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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Giugno 2014

SOMMARIO

Centro regionale tiflotecnico Lombardia: quando la tecnologia si avvicina a te

Di Massimiliano Penna

Il Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia viene istituito alla fine del 2012 dal Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della Lombardia, e si prefigge sin dalla sua nascita di garantire agli utenti la scelta più ampia possibile in materia di ausili a loro rivolti.

Il servizio è gestito dalla ditta Cambratech di Cameri (Novara), da anni operante nel campo della fornitura di strumenti per l'autonomia delle persone cieche e ipovedenti.

Il catalogo del Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia (che recentemente ha attivato un proprio sito web) presenta una vasta gamma di ausili: dagli strumenti per l'autonomia quotidiana come orologi tattili e parlanti, sveglie, bastoni bianchi, tavolette per scrittura, apparecchi elettromedicali ecc., agli strumenti tecnologicamente più avanzati quali videoingranditori da tavolo e portatili per le persone ipovedenti, nonché display Braille e screen reader che consentono l'utilizzo del computer alle persone non vedenti, il tutto di diverse marche.

Non solo libertà di scelta ma anche, e soprattutto, scelta consapevole. Chi si rivolge al Centro, infatti, ha la possibilità di toccare con mano gli ausili di proprio interesse, e valutare se questi rispondano effettivamente alle proprie esigenze, potendo contare sull'assistenza di personale altamente specializzato in grado di fornire tutte le informazioni necessarie in vista di una eventuale fornitura.

"Il nostro obiettivo primario, dichiara il responsabile del Centro Dott. Raul Pietrobon, è quello di fornire ai nostri utenti quanto di meglio il mercato attualmente offre nell'ambito degli ausili che permettano di acquisire un buon livello di autonomia, primo passo verso una vera integrazione sociale.

Forti della convinzione che il percorso verso il raggiungimento di un buon grado di autonomia inizi dal proprio ambiente domestico, presso il Centro abbiamo istituito un reparto completamente dedicato alla domotica. Le tecnologie più recenti fortunatamente vengono in nostro soccorso, e sono in grado di offrire un valido contributo a tal fine: si pensi alla possibilità di avere il pieno controllo delle luci di casa tramite un computer o uno smartphone, oppure alla gestione della temperatura interna tramite termostati con funzioni vocalizzate".

Il Centro non vuole tuttavia essere unicamente un punto espositivo e di vendita ma, ove possibile, vuole anche porsi come valido interlocutore nei confronti degli enti che operano nel campo della ricerca al fine di lavorare in sinergia con questi ultimi per l'individuazione di nuove soluzioni.

"Attualmente, afferma Pietrobon, stiamo collaborando con la facoltà di ingenieria del Politecnico di Milano per lo studio di un nuovo sistema che permetterebbe di far percepire al polpastrello le scritte Braille, senza la presenza di punti reali, ma sfruttando impulsi microelettrici a bassa intensità. L'idea, in sostanza, sarebbe quella di superare le classiche celle composte da punti piezoelettrici presenti nei display Braille; il polpastrello poggerebbe su una superficie completamente liscia ed i punti braille sarebbero simulati da impulsi elettrici vibranti.

Il progetto, continua Pietrobon, è ancora in fase sperimentale; tuttavia dalle prove effettuate sui prototipi abbiamo ottenuto risultati che lasciano ben sperare. Grazie alla collaborazione con il Polo Scientifico dell'Istituto dei Ciechi di Milano diretto dal Dott. Franco Lisi, poi, verranno effettuati gli opportuni test per migliorare i prototipi stessi ed elaborare gli standard per il corretto invio degli impulsi a bassa intensità di cui si è detto. Il tutto, ribadisco, è ancora in fase sperimentale, ma le potenzialità di questa tecnica sono notevoli, in quanto potrebbe essere sfruttata per la produzione di display Braille di dimensioni compatte da integrare anche in telefonini di piccole dimensioni, nonché in ambito didattico per la riproduzione di immagini in rilievo".

Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere a:

Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia - via Mozart 16, 20122 Milano

tel. 02.76023922 da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18; solo il secondo sabato del mese dalle 9 alle 13;

e-mail: tiflotecnico@uicilombardia.org

sito web: www.tiflotecnico.uicilombardia.org

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Dall'I.Ri.Fo.R. Lombardia

Soggiorni riabilitativi estate 2014

Si comunica che, per l'estate 2014, l'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia propone i seguenti soggiorni riabilitativi.

A) Soggiorno estivo per famiglie con bambini disabili visivi da 0 a 6 anni anche con minorazioni aggiuntive. Il consueto soggiorno per famiglie si svolgerà come sempre nella struttura di Villa Sant'Ignazio a Duna Verde di Caorle (VE), dal 12 al 22 luglio p.v. E' prevista la partecipazione di n. 15 famiglie. Quota di iscrizione: euro 1.300,00; la quota copre la partecipazione di un familiare e del bambino. Se il bambino è di età inferiore ad un anno la quota di partecipazione è fissata in euro 930,00.

B) Campo estivo educativo-riabilitativo per ragazze e ragazzi minorati della vista. Anche il campo estivo per i giovani (indicativamente in età compresa tra i 10/12 e 18/20 anni) verrà ospitato da Villa Sant'Ignazio a Duna Verde di Caorle (VE). Si svolgerà dal 27 luglio al 10 agosto p.v. e prevede la partecipazione di n. 15 ragazzi e ragazze non vedenti, anche con minorazioni aggiuntive. Quota di partecipazione: euro 1.400,00.

Nel caso dei bambini più piccoli, il percorso terapeutico coinvolge anche le famiglie e ha una doppia finalità: a) di riabilitazione funzionale rivolta al piccolo, che è soggetto ad un intervento definito "precoce", infinitamente prezioso perché agisce tempestivamente prima che la disabilità visiva abbia ricadute sul corretto sviluppo cognitivo, sensoriale ed emotivo del bambino;

b) di occasione formativa/educativa per le famiglie che spesso si trovano a vivere da sole la condizione visiva dei propri piccoli, patendo un carico di sofferenza dovuto anche ad una comprensione parziale della realtà della cecità o dell'ipovisione.

Nel caso dei ragazzi e delle ragazze più grandi, invece, il percorso terapeutico punta allo sviluppo dell'autonomia personale in diversi ambiti (quello della cura della persona, della vita sociale, dei quotidiani bisogni) sotto la regia di istruttori di orientamento, mobilità ed autonomia personale; esso mira a garantire effetti che perdurano nel tempo e che, nella maggior parte dei casi, vanno a costituire un patrimonio di capacità pratiche e sociali che rendono i ragazzi sempre più indipendenti, sicuri e pronti ad una piena integrazione nel tessuto sociale.

Per un giovane minorato della vista imparare a vestirsi autonomamente, curare la propria persona, vivere esperienze quotidiane con altri ragazzi e ragazze ipo e non vedenti, essere in grado di muoversi con sicurezza negli ambienti, poter uscire e recarsi in un negozio per un normale acquisto, sono passi decisivi che concorrono alla sua piena integrazione sociale e al suo sviluppo di persona sicura e consapevole; poter sperimentare tutto questo in ambiente protetto, ma senza la presenza dei genitori, affiancati da una figura di riferimento in grado di insegnare piccole, ma preziose strategie per districarsi nel quotidiano liberandosi dei timori e delle insicurezze, è un'occasione impagabile e, in alcuni casi, irripetibile, che solo in un contesto come quello proposto risulta possibile.

Il termine ultimo previsto per l'inoltro delle domande di iscrizione è fissato per entrambe le iniziative al 20 giugno 2014.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni, contattare la Segreteria dell'I.Ri.Fo.R. Lombardia ai seguenti recapiti: e-mail segreteria_irifor@uicilombardia.org - Tel. 02-76.01.18.93.

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Dal consiglio regionale lombardo u.i.c.i.

Seminario - "Retinite pigmentosa: epidemiologia, diagnostica, riabilitazione e terapia" - Milano, 21 giugno 2014

Considerato il successo che ebbe l'incontro del 18 gennaio u.s. dal titolo "Ipovisione e riabilitazione: a confronto con l'oculista", il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, su proposta della Commissione Regionale Ipovedenti della stessa U.I.C.I. ed in collaborazione con l'Associazione A.P.R.I. (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti) ONLUS, organizza quattro incontri monotematici per trattare le patologie che sono le principali cause di ipovisione o di cecità: la retinite pigmentosa, il glaucoma, la degenerazione maculare correlata all'età e l'albinismo.

Il primo incontro, incentrato sulla trattazione del tema della retinite pigmentosa, si terrà il 21 giugno p.v. dalle ore 9.30 presso il Salone "Umberto Trani" dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mozart 16 a Milano.

L'incontro si svolgerà secondo il seguente programma:

Ore 9.30: registrazione dei partecipanti;

Ore 9.50: presentazione dell'incontro. Intervengono:

- Nicola Stilla, Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS,

- Enrico Negri, Coordinatore provinciale dell'Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti (A.P.R.I.) ONLUS di Milano;

Ore 10.15: "Retinite pigmentosa: epidemiologia, diagnostica, riabilitazione e terapia". Dott. Leonardo Colombo, medico oculista;

Ore 10.45: dibattito;

Ore 12:00: conclusione.

Come si evince dal programma, sarà nostro gradito ospite il Dott. Leonardo Colombo dell'Ospedale San Paolo di Milano, che da sempre è il centro di riferimento per lo studio della patologia in questione.

All'evento potranno partecipare non solo i soci dell'Unione e dell'A.P.R.I., ma anche i familiari e gli amici interessati o coinvolti nel problema in trattazione. Per la partecipazione, è gradito un gentile cenno di conferma: tel. 02-76.01.18.93, fax 02-76.00.15.28, e-mail: segreteria@uicilombardia.org.

Al termine dell'incontro sarà possibile visitare il Centro Regionale Tiflotecnico sito al secondo piano della sede U.I.C.I., dove sono presenti svariati ausili destinati a ipovedenti e non vedenti.

I programmi relativi ai successivi 3 incontri verranno comunicati in seguito.

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DALLA SEZIONE DI COMO

SABATO 21 GIUGNO: CAMMINATA POMERIDIANA IN VAL BASCA E AL BELVEDERE DEL MONTE GOI

Sabato 21 giugno, a partire dalle ore 14 con appuntamento ad Albate, proponiamo una camminata in val Basca e al belvedere del monte Goi su un percorso relativamente facile di circa un'ora e mezza per salire e un'oretta circa per poi ridiscendere ad Albate; la prof.ssa Franca Aiani, amica carissima della nostra sezione ed espertissima conoscitrice delle zone albatesi, sarà la preziosa guida dei soci dell'UICI di Como e di tutti coloro che vorranno partecipare; illustrerà gli aspetti storici, geologici, botanici e naturalistici, farà ammirare paesaggi e la bella vista dall'alto su Como e farà toccare importanti reperti geologici.

Ringraziamo in anticipo il nostro Mario per aver effettuato un sopralluogo esplorativo nei giorni scorsi insieme alla Prof.ssa Franca Aiani.

PROGRAMMA

Sabato 21 giugno 2014

- Ore 14:15 ritrovo in piazza 4 novembre ad Albate.

La camminata da Albate al monte Goi dura circa un'ora e mezza, con molte descrizioni a cura della guida Prof.ssa Franca Aiani e molte soste per toccare qua e là massi erratici, piante ed altra natura; la salita si presenta abbastanza semplice, ma con un paio di passaggi leggermente sconnessi: meglio attrezzarsi anche con un bastone.

E' prevista, prima della discesa della durata di un'ora circa, una sosta presso la baita del monte Goi per bere in tranquillità un caffè o una bibita offerti dall'I'RI.FO.R. sezionale.

- Rientro previsto per le ore 18:00.

percorso agevole - si consigliano scarpe sportive.

Prenotazioni entro giovedì 19 giugno presso la Segreteria sezionale al tel. 031 - 57 05 65 o mediante mail a:

uicco@uiciechi.it.

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Dalla sezione di sondrio

Tirano, 14 giugno 2014: giornata di sensibilizzazione sulla disabilità visiva

La Sezione provinciale di Sondrio dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti invita a partecipare alla giornata di sensibilizzazione sulla disabilità visiva che si svolgerà a Tirano sabato 14 giugno.

Per l'occasione sono previste varie iniziative.

- Dalle 14.30 alle 17.30, presso la Biblioteca civica, laboratori per bambini.

- Oe 15.30, presso la Sala della Banca Popolare, in Piazza Cavour

Convegno "SOGNI DI LUCE E SFUMATURE DI BUIO"

Sempre più spesso i nostri associati raccontano di disagi, a volte anche gravi, riguardo al vivere la propria disabilità. Questi disagi si ritengono dovuti a come la società sempre più individualista e sempre meno propensa alla solidarietà vede e interpreta la disabilità visiva, spesso legata a vecchi stereotipi e ai mass media che la mettono in cattiva luce. La battuta "sei un finto cieco" è diventata di uso comune quando un disabile visivo vero compie delle attività e dei gesti che il comune pensare non lega alla disabilità visiva. "Sei un finto cieco" è diventata per noi una battuta mortificante e che diffonde una percezione sbagliata del nostro vivere e del nostro essere, e lascia intendere che non solo siamo falsi ma anche un peso per la società. Questo Convegno ha il compito di presentare l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, le sue conquiste nel tempo, le sue attività, cosa significa essere non vedenti o ipovedenti, come la legge italiana definisce i vari gradi di disabilità visiva. Intendiamo sfatare alcuni dei più comuni stereotipi sui ciechi. I non vedenti così come tutte le persone sono diversi fra loro e affrontano quindi in modo diverso il loro buio. Portiamo testimonianze di esperienze, e come grazie a capacità individuali e determinazione si riesca a muoversi in situazioni apparentemente impossibili per un non vedente o ipovedente.

PROGRAMMA

Ore 15.30 Apertura dei lavori a cura di Valeria Magro Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS Sezione Provinciale di Sondrio

Saluto delle Autorità

"Intervento organizzatore e ideatore "Giornata di sensibilizzazione"

Sig. Davide Merizzi

"Sogni di luce e sfumature di buio"

Sig.ra Valeria Magro

Presidente Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS Sezione di Sondrio

"Orientamento e Mobilità - Cammina con me"

Dr. Roberto Tessandori

Testimonianze

Dibattito

Conclusione presumibilmente per le ore 17.30

- Alle 20.45, presso il cinema mignon, proiezione del film "Per altri occhi" di Silvio Soldini e Giorgio Garini, Nastro d'Argento per il miglior documentario dell'anno. Alla proiezione seguirà un dibattito con la presenza del regista Soldini e di alcuni protagonisti del film.

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comunicazioni varie

Dalla sezione di lodi

RACCOLTA FONDI PER SOSTENERE I SERVIZI A FAVORE DEI NON VEDENTI E DEGLI IPOVEDENTI

Contribuisci anche tu alla nostra raccolta fondi!

Con una donazione di € 5,00 riceverai un sacchetto da 2 Kg di riso carnaroli superfino.

Con il tuo piccolo gesto aiuterai la nostra Associazione a trovare risorse per i nostri progetti.

Con la tua sensibilità rafforzerai la nostra campagna di solidarietà.

Per le prenotazioni potete contattare la segreteria telefonando allo 0371/56312 dalle ore 09:30 alle ore 12:00 oppure venire direttamente presso la nostra sede.

Corso di vela su derive per persone non vedenti

La sezione UICI di Trieste organizza il Corso di vela di 1° livello su "Derive" per persone con disabilità visiva 4°edizione. Il corso intende offrire un approccio iniziale alla vela, l'apprendimento dei principi e delle tecniche di base e la prospettiva per i partecipanti di continuare il proprio percorso sportivo in questo ambito,

allargando in futuro l'orizzonte delle proprie competenze. Per maggiori informazioni Tel. 040 768046. Chiedere alla Segreteria sezionale il volantino informativo in formato pdf.

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Dalla fondazione lucia guderzo

Concorso di lettura braille "lucy braille"

la Fondazione Lucia Guderzo organizza la terza edizione del concorso Lucy Braille, in collaborazione con il Liceo Classico "Pilo Albertelli" di Roma.

Per la sezione che riguarda la lettura braille, questi sono i dati significativi:

Partecipanti: bambini e ragazzi fino ai 17 anni di età, delle primarie e secondarie di 1° e 2° grado, divisi in due categorie: fino agli 11 anni e dai 12 ai 17 anni.

Prove: per i ragazzi fino a 11 anni, lettura di un brano su carta, della lunghezza massima di 2 pagine braille formato A4; per i ragazzi da 12 a 17 anni: lettura di un brano su display braille delle lunghezza massima di 2000 battute. I brani saranno scelti da una commissione formata da membri della Fondazione e personale del Liceo.

Premi: saranno premiati i primi tre classificati di entrambe le categorie: euro 100,00 al terzo, euro 200,00 al secondo, euro 500,00 al primo.

Luogo e data della prova di lettura: aula magna del Liceo Classico Statale "Pilo Albertelli" (Roma), il 13 Dicembre 2014 a partire dalle ore 10.00. La premiazione avverrà il giorno stesso.

Iscrizioni: con il modulo online al link: www.winlucy.it/formail.html oppure via mail a segreteria@fondazioneluciaguderzo.it

Scadenza: 31 Ottobre 2014

Il bando completo può essere consultato accedendo al sito della fondazione all'indirizzo http://www.fondazioneluciaguderzo.it/ita/news/progetti/lucy-braille-2014.php

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Seminario Residenziale di Astronomia per Ciechi ed Ipovedenti, LATINA 21 - 26 luglio

Iniziativa segnalata dalla Sezione U.I.C.I. di Como

Iniziativa astronomica .... che ci porterà molto al di sopra delle nuvole .... ma anche qui sulla terra avremo appuntamenti interessanti in vari campi: artistico, tecnologico, naturalistico e gastronomico! Realizzato dall'Associazione Pontina di Astronomia - Latina-Anzio-Nettuno con la collaborazione del Comune di Latina - Assessorato alle Pari Opportunità. Luogo di svolgimento del seminario: Palazzo della Cultura - Comune di Latina.

Trattasi di un evento unico in Italia ed in Europa grazie al quale i disabili visivi appassionati di astronomia possono conoscere da vicino questa scienza e realizzare un sogno - a torto - ritenuto impossibile. Il seminario di astronomia viene svolto da esperti astrofili profondi conoscitori del cielo, in possesso di notevole esperienza tiflodidattica maturata in analoghe precedenti esperienze. Saranno trattati fenomeni ed argomenti di astronomia ma anche temi di cosmologia, astrofisica ed astronautica. Sarà impiegata una ricca e speciale strumentazione didattica, originale ed unica nel suo genere, interamente ideata e realizzata dal coordinatore del seminario Andrea Miccoli. Ogni argomento sarà illustrato facendo riferimento a questi strumenti didattici che ogni partecipante conoscerà ed osserverà opportunamente guidato da un assistente didatta. La settimana di astronomia è stata pensata ed organizzata come una settimana di vacanza e cultura sia per i partecipanti che per i loro accompagnatori. Ogni giornata viene scandita da una prima parte dedicata al seminario ed una seconda parte dedicata al tempo libero ed alle uscite serali. Per ragioni pratiche e funzionali al migliore svolgimento del seminario, il numero dei partecipanti sarà limitato ad otto persone. Richiedere alla Segreteria sezionale il documento integrale per conoscere il programma dettagliato e la domanda di iscrizione.

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Redattore Sociale del 20-05-2014

Expo, partito il piano per rendere Milano accessibile al 100%

MILANO. "Abbiamo cominciato con i tavoli più urgenti: accessibilità dell'evento e ricettività per l'offerta turistica e culturale". Così Franco Bomprezzi, presidente di Ledha e responsabile del tavolo di discussione sull'accessibilità di Expo, una task force voluta dal Comune per mettere insieme associazioni e responsabili dell'esposizione universale. Il piano per un'Expo al 100% accessibile è partito: primo obiettivo è individuare dieci percorsi accessibili alle persone con tutti i tipi di disabilità per raggiungere i luoghi più importanti della città. Comune, associazioni, Atm, Metropolitane, Expo spa sono tutti d'accordo per muovere i primi passi concreti in questa direzione.

Isabella Menichini da gennaio è direttore del settore servizi per la disabilità, la salute mentale e la domiciliarità del comune di Milano. Condivide con Franco Bomprezzi i prossimi passi: "L'individuazione dei percorsi sarà un lavoro molto pratico: ci sono dei gruppi che stanno già testando i percorsi, insieme ad alcuni tecnici. Atm (l'Azienda del trasporto milanese, ndr) ha già fatto un monitoraggio della situazione dei mezzi".

Con Expo sarà poi istituito un unico sportello di accoglienza per persone con disabilità, dove saranno disponibili tutte le informazioni. È uno dei risultati che dovrà raggiungere il tavolo su turismo e ricettività.

Per il mondo della disabilità "Expo diventa un grimaldello per risolvere i problemi cittadini anche con risorse aggiuntive", sostiene Bomprezzi. La trasformazione di Milano in città accessibile a tutti, prosegue "è un modo per ri-motivare coloro che dopo quello che è successo pensano ancora che sia valida. Per lo meno sarà uno sforzo che avrà una ricaduta concreta e resterà". (lb)

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Italia Oggi del 29-05-2014

Milano sara' la citta' accessibile. Addio barriere in scuole, metro, edifici e mezzi pubblici

MILANO. Restano 337 giorni per trasformare Milano in una città accessibile alle centinaia di migliaia di persone disabili che arriveranno per visitare l'Expo e a tutte quelle che già ci abitano. Tempi strettissimi, che hanno spinto Palazzo Marino ad accelerare in questa direzione. A meno di due mesi dalla sua prima riunione, è partito il piano della task force anti-barriere, che riunisce soggetti pubblici e privati (tra cui Atm ed Expo Spa) e associazioni del Terzo settore sotto la guida della cabina di regia comunale. «Stiamo studiando una decina di percorsi realmente accessibili, non solo destinazioni di tipo culturale ma anche itinerari di vita normale per lo shopping, la ristorazione e gli eventi collegati all'esposizione», spiega a ItaliaOggi Franco Bomprezzi, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), cui spetta il compito di mediare tra i protagonisti del tavolo, «facendoli coincidere con le situazioni di maggiore accessibilità per ridurre al minimo gli interventi, altrimenti in quello che resta di quest'anno non ce la si fa». Tecnici del Comune e consulenti delle associazioni sono già al lavoro per mappare lo stato dell'arte di marciapiedi, mezzi di trasporto e fermate: nel mirino situazioni di grandissima criticità, come quella della Stazione Centrale, e aree che diventeranno fondamentali durante l'Expo, come la zona del Castello Sforzesco. L'attenzione sarà concentrata anche sul sito espositivo, «e in particolare sul Padiglione Italia, che dovrà essere esemplare», continua Bomprezzi, «qui la Regione traslocherà il personale dello Sportello disabilità, garantendo persone preparate all'accoglienza e in grado di risolvere emergenze, anche grazie alla collaborazione dell'Areu, il servizio regionale di emergenza-urgenza». Più difficile incidere sui padiglioni degli altri Stati, per i quali però Expo Spa ha promesso la massima attenzione al rispetto delle regole. «L'informazione, anche e soprattutto digitale, sarà una questione centrale: se tutto è fruibile e non lo si comunica, è come se non lo fosse», sottolinea ancora il presidente di Ledha. Per questo, il Comune sta lavorando per realizzare una app con i percorsi e l'offerta culturale, turistica, commerciale accessibile a tutti. A contribuire a questo cambiamento sarà anche il Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (Peba)», lanciato solo qualche mese fa dal Comune. Anche in questo caso, alla base degli interventi, ci sarà la fondamentale concertazione tra istituzioni e società civile. Oltre 16 milioni di euro saranno utilizzati per opere già in programma quest'anno: abbattimento delle barriere negli edifici pubblici e nelle scuole e adeguamento delle fermate dei mezzi. Altri 2 milioni saranno necessari per l'eliminazione delle barriere stradali e 8 per quelle nella metropolitana, per la realizzazione di ascensori nuovi e la manutenzione di quelli vecchi e delle scale mobili. «L'accessibilità dovrà essere il fiore all'occhiello di Expo 2015», conclude Bomprezzi. «Il nostro sogno è quello di candidare presto Milano al contest europeo per le città accessibili. Un obiettivo al quale, sinora, non avevamo neanche potuto aspirare».

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Avvenire del 09-05-2014

Inserimento lavorativo disabili Bergamo si conferma al top

BERGAMO. Il 'modello Bergamo' si impone come miglior pratica nell'inserimento lavorativo delle persone diversamente abili: nel biennio 2012-2013 la Provincia ha preso in carico circa 1988 persone, accompagnandole nella ricerca di un impiego o di un tirocinio. Nel 2012 sono state assegnate 1476 'doti' lavorative, nel 2013 (ma in un periodo di sei mesi) sono state 929. In due anni, nonostante la crisi, circa 200 inserimenti si sono poi trasformati in assunzioni. In più della metà dei casi trattati, il piano si è concentrato su situazioni di particolare fragilità psichica e ha seguito soprattutto gli over 45, pari al 44,67% dei disabili inseriti.

«È stato fatto un grande lavoro di rete - ha spiegato Giuliano Capetti, assessore provinciale al Lavoro e alle politiche sociali - Siamo riusciti a coinvolgere volontariato, gli operatori sanitari e l'Ufficio dei sindaci. Da tutti sono arrivate idee e opportunità. In più, grazie agli sforzi comuni, è stato possibile semplificare gli aspetti burocratici. Bisogna anche sottolineare la grande sensibilità mostrata dalle aziende del territorio, specialmente quelle che non avevano obblighi di assunzione previsti dalla legge». I risultati, più che lusinghieri, hanno convinto la Regione a raddoppiare gli stanziamenti previsti: il Pirellone ha infatti attribuito a Bergamo una 'premialità' di 423 mila euro, in percentuale la più alta tra quelle dispensate alle varie Province. Per attuare il nuovo piano 2014-2015 (che inizierà a giugno) la Provincia avrà così a disposizione un budget di 2 milioni e 830 mila euro, due volte quello precedente. Le nuove risorse consentiranno di consolidare le azioni già in essere e di portarne avanti di nuove: sono previsti l'avviamento di nuove cooperative sociali e l'introduzione di tecnologie assistenziali che consentono al disabile di restare nell'ambito dell'organizzazione aziendale, come ad esempio il telelavoro. Saranno ulteriormente migliorate le procedure di valutazione del potenziale dei soggetti e di incrocio tra domanda e offerta, così da individuare il percorso migliore per ciascun disabile. Saranno anche intensificati gli incontri di orientamento nelle scuole e nei centri di formazione professionale, con la fondamentale collaborazione dell'Anmil.

di Marco Birolini

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QuiBrescia.it del 30-05-2014

Brescia, quale futuro per il centro non vedenti?

BRESCIA. «Non c'è più tempo!». E' un vero e proprio allarme quello che viene lanciato dal "Centro per l'integrazione scolastica dei non vedenti e ipovedenti" di Brescia. Mentre entro il prossimo 7 luglio Stato e Regioni dovrebbero provvedere a determinare con precisione quali funzioni attribuire ai nuovi " Enti di area vasta" che andranno a sostituire le Provincie, resta il buco nero sul futuro dell'assistenza ai disabili sensoriali sinora in capo agli enti in via di soppressione.

«È quindi necessario - scrivono Cisl Funzione Pubblica e FP Cgil in una lettera alle istituzioni - che chi ha interesse e responsabilità si attivi per salvare il Centro e consentire a questo servizio ed agli operatori che lo erogano di continuare a svolgere il proprio lavoro nell'interesse dei suoi utenti».

Indirizzata a Regione, Provincia e Comune, a sindaci dei Comuni di residenza degli utenti del Centro, ai parlamentari e ai consiglieri regionali, la lettera - decisa al termine di un'assemblea del personale allargata ai genitori dei ragazzi fruitori dei servizi del Centro e alla quale ha preso parte anche la presidente dell'Unione Italiana Ciechi ed ipovedenti di Brescia - ricostruisce la storia della scuola e il suo radicamento nel territorio, sottolinea la qualità del lavoro svolto in questi anni e i risultati raggiunti.

«Una interruzione del servizio - conclude la lettera - arrecherebbe grave disagio ai giovani disabili sensoriali e verrebbe meno l'indispensabile contributo al sistema scolastico bresciano». Per evitare il dissolvimento di un'esperienza sociale e didattica così rilevante, tutti i soggetti che ne sono oggi protagonisti «assicurano che eserciteranno ogni iniziativa, anche pubblica, di mobilitazione per ottenere la garanzia dei diritti dei ragazzi e delle lavoratrici e lavoratori del Centro non vedenti di Brescia». (red.)

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La Gazzetta di Mantova del 27-5-2014

Ciechi danneggiati dai falsi invalidi

La presidente Vallani: "I nostri associati vengono additati e hanno vergogna a uscire di casa".

di Roberto Bo "Per colpa dei finti ciechi stanno rovinando l'immagine anche di chi in realtà ha grossi problemi alla vista". Caterina Vallani, presidente della sezione di Mantova dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha un diavolo per capello.

Le continue indagini a livello nazionale e soprattutto le trasmissioni televisive che smascherano i finti invalidi e in particolare i falsi ciechi trovati alla guida di auto, a prelevare soldi al bancomat e pedalare in sella ad una bicicletta suscitano sgomento e imbarazzo tra i ciechi della provincia di Mantova, che si sentono chiamati in causa come a dover giustificare quotidianamente il loro grave stato di disabilità. La presidente dell'associazione locale è pienamente d'accordo nella denuncia contro il malcostume ma aggiunge che queste campagne "non fanno altro che appesantire una situazione di disagio fisico e psicologico di chi invece è veramente non vedente". La Vallani non nasconde infatti che nelle ultime settimane ha raccolto l'appello di alcuni iscritti alla sua associazione che non hanno più voglia di uscire di casa, per il timore di essere additati come "bugiardi". In realtà, sottolinea la portavoce dei ciechi mantovani, bisogna distinguere tra gli ipovedenti, che hanno al massimo tre decimi e che non ricevono alcuna indennità, e coloro che invece sono ciechi assoluti. "Oggi per gli ipovedenti - dice la presidente - molte volte scambiati per ciechi, esistono sofisticati presidi medici per la lettura e molte persone si avvalgono degli istruttori d'orientamento. "Ma il più delle volte le persone non conoscono questo tipo di distinzione e fanno di tutta l'erba un fascio.

Purtroppo le continue campagne contro i finti ciechi, che sono doverose, rischiano di creare molta diffidenza nei confronti dei veri ciechi.

Negli ultimi giorni diverse persone, tra cui anche dei giovani, mi hanno confessato di non riuscire più ad andare in mezzo alla gente perché hanno il timore di essere additati come dei falsi invalidi". Alla sezione mantovana dell'Unione Ciechi sono iscritte 220 persone, un centinaio delle quali ciechi assoluti. "Ci siamo sentiti in dovere di fare queste precisazioni - conclude Caterina Vallani - perché purtroppo già troppe volte la nostra categoria è stata bistrattata e ignorata in una provincia che da sempre si dichiara molto civile e all'avanguardia"

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Vento & Vele del 30-05-2014

Alla Cinquecento di Caorle la prima con un non vedente

di Gian Luca Pasini

C'è sempre un inizio. E un proseguo. La Cinquecento Trofeo Phoenix, X2 e Xtutti è entrambe le cose: l'inizio di una nuova avventura e la continuazione dell'inizio. E' il 2012: il velista triestino Berti Bruss e il non vedente Egidio Carantini, pavese di Castello d'Agogna, veleggiano da Trieste a Sanremo, e ritorno, su La Dolce Vita. Sulla stessa barca saranno al via, da domenica a sabato 7 giugno, della regata Da Caorle alle Isole Tremiti, e ritorno, lungo 500 miglia. E' la prima nella storia di una regata d'altura con un equipaggio composto da un normodotato e da un non vedente. Sarà possibile seguire il percorso dei partecipanti grazie ai sistemi satellitari installati a bordo di ciascuna imbarcazione, nel sito www.lacinquecento.com - sezione Tracking. Ne parliamo con Silvia Traunero, addetto stampa del Circolo Nautico Santa Margherita che organizza la regata.

Come si dice, c'è sempre la prima volta. Com'è nata?

"Egidio e Berti si sono conosciuti a novembre 2011. Berti Bruss dopo la Barcolana, che commenta da 25 anni per una radio locale, in trasmissione si era occupato di disabilità. Ha avuto l'idea di utilizzare la vela come mezzo terapico per dare la possibilità a chi non vede di fare un'esperienza di mare. Attraverso l'Unione Italiana Ciechi ha mandato un appello cui è seguita una selezione per cercare un compagno idoneo a fare un viaggio impegnativo lungo tutta la penisola, toccando i maggiori porti, per sensibilizzare gli enti e l'opinione pubblica. Egidio, centralinista all'ospedale di Pavia, è stato il prescelto e dopo un'attenta preparazione fisica i due sono partiti il 25 marzo 2012 per il giro d'Italia a vela che li ha impegnati per 76 giorni".

Ne è nato un libro.

"Io i tuoi occhi, tu l'anima mia" ha contribuito a sensibilizzare sul problema della disabilità. Il percorso di mare ed amicizia di Berti ed Egidio continua anche oggi con tanti progetti da realizzare e con la loro partecipazione, la prima di un velista normodotato in coppia con un non vedente, ad una regata d'altura in doppio".

Carantini vanta esperienze nella vela da diversi anni.

"Egidio ha cominciato nel 2006 con l'associazione Homerus sul Lago di Garda partecipando anche a diverse regate e match-race senza però aver mai navigato in mare, ne avendo mai dormito prima in barca. E' molto spesso in barca sul lago di Garda con le barche di Homerus. Per Egidio la vela rappresenta la libertà, un modo per conoscere e vivere un elemento affascinante, attraverso l'udito, l'olfatto e il gusto. Entrambi concordano sul fatto che una società dove vive bene un disabile, è una società dove vivono meglio anche tutti gli altri".

La vostra regata è attenta alla disabilità e al sociale in genere: sempre nella classe X2 partirà un'altra coppia inedita, Luciano Tronchin-Marco Marin su Calliope per Emergency, Rimar 41.3 a sostegno della Onlus fondata da Gino Strada.

"Siamo un'associazione Sportiva dilettantistica che "ha per finalità lo sviluppo e la diffusione di attività sportive connesse alla disciplina della vela e degli sport del mare intesa come mezzo di formazione psico-fisica e morale dei soci, mediante la gestione di ogni forma di attività idonea a promuovere la conoscenza e la pratica delle dette discipline". Farlo restando ancorati all'oggi e al mondo e alla società che cambiano, attenti a ciò che ci circonda è il nostro obiettivo. Quando i nostri regatanti o soci come Luciano Tronchin (armatore di Calliope per Emergency) ci segnalano iniziative meritevoli, gli diamo il sostegno che possiamo".

Tra la quarantina di iscritti alla regata, quali sono i big al via?

"Ci sono molti equipaggi interessanti: Dario Malgarise (navigatore di Luna Rossa 2000 e 2003) in coppia con Silvio Sambo su Demon-X Aldo Palmisano Int. e Matteo Auguadro (prodiere Mascalzone Latino, crew su Azzurra dcc.) con Marco Rodolfi su TWT Ucomm, bellissimo Class 40 con il quale stanno facendo dal 2013 regate internazionali in coppia.

Alberto Francescut

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla Sede Centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quei comunicati diramati dalla Sede Centrale nel mese appena trascorso, i quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma ci si augura che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Vi auguriamo buona lettura.

Lavoratori non vedenti - Pensione di vecchiaia: deroghe all'elevazione dei requisiti di assicurazione e contribuzione - Parere INPS ex Gestione INPDAP, Direzione Centrale

Con riferimento al comunicato UICI N. 15 del 17.01.2014 sull'accesso alla pensione di vecchiaia da parte dei dipendenti non vedenti del settore privato iscritti all'INPS, si fa presente che l'Istituto, questa volta pero' ex Gestione INPDAP, ha riscontrato i dubbi da noi sollevati sulle problematiche pensionistiche inerenti al personale non vedente del pubblico impiego.

Viene confermata sostanzialmente la vigenza delle norme di Legge e relative disposizioni applicative INPDAP gia' indicate nel comunicato UICI N. 10 del 14.1.2014.

Nel merito, ribadiamo che, per quanto riguarda i requisiti anagrafici e/o contributivi, vi sono delle differenze di disciplina tra i lavoratori del settore pubblico e del settore privato tanto da dare adito nel tempo ad inesattezze, ingenerando cosi' nel personale in questione molta confusione.

Sintetizziamo in pochi punti il parere INPS ex Gestione INPDAP di cui trattasi, prot. N. 0052.16/04/2014.0005450.U, emesso sulla scorta del Messaggio Hermes N. 3116 del 6 marzo 2014, che interessa tutti i dipendenti pubblici in possesso del riconoscimento medico-legale di cecita' totale, parziale o ipovedenza grave (ex legge N. 138/2001, artt. 2, 3 e 4):

Personale pubblico non statale: 65 anni, indistintamente per gli uomini e le donne

Rimangono tuttora validi i tassativi limiti massimi di eta', in vigore al 31.12.1992, stabiliti per il collocamento a riposo d'ufficio dalla fonte normativa dei singoli Enti datori di lavoro ovvero (in assenza) da altre fonti normative inerenti al collocamento a riposo d'ufficio per il comparto d'interesse (Regolamenti organici, CCNL); cosi' che nell'ipotesi che tali limiti siano inferiori al sessantacinquesimo anno di eta' per gli uomini e le donne (ad es. dell'amministrazione comunale, casa di riposo, istituto autonomo case popolari, ecc ecc.), avendo cura di individuare la corrispondenza con l'area di appartenenza ed il profilo rivestito, i limiti piu' bassi di eta' vigenti al 1992 restano confermati con riguardo solo ai lavoratori non vedenti in base ai singoli ordinamenti di appartenenza (vedi circolare INPDAP N. 13 del 7.02.1995).

Facciamo un esempio: il limite previsto per il personale dell'amministrazione comunale X e' disciplinato dall'art. X del Regolamento Organico il quale prevede al 31/12/1992 il collocamento a riposo d'ufficio al raggiungimento del requisito anagrafico di anni 60 (indipendentemente dal sesso) per alcuni profili professionali ricoperti, individuati con atto deliberativo della Giunta Municipale N. XXX dell'1/01/1989.

Tali profili sono:

q.f. 3a - operatori municipali

operatori scolastici

addetti ai servizi

operai qualificati

q.f. 4a - cuoco

operario specializzato

guida museo

centralinista

addetto all'assistenza

pratico di farmacia

messo

q.f. 5a - guardia giurata

operario capo

In tal caso, il centralinista non vedente in organico presso tale amministrazione comunale, sulla base del Regolamento Organico del 1989, valido al 31.12.1992, potra' accedere al pensionamento di vecchiaia al compimento dei 60 anni, rispetto ai 65 anni previsti, di regola, dalle casse pensioni degli istituti di previdenza.

P.S.: Nella migliore delle ipotesi, pero', sulla base dell'esperienza di questi Uffici, qualora ci fosse un Regolamento Organico presso una amministrazione pubblica non statale (non e' tacito che tutti gli enti abbiano un Regolamento Organico che tratti, tra l'altro, di requisiti per il pensionamento dei propri dipendenti), l'uscita dal servizio non sarebbe inferiore a 60 anni (sempre con l'attesa dell'uscita dal servizio dopo 12 mesi dalla maturazione del diritto).

Personale statale: 65 anni (indipendentemente dal sesso). Con limiti inferiori di eta' non si puo' essere collocati a riposo con diritto a pensione.

Per i lavoratori dipendenti non vedenti non e' previsto alcun requisito anagrafico e contributivo diverso (minore) da quello previsto per la generalita' degli altri lavoratori dipendenti (comunicato UICI N. 10/2014).

Per l'anno 2014

- 42 anni e 3 mesi + 3 mesi di speranza di vita = 42 anni e 6 mesi per gli uomini

41 anni e 3 mesi + 3 mesi di speranza di vita = 41 anni e 6 mesi per le donne

Penalizzazione: La penalizzazione e' pari all'1 per cento per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto ai 62 anni di eta'; tale riduzione e' elevata al 2 per cento per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a 60 anni di eta'.

Con due esempi tentiamo di semplificare la norma: il lavoratore che richiede la pensione anticipata a 58 anni di eta' anagrafica avra' una riduzione del 6 per cento (1+1 per i primi 2 anni e 2+2 per i restanti); il lavoratore che accede alla pensione anticipata a 60 anni avra' una riduzione del 2 per cento (1+1).

NOTA BENE: La decurtazione e' calcolata sul lordo dell'importo pensionistico e rimane per sempre.

Eccezioni sulla penalizzazione, limitatamente:

1. a coloro che hanno acquisito il diritto entro il 31.12.2011 (prima dell'entrata in vigore della Riforma Monti/Fornero).

2. ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianita' contributiva entro il 31.12.2017, qualora l'anzianita' contributiva richiesta derivi esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro, comprendendo le assenze tutelate ex Legge (meglio specificate in elenco al comunicato UICI N. 10/2014).

Sistema retributivo. Per i lavoratori che possono far valere almeno 18 anni di anzianita' figurativa al 31.12.1995 (Riforma Dini - art. 1, comma 6 della Legge N. 335/1995) la maggiorazione in argomento assume rilevanza sia ai fini del diritto che della misura.

A decorrere dal 1.01.2012 e', in ogni caso, utile solo ai fini del diritto.

Sistema misto. Per le pensioni liquidate con le modalita' di calcolo previste per il sistema misto, i quattro mesi sono utili sia ai fini del diritto che della misura fino al 31.12.1995, mentre, a decorrere dall'1.01.1996, la medesima e' utile solo ai fini del diritto.

Sistema contributivo. Per i lavoratori privi di anzianita' contributiva al 31.12.1995, la maggiorazione dei quattro mesi e' utile solo ai fini del diritto.

Sul problema della mancata incidenza, a livello economico, della maggiorazione figurativa dei quattro mesi in sede di calcolo contributivo, tutte le nostre speranze sono affidate all'iter di approvazione dell'Atto Camera 1779 di riforma della Legge N. 113/1985, presentato da questa Unione per voce dell'ON. Chiara GRIBAUDO (all'art. 3, infatti, viene garantita, con la forza di Legge, la copertura economica di tale beneficio previdenziale nei diversi sistemi di calcolo previdenziale).

Concludendo...... Da piu' parti ci viene chiesto se il beneficio previdenziale dei quattro mesi di maggiorazione figurativa, esigibile <a richiesta> dell'interessato, sia tuttora vigente.

RISPOSTA: Rispondiamo confermando che la normativa introdotta dal decreto legge N. 201/2011 convertito con la Legge N. 214/2011 (Riforma Monti/Fornero) non ha abrogato le maggiorazioni contributive previste per il personale non vedente, ne' ha escluso tale personale dall'adeguamento agli incrementi della speranza di vita per tutti i trattamenti previdenziali (anzianita' e vecchiaia) ne' dalla disciplina della decorrenza dell'accesso alla vecchiaia agevolata (c.d. finestra mobile di un anno dalla maturazione del diritto).

Ad ogni buon conto, riepiloghiamo la normativa di riferimento per il pensionamento di vecchiaia dei lavoratori non vedenti dipendenti iscritti all'INPS ex Gestione INPDAP:

art. 1, comma 6, del decreto legislativo N. 503/1992

art. 12, lettera d), legge n. 70/1975

art. 4 del DPR n. 1092/1973 (per il personale statale)

Da un punto di vista amministrativo:

Circolare applicativa 23 luglio 1993, n. 16/I.P.

Circolare INPDAP 7 febbraio 1995, N. 13

Parere INPDAP prot. N. 10878/11

Messaggio HERMES N. 3116 del 6.3.2014

Parere INPS ex Gestione INPDAP prot. 0052.16/04/2014.0005450.U

Con la messa agli atti del parere INPS ex Gestione INPDAP prot. 0052.16/04/2014.0005450.U, riferito ai lavoratori non vedenti pubblici, rapportandolo al parere INPS.0054.15/01/2014.0000307 riferito ai dipendenti del settore privato, finalmente abbiamo a disposizione una panoramica sulla normativa che riguarda l'argomento specificato in oggetto.

Rinnoviamo un sentito ringraziamento alla Sezione di PADOVA, a Giuseppe SCALISE e al suo staff, la cui collaborazione e' stata fondamentale per portare avanti un'azione coordinata all'insegna dell'UICI sull'INPS, per ottenere le risposte necessarie ai nostri quesiti, rendendo cosi' un servizio importante a tanti lavoratori non vedenti.

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Convenzione con Lunaria e opportunita' di partecipazione a campi di volontariato all'estero

Cari Amici,

Riflettendo sull'esigenza piu' volte manifestata dai nostri soci di ampliare le proprie esperienze al di la' dei confini nazionali e ritenendo fondamentale il contributo che ognuno di noi puo' dare, nella propria misura, al lavoro solidale, siamo lieti di informare che, a seguito di un'attivita' di sensibilizzazione svolta dalla nostra associazione presso alcuni enti che si occupano di volontariato, l'Unione ha sottoscritto una convenzione con Lunaria (http://www.lunaria.org/), un'importante associazione di promozione sociale che, tra le altre attivita', promuove iniziative di volontariato internazionale.

Il campo di lavoro internazionale e' una forma di volontariato a breve termine che si svolge in un altro paese, rivolto a tutte le persone, anche senza qualifiche particolari, che abbiano dai 18 anni in su (vi sono pero' anche alcuni campi in cui e' prevista la partecipazione di minorenni). I campi internazionali hanno alla base un'idea di solidarieta' e di cooperazione internazionale: attraverso un'attivita' concreta (per es. la pulizia e la ristrutturazione di un edificio di pubblica utilita', il lavoro in fattoria, etc.) e l'incontro con persone di tutto il mondo, i campi permettono di vivere, nella quotidianita' di una esperienza concreta e nella realizzazione di un progetto comune, i valori del dialogo, della convivenza, della pace. In generale la lingua di comunicazione nei campi e' l'inglese.

Lunaria e' desiderosa di includere il piu' possibile le persone con disabilita' nelle attivita' di cooperazione internazionale e a tal fine collabora con l'Unione per l'individuazione di persone interessate a svolgere questo tipo di attivita', per le quali verra' quindi avviata una ricerca di opportunita' di campi di lavoro all'estero per la prossima estate adeguata alle loro esigenze.

I volontari dovranno coprire il costo del viaggio di andata e ritorno e pagare EUR 135 di quota di iscrizione a Lunaria. Alcuni progetti prevedono anche una quota extra. Il vitto e l'alloggio sono invece offerti dall'organizzazione che ospita i volontari.

Coloro che siano interessati a fare questa esperienza di volontariato dovranno compilare la scheda allegata in inglese e inviarla agli indirizzi email specificati alla fine della scheda. Essendo questa una prima esperienza sia per Lunaria che per l'Unione di invio di volontari non vedenti, si consiglia fortemente di individuare anche una persona vedente interessata a partecipare allo stesso campo e che possa assistere adeguatamente la persona non vedente.

Dato che nei campi i posti per ciascun gruppo nazionale sono molto limitati, e' opportuno che le persone interessate inviino la loro scheda e quella dell'altro aspirante partecipante vedente al piu' presto possibile, in modo da permettere di avviare al piu' presto la ricerca delle opportunita' di campi internazionali.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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E' possibile scaricare il file .zip contenente la presente circolare e la scheda d'iscrizione utilizzando il seguente link:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2014/05/2014.090.zip

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Istruzioni e modalita' organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. O.M. n. 37/2014

E' stata pubblicata l'Ordinanza Ministeriale n. 37, prot. n.316, di cui all'oggetto; riportiamo di seguito le parti di interesse per i candidati con disabilita' visiva.

Art. 13

Riunione preliminare

5. Nella seduta preliminare ed eventualmente anche in quelle successive la classe/commissione prende in esame gli atti e i documenti relativi ai candidati interni, nonche' la documentazione presentata dagli altri candidati. In particolare esamina:

h) documentazione relativa ai candidati con disabilita' ai fini degli adempimenti di cui all'articolo 17;

Art. 17

Esami dei candidati con disabilita'

1. Ai sensi dell'articolo 6 del Regolamento, la commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attivita' svolte, alle valutazioni effettuate e all'assistenza prevista per l'autonomia e la comunicazione, predispone prove equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati e che possono consistere nell'utilizzo di mezzi tecnici o modi diversi, ovvero nello sviluppo di contenuti culturali e professionali differenti. In ogni caso le prove equipollenti devono consentire di verificare che il candidato abbia raggiunto una preparazione culturale e professionale idonea per il rilascio del diploma attestante il superamento dell'esame. Per la predisposizione delle prove d'esame, la commissione d'esame puo' avvalersi di personale esperto; per il loro svolgimento la stessa si avvale, se necessario, dei medesimi operatori che hanno seguito l'alunno durante l'anno scolastico.

2. I testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi dal Ministero anche tradotti in linguaggio braille, ove vi siano candidati non vedenti. Per i candidati che non conoscono il linguaggio braille la Commissione puo' provvedere alla trascrizione del testo ministeriale su supporto informatico, mediante scanner fornito dalla scuola, autorizzando anche la utilizzazione di altri ausili idonei, abitualmente in uso nel corso dell'attivita' scolastica ordinaria. Per i candidati ipovedenti i testi della prima e della seconda prova scritta sono trasmessi in formato ingrandito, su richiesta dell'istituto scolastico interessato, che in ogni caso comunica alla Struttura tecnica operativa del Ministero la percentuale di ingrandimento.

3. I tempi piu' lunghi nell'effettuazione delle prove scritte e grafiche e del colloquio, previsti dal comma 3, dell'articolo 16, della legge n. 104, del 3 febbraio 1992, non possono di norma comportare un maggior numero di giorni rispetto a quello stabilito dal calendario degli esami. In casi eccezionali, la commissione, tenuto conto della gravita' della disabilita', della relazione del consiglio di classe, delle modalita' di svolgimento delle prove durante l'anno scolastico, puo' deliberare lo svolgimento di prove scritte equipollenti in un numero maggiore di giorni.

4. I candidati che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l'attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 323 del 1998. I testi delle prove scritte sono elaborati dalle commissioni, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe. Per detti candidati, il riferimento all'effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all'albo dell'istituto.

5. Agli alunni, ammessi dal Consiglio di classe a svolgere nell'ultimo anno un percorso di studio conforme ai programmi ministeriali e a sostenere l'esame di Stato, a seguito di valutazione positiva in sede di scrutinio finale, e' attribuito per il terzultimo e penultimo anno un credito scolastico sulla base della votazione riferita al P.E.I. differenziato. Relativamente allo scrutinio finale dell'ultimo anno di corso si applicano le disposizioni di cui al precedente articolo 2.

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Convenzione tra il M.I.U.R. e l'I.Ri.Fo.R.

Cari Amici,

mi e' gradito informarvi che e' stata firmata una importante convenzione tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca e l'I.Ri.Fo.R., l'Istituto di Ricerca, Formazione e Riabilitazione.

La convenzione, che, tra l'altro, da' nuova forza operativa all'Intesa tra lo stesso I.Ri.Fo.R., la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" di Monza per la formazione in FADi del personale educativo e docente, sottoscritta dai tre Enti nel 2013, recita: «La Direzione Generale dello Studente individua l'I.Ri.Fo.R. quale Ente competente di riferimento per la pianificazione e l'attuazione di attivita' di formazione del personale della scuola in riferimento alle tematiche relative all'inclusione scolastica degli alunni con disabilita' visiva. E si impegna a diffondere, attraverso i propri canali di comunicazione, le iniziative di formazione proposte dall'I.Ri.Fo.R.».

A sua volta l'I.Ri.Fo.R. si impegna: «a collaborare alle iniziative di formazione rivolte al personale della scuola sulle tematiche inerenti la tiflopedagogia e la tiflodidattica, nonche' sull'accessibilita' digitale, ed a fornire la propria consulenza nel settore ai Funzionari degli Uffici della Direzione Generale dello Studente»; a mettere «a disposizione sulla propria piattaforma, senza oneri di spesa per l'Amministrazione, garantendo l'accesso gratuito a Dirigenti Scolastici, docenti e personale ATA, il corso per la formazione di base di tutto il personale della scuola, sulle tematiche inerenti la tiflodidattica, sul sistema di scrittura Braille, sull'uso dei sussidi didattici e delle nuove tecnologie per gli alunni con disabilita' visiva». Ed infine: «provvede, senza oneri per l'Amministrazione, alla formazione di un gruppo di esperti (almeno uno per Provincia) in tiflopedagogia e tiflodidattica, disponibili alla collaborazione con i Centri Territoriali di Supporto per la consulenza a scuole e famiglie sulle specifiche tematiche inerenti l'educazione dei disabili visivi, anche d'intesa con la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi e la Biblioteca Italiana per Ciechi "Regina Margherita"».

La convenzione rappresenta un importante strumento messo a disposizione delle scuole per la formazione sulle tematiche tiflodidattiche, ma perche' gli strumenti funzionino occorrono le persone per farli funzionare e per questo confidiamo nella collaborazione di tutti voi per informare le scuole del vostro territorio della nuova opportunita', ma anche per fornire all'I.Ri.Fo.R. contenuti tiflopedagogici e tiflodidattici da poter "mettere in rete", dando cosi' avvio a una nuova "primavera della tiflologia".

Cordiali saluti

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Direzione Nazionale - Rimodulazione organizzativa

Ho il piacere di comunicare che la Direzione Nazionale, nella riunione del 15.5.2014, ha proceduto a una rimodulazione degli incarichi fra i propri componenti, ivi comprese le competenze a livello territoriale che verranno esercitate d'intesa con i consiglieri nazionali di riferimento.

Su quest'ultimo aspetto, in particolare, la Direzione ha inteso salvaguardare il principio di una presenza di suoi componenti per tutte le aree del territorio, pur nel rispetto del ruolo degli altri consiglieri nazionali e dei presidenti regionali con i quali, anzi, si operera' di concerto e d'intesa, con l'intento di conseguire una maggiore cooperazione e una piu' tempestiva azione comune.

Di seguito, l'elenco completo degli incarichi e delle competenze territoriali dei componenti la Direzione Nazionale, con riferimento anche a competenze congiunte da esercitare unitamente ai Consiglieri Nazionali

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Presidente Nazionale Mario Barbuto

- Coordinamento generale attivita' dei componenti della Direzione e del Consiglio Nazionale

- Coordinamento generale attivita' legislative, organizzative e associative

- Organizzazione e gestione delle risorse umane delle strutture centrali e territoriali

- Gestione del bilancio e del patrimonio

- Coordinamento enti collegati

- Coordinamento attivita' internazionale

- Rapporti con altre associazioni e federazioni

Segreteria di Presidenza - Consuelita Gallani, Tiziana Santoro

Vice Presidente Nazionale Luigi Gelmini

- Pluri-disabilita'

- Terza eta'

- Sportello di sostegno psicologico

Segreteria - Antonietta Ricciardone

Territorio: Veneto

Componente Ufficio di Presidenza Nazionale Giuliano Ciani

- Servizi e strutture di volontariato;

- Servizio Civile Volontario;

Segreteria - Rita Seddio

Territorio: Marche, Umbria

Dirigente di riferimento: Adoriano Corradetti.

Luisa Bartolucci

- Stampa Associativa

- Libro Parlato - Segreteria Giacomo Elmi

- Pari opportunita' - Segreteria Mariolina Lombardi

Territorio: Lazio, Abruzzo

Dirigenti di riferimento: Claudio Romano, Vitantonio Zito.

Pino Bilotti

- Mobilita' autonoma - Segreteria Marinica Mecca

- Giovani - Segreteria Anna Maria Sgroi

- Sport e tempo libero - Segreteria Anna Maria Sgroi

- Turismo Sociale - Segreteria Anna Maria Sgroi

Territorio: Puglia, Calabria, Molise

Dirigenti di riferimento: Hubert Perfler, Michele Corcio, Vitantonio Zito.

Ferdinando Ceccato

- Struttura di Tirrenia: rapporti con gestore e utenti

- Soci sostenitori

- Azioni di autofinanziamento - Segreteria Nunzia Di Lorenzo

Territorio: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia

Dirigenti di riferimento: Hubert Perfler, Angelo D'Albano

Paolo Colombo

- Attivita' legislativa

- Lavoro e formazione professionale - Segreteria Emanuele Ceccarelli

Territorio: Basilicata, Campania

Dirigente di riferimento: Salvatore Romano

Giovanni Loche

- Pensionistica

- Servizi Sociali

Segreteria Emanuele Ceccarelli

Territorio: Sardegna

Claudio Romano

- Libro Parlato - Segreteria Giacomo Elmi

- Stampa Associativa - Segreteria Mariolina Lombardi

- Reclutamento nuovi soci

Territorio: Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta

Dirigenti di riferimento: Luisa Bartolucci, Rodolfo Cattani, Angelo D'Albano, Francesco Fratta.

Salvatore Romano

- Istruzione e cultura - Segreteria Marinica Mecca

- Ausili e Tecnologie - Segreteria Rita Alfano

- Accessibilita' - Segreteria Antonietta Ricciardone

Territorio: Emilia Romagna, Liguria, Toscana

Dirigenti di riferimento: Paolo Colombo, Giovanni Arestia, Michele Corcio, Francesco Fratta, Franco Pagliucoli, Luciana Pericci.

Giuseppe Terranova

- Coordinamento dell'attivita' politica e parlamentare

- Rapporti con le organizzazioni sindacali, imprenditoriali e dei consumatori - Segretaria Anna Maria Sgroi

- Commissione cani guida - Segreteria Anna Maria Sgroi.

Territorio: Sicilia

Dirigente di riferimento: Giovanni Arestia.

Cordiali saluti.

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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Sede centrale: comunicati diramati nel mese di maggio

Di seguito viene riportato l'elenco completo dei comunicati diramati dalla Sede Centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutti i comunicati possono essere consultati all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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La Sicilia del 29-05-2014

Servizi carenti, Protesta di Ciechi e ipovedenti

PALERMO. L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti delle nove sezioni provinciali, unitamente alla Stamperia Regionale Braille ed al Centro regionale Helen Keller, Scuola cani Guida per Ciechi, hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria dei ciechi e degli ipovedenti a causa della drammatica situazione di paralisi in cui si trovano tutti i servizi vitali a sostegno dell'autonomia e dell'integrazione socio assistenziale e lavorativa dei minorati della vista, quale conseguenza delle scelte politiche recenti fatte dalla Regione Siciliana. Uno scenario drammatico con 35 mila ciechi e 90 mila ipovedenti siciliani, 650 ciechi pluriminorati e le rispettive famiglie senza assistenza; migliaia di anziani ciechi che vivono in solitudine resteranno privi dei fondamentali servizi garantiti solo dall'Unione; gli studenti non vedenti ed ipovedenti, delle scuole di ogni ordine e grado e dell'università, non avranno i libri di testo in Braille ed a caratteri ingranditi per gli ipovedenti; le persone con disabilità visiva non potranno seguire i corsi riabilitativi di autonomia personale e di orientamento e mobilità necessari per l'assegnazione del cane guida e del bastone bianco, strumenti vitali per l'esercizio del diritto di libertà, autonomia e mobilità; i non vedenti resteranno privi dell'indispensabile servizio di accompagnamento. A tutto questo si aggiunge la drammatica condizione occupazionale relativa al personale ed agli operatori altamente specializzati dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Sicilia, i quali prestano, da diversi decenni, servizi qualificati e professionali a sostegno dei bisogni dei disabili visivi e che rischiano l'imminente licenziamento. Si prevedono nei prossimi giorni, manifestazioni e forme di protesta ad oltranza, che proseguiranno fino a quando i ciechi e gli ipovedenti non avranno soddisfatte le istanze ed esigenze di cui sono portatori e che si richiamano al concreto e sostanziale esercizio di diritti universali ed inviolabili dell'uomo, quali il diritto di libertà, di uguaglianza, di non discriminazione, di autonomia, di pari opportunità e di integrazione sociale. (f.g.)

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Avvenire del 18-05-2014

Disabili, da noi si investe meno che nel resto d'Europa

Disabilità dimenticata. Non solo dal mondo produttivo, ma anche dallo Stato che su di loro investe meno del resto d'Europa: 437 euro contro una media Ue di 535. Ed è così che per i 4 milioni di disabili in Italia stimati dal Censis (6,7% della popolazione), oltre alle difficoltà motorie o intellettive quotidiane, si aggiunge anche l'invisibilità. Un cono d'ombra ancora più preoccupante se si considera che da qui a sette anni il numero dei disabili nel nostro Paese sfiorerà 5 milioni e supererà 6,7 milioni nel 2040. Troppo in realtà resta ancora sulle spalle delle famiglie, che investono sul benessere dei propri figli speciali in media 17 ore al giorno, pari a un valore economico tra i 44mila e i 51mila euro annui.

In aiuto arriva il Fondo per la non autosufficienza, appena rifinanziato, che per il 2014 ammonta a 340 milioni (da impegnare), ma la grande sfida è culturale più che economica. Il 25% degli italiani, difatti, non ha mai avuto a che fare con un disabile e due su tre lungo lo Stivale pensano che la disabilità sia sinonimo di sedia a rotelle.

La prima discriminazione si chiama proprio integrazione. Non tanto scolastica dove, pur con molti problemi, i 209mila disabili vengono seguiti da 111mila insegnanti di sostegno. Quanto dopo il diploma, a cui comunque arriva circa la metà di alunni 'unici'. Dopo la scuola, infatti, solo tre su dieci varcano la soglia di casa per lavorare, molto spesso senza un contratto standard (60%) e altrettanto spesso senza ricevere un compenso. Percentuali di occupazione under 24 che arrivano sotto il 10% - ricorda il Censis - se si considerano i disabili intellettivi. Per molti di loro, comunque, si aprono le porte di cooperative sociali e centri diurni in cui i giovani possono uscire dalla solitudine - la percentuale varia dal 32% delle persone down al 50% degli autistici - tuttavia ciò non basta a dargli l'autonomia monetaria fondamentale per la loro vecchiaia, quando i genitori non ci saranno più. Appena il 20%, difatti, riuscirà allora a far fronte alle necessità economiche; una quota che scende al 5% se si considerano i ragazzi affetti da autismo. L'esempio più eclatante sono proprio le 48mila persone con sindrome di Down, la cui vita si è allungata fino a toccare l'età media di 60 anni.

di Alessia Guerrieri

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Redattore Sociale del 19-05-2014

Disabili a rischio poverta', dal Forum europeo le richieste all'UE

ROMA. Il 40% delle persone con grave disabilità e il 25% di tutte le persone disabili, nell'Unione europea, sono a rischio povertà. Appena il 45% ha un lavoro, il 22% degli studenti disabili abbandona gli studi (con punte del 45% in alcuni paesi) e l'11% delle persone gravemente disabili affronta privazioni materiali e non è in grado di provvedere alle proprie spese, non può permettersi pasti adeguati con carne o pesce e non possiede un telefono: sono alcune delle cifre ricordate dall'European disability forum (Edf), nella Risoluzione adottata ieri, a conclusione dell'Assemblea annuale che si è svolta a Zagabria, in presenza di oltre 200 partecipanti da tutti i paesi europei. Dal confronto di due giorni, è emersa una generale preoccupazione per l'impatto della crisi economica sulla capacità dei movimenti dei disabili europei di partecipare alla vita sociale.

Alla luce di quanto evidenziato, il forum chiede con urgenza che le istituzioni dell'Unione europea e i singoli governi assicurino "azioni in supporto di un dialogo civile inclusivo, a cui le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità possano effettivamente partecipare", come previsto dalla Convenzione Onu.

In particolare, agli stati membri si chiede di "non tagliare i benefici economici destinati alle persone disabili, i servizi di base e sanitari, i programmi educativi e formativi", di "assicurare che i meccanismi di finanziamento, così come i programmi nazionali per la partecipazione della società civile, le raccolte fondi e i contributi pubblici e privati siano estesi all'inclsuioine sociale delle persone con disabilità". Si chiede inoltre di garantire che "i meccanismi di finanziamento esistenti non siano utilizzati per il consolidamento fiscale delle casse dello Stato"e di supportare le organizzazioni nazionali, regionali e locali delle persone con disabilità ", assicurando adeguate risorse allo svolgimento delle loro attività e funzioni.

All'Unione Europea, il Forum chiede soprattutto di "assicurare la partecipazione delle organizzazioni delle persone con disabilità al Semestre europeo, attraverso la valutazione delle politiche nazionali e lo sviluppo di specifiche raccomandazioni per i singoli Stati" e di garantire che sia rispettato l'articolo 6 del Fondo sociale europeo, che prevede il supporto economico alle organizzazioni delle persone disabili nell'ambito dei programmi dei fondi strutturali europei. "Gli europei con disabilità sono pronti a contribuire con la propria conoscenza e la propria capacità - conclude il Forum - Hanno bisogno di un chiaro supporto da parte dell'Ue e dei suoi stati membri".

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Superando.it del 14-05-2014

Quel che chiediamo all'Europa e ai suoi nuovi Parlamentari

Sono esattamente sei e tutti estremamente significativi, i punti che compongono il Manifesto elaborato dall'EDF - il Forum Europeo della Disabilità che rappresenta milioni di persone con disabilità di tutta Europa -, documento rivolto a quanti si candideranno alle prossime Elezioni Europee del 22-25 maggio, per far sì che nei loro programmi vengano inclusi alcuni fondamentali princìpi riguardanti le persone con disabilità e le loro famiglie. Li elenchiamo qui di seguito.

1. Promozione di un'Europa inclusiva, sostenibile e democratica

L'EDF insiste per un'Europa che abbandoni le politiche di austerità, rimettendo al centro della propria azione le persone, l'inclusione, la solidarietà, l'uguaglianza e la legittimità democratica. Viene ritenuta questa l'unica strada possibile, per riguadagnare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni europee.

2. La riforma delle politiche economiche e sociali del Vecchio Continente assicuri la tutela e il godimento dei diritti dei cittadini europei con disabilità

A causa di tagli senza precedenti nella spesa sociale - è l'analisi dell'EDF - milioni di persone con disabilità sono venute a trovarsi in una situazione di povertà ed esclusione sociale. Ma i servizi sociali sono fondamentali per consentire alle persone con disabilità di condurre una vita indipendente e di partecipare pienamente alla società, ciò che è garantito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall'Unione Europea come organismo a sé stante e anche da venticinque dei ventotto Paesi che ne fanno parte. Come si può vedere negli elenchi qui in calce, mancano ancora all'appello della ratifica la Finlandia, l'Irlanda e l'Olanda.

3. Rendere accessibili per tutti i beni e i servizi

Per ottenere questo risultato, l'EDF indica alcuni strumenti necessari, vale a dire:

- l'European Accessibility Act, norma continentale a dir poco attesa, sull'accessibilità dei beni e dei servizi nel mercato interno europeo;

- la proposta di una Direttiva Europea sull'accessibilità dei siti internet pubblici;

- l'accessibilità dei servizi di trasporto e delle infrastrutture;

- la rimozione di tutti gli ostacoli alla libertà di movimento delle persone con disabilità e dei loro familiari;

- rendere i fondi europei liberamente accessibili anche alle persone con disabilità.

4. L'adozione di una Direttiva, già oggetto di proposta, contro tutte le discriminazioni

È urgente, secondo l'EDF, che l'Unione Europea adotti una Direttiva già oggetto di proposta, così come è stata emendata dal Parlamento Europeo, che rafforzi la tutela delle persone con disabilità (considerate insieme ad altri gruppi) nei confronti delle discriminazioni, in ogni momento della vita e del lavoro.

5. Rapida ratifica da parte dell'Unione Europea e di tutti quegli Stati Membri che non l'abbiamo ancora fatto, del Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Il Protocollo Opzionale alla Convenzione ONU consente al Comitato sui Diritti Umani delle Persone con Disabilità di ricevere anche ricorsi individuali - di singoli o di gruppi di individui - e di avviare eventuali procedure d'inchiesta. Si tratta insomma di uno strumento che rafforza certamente l'implementazione della Convenzione stessa. L'EDF chiede pertanto sia all'Unione Europea come organismo a sé stante - che al momento ha solo ratificato la Convenzione - sia agli Stati Membri che non lo abbiano ancora fatto (Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Romania) di procedere quanto prima.

6. Rivedere i meccanismi istituzionali e normativi europei, in modo tale che tutti tengano conto dei princìpi fissati dalla Convenzione ONU, avvalendosi altresì del contributo diretto delle persone con disabilità

In tal senso l'EDF sottolinea che l'Unione Europea ha l'obbligo di implementare attivamente la Convenzione ONU, sia rispetto ai propri meccanismi interni, sia rivedendo e modificando tutte le leggi e le prassi esistenti che discriminano le persone con disabilità, sia infine elaborando nuove norme, politiche e programmi sempre in linea con la Convenzione. (Stefano Borgato)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Lila Sylviti (Ufficio Comunicazione dell'EDF), lila.sylviti@edf-feph.org.

Sono questi i 145 Paesi (compresa l'Unione Europea), che ad oggi, 6 maggio 2014, appaiono nell'elenco ufficiale prodotto dall'ONU, come ratificatori della Convenzione. L'ordine è cronologico ed è quello che risulta dalla data pubblicata nel portale dell'ONU:

- Giamaica (30 marzo 2007) - Ungheria (20 luglio 2007) - Panama (7 agosto 2007) - Croazia (15 agosto 2007) - Cuba (6 settembre 2007) - Gabon (1° ottobre 2007) - India (1° ottobre 2007) - Bangladesh (30 novembre 2007) - Sudafrica (30 novembre 2007) - Spagna (3 dicembre 2007) - Namibia (4 dicembre 2007) - Nicaragua (7 dicembre 2007) - El Salvador (14 dicembre 2007) - Messico (17 dicembre 2007) - Perù (30 gennaio 2008) - Guinea (8 febbraio 2008) - San Marino (22 febbraio 2008) - Giordania (31 marzo 2008) - Tunisia (2 aprile 2008) - Ecuador (3 aprile 2008) - Mali (7 aprile 2008) - Egitto (14 aprile 2008) - Honduras (14 aprile 2008) - Filippine (15 aprile 2008) - Slovenia (24 aprile 2008) - Qatar (13 maggio 2008) - Kenya (19 maggio 2008) - Arabia Saudita (24 giugno 2008) - Niger (24 giugno 2008) - Australia (17 luglio 2008) - Thailandia (29 luglio 2008) - Cile (29 luglio 2008) - Brasile (1° agosto 2008) - Cina (1° agosto 2008) - Argentina (2 settembre 2008) - Paraguay (3 settembre 2008) - Turkmenistan (4 settembre 2008) - Nuova Zelanda (25 settembre 2008) - Uganda (25 settembre 2008) - Austria (26 settembre 2008) - Costarica (1° ottobre 2008) - Vanuatu (23 ottobre 2008) - Lesotho (2 dicembre 2008) - Corea del Sud (11 dicembre 2008) - Ruanda (15 dicembre 2008) - Svezia (15 dicembre 2008) - Oman (6 gennaio 2009) - Azerbaijan (28 gennaio 2009) - Uruguay (11 febbraio 2009) - Germania (24 febbraio 2009) - Yemen (26 marzo 2009) - Guatemala (7 aprile 2009) - Marocco (8 aprile 2009) - Sudan (24 aprile 2009) - Isole Cook (8 maggio 2009) - Mongolia (13 maggio 2009) - Italia (15 maggio 2009) - Gran Bretagna (8 giugno 2009) - Belgio (2 luglio 2009) - Siria (10 luglio 2009) - Haiti (23 luglio 2009) - Burkina Faso (23 luglio 2009) - Danimarca (24 luglio 2009) - Serbia (31 luglio 2009) - Repubblica Dominicana (18 agosto 2009) - Malawi (27 agosto 2009) - Portogallo (23 settembre 2009) - Laos (25 settembre 2009) - Repubblica Ceca (28 settembre 2009) - Turchia (28 settembre 2009) - Seychelles (2 ottobre 2009) - Iran (23 ottobre 2009) - Montenegro (2 novembre 2009) - Tanzania (10 novembre 2009) - Bolivia (16 novembre 2009) - Algeria (4 dicembre 2009) - Mauritius (8 gennaio 2010) - Zambia (1° febbraio 2010) - Ucraina (4 febbraio 2010) - Francia (18 febbraio 2010) - Lettonia (1° marzo 2010) - Canada (11 marzo 2010) - Bosnia-Erzegovina (12 marzo 2010) - Emirati Arabi Uniti (19 marzo 2010) - Maldive (5 aprile 2010) - Nepal (7 maggio 2010) - Slovacchia (26 maggio 2010) - Etiopia (7 luglio 2010) - Malaysia (19 luglio 2010) - Lituania (18 agosto 2010) - Senegal (7 settembre 2010) - Moldavia (21 settembre 2010) - Armenia (22 settembre 2010) - Nigeria (24 settembre 2010) - Sierra Leone (4 ottobre 2010) - Saint Vincent e Grenadine (29 ottobre 2010) - Unione Europea (23 dicembre 2010) - Romania (31 gennaio 2011) - Togo (1° marzo 2011) - Colombia (10 maggio 2011) - Belize (2 giugno 2011) - Cipro (27 giugno 2011) - Pakistan (5 luglio 2011) - Bahrein (22 settembre 2011) - Lussemburgo (26 settembre 2011) - Capo Verde (10 ottobre 2011) - Indonesia (30 novembre 2011) - Myanmar (7 dicembre 2011) - Macedonia (29 dicembre 2011) - Bulgaria (22 marzo 2012) - Mozambico (30 gennaio 2012) - Mauritania (3 aprile 2012) - Estonia (30 maggio 2012) - Grecia (31 maggio 2012) - Gibuti (18 giugno 2012) - Nauru (27 giugno 2012) - Benin (5 luglio 2012) - Liberia (26 luglio 2012) - Ghana (31 luglio 2012) - Afghanistan (18 settembre 2012) - Swaziland (24 settembre 2012) - Polonia (25 settembre 2012) - Russia (25 settembre 2012) - Israele (28 settembre 2012) - Dominica (1° ottobre 2012) - Malta (10 ottobre 2012) - Cambogia (20 dicembre 2012) - Albania (11 febbraio 2013) - Barbados (27 febbraio 2013) - Iraq (20 marzo 2013) - Norvegia (3 giugno 2013) - Palau (11 giugno 2013) - Singapore (18 luglio 2013) - Kuwait (22 agosto 2013) - Zimbabwe (23 settembre 2013) - Venezuela (24 settembre 2013) - Papua Nuova Guinea (26 settembre 2013) - Kiribati (27 settembre 2013) - Tuvalu (18 dicembre 2013) - Costa d'Avorio (10 gennaio 2014) - Giappone (20 gennaio 2014) - Andorra (11 marzo 2014) - Georgia (13 marzo 2014) - Stato di Palestina (2 aprile 2014) - Svizzera (15 aprile 2014).

Per quanto riguarda invece il Protocollo Opzionale alla Convenzione (testo che consente al Comitato sui Diritti Umani delle Persone con Disabilità di ricevere anche ricorsi individuali - di singoli o di gruppi di individui - e di avviare eventuali procedure d'inchiesta), a ratificarlo sono stati finora i seguenti 79 Paesi:

- Ungheria (20 luglio 2007) - Panama (7 agosto 2007) - Croazia (15 agosto 2007) - Sudafrica (30 novembre 2007) - Spagna (3 dicembre 2007) - Namibia (4 dicembre 2007) - El Salvador (14 dicembre 2007) - Messico (17 dicembre 2007) - Perù (30 gennaio 2008) - Guinea (8 febbraio 2008) - San Marino (22 febbraio 2008) - Tunisia (2 aprile 2008) - Ecuador (3 aprile 2008) - Mali (7 aprile 2008) - Slovenia (24 aprile 2008) - Bangladesh (12 maggio 2008) - Arabia Saudita (24 giugno 2008) - Niger (24 giugno 2008) - Cile (29 luglio 2008) - Brasile (1° agosto 2008) - Argentina (2 settembre 2008) - Paraguay (3 settembre 2008) - Uganda (25 settembre 2008) - Austria (26 settembre 2008) - Costarica (1° ottobre 2008) - Ruanda (15 dicembre 2008) - Svezia (15 dicembre 2008) - Azerbaijan (28 gennaio 2009) - Germania (24 febbraio 2009) - Yemen (26 marzo 2009) - Guatemala (7 aprile 2009) - Marocco (8 aprile 2009) - Sudan (24 aprile 2009) - Isole Cook (8 maggio 2009) - Mongolia (13 maggio 2009) - Italia (15 maggio 2009) - Belgio (2 luglio 2009) - Siria (10 luglio 2009) - Haiti (23 luglio 2009) - Burkina Faso (23 luglio 2009) - Serbia (31 luglio 2009) - Gran Bretagna (7 agosto 2009) - Repubblica Dominicana (18 agosto 2009) - Australia (21 agosto 2009) - Portogallo (23 settembre 2009) - Turchia (28 settembre 2009) - Montenegro (2 novembre 2009) - Tanzania (10 novembre 2009) - Bolivia (16 novembre 2009) - Nicaragua (2 febbraio 2010) - Ucraina (4 febbraio 2010) - Francia (18 febbraio 2010) - Bosnia-Erzegovina (12 marzo 2010) - Nepal (7 maggio 2010) - Slovacchia (26 maggio 2010) - Honduras (16 agosto 2010) - Lituania (18 agosto 2010) - Lettonia (31 agosto 2010) - Nigeria (24 settembre 2010) - Saint Vincent e Grenadine (29 ottobre 2010) - Turkmenistan (10 novembre 2010) - Togo (1° marzo 2011) - Cipro (27 giugno 2011) - Lussemburgo (26 settembre 2011) - Uruguay (28 ottobre 2011) - Macedonia (29 dicembre 2011) - Mozambico (30 gennaio 2012) - Mauritania (3 aprile 2012) - Estonia (30 maggio 2012) - Grecia (31 maggio 2012) - Gibuti (18 giugno 2012) - Benin (5 luglio 2012) - Ghana (31 luglio 2012) - Afghanistan (18 settembre 2012) - Swaziland (24 settembre 2012) - Dominica (1° ottobre 2012) - Malta (10 ottobre 2012) - Palau (11 giugno 2013) - Zimbabwe (23 settembre 2013) - Andorra (11 marzo 2014).

Suggeriamo anche la consultazione di: www.un.org/disabilities

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Redattore Sociale del 05-05-2014

Europee, "piani nazionali" per garantire ai disabili il diritto al voto

Lo chiede l'Agenzia europea per i diritti fondamentali agli Stati Ue in vista del 25 maggio. Diffuse le Linee guida per garantire la partecipazione: seggi accessibili, incoraggiare le candidature dei disabili e informazioni in Braille, Lis e in un linguaggio semplice.

ROMA. Se i recenti sondaggi per le elezioni europee del 25 maggio suggeriscono che sarà l'astensionismo il vero vincitore, con ben il 40% degli aventi diritto che forse non andranno a votare, è importante che alla percentuale degli astenuti non contribuiscano però quegli elettori disabili che, pur volendo esercitare il loro diritto di voto, hanno delle oggettive difficoltà a farlo. Proprio per garantire che le elezioni siano accessibili alle persone con disabilità, l'Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali Fra ha pubblicato una serie di linee guida in cui, dopo aver analizzato le barriere che i disabili si trovano ad affrontare quando devono votare, propone azioni da intraprendere per migliorare la situazione a livello europeo.

Le linee guida della Fra non riguardano solo il voto attivo, ma anche la partecipazione alla vita politica delle persone con disabilità e la possibilità di poter godere di pari opportunità quando, ad esempio, decidono di candidarsi. La Fra ricorda infatti che la piena partecipazione politica dei disabili è prevista anche dalla Convenzione Onu sulle Persone con Disabilità (CRPD). Gli ostacoli a un pieno diritto di voto attivo e passivo sono di natura legale, amministrativa e di accessibilità. Per superarli, la Fra chiede a tutti gli Stati membri di dotarsi di piani nazionali che prevedano strategie per favorire le pari opportunità in materia di diritto elettorale per le persone con disabilità e di cambiare quelle leggi che impediscono il pieno esercizio di un tale diritto, che limitano ad esempio le possibilità di voto dei disabili o che non prevedono alternative per quelle persone che non possono muoversi dagli istituti in cui vivono e sono curate.

Importante, sottolinea ancora la Fra, è anche il diritto a essere informati sulle modalità di voto alternative, e la possibilità di ricevere tali informazioni - ma anche i materiali delle campagne elettorali - ad esempio in Braille, nelle lingue dei segni nazionali e in un linguaggio facile da comprendere per le persone con disabilità intellettiva. Un altro aspetto da migliorare sono i meccanismi di lamentela e denuncia in caso di problemi col voto. Inoltre, deve essere sempre garantito, qualora sia necessario, supporto e assistenza agli elettori disabili.

Poi, secondo le indicazioni della Fra, i seggi elettorali devono essere resi sempre più accessibili, non pensando solo alle persone con disabilità motorie ma anche a quelle con disabilità sensoriali o intellettive (sordi, ciechi, autistici etc.). Infine un ruolo importante deve essere garantito alle organizzazioni dei disabili, che si rivelano fondamentali intermediari per permettere a tutte le persone con disabilità di esercitare il proprio diritto al voto.

Per quanto riguarda la partecipazione attiva dei disabili alla vita politica, le candidature di persone con disabilità devono essere incoraggiate e si devono mettere in atto tutti gli adattamenti specifici per garantire a un disabile di poter svolgere la sua campagna elettorale alla pari dei candidati normodotati.

Ma i disabili non hanno solo il diritto di votare o di essere votati: devono anche essere ascoltati con consultazioni pubbliche per capire da loro stessi come migliorare ad esempio il voto assistito. Ed è pure necessaria una formazione delle autorità europee e degli Stati membri sui diritti delle persone con disabilità, formazione che deve essere indirizzata anche ai disabili stessi in modo da renderli sempre più consapevoli dei diritti che hanno. Infine è necessario raccogliere dati il più completi e consistenti possibili per migliorare le misure che riguardano la partecipazione politica dei disabili e l'accessibilità dei sistemi di voto.

Sebbene le linee guida della Fra siano state pubblicate alla vigilia delle elezioni europee, esse sono pensate piuttosto per il futuro e per ogni tornata elettorale, per fare in modo che la piena partecipazione politica delle persone con disabilità non resti più solo una chimera.

di Maurizio Molinari

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Superando.it del 26-05-2014

Fondi Europei: il Terzo Settore merita pari dignita'

ROMA. Hanno partecipato oltre duecento rappresentanti del non profit italiano alla due giorni del seminario intitolato Fondi Europei 2014 - 2020 e il ruolo del Terzo Settore [se ne legga la presentazione nel nostro giornale, N.d.R.], organizzato a Roma dal Forum Nazionale del Terzo Settore con il supporto e la collaborazione della Fondazione CON IL SUD.

«L'Accordo di Partenariato - ha commentato dopo la conclusione dei lavori Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore - è decisivo per dare possibilità di sviluppo coeso per il Paese. Il compito dei Fondi Strutturali Europei 2014-2020 è infatti quello di rilanciare e tenere insieme le nostre comunità e il nostro Paese. Il Terzo Settore vuole quindi essere protagonista in questi Fondi, nelle scelte e nell'individuazione di politiche e programmi, concentrando il nostro intervento non solo rispetto ai temi del contrasto alla povertà e dell'esclusione sociale - che è il principale obiettivo di questi Fondi - ma anche su altri programmi».

«Nella scorsa tornata dei Fondi (2007-2013) - ha aggiunto Barbieri - ci sono stati moltissimi problemi. Il tema di fondo è stato il non dare il giusto ruolo ai diversi attori coinvolti, dai Comuni, alle Regioni, alle Amministrazioni, e a non coinvolgere in maniera piena il Terzo Settore. Questa due giorni di Roma, quindi, ha voluto essere un punto di partenza per il Terzo Settore, per mettere in moto l'impegno per la costruzione di un suo ruolo centrale nella programmazione affinché non vada persa un'altra occasione».

Il non facile e completo coinvolgimento del Terzo Settore, insieme a una visione che considera le politiche sociali e il welfare troppo spesso residuali, è stato sottolineato, durante il seminario, anche da alcune esperienze di Forum Regionali del Terzo Settore.

Il punto, secondo quanto emerso, è quello di non considerare ancora la coesione sociale come una leva per lo sviluppo. Cambiare visione e prospettiva, quindi, e vedere nei Fondi uno strumento capace di far crescere un tessuto sociale, di creare rete tra i soggetti coinvolti e quindi di saper promuovere programmi di qualità, facendo crescere al tempo stesso anche l'occupazione, dovrà essere alla base del nuovo processo di programmazione.

Anche per il Presidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo, la connessione tra coesione sociale, inclusione sociale e sviluppo è evidente. «Il problema - ha dichiarato - è che in questi Fondi le risorse per l'inclusione sociale non sono poi così tante». E nemmeno il tema del coinvolgimento e della partecipazione e dei rapporti con le Amministrazioni, secondo Borgomeo, «ha funzionato in passato». «Anche da parte dal Terzo Settore - ha sottolineato, quindi -, serve uno sforzo in più, cominciando a pensare di mettere in atto dei meccanismi di assistenza con le amministrazioni. Il Terzo Settore è capace di fare progetti, non meglio non peggio di altri soggetti, ma comunque ne è capace. Il punto allora è che o si riconosce ad esso pari dignità rispetto agli altri soggetti coinvolti, istituzionali e non, oppure non si va da nessuna parte. In questo bisogna portare avanti una battaglia sociale e politica affinché il Terzo Settore sia considerato soggetto attivo di cambiamento».

«Pertanto - ha dichiarato ancora Barbieri - quello che dobbiamo fare oggi è di presidiare i Fondi Strutturali Europei e garantire presenza e partecipazione vera, vera attuazione dei processi, veri partenariati. Senza dimenticarci il nostro ruolo di monitoraggio e pressione perché i Fondi stessi vengano utilizzati al meglio. Il Terzo Settore deve insomma saper costruire progettualità e avere consapevolezza delle sue capacità. Dobbiamo alzare la testa, evidenziare il nostro ruolo e le nostre competenze, per essere rispettati e considerati come un interlocutore autorevole». (A.M.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it (Anna Monterubbianesi).

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Redattore Sociale del 04-05-2014

Libri per ciechi esenti da copyright: firmato il trattato di Marrakech

Il documento contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati a persone con disabilità visiva, a patto che si rispetti il diritto d'autore. Al via le ratifiche. Oggi solo il 5% dei libri pubblicati è accessibile.

BRUXELLES. Si avvicina il giorno storico in cui si stabilirà il principio secondo cui i libri in versione accessibile per i non vedenti (ovvero in audio, Braille, caratteri ingranditi o versione elettronica) saranno esenti da Copyright. A gennaio avevamo riportato di come ci fossero speranze, sotto la presidenza greca dell'Unione Europea, che l'UE stessa firmasse il Trattato di Marrakech che contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati ai ciechi, agli ipovedenti e agli impossibilitati alla lettura su formato cartaceo. E la firma è puntualmente arrivata il 30 aprile, salutata con entusiasmo dalla European Blind Union, l'organizzazione che rappresenta i non vedenti europei, e dal Commissario per il Mercato Interno, il belga Michel Barnier.

Il trattato di Marrakech, adottato nel giugno 2013 dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, prevede un'eccezione obbligatoria al Copyright per le associazioni di ciechi e ipovedenti e per le biblioteche che producano, distribuiscano e rendano disponibili libri in formati accessibili, a patto che tali associazioni si premurino di rispettare il diritto d'autore, facendo in modo che i testi prodotti e distribuiti siano destinati a un pubblico di soli disabili visivi o persone che non possano leggere su carta. Inoltre il trattato sancisce che tali libri possano essere scambiati, a livello transnazionale, fra organizzazione e organizzazione. Ciò vuol dire, ad esempio, che se un ente autorizzato (ci si riferisce così alle associazioni nel trattato) in Argentina dispone di decine di migliaia di libri in Braille o audio in spagnolo, questi libri potranno essere distribuiti legalmente a tutti i ciechi che, in America Latina, in Spagna o nel mondo, conoscano quella lingua. Ciò ovviamente, a patto che i paesi coinvolti nella libera circolazione dei testi abbiano ratificato il trattato. In altre parole, il Trattato di Marrakech è un vero e proprio documento che regola l'import-export di libri accessibili.

La European Blind Union stima in 285 milioni i ciechi in tutto il mondo e afferma che solo il 5% dei libri che vengono pubblicati è oggi disponibile in versione accessibile. L'obiettivo dell'UE, per bocca del direttorato generale Mercato Interno della Commissione, è raggiungere il 100%. Il Trattato di Marrakech - una volta ratificato dagli Stati membri - sarà di beneficio soprattutto ai non vedenti e ipovedenti dei paesi in via di sviluppo, laddove la carenza di libri accessibili è più drammatica.

Ma cosa succede dopo la firma? Ora inizierà il processo di ratifica da parte dei singoli paesi che fanno parte dell'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, e una volta che almeno venti fra essi avranno completato tale processo, il trattato entrerà ufficialmente in vigore e sarà vincolante. "La nostra campagna non finisce qui - ha dichiarato Wolfgang Angermann, presidente dell'Unione Europea dei Ciechi - ora dobbiamo spingere tutti gli Stati membri dell'Unione Europea a ratificare il trattato nel minor tempo possibile. Ci complimentiamo con la presidenza greca dell'UE per il passo avanti fatto con la firma, ma ora starà alla prossima presidenza italiana di spingere tutti i ventotto paesi europei a un'immediata ratifica. Infine non è solo importante che il trattato venga ratificato in Europa. Deve entrare in vigore nel maggior numero di paesi possibile in tutto il mondo perché solo così se ne aumenterà esponenzialmente l'efficacia e si porrà fine alla carestia endemica di libri che affligge ciechi e ipovedenti". (Maurizio Molinari)

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Redattore Sociale del 08-05-2014

Sui banchi 223 mila alunni disabili. Barriere in molte scuole

ROMA. Le scale sono a norma e anche i bagni sono per lo più accessibili, ma quanto ai percorsi interni ed esterni le scuole italiane hanno ancora barriere a volontà: in sette su dieci non c'è praticamente traccia di supporti o aiuti (dagli scivoli ai segnali visivi o acustici) che rendano più facili gli spostamenti delle persone con disabilità. A rimarcarlo sono i dati elaborati, su base Istat, da Exposanità, la manifestazione dedicata a sanità e assistenza che andrà in scena a Bologna dal 21 al 24 maggio prossimi e che dedicherà diversi focus di approfondimento e di riflessione proprio al tema della disabilità.

In un report dedicato alla situazione delle scuole, viene segnalato che - oltre alla presenza del sostegno - gli alunni disabili necessitano di servizi con determinate caratteristiche per il superamento delle barriere architettoniche: ecco dunque che i dati mostrano che nel nostro paese c'è una percentuale abbastanza alta di scuole con scale a norma (sono il 79% delle scuole primarie e l'86,8% delle secondarie di primo grado) e un numero ugualmente alto di strutture con servizi igienici a norma (si tratta del 76,7% delle scuole primarie e del 79,7% delle secondarie di primo grado). Non che non vi siano differenze regionali, anche abbastanza marcate, ma nella media i numeri sono abbastanza soddisfacenti: nella scuola primaria i due opposti sono rappresentati dalla Calabria (60,6% di scale a norma e 58,7% di servizi igienici) e dalla Valle d'Aosta (rispettivamente al 93,2% e al 94,5%), mentre nella scuola secondaria di primo grado l'eccellenza è sempre in Valle d'Aosta (che può vantare perfino un 100% di scale a norma, e il 95,2% dei bagni) con Calabria (76,6% di scale) e Basilicata (62,7% di servizi igienici) a chiudere le due classifiche. Fra le altre, in media il Piemonte oscilla sull'80%, la Lombardia sul 90%, il Veneto sull'83%, il Lazio sul 78%, la Puglia sull'84%, la Sicilia e la Sardegna sul 77%.

Va ovunque male, invece, la situazione dei percorsi interni ed esterni: solo il 29,8% delle scuole primarie e appena il 29,1% delle scuole secondarie di primo grado hanno reso accessibili i percorsi interni, e numeri simili (28,4% delle scuole primarie e nel 27,2% delle scuole secondarie) si registrano per i percorsi esterni. A superare il 50% di scuole accessibili da questo punto di vista sono solamente le due province autonome di Trento e Bolzano (con percentuali variabili fra il 51 e il 66%): tutte le altre regioni restano ampiamente al di sotto della soglia. Il Piemonte oscilla intorno al 31%, la Lombardia sul 36%, il Veneto e l'Emilia Romagna sul 34%, la Liguria sul 25%, la Toscana sul 30%, il Lazio fatica ad arrivare al 20%, la Campania è al 21%, la Puglia al 26%, la Basilicata al 18%, la Calabria al 17%.

Exposanità ricorda poi i dati complessivi sul sostegno che parlano di 223 mila alunni disabili (anno scolastico 2012/13), pari al 2,5% degli studenti totali. L'incidenza più elevata si segnala in Trentino Alto Adige (3,3% sul totale degli alunni della regione), Lazio (3,1%) e Abruzzo (3,1%) mentre la Basilicata (1,9%) e la Calabria (2%) sono le regioni con il tasso più basso. La netta maggioranza degli alunni disabili (66,7%) ha una disabilità di tipo intellettivo mentre quella motoria è presente nel 4,1% dei casi, quella uditiva nel 2,9% e quella visiva nell'1,7%. Il rapporto tra docenti e numero degli alunni con disabilità è di uno ogni due studenti: Molise e Basilicata sono le regioni che dedicano più risorse con una media di un insegnante ogni 1,6 alunni con disabilità mentre nelle regioni Lazio e Lombardia il rapporto è inferiore (un docente ogni 2,4 alunni).

"Il tema dell'integrazione scolastica degli alunni con disabilità - afferma Marilena Pavarelli, project manager di Exposanità - impone due diversi livelli di riflessione: da un lato è necessario ripensare ed adattare l'edilizia scolastica così da renderla fruibile al maggior numero di studenti possibile, dall'altro occorre dotarsi di una serie di risorse materiali ed umane che concorrano a rendere la scuola italiana più accessibile anche nei confronti di coloro che presentano difficoltà nell'apprendimento". "Exposanità - continua - darà come di consueto spazio a queste due tematiche dedicando una serie di appuntamenti alla progettazione for all, a quei prodotti destinati a chi presenta difficoltà cognitive nonché alle competenze necessarie a tutti coloro che seguono gli alunni con tali difficoltà: famiglie, insegnanti di sostegno, logopedisti, fisioterapisti e, più in generale, tutte le figure dello spettro riabilitativo". Oltre alle iniziative su barriere architettoniche e handicap cognitivi, la manifestazione bolognese affronterà il tema disabilità da più punti di vista: fra le altre iniziative, previsti eventi speciali come Horus Sport (realizzato insieme al Comitato Paralimpico) con un'area sport in cui sarà possibile praticare dal vivo le discipline più diffuse, e come "Ludoteca for all" spazio ai giochi per bambini disabili, per far conoscere al pubblico e agli addetti ai lavori le ultime novità presenti sul mercato.

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Il Tirreno del 17-05-2014

Il Tar assegna ai disabili le ore di sostegno negate

La sentenza arriva ad anno scolastico quasi finito, ma riconosce anche il danno per ogni mese di ritardo nella prestazione dell'aiuto. Apprensione per il futuro.

LUCCA. Vincono i bimbi disabili: il Tar della Toscana assegna le ore di sostegno negate. Sono quaranta le famiglie coinvolte: «Giustizia è fatta - dicono - ma quanta fatica. Un risultato importante, meritato e giusto, visto che il dettato costituzionale non lascia spazio a interpretazioni: la scuola è un diritto e riguarda tutti». La notizia viene annunciata dal Coordinamento insegnanti e genitori, dai Cobas scuola e dalle associazioni per i diritti dei disabili, che da 4 anni portano avanti la battaglia per il riconoscimento delle ore e degli insegnanti di sostegno ai disabili della provincia, troppo spesso "parcheggiati" in classe. «Questa per noi è una giornata di festa - ammettono Fabio Lucchesi, Sebastiano Ortu e Rino Capasso - una giornata storica. Il Tar della Toscana ha confermato in maniera inequivocabile che il diritto all'integrazione mediante le ore di sostegno è un diritto soggettivo non condizionabile da vincoli economici o di organico. Un anno fa abbiamo intrapreso questo percorso, lungo e difficile, con 45 famiglie. Per cinque di queste, non appena circolò la voce della presentazione del ricorso collettivo, furono le stesse scuole di appartenenza a riconoscere le ore mancanti. Una prima ordinanza cautelare, poi, era arrivata lo scorso 10 gennaio sanando la situazione di 25 famiglie. E ora, con la sentenza del 5 maggio, si rende finalmente giustizia a tutti i ricorrenti». Così viene stabilito che per le disabilità gravi deve essere garantito il rapporto di un insegnante di sostegno per ogni alunno, mentre per le situazioni più lievi quello di un insegnante ogni due alunni disabili. Rapporto che andrebbe rispettato e previsto anche in sede di definizione degli organici di diritto invece di uniformare tutte le disabilità allo stesso livello. Non solo: il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, nell'ordine di 1000 euro (da calcolare in proporzione alle ore mancanti rispetto al totale) per ogni mese di ritardo nella prestazione del sostegno. Una vittoria importante, dunque, che potrebbe aprire la strada a molti altri genitori. Certo, restano l'amarezza e l'assurdità di vedersi riconoscere un diritto a meno di un mese dalla fine dell'anno scolastico, con la paura che a settembre si debba ricominciare tutto da capo. «Il nostro obiettivo è che venga riconosciuta la continuità della sentenza». Perché questo rischio? Prendendo spunto da quello che hanno messo in piedi circa 600 famiglie romane, anche a Lucca i genitori si sono organizzati per presentare ricorsi collettivi, sempre guidati e difesi dall'avv. Tavernese. «La differenza sostanziale però - spiega Capasso - è che il Tar del Lazio ha potuto emanare la sentenza sulla base delle ore di sostegno fissate dall'Asl di riferimento di ogni ragazzo. Dunque, una sentenza che non ha alcun vincolo a livello temporale. Da noi, purtroppo, non è così: l'Asl di Lucca non fa la diagnosi funzionale, ma rimanda alle scuole l'individuazione del numero delle ore necessarie per ogni studente disabile. Numero che viene fissato di anno in anno, legando inevitabilmente la sentenza a un limite temporale». Possibile che non si possa fare diversamente? Intanto i genitori si godono il risultato ottenuto, invitando chiunque si trovi in una situazione simile a non restare isolato, a farsi sentire. «Perché - dicono - l'intento è quello di fare tanti ricorsi per non doverne più fare neanche uno».

di Nadia Davini

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Redattore Sociale del 11-05-2014

Libri e registri digitali: la scuola "tecnologica" inaccessibile ai ciechi

ROMA. Un anno scolastico sta per chiudersi e già si pensa al prossimo: è tempo di scrutini, ma anche di programmazione per il prossimo anno. E di adozione di libri di testo. Libri digitali, ormai per legge, entreranno in vigore dal prossimo anno e questo desta grandi preoccupazioni tra gli insegnanti ciechi. A ricordare le criticità irrisolte, Paolo Colombo, avvocato, insegnante e rappresentante dell'Unione italiana dei ciechi. Unione che, lo scorso anno, ha sottoscritto anche un appello, tramite la sua Commissione nazionale per la tutela dei diritti dei docenti disabili visivi. Nel documento, si denunciava tra l'altro l'inaccessibilità delle oltre 10 mila Lim (lavagne interattive multimediali) installate nelle scuole e di gran parte delle piattaforme utilizzate da registri elettronici e libri di testo.

Dottor Colombo, a che punto è la digitalizzazione delle scuole?

E' una realtà ormai. I registri elettronici sono adottati, credo, dal 90% delle scuole. Nella mia lo abbiamo introdotto già nel 2011. I libri di testo digitali saranno obbligatori dal prossimo anno: quelli che adotteremo nella mia classe, per esempio, saranno tutti digitali.

Un passo avanti o un passo indietro?

Potrebbe essere un grande passo avanti, soprattutto per insegnanti e alunni non vedenti. Tutti abbiamo salutato queste tecnologie compensative come uno strumento di riscatto. Invece, stanno diventando strumento di esclusione. E' un paradosso. Gran parte dei siti delle scuole, dei testi scolastici, dei registri e delle Lim sfruttano infatti piattaforme che non rispettano i requisiti di accessibilità previsti dalla legge Stanca (4/2004). Questo crea enormi difficoltà non solo agli insegnanti, ma anche ai genitori ciechi di alunni vedenti, o agli stessi studenti ciechi.

Da cosa dipende questa resistenza all'accessibilità?

Credo e spero che si tratti di ignoranza. Ma penso che dipenda anche da un'inadeguata cultura dell'handicap e dalla mancanza di sanzioni in caso di inosservanza di una normativa che c'è da anni e che parla chiaro. Insomma, la legge c'è, ma il primo a non adempirne agli obblighi che questa sancisce è proprio lo Stato.

Voi, come Uici, avete sollevato in più occasioni questo problema, anche rivolgendo un appello al Miur: avete avuto riscontri?

Le rispondo con un aneddoto: lo scorso anno abbiamo incontrato un direttore generale del ministero, al quale abbiamo fatto presente il problema e chiesto un intervento da parte del Miur, magari tramite una circolare che ricordasse ai dirigenti l'obbligo dell'accessibilità degli strumenti adottati. Ci ha risposto che l'autonomia scolastica prevale sulla legalità. Mi pare davvero poco condivisibile. D'altra parte, lo stesso ministero ha pubblicato sul proprio sito, lo scorso settembre, il decreto di aggiornamento dei requisiti tecnici della legge Stanca in formato inaccessibile!

L'impressione è che ci sia una grande impreparazione di fronte a questa rivoluzione digitale della didattica...

Sì, certamente c'è una scarsa conoscenza. Ma se il problema fosse questo, noi rinnoviamo la disponibilità della nostra commissione a offrire gratuitamente consulenza alle scuole. Si tratta, tra l'altro, di accorgimenti molto semplici: per esempio, è sufficiente che accanto al formato grafico di un documento si salvi anche il formato testo. Il problema, secondo me, è che non ci si pensa proprio... Per questo, rinnoviamo oggi il nostro appello affinché si inizia a pensarci seriamente... (cl)

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Giornale UICI del 05-05-2014

Finalmente raggiunta la "Pari Opportunità" nelle prove Invalsi

di Luciano Paschetta

Nella prima quindicina del mese di maggio si terranno le "prove INVALSI", esse interesseranno gli alunni delle scuole primarie e di quelle secondarie di secondo grado. è stata una Nota Ministeriale del febbraio scorso, di cui proponiamo un'analisi, soffermandoci anche su alcune perplessità suscitate dal documento.

Il 18 febbraio scorso è stata pubblicata la Nota Ministeriale che definisce le regole per la partecipazione degli alunni con disabilità e di quelli con bisogni educativi speciali (BES) alle suddette prove INVALSI . Si tratta di testi comparativi ossia validi ai soli fini statistici sulla qualità dell'apprendimento. Queste prove saranno effettuate dagli alunni frequentanti le classi seconda e quarta primaria e seconda secondaria di secondo grado, e non sono da confondere con la quarta prova nazionale degli esami conclusivi del primo ciclo della secondaria, i cui esiti contribuiscono invece alla valutazione del singolo alunno.

La Nota Ministeriale riporta specifici riferimenti agli alunni con disabilità certificata, a quelli con Disturbi Specifici di Apprendimento certificati (DSA) cui sono parificati i casi di alunni con ADHD (disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), i borderline cognitivi e con altri disturbi evolutivi specifici ed a quelli con svantaggio socio-economico, linguistico e culturale.

La Nota contiene poi una tabella dalla quale si evince come comportarsi nello svolgimento delle prove per i diversi allievi, indicando quali strumenti di prova abbiano a loro disposizione, quali siano gli studenti che debbono svolgere le prove e quali siano gli esiti delle prove che potranno entrare a far parte della media della scuola e, conseguentemente, di quella nazionale.

Proprio a questo punto troviamo l'importante novità che riguarda i nostri ragazzi frequentanti i diversi ordini di scuola che ci fa piacere sottolineare.

La nota ministeriale, mentre per gli alunni con disabilità intellettiva nulla muta rispetto agli anni precedenti, per gli alunni con disabilità sensoriale e motoria chiarisce che essi hanno diritto a partecipare alle prove e questa è una grande novità rispetto alla Nota dello scorso anno dove la loro partecipazione ai test veniva subordinata al parere della scuola ed, in ogni caso, i risultati da loro ottenuti non entravano a far parte della media della scuola.

Quest'anno invece, al singolo istituto spetterà solo di decidere se essi potranno avvalersi di strumenti compensativi o altre misure e i loro risultati entreranno a far parte della media, unica condizione resta quella che i dispositivi e gli strumenti di mediazione o trasduzione sensoriale utilizzati siano , a giudizio della stessa scuola, concretamente idonei al superamento della specifica disabilità sensoriale.

Riteniamo questo un ulteriore importante passo verso la conquista della piena "uguaglianza di opportunità" per i nostri ragazzi inclusi nella scuola, un obiettivo questo per il quale la nostra associazione , unita alla FAND e alla FISH si è battuta, si batte e continuerà a battersi.

Luciano Paschetta

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Redattore Sociale del 05-05-2014

Visite d'istruzione e gite scolastiche: un diritto degli alunni disabili

Il ministero con la nota 2209/2012 ha dato chiarimenti su quali debbono essere le norme da applicarsi in materia di gite e visite di istruzione. Il giurista Nocera: "Nessuna scuola può sentirsi autorizzata a renderle più onerose o difficoltose o a impedirle".

ROMA. E' un punto fermo sancito dalla legge: gli alunni con disabilità hanno il diritto pieno e incondizionato alla partecipazione a gite e visite d'istruzione: ciò è in forza del principio di integrazione scolastica presente in tutto il nostro ordinamento e in particolare nel Regolamento sull'autonomia scolastica di cui al DPR n° 275/99, art. 4, comma 2, lett. c). La precisazione viene da Salvatore Nocera, giurista, esponente dell'Aipd e della Fish profondo conoscitore di diritto e integrazione scolastica.

"Il ministero con la Nota n° 2209 del 11/04/2012 ha dato chiarimenti su quali debbono essere le norme da applicarsi in materia di gite e visite di istruzione. Ha precisato che ormai la normativa in proposito è attribuita alle scuole autonome e in particolare alle delibere del Collegio dei docenti e del Consiglio di istituto in base agli artt. 7 e 10 comma 3 lett. e) del Testo Unico D.lgs n° 297/94. Conseguentemente la precedente normativa amministrativa del ministero in materia, che non viene abrogata, 'costituisce un opportuno riferimento per orientamenti e suggerimentioperativi, ma non riveste più carattere prescrittivo'. In proposito è necessario però precisare che tra la normativa che perde il "carattere prescrittivo" sono espressamente elencate, tra le altre, anche la C.M. n° 291/92, la C.M. n° 623/96 e la Nota n° 645/2002 che contengono delle indicazioni riguardanti la partecipazione a gite e visite d'istruzione degli alunni con disabilità". E qui si entra nel cuore del diritto degli alunni allo studio e anche alle visite didattiche e gite scolastiche. "Resta fermo che tali alunni hanno un diritto pieno ed incondizionato alla partecipazione a gite e visite d'istruzione in forza del principio di integrazione scolastica presente in tutto il nostro ordinamento ed in particolare anche nel Regolamento sull'Autonomia Scolastica di cui al DPR n° 275/99, art. 4, comma 2, lett. c). A tal proposito le Circolari e la Nota sopra citate contengono dei principi, diretta conseguenza della normativa sull'integrazione scolastica, che mantengono il loro carattere prescrittivo quali: il dirittodegli alunni con disabilità ad essere accompagnati, ove necessario, da un qualunque membro della comunità scolastica e non necessariamente solo dal docente per il sostegno; che i dirigenti scolastici nello stipulare i contratti con le agenzie di viaggio devono far sì che siano garantiti itinerari, mezzi di trasporto ed alloggi accessibili a tali alunni; che le spese di accompagnamento non devono essere a carico dell'alunno con disabilità, che invece deve pagare la sua quota come tutti i compagni, perché se tali spese venissero poste a suo carico, si determinerebbe nei suoi confronti una manifesta discriminazione perseguibile ai sensi della L. n° 67/06".

"Conseguentemente - mette bene in evidenza il giurista - nessuna istituzione scolastica autonoma può sentirsi autorizzata dalla non prescrittività delle precedenti circolari e Nota ministeriale in materia a rendere più onerose o difficoltose o ad impedire le gite e le visite d'istruzione agli alunni con disabilità".

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Superando.it del 28-05-2014

L'inclusione negli asili nido

di Salvatore Nocera

Anche se la Legge Quadro 104/92 si occupava per lo più di scuola, essa stabiliva chiaramente che al bambino da 0 a 3 anni con disabilità dovesse essere «garantito l'inserimento negli asili nido». E già all'inizio degli Anni Settanta, si era parlato di «educazione e socializzazione dei bambini, prima dell'ingresso nella scuola dell'infanzia». Vediamo dunque l'attuale situazione del settore, fornendo anche qualche utile indicazione alle famiglie.

ROMA. Così, più di quarant'anni fa, la Legge 1044 del 1971 aveva definito gli asili nido: «L'assistenza negli asili-nido ai bambini di età fino a tre anni, nel quadro di una politica per la famiglia, costituisce un servizio sociale di interesse pubblico».

Quella norma sembrava poggiare l'attenzione soprattutto sul sollievo della famiglia, e in particolare delle madri, dal peso della gestione quotidiana dei figli piccoli, al fine di consentir loro l'attività lavorativa. Proprio a tale scopo, infatti, furono anche stanziati dei fondi a favore dei Comuni.

Con il passare del tempo, però, a quell'obiettivo originario se n'è affiancato un altro, sempre più emergente, e cioè quello dell'educazione e della socializzazione dei bambini, prima dell'ingresso nella scuola dell'infanzia.

Per tale motivo, ad assumere un maggiore peso educativo fu via via l'articolo 6, comma 1, punto 3 di quella norma, che recitava: «[gli asili-nido debbono] essere dotati di personale qualificato, sufficiente ed idoneo a garantire l'assistenza sanitaria e psicopedagogica del bambino». La formazione psicopedagogica degli operatori, in sostanza, venne acquistando sempre più importanza.

Quando poi nel 1992 fu approvata la Legge Quadro 104 sulla disabilità, essa, pur occupandosi per lo più di scuola, all'articolo 12, comma 1 stabiliva che al bambino da 0 a 3 anni con disabilità fosse «garantito l'inserimento negli asili nido».

Qui l'espressione «garantito» significa chiaramente che la legge riconosce un diritto e che tale diritto è rafforzato dall'articolo 3, comma 3 della medesima Legge, laddove si dice che per gli alunni in situazione di disabilità grave l'accesso ai servizi previsti «assume connotazione di priorità». Ciò significa che i bimbi con certificazione di disabilità ai sensi dell'articolo 3, comma 3 della Legge 104/92 hanno diritto di priorità di accesso agli asili nido, in caso di eccesso di domande di iscrizione. Questo, ovviamente, purché si tratti di asili nido attivati dal Comune di residenza del bimbo; in quelli, invece, di altri Comuni, il bambino con disabilità, anche grave, deve rispettare le graduatorie, secondo i criteri fissati localmente.

A riprova della prevalente funzione educativa di tali servizi, va ricordato poi che sempre la Legge 104, all'articolo 13, comma 2, prevede che i Comuni possano adeguare «l'organizzazione e il funzionamento degli asili-nido» alle esigenze dei bambini con disabilità, «al fine di avviarne precocemente il recupero, la socializzazione e l'integrazione, nonché l'assegnazione di personale docente specializzato e di operatori ed assistenti specializzati».

Addirittura la previsione di tre tipologie di personale specializzato, docente, assistente educativo ed operatore per l'assistenza materiale, chiarisce bene quale sia stata la volontà del Legislatore nella necessità di assicurare interventi precoci di recupero, socializzazione e integrazione.

Pertanto, alla luce di tutto ciò, le famiglie possono chiedere ai Comuni la costituzione di asili nido propri o il convenzionamento con asili nido privati che abbiano i requisiti richiesti dai Comuni stessi, anche sulla base delle rispettive Leggi Regionali in materia.

Alcune considerazioni, infine, anche rispetto al pagamento delle rette.

Per quelle previste dagli asili nido comunali, si ritiene che i Comuni intendano adottare criteri orientati all'utilizzo dell'ISEE familiare [l'ISEE è l'Indicatore della Situazione Economica equivalente, N.d.R.], tenendo conto del coefficiente concernente la presenza di minori con disabilità. Si ritiene tuttavia possibile l'applicazione dell'articolo 3, comma 2 ter del Decreto Legislativo 130/00, secondo il quale - nei percorsi sociosanitari - i servizi vanno forniti alle persone con disabilità sulla base del solo ISEE personale e non familiare, poiché dall'espressione indicata sia nell'articolo 6, comma 1, punto 3 della citata Legge 1044/71 («assistenza sanitaria»), sia nell'articolo 13, comma 2 della Legge 104/92, risulta chiaramente che gli interventi precoci sono non solo di socializzazione, ma anche di «recupero sanitario ed integrazione» e quindi hanno una stretta interconnessione sociosanitaria.

In caso di conflitto, pertanto, occorrerà attendere le decisioni del Governo, conseguenti al recente Decreto sul nuovo ISEE.

Salvatore Nocera,

Già vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). Responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Il presente testo è il riadattamento di una scheda apparsa anche nel sito dell'AIPD.

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Giornale UICI del 07-05-2014

Il M.I.U.R. individua l'i.Ri.Fo.R. quale Ente di riferimento per la formazione tiflopedagogica

di Luciano Paschetta

SOTTOSCRITTA LA CONVENZIONE TRA IL MINISTERO E L'ISTITUTO DI RICERCA E FORMAZIONE FONDATO OLTRE 20 ANNI FA DALL'U.I.C.I.

E' stata firmata una importante convenzione tra il Ministero dell'istruzione, delluniversità e della ricerca e l'I.Ri.Fo.R., l'istituto di ricerca, formazione e riabilitazione, voluto oltre vent'anni fa dalla nostra associazione.

"Ho sottoscritto la convenzione con particolare soddisfazione - dice il neo presidente dell'I.Ri.Fo.R. - e dell'U.I.C.I. , Mario Barbuto,- perché essa testimonia un lavoro in comune fatto in questi ultimi anni dai tre Enti che si era concretizzato, tra l'altro, nell'intesa tra lo stesso I.Ri.Fo.R., la Federazione delle istituzioni pro ciechi e la Biblioteca per i ciechi Regina Margherita per la formazione a distanza del personale educativo e docente, da questi sottoscritta nel 2013."

Una convenzione che - conclude il presidente Barbuto - , dà nuova forza operativa all'intesa tra i tre enti che insieme rappresentano una "autority" della tiflopsicopedagogia."

In essa viene detto che: "La DG Studente individua l'IRIFOR quale Ente competente di riferimento per la pianificazione e l'attuazione di attività di formazione del personale della scuola in riferimento alle tematiche relative all'inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva. E si impegna a diffondere, attraverso i propri canali di comunicazione, le iniziative di formazione proposte dall'IRIFOR."

A sua volta l'I.Ri.Fo.R. "si impegna a collaborare alle iniziative di formazione rivolte al personale della scuola sulle tematiche inerenti la tiflopedagogia e la tiflodidattica nonché sull'accessibilità digitale, ed a fornire la propria consulenza nel settore ai Funzionari degli Uffici della DG Studente;" a mettere "a disposizione sulla propria piattaforma, senza oneri di spesa per l'Amministrazione, garantendo l'accesso gratuito a Dirigenti Scolastici, docenti e personale ATA, il corso per la formazione di base di tutto il personale della scuola, sulle tematiche inerenti la tiflodidattica, sul sistema di scrittura Braille, sull'uso dei sussidi didattici e delle nuove tecnologie per gli alunni con disabilità visiva."

Ed infine "provvede, senza oneri per l'Amministrazione, alla formazione di un gruppo di esperti (almeno uno per Provincia) in tiflopedagogia e tiflodidattica, disponibili alla collaborazione con i CTS per la consulenza a scuole e famiglie sulle specifiche tematiche inerenti l'educazione dei disabili visivi, anche d'intesa con la Federazione nazionale delle Istituzioni pro ciechi e la Biblioteca italiana per ciechi Regina Margherita."

La convenzione rappresenta un "potente strumento" per la formazione sulle tematiche tiflodidattiche e tiflopedagogiche messo a disposizione dal MIUR, dall'I.Ri.Fo.R. e dagli enti ad esso collegati per soddisfare la domanda di formazione specifica che proviene dalle scuole per poter migliorare il processo di inclusione degli alunni con disabilità visiva.

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Redattore Sociale del 09-05-2014

Nasce un servizio per trascrivere in braille gli spartiti musicali

BOLOGNA. "Più volte le famiglie di persone non vedenti si rivolgono ai docenti per chiedere consigli su come approcciarsi allo studio della musica e sui testi da far studiare ai propri figli". È per questo motivo che l'Univoc (Unione nazionale italiana volontari pro ciechi) di Bologna ha deciso di attivare già da sabato 10 maggio il nuovo servizio "Ottavio Orioli". Un modo per dare consulenza e supporto ai giovani ciechi che studiano musica. Come funziona? Basta contattare la sede Univoc per chiedere, d'accordo con il proprio maestro, un parere sui testi da studiare, quali brani eseguire per raggiungere il proprio scopo e dove reperirli in braille. Solo dopo le indicazioni ricevute, e nel caso in cui si accerti la mancanza di brani ad hoc, si può richiederne la trascrizione in braille. A questo penseranno 10 persone sparse in tutta Italia che attraverso un software apposito completeranno la traduzione. Il gruppo è composto di esperti di musica e di informatica, tutti volontari. "L'idea è rivolta ai ragazzi e non vuole affatto sostituirsi ai centri di trascrizione presenti in Italia", spiega Paolo Razzuoli, volontario ed ex docente di musica non vedente di Lucca, ideatore del servizio insieme a Mauro Marchesi, presidente dell'Univoc Bologna. "Spesso, si legge in una nota di Marchesi, "afianco a situazioni gestite con cognizione di causa, sia sul versante psico-pedagogico che su quello tecnico-didattico, si ha conoscenza di situazioni assai discutibili, gestite al di fuori dei presupposti minimi di conoscenza della dimensione didattica e tecnica".

box "È anche per questo - aggiunge Paolo Razzuoli - che si è sentito il bisogno di creare un servizio di supporto e consulenza didatticamente serio". Un modo anche per commemorare Ottavio Orioli, docente di musica dell'Istituto Cavazza per ciechi di Bologna e maestro dei molti che, oggi, prestano la loro consulenza in modo gratuito. Il servizio, infatti, porta il suo nome. "Grazie alla tecnologia - spiega Paolo Razzuoli - il servizio opererà ovunque e le richieste potranno arrivare da qualsiasi parte d'Italia". Per richiedere un supporto si può andare sul sito www.univocbologna.it.

Per chi è a Bologna invece, l'appuntamento è sabato 10 maggio alle 10, nella sala del secondo piano dell'Istituto Cavazza in via Castiglione 71 dove verranno dati maggiori dettagli e le dimostrazioni di alcuni strumenti informatici utilizzati per le trascrizioni. (irene leonardi)

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Giornale UICI del 12-05-2014

Riprende il lavoro del Club Italiano del Braille

di Antonio Quatraro

Il 7 maggio si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione del Club Italiano del Braille.

www.clubitalianobraille.it

La riunione ha avuto luogo a Milano, nella sala del Consiglio Regionale Lombardo, probabilmente non troppo lontano da quelle sale, da quelle camerate dove intorno al 1860 alcuni ciechi "carbonari" si ritrovavano per leggere le missive dei loro compagni Francesi, che hanno obbligato i loro censori ad imparare il Braille.

Proprio così: il nostro Braille, come quasi tutte le rivoluzioni, fin dagli inizi, si è dovuto conquistare il terreno palmo a palmo, prima di tutto fra i ciechi, ora fra lo stupore, ora fra la diffidenza, ora nonostante l'ostilità o l'indifferenza dei loro educatori vedenti, che, allora come oggi, vivono questo metodo come una catena anziché come una liberazione.

I consiglieri del CIB, considerati i risultati conseguiti negli anni passati, e acquisita la disponibilità dei candidati, ha riconfermato per unanime acclamazione gli organi dirigenti: Nicola Stilla presidente, Pietro Piscitelli Vicepresidente, Pino Nobile tesoriere.

Siamo passati subito ad esaminare e a condividere le linee programmatiche per il nuovo anno e le principali iniziative da mettere in cantiere.

Il primo traguardo, ormai tradizionale, sarà la giornata nazionale del Braille, 21 febbraio, che nel 2015 avrà luogo a Trieste, e in Toscana nel 2016.

Vorremmo che questa giornata diventi sempre più una occasione per fare buona comunicazione e sensibilizzazione intorno al Braille, come via di accesso alla cultura scritta e come testimonianza vivente che, anche in situazioni oggettivamente sfavorevoli, l'ingegno, la creatività e la perseveranza, riescono a trovare un a via d'uscita onorevole ed efficace.

Per questo vorremmo che si diffondesse la prassi di coinvolgere prima di tutto le scuole, proponendo concorsi, gare, mostre, che facciano riflettere e sollecitino la fantasia di bambini e adolescenti sulla importanza della lettura e sulla possibilità di trovare bone soluzioni anche in situazioni critiche.

La discussione in presenza poi ci ha consentito di condividere alcune idee:

raccogliere sul nostro sito testi e immagini che illustrino le iniziative volte alla promozione del Braille, nelle scuole, nei musei, nei luoghi d'arte o di cultura, fra le Istituzioni, organizzate dalle nostre sezioni, da scuole, da enti diversi.

Invitare tutte le strutture periferiche della UICI a richiedere al sindaco del capoluogo di Provincia che venga intitolata una via a Louis Braille, individuando il 21 febbraio come data per darne notizia alla stampa, insieme al sindaco.

In conclusione, il Braille è vivo e vegeto, e lo sarà sempre di più se chi lo usa e lo ama dedicherà un po' del suo tempo per farlo conoscere e farlo apprezzare. Io stesso che sto scrivendo, uso il mio palmarino Braille sulle ginocchia, mentre sono in sala di aspetto a Milano, in attesa del treno che mi riporterà a Firenze.

Sosteneteci iscrivendovi!

Costa poco e vale molto!

Pensate:

- Strutture Regionali euro 250,00

- Strutture Provinciali Euro 100,00;

- Persone fisiche Euro 25,00.

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Superando.it del 02-05-2014

Pesa pagare il canone, con un'audiodescrizione del genere!

di Marco Gerometta

Vorrei affrontare il tema delle audiodescrizioni dei film e degli sceneggiati proposte dalla RAI. Oramai da diverso tempo, cioè da quando il servizio è stato internalizzato, ovvero gestito direttamente dai fonici della RAI stessa, si è avuta una completa decadenza della qualità di tale servizio, nonostante l'evoluzione delle tecnologie oggi a disposizione.

Vi sono, ad esempio, grossolani problemi tecnici di diffusione dell'audiodescrizione di un film o di una fiction sul secondo canale audio del digitale terrestre e del circuito satellitare della RAI a noi dedicato, identificato anche come OTH. Si nota, in tal senso, una differenza sostanziale del volume tra il film in lingua originale e quello audiodescritto, cosicché spesso, per godere di un volume discreto, se sul canale italiano è sufficiente regolare la TV sui 35-40 decibel, sul canale OTH bisogna alzare il volume fino ai 55-60 decibel. In Una buona stagione, ad esempio, fiction programmata in queste settimane da Raiuno, per godere di un audio accettabile, si deve impostare il volume sui 60 decibel circa.

E ancora, durante i film, sul canale OTH, frequentemente l'audiodescrizione si interrompe senza motivo, per lasciare spazio all'annuncio audio, che informa l'utente di trovarsi sul canale dedicato alle audiodescrizioni per non vedenti; il tutto accade, come detto, senza alcun motivo plausibile, senza che ci si trovi all'interno di un intervallo pubblicitario, ma proprio durante la diffusione del film.

Altro problema - ultimo solo cronologicamente, ma non certo meno importante dei precedenti - è il fatto che i due film - quello in lingua originale, al quale fanno riferimento le immagini a video, e quello audiodescritto, in onda sul canale audio OTH - spesso non vadano di pari passo! E così, specie al rientro dagli intervalli publicitari, càpita che il film originale parta regolarmente, mentre l'audiodescrizione parte dopo alcuni secondi, se non alcuni minuti dopo il rientro dalla pubblicità.

Ciò che comunque è più scandaloso, al di là di tutto quanto si è detto, è il fatto che spesso molte serie TV siano commentate solo per le prime puntate, senza continuare per tutta la durata della serie. Nella già citata fiction Una buona stagione, per dirne una, sono state descritte le prime tre puntate, mentre la quarta, andata in onda il 22 aprile, ne era priva! All'inizio ho pensato a una clamorosa svista, al fatto che, magari, i tecnici si fossero dimenticati di lanciare la versione audiodescritta a noi dedicata; e invece, da un'analisi successiva più attenta, mi sono accorto che prima dell'inizio della suddetta trasmissione non era stato nemmeno lanciato l'annuncio che informa gli utenti di essere in presenza di un programma audiodescritto per non vedenti; né, sulle pagine della programmazione RAI, quella puntata veniva segnalata come audiodescritta!

Quest'ultimo aspetto è chiaramente paradossale, assurdo e privo di alcun senso logico. Sarebbe come trovarsi di fronte a un romanzo composto da più capitoli che io affido a un lettore, perché non posso leggerlo nella sua versione cartacea originale, e questi, dopo aver letto i primi capitoli, mi consegna l'opera letta a metà, lasciando un lavoro incompleto e, soprattutto, non permettendomi di conoscere come prosegue e come finirà il suddetto romanzo. La stessa cosa avviene per le serie televisive che vengono commentate soltanto per le prime puntate e poi vengono lasciate in sospeso. Che senso ha?

Si noti a questo punto che il servizio di audiodescrizioni della RAI non viene svolto a titolo di volontariato, per una sorta di pietismo nei confronti dei "poveri ciechi o ipovedenti", ma è regolato da un Contratto di Servizio tra l'azienda pubblica RAI e il Ministero dello Sviluppo Economico, che impone alla suddetta azienda di realizzarlo.

Inoltre, anche questo servizio è profumatamente pagato da noi utenti, che versiamo la quota del canone, anche se non fossimo interessati alla visione dei canali RAI. Il canone, infatti, è una tassa, un balzello che tutti dobbiamo pagare! Giusto, giustissimo, quando i servizi ci sono e funzionano bene, anche un contributo non pesa darlo, perché ci viene reso sotto forma di servizio; peggio, invece, è il dover pagare per servizi inesistenti o di bassa qualità, mal funzionanti e mal gestiti. Qui, infatti, anche quest'ulteriore tassa pesa non poco!

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Redattore Sociale del 16-05-2014

Compagnie aeree e passeggeri disabili: calano i reclami e le sanzioni

BRUXELLES. Una volta tanto una buona notizia sul versante rispetto dei diritti delle persone disabili. Arriva dalla Commissione Europea, che nella sua relazione sui reclami dei passeggeri nei confronti delle compagnie aeree presentati fra il 2010 e il 2012 rileva come i problemi riscontrati dalle persone con disabilità o a mobilità ridotta che hanno utilizzato i servizi di assistenza speciale sono pochi e non si è mai dovuto ricorrere a sanzioni per risolvere i contenziosi.

In generale, i vettori europei sembrano tenere in gran conto i diritti dei passeggeri (disabili e non), con appena poco più dell'1% delle compagnie sanzionate, e i reclami presentati alle autorità nazionali sono a un livello molto più basso rispetto al 2010, quando la crisi del vulcano islandese e le forti nevi invernali avevano provocato grandi disagi.

Nel 2012, i reclami presentati dai disabili e dalle persone a mobilità ridotta nell'Unione Europea più Norvegia, Svizzera e Islanda sono stati 275, mentre erano 111 nel 2011 e 128 nel 2010. Questo aumento, apparentemente di portata ragguardevole, si giustifica col fatto che nel 2012 sono stati inclusi i dati del Regno Unito, notoriamente un paese in cui la propensione a presentare reclami è molto alta. Secondo la Commissione, dunque, nonostante fra 2011 e 2012 i reclami siano raddoppiati, il dato non ha una rilevanza statistica, visto che ad esempio il totale delle rimostranze da parte di passeggeri non disabili per imbarco negato, cancellazione del volo o ritardo prolungato dello stesso sono state, sempre nel 2012, 56478.

E dalla Commissione si fanno i complimenti all'Italia per la maniera che ha di gestire l'assistenza delle persone a mobilità ridotta o con disabilità: nel 2010, i reclami all'Enac sono stati 45, di cui però 19 erano semplici richieste di informazioni, sei passeggeri che hanno avuto problemi con la prenotazione, nove lamentele per carenze nell'assistenza in aeroporto, nove per assistenza carente o mancante a bordo dell'aereo e otto imbarchi negati. Nel 2011 i reclami sono scesi a 19, e nel 2012 addirittura a 9, di cui però solo due problemi di imbarco negato, un problema di assistenza a bordo, tre lamentele per mancata o carente assistenza in aeroporto e un problema di prenotazione.

E l'Enac, secondo i funzionari di Bruxelles, si è dimostrata particolarmente sensibile ai problemi dei passeggeri disabili,sviluppando un'app per smartphone e tablet in quattro lingue per le persone che richiedono assistenza speciale.

La Commissione, nel 2013, ha proposto una revisione delle leggi in vigore riguardanti i diritti dei passeggeri del trasporto aereo, che al momento è in fase di negoziazione in parlamento Europeo e a livello di Stati membri nel Consiglio. Se la proposta andrà a buon fine, due sono i punti specifici riguardanti l'assistenza a persone disabili o a mobilità ridotta: da un lato, in caso di circostanze o eventi eccezionali, non potrà comunque essere rifiutata l'assistenza speciale a chi l'avrà prenotata in anticipo. Inoltre, in caso una persona debba portare a bordo attrezzature di mobilità molto costose, potrà fare una dichiarazione gratuita attraverso la quale, in caso di danneggiamento, riceverà il rimborso totale per tali attrezzature e non solo un rimborso parziale. Al momento, secondo la Convenzione di Montreal, è possibile fare una simile dichiarazione, ma la compagnia aerea può stabilire che questa sia soggetta a un pagamento

di Maurizio Molinari

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La Nuova Sardegna del 02-05-2014

I non vedenti diretti in Gran Bretagna sugli aerei Meridiana possono portare il loro cane

OLBIA. Meridiana diventa la prima compagnia aerea italiana autorizzata al trasporto nel Regno Unito di passeggeri non vedenti accompagnati dal proprio cane guida. L'autorizzazione è arrivata nei giorni scorsi. Da ora in avanti dunque i non vedenti potranno imbarcarsi sui voli Meridiana diretti in Gran Bretagna con il loro cane al seguito. «È un grande risultato ed un ulteriore passo in avanti verso una più completa tutela dei diritti dei disabili» commenta Raffaella Bellu, responsabile della Lega Arcobaleno, l'associazione che si batte per i diritti dei disabili.

«Viene finalmente superato un problema assurdo - spiega - che riguardava la normale mobilità dei non vedenti accompagnati dal proprio cane guida creato da alcune norme inglesi che di fatto spingevano all'utilizzo esclusivo di alcuni limitati vettori aerei. Dopo aver affrontato prima la burocrazia italiana, e poi, quella più impegnativa del Regno Unito, Meridiana è riuscita ad essere accreditata tra le compagnie autorizzate nell'ambito del 'Pet Travel Schemè britannico e, prima in Italia, ottenendo un importante risultato».

La Bellu, che oltre ad essere referente della Lega Arcobaleno è anche dipendente di Meridiana, sottolinea che si tratta di «un'importantissima battaglia vinta da tutti a favore di tutti» e come «fosse inconcepibile che nessuna compagnia italiana avesse potuto fino ad oggi far volare verso il Regno Unito passeggeri disabili con questo tipo di esigenze».

Tutto è nato quando un non vedente in procinto di partire da Napoli per Londra per fare visita ai propri cari in occasione della Pasqua, ha scoperto che la compagnia non poteva accettare la prenotazione perchè non autorizzata dal Governo inglese al trasporto del cane da assistenza. A quel punto Meridiana si è messa in moto riuscendo, in breve tempo, a risolvere il problema. «Con questa nuova qualificazione di Meridiana - conclude la Bellu - si riesce a dare maggiore speranza a chi, pur avendo nel bagaglio la propria disabilità, non rinuncia all'autonomia e alla possibilità di viaggiare».

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Redattore Sociale del 13-05-2014

Ryanair rinnova il sito e dimentica (di nuovo) l'accessibilita' per i ciechi

Ci risiamo. Dopo un periodo in cui il sito Ryanair era stato reso molto ben utilizzabile e accessibile per gli utenti non vedenti, la compagnia irlandese ha effettuato l'ennesimo restyling al suo portale senza tener in conto i problemi dei disabili visivi.

Avevamo già sottolineato le difficoltà di navigazione sul sito della linea aerea, per chi utilizzava uno screenreader. Il problema principale era quello dei codici captcha, quelle immagini sfocate in cui sono presenti lettere e numeri che l'utente deve digitare per dimostrare di essere una persona in carne e ossa e non un software che produce spam o che compra biglietti multipli. La Ryanair aveva in seguito smesso di utilizzare i captcha e aveva posto in atto una serie di politiche che potremmo definire passenger-frienldy, ovvero accomodanti nei confronti dei passeggeri, come ad esempio il permettere due bagagli a mano per persona.

Ma, con la recente ed ennesima revisione del suo sito, Ryanair ha ancora una volta dimenticato la questione dell'accessibilità. Già dalla prima schermata, un cieco incontra infatti difficoltà praticamente insormontabili nello scegliere la data del suo viaggio. Superato questo ostacolo grazie all'aiuto di un vedente, però, una persona che ha richiesto assistenza speciale si trova di fronte a un altro e più grave problema: non riesce a fare il check in online e a stampare la carta d'imbarco. In altre parole: in teoria non potrebbe volare. Questo perché il posto non gli viene automaticamente assegnato, provocando un corto circuito nel sistema.

Le soluzioni sono varie: comprare un posto sull'aereo, pagando una tariffa extra, oppure rivolgersi al servizio di assistenza. Peccato che anche il servizio di assistenza sia a pagamento e che, se si invia una mail, non si riceve risposta. Una terza soluzione c'è, ed è anche gratis: contattare via chat il servizio di assistenza che allocherà un posto sull'aereo al passeggero, permettendogli così di fare il check in online e avere la carta d'imbarco. Ma il supporto chat è attivo solo in inglese e solo a certi orari. Cosa può fare una persona che prenota un volo il sabato e la domenica, ad esempio, oppure qualcuno che non parla inglese o che non ha dimestichezza con le chat via Internet? L'unica possibilità è appunto chiamare il supporto assistenza, e quindi pagare, oppure riservare un posto, sempre a pagamento.

Abbiamo chiesto alla Ryanair un commento su questi recenti problemi di accessibilità del loro sito e sugli ostacoli che incontrano le persone che usufruiscono di assistenza speciale, ma non abbiamo ricevuto risposta dalla compagnia irlandese. Chissà se verrà mai il giorno in cui i disabili non dovranno aspettarsi nessun disagio, ma solo vantaggi, dalle future versioni del sito Ryanair?

di Maurizio Molinari

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Osservatorio Malattie Rare.it del 16-05-2014

Degenerazione maculare, confermato il profilo di sicurezza di Lucentis

Presentati al congresso ARVO 2014 (Association for Research in Vision and Ophthalmology) i dati recenti relativi a ranibizumab (approvato nel giugno 2006) e riguardanti le cinque indicazioni per le quali ranibizumab è stato approvato ovvero degenerazione maculare senile essudativa (wAMD), edema maculare diabetico (DME), edema maculare secondario ad occlusione venosa retinica centrale (CRVO) e di branca (BRVO) e neovascolarizzazione coroideale secondaria a miopia patologica (mCNV). I dati sottolineano nuovamente il profilo di efficacia e sicurezza del trattamento, profilo derivato sia dagli studi clinici registrativi sia dagli studi osservazionali condotti nel mondo reale.

"Ranibizumab ha già dimostrato una comprovata efficacia nel ridurre la perdita della vista nell'ambito delle sue cinque indicazioni, come risulta evidente dagli esiti degli studi clinici presentati al congresso ARVO 2014", ha dichiarato il dottor Timothy Wright, Responsabile del Development a livello Global, Novartis Pharma AG. "Il dato fondamentale è che i risultati di efficacia e sicurezza si riflettono anche nel contesto clinico relativo al mondo reale. I risultati provvisori a un anno dello studio LUMINOUS, studio osservazionale cross-indicazione condotto in 'real-life practice', confermano il profilo di sicurezza di ranibizumab nei pazienti con degenerazione maculare senile essudativa".

I dati salienti su ranibizumab presentati al congresso ARVO includono:

Evidenze riscontrate nel mondo reale.

Lo studio clinico prospettico multinazionale e osservazionale di 5 anni LUMINOUS - il più vasto studio nell'ambito della retina medica attualmente in corso, che ha arruolato 30.000 pazienti nell'ambito di tutte le indicazioni approvate di ranibizumab - ha presentato i risultati a un anno sull'efficacia e la sicurezza di ranibizumab. Dei primi 2112 pazienti con degenerazione maculare senile essudativa arruolati, quelli già trattati in precedenza, inclusi quelli con più di 6 anni di trattamento con ranibizumab, hanno conservato la propria acuità visiva durante tutto il corso del primo anno. I pazienti non precedentemente trattati ed esposti a trattamento con ranibizumab hanno mostrato invece un guadagno di capacità visiva rispetto al basale (+4,1 lettere ETDRS). Non è stato identificato alcun nuovo dato relativamente al profilo di sicurezza, che rimane confermato.

Sicurezza ed efficacia.

Sono stati riportati i risultati dello studio COMRADE-B, che ha confrontato l'efficacia e la sicurezza di ranibizumab rispetto a desametasone nei pazienti con BRVO (edema maculare secondario ad occlusione venosa retinica di branca). I pazienti trattati con ranibizumab (iniezioni intravitreali di ranibizumab 0,5 mg per 3 mesi, seguiti da una posologia PRN, ovvero "al bisogno"), rispetto ai pazienti trattati con desametasone (impianti da 0,7 mg con durata complessiva di circa 6 mesi), hanno avuto guadagni nella vista significativamente superiori al sesto mese di trattamento. Entrambi i gruppi di trattamento hanno mostrato un tasso ridotto di eventi avversi legati alla sicurezza sia oculare sia non oculare, sebbene nel braccio trattato con desametasone ci fosse un'incidenza di pressione intraoculare di nove volte superiore rispetto a ranibizumab.

Ranibizumab (Lucentis®).

Ranibizumab è stato progettato per conservare e migliorare la vista e, nelle sue indicazioni autorizzate e con una posologia individualizzata, ha mantenuto nella vita reale il profilo di efficacia dimostrato negli studi clinici. Essendo un frammento di anticorpo con una breve emivita sistemica, Ranibizumab è stato specificamente progettato, sviluppato, formulato e autorizzato per le patologie oculari e viene prodotto secondo gli standard più elevati relativi all'uso intraoculare.

Ranibizumab è autorizzato in oltre 100 Paesi per il trattamento della degenerazione maculare senile essudativa (wAMD), per il trattamento della compromissione della vista causata da edema maculare diabetico (DME) e per il trattamento della compromissione della vista causata da edema maculare secondario ad occlusione venosa retinica (RVO), sia centrale (CRVO) sia di branca (BRVO). Inoltre, Ranibizumab è autorizzato in oltre 60 Paesi per il trattamento dei pazienti con compromissione della vista causata da neovascolarizzazione coroideale secondaria a miopia patologica (mCNV). Nella maggior parte dei Paesi, inclusi quelli europei, Ranibizumab viene somministrato secondo un regime di trattamento individualizzato, allo scopo di massimizzare i risultati relativi alla vista, minimizzando al tempo stesso il sotto- o il sovra-trattamento dei pazienti.

Ranibizumab ha un profilo di sicurezza ben consolidato, supportato da 43 studi clinici sponsorizzati e dall'esperienza nel mondo reale. Il suo profilo di sicurezza è stato ben stabilito nel corso di un programma di sviluppo clinico che ha arruolato oltre 12.500 pazienti per tutte le indicazioni; inoltre, dal suo lancio, avvenuto negli Stati Uniti nel 2006, Ranibizumab vanta ormai un'esposizione pari a oltre 2,4 milioni di anni di trattamento-paziente.

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Quotidiano Sanità.it del 13-05-2014

Caso Avastin-Lucentis. Il parere e i commenti della stampa statunitense

Gentile direttore,

nei giorni passati ho letto su questo quotidiano, con molta attenzione, gli interventi degli attori principali (Governo, Regioni, politici, rappresentanti della società, Associazioni consumatori, rappresentanze professionali, associazioni di categorie) interessati alla disputa sul caso Roche-Novartis .

Le tesi dei favorevoli o contrari oramai hanno i giorni contati, poiché le carte processuali sono in mano alla Magistratura che dovrà valutare non la scorretta concorrenza delle società, già sanzionata in via pecuniaria dall'Authority, ma l'eventuale danno erariale subito dal SSN e gli eventuali danni personali che hanno subito i pazienti, affetti da tale patologia, che non potevano permettersi questa costosa cura.

Come mio approccio professionale, già sperimentato su alcune questioni inerenti la sanità nazionale, ho cercato presso le fonti esterne estere la conferma o il diniego delle tesi sostenute da autorevoli professionisti su questo caso, non avendo io alcuna competenza professionale su questa materia.

The New York Times in data 5 Marzo 2014 a firma dell'editorialista David Jolly, riassumeva la vicenda italiana sul caso. Dopo aver evidenziato le motivazioni ed i fatti che hanno portato all'erogazione pecuniaria nei confronti di Roche e Novartis, il giornalista evidenziava alcune questioni conosciute ed altre non note.

Non era la prima volta che la Genentech (proprietaria del marchio Lucentis-Avanstin e distributrice negli USA), finisce nei guai negli Stati Uniti. La prima risale al 2010, quando si era scoperto che la Società poteva offrire ai medici compiacenti sconti segreti per la prescrizione di Lucentis al posto di Avastin.

Avastin non era mai stato ufficialmente approvato per uso oftalmico, ma i medici l'avevano usato, fin dalla metà dello scorso decennio, per il trattamento di disturbi come la degenerazione maculare senile, una comune causa di cecità negli anziani.

Le compagnie farmaceutiche, ricorda il NYT, non sono autorizzate a commercializzare i loro farmaci per usi non approvati, ma la legge statunitense dà ampio potere discrezionale ai medici di utilizzare il farmaco secondo un proprio giudizio.

Genentech aveva iniziato a sviluppare Avastin nel 1997. Il farmaco era stato approvato per il trattamento di tumori del colon, del polmone, del rene e del cervello, e ha fatto guadagnare alla Roche circa 7,2 miliardi dollari per l'anno 2013.

Genentech ha poi iniziato a sviluppare Lucentis, ranibizumabo, nel 2000 come trattamento per la degenerazione maculare. Lucentis e Avastin si basano su due molecole differenti, ma entrambi, ricorda ancora il NYT, derivano dallo stesso anticorpo e lavorano secondo un meccanismo analogo.

La Food and Drug Administration, ente federale statunitense preposto al controllo dei farmaci, non ha approvato Lucentis per la patologia oculare fino al 2010 - anno in cui Avastin era già in largo uso come trattamento off-label per la degenerazione maculare.

Sempre il NYT ricorda come Avastin e Lucentis siano equivalenti nel trattamento della degenerazione maculare, secondo i test sponsorizzati dal governo degli Stati Uniti (non vengono specificati gli organismi preposti), e milioni di pazienti in tutto il mondo hanno ricevuto Avastin in luogo di Lucentis senza effetti negativi. Ci sono stati, tuttavia, una manciata di casi in cui uso improprio di Avastin, dovuto principalmente ad inquinamento, ha portato a casi gravi per effetti collaterali.

Per cui dall'articolo apparso sul NYT si evincono alcune conferme e smentite sulle tesi apparse in questo quotidiano.

La prima conferma è che la Genentech aveva già consolidato la prassi, presso i medici americani, di richiedere la prescrizione di Lucentis a scapito di Avantis. Secondo, conferma che Avanstin e Lucentis sono equivalenti per il trattamento e la cura della stessa patologia. Terza conferma è che negli USA sono stati testati, sull'equivalenza dei due farmaci, un numero rilevante di pazienti affetti da tale patologia, da parte di organizzazioni sanitarie statali e federali

L'altro articolo apparso sul Washington Post in data 11 Aprile 2014 a firma di Steven Rich riguarda uno studio effettuato dall'assicurazione statale Medicare dal quale viene evidenziata la differenziazzione del prezzo dei farmaci su tutto il territorio federale .

I farmaci presi a base come curativi della stessa patologia sono: Lucentis, Eylea, Avastin. Lucentis è il più costoso, circa 2.000 dollari per dose Eylea ha un prezzo leggermente inferiore, ma Avastin è molto più economico perché costa circa 50 dollari, secondo i dati del 2012.

Dalla mappatura dei consumi si nota che l'uso esclusivo di Lucentis riguarda alcuni stati decentrati del nord (South Dakota -Minnessota) del centro (Kansas-Nevada) e del sud ( Alabama -Florida parte) oltre il Tennesse e il Kentucky. Nelle aree metropolitane e cittadine, nella East e West coast la diffusione Avastin è preponderante.

Lo studio mette, nuovamente, in evidenza che dai test randomizzati sull'efficacia dei due farmaci, questi risultano essere equivalenti per la cura della stessa patologia, l'unica differenza è che Avastin non è venduto in dosi convenienti e quindi deve essere diviso con rischio di contaminazione, lo stesso rischio evidenziato nell'articolo del NYT.

Per l'articolista del WP lo studio di Medicare ha evidenziato un grave danno economico assicurativo per l'utilizzo dell'uno a scapito dell'altro farmaco, e si pone un quesito finale, se i medici curano i pazienti in base a criteri di efficacia del farmaco somministrato o se esistono altre interessi non inerenti la malattia. Forse non è lo stesso quesito che si è posta la Magistratura italiana?

Secondo una logica di libero mercato è il consumatore sanitario americano a dover decidere la scelta finale ed è solo lui responsabile delle proprie azioni e delle sue scelte giuste o sbagliate.

Questa centralità, acquisita nel sistema, indirizza l'utilizzatore finale alla scelta di un farmaco nei confronti di un altro, alla scelta tra assicurazione privata o pubblica, o all'individuazione di un medico curante e ospedale di riferimento o all'acquisizione via internet (prevalente nel mercato sanitario americano) di un pacchetto sanitario di cure, di una prestazione diagnostica o l'acquisto di un farmaco. Ma nel caso specifico, quanto incide una prescrizione medica mirata nella scelta opzionale dei farmaci che devono prevenire e curare una così rilevante patologia?

Mauro Quattrone

Consulente direzionale forecasts & planning management

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Superando.it del 17-05-2014

Maculopatie: nonostante il clamore, per molti eì ancora dura

La denuncia arriva dall'Associazione Per Vedere Fatti Vedere e fa riferimento al clamore suscitato in questi mesi dalla decisione dell'Antitrust, che ha pesantemente sanzionato due colossi del farmaco, per la politica attuata sui medicinali necessari in caso di maculopatia oculare. Ebbene, sembra proprio che nonostante quel clamore, in molti ospedali nulla sia cambiato e ci siano persone che continuano a disperarsi per riuscire a trovare la cura.

«Dopo l'esplosione del "Caso Avastin/Lucentis" su giornali e TV - dichiara in una nota Lidia Buccianti, presidente dell'Associazione Per Vedere Fatti Vedere - numerosi pazienti hanno voluto condividere con noi la loro esperienza, soprattutto riguardo alle terapie intravitreali, comunicando la loro soddisfazione e gratitudine per essere stati sempre curati con attenzione e tempestività e confermando quindi quanto già sapevamo, rispetto all'esistenza, nel nostro Paese, di varie strutture d'eccellenza, dove si ricevono cure e servizi di altissimo livello, nonostante le difficoltà e i tagli ai budget. In molti altri ospedali, invece, anche se può sembrare incredibile, nonostante il clamore e le tante polemiche di questi mesi, da parte degli organi d'informazione, ancora nulla è cambiato e ci sono persone che si disperano per riuscire a trovare la cura».

Nata per volontà della SOI (Società Oftalmologica Italiana), già da alcuni anni l'Associazione Per Vedere Fatti Vedere ha condotto una serie di campagne di sensibilizzazione, per garantire il rimborso della cura a tutti i pazienti con maculopatia senile (o degenerazione maculare senile) e in particolare a quelli con visus inferiore a due decimi e a quelli malati in entrambi gli occhi. Essa offre inoltre a chi è colpito da glaucoma, cataratta e dalla stessa maculopatia informazioni, orientamento alle strutture italiane specializzate, sostegno psicologico e aggiornamenti sulla ricerca medica e tutela dei diritti, potendo anche vantare la produzione della prima Carta Italiana dei Diritti dei Pazienti con Malattie Oculari Gravi.

Nella fattispecie, la denuncia, come detto, riguarda le terapie intravitreali per i casi di maculopatia e fa riferimento alla recente decisione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, meglio nota come Antitrust, che dando seguito alle varie denunce provenienti proprio dalla SOI, ha sanzionato con 180 milioni di euro i due colossi mondiali del farmaco Roche e Novartis (che hanno a propria volta preannunciato ricorsi al TAR), accusati di essersi «accordati per spartirsi i miliardi dalla vendita di due farmaci identici, ma con nomi diversi (Avastin e Lucentis) e a prezzi diversi, a danno dei malati, del servizio sanitario pubblico e delle assicurazioni private». Anche la Procura di Roma sta indagando su una vicenda, che, come sottolineato da Buccianti, ha provocato un grande clamore presso gli organi d'informazioni.

Ebbene, nonostante ciò, le ripetute segnalazioni dei pazienti e dei loro familiari parlano di tempi di attesa ancora lunghissimi - per trattamenti in cui l'efficacia deve necessariamente coniugarsi alla rapidità -, con i centri privati che propongono le cure sùbito, ma a costi a dir poco proibitivi, mentre da alcuni ospedali arriva addirittura il consiglio, a una persona del Friuli Venezia Giulia, di recarsi in Slovenia, chiedendo poi il rimborso al Servizio Sanitario Nazionale!

Di fronte a tutto ciò, la richiesta di Per Vedere Fatti Vedere è ancora una volta la stessa, ovvero che «l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e il Ministero della Salute attuino misure urgenti, straordinarie e mirate, affinché tutti i malati di maculopatia essudativa abbiano finalmente la possibilità di curarsi in tempi adeguati e di salvarsi la vista». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Lidia Buccianti, buccianti@pervederefattivedere.it.

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La Provincia di Como del 14-05-2014

Farmaci e tecniche. Una doppia novita' per curare gli occhi

Novità in oculistica: dai farmaci per la cura della maculopatia alle cure per il glaucoma.

«Negli ultimi anni, sono stati sviluppati numerosi farmaci da utilizzare nelle malattie della retina - spiegano gli specialisti comaschi Stefano Ranno e Matteo Sacchi - quali la degenerazione maculare senile, la retinopatia diabetica e le malattie vascolari, patologie altamente invalidanti da un punto di vista visivo con ricadute sociali evidenti. Nelle scorse settimane ha destato molto scalpore la maxi multa da 180 milioni di euro che i colossi del farmaco Roche e Novartis sono stati condannati dall'Antitrust a pagare per aver creato un "cartello" a sostegno del carissimo farmaco Lucentis contro la maculopatia, a scapito del molto più economico Avastin. Ma la novità degli ultimi giorni è l'autorizzazione all'uso di un nuovo farmaco per la cura della maculopatia essudativa, più specifico nei confronti del recettore responsabile della malattia. Grazie a questa capacità viene prolungato l'effetto della somministrazione rendendo meno frequenti le somministrazioni dopo le prime tre iniezioni». «Per quanto riguarda il trattamento del glaucoma - spiega Sacchi - sono stati presentati anche gli ultimi risultati sulla trabeculoplastica selettiva, una procedura laser non invasiva, ripetibile e non aggressiva per le strutture oculari. Questa tecnica è una delle armi che abbiamo a disposizione per la cura del glaucoma e che può posticipare anche di molti anni l'uso dei colliri». Mentre nel campo della chirurgia: «Le valvole per il glaucoma hanno mostrato di essere efficaci e sicure nell'abbassare la pressione intraoculare in selezionati pazienti e si stanno sempre più affiancando al tradizionale intervento chirurgico per il glaucoma. Inoltre nuovi dispositivi come il piccolissimo "iStent" e nuove tecniche come la possono diminuire la pressione oculare rispettando le fisiologiche vie di deflusso dell'umor acqueo». «Infine - dice Ranno - anche la chirurgia della cataratta è in continua evoluzione con la possibilità di effettuare l'intervento con incisioni sempre più piccole e di utilizzare lenti intraoculari che correggano sia la visione da lontano che da vicino anche in pazienti astigmatici».

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Galileo del 13-05-2014

Il "collirio della Montalcini" per la retinite pigmentosa

NAPOLI. Cinquanta pazienti con una rara malattia della retina testeranno il collirio a base del Nerve Growth Factor, la molecola che valse il Premio Nobel per la medicina a Rita Levi Montalcini. È infatti partito il primo studio al mondo sul primo farmaco per la retinite pigmentosa: due record tutti italiani.

La retinite pigmentosa è una malattia genetica degenerativa per la quale ad oggi non esiste cura. Interessa circa una persona su 4 mila, si manifesta durante l'adolescenza e porta ad una grave condizione di ipovisione o cecità nell'età adulta. Le cellule colpite sono i fotorecettori: i coni e i bastoncelli, che hanno il compito di cogliere il segnale visivo per inviarlo al cervello. Il collirio a base di Nerve Growth Factor ricombinante umano (rhNGF, del tutto simile al NGF naturalmente prodotto dall'organismo umano e che stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza delle cellule nervose) è la prima terapia a essere stata approvata dalla Food and Drug Administration (Fda) e dall'Agenzia Europea per i medicinali (Ema) per una sperimentazione per la retinite pigmentosa. Galileo ha intervistato Francesca Simonelli, Direttrice della Clinica Oculistica della Seconda Università di Napoli, a capo della ricerca.

Professoressa Simonelli, come agisce il NGF nella retinite pigmentosa?

"I primi studi hanno mostrato che in alcuni modelli animali della malattia vi è una carenza proprio del NGF; in seguito, sempre in modelli animali, è stato osservato che questa molecola è davvero in grado di rallentare la degenerazione dei fotorecettori ed ha un effetto neuroprotettivo. Infine è stato provato che la sua versione ricombinante umana, somministrata localmente sotto forma di collirio, riesce a raggiungere la retina e il nervo ottico: un presupposto fondamentale per lo sviluppo di un possibile farmaco ad uso topico. Tutti i risultati positivi di queste ricerche ci hanno spinto a cominciare il primo trial clinico al mondo (di fase I/II, ndr.) sugli esseri umani".

Come si svolgerà lo studio?

"Lo studio coinvolge cinque centri di eccellenza: la Clinica Oculistica della Seconda Università Napoli, quelle dell'Università di Firenze e del San Paolo di Milano, il Policlinico Gemelli e la Fondazione Bietti di Roma. Nella prima fase, già partita, valuteremo la sicurezza e la tollerabilità del collirio su 10 persone. Se sarà dimostrata l'assenza di effetti collaterali, partiremo con la seconda fase dello studio per testarne l'efficacia: altri 40 pazienti dovranno usare il collirio, a base di rhNGF o con un placebo, tre volte al giorno per sei mesi continuativi".

Quali risultati vi aspettate?

Il risultato sperato è un recupero della visione: in particolare un allargamento del campo visivo e una riduzione della nictalopia, cioè dell'incapacità di vedere in condizioni di scarsa luce. Ma è un obiettivo importante anche solo il rallentamento della progressione della malattia, che valuteremo nei sei mesi che seguiranno la somministrazione. Le buone premesse non mancano: il collirio a base di rhNGF è attualmente in sperimentazione anche per le ulcere della cornea, e i primi risultati sono molto promettenti" (vedi Galileo, "La molecola della Montalcini per riparare la cornea".

di Tiziana Moriconi

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Agenzia AGI del 21-05-2014

Salute: Aifa, bene Fimmg e Federanziani; siamo disponibili

ROMA. L'Aifa accoglie con grande favore l'idea lanciata da Federanziani e Fimmg di monitorare gli effetti del trattamento delle maculopatie attraverso un call center dedicato e una comunicazione diretta e capillare con i pazienti, negli studi dei medici di medicina generale e nei centri anziani, "ed esprime la disponibilita' a far parte dell'Advisory Board che si occupera' di coordinare il progetto". Il direttore generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco commenta cosi' la proposta lanciata dal segretario generale della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia, Giacomo Milillo e dal presidente di Federanziani, Roberto Messina. "Si tratta di un'idea innovativa e costruttiva - prosegue Pani - e ci associamo a quanto dichiarato dal ministro Lorenzin, che ha messo l'accento sull'importanza del monitoraggio degli aspetti di sicurezza legati alla somministrazione intravitreale delle terapie per la maculopatia. Non ci stancheremo mai di ripetere che si tratta di un requisito fondamentale che ha la precedenza su qualsiasi altro tipo di considerazione". "L'Aifa mettera' tutte le sue competenze scientifiche a supporto di questa iniziativa - conclude Pani - che ha il pregio fondamentale di mettere al centro dell'attenzione la sicurezza delle terapie e il coinvolgimento diretto dei pazienti. L'idea di istituire un call center dedicato facilitera' l'identificazione delle eventuali reazioni avverse e la mappatura dei trattamenti generando dati preziosi per gli enti regolatori".

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Repubblica.it del 30-05-2014

Ipovedenti e non vedenti, rivoluzione alle fermate degli autobus

TRENTO. Dalla provincia di Trento, una novità interessante per persone con disabilità: un servizio vocale di informazione tramite smartphone e tablet.

Un bigliettaio 2.0 pronto a fornire, in tempo reale, tutte le indicazioni su orari, ricerca corse e tariffe. E' iBus Voice, l'applicazione per cellulari di ultima generazione e tablet, che offre un servizio vocale di informazioni in prossimità delle fermate degli autobus, guidando chi ha difficoltà nella lettura delle classiche tabelle alle pensiline, come i non vedenti.

La Provincia autonoma di Trento, attraverso la società Trentino Trasporti, offre già un insieme avanzato di servizi nel settore della cosiddetta info-mobilità, come call center, libretti orari, paline di fermata, Qr-code, servizio "Dimmi", ma l'ultimo nato, iBus Voice, aggiunge un tocco d'umanità alla tecnologia.

L'applicazione, per sistemi operativi Ios e Android, è gratuita. Quando l'utente, non vedente o ipovedente, entra nel raggio di 50 metri dalle fermate abilitate, si attiva l'app installata sul cellulare o sul tablet. Sono previsti due sistemi di navigazione: nelle vicinanze della fermata con sensore di prossimità; con sensore Gps o bluetooth del telefono, per avere le informazioni anche se non si è vicini alla fermata. Una voce offrirà, in modo sempleice e sicuro, tutte le indicazioni necessarie all'utente per muoversi in città senza barriere. Utile per raggiungere la scuola o spostarsi, anche ai 74 studenti non vedenti o ipovendenti (dato 2013) che frequentano gli istituti trentini.

L'iniziativa, che ha visto la collaborazione di Irifor del Trentino, centro di Prevenzione e Riabilitazione Visiva e di Okkam, spin-off dell'Università di Trento e della Fondazione FBK, rappresenta un ulteriore passo in avanti nel progetto "Viaggia libero", che permette di offrire un servizio efficiente, ma soprattutto accessibile a tutti senza barriere.

Il servizio verrà attivato in via sperimentale nelle prossime settimane, partendo da alcune fermate di Trento, per essere perfezionato e messo a sistema nel giro di qualche mese. Si tratta, infatti, di un primo tentativo di "internet of things" sul trasporto pubblico, con l'intento di costruire un canale di comunicazione tra la fermata ed il cliente attraverso interventi infrastrutturali minimi. Scelte di contenimento dei costi, tra le altre, che hanno permesso a Trentino Trasporti, 50 milioni di passeggeri annui, di chiudere il bilancio in attivo per cinque anni di seguito.

IBus Voice, dopo essere stata presente con successo al salone internazionale IT-Trans 2014 di Karlsruhe (Germania), dedicato alle nuove tecnologie applicate al trasporto pubblico, è stata presentata in una fiera di settore a Padova e selezionata come finalista del premio Smart City, rivolto a Comuni o enti di Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto che hanno realizzato progetti innovativi in ambito Smart City.

di Sara Ficocelli

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Il Tirreno del 04-05-2014

Una citta' ad ostacoli per chi e' disabile

LUCCA. Esercizio della domenica: fatevi bendare e poi chiedete che vi lascino in un punto qualsiasi del centro storico. Va bene Piazza San Michele, ma anche via Fillungo. Va bene l'Anfiteatro, o Piazza San Francesco. L'importante è che siate soli, senza i vostri occhi ad aiutarvi, senza punti di riferimento. È un esercizio crudele e sorprendente, ma è anche l'unico modo per comprendere le difficoltà insormontabili che i diversamente abili provano nell'affrontare la nostra splendida, medioevale, città che sopravvive identica ai decenni grazie ai condoni, alle deroghe, alle eccezioni (che fanno, e non confermano, la regola). A suggerirmelo è stato una conversazione di qualche tempo fa con Massimo Diodati, presidente dell'Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti di Lucca. Per giorni ho pensato di mettere in pratica ciò che, involontariamente, il suo racconto della Lucca inaccessibile - fatta di spazi angusti, bagni irraggiungibili, inesistente segnaletica - suggeriva. E poi, ho deciso: proviamoci. Ieri pomeriggio ho messo così due bende oculari sugli occhi e inforcato i più scuri, e giganteschi, occhiali a mia disposizione. Mi sono fatta accompagnare sulle Mura e lì, con la garanzia di essere seguita a distanza, ho cominciato a camminare al centro di quella che mi pareva la strada più sicura, e più conosciuta. La prima e più forte sensazione è stata quella di essere perduta: il corpo oscillava con il vento, il sole batteva sulle guance e proiettava davanti a me un percorso fatto di luci e di ombre tenui, leggerissime, appena percettibili. Sentivo il vociare, e poi: un cane che abbaia, il rumore di due biciclette, l'affanno di un corridore. Di colpo mi fermavo, restavo paralizzata in un punto imprecisato della strada, a qualche centinaia di metri dal Villaggio del Fanciullo. Non avevo la forza di andare avanti, né di retrocedere: ero immobile, mentre il mondo non si accorgeva di niente o, peggio, mi ignorava. Non penso di aver mai provato tanta paura che qualcosa potesse succedere. Qualsiasi cosa: un cane che ti aggredisce, un ciclista che perde il controllo e ti travolge, qualcuno che si avvicina e, rendendosi conto della tua debolezza, se ne approfitta. Sapevo che non sarebbe accaduto nulla, eppure temevo. Mi dicevo: è solo questione di fare un passo, poi riuscirai ad andare avanti, e così ho fatto il primo passo e in questo nulla eterno delle Mura sono andata avanti per cinque, dieci, venti minuti. Un piede dietro l'altro, la testa alta per intercettare i movimenti degli altri, l'incapacità di decifrarli. E, dunque, è arrivato il tempo di scendere dalle Mura: non sapevo dove fosse la discesa, avanzavo traballante, dovevo chiedere: ma a chi? E come? Alla fine, quando ho sentito un respiro avvicinarsi ho chiesto: per scendere? «Ecco, lì» mi ha detto una donna, la voce roca della fumatrice. «Dove? Non vedo», ho risposto, e lei si è avvicinata un poco, mi ha afferrato la mano e l'ha guidata verso un punto imprecisato, oltre una curva o, forse, dopo un rettilineo. Sono andata in discesa. Ho continuato a camminare in questo vuoto irriconoscibile che è la mia città. Mai Lucca mi era parsa tanto ostile e complicata. I rumori erano echi infernali, non un'indicazione, non un aiuto. Volevo comprare un gelato, ma non avevo idea di dove fosse una gelateria. Avevo bisogno di un bagno, ma preferivo evitare quella caccia che si sarebbe dimostrata patetica e difficoltosa: in tutti questi anni non ho trovato un bagno a norma nel centro storico. La colpa è della struttura architettonica, e naturalmente dei condoni che hanno legalizzato i comportamenti non in regola. La certezza, una volta a casa, era però solo una: non siamo fatti per i diversamente abili. I progetti, a quanto pare, sono in costruzione. Ma non dovremmo forse fare qualcosa un po' più rapidamente per cambiare?

di Flavia Piccinini

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West.info del 30-05-2014

I bambini autistici si fidano del terapeuta non vedente

"Ermanno era irruento. Molto più di quello che è ora. Rompeva ogni cosa, tirava tutto in aria. Non riuscivo a capire cosa potesse fare Wolfgang, francamente, con un bambino così".

Eppure Wolfgang Fasser, musicista, terapeuta e cercatore di suoni, con Ermanno, autistico, così come con tanti altri piccoli affetti da gravissimi handicap intellettivi, è riuscito a stabilire un profondo contatto umano e professionale. Stravolgendo le loro esistenze, nonostante la sua cecità - manifestatasi all'età di 22 anni, per via di una malattia genetica che non ha mai intaccato la sua creatività.

A raccontare la sua magica figura ci ha pensato Nel giardino dei suoni, un film documentario girato da Nicola Bellucci. "Nel 1999 ho fondato l'atelier d'improvvisazione musicale il Trillo. Da me vengono bambini di tutte le classi sociali, soprattutto figli d'operai. Ognuno arriva così com'è e dai nostri incontri nasce la musica che risuona tra di noi", racconta Wolfgang. "Il mio compito", aggiunge, "consiste nel creare un ambiente che permetta ai piccoli di confrontarsi con il mondo e in cui possano esprimere pienamente la loro curiosità, il loro desiderio di giocare e i loro impulsi. Mi affascina osservare quali capacità possano sviluppare giovani disabili attraverso giochi o attività creative".

In un perfetto equilibrio tra suoni e silenzi, anima e malattia, che ha catturato gli stessi piccoli, in un vortice quieto e inarrestabile che solo un professionista del suo calibro potrebbe mai essere in grado di creare. Lo sa bene lo stesso Bellucci, colpito emotivamente dalla sua figura. Dalla quale ha imparato molto, nei preziosi istanti di ripresa in cui, da solo, ha girato i progressi compiuti poco a poco dai minori. Nel rispetto del delicato momento terapeutico che si stava svolgendo.

"Si trattava di entrare in sfere di intimità enormi, situazioni al limite anche per me. Con un setting che non poteva essere disturbato in alcun modo. Lui riesce a creare un ambiente in cui la fiducia è enorme e questi bambini, nonostante la gravità della loro patologia, lo hanno sentito. Dimenticando gradualmente la mia presenza... Tranne Ermanno!", scherza.

Un tipo di "improvvisazione controllata", l'approccio della musicoterapia di Wolfgang, che ha seguito anche il regista, in fase di ripresa. Seguendo un percorso, quello magico dei suoni, che ha lasciato fluire. Il risultato, lo stesso del terapeuta. Un incanto, con un insegnamento. Come dice Wolfgang, "Non si è più gli stessi dopo aver imparato ad ascoltare. Il mio film vuole essere proprio questo: un elogio dell'uomo in ascolto".

di Paola Battista

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DireGiovani.it del 23-05-2014

La scherma per non vedenti trova spazio: e' uno sport sicuro

ROMA. Disciplina nata per caso, la scherma per non vedenti sta oggi prendendo piede in tutta Italia, tanto che nel 2014 la Federazione italiana scherma ha riconosciuto un circuito per questo sport. Ad Acireale, il primo giugno, ci sarà la prima edizione del campionato italiano assoluto. Saranno in 20 a sfidarsi, 10 per sesso, dopo le qualificazioni svolte a Napoli e a Pesaro. Guardando indietro, il bilancio e' nettamente positivo: nel 2013 erano 21 gli iscritti, oggi sono 34; le società erano 4, nel 2014 sono 8.

Il progetto è nato quattro anni fa a Modica, nel ragusano, all'interno di una delle più grandi società italiane: la Conad scherma Modica. La stessa sala in cui è cresciuto il campione olimpico, Giorgio Avola. "Avevo bendato una mia allieva per darle maggiore sensibilità al polso - racconta l'ideatore Giancarlo Puglisi, 40 anni - quando ha tolto la fascia, lei mi ha detto 'perché non porti i non vedenti in pedana?'. Cosi' è iniziata una scommessa". In passato c'erano soltanto alcuni esperimenti in centri di riabilitazione, ma "si tirava a scopo ricreativo, noi abbiamo dimostrato che si può fare anche agonisticamente" dice soddisfatto il maestro.

Rispetto a quella per normodotati, ci sono soltanto alcune modifiche nella scherma per non vedenti: un binario lungo la pedana e un segnalatore di suoni differenziato per assegnare le stoccate. "L'unica grande differenza è che possono impugnare soltanto la spada perché rispetto al fioretto e alla sciabola l'obiettivo è tutto il corpo" spiega Puglisi. Sono molte le società che stanno allargando la loro offerta con questa nuova disciplina: "Sempre più persone non vedenti si avvicinano alle pedane grazie al passa parola - continua il maestro - è ritenuto uno sport valido e per questo sta riscontrando grande interesse, anche all'estero: si sta diffondendo in Francia, abbiamo contatti con il Portogallo e gli Usa. Un uruguayano è venuto in Sicilia per capire come funziona" racconta Puglisi.

Tommaso Ferraro, 32 anni, è uno dei primi schermidori non vedenti: "Mi piace molto questa disciplina perché è uno sport completo e sicuro. Aiuta a migliorare il senso di orientamento e l'equilibrio". Nella sala della Conad scherma Modica c'è molta soddisfazione: qui sono nati i primi schermidori non vedenti. "Ci sentiamo dei pionieri - dice orgoglioso Ferraro - abbiamo creduto a una cosa che non esisteva, ci siamo messi in gioco quando pochi davano credito a questa disciplina". Il prossimo obiettivo? "Avere più under 18", spera il maestro Puglisi.

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Redattore Sociale del 15-05-2014

Lega del Filo d'Oro, grande successo per lo spettacolo "La tempesta"

OSIMO. Grande successo per lo spettacolo teatrale degli utenti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali della Lega del Filo d'Oro messo in scena ieri sera al teatro La Nuova Fenice di Osimo. Sul palco i ragazzi hanno interpretato "La Tempesta" di William Shakespeare dimostrando come il teatro sia un utile strumento per il recupero e l'interazione per persone con pluriminorazioni.

L'iniziativa, frutto del progetto europeo Immagine Mdvi (an Inclusive forum to develop Movement, Action, Gesture, Improvisation, Negotiation and Expression of Multiple Disability Visual Impairment adults) è stata anche un'occasione per presentare un nuovo sito web dedicato al teatro come possibilità di riabilitazione e le linee guide per i professionisti che lavorano nell'ambito teatrale.

"Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto - spiega Patrizia Ceccarani, direttrice del centro di riabilitazione di Osimo - . Questo evento, a chiusura del progetto, è stato un'importante occasione per condividere le linee guida ottenute da tutti i partner".

L'attività teatrale è stata avviata dalla Lega del Filo d'Oro ormai da diversi anni e si inserisce all'interno del percorso riabilitativo globale degli ospiti adulti del Centro di riabilitazione della Lega del Filo d'Oro di Osimo. Le attività in particolare investono tutte le aree di intervento educativo, dall'autonomia personale alla comunicazione, dall'orientamento all'area socio-affettiva e ricreativa, con l'obiettivo di migliorare i processi integrativi e di socializzazione degli utenti con gli operatori e gli educatori oltre che a offrire ai ragazzi un'occasione di svago e divertimento.

"Alla Lega del Filo d'Oro l'attività teatrale si inserisce portando ottimi risultati nel percorso di riabilitazione - conclude la direttrice Ceccarani -; per questo continuiamo a crederci e ad impegnarci e desidero ringraziare tutti gli operatori, gli educatori e i volontari della Lega del Filo d'Oro perché senza il loro forte impegno questo non sarebbe possibile".

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Superando.it del 06-05-2014

Musei accessibili da scoprire in prima persona

UDINE. L'ANFaMiV (Associazione Nazionale delle Famiglie dei Minorati Visivi) di Udine ha deciso di offrire la propria collaborazione, proponendo agli operatori dell'Associazione Culturale friulana OCRA (Obiettivo Cultura e Realtà Artistiche) innanzitutto una presa di coscienza delle abilità e delle possibilità esplorative e immaginative di chi non vede o vede poco, o poco e male, o magari anche tanto, ma comunque male. Un'analisi, questa, che dovrà servire a pensare a quali strumenti cartacei e/o tecnologici siano da prevedere presso i musei, per completare o sostituire quanto la vista non è in grado di cogliere, accorgimenti utili magari anche a persone con dislessia o disabilità intelletive.

Per rendere dunque il più possibile proficua la sinergia tra le due associazioni, l'ANFaMiV si è proposta di costituire un piccolo gruppo di persone con disabilità visive, disponibili a partecipare alla fase formativa, consistente nel visitare, assieme agli operatori di OCRA, una serie di musei del Friuli Venezia Giulia già resi parzialmente accessibili, o totalmente da pensare per renderli tali.

Il primo periodo di sperimentazione e impegno ha già vissuto una prima fase alla fine di dicembre dello scorso anno e ha visto la partecipazione di quattro persone con disabilità visiva (un cieco assoluto, un ipovedente grave, un cieco assoluto con disabilità intellettiva e un ipovedente con ipoacusia), tre operatori di OCRA, un'educatrice professionale, una laureata all'Accademia delle Belle Arti e uno studente universitario di Economia e Commercio (gli ultimi tre quali volontari dell'ANFaMiV).

E così il primo giorno si è visitata Casa Cavazzini, Museo di Arte Moderna del Comune di Udine, ove nonostante la pazienza e la competenza di Daniela Gamberini, presente in qualità di operatore culturale, si è tuttavia avvertita la mancanza di un plastico che rappresentasse la complessità dell'ambiente ospitante, di un'immagine a rilievo per comprendere la grande opera dello scultore e pittore friulano Mirko Basaldella, posta all'ingresso, oltreché di etichette braille e a caratteri grandi (per ipovedenti e per dislessici), da poter consultare agevolmente, non essendo facilmente localizzabili sui piedestalli delle poche sculture che si sono potute toccare, comunque sempre poste troppo in alto. Mancavano inoltre degli indicatori di percorso tattiloplantari, quanto meno per le vie di fuga, per i servizi igienici e per avvisare di eventuali pericoli, come la presenza di gradini o di brevi percorsi in discesa, e anche delle audioguide e dei dépliant cartacei in braille e a grandi caratteri. Si è potuta agevolmente apprezzare, invece, l'abitazione di Dante Cavazzini, il filantropo che dà il nome al Museo stesso, con tutto il mobilio originale.

Il giorno successivo ci si è recati invece in Provincia, ed esattamente al Museo di Treppo Grande, dedicato al lavoro nelle fornaci, ove si sono potuti conoscere attrezzi e manufatti vari. Qui la sola criticità rilevata è consistita nella mancanza di un'illustrazione scritta delle numerose fotografie d'epoca, che comunque sono state molto ben raccontate dall'architetto Valentina Picinno la quale ha svolto la funzione di guida anche al Museo dell'Arte della Medaglia di Buja.

All'interno di quest'ultimo, sono state aperte espressamente per il nostro gruppo varie vetrine, consentendoci di esplorare tattilmente molte immagini impresse sulle medaglie, guidati a cogliere preziosi particolari, grazie al racconto dello storico Alberto Guerra.

Sempre a Buja era stata allestita anche una personale di un artista friulano recentemente scomparso, Pietro Galina, il cui figlio ci ha permesso di toccare varie sculture, descrivendoci i quadri appesi alle pareti.

Invero, al Museo dell'Arte della Medaglia ci sarebbe piaciuto poter disporre di qualche ingrandimento di medaglie, ma anche di materiale documentario, pur ben supplito dalle spiegazioni verbali. E se invece fossimo stati soli?

La giornata si è conclusa quindi a Udine, al Museo Etnografico del Friuli, dove il custode, signor Giancarlo, ci ha fatto toccare quanto era all'esterno delle bacheche, seppur troppo poco per soddisfare le nostre curiosità.

Anche qui, per altro, si è notata la mancanza di dépliant in braille e a grandi caratteri, e quella relativa alle indicazioni del percorso, oltreché, in alcune sale, la presenza di pedane sul pavimento, con la funzione di indicare la distanza di osservazione ideale dagli oggetti esposti per un visitatore normovedente, ma per noi assai pericolose, a causa di possibili inciampi. Senza il custode, quindi, ben poco avremmo potuto gustare la nostra visita e pertanto, certamente grati per la dimostrazione di disponibilità, abbiamo rilevato la mancanza di audioguide e di materiali scritti illustrativi alla portata di persone con disabilità visiva e dislessia.

Nella terza e ultima giornata, infine, pensavamo di annoiarci, in quanto ci aspettava la visita a una galleria di quadri della pittrice friulana Isabella Deganis, recentemente scomparsa. E invece, pur dovendo rilevare la mancanza di un catalogo, magari essenziale, in scritture accessibili alle persone con disabilità visiva e dislessia, abbiamo incontrato una bravissima guida, formata dalla Provincia di Udine, che ci ha trascinati con la sua passione dentro alla vita e ai dipinti, soffermandosi su una dovizia di particolari, riguardanti soprattutto le persone e le scene di vita quotidiana rappresentate.

Il gruppo dei visitatori/sperimentatori si è riunito nuovamente all'inizio di gennaio, questa volta arricchito anche dalla presenza di una giovane studentessa universitaria, non vedente, e da un giovane fisioterapista ipovedente. Per quest'altra visita, a Palazzo Morpurgo di Udine, è stata scelta una mostra dell'illustratrice di libri per bambini Barbara Jelenkovich, direttamente guidata dalla stessa artista che, tra l'altro, dallo scorso anno si sta specializzando anche nella realizzazione di libri a rilievo assieme alla grafica Cinzia Englaro. Entrambe, lo sottolineiamo con orgoglio, sono diventate volontarie dell'ANFaMiV, dopo avere frequentato un corso per apprendere il braille.

In quel caso la già citata Daniela Gamberini - anche lei divenuta volontaria dell'ANFaMiV, dopo essersi appassionata ai libri tattili e avere frequentato il nostro corso di braille - ha prestato la propria voce per leggere alcune delle brevi favole e per raccontare le illustrazioni, assieme, come detto, a Jelenkovich ed Englaro.

Trattandosi di grafica, era naturale che il nostro gruppetto dovesse accontentarsi di "immaginare le immagini", ma non sono mancati alcuni elementi tattili e sonori messi a disposizione di tutti (un bel modello di riccio con la sua lunga sciarpa; versi di animali ecc.).

Queste opportunità continueranno per tutto il 2014 e chi volesse aderire da fuori Udine potrà certamente farlo (con una spesa giornaliera intorno agli 80 euro, comprensivi di vitto, alloggio e trasferimenti nell'àmbito della Regione). Alcuni gruppi, per altro, si sono costituiti pure nelle scorse settimane di fine aprile e inizio maggio.

Chi scrive ha la certezza che l'esperienza continuerà ad essere arricchente anche per noi persone con disabilità visiva, non solo perché visiteremo altri luoghi suggestivi, ma anche perché ci confronteremo, attuando sino in fondo la filosofia del Nulla su di Noi senza di Noi!

di Edda Calligaris,

Responsabile delle Attività Didattiche ed Educative dell'ANFaMiV.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: calligedda@gmail.com.

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La Nazione del 21-05-2014

Fiesole, il museo archeologico diventa a misura di non vedente

FIESOLE. Le sale del museo civico e i principali monumenti l'area archeologica di Fiesole sono stati dotati di nuovi pannelli tattili per ipovedenti. Si tratta di oltre venti tavole didattico-divulgative, con planimetrie a rilievo e testi in braille, che sono state interamente finanziate dal Rotary Club Fiesole.

Un gesto di grande sensibilità per consentire la comprensione dei reperti e dei resti antichi anche alle persone con disabilità visive. Ringrazio il Rotary club e il presidente Alfredo Coltelli - ha detto l'assessore alla cultura Paolo Becattini - per aver portato avanti questa importante e utile iniziativa. Il percorso è stato presentato durante l'iniziativa "Con-tatto con gli antichi", durante la quale il conservatore dei Musei di Fiesole, Marco De Marco ha accompagnato con una visita guidata una delegazione dell'Unione italiana ciechi.

"Entrare in un museo dotato di percorsi tattili ci fa finalmente sentire ospiti graditi e non visitatori ai quali non si può dire di no - spiega Antonio Quatraro, presidente provinciale dell'Uic -. Quanto realizzato dal Museo di Fiesole allarga i nostri cuori. Oltretutto, tra l'archeologia e il mondo dei non vedenti non mancano i punti di contatto. Se l'archeologo ricostruisce epoche sulla base di frammenti, noi ogni giorno immaginiamo forme, percorsi e persone sulla base di indizi non sempre chiari. (D.G.)

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GuidaSicilia.it del 23-05-2014

Firenze, gli affreschi di Gozzoli anche per non vedenti a Castelfiorentino

FIRENZE. Gli affreschi di Benozzo Gozzoli saranno fruibili anche per i non vedenti nel museo di Castelfiorentino (Firenze) che è intitolato al pittore toscano. Previsto per la fine di giugno la realizzazione di un allestimento permanente per favorire la percezione attiva del patrimonio del Museo Benozzo Gozzoli. Abbattere le barriere sensoriali e cognitive che impediscono a vedenti e ipovedenti di apprezzare un'opera d'arte, è la sfida del museo. Scrittura braille, disegni a rilievo e supporti audio contribuiranno a garantire le condizioni ottimali di una "visita plurisensoriale e interattiva" degli affreschi.

L'allestimento affidato all'architetto Alessandra Panzini guarda ad alcuni modelli di riferimento come il Museo Tattile Statale Omero di Ancona del 1993 e il Museo Tattile di Pittura Antica e Moderna Anteros dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna del 1999, tra i primi in Italia ad aver realizzato un percorso museale adatto a non vedenti e ipovedenti. Una sfida ancor più complessa per il museo di Castelfiorentino trattandosi di pittura. "Con questo progetto -sottolinea l'assessore comunale alla Cultura, Maria Cristina Giglioli- il Museo Benozzo Gozzoli rafforza ulteriormente la sua identità di polo museale aperto al tema dell'inclusione culturale, configurandosi sempre di più come una realtà viva, dinamica, integrata con gli eventi culturali del territorio, con una sua precisa vocazione didattica".

Il percorso di visita del Museo Benozzo Gozzoli sarà scandito da quattro diverse postazioni: una dedicata all'artista, una finalizzata a far comprendere la tecnica dell'affresco e della sinopia, una terza dedicata al Tabernacolo della Visitazione e infine una quarta dedicata al Tabernacolo della Madonna della Tosse, con i relativi approfondimenti. Sarà poi la tecnica del disegno a rilievo a sollecitare nel non vedente la cognizione mentale di una realtà rappresentata plasticamente. In questo modo il non vedente potrà accedere a una lettura bidimensionale dell'opera pittorica, arrivando ad apprezzare ciò che comprenderebbe altrimenti solo attraverso la descrizione verbale. Il tutto sarà naturalmente supportato dai commenti audio e da una scheda sintetica in braille.

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Sanremo News del 16-05-2014

Inaugurato il "percorso accessibile per non vedenti" ai giardini Hanbury di Ventimiglia

VENTIMIGLIA. Sabato scorso si è tenuta l'inaugurazione di un percorso dedicato ai disabili visivi presso i giardini Hambury de la Mortola a Ventimiglia. Erano presenti il direttore dei giardini Dott. Mauro Mariotti, con la curatrice Dott.ssa Zappa e la Dott.ssa Guglielmi, il presidente della sezione provinciale della Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Cesare Longordo, il presidente dell'Istituto David Chiossone di Genova Dott. Claudio Cassinelli, il Comandante dell'Arma dei Carabinieri di Ventimiglia Cap. Sanna, il CTS Centro Territoriale di Supporto di Imperia con i docenti operatori Alina Savioli e Roberto Zaccaro (quest'ultimo nella duplice veste anche di consigliere dell'U.I.C.I.) ed alcuni membri dell'associazione famiglie dei disabili visivi di Nizza.

La cerimonia di inaugurazione è stata intelligentemente organizzata da parte di uno staff preparato ed attento sotto forma di visita guidata a tutti gli spazi dei giardini nonché al percorso vero proprio pensato per disabili visivi. Tale spazio, che si snoda per 460 m in una parte suggestiva di giardini medesimi, è attrezzato in modo che le persone con difficoltà visive possano muoversi in autonomia, seguendo indicazioni tattili e pannelli di spiegazioni in braille. In effetti i giardini sono un tripudio di stimoli per i sensi e quindi offrono un percorso di educazione sensoriale completo, accessibile a tutti, persone non vedenti e vedenti. Profumi intensi del pitosforo e di foglie di eucalipto che sanno di limone, rose dal sentore di latte, fiori che colmano l'aria con la fragranza di vaniglia, alberi dalla corteccia ruvida oppure soffice come cartone, foglie evolutesi in spine acuminate o in cuori a due lobi, drupe carnose e aspre, fruscio delle foglie di palma con, sullo sfondo i canti insistenti del merlo e il rumore del mare, questa è la cornice che accoglie ed incanta il visitatore.

La direzione dei giardini ha voluto fortemente che il percorso per non vedenti fosse testato in modo da promuoverne il perfezionamento continuo. Non un'opera definita e definitiva, quindi, ma un approccio dinamico per una organizzazione progressiva dello spazio frutto di una valutazione precisa e di una sensibilità concreta. Una filosofia, questa, non così scontata come dovrebbe essere - sottolinea Zaccaro referente del CTS di Imperia specializzato nella disabilità visiva e nelle problematiche afferenti all'accessibilità - e per questo particolarmente apprezzabile. Ampio spazio è stato poi dedicato da parte del Direttore dei Giardini nei confronti degli ospiti ad una visita guidata all'interno della villa Hanbury, delle sue sale, delle sue terrazze spettacolari, dando risalto anche e soprattutto ad aneddoti storici e a dettagli architettonici e pittorici.

Tutte le figure presenti all'inaugurazione hanno apprezzato il contesto delizioso ed una accoglienza attenta che ha fornito spunti per future collaborazioni tra i giardini Hanbury, l'Unione Italiana Ciechi di Imperia, l'Istituto Chiossone, da sempre attento e a fianco delle persone con difficoltà visive, e il Centro Territoriale di Supporto di Imperia, organo del Ministero della Pubblica Istruzione che si occupa di accessibilità e Nuove Tecnologie nella scuola, il tutto con uno sguardo possibile anche e oltre i confini nazionali verso la vicina realtà francese.

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focus

Giornale UICI del 23-05-2014

Centro di Documentazione Giuridica: Il Tar Lazio dichiara illegittime le verifiche straordinarie dell'Inps

a cura di Paolo Colombo

Una sentenza storica per le persone con disabilità. Il Tar Lazio dichiara illegittime le verifiche straordinarie dell'Inps. L'Ente di previdenza per stanare i falsi invalidi, ha leso i diritti dei veri invalidi. La recente sentenza del 9 aprile n. 3851/2014 conclude un procedimento avviato nel 2011 dall'Anffas Onlus con l'intervento ad adiuvandum della Fish che ha posto sotto accusa una serie di messaggi e circolari con cui l'INPS, fra il 2011 e il 2012, ha disciplinato i controlli dei Piani straordinari di verifica sui cosiddetti "falsi invalidi" per 500 mila persone.

La sentenza riconosce che le modalità adottate dall'INPS per le verifiche straordinarie sono state illegittime e lesive dei diritti delle vere persone con disabilità sconfessando ancora un volta i dati forniti dall'Istituto in materia.

Il TAR del Lazio analizza e contesta l'illegittimità di una serie di Circolari Amministrative dell'INPS che nel corso degli anni hanno di fatto alterato le regole, non prevedendo, ad esempio, nelle commissioni di verifica straordinaria (quindi non nella sede originariamente preposta alle certificazioni e alle revisioni, ossia l'ASL), la presenza di un medico specialista in rappresentanza delle persone con disabilità intellettiva.

Il Tar ha infatti appurato che è mancata la tutela alle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale poiché mentre i medici nominati dall'Anffas erano presenti nelle Commissioni ASL, questi erano di fatto esclusi dalle verifiche straordinarie dell'INPS, lasciando prive di specifica tutela le persone con tali tipologie di disabilità.

Inoltre, anche accolto i rilievi circa la non equiparabilità tra le visite di revisione ordinaria, di competenza prioritaria della Commissione ASL (primo punto di riferimento territoriale per il Cittadino), e quelle straordinarie di competenza esclusiva dell'INPS. Con tale modalità imposta dall'INPS, infatti, è stata impedita la visita presso le Commissioni Asl più vicine al Cittadino, costringendolo per la revisione ordinaria anche a trasferimenti di decine e decine di chilometri da casa e non garantendo quel doppio controllo che evitasse le sviste di una sola commissione.

La sentenza ha messo in luce che dal 2012 l'Inps ha incluso nelle verifiche straordinarie non solo le condizioni di invalidità, ma anche quelle di handicap (ex Legge 104/1992) senza averne una copertura normativa per farlo (giunta solo a fine 2012) e ha pienamente chiarito che si sono usate, almeno fino al 2013, le visite di verifica straordinaria per degli scopi che la norma statale non riconosceva: eliminare certificazioni per lo stato di handicap che erano e sono cosa ben diversa da quelle per riconoscere l'invalidità civile e le relative provvidenze economiche.

L'operato dell'Inps ha di fatto dato luogo ad un lungo periodo di illegalità durante il quale il conteggio delle pensioni revocate o riviste è stato arbitrario. Il numero delle revoche, alla fine dei controlli "straordinari", è risultato artificiosamente elevato in quanto sono state sommate anche le posizioni già considerate rivedibili e destinate a revoca. I dati finali, resi noti in questi anni dall'INPS sull' incidenza dei cosiddetti "falsi invalidi" sono dunque di fatto "gonfiati" e forieri solo di costi per l'Amministrazione, che sembrano addirittura aggirarsi intorno ai 30 milioni di euro, come da denuncia dell'Anfas a seguito della sentenza.

Al momento è opportuno che le Associazioni di disabili approfondiscano in maniera congiunta gli effetti diretti che la sentenza potrà avere sui disabili che si sono visti revocare le provvidenze economiche in forza di disposizioni amministrative dichiarate illegittime. La pronuncia del Tar infatti non solo mette in discussione le modalità delle verifiche già realizzate ma pone seri dubbi anche su quelle successive al 2012.

Sarebbe forse il momento giusto per richiedere interventi normativi che possano riformare chiarificandone una volta per tutte l'iter dell'intero sistema di accertamento di invalidità civile, stato di handicap e disabilità che è ormai obsoleto, farraginoso ed inefficiente.

Alla luce della recente sentenza sembra doveroso voltare pagina e porre finalmente fine all'ignobile demonizzazione degli invalidi perseguendo con serietà i veri truffatori.

Per l'importanza dell'argomento trattato si riporta il testo integrale della sentenza.

sentenza n. 3851/2014

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso integrato da motivi aggiunti n.5186 del 2011 proposto dall'Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (A.N.F.F.A.S.), in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Maria Alessandra Sandulli, Andrea Trotta e Gianfranco De Robertis ed elettivamente domiciliata presso lo studio dell'avv. Andrea Trotta in Roma, piazza della Libertà, 10;

contro

- l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Alessandro Riccio, Gaetano De Russo, Daniela Anziano, Lidia Carcavallo e Francesca Ferrazzoli ed elettivamente domiciliato presso la sede della propria Avvocatura in Roma, Via Cesare Beccaria n.29;

- il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in persona dei rispettivi Ministri pro-tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso la cui sede in Roma, Via dei Portoghesi n.12, sono per legge domiciliati;

nei confronti di

Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (A.N.M.I.C), Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus (U.I.C), Ente Nazionale per la Protezione e l'Assistenza dei Sordi Onlus (E.N.S.), in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro-tempore, non costituiti in giudizio;

e con l'intervento di

ad adiuvandum:

Fish Onlus, rappresentato e difeso dall'avv. Alessandro Bardini, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via San Tommaso D'Aquino, 116;

per l'annullamento:

con il ricorso introduttivo:

a) del messaggio INPS n.6763 del 14.3.2011 avente ad oggetto "l'invalidità civile - accertamento sanitario delle prestazioni a scadenza. Nuove modalità gestionali ed operative" nella parte in cui disciplinando le visite dei verbali di invalidità civile che scadranno tra il 1° luglio 2011 ed il 31 dicembre 2011:

a1) non si prevede per un cittadino che ha una certificazione di invalidità civile, cecità civile o sordità civile la possibilità di richiedere l'esonero per tabulas dell'eventuale visita di revisione, anche laddove ricorrano i requisiti di cui al DM 2.8.2007;

a2) si prevede che le visite di revisione ordinaria siano fatte solo presso i Centri Medico Legali INPS senza prevedere, invece, la visita in prima battuta presso le Commissioni ASL;

a3) non si prevede la partecipazione dei medici rappresentanti di categoria, afferenti le Associazioni Anffas, Anmic, Uic, Ensm nelle commissioni istituite per verificare la persistenza dell'invalidità civile;

a4) si fanno rientrare le visite di revisione ordinaria ( ossia quelle da fare per scadenza del primo verbale di invalidità) in quelle 250.000 verifiche straordinarie che l'INPS deve fare nel corso del 2011 ai sensi dell'art.20 della L. 102/2009;

b) del successivo messaggio INPS n.8146 del 5.4.2011 che rispetto al precedente Messaggio 0761/2011 ha previsto che le Commissioni di verifica straordinaria della persistenza dei requisiti sanitari per l'invalidità civile siano integrate volta per volta, solo da un medico rappresentante delle Associazioni Anmic, Uic, Ens, senza la previsione del medico rappresentante dell'associazione Anffas;

c) di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale;

con il primo atto di motivi aggiunti:

d) della nota INPS del 15 novembre 2011 notificata in data 21 novembre 2011;

con il secondo atto di motivi aggiunti:

e) del messaggio INPS n.6796 del 19 aprile 2012 avente ad oggetto " Programma di verifiche straordinarie da effettuare nell'anno 2012 nei confronti dei titolare dei benefici di invalidità civile, sordità civile ed handicap".

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell'INPS e degli intimati Ministeri;

Visto l'intervento ad adiuvandum proposto da Fish Onlus (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa dall'avv. Alessandro Bardini presso il cui studio legale in Roma, Via San Tomamso d'Aquino n.116, è elettivamente domiciliata;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 marzo 2014 il dott. Giuseppe Sapone e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con il proposto gravame l'Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (A.N.F.F.A.S.) ha impugnato i messaggi, in epigrafe indicati, nelle parti, pure in epigrafe descritte, con cui l'INPS ha fornito alle proprie strutture territoriali le istruzioni relative alle nuove modalità gestionali ed operative da osservare per i procedimenti di verifica della permanenza dello stato invalidante finalizzata alla conferma delle prestazioni patrimoniali riconosciute in favore dei titolari di benefici economici di invalidità civile, sordità, cecità civile ed handicap.

Il ricorso è affidato ai seguenti motivi di doglianza:

1) Violazione dell'art.118 u.c. della Costituzione per mancata consultazione delle Associazioni di categoria. Violazione D.M. 387/1991 nonché dei principi desumibili dalla Circolare n.131/2009 in tema di partecipazione al procedimento delle associazioni di categoria. Eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione, illogicità manifesta e contraddittorietà dell'azione amministrativa;

2) Violazione della L. n.295/1999 e del DM 387/1991 che regolano la visita per la revisione ordinaria. Eccesso di potere per carenza di motivazione, difetto di istruttoria, disparità di trattamento per le persone con patologie intellettive e/o relazionali rispetto al primo riconoscimento per mancanza della rappresentanza Anffas; disparità di trattamento per le persone con patologie intellettive e/o relazionali rispetto alle altre persone afferenti altri tipi di patologia per mancanza di rappresentanza Anffas nelle revisioni ordinarie e verifiche straordinarie;

3) Violazione art.6, comma 3, della L. n.80/2006 e DM 2 agosto 2007 per mancata previsione di un esonero precedente la visita di revisione. Contraddittorietà rispetto al messaggio INPS n.12727/2007. Violazione del principio di non aggravamento del procedimento amministrativo. Illogicità della motivazione in merito alle valutazioni di esonero antecedente la visita. Contraddittorietà dell'azione amministrativa tenuta dall'Istituto rispetto alle visite di verifica straordinaria.

Successivamente l'Associazione ricorrente ha proposto due atti di motivi aggiunti; con il primo dei suddetti atti ha impugnato la nota del 15 novembre 2011 con cui l'istituto resistente, nel rispondere ad una nota dell'A.N.F.F.A.S., ha fatto presente che avrebbe continuato ad utilizzare per i casi di prestazioni a scadenza lo strumento della verifica straordinaria, almeno sino a quando non sarà disponibile l'utilizzo di modalità di trasmissione telematica dei verbali e la relativa cooperazione applicativa, deducendo le seguenti censure:

4) Illegittimità derivata;

5) Violazione artt.2, 3 e 97 della Costituzione; Violazione art.20 del D.L. n.78/2009 convertito in L. n.102/2009. Violazione accordo quadro sancito in data 29 aprile 2008 tra Ministero del Lavoro e Conferenza Permanente per i rapporti tra lo stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano per l'affidamento della potestà concessiva dei trattamenti di invalidità civile; Eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità dell'azione amministrativa, sproporzionatezza nonché per violazione dei principi in tema di affidamento, buona fede e divieto di abuso del diritto;

6) Violazione della L. n.295/1990 e del DM n.387/1991 che regolano la visita per la revisione ordinaria. Eccesso di potere per carenza di motivazione. Difetto di istruttoria, disparità di trattamento per le persone con patologie intellettive e/o relazionali rispetto al primo riconoscimento per mancanza della rappresentanza A.N.F.F.A.S., disparità di trattamento per le persone con patologie intellettive e/o relazionali rispetto alle altre persone afferenti altre tipi di patologia per mancanza di rappresentanza A.N.F.F.A.S. nelle revisioni ordinarie e verifiche straordinarie;

7) Violazione art.6, comma 3, della L. n.80/2006 e del DM 2 agosto 2007 per mancata previsione di un esonero precedente la visita di revisione. Contraddittorietà rispetto al messaggio INPS n.12727/2007. Violazione del principio di non aggravamento del procedimento. Illogicità della motivazione in merito alla valutazione di esonero antecedente la visita. Contraddittorietà dell'azione amministrativa tenuta dall'Istituto rispetto alle visite di verifica straordinaria (Circ 76/2010).

Con il secondo atto di motivi aggiunti ha infine impugnato il Messaggio INPS n.6796/2012 avente ad oggetto "Programma di verifiche straordinarie da effettuare nell'anno 2012 nei confronti dei titolari dei benefici di invalidità civile, sordità, cecità civile ed handicap, deducendo le seguenti doglianze:

8) Illegittimità derivata;

9) Violazione della legge n.295/1990 e del DM n.387/1990 che regolano la visita per la revisione ordinaria. Eccesso di potere per carenza di motivazione, difetto di istruttoria, disparità di trattamento per le persone con patologie intellettive e/o relazionali rispetto al primo riconoscimento per mancanza della rappresentanza A.N.F.F.A.S.. Disparità di trattamento per le persone con patologie intellettive e/o relazionali rispetto alle altre persone altri tipi di patologie per mancanza di rappresentanza A.N.F.F.A.S. nelle revisioni ordinarie e verifiche straordinarie;

10) Violazione artt.2, 3 e 97 della Costituzione. Violazione art.20 del D.L. n.78/2009 convertito nella legge n.102/2009. Violazione artt. 3 e 4 della L. n.104/1992 e dell'art. 1 della L. n.295/1990. Difetto assoluto di potere. Incompetenza.

Si è costituito l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale prospettando in primis l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del proposto gravame e dei due atti di motivi aggiunti e contestando nel merito la fondatezza delle dedotte doglianze.

Si sono costituiti gli intimati Ministeri confutando genericamente la fondatezza delle prospettazioni ricorsuali e concludendo per il rigetto delle stesse.

Ha proposto intervento ad adiuvandum la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish Onlus) sostenendo la fondatezza delle dedotte censure e concludendo per l'accoglimento delle stesse.

Alla pubblica udienza del 26.3.2014 il ricorso è stato assunto in decisione.

In proposito va previamente rilevato che non è suscettibile di favorevole esame l'eccezione con cui l'Istituto resistente ha prospettato che l'associazione ricorrente non avrebbe alcun interesse alla definizione della presente controversia per non aver impugnato il messaggio n.9302 del 7 giugno 2013 con cui l'INPS, nel fornire istruzioni alle strutture territoriali per la gestione dei procedimenti relativi all'avvio del programma di verifiche straordinarie per l'anno 2013, ha confermato le modalità procedurali descritte negli impugnati messaggi.

Al riguardo, come chiarito dall'associazione ricorrente in sede di discussione orale, la mancata impugnativa del messaggio del 2013 sarebbe dipesa unicamente dalla circostanza che l'Istituto resistente non ha proceduto a pubblicare sul proprio sito internet il suddetto messaggio né ha pubblicizzato sul medesimo sito l'avvenuta adozione dello stesso e neppure lo ha depositato in giudizio, per cui, non essendo stata in alcun modo provata la conoscenza da parte di A.N.F.F.A.S. del suddetto messaggio, la prospettata eccezione deve essere rigettata.

Il Collegio prima di passare all'esame nel merito delle dedotte doglianze ritiene necessario precisare i termini della presente controversia.

Innanzitutto deve essere evidenziato che nell'ambito delle verifiche la normativa vigente in materia di riconoscimento dell'invalidità civile prevede due tipologie di revisioni.

Il primo tipo di revisione, denominata ordinaria, si riferisce ad ogni accertamento medico che successivamente all'attribuzione dello stato di invalidità civile è diretto a verificare la perdurante persistenza dei requisiti di carattere sanitario; la seconda tipologia di revisione, definita straordinaria, ha ad oggetto l'attività di verifica intesa ad accertare la permanenza ( o nel caso dei falsi invalidi l'effettiva sussistenza) nei beneficiari del possesso dei requisiti sanitari per usufruire dei trattamenti economici di invalidità civile.

Relativamente a tale ultima tipologia, per quel che interessa la presente controversia, l'art. 20 del D.L. n.78/2009 convertito nella L. n.102/2009 ha previsto che " per il triennio 2010/2012 l'INPS effettua con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente e in aggiunta all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali un programma di 100.000 verifiche per l'anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile.

Relativamente alla revisione ordinaria sotto il profilo procedurale, giusta quanto stabilito dalla circolare INPS n.131/2009, è stato previsto:

I) lo svolgimento di una prima fase presso le Commissioni mediche istituite presso le ASL, le quali dovevano essere integrate, giusta l'art.1, comma 5, del DM n.387/1991, con medici rappresentanti degli enti esponenziali delle categorie di invalidi ( tra cui l'Associazione ricorrente) nonché da un medico dell'INPS come componente effettivo (art.20 de D.L. n.78/2009);

II) il suddetto accertamento poteva concludersi con:

A. giudizio medico-legale espresso all'unanimità dei componenti della Commissione integrata dal medico INPS;

B. giudizio medico-legale espresso a maggioranza dei componenti della Commissione;

III) nel primo caso, qualora il Responsabile del CML dovesse riscontrare elementi tali da non consentire l'immediata validazione del verbale, l'iter successivo è identico a quello previsto al punto B per i verbali con giudizio medico-legale espresso a maggioranza;

IV) nella seconda fattispecie l'INPS sospende l'invio del verbale al cittadino ed acquisisce dalla ASL la documentazione sanitaria. Il Responsabile del Centro Medico Legale territorialmente competente può, entro dieci giorni dalla sospensione, validare il verbale agli atti oppure disporre una visita diretta da effettuarsi entro i successivi venti giorni. La visita è effettuata da una Commissione medica costituita da: un medico INPS, indicato dal Responsabile del CML e diverso dal componente della Commissione medica integrata, con funzione di Presidente al quale compete il giudizio definitivo, da un medico rappresentante delle associazioni di categoria (A.N.M.I.C., E.N.S., U.I.C., A.N.F.F.A.S.) e dall'operatore sociale nei casi previsti dalla legge.

Relativamente alla composizione delle commissioni competenti per le verifiche straordinarie, è pacifico, giusta quanto previsto dal messaggio INPS impugnato con il primo atto di motivi aggiunti, che tale organo originariamente composto esclusivamente da due medici dell'INPS è stato successivamente integrato da sanitari espressioni delle associazioni di tutela della disabilità, con esclusione dei medici designati dall'associazione ricorrente.

Così precisato il quadro normativo la prima questione oggetto della presente controversia riguarda la legittimità dell'esclusione dalle commissioni straordinarie dei medici designati da A.N.F.F.A.S..

A sostegno della contestata esclusione l'INPS ha richiamato il disposto dell'art.10 del d.l. n.203/2005 convertito con modificazioni nella l. n.248/2005 il quale stabilisce che "L'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) subentra nell'esercizio delle funzioni residuate allo Stato in materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità, già di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze. Resta ferma la partecipazione nelle commissioni mediche di verifica dei medici nominati in rappresentanza dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, dell'Unione italiana dei ciechi e dell'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordomuti".

Al riguardo il Collegio osserva che:

a) l'invocata disposizione non è stata ritenuta dal resistente Istituto preclusiva della partecipazione, come componenti delle commissioni INPS competenti per la verifica ordinaria, dei medici designati dall'A.N.F.F.A.S;

b) la composizione delle suddette commissioni è stata, infatti, disciplinata dalla citata circolare INPS n.131/2009, la quale ha previsto che del suddetto organo potesse far parte, oltre ad un medico INPS, anche un medico espressione sia delle Associazioni odierne controinteressate che di A.N.F.F.A.S.;

c) in tale contesto è palese, quindi, la contraddittorietà dell'operato dell'INPS il quale, andando in contrario avviso rispetto a quello che aveva autonomamente stabilito per la composizione delle commissioni competenti per le verifiche ordinarie, ha immotivatamente escluso i medici A.N.F.F.A.S. dalle commissioni straordinarie senza che sussistessero valide ragioni che potessero giustificare una simile scelta, tenuto conto, altresì, che il quadro normativo di riferimento era lo stesso, atteso che il legislatore non aveva dettato per la composizione dei suddetti organi una specifica normativa.

Alla luce di tali argomentazioni, pertanto, la doglianza, dedotta sia in via principale che con i motivi aggiunti, con cui è stata contestata l'illegittimità dell'esclusione dei medici designati dall'A.N.F.F.A.S. deve essere accolta.

Pure fondata è l'altra censura, sempre prospettata sia in via principale, che con entrambi i motivi aggiunti, con cui l'Associazione ricorrente ha contestato l'operato dell'INPS, il quale, alla luce delle difficoltà emerse in relazione all'incapacità delle commissioni ASL di provvedere tempestivamente in prima istanza all'attuazione delle verifiche ordinarie di loro competenza, ha disposto che anche tali tipologie di verifiche fossero effettuate con le stesse modalità previste per le verifiche straordinarie.

Secondo la prospettazione di parte ricorrente tale modus operandi determinava un duplice ingiusto effetto atteso che " l'Istituto ometteva un passaggio prescritto dalla legge come necessario e utilizzava uno strumento di controllo sull'attività ordinaria come normale esercizio di quest'ultima, così tagliando il momento necessario di controllo".

Al riguardo il Collegio, pur condividendo le ragioni che hanno indotto l'INPS a bypassare l'intervento delle commissioni ASL, atteso che le difficoltà operative delle stesse di procedere in prima istanza alle verifiche ordinarie di propria competenza avrebbero determinato una sospensione del pagamento delle indennità civili a favore dei soggetti che non erano stati sottoposti alle suddette verifiche per cause non imputabili agli stessi, sottolinea che tali difficoltà non potevano in nessun modo legittimare l'assorbimento delle verifiche ordinarie in quelle straordinarie, tenuto conto che:

I) per ovviare alle difficoltà operative delle Commissioni ASL era sufficiente fare eseguire direttamente le suddette visite dalle Commissioni mediche presso l'INPS composte secondo le modalità indicate dalla circolare n.131/2009;

II) il resistente Istituto non ha in alcun modo evidenziato che le Commissioni INPS ordinarie e quelle straordinarie avessero differenti poteri nell'accertare e nel valutare la permanenza dei presupposti che davano titolo ai benefici dell'invalidità civile;

III) si sarebbe evitato il vulnus denunciato dall'associazione ricorrente per i disabili dalla stessa tutelati, in quanto, alla luce della contestata diversità di composizione delle Commissioni straordinarie, dalle quali erano esclusi i medici designati dall'A.N.F.F.A.S., l'assorbimento delle verifiche ordinarie in quelle straordinarie avrebbe determinato una minore tutela per le persone con patologie intellettive e/o relazionali;

IV) né risulta idoneo per inficiare la fondatezza di tale conclusione il rilievo INPS secondo cui i soggetti con simili forme di patologie potevano farsi assistere davanti le Commissioni straordinarie da medici di loro fiducia, atteso che una tale forma di garanzia opera su un piano diverso rispetto a quella conseguente alla partecipazione dei medici A.N.F.F.A.S. alle Commissioni straordinarie.

Ciò considerato, pertanto, la doglianza in trattazione va accolta.

Da rigettare è, invece, la censura, con cui si lamenta che la prassi operativa posta in essere dal resistente Istituto nell'effettuare le visite ordinarie di revisione avrebbe determinato la soggezione a tali visti di soggetti che, giusta quanto previsto dal DM 2 agosto 2007, ne dovevano essere esclusi.

Al riguardo, come illustrato dal resistente Istituto sia la prassi operativa sia gli atti adottati per disciplinare la procedura de qua (circolare n.76 del 2010) ha annoverato tra i soggetti esclusi dalle verifiche straordinarie i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti di cui al decreto ministeriale 2 agosto 2007, ai quali è già stato applicato il suddetto decreto.

Suscettibile di favorevole esame è infine la doglianza prospettata avverso il messaggio dell'INPS n.6796/2012, il quale nell'avviare il programma di verifiche straordinarie per l'anno 2012 ha disposto che il suddetto programma di verifiche avrebbe ricompreso altresì l'accertamento della permanenza dei requisiti di legge anche per i soggetti portatori di handicap, per violazione dell'art.10 comma 2, del D.L. 78/2009 convertito nella L. n.122/2010.

Al riguardo deve essere evidenziato che:

I) la menzionata disposizione stabilisce che " Per il triennio 2010-2012 l'INPS effettua, con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente, in via aggiuntiva all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di 100.000 verifiche per l'anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile";

II) come chiarito dall'associazione ricorrente, non contestata sul punto, l'accertamento dello stato di handicap attiene a profili diversi rispetto alle implicazioni economiche connesse al riconoscimento dell'invalidità civile, pertanto, le verifiche straordinarie previste dalla menzionata disposizione non potevano estendersi ai soggetti de quibus;

III) la fondatezza di tale conclusione risulta avvalorata dalla circostanza che l'inclusione dei soggetti portatori di handicap nel programma di verifiche straordinarie è stata esplicitamente prevista solamente con l'art. 1, comma 109, della L. n.228/2012 il quale ha stabilito che " l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), nel periodo 2013-2015, realizza, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, un piano di 150.000 verifiche straordinarie annue, aggiuntivo rispetto all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità."

In definitiva il proposto gravame va accolto relativamente:

a) alla mancata inclusione tra i componenti delle Commissioni straordinarie di un medico designato dall'A.N.F.F.A.S.;

b) alla contestata prassi dell'INPS, disposta con i gravati provvedimenti, in forza della quale le verifiche ordinarie sono state effettuate dalle Commissioni competenti per le verifiche straordinarie;

c) all'inclusione dei soggetti portatori di handicap nel programma di verifiche straordinarie per gli anni 2009-2010 e 2011.

Le spese del presente giudizio seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione III quater, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 5186 del 2011, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e, per gli effetti, annulla i gravati provvedimenti giusta quanto specificato in motivazione.

Condanna l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) al pagamento delle spese del presente giudizio, liquidate in complessivi Euro 6.000,00 (seimila/00) così suddivisi:

- Euro 4.000,00 (quattromila/00) a favore dell'Associazione ricorrente;

- Euro 2.000,00 (duemila/00) a favore dell'Associazione interveniente ad adiuvandum.

Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 marzo 2014 con l'intervento dei magistrati:

Italo Riggio, Presidente

Giuseppe Sapone, Consigliere, Estensore

Giulia Ferrari, Consigliere

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 09/04/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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focus

arte e accessibilità: pensieri a confronto

Vengono proposti di seguito 3 distinti articoli che, visti nel loro insieme, crediamo possano costituire un ottimo spunto di riflessione sulla reale fruibilità e utilità da parte dei disabili visivi delle opere artistiche riprodotte in rilievo.

Fermamente convinti che ogni occasione di confronto vada valorizzata sfruttando appieno le enormi potenzialità che il confronto ha in sé per sua stessa natura, auguriamo a tutti buona lettura.

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"Vedere con le dita"? Qualche volta (ma non sempre) si puo'

di Giulio Nardone

Leggere con le dita, i ciechi lo fanno da quasi due secoli. Riconoscere infatti al tatto degli oggetti maneggiabili è una cosa che le persone non vedenti fanno abitualmente, cosicché rendere accessibili al tatto opere di scultura e architettura, creandone dei modellini, è l'unico modo per far conoscere a chi non vede queste forme d'arte.

È assurdo invece pretendere di far "vedere" ai ciechi i capolavori dell'arte pittorica: è quasi come voler spiegare a un analfabeta la fisica quantistica parlando in cinese!

In tal senso, si muovono nel solco delle soluzioni positive e auspicabili i componenti dell'UNIVOC di Reggio Emilia - l'Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi, struttura di volontariato che affianca l'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) - che in questi giorni hanno fatto appello a chi sa costruire modellini di realizzarne alcuni dei principali monumenti della Provincia. Infatti, questo è l'unico sistema utile per far conoscere a chi non vede una cupola rinascimentale, la forma di una grande statua, i bastioni di un castello o il Duomo della propria città.

Ecco, finalmente, un'iniziativa valida e molto interessante. I promotori, cui va il nostro plauso e il nostro pieno appoggio, hanno capito che riprodurre in tre dimensioni, ma a scala ridotta, ciò che è già in tre dimensioni è una mossa vincente per fare un servizio utile a chi non vede.

Al contrario,trasformare in tre dimensioni un'opera d'arte nata a due dimensioni, per far sì che essa sia guardata e non toccata, significa compiere una mistificazione, uno sfregio alla creazione artistica, una truffa, non soltanto in senso economico, per il denaro che si estorce a chi crede di fare un'opera buona, ma proprio verso i destinatari di queste mostruose riproduzioni. Infatti, mentre chi - prima di diventare cieco - ha potuto ammirare delle opere pittoriche, si accorgerà subito di quanto inutili e talora stomachevoli siano quei goffi tentativi, chi invece non ha mai goduto del senso della vista verrà facilmente ingannato, facendogli credere che quei tratti deformati che sente sotto le dita gli facciano veramente superare la disabilità e comprendere la bellezza dell'arte pittorica.

La terza truffa, infine, è quella nei confronti dell'opinione pubblica che si commuove e plaude quando sente un cieco dire «mi sono emozionato nel riconoscere sotto le dita il sorriso affettuoso e triste della Madonna». Potere dell'autosuggestione o, meglio ancora, della suggestione indotta, mettendo in bocca a quella persona delle parole di cui un cieco nato non conosce neppure il significato visivo e dalle quali non è in grado di trarre una immagine mentale.

E qual è il tocco finale che completa l'inganno nei confronti del "pubblico pagante"? È quello di colorare il rilievo ottenuto con la stampante a 3D, riproducendo i colori originali del dipinto e anche le ombreggiature, in modo che chi guarda l'opera la trovi riconoscibile rispetto all'originale. Infatti, se la lasciassero così come viene fuori dalla fresa digitale, tutta del colore della resina di cui è fatta, la gente si renderebbe subito conto dell'abisso che la separa dalla creazione artistica, pur senza essere capace di comprendere l'ulteriore scadimento di qualità dell'oggetto, provocato nel cieco dal carattere analitico del senso del tatto, che lo costringe a conoscere soltanto un centimetro alla volta, impedendogli la visione d'insieme.

di Giulio Nardone,

Presidente nazionale dell'ADV (Associazione Disabili Visivi).

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Superando.it del 07-05-2014

Il diritto alla bellezza

di Gennaro Iorio

«Affermare che l'arte pittorica - scrive Gennaro Iorio, replicando ad alcune riflessioni di Giulio Nardone, proposte nei giorni scorsi dal nostro giornale - non sia fruibile dai ciechi nella sua totalità, significa affermare qualcosa di non vero». E aggiunge: «Io sono solo un amante dell'arte che ringrazia chi mi rende accessibile alcune delle più belle espressioni di essa».

Ciò che mi ha mosso a scrivere queste righe è stato il disagio e lo sconforto nel leggere l'articolo pubblicato da questo giornale, a firma di Giulio Nardone, presidente dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), intitolato "Vedere con le dita"? Qualche volta (ma non sempre) si può.

In particolare, quello che mi ha turbato è stato il linguaggio a mio parere derisorio nei confronti di chi lavora nel campo dell'accessibilità artistica e di chi come me, da cieco, fruisce della bellezza di alcune - purtroppo pochissime - traduzioni tattili pittoriche.

L'iniziativa dell'UNIVOC di Reggio Emilia citata da Nardone [l'Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi di Reggio Emilia si è appellata a chi sa costruire modellini, perché ne realizzi alcuni dei principali monumenti della Provincia, consentendo così di farli conoscere anche a chi non vede, N.d.R.] è certamente lodevole, ma porla in parallelo alla traduzione tattile in bassorilievo di opere pittoriche è un'operazione scientificamente priva di un suo fondamento. L'arte pittorica, la scultura, l'architettura hanno infatti linguaggi specifici e ognuna di esse presenta problematiche proprie, quando vogliono essere rese accessibili.

Da mesi frequento il Museo di Arte Antica e Moderna Anteros di Bologna, inserito all'interno dell'Istituto per Ciechi Francesco Cavazza e ho quindi la fortuna di esplorarvi tattilmente i capolavori, circa cinquanta, che in quella struttura - che, mi piace ricordarlo, è ad accesso gratuito per tutti - vengono messi a disposizione. Sono opere come L'Ultima Cena di Leonardo, La Venere di Botticelli, il Lamento sul Cristo morto di Mantegna e altre ancora, ciò che costituisce una risorsa immensa.

Si tratta di bassorilievi che non sono, ovviamente, in tre dimensioni, e in nessuna traduzione tattile vi è il tentativo - inutile - di riprodurre i colori delle opere. La lettura delle opere stesse è affiancata e guidata da personale formato e preparato e non vi è alcun processo di autosuggestione. In tal senso, i ciechi - e sono tanti - che hanno visitato Anteros non possono essere derisi dalle parole di Nardone. Infatti, con le dovute accortezze e con una preparazione adeguata, anche un cieco può fruire di alcune opere d'arte pittoriche, e dico alcune, in quanto non tutto è traducibile tattilmente, dal momento che per la loro complessità, altre opere non si prestano alla traduzione tattile e questo accade proprio perché non si vogliono creare delle "mostruosità".

Se un cieco dalla nascita può crearsi l'immagine geometrica di un Duomo, egli può, attraverso un percorso diverso, crearsi l'immagine mentale di un volto, di un'espressione, di un corpo. Il cieco, infatti, non è diverso da qualsiasi altra persona, vale a dire che non tutti i vedenti, ad esempio, amano l'arte e visitano delle mostre pittoriche, così come non tutti i ciechi sono interessati all'arte estetica. Va tuttavia detto che affermare che essa, nella sua totalità, non sia fruibile e che siamo tutti «ingannati», quando troviamo una sua traduzione tattile, significa affermare qualcosa di non vero.

Io sono solo un amante dell'arte che ringrazia chi mi rende accessibile alcune delle più belle espressioni di essa.

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Superando.it del 13-05-2014

Tra sentimento della forma e strutture del pensiero

di Loretta Secchi

Fa positivamente dibattere, il tema della pittura tradotta in bassorilievo, per l'esplorazione tattile dei capolavori dell'arte visiva, da parte delle persone non vedenti e ipovedenti, un tema lanciato dal nostro giornale con un intervento di Giulio Nardone, presidente dell'ADV (Associazione Disabili Visivi). A mantenere la discussione su toni di assoluto livello è oggi Loretta Secchi, curatrice del Museo di Pittura Antica e Moderna Anteros di Bologna.

Ho avuto l'opportunità di leggere il dibattito insorto in questi giorni intorno al tema della pittura tradotta in bassorilievo e dedicata alle persone non vedenti e ipovedenti, per un'opportuna esplorazione tattile dei capolavori dell'arte visiva, dibattito scaturito da un articolo pubblicato su queste pagine dall'avvocato Giulio Nardone, presidente dell'ADV (Associazione Disabili Visivi). Quel testo ha suscitato reazioni e, invitata a esprimermi, ho ritenuto corretto scrivere a questo giornale per il dovere che ho di contribuire a tale dibattito.

Da tanti anni mi occupo di educazione estetica dedicata alle persone non vedenti, congenite e acquisite, e ipovedenti, con particolare attenzione alle ricadute cognitive e conoscitive della pedagogia e didattica speciale delle arti in presenza di deficit visivo.

Credo che il rischio di confronti solo verbali sia quello di non avvalersi della prova pratica decisiva, dettata dall'esperienza diretta, unica via per verificare la qualità di un'educazione sensoriale volta al rafforzamento dei processi cognitivi e al raggiungimento dell'emozione estetica. Porre sullo stesso piano contenuti di metodo e teoretici e problemi politici ed economici, forse non aiuta a tenere doverosamente distinti ruoli e funzioni della ricerca, anche in rapporto ai finanziamenti di cui la ricerca stessa necessita. Ogni valida ricerca, infatti, dopo un canonico periodo di sperimentazione, si trasforma in prassi collaudata, comunque perfettibile, e in operatività severamente documentata nei suoi risultati. In altro modo si corre il rischio di assistere a operazioni poco scientifiche che determinano spreco di risorse ed energie umane. Le buone prassi non devono costare molto, devono essere accessibili a tutti, ma è altrettanto vero che le ricerche applicate e tutte le realizzazioni pratiche, anche didattiche, di qualità, hanno un costo minimo sotto il quale si rischia di invalidarle, estinguendole. Creare le condizioni per sviluppare una coscienza dell'accessibilità sostenibile implica dunque l'essere rigorosi e selettivi, non settari, in materia di progettazione, realizzazione e applicazione educativa dei sussidi tiflodidattici.

Dobbiamo considerare quanto sia importante l'impulso dato in questi ultimi quindici anni alle politiche sociali e alla didattica inclusiva in materia di educazione estetica in presenza di cecità e ipovisione. Grazie a questa sensibilizzazione, infatti, hanno avuto origine corrette progettazioni e realizzazioni di materiale tiflodidattico nelle sezioni didattiche museali, e di riflesso sono nate preziose opportunità di fruizione del patrimonio artistico, prima assenti. Parimenti, sono anche emerse iniziative carenti di fondamento scientifico, segnate dalla sopravvalutazione delle alte tecnologie applicate alla pedagogia delle arti, e talvolta compromesse da ingenue, seppur generose, improvvisazioni.

Tutto ciò può avere generato scetticismo e pregiudizio intorno al tema dell'educazione estetica dedicata alle persone non vedenti e ipovedenti e ancor più intorno all'accessibilità della pittura. Tuttavia, se generiamo confusione tra metodi esistenti in materia di traduzione e fruizione della pittura tattile, si rischia di screditare, anche involontariamente, chi da tanti anni lavora con seri obiettivi, essenzialità e onestà, grazie a studi pionieristici che hanno ricevuto riconoscimenti ufficiali nazionali e internazionali e sono nati con fondamento scientifico, in condizioni insospettabili e totalmente estranee a interessi economici sovradimensionati o preponderanti rispetto alle precise finalità dettate dalle didattiche integrative e inclusive.

Chi lavora costantemente nel mondo della pedagogia speciale delle arti, applicata al mondo della cecità, in rapporto alla museologia e museografia, sa che rendere tattilmente accessibile la pittura significa lavorare sulla condivisione dei modelli di rappresentazione della realtà e delle idee sottese ai sistemi di rappresentazione del reale e dell'immaginario entro il mondo delle immagini dotate di valore estetico e contenuto metaforico. Interrogarsi sulle potenzialità e sui limiti di questa operatività è un dovere morale di ogni ricercatore, insegnante ed educatore. Quando si è innovativi si corrono rischi, ma la storia dell'educazione è colma di rischi ponderati, presi con responsabilità, rivelatisi poi risorse preziose per la cultura umana in presenza e in assenza di deficit sensoriale. Per questo ogni ricerca applicata deve essere concretamente documentata e valutata per gli esiti ottenuti, coerentemente agli obiettivi dati e raggiunti. Per giudicare una ricerca applicata serve conoscerla nei suoi fondamenti teorico-pratici e nei suoi effetti, verificati e verificabili.

Dal punto di vista del ruolo che ricopro, ovvero quello di curatrice del Museo di Pittura Antica e Moderna Anteros dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna, ritengo sia prudente confrontarsi sempre e solo su un terreno scientifico e di riflesso elaborare linee guida, anche deontologiche, per impedire strumentalizzazioni della comunità dei non vedenti, parimenti a ostruzionismi.

Sottolineo che su temi tanto complessi e delicati quali la psicologia della percezione associata all'educazione estetica e quindi alla pedagogia speciale delle arti, funzionale a sviluppare nelle persone con minorazione visiva anche autonomie psicomotorie dimostrabili, è indispensabile acquisire conoscenza nell'ambito delle arti applicate, delle scienze motorie, e della tiflologia, allo scopo di capire l'utilità della conoscenza delle immagini tattili dotate di valore estetico. L'accesso alla pittura tattile permette infatti di maturare più competenze nella vita delle persone con deficit visivo, e favorisce la condivisione di modelli di rappresentazione delle categorie spazio/temporali: tra reale e trasfigurazione del reale si attua l'estensione di significato dei linguaggi dell'arte e di riflesso lo sviluppo delle facoltà immaginative e associative della mente. Deriva così quella plasticità del pensiero volta a contrastare il verbalismo, a partire dalle competenze cognitive maturate anche con la pratica sensoriale, intellettuale e fattiva delle arti.

Per comprendere le funzioni cognitive dell'esperienza tattile vissuta correttamente su materiali puntualmente progettati, testati, e collaudati, serve saper distinguere tra buone e cattive traduzioni della pittura, tra efficaci e non efficaci applicazioni didattiche, tra conoscenze squisitamente teoriche e conoscenze teorico-pratiche, forti dell'esperienza e delle competenze maturate nell'insegnamento delle arti figurative alle persone non vedenti. Di riflesso è indispensabile verificare sul campo le risposte percettive, cognitive e interpretative, date dalle persone con deficit visivo che da anni intraprendono percorsi di educazione estetica, traendone vantaggio negli apprendimenti.

In quindici anni di operatività presso il Museo Tattile Anteros, abbiamo accolto centinaia di persone non vedenti e ipovedenti e intrapreso percorsi educativi pluriennali con decine di persone non vedenti e ipovedenti di ogni età. Nell'accompagnarle alla maturazione delle competenze cognitive ed espressive, abbiamo potuto notare evidenti miglioramenti delle loro facoltà cognitive, immaginative, delle competenze espressive ed emozionali.

Museo Anteros di Bologna: fase di modellazione di un prototipo in creta

Ringrazio dunque tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito, e colgo l'occasione per invitare chiunque abbia fatto esperienze significative nel campo dell'apprendimento delle arti figurative, attraverso la percezione della pittura tattile, a testimoniare pubblicamente come questa esperienza abbia migliorato i processi cognitivi e immaginativi della mente. Solo dialogando concretamente si può rispondere con rispetto e utilità divulgativa a tutti coloro che possono legittimamente nutrire dubbi in merito all'utilità di un metodo volto a rendere leggibile e conoscibile la pittura, anche in presenza di cecità.

Desidero per questo ringraziare l'avvocato Nardone, per avere aperto il dialogo su queste tematiche e per avere chiarito che il suo articolo non intendeva giudicare sommariamente chi si occupa con fondamento tecnico e pedagogico di traduzione della pittura in presenza di disabilità visiva, piuttosto chi se ne occupa senza competenze specifiche e coerente professionalità.

Ricordo infine a tutti coloro che si occupano di accessibilità applicata alla fruizione dei beni culturali, quanto sia importante riferirsi a chi ha maturato esperienza e competenza sul campo dell'educazione estetica in presenza di deficit visivo, preoccupandosi di declinare correttamente la didattica dell'arte in considerazione delle esigenze cognitive ed espressive specifiche delle persone non vedenti congenite, acquisite e ipovedenti. E ricordo ancora che entro uno spazio espositivo serve collocare il sussidio, ma anche garantire formazione alle guide, per favorire un servizio didattico adeguato a fare buon uso della riproduzione tattile, poiché i livelli dell'autonomia sono differenti e possono evolversi, e diverse, ma precise, possono essere le modalità e finalità conoscitive della fruizione dell'arte.

Va inoltre considerato che, come in ogni àmbito di studi e ricerca, anche quello relativo alla pedagogia speciale delle arti è un campo che si avvale di una letteratura scientifica di riferimento, riconosciuta, afferente alle materie dell'estetica dei valori ottici e tattili, della fenomenologia della visione, della psicologia della percezione e pedagogia dell'arte, della tiflologia e della metodologia didattica: tutte discipline, queste, volte a supportare seriamente chiunque si approcci con professionalità tali argomenti.

La responsabilità che ci si assume nel mediare contenuti filosofici e culturali - attraverso la strutturazione del pensiero concreto, astratto e simbolico, testimoniato anche nelle arti visive; l'uso del tatto vicariante la vista e la funzione compensativa e colmativa della parola, intesa come equivalente estetico della forma - è grande, e richiede consapevolezza e senso della realtà. I modi stessi della comunicazione determinano la qualità degli apprendimenti, la riuscita o il fallimento di un intervento didattico e di riflesso la possibilità o meno che un apprendimento specifico si converta in una competenza più ampia, le cui ricadute cognitive ed emozionali comportano comunque un lavoro interiore, un processo di educazione permanente, talvolta di rieducazione, un percorso anche introspettivo. Non esiste apprendimento che non coinvolga la coscienza e la consapevolezza del sé corporeo, mentale ed emozionale, e non esiste affrancamento dal rischio di cecità psicologica e rigidità del pensiero, se non privilegiamo l'autenticità degli apprendimenti, curandone più la qualità della quantità. Ciò vale per il mondo delle persone minorate della vita, ma vale altrettanto per le persone normovedenti, consapevoli del bisogno di sviluppare una profondità dello sguardo a partire da un'attenzione al sentire.

Loretta Secchi,

Curatrice del Museo di Pittura Antica e Moderna Anteros di Bologna.

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L'agenda: appuntamenti del mese di giugno

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