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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Luglio 2014

SOMMARIO

Giornale UICI del 12-06-2014

LE INIZIATIVE UICI IN SOSTEGNO DEI CITTADINI

di Emanuele Ceccarelli

Tante sono le iniziative in tutta Italia, da parte delle nostre Sezioni, a sostegno dei cittadini portatori di handicap, che si trovano in estremo stato di bisogno a causa delle procedure rigide e farraginose dell'INPS, con tutti i pesanti disagi che ne conseguono, rallentando e, in alcuni casi, negando il diritto alle prestazioni assistenziali.

In tale contesto sono scaturite le scelte operative dell'Unione che vuole semplificare l'iter procedurale: per esempio, in materia di contenzioso amministrativo, ricorrendo al Comitato provinciale dell'INPS, tramite la sede che ha assunto il provvedimento impugnato.

Per la presentazione del ricorso amministrativo i cittadini possono rivolgersi all'Unione che li assisterà gratuitamente, con l'intervento ad adiuvandum dell'Ente di Patronato di fiducia.

Un percorso sconosciuto ai più ma veramente interessante, al fine di evitare lungaggini, inutili contenziosi legali e di trovare un'uniformità nei criteri di applicazione dell'INPS.

Un'esperienza che insegna...

Per quanto riguarda le condizioni e i limiti di legittimità delle provvidenze economiche previste a minori extracomunitari disabili visivi, contro il diniego opposto dalla locale INPS, si sono mosse, ciascuna a tutela del proprio associato, le nostre Sezioni UICI di BRESCIA e di BERGAMO, insieme alla responsabile del Patronato ANMIL di BERGAMO, le quali hanno rappresentato agli interlocutori dell'Istituto l'orientamento prevalente della Corte di Cassazione (sentenze N. 14733 del 5 luglio 2011 e N. 4110 del 14 marzo 2012) nel senso dell'attribuzione delle prestazioni assistenziali a chi sia regolarmente soggiornante in Italia. L'INPS, recependo positivamente le osservazioni e agendo in regime di autotutela, ha riconosciuto ad entrambi i minori extracomunitari ciechi civili il diritto alle provvidenze, con recupero dei ratei maturati e non riscossi.

Una testimonianza su tutte, per far comprendere quanto sia importante rispondere con prontezza e competenza al disservizio delle Istituzioni.

L'INPS non riesce a dare le linee guida a cui attenersi e la situazione si ripercuote sui disabili.

Come già è stato ricordato nella circolare UICI N. 75 del 2014, scegliamo come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di non limitare la nostra azione associativa, ma di estenderla per consentire una più facile ed efficace erogazione dei servizi previdenziali al maggior numero di utenti disabili.

I successi delle due Sezioni UICI di BRESCIA e di BERGAMO (e dell'ANMIL di BERGAMO che ci ha assistito e supportato operativamente) ci inorgogliscono e ci inducono a proseguire sulla strada intrapresa.

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17 maggio 2014: III giornata regionale della cultura e del turismo sociale

Di Massimiliano penna

Si è svolta il 17 maggio la 3° Giornata Regionale e Inter-Sezionale della Cultura e del Turismo Sociale, promossa dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti su iniziativa della Commissione Regionale per il Turismo Sociale e la Fruizione dei Beni culturali della stessa Unione.

L'itinerario scelto per questa edizione proponeva una crociera in battello sul lago di Como, e una visita guidata alla Villa Carlotta. L'iniziativa ha riscosso particolare apprezzamento, e ha visto la partecipazione di 90 persone fra Soci e accompagnatori.

Assistiti da una giornata mite e soleggiata, i partecipanti si sono ritrovati a Como intorno alle ore 10.30 accolti da Valentina e Chiara, 2 guide turistiche esperte e qualificate grazie alle quali, suddivisi in 2 gruppi, tutti hanno avuto la possibilità di apprezzare le bellezze del centro storico della città lariana supportati da descrizioni dettagliate e precise.

I 2 gruppi, a distanza di una ventina di minuti l'uno dall'altro, si sono avviati lungo le vie del centro storico di Como: partendo da Porta Torre, si è proseguiti lungo un tragitto che ripercorre la storia antica della città, dalla sua fondazione ad opera dei romani, passando per il periodo medievale e arrivando fino ai giorni nostri. Procedendo fino alla vecchia piazza del mercato del grano (oggi Piazza San Fedele), si è giunti dinanzi all'imponente cattedrale e al vicino broletto. La camminata culturale si è conclusa in Piazza Cavour, affacciata sul lago.

Dopo il pranzo consumato a bordo del battello che ha condotto i gitanti fino a metà lago, proprio di fronte a Villa Carlotta, la comitiva è giunta a Tremezzo nel primo pomeriggio. Ad attendere i turisti all'imbarcadero c'erano Mara (responsabile dell'area didattica di Villa Carlotta) e i suoi volontari, i quali hanno suddiviso i gitanti in 4 gruppi per una migliore programmazione della visita dei lussureggianti giardini e degli interni della Villa.

Qui, grazie al supporto delle dettagliate spiegazioni fornite dalle guide, i visitatori hanno potuto apprezzare la bellezza delle sale a pian terreno impreziosite dall'altorilievo di Alessandro Magno in Babilonia, capolavoro dello scultore danese Bertel Thorvaldsen, e dall'Ultimo addio di Romeo e Giulietta, bellissimo dipinto di Francesco Hayez. Indossando appositi guanti in lattice, hanno inoltre potuto toccare delicatamente le preziose sculture presenti, tra le quali l'enorme Blocco di Venere e Marte di Luigi Acquisti, il gruppo di Amore e Psiche giacenti di Adamo Tadolini in un unico blocco di marmo di Carrara di eccezionale bellezza, e la Musa della danza Terpsychore e Palamede del Canova.

A gruppi alternati, poi, i visitatori hanno camminato lungo i vialetti, le scalinate e i sentieri dei magnifici giardini, raggiungendo i punti più spettacolari, suggestivi ed incantevoli della Villa, che offrono una splendida vista sul Lario e sulle sue montagne.

Si è conclusa così la 3° Giornata Regionale Lombarda della Cultura e del Turismo Sociale, la cui ottima riuscita è testimoniata non solo dall'alto numero di adesioni, ma da quanto afferma Mario Mazzoleni, Referente per la Commissione Regionale per il Turismo Sociale e la Fruizione dei Beni culturali dell'U.I.C.I. della Lombardia. Dichiara Mazzoleni: "E' stata un'esperienza molto positiva che certamente ha offerto a tutti i partecipanti momenti suggestivi e forse indimenticabili di arricchimento culturale, socializzazione, interscambi personali, sano movimento fisico e vera inclusione sociale. Per tutto questo, continua Mazzoleni, rivolto un sentito ringraziamento all'intero Consiglio Regionale U.I.C.I. della Lombardia, al suo Presidente Nicola Stilla e alla Segreteria Regionale per il prezioso supporto organizzativo offerto".

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Dalla sezione u.i.c.i. di como

GITA A FERRARA E PARCO DEL DELTA DEL PO, CASTELLO DI MESOLA E ABBAZIA DI POMPOSA

DA SABATO 4 A DOMENICA 5 OTTOBRE 2014, la nostra sezione in collaborazione con il referente sezionale Piero Alpino e l'agenzia Vecchie mura di Lecco, organizza una gita a Ferrara, parco del delta del Po, Castello di Mesola e Abbazia di Pomposa.

PROGRAMMA

1° GIORNO: LECCO - COMO - VALLI DI COMACCHIO - ABBAZIA DI POMPOSA.

Ritrovo dei partecipanti alle ore 6.15 a Lecco e alle ore 7.00 a Como e partenza con Pullman gt alla volta dell'Emilia Romagna, sosta lungo il percorso. Arrivo a Comacchio e tempo permettendo momento libero per una breve visita al famoso Ponte dei Trepponti. Imbarco alle ore 12.00 e partenza per l'escursione nelle valli e attraversamento di valle "Fattibello". Arrivo alle ore 13.00 all'agriturismo e pranzo a base di pesce: antipasto misto freddo - Risotto al brodo di pesce e fusilli gamberi e zucchine - Fritto di pesce misto di valle - Dolce della casa - Vino e acqua.

Nel pomeriggio escursione al Parco della Mesola ed ingresso al Castello Estense di Mesola, proclamato nel 1999 dall'Unesco Patrimonio dell'Umanita'. In seguito trasferimento all'Abbazia di Pomposa ed ingresso al Museo dell'Abbazia. In serata trasferimento in Hotel nella zona dei Lidi Ferraresi, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

2° GIORNO: LIDI FERRARESI - FERRARA - COMO - LECCO.

Prima colazione in Hotel, in mattinata incontro con la guida e visita della citta' di Ferrara in particolar modo al centro storico composto dalla Cattedrale, dal Palazzo Ducale ed ingresso al Castello Estense, per completare la visita con il Corso Ercole I d'Este, l'antica Via degli Angeli. Pranzo in ristorante in centro. Al termine partenza per il viaggio di rientro. Arrivo a Como e Lecco in serata.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: minimo 30 paganti euro 195, minimo 40 paganti euro 180, minimo 50 paganti euro 175. Supplemento singola euro 25.

Il pagamento della quota di partecipazione dovrà essere effettuato entro il 15 settembre.

LA QUOTA COMPRENDE:

Viaggio a/r in pullman gt - sistemazione in Hotel 3* sul mare ai Lidi Ferraresi - Trattamento di pensione completa + bevande ai pasti dal pranzo del primo giorno al pranzo dell'ultimo giorno - Tutti gli ingressi menzionati - Guide turistiche come indicato - escursione in barca nelle valli di Comacchio - Assicurazione sanitaria e bagaglio - Accompagnatore dell'agenzia - Tasse e Ztl per il Pullman.

LA QUOTA NON COMPRENDE:

Mance, extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La Quota Comprende.".

IL PRANZO DEL SABATO E' TOTALMENTE A BASE DI PESCE, SE QUALCUNO NON GRADISSE IL MENU' DI PESCE E' PREGATO DI INFORMARE L'AGENZIA PER TEMPO, PER FAR SI DI ORGANIZZARE UN ALTERNATIVA DI CARNE.

Contattate la Segreteria per prenotare la vostra presenza alla gita.

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comunicazioni varie

Dalla sezione di como

Prossimamente Disponibile la Registrazione audio dell'incontro regionale dedicato alla retinite pigmentosa

Nei prossimi giorni sarà disponibile in Segreteria il CD con la registrazione in formato MP3 della durata di oltre 2 ore dell'incontro dedicato alla retinite pigmentosa programmato sabato 21 giugno presso il Consiglio regionale UICI con il seguente contenuto: epidemiologia, diagnostica, riabilitazione e terapia con la presenza del Dott. Leonardo Colombo e Dott. Ferri, medici oculisti dell'Ospedale San paolo di Milano.

DALLA SEZIONE DI MILANO

PUNTO DI VISTA

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano, dal 9 giugno  ha avviato l'innovativo servizio: Punto di Vista. E' uno spazio dedicato alla condivisione e allo scambio di esperienze diverse al fine di migliorare e far progredire l'autonomia e la qualità della vita dei non vedenti.

Dalle ore 14 alle 19 dal lunedì al venerdì, gli interessati potranno incontrarsi liberamente presso la sala Trani della Sezione. Per maggiori informazioni relative alle modalità degli incontri contattare Francesco Pezzino tramite e-mail: francescopezzino@fastwebnet.it.

Dalla sezione di trieste

Settimana verde: 24 - 31 agosto 2014

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Trieste organizza anche quest'anno la "Settimana Verde", dal 24 al 31 agosto a Forni di Sopra (Carnia) in provincia di Udine.

Il programma comprende: soggiorno con pensione completa, viaggio, visite guidate, passeggiate in completo relax. Costo pro-capite complessivo di euro 410 con anticipo di euro 150 da versare entro il 18 luglio. Per informazioni e prenotazioni telefonare alla Sezione di Trieste al numero 040.768046 - e-mail: uicts@uiciechi.it.

DALL'ISTITUTO RITTMEYER DI TRIESTE

Campo scuola estivo sperimentale "progetto con le mani". 25 - 28 agosto 2014

L'Istituto Rittmeyer di Trieste, in collaborazione con l'I.ri.fo.r. locale, organizza dal 25 al 28 agosto 2014 il campo scuola estivo sperimentale: Progetto "Con le mani". Gli interessati, oltre al versamento della quota di partecipazione di 50 euro, dovranno inviare domanda di iscrizione tramite apposita scheda entro il 25 luglio a: uicts@uiciechi.it oppure a: rittmeyer@istitutorittmeyer.it o via fax al numero 040 41.98.925.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all'Istituto Rittmeyer: 040 41.98.911 - Sito www.istitutorittmeyer.it.

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Redattore Sociale del 04-06-2014

Alunni disabili, Ledha: "La riforma delle province rischia di penalizzarli"

MILANO. Gli alunni con disabilità rischiano di venir penalizzati dalla riforma delle Province. A settembre, con l'inizio del nuovo anno scolastico, non tutti gli studenti potrebbero tornare a sedersi sui banchi di scuola. Gli alunni con gravi disabilità che frequentano le scuole superiori potrebbero non avere il supporto dell'assistenza educativa. Mentre i bambini e gli adolescenti non disabilità visiva e uditiva potrebbero non trovare in classe l'assistente alla comunicazione. A lanciare l'allarme è la Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha), alla quale aderiscono oltre 30 associazioni.

Il problema nasce dai tempi programmati dalla "Legge Delrio" (l. 56 del 07/04/2014) che prevede la riorganizzazione delle Province e la ridistribuzione delle loro competenze. Nel periodo di transizione c'è il rischio che nessuna si assuma la responsabilità di organizzare l'assistenza nelle scuole. "Ledha ha raccolto la preoccupazione di molti familiari e delle associazioni della propria rete -si legge in un comunicato stampa-, tra cui l'Associazione lombarda famiglie audiolesi (Alfa onlus) e l'Associazione subvedenti (Ans). Una situazione di incertezza che mette in seria difficoltà anche la programmazione, da parte delle scuole, per il prossimo anno scolastico".

"Gli interventi che garantiscono ai bambini e agli adolescenti con disabilità di frequentare la scuola devono essere attivati già dal mese di settembre su tutto il territorio regionale e non possono essere rimandati. Per questo motivo Ledha - che ha già attivato i propri referenti territoriali per avere un quadro più completo della situazione sul territorio regionale - chiede a tutte le istituzioni coinvolte (Province, Regioni, Ufficio scolastico regionale) il massimo impegno per garantire tempistiche e modalità certe sull'erogazione di questi fondamentali servizi". (dp)

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Superando.it del 21-06-2014

Garantire tutti i servizi agli alunni con disabilita'

«E farlo in tempi utili e certi, consentendo loro di tornare puntualmente sui banchi di scuola nel prossimo mese di settembre»: lo chiedono in Lombardia le Federazioni LEDHA e FAND, con una lettera inviata ai referenti istituzionali della Regione, esprimendo la propria preoccupazione sulle incertezze derivanti dall'applicazione della Legge Nazionale che riorganizza le Province e ne rimodula le competenze.

MILANO. La questione era già stata sollevata qualche settimana fa dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che ora torna a farlo, con visibilità ancor maggiore, inviando cioè una lettera, insieme alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), agli assessori della Regione Lombardia Maria Cristina Cantù (Famiglia e Solidarietà Sociale) e Valentina Aprea (Istruzione), oltreché a Daniele Nava, sottosegretario per l'attuazione della cosiddetta "Legge Delrio".

Il problema, dunque, è legato alla Legge 56/07 (Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), meglio nota, appunto, come "Legge Delrio", che prevede la riorganizzazione delle Province e la redistribuzione delle loro competenze.

«Tale norma - hanno scritto nella loro lettera LEDHA e FAND - non chiarisce a chi spetterà il compito di garantire i servizi di assistenza ai bambini e ai ragazzi con disabilità, un'incertezza nel passaggio di funzioni tra gli Enti che, con l'avvicinarsi del nuovo anno scolastico, stanno allarmando le famiglie e le associazioni di persone con disabilità. Chiediamo dunque alla Regione Lombardia di adottare tutte le misure e gli adempimenti necessari al fine di garantire, in tempi utili e certi, il diritto allo studio degli alunni con disabilità delle scuole di ogni ordine e grado, garantendo loro di poter tornare puntualmente a settembre sui banchi di scuola, avvalendosi dell'assistenza per la comunicazione (disabilità sensoriale), di quella educativa e del trasporto, tutti servizi imprescindibili, da erogare a titolo gratuito, come previsto dalla normativa in vigore».

Per l'occasione, le Federazioni lombarde hanno anche voluto soffermarsi su un altro elemento ritenuto «preoccupante», ovvero «la mancanza di previsione di finanziamenti certi per l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità per l'anno scolastico 2014/2015», chiedendo ai destinatari della lettera di « esprimere il proprio impegno formale a garanzia delle pari opportunità e della non discriminazione degli alunni con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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La Gazzetta di Mantova del 20-06-2014

Un piano per gli studenti disabili

MANTOVA. La bufera era scoppiata l'anno scorso, a colpi di sentenze: il Consiglio di Stato aveva dato ragione ai Comuni, assegnando alle Province la competenza in materia di trasporto e assistenza ad personam degli studenti disabili che frequentano le scuole superiori. Competenza significa tirar fuori di tasca i soldi per pagare il servizio, aggiuntivo rispetto a quello offerto dagli insegnanti di sostegno (stipendiati dal ministero). L'anno scorso scoppiò la tempesta, con un ruvido tiro e molla tra Comuni e Province, poi intervenne la Regione ha metterci una pezza, attraverso la firma di un protocollo d'intesa con l'Upl (l'Unione delle Province lombarde). Morale, dal Pirellone arrivarono 10 milioni di euro. Passata la tempesta, quest'anno la Provincia si è mossa per tempo: la giunta ha approvato il Piano territoriale per la valorizzazione della rete dei servizi per l'assistenza ad personam. In concreto, il piano «disciplinerà le modalità operative di collaborazione tra Provincia, Comuni, Ufficio scolastico territoriale e dirigenti dei Centri territoriali di inclusività, per la gestione dei servizi educativi ai ragazzi disabili che frequentano istituti scolastici superiori». I dirigenti scolastici hanno già trasmesso le richieste di "Assistenza educativa per la comunicazione e le relazioni sociali" ai Comuni, che adesso dovranno inoltrarle alla Provincia attraverso l'Ufficio di Piano di riferimento (entro il 30 giugno). Quest'anno niente polemiche, ma all'orizzonte si profila una tempesta ancora più violenta: a cambiare le carte in tavola è intervenuta la legge Del Rio che ha ridisegnato le competenze delle Province. Adesso la parola torna alla Regione che entro il 7 luglio dovrà pronunciarsi sulla ridistribuzione delle competenze. Compresa quella in materia di assistenza ad personam.

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Il Corriere della Sera del 28-06-2014

Consiglieri in carrozzella dal Pirellone alla Centrale "Ancora troppe barriere"

MILANO. Dal Pirellone alla Stazione Centrale in carrozzella, o camminando bendati o ancora con un bastone. Ieri mattina alcuni politici lombardi hanno voluto fare questo esperimento per vivere in prima persona le difficoltà incontrate dalle persone disabili con marciapiedi, grate, semafori, accessi ai mezzi pubblici e altri ostacoli quotidiani. C'erano il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo (Ncd), il consigliere segretario Daniela Maroni (gruppo Maroni presidente), ideatrice e promotrice dell'evento, l'assessore alle Attività produttive, ricerca e innovazione Mario Melazzini (Ncd), affetto da Sla, il consigliere Carlo Borghetti (Pd), membro della Commissione Sanità, con Franco Bomprezzi, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), e Nicola Stilla, presidente regionale Fand (Federazione Associazioni Nazionali Disabili). «Una giornata positiva osserva Franco Bomprezzi soprattutto se contribuirà a produrre fatti. I cantieri aperti non hanno permesso un monitoraggio definitivo, ma abbiamo già verificato le criticità, per esempio, dovute all'assenza di ascensori per collegare il piano strada con i binari della stazione e con il mezzanino della metropolitana». Proprio poco prima, un passeggero con disabilità è caduto dal montascale della fermata M3 a causa della velocità. In via precauzionale, il montascale è stato temporaneamente fermato per le necessarie verifiche.

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Il Corriere della Sera del 29-06-2014

Provare per capire

di FRANCO BOMPREZZI

MILANO. Un drappello di consiglieri regionali, di tutti i gruppi, che decidono di sperimentare che cosa si prova a muoversi in carrozzina oppure senza vedere o sentire nulla, con il solo ausilio di un bastone bianco o di un braccio al quale aggrapparsi, fa notizia, si trasforma in un racconto, suscita reazioni differenti, a seconda del punto di osservazione. È successo venerdì a Milano, per iniziativa dell'Intergruppo che condivide l'impegno sui temi sociali. Un'idea apparentemente banale (non è certo la prima volta in Italia che amministratori pubblici compiono gesti analoghi) riesce comunque a raggiungere un buon numero di risultati. Prima di tutto a detta dei partecipanti una nuova consapevolezza, anche emotiva, del disagio e delle difficoltà piccole e grandi che si incontrano muovendosi ad handicap. E poi la constatazione che le barriere esistono ancora, anche in territori che all'apparenza sembrano esserne immuni (il breve tratto dal Pirellone alla stazione Centrale di Milano). Per me, che vivo in carrozzina da sempre, non è certo una scoperta. E così per Nicola Stilla, non vedente. Ma anche per Mario Melazzini, ora assessore regionale, che in carrozzina si trova da alcuni anni per l'insorgere di una malattia genetica. E neppure per la consigliera Daniela Maroni, ideatrice dell'evento, e madre di una persona con disabilità. Come dire: se andiamo al di là della superficie di pretesa normalità, la condizione di disabilità, temporanea o permanente, riguarda moltissimi cittadini, se non tutti. Eppure, ancora adesso, le decisioni progettuali non tengono conto fin dall'inizio di un pensiero complessivo, inclusivo, che preveda sin dall'inizio l'esistenza, e il diritto a vivere liberamente, anche delle persone con disabilità. È ancora difficile pensare a questo mondo come a una risorsa positiva alla quale attingere per migliorare concretamente la qualità urbana di tutti, la mobilità, le informazioni, i servizi, il lavoro, il tempo libero, l'accoglienza, la pratica sportiva. Sullo sfondo, sempre più vicina, incombe l'emergenza di Expo 2015. Cominciamo a vedere i segni concreti di azioni positive e coordinate, a partire dalla task force del Comune di Milano, fino alle attenzioni progettuali di Società Expo, passando per i servizi di informazione e di accoglienza della Regione. È bello sapere che finalmente, entro fine anno, un ascensore collegherà il piano strada, davanti alla stazione, con il mezzanino della metropolitana, e da lì un altro ascensore porterà ai binari. È bello poter segnalare che finalmente qualche taxi accessibile a tutti sta percorrendo le strade della città. È di conforto lavorare a itinerari accessibili da proporre a centinaia di migliaia di visitatori con disabilità, previsti nei sei mesi di Expo. Questo lavoro minuto, di rete e di competenze, si sta svolgendo con la collaborazione tenace e volontaria di tanti milanesi. Alla fine del tunnel, speriamo, ci sarà una Milano accogliente e più bella per tutti, con o senza carrozzina, con o senza bastone bianco.

di Franco Bomprezzi

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Avvenire del 29-06-2014

"I disabili sono ancora a rischio di esclusione sociale"

MILANO. Li chiamavano "inabili" ma anche "storpi", "guerci", "zoppi". Nella Milano di fine Ottocento che si affaccia alla rivoluzione industriale e che comincia a far fronte ad alcune importanti questioni sociali, come era vissuta la disabilità (termine allora inesistente, ndr)? E la società come percepiva persone che, in molti casi, dovevano la propria condizione al sistema di fabbrica e agli infortuni sul lavoro? Sono domande cui cerca di rispondere la ricerca "Come si costruisce l'esclusione della disabilità. I disabili a Milano (1850 - 1915)" curata dallo storico Matteo Schianchi - sostenuta da Fondazione Cariplo e realizzata da Ledha e Fish - che ha dato lo spunto a una giornata di studi svoltasi all'Università Milano Bicocca.

Il lavoro storiografico di Schianchi costituisce una "novità" in Italia quasi assoluta per questi temi, e offre una prospettiva storica utile a «capire come è cambiata la percezione della disabilità». «Quando oggi parliamo di disabilità, ci riferiamo a un mondo che ha cominciato a profilarsi con la prima guerra mondiale, con i militari feriti e mutilati di ritorno a casa - ha spiegato Matteo Schianchi, dottorando presso l'Ecole des Hautes Etude en Science Sociales di Parigi -. Si tratta di un fenomeno che imprime nuove percezioni, capace di inglobare anche un'altra grande fucina di inabili, quella del sistema di fabbrica. Non è un caso se l'assicurazione generale obbligatoria per gli infortuni sul lavoro è sancita solo nel 1919, dopo decenni di dibattiti».

«La menomazione dopo la prima guerra mondiale è il segno della vittoria» ha precisato la studiosa Barbara Bracco, rispondendo alle sollecitazioni di Roberta Garbo, ricercatrice dell'Università Bicocca di Milano che ha coordinato i lavori del convegno "Dal miserabile accattone al glorioso invalido di guerra" e ha invitato oggi a ripensare le sfida dell'inclusività.

«Si deve andare ben oltre a questo adeguamento lessicale che di fatto non è altro che un odierno fattore di nascondimento» ha detto Garbo. Non solo «l'università può fare molto come contesto di inclusione per studenti e lavoratori, ma noi tutti siamo chiamati - ha continuato la studiosa - a essere responsabili della qualità inclusiva del nostro contesto» istituzionale, educativo, lavorativo o di svago che sia.

Dal dibattito è emerso che Milano, con la sua storia e i suoi istituti di beneficenza, ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi un osservatorio privilegiato per gettare una luce nuova sulle evoluzioni che hanno caratterizzato gli approcci alla disabilità, ma anche su quelli che tutt'oggi sono i fattori di rischio di esclusione sociale. «Gli invisibili ci sono ancora oggi - ha raccontato Franco Bomprezzi, presidente di Ledha -. Sono agli angoli delle nostre strade e non li vediamo» e non hanno voce. L'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, ha sottolineato che è importante «nominare le disabilità, non averne paura», ma anche «conoscere le differenze che le caratterizzano per lavorare su una piena inclusività lavorativa e sociale».

«Ci hanno rubato la memoria - ha aggiunto Bomprezzi, giornalista e consulente di supporto alla task force per l'accessibilità di Expo Milano 2015 -. Se le persone con disabilità non hanno voce significa che hanno dignità, che la loro voce è usata solo al fine di avere un ritorno politico-culturale».

di Ilaria Solaini

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La Provincia di Sondrio del 15-06-2014

Giornata della cecita' Tirano apre l'orizzonte Disabilita' come valore

Serie di eventi per aumentare l'attenzione sul tema Convegno partecipato e film col regista Soldini Magro: «Luce e buio sono parte del nostro mondo».

TIRANO. Ha fatto chiudere gli occhi a tutti i presenti nella sala e ha chiesto: «Cosa significa per voi essere cieco?». Valeria Magro, presidente dell'Unione ciechi e ipovedenti sezione di Sondrio, ha scelto questa strada per spiegare il significato della disabilità visiva. L'occasione è stata la giornata di sensibilizzazione promossa da Intorno Tirano e Valtellina in Video, culminata ieri sera con la proiezione del film "Per altri occhi" alla presenza del regista Silvio Soldini. Nel pomeriggio, invece, si è tenuto il convegno per mostrare il lavoro dell'associazione che lotta per il pieno inserimento sociale dei ciechi. «Ho scelto come titolo per il mio intervento "Sogni di luce e sfumature di buio" - ha detto Magro -, che vuole rappresentare come luce e buio facciano parte integrante del nostro mondo. I disabili visivi fanno parte integrante di questo mondo e della società. Cosa evoca la parola cieco? Nell'immaginario comune un cieco è una persona ferma, sola, seduta sulla sedia, occhiali neri e bastone bianco. Noi non siamo così!». «Siamo nella rete sociale della società, siamo nonni, zii, professionisti, avvocati. Vorrei che la società ci vedesse come persone. Oggi con la crisi rimaniamo autonomi e vorremmo che la società riconoscesse i costi che abbiamo». Magro ha spiegato che i disabili visivi hanno difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno, perché il mondo esterno non conosce i loro trucchi per comunicare. Questa difficoltà aumenta in ambienti non noti. «Quando si ha a che fare con la disabilità visiva bisogna capire che noi abbiamo piena capacità giuridica, possiamo scegliere della nostra vita - ha aggiunto -. La disabilità visiva non lede le capacità intellettuali o di apprendimento di una persona». Tirano ha scelto di essere per un giorno capitale della sensibilizzazione. «Parlare di disabilità è importante anche per un amministratore pubblico che deve pensare al territorio e all'accessibilità, vedere la città con gli occhi di chi non ha i suoi occhi e di chi si muove in modo diverso dal suo - ha affermato il sindaco Franco Spada -. Spesso la disabilità è vista come un limite e un costo, ma è un valore».

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La Provincia di Sondrio del 16-06-2014

Normalità e coraggio "Per altri occhi" lascia un messaggio indelebile

TIRANO. Forse potrebbe trovare in noi qualche resistenza e sicuramente stupore il pensiero che un cieco o ipovedente possa godersi una giornata di sci sulla neve, oppure che partecipi ad una partita di baseball, correndo da una parte all'altra del campo. Che da solo vada in viaggio in Israele prendendo l'aereo, che si sposti a Milano in metropolitana o addirittura che guidi una barca a vela. Che a casa si prepari il caffè, il pranzo e la cena. Che possa continuare il suo lavoro di imprenditore, toccando letteralmente con mano quanto viene prodotto con il ferro per esempio e capendo dal tatto se l'oggetto è ben fatto, più di chi lo vede con gli occhi. È l'incredibile messaggio di normalità e di coraggio che, sabato sera, è stato lanciato a Tirano in occasione della manifestazione "Per altri occhi" promossa da Valtellina in video e Intorno Tirano per regalare alla città una giornata di sensibilizzazione sul tema della cecità. Il clou è venuto proprio con la proiezione dell'omonimo documentario di Silvio Soldini e Giorgio Garini, entrambi presenti per presentarlo e commentarlo nella sala del cinema Mignon. Un'occasione imperdibile per i tiranesi che hanno affollato il cinema per vedere il film vincitore del Nastro d'argento per il miglior documentario dell'anno e, soprattutto, conoscere il famoso regista, grande nell'umiltà come spesso succede a chi vale e non lo esibisce. Nel documentario tante storie - comuni e speciali insieme - vengono raccontate, come quella della giovane studentessa chitarrista che riesce anche a trovare il lato positivo della propria cecità. «Quando è freddo, visto che non ho bisogno di luce per leggere, mi infilo sotto il piumone con le braccia e leggo il mio libro in braille», dice. Come quella di due sposi ciechi, che gli altri condomini inizialmente temevano facessero saltare per aria l'appartamento. Come quello di uno scultore, marito e padre, che scolpisce con le mani opere di incredibile bellezza. Un lavoro che continua a trasmettere, come hanno detto i registi, una carica di energia totale sia durante le riprese e il montaggio, sia oggi che il prodotto è concluso. Sollecitati dalle domande del pubblico e dell'organizzatore Davide Merizzi (presenti l'assssore alla Cultura Sonia Bombardieri e il sindaco, Franco Spada), i registi hanno rivelato che la parte del leone la fanno i protagonisti, colti nei momenti opportuni, senza finzioni. «Noi ci siamo semplicemente raccontati - ha spiegato Giovanni Bosio, uno dei protagonisti del film -. Mai ci è stato chiesto di rifare una parte. Unica cosa che non volevamo è che ne uscisse qualcosa di lamentoso e così è stato. La vita è una battaglia continua, ma bisogna viverla con il sorriso e viverla fino in fondo. È un invito questo che rivolgo a tutti».

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Bresciaoggi del 19-06-2014

Brixia Accessibility Lab apre le porte alle idee per migliorare il mondo

Il referente del laboratorio bresciano è soddisfatto: «L´accessibilità dei luoghi rende tutti autonomi».

BRESCIA. Il diritto all´accessibilità deve diventare una linea guida per la costruzione della società di domani, non un «favore» che viene concesso ai disabili. Per questo l´Università degli Studi di Brescia, grazie all´intuizione del ricercatore Alberto Arenghi, ha dato vita al Brixia Accessibility Lab (BrAL), già attivo in altre università italiane come Torino, Firenze, Napoli e Reggio Calabria. Lo scopo di questo laboratorio, composto da 19 persone fra docenti e ricercatori dei dipartimenti di Economia, Giurisprudenza, Ingegneria e Medicina, è quello di elaborare idee e progetti per rendere più accessibili prima di tutto i luoghi di interesse culturale e al contempo porsi come team di consulenza per enti pubblici e privati che volessero modellare i propri progetti davvero a misura delle persone di tutte le età e di tutte le condizioni psicofisiche.

«L´ACCESSIBILITÀ indica l´attitudine di un habitat a garantire ad ogni persona una vita indipendente - spiegano i referenti del laboratorio -. Il nostro scopo è quello di definire, consolidare e promuovere una nuova cultura che veda l´accessibilità dell´habitat come una grande risorsa collettiva per l´umanità, per rendere più vitali, sicure e coese le comunità locali, per la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico».

«Il BrAL rientra nel concetto strategico più ampio di Health & Wealth verso cui l´Università bresciana è ormai sempre più orientata» aggiunge Giovanni Plizzari, direttore del dipartimento di Ingegneria.

«L´accessibilità - sintetizza Maurizio Tira, delegato del rettore per la disabilità - va a beneficio di tutta la popolazione, non solo dei disabili. È tempo di cambiare questo punto di vista. L´accessibilità è un valore che attiene al diritto di ciascuno di determinare la propria esistenza e di partecipare alla vita collettiva e alla crescita della società sulla base dell´uguaglianza con gli altri».

«Accessibilità e benessere possono essere uno la declinazione dell´altro. Dobbiamo passare dall´atteggiamento rivolto alla "cura" a quello del "prendersi cura" che prevede una cultura dell´attenzione costante nel tempo» spiega Alberto Arenghi nominato direttore del Brixia Accessibility Lab. Il laboratorio, coinvolgendo ricercatori e docenti di tutti e quattro i dipartimenti dell´Università, garantisce una completezza di saperi in grado di affrontare una vasta gamma di temi. Si parte, però, prima di tutto dall´accessibilità ai luoghi di interesse culturale.

«OGGI I DATI CI DICONO che investire in cultura conviene - prosegue Arenghi -, e sebbene i continui tagli alla cultura vanno nel senso opposto, allocare risorse in questo settore può far crescere il Prodotto interno lordo. Per questo motivo ci applicheremo anche pensando al turismo». L´idea dell´Accessibility Lab nasce in Italia circa tre anni fa e già alcuni atenei hanno abbracciato questa filosofia. Ciò permetterà alle varie strutture di consorziarsi a livello nazionale per ottenere visibilità per diffonderne la cultura e richiamare o ottenere finanziamenti che ora invece sono ridotti all´osso. «Oggi non possiamo più evitare di diventare anche ricercatori di fondi per sviluppare i nostri progetti» ammette Arenghi, «per questo siamo sempre più orientati verso l´esterno attivando consulenze anche con chi lavora fuori dal contesto universitario». «Se c´è bisogno di un laboratorio del genere vuol dire che manca ancora la cultura dell´accessibilità. Bisogna cambiare il modo di vedere le cose a partire da chi le progetta. Il riconoscimento di strutture per tutti ha un ritorno importante anche dal punto di vista economico, è dunque davvero nell´interesse di ciascuno che l´accessibilità sia un valore universale» è il commento dell´assessore provinciale con delega all´Istruzione Aristide Peli.

di Silvana Salvadori

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Il Corriere della Sera del 27-06-2014

Vigili del fuoco, soccorsi al buio Cosi' nasce lo spirito di squadra

MILANO. Confusione, insicurezza, paura. Il primo impatto con il buio è spaventoso. Improvvisamente cambia tutto: gli occhi non servono più, aperti o chiusi è uguale. Per orientarsi bisogna toccare le cose, farsi strada con un bastone. E ascoltare la voce degli altri. «Le persone attorno a te diventano fondamentali: esperienze come questa servono a rafforzare lo spirito di squadra». A parlare è Angelo Re, 58 anni, caporeparto dei vigili del fuoco di Milano. Con trent'anni di servizio alle spalle le ha viste tutte. È stato uno dei primi a intervenire dopo la strage di via Palestro, era tra i soccorritori dell'incidente di Linate e lo scorso gennaio è corso a Modena per aiutare gli alluvionati. «Tutti momenti di grande tensione e di grande paura. Ma il buio... il buio scardina ogni prospettiva. Mi è capitato in Stazione centrale, un incendio nelle cantine. Tra l'assenza di luce e il fumo puoi contare sui tuoi riflessi e sui tuoi compagni». È la quarta volta che Angelo accompagna i giovani «aspiranti» vigili del fuoco all'Istituto dei ciechi di Milano. Il «dialogo nel buio», percorso guidato di un'ora in ambienti totalmente oscurati, fa parte della settimana di stage che i ragazzi vivono in caserma a Milano. Questi giovani arrivano da tutta Italia. Sono studenti meritevoli che inviano una candidatura al Dipartimento della gioventù: se vengono selezionati fanno un'esperienza nei diversi corpi dello Stato, il cosiddetto «Campogiovani». Luigi Mariottini, 18 anni, viene dalla provincia di Viterbo: «Non avevo mai preso in considerazione l'idea di fare il vigile del fuoco, ma questa settimana mi sta piacendo molto. E l'esperienza al buio mi ha fatto riflettere». «Subito ho avuto paura dice Lucia Bordoni, 17 anni, una delle poche ragazze del gruppo . Poi, non appena mi sono affidata alle voci dei miei compagni, mi sono sentita di nuovo al sicuro». «Per i ragazzi questo percorso è rivelatore conferma Claudio Di Francesco, 48 anni, caposquadra dei Vigili del fuoco di Milano e tutor del Campogiovani . Fa capire in un'ora il concetto di spirito di squadra». Anche i vigili del fuoco stabili ogni tanto vanno «a scuola di buio» all'Istituto dei ciechi. «È un'esperienza che aiuta molto dal punto di vista psicologico spiega Silvano Barberi, comandante provinciale . Affina i sensi, l'orientamento e le capacità di comunicazione. Tutte caratteristiche che servono durante gli interventi. Ora vorremmo restituire il favore e organizzare dei corsi di sicurezza per persone ipovedenti». Soddisfatto Rodolfo Masto, commissario straordinario dell'Istituto dei ciechi: «Questo scambio di competenze non può che essere positivo».

di Alessandra Dal Monte

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Superando.it del 05-06-2014

Eppure qualcosa a Milano cambiera'

di Franco Bomprezzi

«Non so se nei tavoli di lavoro che si stanno riunendo in queste settimane - scrive Franco Bomprezzi, a proposito dell'"Expo 2015" di Milano -, si riuscirà veramente a costruire in pochi mesi una città più accessibile e fruibile per tutti. Ma qualcosa sicuramente cambierà, anche se servirà un salto di qualità, uno scatto di orgoglio, perché questa battaglia dobbiamo vincerla. Per tutti».

MILANO. Eppur si muove! A giudicare, almeno, dalle mappe tematiche in allestimento, a cura degli Uffici Comunali di Milano, che documentano il livello di accessibilità di alcuni dati sensibili fondamentali per scegliere percorsi, per orientare la mobilità di tutti, e in particolare delle persone con disabilità. Si tratta di semafori con segnalazione sonora, di fermate delle linee degli autobus, dei tram e della metropolitana, di marciapiedi, di musei, di uffici, di luoghi turistici.

Quelle mappe sono il punto di partenza di un lavoro concreto e rapido, finalmente avviato dal Comune milanese, con la collaborazione attiva e competente delle associazioni delle persone con disabilità. Anche questo è bene comune, in vista dell'Expo 2015 e sembra quindi essere partita con forza.

È dunque partita la task force che anche da queste pagine avevamo chiesto con forza in questi mesi, nella consapevolezza del ritardo accumulato e nella certezza, dati previsionali alla mano, dell'impatto impressionante che avranno centinaia di migliaia di visitatori con esigenze specifiche nei sei mesi dell'Expo 2015.

Ovviamente a noi sta a cuore il prima e il dopo, e forse ancora di più il dopo, ciò che resterà come "bene comune", dopo una maratona della quale ancora riusciamo a capire poco, se non le cose che non vorremmo capire, che non vorremmo sapere. Ma anch'io mi iscrivo al club degli #Expottimisti, promosso ad esempio dal Comitato M'impegno, espressione della società civile milanese, che mi ha invitato a parlare di accessibilità per tutti a Palazzo Marino, il Municipio milanese.

Ero vicino a un ex sindaco come Gabriele Albertini, che nel 2004 mi insignì dell'Ambrogino d'Oro, e accanto a Giuliano Pisapia, il sindaco che all'inizio della sua esperienza mi chiese di aiutarlo a non lasciare nell'invisibilità il mondo delle persone con disabilità di questa complessa città.

Ho avuto per un momento la sensazione che le nostre battaglie stiano uscendo da una logica di separatezza e di nicchia, per diventare argomento condiviso da tutti: da chi amministra ma anche da chi vive nella metropoli e ragiona seriamente e positivamente sull'impatto di un grande evento mondiale.

Non so se riusciremo veramente a costruire in pochi mesi, nei tavoli di lavoro che si stanno riunendo in queste settimane, una città migliore e più accogliente. Ma qualcosa sicuramente cambierà. Penso che fra i risultati concreti, agevolati dalla scadenza dell'Expo, ci sarà un sistema di informazioni attendibili e facilmente consultabili, in grado di dire a tutti se un luogo, un ristorante, un albergo, una strada, un museo, una linea di tram, sono utilizzabili da tutti, senza discriminazione basata sulla disabilità fisica, sensoriale o intellettiva.

Queste informazioni corrisponderanno a elementi certi, e costituiranno la base per migliorare ancora, laddove le barriere vecchie e nuove - ma a volte anche solo l'incuria e la mancanza di attenzione ai dettagli -, impediscono la piena mobilità delle persone con disabilità e dunque il loro diritto alla partecipazione piena alla vita sociale di Milano.

Non tutto sarà a misura, ma qualcosa di meglio ci sarà, se lo vorranno davvero i milanesi, non solo gli assessori o i funzionari del Comune, e neppure soltanto gli esponenti del mondo associativo.

Ora occorre un salto di qualità, uno scatto di orgoglio. Lasciando a casa, in un angolo, i piccoli protagonismi, lo spirito settoriale, la convinzione errata che «non c'è niente da fare, perché è tardi». Questa battaglia dobbiamo vincerla. Per tutti.

Franco Bomprezzi,

Direttore responsabile di «Superando.it».

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Marketpress.Info del 18-06-2014

Al via la rassegna "Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile"

DAL 17 AL 19 GIUGNO, ALLA FABBRICA DEL VAPORE DI MILANO. UNA TRE GIORNI CON LABORATORI ESPERIENZIALI, INSTALLAZIONI, TAVOLI TEMATICI E UN CONVEGNO PER PRESENTARE DELLE "LINEE GUIDE" UTILI A GARANTIRE L'ACCESSIBILITÀ DELLE PERSONE CON DISABILITÀ ALL'ESPOSIZIONE UNIVERSALE.

MILANO. Expo Milano 2015 può diventare una grande occasione per migliorare la fruizione e l'accessibilità delle persone con disabilità ai grandi eventi e agli spazi pubblici e per favorire l'integrazione occupazionale di soggetti svantaggiati. La rassegna "Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile" presenterà, dal 17 al 19 giugno alla Fabbrica del Vapore di Milano (Via Procaccini 4), soluzioni assistive, buone pratiche progettuali e, soprattutto, delle "linee guida" utili a definire criteri di accessibilità e opportunità lavorative possibili per le persone con disabilità. L'iniziativa è stata inaugurata oggi da Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, Sabina Bellione, Presidente del Consorzio Sociale Light, Sergio Silvotti, Presidente di Fondazione Triulza, e Franco Bomprezzi, Presidente di Ledha. La rassegna è stata organizzata nell'ambito di un percorso di lavoro coordinato dal Consorzio Sociale Light in collaborazione con Fondazione Triulza - ente che gestirà il Padiglione Società Civile di Expo - Provincia di Milano e Comune di Milano per sensibilizzare l'opinione pubblica e per promuovere le linee guida e le proposte definite nei sei mesi di lavoro con le associazioni di persone disabili Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), Ens (Ente Nazionale Sordi), Uici (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), Ans (Associazione Nazionale Subvedenti), Inmaci (Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi e Ipovedenti), Associazione Disabili Visivi Onlus e con Asf Italia (Architetti Senza Frontiere Italia Onlus). Le linee guida sull'accessibilità del sito e dei servizi forniscono criteri sugli aspetti architettonici, la segnaletica, il personale qualificato all'assistenza, la fruizione dei servizi frontali e on-line. Le linee guida per l'integrazione lavorativa di fasce deboli individuano politiche e indicazioni tecniche per incentivare l'assunzione di disabili sensoriali dentro e fuori dal sito espositivo. Nella Tre giorni di giugno saranno presentate ad Expo 2015 S.p.a., alle istituzioni, alle aziende, agli operatori del Terzo Settore e ai diversi soggetti attivi nella gestione degli spazi e attività collegate a Expo Milano 2015. Il Padiglione Società Civile - Cascina Triulza sarà il primo spazio espositivo che recepirà le linee guida in materia di accessibilità per diventare esempio eccellente per altri padiglioni ed espositori presenti a Expo Milano 2015 e, soprattutto, per altri eventi e esperienze simili future. Un gruppo di lavoro coordinato dal Consorzio Light e composto da architetti e consulenti di Asf Italia, Ledha e Uici ha progettato, con criteri di "reale" accessibilità per disabili fisici e sensoriali una sezione in scala 1:1 del Mercato del Padiglione che sarà possibile vedere e sperimentare in anteprima alla Fabbrica del Vapore. La rassegna "Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile" si articola attraverso tre diverse iniziative aperte a cittadini, istituzioni, aziende, architetti e progettisti, operatori e gestori di servizi pubblici: Laboratorio Percettivo e Digitale: associazioni disabili, imprese e mondo della ricerca presentano alla cittadinanza strumenti e soluzioni assistive che permettono alle persone con disabilità sensoriale di fruire di piccoli e grandi eventi. Martedì 17 e Mercoledì 18 giugno dalle 15.00 alle 18.00. Percorso esperienziale "Si prega di toccare": un percorso percettivo all'interno di una sezione del mercato del Padiglione della Società Civile ricostruita con criteri di accessibilità. Martedì 17 e Mercoledì 18 giugno dalle 15.00 alle 18.00. Link alla scheda "Un mercato accessibile per Cascina Triulza: http://www.Fondazionetriulza.org/wp-content/uploads/2014/06/2scheda_mercato_cascinatriulza_asf_17-giugno-2014_gms.pdf Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile. Convegno "Milano si apre": un'intera giornata dedicata a riflessioni e proposte sull'accessibilità e sulle opportunità occupazionali che Expo Milano 2015 può e deve offrire a persone con disabilità. Nell'ambito del convegno saranno presentate le linee guida sull'accessibilità e le linee guida per l'integrazione lavorativa di fasce deboli. Giovedì 19 giugno dalle 9.30 alle 17.30. Link al programma del convegno: http://www.Fondazionetriulza.org/wp-content/uploads/2014/06/expo-e-accessibilit%c3%a0_convegno-milano-si-apre_19-giugno-2014.pdf Queste tre iniziative sono il risultato dei tre progetti sviluppati nell'ambito del progetto quadro "Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile" finanziato dal Piano Emergo (Piano Occupazione Disabili) della Provincia di Milano e gestito dal Consorzio Sociale Light in collaborazione con Fondazione Triulza e il Comune di Milano e il patrocinio di Regione Lombardia. Il programma completo della rassegna e altri materiali sono disponibili sui siti: www.Consorziosocialelight.it/expoaccessibile www.Fondazionetriulza.org

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Redattore Sociale del 19-06-2014

Expo 2015, ecco il decalogo per un evento accessibile e inclusivo

MILANO. Non basta costruire qualche scivolo per rendere un luogo accessibile alle persone con disabilità. Ci vuole molto di più. Basta leggere il decalogo delle linee guida, preparato da un gruppo di associazioni in vista di Expo 2015, per rendersene conto. "L'organizzazione di un evento inclusivo richiede attenzione ai singoli problemi che le persone possono incontrare e che molti problemi, anche se non tutti, possono essere risolti con interventi che richiedono solo una reale attenzione alle necessità di tutti", si legge nell'introduzione alle linee guida, che sono state presentate durante il convegno conclusivo della tre giorni "Per un'Expo 2015 aperta, inclusiva e accessibile", organizzata alla Fabbrica del Vapore da consorzio sociale Light e Fondazione Cascina Triulza, in collaborazione con Comune e Provincia di Milano. Dai percorsi per i ciechi e gli ipovedenti, agli accorgimenti per i punti informativi, ai suggerimenti per le segnalazioni d'emergenza, il decalogo è il frutto del lavoro di numerose associazioni che si occupano di disabilità. "È una grande occasione anche per Milano -ha detto Franco Bomprezzi, presidente di Ledha, nel convegno di questa mattina-. Certo non riusciremo a rendere tutto accessibile, ma il nostro obiettivo è di rendere la città migliore di adesso".

Raccomandazioni:

1) Gli scivoli servono a tutti. "La mancanza di barriere architettoniche è importante anche per altri gruppi di persone" si legge nel decalogo. Per esempio, per gli anziani o per le donne in gravidanza.

2) La segnaletica. Oltre alla normale segnaletica "è necessario che i percorsi siano organizzati in modo semplice per poterli visualizzare mentalmente, che si ponga cura ai materiali con cui sono realizzati, ad esempio variando la qualità della superficie per distinguere le varie componenti, e che si utilizzino indicatori tattili".

3) Attenzione all'arredamento degli spazi. Per esempio, gli accessori dei bagni devono essere di colori contrastanti per essere visibili anche agli ipovedenti.

4) Attrezzature tecnologiche. Distributori di cibi e bevande, totem informativi e altri impianti automatici devono prevedere sia l'audio per i ciechi sia visualizzazioni per i sordi.

5) Materiali informativi. Attenzione a rendere fruibile per tutti i siti internet, i materiali stampati e i video (con la sottotitolazione per i sordi e la descrizione delle scene per i ciechi).

6) Altezza dei banchi. Devono essere in una posizione visibile e accessibile, anche da chi è su una sedia a rotelle. Dovrebbero essere sempre dotati di materiali informativi in braille. E comunque il personale che è ai banchi informativi deve ricevere un'apposita formazione.

7) Segnaletica tattile e audio. Le indicazioni per raggiungere un luogo e quelle che spiegano la funzionalità di uno spazio, oltre ad essere chiare devono essere anche in forma visiva ingrandita e in forma tattile.

8) Durante i convegni. Assicurarsi che sia disponibile un'interprete della lingua dei segni o una sottotitolazione in tempo reale.

9) Sicurezza. I sistemi di allarme non possono essere solo sonori, ma anche visivi. Devono anche essere ripetuti sui sistemi elettronici fissi e mobili.

10) Formazione del personale. Ci deve essere comunque personale formato, in grado di superare eventuali problemi o difficoltà che incontrano le persone con disabilità.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale nel mese appena trascorso, i quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

Verifiche straordinarie di invalidita' e handicap: l'INPS soccombe davanti al TAR

Cari amici,

richiamiamo la Vs attenzione sul dettato della sentenza del TAR del Lazio, Sezione III Quater, N. 3851/2014 del 9 aprile scorso (che si allega).

Tale sentenza riconosce l'illegittimita' delle modalita' con le quali negli ultimi anni l'INPS ha compiuto le verifiche straordinarie di invalidita' e handicap (i cosiddetti controlli contro i "falsi invalidi").

Il fatto in sintesi.......

L'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilita' Intellettiva e/o Relazione), con l'intervento ad adiuvandum della FISH ONLUS (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), ha adito il giudice regionale del Lazio contro l'INPS, impugnando le istruzioni dell'Istituto per lo svolgimento dei piani straordinari di verifica per il triennio 2009-2011 di cui all'art. 20 del Decreto Legge N. 78/2009 convertito nella Legge N. 102/2009. Dette ostruzioni erano state diffuse con messaggi INPS N. 6763 del 14.3.2011, N. 8146 del 5.4.2011 e N. 6796 del 19.4.2012.

I motivi di impugnazione, accolti dal TAR, sono stati:

1. l'INPS si e' sostituito alle commissioni ASL anche per quel che riguarda le visite di revisione ordinaria, assimilandole a quelle di revisione straordinaria.

2. L'INPS ha ricompreso, nelle verifiche straordinarie, anche l'accertamento della permanenza dei requisiti di legge per i soggetti portatori di handicap (ex Legge 104/1992, art. 3) non percettori di provvidenze economiche che dovevano essere esclusi.

La decisione.....

Il TAR ha accolto i motivi proposti dall'ANFFAS e dalla FISH, condannando l'INPS alla soccombenza del giudizio, per la parte relativa:

1. alla mancata inclusione tra i componenti delle Commissioni straordinarie di un medico designato dall'ANFFAS;

2. all'assorbimento delle verifiche ordinarie in quelle straordinarie;

3. all'inclusione dei soggetti portatori di handicap (ex Legge 104/1992) nel programma di verifiche straordinarie per gli anni 2009-2010 e 2011.

Con tale sentenza, per la prima volta, e' stato contestato all'INPS l'eccesso di potere, per carenza di motivazione, difetto di istruttoria, illogicita' manifesta e contraddittorieta' amministrativa, rispetto alle visite di verifica straordinaria, che avrebbero dovuto riguardare esclusivamente i titolari di benefici economici di invalidita' civile.

In tal modo, il numero delle revoche, alla fine dei controlli straordinari, e' risultato <"artificiosamente"> (a detta di ANFFAS e FISH) elevato: sono state sommate, infatti, le posizioni comunque gia' considerate rivedibili e, in larga misura, in ogni caso destinate a revoca. L'Istituto, pertanto, ha agito in via unilaterale ed in contraddizione rispetto alle garanzie previste dalla normativa statale, modificando progressivamente le modalita' delle verifiche straordinarie e stabilendo di far rientrare, nei controlli a campione, anche gli invalidi per i quali era gia' stata precedentemente prevista una rivedibilita' da parte delle commissioni ASL.

Vogliamo sottolineare, altresi', due circostanze ulteriori, che, pur non essendo state oggetto di giudizio, hanno fatto parte integrante delle osservazioni del TAR:

Auspichiamo in conclusione che questa sentenza dia impulso ad un rinnovamento dell'intero sistema di accertamento dell'invalidita' civile, dello stato di handicap e disabilita' che risulta inefficace e finanziariamente oneroso.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

______________________________________________________________________________________

E' possibile prelevare il file .zip contenente la presente circolare ed il file .pdf contenente il testo integrale della sentenza citata utilizzando il seguente link:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2014/06/2014.107.zip

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Formazione iniziale dei docenti di sostegno. Decreto ministeriale 16 maggio 2014, n. 312

La formazione iniziale dei docenti specializzati per le attività di sostegno didattico agli alunni e agli studenti con disabilità è materia di particolare interesse, per la nostra Unione.

Per questa ragione, crediamo opportuno segnalare che il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con decreto 16 maggio 2014, n. 312, ha indetto, per l'anno accademico 2014/2015, una selezione per l'accesso ai corsi di tirocinio formativo attivo (TFA), finalizzati al conseguimento dell'abilitazione per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado ed ha autorizzato, per lo stesso anno accademico 2014/2015, l'attivazione, da parte delle Università, dei percorsi formativi finalizzati al conseguimento del titolo di specializzazione per le attività di sostegno, di cui all'articolo 13 del d.m. 10 settembre 2010, n. 249.

Ricordiamo che ai sensi del citato articolo:

1. In attesa dell'istituzione di specifiche classi di abilitazione e della compiuta regolamentazione dei relativi percorsi di formazione, la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli allievi con disabilità si consegue esclusivamente presso le Università.

2. I corsi di formazione finalizzati al conseguimento della specializzazione devono: prevedere l'acquisizione di un minimo di 60 crediti formativi, pari a 1.500 ore; comprendere almeno 300 ore di tirocinio, pari a 12 crediti formativi; articolarsi distintamente per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria, di primo e secondo grado.

3. Ai corsi, programmati e autorizzati dal MIUR, in relazione alle esigenze del sistema nazionale di istruzione, possono accedere, previo superamento di una prova di accesso, gli insegnanti abilitati.

4. I candidati che superano con esito favorevole l'esame finale, conclusivo dei corsi, conseguono il diploma di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, diploma che consente l'iscrizione negli elenchi utili ai fini delle assunzioni, a tempo determinato e indeterminato, sui posti di sostegno disponibili.

Ricordiamo, inoltre, che i corsi sono definiti dai regolamenti didattici di Ateneo, in conformità con i criteri e le modalità stabilite nel d.m. 30 settembre 2011.

Sulla base del fabbisogno specifico di personale specializzato per il sostegno didattico degli alunni con disabilità e della programmazione regionale degli organici del personale docente, il Ministero, nel d.m. 312, ha fissato in 6.630 i posti complessivamente disponibili, ripartiti come segue:

Abruzzo: 145

Basilicata: 48

Calabria: 193

Campania: 628

Emilia Romagna: 437

Friuli Venezia Giulia: 90

Lazio: 868

Liguria: 175

Lombardia: 1.210

Marche: 153

Molise: 41

Piemonte: 477

Puglia: 426

Sardegna: 161

Sicilia: 573

Toscana: 368

Umbria: 86

Veneto: 531

Provincia Autonoma di Bolzano: 20.

Da ultimo, con Avviso del 27 maggio, il M.I.U.R. ha precisato che gli Atenei provvederanno, per proprio conto, a comunicare i corsi di specializzazione istituiti e i criteri previsti per l'ammissione ed ha specificato che, per i corsi in parola, non sono previste le prove selettive di accesso, di cui all'art. 6 del d.m. 312.

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Comunicato stampa FISH sui falsi invalidi

Riceviamo e diffondiamo.

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Smentita la bufala dei "falsi invalidi"

Negli ultimi anni giornali e TV sono stati permeati da "notizie" ad effetto sul fenomeno e sulla consistenza numerica dei cosiddetti "falsi invalidi", sapientemente alimentate da "dati" ufficiali, da episodi eclatanti (cieco che guida, zoppo che balla, sordo che suona) e da una certa dose di malafede. "Un invalido su quattro è falso", "Il 23% degli invalidi è falso", titoli sparati dopo le dichiarazioni del Presidente INPS Mastrapasqua e supinamente riprese da molti articolisti oltre che da molti parlamentari (tanto da finire agli Atti di Camera e Senato), contribuendo allo stigma e al pregiudizio dei confronti delle persone con disabilità. Dal 2009 al 2013 si è svolta una imponente campagna di controlli che ha interessato oltre 850.000 persone titolari di pensione o indennità di accompagnamento, sono stati quindi controllati circa un terzo degli interessati. Era il momento di sapere effettivamente, al di là delle dichiarazioni ufficiose ed artefatte, come sono andati effettivamente questi controlli - invocati come ineludibili - e quale beneficio ne abbiano in effetti tratto l'Erario e i Cittadini. L'ha chiesto con un'interrogazione a risposta scritta Donata Lenzi, capogruppo PD alla Commissione Affari Sociali della Camera. Ha risposto (seduta di Commissione del 29 maggio) il sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Franca Biondelli, (con delega alla famiglia, inclusione e politiche sociali, immigrazione e politiche di integrazione), riportando, pedissequamente, i dati forniti dall'INPS su taluni aspetti, volutamente, lacunosi. Precisa la risposta che sono state effettuate dall'INPS 854.192 verifiche straordinarie. Sono state revocate, per mancata conferma dei requisiti sanitari o assenza a visita medico legale, 67.225 provvidenze. Il che corrisponde al 7,9 per cento delle verifiche. Non il 23, quindi! Né un invalido ogni quattro.

Ma quello stesso dato relativo alle revoche è gonfiato ad arte. Ecco perché. Vedendo diminuire l'efficacia dei suoi controlli, nel 2011 (Messaggio 16 marzo 2011, n. 6763) l'INPS stabilisce di includere nel Piano straordinario di verifica tutte le persone per le quali è già stata prevista una revisione della loro invalidità. Ad esempio, a molti malati oncologici viene riconosciuta l'indennità di accompagnamento per il periodo in cui seguono cicli di chemioterapia o nella fase di maggiore acuzie, riservando la possibilità di rivedere successivamente l'invalidità e di revocare, per via ordinaria, l'indennità di accompagnamento. Insomma, non sono "falsi invalidi" e ricevono normalmente un sussidio nella fase di maggiore necessità.

La scelta dell'INPS del 2011 offre all'Istituto un bacino di potenziali persone da controllare i cui contorni sono bene definiti e su cui sono più probabili le revoche delle provvidenze economiche che comunque avverrebbero, ma che in questo modo sarebbero attribuibili all'azione dell'INPS e non alla normale routinaria attività delle ASL.

Il disegno è smascherato dalla risposta all'interrogazione: le revoche di provvidenze ai malati oncologici passano dal 3% del 2009 al 33% del 2012!

Quel 7,9 per cento di revoche è pertanto al lordo di quanto sarebbe comunque avvenuto per via ordinaria.

Quanto stima di aver ricavato l'INPS da questa gigantesca operazione di controllo?

Lo dice la risposta all'interrogazione: 352,7 milioni di euro. Lordi, molto lordi.

Infatti, per affrontare questa straordinaria mole di lavoro l'INPS è dovuto ricorrere anche a medici esterni: la spesa dichiarata dal 2009 al 2012 è di 101,2 milioni di euro.

Il risparmio è quindi di 251,4 milioni. Ancora lordi, ma che rappresentano un risparmio dell'1,51 per cento della spesa annua per le provvidenze agli invalidi civili (16,6 miliardi secondo il bilancio sociale INPS, un miliardo e mezzo in meno secondo la Corte dei Conti).

Da questo "bottino", vanno poi detratte le spese per il personale interno (che INPS non dichiara): altri medici, dirigenti, softwaristi, impiegati amministrativi, spese di struttura, spese di spedizione di 850.000 comunicazione. Stima prudenziale: altri 70 milioni.

Il risparmio scende a 181,4 milioni.

Non è finita. Come correttamente ricorda la risposta in Commissione, il risparmio va inteso al lordo del contenzioso. Tradotto: chi si vede revocare la pensione o l'indennità fa ricorso. Nel 45% dei casi l'INPS soccombe in giudizio ed è obbligato a restituire, con gli interessi, il "maltolto" pagandoci pure le spese legali.

Molto prudenzialmente è da ritenere che l'INPS (che oltretutto si serve in larga misura di legali esterni, come "lagnato" dalla Corte dei Conti) perda in questa operazione almeno altri 70 milioni.

Il risparmio scende a 111,4 milioni. Questa cifra ridicola rappresenta lo 0,67 per cento della spesa annuale per pensioni e indennità.

Per completezza, l'intera spesa 2012 per pensioni e indennità è pari all'1,1 per cento del PIL, una delle percentuali più basse d'Europa (sono dietro di noi solo Malta, Cipro e la Grecia).

A fronte di questi numeri fallimentari, ci sono i disagi patiti dalle persone invalide, spesso convocate a visita nonostante condizioni di salute gravissime, nonché la conseguente dilatazione dei tempi medi necessari per il riconoscimento delle prestazioni. La Corte dei Conti segnala nel suo più recente controllo ispettivo che gli invalidi attendono mediamente 299 giorni dalla data della domanda, i ciechi 338. Peggio ancora va ai sordi: 399 giorni.

"Ci auguriamo che gli organi di informazione ci aiutino a smantellare quello che appare in tutta evidenza un odioso pregiudizio, alimentato per anni. È quasi superfluo invocare il diritto di rettifica. - commenta Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - Al Parlamento invece caldeggiamo una riflessione profonda: la Legge di stabilità per il 2013 (Legge 228/2012) ha previsto ulteriori 450.000 controlli da effettuarsi entro il 2015. Si fermi questo sperpero e si approfitti per ripensare in modo efficace ed inclusivo a nuovi criteri di accertamento della disabilità."

FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap

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Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Concorso nazionale di poesia riservato a non vedenti. UICI di Reggio Emilia. XXIII edizione

Riceviamo e diffondiamo.

Cordiali saluti

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

SEZIONE PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA

BANDO DEL XXIII CONCORSO NAZIONALE DI POESIA RISERVATO A NON VEDENTI

Il XXIII concorso nazionale di poesia è a tema libero.

Il concorso è aperto a tutti i ciechi assoluti e ai disabili visivi con un residuo non superiore ad 1/10, soci o non soci dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e senza limiti di età.

Ogni partecipante deve versare un contributo di iscrizione di € 10,00 su c/c/p 14981427, intestato a Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - corso Garibaldi 26 - 42121 Reggio Emilia, di cui allegherà copia nella busta contenente i dati personali.

Ogni concorrente può inviare un massimo di due opere, che non devono aver partecipato ad altri concorsi letterari e possono essere redatte in scrittura braille o in nero.

Gli elaborati devono pervenire all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezione di Reggio Emilia, Corso Garibaldi n. 26, entro le ore 12.00 di venerdì 24 ottobre 2014 ed indicare sulla busta il nome del concorso.

Le opere devono essere contrassegnate da un motto o da una sigla e alle stesse deve essere unita una busta chiusa, recante esternamente il motto ma senza indicazione del mittente, all'interno della quale deve essere contenuto nuovamente il motto o la sigla e le generalità dell'autore: nome, cognome, età, indirizzo, n° telefonico, e-mail e la dichiarazione di appartenere alla categoria dei disabili visivi con un visus non superiore ad 1/10; questa sezione UICI si riserva in qualsiasi momento di verificare la veridicità di quanto dichiarato mediante richiesta del verbale attestante la minorazione.

Le buste con le generalità dei partecipanti saranno aperte solo dopo che la giuria avrà stilato la graduatoria delle opere; ai concorrenti verrà data comunicazione dell'esito del concorso, del luogo e del giorno delle premiazioni, che si terranno presumibilmente il giorno sabato 6 dicembre 2014.

La sezione si riserva il diritto di raccogliere le opere ammesse al concorso in una pubblicazione e di richiedere a tal fine ai partecipanti la versione digitale delle stesse a premiazioni avvenute.

Nel concorso saranno premiate le prime 3 opere classificate a giudizio insindacabile della giuria, nominata dal consiglio provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Reggio Emilia, con l'assegnazione dei seguenti premi:

I classificato: € 600,00 e riconoscimento al merito; II classificato: € 400,00 e riconoscimento al merito; III classificato: € 200 e riconoscimento al merito; la giuria si riserva inoltre la possibilità di consegnare un riconoscimento speciale ai concorrenti reggiani meritevoli.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgersi alla segreteria della Sezione UICI di Reggio Emilia telefono 0522/435656 e-mail uicre@libero.it.

Il presidente provinciale U.I.C.I.

Dott.ssa Chiara Tirelli

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Soggiorno marino "Ultimo sole" a Tirrenia dal 07/09/2014 al 21/09/2014

Ricordiamo che dal 07 al 21 Settembre p.v. presso il Centro " Le Torri - G. Fuca'" di Tirrenia, si terra' il soggiorno "Ultimo Sole ", che pur essendo proposto dalla Commissione nazionale anziani, e' aperto a tutti i soci, senza alcuna distinzione.

L'importo del soggiorno pro capite a pacchetto valido sia per l'anziano non vedente che per il suo accompagnatore, si articola nei seguenti importi:

Camera singola (Torre Piccola) Euro 770.00 ;

Camera doppia (Torre Piccola ) Euro 670.00;

Camera doppia (Torre Grande) Euro 870.00;

Camera Tripla (Torre Grande) Euro 770.00.

Ai suddetti importi, vanno aggiunti Euro 7,50 come tassa di soggiorno richiesta e dovuta al comune di Pisa.

L'offerta include:

Servizi a richiesta o a pagamento:

a. Escursioni.

b. Parrucchiera.

c. Estetista.

d. Infermiera.

e. Eventuali Corsi di nuoto, legati alla fruibilita' della piscina, ad oggi non ben definita.

f. Alfabetizzazione informatica.

In particolare il corso di Alfabetizzazione informatica sara' tenuto, con la consueta competenza, da Nunziante Esposito (docente IRIFOR). Tale corso dovra' essere richiesto all'atto della prenotazione del soggiorno, onde poter organizzare al meglio, il corso stesso, che avra' un costo di € 50,00 per tutta la durata del soggiorno. Il soggiorno sara' coordinato da Cesare Barca, con la collaborazione attiva dello staff alberghiero. Giochi di squadra, tornei amichevoli di show down, scopone scientifico e scacchi, verranno organizzati per il divertimento di tutti. Non mancheranno serate culturali ed eventi musicali e saranno proposte escursioni ricreative di particolare interesse.

Le prenotazioni dovranno essere effettuate telefonando direttamente all'Olympic Beach Le torri - Tirrenia, cosi' come eventuali richieste di ulteriori info, anche relative ai transfert (tel. 050-32270 fax. 050-37485 oppure via email: info@centroletorri.it).

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Direzione Nazionale - Rimodulazione organizzativa

La Direzione Nazionale del 19 giugno, preso atto di alcuni errori materiali relativi alla deliberazione del 15 maggio u.s., ha apportato le opportune correzioni. Di seguito l'elenco corretto degli incarichi e delle competenze territoriali:

Presidente Nazionale Mario Barbuto

- Coordinamento generale attivita' dei componenti della Direzione e del Consiglio Nazionale

- Coordinamento generale attivita' legislative, organizzative e associative

- Organizzazione e gestione delle risorse umane delle strutture centrali e territoriali

- Gestione del bilancio e del patrimonio

- Coordinamento enti collegati

- Coordinamento attivita' internazionale - Dirigente di riferimento: Rodolfo Cattani.

- Rapporti con altre associazioni e federazioni

Segreteria di Presidenza - Consuelita Gallani, Tiziana Santoro

Vice Presidente Nazionale Luigi Gelmini

- Pluri-disabilita'

- Terza eta'

- Sportello di sostegno psicologico

Segreteria - Antonietta Ricciardone

Territorio: Veneto

Componente Ufficio di Presidenza Nazionale Giuliano Ciani

- Servizi e strutture di volontariato

- Servizio Civile Volontario

Segreteria - Rita Seddio

Territorio: Marche, Umbria

Dirigente di riferimento: Adoriano Corradetti.

Luisa Bartolucci

- Stampa Associativa - Segreteria Mariolina Lombardi

- Libro Parlato - Segreteria Giacomo Elmi

- Pari opportunita' - Segreteria Mariolina Lombardi

Territorio: Abruzzo, Lazio

Dirigenti di riferimento: Claudio Romano, Vitantonio Zito.

Pino Bilotti

- Mobilita' autonoma - Segreteria Marinica Mecca

- Giovani - Segreteria Anna Maria Sgroi

- Sport e tempo libero - Segreteria Anna Maria Sgroi

- Turismo Sociale - Segreteria Anna Maria Sgroi

Territorio: Basilicata, Calabria, Puglia

Dirigenti di riferimento: Hubert Perfler, Vitantonio Zito.

Ferdinando Ceccato

- Struttura di Tirrenia: rapporti con gestore e utenti

- Soci sostenitori

- Azioni di autofinanziamento - Segreteria Nunzia Di Lorenzo

Territorio: Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige

Dirigenti di riferimento: Hubert Perfler

Paolo Colombo

- Attivita' legislativa

- Lavoro e formazione professionale - Segreteria Emanuele Ceccarelli

Territorio: Campania, Molise

Dirigente di riferimento: Salvatore Romano, Michele Corcio

Giovanni Loche

- Pensionistica

- Servizi Sociali

Segreteria Emanuele Ceccarelli

Territorio: Sardegna           

Claudio Romano

- Libro Parlato - Segreteria Giacomo Elmi

- Stampa Associativa - Segreteria Mariolina Lombardi

- Reclutamento nuovi soci

Territorio: Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta

Dirigenti di riferimento: Luisa Bartolucci, Rodolfo Cattani, Angelo D'Albano, Francesco Fratta.

Salvatore Romano    

- Istruzione e cultura - Segreteria Marinica Mecca

- Ausili e Tecnologie - Segreteria Rita Alfano

- Accessibilita' - Segreteria Antonietta Ricciardone

Territorio: Emilia Romagna, Liguria, Toscana     

Dirigenti di riferimento: Paolo Colombo, Giovanni Arestia, Michele Corcio, Francesco Fratta, Franco Pagliucoli, Luciana Pericci.

Giuseppe Terranova

- Coordinamento dell'attivita' politica e parlamentare

- Rapporti con le organizzazioni sindacali, imprenditoriali e dei consumatori - Segreteria Anna Maria Sgroi

- Commissione cani guida - Segreteria Anna Maria Sgroi.

Territorio: Sicilia

Dirigente di riferimento: Giovanni Arestia.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Diciottesima edizione del concorso alle borse di studio "Beretta-Pistoresi"

E' indetto il concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", giunto, quest'anno, alla diciottesima edizione.

Il concorso e' riservato, per il corrente anno, ai Soci della nostra Unione, che si sono diplomati o laureati durante l'anno solare 2013.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione e' fissato al 31 luglio 2014.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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BANDO DI CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DELLE BORSE DI STUDIO "BERETTA PISTORESI"

Art. 1. Natura del concorso

Nel rispetto della volonta' delle donatrici, Lidia Teresa Beretta ed Elena Pistoresi, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mette a concorso delle borse di studio annuali per i Soci che abbiano concluso con merito gli studi secondari superiori, gli studi musicali o gli studi universitari, nell'anno solare precedente quello di indizione della gara.

Art. 2. Requisiti di ammissione

Alla corrente edizione del concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", possono partecipare i Soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che, nell'anno solare 2013, hanno conseguito uno dei titoli di seguito elencati:

a) laurea specialistica o diploma di laurea conseguito ai sensi della normativa previgente al d.m. 3 novembre 1999, n. 509

b) laurea

c) diploma di conservatorio musicale

d) diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 3. Borse di studio

Le borse di studio sono costituite in denaro, hanno differente importo, in relazione al titolo conseguito, ed ammontano a:

- 2.100,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di laurea specialistica o diploma di laurea conseguito ai sensi della normativa previgente al d.m. 3 novembre 1999, n. 509

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di laurea

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di diploma di conservatorio musicale

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 4. Presentazione delle domande di partecipazione

Le domande di partecipazione devono pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, entro e non oltre le ore 12:00 di giovedi', 31 luglio 2014, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma.

Nella domanda di partecipazione, i concorrenti devono indicare la categoria di concorso alla quale intendono partecipare e dichiarare, sotto la propria responsabilita', ai sensi dell'art. 46 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445:

- cognome e nome

- luogo e data di nascita

- residenza

- iscrizione all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con indicazione della Sezione Provinciale di appartenenza

- titolo di studio, con indicazione dell'anno di conseguimento e del voto di laurea o di diploma

- votazioni agli esami previsti dal piano di studi universitario, se in possesso di laurea specialistica, di diploma di laurea o di laurea

- votazioni agli esami intermedi, se in possesso di diploma di conservatorio

- votazioni al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

I concorrenti devono, altresi', indicare un recapito telefonico e/o e.mail e l'indirizzo al quale desiderano vengano inviate le comunicazioni relative al concorso.

La firma in calce alla domanda non e' soggetta ad autenticazione.

Le domande pervenute oltre il termine o incomplete si intendono escluse dal concorso.

Art. 5. Commissione esaminatrice

La Commissione esaminatrice e' costituita dal Presidente Nazionale dell'Unione, o da un suo delegato, e da due componenti, nominati dalla Direzione Nazionale della stessa Unione.

Sulla base dei voti riportati dai candidati alle prove di esame intermedie e finali, la Commissione forma quattro graduatorie di merito, una per ciascuna categoria di concorso, e designa, quale vincitore delle relative borse di studio, il primo classificato in ognuna di dette graduatorie.

Art. 6. Proclamazione dei vincitori

Con propria deliberazione, la Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti approva le graduatorie di merito e proclama vincitori delle borse di studio, messe a concorso con il presente bando, il primo classificato in ciascuna graduatoria.

Gli esiti del concorso sono comunicati ai concorrenti, a mezzo posta.

Gli stessi esiti sono, inoltre, resi pubblici, mediante la stampa periodica e il sito web dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la pagina 790 di Televideo Rai.

I vincitori delle borse di studio sono tenuti a comprovare la regolarita' delle dichiarazioni rese nelle domande di partecipazione.

A tale scopo, essi devono far pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma,

entro 30 giorni dalla comunicazione dei risultati concorsuali, certificazione, originale o in copia autenticata, attestante:

- il titolo di studio

- il voto di laurea o di diploma

- le votazioni riportate alle prove di esame intermedie, se vincitori delle borse di studio riservate ai laureati di primo e secondo livello e ai diplomati presso i conservatori di musica; oppure, le votazioni riportate al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se vincitori della borsa di studio riservata ai diplomati presso istituti di istruzione secondaria superiore.

Il vincitore, che non produca la certificazione richiesta o le cui dichiarazioni risultino, in tutto o in parte, non veritiere, decade dal beneficio.

In tal caso, la Direzione Nazionale dell'Unione procede alla proclamazione di altro vincitore, secondo l'ordine della graduatoria di merito.

Art. 7. Responsabilita'

La partecipazione al concorso implica l'accettazione senza riserve, da parte dei concorrenti, del presente bando.

Spetta esclusivamente alla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti il giudizio finale sui casi controversi e su quanto non espressamente previsto.

Art. 8. Trattamento dei dati personali

Tutte le informazioni raccolte nell'ambito del presente concorso saranno tutelate ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, "Codice in materia di protezione dei dati personali".

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Disabili visivi ed Impresa

di Gianluigi Ugo

La cooperativa sociale SEMPER SALUS, di recente fondazione, in collaborazione con lo studio di consulenza e sviluppo di GIOVANNI SIRONI e PARTNERS, dopo attenta riflessione, ripropone per i giorni 18 e 19 ottobre prossimi presso il Centro "Le Torri" di Tirrenia il primo di tre incontri di un percorso formativo per ciechi ed ipovedenti, già occupati o no, che intendano avvicinarsi all'attività di impresa.

Si tratta indubbiamente di un'esperienza fortemente innovativa e di notevole valore sociale ed umano, che vuole andare oltre i tre incontri previsti mediante la creazione di una rete di consulenza in grado di seguire coloro che avranno deciso di iniziare il proprio cammino di lavoratori autonomi, offrendo loro un'opportunità di crescita relazionale, spesso difficile, per esempio, nell'ordinario lavoro d'ufficio, in un momento in cui, tra l'altro, l'evoluzione tecnologica e normativa sta facendo venir meno professioni che hanno sinora costituito solide garanzie d'impiego per i disabili visivi.

Costo del corso per partecipante: €250,00 da versarsi sul conto corrente bancario della cooperativa, presso Banca RAIFFEISEN, Agenzia di Castelrotto (BZ), codice IBAN IT03A0805623100000300015245, intestato a Semper Salus ed avente per causale la dicitura "Corso impresa ciechi".

Le iscrizioni, con allegata copia della ricevuta del versamento, dovranno pervenire entro il 30 settembre prossimo all'indirizzo di posta elettronica info@centroletorri.it od eventualmente al n. di fax 050.37485, e dovranno recare nome, cognome, indirizzo di posta ordinaria ed elettronica, telefono e, possibilmente, numero di conto corrente bancario o postale, al fine di consentire un'agevole restituzione dell'importo versato in caso di non effettuazione del corso per insufficienza di iscritti od altra causa. Trascorso il termine di iscrizione, la rinuncia del partecipante darà luogo ad un rimborso del 50% della quota se comunicata entro il 10 ottobre, oltre alla qual data non è previsto alcun rimborso. L'importo non comprende per altro i costi di permanenza presso il centro "Le Torri" (mediamente €150,00 pro capite per l'intero periodo), che verranno invece saldati direttamente presso il centro stesso durante o a fine permanenza.

Nell'iscriversi ciascun corsista dovrà inoltre comunicare il tipo di stanza prescelto (singola o doppia), precisando se in veste di persona sola od accompagnata, nel qual caso si invita a fornire le generalità della persona di accompagnamento, la quale non sarà ovviamente tenuta a versare il sopra menzionato importo di €250,00, dovuto unicamente dai partecipanti al corso.

In caso di successo, seguirà, a distanza di qualche tempo, un secondo incontro, in cui si parlerà principalmente di "Come concepire e redigere un piano aziendale". In un terzo incontro il discorso verterà prevedibilmente su "Come organizzare la propria azienda".

Come in ogni percorso formativo che si rispetti, sono previste anche delle dispense che permetteranno ai corsisti di mantenere un costante contatto con gli argomenti trattati, nonché di ottenere i dovuti chiarimenti, dato che quello in oggetto non vuol essere il classico corso fine a se stesso, ma, a conclusione (e non solo) dei previsti tre incontri, intende dare a coloro che effettivamente avranno deciso di avviare una propria attività la necessaria consulenza per districarsi nel dedalo di atti e procedure necessarie prima di mettersi a lavorare.

Quello che conta è che, grazie anche alle osservazioni dei diretti interessati, l'incontro di ottobre sarà anche per gli organizzatori un importante momento di verifica alla luce del quale apportare le dovute migliorie al prosieguo di questo percorso, sia in termini di formazione che, non meno importante, di organizzazione e costi per entrambe le parti.

Per ogni altro dettaglio sul corso scrivere all'indirizzo sempersaluscoop@fastwebnet.it.

Per chiarimenti o precisazioni inerenti logistica e sistemazione, rivolgersi direttamente al Centro "Le Torri" al n. 050.32270 od allo 050.32587.

Vi attendiamo numerosi

Gianluigi Ugo

(Vicepresidente SEMPER SALUS)

CORSO IMPRESA CIECHI

Programma indicativo

Venerdì 17 ottobre, ore 19:00: Trasferimento in pulmino navetta dalla stazione di Livorno Centrale per il Centro "Le Torri" per sistemazione e cena.

Sabato 18 ottobre:

ore 8:00: prima colazione,

ore 9:00: presentazione del corso e relazione del dr. Giovanni Sironi su "Competenze personali per diventare imprenditori"

ore 12:30: pranzo

ore 14:30: conclusione del dr. Sironi ed ulteriori interventi e/o comunicazioni,

ore 18:00 chiusura giornata;

domenica 19 ottobre:

ore 9:00: presentazione di casi con eventuali testimonianze di uno o più imprenditori non-vedenti,

ore 12:30: pranzo

pomeriggio: saldo e partenze

Per ogni altro dettaglio sul corso scrivere all'indirizzo sempersaluscoop@fastwebnet.it.

Per chiarimenti o precisazioni inerenti logistica e sistemazione, rivolgersi direttamente al Centro "Le Torri" al n. 050.32270 od allo 050.32587.

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SEDE CENTRALE: COMUNICATI DIRAMATI NEL MESE DI GIUGNO

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Vita.it del 27-06-2014

Persone con disabilita': finalmente le semplificazioni

di Carlo Giacobini

Patente e guida, parcheggi, certificati provvisori per i permessi e i congedi lavorativi, neomaggiorenni, rivedibilità e concorsi pubblici. Ecco tutte le novità introdotte dal decreto n.90 del 24 giugno 2014.

Il decreto-legge sulla semplificazione e trasparenza amministrativa approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri contiene misure molto rilevanti per le persone con disabilità, interventi più volte richiesti negli ultimi 10 anni e, finora, rimasti lettera morta.

Il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, pubblicato lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale dopo la controfirma del Presidente della Repubblica, è già in vigore ed è in attesa di conversione in legge da parte delle Camere.

L'articolo 25 reca come titolo "Semplificazione per i soggetti con invalidità".

Patente e guida.

I primi tre commi riguardano il Codice della strada e il Regolamento.

Il primo comma, unica nota stonata dell'articolo, prevede che nelle commissioni mediche locali chiamate ad esprimersi sull'idoneità alla guida nel caso di "minorazioni o infermità" sia presente un "un rappresentante designato delle Associazioni di persone con invalidità esperto in materia.". Opportunamente questa partecipazione, mai richiesta da associazioni note a chi scrive, è a titolo gratuito. La disposizione lascia perplessi e non è comunque un intervento di natura semplificatoria.

Molto più rilevante per i cittadini il secondo comma. Esso prevede che se nella visita di idoneità alla guida la commissione certifica che il conducente presenta una disabilità stabilizzata e non necessita di modifica delle prescrizioni o delle limitazioni in atto, i successivi rinnovi di validità della patente di guida potranno essere effettuati senza passare per la commissione, cioè come tutti gli altri "patentati" con un risparmio di tempo e di denaro.

La durata della patente rimane quella prevista per questi casi.

Parcheggi.

Il terzo comma interviene in materia di gratuità dei parcheggi, modificando l'articolo 381 del Regolamento del codice della strada.

La nuova disposizione impone al comune di stabilire, anche nell'ambito delle aree destinate a parcheggio a pagamento gestite in concessione, un numero di posti destinati alla sosta gratuita degli invalidi muniti di contrassegno superiore al limite minimo previsto dalla normativa vigente (1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili). Questa indicazione, in precedenza, era facoltativa.

Verosimilmente tale norma provocherà, in sede di conversione del decreto, la reazione delle società che gestiscono i grandi parcheggi a pagamento.

A contempo, lo stesso comma pone solo come facoltà, e non obbligo, per i comuni di prevedere la gratuità della sosta per gli invalidi nei parcheggi a pagamento qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati.

Certificati provvisori per i permessi e i congedi lavorativi.

Molto interessante anche il quarto comma su cui vanno spiegate le premesse.

La normativa vigente in materia di agevolazioni lavorative (permessi mensili e congedi biennali retribuiti) pone come condizione ineludibile la presentazione del verbale di handicap con connotazione di gravità (art. 3 comma 3 della Legge 104/1992) e non ammette l'equipollenza di altre certificazioni di invalidità.

L'art. 2, comma 2 del Decreto legge 27 agosto 1993, n. 324 (convertito alla Legge 27 ottobre 1993 n. 423) prevede che qualora la commissione medica non si pronunci entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l'accertamento di handicap può essere effettuato dal medico, in servizio presso la Azienda Usl che assiste il disabile, specialista nella patologia dalla quale è affetta la persona con disabilità. L'accertamento produce effetti, ai fini della concessione dei benefici previsti dall'art. 33, sino all'emissione del verbale da parte della commissione medica. Questa eccezione, tuttavia, oltre a comportare comunque una visita (quella specialistica) ulteriore, non risolve tutte le emergenze e la necessità di accedere in tempi rapidi alle agevolazioni lavorative.

Inoltre riguarda solo i permessi lavorativi (art. 33, Legge 104/1992) e non anche i congedi (art. 42, Decreto legislativo 151/2001).

Il quarto comma del decreto-legge 90/2014 risolve questi paradossi. Abbassa il limite di 90 giorni a 45, autorizza le Commissioni a rilasciare il certificato provvisorio (valido fino all'emissione di quello definitivo) già fine visita e, infine estende al validità ai ai congedi retribuiti (quelli fino a due anni di astensione).

Quindi un'accelerazione dei tempi e un risparmio di tempo (e di denaro per richiedere la visita di uno specialista).

Neomaggiorenni.

Culturalmente e politicamente meritevoli di plauso i commi 5 e 6.

Anche in questo caso è necessario un inquadramento generale. Fino ad oggi un minore titolare di indennità di accompagnamento per una grave disabilità, anche se stabilizzata e ingravescente, è comunque costretto al compimento della maggiore età ad una nuova valutazione dell'invalidità (o cecità o sordità) altrimenti gli viene revocata l'indennità e non gli viene concessa la pensione che gli spetterebbe come maggiorenne.

Una contraddizione per una normativa che ha già tentato di contenere le visite di revisione inutili.

Il comma 6 stabilisce finalmente che al minore titolare di indennità di accompagnamento per invalidità civile, o cecità o di comunicazione per sordità "sono attribuite al compimento della maggiore età, e previa presentazione della domanda in via amministrativa, le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari."

Niente più visite, solo una domanda amministrativa per i minorenni con indennità di accompagnamento.

Notevole anche il comma 5 che interessa i minori titolari di indennità di frequenza.

Costoro, presentando una domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età, ottengono in via provvisoria, già al compimento del diciottesimo anno di età, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni (verosimilmente solo la pensione o l'assegno). Rimane fermo, al raggiungimento della maggiore età, l'accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore.

Rivedibilità.

L'attuale scrittura del comma 7 è praticamente neutra, cioè non produce al momento alcun effetto e, forse andrà corretta o rafforzata in sede di conversione in legge. Sopprime infatti un periodo della legge 9 agosto 2013, n. 98 relativo alle visite a campione (Piani straordinari) che prevedeva di non sottoporre a controllo gli invalidi in particolari situazioni. L'abrogazione, al momento, non appare sufficiente ad evitare, come voluto, disagi ai cittadini.

Storica invece l'abrogazione prevista dal comma successivo.

La legge 9 marzo 2006, n. 80 affronta il problema della ripetizione delle visite di accertamento per soggetti che hanno patologie o menomazioni stabilizzate e non reversibili.

La norma prevede, modificando l'articolo 97, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione civile o dell'handicap, questo per evitare inutili duplicazioni di visite.

Quindi quella norma non estende il divieto di revisione anche a tutte le situazioni stabilizzate a meno che non godano dell'indennità.

Solo a titolo di esempio una persona con amputazione che non dà titolo all'indennità di accompagnamento, a normativa vigente non rientra nelle previsioni dell'articolo 6 della citata Legge 80/2006.

I decreto-legge al comma 8 abroga un periodo della norma originaria, eliminando il paradosso fra l'altro con una tecnica giuridica molto apprezzabile. D'ora in poi l'esonero dalla revisione riguarderà tutte le patologie stabilizzate, gravi o meno che siano.

Il periodo abrogato è infatti: "I soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell'indennità di accompagnamento o di comunicazione sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all'accertamento della permanenza della minorazione civile o dell'handicap."

Rimane in vigore solo il periodo successivo: "Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sono individuate, senza ulteriori oneri per lo Stato, le patologie e le menomazioni rispetto alle quali sono esclusi gli accertamenti di controllo e di revisione ed è indicata la documentazione sanitaria, da richiedere agli interessati o alle commissioni mediche delle aziende sanitarie locali qualora non acquisita agli atti, idonea a comprovare la minorazione."

Il vigente Decreto interministeriale 2 agosto 2007 - che aveva elencato i gruppi di patologie esonerati da visita - è, a questo punto, da riscrivere almeno nella premessa.

Concorsi pubblici..

L'ultimo comma interviene pure sulla legge 104/1992 e in particolare sull'articolo 20 quello che riguarda le Prove d'esame nei concorsi pubblici e per l'abilitazione alle professioni.

Giustamente e razionalmente viene inserito un nuovo comma che stabilisce che una persona con invalidità uguale o superiore all'80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista.

da handylex.org di Carlo Giacobini

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Superando.it del 28-06-2014

Semplificazione e disabilita': finalmente un gran bel segno!

«Raccogliamo - commenta Vincenzo Falabella, presidente della FISH - i risultati di un lavoro di anni, con un Governo che finalmente accoglie le nostre proposte in materia di semplificazione amministrativa sulla disabilità e le fa proprie in un Decreto Legge». L'auspicio è che ora il provvedimento - contenente importanti novità, che farebbero risparmiare tempo e denaro ai cittadini con disabilità - diventi legge, senza che se ne snaturino i contenuti.

Si dichiara soddisfatto, Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), dopo la pubblicazione, in questi giorni, del Decreto Legge 90/14 sulla semplificazione e trasparenza amministrativa, che dedica uno specifico e denso articolo - esattamente il venticinquesimo - al tema della disabilità. «Raccogliamo - dichiara infatti Falabella in una nota - i risultati di un lavoro di anni, con un Governo che finalmente accoglie le nostre proposte in materia di semplificazione amministrativa e le fa proprie in quel Decreto Legge».

Si tratta del resto di un apprezzamento "scontato", da parte della FISH, in quanto ben sette dei nove commi che compongono quell'articolo del Decreto Legge coincidono con le proposte che la Federazione evidenzia ormai da anni in tutti i tavoli di confronto con di Ministero della Pubblica Amministrazione e già prima con il Dipartimento della Funzione Pubblica).

«Finalmente - sottolinea il Presidente della FISH -, i disabili gravi già riconosciuti invalidi totali o ciechi o sordi non dovranno più essere sottoposti nuovamente a visita, per il solo fatto che compiono 18 anni: basterà una richiesta amministrativa e verranno loro riconosciute le provvidenze spettanti ai maggiorenni, senza ulteriori visite! Un trattamento simile viene riservato anche ai minori con indennità di frequenza. Meno disagi per le famiglie, dunque!».

Si tratta per altro di interventi, viene evidenziato dalla Federazione, «che non solo sono a costo zero, ma che fanno risparmiare tempo e quattrini alle persone con disabilità e alle loro famiglie, oltre ad evitare visite inutili o superflue. E una disposizione simile riguarda anche le persone disabili con patente speciale: nel caso infatti che la loro patologia o minorazione sia stabilizzata, per il rinnovo non sarà più necessario rivolgersi alla Commissione Medica Locale (ASL e Motorizzazione), ma si seguirà l'iter comune a tutti gli altri patentati. Anche in questo caso, quindi, tempi di attesa inferiori e spese drasticamente ridotte».

«Il tema della revisione dell'invalidità e dell'handicap - conclude Falabella - viene dunque - ed è ancora una volta il caso di ripetere "finalmente" - affrontato in modo serio. Fino ad oggi la revisione era esclusa solo per le persone con patologia stabilizzata o ingravescente titolari di indennità di accompagnamento o comunicazione. Il Decreto Legge abroga questa assurda limitazione: la revisione, infatti, non dev'essere prevista quando la menomazione è stabilizzata, a prescindere dalla sua gravità e dalla titolarità dell'indennità di accompagnamento. Una scelta di buon senso e di ragionevolezza. A questo punto non resta che auspicare la conversione in legge di questo Decreto, senza snaturarne i contenuti. Come FISH, anzi, proporremo ancora ulteriori aggiunte, ma non possiamo che cogliere con favore questo segno, dopo anni di silenzio». (S.B.)

Per approfondire i contenuti dell'articolo 25 del Decreto Legge 90/14, suggeriamo senz'altro ai Lettori la consultazione della dettagliata analisi proposta dal Servizio HandyLex.org. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 04-06-2014

Ecco finalmente la verita' sui cosiddetti "falsi invalidi"!

ROMA. Negli ultimi anni - come denunciato puntualmente su queste pagine - giornali e TV sono stati permeati da "notizie" ad effetto sul fenomeno e sulla consistenza numerica dei cosiddetti "falsi invalidi", sapientemente alimentate da "dati" ufficiali, da episodi eclatanti ("cieco che guida", "zoppo che balla", "sordo che suona") e da una certa dose di malafede.

Un invalido su quattro è falso, Il 23% degli invalidi è falso: sono solo due tra i tanti, tantissimi titoli sparati dopo le dichiarazioni del già presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua e supinamente riprese da molti articolisti, oltreché da numerosi Parlamentari (tanto da finire agli Atti di Camera e Senato), contribuendo allo stigma e al pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità.

Dal 2009 al 2013, poi, vi è stata un'imponente campagna di controlli che ha interessato oltre 850.000 persone titolari di pensione o indennità di accompagnamento, circa un terzo, quindi, di tutti gli interessati.

Era perciò giunto il momento di sapere - al di là delle dichiarazioni ufficiose e artefatte - come fossero effettivamente andati quei controlli, invocati da più parti come "ineludibili", e quale reale beneficio ne avessero tratto l'Erario e i Cittadini.

Lo ha chiesto con un'Interrogazione a risposta scritta Donata Lenzi, capogruppo del Partito Democratico alla Commissione Affari Sociali della Camera e la risposta è arrivata il 29 maggio scorso dal Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Franca Biondelli la quale ha riportato i dati forniti dall'INPS che su taluni aspetti sono volutamente lacunosi.

Si è parlato cioè di 854.192 verifiche straordinarie effettuate dall'INPS, con la revoca - per mancata conferma dei requisiti sanitari o per assenza alla visita medico legale - di 67.225 provvidenze. Il che, per incominciare, corrisponderebbe al 7,9% delle verifiche e non, quindi, per restare ai titoli sopracitati, al 23% o a un invalido su quattro.

Ma quello stesso dato relativo alle revoche, secondo uno studio della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), sarebbe «gonfiato ad arte». «Vedendo infatti diminuire l'efficacia dei suoi controlli - si legge appunto in una nota della Federazione -, nel 2011 (Messaggio n. 6763 del 16 marzo 2011) l'INPS stabilì di includere nel Piano Straordinario di Verifica tutte le persone per le quali era già stata prevista una revisione dell'invalidità. Ad esempio, a molti malati oncologici cui era stata riconosciuta l'indennità di accompagnamento per il periodo in cui seguivano cicli di chemioterapia o nella fase di maggiore acuzie, riservandosi la possibilità di rivedere successivamente l'invalidità e di revocare, per via ordinaria, l'indennità di accompagnamento stessa. Insomma, non erano "falsi invalidi" e ricevevano normalmente un sussidio nella fase di maggiore necessità».

«Quella scelta dell'INPS - prosegue la FISH - offrì dunque all'Istituto un bacino di potenziali persone da controllare i cui contorni erano ben definiti e sui quali erano più probabili le revoche delle provvidenze economiche che comunque sarebbero in ogni caso avvenute. In questo modo, però, esse sarebbero state attribuibili all'azione dell'INPS e non alla normale e routinaria attività delle ASL».

Quel disegno, viene sottolineato dalla Federazione, è stato ora «smascherato dalla stessa risposta all'Interrogazione del sottosegretario Biondelli: le revoche di provvidenze ai malati oncologici, infatti, sono passate dal 3% del 2009 al 33% del 2012! Quel 7,9% di revoche complessive, dunque, è pertanto al lordo di quanto sarebbe comunque avvenuto per via ordinaria».

Particolarmente interessanti sono anche le riflessioni della FISH su quanto avrebbe realmente ricavato l'INPS da questa gigantesca operazione di controllo. «Lo dice la risposta all'Interrogazione: 352,7 milioni di euro. Lordi, molto lordi! Infatti, per affrontare questa straordinaria mole di lavoro, l'Istituto è dovuto ricorrere anche a medici esterni, con una spesa dichiarata (dal 2009 al 2012) di 101,2 milioni di euro. Il risparmio diventa quindi di 251,5 milioni, ancora lordi, ma che rappresentano esattamente un risparmio dell'1,51% della spesa annua per le provvidenze agli invalidi civili (16,6 miliardi secondo il Bilancio Sociale dell'INPS, un miliardo e mezzo in meno secondo la Corte dei Conti). Da questo "bottino", vanno poi detratte le spese per il personale interno (che l'INPS non dichiara): altri medici, dirigenti, softwaristi, impiegati amministrativi, spese di struttura, spese di spedizione di 850.000 comunicazioni. Stima prudenziale: altri 70 milioni. Il risparmio scende dunque a 181,5 milioni».

Ma non è finita. «Come correttamente ricorda la risposta in Commissione Affari Sociali della Camer - prosegue infatti la FISH -, il risparmio va inteso al lordo del contenzioso. Tradotto: chi si vede revocare la pensione o l'indennità fa ricorso. Nel 45% dei casi l'INPS soccombe in giudizio ed è obbligato a restituire, con gli interessi, il "maltolto" pagandoci pure le spese legali. Pertanto, molto prudenzialmente è da ritenere che l'INPS (che oltretutto si serve in larga misura di legali esterni, come lamenta la Corte dei Conti) perda in questa operazione almeno altri 70 milioni. Il risparmio scende perciò a 111,5 milioni e questa cifra rappresenta appena lo 0,67% della spesa annuale per pensioni e indennità. Per completezza, l'intera spesa del 2012 per pensioni e indennità è pari all'1,1% del Prodotto Interno Lordo (PIL), una delle percentuali più basse d'Europa (sono dietro di noi solo Malta, Cipro e la Grecia)».

«A fronte di questi numeri fallimentari - conclude la nota -, ci sono i disagi patiti dalle persone invalide, spesso convocate a visita nonostante condizioni di salute gravissime, nonché la conseguente dilatazione dei tempi medi necessari per il riconoscimento delle prestazioni. In tal senso, la Corte dei Conti segnala, nel suo più recente controllo ispettivo, che gli invalidi attendono mediamente 299 giorni dalla data della domanda, i ciechi 338 e peggio ancora va ai sordi (399)».

«Ci auguriamo - è il duro commento di Vincenzo Falabella, presidente della FISH - che gli organi di informazione ci aiutino a smantellare quello che appare in tutta evidenza un odioso pregiudizio, alimentato per anni. È quasi superfluo invocare il diritto di rettifica. Al Parlamento, invece, caldeggiamo una riflessione profonda: la Legge di stabilità per il 2013 (Legge 228/12) aveva previsto ulteriori 450.000 controlli da effettuarsi entro il 2015. Si fermi questo sperpero e si approfitti per ripensare in modo efficace e inclusivo a nuovi criteri di accertamento della disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 19-06-2014

Medici delle Commissioni INPS: una protesta significativa

Secondo il Presidente Nazionale dell'ANFFAS, lo sciopero nazionale proclamato per oggi, 19 giugno, dalle sigle che rappresentano i medici attraverso i quali vengono assicurate dall'INPS tutte le visite di accertamento dell'invalidità civile, dello stato di handicap e della disabilità in Italia, «è l'ennesima dimostrazione di una perdurante sofferenza nella gestione dell'attività medico-legale da parte dell'Istituto».

«Non vogliamo entrare nel merito delle rivendicazioni contrattuali, ma segnalare che tale protesta è l'ennesima dimostrazione di una perdurante sofferenza nella gestione dell'attività medico-legale da parte dell'INPS»: così Roberto Speziale, presidente nazionale dell'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), commenta lo sciopero nazionale proclamato per oggi, 19 giugno, dalle sigle ANMI-FeMEPA e USB, che rappresentano i medici (dipendenti o convenzionati con l'INPS), attraverso i quali vengono assicurate dall'Istituto tutte le visite di accertamento dell'invalidità civile, dello stato di handicap e della disabilità in Italia.

«Abbiamo notizia di convenzioni di breve durata con i medici al servizio dell'INPS - aggiunge Speziale - che non assicurano una continuità nel lavoro svolto e, quindi, nemmeno l'acquisizione di un sempre maggior patrimonio di esperienze e di competenze per chi ha da svolgere, invece, un delicato compito istituzionale, quale quello della verifica delle condizioni di disabilità di cui sono affette le persone, ma soprattutto del prefigurarsi, in maniera puntuale e completa, di tutte le implicazioni, anche di carattere sociale e lavorative, che le stesse possono determinare nelle persone».

In questi anni, va ricordato, l'ANFFAS è stata tra le organizzazioni che con maggiore costanza - come documentato anche da questo giornale - ha posto l'attenzione sulle modalità di accertamento da parte dell'INPS, giungendo anche, nello scorso mese di aprile, con il supporto della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), a far dichiarare dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio come «illegittimo» [Sentenza 3851/14, N.d.R.] il comportamento tenuto dall'Istituto nelle verifiche straordinarie degli ultimi anni e sicuramente anche la mancata chiarezza sullo status e sull'utilizzo dei medici delle Commissioni contribuisce ad accentuare la generale confusione su un'attività molto delicata.

«Occorre immediata chiarezza - conclude il Presidente dell'ANFFAS - sulle modalità e sui criteri di accertamento, ma anche sulle competenze professionali che si vogliono usare, per rilevare l'effettivo bisogno delle persone con disabilità, superando gli attuali accertamenti del tutto formali e burocratici». (R.S.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

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Superando.it del 10-06-2014

Disabilita' visiva tra buona e cattiva informazione

È proprio il caso di dire che parlando di disabilità visiva, solo la buona informazione può scacciare quella cattiva e impedire che certe trasmissioni televisive, quasi possedute dal "demone del falso cieco", creino parecchi danni a tante persone. «Ad esempio - scrive tra l'altro Simona Caruso, che è tra i promotori in Facebook di uno spazio per "diffondere buona informazione" - molti ignorano che vi possono essere diversi modi di vedere e non vedere».

«Ho deciso di impegnarmi per diffondere la giusta informazione e sensibilizzare i normovedenti, e perché no, anche i conduttori televisivi, sul tema della disabilità sensoriale visiva, e sulla validità della Legge 138 dell'aprile 2001 che di fatto ci tutela».

Così scrive Simona Caruso, persona affetta da retinite pigmentosa, alludendo senza mezzi termini a trasmissioni televisive come Domenica In... L'Arena di Raiuno, dove recentemente - e anche meno recentemente - il conduttore Massimo Giletti non si è certo distinto per buona capacità informativa su tali questioni.

La nostra Lettrice, dunque, ha deciso di dar vita a una pagina Facebook, assieme a numerose altre persone cieche e ipovedenti, mirata innanzitutto a riaffermare la validità e l'esigenza di applicare la citata Legge 138/01 (Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici), tramite la quale, lo ricordiamo, venne finalmente incluso il "campo visivo" fra i parametri di valutazione che le Commissioni Mediche INPS avrebbero dovuto utilizzare.

«La Legge 138 dell'aprile 2001 - si legge tra l'altro in quella pagina Facebook - è nata per creare una classificazione di ciò che si definisce a livello legale ipovedente e cieco. È costituita da 7 articoli ed è una Legge di Stato a tutti gli effetti. Purtroppo, però, ancora oggi molte persone affette da gravi patologie genetiche e incurabili sono costrette ad attendere degli anni, a fare ricorso o a ricorrere addirittura alla denuncia da parte di enti televisivi per poter avere accertata l'invalidità nonostante l'esistenza di questa Legge. Specialmente molte persone che sono ritenute cieche totali in base alla percentuale del campo visivo indipendente dal visus. Questa Legge di Stato dev'essere applicata sempre e in ogni commissione, e nessuno ha diritto di metterla in dubbio e di diffondere notizie erronee, come è accaduto nel caso della trasmissione televisiva condotta da Massimo Giletti sui falsi invalidi. Chiediamo che questa Legge sia affissa su tutte le commissione mediche che si occupano di accertare l'invalidità e in tutti gli ambulatori oculistici!».

«I normovedenti - ci dichiara poi direttamente Simona Caruso - ignorano il fatto che vi possono essere diversi modi di vedere e non vedere. Ignorano che una persona, pur essendo cieca totale, perché ha un campo visivo molto ristretto, può essere in grado di leggere un testo scritto. Ovviamente non potrà avere il senso di insieme di tutta la pagina e leggerà una parola per volta, ma riuscirà lo stesso a leggerla. I normovedenti e le trasmissioni popolari che vanno in onda in TV vogliono far credere che una persona non vedente in grado di leggere sia un "falso cieco". La realtà, invece, è più complessa e molto più delicata».

«Una persona affetta da retinite pigmentosa come me - prosegue -, ha imparato nel corso dell'evoluzione della malattia ad adoperare tutti gli altri sensi, ad acuire l'udito il tatto e l'olfatto e pur con un campo visivo molto ristretto, può riuscire benissimo a percorrere dei tragitti di strada che percorre da sempre e che ha imparato a conoscere bene. La posizione dei gradini, i pali, le porte... La disabilità sensoriale visiva comporta invece molte problematiche nelle modalità di rapportarci alle persone, comporta ansia e stress anche nell'accettazione della malattia da parte di persone più fragili. La degenerazione lenta e progressiva ci fa spesso rischiare grosso, specialmente quando ci troviamo per strada con la voglia e la caparbietà di chi non vuole arrendersi a perdere quel poco di autonomia e indipendenza! Cerchiamo - e parlo al plurale perché sono tante le persone che collaborano alla realizzazione di "vera informazione" - di diffondere video, link e documenti utili che troviamo su internet. Ci sono molti video interessanti su YouTube realizzati da persone davvero in gamba, in ogni parte del mondo, che spiegano con molta semplicità, ma in modo valido, i diversi modi di vedere e percepire il mondo. Cerchiamo inoltre di dare maggiori informazioni e chiarimenti sulla Legge 138 e sulle diverse classificazioni che vanno dall'ipovedente lieve al cieco assoluto».

«L'unico modo che abbiamo dunque per rispondere alle false accuse - conclude Caruso - provenienti, spesso, proprio dalla TV pubblica, è l'informazione, il nostro coraggio e la determinazione». E ben volentieri ne "amplifichiamo" il messaggio, dedicato a un tema particolarmente caro al nostro giornale, sulle cui pagine, non molto tempo fa, apparve ad esempio un articolo di Assia Andrao, presidente della Federazione Retina Italia, dal titolo quanto mai significativo, vale a dire Meglio-piantarla-con-le-trasmissioni-costruite-sul-nulla! (S.B.)

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Corriere della Sera - Invisibili del 09-06-2014

Guardiamo avanti

di Franco Bomprezzi

VERONA. Per il titolo rubo la battuta al sindaco di Cuneo, Federico Borgna, non vedente, il cui comitato elettorale scelse come slogan della campagna, vincente, nel 2012, la frase "Cuneo guarda avanti". Gli hanno dato retta, e i cittadini lo hanno scelto fregandosene altamente del suo handicap. E' solo uno dei tanti incontri felici che ho fatto ieri a Verona, chiamato dalla presidente dell'Unione Ciechi scaligera, Roberta Mancini, all'arduo compito di intervistare, io, giornalista a rotelle, una schiera di persone non vedenti di straordinaria normalità. Ma la missione impossibile, che dovevo cercare di realizzare, era la prima intervista mondiale a un cane guida. Ebbene, cari amici InVisibili, ci sono riuscito, come testimonia la foto di questo post, scattata da Gianluca Balocco nella sala della Gran Guardia, in piazza Bra. Certo, il trucco c'era, e consisteva nell'intermediazione di una voce umana, quella dell'interprete della lingua canina, Superjack, l'uomo mascherato con tanto di coda, che si è prestato a rispondere ironicamente alle mie incalzanti domande. La prima: "Ma tu, Balaka Olimpia (è questo il nome dello splendido golden retriever che potete ammirare sdraiato sotto il palco) ti senti un portatore di handicap?". Secca la risposta: "Certo, se non ci fossi io chi lo porta in giro tutto il giorno...". Ecco, questo è il resoconto leggero di una giornata speciale, al termine della quale facevo davvero fatica a distinguere vedenti da non vedenti, sordi da udenti, normali da diversi. Un successone.

Perché l'idea era eccellente, e quando le associazioni si dedicano a spargere cultura della condivisione e dell'inclusione il risultato è questo: un incontro di tre ore, senza alcuna pausa, senza guerre tra sigle, in amicizia fraterna, nella consapevolezza che solo uniti riusciamo a cambiare il mondo, o almeno possiamo provarci. Non un convegno tradizionale, dunque, ma un continuo avvicendarsi di testimonianze in carne ed ossa, dal punto di vista di chi non vede, cucite dalle domande non preparate prima che rivolgevo io, con la curiosità classica di un giornalista che non cerca sensazionalismi ma vuole semplicemente capire e ascoltare, senza pregiudizi, senza stigma a priori.

E così ho conversato con Mario Barbuto, il nuovo presidente nazionale dell'Unione Ciechi, che conosco da molti anni per l'impegno serio e rigoroso a diffondere la cultura e la lettura per tutti. E ora alle prese con una fortissima esigenza di cambiamento e di rinnovamento all'interno della storica associazione dei non vedenti. E dopo di lui questo altissimo sindaco piemontese, quasi due metri, Federico Borgna, che ammette di aver accettato la candidatura nella assoluta certezza che mai e poi mai i cuneesi avrebbero scelto un sindaco cieco. E invece. Così adesso gli tocca portare a termine un programma concreto e ambizioso, alla guida di una lista civica nata dai cocci delle liti nel centro sinistra locale. E i risultati - assicura - cominciano a vedersi anche tenendo conto delle difficoltà burocratiche e amministrative che scoraggerebbero chiunque.

Dopo di lui una campionessa di nuoto, tenace e fortissima, Cristina Albicini, che deve andare a Brescia ad allenarsi perché nel veronese non c'è una società in grado di farla competere ad alto livello. E ti racconta delle difficoltà con gli istruttori, che si spiegano a gesti, e parlano di distanze alle quali cominciare a virare, e tutto questo con lei, che non ci vede, non serve praticamente a nulla. Il suo segreto? 3 chilometri e mezzo al giorno percorsi in vasca. Magra come un chiodo e tutta muscoli, ha 45 anni e ne dimostra poco più di 30. Si alza Cristina e arriva lo scrittore Mauro Marcantoni, autore di "Vivere al buio" (Erickson editore). Mi spiega come si fa a vivere con i quattro sensi. Facile a dirsi. Poi si dirige nello spazio della musica e si accompagna con la chitarra, cantando una sua canzone: "Potrei dirtelo", voce alla Luigi Tenco, notevole. Già, la musica: un collante ideale, per tutto il pomeriggio, con le canzoni scelte dagli intervistati ed eseguite splendidamente da Giovangy e da una ispirata Silvia Zaru (quattro diplomi di conservatorio, timbro caldissimo di voce da swing). Una maratona di voci, di ironia, di pensieri liberi che continua con Giovanni Bosio, imprenditore e attore con Silvio Soldini nel film "Per altri occhi", dove ha potuto raccontare la passione per la vela, autentica molla per ricominciare a vivere e a lottare: trentadue anni da vedente, altrettanti senza la vista. Il prima e il dopo, e oggi la convinzione che la vita è bellissima. Ci pensa Elena Brescacin a tuffarci nel presente del web, dei social network, dei rischi e delle grandi opportunità del digitale, con tutta la durezza delle sue esperienze di chat e di navigazione, una voce dolcissima per raccontare pezzi di vita che l'hanno formata e temprata alle intemperie.

Alla fine sono esausto, ma soddisfatto: ho condotto tre ore di interviste senza annoiarmi mai. Ancora una volta mi sono divertito a frugare nell'animo umano di persone che viste da vicino sono assolutamente normali, ma non nel senso della normalità che tutti si aspettano. Né eroi né vittime, solo persone che hanno attraversato la vita al buio. Ma non hanno smarrito la luce. Grazie a tutti loro. E a quel meraviglioso cane che reclamava solo carezze e attenzione. Perché in fondo è solamente uno splendido cane.

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Giornale UICI del 12-06-2014

Finalmente la Commissione lavoro sostiene le richieste degli operatori telefonici non vedenti ed ipovedenti italiani

di Vitantonio Zito

Nel mese di marzo scorso l'onorevole Chiara Gribaudo, presentatrice e relatrice della proposta di legge 1779 concernente Disposizioni in materia di collocamento al lavoro dei centralinisti telefonici e degli operatori della comunicazione minorati della vista, fa proprie le esigenze degli operatori telefonici non vedenti ed ipovedenti.

Chiara Gribaudo sostiene che la proposta di legge 1779, della quale si avvia l'esame, persegue lo scopo di adeguare la legge n.?113 del 1985, che da quasi trenta anni disciplina il collocamento dei centralinisti telefonici non vedenti, alle nuove esigenze del mercato del lavoro e al progresso tecnologico avvenuto nel settore della comunicazione. Pone in evidenza, infatti, che le nuove modalità di organizzazione del lavoro in tale settore hanno modificato radicalmente le postazioni dei centralini telefonici, con la progressiva scomparsa del tradizionale posto operatore a vantaggio di dispositivi passanti o, comunque, di collegamento automatico nonché con la diffusione dei call center. A ciò mira la proposta n.?1779, che intende integrarsi maggiormente nell'impianto originario ed attualizzare le stesse proposte di modifica precedenti, anche alla luce delle ulteriori evoluzioni intervenute successivamente rispetto alla loro formulazione. Rileva anche che la proposta di legge n.?1779, incentra le modifiche alla legge n.?113 del 1985 sugli articoli 3 e 9: si prevede infatti una rimodulazione degli obblighi di assunzione, per tenere conto delle innovazioni tecnologiche intervenute, nonché di una maggiorazione di un terzo dei contributi annui utili a determinare la misura del trattamento pensionistico. Nello specifico l'articolo 2 di tale proposta di legge non introduce nuovi obblighi a carico delle pubbliche amministrazioni, ma si limita a definire in maniera diversa i criteri di individuazione dei soggetti che sono già tenuti al collocamento obbligatorio alla luce delle innovazioni tecnologiche nel frattempo intercorse e delle disposizioni attuative della suddetta legge n.?113 del 1985, rappresentate sostanzialmente dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 10 gennaio 2000 e dal decreto ministeriale 11 luglio 2011, che ha esteso la portata di tale obbligo occupazionale ad ulteriori ambiti professionali che rappresentano una evoluzione del centralinista telefonico. Inoltre, l'onorevole Gribaudo evidenzia che la proposta di legge 1779 prevede una riformulazione dell'articolo 9 della legge n.?113 del 1985 attraverso cui, in armonia con le riforme in materia previdenziale, viene attualizzato il beneficio di quattro mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio effettivamente svolto per quanto concerne gli effetti in tema di calcolo del trattamento pensionistico, sia con il sistema contributivo che con il sistema misto.

Osservato che la legge n.?113 del 1985 ha costituito una conquista storica per tanti soggetti non vedenti in termini di integrazione sociale e lavorativa, auspica, in conclusione, che sulla materia in esame si sviluppi un dibattito in Commissione che si ponga l'obiettivo di pervenire in tempi brevi all'approvazione di un testo condiviso.

A tal fine la commissione lavoro della Camera ha provveduto alla istituzione di un comitato ristretto presieduto dal presidente della commissione stessa Cesare Damiano, così composto:

* Cesare Damiano

* Cinzia Maria Fontana

* Monica Gregori

* Chiara Gribaudo

* Giovanna Martelli

* Giorgio Piccolo

* Giuseppe Zappulla

* Walter Rizzetto

* Tiziana Ciprini

* Giovanni Carlo Francesco Mottola

* Antonio Placido

* Sergio Pizzolante

* Irene Tinagli

* Lorenzo Dellai

* Massimiliano Fedriga

* Giorgia Meloni

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Superando.it del 13-06-2014

Un caso limite o solo uno fra tanti?

Abbiamo purtroppo fondati motivi di credere che non sia così isolata, come può sembrare, la vicenda che vede coinvolta a Treviso una persona non vedente, presidente dell'UICI locale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che lavora come centralinista presso un'azienda pubblica, ma che da quattro anni si è visto "sostituire" da una segreteria elettronica e che non può svolgere altre mansioni, mancando il computer giusto

TREVISO. Si è fatta largo in questi giorni anche sulle pagine dei quotidiani - dopo un vero e proprio tam tam in internet e tantissimi messaggidi solidarietà -, la paradossale vicenda di Massimo Vettoretti, persona non vedente, presidente dell'UICI di Treviso (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), la cui situazione, per altro, abbiamo fondati motivi di credere che non sia purtroppo l'unica del genere.

Ne parla ampiamente proprio oggi, 12 giugno, pur titolando in modo non certo raffinato (Paga da 1.150 euro per non lavorare. Il cieco chiede un'ispezione), la cronaca di Treviso del quotidiano «Il Gazzettino», ove si esordisce in modo assai eloquente: «Sul tavolo da lavoro due monitor, spenti. E un telefono: rotto. Davanti al tavolo, una sedia. È tutto qui l'ufficio di Massimo Vettoretti, impiegato della Motorizzazione non vedente che da quattro anni viene pagato per non fare niente: ha uno stipendio, ma non un lavoro».

In sostanza, come aveva raccontato nei giorni scorsi lo stesso Vettoretti in Facebook, «era un lunedì di quattro anni fa e, al ritorno da un fine settimana, mi ritrovai con il centralino completamente muto: non chiamava più nessuno. Terrorizzato dal fatto che il sistema si fosse guastato, chiamai l'installatore che mi comunicò che... mi avevano sostituito con un disco! Da allora, da quattro anni, passo il mio orario lavorativo senza fare nulla, senza la prospettiva che questo cambi, se non in peggio. E dal dicembre scorso, persino il telefono interno è andato fuori servizio. Senza riscaldamento d'inverno, senza aria condizionata d'estate, con la carta da parati che pende in tristi festoni dalle pareti, con nessun lavoro da fare, nessun compito da svolgere, da quattro anni io timbro il cartellino, con l'unica mansione a me assegnata: trovarmi da fare abbastanza per fare arrivare l'ora di smontare!».

Riassumendo, il Presidente dell'UICI di Treviso è occupato come centralinista, regolarmente assunto da un'azienda pubblica (la Motorizzazione Civile della città veneta), e da un giorno all'altro vede il proprio lavoro sostituito da una segreteria elettronica. La Direzione, allora, gli assegna una nuova mansione - redigere una rassegna stampa quotidiana e monitorare siti utili per l'Ente - senza però mettergli a disposizione un computer utilizzabile da una persona non vedente, ovvero fornito di sintesi vocale.

«Per un po' - racconta al "Gazzettino" - ho lavorato con il computer che mi portavo da casa, ma poi ho pensato che non era giusto: se un'azienda mi dà un lavoro mi deve anche mettere nelle condizioni di farlo. È da quattro anni che sono in questa situazione e adesso basta. Rivoglio la mia dignità. Ho inviato ai vertici regionali della mia Associazione tutte le carte per valutare cosa fare. Tra le soluzioni c'è anche un esposto all'Ispettorato del Lavoro perché venga qui a fare un'ispezione». «Prendo 1.150 euro al mese per non fare niente - conclude -, ma non dipende da me. Anche se mi sento in colpa e non dovrei esserlo. Io sono qui: basta che mi dicano cosa fare e la faccio».

Ma a questo punto, dopoché il "caso" è scoppiato - anche tramite una specifica Interrogazione Parlamentare presentata dal senatore Antonio De Poli al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, che ha chiesto «di avviare un approfondimento e di far luce sulla vicenda» - come intende muoversi la Motorizzazione Civile? Ebbene, a quanto riferisce ancora il quotidiano locale, sembra addirittura voler avviare un doppio provvedimento disciplinare nei confronti di Vettoretti: «Il primo - scrive "Il Gazzettino" - per essere uscito pubblicamente, prima nel suo profilo Facebook e poi sulla stampa, con una storia che mette in grave imbarazzo l'ente per cui lavora. Il secondo per avere svolto solo raramente, in tutti questi anni, la mansione che gli era stata indicata, vale a dire la rassegna stampa».

E ancora: «Dalla Direzione dicono di non essere mai stati contattati da Vettoretti e quindi di non aver mai appreso dalla sua viva voce i problemi». Rispetto poi al fatto dei mezzi personali usati dal "centralinista senza centralino", per svolgere le nuove mansioni, aggiungono che «non è mai venuto qui a esporre la sua situazione, altrimenti qualcosa avremmo fatto. Ce ne siamo accorti qualche mese fa e abbiamo iniziato le pratiche per l'acquisto di un software in grado di farlo lavorare. Ma per queste cose i tempi della pubblica amministrazione sono quelli che sono». «È passato quasi un anno - conclude l'articolo del quotidiano - e del software ancora nessuna traccia».

Appunto, è proprio quest'ultimo elemento - quasi un anno per consentire di lavorare a una persona con disabilità - che ci sembra togliere buona parte di credibilità a tali motivazioni.

Si è parlato - sia nel web che sulla stampa - di mobbing, termine che, com'è noto, indica, in àmbito lavorativo, una serie di comportamenti sfavorevoli, nei confronti di un dipendente, che vanno dalle angherie alle vessazioni, dalle aggressioni fisiche a quelle verbali, dall'emarginazione al demansionamento e così via.

Qui, tuttavia, ci sembra anche utile ricordare che in tempi assai recenti - ovvero lo scorso anno - la Corte di Cassazione (Sezione Penale, Sentenza n. 28603 del 43 luglio 2013) ha riconosciuto pure lo straining, qualificandolo come una sorta di «mobbing dalle forme più attenuate». Si tratta, come leggiamo nella testata «LeggiOggi.it», di «una situazione di stress forzato sul posto di lavoro, in cui la vittima subisce almeno una azione che ha come conseguenza un effetto negativo nell'ambiente lavorativo, azione che oltre ad essere stressante, è caratterizzata anche da una durata costante. Affinché si possa parlare di straining è dunque sufficiente una singola azione stressante cui seguano effetti negativi duraturi nel tempo».

Da parte nostra, in ogni caso, continueremo naturalmente a seguire gli sviluppi della vicenda, auspicando innanzitutto che l'azienda pubblica coinvolta voglia recedere dal proposito di avviare dei procedimenti contro Vettoretti e che nel frattempo arrivi rapidamente quel software per il quale sarebbero state avviate le pratiche, consentendogli così di tornare almeno a poter lavorare. (S.B.)

Ringraziamo Massimiliano Bellini per la collaborazione.

Segnaliamo che Massimo Vettoretti ha espresso le proprie ragioni anche in un video che è presente in YouTube.

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Giornale UICI del 16-06-2014

La motorizzazione civile ha imballato il motore!

di Mario Barbuto

Lettera del Presidente Nazionale UICI al Direttore Generale della Motorizzazione Civile e alle Organizzazioni Sindacali

Uno spreco di risorse - Una questione di dignità

Signor direttore generale,

le scrivo nel mio ruolo di presidente, interpretando i sentimenti di sdegno dell'intera categoria dei ciechi e degli ipovedenti italiani.

Non le sarà sfuggita, infatti, la vicenda di questi giorni, riguardante un lavoratore cieco della sede di Treviso il quale, con coraggio e onestà, ha reso pubblica la propria situazione lavorativa che lo vede, da quattro anni, del tutto inutilizzato e ignorato nella propria struttura, tagliato fuori dall'organizzazione e dai colleghi, abbandonato all'inedia dell'attesa del trascorrere delle otto ore giornaliere per far venire sera sul suo posto di lavoro.

Conosco personalmente Massimo Vettoretti da molti anni, il lavoratore del quale stiamo parlando. Una risorsa professionale di altissimo valore e una persona che merita innanzitutto dignità e rispetto.

Quella dignità che si conquista con il proprio lavoro.

Quel rispetto che si ottiene con il proprio impegno professionale.

A Massimo, da quattro anni, vengono negati dignità e rispetto da un dirigente quanto meno distratto, il quale, evidentemente, stando alle notizie di stampa, è solito attendere che siano i dipendenti a recarsi da lui per segnalargli lo stato di inoperosità permanente e il conseguente disagio professionale nel quale vivono la propria giornata lavorativa.

Mi chiedo dov'era questo direttore provinciale della sede di Treviso, quando il centralino sul quale Massimo lavorava, veniva chiuso; il telefono staccato e l'ufficio lasciato in condizioni di abbandono e di degrado.

E poi "BASTA" davvero, con queste stucchevoli scuse circa la lentezza della pubblica amministrazione.

Sono scuse che contribuiscono solo ad affondare il Paese e fanno vergogna a chi ancora le adduce a pretesto e giustificazione della propria ignavia.

Signor direttore,

non solo e non tanto a nome di Massimo, che sa ben difendere da sé i propri diritti, quanto per conto di tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani, le chiedo di voler intervenire con efficacia e tempestività per ripristinare normali condizioni di lavoro per l'ex centralinista della sede di Treviso, a tutela della dignità delle persone e del diritto al lavoro, soprattutto in presenza di categorie protette.

Questo scempio intollerabile, questo spreco di risorse, questo insulto alla dignità del lavoratore, va sanato quanto prima, soprattutto perché non riguarda soltanto Massimo, ma purtroppo molte altre persone che sono costrette a vivere la propria giornata lavorativa e il proprio ruolo professionale nelle sue stesse condizioni, subendo tutta l'umiliazione derivante da uno stato di inoperosità permanente.

I ciechi e gli ipovedenti italiani sono in grado di lavorare quanto gli altri e come gli altri. A buon diritto, dunque, chiediamo per tutti loro un trattamento rispettoso della dignità personale e della professionalità acquisita in anni di sacrificio e di impegno.

Non occorre aggiungere che, la presidenza nazionale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sarà sempre accanto a Massimo, come a ogni altro lavoratore, per tutelarne i diritti, la professionalità e la dignità.

Tale vicinanza si manifesterà anche in una eventuale sede giudiziaria, sia sul piano morale, sia su quello finanziario, qualora dovessero concretizzarsi le sciagurate minacce ventilate da quel direttore della sede trevigiana, troppo zelante a pronunciar sentenze, poco attento nella gestione delle risorse a lui affidate.

Ci attendiamo da Lei una positiva e sollecita risposta e confidiamo nella sua sensibilità, per una soluzione tempestiva e adeguata.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale U.I.C.I.

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Superando.it del 03-06-2014

Sentenze che rafforzano i Diritti

Tale è certamente quella pronunciata dal Giudice di Pace di Torino, che di fronte alla mancanza in una Regione di strutture in grado di trattare al meglio una determinata malattia, strutture presenti solo in un'altra Regione, ha stabilito che in casi del genere debbano essere le Istituzioni Amministrative e Sanitarie di quella stessa Regione a farsi carico delle spese di accompagnamento connesse.

Ci occuperemo di una (positiva) Sentenza, in questa nostra nota, ma prima di tutto cediamo la parola a chi per arrivare a quel provvedimento ha lottato con forza. Si tratta di Marina Cometto, fondatrice e presidente dell'Associazione Claudia Bottigelli (Difesa dei diritti umani e aiuto alle famiglie con figli disabili gravissimi), firma già ben nota anche ai Lettori del nostro giornale.

«Claudia - ci racconta Cometto, parlando della figlia affetta da sindrome di Rett, una rara malattia genetica dagli effetti assai gravi - non ha scelto di nascere malata, noi genitori non abbiamo scelto di avere una figlia con una malattia devastante, è stata la vita che ci ha fatto incontrare e ha fatto intrecciare le nostre vite. Ma lo Stato in cui viviamo ha il dovere di renderci la vita meno difficile, invece di ostacolarci ogni giorno per innumerevoli motivi. Solo rivolgendoci alle Legge oggi possiamo sperare in un riconoscimento dei Diritti Umani. Ai genitori stanchi, oppressi dal dolore e rassegnati a questo sistema disumano, dico di non rassegnarsi: i vostri figli hanno solo voi, se li abbandonate anche voi, non hanno speranza né futuro».

Ebbene, è proprio a «non rassegnarsi» e a ricorrere alla Giustizia, per far valere i propri diritti - non solo da parte delle famiglie coinvolte nella sindrome di Rett - che conducono Sentenze come quella pronunciata qualche settimana fa dal Giudice di Pace di Torino, con la condanna della Regione Piemonte e dell'ASL di riferimento.

Ma di che cosa si tratta esattamente? La storia di Marina Cometto e della figlia Claudia l'abbiamo ampiamente raccontata non molto tempo fa, una storia di decenni passati a cercare una diagnosi, arrivata solo tre anni fa, presso il Centro Nazionale di Riferimento per la sindrome di Rett a Siena.

Cosa chiedeva in sostanza Cometto? «L'ottenimento - come si legge nella Sentenza - in qualità di tutore della disabile, del rimborso delle spese di accompagnamento presso il Policlinico Le Scotte di Siena, ai fini di cure mediche extra Regione prestate negli anni 2011 e 2012 e 2013 appunto in favore della figlia gravemente invalida da malattia rara o Sindrome di Rett, avendo dedotto l'assoluta necessità di ricorso a Struttura Ospedaliera Specializzata extra moenia in assenza di analoga su tutto il territorio del Piemonte [grassetti nostri in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]».

Infatti, si legge ancora, «nella Regione Piemonte non vi è alcun Centro di riferimento per la Sindrome di Rett riconosciuto dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) per tale patologia; né vi sono Presìdi di rete, strutture specifiche e adeguiate in grado di assicurare cure, monitoraggio e terapie per questa malattia», e nella Regione stessa «nessuna struttura aveva diagnosticato prima l'esatta natura della patologia».

Significativa anche l'argomentazione adottata dal legale di Cometto, nel sostenere la fondatezza della richiesta: «Trattasi di difesa di un diritto alla salute della persona disabile, che ha il diritto di essere curata dal Servizio Sanitario Nazionale in una struttura adeguata per il trattamento della sua malattia e di essere sollevata da tutti i costi relativi». E ancora: «L'art. 26 L. 833/78 [istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, N.d.R.] prevede che [...] le prestazioni sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti da qualunque causa, sono erogate dalle unità sanitarie locali attraverso i propri servizi. L'unità sanitaria locale, quando non sia in grado di fornire il servizio direttamente, vi provvede mediante convenzioni con istituti esistenti nella regione in cui abita l'utente o anche in altre regioni, aventi i requisiti indicati dalla legge».

Il lungo testo integrale della Sentenza è disponibile, su richiesta, presso la nostra redazione. Qui ci preme saltare direttamente alle conclusioni del Giudice di Pace, il quale ha dichiarato «la sussistenza del diritto [...] al rimborso delle spese di accompagnamento presso un Centro Ospedaliero Specializzato fuori regione di residenza, sostenute negli anni 2011, 2012 e 2013, per la figlia affetta da Sindrome di Rett» e ha condannato sia la Regione che l'ASL a tale rimborso, rivalutazione e interessi compresi.

Sintetizzando: se in una Regione non esistono strutture in grado di trattare (e diagnosticare) al meglio una determinata patologia e se solo altrove vi sono valide alternative cui ricorrere, per far sì che la situazione della persona non peggiori ulteriormente, dovranno essere le Istituzioni Amministrative e Sanitarie di quella stessa Regione a farsi carico delle spese connesse.

Questo ha stabilito il Giudice di Pace di Torino e questo ci sembra possa essere un utile riferimento per tante famiglie coinvolte in situazioni analoghe, ben oltre la malattia specifica di cui si è parlato.

Ricordiamo ancora che gli interessati possono richiedere direttamente alla nostra redazione (info@superando.it) il testo integrale della Sentenza di cui si parla nella presente nota.

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Redattore Sociale del 07-06-2014

Testo Stampa Disabilita', l'Italia spende poco Fish: "Coesione sociale a rischio"

ROMA. "Arriva dall'Istat il sigillo ufficiale sul disastroso stato delle politiche per l'inclusione e la disabilità in Italia su cui da anni Fish chiede un intervento radicale e di sistema." Questo il commento a caldo di Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, a margine della pubblicazione del rapporto annuale 2014 Istat sulla situazione del Paese. I dati più preoccupanti si leggono nel quarto capitolo del Rapporto che ci offre uno spaccato delle condizioni di vita delle famiglie e delle politiche di welfare del nostro Paese.

Tra i 28 Stati membri dell'UE, l'Italia è settima per la spesa in protezione sociale che comprende la spesa in Sanità, Previdenza e Assistenza. Nel 2011, l'Italia ha destinato per questa funzione il 29,7% del proprio Prodotto Interno Lordo, valore al di sopra della media europea, pari al 29% del PIL. Sembra una buona notizia ma questa settima posizione è caratterizzata da forti disomogeneità rispetto alle voci di spesa: in pensioni di anzianità e vecchiaia se ne va il 52% contro la media europea del 39,9 e pone l'Italia in cima alla classifica. Il nostro Paese è invece penultimo per la voce "Famiglia, maternità e infanzia" con il 4,8% (la media europea è l'8%). Tradotto: 1,4 del PIL.

Va molto male per la spesa destinata alle persone con disabilità. Nel 2011, è stata pari in Italia al 5,8% della spesa complessiva in protezione sociale, a fronte del 7,7% della media europea. Si tratta di pensioni di invalidità, contributi per favorire l'inserimento lavorativo, servizi finalizzati all'assistenza e all'inclusione sociale e strutture residenziali. Questo ci colloca tra i Paesi con le percentuali più basse di spesa destinata alla disabilità. A spendere percentualmente meno dell'Italia sono solo Grecia, Irlanda, Malta e Cipro. Prestazioni che pesano solo per l'1,7% sul nostro Prodotto Interno Lordo. Di questa percentuale l'1 per cento è destinato alle provvidenze (pensioni e indennità) per l'invalidità civile e solo lo 0,7 del PIL è destinato ai servizi per l'inclusione sociale o per strutture residenziali.

"Chi ha ipotizzato che sia sufficiente razionalizzare la spesa sociale, magari spostando la spesa per voci, è smentito dalle cifre. È necessario aumentare l'intervento economico per allinearci almeno alla media europea, cioè investire sulla disabilità come minimo un altro mezzo punto di PIL e altrettanto su famiglia, infanzia, maternità."

I dati di raffronto con l'Europa si sommano a quelli drammatici sull'impoverimento e sulla fortissima sperequazione fra Nord e Sud del Paese. Solo per citarne uno, nell'area disabilità le differenze territoriali risultano insostenibili: mediamente un Cittadino con disabilità residente al Nord-Est usufruisce di servizi e interventi per una spesa annua pari a 5.370 euro, contro i 777 euro del Sud. La Fish entra nel dettaglio dell'analisi dei dati nel proprio sito Condicio.it.

"La disabilità e la non autosufficienza - ricorda Falabella - sono uno dei primi elementi di impoverimento e di rischio di povertà delle famiglie e degli individui. È a rischio la coesione sociale, un insidioso pericolo figlio dell'esclusione su cui bisogna intervenire poiché è un'emergenza e una priorità".

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Italia Oggi del 23-06-2014

Disabilita', Convenzione ratificata da 25 paesi

Europa unita e compatta sulla tutela delle persone con disabilità. La Commissione europea ha pubblicato il primo rapporto annuale sull'implementazione della Convenzione Onu in materia (che stabilisce standard globali di protezione) e i risultati sono sorprendenti. Tutti e 28 i paesi membri hanno firmato la Convenzione, e ben 25 l'hanno già ratificata. Circa 80 milioni di europei vivono la disabilità quotidianamente e possono subire discriminazioni, stigmatizzazioni ed esclusione sociale. La Convenzione Onu colma un gap di protezione importante dei diritti umani a livello internazionale, in primis perché riconosce la disabilità come una materia legale, piuttosto che un semplice aspetto del welfare. All'appello europeo mancano formalmente le ratifiche di Finlandia, Irlanda e Olanda, che stanno comunque adeguandosi. Il rapporto reso noto dalla Commissione sottolinea come l'Unione europea abbia implementato la Convenzione attraverso legislazione, azioni politiche e strumenti di finanziamento. Quest'ultima prevede l'accessibilità e la non discriminazione alla cooperazione internazionale (anche giudiziaria) in campi molto diversi tra loro: dalla giustizia ai trasporti, dal lavoro alla formazione e all'Information technology, fino allo sviluppo della cooperazione in termini di aiuto umanitario. In particolare l'impatto sul settore giustizia, secondo il rapporto, ha prodotto nel 2013 un esplicito riferimento alla Convenzione nella Raccomandazione ufficiale della Commissione europea relativa alla tutela dei disabili durante i processi in termini di informazione sulle procedure in un formato accessibile a tutti. Il quadro normativo 2014-2020 dei Fondi strutturali europei prevede delle condizioni «ex ante» secondo le quali gli investimenti debbono promuovere uguaglianza, non discriminazione, inclusione sociale e accessibilità per le persone con disabilità attraverso azioni mirate. Anche le nuove direttive sugli appalti pubblici (adottate quest'anno) rendono obbligatoria l'accessibilità alle gare da parte delle persone con disabilità. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet http://europa.eu/rapid/press-release.

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Redattore Sociale del 07-06-2014

UE, siti web accessibili: priorita' per la presidenza italiana

BRUXELLES. Far avanzare il più possibile i negoziati sulla direttiva sull'accessibilità dei siti della pubblica amministrazione saràal top delle priorità della presidenza italiana per quanto riguarda l'agenda digitale. A dirlo, al Consiglio Trasporti e Telecomunicazioni che si è svolto oggi in Lussemburgo, è stato il sottosegretario Antonello Giacomelli, che ha ringraziato la presidenza greca per il lavoro svolto su questo dossier.

In realtà, a dirla proprio tutta, Atene non ha fatto molto in materia, a differenza dei progressi registrati invece su altri file che riguardano le persone con disabilità, come le eccezioni sulla proprietà intellettuale per libri accessibili ai non vedenti e ipovedenti previste nel trattato di Marrakech, firmato proprio nel semestre di presidenza ellenica.

La Grecia era stata aspramente criticata dallo European Disability Forum per la sua mancanza di iniziativa sull'accessibilità dei siti pubblici o che forniscono servizi pubblici. L'organizzazione che rappresenta i disabili europei aveva negli scorsi giorni invitato l'Italia a invertire la rotta e ad agire per portare a buon fine l'adozione della direttiva, di cui potrebbero beneficiare ottanta milioni di cittadini con disabilità. E l'Italia, come raccontano fonti del ministero trasporti e telecomunicazioni, farà il massimo perché si raggiungano risultati concreti nei prossimi sei mesi. Le stesse fonti, però, non si spingono ad assicurare che, durante la presidenza italiana, si porterà a casa l'approvazione della direttiva.

Dallo European Disability Forum si chiede agli Stati membri di tener conto della relazione del Parlamento che ha apportato sensibili migliorie alla proposta della Commissione Europea, e di approvare in via definitiva una legge che non solo renderà la vita più facile a tutti quei disabili che devono avere a che fare con la burocrazia o con servizi quali le poste o le scuole, ma contribuirà anche alla creazione di un mercato digitale europeo che sia sostenibile e inclusivo per tutti. (Maurizio Molinari)

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Giornale UICI del 17-06-2014

Il Parlamento europeo e il Consiglio europeo approvano la bozza di regolamento relativo al livello sonoro dei veicoli a motore

Il 2 aprile 2014 il Parlamento europeo ha apposto il suo sigillo sul testo di compromesso al Regolamento relativo al livello sonoro dei veicoli a motore (COM (2011) 856), presentato in seconda lettura. Il testo era stato negoziato e concordato attraverso un processo di Dialogo a Tre tra le istituzioni europee già nel novembre 2013. Il documento legislativo adottato in plenaria contiene due elementi che sono di fondamentale importanza per la sicurezza degli utenti della strada più vulnerabili:

1) Sistema di allarme acustico per veicoli (Acoustic Vehicle Alerting System - A.V.A.S.): le case automobilistiche saranno tenute a installare questo sistema sui nuovi modelli di auto ibride ed elettriche a partire dal 1 luglio 2019 e su tutte le auto ibride ed elettriche che saranno prodotte dal 1 luglio 2021.

2) Interruttore acceso-spento: questo interruttore, che consente al conducente di disattivare l'A.V.A.S., diverrà obbligatorio. Tuttavia, grazie agli sforzi dell'Unione Europea dei Ciechi (EBU), è stata definita una clausola secondo la quale al riavvio del veicolo l'A.V.A.S. entrerà in funzione di default.

Il risultato è chiaramente inferiore a quello che l'EBU aveva auspicato, malgrado la pressante campagna dell'organizzazione E' evidente che le preoccupazioni di ordine ambientale hanno fatto pendere la bilancia a favore dell'interruttore e questo è un peccato perché, come una recente ricerca svolta presso l'Università di Dresda dimostra, è possibile, con una progettazione accorta, disegnare un A.V.A.S. in grado di garantire un grado di udibilità sufficiente pur mantenendo il livello sonoro entro i nuovi limiti stabiliti dal Regolamento.

Con l'adozione del Regolamento, la campagna dell'EBU dovrà concentrarsi sulla Commissione europea e sugli Stati membri. Per quanto riguarda la Commissione europea, essa è autorizzata dal Regolamento a rivedere le disposizioni relative all'A.V.A.S. e inserire dei requisiti più dettagliati per le prestazioni dello stesso e dei sistemi di sicurezza attiva.

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Superando.it del 27-06-2014

Docenti ciechi penalizzati dal Registro Digitale

Da qualche anno è stato introdotto dal Ministero per l'Istruzione il cosiddetto "Registro Digitale". Ma come funziona? L'istituto scolastico, tramite il proprio sito web, permette ai docenti di accedere all'apposita piattaforma online per l'inserimento di tutti i dati che normalmente si redigono sui registri di classe e personali.

Si tratta certamente di uno strumento innovativo a disposizione del corpo docente e dei genitori degli studenti, che da casa possono controllare online i voti dei propri figli, ma che sta anche creando non poche difficoltà agli insegnanti con disabilità visiva.

È infatti certamente necessario modernizzare le procedure, senza però mai dimenticare le regole e le normative affinché una tecnologia non crei discriminazioni. E a tal proposito, numerose sono le segnalazioni di problematiche legate a queste piattaforme, come quella di Maria Rosaria Falco, insegnante non vedente di musica in una scuola media della periferia di Napoli, che da tempo, spiega, si trova «a dover fare i conti con la non accessibilità del nuovo sistema sia tramite personal computer che con l'applicazione (App) per tablet [acquistato, tra l'altro, a sue spese, nella speranza di risolvere il problema, N.d.R.]».

La docente, poi, sostiene che, nonostante abbia reclamato e sollecitato la dirigente scolastica per la risoluzione del problema, ha da questa avuto come unica risposta l'invito a scrivere personalmente ai programmatori di ARGO (così si chiama la società informatica che ha progettato la piattaforma omonima). Naturalmente senza alcuna risposta né alcuna risoluzione della questione.

Falco, inoltre, ha ottenuto dalla scuola un personal computer, non fornito però di tecnologia assistiva, ovvero lo screen reader [software che legge lo schermo con voce sintetica, N.d.R.], che è indispensabile al suo utilizzo da parte di un cieco e che la professoressa ha dovuto acquistare e installare a proprie spese. In tal modo può al massimo produrre delle griglie riepilogative del profitto degli alunni e delle loro assenze, presenze o ritardi, confidando poi nella cortesia dei colleghi, che in un secondo tempo provvederanno a inserire al suo posto i dati a sistema, con gli evidenti conseguenti ritardi e fastidi a suo danno e anche a danno della didattica.

Qui va ricordato che il Ministero dell'Istruzione è un'Amministrazione Pubblica, e che pertanto è tenuto per legge a erogare servizi accessibili, sia direttamente su web che su tecnologie interne utilizzate dai propri dipendenti. Nella Circolare per la Pubblica Amministrazione del 29 marzo 2013, infatti, è ben chiarito e sottolineato - tra le altre novità - che ogni postazione dei dipendenti pubblici deve essere accessibile e fornita di tutti i supporti necessari allo svolgimento delle mansioni richieste dalla propria attività lavorativa. È desolante, quindi, notare che il Ministero è inadempiente per ben due volte: in primo luogo perché il Registro Digitale e la piattaforma ARGO non sono accessibili, e poi in quanto la postazione informatica della dipendente, ossia il personal computer, non è fornito della indispensabile tecnologia assistiva.

L'ADV (Associazione Disabili Visivi), organizzazione aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), cui Maria Rosaria Falco ha scritto di recente, ha immediatamente fatto richiesta ufficiale all'organismo di competenza, ovvero l'AGID (Agenzia per l'Italia Digitale), affinché prenda in carico il problema e faccia in modo che si risolva secondo la normativa vigente. Con il richiamo infatti all'inclusione digitale, contenuto nella rubrica dell'articolo 9 del Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre 2012 [convertito nella Legge 221/12, N.d.R.], si rende necessario che questa sia garantita a tutti, indipendentemente dal settore lavorativo (pubblico o privato) e dal tipo di strumento di fruizione, con responsabilità specifiche in caso di mancato rispetto delle norme.

di Stefania Leone,

Consigliere dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Il presente testo è già apparso in «West - Welfare Società Territorio», con il titolo "Registro digitale: per i docenti ciechi è un passo indietro" e viene qui ripreso - con alcune modifiche alla luce del diverso contenitore - per gentile concessione.

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Giornale UICI del 13-06-2014

Incontro dell'Osservatorio sulla disabilità del MIUR

di Luciano Paschetta

L'11 Giugno, presieduto dal Sottosegretario Reggi, si è riunito il Comitato tecnico dell'Osservatorio del Ministero dell'Istruzione sull'inclusione degli alunni con disabilità, con la partecipazione di esperti universitari, ministeriali della FISH e della FAND, le Federazioni maggiormente rappresentative delle associazioni di persone ed alunni con disabilità.

Si è discusso della proposta di legge predisposta da tempo dalle associazioni per migliorare la qualità dell'inclusione scolastica e già presentata all'Osservatorio, che, tra l'altro, potrebbe favorire la continuità didattica, oggi impedita dal precariato, creando degli appositi ruoli per i docenti per il sostegno; in essa si ribadisce pure l'obbligo di riduzione del numero di alunni per classe e del numero di alunni con disabilità nella stessa classe; ed ancora l'obbligo di formazione iniziale ed in servizio dei docenti sulle didattiche inclusive.

La proposta già presentata in Parlamento sarà esaminata entro luglio dal Ministero insieme con i parlamentari firmatari e le associazioni per facilitarne una rapida approvazione.

Le associazioni hanno richiesto il ripristino dei fondi ministeriali per l'inclusione scolastica, fortemente ridotti sino quasi all'eliminazione negli ultimi anni; a tal proposito ci saranno a breve incontri col Ministero dell'Economia.

Inoltre entro giugno, in attuazione dell'art. 16 della legge 128, verrà emanata una circolare che, a partire dall'inizio di settembre, avvierà la formazione dei docenti di classe dei singoli alunni con disabilità ed altri bisogni educativi speciali anche per evitare la delega didattica ai soli docenti per il sostegno.

Assai dibattuti problemi urgenti come la garanzia di "accessibilità" dei "prodotti informatici" (registri elettronici, portale MIUR, ecc.), quello della celebrazione del 3 dicembre, Giornata mondiale delle persone con disabilità, che si svolgerà per la prima volta, d'intesa tra Ministero ed associazioni, quello del controllo sulla serietà degli attuali corsi di specializzazione per il sostegno, su cui sono state presentate interrogazioni parlamentari, e quello dello sciopero dei bidelli, ai quali a partire dal 1° Settembre sarà tolta l'indennità per l'assistenza igienica agli alunni con disabilità più gravi; ciò viola il diritto allo studio di tali alunni e le associazioni hanno minacciato di sostenere lo sciopero, se non si troveranno soluzioni immediate; in merito a quest'ultimo punto il Sottosegretario Reggi, in chiusura, ha detto che una soluzione andrà certamente trovata.

Luciano Paschetta

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Superando.it del 27-06-2014

Bene quella Sentenza sulla scuola, ma con distinguo

di Salvatore Nocera

Con la Sentenza Breve n. 5913/14, depositata il 4 giugno scorso, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha accolto il ricorso collettivo di numerose famiglie di alunni con disabilità, che avevano lamentato la mancata assegnazione del massimo delle ore di sostegno e di assistenza per l'autonomia e la comunicazione ai propri figli.

Il provvedimento ribadisce il prevalente orientamento giurisprudenziale, nel senso di assegnare il massimo delle ore di sostegno (una cattedra completa) e di quelle di assistenza per l'autonomia e la comunicazione (nella misura richiesta) agli alunni certificati con disabilità grave, come da articolo 3, comma 3 della Legge 104/92, la cui documentazione sanitaria e scolastica dimostri la necessità del rapporto di 1 a 1, sia per il sostegno che per l'assistenza.

Il TAR del Lazio, inoltre, distingue tra natura giuridica e compiti degli insegnanti per il sostegno e dell'assistenza per l'autonomia e la comunicazione, negando poi, in via di principio, che si debba assegnare il massimo delle ore senza la dovuta documentazione.

E ancora, viene pure negato - sempre in via di principio - che l'esito delle Sentenze debba automaticamente riguardare anche gli anni successivi.

Infine, niente risarcimento dei danni pecuniari se non documentato e compensazione delle spese [quando cioè tutte le spese processuali restano a carico delle parti, N.d.R.].

Come detto, questa Sentenza è nel solco di una consolidata giurisprudenza e anche per questo sembra assai strano che il TAR del Lazio abbia deciso nel senso della compensazione delle spese, in quanto il numero di decisioni favorevoli alle famiglie è ormai tale che il comportamento omissivo dell'Amministrazione Scolastica e dei Comuni sembrerebbe potersi addirittura inquadrare in quello di "lite temeraria" [in giurisprudenza si parla di "lite temeraria" quando si agisce (o si resiste) in giudizio con malafede e colpa grave, ossia con consapevolezza del proprio torto o con intenti dilatori o defatiga tori, N.d.R.].

È invece assai interessante che sia stata rimarcata la differenza di ruoli tra sostegno e assistenza per l'autonomia e ancor più l'avere distinto tra assistenza per l'autonomia e la comunicazione come «supporto organizzativo all'inclusione scolastica» (articolo 139 del Decreto Legislativo 112/98) e «servizi sociali integrati», anch'essi a carico dei Comuni, cui però i cittadini possono accedere con una contribuzione economica graduata sulla base dell'ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.].

La Sentenza chiarisce infatti che il «supporto organizzativo all'inclusione scolastica» è espressione del diritto allo studio, ai sensi dell'articolo 34 della Costituzione e, per gli alunni con disabilità, è strumento di uguaglianza e non discriminazione, garantita ai sensi dell'articolo 3, commi 1 e 2 della Costituzione stessa e degli articoli 3 e 24 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall'Italia con la Legge 18/09.

Se ne deduce, pertanto, che tale servizio dev'essere fornito gratuitamente dagli Enti Locali - il Comune per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo, la Provincia per la scuola superiore -, poiché se dovesse essere pagato, sia pure sulla base dell'ISEE, si verrebbe a creare una discriminazione ai danni degli alunni con disabilità, censurabile ai sensi della Legge 67/06 ["Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni", N.d.R.], in forza della quale le famiglie potrebbero chiedere non solo la cessazione della discriminazione, ma anche il risarcimento dei danni non patrimoniali.

A proposito poi di questi ultimi, lascia certamente perplessi anche la circostanza che il TAR del Lazio non abbia pronunciato la condanna al risarcimento di essi, per il ritardo nell'accoglienza delle richieste documentate del massimo delle ore di sostegno e di assistenza.

Infatti, anche qui c'è una giurisprudenza consolidata che si è ormai orientata a stabilire il risarcimento dei danni non patrimoniali, relativi alla sofferenza subita dall'alunno, per non avere avuto tutte le ore richieste e documentate, in misura di circa 1.000 euro per ogni mese di ritardo; nella fattispecie, essendo stata notificato il ricorso nel mese di marzo, il TAR avrebbe potuto tranquillamente condannare a risarcire il danno per gli ultimi due mesi di scuola, senza bisogno di provare l'esistenza di tale danno, trattandosi di lesione di un diritto costituzionalmente garantito (a meno che, naturalmente, non siano state proprio le famiglie a non richiedere questo risarcimento).

Infine, è il caso di richiamare l'attenzione sulla circostanza che la Sentenza nega l'automatismo di applicazione anche agli anni scolastici successivi.

Su questo punto, va osservato che la giurisprudenza è effettivamente ondivaga. L'orientamento prevalente sembrerebbe comunque indicare che le decisioni dovessero valere anche per gli anni successivi, quando ciò venga richiesto nel ricorso e dimostrando che non vi possono essere miglioramenti di tipo sanitario, tali da giustificare una riduzione del numero delle ore assegnate negli anni successivi alla Sentenza.

È quindi importante che all'atto del ricorso ciò venga evidenziato o che venga evidenziato nel Gruppo di Lavoro Handicap Operativo (GLHO), al momento del rinnovo della richiesta del sostegno tramite il PEI (Piano Educativo Individualizzato), per ciascuno degli anni successivi.

di Salvatore Nocera,

Già vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). Responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Il presente testo è l'ampio riadattamento di una scheda apparsa anche nel sito dell'AIPD.

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La Difesa del Popolo del 25-06-2014

Disabili nelle paritarie, Cassazione: no ai fondi statali per il sostegno

Sentenza rigetta il ricorso con cui una scuola chiedeva il rimborso di due anni di stipendio per il docente assegnato a un alunno disabile. L'analisi di Nocera (Fish): «Lo stato ha sempre pagato, ma ora il dibattito potrebbe riaprirsi».

Il sostegno per gli alunni disabili nelle scuole paritarie potrebbe non essere a carico dello stato: è quanto lascia prevedere un'importante sentenza della corte di cassazione a sezione unite n. 10821, che nei giorni scorsi ha rigettato il ricorso con cui una scuola paritaria chiedeva allo stato il rimborso di due anni di stipendio per un insegnante di sostegno assunto. Il "no" della corte di cassazione potrebbe rappresentare un significativo precedente, come spiega Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish: «Fino ad oggi alcune decisioni di giudici di merito si erano pronunciate positivamente circa l'obbligo gravante sullo stato di fornire il corrispettivo per i docenti per il sostegno alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità, poiché, in base alla costituzione, lo stato deve assicurare alle scuole paritarie e ai loro allievi trattamento eguale alle scuole statali e ai loro studenti».

Ora, con questa recente sentenza, «la corte di cassazione fa un ragionamento più lineare - spiega Nocera - poggiando la propria decisione sul comma secondo il quale le scuole private sono libere di aprire scuole, purché lo facciano "senza oneri per lo stato". Le scuole paritarie quando chiedono ed accettano la parità scolastica assumono, come condizione pregiudiziale, l'obbligo di accogliere alunni con disabilità. Pertanto, esse sono consapevoli che tutte le spese di inclusione di tali alunni debbano essere a loro carico, come loro costi di gestione».

Per quanto riguarda gli alunni con disabilità, è la legge 62/2000 sulla parità scolastica a stanziare un finanziamento apposito, «che però - precisa Nocera - non copre il costo dello stipendio annuale di un docente per il sostegno». Di fronte a questa sentenza, quindi, le scuole paritarie «potrebbero invocare la violazione dell'art 33 comma 4 della costituzione. Però, nel ricorso rigettato, questa eccezione di costituzionalità non è stata sollevata e quindi, per questo caso, la decisione della Corte di Cassazione è ormai passata in giudicato».

Potrebbe riaprirsi l'annoso dibattito tra scuola statale e privata a causa dell'inclusione degli alunni con disabilità? E con quali risvolti politici? Queste le domande che, almeno per il momento, restano aperte.

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Superando.it del 06-06-2014

Alunni stranieri con disabilità o altri BES

di Salvatore Nocera

Qualche tempo fa, il Ministero dell'Istruzione ha trasmesso, tramite la Circolare n. 4233 del 19 febbraio scorso, le nuove Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, che contengono anche riferimenti espliciti agli alunni stranieri con disabilità o con altri BES (Bisogni Educativi Speciali).

Va innanzitutto evidenziato che queste Linee guida ribadiscono in più punti il diritto all'istruzione per tutti gli alunni stranieri presenti sul territorio italiano, anche se irregolari, ed esonerano gli operatori della scuola dall'obbligo di denunciarli, per il fatto, appunto, di essere irregolari.

Nel quadro poi della normativa generale, vediamo qui soprattutto le norme riguardanti le iscrizioni e quelle sulla valutazione.

Il paragrafo 2 delle Linee guida stabilisce che gli alunni stranieri possano essere iscritti al primo anno di ciascun ordine di scuola, come da normativa generale, se già presenti sul nostro territorio alla data stabilita annualmente, oppure in corso d'anno, se arrivano al di fuori di tale data.

Quanto poi alle modalità, si prevede che esse siano online, a meno che l'alunno sia irregolare e non disponga quindi del codice fiscale. In tal caso il suo diritto/dovere all'obbligo scolastico permane, ma l'iscrizione viene effettuata in modo cartaceo direttamente nei confronti della scuola prescelta, che fornisce tutto il supporto necessario.

Per quanto poi concerne gli alunni irregolari con disabilità, oltre al problema della mancanza del codice fiscale - cui la scuola prescelta supplisce con un codice provvisorio -, sorge anche quello della certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104/92. Non potendosi dunque procedere alla richiesta di visita all'INPS, con la prevista procedura on-line, si provvede con richiesta cartacea all'ASL del territorio di domicilio dell'alunno e la stessa ASL provvederà a sua volta ad istruire la pratica, fornendo al termine della visita la certificazione da consegnare alla scuola.

Lo stesso vale anche per gli alunni irregolari con DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento), che in questo caso necessitano di certificazione ai sensi della Legge 170/10; invece, per gli alunni con altri Bisogni Educativi Speciali - specie se non italofoni o di recente immigrazione - come stabilisce la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012, saranno i singoli Consigli di Classe a deliberare l'eventuale situazione di BES.

E passiamo alla formazione delle classi, per la quale valgono le norme generali sul tetto massimo del 30% di alunni stranieri presenti nella stessa classe di cui alla Circolare Ministeriale 2/10. Tale tetto, per altro, può essere innalzato in presenza di alunni stranieri ormai in discreto possesso della lingua italiana o abbassato in caso contrario.

Riguardo poi alla scelta della classe di iscrizione, in mancanza di documenti certi sugli studi svolti nel Paese di origine, essa avviene di norma nella classe corrispondente all'età anagrafica. Dal canto suo, il Dirigente Scolastico, dopo avere valutato il singolo caso, potrà decidere di iscrivere l'alunno al massimo alla classe precedente o a quella successiva a quella corrispondente all'età anagrafica.

Infine, la questione della valutazione di cui si occupa il paragrafo 4 delle Linee guida, ove nell'affermare la sottoposizione degli alunni stranieri alla normativa italiana, si richiamano - per gli alunni con disabilità, DSA o altri BES - le regole contenute nella citata Direttiva del 27 dicembre 2012, nella Circolare Ministeriale 8/13 del 6 marzo 2013 e nella Nota Ministeriale n. 2563 del 22 novembre 2013.

In sintesi, agli alunni con disabilità certificata si applica tutta la normativa della Legge 104/92, e quella ad essa successiva, ivi compreso l'articolo 9 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 122/09 sulla valutazione degli alunni con disabilità; agli alunni con DSA certificato e ulteriori BES, si applicano invece, rispettivamente, la normativa sancita dalla Legge 170/10 e quella già citata sugli stessi BES.

Citiamo poi testualmente dalle Linee guida: «Occorre anche tener conto del fatto che [...] da molti anni è emersa una riflessione sull'opportunità di prevedere una valutazione per gli alunni stranieri modulata in modo specifico ed attenta alla complessa esperienza umana di apprendere in un contesto culturale e linguistico nuovo, senza abbassare in alcun modo gli obiettivi richiesti, ma adattando gli strumenti e le modalità con cui attivare la valutazione stessa» (paragrafo 4).

Ebbene, ciò vale anche per gli Esami di Stato espressamente citati nel paragrafo 4.1, ove si prevede che «per l'esame al termine del primo ciclo, nel caso di notevoli difficoltà comunicative [...] la presenza di docenti o mediatori linguistici competenti nella lingua d'origine degli studenti per facilitare la comprensione. [...] Per l'esame di Stato al termine del secondo ciclo sono da considerarsi crediti formativi eventuali percorsi di mantenimento e sviluppo della lingua d'origine. Nel colloquio orale possono essere valorizzati contenuti relativi alla cultura e alla lingua del Paese d'origine».

Un'osservazione conclusiva: si ritiene che per la valutazione degli anni precedenti a quelli d'esame, qualora l'alunno straniero con o senza disabilità non abbia realizzato risultati che diano diritto all'ammissione alla classe successiva, egli possa comunque essere ammesso alla classe successiva con dei debiti formativi, rinviando la valutazione definitiva alla fine del ciclo di studi in sede di ammissione agli esami conclusivi del primo o del secondo ciclo d'istruzione.

Salvatore Nocera,

Già vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). Responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Il presente testo è l'ampio riadattamento di una scheda apparsa anche nel sito dell'AIPD.

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Superando.it del 13-06-2014

Riformare bene il Terzo Settore, per migliorare l'Italia

«Con un Terzo Settore più chiaro, semplice e consapevole - ha dichiarato infatti Pietro Barbieri, presentando a Roma il documento prodotto dal Forum Nazionale del Terzo Settore, in risposta alle "Linee Guida per una riforma del Terzo Settore", lanciate dal Governo Renzi - sarà possibile avviare un ampio programma rivolto alle politiche dei beni comuni e collettivi, del welfare, della salute, dell'ambiente, della cultura e dell'educazione».

ROMA. Come riferito nei giorni scorsi, si è svolto a Roma l'incontro denominato #lavoltabuona. La riforma del Terzo Settore: partecipare per cambiare, promosso dal Forum Nazionale del Terzo Settore, insieme all'Intergruppo Parlamentare del Terzo Settore, iniziativa voluta per presentare il documento prodotto dal Forum stesso, dopo un'ampia condivisione con le proprie componenti, in risposta alle Linee Guida per una riforma del Terzo Settore, lanciate nel maggio scorso dal Governo Renzi.

«Questo nostro documento - ha sottolineato per l'occasione Pietro Barbieri, portavoce del Forum - parte da una sostanziale condivisione del lavoro fatto a partire dalla valorizzazione del principio di sussidiarietà, dalla necessità di revisionare il Libro I, Titolo II del Codice Civile e di riordinare tutta la materia, rilanciando il Servizio Civile come difesa della Patria, facendo decollare l'impresa sociale, stabilizzando il 5 per mille, coordinando la disciplina civilistica, le singole leggi e la normativa fiscale con la redazione di un Testo Unico del Terzo Settore, istituendo un'apposita Authority con finalità pubbliche indipendenti e funzioni di promozione, indirizzo, studio e controllo, ridisegnando il rapporto con la Pubblica Amministrazione, aumentando gli strumenti di trasparenza, incentivando le forme di promozione e sviluppo. Soprattutto quello che abbiamo apprezzato è la filosofia di fondo, volta a "superare le vecchie dicotomie pubblico/privato e Stato/mercato, per passare da un ordine civile bipolare a un assetto partecipato tripolare"».

«Le Linee Guida indicate dal Governo - ha aggiunto Barbieri - sono però anche molto complesse e per questo riteniamo che l'incontro di oggi possa essere considerato solo come un primo confronto tra Governo, Parlamento e Forum, per ragionarne e discuterne insieme, seguendo il principio di metodo già segnalato dalle stesse Linee Guida, e cioè il confronto e la partecipazione, a cominciare da una corretta definizione di cosa sia il Terzo Settore, cosa faccia, quali i risultati della sua azione, quale la sua identità. Auspichiamo, in sostanza, poche regole semplici e chiare».

Numerosi sono stati gli interventi, che hanno coinvolto rappresentanti dell'Esecutivo e Parlamentari, oltre naturalmente ad esponenti del Terzo Settore, tutti concordi nel riconoscere in questa riforma una svolta storica e un'occasione di crescita e valorizzazione del non profit come chiave per uno sviluppo economico diverso. Tanti contributi che hanno arricchito la discussione, esprimendo il loro apprezzamento anche per il documento redatto dal Forum.

Dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, alla Vicepresidente della Camera Marina Sereni, dal sottosegretario alle Politiche Sociali Luigi Bobba, agli onorevoli Edoardo Patriarca e Paolo Beni, tutti hanno parlato di un percorso lungo che è oggi ancora in una prima fase, rispetto alla quale non mancheranno tuttavia ulteriori momenti di confronto.

Nel dettaglio del documento presentato dal Forum, tra gli spunti principali vi sono il tema della libertà di associazione, il riordino e la semplificazione della disciplina tributaria e fiscale nazionale, con interventi come la stabilizzazione del 5 per mille, le agevolazioni e semplificazioni nell'accesso al credito, ma anche strumenti finanziari dedicati e trasparenza.

«È necessario - vi si scrive tra l'altro - un nuovo modello organizzativo: quello dell'amministrazione condivisa, con la sussidiarietà elemento centrale di riforma della Pubblica Amministrazione, per costruire un nuovo patto di cittadinanza. Il Terzo Settore può anche giocare un ruolo decisivo come attore capace di suggerire modelli di economia civile che possano essere mutuati anche dalle realtà del profit, senza che avvenga il contrario».

Concetti ribaditi da Pietro Barbieri, secondo il quale - come ha dichiarato durante l'incontro di Roma - «il Terzo Settore deve diventare un soggetto attivo nel fare le sue richieste e un valore aggiunto per il Paese. Con un Terzo Settore più chiaro, semplice, consapevole, è possibile infatti lanciare una proposta: l'adozione di un Programma strategico per i beni comuni e i beni collettivi, un disegno per una politica dei beni comuni, del welfare, della salute, dell'ambiente, della cultura, dell'educazione, che coinvolga e mobiliti tutto il Terzo Settore italiano in uno sforzo, adeguatamente coordinato e sostenuto, per contribuire a rinsaldare e rilanciare il Paese».

«Infine - ha concluso il Portavoce del Forum - daremo il nostro pieno contributo al percorso volto alla nascita del Disegno di Legge Delega sul Terzo Settore. Il Forum si è costituito, e lo è tuttora, con la finalità di essere strumento di partecipazione per portare cambiamento. Missione che è confacente al percorso che finalmente stiamo per intraprendere». (A.M. e S.B.)

Ricordiamo ancora la disponibilità del documento presentato dal Forum Nazionale del Terzo Settore, di cui si parla nella presente nota. Per ulteriori informazioni: stampa@forumterezosettore.it (Anna Monterubbianesi).

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Giornale UICI del 24-06-2014

Il Forum Nazionale del Terzo Settore ricevuto dal ministro Boschi sulla riforma del terzo settore

di Anna Monterubbianesi

Roma 23 giugno 2014 - Il Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore è stato ricevuto nel pomeriggio dal Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.

L'incontro, richiesto dal Forum a seguito dell'annunciata Riforma del Terzo Settore da parte del Premier Renzi, è stata l'occasione per illustrare al Ministro Boschi il Documento redatto nel mese a disposizione dall'annuncio di pubblicazione delle "Linee guida per una Riforma del Terzo Settore". Un Documento ricco e articolato frutto di un processo largamente partecipato con le associazioni nazionali e le sedi territoriali.

"Un incontro cordiale - dichiara il Portavoce Pietro Barbieri -  che ci ha permesso di discutere della Riforma del Terzo Settore e, in parte, anche della Riforma Costituzionale, in una prospettiva di scambio e confronto. Il Ministro Boschi ci ha ascoltato con attenzione, in particolare sulle questioni che riteniamo più urgenti: il diritto e la libertà ad associarsi, il 5 per mille, il servizio civile e l'impresa sociale, l'individuazione di criteri e strumenti per garantire la trasparenza, e il tema delle risorse economiche necessarie per realizzare alcuni punti chiave della Riforma."

"Ringraziamo il Ministro Boschi per la sua disponibilità ad incontrarci - conclude il Portavoce - . Anche a lei abbiamo garantito il nostro impegno e la nostra piena disponibilità ad interloquire anche nelle fasi successive del Disegno di Legge."

Ufficio stampa e comunicazione

Forum Nazionale del Terzo Settore

Anna Monterubbianesi

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iPhoneItalia del 01-06-2014

UABlog: il blog UniversalAccess.it diventa app!

di Claudio Sardaro in Applicazioni App Store, Utility

UniversalAccess è la community di ipovedenti e non vedenti appassionati ai prodotti Apple. Adesso è disponibile su AppStore l'applicazione ufficiale del blog.

Apple si è sempre impegnata nello sviluppare al meglio tutte le tecnologie d'accesso universale dei propri prodotti. È per questo che nel 2009 è nata universalaccess.it: una comunità di appassionati Apple che, per diverse necessità, hanno deciso di approfondire i temi e i metodi d'utilizzo delle tecnologie d'accessibilità universali integrate nei prodotti Apple.

L'applicazione ufficiale del blog permette di accedere in assoluta completezza a tutti i contenuti presenti sul sito e alla radio live curata dal blog. Troverete news, guide, info su dispositivi iOS e Mac e relative applicazioni utili, potrete effettuare il download di puntate del podcast del sito e ascoltarle anche offline.

L'app è nata dalla voglia del team creatore del blog di riuscire a diffondere il più possibile le conoscenze di questa realtà per rendere sempre più semplice l'utilizzo dei prodotti Apple a tutti i diversamente abili. Potrete consultare attraverso questa pagina tutte le info sul progetto.

L'app è disponibile gratuitamente su AppStore ed è un'universal app. Richiede iOS 6.1 o successivi.

Per restare sempre aggiornato sul tema di questo articolo, puoi seguirci su Twitter, aggiungerci su Facebook o Google+ e leggere i nostri articoli via RSS.

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Superando.it del 10-06-2014

Quelle applicazioni solo apparentemente accessibili

Ogni giorno il mercato propone nuove applicazioni (App) per smartphone e tablet accessibili alle persone con disabilità che tuttavia, alla prova dei fatti, funzionano poco e male. Al punto da far pensare che persino tecnici esperti e sviluppatori informatici non rispettino - o non conoscano fino in fondo - le condizioni essenziali per far sì che un'applicazione possa essere fruibile anche da utenti con disabilità.

A titolo esemplificativo va segnalato che, contrariamente a quanto sostenuto da più parti, il linguaggio HTML5 non è al momento una tecnologia accessibility supported, ossia in grado di garantire l'utilizzo di una App anche da parte di coloro che, per esigenze particolari, hanno bisogno di configurazioni specifiche o delle cosiddette "tecnologie assistive", necessarie alle persone con disabilità (ad esempio gli screen reader, ovvero i software che leggono gli schermi con voce sintetica).

D'altronde, su questo punto la normativa italiana parla chiaro. Il quarto principio delle Linee Guida WCAG2.0 (Web Content Accessibility Guidelines) ha introdotto, infatti, il concetto di "robustezza della tecnologia" per consentirne lo sviluppo. Caratteristica che al momento il linguaggio HTML5 non ha.

Una verità, questa, che è stata confermata anche durante un recente seminario tenutosi presso il Formez (Centro Servizi, Assistenza, Studi e Formazione per l'Ammodernamento delle Pubbliche Amministrazioni), a cura di due tra i principali esperti italiani di accessibilità del web: Roberto Scano, presidente dell'IWA, Sezione Italiana dell'Associazione Internazionale per la Professionalità nel Web e Oreste Signore, rappresentante per l'Italia del W3C, il Consorzio Internazionale del Web.

Ne è emerso che «gli standard per l'accessibilità dell'HTML5 verranno pubblicati dal W3C non prima del prossimo autunno». Le nuove App già costruite con tale linguaggio di programmazione, quindi, potrebbero risultare problematiche per gli utilizzatori con disabilità.

Altro requisito importante - che dovrebbe tenere a mente chi va a produrre una nuova App - è che tra le caratteristiche tecniche appaia con evidenza l'informazione sull'eventuale accessibilità o meno. Banalmente, per evitare di scoprirlo con delusione a posteriori.

Ma come si testa l'accessibilità di una tecnologia? Esistono diversi strumenti per la validazione oggettiva, ma ciò dovrebbe costituire solo una prima fase. Laddove possibile, il miglior metodo è quello di coinvolgere già nelle fasi di progettazione e di test intermedio le persone con disabilità, invece che a lavoro terminato. È infatti noto che modificare codici software, anche se di poco, comporta la necessità di nuovi test complessivi, in quanto le modifiche potrebbero aver generato altri errori prima inesistenti. Ed è evidente che si tratta di un lavoro oneroso e costoso, cosicché spesso il risultato è che... si rinuncia a farlo.

di Stefania Leone,

Consigliere dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le Problematiche ITC (Information and Communication Technology) per la stessa ADV e per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), presso i tavoli del Consiglio Nazionale Utenti, AgCom, Sede Permanente del Segretariato Sociale RAI e Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI. Il presente testo è già apparso in «West - Welfare Società Territorio», con il titolo "Quando le App accessibili si rivelano una bufala" e viene qui ripreso - con lievi modifiche alla luce del diverso contenitore - per gentile concessione.

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Giornale UICI del 16-06-2014

Occhio bionico: tecnologie a confronto

di Angelo Mombelli

L'impianto sottoretinico Alpha-IMS e la protesi retinica Argus II

Il 16 maggio scorso, presso l'Università degli Studi di Bergamo si è svolto un convegno incentrato sull'illustrazione dei due impianti di retina artificiale attualmente sperimentati: l'impianto sottoretinico Alpha-IMS e la protesi retinica Argus II. L'evento è stato organizzato dal Centro di Riabilitazione Visiva Azzano S. Paolo dell'Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII, diretto dalla Dott.ssa Flavia Fabiani.

Sono stato particolarmente colpito dal saluto del rettore dell'Università Prof. Stefano Paleari che ha manifestato la volontà dell'ateneo a collaborare strettamente con il centro di riabilitazione visiva per tutti gli aspetti tecnologici non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale. Questo rappresenta un riconoscimento importante all'attività svolta dalla Dott.ssa Fabiani, e fa supporre che nel futuro il centro di riabilitazione visiva di Bergamo potrà porsi come punto riferimento per lo sviluppo della tecnologia inerente l'ipovisione. La Dott.ssa Fabiani, nella sua relazione, ha tra l'altro illustrato un progetto in corso d'opera finalizzato alla costituzione di una rete con competenze interdisciplinari, per fornire risposte a tutto campo alle persone ipovedenti, di modo che dopo la riabilitazione non siano lasciate sole nella quotidianità. Il progetto è stato maggiormente puntualizzato durante il pomeriggio dal Prof. Paride Braibanti del Centro di Ricerca HTH (Human Factors and Technology in Healthcare) dell'Università degli studi di Bergamo e dalla Dott.ssa Maria Simonetta Spada, psicologa responsabile dell'USSD di Psicologia Clinica dell'Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo. I nodi della rete saranno costituiti proprio dal centro di riabilitazione visiva, dal dipartimento di Psicologia clinica dell'ospedale e dal centro di ricerca HTH.

Ma veniamo al clou dell'incontro, ovvero il confronto tra l'impianto sottoretinico Alpha-IMS e la protesi retinica Argus II...

Per quanto riguarda Argus II, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti e la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità - IAPB Italia ONLUS hanno svolto due incontri nell'ambito della trasmissione "Parla con l'Unione"; in entrambe le occasioni è intervenuto il Dott. Stanislao Rizzo dell'Università di Pisa, il quale ha personalmente condotto le sperimentazioni e gli impianti della protesi retinica in questione (negli anni scorsi sono stati pubblicati sul Corriere dei ciechi alcuni articoli sull'argomento). Avevamo invece solo accennato all'impianto sottoretinico Alpha-IMS, presentato nel convegno dal Prof. Eberhart Zrenner del Centro di Oftalmologia dell'Università di Tubinga.

Per semplicità riassumo in breve gli aspetti negativi e positivi dei due impianti.

Innanzitutto, i soggetti destinatari degli impianti sono pressoché similari: la patologia elettiva per entrambi è la retinite pigmentosa. Argus II è installato con metodiche poco invasive ed è stato sperimentato con successo già da alcuni anni, mentre l'installazione di Alpha-IMS implica un intervento alquanto pesante della durata di circa quattro ore e, in fase di sperimentazione, non tutte le installazioni hanno dato esito positivo. L'intervento relativo ad Alpha-IMS prevede la creazione di una piccola sacca sotto foveale dove viene installato un chip di tre millimetri per tre.

Ovviamente la tipologia di impianto influisce sulla complessità e l'invasività dell'intervento: gran parte dell'impianto di Argus II è esterno e prevede che il paziente indossi un occhiale e una telecamera installata su di esso; Alpha IMS, invece, è sostanzialmente invisibile: non ha parti esterne al corpo del paziente, se non un piccolo dispositivo per i comandi; rispetto alla prima versione di Alpha IMS quella illustrata dal Professor Zrenner grazie alla tecnologia wireless non presenta più il cavo di collegamento tra il chip e il resto dell'impianto.

La risoluzione del sistema Alpha IMS è di 1500 pixel, ben superiore a quella di Argus II che era di 64 pixel; nel concreto, ne deriva la possibilità, per l'utilizzatore di Alpha IMS, di individuare oggetti di dimensioni ridotte, come, per esempio, le posate sul tavolo o i dettagli di strutture architettoniche, che con Argus II non erano percettibili; anche il campo visivo offerto da Alpha IMS è superiore: ciò rende quest'ultimo più funzionale alla deambulazione esterna; inoltre, la telecamera di Argus II prevede il movimento della testa per inquadrare l'oggetto della visione, mentre con Alpha IMS è sufficiente la motilità oculare.

Un altro fatto rilevante: Argus II necessita di corsi di riabilitazione per "imparare" a vedere; la funzionalità di Alpha IMS invece è pressoché immediata.

Il costo dell'impianto è invece decisamente a favore di Argus II: 68.000 euro contro i 140.000 dollari dell'altro. Naturalmente dalle cifre è escluso il costo dell'intervento chirurgico. Speriamo comunque che in entrambi i casi, nel futuro, ci possa essere un abbattimento dei costi.

Ultima segnalazione: a breve verrà immesso sul mercato il nuovo Argus II, mentre Alpha IMS non è ancora commercializzato.

Detto questo, è evidente che esiste uno scarto tecnologico importante tra Argus II e il più recente Alpha IMS: la tecnologia, come sempre, migliora; ci segnala il Professor Zrenner che si attende un nuovo impianto dall'Australia: non è ancora stato sperimentato, ma promette di rappresentare un nuovo interessante capitolo del romanzo dell'occhio bionico.

Da queste righe, anche a nome di Michele Corcio, presente al Convegno quale Vice Presidente di IAPB Italia ONLUS, vorrei ringraziare la Dott.ssa Flavia Fabiani, che ha concepito ed organizzato quest'importante iniziativa di confronto.

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Quotidiano Sanità.it del 19-06-2014

Glaucoma. Un sensore nell'occhio potrebbe monitorarne la pressione

Un piccolo chip all'interno di una lente artificiale, da inserire in modo permanente durante interventi di cataratta, potrebbe in futuro monitorare durante l'intera giornata le variazioni della pressione oculare, inviando i dati in tempo reale via wireless. Il dispositivo, in fase prototipale, è stato messo a punto dall'Università di Washington.

WASHINGTON. Un sensore a bassa potenza, posto all'interno dell'occhio, potrebbe rilevare le variazioni della pressione oculare, monitorando e gestendo in maniera continuativa il glaucoma. Impiantabile in maniera permanente mediante la chirurgia della cataratta, questo dispositivo potrebbe rilevare istantaneamente i dati e trasmetterli via wireless al computer mediante onde a radiofrequenza. Il sensore, ancora in fase prototipale, è stato messo a punto da un gruppo di ingegneri dell'Università di Washington, a Seattle, negli Stati Uniti, che hanno pubblicato la ricerca su Journal of Micromechanics and Microengineering(Çagdas Varel et al., A wireless intraocular pressure monitoring device with a solder-filled microchannel antenna, J. Micromech. Microeng. 24 045012 doi:10.1088/0960-1317/24/4/045012)

"Nessuno ha mai inserito dispositivi elettronici all'interno del cristallino dell'occhio, quindi questo studio è un po' più radicale", ha dichiarato Karl Böhringer, Professore di ingegneria elettrica all'Università di Washington. "Abbiamo dimostrato che in linea di principio, questo processo è possibile. Se si riesce amontare questo dispositivo sensore in un impianto di lente intraoculare durante l'intervento di cataratta, esso non richiederà ulteriori interventi chirurgici per i pazienti".

Una sottileantenna circolare attraversa il perimetro del dispositivo - un po' come se tracciasse l'iride - e sfrutta un'energia proveniente dal campo circostante per alimentare un piccolo chip, che è un sensore della pressione. Il chip, poi, comunica con un ricevitore vicino rispetto a spostamenti nella frequenza, che rappresentano variazioni della pressione, spiegano gli esperti. Il valore effettivo della pressione viene poi calcolato e le variazioni vengono rilevate e registrate in tempo reale.

Il ricevitorepotrebbe essere un palmare oppure un dispositivo integrato in uno smartphone, ha spiegato Böhringer.

Nel complesso, il prototipo è un sensore incorporato nello stesso materiale di silicio flessibile utilizzato per le lenti artificiali nella chirurgia della cataratta; questo dispositivoè stato testato con successo dai ricercatori. Tuttavia, attualmente essoha una grandezza maggiore di quella necessaria per una lente artificiale, ma il team di ricerca ha fiducia nella possibilità di una riduzione delle dimensioni.

Il glaucoma comprende malattie oculari che possono portare alla riduzione della vista fino alla cecità. Il fattore principale che determina la malattia è l'aumento della pressione intraoculare; un parametro che varia durante il giorno, un po' come avviene anche nel caso della pressione sanguigna.

"Spesso il danno alla vista si nota 'alla fine del gioco' e non siamo in grado di curare i pazienti in modo efficace dal momento in cui viene diagnosticato un glaucoma", ha detto Tueng Shen, professore di Oftalmologia all'Università di Washington. "Oppure, nel caso in cui i farmaci siano stati somministrati, non esiste un modo regolare per verificarne l'efficacia."

Il risultato è che molti pazienti con la malattia non ricevono una diagnosi in tempo oppure non hanno un piano di trattamento accurato, ha aggiunto il Professor Shen.

Inoltre, gli scienziati sottolineano che sia la cataratta che il glaucoma riguardano una fascia di popolazione di età abbastanza elevata, e sembra loro naturale abbinare l'impianto del dispositivo di monitoraggio della pressione durante la chirurgia della cataratta.

di Viola Rita

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Il Fatto Quotidiano del 22-06-2014

Sanita' sana: vedere il diabete

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo vivono circa 350 milioni di persone diabetiche. A causa della retinopatia diabetica, stando ai dati resi noti a novembre del 2009, dopo 14 anni di diabete il 2% delle persone diventa cieco e il 10% soffre di gravi problemi visivi. Come fanno 35 milioni di persone a "vedere" il diabete?

I glucometri sono un ausilio indispensabile per la cura del diabete. Servono a misurare la glicemia, cioé la concentrazione di glucosio nel sangue. Anche alle persone con problemi di vista, lievi o gravi, dovrebbe essere consentito di misurare la glicemia in completa autonomia. Oggi i glucometri che consentono a una persona non-vedente di controllare i valori glicemici del proprio sangue sono rari e spesso non in linea con le nuove tecnologie. Addirittura per le persone sordo-cieche non esistono glucometri che consentano di effettuare in autonomia questo controllo.

Affinché i glucometri siano utilizzabili da chi è cieco, ipovedente o sordo-cieco dovrebbero avere almeno le seguenti caratteristiche:

- Vocalizzatore elettronico per pronunciare con campioni di voce preregistrati tutte le operazioni che il glucometro mostra a schermo, compresi i valori glicemici

Interfaccia wireless affinché il glucometro mostri le informazioni a schermo anche su una barra braille. In commercio sono già presenti barre braille con interfaccia wireless. Questa caratteristica consentirebbe anche a chi è sordo-cieco di usare autonomamente il glucometro.

- L'attivazione o la disattivazione del vocalizzatore deve potersi effettuare mediante semplici pressioni di tasti, meglio se con un tasto dedicato. Questo commutatore potrebbe variare ciclicamente l'impostazione da: nessuna vocalizzazione, messaggi vocali, interfaccia braille, vocalizzazione e braille.

- Il vocalizzatore deve essere predisposto con la lingua del paese in cui il dispositivo viene venduto.

- Unitamente al vocalizzatore e all'interfaccia, si devono poter attivare o disattivare dei segnali sonori. Per segnali sonori si intendono brevi beep anche di tonalità diversa o veri e propri campioni sonori preregistrati.

- I caratteri a schermo devono essere sufficientemente grandi. Meglio se con colori chiari su sfondo scuro.

- La striscia reattiva dove apporre il sangue deve essere facilmente individuabile e raggiungibile dal dito di chi non vede. Se il glucometro è a striscia singola intercambiabile,

il verso con cui inserire la striscia nel glucometro deve essere distinguibile col tatto. Inoltre la parte della striscia dove applicare il sangue deve essere facilmente identificabile col tatto.

- Eventuali software di gestione del dispositivo, se collegabile a un personal computer, devono essere totalmente accessibili e utilizzabili mediante lettore di schermo.

Queste linee guida sono state scritte da due persone ipovedenti a causa del diabete, Fabio Fornari e Giuseppe Di Grande, che chiedono semplicemente che le aziende farmaceutiche investano risorse affinché tutti i glucometri possano aiutare chi è cieco o sordo-cieco.

"Politica è difendere il dissenso delle minoranze, perché le maggioranze si tutelano da sole" (Marco Travaglio).

di Domenico De Felice

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Osservatorio Malattie Rare.it del 18-06-2014

Retinite pigmentosa, Matteo e' campione di judo nonostante la malattia

"Ho oltre venticinque anni d'esperienza in questo sport - racconta Matteo- e sono convinto che sia il più adatto a chi ha difficoltà visive perché si è sempre a contatto con l'avversario. È vero che questa disciplina richiede molta precisione, perciò chi non vede o vede poco è svantaggiato, ma il problema si può superare. Quando il mio maestro spiegava una nuova mossa, prendeva sempre me come avversario, così, mentre faceva vedere agli altri, io avevo l'opportunità di sentire direttamente e capire il nuovo esercizio".

Racconta di essersi avvicinato a questo sport quando frequentava il Configliacchi, l'istituto per non vedenti di Padova, dove ha conosciuto Walter Monti (che è stato allenatore della nazionale italiana di judo per non vedenti e medaglia d'argento alle Paraolimpiadi di Seul del '92), che era diventato cieco da poco ma non aveva smesso di fare ciò che lo appassionava, il judo appunto.

La retinite pigmentosa, di cui soffre Matteo Ardit, è una distrofia retinica ereditaria, causata dalla perdita dei fotorecettori e caratterizzata da depositi retinici di pigmento visibili all'esame del fondo dell'occhio. La diagnosi clinica si basa sulla presenza di cecità notturna e sui difetti del campo visivo periferico, sulle lesioni nel fondo dell'occhio, sul tracciato elettroretinografico ipovoltato e sul progressivo peggioramento di questi segni.

"Le difficoltà si trovano nello sport come nella vita, - sottolinea Matteo - la cosa importante è avere il coraggio di affrontarle nel modo giusto senza mai mollare. Le prime volte, quando andavo nelle palestre dove non mi conoscevano, la gente mi guardava in modo strano perché si rendeva conto che avevo qualche disabilità. Ci si resta male, ma ho saputo reagire dimostrando che questa è una disciplina che chi ha problemi di vista può praticare senza alcun ostacolo".

In Italia la Federazione non permette a chi ha problemi di vista di avere il diploma di insegnante perché in teoria non sarebbe in grado di soccorrere le persone se si fanno male. I suoi ragazzi però lo considerano maestro al pari degli altri.

"Partecipare ai trofei è fondamentale per un judoca - ricorda, infine - perché si confronta con tanti avversari. Si riesce a capire in quale situazione fisica ci si trova perché la gara è diversa dall'allenamento che si fa ogni giorno in palestra con i propri compagni. Un tema molto caro a qualsiasi disabile è l'integrazione, per questo da molti anni noi gareggiamo con le persone normodotate".

Èd è anche per questo motivo che Matteo Ardit e la Nazionale judo non vedenti saranno a Roma, il 21 e il 22 giugno, in occasione del Campionato Italiano non vedenti di judo.

di Stefania Collet

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La Nazione del 19-06-2014

Un percorso per "vedere" con i piedi

SCANDICCI. E' uno dei gioielli della Scandicci solidale. E il Comune ha deciso di investire per migliorarla. E così la scuola per l'addestramento dei cani guida per ciechi avrà percorsi a misura di non vedente e un passaggio diretto verso la tramvia. E' stato firmato il protocollo d'intesa che darà il via libera definitivo ai lavori. Il progetto prevede la riqualificazione e la ristrutturazione funzionale dell'area compresa tra via dei Ciliegi, via Fanfani, via Sassetti e la linea tranviaria Firenze-Scandicci nei pressi della fermata De Andrè, ossia nella zona del Russell-Newton. I lavori puntano al miglioramento dell'accessibilità pedonale verso il tram sia da parte dell'utenza della Scuola Nazionale cani guida che degli abitanti del quartiere di Vingone, con particolare riguardo nei confronti delle persone con disabilità visiva. E' prevista la manutenzione di percorsi pedonali già esistenti, con in più un passaggio pedonale dell'isolato compreso tra via dei Ciliegi e via Sassetti (nell'attuale area scolastica) e la riqualificazione dell'area verde a parcheggio antistante alla Scuola cani guida, funzionale al parcheggio delle autovetture dei visitatori della struttura pubblica. Per l'adeguamento dei percorsi pedonali è stato adottato il sistema di guida tattiloplantare loges, che risulta perfettamente funzionale alle esigenze dei non vedenti. Diffuso dal 1995, Loges significa «Linea di Orientamento, Guida e Sicurezza» ed è il classico sistema costituito da superfici dotate di rilievi studiati appositamente per essere percepiti sotto i piedi. La scuola cani guida è una delle strutture uniche' della Regione Toscana. Fu aperta nel 1929, la Regione la gestisce dal 1979. Ancora oggi la scuola svolge la funzione di assicurare ai non vedenti un'adeguata autonomia di movimento per questo a Scandicci si allevano, selezionano e allevano cani alla guida dei non vedenti. Per info su adozioni e visite: scuola.cani.guida@regione.toscana.it .

di Fabrizio Morviducci

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Nove da Firenze del 05-06-2014

A.A.A. cuccioli cercano famiglie affidatarie per un anno

Sono i nuovi nati alla Scuola Nazionale Cani Guida per ciechi di Scandicci dati gratuitamente a chi sia interessato. Viene fornito cibo, vaccinazioni e tutto il necessario.

FIRENZE. Sono una quindicina i nuovi cuccioli in cerca di famiglie affidatarie. La Scuola Nazionale Cani Guida per ciechi di Scandicci, di proprietà della Regione, è alla ricerca di persone che abbiano voglia di prenderli in affidamento per circa un anno.

Le nuove famiglie dovranno prendersi cura della fase di socializzazione, dovranno perciò avere tempo a disposizione per seguire il programma concordato con la Scuola e abituare i cani alle situazioni quotidiane più disparate. Trascorso l'anno, la Scuola provvederà ad addestrarli per prepararli ad assistere persone non vedenti. Durante questo periodo alle famiglie verrà fornito, gratuitamente, tutto il necessario: cibo, vaccinazioni, visite periodiche, accessori, oltre all'assicurazione per danni contro terzi, aiuto e consigli di ogni tipo.

Chiunque sia interessato potrà rivolgersi direttamente alla Scuola contattando Simona Lotti allo 055.4382855, per fissare un colloquio durante il quale verrà illustrato il programma di socializzazione dei cuccioli.

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Il Resto del Carlino del 08-06-2014

"Il Museo Omero e' un'eccellenza riconosciuta in tutto il mondo Chi l'attacca si sbaglia di grosso"

ANCONA. Sta facendo ancora discutere l'ennesimo attacco di Vittorio Sgarbi ad Ancona. Tra i suoi bersagli c'è, di nuovo, il Museo Tattile Omero, per lui indegno di stare alla Mole Vanvitelliana. «L'arte è fatta per essere vista», dice. A replicargli è il presidente del museo, il professor Aldo Grassini, il quale sottolinea che sui temi della museologia, l'accessibilità è uno degli argomenti più dibattuti e l'esperienza del Museo Omero è considerata un riferimento a livello mondiale. Ancona è citata nel percorso tattile del Louvre. Siamo stati invitati nel 2008 per un ciclo di conferenze a Tokyo, e lo saremo anche ad agosto. L'Istituto di Cultura Italiana a Mosca ci ha invitati lo scorso anno a un seminario sull'accessibilità; un'opera dell'Omero è stata richiesta dall'Istituto di Cultura Italiana di Lisbona per celebrare a luglio l'insediamento del semestre italiano alla guida dell'Unione Europea». I riconoscimenti non finiscono qui: «Almeno cinque università italiane hanno chiamato il Museo Omero per lezioni o seminari. Decine di tesi di laurea hanno come tema la nostra esperienza. Quotidianamente riceviamo richieste di consulenze o corsi di formazione da parte di musei grandi e piccoli». DAL punto di vista propriamente artistico Grassini osserva: «Come spiegherebbe Sgarbi il fatto che circa l'85% dei visitatori del Museo Omero sono persone vedenti? E lo sa Sgarbi che la galleria d'arte moderna dell'Omero, pur limitata alla scultura, è l'unica in Ancona e una delle pochissime nelle Marche? E che è costituita da tutte opere originali e propone alcuni dei più grandi maestri del Novecento? Certo, la pittura è fatta per essere vista, ma ciò vale anche per la scultura? E ALLORA come la mettiamo con Francesco Messina, che considerava finita una sua opera solo dopo averla esplorata con le mani ad occhi chiusi? E con il Manifesto del Tattilismo (Marinetti, 1921)? E con il crescente interesse che l'arte contemporanea riserva alla multisensorialità?». PER GRASSINI l'arte cambia, e lo stesso fanno l'approccio ad essa e i musei. IL PRESIDENTE dell'Omero chiude ricordando che «i ciechi per millenni potevano aspirare al massimo a chiedere l'elemosina. Ora studiano, lavorano e vogliono partecipare alla vita culturale. E l'esperienza ci mostra che possono vivere autentiche emozioni estetiche attraverso il tatto. Sta nascendo una riflessione sul valore estetico della tattilità e questo interessa non solo i ciechi». (r.m.)

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Redattore Sociale del 05-06-2014

"Museo per tutti", la Mole Antonelliana diventa accessibile ai non vedenti

Domani l'inaugurazione della seconda fase del progetto, che ha lo scopo di rendere fruibile il percorso anche alle persone con disabilità visiva. Nella sezione "Archeologia del cinema", al via il percorso sensoriale e multimediale.

TORINO. Rendere accessibile a tutti la Mole Antonelliana, luogo simbolo della città di Torino, facendone uno spazio sempre più accogliente in cui immergersi con tutti i sensi: è questo l'obiettivo del progetto "Il museo per tutti, il museo per te", che domani taglierà il suo secondo traguardo. Sarà infatti inaugurato l'allestimento multisensoriale che si snoderà lungo tutto il percorso espositivo: attraverso il suono e la musica, ma anche con modelli visivo-tattili da toccare, tutti i visitatori, anche chi non vede, potranno sperimentare il funzionamento dei principali dispositivi precinematografici e scoprirne la meccanica, con l'aiuto dell'audiodescrizione fruibile dal proprio smartphone o dalla guida I-pad.

L'iniziativa, promossa dal Museo nazionale del Cinema, si realizza nella sezione dedicata all'Archeologia del cinema (livello +5), completamente rinnovata grazie al contributo della Compagnia san Paolo. "Le nuove sale - spiegano gli organizzatori - sono state riprogettate non solo per consentire al pubblico una visita più partecipata e accessibile, ma anche per sperimentare, attraverso le tecnologie odierne, quelle esperienze spettacolari che, più di due secoli fa, già ponevano lo spettatore al centro di un universo visivo artificiale, dandogli la sensazione di essere immerso in un'altra realtà".

Il progetto proseguirà ora con il riallestimento del piano dedicato alla "Macchina del Cinema" (livello +15) e la realizzazione di nuove soluzioni e modalità di fruizione rivolte anche alle persone con disabilità uditiva.

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Redattore Sociale del 07-06-2014

Modelli tattili, contenuti interattivi: al Museo del cinema l'accessibilità è hi-tech

A Torino, il restyling rappresenta una delle esperienze più avanzate a livello nazionale in fatto di accessibilità museale per ciechi e ipovedenti. Il direttore Barbera: "Esperienza ancora in corso, che andrà avanti per altri due anni almeno".

TORINO. Un gioiello di tecnologia applicata alla cultura accessibile. Da oggi il Museo nazionale del cinema di Torino è davvero "per tutti", come recita il nome del progetto la cui seconda fase è appena giunta a conclusione. Annunciata nello scorso dicembre, l'operazione "Un museo per tutti, un museo per te" prevedeva un radicale restyling delle esposizioni site al quinto piano della Mole Antonelliana, quello dedicato all'Archeologia del cinema; che a partire da questa mattina è organizzato in modo da offrire al visitatore un'esperienza multisensoriale a tutto tondo, pensata per andare perfino al di la del mero discorso sull'accessibilità museale.

"Più che realizzare semplici percorsi per non vedenti - chiarisce Rocco Rolli di Unione italiana ciechi e Tactile vision Onlus, che ha lavorato all'implementazione delle nuove esposizioni - il nostro obiettivo era offrire un'esperienza compiuta attraverso tutti i sensi, di cui chiunque potesse beneficiare". Molte le novità introdotte: via le didascalie cartacee, i testi sono ora interattivi e leggibili, a caratteri aumentati, da una serie di tablet posti sotto le opere. Affianco alle descrizioni in braille poste su una serie di pannelli visivo-tattili, ci sono poi 250 "Tag" ottici e a sfregamento: piccoli simboli che, se inquadrati o sfiorati con tablet e smartphone, danno accesso ad approfondimenti audio o testuali aggiuntivi, anche grazie all'implementazione di una rete Wi-Fi gratuita. Tutte le otto sale tematiche del quinto piano sono state toccate dal riallestimento: al loro interno sono ora disposti una serie di modelli visivo-tattili "da toccare ed esplorare con le mani, per sperimentare il funzionamento dei principali dispositivi pre-cinematografici".

Dulcis in fundo, il "Panorama": una veduta interattiva di Torino come appare dal Tempietto della Mole, realizzata sul modello del dispositivo inventato sul finire del '700 dal pittore Robert Baker, che, all'interno di un edificio circolare, esponeva grandi vedute paesaggistiche che si estendevano a 360 gradi e andavano osservate da una piattaforma collocata in alto, al centro dell'edificio. Quello riprodotto al Museo del cinema, oltre a offrire la consueta esperienza interattiva e multisensoriale, rappresenta un autentico viaggio nel tempo: cliccando su alcune aree dell'immagine, grazie a un telecomando multimediale, è infatti possibile guardare filmati d'epoca che riguardano le zone interessate. C'è l'arrivo dei Reali in piazza San Carlo, ripresa anche durante un bombardamento alleato della Seconda guerra mondiale; il parco del Valentino negli anni '20 e '40, o l'Università negli anni '60. Cliccando sulle varie aree del panorama, è inoltre possibile ottenere uno zoom audiovisivo, grazie alle registrazioni ambientali effettuate in varie zone della città.

"Si tratta - spiega Alberto Barbera, direttore del Museo - del più ambizioso progetto di rinnovamento realizzato dalla nostra apertura". Un progetto, che resta comunque "un work in progress", come lo stesso Barbera tiene a precisare: "siamo partiti oltre un anno fa - spiega - e andremo avanti per almeno altri due, con l'intento di rendere le visite un'esperienza ricca, appagante e indimenticabile". "Noi - conclude Rocco Rolli - vogliamo un Museo dove l'accessibilità sia garantita sempre, non solo il 3 dicembre, nella giornata mondiale della disabilità, o nella festa di SantA Lucia. Vogliamo un museo che permetta ogni giorno di fruire del bene cultura; per riaffermare, ancora una volta, come questa sia un bene universale".

Per informazioni: www.museocinema.it (ams)

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Giornale UICI dell'11-06-2014

Percepire il soffio - Mostra di Silvia Fiorentino

di Monica Bernacchia

Installazioni, sculture, pitture, disegni, audio testi

Museo Tattile Statale Omero

16 luglio - 7 settembre 2014

Inaugurazione 16 luglio ore 19

MOLE VANVITELLIANA, ANCONA

Dal 16 luglio al 7 settembre 2014 le sale del Museo Tattile Statale Omero, all'interno della settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona, ospiteranno la mostra di Silvia Fiorentino "Percepire il soffio" con oltre 30 lavori comprendenti installazioni, sculture, pitture, disegni e audio testi realizzati dal 2000 ad oggi.

Curatore della mostra Valerio Dehò: critico e storico che segue la vicenda creativa della Fiorentino da diverso tempo.

La mostra è promossa dal Museo Tattile Statale Omero nell'ambito della rassegna culturale estiva "Sensi d'estate", percorsi multisensoriali di arte, teatro, musica, odori e sapori, giunta alla XIII edizione.

L'allestimento è curato dalla stessa artista con l'ausilio di Alessandro Cagnolati e Manrico Rocchi.

"Percepire il soffio" ovvero, come scrive il curatore: "Vi è una sospensione vitale nell'opera di Silvia Fiorentino, una forma di silenzio che lascia intuire la parola, qualcosa che non ha ancora una definizione ma potrebbe averla da un momento all'altro come potenzialità sospesa".

Un segno che cerca la sua forma, la sua voce da contrappore al silenzio: ecco allora l'importanza data al disegno, una sorta di "parola visiva" rintracciabile sia nelle tele (2004-2014) che negli arazzi "nel mio paesaggio "

e " mater" (2010 -2014).

Una "polarità fra corpo e parola" che si ritrova anche nelle sculture di tela, intitolate "Mater", (2007-2014): corpi femminili, troncati, cuciti in cui domina il silenzio e parla la fisicità. Uno stato di sospensione prima della parola: paradigmatici in questo senso gli "Ex voto" in ceramica (2013).

Ancora Valerio Dehò: "Mostrare il corpo senza rappresentarlo, soffiare la parola senza costruire un linguaggio, suggerire il primitivo con un' arte colta ed evoluta, sposare la parola al segno unendo materiale a immateriale: alcune polarità dell'arte di Silvia Fiorentino sono queste".

Nelle installazioni è riconoscibile la complessità del messaggio della Fiorentino come nelle sue "Architetture sentimentali" (2012-2014) in cui unisce disegno, fotografia e scultura e "Lanterna magica" (2014), una moderna narrazione dell'apocalisse al femminile alla maniera delle tradizionali lanterne girevoli.

Vari sono i lavori pensati appositamente per il Museo Omero tra cui : "Percepire il soffio", un'opera nata per raccontare la possibilità di unire le differenze - destra e sinistra, razionale e irrazionale, femminile e maschile - e di fare il vuoto per accogliere il bello; "Due sguardi", forme organiche in ceramica, realizzate con l'ausilio di Enrico Trillini nel suo laboratorio "contrada Montefiore 66", in cui si l'artista rappresenta la mutazione nella ripetizione e l'equilibrio fra pieno e vuoto, alto e basso.

Opere da vedere e da toccare, come è tradizione del Museo Omero, con disegni e tele tradotti a rilievo dallo staff del Museo per essere fruibili da parte di visitatori non vedenti.

Il catalogo della mostra, edito dal Museo Omero su progetto grafico di Loretta Tavoloni, presenta in 40 pagine la sostanza creativa dell'artista.

Info mostra:

Orario apertura Mostra

giovedì, venerdì 18 - 22; sabato e domenica 10 - 13; 18 - 22; tutti i mercoledì dal 16 luglio al 20 agosto la mostra sarà aperta dalle 18 - 24 in occasione della rassegna culturale estiva "Sensi d'estate". La mattina aperto su prenotazione per gruppi.

Ingresso: libero.

Sono previste visite guidate e attività laboratoriali in collaborazione con l'artista.

A cura dei Servizi Educativi del Museo Tattile Statale Omero. Prenotazione obbligatoria. Costo di 3 euro a persona, esclusi disabili, docenti e accompagnatori.

INFO

Museo Tattile Statale Omero

Banchina Giovanni da Chio 28

60121 Ancona

tel. 071 28 11935 - fax 071 28 18 458

email: info@museoomero.it

sito www.museoomero.it

sito vocale 800 20 22 20

Monica Bernacchia - Museo Tattile Statale Omero - 071 2811953

monica.bernacchia@museoomero.it

Economia & Cultura di Gabriella Papini - 071200648

info@gabriellapapini.com

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Cronaca del Veneto del 20-06-2014

"Libero Accesso" in Villa Venier Contarini a Mira

NASCE LA MAPPA MULTISENSORIALE ISPIRATA AI PRINCIPI DEL "DESIGN FOR ALL".

Sollecitato dall'Istituto Regionale Ville Venete e realizzato secondo il collaudato metodo elaborato da Confartigianato Vicenza, creato un prototipo di guida alla visita che permette di "accogliere tutti".

MIRA (VE). Prosegue il cammino di Libero Accesso®, il progetto nato da Confartigianato Vicenza ispirato ai concetti del Design for All e dell'inclusione sociale nel promuovere la progettazione e realizzazione di prodotti e servizi "per tutti", indipendentemente dalla struttura fisica di una persona, dalla sua età, dalla sua condizione di pieno o limitato movimento. Il tutto partendo dall'individuazione di un bisogno, alla soddisfazione del quale lavorano assieme progettisti, imprenditori-realizzatori e i rappresentanti degli utenti, in qualità di consulenti.

Forte di questo consolidato metodo, nel 2013 Libero Accesso, raccogliendo l'esigenza espressa da alcuni rappresentanti sociali di consentire a ogni persona di orientarsi negli spazi pubblici, ha accettato di sperimentare strumenti per la visita "for all" di un edificio storico.

La finalità condivisa della sperimentazione era quella di pensare e "adattare" le Ville Venete come "luoghi inclusivi", aperti e sensibili alle diversità, capaci di accogliere in condizioni di comfort e di sicurezza persone con differenti specificità e diseguali gradi di libertà. La committenza, rappresentata dalla presidente dell'Istituto Regionale delle Ville Venete (IRVV) Giuliana Fontanella, richiedeva un'idea che fosse semplice e riproponibile ovunque.

Così, individuato il bisogno, è stata costituita la squadra di lavoro destinata a studiare il problema e le relative soluzioni. Allo stesso tempo, sono state stabilite le necessarie convenzioni con: l'IRVV, in qualità di committente; il Dipartimento di Studi linguistici e comparati dell'Università Ca' Foscari (VE) per la comunicazione linguistica e la LIS (Lingua dei segni italiana); l'Associazione Lettura Agevolata Onlus (VE) per gli ipovedenti.

Pensando a una "visitabilità for all", la prima problematica da affrontare è stata la mobilità autonoma legata all'orientamento, il cosiddetto "wayfinding". Serviva quindi un "concept" forte, composto da vari elementi, linguaggi, supporti, e uno strumento che integrasse quattro aspetti che spesso sono in alternativa: l'orientamento funzionale, la comunicazione di contenuti, il coinvolgimento, e la fruibilità da parte delle più diverse tipologie di persone.

A ciò è servita la costruzione della rete di partnership, consulenze e collaborazioni qualificate, per assicurare un lavoro multidisciplinare e un risultato di qualità, innovativo e riproducibile.

Il percorso dell'unità di lavoro è cominciato quindi con lo studio su Villa Venier Contarini di Mira (VE), sede dell'Istituto Regionale Ville Venete, individuata quale luogo di sperimentazione, e si è concluso con l'elaborazione di una bozza di sistema integrato di visita "per tutti", scegliendo di sviluppare e realizzare come primo strumento una "Mappa multisensoriale e multimodale d'orientamento" quale mezzo di accoglienza per facilitare la fruibilità e la comprensione della Villa ai visitatori.

La mappa è costituita da due pannelli, elaborati per offrire più livelli di lettura, sia dal punto di vista contenutistico (informazioni sull'orientamento, o storico-architettoniche e tipologiche) e sia quanto a modalità di fruizione (visiva, tattile, uditiva, cognitiva). I pannelli sono dunque, contemporaneamente, visivi e tattili. Le mappe presentano testi in Braille e disegni a rilievo, realizzati con inchiostro trasparente, su disegni e testi a colori. La scelta di usare l'inchiostro trasparente ha permesso di gestire la presenza di testo in nero per disegni visibili più articolati, di testo in Braille, e di disegni tattili più semplificati. Il mondo della percezione tattile, infatti, pur avendo punti di contatto con quello della percezione visiva, rimane per molti aspetti unico nel suo genere, con regole da rispettare per poter creare illustrazioni comprensibili.

"L'architettura delle Ville Venete - dichiarano i promotori dell'iniziativa - è unica nel suo genere e richiama ogni anno molti turisti. Con questo nuovo strumento, le porte di quelle dimore si possono aprire anche a chi finora non ha avuto modo di conoscerne storia e bellezza. In questo senso, l'auspicio è che tale progetto venga riproposto per altre Ville, semplicemente modificando di volta in volta la parte dedicata alle rispettive peculiarità, trasformando la visita di luoghi apparentemente distanti in un gioco di lettura dell'architettura".

La presentazione della "Mappa multisensoriale di orientamento" ha avuto luogo ieri, giovedì 19 giugno, in Villa Venier Contarini a Mira. Nell'occasione i presenti hanno potuto apprezzarne i contenuti all'insegna del "Vedere-Toccare-Ascoltare". Alle 19 è andato in scena lo spettacolo "L'Augellin Belverde" dalla fiaba settecentesca di Carlo Gozzi curato da La Piccionaia, nel corso del quale la narrazione è avvenuta in quattro capitoli: in lettura, ad occhi chiusi, senza suoni, e infine integrando tutte le percezioni.

Squadra progettisti.

Hanno realizzato lo studio preliminare di Villa Venier, elaborato il concept-bozza del sistema di visite e infine sviluppato e realizzato il prototipo della Mappa multisensoriale e multimodale di orientamento di Villa Venier. Tutti i partecipanti hanno lavorato al progetto e a titolo gratuito. Si tratta di: Fabio Barufatto (Vicenza, tecnico perito industriale); Erika Cunico (Caldogno, designer laureata in disegno industriale); Sophia Los (Vicenza, architetto paesaggista); Marta Stocco (Vicenza, diplomata in design e architettura di interni); Marco Tomasin (Camposampiero, architetto urbanista).

Supervisione tecnico-scientifica

Arch. Paola Barcarolo (dottoranda di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura di Udine e Socio Formato in DfA), per la supervisione tecnico-scientifica. Ha collaborato attivamente con i progettisti, sia come tecnica esperta che come utente ipovedente: dal concept, alla fattibilità di progetto e alla relativa messa in produzione (dal prototipo al modello finito).

Elementi grafici, testuali e tattili

Lucia Baracco (architetto e presidente dell'Associazione Lettura Agevolata Onlus) per la grafica; Prof. Anna Cardinaletti ( linguista e Direttrice del Dipartimento di Studi linguistici e comparati dell'Università Ca' Foscari) per la rivisitazione dei testi; Maurizio De Visini (ipovedente) per la parte tattile (disegni e testi); VEASYT (spin-off dell'Università Ca' Foscari Venezia) per la realizzazione della registrazione dei video relativi ai testi riprodotti in LIS e dei file Mp3 delle guide all'esplorazione tattile; Tactile Vision Onlus (Torino) per la fase di stampa e controllo dei pannelli; Fabiano Santuliana (Arzignano), artigiano esperto nella lavorazione dei metalli, per la fase di produzione del leggio-supporto per le mappe.

Progetto grafico e consulenza artistica

Manuel Cuman, per lo sviluppo disegni e impaginazione dei due pannelli della Mappa multisensoriale e multimodale di orientamento

Staff esecutivo di Libero Accesso®

Referente Confartigianato: Christian Caleari - Confartigianato Vicenza

Coordinamento operativo: Diana De Tomaso - Consulente Progettuale.

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Il Messaggero (ed. Pesaro) del 24-06-2014

I cimeli originali fanno rivivere l'orrore della Grande Guerra

PESARO. È scoppiata la guerra in Prefettura. Soldati in divisa, italiani e stranieri, hanno occupato le sale di Palazzo Ducale. Tra pile di sacchi spuntano bombe, corazze e artiglieria. C'è anche un ospedale da campo, con il suo tributo di sangue al conflitto armato: un giovane steso su una barella senza più una gamba e quel che resta del suo moncherino è lì accanto, buttato in un secchio di latta. In sottofondo risuonano intanto i canti e le marce delle truppe in battaglia. È un suggestivo affresco tridimensionale quello della mostra dedicata alla Grande Guerra realizzata a Palazzo Ducale in occasione delle celebrazioni nel centenario del conflitto. L'evento, dal titolo «L'Europa in fiamme - la Grande Guerra 1914-1918», è stato organizzato dall'Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona in collaborazione con la Prefettura, il Comune, il Comando militare dell'Esercito Marche e con il patrocinio del Consiglio dei ministri, aprirà le porte sabato e resterà aperto fino al 9 novembre (dal 28 giugno al 28 settembre: dalle 18 alle 22; dal 30 settembre al 9 novembre: dalle 17 alle 20).

Il taglio del nastro sarà invece venerdì, alle 18, nel salone Metaurense. Nell'occasione sarà presentato anche il libro «I verdi di Gorizia» (con prefazione dell'attuale comandate del 28° reggimento Pavia di Pesaro, Giovanni Gagliano), ristampa di un prezioso volume, custodito nella caserma di via dell'Acquedotto. La mostra prevede anche un ciclo di quattro conferenze. «È una mostra di importanza nazionale - ha detto il presidente dell'Accademia, Remigio Zizzo - È la più ricca di cimeli rispetto a tutte quelle che si terranno nel resto di Italia. Si alterna in 10 stand a partire da uno introduttivo sull'unità di Italia, con 54 uniformi, tutte originali e rarissime. Le armi ci sono state date dal museo militare di Forte Marghera a Venezia. L'obiettivo è quello di far conoscere ai giovani e agli studenti in particolare le sofferenze della Grande Guerra». La mostra è allestita secondo un percorso didattico ben costruito, con pannelli in italiano e inglese. A montare pezzo per pezzo i manichini e a ordinare i cimeli (tra cui uno pesarese, una scatola di un barbiere di trincea originario di Monteciccardo) nelle bacheche con precisione certosina è stata la curatrice Marina Cecchini, socia dell'Accademia di Ancona: «Importante è sottolineare - spiega - come la mostra abbia pensato anche alle visite guidate per non vedenti e a dei percorsi ludici per bambini. Le prime, con percorsi tattili, sono state realizzate in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e Maria Mencarini». Alla presentazione c'erano anche il capo di Gabinetto, Donatella Corvatta, l'assessore alla Cultura, Daniele Vimini e il tenente colonnello Francesco Greco.

Elisabetta Rossi

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Giornale UICI del 20-06-2014

Centro di Documentazione Giuridica: L' U.I.C.I. Onlus può richiedere gli elenchi nominativi dei soggetti sottoposti ad accertamenti per il riconoscimento della minorazione visiva

a cura di Paolo Colombo

Non solo la giurisprudenza del Consiglio di Stato e dei Tar (cfr. ex multis Consiglio di Stato, V Sezione, Sentenza 9 gennaio - 11 maggio 2009, n. 2869, Consiglio di Stato, Sentenza 8 marzo 2011, n. 34311, T.A.R. Calabria - S.S. Reggio Calabria, Sentenza 30 novembre 2010, n. 1584,) ma anche l'INPS con un messaggio del 2011, di cui si riporta il testo integrale, considerata l'importanza dell'argomento, è intervenuto precisando che l'invio da parte delle ASL  e delle Commissioni di verifica dell'INPS alle associazioni di categoria, degli elenchi dei nominativi dei soggetti sottoposti a visita medica, ai sensi dell'articolo 8 della legge 118 del 1971, non viola la tutela della riservatezza dei dati sensibili dei soggetti sottoposti ad accertamento medico-legale.

Come già aveva precisato il Garante della privacy, il diritto dell'ANMIC a ricevere gli elenchi, per esercitare le proprie funzioni di tutela e rappresentanza degli invalidi civili, si coniuga con il diritto alla privacy dei soggetti invalidi attraverso la trasmissione dei soli dati anagrafici di tali soggetti, che non sono dati sensibili, omettendo qualsiasi informativa riguardo ai dati medico-legali. La precisazione dell'Ente di Previdenza sicuramente garantirà una maggiore tutela dei soggetti disabili.

Il Garante per la protezione dei dati personali, con nota 17 settembre 1997, Prot. n. 2786, ha stabilito che ai sensi dell'articolo 8, comma 4, della Legge 118/1971 resta a carico del segretario della Commissione sanitaria provinciale l'obbligo di trasmettere all'ANMIC gli elenchi dei soggetti sottoposti a visita, con l'esclusione, quindi, del relativo stato patologico.

Parimenti l'articolo 11, comma 8, della Legge 382/1970 ha specificato che «il segretario della Commissione provvede, altresì, a trasmettere trimestralmente alla Unione italiana dei ciechi l'elenco dei nominativi dei ciechi civili nei confronti dei quali, nello stesso periodo è stato effettuato l'accertamento oculistico, con l'indicazione dell'esito per ciascuno di essi».

Il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica - Dipartimento dell'Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi del Tesoro - Direzione Centrale degli Uffici Locali e dei Servizi del Tesoro, con circolare n. 40 del 22 febbraio 1999, Prot. n. 00241, ha comunicato che « il Garante per la protezione dei dati personali, in data 17 settembre 1997, si è pronunciato nel senso che la trasmissione degli elenchi prevista dall'art. 8 della citata Legge n. 118/1971 risulta compatibile con la disciplina recata dalla Legge n. 675 del 1996.

 La suddetta Autorità, in particolare, ha infatti chiarito che il combinato disposto delle disposizioni normative relative all'ANMIC (Legge n. 458 del 1965, n. 118 del 1971 e D.P.R. n. 915 del 1978) soddisfa i requisiti di specificità richiesti dall'art. 22, comma 3, della richiamata normativa in materia di protezione dei dati personali.

Considerato, quindi, che analoghe disposizioni circa la trasmissione degli elenchi dei soggetti sottoposti a visita rinvengono anche per l'E.N.S. e per l'U.I.C., ne deriva che l'obbligo in questione deve essere adempiuto anche nei riguardi delle menzionate Associazioni.

Resta fermo che, a garanzia del diritto alla riservatezza, negli elenchi di cui trattasi dovrà essere omessa ogni indicazione sulle patologie riscontrate agli interessati in sede di visita medica.

Inoltre, con successiva circolare n. 39 del 26 aprile 2000, Prot. n. 1231, il suddetto Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica ha provveduto a trasmettere alle Commissioni mediche di verifica «il nuovo modello 11 da utilizzare per la trasmissione degli elenchi alle Associazioni di categoria. Tale modello oltre ad essere conforme ai principi enunciati dalla Legge n. 675 del 1996, è stato peraltro predisposto in osservanza delle indicazioni formulate dal Garante con apposito provvedimento del 1 dicembre 1999».

Quanto sopra risulta confermato anche dalla lettera del richiamato Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica del 5 giugno 2000, Prot. n. 01518, indirizzata all'ANMIC, con la quale è stata focalizzata l'attenzione sul fatto che «questa Direzione Centrale, con circolare n. 39 del 26 aprile 2000, ha provveduto, tra l'altro, a predisporre, in conformità alle prescrizioni normative ed alle indicazioni esplicative, apposito modulo per la trasmissione a codesta Associazione nonché all'U.I.C. e all'E.N.S. dei dati dei cittadini sottoposti a visita medica, nel quale verranno riportati progressivamente nominativi ed indirizzi dei medesimi, senza dati ulteriori, come quello sullo stato di invalidità, il quale, come del resto sottolineato dallo stesso Garante nel proprio provvedimento non figura quale informazione oggetto del trattamento di cui al più volte citato art. 8 della legge n. 118/1971».

In merito, il Ministero dell'Interno - Direzione Generale dei Servizi Civili - Servizio Assistenza Economica alle Categorie Protette con nota 4 luglio 2000, Prot. n. 2470/2000/MC/L/675/96, ha assicurato che « si ritiene di condividere il parere compiutamente espresso dal Dicastero del Tesoro con la nota 01518 del 5 giugno u.s. in conformità altresì alle prescrizioni impartite dal Garante per la protezione dei dati personali con provvedimento in data 1 dicembre 1999». Inoltre, il Ministero della Sanità - Dipartimento della Prevenzione - Ufficio IV, con lettera 18 ottobre 2000, Prot. n. DPV 4/H-D/687, diretta agli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome, ha ripetuto che « permane l'obbligo di trasmissione all'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC), nonché alle altre Associazioni regolate da analoghe norme (Unione Italiana Ciechi ed Ente Nazionale Sordomuti), degli elenchi degli invalidi sottoposti a visita dalle Commissioni mediche ASL». Nella stessa lettera il Ministero ha tenuto a precisare ulteriormente che «i suddetti elenchi devono contenere esclusivamente nome, cognome e indirizzo dei soggetti visitati». La più volte richiamata circolare n. 39 del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica ha, fra l'altro, posto in evidenza che « la comunicazione di tali dati potrà essere ritenuta lecita solo a seguito della valutazione della sua stretta necessità rispetto alla finalità pubblica perseguita dalle competenti Amministrazioni».

Il diritto alla trasmissione degli elenchi nominativi dei soggetti sottoposti a visita di cui le Associazioni di categoria possono usufruire è legittimato anche dall'articolo 86 del Decreto legislativo 196/2003, sulla tutela della privacy (Testo Unico sulla privacy), in base al quale il trattamento di dati sensibili e giudiziari è da mettere in relazione «alle attività amministrative correlate all'applicazione della disciplina in materia di: assistenza, integrazione sociale e diritti delle persone handicappate effettuati, in particolare, al fine di:

1) accertare l'handicap ed assicurare la funzionalità dei servizi terapeutici e riabilitativi, di aiuto personale e familiare, nonché interventi economici integrativi ed altre agevolazioni;

2) curare l'integrazione sociale, l'educazione, l'istruzione e l'informazione alla famiglia del portatore di handicap, nonché il collocamento obbligatorio nei casi previsti dalla legge;

3) realizzare delle comunità-alloggio e centri socio riabilitativi; ».

Inoltre il Garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento 21 marzo 2007 sulle attestazioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, al punto 3.2 ha ribadito che in attuazione dei principi di pertinenza, non eccedenza ed indispensabilità, nelle certificazioni rilasciate dalle aziende sanitarie locali «non risulta indispensabile indicare i dati personali relativi alla diagnosi accertata in sede di visita medica ».

Inoltre anche l'art. 24 comma 6 della legge 183 del 4 novembre 2010 ribadisce tale diritto ed infatti dispone che :"Rimangono fermi gli obblighi previsti dal secondo comma dell'articolo 6 della legge 26 maggio 1970, n. 381, dall'ottavo comma dell'articolo 11 della legge 27 maggio 1970, n. 382, e dal quarto comma dell'articolo 8 della legge 30 marzo 1971, n. 118, concernenti l'invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari, contenenti soltanto il nome, il cognome e l'indirizzo, rispettivamente all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili."

Infine qui di seguito riporto il testo integrale del messaggio n. 15941 del 4 agosto 2011 dell'INPS, con cui l'ente ha ribadito il diritto dell'U.I.C.I. Onlus e delle altre associazioni di categoria, di disporre dei predetti elenchi richiamando la normativa sopra citata e ha esortato le strutture periferiche a trasmettere prontamente tali elenchi onde evitare inutili contenziosi.

Caserta lì, 20 giugno 2014.

Avv. Paolo Colombo

Messaggio Inps numero 15941 del 4 agosto 2011

Invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari nell'ambito del procedimento di riconoscimento delle minorazioni civili all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili.

Direzione Generale

Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici

Roma, 04-08-2011

Messaggio n. 15941

OGGETTO: Invio degli elenchi delle persone sottoposte ad accertamenti sanitari nell'ambito del procedimento di riconoscimento delle minorazioni civili all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili.

Le Associazioni ANMIC - Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili, UIC - Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti ed ENS - Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi hanno, come noto presentato in più occasioni richieste finalizzate ad ottenere la trasmissione da parte dell'Istituto degli elenchi dei soggetti sottoposti a visita nell'ambito dei procedimenti di riconoscimento rispettivamente dell'invalidità civile, della cecità civile e della sordità civile,  si rappresenta quanto segue.

Il diritto delle Associazioni citate a disporre dei menzionati elenchi trova fondamento in particolare nell'art. 6, comma 2 della legge n. 381/1970, che  detta la disciplina della  trasmissione in favore dell'ENS, nell'art. 11, comma 8 della legge n. 382/1970 che tratta in favore dell'UIC, e nell'art. 8, comma 4, della legge n. 118/1971, quest'ultima in favore dell'ANMIC.

Tali norme - la cui vigenza è stata da ultimo confermata dall'art.24, ultimo comma, della legge 24 novembre 2010, n.183 - fissano l'obbligo di trasmissione in discorso in capo alle Commissioni sanitarie provinciali, deputate all'accertamento dei requisiti sanitari dei soggetti interessati.

Le funzioni di dette  Commissioni, per quanto disposto dalla legge 15 ottobre 1990, n. 295, sono state poi attribuite alle Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali.

L'articolo 20, comma 1, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, nel riformare il sistema di accertamento dell'invalidità civile, ha ripartito tali competenze tra le Commissioni ASL e le Commissioni INPS , riservando  una funzione generale di controllo alle Commissioni mediche INPS (Commissioni istituite presso le UOC/UOS medico-legali e Commissione Medica Superiore), per la definitività degli accertamenti effettuati.

In considerazione del nuovo assetto delle competenze  si è, quindi, resa necessaria una verifica in ordine alla titolarità dell'obbligo di trasmissione degli elenchi in oggetto alle citate Associazioni.

In tale contesto è, nel frattempo, intervenuto il Consiglio di Stato con la sentenza n. 3431 del 2011, depositata lo scorso 7 giugno, che, nell'ambito dello specifico contenzioso inerente la Sede di Reggio Calabria, ha affermato il diritto della sede locale dell'ANMIC a ricevere gli elenchi in oggetto da parte della Direzione provinciale INPS. Per l'effetto, è stato ordinato alla Sede di Reggio Calabria di trasmettere all'ANMIC, ai sensi dell'art. 8 della Legge n.118/71, gli elenchi degli invalidi civili sottoposti a visita dalla Commissione medica di verifica di 2a istanza e dalla Commissione medica Superiore di verifica.

Tale decisione chiude definitivamente per l'Istituto la questione aperta presso la Sede di Reggio Calabria, relativa alla trasmissione degli elenchi degli invalidi civili.

Alla luce del descritto contesto normativo e giurisprudenziale, l'Istituto ritiene necessario ed opportuno, al fine di evitare il proliferare di un contenzioso che lo vedrebbe soccombente anche in altre sedi, uniformare la propria linea di comportamento su tutto il territorio nazionale, disponendo  pertanto la trasmissione di tali elenchi all'ANMIC.

Inoltre, considerato che la trasmissione degli elenchi è normativamente riconosciuta anche con riguardo all'Ente nazionale per la protezione ed assistenza dei sordi e all'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, al fine di evitare l'instaurarsi di analogo contenzioso con tali associazioni di categoria, viene stabilita nei loro confronti la medesima linea di comportamento.

Pertanto, tenuto conto altresì di un conforme parere del Coordinamento Generale Legale, a breve si darà avvio alla trasmissione alle Associazioni di cui sopra degli elenchi di pertinenza,  relativi ai soggetti sottoposti ad accertamenti sanitari dalle Commissioni mediche operanti presso le Unità operative semplici/unità operative complesse medico legali e dalla Commissione medica superiore nell'ambito delle procedure per il riconoscimento dell'esistenza  e/o della permanenza dei requisiti sanitari di invalidità civile, sordità civile, cecità civile e sordocecità.

Tali elenchi comprendono il nome, cognome e l'indirizzo dei soggetti interessati, così come espressamente previsto dall'art. 24, ultimo comma, della legge 24 novembre 2010, n.183.

Per garantire la celerità e, allo stesso tempo, la sicurezza delle comunicazioni in argomento, l'invio degli elenchi sarà effettuato a mezzo posta elettronica certificata, a cura della Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici, utilizzando i dati presenti nelle procedure informatiche di gestione dell'invalidità civile e i contenuti testuali indicati in allegato.

Gli elenchi saranno trasmessi, con cadenza mensile, ai seguenti indirizzi di posta elettronica certificata:

- protocollo@pec.ens.it (E.N.S. - Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi), per ciò che concerne le persone sottoposte ad accertamenti sanitari di sordità civile e di sordocecità;

- archivio@pec.uiciechi.it (U.I.C. - Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti), per ciò che concerne le persone sottoposte ad accertamenti sanitari di cecità civile e di sordocecità;

- anmic.presidenza@postecert.it (A.N.M.I.C. - Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili), per ciò che concerne le persone sottoposte ad accertamenti sanitari di invalidità civile.

In alternativa all'invio a mezzo posta elettronica certificata, la trasmissione degli elenchi potrà avvenire - sempre con cadenza mensile e nel rispetto delle esigenze di celerità e di sicurezza delle comunicazioni - mediante l'utilizzo di un sistema di trasferimento dati del tipo FTP (File transfer protocol), secondo specifiche modalità da concordare tra la Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici e le Sedi centrali delle Associazioni.

Quanto sopra sarà portato a conoscenza delle Sedi centrali delle Associazioni, mentre le Direzioni in indirizzo sono invitate a favorire la diffusione dell'informazione a livello locale.

Il Direttore Generale

Nori

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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L'agenda: appuntamenti del mese di luglio

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Speciale

u.i.c.i. lombardia: estrazione lotteria di primavera 2014

Il giorno 27 giugno 2014, alle ore 15,00, a Milano presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus in Via Mozart 16 - si è proceduto all'estrazione della

"Lotteria di Primavera 2014", organizzata dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha dato i seguenti

risultati:

PREMIO - NUMERO ESTRATTO

1 Buono per ritiro Autovettura Smart 430

2 I-Pad Apple 16 giga 15053

3 Blackberry Q5 11536

4 Fotocamera Reflex digitale 21611

5 Notebook HP 11792

6 Sony Playstation III 7815

7 Tablet Samsung TAB 3 17060

8 Smartphone Samsung Galaxy 10103

9 Sony Nintendo Wii 22168

10 Fotocamera compatta digitale 14173

11 Macchina da caffè con cialde 322

12 Orologio cardiofrequenzimetro da polso 513

13 Docking station per I-phone e I-pod 9168

14 Karaoke Canta Tu 6152

15 Radiosveglia con proiezione dell'ora 2381

16 Lampada da tavolo Snakey 530

17 Cornice digitale 3293

18 E-book 18125

19 E-book 12134

20 E-book 8064

21 Lampada d'atmosfera a led Cars 18081

22 Lampada d'atmosfera a led Princess 14762

23 I-Pod 1759

24 Speaker wireless 10306

25 Macchina per pop-corn 22522

26 Macchina per crèpes 19272

27 Gioco in scatola "Money Drop" 9633

28 Massaggiatore 1014

29 Macchina per cialde 20300

30 Set pasticceria Squisita 7413

31 Set pasticceria Delizia 7339

32 Vasco Rossi Libro + DVD 2622

33 Gioco in scatola "Monopoly City" 8785

34 Cooking Set 16202

35 Cooking Set 3584

36 Cooking Set 15836

37 Plaid da divano 16330

38 Plaid da divano 11275

39 Plaid da divano 17601

40 Telefono cordless 6331

41 Gioco in scatola "FutuRisiko" 20402

42 Storie Classiche Disney 3242

43 Storie Amici Animali Disney 9385

44 Set tazzine colorate caffé 18186

45 Set tazzine colorate caffé 17567

46 Set tazzine colorate caffé 24002

47 Set tazzine "marocchino" 18541

48 Set tazzine "marocchino" 9602

49 Stampo torta a forma di cuore 13512

50 DVD cartoni animati 4284

51 Confezione Vini 55

52 Confezione Vini 15225

53 Confezione Vini 10754

54 Confezione Vini 6961

55 Confezione Vini 14211

56 Confezione Vini 9681

57 Confezione Vini 1201

58 Confezione Vini 16296

59 Confezione Vini 4247

60 Confezione Vini 18571

61 Confezione Vini 24704

62 Confezione Vini 17076

63 Confezione Vini 11836

64 Confezione Vini 3607

65 Confezione Vini 21538

66 Confezione Vini 2706

67 Confezione Vini 13543

68 Confezione Vini 17425

69 Confezione Vini 21396

70 Confezione Vini 3051

Si fa presente che i vincitori potranno ritirare i premi, previa consegna del biglietto estratto, a partire da venerdì 27 giugno ed entro e non oltre giovedì 31 luglio 2014, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mozart, 16 a Milano, nei seguenti giorni ed orari:

LUNEDI' - MARTEDI' - MERCOLEDI' - GIOVEDI'- VENERDI' dalle ore 9:00 alle ore 12:30 - dalle ore 14:30 alle ore 17:00

Il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Nicola Stilla, a nome dell'intero Consiglio Direttivo, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita

dell'iniziativa attraverso la vendita e l'acquisto dei biglietti.

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