di tirocinio presso il Consiglio regionale della Lombardia - esempio di buona prassi e storia di straordinaria normalità

di Fabio Amato

Quando mi si è presentata l'opportunità di svolgere un tirocinio presso il Consiglio regionale della Lombardia, a fronte dell'enorme entusiasmo con cui decisi di coglierla, le mie preoccupazioni riguardavano la disponibilità e l'adeguatezza della strumentazione di lavoro a mia disposizione, e lo spirito con il quale i miei interlocutori avrebbero affrontato una situazione per loro nuova, quale la presenza di una persona non vedente in quel particolare ambito lavorativo che è l'attività di supporto ad un'assemblea legislativa. Due variabili, queste, strettamente connesse tra loro, essendo indispensabile un atteggiamento di collaborazione reciproca al fine di risolvere assieme e nel migliore dei modi eventuali problematiche che possono via via presentarsi.

Fin dai miei primi contatti con le strutture del Consiglio per lo svolgimento del colloquio (previa valutazione dei titoli) in seguito al quale mi è stata assegnata la Borsa di Studio, i rapporti sono stati sempre improntati alla massima collaborazione, correttezza, professionalità e cordialità. Il positivo atteggiamento riscontrato nella totalità delle persone incontrate, è stato indispensabile per superare le varie problematiche logistiche. Trattandosi di un tirocinio temporaneo e non essendo quindi disponibili finanziamenti ad hoc per l'acquisto della strumentazione da parte dell'Amministrazione, inizialmente ho ottenuto di fare installare dai tecnici in forza alle Strutture il mio programma di sintesi vocale e soprattutto il display Braille, strumento a mio avviso fondamentale per un lavoro di qualità su testi complessi quali quelli giuridici, propri di quell'ambito lavorativo. Mi piace ricordare a tal proposito come, nonostante la mia proposta di rivolgersi, per qualsiasi richiesta, agli informatici dell'Istituto dei Ciechi di Milano (che svolge una funzione ben precisa in fatto di inserimento lavorativo), gli informatici del Consiglio abbiano optato (con successo) per provvedere direttamente all'installazione di programmi che pure non conoscevano. Ciò mi ha permesso di iniziare a lavorare fin dai primi giorni.

Successivamente, la determinazione della mia Dirigente tutor ha permesso di superare le perplessità (pur comprensibili visti gli alti costi dello strumento)dell'Amministrazione circa l'acquisto di un Display Braille. Dunque, da maggio non sono più costretto a portare il mio da casa, mentre per lo Screenreader mi è sufficiente portare la chiavetta contenente il numero di serie della mia licenza, tramite la quale avevo fatto installare il mio programma all'inizio del tirocinio. Per la collaborazione alla redazione dei verbali e per la stesura dei report, mi avvalgo invece di un apposito palmare di mia proprietà.

Per ciò che concerne la mobilità all'interno dell'ambiente lavorativo, ho provveduto direttamente con un'istruttrice di orientamento e mobilità tramite l'Unione Italiana Ciechi di Milano. Anche qui, è stato molto importante l'atteggiamento collaborativo da parte dei dipendenti della Struttura. Oltre alla disponibilità della Responsabile per la Sicurezza, la quale ha facilitato anche il lavoro dell'istruttrice nell'individuazione dei punti strategici per i miei spostamenti e per eventuali emergenze, personalmente non dimenticherò mai la naturalezza con cui i dipendenti hanno sempre visto il nostro lavoro ed in particolare la disponibilità con la quale hanno appreso dall'istruttrice le tecniche di accompagnamento.

Infine, un altro fattore determinante ai fini della buona riuscita dell'esperienza è stato dato dall'accessibilità pressoché totale della intranet e del sito del consiglio con le sue banche dati, circostanza che talvolta ancora fatica a riscontrarsi persino nelle Pubbliche Amministrazioni statali.

Nello specifico, il mio tirocinio si svolge presso il Servizio Commissioni e segnatamente presso gli uffici di assistenza Tecnico-giuridica e procedurale alle Commissioni consiliari IV - Attività produttive e occupazione" ed VIII - "Agricoltura, foreste, montagna e parchi". Le mansioni svolte sono riconducibili al profilo di istruttore direttivo o funzionario (nell'ordinamento di quell'ente la figura è denominata Responsabile della Posizione Organizzativa di Staff), categoria D nella contrattazione del comparto Regioni ed autonomie locali. Le attività che svolgo, in collaborazione e sotto la supervisione dei funzionari e della dirigente degli uffici, riguardano il supporto all'iter istruttorio delle leggi ed a titolo esemplificativo possono comprendere: la revisione giuridico-formale dei progetti di legge; la collaborazione con l'Ufficio Legislativo alla redazione di dossier di approfondimento e schede giuridiche per i progetti di legge; la stesura di relazioni illustrative o riassuntive su progetti di legge o pareri, ad uso e richiesta dei consiglieri; collaborazione alla stesura dei verbali delle sedute di Commissione, dei report delle audizioni e e redazione dei report riassuntivi delle sedute ad uso del vertice dell'Amministrazione.

Cosa può rappresentare in futuro questa esperienza?

Laureatomi in Scienze Politiche e di Governo nel dicembre 2012, quello dell'attività di supporto agli organi istituzionali è sempre stato il principale ambito di mio interesse. Tuttavia, prima della selezione cui ho partecipato per l'assegnazione di questa borsa di studio, non avevo avuto l'opportunità di sostenere prove concorsuali, data l'assenza di concorsi nelle zone limitrofe a quella in cui vivo ed i problemi che ancora si hanno nel reperire in formato elettronico accessibile i manuali dalle case editrici. Questo tirocinio, che si concluderà il prossimo febbraio e non potrà purtroppo avere ulteriori sviluppi per espressa previsione di legge, ha ulteriormente rafforzato, tra l'altro, l'aspirazione a lavorare in questo ambito.

Al di là delle aspirazioni personali, credo però che questa mia esperienza sia da tramandare e veicolare come esempio di buona prassi per la promozione dell'attività lavorativa dei minorati della vista. L'esito dell'inserimento lavorativo di una persona non vedente od ipovedente è dato dall'interazione di una serie di fattori sia tecnici, che ambientali i, umani e sociali. Pur non potendosi, nel mio caso, affermare di aver individuato una nuova professione per i non vedenti da tutelare con apposita legislazione, nondimeno ritengo che questa esperienza dimostri l'importanza del far conoscere ai datori di lavoro pubblici e privati le potenzialità che oggi la tecnologia offre per mansioni che solo fino a pochi anni fa erano di fatto quasi totalmente precluse ai privi della vista. Spesso infatti, sono gli stessi Centri per l'Impiego e le agenzie private a non conoscere queste possibilità ed i datori di lavoro, sia pubblici che privati, a non considerare mai adeguatamente soluzioni differenti dalle occupazioni tradizionali.

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La Gazzetta dello Sport del 30-10-2015

Basket, Legnano in mani sicure: Cassioli non vede, ma cura

Il fisioterapista della neopromossa, che domenica ha battuto la corazzata Verona, è affetto da retinite pigmentosa. Vede solo luce e buio, ma lo sport lo ha aiutato a superare tutte le barriere.

MILANO. Daniele Cassioli è tifoso della Roma, ha incontrato il Papa, ma non Francesco Totti. Ha vinto 16 ori mondiali e 10 europei nello sci nautico. Da fisioterapista dei Legnano Knights, squadra di pallacanestro di A2, ha vissuto la giornata più bella domenica scorsa. Perché la neopromossa lombarda ha compiuto un'impresa straordinaria vincendo (67-72) sul campo della corazzata Verona. Fin qui tutto normale. Non fosse che Daniele, classe 1986, è cieco dalla nascita a causa di una retinite pigmentosa: "Di solito è degenerativa, io ho mantenuto, però, lo stesso visus. Vedo luce e buio. La mia famiglia ha accettato tutto abbastanza in fretta".

SPORT SENZA BARRIERE. La priorità era rendere la vita di Daniele la migliore possibile: "Ho fatto tutte le scuole dell'obbligo. E ho preferito iscrivermi all'Insubria di Varese, quando, per i non vedenti, esiste una Università di fisioterapia a Firenze. Lo sport mi ha aiutato ad abbattere tante barriere. Ho iniziato a nuotare all'età di tre anni, poi ho praticato karate e sci alpino grazie al supporto del gruppo verbanese sciatori ciechi. Nel 1995, sul lago di Como, ho provato con lo sci nautico. Ed è stato amore a prima vista".

Ha vinto tutto quello che si poteva vincere, esclusa una medaglia olimpica, perché la disciplina non è inserita tra gli sport paralimpici. La svolta però arriva nel mondo del lavoro. Daniele apre uno studio di fisioterapia a Castellanza, paese dell'hinterland varesino, e da qui iniziano le collaborazioni con diverse realtà sportive del territorio. Del resto, i muscoli del Campionissimo per eccellenza dello sport azzurro, Fausto Coppi, erano coccolati da un massaggiatore cieco: Biagio Cavanna.

LEGNANO CHIAMA. Prima arriva la chiamata di una squadra di calcio amatoriale, poi quella, più prestigiosa, dei Legnano Knights. Con i quali condivide tutta la scalata fino all'attuale A2: "Avevano un vuoto in questo ruolo. E la necessità di potenziare la struttura. Era una grande opportunità e non me la sono lasciata scappare". Mattia Ferrari, coach di Legnano, in passato giocatore di Andrea Trinchieri a San Pio X ed assistente di Stefano Pillastrini sulla panchina della Virtus Bologna, ne rimane folgorato: "Non è facile avere fiducia, da subito, in una persona che non vede. Un preconcetto, nell'attuale società, c'è, purtroppo. Ricordo che, facendo le prime fasciature, sudavo. Poi mi sono fatto coraggio e ho pensato che, ancora una volta, non potevo pormi dei limiti. Mattia mi ha sempre supportato, ha ascoltati i miei consigli, ci confrontiamo ogni giorno. E soprattutto non gli ho mai riconsegnato un giocatore rotto...".

CHE IMPRESA. Il successo di Verona lo ha già messo nella bacheca dei ricordi più belli, domenica si va a Bologna: "E' stata una goduria, un premio a tutto il lavoro che stiamo facendo. Da neopromossi, è come se fossimo un bambino alla guida di una Formula 1. Quando sei giovane, hai poche aspettative, non avere pressione aiuta. Quando eravamo a -3, dentro di me, ripetevo 'se siamo maturi, questa la portiamo a casa'. Ricordo la sirena finale, l'urlo di gioia, la pizza del dopo partita, che aveva un sapore diverso dal solito...". Un inno alla normalità, parola d'ordine, da sempre, a casa Cassioli.

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Il Giornale.it del 27-10-2015

I milanesi non vedenti potranno giocare gratuitamente a golf

MILANO. Il Comune firma una convenzione con l'impianto di via Corelli. La promozione lanciata ieri a Palazzo Marino ha suscitato un pò di sorpresa, e invece l'associazione sportiva dell'Unione italianaCiechi era lì a garantire che può essere uno sport divertente e facile da praticare anche senza vista. E Milano sarà la prima città in Italia a permettere ai cittadini non o ipovedenti di avvicinarsi gratis a questa pratica. L'assessore allo Sport del Comune Chiara Bisconti ha firmato una convenzione con la società con la società Golf Milano Ssd che al Forlanini gestisce il primo campo urbano della città (il «Golf in Milano, in via Corelli 136).«Molti pensano che il golf sia uno sport d'elite - ha dichiarato l'assessore Bisconti - ma non è così. È una disciplina che come poche altre permette l'integrazione con persone portatrici di disabilità». Al campo Forlanini «i non vedenti potranno giocare gratuitamente insieme a persone normodotate». Con il progetto «Giocare Insieme» continua «rispondiamo ad una richiesta sociale e rendiamo questa città ancora più accessibile». Oltre a far conoscere il gioco del golf, l'iniziativa promossa da Unione Italiana Ciechi con il suo movimento sportivo e dal Comune, a partire da novembre permetterà al non vedente di utilizzare una struttura sportiva provvista di sei buche «Par 23» (1.600 metri) completa di un driving range con postazioni aperte e coperte, un pitching green con bunker, un putting green. Maestri della Federazione italiana golf saranno a disposizione per insegnare ai non vedenti la pratica del golf, affiancati da giocatori-accompagnatori volontari opportunamente preparati. Le buche dell'impianto sono costruite e modellate con particolare attenzione. La società «Blind Golf Italiana», presieduta dal giocatore campione italiano Davide Calcaterra, accompagnerà in questo periodo la «Golf in Milano» e il suo staff di maestri nella preparazione dei professionisti e degli accompagnatori. L'impianto di via Corelli inoltre organizzerà inoltre iniziative promozionali e delle giornate di open day per far conoscere questa novità agli aspiranti golfisti.

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Superando.it del 14-10-2015

Persone con disabilità visiva che creano bellezza

Sono i tanti artisti con disabilità visiva - italiani, ma anche provenienti da vari altri Paesi - che da alcuni anni danno vita alla mostra-concorso biennale di arte contemporanea "Sensi dell'arte | Art of Senses" e che in settembre sono stati protagonisti all'Istituto dei Ciechi di Milano, nell'àmbito della rassegna "Expo in città". Tra i momenti clou, la premiazione per le varie categorie artistiche, da parte di un'autorevole giuria, presieduta dal celebre disegnatore Sergio Staino.

MILANO. «Una grande opportunità per mostrare l'arte da un punto di vista differente, per leggere il mondo attraverso l'ispirazione creativa di qualcuno "altro" e per condividere una sensibilità artistica ai più sconosciuta»: così avevamo presentato, qualche tempo fa, la mostra-concorso biennale internazionale di arte contemporanea Sensi dell'arte | Art Senses, iniziativa nata nel 2010 a Massa Marittima (Grosseto), ad opera dell'Associazione Culturale toscana Art@ltro, allestita negli anni successivi in varie città italiane, con opere di artisti non vedenti e ipovedenti italiani, ma anche provenienti da Estonia, Finlandia, Gran Bretagna, Israele e Slovenia, avvalendosi del supporto dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), del Museo Tattile Statale Omero di Ancona e di altri partner.

Una nuova edizione (la terza), premiata con una Medaglia del Presidente della Repubblica, curata dall'artista Gian Paolo Bonesini e rappresentata da trentuno artisti con disabilità visiva, è approdata nel mese di settembre scorso all'Istituto dei Ciechi di Milano, arricchita da sette opere tattili di artisti vedenti e dalle sculture in marmo realizzate nel Simposio di Carrara Vedere con le mani, all'interno della rassegna Expo in città e inserita anche nel circuito delle Giornate Europee del Patrimonio 2015, promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo.

«Fotografie, sculture, dipinti, installazioni e grafiche - racconta Costanza Soprana, responsabile dell'Associazione Art@ltro - hanno sorpreso il pubblico attraverso una creatività inedita, che ribalta il concetto di accessibilità: la persona non vedente, da fruitore passivo dell'opera, si fa artista e creatore di bellezza, mettendosi in gioco di fronte a chi vede. Se esiste dunque un'arte per persone con disabilità visiva, ne esiste anche una creata da loro, che esce dai canoni consueti, per esprimere, con una grande varietà di linguaggi e mezzi espressivi, concetti e idee che possono risultare di difficile comprensione».

Uno dei momenti clou dell'iniziativa si è avuto senz'altro il giorno della premiazione dei vincitori della mostra-concorso, da parte della giuria presieduta dal noto disegnatore Sergio Staino - a sua volta persona con disabilità visiva - e composta dal direttore scientifico dell'Istituto dei Ciechi di Milano Giancarlo Abba, dal citato Gian Paolo Bonesini, dal direttore del Museo Tattile Statale Omero Aldo Grassini e dalla docente universitaria Silvia Simoncelli.

Ad aggiudicarsi il primo premio nelle varie categorie sono stati Antonella Cappabianca (Roma) per la Fotografia; Osvaldo Maffei (Rovereto-Trento) per la Grafica; Erika Tammpere (Tallinn, Estonia) per le Video-Installazioni; Adriano Ragazzi (Como) per la Pittura; Luigi Turati (Milano) per la Scultura.

Altri premi speciali sono andati a Sergio Cechet (Ronchi dei Legionari-Gorizia), Ivan Stojan Rutar (Koper, Slovenia) e Andrea Sica (Salerno). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@artaltro.it.

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La Provincia di Varese del 02-10-2015

Gli affreschi dell'Unesco da toccare con mano

Dopo l'annuncio il Museo Tattile adesso parte con il crowdfunding: potranno ammirarli anche i non vedenti grazie a un modello tattile.

VARESE. Un modello tattile di Santa Maria foris porta? Servono seimila euro ed è già pronta la campagna di crowdfunding. L'idea nasce in seno al museo tattile di Varese che ha iniziato a lavorare al progetto ad inizio del periodo estivo. «Adesso siamo pronti - spiega Livia Cornaggia, una delle ideatrici della proposta - Da martedì saremo online e la piattaforma per il nostro crowdfunding sarà accessibile a chiunque».

L'idea è quella di riprodurre modelli tattili in legno sia dell'edificio di Santa Maria foris porta che degli splendidi affreschi interni. Parliamo di un sito che è patrimonio Unesco, un'opera eccezionale che anche i non vedenti potranno ammirare. «In realtà i nostri modelli tattili colpiscono molto anche chi vede - spiega Cornaggia - Quello di leggere un'opera d'arte attraverso il tatto è un modo diverso, unico e coinvolgente per guardare l'opera stessa».

Ma da dove nasce l'idea del crowdfunding, un debutto assoluto per il museo tattile varesino e una pratica non proprio diffusa sul nostro territorio quale forma di finanziamento di un progetto.

«Da soli non ce la faremmo».

«Da soli non ce la faremmo - spiega Cornaggia - Abbiamo detto: proviamoci. Il bello del crowdfunding è che è una forma di finanziamento in grado di coinvolgere. Puoi donare anche soltanto due euro ma stai finanziando un progetto che diventa anche tuo. Che alla fine si compirà anche grazie al tuo contributo. Non è qualcosa di distaccato, di lontano». Funzionerà? «Noi ce lo auguriamo - spiega Cornaggia - Per lanciare la campagna abbiamo realizzato anche un video (lo trovate su youtube come modelli tattili Castelseprio). Lo abbiamo realizzato noi, con mezzi molto domestici. Girato con un cellulare, montato e musicato da noi. Ci avevano detto che non ci saremmo mai riusciti. E invece adesso il video c'è».

«Un'occasione per imparare».

E non è affatto male. E' incisivo e spiega nel dettaglio il progetto e il perché della sua importanza. «E' una cosa nuova che abbiamo imparato e già questo è un risultato - spiega Cornaggia - Questo tentativo con il crowdfunding, comunque vada, sarà per noi un'ulteriore occasione di imparare. E di gettare le basi per altre campagne». Non resta che partire. Da martedì trovate la campagna sulla piattaforma Eppella come Medolli Tattili Castelseprio. «A ciascun donatore andrà un riconoscimento - conclude Cornaggia - Ci saranno segnalazioni quali finanziatori del progetto al museo, biglietti omaggio e tanto altro».

di Simona Carnaghi

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Si augura buona lettura.

Comunicato n. 175, diramato in data 06-10-2015

Settimana bianca - Dobbiaco, 16 - 23 gennaio 2016

Riceviamo e diffondiamo

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Gentilissimi,

si comunica che anche quest'anno la Commissione Promozione Sport e Tempo Libero, con il contributo del Consiglio Regionale Toscano dell'UIC, organizzerà dal 16 al 23 gennaio 2016 la settimana bianca sulle nevi di Dobbiaco.

L'organizzazione prevede l'impiego di guide professioniste sia per accompagnare gli sciatori, sia, nei limiti del possibile, per uscite con escursioni. Sarà possibile noleggiare l'attrezzatura per praticare lo sci di fondo presso il "noleggio sci" situato di fronte all'Hotel.

Il soggiorno avverrà presso l'Hotel Union con trattamento in pensione completa.

Il costo dell'iniziativa è di € 465,50, compresa la tassa di soggiorno, escluso il premio della polizza assicurativa divenuta obbligatoria per tutti i partecipanti.

La quota comprende:

- colazione a buffet;

- pranzo: due primi, due secondi e dessert (da definire);

- cena con menu classico di tre portate con tre scelte e buffet di insalate;

- bevande: 1 bottiglia di acqua minerale gasata e naturale ogni 4 persone;

- uso gratuito delle attrezzature del reparto fitness e wellness: (sauna finlandese, idromassaggio, bagno turco), nonchè della sala congressi.

Mentre il pranzo del giorno dell'arrivo sarà a menu unico.

E' previsto uno sconto del 30% ai bambini fino all'età di 8 anni e un supplemento di € 15,0 giornalieri per la camera singola, e di euro 21,00 per la camera doppia uso singola.

L'utilizzo delle guide per sciare comporta un contributo aggiuntivo di € 50,00, ad esclusione degli sciatori Toscani, il cui contributo sarà a carico di questo Consiglio Regionale.

Anche quest'anno è stato ipotizzato il trasferimento con pullman di andata e ritorno dalla località sciistica con partenza da Firenze, il cui costo, per gli sciatori Toscani, sarà a carico di questo Consiglio Regionale.

Quest'anno, qualora si verificassero le condizioni, sarà organizzata una serata di dimostrazione tennis per non vedenti, presso il campo da tennis coperto dell'hotel con fruizione gratuita. Il breve corso dimostrativo sarà tenuto dall'istruttore Stefano Zambelli.

Al momento dell'iscrizione da effettuarsi entro e non oltre il 15/12 p.v. dovrà essere versato un anticipo di € 100,00 per coloro che non necessitano delle guide, e di € 150.00 per chi ne usufruisce. Tale anticipo sarà poi detratto al momento del saldo che dovrà essere effettuato presso l'hotel.

La prenotazione potrà essere fatta contattando Angelo Grazzini, coordinatore della Commissione, ai recapiti da richiedere al Consiglio Regionale UICI della Toscana, o all'Indirizzo e-mail: Angelo.Grazzini0@alice.it

Con l'occasione si porgono i più cordiali saluti.

Il Presidente

Antonio Quatraro

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Comunicato n. 180, diramato in data 12-10-2015

Stipula convenzione UNITELMA Sapienza

L'unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha aderito a un accordo convenzionale con l'Università UNITELMA Sapienza, con l'intento di favorire la formazione continua e l'aggiornamento professionale dei propri soci.

UNITELMA Sapienza è un fiore all'occhiello tutto italiano nel panorama della formazione a distanza. Nasce da un consorzio composto da Sapienza Università di Roma, Formez PA (che è un centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento delle P.A.) e Poste Italiane, realizzando attività didattiche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche avanzate e accessibili, in ottemperanza alla Legge 4/2004 e nel pieno rispetto delle raccomandazioni internazionali di accessibilità WCAG 2.0 fornite dal Consorzio mondiale per il web W3C.

L'offerta formativa di UNITELMA Sapienza è specificatamente articolata nel campo giuridico e aziendale, così come in dettaglio:

Corsi di Laurea Triennale in:

Corsi Magistrali in:

Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza

L'offerta spazia inoltre su master di I° e II° livello sempre nelle aree giuridico-economiche, della sanità, dello sviluppo tecnologico, della Pubblica amministrazione e offre corsi di formazione e di aggiornamento per numerose figure professionali.

Per più dettagliate informazioni, visitare la pagina web:

http://www.unitelmasapienza.it/didattica

La frequenza ai corsi universitari e lo svolgimento delle esercitazioni si possono effettuare comodamente da casa, o da qualsiasi altro luogo, tramite l'accesso riservato nell'area didattica on-line di UNITELMA, tramite la quale sarà possibile interagire anche con gli altri studenti, tutor e docenti in tempo reale a mezzo forum di discussione, e-mail, facebook e altro.

Gli appelli d'esame vengono invece fissati in presenza; lo studente potrà sostenere l'esame presso la sede centrale di Roma oppure scegliere il Polo didattico più comodo, tra i seguenti:

- Polo di Napoli, presso il Campus Città del Sapere UNITELMA-Sapienza

- Polo di Palermo, presso la sede A.N.F.E.

- Gela, presso la sede di A.N.F.E.

- Polo di Montesarchio (BN), presso l'Istituto di Ricerca Scientifica e di Alta Formazione-IRSAF

- Polo di Orta di Atella (CE), presso l'Istituto di Ricerca Scientifica e di Alta Formazione-IRSAF

- Polo di Lamezia Terme (CZ), presso il Centro Formazione Mecenate

- UNITELMA Sapienza Polo di Latina

Gli indirizzi e i recapiti telefonici dei singoli Poli sono consultabili alla pagina http://www.unitelmasapienza.it/studiare/poli-didattici

Di seguito, l'importo delle tasse universitarie, per il quale l'Unione ha chiesto e ottenuto da UNITELMA Sapienza il trattamento di maggior favore, come indicato nel brano.

della lettera del Magnifico Rettore, qui riportato:

<Gli iscritti presentati dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e pertanto certificati come soci, potranno iscriversi alle tariffe in convenzione [....] e precisamente:

Iscrizione ai corsi di Laurea

Iscrizione ai corsi di Laurea Magistrale e Laurea Magistrale a Ciclo Unico

Inoltre, qualora gli studenti acquisiscano il 60 per cento dei Crediti Formativi Universitari previsti per quell'annualità, e con una media non inferiore a 25/30, l'Università garantirà loro una borsa di studio totale per il 2° e 3° anno (non per gli studenti fuori corso): potranno così iscriversi a titolo gratuito fatta eccezione per la tassa regionale che al momento è pari ad Euro 140,00>.

Al momento dell'iscrizione, pertanto, gli interessati dovranno dimostrare di essere soci dell'U.I.CI. per poter fruire della riduzione delle tasse universitarie secondo gli importi indicati sopra.

L'accesso ai corsi di laurea di UNITELMA Sapienza è libero, senza vincoli di tempo e spazio. Non è previsto, infatti, alcun termine per l'immatricolazione (che può avvenire in qualsiasi momento dell'anno), nè l'accesso programmato ai corsi di laurea.

Per maggiori informazioni e ulteriori dettagli, rivolgersi a:

UNITELMA Sapienza

U.I.C.I. Presidenza Nazionale

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Dal Giornale UICI

Pordenone - Calendario e opuscolo 2016

La Biblioteca del libro parlato "Marcello Mecchia" dell'U.I.C.I. Onlus di Pordenone ha predisposto anche per il 2016 il calendario braille. Composto da 45 pagine, comprende, oltre alle tradizionali informazioni sui mesi, i Santi e le festività, lo zodiaco, le fasi lunari, le indicazioni per l'imbottigliamento dei vini, l'orario del sorgere e del tramonto del sole ed una serie di curiosità (meteo popolare) sul tempo, in base all'osservazione della natura e alle tradizioni.

In aggiunta quest'anno il mini calendario tascabile 2016, pratico e sintetico. Costo 10,00 Euro.

Oltre al calendario, la Biblioteca ha preparato la terza ed ultima edizione della serie «Perché si dice, perché si fa», curiosità sui principali modi di dire e sulle origini di alcune tradizioni popolari. La pubblicazione offre rinnovati spunti per continuare a rispondere a quanti infatti, almeno una volta nella vita, si saranno chiesti il perché o l'origine di alcuni modi di dire o di fare, come "fare alla carlona", "toccare ferro", "nato con la camicia" nonché "la storia della pipa", della "Coca-Cola", delle "Frecce Tricolori" ed altri, trovando risposta in brevi schede, racchiuse in circa 70 pagine. Costo 10,00 Euro.

Sono disponibili allo stesso costo anche le edizioni degli scorsi anni. Per chi le desiderasse tutte e tre il costo è di € 25,00.

Il pagamento potrà essere eseguito tramite apposito bollettino postale, allegato nella spedizione.

Per prenotazioni: U.I.C.I. Pordenone - tel. 0434-21941 o 0434/208258 - e-mail: uicpn@uiciechi.it. Sito: www.uicpordenone.org

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SEDE CENTRALE: COMUNICATI DIRAMATI NEL MESE DI OTTOBRE

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Superando.it del 06-10-2015

Pian piano si va avanti (almeno sui cani guida)

di Stefano Borgato

Quattro anni fa, a dispetto di Leggi dello Stato ormai "storiche", un Dirigente Scolastico aveva negato a un'alunna con disabilità visiva il permesso ad entrare nell'istituto con il proprio cane guida. Qualche settimana fa, invece, tutt'altro scenario in un'altra scuola, dove uno dei nuovi "alunni" in classe è proprio il cane guida di una ragazza ipovedente. E a Belluno la Procura verifica la legittimità del divieto ai cani guida di accedere alla scala mobile che porta al centro della città...

Due recenti notizie, provenienti dal Veneto, fanno pensare che almeno sulla questione dei cani guida che accompagnano le persone con disabilità visiva qualcosa stia veramente cambiando.

A Padova, infatti, al Liceo Scientifico Curiel, da qualche settimana c'è un nuovo "alunno" sul primo banco davanti alla cattedra della Seconda G. Si chiama Ice Tea, è frutto di un incrocio tra un labrador e un pastore tedesco ed è il cane specificamente addestrato in Francia per accompagnare Francesca, giovane ipovedente dalla nascita.

«Se da oggi Ice Tea può restare cinque ore al giorno in classe senza creare problemi - spiega il Dirigente Scolastico del liceo padovano - è perché a monte c'è stato tutto un processo organizzativo cui hanno partecipato i coordinatori della Fondazione Holmann, la cui sede italiana è in provincia di Novara, i genitori di Francesca, i docenti e gli studenti. Si può dunque dire che abbiamo fatto le cose per bene, trovando anche uno spazio esterno in giardino, dove il cane può fare i propri bisogni e coinvolgendo nel progetto pure i collaboratori scolastici».

A questo punto è necessario un passo indietro di circa quattro anni, per approdare al Liceo Majorana di Latina e ripiombare in tutt'altro scenario, così come aveva denunciato a suo tempo l'Associazione Blindsight Project. Era infatti il 2011, quando il Dirigente di quella scuola aveva negato a un'alunna diciassettenne il permesso ad entrare nell'istituto con il proprio cane guida, costringendola a rivolgersi a un avvocato, insieme alla sua famiglia. «Non è necessaria la presenza di un cane guida nella scuola - si era letto nel provvedimento disposto dalla stessa -. L'animale, quindi, potrà solo accedere fino all'ingresso dell'istituto e poi attendere la ragazza all'uscita».

Chiaramente quel Dirigente Scolastico si era "scordato" dell'esistenza di leggi ormai "storiche" dello Stato italiano, rammentate così dall'ottima guida realizzata dalla citata Blindsight Project, intitolata Tutto sul cane guida (e i suoi amici umani): «La prima cosa da non dimenticare mai è che il cane guida che accompagna la persona disabile della vista (cieco o ipovedente) non può essere separato dallo stesso in quanto considerato "ausilio per persona disabile"; è quindi tutelato dalla legge (n. 37 del 1974, integrata dalla Legge n. 60 dell'8 febbraio 2006 pubblicata nella G.U. n. 52 del 3 marzo 2006), che garantisce OVUNQUE SENZA LIMITAZIONE l'ingresso GRATUITO al cane guida che accompagna disabile visivo anche dove i cani normalmente non sono ammessi [...]».

Ma più della stessa - e quanto meno grave - mancata applicazione delle Leggi, quel che preme sottolineare in questo caso è come tra una vicenda e l'altra il salto culturale sia ben più ampio dei soli quattro anni trascorsi.

A confortarci ulteriormente c'è poi l'altra notizia, proveniente questa volta da Belluno, e riferita a una vicenda - quella della scala mobile che porta al centro della città, proibita ai cani guida - divenuta ormai una sorta di "simbolo", per la nostra testata, rispetto alla battaglia per il libero accesso con il proprio animale, ovunque e senza limitazioni.

L'ultimo nostro aggiornamento risaliva all'inizio di settembre, quando da una parte il sindaco di Belluno Jacopo Massaro aveva dichiarato di essere in attesa «che la commissione ministeriale appositamente convocata» trovasse «una soluzione al problema, ad esempio introducendo una deroga per i cani appositamente addestrati», mentre dall'altra parte le stesse persone con disabilità visiva protagoniste nei mesi precedenti di clamorose proteste, avevano ribadito che «tutti i cani guida sono preparati per salire le scale mobili» e che «non serve nessuna integrazione: basta applicare la legge». Donde l'esposto presentato dalle stesse ai Carabinieri di Feltre (Belluno), con la richiesta all'autorità di pubblica sicurezza di mediare il loro dissidio con l'Amministrazione Comunale bellunese e con la Società Bellunum, che gestisce l'impianto.

Ebbene, la novità appresa dalle testate locali qualche giorno fa è che la Procura di Belluno ha aperto un fascicolo, senza per altro alcun indagato né alcuna notizia di reato, per accertare e verificare la legittimità di quel divieto. E anche questo è un fatto non certo trascurabile.

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La Stampa del 15-10-2015

Cane-guida della non vedente non può salire sul bus ma i passeggeri insorgono

ALESSANDRIA. Non voleva farla salire sul bus perché il suo cane guida, un labrador nero, è di taglia troppo grossa. ma i passeggeri la difendono e così lei, una donna non vedente residente a Casale Monferrato, riesce ad andare al lavoro. È successo ad Ana Moldy Mindrila, che ogni giorno accompagnata dal suo fedele e indispensabile compagno prende il bus per Vercelli. Ieri la donna si è imbattuta in un autista dai modi burberi: «Come ogni mattina stavo aspettando l'autobus proveniente da Alessandria - racconta la donna -. Una volta arrivato in stazione, ho provato a salire sul mezzo ma l'autista mi ha fermato con modi brutali intimandomi di scendere subito perché il mio cane guida è troppo grosso». A quel punto Ana scende.

LA REAZIONE. Ma il comportamento dell'autista suscita un'ondata di indignazione negli altri passeggeri che assistono alla scena: «Un uomo - prosegue la non vedente - ha detto al conducente di farmi salire con il cane o avrebbe immediatamente chiamato la polizia. L'autista, forse per paura di ripercussioni, ha accettato, imponendomi però di salire dalla porta posteriore, in modo che non mi potesse vedere. Alcune persone hanno chiesto al guidatore le generalità, ma lui non ha voluto fornirle».

Ana Moldy Mindrila ha potuto così raggiungere la stazione di Vercelli e il posto di lavoro: «Dal '74 una legge permette ai non vedenti di salire a bordo dei mezzi pubblici accompagnati dai loro cani - sottolinea la donna -. Ho diritto a questo servizio. Spero che in futuro non capitino più episodi simili». Del caso s'è occupata anche la Blindsight project, un'associazione che si occupa del sostegno ai disabili sensoriali, che ha scritto una mail alla società Autoticino (responsabile della tratta Vercelli-Casale).

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Diario del Web del 16-10-2015

La Stac si scusa con la donna cieca dal cane guida "troppo grasso"

VERCELLI. Sono arrivate le scuse dalla Stac Autoticino alla donna, cieca, lasciata a terra due giorni fa sulla tratta Casale Vercelli perché il suo cane guida era troppo grasso. «Ci scusiamo per l'accaduto con la protagonista di questa storia e con tutti i passeggeri e, a prescindere da qualunque motivazione possa essere addotta per tale comportamento: abbiamo richiesto alla passeggera un incontro al fine di poterle esprimere di persona il nostro rincrescimento e le nostre scuse per quanto accaduto», è scritto in un comunicato.

La compagnia ha annunciato di aver aperto «un'indagine interna al fine di accertare i fatti e stabilirne le responsabilità per determinare eventuali conseguenti provvedimenti disciplinari». L'azienda ha stigmatizzato il comportamento del proprio personale, definendolo «non conforme al nostro regolamento che vede impartite al nostro personale norme ispirate sempre al rispetto di buon senso, umanità, legge e ovviamente contro ogni discriminazione». Per questo motivo la Stac si dissocia fortemente da quanto accaduto e condanna «qualsiasi gesto possa aver fatto l'autista in difformità dalle istruzioni impartite e dalla condotta costante tenuta dall'azienda fin dalla sua fondazione, oltre un secolo fa».

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Diario del Web del 27-10-2015

Sospeso l'autista che lasciò a terra la non vedente dal cane "troppo grasso"

Dopo le scuse dalla Stac Autoticino alla donna, cieca, lasciata a terra sulla tratta Casale Vercelli, ora sono arrivati i provvedimenti nei confronti del conducente, che ha fornito la sua versione dei fatti.

VERCELLI. Dopo le scuse dalla Stac Autoticino alla donna, cieca, lasciata a terra sulla tratta Casale Vercelli perché il suo cane guida era troppo grasso ora sono arrivati i provvedimenti nei confronti dell'autista.

Il conducente ha spiegato, fa sapere l'azienda, «di non essersi accorto che la signora era 'non vedente' e che il suo cane fosse un cane guida, da qui la sua reazione interdittiva alla salita a bordo di un cane non munito di museruola». Nella stessa risposta il dipendente, resosi successivamente conto dell'errore, ha porto, per il tramite dell'azienda, le sue scuse alla signora non vedente, agli altri passeggeri che erano a bordo, ai suoi colleghi e a tutta l'Autoticino stessa per quanto causato.

Autoticino non ha comunque ritenuto sufficienti le giustificazioni del proprio impiegato e per questo è stato sospeso dal servizio e dalla retribuzione per il massimo consentito dal CCNL di categoria. Il lavoratore ha inoltre deciso di devolvere 500 euro ad una associazione che si occupa dell'addestramento dei cani guida, autorizzando l'azienda a trattenerli dalle sue competenze.

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Agenzia Dire del 21-10-2015

Roma, non vedente va in commissariato ma resta in sala d'attesa: il cane guida non può entrare

ROMA. "A me non interessa trovare il dipendente da punire, a me interessa che un ente come la Polizia sia a conoscenza delle leggi. Il cane poteva entrare, io sono stata costretta a denunciare lo smarrimento dei documenti in sala d'attesa". A.A. è una 35enne non vedente. Ieri, 20 ottobre, attorno alle 20 si è recata in questura, commissariato Tuscolana. Era con la mamma, ma era accompagnata dal proprio cane guida come da 20 anni a questa parte. Giusto il tempo di denunciare lo smarrimento del documento d'identità. Ma al momento di entrare, la brutta sorpresa: 'Il cane non può entrare'. A dare la notizia la Blindsight Project, una Onlus per disabili sensoriali, nata a marzo 2006, con sede legale a Roma e iscritta al Registro Volontariato Regione Lazio.

Il no alla ragazza le è stato dato da "un poliziotto all'ingresso del Commissariato- ha spiegato all'agenzia Dire- È poi salito per andarsi a informare, è sceso anche un altro per farmi fare la denuncia in sala d'attesa. Loro hanno fatto tutto in buona fede, sono stati molto educati. Ma farmi fare la denuncia in sala d'attesa non è stata proprio una gentilezza. Sono state violate due leggi, una per la privacy, una per il cane guida. La cosa principale per la quale mi sto muovendo e sto cercando di fare informazione è una mancanza di informazione e di formazione all'interno di un ente come questo". Al momento del no qualcuno è intervenuto per difendere i diritti della ragazza: "C'era un mio amico, anche lui non vedente. Era lì per un passaporto. Si è alterato, ha detto a chi mi aveva detto di non salire 'ma che figura ci fa, esiste una legge, non potete vietare l'ingresso al cane guida".

Ci può stare, secondo la giovane, "che la gente al ristorante o al supermercato non conosca le leggi. Ma in Questura non deve succedere. Se io cittadino li dovessi chiamare per farmi aiutare, le leggi le devono conoscere. Altrimenti chi mi aiuta o chi mi tutela? Io non me la prendo con il dipendente o con chi sta più su. È un meccanismo che non funziona. Sospetto che non sia cosa di sola questa realtà ma è diffusa". Il problema di fondo "è l'assenza di formazione. Quello che chiedo è un aggiornamento del personale sulle leggi sulla disabilità. Vediamo il nostro caso, o anche chi ha le carrozzine. È un mondo, serve un aggiornamento".

Questo perché casi del genere non succedano più: "Come capitato a me o ad altri in passato. So di casi in cui sono state chiamate le Forze dell'ordine, per esempio all'ingresso del supermercato, ma in cui chi è intervenuto non è riuscito a far applicare la legge. Non va bene. Ho il sospetto che questa mancanza sia diffusa. Come si dice, la legge non ammette ignoranza. Non è possibile che un ente così speciale non sia al corrente. Forse c'è qualcosa che non va".

La Questura ha contattato l'associazione e la ragazza: "Ci hanno dato appuntamento per venerdì, vediamo cosa ci diranno. Vogliamo chiedere una formazione apposta. Ripeto, non mi interessa cercare il dipendente da punire, preferisco un aggiornamento professionale, ha più senso la formazione".

di Adriano Gasperetti

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Redattore Sociale del 23-10-2015

Non vedente non può accedere al Commissariato con il cane guida. "Polizia chieda scusa"

Il presidente dell'Unione ciechi Mario Barbuto si dice "indignato e sconcertato" e spera in un "episodio isolato dovuto a ignoranza della legge e a eccessiva superficialità". Offerta collaborazione gratuita per "momenti di informazione e documentazione sulla vita quotidiana dei ciechi e degli ipovedenti".

ROMA. "Se la Polizia ha sbagliato, deve chiedere scusa!". Il presidente del'Unione italiana ciechi, Mario Barbuto, ha scritto al capo della Polizia di Stato, prefetto Alessandro Pansa, in merito al caso della donna non vedente alla quale ieri, presso il Commissariato Tuscolano di Roma, è stato impedito di salire al piano superiore insieme al suo cane guida. La donna era andata al Commissariato per sporgere una denuncia di smarrimento: il personale della stazione ha lasciato la signora in anticamera e lì ha raccolto la denuncia, "in condizioni di totale assenza di riservatezza, con la motivazione incredibile che il cane-guida non poteva entrare".

Scrive Barbuto a Pansa: "Certo non sarò io a dover ricordare ai tutori dell'ordine le leggi dello Stato che prevedono il libero accesso del cane-guida in ogni luogo aperto al pubblico, così come non insisterò oltre sul fatto che gli organi di Polizia sarebbero tenuti non solo a rispettare, ma addirittura a far rispettare quelle leggi. Sono intimamente convinto si sia trattato di un episodio isolato - prosegue il presidente dell'Unione ciechi -, un imperdonabile infortunio dovuto a ignoranza della legge e a eccessiva superficialità, proprio perché, in mille altre circostanze, nelle forze di Polizia noi ciechi e ipovedenti abbiamo sempre riscontrato attenzione, cortesia, rispetto e sollecitudine. Per questa ragione dunque (...) sono a chiederle le pubbliche scuse formali alla signora non vedente offesa da un gesto riprovevole e odioso, nonché a tutta la categoria dei ciechi e degli ipovedenti, certamente scossa nel leggere di un simile episodio di discriminazione".

Barbuto si rende anche disponibile a fare percorsi di conoscenza della vita dei ciechi e degli ipovedenti: "Offro, in spirito di servizio e a titolo del tutto gratuito, la disponibilità e la competenza della nostra associazione, per organizzare insieme alle autorità di Pubblica sicurezza momenti di informazione e di documentazione sulla vita quotidiana dei ciechi e degli ipovedenti, proprio a partire dai cani-guida e fino a ricomprendere i molteplici aspetti che riguardano i gesti e le azioni di tutti i giorni".

Conclude il presidente dell'Unione dei ciechi e degli ipovedenti nella sua lettera al capo della Polizia: "Sono certo che vorrà comprendere l'indignazione e lo sconcerto mio personale e dell'intera categoria dinanzi a simili episodi, come sono convinto che vorrà raccogliere la nostra offerta di collaborazione, volta solo a migliorare le capacità di risposta e di attenzione dell'autorità verso i cittadini, con particolare riguardo per quelli più deboli e meno tutelati". (ep)

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Superando.it del 24-10-2015

Dalla doppia discriminazione ai corsi di formazione

Sono decisamente positivi gli sviluppi di una vicenda ripresa da vari organi d'informazione, che aveva visto una donna con disabilità visiva doppiamente discriminata in un Commissariato romano, sia per la privacy che per il divieto di fare entrare il proprio cane guida nel posto di polizia. Infatti, oltre alle scuse formali delle Forze dell'Ordine, è arrivata anche la proposta, all'Associazione Blindsight Project, che aveva denunciato l'accaduto, di organizzare insieme corsi di formazione e informazione nelle questure italiane.

Doppiamente discriminata: nella sua privacy e nel suo diritto di fare entrare il proprio cane guida «in tutti i luoghi aperti al pubblico», come recitano leggi ormai lontane nel tempo (Legge 37/74, aggiornata successivamente dalla Legge 60/06) e come siamo purtroppo costretti a ricordare sin troppo spesso. Un fatto, poi, ancor più grave, perché accaduto in un Commissariato della Polizia di Stato.

A denunciare la disavventura vissuta nei giorni scorsi da una donna con disabilità visiva era stata l'Associazione Blindsight Project - impegnata da anni a vari livelli, per l'inclusione delle persone con disabilità, e in particolare di quelle con disabilità visiva - che ha raccontato appunto di quanto accaduto al Commissariato Tuscolano di Roma, dove la trentacinquenne si era recata con la madre e con il proprio cane guida a denunciare lo smarrimento del documento d'identità. «Il cane non può entrare», le era però stato risposto, cosicché si era proceduto alla denuncia nella sala d'attesa del posto di polizia. «Sono state violate due leggi - aveva dichiarato la signora a una delle tante testate che si era soffermata sul fatto - una per la privacy e una per il cane guida».

Successivamente, anche Mario Barbuto, presidente nazionale dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), aveva indirizzato una lettera direttamente al Capo della Polizia di Stato, nella quale - oltre a rendersi disponibile a «organizzare insieme alle Autorità di Pubblica Sicurezza, momenti di informazione e documentazione sulla vita quotidiana dei ciechi e degli ipovedenti» -, aveva chiesto «le pubbliche scuse formali alla signora non vedente offesa da un gesto riprovevole e odioso, nonché a tutta la categoria dei ciechi e degli ipovedenti, certamente scossa nel leggere di un simile episodio di discriminazione».

Ebbene, proprio oggi, a quanto pare, una vicenda tanto negativa si è sviluppata in modo quasi insperatamente positivo, durante l'incontro avvenuto nello stesso Commissariato Tuscolano di Roma, tra una delegazione dell'Associazione Blindsight Project, accompagnata anche da Ada Orsatti, presidente dell'AILA (Associazione Italiana Lotta agli Abusi) e un responsabile delle Forze delle Ordine. «Oltre a fare entrare ben tre cani guida - racconta infatti Laura Raffaeli, presidente di Blindsight Project - il comando si è assunto la responsabilità dell'accaduto, porgendo scuse formali. Non solo. Ci ha proposto di organizzare corsi di formazione e informazione non solo ai comandi della Capitale, ma in tutte le questure d'Italia e siamo intenzionati a partire già dalle prossime settimane».

«L'incontro è andato bene - sottolinea dal canto suo Simona Zanella, altra componente di Blindsight Project che ha partecipato allo stesso - anche perché abbiamo voluto mettere da parte le polemiche, per cercare di creare una cosa positiva da un fatto negativo».

Un risultato, quindi, decisamente positivo e se la "semina" avviata oggi porterà ai frutti sperati, si potrà dire di aver compiuto un ulteriore passo per far conoscere meglio la realtà della disabilità, soprattutto da parte di chi, ai diversi livelli, deve agire a contatto con il pubblico. (S.B.)

Ringraziamo Massimiliano Bellini per la collaborazione.

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Superando.it del 16-10-2015

Sensibilizzare sui cani guida è quanto mai opportuno

Che i cani guida delle persone con disabilità visiva possano accedere ad ogni luogo aperto al pubblico è una verità di legge che non finiremo mai di ribadire, specie assistendo al ripetersi di episodi discriminatori, come quello - recentissimo - avvenuto su un autobus in Piemonte. Risultano quindi quanto mai opportune iniziative come la Giornata Nazionale del Cane Guida per Ciechi del 16 ottobre, promossa dall'UICI, e la relativa passeggiata per le vie di Roma di numerose persone con disabilità visiva insieme al loro animale.

«Il cane guida è una grande conquista di libertà per tante persone che hanno difficoltà a muoversi. Tutelare questa nostra libertà significa garantire il diritto di andare con i nostri cani in ogni luogo aperto al pubblico: ristoranti, mezzi di trasporto, scale mobili, alberghi ecc. Stiamo parlando di un vero "compagno di libertà", sempre disponibile e pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità. Purtroppo, però, ancora oggi, spesso, non viene permesso al non vedente accompagnato dal cane guida di entrare in un ristorante, di prendere un taxi o di utilizzare mezzi di trasporto pubblico, nonostante una norma di oltre quarant'anni - la Legge 37/74, aggiornata successivamente dalla Legge 60/06 - reciti che "il cieco con il cane guida può entrare in tutti i luoghi aperti al pubblico"».

Risultano quanto mai opportune, le parole di Mario Barbuto, presidente nazionale dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), tanto più ricordando vicende da noi ampiamente denunciate, come quella che costituisce una sorta di "battaglia-simbolo", per fare accedere i cani guida sulla scala mobile che porta al centro storico di Belluno, o vicende ancor più recenti - che segnaliamo proprio in questa occasione - come quella che ha visto nei giorni scorsi l'autista di un autobus della tratta piemontese Casale Monferrato-Vercelli pretendere di negare l'accesso al mezzo a una donna con disabilità visiva, perché l'animale «era di taglia troppo grossa» (per dovere di cronaca va anche annotato da una parte che gli altri passeggeri sembra siano letteralmente insorti, imponendo all'autista di fare risalire la persona, dall'altra che la Direzione di Stac Autoticino, la Società responsabile della tratta Casale Monferrato-Vercelli, ha annunciato di avere aperto un'indagine interna al fine di accertare i fatti e stabilire eventuali responsabilità, dissociandosi da ogni eventuale discriminazione).

«Ogni rifiuto di questa nostra libertà - aggiunge Barbuto - costituisce una violazione dei nostri diritti umani basilari. A questi diritti non potremo mai rinunciare e sarà nostro dovere difenderli in ogni sede e con ogni mezzo».

Le dichiarazioni del Presidente dell'UICI arrivano in fase di presentazione della Giornata Nazionale del Cane Guida per Ciechi del 16 ottobre, iniziativa anch'essa quanto mai opportuna, istituita dalla stessa UICI nel 2006, per portare all'attenzione del grande pubblico il tema della mobilità e della facile circolazione.

Per l'occasione, come già lo scorso anno, l'UICI di Roma ha organizzato una passeggiata per le vie della Capitale, cui parteciperanno i soci accompagnati dai loro cani guida, arrivando in tarda mattinata in Piazza del Campidoglio, dove il Presidente dell'Assemblea Capitolina e altre autorità incontreranno la delegazione. Successivamente, sempre in Piazza del Campidoglio, vi sarà una dimostrazione delle scuole cani guida, mentre nel pomeriggio, a SlashRadio (la web radio dell'UICI), andrà in onda una trasmissione radiofonica con la partecipazione delle scuole cani guida e l'intervento da parte di utenti di tutta Italia.

«Oltre ad essere un amico impagabile - dichiara in conclusione Giuliano Frittelli, presidente dell'UICI di Roma - il cane guida è anche un "ausilio insostituibile" per la mobilità della persona con disabilità visiva. Purtroppo, a volte, questa realtà non è sufficientemente conosciuta e accolta e per questo riteniamo che incontrare la cittadinanza lungo il percorso e in seguito le rappresentanze istituzionali, possa essere un momento di fondamentale sensibilizzazione della città». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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Giornale UICI del 21-10-2015

Firenze - La Decima Giornata dedicata al cane guida, impressioni e commenti di chi ha scelto di partecipare a questa festa

di Elena Ferroni

Venerdì 16 ottobre 2015, non è un giorno come gli altri per chi come me non vede, o vede solo luce e ombra e ha deciso di affidare la sua libertà di movimento nel mondo agli occhi di un cane, nel mio caso una labrador miele con le orecchie morbide di nome Vanda. Dunque è un giorno speciale: è la giornata dedicata al cane guida, giunta alla sua decima edizione. L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS ne ha promosso la celebrazione per la prima volta il 16 ottobre del 2006. Da 10 anni quindi abbiamo a disposizione un appuntamento importante per dire grazie alle scuole di addestramento e raccontare cosa fanno per noi questi meravigliosi animali.

Proprio per tali ragioni, venerdì mattina alcuni non vedenti oltre a me, si sono messi in viaggio da varie parti della Toscana (Livorno, Pisa, Firenze, Lucca, provincia di Arezzo e di Siena). Siamo tutti partiti di buon'ora per confluire nel capoluogo toscano dove ci aspettava un compito davvero importante: prima nella palestra di una scuola media, poi dopo un buon pranzo tutti insieme spostandoci in una piazza centrale della città di Firenze, abbiamo cercato di trasmettere con forza quanto sono preziose le nostre guide a quattro zampe. "Per l'occasione - scherza Massimo - io e John, il mio labrador biondo, ci siamo fatti anche la barba!"

"Devo dire che ho vissuto molto intensamente tutta la giornata e sono rimasta molto contenta dell'interesse dimostrato dalla gente verso i cani e non solo - afferma Luciana - I ragazzi a scuola sono stati molto attenti e curiosi, facendo domande di vario genere. Poi nel pomeriggio in centro eravamo proprio tanti, non vedenti con i cani guida, alcune famiglie affidatarie con i cuccioli e la scuola di Scandicci che ha effettuato delle dimostrazioni pratiche su come viene fatto l'addestramento. Essere tanto visibili in una piazza di Firenze così importante e centrale mi ha riempito di gioia! E' stato molto emozionante! Si... perché questi esseri speciali per noi fanno veramente una cosa grande e credo che festeggiarli sia il minimo da parte nostra!

Mi auguro che il cane guida sia sempre più conosciuto e riconosciuto"

"E' stata una giornata memorabile - dice Giuliano - Finalmente una ricorrenza con un solo obiettivo, quello di rendere visibile e più popolare la realtà del cieco aiutato nella sua autonomia dal cane. Personalmente mi sono entusiasmato dell'interesse di tante persone che ci hanno domandato di tutto. Per questo penso che dovremo continuare a farci vedere in tutto il nostro territorio, ancora purtroppo la gente non capisce cosa fa quella persona attaccata al cane, soprattutto come dovrebbe comportarsi nei nostri confronti. Si fa presto a dire che sono magari anche maleducati se non ci danno strada oppure insistono a tenere il loro cane sulla nostra traiettoria, se non sono mai stati educati a questo".

Ecco poi Aldo che ci fa sorridere, perché ponendo l'accento sullo spostamento avvenuto dopo pranzo nota: "Quando mai si sono visti 6 cani guida tutti insieme su un autobus?"

E Arrivano anche le parole di Vallì per apprezzare un altra sfaccettatura della giornata: "A me è piaciuta l'invasione pacifica delle vie del centro con i nostri cagnoloni, che c'è stata dalla fermata dell'autobus per raggiungere piazza della Repubblica e, al nostro passaggio, le persone che commentavano quanto sono bravi. Inoltre ci tengo a ricordare la presenza degli affidatari e l'importanza del loro ruolo - continua Vallì - Credo che non potremo ringraziare mai abbastanza persone come la signora Anna, che ha avuto 14 cuccioli in affidamento". Anche Elena descrive in maniera simile la nostra passeggiata per le vie del centro di Firenze: "La grande emozione di andare in giro tutti insieme per la strada, sentendo i commenti della gente che dicono che belli, rivolti ai nostri cani e non a noi. Quindi l'attenzione è stata tutta loro, sui nostri amici a 4 zampe, i nostri occhi, coloro che ci aiutano. Uno slogan per i nostri cani - termina Elena - potrebbe essere uniti per la guida".

Concludo questa pennellata di commenti ed impressioni dicendo grazie proprio a loro: Alderica, John, Nicol, Rudi, Tabata, Vanda, Zorro e a tutti i cagnoni per il loro esserci sempre. E raccogliendo l'intenzione di chi con me c'è stato in questo 16 ottobre, di continuare insieme a farci vedere e a raccontare, in ogni luogo della nostra vita e in occasioni dedicate, quella relazione così speciale che si crea tra cieco e cane guida e quella libertà di movimento che un tale team a sei zampe può raggiungere se messo nelle dovute condizioni.

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ATnews del 12-10-2015

Renata Sorba: ''Avere un cane guida è responsabilità, impegno e ..."

Renata Sorba: ''Avere un cane guida è responsabilità, impegno e grande gioia, ecco come bisogna comportarsi'' .

Venerdì, 16 ottobre, ricorre la giornata nazionale del cane guida.

Di seguito pubblichiamo la lettera di Renata Sorba dell'Apri Asti come testimonianza e sensibilizzazione sul tema.

Domani, martedì 13 ottobre, alle ore 10,30, su Rai2, Renata Sorba con il cane guida York (nella foto), interverrà alla trasmissione "cronache animali" con Massimiliano Orsini, affiancata dagli addestratori e dal presidente del centro servizio cani guida Lions di Limbiate.

"Da nove anni, da quando possiedo il cane guida, mi impegno per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini sul cane guida. Diversi sono stati gli interventi che ho fatto nelle scuole ed iniziative che ho organizzato in città per far conoscere questo mondo. La presenza di un non vedente che cammina grazie al supporto di un meraviglioso "essere" suscita quotidianamente, da parte di cittadini, interesse, tenerezze e spesso segnali positivi e di affetto. Il rapporto simbiotico che si instaura lascia agli occhi della gente un sentimento di piacere e di appagamento.

Purtroppo però ancora tanti episodi di intolleranza e di non rispetto delle leggi vigenti guastano spesso l'armonia e la tranquillità che lega il disabile al cane guida. Se da un lato c'è una grande partecipazione e solidarietà dal punto di vista affettivo, dall'altro lato c'è ancora molto da fare per abituare i locali pubblici, gli esercizi commerciali ed altri ambienti ad abituarsi a convivere con il cane guida. Sicuramente è un problema di "non conoscenza" e di "nuovo" e pertanto atteggiamenti negativi e veti vengono applicati senza sapere che il cane guida ha diritto ad entrare ovunque.

Per quanto riguarda la città di Asti in questi anni tanti passi avanti si sono fatti su questo punto di vista ma ancora tanti problemi persistono. Capita spesso, durante il periodo estivo, quando le corse degli autobus sono dimezzate, le fermate dell'autobus deserte, ed ecco che il non vedente con cane guida, impossibilitato di fermare il bus in corsa, per una mancata collaborazione dell'autista, si ritrova a non salire sul bus. Basterebbe semplicemente che l'autista in questione si fermasse comunque e chiedesse al non vedente se è quello il bus che aspetta. Altre volte invece la presenza del cane guida in un mezzo pubblico viene contestato dai passeggeri in quanto non sanno che il cane è autorizzato. Sta a noi disabili visivi sempre e comunque a dare spiegazioni e a farci le ragioni. Spesso però sono gli stessi passeggeri, testimoni di questi atteggiamenti negativi, ad intervenire a difesa del non vedente con cane guida.

Altri problemi di carattere comportamentale invece provengono da persone che si avvicinano al cane guida per effusioni, senza però avvisare il disabile e ciò può provocare distrazioni e problemi di sicurezza, soprattutto se l'approccio avviene in un momento delicato ed impegnativo che induce il cane guida a distrarsi durante il percorso. Basterebbe solo una richiesta verbale al non vedente e quest'ultimo può valutare se è il caso di fermarsi o no per socializzare.

Altri problemi sorgono in particolare nei parchi cittadini durante l'espletamento dei bisogni del cane guida e altri cani vengono lasciati liberi di circolare, senza guinzaglio, e questo comporta per il non vedente un grosso problema di recupero e controllo del suo amico a quattro zampe. Non sono episodi gravi ma che portano comunque ad una riflessione.

Una giornata dedicata al cane guida è comunque uno strumento per poter riconoscere la gratitudine e la cordialità che tanta gente dimostra nei confronti del non vedente e del cane guida ma nel contempo spiegare e motivare le reazioni che spesso il disabile si ritrova ad adottare per poter svolgere meglio il suo lavoro e di permettere al cane guida di rendere la sua mansione più serena e sicura. Avere un cane guida è una grande responsabilità, un grande impegno ma è anche una grande gioia e se tutti insieme ci uniamo per capire meglio come bisogna comportarsi, sia da parte del non vedente che da parte di tutti i cittadini, istituzioni comprese, si può raggiungere una convivenza degna e rispettosa da entrambi i punti di vista."

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Agenzia Noodls del 24-10-2015

Scuola nazionale cani guida per ciechi e Stamperia Braille: quasi 90 anni di storia

FIRENZE. Esiste un documento che fissa al 25 settembre 1929 la consegna dei primi tre cani guida da parte della Scuola. L'Unione Italiana Ciechi era stata fondata a Genova nel 1920 e, grazie alla collaborazione con una addestratrice svizzera, si arrivò alla nascita della Scuola di Firenze. Alla fine degli anni '50 la Scuola si spostò dalla sede in via del Gignoro all'attuale sede di Villa Martini a Scandicci. L'area tecnica si compone di una serie di percorsi delimitati da siepi, quattro canili e una dépendance - dono nel 1962 del sindaco Giorgio La Pira - che riunisce vari locali e servizi. Dal 1° aprile 1979 la scuola è passata alla Regione Toscana.

Le attività della Scuola.

Allevamento. La Scuola dispone di un proprio Programma di Riproduzione che ha avuto inizio nel 1999 con la determinante collaborazione della Facoltà di Veterinaria dell'Università di Pisa. Oggi la Scuola dispone di 7 riproduttori.

Affidamento. Nel primo anno di vita i cuccioli vengono affidati a famiglie volontarie che collaborano con la Scuola per consentire che i cani assimilino le corrette regole educative e comportamentali abituandoli alle realtà urbane e sociali. Attualmente collaborano circa 60 famiglie.

Il programma di socializzazione prevede di norma rientri periodici dei cuccioli presso la scuola (una settimana al mese) per rendere dolce e graduale il reinserimento finale all'anno di età.

Addestramento. All'età di 12-14 mesi il cane viene inserito nel programma di addestramento che dura in media 5 mesi. I metodi utilizzati escludono qualsiasi azione costrittiva e sono basati esclusivamente sul rinforzo positivo, che consiste nel far aumentare la frequenza di un comportamento desiderato, premiandolo, senza costrizioni di sorta. Attualmente i cani addestrati e consegnati sono circa 24 all'anno.

Corsi. I corsi di orientamento e mobilità (O.M.) sono un'attività introdotta dalla scuola nel 2004. Uno dei motivi più ricorrenti che fanno ritardare l'assegnazione del cane guida è la limitata capacità del richiedente di muoversi autonomamente nello spazio. Per ovviare a tale inconveniente viene richiesto al non vedente di frequentare un corso di O.M. che dura 10 giorni, è residenziale, ed è indirizzato alle persone che non trovano nella propria zona residenziale sostegno di questo tipo. In media si tengono due corsi l'anno, ogni corso è di 6/7 persone.

Una volta addestrato il cane viene consegnato al non vedente che partecipa ad un corso residenziale presso la Scuola della durata di due settimane. Ogni corso prevede la partecipazione di 12 persone.

Altre attività. Il nuovo Regolamento della Scuola, approvato con un decreto del presidente della Giunta regionale (58/2013), ha introdotto altre attività della Scuola, fra cui la preparazione di cani d'ausilio per disabili motori e Interventi assistiti con animali (Pet-Therapy). La prima attività si rivolge a persone con disabilità motoria che imparano ad educare ed addestrare il proprio cane o un cane assegnato dalla Scuola, che possa svolgere attività che risulteranno utili per aumentare la propria autonomia: ad esempio aprire e chiudere porte e cassetti, riportare cellulari o cordless, riportare la carrozzina, raccogliere oggetti o stampelle.

La seconda attività prevede l'intervento di conduttori della Scuola con il proprio cane certificato, presso vari tipi di strutture, pubbliche o private convenzionate, con finalità che possono essere educative, ricreative o terapeutiche. Attualmente la scuola effettua interventi presso RSA per anziani, Centri diurni per disabili, Ospedali come Neuropsichiatria Infantile al Meyer o Terapia Intensiva a Careggi, varie Scuole con programmi educativi volti alla sensibilizzazione verso la disabilità ed una corretta relazione con gli animali.

Alcuni dati 25 cani consegnati in media ogni anno, 60 famiglie affidatarie che collaborano con la Scuola, 35-40 cuccioli allevati. Corsi orientamento e mobilità: in media 2 all'anno. Corsi di consegna cane guida: 2 all'anno. 8 coppie conduttore/cane certificate per Pet-Therapy. Cani per disabilità motoria 2/3all' anno.

La Stamperia Braille.

La Stamperia Braille, inaugurata il 30 maggio 1926, fin dalle origini si è occupata della trascrizione in braille di opere scolastiche, letterarie, musicali e riviste, trascritte per bambini e adulti non vedenti. Dal 1979, dopo lo scioglimento dell'istituto per Ciechi Vittorio Emanuele II, cui era annessa, e con l'approvazione delle nuove Leggi in materia di diritto allo studio e di integrazione scolastica, la Stamperia Braille e le competenze ad essa legate sono state trasferite alla Regione Toscana. La struttura, che ha sede in Firenze in Via Nicolodi 2, con il passare degli anni ha ampliato la propria attività differenziando le tipologie dei testi stampati ed integrando i testi con tavole tattili che riproducono immagini.

Le attività della stamperia.

Le principali attività svolte nel realizzare prodotti universalmente riconosciuti come altamente professionali e rispondenti ai bisogni dei non vedenti sono:

- trascrizioni e stampa in braille di testi scolastici per gli studenti non vedenti della Toscana. I testi seguono il percorso scolastico fino al conseguimento del diploma di scuola media superiore o della qualifica professionale, oltre a stampa da catalogo di testi letterari e musicali;

- produzione di testi, mappe tattili, pannelli, didascalie che favoriscano l'accessibilità anche a musei, giardini, luoghi pubblici e di lavoro;

- produzione di ausili e servizi innovativi di supporto all'autonomia dei disabili visivi in campo culturale, motorio e per l'integrazione sociale;

- realizzazione di libri tattili per bambini con tavole a rilievo, illustrazioni a colori e uso di materiali particolari. I libri sono pensati per l'utilizzo ed il gioco di bambini sia non vedenti che vedenti; stimolare l'integrazione già in età prescolare è risultato molto utile per facilitare l'accettazione della disabilità visiva.

- collaborazione con le associazioni di tutela dei disabili visivi, ed in particolare con l'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI) ma anche con enti, università, Comuni, musei e fondazioni per la soluzione dei problemi legati all'accessibilità e all'integrazione;

- produzione su richiesta di materiale vario come calendari, elenchi telefonici ad uso di centralini, listini prezzi, menù per ristoranti, istruzioni per le compagnie aeree, biglietti augurali ecc...

- attività di consulenza a Università e supporto tecnico per tesi di laurea nell'ambito del metodo Braille.

- un'antologia di terza media in nero corrisponde a 27 volumi in braille. Quanto ai libri per ragazzi, tra i titoli in catalogo 'Pimpa di che colore è' di Altan, Pinocchio, la gabbianella e il gatto. Questi libri sono fatti per essere condivisi da tutti i bambini.

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Scuola cani guida e Stamperia Braille, Saccardi: "Punti di riferimento nazionale"

FIRENZE. Porte aperte, oggi, sabato 24 ottobre alla Scuola Cani Guida di Scandicci, una scuola unica in quanto completamente pubblica - dal 1979 è della Regione Toscana - che ha come compito istituzionale quello di fornire cani addestrati alla guida di persone non vedenti. L'altra protagonista dell'Open day, con una esposizione di mappe e libri tattili, è stata la Stamperia Braille, anch'essa trasferita dal 1979 alla Regione.

Tante le attività della scuola, che sono state illustrate oggi ai numerosi visitatori nella sede di Scandicci in via dei Ciliegi 26: dall'allevamento di cani di razza Labrador e Golden Retriever, all'affidamento di cuccioli a famiglie volontarie che collaborano con la scuola per il programma di educazione e socializzazione nel primo anno di vita, dai corsi di orientamento e mobilità per acquisire le tecniche necessarie al migliore utilizzo del cane guida, all'addestramento dei cani guida, ai corsi di consegna dei cani addestrati ai non vedenti. Negli ultimi anni sono state introdotte anche attività collaterali come lo svolgimento di programmi di 'Attività assistite dagli animali' (Pet-Therapy) e il Progetto sperimentale Melampo per la formazione di cani d'ausilio per disabili motori.

Nella presentazione di oggi tra l'altro anche una prova di lavoro di una squadra da ricerca con la Croce rossa e e l'esibizione di una squadra di disc-dog.

'Con la Scuola Nazionale Cani guida per ciechi e la Stamperia Braille, punti di riferimento a livello nazionale, la Regione assolve a un compito di forte valore sociale - afferma l'assessore a salute, sociale e sport Stefania Saccardi - Vengono garantiti infatti concretamente i diritti dei disabili visivi, la tutela della loro condizione e il loro inserimento sociale. E viene dato un contributo al miglioramento della loro qualità della vita, a livello di contesto familiare, scolastico, ludico e sociale. Un valore aggiunto per la collettività. Peraltro è in atto una costante attenzione a nuovi bisogni: oltre all'attività primaria della scuola, grazie alla grande esperienza acquisita, si sta puntando anche su nuove attività, quali la 'Pet therapy', che è efficace non solo coi bambini, ma anche con gli anziani e i malati di Alzheimer, e l'addestramento di cani per disabili motori'.

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Redattore Sociale del 26-10-2015

Alzheimer e cecità, quando i cani aiutano a vivere meglio

FIRENZE. Porte aperte, sabato scorso, alla Scuola Cani Guida di Scandicci, una scuola unica in quanto completamente pubblica - dal 1979 è della Regione Toscana - che ha come compito istituzionale quello di fornire cani addestrati alla guida di persone non vedenti. L'altra protagonista dell'Open day, con una esposizione di mappe e libri tattili, è stata la Stamperia Braille, anch'essa trasferita dal 1979 alla Regione.

"Con la Scuola Nazionale Cani guida per ciechi e la Stamperia Braille, punti di riferimento a livello nazionale, la Regione assolve a un compito di forte valore sociale - ha detto l'assessore regionale a salute, sociale e sport Stefania Saccardi - Vengono garantiti infatti concretamente i diritti dei disabili visivi, la tutela della loro condizione e il loro inserimento sociale. E viene dato un contributo al miglioramento della loro qualità della vita, a livello di contesto familiare, scolastico, ludico e sociale. Un valore aggiunto per la collettività. Peraltro è in atto una costante attenzione a nuovi bisogni: oltre all'attività primaria della scuola, grazie alla grande esperienza acquisita, si sta puntando anche su nuove attività, quali la 'Pet therapy', che è efficace non solo coi bambini, ma anche con gli anziani e i malati di Alzheimer, e l'addestramento di cani per disabili motori".

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Avvenire del 28-10-2015

Incroci pericolosi, più semafori per non vedenti

Per migliorare la sicurezza degli impianti semaforici e adeguarli alle necessità dei non vedenti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha varato uno stanziamento di 582.271 euro. La cifra, destinata ai comuni che parteciperanno al bando con successo, è destinata a coprire il 70% delle spese "per la realizzazione, con opportune segnalazioni strumentali e installazione di percorsi tattili, di attraversamenti pedonali semaforizzati adeguati alle esigenze dei non vedenti".

L'avviso è stato pubblicato sul sito del Mit (www.mit.gov.it) e sulla Gazzetta Ufficiale numero 247 del 23 ottobre 2015 e prevede che le domande, corredate dai progetti, siano presentate entro il 27 novembre. I progetti, anche più di uno per comune, saranno valutati dall'Amministrazione tra gli altri in base alla presenza di richieste di adeguamento degli attraversamenti presentate da associazioni di ipovedenti entro il 30 settembre 2015. Sarà presa in considerazione, naturalmente, anche la pericolosità degli incroci da adeguare.

Gli stanziamenti non potranno superare i 100.000 euro per i comuni con più di 250mila abitanti, i 60.000 euro per quelli tra 60mila e 250mila residenti e i 30.000 per quelli con meno di 60mila persone.

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Superando.it del 12-10-2015

Le postazioni di lavoro per dipendenti con disabilità

di Stefania Leone

Ha concluso la propria attività il sottogruppo dell'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità*, istituito presso la propria sede dall'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) per occuparsi dell'accessibilità delle ICT (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) nelle Pubbliche Amministrazioni e a conclusione dei lavori, sono state rese pubbliche - nel sito istituzionale dell'AgID stessa - le Specifiche tecniche sull'hardware, il software e le tecnologie assistive delle postazioni di lavoro a disposizione del dipendente con disabilità, riguardanti sia il settore pubblico che quello privato.

Si tratta di un documento di circa cinquanta pagine, redatto dall'AgID in collaborazione con aziende, organizzazioni, associazioni ed esperti di accessibilità e usabilità, che contiene una serie di modalità formali ed elenca i diversi possibili strumenti adatti alle diverse disabilità, anche in combinazione di pluriminorazioni.

Era infatti necessario un punto di partenza ufficiale da cui il datore di lavoro prendesse i riferimenti sia normativi che tecnici, per attrezzare opportunamente la postazione del dipendente con disabilità, il quale resta comunque al centro di ogni decisione sugli strumenti più adatti alle proprie personali esigenze, considerando le capacità fisiche e le mansioni lavorative.

Chi scrive ha partecipato al gruppo di lavoro, proponendo contributi e integrazioni, anche di carattere pratico, sulla necessità dell'abbattimento di barriere architettoniche e sensoriali per il raggiungimento in autonomia della postazione di lavoro, nonché della possibilità di inserire un elenco di centri specializzati sulle tecnologie assistive - opportunamente accreditati e distribuiti nelle varie Regioni italiane - al fine di affiancare le aziende e di permettere prove pratiche per l'implementazione di una postazione di lavoro adatta ad ogni tipologia e complessità di disabilità, evitando sprechi e perdite di tempo.

In realtà non è stato possibile recepire integralmente tali indicazioni, non essendo, questi, aspetti di competenza dell'AgID. A pagina 10 delle Specifiche si scrive per altro che «le problematiche trattate riguardano quindi, per la precipua competenza dell'AgID, il solo ambito dell'accessibilità digitale, anche se esse non possono essere disgiunte da altri aspetti collegati come, ad esempio, l'ergonomia della postazione, l'accessibilità architettonica per il raggiungimento della postazione, i processi socio-organizzativi di valutazione "interna o esterna" della idoneità delle soluzioni adottate, gli strumenti software legati a domini applicativi specifici, il nomenclatore tariffario dei prodotti assistivi».

Ora, dunque, le Specifiche saranno sottoposte agli altri gruppi dell'Osservatorio Nazionale, per essere integrate da un'opportuna procedura attuativa a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute e ci si aspetta che in tali sedi saranno approfonditi gli aspetti non recepiti a questo livello.

*L'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità è l'organismo previsto dalla Legge 18/09 di ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, della quale tutela, monitora e promuove i princìpi.

Consigliera nazionale dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), funzionario di AlmavivA, leader italiano nelle tecnologie dell'informazione.

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Superando.it del 20-10-2015

Assistenza scolastica: il rimpallo delle responsabilità

«Il rimpallo di responsabilità tra Governo, Regioni e Province deve finire. Vanno date al più presto certezze e risposte adeguate a un diritto incomprimibile quale quello all'inclusione scolastica»: a dirlo è la deputata Cinzia Fontana, riferendosi al problema tuttora irrisolto, in molte zone del Paese, dei servizi di assistenza e trasporto agli alunni con disabilità, questione sulla quale la stessa Fontana, insieme ad altre due Parlamentari, aveva presentato a suo tempo un'Interrogazione al Governo

«Il rimpallo di responsabilità cui stiamo assistendo tra Governo, Regioni e Province deve assolutamente finire. Vanno quindi definite al più presto e in modo chiaro le funzioni, le deleghe e le risorse economiche ad esse assegnate, al fine di dare certezze e risposte adeguate a un diritto incomprimibile quale quello all'integrazione scolastica dei ragazzi disabili».

A dichiararlo in una nota è la deputata Cinzia Fontana, riferendosi a una questione tutt'altro che risolta, di cui il nostro giornale è costretto a occuparsi ormai da molti mesi, ovvero ai gravi disagi vissuti ancora in molte zone del nostro Paese, rispetto ai servizi di assistenza e trasporto agli studenti con disabilità. Disagi, lo ricordiamo ancora una volta, successivi alla soppressione delle Province, sancita dalla cosiddetta "Legge Delrio" (Legge 56/14: Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), ovvero di quegli Enti che tali servizi garantivano.

Una prima "toppa" era arrivata per altro con il Decreto Legge 78/15 sugli enti territoriali, divenuto poi la Legge 125/15, che ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro (articolo 8, comma 13 quater), destinato appunto ai servizi di supporto scolastico. E tuttavia 30 milioni, come avevamo pure sottolineato a suo tempo, sembrano appena sufficienti ad arrivare al mese di dicembre prossimo.

Lo evidenzia anche Fontana, ricordando appunto il perdurare del problema di «come continuare a garantire ai disabili un diritto oggetto di specifica tutela sia a livello internazionale che costituzionale».

La stessa Deputata, insieme alle altre Parlamentari Elena Carnevali e Daniela Gasparini, aveva anche presentato qualche mese fa una specifica Interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, sottolineando che rispetto al processo di riordino reso necessario dalla citata Legge 56/14, «molte Regioni non hanno ancora legiferato in materia, altre hanno invece provveduto a legiferare individuando modalità diverse: alcune, infatti, hanno mantenuto le funzioni in capo alle Regioni con attribuzioni di risorse economiche, altre hanno delegato ancora le Province definendo tuttavia ruoli e risorse economiche non sempre sufficienti. Ciò sta determinando condizioni di profonda incertezza sulla garanzia del diritto allo studio di numerosi alunni disabili».

«Quali iniziative - chiedeva in conclusione l'Interrogazione - il Governo intende mettere in atto per superare l'incertezza su competenze e risorse in merito ai servizi di inclusione scolastica dei disabili e garantire così su tutto il territorio nazionale pari condizioni di diritto allo studio riferite al servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio frequentanti le scuole secondarie superiori, così come al servizio di integrazione scolastica a favore degli alunni con disabilità sensoriali?». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e l'ANFFAS di Crema (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale).

È disponibile il testo integrale dell'Interrogazione Parlamentare presentata al Governo dalle deputate Carnevali, Fontana e Gasparini, di cui parliamo nella presente nota.

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Redattore Sociale del 07-10-2015

Docenti disabili, Miur rassicura: legge 68 rispettata. I riservisti: finora no

Dopo l'incontro tra Fish, Faraone e dirigenti ministero, la rassicurazione: "Stiamo rispettando la legge 68". Il Comitato di docenti: speriamo che il ministero abbia preso atto del problema. Falabella (Fish): alla fine del piano straordinario di assunzioni, nel suo complessola percentuale sarà rispettata. Oggi incontro al Miur su inclusione scolastica.

ROMA. "Stiamo rispettando la legge 68/99 e garantisco che continueremo a farlo anche nella fase C del piano straordinario di immissione in ruolo di docenti previsto dalla Buona Scuola": così in una nota il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, riferisce a seguito dell' incontro con una delegazione della Fish. All'ordine del giorno, il problema sollevato dal Comitato di docenti disabili "Riservistinruolo" e rilanciato da Anief sotto forma di denuncia e di ricorsi: il piano straordinario di assunzioni della Buona Scuola - questo il nocciolo della questione - non ha tenuto finora conto delle quote riservate previste dalla legge 68/99. Pertanto, ci si augura e ci si attende - questo l'appello del comitato - che almeno nella fase C, ormai prossima, la legge sia rispettata.

"Questa nota è la prima comunicazione ufficiale del Miur su questa tema - commenta oggi un portavoce del comitato - e già questo ci rincuora, dandoci la speranza che il ministero faccia un passo indietro. Però si tratta di una comunicazione molto vaga, che non dettaglia e per giunta contiene un'inesattezza: 'stiamo osservando' è un'espressione scorretta - osserva - Ribadiamo, dati alla mano, che in fase B le quote riservate non sono state rispettate: è un'affermazione non opinabile ora che l'algoritmo è stato pubblicato. Tecnicamente, per essere più precisi, dobbiamo dire che le riserve sono state considerate come preferenze e non come riserve del posto". Perciò, quando Faraone afferma 'stiamo rispettando la legge 68/99', dice una cosa non vera. Ora, speriamo che il ministero abbia preso atto del problema e ponga rimedio in fase C, adottando un algoritmo diverso".

Ne è certo Vincenzo Falabella, presidente di Fish, presente all'incontro di ieri: "Il ministero ci ha tranquillizzato rispetto a una questione su cui abbiamo ricevuto molte segnalazioni negli ultimi tempi - riferisce - La quota di riserva sarà rispettata, nei termini previsti dalla normativa nazionale: la preoccupazione resterà fino alla pubblicazione della graduatoria della fase C, ma siamo fiduciosi che l'incontro di ieri abbia portato a un impegno concreto". Riguardo la fase precedente, "è vero che ci sono state delle difficoltà di ordine tecnico nell'applicare le quote di riserva - riferisce Falabella - D'altra parte - aggiunge - per la fase B le domande erano state già presentate dai vincitori di concorso e difficilmente si poteva dare il calcolo sull'effettivo numero di riserve. Ritengo però probabile che ora, in fase C, si 'sani' la situazione, risolvendo e compensando forse anche con una lievitazione delle quote di riserva". Un'ipotesi che ci conferma lo stesso ministero, a cui abbiamo chiesto precisazioni nel merito: "La fase B era una fase residuale, cioè sono stati occupati coloro rimasti scoperti nella fase A. Quindi la priorità non era dovuta, proprio perché residuale della fase A, dove era stata garantita. Alla fine del piano straordinario di assunzioni, nel suo complesso - assicura il Miur - la percentuale sarà rispettata".

- Intanto, oggi pomeriggio FIsh prenderà parte all'incontro promosso dal Miur sui decreti attuativi della Buona scuola relativi all'inclusione scolastica. "Porteremo avanti la nostra proposta di legge - riferisce - Se riusciremo a inserire i suoi contenuti nel decreto delegato, credo che avremo ottenuto il risultato auspicato da tanto tempo dal movimento associativo". Un secondo incontro, annuncia Falabella, "si svolgerà il 29 ottobre e sarà specifico sul tema della formazione degli insegnanti". Durante questi incontri si parlerà anche delle criticità emerse all'avvio dell'anno scolastico, a danno degli studenti disabili e delle loro famiglie? "No - risponde Falabella - spetterà all'Osservatorio scolastico, che si riunirà ai primi di novembre, la discussione delle problematiche, ma soprattutto l'individuazione di strategie di intervento che creino una stabilità d'inclusione per chi vive nel mondo della scuola". (cl)

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Redattore Sociale del 23-10-2015

Scuola, quando l'insegnante di sostegno fa supplenza. "I genitori denuncino"

Le linee guida e una nota del Miur vietano di impiegare gli insegnanti di sostegno per la sostituzione di docenti assenti, ma la legge di stabilità esclude le supplenze "brevi". Ora, una nuova circolare prevede deroghe, ma mancano finanziamenti. Nocera: "Dirigenti tendono a risparmiare, docenti e insegnanti devono vigilare".

ROMA. Da una parte la legge, dall'altra le circolari, dall'altra ancora la realtà di tutti i giorni, quella di tanti insegnanti di sostegno che, nelle scuole di ogni ordine e grado, vengono utilizzati come supplenti. E questo è ciò che accade spesso, sebbene ci siano le Linee guida per l'integrazione scolastica ad escludere categoricamente questa possibilità. E ci sia una nota dello stesso Miur (n. 9839 dell'8 novembre 2010) a "richiamare l'attenzione sull'opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili".

Dall'altra parte, però, c'è una legge, la legge di stabilità del 2015, che pare proprio destinata a incoraggiare questa insana e illecita consuetudine: essa, infatti, impedisce che l'insegnante sia sostituito a un supplente nel primo giorno di assenza (art 1 comma 3333). E l'assenza minima per la sostituzione sale addirittura a una settimana per il collaboratore scolastico. Accade quindi molto spesso che, in mancanza di supplenti, siano gli insegnanti di sostegno a sostituire gli insegnanti assenti, a scapito evidentemente di chi avrebbe bisogno del loro aiuto. Tanto che il Miur ha emanato, alcuni giorni fa, una circolare (la n. 2116 del 30 settembre 2015) con cui deroga, di fatto, a questa limitazione, permettendo ai dirigenti di ricorrere a supplenze fin dal primo giorni di assenza del docente (ma solo in caso non sia possibile assicurare diversamente "la tutela e la garanzia dell'offerta formativa") e anche del collaboratore scolastico, ma solo laddove la mancata sostituzione "determinerebbe delle urgenze che non potrebbero trovare alcuna altra risposta atta a garantire la incolumità e la sicurezza degli alunni, nonché la indispensabile assistenza agli alunni diversamente abili determinando, inoltre, necessità obiettive non procrastinabili, improrogabili e non diversamente rimediabili.

Ora però arriva la bozza della legge di stabilità 2016, che non prevede i finanziamenti necessari a coprire queste "deroghe", come ha denunciato ultimamente Anief. Sta di fatto che i dirigenti continuano ad esser piuttosto restii a ricorrere a supplenze brevi e tanti preferiscono impiegare gli insegnanti di sostegno per coprire le ore che restano scoperte. Ed è, appunto, quello che spesso accade nelle nostre scuole. E come è noto anche a Salvatore Nocera, che con l'osservatorio scolastico dell'Aipd riceve numerose segnalazioni di questo genere: "Ogni volta inviamo una segnalazione all'ufficio scolastico regionale - ci riferisce - e, qualora la violazione si ripeta, passiamo alla denuncia per interruzione di pubblico servizio. E ora queste segnalazioni andranno incidere, speriamo, sulla valutazione dello stesso dirigente da parte dell'Ufficio scolastico". Perché, Nocera ci tiene a ribadirlo, "non è lecito utilizzare gli insegnanti di sostegno come supplenti. E i genitori per primi hanno il compito di vigilare su questo, anche tramite i loro rappresentanti in Consiglio d'istituto, e di denunciare le violazioni. Noi, con le nostre associazioni, siamo sempre pronti a sostenerli".

Ma che interesse hanno i dirigenti a non avvalersi delle deroghe concesse dal ministero? "Interessi di bilancio - spiega Nocera - perché il Miur ha ancora molti debiti verso i fondi scolastici. Che però la riforma incrementerà. E siccome aumenterà anche il potere del dirigente - conclude Nocera - è opportuno che aumenti anche il 'contropotere dal basso', ovvero il ruolo di vigilanza e di controllo che le famiglie e gli insegnanti devono esercitare". Intanto, è "un disastro" la situazione dell'assistenza specialistica, riferisce Nocera, che imputa la responsabilità soprattutto alla Regione: "La legge che doveva assegnare le competenze del servizio, ora che le province sono state soppresse, doveva essere pronta nel dicembre 2014, poi è stata rinviata al 31 ottobre 2015: mancano pochi giorni. E siamo pronti a denunciare, se anche questo termine non sarà rispettato". (cl)

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Superando.it del 05-10-2015

La didattica inclusiva è possibile

Intervista a Dario Ianes

«Più aumenterà la consapevolezza delle differenze individuali tra gli alunni, più sarà chiara la percezione dell'inadeguatezza di una didattica standard, rigorosamente uguale per tutti»: così Dario Ianes, docente di Pedagogia Speciale all'Università di Bolzano, in occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti di oggi, 5 ottobre, e in preparazione del decimo convegno internazionale "La Qualità dell'integrazione scolastica e sociale", in programma a Rimini, dal 13 al 15 novembre, a cura del Centro Studi Erickson.

Più di 7 milioni e 800 mila studenti sui banchi, di cui oltre 746.000 stranieri e 217.000 con disabilità. E un organico di oltre 751.000 docenti, di cui circa 120.000 per il sostegno. Sono i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca sull'anno scolastico appena iniziato.

Su queste cifre riflette oggi, 5 ottobre - che è la Giornata Mondiale degli Insegnanti* - Dario Ianes, docente di Pedagogia Speciale presso l'Università di Bolzano e cofondatore delle Edizioni Centro Studi Erickson, su come promuovere una scuola realmente inclusiva, dove le differenze non siano solo accolte, ma anche stimolate, valorizzate, utilizzate nelle attività quotidiane, per lavorare insieme e crescere come singoli e come gruppo.

Professor Ianes, quando gli insegnanti descrivono le loro classi, spesso si esprimono così: «Quest'anno ho tre BES, due DSA e un 104...» [BES e DSA stanno rispettivamente per Bisogni Educativi Speciali e Disturbi Specifici dell'Apprendimento; 104 è riferito alla legge Quadro 104/92 sulla disabilità, N.,d.R.]. Cercare e valorizzare le differenze negli alunni è una faticosa scelta di civiltà, di cultura e di politica di cui si parla e discute spesso... ma in concreto come possono gli insegnanti affrontare, ogni giorno, le differenze che caratterizzano i loro alunni?

«Credo che il tema delle differenze tra gli alunni si dovrebbe affrontare a diversi livelli. A un primo livello è importante capire se alunni diversi hanno modalità differenti di sviluppare quei processi che li porteranno a dei risultati simili, congruenti con le aspettative. Per esempio: stili cognitivi, velocità, o modalità differenti di lavoro, ma anche motivazioni, emozioni, auto-percezioni diverse.

La didattica inclusiva si fonda su questo primo caposaldo: cercare, trovare, comprendere, utilizzare, valorizzare e celebrare tutte le differenze individuali. Quelle innocue e quelle scomode.

Il secondo caposaldo della didattica inclusiva è la differenziazione delle attività didattiche: in uno stesso momento alunni diversi fanno cose diverse, anche tutti gli alunni e anche cose molto diverse, addirittura in luoghi diversi. Le nostre classi inclusive devono somigliare a una "barca da regata", dove ogni membro dell'equipaggio svolge un ruolo diverso, ma tutti sono necessari a raggiungere l'obiettivo comune».

Ad esempio, quale può essere un obiettivo comune di questa "barca da regata" cui dovrebbe assomigliare sempre più una classe inclusiva di qualità?

«Un obiettivo comune può essere progettare e realizzare la gita di istruzione oppure imparare a eseguire con padronanza divisioni a due cifre: in entrambi i casi possiamo realizzare possibilità di apprendimento e partecipazione differenziate più o meno creative. Anche nel caso delle divisioni, con stazioni di lavoro che stimolano processi di apprendimento con modalità o difficoltà diverse, che l'alunno percorrerà in funzione del suo personale percorso, fatto di tempi, modi e complessità diverse».

Quindi, riprendendo la metafora della navigazione, nella didattica inclusiva l'alunno ha un ruolo attivo e l'insegnante agisce come "skipper"...

«Sì, esatto. In una didattica inclusiva tutti gli alunni hanno una destinazione che li attende e a cui vogliono arrivare insieme. E ciascuno ha, responsabilmente, un suo personale ruolo e obiettivo, che lo attende ogni mattina, un timone da imparare a manovrare dolcemente o una vela da saper piegare in pochi secondi, prima che cada in mare.

L'insegnante/"skipper" vede tutto e tutti, ma dà sempre più autonomia e deve riuscire anche a scendere in cabina a fare un pisolino... Un vero "skipper"/insegnante fa navigare l'equipaggio e sarà felice quando, di notte, qualcuno dei suoi allievi si sveglierà un minuto prima di lui, sentendo il vento cambiare.

In conclusione si può dire che più aumenterà la consapevolezza delle differenze individuali tra gli alunni, più sarà chiara la percezione dell'inadeguatezza di una didattica standard, rigorosamente uguale per tutti».

Un tema decisamente "caldo", quest'ultimo, che sarà al centro della decima edizione del convegno internazionale La Qualità dell'integrazione scolastica e sociale, in programma a Rimini dal 13 al 15 novembre e del quale avremo certamente occasione di riferire ancora nelle prossime settimane.

Segnaliamo, infine, anche il webinar (seminario online) gratuito in diretta, che nel pomeriggio di oggi, 5 ottobre, a partire dalle 17.30, sarà condotto da Dario Ianes, sul tema Una didattica inclusiva attraverso l'analisi della compresenza didattica. (A.F.)

*Istituita dall'Unesco, la Giornata Mondiale degli Insegnanti del 5 ottobre è dedicata quest'anno al tema della "parità di genere".

Docente di Pedagogia Speciale presso l'Università di Bolzano.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@erickson.it (Anna Fogarolo; Laura Pulici).

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Giornale UICI del 21-10-2015

FID - La condizione di disabilità presa in conto nelle osservazioni finali del comitato dell'Onu sui diritti civili, economici, sociali e culturali (Cescr) sul rapporto governativo italiano

Questa volta la condizione di disabilità è entrata nelle Osservazioni, ma soprattutto nelle Raccomandazioni, che il Comitato CESCR ha inviato all'Italia dopo l'esame dello scorso 25 settembre a Ginevra.

Per ben 15 volte è ricorsa la questione dell'insufficiente, se non assente, godimento dei diritti economici, sociali e culturali da parte dei cittadini e cittadine con disabilità, a causa della mancata applicazione delle norme e di insufficienti risorse.

Per ben 7 volte le Raccomandazioni si riferiscono specificamente alle persone con disabilità.

Discriminazione ed accomodamento ragionevole, violenza contro le donne con disabilità, pericolo di istituzionalizzazione per le persone con disabilità intellettiva e psicosociale, educazione inclusiva, servizi territoriali, raccolta dati: questi sono ambiti nei quali l'Italia non fa abbastanza per le persone con disabilità.

Ancora una volta, inoltre, l'Italia è stata biasimata perché continua a mancare l'Istituzione Nazionale Indipendente sui Diritti Umani.

Serve ora una analisi approfondita, a seguito della traduzione del testo, delle Osservazioni e delle Raccomandazioni che dovranno essere monitorate nella loro applicazione. Un lavoro che il movimento della disabilità è chiamato a organizzare in vista del prossimo Rapporto CESCR che dovrà essere presentato nel 2020.

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L'Agenzia di Redattore Sociale del 06-10-2015

L'accessibilità migliora la vita di tutti: campagna del governo francese

Venti video da un minuto mostrano persone disabili in situazioni comuni e luoghi pubblici. È la campagna promossa dal governo francese: fino al 18 ottobre su France Télévisions il grande pubblico potrà scoprire che l'accessibilità può migliorare la vita di tutti, non solo di chi ha una disabilità.

ROMA. Un adolescente cammina per la strada, la testa tra le nuvole e lo smartphone in mano. Finisce dentro una pozzanghera, urta una ragazza e quando arriva al passaggio pedonale si ferma perché sente qualcuno dire "rosso per i pedoni". Allora si gira verso l'uomo accanto a lui, che usa un bastone ed è evidentemente cieco, e gli chiede cosa ha detto. "Io niente, è stato il semaforo a parlare", risponde quello spiegando al ragazzo che poi quando sentirà una musichetta capirà che il semaforo è diventato verde e può attraversare. Il giovane si immerge di nuovo nel suo telefono e quando scatta il verde non bada al cicalino, tanto che il cieco lo prende sottobraccio e lo fa attraversare. I due sono i protagonisti di 'La petite voix' (La vocina), il primo dei 20 video realizzati dal governo francese per la campagna "Plus belle la vie. Ensemble" (Più bella la vita. Insieme) sull'accessibilità universale in cui persone disabili interagiscono in situazioni comuni e luoghi pubblici. Obiettivo? Far capire che l'accessibilità può migliorare la vita di tutti, non solo di chi ha una disabilità. I video (da un minuto l'uno) saranno trasmessi in prima serata (alle 20.35) fino al 18 ottobre su France Télévisions ma si possono vedere anche in Rete in una pagina dedicata del sito del governo, in cui è disponibile anche la trascrizione degli episodi e si trovano informazioni aggiuntive sul tema trattato. Nel caso del semaforo scopriamo, ad esempio, che in Francia i cicalini sono stati installati a partire dal 1999 e, oltre a essere essenziali per le persone cieche, possono servire a tutti coloro che, come il giovane protagonista del video, non sono particolarmente attenti a ciò che accade intorno a loro.

L'accessibilità universale si basa sul principio fondamentale della non discriminazione. Un esempio è l'episodio numero 15, 'Bienvenue', che si svolge in un teatro, durante un laboratorio. Il docente sta avvisando dell'arrivo di un nuovo studente e chiede a tutti di accoglierlo calorosamente e "non farlo sentire diverso". In quel momento entra Loïc, un giovane con la sindrome di Down. "Sei in ritardo, vai a sederti con gli altri", gli dice il docente che poco dopo presenta a tutti, il nuovo arrivato, che cammina con la stampelle: "Si chiama Goran, non parla tanto bene la nostra lingua e ha un piccolo impedimento temporaneo". Negli altri sketch vediamo persone con una disabilità permanente o temporanea, alle prese con scene di vita quotidiana: dalle rampe che possono essere utilizzate anche da chi, non disabile spinge carrelli con carichi pesanti ai sottotitoli dei programmi televisivi che permettono di sentire anche a chi non è sordo ma si trova in un locale affollato e molto rumoroso, dagli ostacoli sui marciapiedi (motorini parcheggiati di traverso, sacchi dell'immondizia e altro) che rendono difficile il cammino di chi usa le stampelle, non solo di chi è in sedia a ruote, all'uso dei dispositivi di ingrandimento dei testi in dotazione alle mediateche. Molte delle persone protagoniste dei video sono disabili nella vita reale, come la ragazza con sindrome di Down che nell'episodio 'Partager l'information' dà indicazioni in spagnolo ai turisti iberici che non riescono a trovare la loro destinazione sulla mappa o l'uomo in sedia a rotelle che in 'Le circuit' gareggia con un altro che spinge un passeggino per le strade della città, vincendo e dimostrando che i dispositivi che aiutano i disabili a muoversi possono essere utili a tutti.

La necessità di modificare la percezione della disabilità e rafforzare l'informazione sulle misure per l'accessibilità è stata sottolineata dalle associazioni delle persone disabili durante il Comitato interministeriale sulla disabilità del 25 settembre 2013. Dopo aver realizzato una campagna sul web e in radio che si è consacrata nel Programma di accessibilità (che prevede tra l'altro l'accesso alle cure sanitarie e un piano per l'inclusione delle persone autistiche), il governo ha iniziato questa seconda fase in partenariato con France Télévisions. Con i video in prima serata in tv, il governo spera di riuscire a sensibilizzare gli spettatori sull'inclusione e a far sì che le misure per l'accessibilità non siano più percepite come soluzioni riservate a particolari categorie di cittadini che generano costi dispendiosi per la società, ma soluzioni che possono migliorare la vita di tutti. La campagna si trova anche sui social con l'hashtag #accessibleatous. (lp)

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Osservatorio Malattie Rare.it del 01-10-2015

Retinite pigmentosa, previsto l'inizio del primo studio clinico sulla terapia sperimentale RST-001

USA. RetroSense Therapeutics ha annunciato di aver ottenuto l'autorizzazione, da parte della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti, per poter intraprendere il programma di sperimentazione clinica di RST-001, una terapia in via di sviluppo per il trattamento della retinite pigmentosa (RP), una malattia rara della retina caratterizzata da un grave deterioramento della vista e che può portare anche alla completa cecità. A seguito del parere favorevole espresso dalla FDA, RetroSense prevede di avviare, entro la fine di quest'anno, uno studio di Fase I/II per valutare la sicurezza e la potenziale efficacia di RST-001.

La retinite pigmentosa (RP) è una distrofia retinica ereditaria caratterizzata da depositi di pigmento in corrispondenza della retina che risultano visibili mediante un esame del fondo dell'occhio. La patologia è causata dalla perdita dei fotorecettori, due tipologie di cellule, denominate coni e bastoncelli, che hanno la funzione di 'tradurre' la luce in segnali bioelettrici che giungono al cervello tramite il nervo ottico. La forma più comune di RP insorge con cecità notturna ed è seguita da una perdita progressiva della vista diurna e del campo visivo periferico che può portare a cecità dopo diverse decadi.

RST-001 rappresenta un'innovativa applicazione terapeutica dell'optogenetica, una tecnica biologica volta a conferire sensibilità alla luce a cellule che non hanno questa proprietà. I ricercatori di RetroSense sono impegnati a sviluppare RST-001 per fare in modo di restituire nuova sensibilità alla luce alla retina danneggiata dalla retinite pigmentosa, cercando, in questo modo, di ottenere un miglioramento della vista nei pazienti affetti da questa rara malattia.

Nel 2014, la FDA ha concesso a RST-001 la designazione di 'farmaco orfano' per il trattamento della retinite pigmentosa.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il comunicato stampa aziendale.

di Alessia Ciancaleoni Bartoli

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Il Tempo del 10-10-2015

Cellule staminali potenti alleate della vista

Lotta a malattie rare e retinopatia diabetica per garantire autonomia a chi rischia la cecità,

Il primo Congresso della Fondazione Bietti si è svolto a Roma nel 1980. Era volto a presentare i risultati e a diffondere in Europa una nuova tecnica chirurgica «la vitrectomia» nata dagli studi del gruppo riunito in Miami attorno a Robert Machmer ideatore della tecnica; gruppo del quale facevo parte. In effetti l'ultima parte del XX secolo ha registrato in oftalmologia un impegno importante volto al miglioramento e alla creazione di nuove tecniche chirurgiche. Il titolo del IX Congresso, sostenuto dalla Fondazione Roma partner del Irrcs, sintetizza il programma dei temi svolti «New diagnostic and therapeutic frontiers in ophthalmology» dove la ricerca farmacologica e quella tecnologica hanno dimostrato di aver preso campo offrendo nuove prospettive di cura rivolte a malattie finora ritenute incurabili. Le biotecnologie sviluppate nel corso dell'ultimo decennio in oftalmologia stanno avendo un impatto considerevole sulla vita di milioni di persone. Le nuove terapie hanno cambiato le prognosi di numerose malattie, sia frequenti come la degenerazione maculare legata all'età e il glaucoma, o rare, come le distrofie retiniche ereditarie. L'uso clinico di nuovi biomarcatori basati sulla tecnologia a ottica adattiva per la diagnosi ultra-precoce delle patologie retiniche rappresenterà nei prossimi anni uno dei mezzi più efficaci per prevenire la perdita di vista derivante dalle patologie più aggressive, tra le quali la retinopatia diabetica. L'uso delle nuove terapie basate sulle cellule staminali e sulla terapia genica sta dimostrando i primi successi terapeutici per il trattamento di gravi patologie oculari, come il deficit di cellule staminali limbari e le distrofie retiniche. Più che mai tuttavia in questi ultimi anni la ricerca in campo medico e in particolare in quello oftalmologico e divenuta quasi esclusivamente traslazionale in rapporto alla restrizione dei fondi usufruibili. Maggiormente che in passato vengono prese in considerazione le malattie rare verso le quali si apre una speranza di cura. Rimane tuttavia più attivo l'interesse verso le patologie che rappresentano le maggiori cause di ipovisione o cecità nei Paesi occidentali: la degenerazione maculare legata all'età per la quale esistono oggi terapie efficaci per rallentare la forma più aggressiva «essudativa» e con qualche iniziale prospettiva anche per ciò che concerne la forma atrofica; il glaucoma nemico cosiddetto «silenzioso» della vista in rapporto a una progressione a lungo priva di sintomatologia soggettiva e la retinopatia diabetica che rimane la principale causa di cecità in Italia e nei Paesi industrializzati. Senza cedere a eccessivi trionfalismi è possibile affermare che il progresso nella cura e lo stimolo alla prevenzione permettono oggi di poter conservare nei soggetti affetti da queste forme una visione che quanto meno li rende autonomi.

Mario Stirpe,

* Presidente IrccsFondazione G.B. BiettiPresidenteIX International Meeting«New Diagnosticand therapeutic frontiersin Ophthalmology»

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Giornale UICI del 30-10-2015

Second sight. Stato dell'arte e prospettive

di Antonio Quatraro

Il 23 ottobre si è svolto un incontro informale presso L'azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze.

L'incontro è stato organizzato dalla società svizzera Second sight, in collaborazione con la clinica oculistica universitaria di Firenze, diretta dal prof. Stanislao Rizzo.

Erano rappresentate varie Regioni del Nord, centro e Sud:

Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Calabria.

Era un incontro informale, ma proprio per questo è stato possibile condividere i buoni risultati e gli elementi da migliorare, senza i formalismi dei verbali, dei documenti finali, delle votazioni, che in questo caso avrebbero ingabbiato una realtà ancora molto fluida ed invia di evoluzione.

I lavori vengono introdotti dalla dott.ssa Carboni e dalla dott.ssa Arsieri di Second sight.

La dott.ssa Carboni illustra lo stato dell'arte della tecnologia Argos e gli sviluppi per l'immediato futuro, sia sotto il profilo tecnologico che chirurgico.

Attualmente l'apparecchio si basa su 60 punti visivi, che rappresentano una piccolissima parte di quelli presenti nell'occhio umano. In futuro avremo una macchina con un numero maggiore di punti, in grado di decodificare i colori principali. L'occhiale sarà personalizzabile rispetto alle misure ed al confort; l'hardware sarà più leggero e più potente, e si prevede l'introduzione di software specifico per le diverse situazioni, quali: individuazione di ostacoli, adattamento a diverse condizioni di luminosità, un numero maggiore di regolazioni, eccetera.

Da un punto di vista chirurgico, è importante notare che Argus potrà essere utilizzato anche per la degenerazione maculare senile, oggi molto diffusa nei Paesi Occidentali. Infine, presto sarà possibile impiantare la tecnologia nella zona occipitale, quindi in pratica inviando i segnali direttamente al cervello, senza chiamare in gioco il nervo ottico, aumentando quindi il numero degli utenti potenziali.

La Dott.ssa Arsieri, dal canto suo, ha chiarito alcuni particolari tecnici, sottolineando che il nostro Paese è all'avanguardia rispetto agli altri. In tutto il mondo si contano circa 150 pazienti impiantati, con risultati molto diversificati, in relazione alla storia personale e familiare, al livello di motivazione, alle aspettative del paziente, alla capacità di far fronte a situazioni nuove, eccetera.

Dopo questa introduzione, abbiamo ascoltato le esperienze dei pazienti impiantati. Erano solo due, ma rappresentativi della varietà e della complessità delle esperienze di chi ricomincia a vedere.

Riccardo (Prato) ha ripercorso insieme a noi il suo "pellegrinaggio", in playback, dal momento del risveglio, ai primi passi con Argos 2, alle complicanze post operatorie, al lungo e paziente lavoro di riadattamento alla macchina, con le sue regole, i suoi vincoli, ma anche con i suoi doni preziosi: sono i volti delle persone care, sono la possibilità di guardare in faccia l'interlocutore, sono la possibilità di camminare più sicuro, individuando quegli ostacoli che ci fanno imprecare alla inciviltà dei nostri concittadini: porte semiaperte, biciclette fuori posto, fioriere e cassette di vario genere e dimensioni, .

Rossana (anche lei di Prato) ci ha presentato la sua storia, di una persona che, dopo aver perduto la vista in età avanzata, ben presto ha ricominciato a vedere. Anche per lei il ritorno "a riveder le stelle", di dantesca memoria, non è stato facile, e il suo viaggio continua ogni giorno. Rossana ci ha trasmesso la gioia di ritornare a casa, di approdare sulla terra promessa, l'emozione del naufrago che si ritrova vivo su una spiaggia amica, anche se ancora tutta da scoprire.

Le domande sono piovute, dirette e senza gli infingimenti del politically correct. Sono le domande dirette, dove il tu presto cede il posto al Lei di cortesia:

cosa è cambiato per te?

Puoi farci vedere come ti muovi in questa sala?

Ce la faresti a leggere qualcosa?

Proprio questo Question time ha consentito a tutti di rendersi meglio conto della diversità delle situazioni, delle potenzialità, dei limiti e delle prospettive della nuova tecnologia.

La dott.ssa Arsieri ci ha ricordato che per ora la visione è in bianco e nero, anche se alcuni pazienti riescono a distinguere certi colori, e non è lontano il giorno in cui la macchina consentirà di migliorare questo aspetto importantissimo.

Si tratta di una visione a 60 punti, che sono una infinitesima parte rispetto ai punti percepibili dall'occhio umano. Un campo di soli 20 gradi circa, ma ho ancora in mente la voce di Riccardo e di Rossana, che, come chi ha patito stenti, fame e sete, hanno usato parole commoventi per descrivere quell'aria nuova, il sapore della vita ritrovata, per cui le parole scritte sono solo una eco sbiadita delle voci e dei silenzi di noi in sala.

Ascoltando la descrizione di quello che per chi vede sono solo briciole di realtà, mi è venuta in mente una frase di un missionario, che, parlando dei bambini africani diceva: sorridono sempre, eppure hanno tanto meno di noi!

Dopo il racconto dei pazienti e le spiegazioni della dott.ssa Carboni e della dott.ssa Arsieri, è stato il turno degli operatori:

oculisti, ortottisti, psicologi, specialisti di orientamento e mobilità, e io stesso, che portavo il saluto del Presidente Nazionale e la disponibilità della nostra organizzazione a formare un partenariato con Second Sight, offrendo la nostra esperienza, quella dei nostri centri per la riabilitazione visiva, e, se occorre, risorse economiche ed umane per migliorare i percorsi riabilitativi.

La proposta è stata bene accolta da Second Sight, e, durante la discussione, il nostro contributo è stato apprezzato dai presenti.

Nella seconda parte della mattinata e nel pomeriggio, la discussione si è concentrata sui percorsi riabilitativi.

Tutti hanno potuto riferire sulla loro esperienza, e ne è emerso un quadro quanto mai vario e complesso: le sensibilità locali, la storia personale e famigliare dei pazienti, le loro aspettative, la diversa propensione a rapportarsi con una macchina complessa che ha le sue regole, i suoi vincoli, la disponibilità ad avvalersi dei canali non visivi, sono tutte componenti che incidono sul percorso riabilitativo.

Anche per quanto riguarda i tempi, le fasi del percorso, la discussione ha messo in luce diversi punti meritevoli di attenzione. Ad esempio: verifiche periodiche, anche dopo il termine della fase intensiva; brevi periodi residenziali nelle fasi più difficili, magari formando un gruppo di autoaiuto; rieducazione sensoriale, per sostenere e compensare la iniziale difficoltà a "rivedere"; eccetera.

Dai racconti dei pazienti e degli operatori si ricava l'impressione che il paziente si trova a scalare una montagna non sempre docile, con le sue impennate, le sue piccole insidie, le attese, gli imprevisti. Il paziente deve acquisire una nuova dimensione umana, prima ancora che sensoriale, tecnologica, e tutto questo richiede tempo, pazienza, coraggio, resistenza alla frustrazione, e, naturalmente, l'aiuto giusto, tempestivo e adeguato.

La second sight ha distribuito una bozza di protocollo, per uso interno, per ricevere commenti, osservazioni e suggerimenti dagli addetti ai lavori.

In conclusione, non nascondo l'emozione che ho provata, ed il desiderio che la nostra Unione dia il suo contributo alla costruzione di un futuro più luminoso per i non vedenti.

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L'Unione Sarda del 26-10-2015

Vista Cresce la diffusione della miopia. Sarà un mondo di persone con gli occhiali

Nel futuro? Porteremo tutti gli occhiali. Ci stiamo avviando verso un mondo di miopi, tanto che l'Organizzazione mondiale della Sanità ha definito la grave diffusione del difetto visivo come "un'epidemia inarrestabile". Per questa ragione ha riunito un gruppo di esperti per analizzare i dati allarmanti e cercare ricette che possano arginare "l'epidemia". Si prevede infatti che nel prossimo decennio il numero delle persone miopi salirà a circa 2,5 miliardi nel mondo. Un dato allarmante se si pensa che una miopia elevata aumenta il rischio di distacco di retina, glaucoma e degenerazione maculare.

La cartina del pianeta mostra Cina e Usa come i paesi più colpiti dal fenomeno. Si stima una prevalenza del 35 per cento, tra i giovani adulti degli Stati Uniti, con un incremento della malattia del 70 per cento circa, negli ultimi trenta anni. Nella popolazione asiatica la percentuale di miopi è ancora più elevata: tra i bambini di 9 anni di Singapore la percentuale sfiora il 40; arriva al 60 per cento tra gli adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, nei paesi della Cina rurale. Su uno studio svolto su 4.700 ragazzi di Pechino, l'80 per cento è risultato affetto da miopia. Cifre simili si hanno in Singapore e Taiwan.

Ciò che manca, secondo gli esperti, è la possibilità di mandare il proprio sguardo verso l'orizzonte. Ecco perché in una scuola di Yangjiang, è stata realizzata un'aula speciale, con i muri fatti di plastica semitrasparente, così da consentire la luce di entrare.

«I Paesi europei, Italia compresa - spiega Lucio Buratto, presidente del Congresso "Videocataratta refrattiva" tenutosi a Milano - sembravano essere solo parzialmente toccati da questo fenomeno; ma un importante studio effettuato dall'European Eye Epidemiology Consortium rivela che anche da noi la miopia raggiunge e supera ormai il 30 per cento». L'incremento sembra, almeno in parte, legato alla durata del ciclo di studi (quindi allo sforzo della lettura): le percentuali infatti variano a seconda del ciclo di studi effettuato. Si ferma a quota 25 per cento tra coloro che hanno completato solo il ciclo primario; sale al 30 per cento tra le persone che hanno frequentato anche il ciclo secondario; si attenta infine al 37 per cento tra coloro che hanno fatto studi superiori, come corsi di laurea. Insomma, lo sguardo fisso sulle pagine di un libro, e ora di un tablet o di uno smartphone, possono affaticare l'occhio rendendo sempre più difficile la visione da lontano.

«La miopia - precisa ancora Buratto - è stata associata con l'istruzione, il lavoro che impegna l'occhio da vicino, l'urbanizzazione, i fattori prenatali, stato socio-economico, la capacità cognitiva, la stagione di nascita, la luce, e il tempo trascorso all'aperto e anche l'uso sempre più diffuso di tablet, smartphone». Sul fronte delle cure, per ora, non vedono grandi alternative a occhiali e lenti a contatto. Per arginare questo aumento della miopia non esistono al momento terapie valide. Si parla da tempo dell'uso di atropina, normalmente utilizzata per dilatare le pupille e che sembra riesca a contrastare il progredire della miopia. Usata oggi alla tipica concentrazione dell'1 per cento, l'atropina può portare diversi effetti collaterali, come la particolare sensibilità alla luce o la difficoltà di mettere a fuoco da vicino. «Alcuni studi svolti in Singapore e Taiwan - conclude Buratto - rivelano che somministrando dosi inferiori di atropina, c'è stata una riduzione della progressione della miopia nel 50-60 per cento dei casi. E senza che vi fossero effetti collaterali. Studi più corposi partiranno a breve in Giappone e in Europa».

di Federico Mereta

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Panorama del 09-10-2015

La salute degli occhi, ecco come proteggerla e curarla

È quello di cui si è parlato a Roma per tre giorni, dal 2 al 4 ottobre, al convegno internazionale di oftalmolgia, organizzato dalla Fondazione G.B. Bietti. Il presidente della Fondazione, il professor Mario Stirpe, racconta a Panorama le novità per prevenire e curare le malattie oculari.

Che cosa possiamo fare per preservare la nostra vista ed evitare problemi futuri o malattie legate agli occhi?

La prevenzione è un campo vastissimo di intervento. Quella primaria inizia dalla nascita: è uno sbaglio, per esempio, far nascere i bambini in casa, l'ospedale dà l'opportunità di esami e accertamenti sui neonati, anche per quanto riguarda la vista. La prevenzione secondaria è quella invece legata a malattie che oggi sono la causa maggiore di ipovisione o cecità nel mondo: come il glaucoma e la retinopatia diabetica.

In questo caso da dove passa la prevenzione?

Il glaucoma è insidioso. Quando si manifesta, la malattia ha eroso già gran parte del campo visivo. Se una persona ha familiarità per questa patologia deve sottoporsi ad esami frequenti. Dopo i 45 anni, conviene far controllare la pressione dell'occhio. La malattia se presa in tempo è più facilmente controllabile, la prevenzione è molto efficace.

E la retinopatia diabetica?

È considerata una malattia del benessere. Si distinguono due tipi di retinopatia diabetica, di tipo I e di tipo II. La prima colpisce generalmente soggetti molto giovani. Se non si interviene in tempo, le aeree ischemiche danno luogo a una neoproduzione di vasi che si accompagnano a tessuto fibroso, le membrane fibrovascolari; e queste provocano un grave distacco di retina. La proliferazione può essere prevenuta mediante un trattamento profilattico foto coagulativo. In caso contrario, e soprattutto se c'è stato un distacco di retina l'occhio, deve essere sottoposto a una chirurgia molto impegnativa.

Nel diabete del tipo II, invece, la complicazione più importante è la maculopatia edematosa. La terapia si avvale degli stessi preparati antiangiogenesi usati per la maculopatia dell'anziano.

Molti anziani soffrono anche di maculopatia...

La maculopatia dell'anziano, anche a causa dell'allungamento della vita, è diffusa. Si calcola che dopo i 70 anni il 30 per cento delle persone può essere colpito da maculopatia asciutta o essudativa. Oggi abbiamo però possiamo curarla con farmaci antiangiogenesi capaci di chiudere i vasi neoformazione che provocano il danno nella maculopatia essudativa. In questo modo si possono ottenere dei miglioramenti o perlomeno fermare la malattia nel momento in cui viene osservata. Nella forma di tipo asciutto sono oggi in corso filoni di ricerca promettenti.

E per la diagnosi, ci sono novità di rilievo?

Le tecnologie si basano su apparecchiature che permettono esami molto più raffinati di un tempo, per la diagnosi precoce. Per esempio c'è stato un perfezionamento nella tomografia retinica computerizzata, ossia l'analisi della retina nei diversi strati. Ma l'esame più nuovo è la l'ottica adattiva.

Che cos'ha di speciale?

È una tecnica non invasiva, in cui la Fondazione Bietti è all'avanguardia. La tecnica era stata introdotta negli Stati Uniti a scopo di difesa. Mostra in vivo le cellule della retina o della cornea come fossero al microscopio: un vantaggio enorme per la diagnosi perché ci permette di vedere più precocemente eventuali cellule malate. Nel caso della retinopatia diabetica, per esempio, in un diabetico che ancora vede bene e non ha sintomi può essere già rilevata un'iniziale patologia cellulare.

Al congresso avete parlato anche di terapia genica. A che punto è questa nuova prospettiva di cura?

È un tipo di terapia ancora sperimentale, ma rappresenta un capitolo importantissimo: potrà, in futuro, risolvere patologie oggi incurabili. Per ora il problema è legato all'utilizzo di un virus attenuato usato come vettore per trasportare le copie "sane" del gene che si vuole correggere. Sarà comunque una terapia utile per le patologie degenerative della macula, come la retinoschisi congenita la malattia di Stargardt e altre.

Nella terapia per le malattie oculari, si citano spesso anche le cellule staminali.

Si utilizzano soprattutto nei malati che hanno rigettato una cornea trapiantata. In questo caso si prelevano le staminali dallo stesso paziente e si impiantano ai margini della cornea, che viene così rigenerata.

di Daniela Mattalia

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Notiziario Italiano del 06-10-2015

Prevenzione abbatte 50% rischio di retinopatia nei diabetici

Sono circa 3 milioni gli italiani malati di diabete e "molti di loro rischiano l'ipoveggenza dovuta alla retinopatia diabetica, ovvero una compromissione della vista che può arrivare fino alla cecità". Ma "una diagnosi precoce riduce della metà questo rischio". E' quanto spiega Mario Stirpe, presidente dell'Irccs Fondazione Bietti per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia, in occasione della presentazione del 'IX Congresso internazionale di Oftalmogia', in programma a Roma. "Il diabete è ancora la maggiore cause di cecità o ipoveggenza nei paesi sviluppati, insieme a maculopatia e glaucoma", spiega il professore. Distorsione e offuscamento delle immagini sono sintomi già di una malattia conclamata, bisognerebbe intervenire prima che si manifestino. "Il diabetico deve fare subito un esame del fondo dell'occhio non appena arriva la diagnosi della malattia". Il rischio, infatti, chiarisce Stirpe, è di sviluppare maculopatia edematosa, ovvero "la parete dei vasi sanguigni, che dovrebbe essere impermeabile, trasuda un liquido che impregna le cellule retiniche. Tutto questo porta a una disorganizzazione del tessuto che dovrebbe trasmettere le immagini fino alla perdita della vista. In questo caso, soccorre la farmacologia". Ma tanto prima, quanto meglio. Laddove, infatti, "come in Islanda, il controllo è stato fatto a tappeto sulla popolazione attraverso apparecchiature specializzate, una diagnosi precoce consente di dimezzare il rischio di sviluppare patologie che possono compromettere la vista". (ANSA).

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La Repubblica del 12-10-2015

"Attenti alle cure fasulle sono un vero business"

L'INTERVISTA.

Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa dell'università di Modena, è con Graziella Pellegrini il padre di Holoclar, il primo trattamento a base di cellule staminali approvato al mondo, usato per curare alcune ustioni della cornea.

Dopo la vicenda Stamina, il mondo della ricerca ha subito ripercussioni?

«La ricerca seria sta andando avanti, mentre di fenomeni simili a Stamina resta pieno il mondo. Le sperimentazioni a base di staminali oggi sono un filone potente e vitale della ricerca. Purtroppo però si è formato anche un filone speculativo e commerciale che va a detrimento dell'intero settore. Oggi cure fasulle a base di staminali sono in vendita in cliniche private in Panama o Messico. Ma dal fenomeno non sono immuni nemmeno Usa, Svizzera o Germania».

E la ricerca seria su cosa si concentra?

«I risultati più consolidati si registrano nel sangue e nei tessuti epiteliali. Qui i benefici sono dimostrati in maniera convincente, riproducibile e consistente. La domanda ancora aperta riguarda le cosiddette staminali "Ips". In Giappone è partita la prima sperimentazione sull'uomo. Siamo in attesa di sapere se queste cellule hanno le stesse potenzialità delle staminali embrionali».

In caso positivo, le Ips potranno essere usate al posto delle embrionali? Il dibattito etico sull'uso degli embrioni verrebbe così superato?

«Io non credo a questo dibattito, per me un embrione è tale solo quando è impiantato in utero. Ma in ogni caso è prematuro dire che le Ips sostituiranno del tutto le embrionali. I primi pazienti in Giappone sono appena stati trattati per la degenerazione maculare senile. Bisognerà capire se il trattamento che hanno subito le cellule per tornare staminali ha creato problemi nel loro Dna. Sono molto curioso e di confrontare i risultati con quelli delle embrionali». (e.d.)

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NanoPress del 27-10-2015

Come vede un daltonico? Le immagini per capirlo

Come vede un daltonico? Scopriamolo attraverso le immagini, che ci aiutano a saperne di più. Il daltonismo è caratterizzato dall'incapacità di percepire i colori, in particolare il rosso, il verde o il blu oppure una combinazione di questi. Si tratta di una inabilità che può essere totale o parziale, anche se è rara la possibilità che un soggetto non sia in grado di vedere alcun tipo di colore. Per chi è affetto da questo problema si presentano varie difficoltà, soprattutto nell'apprendimento e nella lettura, anche se gli ostacoli possono essere gestiti e affrontati in maniera adeguata attraverso delle misure particolari, come lenti a contatto e occhiali specifici.

Come vede un daltonico.

Un soggetto daltonico è in grado di vedere e distinguere alcuni colori, ma non altri. Ad esempio è possibile che non sia in grado di percepire la differenza fra il rosso e il verde, ma che sia capace di visualizzare correttamente la differenza fra il giallo e il blu. Spesso tutto ciò non si accompagna ad una precisa consapevolezza della percezione diversa dagli altri di un determinato colore. In alcuni casi accade che l'individuo riesca a vedere soltanto alcune tonalità di colore. Soltanto in casi rari le tonalità percepite sono soltanto il nero, il bianco e il grigio.

Tutto ciò accade per delle alterazioni presenti all'interno della struttura dell'occhio. Nella retina troviamo i coni e i bastoncelli, che sono dei fotorecettori che reagiscono alla luce riflessa. Attraverso il nervo ottico, sotto forma di impulsi elettrici, i segnali visivi vengono inviati al cervello. Quest'ultimo interpreta le differenti lunghezze d'onda della luce come colori.

In particolare i coni sono di tre tipi e sono sensibili al rosso, al verde e al violetto. Quando le frequente luminose colpiscono due o tre tipi di coni contemporaneamente, riusciamo a vedere i colori intermedi. Di solito, in un soggetto daltonico, risultano alterati i coni del verde e quelli del rosso. Può accadere, quindi, che l'individuo confonda un rosso acceso con un marrone scuro e che veda il verde come un color sabbia molto pallido.

Le cause.

I problemi collegati alla visione dei colori sono spesso di natura ereditaria, quindi presenti fin dalla nascita.

Non possiamo però parlare sempre di cause genetiche, perché a volte il problema correlato alla visione dei colori e alla loro non adeguata percezione può essere rapportato ad un motivo acquisito. Possono incidere diversi fattori, come l'invecchiamento, le lesioni oculari o alcuni problemi come il glaucoma, la degenerazione maculare, la cataratta o la retinopatia diabetica.

La diagnosi.

Per effettuare la diagnosi del daltonismo esistono alcuni test. Alcuni di questi consistono nel chiedere al soggetto di osservare una serie di punti colorati, per identificare all'interno di essi una lettera o un numero. Un altro tipo di esame è costituito dalla capacità di ordinare dei gettoni colorati in base alla somiglianza dei colori.

La diagnosi del daltonismo dovrebbe avvenire in maniera tempestiva, per aiutare il soggetto a superare meglio gli ostacoli che può incontrare nella fase dell'apprendimento scolastico e le eventuali limitazioni che ricadono sulle scelte professionali. Gli esperti raccomandano di effettuare degli esami della vista per i bambini fra i 3 e i 5 anni di età.

I rimedi.

Se il daltonismo è un problema acquisito a causa di una patologia oculare, si devono mettere in atto i giusti trattamenti per risolvere la malattia che sta alla base. In tutti i casi, anche nelle forme ereditarie, è possibile trovare dei trattamenti adeguati, per gestire al meglio il problema. Esistono a disposizione dei soggetti daltonici delle lenti a contatto colorate, che possono aiutare l'individuo a vedere le differenze tra i colori.

In commercio ci sono anche degli occhiali in grado di bloccare una fonte luminosa intensa. Per alcuni soggetti, infatti, capita che sia possibile riuscire a vedere meglio le differenze tra i colori in presenza di una luminosità ridotta.

di Gianluca Rini

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Il Centro del 02-10-2015

L'occhio bionico diventa made in Abruzzo

PESCARA. Sono l'occhio bionico e il discomfort oculare - patologia neuro-degenerativa a carico della retina, la prima e da alterazione del film lacrimale la seconda - i primi due obiettivi del Centro di ricerca e innovazione "Abruzzo regione della vista". Il Centro di ricerca è nato, su un'idea del governatore Luciano D'Alfonso, dalla collaborazione tra la Regione, il Centro nazionale di alta tecnologia e Centro di eccellenza in Oftalmologia dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara, diretto dal Leonardo Mastropasqua, l'azienda biofarmaceutica Dompè ed il Polo chimico-farmaceutico Capitank. Il progetto di ricerca sull'occhio bionico è finalizzato all'acquisizione di uno dei più moderni e sofisticati sistemi di retina elettronica, per restituire parte della visione centrale in soggetti affetti da malattie neuro-degenerative della retina, in particolare della retinite pigmentosa. In particolare, la protesi bionica Argus II è costituita da una parte interna composta da una serie di elettrodi impiantati a diretto contatto con la retina e da una parte esterna composta da una telecamera collegata ad un computer. L'impianto delle protesi bioniche è stato effettuato con successo su circa 80 pazienti. «Questa è l'unica reale promessa per poter ripristinare una minima visione attraverso l'impiego di dispositivi artificiali», commenta il prof. Mastropasqua. Il discomfort oculare è caratterizzato da una serie di sintomi dovuti al disordine del film lacrimale per deficit di lacrimazione o eccessiva evaporazione, che causano un danno alla superficie oculare. I sintomi sono secchezza oculare, sensazione di sabbia negli occhi, sensazione di corpo estraneo, bruciore, rossore, prurito, dolore, lacrimazione e difficoltà ad aprire gli occhi al mattino. Tale sintomatologia, che colpisce fino al 35% della popolazione ed aumenta con l'età, si acuisce nelle attività giornaliere, nella lettura e nell'uso dei video terminali. «L'obiettivo della ricerca futura», spiega Mastropasqua, «deve andare, invece, nella direzione di identificare molecole che risolvano i sintomi per un effetto di lunga durata, senza alterare la qualità della visione e senza effetti collaterali». Nella Clinica Oftalmologica di Chieti-Pescara sono in corso studi sperimentali finalizzati alla valutazione medico-scientifica degli effetti neurali della somministrazione di un collirio a base di Nerve Growth Factor (NGF), la neurotrofina, tra i fattori di crescita neuronali individuati dalla professoressa Rita Levi Montalcini, insignita per tale scoperta del premio Nobel. Tali molecole trovano un razionale scientifico usate singolarmente o in sinergismo con la retina artificiale.

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Agenzia AGI del 15-10-2015

Liguria: ricerca IIT al servizio riabilitazione visiva

GENOVA. Le ricerche dell'Istituto Italiano di Tecnologia al servizio della riabilitazione visiva. Accade a Genova dove l'IIT e Villa Chiossone, polo pediatrico dell'Istituto David Chiossone onlus per i ciechi e gli ipovedenti, hanno avviato una partnership per sperimentare due progetti europei: un braccialetto sonoro (Abbi - Audio Bracelet for Blind Interaction) che punta al miglioramento delle capacità spaziali attraverso l'uso del suono associato al movimento del corpo e un dispositivo personale e portatile che offre informazioni in rilievo e mappe tattili per migliorare le capacità di apprendimento, l'orientamento e la mobilità in spazi sconosciuti (Blindpad). Nel primo caso sono coinvolti 6 bambini di età precoce, compresa tra 1 e 5 anni, e 20 ragazzi tra i 6 e i 18 anni mentre il Blindpad viene testato ad oggi da 32 disabili visivi, di cui 16 ragazzi tra i 13 e i 18 anni e 16 adulti. Se ne è parlato oggi, in occasione delle iniziative organizzate da Villa Chiossone per festeggiare i 10 anni di attività durante i quali sono stati seguiti oltre 700 bambini e ragazzi con disabilità visiva: di questi, il 17 per cento arriva da fuori Genova e il 19 per cento da fuori Liguria, rappresentando complessivamente il 36 per cento del totale.

L'Istituto Chiossone ha avviato, fin dal 1998, una collaborazione con l'Istituto Giannina Gaslini e dal 2014 è attiva una convenzione che ha consentito in un anno la presa in carico congiunta di 12 bambini con disabilità visiva degenti presso l'ospedale pediatrico.

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Linkiesta.it del 19-10-2015

Disabili, quando la tecnologia diventa l'unico modo per restare connessi

Software e hardware di oggi permettono al malato di compensare o riabilitare una carenza sensoriale.

Nel film biografico "The theory of everything" il malato di atrofia muscolare progressiva Steven Hawking riesce a riacquistare la voce grazie all'uso di un sistema di controllo con sintetizzatore vocale. Erano gli anni Novanta e quella macchina, che con il tempo verrà sostituita da un sistema più sofisticato a raggi infrarossi, permise al fisico e cosmologo britannico di riprendersi ciò che una tracheotomia gli aveva tolto: l'unica facoltà motoria che gli rimaneva.

Come a Steven Hawking, succede anche a molti altri disabili (non vedenti, ipovedenti, disabili cognitivi e motori) di dovere rimanere sempre "connessi" a un software programmato ad hoc: in ballo non ci sono (solo) spunte blu o l'ansia di non trovare lo smartphone, ma la sopravvivenza, la riabilitazione e il raggiungimento della piena inclusione sociale, diritti inalienabili per qualunque disabile. Non a caso queste tecnologie vengono catalogate come "assistive" e possono compensare specifiche disabilità, innate o acquisite, tanto da essere ampiamente utilizzate come uno strumento riabilitativo e di compensazione delle abilità residue.

Come a Steven Hawking, succede anche a molti altri disabili di dovere rimanere sempre "connessi" a un software programmato ad hoc: in ballo non ci sono (solo) spunte blu o l'ansia di non trovare lo smartphone, ma la sopravvivenza, la riabilitazione e il raggiungimento della piena inclusione sociale

Come per ogni tecnologia, anche tali ausili nascono "rudimentali", semplici realizzazioni che lasciavano sperare nel futuro, ma che non risolvevano definitivamente i problemi. Oggi, invece, gli ausili sono diventati software e hardware sofisticati, in grado di risolvere con successo anche i problemi di persone affette da gravi difficoltà fisiche e psichiche. Pensiamo per esempio al linguaggio braille: quando nel 1821 l'inventore francese Louis Braille ideò l'alfabeto per i non vedenti fu una rivoluzione, che permise anche ai ciechi di raggiungere la piena alfabetizzazione. Ma l'uso del braille cartaceo presenta ormai dei limiti oggettivi (è piuttosto costoso e soprattutto ingombrante), tanto da essere quasi del tutto sostituito dalle nuove tecnologie: i display braille, le stampanti braille, i computer parlanti e i lettori Mp3 risolvono oggi i problemi legati a tale disabilità in modo molto più agevole.

Nuove soluzioni sono state progettate anche per quei disabili che presentano carenze a livello fisico e cognitivo. Può sembrare superfluo, ma per chi ha problemi di utilizzo delle mani e delle braccia o di coordinamento dei movimenti è necessario avere degli strumenti che rendano più fruibile la macchina stessa. Come il proteggi tastiera, un dispositivo in plastica che copre la tastiera e che isola i tasti l'uno dall'altro, in modo che nello scrivere non ne venga premuto più di uno contemporaneamente, o che comunque sia più agevole individuare il tasto che si vuole usare. O come il supporto per i polsi, utile a chi non ha problemi con le mani, ma ha difficoltà nel tenere troppo tempo sospeso il braccio nello scrivere. Le aste per bocca, frontali (applicate sulla fronte) o "mentoniane" (applicate cioè sul mento) permettono invece di premere i tasti del computer guidando i movimenti dell'asta stessa con la bocca o con il movimento della testa. Per i disabili cognitivi invece esistono tastiere semplificate, schermi tattili e software didattici che agevolano l'interazione con il PC e la riabilitazione.

«Il problema della maggior parte della tecnologia che viene sviluppata oggi è che viene prima progettata e poi testata. Credo invece che prima vada capito come funziona il cervello per poi andare a colmare le funzionalità mancanti attraverso uno strumento ad hoc».

Monica Gori, PhD IIT

Dietro a ogni tipo di macchinario che tiene in vita e aiuta il disabile ci sono il lavoro e la sperimentazione di team di studiosi che, assieme ai malati, progettano gli strumenti più adatti per sopperire a qualunque tipo di deficit. Ma come si lavora a progetti di questo tipo? A spiegarlo è Monica Gori, PhD all'Istituto italiano di tecnologia (IIT) e coordinatrice del progetto europeo Abbi, Audio bracelet for blind interaction, un braccialetto audio che aiuta i bambini non vedenti a orientarsi nello spazio. «Il nostro metodo di ricerca - spiega - prevede di studiare come cambia la capacità percettiva e di interazione durante lo sviluppo di bambini con e senza disabilità. L'obiettivo è quello di sfruttare questa conoscenza per capire il cervello, per creare nuovi programmi di riabilitazione e per sviluppare dispositivi meccatronici molto semplici che incrementino le capacità senso-motorie dei bambini con disabilità sensoriali». Durante queste ricerche che si basano sull'osservazione dei pazienti non vedenti Monica Gori ha scoperto una peculiarità dei bambini: «Abbiamo capito - prosegue - che laddove manchi una delle modalità sensoriali non vi è compensazione da parte degli altri quattro sensi. Questo provoca uno scompenso nel piccolo paziente, che può essere colmato solo dall'uso di un supporto esterno».

Ossia di Abbi: «Se muovi la mano davanti al viso - esemplifica la Gori - vedi la mano che si muove. Ma cosa succede ai ciechi? L'unico modo per "vedere" la mano è collegarle un braccialetto che emette un suono ogni volta che percepisca un movimento: il cervello emette il segnale motorio, la mano con il braccialetto suona e, attraverso un'informazione uditiva, il non vedente può avere cognizione dello spazio». Uno strumento dotato di un sistema molto semplice, particolarmente adatto ai bambini e a chi gli sta attorno: «L'uso di Abbi è finalizzato all'interazione tra bambini e tra bambini e i loro genitori: all'Istituto Chiossone onlus di Genova, struttura con la quale stiamo portando avanti la sperimentazione di Abbi, studiamo come possano giocare assieme i bambini non vedenti. Per tre ore al giorno li facciamo interagire non solo tra di loro ma anche con gli adulti normodotati per studiare gli effetti della nostra ricerca». Un metodo che in pochi usano, come recrimina la stessa Monica Gori: «Il problema della maggior parte della tecnologia che viene sviluppata oggi è che viene prima progettata e poi testata. Credo invece che prima vada capito come funziona il cervello e solo sulla base dei risultati ottenuti si possano andare a colmare le funzionalità mancanti attraverso uno strumento ad hoc».

di Clara Amodeo

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Fanpage.it del 24-10-2015

Invenzione rivoluzionaria: ecco il primo anello che legge i libri ai non vedenti

Da oggi i non vedenti potranno leggere qualsiasi tipo di libro grazie all'anello ideato dal MIT che trasforma il testo in audio, ottimo da usare anche come traduttore.

Finger Reader in inglese significa proprio "dito che legge" ed è la geniale invenzione dei laboratori del Massachusetts Institute of Technology di Boston (MIT) che permette ai non vedenti di leggere qualsiasi tipo di testo anche se non scritto in lingua braille. Acquistare un qualsiasi libro in libreria, riceverne in regalo, portare il segno con il dito e riprendere da dove si è smesso di leggere, è un'operazione che diamo per scontato, che facciamo in automatico ma non è così per i non vedenti. Per i non vedenti qualsiasi strumento scritto deve essere tradotto in braille ma da oggi non più: libri, giornali, riviste o anche tablet possono essere letti grazie ad un anello intelligente che trasforma qualsiasi testo in audio. FingerReader è un dispositivo indossabile che aiuta a leggere il testo stampato. È uno strumento sia per le persone non vedenti che necessitano di aiuto per accedere ad un testo stampato, così come un aiuto per la traduzione della lingua", spiegano Roy Shilkrot e Jochen Huber del MIT.

Come funziona FingerReader? La geniale invenzione del MIT è un anello stampato in 3D dotato di una piccola telecamera superiore che scannerizza il testo mentre il dito segue la riga di testo e traduce il testo ripreso in una traccia audio che viene riprodotta grazie ad un piccolo microfono. "L'algoritmo FingerReader sa individuare e dare un feedback quando l'utente vira lontano dalla linea di base del testo, e li aiuta a mantenere un movimento di scansione rettilineo all'interno della linea", precisano i ricercatori del MIT. Una vibrazione dell'anello avverte il lettore che bisogna passare al successivo capoverso o che è in arrivo un nuovo inizio di testo, consentendo così al lettore di non perdere il segno evitando di interrompere la lettura. Al di là del design dell'anello, FingerReader può rendere autonomo un non vedente nella lettura, anche di un dispositivo digitale o al ristorante nella comprensione del menù. Tutti i testi, anche quelli non tradotti in braille, risultano così usufruibili dai non vedenti. Inoltre FingerReader, grazie anche al suo costo contenuto, può essere utilizzato per le traduzioni simultanei di testi abbattendo così ogni limite della lingua.

di Clara Salzano

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Agenzia ANSA del 16-10-2015

A Maker Faire telefono per sordociechi

ROMA. Dal primo "telefono" per sordociechi al bastone hi-tech per ipovedenti, dal braccio robotico per la riabilitazione motoria al kit di gioco per aiutare i bambini ad apprendere la lingua dei segni: sono alcune delle innovazioni nel settore della salute presenti al Maker Faire, la fiera dedicata agli 'artigiani digitali' che prende il via oggi a Roma.

Il progetto "Parloma" è la prima sperimentazione di un sistema di comunicazione a distanza tra sordociechi. Il mittente comunica nel linguaggio dei segni e il sistema cattura il segno, lo elabora digitalmente e lo recapita al destinatario tramite un'interfaccia basata su braccia e mani robotiche antropomorfe low-cost, attraverso la lingua dei segni tattile.

Per i bambini sordi o sordociechi è invece pensato "Manipolare", che prevede la creazione di un kit gioco a basso costo da usare come sussidio all'apprendimento del linguaggio dei segni. I pezzi del kit vengono stampati in 3ED, compresa la mano robotica che illustra i vari segni.

Agli ipovedenti è dedicato il Safe Walk, l'alternativa tecnologica al bastone bianco che dà indicazioni in tempo reale, sia vocali che sensoriali (con vibrazione), sulle asperità del terreno e sugli ostacoli presenti lungo il cammino in casa e all'aperto.

Si rivolge alla riabilitazione motoria "Hubotics", un esoscheletro indossabile motorizzato per arti superiori che consente la flesso-estensione controllata del gomito. Lo scopo del sistema, stampato quasi interamente in 3D, è consentire il movimento continuo del gomito in persone affette da disabilità motorie tramite un sistema a basso costo, così da permettere una riabilitazione intensiva a casa del paziente.

Pensato in caso di incidente e malore è invece "Dr Jack", un piccolo dispositivo da portare sempre con sé su cui sono memorizzati numeri di emergenza e tutte le informazioni sul proprio stato di salute (allergie, patologie, gruppo sanguigno, interventi subiti...). Per leggere le informazioni basta inserire l'apparecchio nella presa delle cuffie di un qualsiasi smartphone, tablet o pc.

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Avvenire del 23-10-2015

Nasce una "banca" per i non vedenti

COSENZA. L'Unione ciechi e ipovedenti (Uic) di Cosenza ha una banca. Che però non dà soldi né finanzia imprese, ma investe in pari opportunità e condivisione, solidarietà e conoscenza. È la banca degli ausili tiflotecnici, presso la quale i ciechi possono prendere in comodato gratuito attrezzature per studiare, aggiornarsi e leggere. Oltre alla cessione funziona pure da deposito, accogliendo quanti vogliono donare o prestare strumentazioni non più utilizzate.

L'idea, che l'Uic cosentina definisce «la prima in Italia di questo tipo», permette di condividere computer, stampanti Braille, scanner, tavolette per scrivere, dattilo Braille e molto altro. «Quando la difficoltà interferisce nelle aspettative della persona, condizionando qualche aspetto della vita, insorge uno svantaggio», spiega il responsabile provinciale dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti, Pino Bilotti, aggiungendo che «nella prevenzione e nel superamento degli svantaggi conseguenti all'anzianità o alla disabilità concorrono il miglioramento della fruibilità dell'ambiente. L'adozione di appositi strumenti, detti 'ausili', concepiti per persone con difficoltà fisica e sensoriale, permette di fare ciò che altrimenti non potrebbero, di farlo con minore sforzo o dispendio di energia, in modo più sicuro e in piena autonomia e psicologicamente più accettabile ». La banca degli ausili tiflotecnici darà un aiuto fondamentale ai ragazzi che studiano e a tutte le persone con cecità per superare un'ulteriore barriera, importante almeno quanto le architettoniche, quella culturale.

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Superando.it del 05-10-2015

Tutti devono leggere, perchè nessuno sia più schiavo

O più precisamente «Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perchénessuno sia più schiavo», una bella frase del grande Gianni Rodari, nel segno della quale si è svolto a Roma il convegno "Leggere: come si può?", promosso dall'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), vera "storia di un viaggio", che ha consentito di ripercorrere le diverse modalità di lettura delle persone cieche e ipovedenti.

«Abbiamo ripercorso le diverse modalità possibili di lettura per i ciechi e gli ipovedenti, mostrando e dimostrando come si legge un libro in Braille, come funziona un lettore di sintesi vocale e abbiamo ascoltato un audiolibro. Scrittori famosi, speaker e lettori ciechi e ipovedenti hanno letto alternativamente alcune pagine dello stesso libro, a testimonianza del fatto che molti sono i modi di lettura possibili, tutti altrettanto validi»: così Luisa Bartolucci, componente della Direzione Nazionale dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e coordinatrice insieme a Stefano Molinari di RadioRadio (media partner dell'evento), del convegno intitolato Leggere: come si può?, svoltosi nei giorni scorsi presso la Biblioteca dell'Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario di Roma, racconta l'essenza di tale appuntamento (se ne legga anche la nostra presentazione).

L'incontro, organizzato dalla stessa UICI, in collaborazione con il Centro Nazionale del Libro Parlato, la Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita e la Fondazione LIA (Libri Italiani Accessibili), ha ottenuto il patrocinio del Senato, del Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Lazio.

Nel corso della giornata, hanno partecipato tra gli altri Mario Tozzi, scrittore, geologo e primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha presentato il suo libro Tecnobarocco, Susanna Marcellini, giornalista e scrittrice, che insieme a Roberto Pruzzo e Sandro Tovalieri, noti campioni del calcio di qualche anno fa, si sono soffermati sul volume Bomber. La storia di un numero nove normale (o quasi), Roberto Renga, giornalista e scrittore, che ha presentato il suo La partita del diavolo, insieme alla coautrice Chiara Bottini, e Sara Rattaro, con Niente è come te, Premio Bancarella 2015.

«I ciechi e gli ipovedenti leggono - aggiunge Bartolucci - e leggono molto più di chi vede, ma ancora oggi sono tantissime le persone che ignorano questa realtà e spesso se ne stupiscono. Il nostro problema resta però l'accessibilità delle applicazioni e dei programmi che ci dovrebbero aiutare a leggere. Chiediamo poi agli editori di rendere accessibili i libri negli stessi tempi e nelle stesse quantità in cui vengono resi disponibili a tutti gli altri lettori. E da ultimo, ma non ultimo, chiediamo che l'Italia ratifichi quanto prima il Trattato di Marrakech del 2013, che permette il libero scambio dei testi per i ciechi e gli ipovedenti».

«"Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo" - ricorda Mario Barbuto, presidente nazionale dell'UICI, citando una frase del grande Gianni Rodari - e nel segno di queste parole, sottolineo ancora una volta che per noi persone con disabilità visiva l'accesso alla lettura è un aspetto fondamentale. Poter leggere in completa autonomia, infatti, vuol dire avere le stesse opportunità di tutti per studiare, lavorare e accedere alle differenti modalità di svago». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti. Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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Messaggero Veneto del 04-10-2015

Radio Magica a Udine: la redazione che vince le disabilità dei bimbi

UDINE. Se ci fosse un libro per raccontarla, allora sarebbe un libro di fiabe. Di quelli che parlano di imprese eccezionali e di incantesimi.

È così, a metà fra una storia straordinaria e un incantesimo, che è nata Radio Magica, un'emittente destinata a parlare ai bambini anche quando non ci sentono, a far leggere loro le storie anche quando non ci vedono.

È questa la portata di un progetto destinato ad abbattere le barriere dell'incomunicabilità che sorgerà a Udine entro la fine dell'anno e che intende diffondere i suoi progetti in tutta Italia e oltreconfine.

La sua nascita è stata sancita dalla convenzione con il Garante per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Ieri una delegazione di radio Magica e della sua redazione di ragazzi è partita alla volta di Roma per partecipare al primo meeting dell'Autorità garante della presidenza del consiglio dei ministri. Un incontro nel corso del quale è stata firmata la convenzione, madrina dell'iniziativa è Lella Costa.

Radio magica sta già sul web ed è il frutto della caparbietà di una mamma udinese. Non una mamma qualsiasi, visto che si tratta di Elena Rocco, docente universitaria alla Ca' Foscari, ricercatrice di beni collettivi e business sociale che si è laureata con il premio Nobel Elinor Ostrom.

È stato suo figlio a ispirarla, a partire dalle prime raccomandazioni che le vennero dai medici. «L'ambiente familiare, sociale e culturale farà la differenza per la vita del suo bambino» le suggerirono quando il suo piccolo fu dimesso dall'ospedale dopo un ricovero.

«Mio figlio, affetto da una rara malattia genetica, aveva difficoltà a leggere, ma amava ascoltare - riferisce Elena Rocco -. È sperimentando con lui l'effetto delle audioguide e degli audiolibri che ho visto progredire il suo linguaggio».

Da questa idea nel 2010 Elena Rocco creò un piccolo team di ricerca che, nell'arco di due anni, face partire www.radiomagica.org, il primo portale italiano con una web radio e una biblioteca online.

Quel progetto è andato crescendo e collezionando riconoscimenti e oggi trasmette dal parco di San Giovanni a Trieste in un piccolo ufficio di una ventina di metri quadrati tutti i giorni dalle 7 alle 19.

Il palinsesto è curato da una redazione di autori, speaker e consulenti musicali che lavorano a stretto contatto con l'équipe tecnico scientifica per calibrare i contenuti ai bisogni e ai desideri d'ascolto delle diverse fasce d'età da zero a 13 anni.

La radio dispone di una biblioteca digitale organizzata dalla redazione in un villaggio di quattro casette per altrettante fasce d'età, sempre a disposizione dei bambini che possono accedere a programmi, storie e miniserie.

Esiste poi il "capanno degli attrezzi", uno spazio per insegnanti, famiglie ed educatori, con informazioni, suggerimenti e buone pratiche relative all'infanzia e ai bisogni educatori speciali.

Il suo avvio a Udine segnerà una svolta decisiva nella storia di Radio Magica.

«Grazie al prezioso supporto di Hattiva lab che ci ha messo a disposizione un appartamento con un centinaio di metri quadrati di superficie, realizzeremo una redazione coinvolgendo una ventina di ragazzi - anticipa Elena Rocco - faremo una radio dedicata ai ragazzi e agli adolescenti della provincia di Udine, ma non solo - aggiunge -, siamo certi che molti corregionali all'esterno saranno felici di sapere che qualcuno insegna la lingua italiana ai loro bambini via radio. La musica, le storie, i contenuti non avranno barriere e saranno messi a disposizione di bambini ciechi, dislessici, di quelli che sono un po' pigri, o che non hanno soldi per comprarsi i libri, li aiuteremo a farei compiti, metteremo in linea audio e video per bambini sordi, autistici e utilizzeremo la lingua dei segni. Ripartiremo dall'ascolto, soppiantato dal mondo del visivo, per fare vera inclusione sociale nell'ambito di una redazione che vedrà protagonisti i ragazzi, accompagnati da professionisti di radio e comunicazione. Saremo online 24 ore su 24, la redazione sarà dotata di una sezione con la consolle l'area per il fonico, la parte tecnica, quindi una sezione per speaker e tavole rotonde, infine la sezione musicale, dove abbiamo intenzione di ospitare giovani gruppi».

Per ora c'è l'appoggio di tante case editrici che sostengono la splendida avventura di Radio Magica, ma ci sarà bisogno del supporto dell'imprenditoria friulana per dare le ali a un progetto che intende volare alto.

di Alessandra Ceschia

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Superando.it del 01-10-2015

"La linea del 20" per non vedenti e sordociechi

La linea del 20 è uno strumento alternativo a quello dei regoli colorati, messo a punto dal pedagogista Camillo Bortolato, per apprendere i numeri e il calcolo nella scuola primaria e nella fase di preparazione svolta nella scuola dell'infanzia.

La versione per non vedenti e sordociechi, realizzata dallo stesso Bortolato e da Maria Clarice Bracci, sarà ora al centro di un corso pratico in programma per sabato 17 ottobre a Roma, prima iniziativa del genere nel nostro Paese, a cura della psicologa e psicoterapeuta Maria Luisa Gargiulo, alla quale ci si potrà ancora iscrivere fino al 2 ottobre.

Si tratterà di una giornata interamente dedicata a insegnanti ed educatori, finalizzata appunto ad apprendere l'utilizzo del metodo analogico e degli strumenti tattili, per la didattica della matematica delle prime elementari.

In particolare verranno presentati il Manuale per l'insegnante, il CD-Rom per l'alunno, la Linea del 20 tattile, le Schede visuotattili dei numeri, L'armadio del 100 e La tavola del 1000, ovvero il kit completo degli strumenti disponibili.

«Una delle caratteristiche di questo metodo - spiega Gargiulo - risiede nella sua inclusività. Da tempo, infatti, sono stati pubblicati analoghi strumenti visivi per apprendere la matematica e il calcolo da parte di tutta la classe, così da permettere al bambino non vedente di seguire il programma di tutti, sebbene con strumentazioni tattili specifiche. Penso ad esempio al Casellario Romagnoli, al cubaritmo e alla dattiloritmica, ben conosciuti da chi si occupa di bambini con deficit visivo grave e spesso imprescindibili ausili didattici. Questo nuovo strumento, tuttavia, integra perfettamente l'uso di quelli della tiflologia classica con quello che mancava, cioè schede per la comprensione delle quantità, una linea dei numeri per le ordinalità e un metodo specifico per il calcolo intuitivo».

Scrive Camillo Bortolato nella prefazione del suo manuale (Trento, Erickson): «I bambini ciechi ci vedono benissimo, perché è proprio chiudendo gli occhi che i loro compagni possono pensare di riuscire a fare i propri conti. Questo è il segreto, per tutti: chiudere gli occhi. Solo così, estraniandosi dall'esterno, è possibile entrare in uno spazio speciale, preordinato, in cui fare il calcolo mentale. Uno spazio in cui paradossalmente conta di più la disposizione delle palline che le palline stesse».

«Anche la mente dei bambini ciechi - prosegue Gargiulo - può funzionare in modo computazionale, apprendendo in modo intuitivo a muoversi nel mondo dei numeri. Di solito l'insegnamento della matematica elementare è un grosso scoglio delle prime classi, perché l'insegnante deve fare i conti con la differenza del modo di immaginare di un bambino cieco rispetto ai suoi compagni vedenti e perché non può utilizzare i tanti supporti visivi creati per la comprensione del mondo dei numeri. La Linea del 20, nella versione per non vedenti e sordociechi, può essere un utile strumento e, più ancora, un metodo e un programma completo, mediante le schede tattili, lo strumento in plastica e gli esercizi propedeutici, per condurre in modo intuitivo il bambino nel mondo dei numeri, delle operazioni e delle quantità. Se infatti il metodo analogico e gli strumenti della Linea del 20 messi a punto da Camillo Bortolato permettono ai bambini di apprendere in modo intuitivo i numeri e di imparare a svolgere le operazioni attraverso le innate propensioni del cervello al pensiero quantitativo, questa versione per non vedenti, inventata da Maria Clarice Bracci e dallo stesso Bortolato, nasce per permettere anche ai bambini con problemi di vista di utilizzare il metodo analogico, superando così le difficoltà di rappresentazione delle quantità e di consapevolezza e controllo delle operazioni matematiche, tipici ostacoli della didattica delle classi elementari per i bambini non vedenti e ipovedenti».

«Anche più avanti - sottolinea ancora la promotrice del corso del 17 ottobre - molti ragazzi ciechi trovano difficoltà nella matematica, utilizzando procedimenti meccanici, perché non hanno acquisito una basilare esperienza e una reale conoscenza delle quantità e del modo in cui si può agire su di esse. Ciò conduce a un ritardo scolastico e a continue difficoltà anche nelle classi superiori. Acquisire invece un'esperienza e una rappresentazione aptica [aptica è sinonimo di tattile, N.d.R.] delle serie di quantità, permette alla persona con deficit visivo di costruire esperienze concrete da utilizzare per contare, aggiungere, sottrarre, dominando finalmente i umeri anche nelle numerosità elevate, costruendo un pensiero e una conoscenza procedurale dell'ordine dei numeri e pensando in modo computazionale».

Come detto inizialmente, le iscrizioni al corso sono ancora aperte fino al 2 ottobre e gli argomenti che vi verranno trattati saranno: Dalle mani agli strumenti per calcolare; Sviluppare una competenza intuitiva sui numeri e sul calcolo; "Subitizing" e aptica; Esercitazioni pratiche per l'applicazione del metodo. (S.B.)

Per informazioni e iscrizioni accedere alla specifica pagina web.

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Stamp Toscana del 26-10-2015

Etichette alimentari per le persone ipovedenti

PISA. Per le persone ipovedenti o non vedenti le etichette, che si esprimono con testo e con immagini, non bastano a garantire il diritto ad essere informati sulle caratteristiche degli alimenti in vendita, con particolare riferimento agli scaffali della grande distribuzione. Da questa considerazione e, più in generale, dal desiderio di migliorare la qualità della vita, l'Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant'Anna ha avviato il progetto che porterà allo sviluppo di un prototipo di etichettatura alimentare accessibile alle persone ipovedenti o che hanno perso del tutto l'uso della vista.

Questo progetto nasce su proposta di un gruppo di giovani ricercatori, studiosi dei temi legati al diritto agrario, alimentare e ambientale - composto da Margherita Brunori, Silvia Rolandi, Andrea Saba, con il coordinamento di Mariagrazia Alabrese come responsabile del progetto - con la collaborazione di Elena Vivaldi, ricercatrice di Diritto costituzionale esperta in materia di diritti delle persone disabili. La ricerca vuole arrivare a una sintesi tra un livello di informazione più immediato, basato su un sistema tattile, e uno più approfondito, veicolato da un supporto tecnologico, sviluppato dal gruppo di ricerca del prof. Antonio Frisoli, all'interno del Laboratorio di Robotica Percettiva dell'Istituto TeCIP (Tecnologia della Comunicazione, dell'Informazione, della Percezione) della Scuola Superiore Sant'Anna. Per l'interesse sociale che lo caratterizza, il progetto è stato selezionato tra quelli che la Scuola Superiore Sant'Anna ha ammesso a beneficiare dei proventi della campagna 5×1000.

In un mercato "muto", com'è quello attuale della grande distribuzione organizzata, la fornitura di informazioni sugli alimenti avviene in via esclusiva attraverso le etichette, la cui elaborazione è fondamentale per consentirne la comprensione e per garantire scelte consapevoli, che peraltro condizionano la dieta in termini di apporti nutritivi ed equilibrio nutrizionale e che possono essere influenzate, tra l'altro, da considerazioni di natura sanitaria, ambientale, sociale, etica, religiosa. Tutte queste importanti funzioni che "passano" attraverso le etichette non possono raggiungere le persone con disabilità visive, alle quali non è garantito il diritto di accesso alle informazioni per essere supportate nel compiere scelte consapevoli, per essere autonome negli acquisti alimentari e nell'utilizzo dei prodotti dopo l'acquisto. Basta un esempio in apparenza banale per far capire con quali difficoltà possa scontrarsi una persona non vedente, a casa: un barattolo di ceci o uno di passata di pomodoro possono risultare uguali al tatto e come è possibile distinguerli? Anche una data di scadenza può non essere rilevata con facilità e con rapidità. La sfida tecnologica sarà garantire la "percezione" di queste informazioni "domestiche" in maniera agevole.

La fase preliminare del progetto si è ormai conclusa ed ha compreso interviste, focus group, questionari sugli utenti, grazie anche alla collaborazione garantita, a livello nazionale e regionale toscano, da associazioni come l'Unione italiana ciechi. Appena saranno disponibili finanziamenti ulteriori, giuristi e ingegneri, andranno avanti nello sviluppo dei supporti tecnologici. Da questo progetto deriveranno soltanto vantaggi per le persone che hanno difficoltà con la vista. L'intenzione del gruppo di ricerca è sviluppare soluzioni che non incidano sul prezzo finale dei prodotti e che non impongano l'utilizzo di ulteriori imballaggi.

"Abbiamo iniziato questo progetto - spiega la ricercatrice Mariagrazia Alabrese, responsabile del progetto - perché al momento sono davvero pochi i prodotti con un'etichettatura in alfabeto braille, che non tutte le persone non vedenti conoscono. Tali etichette, inoltre, di solito contengono alcune informazioni, ad esempio la denominazione di prodotto e la data di scadenza, mentre, per fare un esempio, le indicazioni sugli ingredienti risultano assenti, anche in ragione delle dimensioni del linguaggio braille. Il nostro progetto - continua - si rivolge agli operatori del settore alimentare che potranno essere posti nelle condizioni di realizzare imballaggi ed etichette coerenti con la normativa e risultare accessibili anche alle persone con disabilità visiva".

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Agenzia Noodls del 24-10-2015

Mangimi certificati Panlab per i cani guida del Centro Hellen Keller...

Collaborazione tra l'Università di Messina e la Adragna pet food.

MESSINA. Attorno a Panlab, il complesso di laboratori dell'Università di Messina inaugurato lo scorso luglio, nasce infatti un'importante sinergia pure nel settore degli alimenti per gli animali da destinare a cani e gatti. L'accordo coinvolge Adragna Pet Food, azienda siciliana leader del settore e l'Ateneo, con la fattiva collaborazione del Centro Hellen Keller.

'Abbiamo pensato - afferma l'avv. Terranova, presidente del Centro Hellen Keller dell'Unione Italiana Ciechi - di unire le forze, insieme agli imprenditori ed all'Università di Messina, che con il gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze veterinarie guidato dalla prof. Nella Chiofalo ci ha permesso di raggiungere importanti obiettivi di crescita per la nostra scuola cani guida, puntando anche alla valorizzazione di alimenti siciliani che, inseriti in un contesto di ricerca industriale ed innovazione della filiera mangimistica, permettono di essere impiegati con riscontri positivi per la salute dei nostri cani specializzati per le persone ipovedenti'.

'La Adragna Pet Food - afferma il dott. Giovanni Galante - è da sempre attenta all'innovazione ed alla ricerca, al fine di realizzare alimenti che rispondano sempre più alle esigenze specifiche dei cani e dei gatti. Proprio in quest'ottica si inserisce la collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università degli Studi di Messina, che grazie ai nuovi laboratori realizzati con il PanLab ha attivato tecnologie innovative, utili ed essenziali per noi aziende per analizzare gli alimenti, raggiungendo livelli di precisione e di sicurezza alimentare in tempi brevi'.

'D'altronde - afferma la prof.ssa Nella Chiofalo, docente di Nutrizione degli animali da compagnia dell'Ateneo peloritano - siamo oggi in condizioni di realizzare linee di mangimi innovative con impiego di alimenti regionali, favorendo quindi un percorso di filiera che consente ad aziende regionali di poter operare anche per il mercato del petfood. Quindi, sinergia e capacità di risposta in tempi brevi da parte dell'Università di Messina, così da favorire la crescita competitiva delle imprese locali in un settore, quello degli alimenti per cani e gatti, fortemente rappresentato da aziende europee'.

Particolare attenzione è stata posta alla creazione di nuove linee di mangimi contenenti principi attivi che hanno la funzione di garantire il benessere per i nostri animali. 'Ormai è a tutti noto - spiega Ambra Di Rosa, assegnista di ricerca di Unime - il ruolo primario della dieta dei cani e dei gatti, che è quello di fornire un quantitativo sufficiente di nutrienti per soddisfare le necessità metaboliche, assicurando il benessere di chi consuma la dieta stessa, sia questo uomo, cane o gatto'.

'Gli esiti delle più recenti ricerche - aggiunge Salvatore Cucinotta, veterinario nutrizionista - ci dimostrano che oltre a soddisfare le necessità nutrizionali, la dieta svolge un ruolo fondamentale nel promuovere e garantire il benessere animale e nel ridurre il rischio di patologie, modulando diverse funzioni nell'organismo'.

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Notiziario Italiano del 23-10-2015

Drone può far fare sport a non vedenti

Fa da guida con un suono monitorando il percorso

Drone può far fare sport a non vedenti.

NEVADA (USA). I droni possono essere usati per far fare attività fisica ai non vedenti senza il bisogno di un accompagnatore. Lo ha dimostrato un esperimento dell'università del Nevada descritto dalla rivista del Mit Technology Review. Il quadricottero costruito dallo Human Plus Lab ha 2 videocamere, una che segue il percorso della pista e l'altra che monitora i comportamenti del soggetto, e vola all'altezza degli occhi a circa 3 metri dal corridore, guidandolo con un suono e adattando la propria velocità. Un altro progetto dello stesso laboratorio ha invece realizzato tre videogiochi open source basati su Pc che attraverso un controller del Nintendo Wii permettono ai bimbi non vedenti di giocare a bowling, a tennis e a 'colpisci la talpa' attraverso una serie di impulsi sonori e tattili. "La maggior parte della ricerca sull'accessibilità per i non vedenti si concentra su come farli leggere o su come rendere il web più accessibile - spiega Eelke Folmer, che dirige il laboratorio -. La comunità dei non vedenti però ha anche problemi gravi legati alla salute, alla socializzazione e ala qualità della vita, e sarebbe d'aiuto fare ricerca anche su come la tecnologia può migliorare la vita in questi campi".

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CorrierePL.it del 23-10-2015

Il sogno di un atleta non vedente: maratona nel deserto, iron man e il passatore

Ho avuto modo di fare esperienza da accompagnatore sia in allenamento che in gara con un'atleta non vedente tesserata con l'atletica "LA SBARRA", trattasi della mitica coraggiosa e determinata atleta Ada Ammirata che da un annetto è scesa da cavallo dopo un'esperienza a livello internazionale ed ha scoperto la corsa a piedi applicandosi con entusiasmo, dedizione e determinazione.

L'esperienza di corsa con Ada permette agli atleti della squadra di scoprire cosa significa correre con una disabilità come la vista ed ognuno di noi si sperimenta come accompagnatore negli allenamenti ed in gara, mettendo da parte qualsiasi forma di competizione estrema e dedicandosi all'altro con generosità.

Ada mi ha segnalato il sito web Disabilincorsa che raccoglie sportivi o chi lo vuole diventare, accompagnatori e tecnici, affinché si possa e riesca a creare un "archivio" di volontari, guide e tecnici invitando quindi, chiunque fosse interessato, a dare la propria disponibilità.

Curiosando nel sito ho letto la presentazione degli ideatori del sito tra i quali Alberto Ceriani, un atleta non vedente che pratica atletica leggera e nuoto da 11 anni e da 10 triathlon.

Alberto Ceriani ha partecipato a diverse manifestazioni sportive tra le quali l'Ironman a Klagenfurt (Austria), il Campionato del mondo di triathlon su distanza ironman a Kona Hawaii: la gara consiste nel nuotare per 3.800 metri nell'Oceano Pacifico, pedalare per 180 chilometri ed infine correre la maratona di 42.195 metri, tutto in un fiato senza soluzione di continuità, risultato finale 13 ore e 52 minuti.

Alberto Ceriani illustra la tecnica usata nelle gare: "Nella frazione di nuoto la mia guida mi precede ed io sono in contatto con lui mediante una corda della lunghezza di circa 2 metri legata alla vita; nella frazione ciclistica usiamo il tandem; nella frazione podistica sono in contatto con la mia guida con un cordino al polso di circa 30 cm. Segnalo con un pizzico di orgoglio che sono stato il primo atleta non vedente al mondo ad aver portato a termine l'iron man delle hawaii."

Alberto Criani nonostante la sua disabilità è attratto dalle lunghe distanze e partecipa a competizioni sportive agonistiche che possiamo considerare estreme per la lunghezza e la difficoltà dei percorsi.

Ho rivolto ad Alberto alcune domande per approfondire il mondo degli ultrarunner e delle gare estreme.

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? "La soddisfazione di vedere che nonostante i miei impedimenti fisici posso farcela."

Alberto va avanti nel raggiungimento dei suoi obiettivi nonostante la sua disabilità, è motivato dal riuscire gradulmente a superare quelle che sono definite difficoltà, ma per lui se vuole può, non esistono impedimenti, sa come fare per andare avanti.

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? "Mi incoraggiano e apprezzano il mio coraggio e la mia tenacità."

I familiari sanno che quello che fa star bene una persona è fare le cose di cui si ha passione, continuare a fare quello che piace.

Che significa per te partecipare ad una gara estrema? "Una grande soddisfazione personale."

Riuscire nelle sue imprese, nel raggiungimento dei suoi obiettivi è per alberto motivo di grande orgoglio, di grande soddisfazione personale.

Ti va di raccontare un aneddoto? "Sì quando in un iroman un giudice mi ha fermato perchè ero attacato nella corsa alla mia guida e il giudice mi ha placcato dicendomi in tedesco che non si poteva non capendo perchè eravamo legati."

Purtroppo può succedere che la gente non è abituata a vedere persone con disabilità eccellere in uno sport considerato estremo e non alla portata di tutti e si rischia di essere fermati perfino dai giudici di gara che non immaginano che un non vedente possa partecipare a competizioni impegnative di lunga durata e di estrema difficoltà.

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? "Che volere è potere."

Alberto ha scoperto che si può essere resilienti e non mollare nella difficoltà, ma si possono trovare strategie per superare le crisi, le difficoltà, il disagio e trovare nuovi mezzi, nuove risorse per portare avanti propri progetti, raggiungere prorpi obiettivi.

Hai un sogno nel cassetto? "Una maratona nel deserto e ripetere un altro iroman e il passatore."

Oramai ad Alberto non lo ferma più nessuno, ci ha provato già il giudice di gara, ma al berto è così determinato, così sicuro di se che vuol portare avanti progetti sempre più ambiziosi.

Quasi quasi accompagno alberto in uno dei suoi progetti, ma avrei bisogno di allenarmi duramente.

Per concludere non posso che augurare a tutti gli atleti, di tutte le età e con qualsiasi modalità, di continuare a praticare un sano esercizio fisico e consultare libri sulla psicologia dello sport e del benessere.

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.mjmeditore.it/autori/matteo-simone

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Giornale UICI del 06-10-2015

Sport - Rally Italia Talent: straordinario risultato di un Navigatore Ipovedente

Francesco Cozzula, 36 anni di Osilo (SS), ha realizzato il suo sogno: lui, ipovedente, ha vinto la categoria Navigatori Over 35 della seconda edizione di Rally Italia Talent e come premio parteciperà da Navigatore ufficiale al prossimo Rally 2 Valli a Verona (9/11 Ottobre), gara valida per il Campionato Italiano Rally, con una Peugeot 208R2 della Romeo Ferraris al fianco di Massimo Beccari, altro vincitore di Rally Italia Talent tra i Piloti Over 35.

L'ipovisione è quella condizione di riduzione permanente della funzione visiva che non permette a un individuo il pieno svolgimento della sua attività di relazione, la conduzione di una normale attività lavorativa, il perseguimento delle sue esigenze ed aspirazioni di vita.

Il sogno di Francesco è sempre stato quello di correre come Navigatore nei rally, ma con la sua disabilità visiva, leggere il radar e le note del percorso al Pilota rappresentava uno scoglio molto difficile da superare, ma Francesco ci è riuscito grazie alla sua grande passione sportiva e alla sua immensa forza di volontà.

Ha superato molteplici difficoltà, lui navigatore ipovedente, dal rilascio della Licenza a essere accettato come Navigatore, a confrontarsi con altri 800 aspiranti Navigatori nelle Selezioni di Rally Italia Talent.

Ha affrontato con successo le Selezioni e la Semifinale, quindi è arrivato alla Finale dove ha vinto la classifica Navigatori di Rally Italia Talent Over 35, non certo per la sua disabilità, ma solo perché è stato davvero il migliore su oltre 800 iscritti nella categoria Navigatori.

Chiarcossi, D'Amore, Fappani, Pirollo, Scattolin i suoi Esaminatori, tutti Navigatori professionisti, lo hanno scelto all'unanimità e ha finalmente coronato il suo sogno

Francesco deve essere preso ad esempio per la sua grande lezione di vita, crederci sempre, mollare mai, da tanti ragazzi che vogliono iniziare a correre nei rally, ma non solo.

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L'Adige del 17-10-2015

Il coraggio che squarcia il buio

«Non arrenderti. Mai. Perché se ti demoralizzi, poi è finita». Detta così suona già bene, ma se a dirlo è Alessandro Bordini, trentenne veronese non vedente, appena messo i piedi a terra dopo un salto in paracadute biposto con Maurizio Di Palma del Becco dell'Aquila, primo al mondo a farlo, forse un significato diverso, la frase ce l'ha. Aggiungete che ha appena completato il giro del mondo da solo, che è rimasto in giro due anni visitando novanta Paesi, contando solamente sull'aiuto degli altri per muoversi, beh allora la storia è diversa. Completamente diversa. Il messaggio che Alessandro, non vedente dopo essersi schiantato a terra col paracadute a Ravenna il 7 marzo 2009 al suo 1083° lancio, vivo grazie all'equipe medica dell'ospedale di Cesena dove fu elitrasportato da Ravenna, luogo dove si allenava saltando da un aereo, rimesso in piedi grazie alle cure mediche e alla fisioterapia è «fiducia in se stessi e negli altri, perché nella diversità siamo tutti uguali».

Alessandro Bordini è uno con due attributi così. Che fa dell'ironia sulla sua disabilità un punto di forza indistruttibile («Oh, non vedo una mazza» ha risposto alla domanda se fosse ipovedente o non vedente totale), che invece di abbattersi per quanto gli è capitato, certo per colpa sua è chiaro, ha deciso che la vita andava egualmente vissuta. E meglio che si può. «Ho sbagliato le valutazioni di quell'ultimo salto - ci ha detto - caricandomi peso in più per la specialità in cui volevo prepararmi. Inoltre il vento era troppo forte. Un secondo prima di schiantarmi è stato il buio totale».

Da quel 7 marzo Alessandro ha trascorso cinque mesi in ospedale, prima a Cesena poi a Verona e infine a Negrar, torna a casa il giorno del suo compleanno, l'8 agosto del 2009 iniziando il lungo percorso di riabilitazione. «Mi hanno tenuto due settimane in coma farmacologico, mi era scoppiato il bacino, sono stato sottoposto a tracheotomia, rimanevano attivi solamente il cervello e il cuore. Tutti gli altri organi avevano smesso di funzionare, e se sono vivo lo devo a quei medici straordinari che poi sono andato a trovare appena ho potuto. Ho picchiato il fondoschiena - racconta sorridendo - è stata una bella botta».

I ricordi finiscono lì, ma poi i medici e la sua forte fibra lo riportano a casa, luogo dove riprende peso (ne aveva persi dieci a causa della degenza) e la sua autonomia. Pianifica il ritorno a Ravenna dagli amici e all'ospedale che l'ha accolto per prima. «Il nervo ottico è andato - prosegue - e questo nessuno se l'è saputo spiegare. Ma io non mi sono perso, anzi. È da lì che ho iniziato a capire che la mia disabilità non mi limitava, anzi. Ho preso il treno, la gente si accorgeva che avevo bisogno d'aiuto e lo faceva. Il personale di Trenitalia è fantastico, sono i collegamenti e i servizi che vanno migliorati semmai».

Giacché era riuscito ad andare e tornare Alessandro si è detto «perché non girare l'Italia?» e poi perché non girare il mondo? E partito il 2 aprile del 2014 ed è tornato a casa il 25 luglio scorso, raccontando tutto nel suo blog che va assolutamente letto. L'indirizzo è www.lightheplanet.net , è stato ospite della Rai alla Vita in diretta, hanno parlato e scritto numerose testate. Alessandro ha messo a segno un altro dei suoi obiettivi, e alla domanda cosa ti riserva il futuro ha risposto: «Beh, adesso lo dico alla mamma, poi la lista è lunga. Molto lunga».

di Claudio Chiarani

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Il Corriere della Sera del 28-10-2015

Cene al buio e menu in Braille Nasce il locale a misura di disabile

BOLOGNA. Mappa sensoriale all'entrata, per orientarsi fra i tavoli. Menu rigorosamente scritto in Braille e un bancone unico nel suo genere che permetterà di spillare le birre anche a ragazzi in carrozzina. Perché è in carrozzina che la barista servirà al tavolo i clienti del locale L'Altro Spazio, che aprirà giovedì 29 ottobre in via Nazario Sauro 24/f. Un ristorante interamente ideato e costruito a misura delle persone con disabilità.

L'IDEA. «Anche un cieco vuole bere una birra al sabato sera, ma non aveva un posto dove poter andare in tranquillità. Abbiamo pensato a lui» spiegano da l'Altro Spazio. Trecento metri quadrati su due piani, divisi fra il ristorante -al piano terra- e la sede dell'associazione Farm alla cui presidente, Nunzia Vannuccini, si deve l'idea di questo «incubatore creativo contro le barriere». Il primo piano sarà un laboratorio aperto a tutti, fatto di spazi aperti, di tante stanze da occupare con nuove idee e progetti che guardino all'inclusione e all'accessibilità.

IL PROGRAMMA - Già in programma per il mese prossimo la prima «cena al buio», che diventerà un appuntamento mensile (la prenotazione è obbligatoria): completamente avvolti dal buio gruppi di 30-35 persone potranno degustare piatti e vini, col locale completamente oscurato per metà della serata. «Sarà un'esperienza sensoriale unica nel suo genere», promette Nunzia Vannuccini. «Verrete serviti al buio da ragazzi non vedenti. Sarete come loro, per il tempo di una cena».

IL PROGETTO. La serata sarà intervallata dalle performance e mostre tattili di Jascha Blume, artista e filmmaker olandese non udente che curerà fin nei minimi dettagli la programmazione delle attività culturali ed artistiche dell'associazione Farm. Il primo tema sarà «Nobody Land», un «non luogo» che Blume descrive come «un mondo che ancora non esiste, una zona grigia tra due realtà o di conflitto perché nessuno ha il coraggio di attraversare il confine. Una situazione di impasse che si crea spesso anche nella comunicazione, quando sbagliamo interpretazione».

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Alto Adige del 15-10-2015

Un concerto nell'oscurità per capire i non vedenti

BRESSANONE. L'idea è partita dagli stessi giovani del Centro Connection e subito appoggiata da Valter Calò dell'Associazione ciechi. L'obiettivo è sensibilizzare su una tematica non molto considerata e cioè le condizioni dei non vedenti nella nostra società. Cosa significa essere ciechi?Quali le difficoltà e i problemi che si trova ad affrontare chi non vede? Ecco perché la proposta è di offrire quattro spettacoli musicali da vivere al buio, inteso in senso letterale. Il teatro sarà totalmente oscurato e i concertisti si muoveranno sulla scena. «Si tratta di spettacoli tradizionali - spiega Calò - a cui abbiamo aggiunto alcune varianti per stupire il pubblico, come la modificazione della provenienza del suono o alcune pause. Al termine dello spettacolo ne parleremo insieme agli spettatori. In programma nella serata d'apertura della rassegna il 7 dicembre, lo spettacolo teatrale musicale Le voci di Pinocchio dell'ensemble Musicainfabula. Con la scadenza mensile ci saranno altri tre concerti (le date sono ancora da stabilire), a gennaio ci sarà il gruppo trentino Yellow Capras che intratterrà il pubblico con le canzoni country e con gli arrangiamenti originali dei pezzi classici, a febbraio sarà la volta di Annika Borsetto e gli Ukulele Lovers e come ultimo appuntamento solo di data, ma non d'importanza ci sarà un gruppo di Vipiteno guidato dai fratelli Alemanno Bob e Jack. Dopo le cene al buio, ora ci sono anche i concerti al buio, occasioni per far conoscere le limitazioni (e le paure) di chi non può vedere.

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TriestePrima del 21-10-2015

Parco di San Giovanni accessibile ai non vedenti, al via il progetto "Smart Park"

TRIESTE. Mercoledì 21 ottobre, alle 11.00, presso la sede della Provincia di Trieste (piazza Vittorio Veneto n. 4 - sala Consiglio provinciale - II piano), alla presenza della Presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto "San Giovanni Smart Park", progetto presentato dall'Istituto Regionale Rittmeyer per i Ciechi e finanziato dall'amministrazione provinciale con il Bando per la valorizzazione della cultura del territorio e dei suoi siti di pregio. Erano presenti il Presidente dell'Istituto Rittmeyer, sig. Hubert Perfler, il VicePresidente dell'Istituto, Maestro Pierpaolo Lenaz, il Presidente della Consulta regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie del FVG ONLUS, sig. Vincenzo Zoccano, il Direttore Generale dell'Istituto, dott. Elena Weber, il dott. Giovanni Righi in rappresentanza dell'Università di Trieste - Dipartimento di Scienze della Vita - e dell'A.P.S. Psicoattività, la dott. Ilaria Santoro in rappresentanza dell'Università di Trieste - Dipartimento di Scienze della Vita - il sig. Massimo Zapparella in rappresentanza della Cooperativa CO.A.LA, il Presidente dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Sezione Provinciale di Trieste - dott. Marino Attini.

Il progetto in oggetto si inserisce all'interno delle attività di valorizzazione del territorio provinciale. In particolare, si focalizza sul patrimonio culturale, storico e naturalistico del Parco di San Giovanni, importante realtà del territorio provinciale, ma talvolta non valorizzato al meglio delle sue capacità. Il Parco di San Giovanni, patrimonio della Provincia di Trieste, è riconosciuto a livello mondiale come luogo di rilevanza storica, grazie all'innovativo percorso scientifico e culturale sulla psichiatria che si è sviluppato al suo interno. Purtroppo, allo stato attuale, la configurazione del Parco e la mancanza di servizi adeguati, lo rende una destinazione difficilmente apprezzabile dalle persone non vedenti e ipovedenti e dai loro accompagnatori. Il progetto in oggetto si propone di dare ad un ampio range di interessati, in particolare non vedenti e ipovedenti, la possibilità di apprezzare il patrimonio del Parco di San Giovanni, sviluppando ulteriormente il potenziale di sito di rilevanza storica e culturale.

La proposta progettuale in oggetto si sviluppa coerentemente con alcuni degli obiettivi presentati nel Piano del Turismo 2014-2018 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in particolare "facilitando la fruizione dell'esperienza di vacanza"e "rilanciando le destinazioni turistiche", nella nicchia "Turismo accessibile".

L'accessibilità che si intende quindi promuovere è pertanto legata ad aspetti tecnici e a soluzioni tecnologiche innovative per la migliore fruibilità dei luoghi e dei contenuti della proposta turistica, ma anche ad un percorso culturale di valorizzazione delle destinazioni escluse dai flussi del turismo di massa. Per perseguire questo obiettivo, il partenariato vuole proporre le seguenti iniziative, riprendendo il concetto di Smart Specialization Strategy:

- definire un percorso di visita del Parco di San Giovanni ed elaborare il testo della guida vocale, integrando informazioni di collocazione spaziale con contenuti storici specifici per ogni punto d'interesse;

- progettare e realizzare le audio guide del Parco di San Giovanni, secondo i principi dell'ergonomia cognitiva nelle tre lingue previste (italiano, inglese, sloveno);

- diffusione dell'iniziativa tramite web con possibilità di accesso diretto e tramite canali dedicati ai destinatari del progetto (Rete nazionale ed internazionale dell'UICI e dell'Istituto Rittmeyer);

- presentazione pubblica dei risultati del progetto ad un convegno internazionale.

Il progetto prenderà il via con un'iniziale analisi del patrimonio del Parco di San Giovanni e con la successiva identificazione di un percorso ad hoc, con tappe d'interesse prestabilite.

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IlQuaderno.it del 12-10-2015

Presentato "Il Bello Invisibile", progetto pilota per un archivio tattile di beni culturali

Venerdì 8 ottobre, presso l'ex Convento di San Felice, è stato presentato "Il Bello Invisibile", progetto patrocinato dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio delle province di Caserta e Benevento.

L'8 ottobre è stata fatta accessibilità con la A maiuscola, celebrando appieno la giornata mondiale della vista attraverso la presentazione de "Il Bello invisibile" progetto pilota in Europa che parte dal patrimonio culturale sannita.

Grazie ad esso sarà realizzato un archivio tattile dei beni culturali sanniti a completa disposizione dei non vedenti che potranno toccare i contorni strutturali e ricevere anticipatamente le informazioni dei monumenti che andranno poi a visitare.

L' idea dell' archivio tattile è venuta a Dario D'Auria, presidente dell' associazione culturale Benevento Inside, grande appassionato d'arte e da sempre desideroso di condividere le bellezze artistiche con gli amici ciechi e ipovedenti. Questo desiderio lo ha portato ad ideare un metodo semplice, meno impegnativo di numerose pagine in braille di storia dell' arte, che sfrutta comunque la percezione tattile a cui però si aggiunge la sinestesia, senso superiore e normalmente usato dai ciechi per immaginare le cose e gli ambienti circostanti.

Si è armato di pazienza e con l' utilizzo di una pasta particolare e di alcune foto in scala di beni culturali, ha ricalcato manualmente tutti i contorni delle strutture architettoniche e per meglio stimolare l' immaginazione del non vedente, si è preoccupato di accostare a ogni monumento un elemento riconoscibile, come il contorno di una persona o di un albero.

Un'idea semplice, brillante e sopratutto economica. E funziona, considerati i sorrisi e la meraviglia sui volti dei diretti interessati nel riconoscere il campanile o la piazza antistante alla chiesa di Santa Sofia, piuttosto che le colonne o l' altare interno. Partecipare al bello, un bello invisibile ma fruibile, per un non vedente è una gioia immensa, è integrazione e rinascita.

L'evento è stato arricchito da vari interventi, come quello del direttore del Centro Operativo, dr. Parente, del moderatore e relatore scientifico del progetto, dr. Pedicino e del Soprintendente, arch. Buonomo, che ha incoraggiato il progetto riconoscendone subito l'importanza. Il presidente della Provincia, Claudio Ricci, sorpreso e compiaciuto, ha promesso di rintracciare risorse nelle voci del bilancio e trovare sponsor per il progetto.

L' intervento dell' archeologa Portoghesi, ha introdotto un test con due simpatici non vedenti con il damasco e il broccato per dimostrare la riconoscibilità' dei tessuti al tatto mentre il professore Cimino, per l' attinenza al progetto, ha proposto come prossima scheda tattile, la penultima formella della porta bronzea del Duomo di Benevento che riporta l' evento di Tommaso che per credere aveva voluto toccare le piaghe di Cristo.

L' intervento di Dario d' Auria ha spaziato delicatamente da Monet e il dramma della cecità che lo ha portato a creare uno stagno con una ninfea straordinaria, alla miopia di Vasilj Kandinskij, ossessionato dal suo famoso blu, per arrivare poi a presentare le economiche e pratiche schede tattili che sono state provate ad occhi chiusi anche dai vedenti.

La presidente della Uici locale, Raffaela Masotta, ha ringraziato per questo progetto dono che verrà presentato anche al Congresso Nazionale della Uici e ribadendo gratitudine per averlo presentato in una giornata tanto significativa per la vista, ha chiesto aiuto a tutti per la diffusione delle informazioni utili alla prevenzione , specie nelle scuole, perché non costerebbe poi tanto fare dei test agli alunni, test che potrebbero evitare il peggio. "L' Unione Ciechi, ha asserito la Masotta, preferirebbe chiudere per mancanza di soci piuttosto che associare un bambino a cui si poteva evitare la cecità, perché ogni nome d' infante che si aggiunge al registro è un dolore che alimenta e fa rivivere il dramma personale".

A fine serata Pedicino ha chiuso l' evento dedicando all' Unione Ciechi un ringraziamento, ispirato alle sensazioni vissute in occasione dell' aperitivo al buio tenutosi a settembre, chiedendo di ripetere l' incontro a breve per la ricchezza e varietà di emozioni ricevute, lasciando a tutti la certezza che il bisogno di fruire delle cose belle, lo scambio culturale e di sensi sono valori che rendono la solidarietà di qualità , solida e senza barriere.

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Giornale UICI del 15-10-2015

Torino - Alla Tavola dei re del Palazzo Reale di Torino

di Luciano Paschetta

E' un tiepido mattino di settembre ed io, accompagnato da mia moglie, sono al Palazzo Reale di Torino: ho ricevuto un invito alla "Tavola dei re: dagli aulici argenti ai rami delle cucine"

Si tratta di una visita "riservata" ad una parte del Palazzo normalmente non aperta al pubblico e, questa volta a poter usufruire di questa specialissima visita, non sono personaggi famosi, ma siamo due disabili visivi con i nostri accompagnatori.

Lorenza, la responsabile del progetto, e la sua collaboratrice Giovanna, che saranno per noi eccezionali guide, competenti ed appassionate al percorso che loro hanno preparato e messo a disposizione dei disabili visivi ci accompagnano alla scoperta dei rami delle cucine prima e degli aurei argenti della sala da pranzo poi. In una sala adiacente alle cucine, abbiamo la possibilità di toccare senza limitazioni e scoprire il pentolame ed i vari "attrezzi" da cucina che venivano utilizzati per la preparazione dei cibi, quasi tutti in rame, dalla "pescera" alla cioccolatiera, ai diversi tipi di tegami, cucchiai ed altri utensili ad uso dei cuochi, compreso un curioso cesto cilindrico in vimini che serviva per portare e ritirare i piatti vuoti dalla tavola. Mentre, noi tocchiamo ed infiliamo le mani dentro le vecchie pentole le nostre guide, una per ciascuno, illustrandocene le modalità ed il contesto del loro utilizzo ci fanno quasi percepire i rumori dei cuochi e dei loro aiutanti al lavoro.

Attraverso la "scala del principe" saliamo al piano nobile ed entriamo nella sala da pranzo del re, qui una grande tavola imbandita con finissime porcellane e posate d'argento ci accoglie e le nostre guide, mentre ci spiegano, ci permettono di toccare tutto ciò che è deposto sopra le consolle appoggiate alle pareti: ritroviamo alcuni degli oggetti visti in cucina, ma qui tutto: cioccolatiere, zuppiere centritavola, candelabri e posaterie sono in argento massiccio e finemente lavorato. Sempre guidate da Lorenza e Giovanna ci immergiamo in quella atmosfera, scopriamo come sia nato il servizio a tavola dei cibi a cura dei camerieri, (prima tutte le vivande venivano messe al centro del tavolo ed i commensali si servivano direttamente), tanto che mi viene da esclamare: "Ci manca solo una cosa: i profumi ed il gusto dei cibi." Ed a quel punto Lorenza per darcene almeno a parole la sensazione, ci legge questo "dietetico" menù di gala preparato nel 1870 per l'arrivo del re Vittorio Emanuele II a Firenze:

Entrè (Inizio del pranzo)

Potage (zuppa) di pollo al consommé

Frittura di pollame

Filetto di bue alla giardiniera (rosolato con il lardo, la giardiniera è fatta di cipolle, carote e sedani)

Anatroccoli rosolati burro e cucinati al forno

Cotoletta di agnello con salsa vellutata ai funghi e tartufi

Gelatina di carne, bianco d'uovo e cipolline

Antipasti (il cuoco Vialardi li definisce "cosette appetitose che si mangiano nel principiar del pranzo sia di magro sia di grasso")

Prosciutto in gelatina

Punch alla romana (sorbetto)

Piatto di carni assortite (soprattutto pollo e selvaggina arrosto)

Dolci

Crema di marron glacés

Gelatina di frutta con contorno di fragole

Albicocche e pesche meringate

Gelato alla crema e lampone

E' trascorsa un'ora, la visita è terminata, le nostre guide ci accompagnano a lavarci le mani dalla polvere che inevitabilmente vi si è posata, ma se la polvere se ne va dalle nostre mani, non se ne andranno dalla nostra memoria le sensazioni e le atmosfere vissute in quest'ora che ci ha permesso di svelare attraverso il tatto fogge, materiali, punzonature e utilizzo di antichi strumenti da cucina ancora conservati nelle collezioni della residenza sabauda.

Luciano Paschetta

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Giornale UICI del 05-10-2015

Quadri tattili alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti di Ferrara

di Alessandra Mambelli e Antonio Francesco D'Alema

Già dal 2014, la sezione ferrarese dell'Uici ha intrapreso una felice collaborazione con la Pinacoteca Nazionale - sede di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, in particolare con la signora Rita Cassani, dipendente del Polo Museale dell'Emilia Romagna. Rita, dopo aver frequentato diversi corsi teorico-pratici sia presso il museo Omero di Ancona, sia all'interno del museo Anteros di Bologna, ci ha coinvolto in una stupefacente avventura. Infatti periodicamente Rita ci propone nuove tavole tattili, che riproducono piantine della città e degli edifici, quadri presenti in pinacoteca e dettagli dei quadri medesimi. A noi spetta il compito di fornire le iscrizioni in braille, etichette e testi illustrativi, che rendono fruibili le opere. Nel giro di un anno sono così già stati realizzati tre "libri tattili", che riproducono due piantine e sette quadri, in tutto una ventina di tavole, la cui caratteristica è quella di essere da un lato molto chiare, dall'altro estremamente piacevoli al tatto.

Va inoltre sottolineato che l'impegno della signora Cassani sta già facendo scuola. A Ferrara una giovane tirocinante - Elisa Begliomini - ha già realizzato quattro tavole tattili all'interno di Casa Romei, un edificio storico della nostra città. Sappiamo poi che molti hanno già ammirato le citate realizzazioni e sicuramente tra operatori dei servizi museali si sono già scambiati idee e suggerimenti.

A testimonianza dell'efficacia dei quadri tattili, presentiamo di seguito l'articolo che un nostro socio ha redatto dopo una delle visite guidate che Rita Cassani periodicamente propone.

"Questa visita guidata alla Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, ha avuto luogo, come da programma, domenica 20 settembre. L'esperienza che il sottoscritto Antonio Francesco d'Alema (ipovedente) e il signor Renzo Rimessi (non vedente) hanno vissuto è stata davvero molto entusiasmante e coinvolgente, grazie anche alla professionalità e alla passione nella conduzione della visita guidata da parte della signora Cassani.

Abbiamo iniziato con il primo libro tattile, il quale contiene la mappa della città di Ferrara e quella della pinacoteca. L'entro mura cittadino è rappresentato con le sue arterie principali, poste accuratamente in rilievo, ed evidenziando la posizione dei monumenti più importanti: il Palazzo Diamanti (sede della pinacoteca) ed il Castello. Il tutto corredato da iscrizioni in Braille, con una cura dei particolari davvero meticolosa, come ad esempio la riproduzione del fiume Po di Volano che passa a sud delle Mura di Ferrara.

Negli altri due libri tattili abbiamo preso in visione in particolare tre opere.

In primo luogo ci siamo accostati ad una "Madonna con il bambino" del Coltellini, un notevole pittore del ducato estense. La trasposizione tattile, davvero ricca di dettagli, è stata eseguita prima nella totalità dell'opera e poi, in altre due tavole, focalizzandosi su particolari degni di nota da un punto di vista artistico: l'aureola dorata della vergine, la mano benedicente del bambino.

Successivamente abbiamo potuto gustare tattilmente un quadro della scuola di Cosmè Tura ritraente la Musa Urania. E anche qui la scelta azzeccata di presentare prima il dipinto nella sua integrità e poi nei vari "zoom". Ad esempio, una tavola è stata dedicata all'ingrandimento dell'unicorno, animale mitico prescelto dal duca Borso, a simbolo e a benedizione dell'opera di bonifica delle terre palustri. Nella tavola sono riprodotti ingranditi l'albero sullo sfondo, l'acqua in cui l'unicorno immerge il suo corno, lo steccato rappresentante gli argini del Po, tutti dettagli che non sarebbero percepibili a dimensioni reali.

L'ultima opera visionata è stata la "Madonna con il bambino", sempre della scuola di Cosmè Tura. Aspetti significativi in questo caso sono risultati da un lato il ritratto dei volti, sorridenti, dall'altro la sproporzione esistente tra i due personaggi, a sottolineare la maggiore importanza del Cristo. Va sottolineato che questa sproporzione è molto evidente anche al tatto, non solo alla vista.

Rita Cassani ci ha spiegato che la cosa più ardua da fare in questi lavori di trasposizione delle opere d'arte in libri tattili fruibili da utenti non vedenti è la resa delle espressioni del viso, come nell'esempio dell'ultimo dipinto visionato, perché appunto ancora non si sa come riuscire a sottolineare questo dettaglio. La scelta dei quadri da trasporre, impresa che, è bene ricordarlo, richiede mesi di duro lavoro, non è dunque casuale: si scelgono quelle produzioni i cui dettagli risultino artisticamente significativi, ma devono essere opere dove non ci siano più di due soggetti e senza paesaggi, altrimenti la resa sarebbe impossibile.

Il materiale utilizzato è povero e di facilissimo reperimento: cartoni, domopak, stoffe varie, perline, etc. Tutto materiale di risulta che trova un nuovo impiego, didatticamente efficacissimo, se impiegato con capacità ed inventiva, come Rita Cassani sa fare, lavorando con alacrità e convinzione. Fortunatamente anche la direzione della pinacoteca sta riconoscendo il valore del progetto di Rita e le concede gli spazi necessari. Simpatico è il fatto che anche tra i colleghi di Rita si è scatenata una sorta di competizione solidale, per cui tutti si affannano a portarle del materiale dalle loro case perché possa rivivere nei libri tattili che anche noi abbiamo visto e toccato in Pinacoteca.

Il progetto di Rita Cassani include un'altra idea davvero molto innovativa: quella di apporre a margine di ogni opera tattile un "QR code" che, per mezzo di un'applicazione per smartphone, permetta l'ascolto della spiegazione dell'opera stessa. Per problemi di carattere tecnico, questo supporto non è ancora stato realizzato. Si cercherà comunque di giungere all'implementazione anche di questo servizio anche perché, oltretutto, ne potrebbe trarre vantaggio qualsiasi utente, vedente o non vedente, purché dotato di smartphone."

Alessandra Mambelli e Antonio Francesco D'Alema

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FIRSTonline del 17-10-2015

Collezione Peggy Guggenheim inaugura un percorso dedicato al pubblico con disabilità visive

Un museo per tutti? Succede a Venezia, dove le porte di Palazzo Venier dei Leoni si aprono per far sì che il suo patrimonio artistico possa essere sempre più accessibile.

Mostra tattile Venezia.

Le opere d'arte non si possono toccare, è una regola di base, ma alla Collezione Peggy Guggenheim esiste l'eccezione, grazie all'innovativo progetto "Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim": un percorso di accessibilità dedicato al pubblico con disabilità visive che attraverso il senso del tatto porterà alla conoscenza dei capolavori collezionati dalla mecenate americana. In occasione di quattro appuntamenti, che si svolgeranno presso la collezione tra fine ottobre 2015 e gennaio 2016 (31 ottobre, 14 novembre, 12 dicembre, 9 gennaio, a partire dalle 15), visitatori non vedenti e ipovedenti, ma anche vedenti, saranno invitati a prendere parte a percorsi tattili guidati che permetteranno loro di fruire sia di alcune opere della collezione permanente ("Ritratto di Frau P. nel Sud" di Paul Klee, "Verso l'alto (Empor)" di Vasily Kandinsky, e "Giovane donna a forma di fiore" di Max Ernst) che di tre capolavori della mostra temporanea V.S. Gaitonde. Pittura come processo, pittura come vita.

Gli incontri si articolano in due momenti: si comincia con una visita tattile con Valeria Bottalico, ideatrice e curatrice del progetto, e successivamente segue un laboratorio condotto dall'artista non vedente Felice Tagliaferri. I lavori analizzati durante i quattro appuntamenti saranno tradotti in rilievo e accompagnati da schede tecniche descrittive redatte in Braille e in carattere grafico ad alta leggibilità. I testi delle schede saranno inoltre accessibili anche come file audio scaricabili all'interno di una sezione del sito del museo, appositamente dedicata e consultabile dai non vedenti. Il progetto prevede la formazione di diversi membri dello staff preposto all'accoglienza, ai servizi per i visitatori, allo shop, alle attività educative e alle pubblicazioni.

Un percorso nuovo quanto unico, che nasce con l'obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed educativo del museo come luogo di incontro e di inclusione, nonché di valorizzare il suo immenso patrimonio culturale, rendendolo accessibile a tutti, in linea con la "mission" della Collezione Peggy Guggenheim, ovvero di contribuire alla conoscenza e alla diffusione dell'arte moderna e contemporanea in Italia e nel mondo. L'iniziativa avvia oltre sì un processo di sensibilizzazione alla fruizione attraverso il tatto, intesa come esperienza conoscitiva altra, rispondendo così all'articolo 30 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità "Gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale [..]"

Contestualmente ai quattro appuntamenti di visite guidate e laboratori, i bambini dai 6 ai 12 anni avranno l'occasione di partecipare a quattro workshop domenicali alla Collezione Peggy Guggenheim, che si inseriscono nella programmazione dei Kids Day, sempre condotti da Felice Tagliaferri (1 -15 novembre, 13 dicembre, 10 gennaio, dalle 15 alle 16.30).

Tutti gli appuntamenti si svolgono alla Collezione Peggy Guggenheim (Dorsoduro 701, Venezia), raggiungibile con il vaporetto, Linea 1/2, fermata Accademia.

"Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim" è stato realizzato in collaborazione con l'Istituto Ciechi di Milano, che ha eseguito la traduzione in rilievo di due delle opere e la realizzazione della pagina web del progetto rendendolo accessibile ai non vedenti, con la partecipazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus, ed è reso possibile grazie al contributo di The Gordon and Llura Gund Foundation.

Valeria Bottalico è ricercatrice e formatrice nell'ambito dell'accessibilità museale e socio ICOM (International Council of Museums) Italia e membro delle Commissioni tematiche "Educazione e Mediazione" e "Accessibilità museale". Collabora con diverse istituzioni museali e istituti scolastici per cui progetta e coordina attività educative con attenzione ai temi dell'accessibilità. Da cinque anni sta conducendo una ricerca dedicata alla mediazione e alla fruizione del patrimonio culturale per un pubblico di persone non vedenti e ipovedenti in chiave inclusiva.

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale e fondatore della Chiesa dell'Arte, scuola di arti plastiche. Le sue creazioni sono sculture "non viste", che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l'uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Lavora con materiali diversi: creta, marmo, legno o pietra, ed è anche insegnante. La sua arte è stata definita da diversi esperti del settore "arte sociale" per l'impegno che caratterizza le sue mostre.

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Salerno Today del 02-10-2015

Il Museo archeologico di Paestum ospita "Il ritratto non vedente" di Cerzosimo

PAESTUM. Si inaugura domenica 4 ottobre la mostra fotografica di Armando Cerzosimo al Museo archeologico di Paestum. Sarà itinerante l'esposizione dal tema "Il ritratto non vedente": nella sua installazione di dodici scatti, Cerzosimo vuole rovesciare i luoghi comuni e i pregiudizi verso le persone cieche dalla nascita o che hanno perso successivamente la vista, restituendo a quegli sguardi "ciechi" l'orgoglio e la dignità di chi guarda la vita "Da un altro punto di vista", come titola il testo in catalogo della giornalista e critica d'arte Erminia Pellecchia. Questo particolare progetto, accolto con entusiasmo dalla direzione del Parco archeologico di Paestum, è nato dalla collaborazione tra l'autore, da sempre attento ai temi sociali, e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione di Salerno, presieduta da Tommaso Sica. Il vernissage è previsto per le ore 11 negli spazi antistanti il museo, mentre l'esposizione sarà allestita fino al 13 novembre nella sala Metope del Museo archeologico.

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focus

Giornale UICI del 30-10-2015

Centro di Documentazione Giuridica - Trasferimento facilitato per i lavoratori disabili

di Paolo Colombo

Il lavoratore disabile che rivendica il diritto al trasferimento nella sede più vicina al proprio domicilio ha un onere della prova attenuato, potendosi limitare a indicare le sedi disponibili e le relative scoperture di personale mentre grava sul datore di lavoro l'onere di provare che il trasferimento verso tali destinazioni contrasta con le esigenze aziendali.

Questa la conclusione contenuta in un'ordinanza del tribunale di Roma del 31 agosto(numero 85622/2015), emessa al termine di una procedura d'urgenza attivata da un lavoratore che non aveva ottenuto il trasferimento presso una sede più vicina al proprio domicilio.

Il datore di lavoro aveva motivato il mancato accoglimento della domanda di trasferimento evidenziando che il dipendente non aveva un punteggio sufficiente, nell'ambito della graduatoria appositamente formata dall'azienda per gestire tali richieste.

Secondo l'ordinanza tale argomentazione non giustifica il diniego, poiché l'ordine della graduatoria non rileva nei casi - come quello oggetto della causa - nei quali il dipendente chiede di essere trasferito in virtù del proprio stato d'invalidità, accertato ai sensi della legge 104/1992.

In tali situazioni deve applicarsi l'articolo 33 della legge 104, nella parte in cui attribuisce ai lavoratori portatori di handicap il diritto di essere trasferiti nella sede più vicina al proprio domicilio.

Tale diritto, tuttavia, non è assoluto e incondizionato: la legge specifica che la domanda del dipendente deve essere accolta "ove possibile", al fine di contemperare l'interesse individuale del lavoratore con le esigenze economiche, organizzative e produttive del datore di lavoro.

Per ottenere il trasferimento, quindi, il lavoratore deve assolvere un duplice onere della prova: deve dimostrare lo stato di handicap grave e deve provare la possibilità per il datore di lavoro di attuare il trasferimento.

Su quest'ultimo punto, l'ordinanza del tribunale prende una posizione

netta: al lavoratore non può essere chiesto di fornire una prova completa, ma è sufficiente che egli si limiti a indicare la sede nella quale ci sarebbero posti vacanti o comunque disponibili.

Di fronte a tale allegazione, l'azienda dovrà dimostrare che presso la sede indicata non ci sono le scoperture indicate o, comunque, non è possibile attuare il trasferimento.

Questa considerazione viene motivata con il cosiddetto principio di vicinanza della prova, in virtù del quale l'onere probatorio deve essere posto in capo al soggetto più vicino al fatto da provare e per il quale la prova risulta più agevole.

Diversamente, secondo la pronuncia, si porrebbe in capo al lavoratore un onere della prova impossibile da attuare, non avendo egli una piena conoscenza delle esigenze organizzative e produttive del datore di lavoro, e si svuoterebbe del tutto la tutela che la legge 104/1992 vuole offrire ai dipendenti disabili.

Per questi motivi, prosegue l'ordinanza, in capo al dipendente deve ritenersi sussistente, più che un onere della prova, un semplice onere di allegazione, che si concretizza nella necessità di dare indicazione dei posti vacanti.

Il tribunale esclude, infine, che il ritardo nella presentazione del ricorso d'urgenza costituisca argomento sufficiente per negare la sussistenza del cosiddetto periculum in mora, requisito necessario ai fini della concessione della tutela cautelare.

Il trascorrere del tempo, si legge nella decisione, può rendere più grave il pregiudizio subito da chi chiede la tutela, e quindi rende ancora più urgente la necessità di una tutela immediata.

Paolo Colombo

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Giornale UICI del 16-10-2015

Centro di Documentazione Giuridica - In vigore le nuove norme per il collocamento dei lavoratori con disabilità nella Pubblica Amministrazione

di Paolo Colombo

La ministra Madia mantiene l'impegno assunto con il mondo della disabilità. Subito al lavoro per i decreti attuativi.

LEGGE 7 AGOSTO 2015, N. 124 ART 17 - RIORDINO DELLA DISCIPLINA DEL LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

1. I decreti legislativi per il riordino della disciplina in materia di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e connessi profili di organizzazione amministrativa sono adottati, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente Legge, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, che si aggiungono a quelli di cui all'articolo 16:

... omissis ...

n) per garantire un'efficace integrazione nell'ambiente di lavoro delle persone con disabilità di cui alla Legge 12 marzo 1999, n. 68, previsione della nomina, da parte del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di una Consulta nazionale, composta da rappresentanti delle amministrazioni pubbliche centrali e territoriali, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, dei sindacati maggiormente rappresentativi e delle associazioni di categoria, con il compito di:

1) elaborare piani per ottemperare agli obblighi derivanti dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68;

2) prevedere interventi straordinari per l'adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro previsti dall'articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216;

3) monitorare e controllare l'obbligo di trasmissione annuale da parte delle pubbliche amministrazioni alla Consulta, al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonché al centro per l'impiego territorialmente competente della comunicazione relativa ai posti riservati ai lavoratori disabili non coperti e di un programma relativo a tempi e modalità di copertura della quota di riserva prevista dalla normativa vigente, nel rispetto dei vincoli normativi in materia di assunzioni da parte delle pubbliche amministrazioni;

... omissis ...

z) al fine di garantire un'efficace integrazione in ambiente di lavoro di persone con disabilità ai sensi della Legge 12 marzo 1999, n. 68, previsione della nomina, da parte delle amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, di un responsabile dei processi di inserimento, definendone i compiti con particolare riferimento alla garanzia dell'accomodamento ragionevole di cui all'articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216; previsione dell'obbligo di trasmissione annuale da parte delle amministrazioni pubbliche al Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali oltre che al centro per l'impiego territorialmente competente, non solo della comunicazione relativa alle scoperture di posti riservati ai lavoratori disabili, ma anche di una successiva dichiarazione relativa a tempi e modalità di copertura della quota di riserva prevista dalla normativa vigente, il rispetto dei vincoli normativi assunzionali delle amministrazioni pubbliche, nonché previsione di adeguate sanzioni per il mancato invio della suddetta dichiarazione, anche in termini di avviamento numerico di lavoratori con disabilità da parte del centro per l'impiego territorialmente competente.

2. Le deleghe di cui all'articolo 11 e al presente articolo possono essere esercitate congiuntamente mediante l'adozione di uno o più decreti legislativi secondo la procedura di cui all'articolo 16, purché i decreti siano adottati entro il termine di cui all'articolo 11, comma 1.

Paolo Colombo

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Giornale UICI del 02-10-2015

Centro di Documentazione Giuridica - La Giurisprudenza che fa discutere: Insidie stradali, l'ipovedente attraversa con la pioggia e cade nella buca? Il risarcimento è a metà. Per la cassazione, le condizioni climatiche avverse rendono responsabile il danneggiato al 50%

a cura di Paolo Colombo

Buca su marciapiede

Se il pedone ipovedente nonostante la pioggia decide di attraversare comunque la strada e cade in una buca, il risarcimento è a metà. Lo ha confermato la Cassazione, con la sentenza n. 18463/2015, rigettando il ricorso della sfortunata protagonista del sinistro, una signora ipovedente che cadeva rovinosamente a terra per via di una buca di notevoli dimensioni presente sull'asfalto su una strada del territorio comunale.

La signora trascinava in giudizio il comune chiedendo il risarcimento dei danni per le lesioni riportate ai sensi dell'art. 2043 c.c., ma anche se dall'istruttoria era emersa la presenza di un'anomalia sulla sede stradale, tale da rappresentare un pericolo per gli utenti, il fatto che, nonostante le condizioni climatiche avverse, l'ipovedente avesse deciso di attraversare, fa diminuire il risarcimento al 50%.

Per la terza sezione civile, infatti, è vero che da una parte c'era il comportamento colposo del comune che aveva omesso di rimuovere l'insidia, ma dall'altra assumeva rilievo la condotta imprudente della signora, la quale, benché ipovedente aveva comunque consapevolmente attraversato la strada, "pur non essendo in grado di avvistare tutti gli eventuali ostacoli presenti sul suo tragitto".

E a nulla rileva che la buca, come dichiarato dal CTU, fosse di grandi dimensioni, coperta d'acqua e non avvistabile neanche da una persona con normale visibilità, la responsabilità del sinistro, hanno deciso gli Ermellini, va equamente ripartita tra comune e pedone.

Avv. Paolo Colombo

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Giornale UICI del 23-10-2015

Centro di Documentazione Giuridica - Inabilità, basta il soggiorno. L'Inps finalmente si adegua alla Corte Costituzionale

di Paolo Colombo

I cittadini extracomunitari, ciechi assoluti o parziali, hanno diritto alla pensione d'inabilità e all'indennità speciale anche se non hanno la carta di soggiorno, purché siano regolarmente soggiornanti in Italia.

La novità, sancita dalla Corte costituzionale (sentenza n. 22/2015), non trova applicazione nelle situazioni consolidate per effetto di sentenze passate in giudicato che hanno negato la prestazione.

Lo spiega, tra l'altro, l'Inps nel messaggio n. 6456/2015. Con la sentenza n. 22/2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 80, comma 19, della legge n. 388/2000 "nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello stato della pensione non reversibile di cui all'art. 8 della legge 66/1962 e dell'indennità di cui all'art. 3 comma 1 della legge 508/1988 a favore degli stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia anche se sprovvisti del permesso di lungo soggiorno". La pronuncia si riferisce alle seguenti prestazioni:

a) pensione per ciechi assoluti o ventesimisti, cioè con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi (art. 8 della legge n. 66/1962). Questa pensione, oggi, viene attribuita a qualunque età ai ciechi ventesimisti e al compimento dei 18 anni a quelli assoluti; è pari a 279,75 euro per i primi e 302,53 euro per i secondi, al mese (per 13 mesi), in presenza di un reddito fino a 16.532,10 euro;

b) indennità speciale per ciechi assoluti o ventesimisti (art. 3, comma 1, legge n. 508/1988) che oggi viene attribuita a qualunque età nell'importo di euro 203,15 al mese per 12 mesi, senza condizione di reddito. Le prestazioni saranno riconosciute fino alla relativa data di scadenza e prorogata alla consegna della ricevuta della richiesta di rinnovo rilasciata dalla questura.

La pronuncia della Corte non trova applicazione nei casi consolidati per effetto di sentenze passate in giudicato che abbiano negato la prestazione.

Qui di seguito si allega il messaggio dell'Inps n. 6456/2015.

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PRASSI - INPS - MESSAGGIO 20 OTTOBRE 2015, N. 6456

Prestazioni a favore degli stranieri extracomunitari. Adeguamenti interpretativi dell'Istituto La Corte Costituzionale - con sentenza n. 22 del 27/01/2015 - si è pronunciata nuovamente sull'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, sancendone l'incostituzionalità "nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione non reversibile di cui all'art. 8 della legge 66/1962 e dell'indennità di cui all'art. 3 comma 1 della legge 508/1988 a favore degli stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia anche se sprovvisti del permesso di lungo soggiorno".

La Corte, in sostanza, riconosce ai cittadini stranieri extracomunitari non vedenti, anche se sprovvisti del permesso di lungo soggiorno, il diritto alla pensione e all'indennità speciale riconosciute ai ciechi civili qualora legalmente soggiornanti.

Si tratta dell'ultimo di una serie di interventi con cui la Corte ha ampliato la portata della norma, estendendo ai cittadini extracomunitari, anche sprovvisti di permesso di lungo soggiorno, il diritto all'assegno mensile di invalidità, all'indennità di accompagnamento, all'indennità di frequenza, alla pensione di inabilità (cfr. sentt. nn. 306/2008, 11/2009, 187/2010, 329/2011, 40/2013).

Pertanto, come già avvenuto in precedenza con le prestazioni di invalidità civile (cfr. messaggio n. 13983/2013) e come peraltro condiviso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (nota 21 settembre 2015 Prot. 29/4450/L) si estende il diritto alle prestazioni previste per i ciechi totali e parziali nei confronti degli stranieri extracomunitari titolari di permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all'art. 41 TU immigrazione, anche se sprovvisti di permesso di lungo soggiorno.

Nei confronti di questi soggetti la prestazione andrà riconosciuta fino alla relativa data di scadenza e prorogata alla consegna della ricevuta della richiesta di rinnovo rilasciata dalla Questura competente. Tale documentazione dovrà naturalmente essere acquisita nel fascicolo dell'istruttoria.

Si fa presente che la pronuncia della Corte non potrà trovare applicazione nelle ipotesi di situazioni ormai consolidate per effetto di sentenze passate in giudicato che abbiano negato la prestazione.

Si chiarisce, infine, che i programmi di calcolo sono stati aggiornati per riconoscere e gestire la presenza del codice "4" (individuato per i ciechi) nel campo DB GP1AV71N, azzerando la prestazione dal mese successivo alla scadenza del permesso di soggiorno.

Nel TE08 sarà riportata la scadenza della prestazione come da valore indicato nel campo GP1AV71N con la seguente dicitura:

"La prestazione è stata concessa fino al mese di MM/AAAA (i valori di GP1AV71N), data di scadenza del suo permesso di soggiorno".

Si invitano i destinatari del presente messaggio a garantirne la più ampia diffusione con le consuete modalità.

Paolo Colombo

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