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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Ottobre 2014

SOMMARIO

i.ri.fo.r. lombardia

soggiorni riabilitativi 2014 per famiglie con bambini e per ragazzi: per mano verso il futuro

di nicola stilla

Nel solco di una tradizione ormai consolidata, si sono svolti anche quest'anno i soggiorni estivi riabilitativi proposti dall'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia.

I due soggiorni sono rivolti rispettivamente ai bimbi da 0 a 6 anni affetti da deficit visivo ed eventuali disabilità aggiuntive e alle loro famiglie, e ai ragazzi dai 10 anni in su (quest'anno vi ha partecipato un giovane di 26 anni).

Constato con viva soddisfazione che entrambi i soggiorni hanno ancora una volta espresso appieno il loro valore sia a livello riabilitativo, sia come momento di confronto e socializzazione in un contesto sereno e collaborativo.

I due soggiorni si sono svolti a Duna verde di Caorle (Venezia) presso Villa S. Ignazio, una residenza socio-alberghiera da noi scelta in quanto, dopo attente e approfondite valutazioni, si è dimostrata rispondente alle esigenze che entrambe le iniziative richiedono. Immersa in un parco, Villa Sant'Ignazio si affaccia al mare su di una spiaggia con accesso privato ed è dotata di attrezzature balneari e sportive. La struttura è stata in grado di accogliere al meglio i nostri gruppi, rappresentando uno spazio ideale per lo svolgimento delle attività.

Il soggiorno riservato alle famiglie con bambini da 0 a 6 anni si è svolto dal 12 al 22 luglio, e ha visto la partecipazione di 16 famiglie, delle quali 14 provenienti dalla Lombardia, una dalla Liguria e una dal Veneto. Obiettivo fondamentale della nostra azione è condurre i nostri piccoli lungo un percorso che dovrebbe portarli ad acquisire gli strumenti che permettano loro di ambire ad una adeguata integrazione sociale, adeguata alle loro patologie, quando saranno più grandi. E' un percorso che però deve partire da lontano, sin dai primi anni di vita del bambino, momento nel quale il supporto della famiglia risulta di fondamentale importanza.

La partecipazione al soggiorno è garantita al bimbo più un genitore; tuttavia, dietro il pagamento della relativa quota di soggiorno, vi è la possibilità di partecipare anche per altri famigliari (fratelli, sorelle, nonni ecc... Complessivamente fra famigliari, bimbi, operatori ed educatori quest'anno erano presenti 80 persone.

Costantemente assistiti da sei figure altamente qualificate, i bimbi hanno potuto svolgere una serie di attività (gioco basale, stimolazione basale, psicomotricità, stimolazioni visive, fisioterapia, pre-orientamento e autonomia personale, logopedia/disfagia, musicoterapia) volte a favorire una corretta presa di coscienza del proprio corpo e un adeguato approccio all'ambiente circostante, concentrando tutti gli sforzi nel fare emergere in tutto il loro potenziale le abilità residue presenti nel bambino.

Attraverso un attento esame dei bisogni specifici del singolo bambino, viene elaborato un percorso riabilitativo che non lasci nulla al caso, in quanto viene posta in essere un'azione coordinata fra i vari esperti finalizzata ad offrire ad ogni partecipante un percorso di attività che non rispetti uno standard uniforme, ma che sia studiato e calibrato in base alle singole problematiche e al contesto nel quale egli si troverà anche al termine del soggiorno.

Nelle nostre intenzioni il soggiorno assume una duplice valenza: riabilitativa per i bimbi, e formativa per le loro famiglie. Ai bimbi presenti, come già detto, viene offerto un percorso riabilitativo calibrato in base alle loro specifiche esigenze; per le famiglie invece il soggiorno vuole essere un momento di dialogo e conoscenza dei propri figli, potendone scoprire aspetti che vanno oltre i loro problemi. Potendo seguire da vicino le attività svolte da questi ultimi, infatti, i genitori hanno l'opportunità di acquisire le nozioni necessarie che poi permetteranno ai bimbi di proseguire il percorso nell'ambiente a loro più favorevole: la propria casa.

Da non dimenticare, poi, la possibilità di dialogo e reciproco confronto offerta alle famiglie in un contesto sì formativo, ma anche di svago al tempo stesso. Liberi dagli impegni e dal ritmo frenetico del trantran quotidiano, queste possono infatti conoscersi, scambiarsi consigli, e soprattutto confrontarsi sulle rispettive esperienze, ponendo le basi per intrecciare quella rete di contatti, strumento fondamentale per aiutarsi a vicenda a superare gli inevitabili momenti di sconforto e purtroppo anche di disperazione che sovente si trovano a dover affrontare nella vita di tutti i giorni.

Per garantire il massimo comfort alle famiglie, viene altresì garantito un servizio di baby sitteraggio nel caso siano presenti fratelli o sorelle, nonché un servizio di supporto per le piccole spese quotidiane delle famiglie in modo tale da evitare distrazioni ed incombenze che possano distrarre i partecipanti dall'attività. Ai genitori, nel corso del soggiorno, vengono inoltre offerte alcune sedute di massaggio grazie alla presenza di una operatrice qualificata in modo da creare una parentesi unicamente a loro dedicata, affinché anche attraverso il loro benessere il piccolo possa recuperare serenità.

Il soggiorno riservato ai ragazzi dai 10 anni in su si è invece svolto dal 27 luglio al 10 agosto, e vi hanno preso parte 16 ragazzi, dei quali 13 provenienti dalla Lombardia, uno dalla Sardegna, uno dall'Emilia e uno dal Veneto. Come per i bambini, anche in questo caso privilegiamo la partecipazione di soggetti con disabilità aggiuntive oltre il deficit visivo, e anche quest'anno la gran parte dei partecipanti era costituita da ragazzi affetti da disabilità aggiuntive medio-gravi. Al fine di assicurare ai partecipanti un'adeguata assistenza nello svolgimento delle varie attività, per i ragazzi affetti da disabilità aggiuntive è previsto un rapporto ragazzi/educatori 1/1; negli altri casi 1/2.

Scopo del soggiorno è fornire ai partecipanti una serie di strumenti e abilità che, utilizzati nella vita quotidiana, dovrebbero assicurare loro un buon grado di autonomia e una buona capacità di familiarizzare con l'ambiente circostante così da muovervisi con disinvoltura. Non attività fini a se stesse, ma inserite in un percorso che nelle nostre intenzioni li stimoli a compiere tutti i passi necessari verso una concreta integrazione sociale.

Anche in questo caso vengono proposte una serie di attività volte a fare emergere in modo ottimale le abilità residue nel soggetto: stimolazione basale, attività psicomotorie, percorsi di orientamento, mobilità e autonomia personale. Quest'anno inoltre, per la prima volta, grazie alla piscina donata all'I.Ri.Fo.R. da una famiglia della provincia di Bergamo siamo stati in grado di proporre anche attività di idrostimolazione in acqua.

Come per i bimbi e le loro famiglie, anche per i ragazzi il soggiorno non si presenta come momento esclusivamente riabilitativo, ma anche di vacanza e svago, e proprio per questo viene assicurato un servizio di animazione sia nel corso della giornata che la sera.

Ad entrambi i soggiorni è sempre presente almeno una persona dell'organizzazione affinchè assicuri una adeguata supervisione e controlli il corretto svolgimento delle iniziative. Tutte le fasi organizzative, (raccolta delle adesioni, definizione del calendario delle attività, gestione dei contatti con gli esperti riabilitativi, sistemazione logistica, ecc.) sono affidate a Silvia Marzoli (responsabile operativo delle attività riabilitative organizzate dall'I.Ri.Fo.R.) che, con abnegazione e passione, ne assicura la buona riuscita.

L'offerta dei due soggiorni, insomma, è frutto di un'azione mirata, e che vede coinvolte varie componenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: l'I.RI.FO.R. Centrale che li finanzia per il 50%, mentre i costi ulteriori sono coperti dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, dalle attività di raccolta fondi, dalle famiglie aderenti alle iniziative e da erogazioni liberali da parte di privati.

Il Soggiorno delle famiglie ha visto la partecipazione di 16 bambini da 0 a sei anni con i rispettivi genitori, una trentina di familiari, sette operatori, cinque educatori e due responsabili dell'organizzazione per un totale di quasi ottanta persone coinvolte. Il costo complessivo dell'iniziativa è stato di euro 65.000,00 circa, di cui euro 16.000,00 per le spese del personale, euro 37.000,00 per le spese di soggiorno ed euro 12.000,00 per le restanti spese di noleggio spazi, acquisto strumentazione e materiale di consumo, viaggio, assicurazione e segreteria.

Il Campo estivo dei ragazzi ha invece coinvolto 16 giovani e un'equipe di altrettanti operatori. Il costo complessivo dell'iniziativa è stato di euro 55.000,00 circa, di cui euro 21.500,00 per le spese del personale, euro 23.500,00 per le spese di soggiorno ed euro 10.000,00 per le restanti spese di acquisto strumentazione e materiale di consumo, viaggio, assicurazione e segreteria.

Gli sforzi profusi insomma sono stati notevoli, ma posso testimoniare che la gratificazione più grande è l'apprezzamento dimostratoci dalle famiglie. In occasione del soggiorno ad esse dedicato, al quale sono sempre presente, percepisco sempre con vivo piacere il clima di riconoscenza e collaborazione da esse dimostrato; la loro fiducia e la stima per noi e il nostro lavoro è la miglior ricompensa, nonché lo stimolo più grande che ci spinge a proseguire con tenacia e convinzione nella nostra azione a favore dei nostri bambini e ragazzi.

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Dal consiglio regionale u.i.c.i. della lombardia

Seminario: LA DEGENERAZIONE MACULARE CORRELATA ALL'ETà: DIAGNOSI, TERAPIA E RIABILITAZIONE - MILANO, 11 OTTOBRE 2014

Il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, su proposta della Commissione Regionale Ipovedenti U.I.C.I. ed in collaborazione con l'A.P.R.I. (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti) O.n.l.u.s., organizza un incontro monotematico sulla degenerazione maculare correlata all'età.

L'incontro si terrà l'11 ottobre p.v. dalle ore 9.30 presso il Salone "Umberto Trani" dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mozart 16 a Milano.

L'incontro si svolgerà secondo il seguente programma:

- ore 9.30: registrazione dei partecipanti;

- ore 9.50: presentazione dell'incontro. Intervengono:

Nicola Stilla, Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus,

Marco Bongi, Presidente dell'Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti (A.P.R.I.) Onlus;

- ore 10.15: "La degenerazione maculare correlata all'età: diagnosi, terapia e riabilitazione".

Luigi Fusi, Presidente Comitato Scientifico APRI - Onlus e Primario di Oftalmologia dell'Ospedale di Avigliana (Torino);

- ore 10.45: "Avastin-Lucentis: facciamo chiarezza come pazienti".

Marco Bongi, Presidente dell'Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti (A.P.R.I.) Onlus;

- ore 11.15: dibattito;

- ore 12:30: conclusione.

Per la partecipazione, è gradito un gentile cenno di conferma:

tel. 02-76.01.18.93 - fax 02-76.00.15.28 - e-mail: segreteria@uicilombardia.org

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Dalla federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi

MATERIALE GRATUITO PER STUDENTI DISABILI VISIVI

Al fine di favorire un proficuo percorso formativo dei nostri ragazzi, La Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi, rinnova anche per quest'anno scolastico l'iniziativa di cedere gratuitamente materiale tiflodidattico del proprio catalogo per un ammontare massimo di € 130,00.

Hanno diritto al BONUS gli alunni con minorazione visiva frequentanti la scuola materna, elementare e media di primo e secondo grado.

È richiesto un contributo fisso per le spese di spedizione pari a € 12,00 IVA compresa, da versarsi anticipatamente su C/C postale n. 51544005, Iban: IT32D0760103200000051544005.

Il Bonus non è frazionabile ed è fruibile una sola volta nell'anno scolastico; il materiale tiflodidattico diviene di proprietà dello studente anche se l'ordinativo può essere effettuato anche attraverso la scuola, fornendo, oltre ai dati dell'intestatario della fattura (un genitore), quelli del titolare del Bonus.

Si consiglia di concordare, quando possibile, con gli insegnanti e/o gli operatori tiflologici la scelta del materiale adeguato al percorso formativo dello studente.

Con lo scopo di soddisfare le esigenze del maggior numero possibile di utenti, si rivolge un appello agli interessati affinché vengano richiesti soltanto i materiali e/o sussidi strettamente necessari per l'anno scolastico in corso.

Le richieste di ausili tiflodidattici con Bonus dovranno pervenire alla Federazione entro e non oltre il 15 Aprile 2015, ma si raccomanda caldamente di inoltrarle per tempo, in modo tale da consentire agli uffici di preparare le quantità necessarie a soddisfare le richieste.

Le richieste possono essere inoltrate attraverso le apposite pagine del sito internet della Federazione, il fax o la posta.

Si consiglia vivamente però, ove possibile, l'uso del sistema elettronico, (internet) per velocizzare le procedure di evasione degli ordini e per scongiurare possibili errori, o disguidi postali.

Per richiedere il BONUS è necessario compilare l'apposito modulo che restituirà un codice numerico da utilizzarsi in qualsiasi momento per compilare un ordine inserendolo, quando richiesto, nell'apposito campo.

Poiché non tutto il materiale a catalogo rientra nel bonus, prima di effettuare la richiesta si consiglia di visitare il sito della Federazione www.prociechi.it o contattare la medesima ai seguenti recapiti:

Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, Sede Centrale, Via Gregorio VII, 267 - 00165 Roma; Tel 06.39.36.57 - Fax 06.39.36.65.21.

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Dall'i.ri.fo.r. della lombardia

Seminario "Il bambino sordo-cieco" - Brescia - ottobre/novembre 2014

l'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, grazie al finanziamento concesso dal Consiglio di Amministrazione dell'I.RI.FO.R. Centrale ed al co-finanziamento da parte degli Spedali Civili di Brescia, organizza nei prossimi mesi di ottobre e novembre, presso gli Spedali Civili di Brescia un seminario/convegno dal titolo "Il bambino sordo-cieco".

Obiettivo del seminario è fornire ai partecipanti alcuni approfondimenti sulla metodologia riabilitativa del bambino sordo-cieco e favorire lo sviluppo di una rete di comunicazione e collaborazione tra le agenzie che si occupano di queste disabilità, presenti in numero crescente presso i vari Servizi Sanitari.

Gli incontri si rivolgono a logopedisti, tecnici di audiologia, psicomotricisti, psicologi, fisioterapisti, medici, tiflologi, pedagogisti, insegnanti, infermieri professionali e personale di supporto, ovvero a tutte quelle figure che, adeguatamente formate, sono in grado di fornire al bambino il supporto necessario per intraprendere un percorso riabilitativo che lo conduca ad acquisire un livello di autonomia commisurato alla complessità della patologia in oggetto.

Il seminario, che rappresenta una vera e propria novità dal punto di vista formativo, può contare sull'apporto di figure altamente qualificate le quali, attraverso le varie relazioni esposte, offriranno ai partecipanti un momento formativo di alto livello.

Per ulteriori informazioni: I.Ri.Fo.R. Lombardia: 02-76011893 lombardia@irifor.eu www.iriforlombardia.org

Programma

- VENERDI' 3 OTTOBRE

Aula "Fondazione Bresciana per l'Educazione Mons. Giuseppe Cavalleri" Via sant'Antonio 61, Brescia

Ore 8.00-8.30: registrazione partecipanti

Ore 8.30: Presentazione del Convegno: Nicola Stilla (Presidente Regionale I.Ri.Fo.R della Lombardia); Maria Grazia Barezzani (Responsabile SSVD Audiologia e Foniatria pediatrica OC)

Ore 9.00: LA SORDITA'. A cura del SSVD Audiologia e Foniatria

9.00 - 9.30: La sordità infantile a Brescia (M.G. Barezzani, Responsabile SSVD Audiologia e Foniatria pediatrica)

9.30 - 10.00: Aspetti psicologici della disabilità uditiva (C. Celli, psicologa SSVD Audiologia e Foniatria )

10.00 - 10.30: Terapia della sordità (C. Campovecchi, medico SSVD Audiologia e Foniatria )

10.30 - 11.00: pausa

11.00 - 11.45: Terapia logopedica (logopediste SSVD Audiologia e Foniatria)

- terapia acupedica e percettiva

- terapia linguistica: comprensione e produzione

11.45 - 12.15: La "Scuola Audiofonetica" (dott. Lucio Vinetti, "Fondazione Bresciana per l'Educazione Mons. Giuseppe Cavalleri")

12.15 - 12.45: domande-discussione

12.45 - 14.00: pausa pranzo

14.00: LA CECITA'. A cura dell'I.Ri.Fo.R (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia

14.00 - 14.20: Il ruolo dell'I.Ri.Fo.R. nella riabilitazione in età precoce - Nicola Stilla (Presidente I.Ri.Fo.R Lombardia )

14.20 - 14.50: La fisioterapia nell'Intervento Precoce per il bambino con deficit visivo e pluri-disabilità (Sabine Renner, fisioterapista specializzata nel deficit visivo)

14.50 - 15.20: Psicomotricità: sensorialità in movimento (Maria Luisa Calderara, psicomotricista e operatore delle stimolazioni visive)

15.20 - 15.50: L'Orientamento-Mobilità e l'Autonomia Personale nell'intervento precoce:

sentieri di un'autonomia possibile (Sebastiano Presti , tecnico dell'educazione e riabilitazione in O.M. & A.p.)

15.50 - 16.30: Intervento precoce di Brescia: la nostra "via nel mezzo"

Stimolazione & gioco basale: pazienza, rispetto, coccole e divertimento per il primo approcciarsi al mondo Stimolazioni visive: affezionarsi all'interpretazione di colori e immagini della quotidianità (Simona Roca, tecnico dell'educazione e riabilitazione in O.M. & A.p., operatore della stimolazione basale e visiva)

16.30 - 17.00: domande - discussione

17.00 - 17.30: L'inclusione scolastica dei bambini sordociechi: la sfida di Anna; l'intervento del CNV nei casi di deficit visivo associato al deficit uditivo (Sonia Benedan, Tiflologa del Centro Non Vedenti di Brescia)

- VENERDÌ 17 OTTOBRE

8.30 - 8.45: Presentazione della Giornata (Presidente Nicola Stilla e Dott.ssa Maria Grazia Barezzani )

8.45: SORDITA' e CECITA'. A cura della Lega del Filo d'Oro

8.45 - 11.00: La persona sordo-cieca e pluriminorata psicosensoriale: cause e caratteristiche (Patrizia Ceccarani, Direttore del Centro di Riabilitazione di Osimo, Lega del Filo d'Oro)

11.00 - 11.15: pausa

11.15 - 13.00: Dalla valutazione al trattamento (Patrizia Ceccarani, Direttore del Centro di Riabilitazione di Osimo, Lega del Filo d'Oro)

13.00 - 14.00: pausa pranzo

14.00 - 17.30: Metodologia e tecniche dell'apprendimento (Patrizia Ceccarani, Direttore del Centro di Riabilitazione di Osimo, Lega del Filo d'Oro)

- SABATO 18 OTTOBRE

8.30 - 9.00: Il ruolo del logopedista nella riabilitazione precoce del bambino con deficit visivo (Dott.ssa Alice Miglioli, logopedista)

9.00 - 12.30: La logopedia con il bambino sordocieco e pluriminorato psicosensoriale (Gilda Pagano, Logopedista del Centro di Riabilitazione di Osimo, Lega del Filo d'Oro)

- VENERDÌ 14 NOVEMBRE

8.30 - 12.30: I sistemi di comunicazione non verbali e l'uso della tecnologia (Luigina Carrella, Responsabile dei Servizi Educativi Riabilitativi del Centro di Lesmo, Lega del Filo d'Oro)

12.30 - 13.30: pausa pranzo

13.30 - 17.30: Programmazione e analisi del compito (Luigina Carrella, Responsabile dei Servizi Educativo- Riabilitativi del Centro di Lesmo, Lega del Filo d'Oro)

- VENERDÌ 21 NOVEMBRE

PRESENTAZIONE CASI CLINICI a cura della logopedista Fulvia Predolini e della pedagogista Dott.ssa Chiara Gervasi

13.30 - 17.00: Discussione di casi presentati dai partecipanti al Seminario

17.00 - 17.30: Chiusura del convegno e compilazione del questionario ECM.

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comunicazioni varie

Dalla sezione di brescia

Corso di yoga

Comunichiamo che, a partire da lunedì 29 settembre fino alla prima metà di giugno del prossimo anno, riprenderà il corso di yoga. Il corso, tenuto dal nostro volontario e istruttore Angelo Mortini, si svolgerà nel salone Ponti ogni lunedì dalle 17,00 alle 18,30.

La quota di partecipazione, da versare in segreteria sezionale, è di 130,00 euro da suddividere in 2 versamenti di 65,00 euro ciascuno: il primo, da effettuarsi al momento dell'iscrizione e il successivo, nel mese di febbraio.

Per iscriversi chiamare la segreteria allo 030-2209416.

Dalla sezione di como

VISITA GUIDATA A VILLA OLMO, MARTEDì 21 OTTOBRE ORE 17

La consueta visita guidata alla mostra di Villa Olmo si realizza anche quest'anno su proposta del responsabile sezionale Mario Mazzoleni con la presenza dell'Assessore alla Cultura del Comune di Como, Dott. Luigi Cavadini che affiancherà il gruppo dei visitatori composto da soci, familiari e volontari nel pomeriggio di martedì 21 ottobre con il ritrovo puntuale alle ore 17:00 presso l'ingresso di Villa Olmo.

Contattate la Segreteria sezionale per la prenotazione della vostra presenza da effettuarsi entro e non oltre martedì 14 ottobre.

L'allestimento della mostra presso Villa Olmo è di tipo museale nel senso che le opere saranno esposte tutte su grandi pareti bianche. All'interno di ogni sala è costruita una sala ulteriore che è espositiva, ma che lascia in evidenza le parti storiche della villa. Ogni sala ha un suo tema che segue un percorso cronologico e le prime due opere ad aprire il percorso, che resterà aperto fino al prossimo 16 novembre, saranno di Umberto Boccioni. La scultura di Pomodoro, mai esposta prima e terminata proprio per l'occasione della mostra di Villa Olmo, sarà esposta nel salone centrale.

Sito: www.ritrattidicittà.com

CORSO SEZIONALE DI CHITARRA CLASSICA ED ELETTRICA

Si sollecitano le iscrizioni per il corso di chitarra tenuto dal nostro socio Domenico Cataldo che con la sua esperienza e la sua coinvolgente passione è disponibile ad insegnare tutti i segreti di questo strumento musicale.

Dal secondo martedì del mese di ottobre riprende l'attività di formazione sia per chitarra classica che elettrica, al costo di euro 120 per n. 30 ore di lezione. Per ottenere un colloquio con l'insegnante contattare la Segreteria sezionale.

CORSO DI BALLO CARAIBICO CON L'INSEGNANTE ANGELO DI BIASE E FIGLIA

Si avvisano i soci che si ripropone per il secondo anno il corso di ballo caraibico coordinato dall'insegnante Angelo Di Biase e dalla figlia presso la palestra di via Perti nel pomeriggio di mercoledì dalle ore 18 alle ore 19. Invitiamo tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questo tipo di ballo, a contattare tempestivamente la Segreteria sezionale per le iscrizioni o per effettuare un incontro di prova.

NUOVO AUDIOLIBRO IN ARRIVO: MANUALE DI WINDOWS 8.1

A cura della nostra referente per il libro parlato nonchè donatrice di voce Maria Cristina Solazzi, sarà presto disponibile un nuovo audiolibro dedicato al manuale di Windows 8.1, autore Marco Ferrero, Editrice apogeo, pubblicato nel 2014 di oltre 260 pagine. Una introduzione al nuovo sistema operativo di casa Microsoft che già da ora è installato sui computer in vendita.

Chi fosse interessato è invitato a prenotare il CD presso la Segreteria sezionale.

Dalla sezione di lecco

PROPOSTA DI NUOVO CORSO DI DANZE POPOLARI

La dottoressa Barlassina Giovanna, insegnante di danze popolari, visto il buon esito del corso precedente, ripropone un laboratorio di danze popolari della tradizione europea, rivolto a persone ipovedenti, non vedenti e accompagnatori. Questo progetto intende concentrare l'attenzione sul corpo come strumento fondamentale di espressione e mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Il programma che prevede un iniziale preparazione di scioglimento corporeo, comprende danze provenienti da diverse nazionalità (Italia, Israele, Grecia, Romania, Francia) inoltre danze degli elementi della natura (danze dei fiori di Bach). Per lo svolgimento del corso è prevista una formazione di gruppo da 6 a 8/10 persone.

Sono previsti n. 5 incontri a partire da sabato 25 ottobre. Chi fosse interessato all'iniziativa contatti la sezione entro il giorno sabato 18 ottobre.

Dalla sezione di milano

Festival Della Gioia Con Amore - Poesia e Musica

La Sezione U.I.C.I. di Milano, in collaborazione con l'Associazione culturale Carpe Diem di Legnano, organizza il Festival della Gioia in memoria di Marta Belloni, scomparsa prematuramente quest'anno. Marta si è sempre impegnata con noi fin da bambina accanto al papà Danilo che, come saprete, è un nostro Associato, attivo nel 2012 anche nell'ambito del Servizio Civile presso la rappresentanza dell'Unione di Legnano.

Al festival possono partecipare tutti, con iscrizione gratuita e senza limiti di età, presentando una poesia o una canzone, i temi principali sono l'Amore e la Gioia.

La serata conclusiva si terrà presso l'Auditorium di Cerro Maggiore (MI) in via Boccaccio 1 il 10 marzo 2015. Il regolamento, la scheda e le modalità di partecipazione possono essere scaricati dal sito www.carpediemlegnano.it

DAL CIRCOLO PAOLO BENTIVOGLIO: Corsi di lettura e scrittura braille

Si comunica che i corsi per l'apprendimento della lettura e scrittura braille riprenderanno mercoledì 15 ottobre dalle ore 14:00 alle ore 16:30 presso il Circolo Paolo Bentivoglio, via Bellezza 16 a Milano.

Per le iscrizioni rivolgersi alla segreteria di Presidenza della Sezione UICI di Milano, contattando Tania all'interno 7.

Attività del GRUPPO SPORTIVO

Nel richiamare l'importanza di praticare sport anche in forma non agonistica, si informa che il Gruppo sportivo ha presentato un ricco programma di corsi e di attività per la stagione sportiva 2014-2015, scaricabile dal sito: www.gsdnonvedentimilano.org - twitter (@gsdnvmilano).

corso di stile

A grande richiesta il Gruppo Sportivo propone due incontri dedicati al corso di stile che si prefigge di migliorare il nostro portamento con un approccio al bon ton, al buon gusto e alla nostra presentazione.

In un pranzo importante sai come procedere all'uso delle posate? O imbandire in modo impeccabile la tavola rispettando le regole del galateo? Sai essere disinvolto nel tuo portamento e nella tua postura?

Queste domande troveranno risposta nel corso di due incontri organizzati nel prossimo mese di novembre.

Il costo verrà stabilito in base al numero dei partecipanti.

Gli interessati potranno sin da subito segnalare la loro adesione alla segreteria di presidenza dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano - tel. 02 78 30 00, interno 7.

Per informazioni più dettagliate rivolgersi a Francesco Cusati.

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Corriere della Sera (ed. Milano) del 30-09-2014

Torna il «mercato al buio»

MILANO. Dopo le polemiche confermata la presenza dell'Istituto dei Ciechi.

L'Istituto dei Ciechi non poteva mancare all'Expo 2015. Parteciperà con un grande mercato tattile che si snoderà al buio attraverso bancarelle di frutta e di verdura, per poi sfociare davanti a una grande parete bianca effetto choc. Sarà un «Dialogo nel buio» della durata di una quindicina di minuti quello che l'Istituto sorto nel 1840 offrirà ai visitatori di tutto il mondo. Una presenza simbolica all'interno del Padiglione Italia, a dimostrazione di come i ciechi hanno sempre partecipato alle esposizioni internazionali, contribuendo a mettere in mostra le eccellenze del nostro Paese fin dalla fondazione dell'Istituto. «L'obiettivo spiega il commissario, Rodolfo Masto è mostrare il valore dell'attività svolta dall'ente ai fini dell'integrazione dei non vedenti nella società lavorativa». L'archivio di via Vivaio è una miniera di ricordi, la cui regia è nelle mani di Enrica Panzeri, la responsabile, che ha ricostruito il filo delle esposizioni alle quali l'ente partecipò con entusiasmo: Torino nel 1869, Firenze nel 1861, Palermo nel 1892 e Arezzo nel 1882. Un discorso a parte meritano le esposizioni milanesi: «Costituivano una vera e propria vetrina spiega Enrica Panzeri , infatti con la partecipazioni alle esposizioni nel contesto milanese si manteneva viva la benevolenza dei propri concittadini alla vista degli esposti che le allieve vanno facendo, si mettevano in mostra i progressi tiflologici conseguiti per il miglioramento dell'educazione dei non vedenti e si riceveva inoltre l'incoraggiamento nella prosecuzione della propria attività». Altra importante esposizione di Milano cui l'Istituto prese parte fu quella del 1906, la prima a carattere internazionale con sede in Italia e ricordata con il nome di Esposizione del Sempione poiché celebrava l'omonimo traforo ferroviario, simbolo del progresso scientifico e tecnologico che avrebbe collegato l'Italia col resto dell'Europa. Numerose anche le esposizioni estere: un'occasione per favorire lo scambio e il confronto con altri modelli e i migliori metodi educativi e didattici. Tra le più importanti merita di essere citata l'Esposizione universale di Parigi nel 1855. Famoso il tappeto in lana confezionato dalle ragazze ricamatrici che venne realizzato con il disegno in rilievo che serviva loro da guida a cui si accompagnava una macchinetta per la scrittura realizzata dal macchinista Meravigli di Lodi, oggetti offerti poi in dono all'Istituto dei Ciechi di Parigi. Oltre a Parigi si registra la presenza dell'Istituto a Londra nel 1862, e all'esposizione industriale e di belle arti di Dublino, anno 1865.

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Redattore Sociale del 10-09-2014

Expo e disabilita', 150 totem informativi per muoversi agevolmente a Milano

Sui pannelli informativi sarà anche possibile vedere se un luogo è accessibile. Il piano s'integrerà poi con i dieci percorsi che sta curando la Ledha per raggiungere i luoghi se si ha ridotta mobilità.

MILANO. Entro aprile a Milano saranno disseminati nelle zone a più alta densità pedonale 150 totem con le informazioni fondamentali per raggiungere a piedi i luoghi di interesse della città. Nella Milano di Expo il turismo sarà soprattutto a piedi. L'iniziativa del Comune rientra nel piano "City operations", volto a migliorare la mobilità cittadina. Tra le informazioni utili che si leggeranno nel totem, anche l'accessibilità o meno dei principali luoghi di interesse di Milano. "Il piano si integrerà poi con il lavoro che stiamo facendo per la realizzazione di dieci percorsi apposta per persone con disabilità", spiega l'assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran. L'iniziativa s'ispira a Legible London, un piano che ha creato nella capitale britannica zone con limite a 30 Km/h e spazi apposta per i pedoni. I totem informativi, alti circa due metri, resteranno in eredità a Milano anche dopo i sei mesi di Expo. (lb)

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La Provincia di Como del 06-09-2014

Don Milani, amaro rientro in aula Mancano gli insegnanti di sostegno

COMO. Si ripresenta il problema in uno degli istituti comprensivi più grandi del Comasco Il dirigente Gaffuri: «Ancora una volta dovremo ricorrere a chi non ha la qualifica».

«Il numero degli insegnanti di sostegno specializzati è inferiore alle necessità: dovremo nominare docenti senza la qualifica. Facciamo il possibile per tutelare gli alunni, ma è già capitato che qualcuno accetti solo per avere il posto di lavoro senza esserne all'altezza». Martino Gaffuri, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Don Milani - uno dei più numerosi della provincia di Como insieme al concittadino IV Novembre e al Jean Monnet -, lancia l'allarme. «Se da una parte siamo tranquilli per le nomine dei docenti dei corsi di studio per materne, elementari e medie - spiega -, il grosso problema si è verificato per quelli

di sostegno con specializzazione».

L'iter.

«È una qualifica che si ottiene seguendo un corso universitario e non sono molti quelli che scelgono questo percorso formativo visto che si tratta di un lavoro duro cui non tutti si sentono portati». Che cosa è

successo? «Entro il 31 agosto il provveditorato ha nominato gli insegnanti di sostegno con specializzazione attingendo i nominativi dalla graduatoria, ma la domanda supera l'offerta. Nelle due materne di mia competenza, ho avuto due insegnanti, ma ne devo nominare altri 3, nelle tre elementari ne ho avuti 3, ma ne mancano 8 e mezzo e non ho avuto nessuno per le medie dove c'è bisogno di 7 insegnanti e mezzo». Che succederà? «Tocca ai noi dirigenti scolastici nominare i docenti attingendo dalle graduatorie dell'istituto tra insegnanti che non hanno la qualifica per il sostegno ed è un paradosso per la responsabilità che questo lavoro richiede». La scuola cerca di tamponare la situazione: «Facciamo affidamento sulla buona volontà degli insegnanti chiamati a ricoprire il ruolo e sulla collaborazione degli altri, ma è innegabile che in passato sia capitato che alcuni abbiano accettato solo per avere il posto di lavoro e che poi non fosse all'altezza» e di mezzo ovviamente ci vanno gli alunni con handicap riconosciuti da una speciale commissione dell'Asl.

I precedenti.

«Parliamo di casi rari, non della norma, ma è successo», ammette Gaffuri che incalza: «Quando le famiglie si lamentano perché ogni anno il figlio cambia insegnante di sostegno - conclude -, con me sfondano una porta aperta: li capisco e sono d'accordo con loro, ma purtroppo la realtà è questa». Intanto lunedì si ricomincia partendo dalle scuole materne: all'asilo di Perticato sono attesi 138 bimbi, mentre in via Sant'Ambrogio arriveranno 158 alunni. Il primo giorno di scuola per gli alunni delle elementari e delle medie, invece, è fissato per venerdì: alla primaria della frazione cittadina gli iscritti sono 237, in via Sant'Ambrogio sono 238 e infine a quella di Cabiate ben 302. Infine alle medie di Perticato andranno 142 ragazzi e a quelle di Cabiate 238 studenti. In totale, la campanella suonerà per 1.453 studenti del Don Milani. (R. Bus.)

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La Stampa del 01-09-2014

"Abbiamo potuto toccare il cielo": due non vedenti in vetta al Monviso

CRISSOLO. La prima donna sulla cima salì 150 anni fa. «Oggi è tempo del Monviso per tutti». Detto, fatto. Lunedì la sommità del «Re di Pietra», 3841 metri sul livello del mare, è stata conquistata da due non vedenti. Sono Piera Loda, 46 anni, e Luigi Bertanza, 47, centralinisti di Brescia. Con la loro impresa, la prima in assoluto che abbia coinvolto dei ciechi sulla montagna simbolo del Piemonte, si è conclusa l'iniziativa «Monviso per tutti», inserita nelle celebrazioni «Boarelli 150» per ricordare la conquista «rosa» del Viso nel 1864, organizzata dal Consorzio «Monviso solidale» con le sezioni Cai di Saluzzo, Racconigi e Peveragno, questi ultimi specializzati nel supporto ai non vendenti in quota.

«Conosciamo da tempo gli amici di Peveragno - spiega Piera Loda - e già nel 2011 con Fiore (Fiorenzo Dalmasso, il vicepresidente) avevamo provato altre esperienze, come il Giro di Viso. Da loro è arrivata la proposta di tentare la vetta e noi non ci tiriamo mai indietro». Bertanza: «Un'esperienza fantastica, ma molto faticosa e in qualche momento ci è venuta la voglia di lasciar perdere. Quando siamo arrivati alla croce e l'abbiamo toccata ci sono stati attimi di commozione e ci sono state lacrime di gioia». «Mi sembrava di toccare il cielo con un dito - aggiunge la compagna di scalata -. Avevo l'impressione di essere sul tetto del mondo e mi sono immaginata il paesaggio. Un pensiero a Luca Alberti del Cai di Peveragno che ci ha lasciati da qualche anno».

«Poco dopo il colle delle Sagnette - precisa la donna - ci hanno detto che potevamo anche tornare indietro. Non ne ho voluto sapere. Volevo la vetta. Ero molto stanca. Per noi la concentrazione deve essere doppia. Poi la parete in cui ci aiutavano a cercare gli appigli, il nevaio con i ramponi. Che avventura! Ed è stato tutto possibile grazie a delle persone speciali che ci hanno permesso di realizzare un sogno grande».

Sulla vetta del Monviso, insieme ai primi due non vedenti, sono saliti Fiorenzo Dalmasso del Cai di Peveragno, l'educatrice Monica Cendron, Livio Tesio e Gianfranco Marengo, direttore e presidente dell'assemblea dei sindaci del «Monviso solidale», le guide Daniele Maccagno e Paolo Pernigotti, gli alpinisti Luca Maccagno, Diego e Marco Bongiovanni.

Come conclusione di «Monviso per tutti», martedì oltre 60 tra disabili e accompagnatori di centri diurni della provincia hanno raggiunto il lago Chiaretto. Una ventina è rientrata a pian del Re per la notte, mentre gli altri hanno proseguito fino al rifugio «Sella» a 2460 metri e di qui i 3 mila metri del Viso Mozzo. «Un'occasione di integrazione sociale - dice l'educatore Lele Odiardo - e ci ha permesso di superare dei limiti che spesso isolano chi ha disabilità».

di Andrea Garassino

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Il Giornale di Brescia del 07-09-2014

Per la prima volta due ciechi sulla vetta del re di pietra

Gigi Bertanza e Piera Loda hanno scalato la cima del Monviso.

15 ore fra salita e discesa: "una soddisfazione enorme"

Una pacca sulle spalle per dire ce l'abbiamo fatta, le lacrime di felicità, un'emozione intensa che cancella la fatica e il dolore alle tibie scorticate dalle rocce. Seduti sulla cima del Monviso, a quota 3.842, sotto la grande Croce, Piera Loda e Luigi Bertanza hanno vissuto un momento magico. Finalmente, dopo otto ore e mezza di cammino ed arrampicata, eccoli in vetta. Passo dopo passo, appiglio dopo appiglio, senza mai mollare. Difficile per chiunque, figurarsi per due ciechi.

Piera e Gigi sono i primi non vedenti ad avere scalato la cima del Re di Pietra. È accaduto nei giorni scorsi grazie ai loro amici del Cai di Peveragno (Cuneo) e al Consorzio Monviso solidale, che ha promosso l'iniziativa «Monviso per tutti» aperta ai disabili. Un modo bello ed originale per celebrare la prima ascesa di una donna sulla vetta 150 anni fa.

Piera e Gigi lavorano come centralinisti, vivono in città e a Gussago, sono due fra gli

animatori dell'Unione Italiana Ciechi di Brescia. Sono due sportivi, anche. Con alle spalle un buon allenamento, numerose uscite di trekking, ciaspolate e sci di fondo, dicono i due protagonisti; con l'aggiunta indispensabile di coraggio e tenacia, specifichiamo noi.

«È servita più la forza mentale che quella fisica» spiega Piera.

«Talvolta veniva la voglia di mollare: invece abbiamo resistito e siamo andati avanti fino alla fine». Scalare il Re di Pietra è una bella fatica. Pietre (appunto), rocce, pareti verticali. Per un non vedente le difficoltà si moltiplicano. «Ogni passo-commenta Gigi - è un'incognita ed una sfida; inoltre, per le arrampicate serve una sensibilità particolare nelle mani». Piera e Gigi facevano parte di un gruppo di undici persone.

«Le nostre guide, Daniele e Paolo, sono state straordinarie». Quindici ore di sforzo fra andata e ritorno, in cordata e in sicurezza.

Il giorno prima una sgambata di un paio d'ore per raggiungere il campo base, il rifugio Quintino Sella a 2.640 metri.

«Siamo partiti dal Pian del Re, dove nasce il Po. Ho riempito la borraccia con la sua acqua» racconta Piera, ancora emozionata al ricordo di quelle ore entusiasmanti. La notte sveglia alle 3 e mezza con partenza alle 4; arrivo sulla vetta a mezzogiorno passato e di nuovo al rifugio alle 19,30. «Il pezzo più difficile - rivela Gigi - sono stati gli ultimi quattrocento metri. La fatica accumulata, la parete verticale. Ma quando sei arrivato lì non puoi mollare, hai l'adrenalina addosso e vai avanti».

Arrivati in cima «la soddisfazione è stata enorme. Ce l'abbiamo fatta, ci siamo detti io e Piera». Con gli amici, intorno, emozionati quanto loro due. E anche un po' ammirati per la forza di volontà di Piera e Gigi, i quali stanno già pensando all'avventura dell'anno prossimo.

«Ci piacerebbe il Monte Rosa, è un nevaio piatto, più semplice del Monviso, ma c'è il problema dell'altitudine maggiore. Vedremo». Intanto non stanno certo fermi.

Gigi parte domani, lunedì, alla volta di Sheboygan, una città sul lago Michigan, negli Stati Uniti, per partecipare ai campionati mondiali di vela Match Race per non vedenti.

Gigi, con due amici, rappresenterà l'Italia. «Io sarò al timone della barca, un sette metri». La formula è quella dell'America's Cup. Si è allenato bene, sul Garda, a Bogliaco.

In bocca al lupo.

Enrico Mirani

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Giornale UICI del 04-09-2014

Due ciechi atleti tentano ascesa al Re di Pietra
testimonianza di Livio Tesio

Allora proviamo.

Fiore un amico da tanto tempo. Lui vende olio ma sa vendere utopie: "perché non portiamo i nostri amici ciechi sul Monviso?" Fiore per fortuna è anche il Vice Presidente del CAI di Peveragno e sa sempre coinvolgere gli amici volontari quando necessita.

Domenico ed il Maestro pensano che la pensione o almeno un pezzo di tempo della stessa possa essere regalato agli altri: costruiscono tappe per avvicinarci al Monviso.

Claudio è un Educatore attento e capace: sa creare gruppo ed alleanze

Gianfranco è il Sindaco (era) della Boarelli , Presidente dell'assemblea del Consorzio e pensa più avanti: 150 anni fa una donna su Viso oggi è tempo che il Viso sia per tutti.

Nasce così un'idea, un gruppo, una utopia.

Arrivano tante adesioni. Le sezioni CAI :di Saluzzo che regala anche la maglietta commemorativa a tutte le partecipanti femmine, di Racconigi, di Savigliano. Troviamo Seba Audisio e Mario Cedro con la loro montagna-terapia.

Molti volontari. I muli di Luciano.

Si fanno i 5 trekking di preparazione, ci si conosce, ci si confronta.

E poi......

Poi si è al Quintino. Ore 3 e 30 sveglia. Ore 4 si parte. Emozione, paura, pensieri, fiducia....Piera e Gigi i più determinati.

Al Passo delle Sagnette arrivano le Guide Daniele Maccagno e Paolo Pernigotti insieme a Luca Maccagno, fratello di Daniele e ottimo alpinista. Tutti vengono per .....non so, sicuramente non per denaro, forse, come sostiene Gianfranco, per scrivere una nuova storica pagina del Monviso.

Io, Fiore, Diego, Marco, Monica abbiamo accompagnato più volte i non vedenti sui sentieri di montagna ma dall'Andreotti in su prendono in mano la situazione le guide. Guardo Piera e Gigi e mi chiedo come facciano a salire su tutte quelle pietre, li vedo inciampare, sbattere contro gli ostacoli, anche io inciampo mi lamento. Loro nulla , un passo dopo l'altro attaccati alla corda di Daniele e Paolo.

Si sale, si fatica." Volete che ci fermiamo, nessuno ce lo ha ordinato?" Piera zittisce Fiore: "sono arrivata fino a qui ed ora si arriva in cima". Le guide danno il loro assenso: sono dentro all'utopia anche loro.

La storia finisce in un pianto di emozione collettivo. Tutti in cima, si commuovono anche 3 ragazze della forestale che arrivano con noi dalla via Est.

Non so quanti pensieri mi siano passati nella testa in quel momento.Troppi? Nessuno?

Poi la lunghissima discesa e la risalita alle Sagnette. Il Rifugio Quintino Sella all'alto, sono le 20: arriviamo.

Al Quintino sono in tanti, facce di amici, colleghi, ragazzi.

Trovo Mario con il quale 25 anni fa salii sull'Argentera Nord. "Mario domani ci facciamo una foto su Viso Mozzo." 25 anni dopo, ancora su una montana, ancora ad allargare orizzonti.

Ho ancora il tempo di emozionarmi un po' guardando 2 ragazzi della comunità, un ragazzino ed una ragazzina correre in cima alla vetta e dimenticarsi delle cose brutte della vita.

Poi è una leggera pioggerellina,la lunga discesa, Claudio che ci aspetta al Pian del Re, i pulmini.

Ma oggi è qualcosa di più. E' aver provato ad aprire strade, orizzonti, pensieri.....è aver provato a regalarci, tutti, una sana felicità. E' aver sempre più la convinzione che bisogna provarci, che nel mondo ci sono un sacco di belle persone, che lo star bene nasce dal sentirsi vivi e che adesso...... bisogna pensare a qualcosa per il prossimo anno.

Grazie

Livio Tesio

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale nel mese appena trascorso, i quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

Alla scoperta di Siena e dintorni - Un programma per non vedenti e ipovedenti

Riceviamo e diffondiamo

ALLA SCOPERTA DI SIENA E DINTORNI

UN PROGRAMMA PER NON VEDENTI E IPOVEDENTI

Questo programma è stato pensato e realizzato grazie alla preziosa collaborazione della Sezione Provinciale di Siena dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus di Siena e permette a persone con problemi alla vista di venire a scoprire la città del Palio e i suoi dintorni.

Il programma prevede una durata di 3 giorni, due pernottamenti in hotel 3 stelle a Siena, due cene e attività varie dal giorno di arrivo alla partenza che potranno essere scelte in base alle preferenze ed esigenze di ogni singola persona.

Il primo giorno Vi proponiamo di scoprire Siena utilizzando le guide sonore scaricabili dal sito del Comune e che vi porteranno a visitare i luoghi più importanti di questa città medievale. L'attività è possibile solo se presente un accompagnatore. Questo il link da cui scaricare le guide sonore in MP3

http://www.comune.siena.it/Il-Turista/Diversamente-Abili/Turismo-dei-suoni/Itinerari-Sonori

La Sezione di Siena dell'U.I.C.I. è in grado, su richiesta, di organizzare la presenza di un accompagnatore.

Visiterete la Piazza del Campo dove si svolge il Palio e, grazie alle 11 guide sonore disponibili, sarete immersi nell'atmosfera del Palio.

Concluderete questa prima giornata con una cena in un ristorante nella bellissima Piazza del Campo.

Il secondo giorno Vi proponiamo la visita del Parco delle Sculture del Chianti, a circa 10 km a nord di Siena.

Nel cuore del Chianti senese, conosciuto per il suo paesaggio incantatore e i borghi antichi, si trova un' attrazione particolare: una mostra permanente di installazioni e sculture contemporanee.

Nato da un'iniziativa privata dei coniugi Giadrossi, il parco fu inaugurato nel maggio 2004, dopo cinque anni di lavoro. Sono stati dedicati al Parco 13 ettari di un incontaminato bosco di querce, lecci e castagni, recintato in quanto ospitava fino all'inizio degli anni 90 un allevamento di cinghiali.

Lì, lungo un percorso di 1 km, 27 artisti di pregio internazionale, provenienti dai cinque continenti, hanno messo alla prova la propria creatività ed il proprio stile, realizzando imponenti opere d'arte contemporanea. Ogni singola scultura è site-specific, nel senso che è stata proposta dall'artista dopo aver visitato il bosco ed aver scelto il „suo" posto. Questo fa in modo che il connubio fra le opere e gli alberi, i suoni, i colori, la luce e ogni altro elemento del bosco sia totale. Infatti qui l'opera dell'uomo non tende a prevaricare la natura, ma ad integrarla ed esaltarla. Le sculture si possono toccare quasi tutte ma è necessario avere un accompagnatore. Per la visita verrà dato gratuitamente un Ipod con la descrizione di ogni scultura.

I materiali utilizzati sono i più disparati, vanno dal bronzo al ferro, dal granito al marmo, dal vetro al neon ecc.

A pochi metri dal Parco, la vecchia Fornace di Pievasciata ospita una galleria d'arte che raccoglie un notevole numero di opere d'arte nazionali e internazionali. L'edificio è uno splendido esempio di archeologia industriale ristrutturato sotto il controllo della Sovrintendenza alle Belle Arti di Siena.

Su richiesta è disponibile un trasporto elettrico per persone con difficoltà motoria.

E' presente inoltre uno spazio pic nic attrezzato con tavoli e panche di legno dove è possibile fare pranzo dopo la visita.

Nel pomeriggio si torna a Siena per fare un'altra esperienza gastronomica: proponiamo un corso di cucina seguito da una cena al Gallo Nero, ristorante tipico medievale nel centro storico di Siena.

Il corso di cucina prevede la realizzazione di tre tipi di pasta fatta a mano (Pici, Tagliatelle e Ravioli) e dura un'ora circa. La cena sarà composta da un assaggio delle tre paste fatte a mano, un secondo di carne con contorno, un dolce , vino Chianti e acqua. Un aperitivo sarà servito prima della cena a base di Vernaccia di San Gimignano. L'attività è valida per 2 persone. Nel caso di singole persone va verificata la fattibilità con il ristorante.

Il ristorante propone ogni venerdì cena medievale con le novelle del Giullare "Messer Lurinetto" che passa da Dante a Boccaccio e allieta la serata ai commensali.

Il terzo giorno avete la possibilità di scegliere una tra le attività seguenti:

- una lezione di equitazione con istruttore qualificato organizzata da un'Associazione sportiva nei dintorni di Siena. Il maneggio è al coperto e all'aperto, presente anche un sollevatore nel maneggio al coperto. L'associazione opera da anni con persone disabili locali organizzando varie attività durante tutto l'anno ed è una realtà consolidata sul territorio;

- la visita dell'Orto botanico a Siena (parzialmente accessibile per presenza di gradini quindi adatto solo a non vedenti con accompagnatore) e visita di un Orto Medievale, Orto de Pecci, nel cuore di Siena dove potete far pranzo a base di prodotti locali. (luogo accessibile a disabili motori con presenza di bagni accessibili). L'Orto de Pecci è gestito dalla cooperativa sociale La Proposta

Partenza e rientro nel pomeriggio.

Il costo del soggiorno varia in base al periodo e alle attività richieste.

Prezzo a persona: a partire da 175 € in camera doppia.

Il prezzo include i seguenti servizi di base:

2 pernottamenti in hotel 3 stelle con colazione

2 cene

1 corso di cucina (pasta fatta a mano)

Visita del Parco delle Sculture del Chianti

Le Guide sonore sono scaricabili dal sito del Comune di Siena

Nel programma non sono compresi i trasporti da / per Siena e per le escursioni, la lezione di equitazione e i pranzi.

Su richiesta è possibile organizzare servizi di trasporto con mezzi attrezzati per carrozzine.

Per chi viaggia in treno, potrete contattare la società di Taxi di Siena COTAS (vedi contatti sotto) .

Contatti:

Per informazioni dettagliate sul programma contattare :

Paola De Donato: e-mail dedonatop@hotmail.com

Per prenotare il servizio di accompagnamento contattare la Sezione di Siena dell'U.I.C.I. - Tel 0577 46181

Lista dei fornitori e servizi da prenotare direttamente mettendo in copia per conoscenza la persona che ne ha curato la programmazione dedonatop@hotmail.com. Il consulente invierà a fine soggiorno una scheda di valutazione a tutte le persone che sono state a Siena per verificare la qualità dei vari servizi.

Questo programma di turismo accessibile è solo l'inizio di una serie di proposte turistiche adatte a tutti.

- Hotel San Marco ***

www.sanmarcosiena.it

Tel. 0577 271556 - Mail info@sanmarcosiena.it

L'Hotel dispone di 2 camere per disabili e non presenta nessuna barriera architettonica. Parcheggio disponibile. In pochi minuti di macchina si raggiunge il centro storico.

Riferimento da comunicare al momento della prenotazione : "Siena/Programma per non vedenti "

- Parco delle Sculture del Chianti

www.chiantisculpturepark.it

Tel. 0577 357151 - Mail info@chiantisculpturepark.it

Per le persone con mobilità ridotta è possibile usufruire del trasporto elettrico. Su richiesta e prenotazione. Necessaria la presenza di un accompagnatore. Per gruppetti è possibile avere una guida che spiegherà le sculture e i materiali utilizzati.

Ristorante Gallo Nero

www.gallonero.it

Tel. 0577 284356 - Mail info@gallonero.it (chiedere di Mauro)

Presenza di un gradino di 2 cm all'entrata del ristorante, presenza di bagno accessibile.

- Ristorante Il Bandierino

Piazza Il Campo,66 - Siena

Tel 0577 282217

- Ristorante Orto de Pecci

Cooperativa Sociale Onlus La Proposta

Via di Porta Giustizia 39 - Siena

Tel. 0577222201 Mail: info@ortodepecci.it

www.ortodepecci.it

Attività ippica:

- Assciazione Sportiva Le Bollicine Onlus

Via Franciosa, 57 - 53100 Siena

Tel 0577 286335

Mail: infolebollicine@gmail.com

Trasporto attrezzato per carrozzine manuali (fino a 4 persone)

- Taxi Siena - COTAS

Tel. 057749222 Mail: segreteria@taxisiena.it

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Comunicazione importante - Formazione aspiranti imprenditori ciechi

di Gianluigi Ugo

La cooperativa sociale SEMPER SALUS informa che la sessione del percorso formativo per ciechi ed ipovedenti interessati all'attività di impresa prevista per i giorni 18 e 19 ottobre prossimi presso il Centro "Le Torri" di Tirrenia (vedere Blocnotes luglio 2014 a pag. 31) non avrà luogo per assenza di iscrizioni sinora pervenute e rende per altro noto di non poterne ricevere per il periodo residuo inizialmente previsto a seguito di un riassetto anche in termini di domiciliazione bancaria.

La Cooperativa si augura tuttavia che il suddetto riassetto possa consentirle di riproporre il quanto in un prossimo futuro unitamente ad altre iniziative inerenti la formazione dei disabili visivi.

Gianluigi Ugo

(Vicepresidente)

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di settembre

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Dall'I.RI.FO.R. Centrale

Attività formative anno 2014 - Corso di formazione di base per l'insegnamento ai disabili visivi: "Elementi di tiflopedagogia e tiflodidattica per una didattica inclusiva nell'insegnamento agli allievi con disabilità visiva", 3 novembre 2014/15 gennaio 2015

Comunicato dell'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la riabilitazione) Centrale n. 16/2014

L'I.Ri.Fo.R Centrale, ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione ai sensi del D.M. 177/2000, nel rispetto della convenzione stipulata con la D.G. dello Studente del MIUR propone un corso di formazione di base per l'insegnamento ai disabili visivi "Elementi di tiflopedagogia e tiflodidattica per una didattica inclusiva nell'insegnamento agli allievi con disabilità visiva".

Il corso, completamente gratuito per tutto il personale della scuola, si svolgerà in modalità FaD nei mesi di novembre e dicembre, e si rivolge ai DS ed agli insegnanti curriculari e di sostegno dei diversi ordini di scuola: ai partecipanti verranno riconosciute 100 ore di formazione.

Per avere accesso al corso in modalità gratuito, a partire dal 1 ottobre, gli interessati dovranno semplicemente andare sul sito dell'I.Ri.Fo.R. www.irifor.eu , cliccare sul link "IRIFOR e-Learning" e seguire le istruzioni, utilizzando per l'iscrizione esclusivamente il loro indirizzo di posta elettronica del dominio @istruzione.it.

Il corso, che avrà inizio il 3 novembre p.v., è strutturato in moduli, come da programma allegato, al termine di ogni modulo per poter accedere alla lezione successiva, gli iscritti dovranno superare il test di verifica che verrà automaticamente loro proposto on line all'interessato.

Al termine del corso ai docenti che avranno superato con successo tutte le prove verrà rilasciato l'attestato di "frequenza con profitto".

Motivazioni della proposta formativa

L'attuale situazione dell'inclusione rende indispensabile la realizzazione di percorsi di formazione e qualificazione per l'insegnamento ai disabili visivi, al fine di dare a tutti i docenti le conoscenze minime sulle specificità relative all'insegnamento agli allievi con questa tipologia di disabilità, che difficilmente sono, di norma, affrontate con la dovuta attenzione nei vari percorsi di specializzazione.

Calendario didattico

Modulo 0 - Sessione di benvenuto

Disponibile on line dal 3 novembre

Modalità di erogazione: FaD

- Presentazione delle modalità di erogazione e valutazione del corso, della piattaforma e fornitura della guida rapida al suo utilizzo

- Completamento del proprio profilo personale

Modulo 1 - Caratteristiche generali della minorazione visiva -

Disponibile on line dal 10 novembre

Modalità di erogazione: FaD

- Definizione legale di cecità in Italia

- Principali cause della minorazione visiva in età infantile

- Parametri e strumenti per la valutazione della funzionalità visiva

- Considerazioni sulla cecità e sull'ipovisione in rapporto agli interventi educativi

Tempo valutato in 10 ore corso

Test di valutazione on line disponibile dal 15 novembre

Modulo 2 - Introduzione al Codice di lettura e scrittura Braille

Disponibile on line dal 17 novembre

Modalità di erogazione: FaD

- Struttura del codice Braille base a 6 punti

- Struttura del codice Braille informatico a 8 punti

- Lettura del codice Braille da parte delle persone vedenti: tavoletta, dattilo Braille e stampante Braille, punteggiatura e notazione matematica

- Strutturazione del layout della pagina

Tempo valutato in 20 ore corso

Test di valutazione on line disponibile dal 22 novembre

Modulo 3 - Strumenti per l'inclusione di alunni con disabilità visiva nella scuola

Disponibile on line dal 24 novembre

Modalità di erogazione: FaD

- Attività didattiche inclusive e attività didattiche speciali

- Ausili specifici per la geografia

- Ausili per la rappresentazione grafica

- Ausili specifici per il calcolo matematico

- Tavole tattili (narrazione e didattica)

Tempo valutato in ore corso 20

Test di valutazione on line disponibile dal 29 novembre

Modulo 4 - Tecnologia informatica assistiva per la disabilità visiva

Disponibile on line dal 1 dicembre

Modalità di erogazione: FaD

- Tecnologia informatica assistiva di base: lettore di schermo, sintesi vocale e display Braille

- Strumenti e tecniche per il trattamento testi

- Strumenti e tecniche per la scrittura della matematica

- Strumenti e tecniche per la creazione di audiolibri

Tempo valutato in 30 ore corso

Test di valutazione on line disponibile dal 6 dicembre

Modulo 5 - Orientamento e mobilità

Disponibile on line dal 9 dicembre

Modalità di erogazione: FaD

- Percezione dello spazio nella persona non vedente e ipovedente

- Esigenze specifiche di mobilità in ambiente scolastico

- Ausili per la mobilità

Tempo valutato in 20ore corso

Test di valutazione on line disponibile dal 17 dicembre

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Redattore Sociale del 05-09-2014

Non solo insegnante di sostegno: cosi' cambiera' l'inclusione dei disabili a scuola

Anticipiamo la proposta di legge elaborata dalla Fish e sostenuta dal Pd, da altri partiti e dal ministro Giannini che viene presentata questa sera a Orvieto. Punta a superare la delega al docente specializzato e alla formazione. Il testo in 17 punti.

ROMA. Costruire una piena e vera inclusione scolastica, attraverso il superamento della delega al sostegno e dei relativi contenziosi giudiziari e con un investimento adeguato sulla formazione dei docenti: sono questi, in sintesi, i nodi della proposta di legge elaborata dalla Fish, presentata oggi alla festa nazionale del Pd di Orvieto. Una proposta condivisa e fatta propria da questo ma anche da altri partiti e già nelle mani del ministro Giannini, che - riferisce il presidente della Fish, Vincenzo Falabella - "ha paventato anche l'ipotesi di presentarla come proposta governativa, con conseguente riduzione dei tempi di approvazione".

Le origini della proposta risalgono in realtà al 2006, quando fu depositato il testo (atto camera n. 2003) firmato per prima dalla deputata Katia Zanotti (Pd): testo che però non ebbe seguito, a causa della fine della legislatura. Nel frattempo, le criticità dell'inclusione scolastica si sono aggravate, con "una crescente delega del progetto di inclusione ai soli docenti per il sostegno - si legge nell'introduzione della proposta del Pd -, una progressiva uscita degli alunni con disabilità dalla classe, ed una crescita esponenziale del contenzioso per ottenere un maggior numero di ore di sostegno. Nella sola provincia di Palermo, durante l'a.s. 2013/2014, si sono avuti 1.041 procedimenti che hanno visto soccombente l'amministrazione scolastica, con conseguente condanna al pagamento delle spese per oltre un milione di euro".

Per questo, "soprattutto dopo l'emanazione del Dpr del 4 ottobre 2012 col quale il Governo ha approvato il Piano d'azione per l'attuazione della Convenzione Onu sulla disabilità del 2006, le associazioni si sono sentite incoraggiate a riprendere l'originaria proposta di legge, integrandola ed arricchendola di nuove soluzioni, e ci hanno richiesto di presentarla". La proposta consiste in 17 articoli e include, tra gli allegati, l'ipotesi di spesa per la formazione del personale della scuola sull'inclusione scolastica. Questi, in sintesi, i contenuti della proposta.

Presa in carico del progetto di inclusione da parte di tutti i docenti curricolari. Questo obiettivo, che fa da sfondo all'intera proposta,è da realizzarsi "attraverso una partecipazione corresponsabile alla predisposizione, all'attuazione e alla verifica del Piano Educativo Individualizzato" e "l'obbligo di formazione iniziale ed in servizio per i dirigenti e per i docenti sugli aspetti pedagogico-didattici ed organizzativi, dell'inclusione scolastica". Nell'articolo 1 si prevede anche la "garanzia della somministrazione di farmaci in orario scolastico agli alunni per i quali l'autorità sanitaria ne prescriva le modalità" e "l'individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni scolastiche, sanitarie e sociali necessarie a realizzare l'inclusione scolastica". Gli stessi obiettivi e principi vano estesi agli alunni con Bisogni educativi speciali (Bes)

Comitato interministeriale. Si prevede l'istituzione, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, del Comitato dei ministri per l'indirizzo e la guida strategica in materia di tutela dei diritti delle persone con disabilità. di un Comitato interministeriale, "che sovrintenda alle scelte delle politiche generali sull'inclusione sociale e quindi pure scolastica delle persone con disabilità".

Una laurea per il sostegno. Sono istituiti "quattro distinti ruoli per il sostegno didattico, rispettivamente per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria, per la scuola secondaria di primo grado, per la scuola secondaria di secondo grado". Inoltre, "per la formazione dei docenti specializzati per il sostegno educativo e didattico sono istituiti i corsi di laurea in pedagogia e didattica speciale".

Formazione dei docenti. Ampio spazio è dedicato all'articolazione del percorso formativo, sia iniziale che in servizio, destinato ai docenti di sostegno ma anche curriculari. Oltre ai percorsi specifici per i docenti che affiancheranno gli aluni disabili, infatti, anche "la formazione iniziale dei docenti di scuola dell'infanzia e primaria e di scuola secondaria di primo e secondo grado deve obbligatoriamente prevedere almeno 30 crediti formativi universitari vertenti sugli aspetti della didattica per l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali, come condizione necessaria per l'abilitazione all'insegnamento". Alla stesura del Piano didattico personalizzato per gli alunni disabili e con bisogni speciali, sono inoltre tenuti a partecipare "all'inizio di ogni anno scolastico, prima dell'avvio delle lezioni, tutti i docenti delle classi cui sono iscritti alunni con bisogni educativi speciali certificati".

Continuità didattica. E' questa un'atra rivendicazione storica della Fish e delle associazioni che ne fanno parte, contenuta nell'articolo 6 della proposta: "i docenti con incarico a tempo determinato, in classi non terminali, sottoscrivono un contratto di lavoro biennale nella stessa sede, ferma restando la disponibilità della stessa. I docenti specializzati per il sostegno con contratto a tempo indeterminato seguono gli alunni loro affidati per l'intero ciclo scolastico dai medesimi frequentato, fatti salvi i criteri regolamentari e procedurali per la mobilità del personale".

Diagnosi e certificazioni. Importanti novità sono inoltre previste per quanto riguarda la certificazione della disabilità e le procedure burocratiche ad essa connesse: la proposta va nella direzione della semplificazione, per cui, in sintesi, "la certificazione di disabilità a fini scolastici dovrà essere prodotta con unica visita per le certificazioni medico-legali ad altri fini". Dal punto di vista tecnico, "la diagnosi funzionale ed il profilo dinamico funzionale vengono sostituiti dal Profilo di funzionamento alla cui formulazione parteciperanno non solo gli operatori dell'Asl ma anche le famiglie ed un docente della scuola di appartenenza dell'alunno".

Raccolta dati. Altra richiesta storica della Fish, ribadita nell'articolo 8 della proposta, è la "creazione di un sistema di rilevazione dei dati che consenta in tempi reali di conoscere tra l'altro l'andamento del numero di alunni con disabilità, dei docenti per il sostegno didattico, il numero di assistenti per l'autonomia e la comunicazione, il numero di alunni nelle loro classi e quello degli stessi alunni con disabilità nelle classi".

Organico di rete. Per quanto riguarda il numero dei docenti di sostegno, finora rienuto insufficiente a rispondere ai bisogni, "si prevede, l'adeguamento dell'organico di diritto, così da giungere, nell'arco di un triennio, ad una dotazione organica pari al numero dei posti di sostegno (110.000) complessivamente attivati nell'anno scolastico 2013/2014. Il numero di posti, attualmente assegnati a singoli alunni, confluiranno nell'organico di rete e saranno assegnati in misura proporzionale alle necessità evidenziate nelle rilevazioni effettuate tramite il Piano Annuale per l'Inclusività".

Conciliazione. Infine, allo scopo di frenare l'attuale incremento dei ricorsi in tribunale per l'aumento delle ore di sostegno, si introduce "l'obbligo di un tentativo di conciliazione da esperirsi prima di agire in giudizio; sono fissati termini brevissimi onde evitare ritardi nell'acquisizione di un maggior numero di ore rispetto a quelle originariamente assegnate siano esse di sostegno didattico siano esse di assistenza". (cl)

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Redattore Sociale del 05-09-2014

Disabili a scuola: 20 milioni di euro per formare 400 mila docenti

ROMA. 20 milioni di euro: a tanto ammonta la spesa prevista dalla Fish per la formazione degli insegnanti n materia di inclusione e integrazione. Il calcolo esatto delle risorse necessarie è contenuto nell'allegato alla "Proposta di legge per migliorare la qualità dell'inclusione scolastica", presentata oggi alla Festa nazionale del Pd a Orvieto. Si prevede di attivare percorsi formativi di 25/30 ore per ciascun insegnante assegnato a classi in cui vi siano alunni disabili o con bisogni educativi speciali (Bes). La platea complessiva degli insegnanti coinvolti (ovvero di insegnanti curriculari che abbiano nella propria classe alunni con difficoltà certificate), è di circa 400 mila persone, su una popolazione totale di circa 626 mila docenti. La stima è stata calcolata sulla base del numero degli alunni disabili (222.000), Dsa (Disturbi specifici dell'apprendimento) certificati (90 mila) e con difficoltà linguistiche (28 mila).

Per quanto riguarda il numero di classi in cui siano presenti alunni con questi particolari bisogni, risulta dai dati del Miur che gli studenti con disabilità gli alunni con disabilità siano distribuiti in 140 mila classi (su un totale di 366 mila, cioè su una percentuale pari al 38% delle classi della scuola italiana), mente non esistono rilevazioni relative alla distribuzione per classe degli alunni con Dsa. Si calcola però "una percentuale massima pari al 70% delle classi italiane in cui possono essere presenti alunni con Bes", ma "si assume, secondo una media ponderata, il valore percentuale del 65%". Da questi numeri, si ricava che il numero complessivo di insegnanti assegnati a classi con alunni Bes o disabili sia pari a 400 mila.

Per quanto riguarda i costi, "è stato concordato un costo pari ad euro 300 di contributo pro capite per la frequenza di un corso di perfezionamento/master di durata annuale, pari a 60 CFU (crediti formativi universitari, ndr) su Dsa o disabilità specifiche". Il contributo a carico del Miur per la frequenza di un corso di 5 CFU (pari a 30 ore di insegnamento) da parte del personale della scuola, comprensivo di esame di profitto, è di 50 euro pro capite. Di conseguenza, la cifra complessiva necessaria a coprire le spese per la partecipazione di 400 mila insegnanti ai corsi (25/30 ore) è pari a circa 20 milioni. (cl)

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La Repubblica del 06-09-2014

Sostegno a scuola: ecco la proposta di legge

Per gli insegnanti di sostegno lasciati soli nel loro lavoro a scuola, e per i ragazzi che devono essere sostenuti, ora c'è una proposta di legge organica. Vuole aggiornare la storica legge quadro del 1992 (tenendo conto della sopravvenuta autonomia scolastica e delle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità) e prova ad affiancare il percorso della grande riforma scolastica presentata dal governo lo scorso 3 settembre. La proposta viene firmata dal Partito democratico, a conclusione di una campagna di denuncia e conoscenza portata avanti dal settore "welfare e scuola" di cui abbiamo già dato conto.

Maggiore formazione e specializzazione per le diverse forme di disabilità, carriere separate per il personale e continuità del curriculum. Sono diciassette gli articoli della proposta di legge, riassumibili in quattro sommari: formazione degli insegnanti (20 milioni il costo per lo Stato) e continuità educativa; garanzia dei diritti degli alunni; migliore organizzazione territoriale; rapporti con le famiglie. La legge chiede di ridisegnare i corsi di laurea per i docenti di sostegno e introduce il principio della formazione obbligatoria in servizio per gli insegnanti, il personale amministrativo e i dirigenti scolastici. Vengono ripensate le procedure di certificazione della disabilità. Si prevede di garantire la continuità educativa, l'accessibilità, l'assistenza nell'istruzione domiciliare e la somministrazione dei farmaci a scuola. È prevista, inoltre, l'istituzione di una rete di scuole-polo per l'inclusione con 106 centri territoriali di supporto (Cts) di livello provinciale: offriranno consulenza e software didattici agli insegnanti e alle scuole.

Per abbattere il contenzioso sul tema (1.141 cause perse dallo Stato solo nella provincia di Palermo nella stagione appena chiusa), la legge promuove organismi di conciliazione: le famiglie non dovranno rivolgersi ai tribunali per veder garantiti i loro diritti. Si ipotizza un organismo di coordinamento di tutti i ministeri interessati per dare coerenza alle politiche per l'inclusione. La legge tiene conto delle ultime due categorie di bambini-adolescenti definite bisognose di aiuto in classe (da leggi e direttive ministeriali del 2010 e 2012): coloro che hanno difficoltà specifiche di apprendimento (Dsa) e gli scolari con bisogni speciali (Bes).

Gli alunni con disabilità nella scuola statale sono 222.000; quelli con DSA certificati 90.000; mentre coloro che presentano difficoltà di carattere linguistico - individuabili soprattutto nell'ambito degli alunni con cittadinanza non italiana neo arrivati in Italia, e quindi totalmente sprovvisti di competenze linguistiche adeguate - sono circa 28.000. Per quanto concerne gli alunni con disabilità, essi sono distribuiti in 140.000 classi, su un totale di 366.000 classi, cioè su una percentuale pari al 38% delle classi della scuola italiana (fonte MIUR 2010).

Intanto, l'11 e il 12 settembre a Padova (Università e Hotel Europa) si terrà la terza conferenza internazionale del Network europeo NetQ6 dal titolo "Approcci pratici all'educazione prescolastica e della prima infanzia. Sfide e prospettive per alunni diversamente abili e svantaggiati". La conferenza mira a valorizzare articoli originali e ricerca di base che tendono a "non considerare qualsiasi disabilità fisica, psichica o sensoriale come un handicap, ma come una capacità diversa nel contesto educativo".

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Superando.it del 09-09-2014

Inclusione: la Proposta di Legge procede

Continuità didattica, riduzione del numero di alunni (disabili e non) per classe e obbligo per i docenti di formazione iniziale e in servizio sulle didattiche inclusive: sono questi i cardini della Proposta di Legge sull'inclusione scolastica delle persone con disabilità, che in questi giorni ha compiuto un ulteriore e importante passo in avanti. Ora l'auspicio espresso dal Presidente della FISH è che essa venga adottata direttamente dal Governo.

Proprio nei giorni in cui è stata lanciata una grande sfida di riforma della scuola italiana, ha compiuto un ulteriore e decisivo passo in avanti anche la Proposta di Legge sull'inclusione scolastica delle persone con disabilità, testo elaborato nel corso degli ultimi due anni dalle Associazioni che partecipano all'Osservatorio Ministeriale Permanente per l'Integrazione degli Alunni con Disabilità, e che nel luglio scorso era stato al centro - come avevamo riferito - di un incontro da parte dei rappresentanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), con Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

A presentare i tratti essenziali e lo stato di avanzamento della Proposta di Legge, è stato in questi giorni lo stesso presidente della FISH Vincenzo Falabella, che ha spiegato come il testo originario sia stato appunto presentato al Ministero, ulteriormente corretto e raffinato, per approdare poi alla Camera, dove alcuni Parlamentari l'hanno sottoscritto e depositato agli atti. Ne è prevista la pubblicazione nei prossimi giorni.

«Le disposizioni che la Proposta prevede - si legge in una nota diffusa dalla FISH - potrebbero favorire la continuità didattica, oggi frenata dal diffuso precariato, creando degli appositi ruoli per i docenti per il sostegno. Vi si ribadisce anche l'obbligo di riduzione del numero di alunni per classe e del numero di alunni con disabilità nella stessa classe. E ancora: l'obbligo di formazione iniziale e in servizio dei docenti sulle didattiche inclusive, cioè quelle che consentono davvero di migliorare l'efficacia didattica nei confronti delle persone con disabilità o con Bisogni Educativi Speciali (BES)».

«La proposta delle Associazioni - commenta Falabella - che è divenuta ormai risorsa anche per un dibattito parlamentare, è quanto mai attuale. Esprimiamo un forte apprezzamento per l'attenzione raccolta. Fra tutti spicca l'interessamento diretto del ministro Giannini che su questi temi si è dimostrata particolarmente disponibile. Non nascondiamo che la nostra aspettativa migliore risiede nella speranza che la proposta venga adottata direttamente dal Governo, imprimendo un'accelerazione e una svolta determinanti all'iter di approvazione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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La Sicilia del 08-09-2014

Scuola, nel 2015 previste assunzioni per 9mila insegnanti di sostegno

ROMA. Stabilità per gli insegnanti di sostegno. La «Buona scuola» targata Renzi-Giannini prevede anche questo: tra i 148 mila docenti che verranno assunti a settembre 2015, circa 9 mila faranno parte di quel contingente che ogni giorno è impegnato nella formazione e nell'inclusione degli alunni con disabilità, per altro presenti nelle scuole in numero crescente di anno in anno.

Una specializzazione preziosa, sotto l'aspetto didattico e psicologico dei ragazzi, che negli anni è spesso stata al centro della preoccupazione delle famiglie a causa, ad esempio, delle poche ore di sostegno concesse ai figli (ore anche tagliate negli ultimi anni) o per il ritardo delle nomine degli insegnanti. Fino talvolta a ricorrere al giudice per far valere i propri diritti.

E nonostante le circa 13 mila stabilizzazioni di quest'anno e le quasi 9 mila preventivate per il prossimo, secondo la Flc Cgil gli insegnanti di sostegno «non sono ancora sufficienti rispetto alle esigenze. Abbiamo avuto un continuo aumento degli alunni disabili - osserva il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo - c'è bisogno di adeguare gli organici. Anche il personale Ata è determinante per il sostegno, ma nelle Linee guida non si dice nulla. C'è una sentenza della Corte Costituzionale» che ha riconosciuto il diritto del disabile all'istruzione come un diritto fondamentale, «va fatta rispettare».

Tutto sommato «il piano di assunzioni potrebbe andar bene - aggiunge il leader della Uil Scuola, Massimo Di Menna - ma altre volte ci sono stati piani che non hanno trovato le coperture. Speriamo che alle Linee guida seguano fatti. Perché ciò che serve per il sostegno è continuità», quindi assunzioni.

Nel 2013-2014 gli alunni con disabilità iscritti a scuola erano 207.244 (202.314 l'anno precedente), 103 mila circa i posti per insegnanti di sostegno.

A oggi i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento con specializzazione sul sostegno sono circa 14 mila.

Con le quasi 9 mila assunzioni - «già autorizzate e coperte finanziariamente sulla base del decreto scuola del 2013» - l'organico di diritto raggiungerà quota 90 mila. Così il Governo vuole «garantire i diritti degli alunni e il miglioramento dell'organizzazione territoriale dei rapporti con le famiglie». In generale, si mira - e sarebbe una novità nei fatti, ricordano i sindacati - all'organico dell'autonomia, cioè alla realizzazione di un team di docenti che aiuti la scuola a gestire da sola o in rete con altre le molte attività complementari all'ordinaria attività didattica.

Di questo team farebbero parte gli insegnanti di sostegno.

Anche dalla Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish) e dalla Federazione associazioni nazionali disabili (Fand) arriva poi una proposta di legge per la riforma della docenza di sostegno, già sottoscritta da «alcune forze politiche». Le disposizioni previste, si legge in una nota di Fish, «potrebbero favorire la continuità didattica, oggi frenata dal diffuso precariato, creando degli appositi ruoli per i docenti per il sostegno».

Il disegno di legge ribadisce «l'obbligo di riduzione del numero di alunni per classe e di alunni con disabilità nella stessa classe. E ancora: l'obbligo di formazione iniziale e in servizio dei docenti sulle didattiche inclusive.

Introduce poi un Comitato interministeriale, attualmente assente nel nostro sistema, che sovrintenda alle scelte delle politiche generali sull'inclusione sociale e scolastica delle persone con disabilità».

di Corrado Garai

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Il Fatto Quotidiano del 08-09-2014

Disabili, per loro la scuola non inizia a settembre

di Toni Nocchetti

In questi giorni che precedono l'apertura delle scuole abbiamo sentito il presidente Renzi proporre la necessità di un nuovo patto educativo. Significativamente Renzi lo ricorda sempre e questo è un merito che gli va riconosciuto, il premier ripete che dalla scuola si parte per creare un paese migliore.

Un tema sensibile sul tavolo della riforma è la proposta di legge sul sostegno che vede l'on. Davide Faraone, responsabile nazionale scuola e welfare del partito democratico, impegnato affianco ad alcune associazioni. Purtroppo le attese di oltre 230.000 famiglie dovranno ancora essere rinviate per la annunciata consultazione con sindacati, scuola e famiglie di ulteriori due mesi che allontaneranno la linea di arrivo di un traguardo che appare molto difficile da raggiungere.

Qualche annotazione va assolutamente riservata a due temi essenziali della proposta di legge: la formazione degli insegnanti e la composizione delle classi. Per quanto riguarda il primo argomento imbarazza scoprire che i 10 milioni di fondi stanziati per i corsi di formazione obbligatoria degli insegnanti curricolari e di sostegno (legge 328/2013 emendamento articolo 16 comma 1) si sono già ridotti a 3,6 milioni e rischiano in queste ore di andare sprecati se un tempestivo decreto ad hoc non verrà emanato dal ministro Giannini.

La storia di queste risorse indispensabili per la qualità del tempo scuola di un alunno disabile, prima ridotte del 65% per trovare la copertura agli 85 euro e poi bloccati inspiegabilmente nei palazzi del Miur in attesa che i suoi burocrati trovino un accordo è forse un esempio di come la scuola dell'inclusione dei disabili rappresenti anche per gli alti dirigenti amministrativi del ministero un obiettivo culturale.

Superfluo ma indispensabile sottolineare che le competenze formative messe a disposizione degli insegnanti avrebbero dovuto essere impiegate prima dell'inizio della scuola in modo da assicurare agli alunni disabili una più adeguata attenzione ai loro bisogni.

Il tema della formazione degli insegnanti è stato oggetto nel mese di giugno anche di alcune interrogazioni ad opera di parlamentari del movimento 5 stelle riguardanti le attività svolte dalla Luspio-Unint (università internazionale di studi di Roma). Secondo gli interroganti questa università privata non avrebbe i requisiti per poter svolgere i corsi di specializzazione per il sostegno e, ancora più singolare, queste lezioni si terrebbero non nella sede designata dal Miur (Roma) ma addirittura in Sicilia a Caltanisetta.

Forse auspicare che ministro e funzionari del Miur provino a dare risposta a queste due questioni potrebbe essere un ottimo modo per replicare con i fatti a chi insinua della presenza di fannulloni nella politica e nella pubblica amministrazione.

Sul tema della composizione delle classi invece siamo di fronte ad una colossale svista (!?! ) in quanto nella proposta di legge sul sostegno si prevede contemporaneamente di avere classi con al massimo un alunno disabile con diagnosi di gravità (il 75% degli alunni disabili) e, all'articolo 15, si sottoscrive una clausola di invarianza finanziaria (senza costi aggiuntivi per il Miur).

Purtroppo questo è impossibile in quanto in Italia a seguito dei "brillanti" provvedimenti normativi (legge 111/2011 e legge 183/2011) dei governi passati un devastante processo di dimensionamento della rete scolastica ha interessato tutte le scuole con conseguenze che sono ormai sotto gli occhi di tutti. Le classi formate da oltre 25 alunni con la presenza di 3 o più alunni disabili per classe sono una triste conseguenza di quelle scelte. Alla luce di questi fatti forse qualcuno potrebbe, in buona fede, chiedere al presidente Renzi di ipotizzare di tenere fuori dal patto di stabilità oltre alle spese per le armi anche quelle per la scuola della Costituzione.

Che all'articolo 11 abiura la guerra ed al 3 afferma per tutti i cittadini la pari dignità sociale e l'uguaglianza impegnando la repubblica a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Toni Nocchetti

Presidente associazione "Tutti a scuola onlus", medico

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AgenParl del 08-09-2014

Scuola: ANIEF, al via nuovo anno con 230mila studenti disabili

QUASI LA META' HA IL DOCENTE DI SOSTEGNO PRECARIO.

ROMA. Hanno preso il via oggi le lezioni nelle scuole italiane: stamani è toccato agli alunni di Bolzano, gli ultimi a tornare sui banchi saranno quelli di Puglia e Sicilia il 17 settembre. In tutto si tratta di 8 milioni di bambini e ragazzi: tra loro ci sono quasi 230mila disabili o con limiti di apprendimento, che necessitano di un insegnante di sostegno. Quasi la metà di loro, però, continuano ad essere affiancati da docenti specializzati precari. E in diversi casi non hanno il docente o il Miur lo ha concesso per meno ore di quelle di cui avrebbero bisogno, così come indicato dalle Asl e dell'equipe psicopedagogica.

I numeri parlano chiaro: lo scorso anno l'anno scolastico, il Miur ha stabilito che i posti da insegnante di sostegno fossero 110.216. Di questi poco più della metà erano di ruolo: 63.348. Anche se vi aggiungiamo i 13.342 assunti su sostegno entro lo scorso 31 agosto e qualche migliaio ad inizio 2014, si arriva a meno di 80mila docenti specializzati di ruolo. Altri 40mila, tanti ne servono per coprire il fabbisogno di 230mila alunni con handicap, continueranno a lavorare da precari.

"Il problema - spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir - è che al Ministero dell'Istruzione continuano a fare i calcoli come se fossimo nel 2006, quando servivano 90.032 docenti di sostegno. Nel frattempo il numero degli alunni è aumentano in maniera massiccia, al ritmo di 10mila in più l'anno. Così quando si arriverà ai fatidici 90mila docenti di ruolo su sostegno, programmati con la Legge 244/2007, avremo il 70% di copertura. E non l'80% come sostiene ancora il Miur. Ben lontani dal rapporto di un docente ogni due alunni previsto dalla normativa vigente".

"Per questa ragione l'Anief ha chiesto di autorizzare, oltre i 26.684 posti da convertire in assunzioni triennali, almeno altre 25mila assunzioni su sostegno in più, per evitare i ricorsi di coloro che hanno svolto più di 36 mesi su posti vacanti e disponibili così come previsto da una precisa direttiva Ue. Altrimenti - conclude Pacifico - toccherà ai tribunali, su indicazione della Corte di Giustizia europea, decidere per conto dello Stato, con tanto di danno erariale annesso".

Intanto, però, ancora oggi il servizio didattico rimane contrassegnato da un'alta percentuale di docenti di sostegno che rimarranno precari, costretti quasi sempre a cambiare scuola ogni anno, non garantendo quella continuità didattica necessaria all'apprendimento degli alunni disabili. E laddove i docenti non sono assegnati, per mancato seguito da parte delle direttive delle Asl da parte degli uffici ministeriali periferici, sarà così ancora una volta applicata la sentenza della Corte Costituzionale n.80 del 26 febbraio 2010 che ha abrogato una parte della Finanziaria del 2007 ripristinando l'assegnazione in deroga di personale qualificato nei casi di alunni con gravi handicap. Una soluzione-tampone inevitabile, a fronte di un incremento medio di 10mila alunni disabili in più l'anno.

L'ANIEF chiede ai dirigenti scolastici, ai referenti di sostegno e a tutti i docenti in servizio presso le scuole italiane di attivarsi e di segnalare immediatamente al nostro sindacato le ore di sostegno negate agli alunni con disabilità grave scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: sostegno@anief.net.

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Varese News del 24-09-2014

"Un disabile su due non ha l'insegnante di sostegno", la vicenda arriva in Senato

ROMA. I dati del ministero dell'istruzione parlano, per il 2013, di 110.216 insegnanti di sostegno a fronte 209.814 alunni disabili. L'associazione "Tutti a scuola" segnala invece che ogni anno gli alunni disabili sono superiori di migliaia di unità rispetto alle previsioni che il MIUR registra al momento delle iscrizioni ma soprattutto che gli insegnanti di sostegno nella metà dei casi sono diventati tali perché, in soprannumero nelle proprie discipline, hanno frequentato mini corsi di formazione di poche ore.

E' in questo contesto che si inserisce l'interrogazione presentata dalla Senatrice Laura Bignami al ministro dell'istruzione Stefania Giannini per chiedere conto della situazione degli studenti con disabilità nelle nostre scuole. «Ogni anno si registrano ritardi significativi nell'assegnazione delle risorse professionali a supporto degli alunni con disabilità -spiega la Senatrice- a discapito delle esigenze effettive degli alunni». Secondo Bignami «il progetto la buona scuola affronta in modo molto superficiale e approssimativo le problematiche relative all'inclusione scolastica e le politiche di sostegno degli alunni con disabilità» che devono fare i conti anche con gigantesche barriere architettoniche. Secondo i dati dell'associazione CittadinanzAttiva, citati nell'interrogazione, sono presenti barriere architettoniche che ostacolano l'accesso dei disabili negli edifici: 1 scuola su 4 è priva di posti per disabili. Il 46% degli edifici su più piani dispone di un ascensore, ma questo nel 20% dei casi non funziona e nel 6% non è abbastanza largo da consentire l'ingresso di una carrozzina. Barriere architettoniche sono presenti nel 29% delle aule, nel 21% degli ingressi, nell'11% delle mense e dei cortili. In quasi la metà delle aule, poi, non ci sono banchi adatti a uno studente in carrozzina.

Alla luce di tutto ciò la senatrice chiede al ministro «quali misure intende assumere al fine di garantire il rispetto del diritto allo studio degli studenti disabili in tutto il territorio nazionale affinchè nelle scuole la disabilità non sia vista come un impedimento». Inoltre Bignami chiede anche «se il ministro non intenda definire meglio i percorsi di formazione e specializzazione degli insegnanti di sostegno e degli educatori» studiando poi «percorsi differenziati in base ai deficit degli alunni».

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Redattore Sociale del 20-09-2014

Scuola, Anief: "Classi pollaio con disabili, stato inadempiente"

ROMA. Il caso della classe di Caltanissetta composta da 42 alunni, di cui 4 disabili, e' solo l'ultimo di una lunga serie. Meno di due mesi fa l'Anief si era soffermata sulle labili giustificazione della Commissione Cultura della Camera a seguito dell'interrogazione posta dall'on. Laura Coccia (Pd) per i sempre meno rari casi di affollamento di alunni per classe, anche in presenza di alunni in situazione di handicap. E sempre nel corso dell'estate 2014 si erano registrati dei casi di classi pollaio con anche 45 alunni.

Anief vuole denunciare pubblicamente che lo Stato italiano quando crea delle classi-mostro di questa portata diventa inadempiente tre volte. Prima di tutto nei confronti di tutti quegli alunni che vi fanno parte, perche' esistono dei limiti numerici proprio per evitare la formazione delle classi pollaio: sono contenuti nel decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 20 marzo 2009. Questo decreto prevede che anche in presenza della deroga del 10% stabilita dall'art. 4 per ogni ordine di scuola, in casi eccezionali si possono formare classi rispettivamente fino ad un massimo di 26-28 alunni nella scuola dell'infanzia e primaria, fino a 27-30 alunni in quella secondaria di primo grado e fino a 30-33 alunni nella scuola secondaria di secondo grado.

Si tratta di 'tetti' decisamente piu' alti dei precedenti, disposti principalmente dai decreti ministeriali del 18 dicembre 1975 e 22 agosto 1992, oltre che dalla legge n. 23 del 1996, attraverso cui si stabiliva che il rapporto alunni-superficie scolastica non avrebbe dovuto superare 1,80 metri quadrati ad alunno nella scuola dell'infanzia e primaria, e 1,96 nella scuola secondaria. All'approvazione del decreto n. 81 del 2009 si sarebbe dovuta attuare una fase di riqualificazione dell'edilizia scolastica, condotta dal ministero dell'Istruzione assieme al Mef. Non averlo fatto rende lo Stato responsabile di una seconda grave mancanza: quella sulla sicurezza nei luoghi pubblici. Ma non solo questo piano non si e' mai attuato, creando classi con alunni stipati nelle aule in modo irriguardoso. Non ci si e' fermati nemmeno di fronte alla disabilita'. Ignorando che sempre il decreto presidenziale 81/2009 prevede che per le classi che accolgono alunni con disabilita', i criteri prevedono che "il numero complessivo dovrebbe essere al massimo di 20 alunni, in modo da facilitare i processi di integrazione e d'inclusivita'". Qualora l'alunno disabile ravvisasse delle problematiche non gravi si potrebbe arrivare anche a 25 alunni complessivi. E comunque sempre con non piu' di due alunni disabili con problematiche di lieve entita', come indicato chiaramente dalla stampa specializzata, che ha ripreso l'art. 5, comma 2 dello stesso DPR.

"La presenza di quattro disabili in una sola classe gia' composta da altri 38 alunni normodotati- dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir- e' fuori da qualsiasi logica. Va al di la' pure delle norme. Ancora una volta, dobbiamo constatare le necessita' di risparmio pubblico prevalgono sul diritto allo studio. E pure sull'handicap, per il quale a livello nazionale nemmeno e' garantito il rapporto minimo nazionale di un docente ogni due studenti. Tutti sanno che un'efficace didattica speciale necessita di un clima in classe adeguato. Che non puo' indentificarsi in quello di un gruppo di 42 discenti. Cosi', ancora una volta, l'ennesima, le carenze dell'amministrazione saranno sanate dal tribunale".

A tal proposito, l'Anief, anche quest'anno ha avviato l'iniziativa 'Sostegno: non un'ora di meno!': l'obiettivo e' garantire l'immediata attivazione, con ricorsi d'urgenza, di nuovi posti di sostegno in organico e il recupero delle ore negate agli alunni con disabilita' grave riconosciuta ai sensi dell'art. 3, comma 3 della Legge 104/92. Il sindacato invita le famiglie e gli operatori della Scuola a vigilare sulle ore negate o non richieste ma spettanti in base alla normativa vigente, scrivendo a sostegno@anief.net. L'immediata adesione permettera' attraverso i tribunali il rispetto del diritto allo studio. (DIRE)

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Superando.it del 18-09-2014

Segnalate i disagi nella scuola

«Abbiamo promosso una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla situazione dei ragazzi con disabilità nelle scuole italiane, che riteniamo sempre più insostenibile. Per questo chiediamo a tutti di segnalare al nostro indirizzo di posta elettronica (info@tuttiascuola.org) le situazioni di difficoltà e i disservizi negli istituti italiani. Alla fine consegneremo il dossier con tutte le storie al Governo».

Così l'Associazione napoletana Tutti a Scuola presenta la propria iniziativa avviata in questi giorni insieme al giornale «Il Fatto Quotidiano», cui possono appunto contribuire, entro il 15 ottobre, tutti coloro che vorranno segnalare disservizi e disagi vissuti dagli alunni con disabilità. (S.B.)

L'hashtag della campagna su Twitter è #scuolaxtutti. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@tuttiascuola.org.

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Superando.it del 26-09-2014

Valutazione delle scuole: non escludere gli alunni disabili

«Chiediamo al Ministero e all'INVALSI [Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, N.d.R.] di intervenire immediatamente, per evitare il rischio di non valutare per nulla il positivo lavoro inclusivo svolto in molte scuole italiane e che anzi vengano premiate le scuole che si preoccupano solo del miglioramento dei livelli d'apprendimento degli alunni non disabili, trascurando la propria qualità inclusiva».

Così scrive Salvatore Nocera, membro dell'Osservatorio Ministeriale Permanente per l'Integrazione degli Alunni con Disabilità, responsabile dell'Area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e già vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in riferimento a una recente Direttiva Ministeriale (11/14 del 18 settembre), che in attuazione del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 80/13 (Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione), ha previsto per il triennio 2014-2017 l'avvio dell'autovalutazione della qualità delle scuole e del sistema di istruzione.

«Entro marzo 2015 - si scrive nella citata Direttiva - la Conferenza per il coordinamento funzionale per il Sistema Nazionale di Valutazione adotterà, su proposta dell'INVALSI, i protocolli di valutazione delle scuole e gli indicatori di efficienza ed efficacia per individuare le scuole da sottoporre a valutazione esterna. [...] La valutazione è finalizzata al miglioramento della qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti e sarà particolarmente indirizzata: alla riduzione della dispersione scolastica e dell'insuccesso scolastico; alla riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimento degli studenti; al rafforzamento delle competenze di base degli studenti rispetto alla situazione di partenza; alla valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti con attenzione all'università e al lavoro».

Ebbene, sottolinea Nocera, «da quanto sopra sembra che l'autovalutazione e la valutazione esterna, effettuata da dirigenti tecnici ministeriali ed esperti, si fondino esclusivamente o quasi sui livelli di apprendimento degli studenti realizzati nelle singole scuole, rilevati soprattutto tramite le prove INVALSI. Siccome però la Nota Ministero-INVALSI del 18 febbraio di quest'anno esclude dall'inserimento nelle medie nazionali degli apprendimenti i risultati delle prove svolte da alunni con disabilità intellettiva (che sono quasi l'80% degli oltre 200.000 alunni con disabilità frequentanti le scuole statali), mentre rimette alla discrezionalità delle singole scuole se fare entrare nelle medie i risultati di alunni con disabilità sensoriali e motorie, ciò esclude di fatto la presenza degli alunni con disabilità dall'autovalutazione e dalla valutazione esterna della qualità delle scuole italiane».

Che cosa viene dunque esattamente richiesto al Ministero e all'INVALSI? Lo spiega sempre Nocera: «Che gli indicatori per l'autovalutazione (i quali, secondo la recente Direttiva, dovranno essere predisposti dall'INVALSI entro ottobre 2014), che i criteri di efficacia ed efficienza per la valutazione esterna delle scuole (entro marzo 2015), che gli indicatori per la valutazione dei Dirigenti Scolastici (entro dicembre 2014) e che il rapporto sulla valutazione di sistema (da predisporre annualmente, a partire dall'ottobre 2015) prevedano espressamente indicatori strutturali, di processo e di esito, per misurare i livelli della qualità inclusiva delle nostre scuole».

A tal proposito, vengono anche citati alcuni esempi di indicatori: «Strutturale: "Nella scuola è stato istituito e funziona il Gruppo di Lavoro per l'Inclusione scolastica (GLI), di cui all'articolo 15, comma 2 della Legge 104/92?". Di processo: "Per la formulazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), di cui all'articolo 12, comma 5 della Legge 104/92, viene convocata e partecipa la famiglia dell'alunno con disabilità?". Di esito: "Per la valutazione agli esami conclusivi del Primo Ciclo d'Istruzione si tiene conto solo dei progressi realizzati rispetto ai livelli iniziali degli apprendimenti, sulla base del PEI che dev'essere formulato tenendo conto delle effettive capacità e potenzialità dell'alunno, secondo quanto stabilito dall'articolo 16, comma 2 della Legge 104/92?».

«Del resto - conclude Nocera - l'INVALSI ha già un precedente positivo in questo àmbito, pensando alla ricerca effettuata nel 2005 e pubblicata nel 2006, cui però non sono seguite analoghe ricerche sistematiche negli anni successivi». (S.B.)

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Redattore Sociale del 03-09-2014

"Una scuola che include". Sostegno e disabilita' nei mille giorni di Renzi

"Ventiseimila nuovi posti di sostegno sull'organico di diritto, per un totale di 90 mila insegnanti specializzati. Qualità e continuità le parole d'ordine dell'inclusione scolastica nel progetto del governo.

ROMA. "Una scuola che include chi ha più bisogno": è il capitolo che il documento "La buona scuola", pubblicato oggi su passodopopasso.italia.it, dedica all'inclusione scolastica e alla disabilità. In una pagina di tre colonne, sono sintetizzati alcuni di quelli che il governo considera i nodi dell'integrazione della disabilità a scuola. "Una scuola aperta - si legge - è una scuola inclusiva anzitutto con coloro che hanno più difficoltà. Per questo sarà importante prestare una particolare attenzione alle politiche di sostegno ai ragazzi che presentano delle disabilità". Al centro c'è la questione del sostegno, di cui vengono sintetizzate le ultime vicende: "La legge finanziaria del 2007 aveva previsto un tetto massimo nell'assegnazione del contingente sul sostegno, ma la Corte Costituzionale ha riconosciuto nel 2010 il diritto del disabile all'istruzione come un diritto fondamentale. Anche alla luce di questo, con il decreto n. 104 del 2013 è stato previsto un piano triennale di assunzioni per il periodo 2013-2015 che porterà ad un incremento complessivo di circa 26 mila posti di sostegno sull'organico di diritto".

Grazie alle 13 mila assunzioni di quest'anno, quindi, e con le 8 mila del prossimo, "l'organico di diritto dei docenti di sostegno arriverà complessivamente a circa 90 mila. E tuttavia - precisa il documento - ciò ridurrà solo, senza eliminarlo, il divario tra organico di fatto e organico di diritto sul sostegno, che - senza ulteriori interventi - resterà pari a circa 21 mila insegnanti. Alle GaE (graduatorie ad esaurimento, ndr) dovrebbero essere iscritti oggi circa 14 mila persone con la specializzazione sul sostegno".

E proprio sull'importanza della specializzazione dei docenti insiste il documento, perché "l'utilizzo di personale specializzato risponde al diritto dell'alunno disabile all'istruzione e alla sua crescita personale e risponde all'esigenza delle famiglie ad avere docenti formati e preparati rispetto alle singole patologie". Specializzazione, quindi, ma anche continuità, perché "il continuo ricorso a supplenze non sembra aver favorito il rapporto di fiducia tra i docenti, le famiglie e questi ragazzi che hanno più degli altri bisogno di attenzioni e di insegnamenti specifici. La possibilità di un organico di sostegno stabile anche tra reti di scuole potrà aiutare a rispondere alle esigenze di garanzia dei diritti degli alunni e di miglioramento dell'organizzazione territoriale dei rapporti con le famiglie".

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Redattore Sociale del 03-09-2014

Riforma della scuola, Nocera: "Bene il merito ma valutare anche l'integrazione"

Salvatore Nocera commenta le pagine del documento dedicata a sostegno e disabilità: "Bene la valutazione del merito, ma sia valutata anche l'integrazione. Amareggiati che non sia emanato decreto per la formazione in servizio sulla disabilità".

ROMA. "Va bene introdurre la valutazione del merito nella scuola, purché si valuti anche l'integrazione": così Salvatore Nocera, in qualità di membro dell'Osservatorio del Miur sul'inclusione degli alunni con disabilità, commenta il documento "La buona scuola", pubblicato oggi sul sito passodopopasso.italia.it. "Se ad essere valutato fosse solo il merito degli insegnanti nei confronti degli alunni bravi e non anche il livello di inclusione di quelli con difficoltà, non saremmo affatto d'accordo", precisa.

Bene anche, per Nocera, "l'immissione in ruolo dei docenti precari, che ci pare una norma fondamentale, perché garantisce continuità. E condividiamo anche - aggiunge Nocera - il principio della formazione obbligatoria in servizio per gli insegnati". Proprio a questo proposito, però, "siamo molto amareggiati: avevamo infatti ottenuto, in sede di Osservatorio, che questa formazione riguardasse anche la didattica per l 'integrazione. Avevamo trattato con il ministero, mettendo a diposizione oltre 120 esperti delle associazioni. E avevamo concordato che questa formazione si svolgesse dall'1 al 15 settembre. E'tutto contenuto nel decreto che abbiamo scritto insieme agli esperti del ministero e che però non è stato ancora emanato. Questo è gravissimo e sconcertante. E di questo non c'è traccia nelle linee guida di Renzi, il che consolida la teoria che il premier vada facendo annunci, ma che poi lui o la burocrazia blocchino tutto".

A settembre, quindi, con l'inizio dell'anno scolastico, "inizierà la solita rincorsa alle ore di sostegno, a suon di ricorsi - prevede Nocera - perché senza l'insegnante di sostegno e senza docenti curriculari adeguatamente formati, gli alunni disabili sono letteralmente abbandonati a se stessi. Avevamo trovato una strada d'oro, quella della formazione per l'integrazione, appunto, capace di rispondere ai nostri bisogni e contemporaneamente alle esigenze di risparmio. Ma non è stata percorsa: ricominceremo con la delega al sostegno e l'aumento delle ore, a danno della qualità della vera inclusione". (cl)

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Giornale UICI del 09-09-2014

Il sostegno scolastico per l'inclusione dei disabili visivi vent'anni dopo

di Luciano Paschetta

Dal confronto dei dati emersi dall'"indagine conoscitiva sull'inclusione scolastica degli allievi con disabilità visiva" , realizzata dall'I.Ri.Fo.R. su dati relativi all'a.s. 2011/2012, con quelli dell'analoga ricerca dell'U.I.C.I. riferita all'a.s. 1991/1992 è emersa l'"evoluzione" del sostegno scolastico in questi vent'anni. Rinviando alla lettura dell'intero report chi volesse conoscere l'evoluzione del processo di inclusione dei disabili visivi nello stesso periodo, presentiamo qui le "interessanti scoperte " relative all'evoluzione in termini quantitativi del modello organizzativo del sostegno in questi venti anni.

Nel 1991 il modello di inclusione era ancora in fieri: la legge 104 è del 1992 e l'unica legge di riferimento era allora la legge 517 del 1977 alla quale erano seguite una serie di circolari applicative ed in ultimo la sentenza della C.C. 215 del 1988, che garantiva ai disabili il diritto di iscrizione anche nelle scuole superiori, ricordiamo in proposito che i disabili visivi, da sempre, avevano frequentato, senza sostegno in classe, le superiori presso i normali istituti scolastici.

La comparazione dei dati non è stata né semplice , né immediata perché tra la ricerca del 1992, e quella del 2012 vi sono profonde differenze di impostazione nel rilevamento dei dati relativi al sostegno scolastico: il primo lavoro era incentrato a comprendere le differenze a livello territoriale, allora ancora molto evidenti , la recente indagine cerca invece di comprendere meglio l'organizzazione del modello nei diversi ordini di scuola.

Come detto, uno degli obiettivi del lavoro del 1992, era la "comprensione" delle differenze nell'organizzazione del modello allora esistenti tra il nord , il centro e il sud, il che venne confermato dai dati: mentre al centrosud, dove l'integrazione scolastica aveva avuto avvio solo dopo la 517, tutto il personale di sostegno era dipendente dal ministero, praticamente senza interventi degli EELL, al nord , dove l'integrazione aveva avuto avvio sin dai primi anni '70 , solo il 64,9 % dei docenti di sostegno presenti nelle scuole era di nomina dei provveditorati, mentre oltre il 35% era messo a disposizione dagli EELL. Va rimarcato invece come, in tutto il territorio nazionale, l'assegnazione del sostegno venisse vista in modo globale (scuola+casa": al di là della diversità di appartenenza giuridica del personale di sostegno, in classe vi era sempre una sola figura di sostegno o del MIUR o degli EELL (la presenza dell'assistente in classe unitamente al docente di sostegno è successiva al 1992), pertanto, per quanto sopra detto, al nord trovavamo la maggior percentuale di insegnanti designati dagli EELL e la più bassa di quelli dipendenti dal Ministero (rispettivamente 42 e 68%), mentre dal centro si invertiva la tendenza (17 e 80%), fino ad arrivare al sud dove la percentuale di personale degli EELL era insignificante (4%) mentre i dipendenti del MIUR salivano al 83% dell'intero campione.

Per rendere il raffronto tra i due periodi più significativo, così da poterne comprendere meglio l'evoluzione, i dati successivi faranno riferimento agli allievi con la sola disabilità visiva: il 62% del campione del 1991 ed il 56,8% di quello del 2011: il raffronto tra i dati complessivi dei due campioni, data l'elevata presenza di allievi con minorazioni aggiuntive di varia tipologia e gravità, avrebbe potuto falsare il confronto.

Luciano Paschetta

La tabella seguente riassume le percentuali di presenza dell'insegnante di sostegno nei vari ordini di scuola nell'a.s. 2011/2012 e nell'a.s. 1991/1992.

Alla classe è assegnato un docente di sostegno?

Risposta s. Vis S.vis 1992* S.Vis 1992 S.Vis 1992 Sì (Y) 83,24% 88,59 87,01 89,61% 84,75 85,86% 59,23 NO (N) 16,76% 11,41% 12,99% 10,39% 15,25% 14,14% 40,77%

*Nella ricerca del 1992 il dato era stato rilevato in modo aggregato tra la scuola per l'infanzia e la scuola elementare.

Dall'esame della tabella emerge come nel 2012 , solo nella scuola per l'infanzia/primaria vi sia stata una flessione di poco più dell' 1% nella percentuale di presenze degli insegnanti di sostegno, rispetto al 1992, mentre vi è stato un aumento di circa cinque punti percentuale nella secondaria di primo grado e di ben il 26,63% nella secondaria di secondo grado. Abbiamo scelto di astenerci, in questo articolo, da ogni commento , ci limitiamo, rispetto al dato decisamente elevato dell'aumento della presenza del sostegno nella secondaria di secondo grado, ad osservare che esso si spiega in un solo modo: il modello di inclusione adottato nel 1991 , a pochi anni dalla sentenza 215, era ancora fortemente influenzato dalle modalità di inclusione adottate in precedenza : quello della frequenza da parte dei disabili visivi della scuola superiore senza docente di sostegno. Viceversa il dato del 2012 dimostra come si sia esteso anche ai disabili visivi il modello di inclusione che fa perno sulla presenza del docente di sostegno e, vedremo tra poco, non solo, quale garante del successo del processo di inclusione.

Oggi come è noto, oltre alla presenza del docente di sostegno , a volte, troviamo al suo fianco anche l'assistente alla comunicazione . Voi pensereste che la cosa possa riguardare solo i disabili visivi con prluridisabilità, purtroppo non è così: la tabella che segue , riferita agli alunni con la sola disabilità visiva,lo dimostra.

Alla classe è assegnato un assistente alla comunicazione?

Inf Primaria I gr SII gr Risposta S.Vis S.Vis S.Vis S.Vis Sì (Y) 32,83 36,93 31,87 30,97 NO (N) 67,17 63,07 68,13 69,03

Anche in questo caso ci limitiamo solo a ricordare che nell'oltre il 30% delle classi dove è presente un alunno con la sola disabilità visiva, a "garanzia" della sua inclusione scolastica, oggi in classe, a fianco del docente di sostegno, vi è spesso anche un'altra figura.

Non disponiamo nella ricerca del 1991 del dato delle ore medie settimanali di sostegno a scuola disaggregato per ordine di scuola, né rispetto alla presenza o meno di disabilità aggiuntive.

I dati che seguono hanno comunque un importante valore per comprendere come si è venuto evolvendo il modello di inclusione dei disabili visivi dopo l'entrata in vigore della legge 104.

Nel 1992 le ore medie di presenza in classe del sostegno, riferito all'intero campione e a tutti gli ordini di scuola era di 15 ore settimanali.

Nel 2012 il numero medio di ore settimanali del docente di sostegno, riferito ai soli allievi con la sola minorazione visiva ed a tutti gli ordini di scuola è di 16 ore settimanali alle quali vanno aggiunte nel 34,5% dei casi le altre 10 ore medie settimanali dell'assistente alla comunicazione.

Non si può certo dire che in questi venti anni, almeno per quanto riguarda i disabili visivi, si sia tagliato sul sostegno, ci resta da verificare se ciò ha giovato alla qualità dell'inclusione, la ricerca dell'I.Ri.Fo.R. ci potrà fornire delle risposte più oggettive, ma a sentire le famiglie dei nostri ragazzi sembrerebbe di no.

Un dubbio a questo punto ci sembra comunque legittimo: se, per migliorare l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva, il continuare a chiedere l'incremento delle ore di sostegno sia la strada giusta.

Luciano Paschetta

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Giornale UICI del 12-09-2014

L'evoluzione del sostegno scolastico nell'inclusione dei disabili visivi vent'anni dopo l'entrata in vigore della legge 104

di Luciano Paschetta

Il raffronto dei dati di una ricerca dell'U.I.C.I. sull'integrazione scolastica riferita all'a.s. 1991/1992, con quelli della recente "indagine sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva", realizzata dall'I.Ri.Fo.R. su dati dell'a.s. 2011/2012, fa emergere quale sia stata l'"evoluzione" del sostegno scolastico in questi vent'anni.

Come ricorderete, nel 1991 il modello di inclusione era ancora in fieri (la legge 104 è del 1992 ): e l'unica legge che allora dava indicazioni sulle modalità di integrazione degli alunni nella scuola di tutti era la 517 del 1977 con le diverse circolari applicative , solo nel 1987, la sentenza della C.C. n. 215, aveva introdotto un importante elemento di novità: il riconoscimento, per tutti i disabili, del diritto di iscrizione alle scuole superiori "normali". Sottolineiamo che i disabili visivi, da sempre, avevano frequentato, senza sostegno in classe, le superiori presso i normali istituti scolastici.

Dalla prima ricerca risulta evidente come, nel 1991, l'assegnazione del sostegno venisse vista in modo globale (scuola+casa": e come, al di là della diversità di appartenenza giuridica del personale di sostegno presente in classe ( Ministero o EELL), in aula vi fosse sempre una sola figura di sostegno : la presenza dell'assistente in classe unitamente al docente di sostegno verrà prevista solo dalla legge 104.

Data l'elevata presenza di allievi con minorazioni aggiuntive di varia tipologia e gravità, (erano il 38% nel campione nel 1991 e sono diventati il 43,2% in quello del 2011), per rendere più omogeneo i dati di riferimento e più significativo il raffronto tra i due momenti, così da poterne comprendere meglio l'evoluzione, riportiamo nelle due tabelle che seguono solo i dati che si riferiscono agli allievi con la sola disabilità visiva.

La tabella 1 riassume le percentuali di presenza dell'insegnante di sostegno nelle classi dove è presente una lunno con la soladisabilità visiva, nei vari ordini di scuola nell'a.s. 2011/2012 e nell'a.s. 1991/1992.

TABELLA 1:Alla classe è assegnato un docente di sostegno?

Ordine scuola INF. PRIMAR. * Sec. Di I grado Sec. II grado Risposta 2012 2012 1992 1992 2012 1992 Sì (Y) 83,24% 88,59 87,01 89,61% 84,75 85,86% 59,23 NO (N) 16,76% 11,41% 12,99% 10,39% 15,25% 14,14% 40,77%

*Nella ricerca del 1992 il dato era stato rilevato in modo aggregato tra la scuola per l'infanzia e la scuola elementare.

Dall'esame di questa tabella si evince come nel 2012, solo nella scuola per l'infanzia/primaria vi sia stata una flessione di poco più dell'1% nella percentuale di presenze degli insegnanti di sostegno, rispetto al 1992, mentre troviamo un aumento di circa cinque punti percentuale nella secondaria di primo grado e un incremento di ben il 26,63% nella secondaria di secondo grado.

Volendo astenerci da ogni commento, ci limitiamo, rispetto al dato decisamente elevato dell'incremento della presenza del sostegno nella secondaria di secondo grado, ad osservare che esso si può spiegare in un solo modo: il modello di inclusione adottato nel 1991, a pochi anni dalla sentenza 215, era ancora fortemente influenzato dalle modalità di inclusione attuate prima della sentenza, dove la frequenza da parte dei disabili visivi della scuola superiore avveniva senza docente di sostegno. Viceversa il dato del 2012 dimostra come si sia è esteso anche ai disabili visivi il modello di inclusione che , a partire dall'entrata in vigore della legge 104, fa delle figure di sostegno , i "garanti" del successo del processo di inclusione.

Dopo la 104, come è noto, oltre il docente di sostegno , a volte, troviamo in classe al suo fianco anche un assistente alla comunicazione messo a disposizione dagli EELL. (sbagliate se pensate che la cosa riguardi solo i disabili visivi con altre disabilità), purtroppo non è così: la tabella 2, riferita agli alunni con la sola disabilità visiva presenti nelle scuole nell'a.s. 2011/12, lo dimostra.

TABELLA 2: Alla classe è assegnato un assistente alla comunicazione?

Ordine scuola Inf Primaria S. I gr S. II gr Risposta 2012 2012 2012 2012 Sì (Y) 32,83 36,93 31,87 30,97 NO (N) 67,17 63,07 68,13 69,03

Nel 1991 queste figure in affiancamento al sostegno non c'erano , mentre oggi esse sono presenti in aula unitamente al docente di sostegno in oltre il 34% delle classi dove vi è un alunno con la sola disabilità visiva.

Purtroppo nella ricerca del 1991 non era stato rilevato il dato delle ore medie settimanali di sostegno in classe in modo disaggregato per ordine di scuola, né rispetto alla presenza o meno di disabilità aggiuntive. Possiamo fare il raffronto soltanto tra i dati riferiti all'intero campione delle due ricerche.

I dati che seguono sono comunque un importante indicatore per comprendere come si è venuto evolvendo, in senso quantitativo, il modello di inclusione dei disabili visivi in questi ultimi vent'anni.

Dal confronto dei dati delle due ricerche , veniamo quindi a conoscere , come sia evoluto il sostegno: si è passati dalla presenza di una figura di sostegno prevalentemente in classe , ma anche a casa (abbiamo già detto che nella prima ricerca il dato è considerato globalmente) per 15 ore medie nel 86% dei casi, alle 17,7 ore medie settimanali del docente di sostegno nel 92% dei casi nel 2012, alle quali vanno aggiunte in oltre il 41% delle situazioni, altre 10 ore dell'assistente (il numero di ore medie settimanali di presenza dell'assistente in classe, è indipendente dalla presenza o meno di una disabilità aggiuntiva dell'allievo); a queste ore di presenza di un sostegno a scuola vanno poi sommate, per il 54% dei ragazzi, 8,5 ore di presenza a casa di un assistente.

Abbiamo poi elaborato questi dati per capire quale sia stato l'incremento medio percentuale delle ore settimanali della presenza in classe e a domicilio di figure di sostegno avvenuto tra il 1991/92 ed il 2011/12.

Mentre nell' a.s. 1991/92, per ogni 100 allievi inseriti nella scuola, venivano erogate 1.290 ore di sostegno medie settimanali, DOPO vent'anni le ore settimanali di sostegno erogate per lo stesso numero di allievi sono mediamente 2.510 alla settimana (1.630 per il docente di sostegno, 420 per l'assistente in classe e 460 per quello a casa) , con un aumento in percentuale delle ore settimanali di sostegno di oltre il 94%.

Non si può certo dire che in questi venti anni, almeno per quanto riguarda l'inclusione scolastica dei disabili visivi, si sia tagliato sul sostegno, ci resta da verificare se ciò abbia giovato alla qualità dell'inclusione, la ricerca dell'I.Ri.Fo.R. ci potrà fornire delle risposte più oggettive, ma a sentire le famiglie dei nostri ragazzi sembrerebbe di no.

Alla luce di questi dati (non impressioni) un dubbio ci sembra legittimo: se, per migliorare l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva, sia la strada giusta continuare a chiedere l'incremento delle ore di sostegno.

Luciano Paschetta (l.paschetta@libero.it)

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Giornale UICI del 08-09-2014

Una bussola per orientarsi - Genitori a confronto. Dallo scambio di esperienze personali ad un vademecum per tutti

di Valeria Friso

Rubrica per genitori

In questo numero vi presentiamo il resoconto di un lavoro condotto a Bologna dalla prof.ssa Caldin-Professore Ordinario di Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna-con un gruppo di genitori di bambini/ragazzi con disabilità visiva, dal quale è scaturito un vademecum utile per tutti coloro che vivono l'esperienza di essere madri o padri di un bambino o ragazzo cieco o ipovedente.

Si intitolerà "Da genitori a genitori. Esperienze, timori, sfide e prospettive nel deficit visivo" il prodotto finale di mesi di dialoghi, scambi di esperienze, riflessioni sul passato, presente e futuro di genitori con bambini o ragazzi ciechi o ipovedenti di Bologna. Per un anno, condotti dalla prof.ssa Roberta Caldin, i genitori si sono incontrati e hanno potuto condividere le proprie esperienze con tutto ciò che il termine esperienza porta con sé. E con tutto ciò che la situazione "genitori con bambini/ragazzi con disabilità visiva" porta con sé. Il percorso ha avuto diversi significati: intrinseci ed estrinseci; intimi e pubblici; peculiari e comuni; ma è stato soprattutto un percorso di condivisione.

Questo cammino non è nato con obiettivi peculiari ai gruppi di auto-aiuto, cioè con l'obiettivo di fare da presidio ad un disagio o per trovare soluzione a dei problemi, o ancora per trasformare coloro che domandano aiuto a persone in grado di offrirlo, ma è nato semplicemente come spazio di riflessione intorno a temi che potevano essere comuni tra i presenti. Si è svolto in ambienti conosciuti e familiari a tutti - presso l'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza - ma anche in luoghi che potremmo definire "neutri". Infatti, i partecipanti hanno goduto della possibilità di essere insieme a Cesenatico: un luogo fuori dalla propria quotidianità, stimolante e accogliente.

La riflessione ha seguito, molto semplicemente e - allo stesso tempo - approfonditamente, le tappe evolutive di crescita dei figli e si è soffermato in quei momenti che hanno segnato di più la memoria dei presenti: la nascita, le relazioni familiari, quelle sociali, il primo ingresso a scuola fino alle attività extrascolastiche e all'autonomia dei figli stessi.

Mano a mano che gli incontri si susseguivano, il coinvolgimento personale di ciascuno è aumentato, anche grazie al clima di rispetto e conoscenza reciproca che si andava creando. Il gruppo è divenuto sempre più compatto, coeso, luogo di nuove sensibilità e palestra per nuovi stili di comportamento. Insieme ci sono stati momenti di supporto emotivo, di comprensione e condivisione, ma anche di scambio di concrete informazioni utili. La connessione emotiva, il senso di appartenenza e il senso di comunità hanno creato una percezione di identità plurale. Il "noi" ha iniziato ad essere il pronome più utilizzato! Certo, si è partiti da un gruppo di genitori che già si conoscevano, ma la stima, l'essere in grado di riconoscere ed esplicitare le proprie storie, ha fatto sì che la propria storia e quella della propria famiglia diventasse una storia in comune. Ed ecco nascere l'idea di mettere per iscritto parte di questo percorso, per poterlo condividere con la comunità, con l'esterno.

Al termine, infatti, di questo percorso - se mai si può affermare che questo percorso possa avere un "termine" - il gruppo di genitori si è sentito chiamato, come in modo naturale, ad allargare la propria esperienza ad altri ideali genitori come loro. Il gruppo ha avvertito l'esigenza di sintonizzarsi su una dimensione più vasta: la comunità.

L'idea ha portato a ulteriori momenti di confronto per delineare la struttura del lavoro. Il percorso di vita è stato il filo conduttore per scrivere di emozioni e di cammini esplicitati durante gli incontri, cercando di tessere le emozioni intorno a temi chiave, conservando ciò che si riteneva strada facendo fosse utile a genitori con bambini e ragazzi con disabilità visiva. Ciò che ne è emerso è stato un libretto che ciascuno dei presenti avrebbe voluto avere in mano all'inizio della propria storia con il proprio figlio.

I temi principali trattati sono stati: il momento della nascita con gli interrogativi che accompagnano questo periodo e, soprattutto, quello della scoperta della disabilità visiva del proprio figlio. Da interrogativi che sorgono spontanei di fronte ad un neonato: a chi assomiglia? Fino a interrogativi più vicini alla situazione: com'è accaduto? Perché proprio mio figlio? Chi ci aiuterà?

Il lavoro prosegue ripercorrendo la crescita e le libertà da "autorizzare" e da sviluppare nel momento dell'esplorazione del mondo, attraverso la scelta dei giochi, delle attività sportive e culturali, l'aiuto nel relazionarsi col mondo esterno. E questo mondo esterno è composto da elementi materiali e animali, ma anche da persone, a partire dai fratelli. E la relazione non è mai univoca: va bene aiutare il figlio con disabilità visiva, ma i fratelli e le sorelle? Nella quotidianità ci sono differenze se i fratelli sono più grandi o più piccoli del figlio con disabilità visiva?

Ma "relazione" con le persone significa non solo guardare ai familiari e ai conoscenti stretti, ma alla società tutta. E il primo ingresso in società è spesso dettato dall'ingresso nel nido o nella scuola dell'infanzia. Che cos'hanno questi ambienti in più rispetto alla famiglia? La scuola stessa se e come va preparata? Quante preoccupazioni... e insieme quante porte aperte all'incognito e alla scoperta! Va da sé che dopo la scuola dell'infanzia venga da affrontare la scuola primaria con i primi interrogativi sul Braille e il bastone bianco.

Le domande chiave che accompagnano il breve testo possono essere riassunte in queste due: In generale: qual è la maniera giusta per ottenere il rispetto dei diritti di nostro figlio? Possiamo delegare?

Avendo sempre inteso questo libretto come una sorta di mediatore, di strumento che permettesse un dialogo con genitori di cui non si conoscono i volti e le storie, ma attraverso il quale si vuole condividere la fatica e i timori, le conquiste e le gioie, questo lavoro ha avuto uno sbocco naturale: l'aggiunta di una sezione di testimonianze. Sono state individuate delle figure chiave della vita dei figli e a loro è stata chiesta qualche considerazione riferita alle sensazioni ed emozioni provate alla nascita del bambino, ai pensieri e riflessioni presenti e alle prospettive relative al futuro.

Ed ecco, quindi, gli interventi che seguono nel libretto e che costituiscono una sorta di insieme di testimonianze corredate da alcune fotografie che alleggeriscono il testo e ne danno un'identità maggiormente definita: un ragazzo cieco, una mamma, due papà, un educatore, un professore di sostegno, due fratelli, una sorella, una nonna, una zia, un allenatore e un istruttore. Tutte figure chiave che fanno parte di una rete sociale costruita negli anni intorno a ragazzi e alle loro famiglie.

La presente esperienza, corroborata dalla qualità delle relazioni che sono nate e cresciute o anche semplicemente riprese e irrobustite, sta lasciando un segno. Utilizziamo il gerundio "sta lasciando" proprio perché, nonostante vada verso la sua conclusione, il lavoro svolto ha aperto nuovi interrogativi, nuove strade e ha dato vita a una voglia di condivisione a cui spesso è difficile trovare risposta. E sono proprio questi slanci che permettono di intravedere nuove prospettive, incentivate dagli stessi protagonisti della situazione analizzata: i genitori e i figli.

Prof.ssa Roberta Caldin

Professore Ordinario di Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna.

Dott.ssa Valeria Friso

Postdoctoral Researcher presso Università Alma Mater Studiorum Bologna

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Superando.it del 04-09-2014

Pubbliche Amministrazioni e lavoro: la "congiura del silenzio"

È infatti a dir poco complicato riuscire a disporre di dati riguardanti l'elusione delle Pubbliche Amministrazioni a quelle leggi che, a partire dalla 68/99, tutelano il lavoro delle persone con disabilità, mentre è proprio nelle Pubbliche Amministrazioni che, a quanto risulta, sono presenti le maggiori elusioni. Né si potrà contare troppo sulla prossima "Relazione sullo stato di attuazione della Legge 68/99", viste le gravi carenze di quelle precedenti.

Parla di "congiura del silenzio", un nostro Lettore, a proposito dei posti previsti (ma non coperti) per le cosiddette "categorie protette", fissati dalla ben nota Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), provvedimento certamente "storico", in àmbito di disabilità, ma anche, per diverse ragioni, uno tra i meno applicati.

Nei giorni scorsi, tra l'altro, ha fatto particolarmente discutere una vicenda verificatasi a Chieti - in apparenza grottesca, ma in realtà un chiaro tentativo di aggirare le norme vigenti - dove il locale Centro per l'Impiego, "in applicazione" della Legge 68/99, ha offerto a un giovane con tetraparesi spastica mansioni da gruista, saldatore, carrozziere, manutentore meccanico e simili... E per fortuna - commentavamo - che la Legge 68/99 era stata incardinata proprio sul cosiddetto "collocamento mirato"...

Quella notizia aveva fatto tornare in mente a molti anche la recente Legge 125/13 - della cui approvazione questa testata si era a suo tempo ampiamente occupata - che aveva convertito con modifiche il cosiddetto "Decreto Legge di razionalizzazione della Pubblica Amministrazione", prevedendo chiaramente che le Amministrazioni Pubbliche procedessero «a rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette sulla base delle quote e dei criteri di computo previsti dalla normativa vigente [...] [in] deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerari età [grassetto redazionale]» (articolo 7, comma 6).

La realtà, purtroppo, è tutt'altra. Come sottolinea infatti Carlo Giacobini , responsabile del Servizio HandyLex.org, «le maggiori elusioni dagli obblighi di riserva interessano di fatto proprio le Pubbliche Amministrazioni, settore in cui vi è anche una notevole incertezza sulle stesse responsabilità dei dirigenti che non provvedono ad ottemperare alle prescrizioni della Legge 68/99».

Ma non solo. Per tornare infatti alla "congiura del silenzio" di cui parlava il nostro Lettore, in tale materia va registrato - eufemisticamente - un certo "credito informativo", rispetto a dati che dovrebbero naturalmente essere di pubblico accesso e che invece risultano quanto meno difficili da reperire. Sarebbe troppo, ad esempio, poter conoscere con certezza quale tasso di elusione vi sia in "giganti" del settore, come l'INPS o nelle stesse Aziende USL?

Tra non molto, a quanto ci risulta, dovrebbe arrivare, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la pubblicazione della Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99, ma riteniamo di non poterci contare più di tanto, pensando ai contenuti di quelle precedenti, in genere molto lacunosi sui dati, sulle sanzioni e sullo stesso ammontare di queste ultime nel settore privato. C'è dunque qualcun altro che potrà aiutarci a svelare quella "congiura del silenzio" e a informare i Lettori su quelle che potrebbero addirittura configurarsi come vere e proprie "voragini di illegalità"? (Stefano Borgato)

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Superando.it del 10-09-2014

Treni e persone con disabilita', ci risiamo...

La vicenda denunciata in questi giorni dal Presidente dell'UICI di Treviso (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) - letteralmente "abbandonato a se stesso" in una stazione del Veneto priva di assistenza - va ben oltre il singolo caso e riguarda tutte le persone con disabilità vittime di discriminazioni quando cercano di viaggiare serenamente in treno, specie se si esce dal "circuito" dei costosi convogli ad alta velocità

«Il pericolo è il nostro mestiere, per noi disabili che, nonostante tutto e nonostante tutti, ancora quotidianamente ci sforziamo di vivere in modo il più possibile autonomo e normale. Dobbiamo però continuamente combattere contro ostacoli creati da altri uomini e viaggiare sui treni, ad esempio, sembra sia diventato un atto di "sconsiderato eroismo"».

Scrive così, raccontando la sua più recente "avventura ferroviaria", Massimo Vettoretti, presidente dell'UICI di Treviso (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), già noto ai nostri Lettori per essere stato in questi anni protagonista di una vicenda esemplare di discriminazione sul lavoro.

«Parto da Feltre (Belluno) - spiega - per arrivare a Treviso. Il treno delle 18.28 è in orario. Arrivo a Montebelluna (Treviso) e scopro che il treno per Treviso è stato cancellato per un guasto. Montebelluna fa parte di quel 90% di stazioni totalmente prive di assistenza per persone con disabilità e dove le barriere architettoniche e percettive non si contano. Ma se vuoi andare da Treviso a Feltre, grazie al nuovo cosiddetto "orario cadenzato", sei obbligato a cambiare proprio là. La voce dell'altoparlante mi avverte che il treno è stato sostituito da un autobus che partirà dal piazzale davanti alla stazione. E come ci arrivo? Non ci sono percorsi a terra che mi ci guidino, non c'è assistenza alle persone con disabilità e la sola persona presente in stazione è il bigliettaio che, comunque, non può abbandonare il suo posto, senza dimenticare che, a un certo punto, la biglietteria chiude. Chiedere a qualcuno? Prima di tutto lo devi trovare e se poi si trattasse del "qualcuno" sbagliato? Non puoi vedere a chi ti rivolgi, finché magari non è troppo tardi. E le stazioni, soprattutto in orario serale, non sono certo frequentate dalla gente più affidabile del mondo».

A questo punto, quindi, l'unica soluzione praticabile per Vettoretti è chiamare la madre al telefono, perché venga a prenderlo, «madre - sottolinea - che ha abbandonato gli affari suoi e i suoi impegni, per precipitarsi a recuperare un figlio che, se vivessimo in un Paese minimamente civile, avrebbe voluto, dovuto e potuto arrivare a casa sano e salvo, da solo e in orario. E così, per coprire il percorso da Feltre a Treviso, mi ci sono volute due ore!».

Questa, dunque, la vicenda. «Come UICI - ricorda poi Vettoretti - abbiamo segnalato infinite volte sia all'Assessorato dei Trasporti che al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia le varie criticità del trasporto ferroviario che rendono a una persona con disabilità praticamente impossibile viaggiare con ragionevole serenità, ma non abbiamo mai avuto alcun riscontro concreto. Insieme alla vicepresidente dell'UICI Veneto Simona Zanella, siamo anche arrivati alla RAI, ottenendo però solo tante scuse da Trenitalia, ma nessun cambiamento, nonostante le chiamate rassicuranti di Giampiero De Luca, responsabile nazionale delle Sale Blu».

Un episodio, quello di Montebelluna, che il Presidente dell'UICI trevigiana ritiene costituisca la classica "goccia che fa traboccare il vaso", ben al di là della denuncia di un singolo caso e da allargare alle discriminazioni subite in questo àmbito da tutte le persone con disabilità.

«Nel 2013 - sottolinea innanzitutto - Trenitalia ha dedicato all'abbattimento delle barriere architettoniche e percettive circa 260.000 euro, ovvero poco più di un terzo dello stipendio dell'Amministratore Delegato: una vera e propria indecenza. A questo punto le scuse non ci bastano più, non ci interessano più. Non siamo criminali, non meritiamo gli arresti domiciliari. Ora vogliamo i fatti e al di là del singolo caso che mi ha visto involontario protagonista, come Presidente della mia Sezione UICI, sono determinato a intraprendere ogni legittima iniziativa perché ai ciechi, ma anche a tutte le altre persone con disabilità, venga garantito un trasporto pubblico che sia davvero per tutti!».

Ferrovie e disabilità: siamo ancora all'"anno zero"? Molto probabilmente no, e tuttavia, specie quando non si parla di costosi convogli ad alta velocità... (S.B.)

Ringraziamo Massimiliano Bellini per la collaborazione.

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La Vallée Notizie del 27-09-2014

«Da un anno sugli autobus è spenta la segnalazione vocale della fermata»

AOSTA. «Quella che stiamo per raccontarvi è una storia di ordinaria discriminazione, o semplicemente di totale disinteresse, nei confronti dei disabili e di tutte le persone più deboli». Non usa mezzi termini Luigi Giunta, vicepresidente dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti-Uici Valle d'Aosta. Dietro la sua amarezza, la decisione di ?spegnere? il servizio vocale di cui erano dotati gli autobus di Aosta. «Da oltre un anno - precisa Luigi Giunta - sugli autobus di linea della città di Aosta non è più attiva la voce sintetizzata che annunciava la destinazione del mezzo e la fermata: si trattava di un servizio particolarmente utile ai ciechi, agli ipovedenti e in genere agli anziani». Interpellata in merito dal presidente della Sezione valdostana dell'Uici Pier Giorgio Ponsetti, la società Svap, concessionaria del trasporto pubblico urbano di Aosta, «ha risposto - spiega Luigi Giunta - che la sospensione del servizio è stata disposta per due ragioni: una forte protesta della popolazione per il disturbo arrecato dal sonoro, in particolare nelle ore mattutine, e il mancato inserimento del servizio nell'ultimo contratto di appalto» . Il 30 agosto dello scorso anno il Presidente della sezione valdostana dell'Uici si è rivolto al sindaco di Aosta Bruno Giordano e all'assessore alle Politiche sociali Marco Sorbara «affinché intervenissero - ricorda Luigi Giunta - per rimuovere almeno il secondo degli ostacoli, quello burocratico, posti dalla Svap all'erogazione del servizio» . Ma non è successo nulla. Così, è lo sfogo di Luigi Giunta , «a oltre un anno da quella garbata richiesta, ci pare di aver atteso abbastanza, alla sezione valdostana dell'Uici non è pervenuto alcun cenno di riscontro, né, ed è certamente assai più significativo, il servizio è stato ripristinato. Ora viene naturale ricercare le ragioni del perdurante silenzio e dell'inspiegabile inerzia delle istituzioni comunali; non crediamo, infatti, che il ripristino della voce sintetizzata comporti un esborso particolarmente oneroso o che sussistano ostacoli di natura burocratico-contrattuale alla sua reintroduzione. Nel corso della stagione turistica in via di conclusione, tra l'altro, conoscere destinazione dell'autobus e denominazione delle fermate sarebbe stato particolarmente utile e certamente gradito agli ospiti della città, oltre che indice di civiltà».Pertanto Luigi Giunta esprime tutto il suo disappunto, sottolinenando che «se invece vi sono altre ragioni, ci piacerebbe conoscerle, per poterle eventualmente confutare e, in ogni caso, informarne i nostri associati - che, numerosi, ci hanno manifestato tutto il loro disagio e il loro disappunto - e la popolazione tutta». Ma al di là degli eventuali ostacoli tecnico-burocratici che si frappongono al ripristino del servizio, «ciò che maggiormente ci ha colpito e ci preoccupa - rileva Luigi Giunta - è quella forte protesta della popolazione per il disturbo arrecato dal sonoro addotta dalla Svap come una delle ragioni della propria decisione. Non essendo in grado di verificare la fondatezza dell'affermazione, la assumiamo per vera; allora ci domandiamo: chi e in che modo ha protestato? A voce con gli autisti, o per iscritto alla società concessionaria? In quest'ultimo caso ci piacerebbe leggere le lettere pervenute alla Svap. Con quali motivazioni? Il disturbo della quiete pubblica, o del proprio sonno, in una città che dalle cinque del mattino alle due del mattino seguente è attraversata da migliaia di automezzi di ogni sorta e rumorosità? E? così intollerabile un breve messaggio vocale che consente a qualcuno meno fortunato o meno giovane di noi di non sbagliare autobus o di scendere alla fermata giusta?». Secondo Luigi Giunta «il grado di civiltà di un Paese si misura anche dalla sua capacità di tutelare e aiutare i suoi cittadini più deboli» . Luigi Giunta conclude con una proposta tra il serio e il faceto ma che invita alla riflessione. «Per non irritare troppo la sensibilità acustica di alcuni nostri concittadini, - ipotizza Luigi Giunta - ci permettiamo di suggerire alla Svap - sempre che l'Amministrazione comunale decida di accedere alla nostra richiesta - di ridurre il volume della voce sintetizzata, ma chiediamo anche all'impresa incaricata della raccolta dei rifiuti di insonorizzare i propri mezzi, specie quelli che si occupano della frantumazione del vetro, e alle Ferrovie dello Stato di vietare il sibilo dei treni nei tratti urbani o le operazioni di disboscamento delle trincee nelle ore notturne».

Autore:zgn

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Agenzia ANSA del 05-09-2014

App aiuta non vedenti a usare mezzi pubblici

ROMA. Una app ideata dall'università di Washington aiuterà le persone non vedenti o con gravi problemi alla vista ad usare i mezzi pubblici di Seattle con spiegazioni dettagliate sulla posizione delle fermate, su come raggiungerle e sui tempi di attesa dei bus. Lo ha annunciato la stessa università, che la presenterà al prossimo meeting della Association for Computing Machinery's Special Interest Group on Accessible Computing, specificando che StopInfo, questo il nome della app, sarà anche in grado di avvertire se ci sono panchine alla fermata, o se invece sono presenti ostacoli come incroci pericolosi.

La app funziona insieme a OneBusAway, un normale programma che monitora i percorsi dei bus segnalando i tempi di attesa alla fermata, e fornisce le informazioni attraverso un sintetizzatore vocale. La app sarà via via arricchita con le segnalazioni degli utenti, che potranno fornire i dettagli che ritengono utili su ogni fermata. ''Per molte persone con problemi alla vista sapere quando arriverà il bus non è sufficiente - spiegano gli ideatori - Informazioni cruciali sulla fermata possono fare la differenza". (ANSA)

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L'Agenzia di Viaggi del 12-09-2014

Enac, un workshop sui passeggeri diversamente abili

Passeggeri aerei diversamente abili sempre più da tutelare soprattutto negli aeroporti: questo il tema di fondo del workshop promosso dall'Enac-Ente Nazionale per l'Aviazione Civile e svoltosi a Roma, nella sede dell'ente, in collaborazione con l'Ecac (European Civil Aviation Conference) e ACI Europe, l'associazione composta da oltre 450 aeroporti di 44 Paesi europei.

Il seminario è stato organizzato per condividere i temi finalizzati alla realizzazione di un monitoraggio sulle assistenze fornite ai passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta, sia dal punto di vista degli operatori sia in base alla percezione delle persone che ne usufruiscono.

L'obiettivo è quello di individuare le pratiche migliori per garantire un servizio con livelli elevati di qualità, identificando, al contempo, le aree di criticità su cui intervenire. L'Enac è l'organismo responsabile per l'Italia della corretta applicazione dei regolamenti comunitari 261 del 2004 e 1107 del 2006, relativi rispettivamente alle tutele previste in caso di disservizi nel trasporto aereo e ai diritti dei passeggeri a mobilità ridotta, e ha anche il potere di irrogare sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti inadempienti.

L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, peraltro, oltre a ricoprire un ruolo particolarmente attivo nella tutela dei passeggeri, ha anche la presidenza del gruppo che in ambito Ecac si occupa proprio dei diritti delle persone con disabilità che utilizzano il mezzo aereo.

Il problema delle assistenze non prenotate

Secondo una relazione presentata al workshop dal direttore generale coordinamento aeroporti, Giuseppe Daniele Carrabba, a fronte di più di un milione di assistenze PRM registrate negli aeroporti nazionali nell'arco di 18 mesi (durante il 2013 e nei primi sei mesi del 2014), sono stati solo 46 i reclami ricevuti e gestiti all'Enac, essenzialmente per mancata assistenza e per negato imbarco.

Rimane elevato, invece, come emerge dalla relazione dell'Enac, il livello delle assistenze non prenotate negli aeroporti italiani, situazione che costituisce un problema per gli operatori in termini di ripercussione negativa sulla qualità dei servizi erogati.

Il direttore generale dell'Enac, Alessio Quaranta, ha commentato: «È dal 2001, con la pubblicazione della prima Carta dei Diritti del Passeggero, che l'Enac dedica grande attenzione alla tutela dei diritti e alla qualità dei servizi resi all'utente, con l'obiettivo di rendere i passeggeri del trasporto aereo più informati e consapevoli».

«Ci auguriamo che il percorso verso la consapevolezza sia accelerato anche per le persone con disabilità o a mobilità ridotta in modo che possano usufruire, al pari degli altri passeggeri, del proprio diritto alla mobilità, ricorrendo anche alle forme di tutela e supporto previste dai regolamenti comunitari», ha concluso Quaranta.

www.enac.gov.it

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Giornale UICI del 05-09-2014

Accessibilità dei siti Internet? Pur lavorando bene, non si è immuni da delusioni!

Quando sei in poltrona ad oziare come capita d'estate e ti metti a pensare, c'è sempre qualche cosa che, più delle altre, ti salta alla mente. Non sempre capita di ricordare cose belle, ma sovente, sono le delusioni ad affiorare alla mente.

Da anni, ormai, mi occupo come componente della Commissione OSI di accessibilità dei siti Internet e capita spesso che, mentalmente, ti fai il resoconto di tutto quello che in bene o in male è stato fatto: ti viene il rammarico quando ti ricordi di cose non fatte o che si potevano fare meglio, ti dispiace un poco per quelle che sono andate proprio male e, soprattutto, affiora anche qualche delusione per cose che sei certo di aver fatto molto bene.

Proprio una di queste delusioni, sovente, mi affiora alla mente e mi fa ricordare una delle cose più belle vissute, anche se ha procurato una grossa delusione non solo a me, ma soprattutto alla protagonista della storia.

Durante le festività natalizie del 2005, un freddo abbastanza intenso e raro dalle mie parti, mi costringeva a stare in casa e, tanto per non cambiare, ero al computer su Internet, alla ricerca di siti di informazioni, software e tutte quelle cose di cui sono appassionato. Ad un certo punto mi sono imbattuto in un sito che, tra le tante cose, metteva molto in risalto l'accessibilità.

Che dirvi? Ebbi subito la sensazione di aver avuto un invito a misurare quanto fosse veramente accessibile quel sito. Tra l'altro si trattava del sito del comune di Piegaro (PG) che, come tutti i siti delle P.A. era soggetto a rispettare la legge 4/2004, detta anche "Legge Stanca", approvata all'unanimità proprio l'anno prima.

Feci un giro molto accurato e mi resi conto subito di essere incappato in un sito fatto veramente bene, anche se c'erano ancora problemi di usabilità e qualche residuo problema di accessibilità.

Siccome non mi faccio mai i fatti miei, soprattutto quando si tratta di accessibilità dichiarata e non fornita completamente, mi feci subito quelli di Silvia Bocci.

Si, questo è il nome della ragazza che aveva costruito quel sito fatto bene e che meritava qualche intervento della Commissione OSI per renderlo completamente accessibile.

Entrato nella sezione dove era possibile lasciare un messaggio al Webmaster, feci prima i complimenti a Silvia, ma assieme ai complimenti, feci presente che c'era ancora qualche cosa che non andava e che doveva essere rimosso o modificato.

Il tempo di uscire dal sito, avendo lasciato anche il recapito telefonico, ebbi una telefonata. Con mio grande stupore, mi resi conto che era proprio il webmaster del sito, Silvia Bocci, una ragazza molto preoccupata per i miei rilievi e che mi chiedeva spiegazioni.

La dovetti prima tranquillizzare e poi le indicai come doveva mettersi in contatto con la Commissione OSI per richiedere un test accurato del sito.

Dopo qualche giorno iniziò il rapporto di collaborazione, durato alcuni mesi tra lei, Massimiliano Martines, ipovedente della Commissione OSI, e me, portandoci alla realizzazione di un sito completamente accessibile in ogni sua parte, cosa mai verificatasi prima.

Il merito nostro? Semplicemente indicare i problemi incontrati con le tecnologie assistive usate.

I restanti meriti sono suoi, una persona soprattutto molto attenta ai problemi dei disabili e tecnicamente molto preparata.

Dopo la breve collaborazione, il sito fu reso completamente accessibile in ogni sua parte ed il comune organizzò un convegno per un evento che per noi era unico e straordinariamente bello.

Ora vi starete chiedendo dove sta la delusione, dopo una cosa finita così bene. Semplice: Dopo circa tre anni, il sindaco di allora, cosa assurda, ha affidato il sito ad una ditta che lo ha reso inaccessibile in poco più di un mese.

Era tanto l'entusiasmo che mi pervadeva in quei giorni che scrissi e pubblicai sul sito http://www.uiciechi.it/osi/ la relazione che riporto fedelmente sotto, relazione che poi ho dovuto purtroppo sostituire con quella attualmente presente alla pagina http://www.uiciechi.it/osi/02LavoriGruppoOSI/wanno2006/d061031Test.html

Quando dopo qualche tempo mi resi conto che il sito non rispettava tutti i requisiti di accessibilità, chiamai Silvia per chiederle spiegazioni, ma la delusione fu doppia: Silvia non lavorava più nell'amministrazione ed avevano affidato il sito ad una ditta che dell'accessibilità, molto probabilmente a giudicare dai risultati prodotti in poco tempo, non ne aveva mai sentito parlare.

Credetemi, io che ho seguito molto da vicino con quanta cura Silvia si dedicava al suo sito, mi sono lamentato con il sindaco e con la giunta Comunale, ma è stato tutto inutile: ormai quello che la Commissione OSI indicava come simbolo di accessibilità realizzata, lo avevamo perso.

Ecco la relazione finale di accessibilità del sito del comune di Piegaro (PG) che pubblicai a suo tempo con tanta enfasi, per dare risalto ad un evento eccezionale:

Il test è stato eseguito il 31 ottobre 2006

Dopo circa cinque anni di attività, è la prima volta che riusciamo ad ottenere da una pubblica amministrazione un sito completamente accessibile, funzionale e usabile da tutti, senza che il webmaster abbia dovuto necessariamente rinunciare alla grafica, cosa che molti pensano, e in un tempo molto ristretto.

Per la realizzazione di questo sito, la Commissione OSI si può solo congratulare con il sindaco del comune di Piegaro (PG), Prof. Andrea Caporali e tutta la sua giunta, per aver riposto la fiducia in una dipendente del comune che si è rivelata un webmaster d'eccezione.

Questa ragazza poco più che trentenne, quando ha contattato la Commissione OSI, si è capito subito che era veramente sua intenzione costruire un sito accessibile.

Silvia Bocci, questo è il suo nome, ha voluto e saputo adoperarsi per fare veramente l'accessibilità, mettendo nel lavoro eseguito impegno, passione e, soprattutto, competenza.

Per noi è stato abbastanza semplice indicare i problemi e vederli quasi subito risolti.

Alla fine dei test, ne sono stati necessari tre, il sito risulta navigabile ed usabile in tutte le sue parti con qualsiasi browser e, con Lynx, un browser testuale, è stato possibile usare addirittura il libro degli ospiti, come fa chiunque.

Quando un disabile visivo, non vedente o ipovedente che sia, accede alle pagine di questo sito, non trova nessun problema e sente sicuramente meno la sua disabilità.

Il sito non solo è completamente accessibile in conformità alla normativa italiana sull'accessibilità del web, legge 4/2004 detta anche legge Stanca, ma va anche oltre, poiché il webmaster ha voluto eliminare qualsiasi inconveniente che potesse causare problemi ai disabili.

Ci fa piacere che questo risultato l'abbia conseguito questa ragazza che, pur non essendo un professionista del settore, ha potuto dimostrare che mettendo umiltà, passione ed impegno, uniti ad una sensibilità verso i problemi dei disabili, si può costruire un sito completamente accessibile.

Speriamo che la sensibilità di Silvia Bocci non rimanga una rara eccezione e che, essendo questo uno schiaffo morale alla indifferenza di tanti, molti webmaster vorranno prendere esempio da lei.

La commissione OSI (Osservatorio Siti Internet)

commissioneosi@uiciechi.it

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A consuntivo di tutto quello che è accaduto, posso solo dire che è meglio non pensarci, anche se è bastata l'insensibilità di un Sindaco e della sua Giunta per buttare all'aria il lavoro pulito ed accurato di un Webmaster che non è solo tecnicamente preparato, ma ha anche l'accessibilità nella testa, come dovrebbero averla tutti quei professionisti che costruiscono i siti e ci rendono talvolta impossibile la navigazione web.

Tanto per far capire cosa intendo dire, ecco cosa accade, nonostante ci sono delle leggi in vigore: ecco un esempio molto attuale di chi l'accessibilità la ritiene un "optional":

Questo è l'indirizzo delle nuove linee guida sulla riforma scolastica: http://issuu.com/passodopopasso/docs/la_buona_scuola__rapporto__3_settem/87?e=0/9165022

Rendetevi conto da soli cosa hanno combinato!

Eppure si tratta del sito con il quale vengono fornite tutte le indicazioni sulla riforma scolastica e mi chiedo: dove sta l'accessibilità? Come faranno i docenti disabili visivi a leggere le pagine della riforma? Se le fanno leggere da un occhio amico?

Non so più cosa pensare: ma credo che c'è da riflettere parecchio!

Nunziante Esposito

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Superando.it del 17-09-2014

Centocinquantesima ratifica: complimenti, Convenzione!

GUYANA. È certamente un bel traguardo, per la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, quello raggiunto nei giorni scorsi con la ratifica da parte della Guyana, centocinquantesimo Stato che ha proceduto a tale passaggio (l'Italia, lo ricordiamo, ha provveduto nel 2009), facendo segnare una delle percentuali più alte di ratifica mai riscontrate nell'àmbito dei trattati internazionali sui diritti umani.

Secondo la cilena María Soledad Cisternas Reyes, componente del Comitato ONU sui Diritti Umani delle Persone con Disabilità, che provvede a monitorare costantemente come i vari Stati implementino e applichino la Convenzione entro i propri confini, «essere arrivati a centocinquanta ratifiche in circa sei anni sottolinea l'impegno della comunità internazionale nel promuovere e tutelare i diritti umani delle persone con disabilità». «Il fatto che le ratifiche siano state trasversali a tutte le zone e le culture del mondo - sottolinea poi - significa che la strada del riconoscimento universale di tali diritti è ormai stata intrapresa e che su di essi sta crescendo la consapevolezza».

«Certo - aggiunge -, il lavoro da fare è ancora tanto, ma come Comitato riteniamo che la decisione da parte di uno Stato di ratificare la Convenzione costituisca un'ottima base per far sì che le varie discriminazioni esistenti vengano finalmente e concretamente affrontate, superando le barriere di ogni genere nell'accesso ai servizi e all'informazione».

Oltre quindi a invitare alla ratifica tutti quegli Stati che finora non hanno provveduto, Cisternas Reyes intende sottolineare anche un altro punto quanto mai importante, ovvero il fatto che «la Convenzione, in questi anni, ha fatto aumentare la consapevolezza dell'importanza di coinvolgere le stesse persone con disabilità nelle decisioni che riguardano le loro vite e i loro diritti».

«Non a caso - conclude la componente del Comitato delle Nazioni Unite - uno dei messaggi chiave di questa epoca, da parte delle persone con disabilità, è "Nulla su di Noi senza di Noi", e anche il nostro Comitato cerca sempre di adottare questo punto di vista, nei confronti degli Stati, della società civile, delle Istituzioni che lavorano per i diritti umani, a livello nazionale e regionale, oltreché di tutte le altre Agenzie dell'ONU». (S.B.)

***

Sono questi i 150 Paesi (compresa l'Unione Europea), che ad oggi, 16 settembre 2014, appaiono nell'elenco ufficiale prodotto dall'ONU, come ratificatori della Convenzione. L'ordine è cronologico ed è quello che risulta dalla data pubblicata nel portale dell'ONU:

- Giamaica (30 marzo 2007) - Ungheria (20 luglio 2007) - Panama (7 agosto 2007) - Croazia (15 agosto 2007) - Cuba (6 settembre 2007) - Gabon (1° ottobre 2007) - India (1° ottobre 2007) - Bangladesh (30 novembre 2007) - Sudafrica (30 novembre 2007) - Spagna (3 dicembre 2007) - Namibia (4 dicembre 2007) - Nicaragua (7 dicembre 2007) - El Salvador (14 dicembre 2007) - Messico (17 dicembre 2007) - Perù (30 gennaio 2008) - Guinea (8 febbraio 2008) - San Marino (22 febbraio 2008) - Giordania (31 marzo 2008) - Tunisia (2 aprile 2008) - Ecuador (3 aprile 2008) - Mali (7 aprile 2008) - Egitto (14 aprile 2008) - Honduras (14 aprile 2008) - Filippine (15 aprile 2008) - Slovenia (24 aprile 2008) - Qatar (13 maggio 2008) - Kenya (19 maggio 2008) - Arabia Saudita (24 giugno 2008) - Niger (24 giugno 2008) - Australia (17 luglio 2008) - Thailandia (29 luglio 2008) - Cile (29 luglio 2008) - Brasile (1° agosto 2008) - Cina (1° agosto 2008) - Argentina (2 settembre 2008) - Paraguay (3 settembre 2008) - Turkmenistan (4 settembre 2008) - Nuova Zelanda (25 settembre 2008) - Uganda (25 settembre 2008) - Austria (26 settembre 2008) - Costarica (1° ottobre 2008) - Vanuatu (23 ottobre 2008) - Lesotho (2 dicembre 2008) - Corea del Sud (11 dicembre 2008) - Ruanda (15 dicembre 2008) - Svezia (15 dicembre 2008) - Oman (6 gennaio 2009) - Azerbaijan (28 gennaio 2009) - Uruguay (11 febbraio 2009) - Germania (24 febbraio 2009) - Yemen (26 marzo 2009) - Guatemala (7 aprile 2009) - Marocco (8 aprile 2009) - Sudan (24 aprile 2009) - Isole Cook (8 maggio 2009) - Mongolia (13 maggio 2009) - Italia (15 maggio 2009) - Gran Bretagna (8 giugno 2009) - Belgio (2 luglio 2009) - Siria (10 luglio 2009) - Haiti (23 luglio 2009) - Burkina Faso (23 luglio 2009) - Danimarca (24 luglio 2009) - Serbia (31 luglio 2009) - Repubblica Dominicana (18 agosto 2009) - Malawi (27 agosto 2009) - Portogallo (23 settembre 2009) - Laos (25 settembre 2009) - Repubblica Ceca (28 settembre 2009) - Turchia (28 settembre 2009) - Seychelles (2 ottobre 2009) - Iran (23 ottobre 2009) - Montenegro (2 novembre 2009) - Tanzania (10 novembre 2009) - Bolivia (16 novembre 2009) - Algeria (4 dicembre 2009) - Mauritius (8 gennaio 2010) - Zambia (1° febbraio 2010) - Ucraina (4 febbraio 2010) - Francia (18 febbraio 2010) - Lettonia (1° marzo 2010) - Canada (11 marzo 2010) - Bosnia-Erzegovina (12 marzo 2010) - Emirati Arabi Uniti (19 marzo 2010) - Maldive (5 aprile 2010) - Nepal (7 maggio 2010) - Slovacchia (26 maggio 2010) - Etiopia (7 luglio 2010) - Malaysia (19 luglio 2010) - Lituania (18 agosto 2010) - Senegal (7 settembre 2010) - Moldavia (21 settembre 2010) - Armenia (22 settembre 2010) - Nigeria (24 settembre 2010) - Sierra Leone (4 ottobre 2010) - Saint Vincent e Grenadine (29 ottobre 2010) - Unione Europea (23 dicembre 2010) - Romania (31 gennaio 2011) - Togo (1° marzo 2011) - Colombia (10 maggio 2011) - Belize (2 giugno 2011) - Cipro (27 giugno 2011) - Pakistan (5 luglio 2011) - Bahrein (22 settembre 2011) - Lussemburgo (26 settembre 2011) - Capo Verde (10 ottobre 2011) - Indonesia (30 novembre 2011) - Myanmar (7 dicembre 2011) - Macedonia (29 dicembre 2011) - Bulgaria (22 marzo 2012) - Mozambico (30 gennaio 2012) - Mauritania (3 aprile 2012) - Estonia (30 maggio 2012) - Grecia (31 maggio 2012) - Gibuti (18 giugno 2012) - Nauru (27 giugno 2012) - Benin (5 luglio 2012) - Liberia (26 luglio 2012) - Ghana (31 luglio 2012) - Afghanistan (18 settembre 2012) - Swaziland (24 settembre 2012) - Polonia (25 settembre 2012) - Russia (25 settembre 2012) - Israele (28 settembre 2012) - Dominica (1° ottobre 2012) - Malta (10 ottobre 2012) - Cambogia (20 dicembre 2012) - Albania (11 febbraio 2013) - Barbados (27 febbraio 2013) - Iraq (20 marzo 2013) - Norvegia (3 giugno 2013) - Palau (11 giugno 2013) - Singapore (18 luglio 2013) - Kuwait (22 agosto 2013) - Zimbabwe (23 settembre 2013) - Venezuela (24 settembre 2013) - Papua Nuova Guinea (26 settembre 2013) - Kiribati (27 settembre 2013) - Tuvalu (18 dicembre 2013) - Costa d'Avorio (10 gennaio 2014) - Giappone (20 gennaio 2014) - Andorra (11 marzo 2014) - Georgia (13 marzo 2014) - Stato di Palestina (2 aprile 2014) - Svizzera (15 aprile 2014) - Angola (19 maggio 2014) - Burundi (22 maggio 2014) - Grenada (27 agosto 2014) - Repubblica Democratica del Congo (2 settembre 2014) - Guyana (10 settembre 2014).

Per quanto riguarda invece il Protocollo Opzionale alla Convenzione (testo che consente al Comitato sui Diritti Umani delle Persone con Disabilità di ricevere anche ricorsi individuali - di singoli o di gruppi di individui - e di avviare eventuali procedure d'inchiesta), a ratificarlo sono stati finora i seguenti 82 Paesi:

- Ungheria (20 luglio 2007) - Panama (7 agosto 2007) - Croazia (15 agosto 2007) - Sudafrica (30 novembre 2007) - Spagna (3 dicembre 2007) - Namibia (4 dicembre 2007) - El Salvador (14 dicembre 2007) - Messico (17 dicembre 2007) - Perù (30 gennaio 2008) - Guinea (8 febbraio 2008) - San Marino (22 febbraio 2008) - Tunisia (2 aprile 2008) - Ecuador (3 aprile 2008) - Mali (7 aprile 2008) - Slovenia (24 aprile 2008) - Bangladesh (12 maggio 2008) - Arabia Saudita (24 giugno 2008) - Niger (24 giugno 2008) - Cile (29 luglio 2008) - Brasile (1° agosto 2008) - Argentina (2 settembre 2008) - Paraguay (3 settembre 2008) - Uganda (25 settembre 2008) - Austria (26 settembre 2008) - Costarica (1° ottobre 2008) - Ruanda (15 dicembre 2008) - Svezia (15 dicembre 2008) - Azerbaijan (28 gennaio 2009) - Germania (24 febbraio 2009) - Yemen (26 marzo 2009) - Guatemala (7 aprile 2009) - Marocco (8 aprile 2009) - Sudan (24 aprile 2009) - Isole Cook (8 maggio 2009) - Mongolia (13 maggio 2009) - Italia (15 maggio 2009) - Belgio (2 luglio 2009) - Siria (10 luglio 2009) - Haiti (23 luglio 2009) - Burkina Faso (23 luglio 2009) - Serbia (31 luglio 2009) - Gran Bretagna (7 agosto 2009) - Repubblica Dominicana (18 agosto 2009) - Australia (21 agosto 2009) - Portogallo (23 settembre 2009) - Turchia (28 settembre 2009) - Montenegro (2 novembre 2009) - Tanzania (10 novembre 2009) - Bolivia (16 novembre 2009) - Nicaragua (2 febbraio 2010) - Ucraina (4 febbraio 2010) - Francia (18 febbraio 2010) - Bosnia-Erzegovina (12 marzo 2010) - Nepal (7 maggio 2010) - Slovacchia (26 maggio 2010) - Honduras (16 agosto 2010) - Lituania (18 agosto 2010) - Lettonia (31 agosto 2010) - Nigeria (24 settembre 2010) - Saint Vincent e Grenadine (29 ottobre 2010) - Turkmenistan (10 novembre 2010) - Togo (1° marzo 2011) - Cipro (27 giugno 2011) - Lussemburgo (26 settembre 2011) - Uruguay (28 ottobre 2011) - Macedonia (29 dicembre 2011) - Mozambico (30 gennaio 2012) - Mauritania (3 aprile 2012) - Estonia (30 maggio 2012) - Grecia (31 maggio 2012) - Gibuti (18 giugno 2012) - Benin (5 luglio 2012) - Ghana (31 luglio 2012) - Afghanistan (18 settembre 2012) - Swaziland (24 settembre 2012) - Dominica (1° ottobre 2012) - Malta (10 ottobre 2012) - Palau (11 giugno 2013) - Zimbabwe (23 settembre 2013) - Andorra (11 marzo 2014) - Angola (19 maggio 2014) - Burundi (22 maggio 2014) - Repubblica Democratica del Congo (2 settembre 2014).

Suggeriamo anche la consultazione di: www.un.org/disabilities.

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Giornale UICI del 12-09-2014

È nato il Servizio Ottavio Orioli

di Mauro Marchesi

I nostri lettori non più giovanissimi sicuramente ricordano che Bologna è stata la sede di una storica scuola musicale per non vedenti, attiva presso l'Istituto Cavazza sino alla metà degli anni '70.

Tale scuola è stata una straordinaria fucina formativa e professionale, per generazioni di musicisti ciechi, che grazie ad essa hanno raggiunto importanti traguardi nella qualità della loro vita, distinguendosi di sovente come eccellenti professionisti e, talvolta, anche come eccellenti artisti.

Una grande esperienza ormai irripetibile, ma di cui è ancora possibile raccogliere il messaggio di attualità cercando di sostenere concretamente i giovani che, nell'attuale scenario scolastico -formativo, intendono affrontare studi musicali.

E' in questa prospettiva, che la sezione U.N.I.VO.C. di Bologna ha creato il Servizio Ottavio Orioli, iniziativa che si rivolge a studenti di musica ciechi, inseriti nelle scuole medie ad indirizzo musicale, nei Licei Musicali, nei Conservatori, o semplicemente che affrontano privatamente percorsi di formazione musicale.

Il Servizio è intitolato al Maestro Ottavio Orioli, scomparso nel 2011, docente di pianoforte nell'ultimo ventennio della storia della scuola musicale bolognese.

Le finalità ed i servizi offerti, dettagliati nel regolamento del Servizio, sono così riassumibili:

1) favorire la conoscenza dei mezzi a disposizione per lo studio musicale (notazione Braille, disponibilità del materiale, strumenti tecnologici con particolare riferimento alle nuove tecnologie informatiche;

2) Sostenere i giovani studenti ciechi inseriti nelle varie tipologie di scuole musicali, aiutandoli nella ricerca della musica Braille e, ove necessario, provvedendo alla sua realizzazione, con l'intento di favorire il loro processo formativo e la loro massima integrazione con i compagni vedenti.

La circostanza che l'iniziativa parta dall'UNIVOC, (Associazione di volontariato), già ne offre una chiara cifra di lettura: si tratta di una iniziativa basata sull'apporto volontario e gratuito di persone in possesso di idonee competenze, che hanno con entusiasmo accolto il nostro appello.

Dunque nessuna struttura burocratizzata e costosa, ma un'organizzazione leggera, flessibile, con obiettivi molto chiari e concreti, che cercherà di dare risposte in tempi adeguati alle necessità.

Una iniziativa che non si sovrappone a quelle esistenti, di cui anzi cercherà di valorizzare le specifiche funzioni in una logica di rete e di virtuosa interazione.

Particolare attenzione sarà riservata agli aspetti metodologico-didattici. Gli interventi saranno concertati con gli insegnanti di sostegno e/o insegnanti degli studenti interessati, affinché l'intervento risulti pienamente coerente con i loro bisogni.

In ambito pedagogico-didattico, il servizio si avvarrà - anche se non esclusivamente - delle numerose risorse professionali create dalla scuola musicale del Maestro Ottavio Orioli, fortunatamente ancora disponibili.

Per la trascrizione in notazione Braille delle partiture, saranno impiegate le nuove tecnologie che fortemente lo agevolano, pur non consentendo al momento una procedura completamente automatizzata.

Per questo, sono state coinvolte figure esperte nell'uso di software notazionali per musica, da cui si può partire per la produzione della musica Braille.

Nel corso della presentazione al pubblico del Servizio, avvenuta presso l'Istituto Cavazza di Bologna lo scorso 10 maggio, è stato presentato il Braille Muse, uno strumento web giapponese per la transcodificazione dei files in formato musicxml in codice musicale Braille. Il livello delle prestazioni del Braille Muse è estremamente elevato, anche se qualche intervento manuale si rende necessario, soprattutto in ragione di certe scelte di codice non completamente identiche alle nostre, se pur completamente comprensibili.

Il Braille Muse è in italiano, grazie all'opera del Dottor Paolo Graziani e del Prof. Paolo Razzuoli, che hanno costruito un fruttuoso rapporto con l'Università di Yokohama, titolare dello strumento.

Il Braille Muse è raggiungibile all'indirizzo web:

http://gotoh-lab.jks.ynu.ac.jp/braille_music_score/it/

Per approfondimenti sul Servizio "Ottavio Orioli" e sul BrailleMUSE: servizioorioli.univocbologna.it.

Si auspica che, soprattutto i responsabili degli enti preposti alla promozione scolastica e formativa dei giovani ciechi, vogliano approfondire la conoscenza della nostra iniziativa.

Mauro Marchesi

presidente U.N.I.VO.C. Bologna

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Il Sole 24 Ore del 01-09-2014

Rivoluzione nella lettura e potenzialita' per gli ipovedenti

intervista della settimana

a Edoardo Barbieri, dell'Università Cattolica di Milano

I libri sono anfibi e sono pertanto capaci sia di camminare sulla sostanza solida della carta, sia di nuotare nella sostanza liquida del digitale. Pertanto l'e-book non dovrebbe decretare la fine della lettura, purché se ne faccia buon uso. Molto dipenderà dall'atteggiamento del mondo dell'editoria e dell'istruzione». Edoardo Barbieri, direttore del Master Professione Editoria Cartacea e Digitale dell'Università Cattolica, è ottimista sul futuro degli e-book e sulle loro potenzialità nel promuovere la lettura. Anche tra gli ipovedenti. Quindi non è vero che l'e-book ucciderà il libro? Quello che i libri ormai siano morti è un refrain senza fine. Ma sul punto le opinioni divergono. Alcuni, come Paolo Parigi, l'autore del saggio Contro la lettura, ritengono che il libro elettronico veicola e promuove - anche subdolamente - la lettura. Altri - è l'opinione di Roberto Casati nel suo Contro il colonialismo digitale - pensano invece che il libro digitale, spesso letto attraverso dispositivi connessi alla rete con cui è possibile svolgere altre attività, come giocare e guardare film, allontani dalla lettura: perché alla fine la lettura è la più faticosa delle attività possibili su quel dispositivo e perché le continue distrazioni impediscono la concentrazione necessaria per leggere in maniera approfondita. Io credo che l'importante sia capire se ci sono delle esperienze che riescono a rilanciare la lettura in modo diverso da quello che c'era fino a oggi. E una di queste esperienze potrebbe essere proprio la digitalizzazione dei libri? Certo, perché il supporto modifica l'esperienza. I libri tascabili hanno cambiato il modo di leggere, anche se i testi non sono mutati. Allo stesso modo, anche il libro elettronico modificherà il modo di intendere i testi che avremo davanti. Da una parte, gli e-book promuovono una lettura più breve e frammentata. Dall'altra però la digitalizzazione rende più leggeri gli enormi toni dei classici della letteratura. E sul fronte dell'apprendimento? Tutto cambia con la transizione al digitale, anche il sistema di apprendimento: l'e-book rende possibile una lettura interattiva, consente di fare ricerche su ciò che si sta leggendo, di non avere un atteggiamento passivo nei confronti del testo; ma sul fronte opposto abbassa la memorizzazione legata ad aspetti visivi del libro cartaceo. Occorrerà aspettare qualche anno, per verificare i livelli di apprendimento legati ai libri digitali. Di sicuro sarà un apprendimento diverso, ma è presto per dire se sarà peggio o meglio. Ma gli editori sono propensi alla promozione dei libri elettronici? Fare un libro di carta o un e-book non cambia moltissimo i passaggi della produzione di un libro, e in generale gli editori - per lo meno quelli capaci di unire l'aspetto economico del business con quello culturale - sono attenti ad anticipare i trend di mercato e quindi ben disposti verso la digitalizzazione. Il punto è che, nonostante tutta l'enfasi sulla crescita di questo segmento, al momento gli e-book costituiscono una quota ancora molto bassa del mercato della lettura. Colpa della bassa digitalizzazione nel Paese? Non direi, anche perché la bassa digitalizzazione ha a che fare con lo scarso uso del computer, mentre l'e-book coinvolge l'utilizzo di device oggi sempre più accessibili. Il libro elettronico è stato inventato da tanti anni, ma non era mai decollato proprio perché nessuno legge un libro dallo schermo di un pc. Il passaggio è avvenuto con la creazione di e-reader e tablet che somigliavano nel formato ai libri. L'altro tema importante per la promozione di questi strumenti sono i formati liquidi, cioè quelli che consentono al testo di adattarsi allo schermo e ai desideri e alle preferenze di chi legge: molte case di editoria scolastica per esempio non lo hanno capito e si sono limitate a proporre il loro catalogo in Pdf, che è un formato con enormi limiti. Invece il formato che sta uscendo vincente, l'Epub, ha enormi potenzialità. Quali sono le potenzialità di questi formati liquidi e dei relativi device? Per esempio promuovere la lettura presso gli ipovedenti, che sono una percentuale enorme della popolazione. L'editoria cartacea per gli ipovedenti - costosissima e attualmente sovvenzionata dallo Stato - ha infatti oggi pochissimi titoli. Inoltre i formati liquidi consentono la trasformazione dell'e-book in audiolibro per i non vedenti. E per i non vedenti ci saranno anche gli e-book in braille.

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Librerie digitali. Per l'acquisto bastano pochi minuti.

In Italia ci sono Kindle Store (Amazon), Kobo (Mondadori) e Ibs (Messaggerie).

Basta file in libreria. Con la lettura digitale si riduce immensamente il lasso di tempo che passa tra il momento in cui si desidera leggere un libro a quello in cui si può cominciare a farlo. Basta collegarsi a una libreria virtuale, acquistare il libro che sarà disponibile sul proprio computer o sul proprio dispositivo mobile (tablet, e-reader o smartphone) in una manciata di secondi. E iniziare subito a leggere. In Italia ci sono diverse librerie digitali, come il Kindle Store del colosso americano Amazon, dove si vendono e-reader e tablet Kindle e si scaricano libri elettronici. Sulla stessa falsariga il Kobo Store di Mondadori (www.kobobooks.com), che oltre a vendere il proprio dispositivo di lettura (tablet e e-reader Kobo) offre un vasto catalogo di e-book. Un'altra libreria virtuale che condivide con le precedenti la commercializzazione di strumenti proprietari è il sito www.ibs.it, del gruppo Messaggerie, mentre la Feltrinelli ha dedicato una sezione del proprio sito ai libri digitali (http://www.lafeltrinelli.it/ebooks/c-16/0/) ma non ha lanciato un proprio strumento di lettura. Non va dimenticato inoltre l'iBookstore di Apple, dove è possibile acquistare libri leggibili dai dispositivi del gruppo di Cupertino: iPhone, iPod touch e iPad. Tra le altre librerie digitali vanno poi menzionate www.simplicissimus.it, www.bookrepublic.it e www.net-ebook.it, lo store di libri digitali di MediaWorld. Per decidere dove comprare è importante il tipo di device che si possiede e i formati che supporta: i Kindle supportano per esempio solo i file dei libri acquistabili da Amazon (formato mobi), anche se esistono dei programmi per convertire altri formati, come i diffusi Epub, e leggerli sul Kindle. Se invece si ha un tablet (ma anche uno smartphone) ci sono le app che consentono di leggere i vari formati sul proprio dispositivo, quindi si possono acquistare e-book da diverse librerie digitali: basta dotarsi delle rispettive app. Ma quali sono i vantaggi di comprare dalle librerie digitali rispetto al tradizionale acquisto di libri nei negozi fisici? «Oltre alla comodità, c'è un vantaggio di prezzo», sottolinea Alessio Santarelli, responsabile europeo del Kindle Store: «In media, un e-book costa il 30% in meno rispetto al libro con copertina rigida: un gran vantaggio soprattutto per chi legge tanto, perché ogni tre libri ha praticamente un libro gratis», aggiunge. Addirittura, nelle librerie digitali spesso si trovano anche libri (di solito vecchi classici) scaricabili gratuitamente, oppure a prezzi irrisori, a meno di un euro. «Sulle librerie digitali siamo ancora all'anno zero in Italia, ma la crescita è molto forte, parliamo di un progresso a doppia cifra ogni anno», aggiunge Santarelli, fiducioso sulle prospettive del settore. «A trainare il mercato sarà la presenza di catalogo, che adesso comincia ad assumere dimensioni significative: nell'ultima settimana, per esempio, sui 100 principali best- seller ben 90 erano disponibili in versione e-book», conclude.

Gaia Giorgio Fedi

risparmioefamiglia@ilsole24ore.com

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Redattore Sociale del 09-09-2014

Il Parlamento europeo "assume" tirocinanti con disabilita'

ROMA. C'è tempo fino al 1 5 ottobre per sottoporre la propria candidatura per i tirocini retribuiti presso il Parlamento europeo: l'opportunità è valida per cittadini europei con disabilità, che abbiano compiuto 18 anni all'inizio del tirocinio, conoscano una lingua straniera e non abbiano già usufruito di un impiego retribuito a carico dell'Unione europea per più di quattro settimane.

I tirocini, che si svolgeranno presso le sedi di Bruxelles e Lussemburgo, inizieranno il 1 marzo e si concluderanno il 31 luglio. I candidati devono essere in possesso di un diploma universitario o di un istituto equivalente, ma sono sufficienti anche qualifiche inferiori al livello universitario.

Per maggiori informazioni e per candidarsi, visitare la sezione dedicata ai tirocini sul sito del Parlamento europeo, alla voce "Programma di tirocini per persone con disabilità".

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L'Agenzia di Redattore Sociale del 25-09-2014

Disabilità e lavoro, "Jobmetoo" si rinnova con un sito totalmente accessibile

ROMA. Nuovo design e nuovi servizi, per incrociare sempre meglio domanda e offerta di lavoro per persone disabili e categorie protette: "Jobmetoo" (www.jobmetoo.com), il sito di "recruiting online" fondato alcuni mesi fa da Daniele Regolo, si rinnova per rispondere sempre meglio alle esigenze di aziende e candidati.

Per quanto riguarda chi è in cerca di lavoro, da oggi potrà innanzitutto contare su un sito completamente accessibile, "totalmente sviluppato in design responsive", spiegano i promotori. Potrà inoltre creare il proprio profilo e inserire il curriculum professionale, oltre a specifiche schede di autovalutazione. Sarà inoltre possibile indicare i luoghi preferiti in lavorare, anche oltre l'ambito provinciale. Naturalmente, potrà sfogliare le offerte di lavoro, candidarsi agli annunci più pertinenti e ricevere "job alert", ma anche creare una rete professionale qualificata di persone con disabilità.

Le aziende, dal canto loro, potranno pubblicare annunci, visibili in tutto il territorio nazionale, ricevendo in tempo reale l'indicazione dei profili più attinenti. Attraverso un sofisticato motore di ricerca, potranno inoltre associare profilo ricercato e caratteristiche dei diversi candidati, ottenendo una serie di risposte oggettive, ordinate in base alla corrispondenza con le figure richieste. Un gruppo di "recruiter", professionisti esperti in tema di disabilità, forniranno la consulenza necessaria per offrire un servizio di ricerca e selezione efficace e garantire un collegamento con i centri di collocamento.

Nuovi progetti e ulteriori migliorie al portale saranno presentati nei prossimi mesi: tra questi, l'app mobile e un portale in lingua inglese, per ampliare il raggio d'azione di Jobmetoo. Al tempo stesso, si stanno consolidando i rapporti con istituzioni, università, associazioni e cooperative di tipo B, allo scopo di creare sinergie e progetti.

Jobmetoo, fondata dal marchigiano Daniele Regolo, disabile uditivo grave, è un'agenzia autorizzata dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per l'attività di ricerca e selezione e il suo team è composto da professionisti direttamente interessati dalla disabilità. Attualmente conta diverse migliaia di candidati da tutta Italia e circa 150 aziende iscritte al sito.

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Superando.it del 03-09-2014

Bandiere Lilla, ma non per tutti

di Giulio Nardone

«Le Bandiere Lilla assegnate ad alcuni Comuni della Liguria, per avere eliminato le barriere - scrive Giulio Nardone, presidente dell'ADV (Associazione Disabili Visivi) -, non tengono conto, però, dei segnali tattili e delle mappe a rilievo, necessari ad abbattere le barriere senso-percettive, che in nessuno di quei Comuni risulta siano presenti. Quei simboli, perciò, non tengono per niente conto di ciechi e ipovedenti».

E anche una testata autorevole come «Superando.it» si è fatta ingannare da fonti sicuramente attendibili, ma disinformate o colpevolmente "ignoranti" - nel senso etimologico del termine - quando il 29 agosto scorso ha riportato la notizia [si veda l'articolo "È nata la Bandiera Lilla!", N.d.R.] dell'attribuzione della Bandiera Lilla come «nuovo simbolo del turismo fruibile da parte di tutti» a dieci Comuni liguri.

L'errore sta in quel «tutti» che ancora una volta, per l'ennesima volta, esclude invece i ciechi e gli ipovedenti e attribuisce patenti di "virtuosità" a Comuni che hanno violato pesantemente la legge, nel momento in cui hanno eseguito lavori nei quali si sono "dimenticati" di comprendere i segnali tattili e le mappe a rilievo necessari per abbattere le barriere senso-percettive, come ha dovuto ammettere lo stesso Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Loano (Savona), uno dei premiati.

Ma la colpa originaria sta nel bando istitutivo di queste bandiere, che ha fissato dei «severi parametri» i quali però evidentemente ignorano del tutto la normativa vigente. Il risultato è che gli Amministratori di dieci Comuni, i titolari di strutture ricettive, commerciali, sanitarie, sportive e di intrattenimento riterranno di avere la coscienza a posto e non penseranno neppure per un momento di dover adottare quei semplici accorgimenti per rispettare veramente il diritto di tutti.

Condividiamo quindi l'auspicio dell'articolo di «Superando.it», che l'iniziativa sia replicata in altre Regioni italiane, ma a patto che nei relativi bandi sia chiaramente prevista la valutazione del grado di eliminazione anche delle barriere senso-percettive.

Ed ecco, qui di seguito, il pezzo elaborato da chi scrive, che è stato inviato alla testata «Il Secolo XIX» e che ha fornito il materiale per un articolo pubblicato dal quotidiano ligure il 18 agosto scorso.

«Bandiere lilla per il "turismo accessibile", per i Comuni che hanno "eliminato le barriere architettoniche", che hanno sensibilità verso i "disabili".In tutti questi termini si nascondono delle menzogne inconsapevoli che creano, però, dei danni reali.

Leggendo l'articolo Loano premiata con la Bandiera Lilla per il turismo "accessibile", pubblicato nell'edizione del 6 agosto scorso de "Il Secolo XIX" (cronaca di Savona), si dovrebbe concludere che Loano ha risolto molti problemi di mobilità per le persone con disabilità. Ciò sarebbe pure vero se si rimanesse ancorati ad un errore di fondo e, ahimè, molto diffuso, quello cioè di identificare i disabili con le persone che usano la sedia a ruote. Questa identificazione è una barriera culturale stratificata nel tempo e dura a morire, rafforzata da un equivoco consistente nell'avere scelto come simbolo internazionale dell'accessibilità proprio la sedia a ruote: "Dove può circolare una carrozzina - si pensa - vi è accessibilità per tutti". In realtà su 100 persone disabili, solo una è costretta ad usare tale mezzo di spostamento; gli altri 99 hanno disabilità fisiche di vario tipo, minorazioni della vista o dell'udito, problemi cognitivi o relazionali. Non a caso oggi si parla di progettazione per un'utenza ampliata.

Questo errore fa sì che il Sindaco di Loano, Luigi Pignocca, sia convinto di avere eliminato alcune barriere architettoniche creando degli scivoli, cosa buona e giusta per le persone che usano la sedia a ruote, ma che è un invito al suicidio per i non vedenti, se sullo scivolo non viene posto il segnale tattile prescritto dalla legge, ma molto spesso dimenticato da chi esegue il lavoro. Eppure il segnale di "Pericolo valicabile", che serve ad evitare che il cieco si venga a trovare senza accorgersene in mezzo alla strada, costa poche decine di euro e può anche essere incollato sulla pavimentazione esistente.

Ugualmente il Sindaco sbaglia quando afferma che il lungomare di quattro chilometri è "del tutto privo di barriere architettoniche", come anche gli impianti sportivi, e che si possa "passeggiare nel porto turistico della Marina di Loano" senza problemi. Il non vedente che si fidasse di queste affermazioni, andrebbe incontro ad amare sorprese per la mancanza di segnali tattili che gli consentissero sia di orientarsi per raggiungere le varie destinazioni, ma più ancora di evitare il pericolo di cadere in mare, come purtroppo è capitato altrove a nostri soci, con conseguenze talora tragiche.

Sarà pure in buona fede il Signor Sindaco, ma dovrebbe sapere, o comunque dovrebbe essere informato dai suoi tecnici, che il Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 503 del 1996 definisce barriera architettonica anche "la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi". Ne consegue che il porto turistico non è affatto accessibile a tutti, come la legge prescrive, perché mancano segnali tattili di orientamento, come quelli del Sistema LVE [Loges-Vet-Evolution, N.d.R.], l'unico riconosciuto dalle Associazioni di categoria come idoneo, nonché i segnali tattilo-vocali di arresto/pericolo sul bordo delle banchine, che evitano il rischio di cadute e informano il disabile visivo sulla sua posizione, esigenza segnalata ai gestori dei porti anche dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto.

E per terminare con il "botto finale", la Bandiera Lilla al merito del turismo accessibile è stata assegnata a dieci Comuni della Riviera ligure in nessuno dei quali esiste anche una sola struttura ricettiva "accessibile" nel senso proprio e giuridico del termine, in quanto nessuna ci consta sia fornita di percorsi tattili e mappe a rilievo, che sono gli ausili necessari a chi non vede per muoversi in tutte le parti dell'edificio "in condizione di adeguata sicurezza e autonomia", come richiesto dalla legge (Decreto Ministeriale 236/89). A nulla servono, infatti, i tasti dell'ascensore con i numeri in Braille, se poi per trovare l'ascensore è necessario essere accompagnati!

E il danno - veramente grave e perdurante per le persone con disabilità visiva - sta nel fatto che, sia nelle strade e nelle piazze, sia all'interno degli edifici pubblici e privati, come centri commerciali, banche, centri sportivi, ambulatori ecc., l'eliminazione dei gradini sia percepita come superamento delle barriere architettoniche per tutti e quindi come compito eseguito e legge rispettata. Ma non è così, ed e è essenziale che i tecnici comunali, i professionisti privati, i politici e i giornalisti escano da quell'errata e limitativa identificazione, facendo ciascuno la propria parte per tendere a un mondo sempre meno pieno di barriere di ogni genere, e che lo sia veramente per tutte le persone».

Ben volentieri prendiamo atto di quanto segnalato dal Presidente dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), aprendo naturalmente le nostre pagine a motivate repliche da parte di chi viene citato nella presente nota e ricordando anche che la battaglia contro tutte le barriere - architettoniche, senso-percettive e culturali - è e sarà sempre uno dei principali "punti fermi" del nostro giornale.

Presidente nazionale dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), vicepresidente dell'INMACI (Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi ed Ipovedenti).

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Il Corriere della Sera del 07-09-2014

Il nervo ottico "soffre" e la visione diventa confusa

La neurite ottica è un'infiammazione del nervo ottico che può avere diverse cause. «La neurite ottica si associa a malattie infettive, a patologie autoimmuni con sofferenze neurologiche (neuromielite ottica) o sistemiche (lupus eritematoso sistemico, connettiviti, ecc.). Spesso è il sintomo d'esordio della sclerosi multipla (Sm) e si ripresenta molto spesso nelle fasi di riacutizzazione. Esistono anche forme isolate in cui non si riesce a stabilire un fattore scatenante. In questi casi l'episodio infiammatorio può essere unico (forme isolate vere e proprie) o ripetuto (forme isolate ricorrenti e recidivanti)» spiega Stefania Bianchi Marzoli, responsabile del Servizio di Neuroftalmologia dell'Irccs Istituto Auxologico Italiano di Milano. Quali sono i sintomi tipici? «L'esordio è sempre improvviso. I sintomi caratteristici sono dolore nella parte posteriore dell'occhio, offuscamento della parte centrale della visione e riduzione della percezione dei colori. Nelle forme associate a sclerosi multipla, l'infiammazione riguarda in genere un solo occhio, in altre patologie possono essere coinvolti entrambi gli occhi». Come si fa la diagnosi ? «Un attento inquadramento neuroftalmologico è fondamentale per orientare la diagnosi e la terapia. Con alcuni esami di base è possibile escludere che i sintomi siano dovuti a neuropatie ottiche di origine diversa o a malattie della retina che si presentano con sintomi simili. Bisogna poi identificare la causa con l'aiuto di risonanza magnetica di encefalo e nervo ottico, esami del sangue mirati e radiografia del torace. In alcuni casi possono essere utili risonanza magnetica del midollo e l'analisi del liquor. Infine è sempre buona regola eseguire alcuni esami elettrofunzionali per stabilire fino a che punto è stato danneggiato il nervo ottico». Quali sono le cure? « Le forme immunomediate vanno trattate tempestivamente con cortisone per via endovenosa per 3-5 giorni. La stessa terapia è utilizzata anche nelle forme correlate a sclerosi multipla, mentre se la neurite ottica è determinata da una malattia infettiva, va prescritta una terapia mirata. Una volta regredita l'infiammazione, è utile avviare una terapia preventiva a lungo termine di nuovi episodi. Nel caso di forme associate alla sclerosi multipla in genere si usano farmaci immunomodulatori, mentre per le forme immunomediate e quelle isolate ricorrenti e recidivanti si ricorre a immunosoppressori. Nelle forme di neurite ottica associabili a sclerosi multipla la prognosi visiva è buona: dopo un primo episodio oltre il 90% dei pazienti recupera una normale acuità visiva. Le forme immunomediate possono avere una prognosi visiva meno prevedibile che molto dipende dalla risposta a un adeguato e tempestivo trattamento con cortisone».

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Quotidiano Sanità.it del 11-09-2014

Glaucoma. Scoperta nuova base molecolare. "Grande passo in avanti per capire le cause"

Uno studio* per la prima volta identifica le basi molecolari che costituiscono i vasi di 'drenaggio': si tratta di due sostanze chiave per lo sviluppo di un canale chiamato canale di Schlemm. Lo studio, basato su modello animale, è stato condotto da un gruppo di scienziati della Northwestern Medicine a Chicago insieme ad altri Istituti e i risultati sono stati pubblicati su the Journal of Clinical Investigation. La ricerca inoltre individua gli strumenti chimici per riparare il canale oculare e ripristinare il normale drenaggio, indicando la possibilità di studiare un apposito collirio basato su particolari nanofibre.

Il glaucoma è una delle principali cause di cecità le cui basi sono ancora scarsamente comprese; in particolare finora erano sconosciute le basi molecolari legate all'assenza o dal malfunzionamento del canale oculare. In generale, in questa malattia, la pressione si basa su uno scarso drenaggio dei liquidi provenienti dalla camera anteriore dell'occhio, distruggendo le cellule gangliari ed eventualmente il nervo ottico. L'occhio diventa una sorta di 'vasca da bagno' in cui il canale di scolo è otturato. Il vaso ostruito o bloccato, chiamato canale di Schlemm, fa parte del sistema linfatico essenziale per il drenaggio oculare.

Lo studio odierno su un modello di topolino ha individuato un percorso critico di segnalazione chimica per il sano funzionamento del canale di Schlemm e ha identificato le sostanze necessarie per il suo sviluppo. Questo percorso richiede l'equivalente chimico di una 'serratura' ed una 'chiave' per aprirlo, riferiscono gli scienziati. La serratura è una sostanza chiamata Tie2 e la chiave è un fattore di crescita chiamata angioproteina. Questi due elementi sono necessari per sbloccare una serie di eventi all'interno della cellula per produrre i canali. I ricercatori hanno osservato che entrambe queste sostanze, essenziali per il canale di Schlemm, sono assenti nel topo, che sviluppa la malattia. "Ora sappiamo che queste due sostanze rappresentano i fattori chiave nello sviluppo del glaucoma, cosa che prima non era nota", ha affermato Susan Quaggin, Direttore del Feinberg Cardiovascular Research Institute della Northwestern University Feinberg School of Medicine e Capo della Nephrology and hypertension del Feinberg and Northwestern Memorial Hospital.E probabilmente sono coinvolti anche nell'uomo, secondo Quaggin, che spiega che "il modello di topo è molto simile a ciò che vediamo nei pazienti affetti da glaucoma".

"Ora possiamo capire in che modo la pressione oculare aumentata comportail danno dei neuroni del nervo ottico", ha detto la scienziata. Il risultato odierno rappresenta "un grande passo in avanti nella comprensione della causa di una malattia che sottrae la vista a 60 milioni di persone in tutto il mondo. Il nostro obiettivo ora è di costruire nuovi canali di scolo o vasi per curare il glaucoma".

Quaggin sta collaborando con Amani Fawzi, MD, Professore associato di Oftalmologia, e Xiaorong Liu, Assistant Professor di Oftalmologia, e con lo scienziato Samuel Stupp del Feinberg e del Northwestern per sviluppare un collirio costituito di nanofibre che attivi la ricrescita del vaso ostruito.

"Stiamo sviluppando una nanostruttura a base di un peptide molto potente che ha la capacità di interagire con numerosi recettori allo stesso tempo", ha detto Stupp. "In questo modo si amplifica la via di segnalazione richiesta per una terapia efficace. La nanostruttura viene anche progettata in modo tale da avere il tempo di dimezzamento necessario ottimizzare l'efficacia".

"Immaginate se potessimo far crescere un canale di Schlemm più grande in una persona affetta da glaucoma, al fine di abbassare la pressione oculare", ha detto Quaggin. "Questo è quello che auspichiamo con questo nuovo collirio".

Viola Rita

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Superando.it del 20-09-2014

Degenerazione maculare: la prevenzione e' tutto

È in corso, fino al 21 settembre, l'International AMD Awareness Week, ovvero la Settimana Internazionale della Degenerazione Maculare Senile, iniziativa lanciata dall'organizzazione AMD Alliance International.

«Il tema è la prevenzione - spiega Lidia Buccianti, direttore dell'Associazione Per Vedere Fatti Vedere, che anche quest'anno aderisce all'evento - fondamentale quando si parla di degenerazione maculare senile (o maculopatia senile). Oggi, infatti, non esistono ancora vere e proprie cure per questa grave patologia che rappresenta la prima causa di perdita della vista, ma solo terapie che ne rallentano la progressione. È quindi importantissimo fare prevenzione e la prima cosa è senza dubbio sottoporsi a regolari visite dall'oculista, l'unico che può diagnosticare precocemente la malattia».

Altro tema "di punta" per la Settimana di quest'anno è quello dei cosiddetti "alimenti salva-vista". «Ci sono molti alimenti - spiega infatti Buccianti - che ci aiutano a mantenere gli occhi in salute e a prevenire gravi malattie degenerative. La ricerca scientifica ha identificato ad esempio una serie di nutrienti che hanno dimostrato di avere proprietà benefiche per gli occhi: antiossidanti, luteina, zeaxantina, acidi grassi omega 3, zinco, beta-carotene, vitamine C, D ed E». Ma quali sono gli alimenti che ci forniscono queste preziose sostanze? «Quelli che noi abbiamo battezzato appunto "alimenti salva-vista", verdure a foglia verde, agrumi, frutta e verdura arancione e gialla, soia, pesce e molti altri, che indichiamo tutti in una nuova sezione del nostro sito, dedicata a "occhi e alimentazione"».

Da ricordare infine che nel corso di questa Settimana Internazionale, Per Vedere Fatti Vedere invita tutti a scaricare dal proprio sito anche il test di Amsler, che si può fare molto semplicemente da soli e a casa propria, per controllare la funzione visiva. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@pervederefattivedere.it.

L'Associazione Per Vedere Fatti Vedere

Si tratta di una ONLUS che offre a chi è colpito da glaucoma, cataratta o maculopatia informazioni, orientamento alle strutture italiane specializzate, sostegno psicologico, aggiornamenti sulla ricerca medica e tutela dei diritti. Essa ha prodotto tra l'altro anche la prima Carta Italiana dei Diritti dei pazienti con malattie oculari gravi e realizza regolarmente campagne di sensibilizzazione delle Istituzioni preposte alla tutela della salute, affinché elimino le attuali restrizioni al rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale delle cure per chi è affetto da maculopatia.

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La Repubblica del 23-09-2014

Quel collirio della Montalcini salva la vista

LONDRA. Dal Nobel alla cura della cheratite neurotrofica. La malattia, rara ma che mette a rischio la vista, entro due anni potrebbe giovarsi di un collirio a base di NGF. È la prima

volta che il Nerve Growth factor identificato da Rita Levi Montalcini, premiata insieme al biochimico Usa Stanley Cohen, rivela la sua efficacia in campo clinico. L'NGF è, oggi, una realtà terapeutica sperimentata con successo solo in oftalmologia. I gruppi di Stefano Bonini e di Alessandro Lambiase del Campus Bio-Medico di Roma e di Paolo Rama (primario al San Raffaele di Milano) sono stati i primi a identificarne le potenzialità, mentre i ricercatori di Anabasis, gruppo Dompé, hanno sviluppato la formula di Ngf per varie patologie, dalla cheratite neurotrofica alla sindrome dell'occhio secco, alla retinite pigmentosa, al glaucoma. La holding ha messo a punto un processo per la produzione di rhNGF (ricombinante umano) nell'impianto biotecnologico dell'Aquila.

All'EuCornea congress, che si è appena concluso a Londra, sono stati presentati i risultati della fase I dello studio "Reparo" in corso. La ricerca ha esaminato 18 soggetti (in 9 Paesi) distribuiti in due gruppi e affetti da cheratite neurotrofica monolaterale, con lesioni epiteliali e con ulcera corneale. Per ora, sono state valutate, con esito positivo, sicurezza e tollerabilità, mentre la fase II servirà a confermare la guarigione completa della lesione corneale. Si parla di conferma, perché già i primi riscontri hanno dimostrato l'effetto curativo. La sperimentazione in campo oftalmico è partita dalla dimostrazione che l'NGf estratto dalle ghiandole sottomandibolari dei topi incideva sulla guarigione delle ulcere corneali (dati pubblicati sul New England Journal ). La cheratite neurotrofica si identifica in un danno progressivo della cornea che può sfociare anche nella perforazione e nella perdita della vista. Le cause? Dalle infezioni erpetiche (Zoster o Simplex) agli interventi chirurgici, al diabete all'abuso di farmaci locali. Il

ricombinante umano dell'NGF è un prodotto di ingegneria genetica, sottolinea Rama, che potrebbe aprire nuove prospettive anche per curare patologie della retina e del nervo ottico. «Con questo collirio, già ora è possibile intervenire sulla denervazione della cornea», spiega lo specialista, «cioè trattare un danno dei nervi. Non solo riesce a riparare l'ulcera, ma anche a stimolare la reinnervazione. Attualmente nessuna molecola è in grado di svolgere questo ruolo ». Adesso spetta all'Ema (l'ente europeo di controllo) dare il via libera sul mercato. Contestualmente al congresso EuCornea si è tenuto EuRetina. Qui sono stati presentati nuovi dati su Lucentis (ranibizumab: il farmaco delle polemiche per gli alti costi nella terapia della degenerazione maculare) e Jetrea® (ocriplasmina) di Novartis. «I nuovi dati relativi a ranibizumab», ha ribadito Vasant Narasimhan di Global head of development, «testimoniano il suo profilo di sicurezza. È l'unica terapia anti-VEGF autorizzata per cinque indicazioni oculari». Una recente revisione Cochrane degli studi non sponsorizzati (3665 pazienti) dichiara come "simile il profilo di sicurezza" tra Lucentis e Avastin (farmaco non autorizzato nella patologia oculare), sebbene non vi sia certezza di risultati.

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Il Giornale di Vicenza del 29-09-2014

La chirurgia oculistica è sempre più mini-invasiva

VICENZA. Fin dall´ottobre 2008 il primario del reparto di Oculistica dell´Ospedale San Bassiano Simonetta Morselli ha impostato una linea di chirurgia mini-invasiva.

L´allora Direzione Strategica ha creduto nel nuovo primario, per cui ha investito nell´acquisto di attrezzature che hanno permesso il progressivo sviluppo della chirurgia mini-invasiva in tutti i campi della branca dell´Oculistica. Sappiamo tutti quanto la vista sia importante e quanto sia necessario riabilitare, nel minor tempo possibile, i giovani in età lavorativa e gli anziani.

La dott.ssa Morselli ha organizzato lo staff in modo da coinvolgere ogni medico nello sviluppo della chirurgia mini invasiva nel proprio campo. Si è così organizzato e creato un ambulatorio dedicato alle maculopatie dell´anziano, e da qui l´acquisto di attrezzature all´avanguardia per la diagnosi precoce della degenerazione maculare senile applicando la filosofia del trattamento mini-invasivo per la maculopatia senile. A questo servizio accedono più di 288 nuovi pazienti all´anno per un totale di circa 2500 visite/anno e 1800 iniezioni di farmaco contro la degenerazione maculare senile.

Successivamente si è creato anche un percorso dedicato alla chirurgia mini -invasiva della cornea.

Al San Bassiano vengono effettuati più di 50 trapianti di cornea all´anno applicando le più nuove tecniche di chirurgia mini-invasiva per la sostituzione solo della parte di tessuto corneale malato in caso di cheratocono (chirurgia lamellare anteriore) o in caso di distrofie endoteliali (chirurgia del trapianto delle cellule malate endoteliali), sempre con lo scopo di una rapida riabilitazione del paziente. Il servizio, poi, esegue circa 1500 visite di controllo pre e post operatorio.

Si è riorganizzato, inoltre, un ambulatorio dedicato alla chirurgia mini invasiva del glaucoma e delle patologie palpebrali, applicando le nuove tecniche in base al tipo di problema di cui soffre il paziente. Per le patologie palpebrali sono seguiti circa 250 pazienti.

L´ospedale di Bassano è anche un centro di riferimento regionale per la cura della otticopatia glaucomatosa e della retinopatia diabetica.

Nel corso del 2013 sono stati seguiti 1.179 pazienti per glaucoma e 1.043 pazienti per retinopatia diabetica per un totale di 2.222 pazienti e 2.783 prestazioni. Altro ambito attentamente seguito è quello della patologia diabetica.

L´oculistica lavora in collaborazione con la medicina ad un progetto di trasmissione telematica dell´esame del fundus oculare in modo da diminuire al minimo gli spostamenti tra ambulatori diversi del paziente diabetico. In sostanza sono state acquistate delle apparecchiature che trasmettono per via telematica l´immagine del fundus oculare effettuata presso l´ambulatorio diabetologico, che poi viene inviata e refertata dal medico in oculistica, senza la necessità di dilatare la pupilla del paziente e di spostare il paziente stesso da un ambulatorio all´altro. La punta di diamante è l´ambulatorio chirurgico per la cataratta, che è stato istituito dal 2008 con l´introduzione della chirurgia mini-invasiva. Nell´ospedale San Bassiano vengono effettuati circa 1800 interventi. Il paziente resta in ospedale solo 2-3 ore grazie alla chirurgia in anestesia topica (con le gocce) e ad un´incisione da 2 millimetri che non ha bisogno di sutura.

Lo scorso anno durante una seduta di dimostrazione scientifica alcuni pazienti bassanesi hanno avuto l´occasione di essere operati con la nuovissima e costosissima tecnologia del Femtolaser per la chirurgia della cataratta.

La chirurgia mini-invasiva della retina è stata notevolmente sviluppata all´interno del reparto con l´introduzione dell´intervento in Day-Hospital. Si utilizzano le nuovissime tecniche e tecnologie che prevedono l´utilizzo di piccolissimi cannelli microscopici senza necessità di sutura per la risoluzione delle patologie vitreo retiniche, (distacchi di retina pucker e fori maculari) creando anche un ambulatorio dedicato ai pazienti che soffrono di queste malattie.

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Corriere del Veneto del 20-09-2014

Barbara e la lotta contro la malattia del figlio Giorgio

VENEZIA. Una mamma veneziana riunisce al Padiglione Rama più di 50 esperti di oculistica da tutto il mondo, per trovare una cura alla malattia (rara) del figlio. Al Giorgio è stata diagnosticata fin dalla nascita l'Aniridia, letteralmente «assenza dell'iride», ma la donna (ora delegata di Aniridia Europe), non si è arresa e nel 2003 ha iniziato la sua lotta assieme ad altre dieci famiglie: due anni dopo è nata Aniridia Italiana. Con la collaborazione della Fondazione Banca Degli Occhi del Veneto Onlus, ieri a Zelarino c'erano ricercatori e oculisti. «Ho pensato che fosse importante creare un gruppo di famiglie interessate a un dialogo con i medici ha detto Barbara Poli . Quando mio figlio era piccolo non capivo se riuscisse a vedermi, perché l'occhio si muoveva continuamente a causa della malattia. E' stata molto dura e ricordo ancora la prima volta in cui Giorgio riuscì a fissarmi. Oggi siamo qui per dare la possibilità agli esperti di confrontarsi e per aiutare le famiglie a capire qual è l'approccio più appropriato da abbracciare quando nasce un bambino affetto da Aniridia». Per Giorgio, ora sedicenne, la vita non è facile: affetto da un'ipovisione grave, riesce ad andare a scuola da solo ma deve usare un computer per seguire le lezioni e non riesce a capire se l'espressione di chi gli sta vicino è arrabbiata o sorridente. La patologia di cui è affetto degenera nel tempo, con complicazioni come la cataratta,il glaucoma e le malattie della superficie cornea. Le persone colpite sono qualche migliaio in Europa e circa un centinaio in Italia. Tra i presenti alla conferenza scientifica, i grandi nomi dell'oculistica: Paolo Rama, Alessandro Lambiase, Vincent Borderie, Peter Netland, Juan Álvarez de Toledo. «Fin d'ora abbiamo potuto intrecciare rapporti con i principali esperti di questa grave malattia oculare che ha origini genetiche spiega Diego Ponzin, direttore della Fondazione Banca degli Occhi . Grazie a un primo finanziamento al quale hanno partecipato anche privati cittadini, siamo in grado qui a Venezia di partire con un primo progetto di ricerca scientifica e clinica sull'Aniridia».

di Margherita Cargasacchi

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La Gazzetta dello Sport del 12-09-2014

Pancalli: "Il paralimpismo diventi un ente pubblico"

Il presidente del Cip: «I nostri risultati dimenticati dalle istituzioni Serve un salto di qualità per sostenere il servizio che diamo». Luca Pancalli, 50 anni, è stato azzurro del pentathlon moderno. E' presidente del comitato paralimpico dal 2000.

ROMA. Basta con l'essere solo il «di cui» di un movimento più grande. Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, ritiene che sia arrivato il momento di fare il salto che manca: «È venuto il momento di diventare ente di diritto pubblico». Pancalli, c'è un po' di polemica nelle sue parole? «Nessuna polemica, solo una constatazione: in un'estate colorata di risultati dello sport italiano, dai trionfi del nuoto a quello di Nibali, sono passati in molti casi sotto silenzio - anche da parte delle istituzioni - gli straordinari risultati del movimento paralimpico». Istituzioni. Governo o Coni? «Coni assolutamente no, il rapporto con il presidente Malagò è è strettissimo. Come con i sottosegretari Lotti e Delrio, che siamo convinti farà sicuramente il possibile per assicurare anche tutto il finanziamento al nostro movimento». Sei milioni all'anno. «Che non sono sicuramente sufficienti per tutto quello che smuove il movimento paralimpico». Forse si può auspicare allora che si aprano anche per voi le porte di un altro ufficio di Palazzo Chigi... Il presidente Renzi riceverà presto i medagliati del nuoto dopo l'incontro con la scherma, quello con le tenniste e il primo con la nazionale di calcio a 5 campione d'Europa. «Mi farebbe piacere che si aprissero perché questi atleti se lo meritano. Abbiamo vinto 19 medaglie agli Europei di nuoto! A i Mondiali di ciclismo, c'è stata la splendida conferma di Alex Zanardi, ma anche dei fratelli Pizzi, di Pittacolo, di Mazzone e Podestà. E l'esordio clamoroso con l'oro mondiale nella canoa con Buccolliero e il trionfo iridato della Morganti nell'equitazione. E che dire di Assunta Legnante che dopo aver perso la vista ha saputo rimettersi in gioco lanciando il suo peso fino all'ennesima vittoria con medaglia d'oro europea? E il bronzo degli Europei Under 22 del basket? Chiedo scusa a chi non nomino, ma la lista occuperebbe tutta l'intervista». Dimenticata la debacle delle Paralimpiadi di Sochi. «Sì, con un rinnovamento anche generazionale. Abbiamo puntato sui giovani e il coraggio è stata premiato. Alle Paralimpiadi di Londra eravamo dodicesimi nel medagliere, la proiezione dei risultati di quest'anno ci porta al nono». Insomma, lei teme che il boom paralimpico possa arrestarsi, nonostante i risultati? «Io temo che in assenza del riconoscimento di ente pubblico si possa restare sempre a un atteggiamento del tipo: Oddio, dobbiamo chiamare il movimento paralimpico...» Ci faccia capire che cosa cambierebbe. «Le faccio un esempio. Confermo la mia massima fiducia a Malagò e agli sforzi che sta facendo con noi per giungere all'obiettivo. La prossima settimana sarà presentato con il ministro Giannini l'iniziativa "sport in classe". Noi abbiamo tanti ragazzi disabili nelle scuole dell'obbligo, ma non siamo stati coinvolti. Ecco, con il riconoscimento sicuramente sarebbe accaduto». Che cosa manca? «Manca un atto legislativo. E nel frattempo continuano a succedere delle cose straordinarie: per esempio la nascita di un corpo della Difesa paralimpico formato da militari reduci da mussioni di pace». Aspettando Palazzo Chigi, intanto andrete in Vaticano. «Il 4 ottobre tutto il movimento paralimpico sarà ricevuto da Papa Francesco. Sarà un momento storico». Pancalli, lei è il presidente del Comitato Paralimpico e l'assessore allo sport e agli stili di vita di Roma Capitale. E la Federcalcio che fine ha fatto? «Per correttezza ho rimesso il mandato di responsabile del settore giovanile e scolastico nell'ultimo consiglio federale dell'era Abete. Ora mi ha chiamato il presidente Tavecchio, lo incontrerò nei prossimi giorni». Non le mancano le cose da fare. «Siamo impegnati in uno sforzo immane. Sono stati fatti dei grandi passi in avanti, non possiamo fermarci. A proposito, ultim'ora». Quale? «Domenico Russo oro nei 100 metri di atletica agli Invictus Games. La grande estate paralimpica non è ancora finita».

di Valerio Piccioni

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l'Adigetto.it del 17-09-2014

A Innsbruck la coppa del mondo di Torball, per non vedenti

Il Torball, gioco sportivo a squadre per non vedenti, è lo sport più praticato dai non vedenti in Italia -

Nostra intervista al Capitano Gianluigi Toigo

Nello scorso fine settimana si è disputata a Innsbruck (Austria) la Coppa del Mondo di Torball per squadre per club.

Il Torball è un gioco sportivo a squadre per non vedenti, in cui si fronteggiano due team composti ciascuno da 3 giocatori (con 3 riserve). È lo sport più praticato dai non vedenti in Italia

Il torball prevede l'impiego di un pallone sferico di 500 grammi al cui interno sono presenti dei campanelli in modo che il suono - e quindi la traiettoria del pallone - sia percepita ed intuita dai giocatori. Il campo di gioco, diviso in due metà da tre cordicelle tese dotate di campanellini, è lungo 16 metri e largo 7 metri. La porta ha la stessa larghezza del campo e un'altezza di 1,30 metri.

I giocatori (che possono essere non vedenti assoluti o ipovedenti) sono comunque dotati di una benda oculare che impedisce completamente la vista ed hanno come punto di riferimento un tappetino che consente l'orientamento.

Lo scopo è tirare con le mani la palla verso la porta avversaria per segnare i «goal» facendola passare sotto le cordicelle che dividono il campo.

Se il pallone le tocca, si compie un fallo con conseguente uscita momentanea di chi ha effettuato il tiro per la durata dell'azione successiva (punizione a tempo fermo) in modo da scontare la penalità.

Ogni tre falli si assegna un rigore agli avversari (punizione di squadra a tempo fermo con un solo giocatore per squadra in campo).

La partita dura 10 minuti effettivi di gioco ed è divisa in due tempi; le punizioni si eseguono a tempo fermo. È vincitrice la squadra che totalizza il maggior numero di reti.

Alla manifestazione hanno partecipato nove squadre, vincitrici dei rispettivi campionati nazionali. La kermesse, si è svolta secondo la formula del torneo all'italiana.

Le nove formazioni, si sono confrontate una contro l'altra; al termine delle otto partite, si è venuta a creare una classifica.

Le prime quattro squadre si sono poi affrontate in semifinale e successivamente in finale, finale che ha posto sul tetto più alto del mondo il sodalizio Trentino. Il Gruppo Sportivo Dilettantistico non vedenti di Trento al termine del girone all'italiana si è classificato al terzo posto ed ha quindi affrontato in un'avvincente semifinale la formazione francese del Poitiers.

La formazione trentina ha vinto per quattro a uno mentre, nell'altra semifinale, il Tirol (Innsbruck) è stato sonoramente sconfitto per quattro a zero dalla squadra tedesca del Landshut.

In finale si sono quindi fronteggiate le due squadre vincitrici, ovvero Trento contro Landshut.

I nostri portacolori hanno prevalso in finale per cinque a tre dopo un'emozionante scontro, dopo che il primo tempo era finito in perfetta parità 2 a 2, meritando il successo finale, per il miglior affiatamento e la migliore coesione di squadra.

Queste le squadre, che hanno preso parte all'evento, dandone lustro ed importanza.

Per l'Italia il G.S. Non Vedenti di Trento; per l'Austria Innsbruck e Linz; per la Germania Landshut; per il Belgio Vasland e Bruxelles; per la Svizzera Basilea, per la Francia Poitiers. Inoltre ha partecipato a questa manifestazione una squadra russa.

Questo il gruppo che ha fatto parte della spedizione in Austria, che ha ottenuto questo risultato di prestigio per tutto lo sport trentino.

Altamonte Marco, Berisa Baskim, Ciprì Giovanni, Lizziero Paolo, il Capitano Gianluigi Toigo, con gli allenatori Fabio Frigo e Daniele Stenico.

Ecco ora la nostra intervista al Capitano Gianluigi Toigo.

Cosa si prova ad essere sul tetto del mondo?

«Si prova un incredibile mix di emozioni che mi hanno portato perfino a piangere per la felicità.»

Quando avete capito che potevate farcela?

«Al termine della quinta partita, dopo che ne avevamo perse tre e vinte due, ho radunato i miei compagni e ho giurato loro che li avrei condotti alle semifinali. Da quel momento si sono susseguite una serie di vittorie che ci hanno portato alla consapevolezza di potercela fare.»

Quale è stato, o qual è il segreto del vostro successo?

«I segreti del nostro successo sono lo spirito di squadra e il valore tecnico che i nostri allenatori Fabio Frigo e Daniele Stenico hanno portato alla nostra squadra.»

Quante ore vi allenate e quante volte alla settimana?

«Solitamente, durante l'anno, ci alleniamo tre ore, una volta alla settimana. Quest'anno invece, durante l'estate, in preparazione della coppa del mondo, siamo andati in palestra due volte alla settimana per circa due ore giornaliere.»

Dove vi allenate, e se qualcuno fosse interessato, cosa deve fare?

«Ci alleniamo nella palestra Barbacovi di proprietà del liceo A. Rosmini di Trento, dove, da quest'anno, ci viene impedito di parcheggiare nell'area riservata. Questo porta gravi disagi a noi disabili. Chiunque fosse interessato può rivolgersi all'UICI di Trento che poi li metterà in contatto con noi.»

di Salvatore Mercurio

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Giornale UICI del 16-09-2014

L'audiodescrizione torna al cinema con "La Buca". Dal 25 settembre, solo su MovieReading

di Vera Arma

Dopo il successo di "Philomena" e di "The Wolf of Wall Street", su MovieReading arriva l'audiodescrizione del film italiano "La Buca", distribuito da LuckyRed.

"La Buca" sarà il primo film italiano a essere accessibile fin dall'uscita al cinema. Dal 25 settembre, giorno di uscita nelle sale, sarà possibile scaricare l'audiodescrizione dall'app MovieReading e ascoltarla direttamente con il proprio smartphone.

Come funziona MovieReading? Dopo aver scaricato gratuitamente l'app da Apple Store o Google Play, l'utente potrà scaricare l'audiodescrizione cliccando sul titolo del film all'interno dalla sezione 'market' dell'applicazione.

Al cinema, all'inizio del film, dopo aver collegato il proprio auricolare allo smartphone, l'utente dovrà andare nella sezione 'my movies' e cliccare sul titolo del film. In pochi secondi, l'applicazione sincronizzerà automaticamente l'audiodescrizione con l'audio del film.

In attesa dell'audiodescrizione de "La Buca", in anteprima troverete pronta per il download gratuito, sul sito di MovieReading, una brevissima audio-introduzione al film.

Per qualsiasi informazione, dubbio o chiarimento, lo staff di MovieReading è a disposizione via mail all'indirizzo info@moviereading.com , sulla pagina facebook ufficiale www.facebook.com/moviereading e telefonicamente al numero 0761-1916348

Vi preghiamo di diffondere questa informazione il più possibile attraverso tutti i vostri canali, perché l'accessibilità, ancor prima di arrivare al cinema, passa da voi.

Buon cinema con MovieReading!

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RallyLink.it del 16-09-2014

Primo Rally Costa Smeralda Vintage. Storico primato

Prima di raggiungere la prima vittoria assoluta ha atteso dieci anni di rally, ma adesso Francesco Cozzula può festeggiare finalmente un risultato meritato, un traguardo mai raggiunto prima d'ora da nessun navigatore ipovedente a livello mondiale. Il trentacinquenne co-pilota osilese ha vinto, al fianco del plurititolato ed esperto pilota romagnolo Bruno Bentivogli, la prima edizione del "Rally Costa Smeralda Vintage" a bordo di un Alfetta GTV. La manifestazione, organizzata dalla "Great Events Sardinia" e affiancata al "Trofeo Rally Terra", si è svolta su un percorso complessivo di Km 275,14 dei quali 75,82 di prove speciali. L'equipaggio Bentivogli-Cozzula ha vinto le prime due prove speciali, subendo nella terza il sorpasso da parte dell'equipaggio Bombieri-Ballini costretti però al ritiro nella quinta prova speciale, con Bentivogli-Cozzula in rimonta. A questo punto della gara, con un vantaggio di oltre quattro minuti sui secondi in classifica assoluta, l'equipaggio ha deciso di amministrare e non rischiare nell'ultima prova da 24 Km di "Su Filigosu" portando così sulla pedana d'arrivo un primo posto storico.

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Redattore Sociale del 30-09-2014

Truccarsi senza vedere, così le donne cieche imparano l'arte del make up

TORINO. D'accordo, un viso acqua e sapone avrà sempre il suo fascino; ma per una donna un trucco ben fatto resta comunque una formidabile arma di seduzione. Lo sanno bene anche all'Unione italiana ciechi di Torino, dove dal prossimo mercoledì (1 ottobre) partirà un corso di make up specificamente rivolto alle donne non vedenti. A volerlo è stata Nunziata Panzarea, responsabile del comitato per Pari opportunità interno all'ente; che, pur essendo cieca dalla nascita, riesce a truccarsi senza problemi da ormai quarant'anni.

" Spesso, purtroppo, - spiega Panzarea - le persone non vedenti tendono a trascurare il proprio aspetto esteriore, non comprendendo quanto il modo in cui ci presentiamo agli altri sia importante per la vita di relazione, per il lavoro e per il rispetto di sé. Io stessa, fino all'età di 20 anni, non ero capace di truccarmi; fu una mia collega di lavoro a insegnarmelo. Durante una pausa, molto semplicemente, mi mostrò come si faceva, continuando ad aiutarmi per qualche tempo. Dopo qualche settimana appena ho iniziato a farlo da sola: un giorno mi presentai dall'estetista e le chiesi di potermi truccare di fronte a lei, così che potesse correggere eventuali errori. In realtà trovò impeccabile il mio lavoro".

Promosso in collaborazione con l'Istituto Ricerca, Formazione e Riabilitazione nell'ambito del progetto "Insieme per un sorriso", il corso si articolerà in otto incontri della durata di un'ora e mezzo ciascuno. A tenerlo sarà Vesselina Soldatova, professionista nel campo della cosmesi e della cura della pelle: la stessa estetista che, qualche decennio fa, assistette Nunziata Panarea durante quella prima prova di trucco. "Inizialmente - spiega Panarea - le partecipanti si occuperanno di contrasti e relazioni tra le parti del volto, teoria dei colori con prove di abbinamento, proporzioni classiche del viso e regole leonardiane. Poi, naturalmente, passeranno alla parte pratica, con esercizi di applicazione del fondo, trucco degli occhi e della bocca, esperimenti di make up per le varie ricorrenze e le diverse età".

Non è la prima volta che l'Uici si occupa di valorizzazione dell'aspetto esteriore delle donne: "qualche anno fa - continua Panzarea - avevamo già organizzato una serie di incontri incentrati sulla cura della pelle. Ora cerchiamo di fare un passo ulteriore. In molti ritengono che truccarsi, per una persona cieca, sia impossibile. Io sono in grado di dimostrare il contrario. Certo, non è semplicissimo e ci vuole del tempo, ma si può fare; basta seguire alcune regole basilari, per rendersi le cose più semplici. Personalmente, ad esempio, non compro mai trousse di trucco che abbiano troppi colori. Compro i colori singolarmente, contrassegnandoli con delle etichette in braille. Col tempo ho imparato perfino a sfumare il trucco. Chi crede che tutto questo sia un semplice vezzo si sbaglia; perché anche attraverso i piccoli gesti quotidiani si realizza una piena integrazione. Scardinando, magari, qualche bel pregiudizio".

(ams)

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Redattore Sociale del 24-09-2014

Sartoria Zajedno, dove rom e rifugiate cuciono e esportano libri in braille

ROMA. Le vetrine espongono vestiti per bambini, borse e accessori per la casa in stoffa, ma la bottega laboratorio Zajedno, nata nel 2012 in via dei Bruzi, nel quartiere romano di San Lorenzo, si è recentemente specializzata nella produzione di libri di stoffa per non vedenti, che associano la scrittura braille a storie animate cucite in rilievo con l'utilizzo di diversi tessuti e una grande abilità e precisione.

"Abbiamo appena avuto un ordine di 250 libri dalla casa editrice 'Le doit qui reve' (Il dito che sogna) che produce queste speciali pubblicazioni per Francia e Germania", spiega Cristina Rosselli del Turco, presidente della cooperativa Zajedno. Un lungo tavolo, nei due ampi locali che costituiscono il laboratorio-bottega, è completamente coperto da tessuti blu, sui quali le sarte della cooperativa stanno cucendo veri e propri pupazzi di stoffa, che guideranno i bambini non vedenti nelle avventure di un pupazzo di neve, oppure di un bambino che è alla ricerca di un calzino nei vari luoghi della casa. Le storie poetiche dei libri per bambini qui prendono forma per raggiungere anche la percezione di bambini non vedenti, di diversi paesi europei. Così la presidente di Zajedno indica il prototipo del libro che produrranno a breve, con scritte in finlandese, per il mercato del paese nordico.

Le socie della cooperativa di produzione lavoro che dal 2012 gestisce il laboratorio-bottega Zajedno sono 6, di cui 3 italiane e 3 straniere, rifugiate o rom. La cooperativa è nata per offrire concrete opportunità lavorative a donne rom, sulla base di una precedente esperienza formativa con loro nel 'Laboratorio manufatti donne rom' promosso nel 2005 dall'associazione di volontariato Insieme Zajedno, spiega Rosselli del Turco. Oggi l'associazione è diventata cooperativa: produce anche borse per convegni per committenti importanti come la fondazione Enel Cuore e ha sufficiente lavoro per offrire un contratto a tempo indeterminato alle 3 straniere che si sono formate qui come sarte specializzate.

Tra queste c'è Romina, rom serba dall'aspetto curato e vestita in modo non tradizionale, con jeans e maglietta. "Ho studiato e sono cresciuta in Serbia e sono venuta in Italia perche mi sono innamorata di un ragazzo che viveva qui", racconta. Fino a oggi problemi di salute del marito, hanno impedito alla coppia di affittare un appartamento e i due sono stati costretti a vivere in un container, in un campo rom, cosa che ha impedito a Romina di trovare un'occupazione stabile: "Ho iniziato diversi lavori, in particolare sono piaciuta molto alla proprietaria di un ristorante sulla Prenestina perché sempre pulita e ordinata - racconta - ma quando, al momento di firmare il contratto, ho dovuto indicare il mio luogo di residenza, una strada in cui esiste solo un campo rom, la donna ha deciso di non prendermi più. Mi ha detto che le dispiaceva molto ma non poteva prendere una rom". Romina oggi spera, con il contratto a tempo indeterminato che firmerà a breve, di uscire dal campo "per cominciare una vita normale". (Ludovica Jona)

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Redattore Sociale del 08-09-2014

In mongolfiera senza barriere al Matera balloon festival

Dal 9 al 12 ottobre voli anche per disabili motori e sensoriali al Festival internazionale di mongolfiere nella città dei sassi patrimonio Unesco, grazie alla collaborazione dell'associazione "SassieMurgia".

ROMA. Ha spiccato il volo per la prima volta l'anno scorso il Matera balloon festival (Mbf), incontro internazionale di mongolfiere. E il "soffio di Mediterraneo" che lo sospinge è sempre più tenace. Quest'anno l'evento, che si terrà nella città lucana dal 9 al 12 ottobre, è particolarmente atteso poiché proprio in quei giorni, a metà ottobre, l'Europa proclamerà la città capitale della cultura 2019, titolo al quale Matera è candidata. Ricco il programma, che promette "emozioni per tutti". Oltre che un festival "a impatto zero", come spiegano i promotori, "sarà una manifestazione a misura di bambino e senza barriere, pensata anche per le persone disabili, sorde e ipovedenti". Sono infatti in programma percorsi ad hoc e attività ludico-sportive, voli vincolati in mongolfiera e visite guidate per persone con disabilità e non vedenti in contrada Murgia Timone, una delle aree più caratteristiche del parco della Murgia. "Accompagnati da guide del parco e operatori esperti, i partecipanti alle escursioni potranno toccare con mano la consistenza della roccia calcarea - spiegano gli organizzatori - annusare il profumo del timo e della santoreggia e scoprirne usi pastorali e vecchie e nuove proprietà terapeutiche; scopriranno ingegnosi sistemi di canalizzazione delle acque piovane e le tradizioni artistiche e religiose locali, evidenti nelle chiese rupestri". Il percorso "Parco per tutti" è ideato dall'associazione SassieMurgia, che promuove la piena accessibilità al patrimonio artistico e paesaggistico materano per le persone disabili (Info e prenotazioni: 320.4429909 www.sassiemurgia.com).

Il Matera Balloon Festival nella città dei sassi patrimonio mondiale Unesco è organizzato dall'associazione culturale "Murgiamadre (food.culture.territory)", con il patrocinio del Comitato Matera 2019 e del Comune di Matera, per avvalorare la candidatura di Matera a "Capitale europea della cultura 2019″. Le quattro giornate prevedono eventi sportivi, arte, cultura, cibo a km zero, oltre ai voli ad alta quota organizzati da "Comunicazione in volo", società certificata dall'Enac, con equipaggi di mongolfiere provenienti da tutta Europa che sorvoleranno Matera e la Murgia due volte al giorno; laboratori didattici per le scuole e le famiglie all'interno dei coloratissimi Iglù de Vent, installazioni create con il riciclo delle vele dei palloni aerostatici, per la prima volta in Italia direttamente dalla città catalana di Igualada, dove si tiene l'European balloon festival, partner del Mbf. In programma anche prove di tiro con l'arco, passeggiate in bicicletta e a cavallo, tornei di minibasket, trekking e arrampicata presso il villaggio dello sport del Coni; laboratori didattici per le scuole e le famiglie sull'arte del riciclo di carta e vetro e sulla sana alimentazione; show cooking e laboratori del gusto a cura di slow food, oltre a giocolieri e writers locali impegnati nello show "Special graffiti".

Domenica 12 ottobre, per salutare le mongolfiere, occhi puntati al cielo per assistere al "Night Glow", spettacolo delle mongolfiere che, dopo il tramonto, si illuminano a ritmo di musica come gigantesche lampadine. Infine visite al museo nazionale di Matera, dove sono custodite testimonianze di vita dal paleolitico - attraversando le epoche greca e romana - fino ai giorni nostri. Matera e la Basilicata vogliono parlare oggi all'Europa non solo di radici e percorsi e di uno stile di vita più lento, ma anche di nuovi modelli dell'abitare l'acqua, la religiosità popolare, il turismo. Questi sono i temi che hanno portato Matera in alto tra le città candidate a "Capitale europea della cultura 2019": una città-simbolo di tutte le culture dimenticate, di tutti i Sud del mondo, "portatrice - sottolineano gli ideatori di Mbf - di un'utopia indispensabile capace di uscire dalla crisi e di immaginare nuovi modelli di vita, cultura ed economia". (ep)

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La Stampa del 10-09-2014

Il Salento per non vedenti ed ipovedenti

A Lecce il primo hotel pugliese accessibile a tutti

Il tre stelle design di Vestas Hotels & Resorts, l'Eos Hotel, propone un pacchetto vacanza ad hoc con servizi e guide qualificate per consentire a tutti di scoprire il Salento. Un gioiello di design, più simile a una galleria d'arte contemporanea in cui i tratti della tradizione sono interpretati con il linguaggio della modernità. Un albergo che racconta il Salento in ogni dettaglio. Non solo nelle sue camere, ciascuna diversa dall'altra, ispirate a un paesaggio tipico del territorio, ma soprattutto nello spirito d'accoglienza.

L'albergo, infatti, è unico in Puglia e tra i pochi in Italia, accessibile a non vedenti e ipovedenti, e per loro propone uno specifico pacchetto per poter visitare il Salento in totale autonomia. Grazie a speciali tabelle visivo tattili l'Eos Hotel è tra i primi in Italia ad aver abbattuto ogni barriera percettiva e comunicativa consentendo a non vedenti e ipovedenti di potersi muovere in totale autonomia, sia negli spazi comuni che nelle camere.

Ma l'hotel ha voluto appunto fare un passo in più, proponendo ai suoi ospiti con deficit visivi anche un pacchetto vacanza ad hoc con servizi specifici per visitare il Salento con tranquillità, in autonomia e con servizi dedicati. L'offerta è per due giorni, un weekend lungo o un soggiorno infrasettimanale, e include pernottamento e colazione, transfer con mezzo idoneo e accompagnatore specializzato da/per la stazione ferroviaria di Lecce o l'aeroporto di Brindisi Papola Casale. Ma soprattutto un tour guidato della città con accompagnatore specializzato per consentire a chi lo sceglierà di poter scoprire la capitale del barocco con una guida qualificata. A completare l'offerta, una cena salentina per due persone al ristorante Myosotis dell'Hotel President.

Inoltre, per chi sceglierà di arrivare con il proprio cane guida, l'hotel predisporrà su richiesta servizi

dedicati. Progettati dalla designer Michela Bidetti su input del presidente della catena Andrea Montinari tutti i materiali informativi dell'Eos Hotel, dai menu ai biglietti da visita, sono visivo tattili e descrivono in sintesi gli elementi presenti negli spazi strategici in cui sono state collocate. Nelle camere, ad esempio, segnalano il percorso per arrivare dall'ingresso al letto e alla toilette, fino all'ascensore.

Sulla terrazza panoramica dell'albergo, infine, c'è una descrizione sensoriale del paesaggio raccontata dalla scrittrice Maria Marzioni, che narra l'orizzonte visivo che abbraccia il centro storico della città. L'Hotel, inoltre, mette a disposizione degli ospiti anche la mappa sensoriale di Lecce che contiene tutte le informazioni necessarie per muoversi all'interno della città, individuando i punti di riferimento e i percorsi

per raggiungerli. Uno strumento fondamentale per l'ospite e imprescindibile per un'offerta turistica che

ambisce a diventare realmente accessibile a tutti.

Il prezzo del pacchetto parte da 290 euro a persona. Per maggiori informazioni sulla struttura e le offerte cliccare su www.vestashotels.it e su www.eoshotel.it

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Superando.it del 17-09-2014

Ma davvero Roma batte New York in accessibilita'?

di Stefania Leone*

Al di là del nostro titolo (molto) provocatorio, per chi conosce le tante barriere di Roma, pare proprio sia così, almeno per quanto riguarda l'accessibilità all'arte, da parte delle persone con disabilità visiva, come ha testimoniato la grande mostra dedicata a Michelangelo, ospitata dai Musei Capitolini.

ROMA. Intensa spiritualità e grande arte sono state al centro di Michelangelo. Incontrare un artista universale, la mostra ospitata in questi mesi dai Musei Capitolini di Roma, in occasione del 450° anniversario dalla morte del grande creatore d'arte rinascimentale, composta da oltre centocinquanta opere e con una novità di rilievo: con alcune delle opere, infatti, questa volta è stato realizzato un vero e proprio percorso tattile con sculture da toccare.

A organizzare quest'ultima iniziativa è stata l'Associazione Museum, da tempo impegnata nel settore dei musei con progetti di arte accessibile, in collaborazione con guide volontarie esperte e con il patrocinio del Comune di Roma. In sostanza, erano presenti alcune delle più belle sculture dell'artista, stavolta con la possibilità, solo per le persone con disabilità visiva, di toccarle indossando dei guanti in lattice.

La maggior parte delle opere era originale, altre erano riproduzioni a grandezza naturale, a comporre dunque un meraviglioso patrimonio artistico, esplorabile con le mani, potendo sentire con precisione i particolari della rappresentazione anatomica e potendone cogliere appieno le differenze tra i diversi materiali quali il marmo, il bronzo e il gesso.

Da segnalare, ad esempio, la presenza del David, il cui originale si trova a Firenze presso l'Accademia (poiché la statua in Piazza della Signoria è una copia per motivi di sicurezza). L'altezza complessiva supera i 5 metri, e l'opera era esplorabile quindi solo fino al ginocchio, ma era poi possibile toccare una riproduzione della testa a grandezza naturale in marmo.

Nel percorso della mostra erano compresi anche due bellissimi e istruttivi plastici, realizzati nel laboratorio del Museo Tattile Borges di Catania, che rappresentavano la Piazza del Campidoglio, comprensiva dei palazzi che la circondano (curati anche da Michelangelo) e Piazza San Pietro, con il colonnato del Bernini, la Basilica e il famoso Cupolone michelangiolesco. Un plastico analogo è presente anche al Museo Tattile Omero di Ancona, ma è più piccolo e quindi meno dettagliato.

È stata certamente una grande emozione poter verificare e recuperare, tramite le mani, la memoria di immagini che il tempo ha sbiadito, a maggior ragione per chi è cieco dalla nascita, ma anche per coloro che vedono, i quali hanno potuto apprezzare particolari e proporzioni che spesso sfuggono all'occhio.

E concludiamo con una sorprendente notazione finale: Roma batte New York per l'accessibilità dell'arte! Infatti il MOMA (Museum Of Modern Art) della "Grande Mela", ad esempio, non propone nulla di specifico per non vedenti, non esistono percorsi tattili ed è vietato toccare anche le statue nei giardini del Museo. In tal senso, riteniamo che saranno state apprezzate anche dai più scettici le riproduzioni in bassorilievo della nascita di Adamo e della nascita di Eva, particolari della Cappella Sistina altrimenti assolutamente inarrivabili, realizzate sempre a Catania, portate come il resto delle opere a Roma.

* Consigliera dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Il presente testo è già apparso in «West - Welfare Società Territorio», con il titolo "A chi non è vietato toccare l statue di Michelangelo" e viene qui ripreso - con alcune modifiche alla luce del diverso contenitore - per gentile concessione.

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Redattore Sociale del 20-09-2014

La Gioconda da "guardare" con le mani, mostra del Sant'Alessio in Via Margutta

ROMA. Il capolavoro di Leonardo da Vinci arriva finalmente a Roma, in una veste completamente nuova: sarà una Gioconda non solo da vedere, ma anche e soprattutto da toccare, quella che verrà esposta dal 24 settembre prossimo a via Margutta, nella casa che fece da sfondo alle Vacanze romane di Audrey Hepburn e Gregory Peck. L'iniziativa, unica nel suo genere, è del Centro regionale Sant'Alessio- Margherita di Savoia di Roma, che in collaborazione con il museo tattile Anteros dell'istituto per i ciechi Francesco Cavazza di Bologna, propone una mostra di grandi pitture tattili. Cinque capolavori del Medioevo e dell'Età moderna riproposti tridimensionalmente per essere "guardati" attraverso le mani. Oltre alla celebre Monnalisa di Leonardo, la mostra dal titolo "Apticamente parlando: alla scoperta dell'arte con il senso del tatto" proporrà la versione in bassorilievo della Nascita di Venere di Botticelli, l'Allegoria della prudenza di Tiziano, Federico da Montefeltro di Piero della Francesca e Lionello d'Este di Pisanello. Opere pensate per le persone non vedenti, ma che il Sant'Alessio mette a disposizione di tutti, lanciando una sfida a quanti vorranno provare cosa significa ammirare un capolavoro spogliandosi della vista, per lasciarsi guidare in un viaggio multisensoriale.

La sfida del Sant'Alessio: guardare con le mani le opere più belle di sempre. "A volere questa iniziativa è stato il nostro presidente Amedeo Piva, una persona particolarmente sensibile, che sta aprendo i confini del nostro centro ad attività che vanno oltre quelle statutarie, cioè oltre l'attività di riabilitazione ed assistenza - spiega Antonio Organtini, direttore generale del Sant'Alessio e responsabile della mostra -. Ma quella che vogliamo lanciare è soprattutto una sfida, difficile quasi quanto un doppio salto carpiato. Chiederemo, infatti, alle persone vedenti di fare un'esperienza aptica dell'arte attraverso le nostre guide speciali. Al buio, usando il tatto, dovranno lasciarsi guidare in un viaggio multisensoriale che li porterà alla scoperta di cinque capolavori d'arte. E siamo sicuri che in questo modo le persone potranno capire quanto siano state cieche fino a quel momento - aggiunge - Cieca è infatti la modalità di guardare solo attraverso gli occhi, di farsi abbacinare dalle cose, anzichè imparare ad usare bene tutti i sensi che abbiamo a disposizione, a partire dal tatto". Obiettivo delll'iniziativa, oltre a quello di educare all'uso integrato dei sensi residui, è infatti anche di aprirsi alla cittadinanza, in una mostra che è davvero diretta a tutti.

L'arte di tradurre i dipinti in opere tattili: "Non solo fedeltà all'autore, ma anche qualità nella percezione". La traduzione dei quadri in bassorilievi tattili è stata realizzata dall'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna attraverso una tecnica artistica molto raffinata. "Quando traduciamo un dipinto dobbiamo assicurare la fedeltà all'originale, ma anche garantire una percezione di qualità alle persone non vedenti - spiega Loretta Secchi, curatrice della mostra e responsabile del museo tattile dell' Istituto Cavazza -. La traduzione avviene dunque in modo artigiale e artistico, trattandosi di un'operazione che deve restiturire il valore estetico della forma, ma anche l'accuratezza delle soglie tattili". Il percorso è lungo e complesso: si tracciano le linee di contorno del disegno di un dipinto, che vengono poi tradotte su un piano di creta e infine si costruiscono i volumi. Ma nel mezzo ci sono tanti passaggi che devono essere eseguiti con grande accuratezza, dall'essiccazione, alla patinatura fino allo stampo in gesso e alla rifinitura dei dettagli.

"Tutto il processo viene testato costantemente da persone non vedenti per valutare la qualità delle soglie tattili - spiega ancora Secchi - così possiamo capire cosa corrisponde realmente e cosa va corretto. Quando il lavoro è terminato si studia il modo in cui l'opera può essere fruita, attraverso una formazione all'esplorazione tattile". Vienecosì analizzato il modo in cui le mani dovranno avvicinarsi all'opera per poterla ammirare al meglio. A guidare i visitatori, ciechi e non, alla mostra di via Margutta saranno due guide speciali, Lucilla e Salvatore.

"L'educazione tattile è utile per tutti - aggiunge Secchi -ma la vera funzione non è tanto raccontare ai vedenti quanto è bello toccare un'opera, ma far capire che anche in condizioni di minorazione visiva si possono usare in modo compensativo i sensi che rimangono, senza andare a discapito di una maturità della conoscenza. Solo comprendendo questo messaggio il vedente può riflettere su come usa i suoi sensi, se lo sta facendo con coscienza o si sta adagiando per il fatto che vede. Usare bene la profondità dello sguardo riguarda infatti tutti, chi vede e chi no. Esiste un modo di toccare con gli occhi e un modo di vedere con le mani".

L'esposizione nella casa delle vacanze romane di Audrey Hepburn. Durante la mostra a via Margutta saranno esposte cinque opere: tre ritratti (la Gioconda, Federico da Montefeltro e Lionello d'Este) oltre alla nascita di Venere di Botticelli e all'Allegoria della prudenza di Tiziano, pensata per un pubblico anche più giovane, bambini compresi. L'intento è infatti anche didattico, la mostra mira all'integrazione scolastica e sociale delle persone con minorazione visiva. L'esposizione si svolgerà nel complesso di via Margutta 51, nel cuore di Roma. La struttura, ( tremila metri quadri di giardino e 73 unità immobiliari) di proprietà del Sant'Alessio, è celebre anche per essere stata immortalata dal celebre film Vacanze romane, con Audrey Hepburn e Gregory Peck, come la "dimora della principessa Anna".

L'inaugurazione della mostra è prevista per il 24 settembre prossimo. All'evento, oltre ai vertici del Sant'Alessio, parteciperanno la sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni e il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. "La mostra La Gioconda in via Margutta è un'iniziativa lodevole, che testimonia l'importanza delle Ipab per il sistema del welfare del nostro territorio e ci richiama anche a un tema fondamentale, come quello dell'accesso alla cultura - dichiara Zingaretti-. Nell'emergenza, nell'incapacità di garantire anche i servizi essenziali, rischiamo di dimenticare che anche l'accesso alla cultura e la sua fruizione sono un diritto fondamentale. La cultura e la conoscenza sono elementi determinanti per la piena realizzazione della vita individuale e sociale. Proprio per questo ho voluto che il libro con cui ci siamo presentati ai cittadini del Lazio, il nostro programma di Governo, fosse stampato anche in Braille. Voglio ribadire la volontà della Regione Lazio di lavorare per perseguire l'obiettivo di una piena inclusione sociale, culturale, politica e professionale di tutti i cittadini: dobbiamo usare ogni strumento a disposizione per cancellare disparità, barriere, limitazioni". L'esposizione resterà aperta tutti i giorni con ingresso libero dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 19. All'interno dell'iniziativa sono previsti anche alcuni eventi speciali: per due giovedì successivi (il 2 e il 9 ottobre) saranno presentati i progetti di due importanti organizzazioni, Intersos e Parsec, attraverso le mostre "L'arte come veicolo di pace" e "Il buio oltre la siepe- gli orti di via Margutta". (ec)

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SuperAbile.it del 30-09-2014

Cultura accessibile con "La guida ai musei di Torino" pensata per i non vedenti

TORINO. Uno strumento in più nelle mani dei disabili visivi, che possono avere qualche sorpresa in meno nel momento in cui visiteranno un museo a Torino. L'Apri, in collaborazione con il Centro servizi per il volontariato "Idea solidale" ha presentato ieri la Guida ai musei di Torino, opuscolo sull'accessibilità ai disabili visivi delle realtà espositive della città. La guida, di 72 pagine, contiene 26 schede relative ai musei torinesi che hanno realizzato percorsi tattili, audioguide o ipotesi di visite guidate specificamente rivolte ad un pubblico di persone disabili visive. Si passa dai pannelli con scritte in Braille, a plastici tridimensionali esplorabili con le dita, da opere esposte che possono essere direttamente toccate indossando dei guanti protettivi a opuscoli informativi con figure in rilievo, da supporti sonori con descrizioni mirate alla semplice disponibilità di personale formato ad accompagnare il visitatore non vedente o ipovedente.

La cultura dell'accessibilità museale si sta sempre più diffondendo nel mondo dell'arte e della promozione turistica. Da questa consapevolezza è scaturita l'idea di una guida ragionata, limitata per ora alla Città di Torino, che possa raccogliere e catalogare tutte le iniziative del genere presenti sul territorio cittadino. Uno strumento senz'altro molto utile anche per promuovere il turismo in città, nel momento in cui i tour operator si stanno sempre più attrezzando per dare risposte adeguate alle esigenze dell'utenza disabile che, specialmente nei paesi del nord Europa, sta costantemente aumentando il suo livello di mobilità.

"Un'esposizione è fatta per essere vista - spiega Marco Bongi, presidente Apri - Chi non ha la vista ha problematiche non da poco. Per questo molte strutture si stanno attrezzando con iniziative lodevolissime per rendere accessibili i musei". "Questo opuscolo è il risultato di un'esperienza decennale di visite, nella maggior parte dei musei cittadini. In questi anni abbiamo avuto modo di conoscere bene le strutture torinesi. Abbiamo riscontrato in tantissimi casi una ottima capacità di accoglienza", aggiunge Simona Guida, psicologa dell'Associazione Apri. La guida sarà distribuita gratuitamente presso i principali musei torinesi o richiedibile direttamente all'associazione Apri-onlus. Per informazioni apri@ipovedenti.it

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focus

Italia Oggi del 09-09-2014

Il prof di sostegno non si tocca anche se c'e' un altro alunno

L'ESPERTO RISPONDE.

Il caso di un docente davanti alla decisione del dirigente.

Non si possono togliere ore perché ci sono più ragazzi.

Scrivo per esporre il seguente problema. Sono insegnante di sostegno a tempo indeterminato in una scuola primaria. Da qualche anno ho 12 ore in una classe e 12 in un'altra, al rientro a scuola durante l'assegnazione dei docenti alle classi mi è stata assegnato un terzo alunno trasferitosi nella mia scuola da qualche giorno.

Il quesito è questo: può il mio dirigente sottrarre delle ore di sostegno a un bambino ipoacusico e dopo far sì che mi occupi anche del nuovo arrivato? E i genitori del bambino a cui il dirigente ha sottratto delle ore (che sono arrabbiatissimi) a chi si devono rivolgere per rivendicare i loro diritti?

Il dirigente scolastico non può distrarre ore di sostegno, assegnate in organico per effetto della presenza di un alunno disabile, per destinarle ad altro alunno portatore di handicap. Né, tanto meno, è ipotizzabile un'utilizzazione tardiva dell'eventuale docente di sostegno in forza nell'istituzione scolastica di provenienza dell'alunno disabile che si sia trasferito nella nuova scuola per effetto di nulla osta. L'articolo 5, comma 109 del contratto sulle utilizzazioni, infatti, sembrerebbe escludere tale possibilità. Non di meno, considerato che il diritto all'integrazione scolastica è espressamente previsto dalla legge, i genitori possono promuovere l'azione giudiziale davanti al Tar al fine di imporre all'ufficio scolastico di provvedere in tal senso. Sebbene la materia risulti ascrivibile alla categoria dei diritti soggettivi, la giurisprudenza prevalente è incline a ritenere che essa rientri nella giurisdizione del giudice amministrativo.

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Giornale UICI del 12-09-2014

Centro di Documentazione Giuridica: Le principali novità della legge 114/2014 sulla semplificazione e la trasparenza amministrativa

a cura di Paolo Colombo

Finalmente il recente decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 è stato convertito definitivamente dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 e pertanto l'articolo 25 denominato "Semplificazione per i soggetti con invalidità", che porta le disposizioni più interessanti, merita di essere approfondito.

Alcune leggi essenziali per il riconoscimento dei diritti dei disabili hanno subito modifiche rilevanti e gli argomenti interessati spaziano dalla rivedibilità allo status di invalido, ai certificati provvisori e alle agevolazioni lavorative, ai diritti dei neomaggiorenni, alle procedure per la patente di guida, alle quote comunali riservate nei parcheggi, alle prove di concorso ed alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni.

Alcune di queste modifiche erano attese da tempo e sicuramente garantiranno uno snellimento burocratico non indifferente, considerando che verranno ridotti i tempi di attesa per le pratiche di invalidità e di handicap, limitate le chiamate a visita per alcune categorie di invalidi, riconosciuti diritti economici e lavorativi nell'attesa di essere sottoposti a visita e così via.

Tutti gli interventi del legislatore sembrano voler veramente andare incontro agli interessi dei disabili e comunque, puntare ad un abbattimento delle spese e dei tempi.

Anche l'Inps, viste le novità, si è già espresso con un messaggio dell'8 agosto 2014, (di cui si riporta il testo integrale) per quanto concerne le novità relative ai soggetti minorenni già disabili.

Approfondiamo quindi le diverse novità:

1) Rivedibilità e status di invalido (art. 25 commi 6-bis, 7 e 8):

La nuova norma risolve i problemi legati alle richiamate a visita ed ai ritardi che spesso caratterizzavano le pratiche di invalidità civile ed handicap.

a - alla scadenza, eventualmente indicata nel verbale, e nell'attesa del nuovo accertamento, NON vengono più sospese le provvidenze economiche (pensioni, assegni e indennità) e NON si perde più il diritto alle agevolazioni lavorative (permessi e congedi) come avveniva in precedenza, pertanto nel caso in cui sia prevista rivedibilità si conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura fino alla definizione della pratica;

b - la competenza della convocazione a visita nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità è dell'INPS che quindi deve procedere alla convocazione (non più alla ASL né al Cittadino);

c - al fine di evitare inutili duplicazioni di visite, l' abrogazione di un intero periodo del comma 2 dell'art.97 della legge 388/00, ovvero "I soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione civile o dell'handicap" fa sì che ad oggi, l'esonero della revisione riguardi tutte le patologie stabilizzate, gravi o meno che siano, e non solo se titolari di indennità di accompagnamento (invalidi, ciechi totali) o di comunicazione.

2) Certificati provvisori e agevolazioni lavorative (art. 25 comma 4):

a - da oggi viene esteso il diritto previsto dal decreto legge n.324/93 (convertito in legge n.423/93) oltre che per i permessi ex art.33 della L.104/92 anche per i congedi retribuiti (quelli previsti dal decreto legislativo n.151/01). [prima della modifica, qualora la commissione medica non si fosse pronunciata entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l'accertamento di handicap poteva essere effettuato dal medico che assiste il disabile, in servizio presso la Asl, specialista nella patologia dalla quale è affetta la persona con disabilità. Questo era valido solo per la L.104/92 e non permetteva alla Asl di rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita provocando tempi d'attesa e diritti negati]. Ora sarà possibile richiedere l'accertamento ad un medico specialista non prima che siano trascorsi 45 giorni (e non più 90) dalla domanda, richiedere il certificato provvisorio di handicap grave ("rilascio immediato" già a fine visita e valido fino all'emissione di quello definitivo) finalizzato alle agevolazioni lavorative, estensione della validità del certificato anche ai congedi retribuiti L.151/01;

b - viene abbassato a novanta (90) giorni dalla data di presentazione della domanda, il tempo massimo entro cui la Commissione ASL deve pronunciarsi rispetto allo status di handicap art.3 comma 3 Legge 104/92 mentre prima i giorni erano centottanta (si ricorda che comunque il verbale, perfezionato dalla ASL, deve essere poi trasmesso all'INPS per la convalida definitiva).

3) Neomaggiorenni (art. 25 commi 5 e 6):

a - al minore titolare di indennità di accompagnamento per invalidità civile, o cecità o di comunicazione per sordità "sono attribuite al compimento della maggiore età le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari" e senza obbligo di presentare domanda amministrativa in quanto la concessione avverrà in automatico;

b - Per i minori titolari di indennità di frequenza, presentando una domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età, questi ottengono in via provvisoria, già al compimento del diciottesimo anno di età, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni (verosimilmente solo la pensione o l'assegno) mentre rimane fermo, al raggiungimento della maggiore età, l'accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti. L'Inps (cfr messaggio n. 6512 dell'8 agosto 2014) , per aiutare, ha già pubblicato sul proprio sito i moduli per la domanda amministrativa.

4) Patente e guida (art. 25 comma 2):

a - qualora nella prima visita di idoneità alla guida la commissione certifica che il conducente presenta una disabilità stabilizzata e non necessita di modifica delle prescrizioni o delle limitazioni in atto, i successivi rinnovi di validità della patente di guida potranno essere effettuati senza passare per la commissione, cioè come tutti gli altri "patentati" con un risparmio di tempo e di denaro;

b - la durata della patente è quella comunemente prevista per tutti (tre, cinque, dieci anni a seconda del tipo di patente e dell'età del conducente).

c - è ammessa la possibilità per l'interessato di chiedere la presenza, nel corso della valutazione dell'idoneità, di un esperto di un'associazione di persone con disabilità da lui individuata, in aggiunta a quella già prevista di farsi accompagnare da un medico di fiducia;

5) Parcheggi (art. 25 comma 3):

a - gratuità dei parcheggi: impone al comune di stabilire, anche nell'ambito delle aree destinate a parcheggio a pagamento gestite in concessione, un numero di posti destinati alla sosta gratuita degli invalidi muniti di contrassegno, superiore al limite minimo previsto dalla normativa vigente (1 su 50) mentre concede per i comuni la facoltà, e non l'obbligo, di prevedere la gratuità della sosta per gli invalidi nei parcheggi a pagamento qualora risultino già occupati o indisponibili quelli a loro riservati.

6) Concorsi e assunzioni nella pubblica amministrazione (art. commi 9 e 9-bis):

a - modifiche anche alla L 104/92, ovvero viene inserito un nuovo comma all'art.20 che afferma che la persona con invalidità uguale o superiore all'80%, che sostiene le prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni, non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista;

b - infine, il comma 2 dell'art.16 della L.68/99 prevede che il disabile, qualora idoneo a concorso pubblico presso le PP.AA, può essere assunto anche oltre il limite dei posti riservati nel concorso, magari per coprire altre aliquote di riserva delle stesse PP.A.A. privilegiando all'assunzione il disabile che si trovi in stato di disoccupazione.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Giornale UICI del 26-09-2014

Centro di Documentazione Giuridica: Risarcimento al disabile in attesa di assunzione

a cura di Paolo Colombo

Per l'inadempimento dell'obbligo di assunzione obbligatoria sono dovuti al disabile i danni patrimoniali subiti senza necessità di una specifica prova: il pregiudizio si desume dai mancati salari e dalla prevedibile negligenza nel cercarsi un'altra occupazione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che a seguito della mancata ed ingiustificata assunzione di un soggetto invalido, avviato a norma della legge sul collocamento obbligatorio, ha confermato a carico del datore di lavoro il risarcimento del danno al lavoratore.

Con la sentenza n. 19609, depositata il 17 settembre 2014, ha sancito che se un lavoratore con disabilità dopo l'avviamento al lavoro, non venisse assunto, lo stesso ha diritto ad un indennizzo risarcitorio comprendente il periodo che va dalla data di avvio al lavoro alla data effettiva dell'inserimento lavorativo.

Il datore di lavoro che non adempie all'obbligo di assunzione del lavoratore avviato è tenuto a risarcire l'integrale danno patrimoniale subito da quest'ultimo durante l'intero periodo in cui si è protratta l'inadempienza.

Inoltre, il risarcimento deve essere determinato senza bisogno di una specifica prova del lavoratore, essendo sufficiente tenere conto del complesso delle retribuzioni che quest'ultimo avrebbe potuto conseguire, qualora fosse stato assunto nei tempi debiti.

La sentenza fa riferimento al principio, già espresso da altre pronunce di legittimità, per cui solo il datore di lavoro e il lavoratore hanno titolo di specificare il contenuto del regolamento contrattuale e in caso di inerzia datoriale al provvedimento di avviamento obbligatorio al lavoro, l'autorità giudiziaria, ricorrendone i presupposti, può tutt'al più emanare, come in questo caso, una sentenza di condanna al risarcimento del danno, quantificandolo sulla scorta delle retribuzioni perdute.

In caso di inerzia datoriale al provvedimento di avviamento obbligatorio, il lavoratore disabile non può adire al giudice e invocare una pronuncia di tipo costitutivo volta all'instaurazione "in via coatta" del rapporto di lavoro, in quanto solo le parti (datore di lavoro e lavoratore) hanno titolo per specificare il contenuto del regolamento contrattuale, ma può ottenere il risarcimento del danno per la mancata assunzione quantificabile nella mancata percezione delle retribuzioni.

In essa la Suprema Corte ha pure precisato che l'importo della somma da risarcire al lavoratore può essere ridotta tenendo conto di quanto questi ha percepito per lo svolgimento di altre attività lavorative (aliunde perceptum) o che egli avrebbe potuto guadagnare dedicandosi diligentemente alla ricerca di un lavoro (aliunde percipiendum). Il vantaggio della riduzione opera però solo nel caso in cui il datore di lavoro ne fornisca la prova.

In sostanza per la generalità degli invalidi avviati obbligatoriamente al lavoro non è possibile, in caso di ingiustificato rifiuto dell'assunzione da parte dell'impresa, ottenere la costituzione, con sentenza, del rapporto di lavoro, in base all'art. 2932 cod. civ., che prevede l'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto; infatti, ai fini dell'applicazione di questa norma è necessario che vi sia una predeterminazione degli elementi essenziali del rapporto, quali la retribuzione, le mansioni, la qualifica; mancando questa specificazione, l'invalido, in caso di omessa assunzione, può ottenere soltanto il risarcimento del danno.

Questa sentenza ne riprende altre precedenti, ma sicuramente è importante per ribadire i diritti delle lavoratrici e dei lavori con disabilità, e per tenere viva l'attenzione su questi temi, oggi di grande attualità.

Va comunque ricordato che in caso di mancata assunzione di un centralinista non vedente avviato obbligatoriamente al lavoro, egli ha invece diritto alla costituzione del rapporto per sentenza - Oltre che al risarcimento del danno - (Cassazione Sezione Lavoro n. 15913 del 14 agosto 2004, Pres. Mattone, Rel. Celerino).

L'attuale sistema legale nel caso del non vedente avviato al lavoro come centralinista, in base alla legge n. 113 del 1985, assicura un inquadramento contrattuale in cui sono prestabilite le mansioni, la qualifica e il trattamento economico, attraverso l'inserimento delle clausole della contrattazione collettiva applicabile.

Pertanto in materia va applicato il seguente principio di diritto: "In caso di legittimo avviamento di centralinista non vedente, la cui assunzione sia indebitamente rifiutata dal destinatario dell'obbligo di assumerlo, il Giudice, se richiestone, deve applicare l'art. 2932, cod. civ., rendendo fra le parti sentenza che produca in forma specifica gli effetti del contratto non concluso, trattandosi di fattispecie possibile non esclusa dal titolo, essendo, infatti, prestabiliti dalla legge n. 113 del 29 marzo 1985, in tema di disciplina del collocamento al lavoro e del rapporto di lavoro dei centralinisti non vedenti, la qualifica, le mansioni e il trattamento economico e normativo del lavoratore avviato, ivi compresa l'indennità legale di mansioni, assumendo carattere residuale il risarcimento economico (art. 1223 e ss, cod. civ.) destinato ad assicurare l'integrale soddisfazione del diritto del centralinista, indebitamente pretermesso dalla prestazione lavorativa per l'inadempimento del datore di lavoro".

La sentenza del 2004 sopra citata, dopo dieci anni ha ancora un valore ed una portata storica, in quanto con essa la Suprema Corte di Cassazione ha condiviso un orientamento minoritario di alcune pronunce di merito e ha affermato il principio che, a differenza di tutte le altre categorie di disabili avviati obbligatoriamente al lavoro, per i centralinisti non vedenti illegittimamente rifiutati è possibile non solo ottenere il risarcimento del danno, come di recente ribadito dalla cassazione con la sentenza n. 19609 depositata il 17 settembre 2014, ma anche una sentenza costitutiva del rapporto.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Disabili.com del 30-09-2014

Lavoro disabili e aggravamento. Cambio mansione, licenziamento o ricollocamento?

La legge 68/99 sul cosiddetto collocamento obbligatorio prevede una serie di strumenti per tutelare il lavoratore con disabilità nell'accesso a una occupazione. La norma si applica a persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai disabili intellettivi, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento; alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento; a quelle non vedenti o sorde; e agli invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e per servizio.

Oltre a regolamentare la questione delle quote di assunzioni obbligatorie (i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad assumere un numero di lavoratori con disabilità a quote scaglionate, secondo il numero totale di dipendenti), la legge definisce anche le eventuali variazioni di mansione, di ruolo o azienda a seguito di cambiamento nelle condizioni di salute dell'interessato o dell'organizzazione interna. A questo proposito, cosa succede se subentra un aggravamento nelle condizioni del dipendente assunto tramite le categorie protette, tale da non essere più idoneo a quella mansione? Si deve ripassare per il collocamento mirato o l'azienda ha obbligo di assegnarmi ad altra posizione? E se l'azienda non lo può fare?

Ci aiuta a inquadrare la situazione il nostro Esperto Avvocato, il dottor Roberto Colicchia, che nella sua rubrica in disabili.com l'Avvocato Risponde, in una risposta al quesito di un lettore affronta l'argomento.

Il nodo della questione, ricorda l'avvocato Colicchia, è all'art. 10 comma 3 della l. 68/99 il quale dice che "...nel caso di aggravamento delle condizioni di salute ... il datore di lavoro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del disabile per verificare se, a causa delle sue minorazioni, possa continuare ad essere utilizzato presso l'azienda. ... Gli accertamenti sono effettuati dalla commissione di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, integrata a norma dell'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 1, comma 4, della presente legge .... La richiesta di accertamento e il periodo necessario per il suo compimento non costituiscono causa di sospensione del rapporto di lavoro. Il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, la predetta commissione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'azienda..."

Questo significa che il rapporto di lavoro può essere interrotto nel caso in cui venga accertata dalle commissioni competenti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'azienda. Inoltre si sottolinea che spetta al datore l'onere della prova della non ricollocabilità del lavoratore inabile. Continua l'avvocato: "Secondo giurisprudenza, sia nel caso di aggravamento dello stato di salute che di riorganizzazione aziendale, è necessario verificare se il disabile possa essere adibito ad una diversa attività equivalente alle mansioni già assegnate o anche a mansioni inferiori, attribuendo al datore di lavoro il cd. onere di repechage".

A questo proposito riporta il contenuto di una recente pronuncia della Cassazione che, pur non riferendosi alle assunzioni ex legge 68/99, ha ritenuto che "...II licenziamento dell'invalido assunto in base alla normativa sul collocamento obbligatorio segue la generale disciplina normativa e contrattuale sol quando è motivato dalle comuni ipotesi di giusta causa e giustificato motivo, mentre quando è determinato dall'aggravamento dell'infermità che ha dato luogo al collocamento obbligatorio, è legittimo solo in presenza delle condizioni previste dall'art. 10, legge n. 482/1968, ossia la perdita totale della capacità lavorativa o la situazione di pericolo per la salute e l'incolumità degli altri lavoratori o per la sicurezza degli impianti, accertati dall'apposita commissione medica; nel caso in cui all'invalido risulti una capacità lavorativa, inoltre, sussiste in capo al datore di lavoro l'obbligo di adibirlo a mansioni equivalenti o anche inferiori compatibili con il nuovo stato dell'infermità, se la struttura organizzativa dell'azienda e la situazione dell'organico aziendale consentono..."

Il lavoratore, dunque, potrà essere licenziato solo qualora la Commissione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'impresa, nonostante gli adattamenti tentati da quest'ultima alla propria organizzazione produttiva.

Qualora quindi anche la soluzione di un ricollocamento in azienda non possa essere messa in atto, il lavoratore licenziato viene avviato presso altra azienda senza dover nuovamente essere inserito nella graduatoria, come indicato nell'art. 8 della legge 68/99 al cui comma 5 è stabilito che " lavoratori disabili, licenziati per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo, mantengono la posizione in graduatoria acquisita all'atto dell'inserimento nell'azienda".

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L'agenda: appuntamenti del mese di ottobre

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Flashback: nel mese appena trascorso

Nel mese di settembre si sono riunite le seguenti Commissioni Regionali:

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