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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Marzo 2015

SOMMARIO

Le ragioni di una ... richiesta d'incontro al Presidente Nazionale

di Nicola Stilla

Nel gennaio del 2014 scrissi un articolo che fu pubblicato dalla nostra stampa; si intitolava "l'Unione che vorrei". Circa venti mesi prima della celebrazione del 23° Congresso Nazionale, con quell'articolo, resi noto che a quel Congresso, mi sarei candidato alla Presidenza Nazionale dell'Unione.

Due mesi dopo, il sottoscritto e l'attuale Presidente Nazionale, nel documento "Le ragioni di una scelta" dichiaravamo, tra l'altro, di essere entrambi interessati a candidarci in occasione del 23° Congresso Nazionale alla carica di Presidente Nazionale.

I passaggi che sono seguiti a quel documento li ho ricordati nel mio articolo "XXIII Congresso Nazionale dell'Unione: un po' di chiarezza e rilancio DI UN PROGETTO" pubblicato sempre dalla nostra stampa nel dicembre scorso; in quell'ultimo articolo ho inteso rilanciare la mia candidatura a Presidente Nazionale della nostra organizzazione.

Scusandomi per aver dovuto fare il riassunto delle puntate precedenti, tornato al presente, permettetemi una riflessione: credo sia del tutto legittimo che qualcuno abbia potuto ritenere prematuro il mio annuncio di candidatura, ma credo altrettanto legittimo pensare che altri, quell'annuncio, lo faranno solo quando converrà loro farlo. Come dire ... tutto ciò fa parte di un normale confronto, di una normale competizione; se è vero che a pensare male si fa peccato però qualche volta s'azzecca, è probabile che qualcuno faccia anche un po' di tattica (candidature ad orologeria?), pure quella perfettamente legittima.

Allora dov'è il problema?

Un problema è che nella quasi secolare storia dell'Unione, o per lo meno negli ultimi decenni, non ci si è mai trovati in presenza di più candidature alla carica di Presidente Nazionale; ha fatto eccezione il Congresso del 2010: di questo va dato atto e merito all'amico Mario Barbuto, allorché egli, ad un paio di mesi dal Congresso, decise di candidarsi a quella carica e giustamente chiese di poter "correre" disponendo di "pari opportunità" rispetto al candidato Tommaso Daniele.

In risposta al mio articolo del dicembre scorso, Mario Barbuto così, tra l'altro, scriveva:

"Voglio ribadire, comunque che io non ho ancora preso alcuna definitiva decisione sulla mia eventuale candidatura. Solo se l'Unione riterrà che io possa essere ancora utile e se personalmente mi riterrò davvero all'altezza del compito immane che attende il presidente nei prossimi cinque anni, potrò considerare una mia eventuale candidatura".

Caro Mario, vedi, questo è il nocciolo del problema: tu dici "solo se l'Unione riterrà che". Nell'incontro che ti ho chiesto il mese scorso (sarebbe stato bello trasmetterlo in streaming) ti avrei domandato: che cosa vuoi dire quando scrivi "Solo se l'Unione riterrà che"?

Chi stabilisce che cosa significa questa tua affermazione se non disponiamo di regole per dare a tutti la possibilità di capire quando e come l'Unione ritiene legittima una candidatura??

Correttamente, mi hai fatto notare che il nostro Statuto ed il nostro Regolamento non prevedono in proposito norme che possano darci un indirizzo a cui fare riferimento; è proprio perché consapevole di quella assenza di regole, che ti ho chiesto di poterti incontrare; a quella richiesta mi hai risposto che era prematuro.

In attesa dei tuoi tempi (ognuno ha i suoi), serenamente, mi sovviene di interrogarmi così: era davvero troppo presto cercare (sottolineo cercare) di ragionare tra amici, ed ancor meglio tra gentiluomini, per trovare una modalità magari condivisa per darci da qui al Congresso strumenti ed opportunità tali da garantire ai candidati già "in campo" ed a quelli che eventualmente verranno, le possibili (e sottolineo possibili) "pari opportunità" per competere?

Una Precisazione ...

Lasciamo ora da parte le candidature annunciate e quelle in divenire, e mi sia consentito, senza polemica, di fare una precisazione circa il rammarico del Presidente Nazionale per il fatto che, mentre era aperta in Parlamento la partita della legge di stabilità, qualcuno pensasse alla propria candidatura. Come se una cosa potesse impedire od ostacolare l'altra. Il Presidente sa, o dovrebbe sapere, che mentre riproponevo la mia candidatura, ho procurato - tra l'altro, e sottolineo tra l'altro! - un incontro a Roma con Matteo Salvini, al quale ha partecipato anche lo stesso Presidente, con qualche componente della Direzione Nazionale. A Roma si era molto impegnati per la legge di stabilità, e non solo per quella? Beh, anche sul territorio ci si è mossi per la legge di stabilità e il Presidente Nazionale questo lo sa molto bene; come sa molto bene che anche localmente non si è lavorato solo per quella. La mia agenda è a disposizione ...

Allora, dov'è il problema?

Un Dubbio ...

Caro Presidente, forse pensi che fare la "vittima", evocando "gufi" alla Renzi e biasimando coloro i quali perdono il proprio tempo a candidarsi mentre tu sei oberato di lavoro, possa essere di qualche utilità per accattivarsi oggi la simpatia e il consenso, domani i voti, magari del 23° Congresso Nazionale?

Chi vivrà vedrà ...

Nicola Stilla

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Dal notiziario della sezione uici di como del 05-02-2015

IL RICORDO DI CARLO BONACINA della sezione DI LECCO

Una tristissima notizia ci raggiunge lunedì pomeriggio: Carletto ci lascia. Il conosciutissimo Carlo Bonacina di Lecco è mancato all'affetto dei suoi cari familiari e di tantissimi soci, collaboratori, consiglieri e amici dell'UICI, del MAC e della Casa del cieco di Civate.

Ha seminato molto durante la sua intensa attività professionale presso il centralino del Comune di Lecco, attenta e sempre disponibile la sua presenza presso le sedi dell'Unione, del Movimento Apostolico Ciechi e della Casa di Civate, è riconosciuto da molti come un esempio di generosità e di sostegno a favore di chi soffre una particolare fragilità.

Lo ricordiamo come uomo che si è speso per gli altri senza badare troppo alle sue necessità personali di disabile visivo.

Grazie, Carlo, per tutto ciò che hai donato a noi della sezione di Como!

IL SALUTO DELLA SEZIONE UICI DI LECCO

Ciao Carlo! Sapevamo che non eri in forma ma non avremmo mai pensato che te ne saresti andato così in fretta!

Ti pensiamo nella casa del Padre, in piedi, gustandoti delle belle passeggiate, perché questa è la richiesta che ci capitava spesso di sentirti esprimere al Signore. "Perché la disabilità non sia un alibi al nostro disimpegno"; questo era il monito che ripetevi frequentemente a te stesso e a tutti noi; parole che ora risuonano più forti e chiare e che vogliamo imprimere ancora di più nella nostra mente e nel nostro cuore.

È impossibile elencare tutti gli impegni e le attività che hanno costellato la tua intensa esistenza; la tua partecipazione alla vita del'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, del Movimento Apostolico Ciechi, della Casa del cieco di Civate, è sempre stata caratterizzata dal tuo entusiasmo, dalla tua intraprendenza, dalla tua attenzione per chi è solo e per chi ha il passo più lento.

Non potremo mai dimenticare la tua presenza carismatica, la tua serietà, il tuo desiderio di essere sempre là dove si promuovono la dignità e i diritti dei più deboli, la cultura dell'incontro e dell'inclusione. Accanto a tutto ciò, porteremo sempre con noi, il tuo essere sempre positivo e aperto agli altri, la tua cordialità, il tornare spesso alle tue radici contadine ed il tuo amore per la natura, la tua allegria e la tua battuta sempre pronta, le tue parole d'incoraggiamento e di sostegno per ciascuno di noi.

Sia pur nella tristezza e nello smarrimento, la fede nel Signore risorto che hai sempre testimoniato, ci fa dire con forza che tu sei nella pienezza della vita, nella pace, nei cieli nuovi e nella terra nuova, nelle braccia del Padre.

Ora ti chiediamo di stare vicino al cammino di ciascuno di noi e di accompagnare l'impegno delle nostre realtà associative, sempre teso a costruire l'autentica civiltà dell'amore. Per esprimere sentimenti di riconoscenza ed onorare la memoria di Carlo Bonacina, proponiamo agli appartenenti alle realtà associative nelle quali egli ha occupato posti di responsabilità e agli amici, di aderire al progetto di cooperazione internazionale a favore del Centro San Raffaele di Gondar - Etiopia, una scuola - convitto per bambini e ragazzi non vedenti che da anni il Movimento Apostolico Ciechi (MAC) sostiene.

A nome del Consiglio direttivo UICI di Lecco,

Andrea Sala

Riportiamo le parole del sindaco di Lecco Virginio Brivio pubblicate sul suo profilo Facebook:

«è scomparso Carlo Bonacina. Ha operato per oltre 30 anni con competenza e affabilità al servizio dei cittadini, presidiando il centralino comunale. Carlo si è sempre impegnato nella società civile per i diritti dei non vedenti, per l'abbattimento delle barriere architettoniche e non solo, nel mondo del lavoro, dello sport e dell'istruzione».

Carlo Bonacina, presidente storico della sezione provinciale di Lecco dell'unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, vice-presidente della casa del cieco di Civate, nominato membro del suo Consiglio di Amministrazione dall'Arcivescovo di Milano, più volte consigliere nazionale del Movimento Apostolico Ciechi e presidente del gruppo M.A.C. di Lecco.

IL SALUTO DEL MAC DI COMO

Ancora increduli, comunichiamo la morte di Carlo Bonacina, Carletto, per tutti noi un fratello, un amico ed un insostituibile compagno di viaggio.

Storica figura del Movimento Apostolico Ciechi, ha condiviso con profonda convinzione i valori associativi ed in particolare a favore dei non vedenti dei Paesi del Sud del Mondo.

Piero Molteni

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Il compleanno dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti a Vigevano con la visita alle mappe tattili

di Paolo Colli

Si è festeggiato così, domenica 26 ottobre 2014, il 94° compleanno dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Una domenica passata a Vigevano dalle persone cieche ed ipovedenti provenienti da tutta la Lombardia esplorando i monumenti della città ducale e sperimentando le mappe tattili in Braille predisposte per ognuno di essi dal Rotaract Vigevano e Lomellina.

Vigevano, la città degli Sforza e dei Visconti, Signori di Milano, eletta città preferita da Ludovico il Moro, che ospitò alla sua corte vigevanese anche Leonardo da Vinci, ha visto per un giorno una nutrita delegazione di persone cieche e ipovedenti muoversi discretamente tra vicoli, chiese ed edifici storici chiedendo, toccando e godendo dell'immersione nella storia della città.

Il club giovanile dei Rotary, che ha curato la predisposizione delle mappe presso alcuni tra i monumenti più significativi ha anche curato l'accoglienza e l'accompagnamento del nutrito gruppo di non vedenti provenienti da Milano, Bergamo, Lodi, Varese e ovviamente da Pavia.

All'avvio della giornata il Presidente Regionale Nicola Stilla ha ricordato l'importanza dell'Unione in questi ultimi 90 anni non soltanto con le lotte per l'accessibilità delle città e della loro fruibilità culturale, ma anche i percorsi che riguardano l'inclusione scolastica lavorativa e sociale delle persone cieche e ipovedenti. Quindi nella mattinata e nel pomeriggio sono stati visitati i luoghi più significativi del centro storico come la Piazza Ducale, il Castello, il Teatro Cagnoni, la Chiesa di San Dionigi, San Francesco e San Pietro Martire. L'iniziativa rappresenta un ulteriore passo in avanti per rendere accessibili anche alla cultura le città della Lombardia. In particolare per le persone cieche e ipovedenti si tratta di un importante riconoscimento del loro diritto ad esplorare, conoscere e condividere la conoscenza delle città d'arte. Anche per il turismo lombardo, soprattutto in vista di EXPO, siamo in presenza di una ulteriore opportunità per i turisti che affluiranno di avere a disposizione un percorso culturale accessibile in una delle città più belle della Lombardia.

Le mappe tattili predisposte per ogni monumento, oltre a fornire le informazioni essenziali in Braille sul monumento, contengono una sintetica descrizione e l'immagine in rilievo che permette di conoscerne le caratteristiche essenziali. E' anche possibile, per chi fosse in possesso dell'applicazione per telefoni cellulari e i-pad IQR risalire al sito web direttamente con la scansione e accedere al database storico della città con particolari specifici del monumento in oggetto, in italiano e in inglese.

Il compleanno dell'Unione a Vigevano è un'iniziativa nata dalla collaborazione del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I. con il Rotaract Vigevano e Lomellina ed è il proseguimento di un intenso lavoro che la Sezione di Pavia ha svolto in tutta la Provincia con particolare riguardo alle Consulte per l'Abbattimento delle Barriere Architettoniche e Sensoriali e, anche, la recente produzione di una mappa accessibile per la città di Pavia. Nicola Stilla, che è anche il Presidente della Consulta Comunale per l'Abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali ha ricordato ai presenti la delicatezza del lavoro delle Consulte che devono mantenere sempre viva negli Amministratori cittadini la consapevolezza che una città accessibile alle persone con disabilità è una città del futuro in grado di accogliere tutte le categorie della fragilità come gli anziani con problemi di deambulazione, le mamme con carrozzina e chiunque che, per una qualsiasi ragione sia momentaneamente impedito nella mobilità

L'attuale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti fu fondata a Genova il 26 ottobre 1920 con il nome di Unione italiana dei Ciechi da alcuni militari che persero la vista durante il primo conflitto mondiale, tra cui Aurelio Nicolodi che ne divenne il primo Presidente.

L'U.I.C.I. ha condotto in questi 94 anni numerose lotte politiche e sociali, grazie alle quali le persone cieche e gli ipovedenti si vedono riconosciuti diritti fondamentali quali il diritto allo studio nella scuola comune e diritto al lavoro. Ricorda Nicola Stilla, alla presenza anche delle Autorità cittadine, come l'Unione in tutti questi anni abbia caparbiamente portato avanti importanti contributi per assicurare alle persone con disabilità visivi la frequenza alla scuola di tutti, battendosi in tutte le sedi Associative e Istituzionali affinché questo diritto venga fruito da tutti.

"Da non dimenticare, continua Stilla, come il diritto all'inclusione passi anche attraverso leggi e norme che assicurino l'accesso delle persone cieche e ipovedenti al lavoro per dar loro modo di portare il contributo di competenze e di eccellenza anche negli uffici pubblici e nelle imprese. Negli anni, l'U.I.C.I. ha sviluppato una serie di servizi per far fronte alle necessità delle persone cieche e ipovedenti in rapporto alla società in continua evoluzione e, nel 2005, il suo nome originario è cambiato in quello attuale nonostante l'associazione si occupasse ormai da qualche decennio anche delle problematiche delle persone ipovedenti.

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Dal consiglio regionale lombardo u.i.c.i.

La tecnologia Fujitsu al servizio dei non vedenti e degli ipovedenti l'azienda giapponese dona due Scanner ScanSnap SV600 all'unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti della lombardia

Si è tenuta giovedì 19 febbraio, presso la sede dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS della Lombardia di Via Mozart 16 a Milano, la conferenza stampa per annunciare la donazione di due scanner Fujitsu ScanSnap SV600 alla Associazione, destinati ad essere utilizzati a rotazione dalle 12 Sezioni provinciali lombarde, che ne potranno testare le funzioni.

Sono intervenuti il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS Nicola Stilla, il Dr. Virginio Marchesi in rappresentanza dell'Assessorato alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità della Regione Lombardia, e Luigi Ferrara, Partner Manager PFU Imaging Solutions Europe LTD.

Dichiara Nicola stilla "la sperimentazione effettuata nel corso degli ultimi mesi presso il nostro Centro Regionale Tiflotecnico ha messo in evidenza le grandi potenzialità del Fujitsu ScanSnapSV600, che risponde perfettamente alle esigenze delle persone non vedenti e degli ipovedenti non solo per qualità nel riconoscimento dei caratteri, ma anche per velocità, alta risoluzione, semplicità e, da non sottovalutare, scansione di formati A/3. Per questo motivo abbiamo deciso di mettere a disposizione delle 12 Sezioni Provinciali dell'UICI della Lombardia le due macchine donate da PFU Fujitsu in modo che il maggior numero di persone ipovedenti e non vedenti ne possano prendere visione e testarne l'efficacia".

"Ringraziamo PFU Fujitsu per aver voluto donare alla nostra Unione e al Centro Regionale Tiflotecnico gli scanner ScanSnap SV600 ed auspichiamo una sempre maggiore collaborazione nel settore della ricerca" ha concluso Stilla.

"Mi fa molto piacere essere stato invitato a questa presentazione - ha commentato Virginio Marchesi - e porto i saluti dell'Assessore Maria Cristina Cantù. L'Assessorato alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità della Regione Lombardia è da sempre vicino a queste tematiche in maniera operativa. Abbiamo infatti istituito uno sportello dedicato che comprende le disabilità sensoriali, che a nostro avviso devono essere equiparate a quelle fisiche, grazie al quale è previsto un contributo che include l'approvigionamento di risorse tecnologiche che permettano una migliore qualità della vita".

L'innovativo ScanSnap SV600 è l'unico scanner al mondo in grado di acquisire qualsiasi documento senza interazione alcuna tra scanner e documento. Grazie all'elevata qualità del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) multilingua e ad un software text-to-speech dedicato, è possibile trasformare in voce ogni carattere presente sul documento cartaceo appena scansionato.

"Ringrazio Fujitsu per il prodotto concessoci in prova" ha sottolineato il Dr. Franco Lisi, direttore del Centro Informatico UICI Lombardia. "La qualità dell'OCR è davvero entusiasmante. Nonostante l'avanzata tecnologia, il dispositivo è davvero intuitivo e la possibilità di scansionare documenti spessi, come libri o volumi, è davvero un valore aggiunto".

Lo scanner è in grado di digitalizzare velocemente e con un'ottima qualità svariate tipologie di oggetti: documenti rilegati e pinzati, libri, riviste, quotidiani, cataloghi, materiale delicato o in rilievo e molti altri fino al formato A3, nonché oggetti in 3D, gestendo il processo di acquisizione attraverso la pressione di un singolo tasto.

Gli scanner Fujitsu sono prodotti, sviluppati e distribuiti in tutto il mondo da PFU Limited, una divisione completamente gestita da Fujitsu Limited (Giappone).

Per ogni informazione riguardo lo scanner ScanSnap SV600, è possibile contattare il Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia, tel. 02/76023922 - fax 02/76001528 - e-mail tiflotecnico@uicilombardia.org. Il Centro ha sede a Milano in via Mozart 16 (2° piano) presso il Consiglio Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, e osserva i seguenti orari di apertura: da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17,30, e il 2° sabato del mese dalle 9 alle 13.

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DAL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO U.I.C.I.

CONVEGNO "VERSO UNA MIGLIORE CONDIZIONE VISIVA - LOTTA ALLA RETINITE PIGMENTOSA" sabato 14 marzo, istituto dei ciechi di milano - anche in diretta streaming

La Clinica oculistica dell'Ospedale san Paolo di Milano in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano, la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità e il Consiglio Regionale lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti organizza sabato 14 marzo il convegno dal titolo "20/20: Verso una migliore condizione visiva - Lotta alla retinite pigmentosa", che si terrà presso la Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

La partecipazione è libera, ma, per una migliore organizzazione dell'evento è gradita iscrizione sul sito:

www.retinitis.org

Il convegno verrà trasmesso in diretta streaming sul sito dell'Istituto dei Ciechi di Milano raggiungibile all'indirizzo www.istciechimilano.it.

Con il patrocinio di:

Retina Italia Onlus

Società Oftalmologica Italiana

Regione Lombardia

Comune di Milano

Azienda Ospedaliera San Paolo

IAPB Italia ONLUS

UICI ONLUS

Consiglio Regionale Lombardo

Associazione Retinitis ONLUS

Istituto dei Ciechi di Milano

LOTTA ALLA RETINITE PIGMENTOSA

20/20 - VERSO UNA MIGLIORE CONDIZIONE VISIVA

MILANO, 14 MARZO 2015

c/o Istituto dei Ciechi di Milano - Sala Barozzi

Via Vivaio, 7 - Milano

PROGRAMMA

9.30: Saluto di benvenuto del Commissario Straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano cav. Rodolfo Masto

Saluto delle autorità

Presentazione del Convegno da parte del Presidente di Retinitis Dott. Gaetano Savaresi

10.00: Sessione medico-scientifica:

Moderatori: Prof. Roberto Ratiglia (Università degli Studi di Milano) e Prof. Nicola Orzalesi

"Le patologie invalidanti la funzione visiva" - Prof. Luca Mario Rossetti (Direttore Clinica Oculistica - Ospedale San Paolo Università degli Studi di Milano)

"Alla caccia dei killer dei fotorecettori" - Prof. Riccardo Ghidoni (Responsabile laboratorio di Biochimica e Biologia Molecolare, Ospedale San Paolo Università degli Studi di Milano)

"Novità della genetica nella retinite pigmentosa" - Dott. Leonardo Colombo (Responsabile del Centro per lo Studio delle Degenerazioni Retiniche Ereditarie, Clinica Oculistica - Ospedale San Paolo Università degli Studi di Milano

11.00: Dibattito

11.30: Sessione chirurgico-riabilitativa:

Moderatori: Angelo Mombelli (Componente Direzione Nazionale della Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IPAB onlus) e Nicola Stilla (Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus)

"Artificial Retina Project" - Dott. Fabio Patelli (Medico Chirurgo specialista in chirurgia vitro-retinica Clinica Oculistica - Ospedale San Paolo Università degli Studi di Milano)

"La neuromodulazione elettrica nella retinite pigmentosa" - Dott. Leonardo Colombo (Responsabile del Centro per lo Studio delle Degenerazioni Retiniche Ereditarie - Clinica Oculistica - Ospedale San Paolo Università degli Studi di Milano)

"La terapia riabilitativa" - Dott. Paolo Ferri (Responsabile del Centro Ipovisione e Riabilitazione Visiva - Clinica Oculistica - Ospedale San Paolo università degli Studi di Milano

12:00: Dibattito

13:00: Conclusione

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Dal consiglio regionale uici

Expo milano 2015: tipologie di biglietto

Provengono da più parti richieste di informazioni sulle eventuali agevolazioni tariffarie a favore delle persone con disabilità che intendono visitare l'Expo 2015.

Per chi fosse interessato, molte notizie possono essere verificate all'indirizzo web: http://www.expo2015.org mentre a breve sarà pubblicato un portale interamente pensato per le persone con disabilità, o che hanno particolari problematiche, chiamato ExpoFacile di cui daremo notizia non appena on line.

Allo stato attuale, per quanto riguarda le persone con disabilità visiva, consultando il citato sito all'indirizzo specifico http://www.expo2015.org/it/acquista/tipologie-di-biglietto si evince quanto segue:

- le persone con disabilità visiva hanno diritto ad acquistare un biglietto ridotto. Tali biglietti non sono disponibili online, perché è necessario fornire idonea documentazione che certifichi la disabilità, ovvero:

unitamente a

Oppure, per chi ne è in possesso:

Per persona straniera con disabilità

E' possibile acquistare tali biglietti presso Expo Gate (Piazzale Cairoli, Milano), presso tutti i Rivenditori Autorizzati (http://www.expo2015.org/it/biglietti/rivenditori-autorizzati-biglietti-expo-milano-2015) e prossimamente alla biglietteria Expo sul sito espositivo.

Per agevolare ulteriormente l'acquisto, prossimamente verrà resa disponibile una linea telefonica e un indirizzo email che, verificando la disabilità, potranno soddisfare la richiesta di acquisto al prezzo facciale scontato per disabili (pagamenti con carta di credito e bonifico bancario).

Il biglietto o i biglietti regolarmente acquistati verranno infine inviati tramite email all'avente diritto.

E' PREVISTO ALTRESÌ UN BIGLIETTO GRATUITO PER L'ACCOMPAGNATORE NEL CASO IN CUI IL VISITATORE CON DISABILITÀ SIA UNA PERSONA PRIVA DI VISTA PER CECITÀ ASSOLUTA O CON RESIDUO VISIVO NON SUPERIORE A 1/10 IN ENTRAMBI GLI OCCHI CON EVENTUALE CORREZIONE.

Il biglietto gratuito per l'accompagnatore dovrà essere emesso contestualmente all'acquisto del biglietto ridotto.

Entrambi i biglietti, gratuito per l'accompagnatore e ridotto per la persona con disabilità, potranno essere emessi a data aperta oppure a data fissa.

L'accompagnatore deve avere almeno 18 anni ed essere in grado di prestare assistenza durante la visita (spostamenti, guida o assistenza in caso di evacuazione).

Agli ingressi del sito espositivo come pure al suo interno, il personale Expo potrà effettuare in qualsiasi momento controlli sulla titolarità dei biglietti. La persona con disabilità è tenuta a portare con sé una copia del documento esibito per ottenere il biglietto ridotto e l'eventuale gratuità per l'accompagnatore.

Ci si riserva di tornare in argomento con nuove e ulteriori informazioni.

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Dal consiglio regionale UICI

Novartis - corso "La storia dei farmaci: dall'idea al paziente"

L'azienda farmaceutica Novartis rende noto che Alleati per la Salute, progetto formativo per le Associazioni Pazienti promosso da quest'ultima, il prossimo 25 febbraio inaugura le attività di formazione a distanza con la pubblicazione online del primo dei 5 moduli del corso "La storia dei farmaci: dall'idea al paziente".

Il corso è stato pensato per rispondere all'esigenza segnalata dalle Associazioni di ricevere, con un linguaggio semplice, una formazione sintetica ma esauriente sui principali aspetti della ricerca clinica, affinché il paziente, destinatario delle terapie, sia anche un soggetto attivo in grado di confrontarsi in modo consapevole con i protagonisti della sperimentazione.

Il corso, messo a punto da farmacologi universitari in collaborazione con la Direzione Medica di Novartis, è strutturato in 5 moduli ad accesso progressivo, ognuno dei quali è corredato da un test di auto-valutazione, e sarà accessibile al sito www.novartis.it.

La partecipazione al corso è aperta a tutti i collaboratori, alle singole persone distribuite sul territorio nazionale e a tutte le Associazioni Pazienti che vorranno prendervi parte.

Il suddetto corso è realizzato grazie al supporto dell'agenzia Pro Format Comunicazione.

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Dalla sezione di como

Gita sociale 2015: Francia e i castelli della Loira - dal 30 maggio al 4 giugno 2015

Da sabato 30 maggio a giovedì 4 giugno 2015 la nostra sezione, in collaborazione con l'Agenzia Vecchie mura viaggi di Lecco ed il referente sezionale Piero Alpino, organizza la gita sociale in Francia con visita ai castelli della Loira. Ecco il programma dettagliato:

1° giorno 30 maggio Lecco Como Lucerna Colmar (430 Km). Partenza da Lecco alle 6.15 stazione F.S., alle 6.45 Stazione San Giovanni di Como e alle ore 7.00 a Rebbio con pullman Gt. Arrivo sul lago dei quatto cantoni, a Lucerna verso le ore 10.00 per una visita guidata in lingua italiana. Passeggiata tra le piazzette, le fontane e gli antichi palazzi della città vecchia, oltre alla scoperta del famoso Kapell Bruecke, il ponte coperto in legno, e al maestoso monumento in pietra del leone ferito. Pranzo in ristorante in città e nel pomeriggio proseguimento del viaggio verso Colmar. Visita con guida parlante italiana a questa pittoresca cittadina Alsaziana; infatti Colmar è un mosaico di canali, di vicoli e antiche case a graticcio ornate di affreschi, fiori e sculture, dove spiccano: il quartiere di Petite Venise; e quello dei "Tanneours", i conciatori. Trasferimento in hotel in zona Mulhouse, sistemazione nelle camere riservate. Cena e pernottamento in hotel.

2° giorno 31 maggio: Mulhouse Avallon Tours (550 Km).

Prima colazione in hotel e partenza verso la regione della Borgogna con sosta ad Avallon: tipico paesino rurale dove si potrà ammirare la Collegiale di San Lazzaro (una chiesa fondata nel XII secolo per accogliere i numerosi pellegrini attirati qui dalla presenza di reliquie di San Lazzaro). Pranzo in ristorante e possibilità di visita ad una cantina vitivinicola (facoltativa). Proseguimento del viaggio, arrivo in zona Tours; sistemazione in hotel in camere riservate, cena e pernottamento.

3° giorno 1 giugno: Tours Amboise Chenonceau (40 Km).

Prima colazione in hotel. In mattinata ingresso al Castello reale di Amboise. Questo emblematico monumento ed i suoi giardini offrono uno dei panorami più straordinari sulla valle della Loira, iscritta al Patrimonio mondiale dell'Unesco. Qui vi soggiornò Leonardo da Vinci. Pranzo in ristorante in fase di escursione. Nel pomeriggio ingresso al Castello di Chenonceau, meglio conosciuto come il "Castello delle Dame". Questo castello costruito nel 1513 da Katherine Briçonnet, trasformato in seguito da Diana di Poitiers e da Caterina dè Medici, sopravvisse alla Rivoluzione grazie a Madame Dupin. Questa impronta femminile è onnipresente e ha preservato il castello dai conflitti e dalle guerre per farne, da sempre, un luogo di pace. L'eleganza è presente in tutte le stanze magnificamente arredate. Il Castello evoca l'idea di un'armonia perfetta tra gli elementi della natura (acqua, aria e flora) e un'architettura unica, riconosciuta nel mondo intero. Non dimentichiamo i giardini spettacolari che, grazie anche alla costruzione del celebre ponte che attraversa il fiume Cher, offrono al castello la sua architettura più unica che rara. Al termine pranzo rientro in hotel, cena e pernottamento.

4° giorno 2 giugno: Tours Blois Paray Le Monial Macon (380 Km).

Prima colazione in hotel. In mattinata visita all'affascinante Castello di Blois, castello reale che rappresenta la sintesi dell'architettura e della storia dei castelli della Loira. Il suo cortile offre un vero e proprio panorama dell'architettura francese del Medioevo. Residenza di 7 re e 10 regine di Francia, un luogo evocatore del potere e della vita quotidiana della corte rinascimentale, come testimoniano gli appartamenti reali riccamente arredati e ornati di magnifici arredi. Pranzo in ristorante e al termine proseguimento del viaggio verso Macon. Sosta lungo il percorso a Paray-le-Monial, cittadina famosa per la basilica cluniacense del Sacro Cuore, meta di pellegrinaggi. L'edificio, capolavoro del romanico, fu edificato nel XII secolo e possiede un interno che per la sua delicata eleganza era anche conosciuto nel medioevo come La promenade des Anges (La passeggiata degli angeli). Arrivo in serata a Macon, cena e pernottamento in hotel.

5° giorno 3 giugno: Macon Avignone Aix en Provence (380 Km).

Prima colazione in hotel. Arrivo ad Avignone per il pranzo in ristorante. Nel pomeriggio ingresso al Palazzo dei Papi con audio guida. Il Palazzo dei Papi fu contemporaneamente residenza papale, luogo di culto, fortezza e sede amministrativa e oggi è uno dei più grandi e importanti edifici gotici medievali in Europa. Al termine partenza per Aix en Provance, sistemazione nelle camere riservate in hotel, cena e pernottamento.

6° giorno 4 giugno: Aix en Provence Eze Ventimiglia Como e Lecco (540 Km).

Prima colazione in hotel. Partenza per Ezè, visita guidata alla fabbrica dei profumi e dei saponi di Fragonard; si potranno ammirare le fasi della produzione ed accedere allo spaccio aziendale. Proseguimento per Ventimiglia, pranzo in ottimo ristorante a base di pesce e nel pomeriggio visita ai giardini botanici Hanbury. Al termine partenza per il viaggio di rientro. Arrivo a Como e Lecco previsto in serata.

Quota di partecipazione: minimo 30 persone € 780, minimo 40 persone € 740, minimo 50 persone € 720

Supplemento camera singola € 180

La quota comprende: viaggi a/r in pullman Gt, pernottamenti in hotel 3* Superior/4*: 1 notte a Mulhouse, 2 notti zona Tours, 1 notte a Macon, 1 notte ad Aix en Provence, pensione completa con bevande dal pranzo del primo giorno al pranzo dell'ultimo giorno, prime colazioni a Buffet con dolce e salato, pranzi in ottimi ristoranti con menù a 3 portate con specialità tipiche delle regioni visitate, cene con servizio al tavolo in Hotel sempre con menù a 3 portate, bevande incluse ai pasti principali (Acqua inclusa), visite guidate in lingua italiana come da programma: Lucerna e Colmar, servizio audio-guida ai Castelli della Loira e al Palazzo dei Papi, ingressi ai Castelli della Loira inclusi per i non vedenti e cani guida, degustazione in una cantina facoltativa nella zona della Borgogna offerta dall'agenzia Vecchie Mura Viaggi, visita alla Profumeria Fragonard, assicurazione sanitaria/bagaglio, accompagnatore dell'Agenzia Vecchie Mura Viaggi Lecco.

La quota non comprende: ingressi facoltativi ove previsti, ingresso ai Castelli solo a pagamento per gli accompagnatori dei non vedenti, bevande alcoliche ed analcoliche ai pasti, mance ed extra di carattere personale, tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La quota comprende".

Acconto di € 180 a persona da versare entro il 15 marzo 2015 e il saldo entro un mese dalla partenza.

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Giornata internazionale della donna: le iniziative delle sezioni u.i.c.i. della lombardia

Vengono riportati di seguito gli eventi di cui ci è pervenuta notizia, organizzati dalle Sezioni provinciali U.I.C.I. della Lombardia in occasione dell'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.

Con l'occasione, a tutte le lettrici del Blocnotes giunga un caro e sincero augurio.

BRESCIA - Rendiamo noto che, domenica 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Sezione di Brescia dell'UICI aderisce alla manifestazione denominata Corsa Rosa, la corsa di tutte le donne, nessuna esclusa.

La manifestazione, organizzata da UISP, consiste in una corsa-camminata di 6km, che avrà inizio alle ore 10.00 con partenza e arrivo in P.zza Vittoria.

Al fine di costituire un gruppo unito, per motivi organizzativi e a garanzia di ricevere il pacco gara, è molto importante che le socie interessate segnalino la propria intenzione a partecipare entro venerdì 27 febbraio contattando la coordinattrice della commissione sezionale "pari opportunità" Consigliera Daniela Fiordalisi (richiedere il recapito contattando la Segreteria sezionale). La quota di iscrizione è pari a 8 euro e potrà essere versata in segreteria o consegnata direttamente a Daniela Fiordalisi nella mattinata dell'8 marzo.

Ulteriori dettagli verranno forniti alle socie interessate al momento dell'iscrizione.

Informiamo che sarà comunque possibile iscriversi alla manifestazione anche autonomamente fino alle 09.30 dell'8 marzo, tuttavia, in questo caso, data la grandissima affluenza di persone che solitamente caratterizza la Corsa Rosa, non sarà garantito né il pacco gara, né un agevole incontro con il gruppo Donne UICI.

Alla fine della manifestazione, oltre alle prime classificate, verranno premiati anche i gruppi di donne più numerosi.

Per qualsiasi chiarimento sarà comunque possibile contattare la Consigliera Daniela Fiordalisi.

MANTOVA - Sabato 7 marzo alle ore 15.00 presso la Sala Riunioni adiacente la Casa di Riposo Sereno Soggiorno, a Mantova in Via Dugoni n. 12, verrà celebrata la Giornata Internazionale della Donna con introduzione del Dott. Giovanni Pugliese Vice Consigliere Parità della Provincia di Mantova sul tema "8 marzo come ricorrenza e non come Festa della Donna" e a seguire rappresentazione dialettale della compagnia Giovani alla Ribalta di Pegognaga con la commedia "Ladro d'Amore" verrà consegnato un omaggio a tutte le donne presenti. L'invito è aperto a tutti.

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Comunicazioni varie

Dalla sezione di brescia

Corso per l'apprendimento della tastiera del pc secondo la modalità "dieci dita"

Rendiamo noto che la nostra sezione I.RI.FO.R. intende avviare un nuovo corso per l'apprendimento della tastiera del pc secondo la modalità "dieci dita".

Sono ancora disponibili alcuni posti.

Il corso avrà il seguente calendario:

lunedì 16, mercoledì 18, lunedì 23, mercoledì 25, lunedì 30 marzo - dalle ore 14,30 alle ore 18,30 e si terrà presso la nostra sala corsi in via Divisione Tridentina 54.

I costi sono i seguenti:

per i soci: Euro 80;

per i non soci: Euro 100.

Le iscrizioni vanno comunicate al segretario sezionale: e-mail segretario@uicbs.it; tel. 030/2209412.

Per informazioni tecniche:

Roberto Burceni: e-mail roberto@sistech.eu.

Corso di massaggio orientale

Anche quest'anno, il volontario e amico della sezione, Angelo Mortini, vorrebbe ripetere l'esperienza degli anni scorsi proponendo un nuovo modulo del corso di massaggio orientale, che si pone in continuità con i corsi precedenti ed al contempo è accessibile anche ai nuovi iscritti essendo costituito da tecniche a sé stanti. Verranno praticate manovre atte a migliorare lo stato di benessere del paziente e al tempo stesso le stesse gioveranno all'operatore, costituen¬do un'ottima forma di disciplina psico-fisica. A tal fine è richiesto un buono stato di efficienza fisica e men¬tale per poter praticare questa particolare forma di massaggio che viene effettuato a terra e non su lettino.

Il corso si articola in sette incontri di tre ore l'uno, da svolgersi al sabato (9,30-12,30) o eventualmente al pomeriggio. Il compenso previsto è di 160 euro a persona.

Gli interessati possono segnalare il loro interesse presso la segreteria sezionale entro il 13 marzo prossimo, e verranno successivamente contattati per stabilire l'inizio delle lezioni.

Dalla sezione di como

RICERCA DI STRUMENTI ED AUSILI PER IL NOSTRO CENTRO RISORSE DISABILITà VISIVE

Il Centro Risorse Disabilità Visive che ha sede presso la nostra sezione U.I.C.I. si sta dotando di prodotti e strumenti tiflotecnici-informatici per poter soddisfare tutte le richieste che provengono dalle scuole, da insegnanti di sostegno e dalle famiglie con studenti disabili visivi. Chiediamo ai nostri soci la disponibilità di strumenti tiflotecnici, ausili di scrittura Braille, altri prodotti che non vengono più utilizzati personalmente ma che potrebbero risultare molto preziosi per i giovani studenti impegnati nell'ambito scolastico.

Ringraziamo in anticipo i soci per qualsiasi donazione che vorranno indirizzare alla nostra sezione. Chiamate la Segreteria sezionale per qualsiasi chiarimento e per ricevere il contatto diretto con la responsabile del Centro.

Erba elettronica presso Lariofiere di Erba: sabato 14

e domenica 15 marzo 2015

Fiera Erba elettronica - Sabato 14 e domenica 15 marzo 2015 presso Lariofiere di Erba, viale Resegone, orari: dalle 9.00 alle 18.00, parcheggio gratuito, bancomat e punto ristoro. L'ingresso per disabili visivi con accompagnatore è gratuito per entrambi presentando apposita tessera di identificazione quale socio UICI.

Si tratta di una grande kermesse; fra antiquariato e "hi-tech": dalle vecchie radio a valvole ai pc di ultima generazione, i visitatori potranno trovare una miriade di prodotti, tra cui computer nuovi e usati, software, periferiche e materiali di consumo, telefonia fissa e mobile, componentistica, utensileria e articoli per il "fai da te".

NAVIGARE A OCCHI CHIUSI SUL LAGO DI COMO

La sezione U.I.C.I. di Como è in attesa di ricevere una proposta di navigazione sul lago di Como in barca a vela equipaggiata per persone con disabilità visiva. Chiediamo ai soci interessati di contattare la Segreteria per comunicare la propria adesione a questa iniziativa di vela in piena sicurezza anche per persone con problematiche visive.

Dalla sezione di milano

DALL'ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO - Corso Per Centralinisti Telefonici

Nelle more che la Regione Lombardia avvii un nuovo percorso formativo per i centralinisti telefonici disabili visivi, legge 113/85 per l'anno 2015, si invitano gli interessati a voler prendere contatti per manifestare il proprio interesse telefonando alla segreteria dei corsi allo 02/77226240 oppure per e-mail all'indirizzo corsi.professionali@istciechimilano.it Rag. Paola Monti.

DAL MUSEO DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO: visite guidate

Come già comunicato, in occasione dei festeggiamenti per il centenario di fondazione, il Museo del Teatro alla Scala, promuove un progetto di accessibilità rivolto a tutti i cittadini disabili, in particolare un lunedì al mese sarà dedicato a visite guidate dove naturalmente sarà consentito, finalmente, "toccare".

Il secondo incontro è previsto per lunedì 9 marzo alle ore 9 circa.

Le guide del Teatro opereranno sotto la supervisione del servizio tiflopedagogico dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

Per garantire una visita di qualità il gruppo sarà composto da un massimo di 6 persone.

Gli interessati possono prenotare la visita presso la segreteria di Presidenza Tania Riili la quale di volta in volta vi comunicherà le informazioni relative agli aspetti organizzativi.

Concerto jazz "europa radio days"

Domenica 15 marzo alle ore 15.30, presso la Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi di Milano in via Vivaio 7, il Circolo Culturale Paolo Bentivoglio in collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti di Milano, in occasione del 50° anniversario di attività, organizza il concerto jazz "Europa Radio Days".

Partecipano i musicisti: Laura Fedele (piano e voce), Enrico Intra (piano), Luciano Invernizzi (trombone) e la Bovisa Jazz Band - Vittorio Castelli (clarino) e la Swinghera.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

DAL CONSERVATORIO DI MILANO - "premio donna 8 marzo" - invito all'incontro per domenica 8 marzo

L'Associazione ASSAMI (Amici del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano), in occasione dell'evento "Premio Donna 8 Marzo", invita i non vedenti a partecipare all'incontro di domenica 8 marzo, alle ore 16 presso il Conservatorio di Milano - Sala Puccini - Via Conservatorio 12. L'ingresso è gratuito previa prenotazione presso l'associazione Assami ai numeri 02/89073741 - 02/73954831 o e-mail: paolo.brecciaroli@fastwebnet.it.

Dalla sezione di pavia

SABATO 14 MARZO POMERIGGIO INSIEME IN SEDE

In occasione di un piacevole incontro dei soci e dei loro famigliari e conoscenti sarà presentata una linea di prodotti per il riposo, senza alcun obbligo di acquisto per i presenti, ai quali non verrà chiesto né il nominativo, né indirizzo o numero di telefono.

Invitiamo tutti a partecipare numerosi, anche come gesto di solidarietà verso la sezione, alla quale la ditta espositrice verserà un contributo proporzionale al numero delle persone presenti.

Al termine è previsto un rinfresco per tutti.

DAL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI di milano

Tour in liguria

Il MAC (Movimento Apostolico Ciechi) di Milano organizza un tour alla ricerca del Bel Paese al di fuori degli itinerari turistici abituali. La proposta di quest'anno è alla scoperta della Liguria di Ponente, il suo entroterra, i suoi Borghi Medievali e Città Marinare, sino al Principato Di Monaco" dal 21 al 24 Maggio 2015.

Per le prenotazioni e il programma completo sia cartaceo che via e-mail rivolgersi al numero 02/4694800.

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Il Corriere della Sera del 12-02-2015

Scuola, tagliati i fondi per i ciechi Le famiglie al Tar: noi discriminati

MILANO. È possibile per un ragazzo cieco studiare il greco antico? E per un giovane ipovedente prepararsi all'esame di geometria analitica? O per un bambino della scuola d'infanzia privo della vista integrarsi a tutti gli effetti con i compagni «normali»? Finora era possibile grazie ai servizi di tiflodidattica (dal greco typhlos, cieco) garantiti nelle scuole del territorio dalle competenze specifiche dell'Istituto dei Ciechi di Milano e sostenuti dai finanziamenti della Provincia, così come prescrive la legge. Ma per l'anno scolastico 2014-2015 i fondi necessari a far vivere il servizio non sono stati stanziati. La Provincia, unica in Lombardia, ha tagliato la voce di bilancio e 150 famiglie con disabili visivi rischiano all'improvviso di vedersi negare un diritto, quello all'uguaglianza e all'integrazione scolastica. Da qui il ricorso agli avvocati e l'appello al sindaco Giuliano Pisapia. Gli effetti di questa decisione dell'ex Provincia potrebbero essere pesanti. Oltre all'assistenza di personale qualificato, gli allievi non vedenti finora hanno potuto contare su testi predisposti ad hoc, dalle traduzioni in Braille ai libri con caratteri ingranditi, dai computer con le periferiche per i ciechi ai software specifici per insegnare la matematica. Da adesso tutto ciò sarà garantito solo in minima parte e in relazione alle spese per ricerca e docenti specializzati che l'Istituto di via Vivaio sarà in grado di affrontare attingendo alle proprie risorse (al momento siamo al 40 per cento delle necessità e si andrà calando). Se la bocciatura è l'ipotesi estrema, certamente gli studenti ciechi o ipovedenti si troveranno a fare i conti con «buchi» nell'apprendimento e con una perdita di chance per bambini e ragazzi che già studiano in condizioni di difficoltà rispetto ai coetanei. La Provincia a causa delle difficoltà di bilancio, di presunte incertezze normative sulle competenze e sostenendo l'inesistenza di un diritto dei disabili all'intervento tiflologico ha chiuso i rubinetti degli stanziamenti (fino a qualche anno fa nell'ordine di 800 mila euro all'anno, poi scesi a 600 e l'anno scorso a 300 mila), azzoppando gli interventi tiflodidattici e tifloinformatici assicurati dagli anni 70. I genitori si sono già rivolti ai legali per difendere i diritti degli studenti disabili in sede giudiziaria. «Non possiamo non sottolineare l'urgenza di tale ripristino scrivono gli avvocati Anna Bandiera e Maurizio Saladino per garantire un proficuo anno scolastico e non pregiudicarne l'esito positivo, tanto più per quegli studenti che hanno già usufruito negli anni passati del servizio». Il presidente milanese dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Rodolfo Masto, rivolge invece un appello al sindaco e alla consigliera comunale Patrizia Quartieri, con delega all'Educazione per l'Area metropolitana. «La tiflopedagogia non può essere soppressa sottolinea . I servizi offerti a Milano sono tra i primi in Europa e hanno permesso agli studenti di ottenere grandi risultati. Si contano tanti ciechi laureati, avvocati, professionisti eccellenti. Non si può pensare di garantire ai non vedenti solo l'assistenza, nel senso di accompagnamento o assistenza alla comunicazione e poco altro. Va assicurata l'assistenza scolastica nella sua interezza, perché solo così si può arrivare alla reale integrazione nelle classi. Dal 1930 una legge dello Stato stabilisce che i ciechi e i sordi devono essere assistiti dalle province. È sempre stato così. Ma perché un non vedente possa stare a scuola come gli altri studenti servono strumenti adeguati e materiali didattici appositamente prodotti dagli specialisti». Per Masto, la Provincia «si arrampica sugli specchi per non finanziare il servizio e non riconosce il trasferimento dei beni immateriali che sono le competenze di decine di laureati che seguono passo dopo passo i ciechi nelle scuole del territorio».

di Rossella Verga

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Avvenire del 19-02-2015

"Anno scolastico a rischio per i ragazzi ciechi"

MILANO. «Le famiglie sono disperate. Quest'anno scolastico ormai è quasi perso. E se non si trova presto una soluzione, si rischia di compromettere anche il prossimo». Silvia Seno Truccolo, presidente dell'Associazione genitori ragazzi non vedenti e ipovedenti (Ageranvi), non usa giri di parole per dar voce «alle famiglie di 170 bambini e ragazzi che dal settembre del 2014, in Provincia di Milano, vedono negati i servizi di consulenza tiflodidattica e tifloinformatica ai loro figli. Una cosa mai accaduta. Sono servizi indispensabili ai nostri ragazzi e che nelle altre province si continua ad erogare. La Provincia di Milano e la Città Metropolitana che le è succeduta dicevano e dicono di non aver fondi. Altrove, evidente- mente, li si è trovati».

Di questa situazione si sta facendo carico, con l'Ageranvi, l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uic) di Milano. Insieme sono giunte alla decisione di «rivolgersi al magistrato affinché gli inalienabili diritti dei ragazzi disabili visivi in materia di educazione e formazione, sanciti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione italiana, non siano ulteriormente negati», si legge in un comunicato congiunto diffuso ieri da Uic e Ageranvi.

«Il tiflologo - spiega Silvia Seno Truccolo - è una figura di pedagogista specializzato nel percorso didattico di bambini e ragazzi non vedenti o ipovedenti. È una figura necessaria perché possano lavorare e interagire, al servizio del cammino formativo del singolo allievo, tutte le altre figure - dall'insegnante all'assistente alla comunicazione, quella che una volta era la 'lettrice'. Senza il tiflologo - incalza la presidente di Ageranvi - non solo si butta via quest'anno scolastico, ma si rischia di rovinare anche il prossimo: agli insegnanti, infatti, manca l'interlocutore per identificare e decidere quali libri, dispense e materiali stampare in braille per il prossimo anno scolastico. Un lavoro che si dovrebbe fare questa primavera...».

Torniamo al comunicato di Uic e Ageranvi. Che esprime tutto il loro «disappunto» per «la posizione assunta dal Settore Welfare, Terzo settore e sostegno disabilità e fragilità della Città Metropolitana in relazione alla interruzione, dal settembre 2014, dei servizi di consulenza tiflodidattica e tifloinformatica ». Un'interruzione «che ha portato grave pregiudizio ai processi di integrazione scolastica e alla continuità dei processi di apprendimento dei minori disabili visivi», a fronte della quale Uic e Ageranvi «sono costrette, loro malgrado, dopo aver cercato solidarietà nella parte più sensibile del mondo sociale e politico, a rivolgersi al magistrato ». Nelle altre province, sottolinea Rodolfo Masto, commissario dell'Istituto dei Ciechi di Milano, «hanno tiflologi interni fin dagli anni '70 che vanno nelle scuole a preparare i programmi»; la Provincia di Milano invece aveva affidato il servizio proprio all'Istituto di via Vivaio. Ma senza più dare le risorse necessarie. Seicentomila euro: tanto basterebbe, è la stima dell'Istituto, per assicurare il servizio, compreso il materiale didattico. La parola, ora, è agli avvocati. Con la speranza che si arrivi a una soluzione. Prima che debba essere un giudice a ristabilire gli «inalienabili diritti» di questi ragazzi.

di Lorenzo Rossoli

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Il Giorno del 22-02-2015

"Sono senza sostegno 150 giovani studenti ciechi e ipovedenti"

MILANO. «La generosa Milano ha abbandonato 150 ragazzi non vedenti e ipovedenti che hanno bisogno di assistenza per frequentare la scuola dell'obbligo». Al termine dell'incontro con il cardinale Scola, sale sul palco l'ospite di casa, il presidente milanese dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Rodolfo Masto, rivolgendosi alle istituzioni cittadine: «Con le scuse più varie la Provincia ha tagliato i fondi ai servizi di tiflodidattica, che hanno permesso agli studenti in passato di ottenere grandi risultati». I servizi di tiflodidattica (dal greco typhlos, cieco), garantiti alle scuole milanesi dall'Istituto dei Ciechi e finanziati dalla Provincia, sono fondamentali nella carriera scolastica dei bambini non vedenti che devono essere seguiti da due figure: un insegnante di sostegno statale e/o un assistente alla comunicazione (i cosiddetti lettori), e un responsabile della supervisione tiflologica, che si occupa dell'aspetto didattico nel suo complesso, affiancando l'equipe scolastica e procurando testi in Braille, materiali didattici in rilievo, computer e software specifici. Da settembre la Provincia di Milano, unica in Lombardia, ha tagliato i fondi (300mila euro) per il servizio, mettendo a rischio l'integrazione di150 studenti disabili visivi. Le famiglie sono pronte ad adire a vie legali. «PER I BAMBINI rischia di essere un anno buttato via protesta Silvia Seno Truccolo, presidente dell'Associazione genitori ragazzi non vedenti e ipovedenti perché, anche se non verranno bocciati, rimarranno indietro nell'apprendimento». Il servizio tiflologico quest'anno è stato garantito con il lumicino «e grazie ai fondi che l'Istituto è riuscito a mettere di tasca sua. Ma non basta», prosegue la mamma. La Provincia ora non c'è più. La questione passa alla Città metropolitana. «Il diritto allo studio di questi ragazzi va difeso afferma Patrizia Quartieri, consigliera con delega all'Educazione per l'area metropolitana come quello di tutti gli alunni con disabilità nelle scuole milanesi. Stiamo per avviare un tavolo di confronto con le famiglie e la Regione sul tema dell'assistenza educativa. Sono due i problemi da affrontare: la mancanza di fondi della Città metropolitana per quanto riguarda la parte corrente e la scarsa chiarezza sulle competenze, che il Governo deve ancora riassegnare. Tra queste anche l'assistenza educativa ai disabili». (Lu.Sa.)

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Bresciaoggi del 25-02-2015

Studenti disabili e scelte: l'imperativo è orientarsi

VALSABBIA. Anche quest´anno la Comunità Montana di Valle Sabbia finanzia il progetto «Orient-Abile», destinato ai ragazzi disabili che devono scegliere il loro futuro dopo le medie.

Il progetto di rete sul territorio Garda-Valle Sabbia è iniziato nel 2010 in collaborazione con il Ctrh (il Centro territoriale risorse e servizi per l´handicap) del quale è responsabile la dottoressa Maristella Tortelotti, e ha riscontrato buoni risultati e l´apprezzamento delle famiglie.

Si tratta sostanzialmente di tre incontri destinati alle famiglie di studenti disabili delle classi seconde e terze delle medie che devono affrontare una scelta molto importante e delicata come quella di iscriversi alla scuola superiore.

DURANTE i colloqui sono coinvolti genitori, insegnanti di sostegno, coordinatori di classe, psicopedagogisti, docenti e ragazzi. I fondi erogati dalla Comunità montana di Valle Sabbia ammontano a 10mila euro per il biennio 2015-2016. Tra il 2010 e il 2014 sono state coinvolte nel progetto di orientamento 123 famiglie: 55 della Valle Sabbia, 26 dell´Alto Garda e 42 del Basso Garda.

In questo percorso i genitori sono supportati nelle informazioni circa l´offerta formativa del territorio per una scelta consapevole tenendo in considerazione necessità aspirazioni e inclinazioni dello studente. Il progetto prevede un impegno dalle 8 alle 12 ore di studio, progettazione e realizzazione per ogni singolo ragazzo. Il tutto comprende anche visite alle scuole. Per usufruire del servizio o per avere maggiori informazioni è possibile rivolgersi all´ufficio dei servizi sociali della Comunità montana di Valle Sabbia. (M.ROV.)

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Redattore Sociale del 24-02-2015

All'università di Milano il primo insegnamento sui diritti dei disabili

Al via il 3 marzo, grazia a una collaborazione tra ateneo e Unione europea. È la prima volta che a livello accademico si dedica un corso alla materia, finora poco esplorata. Anche studenti da altri atenei possono partecipare.

MILANO. I diritti dei disabili diventano materia di insegnamento universitario. Si chiama "I diritti delle persone con disabilità" e si terrà all'Università Statale di Milano. Il corso, della durata di 45 ore, comincia il 3 marzo e ha come obiettivo quello di esaminare e analizzare la condizione giuridica e i diritti delle persone con disabilità. L'insegnamento rientra nel progetto di ricerca dell'Unione europea "The rights of persons with disabilities in the European context". Possono partecipare non solo studenti dell'ateneo, ma anche provenienti da altre università. Per farlo devono richiedere il permesso alla segreteria studenti della Statale di Milano.

"Sui temi dell'handicap, la normativa italiana è estremamente frastagliata, e per questo particolarmente complessa", spiega Giuseppe Arconzo, ricercatore presso la facoltà di giurisprudenza e delegato del rettore della Statale di Milano per le disabilità e i disturbi specifici dell'apprendimento. Da qui l'idea di sviluppare un corso ad hoc che - riconosciuta la specificità della normativa relativa alle persone con disabilità - ne tentasse una ricostruzione al contempo sistematica e analitico-critica. Un corso rivolto agli aspiranti giuristi che, in questo modo, hanno la possibilità- fin dalle aule universitarie - di studiare questioni teoriche e affrontare casi giurisprudenziali inerenti la disciplina legislativa che regola la condizione giuridica delle persone con disabilità. D'altronde, la materia ha cominciato ad essere esplorata solo da poco. (lb)

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La Provincia di Sondrio del 14-02-2015

Cieco ma campione "Non tenete i vostri figli sotto una campana"

SONDRIO. La sua esperienza raccontata nella mediateca «Una trasferta che sarà un'esperienza tutta sua» La prima volta che ha iniziato ad allenarsi veramente e a maturare nella mente il desiderio di fare qualcosa di grande nel judo ha deciso di vendere la play station per comprarsi dei pesi con cui fare esercizio. Pesi che, poi, ha messo a disposizione anche degli altri ragazzi dell'associazione, in modo che tutti possano trarne beneficio, in base a quello spirito per cui lo sport deve essere per tutti.

Grande soddisfazione.

Oggi il ragazzo di cui stiamo parlando - Federico Dura, 17 anni, atleta del gruppo sportivo Valtellina Judo dell'Olympic Center di Piateda e appartenente al Gruppo Giovani delle Fiamme Azzurre - è stato convocato per la Judo World Cup e Junior World Tournament a Eger, in Ungheria, dal 19 al 23 febbraio. Si tratta della prima tappa di qualificazione (la seconda sarà a Seoul in Corea del Sud a fine maggio) per partecipare alle Paralimpiadi di Rio 2016. Federico è ipovedente dalla nascita (gareggia, però, sia fra gli ipovedenti sia fra i normodotati) e ha una grande voglia di farcela. Ieri mattina nella mediateca di Piateda è stata presentata l'esperienza di Federico, alla presenza del padre Maurizio, delegato provinciale della Fijlkam e responsabile del Gruppo sportivo Fiamme Azzurre in Valtellina, e del vicesindaco Andrea Gaggi. «La notizia della convocazione alla Coppa del mondo e, dunque, della possibile qualificazione per le Paralimpiadi ci ha scombussolato - ammette Maurizio Dura nel difficile doppio compito di padre e tecnico -. Federico ha iniziato judo a 5 anni e ha ottenuto soddisfacenti risultati fra gli ipovedenti e i normodotati. Poi a gennaio è entrato a far parte della nazionale paralimpica. Tutto ciò ci lusinga e ci piace pensare che, da un piccolo paese come Piateda, possa uscire un atleta di alto livello». Naturalmente l'impegno ungherese sarà l'inizio di un percorso tutto in salita per Federico che andrà a giocarsi la qualificazione alla Paralimpiadi insieme ad altri sette atleti, di età disparate. In Ungheria andrà da solo, il padre-tecnico resterà in Valtellina, «perché non ci sono fondi per poterlo accompagnare - ha detto con rammarico Dura -. Mi spiace non potergli stare vicino, ma forse la trasferta sarà anche un'esperienza tutta sua per cercarsi la qualificazione».

Impegno quotidiano.

Federico si allena tutti i giorni, tre ore alla mattina e tre ore alla sera. È come un lavoro per lui, supportato dal padre-tecnico il cui obiettivo è anche quello di portare a Piateda una scuola di alta specializzazione agonistica, con il benestare del Coni nazionale. «Vorrei che Federico fosse preso da esempio da altre famiglie con figli disabili - ha concluso il papà -. I genitori tendono a proteggere i loro figli, a tenerli sotto la campana di vetro se hanno delle difficoltà. Invece non deve essere così. Disabili e normodatati possono stare insieme, allenarsi insieme proprio come nei nostri corsi, perché così avviene l'integrazione totale. E poi arrivano anche i grandi risultati. Tre le parole chiave che io ricordo sempre: cuore, sacrificio e lotta».

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La Gazzetta di Mantova del 08-02-2015

I musei e l'arte spiegati agli anziani e ai disabili

Si conclude "L'Altro Sguardo", seminari formativi destinati a i professionisti della cultura.

MANTOVA. Domani, dalle 15 alle 18.30 nella sede del Sistema museale provinciale mantovano, a Palazzo della Cervetta, in piazza Mantegna 6 a Mantova si terrà l'incontro conclusivo del ciclo "L'Altro Sguardo-Quando i musei si fanno guardare da differenti punti di vista: spazi e percorsi di aggregazione nei luoghi dell'arte", dal titolo "Supervisione di eventuali esperienze. Analisi e restituzione dell'attività, decodificazione dell'esperienza". Conducono Carlo Coppelli e Luigi Curcio. Il seminario conclusivo del progetto "L'Altro sguardo", si terrà, alla fine del mese di marzo, con data da definire, alla Galleria del Premio a Suzzara. Il progetto "L'Altro Sguardo", finanziato dalla Regione Lombardia, nasce da una proposta del Sistema museale della Provincia di Mantova e propone agli operatori museali e ai professionisti del settore culturale un percorso di dieci lezioni dedicato a nuove forme di linguaggio, in grado di proiettare i musei del territorio in una visione sempre più aperta, inclusiva e coinvolgente, in particolare per gli utenti con disabilità e per i più anziani. Professionisti con specifiche e comprovate esperienze nel settore dell'arteterapia, dell'accessibilità culturale, nel mondo della psichiatria e della didattica hanno condotto i laboratori in un percorso dinamico, sia teorico sia pratico. I partecipanti sono stati direttamente coinvolti e stimolati nel processo creativo, dalla riflessione all'esecuzione, e quindi formati perché acquisiscano adeguate tecniche di analisi e di costruzione della propria proposta culturale. Il coordinamento scientifico è di Carlo Coppelli, docente di Discipline Plastiche, arte terapeuta, formatore presso la scuola di arte terapia della Cittadella di Assisi e l'Istituto Gestalt di Roma. Collaboratori e conduttori dei laboratori sono stati: Claudio Cavalli, collaboratore per la didattica della Galleria del Premio Suzzara; Francesca Chelini, educatrice psichiatrica, operatrice museale, guida turistica; Silvana Crescini, artista, già responsabile dell'atelier pittorico "Alce in Rosso" dell'Opg di Castiglione; Luigi Curcio, arte terapeuta, operatore della didattica dell'arte; Sonia Fabbrocino, esperta di didattica dell'arte contemporanea e arte terapeuta; Marco Panizza, curatore della Galleria del Premio Suzzara; Loretta Secchi, curatrice del Museo d'arte tattile Anteros di Bologna, docente della scuola di psicologia e scienze della formazione dell'Università di Bologna; Dario Scarpati, archeologo e operatore specializzato nel lavoro con le disabilità.

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Redattore Sociale del 26-02-2015

Turismo accessibile: monumenti "stampati" in 3D per non vedenti

"Toccare con mano" il Colosseo o la skyline di New York e avere tra le proprie dita un capitello barocco. Il progetto, esposto dal 5 al 7 marzo in Fieramilanocity obiettivo, mira a promuovere destinazioni turistiche modellando e stampando monumenti storico-artistici o reperti museali per i disabili visivi.

MILANO. "Toccare con mano" il Colosseo o la skyline di New York, avere tra le proprie dita la facciata di una piramide o un capitello barocco e, al tempo stesso, tornare indietro nel tempo assaporando e rivivendo sapori, odori, suoni, associati a quel monumento o territorio. Nasce l'era del turismo accessibile a tutti e l'arte diventa reale anche per le persone con disabilità visive. Il progetto, ideato da "Città tra le manì con il supporto di Fablab Lecce verrà esposto dal 5 al 7 marzo in Fieramilanocity nel corso di 3DPrint hub, l'evento organizzato da Senaf che nasce per "far incontrare e mettere in relazione la stampa 3D e il mondo produttivo".

Turismo più accessibile per i non vedenti "tramite le nuove tecnologie di modellazione e stampa 3D", spiega una nota, con la quale "vengono realizzati monumenti e opere artistiche accessibili anche a ciechi e ipovedenti, che grazie anche ad un percorso multisensoriale avranno la possibilità di entrare nel vivo dell'opera d'arte". Lo scopo quindi, è di "abbattere qualsiasi forma di barriera sia essa architettonica, sensoriale, culturale o sociale, per permettere al turista di diventare il vero protagonista di un viaggio alla scoperta dell'arte".

Claudia Melissa Barbarito, co-fondatore della società, spiega che "'Città tra le manì consiste proprio in questo: nel rilievo e nella modellazione di monumenti realizzati con la stampa 3D per far vivere esperienze multisensoriali a chi capitelli, portoni, archi e colonne non li può vedere con gli occhi". L'obiettivo, "è quello di promuovere destinazioni turistiche modellando e stampando in 3D monumenti storico-artistici o reperti museali da installare all'interno di mostre esperienziali e sensoriali accessibili a non vedenti e ipovedenti". Un'opportunità "non solo per musei, mostre e gallerie, ma anche per qualsiasi comune, località turistica o archeologica che voglia puntare sull'accessibilità ad un cieco o ad un ipovedente in chiave esperienziale, attraverso una vera e propria pianificazione delle attività", continua Barbarito.

- Il progetto, che è già una realtà nel museo del Teatro romano di Lecce, troverà ampio spazio nel corso di 3DPrint hub. All'interno dell'area espositiva, infatti, i visitatori "avranno l'opportunità di osservare da vicino l'iniziativa "Città tra le mani" che, oltre ad esporre i numerosi monumenti già stampati, spiegherà con applicazioni pratiche ed una vera e propria dimostrazione tutte le fasi di realizzazione della miniatura in 3D e di progettazione del percorso multisensoriale all'interno del quale inserire la miniatura: dal rilievo, alla stampa del monumento, fino all'esperienza vera e propria". Quindi, spiega Claudia Melissa Barbarito, "oltre all'esperienza tattile che si avrà avendo tra le mani il monumento stampato in 3D, i turisti vivranno in prima persona la storia e i luoghi di un tempo, ascoltando musiche e suoni. Dai rumori di una piazza a quelli di un bosco. Un viaggio nel tempo che si completerà anche grazie all'esperienza gustativa e olfattiva con assaggi di olio, vino, frutti o di prodotti tipici associati al territorio o al monumento".

Si tratta di "esempi concreti di come potranno evolversi i musei del futuro che diventeranno anche tattili e sensoriali, andando ad eliminare le barriere oggi esistenti, per poter raccontare l'arte concretamente a tutti, nessuno escluso. Le persone con disabilità visive avranno, in questo modo, un collegamento diretto con la realtà, una dimensione più reale di quello che hanno immaginato. L'immaginazione prende forma e diventa tangibile creando emozioni".

Infatti, "la nostra idea, è quella di non offrire solamente il monumento o il reperto storico con le sue reali proporzioni, curve e bombature, da toccare e prendere tra le mani, ma di crearci attorno, anche grazie anche ai continui confronti con l'Unione italiana ciechi, la storia che lo accompagna, lo caratterizza e che lo rende unico per poter trasmettere al meglio ogni emozione anche a chi non vede", conclude Barbarito.

"Ancora una volta- commenta Emilio Bianchi, direttore di Senaf- la stampa 3D entra a far parte della vita quotidiana di tutti noi, andando a migliorarla e a colmare quei vuoti che fino ad oggi hanno reso impossibile semplici gesti che invece dovrebbero essere alla portata di tutti. Una rivoluzione che renderà il turismo accessibile anche alle persone con disabilità visive che finalmente avranno la possibilità di toccare con mano ciò che li circonda".

Nella tre giorni di 3DPrint hub, infine, "sarà possibile scoprire tutte le altre applicazioni della stampa 3D nella vita reale, grazie alle numerose aree dimostrative e convegni che si avvicenderanno nel corso della manifestazione. Dall'area medicale con il settore ortopedico-traumatologico, quello della chirurgia vascolare con i nuovi scenari nella fase di pianificazione pre-operatoria e quello della chirurgia addominale, fino alle aree espositive e dimostrative dedicate all'edilizia, all'architettura, all'arredo e al design, per chiudere con le ultime novità sui gioielli, la moda, i giocattoli e l'arte". (DIRE)

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale nel mese appena trascorso, i quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

Comunicato n. 17, diramato in data 02-02-2015

Messaggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Si trascrive il messaggio inviato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Signor Presidente della Repubblica,

desidero manifestarLe il vivo compiacimento dei ciechi e degli ipovedenti italiani per la Sua elezione alla carica più alta e più rappresentativa del nostro Paese.

A Lei, il nostro augurio sincero e fervido per un settennato ricco di successi e di risultati sul cammino delle riforme sociali, della riorganizzazione istituzionale e del rilancio dell'Italia in tutti i campi della vita civile.

La coerenza, la fermezza, l'equilibrio che la Sua Persona assicura alle istituzioni repubblicane, sono ragioni di speranza per quanti, come noi, invocano l'avvento di una società più giusta e più sensibile, nella quale possa finalmente diventare regola assoluta il rispetto dei diritti umani e sociali anche delle persone meno fortunate e meno tutelate.

Dal mondo della disabilità, signor Presidente, le giungano felicitazioni e auguri, unitamente all'impegno a collaborare per costruire insieme una società fondata sulla solidarietà e attenta alle aspettative legittime dei più deboli: il lavoro, l'istruzione, l'inclusione sociale a tutti i livelli, il rispetto della persona.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale U.I.C.I.

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Comunicato n. 18, diramato in data 03-03-2015

Semplificazioni in materia di invalidità civile, cecità e sordità - L'INPS detta le nuove regole

Si informa che l'INPS, in recepimento di quanto previsto, in termini di semplificazione e trasparenza amministrativa, dal Decreto-Legge N. 90 del 24-06-2014 in materia di invalidità, cecità e sordità, ha dato le prime istruzioni operative, di seguito riassunte:

Gli interessati conserveranno tutti i diritti acquisiti per quel che riguarda i benefici, le prestazioni e le agevolazioni di qualsiasi natura, almeno fino alle risultanze della visita di revisione.

Fonte normativa: art. 25, comma 6-bis, Decreto-Legge N. 90/2014

art. 20 commi 1 e 2 Decreto-Legge N. 78/2009, convertito con Legge N. 102/2009.

Fonte amministrativa: circolare INPS N. 10 del 23-01-2015, par. 1

NOTA BENE: si ricorda che i cittadini ciechi assoluti, per i quali non sussistono ipotesi di miglioramento delle condizioni sanitarie, sono esonerati da eventuali visite di revisione ordinaria e straordinaria, per effetto del DM 02-08-2007 (patologia stabilizzata o ingravescente).

La richiesta è facoltativa e, quindi, deve essere presentata apposita domanda.

Fattore di rischio: le eventuali mutate condizioni sanitarie, se confermate in senso migliorativo in sede di visita collegiale di verifica, esporrebbero l'interessato neomaggiorenne, che ha fatto richiesta di continuità dell'erogazione del beneficio economico provvisorio, alla ripetizione delle somme da parte dell'INPS.

Rimane fermo quindi, al raggiungimento della maggiore età, l'accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore, tramite la visita sanitaria del soggetto ormai maggiorenne da parte della Commissione ASL e la presentazione all'INPS del Modello AP70 (la competenza è rimasta alle ASL, a meno che, per stipula di una Convenzione con la rispettiva Regione ex art. 18 comma 22 Legge N. 111/2011, le competenze in tale ambito non siano transitate all'INPS).

Riepilogando:

I step: i minori titolari di indennità di frequenza, entro sei mesi antecedenti il raggiungimento della maggiore età, possono presentare domanda in via amministrativa sul portale dell'INPS, l'interessato con il proprio PIN o l'operatore di Patronato sceglierà l'opzione 2, tra:

1) accertamento sanitario "ordinario"

2) accertamento sanitario ai sensi dell'art. 25 comma 5 del decreto legge 24 giugno 2014 N. 90 (minori con indennità di frequenza).

II step: compiuti diciotto anni, ci sarà la chiamata a visita dell'interessato da parte della ASL o, in alternativa, dell'INPS se in regime di Convenzione (vedi sopra) per l'accertamento della sussistenza dei requisiti sanitari ai fini del mantenimento del diritto all'indennità di frequenza.

III step: se confermati i requisiti in sede collegiale, il minore trasmetterà all'INPS, tramite PIN o l'operatore di Patronato, il modello AP70 che attesti il possesso dei requisiti socio-economico e tutta la documentazione a supporto, tra cui l'attestato di frequenza.

NOTA BENE: indicazioni operative riservate a tutte le Sezioni UICI accreditate come sedi di collaborazione patronale ANMIL: da tenere a mente, per quel che riguarda l'indennità di mansione, le comunicazioni in mailing-list del 18-07-2014 e 08-10-2014.

Fonte normativa: art. 25 comma 5 Decreto-Legge N. 90/2014

Fonte amministrativa: messaggio INPS N. 6512 del 08-08-2014

circolare INPS N. 10 del 23-01-2015, par. 2

Resta fermo, quindi, e comunque solo dopo il compimento del diciottesimo anno di età, l'accertamento dei requisiti socio-sanitari previsti dalla normativa di settore, tramite la trasmissione diretta all'INPS del modello AP70.

NOTA BENE: le funzionalità INPS allo scopo implementate sono in fase di aggiornamento. Sarà possibile a breve, tramite PIN o l'operatore di Patronato, l'invio dell'AP70 inserendo in procedura, nell'area dedicata, il codice fiscale del richiedente e delega patronale per l'inoltro di detto modello (per i nostri dipendenti UICI collaboratori di Patronato ANMIL il mandato di assistenza da loro sottoscritto). L'apposito pulsante in procedura per la fase concessoria, a cui, si ribadisce, potranno accedere solo l'interessato con PIN o l'operatore di Patronato (e non le Associazioni di categoria, nè i collaboratori di Patronato), sarà attivo solo dopo che il richiedente avrà compiuto diciotto anni.

A chi interessa tale disposizione? soggetti maggiorenni totalmente inabili, soggetti maggiorenni ciechi totali e soggetti maggiorenni sordi (ex DM 02-08-2007) NOTA BENE: chi è affetto da cecità parziale è tenuto, invece, a sostenere l'accertamento sanitario di revisione presso la Commissione INPS.

Riepilogando:

I minori ciechi totali che diventano maggiorenni, dopo il compimento del diciottesimo anno di età, presentano il modello AP70 per richiedere la corresponsione della pensione, sulla base del limite reddituale personale lordo inferiore a quello previsto dalla Legge.

Fonte normativa: art. 25 comma 6 Decreto-Legge N. 90/2014

Fonte amministrativa: Messaggio INPS N. 7382 del 01-10-2014

circolare INPS N. 10 del 23-01-2015, par. 3.

Sono giunte segnalazioni dal territorio che riferiscono di soggetti minorenni affetti da cecità totale, per i quali, quindi, non sussistono ipotesi di miglioramento delle condizioni sanitarie, chiamati a visita di revisione al diciottesimo anno di età. In questi casi, verificata la regolarità di tutta la documentazione agli atti, si sollecitano le Sezioni provinciali UICI ad intervenire nei confronti dei locali Centri Medico-legali dell'INPS, per richiamare l'attenzione sul dettato del DM 02-08-2007 e, a livello amministrativo, sulla circolare INPS N. 10 del 2015 (par. 3, ultimi due capoversi), al fine di evitare che si dia luogo alla visita di revisione.

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Comunicato n. 19, diramato in data 04-02-2015

Rivalutazione indennità trattamento di fine rapporto. Indice ISTAT

Si comunica che la percentuale progressiva di incremento per la rivalutazione degli accantonamenti del trattamento di fine rapporto (T.F.R.) al 31 dicembre 2013, quale accertata per il 2014, è pari a 1,500000%.

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Comunicato n. 20, diramato in data 05-02-2015

Esenzione canone TV - Chiarimenti

Ci giungono da più parti richieste di chiarimento circa i requisiti di accesso all'esonero dal pagamento del canone RAI.

Non sono previste agevolazioni riservate a persone con disabilità (che invece ne avevano diritto fino al 1973), ma è riconosciuto, in via più generale, l'esonero dal pagamento in favore di persone anziane, che possiedono un reddito personale (o, se coniugato, sommato a quello del marito o della moglie) molto basso.

Requisiti per beneficiare dell'esenzione:

NOTA BENE: ai fini della determinazione del reddito, vanno esclusi:

1. i redditi esenti da IRPEF (ad es, pensioni di guerra, rendite INAIL, pensioni ed indennità erogate ad invalidi civili, ciechi civili e sordi)

2. i redditi dell'abitazione principale e relative pertinenze (cantine e garage)

3. il TFR ed eventuali anticipazioni

4. altri redditi assoggettati a tassazione separata.

L'esenzione non è automatica, ma è a richiesta dell'interessato e vale esclusivamente per gli apparecchi televisivi ubicati nel luogo di residenza.

Per le annualità successive, i contribuenti aventi diritto potranno continuare a beneficiare dell'agevolazione senza procedere alla presentazione di nuove dichiarazioni.

Fonte normativa: art. 1, comma 132, Legge N. 244 del 24-12-2007 (finanziaria 2008)

Fonte amministrativa: circolare 46/E del 20-09-2010

Scadenze:

Il modulo per l'esenzione: trasmissione per RACCOMANDATA A/R all'indirizzo Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Territoriale di Torino 1, Sportello S.A.T. Casella Postale 22, 10121 Torino (TO) o brevi manu presso qualsiasi sportello territoriale dell'Agenzia delle Entrate, della seguente documentazione:

1. modulo fac-simile esonero pagamento in allegato (vedi allegato 1)

2. copia del documento di identità

Diritto al rimborso: qualora i contribuenti, pur in possesso dei requisiti previsti per fruire della esenzione dal canone Rai, abbiano effettuato i versamenti relativi alle annualità 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015, potranno recuperare gli importi versati tramite la presentazione della seguente documentazione:

1. modulo fac-simile esonero pagamento in allegato

2. modulo fac simile rimborso canone RAI in allegato (vedi allegato 2)

3. copia del documento di identità.

Sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci: qualora i contribuenti, negli anni successivi alla presentazione della dichiarazione, non risultino più in possesso dei requisiti per beneficiare della esenzione (variazione di reddito, ad es.), dovranno tempestivamente fare comunicazione alla RAI, per non incorrere in sanzioni di <importo compreso tra euro 500 e euro 2000 per ciascuna annualità evasa>, in aggiunta al versamento del canone previsto.

Novità: un'altra novità riguarda la possibilità, per tutti i pensionati (e non solo per gli over 75) con un reddito lordo personale di Euro 18.000 nell'anno precedente, di pagare il canone RAI a rate, senza applicazione di interessi: sarà prelevato direttamente dalla pensione in undici rate senza interessi e senza fare la fila negli uffici postali. La richiesta del pensionato ha validità annuale e deve essere effettuata al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell'anno precedente quello cui l'abbonamento annuale si riferisce, con le modalità fissate da ciascun ente pensionistico.

Fonte normativa: art. 38, comma 8, decreto-legge N. 78/2010

Fonte amministrativa: Provvedimento Agenzia delle Entrate 29-09-2010

Si auspica di aver chiarito molte delle perplessità sollevate sull'argomento, che interessa, tra le altre, persone anziane affette da disabilità e titolari delle sole provvidenze economiche INPS (pensione ed indennità), che, come detto, non incidono sulla opportunità di presentare richiesta di esonero.

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Il file .zip contenente il presente comunicato unitamente ai relativi allegati è scaricabile tramite il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2015/02/20.2015.zip

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Comunicato n. 23, diramato in data 06-02-2015

III edizione Premio Letteratura Contemporanea 2015

Riceviamo e diffondiamo:

"III ed. Premio Letteratura Italiana Contemporanea 2015

Bandito dalla Laura Capone Editore e Patrocinato dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti a cui andranno parte dei proventi.

Apertura bando: 15 gennaio 2015

Scadenza bando: 30 giugno 2015

Sezioni partecipanti:

A) Poesia inedita

B) Racconto breve inedito (Tutti i generi)

C) Sillogi poetiche edite (Tutti i generi)

D) Romanzo inedito (Tutti i generi)

E) Romanzo edito (Tutti i generi)

F) Illustrazioni inedite (fotografie, dipinti, creazioni artistiche, ecc.)

G) Fiabe e Favole edite ed inedite

Proclamazione ufficiale dei vincitori il giorno 30 settembre 2015

Le opere vincitrici delle sezioni A - B - G saranno curate e pubblicate in miscellanee.

L'opera vincitrice della sezione D riceverà targa di premiazione, libri e proposta di contratto.

Le opere vincitrici delle sezioni C - E riceveranno targa di premiazione.

Le opere vincitrici della sezione F saranno scelte per le illustrazioni di copertina delle opere vincitrici pubblicate, sarà inserita una biografia dell'autore all'interno dei volumi, riceveranno inoltre, targa e/o attestato, copia omaggio.

Per le Opere Vincitrici ci sarà la pubblicazione nell'anno di edizione del Premio e a seguire, e la promozione delle opere attraverso un ciclo di Presentazioni su tutto il territorio nazionale con la collaborazione di Enti, Amministrazioni ed associazioni.

La casa editrice si riserva di poter assegnare ulteriori premi speciali di merito.

Oltre alle premiazioni ufficiali, sarà possibile, con la collaborazione degli autori interessati organizzare presentazioni nelle località di appartenenza, per la divulgazione della cultura.

Ai vincitori e partecipanti tutti non sarà mai richiesto alcun pagamento per la pubblicazione in nessun modo, in alcuna forma, né sarà richiesto obbligo di acquisto copie in alcun modo o in alcuna forma, lo stesso vale per le presentazioni, per la promozione, ecc.

Per visionare il bando completo andare sul sito Laura Capone Editore nella pagina Bando Letterario.

www.lauracaponeeditore.com

Per richiedere informazioni chiamare al numero fisso 0660677967 dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 15:30 o indirizzare e-mail a: concorsi@lauracaponeeditore.com".

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Comunicato n. 26, diramato in data 11-02-2015

Terza edizione del simposio di scultura per artisti non vedenti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

TERZA EDIZIONE DEL SIMPOSIO DI SCULTURA CON ARTISTI NON VEDENTI

"VEDERE CON LE MANI"

Bando di selezione e regolamento

DESCRIZIONE:

Pemart s.r.l. e il Comune di Carrara, con la collaborazione dell'Istituto del marmo di Carrara Pietro Tacca, dell'Unione Italiana Ciechi e la Scuola di Arte Sacra di Firenze indicono la terza edizione del Simposio di scultura in marmo con artisti non vedenti "Vedere con le Mani" che si svolgerà dal 17 al 22 agosto 2015.

OGGETTO:

Le opere eseguite dovranno attenersi al tema "ARTE, ENERGIA PER LA VITA".

REQUISITI PER L'AMMISSIONE AL SIMPOSIO:

La partecipazione alla terza edizione del Simposio di scultura in marmo con artisti non vedenti "Vedere con le Mani" e' riservata a persone di ogni nazionalità, senza limiti di età, ipo e/o non vedenti.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE:

La domanda di partecipazione, redatta sul modello allegato al presente bando con almeno 3 foto dell'opera che si intende presentare, dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 Marzo 2015. (farà fede il timbro postale) all'indirizzo di posta elettronica info.pemart@gmail.com o al seguente indirizzo:

PEMART S.R.L.

Via Martiri del Lavoro 4

54033 Carrara (MS)

Sulla busta o nell'oggetto dell'e-mail dovrà essere riportata la dicitura "Contiene domanda di partecipazione alla terza edizione del Simposio di scultura in marmo con artisti non vedenti " Vedere con le Mani."

Alla domanda di cui sopra il candidato dovrà allegare:

1) N° 3 foto da tre lati diversi dell'opera che si intende presentare.

2) Titolo dell'opera.

3) Curriculum vitae.

4) Fotografie di opere già realizzate.

5) Fotocopia di un documento d'identità in corso di validità e con fotografia ben visibile.

6) Certificato della commissione medica che dichiara il residuo visivo.

SELEZIONE DEI PROGETTI:

La giuria tecnica chiamata a selezionare i partecipanti al Simposio sarà composta come segue:

- 1 Scultore

- 1 Docente dell'Accademia di Belle Arti di Carrara

- 1 Esperto del mondo artistico

La giuria tecnica selezionerà le foto in base all'idea creativa e secondo i criteri di attinenza ai requisiti richiesti e gli artisti scelti dovranno far pervenire entro e non oltre il 30 aprile 2015 il bozzetto in creta dell'opera che intendono realizzare.

Le decisioni della giuria sono insindacabili. Gli esiti delle valutazioni saranno pubblicati sul sito internet di Pemart (www.pemart.it).

Gli artisti selezionati saranno contattati dal responsabile di Pemart al fine di confermare la partecipazione al Simposio. Nel caso di impedimento alla partecipazione, la giuria designerà un sostituto sulla base dei progetti presentati.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO ARTISTICO:

Il progetto artistico deve prevedere obbligatoriamente l'utilizzo del marmo bianco di Carrara della cava Querciola 147 di Colonnata.

Le sculture dovranno essere realizzate nelle seguenti dimensioni approssimative di altezza:

MIN. 30 CM

MAX 50 CM

Agli artisti sarà fornito il seguente materiale:

SVOLGIMENTO DEL SIMPOSIO:

Gli artisti selezionati dalla giuria tecnica dovranno realizzare le opere nel piazzale del laboratorio Pemart di Carrara. Verrà precedentemente realizzato un bozzetto in marmo a robot, sulla base dei bozzetti inviati e quindi selezionati. Successivamente, gli artisti rifiniranno con gli strumenti necessari l'opera.

Il Simposio avrà luogo da Lunedi 17 a Sabato 22 Agosto dalle 9.00 alle 15.00.

Gli artisti saranno ospitati gratuitamente presso le strutture appositamente convenzionate in mezza pensione.

Al termine del Simposio le sculture saranno a disposizione di Pemart per 1 anno per eventuali mostre ed eventi ad esso correlati e successivamente verrà indetta un'asta il cui ricavato verrà devoluto al 50% all'artista autore dell'opera e il 50% al finanziamento del simposio successivo.

CONDIZIONI GENERALI:

L'Amministrazione Comunale non risponderà per eventuali infortuni, danni a persone, oggetti o cose che potrebbero verificarsi durante il Simposio. L'organizzazione, pur assicurando la massima cura nella custodia delle opere declina ogni responsabilità per danni, furti o incendi che potrebbero verificarsi durante le fasi della manifestazione. L'eventuale assicurazione dell'opera e l'assicurazione personale rimane a carico dell'artista.

CONCLUSIONI:

Sarà dato ampio risalto all'iniziativa mediante la promozione dell'evento, in forma cartacea e on line sul sito di Pemart e della Scuola di Arte Sacra di Firenze nonchè sulle relative pagine Facebook.

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Il file .doc contenente il testo integrale del presente comunicato e il modulo d'iscrizione al simposio è scaricabile tramite l'url di seguito riportato:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2015/02/26.2015.doc

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Comunicato n. 27, diramato in data 16-02-2015

Campus Internazionale sulla Comunicazione e l'Informatica per giovani ciechi e ipovedenti - ICC 2015

Si informa che anche quest'anno l'Unione ha aderito al Campus Internazionale sulla Comunicazione e l'Informatica per giovani non vedenti - ICC (http://www.icc-camp.info/). L'edizione 2015 si terrà dal 27 luglio al 5 agosto presso l'Istituto Bartimeus di Zeist, in Olanda e accoglierà un gruppo di giovani ciechi e ipovedenti italiani tra i 16 e i 21 anni con il loro coordinatore. Possibili eccezioni ai limiti di età saranno valutate caso per caso.

Si allega un annuncio (reperibile a breve anche nella "Bacheca" delle attività internazionali sul sito dell'Unione) con ulteriori informazioni su tale avvenimento.

Dato che il numero di partecipanti è limitato, chi fosse interessato a partecipare a tale evento è pregato di inviare la propria candidatura che includa

al Coordinatore Nazionale per ICC 2015, Matteo Salandri, all'e-mail salandri88@gmail.com e in copia a Francesca Sbianchi, Coordinatrice del Comitato Nazionale Giovani dell'Unione all'email francyh9@hotmail.com al più presto e comunque preferibilmente entro il 25 aprile 2015.

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XXI Campus per giovani ciechi ed ipovedenti ICC2015

L'International Camp on Communication and Computers ICC è un'opportunità unica per imparare come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e le tecnologie assistive (AT) arricchiscano notevolmente la vita di ciechi ed ipovedenti.

http://www.icc-camp.info/

Ma ICC è molto di più, infatti partecipando potrai:

- fare amicizia con ragazzi provenienti da tanti altri paesi

- aggiornare ed arricchire le tue conoscenze informatiche e sulle tecnologie assistive

- scoprire opportunità di studio all'estero

- condividere esperienze multiculturali

- migliorare la lingua inglese

- acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro

- divertirti

Workshop

Durante il soggiorno potrai scegliere di partecipare a moltissime attività. Ecco alcuni esempi di argomenti di workshop che potrebbero essere proposti:

- Windows senza mouse

- web e social network

- webmaster

- la matematica al PC

- editing di audio video e fotografia

- mobilità negli spazi chiusi e in quelli aperti

- cura della persona e della propria immagine

- cucina

- danza e teatro

ICC2015 dove? quando?

ICC2015 si svolgerà in Olanda, a Zeist, presso l'Istituto Bartimeus

Van Renesselaan 30a, 3703 AJ Zeist, Olanda, http://www.bartimeus.nl

dal 27 luglio al 5 agosto 2015

I requisiti per partecipare sono:

- essere ipovedente o non vedente

- avere tra i 16 e i 21 anni

- avere una buona conoscenza della lingua inglese

- avere una buona autonomia personale

Lingua ufficiale del campus: INGLESE

Costo

Quota di iscrizione al campo: non più di 400 €

I partecipanti dovranno inoltre coprire le proprie spese di viaggio dal luogo di residenza fino all'aeroporto di arrivo.

Per partecipare basta:

inviare una e-mail preferibilmente entro il 25 aprile 2015 al coordinatore nazionale di ICC2015 Matteo Salandri all'indirizzo salandri88@gmail.com e a Francesca Sbianchi, coordinatrice della Commissione Giovani dell'UICI all'indirizzo francyh9@hotmail.com con oggetto "CANDIDATURA ICC2015" in cui dovrai inserire i dati personali e produrre un testo in lingua inglese di almeno 200 parole con una presentazione di te, degli hobby e delle motivazioni per cui vuoi partecipare all'iniziativa.

Dato che i posti a disposizione sono purtroppo limitati, se necessario sarà operata una selezione delle candidature ricevute.

... come and get involved!

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Comunicato n. 29, diramato in data 17-02-2015

Aggiornamento "eValues" per windows

Considerato che da molti lettori abbiamo ricevuto conferme che con "Windows8" il programma di gestione quotidiani "eValues" non funziona regolarmente, abbiamo apportato delle modifiche che ai nostri test sono risultate positive.

Vi preghiamo in ogni caso di segnalarci, come sempre fate, eventuali malfunzionamenti.

L'intero pacchetto, comprensivo anche del nuovo eseguibile, può essere prelevato dal seguente indirizzo: http://www.uiciechi.it/servizi/cnt/ArchivioFile/Evalues%20Pc.zip

Di seguito alcune istruzioni che sono anche contenute all'interno del pacchetto.

Copiare il file comdlg32.ocx nella cartella del programma e in "c:\windows\sysWOW64\"

Confermare la sovrascrittura del file nel caso fosse già presente.

Registrare l'ocx.

1) aprire il prompt dei comandi (Amministratore)

2) digitare regsvr32 c:\Windows\SysWOW64\comdlg32.ocx e dare invio; appare un messaggio in cui viene segnalato che l'oggetto è stato registrato con successo.

Rilanciare il programma per verificare se funziona.

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Comunicato n. 35, diramato in data 19-02-2015

7° meeting online dei lettori di Kaleidos - mercoledì 11 marzo 2015 ore 15.00-18.00

I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato organizzano per mercoledì 11 marzo 2015, con inizio alle ore 15.00 e termine alle ore 18.00, il 7° meeting dei lettori di "Kaleîdos".

Quest'anno si è pensato di offrire uno spazio particolare a quanti scrivono poesie, volendo così partecipare a modo nostro alla giornata mondiale della poesia.

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale Unesco nel 1999. Con essa si riconosce all'espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. La celebrazione della Giornata Mondiale della Poesia rappresenta "l'incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni", spiega Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco. "Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all'antichissimo statuto dell'arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica".

Quanti desiderassero partecipare con propri componimenti poetici, che verranno letti ed interpretati dagli speaker del Centro Nazionale del Libro Parlato, possono inviare le proprie poesie, in numero non superiore a tre, all'indirizzo e-mail lp@uiciechi.it entro e non oltre mercoledì 4 marzo p.v., inserendo nel messaggio anche il recapito telefonico al quale si vuole essere contattati, nonchè una breve presentazione di sè e dei propri scritti.

Nel corso del programma, inoltre, la scrittrice Barbara Mariani presenterà il suo libro "ALOHA Alito di Vita! Non solo cancro" molto presto disponibile anche tra i titoli del nostro Centro Nazionale del Libro Parlato. Naturalmente saranno apprezzate anche le testimonianze delle rappresentanti provinciali e regionali delle pari opportunità dell'Unione che volessero condividere e socializzare quanto fatto sul territorio anche in occasione della giornata internazionale della donna.

Verrà, come di consueto, data risposta ai quesiti, alle e-mail ed alle telefonate dei nostri ascoltatori i quali potranno scrivere e/o prenotarsi per intervenire, anche nei giorni immediatamente precedenti, o contattando la sig.ra Mariolina Lombardi ai numeri di telefono 06 69988376 oppure 06 69988411 od inviando e-mail al nostro indirizzo diretta@uiciechi.it o, ancora, utilizzando nel corso del programma le nostre linee 0669988353 - 066791758, o l'apposito form di "Slashradio" raggiungibile dall'home page del sito www.uiciechi.it. Ricordiamo, inoltre, che Slashradio è presente su Facebook con un proprio profilo.

La trasmissione sarà condotta da Luisa Bartolucci. Nel corso dell'incontro verranno messi in palio simpatici premi mediante piccoli giochi e/o quiz.

Anche questa trasmissione diverrà un cd realizzato in formato mp3. Chi volesse riceverlo a titolo assolutamente gratuito, può farne richiesta sin da ora al nostro ufficio stampa, o scrivendo, anche in braille, all'indirizzo Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, Via Borgognona 38 - 00187 Roma o inviando una e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it, o telefonando al numero 06 69988376.

Vi attendiamo numerosi dunque, nella speranza di scambiarci opinioni, buone prassi, nell'auspicio di costruire qualcosa insieme e, perchè no, anche di conoscerci meglio e comunicare in forma più diretta.

Appuntamento, dunque, alle 15.00 dell'11 marzo!

Per collegarsi sarà sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.hostingshoutcastpanel4.com:2199/tunein/unione.asx.

Il contenuto della trasmissione potrà essere riascoltato sul sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all'indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale dal giorno successivo.

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Comunicato n. 37, diramato in data 20-02-2015

Concorso europeo di temi sul Braille 2015 (scadenza 30 aprile 2015)

In occasione della Giornata Nazionale del Braille, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è lieta di informare che l'Unione Europea dei Ciechi organizza anche quest'anno il Concorso europeo di temi sul Braille, sponsorizzato dalla ditta Onkyo e dalla rivista "Braille Mainichi" giapponesi. Quest'anno il concorso propone una pluralità di temi tra i quali scegliere:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". Viene incoraggiata la descrizione oggettiva di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

- "Storie divertenti sul Braille"

- "Riflessioni sul futuro del Braille"

- "Riflessioni su vantaggi e svantaggi del Braille a confronto con la stampa in nero"

- "Braille e touchscreen: le nuove frontiere del sistema".

Gli elaborati non devono superare le 1000 parole (con un 10% in più o in meno di tolleranza).

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione e sono altresì incoraggiati a essere creativi non limitandosi alla classica narrazione della storia della propria vita, ma elaborando il testo sotto forma, ad esempio, di lettera, poesia o intervista.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è stata chiamata a collaborare allo svolgimento del concorso occupandosi della diffusione delle informazioni sul concorso a livello italiano e fungendo da segreteria del concorso per la fase iniziale di selezione delle composizioni dei concorrenti italiani. Le composizioni, in Braille o in formato elettronico accessibile, dovranno pervenire all'Ufficio Affari Internazionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, e-mail: inter@uiciechi.it entro il 30 aprile 2015. Si allega il regolamento del concorso.

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CONCORSO DI TEMI SUL BRAILLE EBU ONKYO 2015 - EUROPA

REGOLAMENTO

1. Scopo e tema

1.1 Il concorso europeo di temi sul Braille organizzato dall'Unione Europea dei Ciechi (EBU) per conto della ditta Onkyo e della rivista Braille Mainichi ha lo scopo di promuovere l'utilizzo del Braille come chiave di accesso per i non vedenti all'informazione e all'inclusione sociale.

1.2 Quest'anno il concorso propone i seguenti temi:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". L'elaborato può essere una relazione o un esercizio di scrittura creativa sul tema scelto e viene incoraggiata la descrizione di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

- "Storie divertenti sul Braille"

- "Riflessioni sul futuro del Braille"

- "Riflessioni su vantaggi e svantaggi del Braille a confronto con la stampa in nero"

- "Braille e touchscreen: le nuove frontiere del sistema".

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione e sono altresì incoraggiati a essere creativi non limitandosi alla classica narrazione della storia della propria vita, ma elaborando il testo sotto forma, ad esempio, di lettera, poesia o intervista.

2. Condizioni generali

2.1 Concorrenti

Chiunque utilizzi il Braille, vedenti compresi, e risieda in Italia può partecipare al concorso senza alcun limite d'età.

2.2 Elaborati

* I concorrenti devono presentare un elaborato in formato digitale su uno dei temi descritti nel comunicato sul concorso.

* I concorrenti non possono presentare più di un elaborato.

* Le composizioni devono essere in inglese o in italiano.

* Gli elaborati non devono superare le 1000 parole (con un 10% in più o in meno di tolleranza)

* Gli elaborati devono includere le seguenti informazioni: nome, cognome, sesso ed età del concorrente, paese, numero delle parole dell'elaborato, indirizzo postale, numero di telefono ed eventualmente indirizzo e-mail.

IMPORTANTE! Le succitate informazioni devono essere poste all'inizio dell'elaborato, prima del titolo

2.3 Diritti d'autore

Con la loro partecipazione a questo concorso

* Gli autori cedono automaticamente e in maniera esclusiva a livello mondiale tutti i diritti, inclusi quelli d'autore, all'EBU, che potrà consentire l'esercizio di tali diritti in licenza o cederli.

* Gli autori permettono all'EBU l'utilizzo del loro nome e dei loro elaborati per attività di promozione con qualunque modalità l'EBU ritenga opportuna.

* In quanto detentore di diritto d'autore, l'EBU può dare il permesso agli autori e ai suoi Membri Nazionali di fare uso degli elaborati nella maniera che essi ritengano adeguata.

* I vincitori del concorso forniranno all'EBU alcune loro foto e riconosceranno il diritto dell'EBU a riprodurre, adattare, editare e pubblicare le loro foto su qualunque mezzo di comunicazione, incluso il web e la stampa.

3. Procedura

* I concorrenti devono far prevenire i loro elaborati all'Ufficio Affari Internazionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, e-mail: inter@uiciechi.it entro il 30 aprile 2015.

* L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti effettuerà una preselezione in modo da presentare non più di cinque elaborati alla Giuria di selezione europea.

4. Premi

* Premio Otsuki (1° premio): USD 2000,00

* Premi di eccellenza

o categoria giovani, per persone di età non superiore a 25 anni : USD 1000,00

o categoria adulti/anziani per persone di età superiore a 25 anni: USD 1000,00

* Premi per opere di merito

o categoria giovani: due premi da USD 500,00 ciascuno

o categoria adulti/anziani: due premi da USD 500,00 ciascuno

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Giornale UICI del 19-02-2015

Federazione Nazionale Istituzioni pro Ciechi: 3° Concorso di editoria tattile "Tocca a te! 2015

Il Concorso è organizzato da:

Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi Onlus

Fondazione Robert Hollman

Istituto Regionale per i Ciechi "G. Garibaldi" di Reggio Emilia

e vede la collaborazione di:

Comune di Reggio Emilia

Biblioteca Comunale Panizzi

S'Ed (Centro per i Servizi educativi del Museo e del Territorio)

Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBACT

Gruppo Typhlo & Tactus.

Il concorso è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita.

2 Differenti giurie

2 Premi e 3 Menzioni speciali

Selezione Italiana dei 5 partecipanti al concorso Internazionale Typhlo & Tactus, Cannero Riviera (ITA), 12-14 Novembre 2015

Primo premio 1.500 euro

Le opere dovranno pervenire entro il 31 Maggio 2015

Il Concorso è dedicato alla memoria di Mauro L. Evangelista

Regolamento completo su www.libritattili.prociechi.it

info: libritattili@prociechi.it

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SEDE CENTRALE: COMUNICATI DIRAMATI NEL MESE DI FEBBRAIO

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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La Difesa del Popolo del 13-02-2015

Il Tar Lazio boccia il nuovo Isee: "Indennità ai disabili non vanno contate"

Accolto in parte il ricorso presentato da gruppi di genitori di persone disabili: è illegittimo nella parte che prevede di inserire nel reddito anche pensioni e indennità percepite in ragione della disabilità accertata. Il governo dovrà cambiare la norma. I promotori: «Davide ha sconfitto Golia».

Il nuovo Isee, entrato in vigore il 1° gennaio scorso, è illegittimo laddove prevede che nel reddito complessivo siano conteggiate anche le indennità e le pensioni percepite dal soggetto che vive in una situazione di accertata disabilità.

Si conclude con una vittoria - parziale ma significativa - il ricorso al Tar del Lazio presentato nell'aprile 2014 contro la presidenza del consiglio dei ministri da un cartello di organizzazioni composto essenzialmente da genitori di persone con disabilità intellettiva, riunite nell'Utim (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) e nell'associazione "Promozione Sociale".

La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale (sentenza 2458/2015) ha infatti giudicato fondato uno dei nove punti che erano stati avanzati con il ricorso e ha pertanto dichiarato in parte illegittimo il decreto con il quale il governo aveva il 5 dicembre 2013 approvato e poi pubblicato il nuovo regolamento dell'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), utilizzato per valutare la condizione di chi richiede prestazioni sociali agevolate o l'accesso a condizioni agevolate ai servizi di pubblica utilità.

Invalidità e accompagnamento non sono "reddito" ma "compensazioni".

Ad essere stata bocciata è la parte che prevede di conteggiare, fra le altre, anche le pensioni di invalidità e le indennità di accompagnamento nella nozione di reddito disponibile: si tratta - fra tutte le novità introdotte dalla nuova disciplina - di quella più criticata e osteggiata, e sulla quale si erano concentrate le proteste. «Il piccolo Davide ha fatto un occhio nero a Golia», esultano i promotori del ricorso. Con questo pronunciamento il governo sarà ora chiamato a modificare il decreto in modo che vengano rispettate le considerazioni espresse dal Tar.

Nel dettaglio, il collegio giudicante fa notare che con il nuovo Isee si è commesso l'errore di considerare come "reddito disponibile" anche quei proventi «che l'ordinamento pone a compensazione della oggettiva situazione di svantaggio, anche economico, che ricade sui disabili e sulle loro famiglie».

«Non è dato comprendere - scrive il Tar - per quale ragione, nella nozione di "reddito", che dovrebbe riferirsi a incrementi di ricchezza idonei alla partecipazione alla componente fiscale di ogni ordinamento, sono stati compresi anche gli emolumenti riconosciuti a titolo meramente compensativo e/o risarcitorio a favore delle situazioni di "disabilità", quali le indennità di accompagnamento, le pensioni Inps alle persone che versano in stato di disabilità e bisogno economico, gli indennizzi da danno biologico invalidante, di carattere risarcitorio, gli assegni mensili da indennizzo ex ll. nn. 210/92 e 229/05. Tali somme, e tutte le altre che possono identificarsi a tale titolo, non possono costituire "reddito" in senso lato né possono essere comprensive della nozione di "reddito disponibile" di cui all'art. 5 d.l. 201/2011, che proprio ai fini di revisione dell'Isee e della tutela della "disabilità", è stato adottato».

Non basta introdurre deduzioni e detrazioni.

Il Tar rispedisce al mittente anche la controdeduzione, avanzata dall'Avvocatura dello stato in rappresentanza di Palazzo Chigi, secondo cui la presenza di quelle voci di reddito sarebbe «in qualche modo temperata o bilanciata dall'introduzione nello stesso decreto di deduzioni e detrazioni che ridurrebbero l'indicatore in questione a vantaggio delle persone con disabilità nella nuova disciplina»: tale tesi non è accolta intanto perché «non è dimostrato che le compensazioni siano idonee a mitigare l'ampliamento della base di reddito» e poi perché essa «non tiene conto dell'effettiva volontà del legislatore, costituzionalmente orientata e tesa a riequilibrare situazioni di carenza fittizia di reddito e non ad introdurre specifiche detrazioni e franchige su un concetto di "reddito" (impropriamente) allargato».

Serve più precisione nel far emergere le "ricchezze" nascoste al fisco.

Il riferimento è qui è al fatto che la necessità per cui c'è stata una modifica dell'Isee, così come il legislatore l'aveva indicata, era quella di superare quelle situazioni «ove si rappresentavano privi di reddito soggetti in realtà dotati di risorse, anche cospicue, ma non sottoponibili a dichiarazione Irpef». Secondo il Tar dovevano essere considerati, ad esempio, «i redditi prodotti e tassati all'estero, le pensioni estere non tassate in Italia, i lavoratori di stato esteri (Città del Vaticano), i lavoratori frontalieri con franchigia esente Irpef, il coniuge divorziato che percepisce assegno di mantenimento di figli» e così via.

Insomma, l'obiettivo del nuovo Isee doveva essere quello di far emergere situazioni di "ricchezza" che rimanevano nascoste al precedente calcolo Isee. Il governo però, nel predisporre il nuovo Isee, non ha differenziato le varie tipologie di contributi, ma ha inserito nel nuovo calcolo tutti i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, ivi incluse dunque anche le indennità e le pensioni percepite sulla base di una condizione di disabilità. Di questa disposizione il Tar sottolinea ora la "genericità e l'ampiezza", affermando che essa dovrà essere «rimodulata valutando attentamente la funzione sociale di ogni singolo trattamento assistenziale, previdenziale e indennitario».

Respinti gli altri ricorsi.

Sono stati invece ritenuti infondati gli altri otto punti del ricorso, che lamentavano fra gli altri la vaghezza e indeterminatezza dell'intero provvedimento, la sua approvazione fuori tempo massimo, la presenza di criteri "alternativi" su base regionale, il conteggio sull'intero nucleo familiare anche in caso di ricovero del disabile in strutture residenziali diurne o continuative, l'impossibilità di limitare al nucleo ai soli figli conviventi, l'utilizzo del valore catastale Imu per valutare il patrimonio immobiliare, la mancata previsione di una revisione e un aggiornamento delle franchigie e delle detrazioni. In particolare su quest'ultimo punto il Tar evidenzia che anche se la normativa non lo prevede espressamente, non c'è nessuna esclusione a che ciò possa avvenire, «sia su impulso dell'amministrazione che delle parti sociali interessate».

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Giornale UICI del 20-02-2015

Tripletta di sentenze del Tar Lazio boccia il nuovo Isee 2015

a cura di Paolo Colombo

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha accolto, in parte tre ricorsi presentati contro il Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) 159/13 e cioè il Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) appena entrato in ore ( lo è dal 1 gennaio u.s.).

Le tre Sentenze (Sezione Prima del TAR del Lazio, n. 2454/15, 2458/15 e n. 2459/15) hanno di fatto modificato parzialmente l'impianto per il calcolo dell'Indicatore della Situazione Reddituale (ISR).

Il TAR, nello specifico, ha accolto soltanto il ricorso sull'illegittimità del regolamento dell'ISEE nella parte in cui considera come reddito disponibile anche i proventi legati alla disabilità (pensione e accompagnamento con la sentenza 2458). E nella sentenza 2459 ha ritenuto illegittima la franchigia prevista per i maggiorenni con disabilità e quella più alta per i minorenni con disabilità.

Riguardo al ricorso conclusosi con la sentenza 2458, la prima sezione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Tar) ha accolto infatti solo il sesto dei nove motivi formulati dai ricorrenti.

Il Tar, richiamando i fondamentali principi della Costituzione enunciati negli artt. 3, 32 e 38, dichiara che la pensione di invalidità e le indennità di accompagnamento non devono essere inseriti tra i redditi disponibili. Il loro inserimento, costituirebbe infatti una penalizzazione nei confronti delle fasce sociali più deboli.

Per questo motivo, il nuovo Isee, adottato dopo interminabili lavori parlamentari ed entrato in vigore solo lo scorso 1° gennaio, è stato giudicato illegittimo dal Giudice Amministrativo nelle parti dove è previsto che nel reddito complessivo venga conteggiata anche la pensione e l'indennità ricevuta dal soggetto, accertato disabile.

Come già detto l'accoglimento del Tar è limitato solo una delle istanze presentate, nelle quali si lamentava la vaghezza e indeterminatezza dell'intero provvedimento, la sua approvazione fuori tempo massimo, la presenza di criteri "alternativi" su base regionale, il conteggio sull'intero nucleo familiare anche in caso di ricovero del disabile in strutture residenziali diurne o continuative, l'impossibilità di limitare al nucleo ai soli figli conviventi, l'utilizzo del valore catastale Imu per valutare il patrimonio immobiliare, la mancata previsione di una revisione e un aggiornamento delle franchigie e delle detrazioni.

Il giudice amministrativo ha decretato illegittimo invece solo in parte l'indicatore della situazione economica equivalente e limitatamente a ciò che concerne la valutazione delle condizioni di chi fa richiesta di servizi di pubblica utilità o di prestazioni agevolate.

Infatti, la richiesta è stata accolta nell'ottica di respingere l'errore di includere, come reddito disponibile, l'indennità e la pensione ricevuta dal soggetto che, tuttavia, si trova in una situazione di svantaggio, pure economico, che si allarga impropriamente anche alla sua famiglia.

Segue la motivazione con cui il Tar ha accolto il sesto motivo del ricorso integralmente stralciata dalla sentenza appena commentata.

"Un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 5 d.l. cit. rispetto agli artt. 3, 32 e 38 Cost., ad opinione del Collegio, comporta che la disposizione la quale prevede di "...adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale...valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale sita sia in Italia sia all'estero..." debba essere nel senso per cui la volontà del legislatore coincideva con la necessità di eliminare precedenti situazioni ove si rappresentavano privi di reddito soggetti in realtà dotati di risorse, anche cospicue, ma non sottoponibili a dichiarazione IRPEF.

A tale scopo possono essere richiamati i redditi prodotti e tassati all'estero (ed ecco il richiamo alla componente patrimoniale sita all'estero di cui all'art. 5 cit.), le pensioni estere non tassate in Italia, i lavoratori di stato estero (Città del Vaticano), i lavoratori frontalieri con franchigia esente IRPEF, il coniuge divorziato che percepisce assegno di mantenimento di figli. Più che da un risparmio di spesa, tale impostazione normativa era orientata a rispettare un principio di uguaglianza e proporzionalità, ai fini del rispetto dell'art. 38 Cost., legato all'"emersione" di situazioni solo apparentemente equivalenti ad assenza di reddito effettivo.

Il d.p.c.m., quindi, per non incorrere nella violazione di legge e nella ancor più diretta violazione delle norme costituzionali sopra richiamate, avrebbe dovuto dare luogo a disposizione orientate in tale senso, approfondendo le situazioni in questione ed aprendo il ventaglio delle possibilità di sottoporre la componente di reddito ai fini ISEE a situazioni di effettiva "ricchezza".

Con la disposizione di cui all'art. 4, comma 2, lett. f), d.p.c.m. cit., invece, la Presidenza del Consiglio ha disposto che "Il reddito di ciascun componente il nucleo familiare è ottenuto sommando le seguenti componenti...f) trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo di cui alla lettera a);", vale a dire nel reddito complessivo IRPEF.

Ebbene, la genericità e ampiezza del richiamo a trattamenti "assistenziali, previdenziali e indennitari" comporta indubbiamente che nella definizione di "reddito disponibile" di cui all'art. 5 d.l. cit. sono stati considerati tutti i proventi che l'ordinamento pone a compensazione della oggettiva situazione di svantaggio, anche economico, che ricade sui disabili e sulle loro famiglie. Non è dato comprendere per quale ragione, nella nozione di "reddito", che dovrebbe riferirsi a incrementi di ricchezza idonei alla partecipazione alla componente fiscale di ogni ordinamento, sono stati compresi anche gli emolumenti riconosciuti a titolo meramente compensativo e/o risarcitorio a favore delle situazioni di "disabilità", quali le indennità di accompagnamento, le pensioni INPS alle persone che versano in stato di disabilità e bisogno economico, gli indennizzi da danno biologico invalidante, di carattere risarcitorio, gli assegni mensili da indennizzo ex ll. nn. 210/92 e 229/05.

Tali somme, e tutte le altre che possono identificarsi a tale titolo, non possono costituire "reddito" in senso lato né possono essere comprensive della nozione di "reddito disponibile" di cui all'art. 5 d.l. cit., che proprio ai fini di revisione dell'ISEE e della tutela della "disabilità", è stato adottato.

Né può convenirsi con l'osservazione secondo cui tale estensione della nozione di "reddito disponibile" sarebbe in qualche modo temperata o bilanciata dall'introduzione nello stesso d.p.c.m. di deduzioni e detrazioni che ridurrebbero l'indicatore in questione a vantaggio delle persone con disabilità nella nuova disciplina.

Tale tesi non tiene conto dell'effettiva volontà del legislatore, costituzionalmente orientata e tesa a riequilibrare situazioni di carenza fittizia di reddito e non ad introdurre specifiche detrazioni e franchigie su un concetto di "reddito" (impropriamente) allargato.

Non è dimostrato, in sostanza, che le compensazioni di cui allo stesso art. 4 d.p.c.m. siano idonee a mitigare l'ampliamento della base di reddito disponibile introdotta né che le stesse possano essere considerate equivalenti alla funzione sociale cui danno luogo i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche per situazioni di accertata "disabilità".

Alla luce di quanto detto, quindi, il d.p.c.m. impugnato si palesa illegittimo laddove prevede al richiamato art. 4, comma 2, lett. f), una nozione di "reddito disponibile" eccessivamente allargata e in discrepanza interpretativa con la "ratio" dell'art. 5 d.l. cit. L'Amministrazione dovrà quindi provvedere a rimodulare tale nozione valutando attentamente la funzione sociale di ogni singolo trattamento assistenziale, previdenziale e indennitario e orientandosi anche nell'esaminare situazione di reddito esistente ma, per varie ragioni, non sottoposto a tassazione IRPEF."

I tre dispositivi del Tar Lazio vanno comunque letti in modo combinato per quel che concerne gli effetti di illegittimità che produrranno sull'ISEE.

Innanzitutto le sentenze determinano l'esclusione dal computo dell'Indicatore della Situazione Reddituale i «trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche» (articolo 4, comma 2 lettera f); ossia tutte le pensioni, assegni, indennità per minorazioni civili, assegni sociali, indennità per invalidità sul lavoro, assegni di cura, contributi vita indipendente ecc.;

e annullano il DPCM 159/13 nella parte in cui prevede un incremento delle franchigie per i soli minorenni (articolo 4, lettera d, nn. 1, 2, 3).

Riguardo il regime delle franchigie va ricordato che il DPCM 159/13 prevede una franchigia forfettaria così differenziata:

1. persone con disabilità media: per ciascuna di esse, una franchigia pari a 4.000 euro, incrementati a 5.500 se minorenni;

2. persone con disabilità grave: per ciascuna di esse, una franchigia pari a 5.500 euro, incrementati a 7.500 se minorenni;

3. persone non autosufficienti: per ciascuna di esse, una franchigia pari a 7.000 euro, incrementati a 9.500 se minorenni.

Poiché il G.A. non è stato esplicito non si può ritenere che le stesse franchigie previste per i minori siano ora da applicare anche ai maggiorenni.

Inoltre nella sentenza 2459 poiché nelle motivazioni, ma non nel dispositivo, si censura la disposizione che prevede che l'opportunità di ricorrere all'ISEE ridotto (personale o proprio e del coniuge) sia riservata ai soli disabili maggiorenni e non invece anche ai minorenni, si crea una evidente disparità di trattamento che solo nuovi interventi potranno ovviare.

Si legge infatti «L'Amministrazione dovrà quindi provvedere a rimodulare tale nozione valutando attentamente la funzione sociale di ogni singolo trattamento assistenziale, previdenziale e indennitario e orientandosi anche nell'esaminare situazione di reddito esistente ma, per varie ragioni, non sottoposto a tassazione IRPEF».

Va inoltre evidenziato che nelle sentenze viene pure dichiarata la liceità di ricorrere al computo dei redditi dei familiari civilmente obbligati, nel caso di anziani ai fini del ricovero in RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), istituti, case di riposo.

Cosa accadrà ora? Difficile da dire, le possibilità sono sostanzialmente due.

Il Governo dovrà correggere la norma per adeguare il sistema a quanto stabilito dal TAR, a meno che l'Esecutivo non decida di presentare ricorso contro le decisioni. Ma comunque, anche in questo caso, l'esecutività delle sentenze non verrà meno e nella pratica le problematiche maggiori le dovranno affrontare i Comuni e le Regioni. Saranno loro a dover risolvere, concretamente, i problemi che derivati dal mutato scenario in quanto Enti erogatori delle prestazioni sociali agevolate.

In allegato testi integrali delle sentenze commentate.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

Per la lettura delle sentenze sopra citate si rinvia al seguente indirizzo web:

http://giornale.uici.it/tripletta-di-sentenze-del-tar-lazio-boccia-il-nuovo-isee-2015-a-cura-di-paolo-colombo/

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Superando.it del 16-02-2015

ISEE: che succederà dopo quelle Sentenze

L'11 febbraio scorso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha accolto, pur parzialmente, tre ricorsi presentati contro il Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) 159/13 e cioè il Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), ciò che riguarda milioni di cittadini italiani, in quanto l'ISEE stesso viene richiesto per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate, ovvero a tutti i servizi o gli aiuti economici rivolti a situazioni di bisogno o necessità (ad esempio le prestazioni ai non autosufficienti, i servizi per la prima infanzia, le agevolazioni economiche sulle tasse universitarie, quelle per le rette di ricovero in strutture assistenziali, le eventuali agevolazioni su tributi locali).

Le tre Sentenze (Sezione Prima del TAR del Lazio, n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15) di fatto modificano parzialmente l'impianto di calcolo dell'Indicatore della Situazione Reddituale (ISR), cioè di una delle due componenti dell'ISEE (l'altra è quella patrimoniale).

I contenuti

Sorvolando sulle violazioni non accolte, i tre dispositivi vanno letti in modo combinato:

- escludono dal computo dell'Indicatore della Situazione Reddituale «trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche» (articolo 4, comma 2 lettera f); ciò significa, in pratica, tutte le pensioni, assegni, indennità per minorazioni civili, assegni sociali, indennità per invalidità sul lavoro, assegni di cura, contributi vita indipendente ecc.;

- annullano il DPCM 159/13 nella parte in cui prevede un incremento delle franchigie per i soli minorenni (articolo 4, lettera d, nn. 1, 2, 3).

Per comprendere meglio quanto detto al secondo punto, va ricordato che il DPCM 159/13 prevede una franchigia forfettaria così differenziata:

1. persone con disabilità media: per ciascuna di esse, una franchigia pari a 4.000 euro, incrementati a 5.500 se minorenni;

2. persone con disabilità grave: per ciascuna di esse, una franchigia pari a 5.500 euro, incrementati a 7.500 se minorenni;

3. persone non autosufficienti: per ciascuna di esse, una franchigia pari a 7.000 euro, incrementati a 9.500 se minorenni.

Fino a indicazioni contrarie, e data l'approssimazione del dispositivo su tale punto, non si può che ritenere che le stesse franchigie previste per i minori siano ora da applicare anche ai maggiorenni.

La Sentenza 2459/15 del TAR del Lazio, per altro, nelle motivazioni, ma non nel dispositivo, censura la disposizione che prevede che l'opportunità di ricorrere all'ISEE ridotto (personale o proprio e del coniuge) sia riservata ai soli disabili maggiorenni e non invece anche ai minorenni, creando così una disparità di trattamento e rimandando a successivi interventi di rimodulazione. E tuttavia, il Tribunale Amministrativo, annullando la disposizione della differenziazione sulle franchigie, in realtà aumenta la disparità di trattamento fra minorenni e maggiorenni, dal momento che solo ai secondi rimane ancora la possibilità di redigere - ai soli fini delle prestazioni di natura sociosanitaria - l'ISEE personale, per lo meno fino a un ulteriore intervento eventuale normativo.

Nelle motivazioni (non nel dispositivo) il TAR annota infatti: «L'Amministrazione dovrà quindi provvedere a rimodulare tale nozione valutando attentamente la funzione sociale di ogni singolo trattamento assistenziale, previdenziale e indennitario e orientandosi anche nell'esaminare situazione di reddito esistente ma, per varie ragioni, non sottoposto a tassazione IRPEF».

Nel merito non si può che concordare sul principio generale che le provvidenze assistenziali non possano essere considerate alla stregua dei redditi, anche per una serie di altri motivi che il TAR non elenca. Ma le Sentenze hanno anche confermato, purtroppo, la liceità di ricorrere al computo dei redditi dei familiari civilmente obbligati, nel caso di anziani ai fini del ricovero in RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), istituti, case di riposo.

Effetti pratici: il computo dell'ISEE

Ma quali saranno gli effetti pratici sul calcolo dell'ISEE delle persone con disabilità e le loro famiglie?

A una lettura superficiale - ignorando i complessi meccanismi che stanno alla base dell'ISEE - in molti hanno plaudito a queste Sentenze, ritenendo che esse producano solo effetti positivi molto significativi e per tutti gli interessati. In realtà, proprio a causa della complessità dello strumento ISEE, l'esito dei ricorsi è smorzato e in alcuni casi produce effetti inattesi.

Ciò è connesso, in particolare, al meccanismo di detrazione, riservata ai non autosufficienti, «per la spesa sostenuta, inclusiva dei contributi versati, per collaboratori domestici e addetti all'assistenza personale, come risultante dalla dichiarazione di assunzione presentata all'INPS e dai contributi versati al medesimo istituto, nel limite dell'ammontare dei trattamenti di cui al [l'art. 4, N.d.R.] comma 2, lettera f».

Ebbene, il comma 2 lettera f è stato annullato dal TAR del Lazio. Il DPCM 159/13 aveva previsto quella possibilità proprio per compensare il computo delle provvidenze assistenziali nell'Indicatore della Situazione Reddituale, e quindi nell'ISEE, per le persone con più grave disabilità che debbano avvalersi di assistenti o badanti assumendoli regolarmente. Questa detrazione ora non è più possibile e ciò produce effetti distorsivi in alcuni non infrequenti casi, oltre a incentivare ulteriormente il lavoro sommerso, ciò che per altro non costituisce il tema di questo approfondimento. In questi casi l'ISEE risultante dopo le tre Sentenze del TAR del Lazio è più svantaggioso che in precedenza. Rimane invece cogente la possibilità di detrarre le spese sanitarie fino a 5.000 euro, se effettivamente documentabili.

Al contempo è ampio il numero di persone che - al contrario - godono dei vantaggi delle Sentenze citate.

Per altri casi, infine (ad esempio i minori titolari dell'indennità di frequenza), gli effetti attuali delle Sentenze sono del tutto irrisori.

Riassumendo: fra gli "svantaggiati" dalle Sentenze vi sono le persone non autosufficienti che si avvalgono di operatori assistenziali o badanti regolarmente retribuiti e sono in grado di dimostrare le spese sostenute. Fra gli "avvantaggiati" vi sono le persone non autosufficienti che non sostengono spese di operatori o badanti (tipico esempio quello dei caregiver familiari) o che se ne avvalgono senza corrispondere in modo regolare una retribuzione.

A riprova di questi effetti rinviamo ad alcune simulazioni elaborate da chi scrive, dopo la pubblicazione delle Sentenze, nel sito del Servizio HandyLex.org.

Effetti pratici: ottenere le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU)

Altro quesito fondamentale: quali sono gli effetti sulle procedure di rilascio e di applicazione delle nuove Dichiarazioni Sostitutive Uniche (ISEE)?

Le Sentenze del TAR Lazio sono immediatamente applicative, ma difficilmente saranno operative, per lo meno nell'immediato. Certamente le DSU (ISEE) rilasciate dal 12 febbraio scorso, senza rispettare le tre Sentenze, sono formalmente illecite. Al contempo (per il combinato disposto degli articoli 10, comma 1 e comma 2 e 14 comma 2 del DPCM 159/13), le Dichiarazioni DSU (ISEE) rilasciate con i "vecchi" criteri del precedente Decreto Legislativo 109/98 non sono più valide per l'accesso alle nuove prestazioni né più rilasciabili dai CAF (Centri di Assistenza Fiscale).

Ricordiamo che il rilascio delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche è incardinato nel sistema informatico dell'INPS cui hanno accesso i singoli cittadini con il proprio PIN oppure i CAF autorizzati. Se l'INPS, dunque, non modificherà il sistema informatico, le DSU rilasciate continueranno a essere irregolari (e, in taluni casi, svantaggiose per il cittadino). Tuttavia, il sistema informatico è basato sulle indicazioni del Ministero del Lavoro e di quello dell'Economia (Decreto Ministeriale del 7 novembre 2014 che ha approvato i modelli) e fintantoché non avrà indicazioni operative formali, l'INPS non modifica il proprio software e le relative istruzioni.

Se dovesse pertanto crearsi un "vuoto amministrativo", molti cittadini potrebbero restare privi di DSU oppure ottenerla con forte ritardo rispetto alle esigenze di accesso a servizi e prestazioni agevolate.

Questo verosimilmente non avverrà: di fatto il Ministero potrebbe non applicare subito le sentenze, potendone cioè sospenderne l'applicazione, in attesa di un proprio ricorso presso il Consiglio di Stato, pur sapendo che alcuni cittadini potranno legittimamente presentare ricorso (con probabile soccombenza del Ministero stesso).

Per quanto poi riguarda chi oggi si presentasse a un CAF per la compilazione della DSU, chiedendo l'applicazione delle Sentenze del TAR Lazio, egli non otterrebbe nulla. Il CAF, infatti, usa il sistema informatico dell'INPS e il sistema richiede l'inserimento dei dati identificativi dei componenti del nucleo familiare, oltre a quelli che permettono di comprendere se la persona sia con una disabilità media, grave o non autosufficiente (per applicare le franchigie). Pertanto il CAF non ha né facoltà né possibilità tecnica di modificare i criteri. È l'INPS, infatti, che estrae successivamente i dati "economici" delle prestazioni e ricava ISR e ISEE, familiare o ridotto a seconda delle prestazioni.

È a quel punto - al momento del rilascio dell'ISEE con i criteri antecedenti alle Sentenze del TAR - che il cittadino può, se lo ritiene opportuno, presentare ricorso con i tempi e i costi del caso. Il rischio maggiore, in questi casi, è che il cittadino privo di DSU (ISEE) rimanga escluso dall'accesso a prestazioni o servizi.

Di certo, la situazione generale, così come si prospetta in questo momento, è foriera di ulteriori numerosi contenziosi.

La stessa considerazione, infine, vale per chi ha già ottenuto l'ISEE con i criteri fissati dal DPCM 159/13. Egli dovrebbe presentare ricorso per ottenere il ricalcolo dell'ISEE (meglio verificare prima se è più conveniente) con i tempi che ne conseguono. Anche l'Ente erogatore, tuttavia, potrebbe supporre che le DSU (ISEE) di alcuni cittadini siano "troppo" vantaggiose e vadano ricalcolata in base alle Sentenze del TAR del Lazio, chiedendo, in caso di esito positivo, la compensazione di quanto "indebitamente" corrisposto. E anche in questi casi potrebbero aprirsi numerosi contenziosi.

Che fa il Ministero?

Cosa succede se il Ministero del Lavoro impugna le Sentenze del TAR del Lazio? Questa azione, innanzitutto, spetta alla Presidenza del Consiglio e non al Ministero del lavoro e le Sentenze stesso andrebbero impugnate davanti al Consiglio di Stato (che per altro, a suo tempo, aveva dato l'avallo allo schema di DPCM 159/13); questo, però, non sospende gli effetti delle Sentenze che continuano ad essere cogenti fino a eventuale Sentenza contraria.

Comunque vada, si porrebbe il problema di sanare successivamente le posizioni di chi ha chiesto e ottenuto le DSU nel periodo intercorrente fra le Sentenze del TAR del Lazio e quella eventuale di segno contrario del Consiglio di Stato. Quindi un'altra notevole confusione procedurale.

La scelta di impugnare la Sentenza è tecnico-politica. Verosimilmente, dato il tema, più politica che tecnica. Di fatto, però, il Ministero del Lavoro - in ispecie se attiva immediatamente il ricorso presso il Consiglio di Stato - non è tenuto (a suo rischio e pericolo) ad applicare subito le Sentenze e di fatto sarà ciò che probabilmente accadrà. Questo da un lato può ingenerare un significativo contenzioso con i cittadini, ma dall'altro lato garantisce al sistema di rilascio delle DSU di proseguire, pur con i criteri precedenti alle Sentenze.

Come si comporteranno i Comuni e le Regioni?

Come noto, gli Enti erogatori di prestazioni sociali agevolate (ad esempio i Comuni, le Università ecc.) fissano, con propria deliberazione, i criteri di accesso e quindi i destinatari delle prestazioni e le eventuali soglie ISEE per accedervi o al di sopra delle quali viene richiesta la partecipazione alla spesa.

Il DPCM 159/13 impone che trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione dei nuovi modelli, le DSU - che sono sempre, lo ricordiamo, le Dichiarazioni Sostitutive Uniche - possano essere rilasciate solo con i nuovi criteri. Conseguentemente, anche le prestazioni sociali agevolate richieste successivamente a quella data sono erogate sulla base dell'ISEE rivisto ai sensi del DPCM 159/13.

Entro la stessa data, pertanto, gli Enti che disciplinano l'erogazione delle prestazioni sociali agevolate devono emanare gli atti anche normativi, necessari all'erogazione delle nuove prestazioni in conformità con le disposizioni del nuovo Decreto. Ciò significa che devono fissare le nuove soglie di accesso alle prestazioni sociali agevolate di loro competenza e che di fatto il limite temporale è già stato superato, essendo stati i moduli approvati il 7 novembre 2014, con il Decreto Ministeriale più sopra citato.

Alcuni Comuni hanno provveduto ad approvare le deliberazioni, basandosi sull'impianto del precedente ISEE e quindi ipotizzando un certo apporto finanziario dalla partecipazione alla spesa da parte dei cittadini. Aspetteranno ora le azioni del Ministero (Governo)? Rivedranno le loro Deliberazioni? È possibile che lo facciano e che restringano il campo di intervento, la quantità dei servizi, o l'ammontare delle prestazioni. Non esistendo una normativa che fissi in modo chiaro Livelli Essenziali di Assistenza in àmbito sociale e in larga misura sociosanitario, le Amministrazioni potrebbero infatti cogliere l'occasione per diminuire sia la quantità che la qualità dei servizi. Ma è anche possibile che - per la situazione di generale disorientamento e vuoto legislativo - si colga l'occasione anche per distinguere capziosamente i servizi per tipologia - prestazioni sociali, prestazioni sociali agevolate, prestazioni agevolate di natura sociosanitaria - facendo rientrare forzosamente nell'una o nell'altra categoria ciò che è più utile ai fini del contenimento della spesa e delle partecipazione alla spesa.

Per farci intendere meglio, ricordiamo che solo per le «prestazioni agevolate di natura sociosanitaria» è previsto l'ISEE ridotto (quello della persona e non della famiglia). Per le altre prestazioni è contemplato l'ISEE familiare.

Tutto questo per lasciare intuire che le modalità per compensare un ISEE più vantaggioso per i cittadini (nemmeno tutti) allignano nella "fantasia" e nella "finanza creativa" di molti Amministratori, vieppiù se in difficoltà con il bilancio. Un rischio, va detto in conclusione, che ha poco a che vedere con le Sentenze: è una prospettiva che comunque va monitorata e affrontata.

di Carlo Giacobini

Direttore editoriale di «Superando.it».

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Blog Invisibili - Corriere della Sera del 03-02-2015

Disabilità e diritti nel discorso del Presidente

ROMA. C'è stato spazio anche per la disabilità e le persone che vivono in questa condizione nel discorso di insediamento del Presidente della Repubblica: "Garantire la Costituzione (...) Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità". Poche parole, ma che segnano un percorso. Anche per il modo in cui il Presidente Mattarella le ha espresse, con i termini corretti e la giusta attenzione, quella sui diritti.

Il richiamo diventa fondamentale per capire la direzione che questa presidenza intende prendere verso chi ha disabilità perché fa riferimento alla Costituzione e alla sua applicazione: "La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno". Quel "giorno per giorno" legato alla disabilità comprende non solo una enunciazione teorica, ma soprattutto la percezione delle difficoltà che la quotidianità pone quando ci si trova di fronte alle tante barriere di ogni tipo che non permettano una vita piena a chi ha disabilità. Non una "concessione" di una società costruita per altri, ma un "diritto" in una società che è per tutti. "Rimuovere le barriere" vuol dire passare a una cultura che punti a sviluppare le abilità di ognuno e non a guardare in primo luogo alla condizione di disabilità.

Lo si nota anche dalla scelta del linguaggio: "persone con disabilità". Non disabili, o peggio ancora "diversamente abili" o "invalidi", come ancora si usa in campo legislativo. Il Presidente Mattarella usa la dizione corretta: la persona al primo posto, la condizione, se serve (e qui serve), a seguire. Prima di tutto si è persone. Si segna un passo avanti, che dovrebbe essere normale, ma ancora non lo è, nell'espressione di un "parlare civile". Una persona non deve essere scambiata con la sua condizione. Quanto è importante che la più alta carica dello Stato si esprima così. Il linguaggio corretto è uno dei punti fermi anche di InVisibili e per questo fa piacere sottolineare questo aspetto.

L'auspicio è che quella riga, così importante, nel primo discorso ufficiale di Sergio Mattarella quale Presidente della Repubblica sia recepita a tutti i livelli, dal più grande, quello della costruzione delle leggi che regolano la vita sociale, al più piccolo, nella vita e negli incontri di ogni giorno.

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Superando.it del 03-02-2015

Messaggi al nuovo Presidente della Repubblica

«Esprimiamo la nostra piena soddisfazione per l'elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica». Lo dichiara Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, aggiungendo che «il neopresidente - uomo del Sud, ministro in cinque Governi, attualmente Giudice della Corte Costituzionale - è una figura rigorosa e imparziale, di alto profilo istituzionale, chiamata oggi a interpretare un ruolo delicato per il nostro Paese: siamo convinti e fiduciosi che egli saprà incarnare al meglio i valori di correttezza, dirittura morale, competenza, coraggio e senso di responsabilità, di cui ha dato diverse prove nella sua vita e carriera e di cui il nostro Paese, in questo momento storico, sente più che mai il bisogno e la necessità».

«Nel fare dunque i nostri migliori auguri al neopresidente della Repubblica - conclude Barbieri - siamo certi che vorrà porre al centro del suo mandato la giusta attenzione per le tematiche sociali e per i valori in esse racchiusi, la solidarietà, la lotta alla mafia e la legalità. Dal canto suo, il Terzo Settore italiano saluta nel presidente Mattarella un nuovo altissimo punto di riferimento e un interlocutore istituzionale di provata serietà e sensibilità».

«Vivo compiacimento dei ciechi e degli ipovedenti italiani» arriva anche da Mario Barbuto, presidente nazionale dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che porge al nuovo presidente della Repubblica «un augurio sincero e fervido per un settennato ricco di successi e di risultati sul cammino delle riforme sociali, della riorganizzazione istituzionale e del rilancio dell'Italia in tutti i campi della vita civile».

«La coerenza, la fermezza e l'equilibrio che la persona di Sergio Mattarella assicura alle istituzioni repubblicane - continua Barbuto - sono ragioni di speranza per quanti, come noi, invocano l'avvento di una società più giusta e più sensibile, nella quale possa finalmente diventare regola assoluta il rispetto dei diritti umani e sociali anche delle persone meno fortunate e meno tutelate. Dal mondo della disabilità, quindi, oltre alle felicitazioni e agli auguri, giunga anche al neopresidente l'impegno a collaborare per costruire insieme una società fondata sulla solidarietà e attenta alle aspettative legittime dei più deboli: il lavoro, l'istruzione, l'inclusione sociale a tutti i livelli, il rispetto della persona». (S.B.)

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Superando.it del 13-02-2015

Assistenza scolastica: l'incontro della FISH con il Governo

«Prendiamo atto della volontà del Governo, ma in attesa di una risposta, che si spera positiva, stiamo perfezionando gli strumenti per le eventuali azioni legali che si renderanno comunque necessarie»: così Vincenzo Falabella, presidente della FISH, dopo l'incontro con il sottosegretario agli Affari Regionali e alle Autonomie Gianclaudio Bressa, per trovare soluzioni al grave problema dell'assistenza e del trasporto degli alunni con disabilità, causato dalla soppressione delle Province

«Queste competenze al momento sembrano scomparse. Non è ben chiaro se debbano essere riferite alle Regioni, ai Comuni o alle Città Metropolitane e questa incertezza sta già generando non pochi problemi di garanzia di un diritto costituzionale e causando una forte preoccupazione e disagio nelle famiglie».

Si era pronunciato così, nelle scorse settimane, Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in riferimento a un grave problema che ormai da tempo seguiamo nel nostro giornale, vale a dire le conseguenze per il diritto allo studio delle persone con disabilità derivanti dall'entrata in vigore della Legge 56/14 (Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), la cosiddetta "Legge Delrio", che sta notevolmente modificando l'assetto istituzionale.

«Il diritto allo studio e a un'efficace inclusione scolastica - si era letto a tal proposito in una nota della FISH di fine gennaio - non sono garantiti solo dagli insegnanti di sostegno o dall'attenzione nella predisposizione di percorsi personalizzati, ma, in molti casi, anche dalla presenza di assistenti educativi e della comunicazione (AEC). Il loro supporto è essenziale soprattutto nel caso di alunni sordi, non vedenti o ipovedenti o con pluriminorazioni. Il loro ruolo è espressamente previsto dalla Legge Quadro 104/92, mentre il Decreto Legislativo 112/98 (articolo 139, comma 1 c) aveva attribuito alle Province la competenza per la loro assegnazione. La "Legge Delrio", però, pur nell'intento di perseguire principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, ha soppresso le Province e ne ha redistribuito le principali competenze istituzionali, ma quelle relative agli assistenti educativi e alla comunicazione rimangono piuttosto indeterminate, causando un notevole disorientamento e un rischio per il diritto allo studio delle persone con disabilità».

La stessa FISH, quindi, aveva chiesto un incontro urgente con il Governo, ottenendo una risposta positiva dal sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa.

Ora, dunque, l'incontro con il sottosegretario Bressa c'è stato e insieme a Falabella vi hanno partecipato anche l'avvocato Salvatore Nocera, esperto della FISH sui temi dell'inclusione scolastica, le deputate Elena Carnevali e Micaela Campana, quest'ultima responsabile del Partito Democratico per il Welfare e il Terzo Settore e Raffaele Ciambrone della Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione (Ufficio Disabilità) del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

Per l'occasione, come si legge in un comunicato, i rappresentanti della FISH hanno innanzitutto «evidenziato la preoccupazione e il disappunto delle famiglie delle persone con minorazioni della vista e dell'udito che in precedenza contavano sull'assistenza dalle Province nelle scuole di ogni ordine e grado e di alunni con altre disabilità che fruivano di tali supporti e del trasporto scolastico nelle scuole superiori», sottolineando che «la mancata esplicitazione nelle Leggi Regionali di quali avrebbero dovuto essere gli Enti assegnatari di tali competenze, erogando altresì i corrispondenti finanziamenti, sta comprimendo in molte parti d'Italia il diritto allo studio di tantissime migliaia di alunni con disabilità, i quali rischiano di rimanere - o in alcuni casi rimangono - a casa».

In tal senso, quindi, ritenendo che siano stati «violati dei livelli essenziali del diritto allo studio degli alunni con disabilità, costituzionalmente protetto», la FISH ha chiesto con nettezza al Governo, di «intervenire in sostituzione delle Regioni inadempienti». In mancanza poi di un intervento normativo, la Federazione «intende depositare presso le Procure della Repubblica delle Regioni inadempienti altrettante denunce per interruzione di pubblico servizio, in forza anche di un'ampia e consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti».

«La situazione - è stato ulteriormente evidenziato - è ancora più urgente, perché anche le Regioni che hanno provveduto, hanno ridotto i finanziamenti, con il devastante effetto che dal 1° marzo pure in esse verranno limitati i servizi di trasporto gratuito e di assistenza alla comunicazione». E questo, ad esempio, è esattamente ciò che abbiamo segnalato nei giorni scorsi per la Provincia di Sassari.

Dal canto suo, il sottosegretario Bressa ha assicurato che conferirà con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio su tale drammatica situazione, tornandone successivamente a riferire alle Associazioni presumibilmente entro la fine di questo mese di febbraio.

«Ci rassicura l'espressione di volontà del Governo e dei Parlamentari - ha commentato Falabella - di porre in sicurezza il tema della disabilità, nella fase di adempimento degli obblighi previsti dopo l'approvazione della Legge 56/14. E tuttavia, nell'attesa di una risposta, che ci si augura positiva, stiamo perfezionando gli strumenti per le eventuali azioni legali che si renderanno comunque necessarie». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 13-02-2015

Torino: quel Regolamento viene via via smantellato

Mentre infatti altre organizzazioni continuano la loro battaglia contro quel Regolamento sulla mobilità accusato di «avere peggiorato in modo inaccettabile i servizi di trasporto destinati alle persone con disabilità di Torino», l'UICI locale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) si vede accogliere un ricorso dal Consiglio di Stato, che riconosce la discriminazione nei confronti delle persone cieche e il fatto che per esse la mobilità non è solo salire o scendere da un autobus.

Non si possono discriminare le persone con disabilità in base alla diversa tipologia della loro disabilità e le difficoltà di una persona cieca non riguardano solo il salire e lo scendere dai mezzi pubblici: sono questi i due punti qualificanti dell'importante Sentenza prodotta il 3 febbraio scorso dalla Quinta Sezione del Consiglio di Stato, che ha ribaltato un precedente pronunciamento del TAR Piemonte (Tribunale Amministrativo Regionale), accogliendo in tal senso un ricorso promosso dall'UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), al termine di una lunga battaglia condotta contro quel contestato Regolamento del servizio di trasporto destinato a persone assolutamente impedite all'accesso e alla salita sui mezzi pubblici di trasporto ed ai ciechi assoluti, contenuto nella Deliberazione n. 01582/119 della Giunta Comunale di Torino (7 maggio 2012).

Si tratta di un Regolamento, lo ricordiamo, contro il quale è tuttora in corso una dura battaglia anche da parte di numerose altre organizzazioni che si occupano di disabilità (motoria e non), che ritengono abbia «peggiorato in modo inaccettabile i servizi di trasporto destinati alle persone con disabilità nel capoluogo piemontese» (ne abbiamo via via riferito in questi anni anche nel nostro giornale).

Tornando alla specifica azione dell'UICI di Torino, «tutto era iniziato - si spiega in una nota - quando l'Amministrazione Comunale aveva deciso di modificare il servizio di buoni taxi per persone cieche, con un provvedimento che di fatto ne snaturava le finalità originarie, imponendo oneri pesanti a carico delle persone con disabilità».

«Ora - prosegue la nota - sono due i punti centrali della Sentenza prodotta dal Consiglio di Stato, la quale innanzitutto ravvisa un'inaccettabile disparità di trattamento tra persone con disabilità visiva, per le quali il servizio è vincolato alle fasce di reddito ISE (Indicatore della Situazione Economica) e persone con disabilità motoria grave, che invece possono usare i mezzi attrezzati con una spesa equivalente a quella di un biglietto del trasporto urbano. Inoltre, è stato pienamente riconosciuto il fatto che la difficoltà di usare i mezzi pubblici per le persone cieche non riguarda solo il salire e lo scendere dai veicoli. Per spostarsi con un tram o un autobus, infatti, è necessario arrivare alla fermata, leggere il numero del mezzo, capire dove scendere, gestire attraversamenti e ostacoli di ogni tipo: tutte azioni che richiedono abilità sensoriali e che per un cieco assoluto non accompagnato possono diventare degli ostacoli insormontabili. Ecco allora la necessità di un presidio che garantisca ai non vedenti, in particolare a quelli meno autonomi, la possibilità di spostarsi in sicurezza e a costi ragionevoli».

«Siamo molto soddisfatti - commenta Giuseppe Salatino, presidente dell'UICI Torino - perché il Consiglio di Stato ha riconosciuto la centralità di un diritto fondamentale, quello alla mobilità, strettamente connesso con la possibilità di lavorare, studiare, avere una vita di relazione. Ci tengo per altro a sottolineare che non abbiamo mai voluto una "guerra tra poveri" con le associazioni delle persone con disabilità motoria, di cui comprendiamo appieno la situazione e le esigenze».

«Ora il nostro lavoro - conclude Salatino - non si ferma qui: alla luce infatti di questa Sentenza sarà chiesto un nuovo confronto con il Comune, con l'obiettivo di arrivare a una riforma complessiva e ragionevole del servizio di trasporto accessibile a Torino». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@uictorino.it (Lorenzo Montanaro).

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Corriere della Sera - Invisibili del 16-02-2015

Torino, il Consiglio di Stato dà ragione ai ciechi

TORINO. Problema: in tempi di tagli di bilancio e welfare ridimensionato, come fa l'amministrazione comunale di una grande città a garantire un servizio di trasporto accessibile e gratuito alle persone con disabilità motorie e sensoriali che usano i mezzi pubblici per andare a scuola o a lavoro? La soluzione ancora non c'è, ma una cosa è certa: non si può discriminare tra ciechi e disabili motori. Se la coperta è corta, è corta per tutti. E uno che non vede non può essere penalizzato rispetto ad uno che non cammina.

Succede a Torino. Dove una recente sentenza del Consiglio di Stato ribalta il giudizio del Tar (dello scorso anno) e dà ragione alla sezione locale dell'Unione italiana ciechi ed ipovedenti (Uici), che si batte contro il regolamento sul trasporto accessibile del comune piemontese da quando è stata introdotta una modifica del servizio di buoni taxi per le persone cieche. Fino a quel momento, era il maggio del 2012, Torino era considerata all'avanguardia in tema di trasporti collettivi per persone disabili, introdotto negli anni Settanta ed esteso ai non vedenti negli anni Novanta del secolo scorso, ed era presa a modello su tutto il territorio nazionale.

Poi cominciano i tagli e l'amministrazione pensa bene di chiedere ai non vedenti di partecipare alle spese del servizio taxi, con un contributo collegato al reddito attraverso le fasce Ise. Risultato, la quasi totalità dei ciechi torinesi è costretta a pagarsi parte della corsa, con un aggravio di costo insopportabile. E per chi non può contare su un parente o un amico accompagnatore il rischio di restare segregato in casa diventa molto alto. "L'evoluta Torino - commenta l'Uici - fa un balzo indietro a livello culturale di almeno trent'anni".

Qualche dato per inquadrare meglio il problema. Fino al 2012, cioè prima che entrasse in vigore il nuovo regolamento, erano circa 600 i ciechi assoluti che usufruivano del buono taxi. I disabili visivi gravi sono circa un migliaio, comprendendo però sia i ciechi assoluti, sia i ciechi ventesimisti (ossia coloro che hanno un residuo visivo non superiore a un ventesimo in entrambi gli occhi). Questi ultimi però non hanno diritto al buono taxi, che è invece riservato esclusivamente ai ciechi assoluti. Complessivamente, comprendendo sia disabili visivi che disabili motori, le persone che usufruivano del trasporto accessibile erano 1.900: dei disabili motori, circa 500 usavano mezzi attrezzati (tipo pulmini), mentre gli altri avevano, come i ciechi, il buono taxi. In lista d'attesa c'erano poi 1.200 persone, di cui una settantina cieche. A loro è stato riconosciuto il diritto alla mobilità accessibile, ma di fatto non possono usufruire del servizio per mancanza di fondi.

Ma torniamo alla battaglia dell'Unione ciechi, all'indomani dell'approvazione del nuovo regolamento comunale, nel maggio del 2012. I ciechi insorgono, si organizzano presidi e manifestazioni di piazza. L'intento dell'associazione non è difendere a oltranza un trattamento non più sostenibile, né tanto meno scatenare un'odiosa battaglia tra poveri ("motori" contro "sensoriali") ma solo ribadire che su alcuni diritti, come quello a spostarsi in autonomia e sicurezza, non è possibile cedere, perché c'è in gioco la possibilità di studiare, lavorare, coltivare un minimo di rapporti sociali. Insomma, c'è in gioco l'integrazione.

L'Uici Torino decide di far ricorso al Tar Piemonte, ma l'esito è sfavorevole: secondo i giudici di primo grado, infatti, il regolamento è legittimo, in quanto espressione dell'ampia discrezionalità che la legge attribuisce agli enti locali in questa materia. Tradotto dal burocratese vuol dire che, secondo il Tar, il Comune può decidere che una persona non vedente, che però cammina e si sposta sulle sue gambe, può fruire di un mezzo pubblico più facilmente di una persona seduta su una sedia a rotelle.

L'associazione non si dà per vinta e fa ricorso contro la sentenza. "In linea teorica può anche esser vero che un cieco è meno impedito di una persona con grave disabilità motoria - riconosce Giuseppe Salatino, presidente dell'Uici di Torino - ma nella realtà i suoi problemi non riguardano solo il salire e lo scendere dai veicoli. Per spostarsi con un tram o un autobus è infatti necessario arrivare alla fermata, leggere il numero del mezzo, capire dove scendere, gestire attraversamenti e ostacoli di ogni tipo: tutte azioni che richiedono abilità sensoriali e che per un cieco assoluto non accompagnato possono diventare degli ostacoli insormontabili". Ecco allora la necessità di un presidio che garantisca ai non vedenti, in particolare a quelli meno autonomi, la possibilità di spostarsi in sicurezza e a costi ragionevoli.

Nei primi giorni del 2015, finalmente, arriva il verdetto del Consiglio di Stato, che ribalta completamente il giudizio di primo grado: il regolamento comunale è giudicato discriminatorio, da annullare e riscrivere. Molto soddisfatto anche l'avvocato dell'Uici Franco Lepore, che ha guidato la battaglia legale: «Il Consiglio di Stato - osserva - ha toccato il nocciolo della questione: la richiesta di compartecipazione alla spesa pubblica non può essere fatta solo ad alcune categorie di disabili. Un trattamento che differenzia le persone in base alla patologia da cui sono affette è palesemente illegittimo».

E adesso? La palla torna al Comune di Torino, per la precisione all'assessore ai Trasporti, Claudio Lubatti. Toccherà a lui sbrogliare la matassa. Magari seguendo il consiglio delle associazioni, che propongono l'utilizzo di pulmini per gruppi di persone che fanno tragitti simili, o la collaborazione di volontari per accompagnare i non vedenti alla fermata del bus.

di Marco Piazza

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Superando.it del 03-02-2015

Bancomat proibito a non vedenti e ipovedenti?

Come ci segnala infatti una Lettrice con disabilità visiva, raccontando una sua recente esperienza in un esercizio commerciale, i nuovi dispositivi POS con schermo tattile, necessari a pagare con bancomat o carta di credito, non hanno alcun segno che possa essere utile ad orientarsi sulla tastiera e men che meno sono dotati di sintesi vocale. Si auspica quindi che dalle banche e da Poste Italiane arrivi una soluzione, per evitare un'ulteriore, nuova barriera.

«Al momento di pagare - ci scrive una Lettrice con disabilità visiva, raccontando la sua esperienza in un esercizio commerciale - l'esercente mi ha consegnato il nuovo POS fornitole dalla sua banca, mostrandosi alquanto preoccupata che io potessi usarlo, visto che si trattava di un POS touchscreen [il POS, "Point of Sale", ovvero letteralmente "punto di vendita", è quel dispositivo che consente di pagare con bancomat o carta di credito. "Touchscreen" sta per schermo tattile, N.d.R.] . Il nuovo dispositivo, infatti, non ha nessun segno che possa essere utile per orientarsi sulla tastiera e men che mai è dotato di sintesi vocale. Ciò significa che per le persone non vedenti e ipovedenti è praticamente impossibile da utilizzare, se non comunicando il codice della propria carta a terze persone, cosa che viola, senza ombra di dubbio, il diritto alla privacy e alla sicurezza».

«Nel mio piccolo - aggiunge la Lettrice - ho già provveduto a scrivere alla mia banca e a Poste Italiane, per sensibilizzare sulla questione, prima che questi dispositivi si diffondano in tutti gli esercizi commerciali, creando non inclusione, ma una nuova, ulteriore barriera».

Naturalmente condividiamo, considerando amaramente che in casi come questi, purtroppo, quando ci si "dimentica" di prendere in considerazione le esigenze di tutti i cittadini, le nuove tecnologie, anziché semplificare la vita, rischiano di complicarla ulteriormente. Ci auguriamo, dunque, che si provveda a trovare una soluzione al problema. (S.B.)

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Superando.it del 13-02-2015

Accessibilità digitale: che combini, Ministero?

«Le nuove tecnologie - sottolinea Mario Barbuto, presidente dell'UICI - sono un formidabile strumento di conoscenza e partecipazione per le persone con disabilità visiva, ma non possiamo accettare che esse, anziché diventare fattori di crescita e inclusione, siano causa di disagio e marginalizzazione». E invece, a giudicare da certi documenti prodotti dal Ministero dell'Istruzione, sembra proprio che non sia così, in barba a tante leggi e allo stesso buon senso.

ROMA. «Il Decreto Ministeriale 39/15, di individuazione delle materie oggetto della seconda prova scritta negli Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, è stato pubblicato in formato digitale inaccessibile attraverso tecnologie assistive». Lo denuncia in una nota Mario Barbuto, presidente dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che a tal proposito ha inviato una lettera al Ministro, ai due Sottosegretari e al Capo Dipartimento del Dicastero di Istruzione, Università e Ricerca (rispettivamente Stefania Giannini, Davide Faraone, Gabriele Toccafondi e Sabrina Bono), oltreché al direttore generale dell'Agenzia per l'Italia Digitale Alessandra Poggiani, per protestare e chiedere «che l'Amministrazione Scolastica nel suo complesso si attenga al quadro normativo vigente, garantendo a tutte le persone con disabilità e, nella fattispecie, agli alunni, agli studenti, ai docenti, ai dipendenti addetti ai servizi ATA [Ausiliari, Tecnici e Amministrativi, N.d.R.], e ai dirigenti scolastici con disabilità visiva, l'accesso ai sistemi e alle tecnologie digitali di informazione e comunicazione, su base di uguaglianza».

«In particolare - scrive ancora Barbuto nella lettera - chiediamo che siano individuate e poste in essere misure e azioni idonee a rimuovere quelle che, per tutti coloro che rappresentiamo, costituiscono vere e proprie barriere tecnologiche, ovvero: la pubblicazione web di atti in solo formato immagine; la distribuzione, off e on line, di testi, materiali e contributi didattici solo parzialmente fruibili; l'adozione di applicativi e di sistemi per la tenuta dei registri scolastici, la cui usabilità, attraverso le strumentazioni dedicate, è bassa o nulla; la diffusione di strumenti, come le lavagne interattive multimediali, non gestibili attraverso screen reader ["lettore dello schermo", N.d.R.]».

«Con note formali - continua il Presidente dell'UICI - con interventi ai tavoli dell'Osservatorio Permanente per l'Inclusione degli Alunni con Disabilità, in occasione di colloqui riservati, abbiamo più volte richiamato l'attenzione ministeriale sulla necessità che i materiali e i sistemi digitali, introdotti nella scuola allo scopo di innovare la didattica, semplificare le procedure amministrative, favorire le comunicazioni e formare il personale dipendente, siano accessibili a tutti gli utilizzatori finali, nessuno escluso. Siamo infatti convinti che le nuove tecnologie rappresentino un formidabile strumento di conoscenza e di partecipazione e, per questo, abbiamo fatto e facciamo il possibile, perché chiunque soffra di gravi disturbi visivi o sia affetto da cecità, acquisisca e sviluppi adeguate competenze digitali. Non possiamo però in alcun modo accettare che l'informatizzazione degli ambienti di apprendimento, e degli àmbiti ad essi connessi, invece che fattore di crescita e di inclusione, sia causa di disagio e di marginalizzazione».

«Come Istituzione dello Stato - sottolinea ancora Barbuto - che ha per altro il compito di favorire il superamento dei divari culturali, educativi e formativi da parte di tutti e, in special modo, di quanti si trovano in condizioni di svantaggio, e anche come datore di lavoro, l'Amministrazione Scolastica è obbligata, nella sua interezza, a organizzare, acquistare, commissionare e adottare materiali digitali e servizi telematici, il cui utilizzo sia consentito a tutti, nessuno escluso. Pertanto, in mancanza di interventi che assicurino l'accessibilità dei materiali digitali e delle reti telematiche in uso nelle scuole, ci vedremo costretti ad azioni di tutela. Infatti, oltre che comportare responsabilità dirigenziale e disciplinare, l'inosservanza delle disposizioni della Legge 4/04, che, com'è ben noto, tutela e garantisce il diritto di accesso delle persone con disabilità ai servizi informatici e telematici della Pubblica Amministrazione, e di altre norme successive (Decreto Legislativo 82/05, Codice dell'amministrazione digitale; Decreto Legge 112/08, convertito nella Legge 133/08; Decreto Legge 179/12, convertito nella Legge 221/12), per non dire della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che è la Legge dello Stato 18/09, è perseguibile ai sensi della Legge 67/06, recante misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, nonché ai sensi del Decreto Legislativo 216/03, di attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro».

«Restiamo dunque in attesa - è la conclusione - con la speranza che il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca voglia porre rimedio quanto prima alla segnalazione e si possa arrivare a pubblicare on line atti e documenti accessibili a tutti, così come la legge - e il buon senso - richiede». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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Giornale UICI del 25-02-2015

FID - 80 milioni di persone con disabilità chiedono tecnologie dell'informazione e della comunicazione accessibili

Lettonia 21 febbraio 2015 - Il movimento europeo della disabilità si è riunito questo fine settimana a Jurmala, in Lettonia, per la riunione del Consiglio Direttivo del Forum Europeo della Disabilità dell'EDF. Prima della riunione, si è tenuta una conferenza europea sulle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione per le persone con disabilità che ha riunito più di 150 partecipanti provenienti da tutta Europa. Intitolata "Un continente digitale inclusivo", la conferenza ha aperto il dialogo tra rappresentanti delle organizzazioni delle persone con disabilità e decisori a livello europeo e nazionale. La conferenza è stata organizzata nel quadro della Presidenza lettone dell'UE che ha messo all'ordine del giorno l'Europa digitale con le sue priorità. Hanno aperto i lavori Gunta Anca, vicepresidente dell'EDF e presidente del Consiglio Direttivo di "Sustento", l'organizzazione lettone delle persone con disabilità; Uldis Augulis, ministro lettone del Welfare; Iveta Grigule, eurodeputata lettone; e Rodolfo Cattani, Segretario Generale dell'EDF e coordinatore del gruppo di esperti TIC della stessa associazione. "In Lettonia, la disabilità è spesso legata solo ai servizi sociali e sanitari. Si parla di pensioni e indennità di invalidità, e, talvolta, di occupazione. Solo molto raramente la gente riesce a comprendere quanto importanti possano essere le soluzioni TIC nelle attività quotidiane delle persone con disabilità. I sistemi di navigazione, ad esempio, aiutano le persone non vedenti a muoversi in ambienti diversi; le soluzioni per la casa intelligente permettono alle persone con gravi disabilità fisiche di gestire la vita di tutti i giorni, mentre le persone sorde possono utilizzare anche applicazioni speciali nei telefoni cellulari. Non ci resta che riconoscere queste possibilità", ha affermato la Vicepresidente EDF, Gunta Anca. Il Segretario Generale EDF, Rodolfo Cattani, ha sottolineato l'estrema importanza del diritto di inclusione delle persone con disabilità nella cosiddetta Società digitale e basata sulla conoscenza, così come nel mercato unico digitale, quali consumatori e cittadini con pari diritti: "A questo scopo, abbiamo bisogno di un quadro giuridico forte e vincolante che consenta l'innovazione e garantisca la disponibilità di tecnologie accessibili per le persone con disabilità. È essenziale che le iniziative europee adeguate alle esigenze future riguardanti le TIC riconoscano e integrino l'accessibilità quale elemento chiave alla stessa stregua degli altri, come la privacy e la sicurezza che sono sempre incorporate nella legislazione di questo settore." Il ministro lettone del Welfare, Uldis Augulis, ha sottolineato che durante la Presidenza lettone maggiore attenzione dovrebbe essere prestata alle politiche sulla disabilità, al fine di incoraggiare e rafforzare l'impegno dell'UE per risolvere i problemi delle pari opportunità delle persone con disabilità: "Pertanto, durante la presidenza, in varie discussioni ci occuperemo di questioni come le opportunità di occupazione delle persone con disabilità, i diritti dei bambini con disabilità, nonché le questioni digitali. In particolare, sottolineeremo l'importanza dell'istruzione inclusiva, che è una via per l'occupazione e l'indipendenza." L'eurodeputata Iveta Grigule, da parte sua, ha dichiarato: "Oggi tutti noi abbiamo l'opportunità di valutare insieme i risultati conseguiti nell'ultimo anno e discutere di ciò che può essere fatto in questo anno per far sì che le persone con disabilità siano maggiormente incluse nella società e nel mercato del lavoro comune. Solo quando ogni membro della nostra società si sente necessario, protetto e rispettato, solo allora possiamo dire di vivere in uno stato sociale sicuro ed efficace. Questo è il percorso che dobbiamo fare insieme ". La conferenza ha rafforzato l'impegno del movimento della disabilità a promuovere a tutti i livelli un'Agenda digitale inclusiva per l'Europa che in ogni fase includa le persone con disabilità. Niente su di noi senza di noi!

Il testo delle relazioni in lingua inglese si possono prelevare qui:

http://bit.ly/1zVAbiH

Le foto si possono vedere qui:

http://bit.ly/1AuSajH

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Il Gazzettino del 01-02-2015

"Pronti a una parata con i cani"

Varca i confini della provincia la querelle per le scale di Lambioi off limits per i non vedenti. Proteste dell'Unione italiana ciechi per il divieto di accesso alla scala mobile agli animali guida

BELLUNO. Scala mobile di fuoco: la battaglia dei ciechi diventa nazionale. Non accenna a spegnersi la querelle nata attorno al divieto, per i non vedenti, di accedere alla scala mobile che unisce il parcheggio di Lambioi con piazza Duomo accompagnati dal proprio cane guida. «Vietare l'ingresso a loro significa vietarlo a noi», commenta ancora una volta stizzita la vice presidente provinciale Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) e referente regionale per i cani guida, Simona Zanella, interpellata sulla questione sempre d'attualità.

Dopo anni di lotte e tentativi di dialogo con l'amministrazione Massaro la donna ha ora rimbalzato la questione al presidente nazionale Mario Barbuto. «Credo sia mio dovere far sentire la nostra voce al livello più alto - propone Barbuto, chiamato in causa nel dibattito scoppiato online sulla questione -. Organizziamo una parata con i nostri cani e rompiamo le regola dei divieti. Personalmente ci sarò. Come presidente nazionale sarà mio dovere esserci». La querelle ha insomma varcato i confini provinciali e ha assunto importanza nazionale. Il sindaco, da parte sua, ribadisce che il divieto deriva da una legge nazionale e che lo stesso ministero dei trasporti, interpellato sulla questione, ha risposto con un categorico «no».

Intanto da qualche settimana ha fatto la sua comparsa ai due ingressi della scala mobile un cartello che a chiare lettere vieta l'ingresso ai cani guida. A volerlo, proprio per evitare fraintendimenti da parte di non vedenti poco ferrati sulle leggi, è stata la stessa Uici. «Continueremo a batterci più di prima perché questo assurdo divieto venga tolto - spiega Zanella - ma il cartello ci sembrava doveroso, per dovere di informazione verso chi arriva da fuori e parcheggia a Lambioi, convinto di poter poi salire le scale mobili con il proprio cane. Se dici di no all'animale dici di no alla persona, per noi, e questo è inaccettabile». Si tratterebbe di discriminazione, un bello schiaffo in faccia ai diritti che l'Uici ha tutte le intenzioni di combattere sul campo. A colpi di manifestazioni, dimostrazioni di piazza e, se dovesse essere necessario, anche denunce.

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Corriere delle Alpi del 02-02-2015

Cani sulla scala mobile, rabbia per i divieti

BELLUNO. Libero accesso a Lambioi, ma senza i cani guida. È la contraddizione in termini in cui è caduta l'amministrazione Massaro, dopo che tre giorni fa ha annunciato che avrebbe riservato alcuni parcheggi fronte Piave alle persone con disabilità (come peraltro imposto dalla legge, finora non rispettata), non prima però di affiggere all'imbocco delle scale mobili di piazza Duomo un cartello che vieta l'accesso ai cani guida, così come ad ogni altro animale. L'argomento tocca particolarmente nel vivo Simona Zanella, referente regionale dei cani guida per l'Unione ciechi. La discussione con il sindaco è finita alla mercé di Facebook. Interpellato direttamente, il primo cittadino rassicura che «agli stalli riservati in piazza Duomo si aggiungeranno entro l'estate quelli del Lambioi. Ricordo inoltre che tutti i parcheggi a pagamento restano gratuiti per le persone con disabilità», aggiungendo che quel cartello è comparso «su espressa richiesta dell'Uici». Zanella risponde piccata che «il divieto è stato adottato dal Comune e dall'azienda Bellunum che gestisce le scale mobili, noi abbiamo semplicemente chiesto che ne venisse data pubblica notizia». Massaro si difende ricordando che l'accesso ai cani guida «è vietato per questioni di sicurezza», ma Zanella replica duramente impugnando la legge 37/74 che regolamenta la libera circolazione dei cani guida «ovunque» e che teoricamente dovrebbe rendere illegittima ogni altra delibera in materia. «Noi siamo addestrati assieme ai nostri cani anche per poter viaggiare sulle scale mobili. Altrimenti come faremmo a spostarci nelle grandi città, a prendere la metro, a girare per centri commerciali?». Alla norma vigente si aggiunge un altro problema: le scale mobili di Lambioi sono in deroga rispetto alla massima pendenza consentita dalla legge, perciò la situazione è di assoluta particolarità. Mentre c'è chi, come Massimiliano Bellini, minaccia apertamente il sindaco, l'amministrazione e Bellunum di azioni legali per discriminazione contro i disabili, qualcun altro propone ingenuamente di lasciare l'auto in piazza Duomo. Ma l'attivista fa notare che «nei giorni di mercato quei parcheggi sono inutilizzabili». Il problema al momento non è tanto quello di poter parcheggiare a Lambioi, quanto quello di poterci arrivare con il cane al guinzaglio, avendolo. «Mi prendo la responsabilità di tutto quello che può accadere a me o al mio cane, se questo può servire a dirimere la questione», sbotta la non vedente, «gli incidenti capitano dappertutto e possono capitare a me come a chiunque. Oltretutto quel cartello si vede solo una volta entrati: questo significa che se arrivo con il mio cane e non posso salire, sono costretta comunque a passare per la cassa per uscire». Paradosso vuole che nel parcheggio sia posteggiato proprio il pulmino dell'Univoc (Volontari pro ciechi): «Dobbiamo poter essere liberi di accedere all'area come tutti, anche con i nostri cani guida», rivendica Zanella. In provincia sono tre le persone attualmente accompagnate. Questo senza contare i potenziali visitatori a Belluno: «Ho ricevuto lamentele anche da fuori provincia per questo problema», conclude, «mi auguro di arrivare quanto prima a una soluzione che possa mettere d'accordo tutti». Per il momento però non tira aria di conciliazione: il presidente nazionale Uici Mario Barbuto ha proposto di fare una parata di protesta con i cani guida per infrangere apertamente il divieto. (f.v.)

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Giornale UICI del 16-02-2015

Disabile ed egoista

di Giuseppe Fornaro

Non è che mi spaventi ancora quando in qualche modo mi fanno notare di essere diverso, nemmeno mi illudo più di tanto quando questa mia condizione di disabilità viene sottolineata come "valore aggiunto" o "diversa abilità" e quant'altro questa Società si inventi quando le circostanze lo impongono.

Qualche volta però ,commetto l'errore di credere che almeno sono considerato da - tutti gli altri- un cittadino come quello che paga le tasse per avere un servizio.

Il mio dovere di cittadino, come -Tutti gli altri- credo di farlo, nonostante tutto.

Ieri sera, puntuale come uno spillone nel taschino della camicia, mentre sto per rientrare a casa , mi arriva la solita fitta, una sfida beffarda che provoca con arroganza e dice: - vediamo se riesci a tornare a casa, e la prossima volta pensaci due volte prima di uscire -.

Beffa lanciata dal mio posto di sosta riservata per disabili, destinatomi da una regolare ordinanza ormai da vent'anni , e da allora, regolarmente abusato da qualche " diverso da me" che pure pretende di essere considerato persona normale.

Stanco di vent'anni di consapevolezze, tiro fuori le solite strategie , stanche anch'esse, per raggiungere casa, a dispetto di tutte le barriere e le soste selvagge ex novo intervenute in quel momento a dar forza allo spillone che già aveva fatto egregiamente il suo lavoro poc'anzi.

Arrivo a casa, chiamo il comando dei vigili, e come al solito dentro di me si si spinge con forza una punta di lieve mortificazione per essere costretto a chiamare in mio aiuto, quotidianamente, un servizio di tutela che nonostante i suoi sforzi non riesce a risolvermi il problema ; mi risponde un piantone che accoglie la mia richiesta con palese disappunto, interpretandola come il frutto di un'indifferenza egoistica a danno di quanto di importante realizza il corpo della polizia urbana di sant'Anastasia :-" I vigili sono impegnati in cose molto importanti, ma lei, giustamente, egoisticamente, non lo vorrà nemmeno sapere." Gli chiedo se per caso mi ha mai conosciuto per potermi giudicare come persona egoista , oppure sa soltanto che sono disabile e questo gli basta per darmi la doppia etichetta " disabile ed egoista". Risponde che non mi conosce, quindi forse non sarà vero che io sia egoista, la qual cosa mi solleva , non c'è niente di peggio che rischiare di diventare egoista solo perché ne tocchi una bella quantità tutti i giorni.

Così resto in silenzio per interminabili minuti,abbracciato dallo sguardo sconfortato della mia famiglia e con la quale non voglio, egoisticamente, condividere questa amarezza ,seppure essa arrivi inevitabilmente di riflesso ...purtroppo.

Ordino una pizza al domicilio (evitando di andarci di persona in pizzeria, potrei al ritorno, ritrovarci parcheggiato un tir nell'indifferenza di -tutti gli altri- o anche una costruzione abusiva, chissà...) e fingiamo tutti che non sia successo niente di grave.

Nonostante tutto oggi ho voluto raccontarla, perché si aiuti a riflettere sull'importanza delle Istituzioni al servizio del cittadino, persino di quello disabile (pensa un po'), perché le Pubbliche Amministrazioni investano maggiori energie per la formazione dei dipendenti investiti di importanti responsabilità ed anche perché si pongano le basi per capire che quando un servizio è di "tutti", non è di "Tutti gli altri", e soprattutto non è gestibile secondo le proprie arbitrarie convinzioni verso i singoli, ma va gestito con atteggiamenti serie seri e competenti sulla scorta di quanto dettano normative che vanno rispettate prima ancora di chiederne rispetto.

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Giornale UICI del 19-02-2015

Ipovedenti: Gli ipovedenti tra passato, presente e futuro

di Angelo Mombelli

Presso l'università Sapienza di Roma si è svolta la terza edizione del convegno sull'ipovisione

Siamo arrivati alla terza! L'edizione 2015 del convegno "Ipovedenti tra passato, presente e futuro" si è svolta con successo il 14 febbraio presso l'Aula Magna dell'Università Sapienza di Roma: inaspettata è stata l'affluenza, più numerosa che nelle scorse edizioni, ed ampia la soddisfazione dei partecipanti.

Il convegno, proposto dalla Commissione Nazionale Ipovedenti dell'U.I.C.I., è stato organizzato in collaborazione con l'Università Sapienza e la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, che ha sostenuto gran parte delle spese organizzative.

Uno dei temi nevralgici dell'incontro è stata la discussione delle prassi di valutazione clinica della minorazioni visive basata unicamente sull'acuità e sul campo visivo, senza tenere conto di tutte quelle variabili visive che determinano ed aggravano la disabilità.

La valutazione clinica dell'ipovisione, ancorché scientificamente valida è infatti un campo minato: non esistono leggi che prendano in considerazione tutte quelle variabili che concorrono a determinare la reale condizione visiva dell'ipovedente; a questo vuoto legislativo si aggiunge l'inadeguatezza degli strumenti: basti pensare che vengono ancora utilizzate versioni antiquate dell'ottotipo, non idonee per una corretta valutazione del residuo visivo. Va infine considerato che gli accertamenti effettuati dall'Inps non sono omogenei su tutto il territorio nazionale: un aspetto non certo marginale che rende ancor più ingarbugliato il quadro dei problemi sull'argomento.

Come sempre, particolarmente coinvolgenti sono stati i racconti di esperienze di vita presentati dalle stesse persone ipovedenti: una relazione specifica ha affrontato le difficoltà, sotto l'aspetto psicologico, di tutti quei genitori che si trovano ad affrontare l'ipovisione del proprio figlio; altre hanno toccato temi quotidiani, meno delicati, ma altrettanto significativi, inerenti l'autonomia e la mobilità delle persone ipovedenti.

Le esperienze di vita quotidiana esposte da due componenti della Commissione nazionale ipovedenti hanno impressionato i medici presenti, ribadendo quanto sopra, ovvero le necessità di un diverso approccio alla valutazione della minorazione visiva; aldilà di questo, i racconti dei nostri hanno messo in evidenza anche la necessità di far conoscere alla cittadinanza la differenza tra cecità e ipovisione, poiché è dall'ignoranza di questa sostanziale differenza che sorgono le polemiche inerenti i cosiddetti falsi ciechi. E a farne le spese sono proprio le persone ipovedenti.

Infine, si è parlato di tecnologia, oggi più che mai strumento di autonomia e di integrazione; anche in questo campo i lati oscuri non mancano: la battaglia per far sì che la legge Stanca (in vigore ormai da quindici anni) sia correttamente applicata non si è ancora conclusa.

Dopo tante criticità, anche qualche notizia positiva: il nostro Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva, grazie alle iniziative intraprese, è ormai diventato un interlocutore fisso del Ministero della Salute e punto di riferimento a livello internazionale per la riabilitazione viva. Prova ne sono i numerosi riconoscimenti ottenuti in questi anni.

Eccoci giunti al termine della fredda cronaca dell'evento: un elenco forse, ma che ha il merito di evidenziare i problemi sul tappeto e suggerirci prospettive di azione per risolverli.

Il tutto, comunque, si è chiuso con un arrivederci alla quarta edizione. Nel 2016!

Angelo Mombelli

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Superando.it del 10-02-2015

Siamo ipovedenti, siamo tanti, facciamoci conoscere!

di Rosa Mauro

L'importanza di dirlo e di parlarne, di chiedere aiuto, del bastone bianco, delle tecnologie e soprattutto di conoscere se stessi e il proprio problema: «queste riflessioni sull'ipovisione - scrive Rosa Mauro - non vogliono certo essere esaustive, anche perché dietro una facile etichetta come quella di "ipovedente", c'è una persona, e quindi un mondo, differente. Ma chissà che leggendo queste righe, qualcun altro "faccia outing". Siamo tanti, non è il caso di cominciare a farci conoscere?».

Questo articolo è il frutto di una proficua conversazione su Facebook! Sì, lo so bene quanto sono bistrattati i social network, che distraggono, banalizzano tutto e via discorrendo. Però, in questo caso, la discussione è stata davvero proficua.

Due amiche, una di vecchia data e una più recente, mi facevano infatti presente che non scrivevo mai sull'ipovisione, problema che mi riguarda direttamente. Stavo per ribattere indignata, quando ho fatto mente locale, riavvolgendo il nastro dei miei articoli e in effetti devo dire che su questo scrivo davvero poco o nulla. Mi sono dunque ripromessa di fare ammenda e ho pensato di ricostruire la mia storia, o meglio, di chiarire le mie difficoltà iniziali.

Ovviamente non potrà essere questo un articolo esaustivo sull'argomento, ma intanto mi permetterà di "rompere il ghiaccio", e magari potrà essere utile a qualche altra persona, ipovedente di fresco, che si potrà riconoscere in uno o più punti di ciò che scriverò.

1. Sono ipovedente.

Che ci si creda o no, dichiararsi ipovedente è più difficile di quanto si pensi. Il periodo di adattamento, infatti, è più o meno lungo e passa attraverso una serie di disavventure che alla fine portano all'autoconsapevolezza.

Penso vi sarà capitato almeno uno di questi casi: salutare calorosamente una sconosciuta scambiandola per una cara zia o per l'amica del cuore; comperare un alimento che non potete mangiare perché non avete letto bene l'etichetta; sbagliare orario perché si è letto male il foglietto con l'appuntamento, magari affisso alla bacheca del dottore; sbagliare l'importo scritto su una bolletta, dovendo poi fare "oops" di fronte all'attonita telefonista dell'azienda cui avete telefonato indignati. Ammettetelo, finalmente, la vostra vista fa cilecca, siete entrati nel mondo dei "talpati"!

2. Il bastone bianco è un amico.

Credo che moltissimi di voi si riconosceranno in questo secondo punto. Quando infatti per le prime volte si deve ricorrere al bastone bianco, si fanno - o almeno io le facevo - un sacco di storie. «È per i ciechi», «la gente ti guarda, ti giudica», «è ingombrante». E poi la "scusa delle scuse": non mi serve! Scusa pericolosissima e sbagliata su tutti i fronti, perché il bastone bianco vi aiuta a segnalarvi agli altri come ipovedenti, il che non vi fa rischiare la vita in situazioni affollate. Vogliamo poi parlare di tutti quei bitorzoli che spesso vi ritrovate, per il fatto di non usarlo?

3. Chiedere aiuto ovvero Ingoiare il rospo.

Quante volte, figlioli? Confessatelo, quante volte fate come me all'inizio, entrate cioè in un supermercato, in un negozio di alimentari o di libri e vi trovate con il naso su un alimento, su un libro o altro ancora, senza riuscire a vedere i dati che vi servono e senza chiedere aiuto? È la famosa frase «faccio da solo», che comporta una grande perdita di tempo - pur che funzioni - solo per non ammettere che quei caratteri proprio non sono più alla nostra portata...

E se, come me, siete allergici a qualcosa, questo punto diventa fondamentale per non sentirvi male o passare una giornata a maledire quel vestito tanto carino, ma di poliestere...

4. La tecnologia non è un mostro.

Oggi esistono telefoni, tablet e computer che hanno la sintesi vocale, per altro gratuita. Quindi, non ci sono più scuse, se si sbaglia a redigere un curriculum o se si chatta in maniera sgrammaticata. La tecnologia ci viene in aiuto, quindi usiamola senza rimpianti.

Anch'io ho tardato a usarla, con il risultato che alcuni libri e articoli del mio passato più remoto sono pieni di strafalcioni. Non fate quindi il mio errore! E usare il navigatore, invece del Tuttocittà, non è una "concessione al demonio", ma solo un modo più semplice di viaggiare.

5. Dirlo agli altri.

Credetemi, devo andare a riguardarmi spesso questo punto. È una tentazione forte, quella di far finta di nulla, di guardare le foto di un'amica o di condividere su Facebook immagini e altro. Ma ci rimettete solo voi, innanzitutto perché continueranno a mandarvi foto, aspettandosi pareri che saranno sempre più fantasiosi. In secondo luogo perché vi sentirete ancora più smarriti, attori in una compagnia che non è più la vostra. Dite chiaramente agli amici, ai parenti e anche ai conoscenti che siete ipovedenti e che se vogliono mandarvi qualcosa, deve avere un senso a livello acustico (se è un filmato, dev'essere commentato o comprensibile a livello audio, tipo una conversazione). Non c'è nulla di male!

6. Parlarne con gli altri.

Credo che inconsciamente le persone dividano gli altri in due categorie: "chi ha" e "chi non ha". Nel caso della vista, divide tra chi è cieco e chi è vedente. L'ipovedente non è contemplato nelle due categorie e solo lui può esprimere i suoi bisogni, perché non c'è un'ipovisione uguale a un'altra, e quindi non c'è un unico modo di affrontarla. Da qui deriva anche il punto successivo - l'ultimo - che per me è fondamentale, e sul quale dobbiamo (dovremmo) impegnarci tutti.

7. Conosci te stesso e il tuo problema.

Solo tu puoi dire quale sia il tuo problema e quali le tue strategie per affrontarlo. Alcune categorie di ipovedenti - tra le quali anch'io - hanno problemi con la luce solare intensa e con l'illuminazione artificiale di un certo tipo. Se entrando in una sala medica, o in un ufficio, ti accorgi che vi è una particolare difficoltà, chiedi a chi ti sta davanti se ci siano problemi ad attenuare la luce, o a spegnerla nel caso che sia giorno e che la luce naturale sia sufficiente. Fai presente il tuo problema, ad esempio con le espressioni facciali o con i movimenti fini, se la persona è lontana. Ricordo ancora l'imbarazzo all'Aeroporto di Berlino, quando la funzionaria tedesca della dogana mi faceva segno di avanzare e io ovviamente non capivo perché era lontana. In quel caso la barriera era linguistica, ma se sono italiani, potete aiutarli e aiutarvi.

Come accennavo, queste riflessioni non sono e non vogliono essere esaustive, innanzitutto perché ho intenzione di scriverne ancora, ma soprattutto perché dietro una facile e comoda etichetta come quella di ipovedente, c'è una persona, e quindi un mondo, differente.

E tuttavia, chissà che leggendo queste righe qualcun altro abbia voglia di fare outing. Siamo tanti, non è il caso di cominciare a farci conoscere?

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Giornale UICI del 16-02-2015

Ipovedente di giorno e non vedente di sera

di Giovanni Ciprì

Le difficoltà quotidiane di un ipovedente nei diversi momenti della giornata

Buongiorno a tutti, sono Giovanni Ciprì e sono un componente della commissione nazionale ipovedenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Dalla nascita, sono affetto da retinite pigmentosa, una malattia degenerativa della retina che porta alla cecità. Infatti, nel corso degli anni, questa degenerazione, è progressivamente avanzata, portandomi oggi quasi alla cecità.

Vorrei precisare che tale disturbo, come molti di voi sapranno, si manifesta soprattutto la sera, dove dopo il crepuscolo: la retina non si dilata abbastanza, e i bastoncelli, che sono danneggiati, non trasmettono correttamente le immagini al cervello. Durante l'adolescenza, di giorno, riuscivo anche a leggere un testo, ma oggi, a 44 anni, progressivamente, ho perso questa capacità. Nello specifico, ho una visione parziale laterale, quindi centralmente, non vedo nulla. Di giorno, grazie anche al mio inseparabile bastone, ho una certa autonomia e mobilità e riesco a muovermi anche abbastanza velocemente. Certo non posso correre, ma riesco ad avere un passo abbastanza spedito: come coloro che conoscono la loro abitazione, e anche di notte riescono a muoversi senza il bisogno di accendere la luce, così anche io, facendo sempre gli stessi passi per spostarmi da casa al lavoro, e nelle zone limitrofe, ho sviluppato una certa dimestichezza con il percorso, in quanto conosco tutte le buche, i dossi ecc. Se di giorno riesco a sfruttare al massimo il mio residuo, di sera le cose cambiano, in quanto, devo fare i conti con gli imprevisti, che possono essere dati dalle persone, che mi camminano accanto, o che mi tagliano la strada, dalle bici, che non fanno rumore o magari non si annunciano con un campanello, o meglio ancora da un'automobile parcheggiata selvaggiamente sul marciapiede o sulle strisce. Quindi, tutte cose che anche se conosci il percorso a memoria, non puoi prevedere; tornando all'esempio di prima, è come se nel percorso che fai ad occhi chiusi di notte a casa tua, ti trovi davanti un ostacolo come una sedia o un giocattolo di tuo figlio, non preventivato nella tua memoria fotografica.

Questo, fa sì che col buio il mio passo risulti molto più lento rispetto al passo che ho con la luce del giorno, e naturalmente, questo genera di problemi di difficile soluzione.

Tutti voi conoscete l'attacco che gli ipovedenti e non vedenti hanno subito negli ultimi anni da parte dei mass-media, con trasmissioni, servizi ecc. atti a screditare la nostra categoria. Le percentuali di coloro che erano veramente falsi ciechi sono risultate esigue, anche perché, in Italia, la maggior parte delle persone, non sa nemmeno la differenza che c'è tra un non vedente ed un ipovedente, quindi, molti dei denunciati, sono risultati ipovedenti e non falsi ciechi. Ma sta di fatto che ormai il messaggio ingannevole è passato. Per capirci, una volta, per assurdo, quando si incontrava un non vedente, si diceva: "poverino il signore è un non vedente". Adesso, invece, la frase più ricorrente che molti di noi si è sentito dire è: "ma questo è davvero un minorato della vista??".

Tale segnalazione di disagio, a noi della commissione nazionale ipovedenti è giunta da più parti d'Italia, ricordo ad esempio una lettera aperta che è giunta proprio dalla commissione ipovedenti della regione Lazio, e noi, ci siamo adoperati per lanciare campagne pubblicitarie, che spiegassero le differenze tra ipovedenti e non vedenti, per cercare di arginare il malcostume generato dai mezzi di comunicazione di massa.

Anche io, non ho avuto degli sconti, e ho pagato anzi, continuo a pagare il mio tributo alla causa.

Quotidianamente, sono vittima di battute o di accuse, che citerò per opportuna conoscenza. Una delle più "carine" è stato quando una domenica, camminando vicino casa, da un balcone una donna ha esclamato: "attento, ci sono le telecamere". Io, tra lo stupito e lo sconcertato, mi sono voltato in direzione della voce, ed ho esclamato che non ho alcun problema, anzi, se la signora avesse voluto, sarei stato a disposizione per sottopormi ad una visita oculistica. A tale proposta la signora, si è giustificata dicendo che era solo una battuta. Ma se questo è avvenuto di giorno, un'altra curiosa esperienza l'ho avuta di sera, dove, avendo come sopracitato un passo più lento, mi sono sentito dire da un passante: "dai, puoi smetterla di fare il finto cieco".

Naturalmente, il mio dazio da pagare, non si è fermato certo qui; infatti, alcune volte, anche da vetture che si fermano per farmi passare, mi sono sentito dire: "sei cieco o falso...? Un'altra volta, mi sono recato allo stadio, per seguire la mia squadra del cuore, anche lì, non è che vedessi granché, ma, essere allo stadio, sentire dal vivo i cori della tifoseria, le battute degli spettatori che additano in modo colorito un arbitro, certamente è più divertente che seguire le partite alla radio. Ma all'uscita dall'impianto, mentre ero sotto braccio a mio padre, per il sopraggiunto imbrunire, mi sono sentito additare come colui che abusava della sua condizione visiva quando gli facesse comodo. Da allora, per evitare guai, non sono più andato allo stadio.

Purtroppo, come sottolineavo poc'anzi, non c'è nemmeno la cultura del sapere la differenza tra un ipovedente e un non vedente, basti pensare che solo un quarto della popolazione conosce tale differenza; mi è capitato in diverse parti dello stivale, di camminare con il bastone, e sentirmi dire la qualunque, come da stai cercando l'acqua, siete dell'E.N.E.L., (mi è successo a Trento, insieme ad un mio amico entrambi con il bastone), cerchi i gatti con quel bastone? Quindi dopo il pifferaio magico, che attirava i topi con il suono del suo flauto, adesso c'è il bastone attira gatti. Ma quella più bizzarra, è stata un'insegnante di mio figlio in un liceo classico, che durante una riunione con i genitori, vedendomi arrivare ha esclamato: "ma cos'è, una canna da pesca?". Perché, secondo voi, io d'inverno vado ad una riunione tra genitori e docenti con una canna da pesca?... a voi le riflessioni.

Credo che all'interno della nostra grandiosa e storica Associazione (U.I.C.I), si dovrebbe per il futuro programmare degli interventi mirati per cancellare la diffidenza che ormai aleggia su di noi, e ancor di più sensibilizzare i cittadini per capire le differenze tra ipovedenti e non vedenti.

Per farvi rendere conto ancor di più le motivazioni che mi spingono a insistere su questo punto, racconterò un episodio chiave accadutomi qualche anno fa. Era un pomeriggio d'inverno, ero uscito dal lavoro e, con un bus, ero arrivato ad un capolinea, dove si trovano diversi bus, che partono per più parti della città, diciamo pure uno snodo di linee urbane, come ce ne sono tanti in molte città. Io, dovevo tornare a casa, e ad un impiegato delle linee urbane, ho chiesto: "Mi scusi, dov'è il bus n° 110?" L'addetto, con molta tranquillità, mi rispose: "perché, non lo vedi?" Fino a qui tutto ok, in quanto non avevo ancora il bastone, e anche se l'impiegato poteva essere più gentile, non mi ha dato una risposta offensiva, in quanto non avevo certo scritto in fronte che avevo problemi di vista. Ma fu allora che io esclamai: "No, non vedo il numero , perché sono un ipovedente". Lui rispose: "Come? A tipo vedente?". Quando finalmente, gli spiegai la differenza tra l'ipo ed il non, mi sollevò quasi di peso per portarmi dentro il bus che mi serviva, con poca discrezione, per cercare di recuperare alla gaffe fatta.

Sarebbero tanti gli episodi che potrei ancora raccontare, ma credo di aver reso il senso del disagio che in questo momento provo sia io che molti miei amici che sono nelle mie stesse condizioni. Forse un giorno, scriverò un libro con la raccolta di tutte le storie più bizzarre, per ora mi fermo qui, nella speranza, che in futuro, quando un tg, o un giornale, darà la notizia della denuncia verso un falso cieco, se questo dopo le opportune indagini fatte dagli organi preposti, non risultasse tale, gli stessi organi di stampa che hanno dato la notizia, diano anche tempestivamente la smentita del falso scoop, per non gettare fango su una categoria che con il passare del tempo e con le false informazioni, ha perso credibilità agli occhi dell'opinione pubblica.

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Redattore Sociale del 20-02-2015

Giornata del Braille: quei 64 simboli che fanno leggere con le dita

Il 21 febbraio si celebra anche in Italia la ricorrenza del metodo di lettura e scrittura per non vedenti. L'esperienza della Lega del Filo d'Oro, l'associazione marchigiana di assistenza e riabilitazione di persone sordocieche e pluriminorate sensoriali .

OSIMO (AN). Il viso di Lisa si illumina in un sorriso mentre le sue dita corrono sulle pagine di un quadernone dove sono incisi dei segni in Braille. Quei puntini in rilievo sulla carta che Lisa chiama "stradine" e che già da qualche tempo ha imparato a distinguere con attenzione, sono i protagonisti della ricorrenza di sabato 21 febbraio quando si celebrerà la Giornata nazionale del Braille. Lisa è solo una dei tanti bambini che oggi grazie al metodo di scrittura utilizzato dalle persone non vedenti può comunicare, leggere e studiare in autonomia.

A seguirla è la Lega del Filo d'Oro, l'Associazione che dal 1964 si occupa di sordociechi e pluriminorati psicosensoriali. "I traguardi di Lisa sono quelli che ci danno la spinta ad andare avanti - dice Patrizia Ceccarani, direttore tecnico scientifico della Lega del Filo d'Oro - perché la comunicazione è uno strumento fondamentale per lo sviluppo della persona, su cui si basa il percorso riabilitativo e su cui bisogna investire con metodo e professionalità. La sfida più grande che ci poniamo ogni giorno è proprio quella di mettere l'ospite in relazione con il mondo esterno".

Il Braille è un metodo di lettura e scrittura utilizzato dalle persone non vedenti, costituito da punti in rilievo a cui corrispondono le lettere dell'alfabeto. Messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, impressi su fogli di carta. La lettura Braille viene effettuata di solito dall'indice della mano destra, seguito da quello della mano sinistra che ha il compito di orientare nella individuazione delle righe. A causa del limitato numero di simboli disponibili, solo 64, esistono diversi significati per ogni carattere, a seconda dell'argomento trattato e del linguaggio usato.

La Giornata nazionale del Braille è una ricorrenza per sensibilizzare "l'opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti": è quanto recita la legge approvata il 3 agosto del 2007, dando seguito agli sforzi e alle richieste di chi si occupa di cecità e della sua prevenzione. La data del 21 febbraio coincide con la Giornata mondiale della difesa dell'identità linguistica promossa dall'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. -

La Lega del Filo d'Oro si occupa sia di persone affette da sordocecità che da pluriminorazione sensoriale, due condizioni patologiche gravi le cui cause sono da ricondurre a infezioni virali contratte nel primo trimestre di gravidanza, a nascite premature o a malattie genetiche o rare. Una persona è considerata sordocieca quando vi è una combinazione della perdita, totale o parziale, della vista e dell'udito che è di ostacolo o impedisce di svolgere le normali funzioni della vita quotidiana. Quando oltre al deficit visivo o uditivo sono presenti altre minorazioni si ha la pluriminorazione psicosensoriale. Lo stato della persona e il suo margine di miglioramento dipendono dal grado e dalla combinazione delle minorazioni, dal momento e dalle cause della loro insorgenza e dall'ambiente socio-familiare.

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Redattore Sociale del 20-02-2015

Braille, storia di Lisa: la piccola combattente che comincia tutto con un no

Giornata mondiale. Seguita dalla Lega del Filo d'Oro, una vita costellata da complicazioni fin dalla nascita, è riuscita a vincere un concorso di lettura Braille nella categoria riservata ai bambini.

OSIMO (AN). La Giornata nazionale del Braille del 21 febbraio, accende i riflettori su situazioni e storie che vale la pena raccontare. Quella di Lisa, di appena otto anni, è una di queste. Oggi è una delle tante bambine sordocieche seguite dalla Lega del Filo d'Oro, ma tornando indietro nel tempo la sua storia è costellata da mille difficoltà che l'hanno accompagnata fin dai primi giorni della sua vita. La sua famiglia è piuttosto numerosa: mamma Sandra, papà Federico, le gemelle Denise e Jennifer, un cane e un gatto. Nel gennaio 2007, Lisa fu la prima delle tre a nascere, a sole 23 settimane di gestazione. Denise e Jennifer resistettero nella pancia della mamma altri quindici giorni.

Le difficoltà subito dopo la nascita. La storia della piccola Lisa è piena di complicazioni: a undici giorni ha avuto una perforazione del colon. Poi un'infezione al sangue. Poi la retinopatia del prematuro: "A tre mesi io e lei siamo stati per un mese a Milano, per tentare di riattaccare la retina"- ricorda la mamma Sandra. È così che inizia la scoperta dei suoi problemi sensoriali: "Lisa non distingue nulla, nemmeno la luce o le ombre. Siamo andati fino a Detroit, niente da fare. Quando lei aveva un anno hanno riscontrato anche una sordità medio grave, ma grazie a una bravissima logopedista, Lisa ha imparato a parlare".

L'arrivo alla Lega del Filo d'Oro. Nonostante le difficoltà, Sandra ha trovato nella onlus marchigiana un'ancora di speranza alla quale aggrapparsi ed ora è contenta delle tante esperienze fatte con Lisa. "Quando siamo arrivati alla Lega del Filo d'Oro, però, abbiamo capito subito che questo è il top", dice, "da nessuna altra parte fanno così tante ore di terapia, ogni giorno, come qui. Né ci sono così tanti specialisti che ti visitano. E soprattutto questa è l'unica struttura che accoglie tutta la famiglia".

Traguardi e sfide. Tra i molteplici significati della Giornata dedicata al Braille, il più importante è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica su storie come quella di Lisa. Il suo continuo superarsi e sorprendere rende orgogliose le persone che le sono vicine, prima tra tutte la sua mamma. Sorprese, con Lisa, ce ne sono tutti i giorni. "È vero, noi le chiediamo sempre di più, perché sappiamo che ha le possibilità. Ogni volta lei dice 'no', e poi si mette d'impegno", racconta Sandra. L'insegnante intanto tira fuori una dattilobraille: "Lisa, proviamo a schiacciare i tasti con la dattilobraille?". "No!", fa lei, buttando indietro i riccioli biondi. Poi si siede al tavolo e comincia a picchiettare. Un ditino a sinistra, due ditini a sinistra, tre ditini a sinistra. E via, si ricomincia. "Vedrai che diventerà la sua attività preferita!", scommette Sandra. E sorride.

Sandra aveva ragione. Oggi infatti Lisa è riuscita a partecipare, e a vincere, un concorso di Braille nella categoria riservata ai bambini di II e III elementare.

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Superando.it del 27-02-2015

Garantire la cura a tutte le persone con maculopatia

I riflettori prepotentemente accesi nella primavera dello scorso anno sui trattamenti di alcune gravi patologie oculari, come la maculopatia o il glaucoma, dopo il clamoroso provvedimento assunto dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) nei confronti di due grandi multinazionali del farmaco, sembrano oggi essersi di nuovo spenti, in un quadro che continua ad essere drammaticamente negativo per le persone coinvolte in questi problemi.

A lanciare l'allarme in tal senso è stata ancora una volta la SOI (Società Oftalmologica Italiana), sottolineando in una nota che «nel nostro Paese sta diminuendo il numero di iniezioni intravitreali effettuate per curare le maculopatie, mentre sta aumentando il numero dei malati. Per la precisione abbiamo calcolato che oggi ci siano in Italia 65.000 pazienti con maculopatia che non riescono a curarsi, a causa delle regole vigenti che impongono agli oculisti di usare farmaci (Lucentis ed Eylea) troppo costosi per i budget della nostra sanità pubblica, mentre continua ad essere fortemente limitato, oramai senza alcuna motivazione scientifica, l'utilizzo di Avastin, farmaco altrettanto sicuro ed efficace ma 43 volte meno costoso degli altri».

«Oggi in Italia - aggiunge Matteo Piovella, presidente della SOI - solo l'1% dei medici oculisti sono autorizzati e messi nella condizione di prescrivere Avastin, che essendo molto meno costoso, consentirebbe di utilizzare meglio le risorse disponibili e di garantire la cura a molti pazienti che rischiano di perdere la vista proprio perché per mancanza di fondi non riescono ad essere curati».

L'Associazione Per Vedere Fatti Vedere e la Fondazione Insieme per la Vista hanno deciso quindi di chiedere l'intervento del Governo affinché «vengano tolte le assurde limitazioni all'uso del farmaco Avastin nella cura delle maculopatie».

In particolare le due ONLUS chiedono che «Avastin possa essere frazionato da tutte le farmacie attrezzate per farlo secondo criteri di massima sicurezza, sia pubbliche che private; che possa essere prescritto e utilizzato da tutti i medici oculisti italiani, sia in ospedali pubblici che in strutture private; che sia rimborsabile per tutti i diversi tipi di maculopatia e per il glaucoma neovascolare (GNV)». (S.B.)

Tramite i siti dell'Associazione Per Vedere Fatti Vedere e della Fondazione Insieme per la Vista, tutti coloro che lo vorranno potranno inviare direttamente un appello precompilato al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per far sì che vengano garantite le cure a tutte le persone con maculopatia. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: buccianti@pervederefattivedere.it (Lidia Buccianti); info@perlavista.it (Valentina Carmenini).

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Osservatorio Malattie Rare.it del 13-02-2015

Maculopatia: disponibile una app per semplificare la diagnosi

USA. E' disponibile da alcuni giorni in Nord America e Australia un'app per supportare gli oculisti nella diagnosi della maculopatia. Il progetto da cui nasce è frutto di una stretta collaborazione tra Italia e Stati Uniti, alla quale ha preso parte il dott. Luca Avoni, medico chirurgo oculista, che ha collaborato con un'equipe di ricercatori americani al fine di trasformare in app mobile i contenuti di un ricerca promossa dal Governo degli Stati Uniti e apparsa sulla rivista Ophthalmology.

La digital agency Arscolor Interactive ha supportato il progetto in qualità di partner tecnologico. La maculopatia è una malattia retinica, principale causa di cecità nei paesi industrializzati, che colpisce la regione centrale della retina determinando un decremento visivo. L'ambizioso obiettivo del progetto è quello di facilitare la diagnosi della maculopatia da parte degli oculisti, attraverso la valutazione di alcuni dati del paziente e l'inserimento dei risultati di esami: infatti i medici americani hanno isolato, attraverso la propria ricerca, otto fattori di rischio che predispongono alla maculopatia.

Alcuni fattori sono modificabili (come l'alimentazione, il fumo, l'uso degli occhiali da sole), mentre altri non sono modificabili (ad esempio l'età, il genere e la razza): in ogni caso questi predispongono a questo disturbo e una diagnosi precoce è molto importante per rallentare il decorso della malattia.

I ricercatori Chung-Jung Chiu, Yu-Hsuan Chiu e Min-Lee Chang - che hanno collaborato con il dott. Avoni - hanno associato a tali fattori predisponenti poche e semplici domande che l'oculista deve porre al paziente, e altre domande alle quali deve rispondere lo specialista sulla base degli esami consigliati. Attraverso l'app, i dati raccolti forniscono una percentuale di probabilità di contrarre la malattia e da questo risultato, l'oculista può facilmente consigliare al paziente di intervenire sui fattori modificabili, suggerire controlli ravvicinati oppure escludere che il paziente possa sviluppare a breve una maculopatia.

L'app è disponibile gratuitamente sia sullo store americano che sullo store australiano e sarà oggetto di un poster scientifico al convegno ARVO 2015, il più grande raduno mondiale di oculisti che si terrà quest'anno a Denver, in Colorado.

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CN24TV.it del 16-02-2015

La lente a contatto che Zooma, speranza per i non vedenti

Un gruppo di scienziati ha sviluppato una lente a contatto che funziona come uno zoom per ingrandire o ridurre la prospettiva. Un prototipo è stato presentato venerdì a San José in California. Il gadget oculare era originariamente destinato ad uso militare (per difesa) ma ora, i suoi progettisti ritengono che potrebbe cambiare la vita della gente visivamente alterata e di anziani affetti da disturbi della vista come la degenerazione della macula (la parte centrale della retina) che ha offuscato la visione centrale e impedisce tra cui lettura.

Lenti prototipi sono stati presentate venerdì presso l'associazione americana per lo sviluppo delle scienze. Sono composte da piccoli telescopi previsti per essere montati da un paio di occhiali speciali in alluminio che passerebbero fra visione normale e zoom. Il manuale di istruzioni è rudimentale: l'utente deve lampeggiare per zoom occhio destro e l'occhio sinistro per rimpicciolire. Fase sperimentale: "Siamo ancora nella fase di ricerca, ma siamo fiduciosi. Queste lenti promettenti potrebbero diventare una vera opzione per le persone con degenerazione maculare, legati all'età, "ha detto Eric Tremblay, ricercatore a Losanna, in Svizzera.

Prima di tali buone notizie, sono ancora necessari molti adattamenti tra cui una versione più leggera, sottile e "traspirante" per l'occhio. I prototipi attuali sono infatti rigidi, più grandi e spessi come le lenti disponibili sul mercato e sono circondati da piccoli specchi che riflettono la luce e permettono la lente di ingrandire l'immagine. Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" si tratta di un traguardo interessante, ma rappresenta una soluzione indiretta perchè in realtà l'obiettivo principe vorrebbe essere far vedere di nuovo pazienti la cui retina è compromessa da malattie come la degenerazione della macula. La lente dà la possibilità di vedere la luminosità esterna, riconoscere oggetti in movimento, contarli, localizzarli e distinguerli nell'ambiente circostante.

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Agenzia AdnKronos del 23-02-2015

Usa, grazie all'occhio bionico rivede il viso della moglie dopo 10 anni

USA. E' una storia di scienza, tecnologia, ma anche di amore e solidi legami familiari quella mostrata da un video postato su Youtube che sta facendo il giro del mondo. Nelle immagini c'è un uomo di mezza età di Forest Lake, nel Minnesota, che per la prima volta dopo dieci anni torna a vedere il viso di sua moglie. Il tutto grazie a speciali occhiali che funzionano come un occhio bionico, impiantati alla Mayo Clini che documenta i risultati dell'intervento. Allen Zderad, un pensionato, ha iniziato ad avere seri problemi alla vista circa 20 anni fa, a causa della retinite pigmentosa.

Con la progressione della malattia, raccontano i medici, l'uomo non ha più potuto vedere nulla, tranne luci particolarmente intense. Ora Zderad è divenuto una delle 15 persone nel Paese a ricevere un occhio bionico, spiega Raymond Iezzi Jr, l'oftalmologo della Mayo Clinic che lo ha operato e ne descrive i progressi sul sito del centro di ricerche. Iezzi ha impiantato a Zderad il sistema Second Sight Argus II, un occhio bionico che invia i segnali delle onde luminose al nervo ottico, bypassando la retina danneggiata. Un chip sottile è stato sistemato nell'occhio destro del paziente a gennaio, e due settimane dopo è stato inserito il resto del device computerizzato e dotato di telecamera, quindi gli occhiali sono stati attivati. Così Zderad, 68 anni, ha potuto tornare a vedere il viso della moglie.

"Per molti aspetti abbiamo dato a Zderad un nuovo senso. Usando questa tecnologia le immagini arrivano nella telecamera e poi il sistema le interpreta e le trasforma", spiega il ricercatore. Per la prima volta in dieci anni l'uomo ha potuto vedere la forma degli oggetti, persino il riflesso della sua immagine sul vetro, ma la prima indicazione che il sistema funzionava è arrivata quando il paziente, gridando di gioia, ha afferrato il braccio della moglie, seduta davanti a lui. Entrambi si sono messi a piangere.

"E' una cosa grande per questa famiglia", commenta il medico. Ora ci saranno altri aggiustamenti da fare, un po' di formazione e sedute di riabilitazione per imparare a usare al meglio il device. Ma per Zderad la cosa più bella è stata vedere di nuovo sua moglie. "E' stato facile - ha detto - era la più bella nella stanza".

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Giornale di Sicilia del 16-02-2015

Un "filo virtuale" sul cellulare: arriva un'app per i non vedenti

PALERMO. Un «bastone» o «filo» virtuale per guidare i non vedenti in percorsi esterni o all'interno di musei, centri commerciali, aeroporti, stazioni, edifici pubblici: è questo l'obiettivo della app "Arianna" che sfrutta i principi della robotica e della cibernetica.

Arianna - proprio come l'omonimo personaggio mitologico che permise l'uscita dal labirinto di Minosse col filo donato a Teseo - permette di incentivare la mobilità in autonomia di non vedenti e ipovedenti attraverso una semplicissima app per smartphone e delle strisce adesive applicate lungo un itinerario definito. In pratica, l'applicazione legge, attraverso la fotocamera del telefonino, i segnali emessi dalla striscia e inizia a vibrare. La vibrazione cessa quando ci si allontana dal percorso e torna a vibrare quando lo si ritrova.

A realizzare questa idea è stata In.Sight, una start up fondata all'interno dell'Università di Palermo, che si è costituita come srl lo scorso gennaio e che ha già anche vinto il premio "Start Cup Palermo" ed è stata selezionata tra le cinque migliori start up innovative d'Italia dall'Uk Trade Investments, premio indetto dal Consolato inglese in Italia. La società annovera come soci la docente di Controlli automatici Laura Giarrè e quella di Telecomunicazioni Ilenia Tinnirello, e quattro ex dottorandi (adesso assegnisti): tutti ingegneri del Deim (dipartimento Energie, Ingegneria dell'informazione e Modelli matematici) dell'ateneo palermitano.

«Arianna - spiega Laura Giarrè - offre anche il vantaggio di abbattere notevolmente i costi rispetto ad altri sistemi attualmente in uso. Infatti, basta un'app e un nastro adesivo, sicuramente molto meno costosi della pavimentazione tattile adottata in alcune città italiane, in aeroporti e stazioni». Inoltre, il nastro adesivo è dotato anche di un QRcode che rende l'app parlante: cioè oltre a far vibrare lo smartphone lo fa anche parlare descrivendo luoghi e situazioni. «Può essere utilizzata per esempio in un museo - sottolinea Giarrè - per indicare il percorso interno per raggiungere le opere d'arte e una volta di fronte a esse può essere lanciata la descrizione parlante che spiega che tipo di capolavoro si ha davanti. Oppure può indicare il percorso per raggiungere un determinato negozio di un centro commerciale e descriverlo quando lo si raggiunge». Una caratteristica che rende l'idea utilizzabile non sono per non vedenti e ipovedenti, ma anche per la navigazione «indoor» dei vedenti: fornendo informazioni interattive sul percorso in modo da segnalare la presenza di punti di interesse come bar, shop, ecc. Soluzione che la rende utile in tantissimi contesti come stazioni, ospedali, percorsi turistici e naturalistici, scuole, fermate bus, parchi, parchi di divertimento, fabbriche e uffici. La struttura del sistema «Arianna» si presta, inoltre, allo sviluppo di servizi complementari quali audioguide, target advertisement (promozioni mirate basate sulla geo-localizzazione), giochi , applicazioni con realtà aumentata.

L'applicazione al momento è stata pensata per i sistemi Android, ma è in fase di sviluppo anche la versione per iOS. Attualmente non è ancora disponibile negli store virtuali, ma lo sarà a breve.

di Salvo Butera

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NvApple.it del 03-02-2015

Nasce Tecno, il Notiziario radiofonico su tecnologia ed accessibilità

Pubblicato da Simone Dal Maso

La redazione di NvApple, in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e degli ipovedenti di Siena, è lieta di informare i nostri lettori di una nuova iniziativa che, con cadenza mensile, sarà presente sulla nostra radio web.

Si tratta di un notiziario sull'accessibilità, un vero e proprio giornale radio, con approfondimenti sui temi più scottanti riguardo i nuovi ausili disponibili per chi ha problemi di vista, e sulle novità in fatto di tecnologie assistive.

"Tecno", il nome della trasmissione, comprende una selezione delle notizie più importanti provenienti da svariate fonti, anche internazionali, per cercare di offrire ai non vedenti e ipovedenti italiani un quadro il più completo e imparziale possibile sullo sviluppo delle tecnologie dedicate a chi non vede.

Chiaramente, alcune notizie sono scritte di nostro pugno, ma altri articoli vengono presi dai principali portali che si occupano di queste tematiche a livello mondiale.

Riteniamo sia l'unico modo per avere una visione il più distaccata e allo stesso tempo più globale possibile in fatto di accessibilità.

Il notiziario andrà in onda martedì 3 febbraio alle ore 21, su NvRadio, che è possibile ascoltare seguendo questo link:

www.nvapple.it/stream

Naturalmente, nel corso della programmazione della radio, Tecno verrà replicato in orari e giorni diversi, di modo da permettere a tutti di ascoltarlo nel momento più opportuno.

Come detto, la cadenza di ogni numero sarà mensile, in quanto il lavoro di preparazione, montaggio, lettura e traduzione risulta molto complesso ed impegnativo.

Ringraziamo di cuore la sezione di Siena dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti che ci ha permesso di essere presenti nell'inserto del periodico "Visto", nonché il gruppo "Leggiamo il quale, con Anna, Mariant e Valentina, che hanno reso possibile la lettura e registrazione della rivista donando, diciamo così, le loro voci.

Il desiderio di tutto lo staff di NvApple è che questa iniziativa accolga il gradimento dei nostri utenti, ma coltiviamo anche la speranza di far avvicinare alla tecnologia chi finora per vari motivi si è dimostrato restìo in questo senso.

Cercheremo di migliorare cammin facendo, numero per numero, e di far tesoro delle critiche, purché costruttive, che ci giungeranno dai nostri ascoltatori e lettori.

Vi aspettiamo il più numerosi possibile quindi martedì 3 febbraio 2015, ore 21, su NvRadio!

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Giornale UICI del 06-02-2015

La Slovenia elegge Donna dell'Anno una non vedente

La scorsa settimana, Sonja Pungertnik ha ricevuto il riconoscimento di Donna Slovena dell'Anno. Da 27 anni consecutivi questo premio viene attribuito dalla più popolare rivista slovena per le famiglie JANA. Quest'anno, le candidate erano dieci, tutte diverse per età e attività professionale.

Sonja Pungertnik, nata a Celje nel 1972, è una di noi, donne non vedenti e ipovedenti, e con incredibile coraggio e dedizione nell'aiutare i ciechi e gli ipovedenti, svolge una grande opera di sensibilizzazione e di rivendicazione dei nostri diritti, infondendo in noi forza e stimolandoci a vivere le nostre vite pienamente.

La giuria ha annunciato che la maggior parte dei lettori si è convinta a votare per questa donna per la qualità del suo lavoro, per la sua competenza, per la sua grande professionalità e forte personalità che fa tornare fiducia nei valori etici e morali.

Sonja è una donna incredibilmente ottimista e molto cordiale, convinta di essere nata non vedente per uno scopo. È come un faro per tutte le persone che si confrontano con le sue stesse difficoltà, non si pone mai il problema di quello che gli altri possono fare per lei ma pensa invece a come lei stessa può dare un contributo alla società. Tra le sue iniziative finalizzate a incrementare la consapevolezza dei problemi delle persone con disabilità, delle loro capacità e abilità vi è il programma radiofonico mensile «Luce nelle tenebre» sulla radio Ognjišce, che lei stessa conduce da ormai diciassette anni.

Sonja ha inoltre contribuito alla predisposizione della legislazione slovena sulle persone con disabilità, ha lavorato come insegnante nelle scuole speciali e ha poi collaborato in attività per la riabilitazione dei ciechi, preparando seminari per bambini e adolescenti non vedenti e ipovedenti. Sonja ora lavora per il Centro Gesuita di spiritualità ignaziana a Lubiana dove, insieme a padre Ivan Platovnjak, dirige la Scuola del Perdono.

Per Sonja, la maggior parte delle energie per svolgere le sue attività le viene dalla sua famiglia (è sposata e ha un figlio di 13 anni), dalla fede e dalle persone con le quali lavora quotidianamente. Lei afferma: "Il più grande piacere per me è quando la gente che mi sta accanto dimentica che sono non vedente - allora sono semplicemente Sonja."

Le candidate per il premio Donna dell'Anno sono state ricevute dal Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor e dal Vicepresidente dell'Assemblea Nazionale Andrej Katic, mentre alla cerimonia di premiazione nella Sala della Filarmonica di Slovenia sono state accolte dal Primo Ministro della Repubblica di Slovenia Miro Cerar.

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ilGiornale.it del 01-02-2015

Cuccioli amici dei detenuti e future guide per i ciechi

I piccoli labrador Mirto e Margot affidati al penitenziario Capanne: verranno addestrati dagli ospiti dell'istituto ad aiutare i non vedenti.

PERUGIA. Solidarietà a quattro zampe. Cuccioli di Labrador affidati ai detenuti che li addestreranno per diventare presto guide sicure di persone non vedenti. Mirto e Margot, hanno varcato ieri mattina l'ingresso del complesso penitenziario di Capanne alla periferia di Perugia, accompagnati dai responsabili del Lions Club Concordia, promotori di un innovativo progetto, Prison puppy raiser (far crescere un cucciolo in prigione) che si pone a supporto del programma Lions Cani Guida per non-vedenti : quattro detenuti si occuperanno, nel rispetto del protocollo della scuola per cani Guida Lions di Limbiate, della loro socializzazione.

Un progetto interamente finanziato dal service perugino fino alla donazione dei cuccioli alla scuola cani guida Lions. Il carcere fornirà lo spazio ed affiderà ai detenuti la cura e l'accompagnamento interno dei cuccioli, che potranno muoversi in ogni spazio dell'istituto penitenziario, con esclusione delle zone di sicurezza. Gli istruttori cinofili della Scuola per Cani Guida Lions di Limbiate formeranno i detenuti affinché siano in grado di insegnare ai cuccioli i comandi utili all'interazione con i futuri compagni di viaggio, nonché nozioni sulla gestione e cura dei loro piccoli nuovi amici. Accudendo Mirto e Margot, nella prima fase della loro vita, i detenuti si sentiranno dunque utili per i non-vedenti di cui gli animali diventeranno successivamente guida.

Negli Stati Uniti, dove il programma Leader Dogs for the Blind , lanciato nel lontano 2002, interessa oggi 6 case circondariali, ha importantissimi risvolti umani e sociali in quanto i reclusi selezionati per il programma, una volta liberi, sono meno inclini ad essere coinvolti in situazioni illegali e sono motivati nel loro nuovo compito di educatori-formatori, sapendo che il ruolo da loro svolto in qualità di puppy raiser sarà determinante per la crescita equilibrata del cane. Partecipano al programma la società svedese Husse, tramite il rappresentante di zona, Gianguido Colato, che fornirà gratuitamente l'alimentazione, ed il veterinario, Stefano Arcelli.

I cuccioli, attentamente selezionati nell'allevamento Enci, Rosacroce Wanals di Massimiliano Perugini, vivranno il carcere come una famiglia molto numerosa. «Quello cui abbiamo assistito oggi è un esempio di positiva partecipazione delle persone detenute ad attività di volontariato sociale, un impegno attivo che ha risvolti umani e sociali di altissimo valore», è quanto dichiarato dalla vicepresidente della Regione Umbria con delega alle politiche sociali, Carla Casciari, intervenuta alla originale consegna dei due cuccioli di labrador a quattro detenuti del complesso penitenziario di Capanne. «Partecipare a questo progetto ? ha aggiunto - da un lato consentirà ai detenuti l'apprendimento di nozioni che potranno tornare utili una volta conclusa la pena per avviare percorsi di autonomia e reinserimento della società, dall'altro avranno sensibilmente contribuito alla socializzazione dei cuccioli anche in vista dell'importante ruolo che andranno a ricoprire come cani guida». «Una iniziativa resa possibile grazie alla disponibilità della direttrice del complesso penitenziario di Capanne, Bernardina Di Mario ? hanno precisato con orgoglio ed un pizzico di commozione, i responsabili del Lions Concordia di Perugia ? che unisce l'amore e la tutela degli animali con la solidarietà verso coloro che senza una guida sicura non riuscirebbero ad orientarsi e talvolta a vivere una esistenza dignitosa».

di Giorgio Galvani

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Borsa Italiana.it del 02-02-2015

Turismo per tutti con "Lasciati guidare" di Venere e Lega del Filo d'Oro

ROMA. Avere una disabilità, che sia? visiva, motoria o uditiva, non rappresenta un ostacolo per chi vuole partire alla scoperta di luoghi sconosciuti, prendersi una pausa per staccare o semplicemente viaggiare. Basta scegliere la struttura giusta e prendere alcuni accorgimenti, dalla scelta dell'albergo più accessibile alle informazioni sui trasporti.

Venere, sito di prenotazioni alberghiere, ha realizzato in collaborazione con la Lega del Filo d'Oro una guida dedicata al turismo accessibile grazie alla quale persone sordocieche o con disabilità motorie possono trovare molte informazioni per viaggiare: informazioni sui diritti, le convenzioni, gli accorgimenti che possono permettere alla persona disabile di pianificare il viaggio dei suoi sogni.

La guida "Lasciati guidare" è raggiungibile dall'indirizzo turismoaccessibile.venere.com: dal sito dedicato è possibile scaricare tutti i suggerimenti riguardanti la scelta delle strutture e dei trasporti in versione pdf, l'audioguida e visionare una lista delle cento strutture alberghiere del Sud Europa selezionate da Venere che rispondono ai requisiti del turismo accessibile.

Trovare un alloggio che presenta servizi e infrastrutture accessibili è fondamentale: dall'assenza di barriere architettoniche alla numerazione negli ascensori in Braille, dalla sveglia luminosa alle guide tattili sul pavimento, prima di scegliere la struttura alberghiera dove alloggiare è bene informarsi sulle dotazioni.

Un'altra sezione è dedicata ai trasporti: informarsi sulla possibilità di viaggiare con il proprio cane guida, ad esempio, o sul diritto di ricevere assistenza in aeroporto faciliterà molto il viaggio di una persona che presenta una disabilità.

Venere ha deciso di devolvere, per ogni prenotazione effettuata a partire dal sito turismoaccessibile.venere.com, il 30% del suo profitto netto alla Lega del Filo d'Oro.

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Vita.it del 03-02-2015

Disabili, non rinunciate a viaggiare. Ecco la guida giusta

di Gabriella Meroni

Nasce "Lasciati guidare", un vademecum realizzato da Venere.com con la collaborazione della Lega del Filo d'Oro per permettere alle persone sordocieche, non udenti o non vedenti e a quelle con disabilità motorie di trovare tante informazioni utili e strutture ricettive adeguate. Per non rinunciare a spostarsi.

Una disabilità motoria, visiva o uditiva non è sinonimo di una vacanza priva di divertimento e piena di rinunce. Per questo nasce "Lasciati Guidare" la guida dedicata al ?turismo? accessibile realizzata da Venere.com in collaborazione con la Lega del Filo d'Oro. Un vademecum in cui le persone sordocieche, non udenti o non vedenti e le persone con disabilità motorie possono trovare tante informazioni utili per viaggiare, e una risposta alle esigenze di chi spesso rinuncia a viaggiare non solo a causa della propria disabilità, ma anche della mancanza di informazioni relative a accessibilità delle strutture turistiche locali; presenza di servizi di supporto al soggiorno; mobilità e trasporti.

La guida è articolata in quattro sezioni, dedicate rispettivamente a persone con disabilità uditive, disabilità visive, sordocecità e disabilità motorie. Per ciascuna sezione sono elencati utili suggerimenti per organizzare un viaggio su treni, aerei, navi e strade per le persone con le diverse disabilità, e consigli su come scegliere la struttura alberghiera più adatta alle diverse esigenze particolari.

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Disabili.com del 18-02-2015

MOVE!: A Vicenza le novità e il meglio del turismo responsabile, sostenibile e accessibile

VICENZA. E' ormai un appuntamento immancabile, quello che alla Fiera di Vicenza ogni anno raduna gli operatori e i fruitori del turismo per tutti sotto le insegne di una ospitalità che rispetti le differenze, senza perdere di vista le esigenze di mercato. Novità di quest'anno, dall'esperienza di successo di Gitando e Gitando.All, la nascita e lo sviluppo di una nuova formula, con MOVE! il Salone del Turismo e della Ospitalità Universale.

Con l'obiettivo dichiarato di supportare e promuovere la cultura del turismo Responsabile, Sostenibile e universalmente Accessibile, MOVE! vedrà tre giorni (dal 13 al 15 marzo 2015) dedicati interamente alle vacanze, ai viaggi, agli spostamenti senza barriere, rappresentando così l'evento di riferimento in Europa per un aggiornamento sul tema per l'intero settore, sia nazionale che internazionale.

A gestire i lavori saranno i promotori dell'iniziativa: Fiera di Vicenza e V4A®, con il supporto della Regione del Veneto, riconosciuta dalla Commissione Europea come "istituzione pilota" per la sperimentazione delle politiche europee nel settore del Turismo Accessibile.

Così Roberto Vitali, Presidente V4A®: "L'innovazione di quest'anno è tutta dedicata alle imprese, con la creazione dell'area B2B: gli imprenditori troveranno professionisti e soluzioni per i loro hotel, agriturismo, B&B, stabilimenti balneari, ecc., che li aiuteranno a migliorare la loro qualità facendo si che l'offerta turistica sia veramente per tutti.

V4A presenterà io propri corsi di formazione dedicati a hotel, agriturismo, B&B, stabilimenti balneari e agenzie di viaggio che vorranno sviluppare la loro offerta su questo mercato di 140milioni di persone in Europa."

MOVE! PER GLI OPERATORI DEL SETTORE - Sul fronte professionale, MOVE! sarà una tre giorni di incontri, presentazioni, occasioni di conoscenza di nuove tecniche e soluzioni, che aiuteranno le imprese turistiche italiane a migliorare la loro offerta: un appuntamento quindi irrinunciabile per le aziende del settore che così avranno modo di avvicinarsi al tema dell'ospitalità per tutti o aggiornarsi su best practise, novità legislative e tanto altro. Grazie a un ricco programma convegneristico e di incontri si approfondiranno temi legati al turismo accessibile, come quello dell'Universale Design e dei finanziamenti per le ristrutturazioni senza barriere architettoniche, promossi dal Governo con il decreto Art Bonus.

Accreditati relatori italiani e stranieri saranno coinvolti in seminari e workshop che costituiranno importanti momenti di aggiornamento e formazione per tutti i professionisti del settore. Tra questi, il Meeting Internazionale del Turismo accessibile (MITA), l'appuntamento annuale che porta in scena le buone pratiche italiane ed estere sul tema della vacanza e Ospitalità per tutti, per farle conoscere a imprenditori, portatori di interesse, politici e istituzioni; l'incontro sulle Smart Cities e Design for all.

MOVE! COME INCONTRO TRA DOMANDA E OFFERTA DI TURISMO - Ma MOVE! Non sarà solo aggiornamento professionale: gli operatori e le aziende potranno incontrare a Vicenza un pubblico interessato, del quale potranno intercettare bisogni e domanda. Quattro i filoni principali: Accoglienza, Divertimento e sport, Mobilità, Shoppinge e Ho.RE.Ca che seguiranno il filo conduttore dello Universal Design. Gli espositori mostreranno quindi le proposte sviluppate secondo metodologie progettuali che trovano espressione nell'ideazione di edifici, prodotti e ambienti accessibili a tutti.

In questo contesto le aziende potranno quindi presentare la loro offerta in fatto di Accoglienza a 360 gradi. Lo spazio sarà dedicato alle novità e agli sviluppi progettuali dedicati agli operatori dei servizi ricettivi, con la presenza di strutture alberghiere e complessi che hanno a cuore il benessere e la soddisfazione dei propri Ospiti secondo i più svariati bisogni.

Gli sportivi avranno modo di trovare pane per i loro denti, nel percorso tematico dedicato a Divertimento e sport. Qui trovano spazio le innovazioni di aziende che hanno messo a punto prodotti e attrezzature pensate per chi, anche in vacanza, desidera continuare ad allenarsi, come nel caso degli atleti delle Federazioni Olimpiche e Paralimpiche. Strutture polisportive, parchi giochi e parchi di divertimento rappresentano alcuni dei protagonisti di questo percorso tematico.

E poiché il viaggio è lo spostamento per eccellenza, grande spazio sarà dato al percorso Mobilità, che ospiterà le soluzioni e i sistemi integrati di trasporto che rendono agevole e possibile a tutti visitare e muoversi con flessibilità ed indipendenza. Una particolare attenzione sarà dedicata ai sistemi territoriali che, nell'ambito della mobilità, consentono a famiglie, gruppi di amici, nonni e bambini di spostarsi, orientarsi, conoscere e scoprire nuove mete.

Infine, visto che la vacanza è anche relax, shopping e cibo, rappresentando peraltro una parte integrante del'offerta turistica di un territorio, proprio a Shopping e Ho.Re.Ca sarà dedicato un ulteriore percorso tematico. Si tratta ad esempio di sviluppare una sensibilità per le esigenze anche alimentari dei molti viaggiatori, elemento di primo piano in un'area ricca di varietà gastronomiche, come l'Europa e il Bacino del Mediterraneo. Liberare queste esperienze significa non solo rispondere a una domanda di clienti spesso ancora insoddisfatta, ma anche liberare risorse e nuove opportunità di business, spesso non attentamente considerate dagli operatori.

MOVE! PER I VIAGGIATORI - Un giro al MOVE! È quindi consigliato a tutti i viaggiatori con disabilità, che in un unico spazio troveranno operatori di settore (come aziende di trasporto e di servizi, noleggi ecc.), l'offerta di strutture turistiche accessibili (campeggi e villaggi, B&B, Agriturismo, Residence ecc.), suggerimenti di itinerari e percorsi per tutti, i nuovi progetti di accessibilità urbana, soluzioni di vacanza in pacchetti turistici, Aziende di Promozione Turistica, e potranno vedere le ambientazioni sviluppate con professionisti dello Universal Design: spiaggia, stabilimento balneare, camera con bagno 4All, e tanto altro.

MOVE!, lo ricordiamo, si terrà presso la Fiera di Vicenza dal 13 al 15 marzo, con entrata gratuita e questi orari di apertura al pubblico: venerdì: 10:00-21:00, sabato e domenica: 10:00-20:00.

Per info e per seguire gli appuntamenti:

www.move-show.it

pagina FB di V4A

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Giornale UICI del 04-02-2015

Incontro internazionale ad Ancona al Museo Omero Montenegro e Italia per la cultura dell'accessibilità. Una realtà della Macroregione Adriatico Ionica

ANCONA - E' un viaggio strettamente culturale quello che l'Ufficio Internazionale dell'Unione Italiana Ciechi di Roma ha organizzato per una Delegazione dell'Unione Ciechi del Montenegro, con alcune esclusive tappe. Oggi, mercoledì 4 febbraio, è la volta di Ancona con la visita al Museo Tattile Statale Omero alla Mole Vanvitelliana.

Incontro cordiale con scambi di informazioni e con realistiche ipotesi di future collaborazioni. Accoglienza curata direttamente dal presidente Aldo Grassini, che ha condotto la Delegazione Montenegrina in una lunga e dettagliata visita alle varie Sezioni e alla collezione di arte contemporanea. La dottoressa Laura Capozucca dell'Assessorato alla Cultura della Regione Marche ha sottolineato l'importanza dell'incontro considerando il ruolo del Montenegro nell'ambito della progettazione della Macroregione Adriatico Ionica. Presente anche Stefania Terrè Vicepresidente della sezione di Ancona dell'UIC.

Sollecitato dagli ospiti, tra i quali Bozidar Denda (Presidente dell'Unione dei Ciechi del Montenegro), Veselin Joketic (Presidente dell'Associazione dei Ciechi di Bar e Ulcinj), Goran Macanovic (Direttore Responsabile dell'Unione dei Ciechi del Montenegro), Aldo Grassini ha ricordato come anche grazie agli oltre venti anni e di ricerca e sperimentazione del Museo Omero sia oggi possibile per i non vedenti godere dell'esperienza artistica attraverso la percezione tattile.

La dimensione culturale e sociale è certamente un valido volano per riconsolidare rapporti anche economici, vista la tradizionale vicinanza e amicizia tra Italia e Montenegro, un paese multiculturale e multietnico già nella Macroregione Adriatico Ionica avviato ad entrare nell'Unione Europea.

Economia & cultura di Gabriella Papini info@gabriellapapini.com

Monica Bernacchia - Museo Tattile Statale Omero tel. 0712811935 email monica.bernacchia@museoomero.it

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Il Resto del Carlino del 10-02-2015

Museo Omero, prorogata la Mostra di Annibali

ANCONA. Sulla spinta del crescente successo e dell'apprezzamento del pubblico e della critica, e per rispondere alle specifiche richieste da parte di accademie, gruppi, associazioni culturali, il Museo Omero di Ancona proroga fino al 15 marzo la mostra "Dirà l'argilla" di Paolo Annibali. Particolare l'allestimento che mette in dialogo le 20 grandi sculture in terracotta dell'artista con gli ampi spazi della Mole. Domenica (ore 17) visita guidata a cura dell'artista, mentre ogni sabato (ore 17) visite guidate con le volontarie del Servizio civile regionale.

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La Nazione del 23-02-2015

Una mappa tattile in 3D del centro storico Dono del Rotary al S. Maria

SIENA. Sono solo 6 punti e 64 simboli ma aprono il mondo a chi non vede e lo rende libero. Così Massimo Vita, presidente dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus, sezione di Siena, ha sintetizzato l'importanza della giornata nazionale del braille celebrata sabato nella sala Sant'Ansano del Santa Maria della Scala. «Il braille ha commentato il presidente è rimasto l'unico sistema di letto-scrittura universale dopo l'alfabeto Morse». E' poi intervenuto il presidente del Rotary Club Siena, Sandro Fornaciari, che ha fatto dono al museo della mappa tattile del centro storico di Siena insieme a una riproduzione della sommità della Torre del Mangia, quale realizzazione del progetto Siena 3D realizzato dal Rotary. «Nel ricordare anche tutte le altre disabilità che affliggono la popolazione, dobbiamo riconoscere che la centralità della vista è un obbiettivo civile e politico per il cittadino», ha poi commentato l'assessore alla cultura Massimo Vedovelli, il quale ha invitato l'associazione a insegnare il braille anche agli studenti vedenti, invito raccolto da Massimo Vita, che ha proposto di insegnarlo per primi agli studenti dell'Università per Stranieri di cui Vedovelli è stato rettore. Al centro dell'iniziativa è stata la presentazione del calendario biennale in braille 2015/2016 per la prevenzione della cecità, con disegni e foto delle terre di Siena di 14 artisti senesi e non solo. Questo l'elenco: Marcella Ancilli, Luca Betti, Alessandro Bisogni, Tommaso de Sando, Chimena Filippetti, Emilio Giannelli, Alessandro Grazi, Fabio Mazzieri, Francesca Mazzieri, Luciana Petti, Daniele Righi Ricco, Lenore Tetkowski, Sergio Staino, Neil Tetkowski. E' seguito il saluto di Debora Barbagli, responsabile dei servizi tattili del Santa Maria della Scala, e l'intervento del pittore Fabio Mazzieri, che ha collaborato all'allestimento della mostra dei disegni originali del calendario, che resteranno esposti fino al 25 febbraio. «A fine settembre ha annunciato Mazzieri presenteremo il calendario anche all'Expo di Milano, come contributo alla valorizzazione del nostro territorio raffigurato dai valenti artisti».Ha poi ripreso la parola Massimo Vita che ha ricordato il sostegno e la collaborazione costante dell'associazione, anche con queste iniziative, con la Clinica Oculistica del Policlinico. La serata si è conclusa con alcune letture di piccoli brani in braille da parte di non vedenti, con l'esibizione del coro dell' Uici e con la performance di due giovani musicisti molto applauditi dal pubblico.

di Mario Ciofi

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Padova Oggi del 10-02-2015

La pietra scartata. Squarci di luce. Vedere, sentire, toccare

Questo appuntamento è un momento che ci regaliamo ogni anno per riflettere sulla forza dirompente delle fragilità e su come esse siano una risorsa per riconoscere le nostre debolezze e aiutarci a rendere sempre più autentiche e profonde le nostre relazioni.

Ospiti della serata Felice Tagliaferri, scultore non vedente e autore della scultura "IL CRISTO RIVELATO" - Mariapia Bonanate, giornalista e scrittrice e Giovanna Lubjan con la sua musica.

Sarà possibile vedere e soprattutto toccare "IL CRISTO RIVELATO" di Felice Taglieferri dal 18 febbraio al 22 marzo presso la chiesa dell'Opsa con le modalità sotto specificate. L'idea dell'opera, una scultura in marmo che misura 180x80x50, nasce durante una visita di Felice Tagliaferri a Napoli, quando all'artista non venne consentito di toccare la celebre scultura di Giuseppe Sanmartino, esposta nella Cappella Sansevero. Tagliaferri, che da anni si batte affinchè l'arte sia accessibile a tutti secondo le proprie possibilità, ha perciò pensato di proporre una sua versione dell'opera che sia disponibile alla fruizione tattile.

Per informazioni : 049.807 93 91 - 334.112 46 45 - www.fondazionefontana.org

Modalità ed orari di visita.

La statua del Cristo Rivelato può essere visitata ogni giorno dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 17.30 alle 19.00.

Per visite di gruppo o per usufruire di una visita guidata, anche in un orario diverso, è necessaria la prenotazione al numero 340 755 94 67.

La serata ad ingresso gratuito è organizzata da

Atantemani, Fondazione Fontana onlus, Ufficio Diocesano di Pastorale della Missione, Impresa Solidale, Opsa, Uildm Padova onlus, in collaborazione con Caritas, Fondazione I.R.P.E.A, Medici con l'Africa Cuamm, Diritti+Umani,

Centro Servizi Volontariato Padova, Associazione Amici di Don Giorgio, Ufficio Diocesano per l'Annuncio e la Catechesi, Un Attimo di Pace. Con il sostegno di Etra S.p.A.

Teatro dell'Opsa, Via della Provvidenza, 68, Padova.

Inserito da Martina Secchi

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Giornale di Sicilia del 21-02-2015

Musei, i tesori del Mandralisca di Cefalù diventano oggetti da "toccare"

CEFALÙ. Il museo Mandralisca di Cefalù avrà una copia. Alcuni suoi tesori della collezione archeologica e numismatica saranno riprodotti in scala e inseriti in un percorso parallelo di tipo tattile. Le opere saranno così fruibili da un pubblico di ipovedenti ma anche da bambini dai 3 ai 13 anni di età. Questa nuova offerta culturale del museo rientra nel progetto "Vietato non toccare" approvato tra le iniziative direttamente promosse dalla Regione siciliana.

All'interno del percorso espositivo parallelo saranno inseriti monitor con brevi documentari sulla creazione di manufatti artistici. Uno spazio attrezzato sarà adibito a laboratorio didattico nel quale saranno realizzati giochi e riproduzioni di opere d'arte del museo. Sarà anche creata una linea di oggettistica in terracotta e metalli da inserire nel bookshop.

Obiettivo del progetto, ideato da Stefania Randazzo, è quello di ampliare la conoscenza dei pezzi pregiati delle collezioni e di offrire un servizio agli ipovedenti che, toccando le copie, potranno acquisire una conoscenza diretta delle opere. Sarà quindi creata una confidenza con i manufatti artistici (terrecotte, monete, monili) attraverso un rovesciamento del concetto di "vietato toccare" in quello di "vietato non toccare".

Il Museo Mandralisca è l'unico museo della città. La sua fondazione si deve al barone Enrico Piraino di Mandralisca, che raccolse numerosi oggetti d'arte mettendoli nella sua abitazione, dove tuttora si trovano.

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Giornale UICI del 25-02-2015

Torino: Abili per l'Arte

di Lorenzo Montanaro

PALAZZO MADAMA PER TUTTI

Un'esperienza multisensoriale

attraverso immagini in rilievo, fruizione sonora

e lingua visiva in LIS - Lingua italiana dei segni.

Palazzo Madama

Piazza Castello - Torino

Da domenica 22 febbraio

Palazzo Madama, grazie al sostegno del Rotary Club Torino Nord Ovest, rende accessibile i capolavori della pittura del Gotico e del Rinascimento.

Giacomo Jaquerio, Antoine de Lonhy, Antonello da Messina, Defendente Ferrari e Agnolo di Cosimo detto il Bronzino potranno essere fruiti da persone prive della vista grazie alla riproduzione in rilievo delle immagini e alla possibilità di scaricare la descrizione audio. Le persone ipovedenti potranno godere di una visione ravvicinata dell'immagine, mentre i sordi potranno usufruire di una traduzione in lingua LIS - lingua italiana dei segni con sottotitolazione. Come altri progetti promossi da Palazzo Madama, l'esperienza ideata per facilitare l'accesso e la visita in autonomia di determinate categorie di persone è in realtà aperta a tutti i visitatori interessati a poter godere di una visione ravvicinata con l'opera o una descrizione audio dei contenuti.

Come funziona

All'inizio della sala Acaia, il visitatore ha a sua disposizione un contenitore con un kit composto da cinque schede, leggere e di grande formato, che possono essere prese in prestito durante la visita al piano Terra; la serie è completata da una mappa della sala, utile per orientarsi nello spazio e trovare la collocazione delle singole opere.

Ogni scheda riproduce il dipinto a colori e in rilievo trasparente: la tecnica di stampa messa a punto da Tactile Vision Onlus permette di delineare tramite uno speciale inchiostro trasparente alcuni elementi salienti dell'immagine caratterizzati da diversi gradi di rilievo e da differenti motivi grafici. La trasparenza dei dettagli in resina non interferisce con la leggibilità del dipinto da parte di tutto il pubblico e favorisce anzi la fruizione congiunta.

Sul retro di ciascuna scheda è presente una descrizione dell'opera sia in carattere grafico ad alta leggibilità sia a rilievo nel sistema Braille: quest'ultimo testo è realizzato sempre in resina trasparente e coesiste quindi con la descrizione a inchiostro.

Sulla scheda, nella parte inferiore, sono presenti un codice QR e un codice NFC (Near Field Communication o Comunicazione in

prossimità) che permettono al visitatore in possesso di uno smartphone abilitato e con connessione internet di usufruire del testo descrittivo nella versione di lettura audio e traduzione in lingua visiva in LIS - Lingua italiana dei segni.

I partner di progetto

Il progetto implementa i servizi di esperienza tattile già presenti in museo (audioguide, percorsi guidati, Torre Panoramica e Giardino Medievale) ed è stato realizzato in collaborazione con le associazioni e i professionisti che da anni operano a Torino per favorire l'accessibilità ai luoghi della cultura e non solo: Tactile Vision onlus, che opera sul tema della disabilità visiva e della ricerca tecnologica fornendo materiali per i principali musei europei (Louvre, British Museum, Musei Capitolini, Museo Nazionale del Cinema), ha progettato e realizzato i pannelli visivo-tattili, la registrazione audio e ha coordinato i diversi interventi; l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Torino ha collaborato al progetto attraverso la consulenza di Francesco Fratta, coordinatore della commissione cultura.

L'Associazione Interpreti LIS - di Torino ha fornito la redazione, la traduzione e la registrazione video dei testi nella lingua italiana dei segni.

Il carattere tipografico ad alta leggibilità EasyReadingTM è stato messo a disposizione a titolo gratuito da EasyReading Multimedia, Torino che ha progettato questo font per favorire la leggibilità e la comprensione dei testi, con particolare attenzione alle esigenze delle persone dislessiche.

Il Rotary Club Torino Nord Ovest è stato fondato nel 1976 da un gruppo di amici che condividevano gli ideali di Paul Harris, fondatore del Rotary International. Oggi il Club conta 45 soci, fra i quali dirigenti, imprenditori, professionisti, professori, medici e, da alcuni anni è aperto anche alle donne. Le riunioni prevedono la partecipazione di relatori esterni su argomenti di cultura e attualità, con particolare attenzione a quanto di più importante avviene in Piemonte anche nel campo industriale.

L'attività principale del Club è quello di realizzare attività di "service" in favore della collettività, sia in Italia che all'estero.

Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica

Piazza Castello, Torino

Fondato nel 1860, il museo è oggi ospitato in uno dei più antichi e affascinanti palazzi della città, con testimonianze architettoniche e di storia dall'età romana al Barocco di Filippo Juvarra. Le raccolte contano oltre 60.000 opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo bizantino all'Ottocento.

orari: martedì - sabato 10.00 - 18.00 domenica 10.00 - 19.00. La biglietteria chiude un'ora prima chiuso il lunedì

intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte

In presenza di mostre temporanee le tariffe potranno subire variazioni.

info: 011-4433501 - www.palazzomadamatorino.it

ufficio stampa

Fondazione Torino Musei

Daniela Matteu - Tanja Gentilini

011-4429523 ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it

con la collaborazione di

adicorbetta

02-89053149 press@adicorbetta.org

Addetto stampa Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Torino

Lorenzo Montanaro

lorenzo.montanaro@gmail.com

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Zenit.org del 19-02-2015

A Firenze, un corso di Arte Sacra per non vedenti

FIRENZE. Su iniziativa della Sacred Art School, dal 13 al 25 luglio 2015, si svolgerà a Firenze un corso di scultura per non vedenti. L'idea nasce dall'incontro con Andrea Bianco, scultore cieco di Bolzano. La sua carica vitale, tesa a superare la propria disabilità senza rinnegarla, lo ha portato in questi anni a sviluppare l'arte della scultura, accettando i limiti e utilizzandoli come leva positiva per creare opportunità.

Un corso di scultura per non vedenti potrebbe infatti suonare come un paradosso, in realtà la visione "tattile" che i non vedenti sviluppano apre nuove prospettive anche agli scultori vedenti. I non vedenti affermano, a ragione, che nelle sculture vedono di più dei vedenti, perchè riescono a conoscere anche gli angoli più nascosti all'occhio.

L'iniziativa della Sacred Art School non vuole essere dunque un'operazione di pietismo, ma si propone di garantire agli allievi una valida formazione artistica, in modo che ognuno possa esprimere con la scultura i propri sentimenti e le aspirazioni più profonde.

Per la stessa Scuola di Arte Sacra di Firenze impostare un corso di scultura per i non vedenti è un banco di prova di prima grandezza, che - dichiarano - ci aiuterà a scoprire un modo nuovo di apprendere e di insegnare, di scolpire e di vedere.

La prima edizione di luglio è rivolta alle persone che abbiano già una base di conoscenza della scultura e una certa manualità. L'idea è quella di comporre una classe di 10 scultori non vedenti più omogenea possibile.

Direttore del corso è il Maestro Anthony Visco, già docente di scultura alla New York Academy of Art e all'Università della Pennsylvania, e da quest'anno, docente alla Sacred Art School. Insieme a lui alcuni suoi allievi che seguiranno i ragazzi in qualità di tutor. Il corso, inoltre, è aperto a persone provenienti dall'Europa e dagli altri continenti.

Gli scultori potranno partecipare al corso, versando una quota di iscrizione simbolica di 250€: saranno spesati per il vitto e l'alloggio, per il corso e le visite ai musei. Ciò sarà possibile grazie all'intervento di alcuni sponsor e al coinvolgimento di partner istituzionali come il Comune di Firenze, l'Unione Italiana Ciechi, il Ministero per l'Istruzione e il MIBAC (Ministero per i Beni Ambientali e Culturali).

Per ogni informazione: Sacred Art School Firenze Onlus: www.sas-f.com info@sacredartschool.com

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focus

Giornale UICI del 13-02-2015

Centro di Documentazione Giuridica: Ancora una volta muta l'orientamento della Cassazione sulla sottoposizione ad un tetto di reddito per la pensione non reversibile dei non vedenti

a cura di Paolo Colombo

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione civile, sezione sesta, con la sentenza n. 24004 dell'11 Novembre 2014 di cui segue breve commento e riproduzione integrale del testo in calce.

La decisione della Suprema Corte si uniforma alla precedente sentenza n. 24192/2013 secondo cui "La pensione non reversibile per i ciechi civili assoluti di cui all'art. 7 legge 10 febbraio 1962, n. 66, è erogata a condizione della permanenza in capo al beneficiario dello stato di bisogno economico, trattandosi di prestazione assistenziale rientrante nell'ambito di cui all'art. 38, primo comma, Cost., con conseguente cessazione dell'erogazione al superamento del limite di reddito previsto per la pensione di inabilità di cui all'art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118 di conversione del d.l. del 30 gennaio 1971, n. 5, dovendosi ritenere inapplicabili a detta prestazione sia l'art. 68 della legge 30 aprile 1969, n 153, dettato per la pensione di invalidità erogata dall'INPS, sia l'art. 8, comma 1 bis, del d.l. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni in legge 12 novembre 1983, n. 638, che consentono l'erogazione della pensione INPS in favore dei ciechi che abbiano recuperato la capacità lavorativa, trattandosi di norme di stretta interpretazione, il cui fondamento si rinviene nella diversa disposizione di cui all'art. 38, secondo comma, Cost., intese a favorire il reinserimento del pensionato cieco nel mondo del lavoro senza che subisca la perdita della pensione e, dunque, insuscettibili di applicazione analogica."

La Sezione Sesta della Suprema Corte ritorna su una vexata questio ribadendo che lo stato di bisogno va inteso quale requisito indispensabile per l'ottenimento e la conservazione della pensione per i ciechi civili totali o parziali di cui all'art. 7 della legge n. 62 del 1966.

Ribadisce la Corte tra l'altro che l'attribuzione di una pensione di previdenza o di assistenza sociale ha presupposti e finalità differenti, sebbene la categoria da tutelare sia la stessa (nel caso di specie, persone affette da cecità congenita o sopravvenuta).

Per tale motivo, la Suprema Corte, data la natura specifica ed eccezionale della normativa conferma come non sia possibile estendere per analogia la normativa inerente i trattamenti assistenziali a una situazione che prevede invece la revoca dei benefici di tipo previdenziale (come nel caso della ricorrente).

Distingue dunque la Corte la finalità propria della pensione assistenziale da quella della pensione previdenziale.

La prima, dunque, concorre ad integrare il reddito del soggetto colpito da cecità - c.d. mancato guadagno - il quale deve versare in stato di bisogno per poterne beneficiare. Precisando che la quantificazione del bisogno economico (calcolato sulla base del reddito ai fini IRPEF) e il non superamento della soglia determinata per legge, è dunque requisito indispensabile per ottenere tale forma di pensione integrativa.

La seconda al contrario, (la pensione previdenziale) prescinde dall'eventuale recupero del mancato guadagno da parte del soggetto interessato, essendo anzi la sua finalità ultima quella di favorire l'inserimento - o il reinserimento - del cieco nel mondo del lavoro, "evitando che al reperimento di un'attività lavorativa e di un connesso reddito consegua la perdita della pensione".

Ancora una volta nonostante precise norme di legge, ossia gli artt. 68 l. 153/1969 e 8 del d.l. n. 463 del 1983, tuttora in vigore, prevedano espressamente che "le disposizioni di cui al secondo comma dell'articolo 10 del regio decreto-legge 14 aprile 1939 n.636 (secondo cui la pensione di invalidità viene soppressa quando la capacità di guadagno del pensionato cessi di essere inferiore ai limiti previsti dalla legge), non si applicano nei confronti dei ciechi che esercitano un'attività lavorativa", e sebbene la S.C., con pronuncia a Sezioni Unite n. 3814/2005, abbia espressamente confermato la piena vigenza di tale eccezionale previsione, chiarendone, poi, limiti e portata normativa con la pronuncia n. 15646 del 18 settembre 2012, l'orientamento della Corte di Cassazione muta.

A due anni da tale favorevole pronuncia, la Suprema Corte è nuovamente intervenuta in consapevole dissenso con il richiamato precedente ritenendo che "la pensione non reversibile per i ciechi civili (assoluti o parziali) di cui agli arti 7 e 8 della L. 10 febbraio 1962, n. 66, è erogata a condizione della permanenza in capo al beneficiano dello stato di bisogno economico, trattandosi di prestazione assistenziale rientrante nell'ambito di cui all'art. 38, primo comma, Cost., con conseguente cessazione dell'erogazione al superamento del limite di reddito previsto per la pensione di inabilità di cui all'art. 12 della L. 30 mano 1971, n. 118 di conversione del D.L. del 30 gennaio 1971, n. 5, dovendosi ritenere inapplicabili a detta prestazione sia l'art. 68 della L. 30 aprile 1969, n 153, dettato per la pensione di invalidità erogata dall'I.N.P.S., sia l'art. 8, comma 1 bis, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni in L. 11 novembre 1983, n. 638, che consentono l'erogazione della pensione I.N.P.S. in favore dei ciechi che abbiano recuperato la capacità lavorativa, trattandosi di norme di stretta interpretazione, il cui fondamento si rinviene nella diversa disposizione di cui all'art. 38, secondo comma, Cost., intese a favorire il reinserimento del pensionato cieco nel mondo del lavoro senza che subisca la perdita della pensione e, dunque, insuscettibili di applicazione analogica".

Malgrado nella commentata sentenza la Corte abbia escluso la devoluzione della materia alle Sezioni Unite in quanto la decisione è in linea e non in contrasto con quella precedente (Cass. Sezioni Unite del n.3814 del 2005) si auspica che una nuova pronuncia a Sezioni Unite possa, al più presto, ribadire le statuizioni della sentenza del 2005 e creare una situazione di certezza interpretativa delle norme.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

ESENTE

SESTA SEZIONE CIVILE -

Composta dagli Ill.mi Sigg.n Magistrati:

Dott. PIETRO CURZIO - Presidente -

Dott. ROSA ARIENZO - Consigliere -

Dott. DANIELA BLASUTTO - Consigliere -

Dott. FABRIZIA GARRI - Consigliere -

Dott. CATERINA MAROTìA - Rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso 174-2013 proposto da:

SD (X), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA FILIPPO NICOLAI N. 70, presso lo studio dell'avvocato LUCA GABRIELLI, rappresentata e difesa dall'avvocato PIERA SOMMOVIGO giusta procura speciale in calce al ricorso;

- ricorrente -

contro

I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (X ), in persona dei legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE

BECCARIA 29, presso l'AVVOCATURA CENTRALE DELL'ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati CLEMENTINA PULLI, EMANUELA CAPANNOLO, MAURO RICCI giusta procura in calce al controricorso;

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 624/2012 della CORTE D'APPELLO di GENOVA del 25/05/2012, depositata il 26/06/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza dell'08/10/2014 dal Consigliere Relatore Dott. CATERINA MARO'ITA;

udito l'Avvocato PIERA SOMMOVIGO difensore della ricorrente che si riporta ai motivi;

udito l'Avvocato MAURO RICCI difensore del controricorrente che si riporta ai motivi.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte di appello, giudice del lavoro di Genova, decidendo sull'appello proposto da DS nei confronti dell'I.N.P.S., confermava la decisione del Tribunale della stessa sede che aveva respinto la domanda della S diretta ad ottenere il ripristino della pensione di invalidità civile per i ciechi che era stata sospesa per il superamento dei limiti di reddito. Riteneva la Corre genovese che la L. n. 638 del 1983, art. 8, comma I bis, riguardante una prestazione previdenziale, non potesse essere applicata anche al caso di specie avente ad oggetto una diversa prestazione (assistenziale).

Per la cassazione di tale sentenza DS propone ricorso affidato ad un motivo.

L'I.N.P.S. resiste con controricorso illustrato da memoria ai sensi dell'art. 378 cod. proc. civ..

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con l'unico motivo la ricorrente denuncia: "Violazione e falsa applicazione dell'art. 68 della L. n. 153 del 1969, dell'art 10 del RD. n. 636 del 1939 come novellato dall'art. 8 del D.L. n. 463 del 1983, convertito nella L. n. 638 del 1983". Sostiene che, pur posta l'incompatibilità con i benefici di tipo assistenziale della disciplina derogatoria di cui all'art. 68 della legge n. 153/1969, la stessa si applicherebbe alle prestazioni di carattere sociale ovvero a quelle aventi per finalità il reinserimento dell'invalido cieco nella comunità. Invoca il precedente di questa Corte del 18 settembre 2012, n. 15646 che ha affermato il seguente principio di diritto: "La particolare disciplina prevista dalla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 68 - che, derogando alla generale normativa posta dal R.D.L 14 aprile 1939, n. 636, art. 10 (secondo cui la pensione di invalidità è soppressa quando la capacità di guadagno del pensionato non è più inferiore ai minimi di legge), persegue la finalità di favorire il reinserimento sociale dell'invalido, non distogliendolo dall'apprendimento e dall'esercizio di un'attività lavorativa - va letta in senso costituzionalmente orientato (artt. 2, 3, 4 c 38 Cost.), sicché la stessa esclude che la pensione di invalidità già riconosciuta all'assicurato in ragione della sua cecità possa essergli revocata qualora siano mutati i suoi redditi per effetto del conseguimento di una nuova occupazione".

2. Il ricorso non è fondato.

Questa Corte valuta di conformarsi alla decisione n. 24192/2013 che, in consapevole dissenso con il precedente contrario costituito dalla citata sentenza n. 15646/2012 (che fa riferimento alla prestazione assistenziale di cui alla L. n. 66 del 1962, ma applica i principi relativi alla prestazione previdenziale di cui alla L. n. 153 del 1969 ed al D.L. n. 463 del 1993, art. 8, come si evince anche dal richiamo, contenuto nel principio di diritto, all'"assicurato" in luogo dell'assistito), ha ritenuto

che non sia possibile estendere analogicamente al trattamento assistenziale previsto dalla L. n. 66 del 1962 (e, dunque, tanto alla pensione per ciechi assoluti quanto a quella per ciechi parziali), il beneficio riconosciuto a favore di chi gode di trattamento previdenziale

- si veda anche in senso conforme Cass. n. 8752/2014-.

Come è noto, la pensione (non reversibile) per i ciechi (assoluti o parziali) è stata istituita dalla L. 10 febbraio 1962, n. 66 "Nuove disposizioni relative all'Opera nazionale per i ciechi civili". L'art 7 di tale legge così prevede: "Ogni cittadino affetto da cecità congenita o contratta in seguito a cause che non siano di guerra, infortunio sul lavoro o in servizio, ha diritto, in considerazione delle specifiche esigenze derivanti dalla minorazione, ad una pensione non reversibile qualora versi in stato di bisogno". I1 successivo art. 8 aggiunge: "Tutti coloro che siano colpiti da cecità assoluta o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, hanno diritto alla corresponsione della pensione a decorrere dal compimento del 18" anno di età". La misura della prestazione è stata modificata dalla L. 27 maggio 1970, n. 382, art. 1 (quest'ultima regolamenta la materia ancora oggi). Essa è, dunque, concessa ai maggiorenni ciechi assoluti o ai soggetti di ogni età ciechi parziali che si trovino in stato di bisogno economico. Tale stato di bisogno è stato inizialmente indicato con riferimento alla non iscrizione nei moli per l'imposta complementare sui redditi (L. n. 382 del 1970, art 5) e, dopo l'abrogazione di tale tipo di imposta, identificato nel possesso di redditi assoggettabili ad IRPEF dì un ammontare inferiore ad un certo limite (v. DL. n. 30 del 1974, art. 6, conv. in L. n 114 del 1974 e DL. n. 663

del 1979, art. 14 septies, conv. in L. 29 febbraio 1980, n. 33) - cfr. Cass. 5 agosto 2000, n. 10335; id. 21 giugno 1991, n. 6982; 12 aprile 1990, n 3110; 22 novembre 2001, n. 14811). I1 limite di reddito da tenere in considerazione è, dunque, il medesimo stabilito per la pensione di invalidità di cui alla L. n. 118 del 1971, art. 12, essendo unica la disciplina contenuta nel citato D.L. n. 663 delm 1979, art. 14 septies.

Nello specifico, la pensione di invalidità civile per i ciechi, già a suo tempo concessa, era stata poi revocata, per superamento da parte della beneficiaria dei limiti reddituali.

Orbene, la prestazione di cui è richiesto il ripristino ha natura di prestazione assistenziale di invalidità civile, sicuramente integrativa del presunto mancato guadagno derivante dalla condizione di minorità dovuta alla patologia.

Non può, invero, ritenersi che la disposizione di cui alla citata L. n. 66 del 1962, art. 8, sia stata superata dalla previsione di cui alla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 68, che stabilisce che "le disposizioni di cui al RD.L. 14 aprile 1939, n. 636, art. 10, comma 2, il quale, a sua volta, stabilisce che la pensione di invalidità è soppressa quando la capacità di guadagno del pensionato cessi di essere inferiore a determinati limiti, non si applicano nei confronti dei ciechi che esercitano un'attività lavorativa. Le pensioni revocate ai sensi della norma precitata sono ripristinate con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge". La disposizione di cui alla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 68 (come, del resto, quella di cui al RD.L. 14 aprile 1939, n. 636, art. 10, comma 2) è dettata per la pensione di invalidità erogata dall'I.N.P.S. ed a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, presupponente un rapporto contributivo (in particolare il R.D.L. n. 636 del 1939, art. 9, fa riferimento alla pensione riconosciuta all'invalido a qualsiasi età quando siano maturati determinati requisiti contributivi).

La questione è innanzitutto se tali disposizioni, non espressamente dettate per le prestazioni assistenziali di invalidità civile, possano essere applicate anche a queste ultime, costituendo un principio generale di irrilevanza dei redditi per i ciechi che beneficiano di pensioni, o non si pongano piuttosto come nonne eccezionali.

Non può invero sostenersi (e sul punto pare concordare la stessa ricorrente) che tale applicabilità troverebbe fondamento nella sentenza 3814/2005 che questa Corte ha emanato a Sezioni Unite. In realtà alla L. ti. 153 del 1969, n. 68, ha fatto seguito il D.L. 12 settembre 1983, ti. 463, art. 8, comma i bis, conv. in L. 12 novembre 1983, ti. 638, secondo il quale "Resta ferma la disposizione di cui alla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 68, indipendentemente dal reddito percepito dal pensionato". Tale norma, dunque, stabilisce che il riacquisto della capacità di guadagno nonché da un reddito da lavoro da parte del cieco non comporta la perdita della pensione. Secondo una prima interpretazione, fatta propria da Cass. 30 luglio 1999, ti. 8310; Id. 8 marzo 2001, n. 3359; 19 luglio 2002, n. 10609; 19 maggio 2003, ti. 7833 e da ultimo in qualche modo ripresa dalla sopra citata Cass. 2012/15646, la norma avrebbe sancito un principio generale di irrilevanza del reddito del beneficiario anche ai fini del riconoscimento dei trattamenti di assistenza in favore dei ciechi. Altro orientamento, cui questa Corte ritiene di aderire, - Cass. 26 settembre 1988, n. 5252; Id. 23 marzo 1998, n. 3027; Cass. Sez. Un. 24 febbraio 2005, n. 3814; Cass. 26 marzo 2009, n. 7308 oltre alla già citate Cass. n. 15646/2012 - sostiene, invece, la finalità limitata dell'art. 68, inteso solamente a favorire il reinserimento del pensionato cieco nel mondo del lavoro evitando che al reperimento di un'attività lavorativa e di un connesso reddito consegua la perdita della pensione. Invero, nella predetta decisione a Sezioni unite è stato precisato: "la previsione, in favore dei ciechi, della conservazione del trattamento pensionistico nonostante la carenza sopravvenuta di uno dei presupposti, e in particolare del requisito reddituale, persegue la finalità di favorire il loro reinserimento sociale, non distogliendo l'invalido dall'apprendimento e dall'esercizio di un'attività lavorativa, senza che da tale finalità possa desumersi, in contrasto con il dato letterale delle richiamate disposizioni, l'espressione di un generale principio di irrilevanza totale del requisito reddituale nel regime della pensione di invalidità dei ciechi, con conseguente estensione a questi ultimi della integrazione al minimo della pensione" si veda anche Cass. n. 7308 del 26/03/2009 -. Va, peraltro, considerato che le pronunce da ultimo citate sono state emanate in una materia diversa da quella per cui è causa e cioè nella materia di integrazione al minimo dei trattamenti pensionistici riservati ai minorati della vista. Questa Corte ha in tale sede ritenuto che sia possibile la conservazione della pensione da parte di un soggetto cieco anche dopo l'inizio di una attività lavorativa, con connessa acquisizione di un reddito anche elevato, poiché tale trattamento economico risponde alla specifica finalità di inserire i soggetti non vedenti nelle attività produttive. Ha anche sottolineato che detto principio si basa sul disposto di due norme definite "specialissime e di stretta interpretazione": il D.L. 12 settembre 1983, n. 4631, art. 8, comma I bis (convertito in L. 12 novembre 1983, n. 638) e la L. 30 aprile 1996, n. 1532, art. 68. Per effetto del combinato disposto delle norme suddette, l'acquisizione da parte del cieco di una capacità lavorativa e del reddito da essa derivante non comporta la perdita della pensione, che, se revocata per questo solo motivo, deve essere ripristinata interamente. E questo perché la finalità specifica della provvidenza economica è intesa a favorire il reinserimento del pensionato cieco nel mondo del lavoro, evitando che al reperimento di un'attività lavorativa (e del reddito connesso) consegua la perdita della pensione. La deroga in favore dei ciechi al generale divieto di cumulare la pensione di invalidità con reddito da lavoro si spiega, come è stato precisato, anche con la necessità di tutelare "l'affidamento riposto dal cittadino cieco nell'ammontare del beneficio previdenziale su cui egli ha costruito il proprio tenore di vita e coltiva i propri progetti". Tale indirizzo, dunque, espresso con riferimento ad una prestazione pensionistica conseguita nel regime dell'assicurazione obbligatoria I.N.P.S. (l'integrazione al minimo è istituto proprio del regime generale previdenziale), non è automaticamente estensibile, proprio in ragione della affermata specialità del D.L. 12 settembre 1983, n. 4631, art. 8, comma I bis (convertito in L. 12 novembre 1983, n. 638) e della L. 30 aprile 1996, art. 68, norme ritenute di "stretta interpretazione" e non è, perciò, invocabile con riguardo alle pensioni per cecità civile di cui alla ridetta L. 10 febbraio 1962, n. 66. Sebbene nella citata sentenza resa da questa Corte a Sezioni unite si faccia riferimento alla pensione di invalidità civile laddove invece la fattispecie esaminata concerneva una pensione di invalidità erogata dall'I.N.P.S. prima dell'attribuzione allo stesso delle competenze in materia di benefici assistenziali, e quindi una pensione certamente disciplinata dalla L. n. 153 del 1969, art. 68 e DL. n. 463 del 1983, art. 8, stante l'affermato carattere eccezionale delle disposizioni di cui alla L. n. 153 del 1969, art. 68 e D.L. n. 463 del 1983, art. 8, non è possibile estendere analogicamente al trattamento assistenziale di cui alla L. n. 66 del 1962, il beneficio riconosciuto a favore di chi gode di trattamento previdenziale. Del resto l'attribuita rilevanza del reddito ai fini del riconoscimento della "integrazione al minimo" e cioè di quella maggiorazione che non trova corrispondenza nei contributi versati ma soccorre a garantire il minimo vitale (gravando sul bilancio dello Stato) è significativa del fatto che il principio della irrilevanza del reddito non potesse che essere stato riferito alla sola pensione maturata nel regime dell'assicurazione generale obbligatoria e non anche a quella di invalidità civile (assistenziale). Se, infatti, il reddito rileva quando lo Stato partecipa al sostegno della previdenza (nei limiti di una maggiorazione integrativa), a maggior ragione deve ritenersi tale rilevanza quando è l'intero trattamento ad essere a carico dell'erario.

Da tanto consegue che per la prestazione oggetto di causa, per la quale, si ribadisce, presupposto di legge imprescindibile è lo stato di bisogno di cui ai sopra citati art. 7 della L. a 66 del 1962 e vi. 5 della L. n. 382 del 1970, il requisito reddituale resta rilevante, considerato, peraltro, che la pensione ai ciechi civili è dovuta, a differenza di quella di invalidità civile ex lege n. 118 del 1971 e di quella di invalidità ex lege n. 222 del 1984, indipendentemente dalla incidenza dello stato di minorazione sulla capacità di lavoro, spettando anche oltre il raggiungimento dell'età pensionabile (v. Cass. 26 maggio 1999, n. 5138).

Si è, in sostanza, in presenza di differenti misure protettive dell'invalidità in cui diverse sono le modalità di finanziamento delle prestazioni: quelle previdenziali - che trovano fondamento nella previsione di cui all'art. 38 Cost., comma 2 - sono alimentate dai contributi gravanti sugli specifici soggetti obbligati ed i datori di lavoro; quelle assistenziali - che fanno capo all'art. 38 Cost., comma I - sono finanziate dallo Stato attraverso il ricorso alla fiscalità generale. Se pure è vero che lo Stato partecipa anche al sostegno della previdenza qualora i mezzi raccolti con i versamenti contributivi siano insufficienti (come nel caso della integrazione al minimo), i due territori rimangono concettualmente e giuridicamente ben distinti e questo giustifica trattamenti legislativi differenti in relazione ai quali va esclusa ogni violazione del principio costituzionale di uguaglianza.

Né può ravvisarsi una violazione dell'art. 2 della Cost. considerato che il legislatore ha previsto, in favore dei ciechi, specifiche prestazioni che prescindono dalla condizione reddituale (così l'indennità di accompagnamento per cecità assoluta di cui all'art. 1 della L. 28 marzo 1968, n. 406 e l'indennità speciale per ciechi parziali di cui all'art. 3 della L. 21 novembre 1988, ci. 508).

3. Alla luce delle considerazioni che precedono va ribadito il principio secondo cui la pensione non reversibile per i ciechi civili (assoluti o parziali) di cui agli artt. 7 e 8 della L. 10 febbraio 1962, n. 66, è erogata a condizione della permanenza in capo al beneficiario dello stato di bisogno economico, trattandosi di prestazione assistenziale rientrante nell'ambito di cui all'art. 38, primo comma, Cost., con conseguente cessazione dell'erogazione al superamento del limite di reddito previsto per la pensione di inabilità di cui all'art. 12 della L. 30 marzo 1971, n. 118 di conversione del D.L. del 30 gennaio 1971, n. 5, dovendosi ritenere inapplicabili a detta prestazione sia l'art. 68 della L. 30 aprile 1969, n 153, dettato per la pensione di invalidità erogata dall'I.N.P.S., sia l'art. 8, comma 1 bis, del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni in L. 11 novembre 1983, n. 638, che consentono l'erogazione della pensione I.N.P.S. in favore dei ciechi che abbiano recuperato la capacità lavorativa, trattandosi di norme di stretta interpretazione, il cui fondamento si rinviene nella diversa disposizione di cui all'art. 38, secondo comma, Cost., intese a favorire il reinserimento del pensionato cieco nel mondo del lavoro senza che subisca la perdita della pensione e, dunque, insuscettibili di applicazione analogica; tale principio è da ritenersi, per i motivi sopra evidenziati, in linea (e non in contrasto) con quanto affermato da questa Corte nella decisione n. 3814/2005 così da escludere la necessità di una devoluzione della questione alle Sezioni unite.

4. Da tanto consegue che il ricorso deve essere rigettato.

5. La controvertibilità delle questioni trattate e l'esistenza di precedenti difformi di questa stessa Corte di legittimità giustificano la compensazione tra le parti delle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; compensa le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma l'8 ottobre 2014.

Il Consigliere estensore Il Presidente

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Giornale UICI del 06-02-2015

Messaggio 417/2015 dell'INPS: pensione anticipata piena dal 1 gennaio 2015

L'INPS ha recepito quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2015 e dall'1 gennaio 2015, ha eliminato la decurtazione dell'1% o 2% alla pensione anticipata prevista a decorrere da quest'anno per coloro che maturano il requisito contributivo pieno entro la fine del 2017. L'istituto previdenziale lo ha comunicato con il messaggio 417/2015, applicando quindi la novità introdotta dalla manovra in attesa che vengano diramate istruzioni operative.

Si rende operativa una modifica alla Riforma Fornero introdotta dalla Legge di Stabilità 2015, ovvero del comma 113 che prevede appunto che le pensioni anticipate decorrenti a partire dal 2015 non abbiano più la riduzione prevista dalla Legge Fornero (articolo 24, comma 10, Dl 201/2011), purchè maturino il requisito pieno di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017. Prima di questa disposizione, quindi fino allo scorso 31 dicembre 2014, la Riforma Fornero prevedeva un taglio dell'assegno previdenziale pari all'1% per ogni anno di anticipo rispetto all'età minima (62 anni), e del 2% per ogni anno prima dei 60 anni. La norma si applica solo a chi sceglie il pensionamento anticipato e si ritira prima dei 62 anni avendo però almeno 42 anni e sei mesi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne.

Lavoratori precoci

In realtà, c'era già una disposizione di legge, l'art. 6 comma 2 quater , del decreto -legge 216/2011, che toglieva questa decurtazione, anche se non operava per tutti. Esso prevedeva di non applicare il taglio dell'1% o 2% ai cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro che avevano tutti i contributi derivanti esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro. Si potevano conteggiare anche i periodi di maternità, infortunio, malattia, congedi parentali, permessi per assistere un parente in condizione di handicap grave, assolvimento degli obblighi di leva, cassa integrazione guadagni ordinaria, ma includeva altre tipologie di contributi (ad esempio, il riscatto della laurea, o eventuali periodi di contribuzione volontaria).

Requisito contributivo viene ampliato

Con la Legge di Stabilità, invece, si estende la possibilità della pensione piena a tutti i lavoratori che maturano il requisito contributivo, indipendentemente dalla tipologia di contributi versati. Pertanto l'INPS, in attesa di più precise istruzioni operative, anche in ordine alla corretta interpretazione del coordinamento di tutte le regole sopra citate, ha deciso di applicare subito la modifica contenuta nella manovra, pagando quindi la pensione anticipata piena a chi si ritira con il requisito contributivo nel 2015.

Segue in calce il testo del messaggio dell'Istituto di Previdenza.

Caserta, 4 febbraio 2014.

Avv. Paolo Colombo

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Messaggio Inps 417/2015

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014, Supplemento ordinario n. 99, è stata pubblicata la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015)".

L'articolo 1, comma 113, della citata legge così dispone: "Con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015, il secondo periodo del comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «Le disposizioni di cui all'articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, in materia di riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017»".

Com'è noto, l'articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, nei confronti dei soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un'età inferiore a 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo, una riduzione pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni. Nel caso in cui l'età al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi (vedi circolari n. 35, punto 2 e n. 37, punto 8, del 2012).

Inoltre, l'articolo 6, comma 2-quater, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, così come modificato dalla legge del 30 ottobre 2013, n. 125, di conversione del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 e dalla legge 27 dicembre 2013 n. 147, ha stabilito che le disposizioni di cui al citato articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, non trovano applicazione limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva per il diritto alla pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, qualora la predetta anzianità contributiva derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria, nonché per la donazione di sangue e di emocomponenti, come previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge 21 ottobre 2005, n. 219, e per i congedi parentali di maternità e paternità previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché i congedi e i permessi concessi ai sensi dell'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (vedi messaggi n. 219, punto 5, del 4 gennaio 2013 e n. 5280 dell'11 giugno 2014).

Ciò posto, in attesa che vengano diramate le istruzioni operative relative all'applicazione della norma in oggetto, con effetto sulle pensioni anticipate nel sistema misto decorrenti dal 1º gennaio 2015, limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, le Sedi avranno cura di non applicare le disposizioni in materia di riduzione percentuale della pensione anticipata di cui ai citati articolo 24, comma 10, terzo e quarto periodo, e articolo 6, comma 2-quater.

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Giornale UICI del 27-02-2015

Centro di Documentazione Giuridica: I cassaintegrati possono svolgere volontariato

a cura di Paolo Colombo

Una nuova opportunità per le associazioni del Terzo settore o le Onlus

I cassintegrati potranno essere impegnati in attività di volontariato ("ai fini di utilità sociale, in favore delle proprie comunità") gestite anche da Onlus o da enti locali.

E' questa l'opportunità offerta dalla legge 114/2014 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), a cui il ministero del welfare ha dedicato una sezione sul proprio sito www.lavoro.gov.it, con "hastag", #diamociunamano.

L'iniziativa non solo consentirà ai lavoratori in difficoltà la possibilità sentirsi utili agli altri, mettendo a disposizione le proprie competenze ma offrirà anche alle Onlus nuove opportunità per la concreta realizzazione dei loro servizi grazie al loro impiego in attività di volontariato.

Nella pagina web si trovano tutte le istruzioni per usufruire della chance (modalità per accedervi, illustrazione dei requisiti necessari e possibilità di richiedere informazioni via email, scrivendo all'indirizzo diamociunamano@lavoro.gov.it), nonché due aree specifiche, una che consente ai comuni, alle amministrazioni locali e alle associazioni del terzo settore di registrarsi e inserire i progetti di volontariato, mentre la seconda permette a tutti gli utenti di consultare i progetti attivati.

Il governo ha dato inoltre via libera alla copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e malattie professionali dei beneficiari di ammortizzatori sociali, coinvolti in attività di volontariato e di utilità sociale a favore degli enti locali. Il premio speciale unitario costerà 258 euro su base annua. A stabilirlo il decreto 19 dicembre 2014 del Ministro del Lavoro, che approva la determina n. 351/2014 del presidente dell'Inail.

In pratica chi offrirà il proprio contributo alla collettività potrà contare su una certificazione delle competenze acquisite da sfruttare anche per la ricerca di una nuova opportunità lavorativa.

L'iniziativa si rivolge ai beneficiari di misure di sostegno al reddito, a coloro, cioè, che sono in cig, ai percettori di integrazione salariale e contributo a seguito di stipula di contratti di solidarietà, di indennità di mobilità, di prestazioni legate alla cessazione del rapporto di lavoro, o alla sospensione, o riduzione dell'attività lavorativa, anche a carico dei Fondi di solidarietà, nonché ai destinatari di altre prestazioni di natura assistenziale "finalizzate a rimuovere e superare condizioni di bisogno e di difficoltà della persona" disponibili a svolgere azioni di utilità sociale, nell'ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni del terzo settore ed enti locali; incassata l'adesione, le Onlus possono richiedere all'Inail l'attivazione della copertura assicurativa, finanziata con risorse dell'apposito Fondo nazionale istituito presso il dicastero di via Veneto.

Secondo le stime contenute nella nota ministeriale a questa iniziativa potrebbero arrivare cinque milioni di giornate di volontariato all'anno per i prossimi due anni, soprattutto nell'ambito della tutela dei beni culturali e paesaggistici, quello educativo e quello dell'assistenza socio-assistenziale.

Nella pratica, coloro che ricevono una misura di sostegno al reddito saranno invitati a svolgere un'attività volontaria di utilità sociale in favore della propria comunità di appartenenza. I progetti, che possono essere già in corso di realizzazione o del tutto nuovi, sono proposti e promossi da enti del terzo settore (o anche dai comuni stessi), mentre l'ente locale ha il compito di "convalidarne" l'utilità sociale, dunque di attestare che un determinato progetto porta un beneficio per quella determinata comunità. Le organizzazioni di volontariato e di terzo settore prendono in carico i cittadini, inviano la richiesta di attivazione dell'assicurazione per via telematica all'Inail che risponde attivando la copertura assicurativa in favore del soggetto per il periodo dichiarato.

Il costo dell'assicurazione è a carico di un apposito Fondo istituito al ministero del Lavoro e che può contare su 4 milioni 900 mila euro per ciascuno dei due anni della sperimentazione. Si stima che ad essere coinvolti potranno essere circa 19 mila soggetti all'anno.

Nel sito del ministero ci sarà un'apposita sezione per la registrazione degli enti che vogliono partecipare.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Superando.it del 07-02-2015

Non ci vedo e viaggio da sola in aereo

La prenotazione, l'aeroporto, l'assistenza, il volo e l'arrivo a destinazione: è bene dividerlo in cinque fasi distinte, il viaggio aereo di una persona con disabilità, in particolare non vedente o ipovedente, per considerare i diversi aspetti critici e fornire un piccolo vademecum, qualche idea e piccoli trucchi, per informare bene chi si accinga a muoversi da solo.

È possibile che persone con disabilità, in particolare cieche e ipovedenti, possano viaggiare in aereo autonomamente, senza che qualcuno necessariamente le accompagni? Certamente, e la maggior parte degli interessati lo sa. Qui, pertanto, vogliamo fornire un piccolo vademecum, qualche idea e piccoli trucchi, per informare chi si accinga a un viaggio solitario sul miglior modo di affrontare aeroporto e volo, segnalando che con alcuni semplici accorgimenti del viaggiatore e qualche suggerimento per i gestori delle aerostazioni, potranno essere evitati una serie di errori organizzativi.

Se dividiamo quindi le fasi del viaggio in cinque momenti e analizziamo cosa prevede la normativa, possiamo anche considerare i diversi aspetti critici del viaggio stesso. Le cose che non funzionano sarà poi necessario comunicarle ai manager degli aeroporti europei che stanno seguendo corsi di formazione, in cui sono previste sessioni sull'assistenza alle persone con disabilità. In tal senso, le Associazioni sono molto importanti anche in questa fase della nostra vita.

La prenotazione.

I problemi più comuni li troviamo già al primo momento, la fase di prenotazione. Tra le difficoltà, vanno segnalate in primo luogo l'eventuale non accessibilità del sito web di una compagnia o di un'aerostazione, e poi la difficoltà di trovare il giusto numero telefonico, per un'assistenza specifica in caso di situazioni problematiche. Spesso, infatti, i numeri ci sono, ma magari ben nascosti in qualche strana pagina.

La compagnia è tenuta ad avvisare i servizi di terra della prenotazione di una persona con disabilità in partenza o in arrivo. Ma noi non ne abbiamo traccia. Sarebbe dunque necessaria - almeno alla partenza - una conferma che ci avvertisse tramite SMS o e-mail dell'avvenuta prenotazione dell'assistenza, e della ricezione da parte dell'aeroporto di tale comunicazione proveniente dalla compagnia aerea. Piccole cose, ma che ci farebbero stare molto più tranquilli!

L'arrivo in aeroporto.

Ammettiamo comunque che la prenotazione e l'acquisto del biglietto siano stati fatti senza problemi. Nel secondo momento, quello dell'arrivo in aeroporto, potremmo avere difficoltà nel raggiungere i cosiddetti totem (ove siano previsti), per avvisare l'assistenza della nostra presenza o i Punti Richiesta Assistenza. I totem sono colonnine dotate di un citofono, fornite di un pulsantone tramite il quale si entra in contatto con gli operatori addetti all'attivazione della procedura di assistenza al passeggero.

I totem installati a Roma Fiumicino, ad esempio, non sono così evidenti, sono di un banale color grigio, e con la semplice scritta Informazioni. Se il tassista che ci accompagna non li individua, è costretto ad accompagnarci fin dentro l'atrio dell'aeroporto all'Information Desk. Basterebbero quindi un colore più vivace e una segnalazione meno anonima, ma in realtà sarebbe davvero opportuno che ci venisse fornito un preciso appuntamento da concordare prima e un numero da contattare in caso di problemi o bisogno.

L'assistenza.

Finalmente si giunge al momento numero tre. Ecco, siamo arrivati, afferriamo il nostro assistente per un braccio... e chi lo molla più? Beh, in realtà non è proprio così scontato: naturalmente ci aiuta a fare il check-in, ci accompagna al posto di polizia per passare il metal detector, e spesso ci conduce in una sala di attesa ancor prima che alla porta di imbarco.

Può accadere che sia molto presto, rispetto all'orario del volo, dal momento che in genere l'assistenza richiede al viaggiatore con disabilità di essere in aeroporto almeno due ore e mezza prima dell'orario di partenza. Ebbene, il compito dell'assistente di terra è di stare sempre con noi, magari affidandoci per qualche tempo a un collega, ma in ogni caso qualcuno deve restare con il passeggero fin sopra l'aeromobile.

Ad alcuni, tuttavia, è capitato anche di essere "dimenticati" da qualche parte, in una sala d'attesa, in un gate, in un bar. Ecco, anche in questo caso un numero di emergenza da contattare risolverebbe un bel po' di problemi. E se magari anche i gestori dei servizi - come i bar o il duty free - ne fossero informati, sarebbe ancora meglio. Tali episodi fortunatamente sono rari, ma è importante prevederli e farsene carico parlando bene con l'assistente.

Un altro accorgimento utilissimo sono i percorsi tattili, o LVE (Loges-Vet-Evolution), che fanno da riferimento alle persone con disabilità visive (e sensoriali), per raggiungere autonomamente il desk di informazioni, la toilette, la farmacia, i punti di ristorazione e l'uscita di emergenza. Potrebbe infatti presentarsi un problema di assistenza che non arriva, un'urgenza, un allarme, e senza percorsi tattili il passeggero resterebbe solo e abbandonato senza riferimenti.

Il volo.

La gestione del quarto momento, ovvero delle fasi di volo, è affidata al personale delle compagnie aeree, che è tenuto a dare completa illustrazione dell'esatta posizione rispetto alla propria poltrona, dell'ubicazione delle uscite di emergenza, della toilette, del pulsante di chiamata, della modalità di uso delle cinture di sicurezza e del giubbotto salvagente, oltre a dover informare su cibo e bevande serviti a bordo.

Se non si tratta di viaggi troppo lunghi, e sempre che non ci siano intoppi pericolosi, questa fase è la meno complicata da gestire. Ma in ogni caso è diritto del viaggiatore con disabilità chiedere le giuste informazioni.

A destinazione.

E finalmente si arriva all' ultima fase: siamo cioè a destinazione! In base alle informazioni ricevute dal vettore, il personale di assistenza di terra accoglie i passeggeri all'arrivo sull'aeromobile, dopo lo sbarco di tutti gli altri, e si spera che non ritardi, con il conseguente disagio da parte sia dell'equipaggio che della persona con disabilità. Una volta a terra, quello stesso personale è tenuto ad accompagnare la persona al controllo passaporti e al nastro di riconsegna bagagli, fino all'incontro con un accompagnatore o al mezzo di trasporto prescelto (automobile, taxi, treno, autobus).

Un accorgimento importante dev'essere preso dalle persone non vedenti: farsi cioè dire bene il colore e la marca della propria valigia! Ovviamente c'è il nome sull'etichetta, e siamo in grado di riconoscerle al tatto... ma avete presente quanti bagagli normalmente passano sul nastro trasportatore di un volo di oltre trecento passeggeri? Anche qualche riconoscimento speciale non guasterebbe... Insomma, questo almeno possiamo prevederlo!

di Stefania Leone,

Consigliera dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI.

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Giornale UICI del 10-02-2015

Una bussola per orientarsi - Intervento precoce residenziale presso la Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera: un approccio centrato sulla famiglia

di Elisa Moroni e Josee Lanners

Rubrica per genitori

Apriamo il 2015 conoscendo le attività del Centro di Cannero Riviera della Fondazione Robert Hollman, grazie all'aiuto delle dott.sse Elisa Moroni e Josee

Lanners (rispettivamente terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva e vicedirettrice del Centro).

Il Centro di Cannero Riviera della Fondazione Robert Hollman si occupa dell'approccio precoce al bambino con deficit visivo ed eventuali altre disabilità.

Propone ai bimbi e alle loro famiglie un intervento residenziale di consulenza e sostegno dalla nascita ai 5 anni dei piccoli, rivolgendosi a nuclei familiari

provenienti da tutto il territorio italiano tramite interventi gratuiti.

L'impostazione teorica di riferimento, così come avviene presso il Centro di Padova, pone gli aspetti ri-abilitativi e di consulenza all'interno di una

cornice più ampia di attenzione agli aspetti emotivi e alla relazione. Ciò va inteso sia come lavoro sugli aspetti affettivo-relazionali che fungono da

sfondo a tutte le attività proposte sia come attenzione allo sviluppo psicoaffettivo del bambino stesso. L'intervento è quindi rivolto alla famiglia nel

suo complesso e si snoda attraverso l'accoglienza di ciascuna realtà, il sostegno della relazione genitore-bambino, la comprensione dei bisogni del bambino

e la conseguente attuazione di un intervento preventivo-abilitativo o terapeutico-riabilitativo. Tutti questi elementi diventano essenziali per la realizzazione

di un progetto globale ed individualizzato offerto alla famiglia.

Trattandosi di un intervento precoce risulta essenziale considerare i bambini a cui si rivolge nel loro contesto relazionale. I genitori risultano quindi

parte integrante e a loro volta destinatari dell'intervento poiché "Non esiste una cosa che si chiama 'un lattantè, intendendo con ciò che se ci mettiamo

a descrivere un lattante ci accorgiamo che stiamo descrivendo un lattante con qualcuno. Il bambino piccolo non può essere da solo ma è fondamentalmente

parte di una relazione" (Winnicott, 1947).

In particolare il Centro offre un intervento di tipo residenziale con lo scopo di fornire uno spazio ed un tempo privilegiati nei quali la famiglia può

dedicarsi a se stessa, condividere la propria esperienza con altre famiglie sia in momenti formali che informali ed affrontare inoltre le difficoltà di

gestione quotidiana del bambino con l'affiancamento degli operatori se necessario.

La presa in carico avviene attraverso un primo soggiorno residenziale della durata di 3 settimane per i bambini sotto i 2 anni di età oppure di una settimana

per quelli più grandi. Il primo soggiorno viene poi seguito da ulteriori soggiorni di una settimana con cadenze concordate con la famiglia. Parallelamente

possono essere proposte giornate di osservazione/valutazione ai fini di un inquadramento funzionale dello sviluppo oppure un monitoraggio di quest'ultimo.

Gli interventi specifici rivolti al bambino hanno come obiettivo generale quello di individuare e comprendere precocemente i bisogni e le risorse del piccolo

per attivare proposte condivise tra genitori ed operatori, volte a promuovere il benessere e lo sviluppo di ciascun bambino nel proprio ambiente. Proprio

per l'unicità di ciascun bambino riteniamo importante la presenza di un tempo dedicato a conoscere ed osservare bisogni e potenzialità di ogni piccolo.

Questa conoscenza preliminare avviene grazie all'ascolto dei genitori e attraverso le osservazione dirette degli operatori ed è fondamentale affinché si

possa individuare un piano ri-abilitativo specifico ed individualizzato, pensato proprio per quel bambino e per la sua famiglia.

Vengono quindi proposte diverse attività con obiettivi specifici adattati alle necessità di ciascun bambino:

- Valutazione ortottica, riabilitazione visiva, neuro-visiva e visuo-motoria: per accompagnare il bambino ad essere consapevole del proprio potenziale

visivo ed imparare ad utilizzarlo al meglio, integrandolo nella quotidianità;

- Neuropsicomotricità e psicomotricità: per accompagnare il bambino a scoprire il piacere di relazionarsi con l'altro, conoscere e sperimentare il proprio

corpo e il movimento. Sostenere e facilitare l'acquisizione delle competenza motorie e i prerequisiti di orientamento e mobilità;

- Attività di gioco/multisensorialità: per sostenere il bambino nella motivazione al gioco, nella comunicazione, condivisione e scambio con l'altro, nell'acquisizione

di autonomie personali e nell'integrazione plurisensoriale;

- Gruppi di gioco genitori/bambini, massaggio infantile e musicoterapia: per sostenere la dimensione relazionale tra bambini, genitori e famiglie.

Un tempo viene dedicato anche a capire quale possa essere l'assetto emotivo e psicologico della famiglia; attraverso la raccolta anamnestica e colloqui

con i genitori si cerca di comprendere meglio come la nascita di un bambino con disabilità influisca sulla funzione genitoriale, soprattutto alla luce

del processo di elaborazione del lutto che i genitori devono o dovranno affrontare: al bambino immaginato si contrappone la realtà di un bimbo di cui prendersi

maggiormente cura.

Gli interventi rivolti ai genitori hanno come obiettivo quello di accoglierne le difficoltà emotive e sostenere il processo di "empowerment", ovvero di

accrescimento delle competenze genitoriali percepite, aiutando i genitori a sentirsi competenti nel promuovere lo sviluppo e il benessere del proprio bambino.

In particolare alle famiglie vengono offerti:

- Sostegno psicologico attraverso colloqui individualizzati;

- Gruppi di sostegno facilitati ad orientamento psicodinamico;

- Un accompagnamento costante durante le attività con i bambini per facilitarli nel riconoscere le esigenze dei piccoli, la loro comunicazione e i bisogni

e per promuovere la comprensione del progetto abi/riabilitativo proposto.

In generale, l'intervento proposto è di tipo integrato per offrire al bambino un ambiente psicologicamente adeguato che lo faciliti ad esprimere al meglio

le proprie potenzialità e per restituire alla famiglia l'immagine del bambino nella sua globalità ed accompagnarla a comprenderlo, sostenendo la relazione

genitore-bambino.

Il lavoro di osservazione, intervento ed accompagnamento di genitori e bambino viene svolto da un'equipe multidisciplinare. La presenza di diverse figure

professionali e l'integrazione costante del loro lavoro conferisce un valore aggiunto ai singoli interventi. Consente infatti di sfruttare le conoscenze

tecniche di ciascun operatore e di condividerle con gli altri con lo scopo di attuare un intervento ri-abilitativo che tenga conto di ciascuna area di

sviluppo del bambino attraverso un'integrazione coerente delle proposte effettuate e delle indicazioni fornite.

Infine, obiettivo dell'intervento è anche quello di confrontarsi e dialogare con le altre strutture di riferimento della famiglia e di accompagnarla ad

individuare centri territoriali a cui rivolgersi per costruire un'efficace rete di supporto. I contatti con gli altri centri vengono mantenuti nel tempo,

in modo da favorire una collaborazione all'interno della quale condividere ed integrare le osservazioni emerse. L'obiettivo è quello di individuare gli

interventi più appropriati per supportare l'intera famiglia ed accompagnarla nel percorso di crescita del bambino.

La motivazione che spinge i genitori a rivolgersi alla Fondazione Robert Hollman è il bisogno di attivare un intervento rivolto in modo specifico al proprio

bambino, in seguito ad iniziativa personale o indicazione di altri genitori e/o Centri, Strutture Ospedaliere o Territoriali.

Durante i primi contatti l'urgenza è solitamente quella di comprendere le difficoltà del proprio bambino e di conseguenza attivare interventi riabilitativi

per recuperare ed eliminare le difficoltà. Sulla base di tali richieste vengono attivati fin da subito interventi volti ad osservare le risorse e le difficoltà

del piccolo per poter individuare le modalità più appropriate di intervento. Parallelamente, in considerazione dello stato di fragilità emotiva in cui

si trova una coppia genitoriale alle prese con una situazione così difficile, vengono fin da subito attivati gli interventi volti ad offrire aiuto anche

a loro. Questo si realizza nell'accogliere le loro preoccupazioni sullo sviluppo del figlio, aiutandoli a ritrovare una dimensione evolutiva rispetto al

futuro del proprio bambino tramite l'osservazione non solo delle difficoltà ma soprattutto delle sue risorse e potenzialità. Questo avviene attraverso

l'accompagnamento ed il sostegno quotidiano dei genitori nello "stare con" il proprio piccolo, ri-scoprendo il piacere del tempo condiviso. Concretamente

si realizza con la presenza dei genitori nelle stanze di attività sia attraverso la possibilità di osservare insieme e a tappeto la modalità di ciascun

bambino di comunicare e di entrare in relazione con gli altri sia attraverso rimandi costanti tra operatore e genitore. L'attenzione posta al bambino non

ha quindi finalità esclusivamente riabilitative ma ha lo scopo di aiutare il piccolo e la sua famiglia a trasferire momenti preziosi di crescita e benessere

anche nella propria quotidianità. Per tali ragioni ai genitori vengono fornite indicazioni su come portare l'esperienza fatta al Centro anche nella vita

di tutti i giorni: per esempio vengono accompagnati a capire come costruire a casa un angolino gioco con le caratteristiche visuo-tattili più adatte per

il loro bambino, si sperimentano facilitazioni posturali utili in diversi momenti della quotidianità, si forniscono per il periodo del soggiorno giochi

o ausilii utilizzati in attività e, se i genitori ne hanno piacere, possono essere affiancati in momenti particolarmente intimi e delicati che talvolta

risultano un po' difficili come ad esempio il momento della pappa o della nanna. La residenzialità rende possibili queste attenzioni alla quotidianità

ed una buona flessibilità organizzativa della giornata di ciascun bambino, pensata in base al suo ritmo sonno-veglia affinché possa godere appieno dei

momenti di attività dedicati a lui.

Dall'esperienza accumulata nel corso degli anni e in riferimento alla nostra cornice teorica, riteniamo che l'intervento più appropriato e vincente sia

quello che riesce a coinvolgere tutta la famiglia, favorendo nel bambino il benessere emotivo. Sperimentare un ambiente accogliente, affettivo ed attento

ai propri bisogni pratici ed emotivi permette infatti al bambino di sentirsi compreso. Lo incoraggia ad avere fiducia nel mondo circostante, a scoprire

il piacere ed il desiderio di aprirsi all'altro, esplorare, sperimentare e capire. Per tale motivo ciò che viene proposto durante i soggiorni presso il

nostro centro non vuole essere un intervento riabilitativo di tipo intensivo, bensì uno spazio e un tempo privilegiati. Qui i genitori possono sentirsi

meno soli condividendo le proprie esperienze e le proprie emozioni con altre famiglie e con personale formato, ed i bambini vengono accompagnati da operatori

qualificati a trovare le modalità più adeguate attraverso le quali crescere.

Dott.ssa Elisa Moroni

Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva presso la Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera

Josée Lanners

Vicedirettrice Fondazione Robert Hollman di Cannero Riviera

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Giornale uici del 23-02-2015

Una bussola per orientarsi - Il ruolo degli Operatori per il sostegno nel Modello MODELLO I.C.F.

di Daniela Floriduz

Rubrica per genitori

In questo numero affrontiamo per la prima volta il tema dell'istruzione e, in particolare, grazie al contributo della prof.ssa Daniela Floriduz, parleremo del ruolo degli operatori per il sostegno.

Il modello I.C.F. (International Classification of Functioning, Classificazione Internazionale del funzionamento), mira a superare la concezione stessa di disabilità, intesa come handicap invalidante che riguarda un settore specifico della popolazione. Va riconosciuta senz'altro la menomazione, che risulta un dato biomedico, scientificamente inconfutabile e misurabile (il visus, ad esempio, viene accertato per erogare le provvidenze sociali). Al di là della menomazione, tuttavia, il soggetto "funziona" o meno a seconda della rete contestuale in cui è collocato, con la quale interagisce. L'uso delle parole non è privo di conseguenze sulla realtà e attesta anche una visione del mondo ben precisa, una percezione legata alla mentalità e agli stereotipi. Non è ininfluente il fatto che, alla fine degli anni '60, sulla scorta dei processi di de istituzionalizzazione conseguenti al 1968, sia avvenuto un passaggio non solo semantico, ma anche culturale, filosofico, sociale dall'"inserimento" all'"integrazione" dei disabili nella scuola. L'I.C.F., per così dire, universalizza i processi di integrazione: non è la maggioranza che è chiamata ad "integrare" l'alunno disabile in una classe di persone già "integrate" e "integre". E' il contesto che deve continuamente ridefinirsi, adattarsi ad una realtà che scorre e muta continuamente, sfuggendo alle categorie interpretative con cui, di volta in volta, si cerca di ridefinirla e inquadrarla.

Pertanto, nel corso della vita, a seconda della tipologia di funzioni che un soggetto è chiamato a svolgere, ciascuno è abile o disabile. È dunque importante attivare una rete di supporto, un contesto operativo all'interno del quale il soggetto può "funzionare", estrinsecando tutte le sue potenzialità. Il soggetto è dunque protagonista della propria inclusione, non come primo attore su un palcoscenico, come beneficiario di interventi di stampo assistenziale e medicalistico, ma come co-attore, responsabile del proprio iter di crescita. Viene infatti superato il modello meccanicistico e comportamentista in base al quale, una volta studiata la sintomatologia e analizzate le cause del problema, si provvedeva ad una diagnosi e ad una "prescrizione" che poi veniva estesa e applicata in casi analoghi, senza tener conto dei prerequisiti di base e delle esigenze di partenza. Lo stato di benessere non viene tout court identificato con la salute del corpo, con il funzionamento degli organi di senso o dei vari apparati dell'organismo, ma con fattori psicologici e sociali. Il contesto può rendere disabile una persona o rendere invalidante la sua disabilità. Ad esempio, se la scuola non educa il ragazzo cieco all'utilizzo autonomo dei mezzi informatici, l'alunno, oltre a mancare della funzione visiva, non potrà neanche accedere da solo alla molteplicità di informazioni presenti in rete o ad un testo elettronico o alla produzione di materiale scritto ecc. L'incapacità di utilizzare il computer non dipenderà, dunque, dalla disabilità visiva. Pertanto, risulta fondamentale che gli operatori (insegnanti di sostegno, educatori e genitori), all'inizio dell'anno, lavorino congiuntamente su un programma di attività che il soggetto può imparare a svolgere, indicando concretamente obiettivi, strategie, metodi, strumenti, persone coinvolte, esplicitando molto bene i criteri di valutazione e verificando in fase finale il grado di acquisizione di dette abilità. La molteplicità di operatori che spesso supportano un alunno disabile visivo non sempre garantisce l'esercizio autonomo delle sue potenzialità. Il lavoro degli operatori dovrebbe essere finalizzato progressivamente al superamento della necessità della loro presenza, alla scomparsa progressiva della loro insostituibilità. Il numero di ore di sostegno scolastico non garantisce, di per sé, la qualità dell'integrazione. Spesso, dove vi sono disservizi o vengono concesse poche ore di sostegno, il soggetto attiva maggiormente le proprie risorse, il contesto si responsabilizza e compartecipa. L'impianto assistenzialista della legislazione sociale italiana, compresa la legge 104/92, nonché i provvedimenti miranti, ad esempio, all'abbattimento delle barriere architettoniche, risulta focalizzato sulla rivendicazione di diritti per categorie specifiche, settoriali. Il presupposto dell'i.c.f. è una considerazione dinamica della persona e del contesto: il soggetto è in evoluzione e, pur essendo colpito da una disabilità permanente, può mutare il grado di accettazione, di convivenza, di superamento di detta disabilità nel corso della vita. Il lavoro sull'autostima e sulla fiducia nelle proprie possibilità, da questo punto di vista, risulta di fondamentale importanza. Non tutto dipende dal soggetto e non tutto dipende dal contesto: c'è un'interazione sinergica tra questi due elementi. Se, ad esempio, nel caso dell'autostima, il contesto non rimanda al soggetto messaggi di rinforzo, ma continue smentite o dichiarazioni preventive di fallimento, il soggetto non sentirà di poter far leva sulle sue risorse e peserà, nei suoi confronti, il pregiudizio negativo, secondo lo schema della "profezia che si auto avvera". Ogni processo di educazione ha di mira la formazione di un soggetto adulto autonomo, capace di autodeterminarsi. A questo livello, gioca un ruolo molto potente anche la sfera dell'affettività. Se l'operatore si sostituisce continuamente alla persona disabile, anche e soprattutto utilizzando, sicuramente in buona fede, meccanismi di iperprotezione, risparmiando alla persona disabile i cosiddetti "urti della vita", questa campana di vetro non farà che rinforzarsi negli anni, sarà carica di incrostazioni e sedimentazioni anche autoindotte, per cui risulterà progressivamente difficile uscire dalla cappa rassicurante, ma psicologicamente distruttiva, che gli adulti hanno consolidato intorno al disabile.

Il paradigma I.C.F. aiuta ad evitare l'etichetta degli stereotipi, positivi o negativi, dal momento che non esistono cliché e le situazioni variano a seconda dei singoli, per cui la diagnosi di handicap non dovrebbe mai precedere la persona che ne è colpita, come uno stigma o un'etichetta indelebile. Ci sono sicuramente atteggiamenti ricorrenti, che qualificano la disabilità visiva in quanto tale e ad essa si accompagnano, come dimostra la letteratura tiflologica fin qui prodotta: ad esempio, i cosiddetti cechismi rappresentano un dato che gli studi sullo sviluppo psicomotorio danno ormai per acquisito e possono rappresentare degli utili descrittori di una situazione. Tuttavia, le modalità della loro insorgenza, nonché le strategie per il loro superamento, variano a seconda delle situazioni. Non esistono cliché codificati e la persona eccede, sempre e comunque, i protocolli sanitari e le tabelle psicoattitudinali codificate. Gli strumenti di monitoraggio e valutazione rappresentano degli standard utili per descrivere il "qui ed ora", ma poi è necessario calarli nella realtà, per verificare la possibilità di intervenire concretamente sul contesto, al fine di migliorarlo.

Il cambiamento del contesto non risulta utile soltanto alla persona con deficit visivo, ma anche al miglioramento della qualità di vita di una società nel suo complesso. Ad esempio, se, a scuola, il clima di un gruppo-classe risulta accogliente ed inclusivo, potrà beneficiarne non solo il ragazzo cieco, ma anche i suoi compagni, che magari non sono colpiti da disabilità certificate, ma che necessitano comunque di un'atmosfera integrante per estrinsecare al meglio le proprie attitudini, per superare un momentaneo disagio esistenziale, per ritrovare fiducia in se stessi ecc. Gli insegnanti di sostegno, nei corsi di formazione che sono chiamati a seguire, imparano per prima cosa, quasi come un mantra o un dogma, che, prima di tutto, il loro lavoro è rivolto all'intera classe: sono parte integrante del consiglio di classe, a tutti gli effetti, concorrono dunque alla valutazione complessiva degli alunni, come ogni altro docente. Questo significa, però, che la presenza del disabile deve costituire un valore aggiunto all'interno del gruppo, che gli interventi mirati sono efficaci solo per colmare il divario che la tecnologia o la metodologia didattica inevitabilmente comporta, in certe fasi dell'apprendimento. Il ruolo dell'insegnante di sostegno è quello di aiutare l'alunno disabile a padroneggiare le tecnologie che possono renderlo autonomo, ad esplorare l'ambiente, ad attivare strategie di socializzazione: si tratta di momenti di formazione inevitabilmente specifici, una volta a carico degli istituti e delle scuole speciali. Si tratta di un'attrezzatura, di un bagaglio di prerequisiti che devono rendere l'allievo in grado di affrontare qualsiasi momento di formazione in autonomia. Ciò non esclude che la specifica formazione possa rappresentare poi un arricchimento per l'intera classe: ad esempio, l'apprendimento del Braille potrebbe essere un'ottima opportunità didattica anche per gli alunni normodotati, che avrebbero così modo di confrontarsi con codici di accesso al sapere diversi, magari anche unitamente all'insegnamento della Lis o di altre forme di comunicazione e scrittura.

Superare la marginalità è una condizione dinamica, soprattutto a livello psicologico: richiede la capacità di gestire la frustrazione, di comprendere che ciascun individuo, a seconda delle situazioni, può trovarsi esistenzialmente ai margini o al centro del contesto, di essere capaci di lavorare anche a partire da una situazione di dislocazione marginale, per migliorare il quadro complessivo.

Nessuno rimane stabilmente ai margini di una cultura.

D'altra parte, l'accesso alle risorse va adeguatamente distinto dalle competenze d'uso delle medesime: il deficit visivo insegna a non rimanere ancorati dogmaticamente ed esclusivamente ad un ausilio, ma a diventare flessibilmente capaci di adattarsi alle esigenze della realtà e della vita, maneggiando, all'occorrenza, tutti gli strumenti resi disponibili dalla tecnologia e dalla tradizione. La scrittura in Braille con tavoletta e punteruolo, ad esempio, non può essere abbandonata perché c'è stato l'avvento dell'informatica: l'alunno cieco deve essere in grado di scrivere una cartolina in Braille quando va in vacanza e non ha a disposizione il pc e la stampante. Non solo: l'utilizzo della tavoletta attiva competenze di natura psicomotoria (lateralizzazione, direzionalità, abilità tattili), utili anche nella sfera della mobilità autonoma. Non esiste un ausilio miracolistico, una panacea per tutte le situazioni, lo strumento migliore in assoluto, ma ci sono mezzi funzionali al raggiungimento di un determinato scopo e gli operatori devono interrogarsi circa l'ausilio che, di volta in volta, permette all'alunno di conseguire al meglio l'obiettivo educativo e didattico su cui si intende lavorare. Pertanto, la valutazione di una competenza operativa deve evidenziare le abilità nell'utilizzo delle risorse atte a raggiungerla ed attuarla. Vale anche il discorso inverso: l'accesso alle risorse non sempre denota un'adeguata padronanza delle competenze ad esse legate. Se, ad esempio, l'alunno disabile visivo sa utilizzare adeguatamente il navigatore satellitare presente sul telefonino, ma non è in grado di orientarsi per strada né di girare autonomamente, l'utilizzo della risorsa è disgiunto dalla competenza, con il pericolo del verbalismo, molto spesso associato alla cecità.

L'acquisizione di una competenza dev'essere valutata anche tenendo conto del supporto e dell'aiuto prestato eventualmente nell'esecuzione del compito, l'aiuto può essere anche solo psicologico, ma va comunque segnalato nella descrizione delle abilità e competenze del soggetto.

In tal senso, l'I.C.F. insegna anche un utilizzo corretto del linguaggio, come descrittore di una situazione in un dato momento, non come generatore di stereotipi o alimentatore di ipocrisie. L'antica diatriba sull'utilizzo dell'espressione "non vedente" al posto di "cieco", nasconde, a volte, la difficoltà a reagire di fronte alla disabilità visiva e a descriverla per quello che è. Dietro le parole ci sono spesso cattive prassi ed errori concettuali, per cui la qualità dell'intervento e la sua inclusività vengono frenate proprio dalla mancanza di chiarezza terminologica, che rappresenta, poi, mancanza di onestà intellettuale e di limpidezza di pensiero. Ciò incide, ad esempio, nelle schede di valutazione che si producono in ambito scolastico e che rispondono, spesso, a necessità di tutela formale degli operatori, grondano di riferimenti burocratici, ma non modificano la prassi e l'intervento. Classificare aiuta certamente a valutare, ma non si deve essere prigionieri di una griglia, essa va adattata alla situazione e riformulata secondo le necessità, seguendo l'evoluzione del soggetto. Specificare meglio i comportamenti operativi, mediante l'utilizzo di un linguaggio adeguato, vuol dire diventare maggiormente efficaci, rispettosi, attinenti, democratici, nonché favorire la chiarezza e la comunicazione tra gli operatori. La valutazione deve esplicitare i criteri utilizzati, le modalità e i tempi di osservazione. L'I.C.F. non utilizza giudizi, ma qualificatori, dei semplici descrittori che possono mutare se cambiano le condizioni. L'I.C.F. parla di "co-design": ogni operatore chiamato a valutare un soggetto è portatore di un punto di vista specifico, la valutazione deve necessariamente diventare anche autovalutazione. Ciò non significa relativismo solipsistico: mettendo insieme i diversi punti di vista, è possibile ottenere un quadro completo. Nessuno ha un canale di osservazione privilegiato, il confronto può costare fatica, ma è l'unico modo per ottenere un quadro il più possibile circostanziato e completo, al fine di produrre un intervento educativo e didattico mirato, adatto alla persona e al suo ambiente di vita.

Daniela Floriduz

Docente di storia e filosofia presso il liceo classico Leopardi-Majorana di Pordenone, componente la Commissione Nazionale Istruzione e la Commissione per la tutela dei diritti degli insegnanti dell'Uici.

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Ultima ora

Attività formative anno 2015 - Corso di formazione di base per l'insegnamento ai disabili visivi: "Conoscenze e competenze per l'autonomia - anno 2015", febbraio - maggio 2015 - slittamento data di fine iscrizione

COMUNICATO I.RI.FO.R. CENTRALE n. 11/2015

Le iscrizioni al corso in oggetto, diversamente da quanto in precedenza comunicato, sono procastinate fino al 28 marzo 2015. Conseguentemente le lezioni dei vari moduli saranno fruibili dagli iscritti fino al 3 aprile.

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NUOVI TRAGUARDI DELLA FORMAZIONE MIRATA

AUTONOMIA, ACCESSIBILITà, TECNOLOGIE LE MOLTEPLICI DECLINAZIONI PER LE PERSONE CON DISABILITÀ VISIVA Seminario - workshop

Venerdì 27 marzo 2015, ore 9.00 - 16.00, Istituto dei Ciechi di Milano, via Vivaio 7

Il mercato del lavoro non richiede più soltanto competenze professionali, bensì sollecita ulteriori abilità come il saper gestire efficacemente le relazioni interpersonali in un contesto sociale sempre più improntato a logiche di condivisione e di rete. Tali abilità si rivelano ancora più necessarie e opportune per le persone disabili visive, che in misura sempre maggiore dovranno essere pronte a sostenere ulteriori sfide nel percorso di integrazione professionale in ambito aziendale, scolastico e personale. Si rende pertanto necessario sviluppare nuove capacità nel campo dell'autonomia, dell'orientamento e della mobilità. Molto spesso, per di più, a ostacolare e complicare questo itinerario, subentrano limitazioni e barriere di diversa natura.

L'Istituto dei Ciechi di Milano, in collaborazione con il Consiglio regionale lombardo dell'UICI, propone un seminario per approfondire i temi della professionalità, della mobilità, della dotazione tecnologica e della sicurezza. Tutto nella imprescindibile ed inclusiva prospettiva dell'accessibilità.

I relatori condivideranno i principali criteri di una progettazione corretta e accessibile.

In particolare:

L'incontro sarà un'occasione per sensibilizzare e trasferire informazioni utili a tutti coloro che a diverso titolo, livello e ruolo, si trovano ad affrontare e risolvere tali criticità.

Il seminario si rivolge alle persone con disabilità visiva e alle loro famiglie, nonché a datori di lavoro, responsabili delle risorse umane, responsabili IT, responsabili della sicurezza sul lavoro, organizzazioni sindacali, istituzioni scolastiche, università, enti locali e, più in generale, a tutti coloro che hanno il compito di farsi carico del tema dell'emancipazione sociale e lavorativa dei disabili visivi.

Nel corso della giornata saranno organizzati workshop per "toccare con mano" e sperimentare le più attuali soluzioni tecnologiche, sia nella progettazione di postazioni informatiche, sia nel campo della mobilità (dispositivi hardware e software in ambiente Windows, Mac, Ios, Android).

Ai workshop prenderanno parte anche le università con cui l'Istituto conduce attività di ricerca.

I partecipanti potranno informarsi sulle questioni dell'accessibilità, della sicurezza e delle procedure per l'accesso ai finanziamenti.

La manifestazione è organizzata nell'ambito delle attività previste per il progetto "Lombardia Plus" id: 45165454 - Regione Lombardia.

PROGRAMMA SEMINARIO

Welcome coffee

8.30 - Registrazione partecipanti

Coordinamento

Franco Lisi - Responsabile del Centro Informatico dell'Istituto dei Ciechi di Milano

9:30 - Saluti

Rodolfo Masto - Commissario Straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Nicola Stilla - Presidente del Consiglio Regionale Lombardo Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Valentina Aprea - Assessore Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Lombardia

10:00 - Relazioni

Lombardia Plus: un progetto innovativo per la professionalità e la formazione mirata

Giancarlo Abba - Direttore Scientifico dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Come orientarsi nella scelta di una postazione informatica - uso privato

Ivana Cavallini - Tifloinformatico dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Come orientarsi nella scelta di una postazione informatica - uso professionale

Francesco Cusati - Tifloinformatico dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Nuove procedure per l'accesso ai finanziamenti per la tecnologia ad uso privato

Alberto Piovani - Consigliere della Sezione provinciale di Milano UICI ONLUS

Quali linee di finanziamento per la dotazione di una postazione informatica in azienda

Italo Mangini - Collaboratore dell'Istituto dei Ciechi di Milano

La diffusione del digitale: una ricerca condivisa tra AICA e l'Istituto dei Ciechi di Milano

Giulio Occhini - Direttore dell'Associazione Italiana Calcolo Automatico

Muoversi in autonomia: un'abilità indispensabile per chi non vede

Leonardo Manselli - Istruttore di orientamento e mobilità - collaboratore dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Dalla progettazione accessibile alla normativa

Michela Vassena - Consulente per l'autonomia e le barriere architettoniche e sensoriali del Consiglio Regionale Lombardo UICI ONLUS

Iniziative: attività e scelte

Isabella Menichini - Direttore del Settore Servizi per le persone con Disabilità, salute mentale e domiciliarità del Comune di Milano

Sicurezza e disabilità: doveri delle aziende e diritti dei disabili

Luca Garavaglia - Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Soccorso alle persone disabili: indicazioni per la gestione delle emergenze

Savino Luisi - Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Camera del Lavoro Metropolitana di Milano

Interverranno

Antonio Pariscenti: Sistemista dell'Istituto dei Ciechi di Milano

Raul Pietrobon: Responsabile del Centro Regionale Tiflotecnico del Consiglio Regionale Lombardo UICI ONLUS

Gaetano Marchetto: Coordinatore della Commissione Autonomia del Consiglio Regionale Lombardo UICI ONLUS

Marinella Levi: Docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali del Politecnico di Milano

Sergio Mascetti: Chief Technology Officer di EveryWare Technologies dell'Università Statale di Milano

Fabio D'Agnano: Coordinatore Master Architettura Digitale dell'Università Iuav di Venezia

Daniele Croce: Ricercatore dell'Università di Palermo

Romano Giovannini: Project manager della società WINA S.r.l.

Lunch

13:00 - Workshop

Centro Informatico dell'Istituto dei Ciechi di Milano, Centro Tiflotecnico del Consiglio Regionale Lombardo UICI ONLUS

Per iscrizioni: sportello.lavoro@istciechimilano.it

Per informazioni: tel. 02 77 22 63 35 (segreteria Centro Informatico)
Sito web: www.istciechimilano.it

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