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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Febbraio 2015

SOMMARIO

"A ricordo di Lino Cavicchini Presidente Onorario della sezione provinciale UICI di Mantova"

di Caterina Vallani

Nel giorno di Natale, si è spento il nostro stimato Cavaliere Ufficiale Lino Cavicchini, UOMO, che per 47 anni, è stato il Presidente della nostra Sezione U.I.C.I di Mantova.

Cavicchini perse incidentalmente la vista all'età di quattro anni, a causa dell'esplosione di un ordigno bellico abbandonato nei pressi della Sua abitazione dopo una esercitazione militare.

Dopo aver concluso gli studi frequentando due Istituti per Ciechi, prima a Genova poi a Milano, ha lavorato per molti anni come centralinista presso gli uffici della Provincia di Mantova. Fin da giovane è sempre stato attivo in "prima linea" in campo associativo, prendendosi a cuore le problematiche dei ciechi e delle loro famiglie.

La Sua firma, prima in qualità di vicepresidente poi come presidente sezionale, compare sui verbali della locale sezione UICI dal 1963 e vi resta fino all'aprile del 2010 al termine del suo ultimo mandato dirigenziale.

Riconoscendone i PARTICOLARI meriti, il valore umano e l'incessante e assiduo impegno a favore dei Soci e dell'Unione, il 12/06/2010, la neo eletta Presidente Caterina Vallani e il Consiglio Provinciale dell'U.I.C.I. di Mantova , Gli hanno conferito il titolo di Presidente Onorario.

Non si possono dimenticare, tra le altre, la Sua perseveranza e il coraggio di lottare per il riconoscimento dei diritti e di una dignitosa integrazione sociale di ciechi e ipovedenti.

Nell'intento di ricercare ed ottenere quanto di più necessario ed utile a favore dei disabili visivi, sottolineando con forza le motivazioni, Lino Cavicchini, non ha mai mancato di interloquire con personalità politiche sia a livello locale che nazionale. In particolare si adoperò con grande tenacia assieme al Senatore Grazioli, nella stesura del testo per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento al solo titolo della minorazione.

Negli anni '80, in qualità di Presidente del Consiglio Regionale Lombardo UICI e di Responsabile nazionale per i problemi pensionistici, si prodigò per invitare le forze politiche affinché appoggiassero in Parlamento il riconoscimento dei diritti dei ciechi e dei sordomuti.

Si attivò personalmente per favorire le condizioni che hanno portato all'emanazione della legge n.437 del 31dicembre 1991, che a tutt'oggi riconosce provvidenze a favore dei cittadini deceduti o invalidati a causa di ordigni bellici in tempo di pace.

Considerando l'Unione la "Sua Seconda Famiglia", è riuscito a creare una rete collaborativa con le Istituzioni Locali, per garantire l'inserimento scolastico e lavorativo delle persone con disabilità visiva.

"Quante famiglie, ma soprattutto quanti ciechi sono stati da Te accolti ed aiutati nelle loro necessità, a studiare e a trovare lavoro; quanti consigli hai elargito con autorevole saggezza, talvolta con fermezza, il più con paterna generosità, offrendo ed insegnando tanto a tutti coloro che Ti hanno conosciuto e che Ti sono stati accanto".

ETERNAMENTE GRAZIE NOSTRO CARO LINO, A TE AUGURIAMO DI INTRAPRENDERE UN NUOVO VIAGGIO VERSO UNA META DI LUCE E DI PACE!!!

LA TUA AMATA SEZIONE U.I.C.I DI MANTOVA TI RICORDERA' PER SEMPRE!

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Una per tutte, tutte per una

di Erica Monteneri

L'anima del presente attinge forza dal suo passato, così le donne della nostra associazione guardano con reverenza a Carla Colombo, una piccola donna dai capelli argentati, dall'animo generoso che ha donato tutta la sua vita in difesa dei diritti delle donne non vedenti.

Dagli anni 50 in poi, quando ancora non si parlava di pari opportunità, Carla aveva intuito il grande serbatoio di energia che vi era all'interno del mondo femminile non vedente e aveva riunito attorno a sé un gruppo che fece dell'autonomia e della parità di diritti uomo/donna la sua grande bandiera.

Fu l'anima dei corsi di autonomia personale e domestica, scrisse libri dedicati alle donne per aiutarle nelle loro piccole battaglie pratiche di vita quotidiana e la sua limpida e nitida voce oltrepassò i confini della provincia di Milano, della regione Lombardia per diffondersi alle sezioni di tutta Italia.

Negli ultimi anni fece parte del gruppo di lavoro di due grandi progetti che hanno consolidato il ruolo della nostra associazione a difesa dei diritti dei non vedenti: lo sportello autonomia, volto a supportare i non vedenti che perdono la vista in età adulta e il progetto "Quando il malato non vede che fare" per una migliore assistenza dei non vedenti ospedalizzati da parte del personale socio sanitario.

In considerazione di tutto l'impegno profuso Carla Colombo è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica nel 1999 e fino al 2012 ha militato nella Commissione Probi Viri del nostro ente.

Grazie Carla per aver insegnato con dolce fermezza a noi donne a prendere coscienza delle nostre capacità e di averci trasmesso il coraggio di combattere per realizzare i nostri sogni.

Erica Monteneri

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Dal consiglio regionale uici

E' arrivata carta ivol: io viaggio ovunque in lombardia

Come ci è stato segnalato da più Sezioni, si conferma che la Carta di Libera Circolazione CRT è stata sostituita dalla IVOL, acronimo che sta a significare "Io Viaggio Ovunque in Lombardia".

Nello specifico, "Io Viaggio Ovunque in Lombardia Agevolata" (IVOL Agevolata) è l'agevolazione per le persone con disabilità e persone a basso reddito che, dal 1° gennaio 2015, sostituisce la Carta Regionale di Trasporto mantenendo le stesse agevolazioni, incluso il viaggio gratuito per l'accompagnatore per gli aventi diritto.

Da segnalare che, anche grazie all'opera di sensibilizzazione di questo Consiglio Regionale UICI, sembrerebbe definitivamente superata l'ambiguità legata alle persone ipovedenti gravi (art. 4, legge 138/2001) in quanto, in questo nuovo assetto, è stato esplicitato il diritto alla IVOL agevolata 1° fascia e all'accompagnatore, analogamente a quanto accade per le persone con cecità totale o parziale.

NB: le categorie "Ipovedenti medio-gravi" e "Ipovedenti lievi" di cui alla legge 138/2001, rispettivamente artt. 5 e 6, non vengono menzionate in quanto i casi in questione sono ricompresi nelle casistiche dell'invalidità civile e, se rientrano nei parametri richiesti, accedono alle rispettive agevolazioni come più avanti specificato.

Altro elemento di novità consiste nella possibilità di presentare la domanda on line direttamente sul sito www.ioviaggioagevolata.servizirl.it/IVOLonline/

Ciò premesso, si precisa fin d'ora che i possessori di CRT possono continuare ad utilizzare l'attuale documento di viaggio fino alla naturale scadenza dello stesso.

Inoltre, per tutto il 2015 saranno considerate valide anche le eventuali domande presentate con i moduli per la richiesta della Carta Regionale di Trasporto, purché il richiedente rientri in una delle categorie di soggetti beneficiari aventi diritto a IVOL agevolata.

Pertanto, le istruzioni qui indicate si riferiscono ai casi di primo rilascio e rinnovo.

SCHEDA RIEPILOGATIVA

Possono richiedere l'abbonamento "Io viaggio ovunque in Lombardia - agevolata 1° fascia" (IVOL agevolata 1° fascia):

Per attivare la IVOL agevolata 1° fascia è richiesto un contributo annuale di 10 €.

Possono richiedere l'abbonamento "Io viaggio ovunque in Lombardia - agevolata 2° fascia" (IVOL agevolata 2° fascia):

La IVOL agevolata 2° fascia annuale costa 80 €.

NB: Possono richiedere la IVOL con accompagnatore:

a) i minori,

b) i ciechi civili, ovverosia le persone con cecità assoluta, parziale e gli ipovedenti gravi,

c) gli invalidi civili con riconosciuta un'indennità di accompagnamento,

d) chi possiede un verbale di handicap grave (L. 104, art. 3, commi 3), in quest'ultimo caso anche se si tratta di una IVOL agevolata 2° fascia.

Dove viaggiare

Con l'abbonamento Io Viaggio Ovunque in Lombardia (IVOL) è possibile viaggiare, tutti i giorni della settimana, utilizzando un unico abbonamento, valido sui seguenti servizi di trasporto pubblico regionale e locale della Lombardia:

Sono esclusi i treni Intercity e di categoria superiore (es. Frecciarossa, Frecciabianca, Frecciargento, Italo Treno), la metropolitana leggera per l'ospedale San Raffaele di Milano, le funivie turistiche e sciistiche, i servizi autobus di collegamento con gli aeroporti e i servizi ferroviari di 1A classe, i servizi di Gran Turismo, i servizi di navigazione sui laghi di Como, Garda e Maggiore, i servizi a chiamata non classificati di trasporto pubblico locale.

In abbinamento alla CartaPlus Lombardia annuale, (in vendita presso le biglietterie ferroviarie) è possibile viaggiare anche in 2A classe sui treni FrecciaBianca, EuroStarCity, EuroCity, InterCity, su tutti i Malpensa Express e in 1A classe sui servizi regionali della Lombardia.

Per informazioni: www.ioviaggio.regione.lombardia.it

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

On line sul sito www.ioviaggioagevolata.servizirl.it/IVOLonline/

I moduli per la presentazione delle domande sono in distribuzione presso gli SpazioRegione o scaricabili dal sito della Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità www.trasporti.regione.lombardia.it.

Il richiedente compila la domanda, allega la documentazione richiesta e la spedisce o consegna allo SpazioRegione più vicino.

Per Milano l'indirizzo corretto da indicare sulla busta è D.G. Infrastrutture e Mobilità - U.O. Trasporto Pubblico Locale - Piazza Città di Lombardia, 1 - 20124 Milano.

Entro 40 giorni, e comunque al termine dell'istruttoria della domanda, in caso di riscontro positivo verrà inviata una comunicazione che include le modalità di pagamento dell'agevolazione presso le aziende di trasporto regionali e le istruzioni per l'utilizzo della stessa agevolazione.

Il cittadino provvede al pagamento dell'agevolazione secondo le modalità indicate nella comunicazione; la ricevuta dell'avvenuto pagamento costituisce, accompagnata da un documento di riconoscimento valido, titolo di viaggio valido fino alla consegna della tessera elettronica e per un periodo di tempo massimo di 45 giorni dal pagamento.

Entro 45 giorni dal pagamento, verrà inviata al recapito indicato dall'utente, a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, una tessera elettronica di riconoscimento.

Il cittadino deve obbligatoriamente viaggiare portando con sé la ricevuta di pagamento e la tessera elettronica, oltre ad un documento di riconoscimento valido, documenti da esibire tutti al personale di controllo a bordo dei mezzi di trasporto.

In caso di aggravamento/miglioramento di invalidità è necessario presentare una nuova domanda.

Nel momento in cui un minore diventa maggiorenne è tenuto a presentare nuova domanda allegando la documentazione aggiornata rilasciata dalla commissione competente.

Per alcune categorie di utenti non sarà richiesta l'autocertificazione annuale per ottenere il rinnovo (salvo particolari esigenze): tali utenti sono stati individuati, in questa prima fase, con i ciechi civili e i sordi - per i quali i requisiti di appartenenza alla specifica categoria di invalidità non sono soggetti a revisione periodica (DGR n. 4315 del 05/08/2010).

Call Center contattabile da telefono fisso o da cellulare, anche da fuori regione: 800.318.318.

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Regione lombardia - contributo per l'acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati

Si comunica che la Regione Lombardia in applicazione della Legge Regionale n. 23/99 "Politiche regionali per la famiglia", ha recentemente approvato per l'anno 2015 le modalità di erogazione dei contributi, alle famiglie di persone con disabilità o al singolo soggetto disabile, per l'acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, allo scopo di favorire il reinserimento sociale, professionale e lo sviluppo dell'autonomia dei disabili stessi.

Facendo quindi seguito al Decreto del Direttore Generale della Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato n. 12006 del 10/12/2014, è stato pubblicato il Bando per la presentazione della domanda di contributo ai sensi della predetta legge.

Si precisa che, anche per quest'anno, la Regione destina finanziamenti specifici per richieste di strumenti rientranti tra i dispositivi/sistemi domotici, che rappresentano un utile opportunità per rendere maggiormente fruibile l'ambiente di vita di persone con disabilità, migliorandone la qualità della vita.

Si fa presente che, per quanto riguarda i personal computer e relativi applicativi, sono finanziabili solo le richieste per facilitare i percorsi didattici e favorire lo studio a domicilio dei soggetti con DSA (disturbi specifici di apprendimento).

Si sottolinea che, oltre alla prescrizione dello strumento da parte dello specialista, la richiesta deve essere supportata da un progetto individualizzato sociale o educativo volto a favorire una vita indipendente o una maggiore autonomia o un miglioramento della qualità della vita.

Le domande, complete degli allegati richiesti, compreso il progetto individualizzato, dovranno essere presentate al Distretto Socio Sanitario di residenza della persona disabile entro il 16 Marzo 2015.

Coloro che hanno già beneficiato dei contributi in oggetto in anni passati, possono presentare domanda solo dopo che sono trascorsi tre anni dalla data di presentazione dell'ultima domanda finanziata, ad eccezione delle richieste che riguardino strumenti domotici.

La compilazione della domanda deve essere fatta dopo aver acquisito la documentazione da allegare (compreso il progetto sociale ed educativo individualizzato a cura della Equipe Operativa Handicap del Distretto o dello specialista in collaborazione con la stessa).

Attraverso un apposito Nucleo di valutazione, l'ASL provvederà a definire i criteri per la ripartizione del Fondo assegnato anno 2014, valuterà le istanze pervenute ed infine formulerà due specifiche graduatorie relativamente ai dispositivi/sistemi domotici ed agli altri strumenti.

Si precisa che le richieste escluse dal finanziamento per esaurimento del budget, non costituiranno priorità per l'anno successivo, fermo restando che ovviamente potranno essere ripresentate.

Per tutte le informazioni relative al bando e per ottenere la modulistica, si consiglia di fare riferimento alla propria ASL di appartenenza.

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Dalla sezione di brescia

Corsi di informatica

L'U.I.C.I. di Brescia, attraverso la Sezione I.Ri.Fo.R., intende organizzare, nei mesi a venire, presso la propria sede, i corsi di informatica elencati a seguire:

- corso tastiera (20 ore)

- corso base IPhone e IPad (8 ore)

- corso base Windows (32ore)

- corso base Mac (32 ore)

- corso gestione documenti (40 ore)

- corso internet e posta (40 ore)

- corso safari e mail: 32 ore

- corso ITunes: 20 ore

- corso web designer: 240 ore

Salvo finanziamenti esterni, il costo è di 5 euro l'ora per i non soci e 4 euro l'ora per i soci U.I.C.I. di Brescia.

Per maggiori informazioni su prerequisiti, argomenti trattati, date, orari, numero minimo dei partecipanti inviare un email a segretario@uicbs.it.

Per maggiori informazioni tecniche o per segnalare il proprio interesse chiamare il docente dei corsi Roberto Burceni al recapito telefonico fornito dalla Sezione U.I.C.I. di Brescia.

Per ulteriori dettagli consultare il sito sezionale www.uicbs.it.

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Dall'associazione arte insieme onlus

Visite tattili presso 3 musei milanesi

"ARTE INSIEME" ONLUS, VOLONTARI PER L'ARTE offre visite tattili per persone non vedenti ed ipovedenti in tre musei milanesi nelle date qui sotto elencate.

Le sculture a disposizione per le visite tattili sono tutte opere originali presenti nelle collezioni permanenti dei singoli musei.

Le volontarie di "Arte Insieme" sono disposte ad andare a prendere i visitatori ai tornelli del metrò più vicino al museo.

DATE DELLE VISITE

SABATO 7 FEBBRAIO ORE 10.30 MUSEO RISORGIMENTO

GIOVEDì 19 FEBBRAIO ORE 15 MUSEO DUOMO

SABATO 28 FEBBRAIO ORE 10.30 G.A.M

GIOVEDì 5 MARZO ORE 15 MUSEO RISORGIMENTO

SABATO 14 MARZO ORE 10.30 MUSEO DUOMO

GIOVEDì 19 MARZO ORE 15 G.A.M

Per ulteriori informazioni è possibile contattare i seguenti recapiti: 3331145961 o 335329383.

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FRUIBILE ANCHE TELEFONICAMENTE IL SITO INTERNET DEL MUSEO TATTILE OMERO

Si rende noto che il museo tattile statale Omero di Ancona ha reso disponibile la navigazione e la fruizione dei contenuti del suo sito web, oltre che via internet, anche tramite un normale accesso telefonico.

Componendo il numero verde gratuito 800.20.22.20 (attivo 24 ore su 24), l'utente, seguendo le indicazioni che gli vengono fornite dalla guida, tramite una serie di comandi vocali e/o scelte da digitare sulla consueta tastiera telefonica, può sfogliare le pagine e le sezioni del sito, accedere ai menù e leggere con la sintesi vocale del sistema, gli articoli di proprio interesse.

Il servizio, che ribadiamo è gratuito, è molto semplice da usare e richiede all'utente solamente di aver attiva una linea telefonica domestica e di essere in possesso di un normale apparecchio telefonico.

Informiamo inoltre che le attività, le iniziative, gli eventi e le news del museo Omero, possono anche essere seguite tramite i social network Facebook, Twitter, Youtube e Instagram.

Per poter fruire di queste opportunità, tramite internet, dalla pagina principale del sito del museo: www.museoomero.it, seguendo gli omonimi links ai social di cui si è interessati, ci si iscrive ai servizi prescelti.

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comunicazioni varie

Dalla sezione di como

NVDA, alcune novità e personalizzazioni dello screen reader per un uso più agevole e familiare con la gestione dei plug-in: proposta d'incontro

Dopo l'incontro formativo di base sulla presentazione di NVDA del 15 novembre scorso a cura del nostro socio Gianluca Casalino, membro della comunità Italiana del programma stesso, la nostra sezione intende effettuare un sondaggio tra i propri soci per verificare quanti siano disponibili a partecipare ed interessati a questo screen reader, per scoprire come può essere personalizzato ed equipaggiato per un utilizzo più consono e agevole alle esigenze dei disabili visivi e di come poter usufruire di servizi aggiuntivi con l'utilizzo dei plug-in, ad esempio, con la lettura delle news del giorno con i Feed di TGCom24, la consultazione meteo della provincia di Como e regionale, il servizio di traduzione on line ed, infine, con l'esplorazione della pagina dedicata ai plug-in nel sito della comunità Italiana di NVDA.

Chi fosse interessato all'iniziativa formativa è invitato a comunicare la sua adesione alla Segreteria sezionale.

Dalla sezione di milano

SERVIZIO DI ORIENTAMENTO RIVOLTO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI CON DISABILITà VISIVA

Si ricorda che, grazie alla collaborazione della pedagogista Rosaria Girotti, già insegnante presso la scuola media di via Vivaio e dello psicologo Eugenio Tomasoni, la Sezione ha istituito un nuovo servizio rivolto alle famiglie dei ragazzi con disabilità visiva.

La consulenza si propone di fornire ai genitori le prime informazioni intorno alle diverse problematiche della disabilità visiva. Gli interessati potranno richiedere il servizio, che abitualmente viene prestato presso la nostra sezione ogni secondo sabato del mese, prenotandosi presso il segretario sezionale Maria Rosaria de Filippis al numero 02/78.30.00 interno 8.

INIZIATIVA DI PROMOZIONE ALL'USO DEGLI SMARTPHONE

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano, allo scopo di soddisfare le richieste di molti soci non vedenti sulla conoscenza dei dispositivi mobili organizza, sabato 14 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 presso il salone dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, primo piano, Via Mozart 16, un incontro sulle potenzialità offerte dalla tecnologia. I soci interessati all'iniziativa dovranno far pervenire la loro adesione a Tania Riili al numero 02/78.30.00 interno 7.

Resta inteso che, se le adesioni dovessero essere superiori al previsto, al fine di offrire una migliore organizzazione, sarà nostra cura predisporre un ulteriore momento formativo.

DAL MUSEO DEL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO: visite guidate

Si informa che il Museo del Teatro alla Scala, in occasione dei festeggiamenti per il centenario di fondazione, promuove un progetto di accessibilità rivolto a tutti i cittadini disabili.

In particolare un lunedì al mese sarà dedicato a visite guidate per disabili visivi, dove naturalmente verrà consentito, finalmente, "toccare".

Le guide del Teatro opereranno sotto la supervisione del servizio tiflopedagogico dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

Il primo di una serie di incontri è previsto per lunedì 9 febbraio alle ore 9 circa. Per garantire una visita di qualità il gruppo sarà composto da un massimo di 6/8 persone.

Gli interessati possono prenotare la visita presso la segreteria di Presidenza contattando Tania Riili, la quale di volta in volta comunicherà le informazioni relative agli aspetti organizzativi.

Dall'associazione Homerus

Corso di vela per disabili visivi

Anche quest'anno l'associazione Homerus organizza un corso di vela per disabili visivi.

Il corso si svolgerà a Bogliaco (sponda bresciana del lago di Garda), nel comune di Gargnano, dove Homerus ha la propria sede dal 18 al 25 Aprile 2015.

Dopo il corso sarà poi possibile, accompagnati dai volontari e dagli amici di Homerus, utilizzare le barche dell'associazione per veleggiate ed allenamenti.

Il costo è di € 250 a persona, comprensivo della cerata e del salvagente (che al termine del corso resteranno al partecipante), sono escluse le spese alberghiere.

Il numero massimo di partecipanti è di 8 allievi.

Per informazioni potete contattare Homerus (info@homerus.it - tel. 0365.599656).

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Superando.it del 20-01-2015

Province o Citta' Metropolitana, i diritti vanno garantiti!

MILANO. «Non disperdere il patrimonio di competenze acquisito in questi anni e fare in modo che, nel passaggio di competenze tra la Provincia di Milano e la nuova Città Metropolitana, i diritti delle persone con disabilità vengano sempre garantiti».

Lo hanno scritto Maria Villa Allegri, vicepresidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e Marco Rasconi, presidente di LEDHA Milano, in una lettera alle Istituzioni della neonata Città Metropolitana, in cui hanno anche ribadito la propria disponibilità «a essere parte di percorsi di analisi e studio per verificare se e quali interventi possano rendersi necessari per migliorarne sostenibilità ed efficacia».

Sono ormai diversi mesi, del resto, che le Associazioni lombarde di persone con disabilità seguono con preoccupazione il passaggio di competenze dalle "vecchie" Province alle "nuove" Province e alla Città Metropolitana. Le vecchie Province, infatti, avevano competenze molto precise nell'ambito dell'inclusione scolastica. Secondo Villa Allegri e Rasconi, dunque, «occorre che questi diritti vengano sempre garantiti», affermazione rivolta in particolare ai servizi a sostegno dell'inclusione scolastica per gli alunni con disabilità sensoriale (nelle scuole di ogni ordine e grado), al trasporto e all'assistenza educativa per gli studenti delle scuole superiori».

Le Province, inoltre, gestivano anche servizi di fondamentale importanza a sostegno dei processi di inclusione lavorativa, ultimo dei quali, ma non certo ultimo, quello riguardante la promozione di percorsi di formazione e aggiornamento per gli operatori sociali, tra cui molti attivi all'interno dei servizi per le persone con disabilità. «Come abbiamo più volte sottolineato - hanno scritto Villa Allegri e Rasconi - è fondamentale che questo patrimonio di competenze non vada disperso».

Nella lettera degli esponenti di LEDHA e LEDHA Milano, si auspica in conclusione che la Regione Lombardia e il Governo, ciascuno per le proprie competenze, «procedano in tempi utili e certi nella definizione delle funzioni in materia di supporti al diritto allo studio delle persone con disabilità e nella destinazione delle risorse finanziarie per farvi fronte». «Nel frattempo - sottolineano Villa Allegri e Rasconi - non possiamo che ribadirvi, come problematiche di carattere finanziario non possano far venire meno il dovere di garantire in modo adeguato i servizi esigibili necessari per il rispetto dei diritti fondamentali delle persone con disabilità». (S.B.)

È disponibile il testo integrale della lettera inviata alle Istituzioni della neonata Città Metropolitana di Milano dalla LEDHA e da LEDHA Milano. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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Marketpress.Info del 27-01-2015

Disabili, Maroni: "Nostra Regione accessibile a tutti"

MILANO. "Abbiamo preso una serie di misure per valorizzare i nostri bellissimi luoghi e per renderli accessibili a tutti. Un impegno che, naturalmente, ha riguardato anche Expo, per fare in modo che chiunque decida di visitare l´esposizione universale possa farlo senza trovare barriere". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenuto al convegno "Il turismo accessibile a tutti", organizzato dal Consiglio regionale della Lombardia. Grande Impegno - "Luoghi e servizi devono essere accessibili a tutti", ha più volte ribadito il Governatore nel suo intervento, confermando il grande impegno della Giunta in questa direzione, "sia in termini di progetti che di risorse messe a disposizione". A partire, ha ricordato, da ´Spazio Disabilità´, il servizio informativo dedicato alle persone con disabilità, alle loro famiglie, agli operatori, ai volontari e alle organizzazioni pubbliche e private del settore. Uno sportello di Palazzo Lombardia che offre informazioni sui temi della disabilità, su tematiche giuri-diche e legali inerenti la disabilità e anche sulle opportunità riguardo al tempo libero e al turismo senza barriere". Guardando Ad Expo - Questo impegno, naturalmente, non poteva non avere un´attenzione particolare al grande appuntamento di Milano 2015. "Abbiamo iniziato a lavorarci con largo anticipo, già dal settembre 2013, quando abbiamo approvato una delibera dal titolo ´Posizionamento strategico di Regione Lombardia per il turismo in vista di Expo 2015´", ha fatto notare il presidente lombardo, osservando come nei ´macro-temi´ trasversali rilevanti, "sia stato inserito proprio il turismo accessibile per Expo. E´ una sfida - ha sottolineato - che vogliamo vincere, perché è una questione di civiltà". Molti Progetti - "I convegni sono molto importanti, ma chi come noi ha responsabilità di governo, deve anche tradurre le buone idee in fatti concreti", ha voluto evidenziare Maroni, ricordando, fra i numerosi progetti realizzati, ´Discover Bergamo´, che ha affrontato il tema dell´accessibilità e fruibilità delle strutture alberghiere, dell´aeroporto di Orio al Serio, di musei e luoghi turistici di Bergamo e provincia. Una sperimentazione, ha osservato Maroni, "che abbiamo avviato in questa provincia e che se funzionerà bene, siamo pronti ad estendere a tutta la regione". E ancora gli ´Itinerari interregionali di turismo per tutti´, dove "stiamo lavorando insieme a Emilia-romagna, Basilicata, Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto" e il progetto pilota ´Videoguida in linguaggio dei segni´, "dedicato ai turisti con difficoltà o lesioni uditive". Collaborazione Con Enti Locali - Infine, Maroni ha voluto ricordare che su questo tema, "Regione Lombardia collabora volentieri con tutti gli altri Enti e istituzioni coinvolte, a partire dalla amministrazioni locali. Oltre a fare ´regia´ di tutto ciò che avviene sul territorio, vogliamo continuare a ideare, sviluppare, finanziare e realizzare progetti concreti. Ad impegnarsi con noi in questa direzione - ha concluso - non ci sono istituzioni e settore pubblico, ma anche il ricchissimo mondo del volontariato, del terzo settore e dell´associazionismo, che sono una grandissima ricchezza del nostro territorio. La collaborazione pubblico-privato, è la strada vincente per realizzare questi obiettivi".

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La Gazzetta di Mantova del 20-01-2015

App vocale per non vedenti. La fermata Apam ora si sente

MANTOVA. Un'azienda, così come una città, accessibile a tutti è un'azienda capace di offrire un servizio che non escluda alcun tipo di utente e che permetta a chiunque di usufruire del prodotto messo a disposizione. E Apam non ha alcuna intenzione di rimanere indietro in questo senso e per questo motivo sta allargando l'orizzonte dei propri servizi digitali. È stata presentata ieri, negli uffici di via dei Toscani, la nuova versione dell'app ufficiale "Apam Mobile", già da tempo a disposizione su tablet e smartphone. E da oggi, grazie alla collaborazione tra Apam, Comune, Unione Ciechi e Ipovedenti e Movimento Rinnovamento Democratico, l'applicazione si arricchisce di nuovi strumenti e di nuove funzioni, diventando sempre più accessibile per gli utenti. In questo caso il servizio è rivolto in particolare a ciechi e ipovedenti, che potranno districarsi in maniera veloce ed efficace attraverso il trasporto pubblico: «Con questo passo - ha spiegato il vice sindaco Espedito Rose - rendiamo ancora più accessibile Apam Mobile. L'app è ora perfettamente utilizzabile dagli ipovedenti, grazie a un'audioguida a messaggio vocale che fornirà informazioni su ogni servizio, dall'acquisto dei biglietti alle fermate che effettuerà la corsa desiderata. Si tratta di un'innovazione straordinaria, che fornisce una completa autonomia ai soggetti interessati». L'applicazione come detto, che da oggi è già disponibile per gli utenti Apple mentre per chi ha uno smartphone con sistema operativo Android arriverà tra pochi giorni, funziona interamente a comando vocale. Se ad esempio si vuole selezionare il numero di una corsa, il sistema comunicherà linea, destinazione finale e orari di passaggio dell'autobus. Chi si troverà a bordo dei mezzi Apam poi, attivando "Apam Mobile", si vedrà comunicata di volta in volta la fermata alla quale si sta arrivando: «Quando si effettuano questi interventi - spiega il presidente di Apam Daniele Trevenzoli - non posso che essere felice. I nostri utenti, e la loro completa autonomia, vanno tutelati in pieno. Il percorso di innovazione è stato intrapreso da tempo, a partire dai bus ecologici, elettrici o a metano. Dal prossimo mese poi il servizio di sintesi vocale, anch'esso di grande aiuto per chi ha ridotte capacità visive, verrà esteso a tutta la flotta dei nostri bus, grazie a Bus Tv». Il servizio di "Apam Mobile", presente in poche altre città quali Bologna, Milano o Genova, deve ancora essere perfezionato: «Provandola - spiega la presidente dell'Unione Ciechi e Ipovedenti Mantova Caterina Ballani - abbiamo riscontrato problemi nell'individuazione delle fermate quando si devono raggiungere a piedi. Quando si è all'interno del bus invece non ci sono difficoltà di sorta. Noi e le altre associazioni in ogni caso siamo sempre in contatto con Apam e Comune, che ringrazio per la grande disponibilità, per segnalare qualsiasi disservizio o bug presente all'interno dell'applicazione».

di Nicola Artoni

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Il Giornale di Lecco del 12-01-2015

L'odissea di un non vedente per raggiungere ogni giorno l'ufficio...

LECCO. Passano gli anni ma le cose non cambiano, anzi peggiorano. Protagonista di un'odissea senza fine per recarsi ogni giorno al lavoro è Luca Tocchetti, ragazzo ipovedente residente a Galbiate, che sottolinea la tragica situazione delle strade lecchesi. Tutte le mattine parte poco prima delle 6.40 dalla sua abitazione di Sala al Barro con Charly, uno splendido esemplare di labrador di 9 anni, per raggiungere la stazione ferroviaria locale. «Il tratto galbiatese che percorro, pur essendo lungo e in salita al ritorno, non presenta gravi danni. Unica eccezione è per via della Busa, dove gli automobilisti raggiungono velocità esagerate» racconta Luca. Il tragitto in treno, invece, rappresenta un vero inferno per il giovane e il suo cane, che rischiano di restare schiacciati dalle porte del treno o nella calca dovuta alle carrozze sovraccariche. Una volta giunto in stazione, deve sbrigarsi per prendere il bus che lo porterà al suo ufficio all'Agenzia delle Entrate. «Scesi dal pullman in via della Pergola dobbiamo percorrere circa 500 metri a piedi e qui arriva il bello - spiega sarcastico - Nel breve tratto incontro moltissimi ostacoli, a cominciare dalla superficie disconnessa del marciapiede, dei veri e propri buchi nell'asfalto, e dall'assenza di scivoli a norma. Un pericolo dietro l'altro, insomma. Per non parlare delle auto parcheggiate sul marciapiede o in doppia fila». Una situazione inaccettabile dove, in pochi metri, il numero di barriere architettoniche ha una frequenza assurda. «Il pericolo riguarda me, ma anche gli anziani e le mamme con i bimbi piccoli. La zona di via Igualanda necessita di un intervento e più controlli al più presto». Un appello, quello di Luca, che si unisce all'azione concreta di alcuni suoi amici. Lo scorso maggio è nata la pagina facebook di «Fotografa l'impostore», una realtà che ad oggi conta 2100 membri. Gli iscritti pubblicano le immagini dei veicoli parcheggiati in modo abusivo e senza specifico cartellino nelle zone destinate ai disabili, oscurando le targhe dei disertori. La pagina, supportata da un sito internet, è nata dall'idea di un gruppo di amici capitanati da Ada Orsatti, una signora non vedente residente nel comasco. Con l'aiuto della figlia , dell'ex sindaco di Albiolo Mario Bernasconi, Franco Moscatelli e Christian Bertossi sta attuando una serie di iniziative per rendere il territorio più vivibile per tutti ed eliminare le barriere architettoniche. L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica, entrando in contatto con le generazioni più giovani, facendosi portavoce di un problema che interessa tutta l'Italia. Luca, nei prossimi mesi, si occuperà del lecchese, organizzando incontri tematici e portando avanti il progetto nella nostra provincia.

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La Provincia di Sondrio del 31-01-2015

Mondiali di judo, Federico ha già vinto la sua sfida

Federico Dura, 17 anni, del gruppo sportivo Valtellina Judo dell'Olympic Center di Piateda è ipovedente. Un difetto alla vista che non lo ha sconfortato o demotivato. Anzi Federico, che gareggia anche con i normodotati, è stato convocato nella nazionale paralimpica di judo in Ungheria per la World Cup valevole quale qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016. Una notizia bellissima di grande soddisfazione sportiva, ma con una valenza anche a livello sociale ed educativo. Sotto questo punto di vista si esprime, infatti, Valeria Magro, presidente dell'Unione ciechi e ipovedenti di Sondrio. «Il messaggio che Federico lancia con il suo impegno è che non bisogna arrendersi - dice -. Che, anche con un difetto o un problema, bisogna provare e, con la costanza e la fiducia in se stessi, si possono raggiungere importanti risultati». Federico Dura pratica il judo da quattro anni e appartiene al Gruppo Giovani delle Fiamme Azzurre; dal 1° gennaio 2015 fa parte della nazionale paralimpica di judo e ha ottenuto la prima convocazione al centro olimpico nazionale Fijlkam di Ostia per uno stage dal 9 gennaio al 11 gennaio. Ma è soprattutto il prossimo impegno a far capire quanto gli sforzi siano valsi ed è Maurizio Dura - padre di Federico, oltre delegato provinciale della federazione Fijlkam - ad annunciarlo. «Federico dal 19 al 23 febbraio - afferma il tecnico - è stato convocato con la nazionale paralimpica di judo in Ungheria per la World Cup valevole quale qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016. Un'enorme soddisfazione per lui e per me». Ma è anche un motivo di orgoglio per l'Unione Ciechi della provincia che coglie l'occasione per lanciare un messaggio ai giovani e a chi ha problemi o disabilità. «L'esperienza di Federico è un grande segnale contro i preconcetti di chi presume che, perché una persona ha un difetto, questo le precluda dei traguardi - afferma Magro -. Peraltro Federico riesce ad ottenere altri risultati anche fra i normodotati. L'Unione Ciechi sponsorizza, anche se magari in Valtellina con scarso successo, lo sport come auto motivazione; attraverso lo sport si migliora nei rapporti con gli altri». Insomma mens sana in corpore sano, dicevano i latini, anche se in provincia, secondo Magro, è difficile arrivare a questo concetto. «La bella esperienza di Federico può essere un esempio anche per altre famiglie che, talvolta, temono e hanno paura di far uscire dal nido il proprio figlio. Un comportamento che abbassa le capacità della persona e l'autostima - conclude -. Il risultato ottenuto da questo ragazzo di 17 anni è motivato dalla sua volontà, ma anche dalla famiglia che ha creduto in lui e gli è stata vicino». Infine Dura tiene a ringraziare il Comune di Piateda che, in questi anni, ha dato la possibilità all'associazione di far allenare i propri atleti fornendo gli spazi. Proprio a Piateda il 13 febbraio, nella mediateca, si terrà la presentazione del Progetto Paralimpiadi di Rio alla presenza di Dura, del Cip (Comitato italiano paralimpico), dell'Unione Ciechi di Sondrio, del Coni e dell'amministrazione comunale. (c.cas.)

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Il Giornale.it del 28-01-2015

Pereira presenta il Progetto Accessibilità per disabili e non vedenti

MILANO. La Scala: sempre più teatro di tutti, e dunque sempre più logo della città. Il suo Museo, visitato da 250mila persone l'anno, dunque tra i più vivi della città, mette in campo iniziative e strategie per favorire l'accessibilità ai diversamente abili. Operazioni condivise con la Fondazione Don Gnocchi, l'Ente Nazionarie Sordi e l'Istituto dei Ciechi. Ne ha parlato ieri il sovrintendente Alexander Pereira, presentando anche il nuovo calendario di mostre al museo: «L'iniziativa di cui siamo particolarmente orgogliosi, e per la quale ringraziamo il partner JTI, - ha detto - è il progetto accessibilità grazie al quale tre giornate al mese saranno dedicate ai visitatori diversamente abili. Anche in questo la Scala conferma la sua volontà di essere il Teatro di tutti». Le visite si terranno il lunedì dalle 9 alle 10 con ingresso gratuito. Per i non vedenti è previsto un percorso tattile e una visita guidata con contributi sonori. Per i non udenti, le visite saranno condotte da un interprete della lingua dei segni. Visite ad hoc anche per la terza e quarta età. Expo sollecita, poi, una programmazione più intensa. Ha appena debuttato la mostra sulle opere del pittore e scenografo Salvatore Fiume, nel centenario della nascita (15 gennaio - 20 aprile 2015). Con la primavera, arrivano alla Scala documenti e costumi storici di Turandot: l'opera di Puccini che il primo maggio dà (o darebbe) il via al semestre Expo della Scala. Una produzione sulla quale pende la spada di Damocle dei sindacati che minacciano di far saltare la recita perché il primo maggio non si lavora. Il nodo si dovrebbe sciogliere a breve. Questa volta ci guarda il mondo, ancor più di quanto accada con la tradizionale Prima della Scala; speriamo che domini la ragionevolezza e che per liberare l'ostaggio-Scala non si debba cedere a riscatti. Sempre in tema di mostre. A Turandot seguirà la mostra «Il cibo nell'opera lirica» (luglio- ottobre 2015) e «Il balletto alla Scala» (novembre-dicembre 2015). Decollano, poi, altre iniziative come il restauro di due fortepiani appartenuti a Giuseppe Verdi. Entro dicembre verranno organizzate 10 visite guidate (fra le ore 18 e le 20) al termine delle quali si terrà un recital con il pianoforte di Liszt fresco di restauro. Il progetto nasce dalla collaborazione con il Conservatorio «Giuseppe Verdi» e la Scuola Civica di Milano «Claudio Abbado». In tema di Expo e cibo. All'interno del Museo saranno organizzate visite animate in cui attori professionisti e cantanti dell'Accademia della Scala, interagendo con il pubblico, faranno vivere i personaggi di alcune celebri opere di Rossini, Puccini e Verdi. Infine due contest fotografici sulla pagina Facebook del Teatro alla Scala: uno a metà febbraio e uno durante il periodo Expo. Con il primo contest, verranno scattati selfie legati alla propria opera d'arte preferita all'interno del Museo, poi rinominati con un nuovo titolo inserendo l'hashtag #myscalamuseum. Il secondo contest scorre in concomitanza con l'inaugurazione di Expo. Le foto saranno postate su Facebook. La fotografia e la galleria fotografica giudicate più originali vinceranno il contest.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale nel mese appena trascorso, i quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

Comunicato n. 1, diramato in data 07-01-2015

Bilancio pluriennale e finanziamenti U.I.C.I.

Care tutte, cari tutti,

in primo luogo desidero rinnovare il mio piu' fervido augurio di buon anno per un 2015 ricco di soddisfazioni e di risultati positivi.

Voglio inoltre fornire qui il quadro definitivo di dettaglio derivato dall'approvazione della legge di stabilita' anno 2015 e della relativa legge di bilancio.

Il Supplemento Ordinario n.101 alla G.U. Serie Generale 302 del 31/12/2014 pubblica gli importi stanziati a favore dell'U.I.C.I. relativi agli anni 2015, 2016 e 2017.

Il dettaglio per anno e' rispettivamente il seguente :

- Cap.2316/1 Ministero Interno (Irifor-Ierfop) 2.787.321 2.783.874 2.781.767

- Cap.2316/2 Ministero Interno (UICI) 2.054.565 2.054.308 2.054.150

- Cap.3631/3 Ministero Beni C. (Libro Parlato) 2.964.397 2.966.142 2.966.142

Un grande risultato che pone la nostra Associazione nelle condizioni di progettare il proprio futuro con una maggiore certezza di risorse che siamo riusciti a riguadagnare dopo che era andata smarrita soprattutto negli ultimi tre anni.

Naturalmente, la Vittoria risulta sempre figlia di tanti padri...

Mentre, secondo me, e' frutto soltanto della nostra Unita' e della nostra fiducia tenace, anche a dispetto dello scetticismo di taluni.

Sono ovviamente numerosi i ministri, i vice ministri e sottosegretari, i parlamentari ai quali dovremo saper dire grazie per la sensibilita' dimostrata e per l'impegno profuso per consentirci di raggiungere questo importante traguardo.

Non faro' un elenco dettagliato, anche per ragioni di opportunita', ma sapro' e sapremo essere riconoscenti e grati a quanti hanno inteso fare propria la causa della nostra Unione.

Nelle convulse settimane di dicembre ho sentito forte il calore che tanti di voi hanno voluto trasmettermi dandomi il coraggio per andare avanti, la tenacia per insistere, la forza per chiedere, l'orgoglio di rappresentarvi.

Con particolare gioia ho avuto moralmente vicino in quei giorni il nostro presidente Tommaso Daniele che ha voluto gratificarmi delle sue sincere congratulazioni sia per email, sia al telefono, facendomi sentire finalmente degno di averlo sostituito al comando nel modo migliore possibile.

Come Associazione, ora ci attendono importanti prove di maturita' e di responsabilita', per corrispondere con le azioni e con i fatti alla fiducia che in noi e' stata riposta e della quale intendo personalmente dare riscontro momento per momento, centesimo per centesimo.

Nei mesi scorsi abbiamo gia' abbozzato le linee programmatiche della nostra azione innovatrice. Da oggi in avanti dovremo dare concretezza a tali programmi mediante scelte collegiali e condivise che coinvolgano l'intero corpo associativo.

Dobbiamo avere il coraggio delle riforme, da mettere a punto fin da ora e da consacrare con il nostro congresso del prossimo autunno per dare corpo a una organizzazione unita, efficace ed efficiente, capace di creare da se' il proprio futuro e di assolvere al meglio alla propria missione di tutela e di difesa degli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti italiani.

Per compiere tutti insieme questo percorso esaltante di innovazione e di riforma, mi affido all'impegno costruttivo e all'intelligenza creativa di ciascuno di noi, consapevole del valore positivo del confronto, purche' sappiamo salvaguardare il bene prezioso dell'Unita' Associativa, quale insostituibile carburante di ogni nostro possibile successo.

In conclusione, lasciatemi dire che mi sento davvero orgoglioso di essere il piccolo presidente di questa nostra grande Associazione.

Buon lavoro!

Mario Barbuto

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Comunicato n. 5, diramato in data 05-01-2014

Importi anno 2015 pensioni ed indennita' per i ciechi civili

Si comunica che con circolare INPS N. 1 del 9-1-2015, allegato 3 Tabella M pag. 28 e 29 (che si allega) sono stati resi noti i rinnovi delle provvidenze economiche spettanti ai ciechi civili per l'anno 2015.

Prestazioni a favore dei ciechi civili categoria INVCIV (pensioni e indennita')

Limiti di reddito (+0,5 per cento rispetto al 2014)

Pensioni per 13 mensilita' (+0,3 per cento rispetto al 2014)

Indennita' per 12 mensilita' (+1,95 per cento rispetto al 2014)

(*) Nota bene le indennita' speciale e di accompagnamento sono indipendenti dai redditi

In pagamento il giorno 10 di ciascun mese.

Lo prevede il comma 302 dell'art. 1, Legge di Stabilita' 2015 (Legge N. 190 del 23-12-2014). Infatti, la norma prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennita' di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonche' le rendite vitalizie dell'INAIL sono posti in pagamento il giorno 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei confronti dei beneficiari di piu' trattamenti.

Conguagli di pensione anno 2014 a debito del pensionato

Il conguaglio a debito del pensionato dato dalla determinazione del differenziale di perequazione tra l'importo di pensione anno 2014 versato dall'INPS sulla base del previsionale del +1,2 per cento e quello contabilizzato, sempre con riferimento all'anno 2014, al +1,1 per cento dal Decreto ministeriale 20 novembre 2014 (che si allega - allegato 2), verra' recuperato sulla cedola di gennaio 2015 in un'unica soluzione (perche' di importo inferiore a Euro 6,00), e specificatamente in:

- Euro 0,28 per 13 mensilita' per un totale di Euro 3,64, a conguaglio nel differenziale tra Euro 279,19 percepiti dal pensionato cieco parziale e cieco assoluto ricoverato e Euro 278,91 effettivamente spettanti;

- Euro 0,29 per 13 mensilita' per un totale di Euro 3,77, a conguaglio nel differenziale tra Euro 301,91 percepiti dal pensionato cieco assoluto non ricoverato e Euro 302,53 effettivamente spettanti.

La quota perequabile delle indennita' per l'anno 2014 (+2,09), stimata in via previsionale, è stata invece confermata dal citato DM 20 novembre 2014. Nessun conguaglio, quindi, sara' trattenuto per i titolari di indennita' di accompagnamento e speciale.

Prestazioni INVCIV con revisione sanitaria scaduta.

I titolari di prestazioni INVCIV in attesa di revisione conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. Lo prevede l'art. 25, comma 6-bis, del Decreto Legge N. 90/2014. Pertanto, per le prestazioni a favore di invalidi civili per le quali nell'anno 2015 risulti memorizzata nel database una data di revisione sanitaria, il pagamento è impostato anche per le mensilita' successive alla data di scadenza della revisione.

IMPORTANTE - Ricostituzione delle pensioni

Qualsiasi variazione che possa incidere sul diritto e sulla misura della prestazione (ad es. variazione dello stato civile, della residenza, dei periodi di soggiorno all'estero, della situazione reddituale, dello stato di famiglia) deve essere formalmente comunicata all'INPS, a pena di ripetizione delle somme percepite ed eventualmente non dovute.

L'INPS procedera' alla ricostituzione delle pensioni, segnalando i dati aggiornati del titolare e, per i soggetti coniugati, anche del coniuge.

Maggiorazioni sociali

Incremento al milione per 13 mensilita' (Art. 38 della Legge 448/2001 - Finanziaria 2002, modificato dall'art. 5, comma 5, della Legge N. 127/2007).

Dal 1° gennaio 2015 i soggetti pensionati particolarmente disagiati avranno un aumento mensile della pensione fino ad un massimo di Euro 638,83.

Requisiti richiesti:

a) status visivo: cecita' totale e cecita' parziale

b) eta' minima: per i ciechi totali 60 anni (fasce 6,7,10 e 11), per i ciechi parziali 70 anni ( fasce 8, 12, 13, 16 e 17)

c) limite reddito: se pensionato solo, Euro 8.304,79; se pensionato coniugato, il limite reddituale deve essere inferiore a Euro 14.135,55.

(*) Nota bene le indennita' speciale e di accompagnamento non costituiscono reddito.

Modalita' di calcolo:

L'entita' dell'erogazione, caso per caso, sara' tale da portare la pensione dell'interessato alla cifra di Euro 638,83 mensili.

Ad es.

- il cieco parziale solo e con un reddito basso percepira' una somma aggiuntiva mensile di Euro 359,08, oltre alla pensione di Euro 279,75, per arrivare al limite reddituale personale annuale di Euro 8.304,79 (ad es. se la sua unica fonte di reddito è la pensione INVCIV di Euro 279,75, il calcolo sara' il seguente: Euro 279,75 + somma personale aggiuntiva di Euro 359,08 = totale mensile di Euro 638,83 che moltiplicato per 13 mensilita' dara' un reddito personale annuale di Euro 8.304,79);

- il cieco parziale coniugato e con un reddito familiare basso percepira' una somma personale aggiuntiva mensile di Euro 359,08, oltre alla pensione di Euro 279,75, che concorrera' al limite reddituale familiare annuale di Euro 14.135,55 (ad es. se la sua unica fonte di reddito è la pensione INVCIV di Euro 279,75 e la moglie è titolare del solo assegno sociale (che per il 2015 è pari a Euro 448,52), il calcolo sara' il seguente: Euro 279,75 + somma personale aggiuntiva di Euro 359,08 = totale personale mensile di Euro 638,83 che moltiplicato per 13 mensilita' e sommato all'assegno sociale di Euro 448,52 della moglie sempre per 13 mensilita' dara' un reddito familiare annuale di Euro 14.135,55);

- cieco totale solo non ricoverato e con un reddito basso percepira' una somma personale aggiuntiva mensile di Euro 336,30, oltre alla pensione di Euro 302,53, per arrivare al limite reddituale personale annuale di Euro 8.304,79 (ad es. se la sua unica fonte di reddito è la pensione INVCIV di Euro 302,53, il calcolo sara' il seguente: Euro 302,53 + somma personale aggiuntiva di Euro 336,30 = totale mensile di Euro 638,83 che moltiplicato per 13 mensilita' dara' un reddito personale annuale di Euro 8.304,79);

- il cieco totale non ricoverato coniugato e con un reddito familiare basso percepira' una somma personale aggiuntiva mensile di Euro 336,30, oltre alla pensione di Euro 302,53, per arrivare al limite reddituale familiare annuale di Euro 14.135,55 (ad es. se la sua unica fonte di reddito è la pensione INVCIV di Euro 302,53 e la moglie è titolare del solo assegno sociale (che per il 2015 è pari a Euro 448,52), il calcolo sara' il seguente: Euro 302,53 + somma personale aggiuntiva di Euro 336,30 = totale personale mensile di Euro 638,83 che moltiplicato per 13 mensilita' e sommato all'assegno sociale di Euro 448,52 della moglie sempre per 13 mensilita', dara' un reddito familiare annuale di Euro 14.135,55).

(*) Per le modalita' applicative si veda anche il comunicato UICI N. 17 del 2014.

Da tenere a mente..... Il reddito della pensione INVCIV si somma ad eventuali altri redditi personali, se percepiti dal pensionato. Fondamentale ai fini della percezione della somma aggiuntiva, il cui importo va a concorso fino al raggiungimento del limite previsto, è il rispetto dei limiti reddituali di Euro 8.304,79 se il pensionato è solo nel nucleo familiare, e di Euro 14.135,55 se coniugato.

Ad. es., se le fonti di reddito di un soggetto cieco totale non ricoverato nucleo familiare a se stante sono la pensione INVCIV e altri Redditi da Pensionato (RP), il calcolo sara' il seguente: Euro 302,53 + RP + somma personale aggiuntiva X a concorso= totale mensile di Euro 638,83 che per 13 mensilita' dara' un reddito personale annuale di Euro 8.304,79.

Analogo calcolo se coniugato, per arrivare al limite reddituale familiare annuale di Euro 14.135,55.

Presentazione della domanda

Deve essere presentata alla sede Inps che ha in carico la prestazione, direttamente tramite il modello AP11 (che si allega - allegato 3. Barrare la seconda casella) o per tramite di una delle nostre Sezioni UICI accreditate come sedi di collaborazione patronale (vedi elenco alla pagina http://www.uiciechi.it/Patronato/Patronato.asp), dove verra' assicurata assistenza gratuita a tutti gli utenti interessati.

Infine, per le detrazioni d'imposta per familiari a carico si veda l'allegato 3 della citata circolare INPS 1/2014 Tabella N pag. 41 e successive (ad es. per ogni figlio portatore di handicap). Il testo completo è reperibile alla pagina

http://www.inps.it/search122/ricerca.aspx?ultimi=1&bi=11&link=CIRCOLARI+E+MESSAGGI

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Il file .zip contenente il presente comunicato unitamente ai relativi allegati è scaricabile tramite l'url di seguito riportato:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2015/01/5.2015.zip

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Comunicato n. 6, diramato in data 14-01-2015

Offerta soggiorni presso la struttura dell'Olympic Beach e dell'Olympic Turismo

Riceviamo e diffondiamo:

- Offerta soggiorno " Pacchetto Anziani Primo Sole " Presso la Struttura

"Le Torri" - Tirrenia dal 31 maggio 2015 al 14 giugno 2015 - 14 giorni.

l'offerta include:

ai suddetti importi , vanno aggiunti euro 7,50 come tassa di soggiorno richiesta e dovuta al comune di Pisa.

- Offerta soggiorno " Montano nel verde delle Dolomiti Adamello Brenta"

Presso l' Olympic Turismo " Antico Borgo" di Spiazzo Rendena Trentino dal 13 al 27 giugno 2015.

L'Hotel Olympic Turismo Antico Borgo si sviluppa su due piani e dispone di ventuno stanze da letto, sala ristorante, ampi spazi comuni tra cui sala polifunzionale con caminetto e sala soggiorno, veranda solarium attrezzata, zona benessere con sauna e cabina massaggi.

La nostra miglior offerta per il Soggiorno in oggetto è :

Pacchetto 14 giorni :

Pacchetto 7 giorni :

l'offerta include:

- Offerta soggiorno "Montano nel verde delle Dolomiti Adamello Brenta"

Presso l' Olympic Turismo " Antico Borgo" di Spiazzo Rendena Trentino dal 29 agosto al 12 settembre 2015 La nostra miglior offerta per il Soggiorno in oggetto è :

Pacchetto 14 giorni :

Pacchetto 7 giorni :

L'offerta include:

- Offerta soggiorno " Pacchetto Anziani Ultimo Sole " Presso la Struttura

"Le Torri" - Tirrenia dal 06 settembre 2015 al 20 settembre 2014 14 giorni.

l'offerta include:

ai suddetti importi , vanno aggiunti euro 7,50 come tassa di soggiorno richiesta e dovuta al comune di Pisa.

Le prenotazioni dovranno essere effettuate telefonando direttamente all'Olympic Beach Le torri - Tirrenia, così come eventuali richieste di ulteriori info, anche relative ai transfert (tel. 050-32270 fax. 050-37485 oppure via email: info@centroletorri.it).

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Comunicato n. 7, diramato in data 15-01-2015

Rubrica di Slash Radio "Chiedi al presidente"

Care amiche, cari amici,

nell'intento di allargare gli spazi di democrazia associativa e di accrescere le occasioni di dialogo, ritengo utile dare vita a una rubrica radio a cadenza periodica, tramite il nostro canale web di Slash Radio.

La rubrica si chiamera' "Chiedi al presidente" e avra' una cadenza mensile, l'ultimo mercoledi' di ogni mese, dalle 16.30 alle 17.30.

Durante la trasmissione, nel mio ruolo di Presidente Nazionale, rispondero' in diretta a tutte le domande che gli ascoltatori vorranno rivolgermi.

Le domande saranno libere, senza filtri e potranno toccare tutti gli aspetti della nostra attivita' associativa e tutti i temi concernenti la vita dei ciechi e degli ipovedenti italiani.

Le modalita' di contatto per indirizzare le domande o intervenire in trasmissione, sono:

- email, all'indirizzo chiedialpresidente@uiciechi.it

- modulo web, all'indirizzo http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp

- telefono, ai numeri 06/69988353-06/6791758

La prima puntata di "Chiedi al presidente" andra' in diretta mercoledi' 28 gennaio alle 16.30.

Vi attendo numerosi per dare vita a un dialogo diretto che ci aiuti a crescere e a migliorare.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Comunicato n. 8, diramato in data 16-01-2015

Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2015/2016

Con la circolare n. 51 del 18 dicembre 2014, la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici ha precisato le modalita' di iscrizione alle scuole dell'infanzia e alle prime classi delle scuole di ogni ordine e grado per il prossimo anno scolastico.

La Circolare e' disponibile, in pdf convertibile, all'indirizzo:

http://www.istruzione.it/allegati/2014/CIRCOLARE_N.510001.pdf.

Richiamiamo i punti essenziali del testo ministeriale; in primo luogo, i punti di ordine generale; poi quelli relativi ai diversi cicli scolastici; infine, quelli relativi agli alunni e agli studenti con disabilita'.

Quadro generale

Poiche' l'istruzione dei figli e' responsabilita' genitoriale, l'iscrizione scolastica spetta ai genitori, che vi provvedono di comune accordo (d.lgs. n. 154/2013, artt. 316, 337 ter, 337 quater).

Va richiesta l'iscrizione alle scuole dell'infanzia e l'iscrizione alle prime classi delle scuole del primo e del secondo ciclo.

Le domande vanno presentate dal 15 gennaio al 15 febbraio 2015.

All'atto dell'iscrizione, vanno indicati i dati essenziali dell'alunno (codice fiscale, nome e cognome, data di nascita, residenza) e va specificato di quale orario e di quali servizi, tra quelli offerti dalla scuola, si intende avvalersi.

Le dichiarazioni rese all'atto dell'iscrizione si intendono rese ai sensi dell'art. 46 del d.p.r. n. 445/2000; il rilascio di dichiarazioni non veritiere comporta, percio', la decadenza dai benefici e responsabilita' amministrative e penali (d.p.r. n. 445/2000, artt. 75 e 76).

Le domande sono accolte entro il limite massimo dei posti complessivamente disponibili nelle singole istituzioni scolastiche. I criteri di accoglimento delle richieste sono definiti dai Consigli di istituto, con delibere adottate prima dell'acquisizione delle iscrizioni e rese pubbliche mediante affissione all'albo e pubblicazione on line. Per l'attribuzione di precedenze o di punteggi nelle graduatorie o nelle liste di attesa, le scuole possono raccogliere unicamente informazioni pertinenti ai criteri di ammissione deliberati.

L'ordine di arrivo delle domande non e' criterio valido ai fini dell'attribuzione del punteggio o della precedenza.

Le iscrizioni alle classi iniziali delle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado, si effettuano "esclusivamente" on line (legge n. 135/2012).

Si effettuano, invece, in modo tradizionale le iscrizioni:

- alle scuole dell'infanzia;

- alle scuole in lingua slovena;

- alle scuole delle province di Aosta, Trento e Bolzano;

- ai percorsi di istruzione degli adulti;

- e degli alunni in fase di preadozione.

E', infine, possibile l'iscrizione on line alle scuole paritarie ed ai centri di formazione professionale, accreditati dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Basilicata e Molise, che hanno ritenuto di adottare la modalita' di iscrizione telematica.

Le iscrizioni on line vanno effettuate attraverso il sito "Iscrizioni on line":

http://www.iscrizioni.istruzione.it.

Per procedere all'iscrizione, e' necessario dotarsi di password e codice utente; i due identificativi vengono acquisiti, comunicando al sistema, attraverso il modulo finalizzato alla registrazione degli utenti, i propri dati e il proprio indirizzo di posta elettronica.

Per effettuare l'iscrizione, e', inoltre, essenziale conoscere il codice dell'istituzione scolastica, destinataria della domanda. I codici di tutte le scuole statali, nonche' delle scuole paritarie e dei Centri di formazione professionale che hanno optato per l'iscrizione telematica, sono reperibili nel portale "Scuola in chiaro":

http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola.

Il sito "Iscrizioni on line" da' accesso, oltre che al predetto portale, anche a pieghevoli, guide e video informativi. Informazioni e chiarimenti possono, inoltre, essere chiesti:

- allo 06 5849 4025, lo sportello telefonico dedicato alle iscrizioni on line, attivo dal lunedi' al venerdi', dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00;

- o, in alternativa, all'Ufficio relazioni con il pubblico del Ministero, che, dal 15 gennaio al 15 febbraio, restera' aperto dal lunedi' al venerdi', dalle 9:00 alle 18:00, e che ha e.mail urp@istruzione.it e telefono 06 5849 2377 - 2379 - 2755 - 2796 - 2803.

E', infine, previsto che le istituzioni scolastiche, destinatarie delle domande di iscrizione, e, in subordine, le scuole di provenienza degli alunni, offrano il proprio supporto alle famiglie prive di mezzi informatici.

E' possibile che il numero delle domande pervenute alle singole scuole ecceda il numero dei posti disponibili in quelle stesse scuole. E', percio', consentito, all'atto dell'iscrizione on line, indicare, come riceventi in subordine della domanda di ammissione, uno o, al massimo, altri due istituti, oltre a quello di prima destinazione.

Gli utenti sono aggiornati, via e.mail, dello stato di avanzamento delle domande, dal momento del ricevimento a quello finale di accoglimento o di smistamento verso altra scuola. L'iter e', inoltre, monitorabile on line.

Scuola dell'infanzia

L'iscrizione alla scuola dell'infanzia puo' essere richiesta dai genitori, o dagli esercenti la potesta' genitoriale, dei bambini che compiono i tre anni di eta' entro il 31 dicembre 2015.

La richiesta di iscrizione puo' essere presentata anche per i bambini che compiono i tre anni dopo il 31 dicembre 2015 e prima del 30 aprile 2016. L'ammissione alla frequenza anticipata e', tuttavia, subordinata alla disponibilita' di posti. Non sono, in alcun caso, ammessi i bambini che compiono i tre anni di eta' dopo il 30 aprile 2016.

L'orario di funzionamento della scuola dell'infanzia e', normalmente, di 40 ore settimanali; su richiesta delle famiglie, l'orario puo' essere ridotto a 25 ore settimanali o elevato fino a 50 (d.p.r. n. 89/2009, art. 2, comma 5).

La scuola comunica, con ogni possibile urgenza, l'eventuale mancato accoglimento della domanda di iscrizione, in modo da consentire l'ammissione presso un'altra istituzione.

Sezioni primavera

Le modalita' di iscrizione alle sezioni primavera per l'anno 2015/2016 saranno definite alla sigla del relativo accordo in Conferenza unificata.

Scuola primaria

Sono tenuti a presentare domanda on line di iscrizione alla prima classe della scuola primaria i genitori, o gli esercenti la potesta' genitoriale, dei bambini che compiono i sei anni di eta' entro il 31 dicembre 2015.

Possono essere iscritti anticipatamente i bambini che compiono i sei anni di eta' dopo il 31 dicembre 2015 e prima del 30 aprile 2016.

Non sono, in alcun caso, essere ammessi alla frequenza i bambini che compiono i sei anni di eta' dopo il 30 aprile 2016.

All'atto dell'iscrizione, i genitori, o gli esercenti la responsabilita' genitoriale, esprimono le proprie preferenze sull'articolazione dell'orario settimanale, che puo' essere fissato in 24, in 27, fino a 30 o in tempo pieno di 40 ore, con servizi di mensa e svolgimento di attivita' didattiche in fascia pomeridiana (d.p.r. n. 89/2009, art. 4).

L'orario puo' essere stabilito in 24 ore settimanali, solo se le preferenze espresse dalle famiglie consentono la formazione di una classe, e puo' essere prolungato fino a 30 ore o strutturato come tempo pieno, solo in presenza delle risorse di organico e di adeguati servizi.

Iscrizione alla scuola secondaria di primo grado

Sono tenuti a presentare domanda on line di iscrizione alla prima classe della scuola secondaria di primo grado i genitori, o gli esercenti la potesta' genitoriale, degli alunni che hanno conseguito l'ammissione o l'idoneita' a tale classe.

Gli istituti comprensivi accolgono prioritariamente gli alunni che hanno concluso le scuole primarie all'interno dei medesimi istituti.

L'accoglimento delle iscrizioni alle prime classi ad indirizzo musicale sono accolte, previo superamento di una prova orientativo-attitudinale, predisposta dalla scuola.

All'atto dell'iscrizione, i genitori, o gli esercenti la responsabilita' genitoriale, esprimono le proprie preferenze sull'articolazione dell'orario settimanale, che puo' essere definito in 30 o in 36 ore, elevabili fino a 40 ore (tempo prolungato), con servizi di mensa e svolgimento di attivita' didattiche in fascia pomeridiana (d.p.r. n. 89/2009, art. 5).

Puo' essere adottato l'orario prolungato, solo in presenza delle risorse di organico e di adeguati servizi.

Obbligo di istruzione

Sussiste, nel nostro ordinamento, l'obbligo di istruzione fino al diciottesimo anno di eta' o sino al conseguimento di una qualifica professionale di durata almeno triennale (d.lgs. n. 76/2005).

In ragione di tale obbligo, i genitori, o gli esercenti la potesta' genitoriale, degli studenti che frequentano l'ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, sono tenuti a presentare domanda di iscrizione:

- o alla prima classe di un istituto di istruzione secondaria di secondo grado;

- o ad un percorso di istruzione e formazione professionale (IeFP).

Sono istituti di istruzione secondaria di secondo grado: i licei (d.p.r. n. 89/2010), gli istituti tecnici (d.p.r. n. 88/2010) e gli istituti professionali (d.p.r. n. 87/2010), tutti articolati in piu' indirizzi.

Attivati in base alla programmazione dell'offerta formativa delle singole Regioni, i percorsi di IeFP possono essere svolti sia da strutture formative accreditate sia, in regime di sussidiarieta', dagli istituti professionali statali.

Terze classi degli istituti tecnici

I genitori, o gli esercenti la responsabilita' genitoriale, degli studenti che frequentano il secondo anno del primo biennio degli istituti tecnici sono tenuti a presentare domanda di iscrizione ad uno degli indirizzi/articolazioni del settore gia' frequentato.

Terze classi degli istituti professionali

L'iscrizione alla classe terza degli alunni del secondo anno del primo biennio degli istituti professionali, che intendono proseguire il percorso di studi corrispondente all'indirizzo/articolazione gia' frequentato, e' disposta d'ufficio.

I genitori, o gli esercenti la responsabilita' genitoriale, degli studenti, frequentanti il secondo anno del primo biennio di uno degli indirizzi/articolazioni del settore "Industria e artigianato", possono richiedere l'iscrizione ad un altro indirizzo/articolazione presente all'interno del medesimo settore.

I genitori, o gli esercenti la responsabilita' genitoriale, degli studenti, frequentanti il secondo anno del primo biennio di una delle articolazioni dell'indirizzo "Servizi per l''enogastronomia e l'ospitalita' alberghiera" del settore "Servizi", possono richiedere l'iscrizione ad un'altra articolazione dello stesso indirizzo.

Percorsi di istruzione degli adulti

E', tuttora, in corso il riassetto organizzativo e didattico dei percorsi di istruzione degli adulti, riassetto che prevede: la chiusura, entro il 31 agosto 2015, dei CTP (Centri territoriali permanenti per l'istruzione e la formazione in eta' adulta) e dei corsi serali per il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria di secondo grado; l'istituzione dei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA); l'attivazione, presso tali centri, di percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana e di percorsi di istruzione di primo livello; e l'organizzazione di percorsi di istruzione di secondo livello, presso le istituzioni scolastiche di secondo grado che realizzano percorsi di istruzione tecnica, professionale e artistica.

Nelle more dell'avvio di tutti i CPIA, le domande di iscrizione ai percorsi di istruzione degli adulti, per l'a.s. 2015/2016, vanno rivolte:

- o direttamente ai CPIA gia' istituiti e alle istituzioni scolastiche, presso le quali sono incardinati i percorsi di secondo livello;

- o alle istituzioni scolastiche sedi di CTP o di corsi serali non riordinati.

Il termine di scadenza per le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti, fissato, generalmente, al 31 maggio 2015, e', comunque, stabilito non oltre il 15 ottobre 2015.

Alunni e studenti con disabilita'

Le iscrizioni degli alunni con disabilita' vanno effettuate in modo tradizionale o per via telematica, in accordo con quanto disposto in via generale.

In tutti i casi, i genitori o gli esercenti la responsabilita' genitoriale interessati devono perfezionare l'iscrizione, presentando, alla scuola prescelta, la certificazione rilasciata dalla ASL di competenza e la diagnosi funzionale.

Sulla base della documentazione prodotta, la scuola procede alla richiesta del personale docente di sostegno e di eventuali assistenti educativi, a carico, questi ultimi, dell'Ente locale, e provvede alla stesura del piano educativo individualizzato (PEI), in stretta relazione con la famiglia e gli specialisti dell'ASL.

Lo studente con disabilita' che, in sede di esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, consegua l'attestato di credito formativo, e che, prima dell'inizio del nuovo anno scolastico, non abbia superato il diciottesimo anno di eta', ha titolo a proseguire nella scuola secondaria di secondo grado o nei percorsi di istruzione e formazione professionale, con le tutele previste dalla legge n. 104/1992 e rilascio finale di un attestato comprovante i crediti formativi maturati.

Gli studenti con disabilita' ultradiciottenni, che non siano in possesso del diploma di licenza conclusivo del primo ciclo oppure che siano in possesso di tale diploma e non frequentino l'istruzione secondaria di secondo grado, hanno diritto a frequentare i corsi di istruzione per gli adulti, con le tutele previste dalla legge n. 104/1992.

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Comunicato n. 9, diramato in data 16-01-2015

Programma d'esame per l'abilitazione professionale alla funzione di operatore amministrativo segretariale di cui al D.M. 11 luglio 2011

Con vivo piacere, si comunica che il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha emanato la circolare N. 29/2014 recante il programma d'esame per non vedenti per ottenere l'abilitazione professionale alla funzione di operatore amministrativo segretariale, di cui al D.M. 11 luglio 2011, che si allega.

Un successo per l'Unione che ha collaborato attivamente, insieme alla Direzione Generale per le Politiche dei Servizi per il Lavoro, alla stesura del testo, con l'impegno a voler tracciare, in via riservataria per i minorati della vista, un percorso didattico in grado di assicurare una preparazione professionale rispondente ai bisogni e alle richieste attuali del mercato del lavoro.

Si completa, cosi', l'iter di riconoscimento della nuova figura professionale che, iniziato con l'emanazione del Decreto del Ministro del Lavoro l'11 luglio 2011, intende assicurare all'operatore amministrativo segretariale non vedente l'equipollenza, a tutti gli effetti di Legge, al centralinista telefonico non vedente, sia in termini di collocamento obbligatorio al lavoro che di benefici previdenziali ed assistenziali, in linea con la ratio legislativa a garantire il collocamento obbligatorio dei soggetti in possesso di qualifiche professionali equipollenti rispetto a quelle specificatamente riconosciute dalla Legge.

Infatti, tutti i soggetti non vedenti, che abbiano conseguito l'abilitazione professionale di operatore amministrativo segretariale, risulteranno in una apposita sezione dell'Albo professionale dei centralinisti non vedenti ex art. 1 comma 1 della Legge N. 113/1985 e saranno iscritti automaticamente anche con la qualifica di centralinista telefonico.

Qualora, invece, un soggetto sia gia' iscritto all'Albo professionale come centralinista telefonico non vedente base, e, successivamente, voglia conseguire l'abilitazione alla qualifica di operatore amministrativo segretariale, il Ministero del Lavoro, con la citata circolare, precisa che <cio' comportera' unicamente la trascrizione di tale qualifica nella corrispondente sezione istituita presso il citato Albo Nazionale> (pag. 2, ultimo capoverso).

Gia' con riferimento alle qualifiche equipollenti ex DM 10 gennaio 2000, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con circolare N. 10 del 10 marzo 2005 (rif. prot. 296/PU/C/C), aveva previsto che <Dovra' da ultimo essere creata un'appendice all'Albo nazionale dei centralinisti telefonici non vedenti, articolato a livello regionale ai sensi della legge 113/85 , ai fini dell'iscrizione all'Albo dei soggetti abilitati alle funzioni individuate dal D.M. 10 gennaio 2000> (penultimo capoverso).

Lo stesso Dicastero, con nota prot. N. 0014737.08-11-2013, aveva ribadito che le Direzione Regionali del Lavoro sono tenute ad articolare, nell'ambito territoriale di propria competenza, l'Albo professionale dei centralinisti non vedenti in Appendici A, B e C, laddove facciano domanda di iscrizione all'Albo professionale soggetti minorati della vista che abbiano conseguito il diploma di qualifica equipollente, ferma restando, ovviamente, la contestuale iscrizione dei medesimi all'Albo professionale generale per la categoria.

In altri termini si precisa che la corretta prassi amministrativa deve prevedere il rilascio ai diretti interessati, da parte della DRL, di due attestati di iscrizione (oppure un unico certificato di abilitazione cumulativo con due matrici di riferimento), nelle fattispecie:

1. certificato di abilitazione come centralinista telefonico non vedente (recante matrice numerica);

2. certificato di abilitazione come operatore URP o operatore di telemarketing e telesoccorso ovvero operatore di banche dati (recante doppia matrice, stessa matrice numerica + matrice alfabetica A o B ovvero C afferente alla qualifica equipollente conseguita dell'interessato).

Alle Appendici A, B e C si aggiunge l'Appendice D riservata agli operatori amministrativi segretariali privi della vista.

)...)

______________________________________________________________________________________

E' possibile scaricare il file .zip contenente il presente comunicato in forma integrale unitamente al relativo allegato tramite l'url di seguito riportato:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2015/01/9.2015.zip

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Comunicato n. 12, diramato in data 23-01-2015

"Lotta alla Retinite Pigmentosa: 20/20, verso una migliore condizione visiva". Slashradio: martedì 24 febbraio - ore 15.00

I settori Informazione e Comunicazione, Stampa Sonora e Libro Parlato, in collaborazione con la Commissione Nazionale Ipovedenti, organizzano per martedi' 24 febbraio p.v., con inizio alle ore 15.00, su Slashradio, una trasmissione on line dal titolo: "Lotta alla Retinite Pigmentosa: 20/20, verso una migliore condizione visiva".

Come a vostra conoscenza, la retinite pigmentosa e' una patologia di origine genetica che ancora oggi e' una delle maggiori cause di cecita' nel mondo occidentale. Per fortuna la ricerca per contenerne gli effetti ha compiuto passi significativi negli ultimi anni, anche nel nostro paese. Durante la trasmissione si parlera' quindi delle ricerche in corso, della nuova strumentazione per la riabilitazione e dell'impianto della retina artificiale.

La trasmissione sara' condotta da Luisa Bartolucci e vedra' la partecipazione del Professor Luca Rossetti, Direttore della Clinica Oculistica dell'Ospedale San Paolo, centro di riferimento della Regione Lombardia per la Ritinite Pigmentosa, del Professor Filippo Cruciani, Responsabile dell'UOC Oftalmologia A dell'Universita' Sapienza di Roma, e del nostro Angelo Mombelli, Responsabile operativo della Commissione Nazionale Ipovedenti dell'UICI.

Quanti tra gli ascoltatori volessero intervenire in trasmissione con contributi particolari o per porre quesiti sull'argomento, potranno contattare nei giorni precedenti la trasmissione la sig.ra Mariolina Lombardi al numero: 06-69988376, od inviare una e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it.

Gli ascoltatori potranno in ogni caso scegliere, come di consueto, diverse modalita' di intervento: tramite telefono contattando nella diretta i numeri 0669988353, 066791758 o inviando e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all'indirizzo diretta@uiciechi.it o ancora compilando l'apposito form di Slashradio.

Per collegarsi sara' sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.hostingshoutcastpanel4.com:2199/tunein/unione.asx.

Il contenuto della trasmissione potra' essere riascoltato sul sito dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all'indirizzo www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale.

Vi attendiamo numerosi!

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Comunicato n. 13, diramato in data 29-01-2015

Convegno "Ipovedenti, tra passato, presente e futuro", Roma, 14 febbraio 2015 c/o Aula Magna della Clinica Oculistica dell'Università Sapienza di Roma

La Commissione Nazionale Ipovedenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con il Dipartimento Organi di Senso, Sezione Oftalmologia dell'Università Sapienza di Roma e la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità IAPB, ha organizzato il convegno di cui all'oggetto per sabato 14 febbraio p.v. presso l'Aula Magna del dipartimento di Oftalmologia dell'Università Sapienza di Roma (ingresso da Via Lancisi).

La partecipazione al convegno è gratuita, ma per ragioni organizzative si prega di comunicare la propria presenza all'evento alla segreteria organizzativa entro l'11 febbraio p.v.:

IAPB - Sezione Italiana

Dott.ssa Barbara Auleta

tel. 06.36.00.49.29 (digitare "1")

e-mail: sezione.italiana@iapb.it

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Dipartimento Organi di Senso Sezione Oftalmologia Sapienza Università di Roma

Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità ONLUS

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Convegno

Ipovedenti tra passato, presente e futuro

Terza edizione

Sabato 14 febbraio 2015

Aula Magna della Clinica Universitaria Umberto I° dell'Università Sapienza di Roma (Ingresso da Via Lancisi)

L'ipovisione si colloca in un'area "grigia", a metà tra il vedere e il non vedere; che la si consideri una condizione medico-clinica o una condizione esistenziale, in entrambi i casi porta con sè il segno dell'incertezza. La condizione dell'ipovedente risulta di difficile definizione, anche perchè la valutazione medico-legale della minorazione visiva non è un "automatismo", ma richiede una corretta applicazione della normativa e soprattutto conoscenza ed esperienza in campo clinico da parte dell'oculista.

La quotidianità dell'ipovedente serba infinite difficoltà, di cui sovente la massa dei vedenti è all'oscuro; la maggior parte delle persone è infatti abituata a prendere in considerazione gli estremi (in questo caso il vedere e il non vedere), e a tralasciare quello che sta in mezzo.

Il convegno affronterà il tema dell'ipovisione da differenti prospettive: dagli aspetti strettamente medico-oculistici a quelli medico-legali, dalle tematiche relative alla riabilitazione a quelle legate alla vita quotidiana dell'ipovedente, come la deambulazione in presenza di luce e buio, la diagnosi d'ipovisione nell'età evolutiva e l'accessibilità del web e delle nuove applicazioni.

PROGRAMMA:

Ore 9.30 - Registrazione dei partecipanti

Ore 10.00 - Saluto delle Autorità

Eugenio Gaudio (Magnifico Rettore dell'Università Sapienza - Roma)

Mario Barbuto (Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS)

Giuseppe Castronovo (Presidente Nazionale Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità - I.A.P.B. Italia ONLUS)

1° Sessione: moderano Roberto Grenga (Responsabile U.O.C. Oftalmologia A - Università Sapienza, Roma) e Angelo Mombelli (Responsabile operativo Commissione Nazionale Ipovedenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS e Componente Direzione Nazionale I.A.P.B. Italia ONLUS)

Ore 10.30 - "La corretta valutazione clinica della minorazione visiva" - Filippo Cruciani (Responsabile U.O.C. Oftalmologia A - Università Sapienza - Roma)

Ore 10,45 - "Le variabili visive che determinano e aggravano la disabilità visiva" - Roberto Perilli (Oculista - Pescara)

Ore 11.00 - "I futuri indirizzi dell'INPS per l'organizzazione delle Commissioni di Prima Istanza per l'accertamento degli stati di Invalidità, cecità e sordità" - Raffaele Migliorini (Responsabile del Management Sanitario Esterno dell'INPS)

Ore 11.15 - Dibattito

Ore 11.45 - "Investire in prevenzione ed in riabilitazione" - Michele Corcio (Vice Presidente Nazionale I.A.P.B. Italia ONLUS)

Ore 12.00 - "Le recenti scoperte scientifiche per il trattamento delle patologie oculari" - Leonardo Mastropasqua (Professore ordinario di malattie dell'apparato visivo all'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara)

Ore 12.15 - "Ipovedente di giorno, cieco di sera" - Giovanni Ciprì (Componente la Commissione Nazionale Ipovedenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS)

Ore 12.30 - Dibattito

Ore 13.00 - Lunch offerto da I.A.P.B. Italia ONLUS.

2° Sessione: moderano Filippo Cruciani (Responsabile U.O.C. Oftalmologia A - Università Sapienza di Roma e Componente Direzione Nazionale I.A.P.B. Italia ONLUS) e Adoriano Corradetti (Coordinatore della Commissione Nazionale Ipovedenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS)

Ore 14.00 - "Come affrontare e gestire la diagnosi d'ipovisione soprattutto nell'età evolutiva" - Zaira Raiola (Componente la Commissione Nazionale Ipovedenti U.I.C.I.)

Ore 14.15 - "L'ipovedente in età adulta: difficoltà nella mobilità, nel lavoro, in famiglia" - Marina Tescari (Componente la Commissione Nazionale Ipovedenti U.I.C.I.)

Ore 14.30 - "Ipovisione: accessibilità del web e delle applicazioni: problemi in uno scenario in continuo mutamento" - Massimiliano Martines (Rappresentante della Sezione Provinciale U.I.C.I. di Torino e Componente la Commissione Nazionale Osservatori Siti Internet dell'U.I.C.I.)

Ore 14.45 - Dibattito

Ore 15.30 - Valutazioni conclusive e fine dei lavori.

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La partecipazione al convegno è gratuita. Tuttavia, per ragioni organizzative chi desidera partecipare è pregato di segnalare il proprio nominativo alla Segreteria Organizzativa entro l'11 febbraio 2015:

IAPB - Sezione Italiana

Dott.ssa Barbara Auleta

tel. 06.36.00.49.29 (digitare "1")

e-mail: sezione.italiana@iapb.it

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SEDE CENTRALE: COMUNICATI DIRAMATI NEL MESE DI GENNAIO

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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I.RI.FO.R. Centrale - Attività formative anno 2015 - Corso di formazione di base per l'insegnamento ai disabili visivi: "Conoscenze e competenze per l'autonomia - anno 2015", febbraio - maggio 2015

Comunicato n. 5/2015

L'I.Ri.Fo.R., Ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione ai sensi del D.M. 177/2000, riconosciuto quale ente di riferimento sulle tematiche tiflopedagogiche e tiflodidattiche dalla D.G. dello Studente del MIUR, propone un Corso di formazione sui principali strumenti e sussidi per l'educazione dei disabili visivi dal titolo: "Conoscenze e competenze per l'autonomia - anno 2015".

L'iniziativa si rivolge a docenti di sostegno e curriculari, educatori, assistenti domiciliari e genitori impegnati, a scuola o a casa, nel sostegno all'inclusione scolastica e sociale dei ragazzi con disabilità visiva.

L'iniziativa si svolgerà parte in modalità FaD e parte in forma residenziale sull'intero territorio nazionale per una durata complessiva di 120 ore/allievo.

L'attività formativa, che sarà avviata il 18 febbraio, si svilupperà in cinque moduli erogati in modalità FaD a frequenza settimanale, ciascuno dei quali si concluderà con un confronto in audio conferenza "in diretta" con un esperto.

Il modulo sarà corredato da un test (sempre on line) di verifica dell'apprendimento: la valutazione positiva al test sarà condizione per l'accesso al modulo successivo.

Il corso si concluderà con i work shop - laboratorio in presenza che l'I.Ri.Fo.R. attiverà nelle diverse regioni (di norma nelle città capoluogo di regione) nei fine settimana del periodo aprile/maggio ed il cui calendario sarà reso noto entro la fine di febbraio.

Motivazioni della proposta formativa

La diffusività dell'inclusione scolastica e sociale dei disabili visivi, rende indispensabile la realizzazione di percorsi di formazione e qualificazione per un corretto approccio educativo ai disabili visivi, al fine di dare a tutti coloro che, per motivi diversi, si trovino ad operare con persone con questa disabilità, le conoscenze fondamentali sulle specificità relative all'approccio educativo-relazionale con chi ha questa tipologia di disabilità.

La modalità on line è stata scelta in considerazione della "polverizzazione" della presenza dei disabili visivi al fine di portare, almeno la formazione di base, là dove c'è un ragazzo con disabilità visiva ed un adulto che deve interagire con lui.

Finalità

Il Corso intende fornire a educatori, docenti, genitori, dirigenti associativi ed a quanti si trovino ad operare con disabili visivi le competenze di base relative all'insegnamento e agli interventi educativi nei confronti di ragazzi con problemi visivi, incentrando l'attenzione sull'uso dei principali sussidi per la lettura e scrittura e sulla conoscenza delle metodologie per un positivo approccio educativo.

Ai partecipanti saranno riconosciute 120 ore di formazione complessive.

Modalità di svolgimento

Il corso, che avrà inizio il 18 febbraio 2015, è strutturato in cinque moduli - lezione, come da programma allegato: al termine di ogni modulo gli iscritti dovranno superare il test di verifica che sarà automaticamente loro proposto on line.

Una volta conseguita la valutazione positiva al test, l'interessato potrà accedere al modulo successivo, appena questo sarà messo on line, come da calendario.

I partecipanti che avranno superato tutte le cinque prove di verifica previste, potranno accedere ai "work shop", laboratori di approfondimento che saranno svolti in presenza nel periodo aprile/maggio 2015.

Iscrizione

L'iscrizione al corso potrà essere fatta a partire dal 28 gennaio 2015 sul sito istituzionale dell'I.Ri.Fo.R., all'indirizzo www.irifor.eu.

Sarà sufficiente cliccare sul link "e-learning" e, seguendo le indicazioni, iscriversi alla piattaforma FaD dell'Istituto.

In questo modo si potrà accedere all'area corsi e qui, seguendo le istruzioni, potrà essere perfezionata la procedura di iscrizione al corso "Conoscenze e competenze per l'autonomia - anno 2015".

Al momento dell'iscrizione sarà richiesto un contributo di €. 50,00 da pagare secondo le modalità evidenziate sul sito.

Per ogni informazione è possibile contattare l'ufficio di segreteria dell'Istituto al numero telefonico 06/69988606 o allo 06/69988607 oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo: archivio@irifor.eu.

Calendario didattico

Modulo 0 - Sessione di benvenuto

Disponibile on line dal 18 febbraio

Modalità di erogazione: FaD

- Presentazione delle modalità di erogazione e valutazione del corso, della piattaforma e fornitura della guida rapida al suo utilizzo

- Completamento del proprio profilo personale

Modulo 1 - Caratteristiche generali della minorazione visiva

Disponibile on line dal 23 febbraio

Modalità di erogazione: FaD

- Definizione legale di cecità in Italia

- Principali cause della minorazione visiva in età infantile

- Parametri e strumenti per la valutazione della funzionalità visiva

- Considerazioni sulla cecità e sull'ipovisione in rapporto agli interventi educativi

Modulo 1 - Audio conferenza di confronto con un esperto sui temi affrontati nel modulo

27 febbraio - ore 14,30 / 18,30 (diretta)

Tempo riconosciuto per la partecipazione al Modulo 1: 14 ore corso

Test di valutazione modulo 1 disponibile on line dal 28 febbraio

Modulo 2 - Introduzione al Codice di lettura e scrittura Braille

Disponibile on line dal 2 marzo

Modalità di erogazione: FaD

- Struttura del codice Braille base a 6 punti

- Struttura del codice Braille informatico a 8 punti

- Lettura del codice Braille da parte delle persone vedenti: tavoletta, dattilo Braille e stampante Braille, punteggiatura e notazione matematica

- Strutturazione del layout della pagina

Modulo 2 - Audio conferenza di confronto con un esperto sui temi affrontati nel modulo

6 marzo - ore 14,30 / 18,30 (diretta)

Tempo riconosciuto per la partecipazione al Modulo 2: 24 ore corso

Test di valutazione modulo 2 disponibile on line dal 7 marzo

Modulo 3 - Strumenti per l'inclusione di alunni con disabilità visiva nella scuola

Disponibile on line dal 9 febbraio

Modalità di erogazione: FaD

- Attività didattiche inclusive e attività didattiche speciali

- Ausili specifici per la geografia

- Ausili per la rappresentazione grafica

- Ausili specifici per il calcolo matematico

- Tavole tattili (narrazione e didattica)

Modulo 3 - Audio conferenza di confronto con un esperto sui temi affrontati nel modulo

13 marzo - ore 14,30 / 18,30 (diretta)

Tempo riconosciuto per la partecipazione al Modulo 3: 24 ore corso

Test di valutazione modulo 3 disponibile on line dal 14 marzo

Modulo 4 - Tecnologia informatica assistiva per la disabilità visiva

Disponibile on line dal 16 marzo

Modalità di erogazione: FaD

- Tecnologia informatica assistiva di base: lettore di schermo, sintesi vocale e display Braille

- Strumenti e tecniche per il trattamento testi

- Strumenti e tecniche per la scrittura della matematica

- Strumenti e tecniche per la creazione di audiolibri

Modulo 4 - Audio conferenza di confronto con un esperto sui temi affrontati nel modulo

20 marzo - ore 14,30 / 18,30 (diretta)

Tempo riconosciuto per la partecipazione al Modulo 4: 34 ore corso

Test di valutazione modulo 4 disponibile on line dal 21 marzo

Modulo 5 - Orientamento e mobilità

Disponibile on line dal 23 marzo

Modalità di erogazione: FaD

- Percezione dello spazio nella persona non vedente e ipovedente

- Esigenze specifiche di mobilità in ambiente scolastico

- Ausili per la mobilità

Modulo 5 - Audio conferenza di confronto con un esperto sui temi affrontati nel modulo

27 marzo - ore 14,30 / 18,30 (diretta)

Tempo riconosciuto per la partecipazione al Modulo 5: 24 ore corso

Test di valutazione modulo 5 disponibile on line dal 28 marzo

Aprile / Maggio

Svolgimento dei work shop in presenza (date da definire)

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Superando.it del 27-01-2015

Visite di revisione: l'INPS definisce le nuove regole

Tramite una recente Circolare, infatti, l'INPS ha fissato i criteri operativi delle nuove procedure per l'accertamento e la revisione delle minorazioni civili, stabilite lo scorso anno dalla Legge 114/14. E lo ha fatto, secondo il Servizio HandyLex.org, «forzando a proprio favore l'applicazione del disposto legislativo, con vantaggi e svantaggi per i cittadini».

ROMA. La Legge 114/14 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari) si era posta anche l'obiettivo di semplificare le procedure di accertamento e di revisione delle minorazioni civili.

Come si legge in un approfondimento elaborato dal Servizio HandyLex.org: «Una novità particolarmente rilevante riguardava proprio le visite di revisione. Nella normativa previgente, infatti, lo status relativo alla minorazione civile e all'handicap (Legge 104/1992) decadeva in occasione della scadenza dei relativi verbali di accertamento, anche se l'interessato era in attesa di visita di revisione. A causa dei ritardi "tecnici" di verifica della permanenza dei requisiti sanitari, all'indomani della scadenza eventualmente indicata nel verbale venivano pertanto sospese le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità), si perdeva il diritto alle agevolazioni lavorative (permessi e congedi) e non si poteva accedere ad altre agevolazioni quali, ad esempio, quelle fiscali finché non fosse stato definito un nuovo verbale di accertamento. Con la Legge 114/14, invece, nel caso in cui sia prevista la rivedibilità, si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefìci, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura».

Ora, ad alcuni mesi di distanza, l'INPS ha fissato con una propria Circolare (n. 10 del 23 gennaio 2015) i criteri operativi «forzando a suo favore - secondo HandyLex.org - l'applicazione del disposto legislativo» ed «"estromettendo" totalmente le ASL dalle visite di revisione che finora erano loro affidate, con vantaggi e svantaggi per il Cittadino: da un lato, infatti, i tempi dovrebbero essere abbreviati, non essendoci più il "passaggio" di verbali da ASL a INPS. Dall'altro, però, il Cittadino non ha più come referente la propria ASL e la sua sede fisica. Potrebbe, quindi, accadere che recarsi a visita comporti maggiori distanze e maggiori disagi».

«Di certo - sottolinea ancora la nota di HandyLex.org, di cui suggeriamo caldamente ai Lettori la consultazione - tale soluzione incontrerà il favore di molte Regioni che vedranno abbattersi i costi di accertamento presso le proprie ASL, ma al contempo ciò rappresenta un ulteriore passo verso la delega totale della valutazione della disabilità dal Sistema sanitario e sociosanitario nazionale all'INPS». (S.B.)

Ribadiamo ancora l'opportunità di consultare l'ampia nota di approfondimento elaborata da HandyLex.org, intitolata Revisione delle minorazioni civili e semplificazione: nuova circolare INPS.

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Il Tempo del 27-01-2015

Ciechi veri o ciechi falsi? La risposta e' nel campo visivo

Ecco come distinguere i non vedenti "veri" da quelli "finti".

Ciechi "per legge". Cecità relativa o totale: non è mai stata fatta abbastanza chiarezza in merito, si parla di falsi ciechi, falsi invalidi ma mai nessuno si è preso la briga di interpellare bene gli addetti ai lavori, gli operatori medici che nel quotidiano seguono i minorati visivi. Ed è per questo che vorremmo cominciare a capire seriamente di cosa si parla traducendo in forma chiara e semplice cosa si nasconde dietro a tanta confusione. Con la Dott.ssa Daniela Domanico (Dirigente Medico Oculista I livello c/o il P.O. Centro di Terracina - Università "La Sapienza" di Roma Polo Pontino) proviamo a capirci di più.

"Tutti identifichiamo in modo automatico chi è un "cieco". Se invece volessimo sapere "quanto" debba vedere una persona per essere considerata cieca, allora la "risposta" va ricercata nella legge. La prima legge è la 155 del 1965 che recita: "Si intendono privi della vista coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione". Come si può notare vi sono comprese anche persone che riescono a vedere qualcosa. Questa formula è ripetuta in varie leggi, da ultimo nell'art.1 comma 4 della legge n.68/1999 sul collocamento obbligatorio dei disabili. Il Ministero della Sanità con nota DPV.4/H-d1/466 in data 22 giugno 2001 precisava che tale definizione debba intendersi valida per qualsiasi legge che contenga disposizioni a favore dei non vedenti senza altre specificazioni. È con la legge 138 del 3 aprile 2001 che finalmente viene recepita la classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che individua i ciechi e gli ipovedenti non solo sulla base del visus, cioè di quanto un soggetto vede ma anche di come e quanto vede davanti a sé attraverso l'ampiezza del campo visivo, cioè quella porzione di spazio che l'occhio è in grado di vedere".

Che cosa è il campo visivo? "Il campo visivo è quella porzione di mondo che un occhio immobile percepisce tenendo fisso lo sguardo su un punto; in assenza di alterazioni un campo visivo cosiddetto "normale" si estende oltre i 90° lateralmente, 60° nasalmente e superiormente e circa 70° inferiormente. Bisogna distinguere il campo visivo di un singolo occhio da quello binoculare, cioè quello che si percepisce con tutti e due gli occhi aperti. Questo perché, seppure in un malato dovesse rimanere un minimo residuo visivo, se il campo visivo presenta delle zone di buio completo nella visione centrale, la vita quotidiana è inficiata sotto ogni aspetto. Risulta strano come infatti ciechi cosiddetti "parziali" vadano in giro in luoghi da loro già conosciuti, quando il nostro immaginario collettivo contraddistingue il cieco che tentenna con un bastone bianco. Però immaginiamo come poter vivere per sempre, noi normali, osservando il mondo attraverso un solo buco grande come una punta di spillo o con una grossa macchia nera centrale che ci oscuro tutto nonostante si giri la testa in ogni direzione." Lasciamo ai medici dunque l'ardua sentenza, che con esami strumentali d'alto livello, riescono a rilevare la quantità del danno e alla legge la giusta applicazione delle regole per non additare ipovedenti "ladri" quando hanno la sola disgrazia di non poter mai osservare un arcobaleno tutto intero. (Sar.Bir.)

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Corriere della Sera - Invisibili del 07-01-2015

Disabili: altre picconate sul lavoro

MILANO. Si è concluso con una partita di basket in sedia a rotelle tra la nazionale italiana e gli imprenditori, i responsabili del personale e il pubblico intervenuto l'incontro "Transizioni lavorative per disabili sensoriali" organizzato a Milano dalla Fondazione Adecco per le pari opportunità, durante la tre giorni di Diversitàlavoro. Una partitella a ruoli invertiti, disabili a loro agio comodamente seduti e "abili" che tentano di trovare l'equilibrio sulle quattroruote di ordinanza prima ancora di andare a canestro. Un modo per entrare in contatto dopo un dibattito in cui si è parlato di sicurezza e normative inerenti l'impiego. Ma il tema centrale sul tavolo resta il lavoro che anche quest'anno le persone con disabilità non hanno trovato come dono natalizio sotto l'abete carico di addobbi. E nemmeno nella calza della befana.

E a non ricevere il sospirato cadeaux non saranno solo gli italiani. L'impiego è una chimera anche per i disabili europei. Sono circa 44 milioni i disabili in età lavorativa (15-64 anni) nei 28 Stati dell'Unione Europea. Di questi il 52,7% è non occupato, studia ancora o non lavora (stime Eurostat 2011). E in Italia le cose vanno anche peggio. Secondo i dati diffusi dal Ministero del Lavoro quest'anno, l'84% dei disabili in età lavorativa non ha un impiego e i disoccupati iscritti alle liste di collocamento obbligatorio sono 750 mila.

"Le leggi ci sono, ma non sono rispettate - chiosa Claudio Messori di Anmil (l'Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) -. In questo campo si stanno facendo giganteschi passi indietro con la scusa della spending review. L'elenco degli errori è lungo. La competenza dell'applicazione della legge 68/99 è passata dal dipartimento del lavoro a quello delle politiche sociali. Non esiste più una funzione ispettiva, non ci sono controlli: così anche quando le aziende sottoscrivono contratti con la pubblica amministrazione compilano semplicemente un'autocertificazione del rispetto della legge sul collocamento obbligatorio. Ma nessuno ne controlla la veridicità. Infine è sparito pure il fondo di 42 milioni che, in base all'articolo 13 della legge 68/99, dava un "premio" alle aziende che assumevano i disabili".

Risultato? Nonostante la legge preveda un 7% di assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili per la maggior parte delle aziende solo il 6,2% delle imprese la rispetta e solo il 2,2% "osa" assumere un disabile intellettivo. "Ma qualcosa stiamo cercando di fare - prosegue Claudio Messori - stiamo cercando una via per applicare l'articolo 14 della legge Biagi, che consente una triangolazione tra province (che andranno a sparire), onlus ed enti pubblici, per coprire le scoperture (i posti vacanti) nella pubblica amministrazione". In Lombardia per esempio il settore della salute ha 2mila posti vacanti, posizioni che un ospedale difficilmente potrebbe coprire con persone con disabilità anche se obbligato dalla legge a farlo. "Applicando una formula simile a quella contenuta nell'articolo 14 della legge Biagi è possibile che le onlus assumano disabili al posto degli ospedali in cambio di commesse lavorative".

Più ottimista Claudio Soldà della Fondazione Adecco: "Con la crisi la flessione degli impieghi è stato simile tra i disabili e i non disabili, ciò che è cambiata è la sensibilità e l'attenzione delle aziende verso la diversità, ciò che cinque anni fa era visto come puro assolvimento delle normative e degli obblighi di legge, oggi comincia ad essere vissuto come un'opportunità da valutare".

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Giornale UICI del 23-01-2015

Centro di Documentazione Giuridica: La Giustizia amministrativa condiziona il diritto allo studio dei disabili alla disponibilità economica

a cura di Paolo Colombo

La Giustizia Amministrativa mette in discussione il diritto allo studio dei disabili con una clamorosa inversione di tendenza rispetto agli orientamenti giurisprudenziali degli ultimi anni che si rifacevano in toto ai principi costituzionali della consulta.

Le due sentenze del Tar Sicilia e del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana di fatto sovvertono il principio del diritto allo studio per i disabili. Giustificare la riduzione delle ore di sostegno per ragioni di bilancio equivale in sostanza a mettere in discussione lo stesso principio del diritto allo studio, che si riteneva definitivamente sancito dalla Corte Costituzionale.

Infatti prima il Tar Sicilia con sentenza n.369 del 2014, nega il risarcimento del danno patrimoniale e non alle famiglie dei disabili a cui il sostegno scolastico era stato negato. Poi il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana con sentenza n. 617 del 17 novembre 2014 che confermando l'indirizzo del TAR non solo nega il diritto al risarcimento per danni, ma mette in dubbio anche l'assolutezza del diritto costituzionale all'istruzione.

Nella Sentenza del CGA della Sicilia si legge "come periodicamente ribadito anche dalla giurisprudenza, che la 'educazione ed istruzione', piuttosto che la 'salute' quale 'diritto fondamentale dell'individuo' [...], specie se riferiti [...] alla cura dei minori handicappati, costituiscono altrettanti diritti personali e sociali oggetto di tutela rafforzata, è anche vero che la tutela c.d. 'incondizionata' della salute, ribadita dal primo Giudice per concedere il sostegno nella misura richiesta dai genitori - depurata dalla forte caratura ideologica che ne ha accompagnato la sua rappresentazione politica e giuridica (anche nella cit. sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale), oltre che mai realizzata nei fatti, sia in termini di prevenzione che di cura - non può per altro verso non subire oscillazioni, specialmente in tempi di crisi finanziaria acuta, come accade per la stagione attuale di finanza pubblica, che inevitabilmente si riverberano sulle scelte dell'Amministrazione, ogni qualvolta questa è chiamata a dover ponderarne la misura".

Anche omettendo di valutare le gravissime considerazioni che la CGA formula nei riguardi della Corte costituzionale ("forte caratura ideologica che ne ha accompagnato la sua rappresentazione politica e giuridica"), molto grave è che l'organo giudicante nella sostanza dichiara alcuni diritti non "indiscutibili", ma condizionati nella loro esigibilità dalla crisi finanziaria. Aprendo concretamente la possibilità alle amministrazioni di limitare il sostegno scolastico a causa della crisi finanziaria.

Inoltre quando scive: "[...] l'assistenza pubblica ai minori, in tutte le forme con cui questa può essere prestata, è da reputare in via di principio 'sussidiaria', o, comunque, non sostitutiva rispetto agli obblighi di assistenza ed educazione che prioritariamente incombono sui genitori che su di essi esercitano la potestà"di fatto attribuisce alle famiglie il carico materiale ed economico del sostegno scolastico ritenendo che lo stato se ne debba invece occupare in modo sussidiario.

Certamente tali sentenze avranno non poche ripercussioni, in una fase di delicato equilibrio finanziario a molti studenti disabili sarà negato il diritto allo studio con una sensibile riduzione delle ore di sostegno perchè condizionate alle ridotte disponibilità economiche delle P.A.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Redattore Sociale del 10-01-2015

Scuola, attacco al sostegno: "Si puo' ridurre in tempi di crisi". Protesta la Fish

Due sentenze del Tar Sicilia e del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana sovvertono il principio del diritto allo studio per i disabili: le ore di sostegno possono essere ridotte per ragioni di bilancio.

ROMA. E' un cambio di passo clamoroso che sovverte di fatto i principi basilari sui quali fiumi di sentenze in questi anni hanno riconosciuto agli alunni con disabilità il diritto ad avere tutte le ore di sostegno scolastico necessarie alla loro condizione. Una sentenza del Tar Sicilia e una successiva sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana mettono a rischio il principio del diritto allo studio, di fatto ammettendo che esso possa essere limitato per ragioni di bilancio. La Fish parla di un "gravissimo rischio per i diritti delle persone con disabilità", visto che in Sicilia l'amministrazione scolastica sta già proponendo numerosi appelli contro le sentenze finora favorevoli agli alunni con disabilità: "Agiremo in tutte le sedi adeguate per rintuzzare questo violentissimo attacco contro i diritti civili", dice il presidente Vincenzo Falabella.

La vicenda nel dettaglio. Fish ricorda che la giurisprudenza prevalente negli ultimi anni si è adeguata alle indicazioni della Consulta sul fatto che il sostegno scolastico vada garantito al massimo delle ore necessarie agli studenti con grave disabilità e alle famiglie vada riconosciuto il danno patrimoniale comprovato come pure l'eventuale danno non patrimoniale.

Un primo sovvertimento di questo stato di fatto c'è stato con una sentenza del Tar Sicilia (369/2014) che stabilisce che non sia dovuto il risarcimento del danno patrimoniale e non. Successivamente una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Regione Siciliana (Sentenza n. 617 del 17 novembre scorso) che conferma l'indirizzo del Tar.

Il Consiglio - spiega la Fish - non li limita a negare il diritto al risarcimento per danni, ma mette in dubbio anche l'assolutezza del diritto costituzionale all'istruzione. Testualmente: "Se è vero - si legge nella Sentenza del CGA della Sicilia - come periodicamente ribadito anche dalla giurisprudenza, che la 'educazione ed istruzione', piuttosto che la 'salute' quale 'diritto fondamentale dell'individuo' [...], specie se riferiti [...] alla cura dei minori handicappati, costituiscono altrettanti diritti personali e sociali oggetto di tutela rafforzata, è anche vero che la tutela c.d. 'incondizionata' della salute, ribadita dal primo Giudice per concedere il sostegno nella misura richiesta dai genitori - depurata dalla forte caratura ideologica che ne ha accompagnato la sua rappresentazione politica e giuridica (anche nella cit. sentenza n. 80/2010 della Corte Costituzionale), oltre che mai realizzata nei fatti, sia in termini di prevenzione che di cura - non può per altro verso non subire oscillazioni, specialmente in tempi di crisi finanziaria acuta, come accade per la stagione attuale di finanza pubblica, che inevitabilmente si riverberano sulle scelte dell'Amministrazione, ogni qualvolta questa è chiamata a dover ponderarne la misura".

Si tratta secondo Fish di "gravissime considerazioni verso la Corte costituzionale" (l'accusa di forte caratura ideologica è rivolta alla Consulta) che cambia le carte in tavola: nella sostanza alcuni diritti non sarebbero "indiscutibili", ma condizionati nella loro esigibilità dalla crisi finanziaria. E dunque legittimamente l'amministrazione potrebbe limitare il sostegno scolastico a causa della crisi finanziaria.

Ma c'è un altro passaggio critico, quello in cui si dice che "l'assistenza pubblica ai minori, in tutte le forme con cui questa può essere prestata, è da reputare in via di principio 'sussidiaria', o, comunque, non sostitutiva rispetto agli obblighi di assistenza ed educazione che prioritariamente incombono sui genitori che su di essi esercitano la potestà". Come a dire, spiega la Fish, che quello del sostegno scolastico paradossalmente è un compito della famiglia in cui lo Stato interviene in modo solo sussidiario, e che quindi le famiglie potrebbero essere chiamate a farsene carico materialmente ed economicamente.

I primi effetti di tale sentenza - fa sapere Fish - già si fanno sentire: l'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo ha iniziato a notificare numerosi appelli avverso le sentenze del TAR Palermo con le quali già è stato riconosciuto il diritto all'integrazione delle ore di sostegno e al risarcimento del danno. "La prevedibile emulazione che tale grave sentenza innescherà sarà una rinnovata causa di esclusione di molte persone con disabilità. - commenta con preoccupazione Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - È necessaria una forte sensibilizzazione dei Consigli forensi, una forte unità dei legali che fino ad oggi hanno seguito i contenziosi attivati da migliaia di famiglie, ma soprattutto è necessaria una Adunanza plenaria del Consiglio di Stato per rendere omogenee le successive sentenze e per censurare le pesanti affermazioni del Consiglio di Giustizia siciliano. Fish agirà in tutte le sedi adeguate per rintuzzare questo violentissimo attacco contro i diritti civili."

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Superando.it del 24-01-2015

Province e assistenti a scuola: il Governo risponde alla FISH

La Federazione FISH aveva chiesto un incontro urgente con il Governo, per chiarire la situazione e scongiurare i gravi rischi derivanti dalla cosiddetta "Legge Delrio", ovvero che con la soppressione delle Province scompaiano anche gli assistenti educativi e della comunicazione per gli alunni con disabilità. E poche ore dopo Gianclaudio Bressa, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si è dichiarato disponibile a un confronto nei prossimi giorni, per cercare la soluzione più adeguata.

ROMA. Già da qualche tempo il nostro giornale sottolinea tutti i rischi che potrebbero derivare per il diritto allo studio delle persone con disabilità dall'entrata in vigore della Legge 56/14 (Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), la cosiddetta "Legge Delrio", che modificherà notevolmente l'assetto istituzionale.

Sulla questione arriva ora la presa di posizione della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), alla quale, come annota il presidente Vincenzo Falabella, «giungono segnali di allarme da molti territori circa l'assenza di definizione di quale sia la destinazione della competenza riguardante l'assegnazione degli assistenti educativi e della comunicazione agli studenti con disabilità, se sia cioè in capo alle Regioni, ai Comuni o alle nuove Città Metropolitane».

«Il diritto allo studio e a un'efficace inclusione scolastica - si legge in tal senso nella nota della Federazione - non sono garantiti solo dagli insegnanti di sostegno o dall'attenzione nella predisposizione di percorsi personalizzati, ma, in molti casi, anche dalla presenza di assistenti educativi e della comunicazione (AEC). Il loro supporto è essenziale soprattutto nel caso di alunni sordi, non vedenti o ipovedenti o con pluriminorazioni. Il loro ruolo è espressamente previsto dalla Legge Quadro 104/92, mentre il Decreto Legislativo 112/98 (articolo 139, comma 1 c) aveva attribuito alle Province la competenza per la loro assegnazione. La "Legge Delrio", però, pur nell'intento di perseguire principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, ha soppresso le Province e ne ha redistribuito le principali competenze istituzionali, ma quelle relative agli assistenti educativi e alla comunicazione rimangono piuttosto indeterminate, causando un notevole disorientamento e un rischio per il diritto allo studio delle persone con disabilità».

«A questo punto - si chiede con preoccupazione la FISH, in modo tutt'altro che sottinteso - non è che la tendenza sia orientata verso la soppressione di quella competenza e conseguentemente verso l'eliminazione delle figure degli assistenti educativi e della comunicazione?».

«Ricordiamo - preme sottolineare a Falabella - che la Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale garantisce il diritto allo studio delle persone con disabilità senza vincoli di bilancio, riconoscendo che tutti gli strumenti e gli istituti necessari all'educazione inclusiva devono essere garantiti».

Per chiarire dunque la situazione e scongiurare i gravi rischi paventati, la FISH ha richiesto un incontro urgente con i rappresentanti del Governo, ritenendo che vi siano gli spazi politici e i tempi tecnici per un intervento dirimente e di salvaguardia dei diritti civili e in tal senso una prima risposta è già arrivata in queste ore, da parte di Gianclaudio Bressa, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che si è dichiarato disponibile a un confronto concretamente rivolto a ricercare la soluzione più adeguata, tenuto conto appunto della complessiva riforma degli Enti Locali, Città Metropolitane e Province, di fatto in vigore dal 1° gennaio scorso. Un confronto che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni in data aancora da definire. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Italia Oggi del 06-01-2015

Alunni disabili senza continuita', meta' cambia prof ogni anno

Aumentano gli alunni con disabilità: 1000 in più in un anno, tanto da raggiungere nel passato anno scolastico oltre i 150mila studenti tra scuola primaria e medie, secondo un trend confermato negli ultimi 10 anni. Ma la continuità didattica è una chimera per questi alunni che, al contrario, ne hanno bisogno sia per il proprio percorso formativo sia per promuovere e favorire l'inclusione a scuola. A fotografare l'inclusione scolastica dei quasi 85 mila alunni con disabilità della primaria e degli oltre 65mila delle medie è l'indagine annuale dell'Istat, recentemente pubblicata (www.istat.it). Pur aumentati di 6.000 in un anno, gli oltre 74 mila docenti di sostegno rivelati dal Miur sono insufficienti a garantire la continuità didattica degli studenti con disabilità. Tuttavia, il numero medio di alunni disabili per docente è molto vicino, a livello nazionale, a quello previsto dalla legge 244/2007, cioè un insegnante di sostengo ogni due studenti con disabilità. Non solo circa il 10% delle famiglie della primaria e il 7% delle medie hanno presentato negli ultimi anni un ricorso al Tribunale civile o al Tar per ottenere l'aumento delle ore di sostegno ai figli, con il Sud che doppia il Nord. Ma l'Istat rivela anche che durante l'anno scolastico ha cambiato insegnante l'10,8% degli studenti disabili della scuola primaria e il 8,8% dei compagni delle medie. Addirittura circa la metà dei ragazzi a inizio anno si ritrova un docente di sostegno diverso dell'anno scolastico precedente: accade al 44,1% degli alunni nella primaria e al 39,8% nelle medie. Una situazione che annulla le distante territoriali, presentando percentuali identiche al Nord come al Sud e al Centro. Eppure, sottolinea l'Istat, «per la realizzazione del progetto individuale è importante che ci sia continuità nel rapporto docente sostegno-alunno con disabilità non solo nel corso dell'anno scolastico ma anche per l'intero ciclo scolastico». C'è di più. Solamente il 66,7% degli insegnanti di sostegno della primaria e il 69,2% di quelli delle medie svolgono l'attività a tempo pieno all'interno dello stesso plesso scolastico: nella primaria le percentuali più alte si registrano nel Lazio e in Calabria (75,5%), mentre quella più bassa nella provincia autonoma di Bolzano (36,1%); alle medie la percentuale più elevata si riscontra in Calabria (74,9%), la più bassa nella Provincia autonoma di Trento ( 46,4%). Al Sud però gli studenti disabili possono contare solo sull'insegnante di sostegno, che dovrebbe occuparsi del supporto didattico e, se l'alunno non è autonomo, dovrebbe essere affiancato da altre figure professionali, fornite dagli enti locali, per il supporto alla socializzazione e all'autonomia. Il numero di ore prestate dall'assistente educativo culturale (Aec) è di circa 13 ore settimanali nelle scuole primarie e circa 11 ore alle medie per gli alunni non autonomi in tutte le attività considerate (spostarsi, mangiare, andare al bagno); per gli studenti con minori limitazioni di autonomia le ore medie scendono intorno a 9 per entrambi gli ordini scolastici. Tuttavia, il numero medio di ore settimanali al Sud è più basso: per le scuole medie è di 8,7 contro le 9,5 ore del Centro e le 10,6 del Nord. Non solo. Gli alunni non autonomi della primaria nel Mezzogiorno ricevono un numero medio di ore di Aec di 12,5 contro le 14,3 del Nord, mentre alle medie si attesta sulle 9,1 ore contro le 13,2 del Centro.

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Superando.it del 12-01-2015

Scuola e disabilita': i dati del 2013-2014

Circa mille alunni con disabilità e seimila insegnanti di sostegno in più rispetto all'anno precedente, ma anche un numero crescente di ricorsi ai Tribunali, per chiedere l'aumento delle ore di sostegno e sempre grossi problemi di continuità didattica, accessibilità e partecipazione: è quanto emerge dal rapporto recentemente presentato dall'ISTAT sulla disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, basato sui dati dell'anno scolastico 2013-2014

Il 19 dicembre scorso l'ISTAT ha pubblicato l'edizione annuale del report dedicato all'Integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado statali e non statali.

Nell'anno scolastico 2013-2014, dunque, sono risultati essere più di 150.000 gli alunni con disabilità (circa 1.000 in più rispetto all'anno precedente; il 3,3% del totale di alunni), di cui quasi 85.000 nella scuola primaria (3% degli alunni) e più di 65.000 nella scuola secondaria di primo grado (3,8% del totale).

Più di 74.000, invece, gli insegnanti di sostegno delle scuole statali rilevati dal Ministero, 6.000 in più rispetto al precedente anno scolastico. Tuttavia va rilevato anche un aumento della percentuale di famiglie che ha presentato ricorso, negli anni, al Tribunale Civile o Amministrativo per ottenere un maggior numero di ore di sostegno: il 10,5% nelle scuole primarie e il 7,4% in quelle secondarie di primo grado (erano stati rispettivamente l'8,8% e il 5,9% nel precedente anno scolastico).

E ancora, vanno evidenziate le percentuali degli alunni con disabilità che hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente, con tutte le conseguenze che tale discontinuità può produrre al fine della realizzazione del progetto individuale: il 44,1% nella scuola primaria e il 39,8% in quella secondaria di primo grado.

Il report dell'ISTAT fornisce informazioni sia sulle attività di sostegno, in termini di ore prestate, sulle attività prevalenti e sulla continuità del rapporto con l'alunno con disabilità, sia sull'assistenza educativa culturale o ad personam (AEC). Com'è ben noto, infatti, il supporto didattico fornito dall'insegnante di sostegno dovrebbe essere accompagnato - in caso di alunni non autonomi - dalla presenza di figure professionali, fornite dagli Enti Locali, che ne supportino la socializzazione e l'autonomia.

Per quanto poi concerne l'accessibilità, continua a essere elevata la quota di plessi scolastici che presentano barriere architettoniche, con una situazione di svantaggio maggiore per le Regioni del Sud Italia. E più di un quarto delle scuole primarie e secondarie di primo grado risultano sprovviste di postazioni informatiche adattate, che potrebbero certamente svolgere una funzione positiva nel processo di inclusione scolastica.

Riguardo infine alla partecipazione dell'alunno con disabilità alle attività della classe, emerge come a una riduzione dei livelli di autonomia (nello spostarsi, nel mangiare e nell'andare in bagno) corrisponda anche una drastica diminuzione del numero di ore di didattica trascorse all'interno della classe. E se circa il 10% gli alunni con disabilità non risulta partecipare alle uscite didattiche brevi - quelle che non prevedono il pernottamento - solo il 26% degli alunni della scuola primaria e il 51% di quelli della scuola secondaria partecipano alle gite di istruzione con pernottamento.

Ricordiamo ancora la disponibilità del report prodotto il 19 dicembre scorso dall'ISTAT sull'Integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado statali e non statali.

La presente nota costituisce la rielaborazione di un testo pubblicato da Daniela Bucci in «Condicio.it», sito al quale rimandiamo i Lettori per ulteriori approfondimenti sul tema del Diritto all'istruzione.

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Superando.it del 15-01-2015

Valutare i risultati delle classi e non solo delle scuole

di Salvatore Nocera

«Sono dettati da una giusta esigenza - scrive Salvatore Nocera - i tentativi che il Ministero sta conducendo per verificare quanto il lavoro didattico dei docenti sia produttivo nei confronti degli alunni. Ciò che però sembra errato è il mezzo proposto per valutare i docenti da una parte, le scuole dall'altra, con il rischio di produrre risultati pericolosi anche per gli alunni con disabilità. Ma forse si è ancora in tempo per correggere il tiro».

ROMA. Quello della valutazione nella scuola è un problema aperto da sempre sotto tre profili: la valutazione dei docenti, quella dei dirigenti scolastici e quella del sistema d'istruzione.

Sorvoliamo, in questa sede, sulla valutazione dei dirigenti scolastici, poiché - a detta degli stessi pedagogisti - si tratta di un aspetto fondamentale che richiede una disamina previa sulla formazione degli stessi, nella quale, per dirne una, l'àmbito della normativa e dell'organizzazione dell'inclusione scolastica è incredibilmente opzionale, a fronte di un Paese come il nostro, l'unico al mondo in cui l'inclusione è obbligatoria e generalizzata.

Restando quindi al tema della valutazione del merito dei docenti da parte del "datore di lavoro" - Ministero, Ufficio Scolastico Regionale o nucleo di valutazione della scuola che sia - esso è sempre stato presente nel dibattito sulla scuola. Si accese in particolare alla fine degli Anni Novanta, quando l'allora ministro Luigi Berlinguer tentò di introdurre il cosiddetto "Concorsone", per dare una soluzione al problema, ma tutto fu travolto a seguito della dura reazione dei Sindacati, cosicché l'argomento si inabissò, per riapparire recentemente con il documento della Buona Scuola, riforma complessiva del sistema scolastico proposta dal Governo Renzi.

Quest'ultimo, anzi, propone come soluzione la valutazione da parte di un soggetto terzo che dovrebbe annualmente scegliere circa i due terzi dei docenti da premiare con un significativo aumento di stipendio, costringendo il residuo terzo a competere nell'anno successivo, per crescere nella valutazione e quindi meritarsi a propria volta l'aumento stipendiale.

Dietro pressione delle forze sindacali, questa soluzione esclusivamente meritocratica è stata temperata, mantenendo in parte il criterio della progressione automatica nella carriera, legata quindi, nello stipendio, all'anzianità di servizio.

Per quanto concerne invece la valutazione del sistema d'istruzione, essa è affidata all'INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), che ha dapprima operato con le valutazioni dei livelli apprenditivi degli alunni nel quadro dei raffronti tra diversi Paesi dell'OCSE [Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, N.d.R.] e ora, secondo quanto stabilito dalla Direttiva Ministeriale 11/14 del 18 settembre 2014, in attuazione del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 80/13 (Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione), ha proposto il cosiddetto RAV, ovvero il Rapporto sull'Autovalutazione delle Scuole, ufficialmente presentato a Roma nel dicembre scorso.

Il documento relativo utilizza alcuni aspetti del Regolamento sulla valutazione dei docenti emanato tramite il citato DPR 80/13 e rende noti alcuni indicatori di sistema che un gruppo di esperti propone a tutte le scuole italiane perché si autovalutino. A questa prima fase (scuole) dovrebbe seguire quella della valutazione degli utenti, delle famiglie e quella finale di un soggetto terzo.

Ebbene, tra gli indicatori ne sono stati introdotti anche alcuni concernenti l'inclusione degli alunni con disabilità e altri BES (Bisogni Educativi Speciali), ma in tal senso il RAV soffre di due peccati di origine, che a mio avviso non consentiranno una seria autovalutazione dell'inclusione scolastica. In primo luogo, infatti, gli indicatori su cui dovrebbero rispondere le scuole sono troppo generici e formulati in modo da rendere impossibile il controllo sulla veridicità delle risposte. In secondo luogo, la valutazione riguarda le singole scuole nel loro complesso e non le classi e quindi le classi stesse in cui l'inclusione verrà svolta male si "mimetizzeranno" nella media di tutta la scuola e quindi non si avrà una vera valutazione delle singole scuole, ma neppure del sistema d'istruzione realizzato dal gruppo di docenti delle singole classi.

Questi tentativi che il Ministero sta conducendo sono per altro dettati da una giusta esigenza di verificare quanto il lavoro didattico dei docenti sia produttivo nei confronti degli alunni. Ciò che dunque mi sembra errato - in questa prima fase e in quella finale - è il mezzo, vale a dire adesso la valutazione della scuola nel suo complesso e poi la valutazione dei singoli docenti.

Degli effetti fuorvianti della valutazione delle singole scuole nel loro complesso si è già detto; quanto alla valutazione del merito dei singoli docenti, l'errore emergerà in sede applicativa in modo a mio parere devastante, quando cioè si scatenerà una vera e propria "lotta senza quartiere" tra i singoli docenti, per accaparrarsi il punteggio utile ad entrare nel numero dei due terzi che avranno aumenti di stipendio. In altre parole, si scatenerà un individualismo sfrenato, ovvero l'esatto contrario del lavoro cooperativo interdisciplinare che tutta la pedagogia invita a realizzare in ogni gruppo di docenti di una classe. Non si raggiungerà in tal modo il fine di migliorare il rendimento collettivo degli alunni della classe, ma solo il rendimento degli alunni nella propria disciplina, anche a danno del rendimento in altre discipline.

Meglio sarebbe stato, in questa prima fase sull'autovalutazione di sistema, puntare sull'autovalutazione dei risultati delle singole classi, ivi compresi quelli ottenuti dagli alunni con disabilità ed altri BES. Ciò avrebbe spinto infatti tutti i docenti della classe - sin da questa prima fase - a fare corpo comune, con l'obiettivo di far raggiungere i migliori risultati complessivi a tutti gli alunni, il che, lungi da determinare una concorrenza individualistica tra i docenti, avrebbe stimolato la coscienza di gruppo e una sana concorrenza tra i gruppi di docenti delle singole classi.

Riguardo poi ai docenti meno impegnati, essi sarebbero stati stimolati dai colleghi a impegnarsi, per non fare sfigurare il gruppo nel suo complesso. E anche gli alunni con disabilità e altri BES sarebbero stati oggetto della massima attenzione, poiché il loro successo avrebbe innalzato la media della valutazione di tutta la classe. Con una valutazione centrata sulla singola scuola, invece, torno a ribadire che i risultati negativi si mimetizzeranno, mentre, rispetto alla valutazione dei singoli docenti - concernente la seconda fase del percorso - quelli curricolari, specie delle scuole superiori secondarie, saranno portati ad accentuare ulteriormente l'attuale deriva di delega al solo insegnante per il sostegno.

Come si vede, dunque, i vantaggi realizzabili in questa prima fase tramite l'autovalutazione dei risultati delle singole classi, potrebbero giovare anche per la realizzazione della seconda fase riguardante la valutazione dei singoli docenti.

A questo punto ritengo che si sia ancora in tempo per correggere il tiro e far sì che l'autovalutazione per l'anno in corso possa riguardare i risultati delle singole classi, i quali potrebbero pure sommarsi a quelli delle singole scuole, evidenziando però le sedi essenziali dove si svolge la didattica, cioè i gruppi-classe. Basterebbe un'integrazione alla Direttiva sull'autovalutazione che richiedesse espressamente l'autovalutazione delle singole classi, prima di farle confluire in quelle del calderone comune di tutta la scuola.

Sarebbe vieppiù opportuno rendere meno generici alcuni indicatori, almeno quelli relativi agli alunni con disabilità; per questo gioverebbe attingere alla ricerca sugli indicatori di qualità dell'inclusione scolastica realizzata nell'anno scolastico 2005-2006 dall'INVALSI [se ne legga ampiamente anche in questo giornale, N.d.R.], cui però ne il Ministero né l'INVALSI stessa hanno dato il giusto rilievo.

Cosa pensano di tutto ciò i docenti, i sindacati, le famiglie e gli esperti dentro e fuori il Ministero?

Salvatore Nocera,

Presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), della quale è stato vicepresidente nazionale.

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Vita.it del 19-01-2015

Eletti i nuovi rappresentanti dell"Intergruppo Disabilita'

Sono stati eletti giovedì scorso, i 4 co-presidenti e gli 8 vice-presidenti del Bureau of the Disability Intergroup, rappresentanti dell''Intergruppo Disabilità al Parlamento Europeo, un nuovo ente che permetterà di promuovere in maniera più efficace i diritti delle persone con disabilità, all'interno del Parlamento Europeo e in Europa. Il Disability Intergroup è stato uno dei primi intergruppi ad essere formati al parlamento europeo, nel 1980. Dalla sua formazione è stato uno dei soggetti chiave nelle campagne di advocacy per le persone con disabilità, coinvolgendo in modo informale, parlamentari europei, provenienti da diverse nazionalità e partiti politici, con l'obiettivo comune di promuovere i diritti dei disabili, sia a livello europeo che a livello nazionale. Tra i vice-presidenti anche il giovanissimo europarlamentare, Brando Benifei più giovane eurodeputato del gruppo Socialisti e Democratici.

Presidenti:

Vice-presidenti:

Il 2015 sarà particolarmente importante per il mondo della disabilità, la commissione delle Nazioni Unite, esaminerà quest'anno i progressi fatti fino ad oggi per garantire che venga rispettata la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

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Superando.it del 09-01-2015

Disabilita' e protezione civile: un sito a disposizione di tutti

È on line da qualche settimana, in una versione completamente rinnovata e di facile consultazione, il sito Abiliaproteggere.net, ove vengono presentate le varie attività promosse dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, insieme alla Cooperativa Sociale Europe Consulting, per tenere alta l'attenzione sulla pianificazione, l'assistenza e il soccorso alle persone con disabilità, sia nelle situazioni di ordinarietà che in quelle di emergenza, oltreché per favorire interventi di prevenzione in questo àmbito.

«Abbiamo stipulato una convenzione con Europe Consulting - spiegano dal Dipartimento della Protezione Civile - per approfondire il rapporto tra disabilità e protezione civile e proporre nuovi approcci, attività e spunti su questo tema. Alla realizzazione delle iniziative previste dalla convenzione opera un gruppo di lavoratori con disabilità appartenenti alla Cooperativa stessa, in stretto raccordo con il personale del Dipartimento. Questa collaborazione ha quindi lo scopo di favorire l'integrazione delle conoscenze: da un lato il sapere di operatori esperti di protezione civile, quindi portatori di una forma di conoscenza operativa sulla prevenzione e la gestione delle emergenze, dall'altro il sapere di operatori con specifiche disabilità, con una particolare forma di conoscenza, definita in letteratura "conoscenza per sensibilità", che deriva dal provare in prima persona i bisogni connessi alla condizione specifica che si vive quotidianamente».

Abiliaproteggere.net è dunque il contenitore dell'esperienza di inserimento lavorativo del gruppo di lavoro denominato Unità d'interfaccia con il mondo della disabilità, ma non solo. Esso, infatti, si pone anche come osservatorio delle esperienze realizzate da associazioni di volontariato, organizzazioni di categoria, regioni, enti locali e altre realtà, con l'obiettivo di coniugare le esigenze delle persone con disabilità alle attività di protezione civile.

«L'intento - sottolineano ancora dal Dipartimento della Protezione Civile - è quello di raccogliere e far confluire in un unico luogo tutte le buone pratiche ed esperienze sulla tematica, grazie al lavoro di monitoraggio quotidiano del web degli operatori di Europe Consulting, ma anche alla segnalazione attiva da parte di enti e associazioni». (S.G.)

Per segnalare iniziative sviluppate sul territorio nell'àmbito indicato, oltreché per ulteriori informazioni e approfondimenti: emergenzadisabilita@protezionecivile.it.

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Blog Invisibili - Corriere della Sera del 27-01-2015

Otto Weidt, Giusto con disabilità

di Claudio Arrigoni

Quella di Otto Weidt è una delle storie "silenziose" che escono dall'Olocausto e mostrano il coraggio e la meravigliosa umanità che poche, pochissime grandi persone ebbero nella Germania nazista per salvare vite di donne e uomini ebrei prima e dentro il periodo delle deportazioni. Qualche volta riuscirono, spesso non ce la fecero. Il più famoso di questi è stato Oskar Schindler. Non il solo, per fortuna di alcuni. Weidt fu tra questi, con una particolarità: salvò, o provò a farlo, molti ebrei disabili ed è un Giusto con disabilità, visto che era quasi completamente cieco per una malattia degenerativa.

Una storia che fa riflettere pensando che l'Olocausto ha avuto come prove generali l'Aktion T4, il programma di sterminio delle persone con disabilità dove nacquero i trasporti forzati e le camere a gas (ne abbiamo scritto su InVisibili in "Vite non degne della vita"). Otto Weidt era un imprenditore come Schindler, che aveva dato lavoro a operai ebrei, la maggior parte dei quali ciechi o sordi. Gli erano stati affidati dalla Casa Ebraica per i ciechi. Figlio di un tappezziere, era sempre stato un oppositore del nazismo. In gioventù, appena arrivato a Berlino da Rostock, dove era nato, aveva fatto parte dei circoli anarchici e pacifisti della città. E' fra i tedeschi che, a rischio della vita e della deportazione, aiutarono gli ebrei, in molti casi tedeschi loro stessi, a nascondersi e evitare la morte. Si calcola che a Berlino furono 1700 coloro che riuscirono a essere salvati e in tutta la Germania solo qualche migliaio, forse 5 mila. Ognuno di loro aveva avuto aiuto da circa una decina di persone. Al massimo si arriva a meno di 50 mila: un numero esiguo pensando agli 80 milioni di tedeschi.

Weidt aveva una fabbrica di spazzole e scope. Lavorava anche per la Wermacht. Questo gli permetteva di avere anche ebrei quali operai coatti, rimandando e cercando di evitare il momento della deportazione. Nel cortile dove sorgeva la fabbrica a Berlino, in Rosenthalerstrasse 39, vi è il museo a lui dedicato. La sua era una delle poche fabbriche dove gli ebrei erano trattati bene. Da lui svolgevano anche mansioni impiegatizie, cosa vietata. Quando vi erano controlli, le sue segretarie si nascondevano e facevano finta di fare le operaie. Arrivò a corrompere i soldati della Gestapo per cercare di salvare o liberare gli operai che vennero arrestati in quei mesi del '43 quando i nazisti vollero eliminare tutti gli ebrei da Berlino per farne una città senza ebrei. Scambiava al mercato nero scope e spazzole per aiutare a sfamare i suoi lavoratori.

Cercò anche di far fuggire da Auschvitz una delle sue segretarie che era stata deportata lì. Per mesi una famiglia visse nascosta in uno sgabuzzino di meno di 10 metri quadrati della sua fabbrica, finché venne scoperta per una soffiata. Mandava pacchi ai centri di detenzione con cibo e aiuti. Dopo la guerra creò un orfanotrofio per i bambini e le bambine ebree, oltre a una casa di riposo per anziani soli. Morì nel 1947 per un infarto. Nel 1971 fu riconosciuto Giusto fra le Nazioni.

La storia di Otto Weidt, Giusto con disabilità, è tanto bene raccontata nel bel documentario "Otto Weidt - Uno tra i Giusti" a lui dedicato su soggetto di Silvia Cutrera, storica del periodo delle persecuzioni naziste e presidente dell'Avi, Associazione per la Vita Indipendente, diretto da Nathalie Signorini con musiche dell'artista cieco Filippo Visentin.

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Giornale UICI del 16-01-2015

Be My Eyes - la nuova app per aiutare i ciechi a "vedere" ha bisogno di volontari vedenti

di Manuela Esposito

L'Associazione Danese dei Ciechi (DAB) ha realizzato un'applicazione chiamata "Be My Eyes" che mette in contatto le persone non vedenti con una rete di assistenti volontari tramite un collegamento audiovideo dal vivo su iPhone e iPad.

Be My Eyes rende la vita più facile ai non vedenti, collegandoli con assistenti vedenti attraverso un'app per smartphone; questo permette ai non vedenti di eseguire grandi e piccoli compiti e ai vedenti di avere la gioia di aiutare qualcun altro in modo semplice e informale. Ci vuole solo un minuto per scegliere la lattina giusta dallo scaffale, guardare la data di scadenza sul latte o trovare la cosa giusta da mangiare nel frigo - se si ha una buona vista - ma per gli individui con problemi visivi anche i compiti più semplici a casa propria possono spesso diventare una grande sfida. Attraverso una videochiamata l'applicazione Be My Eyes offre alle persone non vedenti la possibilità di chiedere aiuto a un volontario vedente per le attività che richiedono una buona vista. La persona cieca "prende a prestito" gli occhi del volontario attraverso il suo smartphone. L'assistente vedente è in grado di vedere e descrivere ciò che il non vedente gli mostra filmandolo con la videocamera dello smartphone. In questo modo, sono in grado di risolvere insieme il problema con cui il non vedente si confronta. Per ulteriori informazioni è opportuno visitare il sito: http://bemyeyes.org/.

L'applicazione è stata lanciata giovedì 15 gennaio alle 12.00 e da quel momento è disponibile negli AppStore di tutto il mondo. Be My Eyes è stato realizzato senza fini di lucro e i costi dello sviluppo sono stati sostenuti dalla DAB.

Il servizio può essere fornito in diverse lingue, tra cui l'italiano, ma questo dipende ovviamente dalla disponibilità di volontari vedenti che parlino la nostra lingua; è importante dunque diffondere il più possibile la notizia dell'esistenza di quest'applicazione per sensibilizzare i potenziali volontari a partecipare all'iniziativa.

Per aderire all'iniziativa come non vedente o volontario vedente si può scaricare l'app dal sito http://bemyeyes.org/ (requisito minimo di età: 17 anni). Per diffondere la notizia sull'esistenza dell'app si possono ri-twittare i seguenti tweet:

https://twitter.com/UICIesteri/status/555721947271942144 (in italiano)

https://twitter.com/euroblind/status/555722239422001156 (in inglese)

o condividere il seguente post su facebook:

https://www.facebook.com/uici.ufficioesteri

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Giornale UICI del 14-01-2015

E' nato il servizio di supporto "Ottavio Orioli" per sostenere i giovani non vedenti nello studio della musica

di Mauro Marchesi

Bologna è stata la sede di una storica scuola musicale per non vedenti, attiva presso l'Istituto Cavazza sino alla metà degli anni '70.

Tale scuola è stata una straordinaria fucina formativa e professionale, per generazioni di musicisti ciechi, che grazie ad essa hanno raggiunto importanti traguardi nella qualità della loro vita, distinguendosi di sovente come eccellenti professionisti e, talvolta, anche come eccellenti artisti.

Una grande esperienza ormai irripetibile, ma di cui è ancora possibile raccogliere il messaggio di attualità cercando di sostenere concretamente i giovani che, nell'attuale scenario scolastico -formativo, intendono affrontare studi musicali.

L'iniziativa pertanto è stata pensata e strutturata sulla base di un'attenta analisi dell'attuale contesto didattico-formativo e dei bisogni degli studenti.

L'attività del Servizio è rivolta a studenti di musica ciechi, inseriti nelle scuole medie ad indirizzo musicale, nei Licei Musicali, nei Conservatori, o semplicemente che affrontano privatamente percorsi di formazione musicale.

Se pur di dimensioni decisamente ridotte rispetto al passato, ancora vi sono bambini e ragazzi ciechi interessati ad accostarsi alla musica.

Per quanto di nostra conoscenza, ciò avviene in un quadro di estrema varietà di situazioni ed approcci.

A fronte di situazioni gestite con cognizione di causa, sia sul versante psico-pedagogico che su quello tecnico-didattico, si ha conoscenza di situazioni assai discutibili, gestite al di fuori dei presupposti minimi di consapevolezza della dimensione didattica e tecnica.

Il Servizio è intitolato al Maestro Ottavio Orioli, scomparso nel 2011, docente di pianoforte nell'ultimo ventennio della storia della scuola musicale bolognese.

Finalità e servizi.

Le finalità ed i servizi offerti, dettagliati nel regolamento del Servizio, sono così riassumibili:

Favorire la conoscenza dei mezzi a disposizione per lo studio musicale (notazione Braille, disponibilità del materiale, strumenti tecnologici con particolare riferimento alle nuove tecnologie informatiche;

Sostenere i giovani studenti ciechi inseriti nelle varie tipologie di scuole musicali, aiutandoli nella ricerca della musica Braille e, ove necessario, provvedendo alla sua realizzazione, con l'intento di favorire il loro processo formativo e la loro massima integrazione con i compagni vedenti;

Offrire consulenza e supporto ai docenti impegnati in azioni didattiche rivolte a studenti non vedenti.

Per una completa conoscenza del Servizio e per le indicazioni per la richiesta di interventi, aprire il sito http://servizioorioli.univocbologna.it .

Nella riflessione che ha preceduto il varo dell'iniziativa, una particolare sottolineatura è stata riservata proprio alla situazione dei docenti ed alla necessità che gli interventi si realizzino all'interno di un progetto che coinvolga la funzione docente ed il rapporto docente-studente. Per questo, gli interventi saranno concertati con gli insegnanti di sostegno e/o insegnanti degli studenti interessati, affinché l'azione risulti pienamente coerente con i loro bisogni.

In ambito pedagogico-didattico, il servizio si avvarrà- anche se non esclusivamente - delle numerose risorse professionali create dalla scuola musicale del Maestro Ottavio Orioli, fortunatamente ancora disponibili.

Il Servizio non ha alcuna struttura burocratizzata e costosa, ma un'organizzazione leggera, flessibile, con obiettivi molto chiari e concreti, che cercherà di dare risposte in tempi adeguati alle necessità.

È importante sottolineare che non si sovrappone ad alcun altro soggetto operante nel medesimo ambito. Anzi, è proprio suo compito precipuo quello di valorizzare l'esistente, di utilizzarne al meglio le specifiche funzioni, in una logica di rete, nel preciso intento di garantire il massimo di efficienza del servizio, raggiungendo il piu' alto parametro fra qualità della risposta e risorse investite.

La circostanza che l'iniziativa parta dall'UNIVOC, (Associazione di volontariato), già ne offre una chiara cifra di lettura: si tratta di una iniziativa basata sull'apporto volontario e gratuito di persone in possesso di idonee competenze, che hanno con entusiasmo accolto il nostro appello.

Il Servizio di supporto avrà ovviamente la sua sede a Bologna, ma l'attività si svolgerà ovunque, posto che le nuove tecnologie hanno ormai abbattuto le barriere fisiche ed i confini. Infatti, il gruppo dei volontari che - fortunatamente - si sta ampliando, ha raccolto adesioni provenienti da varie parti del territorio nazionale.

Per la trascrizione in notazione Braille delle partiture, saranno impiegate le nuove tecnologie che fortemente lo agevolano, pur non consentendo al momento una procedura completamente automatizzata.

Per questo, sono state coinvolte figure esperte nell'uso di software notazionali per musica, da cui si può partire per la produzione della musica Braille.

Ovviamente è auspicabile che il gruppo degli operatori si consolidi, soprattutto sul versante della produzione della musica Braille. Chi pensa di poter dare una mano, essendo in grado di copiare musica con i piu' diffusi editor musicali, potrà rivolgersi alla sezione U.N.I.VO.C. di Bologna:

tel.: 051-334967

e-mail: info@univocbologna.it - servizioorioli@univocbologna.it .

Poiché è assai frequente che ci vengano posti quesiti sul codice musicale Braille e su come le tecnologie informatiche possano agevolarne la produzione, pensiamo possa essere utile per i nostri lettori riassumerne i principali elementi.

Occorre partire da una fondamentale differenza: il codice musicale Ordinario è grafico; il codice musicale Braille è alfanumerico. Occorre pertanto trasformare una notazione grafica, con oggetti sistemati su righe e spazi, in un codice costituito da successioni alfanumeriche che descrivono gli oggetti dello spartito.

Tradizionalmente questo processo veniva effettuato manualmente, da figure in possesso della conoscenza di entrambi i codici.

Con l'avvento dell'informatica hanno preso avvio - in varie parti del mondo - ricerche finalizzate alla creazione di software capace di automatizzare il processo: vale a dire di trasformare il codice comune nel codice Braille.

Ricerche che hanno portato alla realizzazione di vari prodotti, alcuni dei quali anche molto validi e completi. L'Italia, con lo sviluppo dell'ottimo software Toccofinale, ha fatto egregiamente la sua parte.

Non sempre il processo di transcodifica puo' essere affidato esclusivamente a procedure automatizzate. La necessità di successivi interventi manuali è direttamente proporzionale alla complessità dello spartito ed al livello richiesto circa l'accuratezza del codice Braille.

Fra i migliori strumenti attualmente a disposizione, per quanto di nostra conoscenza, va annoverato il Braille MUSE, uno strumento web realizzato dalla "Graduate School of Environment and Information Sciences YOKOHAMA National University" che partendo dal files in codice Musicxml (prodotto ormai da tutti i principali editor musicali), restituisce un file di codice musicale Braille.

Il servizio, completamente gratuito, è raggiungibile all'indirizzo http://gotoh-lab.jks.ynu.ac.jp/braille_music_score/it/

Ha una sezione in lingua italiana, grazie alla traduzione realizzata dal Dottor Paolo Graziani e dal Prof. Paolo Razzuoli.

Sul sito servizioorioli.univocbologna.it sono disponibili le indicazioni per il corretto utilizzo di questo ottimo strumento.

A corredo di queste sintetiche note, riportiamo alcune battute musicali nel codice ordinario e nel corrispondente codice musicale Braille. (omissis)

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Il Gazzettino del 18-01-2015

Un contributo regionale che premia l'impegno ...

Un contributo regionale che premia l'impegno e l'attività di quelle associazioni che hanno come obiettivo il sostegno della disabilità e dell'invalidità civile. Uno stanziamento di 260 mila euro per il 2014, è stato annunciato dall'assessore regionale ai Servizi Sociali Davide Bendinelli, e 91 mila sono andati all'Unione Italiana Ciechi di cui 18 mila a favore della Scuola Cani Guida di Selvazzano.

Si tratta dell'area tecnica di un importante gruppo di lavoro e di volontariato, supportato dall'associazione Puppy Walker, che prepara i cani guida per i non vedenti. E con l'ultima consegna avvenuta a dicembre di Desy, Unica, Tessa e Olga la Scuola Triveneta Cani Guida per Ciechi - Associazione Puppy Walker Onlus - ha festeggiato i 10 anni di attività. A ricevere i cani dopo un percorso di addestramento che dura due anni, sono state tre giovani donne, Cinzia, Isabella (atleta non vedente e studentessa universitaria) Maria, e l professore Giuseppe. «Sono esperienze molto belle - ha spiegato Gino Dal Porto presidente della Puppy Walker -, queste persone riacquistano l'indipendenza. Il nostro è un impegno importante, la Scuola Triveneta Cani Guida è l'università per questi animali che vanno poi a svolgere un compito sociale importantissimo».

I volontari della Puppy Wolker provvedono ai cuccioli, a selezionare le famiglie affidatarie, che li accolgono a tre mesi di età, e a reperire le risorse. All'età di 1 anno i cani entrano nella Scuola, presieduta da Alberto Ariello e condotta dagli istruttori Antonio e Marco Bellò, dove vengono addestrati e poi consegnati ai non vedenti di tutto il Triveneto. In dieci anni di attività sono stati addestrati e consegnati 58 "angeli a quattro zampe", come vengono soprannominati, di cui 43 di razza Labrador, 10 Pastori Tedeschi e 5 Flat Cout Retrive. Una dedizione e un impegno che è conosciuto anche oltre i confini regionali, raccogliendo iniziative solidali come quella che arriva da San Mauto Pascoli dove Virgilio Camillini titolare di due magazzini per articoli per animali, ha avviato da tempo una raccolta dei tappi delle bottiglie per raccogliere fondi per la scuola di Selvazzano.

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TorinoToday del 22-01-2015

Bendati per la città, per ascoltare la strada con un non vedente

Inghiottiti nel buio per qualche ora per capire quanti e quali difficoltà affrontano quotidianamente le persone cieche e ipovedenti nella città di Torino. Un "viaggio" alla scoperta di un nuovo mondo, fatto di sensazioni, rumori e in cui ci vuole tanta memoria.

TORINO. Spesso diciamo che la città è una "giungla metropolitana". Il perché è facile da capire, basti pensare alle migliaia di macchine che ogni giorno viaggiano sulle strade cittadine, a cui si aggiungono bus, tram, veicoli a due ruote e quant'altro. Ma le strade non sono popolate solo da mezzi di trasporto: ci sono le persone, tantissime, e ci sono i cani, di diverse razze, ci sono semafori, pali segnaletici, impalcature, ecc. Questa non vuole però essere una lista di ciò e di chi ogni giorno vive la città, ma serve a ricordare il perché spesso si dice che la città è una "giungla metropolitana". A dirlo siamo noi, persone che tutto quello lo vedono, lo evitano o lo utilizzano. Insieme a noi però ci sono persone che vivono una quotidianità diversa, certamente più difficile. Parliamo delle persone non vedenti o ipovedenti: la loro città può rivelarsi molto più di una giungla ed è per questo che abbiamo voluto toccare con mano le difficoltà che ogni giorno si trovano a dover affrontare nella città di Torino. Quelle difficoltà che magari per noi non sono tali.

Bendati con un foulard colorato, siamo entrati per una mattinata nel mondo di chi non vede nulla o chi vede davvero poco. Un mondo fatto soprattutto di rumori, di sensazioni e di tanta memoria. Quest'ultima è forse la più fondamentale perché per un non vedente strada nuova vuole dire pericolo nuovo e memorizzare in fretta quel che si tocca (ostacoli compresi) aiuta molto. Ad accompagnarci, tenendoci ben stretti sottobraccio, è Angelo Panzarea, 45 anni, impiegato centralinista di una banca che ha la sua sede in centro città. Oltre a questo lavoro, Angelo fa anche il consulente informatico, occupandosi di accessibilità, all'interno dell'Università di Torino. Con lui ci conosciamo poco prima delle 9 davanti all'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di corso Vittorio Emanuele II, a due passi dalla stazione di Porta Nuova. Dopo un caffè, che ha voluto pagare lui a tutti i costi, è iniziata la nostra passeggiata mattutina che, da lì a poche ore, ci ha permesso di capire meglio come Torino, l'amministrazione e i torinesi stessi sono messi a barriere architettoniche od ostacoli di altra natura.

Angelo è completamente cieco dalla nascita e per questo va in giro con un bastone. La prima cosa che si nota da bendati, nonostante siamo agganciati a lui, è la paura che viene spontanea nel camminare senza sapere dove si sta andando e che cosa ci sia intorno. Udiamo solo passi, voci e diverse macchine e pullman distanti pochi metri da noi. La prima domanda fatta ad Angelo è quasi banale, ma in realtà, in condizioni di cecità, non lo è affatto: "Angelo, come fai a sapere che stai andando dritto e non storto?". "Semplice - risponde lui - mi tengo vicino al muro e con il bastone lo tocco costantemente". Certo, come non averci pensato! Peccato che dopo pochi passi fatti incontriamo il primo ostacolo di una lunga serie: la lavagnetta di un bar, su cui il titolare ha scritto il menu del pranzo, è lasciata lì in mezzo ai portici di corso Vittorio senza autorizzazione e, peggio, incurante che ciò si trasforma in un ostacolo.

Dopo la prima ginocchiata data (ammetto fin da ora che sono state parecchie e altre sono state evitate grazie all'accortezza di Angelo) riprende la marcia e si palesa la prima vera difficoltà: l'attraversamento pedonale verso piazza Carlo Felice. Con grande contentezza il "via libera" per passare ce lo dà il suono emesso dal semaforo (dopo che Angelo aveva premuto l'apposito tasto), quasi una sorpresa sapere che molti di quelli installati funzionano per davvero. Si perdoni l'iniziale scetticismo.

Di seguito non ci sarà la descrizione di tutto il giro che abbiamo fatto, ma non possono mancare di certo i punti salienti di quanto appurato durante la lunga passeggiata per le vie del centro, forse quelle messe meglio dal punto di vista delle barriere architettoniche. Gli ostacoli sono tanti e, nonostante l'esperienza di una vita di Angelo nel barcamenarsi "nel buio", abbiamo fatto difficoltà a non cadere e sbattere più volte la testa. In città sono molte le cassette postali o di aziende del gas ed elettriche sospese e attaccate al muro: tutti ostacoli pericolosissimi. Il bastone che hanno le persone non vedenti infatti aiuta loro a individuare ciò che parte dal suolo, non quello che è posto più in alto. Eloquente è una delle fotografie scattate poco prima di dare una capocciata (foto).

Il peggio però è arrivato dall'anarchia di alcune persone. I motorini parcheggiati sui marciapiedi e le biciclette attaccate a qualsiasi tipo di palo e inferriata sono stati ciò che di più ci ha sorpreso: sono tantissimi e di solito neanche ce ne accorgiamo. E' capitato, in particolare in via dell'Arsenale, di incappare in diversi mezzi a due ruote e di sbatterci fisicamente contro. In questo caso sensibilizzare è la cosa migliore e quindi, come dice uno spot dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, "non mettiamo le ruote tra i bastoni". Stesso discorso vale, seppur ne abbiamo notati molti meno, per i sacchetti della spazzatura lasciati fuori da negozi e fuori dai bidoni, macchine in sosta non negli spazi appositi, sedie dei dehors e, cosa rischiosissima, le deiezioni dei cani non raccolte dei padroni. Forse, e qui la risposta è impossibile da dare, non si tratta solo di inciviltà, ma di ignoranza del problema reale che si causa. Senza voler fare di tutta l'erba un fascio, aggiungiamo ciò che ci ha detto Angelo: "Molti ci aiutano anche se non siamo in evidente difficoltà, peccato per chi non ci arriva...".

Capitolo Comune di Torino. Come detto prima i semafori sonori, ove installati, suonano. Ma ce ne sono ancora troppo pochi e negli anni le lamentele non sono mancate. Il centro è fornito sicuramente più di altre zone: il problema però nasce proprio dove manca il famoso pulsante che permette al semaforo di suonare quando scatta il verde. Durante il nostro giro, a rigor di verità, se fossimo stati da soli senza Angelo, non avremmo fatto un passo oltre lo scalino del marciapiede: la sensazione di sapere di essere in mezzo alla strada, con macchine a destra e sinistra pronte a partire, che si sentono solo con l'orecchio senza poterle vedere, non è per nulla facile. E quando manca l'impianto semaforico sonoro o si è in un normalissimo attraversamento pedonale la paura triplica perché ci si affida solamente all'udito: "Si passa quando non si sentono provenire macchine", dice Angelo che sicuramente è uno dei più temerari in tutta la città. Altri preferiscono non uscire di casa senza una persona che li possa accompagnare. Come non capirli.

Lo spostarsi, il trasporto o il semplice muoversi per le persone non vedenti è complicatissimo. In questo il Comune non viene incontro loro da qualche anno, avendogli ridotto drasticamente il buono taxi. Ma la stessa cosa vale per i mezzi pubblici. Molti dei bus e tram Gtt sono dotati di impianto acustico (e visivo), ma quando abbiamo provato a prenderne uno - "stranamente" direbbe qualcuno - non funzionava. Angelo ci spiega che invece a volte funziona, ma può capitare che l'audio non sia sincronizzato con la fermata, quindi il rischio è di scendere quando la destinazione non è ancora stata raggiunta o quando è stata già superata. Test invece superato ampiamente in metropolitana, dove non si può muovere alcuna critica, ma solo fare un plauso all'amministrazione per le accortezze prese.

Il nostro lungo giro con Angelo si conclude in piazza Carlo Alberto. Una mattinata che ci ha insegnato tanto su come più di duemila persone in Torino vivono la propria quotidianità, fatta da tantissime insidie e ostacoli creati da noi stessi e senza alcun dubbio facilmente eliminabili con un "briciolo" di attenzione. Non sarebbe difficile parcheggiare moto e bici negli spazi idonei, così come pulire per terra i bisogni del cane o, questo vale per chi ha un'attività commerciale, evitare di lasciare pubblicità e lavagnette varie in mezzo al marciapiede. Se la civiltà di alcune persone è da insufficienza piena, al Comune di Torino si può dare un 6 per il centro, ma un'insufficienza per il resto della città per i suoi cantieri infiniti in primis. Immaginate un non vedente abituato a fare una strada che improvvisamente - e chissà per quanto tempo - diventa un cantiere. Si può e si deve fare ancora tanto perché gli impianti semaforici dovrebbero essere tutti attrezzati di suono idoneo all'attraversamento della strada, panettoni e paletti vari messi per non far salire le auto sui marciapiedi sono troppi e sono uno degli ostacoli su cui abbiamo dato più ginocchiate, i trasporti pubblici devono (sarebbe da scrivere in maiuscolo) essere accessibili a tutti, anche perché tanti soldi sono stati spesi, ma molti impianti non funzionano e chi ci rimette in questo caso non è solo il non vedente, ma anche le persone anziane o chi conosce poco Torino. Essere inghiottiti nel buio per qualche ora dà vita a un secondo mondo che, una volta che si tocca con mano, è difficile da poter dimenticare.

Andrea Abbattista

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Gonews.it del 15-01-2015

A Careggi primi interventi di cataratta con laser a femtosecondi

FIRENZE. Sono stati eseguiti a Careggi i primi interventi di cataratta in un ospedale pubblico con un laser a femtosecondi, che non taglia ma separa le cellule della cornea e del cristallino. È un nuovo strumento considerato il bisturi più piccolo e preciso al mondo. Femto è l'unità di misura per dimensioni a livello atomico o subatomico.

La tecnologia che si sta sperimentando nella nuova oculistica dell'Azienda ospedaliera universitaria fiorentina, che esegue oltre 3mila interventi di cataratta all'anno, consente livelli di precisione chirurgica superiori e un tempo di esecuzione di alcuni istanti, per la fase operatoria precedente all'inserimento del cristallino artificiale. Il laser a femtosecondi agisce attraversando il tessuto corneale senza danneggiarlo fino ad una determinata profondità, stimabile tra i 90 ed i 140 micron, con una precisione impossibile da raggiungere con gli strumenti meccanici.

Le misurazioni per l'incisione sono eseguite in ambulatorio il giorno prima dell'intervento e quindi il computer guiderà il laser in sala operatoria. Il sistema è simile a quello dei navigatori satellitari: il chirurgo si orienta nel percorso millimetrico dell'incisione, tracciato dal computer, con immagini virtuali integrate con quelle del microscopio operatorio. Il laser a femtosecondi serve inoltre ad aprire con precisione micrometrica la capsula del cristallino e a divide i maniera non invasiva il nucleo della cataratta. A Careggi sono stati operati i primi sei pazienti selezionati per la complessità delle condizioni cliniche, che non consentivano l'esecuzione dell'intervento con tecnica tradizionale.

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Genova Online del 04-01-2015

Nasce ad Imperia un nuovo centro di riabilitazione visiva

IMPERIA. Un nuovo Centro di Riabilitazione Visiva è operativo da oggi ad Imperia - presso la sede della ASL 1, Distretto sanitario Imperiese in Viale Matteotti 90 - grazie alla collaborazione tra la ASL 1 Imperiese e l'Istituto David Chiossone onlus, centro di eccellenza a livello nazionale in tutti i campi che riguardano la disabilità visiva (www.chiossone.it).

Stimolazioni visive, valutazione per la prescrizione di ausili per ipovedenti e addestramento al loro uso, riabilitazione informatica: sono questi i servizi che rendono il nuovo Centro di riabilitazione visiva punto di riferimento nel Ponente ligure per tutti coloro che hanno problemi di vista, ipovisione e cecità, dall'infanzia alla vecchiaia, anche con pluridisabilità. Gli operatori specializzati dell'Istituto David Chiossone forniranno inoltre a livello domiciliare interventi di mobilità e orientamento e di abilità di vita quotidiana.

Con un approccio globale che supera gli aspetti puramente medici e diagnostici, per abbracciare anche le dimensioni psicologiche, pedagogiche e sociali, gli interventi riabilitativi si propongono così di utilizzare al meglio l'eventuale residuo visivo e/o sviluppare le capacità e potenzialità alternative alla vista, con l'obiettivo di raggiungere la massima autonomia e integrazione sociale e il miglioramento della qualità della vita dei disabili.

"Con l'apertura del Centro di Riabilitazione Visiva ad Imperia vogliamo rendere i nostri servizi facilmente accessibili anche agli utenti della ASL1 ed in prospettiva ad un più ampio numero di potenziali utenti che, ad oggi, soprattutto per motivi di età o di pluridisabilità, non possono accedere alla nostra sede di Genova - ha commentato Claudio Cassinelli, presidente dell'Istituto David Chiossone - "Negli ultimi anni ci siamo infatti impegnati per mettere la nostra esperienza e il nostro know-how tecnico e professionale a disposizione del territorio, per far sì che in ogni ASL della Liguria sia attivo un centro di riabilitazione specializzato, in grado di offrire a pazienti adulti con problemi visivi una prima valutazione diagnostica e una presa in carico per le cure di base: oltre a Genova e Imperia siamo infatti presenti con nostri ambulatori a Sarzana".

"Siamo molto soddisfatti per aver raggiunto questo accordo con l'Istituto Chiossone di Genova. - precisa il direttore sanitario dell'ASL 1 Imperiese - Grazie alla convenzione sarà possibile garantire ai cittadini della nostra provincia che necessitano di questo tipo di prestazioni di poterle fruire direttamente ad Imperia senza doversi recare presso le strutture di Genova. Inoltre questa collaborazione consentirà di avviare importanti percorsi formativi professionali rivolti al personale della nostra ASL e ad una maggior presa in carico globale della persona con la creazione di percorsi ben definiti e personalizzati."

All'apertura e alla diffusione delle conoscenza dell'ambulatorio ha collaborato anche la sezione di Imperia dell'Unione Italina Ciechi che da decenni opera sul territorio per l'integrazione dei non vedenti nella società, perseguendo l'unità della categoria.

Il Centro di Riabilitazione Disabilità Visive di Imperia è aperto tutti i giovedì dalle 10 alle 18, su appuntamento. Per accedere alle prestazioni riabilitative, si può telefonare tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 13.30 ai numeri 010.8342340 per gli adulti e 010.8990505 per i bambini. Per ulteriori informazioni: riabilitazione@chiossone.it; www.chiossone.it

Per tutti i centri della Liguria, e non solo, l'Istituto David Chiossone continuerà ad essere il punto di riferimento fondamentale per l'impostazione di interventi di riabilitazione globali e complessi destinati ad adulti e anziani, oltre che centro di eccellenza per la riabilitazione in età evolutiva, nella sede di Villa Chiossone a Genova.

ISTITUTO DAVID CHIOSSONE ONLUS

Attivo a Genova da oltre 140 anni in tutti i campi che riguardano la disabilità visiva e il suo superamento, l'Istituto David Chiossone per i ciechi e gli ipovedenti è oggi un centro di eccellenza in Italia per tutto ciò che riguarda la prevenzione, la limitazione del danno visivo, la riabilitazione, la ricerca sui sistemi alternativi alla vista. Lavora ogni giorno per offrire a bambini, ragazzi, adulti e anziani il conseguimento o il recupero di abilità, autonomia e occasioni di integrazione nella società in convenzione con il Servizio sanitario nazionale. Il David Chiossone è oggi una struttura completa, in grado di rispondere alle esigenze dei disabili visivi di ogni età, dall'infanzia alla vecchiaia. Profondamente radicato nel territorio ligure, si conferma sempre più punto di riferimento a livello nazionale per tutti i temi che riguardano la riabilitazione e l'integrazione sociale dei disabili.

www.chiossone.it

Per informazioni:

Ufficio Stampa Istituto Chiossone

Fede Gardella - cell. 335/830 86 66

Paola Iacona - Tel 010 576 17 00

e-mail: gardella@studiocomunicazionegardella.it

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MeteoWeb.eu del 20-01-2015

Medicina: malattia della retina forse innescata da depositi di calcio

La degenerazione maculare senile è una malattia sempre più diffusa e legata all'invecchiamento che colpisce la 'macula', ossia la porzione più centrale della retina

Alla base della principale causa di ipovisione e cecita' nell'anziano - ovvero la 'degenerazione maculare senile' - potrebbero esservi anche piccoli depositi di minerali (fosfato di calcio). Lo rivela uno studio internazionale condotto tra University of Maryland School of Medicine (UM SOM) e University College di Londra e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Coordinato dal biochimico Richard Thompson, lo studio potrebbe aprire le porte alla possibilita' di diagnosi precoce della malattia, ancor prima che la retina subisca dei danni irreversibili. La degenerazione maculare senile e' una malattia sempre piu' diffusa e legata all'invecchiamento che colpisce la 'macula', ossia la porzione piu' centrale della retina. Al processo degenerativo tipico della malattia - che progressivamente puo' portare alla cecita' - concorre anche l'accumulo di molecole di grasso, ma le vere cause scatenanti di questi depositi di grasso non sono note. Gli esperti hanno studiato campioni di tessuto retinico da pazienti anziani, parte dei quali colpiti da degenerazione maculare senile. E' emerso che solamente nella retina dei pazienti con maculopatia risultavano presenti dei depositi di fosfato di calcio (idrossiapatite), come delle piccole sferette di questo minerale (lo stesso presente in ossa e denti ma mai prima d'ora trovato nell'occhio). Secondo gli esperti i depositi di molecole di grasso si verificano in corrispondenza di queste sferette di calcio e potrebbe essere che queste ultime facciano proprio da apripista al depositarsi del grasso che poi rovina la retina. Cio' potrebbe aprire la strada a esami di diagnosi precoce basati sulla comparsa del minerale nell'occhio, magari ancor prima che intervengano i danni alla retina. (F.F.)

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Corriere di Bologna del 24-01-2015

Un museo "tattile" e per non vedenti

BOLOGNA. All'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna è nato il Museo Tolomeo. Con la direzione artistica di Fabio Fornasari, curato da Lucilla Boschi e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la nuova creazione propone il viaggio alla scoperta di Bologna intorno a una stanza. La sala museale consiste in una installazione che raccoglie diversi oggetti, tecnologici e non, che hanno attraversato la storia del Cavazza e si sono intrecciati con la vita della città di Bologna. Sia per i vedenti che per i non vedenti, i suoni in maniera acustica entrano nello spazio senza che ci sia la possibilità di capire da dove essi arrivino, contribuendo alla costruzione di una visione analitica, analoga a quella tattile.

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Il Resto del Carlino del 28-01-2015

Al museo dei ciechi con l'anima negli occhi

BOLOGNA. «Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l'unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un'anima». È lo scrittore portoghese José Saramago, Premio Nobel del 1998, a esprimersi così, in uno dei suoi romanzi più amari, Cecità. Lo stesso libro in cui afferma che «cecità è vivere in un mondo dove non si ha più speranza». Certo l'autore scomparso nel 2010 ha sempre guardato anche negli occhi dei ciechi, che, quando non sono coperti dagli occhiali neri, raccontano una verità che scaturisce da profondità vietate alle gente comune. Il nostro Istituto Cavazza (Istituto dei ciechi Francesco Cavazza), fondato nel 1881 dal mecenate e filantropo che gli diede il nome, è uno dei luoghi più cari e più legati ai bolognesi. Ci passavi davanti, dopo avere oltrepassato la gelateria Pino e l'incrocio con via Dell'oro, e quel portone ti dava un leggero brivido, come se lì non ci fosse mai luce. Non era vero, il lavoro di formazione a cui l'istituto si votava era formidabile, i compagni di scuola ciechi, qualcuno con in faccia le piccole cicatrici verdognole rimaste dallo scoppio di una bomba, erano spesso i migliori di tutti. Il Museo Tolomeo, appena inaugurato nella sede di via Castiglione, è un riepilogo storico di questo quotidiano lavoro di recupero e di reinserimento; e apre sulle possibilità offerte dalle tecnologie. Purché, come Saramago, si sappia guardare nell'anima di quegli occhi.

cesare.sughi@ilcarlino.net

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Redattore Sociale del 31-01-2015

"Storia di un sogno". Così nacque quel filo che unisce i sordociechi al mondo esterno

Ha compiuto 50 anni la Lega del Filo d'Oro, fondata da una donna sordocieca, un sacerdote di Osimo e un gruppo di volontari. Da allora, in 7 regioni e 2 sedi territoriali, aiuta bambini e adulti sordociechi e le loro famiglie. Con 600 volontari e oltre 500 dipendenti. La storia in un docufilm.

ROMA. 20 dicembre 1964: inizia quel giorno di 50 anni fa la storia della Lega del Filo d'Oro e di tanti che, da allora, l'hanno incontrata sulla loro strada. Una "casa", come la definiscono alcuni, "una famiglia" per tanti: certamente "non un ospedale, né una clinica", assicura Laura Gambelli, assistente sociale della Lega, nel docufilm "50 anni di vita, storia di un sogno" che l'associazione ha realizzato in occasione del suo 50° anniversario e che presenterà ufficialmente ad Ancona, martedì 3 febbraio, presso l'Università politecnica delle Marche. "Negli occhi delle persone che arrivano, vedo spesso smarrimento, richiesta di accoglienza - riferisce Laura - Ma subito dopo, c'è un cambiamento e leggo una sensazione di casa".

La storia di un "filo prezioso che unisce". Questa casa fu fondata da una donna abruzzese, Sabina Santilli, sordocieca dall'età di 7 anni a causa di una meningite. Al suo fianco, alcuni volontari e un sacerdote di Osimo, don Dino Marabini. Il sogno condiviso era quello di aiutare e persone a rompere l'isolamento, dando loro la possibilità di partecipare a pieno titolo a quell'esaltante momento storico del paese: erano gli anni del boom economico, dei nuovi consumi, dei trasporti veloci, che accorciavano le distanze tra nord e sud, della musica nelle case, nelle università e nelle strade. E la consapevolezza che a tante persone e alle loro famiglie tutto questo fosse precluso, diede vita a quel sogno, che si realizzò pochi giorni prima di Natale: nacque così quel "filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno", come venne intesa, fin dall'inizio, la Lega del Filo d'Oro, da coloro che l'avevano fatta nascere. Riconosciuta nel 1967 come Ente morale dalla presidenza della Repubblica, nel 1974 divenne anche ufficialmente Istituto di riabilitazione e, nel 1976, Istituzione sperimentale nel campo dei pluriminorati psicosensoriali sordociechi. Nel 1987 la Lega del Filo d'oro arriva anche a Milano, dove apre la sua prima sede territoriale: la seconda aprirà a Roma, nel 1993; la terza a Napoli, nel 1996. Due anni dopo, la Lega viene riconosciuta dallo Stato come Onlus. Oggi è presente in sette regioni con i Centri di Lesmo (MB), Modena, Osimo (AN), sede principale dell'Ente, Molfetta (BA) e Termini Imerese (PA) e con le Sedi Territoriali di Roma e Napoli. Conta più di 530 dipendenti, oltre 600 volontari e offre servizi a circa mille utenti ogni anno. Tutto questo, grazie alla passione e alla professionalità del personale dedicato e al supporto degli oltre 500 mila sostenitori, privati e imprese, che grazie alle loro donazioni permettono all'ente di coprire i costi necessari per rispondere agli specifici bisogni dei suoi ospiti. Oltre all'assistenza sanitaria e alla riabilitazione motoria ed educativa per bambini e adulti, la Lega dispone di centri diagnostici, di ricerca e di documentazione e offre supporto e consulenza a 360 gradi ai suoi utenti e alle loro famiglie.

Le storie, le testimonianze. In questi 50 anni di vita, tante storie sono passate attraverso gli spazi della Lega del Filo d'Oro. "Il momento più bello è stato quando mia figlia mi ha chiamato mamma, dopo 22 anni. Tanto ho aspettato tanto per sentirmi dire mamma", racconta la madre di una ragazza sordocieca. "Qui alla Lega del filo d'oro sono diversi dagli altri perché guardano la persona che c'è in tutti i disabili: e tirano fuori quella, dalla disabilità dell'individuo", spiega un papà. E porprio per festeggiare i 50 anni dalla nascita, "non un traguardo ma una tappa", l'associazione ha scelto di raccogliere alcune di queste storie e le testimonianze di chi vuole contribuire a ricordare un pezzo di questa storia, componendo un vero e proprio album, "La storia delle storie". Tra le, più recenti, c'è quella di una mamma, che spiega i benefici della diagnosi precoce, che ha permesso a suo figlio, che oggi ha 3 anni, di compiere importanti progressi: "Quando lo abbiamo portato alla Lega del Filo d'Oro, non stava neanche seduto, non sapevamo né quanto sentisse né quanto vedesse. Qui hanno iniziato a trattarlo come un bambino. A livello riabilitativo gli hanno praticamente salvato la vita - ricorda commossa - tanto che adesso quando lo porto dai medici che non lo conoscono, mi chiedono se ha tutti i problemi cognitivi e sensoriali che pure risultano, perché è un bambino attivo che si dà da fare". (cl)

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Agenzia ANSA del 30-01-2015

John Berger, "Cataratta" e il miracolo della vista

Monologo del grande scrittore con disegni di Selçuk Demirel.

ROMA. "Se provassi a riassumere l'esperienza che ha trasformato il mio modo di guardare, direi che è come trovarsi d'un tratto in una scena dipinta da Vermeer", in cui "tutto quel che guardi è ricoperto da una rugiada di luce": per Cataratta di John Berger, in uscita in questi giorni, non esiste forse collana dal nome più calzante di Gallucci HD - Alta Definizione. In una manciata di pagine e quasi parlando a se stesso, l'autore - scrittore britannico, critico d'arte e poeta fra i più illustri della nostra epoca - narra con finezza letteraria e insieme straordinaria precisione la "rinascita visiva" seguita appunto alla rimozione della cataratta che gli offuscava la vista, prima all'occhio sinistro e poi al destro. Un banale intervento chirurgico diventa momento di transizione verso un mondo nuovo per un uomo i cui scritti sull'osservazione della realtà e delle opere d'arte hanno animato il dibattito culturale degli ultimi quarant'anni (alcuni dei saggi sul tema sono raccolti in Capire la fotografia, pubblicata pochi mesi fa da Contrasto). Il piccolo miracolo del libro è quello di riuscire a tradurre in parola scritta le percezioni sensoriali di chi, insieme alla vista, riacquista la consapevolezza della varietà e dell'eterogeneità dell'esistente. Insieme a Berger si riscopre l'incanto della luce, che "conferisce a tutto ciò su cui cade un carattere di 'primità', restituendolo alla purezza originaria" e la profondità dei colori ("Il blu e il viola, con le loro onde corte - ci rende edotti l'autore - sono deviati dall'opacità della cataratta"). Ci si stupisce del biancore abbacinante di un foglio di carta, della pesante gravità dell'inchiostro nero e dell'ampiezza ritrovata dell'orizzonte. Accompagnano il libro i surreali disegni a china del vignettista turco Selçuk Demirel collaboratore di Le monde diplomatique, del New York Times, del Washington Post e altri: "Selçuk usa spesso parti del corpo in modi asciutti e tipicamente turchi - scrive Berger, disegnatore lui stesso - come se la commedia della condizione umana fosse lì nel corpo umano, nella malinconia dell'anatomia". Protagonisti delle illustrazioni sono naturalmente gli occhi, che si animano di vita propria, si staccano dal volto, diventano razzi, oppure lampade, o ancora finestre spalancate per guardare il mondo.

JOHN BERGER, "CATARATTA", CON DISEGNI DI SELÇUK DEMIREL (GALLUCCI, pp. 72, 12,50 euro).

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La Repubblica del 25-01-2015

Prima lo sguardo e poi la parola

Se davvero esiste una malattia dell'occhio occidentale, John Berger ne è ancora oggi, a ottantotto anni, uno dei più fieri avversari. L'atto dello sguardo, che secondo lui viene prima dell'atto di parola, possiede un valore laicamente miracoloso: aiuta a dare un senso all'esperienza, svela la presenza di problematiche irrisolte, nella vita come nell'arte, offre la possibilità di interrogare la realtà, di rappresentarla, a patto che l'attenzione sia desta, a patto di fuggire a gambe levate dai luoghi comuni. I suoi libri sono incentrati sul senso della vista (talvolta fin dal titolo: "Questione di sguardi", "Fotocopie" , "Sul disegnare" ), narrano le immagini, dai capolavori alle opere dimenticate alle pubblicità ai luoghi visitati, precipitandole in un confronto continuo con la vita quotidiana. Così è anche per "Cataratta", libricino in cui riporta i suoi pensieri dopo un intervento chirurgico agli occhi: si opera il sinistro lasciando passare un anno prima di intervenire sul destro, proprio per capire come cambia la visione e raffrontare sguardo nuovo, incontaminato, e quello corrotto. Lo accompagna in questa esplorazione del corpo, il tratto interrogativo, sorridente, leggero del disegnatore Selçuk Demirel. Berger annota che si sono potenziate lateralità, distanza, profondità, e soprattutto si lascia sommergere dalla luce, «dal carattere di primità» che trasmette: è l'intimità dei colori che cambia, come se volesse ritrovare la prima apertura sul mondo. L'operazione alla cataratta si trasforma così «in una rinascita visiva», il dolore in un'occasione di conoscenza; e forse con emozione Berger ritorna al bianco della cucina bianca della sua infanzia, superando le amnesie cui è soggetta la vista da adulti: un'epifania del colore colto da bambino, che si contrappone ai colori assuefatti dalla cataratta, simbolo dello sguardo sporcato dalla consapevolezza, e cioè grata, prigione che chiude in te stesso la visione. Per cui, alla fine, è un po' come specchiarsi nel proprio occhio invece che nel mondo.

***

John Berger "Ci vuole occhio ".

QUALCHE APPUNTO DOPO UN'ASPORTAZIONE DI CATARATTA DALL'OCCHIO SINISTRO.

"Cataratta", dal greco kataraktes, cascata o inferriata, un'ostruzione che discende dall'alto. Rimozione della grata che sbarrava l'occhio sinistro. Sull'occhio destro la cataratta resta al suo posto.

Mi diverto a guardare un oggetto chiudendo prima l'occhio sinistro, quindi il destro. Le due visioni sono nettamente diverse. Definire la(le) differenza e).

Con il solo occhio destro pare tutto usurato, con il solo occhio sinistro pare tutto nuovo. Non vuol dire che l'oggetto osservato dimostri un'età diversa; i segni relativi alla sua età o alla sua freschezza restano gli stessi. Quel che cambia è la luce che cade su di esso e ne è riflessa. È la luce a ringiovanirlo o, quando diminuisce, a invecchiarlo.

Un'altra differenza tra la visione dei due occhi riguarda la distanza. L'inferriata si chiude. Con l'occhio sinistro posso avventurarmi all'esterno e la distanza aumenta in due modi. Vedo più lontano e, nello stesso tempo, ogni misura di distanza si estende: un chilometro diventa più lungo, e così un centimetro. Divento più cosciente dell'aria, dello spazio tra le cose, perché quello spazio è pieno di luce come un bicchiere può essere pieno d'acqua. Con la cataratta, ovunque ci si trovi, si è, in un certo senso, in interni .

La mia accresciuta percezione dello spazio fa sì che il mio senso della lateralità -- di quel che accade da sinistra a destra, di quel che è parallelo all'orizzonte -- sia potenziato. Ho maggior coscienza di quel che mi passa davanti, rispetto a quel che viene verso di me. Mentre la distanza diventa più lunga, la larghezza si fa più ampia.

30 maggio. Cielo insolitamente blu, da tutti i punti di vista, sopra Parigi. Alzo gli occhi verso il pino e ho l'impressione che i piccoli frammenti frattali di cielo che vedo tra i ciuffi di aghi siano i fiori blu dell'albero, del colore del delphinium.

Domani saranno trascorse tre settimane dall'intervento. Se provassi a riassumere l'esperienza che ha trasformato il mio modo di guardare, direi che è come trovarsi d'un tratto in una scena dipinta da Vermeer. Per esempio La lattaia (Rijksmuseum, Amsterdam). Osservi gli oggetti e il pane sul tavolo su cui è posata una ciotola; la fanciulla versa il latte da un bricco, e la superficie di tutto quel che guardi è coperta da una rugiada di luce...

QUALCHE ALTRO APPUNTO DOPO L'OPERAZIONE ALL'OCCHIO DESTRO (26 MARZO 2010), LA CUI CATARATTA ERA PIÙ RIGIDA E OPACA.

Questa volta l'afflusso di luce è meno specifico e più generalizzato. Non è tanto che le cose mi appaiano illuminate meglio, quanto piuttosto che sono acutamente consapevole di come tutto sia circondato dalla luce. L'elemento aria è diventato l'elemento luce. Mentre i pesci vivono e nuotano nell'acqua, noi viviamo e ci muoviamo nella luce.

L'asportazione di una cataratta è paragonabile alla rimozione di una particolare forma di smemoratezza. I vostri occhi cominciano a ricordare le prime volte. Ecco perché quel che sperimentano dopo l'intervento somiglia a una specie di rinascita visiva.

Facciamo chiarezza sulle implicazioni di quel che sto dicendo. Va da sé che, finita l'infanzia, per vari decenni ho visto fogli di carta bianca bianchi come questo. A poco a poco, però, il biancore si è smorzato senza che me ne accorgessi. Perciò quel che chiamavo carta bianca cambiava, diventava più spento. Questo pomeriggio non sono io a rendermene conto con l'intelligenza: è il biancore del foglio a precipitare incontro ai miei occhi, e sono i miei occhi ad abbracciarlo come si fa con un amico che non si vede da molto tempo. Quando si apre un dizionario per consultarlo, si ritrova o si scopre per la prima volta la precisione di una parola. Non soltanto la precisione di ciò che quella parola denota, ma anche il posto preciso che essa occupa nella varietà della lingua.

Adesso che mi sono state asportate entrambe le cataratte, quel che vedo con i miei occhi somiglia a un dizionario che posso consultare riguardo alla precisione delle cose. Riguardo alla cosa in sé, e anche al suo posto fra le altre cose. La familiare eterogeneità dell'esistente è meravigliosamente tornata. I due occhi, tolta di mezzo l'inferriata, non si stancano di registrare la continua sorpresa. (Traduzione di Maria Nadotti)

di Sebastiano Triulzi

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Redattore Sociale del 15-01-2015

India: scultore cieco insegna l'arte ai bambini. E' il docufilm di Silvio Soldini

"BOLOGNA- Uno scultore cieco, 12 ragazzini disabili e un laboratorio d'arte a Shillong, nel nord est dell'India. Sono i protagonisti del documentario "Un albero indiano" realizzato da Silvio Soldini e Giorgio Garini. Felice Tagliaferri, scultore cieco bolognese, è la voce narrante di questo docufilm, nonché il maestro d'arte che ha insegnato ai bambini, con e senza disabilità, della Bethany School a modellare la creta per dare forma ai propri sogni e comunicare le proprie sensazioni e pensieri attraverso l'arte. "Non esistono i disabili e gli abili - dice Felice Tagliaferri - tutti hanno le loro disabilità e tutti possono trovare le loro abilità". A mettere in piedi il progetto ci ha pensato la onlus Cbm, un'organizzazione non governativa impegnata nella lotta contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei Paesi in via di sviluppo. "Prima di iniziare il corso abbiamo selezionato 12 ragazzi sui 200 che frequentano questa scuola inclusiva - racconta Tagliaferri - Non è stato facile scegliere e per questo ho preteso che oltre ai bambini dovessero partecipare anche alcuni insegnanti. Mi piaceva l'idea di trasmettere una conoscenza che potesse durare anche dopo la fine del laboratorio e soprattutto potesse coinvolgere anche gli altri bambini grazie ai loro maestri".

Un albero spoglio con in cima un nido dove campeggia un uovo pronto a schiudersi, è ciò che hanno scelto i ragazzi e lo scultore, per rappresentare la fine del laboratorio e al contempo l'inizio del percorso dei ragazzi nella vita. "È stata una bellissima esperienza - racconta Tagliaferri - L'idea di realizzare un laboratorio in India è nata da un incontro con il direttore di Cbm Italia Massimo Maggio. Dopo aver visto i miei lavori, Massimo mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto insegnare a scolpire a dei bambini con disabilità in India. Non ci ho pensato due volte e sono partito". Il laboratorio è durato in tutto 20 giorni, nei quali lo scultore bolognese ha insegnato ai ragazzi prima ad avere confidenza con i materiali e gli strumenti, facendoli divertire con la creta, e guidando le loro mani nel modellare piccole sculture, per poi iniziare a realizzare l'albero che da marzo scorso è stato messo nel cortile della scuola.

A raccontare attraverso la macchina da presa questo viaggio fatto di suoni, sensazioni, colori e voglia di vivere ci hanno pensato Silvio Soldini e Giorgio Garini in un documentario di 45 minuti. Le immagini che scorrono sullo schermo mostrano non solo il lavoro fatto con i bambini e gli insegnanti ma anche le emozioni, la gioia nei volti delle persone e la bellezza di una terra come l'India. "È stata un'esperienza straordinaria - dice Silvio Soldini - Quando mi è stato proposto di girare il documentario ho subito accettato. Con Giorgio abbiamo cercato di cogliere ogni dettaglio e ogni aspetto non solo del laboratorio ma anche della vita in quella scuola. Una delle cose più emozionanti è stata, riuscire a "vedere" un Paese, le sue contraddizioni e le sue bellezze con gli occhi di Felice". (Dino Collazzo)

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Il Piccolo di Trieste del 16-01-2015

Soldini e la forza di fare arte senza vedere la luce

PORDENONE. Ha firmato pellicole di grande successo come Pane e tulipani o Il comandante e la cicogna, a proprio agio tra film più impegnativi ("Brucio nel vento", "Un'anima divisa in due" o "Le acrobate") e commedie sentimentali o rocambolesche, come "Agata e la tempesta" o "Giorni e nuvole". Domani alle 18 Silvio Soldini sarà ospite di Polaris Amici del libro parlato di San Vito al Tagliamento, Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Pordenone e Cooperativa sociale Itaca all'Auditorium Centro Civico di San Vito al Tagliamento per la proiezione del documentario "Un albero indiano", di cui è regista assieme a Giorgio Garini. Un lavoro dedicato allo scultore non vedente Felice Tagliaferri, che da Bologna parte alla volta di Shillong in India per avviare un corso di lavorazione della creta in una classe di bambini disabili della Bethany School, scuola sostenuta da Cbm Italia onlus, ong che lotta contro le forme evitabili di cecità e disabilità nei Paesi in via di sviluppo. Autore sensibile e raffinato, Soldini porta in scena l'inquietudine e la tensione al cambiamento in un'unità tematica e formale che indaga le possibilità di una vita ritratta con fanciullesca curiosità e assenza di giudizio. I docu-film stanno via via prendendo piede anche in Italia? «Il pubblico che ama i documentari è ancora una nicchia ristretta rispetto a chi ama la finzione. In tutti i miei film cerco di mostrare anche l'aspetto vero della vita, con una passione documentaristica che poi è emersa nei 100 minuti di "Per altri occhi"». Si parla sempre più spesso di disabilità; secondo lei è una moda o un reale cambiamento di sensibilità e coscienza? «Parlarne serve sempre, ma non basta. L'idea che nel mio film "Un albero indiano" il protagonista Felice porta con sé fino in India è che non si dovrebbe nemmeno parlare di disabilità, in quanto tutti noi abbiamo piccole o grandi disabilità: siamo in grado di fare alcune cose mentre altre per niente. E chi consideriamo disabili hanno in realtà abilità superiori». Ha in progetto un nuovo lungometraggio? «Sto lavorando a una sceneggiatura per un film di finzione e continuo, parallelamente, la mia ricerca documentaristica. Torno in Friuli Venezia Giulia sempre volentieri, anche per l'amicizia che mi lega al Visionario».

di Francesca Pessotto

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Il Secolo XIX del 19-01-2015

Teatro, il seminario di Carola Stagnaro per i non vedenti

GENOVA. Le toccano il viso per intuire le sue espressioni, prendono le sue mani tra le loro le mani per imitare i suoi gesti. Sono gli allievi di Carola Stagnaro. Non l'hanno mai vista a teatro né al cinema e neppure nelle serie televisive che continuano a passare in replica, da "Centovetrine" a "Don Matteo" , da "Un posto al sole" a "Il generale Dalla Chiesa". Non la vedranno neppure in "La Regina disadorna" spettacolo tratto da un celebre affresco di Maurio Maggiani sullo sfondo del porto di Genova che verrà riproposto sabato 24 lungo un percorso che va da San Matteo a palazzo Spinola.

Nel frattempo ha aperto la stagione di Lunaria a Nervi con una toccante lettura de "Il gabbiano Jonathan Livingstone", accompagnata dal collega Paolo Drago e, al pianoforte, dal maestro Alessandro Cadoli rispi, non vedente come i suoi allievi. "Il gabbiano" è dedicato a loro e il suo volo non si fermerà dopo questo recital. L'avvio del seminario che Carola Stagnaro, inglese di nascita, genovese fin dalla prima infanzia, romana per esigenze di lavoro, ha allestito in collaborazione con l'unione Italiana Ciechi presieduta da Eugenio Saltarel sta andando oltre ogni finalità terapeutica.

L'intento ora è di creare un vero e proprio gruppo teatrale misto, esaltando le diverse sensibilità e capacità sensoriali, creando uno scambio artisticamente inedito. "Con loro la grande metafora del romanzo di Richard Bach, la voglia inesausta di lottare volare già raccontata nell'omonimo fil m del 73, potrebbe diventare uno spettacolo vero e proprio". Dice. Per questo non risparmia al suo gruppo nessuno degli esercizi che si fanno all'Accademia, come del resto aveva già fatto a Roma con un gruppo di malati di Parkinson. Per il suo nuovo lavoro ha trascurato parecchi provini televisivi e teatrali ma non è pentita. "La mia fiction " confida " in questo momento è un teatro ch faccia stare meglio me stessa e gli altri".

E' convinta che a volte un certo tipo di percorso possa essere più facile nella grande provincia italiana che non a Roma. Lo stesso discorso vale per la ricerca della qualità. Sono tornata a Genova per motivi familiari, ho scoperto nuove opportunità". Con Lunaria è stato facile riannodare le fila di un'antica stima , affrontando le cattive del mondo Classico e " Giovanni Episcopo" di Dannunzio.

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Redattore Sociale del 22-01-2015

Vista e Natura, il calendario per ciechi che illustra i paesaggi toscani

FIRENZE. E' un calendario, ma del tutto particolare, quello presentato oggi nella sala stampa della Regione Toscana dall'assessore all'agricoltura, Gianni Salvadori, dal presidente dell'Unione Ciechi e Ipovedenti di Firenze, Antonio Quatraro, e da quello di Siena Massimo Vita. Si intitola "Vista e natura: due tesori da proteggere" ed intende valorizzare il patrimonio naturale e paesaggistico della Toscana e il bene della vista insieme "all'eccellenza della sanità toscana nel settore dell'oculistica". "Un calendario unico - ha detto il presidente dell'Unione ciechi di Siena, Massimo Vita - che per il secondo anno ha promosso l'iniziativa, perchè può essere "letto" contemporaneamente da persone vedenti e da persone non vedenti e questo grazie a moderne tecnologie che per la prima volta sono state applicate anche alle immagini."

Il calendario, che copre sia l'anno 2015 sia il 2016, fa parte delle iniziative messe in cantiere dalla Regione in vista di Expo e sarà portato a Milano in occasione dell'Esposizione Universale. "Sarà - ha detto Salvadori - un modo ulteriore per far conoscere il senso civico che caratterizza la Toscana. Colgo l'occasione - ha continuato - per proporre all'Unione Ciechi di costruire insieme, a Milano, in occasione di Expo, un evento importante che sappia rilanciare queste tematiche, che avranno così nell'Expo una ribalta internazionale." Proposta subito accettata da Quatraro e Vita per l'Unione Ciechi. Il presidente fiorentino Quatraro ha inoltre ricordato l'impegno della Regione Toscana "unico esempio in Europa ad avere una stamperia braille e una scuola guida per ciechi interamente pubbliche." E ha annunciato, proprio in collaborazione con la stamperia braille della Regione, la "prossima entrata in funzione di una stampante tridimensionale per realizzare ausili didattici per non vedenti."

Il calendario riporta le tavole di 14 artisti toscani, tutti con problemi di vista, che hanno realizzato opere legate al paesaggio rurale della Toscana. Vi sono anche due vignette, una di Giannelli e l'altra di Staino. La seconda ironizza sui politici: "E la cecità di certi politici? Molto più difficile da prevenire della nostra". Ed è stata proprio questa vignetta satirica a suggerire un collegamento simbolico con la strage di Charlie Hebdo, fra le cui vittime c'era anche un vignettista amico di lunga data di Staino. "Abbiamo voluto - hanno sottolineato Salvadori e Vita - anche aggiungere questa valenza di solidarietà e di testimonianza sulla libertà di espressione e sulla satira che non devono essere mai messe in discussione e abbiamo voluto dare una continuità ideale, anche tramite questo piccolo contributo, dopo la strage di Parigi".

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Avvenire del 04-01-2015

In principio era il mormorio. Le stelle "ascoltate" dai non vedenti

BARBERINO VAL D'ELSA. In principio era un "mormorio". Il 'big bang' fu un'esplosione, ma a basso volume, percorsa come da una voce. È il poeta Giuliano Scabia a ricordarlo nei suoi Canti del guardare lontano, Einaudi): «Nell'anno 2009 - spiega - gli scienziati astronomi di Cascina in Toscana, di Hannover in Germania, della Louisiana e dello stato di di Washington, collegati nella medesima ricerca, hanno detto che il Big Bang non è un tuono, ma un mormorio». Le radiazioni sono state tradotte in suoni. Scabia, per parte sua, ha composto il Canto del mormorio: «Lode al mormorio del vento, / del tempo - e del volo/che tutto accompagna.../ sognate, sognate, / tutti i sogni saranno / ve- rità rivelate... Sempre sarà che stelle chiare / davanti in ogni parte notte / a far cammino avremo. In nostre / barche per il tempo sparse / astronavi anime andremo / e sempre più chissà forse vedremo / dell'infinito il bordo estremo. Sì?».

In principio era 'il mormorio'. È un'immagine molto suggestiva che fa rileggere l'inno di San Giovanni con un prisma particolare, ripensare al vento leggero sentito dal profeta Elia come annuncio della presenza di Dio e alle parole dei padri sulla creazione, come quelle di I- gnazio di Antochia ai Magnesi: «C'è un solo Dio che si è manifestato per mezzo di Gesù Cristo suo Figlio, che è il suo verbo uscito dal silenzio».

Trecentottanta mila anni dopo il big bang quei suoni sono diventati una sorta di vagito infantile. Amedeo Balbi, ricercatore in Astrofisica a Roma Tor Vergata, che ha lavorato a Berkeley e collabora alla missione spaziale Planck dell'Esa, ha pubblicato La musica del Big Bang (edizioni Springer). «Intendiamoci - ha detto - si tratta di suoni nel senso fisico, vibrazioni che attraversavano il plasma molto denso dell'Universo primordiale, ma non ascoltabili come i suoni che viaggiano nell'aria. Sono state necessarie elaborazioni matematiche per portare quelle vibrazioni alle frequenze ascoltabili dall'uomo».

In questi giorni si pensa alle stelle e alle comete, complici il Natale, la sonda Rosetta e anche la presenza di Samantha Cristoforetti nello spazio. Si solleva, insomma, lo sguardo in alto. Qualcuno ha pensato che per i non vedenti questo non può bastare, che si deve cercare di osservare la bellezza dell'universo con altri 'occhi'. A Barberino Val d'Elsa, nella cupola dell'Osservatorio polifunzionale del Chianti, le stelle si 'ascolteranno' presto grazie a un progetto, "Stelle oltre il buio", elaborato dall'Osservatorio, l'associazione Ludica e l'Unione Italiana Ciechi, in collaborazione con la Nasa per realizzare percorsi scientifici rivolti a non vedenti. Il progetto è curato da E- manuele Pace, responsabile scientifico dell'Osservatorio, Gianni Paoli e Brigida Cirillo.

Pace è un ricercatore del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Firenze che ha realizzato un importante esperimento per lo Shuttle: «L'iniziativa - dice - permetterà di realizzare strutture tattili, pianeti 3d e renderà possibile l'ascolto dei suoni originari emessi dai pianeti attraverso l'accesso diretto ai dati della Nasa». Saranno inoltre formati una quindicina di giovani per l'accompagnamento qualificato dei visitatori non vedenti e dei diversamente abili ai percorsi scientifici promossi dall'Osservatorio che possono già usufruire della piattaforma donata dai Lions Barberino Montelibertas. A realizzare le strumentazioni scientifiche è stato un laboratorio fiorentino, la ditta Paleos, costituito da giovani paleontologi, ingegneri, naturalisti. Si punta il telescopio su Saturno, si diffonde nell'osservatorio una melodia e si guarda il sistema solare con "altri occhi".

di Michele Brancale

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Il Denaro del 16-01-2015

Scommessa dei ricercatori: Pompei sara' senza barriere

NAPOLI. Di fronte al fascino della "città sepolta" neanche l'incuria e la burocrazia possono più di tanto. Pompei continua a sedurre milioni di turisti e con le sue 2,5 milioni di presenze registrate l'anno scorso si conferma uno dei siti archeologici più visitati al mondo. Ma ancora oggi è praticamente vietata ai turisti più fragili, a chi è costretto su una sedie a ruote o chi ha difficoltà percettive. Frutto di tre anni di lavoro, il volume "Pompei Accessibile" curato da Renata Picone, docente di Restauro presso il Dipartimento di Architettura della Federico II, segna un decisivo cambiamento di rotta. Per la prima volta un team multidisciplinare, studiosi di restauro, storici dell'architettura, esperti di design, progettazione urbana, ingegneria strutturale e dei materiali hanno condiviso metodologie e saperi per raggiungere un obiettivo ambizioso. "Anche troppo - si schermisce la ricercatrice - nel senso che sarebbe velletario pensare di rendere interamente e pienamente accessibile Pompei, stiamo parlando di una Città vera e propria, con dislivelli, condizioni materiche e ambientali che dettano delle impossibilità oggettive. Il nostro scopo, piuttosto, è stato quello di coniugare l'ampliamento della fruibilità con i dettati della conservazione". I progetti sviluppati nel corso della ricerca potrebbero presto passare alla fase operativa grazie a un imminente accordo quadro tra la Federico II e la Soprintendenza speciale di Pompei guidata da Massimo Osanna. Il team federiciano dal luglio del 2011 al gennaio del 2013 ha acquisito il rilievo dello stato dei luoghi con l'indicazione di tutte le parti visitabili del sito, per poi declinare la ricerca alla redazione di carte tematiche in cui sono state evidenziate le diverse forme di barriere architettoniche. Impostato lo studio, la ricerca ha poi ristretto il campo della sperimentazione a quattro aree: 1) l'area di Porta Marina; 2) l'area di Porta Vesuvio; 3) la via diMercurio; 4) l'area di Porta Nocera e della murazione orientale. "Ciò consentirà - afferma l'esperta di Restauro - anche alle persone con disabilità motoria e percettiva di poter fruire degli spazi pubblici dell'area archeologica, quali la Basilica, il Foro, la Palestra, l'Anfiteatro, i sepolcri, il cui accesso e la cui fruizione è oggi a loro quasi totalmente negata, oppure condurle nella visita degli spazi privati del sito di Pompei, come la Casa del Fauno o la Domus del Meleagro".

a cura di Cristian Fuschetto

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Il Resto del Carlino del 03-01-2015

Un Palazzo multimediale

URBINO. Nell'ambito del progetto speciale del MIBACT Cultura senza ostacoli «il Palazzo Ducale di Urbino conferma la soprintendente Maria Rosaria Valazzi è risultato al secondo posto tra le sedi museali statali che il pubblico desidera siano rese accessibili. Verrà perciò finanziato dal Ministero un progetto grazie al quale entro la fine del 2015 si potrà estendere l'accessibilità culturale della Galleria anche ai visitatori non vedenti, agli ipovedenti e alle persone affette da sordità, creando percorsi a loro dedicati, impiegando tecniche di comunicazione multisensoriale di tipo tattile, audiovisiva e con l'ausilio delle tecnologie innovative».

IN PARTICOLARE nelle sale rinnovate del cantinone «dove troverà spazio il museo lapidario continua Valazzi verrà allestita in collaborazione con il museo statale tattile Omero un'area leggibile ai portatori di disabilità sensoriali». Nell'ottica proprio del «comunicare l'arte serve a preservarla» questa operazione che va ad aumentare il grado di accessibilità del Museo urbinate «si aggiunge al progetto di pubblicizzazione tramite supporto informatico che ha accompagnato gli ultimi anni di programmazione interna conclude la soprintendente . A riguardo vorrei ricordare la app sviluppata in collaborazione con le due università (Urbino e Politecnico delle Marche), la presenza nei maggiori social network e nel web con il sito istituzionale www.artimarche.beniculturali.it».

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Blog BuoneNotizie - Corriere.it del 28-01-2015

Il non vedente che attraversa a piedi i continenti fidando sul prossimo

di Alice Martinelli

Gira il mondo a piedi completamente solo, il bastone bianco in mano e l'Iphone in pugno per dimostrare che un non vedente può fare cose straordinarie: attraversare i continenti senza alcuna assistenza, contando solo sull'aiuto delle persone che incontra. Sì, perché Alessandro Bordini, 28 anni, di Nogara, non conosce nessuna di quelle mani che lo stringono, di quelle voci che lo accompagnano quando per le strade di Rio chiede: "Scusi, saprebbe indicarmi un posto dove dormire?".

"La mia avventura comincia da un brutto incidente - spiega - era il2009, mi stavo allenando a Ravenna".

Alessandro si lancia col paracadute da1500 metri, neanche troppo per chi come lui lo fa da oltre tre anni e da altezze di gran lunga superiori. Ma stavolta una manovra sbagliata lo costringe a un atterraggio violentissimo: Alessandro rimane in coma per due settimane e perde la vista per sempre.

"Quando mi sono svegliato dal coma ero già cieco - racconta - ma ho capito che potevo essere felice lo stesso. Dopo mesi di riabilitazione ho cominciato a intraprendere dei piccoli viaggi, grazie agli amici".

Passano due anni e un giorno, per caso, Alessandro rimane da solo nella stazione di Cesena. È lì che gli si avvicina un uomo offrendogli un aiuto.

"In quell'esatto momento ho capito che avrei potuto muovermi senza dover pianificare, senza il bisogno di un'assistenza dedicata ma affidandomi solo alle persone incrociate lungo il cammino".

Così comincia la sua scommessa: un viaggio intorno al globo contando sulle proprie forze e sulla generosità delle persone incontrate per caso. Il tutto raccontato in un blog, una sorta di diario di viaggio: "Light the Planet", "Illumina il pianeta".

"Sono appena stato in Uruguay e in Paraguay, ora mi tratterrò ancora qualche giorno in Brasile e poi comincerò a spostarmi verso nord - dice - Quando tornerò in Italia? Alla fine del viaggio: mi mancano ancora quasi trenta Paesi da visitare".

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focus

Giornale UICI del 30-01-2015

Centro di Documentazione Giuridica: Legge Stabilità 2015 - Norme di interesse per le persone disabili

a cura di Paolo Colombo

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 la Legge di Stabilità 2015, contenente "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato".

La legge consta di un unico articolo e 735 commi, è entrata in vigore il 1 gennaio 2015, fatte salve le specifiche decorrenze previste dalle singole norme.

Anche se non ancora si è usciti dalla situazione di grave congiuntura economica che continua a penalizzare maggiormente le fasce più deboli e in particolare i disabili, la legge di stabilità 2015, rispetto agli scorsi anni, ha mostrato una maggiore attenzione alle politiche sociali.

Essa tuttavia presenta anche per il 2015 la sua debolezza nel contrastare l'impoverimento e la diminuzione delle diseguaglianze. Ancora non sufficienti sono stati gli interventi per favorire l'aumento del potere di acquisto delle famiglie e dei consumi interni. Il cuneo fiscale è stato ridotto solo per le aziende (confidando in un aumento dell'occupazione) mentre a favore dei singoli contribuenti, in particolare per quelli a reddito più basso, per le famiglie numerose, per gli anziani e i disabili in particolare, la situazione di fatto è rimasta inalterata rispetto all'anno passato.

Finanziamento all'U.I.C.I.

Comma 191

Con viva gioia, prima di procedere ad un breve excursus delle norme di interesse, segnaliamo il comma 191 che ha previsto uno stanziamento in favore del nostro Ente, negli anni passati fortemente penalizzato dai tagli di bilancio.

Esso autorizza "una spesa di 6,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015 da assegnare all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di cui alla legge 3 agosto 1998, n. 282, alla legge 12 gennaio 1996, n. 24, e alla legge 23 settembre 1993, n. 379. 242.

Inoltre per il 2015, sono stati stanziati 400 milioni di euro per il Fondo per la non autosufficienza, 300 milioni per le politiche sociali, 112 milioni per il fondo per gli interventi a favore della famiglia, 20 milioni per il diritto al lavoro dei disabili.

Di seguito gli accennati interventi ed altri di rilievo previsti dalla legge di stabilità.

Patronato

commi 309 e ss

Nei commi 309 e ss. compare una riduzione degli specifici stanziamenti iscritti nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per il finanziamento degli istituti di Patronato (legge 30 marzo 2001, n. 152) che sono complessivamente ridotti di 35 milioni di euro, comunque meno di quanto previsto inizialmente.

È anche previsto che i medesimi istituti possono svolgere senza scopo di lucro in favore di soggetti privati e pubblici, attività di sostegno, informative, di consulenza, di supporto, di servizio e di assistenza tecnica in materia di: previdenza e assistenza sociale, diritto del lavoro, sanità, diritto di famiglia e delle successioni, diritto civile e legislazione fiscale, risparmio, tutela e sicurezza sul lavoro. Lo schema di convenzione che definisce le modalità di esercizio delle predette attività sarà approvato con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro il 30 giugno 2015.

Il comma 312, a seguito della entrata in vigore della riforma complessiva degli istituti di patronato, anche con riferimento alle attività diverse che possono svolgere e dei relativi meccanismi di finanziamento, nell'ambito della legge di bilancio per il triennio 2016-2018, prevede che siano rimodulate, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, le modalità di sostegno degli istituti di patronato e di assistenza sociale.

Fondi

Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Nella Tabella C è previsto lo stanziamento di 12.992.666 di Euro nel 2015 (leggermente decrescente nel 2016-7) Fondo da ripartire per le politiche sociali (4.5 - cap. 3671) ex Art. 20, comma 8, Legge n. 328 del 2000.

Inoltre, nel comma 158 lo stanziamento del medesimo Fondo nazionale per le politiche sociali è incrementato di 300 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015.

Il comma 159 prevede che lo stanziamento del Fondo per le non autosufficienze, di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, anche ai fini del finanziamento degli interventi a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è incrementato di 400 milioni di euro per l'anno 2015 e di 250 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.

MEF

comma 200

Il comma 200 prevede che nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione, con la dotazione di 27 milioni di euro per l'anno 2015 e di 25 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016. Il Fondo è ripartito annualmente con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio. Non sono indicate nel dettaglio le finalizzazioni delle somme stanziate.

Lavoro

Dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili - comma 160 e 161

La dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili di cui all'articolo 13, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, è incrementata di 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015.

Attribuzioni all'INAIL di competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa di persone disabili - comma 166

Il comma 166 attribuisce all'INAIL le competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione, con interventi formativi di riqualificazione professionale, con progetti per il superamento e per l'abbattimento delle barriere architettoniche sui luoghi di lavoro, con interventi di adeguamento e di adattamento delle postazioni di lavoro.

TFR in busta paga - comma 26 e ss

Inoltre, per i lavoratori del settore privato che ne fanno richiesta ai commi 26 e ss. è prevista l'anticipazione del Tfr in busta paga in via sperimentale nel periodo 1° marzo 2015-30 giugno 2018. Per quel che riguarda il regime fiscale delle quote erogate si prevede la tassazione ordinaria senza quindi la più favorevole tassazione separata prevista sulle liquidazioni erogate a fine carriera. È poi innalzata dall'11,5 al 17% l'aliquota sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto.

Terzo Settore

Autorizzazione di spesa - comma 187

Per la riforma del terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale il comma 187 autorizza la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2015, di 140 milioni di euro per l'anno 2016 e di 190 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017.

In particolare relativamente al servizio civile nel 2015 saranno avviati oltre 46.000 ragazzi a fronte dei 15.000 del 2014. Un obiettivo importante ottenuto sommando le risorse derivanti dal Fondo per il servizio civile e una parte di quelle del programma Garanzia Giovani. Inoltre, grazie alla stipula di quattro protocolli di intesa siglati con il ministero dei Beni Culturali, con il ministero dell'Ambiente, con l'Agenzia nazionale anticorruzione e con il Ministero dell'Interno, sempre nel 2015 verranno ingaggiati oltre 2.600 ragazzi ai quali bisogna aggiungerne altri 1.400 grazie ai bandi autofinanziati. Infine, sempre nel 2015, sarà emanato il bando straordinario per l'accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili per circa mille volontari.

Pensionistica

Pagamento dei trattamenti pensionistici - comma 302

Il comma 302 prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall'INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell'INAIL saranno posti in pagamento il giorno 10 di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico pagamento, ove non esistano cause ostative, nei confronti dei beneficiari di più trattamenti.

Eliminazione delle penalizzazioni in caso di accesso alla pensione anticipata - comma 113

Inoltre, con una modifica introdotta già alla Camera, il comma 113 esclude dalla riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici prevista dalla "riforma Fornero" i soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017. Pertanto, sulla quota di trattamento relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente il 1° gennaio 2012 di tali soggetti non si applicano la riduzione percentuale pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni e di 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

Utilizzo delle informazioni relative ai rapporti finanziari - comma 314

Il comma 314 dispone che le informazioni comunicate dagli operatori finanziari sono utilizzate dall'Agenzia delle entrate per le analisi del rischio di evasione. Le medesime informazioni, inclusive del valore medio di giacenza annuo di depositi e conti correnti bancari e postali, sono altresì utilizzate ai fini della semplificazione degli adempimenti dei cittadini in merito alla compilazione della dichiarazione ISEE, nonché in sede di controllo sulla veridicità dei dati dichiarati nella medesima dichiarazione.

Limitazioni della quota retributiva e tetto massimo alle cd. pensioni d'oro - commi 707, 708 e 709

Il comma 707 prevede che, in ogni caso, l'importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo (retributivo) vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011, computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.

Resta in ogni caso fermo il termine di 24 mesi per la liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i lavoratori che accedono al pensionamento a età inferiore a quella corrispondente ai limiti di età.

Scuola

Fondo la buona scuola - comma 4 e 5

Per quanto concerne la scuola in generale i commi 4 e 5 istituiscono il fondo denominato «Fondo "La buona scuola"», con la dotazione di 1.000 milioni di euro per l'anno 2015 e di 3.000 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016. Tale Fondo è finalizzato a dotare il Paese di un sistema d'istruzione scolastica che si caratterizzi per un rafforzamento dell'offerta formativa e della continuità didattica, per la valorizzazione dei docenti e per una sostanziale attuazione dell'autonomia scolastica, con prioritario riferimento alla realizzazione di un piano straordinario di assunzioni, al potenziamento dell'alternanza scuola-lavoro e alla formazione dei docenti e dei dirigenti.

Inoltre, nelle restanti norme (commi 325 e ss.) vi sono delle riduzioni di spesa in generale sul capitolo del MIUR.

comma 331 334 335

Il comma 331 prevede che, salve le ipotesi di collocamento fuori ruolo e delle prerogative sindacali ai sensi della normativa vigente, il personale appartenente al comparto scuola non può essere posto in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o utilizzazione comunque denominata, presso le pubbliche amministrazioni, nonché le autorità indipendenti, ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), ovvero enti, associazioni e fondazioni.

Il comma 334 prevede che con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni, in considerazione di un generale processo di digitalizzazione e incremento dell'efficienza dei processi e delle lavorazioni, si procede alla revisione dei criteri e dei parametri previsti per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, in modo da conseguire, a decorrere dall'anno scolastico 2015/ 2016, a) una riduzione nel numero dei posti pari a 2.020 unità; b) una riduzione nella spesa di personale pari a 50,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno scolastico 2015/2016.

Il comma 335 prevede una autorizzazione di spesa di 10 milioni di euro per le attività di digitalizzazione dei procedimenti amministrativi affidati alle segreterie scolastiche, al fine di aumentare l'efficacia e l'efficienza delle interazioni con le famiglie, gli alunni e il personale dipendente.

Criteri composizione commissioni d'esame - comma 350

Il comma 350 stabilisce che con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni, sono disciplinati, con effetto dall'anno 2015, i nuovi criteri per la definizione della composizione delle commissioni d'esame delle scuole secondarie di secondo grado. Ciò al fine di razionalizzare il sistema di valutazione degli alunni tenendo conto dell'esigenza di valorizzare i princìpi dell'autonomia scolastica e della continuità didattica, assicurando la coerenza degli standard valutativi e garantendo uno sviluppo ottimale della professione di docente in termini di conoscenze, competenze e approcci didattici e pedagogici e di verifica dell'efficacia delle pratiche educative.

Fisco

Stabilizzazione del bonus di 80 euro - comma 12

Il comma 12 rende strutturale il credito d'imposta IRPEF in favore dei lavoratori dipendenti e dei percettori di taluni redditi assimilati (cd. "bonus 80 euro"), originariamente introdotto per il solo anno 2014.

In particolare la somma spettante è pari:

- a 960 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro;

- a 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 24.000 euro ma non a 26.000 euro.

Resta fermo che il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l'importo di 2.000 euro.

Buoni pasto - comma 16 e 17

I commi 16 e 17 modificano il Testo unico delle imposte dei redditi elevando, a decorrere dal 1° luglio 2015, la quota non sottoposta a tassazione dei buoni pasto da 5,29 euro a 7 euro, nel caso in cui essi siano di formato elettronico.

TFR in busta paga - comma 26 e 34

I commi 26 e ss. dispongo, in via sperimentale, in relazione ai periodi di paga dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, che i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e i lavoratori del settore agricolo) possano richiedere di percepire la quota maturanda del trattamento di fine rapporto (TFR), compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare, tramite liquidazione diretta mensile.

Erogazioni liberali alle Onlus - commi 137 e 138

I commi 137 e 138 incrementano a 30.000 euro annui (da 2.065,83 euro) il limite massimo delle erogazioni liberali, per le quali spetta la detrazione di imposta ai fini IRPEF del 26% nonché la deduzione IRES nei limiti del 2 per cento del reddito di impresa, effettuate a favore delle ONLUS, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Si dispone che le nuove norme trovino applicazione a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Giornale UICI del 16-01-2015

Centro di Documentazione Giuridica: Amministrazione di sostegno o interdizione? Ecco i criteri di scelta precisati in una recente sentenza del Tribunale di Vercelli

a cura di Paolo Colombo

La scelta tra amministrazione di sostegno e interdizione non si basa sul solo sul grado d'infermità del soggetto incapace, ma il giudice deve compiere una valutazione globale e complessiva della situazione personale e del patrimonio da gestire del soggetto.

Lo ha precisato il Tribunale di Vercelli con sentenza del 31 ottobre 2014, n. 142. Nell'interessante sentenza si da conto della giurisprudenza di legittimità e di merito dei vari Tribunali che si trovano a dover utilizzare i criteri messi a disposizione della legge per stabilire la giusta misura di protezione da riconoscere all'interessato.

Il caso posto all'esame del Giudice piemontese, ha inizio con la richiesta della madre, già amministratore di sostegno del figlio, di pronunciare l'interdizione del proprio figlio poiché la misura già disposta era diventata insufficiente a causa del peggioramento delle condizioni di salute del figlio, affetto da encefalopatia epilettica con ritardo psicomotorio grave.

L'amministrazione di sostegno inizialmente concessa era stata giudicata misura sufficiente sia in considerazione delle scarse esigenze gestionali da soddisfare, sia per il fatto che il beneficiario vivesse in un ambiente circoscritto e protetto che non lo esponeva al pericolo di compiere atti pregiudizievoli. La madre, in qualità di amministratore di sostegno, avrebbe dovuto esercitare i poteri cd. sostitutivi (ex art. 405, comma 5, n. 3, c.c.) a livello patrimoniale: compiere gli atti di straordinaria e di ordinaria amministrazione e gli ulteriori atti relativi alla presentazione di domande di assistenza, anche sanitaria e di sussidi.

Nel giudizio di interdizione, successivamente promosso, il nuovo esame peritale confermava l'esigenza di una forma di protezione tenuto conto della generale condizione di non autosufficienza del soggetto, dovuta al grado medio-grave del ritardo mentale.

La perizia evidenziava però anche che le cure quotidiane presso il centro diurno e "il buon accudimento e le attenzioni pedagogiche della madre di tutti questi anni avevano evitato ulteriori regressioni a livello psico-comportamentale". Di conseguenza, a livello medico, non si poteva configurare un peggioramento della situazione preesistente.

Tenuto conto di ciò, il Tribunale di Vercelli rammenta che la scelta dell'amministrazione di sostegno non deve essere semplicemente basata sul grado d'infermità o d'impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto, ma piuttosto sulla maggiore capacità di tale strumento di adeguarsi alle sue esigenze, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa (Cass. Civ. Sez. I, sentenza 22 aprile 2009, n. 9628 e Cass. Civ. Sez. I, sentenza 26 ottobre 2011, n. 22332).

In particolare l'amministrazione di sostegno sarà preferibile in tutti quei casi in cui sia necessaria "un'attività di tutela minima, in relazione, tra le altre cose, alla scarsa consistenza del patrimonio del soggetto debole, alla semplicità delle operazioni da svolgere, e all'attitudine del beneficiario a non porre in discussione i risultati dell'attività svolta nel suo interesse".

Nella sentenza si richiama anche ad una recentissima pronuncia della Cassazione, con la quale è stata confermata la misura dell'interdizione ove l'elevata consistenza del patrimonio mobiliare ed immobiliare, collegata con la gravità e l'irreversibilità delle condizioni fisio-psichiche del soggetto, imponeva l'adozione della misura interdittiva proprio per la gestione e conservazione del patrimonio. In sostanza, è corretto non basare la scelta dell'interdizione sul solo grado di infermità del soggetto incapace, ma occorre procedere ad un'attenta ricostruzione della particolare situazione fisica e psichica dell'incapace, rapportandola con la complessità delle decisioni, anche quotidiane, da prendere per la gestione del suo patrimonio personale.

Il Giudice, nello scegliere tra l'interdizione e l'amministratore di sostegno, dovrà basarsi sul criterio contenuto nei primi due commi dell'art. 410 c.c., che impongono all'amministratore di sostegno, da un lato, di tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario, dall'altro, di informare tempestivamente il beneficiario sugli atti da compiere, e il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso. Vi dovrà essere nella pratica un sistema continuo di scambio tra i soggetti dell'amministrazione di sostegno - beneficiario, amministratore e Giudice tutelare - al fine di dirimere i contrasti eventualmente insorti. Ciò all'insegna della logica di collaborativa che ispira l'istituto dell'amministrazione di sostegno rispetto a quella propriamente "sostitutiva" dell'interdizione

Nel caso specifico, la ricorrente lamentava che come amministratore di sostegno non avrebbe avuto il potere di prestare un consenso informato alle cure, in caso di accertamenti o trattamenti sanitari, sostituendosi al soggetto incapace, come invece potrebbe potuto fare il tutore ai sensi dell'art. 357 c.c.

Secondo i giudici, però, tale potere, pur se non espressamente previsto dall'art. 411 c.c., è insito nelle disposizioni sull'amministrazione di sostegno che è istituto finalizzato alla cura della persona del beneficiario in ogni suo aspetto, patrimoniale e personale, come si desume dal tenore letterale degli artt. 405, comma 4, e 408, comma 1, c.c. (decreto 30 aprile 2012, Giudice tutelare Varese).

Pertanto il Tribunale adito, ha ampliato gli originari poteri conferiti, attribuendo all'amministratore in carica, salva diversa determinazione del Giudice tutelare, il potere di prestare, in nome e per conto del beneficiario, il consenso e/o il dissenso ad intraprendere i necessari accertamenti, cure, e trattamenti sanitari, in considerazione dell'impossibilità, anche parziale, del beneficiario a prestare tale consenso. Precisando però che questo potere è limitato agli accertamenti, ai trattamenti ed alle terapie routinarie, intendendosi quelli non invasivi e/o che non comportino periodi di lunga degenza in ospedale. Nel caso di operazioni chirurgiche, cicli terapici quali dialisi, chemioterapia ecc., l'amministratore di sostegno dovrà coinvolgere il Giudice Tutelare anche se non a fini autorizzativi, ma informativi.

Inoltre nell'ottica collaborativa, il consenso e/o di dissenso agli accertamenti ed ai trattamenti terapeutici dovrà essere prestato con il beneficiario, e non al posto dello stesso, dovendo l'amministratore tenere presente per quanto possibile i desideri e le aspirazioni del beneficiario.

Considerata l'importanza innovativa della sentenza commentata se ne riporta in calce il testo integrale.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

Tribunale di Vercelli

Sezione Civile

Sentenza 31 ottobre 2014, n. 142

(Pres. Marozzo, Est. Bianconi)

OMISSIS

RAGIONI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Con ricorso depositato in data 21.6.2013, la ricorrente, madre ed amministratore di sostegno in carica, chiedeva che l'intestato Tribunale pronunciasse l'interdizione del proprio figlio e beneficiario, ...

Deduceva che la misura di amministrazione di sostegno, disposta con decreto 03.8.2009 del Giudice tutelare presso il Tribunale di .., era "divenuta sicuramente insufficiente in quanto, con il trascorrere degli anni, le condizioni di ... tendono a peggiorare"; la necessità di nomina di un tutore sarebbe pure derivata "dalla richiesta di maggiore autonomia dalla madre" da parte di .., "con conseguente aumento proporzionale dei rischi per lo stesso".

Allegava altresì l'incapacità di .. di fare uso del denaro; il rischio che, ove lasciato solo in casa, egli potesse aprire la porta a chicchessia, accondiscendo a qualsiasi richiesta da parte di estranei, magari sottoscrivendo contratti e/o moduli di altro tipo; infine, segnalava il pericolo di un suo eventuale ricovero, in considerazione dell'impossibilità, per .., di prestare un consenso informato alle eventuali cure e trattamenti sanitari.

Si candidava quale tutore.

La causa veniva istruita attraverso l'esame dell'interdicendo, all'udienza 13.11.2013.

Veniva disposta quindi ctu medica sulle condizioni fisiche e psichiche del predetto.

Il perito, al quale veniva conferito l'incarico all'udienza 17.12.2013, depositava la propria relazione in data 12.3.2014.

All'udienza 18.3.2014 il ricorrente precisava le conclusioni come da ricorso introduttivo; alle stesse si associava il Pubblico Ministero, nel frattempo intervenuto in giudizio.

A seguito del deposito di comparsa conclusionale, con ordinanza 25.6.2014 ex art. 279 c.p.c., la causa veniva rimessa in istruttoria, al fine di procedere a nuovo esame dell'interdicendo, affidato al Giudice scrivente.

In data 11.9.2014 si celebrava il nuovo esame, ed all'esito la causa veniva trattenuta in decisione senza concessione di termini ex art. 190 c.p.c., espressamente rinunciati dalla ricorrente.

***

Il ricorso è infondato, e non merita accoglimento.

Da un punto di vista dogmatico, si impone una premessa: la consolidata giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito che la misura dell'amministrazione di sostegno è prevista in via generale quale strumento di protezione dei soggetti privi di autonomia , in considerazione della sua duttilità e minore limitazione della capacità di agire del beneficiario, mentre solo quando essa non sia sufficiente alla adeguata protezione del soggetto può ricorrersi alla più limitativa misura dell'interdizione.

In particolare, rispetto ai predetti istituti, l'ambito di applicazione dell'amministrazione di sostegno va individuata con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilita di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma piuttosto alla maggiore capacità di tale strumento di adeguarsi alle esigenze di detto soggetto, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa (cfr. Cass. Sez. I, n. 9628 del 22.4.2009, Est. Panzani; Cass. Sez I, n. 22332 del 26.10.2011, Est. Salmé).

Sulla base delle coordinate sopra tracciate, la Suprema Corte ha pertanto ritenuto la misura dell'amministrazione di sostegno pienamente idonea a tutelare la persona incapace in tutti quei casi in cui si renda necessaria un'attività di tutela cd. "minima", in relazione, tra le altre cose, alla scarsa consistenza del patrimonio del soggetto debole, alla semplicità delle operazioni da svolgere, ed all'attitudine del beneficiario a non porre in discussione i risultati dell'attività svolta nel suo interesse (cfr. Cass. da ultimo citata).

Tale impostazione è stata ripresa e confermata anche di recente in un caso in cui il Supremo Collegio ha peraltro rigettato il ricorso, confermando la sentenza di interdizione del Giudice di merito, proprio alla luce della "straordinaria consistenza e varietà del patrimonio mobiliare ed immobiliare [...] correlata con la gravità e l'irreversibilità delle condizioni fisio-psichiche emerse dall'esame peritale", ciò che imponeva l'adozione della misuura interdittiva ai fini della migliore conservazione del patrimonio stesso e della sua utile gestione (cfr. Cass. Sez. I, n. 18171 del 26.7.2013, Est. Acierno). In tale caso, il Giudice del merito, come riconosciuto dalla Suprema Corte, non aveva fondato la scelta della misura dell'interdizione sul grado di infermità del soggetto incapace, ma aveva proceduto ad una corretta ricostruzione della peculiare situazione anagrafica e fisiopsichica del medesimo, ponendola in correlazione con la complessità delle decisioni, anche quotidiane, imposte dall'ampiezza, consistenza e natura composita del patrimonio ad egli appartenente.

I Giudici di merito hanno da tempo mostrato di aderire all'impostazione appena tracciata.

Il criterio distintivo, che, è bene sottolinearlo, non passa attraverso un giudizio di tipo scientifico o medico-legale, ma prettamente giuridico, risulta ampiamente condiviso.

Le ricadute concrete, come è naturale, variano in relazione alle peculiari situazioni rilevate nei casi via via in esame.

Si veda, al riguardo, ad esempio, decr. Giudice tutelare di Varese del 17.11.2009, Est. Buffone, che ha ritenuto, nel caso alla sua attenzione, e dopo approfondita rassegna delle diverse posizioni giurisprudenziali in merito, la misura dell'interdizione meglio rispondente alle esigenze di un soggetto versante in stato vegetativo permanente.

Ovvero, sentenza Tribunale di Milano del 13.2.2013, Est. Corbetta, ibidem, nella quale si chiarisce che, anche in presenza di esteso deficit cognitivo, nondimeno, può darsi corso all'interdizione solo ove sia necessario inibire al soggetto da proteggersi di esplicitare all'esterno capacità viziate che espongano sé o altri a possibili pregiudizi, e non già quando è la stessa patologia che, per le sue caratteristiche, mostra di impedire allo stesso qualunque contatto diretto ed autonomo con la realtà esterna.

O anche, infine, decr. Giudice tutelare di Milano del 27.8.2013, Est. Buffone, ibidem, in relazione alla maggiore idoneità dell'interdizione in un caso di paziente affetto da tendenze suicidarie.

Proprio la pronuncia da ultimo citata lumeggia, ad avviso del Collegio, l'addentellato normativo che rappresenta il vero "faro" che il Giudice deve seguire, laddove si trovi a dover scegliere quale, tra le misure dell'interdizione e dell'amministratore di sostegno, applicare al caso concreto: esso va individuato nel disposto dell'art. 410, commi 1 e 2, c.c., i quali, dettati con esclusivo riferimento all'amministrazione di sostegno: i) impongono all'amministratore, da un lato, di "tenere conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario"; ii) dall'altro, gli impongono di "tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere, nonché il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso"; ii) predispongono, infine, un sistema di attivazione del contraddittorio tra i soggetti dell'amministrazione (beneficiario e amministratore) al cospetto Giudice tutelare, soggetto istituzionalmente preposto a sovrintendere alla procedura.

La differenza rispetto alla misura interdittiva, ove un tale sistema non esiste, è netta: alla logica di una gestione, per così dire, sostitutiva, il Legislatore del 2004 ha affiancato un sistema di gestione collaborativa, in chiaro ossequio agli universalmente noti principi di rango costituzionale (art. 2 e 3), europeo (art. 8 Convenzione EDU), ed internazionali (cfr. preambolo, ed artt. 1, 3 e 4 Convenzione Nazioni Unite sulle persone con disabilità, ratificata e resa esecutiva con Legge dello Stato) rilevanti in relazione a tali fattispecie.

Vi è, però, che un tale sistema di collaborazione può, in concreto ed in casi particolari, non funzionare; ovvero che esso possa appalesarsi troppo farraginoso in relazione alla molteplice ed imponderabile varietà delle situazioni umane, così rendendo la misura dell'amministrazione di sostegno, non solo inidonea, ma addirittura controproducente rispetto a fini di tutela degli interessi del beneficiario.

A ben vedere, si tratta proprio dei casi esaminati nelle pronunce sopra enucleate: sarebbe infatti, ad esempio, difficilmente ipotizzabile un'amministrazione di sostegno che - in relazione alla difficoltà e complessità dell'attività di gestione patrimoniale, da compiersi attraverso atti giuridici con cadenza quotidiana, magari osteggiati dal beneficiario - imponga il continuo ricorso al giudice tutelare ai sensi del secondo comma della norma citata, con conseguente naufragio dell'efficacia della misura di protezione; e sarebbe del tutto impensabile - per assurdità - un sistema di collaborazione che imponga ad un amministratore di sostegno di perseguire le "aspirazioni" di un beneficiario che manifesti tendenze suicide, ovvero manifestamente eterolesive.

***

Alla luce delle considerazioni di ordine generale che precedono, deve passarsi all'esame del caso concreto.

Come detto, nell'interesse di .... fu aperta la misura dell'amministrazione di sostegno con decreto 03.8.2009 del Giudice tutelare di ...

Con tale provvedimento (all. sub doc. 1 al ricorso per interdizione), il G.t., dopo aver premesso che il .. risultava affetto da "encefalopatia epilettica con ritardo psicomotorio grave" documentata per tabulas; e dopo avere ritenuto che la misura di amministrazione di sostegno appariva misura sufficiente "anche in considerazione delle scarse esigenze gestionali da soddisfare e della circostanza che .. vive in un ambiente circoscritto e protetto [...] sì che non sussite grave pericolo che possa esporsi al compimento di atti pregiudizievoli"; nominava amministratore di sostegno la madre di .., ..., e le deferiva poteri cd. sostitutivi (ex art. 405, comma 5, n. 3, c.c.) in ambito patrimoniale, con riferimento al compimento di atti di straordinaria e di ordinaria amministrazione; demandava inoltre il potere di compiere ulteriori atti relativi alla "presentazione di domande di assistenza, anche sanitaria e sussidi".

Con riferimento alle condizioni di salute del .., parte ricorrente per l'interdizione ha prodottosub doc. 3 certificato 14.1.2013 proveniente dalla Fondazione ... di Milano (istituto accreditato presso il servizio sanitario nazionale), a firma dott. .., dal quale emerge che il beneficiario, in effetti, soffre di encefalopatia epilettica, in un quadro clinico caratterizzato da ritardo psicomotorio grave e crisi epilettiche farmacoresistenti.

L'esigenza di una forma di protezione del .. è stata pienamente confermata dalle risultanze dell'esame dell'interdicendo, celebratosi all'udienza 13.11.2013, a cura del G.o.t. allora istruttore: in tale sede, l'interdicendo ha dimostrato all'evidenza di non conoscere il reale valore del denaro in generale, né della banconota che gli fu rammostrata; ha riferito di non essere in grado di girare liberamente da solo, e di non conoscere le vie cittadine; ha mostrato difficoltà di linguaggio, e ha chiesto a tal fine ripetutamente l'ausilio della madre, presente all'incombente.

La relazione peritale, a cura del dott. .., ha dato conto della generale condizione di non autosufficienza del soggetto, conseguente al grado medio grave del ritardo mentale che lo affligge. Al contempo, peraltro, il perito ha spiegato che .. frequenta con regolarità un centro diurno, una palestra ove pratica pallacanestro, ed una piscina, ove si cimenta nel nuoto, sua vera passione. Ha dichiarato che .. "ha mostrato di comprendere il significato delle domande più elementari rivoltegli" e che "il suo atteggiamento nel corso dell'esame è stato del tutto corretto con manifestazioni, forse anche stereotipate, di buona collaborazione e di gentilezza nel rapporto interpersonale". Ha segnalato che, oltre alle cure quotidiane presso il centro diurno, "il buon accudimento e le attenzioni pedagogiche della madre di tutti questi anni gli hanno evitato ulteriori regressioni a livello psico-comportamentale".

Le risultanze della ctu non sono state fatte oggetto di censura e/o osservazione alcuna da parte della ricorrente, di talché costituiscono solida base sulla quale fondare la presente decisione.

Al nuovo esame dell'interdicendo, celebrato dallo scrivente in data 11.9.2014, .. ha nuovamente mostrato di incorrere in gravi defaillances di tipo mnesico; su tutte, egli non ricordava la propria data di nascita. Ha peraltro dichiarato di abitare con la sua mamma, con la quale "va d'accordo, anche se a volte si e a volte no"; ha riferito che lei è la sua amministratrice di sostegno, e che lui "è contento".

***

Ciò premesso in punto di fatto, e richiamate le considerazioni giuridiche sovrasvolte, si osserva pertanto quanto segue.

La patologia che affligge .. è senz'altro grave e invalidante, ma non tale, per sua natura, da privare il medesimo della capacità di rapportarsi al mondo esterno, ed in primis alla propria madre ed amministratrice di sostegno.

.. fa tutto ciò a modo suo, ovvero con ingenuità, ma anche con educazione, buona collaborazione e gentilezza, come osservato dal Ctu (pag. 6 elaborato) e riscontrato dal Giudice all'esame 11.9.2014.

Egli non mostra in alcun modo di potere, e, ciò che più conta, di volere, porre in discussione l'attività di amministrazione di sostegno, svolta dalla madre, cui lui vuole bene ("andiamo d'accordo"), della quale riconosce il ruolo istituzionale ("lei è il mio amministratore di sostegno"), che approva con decisione ("sono contento").

L'amministrazione è sino ad oggi stata proficua per il benessere psico-fisico di ..., come rilevato dal perito, né vi sono margini per ritenere che in futuro possano verificarsi contrasti insanabili tra l'amministratore ed il beneficiario, tali da pregiudicare lo svolgimento dell'incarico in un'ottica di perseguimento dei desideri e delle aspirazioni di quest'ultimo, se del caso, anche attraverso l'intervento del Giudice tutelare ex art. 410 c.c..

Con puntuale riferimento alle doglianze del ricorrente, poi, valgano le seguenti considerazioni.

Non è stato dimostrato un aggravamento delle condizioni di salute di ... rispetto all'epoca in cui fu aperta l'amministrazione di sostegno: il certificato medico prodotto sub 3) e la Ctu, infatti, paiono sostanzialmente confermare all'attualità la diagnosi, allora raccolta dal G.t., di encefalopatia epilettica.

Il rischio che .. "firmi documenti" o contratti o altri moduli, allorquando apra la porta a soggetti sconosciuti, quando si trovi solo presso la propria abitazione, è, nei limiti del possibile, da ritenersi scongiurato.

Da un lato, infatti, il decreto di nomina (seppur non particolarmente analitico), ha demandato all'amministratore di sostegno il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario, e quindi in via sostitutiva, gli atti di cui all'art. 374 c.c.: da ciò discende che i) la capacità di compiere tali atti è preclusa al beneficiario, a norma dell'art. 405, comma 5, nr. 3) c.c.; ii) nel novero di tali atti rientra quello di "assumere obbligazioni", a mente dell'art. 374, comma 1, n. 2) c.c.; iii) l'eventuale compimento di un tale atto, chiaramente invalido, troverebbe rimedio successivo attraverso l'esperimento dell'azione di annullamento ex art. 412 c.c..

Dall'altro lato, non si vede quale migliore protezione conseguirebbe il .. dall'apertura di una tutela, considerato che: i) la possibilità materiale, per .., di aprire la porta a sconosciuti e di apporre la propria sottoscrizione su documenti contrattuali eventualmente sottopostigli, non verrebbe ovviamente meno, per il solo fatto di essere soggetto a tutela; ii) il rimedio approntato dall'ordinamento nei confronti degli atti giuridici posti in essere senza autorizzazione dagli interdetti, è pur sempre successivo ed invalidatorio, e non certo preventivo, esattamente come nell'amministrazione di sostegno (cfr. art. 377 c.c.).

Anche con riferimento a tale aspetto, pertanto, si stima ampiamente tutelante e tranquillizzante il mantenimento, in favore del .., della misura in essere, e del tutto superfluo un aggravamento della stessa.

Infine, come detto, la ricorrente in interdizione, ha segnalato il rischio che .., laddove abbisognasse di cure, accertamenti, trattamenti sanitari, non sarebbe in grado di prestare un consenso informato alle cure. Si renderebbe pertanto necessaria l'interdizione del medesimo.

La testi propugnata dalla ricorrente si rifà implicitamente ad un'opzione interpretativa risalente e del tutto recessiva, fondata sul mancato richiamo, ad opera dell'art. 411, comma 1, c.c., dell'art. 357 c.c., disposizione che sancisce il dovere di cura del minore (e dunque dell'interdetto) da parte del tutore.

La cura personae costituirebbe, secondo tale interpretazione, prerogativa esclusiva del tutore, e sarebbe preclusa, e comunque non demandabile, all'amministratore di sostegno.

In realtà, costituisce ormai dato acquisito che il mancato richiamo dell'art. 357 c.c. dipenda dalla sua superfluità. Tutta la normativa sull'amministrazione di sostegno è teleologicamente diretta alla cura della persona del beneficiario in ogni suo aspetto, patrimoniale, ma anche personale, come desumibile dal tenore letterale degli artt. 405, comma 4, e 408, comma 1, c.c. (si richiama, per il grado di approfondimento e per la chiarezza espositiva, decr. 30.4.2012 Giudice tutelare Varese, Est. Buffone).

In ogni caso, anche a voler diversamente opinare, e dunque a voler ritenere che il mancato richiamo dell'art. 357 c.c. sia in realtà frutto di una chiara scelta del Legislatore volta ad evitare il deferimento all'amministratore di poteri volti alla cura personae del beneficiario, sarebbe in ogni caso pur sempre possibile estendere la previsione de qua, disciplinante un "effetto" dell'interdizione, anche alla procedura di amministrazione, giusta il disposto di cui all'art. 411, ultimo comma, c.c.

Il Collegio ritiene pertanto possibile, senza tema di smentita, il deferimento all'amministratore di sostegno di poteri in ambito sanitario, ed in particolare il potere di prestare il consenso, ovvero il dissenso (cfr. decr. G.t. Firenze 22.12.2010), informato a tali accertamenti, cure e trattamenti.

Ciò, oltretutto, può essere fatto in ogni tempo dal Giudice tutelare, ed anche d'ufficio, a mente dell'art. 407, comma 4, c.c..

Da ciò discende l'infondatezza della domanda di interdizione, anche in parte qua.

Con riferimento al caso concreto, peraltro, sussiste in effetti una grave patologia, che afflige dalla nascita il ..., e che dà effetivamento conto dell'impossibilità, per lo stesso, di prestare un valido consenso informato agli accertamenti, alle cure, ed ai trattamenti sanitari che si rendono necessari per lui.

Egli, espressamente sollecitato sul punto dallo scrivente all'esame del 11.9.2014, si è mostrato spaesato, ed ha semplicemente - ed abbastanza ingenuamente - dichiarato di "non avere malattie", e di "sentirsi bene", così mostrando scarsa consapevolezza della propria patologia e del percorso di cure cui doversi sottoporre.

La questione, come detto, dovrà essere scrutinata ed approfondita dal Giudice tutelare in sede, il quale potrà, se ritenuto, rivedere, e se del caso integrare, il decreto di nomina nella parte in cui non disciplina con puntualità, tale aspetto (non potendosi, a parere del Collegio, ritenere sufficiente la scarna previsione in base alla quale all'amministratore veniva demandato il potere di compiere ulteriori atti relativi alla "presentazione di domande di assistenza, anche sanitaria e sussidi".

In questa sede, peraltro, pare possibile e senz'altro opportuno, per ragioni di urgenza ed allo scopo di evitare vuoti di tutela, attribuire all'amministratore in via provvisoria ed urgente tali poteri.

L'art. 418, comma 3, c.c., infatti e come è noto, dispone che se nel corso del giudizio di interdizione "appare opportuno applicare l'amministrazione di sostegno, il giudice, d'ufficio [...] dispone la trasmissione del procedimento al giudice tutelare. In tal caso il giudice competente per l'interdizione [...] può adottare i provvedimenti di cui al quarto comma dell'art. 405".

La disposizione normativa, dettata con riferimento alle situazioni in cui una procedura di ammministrazione non sia stata ancora aperta, sembra applicabile anche a fattispecie, come quella in esame, nelle quali, a fronte della già avvenuta apertura della misura di amministrazione, sia comunque stato incardinato un giudizio di interdizione (a ciò non ostando alcuna disposizione normativa in particolare, e potendosi dunque applicare il disposto di cui all'art. 12, comma 2, delle disposizioni sulla legge in generale, premesse al codice civile, anche in relazione ai principi generali dell'Ordinamento, volti, con ogni evidenza, alla tutela massima e continuativa dei soggetti bisognosi di protezione).

Deve in definitiva essere demandato all'amministratore in carica (all'evidenza il soggetto più idoneo alla bisogna, in considerazione del legame parentale, affetivo e personale che lega ... a .. ..), ex artt. 418, comma 3 e 405, comma 4 c.c., e salva ogni nuova e diversa determinazione del Giudice tutelare in sede, il potere di prestare, in nome e per conto del beneficiario, il consenso e/o il dissenso ad intraprendere i necessari accertamenti, cure, e trattamenti sanitari, in considerazione dell'impossibilità, anche parziale, del beneficiario a prestare tale consenso.

Tale potere è da intendersi deferito limitatamente agli accertamenti, ai trattamenti ed alle terapie routinarie, intendendosi per tali unicamente quelli non invasivi e/o che non comportino periodi di lungodegenza in ospedale; in tali denegatissime evenienze (es: operazioni chirurgiche, cicli terapici quali dialisi, chemioterapia, etc), sarà cura dell'amministratore di sostegno investire della questione il Giudice Tutelare, peraltro non a fini autorizzativi, ma informativi.

Sempre nell'ottica collaborativa, di cui supra, ogni manifestazione di consenso e/o di dissenso agli acceertamenti ed ai trattamenti terapeutici dovrà essere prestata con il beneficiario, e non al posto dello stesso, nel senso che l'amministratore nominato dovrà esprimere quello che risulterà essere il reale intendimento del soggetto beneficiario, parlando con lui, cogliendone per quanto più possibile i desideri e le aspirazioni, e non il proprio intendimento.

***

Per tutti i sopraesposti motivi, la domanda di interdizione deve essere rigettata.

Le spese sono dichiarate irripetibili, a fronte del rigetto della domanda, e della mancata costituzione del convenuto, nel cui esclusivo interesse, peraltro, è stato incardinato il presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale di Vercelli, in composizione collegiale, definitivamente decidendo nella causa di cui in epigrafe, ogni diversa eccezione, domanda ed istanza disattesa:

1.rigetta la domanda di interdizione avanzata da ... nei confronti di ...;

2.visti gli artt. 418, c. 3 e 405, c. 4, c.c., demanda a ..., amministratore di sostegno in carica in forza di decreto 03.8.2009 del Giudice tutelare presso il Tribunale di ... il potere di prestare, in nome, per conto, nell'interesse, e con il beneficiario ..., il consenso e/o il dissenso circa ogni accertamento, trattamento o terapia non invasiva e/oroutinaria; conferisce il predetto potere altresì con riguardo ad ogni altro, successivo ed ulteriore accertamento, trattamento e terapia sanitaria non qualificabili come routinari, ma ciò solo previa informativa al Giudice tutelare in sede;

3.dispone che ad ogni effetto di legge l'amministratore di sostegno in carica esibisca ai terzi unicamente la parte dispositiva della presente sentenza, necessaria e sufficiente a giustificare l'esercizio dei poteri ad egli deferiti;

4.visto l'art. 418, comma 3, c.c., dispone la trasmissione del procedimento al Giudice tutelare in sede per le determinazioni di sua competenza, ivi compresa la conferma, la revoca o la modifica della presente statuizione, limitatamente al punto 2), e/o l'adozione di ogni altro provvedimento opportuno;

5.nulla per le spese di lite.

Manda la Cancelleria per la comunicazione al ricorrente, al Signor Pubblico Ministero in sede, al Giudice tutelare in sede, e per ogni altro adempimento di legge.

Così deciso in Vercelli nella Camera di Consiglio della Sezione Civile in data 23.12.2014

Il Giudice estensore

Dott. Carlo Bianconi

Il Presidente

Dott. Antonio Marozzo

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