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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Aprile 2014

SOMMARIO

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: Mario Barbuto è il nuovo Presidente Nazionale

A seguito delle dimissioni rassegnate il 21 febbraio da Tommaso Daniele dopo 28 anni di presidenza per i noti problemi di salute, sabato 15 marzo il Consiglio Nazionale dell'Unione si è riunito in seduta straordinaria per provvedere all'elezione del nuovo Presidente Nazionale.

Con un'ampia maggioranza (27 voti su 41) il Consiglio ha eletto quale nuovo Presidente il Dott. Mario Barbuto.

Al Dott. Barbuto Nazionale giungano sinceri auguri di buon lavoro.

Di seguito riportiamo la lettera aperta, con la quale lo stesso Barbuto rivolge il proprio saluto alla compagine associativa.

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Care amiche e cari amici,

mi rivolgo a voi per la prima volta nel ruolo di presidente nazionale della nostra amata Unione.

Un ruolo che mi onora oltre ogni immaginazione e che pone dinanzi a me, sopra di me, il senso della responsabilità, dell'urgenza, del dovere.

Sabato 15 marzo il nostro Consiglio Nazionale si è espresso con una maggioranza chiara nella elezione del nuovo presidente.

Devo e voglio ringraziare i consiglieri che mi hanno accordato la loro fiducia, ma desidero accomunare in un abbraccio anche quei quattordici componenti del Consiglio che si sono orientati su una opzione diversa.

Oso sperare di saper meritare con il tempo e con il lavoro anche il loro consenso.

Ancora una volta la nostra Unione ha saputo fronteggiare con serenità e chiarezza un altro passaggio difficile della propria storia, utilizzando gli strumenti previsti dallo statuto, in un contesto che ha consentito il libero confronto delle idee e la riaffermazione del principio di democrazia.

Così come tutti abbiamo convenuto nel corso di queste ultime tre settimane di confronto, conclusa la fase della elezione del presidente, da questo momento si guarda avanti e si cammina di nuovo insieme verso altri traguardi, pronti ad affrontare uniti gli ostacoli e le insidie che di certo non mancheranno.

Siccome i problemi sono tanti e il tempo, invece, davvero scarso, occorrerà concentrarsi soprattutto su alcune priorità assolute, cercando di fare bene le poche cose che si potranno fare nei prossimi diciotto mesi.

- Proteggere le conquiste normative raggiunte e puntare a nuovi obiettivi realistici.

- Tutelare le nostre strutture territoriali, cercando di metterle nelle migliori condizioni operative, ma premiando soprattutto i risultati del lavoro delle sezioni più attive.

- Assicurare risorse certe e continuative per svolgere al meglio i nostri servizi e salvaguardare l'esistenza stessa della nostra organizzazione.

- Preparare il XXIII congresso promuovendo una vasta partecipazione dei soci su tutto il territorio, mediante un confronto di idee e di proposte che consenta l'avvio di una stagione di riforma della nostra struttura per adeguarne regole e strumenti all'incalzare dei tempi.

Siamo appena entrati nel periodo delle assemblee sezionali che rappresentano la ricchezza più autentica della nostra Unione.

Approfittiamo delle assemblee per portare ai nostri soci e iscritti un messaggio di speranza e di fiducia, sottolineando tuttavia che i traguardi raggiunti si difendono con il lavoro di tutti e che i nuovi obiettivi si conquistano solo con una partecipazione ampia e unitaria.

Dal nuovo presidente nazionale soltanto due semplici parole di augurio rivolte a tutti e con affetto:

"buon lavoro!".

Mario Barbuto

Presidente Nazionale

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AgenParl del 17-03-2014

Eletto nuovo presidente UIC Barbuto

ROMA. Sabato 15 Marzo, dopo 28 anni, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, a seguito delle dimissioni rassegnate per motivi di salute dal prof. Tommaso Daniele, ha eletto, come da statuto, mediante il proprio Consiglio Nazionale, il sesto Presidente del sodalizio. La scelta dei consiglieri nazionali è caduta sul dott. Mario Barbuto, il quale ha riportato ben 27 voti rispetto ai 14 ottenuti dall'altro candidato, il Vicepresidente Nazionale avv. Giuseppe Terranova. Il nuovo Presidente dovrà tra l'altro, traghettare l'associazione alla quale è demandata per legge la tutela e la rappresentanza dei diritti morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti, al prossimo Congresso Nazionale, previsto per il 2015. L'Unione in questo frangente difficile necessitava di una guida sicura. Il sodalizio deve essere pronto ora ad affrontare le nuove e più ardue sfide poste anche dalle prossime leggi finanziarie 2014 e 2015, oltre che dal processo di riforma politica ed economica che riguarderà l'intero paese e che non può trovare il sodalizio in posizione di attesa o di retroguardia. Per queste considerazioni fondamentali, occorreva eleggere una persona in grado di guardare all'oggi con la massima attenzione e che contemporaneamente potesse preparare quel domani associativo ritenuto ormai unanimemente indilazionabile per il futuro stesso della Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La persona in grado, in questo momento, di rappresentare più di ogni altra questo spirito e che possiede i requisiti adeguati ad assumere oggi il ruolo e compito di Presidente Nazionale è proprio Mario Barbuto. Egli infatti, è in grado di rappresentare a pieno l'unità dell'associazione, da nord a sud; di interpretare il delicato momento tra innovazione e continuità; di ricoprire la carica con la dovuta prudenza e il necessario coraggio. Mario Barbuto possiede un grado elevato di esperienza professionale, tecnica, politica, associativa e manageriale. Ha operato per molti anni con efficacia e con successo a tutti i livelli dirigenziali della nostra struttura associativa, sul piano provinciale, regionale e nazionale. Ma chi è Mario Barbuto e quale è stato il suo percorso all'interno dell'associazione? Lo spiega egli stesso: "All'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti devo tanto, tantissimo... Per certi versi, tutto... L'istruzione, il lavoro, le soddisfazioni professionali, l'integrazione sociale, sono i frutti più preziosi che questa nostra Associazione mi ha donato nell'arco dei quarantacinque anni di mia appartenenza. Per quanta dedizione io possa mettere nel servirne gli scopi e gli obiettivi, non sarò mai in grado di ricompensare per intero l'Unione di tutto il bene che da essa ho ricevuto. Il bene di vivere una vita pressoché normale, di conservare tutta la mia dignità di persona e di cittadino, di godere di una autonomia personale straordinaria, nonostante il grave handicap dovuto alla minorazione visiva. Bambino del profondo Sud, ho trovato a Catania, la mia città d'origine, un istituto che mi ha accolto per otto anni e ha provveduto alla mia istruzione di base, dotandomi degli strumenti per affrontare un più impegnativo corso di studi a Bologna, città del Nord vagheggiata e temuta allo stesso tempo. Bologna, una città che mi ha catturato con il fascino delle sue architetture e il calore della sua gente, offrendomi un titolo, una casa, un lavoro, una vita sociale degna di essere vissuta. Un lavoro in posizione apicale nel più importante e famoso Istituto dei ciechi d'Italia, il Francesco Cavazza, che mi ha regalato esperienze professionali e relazioni umane straordinarie. Gestire un bilancio annuale di alcuni milioni di euro; amministrare un patrimonio immobiliare di qualche centinaio di unità urbane e agricole; coordinare un gruppo di una trentina di dipendenti e collaboratori impegnati in attività tanto diverse quali la formazione professionale, il supporto all'integrazione scolastica, la produzione e distribuzione di ausili tiflotecnici; la produzione e distribuzione di prodotti librari, le iniziative culturali, sportive e del tempo libero. Una città, Bologna, dove ho avuto l'onore, la gioia e la soddisfazione di essere eletto nel Consiglio comunale, nel quale ho lavorato come vice presidente della commissione Bilancio e come componente della commissione Servizi sociali. Una città dalla quale ha preso il via il mio impegno associativo circa quarant'anni or sono, nelle varie e successive funzioni di presidente provinciale, vice presidente regionale, componente del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale. Proprio in quest'ultimo ruolo, tra l'altro, ho avuto dal presidente Daniele l'incarico di creare il sistema informatico dell'Unione, del quale mi reputo molto modestamente una specie di papà e grazie al quale, già nel 1995 la nostra Associazione risultava dotata di un proprio sito internet e di una rete di posta elettronica estesa alle sedi regionali e alle sezioni provinciali. Per motivi professionali e associativi ho anche avuto l'opportunità di viaggiare molto all'estero e di entrare in contatto con numerose e variegate realtà del mondo delle organizzazioni per ciechi e per ipovedenti in Europa, in America e in Africa, dando così ulteriore corpo al mio personale bagaglio di esperienze e di conoscenze nel settore. Oggi, pertanto, come mai in passato, credo sia venuto per me il tempo di porre la mia modesta persona e la mia umile esperienza al servizio dell'Unione in modo totale e al livello più alto, restituendo così, almeno in parte, con il lavoro e con l'impegno, quanto di prezioso ho ricevuto nel corso di una intera esistenza". Conservatore nei valori ma assolutamente aperto e progressista, così si esprime il nuovo Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS: "Come ha detto e scritto più volte Tommaso Daniele, è tramontato il tempo dell'uomo solo al comando. Mai più dunque, un presidente solitario, unico traino di un pesante rimorchio; al contrario, invece, un gruppo dirigente, compatto, operoso, determinato, alla guida dell'Unione, al servizio della causa dei ciechi e degli ipovedenti italiani. L'Unione, per fortuna, è una struttura associativa fondata su princìpi democratici, grazie ai quali, le più alte cariche si raggiungono solo con il consenso e con il sostegno delle maggioranze, auspicabilmente ampie, significative e qualificanti. La mia disponibilità è totale, il mio impegno, garantito". Al dott. Mario Barbuto, nuovo Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, associazione storica che ha ben 94 anni, formuliamo i migliori auguri di buon Lavoro.

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CONSIGLIO NAZIONALE straordinario DEL 15 MARZO: testo integrale dell'intervento del nostro presidente regionale, nicola stilla

Un saluto affettuoso a tutti i colleghi del Consiglio Nazionale e a tutti i Soci ed i Dirigenti che sono in ascolto attraverso la rubrica Parla con l'Unione.

Un particolare e riconoscente saluto va anche a Tommaso, il nostro Presidente, che oggi, dopo 28 anni di Presidenza, per motivi di salute, non può essere presente in questa sede.

A Tommaso va il mio grazie personale e credo, interpretando il pensiero di tutti i colleghi e di moltissimi soci e dirigenti, il mio grazie per tutto ciò che ha fatto per le persone non vedenti ed ipovedenti, per la nostra Unione e per tutte le organizzazioni ad essa collegate in questi 28 anni di attività.

Attività che ha svolto sempre con intelligenza, abnegazione, costanza, passione e lungimiranza.

Grazie anche per come ha gestito questa delicatissima fase di passaggio e, naturalmente, a Tommaso l'augurio che possa riprendersi completamente e presto e che possa ritornare, nelle modalità che saranno concordate, insieme a noi perchè l'Unione non può e non deve privarsi di una risorsa come quella di Tommaso, per la sua esperienza, per il suo intuito, per la sua intelligenza. Tommaso grazie, grazie e auguri per tutto.

Oggi però siamo chiamati ad assumere una importante e fondamentale scelta: l'elezione del Presidente Nazionale che dovrà succedere a Tommaso e che dovrà guidare l'Unione fino al XXIII Congresso Nazionale.

Come ho avuto occasione di scrivere nel mio articolo "l'Unione che vorrei", dal mese di novembre, con Mario, entrambi disponibili a porre la nostra candidatura in Congresso, sostenuti dagli amici che ci affiancano in questo interessante progetto, abbiamo intrapreso un percorso comune e condiviso per l'elaborazione di un programma e l'individuazione di un metodo per giungere alla designazione di una candidatura unitaria alla Presidenza Nazionale del 2015.

Questo percorso continuerà con le modalità e con i tempi necessari già ipotizzati, intentendo promuovere e favorire numerosi momenti di confronto, con una vasta partecipazione di tutta la dirigenza e della parte più attiva della base associativa.

Oggi però, le dimissioni forzate ed inattese del Presidente Daniele hanno causato una accellerazione di quel processo di ricambio e di rinnovamento da intraprendere a partire, come già detto, dall'appuntamento congressuale del prossimo anno.

L'accellerazione di queste ultime settimane ci ha posti dinanzi alla responsabilità di formulare una proposta immediata ed il più possibile unitaria per la elezione di un Presidente che possa completare il mandato in corso e preparare il prossimo Congresso in un clima di concordia, di tutela e di collaborazione che coinvolga tutti, e quando dico tutti intendo dire proprio tutti, indipendentemente dal risultato elettorale odierno.

L'Unione deve avere subito una guida e deve essere pronta da subito ad affrontare le sfide di questi giorni: i nuovi attacchi alle indenittà di accompagnamento da parte del Governo, l'approvazione delle proposte di legge per i centralinisti telefonici e per gli operatori del benessere impostando una vera e nnuova politica sul lavoro, deve far sentire la sua voce sull'integrazione scolastica dei nostri ragazzi sempre più abbandonati alla buona volontà dei pochi operatori, deve chiedere di ridiscutere l'I.S.E.E. in modo da eliminare la discriminazione tra persone cieche ed altre persone con disabilità creata dall'ultima normativa, deve difendere gli stanziamenti definiti dalla Legge di Stabilità sulle leggi 282, 24 e 379 conquistati da Tommaso Daniele con tenacia negli ultimi mesi del 2013.

A livello interno, il nuovo Presidente dovrà procedere alla definizione di un progetto per la riorganizzazione della Sede Centrale e dovrà valorizzare il territorio attraverso un attivo coinvolgimento e l'ascolto dei Presidenti Provinciali e Regionali. Dovrà utilizzare e mirare al meglio il fondo sociale in modo da trasferire maggiori risorse a quelle strutture più in difficoltà e a quelle che lavorano con maggiore costanza. Insomma una conduzione collegiale dell'Unione che consenta una maggiore coesione tra Sede Centrale e strutture territoriali.

A quanto sopra andranno aggiunte le nuove e più ardue sfide poste tra l'altro anche dalle leggi di stabilità 2015 e 2016 oltre che dal processo di riforma politica ed economica che riguarderà l'intero Paese e che non può trovare la nostra associazione in posizione di attesa o di retroguardia.

Per queste considerazioni fondamentali e per mille altre ragioni, occorre eleggere già ora, una persona che sappia guardare all'oggi con la massima attenzione e contemporaneamente possa preparare quel domani associativo ritenuto ormai unanimemente indilazionabile per il futuro stesso della nsotra Unione.

La persona che in questo momento può rappresentare più di ogni altra questo spirito e possiede i requisiti adeguati ad assumere, anche per disponibilità, dicevo ad assumere quindi oggi il ruolo e il compito di Presidente Nazionale, a nostro avviso, è Mario Barbuto.

Mario infatti, è in grado di rappresentare la maggiore unità possibile dell'associazione, da nord a sud; di interpretare il delicato momento, tra innovazione e continuità, di ricoprire la carica con la dovuta prudenza e il necessario coraggio.

Mario possiede una grande esperienza tecnica, politica, associativa e manageriale ed ha operato per molti anni, con efficacia, a tutti i livelli associativi ottenendo, tra l'altro, un terzo dei consensi nelle votazioni a Presidente Nazionale nel corso del XXII Congresso Nazionale.

Concludo. sono certo che oggi il Consiglio Nazionale saprà dimostrare maturità e sceglierà con l'unico obiettivo di dare una guida il più unitaria possibile alla nostra Unione e finita la sfida elettorale ci si ritrovi uniti intorno al nuovo Presidente Nazionale per vincere le nuove sfide e continuare a dare forza a questa gloriosa Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

La posta in gioco è molto alta ed è per questo che da domani si dovranno mettere da parte tutte le divisioni per unirsi come sempre a difesa degli interessi delle persone non vedenti ed ipovedenti in particolare ed, insieme a tutte le altre organizzazioni per le persone con disabilità, nella difesa ad oltranza degli interessi di tutti i cittadini disabili italiani per una loro reale integrazione sociale.

Grazie!

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Mani che apprendono

di Mirella Gavioli

Sono le mani dei 18 fisioterapisti e massofisioterapisti non vedenti ed ipovedenti e delle 2 colleghe normovedenti che hanno preso parte al secondo modulo del Corso di "medicina ortopedica manuale Cyriax", che si è svolto nei giorni 21, 22 e 23 febbraio scorsi, presso i locali del consiglio regionale lombardo UICI a Milano. L'evento, promosso e diretto dalla fisioterapista Mirella Gavioli, Coordinatrice regionale di categoria per la Lombardia e responsabile del comitato tecnico nazionale dei Fisioterapisti e massofisioterapisti in seno all'unione, è stato patrocinato dal consiglio regionale lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ed organizzato dall'I.RI.FO.R Lombardia, con il sostegno dell'I.RI.FO.R nazionale.

Al corso, accreditato ECM, articolato in quattro stage, hanno preso parte, oltre a professionisti lombardi, Colleghi provenienti da altre regioni del nord e del centro, che hanno trovato in questa proposta formativa, un'ottima risposta al bisogno di una formazione adeguata.

Essendo un corso di carattere prevalentemente pratico, per favorire il più idoneo apprendimento, il numero dei partecipanti non poteva superare le 20 unità, quantità pienamente raggiunta.

Ad insegnare la metodica Cyriax, è il fisioterapista dott. Maurizio Leone, docente Ligure esperto e cultore della materia, vicepresidente ETGOM, scuola internazionale che offre educazione continua nella moderna medicina ortopedica del massaggio trasverso profondo, mettendo a disposizione, oltre ad una notevole esperienza clinica e didattica, anche una collaudata esperienza acquisita in corsi specifici per professionisti con disabilità visiva. A completamento di una formazione già pienamente accessibile, Maurizio Leone, in collaborazione con alcuni dei corsisti, ha voluto realizzare una sorta di "audiolibro" descrittivo delle tecniche, quale valore aggiunto da mettere a disposizione oltre al materiale didattico previsto.

Il docente, evidentemente motivato da una particolare sensibilità personale, oltre che professionale, ha istruito, non solo ai concetti teorici propri della materia ma, soprattutto, le mani dei discenti nella ricerca tattile del repere anatomico da testare e, successivamente, da trattare con le diverse manovre del massaggio trasverso profondo.

E' risaputo che i non vedenti "vedono" con le mani, mediante le quali accedono alla conoscenza della realtà quindi, è il tatto il migliore strumento per comprendere e far comprendere. E' in questa ottica infatti che, il formatore, coadiuvato dalla fisioterapista tutor Mirella Gavioli, ha sapientemente trasmesso i contenuti, esprimendoli sia verbalmente e, nello stesso tempo, "sovrapponendo e guidando" le mani dei Colleghi che provavano e riprovavano ad esperire le diverse tecniche, nell'esercizio dell'apprendimento. Con questa modalità di approccio didattico, si consente ai corsisti con disabilità visiva, ma non solo, di poter accedere con padronanza a quei contenuti del sapere riabilitativo, incentivando in loro il desiderio di conoscere, per offrire una risposta sempre più efficace e qualificata, alla domanda di "salute e riabilitazione" dei pazienti.

Durante le tre giornate di intenso studio, non sono mancati piacevoli momenti di convivialità attraverso i quali, oltre a condividere le specialità culinarie tipiche delle varie località di provenienza, i corsisti hanno espresso la simpatia, l'entusiasmo del fare gruppo, la spontaneità dell'integrazione con le colleghe normovedenti che hanno scelto con consapevole orgoglio di farne parte, esaltando quei valori aggiunti, tipici della condivisione, al di là della professione".

"Anche questa nuova esperienza formativa", come dichiarato dal presidente regionale Nicola Stilla durante il suo intervento di benvenuto ed avvio ai lavori, garantisce opportunità e soddisfazioni a tutti i suoi protagonisti, organizzatori e discenti, ed avrà ulteriore meritevole seguito e sostegno, dimostrando la necessità e la possibilità di apprendere attraverso diverse modalità, e la forza del denominatore comune del sodalizio tra gli organismi dell'unione e la sua base, di cui, i professionisti della riabilitazione, sono una concreta testimonianza del desiderio di valorizzare le abilità e del conoscere per crescere nel sapere, nella coesione e nell'inclusione professionale e sociale.

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Dal consiglio regionale lombardo u.i.c.i.

Sabato 17 maggio 2014: crociera sul lago di como e visita a villa carlotta

Si informa che il Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I., su richiesta della Commissione Regionale "Turismo Sociale e Fruizione dei Beni Culturali", propone ai soci e relativi accompagnatori, per sabato 17 maggio p.v., la "Crociera sul lago di Como e la visita a Villa Carlotta".

Il programma della giornata è così articolato:

1 - Ritrovo dei partecipanti alle 9,00 presso la stazione centrale di Milano e partenza alle 9,15 per Como con pullman; arrivo a Como verso le 10.00 circa.

2 - Ore 10.00 incontro con guida autorizzata e passeggiata guidata nel centro storico di Como.

Partendo da Porta Torre si ripercorrerà la storia antica della città, dalla sua fondazione ad opera dei romani, al periodo medievale fino ai giorni nostri. Si proseguirà fino alla vecchia piazza del mercato del grano, oggi

Piazza San Fedele, fino ad arrivare poi all'imponente cattedrale e al vicino broletto. Si concluderà in Piazza Volta per ricordare il più illustre cittadino comasco.

3 - Ore 12.00 imbarco su battello della Navigazione Laghi e crociera sul lago da Como fino a Tremezzo, accompagnati dalle descrizioni della guida che illustrerà la storia e le curiosità del Lario e le sue tante ville. Pranzo a bordo (un primo, un secondo, un contorno, acqua e vino).

4 - Arrivo a Tremezzo intorno alle 13.40 e ingresso a Villa Carlotta per la visita guidata agli interni e al meraviglioso giardino.

Monumento tra i più noti del lago di Como, si trova alla sommità di un giardino terrazzato con scalinate a tenaglia ed è circondata da un parco all'inglese celebre per le sue splendide fioriture primaverili, in particolare di azalee e rododendri. La dimora fu costruita in forme barocche, ai primi del '700, dal marchese Giorgio Clerici, ma gli abbellimenti interni sono dovuti, in gran parte, al conte G.B. Sommariva (prima metà sec. XIX; nel 1843 venne acquistata dalla principessa Marianna, moglie di Alberto di Prussia, e da lei donata alla figlia Carlotta; oggi è proprietà dello Stato e adibita a museo. Gli ambienti interni ricreano nel

piano nobile l'atmosfera neoclassica di quella che fu una delle più celebri case museo ottocentesche. Nelle grandi sale sono esposte numerose opere d'arte, tra cui sculture del Canova e dipinti dell'Hayez. Al secondo piano si trovano la residenza dei Sassonia Meiningen con arredi d'epoca (XIX secolo, seconda metà) e la grande galleria ornata a grottesche secondo il gusto neo-pompeiano.

Per le due ore della visita a Villa Carlotta, ipotizzando la partecipazione di 50 persone, i visitatori saranno divisi in 2 gruppi che, alternativamente visiteranno sia il museo interno della villa che il magnifico e lussureggiante giardino.

5 - Ore 16.00 circa, partenza in pullman per il rientro a Milano previsto intorno alle ore 17.30 circa.

Per tutti, soci ed accompagnatori, la quota di partecipazione richiesta è di 35,00 euro, comprensiva di pullman, escursione in battello da Como a Tremezzo, pranzo a bordo, ingresso a Villa Carlotta e servizio guida per l'intera giornata.

Per una miglior coordinazione negli spostamenti lungo le vie di Como, all'interno della Villa Carlotta e nel parco, si consiglia a ciascun socio l'abbinamento con un proprio accompagnatore.

IMPORTANTE: la gita si effettuerà solo qualora si raggiunga il numero minimo di 30 persone fino ad un massimo di 50. Essendo limitato il numero di posti, verrà preso in considerazione l'ordine d'arrivo delle domande.

Gli interessati a partecipare alla suddetta iniziativa sono invitati a rivolgersi quanto prima alla Sezione U.I.C.I. di appartenenza, dal momento che le iscrizioni dovranno pervenire al Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. entro il 30 aprile p.v.

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Dalla sezione di bergamo

Bergamo, 6 aprile 2014: 2° edizione di corri dog - 9° Giornata del Cane Guida

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (ONLUS) sezione di Bergamo, organizza, in collaborazione con Proloco Bergamo, Team Italia, altre Associazioni canine provinciali, aziende del settore zoologico e con il Patrocinio del Comune di Bergamo e dell'ordine provinciale dei medici veterinari, la nona Giornata del Cane Guida che si svolgerà a Bergamo, in Piazza Dante, il giorno domenica 6 aprile 2014.

L'Uici intende nell'occasione sottolineare in particolare l'importanza del cane guida per l'autonomia e la mobilità delle persone non vedenti e, nello stesso tempo, denunciare le gravi difficoltà economiche in cui versano, da tempo, le diverse scuole di addestramento nazionali, con conseguenti ripercussioni sugli utenti, che si vedono costretti ad affrontare tempi sempre più lunghi di attesa per la consegna del cane guida.

Inoltre, si intende sensibilizzare i cittadini, sulla necessità che le scuole cani guida hanno di poter affidare i cuccioli a persone o famiglie, fino alla loro età utile per l'addestramento.

La giornata, all'insegna dell'allegria in compagnia dei nostri amici a quattro zampe, prevede in mattinata una passeggiata lungo le Mura di Città Alta (poco più di 2km), mentre nel pomeriggio sarà possibile assistere a dimostrazioni pratiche da parte degli addestratori della Scuola Cani Guida Lions di Limbiate (MI) e della Scuola Ellen Keller di Messina.

Le iscrizioni alla Corridog devono essere effettuate presso la sede dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti in via A. Diaz, 14 tel. 035 249208, o presso il punto di punzonatura in piazza Dante, prima della partenza.

La quota di iscrizione, fissata in euro 5 per ogni cane, verrà totalmente devoluta a favore dell'Unione stessa, con lo scopo di sostenere le iniziative in favore dei disabili visivi bergamaschi.

Possono partecipare alla camminata non competitiva, tutti i cani di qualsiasi razza e taglia. Ogni animale può essere accompagnato anche da più persone, così come ogni padrone può portare più di un cane.

Programma della giornata:

- Dalle Ore 9.00: Raduno in piazza Dante per le iscrizioni non effettuate nei giorni precedenti e la consegna delle pettorine Corridog.

I cani debbono essere muniti di guinzaglio e il conducente (ad eccezione dei cani guida per non vedenti) deve portare con sè la museruola (da indossare all'animale in caso di necessità) e paletta con sacchetto per la raccolta di eventuali deiezioni del proprio cane.

- Ore 10,30: Partenza verso le Mura percorrendo la via Vittorio Emanuele, Scalinata della funicolare, Porta S. Giacomo, sino al ristoro cani verso Porta S. Agostino e ritorno in Piazza Dante.

- Ore 12,30: Estrazione premi offerti dalle Associazioni presenti e dagli Sponsor.

- Nel primo pomeriggio dimostrazioni pratiche dell'addestramento dei cani, nelle varie discipline e in particolare quelle dei cani guida delle scuole sopracitate.

- Sempre in Piazza Dante, lungo tutta la giornata, presso gli stand delle varie Associazioni canine e delle aziende di settore, sarà possibile ottenere informazioni dettagliate sulla cura, il mantenimento e la salute del cane, sui vari tipi di addestramenti e ricevere depliants e gadgets.

- Per chi lo desidera è possibile pranzare ad un prezzo conveniente presso il bar-selfservice Balzer (ingresso sotto i portici adiacenti a piazza Dante).

La manifestazione si concluderà alle 17,30.

Vi aspettiamo numerosi in compagnia del Vostro caro amico a quattro zampe!

portate anche tanti bambini!!!, perchè ad amare gli animali si impara da piccoli.

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DALLA SEZIONE DI LECCO

08/13 SETTEMBRE: TOUR DELL'OLANDA

PROGRAMMA

08 SETTEMBRE - LECCO/TREVIRI

Partenza da Lecco presso la Piazza della Stazione alle ore 7.00. Incontro con la nostra accompagnatrice sig. Claudia (la stessa dello scorso anno) e inizio del tour in direzione del valico di Chiasso. (importante: la carta d'identità non deve avere il rinnovo perchè non più accettata in Europa; nel caso va rifatta nuova presso il proprio comune di residenza). Pranzo in ristorante in Svizzera. Nel pomeriggio proseguimento in territorio tedesco per raggiungere TREVIRI; la città più antica di tutta la Germania. La città è sotto tutela dell'Unesco come bene inalienabile della città. E' al centro di una delle zone vitivinicole più importanti in assoluto.

Sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.

09 settembre - DORDRECHT/KINDERDIJK/ROTTERDAM

Prima colazione in hotel. Partenza in direzione dell'Olanda e arrivo per il pranzo in ristorante a DORDRECHT, la prima in Olanda a ricevere già nel 1220 lo status di città. Grazie alla sua secolare storia, vanta monumenti di particolare interesse soprattutto nella zona del vecchio porto, breve visita con la guida. Proseguimento per la zona di KINDERDIJK, dove si possono ammirare e visitare 19 mulini a vento costruiti intorno al 1740, ancora oggi in perfetta efficienza. La loro funzione era di mantenere asciutto il polder di Alblasserwaard pompando l'acqua superflua nel fiume Lek. Dal 1997 Kinderdijk è stata annoverata nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, visita con guida.

In serata arrivo a ROTTERDAM. Sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.

10 SETTEMBRE - ROTTERDAM/AMSTERDAM

Prima colazione in hotel. Al mattino incontro con la guida e visita di Rotterdam; il porto più grande d'Europa. Città di grandi navigatori, Rotterdam è stata costruita per servire il mare, con i suoi docks, silos e cantieri. Il suo centro, spostato verso ovest rispetto al Delfshaven, racconta la storia della città. Pranzo in ristorante. Partenza per Amsterdam. Città di grande fascino fondata su un centinaio di isole collegate da oltre seicento ponti e attraversata da innumerevoli canali su cui si specchiano gli eleganti edifici dei ricchi mercanti di diamanti e della Compagnia delle Indie. Incontro con la guida per la visita che toccherà le principali attrattive della città: il porto, la famosa Piazza Dam, la Torre della Zecca, il Palazzo della Borsa, il Palazzo della Posta Centrale, il Palazzo Reale e il Quartiere Ebraico ed i quartieri tipici del centro. Per tutti i canali che la attraversano, è anche chiamata la Venezia del nord.

Sistemazione, cena e pernottamento in hotel.

11 SETTEMBRE - OLANDA DEL NORD

Prima colazione in hotel. Escursione guidata dell'intera giornata nell'Olanda del Nord. In mattinata partenza per ALKMAAR, antica città fortificata. Un tempo villaggio agricolo, diventò un importante porto mercantile grazie alla navigabilità del fiume Rakere. Parzialmente invasa dalle acque, si rese necessario scavare quei canali che oggi danno particolare fascino alla città con le sue stradine, le case dei mercanti e i ponti levatoi del XVII secolo. Alkmaar è celebre per essere la città dei formaggi. Da metà aprile a metà settembre, visita in libertà dell'antico mercato dei formaggi. Negli altri periodi dell'anno e in caso di inattività, visita del Museo del formaggio olandese.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per la Grande Diga, lunga ben 32 km e larga 90 metri, la prima opera colossale di ingegneria costruita fra il 1927 ed il 1933 per strappare la terra dal mare del Nord dall' Ijsselmeer, il grande mare interno. Soste su questo fantastico nastro di cemento e asfalto.

Rientro verso Amsterdam con tappa a VOLENDAM, tradizionale località di pescatori con stradine strette, piccoli canali, case con gli zoccoli appesi davanti alla porta e con i costumi più belli d' Olanda. Se le condizioni meteorologiche lo permettono, passaggio in nave per MARKEN. In caso contrario, trasferimento in autopullman lungo la diga che collega l'isola alla terraferma. Luogo di pescatori, il villaggio ha mantenuto intatto il fascino delle sue case su palafitte dipinte di verde allineate ai margini di strade strette.

In serata rientro in hotel ad Amsterdam. Cena e pernottamento.

12 SETTEMBRE - AMSTERDAM/LUSSEMBURGO

Prima colazione in hotel. In mattinata partenza per Lussemburgo, nata poco prima dell'anno mille e unico Granducato al mondo, membro fondatore della Nato e dell'Unione Europea. La capitale, Città di Lussemburgo, è situata su un'inusuale sperone roccioso delle valli contigue dei fiumi Pétrusse e Alzette. La sua posizione naturale ne ha favorito lo sviluppo storico, fino a diventare una delle più grandi città-fortezza dell'Europa nord-occidentale con le sue architetture barocche e i giardini lussureggianti, all'arrivo incontro con la guida e visita della città. Da ammirare è il Palazzo Granducale con una bella facciata rinascimentale e maestosi interni aperti al pubblico nel periodo estivo. La chiesa principale è la Cattedrale di Notre Dame del XVII secolo. Nel centro storico la fa da padrone la Piazza d' Armi, circondata da bar e ristoranti, vero cuore pulsante della città.

Pranzo in ristorante. Sistemazione nelle camere riservate in hotel. Cena e pernottamento.

13 SETTEMBRE - LUSSEMBURGO/LECCO

Prima colazione in hotel e partenza per l'ITALIA via Strasburgo, Mulhouse e la Svizzera. Soste e pranzo in ristorante lungo il percorso. In serata rientro a Lecco, sempre presso la Piazza della Stazione. Fine dei nostri servizi.

Quota individuale di partecipazione con minimo 30 pax euro 925.00

40 pax euro 860.00

50 pax euro 800.00

Ai partecipanti in difficoltà è richiesto l'accompagnatore.

Supplemento camera singola euro 220.00

Precisiamo che è indispensabile che ciascun socio si iscriva con un proprio accompagnatore al fine di non dover chiedere l'assistenza di altre persone iscritte alla gita.

Acconto da versare al momento dell'iscrizione euro 250,00. Ricordiamo che il viaggio sarà effettuato solo al raggiungimento di almeno n. 30 partecipanti entro il 23 maggio pv. Il saldo sarà poi versato entro fine luglio.

LA QUOTA COMPRENDE

LA QUOTA NON COMPRENDE

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Dal MAC (movimento apostolico ciechi) di Lecco

Soggiorno marino presso la VILLA FRESCHI a Ronchi di Massa

Soggiorno marino presso la "VILLA FRESCHI a Ronchi di Massa, Via Verdi n. 1 - tel: 0585-869322.

Periodo: da Sabato 31 Maggio a Sabato 14 Giugno 2014.

Costo del soggiorno completo, viaggio, bevande al tavolo, spiaggia attrezzata senza bagnino 755,00 Euro per persona in camera doppia con servizio. 925,00 Euro per persona in camera singola con servizio.

Costo per la prima settimana 337.00 Euro per persona in camera doppia con servizio. 422.00 Euro per persona in camera singola con servizio.

Costo per la seconda settimana 425.00 Euro per persona in camera doppia con servizio. 510.00 Euro per persona in camera singola con servizio.

Terzo o quarto letto sconto del 20%. Le camere sono in numero limitato e assegnate secondo la precedenza d'iscrizione dato che la struttura ha una capienza di circa 50 posti letto.

Prenotazione: entro Martedì 6 maggio 2014: è tassativo rispettare questa scadenza per nostre ragioni organizzative, recandosi o telefonando in sede martedì dalle 15 alle 17

Pagamento: caparra di 100,00 Euro all'iscrizione. Alle persone ospiti in Istituto sconto di 250,00 Euro. Partenza, parcheggio del Centro Le Meridiane a Lecco alle ore 12.00 di Sabato 31 Maggio. Rientro (Le Meridiane) previsto alle ore 18 (circa) il 14 Giugno 2014.

Si ricorda di portare un documento di identità, il libretto sanitario e le medicine d'uso.

Questo soggiorno marino che il nostro gruppo di Lecco propone ha lo scopo principale di far vivere alle persone che vi aderiscono un'esperienza animata da uno spirito di famiglia, stimolandole ad aprirsi ed a instaurare rapporti di amicizia e di condivisione che durino nel tempo.

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Realizzati docufilm per la promozione dell'immagine del non vedente

La sede centrale, in collaborazione con il Centro Nazionale del Libro Parlato, ha realizzato dei filmati per far conoscere e rendere più realistica l'immagine del non vedente. Questi docufilm sono visionabili su You Tube, sia con l'audiodescrizione integrata, sia scaricando l'audiodescrizione con movyreading.

Questi sono i link diretti ai video caricati su Youtube

Anna Docufiction

http://www.youtube.com/watch?v=q_vo26tpjvg

Anna Docufiction con Audiodescrizione

http://www.youtube.com/watch?v=WY0DbndcHks

Roberto Docufiction

http://www.youtube.com/watch?v=g2gDYq4_tps

Roberto Docufiction con Audiodescrizione

http://www.youtube.com/watch?v=doCRj_x-5NM

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Con Fonderia Mercury i radiodrammi lasciano la radio ed entrano nel web

Fonderia Mercury è il primo esempio in Italia di sperimentazione sulla prosa radiofonica nel web. Nata nel 2011 per volere di Sergio Ferrentino, autore, conduttore e regista radiofonico di Radio Popolare, RadioRAI, RSI e Radio24, da tre anni Fonderia si dedica alle produzioni radiofoniche incentrate solo sulla dimensione acustica.

Grazie all'incontro con il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, all'indirizzo a.fonderiamercury.it è stato allestito il portale in versione accessibile contenente l'audio-catalogo di Fonderia Mercury.

Oltre ai radiodrammi del progetto AutoreVole, scritti appositamente per essere ascoltati da Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri, Andrea Bajani, Pino Corrias ed Elisabetta Bucciarelli, con regia e adattamento di Sergio Ferrentino, si è avviata una collaborazione con il settore prosa della RSI per la diffusione delle proprie produzioni: oltre 20 opere radiodrammatiche da scaricare, più di 4o ore dedicate al mondo acustico, alle narrazioni e alle storie sonore.

Fonderia Mercury porta la radio anche in teatro, dando la possibilità di seguire l'allestimento dei radiodrammi tramite 400 radiocuffie.

L'iniziativa, negli scorsi mesi, ha visto la partecipazione di alcuni associati UIC all'Elfo Puccini di Milano, grazie ad una collaborazione tra Fonderia Mercury ed Unione Italiana Ciechi Lombardia.

L'elenco delle opere della prosa RSI su a.fonderiamercury.it:

L'aratro del mare (Gli ultimi anni di Simon Bolivar)

Ascolta! Parla Leningrado...Leningrado suona

Caschi il mondo!

Cècile

Clara Schumann

Clemente Molo: il medico di Hermann Hesse

La commedia dello struzzo

Don Pablo

Dottor Semmelweis

Glenn Gould: il Corpo del pianoforte

I grandi Gershowitz

Kostanze, la moglie di Mozart

Infondolanotte, omaggio ad Orson Welles

Marina Marino Marini

Mr. Hammett e l'ospite inatteso

Il mio cuore è nel sud

Non più andrai farfallone amoroso

Oceano di Saggezza

La sfinge senza segreti. Vita, morte e resurrezione di Oscar Wilde

La tredicesima notte

Svergognando la morte

Il testimone indesiderato

Per ulteriori informazioni, contattare Fonderia Mercury a: info@fonderiamercury.it - tel. 02.36571080 - a.fonderiamercury.it

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comunicazioni varie

Da Regione Lombardia

questionario online "muoviamoci insieme"

Si informa che la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia ha lanciato il questionario online "Muoviamoci insieme" per acquisire informazioni sulle modalità di spostamento dei cittadini lombardi. Il questionario si rivolge anche alle "persone a ridotta mobilità", definizione che include tutte le persone con disabilità (motoria, sensoriale, intellettiva), le persone anziane, le donne in gravidanza, le mamme con il passeggino e tutti coloro che, per condizioni personali, hanno difficoltà a spostarsi.

Per rispondere al questionario: http://www.mobilita2014.servizirl.it/.

Dalla sezione di milano

CAMPO ESTIVO educativo-riabilitativo riservato a ragazzi non vedenti e ipovedenti

Si Comunica che anche quest'anno l'I.RI.FO.R. (Istituto per la Formazione, la Ricerca e la Riabilitazione) provinciale di Milano organizzerà il Campo estivo educativo e riabilitativo dedicato ai ragazzi non vedenti e ipovedenti.

Per informazioni contattare il segretario sezionale Maria Rosaria de Filippis.

Dall'u.n.i.vo.c. - sezione di reggio emilia

  1. Soggiorno climatico marino - Rimini dal 31 maggio al 28 giugno

    Si informa che l'U.N.I.Vo.C. sezione di Reggio Emilia organizza un soggiorno climatico marino presso l'hotel Murano di Rivazzurra di Rimini, per un gruppo di 60/70 partecipanti.

    Con sistemazione in camera doppia. La retta giornaliera è di Euro 35,00 per persona periodo 31 maggio-14 giugno ed Euro 38,00 periodo 15 giugno-28 giugno. Per le camere doppie uso singola è prevista una maggiorazione di Euro 5,00.

    I suddetti prezzi si intendono per una permanenza minima di 7 giorni, con trattamento all inclusive (comprensivo di servizio in spiaggia con ombrellone e lettino).

    Per ottenere le tariffe sopracitate le prenotazioni dovranno pervenire esclusivamente presso la sezione U.N.I.Vo.C. di Reggio Emilia tel. 0522.430.745 entro e non oltre il 30 aprile 2014.

  2. Maratonina non competitiva - Reggio Emilia 3 maggio 2014

    Si informa che l'U.N.I.Vo.C. sezione di Reggio Emilia il 3 maggio 2014 organizza una maratonina non competitiva sulla distanza di 6 km a libera corsa sul percorso ciclopedonale del Parco delle Caprette di Reggio Emilia. La maratonina è aperta a tutti i non vedenti fino a 1/10 soci UICI e non ed i loro accompagnatori.

    Ritrovo al Parco delle Caprette alle ore 14.30 con partenza alle 15.30, percorso ad anello con arrivo sul luogo della partenza.

    Le iscrizioni dovranno pervenire alla sezione U.N.I.Vo.C. entro il 23 aprile al numero 0522.430.745 o via mail all'indirizzo univocre@virgilio.it.

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Il Giorno del 20-03-2014

La Biblioteca italiana per ciechi rischia di chiudere per sempre

Il patrimonio librario conta 50mila titoli tra opere in Braille, su audiocassetta, su supporto informatico e opere in caratteri ingranditi.

MONZA. In pochi anni i contributi statali si sono via via assottigliati, fino a ridursi a un quarto. Dopo avere fatto ricorso alla cassa integrazione per il suo personale e all'aiuto del volontariato, ora la storica Biblioteca italiana per ciechi «Regina Margherita» rischia di non riuscire più a garantire i servizi forniti a tutto il Paese.

Il caso, sollevato nei mesi scorsi dalla commissione Politiche sociali della Provincia, che ha chiesto aiuto ai consiglieri regionali e ai parlamentari brianzoli, è approdato ora a Roma, dove il deputato monzese Paolo Grimoldi (Lega Nord) ha presentato una proposta di legge affinché, dice, «si provveda in tempi brevi a ristabilire le condizioni economiche necessarie a garantire il diritto alla cultura e all'educazione anche per i cittadini disabili visivi».

Nata nel 1928, la Biblioteca italiana per ciechi «Regina Margherita» è stata da sempre la principale biblioteca al servizio dei non vedenti. Con la creazione di ulteriori servizi, è attualmente una delle più articolate realtà italiane per la diffusione della cultura ai minorati della vista. Il patrimonio librario - che consiste in oltre 50mila titoli, tra opere in Braille, su audiocassetta, su supporto informatico e opere in caratteri ingranditi - copre diversi settori disciplinari e si indirizza a differenti fasce di lettori. La sua produzione varia da opere di letteratura, ad opere scientifiche o di carattere informativo, come periodici e riviste, a spartiti e manuali didattici per la musica.

I contributi statali però sono passati dai 4 milioni di euro dello scorso anno a 1 milione e 300mila euro. «È una riduzione drastica, che impone a cinquanta dipendenti la cassa integrazione guadagni a rotazione, e nei prossimi due anni la situazione peggiorerà ulteriormente», dice Paolo Grimoldi, che già in passato ha ottenuto il premio Braille per le sue iniziative a sostegno dell'istituzione ospitata per anni in Villa Reale, prima del trasloco nell'attuale sede di via Ferrari.

Un grido d'allarme era stato lanciato nei mesi scorsi dalla Provincia, attraverso un incontro e un ordine del giorno a sostegno della biblitoeca. «Oggi le difficoltà economiche sono tali che, oltre a fare fatica a pagare gli stipendi, la biblioteca rischia di non riuscire più a garantire i servizi di prima», dice Paola Gregato, presidente della commissione Politiche sociali della Provincia.

E Grimoldi rilancia: «Trovo immorale che i tagli gravino su chi è più sfortunato - dice -. E ricordiamoci anche che la biblioteca di Monza garantisce un servizio ai ciechi di tutto il Paese attraverso la produzione di materiale per ipovedenti e la spedizione in tutta Italia». «Ora - conclude polemico il parlamentare leghista - voglio vedere chi avrà il coraggio di votare contro il provvedimento. Serve un altro milione e mezzo, vale a dire un ottocentesimo di quello che costa il decreto salva Roma».

di Monica Guzzi

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Storie di straordinaria normalità

Di erica monteneri

Il giorno 22 Marzo 2014 presso l'Istituto dei Ciechi di Milano si è tenuta una interessante tavola rotonda "Storie di straordinaria normalità", pensata dalla Commissione Nazionale Pari Opportunità, supportata dall'organizzazione del Consiglio Regionale Uici Lombardia, e da Rodolfo Masto, effervescente Commissario dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

In occasione dell'evento sono stati proiettati due corti che racchiudevano le vite di due non vedenti: Anna e Roberto, con le loro emozioni, le loro difficoltà quotidiane, le loro speranze, le loro piccole e grandi conquiste.

I documentari volevano trasmettere all'opinione pubblica, troppo spesso imbrigliata in pregiudizi nei confronti dei non vedenti, l'immagine di un uomo e una donna in grado di realizzare se stessi, di raggiungere una vita dignitosa, di formarsi una famiglia e di essere perfettamente in grado di accudire i figli, in una parola di avere quella normalità di vita che è propria di ciascun individuo.

Ciò che differenzia queste persone dal mondo dei vedenti sono le piccole e grandi difficoltà che ogni giorno devono affrontare, ma che possono essere superate con la volontà, con la forza di carattere e con gli aiuti adeguati.

I protagonisti, come hanno fatto giustamente notare gli intervenuti alla tavola rotonda, le giornaliste Natalia Aspesi, Lina Sotis, il prof. Giuseppe Arconzo dell'università degli studi di Milano e la nostra Luisa Bartolucci, non si differenziano per qualità straordinarie da un uomo e una donna normodotati, ma è il giudizio comune che li ritiene straordinari come se il non vedente dovesse per forza essere un superman o un poveretto emarginato.

Ambra Bertoni con parole appassionate ha parlato dell'esperienza della genitorialità per i non vedenti e ha sostenuto le grandi difficoltà che i non vedenti devono superare, "difficoltà non sempre messe in evidenza dai video proiettati".

Luisa Bartolucci ha parlato di una scelta di proposito da parte della Commissione e del regista per avvicinare di più il mondo dei vedenti a quello dei non vedenti perchè di fronte alle loro evidenti problematiche in genere ci si chiude in se stessi spaventati.

Il presidente Regionale Nicola Stilla, ha fatto notare come sia importante il ruolo della nostra Associazione a sostegno dei minorati della vista e ha condannato duramente l'ennesima minaccia di togliere l'indennità di accompagnamento o di assoggettarla al reddito da parte di uno Stato sempre più grettamente ragioniere.

La psicologa Erica Monteneri ha fatto notare come la ventilata abolizione dell'indennità di accompagnamento avrebbe un effetto domino negativo sull'economia generale della nazione, poichè accanto a un non vedente vi è un intero nucleo familiare che sarebbe pesantemente condizionato da quello che sembrerebbe un vero e proprio scippo di stato.

Gli applausi del numeroso pubblico hanno sottolineato la splendida voce della cantante Silvia Zaru e la positiva accoglienza del messaggio espresso da queste due vite di straordinaria normalità.

Erica Monteneri - Coordinatrice della Commissione Regionale Pari Opportunità dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia.

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Il Corriere della Sera del 23-03-2014

Istituto ciechi, appello al governo "Senza fondi rischio emarginazione"

MILANO. Quasi trecento persone nella sala Barozzi dell'Istituto dei ciechi per la tavola rotonda «Storie di straordinaria normalità» cui hanno partecipato, assieme agli esponenti delle istituzioni, anche Lina Sotis e Natalia Aspesi. Altri 4 mila seguivano l'evento in streaming su Internet. «Ci sono ancora pregiudizi e luoghi comuni da sfatare su chi non vede, la nostra vita può essere molto simile a quella dei normodotati. Ma i cittadini dimostrano di voler conoscere il nostro mondo», si è entusiasmato Rodolfo Masto, commissario straordinario all'Istituto. Com'è la vita quotidiana dei 20 mila ciechi e ipovedenti che abitano la città? «Se gli occhi servono a molto, non averli non pregiudica certo tutto. Non vedendo si può raggiungere un'autonomia quasi totale facendo leva su potenzialità residue e voglia di vivere», ha spronato la Sotis. «Tutti abbiamo handicap più o meno visibili, debolezze che ci penalizzano, ma se siamo sorretti dall'intelligenza, dalla personalità e dagli affetti i limiti si accettano e si superano», ha fatto eco la Aspesi. Nicola Stilla, presidente del Consiglio regionale lombardo dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus, ha criticato «le ipotesi dei politici che mettono in discussione per alcuni di noi le indennità di accompagnamento: sono attacchi miserabili ai nostri diritti». Senza aiuti, ai ciechi e ipovedenti che faticano per recarsi al lavoro potrebbe venir voglia di arrendersi e chiudersi a casa in riposo forzato. Altro capitolo difficile, quello dell'Istituto di via Vivaio: «Siamo in grossa difficoltà economica, in situazione di precarietà, tra fondi risicati da parte delle istituzioni e generosità privata stretta dalla crisi», lancia l'appello Masto. L'istituto segue 200 ragazzini in età scolare: «Confidiamo nel cuore grande di questa città che ci ha sempre sorretto. Non vorremmo dover ridurre i servizi essenziali che eroghiamo, capaci di rendere le nostre storie straordinariamente normali».

di Elisabetta Andreis

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La Gazzetta di Mantova del 23-03-2014

PROPOSTA DI LEGGE
Posto da centralino per non vedenti. In campo la Martelli

Modificare e aggiornare la legge del 1985 che disciplina il collocamento dei centralinisti telefonici non vedenti.

E' l'intento della proposta che vede la firma della parlamentare mantovana del Pd Giovanna Martelli. Prima firmataria dell'iniziativa la deputata piemontese Chiara Gribaudo, che sarà a Mantova il prossimo fine settimana (sabato 29 marzo alla Cartiera Burgo) per un confronto sul tema del lavoro.

Il lavoro di Martelli, Gribaudo e di altri 27 colleghi parlamentari punta a soddisfare una necessità emersa nel corso delle passate legislature nelle varie relazioni sulle politiche per la disabilità.

L'obiettivo è quello di adeguare la normativa alle nuove esigenze del mercato del lavoro e al progresso tecnologico nel settore della comunicazione che hanno comportato cambiamenti radicali alle postazioni dei centralini telefonici. In molti casi, ad esempio, è sparito il tradizionale posto operatore per fare posto a dispostivi passanti o, comunque, collegamenti automatici.

Il nuovo testo tiene conto anche delle modifiche normative intercorse nel frattempo, come l'equiparazione (risalente a un decreto del 2000) della mansione di centralinista ad altre "equipollenti, e di nuove regole in materia previdenziale.

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Il Corriere della Sera del 08-03-2014

Pronto il piano per rendere la citta' accessibile

MILANO. Si chiama «Peba». È l'acronimo del Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche e Palazzo Marino ha annuncia che «Milano è la prima città italiana» ad averlo. La giunta comunale, infatti, ha deciso ieri «tutte le attività utili all'adozione del Piano, con l'obiettivo di rendere gli edifici e i luoghi pubblici sempre più accessibili alle persone con disabilità, anche in vista di Expo». Tra i passaggi da realizzare c'è anche la mappatura della città sotto questo aspetto: entro un anno, promette il Comune, si concluderà «il censimento puntuale delle barriere architettoniche presenti nei diversi spazi urbani, come edifici dell'amministrazione, scuole, strade, fermate di tram e autobus, stazioni della metropolitana». Il Piano «Peba», fa sapere Palazzo Marino «sarà costruito insieme alle associazioni delle persone con disabilità, che saranno coinvolte in ogni fase dei lavori, dalla progettazione ai collaudi, attraverso un gruppo di lavoro con i tecnici comunali». Già previsto l'inserimento nel bilancio 2014 di 6,5 milioni di euro per l'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e nelle scuole e per l'adeguamento delle fermate dei mezzi pubblici. Inoltre sono in arrivo gli appalti per ulteriori 2 milioni di euro per l'eliminazione delle barriere stradali. E i Comune, intanto, ha anche già stanziato 8 milioni di euro per l'abbattimento delle barriere architettoniche in metropolitana. «Saranno così realizzati 8 nuovi ascensori e verrà effettuata la manutenzione straordinaria di scale mobili e ascensori in oltre 60 fermate spiega Palazzo Marino e, sempre per quanto riguarda il trasporto pubblico, Amat, in collaborazione con Atm, sta curando il Piano di accessibilità dei mezzi di superficie, delle metropolitane e delle stazioni ferroviarie in vista di Expo 2015». E in quel piano saranno individuate anche le priorità di intervento per quel che riguarda le disabilità motorie, visive e uditive. In precedenza il tema era già stato affrontato nella proposta del nuovo Regolamento edilizio: dopo il confronto con la Consulta cittadina persone con disabilità e con la Lega per i diritti degli Handicappati (Ledha), il Comune ha inserito uno specifico articolo che prevede che «tutte le attività' di tipo commerciale, ricettivo, culturale, sportivo e per lo spettacolo, aperte al pubblico che non presentino un ingresso accessibile» si dotino, entro 12 mesi dall'entrata in vigore del regolamento, «di una soluzione provvisoria per garantire l'accesso alle persone con disabilità». E, per far rendere maggiormente fruibile la città senza barriere, il Comune pensa a una app con i percorsi accessibili a tutti.

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Superando.it del 28-02-2014

Una buona mossa per la mobilita' accessibile a Milano

MILANO. Un interessante Ordine del Giorno, presentato a Milano dal consigliere comunale Marco Cappato (Gruppo Radicale - Federalista Europeo), è stato approvato all'unanimità dal "Parlamento" di Palazzo Marino, invitando il Sindaco e la Giunta del capoluogo lombardo a impegnarsi su alcuni punti concreti, riguardanti la mobilità accessibile delle persone con disabilità.

Più dettagliatamente, nel testo del documento si parla di: «tutelare l'interesse dei cittadini e creare le condizioni, anche regolamentari, per garantire la migliore offerta possibile agli utenti; rafforzare i controlli per il rispetto della legge e dei regolamenti; potenziare (e garantire entro l'inizio dell'Expo 2015) la possibilità di effettuare prenotazioni sull'intero parco delle auto pubbliche (sia taxi che noleggio con conducente), attraverso dispositivi mobili e la possibilità di pagare con carta di credito e altre modalità elettroniche; potenziare l'accessibilità alle persone disabili dell'intero parco delle auto pubbliche , esigendo l'accessibilità di tutti i nuovi veicoli (là dove compatibile con le dimensioni della vettura)».

In particolare sull'ultimo degli obiettivi indicati, l'Ordine del Giorno invita la Giunta a presentare al Consiglio proposte di modifica del regolamento sui taxi e sul noleggio con conducente, allo scopo di «inserire norme più stringenti per quanto riguarda le condizioni di servizio per il trasporto di soggetti portatori di handicap e di obiettivi programmatici perché sia garantito il numero e il tipo di veicoli già esistenti da attrezzare anche al trasporto di soggetti portatori di handicap di particolare gravità, in attuazione della legge nazionale; integrare l'obbligo per le auto pubbliche di caricare sedie a rotelle pieghevoli, deambulatori e altri dispositivi per la mobilità, compatibilmente con le dimensioni del veicolo». (V.S.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Valentina Stella (Associazione Luca Coscioni), valentina.stella@associazionelucacoscioni.it.

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Il Corriere della Sera del 14-03-2014

Wi-fi e "bassa pressione" per eliminare la cataratta

Il cristallino si sbriciola e per eliminarne dall'occhio i frammenti si infonde liquido e poi si aspira. E' il momento in cui la pressione che cambia, tra infusione e aspirazione, può causare dolore. Problema risolto con il nuovo intervento "a bassa pressione". Presentato durante il congresso dell'Associazione italiana di chirurgia della cataratta e refrattiva (Aiccer), in corso a Rho, con collegamenti in diretta con la sala operatoria "intelligente" del Centro oculistico dell'Humanitas di Rozzano diretto da Paolo Vinciguerra. Che spiega il nuovo intervento: "Tenendo sotto controllo la quantità di liquidi in entrata e in uscita per eliminare i frammenti di cristallino, la pressione dell'occhio viene mantenuta ad un livello vicino a quello normale a differenza di quanto accade nell'intervento tradizionale". Gli ultrasuoni o il laser a femtosecondo sono il "bisturi" usato per sbriciolare il cristallino. Poi uno strumento che aspira e allo stesso tempo infonde liquidi. L'infusione a caduta (tradizionale) determina un incremento della pressione intraoculare fino a 10 volte maggiore rispetto a quella normale. Incremento che può essere percepito dal paziente, talvolta in modo doloroso. La novità è in un sistema che, controllando la pressione, inietta la quantità utile di liquidi. Il tutto, a Rozzano, in una sala operatoria di ultima generazione in cui gli strumenti "parlano" tra loro e con il chirurgo attraverso wi-fi. Ogni passo in funzione del successivo: misurazioni, laser o ultrasuoni, microscopio, infusione e aspirazione, collocazione della lente artificiale che sostituisce il cristallino eliminato. Passo dopo passo, con chirurgo e macchinari wi-fi in sinergia.

Mario Pappagallo

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Il Giorno del 20-03-2014

Servizio cani guida dei Lions Acquistato dalla Provincia il centro di addestramento

LIMBIATE. La sede del Servizio cani guida Lions di Mombello è ora di proprietà dell'ente attivo a Limbiate dal 1976. L'area, che fa parte del grande complesso dell'ex ospedale psichiatrico Antonini, è stata ceduta dalla Provincia di Monza e Brianza attraverso un atto di compravendita siglato nei giorni scorsi alla presenza del presidente Dario Allevi e del presidente del Servizio cani guida Lions, Giovanni Fossati. L'area in questione di oltre 21.000 metri quadri è stata venduta a 214.146 euro, pari alla base d'asta.

«QUESTA è una delle operazioni che abbiamo inserito nel piano provinciale di alienazioni e siamo estremamente soddisfatti di assegnare oggi l'area in via definitiva al Servizio cani guida dei Lions - commentano il presidente Dario Allevi e l'assessore provinciale al Patrimonio, Fabio Meroni -. In questo modo assicuriamo continuità al'attività che da decenni vede i Lions protagonisti sul nostro territorio nella gestione di una struttura modello, all'avanguardia in Europa, che addestra ogni anno 50 cani guida da affidare gratuitamente a persone non vedenti». Nel corso degli anni, il centro di addestramento di Limbiate, eccellenza nazionale, è cresciuto notevolmente e oggi è composto da 4 blocchi di canili per un totale di 72 box, un fabbricato per l'infermeria veterinaria e, al piano seminterrato, un locale scorte alimentari, un locale per la preparazione dei pasti per i cani, un locale toilettatura e una abitazione per il responsabile capo del centro.

MA NON SOLO, il centro ha a disposizione anche una casa d'accoglienza, uffici e 4 alloggi indipendenti per il soggiorno delle persone non vedenti e degli accompagnatori, oltre a 2 campi di addestramento, dotati di percorsi stradali, ostacoli e attrezzature necessarie per lo svolgimento della prima fase di addestramento dei cani. Vi sono inoltre 8 box auto.

IL SERVIZIO è nato nel 1959 su iniziativa di Maurizio Galimberti, ingegnere aeronautico, pilota di caccia dell'aviazione che durante la Seconda Guerra Mondiale rimase vittima di un gravissimo incidente di volo che lo rese totalmente cieco. Visse l'esperienza dell'affiancamento di un cane guida addestrato in Germania e decise così di dar vita a un centro di addestramento anche in Italia, con l'obiettivo di affiancare quello di Scandicci, non sufficiente a rispondere a tutte le richieste.

di GABRIELE BASSANI

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Il Giorno del 02-03-2014

Eroi a quattro zampe «I nostri cani guida riescono a cambiare la vita delle persone»

LIMBIATE. In un fortunato libro per ragazzi intitolato «Emma e io», l'inglese Sheila Hocken racconta l'arrivo nella sua vita del cane guida Emma, labrador retriever color cioccolata. Parole e penna al servizio di un rapporto simbiotico, che è anche e soprattutto frutto di un amore reciproco. Perché quando un animale entra in casa tutto cambia, in meglio. In Italia il centro di addestramento di Limbiate è un punto di riferimento: il servizio Cani Guida dei Lions prepara cinquanta esemplari all'anno (Labrador, Golden Retriever e femmine di Pastore tedesco). «Il cane guida ti dà due occhi, la sicurezza per svolgere le attività quotidiane ma anche e soprattutto un amore senza limiti», spiega Giovanni Fossati, Presidente del Servizio Cani guida dei Lions. In che cosa consiste l'addestramento? «È un percoso lungo. Si parte a 2-3 mesi di età: il cucciolo viene affidato a famiglie volontarie, chiamate Puppy Walker. Quando compie un anno si effettua la diagnostica completa per verificare lo stato di salute del cane. Poi c'è l'addestramento vero e proprio. Per i primi tre mesi i cani si allenano all'interno del centro con ostacoli e barriere che simulano le difficoltà della città (tombini aperti, ad esempio). Poi si passa alla prova sul campo, a Milano: l'animale impara a girare su filobus, tram, scale mobili. L'obiettivo è portare la persona non vedente a potersi fidare completamente del suo cane». C'è poi l'incontro tra cane e futuro proprietario. «Gli istruttori scelgono il cane più adatto alla persona, tenendo conto della corporatura e del carattere. Si procede quindi con quindici giorni di affido a casa, che servono a far socializzare cane e non vedente. A questo punto a cane guida, proprietario e accompagnatore vengono conferite nozioni tecniche e normative per vivere la quotidianità. Il percorso di addestramento è impegnativo ma è fatto con amore. E c'è grande attenzione al benessere dell'animale. Inoltre il legame con il centro di addestramento non si spezza mai». Quali sono gli obiettivi per il futuro? «Il nostro obiettivo è cercare di aumentare il numero di cani addestrati all'anno. Il sogno è anche quello di riuscire a dare una mano anche a chi non può tenere un cane guida (come le persone allergiche al pelo del cane) con la creazione di supporti tecnologici che possano migliorare la loro qualità di vita». Come definirebbe il rapporto cane-proprietario? «È un legame fortissimo. Se il proprietario muore e il cane è ancora giovane, cerchiamo di reinserirlo. In caso contrario, l'animale resta con la famiglia. Il cane guida è prezioso per il non vedente e per chi gli sta intorno. Se il cane muore, si fa il possibile per dare un nuovo compagno alla persona che altrimenti di sente smarrita, senza riferimenti. È un legame unico, diventano una sola persona. Quando vengono presi per la maniglia i cani guida si sentono straordinari, sanno di avere un compito importante. Per questo anche solo guardandoli si comprende quanto siano fieri e orgogliosi del loro servizio».

Cecilia Daniele

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LA PROVINCIA DI COMO Dell'11-03-2014

"Giochiamo al buio" C'è l'OK dei bambini

Non solo un laboratorio sensoriale organizzato con il centro risorse disabilità visive di Como, ma anche un modo per avvicinarsi alle problematiche della disabilità visiva, comprendendole e sensibilizzando i piccoli ad essere attenti ai bisogni di altri. I bambini hanno fatto il loro laboratorio, ma un'esperienza si consolida dopo che le sensazioni, le percezioni e il vissuto viene rielaborato. Così, in modo molto maturo ed interessante, hanno fatto anche i bambini della Karol Wojtyla, scrivendo le loro riflessioni che sono state poi pubblicate sul sito della scuola. «Sono rimasto colpito dal fatto che l'uomo abbia inventato strumenti per aiutare altri uomini, in questo caso non vedenti, a condurre una vita in cui anche senza vedere si possa imparare a leggere, scrivere, fare calcoli. L'incontro con i signori dell'unione ciechi mi ha insegnato a stimare e rispettare ancora di più ogni persona che incontro» scrive soddisfatto Claudio. «Mi sono divertita molto a giocare al buio, sviluppando i quattro sensi, abbiamo imparato a riconoscere le monete e le banconote, solo toccandole, abbiamo provato a scrivere con gli occhi bendati e con il computer che ha la sintesi vocale - dice invece Noemi - non vederci non è un difetto, è una situazione di vita. Io li rispetto e li ammiro per la loro tenacia." Quasi tutti hanno lasciato un pensiero, tutti concordano nell'aver imparato qualcosa di importante, come scrive Isabella: «Essere ciechi significa avere un senso in meno, non essere disuguali. Questo ho capito. Per questo dobbiamo rispettare ogni persona e il mondo: ho pensato anche che la vita è un dono sacro per tutti e dobbiamo imparare a rispettarla». Ma è Emanuele a cogliere un aspetto molto sottile: «A me dispiace così tanto che i non vedenti non possano ammirare il paradiso in cui viviamo, per fortuna possono immaginare qualunque cosa vogliono e se non vedono attraverso gli occhi, possono vedere attraverso l'anima».

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STEFANO MERONI IPOVEDENTE DI LURAGO D'ERBA CORRE IN TANDEM

Ottima la prima per Stefano Meroni, il 26enne luraghese ipovedente, che si è lanciato nella sfida del tandem paraciclistico: nella prima uscita domenicale in una gran fondo a Laigueglia, con il compagno di avventura e guida, Daniele Riccardo, 32 anni, di Locate Varesino, si è piazzato primo tra i tandem, distaccando i secondi di 33 minuti. La gara era mista tra ciclismo tradizionale e paraciclismo e piuttosto impegnativa: «Insomma diciamo che non era il massimo per i tandem: c'erano infatti quattro salite, di cui due molto impegnative - spiega Meroni - che hanno richiesto molta fatica. Non è semplice infatti sul tandem affrontare salite e soprattutto discese, ma ce l'abbiamo fatta. Frutto anche del duro allenamento e della passione di entrambi». Da Meroni arriva l'appello perché si faccia qualcosa in più per il tandem paraciclistico: «È poco diffuso in Italia e c'è bisogno di sponsor e sostegno economico - spiega - Non faccio questo sport per protagonismo, ma perché è bello e spero che qualcuno permetta anche ad altri di avvicinarsi al tandem e sostenga questo sport». Nelle prossime settimane i due atleti hanno in programma un'altra gran fondo a Vercelli: oltre alla gara, partiranno e arriveranno a Locate Varesino rigorosamente in tandem. A fine marzo poi altro appuntamento a Lodi per una gara di 70 chilometri. La coppia poi punta agli appuntamenti importanti della stagione: a maggio a Verolanuova parteciperanno alla Coppa Europa di paraciclismo; e poi alla Coppa del mondo che si terrà in Toscana. «Sono i primi veri appuntamenti importanti e ci andiamo sperando di dare il massimo - spiega Meroni - Vogliamo mirare in alto e raccogliere i risultati del nostro duro lavoro e impegno». La passione per il paraciclismo spingerà poi i due atleti a partecipare ai campionati italiani di tandem mountain bike a Spilimbergo in Friuli. «Stiamo già cercando - spiega Stefano - il tandem adatto per la gara in mountain bike. Insomma non ci facciamo mancare nulla».

Simone Rotunno

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Concorso europeo di temi sul Braille 2014 (scadenza 30 aprile 2014)

Si informa che l'Unione Europea dei Ciechi organizza anche quest'anno il Concorso europeo di temi sul Braille, sponsorizzato dalla ditta Onkyo e dalla rivista "Braille Mainichi" giapponesi. Quest'anno il concorso propone una pluralità di temi tra i quali scegliere:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". L'elaborato può essere una relazione o un esercizio di scrittura creativa sul tema scelto e viene incoraggiata la descrizione di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

- "Storie divertenti sul Braille"

- "Riflessioni sul futuro del Braille"

- "Ispirare il cambiamento". Questo è il tema di quest'anno per la Giornata Internazionale della Donna. Descrivete come il Braille può contribuire a promuovere pari diritti per le donne e le ragazze.

Gli elaborati non devono superare le 1000 parole (con un 10% in più o meno di tolleranza).

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione e sono altresì incoraggiati a essere creativi non limitandosi alla classica narrazione della storia della propria vita, ma elaborando il testo sotto forma, ad esempio, di lettera, poesia o intervista.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è stata chiamata a collaborare allo svolgimento del concorso occupandosi della diffusione delle informazioni sul concorso a livello italiano e fungendo da segreteria del concorso per la fase iniziale di selezione delle composizioni dei concorrenti italiani. Le composizioni, in Braille o in formato elettronico accessibile, dovranno pervenire all'Ufficio Affari Internazionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, fax: 0669988328, e-mail: inter@uiciechi.it entro il 30 aprile 2014. Si allega il regolamento del concorso.

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CONCORSO DI TEMI SUL BRAILLE EBU ONKYO 2014 - EUROPA

REGOLAMENTO

1. Scopo e tema

1.1 Il concorso europeo di temi sul Braille organizzato dall'Unione Europea dei Ciechi (EBU) per conto della ditta Onkyo e della rivista Braille Mainichi ha lo scopo di promuovere l'utilizzo del Braille come chiave di accesso per i non vedenti all'informazione e all'inclusione sociale.

1.2 Quest'anno il concorso propone i seguenti temi:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". L'elaborato può essere una relazione o un esercizio di scrittura creativa sul tema scelto e viene incoraggiata la descrizione di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

- "Storie divertenti sul Braille"

- "Riflessioni sul futuro del Braille"

- "Ispirare il cambiamento". Questo è il tema di quest'anno per la Giornata Internazionale della Donna. Descrivete come il Braille può contribuire a promuovere pari diritti per le donne e le ragazze.

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione e sono altresì incoraggiati a essere creativi non limitandosi alla classica narrazione della storia della propria vita, ma elaborando il testo sotto forma, ad esempio, di lettera, poesia o intervista.

2. Condizioni generali

2.1 Concorrenti

Chiunque utilizzi il Braille e risieda in Italia può partecipare al concorso senza alcun limite d'età.

2.2 Elaborati

* I concorrenti devono presentare un elaborato in formato digitale su uno dei temi descritti nella circolare sul concorso.

* I concorrenti non possono presentare più di un elaborato.

* Le composizioni devono essere in inglese o in italiano.

* Gli elaborati non devono superare le 1000 parole (con un 10% in più o meno di tolleranza)

* Gli elaborati devono includere le seguenti informazioni: nome, cognome, sesso ed età del concorrente, paese, numero delle parole dell'elaborato, indirizzo postale, numero di telefono ed eventualmente indirizzo e-mail.

IMPORTANTE! Le succitate informazioni devono essere poste all'inizio dell'elaborato, prima del titolo

2.3 Diritti d'autore

Con la loro partecipazione a questo concorso

* Gli autori cedono automaticamente e in maniera esclusiva a livello mondiale tutti i diritti, inclusi quelli d'autore, all'EBU, che potrà consentire l'esercizio di tali diritti in licenza o cederli

* Gli autori permettono all'EBU l'utilizzo del loro nome e dei loro elaborati per attività di promozione con qualunque modalità l'EBU ritenga opportuna.

* In quanto detentore di diritto d'autore, l'EBU può dare il permesso agli autori e ai suoi Membri Nazionali di fare uso degli elaborati nella maniera che essi ritengano adeguata.

* I vincitori del concorso forniranno all'EBU alcune loro foto e riconosceranno il diritto dell'EBU a riprodurre, adattare, editare e pubblicare le loro foto su qualunque mezzo di comunicazione, incluso il web e la stampa.

3. Procedura

* I concorrenti devono far prevenire i loro elaborati all'Ufficio Affari Internazionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, fax: 0669988328, e-mail: inter@uiciechi.it entro il 30 aprile 2014.

* L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti effettuerà una preselezione in modo da presentare non più di cinque elaborati alla Giuria di selezione europea.

4. Premi

* Premio Otsuki (1° premio): USD 2000,00

* Premi di eccellenza

categoria giovani, per persone di età non superiore a 25 anni : USD 1000,00

categoria adulti/anziani per persone di età superiore a 25 anni: USD 1000,00

* Premi per opere di merito

categoria giovani: due premi da USD 500,00 ciascuno

categoria adulti/anziani: due premi da USD 500,00 ciascuno

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Pensionamento lavoratori non vedenti - Speranza di vita anche per i lavoratori non vedenti

A parziale rettifica di quanto comunicato con circolare N. 10 del 14.1.2014, alla sezione Eccezioni per i NON VEDENTI, comunichiamo che sia l'INPS che l'INPS Gestione Dipendenti Pubblici hanno esteso gli incrementi della speranza di vita a tutti i trattamenti pensionistici, ivi compresi quelli di maggior favore per il pensionamento di vecchiaia dei non vedenti.

Leggiamo quanto segue:

prot. INPS.0064.15/01/2014.0000307, laddove si precisa che <[...] ferme restando le disposizioni in materia di adeguamento del requisito anagrafico agli incrementi della speranza di vita> (allegato 1)

prot. INPS Gestione Dipendenti Pubblici JOQT/1163/39013CB125/1113:::/V (a pag. 2) <Da ultimo si informa che la normativa introdotta dal decreto legge n. 201/11 convertito con legge n. 214/11 non ha abrogato le maggiorazioni contributive previste per il personale non vedente, [...] né ha escluso tale personale dall'adeguamento agli incrementi della speranza di vita> (allegato 2)

Tanto ha precisato l'INPS Gestione Dipendenti Pubblici con il citato recentissimo parere prot. JOQT/1163/39013CB125/113:::/V, emesso solo qualche giorno fa su richiesta da parte della nostra Sezione UICI di PADOVA sempre attentissima a problematiche di ordine pensionistico, del cui dettato poi gentilmente ce ne ha reso partecipi.

La nostra precedente posizione si basava su una interpretazione restrittiva della normativa di riferimento nel senso di salvaguardare, in sede di applicazione, la vecchiaia agevolata dei lavoratori non vedenti; la nostra interpretazione, però, non è stata condivisa dalla Direzione Centrale Previdenza dell'INPS che, invece, ha risposto all'UICI di PADOVA orientandosi su una più estensiva delle norme istitutive la "speranza di vita", riferendola a tutti i trattamenti pensionistici. In tal senso, la posizione del principale Ente previdenziale d'Italia prevale su quella dell'UICI.

Si riportano di seguito gli adeguamenti alla "speranza di vita" (anno 2013, anno 2016, anno 2019, anno 2021 e così via):

Anno Incrementi aspettativa di vita Incremento complessivo

2013 3 mesi 3 mesi

2014 3 mesi 3 mesi

2015 3 mesi 3 mesi

2016 4 mesi 7 mesi

2017 4 mesi 7 mesi

2018 4 mesi 7 mesi

2019 4 mesi 11 mesi

2020 4 mesi 11 mesi

La nota prosegue, poi, precisando che nulla è invariato rispetto a quanto già comunicato dall'Istituto (da noi riferito in circolare UICI N. 10 e 15 stesso anno), ovvero relativamente a:

Nel caso i Regolamenti di settore NON prevedano espressamente i requisiti per il pensionamento, deve essere rispettato il limite ordinamentale generale di 65 anni uomini e donne per il pubblico impiego (art. 12 Legge N. 70/1975, art. 4 del DPR n. 1092/1973 e art. 1, comma 6, del citato decreto legislativo N. 503/1992 <... sono confermati i requisiti per la pensione di vecchiaia in vigore alla data del 31 dicembre 1992 per i lavoratori non vedenti>) (un discorso a parte vale per i lavoratori non vedenti del settore privato, di cui abbiamo ampiamente parlato in circolare).

NOTA BENE: Si consiglia a tutti i lavoratori pubblici non vedenti di richiedere al proprio Ufficio del Personale se al 31.12.1992 esiste presso l'Amministrazione datrice di lavoro un Regolamento Organico a disciplina, tra l'altro, del collocamento a riposo d'ufficio del personale dell'Amministrazione medesima (in taluni casi potrebbe essere necessario insistere reiterando più volte la richiesta magari anche per iscritto, per la non conoscenza/negligenza dell'Ufficio interpellato).

Qualora ci fosse un Regolamento interno, i limiti di età ivi previsti, sebbene datati nel tempo, saranno in ogni caso valevoli ma esclusivamente per il collocamento a riposo d'ufficio del personale non vedente di quella determinata Amministrazione (nella nota allegata, è riportato esemplificatamente il caso del Comune di PADOVA).

Da ricordare: NO alla penalizzazione per l'uscita dal servizio con il pensionamento di vecchiaia da considerarsi come uscita dal servizio per sopraggiunti limiti di età, anche se il diritto verrà maturato avvalendosi di norme agevolative, come appunto quelle riservate alle persone non vedenti).

Riferimenti normativi per la speranza di vita:

comma 2 dell'articolo 22-ter del D.L. 78/2009

articolo 12, commi 12-bis- 12-quinquies, del D.L. 78/2010

articolo 18, comma 4, del D.L. 98/2011

articolo 24, commi 12-13, del D.L. 201/2011

Rinnoviamo i nostri ringraziamenti al Presidente SCALISE e al suo staff per la collaborazione.

Si produce la seguente documentazione:

INPS prot. INPS.0064.15/01/2014.0000307 (già presente in passate comunicazioni)

INPS Gestione Dipendenti Pubblici 0052.15/05/2013.00100190.U

INPS Gestione Dipendenti Pubblici prot. JOQT/1163/39013CB125/113:::/V

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E' possibile prelevare il file .zip contenente la presente circolare unitamente agli allegati di cui sopra utilizzando il seguente link:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2014/03/2014038.zip

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Soggiorno marino "Primo Sole" a Tirrenia dal 1 al 15 Giugno 2014

anche quest'anno la Commissione Nazionale Anziani sta organizzando i due consueti soggiorni marini in giugno e settembre p.v. presso il Centro " Le Torri - G. Fucà" di Tirrenia, denominato dalla nuova gestione "Olympic Beach".

Si trasmette per adesso il pacchetto offerta per il soggiorno marino di giugno denominato "Primo Sole".

L'importo del soggiorno pro capite a pacchetto valido sia per l'anziano non vedente che per il suo accompagnatore, si articola nei seguenti importi:

dal 01 giugno 2014 al 15 giugno 2014 14 giorni

l'offerta include:

ai suddetti importi, vanno aggiunti euro 7,50 come tassa di soggiorno richiesta e dovuta al comune di Pisa.

Servizi a richiesta o a pagamento:

a. Escursioni.

b. Parrucchiera.

c. Estetista.

d. Infermiera.

e. Eventuali Corsi di nuoto, legati alla fruibilità della piscina, ad oggi non ben definita.

f. Alfabetizzazione informatica.

In particolare il corso di Alfabetizzazione informatica sarà tenuto, con la consueta competenza, da Nunziante Esposito (docente IRIFOR). Tale corso dovrà essere richiesto all'atto della prenotazione del soggiorno, onde poter organizzare al meglio, il corso stesso. Il soggiorno sarà coordinato da Cesare Barca, con la collaborazione attiva dello staff alberghiero. Giochi di squadra, tornei amichevoli di show down, scopone scientifico e scacchi, verranno organizzati per il divertimento di tutti. Non mancheranno serate culturali ed eventi musicali.

Le prenotazioni dovranno essere effettuate telefonando direttamente all'Olympic Beach Le torri - Tirrenia, così come eventuali richieste di ulteriori info, anche relative ai transfert (tel. 050-32270 fax. 050-37485 oppure via email: info@centroletorri.it).

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Centralinisti non vedenti dipendenti del Ministero della Difesa - Indennità di mansione Legge N. 113/1985, art. 9 - Richiesta ripristino beneficio

Cari amici

la presente circolare è rivolta ai centralinisti non vedenti, dipendenti del Ministero della Difesa.

Negli ultimi mesi, ci sono giunte da piu' parti notizie allarmanti circa il mancato pagamento, in loro favore, dell'indennità di mansione nei giorni di assenza per congedo ordinario e permessi ex Legge 104/1992 (spesso per voce delle nostre Sezioni provinciali, a partire dall'UICI di BARI, che ringraziamo sentitamente).

Le fattispecie in esame (al momento abbiamo N. 7 istanze ma presumibilmente sono destinate ad aumentare) concretano un problema generale: il Ministero della Difesa ha arbitrariamente sospeso l'erogazione dell'indennità di mansione al proprio personale centralinista non vedente nei giorni di assenza tutelati ex Legge ed equiparati alla presenza in servizio.

Alle origini del problema.

Con intervento Prot. UICI Presidenza Nazionale N. 14156/2013 del 10/09/2013, reiterato con Prot. UICI Presidenza Nazionale 19423/2013 del 20/12/2013, abbiamo fatto presente alla Direzione Centrale del Personale del Ministero della Difesa che l'indennità di mansione per centralinisti non vedenti e' un emolumento previsto dal Legislatore a compensazione della maggiore gravosità dell'attività al centralino e va corrisposto tutti i giorni di effettivo servizio ed anche in caso di assenze particolari (<l'indennità va corrisposta per tutti i giorni di effettivo servizio prestato e non si corrisponde durante i giorni di assenza dal servizio per qualsiasi causa, esclusi quelli per [....]>):

Abbiamo anche ricordato al Ministero che le relative decurtazioni, se operate a carico di lavoratore disabile che avesse fruito di assenze tutelate dalla legge, ad es. i permessi ex art. 33, comma 6, sarebbero state considerate discriminazioni dirette per i lavoratori portatori di handicap <Invero, le relative decurtazioni, come appunto la distribuzione delle somme per l'indennità di mansione se operate a carico di lavoratore disabile che abbia fruito dei permessi ex art. 33, comma 6 ? costituirebbero discriminazioni dirette per il lavoratore portatore di handicap, che risulterebbe ex art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs n. 216/2003 persona <trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un'altra in situazione analoga> (rif. Interventi Prot. UICI Presidenza Nazionale N. 2403 del 18/02/2014 e N. 2572 del 21/02/2014).

Pertanto, una interpretazione della normativa vigente, pienamente coerente con il dettato degli artt. 3 e 36 della Costituzione, ci porta a ritenere, senza ombra di dubbio, che l'indennità di mansione si ponga essenzialmente quale "corrispettivo" della gravosità della prestazione connessa alla disabilità fisica e dell'impossibilità per i non vedenti di essere adibiti a mansioni alternative (cfr. Corte Costituzionale, sentenza 3-7 aprile 2006, n. 140).

Il Ministero della Difesa, però, non ha mai riscontrato le nostre richieste.

Tanto detto, la situazione attuale vede N. 7 dipendenti centralinisti non vedenti chiedere al Ministero della Difesa proprio datore di lavoro il riconoscimento del diritto alla percezione dell'indennità di mansione anche se assenti per congedo ordinario e per fruizione dei permessi Legge N. 104/1992, per il soddisfacimento delle proprie necessità di disabili gravi.

Temiamo, tuttavia, che il fenomeno possa interessare tutto il personale centralinista non vedente di tale Dicastero, in servizio presso i vari presidi civili in Italia.

Ci rivolgiamo, quindi, a Voi cari amici per invitare tutti a seguire l'esempio dei Vostri colleghi (NOTA BENE: ma solo nel caso ravvisiate decurtazioni sul dovuto dell'indennità di mansione in busta paga), predisponendo una istanza (di seguito il fac simile in formato WORD) con cui andrete a chiedere perentoriamente alla Direzione Centrale del Ministero della Difesa, entro il piu' breve tempo possibile onde evitare ulteriori aggravi di natura economica:

Tra i destinatari, Vi consigliamo di inserire, per conoscenza, la Sezione UICI locale e la Presidenza Nazionale UICI, interessate a monitorare la situazione, per adottare le necessarie misure consequenziali.

All'istanza allegate la seguente documentazione (in formato PDF):

- circolare Ministero Tesoro n. 84/1992

- INPS, circolare N. 28 del 6/2/1993

- Sentenza Tribunale di REGGIO CALABRIA ANNO 2006

- MIUR, parere prot. MPIAOODGRUREG.UFF 28569/20/11/2008 usc

- MEF-RGS-Prot. 59207 del 10.07.2013-U

- Funzione Pubblica, parere prot. n. 2207/10.2/15181 del 27.5.1999 e nota prot. DFP 0029458 P-

4.17.1.7.5 del 18.7.2012

Questo è il primo step, per creare un effetto domino sul territorio nazionale.

Noi ci preoccuperemo di intervenire nuovamente presso il Ministero della Difesa, per nostro conto, sulla base delle Vostre nuove istanze che ci perverranno.

Ci riserveremo, poi, di dare in futuro maggiori informazioni sugli step successivi, nell'attesa di conoscere anche l'orientamento delle principali organizzazioni sindacali gia' da tempo informate sul fatto, anticipandoVi però che l'ingiustificato silenzio del Ministero porterà necessariamente alla formalizzazione, da parte Vostra, di un atto di diffida.

Ovviamente, l'Unione non vi farà mancare il proprio supporto, perchè è volontà di tutti, nostra e Vostra, ripristinare lo stato di diritto.

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E' possibile prelevare il file .zip contenente la presente circolare unitamente alla documentazione allegata utilizzando il link di seguito riportato:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2014/03/2014043.zip

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Listino prezzi Centro Le Torri - stagioni: estate 2014 e inverno 2014/2015

Si porta a conoscenza dell'Organizzazione la seguente comunicazione dell'Olimpyc Beach s.r.l., relativa alle tariffe e alle modalità di soggiorno per le stagioni estate 2014 e inverno 2014/2015:

"L'importo della retta pro capite (a persona) giornaliera di pensione completa si articola in 4 scaglioni tariffari ed è comprensivo di I.V.A. e servizio spiaggia mentre sono escluse le bevande tavola ed eventuale tassa di soggiorno.

* 1° Scaglione: periodo Luglio - Agosto

in camera singola (Torre B) Euro 84,00

in camera doppia (Torre B) Euro 71,00

in camera Doppia (Torre A) Euro 90,00

in camera tripla (Torre A) Euro 78,00

* 2° Scaglione: periodo 21-31 Agosto

in camera singola (Torre B) Euro 82,00

in camera doppia (Torre B) Euro 66,00

in camera Doppia (Torre A) Euro 85,00

in camera tripla (Torre A) Euro 73,00

* 3° Scaglione: periodo 16-30 giugno e 1-15 settembre

in camera singola (Torre B) Euro 74,00

in camera doppia (Torre B) Euro 63,00

in camera Doppia (Torre A) Euro 81,00

in camera tripla (Torre A) Euro 70,00

* 4° Scaglione: periodo 01-15 Giugno e 16-30 Settembre

in camera singola (Torre B) Euro 66,00

in camera doppia (Torre B) Euro 58,00

in camera Doppia (Torre A) Euro 73,00

in camera tripla (Torre A) Euro 65,00

* 5° scaglione: rimanente periodo dell'anno

in camera singola (Torre B) Euro 61,00

in camera doppia (Torre B) Euro 54,00

in camera Doppia (Torre A) Euro 73,00

in camera tripla (Torre A) Euro 65,00

Trattandosi quelle del 4° scaglione, di tariffe prevalentemente per gruppi esse potranno subire variazioni in rapporto alla loro consistenza numerica, alla loro ragione sociale, all'uso delle sale, ad eventuali servizi particolari richiesti.

Si precisa che nel periodo da Giugno a Settembre si effettua solo trattamento di pensione completa.

Il 2° scaglione viene applicato anche nei periodi delle festività Pasquali e Natalizie.

Pasti extra festivi € 25,00 e feriali € 20,00.

In occasione di festività o circostanze particolari, potranno essere organizzati pranzi speciali il cui prezzo agli esterni verrà determinato dall'institore d'intesa con il referente della Direzione Nazionale.

Limitatamente al 4° scaglione tariffario è possibile di usufruire del trattamento di pernottamento e prima colazione alle seguenti tariffe pro capite giornaliere esclusa eventuale tassa di soggiorno:

In camera doppia (Torre B) Euro 36,00

In camera Singola (Torre B) Euro 46,00

In camera tripla (Torre A) Euro 46,00

In camera Doppia (Torre A) Euro 56,00

Riduzione pro capite giornaliera sulla retta di soggiorno

Ai soci dell'Unione che potranno dimostrare di aver rinnovato la tessera per l'anno in corso, verrà praticato uno sconto del 6% sulla tariffa giornaliera e limitatamente alle tariffe ufficiali di pensione completa nel periodo dal 1 giugno al 30 settembre e comunque per periodi superiori ai 5 giorni.

Il predetto sconto verrà praticato su richiesta del socio da formulare all'inizio del soggiorno dietro presentazione tessera socio attestante il rinnovo annuale e comunque non oltre il saldo del conto.

Alle persone occupanti le camere a quattro verrà praticato uno sconto pro-capite giornaliero di € 5,00 sempre che vengano occupati tutti i letti.

I bambini da 0 a 2 anni non pagano, bambini da 2 a 6 anni sconto 50%, ragazzi da 6 a 8 anni sconto 30% e da 8 a 10 anni sconto del 20% purché in camera con i genitori.

In caso di mezza pensione la retta pro-capite giornaliera è ridotta di € 5,00.

L'accesso alla spiaggia per gli utenti non ospitati presso il Centro è subordinato alla disponibilità di posti con le seguenti modalità:

- € 9,00 tariffa giornaliera per i soci UICI (comprende 1 ombrellone e 2 sdraio)

- € 16,00 tariffa giornaliera per i non soci (comprende 1 ombrellone e 2 sdraio)

Transfert:

È possibile raggiungere il Centro:

* Con i mezzi pubblici Autolinee Compagnia Pisana Trasporti - (Linea 10 Pisa Livorno Via Tirrenia) frequenza delle corse Luglio-Agosto ogni 30 minuti per informazioni 199120150;

* Taxi: con la Compagnia Tassisti Labronici (Co.Ta.La), in virtù del quale la cooperativa garantisce il servizio 24 ore su 24 attraverso il proprio parco automezzi. La tariffa fissa è di € 25,00;

* Pulmino: in alternativa è possibile usufruire del trasporto con il pulmino della struttura compatibilmente con la disponibilità del personale addetto.

Livorno / Hotel e viceversa € 25,00 a tratta.

Pisa / Hotel e viceversa € 36,00 a tratta.

Ulteriori dettagli sull'argomento verranno forniti al cliente, contestualmente alla conferma della prenotazione.

Caparra confirmatoria

Le prenotazioni devono essere confermate in forma scritta e successivamente perfezionate con l'invio di una caparra che sarà quantificata in base ai giorni del soggiorno.

La pensione decorre dalla mattina del giorno di arrivo alla mattina del giorno di partenza fermo restando che la camera verrà consegnata entro le ore 14,00 del giorno di arrivo e dovrà essere lasciata libera entro le ore 10,00 del giorno di partenza".

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Campagna fiscale 2014: i servizi per i soci dell'Unione

La campagna fiscale è alle porte, pertanto dal prossimo mese di APRILE inizierà la consueta attività di raccolta e redazione dei modelli fiscali relativi ai redditi 2013.

Rinnoviamo anche per quest'anno il nostro impegno ad offrire assistenza a chi ne avesse bisogno.

Per i soci (ed i dipendenti UICI) il 730 ed il 730 integrato sono gratuiti!

Su tutte le altre pratiche verranno applicate tariffe agevolate, sicuramente più concorrenziali rispetto a quelle previste dai vari CAF sul territorio.

Ricordiamo, ad esempio, che coloro per i quali scadrà il certificato ISEE, dovranno rinnovarlo per ottenere i benefici ed i contributi cui hanno diritto.

Anche l'ISE/ISEE sono gratuiti, così come le detrazioni e la compilazione dei modelli RED!

Come fare........... Basta rivolgersi ad una delle Sezioni UICI, convenzionate o in rapporto di collaborazione con il CAF ANMIL S.r.l.

Trovate subito quella più vicina a Voi, consultando la pagina http://www.uiciechi.it/Patronato/Patronato.asp

Il nostro personale sarà ben lieto di dare tutte le informazioni necessarie per ricevere, in via preferenziale come soci dell'Unione, un trattamento di maggior favore.

Direttamente in Sezione potete prendere visione delle tariffe di listino per soci e non soci UICI anno 2014.

Il modo più agevolato per gestire la Vostra fiscalità.

Cogliamo l'occasione per informare che, contestualmente ai servizi fiscali, sempre in Sezione possiamo rilasciare i modelli CUD INPS e INPDAP e il modello Obis M (vedi elenco sopra indicato delle Sezioni UICI accreditate).

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Esami di Stato. Prove d'esame in formato speciale

L'art. 205, comma 1, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, attribuisce al Ministro della Pubblica Istruzione, oggi M.I.U.R., il potere di disciplinare annualmente, con propria ordinanza, le modalità organizzative degli scrutini e degli esami nelle scuole di ogni ordine e grado.

Il provvedimento relativo allo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di istruzione secondaria di secondo grado, per il corrente anno scolastico, non è ancora stato adottato.

Riteniamo, tuttavia, utile segnalare che la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l'Autonomia Scolastica, con nota prot. n. 1356 del 21 febbraio 2014, ha comunicato che, a partire dall'anno in corso, le Segreterie delle scuole secondarie di secondo grado, statali e non statali, potranno, come di consueto, segnalare al Ministero, attraverso il SIDI, il Sistema Informativo dell'Istruzione, il numero dei candidati non vedenti ed ipovedenti ed oltre a ciò potranno chiedere, mediante lo stesso sistema, di ricevere le tracce delle prove d'esame in braille, in formato digitale convertibile con sintetizzatore vocale, senza immagini e senza tabelle, o in formato mp3.

La notizia ci sembra particolarmente interessante per quanti, tra i nostri Soci, si accingono a completare gli studi medi superiori, ai quali segnaliamo, nel caso possa loro servire, che le tracce della prova di italiano e delle seconde prove scritte degli esami di Stato dell'a.s. 2012/2013 sono state pubblicate dal M.I.U.R. all'indirizzo:

http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Secondo_Ciclo/tracce_prove_scritte/2013/tracce_prove_scritte2013.shtml.

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Campus Internazionale sulla Comunicazione e l'Informatica per giovani ciechi e ipovedenti - ICC 2014

Si informa anche quest'anno verrà organizzato il Campus Internazionale sulla Comunicazione e l'Informatica per giovani non vedenti - ICC 2014 (http://www.icc-camp.info/). L'edizione 2014 avrà luogo presso la Scuola e Centro di Formazione Professionale per Giovani Ciechi e Ipovedenti "Strazdumuiža" di Riga, in Lettonia. Il campus si terrà in un'unica sessione dal 3 al 12 agosto 2014 per giovani tra i 16 e i 21 anni. Possibili eccezioni ai limiti di età saranno valutate caso per caso.

Si allega un annuncio (reperibile a breve anche nella "Bacheca" delle attività internazionali sul sito dell'Unione) con i dettagli di tale avvenimento.

Dato che il numero di partecipanti è limitato, chi fosse interessato a partecipare a tale evento è pregato di inviare la propria candidatura che includa

al Coordinatore Nazionale per ICC 2014, Matteo Salandri, all'e-mail salandri88@gmail.com al più presto e comunque preferibilmente entro il 25 aprile 2014.

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ALLEGATO

XX Campus per giovani ciechi ed ipovedenti ICC2014

L'International Camp on Communication and Computers ICC è un'opportunità unica per imparare come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e le tecnologie assistive (AT) arricchiscano notevolmente la vita di ciechi ed ipovedenti.

http://www.icc-camp.info/

Ma ICC è molto di più, infatti partecipando potrai:

- fare amicizia con ragazzi provenienti da tanti altri paesi

- aggiornare ed arricchire le tue conoscenze informatiche e sulle tecnologie assistive

- scoprire opportunità di studio all'estero

- condividere esperienze multiculturali

- migliorare la lingua inglese

- acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro

- divertirti

Workshop

Durante il soggiorno potrai scegliere di partecipare a moltissime attività. Ecco alcuni esempi di argomenti di workshop che potrebbero essere proposti:

- Windows senza mouse

- web e social network

- webmaster

- la matematica al PC

- editing di audio video e fotografia

- mobilità negli spazi chiusi e in quelli aperti

- cura della persona e della propria immagine

- cucina

- danza e teatro

ICC2014 dove? quando?

ICC2014 si svolgerà in Lettonia, a Riga presso la Scuola e Centro di Formazione Professionale per Giovani Ciechi e Ipovedenti "Strazdumuiža" dal 3 al 12 agosto 2014

I requisiti per partecipare sono:

- essere ipovedente o non vedente

- avere tra i 16 e i 21 anni

- avere una buona conoscenza della lingua inglese

- avere una buona autonomia personale

Lingua ufficiale del campus: INGLESE

Costo

Quota di iscrizione al campo: non più di 400 €

I partecipanti dovranno inoltre coprire le proprie spese di viaggio dal luogo di residenza fino all'aeroporto di Riga.

Per partecipare basta:

inviare una e-mail preferibilmente entro il 25 aprile 2014 al coordinatore nazionale di ICC2014 Matteo Salandri all'indirizzo salandri88@gmail.com con oggetto "CANDIDATURA ICC2014" in cui dovrai inserire i dati personali e produrre un testo in lingua inglese di almeno 200 parole con una presentazione di te, degli hobby e delle motivazioni per cui vuoi partecipare all'iniziativa.

Dato che i posti a disposizione sono purtroppo limitati, se necessario sarà operata una selezione delle candidature ricevute.

...come and get involved!

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Applicazione eValues per ANDROID

Audiologic, in collaborazione con il Centro Ricerca Scientifica dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha realizzato il programma eValues per dispositivi dotati di sistema operativo ANDROID.

L'applicazione permette di leggere i giornali dell'omonimo progetto dell'Unione.

Per poter utilizzare tale servizio, è necessario inviare la documentazione attestante la cecità alfine di ottenere una User ID e una Password per l'accesso.

Tale richiesta può essere effettuata inviando una mail a: centroricercascientifica@uiciechi.it .

L'applicazione può essere prelevata gratuitamente dal Play Store Google all'indirizzo: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.audiologic.evalues&hl=it

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di marzo

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Dall'i.ri.fo.r. centrale

Corso di formazione: "La relazione con l'educatore: la percezione, il linguaggio, i vissuti del disabile visivo in età evolutiva - fondamenti teorico pratici"

Circolare I.RI.FO.R. (Istituto per la Formazione, la Ricerca e la Riabilitazione) Centrale n. 5/2014

Si comunica che l'I.Ri.Fo.R Centrale, Ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione ai sensi del D.M. 177/2000, realizzerà un corso di formazione dal titolo " La relazione con l'educatore: la percezione, il linguaggio, i vissuti del disabile visivo in età evolutiva - fondamenti teorico pratici".

L'iniziativa, rivolta ad un gruppo di minimo 7 partecipanti e massimo di 30 partecipanti, sarà svolta in due mattine di 4 ore ciascuna, per una durata complessiva di 8 ore e sarà condotta dalla psicologa/psicoterapeuta dell'Istituto, dott.ssa Maura Paladino.

Il corso è riconosciuto tra le attività di aggiornamento previste per gli iscritti agli albi del nostro Istituto.

L'iscrizione prevede il pagamento di una quota di iscrizione di € 40,00. Si precisa che gli iscritti agli albi del nostro Istituto potranno usufruire di uno sconto del 20%, pertanto potranno versare la somma di euro 32.

Ai partecipanti che avranno frequentato almeno l'80% del monte orario previsto e avranno partecipato alla verifica finale, sarà rilasciato attestato di frequenza da utilizzarsi ai sensi della normativa vigente.

Struttura del Corso

Le attività didattiche si svolgeranno nelle giornate del 15 e 16 Maggio 2014 con orario 9.00 - 13.00 nella sede formativa dell'Istituto sita in Roma - Via del Tritone 197.

Domande di partecipazione

Le domande di iscrizione e le rispettive quote dovranno pervenire entro il 30 Aprile 2014, utilizzando l'apposito modulo di iscrizione. L'indirizzo per l'invio delle iscrizioni è il seguente:

I.Ri.Fo.R. Onlus

via del Tritone 197

00187 ROMA

email: archivio@irifor.eu

La quota di iscrizione si paga con versamento tramite conto corrente postale n. 34340000 intestato a: I.Ri.Fo.R. onlus - via Borgognona, 38 00187 Roma, oppure tramite bonifico bancario al seguente IBAN IT 15 H 07601 03200 000034340000 con causale "iscrizione corso Maggio 2014"

Note organizzative

Per ogni informazione e per richiedere il modulo d'iscrizione è possibile contattare l'ufficio di segreteria dell'Istituto al numero telefonico 06/69988606 o allo 06/69988607 oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo archivio@irifor.eu.

Per contatti con la docente dott.ssa Maura Paladino è possibile telefonare la mattina al numero 0669988600, oppure inviare una e-mail all'indirizzo psicologapsicoterapeuta@irifor.eu.

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Superando.it del 18-03-2014

Tagli a pensioni e indennità? Ci opporremo in ogni modo

ROMA. «Quell'esternazione conferma drammaticamente la nostra anticipazione dei giorni scorsi, che qualcuno aveva definito come "inutilmente allarmistica" ed è la riprova della necessità di conservare costantemente il nostro ruolo di "cane da guardia" e di vigilanza della politica». Replica così, Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), alle dichiarazioni rilasciate in un'intervista da Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio («Rispetto ai tagli alla spesa pubblica inefficiente, ci sono tantissimi margini di manovra; pensiamo ai 12 miliardi sulle pensioni di invalidità e accompagnamento spesi dall'INPS: hanno dei picchi in alcune zone totalmente inspiegabili, se non con il fatto che ci siano degli abusi. Per garantire controlli, equità ed evitare abusi applicheremo l'ISEE»), tema di cui si è già occupato nel nostro giornale anche Carlo Giacobini, nel suo editoriale di oggi.

«È alquanto grottesco - sottolinea Barbieri - che si invochi l'equità in un quadro di taglio drastico alla spesa pubblica. È alquanto bizzarro che si evochino controlli, come se negli ultimi anni non se ne fossero attuati massicciamente (oltre un milione negli ultimi cinque anni). È alquanto miope che si consideri inefficiente una spesa sociale che è una delle più basse dell'Europa a 25. Ed è infine di dubbio gusto ricorrere all'ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.], indicatore che, guarda caso, considera quelle stesse pensioni e indennità come se fossero redditi da lavoro o rendite finanziarie. I linguaggi, gli slogan, i luoghi comuni sono quelli di sempre, quelli già sentiti: le persone con disabilità sono un peso».

«Dai cassetti - aggiunge il Presidente della FISH - riemergono vecchi dossier, datate ipotesi di contenimento della spesa, articolati disegni per efficaci soluzioni. Ma non tutto è fondato, documentato, provato e senza dubbio non lo sono le ipotesi già percorse - e abbandonate - dai Governi precedenti. Ieri come oggi si ignora volutamente la spesa che le famiglie e i singoli sostengono a causa della disabilità. Si nasconde un dato comprovato: la disabilità e la non autosufficienza sono il primo elemento di impoverimento per le persone e per le famiglie italiane».

La preoccupazione espressa dal Presidente della FISH è quindi, segnatamente, che il Governo intenda ridurre drasticamente la spesa per pensioni di invalidità (279,19 euro al mese) e per l'indennità di accompagnamento (504,07 euro al mese), riservata - lo ricordiamo - a persone con grave disabilità, non autosufficienti, allettati, malati oncologici terminali.

«Di fronte a questa prospettiva - conclude Barbieri - la FISH esprimerà al massimo la propria opposizione in tutte le sedi possibili e in tutti i modi civilmente ammessi. Non sarebbe certo un buon viatico, per un Governo che vuole cambiare il verso dell'Italia, ritrovarsi le persone con disabilità e i loro familiari in piazza e dover spiegare quale sia il "verso" che intende offrire ai suoi Cittadini più deboli». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 20-03-2014

Tutte le Associazioni contro i tagli all'accompagnamento

«Se sarà necessario non è da escludere una mobilitazione nazionale, tale da esprimere, con tutta la forza possibile, la disperazione che tali misure generano in una già grave situazione per le persone con disabilità e le loro famiglie».

Non lasciano spazio a mezze misure Pietro Barbieri e Giovanni Pagano, presidenti rispettivamente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) - organizzazioni cui aderisce la quasi totalità delle Associazioni italiane impegnate sul fronte della disabilità - dopo la diffusione delle Proposte di revisione della spesa pubblica, redatte da Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la Spending Review, fra le cui ipotesi vi sono anche alcuni interventi sulla spesa per le invalidità civili, ritenuti dalle Federazioni «particolarmente preoccupanti».

Nel mirino, in particolare - come già da giorni anticipiamo nel nostro giornale - sembra vi sia l'indennità di accompagnamento, ovvero quello che attualmente costituisce l'unico sostegno certo alle persone con grave disabilità e alle famiglie che prevalentemente rappresentano per loro l'unico supporto, in assenza o carenza di servizi pubblici. Secondo il Commissario alla Spending Review, infatti, si dovrebbe introdurre un limite reddituale alle indennità di accompagnamento, specialmente per gli ultrasessantacinquenni, intensificando i controlli verso i presunti abusi.

«Il documento del Commissario Straordinario - dichiarano Barbieri e Pagano - ripropone vetuste e discutibili proiezioni, evidenziando come in alcune Regioni vi siano percentuali maggiori di indennità di accompagnamento rispetto ad altre. Abusi, quindi, che sarebbero dimostrati appunto dai "picchi territoriali" e da un aumento della spesa non dimostrata da "flussi demografici". Il Commissario, però, non ha incrociato i dati con la spesa per i non autosufficienti in quelle stesse Regioni. Scoprirebbe che, laddove le Regioni (come ad esempio la Calabria) spendono pochissimo per i disabili gravi, il numero delle indennità di accompagnamento lievita proporzionalmente. E soprattutto non ha presente i tagli massicci che la spesa sociale ha subìto nell'ultimo decennio, che spingono gli stessi Comuni a consigliare i propri Cittadini ad avviare le procedure di riconoscimento dell'indennità di accompagnamento».

«Quanto poi ai controlli - aggiungono i Presidenti di FISH e FAND -, il Commissario dovrebbe valutare l'efficienza e l'efficacia del milione di controlli sugli invalidi civili negli ultimi cinque anni, verifiche che hanno prodotto costi spaventosi (30 milioni di euro solo per medici esterni all'INPS lo scorso anno) e ben scarsi risultati. Verifiche, inoltre, che hanno causato ritardi spaventosi negli ordinari accertamenti (sfiorano i 300 giorni di attesa per un verbale di invalidità) ed enormi disagi in chi ha necessità di sostegno e aiuto. Rispetto infine all'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), che dovrebbe essere uno strumento di equità e non di taglio della spesa, si tratta di quello stesso indicatore che nonostante le reiterate proteste delle nostre Federazioni, considera alla stregua dei redditi da lavoro e da rendite finanziarie le pensioni (279,19 euro al mese) e le indennità di accompagnamento (504,07 euro al mese)».

«Le proposte del Commissario Straordinario Cottarelli - concludono Barbieri e Pagano - necessitano di un avallo politico: Governo e Parlamento dovranno operare una valutazione dell'impatto sociale sui singoli e sulle famiglie. FAND e FISH vogliono intervenire in questa valutazione e richiederanno oggi stesso un incontro con il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. Le nostre Federazioni, quindi, rigettano qualsiasi ipotesi di intervento sulle uniche provvidenze certe a favore delle gravi disabilità e intendono intervenire in tutte le sedi istituzionali per contrastare questa previsione e per evidenziare quali siano gli effettivi rischi per i singoli e per le famiglie italiane. Si cercherà il confronto con la fermezza e la determinazione che queste prospettive impongono». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 24-03-2014

Bene Renzi, ma ora si cambi veramente verso

«Non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili», ha dichiarato il Presidente del Consiglio, dopo che le Associazioni di persone con disabilità si erano dette pronte alla mobilitazione, di fronte alle ipotesi espresse dal Commissario per la Spending Review. «Bene - dichiarano i Presidenti delle Federazioni FISH e FAND - ma ora chiediamo serie politiche per la disabilità, oggi del tutto carenti, se non assenti».

ROMA. Sembrano proprio aver sortito l'effetto sperato le proteste dei giorni scorsi della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), di cui avevamo ampiamente riferito nel nostro giornale, di fronte alle proposte del commissario per la Spending Review Carlo Cottarelli, ove si erano ipotizzate misure restrittive sulle indennità di accompagnamento destinate alle persone con disabilità grave. Un'esplicita risposta politica è arrivata infatti dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha dichiarato: «Non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili».

Sembra quindi archiviata sia l'idea di legare l'erogazione dell'indennità al reddito e, ancor più, la cosiddetta "teoria degli abusi", sottintesa alle ipotesi espresse da Cottarelli.

C'è pertanto soddisfazione - da parte delle Federazioni che rappresentano la quasi totalità delle Associazioni di persone con disabilità -, «per l'espressione chiara - come si legge in una nota congiunta - di una volontà politica non punitiva nei confronti delle persone con disabilità». «Adagiarsi tuttavia sullo "scampato pericolo" - si aggiunge - non appartiene alla storia e alla cultura delle nostre Federazioni, che chiedono piuttosto, ancora e con forza, l'avvio e il consolidamento di serie politiche per la disabilità, per la non autosufficienza, per l'inclusione sociale, oggi del tutto carenti, se non assenti».

«La disabilità - dichiarano Pietro Barbieri e Giovanni Pagano, presidenti rispettivamente di FISH e FAND - è il primo fattore di impoverimento per milioni di persone e famiglie, a causa della carenza di servizi di supporti consolidati. E anche l'esclusione sociale pesa. Pesa drammaticamente sulle condizioni di vita delle persone con disabilità. Le disparità territoriali, poi, sono enormi e irrisolte, anche a causa dell'assenza di Livelli Essenziali di Assistenza, che dovrebbero garantire servizi e prestazioni omegenee su tutto il territorio nazionale. Sulla disabilità, infatti, gravano anni di riduzioni dei trasferimenti agli Enti Locali, di tagli di finanziamento, di disapplicazioni di norme, nazionali e internazionali, che si davano per consolidate».

Non si limitano, dunque, ad accogliere con soddisfazione le chiarificazioni del Presidente del Consiglio, Barbieri e Pagano, ma chiedono di «andare oltre». «Ad esempio il Programma d'Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità - sottolineano -, che è stato approvato con il DPR del 4 ottobre 2013, attende di essere applicato con responsabilità diffuse, ma con una regia fondamentale da parte del Governo. Perché anche la disabilità necessità di imponenti riforme, di investimenti oculati, di risorse, di scelte politiche che per troppo tempo sono state latitanti, inefficaci, insufficienti. C'è bisogno di scelte che cambino "il verso" anche sulla disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 31-03-2014

Va rivisto il sistema di accesso all'invalidita' civile

Lo chiede il Segretario Confederale del Sindacato CISL, ritenendo appunto «una priorità per il nostro Paese, come già definito nel "Programma d'Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità", riformare l'intero sistema di accesso e certificazione dell'invalidità civile, disabilità e handicap, per unificarlo e renderlo più trasparente, evitando abusi e anche costi inutili per l'ente pubblico».

«Come definito all'interno del Programma d'Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l'Integrazione delle Persone con Disabilità [presentato dal Governo nel luglio del 2013 alla Conferenza Nazionale sulle Persone con Disabilità di Bologna, N.d.R.], è una priorità per il nostro Paese riformare l'intero sistema di accesso e certificazione dell'invalidità civile, disabilità e handicap, per unificarlo e renderlo più trasparente, così da evitare abusi e anche costi inutili per l'ente pubblico. Qui, infatti, ci sarebbero i veri risparmi, economici e sociali».

Sono parole di Piero Cerrito, segretario confederale della CISL, pronunciate dopo la presentazione del documento Proposte per una revisione della spesa pubblica, redatto dal commissario straordinario per la Spending Review (revisione della spesa pubblica) Carlo Cottarelli, a proposito del quale Cerrito commenta: «Il Piano Cottarelli parla di riduzioni di trasferimenti inefficienti, suggerendo tagli delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento da sottoporre alla prova dei mezzi. Ma per l'Italia che tra i Paesi OCSE è agli ultimi posti per popolazione con più di 65 anni di età, che fruisce di servizi di long term care ["assistenza di cura a lungo termine", N.d.R.] e tra i primi per il numero di familiari e amici che prestano cure informali a persone non autosufficienti o disabili, si può davvero parlare di "trasferimento inefficiente" riferendosi alle famiglie che accolgono al proprio interno una persona non autosufficiente?».

Vale la pena per altro ricordare che alle ipotesi prospettate dal commissario Cottarelli - come avevamo segnalato nei giorni scorsi - ha dato una successiva ed esplicita risposta politica lo stesso presidente del Consiglio Renzi, dichiarando che «non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili».

«Gli abusi vanno puniti - conclude il Segretario Confederale della CISL -, ciò su cui non vi è dubbio, ma ci sono già state ben 800.000 verifiche straordinarie sugli invalidi civili, tra il 2009 e il 2012, che di certo non hanno portato risparmi alle le casse dello Stato, mentre nel frattempo gli invalidi e i non autosufficienti hanno continuato a vedere riduzioni dei servizi a loro destinati, costi di cura crescenti per le famiglie, duplicazioni di visite e percorsi tortuosi per accertare i propri diritti, tempi che arrivano a quasi 300 giorni per l'erogazione della pensione di invalidità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Slvia Stefanovichj (silvia.stefanovichj@cisl.it).

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Superando.it del 26-03-2014

"Cacce ai falsi invalidi": non e' l'ora di finirla?

«Alla luce dei risultati ottenuti dai molteplici controlli sull'invalidità promossi in questi anni dall'INPS, non ritiene opportuno un ridimensionamento della campagna mediatica contro i falsi invalidi che ha negli anni creato un vulnus molto forte nei confronti dell'intero mondo della disabilità?»: si conclude così un'Interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presentata al Senato, con Maria Cecilia Guerra prima firmataria

Entra senza troppi indugi nel "cuore" di una questione sulla quale anche il nostro giornale sta conducendo ormai da anni una vera e propria campagna informativa, l'Interrogazione Urgente presentata il 25 marzo al Senato al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha come prima firmataria Maria Cecilia Guerra, fino a qualche settimana Viceministro di quello stesso Dicastero.

Quel documento, infatti - che qui in calce presentiamo integralmente nella sua versione originale - è centrato sulla «recente riproposizione, nell'àmbito della discussione sulla cosiddetta spending review, del tema degli abusi nella concessione di prestazioni economiche a persone invalide a cui si dovrebbe ovviare attraverso una intensificazione dei controlli».

Si tratta quindi, come si può capire, di questioni che hanno suscitato in queste settimane accese polemiche e dure prese di posizione, ben sintetizzate, a nostro avviso, nella conclusione dell'Interrogazione, ove si chiede al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, riferendosi segnatamente alle centinaia di migliaia di controlli sull'invalidità, promossi in questi anni dall'INPS, «se alla luce dei risultati ottenuti non ritenga opportuno un ridimensionamento della campagna mediatica contro i falsi invalidi che ha negli anni creato un vulnus molto forte nei confronti dell'intero mondo della disabilità». (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione l'Ufficio Stampa della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

INTERROGAZIONE URGENTE (articolo 151 Regolamento Senato)

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Premesso che:

nell'ambito della discussione sulla cosiddetta spending review, è stato recentemente riproposto il tema degli abusi nella concessione di prestazioni economiche a persone invalide a cui si dovrebbe ovviare attraverso una intensificazione dei controlli;

- la campagna contro i cosiddetti "falsi invalidi" iniziata nel 2008 ha portato ad indire controlli straordinari che nel complesso, nell'arco temporale 2009-2015, porteranno a visite per circa la metà dei titolari delle prestazioni. Infatti, a partire dal 2008 e fino al 2013 sono stati previsti, per norma piani straordinari di verifica, sanitaria e reddituale, nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile da attuarsi da parte dell'Inps, in aggiunta alle verifiche ordinarie, che hanno coinvolto 950 mila soggetti (2009: 200.000 accertamenti (Legge 6 agosto 2008, n. 133 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, articolo 80; 2010: 100.000 accertamenti; 2011: 250.000 accertamenti; 2012: 250.000 accertamenti (Legge 3 agosto 2009, n. 102 di conversione del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, articolo 20, comma 2 e Legge 30 luglio 2010, n. 122 di conversione del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 10); 2013: 150.000 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di Stabilità 2013) articolo 1, comma 109). Altri 300.000 beneficiari dovrebbero essere interessati dai medesimi controlli straordinari, in misura di 150 mila all'anno, nel 2014 e nel 2015 sempre in accordo ai disposti di cui alla legge di Stabilità 2013;

- i dati resi noti dalla Corte dei Conti e dall'Inps sugli esiti di queste verifiche straordinarie, sono incompleti e non permettono di distinguere fra benefici revocati, benefici da ridurre per cambiamento di fascia o per riconoscimento di una percentuale invalidante inferiore rispetto alla stessa fascia. Si tratta quindi di dati che possono risultare molto fuorvianti se letti come indicativi di situazioni di abuso, dal momento che, dal 2010 l'Inps ha indirizzato i suoi controlli straordinari anche gli invalidi inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione. Questo è avvenuto anche al fine, meritevole, di evitare discontinuità nella erogazione delle provvidenze, dati i ritardi delle procedure ordinarie di accertamento, ma evidenzia anche i limiti di queste procedure;

- nel contempo, i falsi invalidi individuati nell'azione della Guardia di Finanza, come emerge dai Rapporti annuali della stessa, sono stati 389 nel 2012 e 1047 nel 2011;

- la legge di Stabilità per il 2013 art. 1 comma 109 ha disposto che le eventuali risorse derivanti dall'attuazione dei controlli straordinari accertati a consuntivo, nel triennio 2013-2015, come effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti dai programmi straordinari di verifica già previsti prima dell'entrata in vigore della legge stessa siano destinate ad incrementare il Fondo per le non autosufficienze di cui all'articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui;

- i ritardi medi nell'erogazione delle indennità civili sono ulteriormente aumentati, risultando nel 2012, secondo la Corte dei Conti, pari a 290 gg per invalidità civile, 338 gg per cecità e 399 per sordità e questi ritardi comportano un onere di pagamento di interessi anch'esso sensibile e in crescita dai 24 milioni del 2011 ai 43 milioni nel 2012;

- il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità, adottato con decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 2013, assume, come obiettivo, alla linea di azione n. 1 di "Riformare il sistema di valutazione/accertamento della condizione di disabilità e il sistema dell'accesso alle politiche, interventi, servizi e prestazioni al fine di creare reali condizioni di contrasto delle discriminazioni, promozione delle pari opportunità, dell'inclusione sociale e dell'incremento della qualità di vita delle persone con disabilità";

si chiede di sapere:

- quale sia il peso effettivo del fenomeno dei falsi invalidi che emerge dai 950 mila controlli effettuati, quando se ne depurino gli esiti da quelli relativi a controlli su invalidi già inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione ordinaria;

- quali siano i risparmi per la spesa relativa alle indennità di invalidità che possono essere ascritti agli effetti dei piani straordinari;

- quali siano i risparmi ottenuti con i controlli compiuti nel 2013 e conseguentemente di quanto si intenda aumentare il Fondo per le non autosufficienze da distribuire nell'anno in corso;

- se alla luce di quanto premesso ritenga che il contrasto agli abusi nel campo dell'invalidità civile debba essere perseguito con nuovi piani straordinari di intensificazione dei controlli;

- se non ritenga al contrario di dovere intervenire attraverso una revisione complessiva dell'attività di accertamento ordinario, che ne riduca i tempi e le duplicazioni, comportando in questo modo un risparmio sensibile per quanto riguarda sia la spesa per interessi sia le spese per il ricorso a medici esterni all'Inps e perseguendo ad un tempo l'obiettivo indicato dal citato Programma d'azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità;

ì- se alla luce dei risultati ottenuti non ritenga opportuno un ridimensionamento della campagna mediatica contro i falsi invalidi che ha negli anni creato un vulnus molto forte nei confronti dell'intero mondo della disabilità.

GUERRA - RITA GHEDINI - CIRINNÀ - D'ADDA - FABBRI - FEDELI - LEPRI - MATTESINI - SPILABOTTE

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Il Sole 24 Ore del 10-03-2014

Un buon ISEE al test dei territori

ROMA- Che cosa cambia con il nuovo Isee? Se lo chiedono i tanti soggetti coinvolti nella riforma dell'Indicatore della situazione economica equivalente, che il Governo Letta ha approvato e il nuovo Esecutivo deve attuare. Vediamo gli aspetti più importanti emersi sinora. Ascoltare e decidere La riforma è stata progettata dall'ex viceministro al Welfare, Maria Cecilia Guerra (Pd), responsabile delle politiche sociali con Monti e Letta. Durante la sua elaborazione, Guerra si è confrontata con tutti gli attori coinvolti nel welfare - le associazioni interessate (a partire da quelle delle persone con disabilità e delle famiglie), le varie realtà del Terzo settore, le rappresentanze dei Comuni e delle Regioni, i sindacati - sulle diverse versioni via via formulate. Alla fine il Governo si è assunto la responsabilità della formulazione definitiva. Sono stati così evitati tanto la diffusa prassi delle eterne consultazioni/confronti/tavoli, votata al fallimento perché qualche soggetto riesce sempre a far prevalere la propria contrarietà, quanto il rischio speculare, cioè quello di un decisionismo senza confronto con la società, destinato a produrre misure magari valide in teoria, ma condannate al fallimento nel mondo reale. In alcuni punti il testo risente troppo della capacità di diversi soggetti di far sentire la propria voce più di altri e troppo poco dell'autonoma progettualità dell'Esecutivo. Ciò detto, il metodo scelto - l'ascolto di tutti accompagnato dalla capacità di decidere - è stato innovativo per gli interventi statali nel sociale e ha avuto esiti positivi. Bisogna riproporlo. Una maggiore equità La riforma rafforza la capacità dell'Isee di misurare le effettive condizioni economiche dei richiedenti e degli utenti di prestazioni sociali. Lo fa attraverso una considerazione più puntuale di "ciò che si ha", dando un peso maggiore al patrimonio e allargando l'insieme dei redditi computati, accompagnata da una migliore valutazione di "ciò che si spende" in base alla composizione del nucleo familiare (per esempio perché si hanno dei figli o un familiare con disabilità). Benchè rimangano ancora imperfezioni, gli studi e le simulazioni compiute concordano nell'indicare come lo strumento sia ora in grado di cogliere le differenze tra le specifiche condizioni delle persone meglio che in passato. Ciò significa comprendere con più chiarezza dove si registrano situazioni di vulnerabilità, aiutando il decisore pubblico a sostenere chi ne ha effettivamente bisogno. Non a caso, il valore Isee diviene più favorevole per alcuni gruppi spesso in difficoltà, svantaggiati dalla precedente versione, come le famiglie giovani, i nuclei con tre o più figli, le persone con disabilità più grave e ridotte disponibilità economiche. Peraltro, nonostante il buon lavoro compiuto (non solo sull'Isee), che le è valsa la stima di gran parte degli addetti ai lavori, Guerra non è stata confermata nel nuovo Esecutivo. L'equità non è gratis Lo strumento dovrebbe essere introdotto in tutto il Paese entro metà giugno. Un crescente numero di operatori del settore solleva, però, perplessità sul percorso attuativo, riferite a: 1) complessità gestionale del nuovo Indicatore; 2) tempistica prevista; 3) notevole impegno richiesto agli enti coinvolti (innanzitutto i Comuni). I dubbi, dunque, non riguardano le finalità dell'Isee, condivise dai più, bensì il suo impiego quotidiano. Almeno nel contesto attuale, maggiore equità e semplificazione gestionale non sono due scopi raggiungibili congiuntamente: bisogna individuare una priorità. La scelta, giusta, di puntare sull'equità rende inevitabilmente l'Isee più impegnativo da gestire. Per cogliere meglio le reali condizioni delle persone, infatti, si debbono raccogliere ed esaminare più informazioni di prima. Allo stesso modo, al fine di ridurre le numerose frodi compiute sinora viene molto ridotto lo spazio delle autodichiarazioni, ampiamente utilizzate a tal fine, a favore di interrogazioni coordinate degli archivi dell'Inps e dell'agenzia delle Entrate. Di nuovo, si tratta di una modalità complessa da mettere in atto, e gli esempi potrebbero continuare. La sfida: supportare il territorio Se sulla complessità dello strumento non è possibile agire, il Governo può assumere un ruolo fondamentale nel costruire condizioni che agevolino l'operatività dei soggetti impegnati nell'attuazione. È una sfida di rilievo, dato che il supporto del territorio rappresenta - da sempre - un'attività poco praticata dal livello centrale, scarsamente abituato a una funzione regolativa che vada oltre l'emanazione delle norme. Sono diversi gli aspetti nei quali lo Stato può intervenire. Per prima cosa, deve provvedere nel modo più efficace possibile ai passaggi che in base alla legge gli competono, a partire dalla predisposizione di una banca dati coordinata tra Inps e agenzia delle Entrate. Rispetto alla tempistica, la mole di adempimenti necessari consiglia di definire subito una tabella di marcia più realistica, accompagnata dall'impegno a non cambiarla più. Diversamente, si rischia di ripercorrere un iter già visto (fonte di inevitabili tensioni): si tiene duro su quanto annunciato sino a poco prima della scadenza, quando le lamentele - sempre più forti - provenienti dal territorio spingono a un rinvio dell'ultimo minuto. Inoltre, lo Stato deve fornire le informazioni necessarie ai soggetti a vario titolo toccati dalla riforma, come peraltro Guerra si era impegnata a fare. Per i cittadini coinvolti (il 30% del totale) occorre prevedere un'ampia campagna che spieghi loro che cosa cambia, mentre gli enti locali devono ricevere le informazioni utili a calcolare criteri di accesso e rette con il nuovo strumento. Infine, bisogna garantire ai territori le competenze indispensabili ad affrontare un cambiamento di tale portata. Lo Stato potrebbe organizzare, insieme alle Regioni, momenti formativi e di accompagnamento. Il significato politico Il dibattito sull'attuazione degli interventi nel welfare non scalda certo gli animi al pari di quello sui princìpi. Eppure questa fase costituisce sempre, non solo per l'Isee, un terreno decisivo di confronto politico tra i riformisti e i conservatori. Questi ultimi, infatti, utilizzano le difficoltà operative segnalate dai tecnici per sostenere l'impossibilità di innovare il sistema, anche quando - come in questo caso - non possono che condividere l'obiettivo di cambiamento. Sta al Governo Renzi dimostrare che in Italia è possibile tradurre nella pratica quotidiana riforme ambiziose.

RIPRODUZIONE

RISERVATAL'INDICATORE AI RAGGI X. Caratteristiche e modalità d'utilizzo

L'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) serve per valutare le condizioni economiche di chi richiede o riceve prestazioni e servizi sociali agevolati. Queste condizioni sono calcolate tenendo conto dei redditi dei componenti del nucleo familiare e del 20% del loro patrimonio. Il totale viene poi diviso per il numero dei componenti della famiglia (utilizzando la scala di equivalenza) È lo strumento di misurazione impiegato per determinare se un richiedente possa o meno ricevere un dato servizio (se ha l'Isee inferiore a una certa soglia) e/o la retta che deve eventualmente pagare per fruirne Viene utilizzato per molti interventi: sostegni economici alle famiglie in difficoltà (per esempio, Social Card e contributi monetari dei Comuni), servizi di pubblica utilità (come le agevolazioni per gas ed elettricità), nidi e scuola, servizi socio-sanitari per anziani non autosufficienti e persone con disabilità, università È stato introdotto nel 1998. Il Dpcm 159/2013 del Governo Letta lo riforma radicalmente: entrato in vigore l'8 febbraio scorso, da quel giorno scattano i 120 giorni dell'iter attuativo, entro i quali lo strumento dovrà essere impiegato in tutte le realtà interessate (metà giugno)

di Cristiano Gori

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Giornale UICI del 28-03-2014

Riflessioni sull'ISEE e dintorni

a cura di Paolo Colombo

Cos'è l'Isee?

L'ISEE, ovvero indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie nella Repubblica Italiana. Il d.P.C.M. 159/2013, che attua il nuovo ISEE altrimenti noto come "riccometro" è entrato in vigore lo scorso 8 febbraio. A 15 anni dalla sua introduzione, l'Isee è stato completamente riformato, al fine di garantire una maggiore equità, contrastando tutti quei finti poveri che, fino a oggi, hanno avuto accesso alle prestazioni agevolate pur disponendo dei mezzi per essere autosufficienti.

L'ISEE è stato concepito e rimane un indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia).

Fanno parte del nucleo familiare i soggetti componenti la famiglia anagrafica, compresi:

* i coniugi anche se hanno diversa residenza, salvo che vengano accertate condizioni particolari di separazione in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali

* il figlio minore di anni 18 fa parte del nucleo familiare del genitore con il quale convive

* il figlio maggiorenne non convivente con i genitori e a loro carico ai fini IRPEF fa parte del nucleo familiare dei genitori. Nel caso in cui i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, anche se a carico di entrambi, fa parte del nucleo familiare di uno dei genitori, da lui identificato.

Le novità per calcolare il reddito ai fini Isee

Con il nuovo ISEE si adotta una definizione più' ampia di redditi, in cui vengono considerate tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti (assegno al nucleo familiare, le pensioni, le indennità di accompagnamento e le provvidenze erogate ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, l'assegno sociale, le rendite INAIL). Allo stesso modo rientrano anche i redditi dei contribuenti minimi, i redditi da cedolare secca sugli affitti e quelli dei premi di produttività, mentre restano fuori, ad esempio, il costo dell'abitazione, gli assegni di mantenimento. Tuttavia è stato introdotto uno sconto per dipendenti e pensionati del 20% fino a un massimo di 3.000 euro per i dipendenti e di 1.000 euro per i pensionati.

Nuove regole anche per la determinazione del patrimonio immobiliare: l'importo massimo del canone di affitto che può essere dedotto dal reddito passa dall'attuale 5.165 a 7.000 euro ed è incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente oltre il secondo. Per le case di proprietà, se esiste un mutuo non si considera l'intero valore della casa (lo stesso usato per il calcolato Imu, per intenderci), ma solo la parte che supera l'importo del mutuo residuo.

Oltre a questa agevolazione, per la casa di abitazione non è considerata nel reddito se ha un valore ai fini Imu inferiore a 52.500 euro. Limite che sale di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo. Nel caso del nucleo facciano parte portatori di handicap, vengono altresì sottratte le seguenti franchigie:

Per le persone non autosufficienti è poi ammessa la sottrazione delle: spese certificate per i collaboratori domestici e gli addetti all'assistenza personale ovvero, alternativamente le rette dovute per il ricovero presso strutture residenziali (nel caso di prestazioni residenziali ad es. RSA, case protette etc, è possibile tenere conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare. Si differenzia così la condizione economica dell'anziano non autosufficiente che ha figli che possono aiutarlo, tenuto anche conto dei loro carichi familiari, dalla condizione dell'anziano che non ha alcun sostegno prossimo per fronteggiare le spese per il ricovero in struttura). Per i non autosufficienti, i trasferimenti in denaro, come quelli relativi all'accompagnamento, non concorrono a formare il reddito nella misura in cui vengono spesi per l'assistenza personale o per la retta di ricovero in strutture residenziali.

Disabili e nuovo Isee

Molti però sono i dubbi e le perplessità in merito alle ricadute che le novità introdotte dal nuovo modello ISEE avranno per le categorie dei disabili. Si teme soprattutto la possibile distorsione e iniquità derivante dall'inclusione nella somma dei redditi ai fini del calcolo dell'Isee dei «trattamenti assistenziali, previdenziali e delle indennità. Queste scelte legislative peggiorano la situazione delle persone con disabilità e rendono di fatto non esigibile il principio costituzionale che afferma che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Considerare reddito l'azione che lo Stato mette in atto nel tentativo di ripristinare pari opportunità per cittadini svantaggiati è concettualmente assurdo ed è poca cosa l'introduzione di una detrazione massima di € 5.500 più le spese mediche (max 5.000 €) per le disabilità gravi. Ancora più inquietante è la prospettiva, paventata da alcuni, che l'Isee possa divenire una discriminante per l'attribuzione delle indennità di accompagnamento alle persone disabili. Permangono dunque le stesse criticità del passato, che giustificano pienamente il ricorso ad una class action o la promozione di azioni pilota nelle ipotesi più discriminanti della nuova ISEE ovvero la presenza nel nucleo familiare di più disabili o disabili con pluriminorazioni, per annientare i nefasti esiti che i disabili vivranno con l'approvazione del nuovo Isee. Non si esclude anche la possibilità di ricorrere ad un referendum abrogativo ove i tentativi di dialogo con la classe politica volti a limare i punti critici del nuovo sistema non sortiscano gli effetti desiderati.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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La Repubblica del 06-03-2014

Che cosa la scuola puo' fare per i disabili

I tribunali amministrativi, in seguito ai ricorsi dei genitori, aumentano sempre più spesso le ore di sostegno agli alunni con disabilità. Fino a farle diventare tante quante sono le ore di lezione settimanali, cioè da trenta a quaranta. Il che vuol dire che questi alunni possono arrivare ad avere, ciascuno di loro, due e più insegnanti specializzati. L'amministrazione scolastica, soccombente in quasi tutti i giudizi, cerca inutili espedienti per contrastare tali sentenze; ma anche quando ottiene dal Parlamento provvedimenti legislativi che abbattono le ore di sostegno in nome della riduzione della spesa pubblica, interviene la Corte costituzionale, che li boccia perché limitano il diritto all'inclusione scolastica. In realtà tante ore di sostegno, spesso, non solo non migliorano l'inclusione, ma la peggiorano: nel senso che si crea un'organizzazione di fatto che tiene l'alunno disabile ai margini della classe, se non addirittura fuori dell'aula. Sembra che le responsabilità siano, in prima battuta, dei genitori perché in modo acritico puntano solo sulla quantità di ore di sostegno, e poi delle scuole perché nella loro programmazione educativa e didattica non riescono ad andare oltre le ore di sostegno.

Certo non mancano le loro responsabilità; ma hanno molte attenuanti. I genitori di alunni handicappati, disabili, con disabilità, diversamente abili - quanta ipocrisia in questo fiorire di termini! - in prima istanza non chiedono per i loro ragazzi più ore di sostegno, chiedono che la scuola li accolga e li includa nei processi formativi e didattici. Poi si rendono conto che la dignità e il rispetto per i loro figli passa attraverso l'insegnante di sostegno, il suo ruolo e la sua dignità: se hanno l'insegnante di sostegno, sono riconosciuti e accettati; se non lo hanno, sono un peso e degli intrusi. Infine, capiscono come funziona la scuola praticamente: se è assente l'insegnante di sostegno è "meglio" tenersi a casa il figlio; così come è "opportuno" avere un orario di frequenza per i figli ridotto e flessibile, magari coincidente con le ore in cui è presente in classe l'insegnante di sostegno. Allora, più ore di sostegno per i loro figli, significa più ore a scuola. Che è la premessa per ogni inclusione scolastica, di qualsivoglia soggetto.

Le scuole hanno, in genere, buone intenzioni nei confronti di alunni con disabilità: spesso li accolgono e li coccolano, a volte pensano pure a loro nella programmazione delle attività. Ma tenerli in classe senza l'insegnante di sostegno è complicato. Così come è complicato porre rimedio alle classi "scoperte" per l'assenza di docenti in servizio. Qualche volta si vede addirittura l'insegnante di sostegno andare in una classe scoperta con il "suo" alunno. Quando poi l'alunno con disabilità è assente, il suo insegnante di sostegno diventa il provvidenziale tappabuchi della giornata. Nelle scuole si vive la più grande contraddizione tra ciò che si pensa, si programma, si vuol fare, e l'organizzazione rigida, burocratica, arretrata, la scarsezza delle risorse, l'assenza di sinergie con l'esterno, una irresponsabilità ancora diffusa e impunita. In una logica ribaltata di autonomia e responsabilità educativa e didattica delle scuole, le stesse situazioni problematiche, come le classi scoperte e i disabili senza l'insegnante di sostegno, potrebbero divenire l'occasione per sperimentare moduli alternativi alle classi o per realizzare unità didattiche "inclusive".

In attuazione di alcuni provvedimenti legislativi, l'Amministrazione scolastica deve procedere alla formazione, sia iniziale che in servizio, di tutti i docenti sui temi della disabilità e sulle didattiche inclusive. Sembra la premessa perché tutti gli insegnanti, curricolari e di sostegno, possano prendere in carico l'alunno con disabilità. È una iniziativa molto interessante, almeno sulla carta. Se non fosse che alle difficoltà delle scuole a realizzare qualsivoglia innovazione e riforma, si aggiunge la proverbiale furbizia dell'Amministrazione. Anch'essa ha da tempo in mente i docenti curricolari con competenze sul sostegno, ma solo per sostituire, eliminare gli insegnanti specialisti. Come ha fatto con gli insegnanti di lingua straniera alle elementari: ha tolto gli specialisti laureati in lingue e ha lasciato l'incombenza di insegnare la lingua straniera agli insegnanti della classe dopo averli "specializzati" con qualche centinaio di ore di corso. Così, tra l'altro, aggirerebbe pure le sentenze dei Tar. Nelle more, non le dispiace di soccombere in giudizio, perché ottiene più insegnanti di sostegno senza assumersi la responsabilità della spesa. Inutile dire che nella scuola come è organizzata oggi, se scompare l'insegnante di sostegno, scompare l'integrazione degli alunni disabili.

E non andremo mai oltre la socializzazione e le soluzioni logistiche per gli alunni disabili, se non s'investono risorse e non si cambia la scuola veramente, non con pseudo riforme di cinica copertura a tagli lineari.

di Franco Buccino

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Superando.it del 11-03-2014

Dopo i 6 anni scuola dell'infanzia solo in casi eccezionali

di Salvatore Nocera

Si tratta di una prescrizione fissata dal Ministero anche per gli alunni con disabilità - così come per tutti gli altri - tramite una recente Nota che ne ha rivisto un'altra di qualche settimana prima, sottolineando l'assoluta «straordinarietà e specificità» dei casi in cui un bimbo può permanere nella scuola dell'infanzia e mai per più di un anno.

ROMA. Il 4 febbraio scorso, il Ministero aveva prodotto la Nota Protocollo n. 338, che aveva consentito agli alunni stranieri adottati di permanere nella scuola dell'infanzia, al fine di raggiungere un equilibrio psicologico e apprenditivo utile ad affrontare con successo l'inizio degli studi dell'obbligo.

Tale Nota era stata richiesta dall'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, per andare incontro alle numerose e giustificate richieste di famiglie e di associazioni di genitori adottivi. Purtroppo, per giustificare la deroga all'inizio dell'obbligo scolastico al compimento dei 6 anni d'età, quella medesima Nota aveva citato l'esempio degli alunni con disabilità, per i quali la vecchia Circolare Ministeriale n. 235 del 1975 aveva appunto consentito tale deroga.

Dal canto suo la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - ritenendo il riferimento a quella Circolare di quasi quarant'anni fa del tutto improprio, sia per la diversità dei soggetti interessati, sia per l'abrogazione implicita della stessa Circolare 235/75, a seguito della Legge 53/03 sull'inderogabilità dell'inizio dell'obbligo scolastico - aveva chiesto e ottenuto dal Ministero la sospensione della Nota 338/14 [se ne legga già anche nel nostro giornale, N.d.R.].

Chiarita dunque la situazione, il Ministero ha emanato il 21 febbraio successivo la nuova Nota protocollo n. 547, nella quale non si fa più alcun riferimento alla Circolare 335/75, mentre si consente eccezionalmente il trattenimento per un solo anno per «alunni che necessitano di una speciale attenzione», ai sensi della Direttiva del 27 dicembre 2012 sui BES (Bisogni Educativi Speciali) e successive Circolari applicative.

Ecco il testo della parte dispositiva della Nota 547/14: «Sottolineando la straordinarietà e specificità degli interventi in questione, si invitano le SS.LL. - qualora si trovino in presenza di situazioni riguardanti alunni che necessitano di una speciale attenzione - a porre in essere gli strumenti e le più idonee strategie affinché i Dirigenti Scolastici esaminino i singoli casi con sensibilità e accuratezza, confrontandosi - laddove necessario - anche con specifiche professionalità di settore e con il supporto dei Servizi Territoriali, predisponendo percorsi individualizzati e personalizzati. Solo a conclusione dell'iter sopra descritto, inerente casi eccezionali e debitamente documentati, e sempre in accordo con la famiglia, il Dirigente Scolastico - sentito il team dei docenti - potrà assumere la decisione, in coerenza con quanto previsto dall'art. 114, comma 5 del D.Lgs. n° 297/94, di far permanere l'alunno nella scuola dell'infanzia per il tempo strettamente necessario all'acquisizione dei prerequisiti per la scuola primaria, e comunque non superiore ad un anno scolastico, anche attraverso un'attenta e personalizzata progettazione educativa [grassetti nostri in questa e nella successiva citazione, N.d.R.]».

Per completezza, riteniamo opportuno riportare anche il testo dei primi cinque commi dell'articolo 114 del Decreto Legislativo 297/94, citato nella Nota Ministeriale: «1. Il sindaco ha l'obbligo di trasmettere ogni anno, prima della riapertura delle scuole, ai direttori didattici l'elenco dei fanciulli che per ragioni di età sono soggetti all'obbligo scolastico, con l'indicazione del nome dei genitori o di chi ne fa le veci. 2. Iniziato l'anno scolastico, l'elenco degli obbligati è confrontato con i registri dei fanciulli iscritti nelle scuole al fine di accertare chi siano gli inadempienti. 3. L'elenco degli inadempienti viene, su richiesta dell'autorità scolastica, affisso nell'albo pretorio per la durata di un mese. 4. Trascorso il mese dell'affissione di cui al comma 3, il sindaco ammonisce la persona responsabile dell'adempimento invitandola ad ottemperare alla legge. 5. Ove essa non provi di procurare altrimenti l'istruzione degli obbligati o non giustifichi con motivi di salute, o con altri impedimenti gravi, l'assenza dei fanciulli dalla scuola pubblica, o non ve li presenti entro una settimana dall'ammonizione, il sindaco procede ai sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale. Analoga procedura è adottata in caso di assenze ingiustificate durante il corso dell'anno scolastico tali da costituire elusione dell'obbligo scolastico».

Da quanto sopra, dunque, si evidenzia con chiarezza che - limitatamente ai casi di «motivi gravi» o «motivi di salute» (vedi il citato comma 5 dell'articolo 114 del Decreto Legislativo 297/94), può essere consentita la permanenza per non più di un anno nella scuola dell'infanzia ad «alunni che necessitano di una speciale attenzione».

Quanto agli alunni con disabilità, è da ritenere che i motivi di salute non possano coincidere con la sola situazione di disabilità certificata, poiché, altrimenti, quasi tutti gli alunni con certificazione di disabilità avrebbero diritto alla permanenza nella scuola dell'infanzia. Pertanto vale anche per essi - come per tutti gli altri -, la sottolineatura della nota circa la «straordinarietà e specificità degli interventi in questione».

È ancora da precisare, infine, che mentre la precedente Nota 338/14 aveva attribuito al Collegio dei Docenti il potere di deliberare l'ulteriore permanenza alla scuola dell'infanzia, la nuova Nota 547/14 ha assegnato tale compito al Capo d'Istituto che deve però confrontarsi con «specifiche professionalità di settore» e avvalersi del «supporto dei servizi territoriali», «sentito il team dei docenti» e «in accordo con la famiglia».

Salvatore Nocera,

Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

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Vita.it del 04-03-2014

Le novità di Diversitalavoro 2014. Prima tappa domani a Napoli

Saranno 5 i Career Forum 2014: Napoli (5 marzo), Catania (13 marzo), Milano (5 giugno), Padova (23 ottobre, Roma (27 novembre). Quest'anno oltre alle grandi aziende, saranno coinvolte le PMI. Diversitalavoro è promossa da Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione Sodalitas, People e UNAR.

Il viaggio di Diversitalavoro comincia da Napoli. Sarà il Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo di Via Cinthia, 26 dell'università Federico II ad ospitare il Career Forum promosso dal Centro di Ateneo SinAPSI Centro di Ateneo Servizi per l'Inclusione Attiva e Partecipata degli Studenti, diretto da Paolo Valerio.

Domani dalle 9,30 alle 16 i selezionatori delle aziende incontreranno i candidati. Per richiedere la partecipazione ai colloqui con le aziende, è possibile farlo cliccando qui e scegliendo "Career Forum Diversitalavoro Napoli". I colloqui sono dedicati a persone con disabilità, persone di origine straniera e persone transgender.

Durante la mattinata di domani si terrà la tavola rotonda dal titolo: "Aziende e inclusione: un buon affare, non una buona azione". Un'occasione per condividere esperienze e testimonianze di inserimenti lavorativi e per dibattere di prospettive, problematiche e opportunità.

La presentazione delle novità 2014 è stata l'occasione per dare alcuni dati della scorsa edizione. Nel 2013 si sono svolti tre Career Forum Diversitalavoro oltre 1.000 candidati selezionati, che hanno sostenuto presso le 40 aziende presenti più di 16.000 colloqui face to face.

I candidati in queste occasioni sono stati soprattutto uomini (53%) iscritti alle categorie protette (85%) e laureati (71%) prevalentemente in discipline economiche (23%).

Il 6% di loro, a seguito della partecipazione a Diversitalavoro, ha ottenuto un impiego.

Diversitalavoro dal 2007 offre opportunità di lavoro di qualità a persone con disabilità, persone iscritte alle categorie protette, persone di origine straniera e persone transgender. Ogni anno le aziende partecipanti al progetto hanno l'opportunità di incontrare i candidati selezionati in base ai profili richiesti.

Le persone con disabilità, le persone iscritte alle categorie protette, le persone di origine straniera e le persone transgender in cerca di lavoro possono sin d'ora accedere al sito www.diversitalavoro.it e consultare le offerte di lavoro che le aziende aderenti al progetto pubblicheranno in vista dei

Anche quest'anno nell'ambito di Diversitalavoro verrà proposto un calendario di incontri formativi sui temi della diversity e delle pari opportunità cui i Manager e i Recruiter delle imprese potranno accedere gratuitamente. Le date di questi appuntamenti verranno diffusi nelle prossime settimane dallo staff di Diversitalavoro, promossa da Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, Fondazione Sodalitas, People e UNAR

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Redattore Sociale del 04-03-2014

"Sei cieco, non puoi firmare". Cliente discriminato e risarcito

FIRENZE. Non vedente discriminato dalla compagnia telefonica Tre. E' accaduto qualche mese fa in un punto vendita 'Tre' vicino alla stazione Santa Maria Novella di Firenze. L'uomo in questione, Giulio Paternò, 75 anni, non vedente dagli anni Ottanta dopo un delicato intervento, si è recato al negozio per acquistare una scheda telefonica. L'acquisto è andato avanti regolarmente fino a quando si è arrivati al momento della firma del contratto del nuovo numero telefonico. "Lei non ci vede, non può firmare il contratto" avrebbe detto la commessa della Tre al signor Paternò, il quale, inizialmente disorientato, ha portato a conoscenza della commessa la legge 18 del 3 febbraio 1975, secondo cui "la firma apposta su qualsiasi atto, senza alcuna assistenza, dalla persona affetta da cecità, è vincolante ai fini delle obbligazioni e delle responsabilità connesse". In sostanza, la firma del non vedente sarebbe stata valida a tutti gli effetti anche senza la presenza di testimoni.

Nonostante le informazioni fornite da Paternò, la commessa sarebbe rimasta sulle sue posizioni, continuando a ripetere che quel contratto, in assenza di testimoni, non poteva essere firmato vista la cecità del cliente. Paternò ha allora proposto alla signora di leggergli l'intero contratto, oppure, in alternativa, di firmare un documento privato nel quale il cliente si sarebbe assunto ogni responsabilità di firma. Ma neanche queste due proposte hanno trovato d'accordo la commessa, che non avrebbe minimamente indietreggiato, costringendo Paternò a lasciare il negozio senza nessun contratto in tasca.

Il non vedente fiorentino comincia così la sua battaglia legale, sostenuto dall'avvocato Sara Caloni, che presenta ricorso contro la Tre accusandola di discriminazione. La compagnia telefonica si mette in contatto con l'avvocato, tentando di scusarsi e cercando di trovare un accordo. Ma il signor Paternò non molla e decide di continuare la causa. Dopo alcuni mesi di battaglie legali, pochi giorni fa è arrivata la sentenza del tribunale che ha condannato la compagnia telefonica ad un risarcimento di 1.500 euro al signor Paternò. Che oggi è soddisfatto, ma non dimentica la discriminazione subita: "Mi sono sentito umiliato, offeso e deriso, non mi era mai accaduta una cosa del genere".

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Quotidiano.net del 06-03-2014

Quanto costa curare la cecita': una iniezione mille euro. La diatriba Avastin-Lucentis

Gli oculisti vincono un round: medicinali off-label più economici per pazienti con maculopatia. Aggirato il blocco delle terapie legato ai budget. Ok dell'Antitrust alla Società Oftalmologica Italiana, ma il dibattito resta acceso.

MILANO. Un punto a favore delle persone che soffrono di maculopatia senile, una malattia che riduce la vista e colpisce in Italia circa un milione di persone (di cui 260 mila affette dalla forma più rapida e devastante). Parliamo dei farmaci che curano queste affezioni e che vengono iniettati direttamente nell'occhio (uso intravitreale, tramite siringa) per prevenire la cecità. Avastin costa 60 volte meno di Lucentis, un' iniezione al mese costa mille euro contro i 15 euro del farmaco più economico. Sono in ballo decine di milioni di euro all'anno di differenza in più o in meno. Ora i medicinali off-label, più a buon mercato, saranno riabilitati.

Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica Italiana (SOI) aveva presentato un esposto in questi termini, nel gennaio 2013, in cui si affermava «l'evidenza scientifica dell'equivalenza dei due farmaci per efficacia e sicurezza per la cura delle maculopatie legate all'età». L'Antitrust ha accolto l'istanza degli oculisti e avvalora l'idea che si sia configurato, sia pure in via ipotetica, un cartello tra due colossi, Novartis e Roche, attraverso la controllata Genentech. Se il dato sarà confermato, si sarebbe tenuto a freno un farmaco meno costoso, Avastin, usato in tutto il mondo (USA, Germania e Giappone inclusi) per favorire una molecola mirata, registrata ad hoc e redditizia. Ma così facendo è lievitata la spesa farmaceutica. Tanto che alla fine migliaia di pazienti non hanno ottenuto le cure sperate, complici gli sforamenti dei budget.

I bilanci sono scoppiati dopo l'estromissione di Avastin dalla rimborsabilità. Secondo l'AIFA ciò avveniva in base alla presunta minore validità di un farmaco rispetto all'altro. «La pronuncia dell'Antitrust - ha precisato Piovella - rimette le cose a posto su chi ha competenza tecnico scientifica sulla valutazione dell'efficacia dei farmaci utilizzati per curare i pazienti. La Società Oftalmologica Italiana ha dimostrato e diffuso la certificazione di equivalenza sia per sicurezza che per efficacia terapeutica dei due farmaci per la cura delle maculopatie. Chiedo ora l'intervento del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin». Torna alla ribalta anche la richiesta di commissariamento dell'AIFA, ente regolatore dei farmaci in Italia, alla luce degli sviluppi.

Di tutt'altro tenore, ma sempre sotto un profilo rigorosamente clinico, sono le dichiarazioni di Francesco Bandello, Presidente di Euretina - Società Europea degli Specialisti di Retina, professore ordinario e direttore dell'Oftalmologia al San Raffaele di Milano. «In merito al dibattito relativo all'utilizzo dei farmaci Lucentis (ranibizumab) on-label e Avastin (bevacizumab) off-label per uso intravitreale per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all'età e di alcune altre retinopatie, desidero segnalare - dichiara Bandello - che i due farmaci sono molecole differenti, anche se entrambe inibiscono il VEGF: Avastin è un anticorpo intero mentre Lucentis ne è un frammento e in quanto tale ha un'emivita più breve, il che significa che è rapidamente eliminato dal circolo sistemico per minimizzare il potenziale di effetti collaterali sistemici».

Al di là della delicata questione dei farmaci fuori etichetta, che il caso continua a sollevare, l'oftalmologo milanese difende la validità della terapia vincolata ai soli criteri di efficacia e sicurezza. «Pur comprendendo la necessità di bilanciare l'erogazione delle cure da parte del Servizio Sanitario Nazionale in un contesto economico complesso e al tempo stesso di favorire l'accesso alle terapie a tutti - aggiunge Bandello - come medico e oftalmologo credo che semplicistiche valutazioni di risparmio non possano essere i parametri alla base dell'utilizzo di una molecola non autorizzata per una specifica patologia, prescindendo dalla tutela della sicurezza che andrebbe a detrimento della salute dei pazienti». Concetti espressi, in altri termini, dalla stessa Novartis, laddove afferma di credere fermamente che i pazienti abbiano il diritto di essere informati sui principali rischi di sicurezza associati ai prodotti medicinali autorizzati come a quelli non autorizzati, nel pieno rispetto delle normative sulla concorrenza. Roche da parte sua respinge le conclusioni del procedimento condotto dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ribadisce che le accuse sono prive di fondamento e ricorrerà in appello.

Tornando dall'altra parte della barricata, l'avvocato Raffaele La Placa, legale della SOI, è lapidario: «L'esposto all'Antitrust - spiega il giurista - ha dato origine a una battaglia estenuante e difficilissima, dati gli enormi interessi economici in gioco, ma sono contento di questo successo, per gli oculisti e soprattutto per i pazienti. Sono consapevole che questa è solo una battaglia, ma ho intenzione, con il presidente Piovella, di combatterla con determinazione sino alla fine per assicurare definitivamente alla collettività il diritto alla salute».

All'orizzonte ci sono altre novità che cambieranno la cornice complessiva in tema di salute e benessere della vista. Entra in scena, ad esempio, un terzo farmaco per le maculopatie destinato a cambiare le regole del gioco. Si tratta di Eylea di Bayer, approvato dalla FDA nel novembre 2011 per il trattamento della degenerazione legata all'età di tipo essudativo, che a parità di prezzo e di indicazione è però somministrato ogni due mesi invece che ogni mese. Nello studio di fase 3 MYRROR i pazienti a cui veniva somministrato VEGF Trap-Eye alla dose di 2 milligrammi hanno mostrato un miglioramento medio nella acuità visiva con miglior correzione (BCVA) di 12.1 lettere, rispetto a una perdita di 2 lettere nei pazienti che hanno ricevuto l'iniezione simulata.

Un'altra novità attesa dalle persone con retinopatia, per concludere con una nota di speranza, sono gli incoraggianti esiti delle sperimentazioni per la degenerazione maculare secca (studio MAHALO con lampalizumab), l'altra faccia della medaglia. Sarebbe la risposta risolutiva per sbarrare la strada alla degenerazione maculare senile, il buio sipario che offusca la vista a migliaia di anziani che ancora aspirano a un'esistenza luminosa.

di Alessandro Malpelo

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Il Giornale.it del 10-03-2014

Degenerazione maculare: ecco le cure ritenute sicure

In merito al dibattito relativo all'utilizzo dei farmaci Lucentis (ranibizumab) on-label e Avastin (bevacizumab) off - label per uso intraviterale per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all'età e di alcune altre retinopatie, desidero segnalare che i due farmaci in oggetto sono molecole differenti anche se entrambe inibiscono il VEGF: Avastin è un anticorpo intero mentre Lucentis ne è un frammento e in quanto tale ha un'emivita più breve, il che significa che è rapidamente eliminato dal circolo sistemico per minimizzare il potenziale di effetti collaterali sistemici. Avastin ha un'emivita sistemica di 20 giorni, rimane quindi in circolo per 20 giorni e ranibizumab solo per 2 ore. Sul tema della sicurezza esistono numerose evidenze, tra cui studi internazionali indipendenti, che dimostrano che tra i due farmaci ci sono delle differenze importanti dovute proprio alla diversa biologia dei trattamenti: Avastin presenta, infatti, un rischio più elevato di effetti collaterali sia a livello locale che sistemico. I dati dello studio CATT hanno mostrato un rischio significativamente superiore del 30% nel totale di eventi avversi sistemici seri con Avastin per via intravitreale rispetto a ranibizumab. Lo studio ha evidenziato inoltre casi di eventi arterotrombotici, emorragie sistemiche, insufficienza cardiaca congestizia, eventi trombotici venosi, ipertensione e morte vascolare, che sono stati più frequenti nei pazienti trattati con Avastin. Comunque, al di là della delicata questione sui farmaci «fuori etichetta» che il caso Lucentis-Avastin continua a sollevare, ritengo opportuno ribadire che la scelta di una terapia dovrebbe essere vincolata ai soli criteri di efficacia e sicurezza ad esclusiva tutela del paziente. Pur comprendendo le necessità del Servizio Sanitario Nazionale, come medico e oftalmologo credo che semplicistiche valutazioni di risparmio non possano essere i parametri alla base dell'utilizzo di una molecola non autorizzata per una specifica patologia, prescindendo dalla tutela della sicurezza che andrebbe a detrimento della salute.

Francesco Bandello,

presidente Società Europea specialisti di Retina

professore oftalmologia università San Raffaele (MI)

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Il Messaggero del 11-03-2014

L'accusa degli oculisti: "Il cartello danneggia 100mila malati l'anno"

Lo scandalo dei farmaci, il presidente della categoria al pm: «Il costo del Lucentis ha fatto sospendere o ritardare le cure».

TORINO. L'iniezione ogni quaranta giorni per continuare a vedere. Possibile se ogni dose per curare la «maculopatia» costa 30 euro. Ma se ne costa 1700 tutto diventa più complicato: «Secondo le nostre stime» dice Matteo Piovelli, presidente della degli Oftalmologi Italiani «Nell'ultimo anno sono stati almeno centomila i pazienti danneggiati dallo spropositato prezzo dei farmaci che curano la maculopatia». Non «dei farmaci», in realtà, ma «del farmaco» poiché dalla fine del 2012 l'unico prodotto autorizzato dall'Aifa costa, appunto, 1700 euro a dose.

LA DENUNCIA. Piovelli ha già vinto una prima battaglia, quella che ha portato l'Antitrust a multare (180 milioni di euro) Roche e Novartis - due colossi dell'impresa farmaceutica - per supposti accordi illeciti. Ora ne ha ingaggiata una nuova. E per questo, scortato dagli avvocati, arriva nel primo pomeriggio alla Procura della Repubblica di Torino. Lo riceve Raffaele Guariniello, il magistrato che ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di «disastro doloso» proprio in relazione al giochetto dei farmaci che curano la «maculopatia». E' una malattia che colpisce soprattutto gli over 75. In Italia sono oltre due milioni gli anziani che non riescono più a distinguere ciò che sta al centro del loro campo visivo. Per l'80 per cento di essi non ci sono cure. Per l'altro 20 per cento le speranze di guarigione si sono accese nel 2007 quando si scoprì che una medicina per la cura del carcinoma del colon ha il potere, in piccole dosi da 30 euro l'una, di far regredire la «maculopatia».

LE TAPPE. Il farmaco è l'Avastin, prodotto dalla Roche. Ma in Italia il suo uso per scopi oftalmici non è più autorizzato. Adesso chi non vuole rassegnarsi a perdere la vista deve usare un altro farmaco che costa 60 volte più dell'Avastin, e cioè 1724 euro per una dose di 0,23 milligrammi. Si chiama Lucentis ed è prodotto dalla Novartis, azienda controllata a sua volta dalla Roche. La quale non solo non ha mai chiesto all'Agenzia del Farmaco (Aifa) di inserire la «maculopatia» fra le patologie curate dall'Avastin, ma ha addirittura sollecitato la stessa Aifa a diramare una nota per circoscriverne l'utilizzo ai soli malati di tumore al colon. A tutto vantaggio del Lucentis creato ad hoc dalla Novartis. La nota dell'Agenzia del Farmaco è del 18 ottobre del 2012. Da quel momento molte Regioni hanno dovuto eliminare l'Avastin dall'elenco dei farmaci rimborsabili per problemi alla vista, e molti medici - temendo possibili sanzioni - hanno smesso di somministrarlo ai pazienti. Col risultato che «circa centomila malati», secondo la stima degli Oftalmologi italiani, hanno dovuto sospendere o rallentare la cura proprio perché il costo del Lucentis - l'unica alternativa possibile - è proibitivo per le casse regionali e ancor di più per le tasche degli anziani malati.

IL DISASTRO DOLOSO. Questo è il «disastro» di cui parla Matteo Piovelli con il pm Guariniello. Ed è il punto su cui si fonda l'ipotesi di reato - «disastro colposo» - alla base dell'inchiesta del magistrato, un'inchiesta aperta già nel 2012 su iniziativa dei Nas di Torino che avevano individuato alcune farmacie piemontesi (ma anche di Lombardia e Veneto) che frazionavano i grandi flaconi di Avastin in monodosi ad uso oftalmico. Un illecito che consentiva però a cliniche e ospedali di garantire la terapia a costi ragionevoli. Ora nel mirino non ci sono più i farmacisti, ma le stesse case farmaceutiche.

Guariniello ha il problema di quantificare l'entità del «disastro», e cioè di trovare un modo per accertare se le stime di Piovelli possano diventare una certezza giuridica. Non sarà un lavoro semplice, ed è possibile che oltre ai Nas possa chiedere un aiuto proprio alla Società degli Oftalmologi. La sua intenzione è di individuare al più presto anche i dirigenti italiani di Roche e Novartis che avrebbero manovrato per fare in modo di favorire l'utilizzo del Lucentis a discapito dell'Avastin, con grande danno per i pazienti e molti vantaggi per le casse societarie.

IL CONFLITTO. Un'altra inchiesta è stata avviata dalla Procura di Roma per il reato di corruzione con l'obiettivo di verificare se i passaggi che hanno portato l'Agenzia del Farmaco a dichiarare «pericoloso» l'utilizzo dell'Avastin per la cura della maculopatia siano stati trasparenti oppure no. Una decisione, quella dei magistrati romani, che potrebbe accendere un conflitto di competenza con la Procura di Torino visto che Guariniello già indaga, oltre che per «disastro doloso», pure per corruzione.

di Renato Pezzini

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Superando.it del 11-03-2014

Battiamo l'Invisibile Glaucoma!

Il glaucoma - di cui è in corso fino al 15 marzo la Settimana Mondiale, iniziativa di sensibilizzazione su una patologia che rappresenta la seconda causa di cecità nel mondo - è una malattia oculare subdola che, se non diagnosticata e trattata in tempo, provoca appunto la perdita progressiva della vista, portando nei casi più gravi alla cecità.

La forma più diffusa, il cosiddetto glaucoma ad angolo aperto, allo stadio iniziale non dà sintomi, ecco perché è "invisibile" e viene spesso chiamato "il ladro silenzioso della vista". Anche per questo la Campagna Mondiale 2014 di questi giorni è stata denominata BIG, acronimo che sta per Beat Invisible Glaucoma ("Batti l'Invisibile Glaucoma").

Non esistono ancora terapie risolutive per il glaucoma. La diagnosi e il trattamento tempestivo sono l'unica strada per evitare gravi danni alla vista ed è pertanto fondamentale sottoporsi a regolari visite oculistiche di controllo, in particolar modo per i soggetti a rischio: le persone con più di 40 anni, quelle con casi di glaucoma nei genitori, i diabetici, i miopi elevati, chi abbia subito traumi oculari, chi si sia sottoposto per lunghi periodi a cure a base di cortisone.

«61 milioni di persone nel mondo hanno il glaucoma - sottolinea Lidia Buccianti, direttore dell'Associazione Per Vedere Fatti Vedere -, e si prevede che saliranno a 80 milioni nel 2020. La cecità da glaucoma è prevenibile nell'80% dei casi, eppure quasi 7 milioni di persone nel mondo sono cieche a causa del glaucoma, e due terzi dei ciechi e ipovendenti nel mondo sono donne. Forse quindi non è un caso che la Settimana del Glaucoma cada ogni anno a marzo, assai vicino alla Festa della Donna. L'impatto della malattia sulle donne, infatti, è molto più drammatico: dati Istat rivelano che in Italia circa due terzi dei caregiver [assistenti di cura, N.d.R.] sono donne, sulle quali ricade quindi molto spesso la responsabilità di accudire il familiare diventato cieco a causa del glaucoma. Così come siamo noi donne che generalmente ci occupiamo della salute dei nostri familiari, li esortiamo e spesso li accompagnamo a farsi vedere dal medico».

Per tutto quanto detto, l'Associazione Per Vedere Fatti Vedere si rivolge quest'anno in modo particolare a tutte le donne, cui Buccianti lancia un appello: «Battere l'Invisibile Glaucoma è nostro principale interesse ed è in gran parte nelle nostre mani: invitiamo i nostri familiari e conoscenti a farsi visitare regolarmente da un medico oculista, aiutiamoli, se ammalati, a seguire scrupolosamente la terapia prescritta, diamoci da fare per diffondere la cultura dell'informazione e della prevenzione».

Da segnalare, in conclusione, che la Campagna Glaucoma 2014 è stata sì lanciata in questi giorni da Per Vedere Fatti Vedere in occasione della Settimana Mondiale, ma che essa resterà online nel sito dell'Associazione per tutto l'anno, con l'obiettivo di diffondere la conoscenza di questa grave malattia e di invitare tutte le persone a rischio a sottoporsi a regolari controlli oculistici. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: buccianti@pervederefattivedere.it.

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La Repubblica del 18-03-2014

Maculopatia, Vista centrale offuscata addio letture e tv Attenti ai primi segni

Dopo il caso della maximulta dell'Antitrust.

C'È ANCORA CONFUSIONE SU QUESTE PATOLOGIE DEGENERATIVE. Autotest e diagnosi precoce.

L'esperto spiega come si manifesta la forma senile, la più diffusa.

ALDO D&RSQUO; AMICO

È la principale causa di invalidità per danno grave della vista, la terza causa di depressione dell'anziano e colpisce circa due milioni di italiani. La maculopatia senile, la cui causa non è ancora chiara, distrugge progressivamente la zona centrale della retina chiamata macula, area che concentra il numero più elevato di fotorecettori e quindi permette di identificare i più fini dettagli, funzione indispensabile per riconoscere i volti, leggere e guardare la tv. Dopo il caso della maximulta dell'Antitrust alle farmaceutiche Novartis e Roche (180 milioni di euro) per intesa restrittiva della concorrenza sui farmaci Avastin e Lucentis utilizzati per la cura della degenerazione maculare, cerchiamo di capire cos'è questa patologia. «Quando la macula è colpita dalla malattia - spiega il professor Giovanni Staurenghi, ordinario di oftalmologia all'università Statale di Milano e primario della clinica Oculistica dell'ospedale Sacco - le immagini diventano deformate, spesso incomprensibi-li, poi opache. Infine, è tutta la visione centrale che si oscura del tutto. Rimane solo quella periferica con una capacità di definire le immagini molto minore e che consente la sola visione di ciò che si muove di lato. Ciò, con le dovute attenzioni, rende comunque possibili azioni come camminare non accompagnati o muoversi in bicicletta. Esistono forme diverse di degenerazione maculare senile con progressione e gravità diverse».

Il primo segno del processo degenerativo è rappresentato dalla formazione di depositi di materiale detti "drusen" che non danno sintomi, ma sono visibili grazie ai controlli oculistici di routine. I primi sintomi potrebbero essere la difficoltà di compiere azioni con poca luce o, al contrario, essere disturbati dall'eccessiva luce. Ciò di per sé non deve allarmare, ma è buona norma fare dei controlli. Purtroppo non abbiamo ancora la possibilità di prevenire l'eventuale evoluzione con trattamenti o farmaci. È dimostrato tuttavia che il fumo di sigaretta è la causa principale per lo sviluppo delle complicanze. In Australia e Singapore per esempio sul pacchetto delle sigarette è scritto "il fumo rende ciechi". I sintomi più gravi arrivano quando compaiono le due complicanze.

«Una porta alla scomparsa di tessuto retinico in regione maculare ed è detta "atrofia geografica" o forma "secca" - continua Staurenghi - La malattia avanza lentamente e purtroppo allo stato attuale non è curabile. L'altra forma è quella "neovascolare" o "umida" in cui si innesca la formazione di nuovi vasi che crescono sotto o nella retina e che possono essere accompagnate dalla presenza di emorragie. In questo caso il peggioramento visivo è legato alla presenza di cicatrici che alterano la normale struttura della retina. Questa forma è più rapida ma curabile e va trattata al più presto se si vuole avere un recupero della vista perché le parti di retina compromesse, e la relativa capacità visiva delle aree coinvolte dalla formazione della cicatrice, non si recuperano».

La tempestività della diagnosi e dell'intervento

sono fondamentali. I farmaci Anti-VEGF (fattore di crescita dei vasi) permettono, se somministrati prima che la cicatrice si manifesti, anche un recupero della vista a differenza di quello che avveniva con altre forme di terapia. Studi clinici dimostrano che prima si interviene e più si mantiene una capacità visiva elevata oltre a ridurre l'uso del farmaco. «È possibile svolgere un semplice auto test - conclude il professore - coprendosi un occhio alla volta ed osservando qualunque linea diritta, ad esempio lo stipite di una porta. In caso di visione distorta o macchia scura recarsi subito dal proprio oculista o al pronto soccorso oculistico».

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Il Resto del Carlino del 22-03-2014

L'occhio pigro dei piccoli va rimesso in movimento

BOLOGNA. Un nome difficile, ambliopia, si traduce bene così: l'occhio pigro dei bambini. Un interruttore nel cervello spegne un occhio indebolito da deficit visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia) lo mette a riposo e fa lavorare solo l'altro. Non va bene. Il rischio di sviluppare ambliopia è presente nei primi 7-8 anni di vita, colpisce due o tre bimbi ogni cento nuovi nati. Se il problema viene diagnosticato tardi sarà molto più difficile da correggere. Strumenti sofisticati permettono di scoprire precocemente il deficit visivo. Una iniziativa di volontariato senza scopo di lucro, "Progetto Amgo", sta testando i bambini già nel primo anno di vita, la coordina Federico Bartolomei, dell'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza (www.cavazza.it). I risultati hanno convinto le istituzioni a promuovere la metodica a livello nazionale e il ministero ha concesso il patrocinio. La macchina In pratica, il bambino piccolo non è in grado di dire se riesce a vedere bene oppure no, ma una macchina svela l'occhio pigro e parla per lui. «La collaborazione tra oculisti, ortottisti e ottici spiega Antonio Ciardella, direttore dell'Oftalmologia nel Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna permette una efficace presa in carico del bambino a ogni livello, dalla prevenzione alla diagnosi, fino alla fornitura dell'occhiale ove necessario». Alcuni segni autorizzano a sospettare un occhio pigro: se il bimbo, chiuso un solo occhio con la mano, si mette a piangere, se le pupille dei due occhi non mostrano lo stesso colore nero, se i due occhi non appaiono perfettamente simmetrici, se in presenza di luce forte il bimbo tende a chiudere un occhio, a girare il capo, se lamenta bruciore agli occhi, mal di testa, lacrimazione, o si avvicina troppo agli oggetti di fronte. Prevenzione Per sensibilizzare i genitori alla prevenzione e alla cura delle malattie oculari dei piccoli si è mobilitata anche la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). «Osservate se il bambino strizza le palpebre raccomanda Giuseppe Di Mauro, pediatra e presidente Sipps iniziate con un'adeguata prevenzione fin dalla prima infanzia, sottoponete vostro figlio a una visita oculistica prima che inizi a frequentare le scuole primarie». L'ambliopia può manifestarsi con una visione ridotta (almeno tre decimi meno dell'altro occhio). La diagnosi avviene alla visita oculistica ortottica a tre anni, per verificare sul nascere, anche con strumenti specifici (sinottoforo) la presenza e la causa di una eventuale ambliopia. Cure La correzione del difetto visivo di base si avvale di occhiali e riattivazione visiva attraverso la tamponatura dell'occhio sano. In alcuni casi si ricorre a stimolazioni con apparecchi che inviano impulsi specifici. Utili anche gli esercizi ortottici, che aiutano la convergenza e la motilità oculare. Dopo i sei anni il difetto è consolidato, occorre agire prima.

di Alessandro Malpelo

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Giornale UICI del 21-03-2014

La ricerca farmacologica nel campo dell'oftalmologia: un nuovo farmaco è stato immesso sul mercato e (forse) manderà in pensione la vitrectomia

di Angelo Mombelli

Nei giorni scorsi un amico oculista mi parlava delle modalità dell'intervento che sino alla fine degli anni '80 si eseguiva per l'asportazione del cristallino (parlo del comunemente detto intervento di cataratta): si operava allorquando il residuo visivo era ormai ridotto ad un decimo, l'occhio veniva letteralmente aperto e la degenza ospedaliera era di circa una settimana. Inoltre, non era caso raro che il paziente rimpiangesse il suo stato precedente, a causa delle ricadute negative post-operatorie, che erano cosa comune. Oggigiorno, è risaputo, l'asportazione del cristallino avviene in day hospital e con pieno successo ormai nel 98% dei casi: s'interviene quando ancora la persona ha 5 o 6 decimi di vista sostituendo il cristallino con una lente artificiale che consente di riacquistare tutti i decimi che mancano. L'unica noia la dà il "fuoco fisso", per ovviare al quale sono necessarie lenti correttive per la media e la corta distanza.

Traendo spunto da quanto sopra, mi sembra doveroso presentarvi una recente novità in campo farmacologico, ovvero il farmaco denominato Jetrea, già commercializzato negli Stati Uniti e, nel gennaio scorso, approvato anche dall'Agenzia europea del Farmaco: si tratta di una sostanza utile al 25% di coloro che presentano grossi problemi vitreali, ovvero di quei pazienti che attualmente devono subire un intervento di vitrectomia; ancorché le tecniche moderne consentano di svolgere l'intervento suddetto in modo meno invasivo e pericoloso che in passato, la vitrectomia resta pur sempre un delicato intervento chirurgico, di asportazione e sostituzione del corpo vitreo, per ovviare ad emorragie, trazioni retiniche ed altri problemi che sovente sfociano poi nel distacco della retina o in un notevole abbassamento del residuo visivo. Il nuovo farmaco in questione, potrebbe rappresentare per molti pazienti una alternativa all'odioso iter chirurgico.

Benché il costo del Jetrea superi attualmente i 3.000 euro, benché la cura preveda un'iniezione del farmaco all'interno dell'occhio (cosa non certo piacevole), i vantaggi a livello di confort per il paziente, rispetto all'intervento chirurgico, sembrano evidenti. Tuttavia, segnala la SOI (Società Oftalmologia Italiana) che le complicanze, anche quando il soggetto è pienamente idoneo al trattamento, sono all'ordine del giorno: occorre quindi non farsi prendere, come spesso accade in questi casi, da eccessivi entusiasmi e soprattutto è opportuno pesare attentamente i pro e i contro con il proprio oculista di fiducia prima di fare una scelta nell'una o nell'altra direzione.

Detto questo, il farmaco indubbiamente apre una nuova, importante strada nel campo dell'oftalmologia: ci auguriamo che nel tempo, come è avvenuto nel caso della cataratta, l'affinamento di questa terapia possa ridurre notevolmente gli interventi di vitrectomia.

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La Repubblica del 18-03-2014

Arrestare la degenerazione con un pizzico di zafferano

ROMA. Alcunepatologie neurodegenerative della retina, come la degenerazione maculare legata all'invecchiamento e una malattia ereditaria che si manifesta precocemente, la degenerazione maculare giovanile di Stargardt, hanno in comune il principale meccanismo che genera il danno responsabile della perdita progressiva della vista, quello innescato dalla stessa luce (foto-ossidativo), associato ad un'esagerata reazione infiammatoria.

In seguito ai primi studi nel modello animale di danno foto-ossidativo condotti da Silvia Bisti e Rita Maccarone presso il Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologie dell'università de L'Aquila, fu possibile dimostrare un pronunciato effetto protettivo dal danno indotto dalla luce sulla struttura e funzione della retina, con la somministrazione sistemica e locale di un estratto del Crocus Sativus, Zafferano. Era infatti ben noto che i costituenti dello zafferano, in particolare la crocina e le crocetina, esercitano un potente effetto antiossidante ed antinfiammatorio.

Questi risultati sperimentali portarono al disegno e all'effettuazione presso l'università Cattolica policlinico Gemelli di Roma, di un primo trial clinico randomizzato in doppio cieco in pazienti affetti da degenerazione maculare in fase iniziale, da me coordinato. Come parametro clinico di efficacia fu scelta una misura obiettiva della risposta elettrica della retina centrale, l'elettroretinogramma focale maculare, il cui voltaggio in risposta a stimoli di differente intensità veniva misurato con tecnica digitale.

L'esito di questo primo trial, pubblicato sulla nota e prestigiosa rivista americana di oftalmologia, Investigative Ophthalmology and Visual Science, evidenziò che in seguito ad un breve periodo di somministrazione orale di estratto di zafferano, si osservava un miglioramento statisticamente significativo, rispetto alla somministrazione con placebo, del voltaggio e della sensibilità dell'elettroretinogramma. Questi primi risultati furono successivamente confermati in studi di durata maggiore che dimostravano la presenza di un beneficio durevole sulla funzione visiva della somministrazione con zafferano.

Nel 2010 lo stesso team di ricercatori ha ottenuto da Telethon, dopo aver superato positivamente la valutazione del comitato scientifico internazionale, il finanziamento di un progetto di studio, ancora in corso, mirante a valutare l'efficacia del trattamento anche nella malattia di Stargardt, degenerazione maculare su base genetica legata, nella maggior parte dei casi, alla mutazione del gene ABCA4. Lo studio sta interessando sia topi in cui è stato riprodotto il difetto genetico, ottenuto con tecnologia transgenica, sia i pazienti che vengono valutati e seguiti presso il policlinico Gemelli di Roma.

BENEDETTO FALSINI,

Prof. Ass. Malattie apparato visivo, Università Cattolica, Roma

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Le Scienze del 08-03-2014

E la forma umana diventa un panorama sonoro

Dopo un adeguato periodo di addestramento, persone non vedenti dalla nascita riescono a percepire la sagoma del corpo umano sotto forma di "panorama sonoro" prodotto da un apposito dispositivo. Queste percezioni attivano anche un'area della corteccia visiva, dimostrando da un lato la notevole plasticità del cervello, e dall'altro l'esistenza di aree innate specializzate per identificare la figura umana.

Grazie a un'apparecchiatura che traduce le immagini in gruppi di suoni che formano una sorta di "panorama sonoro", anche le persone non vedenti dalla nascita possono imparare a riconoscere le forme e i contorni, in primo luogo quelli del corpo umano, tanto da poter addirittura imitare i gesti compiuti da chi hanno di fronte. Un aspetto particolarmente interessante dal punto di vista neurobiologico è che l'addestramento di questo modo alternativo di "vedere" riattiva e mobilita una parte della corteccia visiva, dimostrando l'esistenza di una plasticità cerebrale di livello inaspettato.

Il risultato è stato ottenuto da Ella Striem-Amit e Amir Amedi, della Hebrew University of Jerusalem, in Israele, che lo descrivono in un articolo pubblicato su "Current Biology". "L'idea - spiega Amedi - è sostituire le informazioni da un senso mancante utilizzando come input un senso diverso. Proprio come fanno pipistrelli e delfini che usano suoni ed ecolocalizzazione per 'vedere' con le orecchie."

I ricercatori hanno sfruttato un dispositivo di sostituzione sensoriale (o SSD, sensory substitution device) chiamato "The vOICe" - creato nel 1992 da Peter Meijer, dei laboratori di ricerca della Philips - che, attraverso apposito algoritmo (aggiornato e rseo più complesso dagli autori) converte le immagini riprese da una fotocamera in suoni, sottoponendo i loro soggetti a un percorso di addestramento appositamente studiato.

Le aree attivate dalla percezione della forma umana nel cervello di soggetti non vedenti. (Cortesia E. Striem-Amit1, A. Amedi/Current Biology)Prima hanno insegnato a percepire i punti semplici e linee: "immaginate una linea diagonale che scenda da sinistra a destra; se usiamo una scala discendente, che su un pianoforte corrisponde ai tasti da destra a sinistra, la musica descriverà bene la linea", spiega Striem-Amit. Successivamente, sono passati al collegamento di linee o curve, per arrivare infine a figure più complesse. Su 70 ore complessive destinate a questo apprendimento (diluite nell'arco di alcuni mesi), dieci sono state dedicate al riconoscimento della silhouette umana.

Dopo la conclusione dell'addestramento, i ricercatori hanno monitorato con tecniche di brain imaging l'attività cerebrale dei soggetti durante l'esecuzione di una serie di test. Da questi esami è risultato che durante la percezione della forma del corpo umano nella sua completezza, si attivava una parte della corteccia visiva, la cosiddetta area extrastriata del corpo (o EBA).

Questa scoperta dimostra in primo luogo una capacità plastica del cervello quasi inaspettata, dato che permette la creazione di circuiti che collegano segnali sonori a un'area visiva. Ma dimostra anche che nella corteccia visiva c'è un'area la cui elevata specializzazione (identificare la forma umana) è innata: essa infatti esiste ed è funzionale anche nel cervello di soggetti che, come i non vedenti dalla nascita, non hanno mai ricevuto stimoli ambientali visivi capaci di influire sul suo sviluppo.

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CesenaToday del 21-03-2014

"Io ti vedo cosi'": una mostra fotografica dedicata alle ipovisioni e non visioni

La mostra è stata ideata a partire da un lavoro svolto all'interno del Gruppo di sostegno mensile del Centro Ipovisione dell'unità operativa Oculistica di Cesena.

CESENA. L'ipovisione è una grave compromissione della capacità visiva, bilaterale e irreversibile, che limita l'autonomia della persona. Può manifestarsi precocemente dalla nascita o in età infantile, oppure comparire in età adulta o nell'anzianità, per cause diverse: in seguito a malattie di natura genetica o metabolica, a malattie proprie dell'occhio e della sua struttura (retinite pigmentosa, maculopatia, glaucoma, grave miopia e altro), oppure come conseguenza di traumi, tumori o esiti di interventi chirurgici oculari o cerebrali.

A questa condizione di disabilità, che mina fortemente l'identità individuale delle persone colpite, costrette a rimettere in discussione la propria identità e le proprie relazioni affettive e sociali, ma le cui conseguenze sono spesso sconosciute o sottovalutate, è dedicata la mostra "Io ti vedo così", allestita fino al 15 maggio nel Tunnel della Piastra Servizi dell'Ospedale Bufalini di Cesena.

La mostra, promossa dal Centro Regionale di Ipovisione del reparrto di Oculistica dell'Ospedale Bufalini di Cesena e dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) di Forlì-Cesena, con il patrocinio della Provincia di Forlì-Cesena e del Comune di Cesena, è un percorso itinerante su ipo-visioni e non-visioni curato dall'artista Beatrice Pavasini, esperta in progetti sulla relazione fra il vedere e la fotografia.

La mostra è stata ideata a partire da un lavoro svolto all'interno del Gruppo di sostegno mensile del Centro Ipovisione dell'unità operativa Oculistica di Cesena, rivolto ai pazienti ipovedenti e ai loro familiari e dedicato all'approfondimento e alla gestione dei problemi che una persona con grave deficit visivo incontra nella quotidianità, attraverso sedute riabilitative e di ascolto e incontri con esperti e operatori di settore.

Una parte del lavoro del gruppo ha l'obiettivo di far conoscere alle persone normo-vedenti come un soggetto ipo-vedente percepisce il mondo che lo circonda: una delle idee emerse è stata quella di realizzare delle sagome di figura umana, a grandezza naturale, su cui imprimere delle fotografie di persone, modificate in maniera tale da riprodurre la qualità di visione caratteristica. Da qui è nata l'idea della mostra, che - in collaborazione con la sezione provinciale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - ha visto il coinvolgimento dei membri del gruppo di sostegno, che si sono prestati per raccontare la loro esperienza e il loro vissuto di ipovedenti.

Osservando tali sagome, le persone normo-vedenti possono vedere il mondo nello stesso modo di una persona affetta da disabilità visiva grave e , per un momento, immedesimarsi in quella condizione. Il grave deficit visivo, infatti, obbliga la persona a una profonda riorganizzazione non solo della propria vita quotidiana e pratica, ma anche di se stessa, della propria identità, della propria vita di relazione, del proprio ruolo, all'interno della famiglia, della coppia, della società in genere.

Come comportarsi con una persona ipovedente o non vedente - Quando si incontra un bastone bianco, un occhiale strano, un berretto abbassato sugli occhi, una bicicletta a mano, ricorda che dietro, sotto, accanto, ci potrebbe essere una persona ipovedente o non vedente, che non vede, ma sente. Non smettere di parlare quando si avvicina: gli togli fondamentali punti di riferimento sonori; al contrario, fatti sentire. Se la conosci, salutala per primo ovvero fatti riconoscere: la memoria dell'ipovedente e del non vedente è più sonora che visiva e riconosce le persone dalle loro voci.

Non stupirti se la vedi muoversi con tranquillità evitando gli ostacoli, salendo e scendendo dal marciapiede con sicurezza e via così: i luoghi abitualmente frequentati non hanno segreti, sono mappati mentalmente tombino per tombino; pali della luce, cassonetti e auto parcheggiate, se nel posto giusto, non hanno segreti. Ma un metro più in là, è una selva oscura dove qualunque via è smarrita...

Il Centro Regionale di Ipovisione dell'Ospedale Bufalini di Cesena - E' una struttura specializzata che si occupa di pazienti con gravi minorazioni visive non correggibili con comuni occhiali e non curabili con terapia medica o chirurgica, deputata alla loro riabilitazione visiva, psicologica e sociale. Dal 2001 è attivo presso il reparto di Oculistica dell'Ospedale Bufalini e con il suo servizio va a completare l'offerta terapeutica diretta ai pazienti affetti da problemi oculistici che afferiscono alla struttura cesenate. Il Centro ha visto crescere e affermarsi un'equipe di professionisti che dal 2004 al 2013 ha seguito 830 persone, per un totale di 6530 prestazioni.

L'equipe, inizialmente composta da oculista, ortottista e infermiere professionale, negli anni si è arricchita di nuove figure professionali (psicologo, assistente sociale, istruttore di orientamento e mobilità) che hanno reso possibile, nel 2004, il riconoscimento della struttura cesenate come uno dei Centri di riferimento regionale per la riabilitazione visiva.

Fiore all'occhiello del Centro è il Gruppo di sostegno mensile, che dal 2008 vede protagonisti i pazienti ipovedenti afferenti alla struttura cesenate e i loro familiari, che con il coordinamento degli operatori dell'equipe, seguono incontri, sedute di ascolto e di sostegno e iniziative realizzate in collaborazione con la sezione locale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. L'obiettivo è condividere le esperienze vissute in un clima informale, aiutarsi a vicenda per superare problemi comuni e vivere più serenamente le difficoltà di ogni giorno.

Gli operatori del Centro di Ipovisione in questi anni hanno costituito una rete di assistenza per i pazienti con grave deficit visivo che vede il coinvolgimento del Servizio Assistenza Protesica e dell'Area Disabili dell'Ospedale Bufalini di Cesena e della sezione locale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Il reparto di Oculistica dell'ospedale Bufalini di Cesena - Con una media annua di 9000 visite e 2400 interventi di chirurgia della cornea, vitreo-retinici e della cataratta (1700) eseguiti in regime ambulatoriale, l'unità operativa Oculistica dell'ospedale Bufalini di Cesena lavora a pieno ritmo, con punte di eccellenza. Il reparto, ora guidato dal dottor Michele Ziosi in sostituzione del dottor Giovanni Pirazzoli oggi in pensione, è dotato di moderne attrezzature di diagnostica strumentale e si avvale delle tecnologie chirurgiche più avanzate.

Per la diagnosi di patologie retiniche, infatti, il reparto è dotato di un moderno angiografo digitalizzato e di un tomografo ottico ad alta risoluzione per lo studio dei tessuti della retina. Vengono effettuati interventi per il trattamento e la cura del glaucoma con una tecnica mini-invasiva, la cosiddetta "sclerectomia profonda", mentre per il trattamento della degenerazione maculare senile complicata e per l'edema maculare diabetico vengono effettuate ogni anno circa 400 iniezioni intraoculari.

La chirurgia vitreo retinica viene effettuata attraverso fori sempre più piccoli e l'intervento di cataratta si avvale di apparecchiature di ultima generazione (microincisione coassiale). Un moderno laser ad eccimeri provvede alla correzione dei difetti della vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo).

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti:chi è e che cosa fa - L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS (UICI), fondata nel 1920, è un ente morale di natura associativa con personalità giuridica di diritto privato, a cui per legge spetta la rappresentanza e la tutela degli interessi morali e materiali dei non vedenti. In particolare l'Unione: favorisce la piena attuazione dei diritti umani, civili e sociali dei ciechi, la loro equiparazione sociale e l'integrazione in ogni ambito della vita civile, con particolare riferimento all'integrazione scolastica, alla formazione culturale, all'istruzione professionale, al collocamento lavorativo, all'assistenza rivolta ai pluriminorati, agli anziani ed a quelli in situazione di particolare emarginazione sociale, all'attività ricreativa e fisico-sportiva.

Inoltre si occupa anche della prevenzione attraverso la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità. In particolare, la mostra "Io Ti vedo così" rappresenta per la sezione provinciale dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti una importante occasione per far conoscere la realtà dei ciechi e degli ipovedenti, che, purtroppo, ancora oggi, sono oggetto di gravi pregiudizi da parte dei cittadini proprio a causa della mancanza di conoscenze. I volontari dell'Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti saranno presenti per informazioni nei seguenti giorni ed orari: 28/3 dalle 15 alle 17; 2/4 dalle 10 alle 12; 10/4 dalle 10 alle 12;15/4 dalle 11 alle 13; 28/4 dalle 15 alle 17; 6/5 dalle 9.30 alle 11.30.

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Superando.it del 03-03-2014

La cecita' spiegata ai vedenti

a cura di Anna Fogarolo

«Provare a tenere gli occhi chiusi per qualche minuto, oppure per qualche ora, non basta. Essere ciechi è cosa diversa da non vedere»: sono parole di Mauro Marcantoni, sociologo e giornalista che dal 1999 dirige lo IASA (Istituto per l'Assistenza allo Sviluppo Aziendale) di Trento e che dal 2007 è direttore generale della TSM (Trentino School of Management).

Autore di numerose pubblicazioni storiche e istituzionali e di biografie di personaggi illustri dell'economia e della cultura, Marcantoni, persona non vedente, è consapevole che immaginare come potrebbe essere una vita al buio non è facile, ma ha accettato la sfida e recentemente ha presentato il suo nuovo libro, intitolato Vivere al buio. La cecità spiegata ai vedenti, dato alle stampe da Erickson.

Vivere al buio, dunque, è scritto da un cieco e parla di cecità. «I vedenti - scrive Marcantoni - possono documentarsi sulla cecità, possono vivere qualche esperienza di simulazione, ma difficilmente riusciranno a comprendere cosa significa non vedere». E tuttavia, attraverso una scrittura chiara e scorrevole, egli riflette innanzitutto sul concetto di normalità, e sulla società a misura della persona normale, «una società strutturata su misura di chi non solo vede benissimo, ma gode di altri sensi e di tutte le abilità motorie e mentali in maniera ottimale».

Marcantoni accompagna quindi il lettore vedente nel mondo del non vedente, dialogando con lui e suggerendo come rapportarsi a chi non vede, senza stereotipi e pregiudizi. Il messaggio è chiaro fin dalle prime parole: prima persona, poi cieco.

Il migliore approccio alla diversità - qualunque ne sia la natura -, è quello di riconoscerla in quanto tale, considerandola una risorsa, un segno che non uniforma agli slogan politicamente corretti né agli stereotipi dispregiativi.

Pertanto Vivere al buio è una sorta di sussidiario, un galateo a uso e consumo dei vedenti, perché vivano, lavorino, si rapportino con i ciechi senza ansie e paure, senza confinarli in quel recinto delle particolarità che rende fittizia e forzata la relazione umana che per sua natura dev'essere reciproca, diretta, empatica e libera.

«Conoscere il mondo - scrive Marcantoni - e costruire relazioni vere per esserne parte dà senso al nostro vivere. In questo, ci affidiamo troppo alla vista, il più potente canale di contatto con ciò che è altro da noi. Ma la superficie e l'apparenza da sole ingannano e ciascuno lo ha sperimentato almeno una volta. Se vogliamo costruire relazioni che non siano frivole e inconsistenti ci vuole anche altro. Ci sono richiesti profondo rispetto, capacità di confronto e grande spirito di accoglienza».

«Vivo al buio da quando avevo otto anni - annota dal canto suo nella presentazione del libro Tommaso Daniele, presidente dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) -, un'esperienza dura, estraniante, dolorosa, ma che non ha mancato mai di sorprendermi. All'inizio è stato traumatico. Poi gli anni sono passati e ho cominciato a capire la via da imboccare: smettere di sperare in un'impossibile guarigione e accettare il buio come condizione obbligata su cui costruire la mia seconda vita. La paura ha cominciato ad affievolirsi e il desiderio di rinascita a prendere lentamente forma nel nero delle mie giornate. Un mutamento misterioso, quasi sottotraccia, accompagnato da piccoli stratagemmi diventati esercizi di tenacia quotidiana. Un mutamento che ha avuto bisogno di un grande impegno personale, ma anche di un ambiente inclusivo, competente e motivante».

Mauro Marcantoni, Vivere al buio. La cecità spiegata ai vedenti, presentazione di Tommaso Daniele, Spini di Gardolo (Trento), Erickson, 2014, 120 pagine, 14 euro.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@erickson.it.

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Giornale UICI del 03-03-2014

Una bussola per orientarsi

di Katia Caravello

Rubrica per genitori.

"Spesso mi è stato chiesto di descrivere l'esperienza di avere un bambino con una disabilità, di provare ad aiutare persone che non hanno condiviso questa esperienza, a capirla, a immaginare cosa si prova. E così...

Quando stai per avere un bambino, è come programmare un favoloso viaggio in Italia. Compri una guida sull'Italia e fai dei meravigliosi progetti. Il Colosseo. Il David di Michelangelo. Le gondole a Venezia. Cominci ad imparare alcune frasi in italiano. Tutto è molto eccitante. Dopo qualche mese di sogni anticipati, il giorno finalmente arriva. Fai le valigie e parti. Alcune ore più tardi, l'aereo comincia ad atterrare. Lo steward entra e dice: "Benvenuti in Olanda". "In Olanda?" domandi. "Cosa significa Olanda? Io ho comprato un biglietto per l'Italia! Io credevo di essere arrivata in Italia!". "C'è stato un cambiamento nel piano di volo. Abbiamo optato per l'Olanda e qui devi stare". La cosa importante non è che non ti abbiano portata in un orribile, disgustoso posto pieno di pestilenza, carestia e malattia. È solo un posto diverso. Così devi andare a comprare una nuova guida. E devi imparare alcune frasi in una nuova lingua. E incontrerai nuovi gruppi di persone che non avresti altrimenti incontrato. È solo un luogo diverso. È più calmo e pacifico dell'Italia, meno abbagliante dell'Italia. Ma dopo che sei lì da un po', prendi confidenza, ti guardi intorno e cominci ad imparare che l'Olanda ha i mulini a vento e l'Olanda ha i tulipani e l'Olanda ha Rembrandt. Però tutti quelli che conosci sono occupati ad andare e venire dall'Italia e ognuno si vanta di quale meraviglioso periodo ha trascorso là. E per il resto della tua vita tu dirai: "Sì, quello era il luogo dove avevo progettato di andare. È ciò che avevo programmato. E la pena di tutto ciò non se ne andrà mai, mai, mai, mai, perché la perdita dei propri sogni è una perdita molto significativa. Ma se passerai la vita a piangerti addosso per il fatto che non sei andato in Italia, non sarai mai libero di godere delle cose molto, molto speciali e molto amabili dell'Olanda."

(Benvenuti in Olanda di Emily Peri Kingsley)

Le parole qui sopra riportate, scritte dalla mamma di un bambino down, descrivono molto bene il senso di smarrimento sperimentato da quelle donne e quegli uomini che diventano genitori di un figlio con un deficit fisico e/o sensoriale o che comunque si trovano catapultati improvvisamente nel paese della disabilità. Un paese sconosciuto, dove non sanno quali siano gli usi ed i costumi, un paese di cui non conoscono la lingua, i luoghi, le persone. Tutti i sogni e le aspettative circa il futuro del proprio figlio o figlia si frantumano, lasciando il posto alle macerie e nulla di bello e positivo sembra possa più accadere. Si sentono soli, non sanno dove andare e a chi chiedere aiuto e sentono che al mondo non esiste nessuno che vive un'esperienza difficile come la loro: non è possibile pensare che nel luogo in cui si è arrivati inspiegabilmente ed imprevedibilmente si possano vivere momenti di gioia, è impossibile immaginare che da un'esperienza così dolorosa possa nascere qualcosa di positivo, non si può credere che il proprio figlio o figlia potrà dare immense soddisfazioni. Ma per arrivare a questo punto, per riuscire a superare il lutto per la perdita dei propri sogni, è necessario aver imparato la lingua del luogo dove si è arrivati, sapersi orientare, aver familiarizzato con i suoi usi e costumi, aver iniziato a conoscerne la storia equipaggiandosi con vocabolari, mappe stradali e guide turistiche. Quante domande affollano la mente dei genitori dei bambini e dei ragazzi ciechi e ipovedenti: "come educare un figlio con un deficit visivo?", "come potrò aiutarlo ad essere attore nella propria vita?", "come potrò aiutarlo a farsi degli amici?", "che lavoro potrà mai fare?". Questi sono solo alcuni dei quesiti che le madri e i padri dei bambini e dei ragazzi con disabilità visiva si pongono quotidianamente.

E' per venire incontro a questo bisogno di una guida, di una bussola per orientarsi, che l'U.I.C.I. ha istituito nel 2011 il gruppo di lavoro per il Sostegno Psicologico ai Genitori dei ragazzi ciechi e ipovedenti. Tale gruppo, composto da professionisti esperti in disabilità visiva, ha aperto nel 2012 uno sportello telefonico, tutt'ora attivo, di cui si possono avere informazioni visitando il link sottostante:

http://giornale.uici.it/sostegno-psicologico-ai-genitori-dei-ragazzi-ciechi-e-ipovedenti-di-katia-caravello/

Da oggi lo sportello telefonico sarà affiancato da un altro strumento che auspichiamo possa essere d'aiuto a tutti quei genitori che sono alle prime armi in tema di cecità ed ipovisione ed hanno il desiderio e il bisogno di raccogliere informazioni: la rubrica "Una bussola per orientarsi". La rubrica verrà pubblicata in queste pagine ogni due settimane e raccoglierà contributi di varia natura: articoli tematici, interviste, descrizione di servizi e strutture alle quali ci si può rivolgere sull'intero territorio nazionale. Verranno trattati temi di varia natura: psicologica (genitorialità e figli con disabilità, affettività e sessualità, dinamiche familiari e rapporto con i fratelli, ecc.), medico/sanitario (opportunità terapeutiche e riabilitative), informativa (istruzione e formazione professionale, lavoro, diritti dei ciechi e degli ipovedenti e dei loro genitori, ecc.). L'obiettivo sarà sempre quello di tentare di dare risposta almeno ad alcune delle numerose domande che i genitori di bambini e ragazzi con disabilità visiva si pongono quotidianamente e che rappresentano, più ancora dell'aspetto sanitario in senso stretto, una fonte di preoccupazione. Al fine di essere il più rispondenti possibili alle reali esigenze, vi invitiamo a contattarci per farci delle domande, avanzare delle proposte o darci dei suggerimenti...nonché per dirci cosa ne pensate della rubrica! Ogni contributo sarà per noi prezioso e ci permetterà di migliorare sempre di più il servizio a beneficio di un sempre maggior numero di famiglie...vi esortiamo quindi a scriverci al seguente indirizzo: rubricagenitori@uiciechi.it.

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La Tribuna di Treviso del 11-03-2014

A scuola dalla giovane ipovedente

TREVISO. I ragazzi del Pio X imparano a conoscere la disabilità visiva. A guidarli sono state le parole di una loro compagna in occasione della Giornata nazionale del Braille. La ragazzina ha così raccontato ai coetanei la sua esperienza di persona ipovedente. «L'incontro è andato molto bene. C'è stata tanta curiosità e voglia di conoscermi e di sapere com'è la mia vita. Ad esempio, tutti hanno avuto modo di vedere i miei strumenti, come la barra Braille. Non la conoscevano e mi hanno fatto molte domande». L'iniziativa promossa dall'insegnante Maria Pizzorusso e subito appoggiata dalla preside, ha avuto molto successo tra gli alunni, racconta la studentessa: «Ho accettato di fare questi incontri perché pensavo che fosse utile confrontarci su questi temi e sono stata molto soddisfatta dell'esperienza affrontata con i miei compagni». Innumerevoli le domande, cui la giovane ha risposto. «Mi hanno chiesto molte cose, ad esempio come fanno le persone ipovedenti a fare i compiti, e io ho spiegato loro che esistono degli ausili come il computer che mi consentono di leggere con le dita e di studiare». Appassionata di musica, tanto che da grande sogna di fare la cantante, al momento si esercita studiando in un coro e a teatro. Come fare invece a camminare e a muoversi nello spazio da sola, è lei stessa a spiegarlo: «Grazie al bastone bianco ho dimostrato ai miei compagni che posso spostarmi e orientarmi». E conclude: «Trovo che questa chiacchierata nelle classi sia stata molto utile, per conoscerci di più e meglio». Un'esperienza positiva, anche secondo la sua insegnante Pizzorusso, psicologa e mediatrice alla comunicazione del Pio X.

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Il Resto del Carlino del 21-03-2014

"Fate sport per superare la disabilita'"

ASCOLI. In pochi lo sanno. Sotto le Cento Torri, però, opera ormai da diversi anni un'associazione che ha un unico obiettivo: quello di consentire ai ragazzi disabili, ed in particolar ai ciechi o agli ipovedenti, di praticare sport e di uscire dalle proprie mura domestiche per stringere nuove amicizie e per divertirsi. Si tratta della «Picena Non Vedenti», guidata dal presidente Andrea Rossi. Presidente, quanti atleti avete nella Picena non Vedenti' e quali obiettivi vi ponete? «La nostra polisportiva, al momento, conta otto atleti che praticano la disciplina del torball a livello agonistico. Purtroppo non si tratta di un gran numero, anche perché le famiglie spesso sono restie nell'avviare i propri figli allo sport, preservandoli in una campana di vetro', come se la loro disabilità fosse un ostacolo insormontabile sul quale inciamperebbero se uscissero di casa. Il nostro obiettivo cardine, dal 2008, è sempre stato quello di avviare i ragazzi con disabilità visiva allo sport, inteso come veicolo principale di integrazione nella società, e posso affermare con fierezza che finora, con tutti i nostri atleti ci siamo riusciti». Come fate a farvi strada in una città nella quale a dominare sono altre discipline sportive? «Purtroppo l'Italia ha una cultura molto retrograda dello sport paralimpico rispetto alle altre nazioni, in quanto lo si vede come diversità e non come normalità. Basti pensare che solo nella penultima Olimpiade a Pechino 2008, per la prima volta nella storia italiana, gli atleti olimpici e quelli paralimpici sono stati ricevuti assieme dal presidente della Repubblica. Ad Ascoli, fortunatamente, negli ultimi anni siamo riusciti, anche grazie all'apertura dell'amministrazione, ad organizzare diversi eventi promozionali». Quali caratteristiche deve avere un buon giocatore di Torball? «In genere non vi sono caratteristiche imprescindibili per giocare al torball a livello amatoriale, ma per praticarlo a livello agonistico servono molto allenamento e concentrazione. L'orientamento, poi, è una componente fondamentale, dato che si gioca bendati, sia per gli atleti non vedenti, ma maggiormente per quelli ipovedenti, che vi sono meno abituati. E' richiesta un'abilità sopraffina nel muoversi all'interno del campo da gioco con e senza palla». Come è il rapporto tra la vostra società sportiva e la città? «Siamo benvoluti da tutti, anche perché alcuni nostri ragazzi sono molto conosciuti, e praticano come si suol dire la vita dell'ascolano Doc', ossia vanno allo stadio, partecipano alla Quintana, al Carnevale e a tanti altri appuntamenti. Abbiamo ottimi rapporti con l'attuale amministrazione e con l'arma dei Carabinieri. Organizziamo diverse iniziative, grazie al consigliere Attilio Lattanzi, con il sestiere di Porta Solestà. Abbiamo buoni rapporti con le scuole e le altre società sportive del territorio, le quali ci contattano continuamente per dimostrazioni di questa disciplina. Abbiamo inoltre molti volontari ed amici che spesso tolgono tempo alle loro famiglie per supportare le nostre attività. Infine una lancia va spezzata in favore degli amici di sempre: la Fainplast, la Fondazione Simona Orlini' e l' Ares».

di Matteo Porfiri

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OlimpiAzzurra del 05-03-2014

Judo: Teddy Riner "sfida" il campione francese non vedenti

Hanno molto in comune Teddy Riner e Julien Taurines: entrambi sono dei campioni di judo e militano nella categoria *più*100 kg, entrambi hanno come obiettivo quello dei Mondiali 2014 e soprattutto di Rio 2016. La differenza, però, sta nel fatto che il secondo è un ipovedente.

Così il quotidiano francese L'Equipe ha deciso di presentare questa "sfida" tra i due judoka: Riner, il campione olimpico di Londra, si è allenato in compagnia di Taurines nelle sue stesse condizioni, con una benda sugli occhi. In un primo momento, anche un atleta navigato come Riner ha avuto difficoltà ad ambientarsi al nuovo metodo d'allenamento. Il campione francese degli ipovedenti, medagliato agli ultimi Europei, gli ha così svelato alcuni "trucchi" che per un normodotato possono sembrare superflui, ma che invece si rivelano fondamentali per chi non può usufruire della vista: sentire l'avversario, sia con il tatto che con l'udito.

"Nei miei combattimenti cerco di vedere o di anticipare i movimenti dell'avversario", ha detto il sei volte campione mondiale Riner, "mentre lui sbilancia ed attacca nello stesso momento, quindi non ho abbastanza tempo".

"Il livello dello sport paralimpico aumenta sempre più, quindi oramai anche noi dobbiamo allenarci come dei veri atleti e non più come dei disabili", ha invece spiegato Taurines, che in effetti partecipa anche a delle competizioni per normodotati per migliorarsi ulteriormente, e che ha lanciato a Riner una vera sfida per un combattimento futuro.

di Giulio Chinappi

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La Nuova Venezia del 17-03-2014

Non vedenti a scuola di portamento

VENEZIA. Se lo stile è spesso una dote innat, con il rispetto di alcune regole generali tutti possono imparare a conoscere la propria personalità e valorizzare il proprio corpo. Generalmente bastano alcune ore davanti a uno specchio, ma nel caso di ciechi e ipovedenti, occorre uno sforzo in più. Mancando la percezione visiva del sé come appare agli altri, ne devono costruire una sulla base delle sensazioni tattili e delle impressioni che ricevono dai soggetti esterni. Per approfondire la conoscenza della propria fisicità e valorizzare l'immagine con la quale ci si presenta agli altri, la sezione provinciale veneziana dell'Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti onlus, ha organizzato presso la sede di Mestre, in viale San Marco 15/R, un corso di portamento dal titolo "Lo stile, invisibile agli occhi". Grazie alla collaborazione del centro commerciale Piazza Portello di Milano che ha cofinanziato l'iniziativa, dieci donne, dai 13 ai 67 anni, parteciperanno a tre incontri di 8 ore circa per un totale di 24 ore, che comprenderanno, oltre a lezioni teoriche a cura di Simona Giantin di Exclusive Shopping, anche una lezione pratica di portamento e un'uscita a Milano accompagnate da altrettante personal shopper. Successivamente, sarà effettuata una seconda uscita presso il Centro Tom di Santa Maria di Sala, dove la direzione ha messo a disposizione dell'iniziativa alcuni buoni spesa e la disponibilità del personale addetto alle vendite. «In aula impariamo a conoscere la forma del nostro corpo e a valorizzarla» spiega Cristina, socia e membro del comitato Pari Opportunità dell'Uici «Siamo donne- pera, mela, o rettangolo? Una volta capito questo, impariamo ad acquistare capi che ci valorizzano e ad evitare ciò che sottolinea i nostri difetti». E fin qui, si tratta di leggi dell'estetica valide per tutte le donne. Quando si parla di cromie, il discorso cambia. «Noi cieche, dobbiamo affidarci a un'idea di colore che ci siamo costruite attraverso l'immaginazione, o per le ipovedenti, e chi non è nata cieca, a un ricordo di idea di colore che custodiamo prezioso nella memoria. Ci innamoriamo di un capo per la sua forma, per la sua sensazione sulla pelle e per il tessuto di cui è composto, il colore lo conosciamo perché ci viene raccontato, e per trovarlo nell'armadio lo riponiamo sempre nello stesso posto, disponendo i capi dal più chiaro al più scuro, o in caso di abiti uguali di colori diversi, applicando un segno di riconoscimento, un bottone, una perlina. È indispensabile un buon senso dell'ordine, e un'ottima memoria!». Maria ci racconta che ci sono anche degli apparecchi digitali che leggono i colori, ma non sono molto affidabili! Spesso confondono il beige con il bianco e l'arancio col rosso. Meglio affidarsi a un familiare o a una commessa di fiducia. «Altro ostacolo, quello con le commesse» spiega Cristina «spesso accade con le più giovani, non riescono a spiegarci colore e forma di un abito e spesso si spazientiscono. Sarebbe bello che facessero almeno un'esperienza con non vedenti. Sarebbe utile a entrambi».

di Laura Fiorillo

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Il Mattino di Padova del 04-03-2014

La cena al buio: in 38 a sperimentare e pasticciare

PADOVA. Buio pesto. Trentotto commensali riempiono il Daltrocanto in via Cristofori 12, ristorante a vocazione sociale e solidale gestito dalla onlus Angoli di mondo.

Entrano tutti e 38 in fila indiana, ognuno con una mano sulla spalla dell'altro, guidati dai due organizzatori della cena, al buio appunto: Marta Telatin, 31 anni, padovana, sociologa e poetessa e Felice Tagliaferri, bolognese, scultore e molto d'altro. Per loro due il buio pesto è luogo familiare, ci si muovono da quando erano piccoli. Per loro due, persone speciali e mica poco, quel buio è luogo che emana luce, idee, proposte in uno straordinario macinamento di concrete attività. E crea rete. Giusto per intendersi con qualche esempio: Marta tiene corsi di scrittura in carcere, laboratori per sviluppare l'uso dei sensi, e gira come una trottola a presentare il suo ultimo libro di poesie ("Il lupo e la luna"); a Roma, tra il pubblico, c'era Erri de Luca, interessato e curioso. Sono diventati amici.

Felice, che per inciso avrà un suo spazio espositivo all'Expò Milano 2015, è appena partito per il nord dell'India dove costruirà un forno a terra in un orfanatrofio e insegnerà ai ragazzini a costruire piatti e ciotole in creta. Non solo, la prima produzione l'ha già piazzata a SlowFood che da quelle parti a breve sbarcherà nell'ambito di un festival gastronomico. Nel tempo libero fa l'attore: ha appena interpretato per l'amico Silvio Soldini il film documentario "Per altri occhi".

Tornando alla cena padovana (organizzata a 35 euro l'uno per finanziare il progetto di Marta in carcere). Buio pesto. I 38 vengono accompagnati ognuno alla propria sedia, attorno a due lunghi tavoli (ma questo si capirà dopo, ché solo con il caffè si sono accese le luci) e Felice a dare le istruzioni del caso. Esempio: come riempirsi il bicchiere senza trasformare la tovaglia in una risaia: dito dentro il bicchiere onde sentire il livello del liquido, altro dito sull'imboccatura della bottiglia per capire se e quanto ne esce. Qualcuno riesce, gli imbranati pasticciano, i furbi bevono a canna. Tanto, chi li vede? Felice spiega che, al buio, i vedenti tendono a parlare a voce alta nella speranza di tener avvinto l'interlocutore, anche se stanno parlando con una colonna.

E infatti, tempo dieci minuti, la sala diventa una babele berciante, tutti a gridare anche le più normali frasi. «Come ti chiami? Tu come mai sei venuto qui?»: i primi timidi approcci con i vicini di posto, al buio, fanno sussultate i sismografi di mezza provincia. Risultato, un'ubriacatura dodecafonica di voci. Il tutto si sopisce con l'arrivo di antipasti, risotto e di un delizioso piatto di verdure con un soufflé al quale ognuno attribuisce ingredienti diversi.

E' Felice a transitare i piatti. Felice, che ha subito memorizzato un tot di nomi dei presenti collegandoli ai posti che occupano, chiama: «Luisa, allunga le braccia», Luisa le allunga alla cieca e si ritrova il piatto in mano. Poi «la persona alla destra di Luisa allunghi le braccia», altro piatto dato. E via. La cena scorre, le persone chiacchierano ed entrano in confidenza con rapidità anche perché è tutto un toccarsi le mani, le spalle, le braccia e chissà, che il buio mantiene i suoi segreti.

C'è Antonio arrivato da Schio per curiosità, c'è la coppia lui informatico lei psicologa, c'è il gruppetto di amici e ci sono gli amici di Marta. Arriva il caffè e si accendono le luci, un po' alla volta. E tutti a guardarsi. Scoprendo magari che quella mano magrissima, quella voce sottile e quello humor originale non erano della trentenne immaginata per tutta la cena ma di una donna sui sessanta, divertita e divertente, che di magro ha giusto le mani. "Daltrocanto", si sa, le cose più vere non sono quelle che saltano agli occhi.

di Alberta Pierobon

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Il Tirreno del 17-03-2014

L'arte dell'invisibile Cosi' la cattedrale splende anche al buio

GROSSETO. Prima la rampa, ora il percorso tattile dedicato alle persone non vedenti e inaugurato ieri alla presenza del vescovo Rodolfo Cetoloni e della giornalista Fiamma Satta: la Cattedrale di Grosseto è sempre più un modello di edificio sacro senza barriere, architettoniche e non solo. Il progetto si chiama "L'arte dell'invisibile", è stato finanziato dal dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, curato dall'associazione di volontariato Madre Teresa presieduta da Alessandro Baccetti in collaborazione con Olivia Bruschettini (ufficio diocesano Beni culturali) e Sabrina Morandi (ufficio diocesano Progettazione). Il percorso in tre tappe si dipana lungo la navata sinistra del Duomo dove sono state installate tre tavole tattili ben integrate col monumento. La prima consente di esplorare la pianta dell'edificio, la seconda il fonte battesimale, l'ultima è la riproduzione in rilievo della Madonna delle Grazie. Le tavole sono state realizzate con una speciale resina da due artigiani grossetani, Beppe e Marco Anselmi, che collaborano da anni con la sezione grossetana dell'Unione italiana ciechi per fornire questo tipo di supporti. Le tavole sono inoltre dotate di Qr-code per smartphone. In più sono disponibili le audioguide in Italiano e in Inglese per ascoltare storia e descrizione del monumento. «In questa prima fase ancora sperimentale del progetto stiamo organizzando visite guidate per piccoli gruppi in collaborazione con l'Uic _ dice Sabrina Morandi _ Queste visite sono curate dalle storiche dell'arte della Diocesi (oltre Olivia Bruschettini ci sono Patrizia Scapin e Elisabetta Bini, ndc) e durano un'ora e mezzo perché si parte dalla rampa ed è prevista anche l'esplorazione tattile di parti del monumento come la facciata, i portoni, le colonne oltre al percorso delle tavole». «La sfida più grande _ testimonia Olivia Bruschettini _ è stata quella di trovare il modo per comunicare a persone non vedenti o ipovedenti le altezze, i colori, le dimensioni della cattedrale. Anche per noi come storici dell'arte è stata un'esperienza emozionante perché gli amici dell'Uic con cui abbiamo messo a punto il percorso ci hanno aiutato a "vedere" particolari che a volte tendiamo a dare per scontati». Ieri il percorso è stato provato per la stampa da due soci dell'Uic, Ivo e Valentina. «Toccando la riproduzione della Madonna delle Grazie _ spiega Valentina, grande appassionata di arte _ ho potuto davvero percepire lo sguardo austero e al tempo stesso materno della Madonna». Lo stesso che è nel dipinto originale di Matteo Di Giovanni del 1470, ma lei ha potuto apprezzarlo e farlo apprezzare anche a noi usando solo le sue mani. Madrina dell'inaugurazione la giornalista Fiamma Satta che ha elogiato il gesto di civiltà compiuto a Grosseto prima con la rampa (di cui si è occupata nel suo blog Diversamente Aff-abile) e ora con il percorso che svela l'arte sacra anche ai non vedenti. Fiamma Satta è autrice e conduttrice storica di Radio 2 e dal 1993 convive con la sclerosi multipla; da qui la sua sensibilità e il suo impegno verso il mondo della disabilità.

di Sara Landi

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Superando.it del 04-03-2014

Assunzioni obbligatorie, giurisprudenza e vincoli di spesa

a cura di Barbara Esposito

ROMA. Era stata una lunga battaglia, quella condotta da tante organizzazioni di persone con disabilità, contro quel discusso Parere espresso nel maggio dello scorso anno dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio, che aveva di fatto bloccato le assunzioni delle cosiddette "categorie protette" nella Pubblica Amministrazione, nei confronti delle quali la Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) prevede particolari tutele.

La svolta positiva era poi arrivata - come avevamo riferito qualche tempo fa - con il Decreto Legge di razionalizzazione della Pubblica Amministrazione, convertito con modifiche nella Legge 125/13. Altre conferme si possono quindi individuare - grazie anche all'approfondimento che qui di seguito proponiamo - in più di un provvedimento adottato dalla Corte dei Conti.

L'articolo 7, comma 6 del Decreto Legge 101/13, convertito con modificazioni dalla Legge 30 ottobre 2013, n. 125, recita: «Le amministrazioni pubbliche procedono a rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette sulla base delle quote e dei criteri di computo previsti dalla normativa vigente, tenendo conto, ove necessario, della dotazione organica come rideterminata secondo la legislazione vigente. All'esito della rideterminazione del numero delle assunzioni di cui sopra, ciascuna amministrazione è obbligata ad assumere a tempo indeterminato un numero di lavoratori pari alla differenza fra il numero come rideterminato e quello allo stato esistente. La disposizione del presente comma deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l'amministrazione interessata sia in situazione di soprannumerari età».

Nello specifico si dispone che, per i datori di lavoro pubblici, la base di computo da prendere in considerazione per il calcolo del numero di soggetti da assumere nell'ambito delle categorie protette sia costituita, anziché dal numero effettivo di dipendenti, dalla dotazione organica, come rideterminata secondo la legislazione vigente.

Altra importante novità, introdotta in sede di conversione in legge, è che le amministrazioni pubbliche sono tenute ad assumere il personale appartenente alle categorie protette a tempo indeterminato.

Come evidenziato dalla Corte dei Conti (Sezione Regionale di Controllo per la Puglia), con la Deliberazione n. 13 del 21 gennaio 2014, il Legislatore ha, in tal guisa, riconosciuto alle categorie protette ai sensi della Legge 68/99 una maggiore tutela, sia in relazione alla possibilità di accesso (rideterminazione del quantum e possibilità di assumere anche in caso di sovrannumero), che con riferimento alla tipologia di rapporto di lavoro (contratti a tempo indeterminato).

Tra i divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, si ricorda quello posto dall'articolo 76, comma 4 del Decreto Legge 112/08, convertito con modificazioni nella Legge 6 agosto 2008, n. 133, che aveva stabilito come, in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità interno nell'esercizio precedente, venisse fatto divieto agli Enti Locali di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. Veniva altresì fatto divieto agli Enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurassero come elusivi della presente disposizione.

Come evidenziato dalla Corte dei Conti (Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia), nel Parere n. 45 del 12 febbraio 2013, la disposizione proibitiva in questione presenta una valenza «alquanto rigorosa e categorica», rafforzata dal tenore testuale della norma («a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale»).

E tuttavia, in forza della deroga introdotta dal Decreto Legge 101/13 - di cui si è detto inizialmente - la Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia della Corte dei Conti (Parere n. 61 del 10 febbraio 2014) conclude che il divieto di procedere ad assunzioni, in capo ad un Ente Locale che non abbia rispettato il Patto di Stabilità interno, non si estenda alla quota imposta dalla legislazione in materia di "categorie protette". Resta comunque fermo che tali assunzioni debbano avvenire nei limiti delle quote di riserva di cui all'articolo 3, comma 1 della Legge 68/99.

In realtà, già precedentemente all'intervento normativo "espresso", un consolidato orientamento della Magistratura Contabile aveva sostenuto la prevalenza dell'obbligatorietà delle assunzioni anche in deroga ai divieti di nuove assunzioni, in quanto espressione di un diritto indisponibile e costituzionalmente tutelato, rispetto ai limiti di spesa posti a base del perseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della finanza pubblica.

Ci si riferisce alla Deliberazione n. 49 del 1° luglio 2011, prodotta dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti per la Regione Siciliana (in sede consultiva), che già avevano sostenuto come il divieto di procedere a nuove assunzioni, in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità interno, non potesse essere esteso alle assunzioni obbligatorie di cui alla Legge 68/99.

L'unica "eccezione", dunque, alla deroga disposta dal Decreto Legge 101/13 sembra essere rappresentata dal divieto posto in capo alle Province di assumere. L'articolo 16, comma 9 del Decreto Legge 95/12, convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135 [la cosiddetta "Norma di spending review", N.d.R.] stabilisce infatti il divieto, in capo alle Province, di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato.

La Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti, pronunciandosi sulle questioni di massima poste dalla Sezione Regionale di Controllo per l'Emilia Romagna, ha ribadito (Delibera n. 25 del 14 ottobre 2013) il divieto per le Province di assumere personale a tempo indeterminato, in quanto il processo di riordino delle stesse non appare né arrestato, né abbandonato. Il divieto è assoluto e investe anche i lavoratori rientranti nelle categorie protette entro la quota d'obbligo di cui alla Legge 68/99.

Infine, come sostenuto in precedenza anche dalla Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia della Corte dei Conti (Delibera n. 417 dell'11 settembre 2012), stante la possibile soppressione dell'Ente datore di lavoro, il Legislatore ha ritenuto corretto e doveroso cristallizzare la struttura burocratica dello stesso. Si tratta, dunque, di una disposizione che esula da motivazioni strettamente finanziarie - quale, appunto, può essere quella relativa al mancato rispetto del Patto di Stabilità interno -, per collocarsi su un piano di razionalità organizzativa.

Ringraziamo Sandro Paramatti per la segnalazione.

Responsabile del Servizio Partecipazioni Societarie della Provincia di Salerno. Il presente approfondimento è già apparso nella testata «Studio Cataldi - Quotidiano Giuridico.it», con il titolo "Le assunzioni obbligatorie ed i vincoli di spesa pubblica". Viene qui ripreso, con alcuni lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

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Giornale UICI del 21-03-2014

Se l'Inps sbaglia, paga

a cura di Paolo Colombo

Con una recente pronuncia della Cassazione, sezione lavoro, la sentenza 19 settembre 2013, n. 21454, che riguarda tutti i lavoratori, minorati della vista o meno, è stato affrontato il caso di una pensione di anzianità per dimissioni sulla base di un estratto conto contributivo errato rilasciato dall'Inps.

La questione interessa anche i dipendenti, collaboratori gratuiti e volontari di patronato, che nella loro attività gestionale di servizi all'utenza potrebbero trovarsi a gestire direttamente in sezione, tra le tante altre pratiche, eventuali istanze di pensionamento di anzianità per maturazione dei requisiti contributivi.

Il caso riguarda un lavoratore che, sulla base di un estratto conto assicurativo rilasciato dall'Inps, decide di dimettersi dal lavoro nell'errata convinzione di aver raggiunto il requisito contributivo per la pensione di anzianità.

Il problema sorge dal fatto che, per un passato periodo di circa otto mesi, il lavoratore non aveva percepito retribuzione, con relativa perdita, per il medesimo periodo, dell'accredito contributivo destinato ad incidere sulla misura del trattamento finale. L'estratto conto assicurativo, però, aveva fornito all'interessato una erronea indicazione (in eccesso) del numero dei contributi versati, solo apparentemente sufficienti a fruire della pensione di anzianità, non facendo rilevare all'assicurato né tantomeno al patronato che aveva in carico la gestione della pratica, l'ammanco di contributi per quel determinato periodo di otto mesi.

Se l'interessato avesse saputo della sovrapposizione dei periodi contributivi che ritardavano di circa otto mesi il momento della maturazione del requisito contributivo, avrebbe certamente continuato nell'attività lavorativa, fino al perfezionamento delle condizioni di accesso al trattamento.

L'Istituto respinge ogni accusa (dimissioni dal posto di lavoro nel presupposto di avere diritto alla pensione di anzianità con una certa decorrenza), imputando l'errore alla tipologia di certificazione richiesta dall'interessato contenente l'esplicito avvertimento della possibilità di inesattezze, nella distinzione tra estratto conto assicurativo ed estratto conto certificativo. L'Inps osserva infatti che le informazioni sono state fornite all'interessato a mezzo di un estratto conto assicurativo, privo di sottoscrizione, che per natura non può valere come atto certificativo della situazione contributiva dell'assicurato, ma ha solo valore conoscitivo; che sarebbe stato onere dell'assicurato chiedere il rilascio di una formale certificazione da parte dell'ente previdenziale; che solo sulla base di quanto attestato e sottoscritto da un funzionario Inps in grado di rappresentare la volontà dell'Istituto, l'interessato avrebbe potuto assumere le proprie impegnative determinazioni, ai fini delle dimissioni dal lavoro e della successiva istanza di accesso al pensionamento.

La Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore con previsione di una limitazione della responsabilità dell'Inps, nelle more delle clausole cautelative di salvaguardia usate dall'Istituto ai sensi dell'art. 1227 Cod. civ., nel momento in cui, a richiesta degli interessati, rilascia un qualsiasi tipo di attestazione dichiarativa (nel senso che l'estratto contributivo recasse espressioni tali da ingenerare nel destinatario un ragionevole dubbio circa l'esattezza e-o definitività dei dati esposti).

Dunque, se si parte dal presupposto che i principi generali di correttezza buona fede e legittimo affidamento (art. 1175 e 1375 Cod. civ.) sono immanenti in tutti i rapporti di diritto pubblico, vincolando la pubblica amministrazione a rispettare l'affidamento e l'attendibilità delle sue dichiarazioni, se ne ricava che tutti i documenti che provengono da un ente pubblico devono reputarsi idonei a ingenerare, in chi li riceve, un legittimo affidamento circa l'esattezza e la correttezza dei dati forniti, premurandosi che l'Ente abbia posto in essere, nel rilasciarli, quella doverosa opera di controllo dei dati risultanti dai propri archivi e destinati ad essere forniti a richiesta degli interessati. L'Ente deve rispondere dell'eventuale errore derivante da inadempimento amministrativo, salvo che provi che la causa sia esterna alla sua sfera di controllo e riferisca sull'inevitabilità del fatto impeditivo nonostante l'applicazione della normale diligenza.

Tali principi trovano la loro base costituzionale in quello di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge (art. 3 Cost.) e sono applicabili alla stregua dei principi di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.). In particolare, la pubblica amministrazione è gravata dall'obbligo di non frustrare la fiducia di soggetti titolari di interessi, fornendo informazioni errate o anche dichiaratamente approssimative (affidamento e attendibilità delle sue dichiarazioni).

Inoltre, viene riconosciuta la effettiva differenza, per la natura del documento, tra estratto conto assicurativo ed estratto conto certificativo, rilasciati entrambi dall'Inps a richiesta degli assicurati.

Infatti, l'estratto conto assicurativo è semplicemente la riproduzione di un documento elettronico ed ha valore conoscitivo, mentre l'estratto conto certificativo viene emesso all'esito di un procedimento amministrativo allo scopo specificatamente avviato su richiesta formale dell'interessato, reca la firma del funzionario responsabile Inps e vale come atto certificativo della situazione contributiva dell'assicurato, con responsabilità gravante sull'Inps.

La Corte ha affermato che le informazioni rese dall'Inps ai richiedenti circa il numero dei contributi versati, siano esse comunicate con un estratto conto assicurativo oppure con un estratto conto certificativo, sono fonte di responsabilità contrattuale, per il fatto che il lavoratore ripone in esse pieno affidamento circa l'insorgenza del proprio diritto al pensionamento. Infatti, i documenti rilasciati dall'Istituto, provenendo da un ente pubblico, devono sempre reputarsi idonei a ingenerare, in chi li riceve, un legittimo affidamento circa l'esattezza dei dati forniti, presumendosi che l'Ente abbia posto in essere, nel rilasciarli, quella doverosa opera di controllo dei dati risultanti dai propri archivi e destinati ad essere forniti a richiesta degli interessati.

Dalla Consulta decadono le difese dell'Istituto, laddove abbia posto sotto giudizio le responsabilità dell'assicurato (l'errore era comunque riconoscibile e lo stesso è a conoscenza della propria storia lavorativa) e quelle del patronato (in quanto soggetto esperto e qualificato in materia avrebbe dovuto riscontrare l'errore incrociando i dati dell'estratto conto assicurativo con il libretto di lavoro dell'assicurato e in caso di dubbio richiedere all'Inps una formale certificazione dell'effettivo stato contributivo).

Secondo i giudici di legittimità, anche se non richiesta tale certificazione, non è comunque conforme a correttezza il rilascio di notizie inesatte relative alla posizione di un amministrato. Anzi, proprio la provvisorietà o comunque l'inesattezza dei dati deve distogliere l'ente pubblico dal comunicarli in qualsiasi forma finché non siano perfezionati gli accertamenti. Né vale a escludere la responsabilità il fatto che l'estratto conto non fosse sottoscritto; questo perché gli estratti contributivi dell'Inps sono la riproduzione di un documento elettronico e quindi spiegano i propri effetti anche senza la firma di un funzionario.

La sentenza, pur escludendo l'esistenza di un generale obbligo dell'assicurato di verificare l'esattezza dei dati forniti dall'Inps, ritiene meritevole di accoglimento il ricorso affermando che il danno subito dal lavoratore che sia stato indotto alla anticipata cessazione del rapporto di lavoro, a seguito di una errata comunicazione dell'Inps sulla propria posizione contributiva, e che si è visto rigettare la domanda di pensione di anzianità per insufficienza dei contributi versati, in quanto fondato sul rapporto giuridico previdenziale, è riconducibile ad illecito contrattuale in quanto fondato sul rapporto giuridico previdenziale tra cittadino e Inps.

Per tali motivi, la Corte ha accolto il ricorso dell'interessato (esonerando anche il patronato da ogni responsabilità), riconoscendogli il diritto al risarcimento del danno in un importo commisurabile a quello delle retribuzioni perdute fra la data della cessazione del rapporto di lavoro e quella dell'effettivo conseguimento della detta pensione, in forza del completamento del periodo di contribuzione a tal fine necessario, ottenuto col versamento di contributi volontari, da sommarsi a quelli obbligatori anteriormente accreditati.

Ha rinviato, poi, alla Corte di Appello la previsione di una possibile limitazione della responsabilità dell'Inps per concorso di colpa del lavoratore (ovvero per valutare fino a che punto l'assicurato abbia trascurato tutte le espressioni cautelative usate dall'Istituto e idonee a far dubitare dell'esattezza dei dati esposti).

In ogni caso, per fugare eventuali dubbi, sia che si tratti di uscita per vecchiaia sia che ci si dimetta volontariamente dal lavoro per presentare poi istanza di anzianità (nel settore bancario, ricorrendo ai fondi agevolativi per l'uscita), tutti i lavoratori, minorati della vista o meno, dovranno richiedere all'Inps l'estratto conto certificativo e non solo quello assicurativo anche per via patronale. I tempi di attesa per il rilascio di tale attestazione possono essere più lunghi (il rilascio di un estratto conto assicurativo richiede, invece, un paio di giorni dalla richiesta) ma essa dà sicuramente maggiori garanzie nel rilevare la posizione previdenziale personale.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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Giornale UICI del 07-03-2014

Immigrati: sì ad indennità di accompagnamento anche senza carta di soggiorno

La Corte Costituzionale, con la sentenza 15 marzo 2013, n. 40, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 80, comma 19, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2001) «nella parte in cui subordina al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della indennità di accompagnamento di cui all'articolo 1 della Legge 11 febbraio 1980, n. 18 (Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili) e della pensione di inabilità di cui all'art. 12 della Legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del Decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore di mutilati ed invalidi civili)».

La disposizione come formulata escludeva dal beneficio tutti quegli stranieri che, seppur erano in possesso dei requisiti sanitari necessari, erano, però, presenti in Italia da meno di cinque anni e quindi impossibilitati ad avere il documento di soggiorno richiesto.

Secondo quanto precisato dalla Corte Costituzionale nella sentenza in commento, tale situazione portava ad una discriminazione e disparità di trattamento in ordine ai diritti fondamentali della persona tra cittadini italiani e cittadini stranieri, rappresentando una violazione del diritto alla salute tutelato costituzionalmente.

L'assistenza alle famiglie che abbiano all'interno portatori di handicap grave non può essere rifiutata in ragione della «mera dura del soggiorno».

Si legge, infatti, testualmente, nella decisione in oggetto che ... «In ragione delle gravi condizioni di salute dei soggetti di riferimento, portatori di handicap fortemente invalidanti (in uno dei due giudizi a quibus si tratta addirittura di un minore), vengono infatti ad essere coinvolti una serie di valori di essenziale risalto - quali, in particolare, la salvaguardia della salute, le esigenze di solidarietà rispetto a condizioni di elevato disagio sociale, i doveri di assistenza per le famiglie - tutti di rilievo costituzionale in riferimento ai parametri evocati, tra cui spicca l'art. 2 della Costituzione - in base, anche, delle diverse convenzioni internazionali che parimenti li presidiano - e che rendono priva di giustificazione la previsione di un regime restrittivo (ratione temporis, così come ratione census) nei confronti di cittadini extracomunitari, legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato da tempo apprezzabile ed in modo non episodico, come nei casi di specie».

La concessione, quindi, agli stranieri extracomunitari, che siano legalmente soggiornanti in Italia, della indennità di accompagnamento nonché della pensione di inabilità, non può essere subordinata al «semplice» requisito della titolarità della carta di soggiorno.

a cura di Paolo Colombo (coordinatore del Centro di Documentazione Giuridica)

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L'agenda: appuntamenti del mese di aprile

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