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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Maggio 2015

SOMMARIO

Ordine del giorno approvato dal Consiglio Nazionale: UN PO' DEL TESORETTO PER TUTELARE LE PERSONE CON DISABILITà

Comunicato della Presidenza Nazionale U.I.C.I. n. 72/2015

Care tutte e cari tutti,

ritengo fare cosa utile riportando l'ordine del giorno approvato dal Consiglio Nazionale nella riunione del 17 aprile u.s.

L'argomento, del resto, è di scottante attualità e merita tutta la nostra attenzione tanto a livello centrale, quanto sull'intero territorio nazionale.

Con l'occasione ringrazio le sezioni e i consigli regionali che hanno voluto riscontrare il nostro questionario in merito, con la speranza di poter presto condividere i dati che emergono dalle risposte ricevute.

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UN PO' DEL TESORETTO PER TUTELARE LE PERSONE CON DISABILITà

Ordine del Giorno del Consiglio Nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Il Consiglio Nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, riunito a Roma il 17 aprile scorso, in relazione al ricorso proposto dal Governo presso il Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR del Lazio che ha dichiarato illegittimi alcuni aspetti relativi al calcolo delle indennità di accompagnamento quali elementi reddituali dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), ritiene oggi indispensabile pervenire alla cancellazione totale e tempestiva della norma che si è rivelata in questi anni tanto iniqua quanto inefficace, penalizzando le persone in condizione di disabilità, con particolare accanimento nei confronti di quei cittadini colpiti da disabilità aggiuntive o plurime.

Il Consiglio dell'Unione rivolge pertanto accorato appello al Governo perchè venga abolita quella norma economicamente così penalizzante per cittadini già colpiti da gravi e gravissime condizioni di svantaggio personale e sociale, proponendo di sostituire l'annunciato ricorso al Consiglio di Stato con un più positivo ricorso a una modesta quota del "tesoretto" emerso di recente, in sede di definizione del Documento di Economia e Finanza, per cancellare una misura finanziariamente inutile, legalmente illegittima, moralmente vergognosa.

A tutti i soggetti rappresentativi del mondo della disabilità, - e in particolare alle federazioni nazionali FAND e FISH, - il Consiglio Nazionale dell'Unione raccomanda un'azione comune immediata e convinta, perchè venga abolita quanto prima la norma assurda che include pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento nel calcolo ai fini ISEE.

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Cordiali saluti

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Mantova: Passaggio di testimone ai vertici dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

di Mirella Gavioli

L'assemblea dei soci della sezione UICI onlus di Mantova, ha eletto il suo nuovo consiglio. A seguito delle successive votazioni per incaricare l'ufficio di presidenza, il gruppo dirigente risulta così composto: presidente Mirella Gavioli, 42 anni, fisioterapista; vicepresidente Norberto Pradella, funzionario pubblico; consigliere delegato Silva Trazzi, impiegata presso studio notarile; consiglieri Teresa Zampriolo (fisioterapista), Luca Bedenghi (centralinista), Fausto Cerchi (centralinista) e Mauro Forapani (imprenditore). "E' con orgoglio e senso di responsabilità che raccogliamo l'eredità morale e statutaria sviluppata da più di 50 anni dalla sezione Uici di Mantova, a sostegno dei disabili visivi presenti sul territorio" ha dichiarato la neo-presidente presentando gli obiettivi prioritari del suo mandato.

Obiettivi come "la conservazione e l'implementazione dei servizi e delle attività di supporto rivolte non solo ai soci ma anche ai non soci e alla cittadinanza", come "stimolare correttamente l'opinione pubblica su tematiche di rilievo sociale concernenti la minorazione visiva e le sue varie caratteristiche ed esigenze, onde ridurre al minimo le discriminazioni e i pregiudizi", incrementare "il dialogo e il confronto con i soci e le istituzioni", senza trascurare "i temi cardine dell'istruzione e della formazione, dell'occupazione lavorativa, della prevenzione e riabilitazione, cultura, sport e tempo libero, autonomia e accessibilità alle nuove tecnologie cercando di abbattere quanto più possibile barriere strutturali e culturali per poter soddisfare al meglio il "vivere civile" dei disabili visivi nel tessuto sociale".

"Tutto ciò che si andrà a proporre e a concretizzare", abbisogna come sempre di risorse sia economiche che umane che non possono prescindere dal senso di appartenenza e di collaborazione partecipativa che questo gruppo dirigente auspica di poter riscontrare da parte di tutti i nostri interlocutori: soci, cittadini con disabilità visiva e non, istituzioni politico-amministrative; e soggetti particolarmente sensibili alle attività e ai bisogni di chi versa in una situazione di "privazione sensoriale e quindi di "svantaggio".

Per il Consiglio Sezionale UICI di Mantova

La Presidente

Mirella Gavioli

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Dall'i.ri.fo.r. lombardia

Proposta soggiorni educativo-riabilitativi estate 2015

Nel solco di una tradizione ormai consolidata, anche per l'estate 2015 l'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, grazie al contributo dell'I.Ri.Fo.R. Centrale e alle risorse messe a disposizione dal Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) tramite specifiche raccolte fondi, propone due soggiorni educativo-riabilitativi rivolti rispettivamente a famiglie con bambini da 0 a 6 anni e a ragazzi dai 10 ai 18 anni.

Entrambi i soggiorni si svolgeranno a Duna Verde di Caorle (Ve) presso Villa S. Ignazio, residenza dimostratasi pienamente rispondente agli scopi che le suddette iniziative si prefiggono.

SOGGIORNO ESTIVO PER FAMIGLIE

Il soggiorno è rivolto a 18 nuclei famigliari con bambini da 0 a 6 anni ipo e non vedenti con eventuali minorazione aggiuntive, e si svolgerà dal 15 al 25 luglio 2015. L'esperienza è giunta ormai al suo decimo anno, e i riscontri estremamente positivi avuti dalle famiglie, nonché i benefici avuti dai piccoli durante l'anno grazie alle attività proposte, sono la dimostrazione della validità dell'iniziativa dal punto di vista riabilitativo per i bimbi, e formativo per le loro famiglie.

Il soggiorno persegue infatti una doppia finalità: riabilitativa per i piccoli partecipanti, e formativa per i genitori.

Grazie al supporto di operatori altamente qualificati, ai bimbi viene offerto un percorso ricco di attività riabilitative, che si pone come obiettivo il recupero e il potenziamento delle abilità residue.

Queste le figure presenti: fisioterapista; operatrice delle stimolazioni basali; tecnico di orientamento, mobilità e autonomia personale specializzato nell'intervento precoce; psicomotricista specializzato in stimolazioni visive; musicoterapista; logopedista esperta in disfagia e in disturbi del linguaggio; esperto in idrostimolazione.

Saranno inoltre presenti quattro educatori/animatori, fra i quali alcuni con mansioni specifiche relative all'organizzazione delle attività ludiche e altri con mansioni di assistenti e baby-sitter per le eventuali necessità delle famiglie coinvolte nell'iniziativa.

Il programma delle attività sarà strutturato in modo tale da assicurare lo svolgimento di 2 attività al giorno in media ad ogni bimbo. Ogni 2/3 giorni ogni bimbo avrà svolto tutte le attività previste, e ogni attività verrà ripetuta 3 volte nell'arco dei 10 giorni. Inoltre i turni ruoteranno di giorno in giorno, affinché i bimbi possano vivere lo svolgimento delle varie attività in orari diversi, così da stimolare in questi ultimi lo spirito di adattamento alle stesse situazioni vissute in momenti differenti.

Di fondamentale importanza in tale contesto sarà il supporto delle famiglie, che potendo seguire da vicino le attività svolte dai loro piccoli saranno in possesso, una volta tornati alla routine quotidiana, di quelle nozioni che permetteranno loro di assisterli in maniera attiva lungo un percorso che li veda come protagonisti nella crescita di questi ultimi.

Per le famiglie il soggiorno sarà però anche un momento di svago e di confronto. Liberi dagli impegni e dal ritmo frenetico del trantran quotidiano, queste potranno conoscersi, scambiarsi consigli, e soprattutto confrontarsi sulle rispettive esperienze, creando le condizioni per intrecciare quella rete di contatti, strumento fondamentale per aiutarsi reciprocamente a superare gli inevitabili momenti di sconforto e purtroppo anche di disperazione che spesso si trovano a dover affrontare.

Per garantire il massimo comfort alle famiglie, poi, sarà garantito un servizio di baby sitteraggio nel caso siano presenti fratellini o sorelline, nonché un servizio di supporto per le piccole spese quotidiane in modo tale da evitare distrazioni ed incombenze che possano distrarre i partecipanti dallo svolgimento delle diverse attività. Ai genitori, nel corso del soggiorno, verranno inoltre offerte alcune sedute di massaggio grazie alla presenza di una operatrice qualificata in modo da creare una parentesi unicamente a loro dedicata, affinché anche attraverso il loro benessere il piccolo possa recuperare serenità.

CAMPO ESTIVO EDUCATIVO-RIABILITATIVO PER RAGAZZI E RAGAZZE MINORATI DELLA VISTA ANCHE CON HANDICAP AGGIUNTIVI

L'iniziativa è rivolta a 18 ragazzi o ragazze dai 10 ai 18 anni affetti da deficit visivo anche con eventuali disabilità aggiuntive, e si svolgerà dal 26 luglio al 9 agosto 2015.

Come per i più piccoli, anche il soggiorno rivolto ai ragazzi si pone come finalità primaria il potenziamento delle abilità residue per mezzo di un percorso mirato fatto di attività che li stimolino a relazionarsi in modo corretto col proprio corpo e con l'ambiente circostante al fine di muovervisi con sufficiente disinvoltura. Non attività fini a se stesse, ma inserite in un contesto fatto di dialogo, confronto e interazioni personali che stimoli i partecipanti a mettere a frutto nel miglior modo possibile le proprie abilità residue sia per sviluppare in maniera corretta la propria autonomia personale, sia per gettare le basi di un percorso che dovrebbe portarli, crescendo, ad una concreta integrazione sociale.

Nello specifico queste saranno le attività svolte: stimolazione basale; psicomotricità; idrostimolazione; ippoterapia; orientamento e mobilità; attività sportivo-motorie.

Come per i bimbi e le loro famiglie, anche per i ragazzi il soggiorno non vuole essere un momento esclusivamente riabilitativo, ma anche di svago e relax; proprio per questo sarà assicurato un servizio di animazione sia nel corso della giornata che la sera.

Per ulteriori informazioni riguardanti i due soggiorni e le modalità d'iscrizione è possibile contattare gli uffici dell'I.Ri.Fo.R. Lombardia (02-76011893 - segreteria_irifor@uicilombardia.org) oppure la Sig.ra Silvia Marzoli, responsabile organizzativo delle iniziative riabilitative dell'I.Ri.Fo.R. della Lombardia (silvia.marzoli@gsmboy.it).

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DALLA SEZIONE DI LECCO

TOUR IN POLONIA DAL 6 AL 12 SETTEMBRE 2015

Partenza 6 SETTEMBRE - LECCO - TARVISIO - BRATISLAVA.

Partenza da Lecco alle ore 6.15

Via autostrada si raggiungerà il confine italo austriaco. Sosta ad Arnoldstein o Villach per il pranzo. Proseguimento del viaggio con arrivo in serata a Bratislava. Sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento. Bratislava è la capitale della Slovacchia, con una popolazione di circa 460.000 abitanti. E' il centro economico, politico, scientifico e culturale della Slovacchia e una città in grande trasformazione e crescita economica grazie al suo ingresso nell'area Euro. La storia l'ha voluta all'incrocio di vie di comunicazione di grande importanza, sia per il fiume Danubio che la attraversa, sia per la posizione geografica tra Austria e Ungheria. Il volto che la città presenta è soprattutto barocco, del tempo di Maria Teresa, ma i monumenti e tradizioni che essa conserva testimoniano la presenza delle tre matrici che l'hanno nutrita: slovacca, ungherese e germanica. Per questo si colloca, con la sua Università, i Politecnici, le Accademie d'arte e di musica, e di Arte drammatica, tra le grandi capitali della cultura europea. Il suo paesaggio composto dai dolci colli dei Malè Karpaty e dai Monti Leitha, là dove il Danubio si scava la celebre Porta Hungarica, è dominato dall'immensa mole del castello: Hrad sorto nel IX secolo, come fortezza di confine dell'impero Grande Moravo.

7 SETTEMBRE - BRATISLAVA - WADOWICE - CRACOVIA

Prima colazione in hotel e giro orientativo di Bratislava. Principale quartiere della città è Starè Mesto (città vecchia) ove sorge la Chiesa della Trinità, eretta dall'Ordine dei Trinitari nel 1717-27, un bell'edificio barocco con grande cupola, il Duomo di S. Martino, la casa del fisico e matematico Segner, in stile rinascimentale del Nord del 1648, e un altro bell'edificio è quello della farmacia del "Granchio Nero" risalente al sec. XIV, ora museo. Nella piazza Maggiore, cuore storico e artistico della città vecchia, sorge la fontana di Orlando che fu costruita nel 1572 come riserva d'acqua contro gli incendi; sul lato orientale domina la torre dell'antico municipio. Gioiello architettonico è il Palazzo Primaziale, imponente con la sua facciata classicheggiante, famoso per essere stato il luogo in cui nel 1805 fu firmata la pace di Pressburg (antico nome di Bratislava) tra l' impero Asburgico e Napoleone I dopo la battaglia di Austerlitz.

Partenza per Wadowice. Pranzo in ristorante lungo il percorso.

Wadowice è una cittadina della Polonia Meridionale, ai piedi della catena montuosa dei piccoli Beskidy, antistante i Carpazi, nella valle del fiume Skawa. Da ormai molti anni è divenuta famosa perché qui si trova la casa natale di Karol Josef Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, dove il Pontefice nacque il 18 maggio 1920. Si tratta di una casa piuttosto modesta che ora è museo, molto frequentato dai Pellegrini. Visita alla casa del Papa e alla basilica risalente al XIV secolo. Partenza per Cracovia. Arrivo in hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

8 SETTEMBRE CRACOVIA - MINIERE DI SALE DI WIELICSKA

Prima colazione in hotel. Incontro con la guida e in autopullman si inizierà la visita della città. Cracovia è una delle più antiche e belle città della Polonia. La collina di Wawel ospitò la residenza dei re polacchi per più di 500 anni. Il Castello reale di Wawel venne originariamente commissionato all'inizio dell'XI secolo da Re Boleslao l'Intrepido, e costruito accanto alla cappella dedicata alla Vergine Maria. Il Re Casimiro il Grande lo trasformò in un impressionante castello gotico, distrutto da un incendio nel 1499. Re Sigismondo il Vecchio ne ordinò la ricostruzione e ci vollero circa 30 anni per terminare lo splendido palazzo rinascimentale progettato anche da architetti italiani che, nonostante varie ristrutturazioni si può ammirare ancor oggi. Si visiterà la Cattedrale reale dedicata a San Venceslao e San Stanislao. La struttura odierna venne eretta tra il 1320 e il 1364, ed è stata teatro della maggior parte delle incoronazioni, funerali e sepolture dei monarchi polacchi. All'interno, tra innumerevoli sarcofagi, lapidi e pale d'altare, spicca la cappella di San Stanislao (patrono della Polonia) con cupola dorata, definita la più bella cappella rinascimentale a nord delle Alpi.

Si prosegue con la visita della Città Vecchia di Cracovia (Stare Miasto), il Collegium Maius, il più antico edificio dell'Università Jagiellonski, la più grande Piazza del Mercato in Europa (Rynek Glowny), la Torre del Municipio, il grande Mercato dei Tessuti (Sukiennice), la chiesa di Santa Maria - Mariacki (entrata) con l'altare ligneo di Vito Stoss, un breve tratto della cinta muraria vicino alla porta di San Floriano e alla Barbacana. Durante la visita presentazione multimediale della storia dell'ambra: l'oro della Polonia (tempo permettendo). Nel 1978 l'Unesco ha inserito la Città Vecchia di Cracovia nella sua prima lista dei siti Patrimonio dell'Umanità. Si prosegue con la visita del quartiere di Kazimierz, ex quartiere ebraico di Cracovia, il centro della vita religiosa e sociale della Cracovia ebraica, fino alla seconda guerra mondiale, quando ci fù la deportazione di massa da parte dei nazisti che cancellarono totalmente la cultura yiddish. Miracolosamente tutte le sinagoghe sono sopravvissute alla guerra, ma solo una è luogo di culto, le altre sono musei. (secondo il tempo disponibile, visita di una o due sinagoghe più importanti).

Pranzo in ristorante. Partenza per la miniera di sale a Wieliczka.

Visita alla miniera del sale di Wieliczka, una delle più antiche miniere di sale operanti al mondo, funzionante dall'età medioevale; si tratta del più antico impianto industriale polacco che da circa 700 anni non ha mai interrotto la propria attività. La miniera è conosciuta per il suo particolare microclima, estremamente salubre. E' stata visitata nei secoli precedenti da Mikolaj Kopernik (Copernico), Johann Wolfgang von Goethe, Dmitrij Mendeleev, Boleslaw Prus, Ignacy Paderewski, Karol Wojtyla, etc. Nel 1978 la miniera di sale di Wieliczka entrò nella lista dell'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. La miniera forma una città sotteranea, con un labirinto di gallerie di circa 300 km distribuite su 9 livelli, il più profondo dei quali si trova a 327 metri di profondità. Magnifica è la cappella della Beata Cunegonda, una vera e propria chiesa sotterranea. Ogni suo singolo elemento, da candelabri alle pale d'altare, sono di sale e ci vollero più di 30 anni per rimuovere circa 20.000 tonnellate di roccia per la sua costruzione (1895-1927).

Rientro a Cracovia. Cena e pernottamento in hotel.

9 SETTEMRE - CRACOVIA - Museo Auschwitz-Birkenau - CZESTOCHOWA

Prima colazione in albergo. Partenza, con guida locale, per la visita del territorio dell'ex campo di concentramento e di sterminio nazista ad Auschwitz-Birkenau, costruito dai tedeschi durante l'occupazione nazista della Polonia. In questo campo, durante la seconda guerra mondiale, i nazisti hanno ucciso più di un milione di persone di diverse nazionalità, in maggioranza ebrei. Una dozzina delle circa 30 baracche dove venivano rinchiusi i prigionieri sono state adibite a spazi per il museo che si compone di una parte generale e di sezioni specifiche dedicate alle vittime dei Paesi che furono più colpiti dal genocidio. Durante il periodo in cui la Polonia fu asservita al regime comunista il museo era concepito come strumento di propaganda antifascista. Il Blocco 27 dedicato ai prigionieri ebrei fornisce la più corretta immagine di Auschwitz quale teatro in cui si consumò il martirio della comunità ebraica europea. Oggi quel che resta di questo luogo è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Pranzo in ristorante. Partenza per Czestochowa, uno dei più famosi luoghi di pellegrinaggio al mondo; il cuore spirituale della Polonia, che deve la sua fama alla miracolosa immagine della Madonna Nera, conservata nel monastero di Jasna Gora (Montagna luminosa). Arrivo e visita del monastero dei Padri Paolini dove si trova il miracoloso quadro della Vergine Maria di Czestochowa "Madonna Nera". Sebbene i più antichi documenti in cui viene menzionata l'esistenza di Czestochowa risalgono al 1220, lo sviluppo della città iniziò solo con l'arrivo dell'Ordine dei Padri Paolini, cacciati dall'Ungheria nel 1382. Nel 1384 venne donato al monastero il famoso dipinto della "Madonna Nera" che iniziò sin d'allora ad attrarre credenti grazie ai numerosi miracoli che gli furono attribuiti.

Al termine della visita arrivo all'hotel. Sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento in albergo.

10 SETTEMBRE CZESTOCHOWA - BRESLAVIA

Prima colazione in hotel. Partenza in autopullman, con guida, per Breslavia, centro storico e culturale della Bassa Slesia, sulle rive dell'Oder. Wroclaw (in polacco) è la quarta città della Polonia, importante centro industriale. Dopo sei secoli di dominazione straniera - boema, austriaca e prussiana la città presenta un volto architettonico originale, evidente soprattutto nell'antica piazza del mercato e nel quartiere delle chiese, ben conservato.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio bella passeggiata nel centro storico ove si susseguono le costruzioni sacre, tra cui la chiesa di S. Elisabetta e la cattedrale di San Giovanni Battista. Si vedrà il Municipio capolavoro del gotico, il cui corpo centrale richiese poco meno di due secoli per la costruzione (1327-1504) e i lavori per il completamento della torre e delle decorazioni si protrassero per quasi un altro secolo. Di particolare bellezza è la sezione centrale sormontata da un ornato tetto triangolare arricchito da pinnacoli. L'orologio astronomico in legno di larice fu incorporato nel 1580. Interessanti anche le vecchie case degli artigiani e l'imponente edificio barocco dell'Università dove si trova l'Aula Leopoldinum, decorata con elaborate decorazioni a stucco, sculture e dipinti.

Arrivo in hotel. Sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

11 SETTEMBRE BRESLAVIA - REGENSBURG

Prima colazione in hotel. Partenza per Regensburg con tappa lungo il percorso per il pranzo.

Nel pomeriggio visita di Ratisbona, città libera dell'Impero dal 1250, nel Medioevo Regensburg fu il centro di una delle rotte commerciali più battute tra Oriente e Occidente, grazie soprattutto al Danubio, che qui si fa maestoso. In contatto con i principali mercati d'Europa, da Venezia importò i modelli architettonici utilizzati per le dimore patrizie: case-torri dipinte con delicati toni pastello, vicoli lastricati, robusti archi di edifici romanici che contrastano con i delicati trafori delle guglie gotiche del Dom. Tutto a Ratisbona parla di quel fiorente passato, come se il tempo si fosse fermato al '400 e al '500. Dom St Peter, la cui costruzione è durata oltre tre secoli (la prima pietra si pose nel 1270) è di straordinaria unità stilistica, tra le più belle chiese in stile gotico della Germania. Ogni domenica ospita il coro dei "Domspatzen" (i passerotti del Duoma) il cui diretore artistico fu dal 1964 al 1994 Georg Ratzinger, fratello maggiore del Papa emerito Benedetto XVI. All'arrivo in hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

12 SETTEMBRE REGENSBURG - KUFSTEIN - LECCO

Prima colazione in hotel. Partenza per l'Austria. Arrivo a Kufstein, in Tirolo, cittadina della valle dell' Inn, sul confine tedesco, ai piedi del Kaisergebirge (m 2344). Rinomato centro climatico e invernale. Nota da 788, per tre secoli, dal 1205 al 1504, la poderosa fortezza di Kufstein fu contesa tra Baviera e gli Asburgo del Tirolo. La città è divisa in una parte bassa e in una alta. Centro della parte bassa è la Unterer Stadtplatz, bordata di case antiche e di case " Jugendstil" (liberty austriaco); a sinistra della piazza corre, verso il fiume INN, la Romerhofgasse, la strada che attraversa un fiabesco quartiere medievale, con antiche case e bellissime insegne in ferro battuto.

Sosta per il pranzo in ristorante. Partenza per Lecco con arrivo in serata. Termine dei nostri servizi.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE:

EURO 815 BASE 35 PARTECIPANTI

EURO 770 BASE 40 PARTECIPANTI

EURO 720 BASE 50 PARTECIPANTI

EURO 145 SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA

EURO 105 riduzione terzo letto

La camera singola e il terzo letto da confermare fino ad esaurimento.

Precisiamo che è indispensabile che ciascun socio si iscriva con un proprio accompagnatore al fine di non dover chiedere l'assistenza di altre persone iscritte alla gita.

Acconto da versare al momento dell'iscrizione euro 250,00. Ricordiamo che il viaggio sarà effettuato solo al raggiungimento di almeno n. 35 partecipanti entro il 12 maggio. Il saldo sarà poi versato entro il 24 luglio.

LA QUOTA COMPRENDE:

autopullman granturismo per tutto l'itinerario con secondo autista per il primo ed ultimo giorno

accompagnatrice esperta (Claudia) per tutto il tour

sistemazione in camere doppie con servizi privati in ottimi hotel di cat. 4 stelle a BRATISLAVA, CRACOVIA e REGENSBURG. A CZESTOCHOWA in ottimo hotel di cat 3 stelle, comodissimo per raggiungere il santuario.

Pensione completa durante tutto il viaggio, con inizio dal pranzo del 6 settembre e termine con il pranzo del 12 settembre, incluso acqua naturale ai pasti.

Guida in lingua italiana per tutto il viaggio sul territorio della Polonia; accoglierà il gruppo a Wadowice il 7 settembre e terminerà il giorno 10 settembre sera, dopo la visita di Breslavia.

Ingressi come da programma dettagliato:

chiesa cattedrale di Wawel,

chiesa Mariacki di Cracovia,

2 sinagoghe nel quartiere ebraico di Cracovia,

la miniera di sale a Wieliczka,

Auschwitz-Birkenau (con cuffie),

il Santuario della Madonna Nera a Czestochowa.

Visita alla Casa di Papa Giovanni Paolo II e Basilica di Wadovice.

assicurazione medica, bagaglio, annullamento.

LA QUOTA NON COMPRENDE

le bevande durante i pasti

facchinaggi

mance e spese extra di carattere personale

tutto quanto non specificato nel paragrafo "la quota comprende"

Condizioni di annullamento:

Franchigia per rimborso spese mediche EURO 50.00

Franchigia per eventuale rimborsi 15%.

Si precisa inoltre che non sono previsti rimborsi a causa di annullamento per malattia o conseguenze di una patologia già preesistente all'atto dell'iscrizione al viaggio.

E' ammessa la sostituzione della persona che dovesse annullare con un'altra fino al giorno della partenza e senza l'applicazione di nessuna penale a patto che si utilizzi la medesima sistemazione.

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Comunicazioni varie

Dalla sezione di como

1) POMERIGGIO SEZIONALE DEDICATO ALLA FESTA DELLA MAMMA, SABATO 16 MAGGIO

Preavvisiamo i nostri soci che sabato 16 maggio alle ore 15 saremo invitati a partecipare ad un pomeriggio sezionale di musica ed intrattenimento dedicato alla festa della mamma. Saremo allietati dall'accompagnamento musicale di Domenico e dei suoi allievi del corso di chitarra, da Joseph con intermezzi al pianoforte e stiamo preparando per voi alcune sorprese! Pubblicizzate questo evento e tenetevi liberi per il pomeriggio del 16 maggio!

2) GIORNATA FORMATIVA CON IL TEAM NV APPLE, SABATO 9 MAGGIO PRESSO LA SEZIONE UICI DI COMO.

Sabato 9 maggio è organizzata presso la sezione UICI di Como una giornata formativa a cura del team NV Apple dedicata interamente alla accessibilità dei prodotti Apple e non vedenti.

Slogan: tecnologia e accessibilità a braccetto. Questo progetto nasce dalla volontà di un gruppo di amici, tra i quali il nostro socio Gianluca Casalino, da anni sul Web con esperienze personali, di condividere una realtà come quella legata ai dispositivi Apple, che nascono pensati davvero per tutti. Nvapple.it è il connubio di tante esperienze, ma soprattutto, di una passione incredibile verso tutto ciò che è condivisione di esperienze e competenze legate all'uso dei prodotti di Cupertino che, normalmente, attraggono l'interesse di tantissima gente, ma che, nel concept di Apple stessa, racchiudono l'unica vera dimostrazione di quello che viene definito il "design for all" ovvero la tecnologia assistiva onboard. Attendiamo la vostra tempestiva prenotazione presso la Segreteria sezionale per evidenti ragioni organizzative. Sito da visitare www.nvapple.it

Programma: dalle 10 alle 13 relazioni del team Nvapple e il loro impiego nella vita quotidiana sia nel campo scolastico che privato e soprattutto nella sfera della propria autonomia, presentazione delle applicazioni per IPhone per poter leggere o per poter risolvere problemi della quotidianità. Stessa cosa verrà fatta per il Mac. Si parlerà di IBooks Evalues, lettura, feeds, salute, misurazione peso e pressione etc.

Nel pomeriggio dalle 14 alle 17 il team è disponibile per interventi personalizzati ai soci e per rispondere a domande o dimostrazioni sul campo.

3) Disponibile cd in formato mp3 DEL POMERIGGIO CULTURALE CON LA PROF.SSA FRANCA AIANI

E' disponibile presso la Segreteria il CD in formato MP3 con la registrazione della durata di circa un'ora e un quarto dell'interessante e curioso incontro culturale di sabato 28 marzo a cura della prof.ssa Franca Aiani dedicato ai soprannomi e nomignoli dei paesi e delle frazioni comasche con l'aggiunta di detti, proverbi, racconti e poesie dialettali del nostro passato.

Ringraziamo ancora una volta da queste righe la Prof.ssa Aiani che ha saputo incuriosire l'attenzione di una ventina di soci e familiari presenti all'incontro pomeridiano vivendo un momento arricchente dai connotati tipicamente popolari.

Dalla sezione di milano

Programmazione campo estivo

La Sezione provinciale di Milano intende proporre all'Irifor centrale l'organizzazione di un campo estivo per ragazzi dai 14 ai 25 anni, da svolgersi a Lido di Jesolo (Venezia) indicativamente fra il 21 e il 30 giugno 2015. Per informazioni rivolgersi al segretario Maria Rosaria de Filippis al numero 02.783000.

DALL'ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO

1) Corso Per Centralinisti Telefonici

Nelle more che la Regione Lombardia avvii un nuovo percorso formativo per i Centralinisti Telefonici disabili visivi, legge 113/85 per l'anno 2015, si invitano gli interessati a voler prendere contatti per manifestare il proprio interesse telefonando alla segreteria dei corsi allo 02.77226240 oppure per e-mail: all'indirizzo corsi.professionali@istciechimilano.it Rag. Paola Monti.

2) Richiesta di case in affitto

L'Istituto dei Ciechi di Milano ha da tempo assunto una delibera che assegna, seguendo un'apposita graduatoria, appartamenti dell'Ente a non vedenti che ne facciano richiesta. Gli interessati possono indirizzare la domanda, corredata con tutti i riferimenti personali, all'Istituto dei Ciechi di Milano Via Vivaio 7 -20122 Milano.

3) Trattamento gratuito di shiatsu

In collaborazione con l'Associazione Arti per la Salute di Rho il 21 maggio, presso l'Istituto dei Ciechi di Milano in via Vivaio 7, ci sarà l'occasione per provare gratuitamente trattamenti Shiatsu.

Dalle 16 alle 20, sarà possibile usufruire di un trattamento di 20/25 minuti.

Per una migliore organizzazione è consigliabile prenotare all'indirizzo: info@arteshiatsu.it, segnalando nell'oggetto: "trattamento shiatsu istituto dei ciechi".

La prenotazione non è obbligatoria, sarà possibile anche presentarsi in loco negli orari indicati.

Ulteriori info possono essere richieste a Danilo Vigiani (recapito da richiedere allo stesso Istituto dei Ciechi).

DALLA SEZIONE UICI DI ROMA

Vacanze a roma in autonomia

Nell'intento di rendere la città di Roma una meta più accessibile per i non vedenti, la Sezione di Roma offre l'opportunità per creare un soggiorno personalizzato.

Il programma, ideato dal Comitato Giovani della Sezione romana, offre un viaggio in autonomia usufruendo di hotel, alberghi, ristoranti, musei e siti convenzionati. Nel corso del viaggio, su richiesta, è prevista l'assistenza e il supporto di accompagnatori per trasporto, cene e visite alla città e ai musei.

Per richiesta di informazioni e invio del programma completo, contattare Camilla Capitani (recapito telefonico da richiedere alla Sezione UICI di Roma).

DAL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI

PROPOSTA SOGGIORNI ESTIVI A CORBIOLO (VERONA)

Il Movimento Apostolico Ciechi come ogni anno propone soggiorni estivi, da domenica 28 giugno a lunedì 31 agosto 2015, presso la Casa Teresa Fusetti di Corbiolo (Verona), caratterizzati da momenti di animazione e partecipazione. Informazioni su tariffe, modalità e prenotazioni possono essere richieste contattando il numero 045.7050512 - dal 14 aprile: nei giorni di martedì dalle ore 9 alle 12, venerdì dalle ore 14.30 alle 18. Dal 28 giugno: tutti i giorni dalle ore 9 alle 18.

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L'Eco di Bergamo del 14-04-2015

Muoversi in città, rebus per i non vedenti. "Il cane-guida è prezioso e insostituibile"

BERGAMO. Un amico fidato. Una guida. E non solo in senso metaforico. Perché l'amico a quattro zampe guida davvero nell'attraversare incroci e muoversi su marciapiedi e strade. I cani guida per non vedenti sono un bene prezioso. Anche sotto l'aspetto economico: addestrarne uno può costare anche ventimila euro e, se non fosse per la generosità di enti e associazioni private, difficilmente un cieco potrebbero avvalersene. Far conoscere il ruolo, a volte insostituibile, dei cani guida e le difficoltà che i non vedenti incontrano ogni giorno, è il fine della Giornata nazionale del cane guida, ideata e promossa da Proloco Bergamo in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti, sezione di Bergamo, e con il contributo della Fondazione Creberg. Domenica è in programma, di mattina, una passeggiata lungo le Mura mentre nel pomeriggio gli addestratori delle scuole cani di Scandicci, Messina, Selvazzano e di Vicenza (quattro delle cinque scuole di addestramento italiane) faranno una dimostrazione. «Né il bastone né una persona possono sostituire il cane guida - fa sapere Giovanni Battista Flaccadori, presidente della sezione di Bergamo dell'Unione ciechi - . Questo nonostante le gravi difficoltà economiche in cui versano, da tempo, le diverse scuole di addestramento nazionali, con conseguenti ripercussioni sui non vedenti, costretti ad affrontare tempi sempre più lunghi di attesa per la consegna del cane guida. Inoltre le scuole cani necessitano di affidare i cuccioli a persone e famiglie, fino all'età utile per l'addestramento. Sono cani addestrati con cura, docili». Claudio Mapelli, non vedente, da quarant'anni si occupa dei cani guida: «Ne ho avuto sei - racconta - purtroppo le scuole di addestramento ne riescono a preparare pochissimi: dai 52 ai 6 all'anno ognuna. Si attende anche un anno e mezzo per averli assegnati in concessione: infatti questi cani non si acquistano. I costi per addestrarli sono elevatissimi, dalle istituzioni non arriva nulla e le scuole vanno avanti solo grazie alla beneficenza di enti e associazioni private, come i Lions per l'unica scuola addestramento aperta in Lombardia». A BERGAMO l'Unione ciechi conta 850 iscritti ma non tutti si avvalgono del cane guida per muoversi fuori casa. E la mobilità in città? «Se paragonata ad altre città italiane Bergamo non è messa male - dice Flaccadori - . Ci sono 160 semafori acustici ma potrebbero essere di più. Vogliamo che la mobilità per non vedenti sia inserita nella manutenzione ordinaria delle strade. Così come vogliamo che il Comune utilizzi 30 mila euro donati da privati, proprio a tal fine, risorsa ancora inutilizzata».

di Giuseppe Purcaro

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La Provincia di Sondrio del 09-04-2015

Disabili e impegno universitario. On line il nuovo portale del Cald

È online da una manciata di giorni il nuovo portale del Coordinamento Atenei lombardi per la disabilità (Cald, www.cald.it).

Il sito è pensato come luogo in cui le politiche e le iniziative della rete di atenei vengano presentate al pubblico e, al tempo stesso, come spazio di incontro tra le università aderenti, che renda più facile lo scambio di esperienze e la condivisione di principi e strategie di lavoro. Sul portale saranno disponibili documenti fondamentali per le politiche sulla disabilità, dichiarazioni e normative internazionali nonché tutta la legislazione italiana relativa a disabilità e università. Un archivio consente di accedere ad informazioni, resoconti e pubblicazioni relative a iniziative promosse dal Cald o dai singoli atenei negli ultimi anni, mentre una opportuna rete di rimandi garantisce rapido accesso ai servizi delle università e fornisce modalità efficaci di contatto. «La legge 17 del 28 gennaio 1999 ad "Integrazione e modifica della legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate" - spiegano i promotori - introduce specifiche direttive in merito alle attività che gli atenei italiani devono porre in essere al fine di favorire l'integrazione degli studenti con disabilità durante il loro percorso formativo universitario. Ciascun ateneo è tenuto ad erogare servizi specifici, tra i quali l'utilizzo di sussidi tecnici e didattici, l'istituzione di appositi servizi di tutorato specializzato, nonché il trattamento individualizzato per il superamento degli esami. In seguito all'approvazione della legge 170/2010 i servizi e i delegati sono punto di riferimento anche per gli studenti con Disturbi Specifici dell'Apprendimento». A partire dal 1999, i delegati dei rettori alla disabilità (per il Politecnico di Milano è Licia Sbattella) si incontrano in diverse occasioni con lo scopo di favorire lo scambio di esperienze e di buone prassi già in atto in alcune università. Nel 2001 nasce la Conferenza nazionale universitaria dei delegati per la disabilità e il 7 ottobre 2011 prende vita il Cald. È questo il primo organismo a livello regionale, coordinamento che «svolge attività di sensibilizzazione, riflessione, analisi e ricerca sulle esigenze specifiche del territorio lombardo in merito alle condizioni e alle difficoltà delle persone con disabilità connesse alla formazione universitaria». (C. Doz.)

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Superando.it del 10-04-2015

Pari opportunità anche nel salvare una vita

RIMINI. Verrà presentato sabato 11 aprile al 105 Stadium di Rimini, in anteprima europea, il nuovo software QCPR di guida alla rianimazione cardiopolmonare per persone non vedenti e ipovedenti, apparecchiatura della Società Laerdal, che grazie a un istruttore virtuale vocale insegnerà appunto tutte le manovre necessarie alle persone con disabilità visiva.

«Anche una mamma, una sorella, un padre e una persona non vedente o ipovedente - spiegano dall'Associazione Salvagente Monza, che ha organizzato l'evento di Rimini - possono salvare una vita e i passi fatti negli ultimi anni lo dimostrano. Tutti, infatti, possono imparare le manovre di disostruzione e quelle di rianimazione cardiopolmonare con l'uso del defibrillatore, a patto di avere gli strumenti adatti, come audiolibri e traduzioni di manuali in braille, defibrillatori monotasto (come quello creato da Cardiac Science) e ora il nuovo software QCPR di guida alla rianimazione cardiopolmonare. Una vera e propria rivoluzione che può concorrere ad abbattere quelle barriere culturali e mentali che troppo spesso contraddistinguono il nostro Paese».

L'iniziativa dell'11 aprile sulla riviera romagnola, durante la quale verrà presentata la nuova metodica, sarà tutta dedicata all'ampio tema della disostruzione pediatrica e neonatale, con la partecipazione di alcuni specialisti del settore - tra gli altri Marco Squicciarini, medico esperto in manovre di rianimazione pediatriche e formatore nazionale della Rete Salvamento Academy; Francesco Pastore, pediatra di famiglia, formatore nazionale BLSD (Basic Life Support Defribillation) e di Primo Soccorso Pediatrico, consigliere nazionale della SIMEUP (Società Italiana di Medicina Emnergenza Urgenza Pediatrica); Dario Gregori dell'Unità di Biostatistica, Epidemiologia e Sanità Pubblica nel Dipartimento di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari dell'Università di Padova; Riccardo Ristori, medico specialista in Medicina d'Emergenza e direttore scientifico di Salvamento Academy - ma anche di noti personaggi del mondo dello spettacolo, scesi in campo per far sentire la propria voce in merito a un argomento tanto importante, quali Lorella Cuccarini, "madrina" dell'evento, Adriana Cantisani (la nota "Tata Adriana" del programma televisivo SOS Tata), l'intrattenitore Francesco Facchinetti e la chef Cristina Lunardini, che realizzerà dal vivo un "saggio di cucina" dedicato ai bambini.

L'Associazione Salvagente Monza è impegnata nel promuovere una costante attività sul territorio nazionale e internazionale, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del soffocamento e formare soggetti in grado di realizzare le principali manovre di disostruzione pediatrica e neonatale.

Nata nel centro brianzolo dall'idea di Mirko Damasco, Filippo Castelli e Silvia Riboldi, è una realtà attiva a livello nazionale e mondiale con due sedi (Monza e Rimini), che conta tra i propri Associati istruttori competenti appartenenti all'Associazione Salvamento Academy - di cui è centro di formazione - e, tra i numerosi sostenitori, rappresentanti del mondo sanitario e medicale.

Tra le altre attività, vi sono anche interventi di sensibilizzazione presso scuole, ospedali e aziende, l'attivazione di progetti a carattere nazionale e internazionale, la donazione di defibrillatori alla comunità e la continua formazione gratuita rivolta a privati cittadini. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Gloria Pulici (Tramite R.P. & Comunicazione), g.pulici@tramitecomunicazione.it.

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MNews.it del 18-04-2015

Expo 2015. L'esposizione diventa sociale per accogliere oltre 200.000 visitatori con disabilità

Dal portale Expofacile.it alle brochure in braille, dai percorsi tattili per persone non vedenti al linguaggio dei segni: tutti i progetti e le iniziative realizzate da istituzioni, enti e associazioni.

Majorino: "Vivere la città e l'evento in condizioni di reale parità per tutti: è la dimostrazione di un vero cambiamento culturale e l'eredità che lasceremo dopo Expo"

MILANO. Expo sì, ma sociale. Un mese e mezzo fa, durante il dibattito conclusivo del 4° Forum delle Politiche sociali alla Cascina Cuccagna, in molti avevano dichiarato il proprio impegno affinché quel proposito non rimanesse solamente una buona intenzione. Oggi, a due settimane dall'inizio dell'Esposizione universale, l'assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute, Pierfrancesco Majorino e il Commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala, hanno spiegato come dalle buone intenzioni si sia passati ai fatti e hanno illustrato le iniziative di tipo sociale che caratterizzeranno i sei mesi di manifestazione e lasceranno alla città un patrimonio di esperienze da far crescere. Numerosi gli ambiti in cui sono stati sviluppati i principali interventi: accessibilità della città e del sito espositivo, formazione degli operatori commerciali e del turismo, progetti per persone con disabilità sensoriale, campagne informative per la prevenzione e la salute, politiche per l'alimentazione, iniziative per socialità, corsi di italiano e lavoro per persone con svantaggio sociale.

"Sono tante le iniziative che riguardano Expo 2015 - ha detto l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino - e che connotano anche da un punto di vista sociale i sei mesi di manifestazione. Oggi abbiamo ribadito la necessità che l'Esposizione universale sia un evento realmente accessibile a tutti e che tutti, milanesi e visitatori, possano viverlo in condizioni di reale parità a cominciare dalla completa accessibilità al sito espositivo. Expo è per Milano una grande occasione per sviluppare quanto è stato fatto finora, mettendo in evidenza quello che c'è già e che la nostra città può offrire in termini di accoglienza in condizione di pari opportunità. Ma Expo è anche la grande opportunità per avere in eredità un patrimonio di esperienze da far vivere anche dopo la fine della manifestazione e per sostenere il cambiamento culturale che questa Amministrazione sta portando avanti insieme alle associazioni, alle persone con disabilità e alle loro famiglie".

"L'Esposizione Universale di Milano ha una forte vocazione sociale a partire dal tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita che pone all'attenzione del mondo la sfida di come garantire sufficiente cibo sano per tutti - ha dichiarato Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 - . Paesi, Organizzazioni della Società Civile e imprese, da punti di vista diversi, si confronteranno e proporranno le loro visioni dell'argomento e condivideranno possibili soluzioni. Non solo, per sottolineare maggiormente la mission sociale di Expo Milano 2015, grande rilevanza è stata data alla Società Civile. Sarà, infatti, rappresentata all'Esposizione Universale da Cascina Triulza e da altri padiglioni 'sociali' che, con installazioni proprie, valorizzeranno il loro contributo sul tema. Inoltre, un'altra dimensione sociale di Expo Milano 2015 è legata all'organizzazione, alle sue esternalità positive in termini di mantenimento e crescita della forza lavoro, e nella gestione del sito espositivo in una logica di diversity management, in modo da renderlo accogliente e fruibile dalle persone con disabilità o con esigenze particolari".

"Con questa Amministrazione - sottolinea l'assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran -. abbiamo avviato il cambiamento di una città progettata in anni in cui l'accessibilità non era un tema prioritario. In occasione di Expo, grazie al lavoro del tavolo interassessorile 'Task Force Accessibilità', abbiamo cercato di comprendere i reali bisogni delle persone con disabilità. Stiamo lavorando per facilitare sempre di più l'accesso a bus e metropolitane e stiamo realizzando zone 30 in grado di garantire la tutela delle utenze deboli".

ACCESSIBILITÀ EXPO MILANO 2015.

Ad Expo parteciperanno milioni di persone, tra cui almeno 200.000 tra persone con disabilità e con ridotta mobilità. Oltre a visitare il sito espositivo si fermeranno in città per visitare i suoi luoghi storico-artistici e avranno la necessità di accedere ai servizi di ospitalità e tempo libero, pubblici e privati.

Al fine di offrire un'accoglienza adeguata anche a questi visitatori, il Comune, in collaborazione con Regione Lombardia, Asl Milano, Areu e Aziende ospedaliere, con il mondo imprenditoriale e con le associazioni che rappresentano il mondo della disabilità, nel 2014 ha costituito una "Task Force per l'accessibilità a Expo 2015" che ha condiviso la progettazione di tutte le iniziative dall'adeguamento dei servizi all'abbattimento delle barriere architettoniche. Dal lavoro della Task Force è nato il portale www.expofacile.it, (on-line dal 6 marzo scorso) e sono stati individuati una decina di progetti dedicati alla disabilità sensoriale che il Comune, attraverso un bando, ha deciso di finanziare sostenendo le Associazioni per gli ipovedenti e non vedenti e l'Ente Nazionale per la Protezione e l'assistenza dei sordi.

Per promuovere la Milano accessibile è stato realizzato anche un video dal titolo "L'accessibilità è inclusione" (https://vimeo.com/117803675).

Percorsi, progetti e iniziative per persone con disabilità sensoriali. L'Amministrazione comunale ha sostenuto la realizzazione di 11 progetti attraverso un bando per l'accessibilità della città e dei servizi e l'abbattimento delle barriere alla comunicazione da avviare con Expo 2015, con la realizzazione di app specifiche, servizi di accompagnamento e interpretariato per le visite guidate in città e al sito espositivo. Sono stati finanziati i seguenti progetti:

- "Milano in Segni", per la realizzazione di visite guidate in Lis aperte alla cittadinanza non udente seguendo un calendario proposto da persone sorde attraverso il Gruppo ricreativo dell'Ens (Ccrens) e il movimento della Terza età. Accessibili alle persone con disabilità sensoriale, ideate e organizzate da persone sorde e con l'utilizzo di persone non udenti formate ad hoc e o l'impiego di guide specializzate affiancate da interpreti Lis (Ente nazionale per la Protezione e l'assistenza dei sordi);

- EXPO4ME - Percorsi accessibili a Expo 2015 per studenti universitari con disabilità sensoriale visiva e uditiva con la programmazione di una o più uscite di gruppo in cu persone con disabilità sensoriale sono guidate attraverso Expo 2015 da accompagnatori qualificati (AIAS di Milano);

- "In Vista di Expo", per favorire l'accessibilità e la sicurezza in caso di evacuazione dell'Ostello Olinda da parte dei turisti e dei cittadini con disabilità visiva attraverso la rimozione delle barriere percettive legate alla comunicazione. In particolare saranno realizzati: il miglioramento e aggiornamento del sito web di Olinda per renderlo accessibile ai disabili sensoriali; un App da sviluppare su Iphone, molto usato dai non vedenti, con geolocalizzazione di arrivo in città fino all'Ostello e con collegamenti con i mezzi di trasporto per raggiungere Expo, condotto in collaborazione con Laboratorio Phycolab del Politecnico di Milano (La Fabbrica di Olinda);

- "Expo (mini) in 3D", per migliorare l'inclusione sociale delle persone con disabilità visiva consentendo l'accessibilità delle informazioni e delle comunicazioni spesso fornite attraverso un formato grafico (immagini) come diagrammi, immagini, tabelle, cartine, piantine di ambienti, mappe e percorsi. Con l'utilizzo di una stampante 3D saranno realizzate stampe "tattili" a tre dimensioni in grado di fornire un insieme complesso di informazioni utili alla "lettura" del contenuto dell'immagine a supporto delle persone non vedenti e ipovedenti (Fondazione Don Carlo Gnocchi);

- "Musei Expo. L'accessibilità degli spazi dei Musei civici di Milano per le persone con disabilità uditiva", per garantire alle persone con disabilità uditiva, che sfruttano i residui uditivi e utilizzano protesi acustiche o impianto cocleare, un ambiente con alto comfort acustico, privo di riverbero e di rumore di fondo. Il progetto coinvolgerà la Galleria d'Arte Moderna e il Museo Archeologico (Alfa - Associazione lombarda famiglie audiolesi);

- "Museo Bagatti Valsecchi in Lis", per realizzare la prima video guida in Lis e in Lingua dei Segni internazionale della città di Milano. La video guida sarà realizzata, sia per la parte tecnica sia per la parte interpretativa principalmente da persone sorde cui è giusto sia offerta una opportunità di lavoro in cui esprimere il massimo delle competenze. Attraverso la lettura di un QRcode o di un barcodeil turista sordo potrà scaricare la video guida sul proprio dispositivo mobile e poter in questo modo selezionare la lingua dei segni: Lis o internazionale. Il filmato sarà diviso per argomenti e sarà sottoposto all'attenzione della Direzione Museale per approvazione. Il team operativo composto da persone sorde, che fa riferimento al Gruppo Multimedia di Ens Milano, si occuperà delle riprese, del montaggio e del supporto tecnico (Ente Nazionale per la Protezione e l'assistenza dei sordi);

- "PASS - Piattaforma accessibilità Servizi persone con disabilità sensoriali", per la realizzazione di un canale informativo per i cittadini con disabilità sensoriali, ma anche per l'intera cittadinanza, con contenuti leggibili e redatti secondo i criteri della scrittura controllata con sottotitolazione, auto descrizione, Lis e ogni altro mezzo utile all'accessibilità culturale a favore delle persone con disabilità sensoriali. (Accaparlante Coop. Sociale a r.l. onlus);

- "Accessibilità e accompagnamento agli eventi culturali in occasione Expo 2015", per garantire l'accessibilità di valore e qualità con il rispetto della comunicazione totale utilizzando la sottotitolazione con respeacking (tecnica che sfrutta il riconoscimento del parlato per produrre testi di varia natura, dalla semplice trascrizione, alla resocontazione, ai sottotitoli in tempo reale per le persone sorde) e impiegando come guide turistiche anche le persone con disabilità visiva e uditiva appositamente formate (Associazione Segni e Parole);

- "Expo 2015: raccontare il mercato della Cascina Triulza. Si prega di toccare", per mostrare i risultati del mercato situato all'interno del Padiglione della Società Civile di Expo 2015 rendendolo visitabile grazie a dispositivi per persone non vedenti e ipovedenti tra cui un sistema tattile a terra LVE (Loges - Vet - Evolution) e una cartellonistica tattile posizionati in punti strategici e un plastico all'ingresso del mercato per consentire orientamento e spostamenti in autonomia (Consorzio Light);

- "Una brochure anche per me: l'Expo in braille", per favorire l'accessibilità di turisti e cittadini con disabilità visiva fornendo informazioni in braille (in inglese e in italiano) sulla configurazione del sito Expo, sulle strutture presenti e sulle loro caratteristiche. La brochure sarà realizzata con la collaborazione di personale esperto della sezione Uici di Milano e del personale addetto alla stamperia braille (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus Milano).

Expofacile.it. Realizzato dalle associazioni che rappresentano il mondo della disabilità, grazie all'instancabile lavoro di Franco Bomprezzi, è il portale che offre a tutti i visitatori, anche con disabilità, le informazioni necessarie per muoversi in autonomia in città e nel sito espositivo mettendo a disposizione itinerari turistici e schede informative sull'accessibilità di alberghi, ristoranti e musei, sui mezzi di trasporto e sui servizi utili, dai punti di primo intervento ai poliambulatori medici. Il portale è nato grazie all'impegno del Comune di Milano, di Regione Lombardia e delle diverse associazioni (Ledha e Uici che lo hanno realizzato) per rendere Milano più inclusiva, attrattiva e vivibile in condizioni di pari opportunità anche per le persone con disabilità. Il progetto è realizzato in partnership con Unicredit Foundation.

Expofacile.it contiene le schede informative sull'accessibilità di un'ottantina di ristoranti e strutture alberghiere, musei, cinema, luoghi di culto e teatri. Le informazioni sull'accessibilità sono state raccolte da operatori qualificati che hanno utilizzato la metodologia di rilevazione certificata "Village for all". Il sito internet offre anche un servizio di back office: chi ha bisogno di ulteriori informazioni può scrivere un messaggio e avere una risposta.

Il portale dedica ampio spazio alle informazioni sulla mobilità, fornendo la mappa dell'accessibilità dei mezzi di trasporto e indicando una decina di itinerari turistico-culturali, adatti ai visitatori con disabilità, studiati e individuati grazie al lavoro sinergico degli assessorati ai Lavori Pubblici, Mobilità, Cultura e Turismo:

- "Da piazza Duomo al Castello Sforzesco";

- "La Milano Romana";

- "Da piazza Gae Aulenti e via della Moscova";

- "Dalla Stazione Centrale al Teatro alla Scala";

- " Piazzale Loreto e piazza Oberdan";

- "Da piazza Oberdan a Piazza Duomo";

- "Allo Stadio San Siro";

- "In tram per Milano".

Anche il sito espositivo e i padiglioni saranno accessibili alle persone sia con disabilità motoria, sia con disabilità sensoriale, grazie alla presenza di percorsi LVE (Loges - Vet - Evolution) e mappe tattili per gli spostamenti in autonomia delle persone non vedenti e di schermi per le video chat. Agli ingressi del sito sono state predisposte corsie preferenziali di accesso e lungo la strada che corre sul perimetro esterno sarà attivo un servizio di bus navetta gratuito accessibile anche ai visitatori con disabilità.

Iniziative di sensibilizzazione e formazione degli operatori. Nel rispetto dei principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite, per quanto attiene alla libertà di movimento, all'accessibilità e mobilità di tutte le persone e al diritto di prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e sociale, parallelamente alla realizzazione del portale, sono stati avviati momenti di formazione per operatori pubblici e privati, per fornire loro informazioni adeguate e strumenti per superare eventuali disagi o senso di inadeguatezza e per poter rispondere, con sensibilità, alle esigenze dei turisti con disabilità o con bisogni specifici. In particolare, si sono svolti incontri di sensibilizzazione per gli associati di Confcommercio, per le guide turistiche, per gli operatori dei punti informativi comunali e regionali (Spazio disabilità e Urban Center) e per gli operatori culturali. In programma una possibile integrazione della formazione degli operatori di Atm.

È stata infine predisposta la piattaforma e-learning MilanoAccogliente con l'intento di sviluppare una cultura dell'accoglienza, rivolta a operatori e persone interessate all'accoglienza, che offre moduli formativi a distanza, dando l'opportunità di scegliere in base alle proprie specifiche necessità.

"KEEP CALM AND HAVE SAFER SEX". CAMPAGNA DI PREVENZIONE HIV/AIDS.

Comune di Milano, ASL Milano, le Associazioni del tavolo Malattie Sessualmente Trasmissibili, la Rete Città Sane Oms, le associazioni del Privato sociale, in collaborazione con le Direzioni Cultura, Turismo e Marketing e Comunicazione realizzano e promuovono, per il semestre di Expo, una campagna di prevenzione Hiv/Aids rivolta ai milioni di visitatori e ai cittadini residenti.

Al centro della campagna un manifesto con il claim "Keep calm and have safer sex"(Rilassati e fai sesso sicuro) e l'utilizzo di una App per smartphone e tablet, il sito www.contattosicuro.it con tutte le informazioni utili.

EXPO FOOD POLICY PACT. COINVOLGERE LE REALTÀ LOCALI IN UN DIBATTITO GLOBALE.

Nell'ambito del percorso internazionale sulla Food Policy e al "Patto di Milano" che il Sindaco Pisapia firmerà con oltre 30 città del mondo, saranno organizzati incontri e seminari con i comuni della Rete Città Sane-OMS per far emergere le buone pratiche di promozione della salute attraverso una corretta alimentazione. Il 15 ottobre a Palazzo Marino si svolgerà un incontro internazionale dove saranno presentati i risultati dei lavori sull'alimentazione condotti dal Comune in collaborazione con la Rete Città Sane. Il giorno dopo, 16 ottobre, il Sindaco Giuliano Pisapia firmerà il "Patto di Milano" sul cibo con le città del mondo che hanno aderito al percorso della Food Policy cui anche Milano con la Rete Città Sane O.M.S. sarà presente coinvolgendo le realtà locali in un dialogo di carattere internazionale.

Il 10 ottobre sarà la giornata dedicata al tema della povertà. Presso la Casa dell'Accoglienza "Enzo Jannacci", lo storico dormitorio di Milano, rinnovato negli ultimi anni con l'aggiunta di servizi e attività finalizzate all'inclusione e il reinserimento sociale, si svolgerà un incontro realizzato con il Terzo Settore cui saranno chiamati a partecipare rappresentanti di enti e istituzioni locali e nazionali per discutere di interventi e politiche contro la povertà.

"WOMEN FOR EXPO". PREVENZIONE AMICA DELLE DONNE MIGRANTI.

Il Comune di Milano, in collaborazione con Fondazione Bracco e Opera San Francesco ha avviato il progetto "Prevenzione amica delle donne migranti a Milano" per favorire la promozione della salute materno-infantile delle cittadine di origine straniera che vivono a Milano.

Il progetto affronta una delle fasi cruciali della vita della donna e del bambino, la prima gravidanza, e mette a disposizione di tutte le donne che si presentano presso gli ambulatori di Opera San Francesco un servizio di counseling sia per chi desidera avere un bambino, sia che per chi ha una gravidanza già in corso.

L'iniziativa sta dando risultati soddisfacenti sostenendo la cultura della prevenzione, aumentando la consapevolezza delle donne nel valutare i rischi legati alla salute e favorendo l'inclusione sociale.

Il progetto è risultato vincitore del concorso WE - Women for Expo Padiglione Italia, aggiudicandosi la possibilità di organizzare per il prossimo giugno un evento di presentazione all'interno di Padiglione Italia.

"MILAN SOCIAL FOOD". PIAZZA DEL CANNONE.

Con "Milan Social Food" in piazza del Cannone al Parco Sempione l'Assessorato alle Politiche sociali e Cultura della Salute mette disposizione e promuove uno spazio dedicato al cibo, alla socialità e alle attività ricreative rivolte a tutte le fasce d'età. Sara aperto dall'inizio di giugno alla fine di agosto. Grazie alla realizzazione di una tensostruttura sarà possibile promuovere numerose attività che metteranno in campo diverse esperienze milanesi che intorno al tema dell'alimentazione e del cibo costruiranno un programma di incontri ed eventi gratuiti e aperti a tutti.

BORSE LAVORO DEL COMUNE CON AMSA PER EXPO 2015.

Nel semestre dell'Esposizione universale 40 tirocinanti e 15 persone assunte a da Amsa lavoreranno nei quartieri della città nelle squadre antidegrado, affiancando gli operatori dell'Azienda per i Servizi ambientali nella pulizia di strade, marciapiedi e aiuole e nella raccolta di rifiuti e foglie.

Le borse lavoro con Amsa iniziate lo scorso dicembre con il progetto delle squadre antidegrado si sono finora rivelate uno strumento efficace di reinserimento lavorativo. Hanno permesso a persone in carico ai Servizi sociali di uscire da situazioni di difficoltà, rimettendosi in gioco attraverso il lavoro. Expo sarà un'occasione per rafforzare questa esperienza, dando ad alcuni di loro anche la prospettiva di una assunzione. Le squadre antidegrado operano su 13 aree circoscritte della città:

- Padova;

- Zoia;

- Giambellino;

- Aldini;

- Mambretti;

- Sarpi - Canonica;

- Selinunte e limitrofe;

- Ortles;

- Martini e limitrofe;

- Corvetto;

- Gratosoglio;

- Piazza Oberdan - Bastioni di Porta Venezia;

- Niguarda.

"L'ITALIANO PER EXPO". SPORTELLO INFORMATIVO CORSI DI LINGUA ITALIANA PRESSO IL CENTRO SERVIZI EXPO.

Il Comune ha realizzato nel Centro Servizi di Expo uno sportello informativo sui corsi di lingua italiana e su altri servizi diversi rivolti ai partecipanti a Expo 2015 (commissari, staff, volontari). Fornirà informazioni sui corsi di lingua italiana, sulle modalità di inserimento scolastico dei minori e sulle pratiche anagrafiche che sarà possibile espletare in maniera semplificata. Al Centro Servizi Partecipanti lavorerà congiuntamente personale della Prefettura, della Questura e dell'Agenzia delle Entrate.

I corsi di italiano saranno realizzati anche in alcune sedi nel sito espositivo o nelle sue vicinanze. Le offerte formative delle scuole saranno erogate in modo uniforme e qualificato e prenotabili online tramite il sito www.milano.italianostranieri.org .

Expo 2015 rappresenta inoltre un'occasione per la valorizzazione e la diffusione della lingua italiana e per avvicinare al nostro idioma addetti ai lavori e visitatori. Il Comune effettuerà i seguenti servizi:

- informazioni e accompagnamento relativamente alle modalità di inserimento scolastico dei minori, in particolare nel sistema delle scuole private e internazionali e contatto con le stesse, favorendo la realizzazione di protocolli agevolati per l'inserimento;

- rispetto all'offerta formativa di corsi di italiano L2 presenti a Milano e organizzazione di aule corsi all'interno del sito di Expo che prevedranno la rotazione di diverse scuole su un calendario e una offerta formativa condivisa e prenotabile online;

- gestione dei servizi online che saranno realizzati tramite piattaforma informatica www.milano.italianostranieri.org (prenotazione lezioni italiano e tandem linguistico) e implementazione del portale tramite lo sviluppo di un'Area Expo dedicata e di un'area di e-learning in cui sarà disponibile un database qualificato delle risorse di apprendimento dell'italiano L2 reperibili online;

- orientamento ai servizi della Pubblica amministrazione;

- azioni di comunicazione (eventi, campagne) mirate verso i destinatari al fine di promuovere il servizio proposto;

- realizzazione di pratiche anagrafiche richieste dagli utenti secondo le modalità semplificate che saranno indicate dall'Amministrazione Comunale;

- gestione e promozione di un servizio di tandem linguistico che consenta lo scambio di competenze linguistiche tra madrelingua.

di Luigi Palamara

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Superando.it del 23-04-2015

Anche due videospot per far conoscere ExpoFacile

Promosso dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia, e realizzato dalle Federazioni lombarde delle persone con disabilità, il portale «ExpoFacile.it» - progetto anche "social" e per il quale sono stati realizzati due videospot - offre informazioni e suggerimenti ai turisti con disabilità e con bisogni specifici che in tanti visiteranno la città per l'imminente "Expo 2015", ma è anche un patrimonio che resterà a disposizione dei cittadini pure dopo il grande evento.

MILANO. «ExpoFacile.it» è un portale promosso dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, con il sostegno di UniCredit Foundation, realizzato dalle principali Federazioni lombarde delle persone con disabilità, riunite in due raggruppamenti di organizzazioni, che fanno capo rispettivamente alla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e all'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Il portale offre informazioni, suggerimenti e consigli ai turisti con disabilità e in generale con bisogni specifici, che stanno per arrivare a Milano in occasione dell'Expo 2015 (1° maggio-31 ottobre), intendendo in pratica offrire ai visitatori con disabilità le informazioni necessarie per muoversi in sicurezza e autonomia.

Come molte metropoli, infatti, Milano non è certo una città totalmente accessibile, ma nemmeno "impossibile", e con le giuste informazioni sarà certamente possibile visitare l'Expo 2015, la città e le principali attrattive turistiche della Lombardia.

«ExpoFacile.it» verrà progressivamente implementato fino al 1° maggio, fino a contenere circa trecento schede dedicate all'accessibilità di ristoranti e strutture alberghiere, ma anche di musei, chiese, cinema e teatri.

Le informazioni sull'accessibilità sono state raccolte da operatori qualificati, che hanno utilizzato V4Inside, metodologia di rilevazione certificata Village for all (V4A®), la nota rete che conferisce il marchio di qualità internazionale dell'ospitalità accessibile.

«Punto di forza di "ExpoFacile.it" - spiega il coordinatore Gabriele Favagrossa - è la possibilità offerta agli utenti di avvalersi di un servizio di back office. In altre parole, chi non trova sul sito le informazioni di cui ha bisogno può scriverci per avere una risposta personalizzata».

«Particolare attenzione - aggiunge Favagrossa - è stata dedicata alla mobilità, attraverso la mappatura dell'accessibilità dei mezzi di trasporto e l'identificazione di dieci itinerari turistico-culturali che daranno ai turisti con disabilità la possibilità di apprezzare la città di Milano. Le descrizioni relative agli itinerari verranno ulteriormente perfezionate con informazioni e suggerimenti sull'accessibilità dei percorsi pedonali e con la possibilità di cliccare sul nome di diversi punti d'interesse (teatri, chiese e musei), per consultare schede di dettaglio sulle caratteristiche di accessibilità di ogni struttura». «Questo portale - conclude - vuole essere un "laboratorio" a disposizione della città, da arricchire sempre più con nuove informazioni e segnalazioni. Un patrimonio di accessibilità che, a conclusione dell'Expo, resterà a disposizione di tutti i cittadini».

Da non molto, va ricordato ancora, ExpoFacile è anche "social", grazie all'apertura di una pagina Facebook e dell'account di Twitter, consentendo cioè ulteriore immediatezza all'informazione e alla comunicazione con i turisti con disabilità. E per la promozione dell'iniziativa è stato realizzato anche un videospot da 15 e 30 secondi, utilizzabile come link dalle Associazioni e da chi voglia contribuire alla diffusione dell'iniziativa.

Senza dimenticare, infine, che durante tutto il periodo di apertura dell'Expo 2015 saranno presenti in città numerosi InfoPoint e nel sito espositivo Info disabilità ExpoFacile, promosso dalla Regione Lombardia e ospitato da Cascina Triulza (Padiglione della Società Civile), verranno offerte indicazioni sull'accessibilità della manifestazione e sui servizi rivolti alle persone con disabilità. (Stefano Borgato)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@expofacile.it (e anche Settore Comunicazione di ExpoFacile, Maurizio Trezzi: maurizio.trezzi@strategycom.eu).

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Il Giornale di Vicenza del 03-04-2015

L'Expo per i ciechi grazie alle targhe di una ditta berica

L´azienda con sede ai Pomari. «I non vedenti potranno muoversi con sicurezza».

VICENZA. Non coltivano vigneti, non si occupano di ristorazione ma all´Expo di Milano saranno utili quanto il pane. E sotto gli occhi di tutti sebbene praticamente visibili solo ai polpastrelli. È il progetto, diventato realtà, dell´Incisoria Vicentina dei Pomari. Sarà grazie alla ditta, infatti, e alle sue targhe tattili in braille se anche i non vedenti riusciranno a muoversi con sicurezza e golosità all´interno dell´enorme spazio espositivo. Il sistema ideato nel 1999 da Massimo Treu, titolare della terza generazione dell´azienda nata nel 1918, e dal suo operaio Luciano Marzo, è un´invenzione così perfetta ed efficace da convincere persino il Louvre ed il Vaticano a servirsene.

Il segreto sta nei chiodini, anzi piolini, di metallo, piccolissimi, brevettati a livello internazionale e realizzati a dimensione calibrata. Vengono inseriti nel pannello, da dietro e a pressione, perché sporgano di quel tanto che serve all´ipovedente per poter leggere.

L´uovo di Colombo, eppure fino ad allora il rischio di illeggibilità era dietro l´angolo, soprattutto con sistemi a soluzione adesiva di tipo americano: «Saltava un puntino e tutto all´improvviso diventava incomprensibile. Così quando la Sadi di Altavilla ci commissionò delle targhe da mettere sulle navi da crociera, iniziammo a studiare la soluzione migliore». Attenzione: tutto il processo produttivo, dal taglio della lastra alla programmazione del lavoro fino alla produzione e al montaggio dei piolini, avviene in casa.

Una ditta artigiana che non teme concorrenza. Tanti, infatti, ci hanno provato ma nessuno è riuscito a imitarli. Come la Coca Cola: «In effetti - continua Massimo - un rappresentante della Bic ci definì proprio così, una soddisfazione».

I primi riconoscimenti arrivarono dal mondo dei non vedenti, entusiasti del prodotto, così Massimo cominciò a contattare enti pubblici, associazioni, fabbriche di ascensori. «Qualcuno rispose che non servivano perché comunque c´era l´accompagnatore, ma nel 2000 a Roma una ditta capì le potenzialità della nostra idea e la sposò».

Era l´epoca in cui Poste Italiane lanciarono il progetto di una targa tattile in ciascuno dei 5mila uffici postali sparsi per l´Italia e Rutelli, sindaco dell´Urbe, decise di avviare il programma relativo alla copertura con iscrizioni in braille di tutte le aree basilicali.

Poi fu la volta di aeroporti, come quello di Riad in Arabia Saudita, stazioni, ospedali, compagnie di crociera («tutte a parte Mc Crociere») e musei. «Il Louvre ci ha commissionato questo pannello ma anche i Musei Civici di Vicenza chiesero il nostro intervento. Non dimenticherò mai quando il professor Francesco Barausse, presidente dell´Unione Italiana Ciechi, mise le sue mani su un dipinto per sentirne l´emozione, facendo sobbalzare un po´ la direttrice Maria Elisa Avagnina». Sponsor per due anni del campionato di thorball, il calcio per non vedenti, promotore delle cene al buio, Massimo Treu aspetta di capire cosa farà la quarta di generazione, quella dei figli. E non molla l´idea del mercato americano, mostrando con orgoglio il marchio "D fa qualità" di Design for All ottenuto nel 2012.

«Ciò che mi riempie di orgoglio è che facciamo vedere milioni di persone, dando libero accesso alla loro voglia di conoscere».

di Roberto Luciani

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE e dal web

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale e quei contenuti apparsi sul giornale elettronico di quest'ultima nel mese appena trascorso, che contengono notizie e iniziative che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

1) Comunicato n. 67, diramato in data 21-04-2015

Lettera del Presidente Nazionale sul diritto allo studio e al supporto scolastico

On.le Gianclaudio Bressa,

indirizzo a Lei questa breve nota per attrarre la sua attenzione su una problematica che sta assumendo progressivamente, aspetti drammatici e che ci viene sottolineata con estrema preoccupazione da tutte le nostre sedi sul territorio nazionale.

Si tratta del supporto scolastico agli alunni con disabilità per il quale non sembrano essere state definite precise competenze e allocate necessarie risorse a seguito della riforma delle province.

In molte situazioni si sta intervenendo temporaneamente con provvedimenti una tantum che assicurano il supporto scolastico, nel migliore dei casi, fino al termine dell'anno in corso, ma appare di tutta evidenza come si rendano necessarie norme di indirizzo a carattere generale, capaci di assicurare ai nostri alunni con disabilità pari diritti e pari opportunità su tutto il territorio nazionale.

Tale supporto svolge infatti, un ruolo cruciale nel processo di inclusione scolastica e la sua carenza pregiudica gravemente quel percorso di integrazione voluto dal Legislatore e auspicato da tutti, abbandonando all'incertezza e allo sconforto migliaia di famiglie italiane già colpite duramente da una sorte maligna.

Consapevole della sensibilità di questo Governo e Sua personale su tali temi, sono a chiederLe un intervento tempestivo ed efficace, volto a dare soluzione stabile e duratura al problema, soprattutto in vista del nuovo anno scolastico che si aprirebbe altrimenti in condizione di precarietà e di disuguaglianza per migliaia di bambini e ragazzi con disabilità.

Questa Presidenza e l'intera struttura dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sono a sua completa disposizione per ogni ulteriore approfondimento, anche nell'ipotesi dell'apertura di un apposito tavolo di lavoro e di confronto.

Fiducioso di un suo pronto e positivo interessamento, in attesa di ricevere da Lei notizie e indicazioni rassicuranti, mi è gradita l'occasione per porgere distinti saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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2) Comunicato n. 71, diramato in data 23-04-2015

14° Edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Racconti "BASILIO BELTRAMI - PENSIERI E PAROLE"

Riceviamo e diffondiamo:

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"La Sezione di Trento dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus e la Cooperativa Sociale IRIFOR del TRENTINO - Onlus vista la numerosa e qualificata partecipazione avuta nell'ultima edizione ed in considerazione degli ottimi risultati ottenuti, indicono la 14° edizione del Concorso di poesia e racconti intitolato "Basilio Beltrami - Pensieri e Parole", a ricordo dello scomparso Consigliere dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus - Sezione Provinciale di Trento.

Al Concorso in parola possono partecipare quanti desiderano trovare nuovi spazi e nuove possibilità di confronto per la loro creatività e la loro fantasia.

La Giuria è composta da Antonia Dalpiaz, Lilia Slomp Ferrari, Lia Cinà Bezzi, Italo Bonassi personalità del mondo della cultura trentina in grado, con la loro presenza, di garantire prestigio e serietà al Concorso stesso.

Per la 14° edizione sono stati previsti i seguenti premi:

Euro 600,00.- per il primo classificato

Euro 400,00.- per il secondo classificato

Euro 300,00.- per il terzo classificato

I suddetti premi sono egualmente riferiti ad entrambe le sezioni del Concorso; inoltre, qualora la Giuria lo ritenesse opportuno, verranno segnalati alcuni lavori fino ad un massimo di tre per ogni categoria.

A tutti i vincitori sarà rilasciata una pergamena con la motivazione della giuria. Inoltre ai segnalati sarà consegnato un piccolo ricordo della manifestazione.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria del Concorso:

tel. 0461/930083 - 0461/915990.

Distinti saluti.

SUSANNA MUCCI

REGOLAMENTO

1) La Sezione di Trento dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus e la Cooperativa Sociale IRIFOR del TRENTINO - Onlus organizzano la 14° edizione del Concorso Nazionale di poesia e racconti "BASILIO BELTRAMI - PENSIERI E PAROLE", aperto a tutti.

2) Per partecipare al Concorso è necessario inviare al massimo due poesie o un racconto a tema libero in lingua italiana. Gli autori, se lo desiderano, potranno partecipare ad entrambe le categorie, inviando per ciascuna categoria un plico distinto contenente le copie ed il curriculum.

3) Il materiale dovrà essere inviato in 6 copie dattiloscritte, di cui solo una dovrà riportare la firma dell'autore.

4) Le opere dovranno essere inedite, mai premiate o segnalate a questo o ad altri Concorsi. Non dovranno altresì essere presentate in altri concorsi fino alla data di premiazione. L'eventuale falsa dichiarazione causerà l'esclusione dal Concorso.

5) Ogni racconto, battuto a macchina o elaborato al computer, non deve superare le 3 facciate dattiloscritte con un massimo di 40 righe a facciata con 80 battute, spazi inclusi, per riga.

In caso di presentazione di due poesie le stesse non potranno essere contenute nella stessa pagina e quest'ultima deve essere di formato A4.

6) Al suddetto materiale dovrà essere allegata una busta contenente una scheda dattiloscritta dell'autore con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, breve curriculum, una dichiarazione firmata che riporti tutto il punto 4 del regolamento e la ricevuta del versamento della quota di partecipazione prevista.

7) Gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre il 20 giugno 2015 al seguente indirizzo:

CONCORSO "Basilio Beltrami - Pensieri e Parole" c/o UNIONE ITALIANA dei CIECHI e degli IPOVEDENTI Onlus via della Malvasia 15 38122 - TRENTO.

Farà fede la data del timbro postale.

8) Tutti i partecipanti potranno trovare i risultati del Concorso sul sito dell'Unione Italiana Ciechi di Trento www.uictrento.it o sul sito dell'Irifor del Trentino www.irifor.it

9) Verranno premiati i primi tre della sezione poesia ed i primi tre della sezione racconti; verranno inoltre assegnati alcuni premi speciali per particolari meriti.

10) La Cerimonia di premiazione della 14° edizione di questo Concorso si terrà sabato 14 novembre 2015 nella città di Trento. Per entrambe le sezioni del Concorso verranno assegnati i seguenti premi:

- €. 600,00.= per il primo classificato;

- €. 400,00.= per il secondo classificato;

- €. 300,00.= per il terzo classificato;

Inoltre, a discrezione della Giuria, saranno segnalate fino ad un massimo di tre opere per ogni sezione.

11) A tutti i vincitori sarà rilasciata una pergamena con motivazione della giuria. Inoltre ai segnalati sarà consegnato un piccolo ricordo della manifestazione.

12) Sarà cura dell'organizzazione informare con largo anticipo i vincitori, della data e del luogo nel quale si svolgerà la Cerimonia di premiazione del Concorso.

13) I poeti sono tenuti a presenziare alla Cerimonia di premiazione. Sono ammesse le deleghe per il ritiro dei premi ad eccezione di quelli in denaro, che verranno, qualora non riscossi personalmente, incamerati per l'edizione successiva.

14) Gli elaborati pervenuti non saranno restituiti agli autori.

15) L'iscrizione prevede una quota di euro 10,00 come contributo alle spese di segreteria che dà diritto alla partecipazione di una o ad entrambe le categorie del concorso. Il versamento dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario sul conto corrente dell'Unione presso la Banca di Trento e Bolzano - codice IBAN: IT 02 L 03240 01801 000010602252, indicando come causale del versamento "concorso Basilio Beltrami - Pensieri e Parole". La ricevuta dovrà essere allegata alla busta con i dati descritti al punto 6.

16) Tutte le opere presentate potranno essere pubblicate o usate ad insindacabile giudizio degli organizzatori senza che da ciò derivi alcun obbligo nei confronti dell'autore per diritti o compensi verso lo stesso.

17) Il giudizio della giuria composta da Antonia Dalpiaz, Lilia Slomp Ferrari, Lia Cinà Bezzi, Italo Bonassi è insindacabile ed i partecipanti dichiarano di accettare l'operato della medesima. La partecipazione al concorso implica l'accettazione incondizionata del presente regolamento.

18) I dati personali verranno utilizzati ai soli fini del Concorso, ai sensi del Decreto Legislativo 196/2003."

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3) Comunicato n. 73, diramato in data 28-04-2015

Scambio internazionale inclusivo sull'importanza della cittadinanza attiva per i giovani

L'U.I.C.I. ha aderito a un progetto nel quadro del programma europeo ERASMUS+ che prevede l'organizzazione di uno scambio internazionale finalizzato ad accrescere lo spirito di iniziativa, la creatività e l'intraprendenza dei giovani vedenti e non vedenti, stimolando in loro il senso della solidarietà e la capacità di collaborare oltre le diversità.

Il progetto denominato "Sometimes limits exist in whom look at us: an active citizenship simulation" (Talvolta i limiti esistono in chi ci guarda - una simulazione di cittadinanza attiva) raggrupperà dal 20 al 31 luglio 2015 circa 20 ragazzi di età compresa tra i 17 - 25 anni provenienti da Italia, Malta, Portogallo, Polonia e Lituania nella casa-laboratorio dell'Associazione Artemide, coordinatore del progetto, immersa nella campagna nei pressi di Orvieto.

Le attività dello scambio saranno organizzate attorno al concetto del "nuovo villaggio" di cui i partecipanti, attraverso giochi, laboratori, discussioni di gruppo, escursioni e altro, dovranno impegnarsi a strutturare il funzionamento definendone le regole e l'organizzazione e di cui dovranno curare la gestione dividendosene i compiti. Per la natura internazionale dello scambio tutte le attività si svolgeranno in lingua inglese ed è dunque necessario che partecipanti e accompagnatori abbiano una buona conoscenza di questa lingua.

Tutti i costi di vitto, alloggio e attività saranno coperti dal progetto. Le spese di viaggio saranno rimborsate fino a un certo limite, sulla base della distanza chilometrica:

20 euro per distanze fino a 99 km,

80 euro fino a 499 km, 70 euro fino a 1999 km.

Per gli accompagnatori dei ragazzi non vedenti il rimborso del costo di viaggio, in classe economica, sarà totale nel caso di superamento del tetto previsto.

L'Unione dovrà selezionare due ragazzi non vedenti e due accompagnatori che costituiranno il gruppo italiano guidato da un capogruppo.

Per i partecipanti non vedenti, i limiti di età sono quelli indicati in precedenza; per gli accompagnatori è possibile una maggiorazione di qualche anno.

Alleghiamo un documento informativo sullo scambio, redatto in lingua inglese.

Gli interessati potranno rivolgersi per ulteriori informazioni all'Ufficio Relazioni Internazionali dell'Unione:

tel: 0669988388/375

email: inter@uiciechi.it

Gli interessati a candidarsi per lo scambio sia come partecipanti sia come accompagnatori, dovranno inviare all'Ufficio Affari Internazionali dell'Unione, tramite le Sezioni territoriali http://www.uiciechi.it/organizzazione/regioni/indiceregioni.asp, la scheda di candidatura qui allegata, entro mercoledì 10 giugno p.v.

______________________________________________________________________________________

E' possibile scaricare il file .zip contenente il presente comunicato ed i relativi tramite il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2015/04/73.2015.zip

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4) Comunicato n. 74, diramato in data 28-04-2015

Pensionistica - trattamento anticipato di anzianità - sospensione delle penalizzazioni fino al 2017

Si fa seguito ai comunicati UICI N. 10, N. 15 e N. 38 del 2014, aventi ad oggetto i requisiti per il pensionamento nei settori pubblico e privato, per condividere quanto riscontrato dalla Direzione centrale pensioni dell'INPS Area normativa e contenzioso, che ha accolto le nostre argomentazioni in merito alla positiva incidenza del beneficio previdenziale di quattro mesi figurativi per lavoratori non vedenti ai fini della sospensione delle penalizzazioni per i trattamenti anticipati di anzianità fino al 31 dicembre 2017.

La legge di Stabilità 2015, infatti, ha previsto al comma 113 dell'art. 1 (recepito dall'INPS con Messaggio N. 417 del 19 gennaio 2015), in via temporanea e con effetto sui trattamenti decorrenti dal 1° gennaio 2015, la sospensione all'applicazione della penalizzazione dell'1-2 per cento per tutti coloro che accedono al trattamento anticipato di anzianità prima di aver compiuto 62 anni di età e maturino <il previsto requisito contributivo entro il 31 dicembre 2017>.

Si rammenta che la penalizzazione si riferisce solo ai trattamenti anticipati di anzianità, restandone esclusi quelli di vecchiaia, cui si accede per sopraggiunti limiti anagrafici, fermo restando un minimo di accredito contributivo pari a 20 anni (in deroga 15 anni per i lavoratori privi della vista, secondo al previsione dell'art. 2, comma 3, del Decreto Legislativo N. 503/1992).

Al riguardo, l'Istituto ha confermato quanto da noi sostenuto: <la maggiorazione contributiva di cui all'art. 9, c. 2, della legge n. 113 del 1985 e di cui all'art. 2 della legge n. 120 del 1991 ..... non comporta riduzione percentuale del trattamento pensionistico con effetto sulle pensioni anticipate nel sistema misto decorrenti dal 1° gennaio 2015, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017> (rif. nota di riscontro prot. INPS 24851 del 20/04/2015).

Pertanto, a quanti stiano valutando la possibilità di mettersi in quiescenza avvantaggiandosi della temporanea sospensione della penalizzazione, si vuole confermare che la penalizzazione non verrà applicata sulla parte di pensione retributiva, nel caso in cui un lavoratore non vedente, con un'età anagrafica inferiore a 62 anni che fa valere il beneficio previdenziale dei quattro mesi figurativi per ogni anno svolto in tale condizione, raggiunga i previsti requisiti contributivi necessari per accedere al trattamento anticipato di anzianità.

Una precisazione è d'obbligo: si parla di diritto a pensione, ovvero della possibilità di raggiungere la base contributiva utile ad accedere al pensionamento, e non di copertura economica dei quattro mesi figurativi, per cui rimane confermata la mancata copertura a livello economico di tale beneficio previdenziale per la parte contributiva dell'accredito dei contributi (dal 1° gennaio 1996 per le pensioni liquidate a sistema misto ovvero dal 1° gennaio 2012 per quelle liquidate fino a tale data a sistema retributivo), per la cui soluzione occorre obbligatoriamente un intervento correttivo normativo da parte del Parlamento. Al riguardo, si ricorda che questa Unione si è fatta promotrice della riforma della Legge N. 113/1985 con l'Atto Camera 1779, che all'art. 3 prevede appunto la copertura economica dei quattro mesi anche per la parte contributiva di liquidazione della pensione.

Veniamo ora ai requisiti pensionistici che troveranno applicazione nel corso del 2015, offrendo un quadro sintetico delle maggiori prestazioni dirette, vale a dire la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia (quest'ultima a requisiti ridotti per i soli lavoratori dipendenti non vedenti).

Trattamento anticipato di anzianità

che nel 2016, quando scatteranno i nuovi incrementi delle aspettative di vita, diventeranno:

Il raggiungimento di tali requisiti contributivi, a cui concorrono i quattro mesi figurativi riservati a richiesta ai lavoratori dipendenti non vedenti, è slegato da ulteriori condizioni anagrafiche o quote.

Non sono previste finestre a scorrimento, dalla maturazione del diritto, per l'uscita effettiva dal servizio.

Vecchiaia - settore privato (art. 2 Legge N. 218/1952 - INPS circolare N. 35/2012, par. 1.1.1. < Nulla è modificato in materia di età anagrafica e disciplina delle decorrenze per l'accesso alla pensione di vecchiaia per i non vedenti>)

che nel 2016 diventeranno:

Si ricorda che la finestra mobile di 12 mesi, introdotta con il Decreto Legge N. 78 del 2010, convertito dalla Legge N. 122/2010, è incrementata, a decorrere dal 2014, di ulteriori 3 mesi per un totale 15 mesi di finestra "di accesso" mobile per effetto dell'art. 18, comma 22 ter, del Decreto Legge N. 98/2011, convertito dalla Legge N. 111/2011 (vedi INPS con circolare N. 63 del 20/03/2015).

Vecchiaia - settore pubblico (Ministeri, Enti locali ad es. Comuni, ASL, Province)

che nel 2016 diventeranno:

La deroga è operativa solo per i dipendenti di Enti locali, per i quali rimangono, infatti, in vigore i tassativi limiti di età stabiliti, alla data del 31.12.1992, per il collocamento a riposo d'ufficio dalla fonte normativa interna che disciplina il rapporto di lavoro (regolamenti organici interni del personale) (art. 1, comma 6, del Decreto Legislativo n. 503/1992 <... sono confermati i requisiti per la pensione di vecchiaia in vigore alla data del 31 dicembre 1992 per i lavoratori non vedenti> - INPS, Messaggio HERMES N. 3116 del 6.3.2014).

Anche a tali più favorevoli limiti di età si applicano comunque gli incrementi legati alla speranza di vita (aumento di 3 mesi nel 2015, e successivi incrementi), e l'accesso anticipato alla pensione di vecchiaia pubblica è soggetto al regime delle decorrenze secondo la disciplina della finestra mobile di 15 mesi.

Opzione donna (art. 1, comma 9, Legge N. 243/2004, art. 24, comma 14, Legge 214/2011 - Messaggio INPS 9231 del 28 novembre 2014)

(a condizione che la decorrenza della pensione, compresa l'assorbimento di 12 mesi di finestra mobile, si collochi entro il 31 dicembre 2015)

L'uscita con il regime sperimentale impone che la pensione sia calcolata interamente secondo le regole del sistema contributivo, calcolo che in via generale determina un importo pensionistico meno conveniente rispetto al calcolo misto-retributivo.

Salvacondotto per i nati nel 1951 e nel 1952 - settore privato (art. 24, comma 15-bis, Decreto Legge N. 201 del 6 dicembre 2011)

Non sono previste finestre a scorrimento per l'uscita effettiva dal servizio (vedi citata circolare INPS N. 35/2015, par. 3 e 6).

L'innalzamento della speranza di vita, a decorrere dal 2016, è stato confermato con Decreto del Ministro dell'Economia e Finanze del 16 dicembre 2014 (GU n.301 del 30-12-2014) diramato dall'INPS con la citata circolare N. 63/2015.

Infine, non bisogna dimenticare l'emanazione, periodica, dei decreti di salvaguardia, normative che permettono, ad un numero limitato di soggetti rientranti in particolari fattispecie (ad es., per coloro che al 30 ottobre 2011 erano in congedo straordinario per assistenza a familiare disabile grave ovvero anche per coloro che, nel 2011, godevano dei permessi 104/1992), di utilizzare le regole pre-Fornero (vedi comunicati UICI N. 211, 221 e 232 del 2014). Secondo le procedure di salvaguardia, la finestra "di accesso" mobile resta a 12 mesi dalla maturazione del diritto (vengono fatti valere i requisiti previsti alla data del 31 dicembre 2011). Si rammenta che i termini per la chiusura dell'ultima salvaguardia (la sesta) sono stati chiusi il 5 gennaio 2015 (vedi citato comunicato UICI N. 232 del 2014).

Previa cessazione del rapporto lavorativo dipendente, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, con avvenuta contestuale maturazione dei requisiti pensionistici (art. 6 Legge N. 155/1981), ovvero la decorrenza della pensione è fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento previsti, laddove, nell'ipotesi del raggiungimento della anzianità contributiva, è necessario altresì considerare l'integrazione della finestra "di accesso" mobile.

A quanti stiano valutando la possibilità di mettersi in quiescenza, prima di presentare istanza di pensione, si consiglia di richiedere sempre, per la verifica del soddisfacimento di tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente:

* direttamente all'INPS (anche tramite un patronato) il rilascio del certificato di diritto a pensione, se lavoratore dipendente privato

* se lavoratore pubblico, al proprio datore di lavoro, nonché alla sede INPDAP competente in base alla sede di servizio, il rilascio del modello PA04 ex modello 98 (da formulare in carta libera), che certifica i periodi di attività lavorativa prestati alle dipendenze di tale Amministrazione, riportando tutte le voci contenute nel quadro "dati previdenziali ed assistenziali INPDAP".

In entrambi i casi c'è l'obbligatorietà del rilascio della certificazione richiesta.

Presso lo sportello di un patronato o direttamente all'Istituto previdenziale INPS e/o INPDAP, poi, è possibile richiedere gratuitamente il calcolo di pensione, rammentando quanto precedentemente detto per quanto riguarda la mancata copertura economica del beneficio previdenziale per lavoratori dipendenti non vedenti per la parte contributiva di liquidazione della pensione.

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5) Giornale UICI del 27-04-2015

Sport, Week-end di Nordic Walking a Predazzo dal 3 al 7 luglio 2015

Anche quest'anno, tutti pronti, il G.S.D. parte per il corso di nordic walking!

Per chi si sente stambecco, per chi si sente camoscio, bè, anche per chi si sente marmotta... dopotutto in montagna c'è posto per tutti!

Ci aspettano i prati, gli alberi, le cascatelle da torrenti argentini, le salite.... tante tante salite... ma, con alla fine, sempre un confortante tavolone intorno al quale sedere con i nostri amici e dal quale attingere leccornie e nuove energie, per la prossima salita!

I nostri superpoliziotti di Moena, come ogni anno, sono già pronti a testare la nostra condizione atletica, mica vorrete che l'estate ci rammollisca, il socio del GSD è prestante e scattante, soprattutto se c'è da raggiungere un tavolo con capriolo e polenta. e un boccale di birra... ehm.

Si partirà venerdì 3 luglio, in tardo pomeriggio, per tornare martedì 7 luglio in serata, con le gambe stanche ma il cuore felice, statene certi!

Allora, avete preparato lo zaino?

La quota di partecipazione sarà anche quest'anno, per tutti i nostri soci, di circa 250 euro, escluso il costo dei pranzi di ciascuno e di quello delle nostre mitiche guide.

segnalatevi a Giovanna Gossi (giovanna.gossi@alice.it) entro venerdì 15 maggio p.v..

Non aspettate mica che vi arrivi una cartolina dei vostri amici dai monti, mentre ve ne restate in città!

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di aprile

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Italia Oggi del 13-04-2015

Il Tar Lazio mette k.o. l'Isee, famiglie con disabili in stallo

Gli effetti di tre sentenze amministrative: decimati i criteri di reddito e le franchigie.

ROMA. Isee in stallo. Con riferimento ai nuclei familiari con persone disabili, le nuove regole sono durate appena un mese. A metà febbraio, infatti, tre sentenze del Tar Lazio hanno decimato i criteri di reddito e le franchigie per le famiglie con disabili; e il problema, d'allora, è il silenzio delle istituzioni che non hanno indicato via per affrontare risolvere la questione posta dal Tar. Unica novità è arrivata la scorsa settimana, quando il sottosegretario all'economia, Enrico Zanetti, rispondendo in commissione finanze alla camera a un'interrogazione ha annunciato che il governo impugnerà in Consiglio di Stato le tre sentenze del Tar Lazio (si veda ItaliaOggi del 10 aprile). Intanto si va avanti in ordine sparso, con i cittadini che non possono far valere quanto è stato deciso dal tribunale amministrativo. Come si calcola la «ricchezza». Come indicato in tabella, con tre sentenze il Tar ha annullato alcune disposizioni del dpcm n. 159/2013 (il nuovo regolamento dell'Isee). Per capire che cosa cambiano le sentenze, occorre andare a vedere come si calcola il nuovo Isee. Rispetto al passato non sono cambiate le formule, ma le voci di reddito e spesa da considerare. Oggi come nel passato l'Isee risulta dal seguente rapporto: Isee = ISE/PAR dove: o Isee = indicatore della situazione economica del singolo; o ISE = indicatore della situazione economica del nucleo famigliare; o PAR = coefficiente della «scala di equivalenza» corrispondente al nucleo familiare. L'ISE a sua volta è pari: ISE = (ISR + 0,20 ISP) dove: o ISR = indicatore della situazione reddituale; o ISP = indicatore della situazione patrimoniale. Le tre sentenze del Tar incidono tutte sul calcolo dell'ISR. La situazione reddituale (Isr). L'Isr è calcolato come la differenza tra «redditi» e «spese o franchigie» di ciascun componente il nucleo familiare o per il nucleo familiare stesso (è il caso, per esempio, di nuclei familiari con un solo genitore, oppure con presenza di minori, oppure di disabili ecc.). Tra le voci di «reddito» da considerare, diversamente dal passato, la nuova disciplina prevede di includere anche i «trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche» (art. 4, comma 2, lett. f, del dpcm n. 159/2013); tra le «spese e franchigia» da sottrarre al reddito, a differenza del passato prevede le seguenti franchigie «nel caso del nucleo facciano parte: o persone con disabilità media, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 4.000 euro, incrementate a 5.500 se minorenni; o persone con disabilità grave, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 5.500 euro, incrementate a 7.500 se minorenni; o persone non autosufficienti, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 7.000 euro, incrementate a 9.500 se minorenni» (articolo 4, comma 4, lett. d, nn. 1, 2 e 3 del dpcm n. 159/2013). Che cosa ha stabilito il Tar. Tornando alle sentenze, dunque, il Tar ha annullato le seguenti norme del dpcm n. 159/2013: a) articolo 4, comma 2, lettera f); a) articolo 4, comma 4, lettera d), n. 1), 2) e 3). La prima norma, come detto, stabilisce che nel reddito di ciascun componente si considerano anche i «trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche». In base alle sentenze del Tar, tali voci NON vanno più incluse. Anche la seconda norma interessa i nuclei familiari con disabili poiché riconosce franchigie da 4mila a 9mila500 euro in base al tipo di disabilità (media, grave, non autosufficienza) e all'età (minorenne o meno) del disabile. In tal caso, il Tar ha annullato la disposizione «nella parte in cui prevede indistintamente un incremento delle franchigie per i soli minorenni». Che cosa significa ciò? Dalle motivazioni in sentenza, sembra capire che il Tar abbia rilevato un'ingiustificata disparità di trattamento tra disabili «maggiorenni» e «minorenni». Si legge, infatti, «non è dato comprendere per quale ragione le detrazioni previste all'art. 4, comma 4, lett. d), nn. 1), 2) e 3), siano incrementate per i minorenni, non individuandosi una ragione per la quale al compimento della maggiore età, una persona con disabilità, sostenga automaticamente minori spese ed essa correlate. Né è convincente sotto tale profilo la tesi della difesa erariale, secondo cui i minori con disabilità non possono costituire nucleo a sé, gravando l'obbligo del mantenimento in capo ai genitori, e per i maggiorenni è relativamente più facile ridurre sostanzialmente l'Isee, se non azzerarlo, potendosi non considerare il reddito dei genitori». Il Tar, dunque, ha rilevato la «disparità», ma non ha stabilito (e non poteva farlo) se si devono ora applicare a tutti i disabili, sia ai maggiorenni e sia ai minorenni, le misure inferiori o superiori delle franchigie: ciò è quanto spetta fare al Legislatore che, tuttavia, è ancora fermo.

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Superando.it del 27-04-2015

Non si può far cassa contro i diritti delle persone

di Antonio Giuseppe Malafarina

«È inaccettabile - scrive Antonio Giuseppe Malafarina - che il Governo ricorra al Consiglio di Stato contro quelle Sentenze secondo cui il Decreto sull'ISEE non deve considerate come reddito le pensioni d'invalidità o le indennità di accompagnamento. Se quelle Sentenze, infatti, creano un vulnus legislativo, non è ricorrendo contro i cittadini che lo si sana. In altre parole, se il bilancio economico dello Stato non quadra, non si fa cassa contro i diritti, e il buon senso, delle persone»

Cecco Angiolieri (1260-1312): «S'i' fosse 'mperator, sa' che farei? A tutti mozzarei lo capo a tondo». Settecento anni e ho sentore che il desiderio di "annientare il suddito", di prendersi gioco di lui, sia ben vivo nell'indole umana.

La questione del nuovo ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] puzza, e non posso scrivere odora, perché l'olezzo mi arriva intenso e ripugnante. Quando viene varato un provvedimento e questo non solo va contro gli interessi della collettività, ma viene riconosciuto illegittimo e lo Stato pensa di fare ricorso, l'atmosfera che si crea è lugubre. Sa di uno Stato che si accanisce contro chi lo compone e questo è indice della decomposizione dei princìpi fondamentali dello Stato di diritto, che nasce proprio per difendere i suoi membri.

L'ISEE è l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, vale a dire il meccanismo che serve a individuare qual è il reddito effettivo di un individuo, considerato nel suo nucleo familiare, per accedere a condizioni agevolate ad alcune prestazioni sociali, contribuendo più o meno a pagare per i servizi che riceve.

Strumento controverso quanto indispensabile, esso è stato recentemente aggiornato (Decreto del Presidente del Consiglio 159/13), andando a considerare fonte di reddito «i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse le carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche». Invero ha stabilito franchigie per le persone con disabilità, ovvero porzioni di reddito da abbuonare ai fini del calcolo in funzione della loro condizione di gravità.

Aspetto singolare di questa rivisitazione dell'ISEE è che lo Stato computa come fonte di reddito tutte le provvidenze economiche da esso stesso destinate alla persona con disabilità, come la pensione d'invalidità o l'indennità di accompagnamento e che la computazione di tali contributi supera le franchigie concesse. In questo modo il cittadino disabile si trova sistematicamente ad avere un reddito derivante da ciò che lo Stato gli fornisce. Come dire che lo Stato con una mano offre - riconoscendo che quanto offre è destinato a rispondere ai bisogni della persona - e dall'altra prende, considerando quanto donato come fonte di ricchezza. Un controsenso in essere perché se la cosa donata risponde alla copertura di un bisogno non è certamente fonte di ricchezza. È un debito che consiste nel tentativo dello Stato di rifondere i cittadini con disabilità per le innumerevoli mancanze verso di loro. Lo sanno bene i diretti interessati, che hanno fatto ricorso al TAR [Tribunale Amministrativo Regionale, N.d.R.] ottenendo ragione.

Sono state infatti tre le Sentenze del TAR del Lazio (la n. 2454/2015, la n. 2458/2015 e la n. 2459/2015) che, in buona sostanza, hanno invalidato l'articolo 4 al comma 2, lettera f e al comma 4, lettera d, numeri 1, 2, 3 del suddetto DPCM.

In pratica, il TAR ha giudicato che nel calcolo del reddito non vadano considerati i trattamenti assistenziali e le provvidenze economiche di cui sopra; inoltre, avrebbe riscontrato un'ingiustificata disparità di trattamento nella ripartizione delle franchigie a favore dei minori, che non sarebbe chiaro perché dovrebbero godere di maggior tutele economiche a parità di condizione di disabilità rispetto ai maggiorenni.

Quelle Sentenze hanno creato una naturale confusione nell'applicazione dell'ISEE che richiede un intervento legislativo, ma che il Governo abbia intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato contro quanto deciso dal TAR è inaccettabile. Se queste, infatti, creano un vulnus legislativo, non è ricorrendo contro i cittadini che lo si sana. Non è un segnale di civiltà, tutt'altro.

In altre parole, se il bilancio economico dello Stato non quadra, non si fa cassa contro i diritti, e il buon senso, delle persone. Torno a dire che la sola idea che il Governo possa pensare in questo modo mi repelle. Solleva puzza di bruciato. Di democrazia, di cosa pubblica, che va arrosto. S'i' fosse foco arderei lo mondo!

La presente riflessione è già apparsa in "InVisibili", blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo "Il Governo fa ricorso ad Angiolieri"). Viene qui ripresa, con alcuni minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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Superando.it del 30-04-2015

Tutti vorrebbero festeggiare degnamente il Primo Maggio

«Vogliamo richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle migliaia e migliaia di persone con disabilità che non trovano lavoro perché, alle difficoltà di tutti, devono sommare il pregiudizio ancora troppo diffuso verso la loro condizione fisica o sensoriale, anche quando questa non comprometterebbe lo svolgimento regolare di una attività lavorativa»: è questo il senso del messaggio chiaro e forte lanciato dal Presidente dell'UICI, in vista della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio

Realizzazione grafica con lavoratori disabili e non davanti a un'azienda, con sopra un arcobalenoÈ un messaggio chiaro e forte, quello lanciato in vista della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio da Mario Barbuto, presidente nazionale dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), a nome delle persone cieche e ipovedenti italiane, ma parlando di quelle tantissime persone con disabilità fisica o sensoriale che il lavoro continuano a non trovarlo.

«I ciechi e gli ipovedenti italiani - scrive infatti Barbuto - desiderano manifestare in questo Primo Maggio tutta la loro vicinanza ai milioni di lavoratori che celebreranno in quel giorno la loro festa. Ci sentiamo fraternamente vicini a chi il lavoro è costretto a difenderlo tutti i giorni; a chi ancora non ce l'ha e lo cerca disperatamente, a chi è costretto ad accettare condizioni di pesante disagio, pur di portare a casa un salario spesso striminzito e inadeguato. Ma ricordando insieme a tutti gli altri lavoratori che il Lavoro è il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e uguaglianza dei cittadini e che l'esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono addirittura la dignità delle persone, vogliamo anche richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle migliaia e migliaia di persone con disabilità che il lavoro non riescono a trovarlo, perché alle difficoltà di tutti devono sommare proprio il pregiudizio ancora troppo diffuso verso la loro condizione fisica o sensoriale, anche quando questa non comprometterebbe lo svolgimento regolare di una attività lavorativa».

«Per questo - prosegue il Presidente dell'UICI - vogliamo sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso quanti si avvicinano al mondo del lavoro, pur in presenza di una qualche disabilità, che occorre superare con azioni positive comuni, invece che escludere a priori chi ne è portatore. E in vista di questo giorno di celebrazione del lavoro, vogliamo anche invocare interventi strutturali del Governo, del Parlamento e delle Regioni, per offrire anche alle persone con disabilità le pari opportunità di inclusione nel tessuto lavorativo del Paese, secondo i princìpi di civiltà, umanità e progresso ai quali deve ispirarsi l'azione della società e delle Istituzioni».

In tal senso, l'UICI coglie l'occasione per annunciare anche lo svolgimento di una grande conferenza in programma a Napoli, per l'11 e il 12 giugno, intitolata Il lavoro fa per me!, importante occasione di confronto tra le Federazioni rappresentative delle persone con disabilità, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le autorità amministrative e di governo, e tutti gli altri attori sociali che operano concretamente, allo scopo di ampliare la gamma delle opportunità professionali e occupazionali per tutti.

«"Il lavoro è luce che ritorna" - conclude Barbuto, citando quanto detto molti anni fa da uno dei "padri fondatori" dell'UICI - e queste poche parole sono ancora oggi, per noi, il modo più efficace per celebrare la Festa dei Lavoratori». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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Campanianotizie.com del 14-04-2015

Napoli: scuola per ciechi a rischio chiusura, scatta protesta

NAPOLI. Protesta dei genitori dei ragazzi che frequentano l'Istituto per ciechi "Martuscelli" di Napoli e dei dipendenti della struttura preoccupati per il futuro dei loro figli e per il proprio posto di lavoro. L'Istituto rischia infatti la chiusura. Alla base del ridimensionamento delle attività dell'Istituto, la ''drammatica" situazione debitoria che ha portato il Miur a deliberare, lo scorso novembre, per la non approvazione del consuntivo 2013 e del bilancio di previsione 2014. Secondo quanto riferito, l'Istituto ha un deficit di circa 6 milioni di euro. ''Chiediamo - spiega Toni Nocchetti dell' Associazione 'Tutti a scuolà - la revisione dello Statuto dell'Istituto, lo scioglimento del Consiglio di amministrazione e la successiva nomina di un commissario. Il Martuscelli - ha aggiunto - è da anni stretto nell'abbraccio mortale tra Miur e Cda, presieduto da un componente dell'Unione italiana ciechi, che ha trascinato la struttura da ente di cui essere orgogliosi a ente di cui vergognarsì'. Il Cda del Martuscelli è composto, accanto all'Unione italiana ciechi, da rappresentanti delle istituzioni locali e da benefattori. Oggi, anche a causa delle difficoltà economiche della struttura, sono ''solo'' 20 i ragazzi seguiti, ma - come raccontato da loro stessi - le attività ''si sono drasticamente ridotte col passare degli annì'. La struttura è l'unico istituto del Mezzogiorno che si occupa specificamente dell'istruzione e della formazione dei non vedenti dai 5 anni fino all'età universitaria. ''Ai nostri figli - affermano i genitori - è negato il diritto allo studio. In una scuola normale - aggiungono - il disabile è uno fra i tanti, mentre qui si realizzavano percorsi specifici in base alle singole esigenze''. Allarme anche tra i 43 dipendenti del Martuscielli che da sei mesi non percepiscono lo stipendio. ''Abbiamo più volte - sottolinea Ornella Petillo dell'Ugl - chiesto tavoli alle istituzioni coinvolte, ma non abbiamo ottenuto risposte. Questo Istituto è l'emblema della politica dei tagli lineari del governo. Il Martuscelli - evidenzia - non vuole vivere di assistenzialismo, chiediamo un piano aziendale visto anche l'ingente patrimonio di cui è possessore e che potrebbe essere reinvestito in attività socialì'. Secondo i numeri forniti, l'Istituto vanta un patrimonio immobiliare pari a 50 milioni di euro.

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Giornale UICI del 29-04-2015

Postepay di Poste italiane e riconoscimento a tre fattori

di Nunziante Esposito

Con i siti di e-commerce che nascono come funghi, anche gli italiani stanno assaporando la comodità di acquisti on-line per moltissime cose, e non solo perché possono farlo stando comodamente in poltrona a casa propria.

Per noi disabili della vista, utilizzatori di nuove tecnologie fisse e mobili, (computer desktop, notebook, smartphone, tablet e telefonini), avendo la possibilità di navigare su internet con molta facilità, fare acquisti on-line è diventata una realtà concreta che, molte volte, ci risolve problemi enormi.

Infatti, non è una questione di comodità, ma, in molti casi di disabili visivi che vivono da soli o per coppie in cui entrambi sono disabili visivi, poter fare la spesa on-line, risolve un problema di non poco conto, ed è diventata ormai una necessità.

Avere la possibilità di fare la spesa, piuttosto che caricare il cellulare da soli, comprare altre cose on-line, ci consente di evitare di pagare una persona che ci accompagni per poter uscire e fare questi acquisti.

Detto così, sembra tutto rose e fiori, ma in pratica non è semplice come potrebbe sembrare. Le ragioni sono molteplici: inaccessibilità dei siti, inadeguatezza degli strumenti assistivi non sempre adeguati o non aggiornati, ma soprattutto la preoccupazione per i pagamenti on-line che non sempre danno una sicurezza totale.

Negli ultimi anni, però, tutti gli istituti di credito si sono dotati di strumenti che consentono di stare relativamente tranquilli in tutte le transazioni che si effettuano tramite Internet, quindi, anche per gli acquisti.

In particolare, quasi tutte le banche hanno dotato i loro correntisti di un token, generatore di codici automatico, che genera dei codici casuali e particolari che hanno una durata di una manciata di secondi, legati ai dati personali del correntista, in modo da effettuare un controllo a tre fattori, nome utente, password e codice dispositivo, che eleva moltissimo il grado di sicurezza, tanto da rendere quasi totalmente sicure tutte le transazioni finanziarie. Questi dispositivi, tra l'altro, alcune banche li forniscono parlanti, proprio per noi disabili visivi.

Ho usato l'avverbio "quasi" solo perché anche se si dovessero appropriare di nome utente e password, se il token non è a disposizione dei malfattori che si sono appropriati dei dati personali, non è possibile fare delle operazioni dispositive sul conto corrente.

Fino a qualche settimana fa, gli utilizzatori di Postepay, carta prepagata di Poste Italiane, potevano usufruire del riconoscimento a tre fattori, solo eseguendo le operazioni dispositive all'interno del sito privato "My Poste". A tale spazio privato, per chi non lo sapesse, si accede con il solito nome utente e la password, ovviamente dopo essersi registrati al sito.

All'interno di questo spazio privato, si possono eseguire tantissime operazioni, tra cui: controllare i propri dispositivi finanziari, Bancoposta e Postepay, ricaricare un cellulare, inviare un telegramma, controllare la posta certificata, eccetera.

Chi già utilizza questo spazio e la carta di credito prepagata Postepay, sa già che per tutte le operazioni dispositive che si eseguono con Postepay all'interno di questo spazio protetto, per confermare l'operazione dispositiva che si sta eseguendo, si riceve sul cellulare registrato al servizio un SMS con un numero di otto cifre che si inserisce in uno spazio apposito, questo, per confermare che siamo proprio noi ad eseguire quella operazione dispositiva.

E' ovvio che, se non si ha la linea telefonica attiva sul cellulare, non è possibile eseguire operazioni dispositive di nessun genere.

Una volta ricevuto il messaggio SMS sul cellulare, abbiamo 90 secondi per leggere il codice dall'SMS, inserirlo nel campo editazione apposito sulla pagina internet e confermare l'operazione.

Il tempo previsto per queste operazioni, anche se lo abbiamo richiesto, non è possibile aumentarlo per motivi di pura e semplice sicurezza. Come vado dicendo e scrivendo da tempo, bisogna avere la dimestichezza di leggere velocemente i messaggi sul cellulare e predisporre la tastiera del computer con i numeri inseriti, per poter digitare nel tempo dovuto il codice dispositivo nella pagina che si sta usando sul sito.

Il codice che si riceve, da alcuni mesi, è stato inserito a fine messaggio, in modo da poterlo leggere più facilmente e confermo che, in pratica, da quando hanno apportato tale modifica, è molto più facile leggere il codice e non è difficile inserirlo in tempo utile. Se si usa un iPhone e si imposta la lettura dei messaggi in automatico all'arrivo, se si rallenta leggermente la velocità della sintesi di Voiceover, non avendo nessun bisogno di aprire il messaggio, il tempo diventa congruo per una operazione fatta con calma e senza problemi.

Da pochi giorni, Poste Italiane ci ha informati ufficialmente che hanno esteso la protezione a tre fattori su qualsiasi sito che consente di eseguire una operazione dispositiva per effettuare un pagamento on-line con Postepay.

In pratica, mentre prima si poteva pagare con Postepay fornendo solo le credenziali solite, (numero carta, data scadenza e password), dati che, in alcune condizioni particolari di infezioni da virus, sono intercettabili, ora si deve fornire anche questo codice che arriva sul dispositivo mobile collegato alla carta.

E' chiaro che è stato elevato moltissimo il grado di sicurezza di un pagamento su un sito fuori da quello di Poste Italiane, anche se abbiamo da eseguire una operazione in più. Sicuramente qualcuno si lamenterà di non poter eseguire una operazione di pagamento quando non ha linea sul proprio dispositivo mobile, ma invito a riflettere che per la propria sicurezza, ci si può anche accontentare ed accettare qualche sacrificio.

Personalmente, utilizzando spesso Postepay, non ho nessuna difficoltà a dichiarare che prima d'ora non ho mai eseguito una operazione dispositiva su un sito diverso da "My Poste", proprio per la preoccupazione che qualcuno potesse intercettare i dati della carta di credito e poterla usare al posto mio, prosciugando il credito disponibile.

Qualcuno può anche obiettare che si usano questi tipi di strumenti finanziari proprio perché su di essi, generalmente, non si hanno disponibili cifre eccessive. Però, non credo che faccia piacere a qualcuno perdere anche qualche decina di Euro, quindi, benvenuto questo aumento di sicurezza.

Sicuramente tutti i possessori di Postepay accoglieranno questa modifica con piacere, così come l'ho accolta io, perché, oltre ad avere un po' di tranquillità in più e una sicurezza pressoché totale, si apre per il futuro una possibilità in più per affrontare le difficoltà che lo shopping on-line comporta per un disabile visivo, risolvendo in parte uno dei problemi più importanti: la sicurezza delle transazioni.

Nunziante Esposito

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Superando.it del 09-04-2015

80 milioni di persone chiedono tecnologie accessibili

«È necessario che tutte le future iniziative dell'Unione Europea, legislative e non, riguardanti le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), inseriscano l'accessibilità tra i requisiti di base, al pari della privacy e della sicurezza»: lo ha dichiarato Rodolfo Cattani, segretario generale del Forum Europeo della Disabilità (EDF), nel quale coordina il gruppo dedicato alle ICT, durante la recente conferenza intitolata An Inclusive Digital Continent ("Un continente digitale inclusivo"), tenutasi a Jurmala, in Lettonia, a margine del Consiglio dello stesso Forum Europeo della Disabilità.

Cattani - che è anche presidente del FID (Forum Italiano della Disabilità), l'organismo che rappresenta a livello europeo le istanze delle persone con disabilità nel nostro Paese - si è soffermato poi sulla «crescente importanza del diritto all'inclusione, da parte di 80 milioni di cittadini europei con disabilità, che vanno considerati al tempo stesso cittadini e clienti come tutti gli altri, in questa "Società digitale", basata sulla conoscenza delle tecnologie, e in un "Mercato digitale", come quello attuale».

L'incontro, come detto, si è svolto in Lettonia, il Paese che è succeduto all'Italia nell'attuale semestre di guida della Presidenza Europea e che tra le priorità di questa fase, insieme a un'«Europa competitiva» e a un'«Europa impegnata», ha posto proprio l'«Europa digitale».

Ad aprire la conferenza di Jurmala è stata Gunta Anca, vicepresidente dell'EDF e coordinatrice di Sustento, Federazione lèttone di persone con disabilità, che ha voluto ricordare come in Lettonia «la disabilità sia quasi sempre connessa ai servizi sociali e sanitari, qualche volta al lavoro, ma assai raramente all'importanza che possono avere le soluzioni tecnologiche per tutte le attività delle persone con disabilità, fisica, visiva o uditiva che sia. Noi dobbiamo dare sempre più visibilità a queste opportunità».

Dal canto suo, il ministro lèttone del Welfare Uldis Augulis ha dichiarato che durante questo semestre di Presidenza dell'Unione Europea, «la nostra precisa intenzione è quella di fare pressione sulle Istituzioni europee, perché si lavori a fondo per le pari opportunità delle persone con disabilità, sul fronte delle opportunità di lavoro, dei diritti dei ragazzi con disabilità e anche delle tecnologie digitali». «In particolare - ha concluso Augulis - intendiamo "battere" sull'importanza dell'educazione inclusiva, che riteniamo sia una strada fondamentale verso il lavoro e l'indipendenza».

Infine l'europarlamentare del Paese baltico Iveta Grigula ha sottolineato che «solo quando ogni membro delle nostre società si sentirà tutelato e rispettato, solo allora potremo dire di vivere in un vero Welfare State ed è a questo obiettivo che intendiamo puntare». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa EDF (European Disability Forum), lila.sylviti@edf-feph.org (Lila Sylviti).

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Disabili.com del 17-04-2015

Gite scolastiche e uscite didattiche: una prova di integrazione

E' primavera, è tempo di gite scolastiche. Gli alunni aspettano con entusiasmo e fermento, non vedono l'ora che arrivino queste eccezionali occasioni di crescita formativa, culturale e sociale. I docenti lamentano sempre più spesso le condizioni in cui si trovano ad accompagnare gli allievi: senza più alcun riconoscimento economico per le ore di eccedenza, con un carico di responsabilità enorme, esposti al rischio perché non tutelati dalle norme in caso di accidentale sinistro. Eppure ogni anno, nonostante le crescenti perplessità, dimentichi delle loro stesse incertezze, continuano con gioia ad accompagnare gli studenti nella visita alle città d'arte, ai musei o monumenti sparsi ovunque nel nostro meraviglioso Paese o all'estero.

A volte questa prospettiva lieta viene oscurata da tristi vicende di cronaca, che parlano di esclusione, discriminazione, disattenzione nella pianificazione dei viaggi d'istruzione e se tali mancanze riguardano gli allievi con disabilità suscitano particolare sdegno ed incredulità. Si legge sui giornali di alunni con disabilità cui l'uscita non viene proposta, che vengono lasciati a casa se il docente di sostegno o l'assistente non partecipa. Si legge di genitori che subentrano, che devono accollarsi le spese del viaggio. E' davvero poco edificante.

Non è però sempre così ed anzi, nella maggior parte dei casi le uscite didattiche vengono organizzate in maniera molto attenta e scrupolosa, in modo da consentire la reale partecipazione di tutti. Se accade questo si procede nel giusto, nel diritto ed il termine inclusione prende colore, animandosi di significato. Ci fa piacere perciò oggi richiamare le esperienze di segno opposto, di integrazione. Le uscite didattiche ed i viaggi d'istruzione, infatti, come specificato nella nota del MIUR n. 645/02, rappresentano un'opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente con disabilità.

STORIE DI BUONE PRASSI - Una mamma racconta soddisfatta che il Circolo velico di Policoro offre l'ingresso gratuito all'accompagnatore, nonché personale della struttura formato anche sui temi della disabilità. Considerazioni positive vengono anche riportate sull'esperienza di scuola-natura organizzata dal comune di Milano e su quella di tante scuole che si sanno organizzare per consentire la partecipazione di tutti. Non mancano nemmeno docenti battaglieri, che selezionano i posti da visitare in maniera puntuale e precisa, che obiettano con voce ferma se emergono condizioni di possibili esclusioni, che scomodano gli assessori, i comuni o le aziende che gestiscono il trasporto scolastico se si fa fatica a trovare un pullman con pedana. Con le leggi alla mano, che sono chiarissime in merito: nessuno dev'essere escluso. Sono i professionisti della scuola e possono fare la differenza, pretendendo ciò che spetta a tutti, supportando le famiglie, chiedendo nient'altro che l'esercizio di diritti sanciti fin dalla Costituzione.

Come poter assicurare il diritto alla partecipazione di ogni allievo?

In base alle leggi sull'autonomia sono oggi le scuole a decidere i criteri delle uscite didattiche e dei viaggi d'istruzione, come indicato dalla nota del MIUR n. 2209/12. Poiché però le scuole devono garantire la partecipazione di tutti, esse, nel decidere i luoghi da visitare, le strutture dove soggiornare o i mezzi di trasporto da utilizzare, devono preventivamente domandarsi se siano compatibili con la condizione di disabilità di alcuni alunni, pianificando gli adeguamenti necessari ad evitare che la disabilità costituisca motivo di esclusione. Dev'essere inoltre garantita la presenza di un docente in più e quella dell'assistente, se previsto; può essere consentita quella di un familiare, ma la scuola non può subordinare il diritto di partecipazione alla presenza di quest'ultimo. Le spese di viaggio dell'accompagnatore, inoltre, devono essere a carico della comunità scolastica. Come sottolinea S. Nocera, infatti, se fossero addebitate alla famiglia, ci troveremmo di fronte a discriminazione, perseguibile in base alla L. 67/06.

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Superando.it del 13-04-2015

Buoni gli obiettivi, ma sbagliati i mezzi

di Dario Ianes

Secondo Dario Ianes, «la Proposta di Legge sull'inclusione scolastica sostenuta dalle Federazioni FISH e FAND è estremamente interessante, poiché contiene diversi punti di sviluppo che in questi anni in molti abbiamo sostenuto. In essa, però, ritengo sia sbagliata la prospettiva separante tra docenti curricolari e docenti di sostegno, fondamentalmente perché consolida e rende strutturale la divisione tra "insegnanti normali" e "insegnanti speciali"».

Le Federazioni delle Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie [FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap e FAND-Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità, N.d.R.] hanno presentato la Proposta di Legge C-2444 (Norme per migliorare la qualità dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali), con l'obiettivo di sviluppare la qualità dell'integrazione scolastica e di tutelare i diritti dei loro Associati.

Si tratta di un testo estremamente interessante, nel quale sono contenuti diversi punti di sviluppo che in questi anni in molti abbiamo sostenuto; cito i più importanti: il progetto di vita, l'uso dell'ICF [la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, elaborata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.], l'evoluzione della diagnosi funzionale, l'aumento dei crediti universitari nella formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria, la formazione continua in servizio, i livelli essenziali delle prestazioni scolastiche per l'integrazione, gli indicatori di qualità. Alcuni di questi aspetti si ritrovano anche nella Proposta di Legge governativa nota come La Buona Scuola.

La Proposta di Legge C-2444 prevede, però, percorsi di formazione universitaria per gli insegnanti di sostegno profondamente diversi da quelli degli insegnanti curricolari: per la primaria/infanzia, dopo tre anni comuni, gli studenti che decidessero di diventare insegnanti di sostegno dovrebbero fare due anni specifici; per la scuola secondaria, dopo la laurea triennale è prevista la laurea magistrale specifica sul sostegno. Conseguentemente a questi percorsi diversi, esisterebbe una specifica classe di concorso per il sostegno.

Questo doppio scenario (formazione iniziale e gestione dei posti) dovrebbe rispondere, nelle intenzioni dei proponenti, ad alcune problematiche relative al sostegno che in tanti, quasi all'unanimità, abbiamo da anni segnalato, in particolare la grande mobilità e discontinuità e la scarsa competenza professionale.

Ritengo però - e con me molti altri colleghi, insegnanti di sostegno e dirigenti scolastici - che questa prospettiva separante sia sbagliata, fondamentalmente perché consolida e rende strutturale la divisione tra "insegnante normale" e "insegnante speciale", favorendo meccanismi di delega che troppo spesso, già oggi, portano a microesclusioni dentro e fuori la classe.

I temi della qualità dell'integrazione e delle competenze necessarie per realizzarla realmente, al di là della retorica, sono ovviamente centrali, e rappresentano un fondamentale diritto degli alunni/e con disabilità e delle loro famiglie, ma vanno affrontati in un altro modo.

Un'integrazione di qualità porta a dei risultati concreti e osservabili: bisogna partire da lì. Attraverso una onesta collaborazione famiglia-insegnanti, vanno concordati e definiti i Livelli Essenziali di Qualità a cui si punta e sui quali si faranno le valutazioni di fine anno, utilizzando gli indicatori che si saranno elaborati per quella specifica situazione. In questo modo si potrebbe costruire un'alleanza seria e costruttiva tra famiglia e insegnanti e il contenzioso si potrebbe evitare, concordando e valutandosi reciprocamente anche (direi principalmente) sui risultati, non tanto sui mezzi (pensati spesso come l'esclusivo numero di ore di sostegno).

L'immersione di un alunno con disabilità in un contesto semplicemente normale, senza competenze aggiuntive, speciali, non è sufficiente, è necessaria certo, ma non sufficiente. Ci vogliono competenze specifiche, che la ricerca psicoeducativa rende via via sempre più disponibili. Queste competenze devono essere diffuse, devono trasformare i contesti tutti, penetrare nella normalità in tutti i suoi aspetti, senza rinchiudersi in nicchie separate. Ben venga allora una formazione iniziale dei docenti più robusta, una continua formazione long life ["permanente", N.d.R.], ma non una "casta" separata di insegnanti di sostegno, anche se molto preparati.

E tuttavia, per diffondere "competenze in azione", non sono sufficienti una buona formazione universitaria iniziale e un aggiornamento continuo in servizio, servono tante ore di compresenza, di coteaching competente, servono più insegnanti curricolari che lavorino insieme nelle classi per costruire didattica inclusiva. Dove trovare queste risorse?

Come molti ormai sanno [se ne legga ampiamente anche su queste stesse pagine, N.d.R.], credo che le figure degli insegnanti di sostegno debbano andare incontro a un'evoluzione radicale, nella direzione dell'inclusione dell'80% di essi nell'organico funzionale per compresenze di qualità, e dell'attivazione - con il 20% di ex insegnanti di sostegno ad alta qualificazione - di un gruppo di esperti itineranti per le classi, al fine di fornire uno specifico supporto metodologico e tecnico. In questo modo tutti gli insegnanti curricolari - perché l'integrazione è un loro compito - avrebbero competenze e supporto tecnico continuo, perché la realizzazione quotidiana delle competenze necessarie (soprattutto nelle situazioni più complesse, come ad esempio i disturbi dello spettro autistico) richiede una supervisione e un supporto tecnico continuo.

La Proposta di Legge sostenuta da FISH e FAND si muove invece in una direzione diversa e credo sia importante aprire un grande dibattito pubblico sui molti aspetti delle varie proposte e sulle possibili alternative. Ne cito solo un paio che potrebbero diventare positivi passi di transizione.

Innanzitutto l'istituzione e la sperimentazione di "cattedre miste" (insegnamento normale + sostegno; si vedano in tal senso le proposte del Coordinamento Insegnanti Bis-abili [intesi cioè come "abili" sia nella specifica disciplina curricolare che nella corrispondente attività di sostegno, N.d.R.]), che potrebbero essere un significativo passo in avanti verso uno scenario in cui le competenze inclusive fossero realmente diffuse. E anche il consolidamento professionale delle figure degli educatori e assistenti per l'autonomia e la comunicazione, oltre ad altre figure di peer tutor ["tutori alla pari", N.d.R.] e/o di esperti itineranti, che potrebbero rappresentare passi in avanti verso la presenza, nella scuola, di preziose professionalità specifiche, per rendere competenti i contesti quotidiani dove avviene l'integrazione di qualità.

Condividendo dunque l'obiettivo di un'integrazione di qualità, dobbiamo però trovare i mezzi giusti, che non creino degli effetti negativi, mettendo a rischio i significati più profondi dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

Propongo dunque che il dibattito su questa parte della Proposta di Legge C-2444 trovi il suo baricentro nei concetti di qualità dell'integrazione e di competenze diffuse necessarie.

P.S.: Il 25 marzo scorso, per ventiquattr'ore, ho aperto sulla mia Pagina Facebook e sui due Gruppi Didattica Inclusiva e Gruppo di ricerca Integrazione e Inclusione Scolastica, un sondaggio lampo sulla parte della Proposta di Legge C-2444 che riguarda la formazione universitaria e i ruoli del sostegno: su 260 risposte, 252 sono state contrarie e 8 favorevoli...

Dario Ianes,

Università di Bolzano.

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Superando.it del 18-04-2015

I docenti per il sostegno mediatori didattici dell'inclusione

di Salvatore Nocera

Questo è il ruolo per i docenti di sostegno, previsto dalla Proposta di Legge sull'inclusione degli alunni con disabilità, sostenuta dalle Federazioni FISH e FAND, come lo spiega Salvatore Nocera, replicando a un recente intervento di Dario Ianes. «La figura di docente per il sostegno che emerge dalla Proposta di Legge da noi sostenuta - sottolinea inoltre Nocera - è pienamente in linea con lo stato giuridico e le funzioni per esso previste dalla normativa vigente».

Sono costretto a tornare a difendere le scelte operate dalla Proposta di Legge C-2444 (Norme per migliorare la qualità dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali), sostenuta da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità) e riguardante il miglioramento dell'inclusione scolastica.

Stavolta l'attacco - invero non nuovo, ma molto efficace - viene dal professor Dario Ianes, con l'articolo intitolato Buoni gli obiettivi, ma sbagliati i mezzi, pubblicato nei giorni scorsi su queste stesse pagine, in cui si afferma che quella Proposta di Legge ha obiettivi condivisibili, ma mezzi sbagliati.

Gli obiettivi condivisibili sarebbero sostanzialmente la formazione iniziale e obbligatoria in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive, apprezzata anche dalla Fondazione Agnelli in una sua recente audizione alla Camera sul Disegno di Legge governativo della Buona Scuola. Il mezzo sbagliato, invece, sarebbe fondamentalmente costituito dalla scelta di una formazione e di ruoli separati per i futuri docenti specializzati.

Il professor Ianes, dunque, dopo avere riassunto i contenuti della Proposta di Legge C-2444, concernenti il curricolo formativo dei futuri docenti specializzati, sostiene che tale separazione faciliterebbe la delega dei docenti curricolari a quelli per il sostegno. E qui non ci siamo.

Infatti, quella Proposta di Legge contiene una serie di misure che tendono a rafforzare sia le competenze degli insegnanti curricolari che di quelli specializzati per il sostegno. Non bisogna dimenticare che nell'articolato di quel testo - ciò che sembra già essere stato recepito nel Disegno di Legge sulla Buona Scuola - sono previsti corsi di formazione obbligatoria in servizio, all'inizio dell'anno, di almeno 25 ore, sulle disabilità o altri bisogni educativi specifici per tutti gli insegnanti, ed è questo, a nostro avviso, il miglior antidoto contro il processo di delega.

Quanto poi alla formazione iniziale, la Proposta di Legge prevede che tutti i futuri insegnanti debbano seguire almeno un semestre accademico, ossia 30 CFU [Crediti Formativi Universitari, N.d.R.] sulle tematiche dell'inclusione. Questo già è previsto per i futuri docenti della scuola primaria e dell'infanzia, ma non per quelli delle superiori, i cui corsi abilitanti all'insegnamento prevedono solo 6 CFU dedicati a ciò.

Una volta rafforzate quindi le competenze dei docenti curricolari, si propone un percorso specifico potenziato rivolto ai futuri docenti specializzati per il sostegno didattico. Nel dettaglio, si prevede un percorso unico o parallelo, di durata triennale, nei corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria. Al terzo anno, gli studenti potranno scegliere se specializzarsi nel sostegno o proseguire nel percorso ordinario.

Senza scendere in specificità tecniche, è intuitivamente comprensibile come alcuni insegnamenti potranno costituire un ulteriore approfondimento per i docenti curricolari, mentre altri serviranno a coloro che vorranno specializzarsi nel sostegno. Per fare un esempio, non sarà certo l'eliminazione dell'esame di "Letteratura italiana" - scorrendo i piani di studio attualmente in vigore - che potrà minare la formazione di un docente di sostegno, ma tale esame potrà continuare a costituire il bagaglio formativo del docente di scuola primaria o dell'infanzia, come oggi avviene.

I docenti specializzati avranno invece approfondito una serie di aspetti che non è possibile affrontare in un corso di base generalista. Riscontriamo infatti l'inadeguatezza dell'attuale preparazione, quando i docenti per il sostegno si trovano a fronteggiare alcune disabilità gravi e/o specifiche. Tale è ad esempio il caso delle disabilità sensoriali (cecità e sordità in particolare), per le quali occorrono preparazioni adeguate (conoscenza del Braille, per dirne una), che non possono essere approfondite in un solo anno di corso insieme a tante altre; oppure il caso dell'autismo o di altre forme di disabilità intellettiva (sindrome di Down ecc.).

Si chiede insomma di approfondire la pedagogia e la didattica speciale (non gli aspetti clinici) in maniera adeguata, senza però tralasciare l'impostazione di base e quell'impianto generale di conoscenze che deve restare patrimonio di ciascun docente. Ciò sarà possibile dal momento che nei primi tre anni universitari tutti studieranno pedagogia generale e didattica delle singole discipline, lingua italiana, lingue straniere, storia e geografia, matematica e scienze, tecnologie ecc. Nei due anni di specializzazione, invece, si dovrebbero studiare didattiche speciali, con una particolare attenzione alla capacità di saper rispondere ai bisogni educativi speciali derivanti da diverse situazioni di disabilità: ciechi, sordi (oralisti e segnanti), alunni con sindrome di Down, con autismo, con disabilità intellettive complesse o con disabilità motorie ecc., mettendosi in condizione di collaborare con i colleghi curricolari per la realizzazione di strategie didattiche inclusive, come l'insegnamento cooperativo, il lavoro per piccoli gruppi, la "classe capovolta" (flipped classroom), la ricerca-azione e così via. Nell'ultimo anno abilitante, infine, essi svolgerebbero tirocinio diretto e indiretto su singoli casi.

Lo stesso, poi, dovrebbe accadere anche per i corsi abilitanti all'insegnamento per la scuola superiore. Dopo la laurea triennale - che fornisce i requisiti di conoscenza della disciplina - seguirà un biennio di specializzazione sulla pedagogia e la didattica speciale, per poi proseguire con l'anno di tirocinio formativo attivo da svolgere in contesti inclusivi. Ciò permetterà a questi insegnanti di mantenere una cultura professionale di docenti e di acquisire un linguaggio e una mentalità che consentirà loro di dialogare con i colleghi curricolari, per saper mediare l'insegnamento delle discipline curricolari e l'apprendimento delle stesse da parte degli alunni con disabilità e tra questi e i loro compagni. I docenti specializzati dovranno insomma anche essere i mediatori a livello didattico dell'inclusione tra gli insegnanti curricolari e gli alunni con e senza disabilità.

Lungi quindi dal facilitare la delega nei loro confronti da parte dei docenti curricolari, e quindi l'isolamento degli alunni con disabilità, essi diventerebbero uno snodo indispensabile e fondamentale per l'inclusione.

La proposta da tempo sostenuta da Dario Ianes [se ne legga ampiamente anche su queste pagine, N.d.R.] circa la restituzione dell'80% dei docenti per il sostegno ai ruoli disciplinari, sembra poco realistica, sia perché, in tempi in cui il Ministero riduce il numero dei docenti, si avrebbe un aumento del 10% circa dei docenti curricolari, anche se specializzati (circa 80.000 docenti per il sostegno su circa 800.000 curricolari), sia anche perché il 90% dei docenti curricolari rimarrebbero del tutto impreparati a gestire direttamente alunni difficili che si erano abituati a delegare ai soli insegnanti per il sostegno.

Credo quindi che solo dopo una generale e lunga formazione seria e approfondita sulle didattiche inclusive dei docenti curricolari, questa ipotesi potrebbe essere presa in considerazione.

Per quanto poi riguarda la parte complementare della proposta di Ianes, di formare con il restante 20% di docenti specializzati gruppi di consulenza itineranti, anch'essa mi sembra poco realistica, stante l'attuale assoluta impreparazione dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive, dal momento che tali gruppi potrebbero incontrare le singole classi solo per un paio d'ore alla settimana, con discreti costi di spostamento e con possibili resistenze psicologiche da parte dei colleghi curricolari.

E ancora, c'è l'ipotesi del Coordinamento Insegnanti Bis-abili, cioè con mezza cattedra curricolare e mezza per il sostegno, rilanciata dallo stesso Ianes. Essa, però, mi sembra in palese contrasto con la Proposta di Legge C-2444 da noi sostenuta, che intende realizzare la continuità didattica con i ruoli appositi per il sostegno, ciò che invece verrebbe reso difficoltoso o impossibile se gli alunni con disabilità avessero ciascuno più di un docente per il sostegno e per talune discipline curricolari. Infatti, ognuno sa quanto la presenza di più docenti per il sostegno o curricolari per la stessa disciplina disorienti gli alunni, specie quelli con disabilità intellettive complesse; non per nulla si è riusciti a fare abrogare dall'articolo 15 della Legge 128/13 le aree disciplinari per il sostegno nelle scuole superiori, che comportavano talora la presenza di tre o quattro docenti per il sostegno con lo stesso alunno.

Giustamente osserva Ianes che bisogna guardare più ai risultati (alla buona qualità inclusiva) che ai mezzi (numero delle ore di sostegno). Ebbene, i risultati nell'attuale sistema del sostegno sono in troppi casi negativi per discontinuità e totale delega dei docenti curricolari. Vedremo se la nostra ipotesi riuscirà a produrre risultati migliori per la qualità dell'inclusione, lavorando anche sugli indicatori di qualità concordati tra famiglia, docenti per il sostegno e docenti curricolari, che finalmente prenderanno in carico il progetto inclusivo, ovviamente pretendendo il rispetto del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 81/09, che fissa a venti il numero massimo di alunni nelle classi frequentate da studenti con disabilità, proprio per favorire - con un minor numero di alunni - tale presa in carico.

Mi sembra dunque che la figura di docente per il sostegno che emerge dalla Proposta di Legge da noi sostenuta sia pienamente in linea con lo stato giuridico e le funzioni per esso previste dalla normativa vigente. Infatti, quanto allo stato giuridico, essa risponde pienamente al dettato dell'articolo 13, comma 6 della Legge 104/92, secondo il quale il docente specializzato assume a tutti gli effetti la contitolarità della classe e partecipa a tutte le attività di programmazione e di verifica in essa previste. Quanto poi alle funzioni, specie quella valutativa, la Proposta di Legge è in linea con gli articoli 2, 4 e 6 del DPR 122/09 i quali stabiliscono che il docente per il sostegno valuti tutti gli alunni della classe sotto il profilo degli apprendimenti in generale, della crescita nella comunicazione reciproca, della socializzazione e delle relazioni.

A questo punto, in conclusione, vorrei sperare che anche il professor Ianes - preso atto di quanto ho cercato di chiarire - ci aiutasse a fugare vere e proprie "leggende metropolitane", come quella secondo cui la Proposta di Legge C-2444 vorrebbe un futuro docente specializzato più in aree sanitarie o assistenziali che in quelle della didattica.

Salvatore Nocera,

Presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), della quale è stato vicepresidente nazionale.

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Giornale UICI del 21-04-2015

Istruzione: I mezzi da noi proposti non sono sbagliati

di Luciano Paschetta

"Un insegnante per essere tale deve avere l'abilitazione in qualche cosa che occorre "insegnare". Ci troveremo quindi in classe con un insegnante vero... e un insegnante di sostegno che non è un insegnante perché non è abilitato all'insegnamento di nulla. Per agire bene in classe occorre invece rispettare e favorire ciò che la 104 afferma: l'insegnante di sostegno assume la contitolarità". Come può accadere questo se l'insegnante di sostegno non è... un insegnante?".

È questa una delle critiche del mondo accademico alla proposta di legge FAND/FISH che noi respingiamo.

L'esperienza di questi 40 anni di integrazione ci ha dimostrato che questo ragionamento può valere per la scuola primaria, ma non regge per la secondaria.

Nella secondaria il docente di sostegno può avere l'abilitazione per una classe di concorso, ma si trova ad essere "contitolare" con docenti di discipline diverse dalla sua ed allora in che cosa si può concretizzare la sua "contitolarità"? Non certo in riferimento alle competenze disciplinari, ma unicamente in relazione alla sua specializzazione nei confronti della disabilità. La difficoltà nell'esercizio della "contitolarità" aumenta quando si passa dalla secondaria di primo a quella di secondo grado, dove gli apprendimenti disciplinari diventano sempre più specifici, ed allora, nella difficoltà di sviluppare un percorso inclusivo, si assiste alla crescente delega dell'alunno disabile al docente di sostegno ed al suo progressivo isolamento dal contesto della classe che, sempre più spesso, si concretizza nelle attività svolte nell'"aula di sostegno".

Questo avviene ora e non è, come sostiene il prof. Ianez, che la costituzione di uno specifico ruolo per il sostegno rappresenti una "prospettiva separante e sbagliata, fondamentalmente perché consolida e rende strutturale la divisione tra "insegnante normale" e "insegnante speciale", favorendo meccanismi di delega, ma viceversa, come vedremo, la nostra PDL li elimina.

Siamo tutti d'accordo che per una scuola inclusiva occorre una maggior specializzazione dei docenti, ma lo siamo altrettanto, nel pensare che non è possibile una specifica specializzazione di tutti i docenti e la conseguente eliminazione del docente di sostegno.

Da queste considerazione muove la nostra proposta di legge mirata a fornire ai docenti titolari delle discipline una formazione, di base e continua, che li formi ad un corretto approccio educativo-relazionale con l'alunno disabile che li faccia capaci di farsene responsabili dell'insegnamento disciplinare con il supporto sul piano metodologico del docente di sostegno, prevedendo per questi ultimi una specifica specializzazione.

Specializzazione questa che non può essere solo "generale", ma deve far riferimento a conoscenze didattiche e competenze tecnico-metodologiche efficaci in riferimento alle specifiche disabilità, solo così la "contitolarità" potrà essere reale.

Il ruolo di questo docente, esperto in "metamodelli inclusivi" non è quello dell'educatore, come sostengono i critici della proposta, ma quello di docente specializzato, progettista ed attuatore di percorsi formativi, sviluppati e realizzati in contitolarità con i colleghi titolari delle discipline, ma può anche essere quello di "figura obiettivo" e di mediatore didattico per l'inclusione capace di contribuire allo sviluppo di un POF inclusivo.

La funzione docente per essere efficace ha bisogno di due competenze: quella disciplinare e quella metodologico-didattica, quando, in presenza di "complessità educative", il suo esercizio richiede la contitolarità di due docenti affinché tale contitolarità sia reale, è necessario che i due insegnanti siano portatori di specifiche competenze complementari.

Queste le riflessioni che ci hanno portato a valutare la necessità di una classe di concorso che prescindesse dal disciplinare, ma si fondasse sulle competenze metodologiche e didattiche capaci di garantire un insegnamento inclusivo.

In tal modo, contrariamente a quanto sostenuto da molti, viene meno la possibilità della delega: chiarito che gli insegnamenti disciplinari sono di esclusiva competenza del docente di classe, egli non può più delegare la sua funzione di insegnante nei confronti dell'alunno disabile, sua resta anche la responsabilità dell'apprendimento e della valutazione nei suoi confronti, così come per tutti gli altri.

Allo stesso modo affermare che la figura di uno specializzato esperto in metamodelli inclusivi di apprendimento, didattica, metodologie e tecniche per l'insegnamento non possa essere considerato un vero docente, è difficile da sostenere che proprio lui supporti la classe e l'intera scuola, nelle capacità di fornire insegnamenti inclusivi.

Respingiamo anche la tesi secondo la quale la nostra proposta sarebbe dettata dai bisogni delle famiglie e non terrebbe conto delle necessità dei docenti: la formazione di tutti i docenti sulle tematiche dell'inclusione, la specializzazione dei docenti per il sostegno (che personalmente tornerei a chiamare specializzati) e la creazione della specifica classe di concorso, definendo con chiarezza i compiti e le competenze, metteranno l'alunno alla pari con i compagni nel rapporto con i docenti e daranno una nuova dignità al ruolo di sostegno mettendolo al servizio della classe e della scuola per lo sviluppo di un sistema scolastico veramente inclusivo e non al "servizio" del ragazzo con disabilità sostituendosi ai docenti di classe.

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Superando.it del 24-04-2015

Abilitazione informatica di ragazzi con deficit visivo e autismo

a cura di Stefano Borgato

In letteratura si chiama ASVI ("Autism Spectrum and Visual Impairment"), l'associazione tra disabilità visiva e disturbi dello spettro autistico ed è proprio a ragazzi non vedenti dalla nascita, con disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento, che si è rivolta un'esperienza "pionieristica" di abilitazione informatica, quasi certamente l'unica del genere in Italia, curata dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Luisa Gargiulo e dall'operatore tifloinformatico Maurizio Gabelli.

Tra le varie proposte di Didamatica 2015 - evento organizzato nei giorni scorsi a Genova dall'AICA (Associazione Italiana del Calcolo Automatico) e importante riferimento per tutti coloro che, nei vari contesti di apprendimento, dalla scuola all'università, fino alla formazione aziendale, si occupano di applicazioni didattiche realizzate con l'ausilio del computer - vi è stato spazio anche per alcune questioni riguardanti le persone con disabilità.

Dell'incontro seminariale intitolato Competenze digitali per l'accessibilità ci siamo già occupati in altra parte del giornale. Qui, come avevamo già anticipato, ci dedichiamo all'interessante intervento intitolato Abilitazione informatica di adolescenti con deficit visivo e autismo mediante training psicoeducativo tifloinformatico, presentato a Genova dalla psicologa e psicoterapeuta Maria Luisa Gargiulo, insieme all'operatore tifloinformatico Maurizio Gabelli, che hanno raccontato un'esperienza "pionieristica" di abilitazione informatica rivolta a ragazzi non vedenti dalla nascita, con disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento, svolta nel triennio 2012-2014 e tuttora in corso. Ne abbiamo parlato con gli stessi Gargiulo e Gabelli.

Quali sono il quadro di riferimento e le caratteristiche di questa vostra esperienza?

Gargiulo: «Attualmente la maggioranza dei bambini con deficit visivo, nei Paesi sviluppati, presenta situazioni molto complesse, in quanto è sempre più frequente riscontrare tale deficit associato ad altri, quali disturbi dello sviluppo, ritardo mentale, limitazioni motorie e paralisi cerebrali infantili. Tra questi, l'associazione fra la cecità dalla nascita e l'autismo occupa un posto prevalente e tuttavia, nonostante ciò, nella tifloinformatica - la disciplina che si occupa dell'insegnamento ai non vedenti delle tecnologie assistive - si fa quasi sempre riferimento a un'utenza caratterizzata dal deficit visivo isolato (cecità o ipovisione), mentre pochissima attenzione metodologica, teorica e applicativa viene riservata alla didattica tifloinformatica rivolta a persone con diverse problematiche associate».

Gabelli: «Questo lavoro, che secondo noi risulta l'unica testimonianza in Italia in questo settore, concerne una metodologia modificata e specifica per l'insegnamento tifloinformatico a bambini e ragazzi con deficit visivo e con severi disturbi dello spettro autistico».

Ma come si manifestano i disturbi dello spettro autistico in bambini con deficit visivo?

Gargiulo: «È noto come la cecità primaria possa favorire un ritardo dello sviluppo psicomotorio, determinato dalla carenza di stimoli sociali e ambientali. Questa anomalia transitoria non conduce, però, a deficit permanenti del funzionamento o a disturbi stabili dello sviluppo, specie quando la deprivazione sensoriale viene adeguatamente compensata sotto il profilo percettivo, esperienziale ed educativo. Esiste invece una storia di sviluppo specifica determinata dall'associazione tra il deficit visivo primario e un disturbo dello spettro autistico, condizione nella quale la persona presenta deficit a carico dell'interazione sociale, della comunicazione e del repertorio delle attività, soddisfacendo a pieno i criteri definiti dal Manuale DSM-5 [con DSM-5 si intende la quinta edizione del "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders", ovvero la più recente versione del Manuale Diagnostico e Statistico dell'APA, l'Associazione Americana degli Psicologi e Psichiatri, N.d.R.]. Vi può essere o meno un deficit delle funzioni cognitive di base, oppure nessun ritardo mentale, vi possono essere comportamenti ossessivi, difficoltà nella comprensione degli aspetti pragmatici della comunicazione, stereotipie motorie (specie a carico delle mani) e deficit del pensiero immaginativo.

In letteratura, l'associazione tra questi due disturbi è detta ASVI, che è l'acronimo di Autism Spectrum and Visual Impairment ("Spettro autistico e disabilità visiva")».

Quali vantaggi possono arrivare dall'uso di ausili tifloinformatici?

Gargiulo: «La tecnologia ha consentito ai disabili visiva di accedere e scambiare molte informazioni con le persone, affrancandosi dalla segregazione informativa e culturale dettata dalla necessità di trascrizione in Braille cartaceo o in registrazione audio dei contenuti, processi per loro natura altamente costosi e di difficile diffusione.

Per quanto poi riguarda il funzionamento della persona autistica in assenza di informazioni visive, esso comporta peculiari difficoltà che devono essere seriamente valutate prima dell'inizio dell'intervento, nonché considerate continuamente durante le sessioni di apprendimento. La metodologia operativa è stata pertanto radicalmente modificata, rispetto a quella utilizzata nell'insegnamento a persone con disabilità visiva senza disturbo autistico.

In sostanza, le persone con ASVI incontrano spesso serie difficoltà nell'acquisizione e nella gestione delle informazioni, a causa di noti fenomeni di dispercezione tattile che rallentano la lettura e la comprensione del Braille cartaceo. Inoltre, la lettura uditiva viene ostacolata dalla confusione e dall'affaticamento emotivo-relazionale nell'interagire con le persone che leggono. Ciò perché i lettori umani non possono essere sempre coerenti e proceduralmente uguali a se stessi, così come invece può fare un software dedicato.

In molti casi, dunque, l'utilizzo di queste tecnologie rappresenta un'opportunità preziosa, per consentire alla persona di scrivere, leggere in modo autonomo e interagire con il testo secondo le proprie possibilità e ciò è molto importante, specie quando il disturbo dello spettro autistico non è associato a un ritardo mentale che impedisca il perseguimento di interessi e apprendimenti. Infatti, alla severità del disturbo può non associarsi un deficit cognitivo grave, condizione, questa, che consente uno sviluppo di talenti e capacità altrimenti sprecati».

Più dettagliatamente, quali sono la metodologia e il campo di applicazione del vostro lavoro?

Gabelli: «La tecnologia sta radicalmente cambiando la vita delle persone, della società e delle dinamiche comunicative. Conseguentemente, stanno modificandosi anche gli approcci metodologici di quanti si occupano di educazione, riabilitazione e assistenza delle persone con disabilità. I moderni ausili utilizzati dalle persone autistiche, ad esempio, sono inutilizzabili da chi presenta un deficit visivo, in quanto prevedono come canale di interazione privilegiato quello della vista. D'altra parte, le tecnologie assistive per persone non vedenti e ipovedenti sono pensate per un'utenza di persone "neurotipiche", dotate cioè di competenze come flessibilità cognitiva, capacità di generalizzazione e di selezione degli stimoli, difficilmente riscontrabili nel funzionamento delle persone autistiche. Ad oggi, in realtà, non esiste un ausilio specifico e l'intero setting operativo va costruito secondo rigorose premesse metodologiche, basate sulle peculiari caratteristiche delle persone cieche con disturbo dello spettro autistico.

Solitamente, le persone cieche e ipovedenti apprendono l'utilizzo del personal computer e dei dispositivi mobili attraverso un'alfabetizzazione tifloinformatica di base, tramite un software screen reader, che cioè elabora e sintetizza il contenuto dello schermo, inviandolo a un altro software, la sintesi vocale, che pronuncia il messaggio. Nei casi però di disabilità visiva correlata a un disturbo autistico, si aggiunge un ulteriore elemento di complessità, ovvero la comparsa di situazioni mutevoli e imprevedibili, come la gestione delle numerose finestre del sistema operativo e dell'alto grado di verbosità della sintesi vocale. Un aspetto di fondamentale importanza riguarda quindi la parametrizzazione del dizionario dello screen reader, del grado di prolissità della sintesi vocale e l'organizzazione logica degli ambienti di lavoro».

Quale competenze e quali modalità interdisciplinari di cooperazione sono state necessarie per questa esperienza "pionieristica"?

Gabelli e Gargiulo: «Dalla nostra esperienza è emersa l'importanza di un'interazione serrata e continua tra differenti professionalità specifiche, sia per la progettazione che per la conduzione di questo intervento. Innanzitutto competenze psicologiche nel settore del deficit visivo e dei disturbi dello spettro autistico associati, per definire obiettivi e metodologia in relazione alle caratteristiche funzionali degli utenti. Ulteriori competenze psicologiche settoriali sono state poi necessarie per valutare i contenuti e la forma delle sessioni didattiche, nonché per l'analisi funzionale dei comportamenti-problema. E ancora, competenze informatiche approfondite, relative al funzionamento, all'insegnamento e all'uso delle tecnologie assistive, ma anche alla loro modificazione e personalizzazione.

In questo àmbito è stato determinante saper valutare le diverse soluzioni possibili, in relazione a una rigorosa task analysis [letteralmente "analisi del compito", N.d.R.]. Il valore di questa attività, infatti, risiede nella sua ricaduta sulla qualità della vita delle persone interessate ed è pertanto indispensabile una contiguità con gli operatori educativi coinvolti nel processo di inclusione: l'operatore di sostegno, da una parte, e, più ancora, l'assistente alla comunicazione tiflodidattica, che è necessario coinvolgere per generalizzare e stabilizzare le competenze apprese, inserendo tali abilità nella vita quotidiana».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@marialuisagargiulo.it.

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La Tribuna di Treviso del 05-04-2015

Cani guida in classe e i bambini "vedono" con gli occhi bendati

BREDA DI PIAVE. "Io diverso da te - Noi nella diversità", è il titolo della singolare esperienza svoltasi nei giorni scorsi alla scuola elementare Puccini. La presenza di un bambino ipovedente in una classe della scuola ha portato alla realizzazione di un progetto condotto con la collaborazione dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Treviso e la scuola triveneta cani guida. I destinatari sono stati tutti i 218 alunni della Puccini e non solo il bambino ipovedente. È stato proposto un approccio ludico-educativo alla disabilità visiva, come semplici consegne da svolgere con gli occhi bendati, utilizzo di materiali e strumenti per educare all'uso dei sensi diversi da quello della vista. Approccio alla scrittura Braille e, infine, un'esperienza con alcuni istruttori della scuola cani guida, dove i bambini sono stati bendati per lasciarsi guidare da cani addestrati a guidare le persone non vedenti. (ga.p.)

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Giornale UICI del 10-04-2015

C.S. Approvato alla Camera il Disegno di legge Delega per la Riforma del Terzo Settore

di Anna Monterubbianesi

Il commento del Forum Nazionale del Terzo Settore

Roma 9 aprile 2015 - Siamo soddisfatti per l'approvazione del Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell'iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l'Aula alla Camera hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 4,5 milioni di volontari. Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l'intero Paese e non solo il nostro mondo.

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.

Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare. Su questo e tutti gli altri aspetti continueremo a fare la nostra parte e dare il nostro contributo.

Ufficio stampa Forum Nazionale del Terzo Settore

Anna Monterubbianesi

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Oggi Treviso del 23-04-2015

Maculopatie: in Veneto quasi 4mila casi all'anno

CONEGLIANO. Conegliano, oggi e il 24 e 27 aprile, ospiterà la Campagna "Non perdiamoci la vista" promossa dalla IAPB Italia onlus-Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità in collaborazione con Novartis. A bordo dell'Unità Mobile Oftalmica (UMO), i cittadini di Conegliano potranno ricevere informazioni sulle maculopatie e, in particolare, sulla Degenerazione Maculare Legata all'Età, che colpisce prevalentemente dopo i 55 anni e che conta solo in Veneto 3.975 nuovi casi ogni anno.

I cittadini over 55 saranno inoltre invitati ad effettuare un controllo oculistico gratuito per accertare il rischio di insorgenza di questa malattia invalidante, che colpisce il centro della retina, parte funzionale e sensibile dell'occhio.

La degenerazione maculare legata all'età è una malattia progressiva che determina una grave compromissione della visione centrale, indi­spensabile per tutte quelle attività che richiedono una percezione dettagliata delle immagini, come leggere, guidare, controllare l'ora, riconoscere un volto, e ha quindi un impatto significativo sulla vita di chi ne soffre. Intercettare il disturbo nelle sue fasi iniziali è la chiave per poter contrastare efficacemente il progredire della malattia. "I primi campanelli di allarme, che devono indurre le persone a rivolgersi subito allo specialista- dichiara il Prof. Giovanni Prosdocimo, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Oculistica dell'Azienda ULSS n. 7 di Coneglianoe componente della commissione ministeriale per la prevenzione della cecità- possono essere ricondotti a problemi visivi. In questo caso i sintomi iniziali sono, oltre alla diminuzione del visus in generale, la comparsa precoce, di metamorfopsie, cioè di deformazioni dell'immagine (linee diritte che diventano ondulate, distorsioni del contorno dei volti e degli oggetti), oppure la comparsa di uno scotoma centrale nel campo visivo, ovvero una "macchia" centrale che non si sposta muovendo l'occhio". La diagnosi precoce risulta pertanto un importante strumento preventivo.

"Per IAPB Italia onlus sono tre le priorità oggi nella lotta alla cecità evitabile: prevenzione primaria, ovvero informazione e sensibilizzazione, prevenzione secondaria, cioè screening, diagnosi precoce e rapido accesso alle terapie, e prevenzione terziaria, ovvero riabilitazione visiva - dichiara l'Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della Sezione italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità. - La Campagna 'Non perdiamoci la vista' si inserisce nell'ambito di questo nostro impegno e nasce proprio con l'obiettivo di aumentare la conoscenza della popolazione rispetto alle maculopatie, sensibilizzare sull'importanza di riconoscerle precocemente attraverso dei periodici controlli e trattarle tempestivamente, nonché fornire informazioni sulla riabilitazione visiva, che oggi è in grado di offrire alle persone ipovedenti un significativo recupero della qualità di vita".

L'Unità Mobile Oftalmica (UMO) sarà presente a Conegliano, dalle ore 10.00 alle 18.00, il 23-24-27 Aprile in Piazza San Martino.

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Il Mattino del 17-04-2015

"Occhio e Diabete", parte in Campania il programma di screening e prevenzione

NAPOLI. E' una tra le prime cause di cecità ed è spesso asintomatica nelle sue fasi iniziali: è la retinopatia diabetica, una patologia molto insidiosa perché spesso diagnosticata quando è ormai irreversibile, ma che oggi può essere debellata con una diagnosi precoce e controlli medici periodici, così come già avviene in molti paesi del Nord Europa. Invece in Italia, soprattutto al Sud, i dati sono allarmanti e in crescita, anche per fattori ambientali, mancanza di adeguate informazioni e abitudini alimentari scorrette.

In Campania, in particolare, il numero dei diabetici è di oltre 300.000, a forte rischio anche di complicanze per la vista. Dei diabetici diagnosticati in Campania la percentuale che dichiara di avere gravi problemi oculari associati alla propria malattia è del 18 per cento, considerando però che meno del 60% si sottopone ad esami oculistici periodici, come previsto dal protocollo, e addirittura circa il 10% non l'ha mai fatto.

Per contrastare e arginare questo fenomeno e attivare un serio screening su obesi, ipertesi, pazienti con problemi metabolici e con familiarità per diabete, nasce in Campania il progetto "Occhio e Diabete" ideato dalla AVC, "Associazione Vitreoretinica Campana", su iniziativa del presidente, il dottor Aldo Gelso e dei suoi colleghi Michele Della Corte e Beniamino Mastursi che hanno creato un pool di specialisti sia in ambito oculistico che diabetologico, con la collaborazione del prof. Ferdinando Sasso della Seconda Università di Napoli e del Dott. Eugenio De Feo dell'Ospedale Cardarelli e con il patrocinio delle due principali società di diabetologi nazionali (SID e AMD).

Un progetto importante che parte dal presupposto che solo attraverso la collaborazione di due specializzazioni, diabetologia e oculistica, si possa diagnosticare in tempo questo tipo di retinopatia e contestualmente attraverso l'esame della vista individuare i sintomi precoci di un diabete in essere.

Un progetto che parte dalla Campania per tentare di estendersi in tutta Italia e che avrà il primo Congresso nazionale il 17 e 18 aprile, a Napoli a Castel Sant'Elmo, con l'organizzazione di sessioni e tavoli condivisi tra quattrocento oculisti e diabetologi di cui circa 100 relatori di fama nazionale e internazionale.

Tra le relazioni più attese quella del prof. Massimo Porta dell'Ospedale Città della Salute di Torino (Molinette), coordinatore del Centro di Retinopatia Diabetica e presidente del Eye Complication Study Group of the European Association for the Study of Diabetes (EASDec), del prof. Francesco Bandello, primario di Oculistica dell'Ospedale San Raffaele di Milano, dei dottori Alfredo Pece e Monica Varano, esperti di retina medica di livello internazionale e della dott.ssa Grazia Pertile primario di Oculistica dell'Ospedale Sacro Cuore di Negrar-Verona, tra i più importanti specialisti di retina chirurgica al mondo.

"Abbiamo organizzato questo primo convegno per meglio definire i focal points sulla gestione della malattia e sulle sue criticità sia a livello regionale che nazionale -spiega il dottor Aldo Gelso, che ha fortemente voluto questa iniziativa-. Seguirà nei prossimi mesi l'attivazione del progetto "occhio e diabete" che avrà due obiettivi principali: uno sociale di prevenzione ed epidemiologia realizzato anche mediante un sofisticato sistema di telemedicina, frutto di uno studio congiunto delle Università di Brescia e del Molise, coordinato dal prof. Ciro Costagliola, segretario scientifico dell'Associazione Vitreo Retinica Campana. Attraverso una semplice applicazione per smart-phone sarà possibile raccogliere direttamente i dati del paziente da testare e, nel tempo, monitorare eventuali avanzamenti della sua malattia"

"Il secondo obiettivo del progetto - continua il dottor Gelso - sarà quello di creare varie linee di ricerca (farmacologica, clinica e chirurgica) sullo studio delle complicanze oculari del diabete, in collaborazione con varie università e enti ospedalieri pubblici e privati del centro-sud Italia... Un big pool di ricerca che si sta già costituendo con fondi per lo più privati e di aziende farmaceutiche". Durante la due giorni di Napoli è prevista la partecipazione di circa 400 specialisti provenienti dalle più importanti Università Italiane e dai centri di ricerca di entrambe le discipline.

Interverranno anche i rappresentanti delle Associazioni di Diabetici ed esponenti delle Istituzioni sanitarie regionali.

Al termine dei lavori sarà presentata una relazione finale con i dati raccolti e le indicazioni di campione per l'inizio dello screening territoriale in Campania.

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Le Scienze del 14-04-2015

Per il tatto è necessario il multitasking neuronale

Le due informazioni necessarie a una percezione tattile precisa di ciò che tocchiamo, quelle sulla consistenza dell'oggetto e quelle sulla posizione della mano e delle dita, sono elaborate e integrate dagli stessi gruppi di neuroni situati nella corteccia somatosensoriale, impegnati in un lavoro in multitasking più complesso di quanto ritenuto (red).

L'idea che per l'esatta percezione di un oggetto (o percezione aptica) siano necessari due distinti tipi di stimoli, quelli cutanei e quelli propriocettivi, risale addirittura ad Aristotele che aveva osservato come toccando una piccola sfera con le dita incrociate, si ha l'impressione che le sfere siano due. Questa antica intuizione è stata poi dimostrata in epoca moderna da numerose ricerche sulla psicologia e la fisiologia della percezione, ma è rimasta problematica l'identificazione delle aree cerebrali in cui avviene questa indispensabile integrazione: se non si realizza o se manca uno dei due tipi di informazione, chi soffre di questi deficit può incontrare serie difficoltà nel maneggiare anche gli oggetti più comuni o, quando il problema interessa le gambe, a camminare.

La difficoltà a distinguere le aree preposte ai diversi tipi di informazione e alla loro integrazione nasce dal fatto che in una situazione normale è difficile osservare separatamente, ossia disaccoppiare, i due tipi di informazione.

Se per esempio sto toccando il cappello che ho in testa, sento la consistenza del tessuto ma contemporaneamente "so" anche che il mio braccio è sollevato e la mano è rivolta verso il capo con il palmo verso in basso.

Per realizzare questo disaccoppiamento, Manuel Gomez-Ramirez e colleghi hanno sviluppato una macchina che controlla la posizione della mano e invia stimoli alle dita. Successivamente hanno addestrato alcune scimmie a portare a termine un compito che coinvolgeva la vista mentre la loro mano veniva manipolata dalla macchina, spostando leggermente di lato, o in su e in giù le dita, o ancora premendo una piccola barra contro i polpastrelli. Monitorando in tempo reale il cervello delle scimmie, i ricercatori hanno osservato che, pur essendo disaccoppiati, i segnali di posizione e quelli più propriamente tattili venivano inviati ed elaborati dagli stessi gruppi di neuroni.

Queste nuove conoscenze potranno essere sfruttate per integrare meglio le protesi bioniche con il cervello dei pazienti, così che si comportino in modo più simile agli arti naturali.

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BariToday del 03-04-2015

DbGlove, il guanto "intelligente" vince a Berlino: premiati startuppers baresi

Intact Healthcare ha vinto il primo premio nella kermesse internazionale IoT Accelerate, svoltasi nella capitale tedesca. Il dispositivo permette alle persone con disabilità visive e uditive di interagire con l'ambiente. circostante.

di Nicholas Caporusso

Il "guanto intelligente" strega anche Berlino. Il dbGlove, strumento sviluppato dalla start-up barese Qiris e ulteriormente perfezionato da Intact Healthcare (specializzata in dispositivi medicali tecnologici) per consentire a persone con disabilità visive e uditive di interagire con l'ambiente circostante, migliorando notevolmente le loro condizioni di vita, ha vinto il primo premio nella competizione internazionale IoT Accelerate.

La kermesse, svoltasi nella capitale tedesca, ha premiato i progetti più innovativi creati da start-up, dal settore degli 'indossabilì, comprendendo anche connettività e big data. Tra questi, proprio, il dispositivo messo a punto dal team dell'azienda pugliese, fondata da Nicholas Caporusso, in collaborazione anche con l'incubatore europeo EyeFocus, incentrato proprio sulle soluzioni per la disabilità. La manifestazione ha visto la partecipazione di partner internazionali come Google e Ericsson.

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OpenMAG del 25-04-2015

Economia solidale e app per la disabilità

In questi anni, è cresciuto notevolmente l'interesse per il mondo dell'economia solidale: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.

Sta ormai diventando la norma nel mondo delle app trovare nuove tecnologie che si pongano a servizio della gente comune per migliorarne la vita, con un'attenzione particolare al mondo della disabilità e nella prospettiva dell'economia solidale. È un crescendo che coinvolge tanti giovani programmatori che hanno pensato anche al lato più solidale, e forse più nascosto, della tecnologia. L'obiettivo, ovviamente, è quello di rendere tutti uguali. Nessun ostacolo, nessuna difficoltà deve porre dei muri invisibili tra le persone.

A sostegno dei progetti di economia solidale, in aumento negli ultimi anni, vi è stato il mese scorso "Fa' la cosa giusta", il festival nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, in cui alcuni green maker hanno avuto la possibilità di presentare i loro progetti e le nuove app che hanno pensato per supportare chi debba convivere col mondo della disabilità.

Dopo l'invenzione di Be My Eyes (un'app per permettere ai non vedenti di "vedere il mondo") in uscita ad inizio anno, è stato, così, il momento di altre tre app Veasyt Tour, Horus e Film Voices che, seguendo i principi dell'economia solidale, puntano a migliorare il modo di fruire del mondo del turismo e dello spettacolo.

Veasyt Tour è una guida multimediale accessibile, che permette a tutti i visitatori (anche con disabilità sensoriali o linguistiche) di accedere in modo completo e autonomo a contenuti culturali o informativi su città d'arte, musei, ville, parchi, percorsi enogastronomici o naturalistici. I contenuti sono consultabili in modalità testuale, audio e video in lingua dei segni. Veasyt Tour, in pratica, si propone come la "reinterpretazione" accessibile delle tradizionali guide cartacee. Il servizio, tuttavia, non è pensato per una nicchia svantaggiata, ma segue le linee guida del Design for All. Ogni utente può personalizzare la fruizione scegliendo la modalità a lui più adatta, garantendo così l'accesso ai contenuti culturali a tutti. Veasyt Tour nasce all'interno di Veasyt, uno spin-off dell'Università Ca' Foscari Venezia, nato nel 2012 per valorizzare le competenze del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati nell'ambito dell'accessibilità linguistica e sensoriale.

La seconda app, Horus è negli intenti molto simile a Be My Eyes. Infatti, cattura le immagini, trasmettendone una sintesi vocale a chi non può vedere. È un dispositivo per occhiali che fa tutto il lavoro: riconosce lo spazio intorno a sé e dà indicazioni precise attraverso un auricolare ad esso collegato. Gli sviluppatori, Saverio Murgia e Luca Nardelli, un gruppo di ingegneri biomedici con esperienza nel campo della visione artificiale, hanno spiegato come è nata l'idea di creare questo progetto, che si inquadra nella cornice dell'economia solidale: «Eravamo per strada quando una persona non vedente ci ha chiesto aiuto per raggiungere una fermata dell'autobus. Siamo rimasti tutti e due molto colpiti dagli accorgimenti che doveva adottare per muoversi in città, come contare gli spigoli degli edifici per orientarsi. A quel punto, ci siamo resi conto che sapevamo tutto della visione artificiale ma non avevamo mai compreso quanto fosse difficile vivere per i ciechi e gli ipovedenti».

Infine, Film Voices, l'app che rende accessibile la fruizione dei prodotti audiovisivi a spettatori non vedenti e ipovedenti attraverso la produzione di audiodescrizioni, realizzate all'interno di un laboratorio integrato tra professionisti vedenti e con disabilità visiva.

di Giusy Mercadante

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GlobalPress del 03-04-2015

Nasce il servizio 008, una App per segnalare l'inciviltà

ROMA. Una barriera, un ristorante che rifiuta il cane guida, un'auto parcheggiata dove non dovrebbe, e tanto altro che, purtroppo, è quasi diventato la normalità: grazie oggi al Servizio 008, applicazione gratuita (app) e a disposizione di tutti, realizzata dall'Associazione Blindsight Project, diventa possibile segnalare l'inciviltà, in modo semplice e veloce. Viene presentato così il nuovo Servizio 008, un'applicazione gratuita (app) e a disposizione di tutti, realizzata dall'Associazione Blindsight Project impegnata da anni a vari livelli, per l'inclusione delle persone con disabilità, e in particolare di quelle con disabilità visiva che offre appunto la possibilità di segnalare l'inciviltà, in modo semplice e veloce. Questo servizio - sottolineano a Blindsight Project - intende sostenere chi lavora affinché la civiltà diventi la normalità anche nel nostro Paese. Speriamo dunque che, facendo rete e pubblicando ciò che le persone con disabilità subiscono quotidianamente, nonché segnalandolo a chi di dovere nel caso sia necessario, si possa migliorare la qualità della vita di tutti.

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Superando.it del 07-04-2015

Clicca e mangia

Si chiama così quell'applicazione per smartphone e tablet, che consente già in varie città di ricevere pietanze a casa e informazioni sulle modalità di pagamento, possibilità certamente utile per tutti, ma in particolare per le persone con disabilità visiva. Il servizio sta incontrando favore anche tra gli "addetti ai lavori", che ne sottolineano l'accessibilità.

«Cliccare e mangiare in modo semplice e rapido, ricevendo pietanze a casa e informazioni sulle modalità di pagamento è certamente una possibilità utile per tutti, ma può diventare addirittura vitale, per persone con disabilità visiva»: viene presentata così, l'app per dispositivi mobili (smartphone, tablet), denominata appunto Cliccaemangia e centrata su un servizio per la consegna dei cibi a domicilio, già attivo in numerose città italiane (Bologna, Brescia, Como, Cremona, Milano, Modena, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Roma, Torino e Verona) e che sta raccogliendo consensi anche presso gli "addetti ai lavori".

Ad esempio nell'ottimo servizio di monitoraggio dell'accessibilità delle varie app in ambiente Android, curato da Alessio Conti, vicepresidente dell'Associazione Guidiamoci di Cava de' Tirreni, con l'obiettivo di agevolare l'utilizzo di smartphone e tablet da parte delle persone non vedenti e ipovedenti, si parla di «iniziativa dalla spinta innovatrice» e di «diffusione certa», sottolineando anche, aspetto non secondario, di «essere stati contattati dagli stessi sviluppatori, che hanno mostrato non comuni doti di attenzione e sensibilità». «Questo significa - aggiunge Conti - che, ove insorgessero problemi, nei limiti del possibile, sono disposti a risolverli».

«Questa e altre app del genere - si legge poi in NvApple.it, portale che aiuta le persone con disabilità visiva a usare i prodotti Apple - sono molto comode per chi non vede, infatti evitano numerosi disguidi logistici, di spostarsi per andare a pranzo quando si sta in ufficio, o quando ci si trova a casa da soli e in difficoltà». «C'è da augurarsi - è la conclusione - che sempre più esercenti capiscano l'importanza di questi servizi on line, per vedenti e no». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Davide Cantarella (davide.cantarella@cliccaemangia.it).

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Redattore Sociale del 23-04-2015

Cresce la domanda di libri parlati. Aspettando la banca delle voci per la narrativa

Giornata mondiale del libro. Tecnologia in crescita. Luisa Bartolucci (Unione ciechi e ipovedenti): "Ci piacerebbe avere rapporti e fare accordi con case editrici e scrittori. Il nostro sogno? Creare una banca delle voci degli scrittori di narrativa contemporanea".

ROMA. E' nata nel 1957 per iniziativa di un gruppo di canadesi l'esperienza del libro parlato. E in Italia trovò subito terreno fertile. Nella Giornata mondiale del libro proclamata dall'Unesco, ne parliamo con Luisa Bartolucci, componente della direzione nazionale dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti.

Qual è lo stato dell'arte dell'audiolibro in Italia? "E' un servizio che va sempre più ampliandosi. Ed è un lavoro in progress. Come Unione italiana ciechi siamo partiti dai magnetofoni, poi si è passati ai registratori a cassetta con i lati A e B, quindi ai cd e agli mp3. Oggi possiamo leggere gli audiolibri anche con l'I-phone".

Tanti i progressi legati all'evoluzione della tecnologia. Oggi si è arrivati a uno standard internazionale, Daisy (Digital accessible information system), e da tempo il Centro nazionale del libro parlato dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti è iscritto al consorzio internazionale Daisy che si occupa esclusivamente della produzione di libri parlati.

"Daisy consente di sfogliare il testo come le pagine di un libro - spiega Luisa Bartolucci -, per pagine, per paragrafi o capitoli o anche riga per riga. Si può fare la ricerca delle note di un testo, è possibile inserire un segnalibro. Poi c'è il full text di Daisy, per il quale occorre un programma specifico ma agevole: tra le altre cose, consente alle persone ipovedenti di ascoltare l'audio mentre sul video scorre il testo. Un metodo usato molto anche per problemi di dislessia, e per questo spesso genitori ed esperti si rivolgono a noi".

Ma quanto è cresciuta la domanda negli anni? "Sono sempre in crescita le richieste, tant'è che alcune case editrici si cimentano negli audiolibri, coinvolgendo anche personaggi noti come di recente Francesco De Gregori. C'è da considerare che ci sono persone che, al di là di problemi alla vista, preferiscono la lettura 'mediata' e scelgono gli audiolibri". Una tendenza che in Italia si scopre ora, mette in evidenza Bartolucci, ma che soprattutto nei paesi anglosassoni, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, è praticata da tempo da parte di tutti e proposta anche nelle biblioteche.

Chi si rivolge al Centro per il libro parlato dell'Uici non deve pagare nulla, perché si tratta di un servizio e come tale non ha scopo di lucro, come tiene a precisare Luisa Bartolucci: "L'iscrizione degli utenti è gratuita, si tratta di una grande biblioteca itinerante".

Chi legge i testi? "Abbiamo due livelli: speaker professionisti, a cui ci rivolgiamo per soddisfare le richieste più numerose, cioè per la lettura di best seller; e poi ci sono i nostri volontari donatori di voce, registrano da testi scolastici e universitari a saggistica e narrativa".

Tanti progressi e richieste in aumento. Quali sono le criticità o gli aspetti che vorreste migliorassero? "Quando esce un libro in libreria vorrei poterne fruire subito - risponde Bartolucci -. Questo è possibile ad oggi con gli e-book, quando sono accessibili, ma non sempre lo sono, anche se ci si sta lavorando". Ad esempio attivo su questo fronte è il progetto Lia coordinato dall'Associazione italiana editori e finanziato dal ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo. Il catalogo di oltre 9 mila e-book accessibili per persone non vedenti e ipovedenti si arricchisce di novità ogni mese ed è diventato un punto di riferimento per la comunità dei lettori italiani con disabilità visive".

"E poi - conclude Bartolucci - abbiamo un sogno". Quale? "Ci piacerebbe avere rapporti e fare accordi con case editrici e scrittori. Il nostro sogno è creare una banca delle voci degli scrittori di narrativa contemporanea". (ep)

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Giornale UICI del 14-04-2015

Giovani: The Perfect Match: una vera esperienza di integrazione

di Marta Ghelli

Tutto è iniziato quasi per gioco. Era la scorsa estate e avevo appena terminato un'immersione in mare assai faticosa, ma bella, quando ricevetti sul telefonino una chiamata nella quale mi veniva proposto un corso nel quale avrei dovuto parlare per un'intera settimana solo ed esclusivamente in inglese.

Appena mi fu possibile controllai la mail e lessi alcune informazioni su un'associazione chiamata Lunaria che aveva intrapreso una collaborazione con l'unione italiana ciechi.

Decisi che al mio ritorno dalle vacanze avrei approfondito la cosa.

Purtroppo al ritorno dalle vacanze fui costretta a rifiutare l'offerta, ma mi riproposi di valutarla non appena sarebbe stato attivato un nuovo progetto.

Fortunatamente non è trascorso tanto tempo e nel gennaio scorso mi venne nuovamente proposto di prendere parte a The perfect Match. Qualche leggera esitazione, ma nel giro di pochi giorni dissi finalmente sì.

Ma adesso tocca spiegare con precisione cosa sia The Perfect match.

Dunque, riordiniamoci le idee e cerchiamo di chiarirle anche ai lettori.

The perfect match è un progetto organizzato da Lunaria in collaborazione con l'Unione Europea che permette a giovani provenienti da varie parti d'Europa di scambiare le proprie conoscenze e arricchire il proprio bagaglio personale entrando in contatto con persone di varie estrazioni sociali, varie culture e talvolta anche differenti disabilità.

I partecipanti durante la settimana acquisiscono nozioni per diventare facilitatori di gruppi eterogenei nei quali si hanno partecipanti con differenti abilità e competenze, provenienti da più parti del mondo.

Comprendo che la descrizione sia ancora sin troppo riduttiva e per far capire quanto possa essere formativa tale esperienza non mi resta che parlare del corso "the perfect match" al quale ho preso parte.

Lo scambio si sarebbe tenuto in una località non molto lontano da Roma e più precisamente nella campagna reatina.

Nascondo di aver avuto sin troppe perplessità quando ho letto nel materiale illustrativo che mi era stato inviato che avrei dovuto dormire per una settimana abbondante in un sacco a pelo.

Il mio primo pensiero è stato: ma non me ne potevo stare a casa!

Ma le sfide sono fatte per essere affrontate e ho provato a mettermi in gioco.

Io e gli altri italiani siamo arrivati a Poggio Mirteto verso le 16 di una domenica marzolina piuttosto fredda ed uggiosa.

Abbiamo subito preso possesso delle nostre stanze. La mia era una quadrupla e avrei dovuto dividerla per una settimana abbondante con due ragazze greche e una spagnola.

Le avrei incontrate qualche ora dopo durante un gioco di gruppo e sarei entrata in sintonia con loro sin da subito.

Il primo pomeriggio lo avremmo trascorso parlando con tutti gli altri partecipanti che stavano raggiungendo l'Italia.

Qualche leggera difficoltà per ricordare tutti i nomi e tutte le nazionalità: eravamo pur sempre in 32 tra corsisti e facilitatori e la mia vista non è di certo quella di un'aquila, quindi avrei dovuto fare affidamento solo sulle voci.

Il primo luogo di socializzazione sono state delle sedie poste vicino ad una stufa a pellet che riscaldava i nostri corpi infreddoliti e anche le nostre idee assai confuse.

Ricordo di aver parlato con le ragazze greche della mia passione per la loro cucina, come è ovvio il cibo unisce sempre, e della situazione economica e politica del loro paese. Politica e economia, invece, dividono sempre, ma questa volta non è andata proprio così.

La prima mezza giornata è trascorsa velocemente e il lunedì mattina eravamo già pronti per lavorare.

Ammetto che il lunedì mi abbia entusiasmato, ma mi attendevo da quel corso qualcosa che solo nei giorni successivi sarebbe arrivata.

Ci serviva una scossa, una di quelle scosse che fanno saltare in aria, che fanno perdere il terreno da sotto i piedi, spingendo a muoversi, a fare gruppo, a confrontarsi e magari anche a scontrarsi.

Il martedì la scossa è arrivata.

Siamo stati divisi in piccoli gruppi e ogni gruppo avrebbe dovuto costuire un ponte fatto di sole corde.

Facile a dirsi, difficile a farsi, se in ogni gruppo venivano inserite persone bendate o già cieche di fabbrica, permettetemi di ironizzarci sopra, persone zoppe o azzoppate per la situazione e muti resi tali all'occorrenza.

Come è giusto che sia alcuni, invece, non avevano disabilità alcuna, ma dovevano essere di supporto per coloro che avevano ricevuto il Jolly.

L'obiettivo finale da raggiungere era quello di costuire il ponte per poi poterci camminare sopra.

Insomma se lo si costruiva male si finiva faccia a faccia con il terreno e si baciava terra come Colombo.

Per quanto gli stranieri amassero l'Italia non credo avessero l'ardire di finire nella terra come Napoleone.

Dunque, non restava che rimboccarsi le maniche e costruire il ponte dei Sospiri, emh emh emh quello si trova a Venezia, volevo dire, il ponte Vecchio, a no quello è a Firenze, direi allora il ponte di Poggio Mirteto, con la speranza di non poggiare al suolo il proprio corpo.

Le squadre si sono messe subito a lavoro e tutti i membri del gruppo hanno compreso che ogni individuo avrebbe dovuto mettere a disposizione le proprie conoscenze e le proprie abilità.

Direi che il risultato sia stato raggiunto, visto che i 4 ponti sono stati costruiti, tutti abbiamo vagliato la loro resistenza e nessuno è andato a fare visita al Pronto Soccorso.

I giorni sono trascorsi velocemente e abbiamo provato altre esperienze similari a quella descritta in precedenza, ma anche attività di altro calibro e altra portata.

Se mi soffermassi a descriverle tutte avrei bisogno di un intero libro, piuttosto che di una sola pagina di giornale.

Vorrei, però, soffermarmi su altre esperienze di integrazione che abbiamo avuto durante la settimana.

Il giovedì abbiamo fatto una scampagnata e in quella occasione penso di essere tornata ad essere una bambina.

Mi sono arrampicata su un albero e ho avuto il piacere di sedermi su un ramo dello stesso.

Fosse stato per me su quel ramo ci avrei passato tutto il pomeriggio, ma le cose belle, come è noto, durano poco meno di una sigaretta, forse direi di un caffè.

Il vero scambio internazionale è avvenuto quando abbiamo organizzato la cena internazionale.

é stato allestito un enorme tavolo sul quale erano state disposte pietanze provenienti da differenti paesi europei: formaggi francesi, bruschette con insalata greca, salsicce e salami, ma anche birre e tanti tanti dolci.

Chi, o meglio cosa, avrebbe potuto rappresentare pienamente il nostro paese, oltre alla pizza o alla Lasagna? Un bel piatto di spaghetti alla carbonara.

Penso di non aver mai visto un pentolone con così tanti spaghetti: chissà quante uova ci saranno volute per fare quella Carbonara?

A fine serata il pentolone era vuoto e per smaltire tutto quello che avevamo mangiato ci siamo messi a ballare i balli Greci e balcanici!

Mamma mia: il ballo di san Vito è quasi più tranquillo!

Ma il momento più bello di tutta la serata è stato quando abbiamo suonato e cantato in allegria.

Un bicchierozzo di vino rosso per scaldare gli animi, un organetto suonato da un francese, una chitarra e tutto quanto una cucina potesse offrire per essere usato all'occorrenza come strumento musicale.

Poi ancora, le nostre voci, i nostri piedi e le nostre mani, per creare un tripudio di allegria, gioia e serenità.

Se qualcuno ci avesse sentito in quel momento avrebbe pensato che la nazionale di calcio aveva appena vinto i mondiali.

Ma in quel momento non c'era la gioia di un solo paese, ma l'allegria di tante nazioni messe insieme.

C'era lo spirito caliente degli italiani, dei greci e degli spagnoli, la razionalità dei tedeschi e dei francesi e la gioia di sentirsi europei degli ungheresi e degli Slovacchi.

SE qualcuno di voi si stesse chiedendo cosa sia The perfect Match, potrei rispondere: un'esperienza irripetibile, nella quale ti sembra di aver girato il mondo, pur avendo tenuto i piedi nella propria nazione.

Potrei spendere fiumi dìinchiostro e parlare ancora per ore, ma penso che per conprendere cosa sia realmente the perfect match non resta che provare.

Io credo che si potranno provare emozioni bellissime, difficili da descrivere e da esternare.

Per adesso non mi resta che ringraziare tutti i facilitatori che erano presenti a Poggio Mirteto, con la speranza di poter ripetere, un giorno, questa bella esperienza, magari potendola sperimentare dall'altra parte della barricata, ovvero dal punto di vista dei facilitatori.

Marta Ghelli

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Italpress del 07-04-2015

La Rai partner del Comitato Paralimpico in vista dei giochi estivi di Rio 2016

ROMA. La Rai partner del Comitato Paralimpico in vista dei Giochi Estivi di Rio 2016. E' stata presentata stamane, presso la sede Rai di viale Mazzini a Roma, la nuova maglia della Nazionale paralimpica con il logo della Rai. Presenti il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli, il segretario generale del Cip, Marco Giunio De Sanctis ed il direttore di Rai Sport, Carlo Paris. "Siamo molto orgogliosi di vedere il simbolo della Rai - spiega il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi - al fianco del Cip. Rai sempre legata alla Nazionale, cerchiamo sempre di trasmettere tutto ciò che ha a che fare l'azzurro. La Rai sarà l'unica a trasmettere Rio, c'è un team molto forte di atleti per il quale tutti abbiamo ammirazione. Sono campioni più degli altri, perché hanno superato difficoltà in più. Ci sarà tutto il nostro impegno, dobbiamo far vedere bene il nostro logo". "Se a Londra abbiamo preso l'argento, in Brasile correremo per l'oro...", sottolinea infine il dg Rai ricordando che a Londra 2012 la Rai fu il secondo canale per copertura delle Paralimpiadi. Entusiasta il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli: "Siamo forti oggi - ha spiegato il numero uno del Cip - e lo saremo molto di più grazie a questo accordo con la Rai. Questo è il mondo che noi vogliamo far conoscere, fatto da straordinarie storie umane. Grazie allo sport tanti atleti riescono a rimettersi in piedi e sognare. Grazie a questo accordo noi saremo più forti, sarà più forte il Paese. A Rio saremo fieri di essere accompagnati ancora una volta dalla Rai e sapremo che stavolta ci siamo arrivati insieme e non più da soli". Dopo Londra, la Rai aumenta quindi il suo impegno in vista di Rio 2016, anche se il direttore di Rai Sport, Carlo Paris rilancia: "Dobbiamo fare ancora molto di più, raccontare le storie di questi atleti che rappresentano dei valori che magari altri sport non riescono più a fornirci". Quanto allo sforzo economico, la Rai ancora non ha definito l'entità ma lo stesso Pancalli preferisce evitare di parlare di sponsorizzazione ma "partnership - precisa - un matrimonio tra due macchine che si affiancano". In rappresentanza degli atleti Annalisa Minetti, Matteo Cavagnini, Oxana Corso Alessio Sarri: "Da sabato - spiega Matteo Cavagnini, capitano della Nazionale italiana di pallacanestro in carrozzina - iniziamo le finali di final four di Coppa Italia, mi aspetta un mese e mezzo veramente duro e competitivo". Accompagnata dal suo immancabile sorriso la velocista Oxana Corso: "Cerco di divertirmi e allenarmi - sottolinea la medaglia d'argento a Londra nei 100 e 200 metri categoria T35 - passeremo per il mondiale di Doha a ottobre e lì si mischieranno le carte in ottica Rio". C'è poi chi, come Annalisa Minetti, aveva già abbracciato la Rai da artista: "Oggi sono con il Cip da atleta e sono stata in Rai come artista - ricorda la mezzofondista delle Fiamme Azzurre -, oggi unisco due famiglie molto importanti per me. Corro sempre per sostenere l'informazione e il messaggio di vita". Infine, è stata la volta di Alessio Sarri, bronzo nella sciabola a Londra 2012: "Abbiamo iniziato già tre gare e conquistato un oro e un argento. A settembre avremo il mondiale e se si vince avremo la carta per accedere alle Olimpiadi di Rio".

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Il Giorno del 26-04-2015

Maria ascolta con le mani Anna le parla col cuore

LESMO. Anna tocca le dita della mano di Maria Assunta in punti ben precisi. In alto sul mignolo c'è la T, sul pollice si trovano la P la A la F la U e la K. La C è al secondo posto, in ordine verticale, sul medio. La L in fondo all'indice. Alcune lettere sono da toccare, altre da pizzicare come le corde di una chitarra. Quello che importa è che la mano diventa una tastiera sensibile che permette di comunicare con chi, come Maria Assunta Dermutas, è sorda e cieca. Per questo ogni tocco suscita un'emozione. Con la mediazione di Anna Molteni, la giovane operatrice del Centro di Lesmo della Lega del Filo d'Oro, dove vivono 42 persone sordocieche e deficit plurisensoriali, possiamo rivolgere alcune domande: Anna le compone premendo con dolcezza i vari punti delle dita. MARIA Assunta decifra quei contatti tra dita e dita, ride, felice di aver capito, e risponde. Ha imparato a parlare, a differenza di altri ospiti della struttura nati sordociechi, perché lei ha smarrito i due organi di senso nel corso della vita: «nel 1982 ho perso del tutto l'udito», racconta nel suo accento sardo seduta sulla sedie a rotelle nella sede brianzola della Lega del Filo d'Oro, l'associazione nata a Osimo 51 anni per dare la possibilità a chi non vede e non sente, e a chi unisce a questi handicap anche ritardi mentali e di sviluppo, di mantenere un legame cognitivo con il mondo. Il metodo Malossi è una delle tecniche di comunicazione più usate, accanto alla Lis, la Lingua dei segni italiana, alla Dattilologia, un alfabeto manuale, alla comunicazione oggettuale, pittografica, gestuale e comportamentale che si adopera nei casi più gravi. Si insegna anche il braille, il metodo di lettura e scrittura. Maria Assunta è nata ad Orgosolo 52 anni fa. Ha 10 tra fratelli e sorelle, 4 non vedenti. «Ho conosciuto la Lega per i soggiorni vacanza racconta -. Nel 2007 ho chiesto di venire distaccata dalla mia famiglia ed entrare in un Centro perché mi sentivo isolata. Nel 2009 sono arrivata a Lesmo ed è stata una cosa bellissima. Mi sono aperta di più mentre in famiglia mi trovavo isolata. Adesso ho tanti amici. Con i volontari ho un rapporto bellissimo. Ho imparato a fare molte cose». Nella sede di via Della Stazione infatti ci sono laboratori di midollino e mollette, falegnameria, informatica e ri-legatoria. I piccoli oggetti prodotti vengono portati ai mercatini organizzati per raccogliere fondi. C'è pure un orto e la zona relax. Si svolgono attività di ippoterapia, idroterapia, fisioterapia e si può partecipare a feste e gite nel bosco e in fattoria. Chiediamo ad Anna di domandare a Maria Assunta se ha mantenuto rapporti con la sua famiglia: «In Sardegna ci torno 4, 5 volte all'anno ogni volta per pochi giorni con un accompagnatore. Non ho più i genitori ma mi sono rimasti i fratelli e tanti nipotini. Dovrei partire il 5 maggio», dice prima di salutare per andare a pranzo insieme agli altri. Le facciamo dire che in Brianza c'è un'associazione culturale sarda, il Circolo Sardegna Monza Concorezzo: «Mi piacerebbe tanto avere la tessera», fa sapere. E chissà che il presidente Salvatore Carta, che è una persona molto sensibile, non le ne faccia arrivare una tessera di socio onorario come regalo di compleanno: Maria Assunta compirà 52 anni il 27 luglio.

di Antonio Caccamo

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Panorama del 23-04-2015

Expo 2015: tutto il gusto di scoprire il mondo

Il cibo, la nutrizione, i sapori. Non sono solo i temi dell'Expo 2015 ma una realtà con cui ci confrontiamo. E con cui si confrontano anche le persone sordocieche.

Alla Lega del Filo d'Oro l'educazione al gusto e a una corretta nutrizione sono parte integrante del percorso riabilitativo. Anche perché se l'obiettivo, come sempre, è portare il bambino o l'adulto a sviluppare un maggior grado di autonomia, il momento del pasto è un pezzo di questo percorso.

Sono molti i progetti e le attività realizzate in quest'area che coinvolgono gli ospiti dei nostri Centri. In questo numero ve ne raccontiamo alcuni. Non c'è solo silenzio e buio nella vita dei sordociechi, perché un altro canale di conoscenza e relazione è sempre aperto: quello del gusto. Dei cinque sensi, è proprio questo, con il tatto, che permette a molti di loro di scoprire la realtà, oltre naturalmente a costituire una necessità. Ma non è solo questo. «Il gusto suscita un'esperienza sensoriale piacevole e alla portata di tutti», sottolinea Patrizia Ceccarani, direttore tecnico-scientifico della Lega del Filo d'Oro. «Ecco perché da noi l'educazione al gusto e a una corretta nutrizione sono parte del percorso riabilitativo». Un percorso che presenta caratteristiche diverse a seconda del grado di disabilità e dell'età della persona, ma che comunque vede impegnati operatori e specialisti della "Lega" sia sulla vera e propria rieducazione alla masticazione e alla deglutizione sia sull'esperienza sensoriale. «L'obiettivo, come sempre, è portare il bambino o l'adulto a sviluppare un maggior grado di autonomia, che possa essere poi mantenuto una volta che la persona rientra in famiglia», continua Patrizia Ceccarani. I progetti e le attività realizzate in quest'area sono molti e diversificati. I bambini che fanno fatica a masticare o a ingerire svolgono esercizi specifici con la logopedista, che interviene per facilitare o correggere, quando è possibile, masticazione e deglutizione. Si stimolano i muscoli facciali e il cavo orale dei bambini per rendere la deglutizione più sicura, per esempio, perché se è difficoltosa non solo ostacola una corretta alimentazione, ma può rappresentare un pericolo. Quando invece i problemi non sono legati a malformazioni ma a un rifiuto del cibo, si ricorre a rilassanti massaggi del cavo orale e si tocca la lingua con alimenti di sapore dolce e gradevole.

Come per tutti noi, il rapporto con il cibo di una persona con disabilità multisensoriali non è solo soddisfazione di un bisogno fisiologico, ma anche un piacere. Il gusto è un potente fattore di stimolazione che può vincere la naturale chiusura di una persona sordocieca. Nei Centri della Lega del Filo d'Oro si cerca quindi di "allenare" il gusto degli ospiti ampliando la gamma di sapori, proponendo spezie e aromi inusuali, offrendo stimoli olfattivi e integrando con appositi esercizi tatto-olfatto (come manipolare chicchi di caffè), e vista-olfatto. E dietista e cuochi cercano di raggiungere un equilibrio ottimale tra alimenti e sapori, tra tecniche di cottura e sensazioni gustative. C'è poi la componente "sociale" del cibo, che non va sottovalutata: nel limite del possibile il momento del pasto è condiviso, e attività come apparecchiare o sparecchiare si svolgono insieme in modo da rinforzare autonomia e capacità di relazione.

Infine, come ben sa chi viaggia, la cucina di un territorio "parla" al visitatore più di tante guide turistiche. Così per "raccontare" il mondo vengono organizzate attività specifiche, come visite ad aziende agricole che offrono degustazioni di prodotti tipici. «In alcuni centri si pratica attività di orto e giardinaggio», conclude Patrizia Ceccarani, «senza dimenticare i laboratori di cucina in cui gli utenti assaporano piatti preparati con le loro mani. Un momento che coinvolge le capacità manuali mentre sviluppa l'autostima.

I contenuti di questo post sono stati prodotti integralmente da Lega del Filo d'Oro

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Agenzia AdnKronos del 13-04-2015

"Village for all" garanzia internazionale per turismo accessibile

Il turismo accessibile è un mercato di 140milioni di persone in Europa e 12milioni di persone in Italia. E', infatti, ufficialmente entrato nelle strategie di Europa 2020 perché si stima che possa incrementare i fatturati turistici fino al 20%. E se trascorrere le vacanze in totale sicurezza è un'esigenza importante, diventa fondamentale per i disabili. E proprio per fare fronte a questa necessità che c'è 'Village for all', il marchio qualità internazionale ospitalità accessibile, che attraverso le proprie informazioni garantisce di poter scegliere dove trascorrere le vacanze in tutta sicurezza.

Punto di partenza 'A ciascuno la sua vacanza' che opera con un unico obiettivo: promuovere l'ospitalità accessibile, l'inclusione sociale e il diritto alla vacanza per tutti. Per ospitalità accessibile si intende l'insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con esigenze specifiche la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà.

Vengono considerate come 'esigenze specifiche' non solo quelle delle persone in carrozzina ma più in generale di chi ha mobilità ridotta permanente o temporanea, limitazioni sensoriali (ciechi e sordi), alimentari (allergici e intolleranti), diabetici, dializzati e persone obese ma anche i bisogni di quella grande fascia di popolazione costituita da anziani e famiglie con bambini.

'Village for all' attesta con il proprio marchio strutture turistiche in grado di offrire ospitalità accessibile per tutti. Garantisce un'informazione attenta, affidabile, precisa, verificando personalmente ogni struttura prima dell'affiliazione, garantendo così le informazioni su misure, dimensioni e spazi, senza consegnare 'patenti di accessibilità''.

Alle persone viene data la possibilità di scegliere autonomamente la propria vacanza nella struttura che saprà soddisfare meglio le esigenze del singolo e dei suoi familiari.

Le strutture condividono i principi di inclusione sociale basata sulla non discriminazione e sulle pari opportunità per una vacanza etica che garantisca a tutte le persone la possibilità di vivere e godere pienamente di un meritato periodo di vacanza.

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QuotidianoNazionale.it del 20-04-2015

Sindone, tutto pronto a Torino. Per i non vedenti c'è il calco 3D. Ecco le prime immagini

Il sindaco Fassino: "Ostensione storica. La sindone è anche un simbolo civile".

TORINO. "Anche questa ostensione resterà nella storia: Torino accoglierà a braccia aperte, e nel migliore dei modi, le centinaia di migliaia di pellegrini che arriveranno". Così il sindaco di Torino, Piero Fassino, all'anteprima per la stampa e le autorità dell'ostensione della Sindone, in programma da domani al 24 giugno. "La città è pronta - ha aggiunto il primo cittadino - e aspetta con trepidazione la visita di Papa Francesco», il prossimo 21 e 22 giugno.

"Troverà una città - ha sottolineato - che ha nel suo dna il lavoro, una città in trasformazione che è sempre stata laboratorio". Fassino ha ricordato che la Sindone "è un simbolo della religiosità e della identità di Torino - ha concluso - ma anche un simbolo civile, della storia e della cultura della città che ha lavorato in questi mesi per far vivere ai pellegrini provenienti da tutto il mondo nel migliore dei modi questa ostensione".

E anche i non vedenti potranno vivere le emozioni dell'ostensione della Sindone. All'interno del Duomo di Torino, infatti, è stato posizionato un calco tridimensionale in lega di alluminio della parte anteriore del Sacro Lino. L'opera, che pesa circa 250 chili, è stata realizzata dall'Associazione piemontese Retinopatici e ipovedenti (Apri) fra il 1999 ed il 2000.

Tutto è pronto anche dal punto di vista della sicurezza pubblica, dice il sindaco: "A Torino c'è stato un grande lavoro delle forze dell'ordine".

IL VESCOVO: VEDRETE L'IMMAGINE DELL'AMORE - All'anteprima era presente anche il il vescovo Nosiglia: "I pellegrini, di fronte alla Sindone, non contemplano un morto - ha spiegato - ma l'immagine di una persona che, attraverso il dono della vita, ha regalato all'umanità l'amore più grande. Questo amore, che è il motto dell' ostensione, è quello che vince il male. In un momento così difficile come quello attuale c'è bisogno - ha concluso - di recuperare questo amore ed il messaggio di speranza che offre la Sindone".

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Gonews.it del 27-04-2015

"Progetto T-Vedo": il Rotary dona un'opera tattile agli Uffizi

FIRENZE. Si accresce il patrimonio di opere tattili a disposizione dei portatori di disabilità visiva che visitano i musei dell'ex-Polo Fiorentino. Nell'ambito del "Progetto T-VedO", il Rotary Club Firenze ha donato alla Galleria degli Uffizi un "bassorilievo tattile" raffigurante la Pala di Santa Lucia de' Magnoli (tempera su tavola, 1445 ca.) di Domenico Veneziano, uno tra i più celebri capolavori tra quelli esposti nel museo fiorentino. Come la copia tridimensionale della Nascita di Venere, anche quest'ultima - realizzata in resina grazie a una sofisticata tecnica messa a punto dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Firenze - sarà collocata vicino l'originale pittorico permettendone la lettura tattile.

"Il nostro museo - ha detto Antonio Godoli, direttore del dipartimento di Architettura e allestimenti museografici degli Uffizi - ha sempre mostrato particolare sensibilità nei confronti di disabili e persone con difficoltà di accesso, ne è un esempio il nostro percorso tattile 'Uffizi da toccare'. Riceviamo con molto piacere questo nuovo contributo che va nella direzione di una maggiore fruibilità del nostro patrimonio artistico".

"Questo service - ha aggiunto - la presidente del club Simonetta Peruzzi Paganelli - ha il fine di testimoniare la nostra attiva presenza a Firenze a fianco di chi ha difficoltà, e particolarmente di dare la possibilità a non vedenti e ipovedenti di godere di alcune opere del nostro immenso patrimonio artistico".

IL "PROGETTO T-VEDO"

Il progetto, denominato "T-VedO" (Ricostruzione Tridimensionale per non VEDenti di Opere d'arte pittoriche) e sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'università di Firenze, sotto la responsabilità scientifica dell'ingegner Monica Carfagni, ha avuto come obiettivo quello di sviluppare un metodo computerizzato in grado di trasformare dipinti ed affreschi in modelli 3D esplorabili con il tatto al fine di consentire la fruizione di opere d'arte pittoriche anche a persone affette da disturbi alla vista (non vedenti ed ipovedenti).

Da segnalare che, per la definizione della metodologia sviluppata in tutti questi anni, hanno collaborato al progetto alcuni membri della sezione Unione Italiana Ciechi di Firenze ed il presidente della stessa, Antonio Quatraro.

LA SCHEDA DEL DIPINTO ORIGINALE.

Domenico di Bartolomeo detto DOMENICO VENEZIANO

(documentato a Perugia e in Toscana dal 1438 al 1461)

Madonna col Bambino e i santi Francesco, Giovanni Battista, Zanobi e Lucia, 1445 ca, tempera su tavola

Il dipinto proviene dalla chiesa di Santa Lucia de' Magnoli a Firenze e raffigura la Madonna con il Bambino seduta al centro, affiancata a sinistra dai santi Francesco e Giovanni Battista, a destra dai santi Zanobi e Lucia. Le figure stanno entro un loggiato chiuso sullo sfondo da un muro con nicchie, oltre il quale si intravedono il cielo e alberi di aranci. La scena è costruita secondo le regole della prospettiva quattrocentesca. Una luce chiara, proveniente dall'alto a destra, si diffonde su tutta la composizione.

GLI "UFFIZI DA TOCCARE".

Avviato nel 2009 nella Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino su iniziativa della Sezione Didattica e della Direzione della Galleria degli Uffizi con il suo Dipartimento di Antichità Classica e la Direzione del Personale il percorso "Uffizi da toccare" oggi comprende 14 opere che fanno tutte parte del percorso di visita in autonomia in Galleria (e per la quale non è prevista alcuna forma di prenotazione) esclusivamente per persone con disabilità.

Questa la lista aggiornata delle opere del percorso tattile degli Uffizi:

Antiricetto

Sarcofago con il trionfo di Bacco

Sala 10-14

Botticelli, la Nascita di Venere

Primo Corridoio

Domizia

Elio Cesare

Secondo Corridoio

Amorino dormiente in marmo nero

Omero pseudoantico

Lupa in porfido

Terzo Corridoio

Caracalla

Ricetto delle iscrizioni

Ara funeraria

Amorino dormiente

Sarcofago con scena di caccia

Sarcofago con ratto delle Lucippidi

Centauro

Sala 38 dell'Ermafrodito

L'ermafrodito.

Ai disabili visivi che si presentano alla biglietteria degli Uffizi (con apposita documentazione che dà diritto alla gratuità dell'ingresso), viene consegnato un paio di guanti monouso in latex (gli stessi che utilizzano i restauratori di opere d'arte) con cui possono toccare le sculture apprezzandone le caratteristiche salienti della superficie lapidea scolpita, scoprendone i "pieni" e i "vuoti".

Ad assistere i visitatori portatori di handicap visivo, che visitano la Galleria in autonomia, è lo stesso personale di custodia, appositamente formato per adeguare il museo a standard più elevati di accoglienza. Qualora venisse richiesta l'assistenza didattica di un operatore, è possibile rivolgersi direttamente alla Sezione Didattica (tel. 055-284272) che fornirà il servizio in modo gratuito.

In corrispondenza di ogni opera del percorso tattile sono predisposti dei leggii che sorreggono le didascalie - con testi in italiano e in inglese - con modalità grafica fruibile sia per un utenza ipovedente, sia non vedente. Il testo in braille è stato stampato dalla Stamperia Braille della Toscana, per i font, nonché per il contrasto che ne faciliti la lettura è stata coinvolta la Didattica dell'Unione Italiana Ciechi, mentre per quanto riguarda il test del materiale è stata consultata l'Unione Italiana Ciechi. Il testo in braille, stampato su foglio trasparente, può essere sfogliato, così da consentire agli ipovedenti una migliore lettura. Il supporto che sorregge la didascalia è evidenziato con apposita segnaletica per facilitarne l'identificazione.

Da segnalare che, a cura della Sezione Didattica dell'ex-Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino, sono disponibili i primi, importanti risultati del progetto Pittura in punta di dita, attuato in collaborazione con il Liceo Artistico di Porta Romana e l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Firenze. In pratica si tratta di un nucleo di cinque quadri tattili (cioè leggibili anche da ipovedenti e non vedenti) - realizzati dagli studenti dell'istituto fiorentino e donati alla Galleria degli Uffizi - organizzati in modo da poter prevedere percorsi tematici da presentare ai visitatori secondo uno sviluppo di tipo didattico. In particolare, rivolgendosi all'ufficio preposto e fissando un appuntamento, con un operatore è possibile effettuare la lettura tattile delle riproduzioni in rilievo e policrome delle seguenti opere: Maestro toscano del XIII secolo, Madonna in trono con il bambino; Giotto, Tavola centrale del polittico di Badia; Masolino, Madonna dell'Umiltà; Masaccio, Madonna del solletico; Raffaello, Madonna del cardellino.

NEGLI ALTRI MUSEI.

Oltre agli Uffizi, anche in altri musei del Polo Fiorentino sono possibili visite con lettura tattile delle opere d'arte - o delle loro riproduzioni tridimensionali - grazie all'impegno della Sezione Didattica della Soprintendenza che sin dagli anni Ottanta persegue obiettivi di adeguamento della fruizione dei musei anche da parte di visitatori con disabilità.

Al "caposcala" del Museo di San Marco si trova esposta la riproduzione in bassorilievo dell'Annunciazione del Beato Angelico. Infatti meno di un anno fa, nell'ambito del progetto "T-Vedo", venne presentata la messa a punto di una serie di tool per la realizzazione assistita dal calcolatore di bassorilievi tattili a partire da immagini digitali.

Nella Villa Corsini di Castello è stato da poco inaugurato un percorso tattile costituito da sculture provenienti dalla Galleria degli Uffizi. Le opere, in tutto 11 busti di età tardo repubblicana e imperiale, sono state trasferite in tre locali, appositamente recuperati, posti al primo piano dell'Antiquarium.

A Palazzo Davanzati si possono toccare arredi e suppellettili della casa fiorentina antica.

Al Museo Nazionale del Bargello, si possono conoscere materiali e forme nella scultura dal XIV al XVI secolo.

All'interno di Orsanmichele dal 2009 è possibile toccare architetture e opere scultoree in un percorso guidato, anche grazie alla collaborazione dell'Associazione Amici dei musei.

Al Cenacolo di Andrea del Sarto dal 2007 accoglie le riproduzioni in rilievo di sei capolavori pittorici (destinati all'esplorazione tattile dei non vedenti), tutti della Galleria degli Uffizi: la Madonna del Cardellino di Raffaello, il Ritratto del Duca di Urbino di Piero della Francesca, il Ritratto dell'uomo con la medaglia di Botticelli, il Ritratto di Cosimo il Vecchio di Pontormo, il Ritratto di Giovanni de' Medici bambino e il Ritratto di Bia de' Medici entrambi di Bronzino.

Alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti il prossimo 6 maggio sarà presentato il nuovo percorso di dieci opere di scultura destinate alla lettura tattile.

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Credere del 11-04-2015

Ho "svelato" il volto di Cristo

Felice Tagliaferri è uno scultore affermato. Lui che è cieco ha realizzato la scultura del Cristo rivelato, per mostrare ai non vedenti un grande capolavoro.

BOLOGNA. Alle porte del capoluogo emiliano, a Sala Bolognese, in una chiesa sconsacrata all'interno di Villa Terracini, l'artista Felice Tagliaferri ha realizzato un sogno: ha fondato la Chiesa dell'arte, la prima scuola di arte plastica al mondo diretta da uno scultore non vedente. È aperta a tutti e promuove un'arte senza barriere perché la disabilità non sia un limite, ma un altro modo di interpretare la vita.

Felice ha perso la vista a 14 anni per un'atrofia del nervo ottico. «Quando si è "spenta la luce", pensavo che la vita non avesse più senso. Per un lungo periodo ho passato intere giornate a vegetare. Poi, con un duro lavoro su me stesso, e aggrappandomi alla fede, mi sono reso conto che quell'apatia non mi avrebbe portato da nessuna parte, e mi sono tuffato nella vita», racconta, lui che è anche uno dei protagonisti del docufilm Per altri occhi di Silvio Soldini e Giorgio Garini, Nastro d'Argento 2014 come miglior documentario. A 18 anni va a vivere da solo. Diventa iperattivo, quasi a voler recuperare il tempo perduto. Per mantenersi fa il centralinista alla Provincia di Bologna e pratica molti sport: «Ho fatto nuoto, atletica, judo, diventando campione italiano a 27 anni. Ho giocato, e gioco ancora, a baseball nel Bologna White Sox, quello per ciechi, senza battitore con la pallina sonora».

A 22 anni, Felice trova il suo equilibrio e, successivamente, si avvicina per caso allo scultore bolognese Nicola Zamboni . ha organizzato un corso, al quale ho partecipato, per capire come un non vedente potesse riprodurre immagini reali. Se per lui è stata un'esperienza di vita, per me quel laboratorio è stato l'occasione che mi ha cambiato la vita. Dare forma alla materia è quello che più desideravo fare». Rimane così nella sua bottega un paio di anni ad apprendere le diverse tecniche scultoree. «Mi dicevano che ero bravo, ma pensavo che il giudizio fosse dettato dalla compassione e così, in occasione della prima mostra nel 2001, a Modena, non ho voluto che si dicesse fossi cieco. È stata un successo. Oggi, uso la mia "particolarità" come punto di lancio e valore aggiunto», commenta Felice. Per lui l'arte deve essere di tutti. Ed è proprio dalla negazione di questo suo principio fondamentale, che nasce la sua opera più importante, Il Cristo rivelato, una fedele riproduzione del Cristo velato esposto nella Cappella Sansevero di Napoli. «Nel 2008, durante una visita, mi impedirono di ammirarlo "a mio modo", cioè con le mani. Così, in un unico blocco di marmo di Carrara, decisi di realizzarne una sua versione a grandezza naturale». La fisicità del Cristo rivelato ("velato per la seconda volta" o "svelato ai non vedenti") è così reale (alla vista e al tatto) da lasciare esterrefatti. Tagliaferri è credente, ma poco praticante: «Preferisco avere un rapporto diretto con Dio. In passato, per esempio, la fede mi ha sostenuto nell'elaborazione del lutto, dopo che la vista mi ha abbandonato, e mi ha dato la forza di ritrovarmi». Molte sue opere hanno un soggetto religioso: «Non so esattamente il motivo. Credo che raffigurare Cristo sia la cosa più facile: lo trovi ovunque, come immagine, simbologia e sensazione. Quando scolpisco mi estraneo dalla realtà. È quasi una meditazione in cui vengo totalmente rapito e, solo plasmando la materia, trovo pace interiore. I miei occhi sono nelle mie mani, sulla punta delle dita, e nel mio cervello, che assorbe suoni, parole e sensazioni». Dopo il documentario Per altri occhi, Tagliaferri è tornato protagonista nel film Un albero indiano degli stessi registi Soldini e Garini, realizzato in collaborazione con Cbm Italia Onlus, un'organizzazione impegnata contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei Paesi in via di sviluppo. A Shillong, nel nord est dell'India, Felice ha tenuto un corso di lavorazione della creta e il film racconta quell'avventura. «Il viaggio indiano lo porterò sempre nel cuore, al di là dell'esperienza con i ragazzi, dei profumi intensi e degli odori penetranti di quel Paese», confida. «Mi trovavo in una zona cattolica e, in mezzo alla giungla, ho provato una sensazione molto toccante: sentivamo cantare, ci siamo avvicinati a una chiesetta e lì mi sono sentito a casa».

Oggi Tagliaferri è Felice di nome e di fatto: «Con la scultura mi sento libero, perché riesco a dare forma ai miei sogni».

***

MOSTRE E FILM PER CONOSCERE FELICE E LE SUE OPERE:

Per conoscere l'arte di Felice Tagliaferri si possono visitare alcune mostre con sue opere. Fino al 30 aprile, sul molo di Genova di fronte all'Acquario, all'interno della mostra Dialogo nel buio (www.dialogonelbuio.genova.it) è esposta una selezione delle opere di Felice Tagliaferri. Dal 18 aprile al 28 giugno, a Vanzago (Milano), a Palazzo Calderara, si terrà la mostra internazionale Arte senza confini - Arte: cibo dell'anima in cui 100 artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui Tagliaferri, proporranno opere per far riflettere sui temi di Expo2015. Periodicamente viene riproposto anche il film Un albero indiano di Silvio Soldini (nella foto sopra con Tagliaferri) e Giorgio Garini sull'esperienza di Tagliaferri in India. Prossimo appuntamento a Venezia, il 16 aprile alle ore 17.15 presso l'auditorium Santa Margherita dell'Università Cà Foscari (Dorsoduro, Campo Santa Margherita 3689). Il 15 maggio a Cava de' Tirreni (Salerno) si terrà la proiezione del film seguita da un dibattito con gli autori e i protagonisti. Per aggiornamenti sulle prossime date: www.cbmitalia.

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Genova Today del 21-04-2015

Il Cristo rivelato, la scultura tattile di Felice Tagliaferri a Palazzo Tursi

GENOVA. Mercoledì 22 aprile, alle ore 17.30, verrà inaugurato nell'atrio di Palazzo Tursi il Cristo riVelato, una scultura tattile dell'artista non vedente Felice Tagliaferri.

Felice Tagliaferri, diventato cieco all'età di 14 anni, è la prova vivente che i limiti dell'handicap possono essere superati. Nel 2008, dopo che non gli è stato consentito di vedere a suo modo, cioè con le mani, la celebre scultura il "Cristo Velato" di Giuseppe Sanmartino, esposta nella Cappella Sansevero a Napoli, Tagliaferri ha deciso di realizzare questa sua straordinaria e imponente opera di ben 1.800 kg.

Il Cristo riVelato di Tagliaferri - che è stato benedetto da Papa Benedetto XVI - sarà a Palazzo Tursi fino al 22 giugno.

Mercoledì 22 aprile il programma proseguirà alle ore 19 sulla Chiatta di Dialogo nel Buio con un incontro con lo scultore e la proiezione del film "Un albero indiano", di Silvio Soldini e Giorgio Garini con Felice Tagliaferri, realizzato da CBM Italia Onlus.

L'evento è aperto a tutti e ad ingresso libero.

Le iniziative sono organizzate dal Comune di Genova insieme a Istituto David Chiossone onlus, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus - Consiglio Regionale della Liguria e Sezione Provinciale di Genova e Dialogo nel Buio di Genova.

Il Comune di Genova sostiene il progetto di Dialogo nel Buio, diventato permanente grazie all'impegno dell'Istituto Chiossone, al sostegno del Gruppo ERG, alla collaborazione di Costa Edutainment S.p.A e della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, che ne curano la gestione (www.dialogonelbuio.genova.it)

A Dialogo nel Buio i visitatori affrontano un viaggio di 45 minuti nella totale oscurità per sperimentare un nuovo modo di "vedere" la realtà, affidandosi esclusivamente ai sensi del tatto, dell'udito, dell'olfatto, del gusto. Ad accompagnare i visitatori le guide non vedenti, fulcro dell'esperienza di Dialogo nel Buio che rappresenta un momento di scambio tra chi vede e chi non vede.

CRISTO RiVELATO

Inaugurazione della scultura tattile di Felice Tagliaferri

Atrio di Palazzo Tursi

Mercoledì 22 aprile, ore 17.30

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focus

Giornale UICI del 10-04-2015

Centro di Documentazione Giuridica: Corte Costituzionale sentenza n. 22/2015: riconoscimento delle provvidenze economiche agli stranieri «ciechi civili parziali» e «ciechi ventesimisti»

a cura di Paolo Colombo

La Corte Costituzionale, il 27 gennaio u.s., ha emesso una sentenza che conferma l'orientamento favorevole alla concessione delle previdenze economiche ai non vedenti stranieri.

Nella sentenza 22/2015, precisa nuovamente la Suprema Corte che le provvidenze per indennità non sono condizionate al possedimento del permesso di soggiorno di lunga durata per le persone provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione Europea. Essa in particolare, si esprime sulla pensione per i «ciechi civili parziali» e sull'indennità speciale per i «ciechi ventesimisti» stranieri riconoscendo l'illegittimità costituzionale delle norme che prevedono il possesso del permesso di soggiorno di lunga durata per il riconoscimento della citate previdenze.

Nella sentenza di cui si riporta il testo integrale in allegato, la Corte Costituzionale, riprendendo i precedenti pronunciamenti in materia, chiarisce nuovamente che è illegittimo conferire tali provvidenze solo a chi è in possesso del permesso di soggiorno di lunga durata; infatti, anche alle persone che provengono da Paesi extra-europei soggiornanti in Italia e che hanno limitazioni alle funzioni visive (persone cieche parziali e cieche ventesimiste) spetta la «pensione ai ciechi parziali» e «l'indennità speciale ciechi ventesimisti», anche se non sono in possesso della carta di soggiorno.

Tale Sentenza segue l'indirizzo già adottato dalla Corte Costituzionale con i precedenti pronunciamenti sull'indennità mensile di frequenza, sull'indennità di accompagnamento per gli invalidi civili, sulla pensione per le persone con invalidità civile totale e sull'assegno mensile di assistenza per le persone con invalidità civile parziale.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Sentenza della Corte Costituzionale 27 gennaio 2015, n. 22

"Giudizio di legittimità costituzionale su Art. 80, c. 19° , della legge 23/12/2000, n. 388, in combinato disposto con l'art. 9, c. 1°, del decreto legislativo 25/07/1998, n. 286, come modificato dall'art. 9, c. 1°, della legge 30/07/2002, n. 189, poi sostituito dall'art. 1, c. 1°, lett. a), del decreto legislativo 08/01/2007, n.3. art. 80, c. 19° legge del 23/12/2000 n. 388"

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Alessandro CRISCUOLO; Giudici : Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO, Silvana SCIARRA, Daria de PRETIS, Nicolò ZANON,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ? legge finanziaria 2001), in combinato disposto con l'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall'art. 9, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), poi sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 (Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo), promosso dalla Corte d'appello di Bologna con ordinanza del 20 settembre 2012 e nel giudizio di legittimità costituzionale del predetto art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ? legge finanziaria 2001), promosso dalla Corte di cassazione con ordinanza del 20 maggio 2014, iscritte rispettivamente al n. 4 del registro ordinanze 2013 e al n. 148 del registro ordinanze 2014 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 5, prima serie speciale, dell'anno 2013 e n. 39, prima serie speciale, dell'anno 2014.

Visti gli atti di costituzione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS);

udito nell'udienza pubblica del 27 gennaio 2015 il Giudice relatore Paolo Grossi;

udito l'avvocato Clementina Pulli per l'INPS.

Ritenuto in fatto

1.? Con ordinanza del 20 settembre 2012, la Corte d'appello di Bologna ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, primo comma, 32, 38 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all'art. 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e all'art. 1 del relativo Primo Protocollo addizionale, questione di legittimità costituzionale del «combinato disposto» dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ? legge finanziaria 2001) e dell'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall'art. 9, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), poi sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 (Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo), «in correlazione» con l'art. 8 della legge 10 febbraio 1962, n. 66 (Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili) e con l'art. 3, comma 1, della legge 21 novembre 1988, n. 508 (Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti).

Alla luce dei princìpi affermati nella giurisprudenza costituzionale, il giudice rimettente reputa manifestamente irragionevole subordinare «l'attribuzione di una prestazione assistenziale quale la indennità di accompagnamento riconosciuta al c.d. cieco civile ventesimista», al possesso di un titolo alla permanenza nel territorio dello Stato che richiede, tra l'altro, la titolarità di un reddito; con «incidenza negativa», anche, sul diritto alla salute (art. 32 Cost.), sui diritti riconosciuti dagli altri parametri evocati (artt. 2, 3 e 38 Cost.) nonché sui diritti inviolabili della persona tutelati dalle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (art. 10, primo comma, Cost.), che vietano la discriminazione nei confronti degli stranieri legalmente soggiornanti; con violazione anche dell'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 14 della CEDU e all'art. 1 del relativo Primo Protocollo addizionale.

Tutti questi rilievi varrebbero «a maggiore ragione» anche per il diritto alla pensione; con la conseguenza che la subordinazione della attribuzione di tale prestazione al possesso di un titolo di soggiorno, a sua volta subordinato alla titolarità di un reddito, «rende ancora più evidente la intrinseca irragionevolezza del complesso normativo in esame».

In punto di rilevanza, la questione appare pregiudiziale, posto che l'appellato possiederebbe tutti i requisiti per il riconoscimento delle prestazioni domandate, ad eccezione di quello richiesto dalla disposizione censurata.

2.? Nel giudizio si è costituito l'Istituto nazionale della previdenza sociale, (d'ora in avanti «INPS»), chiedendo che la questione sia dichiarata non fondata.

L'INPS osserva come, alla luce della stessa giurisprudenza costituzionale, debba considerarsi legittima l'introduzione di limitazioni all'attribuzione di prestazioni assistenziali e pensionistiche in relazione a taluni requisiti, come il reddito e la stabile permanenza nel territorio dello Stato.

Quanto, poi, alla CEDU, nel suo ambito «(peraltro, di evidente contenuto politico-programmatico)», non sarebbero «individuabili norme di rango costituzionale che impongano al legislatore di equiparare gli stranieri ai cittadini dell'Unione ai fini della concessione di provvidenze economiche di mera assistenza sociale», mentre la condizione giuridica dello straniero, regolata dalla legge, rispetterebbe il parametro di cui all'art. 10, primo comma, Cost., «in quanto le diverse prestazioni di assistenza sociale, riconosciute ai possessori di carta di soggiorno rispetto ai possessori di permesso di soggiorno, appaiono ispirate al principio di ragionevolezza e di rispetto della condizione dello straniero».

La norma censurata, d'altra parte, «inserita nella legge finanziaria», mirerebbe evidentemente anche a contemperare la concessione dei benefìci alle esigenze connesse alla limitatezza delle «risorse finanziarie disponibili»: da un lato, basandosi «sul presupposto della equiparazione del disabile straniero al disabile cittadino italiano ai fini dell'ottenimento delle provvidenze economiche di natura assistenziale» come quelle in discorso e, dall'altro, correlandosi al principio della non "esportabilità" delle provvidenze medesime in sede comunitaria, ai fini, anche, della prevenzione del fenomeno del cosiddetto "turismo assistenziale".

3.? Con ordinanza depositata il 20 maggio 2014, la Corte di cassazione ha sollevato #questione di legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della richiamata legge n. 388 del 2000, «nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione e della indennità di accompagnamento per ciechi assoluti e dell'assegno sociale maggiorato».

Passati in rassegna i motivi di ricorso ed enunciata la rilevanza della questione, il giudice rimettente ne illustra anche le ragioni di non manifesta infondatezza, richiamando la giurisprudenza costituzionale più volte soffermatasi sulla disciplina di cui alla disposizione censurata, dichiarata costituzionalmente illegittima in riferimento ai diversi istituti assistenziali di volta in volta presi in considerazione.

Viene, in particolare, rammentata la sentenza n. 40 del 2013, i cui princìpi - enunciati in riferimento alla condizione di soggetti «portatori di handicap fortemente invalidanti» - si ritiene non possano «non valere anche con riferimento alle prestazioni assistenziali, richieste nel giudizio principale»: si tratterebbe, infatti, di prestazioni destinate a «fornire alla persona un minimo "sostentamento" idoneo ad assicurare la sopravvivenza», in relazione a «una condizione fisica gravemente menomata», e predisposte per «consentire il concreto soddisfacimento dei "bisogni primari" inerenti alla stessa sfera di tutela della persona umana, che è compito della Repubblica promuovere e salvaguardare».

Si sottolinea, in particolare, la peculiarità propria dell'indennità di accompagnamento per ciechi rispetto all'omonima provvidenza prevista per altri invalidi e si osserva, quanto all'assegno sociale maggiorato, che nel giudizio principale risulta «inapplicabile "ratione temporis"» la disciplina di cui all'art. 20, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133.

Si esclude, infine, sia la possibilità di «una interpretazione costituzionalmente orientata» sia una disapplicazione della disposizione censurata per contrasto con l'art. 14 della CEDU, «"norma di principio"» priva, come tutte «le previsioni della Convenzione», di «efficacia diretta nel nostro ordinamento».

4.? Nel giudizio si è costituito l'INPS, che ha chiesto dichiararsi infondata la proposta questione.

Evidenziate le caratteristiche dell'assegno sociale, l'INPS osserva come, a seguito delle modifiche introdotte dall'art. 20, comma 10, del d.l. n. 112 del 2008, come convertito, questa provvidenza è corrisposta a condizione che gli aventi diritto abbiano soggiornato legalmente in via continuativa nel territorio nazionale per almeno dieci anni, così che il trattamento riservato allo straniero dalla norma denunciata risulta «sicuramente più favorevole rispetto a quello previsto per il cittadino italiano».

Effettivamente, peraltro, si sarebbero rimodulati «in senso restrittivo i requisiti costitutivi che consentono l'accesso alle provvidenze in questione», senza, tuttavia, che la risultante disciplina possa ritenersi illogica o irrazionale.

Quanto al profilo relativo alle norme CEDU come parametro interposto ed a quello concernente le esigenze di finanza pubblica alle quali riconnettere la norma censurata, l'INPS ripropone, in sostanza, gli argomenti già esposti.

5.? In una ulteriore memoria, depositata in prossimità dell'udienza, l'INPS ha insistito nella richiesta formulata, sottolineando, in particolare, «la differenza tra l'assegno sociale e le altre prestazioni assistenziali», anche in ragione della «disciplina differenziata prevista dal Legislatore per l'accesso» alle medesime.

Considerato in diritto

1.? La Corte è chiamata a giudicare della legittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ? legge finanziaria 2001), denunciato dalla Corte d'appello di Bologna, con ordinanza del 20 settembre 2012, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, primo comma, 32, 38 e 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all'art. 14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e all'art. 1 del relativo Primo Protocollo addizionale - in «combinato disposto» con l'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall'art. 9, comma 1, della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), poi sostituito dall'art. 1, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3 (Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo), e «in correlazione» con l'art. 8 della legge 10 febbraio 1962, n. 66 (Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili) e con l'art. 3, comma 1, della legge 21 novembre 1988, n. 508 (Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti) -; nonché dalla Corte di cassazione, con ordinanza depositata il 20 maggio 2014, «nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione e della indennità di accompagnamento per ciechi assoluti e dell'assegno sociale maggiorato».

2.? Avendo ad oggetto una medesima disposizione, i giudizi vanno riuniti per essere definiti con un'unica pronuncia.

La questione prospettata dalla Corte d'appello di Bologna relativamente all'art. 9, comma 1, del decreto legislativo n. 286 del 1998, come modificato, «in combinato disposto» con il predetto art. 80, comma 19, della legge n. 388 del 2000, appare priva di autonomia agli effetti del petitum perseguito, essendo quest'ultimo evidentemente diretto a rimuovere la preclusione prevista in linea generale per i cittadini extracomunitari e riferibile anche alle provvidenze in discorso.

3.? Va preliminarmente rilevato che l'ordinanza rimessa dalla Corte di cassazione presenta insuperabili carenze nella motivazione, tanto in ordine all'esatta e specifica individuazione dei parametri costituzionali che si assumono violati, quanto in merito alle ragioni della non manifesta infondatezza, ponendo, dunque, una questione che va dichiarata manifestamente inammissibile. Il giudice rimettente si limita, infatti, ad operare un semplice rinvio, per relationem, all'eccezione sollevata dalla parte ricorrente e ad una rievocazione, peraltro generica, dei princìpi posti a base di numerose pronunce di questa Corte relativamente alla stessa materia. Viene, in particolare, richiamata la sentenza n. 40 del 2013, con la quale fu dichiarata l'illegittimità costituzionale della disposizione qui all'esame, nella parte in cui subordinava al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato dell'indennità di accompagnamento, di cui all'art. 1 della legge 11 febbraio 1980, n. 18 (Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili), e della pensione di inabilità, di cui all'art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili).

Occorre ribadire, al riguardo, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, che, ai fini del necessario scrutinio della rilevanza della questione sottoposta nonché dei profili della sua non manifesta infondatezza, il giudice rimettente non può esimersi dal fornire, nell'atto di promovimento, un'esauriente ed autonoma motivazione (ordinanza n. 33 del 2014): dovendosi, invece, escludere che il mero recepimento o la semplice prospettazione di argomenti sviluppati dalle parti o rinvenuti nella giurisprudenza, anche costituzionale, equivalgano a chiarire, per sé stessi, le ragioni per le quali "quel" giudice reputi che la norma applicabile in "quel" processo risulti in contrasto con il dettato costituzionale (nello stesso senso, sentenza n. 7 del 2014).

L'enunciata carenza, d'altra parte, non appare, nella specie, emendabile neppure attraverso una sorta di "interpretazione contenutistica" del provvedimento: se si esclude, infatti, un fugace accenno alla violazione del principio di solidarietà, non risultano additati, con autonomo apprezzamento, specifici "vizi" della normativa censurata, né risulta operata alcuna autonoma selezione di profili di illegittimità, in riferimento a specifici parametri, rispetto a quelli complessivamente rintracciati nelle "fonti" richiamate.

Nel dubitare della legittimità della norma denunciata, la Corte rimettente non sembra abbia, d'altra parte, considerato significativo, sotto alcun profilo, un eventuale problema di compatibilità - astrattamente riguardante i cittadini extracomunitari così come gli italiani - tra le varie misure assistenziali in discussione (e, in particolare, tra l'assegno sociale e la pensione di inabilità): le quali appaiono immotivatamente accomunate sul versante delle garanzie di "non discriminazione", peraltro solo implicitamente evocate, nonostante le differenze nella ratio, nella disciplina positiva e nelle finalità - in ipotesi, appunto, perfino alternative - che le caratterizzano.

4.? È fondata, invece, la questione sollevata dalla Corte d'appello di Bologna e riferita alla previsione che subordina alla titolarità della carta di soggiorno la concessione, in favore dei ciechi extracomunitari, della pensione di cui all'art. 8 della legge n. 66 del 1962, a norma del quale «Tutti coloro che siano colpiti da cecità assoluta o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, hanno diritto alla corresponsione della pensione a decorrere dal compimento del 18° anno di età» nonché della speciale indennità di cui all'art. 3, comma 1, della legge n. 508 del 1988, secondo cui «A decorrere dal 1° gennaio 1988, ai cittadini riconosciuti ciechi, con residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, è concessa una speciale indennità non reversibile al solo titolo della minorazione di L. 50.000 mensili per dodici mensilità».

Al riguardo, appare utile, anzitutto, muovere dal precedente specifico costituito dalla già richiamata sentenza n. 40 del 2013.

In questa decisione, prendendo in esame l'identica condizione ostativa della necessaria titolarità della carta di soggiorno (ora permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, a norma del decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 3, recante «Attuazione della direttiva 2003/109/CE relativa allo status di cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo»), ai fini del riconoscimento agli stranieri extracomunitari dell'indennità di accompagnamento (di cui all'art. 1 della legge n. 18 del 1980) e della pensione di inabilità (di cui all'art. 12 della legge n. 118 del 1971) (provvidenze del tutto simili a quelle in esame), la Corte rilevò in particolare, sulla scia di proprie analoghe precedenti pronunce, come, nell'ipotesi in cui vengano in rilievo provvidenze destinate al sostentamento della persona nonché alla salvaguardia di condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui il disabile si trova inserito, «qualsiasi discrimine fra cittadini e stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, fondato su requisiti diversi da quelli previsti per la generalità dei soggetti, finisce per risultare in contrasto con il principio di non discriminazione di cui all'art. 14 della CEDU», per come interpretato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Questi princìpi dovevano trovare applicazione - si osservò - anche in riferimento alle misure assistenziali prese in considerazione nel frangente, in riferimento a benefìci rivolti a soggetti in gravi condizioni di salute, portatori di impedimenti fortemente invalidanti, la cui tutela implicava il coinvolgimento di una serie di valori di essenziale risalto e tutti di rilievo costituzionale, a cominciare da quello della solidarietà, enunciato all'art. 2 Cost. Del resto - si disse - anche le diverse convenzioni internazionali, che parimenti presidiano i corrispondenti valori, rendevano «priva di giustificazione la previsione di un regime restrittivo (ratione temporis, così come ratione census) nei confronti di cittadini extracomunitari, legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato da tempo apprezzabile ed in modo non episodico».

I rilievi appena richiamati debbono, a fortiori, essere riaffermati in riferimento allo stato delle persone non vedenti. La specificità, infatti, dei connotati invalidanti - resa evidente dalla particolare attenzione e dal favor che caratterizzano, da epoca ormai risalente, la normativa di settore, con la previsione di diverse provvidenze per le persone che risultino averne titolo - renderebbe ancora più arduo giustificare, nella dimensione costituzionale della convivenza solidale, una condizione ostativa - inevitabilmente discriminatoria - che subordini al possesso della carta di soggiorno la fruizione di benefìci intrinsecamente raccordati alla necessità di assicurare a ciascuna persona, nella più ampia e compatibile misura, condizioni minime di vita e di salute.

Ove così non fosse, d'altra parte, specifiche provvidenze di carattere assistenziale - inerenti alla sfera di protezione di situazioni di inabilità gravi e insuscettibili di efficace salvaguardia al di fuori degli interventi che la Repubblica prevede in adempimento degli inderogabili doveri di solidarietà (art. 2 Cost.) - verrebbero fatte dipendere, nel caso degli stranieri extracomunitari, da requisiti di carattere meramente "temporale", del tutto incompatibili con l'indifferibilità e la pregnanza dei relativi bisogni: i quali requisiti ineluttabilmente finirebbero per innestare nel tessuto normativo condizioni incoerenti e incompatibili con la natura stessa delle provvidenze, generando effetti irragionevolmente pregiudizievoli rispetto al valore fondamentale di ciascuna persona.

La disposizione denunciata, pertanto, risultando in contrasto con gli evocati parametri costituzionali e con i relativi princìpi - oltre che con quelli più volte affermati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo -, deve essere dichiarata costituzionalmente illegittima.

per questi motivi

La Corte costituzionale

riuniti i giudizi,

1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ? legge finanziaria 2001), nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione di cui all'art. 8 della legge 10 febbraio 1962, n. 66 (Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili) e dell'indennità di cui all'art. 3, comma 1, della legge 21 novembre 1988, n. 508 (Norme integrative in materia di assistenza economica agli invalidi civili, ai ciechi civili ed ai sordomuti);

2) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di cassazione con l'ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 27 gennaio 2015.

F.to:

Alessandro CRISCUOLO, Presidente

Paolo GROSSI, Redattore

Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 27 febbraio 2015.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Gabriella Paola MELATTI

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Giornale UICI del 24-04-2015

Centro di Ricerca Giuridica - La Cassazione non ritiene applicabili ai trasferimenti disciplinari le garanzie della legge 104

a cura di Paolo Colombo

La Cassazione, con la sentenza 6917 del 13 gennaio 2015, respinge il ricorso di un magistrato beneficiario della legge 104, trasferito d'ufficio per illeciti disciplinari.

Il magistrato che viene trasferito per motivi disciplinari non può dunque invocare la tutela concessa dalla legge 104 alle disabili.

Secondo il magistrato la sua condizione di invalido e quella di sua madre avrebbero dovuto bloccare il cambio di sede disposto dal CSM. Ad impedirlo c'erano i diritti concessi dalla legge quadro (104/1992) che garantisce, ove possibile, la scelta della sede di lavoro più vicina al genitore o al familiare del lavoratore pubblico o privato, vietando il trasferimento senza consenso dell'invalido.

Il trasferimento del magistrato, disposto in via cautelare dalla sezione disciplinare del CSM, non si pone però in contrasto con la l. n. 104/1992, in materia di assistenza alle persone disabili - che attribuisce al lavoratore che assiste un parente invalido il diritto alla scelta del luogo di lavoro - in quanto nel caso di specie, sono prevalse le esigenze di tutela del prestigio dell'istituzione giudiziaria.

La Cassazione infatti ha puntato l'attenzione sull'espressione "ove possibile" contenuta nell'art. 33 comma 5 della legge 104. L'esercizio del diritto non deve, infatti, comportare una lesione eccessiva delle esigenze organizzative ed economiche del datore di lavoro o determinare un danno per la collettività, compromettendo il buon andamento e l'efficienza della pubblica amministrazione. La Suprema Corte inoltre ha precisato che l''esigenza di contemperare i diversi interessi resta anche alla luce della modifiche apportate dalla legge 53/2000 che, ai fini del diritto alla tutela, ha tolto il requisito della convivenza.

Le garanzie della 104 trovano però un ostacolo nel rispetto dell'obiettivo della norma sui trasferimenti cautelari che è quello di evitare la permanenza nel luogo dell'illecito per non aggravare la posizione dell'interessato, ma, soprattutto per non compromettere la funzione giudiziaria e il prestigio della magistratura.

Ecco l'estratto della sentenza commentata

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Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 13 gennaio - 7 aprile, n. 6917 Presidente Rovelli - Relatore Vivaldi

Motivi della decisione

Con il primo motivo il ricorrente denuncia inosservanza ed erronea applicazione di legge ai sensi dell'art. 606, lett. B) c.p.c. in riferimento all'art. 3 e 33, commi 3, 5 e 6 della Legge 104/1992, nonché dei principi costituzionali sottesi alla citata legge ex artt. 32 e 38 Cost., nonché violazione dei principi della convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità recepita con legge n. 18/2009, in riferimento agli artt. 13 e 22 del D.Lgs. 109/2006; nonché contraddittoria e manifesta illogicità ai sensi dell'art. 606, lett. E) c.p.c. dell'ordinanza cautelare n. 95/2014 in questa sede impugnata.

Con il secondo motivo si denuncia inosservanza ed erronea applicazione di legge ai sensi dell'art. 606, lett. B) c.p.c. in riferimento all'art. 3 e 33, commi 3, 5 e 6 della Legge 104/1992, nonché in riferimento agli artt. 13 e 22 del D.Lgs. 109/2006; ed ancora si deduce contraddittorietà e manifesta illogicità ai sensi dell'art. 606, lett. E) c.p.c. dell'ordinanza cautelare n. 95/2014 in questa sede impugnata.

I due motivi intimamente connessi sono trattati congiuntamente.

L'attuale ricorrente - sostituto procuratore presso il tribunale di Campobasso - trasferito ai sensi dell'art. 13, comma 2 e 22 d.lgs. n. 109 del 2006 al tribunale di Rovigo con funzioni di giudice (ord. n. 72 del 2014), ha censurato l'ordinanza n. 95 del 2014, con la quale il Consiglio Superiore della Magistratura ha affermato l'inapplicabilità della disciplina prevista dall'art. 33, comma 5, L. n. 104 del 1992 ai trasferimenti cautelari per i quali si prescinde dal consenso dell'interessato.

La richiesta di essere destinato a sede più vicina a quella di provenienza è giustificata dalla condizione di invalidità della madre e dello stesso ricorrente.

Le ragioni di infondatezza dei motivi.

Va, in via preliminare, ricordato che la legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, n. 104 del 1992, ha stabilito, all'articolo 33, comma 5 (come novellato dalla legge n. 53/2000), che il genitore o il familiare, lavoratore pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il terzo grado handicappato, ha diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

La norma - anche alla luce degli interventi della Corte costituzionale - va interpretata secondo un criterio di rigore al fine di evitare abusi nella sua applicazione.

Il Giudice delle leggi, pur riconoscendo il valore primario della solidarietà e della tutela dei soggetti portatori di handicap, ha dato rilievo alla discrezionalità del Legislatore nell'individuare gli strumenti normativi finalizzati a garantire la condizione del portatore di handicap "mediante la interrelazione e la integrazione dei valori espressi dal complessivo disegno costituzionale" (Corte Cost. 22.7.2002 n. 372; Corte cost. n. 406 del 1992; Corte Cost. n. 246 del 1997; Corte Cost. n. 396 del 1997; Corte Cost. n. 325 del 1996; v. anche S.U. 9.7.2009 n. 16102).

La norma dell'art. 33 riconosce al lavoratore che assista un parente invalido la scelta della sede di lavoro all'atto dell'assunzione, od anche nel caso di successivo trasferimento a domanda.

Ciò, però, ove possibile; il che vuoi dire che l'esercizio di quel diritto non deve comportare una lesione eccessiva delle esigenze organizzative ed economiche del datore di lavoro privato, o determinare un danno per la collettività, compromettendo il buon andamento e l'efficienza della pubblica amministrazione.

La stessa finalità di contemperamento di opposti interessi privati e pubblici, tutti parimenti rapportabili a valori di rango costituzionale, permane pur dopo la novella del testo originario dell'art. 33 della legge n. 104, operata con la legge n. 53 del 2000 che ha tolto il requisito della convivenza, lasciando, però intatti tutti gli altri (effettiva continuità nell'assistenza, carattere di particolare gravità dell'handicap di cui soffre il congiunto, necessità di prestazioni assistenziali permanenti, incompatibili con sede distante, mancanza di altri supporti parentali (v. fra le altre CdS, Sez. VI, 30 aprile 2002, n. 2319; CdS, Sez. IV, 22 febbraio 2006, n.793; CdS, Sez. IV, 3 dicembre 2010, n. 8527).

Queste brevi note sulla ratio e sulle finalità della legge n. 104 del 1992 ed in particolare dell'art. 33, comma 5 - anche al di là della ricorrenza o meno dei requisiti richiesti - rendono evidente la sua inapplicabilità, sia con riferimento al genitore, sia con riferimento allo stesso magistrato, al trasferimento cautelare.

Diversamente, verrebbe contraddetto proprio il presupposto sul quale questo si fonda, vale a dire l'irrilevanza del consenso del destinatario del provvedimento, laddove la norma dell'art. 33, comma 5 l. n. 104 del 1992, esclude testualmente che il dipendente che si trovi nelle condizioni di cui al comma 3, possa essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso.

La ratio legis del trasferimento cautelare, invece, è quella di evitare che la permanenza nel luogo in cui si sono verificati i fatti oggetto della contestazione in sede disciplinare possa ulteriormente aggravare la posizione dell'interessato e, soprattutto compromettere i principii fondamentali ai quali è improntata la funzione giudiziaria, nonché il prestigio dell'istituzione giudiziaria stessa (S.U. 28.9.2009 n. 20730; S.U. 8.7.2009 n. 15976).

Conclusivamente il ricorso è rigettato.

Nessun provvedimento è adottato in ordine alle spese, non avendo gli intimati svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla spese.

A cura di Paolo Colombo

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Giornale UICI del 03-04-2015

Centro di Documentazione Giuridica: Licenziamento disabile: obbligo di doppia verifica della inidoneità

a cura di Paolo Colombo

Con sentenza 4757/2015, la Cassazione ha affermato che risulta illegittimo il licenziamento disposto per inidoneità sopravvenuta del lavoratore allo svolgimento delle mansioni sul presupposto del solo accertamento compiuto dal medico competente e senza aver atteso gli esiti del successivo riesame da parte della commissione sanitaria.

La Corte ha ulteriormente precisato che l'illegittimità del provvedimento espulsivo è motivata dal fatto che il datore non ha dato prova dell'impossibilità di reimpiegare il lavoratore altrove nell'ambito dell'azienda.

Il presupposto da cui muove la decisione è che, avverso la valutazione del medico competente circa l'idoneità/inidoneità parziale, temporanea o permanente del dipendente al disimpegno di una determinata attività, è consentito presentare ricorso, entro 30 giorni dalla comunicazione del giudizio medico, all'organo di vigilanza territorialmente competente.

Nel caso sul quale è stata chiamata a pronunciarsi la Suprema corte, l'intimazione del provvedimento espulsivo era intervenuta prima che la commissione sanitaria si fosse pronunciata sull'opposizione del lavoratore al giudizio espresso dal medico competente.

La Cassazione non si è, tuttavia, arrestata a questo accertamento, ma ha rilevato che l'invalidità del licenziamento emergeva anche sotto il profilo del mancato accertamento circa la possibilità di adibire il lavoratore allo svolgimento di altre mansioni disponibili in azienda, compatibili con le sue ridotte condizioni psico-fisiche.

La sentenza conferma che, in presenza di un licenziamento motivato con la inidoneità fisica al lavoro, il datore è chiamato a dimostrare l'impossibilità di utilizzare il dipendente in mansioni equivalenti e in un ambiente compatibile con il suo stato di salute, essendo il medesimo datore tenuto, inoltre, a confutare le allegazioni espresse dal dipendente circa il suo possibile repêchage in altre mansioni nell'ambito della compagine aziendale.

La Suprema Corte ha precisato che, in tale contesto, non costituisce violazione del principio costituzionale di libertà di iniziativa economica la decisione del giudice di dichiarare l'illegittimità del licenziamento per sopravvenuta inidoneità alla mansione, se il datore non ha preventivamente valutato la possibilità di assegnare al dipendente mansioni diverse e di pari livello.

Questa conclusione, ad avviso dei giudici, può essere superata unicamente se la riassegnazione del lavoratore ad altre posizioni possa indurre un'alterazione dell'organizzazione aziendale o un trasferimento di altri lavoratori.

In questo caso, come riconosciuto da un consolidato indirizzo, al datore di lavoro non può farsi obbligo di ricollocare il dipendente risultato inidoneo alle specifiche mansioni, atteso che una diversa conclusione comporterebbe una ingerenza sull'assetto organizzativo insindacabilmente stabilito dall'impresa.

In allegato il testo della commentata sentenza.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Ultima ora

1) Comunicato n. 79, diramato in data 06-05-2015

"IL LAVORO FA PER ME!" - Convegno Nazionale sul Lavoro e Occupazione - Appuntamento a Napoli, 11 e 12 giugno 2015 presso Aula MAGNA del Dipartimento di Scienze e Tecnologie - Università degli Studi "Parthenope" Centro Direzionale Isola C4

Care amiche, cari amici,

"IL LAVORO FA PER ME!" è il titolo che abbiamo voluto dare al Convegno Nazionale, promosso dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con il supporto organizzativo e finanziario dell'I.Ri.Fo.R., dedicato alla disabilità visiva e alle azioni positive volte all'inclusione lavorativa, tra criticità presenti e prospettive future.

<Il lavoro è luce che ritorna>, scriveva Paolo Bentivoglio, uno dei padri nobili dell'Unione.

Il lavoro come diritto e come opportunità, è l'unica via da percorrere per una vera emancipazione civile e per una effettiva indipendenza personale delle persone con disabilità.

Con questo grande appuntamento di Napoli vogliamo riportare al centro dell'attenzione il tema del Lavoro e stimolare atteggiamenti socialmente responsabili, da parte delle organizzazioni e delle istituzioni pubbliche e private che operano in seno alla società civile, per la conquista di un vero sistema di welfare, volto a conferire ai ciechi e agli ipovedenti italiani la più completa dignità di persone e l'uguaglianza di cittadini tra i cittadini.

Al Convegno interverranno autorità parlamentari e di Governo, dirigenti e funzionari pubblici, tecnici e professionisti operatori del settore, autorevoli personalità del mondo datoriale e sindacale, esponenti delle grandi Federazioni Nazionali delle persone con disabilità, per confrontarsi sui nuovi modelli gestionali e sulle moderne modalità organizzative che possano risultare funzionali all'occupazione di persone non vedenti e ipovedenti, e più in generale con disabilità, per rendere meno difficoltosa una loro integrazione entro un sistema permeabile alla dinamicità del mondo del lavoro.

Come si può immaginare, l'importanza di questo appuntamento è dettata proprio dall'attualità dell'argomento affrontato: la Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge N. 68/1999 fotografa una realtà alle prese con una pesante crisi occupazionale, dalla quale deriva una mancata copertura pari a 109.005 assunzioni su una disponibilità complessiva di 275.726 posti, corrispondente ad una percentuale di evasione prossima al 40 per cento.

Sempre dalla Relazione, risulta accresciuto il numero dei ciechi e degli ipovedenti in cerca di occupazione, con particolare penalizzazione per le donne e i giovani.

Questi dati negativi, lungi dal generare rassegnazione, devono invece costituire per noi lo stimolo e il motore per inaugurare un "nuovo inizio", per intraprendere un nuovo cammino di risultati e di speranza, per riprenderci il nostro futuro.

Vi allego il programma preliminare del Convegno, anche se potrebbe subire ancora alcune variazioni.

Un'occasione importante di confronto e di conoscenza, alla quale non si può mancare.

La partecipazione è aperta a tutti.

Il Consiglio di Amministrazione dell'I.Ri.Fo.R., il Consiglio Nazionale UICI, la commissione nazionale Lavoro con i relativi comitati nazionali, un rappresentante per ogni Consiglio Regionale e Sezionale, sono invitati con oneri a carico dell'organizzazione.

Ulteriori informazioni di carattere logistico verranno fornite tempestivamente con successive comunicazioni.

Confido di potervi incontrare numerosi a Napoli, per condividere un momento di assoluto valore per la nostra Unione, quale rilancio delle tematiche relative al Diritto al Lavoro.

Per qualsiasi necessità, contattate lo Staff Organizzativo:

Emanuele Ceccarelli 06 699 883 12

Manuela Fiorillo 06 699 883 31

Antonietta Ricciardone 06 699 883 86

e-mail: lavoro@uiciechi.it

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

______________________________________________________________________________________

"IL LAVORO FA PER ME!"

Napoli, 11 e 12 giugno 2015

Università degli Studi "Parthenope"

Dipartimento di Scienze e Tecnologie

Aula MAGNA - Centro Direzionale Isola C4

Programma preliminare

Giovedì 11 giugno 2015

Sessione antimeridiana: relazioni tematiche

ore 8.30 Registrazione dei partecipanti

ore 9.30 Saluti delle Autorità ed introduzione dei lavori

Presidente Nazionale UICI e Autorità istituzionali

ore 9.45 Introduzione ai lavori. Il futuro inizia dal lavoro: politiche di intervento a favore delle

persone con disabilità

Le politiche sociali nel contesto nazionale ed internazionale

ore 10.30 Politiche, servizi e modelli organizzativi per una vita indipendente e per l'inclusione nella società: i lavori dell'Osservatorio

ore 11.00 Prospettive per l'attuazione del Programma d'Azione Italiano nel quadro della Convenzione ONU

ore 11.30 Rafforzare l'interlocuzione tra Europa, Governo ed Enti locali per un lavoro indipendente: un dialogo a più voci

ore 12.00 Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge N. 68/1999

ore 12.30 Il lavoro degli operatori telefonici minorati della vista al tempo della crisi: tra passato e nuove prospettive

ore 13.00 Disabilità e lavoro. Pari opportunità e diritto allo studio e al lavoro

ore 13.30 Pausa

Sessione pomeridiana: approfondimenti tematici

ore 15.00 Ripresa dei lavori

Programmazione sociale e sviluppo dei servizi sociali territoriali

ore 15.15 Giovani e mercato del lavoro: instabilità, partecipazione e formazione

ore 16.00 Information&Communication Techonology per migliorare la qualità di vita e di lavoro

delle persone con disabilità

ore 16.30 La progettazione sociale come framework condiviso e le regole della concertazione

ore 17.00 Tavola Rotonda. Le riflessioni e le proposte delle organizzazioni della società civile e delle parti sociali

Referenti delle principali sigle sindacali CGIL CISL UIL e UGL e delle organizzazioni dei datori di lavoro.

Ore 18.30 Fine dei lavori

Venerdì 12 giugno 2015

Sessione antimeridiana: esperienze a confronto

ore 9.15 Inizio dei lavori

Analisi di esperienze di vita vissuta verso nuovi Ambiti occupazionali

ore 9.30 Sensibilizzare ad una cultura delle differenze: universalità dei diritti, specificità delle tutele

ore 10.00 La riforma del mercato del lavoro, tra Job Acts e tutele crescenti. Le nuove frontiere dei call center nel lavoro diffuso

ore 10.30 L'impiego razionale delle risorse umane. Analisi di casi pratici di riconversione professionale nelle aziende

ore 12.00 Creatività e lavoro

ore 12.30 Conclusioni

Luciano Paschetta, Direttore I.Ri.Fo.R.

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2) Comunicato n. 81, diramato in data 08-05-2015

Soggiorno montano nel verde delle Dolomiti dal 13 al 27 giugno

Su indicazione della Commissione nazionale anziani, proponiamo un soggiorno montano dal 13 al 27 giugno presso l'Olimpic Tu3rismo "Antico Borgo" di Spiazzo Rendena in provincia di Trento.

L'hotel si trova di fronte a un bellissimo parco ed è dotato di ampi spazi comuni, sala polifunzionale e sala soggiorno, veranda solarium attrezzata, zona benessere con sauna e cabina massaggi.

Le quote del soggiorno, procapite, a pacchetto, sia per la persona anziana non vedente sia per l'accompagnatore, sono:

Pacchetto 14 giorni :

Pacchetto 7 giorni :

L'offerta include

Prenotazioni

- per email info@centroletorri.it

- telefonicamente al 050 32 270.

Verranno organizzate, su richiesta, escursioni di grande interesse.

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3) Comunicato n. 86, diramato in data 11-05-2015

Scambio giovanile internazionale in Belgio sull'importanza delle iniziative dei cittadini e il teatro

L'U.I.C.I. è stata sollecitata dall'associazione Lunaria la quale intende coinvolgere due giovani con disabilità visiva in uno scambio giovanile internazionale dal titolo "Spotlight on local initiatives" (Iniziative locali sotto i riflettori).

All'U.I.C.I. è stato chiesto di individuare due partecipanti con disabilità visiva e un accompagnatore tra i 16 e i 25 anni per partecipare allo scambio giovanile che avrà luogo a Marche-en-Famenne (Belgio) dal 17 al 30 agosto 2015.

I limiti di età Per i partecipanti non vedenti sono indicati appunto in ventisei anni. Per l'accompagnatore pare sia tollerata una maggiorazione di qualche anno.

Durante lo scambio i giovani rifletteranno sulle iniziative locali che possono promuovere la solidarietà e uno stile di vita sostenibile, traendo spunto dalle iniziative che sono state adottate nei loro paesi. Per ampliare la riflessione, il gruppo avrà l'opportunità di scoprire alcuni progetti locali realizzati nella regione in cui lo scambio avrà luogo.

Il gruppo dei partecipanti utilizzerà poi le proprie riflessioni e gli elementi di confronto acquisiti, per la realizzazione di una favola narrata con la tecnica del teatro delle ombre, con la presentazione finale dei risultati del progetto alla popolazione locale.

Verranno tenuti dei laboratori artistici per apprendere alcune tecniche di scrittura di racconto e per preparare tutti gli elementi necessari a un lavoro con il teatro delle ombre.

Lo scambio si propone come risultato:

- accrescere la consapevolezza dei giovani circa l'importanza della condivisione e della solidarietà

- promuovere le iniziative locali, realizzate per affrontare le difficoltà sociali, economiche e/o i problemi ambientali;

- ottenere un prodotto artistico che trasmetterà un messaggio collettivo lanciato dai partecipanti

- consentire ai giovani di ampliare le proprie prospettive e sviluppare la fiducia in sè stessi attraverso la realizzazione di laboratori artistici

- vivere una esperienza umana in un gruppo multinazionale e scoprire aspetti di altre culture

Tutte le attività si svolgeranno in lingua inglese ed è dunque necessario che partecipanti e accompagnatori ne abbiano una buona conoscenza.

I partecipanti e gli accompagnatori saranno alloggiati in una ex-scuola residenziale e i costi di vitto, alloggio e per le attività saranno coperti dagli organizzatori, mentre le spese di viaggio saranno rimborsate fino a un certo tetto, sulla base della distanza chilometrica, come segue:

170 euro da 500 a 1999 km;

270 euro da 2999 km in su.

L'accompagnatore dei ragazzi non vedenti avrà inoltre diritto a un gettone di presenza.

Le persone selezionate dovranno iscriversi all'associazione Lunaria al costo di EUR 30,00.

E' importante che gli interessati a partecipare allo scambio leggano con attenzione il documento allegato, redatto in lingua inglese, in modo da essere preparati a dare un contributo attivo allo scambio.

Requisito importante per l'accompagnatore è che sia un operatore sociale/giovanile con precedente esperienza di accompagnamento di persone cieche o ipovedenti e sia disponibile a partecipare alle attività e a collaborare con il gruppo per lo svolgimento del progetto.

Gli interessati potranno rivolgersi per ulteriori informazioni all'Ufficio Relazioni Internazionali dell'Unione:

tel: 06 699 883 88/375

email: inter@uiciechi.it

Chi volesse candidarsi per lo scambio sia come partecipante sia come accompagnatore, dovrà inviare una dichiarazione di interesse completa di nome, età, numero di telefono e indirizzo email all'Ufficio Relazioni Internazionali tramite le Sezioni territoriali dell'Unione http://www.uiciechi.it/organizzazione/regioni/indiceregioni.asp al più presto possibile e comunque non pià tardi di mercoledì 3 giugno p.v.

______________________________________________________________________________________

Il file .zip contenente il presente comunicato e l'ulteriore scheda di presentazione dell'iniziativa è scaricabile tramite il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2015/05/86.2015.zip

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