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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Settembre 2014

SOMMARIO

Evento formativo nazionale per Fisioterapisti e altre professioni

a cura di Mirella Gavioli

"Nonostante la disabilità: tra il voler star bene del malato e il desiderio di curare dell'operatore...per la possibile guarigione dalla sofferenza". -

Si svolgerà a Tirrenia (PISA), nei giorni 18 19 20 ottobre e 28 29 novembre 2014,

un evento formativo accreditato nell'ambito del Programma nazionale di Educazione Continua in medicina (E.C.M.) dal titolo "Nonostante la disabilità: tra il voler star bene del malato e il desiderio di curare dell'operatore...per la possibile guarigione dalla sofferenza".

L'iniziativa proposta dal Comitato tecnico scientifico nazionale Fisioterapisti e Massofisioterapisti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e sostenuta da I.RI.FO.R CENTRALE, è rivolta a tutti i Fisioterapisti e Massofisioterapisti, nonché agli operatori sanitari come medici, psicologi, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali, docenti, educatori, e a quanti, per formazione professionale o personale, intendano acquisire competenze nell'ambito della Logoterapia ed Analisi Esistenziale secondo la scuola di Viktor Frankl, (discente diretto di Freud), al fine di migliorare la propria capacità di costruire la Relazione d'Aiuto.

L'evento è articolato in due stage distinti per la durata complessiva di 40 ore formative residenziali, presso il Centro Studi e riabilitazione "G. Fucà - Le Torri" di Tirrenia (PI).

L'iscrizione al Corso prevede il versamento di una quota di Euro 100,00 per i soci U.I.C.I. in regola con il tesseramento 2014 e di Euro 150,00 per i non soci, oltre alle spese di viaggio, vitto e alloggio che saranno a carico dei singoli partecipanti.

La quota comprende la partecipazione alle attività di formazione, la fornitura del materiale didattico in formato accessibile, i coffee break e il conseguimento dei crediti E.C.M. previsti per le professioni sanitarie accreditate.

Il Corso ha lo scopo di proporre l'acquisizione del quadro teorico di riferimento della Logoterapia ed è finalizzato a individuarne i possibili campi di applicazione in ambito sanitàrio, educativo e della comunicazione.

La formazione nell'ambito dell'Educazione Terapeutica del Paziente, sull'impostazione clinica, metodologica e di pensiero derivante dal Logo Counseling, in particolare, è infatti finalizzata ad aiutare i pazienti in ri-abilitazione clinica ed esistenziale a ri-affrontare al meglio, tanto le abilità residue, quanto il tempo presente e futuro, per poter godere della migliore qualità di vita possibile per se e per chi vi ruota attorno.

Il Saper comunicare per "lavorare meglio", conoscere le competenze e le dinamiche relazionali nell'equipe inter-professionale, conoscere ed approfondire il Logo Counseling e le potenzialità da esso derivanti, saper gestire positivamente lo stress professionale e prevenire la sindrome del Burn out, sono aspetti di fondamentale importanza per chi opera in ambito sanitario o sociale, a contatto con la disabilità e la sofferenza altrui.

Oltre alla formazione di tipo frontale, i discenti avranno a disposizione un tutor per l'approfondimento personale e saranno indicati alcuni testi di particolare interesse circa le tematiche affrontate.

La docenza è affidata al Prof. Paologiovanni Monformoso, Psicologo ed esperto Counselor clinico, Logoterapeuta e Logo Analista Esistenziale, docente per le scuole di alta formazione in Psicoterapia Esistenziale, docente universitario per il personale sanitario.

In qualità di Codocente / tutor clinico interverrà il Dott. Stefano Maria Gasseri, Sociologo, formatore e Counselor clinico, Co-moderatore dell'Istituto per il LogoCounseling.

Al termine del secondo stage verrà rilasciato un attestato di partecipazione, che sarà propedeutico ad un ulteriore corso formativo per Logo Educatore assistenziale che si svolgerà, auspicabilmente, nel 2015.

Per maggiori informazioni e per inviare le iscrizioni che dovranno pervenire all'I.Ri.Fo.R. entro il 3 ottobre 2014, si può consultare il comunicato I.RI.FO.R n 14 del 28/07/2014 oppure contattare la responsabile del progetto all'indirizzo e-mail mirella.gavioli@gmail.com

Si potranno altresì acquisire anche la scheda di iscrizione, i riferimenti teorici del Logo Counseling e la sintesi dell'offerta alberghiera.

Considerati i molteplici "valori" legati alla formazione, all'aggregazione ed al confronto interprofessionale riconducibili a questo "evento", oltre ad una "sana dose di divertimento" che certamente non mancherà, per non trascurare l'importanza della condivisione delle "questioni" di interesse specifico dei masso e fisioterapisti soci dell'UICI che avranno l'opportunità di ritrovarsi per l'assemblea nazionale di categoria che si terrà nella mattinata della domenica 30 novembre, si invitano tanto i singoli quanto le strutture potenzialmente interessate, a dare alla presente proposta la massima considerazione, diffusione e a favorirne la partecipazione.

Mirella Gavioli

(componente del comitato tecnico scientifico nazionale massofisioterapisti e fisioterapisti UICI)

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Giornale UICI del 04-08-2014

Progetto sala virtuale "ilsalotto degli amici"

di Patrizia Onori

Nella sala virtuale telefonica da me coordinata e da venerdì sera 1 agosto 2014 denominata "Il salotto degli amici", è nato un vero e proprio programma volontario di condivisione e di solidarietà.

Infatti, lo scopo del salotto è assolutamente quello di trasmettere a chi vorrà essere presente, qualche ora in totale relax partecipando ad interventi con ospiti meravigliosi i quali vi parleranno di medicina, cultura, informatica, cinema, cucina ecc.

Lo scopo del progetto è inoltre quello di scambiare ogni tanto quattro chiacchiere fra noi e di far compagnia a chi ne ha bisogno.

Ho fortemente voluto che la sala fosse frequentata non solo da persone non vedenti ma anche da persone vedenti proprio per confrontarci, per conoscerci ma soprattutto per dar modo di far comprendere a questa società che anche chi apparentemente a causa della disabilità fisica può sembrare non all'altezza di fornire servizi, è invece in grado di porgere sostegno e, particolarmente, di trasmettere un sorriso.

Il salotto è coordinato da me ma ho nel gruppo delle ottime persone nonchè degli eccellenti collaboratori che all'occorrenza possono sostituirmi.

Ma cos'è una sala virtuale telefonica?

Una sala telefonica non è altro che un grande contenitore virtuale nel quale possono esprimersi contemporaneamente fino a novanta persone che sono collegate e quindi unite tra loro per mezzo della linea telefonica.

Per partecipare, basta avere assoluto rispetto, educazione, voglia di stare insieme, un po' di buona volontà e l'interesse non solo per sè stessi ma di voler donare qualcosa agli altri.

Sarebbe mia intenzione fissare a partire dal mese di ottobre un giorno al mese che potrebbe essere il primo venerdì di ogni mese per i normali contatti tra tutti gli amici che vorranno essere presenti, fissando volta per volta altri giorni dove interverranno personaggi importanti e questi giorni saranno determinati dalle circostanze e sarà mia preoccupazione comunicarli a tutti gli amici e sarei grata a chiunque vorrà fornirmi suoi suggerimenti.

Chi vorrà far parte del progetto, ripeto assolutamente in qualità di volontario, potrà inviarmi una mail al seguente indirizzo di posta elettronica:

patrizia.onori@gmail.com

Ringrazio tutti voi amici per l'attenzione e cordialmente vi saluto.

La vostra Patrizia Onori

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comunicazioni varie

Dalla sezione di mantova

Corsi per l'utilizzo di I Phone e table apple

I Club Rotariani del mantovano, prevedono di organizzare per il prossimo mese di ottobre, uno o due week end da destinare allo svolgimento di corsi per I Phone e Tablet Apple per persone con disabilità visiva. Per agevolare la partecipazione, verrà organizzato, sempre a cura dei Rotary, il relativo servizio di accompagnamento dei partecipanti. Per adesioni ed ulteriori informazioni rivolgersi all'ufficio sezionale.

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Il Corriere della Sera del 07-08-2014

"Il Percorso sensoriale si fara'"

MILANO. «Esperienza unica». «Grande valore sociale». Sono di ieri queste parole pronunciate dal commissario generale di sezione per il Padiglione Italia, Diana Bracco, a proposito del progetto dell'Istituto dei Ciechi per Expo: un mercato al buio per introdurre il visitatore alla Vucciria di Guttuso. E sono di una settimana fa, ma sembrano riferite ad un evento diverso e lontano nel tempo, quelle scritte in una mail di poche righe dal direttore artistico del medesimo Padiglione Italia, Marco Balich, per comunicare all'Istituto dei Ciechi «con dispiacere» che «a causa di una forte spending review in atto, Padiglione Italia ha deciso di non procedere con il vostro progetto». In sette giorni il progetto morto è resuscitato. In tanti nel corso della settimana sono scesi in campo per difendere il mercato al buio gestito dall'ente di via Vivaio, finché ieri è arrivata la retromarcia del Padiglione Italia: «Il percorso sensoriale si farà». Il commissario generale, Diana Bracco, incontrerà il 14 agosto Rodolfo Masto, commissario dell'Istituto dei Ciechi per esaminare i dettagli della collaborazione. «Padiglione Italia continua a credere afferma Diana Bracco nella possibilità di realizzare il progetto di esplorare con tutti i sensi, esclusa la vista, gli odori e i rumori del mercato di Palermo raffigurato nella straordinaria opera La Vucciria di Renato Guttuso. Un'idea bellissima del nostro consulente artistico Marco Balich che mesi fa era stata proposta all'Istituto dei Ciechi di Milano». «La collaborazione deve proseguire ha aggiunto Diana Bracco perché sarebbe un vero peccato privare i visitatori dell'Expo 2015 di una esperienza unica e di grande valore sociale. Nei prossimi giorni, insieme con il commissario Masto, troveremo certamente un equilibrato punto d'intesa. Del resto per noi spendere in modo oculato le risorse pubbliche che ci sono state affidate è un dovere». Masto è felice: «I ciechi ringraziano tutte le persone che si sono spese a sostegno del progetto e tutte le istituzioni. commenta Siamo certi che l'esperienza sarà all'altezza del nostro storico istituto».

di Rossella Verga

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Il Giorno del 13-08-2014

"Salviamo il mercato al buio Mostra il talento di chi non vede"

MILANO. «Lo sa che l'Istituto dei ciechi era stato protagonista all'Esposizione (nazionale, ndr) di Milano del 1881, con interventi di grande attualità?». Snocciola curiosità storiche Rodolfo Masto, commissario dell'ente milanese, ma non solo per il piacere di raccontarle. È un'argomentazione precisa: non potete lasciarci fuori dall'Expo del 2015. Stava quasi per succedere. Nelle scorse settimane l'Istituto dei ciechi si è visto tagliare il progetto di un mercato al buio nel Padiglione Italia per l'effetto di una revisione della spesa dei costi della manifestazione. La proposta ha traballato finché sei giorni fa il commissario Diana Bracco non ha i! ngranato la retromarcia («Il percorso sensoriale si farà», ha detto) e da Palazzo Marino il sindaco Giuliano Pisapia ha dato il suo appoggio al progetto perché «Expo non sia solo una vetrina di prodotto ma di idee e conoscenze». Mentre Masto raccoglieva sostenitori via Twitter. L'ultimo messaggio ieri si rivolgeva direttamente al premier Matteo Renzi, che oggi visiterà il sito di Expo: «Il mercato al buio gestito da guide non vedenti regalerà luce a tutti i visitatori». DOMANI è il giorno della verità: alle 11.30 i due commissari si siederanno allo stesso tavolo per contare le risorse finanziare a disposizione e salvare il mercato al buio. «Vado all'incontro pieno di speranza», annuncia Masto. Il progetto dell'istituto di via Vivaio costa circa 250mila euro per la gestione dell'installazione, così calcolati: «Contiamo di tenere aperto 11 ore al giorno, con due squadre composte da quattro persone non vedenti per l'accompagnamento, più due persone all'accoglienz! a e alla regia spiega Masto . L'esperienza dovrebbe durare tra i 15 e i 20 minuti». I visitatori si troverebbero al centro di un mercato, la Vucciria di Palermo, completamente al buio, rinunciando perciò alla vista da cui un uomo in media ottiene l'80% delle informazioni che invia al cervello. Al termine la visione di uno dei capolavori di Renato Guttuso: il quadro «La Vucciria» che, per l'appunto, immortala la vita del mercato siciliano. Un'esperienza ispirata al fortunato format «Dialogo nel buio» che, per Masto, «aiuta a superare gli stereopiti di chi vede nei confronti di chi non vede. Vogliamo dimostrare quali sono le potenzialità dei non vedenti». Vedi alla voce lavoro. L'istituto di via Vivaio investe la gran parte delle forze in oltre 300 corsi professionali applicati soprattutto all'industria delle nuove tecnologie. Masto vorrebbe ampliare l'offerta anche «ai corsi di autonomia domestica, per quelle persone che a causa di una malattia perdono la vista da un ! giorno all'altro. Faccio un appello al presidente Maroni». Nel frattempo, c'è una partita da vincere nell'immediato: quella per Expo. luca.zorloni@ilgiorno.net

di Luca Zorloni

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Redattore Sociale del 02-08-2014

Lombardia, gli alunni disabili senza più sostegno a scuola?

Con la soppressione delle province non è stato definito a chi (regione, comuni o città metropolitana) spetti stanziare fondi e garantire i servizi nelle scuole. Un'incognita che pesa su 33.500 ragazzi, di cui 2.360 con gravi disabilità alle superiori.

MILANO. Tra poco più di un mese, quando riapriranno le scuole, chi si occuperà di garantire agli studenti con disabilità i servizi di cui hanno diritto? È la domanda che angoscia in Lombardia le famiglie di 33.500 ragazzi. Di questi, 2.360 sono riusciti ad arrivare alle superiori anche se hanno gravi disabilità. Il problema nasce con il ridimensionamento dei compiti delle Province o, come nel caso di Milano, con la creazione della città metropolitana: non si è ancora capito infatti chi avrà il compito di stanziare i fondi e organizzare servizi come il trasporto casa-scuola, il supporto degli assistenti all'autonomia o alla comunicazione. Chi ha una disabilità grave ha bisogno infatti anche di persone che lo aiutino ad andare in bagno, oppure a utilizzare gli ausili didattici o a fare tante altre cose che la vita quotidiana a scuola comporta. Le lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) lancia oggi l'allarme: si faccia chiarezza in tempo, il 15 settembre la campanella suonerà e che suoni per tutti! Chi deve occuparsi di questo aspetto fondamentale? La regione? Quel che rimane della provincia? I comuni?

Per gli studenti con disabilità "c'è la garanzia solo degli insegnanti di sostegno: in media 1 ogni 2,16 alunni -scrive Donatella Morra, referente della Ledha sul tema scuola-. Un numero peraltro insufficiente per permettere ai più gravi non solo di apprendere, ma persino di frequentare le scuole di appartenenza, in un contesto tutt'altro che "facilitante". Classi sempre più affollate dove, mediamente, il 10% degli alunni ha bisogni educativi speciali (BES) conclamati. Bisogna poi fare i conti con insegnanti curricolari demotivati o impreparati a gestire situazioni oggettivamente complesse, discontinuità didattica, formazione e aggiornamento ancora inadeguati".

Se non si garantiscono i servizi non si garantisce il diritto allo studio di migliaia di studenti. "Senza trasporti gratuiti, senza l'eliminazione delle barriere architettoniche, senza l'assistenza igienica di base (i bidelli), senza l'assistenza educativa specialistica, l'integrazione scolastica degli alunni e studenti con disabilità grave o con difficoltà di comunicazione per disabilità sensoriale (non e ipo-vedenti o udenti) è come un mosaico che va in pezzi e con esso vanno in pezzi la volontà, l'impegno e gli sforzi di quanti in questo obiettivo hanno creduto e per questo traguardo tenacemente lavorato".

Il 20 giugno Ledha ha rivolto un appello al consiglio regionale della Lombardia perché trovi una soluzione a questo vuoto di competenze. Per ora non si è mosso nulla. Nell'anno scolastico 2013/2014 mille alunni hanno fruito del trasporto gratuito casa-scuola e 1.700 alunni e studenti con disabilità sensoriale hanno disposto di assistenti e ausili per la comunicazione. "Molti ancora mancano all'appello, perché si sa solo che circa 290 studenti con disabilità frequentano le scuole paritarie superiori e 3.900 la formazione professionale, ma non si è a conoscenza dei supporti di cui fruiscono o di cui abbiano bisogno per la didattica e l'autonomia".

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Il Giornale di Brescia del 06-08-2014

Ghedi - Debora Ferrari, vittorie oltre la vista

Un oro e un bronzo per l'atleta di 10 anni al Trofeo di Karate per disabili di Ostia

GHEDI «Debora è ipovedente. Questo ha rappresentato inizialmente un problema per me e per il maestro Averoldi nel riuscire a comunicare correttamente i gesti e i movimenti del karate. Con il tempo abbiamo capito come sfruttare la sua percezione del corpo, che per certi esercizi è più raffinata di bambini della sua età. Alla fine, insomma, anche e soprattutto grazie alla forza di volontà di Debora, il premio è arrivato».

L'inciso è di Miriana Ferrari, l'insegnante che segue Debora Ferrari, la giovanissima atleta di Ghedi (10 anni) che, in occasione del Trofeo Internazionale di Karate per atleti disabili, al Palapellicone di

Ostia Lido, ha gareggiato in due distinte categorie: forma individuale e combattimento simulato con un partner (nel caso specifico il suo insegnante Michele Averoldi). Debora ha ottenuto importanti risultati in entrambe le categorie: ha conquistato la medaglia d'oro nella prima, quella di bronzo nella seconda.

«Per Debora è grande successo - assicura Miriana Ferrari - Ha preparato questa competizione con passione e dedizione, e i risultati sono arrivati. Siamo contenti e orgogliosi di lei».

Un bel risultato che premia sia la forza di volontà della bassaiola, sia il lavoro di un team, l'Asd Karate Ghedi, che non è nuovo a risultati di questo tipo. Infatti anche nelle precedenti edizioni del torneo la squadra ha presentato altri atleti, i quali si sono sempre distinti.

«Per favorire l'integrazione - spiega Michele Averoldi - durante le lezioni l'attività degli allievi con disabilità non è distinta da quella degli altri. Tuttavia, dove è necessario, il direttore tecnico sceglie un collaboratore valido che possa affiancarli, fornendo così il supporto necessario».

Insomma: tanta attenzione e tanto impegno per far sì che tutti gli atleti raggiungano gli stessi obiettivi, ma percorrendo strade diverse.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale nel mese appena trascorso, i quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

Servizio di registrazione opere di 2° livello: convenzione con UNICOOP Firenze

Venendo incontro alle continue esigenze dei soci del Centro Nazionale del Libro Parlato, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS ha stipulato con l'Unicoop di Firenze una convenzione che prevede la registrazione di testi di 2° livello letti dai volontari Unicoop.

Tale collaborazione ha l'obiettivo di incrementare la produzione delle opere in catalogo offrendo cosi' una piu' ampia scelta di libri e dando anche la possibilita', agli utenti del Libro Parlato, di segnalare un numero maggiore di titoli da registrare.

Gli utenti dovranno far pervenire al Centro Nazionale del Libro Parlato - Via Borgognona,38 - 00187 Roma, e-mail lp@uiciechi.it, le eventuali segnalazioni indicando: autore, titolo e casa editrice. Sara' gradito se gli utenti vorranno fornire in prima persona i testi da produrre, soprattutto se scolastici e/o universitari.

La presenza dell'opera segnalata dall'utente sara' verificata nella banca dati del Centro Nazionale del Libro Parlato, onde evitare duplicati e, a seguire, sara' strutturata in formato Daisy, successivamente assegnata al volontario per la registrazione ed infine messa a disposizione di tutti i soci del Centro Nazionale del Libro Parlato.

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Seminario nazionale "L'inclusione scolastica dei disabili visivi: dalle problematicita' del presente, uno sguardo fiducioso al futuro". Manfredonia (FG), 17 e 18 ottobre 2014

Su proposta della Commissione nazionale istruzione, l'Unione italiana dei Ciechi e degli ipovedenti realizza, grazie alla collaborazione dell'I.Ri.Fo.R., il seminario nazionale "L'inclusione scolastica dei disabili visivi: dalle problematicita' del presente, uno sguardo fiducioso al futuro".

Anticipiamo, con questo comunicato, alcune note organizzative, per consentire agli interessati di prenotare per tempo i viaggi, al fine di abbatterne i costi.

Il Seminario scaturisce dalla diffusa necessita', fra tutti coloro che a diverso titolo e nei diversi ruoli si occupano di educazione ed istruzione dei ragazzi ciechi/ipovedenti, di fare chiarezza sulla normativa vigente e sulle effettive risorse a disposizione. Le differenti realta' territoriali costituiscono di per se' quotidiane e reali problematicita' senza risposte di una qualche efficacia: scarsa o nulla preparazione tiflologica e tiflodidattica degli insegnanti, incerta e spesso inadeguata fornitura di sussidi e testi scolastici trascritti in braille o a caratteri ingranditi, assenza o precaria erogazione di interventi e servizi extrascolastici. La normativa sui "bisogni educativi speciali" sembra aprire ad una prospettiva di inclusione scolastica dei disabili, ma alcune specificita' (quali la disabilita' visiva) non sono messe in luce; le linee guida sulle valutazioni I.C.F., di prossima approvazione da parte del MIUR, poi, determineranno di certo una sorta di rivoluzione nelle certificazioni di alunni disabili. E tutto cio' in presenza di politiche sociali in profonda trasformazione: abolizione delle Province e trasferimento delle competenze assistenziali alle Regioni e da queste ai Comuni (privi di risorse finanziarie e disorganizzati); compartecipazione alle spese dei Servizi da parte dei fruitori, in ragione dell'ISEE del proprio nucleo familiare; progressiva sfiducia in una scuola che e' diventata il concentrato di tanti e diversi disagi sociali.

Ma se questo e' il problematico presente, alcuni strumenti e sinergie potranno dischiudere ad un futuro con qualche difficolta' in meno: la recente convenzione tra MIUR e IRIFOR; la presenza di competenze tiflologiche presso i Centri Territoriali di Supporto; concertate e non sovrapposte azioni fra i diversi enti e servizi che si occupano di ciechi; piu' incisive iniziative per promuovere e diffondere la conoscenza delle problematiche correlate alla disabilita' visiva.

Il Seminario, di cui seguira' con comunicato successivo il programma dettagliato, si svolgera' presso il "REGIOHOTEL MANFREDI", di Manfredonia (a 35 chilometri da Foggia) e sara' articolato in tre sessioni tematiche (con relazioni e dibattito ogni tre relazioni), a partire dalle 9:00 di venerdi' 17 fino alle 13:00 di sabato 18.

Il seminario , che rappresenta un importante momento di aggiornamento e confronto, e' rivolto ai componenti della Commissione nazionale istruzione, ai responsabili regionali e provinciali istruzione dell'U.I.C.I., ai responsabili dei Centri di Consulenza Tiflodidattica della Federazione e della Biblioteca, ai dirigenti scolastici ed agli insegnanti.

Per i responsabili nazionali, regionali e provinciali istruzione dell'U.I.C.I. e per i responsabili dei Centri di Consulenza Tiflodidattica, le spese di soggiorno, dalla cena di giovedi' 16 al pranzo di sabato 18, saranno a carico della sede I.Ri.Fo.R. di Foggia, le spese di viaggio a carico delle strutture di appartenenza.

La sede I.Ri.Fo.R. di Foggia, unitamente alla Sezione U.I.C.I., curera' tutta l'organizzazione dell'iniziativa, compresi i trasferimenti dei partecipanti dalla stazione FS di Foggia e dall'aeroporto di Bari al REGIOHOTEL MANFREDI.

L'iniziativa rappresenta un momento importante del dibattito associativo e per questo auspichiamo una ampia partecipazione.

Per ulteriori informazioni, contattare Michele Corcio (e-mail corciomichele@gmail.com e presidentecorcio@uicifoggia.it).

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UN APPUNTAMENTO DA NON PERDERE con Albatros progetto Paolo Pinto Onlus

EMOZIONI SUBACQUEE ALL'ISOLA D'ELBA

Partecipa alle prove di subacquea con lo staff istruttori di Albatros progetto Paolo Pinto.

Dopo l'esperienza vissuta in Calabria con gli amici dell'UICI VIBO ed altri partecipanti non vedenti che si sono approcciati alle prime emozioni della subacquea, vi invitiamo, dal 25 al 28 settembre 2014, alle prove di subacquea a Marciana Marina nella splendida Isola d'Elba.

ALLORA CHE ASPETTI? PARTECIPA!!

Tre giorni in mezza pensione presso l'Hotel Marinella €120,00 per persona in camera doppia, € 30,00 per persona per prova subacquea con istruttore abilitato.

______________________________________________________________________________________

Per ulteriori informazioni fare riferimento al comunicato della Sede Centrale U.I.C.I. n. 140/2014, disponibile all'indirizzo di seguito riportato:

http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/TestoCirc.asp?id=4859

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Parla con l'Unione - Giovedì 18 settembre 2014 dalle ore 15,00 alle ore 17,00 - Ospite l'On. Battafarano

Giovedì 18 settembre, alle ore 15.00 l'On. Giovanni Battafarano sarà ospite della nostra radio web nell'ambito della rubrica "Parla con l'Unione" www.uiciechi.it/radio/radio.asp.

Con il suo prezioso supporto, terremo una conversazione sui temi del lavoro, del collocamento, della formazione, dell'impiego, della gestione delle graduatorie riservate e dell'applicazione della legge 68/99.

L'On. Battafarano, particolarmente esperto della materia, ha accolto la nostra sollecitazione e si è reso disponibile per fornire il suo contributo di conoscenza e di esperienza.

Sarà possibile rivolgere domande nel corso della trasmissione, secondo le modalità usuali: utilizzare l'apposito form alla predetta pagina o inviare una e-mail, anche nei giorni precedenti la trasmissione, all'indirizzo diretta@uiciechi.it oppure contattarci durante la trasmissione ai recapiti telefonici 06/69988353 o 06/6791758.

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Convocazione Assemblea Nazionale Quadri Dirigenti - Tirrenia sabato 27 settembre ore 15 e domenica 28 settembre ore 9 (anche in diretta audio su Parla con l'Unione)

L'Assemblea Nazionale dei Quadri Dirigenti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è convocata a Tirrenia presso il Centro studi e riabilitazione "Le Torri" per i giorni sabato 27 settembre ore 15,00 e domenica 28 settembre ore 9 per discutere sul seguente

ORDINE DEL GIORNO

1) Procedure e proposte relative alla riformulazione dello Statuto Sociale e dei Regolamenti.

2) Proposte per una gestione patrimoniale più efficace ed efficiente;

3) Proposte e modalità di organizzazione del XXIII Congresso Nazionale.

L'Assemblea, come di consueto, verrà trasmessa tramite la nostra radio web www.uiciechi.it/radio/radio.asp . Chi lo desidera potrà inviare brevissimi interventi utilizzando l'apposito modulo on line della Rubrica "Parla con l'Unione". Nei limiti del possibile, tali interventi verranno letti in Assemblea.

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Permessi ex art. 33, commi 3 e 6, della Legge N. 104/1992 - Nuove istruzioni in merito alla maturazione del diritto all'erogazione del buono pasto

Si forniscono alcuni chiarimenti in merito al diritto del lavoratore dipendente in permesso Legge N. 104/1992 ad usufruire del buono pasto.

L'INPS, con messaggio Hermes N. 5325 del 12 giugno 2014, aveva genericamente deciso di non erogare più il buono pasto nei confronti del personale in assenza per permesso assistenziale ex Legge N. 104/1992.

Questa Unione ha così rappresentato all'Istituto che una decisione sommaria avrebbe ingiustamente penalizzato chi, pur usufruendo del permesso orario di 2 ore o frazione di esso, avrebbe raggiunto, in ogni caso, il limite minimo di durata della propria attività lavorativa prescritta contrattualmente (lettera prot. UICI N. 9440/2014 del 07/07/2014 - all.to 1).

L'INPS, con parere prot. N. 0003.28/07/2014.0019475 in risposta al nostro intervento- all.to 2), ha sostanzialmente recepito le nostre argomentazioni, accogliendole, tanto da rappresentare quanto segue.

Partendo da tali presupposti:

L'INPS, Direzione centrale risorse umane, ha, quindi, confermato che <qualora un dipendente, pur fruendo dei permessi orari concessi dalla legge 104/92, riesca comunque ad effettuare [....] nell'arco della giornata lavorativa, una prestazione di almeno sei ore complessive di lavoro effettivo, avrà diritto all'attribuzione del buono pasto> (rif. prot. N. 0003.28/07/2014.0019475).

Una risposta a beneficio dei tanti che ci chiedono delucidazioni su questo tema controverso e soprattutto di coloro, soprattutto per parte datoriale, che nutrono sull'argomento convinzioni non fondate sull'effettiva conoscenza dei nostri diritti e dei nostri interessi, che come Unione portiamo fermamente avanti.

Si allegano:

Intervento UICI, prot. N. 9440/2014

INPS, parere prot. N. 0003.28/07/2014.0019476

______________________________________________________________________________________

E' possibile scaricare il file .zip contenente il presente comunicato ed i relativi allegati utilizzando il seguente url:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2014/08/COMUNICATO%20145.zip

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SEDE CENTRALE: COMUNICATI DIRAMATI NEL MESE DI AGOSTO

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Superando.it del 27-08-2014

Tutte le novita' sulla semplificazione amministrativa

Convertito recentemente in Legge, con ulteriori novità, il Decreto Legge sulla semplificazione e la trasparenza amministrativa conferma tutto il proprio interesse, per le persone con disabilità e le loro famiglie, come viene spiegato in un ampio approfondimento curato dal Servizio HandyLex.org, di cui suggeriamo caldamente la consultazione ai Lettori.

«Nell'àmbito della disabilità - scrive Carlo Giacobini, direttore responsabile del Servizio HandyLex.org - il sovraccarico amministrativo rappresenta un elemento di ulteriore disagio perché investe opportunità e diritti e ne rallenta o appesantisce la fruizione. In particolare i percorsi di riconoscimento di status (invalidità, handicap, disabilità ai fini lavorativi, handicap ai fini scolastici) risultano assai farraginosi, comportano inutili duplicazioni di visite di controllo, revisione e verifica prevalentemente ingiustificate». «Più volte - aggiunge - nell'ultimo decennio le Associazioni delle persone con disabilità e in particolare la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), hanno avanzato organiche proposte di semplificazione amministrativa che tuttavia, pur incontrando una disponibilità teorica, sono rimaste finora lettera morta. Di tutt'altro segno il recente Decreto Legge 90/14, convertito definitivamente dalla Legge 114 dell'11 agosto scorso, ove a recare le più interessanti disposizioni è l'articolo 25, rubricato Semplificazione per i soggetti con invalidità. In sede di conversione, inoltre, sono state inserite ulteriori rilevanti novità».

Avevamo già segnalato, qualche tempo fa, la soddisfazione del presidente della FISH Vincenzo Falabella sul citato Decreto Legge 90/14 riguardante la semplificazione e la trasparenza amministrativa, che aveva appunto fatto parlare, al Presidente della Federazione, di «un Governo che finalmente accoglie le nostre proposte in materia di semplificazione amministrativa e le fa proprie».

Vale dunque ora certamente la pena consultare a fondo l'ampio approfondimento dedicato dal Servizio HandyLex.org alla conversione in Legge del Decreto, con l'analisi delle ulteriori novità ricordate da Giacobini. In tale testo ci si occupa via via di Rivedibilità e status, Patente e guida, Parcheggi, Certificati provvisori e agevolazioni lavorative, Concorsi e assunzioni nella Pubblica Amministrazione e Neomaggiorenni, dando spazio anche, su quest'ultimo tema, a un recente Messaggio prodotto dall'INPS (n. 6512 dell'8 agosto), che ha già fornito le relative indicazioni operative. (S.B.)

Ricordiamo ancora che l'approfondimento sulla Legge 114/14 (e in particolare sull'articolo 25 della stessa, intitolato Semplificazione per i soggetti con invalidità) è liberamente consultabile all'interno del Servizio HandyLex.org.

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Giornale UICI del 08-08-2014

Fish: Fondi sociali: aumenteranno nella legge di stabilità?

Il disegno di legge delega sul Terzo settore varca il primo traguardo: la presentazione ufficiale in una conferenza stampa di questa mattina. Presente il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti.

Il testo che riordina - e non poco - l'ambito del Terzo settore ha raccolto un sostanziale apprezzamento del Forum del Terzo Settore cui aderiscono moltissime associazioni noprofit fra le quali anche la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap.

"La normativa era ormai datata e frammentata. Era necessario fissare nuovi criteri che consentano di premiare e incentivare un settore straordinariamente dinamico, ma anche di fissare regole di trasparenza a garanzia dei singoli e della collettività" - commenta Vincenzo Falabella, Presidente della FISH - "Alcuni elementi potranno essere aggiustati in sede di discussione parlamentare. Uno fra tutti la ambigua e un po' inquietante indicazione di 'razionalizzare le categorie di lavoratori svantaggiate' a proposito delle imprese sociali. Ci auguriamo sia una 'svista', un errore nella stesura destinato ad essere rivisto."

Soddisfazione per le dichiarazioni di Poletti riguardo al futuro dei Fondi sociali (politiche sociali, non autosufficienze, povertà...). Il Ministro riconosce che rispetto al 2008 l'importo dei Fondi è drasticamente diminuito. La destinazione attuale è aumentata rispetto agli anni precedenti, ma è ancora al di sotto delle reali necessità. L'impegno del Ministro è di aumentare, in occasione della prossima legge di stabilità, l'importo destinato a quei Fondi.

"È quello che auspichiamo. - conferma Falabella - La spesa per la disabilità dell'Italia è molto al di sotto della media europea. Si spende poco e in maniera scarsamente efficace. Ci auguriamo che il trend si inverta. Di certo FISH svolgerà un monitoraggio continuo sulla discussione della legge di stabilità."

6 agosto 2014

FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap

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La Sicilia del 20-08-2014

Le persone disabili e quelle con mobilita' ridotta, anche nel trasporto aereo...

Le persone disabili e quelle con mobilità ridotta, anche nel trasporto aereo, sono state purtroppo oggetto in passato di palesi discriminazioni o disservizi. In questi giorni di spostamenti è bene quindi ricordare il regolamento comunitario non sufficientemente conosciuto, che ha introdotto, con una normativa specifica, alcuni importanti diritti. Ne può usufruire qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell'uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o handicap mentale, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un'attenzione adeguata e un adattamento del servizio fornito a tutti i passeggeri.

Il soggetto a cui spetta garantire assistenza è la società di gestione dell'aeroporto, ma non vengono meno gli obblighi delle compagnie aeree che, sostanzialmente, devono fare da tramite tra il passeggero e il gestore per garantire il trasporto nelle migliori condizioni. Il passeggero deve comunicare al vettore aereo le sue esigenze in tempo utile e comunque non oltre 48 ore prima della partenza. È bene rispettare tale termine anche se, nell'ipotesi di mancata o tardiva comunicazione, il gestore è tenuto a compiere ogni sforzo ragionevole per offrire l'assistenza. Il vettore aereo e il gestore aeroportuale devono garantire il servizio, secondo le rispettive competenze, senza alcun pagamento aggiuntivo. Il passeggero ha l'obbligo di presentarsi alla registrazione all'ora stabilita e comunicata per iscritto dalla compagnia aerea e qualora non vi sia comunicazione almeno un'ora prima della partenza; oppure due ore prima ad uno dei punti designati all'interno dell'aerea aeroportuale. Nel caso in cui le sedie a rotelle, le altre attrezzature per la mobilità o i dispositivi di assistenza vengano persi o danneggiati durante il passaggio in aeroporto o il trasporto a bordo dell'aereo, al passeggero è dovuto il risarcimento.

di Carmelo Calì

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Redattore Sociale del 14-08-2014

Diritti dei passeggeri disabili: Forum europeo raccoglie le storie

Negato l'imbarco a causa della disabilità? Danneggiata la sedia a ruote? Nessuna informazione accessibile alla stazione ferroviaria? Edf lancia un'indagine per identificare i problemi esistenti nei vari paesi in materia di diritti dei passeggeri.

ROMA. E' da oltre un anno ormai che l'Unione europea ha leggi sui diritti dei passeggeri in tutti i modi di trasporto: aereo (Regolamento 1107/2006 e 261/2004), treno, autobus e pullman non urbani ma solo a lunga distanza di viaggio, di 250 km o più (Reg 1371/2007, Reg. 181/2011) e mezzi via mare (Reg. 1177/2010). "Quello che ci interessa ora è vedere se queste leggi hanno cambiato nulla nella vita quotidiana dei cittadini dell'Ue": è questo l'obiettivo dell'European disability forum, che ha lanciato "un piccolo sondaggio per conoscere meglio le vostre esperienze, se si viaggia tutti i giorni o solo una volta all'anno non importa. Se di recente avete usato uno qualsiasi di questi modi di trasporto (o si voleva, ma non poteva perché non era accessibile) e si desidera condividere la propria esperienza con noi, Edf vorrebbe ricevere le vostre risposte. Useremo queste informazioni - chiarisce l'Edf - nel nostro lavoro di advocacy per impostare le nostre priorità e anche per illustrare i problemi che le persone con disabilità devono affrontare quando si viaggia, grazie agli esempi di vita reale".

Il Forum, a mo' di orientamento e di guida per chi partecipa al sondaggio, ha raccolto alcune domande: su quale mezzo di trasporto e in quale paese si è verificato l'incidente? cosa è successo esattamente (mancanza o bassa qualità dell'assistenza, danni o attrezzature di mobilità perdute, negato imbarco, mancanza di informazioni, servizi inaccessibili ...)? Hai sporto denuncia dopo? se sì, a chi? Nei confronti di chi, il provider di trasporto (aereo, impresa ferroviaria, compagnia di autobus, ecc), le autorità competenti o un altro organismo (mediatore, mediatore, altro meccanismo di risoluzione delle controversie)? sei andato in tribunale? Come ha reagito il provider di trasporto? Hai ricevuto alcuna risposta? Hai ricevuto un risarcimento? Sei a conoscenza dei tuoi diritti come passeggero e soprattutto come persone a mobilità ridotta? Che cosa potrebbe essere migliorato al fine di evitare tali situazioni in futuro? Sei d'accordo sull'utilizzo da parte di Edf delle informazioni date in forma anonima nel suo lavoro di advocacy?

Le storie vanno inviate a marie.denninghaus @ edf-feph..org. In alternativa, è possibile anche inviare contributi su facebook o twitter utilizzando l'hashtag #FreeMove.

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Libero del 22-08-2014

Malati di retinite pigmentosa un numero verde anche in Italia

Una malattia rara, ereditaria e degenerativa, che porta progressivamente alla cecità e che in Italia conta ben 15mila casi, con un'incidenza stimata di circa un caso ogni 4mila persone. Ed è proprio grazie a Assia Andrao, Presidente dell'Associazione Retina Italia Onlus, che è stato attivato un servizio telefonico - Il numero gratuito 800 879 697 è il nuovo numero verde, attivo ogni giorno, che fornisce informazioni a coloro che sono affetti da retinite pigmentosa - per una maggior vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie. In quest'ottica, il numero verde agisce come primo contatto per i pazienti affinché possano essere informati su quanto l'innovazione scientifica e tecnologica offre loro oggigiorno per ritrovare maggiore indipendenza nonostante la cecità. "Presto ci saranno grandi cambiamenti nell'assetto organizzativo dell'associazione - ha confermato Assia Andrao - e un nuovo Congresso per i pazienti in occasione della Giornata Mondiale della Retina". A disposizione di chi chiama una brochure illustrativa di Argus II, la protesi retinica che permette di restituire una certa funzionalità visiva ai pazienti resi ciechi dalla malattia. Ad oggi si contano ben 12 impianti effettuati; il professor Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa, autore dei 12 impianti conferma: "l'esperienza del nostro Centro con la Protesi Retinica Argus II è consolidata; dopo 3 anni e 12 impianti in pazienti provenienti da tutta Italia, possiamo testimoniare la validità della protesi retinica, perfettamente biocompatibile e che non presenta alcun malfunzionamento". Prima nel mondo, l'Italia ha utilizzato con successo il sistema Argus II dell'Azienda americana Second Sight Medical Products. In tutto il mondo ad oggi si contano più di 80 protesi impiantate. Attraverso il numero gratuito 800 879 697 è inoltre possibile un primo confronto per ! verificare la presenza dei criteri fondamentali per potersi sottoporre all'eventuale intervento per impiantare la protesi retinica. I criteri sono:

Il numero verde è utile anche per ricevere i contatti di Retina Italia Onlus e di Second Sight Medical Products.

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Superando.it del 20-08-2014

Bene quell'anello digitale, ma il Braille sopravvivera'

di Stefania Leone

Secondo Stefania Leone, Finger Reader, nuovo anello digitale progettato negli Stati Uniti, che riconosce la scrittura tradizionale e digitale, rendendola comprensibile a chi soffre di deficit visivi, non manderà in pensione il Braille. «La nuova tecnologia - scrive infatti - potrebbe tornare utile ai ciechi acquisiti, non a quelli che lo sono dalla nascita, alla luce della notevole differenza nelle abitudini di lettura tra gli uni e gli altri».

Ma Finger Reader, ovvero l'anello high-tech che riconosce la scrittura tradizionale e digitale, rendendola comprensibile a chi soffre di deficit visivi, manderà davvero in pensione il Braille? Probabilmente non del tutto. La nuova tecnologia progettata negli Stati Uniti, infatti, potrebbe tornare utile ai ciechi acquisiti, non a quelli che lo sono dalla nascita, alla luce della notevole differenza nelle abitudini di lettura tra gli uni e gli altri.

Per un bambino cieco leggere e scrivere in Braille - sistema introdotto nel 1824 - è analogo a ciò che fa un "normodotato" che invece vede con gli occhi. Legge e scrive le letterine una alla volta: egli impara, in sostanza, a riconoscere con le dita i puntini della matrice 3×2 che costituisce il carattere Braille, e poi affiancando un carattere all'altro pian piano compone la parola; analogamente, il bimbo vedente impara in genere a riconoscere lettera per lettera fino a comporre una parola guardandola e pronunciandola.

Una persona non vedente, però, presa l'abitudine al Braille, difficilmente la abbandona, mentre per coloro che perdono la vista da adulti o da anziani, indubbiamente l'anello digitale sembra poter essere di grande utilità - almeno da quanto leggiamo dalle descrizioni presenti nei vari articoli usciti in proposito - ma va naturalmente provato e testato.

Anni fa esisteva il sistema denominato Optacon che, facendo scorrere una telecamerina sul foglio stampato, restituiva sotto le dita le vibrazioni tattili corrispondenti alla forma dei caratteri che potevano essere riconosciuti. Esso era piuttosto faticoso e richiedeva molto allenamento per poterlo trovare utile, nella stessa maniera in cui altrettanto ostico, per chi diventa cieco da grande, può risultare il Braille, sia perché le dita non hanno la sensibilità di quelle di un cieco nato, sia perché una volta riconosciuta al tatto la lettera a puntini, questa va a sua volta decodificata con un ulteriore passaggio mentale, che solo con l'esercizio diventa automatico. Ma oggi si può approfittare dei vantaggi della tecnologia e dei sistemi di vocalizzazione (screen reader*, scanner vocalizzati e ora appunto il Finger Reader).

Una evidente utilità del Finger Reader potrebbe essere la lettura di brevi informazioni, come le etichette o gli avvisi, soprattutto per gli ipovedenti. È stato tuttavia fatto notare che l'anello digitale non interagisce con i touch screen [schermi tattili, N.d.R.], un serio problema, questo, in un mondo che va digitalizzandosi sempre di più.

Vale dunque la pena risolvere e semplificare le varie problematiche del nuovo ausilio, perché chi perde la vista da grande preferisce con gran piacere risparmiare fatica e dedicare semmai energie e tempo ad affrontare altri problemi.

*Software che legge lo schermo con voce sintetica.

Consigliera dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Il presente testo è già apparso in «West - Welfare Società Territorio», con il titolo "Dopo quasi 200 anni il Braille continua a non avere rivali" e viene qui ripreso - con alcune modifiche alla luce del diverso contenitore - per gentile concessione.

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NextMe del 05-08-2014

Realta' aumentata: arrivano gli occhiali intelligenti per i non vedenti

L'Università di Oxford sta mettendo a punto degli occhiali per persone con limitata capacità visiva, che permetteranno loro di vedere meglio e camminare in maniera autonoma. Una sorta di visiera hi-tech simile a quella indossata da Geordi La Forge in Star Trek.

Si tratta del primo esperimento su larga scala di smart glasses e realtà aumentata e il primo passo per rendere questi occhiali disponibili a chiunque ne abbia bisogno.

Questi dispositivi ideati dal team del professore Stephen Hicks, grazie ad una particolare telecamera tridimensionale montata sulle lenti, riescono a migliorare la mobilità e la capacità di evitare gli ostacoli delle persone ipovedenti.

Sono costituiti da una microcamera 3D, un microcomputer ed un software in grado di elaborare le immagini dell'ambiente circostante in una forma più semplice e meglio percettibile dal soggetto.

Le figure sono dapprima evidenziate con contorni bianchi su sfondo nero e man mano che si avicinano diventano grigie e, quindi, evitabili durante il cammino.

"L'idea degli occhiali intelligenti è quella di dare alle persone con problemi di vista un aiuto, che aumenta la loro consapevolezza di ciò che è intorno a loro", dice Stephen Hicks. Anche se per ora il prototipo ideato è un po' ingombrante da poter indossare per la strada, ma il prodotto finale sarà come dei normali occhiali.

di Arturo Carlino

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Nuova Gazzetta di Modena del 11-08-2014

Cecilia Camellini: "Il mio 2014? Un anno... d'oro"

Dopo la laurea in psicologia sono arrivati i trionfi europei «È andato tutto oltre ogni mia più rosea aspettativa».

Un anno d'oro. Non usa queste parole per descrivere il suo 2014, ma lo pensa proprio così, Cecilia Camellini, mentre rientra in auto da Eindhoven scortata da due fidi scudieri come papà Gian Paolo e il fratello Stefano, pronti a raggiungere mamma Antonella a Casinalbo per festeggiare assieme. Di festa, in effetti, ce ne sarà da fare tanta, perché la campionessa 22enne torna a casa con al collo tre medaglie d'oro, frutto di un en plein sensazionale all'Europeo olandese. Trionfi arrivati dopo due anni di assenza da gare internazionali, dalla Paralimpiade di Londra nella quale divenne beniamina dell'Italia intera, per dedicarsi agli studi e conseguire la laurea in Psicologia, arrivata a luglio. Ecco perché il 2014 di Cecilia può davvero definirsi un anno d'oro. E non è finito: dopo un paio di settimane di meritato riposo, a settembre ci sarà da concentrarsi di nuovo sugli studi. Non si ferma mai, Cecilia, sempre proiettata verso nuovi traguardi. E non smette mai di stupire chi in questi anni ha imparato ad ammirarla per quello che è e che sa dare, da campionessa fuori e dentro l'acqua. Tutti alla spasmodica ricerca di nuovi aggettivi per descriverla, avendoli finiti da un pezzo. Se ne chiedete uno a lei, però, non saprà dirvelo, perché l'umiltà sta alla base del suo essere straordinaria campionessa. IL RIENTRO ALLE GARE «È andato tutto meglio di ogni mia più rosea aspettativa», racconta Cecilia. «Nulla - prosegue - era scontato. Anzi, c'erano diverse incognite il giorno del mio arrivo ad Eindhoven. Ultimo ostacolo da affrontare la febbre, che fortunatamente dopo la prima gara mi ha dato tregua». Manco a dirlo, quella gara si è chiusa con un immediato ritorno sul gradino più alto del podio: «Un'iniezione di fiducia, con la consapevolezza di aver tratto beneficio anche dallo stato di forma forse non eccelso delle mie rivali. Perché, diciamolo, ho fatto un tempo abbastanza alto». Non che Cecilia voglia sminuire il suo successo, perché dietro a quell'oro nei 100 dorso e agli altri due conquistati nei 50 e 100 stile ci sono mesi di sacrifici in mezzo agli studi: «A giugno ho ricominciato ad allenarmi ogni giorno. È stata una preparazione corta rispetto al solito, se si pensa che prima della Paralimpiade di Londra mi allenavo due volte al giorno. Così, assieme ai miei allenatori, abbiamo deciso di dedicarci solo a tre gare anziché alle solite cinque. La scelta ha pagato». ORI ED EMOZIONI «Di emozioni ne ho provate tante. La più forte dopo la vittoria nei 50 stile, quando mi è stato comunicato il tempo: non avrei mai immaginato di poter sfiorare il mio record del mondo, ma sapevo di aver messo in acqua il 110% delle energie. L'oro nei 100 dorso non me lo sarei aspettata, quello nei 100 stile sì: era la gara che attendevo con ansia e il fatto che sia stata l'ultima mi ha dato la sensazione di aver messo la ciliegina sulla torta». RIPOSO E FUTURO «Adesso mi godrò un po' di relax, ho davvero bisogno di riposarmi. Andrò alcuni giorni ad Assisi. Poi, a settembre, mi attende il test di ingresso a Psicologia clinica per la laureamagistrale. Alle gare tornerò a pensare più avanti. Il prossimo anno ci sarà il Mondiale, nel 2016 la Paralimpiade. Ma diamo tempo al tempo». FESTA E RINGRAZIAMENTI «Accendevo il telefono dopo le gare, perché prima preferisco isolarmi e trovare la massima concentrazione, e trovavo decine di messaggi. Il più inaspettato? Quello del sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli. Mi ha fatto realizzare che in tanti mi stavano seguendo. Non dimentico anche quello del sindaco di Formigine, Maria Costi. Ringrazio tutte le persone che mi hanno seguito, dalla prima all'ultima, ma un "grazie" speciale voglio farlo alla mia famiglia, ai miei allenatori Matteo Poli e Alessandro Cocchi (che non hanno potuto seguirla in Olanda, ndr) e ad Atos Serradimigni, da anni mio sponsor con l'azienda Tecnodiamant: senza di lui questo Europeo lo avrei seguito da casa, non vissute in acqua».

di Marco Costanzini

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La Gazzetta di Reggio del 18-08-2014

Laurea e tre ori l'estate magica della Camellini

REGGIO EMILIA. «Sto vivendo una favola, ma so che prima o poi arriverà il giorno in cui i risultati non arriveranno più. Sarà una opportunità per fare altro». Basterebbe questa frase per condensare il Cecilia Camellini pensiero. Una campionessa nello sport come nella vita, la 22enne nuotatrice formiginese, portacolori della Asd Tricolore Reggio Emilia, che ha da poco conquistato tre medaglie d'oro ai Campionati Europei di Eindhoven, dominando le gare dei 100 dorso, 50 e 100 stile libero. Ori che luccicano a casa Camellini, assieme alla laurea in Psicologia ottenuta a pieni voti, e con lode, all'università di Cesena all'inizio di luglio, poco prima di partire per l'Olanda per gli Europei.

LA FAVOLA. Cecilia Camellini come Cenerentola? «In un certo senso sì - racconta la nuotatrice, reggiana d'adozione, incontrata nella piscina cittadina di via Melato dove si è allenata la scorsa settimana prima di partire per le vacanze - Quest'anno in particolare è speciale. Tre ori in fila non li avevo mai vinti. La laurea per la quale ho scelto di rinunciare a preparare le gare sui 400, e tante soddisfazioni che stanno arrivando». Le ha pesato rinunciare alle due gare sui 400? «No, perché è stata una scelta condivisa con lo staff tecnico. Sapevamo che o mi laureavo o mi allenavo. Abbiamo scelto la via di mezzo». E sono arrivati tre ori. «Sì. Quello nel dorso a sorpresa. Avevo la febbre e il crono è stato quasi da crociera estiva, anche se un po' accelerata... - sorride - Ma quando la tedesca mi ha toccata, ho cambiato ritmo». Cioè? «A metà vasca c'è stato un contatto con la Schulte. E lì ho pensato che quella medaglia doveva essere mia».

LA TENACIA. Testardaggine e tenacia: due doti che ha sempre avuto sin da piccola. In quale si riconosce? «Mi vedo più come una rompi... Scherzi a parte, quando mi viene sottoposta una cosa, prima di accettare valuto. Lì cerco di capire se posso o meno ottenere un obiettivo. Se capisco che ci posso arrivare, allora parto a testa bassa per ottenerlo. Consapevole che potrei anche non riuscirci». Ed in quel caso? «Vuol dire che qualcuno è stato più bravo di me o che le valutazioni non erano state del tutto corrette. Si impara».

LA FAME. Per ora è successo poche volte. Ma come farà a saziarsi? Ha ancora fame di medaglie? «Se faccio una gara non penso alle vittorie in tasca. Penso che mi farebbe piacere conquistare anche quella medaglia. Finché riesco, cerco di portarne a casa più che posso». L'anno prossimo ci saranno i Mondiali e poi, nel 2016, le Olimpiadi di Rio. Qual è l'obiettivo primario? «I Mondiali e poi le Olimpiadi. Ogni anno ha la sua storia».

LA PELLEGRINI. In questo concetto assomiglia molto a Federica Pellegrini, a cui spesso è stata accostata. Dopo quel contatto post Londra 2012, c'è più stato nulla? «Questo paragone non regge e non potrà mai reggere. In quel momento fu naturale, poi non c'è più stato contatto da parte di entrambe. Le faccio un sincero "in bocca al lupo" per gli Europei. Ma Federica non c'entra. È il movimento che non ha fatto nulla per avvicinare i nostri due mondi». In che senso? «Dopo Londra ci misero assieme facendo proclami secondo i quali il mondo Olimpico e quello Paralimpico avrebbero dovuto diventare una cosa sola. Belle parole rimaste per aria che non hanno trovato al momento, attuazione. I muri rimangono alti e la volontà di abbatterli, poca». Un suo desiderio sin da prima di conoscere la Pellegrini. «Perché è sempre stato così e credo lo rimarrà ancora a lungo. Due mondi paralleli ma che nessuno vuole incrociare. Anche se gli uni non avrebbero da temere gli! altri, perché le prestazioni non sono neppure paragonabili».

LA MODA. Come la Pellegrini, lei è sempre stata attenta al look. Ha mai pensato di fare la modella? «Le modelle basse non le vuole nessuno. Vediamo. Finché faccio nuoto un po' di fisico mi rimane». Non aveva neppure le unghie tricolori - come a Londra 2012 - in Olanda? «No. Per lo stress post laurea le avevo mangiate. Ma qualche collega le ha esibite e la tradizione è stata rispettata».

LA LAUREA. Un 110 e lode ottenuto a Cesena e una laurea in Psicologia che ha fortemente voluto. Quanto le sono serviti in vasca quegli studi e quanto del sacrificio in allenamento l'ha aiutata a laurearsi? «Sono due cose che vanno di pari passo. Quando sono in gara non riesco a pensare molto, soprattutto se faccio i 50 o i 100. Ma ho fatto la tesi sulle motivazioni nello sport e in Olanda ho voluto testare se quanto avevo scritto era vero». E adesso? «Le vacanze ad Assisi, anche se dovevo andare a Gerusalemme. Ma non è il momento buono. Poi a settembre l'ammissione a Psicologia clinica e si ricomincia a studiare».

LA FINE. Tutto calcolato. Tutto desiderato. Otterrà anche questo risultato? «Ci spero perché è quello che voglio. I risultati e la laurea conseguita hanno messo molta benzina nel mio motore». Nonostante le tantissime vittorie è rimasta la stessa Cecilia che si approcciava alle gare dieci anni fa. Perché? «Non lo so. Questo alone di brava ragazza lo hanno costruito. Ma io sono una 22enne come tante altre». Non teme che la favola possa finire? «Come un piatto di lasagne. Ma non per questo si smette di mangiare. Si cambia portata. Quando i risultati non arriveranno più proverò a fare altro. Cavallo, paracadute, pianoforte e ora l'armonica a bocca. Oltre a nuotare, faccio altre cose già ora». IL DOPING. Lei viene associata allo sport pulito. Ma il doping nel mondo paralimpico, esiste? «Solo perché siamo ciechi o disabili fisici non vuol dire che siamo diversi. Siamo ragazzi e ragazze e, come tali, facciamo cavolate. Nel mio mondo esiste il doping. E chi bara, lo ! fa per lo stesso motivo dei cosiddetti normodotati». Lei ha mai barato? «Sì - esclama davanti alla mamma Antonella, la quale impallidisce sorpresa - Alle superiori mi sono preparata i foglietti e ho copiato. Lo sanno in pochi, ma ormai il reato è prescritto. Ripeto. Sono cieca, ma sono una ragazza come le altre e faccio le stesse cose degli altri. Ma non faccio ricorso al doping e mai lo farò. Se non vincerò, sarà perché le altre sono più brave».

LA VITA. Guardando la sua vita sino ad ora, con cosa baratterebbe una delle sue medaglie? «Con dieci centimetri in più di altezza - scherza - Mi aiuterebbe nel nuoto». Anche pensando alla vita privata? «Beh, come Cenerentola lascio in giro ciabatte in ogni piscina, ma il principe azzurro non si decide a riportarmele. Lei invece al primo colpo ha centrato l'obiettivo». La notorietà, in questo, non l'aiuta? «No, anzi. I complimenti mi fanno piacere, ma se posso li evito. Per questo vorrei andare ai Caraibi. Me li hanno descritti come un luogo paradisiaco e vorrei verificare di persona. Li non mi conosce nessuno e potrei stare tranquilla».

di Alessandro Zelioli

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Alto Adige del 05-08-2014

La vittoria dello scultore cieco

BOLZANO. E' recente la notizia che Andrea Bianco, il noto scultore bolzanino non vedente, ha vinto la quarta edizione della biennale "L'arte che pulsa", un concorso d'arte che si svolge a Piombino rivolto alle persone diversamente abili. La sua opera, intitolata "la timodona"è stata proclamata miglior opera in concorso. «Mi chiedo perché certi concorsi si svolgano soprattutto in centro Italia -si chiede Andrea - e nella nostra regione non si parli dell'approccio all'arte delle persone diversamente abili e non si offrano loro concorsi artistici o scuole di specializzazione». Bianco non vuole polemizzare. Vuole, piuttosto, scuotere enti ed organizzazioni verso l'entusiasmante coinvolgimento dei diversamente abili nelle arti. Rincara poi la dose su un problema precedentemente affrontato: «Manca a Bolzano un luogo dove un non vedente possa fare arte in maniera seria, e mancano le occasioni per chi, come me privo del senso della vista, possa toccare l'arte». Non è un gioco di parole quello proposto da Andrea Bianco, ma un dato di fatto. Infatti, lui si orienta sulle sculture con il tatto, metodo di lavoro che gli permette di creare raffinate ed intense opere d'arte come "la timidona" vincitrice del premio di Piombino. Il toccare l'opera d'arte gli serve letteralmente per vederla. Andrea però non fa tutto da solo, infatti le tecniche da lui apprese per la scultura gli sono state trasmesse da Nicola Hornaecher, un giovane di 27 anni che frequenta l'Università di design a Bolzano, l'unico in regione che si è messo in gioco ed ha deciso di insegnare ad un non vedente le tecniche scultoree. E' Nicola che ha accompagnato Andrea da Sportler Alpin per toccare le sculture in legno di alpinisti famosi. Spiega Nicola: «Pochi sanno che Sportler tiene queste opere d'arte all'interno del negozio e nonostante non sia permesso toccarle ci hanno dato il benestare per un tour sensoriale che ci ha davvero entusiasmato. Andrea ha potuto toccare le statue e carpirne i segreti». Ed è proprio Nicola, maestro inizialmente improvvisato ma che alla luce di questa esperienza confida in un futuro fatto di insegnamento della scultura ad artisti non vedenti, che rivela che Andrea impara molto in fetta: «Nel giro di pochi mesi compie dei progressi notevoli. La sua è un enorme volontà di imparare e mettersi in gioco». Hornaecher prevede che presto Andrea sarà completamente autonomo e non avrà più bisogno dei suoi insegnamenti. Il che è sorprendente se si pensa che Bianco compie ogni operazione scultorea solo con l'ausilio delle proprie mani senza esser supportato dalla vista. I progressi si rispecchiano anche nelle sue opere, l'avevamo infatti lasciato a dicembre in occasione dell'esposizione di due sculture in marmo eseguite per il primo simposio di Carrara. All'epoca era alle prese con un ciocco di legno pressoché grezzo che ora ha la forma di un volto, "una specie di autoritratto", confida Andrea visto che le misure per la realizzazione sono state prese su di lui. «Questa testa lignea - spiega - è un opera per un pubblico di vedenti ma anche non vedenti perché al contrario di molte sculture che nella parte dietro sono al grezzo, questa è completa in ogni dettaglio in modo che al tatto non ci siano incongruenze». E se gli chiediamo quali progetti abbia per il futuro non manca di stupirci. «Parteciperò ad un concorso non rivolto solo a disabili, cioè il Premio Arte Laguna a Venezia. Con la sponsorizzazione del Rotary si organizzerà un simposio di scultura ad Ortisei grazie anche all'intervento delle scuole di Lasa e della Val Gardena». Non mancherà nemmeno al secondo simposio di Carrara ad agosto con la scultura "Il riso di Maria Teresa".

di Irene Cocco

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Giornale UICI del 30-08-2014

Ipovisione e fotografia un binomio possibile

In questo articolo vorrei raccontare la mia esperienza e trarre qualche conclusione.

Qualche anno fa su segnalazione di una mia amica decisi di seguire un corso di fotografia, sul momento mi chiesi: ma cosa me ne faccio? Poi dissi, beh visto che la patologia mi permetteva di utilizzare completamente il residuo visivo, accettai con entusiasmo.

I risultati furono eccezionali, non solo imparai le tecniche base della fotografia (allora analogica), si utilizzavano ancora le diapositive chiamate in gergo (le dia), ma anche l'equipaggiamento era molto semplice, la macchina fotografica era assolutamente manuale, si trattava di una reflex, cioè una macchina in cui era possibile sostituire gli obbiettivi secondo le esigenze di ripresa che si presentavano. Il corso si completava con due uscite per testare quanto si era imparato in classe, una per quanto riguarda la fotografia di viaggio e di ambiente e l'altra in studio, con delle modelle per verificare le tecniche di scatto con flash e ritrattistica.

Ora sto usando una macchina simile ma digitale, però in futuro aggiornerò quanto imparato qualche anno fa applicando le tecniche alla fotografia digitale con un corso apposito, in quanto oggi si lavora di più sul post ripresa, quindi con i software di fotoritocco. Però anche per questi è necessario conoscerne l'utilizzo dal punto di vista fotografico più che intrinsecamente informatico.

Cosa mi rimane di quel corso?

Beh la soddisfazione di avere imparato qualche cosa di nuovo, aver imparato a capire cosa c'è dietro uno scatto, e soprattutto di saper applicare quelle regole per poter scattare delle buone foto.

Però credo che, vi sia qualche cosa di più di profondo, ritengo che questo corso mi ha permesso di vedere le cose in maniera diversa e sotto un altro aspetto. Ora quando giro per le città e nella mia stessa città riesco a scovare di posti e luoghi che diversamente non noterei, in più credo che per un ipovedente sia importante imparare a vedere, e quindi sfruttare a pieno ed in un modo diverso il residuo visivo.

Ho voluto raccontare la mia esperienza nella speranza sia utile agli altri ipovedenti e sfatare un vecchio tabu, secondo il quale ipovisione e fotografia siano incompatibili, Secondo me a certe condizioni non lo sono affatto anzi aiutano ad imparare a vedere le cose che ci circondano in maniera diversa.

Massimiliano Martines

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Redattore Sociale del 16-08-2014

"Gli occhi dentro". Un libro e un dvd per raccontare il mondo dei ciechi

Pubblicata dall'editore Le Piagge, l'opera intende mostrare la "normalità" di vivere al buio senza alcuna apologia sulla disabilità. Otto le persone che hanno accettato di raccontare la propria storia.

ROMA. Raccontare la propria storia per abbattere un pregiudizio. Ovvero mettersi a nudo dinanzi a un intervistatore, prima, e a un pubblico indeterminato, poi, per far conoscere l'aspetto più inedito della propria esistenza: essere sì diversi, ma anche in tutto e per tutto simili agli altri. È questa la ragione che spinge, sempre di più, tante persone con disabilità ad affidare la propria esperienza di vita a un libro o a un video-documentario. Ed è questa sicuramente la molla principale che ha indotto otto persone cieche o ipovedenti a rivelare la propria gioia di vivere e le proprie difficoltà al giornalista Domenico Guarino. Che da questi colloqui ha tratto un volume "Gli occhi dentro", sottotitolo "Concerto a più voci sull'apparenza. E su chi non la può vedere", pubblicato dalle edizioni fiorentine Le Piagge e accompagnato da un dvd del regista Jens Mirannalti.

"L'impatto con la cecità è per un vedente un'esperienza sempre traumatica, che mette in circolo le paure più ancestrali: quella del buio, della mancanza di punti di riferimento, dell'essere in balia degli altri", scrive Guarino. Un trauma che in una società basata sull'apparenza, come quella attuale, non può che diventare "qualcosa di inconcepibile", se non vero "dramma inappellabile". Ma se tra i principali obiettivi del volume c'è quello di dimostrare come "la vita nasce dalla diversità e muore nell'appiattimento", manca invece, per dichiarazione esplicita dello stesso autore, "l'apologia della disabilità, che è l'altro capo del pregiudizio". E così le interviste non sorvolano sul dolore dell'esperienza: sulla tragedia di una malattia devastante come sulle difficoltà quotidiane, acuite dal sostanziale disinteresse di politici e amministratori locali. Come Danilo, 25enne di Reggio Calabria, cieco dalla nascita, che si è trasfe! rito a Firenze alla ricerca di maggiore indipendenza e autonomia. E che dei vedenti si è fatto l'idea "che spesso e volentieri danno tutto per scontato". Una critica alla contemporaneità arriva anche da Pino Polito, fisioterapista in pensione e ipovedente, che asserisce: "La nostra società ci insegna a non aver bisogno di nessuno, se non del denaro. La disabilità educa invece a condividere, a essere umili, a cercare e offrire aiuto. E questo genera un progresso nella società tutta".

L'articolo è stato pubblicato sul numero di luglio di SuperAbile Magazine, il mensile dell'Inail sui temi della disabilità. L'abbonamento alla rivista è gratuito e può essere attivato attraverso il portale www.superabile.it

(Antonella Patete)

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La Gazzetta dello Sport del 17-08-2014

Non vedente da record a 323,3 km/h su un mostro da 1200 cv

Si chiama Mike Newman, ha 52 anni, ed è nato con un glaucoma. Ha stabilito il primato alla guida di una Nissan GT-R sulla pista di un aeroporto vicino Manchester.

C'è chi naviga a vista e chi guida a tutta anche senza vista. È il caso di Mike Newman, 52enne dei sobborghi di Manchester (Inghilterra) che ha stabilito il record di velocità automobilistico per un non vedente: 323,2 km/h (200,9 miglia orarie) con una Nissan GT-R.

IL RECORD. Newman ha realizzato l'impresa sulla pista da 2,9 km dell'aeroporto di Elvington, vicino a York: qui Richard Hammond, star del programma tv Top Gear, ebbe un incidente che quasi gli costò la vita. Mike ha stracciato il record che gli apparteneva e che aveva stabilito lo scorso settembre al vecchio aeroporto militare di Bruntingthorpe: in quell'occasione, con una Porsche 911, si era accontentato, si fa per dire, di 299,3 km/h (186 miglia orarie). Per il nuovo primato si è avvalso di una Nissan GT-R pompata a 1.200 Cv dal preparatore Litchfield. Fondamentale si è dimostrato l'aiuto via radio del padre che l'ha guidato durante il tentativo, aiutandolo a restare al centro della carreggiata. A breve dovrebbe arrivare anche l'omologazione dal Guinness dei Primati.

ALTRI TRAGUARDI. Mike è nato con un glaucoma e dopo aver lavorato a lungo in banca, ora gestisce una associazione benefica chiamata Speed of Sight: il progetto mira a far sperimentare a personali disabili il brivido di guidare un'auto su un circuito. Come per i record Fia la sua velocità è il risultato della media di due run in direzioni opposte. "Sono estasiato - ha commentato Newman - è un sogno che ho inseguito per 11 anni". Soddisfatto si è detto anche Ian Litchfield, fondatore dell'omonima azienda: "Sono proprio contento di aver aiutato Mike a raggiungere il suo scopo di primo non vedente del pianeta a superare le 200 miglia orarie". Tra l'altro Newman detiene anche il record di velocità sull'acqua per i non vedenti: 149,7 km/h (93 miglia orarie), stabilito lo scorso novembre.

di Giovanni Cortinovis

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Superando.it del 23-08-2014

Sulla Via Francigena senza vedere e con tanto entusiasmo

di Stefania Leone

Proseguendo un'esperienza già avviata nel 2013, una trentina di amici, ciechi, ipovedenti e vedenti, hanno percorso insieme un bel tratto della Via Francigena, l'antica strada dei pellegrini che arriva fino a Roma e il loro cammino ha spesso assunto una forma interiore e spirituale. Vediamo come.

Recentemente un gruppo di una trentina di amici, ciechi, ipovedenti e vedenti, hanno percorso insieme un tratto della Via Francigena, l'antica strada dei pellegrini che, partendo da Canterbury in Inghilterra, attraversando la Francia, la Svizzera e l'Italia, arriva fino a Roma, per poi proseguire fino alla Terra Santa. Un percorso meno noto del celebre Cammino di Santiago di Compostela, ma non certo meno affascinante.

L'esperienza era iniziata già lo scorso anno con una tappa da Lucca a Siena [se ne legga anche nel nostro giornale, N.d.R.] ed è stata ripresa quest'anno proprio da Siena, da dove, con zaino in spalla e percorrendo a piedi tappe di oltre 20 chilometri al giorno, il gruppo è arrivato a Viterbo in una settimana.

Chi scrive li ha raggiunti ad Acquapendente (Viterbo), per il piacere di scoprire con loro questi luoghi così vicini a casa ma spesso sconosciuti, e per camminare insieme nelle ultime tre tappe verso Bolsena, Montefiascone e Viterbo.

Ci si chiederà cosa possa spingere delle persone non vedenti a fare una scelta simile. La risposta è molto semplice: si tratta di persone allenate e abituate a camminare, che da diversi anni con l'ADV (Associazione Disabili Visivi) praticano varie attività sportive, come il trekking, lo sci nordico e quello alpino, la vela, la canoa, il sub. Li accomuna non solo l'handicap, ma soprattutto la voglia di vivere, il piacere di stare insieme e di condividere praticamente tutto, dalla stanchezza al divertimento e alle risate, dalla fame al gusto di mangiare, dalle difficoltà di arrangiarsi e di organizzarsi e al cavarsela nel bene e nel male.

Abbiamo visitato il centro storico di ogni città, dormendo in suggestivi monasteri e conventi, in camerate con bagni in comune. La cosa difficile? Orientarsi nel posto in cui si alloggiava per la serata e la notte, prendere le coordinate di ogni nuovo luogo e... non appena si era capita la topografia del luogo, ripartire!

Di solito ciò che viene a mancare quando si viaggia in comitiva è il silenzio, e in particolar modo per chi è cieco la comunicazione verbale diviene fondamentale, a scapito della percezione di suoni, rumori e sensazioni interiori. Fortunatamente per noi, la nostra guida Giovanni Corrieri - che conosce buona parte della Via Francigena come le sue tasche -, non ci ha permesso di perdere questa preziosa occasione e più di una volta ha proposto a tutti noi di camminare rispettando il totale silenzio per circa una mezz'ora. Ci siamo riusciti ed è stato bello, intimo, sentendo i nostri passi, il vento, l'abbaiare di un cane, gli uccelli, e peccato che il Lago di Bolsena fosse immobile e silenzioso, altrimenti ne avremmo sentito il rumore.

In tali momenti il cammino ha assunto una forma interiore e spirituale, come se ognuno di noi fosse stato solo, e si sono potute percepire le variazioni stesse del terreno, della vegetazione e della geografia dell'ambiente circostante, semplicemente camminandoci dentro, vivendo fisicamente lo spazio, pur non catturandolo con gli occhi. E anche per i vedenti - o "normodotati" - non è la stessa cosa percorrere un tratto di strada a piedi o in automobile; la velocità, infatti, non consente di coglierne i particolari, ma dovendoli descrivere c'è un valore aggiunto, quello di prestarvi più attenzione e memorizzarli meglio.

Chi scrive, dunque, vuole ringraziare tutti, e in particolare coloro che ci hanno accompagnato e guidato, senza il cui supporto questa esperienza ci sarebbe stata negata, concludendo con un ringraziamento speciale a un'amica geologa del CNR di Milano, Barbara Aldighieri, che già dallo scorso anno si era offerta di coordinare il gruppo con amore, precisione e impegno, prendendo contatto e selezionando direttamente gli Ospitaleri e gli amici che, a loro dire, sono stati felicissimi di avere trascorso una settimana insieme a noi, sentendosi da subito coinvolti ed integrati.

Stefania Leone,

Consigliera dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI.

Il presente testo è già apparso in «West - Welfare Società Territorio», con il titolo "La via francigena raccontata da una non-vedente" e viene qui ripreso - con alcune modifiche alla luce del diverso contenitore - per gentile concessione.

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Corriere.it del 05-08-2014

Arrampicata, dozzine di "ragni" non vedenti

BOLOGNA. Ci arrampichiamo tutti, in effetti, senza vedere cosa c'è in cima. Annaspiamo ogni giorno, avanti un passo dopo l'altro, con fatiche (tante) e soddisfazioni (a volte), ma chi lo sa alla fine cosa ci aspetta? «La vita stessa è un cammino in salita, una scommessa: verso l'alto si deve puntare sempre», dice una grintosa Silvia Parente che ha perso la vista a 3 anni, ha iniziato a scalare pareti solo 7 anni fa e da allora è diventata campionessa mondiale in questo sport.

Anche la vita è una scalata.

Non solo: grazie al progetto «A vista» promosso dalla sua onlus, fondazioneperlosport.com, dozzine di ragni non vedenti ora affollano in allenamento le palestre di tutta Bologna. «In gergo tecnico, l'espressione a vista si usa quando un itinerario viene percorso dall'inizio alla fine senza mai averlo visto prima - spiega Silvia - Ma il nome del progetto è provocatorio: come fa un non vedente a percorrere 'a vista' una via in palestra o in montagna? Come trova la presa o l'appoggio per procedere verso l'alto? Come apprende le tecniche senza poter imitare ciò che osserva dall'istruttore?».

Il gusto del traguardo.

E invece li vedi andare sicuri su, su fino in cima: «Devi fidarti, si è sempre in due, uno tiene la corda da terra, l'altro solleva i piedi e arriva a dieci metri di altezza o più su», dice Silvia. «E' un'emozione fortissima arrivare in vetta, e comunque chiuderei gli occhi per assaporare tutto il gusto del traguardo - fa eco Marco, anche lui nel video - arrampicare rafforza il fisico, ma soprattutto l'autostima».

di Elisabetta Andreis

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SuperAbile.it del 06-08-2014

Libri da toccare in mostra: parole e immagini si esplorano con le dita

Le opere di 15 artisti in mostra fino al 31 agosto a Roma, in collaborazione con il Centro regionale Sant'Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi: è l'evento itinerante "Le parole della solidarietà". E dopo Roma, la mostra sarà a Lecce, Cagliari, Bologna e Milano.

ROMA. In corso a Roma presso il cortile di via Margutta 51/A, in collaborazione con il Centro regionale Sant'Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi, l'evento itinerante "Le parole della solidarietà", che vuole promuovere l'editoria tattile attraverso una mostra di tavole che si possono toccare, prodotte da 15 artisti illustratori. Così fino al 31 agosto i visitatori potranno apprezzare i lavori di Gek Tessaro, Francesca Pirrone, Michele Fabbricatore, Giacomo Tringali, Arianna Papini, Michela Grasselli, Giuseppe Vitale, Chiara Carrer, Lorenzo Terranera, Sonia Marialuce Possentini, Elisa Lodolo, Fanny Pageaud, Gabriela Rodriguez Cometta, Dario Moretti e Mauro L. Evangelista.

"Le parole della solidarietà" è un evento legato al progetto nazionale "A spasso con le dita", nato nel 2010 ad opera della Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi ed Enel cuore onlus a sostegno della letteratura per l'infanzia e dell'integrazione fra vedenti e non vedenti, e che tra il 2010 ed il 2012 ha permesso la produzione e la distribuzione gratuita di cinquemila libri tattili a biblioteche pubbliche, ospedali pediatrici e istituzioni culturali. Un'operazione editoriale complessa per prospettare un nuovo modo di pensare le pubblicazioni per la prima infanzia. "A spasso con le dita" - "Le parole della solidarietà" sarà inoltre ospite a Lecce, presso la città di Melendugno dal 13 al 16 settembre, a Cagliari all'interno del festival "L'isola del teatro & l'isola raccontata" dal 7 al 12 ottobre, presso la prefettura di Bologna dal 21 al 25 ottobre e parteciperà il prossimo novembre alle iniziative del Bookcity 2014 a Milano.

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Giornale UICI del 25-08-2014

MOSTRA PASSAGGI Le parole dell'umanità attraverso la cultura ebraica

31 agosto - 14 dicembre 2014

Museo Tattile Statale Omero, Mole Vanvitelliana, Ancona Mostra multisensoriale a cura di Andrea Sòcrati

INAUGURAZIONE Domenica 31 agosto ore 19.

Intervengono:

Aldo Grassini, Presidente Museo Tattile Statale Omero Manfredo Coen, Presidente Comunità Ebraica Ancona Ram Ozeri, Responsabile Biennale Arte Ebraica Contemporanea di Gerusalemme Con la partecipazione della cantante Maria Grazia Barboni.

Una mostra del Museo Tattile Statale Omero in collaborazione con la Comunità Ebraica di Ancona.

Un viaggio multisensoriale che accompagna il pubblico attraverso le millenarie e ricchissime suggestioni della cultura ebraica per ritrovarsi in quella che Marc Chagall definiva la quarta dimensione. Un mondo sottosopra dove all'anima, affrancata dal contingente e dal quotidiano, si rivela l'incanto del mondo.

Un grande patchwork di stoffa, (non una barriera), ci accoglie e vuole essere attraversato, per accompagnarci metaforicamente in quel viaggio interiore necessario per raggiungere una possibile differente dimensione, una quarta dimensione che metta il "mondo sottosopra", dando spazio al sogno e all'immaginazione. Questo si propone l'installazione ideata e realizzata da Andrea Sòcrati, titolata appunto, Passaggi.

Quattro artisti di Gerusalemme portano in mostra la terra, i suoni, gli umori di Israele, con quattro opere: Chana Cromer, The Distaff Side, ispirato a "La donna di carattere" dal Libro dei Proverbi, in tema con la XV edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica (14 settembre 2014); Ruth Schreiber, Love letters, lettere in porcellana con ispirate alle lettere lasciate nelle fenditure del Muro occidentale di Gerusalemme; Andi Arnovitz, Construct/Destruct. attraverso mattoni serigrafati con e sulle pietre della città vecchia ricorda il Tempio di Salomone; Neta Elkayan, artista tra musica e arti figurative, audio dal titolo Abuhatzeira, dedicato al rabbino El Yaakov Abuhatzeira.

Tre artisti che lavorano nelle Marche intervengono con incontri aperti al pubblico per raccontarsi e presentare le loro opere: Francesco Colonnelli, Giulietta Gheller e Bruno Mangiaterra.

L'adozione per alcune opere in mostra dalla tecnologia NFC, oltre ad esaltarne la multisensorialità favorirà l'accessibilità alle persone con disabilità, come nello spirito e nella missione del Museo Omero.

La mostra è inserita nel calendario del Festival Adriatico-Mediterraneo, con il sostegno dell'Ambasciata Israeliana di Roma e in collaborazione con la Biennale di Arte Ebraica Contemporanea di Gerusalemme e l'Associazione "Per il Museo Tattile Statale Omero"

Onlus e si svolge con il contributo del Servizio Civile Nazionale e del Servizio Volontario Europeo.

INFORMAZIONI

Periodo: 31 agosto - 14 dicembre 2014.

Orari: Fino al 15 settembre: dal martedì al venerdì ore 18 - 22; sabato e domenica ore 10 - 13; 18 - 22.

dal 16 settembre al 14 dicembre: dal martedì al sabato 16 - 19; domenica e festivi 10 - 13 e

16 - 19.

INGRESSO LIBERO

Sono previste visite guidate e attività laboratoriali a cura dei Servizi Educativi del Museo Tattile Statale Omero. Prenotazione obbligatoria. Costo di 3 euro a persona, esclusi disabili, docenti e accompagnatori.

LINK: http://www.museoomero.it/main?p=mostre-2014-passaggi-cultura-ebraica

Museo Tattile Statale Omero - Mole Vanvitelliana Banchina Giovanni da Chio, 28 60121 Ancona Tel + 39 071.2811935 Fax + 39 071.2818358 Email info@museoomero.it - didattica@museoomero.it

Sito: www.museoomero.it

Sito vocale 800 20 22 20

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Redattore Sociale del 12-08-2014

Turismo accessibile, soldi dal decreto Art bonus. Village for all: "Accolte nostre proposte"

ROMA. Abbatte barriere e supera contrapposizioni ideologiche. Così il ministero dei beni culturali guidato da Dario Franceschini ha salutato l'approvazione della nuova legge, il 28 luglio scorso, sulla cultura e il turismo, il cosiddetto art bonus (decreto 83/2014). Tante le novità e nuova l'impostazione complessiva, che punta all'investimento in questi settori principali e strategici per l'economia italiana, e nuova anche l'attenzione all'accessibilità. Le legge contempla anche nuovi criteri per la classificazioni di alberghi e strutture ricettive: ad esempio, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto (quindi entro fine ottobre), il ministero rivedrà le classificazioni delle strutture alberghiere per adeguarle a quelle adottate a livello europeo ed internazionale, e la nuova classificazione premierà sia l'accessibilità sia l'efficienza energetica delle strutture. Per l'approvazione della legge esprime oggi soddisfazione "Village for all", marchio di qualità internazionale per l'ospitalità accessibile e le esigenze specifiche, che attraverso le proprie informazioni garantisce di poter scegliere dove trascorrere le vacanze in tutta sicurezza.

"Il turismo accessibile è stato finora il regno degli imprenditori lungimiranti che hanno saputo interpretare il futuro del turismo dando corpo e anima a questo segmento - commenta il presidente di "Village for all" Roberto Vitali - dimostrando non solo che era possibile ma che si possono incrementare i propri fatturati in modo importante, fino al 20%! Con l'approvazione definitiva del decreto art bonus qualcosa di nuovo e importante è successo anche per il turismo accessibile! Il nuovo decreto finanzia fino al 30% la digitalizzazione e promozione del turismo accessibile, la formazione del personale e degli imprenditori sull'ospitalità accessibile e l'eliminazione delle barriere architettoniche, inoltre il miglioramento dell'accessibilità nello spirito dell'universal design: ecco le proposte che abbiamo sostenuto e che ritroviamo ora nel decreto finalmente approvato in via definitiva".

Lo scorso 12 giugno Village for all - V4Aè stato invitato alla audizione della VII e X Commissione alla Camera dei Deputati "per illustrare ai Commissari - racconta il presidente - cosa serve alle imprese per soddisfare la domanda di turismo accessibilee possiamo dire che un pezzetto di questo strepitoso risultato è anche merito nostro". V4A è una impresa di professionisti che da oltre 20 anni lavorano per aiutare le imprese turistiche italiane a offrire ospitalità per tutti,un mercato chevale fino al 20% del Pil turistico europeo (i dati provengono dalla Commissione europea "Gap the Mind", giugno 2014, Bruxelles). "Siamo un marchio di qualità internazionale già presente in Italia e Croazia e parliamo un linguaggio universale, quello dell'ospitalità accessibile per tutti". Non a caso il motto che il marchio si è dato è "a ciascuno la sua vacanza!". (ep)

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focus

Giornale UICI del 01-08-2014

Centro di Documentazione Giuridica: Non è cumulabile nello stesso mese, il prolungamento del congedo parentale ordinario con i permessi di cui alla legge n. 104/1992

A cura di Paolo Colombo

Una lavoratrice, madre di un minore portatore di handicap grave, ha promosso un'azione cautelare nei confronti del proprio datore di lavoro, al fine di vedersi riconosciuto il diritto di beneficiare - in via cumulativa, nel medesimo mese - del prolungamento del congedo parentale e dei permessi di cui all'art. 33, legge n. 104 del 1992; ciò unitamente alla richiesta di ordinare al datore di lavoro la concessione dei giorni di permesso non fruiti nei mesi precedenti l'avvio dell'azione giudiziaria, che l'azienda aveva negato alla lavoratrice in ragione di una previsione di legge (l'art. 42, D.lgs. n. 151 del 2001) che prevede la possibilità di fruire - nel medesimo mese - dei due benefici sopra menzionati, in via alternativa.

Il Tribunale di Genova (del 14 ottobre 2013) ha rigettato il ricorso d'urgenza, confermando che"la legge ... ha previsto un'alternatività per la fruizione da parte del lavoratore/genitore"del prolungamento del congedo parentale, delle dure ore di riposo retribuite al giorno nonché dei tre giorni di permesso retribuiti al mese di cui alla legge n. 104 del 1992, tutti benefici"introdotti per assistere il figlio disabile"; poiché - osserva il Tribunale - "tali istituti sono tutti finalizzati all'assistenza del disabile", "se il lavoratore decide di fruire di un prolungamento del congedo ordinario, per quel mese non avrà diritto ai tre giorni di permesso retribuiti, perché l'assistenza può essere garantita attraverso il primo istituto e così, se il lavoratore decide di usufruire dei tre giorni al mese di permessi, per quello stesso mese non potrà godere delle due ore di riposo giornaliero previste sino al compimento del terzo anno di vita del bambino".

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Giornale UICI del 08-08-2014

Centro di Documentazione Giuridica: Invalidi licenziabili solo col via libera della Commissione medica

a cura di Paolo Colombo

Si riporta il commento della Sentenza n. 8450 del 10 aprile 2014 della Corte di cassazione - Sezione lavoro Il licenziamento del soggetto invalido, avviato al lavoro tramite le liste di collocamento per disabili, è legittimo solo se l'impossibilità di reinserimento all'interno dell'azienda venga accertata dalla apposita Commissione medica. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 8450/2014, respingendo il ricorso di una azienda contro la sentenza della Corte di appello di Palermo che aveva disposto la reintegra del lavoratore.

Il ricorso

Nel ricorso l'azienda aveva sostenuto che, su iniziativa del dipendente, la Commissione non l'aveva dichiarato completamente inabile al lavoro, bensì abile con la limitazione di evitare la "prolungata stazione eretta". «Poiché però nell'organizzazione aziendale non vi erano posizioni lavorative compatibili con tale limitazione era stato necessario licenziare il lavoratore».

La norma

La Suprema corte richiama la legge 68/1999 che all'articolo 10, comma 3, regolamenta nel dettaglio le ipotesi di risoluzione del rapporto in caso di «aggravamento delle condizioni del lavoratore» o di «significative variazioni dell'organizzazione». E con riguardo a quest'ultimo punto la norma specifica che «il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, la predetta commissione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'azienda".

«La verifica di tali condizioni - prosegue la sentenza -, poi, è categoricamente riservata alla competenza della apposita commissione, che valuta le condizioni stesse in funzione della maggior tutela riservata ai disabili».

Il rigetto del ricorso

«Poiché - concludono i giudici - nella specie è pacifico che il licenziamento non è stato preceduto da un accertamento effettuato dalla Commissione .... che abbia valutato ... la definitiva impossibilità di reinserire il dipendente all'interno dell'azienda, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro», il ricorso va respinto.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Giornale UICI del 04-08-2014

Una bussola per orientarsi - Toccare e creare le forme del pensiero

di Loretta Secchi

Per uno sviluppo dell'immaginazione nei bambini

e nei ragazzi non vedenti e ipovedenti

Rubrica per genitori

In questo numero affronteremo il tema dello sviluppo dell'immaginazione nei bambini e nei ragazzi con disabilità visiva: la dott.ssa Loretta Secchi - curatrice del Museo tattile Anteros di Bologna -, dopo un'introduzione teorica al tema, illustrerà il lavoro che viene svolto presso l'Istituto F. Cavazza di Bologna.

Il diritto al pensiero simbolico

L'educazione estetica nei bambini minorati della vista non può prescindere da una verifica dei prerequisiti di base, anche legati all'esperienza della manipolazione. Essa può iniziare già dai tre o quattro anni di età, e serve a incoraggiare il bimbo, stimolandolo e coltivando la sua curiosità verso il mondo. La strutturazione del pensiero e dell'immaginazione è legata alla qualità e quantità di percezione ed esperienza della realtà. Gioco, ascolto ed espressione, divengono così utili strumenti di costruzione di tutti quei riferimenti al mondo circostante e al pensiero simbolico che costituiscono il diritto alla libera creazione, requisito fondamentale e utile per un'educazione estetica intesa come introduzione al significato esteso della narrazione verbale e visiva, resa però accessibile, mediante il tatto, all'intelletto. Non dobbiamo sottovalutare che nel bambino vedente l'elaborazione delle informazioni, pur avendo origini tattili, matura rapidamente per effetto di competenze percettive orientate da competenze visive laddove, nel bambino non vedente, l'assenza di informazioni visive genera una modificazione delle capacità di orientamento e di riflesso dell'esperienza, quindi della coscienza dei concetti spaziali. Accade che, in alcuni casi, alla minorazione visiva si associno deficit della comunicazione determinati dall'assenza di risposta mimica alla comunicazione non verbale e sostanzialmente visiva, totalmente assente in caso di cecità congenita o precoce ma anche in caso di grave ipovisione. Per lo stesso principio, a una carenza esperienziale, fin dai primi anni di vita può subentrare, per effetto di consuetudini comunicative non pienamente equilibrate, una attitudine al verbalismo, quindi a un controllo del linguaggio apparentemente pertinente, e in realtà non pienamente consapevole. Alla condizione della minorazione visiva corrisponde spesso un ritardo nello sviluppo del pensiero simbolico che rende più difficile afferrare le sfumature e le estensioni di senso di realtà non tangibili, o immediatamente afferrabili, quindi di concetti astratti legati solo parzialmente ai dati di realtà. Ed è proprio per correggere e limitare il rischio di inibizione del pensiero simbolico che la rappresentazione dotata di valore estetico deve offrirsi nelle forme della "ri-presentazione" di dati di realtà e di sentimenti accostabili a immagini simboliche, a schemi e a rappresentazioni visuo-tattili che rimandino alla realtà per permettere una organizzazione, interiorizzazione ed elaborazione del pensiero sulle cose. Esattamente come accade per l'acquisizione della scrittura, così per la acquisizione e produzione di immagini, serve dapprima accogliere istintivamente i modelli linguistici, successivamente comprenderne la struttura grammaticale e infine sperimentarne l'uso per elaborare una propria gestione creativa finalizzata alla conquista di una ricchezza espressiva.

La graduale esperienza di costanti e variabili nel confronto con la realtà semplice e complessa costituisce il senso dell'educazione estetica infantile in presenza di minorazione visiva, pensata sulle facoltà percettive, cognitive e interpretative alle quali la tattilità introduce se opportunamente sviluppata ed educata. L'importanza di comprendere il proprio schema corporeo per apprendere concetti topologici e topografici corrispondenti alla nostra posizione fisica e psicologica nello spazio, costituisce una delle ragioni per le quali allo sviluppo della tattilità sarebbe bene associare esperienze propriocettive e cinestetiche utili alla presa di coscienza ma anche alla piacevole scoperta del nostro rapporto con il movimento, con la spazialità. La scoperta degli oggetti, mediante la percezione della materia, del vuoto, del suono, del silenzio, della forma e del suo significato, fonda la relazione interno esterno, sé/altro da sé, e costituisce sin dalla più tenera età ragione di spontanea motivazione all'impulso percettivo e conoscitivo. L'esperienza della relazione tra le cose, originerà nel percorso di vita e nelle tappe dello sviluppo la considerazione del punto di vista mobile, facilitando la creazione di una flessibilità del pensiero, utile a contrastare rischi di fissità e stereotipie. L'educazione alla tattilità, a tutti gli effetti, si esprime nell'appropriazione aptica del mondo concreto, nella sua elaborazione e nella restituzione pratica di quanto mentalmente raffigurato. Il fare creativo, in età infantile, e nella dimensione della minorazione visiva, costituisce di per sé un'opportunità espressiva liberatoria ma anche una necessità cognitiva e comunicativa che non può essere trascurata e in casi critici deve essere incoraggiata senza forzature, con spirito pedagogico non prescrittivo. La manipolazione della creta e l'educazione alla tattilità fine, sono gli strumenti base dai quali origina ogni trasformazione ed evoluzione del sapere pensare per fare e comunicare il proprio pensiero creativo.

Per questo nei servizi educativi del Museo tattile di pittura antica e moderna

Anteros dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna, l'educazione all'immagine riservata ai bambini con minorazione visiva, nella condizione dell'ipovedenza, della cecità acquisita, della cecità congenita e infine della pluriminorazione, muove dalla verifica dei prerequisiti di base e inizialmente deve fondarsi sulla libera creazione di immagini espressive che restituiscano nella materia la creatività del bambino e la sua necessità di dare forma e significato alle parole, agli enunciati. Dare forma al pensiero e ai sentimenti sarà punto di partenza per la costruzione, nel tempo, di mappe mentali funzionali alla strutturazione del linguaggio verbo-visuale e visuo-tattile dei bambini e dei ragazzi minorati della vista. Il confronto e la conoscenza tattile dei modelli di cui parleremo nei prossimi paragrafi avviene durante il percorso scolastico collegato solitamente alle ultime fasi del percorso di scuola primaria, quindi subentra all'età di circa otto o nove anni, quando la percezione della realtà è più matura e la comprensione di codici e simboli avviata. La confidenza con i libri tattili e quindi con le storie ivi narrate, in quell'espressione felice per cui i libri prendono forma, quanto i pensieri, sta alla base dell'investimento cognitivo al quale il bambino si appresta nel momento in cui dal ricevere passa al dare, dall'ascolto alla produzione di suoni e contenuti, dalla percezione alla creazione di immagini, frutto del suo mondo interiore. La graduale acquisizione di competenze aptico-motorie e di tattilità fine rappresenta lo strumento mediante il quale sarà possibile accogliere e penetrare la vita delle forme come vita del pensiero e del corpo fisico a cui ogni concetto più o meno concreto e astratto rimanda, facilitando la comunicazione di un sentire comune.

Esperienza diretta e visione mediata dalla rappresentazione della realtà diverranno così passaggi essenziali per conoscere e disporre delle infinite possibilità che simbolo e metafora offrono, di vedere e rivedere il nostro e altrui mondo interno ed esterno al corpo di cui siamo dotati.

Potremmo dunque sintetizzare con questo elenco di obiettivi le funzioni dell'educazione alla mano ma anche all'immagine, nei bambini, ragazzi e adolescenti di età compresa tra i quattro e i diciannove anni:

- Sviluppo delle abilità percettive di natura tattile e visuo-tattile per un rafforzamento della motricità fine e delle capacità aptiche.

- Conoscenza di forme semplici e complesse, di geometrie regolari e irregolari, per uno sviluppo della bimanualità a supporto delle facoltà cognitive e dell'immaginazione e per la conquista del pensiero simbolico.

- Acquisizione dei concetti spaziali e loro rappresentazione.

- Esperienze di modellazione per l'acquisizione di abilità manuali e creative, attraverso il gioco e gli apprendimenti ad esso collegati.

- Esperienze di esplorazione tattile di un modello esistente, riconoscimento di elementi e restituzione plastica dell'immagine esperita al tatto.

- Narrazione e rappresentazione creativa di soggetti scelti, mediante modellazione libera della creta.

- Sviluppo e potenziamento di tutte le competenze cognitive, espressive e narrative funzionali all'integrazione scolastica e alla condivisione degli apprendimenti, all'intenzionalità espressiva e immaginativa, con il supporto di esperienze propriocettive e cinestesiche.

- Acquisizione dei concetti spaziali: alto, basso; destra, sinistra; fronte, retro; sotto, sopra.

Il servizio didattico offerto, totalmente gratuito, mira all'inclusione e integrazione scolastica e sociale delle persone con minorazione visiva, in età scolare compresa tra i quattro anni e i diciannove: si avvale dei fondamenti della psicologia della percezione ottica e tattile sposati alla tiflologia, alla teoria e pedagogia speciale delle arti. Obiettivo del progetto è educare all'uso integrato dei sensi residui, in presenza di deficit visivo, per un rafforzamento delle facoltà percettive, cognitive e intellettuali e per lo sviluppo di sensibilità e dialogo condiviso. Va ricordato che il servizio di educazione alla apticità e alla conoscenza delle immagini artistiche si svolge nel corso dell'anno scolastico con cadenza bisettimanale e prevede il coinvolgimento fattivo degli operatori del museo, ma anche la presenza dell'insegnante di sostegno e dell'educatore/educatrice dell'allievo/a con deficit visivo e/o. E' contemplato anche un incontro collettivo con la classe in cui il bambino/a è inserito/a, a inizio o fine percorso, volto a coinvolgere l'intera classe nella visita alla sezione espositiva dei rilievi e ai laboratori, per la conoscenza e piena condivisione delle attività di percezione tattile.

Come avviene la lettura tattile di un bassorilievo prospettico con l'applicazione didattica del metodo tripartito panofskiano

La lettura tattile è progressiva e organizzata: dapprima guidata, successivamente autonoma. Prima di praticarla è opportuno conoscere l'entità della disabilità della persona non vedente interessata.

Percezione, cognizione e significazione dell'immagine, queste in sintesi le tre fasi che corrispondono ai tre livelli di interpretazione del metodo tripartito panofskiano , durante l'analisi dell'immagine artistica. Esse coincidono con tre livelli di lettura, correlati e inscindibili, che vengono sempre rispettati ma praticati in proporzioni diverse. Dopo aver letto le strutture geometriche nascoste e gli schemi interni della composizione (analisi preiconografica), riconosciuto i contenuti convenzionali dell'immagine (analisi iconografica), ed esplorato il senso dell'opera d'arte (analisi iconologica) il lettore giunge all'esperienza estetica, anche in relazione al suo pregresso culturale e alle sue potenzialità percettive.

1) Percezione tattile delle forme e delle strutture (anche ottica in caso di uso del residuo visivo) = Lettura preiconografica

2) Cognizione delle forme e riconoscimento della loro identità = Analisi iconografica

3) Significazione della rappresentazione e sua estensione di senso = Interpretazione iconologica

Nonostante l'esigenza di comunicare modelli di lettura, presso il Museo Tattile "Anteros" le persone con disabilità visive sono incoraggiate ad apprendere soluzioni percettive, esplorando le opere con tecniche di lettura tattile che, una volta acquisite, possono essere autonomamente rivisitate e implementate attraverso soluzioni individuali, che nascono da una personale economia tattile e cognitiva. Vediamo comunque, qui di seguito riportate, alcune delle tecniche di esplorazione aptica collaudate, considerate tra le più efficaci:

Costruzione visiva e gestuale di linee di forza necessarie all'individuazione di relazioni tra soggetti presenti nella composizione

Per l'apprezzamento delle qualità spaziali, topografiche e topologiche, per la comprensione di coordinate spaziali (alto / basso, orizzontale / verticale) di localizzazione e lateralizzazione (destra / sinistra), infine per la conoscenza dei contorni della forma, delle qualità volumetriche ed espressive di aggettanze, piani di posa prospettici, scorci, qualora la rappresentazione richieda la cognizione di aberrazioni ottiche e deformazioni prospettiche, le modalità potranno essere:

1) alternanza di movimenti a "pinza" e a "pennello" con uso dell'indice e pollice congiunti, con rotazione e allineamento dei polpastrelli per afferrare e ridisegnare i contorni delle forme; facendo scorrere le dita lungo i profili dei sottosquadri allo scopo di significarne il progressivo digradare dei piani. Gerarchizzazione e organizzazione progressiva delle fasi di lettura degli elementi compositivi mediante apertura delle dita e contenimento delle forme nei palmi delle mani.

2) uso della bimanualità (movimento coordinato delle mani), talvolta simmetrico, talvolta speculare, in relazione allo schema presente nella rappresentazione iconica.

3) sfioramento della superficie per percepire variazioni di texture e modulazioni plastiche.

Queste modalità specifiche per la lettura dell'immagine bidimensionale tradotta in tre dimensioni attingono alle tecniche di esplorazione tattile utilizzate nella lettura dei sussidi tiflodidattici (disegni a rilievo, plastici in termoform, mappe tattili) e anche dall'esperienza pregressa di lettura della scultura a tutto tondo. Ma va detto che le tecniche adottate su immagini semi-tridimensionali facilitano notevolmente la comprensione delle forme immerse in uno spazio che ne evidenzi schemi, strutture interne, relazioni e caratteri spazio-temporali. Gli esercizi che anticipano le letture di rappresentazioni pittoriche, tradotte in bassorilievo, richiedono azioni preliminari di natura cinestesica e propriocettiva e predispongono tanto all'esplorazione degli oggetti reali, quanto alla conoscenza della loro rappresentazione.

Lo scopo è facilitare il passaggio dalla conoscenza della realtà alla sua rappresentazione schematica e tecnica, affinché, garantiti i prerequisiti essenziali, sia possibile accedere all'esperienza estetica.

L'uso della descrizione verbale, simultaneo alla guida tattile, serve a rafforzare la comprensione dell'opera e ha talvolta funzioni colmative: il linguaggio deve essere essenziale ed esauriente, informativo, e la parola, qualora necessario, può risultare "equivalente estetico" della forma. Le modalità illustrative devono essere distillate con cura e la guida non deve essere invasiva, deve invece capire i tempi e le esigenze del lettore ed evitare espressioni metaforiche intraducibili in esperienze percettive e cognitive accessibili.

In sede di laboratorio di modellazione, poi, attraverso la riproduzione plastica, in creta, dell'immagine artistica, precedentemente letta al tatto, è possibile verificare il grado di apprendimento della forma nel comportamento dell'allievo e distinguere tra un'autentica, cosciente ricostruzione della composizione ed eventuali meccanicismi mnemonici e manuali che, di per sé, non garantiscono la reale comprensione di realtà e simbolizzazione.

Per facilitare il processo cognitivo e interpretativo dell'immagine, ci si avvale anche di esperienze propriocettive (presa di coscienza dello schema corporeo, contrazioni e distensioni muscolari, mobilità) delle tecniche cinestesiche (acquisizione di posture in relazione allo spazio e ad altri soggetti) e dell'esperienza aptica generale (risposta della superficie corporea ai diversi tipi di sollecitazione tattile).

Il traguardo è pervenire, attraverso l'aptica, alla distinzione tra realtà e rappresentazione: percezione, cognizione e interpretazione delle immagini rafforzano l'autonomia del disabile della vista e hanno funzione mestica, poiché permettono di preservare i dati acquisiti. Teoria dell'arte, Formalismo, Storia degli stili, Contenutismo, Semiotica e Psicologia della percezione confluiscono (in forma opportunamente selezionata e integrata) nell'applicazione didattica del metodo tripartito panofskiano, adeguato alle esigenze percettive e cognitive dei disabili della vista. Ma lettura preiconografica, analisi iconografica e interpretazione iconologica sono passaggi che, integrati e contestualizzati, risultano funzionali sia alle esigenze cognitive delle persone non vedenti congenite, tardive e ipovedenti, che alle esigenze cognitive delle persone normovedenti, e questo per una ragione ben precisa: il ruolo educativo della progressione nell'apprendimento. Esiste infatti un potenziale umano nel costante perfezionamento del sé: prendere coscienza dei processi con i quali apprendiamo la realtà e la sua rappresentazione reale e simbolica attraverso la percezione, la significazione delle immagini e la interiorizzazione del sentimento della forma.

Verifica dei processi cognitivi nella lettura tattile autonoma e nel laboratorio di modellazione della creta

I processi cognitivi sono verificati mediante l'esame del grado di autonomia espresso nella lettura tattile autonoma, attraverso la trasmissione dei contenuti ad un'altra persona in forma di guida, e infine attraverso la restituzione dell'immagine svolta presso il laboratorio di modellazione. Le verifiche servono a cogliere i diversi gradi di percezione e conservazione mnemonica delle immagini e tutto questo concorre al perfezionamento degli strumenti di percezione, cognizione, interpretazione delle forme, reificazione dei concetti. Dopo una prima verifica che avviene durante le lezioni individuali e collettive di Storia dell'arte e percezione ottico-tattile delle riproduzioni plastiche dei dipinti, si approda al laboratorio di modellazione dove, plasmando la creta, gli allievi non vedenti congeniti, acquisiti e ipovedenti, possono realizzare copia dei rilievi precedentemente studiati e letti al tatto. Il laboratorio permette di verificare il grado di apprendimento della forma e il grado di restituzione dell'immagine mentale in rappresentazione plastica. Il valore estetico di questi manufatti è variabile e ancillare rispetto alla funzione cognitiva: fondamentale è valutare la restituzione di posture e proporzioni, allo scopo di capire quanto sia stata interiorizzata una visione di insieme delle parti che compongono l'opera. Importante è altresì considerare il valore espressivo di ciascun allievo, testimoniato dai risultati della modellazione ma anche dalle diverse fasi dell'attività laboratoriale, per capire quali elementi formali e contenutistici siano rimasti più impressi, come e perché. Il laboratorio di modellazione permette infine di rafforzare i meccanismi di appropriazione e ricostruzione della composizione, svelando il grado di assimilazione dei concetti spaziali e temporali, per fissare intensamente, nella memoria, l'anatomia dei corpi, la morfologia degli oggetti, il sentimento della forma.

Loretta Secchi

Curatrice del Museo tattile di Pittura antica e moderna Anteros

Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza - Bologna

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