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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Luglio 2013

SOMMARIO

Fai continuare a "parlare i libri": il centro del libro parlato f.lli milani ha bisogno anche di te

La Presidente della sezione di Brescia,

presso la quale è attivo il Centro del Libro Parlato F.lli Milani, desidera rendere partecipi le sezioni della Lombardia ed i loro soci, del momento di difficoltà che il Centro del Libro Parlato F.lli Milani sta attraversando a causa della difficile situazione sociale ed economica che coinvolge anche il nostro paese.

Le attività del Centro, infatti, faticano sempre di più a trovare un'adeguata copertura dei costi per i tagli crescenti dei contributi erogati dallo Stato, che fino al 2011 hanno sostenuto la sua attività, e per la significativa diminuzione delle donazioni offerte da parte dei privati.

In questa situazione di emergenza si desidera nuovamente sottolineare l'importanza rivestita dai contributi offerti, da parte degli utenti, per la sopravvivenza di un servizio che, fin dalla sua nascita, avvenuta nel 1974, è sempre stato gratuito e che, benché sia nato all'interno della sezione provinciale di Brescia, ad oggi, di fatto, soddisfa le esigenze culturali di tutti gli utenti lombardi e di molte persone residenti all'estero.

Lo staff del CLP F.lli Milani ed i volontari che operano al suo interno sono consapevoli del valore della cultura e dell'importanza di renderla fruibile da tutti.

Per questo motivo hanno fatto il possibile per portare avanti, parallelamente alla distribuzione gratuita di audiolibri, anche il pesante onere della produzione.

A tal proposito basti sapere che i costi per la produzione di un audiolibro ammontano a circa 500 euro e che il CLP F.lli Milani produce circa 50 audiolibri all'anno.

Il Centro, per sopravvivere, ha bisogno dell'aiuto di tutti.

Il contributo di ognuno di voi, piccolo o grande che sia, è per il servizio un dono prezioso.

Donate anche voi per il Centro del Libro Parlato F.lli Milani!

Codice IBAN: IT85U 03500 11282 0000000 58964

Causale: CLP F.lli Milani

Grazie di cuore per il vostro prezioso aiuto.

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Dalla sezione di brescia

Una bomboniera per sostenere il progetto "intervento precoce"

Informiamo che i componenti del Comitato Genitori sezionale hanno avviato da tempo un servizio di confezionamento bomboniere i cui proventi verranno devoluti al progetto di intervento precoce, realizzato presso la nostra sezione grazie ai finanziamenti dell'I.Ri.Fo.R. Regionale, e la partecipazione dell'Associazione "Nati per Vivere" di Brescia.

Ricordiamo che il progetto di intervento precoce ha, al suo interno, diverse attività atte ad accompagnare la crescita del bambino disabile all'interno della famiglia e nel contesto circostante. Le attività svolte sono: stimolazioni basali e visive, pre-orientamento e mobilità, psicomotricità, logopedia/disfagia e fisioterapia e vedono coinvolti circa 45 bambini di età compresa tra 0 e 6 anni.

Chi fosse interessato a sostenere il progetto attraverso l'acquisto di bomboniere può contattare la Sig.ra Silvia Marzoli all'indirizzo e-mail silvia.marzoli@gsmboy.it.

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Comunicazioni varie

Dalla Sezione di Brescia

Corso di autodifesa

Comunichiamo che il sig. Angelo Terlisio, istruttore di arti marziali, intende organizzare, per i soci, un corso di autodifesa personale.

Per richiedere informazioni e per segnalare il proprio interesse, si dovrà contattare Angelo Terlisio al seguente indirizzo e-mail: angeloterlisio@windrei.com; www.windrei.com.

Dalla sezione di como

Disponibile la Registrazione su CD in formato MP3 della visita guidata a villa Olmo del 28 maggio 2013

E' disponibile presso la Segreteria sezionale la registrazione su CD in formato MP3 dell'incontro tenutosi martedì 28 maggio presso la mostra di Villa Olmo con la guida dell'Assessore comunale alla cultura Luigi Cavadini e della Prof.ssa Franca Aiani. Ringraziamo il socio Andrea Mottalini che ci ha fornito la registrazione da lui effettuata.

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Il Corriere della Sera del 05-06-2013

«Scoprite i falsi ciechi senza danneggiare i veri»

"Scoprite i falsi ciechi senza danneggiare i veri".

L'errore Spesso i comportamenti ritenuti sospetti sono invece compatibili con l'handicap.

Claudio Arrigoni.

"Vogliono fare una retata? Vadano su un diamante a Milano o Bologna. Sono decine: fan credere di non vedere e giocano a baseball. Sì, sì, proprio quello sport dove bisogna colpire con una mazza una pallina e correre. Poi dicono di essere ciechi...". La provocazione è di Francesco Cusati, presidente del Gruppo Sportivo Non vedenti di Milano e giocatore dei Thunder's 5, una delle due squadre milanesi di baseball per ciechi.

Nasce dopo aver sentito l'ennesima notizia: "Queste campagne sui "falsi ciechi" o sui "falsi invalidi" sono fuorvianti e condotte con una superficialità impressionante".

Parole che sembrano uno scherzo, ma le segnalazioni di Inps e forze dell'ordine per individuare i "truffatori" (è il termine corretto: riferirsi a una "falsa" disabilità porta una percezione negativa su tutti) sono anche peggio di questa.

Si è letto che: giocano a carte, tagliano la legna, utilizzano Facebook, fanno la spesa, prendono in braccio un bambino, evitano un passeggino per strada, usano il bancomat. E si potrebbe continuare. Lamentano le associazioni: mesi di intercettazioni, indagini, pedinamenti per scoprire cose che una persona cieca o ipovedente fa normalmente, senza che ci si debba stupire.

Una situazione denunciata dall'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Il presidente, Tommaso Daniele, ha mandato una lettera anche a Guardia di Finanza ("Nessuna risposta") e Carabinieri ("Ricevuto, ma per un caffè"), dove offre collaborazione ed esprime apprezzamento "per il proficuo impegno nella individuazione dei falsi ciechi", fenomeno che "getta discredito su tutta la categoria dei disabili visivi che si sente negativamente coinvolta nelle campagne scandalistiche". Infatti, l'Uici si è anche costituita parte civile in processi. C'è un però: spesso sono denunciati come "falsi ciechi persone che tali non sono, discreditando l'intera categoria dei disabili visivi che si sente umiliata e offesa".

Un problema sotto molti punti di vista. Anche economico. "I comportamenti ritenuti sospetti, sono perfettamente compatibili con la cecità. Il 70% dei ricorsi vengono accolti dalla magistratura".

Non solo. Spesso non si affronta il problema della valutazione, che viene da medici e commissioni: i truffatori sono almeno due. Come rileva la Fish, Federazione Superamento Handicap, da fonti quali la Corte dei Conti, dal 2009 al 2012 sono stati effettuati circa 800 mila controlli nella ricerca di "falsi invalidi", quindi non solo legati alla cecità: "Nei primi due anni la pensione fu revocata nel 10 per cento dei casi, ma siccome l'Inps, dopo i ricorsi, soccombe in giudizio il 60 per cento delle volte, la percentuale scende al 4. Per il numero di controlli, l'Inps è stata costretta a ricorrere a risorse esterne (medici, ma anche legali). Nel 2011 per una cifra intorno ai 25,4 milioni. Con risultati esigui". Questo oltre alle spese interne.

C'è anche un problema di percezione della disabilità, in questo caso visiva, che in un periodo di crisi acuisce le difficoltà a reperire aiuti, invogliare a donazioni, magari anche solo a barrare la casella del cinque per mille. Spiega Rodolfo Masto, presidente Uici a Milano: "Appena escono queste notizie aumenta la diffidenza, scende l'attenzione, diminuisce anche la tensione dei volontari. Riprendere il rapporto di fiducia diventa difficile".

Claudio Arrigoni

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Marketpress.Info del 14-06-2013

Milano, Allianz Global Assistance sviluppa il progetto "Mylight"...

Allianz Global Assistance sviluppa l'innovativo progetto "Mylight" integrando nel proprio organico personale con disabilità visiva. Assunti a tempo indeterminato 10 operatori non vedenti o ipovedenti, di età compresa tra i 28 e i 43 anni, per l'assistenza ai clienti presso la Centrale operativa, attiva H24. Allianz Global Assistance Italia è la prima società del Gruppo in Europa a sviluppare un applicativo software ad hoc per personale con disabilità visiva. Allianz Global Assistance Italia, leader nell'assicurazione di viaggio, nell'assistenza e nei servizi alla persona ha sviluppato il progetto "Mylight" che prevede la formazione e l'assunzione a tempo indeterminato di personale non vedente e ipovedente all'interno della propria Centrale operativa, attiva 24 ore su 24, 365 giorni l'anno. Da sempre attenta ai temi di responsabilità sociale, la filiale Italia è stata scelta come Business Unit "pilota" all'interno del Gruppo Allianz Global Assistance per implementare in Europa un innovativo progetto per promuovere le pari opportunità lavorative, finalizzato a impiegare in azienda personale con disabilità visiva. Mylight infatti è un progetto di diversity management che ha determinato l'assunzione di persone ipovedenti e non vedenti per attività di assistenza ai clienti nella Centrale operativa. Allianz Global Assistance Italia ha inserito nel proprio organico 10 operatori diversamente abili, di età compresa tra i 28 e i 43 anni, sviluppando un applicativo software ad hoc, che tiene conto delle esigenze di ipovedenti, non vedenti e normodotati per offrire un ambiente gestionale pienamente accessibile e utilizzabile da tutti. --- Il software Mylight supporta le persone con disabilità visive nelle fasi di lettura e gestione delle richieste dei clienti: una sintesi vocale le guida nella compilazione dei campi, "leggendo" la pagina. L'applicativo dialoga con il software normalmente utilizzato nella Centrale operativa consentendo una gestione puntuale e aggiornata delle pratiche a tutti gli operatori coinvolti nelle varie fasi di assistenza al cliente. La gestione delle pratiche viene effettuata grazie all'ausilio dei più diffusi strumenti operativi per non vedenti, come il display Braille e le cuffie binaurali dotate di doppio canale audio per leggere l'applicativo Mylight tramite il lettore di schermo Jaws e ascoltare il cliente. A questi dispositivi si aggiungono un software di integrazione vocale e un software ingrandente. Selezione e formazione del personale non vedente o ipovedente I 9 operatori assunti da Allianz Global Assistance sono stati selezionati tra persone con disabilità visiva, in possesso di competenze linguistiche e spiccate capacità relazionali, fondamentali per gestire il lavoro nella Centrale operativa. Le attività di recruiting e formazione sono state sviluppate con il supporto dell'Istitutodei Ciechi di Milano e con il sostegno della Provincia di Milano, che ha partecipato attraverso l'Agenzia di formazione e orientamento al lavoro (Afol) e il Servizio provinciale Match per l'occupazione dei disabili. Le sessioni di formazione hanno coinvolto sia il personale ipovedente e non vedente che i colleghi impiegati presso la Centrale operativa. Le lezioni in aula dei neo-assunti sono state organizzate utilizzando il programma di sintesi vocale Jaws. Lo stesso team di 25 persone che all'interno di Allianz Global Assistance ha sviluppato "Mylight", prima di dedicarsi al progetto, ha partecipato a "Dialogo nel Buio", un percorso sensoriale guidato da non vedenti, allestito dal 2005 presso l'Istituto dei Ciechi di Milano e pensato per far comprende la realtà quotidiana che vivono persone con disabilità visiva. --- La compagnia ha ripensato anche il modo di condividere gli spazi interni all'azienda intervenendo direttamente sugli ambienti di lavoro. Per facilitare l'accesso ai dipendenti con disabilità visive è stato introdotto un percorso podotattile, è stata sostituita la moquette con materiale di differente consistenza e colore,sono stati posati segnalatori a terra in corrispondenza degli ingombri a muro. Anche la presenza di un cane-guida in ufficio, è stata gestita nel rispetto reciproco, con semplici accorgimenti per tutelare la sicurezza di tutti. "Il progetto Mylight -ha dichiarato Paola Corna Pellegrini, Ceo di Allianz Global Assistance in Italia - rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra azienda, da sempre, impegnata a promuovere le pari opportunità lavorative e a sostenere attività di Corporate Social Responsibility. L'integrazione di personale con disabilità visive all'interno della Centrale operativa, considerata un punto nevralgico del nostro business, è la dimostrazione concreta che crediamo fortemente in questo progetto. Mylight ci ha fatto crescere come azienda, e come individui, permettendoci di sviluppare ulteriormente la nostra capacità di lavorare in team per gestire situazioni complesse, valorizzando le peculiarità e le differenze di ciascuno di noi. Il prossimo passo sarà selezionare e inserire il decimo operatore con disabilità visive nel nostro organico". "L'adesione al progetto Mylight ha rappresentato una nuova sfida per l'Istituto dei Ciechi di Milano - hanno dichiarato Ivana Cavallini e Franco Lisi - sono stati raggiunti pienamente gli obiettivi prefissati facendo emergere le potenzialità e i talenti troppo spesso non valorizzati delle persone non vedenti. Il progetto costituisce un significativo punto di riferimento per le future attività dell'Istituto". Secondo Formazione Lavoro della Provincia di Milano "La peculiarità del progetto Mylight, che lo rende unico nel panorama del nostro territorio in tema di disabili e lavoro, è di avere consentito l'inserimento lavorativo di un numero significativo di disabili visivi nella stessa azienda per lo svolgimento di attività molto qualificate". Il progetto Mylight di Allianz Global Assistance si è classificato tra i finalisti dell'11^ edizione del Sodalitas Social Award, premio promosso da Fondazione Sodalitas e assegnato a imprese, associazioni imprenditoriali, distretti industriali e organizzazioni che si siano concretamente impegnate in progetti di Sostenibilità d´Impresa. Allianz Global Assistance Leader internazionale nell'assistenza, nell'assicurazione viaggio e nei servizi alla persona, attualmente il Gruppo conta 12.171 dipendenti che parlano 40 lingue diverse e lavorano in tutto il mondo attraverso una rete di 400.000 fornitori di servizi e 118 corrispondenti che operano in 150 Paesi. 250 milioni di persone, il 4% dell'intera popolazione del mondo, utilizzano i suoi servizi, in tutti i cinque continenti. In Italia, il fatturato consolidato di Allianz Global Assistance nel 2011 è stato di circa 127 milioni di euro. Allianz Global Assistance in Italia ha un organico di circa 470 persone, di cui oltre 230 lavorano nella Centrale Operativa, che eroga servizi 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno. Nel 2012, la Centrale Operativa ha ricevuto circa 900.000 chiamate e ha gestito oltre 200.000 casi.

Info: http://www.allianz-global-assistance/.

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Corriere di Como del 22-06-2013

Educatori per bimbi disabili sicuri solo fino a dicembre

COMO. Il futuro incerto delle Province, destinate a essere riorganizzate, accorpate e ridotte di numero, è una spada di Damocle che incombe su ben 145 bambini e ragazzi comaschi. Piccoli diversamente abili, soprattutto non vedenti e non udenti, che attualmente possono contare su un gruppo di 70 educatori. Professionisti che assistono i ragazzini a scuola ma anche a casa, nello sport e nel tempo libero, offrendo un supporto qualificato agli insegnanti da un lato e alle famiglie dall'altro.

La presenza di questi operatori, al momento, è garantita solo fino alla fine del 2013. L'assistenza infatti è di competenza dell'amministrazione provinciale, che gestisce direttamente il servizio affidandosi a una cooperativa sociale. L'incertezza sul futuro dell'ente dunque non può che ripercuotersi direttamente sull'organizzazione del lavoro degli educatori.

«Abbiamo stipulato un contratto con una cooperativa fino al 31 dicembre prossimo - dice Bruno Venturini, pedagogista, responsabile del servizio per l'amministrazione provinciale di Como - Dopo quella data, non sappiamo esattamente che cosa accadrà. Non sappiamo se ed eventualmente a chi saranno trasferite le competenze delle Province e come dovremo comportarci. Ci siamo riservati la possibilità di prorogare il contratto con la cooperativa che eroga il servizio, ma prevale l'incertezza».

Incertezza che si ripercuote direttamente sulla vita di 145 bambini e ragazzi e su quella delle loro famiglie. Piccoli con disabilità sensoriali, a volte accompagnate anche da altre problematiche. «Si va da bimbi dell'asilo nido fino a ragazzi delle superiori - spiega Venturini - In caso di iscrizione all'università, poi, ci occupiamo anche dell'accompagnamento iniziale, nella fase di inserimento. A scuola, il docente di sostegno è di competenza del ministero dell'Istruzione. Generalmente, però, la presenza è limitata a un certo numero di ore. La Provincia si affianca a questo servizio assicurando l'assistenza educativa ai bambini».

Gli educatori sono presenti a scuola ma anche, quando è necessario, al domicilio dei bambini oppure nei momenti di svago e tempo libero, ad esempio nella pratica di attività sportive.

Il budget a disposizione dell'amministrazione provinciale per garantire il servizio è stato, nell'ultimo anno, di 650mila euro circa. «Nel complesso, negli anni le risorse sono anche leggermente aumentate e comunque sono state sufficienti - dice il pedagogista di Villa Saporiti - L'ultimo anno abbiamo avuto un taglio del 10% circa, ma anche con questa somma è stato comunque possibile far funzionare il servizio. La preoccupazione maggiore riguarda più l'incertezza sulla futura gestione dell'assistenza piuttosto che il finanziamento».

L'amministrazione provinciale si rapporta soprattutto con le associazioni dei familiari dei bambini diversamente abili, con i quali ha rapporti costanti. L'organizzazione del servizio di sostegno educativo sembra efficace.

«Non spetta certo a me dirlo - conclude Bruno Venturini - ma complessivamente credo che il servizio funzioni e non ci sono grossi problemi. Ci confrontiamo con le varie associazioni che ci segnalano eventuali difficoltà. Questo anno scolastico si è chiuso senza problemi, il prossimo invece parte con una grossa incognita».

di Anna Campaniello

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Il Giorno del 06-06-2013

Disabili sui banchi. La Provincia ci ripensa e paga il conto

MONZA. È un accordo destinato a fare scuola. Ma in mezzo c'è una contesa fatta di polemiche, proteste dei Comuni, interrogazioni dell'opposizione in Consiglio provinciale. Fino alle carte bollate, che hanno visto la Provincia perdere i primi ricorsi delle famiglie degli studenti disabili che hanno scelto di presentare il conto dei loro diritti. Un conto lungo, con ancora 16 ricorsi pendenti al Tar e due al Consiglio di Stato. IL RISULTATO è l'intesa con la quale Palazzo Grossi destinerà 3 milioni e 200mila euro all'assistenza di 430 ragazzi con disabilità. Il protocollo è stato siglato ieri in Provincia dal presidente Dario Allevi e dai rappresentanti di Asl, Ufficio scolastico territoriale e Ambiti di Desio, Seregno, Monza e Vimercate, mentre Carate arriverà dopo il ballottaggio di domenica e lunedì. L'accordo, il primo in Lombardia, partirà con l'anno scolastico 2013-14 e riconosce alla Provincia la titolarità e il finanziamento dei servizi di assistenza alla comunicazione alle persone con disabilità sensoriale, di assistenza all'alunno con disabilità frequentante le scuole secondarie di secondo grado o percorsi di istruzione e formazione e di trasporto degli alunni disabili frequentanti scuole secondarie di secondo grado. «Chiudiamo così una delle pagine più sofferte di questi quattro anni della Provincia di Monza e Brianza - riconosce Allevi -. L'atteggiamento che abbiamo tenuto fino a poco tempo fa non voleva certo mettere in difficoltà queste famiglie, ma era un problema di competenze e di risorse: c'era un vuoto giuridico sul quale noi come Unione delle province e i Comuni come Anci hanno lanciato un grido d'allarme alla Regione, senza risposte. Così alla fine abbiamo deciso di fare da noi, rimboccandoci le maniche». Nel frattempo, ricostruisce Allevi, c'è stata la sentenza sfavorevole del Tar, con tutti gli altri casi pendenti: «Abbiamo preso atto di questa sentenza e realizzato un protocollo pilota sul quale ci stanno già chiamando da altre province. Così metteremo anche fine a qualche speculazione letta in questi anni». La Provincia riconoscerà a ciascun Ambito un quota annuale di 10mila euro quale compartecipazione agli oneri ed ai costi, da aggiungere ai budget definiti per ciascuno dei servizi, che ammontano a 6.000 euro, quale contributo individuale per i destinatari. Per il servizio trasporto la Provincia rimborserà la spesa sostenuta dai Comuni o da altri soggetti sulla base del costo standard definito dalla Regione. Previsto anche un rimborso sui costi sostenuti negli ultimi due anni scolastici.

di Monica Guzzi

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La Repubblica del 30-06-2013

Una palla da baseball per battere la sfortuna

MILANO. Un minimo vantaggio è di non essere proprio cieco: «Sono ipovedente, qualcosa intravedo - dice - per cui mi capita spesso, camminando per strada e dovendo chiedere qualche informazione, di essere scambiato per un mendicante o un malintenzionato. Una vita così non è facile, ma è molto migliorata due anni fa, quando all'Istituto dei Ciechi, dove lavoro come centralinista, mi hanno raccontato dei Lampi. Del baseball non sapevo neppure le regole, ma mi ha conquistato subito, e ho trovato anche e soprattutto un gruppo di amici». In soli due anni, da totale ignorante è passato a miglior giocatore della finale scudetto, con tanto di fuoricampo durante il match, un'impresa sportiva che ha del clamoroso.

Bravissimo, Dieng, anche perché fare un fuoricampo nel baseball per non vedenti è particolarmente difficile: tra le differenze del regolamento rispetto ai giocatori normodotati c'è anche che la palla, una volta battuta, deve toccare terra prima di entrare nella zona difensiva, quindi la velocità rallenta. Ma il fuoricampo non è impossibile, evidentemente: in finale ci è riuscito anche Sarwar Ghulam, dei Thunder's Five. Non è l'unica regola a essere modificata per i ciechi, e d'altronde è indispensabile per permettere anche a chi non vede di praticare uno sport basato proprio sulla vista. Anzitutto, nella palla è inserito un sonaglio che permette ai giocatori di orientarsi, poi la prima base non è una zona di conquista ma solo di passaggio, e le corsie sono in terra rossa circondate da erba, per fare capire se si sta deviando dalla retta via. Ma per orientare chi sta correndo ci sono anche dei giocatori vedenti che lo guidano col suono di due palette, e quando si passa sopra una base c'è un segnale acustico. Infine, la battuta. Il lanciatore non c'è, fa tutto da solo il battitore, quasi come nel tennis.

E le donne battono 4 metri più avanti.

Già, perché il baseball per non vedenti è uno sport misto. E dei Lampi fa parte Ilaria Granata, 32enne che è stata premiata come migliore difensore del campionato: «Una donna in questo sport passa inosservata - sorride - in fondo le squadre sono miste anche di età, il sesso del giocatore conta poco». Ilaria ha perso la vista una decina di anni fa, «ma da allora faccio anche più sport di prima. Ad esempio mi dedico molto alla scherma, specialità spada. Quando mi hanno proposto il baseball confesso che mi era sembrata una cosa da baraccone: i sonagli, le palette... Appena ho iniziato a farlo non ho più smesso. E ora eccomi qui con lo scudetto sulla maglia. Ancora non ci credo ».

Non ci credeva nessuno, questo va detto: «Onestamente partivamo parecchio sfavoriti - ammette il capitano, Maurizio Scarso, battitore designato, 50enne - ma questo rende la nostra vittoria ancora più bella, anche perché ottenuta contro la squadra dalla quale siamo nati e con cui c'è una sana rivalità sportiva, ma anche amicizia. Spesso ci alleniamo anche insieme. Perché il bello di questo sport è che unisce. E che - grazie alle guide sonore - anche chi non vede può correre a tutta birra senza il timore di doversi scontrare con qualcuno». Dare tutto quel che si ha, bella metafora.

di Luigi Bolognini

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Redattore Sociale del 05-06-2013

Milano: Smartphone e microchip per guidare i non vedenti all'orto botanico

Lungo il percorso sono interrati microchip che toccati da un bastone speciale inviano a un telefono cellulare indicazioni su come muoversi e informazioni su cosa si costeggia. Il progetto sarà inaugurato l'11 giugno a Brera

MILANO. Un bastone speciale in una mano e uno smartphone nell'altra: basta poco a una persona non vedente per visitare l'orto botanico di Brera in completa autonomia. Grazie a un progetto che verrà inaugurato martedì 11 giugno da Pasquale Tucci, Direttore del Museo astronomico e orto botanico di Brera, con la partecipazione dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti, dell'assessore al Benessere Chiara Visconti e del Rotary club Milano Brera, ente finanziatore del progetto.

A guidare la persona non vedente tra varietà di salvia provenienti da tutto il mondo e magnolie secolari è un meccanismo innovativo, unico in tutta Italia: lungo il percorso sono interrati microchip che toccati dal bastone inviano a un telefono cellulare indicazioni su come muoversi e informazioni su cosa si costeggia. In questo modo si ha il nome della foglia che si tocca o l'età dell'albero che si incontra.

"È un progetto culturale interessante in fase di sperimentazione - afferma Franco Lisi, presidente dell'Unione Italiana ciechi e ipovedenti - ma che possiede un valore aggiunto: è un atto significativo di civiltà e attenzione verso la disabilità, soprattutto in questo momento di crisi"

Le persone non vedenti potranno avventurarsi in questo museo a cielo aperto accompagnati dai propri familiari. Ma non avranno più bisogno di qualcuno che spiega loro come muoversi o cosa si osserva. Per prenotare la visita gratuita che si terrà da martedì 11 giugno il primo e il terzo martedì di ogni mese occorre inviare una mail a infobrera@unimi.it. (Alice Biella)

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

"Le parole che fanno bene al cuore"

Carissimi,

faccio seguito alla circolare n. 182/2012 con la quale davo notizia della pubblicazione del mio libro "Le parole che fanno bene al cuore" promettendo che sarebbe stato l'ultimo da Presidente. Non so se riuscirò a mantenere questa promessa: ho già creato le premesse per una nuova produzione; non è escluso, quindi, che sarete costretti a leggermi ancora!

Tuttavia, le ragioni della presente circolare non risiedono nell'annuncio della possibilità di un nuovo libro, desidero soltanto farvi sapere, che aldilà del formato cartaceo, ordinabile nelle librerie di Feltrinelli al prezzo di Euro 25,50, oppure on line http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=721029 al prezzo di Euro 18,00 + le spese di spedizione, il libro si può acquistare in formato MP3 ed in una versione speciale riservata agli ipovedenti, cosiddetta full-text che comprende, oltre al parlato, lo scritto a caratteri ingranditi. Entrambe le versioni possono essere acquistate inviando la somma di Euro 10,00 al Centro Nazionale del Libro Parlato sul c/c postale n. 279018 specificando la causale: "Contributo per Le parole che fanno bene al cuore" ed il tipo di formato richiesto.

Naturalmente l'intero contributo è a favore del suddetto Centro Nazionale del Libro Parlato.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

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Pubblicazione applicazione per iOS "Libro Parlato Online"

Siamo lieti di annunciare che, in data odierna, è stata pubblicata nell'Apple Store "Libro Parlato Online". Si tratta di una nuovissima applicazione, assolutamente gratuita, che il Centro Nazionale del Libro Parlato dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS ha commissionato al fine di mettere a disposizione il proprio patrimonio librario prodotto nello standard internazionale DAISY, consentendo in tal modo di effettuare il download delle opere in mobilità agli utilizzatori dei seguenti dispositivi Apple:

iPhone (3GS, 4, 4S, 5); iPod Touch (terza generazione, quarta generazione, quinta generazione); iPad.

L'applicazione permette di consultare il catalogo eseguendo ricerche per "Titolo", "Autore" e "Genere". Scorrendo la lista è possibile conoscere i dettagli dell'opera ed eseguire il prelievo sul proprio dispositivo, per poter poi ascoltare la stessa in un secondo momento anche in assenza di collegamento ad internet. Il prelievo del libro è consentito solo agli utenti registrati secondo le modalità di iscrizione al servizio, mentre la consultazione del catalogo è libera.

La gestione del formato DAISY da parte dell'applicazione permette al software di navigare tra "Capitoli", "Paragrafi", "Pagine", ecc.

Terminato l'ascolto viene memorizzata la posizione e alla successiva riapertura dell'opera l'ascolto riprende automaticamente da dove è stato interrotto.

L'utente ha anche la possibilità di impostare propri segnalibri che potranno essere richiamati successivamente.

Oltre al prelievo mediante la funzione di ricerca è possibile inserire nei dispositivi le opere del libro parlato anche con la funzione di condivisione di iTunes, o con programmi che permettono la funzione "Apri con..." come per esempio la app "Mail".

Augurandoci che questo nuovo sforzo compiuto dal nostro Centro possa incontrare il gradimento dei nostri utenti, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Il Presidente Nazionale

prof. Tommaso Daniele

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Concorso Nazionale di Poesia e Concorso Nazionale di Racconti Brevi a Tema riservato a persone con cecità o ipovisione grave. Reggio Emilia. 2013

Ci è gradito comunicare che la Sezione Provinciale di Reggio Emilia della nostra Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti indice, per il 2013, la XXII Edizione del Concorso Nazionale di Poesia e la II Edizione del Concorso Nazionale di Racconti Brevi a Tema.

Riservati a persone con cecità o ipovisione grave, i due Concorsi sono banditi mediante il seguente avviso di selezione.

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XXII CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E II CONCORSO NAZIONALE DI RACCONTI BREVI A TEMA RISERVATO A NON VEDENTI

Il XXII concorso nazionale di poesia è a tema libero, il II concorso nazionale di racconti brevi ha come tema "un'emozione da ricordare".

I concorsi sono aperti a tutti i ciechi assoluti e ai disabili visivi con un residuo non superiore ad 1/10, soci o non soci dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e senza limiti di età.

Ogni partecipante deve versare, per ciascuno dei concorsi ai quali desidera prendere parte, un contributo di iscrizione di € 10,00 su c/c/p 14981427, intestato a Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti - Corso Garibaldi 26 - 42121 Reggio Emilia, di cui allegherà copia nella busta contenente i dati personali.

Per il concorso di poesia, ogni concorrente può inviare un massimo di due opere mentre per quello di racconti brevi una, della lunghezza massima di 2 cartelle da 32 righe di 65 battute, scritte con un carattere standard (tipo arial, tahoma, times new roman o verdana), dimensione 12 punti, interlinea 1,5; le opere non devono aver partecipato ad altri concorsi letterari e possono essere redatte in scrittura braille o in nero.

Gli elaborati devono pervenire all'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Sezione di Reggio Emilia, Corso Garibaldi n. 26, entro le ore 12.00 di mercoledì 30 ottobre 2013 ed indicare sulla busta il nome del concorso.

Le opere devono essere contrassegnate da un motto o da una sigla e alle stesse deve essere unita una busta chiusa, recante esternamente il motto ma senza indicazione del mittente, all'interno della quale deve essere contenuto nuovamente il motto o la sigla e le generalità dell'autore: nome, cognome, età, indirizzo, n. telefonico, e-mail e la dichiarazione di appartenere alla categoria dei disabili visivi con un visus non superiore ad 1/10; questa Sezione si riserva in qualsiasi momento di verificare la veridicità di quanto dichiarato mediante richiesta del verbale attestante la minorazione.

Le buste con le generalità dei partecipanti saranno aperte solo dopo che la giuria avrà stilato la graduatoria delle opere; ai concorrenti verrà data comunicazione dell'esito dei concorsi, del luogo e del giorno delle premiazioni, che si terranno presumibilmente il giorno sabato 7 dicembre 2013.

La Sezione si riserva il diritto di raccogliere le opere ammesse ai concorsi in una pubblicazione e di richiedere a tal fine ai partecipanti la versione digitale delle stesse a premiazioni avvenute.

In entrambi i concorsi saranno premiate le prime 3 opere classificate a giudizio insindacabile della giuria, nominata dal Consiglio Provinciale dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Reggio Emilia, con l'assegnazione dei seguenti premi:

I classificato: € 400,00 e riconoscimento al merito; II classificato: € 200,00 e riconoscimento al merito; III classificato: riconoscimento al merito; la giuria si riserva inoltre la possibilità di consegnare un riconoscimento speciale ai concorrenti reggiani meritevoli.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgersi alla segreteria della Sezione U.I.C.I di Reggio Emilia telefono 0522/435656 e-mail uicre@libero.it.

Il Presidente Provinciale U.I.C.I., dott.ssa Chiara Tirelli

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di giugno

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Attività formative anno 2013 - Evento formativo nazionale per Fisioterapisti e Massofisioterapisti "Un passo nel presente, un passo verso il futuro: comunicazione e implicazioni formative e professionali in ambito fisioterapico" - Napoli, 06/08 settembre 2013 - Comunicazioni

Circolare I.RI.FO.R. Centrale n. 16/2013

Si fa seguito a Circolare n. 13 di pari oggetto, per rammentare che l'I.Ri.Fo.R nazionale, in collaborazione con l'Istituto per i Ciechi "Paolo Colosimo" di Napoli, organizzerà l'evento formativo accreditato nell'ambito del Programma nazionale di Educazione Continua in medicina (E.C.M.) rivolto a tutti i Fisioterapisti e Massofisioterapisti non vedenti, ipovedenti e normovedenti operanti sul territorio nazionale dal titolo "Un passo nel presente, un passo verso il futuro: comunicazione e implicazioni formative e professionali in ambito fisioterapico".

L'iniziativa si svolgerà a Napoli presso l'Istituto per i Ciechi "Paolo Colosimo" da venerdì 6 a domenica 8 settembre 2013.

L'iscrizione al Corso prevede il versamento di una quota di Euro 30,00 (trenta/00) per gli iscritti all'U.I.C.I. in regola con il tesseramento 2013 e di Euro 50,00 (cinquanta/00) per i non iscritti, mentre le spese di viaggio, vitto e alloggio saranno a totale carico dei partecipanti.

La quota comprende la partecipazione alle attività di formazione, la fornitura del materiale didattico in formato accessibile e il conseguimento dei crediti E.C.M.

Finalità

Il Corso ha lo scopo di proporre un momento di formazione e confronto su temi quali:

- comunicare per lavorare meglio: le competenze e le dinamiche relazionali nell'equipe interprofessionale

- la disabilità visiva: concetti generali e implicazioni formative e professionali in ambito fisioterapico

- stato dell'arte professionale della categoria massofisioterapisti e fisioterapisti non vedenti e ipovedenti sul territorio nazionale: il contributo sociologico e normativo.

Esso intende far acquisire ai partecipanti conoscenze teoriche e aggiornamenti in tema di fisiologia della reazione da stress (post-traumatico) nella psicodinamica degli stati di sofferenza contribuendo a migliorarne le capacità relazionali e comunicative.

Ulteriore obiettivo consiste nell'acquisizione di conoscenze in tema di normative comuni e speciali di accesso alla professione.

Metodologia di lavoro

Domande di partecipazione

Le candidature dovranno pervenire entro il 19 luglio 2013, utilizzando l'apposito modulo di iscrizione. Le domande dovranno essere corredate dalla copia della ricevuta del versamento dell'iscrizione.

L'indirizzo per l'invio delle candidature è il seguente:

I.Ri.Fo.R. Onlus

via del Tritone n.197

00187 ROMA

Fax: 0645440744

email: archivio@irifor.eu

La data di arrivo delle adesioni potrà essere considerato quale criterio di ammissione nel caso di un elevato numero di domande.

alberghiera.

Note organizzative

L'arrivo presso la sede formativa dell'Istituto per i Ciechi "Paolo Colosimo" di Napoli, dovrà avvenire entro le ore 13.45 di venerdì 6 settembre 2013 per consentire il regolare avvio delle attività.

Il termine delle attività formative accreditate ai fini E.C.M. è previsto per le ore 18.45 di sabato 7 settembre 2013, mentre per i soci che vorranno prendere parte ai lavori di domenica 8 settembre, le attività si svolgeranno dalle ore 08.30 fino alle ore 12.30.

Come anticipato le spese di viaggio, vitto e alloggio, sono a carico dei singoli partecipanti, così come l'onere della prenotazione alberghiera che potrà essere effettuata direttamente presso il Grand Hotel Capo di Monte, la struttura alberghiera con la quale l'Istituto ospitante ha stipulato un'apposita convenzione.

E' importante rilevare che il pranzo di sabato 7 settembre, così come i coffe break, saranno offerti dall'Istituto "Paolo Colosimo".

I trasferimenti da e per l'Istituto "Paolo Colosimo", potranno essere concordati con UNIVOC di Napoli, contattando il numero 08119915172/3 (martedì ore 14.30 - 17.00; mercoledì e giovedì ore 10.00 - 12.30), o inviando una mail alla responsabile operativa del Comitato, referente del progetto, dottoressa Gavioli Mirella, all'indirizzo mirella.gavioli@gmail.com.

Il file contenente il testo integrale della presente circolare, la scheda d'iscrizione e la sintesi dell'offerta può essere richiesto allo stesso I.RI.FO.R. Centrale utilizzando i contatti in precedenza riportati.

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Attività formative anno 2013 - III edizione del corso online di preparazione agli esami per il conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL)

Circolare I.RI.FO.R. Centrale n. 19/2013

Questo Istituto, nel quadro delle iniziative programmate per il 2013, realizza la III edizione del "Corso online di preparazione agli esami per il conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL)".

Requisiti indispensabili

Per la fruizione del corso è necessario:

Quota di Partecipazione

La quota di partecipazione ad una singola edizione, comprensiva della skills card, prevede da questo anno un contributo spese di € 150,00 per tutti i partecipanti da versare tramite conto corrente postale n. 34340000 intestato a: I.Ri.Fo.R. onlus - via Borgognona, 38 00187 Roma con causale "Iscrizione Corso ECDL 2013 - edizione n 3", oppure tramite bonifico postale codice IBAN IT 15 H 07601 03200 000034340000.

Gli interessati dovranno far pervenire a mezzo posta, e-mail o via fax, l'allegata domanda di partecipazione con la ricevuta del versamento spese entro il 6 settembre 2013.

Promozione attività

A coloro che hanno rinnovato l'iscrizione all'Albo Nazionale dei docenti informatici per minorati della vista o degli esperti delle problematiche dell'accessibilità è riservato uno sconto del 30%. Si rammenta, infine, che è gratuita la partecipazione dei volontari del Servizio Civile attualmente in servizio presso le sedi U.I.C.I.

Modalità operative

L'erogazione del corso avverrà tramite la piattaforma didattica dell'Istituto, a cui ogni partecipante potrà accedere a seguito di inserimento di apposito identificativo che sarà comunicato all'atto dell'avvenuta iscrizione.

Il corso è suddiviso in 28 lezioni teoriche settimanali (4 per ogni modulo) e in 28 incontri on line (ogni venerdì) con un tutor per i chiarimenti necessari a favorire il miglior apprendimento dei corsisti. E' altresì disponibile un apposito Forum per lo scambio di osservazioni e comunicazioni tra i corsisti. A conclusione di ogni modulo, sono erogate specifiche esercitazioni.

La terza edizione avrà inizio lunedì 23 settembre 2013.

Esami per il conseguimento dell'ECDL

Per quanto riguarda gli esami previsti per il conseguimento dell'ECDL, gli iscritti avranno facoltà di sostenerli presso qualsiasi test center accreditato da AICA o presso la nuova sede formativa dell'I.Ri.Fo.R. (test center accreditato AICA) sita a Roma, Via del Tritone, 197 (per il calendario 2013 si veda la circolare n. 3).

Per qualsiasi altra informazione è possibile contattare la segreteria del test center al seguente numero telefonico: 06/69988606 oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo segreteria@irifor.eu.

Il file contenente il testo integrale della presente circolare comprensivo della scheda d'iscrizione, nonché quello contenente la circolare n. 3 con il calendario delle date degli esami, possono essere richiesti all'I.RI.FO.R. Centrale utilizzando i contatti sopra riportati.

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Nuovo sito dell'I.Ri.Fo.R.

Circolare I.RI.FO.R. Centrale n. 20/2013

Abbiamo il piacere di comunicare che da pochi giorni è stato pubblicato il nuovo sito dell'I.Ri.Fo.R. (all'indirizzo www.irifor.eu)

Il sito risponde pienamente ai requisiti di accessibilità attualmente previsti. Tuttavia, volendo essere un modello di come andrebbe realizzato un sito pienamente accessibile senza penalizzare gli elementi estetici, vi preghiamo di inviarci consigli e suggerimenti (info@irifor.eu).

Il sito e' stato progettato in modo tale da soddisfare i requisiti fondamentali dell'accessibilità per un elevato numero di utenti.

Le immagini hanno carattere decorativo e, quando necessario, sono state utilizzate per realizzare loghi e sono state brevemente commentate.

Nelle prossime settimane inizierà la pubblicazione della rivista "Oltre il Confine" nella nuova versione telematica e sarà possibile scaricarla gratuitamente.

E' anche possibile iscriversi ad una newsletter per ricevere direttamente tutte le comunicazioni.

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Superando.it del 24-06-2013

"Fare" sì, ma fare anche inclusione

di Franco Bomprezzi

Torna in auge il verbo "fare" [il riferimento specifico è al cosiddetto "Decreto del fare", prodotto dal Governo Letta, N.d.R.] come sinonimo di concretezza, di programmi operosi per la ripresa del Paese, di collaborazione fra pezzi diversi della società, con l'obiettivo comune di uscire dalla crisi.

Eppure mi colpisce come, fra i tanti proclami più o meno bipartisan di queste settimane, manchi quasi completamente (a meno che non mi sia sfuggito qualcosa) un impegno preciso a considerare, all'interno del "fare", anche le politiche attive di inclusione delle persone con disabilità.

Il dibattito è tutto attorno ai sacrifici, alla partecipazione alla spesa, alla riduzione delle agevolazioni, alla definizione dell'ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.], in modo tale da garantire maggiore equità (il che è sacrosanto), ma intanto soprattutto maggiori entrate nelle casse dello Stato. C'è come uno iato sempre maggiore tra la consapevolezza che il welfare deve prendersi carico delle persone più in difficoltà e delle loro famiglie, specie quando si è in situazione di non autosufficienza, e l'impegno, sempre più evanescente, per mantenere vive le politiche di inclusione sociale e lavorativa per tutti coloro che possono, o potrebbero essere, produttivi al pari degli altri.

Le cronache ci raccontano di licenziamenti e di cassa integrazione di massa, e pochi si accorgono che all'interno di questi numeri impressionanti ci sono adesso anche i lavoratori e le lavoratrici disabili, o che hanno in famiglia una o più persone da accudire in modo permanente e costoso.

C'è quasi la non dichiarata convinzione che in qualche modo questa espulsione silenziosa dal mondo del lavoro sia un danno collaterale inevitabile, dal momento che la crisi colpisce anche e prima di tutto chi è "abile". La solidarietà si sfarina, e le storie diventano drammi individuali, spesso nascosti per pudore o per la sensazione di una totale impotenza di fronte ad eventi epocali e collettivi così gravi.

Nel piano del lavoro invocato in questi giorni dal movimento sindacale e anche dagli imprenditori è doloroso notare che non si fa cenno, quasi mai, al lavoro negato in massa alle persone con disabilità. E si dimentica che ogni persona capace di produrre reddito è una risorsa per una serie di consumi ben precisi: dalla mobilità (acquisto e allestimento di autovetture adattate, uso dei trasporti pubblici..) all'abbigliamento (non solo la tuta da tenere in casa perché tanto non c'è motivo di uscire...), dall'acquisto di tecnologie e di strumenti di comunicazione (smartphone e tablet si stanno rivelando potenti strumenti di inclusione anche delle disabilità sensoriali, con le opportune applicazioni) al superamento di barriere architettoniche nelle abitazioni (per uscire di casa ogni giorno in modo autonomo) e nei luoghi di lavoro (utilizzando le agevolazioni fiscali e i contributi che pure ci sono).

Se non si riesce ad avere questo sguardo inclusivo sulla disabilità, che non è un universo indifferenziato, e che non comprende solo coloro (che pure sono numerosi) che non sono in grado in alcun modo di contribuire allo sviluppo economico del Paese, si rischia oltretutto di aumentare in modo esponenziale la quota da destinare alla pura assistenza, dilatando la spesa pubblica, e impedendo in tal modo di intervenire in modo efficace e adeguato nei casi di handicap grave e di totale non autosufficienza.

Occorre "fare squadra", e il discorso vale ovviamente anche per il mondo variegato delle associazioni di tutela delle persone con disabilità, che mai come adesso devono riuscire a superare diffidenze e storie diverse, incontrandosi sul terreno comune dei diritti e dei bisogni reali di ciascuno. E occorre che il Governo, qui e adesso, se ne accorga e batta un colpo.

Franco Bomprezzi

Direttore responsabile di «Superando.it».

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Superando.it del 26-06-2013

Questi sono i veri sprechi sulla disabilità

ROMA. Quanto spreca l'Italia per l'accertamento dell'invalidità? E quanto deriverebbe in termini di risparmio dalla semplificazione amministrativa? Sono questi i quesiti al centro di un'elaborazione propositiva che la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) invierà nei prossimi giorni ai Ministeri della Salute, della Funzione Pubblica, del Lavoro e delle Politiche Sociali, e dell'Economia.

«L'intero àmbito della disabilità - si legge in una nota prodotta dalla Federazione - è regolamentato da norme disorganiche, prive, fra l'altro, di attenzione ai costi dell'impianto di valutazione e di verifica delle condizioni soggettive. Nelle norme italiane, infatti, si rinvengono numerosissime definizioni "medico-legali", quasi mai sovrapponibili, legate ad altrettanti status. Per ciascuno status, poi, sono previste modalità diverse che innescano percorsi differenziati. Costi su costi, visite su visite, spesso inutili e superflue: si pensi ad esempio che la legge prevede che al diciottesimo anno di età, qualsiasi persona con invalidità debba essere rivalutata, anche se affetta da una menomazione gravissima. Oppure si pensi alla moltiplicazione delle visite per poter accedere alla riabilitazione (una del medico territoriale, l'altra del medico della struttura convenzionata) o per ottenere il sostegno scolastico, o per iscriversi alle liste di collocamento».

Nell'analisi che la FISH sta per presentare, dunque, si evidenzia innanzitutto quello che viene definito come «un elevatissimo numero di operatori, in particolare medici, coinvolti nelle attività di accertamento, valutazione, verifica, conferma e controllo delle diverse condizioni sanitarie». Il che «comporta un costo elevatissimo e non giustificabile, oltre che sottrarre risorse utili ad altri servizi e prestazioni». «Ogni Commissione ASL di accertamento di invalidità - si cita a mo' di esempio - è composta da tre medici ASL (dipendenti o convenzionati), un medico INPS e un medico rappresentate delle Associazioni di categoria (a carico dello Stato), per un totale di cinque medici. Ma i verbali rilasciati da questa prima commissione vengono poi verificati da una seconda Commissione dell'INPS di uguale composizione».

Impressionanti anche le cifre: nel solo 2011, infatti, risulta che le domande di accertamento per invalidità (o handicap o disabilità) siano state un milione e 200.000, con altrettante valutazioni e relativi costi.

Tra gli altri esempi significativi riportati dalla FISH, vi è poi quello riguardante «il caso non infrequente dei bambini nati con una severa patologia congenita: prima dei vent'anni di vita la persona viene visitata mediamente, per i motivi "fiscali" più disparati, sette volte, con il coinvolgimento di sessantasette medici. E il numero può aumentare, se la persona viene anche convocata a controlli straordinari».

Altro tema centrale, che vede impegnata la Federazione ormai da anni, è quello dei costi definiti «spaventosi», per i controlli straordinari sulle invalidità (800.000 dal 2009 al 2011, altri 450.000 nei tre anni successivi). «Solo per pagare medici esterni all'INPS - si legge nella nota della FISH - la spesa dell'Istituto è passata da 9 milioni nel 2010 a 25 milioni nel 2011. E questa è solo una parte minima della spesa complessiva. Non si devono infatti dimenticare quelle per le lettere di convocazione (un milione e 250.000), le spese amministrative, i medici dipendenti coinvolti, i costi dell'assistenza dei CAAF (Centri di Assistenza Fiscale) e i successivi ricorsi».

Già, i ricorsi. Infatti, come viene evidenziato dalla Federazione, «tale impianto normativo e burocratico è motivo di un ampio contenzioso, con 325.926 cause civili pendenti in materia di invalidità (fonte: Determinazione 91/12 della Corte dei Conti), per un giro d'affari stimato - per legali, periti e patronati - in circa 2 miliardi di euro».

Per non parlare, infine, della lentezza del sistema - denunciata tra l'altro, in questi giorni, con estrema chiarezza anche dall'organizzazione Cittadinanzattiva -: fra la presentazione della domanda di accertamento e l'erogazione delle provvidenze economiche trascorrono infatti mediamente 278 giorni per l'invalidità civile, 325 per la cecità civile e 344 per la sordità.

«Ciò che tale situazione comporta - conclude la nota della FISH - sorvolando per un istante sull'enorme disagio subìto dai cittadini, è meritevole di un intervento di semplificazione e di revisione immediata. Ed è in questa direzione che la nostra Federazione proporrà una revisione dei criteri di valutazione di invalidità, un intervento normativo di revisione delle disposizioni vigenti, per renderle omogenee, una massiccia semplificazione normativa, che restituisca ai soli servizi pubblici territoriali il compito di valutare la disabilità in funzione dell'inclusione sociale e dell'autonomia personale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Superando.it del 28-06-2013

Sempre più dura la vita, per i veri invalidi

Mentre si spende e si spande per la lotta ai "falsi invalidi", il cittadino che prova a fare domanda per l'invalidità si scontra con un percorso labirintico e ostile, con la burocrazia e la scarsa informatizzazione del sistema e attende in media un anno per ottenere i benefìci economici connessi, contro i centoventi giorni stabiliti dalla legge.

Ad essere lento e farraginoso è tutto il percorso per l'accesso alla invalidità civile, con tempi di anno in anno più lunghi rispetto all'anno precedente: solo per essere convocati alla prima visita, ad esempio, nel 2012 sono passati in media otto mesi, rispetto ai sei del 2011 e undici mesi per ricevere il verbale, rispetto ai nove dell'anno precedente.

Secondo la più recente relazione presentata dalla Corte dei Conti, dalla presentazione della domanda alla chiusura dell'iter, si attendono in media 278 giorni per accertare l'invalidità, 325 per la cecità civile, 344 per la sordità. I costi di tali ritardi ammontano nel solo 2011 a 24 milioni di euro. Se a questi, poi, si aggiungono i 34 milioni spesi per i medici convenzionati INPS, si arriva a un totale di 58 milioni di euro "bruciati" di fatto dalla cosiddetta "caccia ai falsi invalidi" che, secondo il Rapporto 2012 della Guardia di Finanza, sono poco più di mille, pari allo 0,04% degli aventi diritto.

E ancora, è altrettanto inconfutabile che i medici impiegati per le attività di verifica straordinaria siano stati di fatto sottratti all'attività ordinaria per la concessione della invalidità: nel 2011, infatti, essi sono stati regolarmente presenti nelle Commissioni ASL in poco più di un caso su tre (tasso di presenza del 37,7% rispetto al 46% del 2010). A tutto ciò si aggiunga la scarsa informatizzazione delle ASL stesse, che hanno trasmesso in formato elettronico all'INPS solo il 56% dei verbali. Il restante 44% in formato cartaceo ha comportato un dispendio di risorse e di tempo per l'inserimento nella piattaforma INPS. Per contro, oltre il 45% dei cittadini che avanza domanda di invalidità, si scontra con la lentezza dell'iter burocratico.

Sono questi i principali elementi del I Rapporto Nazionale sull'Invalidità Civile e la Burocrazia, presentato da Cittadinanzattiva, che nel maggio del 2011 aveva lanciato la campagna provocatoriamente denominata VIP (Very Invalid People). Il documento prende in esame 3.876 segnalazioni giunte al PIT (Progetto Integrato di Tutela) Area Salute Nazionale e alle sedi del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, nel corso del 2012.

«È inaccettabile - dichiara Tonino Aceti , responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva - che, per contenere la spesa assistenziale, si neghi al cittadino il diritto costituzionale all'invalidità civile, aumentando i momenti accertativi, rivedendo al ribasso i criteri reddituali e sanitari per l'assegnazione delle indennità, e al contrario mancando di semplificare l'attuale iter amministrativo, che oltre a produrre forti ritardi, brucia solo per interessi passivi 24 milioni di euro in un anno. Né ci è dato sapere quanti siano e quali provvedimenti siano stati presi nei confronti di quei funzionari INPS e ASL che hanno concesso indebitamente quel numero irrisorio di indennità, accertato dalla Guardia di Finanza».

Entrando maggiormente nel dettaglio dei dati prodotti dal Rapporto, in riferimento ai tempi troppo lunghi, essi lo sono non solo rispetto ai centoventi giorni stabiliti dalla legge, ma innanzitutto rispetto alle reali esigenze dei cittadini che, nel 45,6% dei casi (il 28,4% nel 2011), segnalano la lunghezza e la tortuosità del percorso burocratico da intraprendere per la richiesta di invalidità. In un caso su tre (34% nel 2012 contro il 30% nel 2011), essi incontrano grandi difficoltà nel presentare la domanda, in un caso su cinque (24,8% rispetto al 23,7% del 2011) lunghe attese per la convocazione alla prima visita, in un caso su quattro ulteriori attese per la ricezione del verbale definitivo (19,4% nel 2012, 12,7% nel 2011), da cui conseguono i relativi benefìci economici. Talché la necessità di acquistare o affittare protesi e ausili, di pagare rette altissime in RSA [Residenze Sanitarie Asistenziali, N.d.R.] e ticket sanitari sempre più elevati, in assenza di un'esenzione riconosciuta, oltre all'impossibilità di accedere ad agevolazioni fiscali, sono le conseguenze più dirette di tali ritardi.

E non va mai dimenticato che questo "labirinto", con tutti i disagi che ne conseguono, viene affrontato da persone clinicamente e psicologicamente fragili, che non di rado lottano per la stessa sopravvivenza: il 39% di chi si è rivolto a Cittadinanzattiva, infatti, ha una patologia oncologica, il 26,8% una malattia cronica e neurologica degenerativa, il 12,2% una patologia legata all'anzianità.

Quasi il 30% dei cittadini, poi, considera inadeguata la valutazione della propria condizione clinica da parte della Commissione Medico-Legale: o per la mancata concessione o revoca dell'assegno di accompagnamento (48,5%), o per un'inadeguata percentuale di riconoscimento dell'invalidità/handicap (42,4%) o ancora perché vien loro riconosciuta una pensione di invalidità rivedibile (9,1%). Come conseguenza di tale "inadeguatezza", dalle segnalazioni dei cittadini emerge un maggiore ricorso alle vie giudiziarie, avverso i verbali di invalidità civile. Sembra crescente, infatti, la tendenza a considerare come prassi l'accesso al ricorso giudiziario, quasi completasse l'iter amministrativo e fosse matematico dover fare causa per ottenere un diritto. Si tratta certamente di una tendenza che rappresenta un'evidente disfunzione del sistema, nonché una beffa per il cittadino, che deve sostenere ulteriori costi e attendere altro tempo per ottenere ciò che gli spetta.

Stabili, quindi, le segnalazioni sul ritardo per la concessione dei benefìci economici e delle agevolazioni: lo denuncia nel 2012 il 18,2% rispetto al 19,1% dell'anno precedente. In particolare pesano i ritardi per l'erogazione delle agevolazioni legate all'handicap (62,9% contro il 55,6% del 2011), dell'indennità di invalidità (20,4% contro il 17,8%), e dell'assegno di accompagnamento (16,7% contro il 26,7%).

Sebbene infine le problematiche generali sulla rivedibilità calino dal 13,3% del 2011 al 6,4% del 2012, è molto preoccupante l'ascesa delle mancate esenzioni dalla visita (come stabilito dal Decreto Ministeriale del 2 agosto 2007: Individuazione delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante), segnalate dal 58,8% dei cittadini che, di fatto, nella fase che intercorre tra una visita e l'altra, vedono sospesi i relativi benefìci.

Queste, in conclusione, le proposte avanzate da Cittadinanzattiva, anche in sede di presentazione del Rapporto. Innanzitutto semplificare l'iter burocratico, riducendo i tempi per i cittadini e in parallelo i costi per la collettività (58 milioni di euro nel 2011). Metter mano, quindi, a quelle "Linee Guida Operative" del 2010, già bocciate dal Parlamento, con le quali l'INPS aveva rivisto al ribasso i criteri di riconoscimento dell'accompagnamento. E ancora approvare rapidamente la Proposta di Legge n. 538, perché il diritto va legato al reddito del richiedente e non a quello del nucleo familiare. Concludere inoltre quell'"indagine conoscitiva" avviata nel 2012 sulle procedure di accertamento delle minorazioni civili da parte dell'INPS (Commissioni XI e XII del Senato). Ripristinare, infine, la possibilità di impugnazione del giudizio di primo grado. (Ufficio Stampa del CnAMC di Cittadinanzattiva)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: cnamc@cittadinanzattiva.it.

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Superando.it del 21-06-2013

L'ipovisione proprio "non è visibile"!

di Assia Andrao

«Scoprite i falsi ciechi senza danneggiare i veri»: è un incipit perfetto, quello dell'ottimo articolo apparso il 5 giugno scorso sul «Corriere della Sera», a firma di Claudio Arrigoni - che già su queste stesse pagine si era espresso su toni analoghi qualche tempo prima - ma credo che ancora non sia sufficiente a far comprendere alla società, o meglio alla gente, che ci sono diverse "sfumature" di cecità, da quella totale all'ipovisione.

Il concetto di ipovisione, purtroppo, non è ancora entrato a far parte del nostro bagaglio culturale. Esistono infatti solo due possibilità: o ci vedi o sei cieco e nella mentalità comune, se sei cieco, devi andare in giro accompagnato, anche se hai il bastone bianco, mentre l'ipovedente non esiste.

E invece ci sono patologie che non hanno terapie e che portano a una degenerazione progressiva, ma inesorabile delle capacità visive, conducendo gradualmente a una riduzione del campo visivo sino alle conseguenze estreme; sono patologie come la retinite pigmentosa, la malattia di Stargardt, la degenerazione maculare legata all'età, e diverse altre come il glaucoma, altamente invalidanti e ancora poco conosciute.

Dopo molte battaglie da parte delle associazioni di pazienti, si è arrivati alla Legge 138/01, sulla Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici. Tale classificazione divide le minorazioni visive in: ciechi totali; ciechi parziali; ipovedenti gravi; ipovedenti medio-gravi; ipovedenti lievi e ad ognuna di queste categorie corrisponde un diverso contributo pensionistico. I parametri adottati con tale legge, inoltre, prevedono per la prima volta, ai fini della classificazione, anche il residuo visivo perimetrico binoculare.

Essendo quindi che quelle prima citate sono tutte patologie degenerative progressive, coloro che ne sono affetti, aggravandosi, si troveranno a far parte di volta in volta di tutte queste categorie, da ipovedenti lievi a ciechi totali.

È tutto quanto molto complesso, vero? Ma anche molto appropriato. Perché allora, nonostante quella Legge sia stata approvata dodici anni fa, l'ipovisione è ancora incompresa? Perché - e mi permetto un gioco di parole - essa "non è visibile"? Si ha invece il bisogno di individuare, di "vedere" la disabilità, di collocarla in un luogo a parte, di sapere che è altro. Tutto ciò che non è capito non è scusato.

E quindi basta che in una trasmissione sulle reti nazionali e private si decida di fare uno scoop sui "falsi ciechi" - partendo da fatti di cronaca reali, ma trattati in maniera superficiale e oltremodo offensiva, senza dare una pur minima spiegazione sulle patologie afferenti il problema, né sulla normativa esistente -, per creare nell'opinione generale l'idea che i ciechi e gli ipovedenti siano dei "furbi" e dei "falsi ciechi", in modo tale che anche da parte di cittadini "solerti" vengano effettuate segnalazioni alle Forze dell'Ordine e all'INPS, con le conseguenze che ormai conosciamo.

Così, però, vanno in fumo anni di lavoro, di sacrifici, e di battaglie! Esistono infatti i Centri di Ipovisione e di Riabilitazione Visiva, dove si insegna alle persone a sfruttare ogni possibilità, il proprio residuo visivo, il bastone bianco, gli altri sensi, affinché possano acquisire una pur minima autonomia, che è quello a cui aspirano specialmente i giovani. Autonomia che significa dignità, perché non essere un cittadino passivo vuol dire avere la possibilità di fare le proprie scelte, di partecipare alla vita sociale. In una parola, significa libertà.

Ed è un percorso non facile, che comporta anche un impegno economico per ausili e strumenti e che soprattutto richiede costanza, pazienza e volontà, anche se a volte si incontrano ostacoli difficili da superare, sempre ricordando, tuttavia, che non viene meno la progressione della patologia.

Ebbene, queste persone - e sono tantissime - sono le prime vittime dei "falsi ciechi" e delle truffe che vengono scoperte dalle Forze dell'Ordine. Lo sono doppiamente: da un lato perché i truffatori, con la connivenza delle Commissioni Mediche, rubano soldi pubblici già scarsi; dall'altro perché viene fatta di ogni erba un fascio, e le persone oneste, cieche o ipovedenti, si sentono sotto accusa, non vengono più credute e sono costrette a umiliazioni impensabili in un Paese civile.

La "questione dei falsi invalidi", quindi - e nella fattispecie dei "falsi ciechi" - non solo aumenta la diffidenza e quindi allontana la voglia di fare donazioni, ma soprattutto, se trattata in maniera sbagliata e strumentalizzata, come è stato fatto fino ad ora, non aiuterà a intercettare i veri falsi invalidi, ma riporterà le persone con disabilità ad essere escluse dalla vita sociale e in questo modo la nostra società civile farà solo grandi passi indietro.

La nostra e le altre associazioni di pazienti e delle loro famiglie si stanno battendo per il diritto alla Salute, alla Vita, all'Integrità e alla Dignità della persona, ed è per questo che comunque continueremo a lavorare.

Assia Andrao,

Presidente di Retina Italia ONLUS (Federazione Italiana per la Lotta alla Retinite Pigmentosa e alle Degenerazioni Retiniche).

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Il Corriere della Sera del 16-06-2013

La crisi del lavoro è ancora più aspra per chi è disabile

Orari di lavoro poco flessibili, mansioni non adeguate (per esempio, trasportare carichi pesanti, lavorare all'aperto o in piedi), difficoltà a raggiungere il posto di lavoro a causa di barriere architettoniche, carenza di attrezzature speciali come computer con lettore di schermo in braille o telefoni con sintetizzatore vocale. Se trovare lavoro è già difficile per molti, per chi ha una malattia cronica o una disabilità diventa un percorso davvero irto di ulteriori ostacoli. Secondo la recente indagine Istat «Limitazioni nello svolgimento dell'attività lavorativa delle persone con problemi di salute», lavora circa il 16% di chi ha malattie croniche o difficoltà funzionali, come disabilità motorie, psichiche o sensoriali, o anche problemi a sedersi o alzarsi in piedi, salire le scale, tenere in mano oggetti comuni, ricordare o concentrarsi. Dati, questi, confermati dall'Ufficio per i diritti dei portatori di handicap delle Nazioni Unite. Tra chi ha una disabilità, la disoccupazione è fra il 50% e il 70% nei Paesi industrializzati, con punte dell'80% in Italia, nonostante la nostra legislazione (a partire dalla legge n. 68 del 1999) preveda percorsi specifici per l'inserimento nel mercato del lavoro.

Secondo l'Istat, a non lavorare sono soprattutto coloro che hanno più problemi di salute o difficoltà funzionali (oltre il 50% dei casi). Dei non occupati, il 25% dichiara che avrebbe bisogno di almeno una forma di assistenza per poter avere un'occupazione; in particolare, il 40% teme che potrebbe avere impedimenti a lavorare per un determinato numero di ore o nello svolgimento di una particolare attività. Secondo l'indagine, però, la flessibilità nelle modalità di prestazione lavorativa permetterebbe a circa il 25% dei non occupati con problemi di salute di affacciarsi al mercato del lavoro. «A causa di problemi di salute o difficoltà funzionali, - commenta Gianlorenzo Bagata, dirigente del Servizio istruzione, formazione e lavoro dell'Istat - più di 2 milioni e mezzo di persone accusano limitazioni sul lavoro. Le percentuali più alte le abbiamo registrate al Sud, con picchi in Puglia, Calabria e Sardegna». In base ai dati dell'Istituto nazionale di statistica, sono oltre un milione le persone che hanno bisogno di assistenza per lavorare, ma solo il 6,9% degli occupati con problemi di salute può disporre di modalità di prestazioni flessibili, mentre appena il 2% dei lavoratori usufruisce di attrezzature speciali, di adattamenti all'ambiente di lavoro o di assistenza personale, cioè di aiuto da parte di familiari e amici oppure da parte di personale messo a disposizione dal datore di lavoro (per esempio, l'interprete della lingua dei segni).

«La flessibilità nelle prestazioni lavorative consentirebbe a chi ha problemi di salute di poter continuare a lavorare svolgendo mansioni in base alle proprie capacità funzionali -commenta Gabriella Voltan, presidente di Anmar, Associazione nazionale dei malati reumatici - . Per esempio, per chi soffre di una malattia reumatica sono preferibili mansione più "leggere"che non richiedano troppa forza fisica, oppure lavorare in ufficio invece che all'aperto. Si eviterebbe così anche di perdere ore di lavoro a causa del peggiorare delle condizioni di salute, con risparmi sui costi della mancata produttività».

di Maria Giovanna Faiella

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Inclusione scolastica degli alunni con disabilità: comunicato stampa congiunto di FAND e FISH

Al termine dei lavori dell'Osservatorio ministeriale sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità, svoltosi il 20 Giugno 2013, la FAND e la FISH, che riuniscono oltre il 90% delle associazioni di famiglie di alunni con disabilità

confermano il proprio apprezzamento per i principi contenuti nella recente normativa ministeriale sui BES (bisogni educativi speciali), in quanto ispirata alla volontà di porre al centro dell'azione educativa delle scuole la capacità di inclusione

ritengono le contestazioni alla stessa ed alle dichiarazioni del Ministro dell'istruzione, prof.ssa Carrozza, da parte di alcune associazioni e sindacati della scuola, frutto di una lettura frettolosa, dal momento che:

a) saranno immessi in ruolo circa 27 mila docenti per il sostegno, sui 38.000 attualmente precari;

b) saranno garantite le nomine dei docenti precari per il sostegno relativi a tutti gli altri casi di alunni certificati con disabilità ai sensi dell'art 3 commi 1 e 3 della Legge-quadro n. 104/92 in forza della sentenza della Corte costituzionale n. 80/2010;

c) non saranno spalmati sui casi di BES non certificati gli attuali posti dei docenti per il sostegno.

Nel corso dell'incontro hanno ribadito con forza la necessità:

- che il Ministero dell'Istruzione fornisca chiarimenti sugli aspetti applicativi della stessa recente normativa sui BES, in particolare sui rapporti operativi tra I GLIIP (Gruppi di lavoro interistituzionali provinciali) istituiti dall'art 15 della Legge n. 104/92 ed i CTS (Centri territoriali per l'inclusione ), di recente istituzione con atti amministrativi;

- che sia promossa la piena riattivazione degli stessi GLIP, fondamentali per un corretto coordinamento delle politiche locali sull'inclusione scolastica grazie anche gli accordi di programma tra Enti locali, AASSLL ed amministrazione scolastica decentrata;

- che in vista dell'inizio del prossimo anno scolastico, una stretta vigilanza, sul rispetto da parte del MIUR sulle direzioni regionali sull'assegnazione del numero di classi alle singole scuole, affinché venga rispettato del tetto massimo di 20, massimo 22 alunni nelle classi frequentate da alunni con disabilità, ai sensi degli art 4 e 5 comma 2 del DPR n. 81/09;

- che venga emanata una nota ministeriale che ribadisca il rispetto del numero massimo di due alunni con disabilità in ciascuna classe;

- che venga avviata la formazione iniziale di tutti i futuri docenti delle scuole di ogni ordine e grado con almeno 31 crediti formativi sulla didattica inclusiva;

- che sia realizzata, d'intesa coi sindacati l'obbligo di formazione in servizio per tutti i docenti curricolari che hanno alunni con disabilità in classe;

- che l'emananda normativa sull'autovalutazione della qualità della scuola preveda in modo inseparabile la previsione di indicatori per valutare la qualità inclusiva delle singole classi e delle singole scuole, nonché la previsione dell'autovalutazione anche da parte delle famiglie degli alunni con e senza disabilità.

Per tutto questo riaffermano la loro disponibilità ad incontri col Ministro Carrozza ed il Sottosegretario Rossi Doria per ulteriori miglioramenti delle politiche inclusive nel quadro dell'attuazione piena dell'autonomia scolastica.

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Agenda Digitale del 30-06-2013

Ebook italiani inadempienti sull'accessibilità

Parla Rosanna Consolo della Sapienza, esperta di inclusione digitale. La PA stessa va verso la digitalizzazione soprattutto a forza di scansioni elettroniche, i cui risultati sono immagini non fruibili dalle tecnologie assistive.

di Carlo Lavalle

A partire dall'anno scolastico 2014-2015 il decreto Profumo (26/03/2013) prevede l'obbligo di introduzione di testi scolastici in versione digitale, o mista, per abbandonare definitivamente il libro cartaceo. Tuttavia, i libri digitali non rispettano tutti i requisiti di accessibilità. Accessibilità che costituisce un tema di grande rilievo soprattutto in riferimento alla tutela della disabilità.

Le tecnologie ICT possono rappresentare una grande opportunità per realizzare una maggiore integrazione sociale ma in Italia su molti fronti, compreso quello della pubblica amministrazione, si è inadempienti anche rispetto alle norme stabilite.

"Gli editori nel loro ricorso al Tar - spiega Rosanna Consolo, dottore di Ricerca in Scienze della Comunicazione e assegnista di ricerca sull'inclusione digitale presso il Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma - esprimono ragionevoli motivi di contrasto al decreto Profumo che presenta il limite di non tener adeguatamente conto della situazione della scuola italiana in termini di dotazione ICT e di relative competenze del corpo docente. L'Italia è agli ultimi posti nella graduatoria dei paesi dell'Ocse (vedi rapporto "Review of the Italian Strategy for Digital Schools") quanto a introduzione di tecnologia nelle scuole ed è difficile pensare che in un solo anno si possa compiere il passaggio verso contenuti a predominanza digitale".

Gli editori hanno comunque assunto un atteggiamento via via più favorevole verso il libro digitale soprattutto per le prospettive di business che si possono aprire con l'avvento sul mercato di quelli che la Consolo chiama i "lettori digitali, una quota attuale e potenziale di persone che va oltre, includendole, le persone con disabilità".

"Queste ultime - continua - possono avvalersi di un testo digitalizzato il cui rilevante vantaggio è di essere duttile, fruibile in modo multicanale poiché personalizzabile sulle propria modalità di accesso multisensoriale. Uno stesso documento di testo può trasformarsi in audio e venir letto tramite uno screen reader, può diventare una stampa in Braille, cambiare nelle dimensioni e nei contrasti, diventare 'mobile' e portatile dentro a tablet e smartphone con sintesi vocale, interfacciarsi con ausili informatici di diverso tipo e così via ma esclusivamente a patto che sia progettato in modo accessibile secondo le note linee guida sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C)".

Perciò una volta adottati testi scolastici digitali "gli editori devono tener conto in fase progettuale delle esigenze dei bambini e dei ragazzi con disabilità diverse in modo da fornire loro supporti interoperabili con le tecnologie assistive e non protetti da formati da queste illeggibili".

Il tema della disabilità è spesso sottovalutato e le statistiche ufficiali non fanno emergere tutta la sua ampiezza. La legge Stanca del 2004, che richiama il principio di uguaglianza per favorire la tutela del "diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili", ha una straordinaria importanza nel panorama legislativo italiano ma la sua osservanza è purtroppo stata rimessa alla buona volontà di pochi e ciò può ricondursi anche alla percezione che la disabilità sia questione riguardante un numero ristretto di soggetti.

Le cose non stanno così e le rilevazioni dell'Istat sottostimano il fenomeno (allo stato si parla di un 13% della popolazione italiana considerando almeno due limitazioni nello svolgere un ADL - Activity Daily Living) a causa di una mancata assunzione dei nuovi criteri stabiliti dall'OMS. L'Istat inoltre ancora non censisce i bambini sotto i 6 anni né le persone residenti in strutture socio-sanitarie che stima in almeno 200.000 in una sua indagine.

Il rischio - specifica la Consolo è che "sottorappresentando il problema si possa ostacolare la diffusione di una cultura dell'esigibilità dei diritti dei disabili". Questione dei diritti che diviene particolarmente pregnante in rapporto al tema dell'accesso ai siti Internet della Pubblica Amministrazione nel momento in cui il processo di digitalizzazione trasferisce sul web servizi e attività essenziali, connessi all'esercizio della cittadinanza.

Le persone con disabilità hanno un "diritto di accesso ai documenti, agli archivi, alle informazioni e ai servizi a maggior ragione se si tratta di dati riferiti alla gestione e all'organizzazione della res publica. L'attuale configurazione dell'ICT, connessa con le assistive technologies usate per permettere o estendere le proprie possibilità di interazione da parte di diverse persone con disabilità, consente di realizzare questo diritto in modo innovativo e più facilmente attuabile, ma ciò soltanto a patto che la PA digitalizzi i contenuti in modo accessibile e realizzi portali e siti web in maniera conforme ai requisiti previsti dalle WCAG 2.0 (Web Content Accessibility Guidelines) del W3C".

Questo aspetto è stato di recente rafforzato dalla Circolare 61/2013 dell'Agenzia per l'Italia Digitale che Rosanna Consolo, da dieci anni impegnata sull'e-Inclusion, ha contribuito ad elaborare. E' un documento che interviene chiarendo alcune parti della Legge 4/2004, esplicitando il carattere obbligatorio dell'accessibilità dei siti web e dei documenti in essi contenuti o comunque digitalizzati, e ciò sia per la PA che per privati che ricevano fondi pubblici o eroghino pubblici servizi. Realizzare queste misure significa attuare diritti collegati alla cittadinanza, dimensione che non può essere lesionata nei processi di digitalizzazione, altrimenti si corre il rischio di favorire la discriminazione.

"Un esempio di processo digitale accessibile - specifica la Consolo - è "quello degli archivi digitali. Le pubbliche amministrazioni stanno digitalizzando migliaia di documenti sia per renderli consultabili on line sia per alleggerire gli scaffali di molti uffici".

Se ne potrebbe dedurre che la PA stia andando verso processi di e-government, ma "in realtà se la digitalizzazione avviene solo scansionando i documenti - che è la prassi più diffusa e con la quale si ottengono immagini immodificabili - non rendendoli fruibili alle tecnologie assistive si manca un obiettivo di governo inclusivo e pubblica amministrazione digitale più vicina alle esigenze dei cittadini, costruendo un'altra barriera a svantaggio di tutti quegli utenti dei servizi e degli archivi che necessitano di un documento accessibile".

La Circolare - aggiunge - "va nella direzione degli obiettivi introdotti dall'Agenda Digitale Europea anche verso "Europa 2020" che poggia sulle tre parole chiave "crescita intelligente, sostenibile e inclusiva", parametri che l'Agenda Digitale Italiana vuole assumere pienamente. La Circolare 61/2013 prevede d'altro canto precisi obblighi per la PA e alcuni soggetti privati nonché relative responsabilità di procedura se inadempienti. Ma le amministrazioni devono essere messe in grado di ottemperare alle norme con idonee risorse e intervenendo mediante un vasta operazione informativa per cambiare la cultura della disabilità e contestualmente quella dell'accessibilità che riesce a garantire il diritto ai contenuti e all'informazione".

L'istuzionalizzazione della figura del "disability manager", secondo Rosanna Consolo, potrebbe essere un mezzo per far fronte al diffuso deficit di conoscenza della disabilità : "potrebbe essere utile la presenza diffusa di un manager esperto di disabilità e competente in materia normativa, in grado di parlare di diritti declinandoli e conducendoli verso la loro reale attuabilità ed esigibilità, coniugandoli anche ai doveri di cittadinanza, capace di dare puntuale informazione sulle fonti di finanziamento di progetti, sulle occasioni formative, operando nelle organizzazioni private e pubbliche, accompagnando le amministrazioni ad una maggiore presa di coscienza della disabilità come opportunità di cambiamento positivo per l'insieme della società".

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Redattore Sociale del 05-06-2013

Libro parlato, Uici: "Il governo ripristini i contributi e renda accessibile la cultura"

ROMA. "Il governo ripristini i contributi al libro parlato e contribuisca a rendere accessibili tutti gli strumenti attraverso i quali oggi si accede alla cultura". È l'appello lanciato da Tommaso Daniele, presidente dell'Uici, durante il convegno "Diamo voce ai libri" tenutosi questa mattina presso la sala della Mercede presso la Camera dei deputati a Roma. Contributo statale che risale al '96, ha spiegato Daniele, e da allora non è stato mai aggiornato, in quanto non è stato previsto l'adeguamento automatico. Tuttavia, il fondo è stato vittima di diversi tagli e ad oggi è dimezzato. "Al posto di due milioni di euro, abbiamo meno di un milione e questo ci costringe a ridurre il servizio, a licenziare il personale, quando riteniamo di aver diritto al ripristino del contributo nonostante le difficoltà dei tempi. Il diritto alla cultura è uno dei diritti umani a cui non si può rinunciare".

In controtendenza con l'andamento dei contributi statali, intanto, l'Uici lancia anche l'ampliamento dell'offerta di libri accessibili. "Il nostro centro è presente su tutto il territorio nazionale - ha spiegato il presidente dell'Uici -, a livello di regioni e vorremmo portarlo a livello di province. Perché vorremmo avvicinare il servizio agli utenti. Abbiamo 107 sezioni, vorremmo fare in modo che ogni sezione abbia la sua piccola nastroteca o discoteca". Dalla terza carica dello Stato, intanto, arriva un messaggio di speranza. In un messaggio inviato ai partecipanti del convegno, Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati ha elogiato l'impegno dell'associazione nell'affinare un servizio "sfruttando al meglio le possibilità offerte dalla tecnologia. Però la tecnologia non può supplire alle conseguenze che hanno prodotto i tagli di questi anni alla spesa sociale. L'auspicio è che l'indubbio valore di iniziative come queste induca un ripensamento delle nostre scelte collettive in nome della cultura e della solidarietà".

Nessuna promessa di nuovi fondi, invece, da Giovanni Legnini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con la delega all'editoria e all'attuazione del programma di governo. "Viviamo in una fase, sotto il profilo finanziario, che tutti conosciamo - ha spiegato -. Fare promesse di accrescimento di risorse è assolutamente azzardato. Penso che si tratti di ribaltare questo metodo che nel corso degli anni ha consumato il rapporto franco tra la vostra associazione e il governo e parlamento. Voi che chiedete, il Parlamento che nega, che taglia. Bisogna invertire l'ordine logico di questo rapporto e quello auspicabile è quello di partire dai progetti, da ciò che serve effettivamente per tutelare i diritti insopprimibili e non limitabili". Dal sottosegretario, però, arriva una buona notizia. "Stiamo mettendo mano a un nuovo progetto per l'editoria - ha aggiunto -, per tentare di arginare la crisi e accelerare il percorso verso l'innovazione. L'impegno che posso assumere è di tenere dentro questo progetto di cambiamento sulla materia dell'editoria, anche quella per i non vedenti".

Soddisfatto dell'attenzione ricevuta dal mondo politico, il presidente Daniele, che però ha precisato: "Noi stiamo facendo una grande opera di sensibilizzazione. Stiamo incontrando sottosegretari, ministri, per spiegare che la nostra non è un'associazione come le altre, perché noi per legge creiamo libri parlati, cioè sostituiamo il governo per quelle attività che non riesce a fare perché si affida alla nostra competenza. Per cui pretendiamo che questi servizi che ci sono stati delegati siano finanziati, crisi o non crisi". Durante il convegno di questa mattina, però, non si è parlato solo di fondi e di rapporti con la politica. Al centro del dibattito anche le nuove tecnologie, con la presentazione di un'app "Libro parlato online" che consente di accedere al vasto catalogo di opere del Centro nazionale del Libro parlato anche attraverso dispositivi mobili, che ad oggi conta quasi 54mila titoli. Al termine del convegno presentato anche il libro "Qui le domande le faccio io!" di Luisa Bartolucci ed edito attraverso il circuito L'Espresso e distribuito dal Centro nazionale del libro parlato. Un testo che raccoglie le interviste e articoli pubblicati da diversi media su tematiche che vanno dalla minorazione visiva al mondo femminile attraverso le voci di personaggi noti del panorama italiano, da Carlo Verdone a Lucio Dalla.

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Famiglia Cristiana del 19-06-2013

Cinquanta sfumature di ebook accessibili

In collaborazione con Unione italiana ciechi e ipovedenti, l'Associazione italiana editori ha realizzato Lia, un catalogo on-line di libri per chi soffre disabilità visive.

ROMA. Si chiama LIA ed è il catalogo on-line di ebook accessibili per offrire a chi ha disabilità visive le stesse possibilità degli altri lettori: il merito è dell'Aie, Associazione italiana editori, con il contributo prezioso dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti e il finanziamento attinto a un fondo messo a disposizione dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Romanzi e saggi, novità, classici e best-seller, per un totale di oltre 40 marchi editoriali coinvolti e una prima ondata di oltre 2.500 titoli in digitale che spaziano dalle inchieste del commissario di Maigret (Georges Simenon) all'ultimo libro di ricette firmato da Benedetta Parodi, dai finalisti del Premio Strega ai capolavori di Luis Sepùlveda. E ancora, per i più piccoli, "La fabbrica di cioccolato" e i "Croods" passando per "Le cronache di Narnia".

«Ci tengo ad esprimere grande apprezzamento per l'iniziativa - ha fatto sapere attraverso un messaggio il presidente della Camera Laura Boldrini. - Voi avete saputo praticare l'inclusione in un ambito, quello della cultura, dove troppo spesso invece crescono le diseguaglianze e si fa più profondo il divario sociale. È una concreta applicazione di quanto chiede di fare l'articolo 3 della nostra Costituzione».

Si tratta, nel suo "piccolo", di una "grande" rivoluzione considerando gli oltre 362mila non vedenti e il milione e mezzo di ipovedenti italiani come confermato da Tommaso Daniele, presidente dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti, partner privilegiato del progetto fin dalla sua nascita: «Il servizio Lia è un'esperienza importante, un cambiamento nel modo di affrontare il tema della disabilità visiva. Poter disporre di un catalogo di novità librarie nei tempi e nei modi dei lettori senza difficoltà visive è un grande passo avanti in termini di inclusione, da considerare non un punto di arrivo ma di partenza per la realizzazione delle pari opportunità di accesso alla cultura e per fruire appieno del diritto di cittadinanza».

E ancora, Marco Polillo, presidente dell'Aie per spiegare la scelta degli editoria italiani in questo senso: «Abbiamo voluto tracciare una strada, perché sempre più realtà possano percorrerla. Siamo partiti dall'assumerci la responsabilità di produrre libri pienamente accessibili e di certificarli come tali. Perché l'accessibilità caratterizzasse l'intero ciclo distributivo dei libri abbiamo coinvolto distributori, librerie on-line e sistemi di pagamento in rete e ci siamo impegnati a testare regolarmente software di lettura e device, sensibilizzando anche questi anelli della catena. Ora è fondamentale che questo processo non si fermi qui».

Il progetto è partito nel 2011 e ha ricevuto, strada facendo numerosi riconoscimenti a livello internazionale al punto che anche l'Onu lo ha preso ad esempio come uno tra i casi più interessanti in cui la tecnologia è stata messa al servizio dell'accessibilità.

Ma come leggono i non vedenti e gli ipovedenti? Dipende molto dal tipo di disabilità, dal tipo di preferenze personali e dalle abilità sviluppate nel corso del tempo. C'è chi utilizza un tablet che ingigantisce i caratteri o aumenta il contrasto con lo sfondo; altri invece collegano al computer, su cui scorrono i testi, un display Braille per sfruttare il sistema di lettura a rilievo basata sul tatto; infine, alcuni sfruttano la funzionalità di sintesi vocale che abilita la lettura ad alta voce del testo.

Un'indagine sulle abitudini di lettura di ipovedenti e non vedenti ha mostrato come le persone con disabilità visiva leggono tanto, almeno 9 libri in un anno... una quantità tre volte superiore alla media dei lettori vedenti.

Cosa deve fare un non vedente o un ipovedente per leggere un ebook Lia? Basta collegarsi al sito www.libriitalianiaccessibili.it e scegliere gli ebook suddivisi per genere, autore ed editore.

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SuperAbile.it del 21-06-2013

Casa, banca, assicurazioni: arrivano le guide audio e in braille

ROMA. Cinque guide tematiche in formato audio e in braille su assicurazioni e banche; casa e utenze; commercio e garanzie; trasporti e turismo; farmaci e salute, destinate ai cittadini ipovedenti e ciechi. L'iniziativa, parte del progetto Open door è stata presentata a Roma dal Movimento Consumatori e fa parte della campagna nazionale, lanciata da Mc a tutela dei diritti dei cittadini con minorazioni visive. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Fondo per l'associazionismo (ex l. 383/2000) del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in collaborazione con l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus (Uic).

La campagna, che ha ottenuto anche il patrocinio di Agrorinasce (Agenzia per l'innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio),, è stata realizzata per informare in modo adeguato le persone con questi deficit visivi sui loro diritti di consumatori, sia mediante la classica assistenza tramite sportello, sia attraverso l'utilizzo di supporti informativi ad hoc. Le cinque guide tematiche sono state distribuite sul territorio nazionale, grazie allo sviluppo di partenariati e di collaborazioni con enti locali, aziende di servizi e associazioni operanti nel settore.

"Obiettivo dell'iniziativa - spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale di Movimento consumatori - è migliorare le condizioni di vita di coloro che non possono contare sulla vista per lo svolgimento delle loro attività quotidiane, coinvolgendo l'insieme degli stakeholders e innescando un processo virtuoso di scambio di informazioni e di cambiamento". Del progetto fanno parte anche la realizzazione di un'indagine per analizzare l'impatto che la tecnologia ha sulle persone non vedenti, in termini di promozione della parità e dell'inclusione sociale, e delle linee guida, per enti, aziende e istituzioni, contenenti le indicazioni per migliorare l'accesso e la fruibilità delle informazioni da parte di ciechi e ipovedenti.

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La Stampa del 05-06-2013

Petizione web a favore dei ciechi ma i Captcha impediscono le firme

USA. Paradossi del web: la Federazione Nazionale dei Ciechi statunitensi lamenta che i suoi iscritti non riescono a firmare una petizione online per chiedere un impegno legislativo che favorisca la traduzione in formati accessibili ai non vedenti dei tanti libri pubblicati.

L'ostacolo? I cosiddetti "Captcha", quelle serie di lettere e numeri deformi che quasi tutti i blog e siti di servizio ci chiedono di decifrare prima di iscriverci e acquisire, quindi, il diritto alla pubblicazione. Si tratta di una delle formule più usate in Rete per assicurarsi che chi si registra non sia un robot, e come tale un produttore di spam o altre insidie informatiche.

Formula efficace, ma vero incubo per chi non ha l'uso della vista. Chi soffre di questo handicap usa strumenti di lettura dei testi che appaiono sullo schermo del pc, e che traducono in parole pronunciabili anche le immagini, quando chi le pubblica si ricorda di corredarle di un testo descrittivo sostitutivo. Ma questi sistemi vanno in tilt di fronte ai captcha, per loro natura graficamente insidiosi e, spesso, puri file di immagine.

È così che la petizione sopra menzionata, che ha l'aggravante d'essere ospite sul sito web della Casa Bianca, ha ricevuto finora solamente 8.200 firme. E per chi volesse aggiungere il suo nome sembra che l'unica soluzione sia l'aiuto di persona dotata, per sua fortuna, di tutti i sensi perfettamente funzionanti.

La Casa Bianca si è difesa sostenendo che il sito è conforme agli standard di accessibilità del Paese.

Chris Danielsen, della Federazione statunitense per i Ciechi, ha dichiarato al sito Politico che si rese conto del problema dopo la pubblicizzazione della petizione.

"Avevamo chiesto alla gente di firmare e stiamo ricevendo queste e-mail in cui la gente testimonia di non poterlo fare", ha raccontato.

L'episodio è un esempio di barriera architettonica virtuale, tanto più clamorosa perché eretta proprio a ostacolo di una petizione rivolta a chi non vede. Un po' come se gli stadi che ospitano le paraolimpiadi impedissero l'accesso a chi vive su sedia a rotelle.

I tentativi di decodificare i captcha con i software attualmente a disposizione danno risultati grotteschi: versi indecifrabili che sembrano provenire da culture aliene.

Scherzi a parte, il problema non è banale e non riguarda numeri tanto piccoli di utenti. Il computer ha aperto grandi possibilità a chi soffre di disabilità visive o d'altro genere, ed è pertanto una risorsa molto sfruttata. All'inizio dell'anno, il servizio di biglietteria Ticketmaster ha rimosso il sistema di autentificazione dal suo sito di vendita. Segno evidente che le alternative sono pur sempre praticabili. In particolare nel caso di una petizione, che dispone certamente di altre risorse per individuare l'identità dei suoi sottoscrittori.

Il problema dell'accessibilità del Web, evidentemente, deve essere ancora digerito. Come, d'altra parte, ancora molto c'è da fare nelle strade delle città e negli edifici e mezzi pubblici. La Stampa, da tempo, mette a disposizione un estratto del giornale adeguato ai sistemi di lettura per ciechi.

di Claudio Leonardi

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Il Piccolo di Trieste del 04-06-2013

«Le nostre vite normali con l'aiuto del Rittmeyer»

TRIESTE. «Sono entrato al Rittmeyer quando avevo 10 anni. Era il 2 settembre 1975. Il viaggio dall'ospedale di Bolzano a Trieste l'ho fatto a bordo di un'ambulanza». Questo racconta Hubert Perfler, presidente dal 2004 dell'istituto fondato un secolo fa, nel 1913, dalla baronessa Cecilia Rittmeyer. Nel testamento la nobildonna aveva scritto che lo scopo della sua iniziativa benefica era quello di offrire un sostegno «ai ciechi poveri di Trieste». In questi cent'anni molte cose sono cambiate e non resta quasi nulla se non il ricordo di quel mondo che viveva gli ultimi sussulti della Belle époque. Poi sono venute due guerre e molti totalitarismi hanno sconvolto l'Europa. Al contrario il proposito della baronessa non solo si è realizzato ma, come dice il presidente Hubert Perfler, «i ciechi sono passati dagli angoli delle strade e dal sagrato delle chiese dove chiedevano l'elemosina, anche alle cattedre universitarie». «Sono riconoscente a Trieste e ai triestini - prosegue Perfler -. Qui mi sono trovato bene, la città mi ha dato tutto: la possibilità di studiare, un lavoro alle Assicurazioni Generali, molti amici, una moglie e una figlia che oggi ha 19 anni e vede perfettamente. Mio padre e mia madre erano dei contadini, lavoravano nel maso di famiglia, a mille metri di quota nei pressi di Vipiteno: avevamo 180 mucche e tantissimi maiali. Quando sono andato a scuola, gli insegnanti hanno capito che dal banco non riuscivo a vedere la lavagna, hanno preso atto che scrivevo senza seguire le linee tracciate sulla pagina del quaderno. Prima mi hanno ricoverato all'ospedale di Bolzano per accertamenti e dopo sei mesi di degenza ininterrotta i medici hanno capito che ero affetto da una retinite pigmentosa che mi aveva ridotto la vista a un ventesimo. Sono un ipovedente e senza l'assistenza ricevuta al Rittmeyer mai sarei riuscito a conquistare una vita normale. Ho sciato anche con Much Mayr, indimenticato campione di libera, e ho conquistato un settimo posto alle paraolimpiadi di Innsbruck. In una prova di velocità ho raggiunto i 123 chilometri orari con un paio di sci lunghi due metri e 30. Una medaglia d'oro olimpica l'ho invece vinta a Barcellona in una disciplina di squadra». Pierpaolo Lenaz, vicepresidente dell'Istituto, è entrato al Rittmeyer il primo ottobre 1964. «Avevo quattro anni e iniziai a frequentare la scuola per l'infanzia. Papà, che faceva il falegname, e la mamma si erano accorti che non guardavo verso mia sorella quando lei mi parlava. Mi hanno portato al Burlo e anch'io sono rimasto per mesi all'ospedale. Non c'erano solo problemi di occhi. Poi sono entrato qui dove ho lavorato da assistente e maestro ma sono stato anche dirigente vicario della scuola di San Giacomo che fu dedicata al Duca d'Aosta. Qui al Rittmeyer da ragazzo ho suonato per sette anni il pianoforte un po' svogliatamente e ho giocato a calcio con un certo successo, così almeno dicono. Ma del mio giorno d'entrata all'istituto e dei primi anni ricordo poco; so solo che per me le vacanze erano un incubo perché dovevo vivere lontano dai miei amici. Anch'io sono un ipovedente, dei giornali a fatica leggo solo i titoli ma sono riuscito a diplomarmi al Carducci. Maestro di scuola e poi studente universitario. La fatica è stata enorme; dovevo dare la vita per seguire le lezioni, prendere appunti e fare i compiti. Oggi è più facile per gli ipovedenti perché la tecnologia ci ha messo a disposizione un sacco di strumenti. Uso correntemente il tablet perché mia figlia vi ha inserito un programma che aumenta di molto la dimensione delle lettere dell'alfabeto. Leggo, scrivo, anche se da tre metri di distanza vedo solo la prima riga della tabella in uso agli oculisti. Per tutti gli anni che ho frequentato le varie scuole sono stato ospite del Rittmeyer». «Rientravo a casa dai miei genitori solo la domenica - racconta ancora Lenaz - mentre gli altri ragazzi con cui vivevo indossavano la divisa per andare a messa o per passeggiare in gruppo sul lungomare di Barcola. Vivevamo in grandi cameroni, divisi in tre gruppi di età. Maschi da una parte, bambine dell'altra. Ognuno con le rispettive docce comuni. Mangiavamo tutti assieme, in un grande refettorio. Ecco perché dico che la gioventù l'ho trascorsa in una sorta di caserma. Oggi invece è tutto diverso. Le stanze sono singole con il proprio bagno. Ciascun allievo segue un programma di apprendimento personalizzato, costruito per le sue esigenze. Ecco perché siamo orgogliosi di quanto è stato fatto in questi anni e possiamo affermare che i ciechi sono passati dagli angoli delle strade alle aule universitarie. Qui i ragazzi fin dalla età più tenera vengono educati a utilizzare la vista che comunque non aumenta ma cresce invece la sua qualità».

di Claudio Ernè

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Osservatorio Malattie Rare.it del 19-06-2013

In Italia nuovo centro di collaborazione OMS per la prevenzione della cecità

Il Polo Nazionale per la Riabilitazione Visiva presso il Policlinico A. Gemelli è l'unico in Europa per la prevenzione della cecità: è stato riconosciuto dall'Agenzia Onu.

ROMA. Salviamo la vista con la riabilitazione. Nel nostro Paese c'è ora un centro di collaborazione dell'Organizzazione mondiale della sanità per la riabilitazione visiva: secondo quanto riferisce la stessa Oms, è l'unico al mondo con quest'obiettivo specifico e il solo in Europa che si occupa di prevenzione della cecità beneficiando del riconoscimento dell'Agenzia Onu. Si tratta del Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti voluto dall'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus, con sede a Roma presso il Policlinico "A. Gemelli".

Solo in Italia si stima che vivano circa un milione di ipovedenti, mentre nel mondo le persone che vedono pochissimo sono 246 milioni. In molti casi la vista si può preservare: la cecità è evitabile nell'80% dei casi grazie a visite oculistiche periodiche e opportune cure. La riabilitazione visiva consente comunque di sfruttare al meglio le potenzialità rimanenti e di migliorare la qualità della vita degli ipovedenti. Le malattie oculari che causano seri problemi alla vista nei Paesi più sviluppati sono la degenerazione maculare legata all'età, la retinopatia diabetica e il glaucoma.

L'Oms e il Polo Nazionale hanno concordato - col parere favorevole del Ministero della Salute - di collaborare per raggiungere i seguenti obiettivi: 1) realizzare uno studio epidemiologico nazionale sullo stato della funzione visiva e della salute oculare della popolazione italiana; 2) pubblicare un libro bianco sulla diffusione delle buone prassi in materia di riabilitazione visiva e di prevenzione della cecità in Italia; 3) definire gli standard minimi internazionali in termini di figure professionali e metodi per una riabilitazione ottimale degli ipovedenti, al passo con le conoscenze attuali.

"A quasi sei anni dall'avvio dell'attività del Polo Nazionale per la riabilitazione visiva in stretta collaborazione con la Clinica oculistica del Gemelli questo prestigioso riconoscimento per la sanità italiana è il giusto tributo alla qualità del lavoro svolto da medici, ricercatori e operatori sanitari - dichiara il Direttore del Policlinico, Dr. Maurizio Guizzardi -. Siamo davvero lieti di questo riconoscimento dell'Oms frutto della sinergia del nostro Policlinico con un'organizzazione come IAPB Italia Onlus che come noi tutela e promuove la salute e il benessere di persone fragili come gli ipovedenti".

"Nuovi orizzonti - ha affermato l'Avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus - si sono aperti in Italia per la riabilitazione visiva e per gli studi epidemiologici. Lo straordinario risultato del riconoscimento del Polo Nazionale quale centro di collaborazione Oms è stato ora conseguito. Il nostro Polo Nazionale è un centro pensato per gli ipovedenti che ora ha un ruolo davvero unico".

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Marketpress.Info del 12-06-2013

L'allungamento dell'aspettativa di vita è un fatto assai importante...

L'ALLUNGAMENTO DELL'ASPETTATIVA DI VITA È UN FATTO ASSAI IMPORTANTE CHE PUÒ ESPLICARE TUTTE LE PROPRIE POTENZIALITÀ, PREVENENDO MALATTIE NON LETALI MA FORTEMENTE INVALIDANTI. IL CASO DELLA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE.

ROMA. Nel mondo occidentale la maggior parte della popolazione "over 65" è in buona salute, configurandosi spesso come una potenziale risorsa per la comunità. Tuttavia l'allungamento della vita non corrisponde sempre ad un reale mantenimento della sua qualità. Le malattie della vista, ad esempio, hanno un impatto sociale assai rilevante dal momento che oggi la maggior parte delle informazioni e delle attività socioculturali utilizza la funzione visiva come sistema primario. La perdita di questa funzione, dunque, induce una minore autosufficienza e un maggior isolamento in un'ampia fascia della popolazione, con conseguenti problematiche individuali e sociali il cui peso è destinato ad aumentare. La Degenerazione Maculare Senile (Amd - Age related Macular Degeneration) è una patologia legata all'invecchiamento ed è la principale causa di riduzione visiva nei soggetti con età superiore ai 65 anni. In Italia colpisce circa 1 milione di persone, ma il 75% della popolazione a rischio non conosce questo problema. All'importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell'appropriatezza prescrittiva in questa patologia, oltre che di una corretta e capillare informazione, è stato dedicato l'incontro dal titolo: "Degenerazione Maculare Senile: impatto individuale e sociale della patologia e nuovi scenari di cura", organizzato da Amd Italia Onlus e Federanziani, con il patrocinio del Senato della Repubblica ed il contributo non condizionato di Bayer Healthcare, che ha avuto luogo oggi a Roma presso la Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini" - Sala degli Atti Parlamentari, cui hanno preso parte: Bruno Lumbroso, Presidente Onorario di Amd Italia Onlus, Roberto Messina, Presidente di Federanziani, Giuseppe Pozzi, Presidente della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute e Vicepresidente di Federanziani, Emanuela Tedeschi, Presidente di Amd Italia Onlus, Monica Varano, Head of Retina Research Unit Irccs G.b. Bietti, Giusepppe Castronovo, Presidente dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità - Iapb Italia Onlus, Pier Luigi Bartoletti, Segretario Fimmg Lazio, Mario Stirpe, Presidente Fondazione G.b. Bietti. La Degenerazione Maculare Senile è un'affezione cronica a carattere degenerativo e progressivo, che interessa la macula, la porzione centrale della retina deputata alla visione distinta, e rappresenta la principale causa di grave perdita dell'acuità visiva e di cecità legale nella popolazione occidentale di età superiore ai 65 anni. Esistono due forme della patologia, quella secca e quella umida. La prima è la forma più comune e provoca un calo visivo lento e graduale e un deficit della visione centrale. La forma umida (10-15% dei casi) determina, invece, un rapido e progressivo calo visivo, associato a distorsione della visione centrale. "Quello che appare paradossale è che, nonostante l'alta incidenza di questa patologia, ci sia una così scarsa conoscenza della stessa - dichiara Emanuela Tedeschi, Presidente di Amd Italia Onlus - La diagnosi tempestiva, attraverso visite oculistiche da effettuare con regolarità dopo i 55 anni, è di fondamentale importanza, perché permette allo specialista di orientare il paziente verso i trattamenti più adeguati. E' opportuno ricordare che, se curata in modo appropriato, la patologia non solo può essere arrestata, ma può anche regredire. Tuttavia - continua Emanuela Tedeschi - la prevenzione passa attraverso un'informazione che, in questo caso, è ancora insufficiente. Mentre la maggior parte della popolazione sa cosa siano patologie come la cataratta o il glaucoma, per quanto riguarda la degenerazione maculare, a meno che una persona sia interessata direttamente, o attraverso suoi familiari, se ne ignora l'esistenza". Per questo assume un'importanza rilevante la nascita dell'alleanza, annunciata durante il Convegno da Bruno Lumbroso, Presidente Onorario di Amd Italia Onlus e Roberto Messina, Presidente di Federanziani, tra Amd Italia Onlus e Federanziani, volta alla promozione di iniziative mirate alla diffusione della conoscenza della Degenerazione Maculare Senile e alla realizzazione di interventi per la lotta all'ipovisione, favorendo o rafforzando le condizioni per un "invecchiamento attivo", che passa anche attraverso politiche di valorizzazione della persona over 65 all'interno della società. Alla luce dei dati epidemiologici, infatti, la Degenerazione Maculare Senile può essere considerata una malattia di grave rilevanza socio-sanitaria. Nelle forme moderate e gravi con profonda riduzione visiva i pazienti subiscono una riduzione della qualità della vita del 60%, con disturbi depressivi in oltre il 30% dei pazienti. In questi casi le disabilità causate dalla patologia sono così importanti che chi ne è affetto sarebbe disposto a cedere metà degli anni di vita rimanenti pur di avere una visione ottimale. Studi recenti dimostrano anche come pazienti con Amd abbiano un rischio aumentato di cadute accidentali con frattura femorale e ospedalizzazione (32,5%). "Per questo il ruolo di Amd Italia Onlus - aggiunge Emanuela Tedeschi - oltre a quello primario di fornire corrette informazioni e promuovere attività di prevenzione, ha anche quello di aiutare le persone che sperimentano questa esperienza a vivere la malattia nel migliore modo possibile, anche attraverso le attività offerte dall'Associazione quali incontri per favorire una socializzazione tra chi ne è affetto, per la condivisione delle problematiche della vita quotidiana, nonché per un supporto di tipo psicologico e sociale". Ad un soggetto colpito da Degenerazione Maculare Senile umida oggi sono offerti tre tipi di trattamento: fotocoagulazione laser, terapia fotodinamica e terapie farmacologiche. "Da qualche anno - chiarisce Monica Varano, Head of Retina Research Unit Irccs G.b. Bietti - si utilizzano i farmaci anti-Vegf che vengono somministrati per via intravitreale e che agiscono nei confronti del fattore di crescita endoteliale (Vegf) secreto dalle cellule endoteliali dei vasi retinici, che è alla base dell´aumento della angiogenesi, della permeabilità capillare, con proprietà proinfiammatorie e neuro protettive". La sfida dell'oftalmologia del Terzo Millennio è rappresentata dal diritto alla vista, come indica l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo Progetto "Vision 2020", un'iniziativa mondiale per eliminare le cause di cecità evitabili. "Per questo motivo la Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, l'organismo nazionale di Federanziani preposto alla tutela del diritto alla salute dei cittadini, ha recentemente inserito all'interno dei propri Dipartimenti monotematici, l'area terapeutica di "oculistica", con un focus specifico sulle maculopatie - ha dichiarato Giuseppe Pozzi, Presidente della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute e Vicepresidente di Federanziani - L'obiettivo che ci poniamo, infatti, aggregando le eccellenze medico-scientifiche, con l'aiuto di prestigiose Università e Facoltà di Economia Sanitaria, è di mettere in luce le criticità del Sistema Sanitario, individuando concretamente le soluzioni, valutandone la sostenibilità, con un'attenzione sempre vigile alla tutela del diritto alla salute per una sanità più accessibile, soprattutto per i soggetti più fragili". La condizione delle persone con disabilità visiva nella società è radicalmente mutata nel tempo. L'handicap, infatti, non è più inteso come una limitazione della persona svantaggiata, ma come un problema dovuto alle difficoltà dell'ambiente sociale di rispondere positivamente alle esigenze della stessa. Tuttavia, il mutamento più rilevante nella condizione dei disabili consiste nel riconoscimento che gli stessi non sono portatori di handicap, bensì di diritti. L'uguaglianza delle opportunità e dei diritti non è un ideale astratto, ma la condizione per l'effettiva inclusione delle persone con disabilità nel contesto sociale. Alla luce di ciò, qualche anno fa è nata la "Carta dei diritti del paziente" colpito da malattie della macula, a cura di due associazioni internazionali, l'Amd Alliance International e l'Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità - Iapb Italia onlus, cui si sono aggiunte molte associazioni di pazienti, tra cui, per il nostro Paese, Amd Italia Onlus, tra i cui punti principali troviamo il diritto ad "essere informati e curati nella propria interezza", "ricevere una diagnosi tempestiva" e "poter accedere a trattamenti efficaci". "Questo documento - dichiara Giuseppe Castronovo, Presidente dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità - Iapb Italia Onlus - rappresenta uno straordinario passo avanti per tutte le persone affette da Degenerazione Maculare Legata all'Età poiché non solo ha l'obiettivo di diffondere e di difendere in tutto il mondo i diritti dei malati, ma anche perché sottolinea l'impatto sociale di una malattia destinata ad incidere sempre più sulla salute degli italiani. Infatti la vista è un bene prezioso, un diritto di tutti che va tutelato sempre. Occorre quindi - prosegue Castronovo - che le Istituzioni garantiscano ai malati affetti da maculopatia la possibilità di accedere tempestivamente ai migliori trattamenti disponibili, senza differenze legate al reddito, all'età e allo stato sociale". La Commissione Ministeriale nata recentemente è un'espressione concreta dell'impegno delle Istituzioni per prevenire e contrastare le malattie che possono portare a cecità o ipovisione, tra cui la Degenerazione Maculare Senile. Tuttavia, malgrado ci sia, rispetto al passato, una maggiore sensibilità verso le malattie oculari, è anche vero che la prevenzione, a livello strettamente medico-scientifico, è ancora disattesa dalla popolazione. "Il contributo che la prevenzione può dare all'oftalmologia - afferma Mario Stirpe, Presidente Fondazione G.b. Bietti - include l'individuazione di screening di popolazione per la diagnosi precoce, secondo criteri e caratteristiche di appropriatezza e la definizione di percorsi diagnostico-terpeutici riabilitativi con particolare riguardo all'appropriatezza dei ricoveri o trattamento ambulatoriale e dei controlli di follow-up. L'identificazione delle cause di danno funzionale tanto più è precoce, tanto più garantisce possibilità di trattamento o di efficaci provvedimenti riabilitativi. Per lo sviluppo ottimale della gestione integrata delle malattie causa di ipovisione o cecità, dalla diagnosi precoce alla gestione dei deficit e delle disabilità funzionali - continua Stirpe - appare fondamentale lo sviluppo di linee guida e protocolli che assicurino il sostegno e il rafforzamento delle risorse del paziente e della sua famiglia, il supporto alle cure primarie, l'integrazione tra le diverse strutture assistenziali, la valutazione dell'andamento della malattia e l'individuazione dei punti critici". "Il ritardo della diagnosi delle malattie oculari in generale e nello specifico della Degenerazione Maculare Senile provoca l'evoluzione delle patologie stesse che possono oggi essere adeguatamente trattate se il Medico di Medicina Generale fosse messo nelle condizioni di riconoscerle, diagnosticarle, indirizzando eventualmente il paziente verso approfondimenti diagnostici - conclude Pier Luigi Bartoletti, Segretario Fimmg Lazio - Per tali ragioni, siamo forti sostenitori della necessità che tutti i Medici di Famiglia siano inseriti nel circuito informativo di tecniche, strumenti, modelli terapeutici per un utilizzo tempestivo ed appropriato degli stessi".

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La Sicilia del 03-06-2013

La maculopatia, "umida" arriva un nuovo farmaco

CATANIA. Quella che va sotto il nome di "degenerazione maculare della retina" è una patologia a carico, appunto della parte centrale (e più sensibile) della retina, che si può presentare in due modi. La forma secca, più comune, è caratterizzata dalla progressiva quanto lenta atrofia - appunto - della macula. La forma umida invece è correlata all'età avanzata ed è contrassegnata da un danno oculare repentino, che a volte si manifesta addirittura in pochi giorni. Compare una macchia nera al centro della vista seguita da una progressiva compromissione del visus. Inquietanti le cifre dell'epidemiologia: colpisce l'8-11% degli over 65 e con l'aumentare dell'età c'è una crescita esponenziale dei casi: attualmente hanno problemi di questo tipo 27 persone su 100 sopra i 75 anni. «Ciò che più preoccupa - dice il prof. Francesco Bandello direttore della Clinica oculistica dell'Università Vita-Salute dell'Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, e ribadiscono i professori Giovanni Staurenghi dell'Ospedale Sacco di Milano e Alfonso Giovannini dell'azienda ospedaliero universitaria di Ancona - visto anche l'incremento dell'età media della popolazione, è soprattutto il trend: le stime dicono che i casi nei Paesi industrializzati come l'Italia sono destinati a aumentare entro il 2020. Queste cifre ovviamente fanno riferimento alla totalità dei casi di malattia, comprendendo le due diverse varianti. In Italia, l'80% dei casi è legato alla forma secca, meno grave, mentre il 20% alla forma umida, che porta a grave riduzione del visus e può condurre anche a cecità».

«È su questi pazienti che dobbiamo concentrare la nostra attenzione perchè sono a maggior rischio - sottolinea il dott. Antonio Rapisarda direttore della Uoc di Oftalmologia dell'azienda ospedaliera di alta specializzazione Garibaldi di Catania - il danno s'instaura in pochissimo tempo ed è legato alla neovascolarizzazione tipica della malattia. In pratica sotto la retina crescono nuovi vasi che si sviluppano in direzione della macula, ovvero la zona centrale della retina. Questo causa un sollevamento della retina, che si deforma portando in breve ai classici sintomi della degenerazione maculare. Ecco perché in alcuni casi l'obiettivo terapeutico fondamentale è bloccare la crescita dei neovasi, che si può ottenere mediante i farmaci che agiscono sul fattore di crescita vascolare endoteliale (Vegf) ».

Partiamo dai fattori di rischio.

«Fondamentale - dice il dott. Rapisarda - è la predisposizione genetica, visto che sono stati individuati precisi genotipi correlati con la patologia. Poi occorre prestare attenzione ai danni cronici all'occhio che possono venire da un'eccessiva esposizione al sole. Sul fronte alimentare no ai cibi ipercalorici e ricchi di grassi animali, sì alla dieta mediterranea. Infine è sicuramente dannoso il fumo».

Parliamo ora di terapie.

«Fino a 20 anni fa le possibilità risultavano tanto poche da rasentare il nulla. Poi venne la fotocoagulazione con il laser volta a distruggere l'area della retina interessata dal processo di neovascolarizzazione. Metodo efficace ma a cui può fare riscontro una riduzione marcata della capacità visiva: fenomeno riducibile con la verteporfirina, un farmaco in grado di stabilizzare la capacità visiva.

La svolta venne impressa in un primo tempo da una famiglia di farmaci "anti fattore di crescita della membrana interna dei vasi sanguigni" (Vegf) la cui scoperta è da accreditare a uno scienziato catanese, Napoleone Ferrara. Ma anche in questi casi risultati parziali. E' infine iniziata pochi anni addietro l'era degli anticorpi monoclonali iniettati direttamente nell'occhio al ritmo di una iniezione al mese. Ed è in tale filone terapeutico che si inserisce una nuovissima molecola - l'aflibercept - una proteina umana che oltre a risultare più potente e completa nella sua azione di contrasto dei nuovi vasi sanguigni, risulta capace di ridurre le trasudazioni di liquido e l'edema. Dopo una iniezione intraoculare al mese per i primi tre mesi solo una iniezione a mesi alterni. Il preparato è stato già registrato in Italia ma manca ancora l'autorizzazione alle aziende ospedaliere di impiegarlo con costi a carico del servizio sanitario nazionale».

di Angelo Torrisi

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Il Sole 24 Ore del 22-06-2013

Dagli integratori ai farmaci salva-vista, l'alleanza contro la degenerazione maculare senile

Colpisce 1 milione di persone in Italia. La degenerazione maculare senile è una malattia legata all'invecchiamento che colpisce la macula, la porzione centrale della retina. È la principale causa di perdita grave della visione centrale dopo i 55 anni. Si stima che in Italia colpisca circa 1 milione di persone, ma il 75% della popolazione a rischio non conosce il problema.

Fattori di rischio sono l'età, la familiarità, il sesso femminile, il fumo, l'ipertensione arteriosa, l'eccessiva esposizione alla luce durante la vita, l'obesità ed una dieta ricca di grassi e colesterolo ed esistono due forme della patologia, quella secca e quella umida. La prima è la forma più comune e provoca un calo visivo lento e graduale e un deficit della visione centrale. La forma umida (10-15% dei casi) determina, invece, un rapido e progressivo calo visivo, associato a distorsione della visione centrale.

Nove passi per mettere al sicuro la vista.

"Quello che appare paradossale è che, nonostante l'alta incidenza di questa patologia, ci sia una così scarsa conoscenza della stessa", dichiara Emanuela Tedeschi, presidente di AMD Italia Onlus, che insieme a Federanziani hanno organizzato un incontro a Roma dedicato alla patologia presentando un'alleanza per sensibilizzare alla prevenzione e alla conoscenza della malattia. "La diagnosi tempestiva, attraverso visite oculistiche - continua Tedeschi - da effettuare con regolarità dopo i 55 anni, è di fondamentale importanza, perché permette allo specialista di orientare il paziente verso i trattamenti più adeguati. È opportuno ricordare che, se curata in modo appropriato, la patologia non solo può essere arrestata, ma può anche regredire".

La prevenzione passa attraverso l''informazione che, in questo caso, è ancora insufficiente. Studi recenti dimostrano anche come pazienti con la patologia abbiano un rischio aumentato di cadute accidentali, che comportano un incremento di ricoveri ospedalieri e fratture femorali. Nelle fasi iniziali la malattia può non dare sintomi, soprattutto se a essere interessato è solo un occhio. Si può notare una riduzione della visione centrale, uno sfocamento delle parole nella lettura, un'area scura al centro del campo visivo (scotoma) e una distorsione delle linee dritte (metamorfopsie). La distorsione delle immagini è un sintomo frequente all'insorgere della degenerazione maculare essudativa e deve indurre ad una visita oculistica urgente.

Giallo e arancio: betacarotene per occhi e sistema immunitario.

L'integrazione alimentare con antiossidanti quali zinco, vitamina C, vitamina E e betacarotene ha un'azione protettiva sulla retina. Gli integratori, ad esempio, sono utili per ridurre il rischio che la forma non essudativa o "secca" evolva in forma essudativa o "umida". Negli stadi avanzati è necessario l'intervento farmacologico."Da qualche anno - spiega Monica Varano, che guida la Retina Research Unit presso l'IRCCS G.B. Bietti di Roma - si utilizzano i farmaci anti-VEGF che vengono somministrati per via intravitreale e che agiscono nei confronti del fattore di crescita endoteliale (VEGF) secreto dalle cellule endoteliali dei vasi retinici, che è alla base dell'aumento della angiogenesi, della permeabilità capillare, con proprietà proinfiammatorie e neuro protettive".

di Cosimo Colasanto

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Marketpress.Info del 12-06-2013

Chirurgia della cataratta: ecco i nuovi standard a "misura" di occhio

GRAZIE ALLE NUOVE TECNICHE CHIRURGICHE E TERAPIE ANTIINFIAMMATORIE È POSSIBILE ESEGUIRE INTERVENTI PRECISI, SICURI E CON UNA PIÙ RAPIDA GUARIGIONE. SE NE È PARLATO IN OCCASIONE DEL CONVEGNO "INNOVAZIONI IN CHIRURGIA E FARMACOLOGIA OCULARE: I NUOVI STANDARD PER IL CHIRURGO OFTALMOLOGO" TENUTOSI A FIRENZE. RIUNITI I MASSIMI CHIRURGHI OFTALMOLOGI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.

FIRENZE. Incisioni molto piccole e precise per la chirurgia della cataratta, assenza di bisturi e di suture, un recupero visivo perfetto e più veloce per il paziente. Oggi, tutto questo è possibile grazie all'ultima innovazione nel campo della chirurgia oculare, il laser a femtosecondi. Uno strumento hi-tech distribuito da Bausch + Lomb, azienda leader mondiale nella salute degli occhi. Il laser a femtosecondi utilizza una luce con impulsi della grandezza di pochi micron e di brevissima durata, che può essere focalizzata a diverse profondità nell'occhio per tagliare i tessuti nel punto desiderato. Un robot laser guidato da un computer consente in 1 minuto e mezzo di effettuare ben l'80% dei passaggi chirurgici. Il laser apre la capsula anteriore del cristallino con un'apertura perfettamente circolare e frammenta il nucleo opaco, consentendo così al chirurgo di terminare l'intervento aspirando le masse ed impiantando il cristallino artificiale attraverso la microincisione. «La sfida oggi non è solo fare un buon intervento chirurgico - dichiara il dott. Edoardo Ligabue, Responsabile divisione oculistica CDI, Centro Diagnostico Italiano - ma applicare le soluzioni più avanzate per migliorare la qualità della visione del paziente, dandogli la possibilità di fare a meno degli occhiali. Il laser a femtosecondi è una vera rivoluzione perché aggiunge una sicurezza e una delicatezza irraggiungibili con l'intervento classico». «Credo che questo strumento rappresenti un ulteriore trionfo della tecnologia che l´ingegno umano è in grado di produrre con lo scopo di migliorare la qualità della nostra vita - dichiara il dott. Roberto Bellucci, Direttore dell´U.O. di Oculistica dell´Ospedale Civile Maggiore di Verona e Presidente eletto dell'ESCRS-European Society of Cataract & Refractive Surgeons -Oggi finalmente grazie all´altissima precisione di questa tecnica di intervento ci troviamo di fronte ad una soluzione che troverà in futuro sempre più applicazione». Negli ultimi 20 anni la chirurgia della cataratta ha raggiunto ottimi risultati anche grazie alla anestesia topica (solo gocce di collirio), alla microincisione e alle lenti intraoculari Premium. La microincisione (o MICS) è l'ultima novità in termini di tecniche chirurgiche per la rimozione della cataratta. Grazie a questa tecnica basta effettuare un taglio di circa 1,8-2,2 mm. per entrare nell'occhio, frammentare e aspirare la cataratta, consentendo al chirurgo di fare tutte le operazioni in circa 5-6 min. Attraverso questa incisione viene inserito nell'occhio un cristallino artificiale trasparente che consente al paziente di recuperare la vista già lo stesso giorno dell''intervento.. Inoltre, grazie a un'ampia gamma di lenti intraoculari oggi disponibili, è possibile 'customizzare' la chirurgia su ogni paziente, rispondendo adeguatamente a tutte le sue necessità come ad esempio il desiderio di non utilizzare gli occhiali per la presbiopia o l'astigmatismo. Un momento fondamentale dell'intervento di cataratta è la gestione dell'infiammazione pre e post operatoria. Infatti, nonostante l'evoluzione delle tecniche chirurgiche e delle apparecchiature il rischio di infiammazione post operatoria è sempre presente, Oggi, grazie ai nuovi farmaci antinfiammatori, non cortisonici, come il bromfenac, è possibile ridurre la comparsa di infiammazione successiva ad intervento chirurgico riducendo il rischio di importanti complicanze. www.bausch.com

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Le Scienze del 22-06-2013

La protesi fotovoltaica che ridà la vista ai ratti

Grazie all'impianto di sensori fotovoltaici è possibile ripristinare la sensibilità alla luce in ratti con retina danneggiata e non più funzionale. Lo dimostra una nuova sperimentazione che ha misurato la risposta neuronale della corteccia visiva nei roditori con questa protesi. I buoni risultati dei test e la facilità d'impianto fanno sperare in un ulteriore sviluppo della protesi, per ovviare anche nell'essere umano alla perdita della vista dovuta alla retinite pigmentosa (red)

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Ratti a cui sono state impiantate retine artificiali mostrano una risposta visiva alla luce: è questo il risultato descritto ottenuto da Yossi Mandel della Stanford University e colleghi dell'Università di Strathclyde a Glasgow, nel Regno Unito, descritto sulla rivista "Nature Communications".

Negli ultimi anni, le protesi fotovoltaiche visive hanno conosciuto un notevole sviluppo. Si tratta di dispositivi progettati per ripristinare la vista nei casi in cui il difetto visivo è proprio nella funzionalità della retina, compromessa per esempio dalla retinite pigmentosa. Questa malattia progressiva e di origine genetica colpisce l'epitelio pigmentato retinico o i fotorecettori, e procede riducendo dapprima la capacità di adattamento al buio, poi la visione periferica e infine quella centrale.

Microfotografia del sensore fotovoltaico con pixel da 70 micron. Nel riquadro tondo, fondo oculare di un ratto protesizzato con un sensore con pixel da 140 micron (Cortesia Palanker Lab, Stanford University)L'attuale assenza di una cura per la retinite pigmentosa ha stimolato la ricerca sullo sviluppo di protesi cosiddette "fotovoltaiche": il processo di funzionamento di base è infatti lo stesso dei pannelli per l'energia solare, perché si tratta di convertire la radiazione luminosa in un segnale elettrico, stimolando il nervo ottico. I risultati più incoraggianti sono stati raggiunti con la dimostrazione che questi dispositivi sono in grado di stimolare il tessuto retinico. Tuttavia, l'efficacia nel restituire la capacità visiva non era mia stata verificata finora.

Per valutare il grado di recupero della capacità visiva, Mandel e colleghi hanno impiantato sensori fotovoltaici sensibili alla radiazione infrarossa nello spazio sub-retinico in ratti con una degenerazione retinica e hanno poi registrato le risposte neuronali della corteccia visiva, i cosiddetti potenziali evocati visivi (VEP), alla stimolazione con impulsi nell'infrarosso.

ratto protesizzato: in fondo all'occhio è visibile l'impianto del sensore con pizel da 140 micron (Cortesia Palanker Lab, Stanford University)Dalle misurazioni con differenti dimensioni dei pixel (280, 140 e 70 micron) è risultato che le risposte della corteccia visiva possono essere evocate nei ratti in risposta alla stimolazione infrarossa. Le caratteristiche del VEP misurato nei test sono del tutto simili a quelle della stimolazione visiva in ratti normali, con una intensità proporzionale all'irradiazione di picco e alla durata degli impulsi infrarossi, ma con un tempo di latenza inferiore.

Il dispositivo inoltre è modulare e consente dei aumentare agevolmente il numero di pixel. I buoni risultati delle misurazioni uniti alla facilità dell'impianto fanno ben sperare per un ulteriore sviluppo di questo tipo di protesi retinica.

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La Repubblica del 09-06-2013

C'è un mondo da scoprire copiando mosche e libellule

Supporre che l'occhio, con tutti i suoi inimitabili meccanismi, possa essersi formato tramite la selezione naturale sembra, lo confesso, assurdo al massimo grado.

Lo chiamano l'organo di Dio. È infatti l'elemento degli esseri viventi più difficile da spiegare con le leggi dell'evoluzione. Forse, allora, si può sostenere che gli scienziati oggi giochino a "fare Dio" quando ricreano parti degli occhi in laboratorio partendo dalle cellule staminali, impiantano elettrodi nella retina per ripristinarne le funzioni compromesse o assemblino dal nulla quel capolavoro di ottica e ingegneria che è l'occhio composto degli insetti. E se, fino a ieri, un'immagine che si imprimeva nella nostra vista poteva essere considerata prova sufficiente di verità, oggi è possibile interagire con un "fantasma" in tre dimensioni chiamato ologramma e creato da una sorgente laser. O credere di trovarsi di fronte a una trasparenza laddove gli scienziati hanno in realtà messo a punto uno dei primi "mantelli dell'invisibilità".

Oggetti da fantascienza in sperimentazione da una manciata di anni.

Gli occhiali di Google, in fondo, non hanno inventato nulla di nuovo. L'idea di montare una telecamera su un paio di lenti per inviare le immagini alla retina è il principio base di alcuni prototipi del cosiddetto occhio artificiale. Il modello Argus, realizzato dall'azienda biotech californiana Second Sight, a fine febbraio è stato autorizzato per il mercato americano. Ma dal 2011 a oggi è stato sperimentato anche da una ventina di pazienti in Europa. «Questi strumenti possono essere usati quando la retina non funziona più, ma il nervo ottico che trasmette l'impulso elettrico al cervello è ancora intatto» spiega Fabio Benfenati, ricercatore dell'Istituto italiano di tecnologia e professore all'università di Genova. Le malattie che possono essere affrontate con l'occhio artificiale sono al momento la retinite pigmentosa (origine genetica, colpisce in età giovanile) e la degenerazione maculare (progressivo deterioramento della retina tipico invece degli anziani).

Al prezzo di centocinquantamila dollari, Argus permette di tornare a distinguere luci forti, linee molto nette, in alcuni casi oggetti in movimento. Una telecamera montata su un paio di occhiali trasmette le immagini a un computer portatile, da tenere sempre con sé. Dal calcolatore, i segnali vengono inviati al chip inserito nella parte profonda della retina,stimolando il nervo ottico diretto al cervello. Ma mentre in un singolo occhio umano i recettori degli impulsi luminosi (coni e bastoncelli) superano il centinaio di milioni, i tecnici di Argus non sono riusciti a realizzarne più di sessanta. Inserire un chip di silicio in un organo delicato come la retina resta poi un'impresa. «All'Istituto italiano di tecnologia abbiamo tentato una strada diversa» spiega Benfenati. «Al posto del silicio utilizziamo un polimero organico. È un materiale a base di carbonio che è stato messo a punto per i pannelli fotovoltaici. Ma permette di risolvere molti problemi anche per quanto riguarda le retine artificiali».

Il polimero P3HT, assemblato da Guglielmo Lanzani del Centro per le nanoscienze e la tecnologia all'Istituto Italiano di Tecnologia e al Politecnico di Milano, assorbe luce e genera correnti elettriche. «Nei primi test in laboratorio - spiega Benfenati - abbiamo preso il nostro polimero e abbiamo lasciato che dei neuroni vi crescessero sopra. Il materiale, colpito dalla luce, riusciva in effetti a stimolare elettronicamente i neuroni. Analogamente, quando sul polimero si è appoggiata una retina con degenerazione dei fotorecettori, la stimolazione luminosa era di nuovo in grado di attivare i circuiti retinici. A quel punto siamo partiti con i test sui ratti, che stanno dando i primi risultati positivi. Solo dopo molte altre prove si potrà pensare di impiantare il dispositivo nell'occhio umano».

E se l'occhio umano, formato da un'unica lente, può sembrare complicato, immaginiamo un organo composto da venti o addirittura trentamila lenti, come quello di cui è dotato la libellula. L'occhio composto degli insetti è un mosaico di complessità che l'uomo da alcuni anni osserva e (ancora goffamente) imita. Il numero massimo di ommatidi (ciascuna delle minuscole lenti esagonali) raggiunto finora in laboratorio è di poche centinaia. Tutti gli elementi devono essere allineati al micrometro per evitare che le aberrazioni distruggano l'immagine di insieme.

Due gruppi di ricerca hanno appena messo a punto un occhio artificiale di questo tipo. Grazie alle sue dimensioni ridottissime, questa meraviglia della tecnologia potrà un giorno essere usata per osservare il corpo umano dall'interno (se montata su sonde) o per dare a robot volanti la stessa agilità che hanno le mosche quando sfuggono ai predatori o agli uomini infastiditi. Il Politecnico di Losanna in Svizzera (lo studio è stato pubblicato il 4 giugno suProceedings of the National Academy of Sciences) e un consorzio di università americane e cinesi (ricerca apparsa su Nature lo scorso 2 maggio) hanno realizzato due prototipi abbastanza simili dell'organo artificiale. Un campo visivo amplissimo, vicino ai 180 gradi, capacità di correggere le aberrazioni e rapidità estrema nell'integrare le immagini laterali a ogni minimo movimento della testa sono le caratteristiche degli occhi degli insetti. Che l'uomo ha per ora riprodotto solo in minima parte, e su dimensioni centinaia di volte più grandi rispetto agli organi miniaturizzati di mosche e libellule.

di Elena Dusi

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Ecografie in 3D da toccare per le mamme cieche

Quale mamma non si è emozionata guardando un'ecografia del figlio a pochi mesi di gravidanza? Qualemamma non si è soffermata sui dettagli del piccolo che ha portato in grembo: la lunghezza del feto, gli organi sviluppati e quelli ancora non visibili, la posizione nella pancia e molti altri dettagli. Ma, se uno dei futuri genitori è non vedente, è ovvio che questa esperienza di poter guardare le foto del proprio pargolo gli sarà preclusa. O almeno gli era preclusa fino a ora, perché un'équipe di scienziati brasiliani, guidata dall'industrial designer Jorge Roberto Lopes dos Santos, sta pensando a una stampa in 3D delle ecografie, in modo che chiunque possa toccare una rappresentazione tridimensionale del feto. La sua azienda, chiamata Tecnologia Humana 3D, in collaborazione on l'Instituto Nacional de Tecnologia del Brasile, ha dato ai dottori la possibilità di creare modelli a dimensione reale delle foto scattate ai bambini nelle pance delle loro mamme. All'inizio le ricerche di dos Santos erano pensate per mettere a disposizione dei fisici uno strumento per scoprire in maniera più accurata eventuali malformazioni nei feti, però in un secondo momento ci si è resi conto che una stampa tridimensionale poteva essere utile anche alle persone prive di vista per avere un riscontro tattile e assolutamente concreto sull'evoluzione della gravidanza. Ma come funziona il processo? Una volta scattata la foto, il computer ricrea a partire dall'immagine un modello 3D con organi, tessuti etc. I dottori possono quindi esplorare il modello individuando eventuali problemi e possono dunque capire se, dove e come sia necessario intervenire. Questo modello viene poi stampato con una stampante tridimensionale, che crea concretamente la riproduzione del feto sovrapponendo strati successivi di materiale plastico. Se questa tecnica verrà utilizzata su larga scala quindi, anche le persone non vedenti potranno condividere con i loro familiari l'esperienza di toccare/vedere la lunghezza delle dita di un bambino nella pancia, la piccolezza e fragilità dei piedini e delle braccine e via dicendo. Ma, c'è un "ma": dos Santos e la sua équipe dovranno fare i conti con i costi di un tale processo, anche se lo stesso designer brasiliano li stima approssimativamente a 200 dollari per un modello di un feto di 12 settimane e 300 per un feto di 24 settimane. Questo poiché, dice dos Santos, ci si affida a tecnologie e processi già in uso e quello che si fa è semplicemente combinarli insieme per ottenere il risultato finale, cioè il modello tridimensionale del bambino.

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Cittadellaspezia.com del 05-06-2013

Al via il campionato di vela per non vedenti Homerus

GOLFO DEI POETI. Oggi ha avuto inizio il Campionato Nazionale Homerus (Regate per non vedenti), organizzato nell'ambito del XXVI Trofeo Mariperman, sotto l'alto patrocinio del Dipartimento Militare Marittimo dell'Alto Tirreno. Stamane i nove equipaggi, di cui due composti da atleti israeliani, sono stati accolti, presso la Stazione Marittima, dal Contrammiraglio Claudio Morellato e dal Presidente della Sezione Velica della Marina Militare, Comandante Franco Maria Reisoli.

Il progetto Homerus proposto alla fine del 1995 dal suo ideatore Alessandro Gaoso, è stato realizzato nel 1996. L'associazione è l'unica riconosciuta ufficialmente dalla Federazione Italiana Vela. Le imbarcazioni condotte da non vedenti sono riconoscibili grazie alle vele marroni e al logo Homerus. Per la navigazione viene utilizzato ATNA, che è lo strumento di navigazione satellitare parlante che, oltre ai dati del GPS (Global Positioning System), avverte automaticamente anche della presenza degli ostacoli (isole, scogli, basso fondale, coste ecc.), e ne dà la distanza e la direzione di rilevamento.

Per la segnalazione degli ostacoli mobili a prua di ogni imbarcazione è installato uno strumento a raggi laser che distingue il lato su cui si trova l'ostacolo: la frequenza di segnalazione è indirettamente proporzionale alla distanza dell'ostacolo fino a diventare un segnale continuo. Gli incroci tra non vedenti sono regolati da uno strumento acustico posto a prua della imbarcazione in prossimità delle luci di via che emette, con frequenza fissa dei suoni: di sirena, se la imbarcazione procede con le mure a dritta; e di clacson, se procede con le mure a sinistra.

Si può quindi riassumere, dicendo che le luci rosse e verdi sono "viste" dai ciechi, grazie ai loro suoni. Per i match race che si disputeranno in questi giorni la barca Comitato darà le segnalazioni sia con le previste bandiere che con suoni acustici: le boe, di poppa e bolina, emetteranno suoni di tipo diverso.

Il Campionato, iniziato oggi, proseguirà sino a sabato, e sarà interamente fruibile dalla Passeggiata Morin e da Molo Italia, accompagnato dal commento dello skipper Attilio Co

Giovedì, a partire dalle ore 21,verrà disputata una scenografica prova in notturna.

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Savona News del 12-06-2013

Loano, sabato al via il campionato di calcio per non vedenti

Sebastiano Gravina, attaccante della nazionale, ci racconta la sua esperienza"Il pallone contiene placche sonore, che ci permettono di vedere con l'udito".

LOANO. Un paio di anni fa, come regalo di compleanno, ero stata a visitare la mostra "Dialogo nel buio", allestita presso l' Istituto dei ciechi di Milano e l'esperienza era stata molto bella ed intensa allo stesso tempo: abbiamo vissuto cinque situazioni di vita reale, un bar, una spiaggia, un parco, una strada affollata e una casa, come un non vedente. Gli ambiente erano infatti completamenti bui e la nostra unica guida erano un bastone, le orecchie e un ragazzo gentilissimo ipovedente. Così quando ho letto che a Loano si svolgeranno, a partire da sabato 15 giugno per dieci giorni, i campionati europei di calcio per non vedenti, mi sono chiesta come potessero giocare, io che nella vita reale a volte fatico a districarmi con tutti e cinque i sensi.

La nazionale italiana adesso è in ritiro, insieme alle altre a Loano, e Sebastiano Gravina, attaccante e centrocampista, ci racconta la sua esperienza:" Il portiere e l'arbitro sono vedenti, gli altri quattro giocatori no. Io sono ipovedente, vuol dire che riesco a distinguere le ombre e la luce e per non essere in vantaggio giochiamo con delle bende oculari sugli occhi e poi una maschera, che ci copre il viso. Esistono diverse categoria: quelle di questo campionato e la B1, total blind, cioè, completamente ciechi, poi ci sono la B2 e la B3, che gioca senza palla sonora. Noi infatti abbiamo una palla speciale, con delle placche tra le camere d'aria e il cuoio, che contengono dei piccoli pallini, che quando sbattono emettono un rumore. Il pallone contiene 5-6 placche, che "suonando", ci permettono di vedere con l'udito. La Liguria è l' unica regione del Nord Italia che ha una squadra nel campionato italiano, le altre si trovano a Napoli,Siracusa, Lecce e nelle Marche e poi ci sono quelli estere. La mia squadra è formata da una rappresentanza ligure, quattro giocatori di Milano e uno di Piacenza".

Tanta curiosità e tante domande mi si affollano nella testa. Io da piccola ho provato di tutto, dal nuoto, alla pallavolo, alla danza: tu, come ti sei avvicinato a questo sport: "All' età di 15 anni avevo una ragazza che mi seguiva nei compiti a casa, io ero un po' introverso e lei mi ha raccontato che un suo amico giocava a calcio. Decido di provare a realizzare la mia passione di bambino e mi sono buttato in quest'esperienza. E' stato bellissimo, sono otto anni che gioco è ho avuto tanti risultati: i primi gol, la convocazione in nazionale, tanti amici!!!!".

I campionati europei si svolgono ogni due anni e i mondiali ogni quattro. Chi va in finale si qualifica per andare ai mondiali del Brasile 2014,(si è scelto di anticipare la data per fare coincidere i due mondiali di calcio). Le partite si svolgeranno tutti i giorni dal 15 al 22 giugno (eccezione fatta per il 18), dalle 9 alle 10, dalle 11 alle 12, dalle 16 alle 17 e dalle 18 alle 19. La nazionale italiana vi aspetta dunque, per fare il tifo, per la prima partita sabato 15 alle 18.

di Cinzia Gatti

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Puglia Live del 26-06-2013

Bari - Campionati Italiani a squadra di tennis tavolo per non vedenti (showdown)

BARI. Indetti dalla FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) e organizzati in collaborazione dell'Associazione Sportiva Unione Italiana Ciechi Bari, dal 29 al 30 giugno 2013 presso il Residence "Campus X" di Bari, via G. Amendola n° 184, verranno disputati i Campionati Italiani di Showdown a Squadre di Serie A al quale parteciperanno n° 6 società, A.S.D. UIC Bari (con 2 squadre), A.S.D. P.A.T. Bologna, Polisportiva Dani Firenze, G.S.D. Catania Torball, A.S.D. Campania 90 e A.S.D. Real Vesuviana.

Il campionato, patrocinato dall'"Assessorato allo Sport per tutti Regione Puglia", dal "Comune di Bari" e dall'"Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus Consiglio regionale della Puglia", si articolerà in un girone all'italiana con gare d'andata e ritorno al termine del quale verrà decretata la squadra campione per la stagione 2012/2013.

Per l'occasione saranno allestiti tre tavoli dove verranno disputati gli incontri. Nello specifico:

- Sabato 29 dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.30;

- Domenica 30 dalle ore 8.30 alle 12.30 con la proclamazione della squadra vincitrice.

L'A.S.D. UIC Bari, detentore del titolo conquistato nella scorsa stagione, ha deciso di portare a Bari l'evento con lo scopo di incrementare ulteriormente la disciplina sull'intero territorio nazionale in modo da consentire a un numero sempre maggiore di non vedenti ed ipovedenti di praticare una disciplina sportiva e nel contempo favorire una maggiore integrazione sociale.

Tra le file dell'A.S.D. UIC Bari (Chiara Di Liddo) e dell'A.S.D. P.A.T.

Bologna (Marco Ferrigno) scenderanno i detentori del titolo individuali conquistati lo scorso maggio a Tirrenia.

Lo showdown è una disciplina che nelle ultime stagioni sta conoscendo un notevole sviluppo. Viene praticato su campi delle dimensioni di 3.62x1.21 metri con una racchetta con la quale gli atleti, bendati per annullare l'eventuale residuo visivo, cercano di segnare punti nella porta avversaria utilizzando i suoni riprodotti dalla pallina (del diametro di 6 cm) che al suo interno contiene delle biglie. Contrariamente al tennis tavolo praticato dai vedenti, lo showdown ha la particolarità che la palla deve attraversare il centrocampo al disotto del pannello centrale in modo da non incorrere in un'infrazione.

Nei campionati a squadra ogni compagine affronta l'avversario con tre elementi (2 di un sesso e 1 dell'altro) con tre servizi per atleta. Ogni rete da diritto a 2 punti mentre un'infrazione viene sanzionata con un punto a favore dell'avversario. Ogni partita, disputata in unico set che termina al raggiungimento del 31° punto, dà diritto a 3 punti.

Storia Lo Showdown fu inventato da Joe Lewis, un canadese non vedente, negli anni '60. Subito divenne un successo e nel 1980 si data la sua presentazione, come sport ricreativo, ai Giochi per Disabili fisici di Arnhem (HOL).

Questo sport, largamente praticato all'estero, è ancora relativamente agli inizi per quanto riguarda il nostro Paese. Tuttavia, già da qualche anno, dopo i primi tornei sperimentali e dimostrativi, si organizzano Campionati Italiani Assoluti che vedono ogni anno aumentare il numero di partecipanti.

Si gioca lo Showdown in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America.

Come si gioca. Gli incontri di questa disciplina sportiva riservata ad atleti non vedenti, si disputano tra due giocatori, su di un campo rettangolare, costituito da un tavolo con sponde laterali alle cui estremità vi è una piccola porta ed uno schermo al centro del tavolo.

Si gioca al cospetto di un arbitro, vedente, con racchette, realizzate in materiale liscio e duro e della lunghezza di cm 30, ed una palla sonora, del diametro di cm 6. Lo scopo del gioco è quello di mandare la palla nel campo opposto, facendola passare sotto lo schermo centrale e tentando di imbucarla nella porta avversaria.

Si gioca dal fondo del tavolo, mai dai lati, ogni goal vale due punti, e si aggiudica la partita, dei tornei a squadra, chi, per primo, raggiunge il punteggio di 31 con lo scarto, rispetto all'avversario, di due punti. Il principio di gioco potrebbe essere paragonato al tennis tavolo, non a caso il termine volgare di questa disciplina è ping-pong per non vedenti, ove gli scambi bassi prendono il posto di schiacciate e pallonetti.

Si gioca in un'unica categoria di disabilità ed è obbligatorio durante la competizione indossare mascherine che oscurino completamente la vista.

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QuiMacerata.it del 09-06-2013

Sferisterio, si rinnova il servizio di audio descrizione e arrivano i percorsi tattili

MACERATA. La magia dell'opera, anche ad occhi chiusi. Grazie ad una sensibilità ed esperienza che l'hanno resa una realtà unica in Italia, Università di Macerata, Unione Ciechi e Macerata Opera Festival hanno realizzato un servizio di audio descrizione, disponibile allo Sferisterio, che consente alle persone ipovedenti e non vedenti di avere una narrazione completa dello spettacolo. Due gli appuntamenti: il 2 agosto con Nabucco e il 3 agosto con Il Trovatore. Inoltre, è stata attivata una convenzione tra l'associazione Arena Sferisterio e l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ONLUS - sezione provinciale di Macerata, per riservare posti gratuiti in numero limitato a disabili e accompagnatori.

L'opera audio descritta è ormai una tradizione pluriennale dello Sferisterio. Voluta e finanziata dal Macerata Opera Festival, è realizzata da Elena Di Giovanni e Lucia Giachini con la voce di Carla Lugli, apprezzata speaker del Festival del Cinema di Venezia e radiogiornalista. Circa 15 minuti prima dello spettacolo, un'introduzione disponibile in italiano e in inglese, presenta il soggetto, illustra l'allestimento scenico, i costumi e gli interpreti.

L'audioguida viene fornita prima dell'inizio di ciascun atto e nei periodi di silenzio musicale, senza per nulla compromettere la qualità della musica. Il servizio e la prenotazione degli auricolari all'ingresso dello Sferisterio sono completamente gratuiti: per usufruirne al meglio si raccomanda di arrivare con almeno 30 minuti di anticipo, in modo da ritirare comodamente gli apparecchi, trovare il proprio posto e godersi i 7-8 minuti di descrizione che precedono l'inizio dello spettacolo.

Oltre al servizio di audio descrizione, per la prossima edizione i partner intendono potenziare i servizi rivolti a disabili e ai bambini, dai 7 ai 10 anni, con due percorsi sensoriali dietro le quinte dell'Arena.

Per la prima volta piccoli e grandi hanno la possibilità di curiosare tra attrezzi di scena e accessori, di giocare con le parrucche, di tastare liberamente i costumi, di saggiare forma e consistenza dei tessuti, attraverso un viaggio esclusivo e ancora inedito in Italia. Degli esperti sono a disposizione per spiegare cosa si nasconde dietro le scene, indagare la struttura e le parti che compongono il teatro e svelare curiosità ed aneddoti che normalmente rimangono nascosti agli occhi del pubblico. La visita è aperta a gruppi di massimo 30 persone ed ha una durata complessiva di 45 minuti.

Le date previste per questa esperienza sono quelle di venerdì 2 agosto, alle 18.45, per persone con disabilità visiva e sabato 3 agosto, alla stessa ora, per i bambini.

Le persone non vedenti o ipovedenti possono prenotare online dal 15 giugno prossimo all'indirizzo www.uicmc.it/opera, oppure chiamando al numero 0733230669, 24 ore su 24: un centralino guiderà in automatico alla prenotazione. Per il percorso dedicato ai bambini, iscrizioni e prenotazioni scrivendo a arte.accessibile@unimc.it.

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Il Sole 24 Ore del 24-06-2013

L'opera d'arte parla a tutti grazie ai sensori e all'Nfc

Rivolto ai non vedenti il progetto interessa diversi musei. Ma va oltre, nel segno del design for all.

Per ora sono pensate per i non vedenti, ma il sogno è rendere le opere d'arte "parlanti" realmente accessibile a tutti. Ci stanno lavorando sodo a Tooteko, la startup che nasce dalla tesi del master in Architettura digitale di Serena Ruffato. Allo Iuav di Venezia ha elaborato un modello tattile di una facciata del Palladio a Venezia. Quando il dito passa sul sensore capacitivo appoggiato sul timpano, l'audio descrive quella parte dell'opera con tutte le informazioni storico-artistiche. Il modello viene stampato in 3D da Hsl, che stampa i prototipi per aziende come Ferrari. Ci sono già contatti con istituzioni interessate all'idea, dal Mart di Rovereto al Castello Sforzesco di Milano. Il primo prototipo - che sarà testato anche grazie alla collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano - sarà pronto a settembre. «Ci siamo resi conto che in questo modo l'arte arriva comunque solo a poche persone, noi non vogliamo fare il museo per i ciechi ma vogliamo rendere l'arte accessibile ovunque a un vasto pubblico, in spirito design for all» spiega Fabio D'Agnano, coordinatore al master dello Iuav e cofondatore di Tooteko. Così hanno pensato a un secondo prodotto: hanno preso leggere ed economiche schede termoformate che riproducono le forme dell'opera. E hanno usato uno smartphone (ma può essere usato anche il tablet) come sensore grazie al sistema Nfc: un'applicazione legge la posizione della mano che esplora i rilievi e restituisce contenuti audio pertinenti. Il modello di business prevede la gratuità dell'app, mentre saranno a pagamento le singole schede di contenuto. In una prima fase i ricavi del primo progetto (Art) andranno a finanziare il secondo (Education); poi dovrebbe avvenire il contrario. «C'è molto interesse verso il progetto e alcuni investitori italiani si stanno facendo avanti», spiega Serena Ruffato che ha avuto anche alcuni contatti alla Fiera delle Startup che si è svolta al Sole 24 Ore lunedì scorso. Tooteko è stata scelta, assieme ad altre dieci, - tra 580 startup - per partecipare a Changemakers, il programma di accelerazione voluto da Expo2015, Telecom Italia e Make a Cube, che si è appena concluso.

Alessia Maccaferri

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L'Adige del 27-06-2013

Vietato non toccare! Una delle funzioni essenziali del museo è quella di comunicare

CASTEL BESENO. Lo sa bene lo staff del sistema museale Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali, che da anni a Castel Beseno sperimenta l'esplorazione tattile come testa di ponte verso nuovi approcci multisensoriali e interattivi. Toccare le opere d'arte nei musei italiani è ancora un tabù che appoggia - va da sé - su solide ragioni di conservazione. Ma negli Stati Uniti e in diversi stati europei sono frequenti i musei con esposizioni «Please touch» che si avvalgono di riproduzioni e calchi, di modo da coniugare l'esperienza tattile con le esigenze di tutela dell'originale. Analogamente, le sale di Castel Beseno invitano a scoprire le antiche armi e armature anche attraverso repliche fedeli che possono essere maneggiate e indossate. Il nuovo allestimento realizzato dall'estate 2012 presenta inoltre suggestive scenografie, percorsi sonori e persino di odori capaci di far "rivivere" il passato e emozionare il visitatore senza banalizzazioni disneyane. Per la gioia dei bambini - e dei loro genitori.

Dove, quando

Castel Beseno si raggiunge a piedi da Besenello o dal parcheggio alla base della rocca con una breve passeggiata in salita. Previste agevolazioni e attività per famiglie. Fino al 3 novembre 2013 il museo è aperto con orario 10-18 (chiuso i lunedì non festivi).

Draghi e cavalieri

Con «Il castello dei draghi e dei cavalieri», in programma sabato 3 agosto dalle 10 alle 23 e domenica 4 agosto dalle 10 alle 18, a Beseno saranno fatte vivere in anticipo le atmosfere della grande mostra «Sangue di drago, squame di serpente» che aprirà il 9 agosto al Castello del Buonconsiglio: accampamenti, guerrieri, combattimenti fantastici, laboratorio per famiglie «Pulsatilla e piperita: erbe e pozioni magiche» e «Draghi volanti».Prenotazione al numero verde 800 013952, www.buonconsiglio.it/index.php/it/Castel-Beseno.

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Vita.it del 26-06-2013

Quando la generosità aggiunge un senso all'arte

TORINO. Viene collocato a Palazzo Reale di Torino, accanto all'originale, il bassorilievo tattile per non vedenti e ipovedenti della Pala Madonna con Bambino in trono con San Giovanni Battista e San Nazario (1523) di Defendente Ferrari. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione CittàItalia grazie ai fondi raccolti nel corso dell'evento "A.A.A. L'Arte di Amare l'Arte", una serata charity con asta benefica di opere d'arte, offerte da grandi Maestri contemporanei, svoltasi nei mesi scorsi proprio a Palazzo Reale.

«La nostra Fondazione, impegnata da sempre nella salvaguardia del nostro patrimonio a rischio, da alcuni anni ha arricchito le proprie attività promuovendo la realizzazione di progetti che consentono ai visitatori con disabilità visiva l'accessibilità al patrimonio culturale», spiega Ledo Prato, segretario generale della Fondazione CittàItalia. «Dopo l'esperienza realizzata con successo a Milano per l'Ultima Cena di Leonardo Da Vinci e a Firenze per la Nascita di Venere di Sandro Botticelli, siamo lieti che anche a Torino si possa presentare il bassorilievo tattile di un'opera strordinaria. Un particolare ringraziamento vogliamo rivolgerlo agli artisti, ai cittadini torinesi e alle Isituzioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che con le loro donazioni ci hanno consentito di portare a termine questo progetto. Con le donazioni raccolte, siamo riusciti a finanziare anche l'urgente restauro della cornice della Pala di Defendente Ferrari e salvato un prezioso papiro, riconsegnato al Museo Egizio qualche settimana fa».

«Questo progetto per non vedenti e ipovedenti», sottolinea Mario Turetta, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, «è di grande valore sociale per il Polo Reale di Torino. La cultura non deve avere barriere e deve essere accessibile a tutti. Ringrazio la Fondazione CittàItalia per la sensibilità dimostrata».

Il bassorilievo, in resina bianca (65 cm lunghezza x 92 cm altezza), è stato realizzato dal Museo tattile di pittura antica e moderna "Anteros" dell' Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna e rende possibile la traduzione dei valori plastici e spaziali della pittura, trasferendo nella percezione tattile, i dati cognitivi presenti nella percezione visiva. Presso Palazzo Reale sarà a disposizione (in linguaggio braille e "nero ingrandito") anche il testo d'ausilio con indicazioni sulle tecniche di esplorazione tattile dell'opera.

«Toccare la pittura per le persone non vedenti», spiega Loretta Secchi, Curatrice del Museo Tattile "Anteros" di Bologna, «significa apprendere informazioni preziose sulle forme e i contenuti dell'arte. Tradurre plasticamente un dipinto significa considerare le esigenze cognitive delle persone con minorazione visiva e potenziare in loro percezione, comprensione e interiorizzazione dei significati più profondi delle immagini dotate di valore estetico. L'accessibilità al patrimonio artistico è un'opportunità per tutti, entro e oltre la disabilità visiva. Ringrazio di cuore la Fondazione CittàItalia per il grande impegno profuso in questi anni di fertile collaborazione con le più importanti Istituzioni museali nazionali e con l'Istituto dei Ciechi F. Cavazza, in favore dell'inclusione e integrazione culturale».

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La Nazione del 21-06-2013

Percorsi sonori per non vedenti al museo dell'Arte della lana

STIA (AR). Percorsi sonori all'interno del museo dell'Arte della Lana di Stia. È la novità offerta ai non vedenti da parte di quello che ormai da tre anni è diventato un centro di diffusione della cultura del tessile. Dalla metà dell'Ottocento fino agli anni Cinquanta, il lanificio di Stia ha rappresentato il perno attorno a cui ruotava tutta l'economia della zona, fino a diventare, nei primi decenni del Novecento, uno dei principali lanifici italiani. Ecco, ora questo spazio è rinato. Non più come luogo di produzione, ma di diffusione del sapere legato all'arte della lana. Adesso questo museo, nato per essere "un luogo vivo", dove il visitatore può sperimentare in prima persona la manualità di questo antico mestiere, si arricchisce di percorsi sonori creati apposta per chi non vede.

Ecco, domani alle 17 ci sarà l'inaugurazione ufficiale di questo progetto, realizzato grazie al contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti. E proprio alcuni non vedenti fiorentini ed aretini domani parteciperanno ad una visita guidata all'interno del museo.

"Nell'immaginario comune - osserva il presidente provinciale Uic Antonio Quatraro, - il museo è associato ad un luogo riservato, quasi sacro, dove si sta in silenzio e si contemplano le opere d'arte del passato. Se ciò è funzionale all'organo della vista, non corrisponde alle necessità di chi non vede, che ha bisogno di toccare, ascoltare, odorare, anche gustare. Ecco, al museo dell'Arte della Lana tutto questo si può fare. Un'esperienza di arricchimento anche per chi vede".

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Il Resto del Carlino del 26-06-2013

Un paese per non vedenti grazie al totem sensoriale

FORCE. Dopo un anno di lavoro si è concluso nei giorni scorsi il progetto denominato «Totem sensoriale», promosso dal Museo Tattile Statale «Omero» e finalizzato soprattutto all'integrazione socioculturale delle persone con minorazione visiva. L'iniziativa ha visto i docenti e gli alunni della scuola secondaria di Force protagonisti di un percorso didattico orientato a rendere più accessibile alcuni monumenti del proprio paese quali, ad esempio, il palazzo comunale, la chiesa e la collegiata di San Paolo, nonchè la porta medievale di San Francesco. Nello specifico, tutti gli alunni della scuola secondaria di Force, coordinati da un'equipe di insegnanti, hanno realizzato un totem sensoriale, con ausili tattili, che permetteranno alle persone con minorazione visiva che visiteranno il borgo piceno di avere una visione di insieme del paese. Il totem, inoltre, contiene un libro tattile con figure in rilievo realizzate dagli alunni utilizzando rame e materiali di riciclo, con descrizione in braille e un plastico in argilla, della porta medievale di San Francesco, realizzato dai discenti nei laboratori pratici, con l'aiuto degli operatori del museo «Omero» di Ancona. Il lavoro realizzato coniuga le diverse dimensioni di un percorso che agisce sui molteplici piani che costituiscono le fondamenta di una scuola che possa definirsi inclusiva e che porta a scoprire la valenza di risorsa della disabilità. «Si tratta indubbiamente di un progetto molto significativo ha spiegato con entusiasmo il sindaco di Force, Augusto Curti Inoltre, questa iniziativa potrà anche avere degli sviluppi importanti negli anni futuri, favorendo anche una maggiore sensibilità per tutti coloro, adulti e minori, che vivono una situazione di disagio, nell'accezione più ampia del termine. Ci tenevamo moltissimo a realizzare questo progetto nel più breve tempo possibile, soprattutto per rendere più accessibile il nostro meraviglioso comune a tutti i visitatori non vedenti. Colgo l'occasione, dunque ha concluso il primo cittadino forcese Augusto Curti per ringraziare tutti gli studenti della scuola secondaria del nostro territorio ed i loro docenti che hanno contribuito enormemente a costruire questo totem sensoriale, auspicando anche che altri paese del Piceno possano imitare questo importantissimi progetto».

di Matteo Porfiri

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L'Unione Sarda del 05-06-2013

I nuraghi ammirati col tatto

DORGALI si apre al turismo accessibile. Sabato 8 giugno, l'acquario gononese e la cooperativa Ghivine, gestore del villaggio nuragico di Serra Orrios, accoglieranno un gruppo di turisti non vedenti e ipovedenti.

«La sperimentazione di percorsi turistici accessibili anche ai disabili è stata ufficializzata, per così dire, con il progetto "Il mare in ogni senso", una visita pilota offerta ai dirigenti dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti nel febbraio scorso - racconta il direttore dell'acquario Flavio Gagliardi -. Un'emozione unica per gli ospiti ma anche per noi acquaristi». L'acquario sta ricevendo numerose richieste, come quella di sabato prossimo, da parte di turisti disabili e agenzie interessati all'originale percorso. Facendo da apristrada del turismo accessibile, l'acquario sta coinvolgendo altre realtà qualificate, come la cooperativa Ghivine. «Il gruppo che l'8 giugno sarà all'acquario, nel pomeriggio verrà accompagnato al villaggio nuragico di Serra Orrios - spiega Gianpiero Cucca, guida turistica della Ghivine -. È un po' una prima volta, perché abbiamo già ospitato persone non vedenti, mai però gruppi organizzati. Ciò che conta, credo, è saper trasmettere il fascino dell'archeologia e l'amore per il nostro lavoro».

La Barbagia ha già esempi di turismo accessibile: il sito "Su tempiesu" a Orune, la mostra di scultura in ceramica e ginepri presentata l'aprile scorso a Cala Gonone dagli artisti Piergiorgio Gometz e Gianpio Porcu che, ricevuto tra gli altri ospiti delle persone disabili, hanno messo a disposizione i propri lavori per una scoperta tattile.

«Sarebbe importante mettere a sistema queste esperienze - riflette Gagliardi -. Magari attrezzando una spiaggia per le persone con difficoltà motorie e con un percorso del gusto, come le cene al buio, apprezzate anche da tanti vedenti che ne colgono il significato, conoscere le cose non solo attraverso gli occhi».

di Pierfrancesco Lostia

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Il Messaggero del 08-06-2013

Mole, Pistoletto crea l'Italia riciclata

ANCONA. Mentre a Parigi il Louvre inaugura con le sue opere un nuovo ciclo di mostre dedicate all'arte contemporanea, ad Ancona Michelangelo Pistoletto installa la sua «Italia riciclata», che da oggi in poi farà per sempre parte del patrimonio del Museo Tattile Omero. Si tratta di una grande sagoma di legno dello Stivale (793 x 812 cm), realizzata per la Biennale di Venezia 2012, coperta di materiali recuperati nella città lagunare e posizionata a 20 centimetri da terra nel giardino delle Vergini. Oggi alle 11 sarà proprio Pistoletto a inaugurare e presentare al pubblico del Museo Omero la propria Italia riciclata stavolta con gli oggetti cercati e trovati ad Ancona, in omaggio ai 2400 anni di vita del capoluogo. Nei locali all'interno della Mole, la sagoma sarà posizionata a 70 centimetri da terra per essere toccata con agio e percepita in tutti i sensi.

Creatore di relazioni con le diverse trame del tessuto sociale (oltre che dell'arte) e convinto che «siamo protagonisti e responsabili del passaggio verso il futuro», Pistoletto ha voluto dar seguito con questa donazione all'incontro dello scorso anno con il presidente Aldo Grassini e con Daniela Bottegoni a Venezia, dove i responsabili del Museo Omero potevano esplorare con il tatto alcune delle opere in mostra, compresa la sua. Con la presentazione dell'Italia riciclata si inaugura la V edizione della Biennale «ArteInsieme - cultura e culture senza barriere», promossa dal Museo Omero, dal liceo Artistico «Mannucci» e dall'associazione regionale insegnanti specializzati delle Marche. In esposizione, una selezione dei lavori realizzati dagli studenti dei Licei artistici e delle Accademie di Belle Arti ispirati al Terzo Paradiso, tema attraverso cui Pistoletto prefigura il «passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria».

di Maria Manganaro

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Il Titolo del 24-06-2013

Audiobook sotto il sole di Cervia

È la novità dell'estate 2013, unica in Italia, e coniuga relax, innovazione e cultura. La nuova tendenza delle spiagge di Cervia è il piacere di ascoltare un audiolibro, stesi al sole, in mezzo al mare o con i piedi nella sabbia.

CERVIA. Spiaggia, sole, mare, occhi chiusi e nelle cuffie una voce calda che legge un buon libro. Succede a Cervia con Audiobook sotto il sole di Cervia, dove relax e cultura si incontrano in spiaggia, per un'alta qualità della vacanza. L'iniziativa fa già tendenza, organizzata da CNA Ravenna e Cooperativa bagnini di Cervia. La novità della Riviera romagnola per l'estate 2013, celebra la spiaggia con il wi-fi gratuito più lunga d'Italia, grande successo della rete wireless Galileo, in tutto 9 km di costa, servizio nato dalla collaborazione tra Coop bagnini, Acantho (Società del Gruppo Hera) e Comune di Cervia.

È il piacere di ascoltare In spiaggia il libro che vuoi, gratis, nei 200 gli stabilimenti balneari che da Milano Marittima e Cervia, si estendono a sud fino a Pinarella e Tagliata. Ogni stabilimento offre a tutti i clienti il collegamento gratuito alla rete e da quest'anno la proposta si arricchisce di una nuova magia per rilassarsi al sole in un modo nuovo: ascoltando un audiolibro!

Con l'Audiobook sotto il sole di Cervia puoi ascoltare tutti i libri che avresti voluto leggere, richiedendo la card gratuita al bagnino e scaricando il tuo audiolibro direttamente su smartphone o tablet. Il resto lo fa la rete veloce wi-fi di Acantho, in pochi minuti sarà possibile avere l'audiolibro nelle cuffie, comodamente stesi al sole, in totale relax, con i piedi nella sabbia o passeggiando in riva al mare oppure insieme ai più piccoli scegliendo dall'ampio catalogo di favole che questo strumento offre.

I titoli in catalogo dell'editore digitale GoodMood, tra i maggiori del Paese, sono più di 400 (la metà degli 850 titoli complessivamente distribuiti in Italia). Tra questi più di 20 sono scaricabili gratuitamente nelle spiagge di Cervia, alcuni tradotti in lingua inglese, tedesca e persino in russo, per incontrare le esigenze dei turisti. Dopo il primo libro gratuito gli altri titoli sono scontati del 20%.

Sono realizzati con la stessa cura con cui si produce un film e per questo motivo chi li ascolta prova l'esperienza di trovarsi proprio al centro della storia. Questi audiolibri non sono semplice narrazione ma dei feri e propri "film da ascoltare" caratterizzati da alcuni elementi come: il testo interpretato da più voci, in un adattamento del libro originale (dai romanzi ai gialli, dalla manualistica ai grandi classici), come nella tradizione del radiodramma; e il sound design studiato per sottolineare ogni passaggio, ricreando gli ambienti in cui si svolgono le varie vicende. Rumoristi, attori e musiche per un libro narrato alla perfezione. Disponibile anche una collana di Fiabe per accompagnare genitori e figli nel magico mondo delle favole narrate. Le Fiabe hanno una durata variabile da 10 a 25 minuti, e possono trasformare piacevolmente il modo di viaggiare con i propri figli, stimolando la creatività e la fantasia. Tra i più ascotlati la Regina del Giallo Agata Christie, nel catalogo ci sono 7 titoli in esclusiva per l'Italia, e Dracula di Bram Stocker, un vero e proprio capolavoro di interpretazione e sound design.

Dopo la presentazione nazionale di Audiobook sotto il sole di Cervia nell'ambito del Salone internazionale del libro di Torino sarà la splendida cornice del Magazzino del Sale di Cervia ad ospitare il 28 giugno un grande evento per celebrare il primo anno dell'iniziativa.

L'Audiobook sotto il sole di Cervia nasce dalla voglia di avvicinare sempre di più il grande pubblico alla letteratura, alla narrativa, alla saggistica e alla filosofia e prende spunto dal grande successo che molti titoli hanno avuto sui principali portali come iTunes o Amazon. L'intento è quello di trasformare il pubblico dei non-lettori in un pubblico di ascoltatori, disposti a farsi raccontare la letteratura in modo nuovo e coinvolgente e la diffusione di smartphone e tablet sta moltiplicando le possibili occasioni d'utilizzo degli audiolibri.

È un modo assolutamente nuovo di fruire la letteratura, mai sperimentato in Italia, ma ampiamente consolidato in molti altri paesi del mondo. Alcuni numeri: se il mercato degli audiolibri in Italia vale complessivamente circa 2 milioni di euro di fatturato all'anno, nella vicina Germania supera i 90 milioni di euro, in Inghilterra vale oltre i 100 milioni di sterline, e negli stati Uniti supera il miliardo di dollari.

http://www.galileocervia.com/IT/goodmood/audiobook.aspx

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Focus

Ispettorati del lavoro - Applicazioni leggi speciali per disabili - Sanzioni

Si riporta di seguito un utile promemoria indirizzato ai Dirigenti Provinciali U.I.C.I. dalla Sede Centrale U.I.C.I. con la circolare n. 161/2013 riguardante le funzioni attribuite agli ispettorati del lavoro in materia di sanzioni per la mancata osservanza della disciplina relativa alle assunzioni delle persone disabili ex L. 68/1999.

Dalla Presidenza Nazionale U.I.C.I. giunge l'appello a richiamare l'attenzione degli Ispettorati Territoriali del Lavoro più latitanti, sull'importanza del ruolo loro demandato in ambito di collocamento obbligatorio (art. 8, comma 2 DPR n. 333/2000). Parliamo, più in particolare, dei compiti di vigilanza e di irrogazione delle sanzioni ai datori di lavoro inottemperanti alle leggi speciali.

Lo scopo del Legislatore è, infatti, quello di promuovere l'inserimento lavorativo dei portatori di handicap in impieghi compatibili con le proprie condizioni di salute e capacità lavorative e di soddisfare l'esigenza delle aziende di un inserimento proficuo nella propria organizzazione produttiva (cfr. legge n. 68 del 1999 e disciplina specifica per i non vedenti professionalizzati confermata all'art. 1, comma 3 ? chiamata nominativa, assunzioni d'ufficio secondo graduatoria, stipula di convenzioni tra datori di lavoro e autorità locali artt. 11, 12 e 12-bis, corresponsione di incentivi alle aziende art. 13 e misure di defiscalizzazione).

Presso il Ministero del Lavoro è presente, tra le altre, la Direzione Generale dell'Attività Ispettiva (DGAI), istituita col D.lgs. n. 124/2004, a cui la Presidenza Nazionale si rivolge per denunciare le situazioni di criticità; ma si reputa importante che soprattutto le Sezioni provinciali, in virtù del ruolo di rappresentanza che hanno sul territorio, intercedano presso gli Uffici di controllo ispettivo Regionali e Provinciali, per sollecitare loro a una pronta operatività su due fronti d'azione istituzionale, ovvero:

In tal senso, si afferma nella predetta circolare U.I.C.I., occorre mettersi d'impegno, tanto noi dal centro quanto Voi in periferia, da un lato, affinché siano sollecitati i Centri per l'impiego ad attivare le procedure di assunzione (cfr. circolare n. 143/2013), dall'altro, affinché siano indirizzati gli Ispettorati del lavoro a fare sopralluoghi mirati sui datori di lavoro e, in caso di inadempienza agli obblighi occupazionali, a comminare ai trasgressori le relative sanzioni pecuniarie.

Prendiamo in esame, ad esempio, la difficile situazione occupazionale dei centralinisti telefonici non vedenti: la mancata copertura dei posti operatori appare fenomeno piuttosto diffuso, a fronte di una profonda criticità impiegatizia, pur parlando di persone professionalizzate e che godono di una normativa di settore specifica.

Il Ministero del lavoro, con decreto direttoriale n. 181 del 24.7.2012, rettificato all'art. 1 comma 2, con successivo decreto direttoriale n. 212 del 3.9.201, ha disposto l'aggiornamento delle sanzioni amministrative previste dalla legge n. 113/1985, art. 10 (vedasi circolare UICI n. 236/2012).

I nuovi valori delle sanzioni amministrative, adeguate in base alla variazione triennale dell'indice del costo della vita (+ 5,7% nel periodo 05/2006-05/2009), sono i seguenti:

Sicura l'applicazione, in entrambe le ipotesi, per violazione della tempistica imposta dalla legge n. 113/1985 ai fini dell'assunzione - sessanta giorni dall'emissione del verbale di accertamento per i privati e sei mesi dall'emissione del verbale di accertamento per i pubblici, dato che si tratta di adempimenti sanabili (ex art. 13 del D.lgs n. 124/2004, come sostituito dall'art. 33 della legge n. 183/2010).

Con l'occasione, Vi invitiamo a prendere visione della circolare del 23.3.2006, n. 9, con la quale il Ministero del Lavoro ha chiarito quanto segue:

<Quanto al carattere obbligatorio del provvedimento di diffida si ribadisce che la stessa, stante il tenore letterale della disposizione normativa, riveste carattere obbligatorio, nel senso che costituisce una condizione di procedibilità dell'azione sanzionatoria degli illeciti amministrativi in materia di lavoro e di legislazione sociale> (all. 1 PDF).

Pertanto, oltre il termine decorrente dall'emissione del verbale di accertamento della sussistenza dell'obbligo di assunzione di un centralinista, il comportamento omissivo e/o di rifiuto dell'assunzione da parte del datore di lavoro deve avere necessariamente, come conseguenza, l'irrogazione della sanzione da parte della Direzione provinciale del Lavoro. L'obbligo di assunzione non lascia margini di discrezionalità al datore di lavoro (cfr. Cassazione, Sezioni unite, 27.5.1999, n. 302 - all. 2 PDF).

Se il datore di lavoro ottempera nel termine assegnato dall'ispettore, la sanzione per i giorni di scopertura dal momento in cui è sorto l'obbligo è abbattuto ad un quarto.

Come è noto, poi, l'importo della sanzione è da destinare alla Regione di competenza - Fondo regionale per la formazione professionale dei non vedenti e per le spese di trasformazione dei centralini.

Così che secondo un meccanismo a regime, si creerebbe un processo virtuoso, dove la collaborazione tra Ispettorato del Lavoro, Centri per l'Impiego e Regione (per quanto riguarda la formazione e l'adeguamento della strumentazione assistiva) garantirebbe ai nostri lavoratori la massima tutela sotto più punti di vista.

Tutto ciò considerato, giunge dalla Presidenza Nazionale l'esortazione a tutti i Dirigenti Provinciali a chiedere alle locali Direzioni del Lavoro di intervenire in maniera più incisiva sul territorio contro gli abusi datoriali, eventualmente anche attraverso l'istituto della diffida ex art. 13 del D. L.vo n. 124/2004, prima di procedere formalmente alla applicazione della sanzione economica.

(...)

Il file .zip contenente il testo integrale della circolare in oggetto e i relativi allegati in formato .pdf può essere scaricato utilizzando il link di seguito riportato

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2013/06/2013161.zip

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focus

SuperAbile.it del 09-06-2013

Barriere architettoniche: novità su ristrutturazioni edilizie, bonus mobili ed efficienza energetica

a cura di Daniela Orlandi

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 31 Maggio 2013, ha preso importanti decisioni in materia di ristrutturazione edilizia, bonus mobili ed Eco-bonus, nell'approssimarsi della scadenza degli attuali benefici.

La faccenda riguarda anche gli interventi finalizzati al superamento delle barriere architettoniche poiché inclusi nel quadro delle agevolazioni previste per le ristrutturazioni edilizie.

Il provvedimento recepisce la direttiva 2010/31/UE che mira a dare un'adeguata risposta alla esigenza di favorire la riqualificazione e l'efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano.

A proposito di barriere si rammenta che la detrazione Irpef del 50% riguarda, tra l'altro, queste tipologie di interventi:

- eliminazione delle barriere architettoniche sia su parti comuni che nei singoli appartamenti,

- realizzazione di ogni strumento adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per persone con handicap grave.

Il Consiglio dei Ministri ha prorogato la detrazione Irpef del 50% attuale fino al 31/12/2013, ed ha aggiunto un'interessante novità, il bonus per l'acquisto di mobili finalizzati all'oggetto dell'intervento per un massimo di 10 mila euro di spesa.

Tuttavia, va sottolineato, che si tratta dell'ultima conferma di questo genere di benefici.

Riportiamo l'elenco delle proroghe e delle importanti novità introdotte:

- la proroga, fino al 31 12 2013, delle detrazioni IRPEF prevista nel decreto legge (50 per cento, dall'ordinario 36 per cento, per spese di ristrutturazioni edilizie fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro, 48.000 euro nel regime ordinario).

- tale detrazione è stata estesa anche all'acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione, per un massimo di 10 mila euro (in pratica si concede un bonus di 5.000 euro);

- le detrazioni riguarderanno anche gli interventi di ristrutturazione relativi all'adozione di misure antisismiche, nonché all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici, in base a quanto già previsto dall'art. 16 bis, comma 1, lett. i) del Testo unico delle imposte sui redditi;

- si tratta, presumibilmente, dell'ultima conferma per questo genere di benefici fiscali, in quanto espressamente prevista nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento del rendimento energetico degli stessi.

Riguardo invece gli eco bonus, con questo decreto legge è previsto un forte potenziamento dell'attuale regime di detrazioni fiscali che passerà dal 55% per gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici (detrazione in scadenza il 30 giugno prossimo) al 65%, concentrando la misura sugli interventi strutturali sull'involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia.

Si tratta di un'ultima conferma, e non ne sono previste successive, per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto di migliorare l'efficienza energetica del proprio edificio.

Fonte: Comunicato stampa del consiglio dei Ministri, Consiglio dei Ministri n. 6 www.governo.it

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L'agenda: appuntamenti del mese di LUGLIO

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SPECIALE: ESTRAZIONE LOTTERIA DI PRIMAVERA

Il giorno 28 giugno 2013, alle ore 15,00, a Milano presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus in Via Mozart 16 - si è proceduto, all'estrazione della "Lotteria di Primavera 2013", organizzata dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha dato i seguenti risultati:

  PREMIO NUMERO ESTRATTO
1 Buono per ritiro Autovettura Smart 7455
2 Apple I-Pad 15239
3 Televisore LCD 32 pollici 13317
4 Sony Playstation 3 19902
5 Lettore DVD + home cinema 19444
6 Robot domestico 23445
7 Consolle Nintendo Wii 14631
8 Smartphone 23073
9 Smartphone 9862
10 Navigatore satellitare 4664
11 Navigatore satellitare 17637
12 Robot da cucina 21656
13 Fotocamera 10702
14 Fotocamera 13027
15 Impianto stereo Hi-fi 12135
16 Macchina per caffè con cialde 10566
17 I-pod 15529
18 I-pod 12572
19 I-pod 24707
20 Macchina per fonduta di cioccolato 6663
21 Macchina del pane 25011
22 Mini Cooper telecomandata 22191
23 E-book 24765
24 Cornice digitale 17873
25 Cornice digitale 17400
26 Macchina pop-corn 24424
27 Macchina per crepes 8812
28 Stazione meteo Oregon Scientific 19937
29 Lettore mp3 18682
30 Lettore mp3 3585
31 Piastra per cialde 6343
32 Gioco in scatola "Taboo" 9522
33 Gioco in scatola "Money Drop" 10671
34 Gioco in scatola "Monopoly" 23695
35 Gioco in scatola "Monopoly City" 15200
36 Gioco in scatola "FutuRisiko" 13635
37 Gioco in scatola "FutuRisiko" 5971
38 Telefono cordless 5691
39 Plaid da divano 21235
40 Set tazzine colorate 20997
41 Set tazzine + zuccheriera 21445
42 Set bicchierini caffè 22439
43 Set tazzine caffè "cuore" 3569
44 Set tazzine caffé "cuore" 18341
45 Set tazzine "marocchino" 22100
46 Set tazzine "marocchino" 4671
47 Cuscino da viaggio 16008
48 DVD cartoni animati 19513
49 DVD cartoni animati 14446
50 Pen-drive 4 giga 19029
51 Confezione Vini 24505
52 Confezione Vini 12022
53 Confezione Vini 788
54 Confezione Vini 22591
55 Confezione Vini 17273
56 Confezione Vini 22016
57 Confezione Vini 23059
58 Confezione Vini 17232
59 Confezione Vini 1348
60 Confezione Vini 15950
61 Confezione Vini 15751
62 Confezione Vini 241
63 Confezione Vini 3401
64 Confezione Vini 9420
65 Confezione Vini 19247
66 Confezione Vini 1362
67 Confezione Vini 8833
68 Confezione Vini 350
69 Confezione Vini 23061
70 Confezione Vini 18957

Si fa presente che i vincitori potranno ritirare i premi, previa consegna del biglietto estratto, a partire da venerdì 28 giugno ed entro e non oltre mercoledì 31 luglio 2013, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mozart, 16 a Milano, nei seguenti giorni ed orari:

LUNEDI'- MARTEDI' - MERCOLEDI' - GIOVEDI'-VENERDI'

dalle ore 9:00 alle ore 12:30 - dalle ore 14:30 alle ore 17:00

Il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Nicola Stilla, a nome dell'intero Consiglio Direttivo, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa attraverso la vendita e l'acquisto dei biglietti.

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