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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Maggio 2013

SOMMARIO

Dall'i.ri.fo.r. Lombardia

Corso di Formazione Professionale di MEDICINA ORTOPEDICA MANUALE CYRIAX

Milano, ottobre 2013 - maggio 2014

Data l'importanza della formazione e la validità della tecnica specifica di medicina manuale metodo Cyriax, il consiglio di Amministrazione Regionale della Lombardia dell'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la

Riabilitazione (I.Ri.Fo.R.) e il Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., propongono un corso formativo teorico/pratico della metodica, rivolto ai massofisioterapisti, fisioterapisti e titoli equipollenti.

La qualità del corso formativo, verrà garantita dall'esperienza acquisita anche in corsi specifici per professionisti con disabilità visiva del docente Maurizio Leone, vicepresidente Etgom.

ETGOM è una associazione internazionale che offre educazione continua nella moderna medicina ortopedica Cyriax, fondata da Bob De Coninck, insegnante ufficiale Cyriax dal 1969 e leader del primo gruppo internazionale di insegnanti del Dr. Cyriax. ETGOM coopera con numerose associazioni di Fisioterapisti, Università ed agenzie per la formazione continua in circa 25 Paesi diversi, mettendo a disposizione una collaudata esperienza clinica e didattica.

La conoscenza della Medicina Ortopedica Cyriax è fondamentale per qualunque fisioterapista che si occupi della riabilitazione in campo ortopedico e sportivo e costituisce la base sulla quale costruire una solida

professionalità.

I contenuti saranno altamente qualificanti, così come adeguata e finalizzata sarà la formazione teorico-pratica a vantaggio dei corsisti con disabilità visiva. Il corso garantirà l'apprendimento della tecnica che sarà

applicabile sia in campo sportivo che nei vari settori sanitari, fisioterapici riabilitativi per il trattamento terapeutico post traumatico, subacuto e cronico dell'apparato locomotore.

DESTINATARI

Sono destinatari del corso i fisioterapisti ipo e non vedenti, i medesimi professionisti vedenti (in n. massimo di 1/3°), per un numero complessivo di 14/18 unità.

REQUISITI DI PARTECIPAZIONE:

Potranno essere ammessi al corso i possessori di un diploma professionale di massofisioterapista equipollente o equivalente, conseguito anche posteriormente al 1999, terapista della riabilitazione, diploma

universitario o laurea in fisioterapia, che siano in attività sia presso enti pubblici che privati o liberi professionisti in età lavorativa o in attesa di occupazione.

CRITERI DI AMMISSIONE:

Si accoglieranno le iscrizioni con i seguenti criteri:

1) il corso è riservato a professionisti residenti in regione Lombardia;

2) la priorità è riservata ai Soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ma il corso è aperto anche ai non Soci. Si sottolinea che l'iscrizione all'U.I.C.I. garantisce comunque titolo di precedenza;

3) il corso è aperto anche ai medesimi professionisti vedenti in percentuale non superiore a 1/3 del numero totale dei corsisti che è fissato in min. 14 - max 18;

4) le domande verranno valutate in ordine cronologico in base alla data di ricezione della domanda da parte del Consiglio di Amministrazione Regionale Lombardo dell'I. Ri. Fo.R.;

5) qualora dalla regione Lombardia non pervenisse un numero sufficiente di iscrizioni, verranno accolte, in ordine cronologico di ricezione, le domande di partecipazione provenienti da altre regioni.

ACCREDITAMENTO:

E' stato richiesto l'accreditamento E.C.M. per le professioni sanitarie (fisioterapista e titolo equipollente)

SEDE DEL CORSO

Il corso si terrà presso i locali del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti, sito in via Mozart n. 16 (2° piano) a Milano.

La sede del corso è facilmente raggiungibile dal centro città con metropolitana Linea 1 Fermata "Palestro".

Il pasto potrà essere consumato liberamente presso il bar dell'Istituto dei Ciechi adiacente la struttura del corso.

CALENDARIO:

Il corso si svilupperà in quattro stage di tre giornate ciascuno, dal venerdì alla domenica, dalle ore 09 alle ore 18.30 del venerdì e sabato, dalle ore 09 alle ore 13 della domenica, per un totale di 80 ore di

formazione teorico-pratica.

1° stage da venerdì 11 a domenica 13 ottobre 2013;

2° stage da venerdì 29 novembre a domenica 01 dicembre 2013;

3° stage da venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2014;

4° stage da venerdì 09 a domenica 11 maggio 2014.

COSTI:

Il costo complessivo del corso formativo è di euro 1.000,00 per i soci U.I.C.I. in regola con il tesseramento anno 2013 e di euro 1.100,00 per i non soci U.I.C.I.

La quota comprende:

* formazione teorico-pratica e materiale didattico;

* fornitura dei testi di riferimento in formato informatico, o in Braille per chi lo richiedesse.

All'accoglimento delle iscrizioni è previsto il versamento di una caparra di euro 100,00. Le somme restanti dovranno essere versate con le seguenti scadenze:

- euro 500,00 entro il 30 settembre 2013;

- il saldo entro il 15 febbraio 2014.

Si tenga conto che la quota di iscrizione potrà subire una riduzione sulla base del numero effettivo dei partecipanti. Verranno date indicazioni su tali variazioni prima del saldo della quota stessa.

Nella quota, non sono comprese le spese di viaggio, di vitto e alloggio, che saranno quindi a carico dei partecipanti.

Nelle vicinanze della sede del corso sono state individuate alcune strutture alberghiere idonee, per coloro i quali avranno necessità di pernottare. Il costo giornaliero della mezza pensione (in camera singola e prima colazione) è di circa euro 80,00 circa (il prezzo è da considerarsi indicativo, saranno fornite informazioni più precise all'inizio del corso). Chi sarà interessato potrà rivolgersi alla segreteria organizzativa che provvederà ad effettuare le prenotazioni.

ISCRIZIONI:

Le iscrizioni dovranno pervenire entro e non oltre le ore 18,00 del 13 settembre 2013 presso la segreteria organizzativa del Consiglio d'Amministrazione Regionale Lombardo I.Ri.Fo.R. (fax: 02-76.00.15.28 oppure

e-mail: segreteria_irifor@uicilombardia.org).

Le domande di iscrizione dovranno essere redatte utilizzando l'apposito modulo e corredate dagli estremi del versamento della caparra su menzionata.

Se si ritiene che la proposta sia di interesse, si potrà richiedere di visionare il programma specifico. Per ulteriori informazioni e per l'invio del programma dettagliato, contattare la Coordinatrice Regionale

Massofisioterapisti e Fisioterapisti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Lombardia Mirella Gavioli (e-mail mirella.gavioli@gmail.com) o la segreteria I.Ri.Fo.R. Lombardia (tel. 02/76.01.18.93, e-mail segreteria_irifor@uicilombardia.org).

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Dalla sezione di Lodi

Concorso canoro "voci d'autunno 2013"

Voci D'Autunno 2013 è uno spettacolo di arte varia, ideato e promosso dalla sezione Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS di Lodi, con l'intento di favorire scambi interpersonali ed intergenerazionali di esperienze tra i partecipanti e il pubblico.

In particolare, il concorso nasce con lo scopo di integrare partecipanti non vedenti, ipovedenti e vedenti uniti dalla passione per la musica e il canto, nonché per coinvolgere e sensibilizzare la platea al tema della disabilità visiva.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS sezione Provinciale di Lodi, svolgerà lo Spettacolo Voci D'Autunno 2013 a fine ottobre con data da definirsi presso l'Auditorium Bipielle in Lodi alle ore 21:00.

Quest'anno il tema del concorso riguarda canzoni celebri di Musical e Film Musicali.

I concorrenti (presumibilmente nel numero di 10) si esibiranno in uno dei brani assegnati accompagnati da orchestra dal vivo. Una giuria tecnica designerà il vincitore nel corso della serata.

Ai vincitori sarà assegnato un premio in un buono da spendere in articoli musicali: il primo premio è di € 300,00, il secondo premio è di € 200,00, il terzo premio è di € 100,00.

La Direzione Artistica è affidata all'Associazione Musicale IL MIELE E LE FARFALLE BIANCHE che sarà presente con la sua Band. La serata prevede momenti di canto, di musica ed arte varia.

La manifestazione è ormai giunta alla sua ottava edizione, riscuotendo l'attenzione dei media locali e regionali nonché un positivo riscontro da parte del pubblico.

Di anno in anno il concorso riscuote maggior successo e raccoglie un numero crescente di consensi anche da parte delle Amministrazioni e Autorità cittadine.

Pertanto, chiediamo che ciascuna sezione U.I.C.I. collabori nella ricerca di persone non vedenti ed ipovedenti che siano disponibili a partecipare al nostro concorso, segnalandoci i relativi nominativi e numeri di telefono.

Nell'attesa di una vostra immediata risposta, Vi saremo grati se poteste darne ampia notizia nei modi e tempi brevi.

Cordiali saluti.

Lodi, 15/04/2013 Il Presidente

Ennio Ladini

Per eventuali comunicazioni, lasciare un messaggio in segreteria al numero di tel. 0371/56312.

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"Yes, we BIKE!!"
Gli occhi che ridono, la mente che spinge, il cuore che pedala

Su invito della Sezione U.I.C.I. di Mantova, si segnala l'iniziativa sportiva locale, promossa dal Gruppo ciclistico Polisportiva Soave '90 che nell'ambito degli eventi organizzati per la quarta edizione di "Bicicletta & Dintorni-Roundabike 2013" propone per sabato 25 maggio 2013 dalle ore 14,00, l'evento "Yes, we bike gli occhi che ridono, la mente che spinge il cuore che pedala" che ha come protagonisti il gruppo di atleti veronesi di handbike, al quale sono invitati ciechi e ipovedenti in tandem, che prevede di percorrere in bicicletta un facile circuito ad anello di 20 km. circa nei dintorni di Soave Comune di Porto Mantovano. Al termine è previsto un momento di incontro sul tema della sicurezza sulle strade, non solo per i ciclisti, ma anche per i pedoni e una risottata offerta a tutti i partecipanti.

All'iniziativa si può aderire anche con una semplice email a: info@roundabike.it.

Di seguito si riporta la locandina ufficiale dell'evento.

______________________________________________________________________________________

in collaborazione con:

"Yes, we BIKE!!"

Gli occhi che ridono, la mente che spinge, il cuore che pedala

Sulle strade italiane si stima che circolino 25 milioni di bici, e a noi è venuta la voglia di portare in

giro una parte di loro! Che siano d'antiquariato o nuovissime, domenicali o quotidiane; che siano da

turisti o da culturisti, classiche o supertecnologiche, noi le aspettiamo tutte. Vi aspettiamo tutti.

Abbiamo pensato ad una passeggiata, su un percorso facile facile, pedalando in tutta tranquillità.

E in tutta sicurezza. Perché proprio di sicurezza parleremo.

Sarà con noi Andrea Conti, medaglia di bronzo ai mondiali 2007 e agli europei 2011 Road Race di

handbike. La squadra degli atleti veronesi di handbike G.S.C. "Giambenini" ci accompagnerà

durante tutto il percorso. Al traguardo, potremo conoscerli da vicino e accogliere il loro importante

messaggio di vita e di sport. Non mancherà la risottata finale offerta a tutti i partecipanti iscritti.

Programma: ore 14,30 ritrovo e iscrizione presso Palasport di Soave (via D. Pietri, Porto M.no);

ore 15,00 partenza per l'itinerario

ore 17,30 arrivo al Palasport di Soave

ore 18,00 incontro con gli atleti

ore 19,00 ristoro presso il Parco Feste per tutti gli iscritti all'evento

biciclette gratuite per adulti disponibili fino ad esaurimento (suggerita la prenotazione)

Dati tecnici: Lunghezza percorso in bici 25 km circa

Tempo percorrenza in bici 2,30 h (complessivo, circuito ad anello)

Difficoltà facile

Caratteristica fondo asfaltato

Consigli: Verifica buono stato della bici; consigliato casco; zainetto con acqua.

Organizzatore del percorso: gruppo ciclisti Polisportiva Soave '90

Partecipanti: età minima 10 anni, accompagnati;

Quota di partecipazione: gratuita;

registrazione obbligatoria alla partenza

L'iscrizione comprende:

assistenza sanitaria con ambulanza al seguito, assistenza tecnica.

BICICLETTA&DINTORNI | 24/25/26 maggio 2013 | www.roundabike.it | info@roundabike.it.

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Comunicazioni varie

Dal centro regionale tiflotecnico

Disponibilità su ordinazione dei prodotti a marchio Apple

Vi informo con piacere che il Centro regionale tiflotecnico della Lombardia può finalmente distribuire i prodotti di marchio Apple.

Sarà quindi possibile acquistare, per il momento solo su ordinazione, i principali ausili vocalizzati della apple come: Ipad, Ipod, Iphone e i computer sia fissi che portatili.

Appena possibile sarà disponibile presso il Centro una selezione dimostrativa dei prodotti Apple.

Cordiali saluti

raul pietrobon

Centro Regionale Tiflotecnico

Via Mozart 16 - 20122 Milano MI

tel. 02 76023922

Dalla sezione di como

Ecco il programma dettagliato della proposta di visita in alto lago, già anticipata nella circolare ai soci, per sabato 15 giugno 2013 con spostamento da Como ancora da programmare in base al numero degli iscritti:

Visite guidate a Peglio in mattinata. Visita parrocchiale dei Santissimi Eusebio e Vittore con dipinti di Giovanni Mauro della Rovere, organo appena restaurato della Bottega Antegnati. Ore 10.30 trasferimento alla Chiesa di San Giacomo a Livo, Chiesa romanica con numerosi ex-voto. Ore 11.30 visita al museo del dialetto del di Dosso del Liro.

Pranzo dalle ore 12.30 alle 15. pranzo euro 30 con antipasto di lago, riso con pesce persico, dessert, vino acqua e caffè.

Ore 15.30 visita a S. Maria delle grazie e relativo chiostro a Gravedona. Ore 17 circa visita a Gaggio comune di Domaso presso la cantina Travi con degustrazione e possibilità di acquisto del vino tipico del domasino. Ore 18.30 rientro a Como. Le visite culturali saranno guidate dalle ragazze della cooperativa Imago. Iscrizioni entro giovedì 6 giugno telefonando in Segreteria.

E' disponibile in Segreteria il catalogo aggiornato della Cd-teca sezionale, una raccolta di oltre 70 titoli su supporti CD che contengono audiolibri letti dai nostri donatori di voce, romanzi anche locali, libri culturali e

di testimonianza, libri per bambini e registrazioni di eventi sezionali.

Si avvisano i soci che è disponibile la registrazione del pomeriggio della festa della donna di sabato 9 marzo vissuto in sezione. Si tratta di un CD in formato MP3 che ripercorre il pomeriggio compreso qualche assaggio musicale del duo di chitarre e voce ospiti nella parte finale della festa.

Contattate la Segreteria per richiedere copia del CD.

Dalla sezione di Lecco

Tour nel cuore verde dell'Umbria dal 9 al 14 settembre

Tour nel cuore verde dell'Umbria dal 9 al 14 settembre con pullman Gran Turismo e soggiorno in hotel 4 stelle con visite a Gubbio, Spoleto, Spello, Todi, Perugia ed Assisi.

Quota di euro 650,00 per minimo 30 partecipanti, caparra euro 200,00 da versare entro il 31 maggio. Programma dettagliato da richiedersi a UICI sezione di Lecco al numero 0341.284328 e-mail: uiclc@uiciechi.it.

Dalla sezione di mantova

La nostra Sezione Provinciale per il terzo anno consecutivo, organizza sabato 11 e domenica 12 maggio a Mantova in Piazza Canossa. dalle ore 9.30 alle 12,30 e dalle ore 15.00 alle 19.00, due giornate di sensibilizzazione sulla patologia del glaucoma e maculopatia, effettuate a bordo di un camper attrezzato messo a disposizione dalla Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità ONLUS. Grazie alla collaborazione dell'Azienda Ospedaliera Carlo Poma e della Divisione di Oculistica, saranno presenti medici oculisti che effettueranno controlli di prevenzione, gratuiti e volontari a disposizione per divulgazione di materiale e opuscoli informativi.

Sabato 25 maggio presso il Circolo Sandro Pertini di San Giorgio Mantovano, dalle ore 19.00, Stand Gastronomico con cena a base di piatti tipici mantovani; dalle ore 21 musica con Simone Ceresoli voce nota di Radio Base e pesca di beneficenza a sostegno dei servizi erogati dalla Sezione. Vi aspettiamo numerosi con famiglie, amici e conoscenti.

Dalla sezione di Milano

Dall'I.RI.FO.R. Sezione di Milano

Nonostante le difficoltà economiche, con il supporto della Sezione, l'Irifor di Milano organizza anche quest'anno un campo estivo educativo riabilitativo dedicato ai giovani. Il Campo estivo avrà luogo a Marcelli di Numana dal 21 al 29 giugno, presso un Villaggio di prima categoria, in riva al mare con spiaggia privata, immerso nella tipica vegetazione mediterranea ai piedi del Parco naturale del Monte Conero. E' prevista la partecipazione di 16 ragazzi non vedenti o ipovedenti di età compresa tra 14 e 25 anni, accompagnati da personale specializzato. In occasione dell'iniziativa, saranno organizzate diverse attività tra le quali, ad esempio, un laboratorio di cucina. Le domande di iscrizione saranno accolte, in caso di soprannumero, secondo la data di presentazione con priorità ai soci di Milano. La quota di partecipazione è di 700,00 euro tutto compreso. Il viaggio di andata e ritorno sarà effettuato con autobus privato. Le famiglie interessate dovranno contattare il Segretario della Sezione Maria Rosaria de Filippis al seguente numero: 02.76008712.

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Il Cittadino del 12-04-2013

A lezione per conoscere i non vedenti

LODI. "Non occorre guardare per vedere lontano": il titolo è tutto un programma, ancor più se a proporre questo percorso all'interno delle scuole è una persona non vedente. Ivano Pioli, che nella vita ha lavorato come programmatore, è guida alla mostra "Dialogo nel buio" presso l'Istituto dei ciechi di Milano e insegna inoltre nei corsi di Braille a cura del Movimento apostolico ciechi. Alle scuole, a partire dalla IV elementare fino alle medie e alle superiori, Pioli propone 4 incontri di 6 ore, che ha chiamato "Non occorre guardare per vedere lontano". Attraverso la propria esperienza, Pioli conduce i ragazzi a conoscere meglio la cecità: risponde alle domande degli alunni, li avvicina alla scrittura Braille, mostra ausili tecnologici che permettono ai non vedenti di comunicare e lavorare (anche attraverso il Pc), testimonia come la disabilità metta alla prova ma non sia invalidante. Tra il terzo e quarto incontro propone di partecipare a "Dialogo nel buio" per sperimentare la corporeità attraverso tatto, gusto, olfatto e udito. Un percorso interdisciplinare dunque, quello nelle scuole, «per guidare al superamento dei pregiudizi sulla disabilità, incrementando i valori del rispetto e della conoscenza reciproca - afferma Pioli -, ma anche per conoscere gli strumenti validi che un non vedente ha a disposizione per apprezzare la realtà: realtà tutt'altro che piatta o vuota». Per info: 02.98 12 82 24.

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Superando.it del 12-04-2013

Tutti i sogni di Fabrizio, nuotatore paralimpico

Intervista a Fabrizio Sottile di Marta Pellizzi

Ventenne ipovedente da qualche anno, a causa di una rara malattia genetica ereditaria, il varesino Fabrizio Sottile ha partecipato anche alle Paralimpiadi di Londra, e con grande schiettezza racconta tra l'altro che tornare a vedere gli consentirebbe di farlo «con due capacità in più, l'esperienza maturata durante la malattia e gli insegnamenti tratti dalle situazioni affrontate grazie ad essa»

VARESE. Gli occhi sono necessari, vedere è vitale e se ciò mancasse, la nostra vita sarebbe diversa? Posso assicurare di sì. Senza inutili sciocchezze, la verità è che quando viene a mancare un senso, la nostra vita si rivoluziona. Però non siamo di certo persone meno importanti, meno capaci e meno intelligenti. Il nostro fiuto, il nostro intuito, la nostra voglia di vivere possono "rivoluzionare la rivoluzione". La vista, cioè, può venire a mancare, stravolgendoci l'esistenza, ma ciò a cui dobbiamo puntare è ottimizzare la nostra vita, anche in condizioni diverse da quelle convenzionali. Migliorandoci, migliorando gli altri sensi.

Fabrizio Sottile, ventenne nuotatore varesino, ipovedente a causa della neuropatia ottica ereditaria di Leber, reduce anche dalle Paralimpiadi di Londra del 2012, esprime la voglia di tornare a vedere. Lui vuole riprendersi la sua vita e questo non vuol dire che ora si senta "un mediocre". Si può essere eccellenti, infatti, anche esprimendo la voglia di tornare a vedere, senza raccontare menzogne e senza raccontare ciò che tutti vorrebbero sentirsi dire.

Tutta la sua schiettezza Fabrizio la esprime nell'intervista che segue.

Qual è il tuo talento, campione?

«Credo che il mio talento non sia predisposto per il nuoto, anzi, credo che il mio talento, quello vero, debba ancora scoprirlo e per il momento è bello nascosto».

Che lavoro fai?

«Attualmente il mio lavoro è il nuoto, mi alleno e gareggio per le Fiamme Gialle e per il Team Insubrika Creval di Sesto Calende (Varese), la mia squadra di sempre. È un lavoro a tempo pieno, dato che a pieno regime arrivo a dodici-tredici allenamenti alla settimana, palestra compresa».

Se ne hai, cosa fai nel tempo libero?

«Nel tempo libero mi riposo e mangio, tutta la mia giornata, infatti, è programmata per ottimizzare i miei allenamenti. In media, però, due volte a settimana riesco a uscire e svagarmi».

Come definiresti la tua vista? Cosa e come vedi ciò che ti circonda?

«La mia malattia, la neuropatia ottica ereditaria di Leber, è genetica, quindi presente da sempre nel mio DNA ed è rimasta latente fino al mese di marzo 2010. Da quel momento è stato un continuo peggioramento. Negli ultimi mesi ho cominciato ad avere difficoltà nel riconoscere i colori. Tutto quello che ho attorno lo vedo sfuocato a causa della miopia dovuta all'avvicinare sempre troppo le cose agli occhi per vederle. Non riesco ad avere il senso della distanza e dello spazio. Io dico sempre che è come se il settanta per cento dello schermo del tuo televisore avesse i "pixel bruciati" ed è esattamene ciò che succede dietro ai miei occhi: riesco a vedere in tutta la zona periferica, ma non bene e invece quasi nulla nell'occhio destro».

Speri di tornare a vedere in futuro?

«Spero tantissimo di tornare a vedere, anche solo quanto basta per poter guidare e andare in giro da solo senza problemi, o magari leggere a malapena».

Avendo la vista, saresti una persona "più eccellente"? Non credi che tornare a vedere sarebbe come dimenticare i traguardi raggiunti anche grazie al tuo "non vedere"?

«Se tornassi a vedere sarei la stessa persona che sono diventato adesso, ma con due capacità in più e cioè l'esperienza che ho maturato durante il corso della mia malattia e tutti gli insegnamenti che ho tratto dalle situazioni affrontate grazie ad essa. La mia splendida vista mi permetterebbe di tornare a fare tutto quello che mi piaceva fare, in totale sicurezza e tranquillità».

I risultati sportivi finora raggiunti ti hanno soddisfatto?

«No, anche perché io non sono mai soddisfatto. L'atleta non si deve mai accontentare. Posso dire anche che le Paralimpiadi non sono mai state il mio sogno, non è mai stato quello che ho voluto. Io sono in questo mondo da due anni e prima mi ero sempre allenato, da quando avevo tre anni, per poter fare le Olimpiadi. Quelle sono e quelle saranno sempre il mio vero sogno irrealizzabile».

Cosa pensi di te stesso?

«Di me stesso ... Non ho né molta fiducia né autostima, ma spero di poter arrivare a ottenere tutto ciò che sogno».

Cosa ami di più di oggi e cosa vorresti amare di più domani?

«Di oggi non amo i ricordi. Domani vorrei tornare ad amare».

La presente intervista è già apparsa nel blog creato da Marta Pellizzi "True Realities - Vere Realtà (di talento)", con il titolo "Voler tornare a vedere non è da codardi, ma una verità" e viene qui ripreso - con alcuni riadattamenti al diverso contenitore - per gentile concessione.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

XXI Raid ciclistico in tandem - Regione Emilia 25 - 31 maggio 2013

"In tandem nei territori del devastante sisma per esprimere alle popolazioni dolorosamente colpite la nostra fraterna solidarietà"

Con la circolare n. 98/2013, la Presidenza Nazionale U.I.C.I. comunica che, grazie alla sensibilità e generosità dei solerti amici Modenesi dell'Associazione Tacconi, che se ne sono integralmente assunti l'onere finanziario, la XXI Edizione del Raid ciclistico in tandem verrà realizzata e svolgerà dal 25 al 31 maggio 2013.

Il Raid partirà da Castelvetro (MO) il 25 maggio per concludersi, dopo sei impegnative tappe tutte sul territorio del terribile sisma emiliano-veneto del 2012, il 31 maggio 2013 a Modena.

Il dettaglio delle sei tappe e di eventuali circuiti a cronometro verrà successivamente precisato dopo il sopralluogo di routine.

La quota d'iscrizione ammonta ad euro 400,00.

______________________________________________________________________________________NOTIZIE TECNICO ORGANIZZATIVE

- Numero tandem partecipanti

Al Raid saranno ammessi 40 tandem.

Gli ammessi al Raid dovranno impegnarsi a partecipare, salvo casi di comprovata forza maggiore, alla manifestazione per tutta la sua durata.

In via straordinaria, previa tempestiva comunicazione al Direttore di Corsa, potranno essere ammessi a partecipare ad una tappa o ad una semitappa tandemisti e/o ciclisti locali, con mezzi meccanici in perfetta efficienza e muniti dell'indispensabile documentazione di idoneità fisica.

Gli ammessi dovranno altresì impegnarsi a seguire disciplinatamente tutte le disposizioni di corsa.

- Programma del Raid

Sarà precisato con successiva circolare.

- Svolgimento delle tappe

Il tragitto delle varie tappe verrà effettuato in gruppo e ad andatura controllata ( 12 - 25 - 30 km orari ) a seconda delle caratteristiche del percorso.

Le relative tabelle di marcia saranno tempestivamente comunicate ai tandemisti ammessi alla manifestazione.

- Preparazione fisica e mezzi meccanici

Per evitare pericolosi sfilacciamenti della carovana, dovuti a difficoltà fisiche e meccaniche dei partecipanti nell'affrontare la lunghezza di alcune tappe e le asperità del percorso si consiglia vivamente una tempestiva ed accurata preparazione fisica, onde partecipare nel miglior modo possibile all'impegnativa manifestazione.

Per maggiore sicurezza dei partecipanti e conseguente tranquillità degli Organizzatori sarà obbligatorio l'uso del casco.

Nel contempo si raccomanda di partecipare con tandem in perfetta efficienza meccanica e con tubolari o copertoni (meglio !) in ottime condizioni.

Si consiglia infine di portare al seguito due ruote di riserva, una anteriore ed una posteriore, onde permettere una rapida sostituzione in caso di foratura durante il percorso. Comunque al seguito della corsa vi sarà una costante e competente assistenza meccanica.

- Assistenza sanitaria

Sarà costantemente assicurata la presenza di un sanitario durante tutto lo svolgimento del Raid; mentre un'ambulanza, con personale paramedico, seguirà il Raid durante lo svolgimento delle varie tappe.

- Assicurazione

Tutta la carovana sarà coperta da assicurazione per responsabilità civile verso terzi.

- Iscrizioni

Le iscrizioni redatte conformemente al modulo allegato alla circolare, compilato in ogni sue parte, debbono pervenire entro e non oltre il tassativo termine del 13 maggio 2013 alla Presidenza Nazionale U.I.C.I. - Via Borgognona, 38 00187 Roma - accompagnate dalla ricevuta del versamento della quota di partecipazione ( conto corrente postale 279018 intestato Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS Roma ).

Alla chiusura delle iscrizioni la Presidenza Nazionale procederà all'esame delle domande pervenute nei termini, e provvederà a selezionarle con criteri oggettivi e cioè la precedenza temporale di arrivo, la massima rappresentatività territoriale, l'età complessiva dei componenti il tandem, con preferenza agli equipaggi più giovani. Quindi provvederà ad accettare, sino ad un massimo di 40, quelle ritenute idonee in base ai sopradescritti criteri.

La Presidenza Nazionale darà quindi immediata comunicazione agli interessati dell'esito delle loro domande, restituendo ai non ammessi la relativa tassa d'iscrizione.

Le domande presentate incomplete; o prive dell'indispensabile parere e firma del Presidente della Sezione UIC di appartenenza dei tandemisti: o sprovviste della ricevuta dell'avvenuto versamento della relativa tassa d'iscrizione, verranno automaticamente eliminate.

- Sistemazione logistica

Dal momento del loro arrivo a Castelvetro (MO=al momento della loro partenza da Modena le spese di vitto e alloggio dei partecipanti saranno a completo carico dell'Organizzazione.

La sistemazione alberghiera e' prevista, in linea di massima, in camere a due letti, con eventuali eccezioni per gruppi di una stessa squadra per i quali potrebbe essere prevista una sistemazione in camere a tre letti o in due camere abbinate con un unico servizio.

______________________________________________________________________________________

Il file contenente il testo della circolare in oggetto e la scheda d'iscrizione al raid in tandem può essere prelevato utilizzando il seguente link:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2013/04/2013098.doc

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Convenzione Onu e Programma di Azione italiano pubblicati sul sito

Cari Amici,

Come molti di voi sapranno, nello scorso mese di febbraio l'Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità (istituito presso il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e composto, fra gli altri organismi, dalle organizzazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità tra cui l'Unione), secondo quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità sottoscritta dal governo italiano, ha approvato un Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l'integrazione delle persone con disabilità. Nonostante questo documento debba ancora completare il suo iter per essere ufficialmente adottato dal governo italiano la sua importanza come strumento fondamentale per la predisposizione di politiche a favore dei portatori di handicap è tale che questa Sede centrale lo ha pubblicato in una sezione dedicata alla Convenzione ONU del suo sito (http://www.uiciechi.it/AttivitaInternazionali/ConvenzioneNazioniUnite.asp). In questa sezione, oltre al testo della Convenzione, al primo rapporto del governo italiano sulle misure prese per adempiere agli obblighi relativi alla Convenzione e al Programma d'azione italiano, è possibile reperire il "Kit di strumenti" realizzato dall'Unione Mondiale dei Ciechi per aiutare individui e associazioni a comprendere e utilizzare la Convenzione, quest'ultimo in versione integrale in inglese e in una versione italiana ridotta contenente gli elementi più adatti alla situazione italiana.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

(prof. Tommaso Daniele)

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Per chi ama lo sport e le attività per il tempo libero

Abbiamo, finalmente, una mailing list nella quale potremo annunciare eventi sportivi e manifestazioni per il tempo libero e discutere principi, criteri e regole di attività, giochi e discipline.

La lista si chiama:

sportetempoliberouici,

è promossa dai componenti della Commissione nazionale per la promozione dello sport e delle attività per il tempo libero della nostra Unione, Giuseppe Celli, Andrea Cionna, Eliseo Ferrante, Angelo Grazzini e Rocco Votta, ed è moderata dal Coordinatore della stessa Commissione, Hubert Perfler.

Per iscriversi alla lista, che ci piacerebbe diventasse molto, molto dinamica, basta inviare un messaggio a:

sportetempoliberouici-subscribe@yahoogroups.com.

Il Gruppo "sportetempoliberouici" è, ad ogni modo, raggiungibile all'indirizzo:

sportetempoliberouici@yahoogroups.com.

Saremmo davvero lieti di scoprire che, in ogni parte del nostro Paese, c'è qualcuno di noi che ama le passeggiate, le escursioni, la corsa, il tandem, l'equitazione, lo showdown, il calcio, il goalball, il torball, il nuoto, le immersioni, la vela, il judo, lo sci, gli scacchi, i giochi da tavolo, i giochi di società, le collezioni, il ballo, la recitazione e via di questo passo.

In tale attesa, porgiamo a tutti cordialissimi saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

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Proposte di modifica alla legge 9 gennaio 2004, n. 4 sull'accessibilità agli strumenti informatici

Si informa che, in collaborazione con il Gruppo OSI e con i Presidenti Regionali della Toscana e delle Marche, è stata predisposta una bozza di proposta di legge volta ad integrare e modificare il testo della legge 9 gennaio 2004, n. 4 (nota anche come Legge Stanca) in materia di accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, nel tentativo di renderlo più attuale e maggiormente conforme alle concrete esigenze dei ciechi e degli ipovedenti.

Dal momento che si tratta di una materia molto sentita da tutta la base associativa, sia la Direzione che il Consiglio Nazionali hanno convenuto di diffondere il testo della proposta di legge, per raccogliere, sia dalla dirigenza che dai singoli non vedenti, ogni possibile suggerimento che i diretti interessati volessero proporre.

Pertanto, si allega alla presente circolare la proposta di legge in parola, con l'invito a voler comunicare in tempi brevi a questa Presidenza Nazionale le eventuali integrazioni ritenute opportune.

Nel caso si fosse già provveduto al deposito ufficiale del testo presso gli organi parlamentari, i suggerimenti saranno comunque tenuti in considerazione per la presentazione di emendamenti durante l'iter di approvazione.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

(Prof. Tommaso Daniele)

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PROPOSTA DI LEGGE

OGGETTO: Proposte di modifica alla legge 9 gennaio 2004, n. 4 recante "Disposizioni per favorire l' accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici"

La legge 9 gennaio 2004, n. 4 ha meritoriamente provveduto a favorire l'accesso delle persone disabili agli strumenti informatici, evitando che le nuove tecnologie determinassero forme di emarginazione forse ancora più pericolose di quelle tradizionali ed anzi promuovendo l'uso delle medesime come fattore abilitante e di superamento delle disabilità e delle esclusioni.

Per la prima volta, un testo di legge ha definito e individuato espressioni quali "accessibilità", con ciò intendendo la proprietà dei sistemi informatici di erogare servizi e di fornire informazioni fruibili senza discriminazioni derivanti da disabilità, e "tecnologie assistive", intese come gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono al disabile, superando o riducendo le iniziali condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.

A tale scopo è stata introdotta una serie di obblighi per le amministrazioni pubbliche e per i soggetti che erogano pubblici servizi, in regime di concessione con le medesime amministrazioni.

Peraltro già il legislatore del 2004 aveva tenuto conto della rapidità con la quale le tecnologie, e in particolare quelle informatiche, progrediscono, predisponendo un testo flessibile che si potesse agevolmente conformare allo sviluppo di tutte le tecnologie a favore dei disabili.

Dopo molti anni dall'entrata in vigore della legge n. 4 del 2004, appare, infatti, giunto il momento di porre mano ad alcune modifiche ed integrazioni del testo originale, tenuto conto che l'accesso alle informazioni e alle telecomunicazioni continua a rappresentare una sfida per quasi 40 milioni di cittadini dell'Unione europea che soffrono di varie disabilità.

È innegabile, infatti, che le persone con disabilità costituiscono una delle categorie più sfavorite dalla nostra società e che per esse gli ostacoli ambientali rappresentano un impedimento alla partecipazione alla vita sociale maggiore dei limiti funzionali.

Più volte, anche in sede europea, è stato riconosciuto che, per consentire una reale integrazione sociale dei cittadini disabili, è necessario seguire un approccio basato su una combinazione di politiche di lotta contro la discriminazione e misure di azioni positive, in coerenza con i riferimenti contenuti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che all'articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata in particolare sulla disabilità e all'articolo 26 riconosce espressamente i diritti dei cittadini diversamente abili e la necessità di garantire la loro autonomia, la loro integrazione sociale e professionale nonché la loro partecipazione alla vita della comunità.

Le modifiche proposte alla legge in parola sono, pertanto, motivate dalla necessità di intervenire contro la mancanza di accessibilità alle informazioni e la difficoltà di utilizzazione dei mezzi di comunicazione che è una delle caratteristiche principali del cosiddetto digital divide- l'esclusione digitale - derivante dall'esistenza delle barriere all'accesso della tecnologia dell'informazione che l'interazione di nuove e sempre più complesse tecniche informatiche sta diffondendo in ogni nucleo sociale contemporaneo.

L'accesso all'informazione si configura come un diritto fondamentale nel momento in cui un numero sempre più elevato di dati e contenuti è raggiungibile per via elettronica e il rischio di esclusione per quanti non hanno accesso a tali informazioni diventa molto concreto.

L'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche alle procedure e ai servizi della pubblica amministrazione è da tempo un obiettivo strategico dell'Unione europea e di tutti i suoi Stati membri. Infatti, di pari passo con l'entrata in vigore delle leggi sulla trasparenza e la semplificazione, negli ultimi anni la grande maggioranza delle amministrazioni pubbliche ha investito nell'implementazione dei propri sistemi di e-Governement per informatizzare procedure e servizi, ottimizzare le risorse e avvicinare gli uffici ai cittadini.

La pubblica amministrazione, pur dovendo uniformarsi al progresso telematico e informatico, deve, però, garantire, al contempo, soprattutto ai cittadini in situazione di disagio fisico o sensoriale, le condizioni essenziali affinché gli stessi possano partecipare alla vita sociale e pubblica ed evitare che le nuove tecnologie determinino forme di emarginazione.

In una società moderna il processo di abbattimento delle barriere tecnologiche diventa essenziale per garantire a tutti un uso sicuro e facile della rete telematica. Queste barriere, infatti, rappresentano uno degli ostacoli all'integrazione delle persone disabili nelle attività degli uffici e una fonte di discriminazione per i cittadini disabili che vengono esclusi o limitati nella fruizione dei servizi disponibili per via telematica.

L'accesso alle tecnologie info-telematiche si è ormai configurato come un nuovo diritto di cittadinanza che non può rimanere precluso ad una parte dei cittadini disabili, a cui più di altri le innovazioni devono guardare perché si compia pienamente il processo di integrazione e di equità sociale.

A riprova di ciò, l'articolo 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia con la legge n. 18 del 3 marzo 2009) in tema di accessibilità dispone, fra l'altro, che gli Stati Parti debbano adottare misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l'accesso all'informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, e tali misure, si devono applicare ai servizi di informazione, comunicazione e ad altri, compresi i servizi informatici e quelli di emergenza.

Pertanto, lo Stato Italiano è chiamato ad adottare ed ad aggiornare misure atte a promuovere la partecipazione di tutti all'economia della conoscenza, soprattutto attraverso i siti Web delle pubbliche amministrazioni, i cui contenuti devono essere impostati in maniera tale da consentire ai cittadini disabili di accedere alle informazioni e di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal sistema di amministrazione on-line.

Inoltre, va notato che tra le potenziali vittime del progresso tecnologico risaltano i portatori di handicap e, in particolare, i soggetti non vedenti che, nonostante la corposa legislazione a loro tutela, si ritrovano a dover lottare contro ostacoli di vario tipo nel campo soprattutto della cosiddetta "nuova economia". In particolare i recenti sviluppi dell'informatica stanno rendendo impossibile la corretta fruizione dell'informazione da parte dei soggetti afflitti da alcune specifiche minorazioni, creando delle gravissime diseguaglianze, anche costituzionalmente rilevanti, in ordine proprio al diritto di accesso alle sorgenti di informazione che, invece, deve assolutamente essere garantito a tutti i cittadini.

Appare in particolare scandaloso che le pubbliche amministrazioni, nonostante il disposto della legge n. 4 del 2004, nelle loro pagine Web non rispettino ancora i criteri di accessibilità, ignorando che esistono invece tecnologie che consentirebbero, se adottate, la normale fruizione delle stesse anche ai cittadini portatori di handicap.

Appare essenziale, a questo riguardo, continuare a diffondere la convinzione che creare documenti accessibili a tutti non solo è un fatto di grande civiltà, ma che soprattutto non significa assolutamente rinunciare a qualcosa, ma piuttosto arricchire ulteriormente la qualità dell'informazione. In un mondo dove tutto si evolve rapidamente i nuovi strumenti e le nuove tecnologie legati all'informatizzazione rappresentano un efficace e valido strumento lavorativo.

In particolare l'accesso ad Internet, universalmente ritenuto il principale supporto mediatico, dovrebbe essere garantito a tutti attraverso "facilitazioni di ingresso" atte a garantirne la fruizione anche da parte di soggetti disabili. Purtroppo, però, la maggior parte delle pagine web, anche di "siti" di pubbliche amministrazioni o di pubblica utilità di recente costituzione non prevedono questa tipologia di accesso; una lacuna che crea gravissime disuguaglianze, in ordine alle possibilità lavorative in esse contemplate.

Ecco, quindi, la ragione della introduzione di alcune modifiche al testo di legge in vigore, che si possono così sintetizzare.

Le integrazioni all'articolo 1 sono volte a definire meglio il campo di applicazione della legge in relazione alla diffusione di nuovi dispositivi, ad esempio di telefonia mobile, che consentono la connessione alle rete internet e facendo riferimento ai principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dallo stato Italiano con legge n. 18 del 3 marzo 2009.

Per quanto riguarda l'articolo 3, viene specificato nell'ambito dei soggetti erogatori cui si applica la legge che, per evitare possibili discriminazioni, in caso di utilizzo di tecnologie touch-screen o analoghe è obbligatorio prevedere specifiche modalità di fruizione per le persone con disabilità sensoriali o fisiche che siano impedite al loro utilizzo, ovvero garantire l'erogazione dei servizi stessi con modalità alternative. Inoltre viene prevista l'applicazione dei principi di accessibilità anche ai servizi erogati tramite le piattaforme della televisione digitale terrestre, che offrono sempre maggiori possibilità di interazione con l'utenza.

In materia di obblighi per l'accessibilità, di cui all'articolo 4, viene prima di tutto rafforzata la disposizione di cui al comma 4, prevedendo che l'obbligo dei datori di lavoro pubblici e privati di mettere a disposizione del dipendente disabile la strumentazione hardware e software e la tecnologia assistiva adeguata alla specifica disabilità deve essere adempiuto non solo in relazione alle mansioni effettivamente svolte, ma deve prevedere modalità tali da garantire la piena fruizione dei diritti previsti dai contratti collettivi di lavoro e da eventuali accordi integrativi di comparto in condizioni di parità con tutti gli altri dipendenti.

Al comma 5 del medesimo articolo viene, poi, introdotto il principio secondo il quale le dotazioni di bilancio del settore pubblico devono comunque essere stanziate in quantità adeguata a far fronte agli obblighi di cui alla presente legge, in maniera da evitare troppo facili escamotages per inadempimenti di obblighi essenziali per il raggiungimento delle finalità volute dal legislatore.

Per quanto concerne l'accessibilità degli strumenti didattici e formativi, si propone di integrare l'articolo 5 nel senso di estendere espressamente il campo di applicazione della norma anche alle università e al sistema di educazione e formazione professionale, prevedendo, altresì, che il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca garantisca la dotazione di strumentazione informatica accessibile per tutti gli insegnanti disabili, in ottemperanza agli obblighi della legge stessa.

In materia di compiti amministrativi, previsti all'articolo 7, alla lettera a) del comma 1 viene precisato che il monitoraggio demandato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri deve attuarsi anche con particolare riferimento alle fonti di informazione e ai servizi di pubblica utilità attuati attraverso gli strumenti informatici e telematici come definiti all'articolo 1, comma 1. Inoltre, proprio in considerazione dei repentini e continui mutamenti tecnologici che rendono spesso obsolete le apparecchiature informatiche, alla successiva lettera b) vengono previsti controlli effettuati con scadenze periodiche, almeno biennali, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione della legge.

Si propone, poi, di aggiungere al suddetto articolo 7 una lettera i) che preveda l'obbligo di promuovere, di concerto con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, l'inserimento nei programmi di studio delle scuole di ogni ordine e grado, del sistema di educazione e di istruzione professionale, nonché a livello universitario, di tematiche inerenti l'accessibilità.

Sull'importante tematica della formazione, si prevede di integrare l'articolo 8 aggiungendo un ulteriore comma nel quale venga sancito che tutti i datori di lavoro pubblici e privati devono garantire ai lavoratori disabili condizioni di parità di accesso ai corsi di qualificazione e riqualificazione professionale, con particolare riferimento all'accessibilità degli strumenti informatici in essi utilizzati, evitando, in tal modo, ulteriori e pericolose forme di discriminazione all'interno dei luoghi di lavoro.

Infine, viene proposto di dotare questo importante provvedimento di un adeguato apparato sanzionatorio che possa servire anche da deterrente alla mancata applicazione degli obblighi in esso contenuti, prevedendo il richiamo alle sanzioni utilizzate dalla legge n. 68 del 1999 in materia di collocamento al lavoro delle persone disabili che vengono annualmente aggiornate nel loro importo e sono commisurate sia alla entità che alla durata della violazione commessa.

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PROPOSTA DI LEGGE

OGGETTO: Proposte di modifica alla legge 9 gennaio 2004, n. 4 recante "Disposizioni per favorire l' accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici"

Alla legge 9 gennaio 2004, n. 4 recante "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici" sono apportate le seguenti modifiche e integrazioni:

"All'art. 1, comma 1, aggiungere in fine: "e tutti i dispositivi portatili che consentono la connettività alla rete internet";

aggiungere all'art. 1, comma 2: "e all'art.9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ratificata con legge n. 18 del 3 marzo 2009";

aggiungere all'art. 3 il seguente comma 3: "Tutti i servizi al pubblico erogati dai soggetti di cui al comma 1 che prevedano l'utilizzo di tecnologie touch- screen o analoghe devono prevedere specifiche modalità di fruizione per le persone con disabilità sensoriali o fisiche che siano impedite al loro utilizzo, ovvero garantire l'erogazione dei servizi stessi con modalità alternative";

aggiungere all'art. 3 il seguente comma 4:"La presente legge si applica anche a tutti i servizi di pubblica utilità erogati attraverso piattaforme televisive per la televisione digitale terrestre e strumentazioni ad esse collegate";

modificare l'art. 4, comma 4, inserendo dopo le parole "in relazione alle mansioni effettivamente svolte" le seguenti: "e comunque tale da garantire la piena fruizione dei diritti previsti dai contratti collettivi di lavoro e da eventuali accordi integrativi di comparto in condizioni di parità con tutti gli altri dipendenti";

all'art. 4, comma 5, inserire in fine le parole: "che comunque devono essere stanziate in quantità adeguata a far fronte agli obblighi di cui alla presente legge";

all'art. 4 inserire il seguente comma 6: "I soggetti di cui all'art. 3, comma 1, devono prevedere, inoltre, specifiche modalità accessibili alle persone con disabilità per l'utilizzo delle tecnologie di firma digitale, sia per l'erogazione dei servizi al pubblico, sia per gli adempimenti connessi al rapporto di lavoro";

all'art. 5, comma 1, aggiungere in fine le parole: "nonché nelle università e nel sistema di educazione e formazione professionale";

all'art. 5 aggiungere il seguente comma 3: "Il medesimo Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca deve inoltre garantire la dotazione di strumentazione informatica accessibile per tutti gli insegnanti disabili, in ottemperanza agli obblighi della presente legge";

all'art. 7, comma 1, lett. a) aggiungere in fine: "con particolare riferimento alle fonti di informazione e ai servizi di pubblica utilità attuati attraverso gli strumenti informatici e telematici di cui all'art.1, comma 1";

all'art. 7, comma 1, lett. b) aggiungere in fine: "attraverso controlli effettuati con scadenze periodiche, almeno biennali, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione di cui all'art. 10";

all'art. 7, comma 1, aggiungere la seguente lettera i):" promuove, di concerto con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, l'inserimento nei programmi di studio delle scuole di ogni ordine e grado, del sistema di educazione e di istruzione professionale, nonché a livello universitario, di tematiche inerenti l'accessibilità";

all'art. 8 aggiungere il seguente comma 4: "Tutti i datori di lavoro pubblici e privati devono garantire ai lavoratori disabili, così come definiti dalla legge n .68 del 1999, condizioni di parità di accesso ai corsi di qualificazione e riqualificazione professionale, con particolare riferimento all'accessibilità degli strumenti informatici in essi utilizzati";

all'art. 9 aggiungere il seguente comma 2: "In caso di inosservanza delle disposizioni della presente legge, così come accertate ai sensi dell'art. 7, comma1, ai soggetti erogatori di cui all'art. 3, nonché ai datori di lavoro privati obbligati, si applica la sanzione amministrativa prevista dall'art. 15, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68, maggiorata della misura ivi prevista per ogni giorno di ritardo nell'adeguamento agli obblighi della presente legge".

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Diciassettesima edizione del concorso alle borse di studio "Beretta-Pistoresi"

È indetto il concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", giunto, quest'anno, alla diciassettesima edizione.

Il concorso è riservato, per il corrente anno, ai Soci della nostra Unione, che si sono diplomati o laureati durante l'anno solare 2012.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato al 31 luglio 2013.

Si pubblica, in calce, il bando del concorso, cui si prega di dare massima diffusione.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

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BANDO DI CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DELLE BORSE DI STUDIO "BERETTA PISTORESI"

Art. 1. Natura del concorso

Nel rispetto della volontà delle donatrici, Lidia Teresa Beretta ed Elena Pistoresi, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mette a concorso delle borse di studio annuali per i Soci che abbiano concluso con merito gli studi secondari superiori, gli studi musicali o gli studi universitari, nell'anno solare precedente quello di indizione della gara.

Art. 2. Requisiti di ammissione

Alla corrente edizione del concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", possono partecipare i Soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che, nell'anno solare 2012, hanno conseguito uno dei titoli di seguito elencati:

a) laurea specialistica o diploma di laurea conseguito ai sensi della normativa previgente al d.m. 3 novembre 1999, n. 509

b) laurea

c) diploma di conservatorio musicale

d) diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 3. Borse di studio

Le borse di studio sono costituite in denaro, hanno differente importo, in relazione al titolo conseguito, ed ammontano a:

- 2.100,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di laurea specialistica o diploma di laurea conseguito ai sensi della normativa previgente al d.m. 3 novembre 1999, n. 509

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di laurea

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di diploma di conservatorio musicale

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai candidati in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 4. Presentazione delle domande di partecipazione

Le domande di partecipazione devono pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, entro e non oltre le ore 12:00 di mercoledì, 31 luglio 2013, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma.

Nella domanda di partecipazione, i concorrenti devono indicare la categoria di concorso alla quale intendono partecipare e dichiarare, sotto la propria responsabilità, ai sensi dell'art. 46 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445:

- cognome e nome

- luogo e data di nascita

- residenza

- iscrizione all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con indicazione della Sezione Provinciale di appartenenza

- titolo di studio, con indicazione del voto di laurea o di diploma

- votazioni agli esami previsti dal piano di studi universitario, se in possesso di laurea specialistica, di diploma di laurea o di laurea

- votazioni agli esami intermedi, se in possesso di diploma di conservatorio

- votazioni al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

I concorrenti devono, altresì, indicare un recapito telefonico e/o e.mail e l'indirizzo al quale desiderano vengano inviate le comunicazioni relative al concorso.

La firma in calce alla domanda non è soggetta ad autenticazione.

Le domande pervenute oltre il termine o incomplete si intendono escluse dal concorso.

Art. 5. Commissione esaminatrice

La Commissione esaminatrice è costituita dal Presidente Nazionale dell'Unione, o da un suo delegato, e da due componenti, nominati dalla Direzione Nazionale della stessa Unione.

Sulla base dei voti riportati dai candidati alle prove di esame intermedie e finali, la Commissione forma quattro graduatorie di merito, una per ciascuna categoria di concorso, e designa, quale vincitore delle relative borse di studio, il primo classificato in ognuna di dette graduatorie.

Art. 6. Proclamazione dei vincitori

Con propria deliberazione, la Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti approva le graduatorie di merito e proclama vincitori delle borse di studio, messe a concorso con il presente bando, il primo classificato in ciascuna graduatoria.

Gli esiti del concorso sono comunicati ai concorrenti, a mezzo posta.

Gli stessi esiti sono, inoltre, resi pubblici, mediante la stampa periodica e il sito web dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la pagina 790 di Televideo Rai.

I vincitori delle borse di studio sono tenuti a comprovare la regolarità delle dichiarazioni rese nelle domande di partecipazione.

A tale scopo, essi devono far pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma,

entro 30 giorni dalla comunicazione dei risultati concorsuali, certificazione, originale o in copia autenticata, attestante:

- il titolo di studio

- il voto di laurea o di diploma

- le votazioni riportate alle prove di esame intermedie, se vincitori delle borse di studio riservate ai laureati di primo e secondo livello e ai diplomati presso i conservatori di musica; oppure, le votazioni riportate al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se vincitori della borsa di studio riservata ai diplomati presso istituti di istruzione secondaria superiore.

Il vincitore, che non produca la certificazione richiesta o le cui dichiarazioni risultino, in tutto o in parte, non veritiere, decade dal beneficio.

In tal caso, la Direzione Nazionale dell'Unione procede alla proclamazione di altro vincitore, secondo l'ordine della graduatoria di merito.

Art. 7. Responsabilità

La partecipazione al concorso implica l'accettazione senza riserve, da parte dei concorrenti, del presente bando.

Spetta esclusivamente alla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti il giudizio finale sui casi controversi e su quanto non espressamente previsto.

Art. 8. Trattamento dei dati personali

Tutte le informazioni raccolte nell'ambito del presente concorso saranno tutelate ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, "Codice in materia di protezione dei dati personali".

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di aprile

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Redattore Sociale del 11-04-2013

"Io, perseguitata perchè salivo le scale da sola": parla una "falsa cieca"

ROMA. Era stata accusata di essere una falsa cieca, poi dopo 20 giorni il Tribunale del riesame smentisce. La signora iscritta alla sede catanese dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti parla di vera e propria persecuzione nei confronti dei veri ciechi: "Io perseguitata, e violata nella mia privacy, solo perché salivo le scale da sola. Che dobbiamo fare, andare a dire nelle sedi istituzionali che siamo ciechi? Questa è una violenza e un'umiliazione". E contro quella che definisce una "campagna persecutoria" chiede all'Uici sostegno e protezione. Perché, argomenta la signora, se si è ciechi e si lotta, si cerca di superare i propri limiti e si riesce a fare una o più cose in autonomia, un tempo ti dicevano "bravo", oggi invece bisogna avere paura.

E' questa una delle testimonianze presentate oggi dall'Uici a margine di una conferenza stampa incentrata proprio sulla questione dei (presunti o meno) falsi ciechi. Per raccogliere voci ed esperienze, per fare delle distinzioni, per ribadire che l'Unione va contro la slealtà dei truffatori e quindi difende e supporta coloro che ciechi lo sono davvero e che non è giusto che tollerino azioni persecutorie. "Vogliamo gettare un po' di luce su questo tema così sentito" ha detto il presidente dell'Unione Tommaso Daniele.

Antonino Asta, anche lui siciliano, nel 2008 è stato denunciato da un vicino di casa: recepisce l'indennità che spetta a un cieco totale - questa l'accusa - mentre è solo ipovedente. Un truffatore nei confronti dello Stato, dunque. "Sono stato sbattuto in prima pagina perché salivo le scale, i 4 gradini che facevo ogni giorno, o perché tenevo un bambino in braccio! Mi è stato chiesto come facevo a tenere un bambino in braccio. Ora, dopo anni, c'è una perizia medico-legale depositata al Tribunale di Trapani che mi discolpa, riconoscendomi come cieco assoluto. Nel frattempo, quanti soldi ha speso lo Stato per fare questa indagine? Io auspico che l'Uic faccia campagne che facciano conoscere le capacità dei non vedenti, che i normodotati neppure immaginano. Forse è la necessità che ci porta a fare tante cose".

Nel febbraio scorso Roberto Castaldo, iscritto all'Uici di Roma, si è sentito bussare alla porta e si è trovato davanti i carabinieri. "Subito mi hanno chiesto perché avessi aperto, se riconoscevo la loro divisa, se vedevo luci e ombre, se avevo la badante - racconta Castaldo -. Mi hanno detto che qualcuno dentro al palazzo mi aveva segnalato per frode, mi hanno detto di stare attento". Con un po' di vaghezza, come se - fa capire Roberto - quel maresciallo e l'altro carabiniere avessero timore a dire che erano venuti per effettuare un controllo. E dopo aver fatto molte domande al portiere del palazzo. "Non sono stati capaci di dirmi il vero motivo della visita". Prosegue Castaldo: "E' giusto che ci siamo i controlli, ma vorrei che almeno fossero fatti non dai carabinieri ma da esperti che siano in grado di capire e giudicare davvero. Io mi muovo bene, ho il cane, so usare perfino la motosega... non si può giudicare superficialmente".

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La Stampa del 19-04-2013

Sono cieco, scrivo su Facebook e non sono un truffatore!

Un giornalista non vedente chatta da Bruxelles e protesta contro l' idea che frequentare la rete sia prova di falsa invalidità

di Gianluca Nicoletti

I ciechi possono benissimo gestire un loro profilo Facebook...E' bene ricordarlo, perché proprio su Facebook molti di loro si stanno arrabbiando veramente tanto. La protesta dei ciechi 2.0 è scoppiata nella mattinata, quando nel social network è iniziata a circolare la notizia di un blitz della Guardia di Finanza nella provincia Palermo, che ha portato all' arresto di tre falsi ciechi che prendevano la pensione sociale da 30 anni. Secondo il comunicato stampa delle Fiamme Gialle uno degli arrestati: "Risultava avere un profilo Facebook, con numerose foto comprovanti una vita del tutto normale".

Sicuramente la frase, presa e messa in un titolo, non è stata delle più felici, almeno nella considerazione dei tantissimi non vedenti che tranquillamente usano le tecnologie informatiche, proprio per sentirsi il più possibile partecipi di una vita sociale attiva. Spesso anche l' enfasi con cui viene data notizia della scoperta di falsi invalidi crea disagio in chi realmente soffra di una disabilità. L' impressione è che sia una sottile maniera per sottolineare la larghezza di criterio con cui sono assegnati i sussidi. In realtà non è così, chi ha problemi lo sa bene, ma in questo caso il fastidio è ancor più accentuato dall' imprecisione, non è possibile definire come falso cieco chi utilizza smartphone o tablet; chiunque dovrebbe sapere che il voice over rende l' apparecchiatura accessibile a chi non vede, permettendone l' uso come un'utilissima protesi relazionale.

Sull' onda della protesta mi ha scritto, proprio sulla chat di Facebook, Maurizio Molinari, un collega giornalista cieco. Maurizio collabora da Bruxelles per la BBC World Service e per Redattore Sociale, mi ha mandato il link di un pezzo in cui si titolava, come prova di colpevolezza del finto cieco, che avesse un suo profilo Facebook: "Ti prego leggi questo delirio, ma quando si smetterà di fare disinformazione? Io sono reo confesso: falso cieco perché ti sto scrivendo su Facebook, ho un profilo Twitter, faccio il giornalista, gioco a carte, intrattengo relazioni con l'altro sesso, faccio sport, ho una vita sociale attiva, vado dal barbiere e a fare la spesa da solo... Devo continuare? "

Ho chiesto a Maurizio di approfondire i motivi del suo risentimento, mi ha risposto a tempo reale: "Pieno rispetto dell'operato della GDF, ma le parole contano, non si scrive che uno è un falso cieco e ha anche un profilo Facebook o che aveva persino una vita sociale attiva, o che fa la spesa in autonomia... Semmai quello che c'era da scrivere era che dalle foto sul profilo Facebook si capisce che il tipo ci vede... La GDF può scrivere un comunicato stampa come vuole, facendo tutto il sensazionalismo del caso, ma un giornalista no. Scusa sto scrivendo da cani, ma sono al volo che sto scappando. Sai, ho una vita sociale attiva, ora vado a correre, poi in radio e poi a cena fuori...Lo confesso, sono un falso cieco!"

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Superando.it del 19-04-2013

Basta articoli "da brivido" sui "falsi ciechi"!

Non è più possibile leggere articoli di giornale o vedere servizi televisivi letteralmente "da brivido", ove si condanna come un "falso cieco" chi "si permette" di utilizzare internet o di uscire di casa da solo! Basta, quindi, con chi si occupa di certi argomenti, senza minimamente informarsi, ad esempio, sull'attuale realtà delle persone non vedenti e ipovedenti

In un articolo di giornale, è chiaramente il titolo ciò che si nota subito (molto) più dei contenuti e avere modificato un titolo come Erano "ciechi" da 30 anni, ma avevano un profilo Facebook, trasformandolo rapidamente in Palermo, scoperti tre falsi ciechi: danno allo Stato per 520mila euro, dopo la puntuale richiesta di Andrea Pancaldi della Redazione Sportelli Sociali del Comune di Bologna, segna senz'altro un punto a favore del portale «Tiscali»

Ma come giudicare contenuti letteralmente "da brivido", come quelli presenti nel medesimo articolo e tuttora ben visibili nel portale stesso? Leggiamo assieme: «Durante le indagini sono emerse alcune posizioni incompatibili con la condizione di cecità assoluta, fra cui, per esempio, l'intestazione di automezzi e infrazioni al codice della strada, così come una attiva vita sociale rilevata dai principali social network. A quel punto sono scattate operazioni di osservazione e pedinamento. Uno dei falsi ciechi scoperti è un 50enne di Santa Flavia che, nonostante risultasse non vedente totale dal 1974, oltre ad avere un profilo Facebook con numerosi fotogrammi comprovanti una vita del tutto normale, risultava intestatario di un auto. Monitorato per diversi giorni, è stato filmato durante frequenti uscite di casa, sempre da solo, mentre passeggiava senza problemi parlando al cellulare e prestando molta attenzione al traffico cittadino. In altre occasioni, lo stesso è stato ripreso e fotografato mentre spazzava il cortile di casa, oppure mentre si recava dal barbiere, in totale autonomia»...

Ben volentieri cediamo la parola al citato Pancaldi, che in merito pone alcuni significativi quesiti, con relativa "coda caustica": «Che cosa impedisce a un cieco di essere intestatario di un'auto (intestatario e non guidatore)? Che cosa impedisce a un cieco di avere un'attiva vita sociale? Forse un destino ineluttabile alla sofferenza? E che cosa impedisce a un cieco di uscire di casa da solo? Non ne avete mai visto da soli usare il bus nelle vostre città? E poi parlare al cellulare... prestare attenzione al traffico... e vorrei ben vedere! Il traffico è anche rumore e non solo visione!».

Oltre a condividere quanto scrive Pancaldi, fino all'ultima virgola, vale forse la pena, a questo punto, di ricordare per l'ennesima volta che grazie alle nuove tecnologie e anche al pressante impegno di Associazioni come l'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), l'ADV (Associazione Disabili Visivi), l'ASPHI (Avviamento e Sviluppo di Progetti per ridurre l'Handicap mediante l'Informatica), CulturAbile e altre ancora, Internet, e quindi anche i social network come Facebook, si possono utilizzare anche senza vederli!

«Ed è proprio dei giorni scorsi - ricorda ancora Pancaldi - la campagna dell'UICI, voluta per sottolineare i rischi di una frettolosa adesione alle notizie di "falsi invalidi ciechi", che popolano ormai da qualche anno i vari organi d'informazione, con il "falso cieco che guida" divenuto in tal senso una sorta di "icona del falso invalido"». Una campagna, quella dell'UICI, culminata in una conferenza stampa l'11 aprile a Roma, della quale, tra l'altro, anche il nostro giornale ha riferito.

Il messaggio, quindi, rivolto in questo caso al portale «Tiscali», ma naturalmente allargato alla stragrande maggioranza degli organi di stampa e delle emittenti radiotelevisive, nazionali e locali, è molto semplice: basta con gli articoli "da brivido", che parlano a sproposito di "falsi ciechi", senza minimamente informarsi sull'attuale realtà delle persone non vedenti e ipovedenti! (Stefano Borgato)

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Redattore Sociale del 25-04-2013

Firenze, didattica a rischio per decine di non vedenti

FIRENZE. Esiste da decine di anni e svolge un servizio dinamico ed itinerante al fine di facilitare la comprensione dei problemi dell'alunno minorato visivo. E' il centro di consulenza tiflodidattico di Firenze, che oggi rischia la chiusura a causa del taglio dei fondi governativi e che viene frequentato da decine di ragazzi ipovedenti e non vedenti, oltre che da numerosi docenti che insegnano ai non vedenti stessi. La chiusura del centro - spiegano dall'Unione Italiana Ciechi di Firenze - potrebbe essere la conseguenza del dimezzamento dei fondi, che attualmente ammontano a 4 milioni, previsto nel 2014. Il centro è fondamentale per facilitare la comprensione del bisogno aiutando l'educatore a valutare più realisticamente i limiti e le potenzialità del bambino minorato della vista sia dal punto di vista clinico che pedagogico; per orientare la programmazione dell'itinerario educativo, sia in famiglia sia a scuola, nel rispetto delle caratteristiche specifiche dell'alunno e di quelle tiflologiche; per guidare la scelta dei sussidi didattici più opportuni.

Eppure, nonostante l'importanza di questo centro, la chiusura potrebbe essere prossima. L'Unione Italiana Ciechi di Firenze ha rivolto pertanto un accorato appello al sindaco Matteo Renzi, al presidente della Provincia Andrea Barducci, al Governatore Enrico Rossi e al prefetto Luigi Varratta. "Ci appelliamo a voi - scrivono dalla Uic Firenze in una lettera aperta - affinché questo pezzo di storia fiorentina che testimonia il coraggio e la dignità dei ciechi e degli ipovedenti non solo non vada gettato alle ortiche, ma venga valorizzato alla luce delle nuove esigenze di istruzione, di formazione culturale e umana. Si tratta di una realtà che, nonostante la forte carenza di personale, ha svolto un lavoro importantissimo sul versante dell'integrazione scolastica dei nostri giovani. In Toscana, fin dagli anni Cinquanta molti non vedenti hanno potuto studiare grazie alla presenza di servizi di supporto come il Centro tiflodidatico. Purtroppo, la scuola italiana è ancora impreparata di fronte alle esigenze dei ragazzi con disabilità visiva. Ecco perché sul territorio devono essere mantenuti questi servizi".

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Il Piccolo di Trieste del 05-04-2013

Rittmeyer, 100 anni con i non vedenti

TRIESTE. Open day, mostre, convegni, eventi musicali ma non solo. Si presenta ricco di appuntamenti il calendario delle celebrazioni per il centenario dell'Istituto Rittmeyer, illustrato in sede di presentazione dal direttore generale Elena Weber. Si parte con la "Cena al buio" di venerdì 12 aprile, che aprirà il programma ed alla quale saranno invitati alcuni esponenti della politica nazionale e locale. Tra gli eventi musicali, i concerti a maggio degli utenti e dei volontari dell'Istituto, e degli studenti del Conservatorio Tartini. Tre gli open day a tema previsti durante l'anno, tutti in programma di sabato: il 18 maggio le visite bendate al parco dell'Istituto "Il giardino dei Sensi", il 21 settembre l'inaugurazione della mostra fotografica del Centenario ed infine il 19 ottobre l'open day dedicato alla Casa di riposo e al Centro diurno per anziani. Venerdì 5 luglio sarà la volta della Mostra del Libro Tattile presso la Questura di Trieste, mentre il 15 novembre è in programma il Convegno Internazionale sui temi legati alla disabilità visiva, in collaborazione con l'Istituto Ciechi di Lubiana. (p.p.).

di Pierpaolo Pitich Un lungo percorso permeato dal prestigio e dall'eccellenza di una Istituzione che si è sempre contraddistinta, nel corso degli anni, dall'elevata qualità dell'attività assistenziale e di integrazione sociale. E' un compleanno davvero speciale quello festeggiato dall'Istituto Regionale "Rittmeyer" per i Ciechi che quest'anno taglia il traguardo del primo secolo di vita. Un cammino, quello dell'Istituto da sempre impegnato sui temi legati alla disabilità visiva, che ha saputo adattarsi nel migliore dei modi al progresso scientifico e sociale, nonché alle mutate esigenze dell'utenza. Il calendario delle iniziative in programma per il Centenario è stato illustrato nella cornice del Consiglio Comunale, alla presenza del Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, dell'assessore comunale alle Politiche Sociali Laura Famulari e dei vertici del "Rittmeyer", vale a dire il Presidente Hubert Perfler ed il Direttore Generale Elena Weber. «Siamo qui a festeggiare un Istituto prezioso per la città e per l'intera comunità e dunque non ci poteva essere cornice più degna per celebrare questo compleanno importante - ha dichiarato Cosolini -. Il programma delle manifestazioni è stato realizzato con una grande ricchezza di idee e mi sento di dire che la mancanza di risorse, che tutti noi stiamo vivendo in questo delicato momento, è stata affrontata e superata in modo brillante, attraverso un calendario pregno di iniziative prestigiose». Concetti ripresi anche dall'assessore Famulari che ha parlato di «un'occasione importante che va a celebrare un Istituto che rappresenta un autentico patrimonio per Trieste e che merita di essere visitato e vissuto da tutti i cittadini». L'Istituto, nato nel 1913 grazie alla munifica donazione della baronessa Cecilia de Rittmeyer, particolarmente sensibile alle questioni legate alla minorazione visiva, nello spirito del mecenatismo protestante, ha iniziato la sua attività come centro assistenziale per ciechi, per poi trasformarsi gradualmente, intorno agli anni '20 e '30, in Ente educativo. Negli anni 70 una prima svolta storica, con la creazione di un nucleo dedicato alle persone con pluridisabilità, seguito dall'attivazione di un laboratorio occupazionale mirato al miglioramento e all'ulteriore sviluppo delle specifiche capacità. Qualche anno più tardi, un altro passo coraggioso per l'Istituto, tra i primi in Europa a sviluppare l'integrazione scolastica, il supporto agli insegnanti di sostegno e la programmazione di attività in parallelo e a completamento di quelle condotte in aula. «Il Rittmeyer è stato tra i primi ad invertire questo tipo di percorso ed a portare la scuola pubblica all'interno dell'Istituto, mettendo a disposizione di ciechi e ipovedenti tutto il materiale necessario per lo studio, in linea con i crismi della modernità - ha sottolineato il presidente Hubert Perfler -. Per fare un esempio, oggi si lavora molto sulla tecnologia in internet, con la creazione di siti paralleli che possano essere accessibili e fruibili anche per le persone con disabilità visive, cercando di eliminare la parte grafica e potenziando, fino a dove è possibile, la sezione squisitamente descrittiva». Attualmente sono circa un centinaio gli ospiti seguiti dall'Istituto, a coprire una fascia d'età che va dai bambini fino agli anziani, cui si aggiungono una cinquantina tra educatori, operatori assistenziali e personale amministrativo. Le attività del Rittmeyer si esplicano nell'area riabilitativo-educativa, in cui si inseriscono dei percorsi personalizzati mirati a sviluppare il grado di indipendenza dell'individuo, per continuare con l'area didattico-formativa, dove trovano spazio i servizi scolastici ed i corsi professionali di avviamento al lavoro, fino ad arrivare all'area dedicata ai laboratori occupazionali per minorati della vista con disabilità aggiuntive, sotto la guida di assistenti ed educatori specializzati. Da qualche anno infine è attiva anche una Residenza per anziani non vedenti, cui si aggiunge un centro diurno socio-ricreativo. «Quello che fino ad un secolo fa sembrava un progetto impossibile da realizzare, adesso, grazie anche al lavoro svolto dal Rittmeyer, è una splendida realtà - ha concluso Perfler -. Mi riferisco cioè alla completa integrazione nella società moderna di tutte le persone con disabilità visiva, che un tempo vivevano da emarginati ed oggi invece hanno la stessa dignità, sul piano della vita autonoma e del lavoro, al pari di tutti gli altri cittadini».

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Superando.it del 20-04-2013

Il difficile percorso verso un web accessibile a tutti

di Mariagrazia Scaringella

Quando si parla di barriere, si pensa subito a quelle architettoniche: scalini, porte strette, pendenze eccessive, spazi ridotti che creano prevalentemente problemi a chi ha difficoltà motorie. Ma ne esistono altre, oggi altrettanto importanti per l'uso continuo e quotidiano che si fa della tecnologia, e sono quelle dei siti web o di applicazioni, prodotti o contenuti che, in formati vari, vanno a finire nel mare magnum della rete.

Foto prive di descrizione, filmati senza sonoro, documenti di testo scannerizzati come immagini e non più riconoscibili dai programmi vocali usati dai non vedenti o anche semplicemente siti con alberi di navigazione poco chiari, possono rappresentare barriere "virtuali" che impediscono la giusta fruibilità a coloro che si trovano in una situazione, temporanea o permanente, di ridotta capacità sensoriale, motoria o psichica.

Ma come si affronta il problema in Italia? Se è praticamente impossibile disciplinare l'immensa quantità di contenuti o siti che vengono giornalmente prodotti e veicolati su Internet, si prova a regolamentare la produzione di quelli della Pubblica Amministrazione, affinché i Cittadini con disabilità abbiano la possibilità di partecipare, ottenere informazioni e servizi indipendentemente dalla loro disabilità, nel rispetto dell'articolo 3 della Costituzione italiana, applicato alle nuove tecnologie.

Nel 2005 è stata la Legge Stanca ad affrontare il problema [in realtà la Legge 4/04, "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici", più nota come "Legge Stanca", è del 9 gennaio 2004, mentre dell'anno successivo è il Regolamento Attuativo di essa, 75/05, del 1° marzo 2005, N.d.R.], introducendo l'obbligo di rispettare, nella realizzazione dei siti web delle Pubbliche Amministrazioni, i requisiti tecnici delle WCAG [Web Content Accessibility Guidelines, N.d.R.], le linee guida internazionali sull'accessibilità. Tali requisiti, divenuti ormai obsoleti, sono stati aggiornati qualche settimana fa da un Decreto, attualmente al vaglio della Corte dei Conti, firmato dal Ministro dell'Istruzione, con delega all'Innovazione della Pubblica Amministrazione, Francesco Profumo [se ne legga anche nel nostro giornale, N.d.R.]. Il Decreto tiene conto delle evoluzioni tecnologiche degli ultimi tempi. Anni fa, infatti, un sito era considerato accessibile se senza grafica, solo testuale e quindi piuttosto sgradevole da vedere. Oggi, invece, è necessario fare i conti - oltre che con l'uso massiccio di smartphone e tablet -, anche con la maggiore diffusione in rete di filmati multimediali (basti pensare a YouTube) e di nuovi linguaggi di programmazione. L'utilizzo, quindi, di una certa tecnologia non è bandito, ma viene consentito, purché applicato secondo criteri di accessibilità. Ad esempio, per i sordi, in caso di filmati, ci deve essere un testo alternativo al sonoro, per i ciechi un'audiodescrizione (anche nel caso di immagini, se importanti).

Ma il vero problema è la messa in pratica dei requisiti. Si parla di un 5% di siti accessibili. L'aggiornamento quotidiano e l'inserimento costante di nuovi contenuti fa sì che uno stesso sito possa avere alcune parti accessibili e altre no. Di qui l'obbligo di pubblicare sul proprio sito gli obiettivi annuali di accessibilità e l'introduzione di un questionario annuale, con punteggio, per valutare la messa in pratica dei requisiti. Inoltre, una nuova figura responsabile dell'accessibilità farà da garante e vi sarà una casella e-mail cui inviare segnalazioni di eventuali inadempienze.

Chi farà da controllore? «Con questo Decreto - spiega Stefania Leone, consigliere direttivo dell'ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le problematiche legate alle tecnologie, che ha partecipato in rappresentanza della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) alla stesura dell'aggiornamento dei requisiti tecnici di accessibilità - l'Agenzia Digitale viene a svolgere una funzione di monitoraggio e verifica dei siti accessibili, ma anche gli utenti disabili e le stesse Associazioni dovrebbero fare altrettanto, senza esitare a inviare segnalazioni, qualora rilevassero dei problemi».

Infine, le aziende private. La legge non prevede obblighi, ma va da sé che quelle che forniscono servizi al pubblico (banche, telefonia, prenotazioni ...) abbiano interesse e convenienza a realizzare siti semplici e fruibili per tutti.

Testo apparso in «la Repubblica.it - Mondo Solidale», con il titolo "Cecità, solo il 5% dei siti senza 'barriere digitali'. Il manifesto per il web accessibile a tutti" e qui ripreso - con minimi riadattamenti al diverso contenitore - per gentile concessione dell'Autrice e della testata.

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Corriere delle Comunicazioni del 22-04-2013

Ora abbattere le barriere digitali

L'Italia si è allineata negli anni ai migliori standard internazionali in tema di accessibilità dei siti web della PA. Eppure ciò non è bastato a garantire risultati ottimali né, soprattutto, a favorire l'inclusione digitale di disabili, anziani e persone svantaggiate

di Claudio Rorato

Va bene. Adesso abbiamo anche un altro decreto, firmato dal ministro Profumo, che aggiorna i requisiti per l'accessibilità dei siti web della Pubblica Amministrazione, allineando l'Italia ai migliori standard internazionali. Dovremmo essere orgogliosi? Forse sì, se questo passo rappresentasse un'effettiva crescita di attenzione verso la disabilità.

Già dal gennaio 2004 la legge Stanca detta le "Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici". Peccato che tra tutti i soggetti pubblici solo il 4% disponga di siti web accessibili da parte dei disabili e conformi ai requisiti di legge. Se questo è il risultato, significa che in quasi dieci anni nessuno ha presidiato l'argomento, perché non risultano né sanzioni né, tanto meno, variazioni significative nei risultati. Ritorniamo, allora, su un vecchio tema: ci piace tanto fare le leggi, ipernormarci, essere cavillosi nel prevedere di regolamentare anche le microsituazioni, per illuderci di avere tutto sotto controllo. La forma prevale sulla sostanza. Ci accontentiamo, evidentemente, della teoria e sulla parte pratica, cioè l'applicazione, il monitoraggio, il miglioramento, siamo latitanti.

La critica non è, ovviamente, verso il ministro Profumo, che ha perseguito un obiettivo di civiltà, ma verso una cultura che, per alcuni aspetti, ci impedisce di crescere. Dovremmo essere capaci di mettere in discussione, in termini oggettivi, ciò che non funziona, valorizzare le nostre qualità, ma avere anche il coraggio di modificare i nostri comportamenti, evitando i tatticismi che, oggi, ingessano il Paese.

Agenda Digitale ci dà uno strumento, agganciato all'Europa, non solo per migliorare la competitività, ma anche per aumentare il benessere collettivo e il grado di civiltà. Una tecnologia non accessibile a un anziano, a un disabile, o a una persona che non parla la lingua del paese che lo ospita, equivale a una barriera architettonica. Le tecnologie informatiche possono fare molto per l'integrazione della diversità, non solo per l'accessibilità e usabilità da parte dei disabili e di tutti coloro che sono in condizioni di svantaggio, ma anche per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. Il tasso di occupazione dei disabili in età lavorativa è meno della metà di quello del resto della popolazione. "Questo è il segno di una persistente difficoltà alla reale possibilità di svolgere un'attività lavorativa - afferma Isabella Gandini, Responsabile dell'Osservatorio Ict Accessibile e Disabilità della School of Management del Politecnico di Milano -. Le cause vanno ricercate nelle limitazioni imposte dalle condizioni di salute e dalle barriere, culturali e ambientali, che si frappongono tra il disabile e il mondo del lavoro".

Il telelavoro, particolarmente idoneo a venire incontro alle esigenze di chi, per esempio, ha difficoltà motorie o necessita di cure a domicilio, stenta a decollare. Un'indagine conoscitiva dell'Osservatorio, condotta nel 2012 su un centinaio di imprese di grandi dimensioni, rivela che meno della metà delle aziende in grado di adottare il telelavoro, lo utilizza per i dipendenti con disabilità. Anche in questo caso le norme esistono. Uno speciale fondo, costituito dal 2004, permette di rimborsare le spese sostenute per le tecnologie di telelavoro.

"In Italia il tema dell'inclusione, compresa quella digitale - prosegue Gandini - è ancora lontano da un livello soddisfacente di realizzazione, tanto che gli interventi per colmare questo gap dovranno essere significativi". A cominciare dalla banda larga e ultralarga, presupposto tecnologico, non solo per la diffusione delle tecnologie informatiche, ma anche per lo sviluppo dei servizi rivolti ai cittadini. Per il mondo della disabilità bisogna, però, andare oltre, pensare secondo schemi non solo assistenziali, ma di reale integrazione. Nei testi di legge è necessario richiamare l'attenzione per chi è in condizioni di svantaggio. Nei programmi per lo sviluppo dell'economia digitale, quando si parla di alfabetizzazione, bisogna ricordare che esiste anche quella verso la popolazione svantaggiata. Opportunità di lavoro possono essere create per chi, disabile, può insegnare ad altri l'uso delle tecnologie informatiche, prevedendo speciali abilitazioni. Infine, non trascuriamo che il riconoscimento della pari dignità di una persona svantaggiata, passa anche attraverso l'osservanza di una legge che lo riguarda.

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Panorama del 05-04-2013

Pasticcio romano

Due farmaci per curare la degenerazione maculare senile e altre patologie dell'occhio sono al centro di una bufera che oggi sembra un vero pasticcio. Si tratta del bevacizumab (l'Avastin) e del ranibizumab (il Lucentis), commercializzate rispettivamente da Roche e Novartis. Il farmaco Roche, noto perché utilizzato nel cancro del colon, blocca la proliferazione dei vasi sanguigni che nell'occhio provoca danni irreversibili alla macula, ovvero la parte centrale e più sensibile della retina, quella che ha il compito di inquadrare in modo chiaro e dettagliato ciò che si trova al centro del campo visivo. Il Lucentis è un anticorpo molecolare derivato dal bevacizumab e fa esattamente lo stesso mestiere della molecola madre, pur essendo più piccola. Dal dicembre scorso il Sistema Sanitario Nazionale lo rimborsa nel caso della degenerazione maculare senile in pazienti con acuità visiva inferiore ai due decimi, che colpisce circa il 35 per cento delle persone che hanno più di 75 anni: in tutti questi casi, i medici lo devono prescrivere, preferendolo all'Avastin. Anche lo studio Catt, finanziato dai National Institutes of Health americano, che ha messo a confronto i due farmaci, ne ha decretato la sostanziale equivalenza in termini di efficacia, con un leggero vantaggio del Lucentis per quanto riguarda la sicurezza. Diverse altre ricerche hanno sottolineato questo punto: il farmaco Novartis causa meno effetti collaterali e ovviamente avere a disposizione delle fiale monouso è più sicuro che procedere manualmente al frazionamento di un flacone. Il problema è però un altro: il prezzo enormemente più alto di quello dell'Avastin. «Considerando il costo a iniezione siamo passati da circa 10 a circa 1.100 euro per un ospedale e 1.500 per un privato», spiega Matteo Piovella, presidente della Società Italiana di Oftalmologia.

Il Servizio sanitario nazionale, in virtù di un'opportuna norma, la cosiddetta legge Di Bella, deve pagare solo per le cure che abbiano ottenuto l'indicazione precisa alla cura di una malattia. E questo esclude la possibilità che i medici possano prescrivere l'Avastin: esiste un farmaco specifico per la maculopatia e quindi qualunque altra prescrizione non può essere a carico del Ssn.

Per medici e pazienti resta un mistero: come mai Roche non ha mai chiesto di poter vendere il suo farmaco per la maculopatia? E, comunque, come mai l'Aifa e il ministero della Salute non hanno mai fatto pressioni perché lo facesse, visto che usando l'Avastin il Ssn risparmierebbe? Alla prima domanda cerca di rispondere un'istruttoria avviata dall'Antitrust che ipotizza un accordo tra Roche e Novartis (che di Roche detiene il 30 per cento) per favorire la vendita di Lucentis facendo spendere al Ssn circa 400 milioni di euro l'anno. Resta, sottoline la Società degli oftamologi, l'inerzia delle istituzioni - Aifa e ministero della Salute - che non hanno compiuto a pieno il loro dovere: fare gli interessi dello Stato e quindi dei pazienti. Da parte sua Novartis

ha annunciato ulteriori sconti per le strutture pubbliche.

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QUOTIDIANO.NET DEL 12-04-2013

UNA NUOVA TERAPIA RIVOLUZIONARIA PER RIDARE LUCE AI NOSTRI OCCHI

Già presente sul territorio italiano, la nuova cura riesce a migliorare la vista dei pazienti agendo sull'edema attorno alla retina

BASILEA. L'allungamento della vita media pone nuove sfide alla ricerca e alla medicina. I nostri organi, usati per tempi più lunghi rispetto alle generazioni precedenti, manifestano spesso degenerazioni che minacciano la qualità della vita stessa. E' il caso degli occhi, per i quali risulta essere sempre più importante un intervento precoce così da limitare sul nascere il percorso di una malattia.

Oggi in Italia sono poco meno di un milione le persone che presentano i primi segni di "degenerazione maculare", una patologia che colpisce dopo i 50 anni e che cresce con l'avanzare dell'età fino a portare alla cecità. Si tratta di una malattia che colpisce la parte centrale e più sensibile della retina, la zona maculare, appunto, la quale ha il compito di fornirci visioni chiare e dettagliate.

Per questo, quando ci accorgiamo che i colori perdono la luminosità, che le immagini diventano distorte o che compaiono delle macchie nere o grigiastre, non è il caso di attendere, ma è immediatamente necessaria una visita oculistica. Tra l'altro, visto il progressivo innalzamento dell'aspettativa di vita, si prevede che questi casi andranno triplicando nei prossimi 25 anni. Gravi problemi alla zona centrale della retina possono essere provocati anche dal diabete e sono sempre l'annebbiamento visivo, la distorsione delle immagini e le cosiddette "mosche volanti" a fare da spia che qualcosa non funziona più nel verso giusto.

Oltre agli interventi con il laser e alla chiurgia vera e propria, una terapia rivoluzionaria ha fatto il suo ingresso in medicina. Novartis, il colosso svizzero che produce il nuovo farmaco, l'ha chiamato Lucentis poiché permette di far recuperare la vista riducendo l'edema formato nella retina.

L'anticorpo individuato per questa terapia viene somministrato attraverso una iniezione nell'occhio ad intervalli non inferiori ad un mese. Il costo di un flaconcino è di 902 euro, ma sono praticati sconti al servizio sanitario nazionale che per tre anni di trattamento ha un prezzo da pagare compreso tra i 3000 e i 5000 euro. Da meno di un anno il farmaco è in Italia dove, in 36 centri, vengono trattati 650 pazienti per le malattie legate alla zona maculare, compresa l'occlusione venosa retinica. Altri 150 centri per un totale di 5000 pazienti si occupano invece specificamente della degenerazione maculare legata all'età.

Nei prossimi mesi è atteso il via libera per l'uso di Lucentis anche nel caso di miopie patologiche, una malattia caratterizzata dalla formazione di vasi sanguigni anomali al di sotto della retina e intorno ad essa e che colpisce i giovani tra i 20 e i 25 anni di età, con un'incidenza del 2 per cento nella popolazione complessiva. Già a partire dal mese di giugno, in attesa della conclusione del processo di adozione del farmaco da parte delle sistema sanitario nazionale anche per questa patologia, 25 centri diffusi in tutta la penisola effettuaranno comunque il trattamento per la miopia patologica su 200 pazienti. A tutti gli ammalati seguiti nei centri italiani il farmaco viene somministrato gratuitamente. Tutti i costi sono infatti a carico di Navartis.

di Valeria Caldelli

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La Stampa del 03-04-2013

Farmaci anticolesterolo funzionano contro la degenerazione maculare

USA. Che un farmaco anticolesterolo possa invero curare anche la maculopatia, o degenerazione maculare, può sembrare inverosimile. Ma non se si scopre che proprio il colesterolo ha un ruolo di primo piano nel causare questa patologia oculare che può portare alla cecità.

Ad aver scoperto il ruolo fondamentale del colesterolo nella malattia degli occhi è stato un team di ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, i quali hanno condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism.

La degenerazione maculare è più diffusa di quanto si pensi. Colpisce in particolare le persone oltre i cinquant'anni, tuttavia si può manifestare anche in soggetti più giovani. Si ritiene che questa patologia abbia un legame comune con l'aterosclerosi (l'indurimento delle arterie) che, a sua volta, ha un legame con il colesterolo. Difatti, le due patologie - quella oculare e quella vascolare - hanno in comune uno stesso difetto: l'incapacità di eliminare gli accumuli di grassi e colesterolo.

Questo studio, condotto sia su modello animale che su cellule umane, ha permesso di scoprire che sono proprio i depositi di colesterolo a contribuire alla degenerazione maculare, all'aterosclerosi e anche, infine, alla crescita dei vasi sanguigni che formano alcuni tipi di cancro.

Per il trattamento dei problemi delle arterie e correlati ai livelli di colesterolo, ai pazienti di solito sono prescritti farmaci anticolesterolo. E, proprio questi farmaci, potrebbero essere utili nella prevenzione o trattamento della degenerazione maculare.

«Sulla base dei nostri risultati - spiega nella nota Washington il dottor Rajendra Apte S. - abbiamo bisogno di verificare se la perdita della vista causata dalla degenerazione maculare potrebbe essere prevenuta con colliri o altri farmaci per la riduzione del colesterolo che potrebbero impedire l'accumulo di lipidi sotto la retina».

Nella cosiddetta forma "a secco" della degenerazione maculare legata all'età, esaminando l'occhio si possono osservare depositi di lipidi (grassi) sotto la retina. Quando questi depositi aumentano di volume e numero, lentamente iniziano a distruggere la parte centrale dell'occhio, interferendo con la capacità visiva della persona.

Quando poi i macrofagi invecchiano non riescono più a contrastare i depositi di grasso sotto la retina. Avviene così che i macrofagi stessi si gonfiano a causa del colesterolo, dando vita a un processo infiammatorio che porta alla formazione di nuovi vasi sanguigni, i quali, a loro volta, possono causare ulteriori danni. Questi vasi sanguigni, caratterizzano la fase successiva chiamata forma "umida" della degenerazione maculare.

«In ultima analisi, l'infiammazione crea una miscela tossica di sostanze che portano alla crescita di nuovi vasi sanguigni - sottolinea Apte - Gran parte della perdita della vista da degenerazione maculare umida è il risultato di un sanguinamento e formazione di tessuto cicatriziale, legati alla crescita anormale di vasi sanguigni». (lm&sdp)

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Il Centro del 03-04-2013

Patologie della retina, ecco come curarle

I consigli del professor Mastropasqua direttore del centro di eccellenza in Oftalmologia dell'università d'Annunzio.

Mastropasqua: l' obiettivo è fornire la più alta tecnologia supportata dalla ricerca

PESCARA. La vista è un bene prezioso che va conservato con cura. E se molti sintomi di malattie oculari passano inosservati, diventa fondamentale un controllo periodico per la prevenzione di diverse patologie, prime tra tutte quelle retiniche. Il centro di eccellenza in Oftalmologia dell'università d'Annunzio di Chieti-Pescara, diretto da Leonardo Mastropasqua, ha ottenuto un riconoscimento internazionale in ambito di diagnostica, trattamento e chirurgia delle patologie della retina. Pochi giorni fa, a Mastropasqua è stata conferita la medaglia Coscas da una commissione di esperti. Che cos'è la retina. E' la struttura nervosa situata nella porzione più interna del bulbo oculare. Le immagini che si formano su di essa nell'area denominata "macula", vengono trasferite mediante il nervo ottico alla corteccia cerebrale, che infine le traduce in immagini visive. «La retina», spiega Mastropasqua, «è interessata da molte patologie. Le più comuni sono: retinopatia diabetica, degenerazione maculare senile, distacco della retina». Degenerazione maculare legata all' età. Si tratta di una malattia che colpisce la macula, la zona più sensibile della retina, deputata alla visione chiara e distinta. Nei casi gravi il malato perde la visione centrale con problemi nella lettura e nella guida: quando si guarda un oggetto se ne distinguono solo i contorni. Può essere difficoltoso riconoscere l'insorgere della malattia poiché può inizialmente colpire un solo occhio, non provoca dolore e avanza lentamente: si notano solo piccole deformazioni delle immagini. In Italia, circa un milione di persone presenta i primi segni di degenerazione maculare. La degenerazione maculare insorge dopo i 50 anni, mentre dopo i 70, una persona su quattro viene colpita dalla malattia. L'intervento terapeutico tempestivo può ridurre o ritardare la perdita visiva. «La terapia attuale», spiega Mastropasqua, «si basa sull'utilizzo di farmaci anti-angiogenetici di ultimissima generazione, che iniettati all'interno dell'occhio vanno ad antagonizzare i vasi anomali che non esistono in una macula normale». Retinopatia diabetica. E' la principale causa di cecità nelle persone di età compresa tra i 25 e i 65 anni. E' una complicanza frequente negli individui affetti da diabete mellito. Se ne distinguono due forme: una non proliferante e una forma proliferante più aggressiva, che può condurre ad un distacco di retina. Dopo 20 anni di malattia, due pazienti diabetici su tre sono affetti da retinopatia diabetica. Il dato regionale fa riflettere: il 19 per cento degli abruzzesi presenta danni irreversibili alla retina. I sintomi sono costituiti da annebbiamento visivo e visione distorta, ma qual è la cura? «La terapia consiste in un trattamento laser retinico navigato, in caso di edema maculare e di retinopatia diabetica proliferante», afferma il professore, «e una terapia chirurgica detta vitrectomia mini-invasiva in caso di retinopatia diabetica proliferante severa, spesso complicata da distacco di retina trazionale. Infine, iniezioni intravitreali di anti- Vegf in caso di edema maculare». Distacco della retina. E' una patologia pericolosa per la vista, frequente nei pazienti con miopia elevata. Il primo campanello di allarme è costituito dalla visione di mosche volanti (miodesopsie) seguito dalla percezione di lampi luminosi e infine dalla perdita parziale o totale del campo visivo. Se la retina non viene più nutrita tramite il contatto con l'epitelio pigmentato, si arriva già dopo 24-48 a una perdita funzionale della vista. «Solo un intervento chirurgico tempestivo», aggiunge Mastropasqua, «aumenta la percentuale di successo, e questo grazie anche alle moderne tecniche chirurgiche mini-invasive che permettono di operare il bulbo oculare con minimi tagli e senza suture». Ipovisione. Quando, nonostante le terapie, la funzione visiva si riduce in modo permanente e non consente una vita normale, allora si parla di ipovisione. A questo punto, è necessario che il paziente entri in un percorso riabilitativo e rieducativo della vista. Con queste finalità, è stato istituito il polo unico regionale di alta specializzazione. «Il nostro obiettivo», conclude Mastropasqua, «è fornire, nel pubblico, la più alta tecnologia supportata dalla ricerca per consentire ai pazienti la migliore qualità della vita e della vista».

di Melissa Di Sano

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Agenzia AGI del 08-04-2013

Vista: in Italia foro macula interessa 40mila over 65

BUDAPEST. In Italia oltre 40mila ultra 65enni presenta un foro maculare causato dalla VMT, la trazione vitreomaculare. Trazione che si stima colpisca ogni anno oltre 650mila anziani e solo per il 10% di loro questa patologia si risolve in modo spontaneo. Nel 2013 si stimano inoltre oltre 2mila casi di fori maculari a fronte di un distacco posteriore del vitreo che interessa oltre 3 milioni di persone. I dati sono stati presentati dal professor Stanislao Rizzo dell'Ospedale Pisana di Pisa nel corso del congresso di Oftamologia Cophy a Budapest. L'approvazione del farmaco Jetrea quindi "rappresenta un importante passo avanti per le persone affette da VMT che fino a ora potevano solo fare affidamento sull'intervento chirurgico per trattare questa debilitante patologia dell'occhio". Vitrectomia eseguita inoltre in una fase avanzata della malattia. In Italia il farmaco e' previsto per l'autunno e "si spera possa essere rimborsabile dall'inizio del prossimo anno". Gli studi effettuati danno risultati incoraggianti. Non solo dopo i 28 giorni dall'iniezione il 40,6% dei pazienti affetti da foro maculare di diametro pari o inferiore ai 400 microns ha riacquistato la vista completa; nei pazienti con foro maculare di 250 microns, il recupero e' stato del 60%. La trazione vitreomaculare (VMT) si e' risolta nel 72% dei caso dopo 24 ore dal trattamento. Ma come funziona il farmaco? "Agisce - spiega Rizzo - in due diversi modi per aiutare e risolvere la VMT e il foro maculare: agisce come un enzima, disgregando le proteine che legano il vitreo alla retina, quindi sciogliendo la matrice proteica responsabile della trazione. E rende il vitreo maggiormente liquido, cosi' da facilitare il distacco dalla macula". E questa rimozione della tensione, "puo' consentire la chiusura del foro maculare". Per la diagnosi della VMT e' "essenziale monitorare l'occhio intorno ai 50 anni. Occorre prestare attenzione alla qualita' della lettura e, alla prima difficolta', per esempio, non 'fermarsi' alla normale visita dall'ottico ma eseguirne una accurata da un oftalmologo. Le tecnologie di acquisizione delle immagini, come la tomografia ottica a radiazione coerente (OCT) hanno migliorato significativamente la precisione della diagnosi della malattia, consentendo inoltre di definire la diagnosi stessa con maggiore anticipo rispetto al passato".

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Il Centro del 20-04-2013

Maculopatie, più assistenza ai pazienti

CHIETI. Nuove frontiere per curare le maculopatie.Parte dalla clinica Oftalmologica dell'Università d'Annunzio il progetto Mito, (monitoring for individualized treatment optimization) per l'assistenza del paziente con maculopatie, progetto oculistico accreditato presso il ministero della salute, con la sponsorizzazione di Novartis farma. L'obiettivo è quello di migliorare la qualità del servizio offerta al paziente affetto da maculopatie definendo le modalità di presa in cura del paziente prima e dopo il trattamento, favorendo la tempestività della diagnosi e della cura, garantendo un percorso di cura personalizzato e fornendo educazione al paziente e ai medici oculisti circa il percorso di diagnosi e cura della maculopatia. «L'assistenza al paziente maculopatico e la conseguente qualità delle cure fornite rappresenta oggi per noi specialisti un bene prioritario» afferma Leonardo Mastropasqua, professore ordinario di Malattie dell'apparato visivo della d'Annunzio - Centro regionale di eccellenza in Oftalmologia «per un intervento sempre più appropriato e tempestivo è necessario mettere a punto un'organizzazione efficiente che permetta di gestire in maniera ottimale il percorso di diagnosi e cura, sia con incontri di tipo clinico ed organizzativo ed interventi di educazione sanitaria, sia incrementando sempre più le competenze specialistiche del nostro centro per poter prendere in carico il paziente maculopatico e soddisfare i suoi bisogni nel miglior modo possibile». In Abruzzo si registrano ogni anno 460 nuovi casi di degenerazione maculare neovascolare legata all'età e sono circa 980 le persone affette da edema maculare diabetico con diminuzione visiva, una complicanza della retinopatia diabetica a carico dei piccoli vasi retinici che rappresenta la principale causa di cecità in età lavorativa.Il progetto Mito, rivolto al personale medico dell'ospedale impegnato nel percorso di diagnosi e cura del paziente affetto da maculopatie, prevede la collaborazione di due medici oculisti e di un ortottista. Ai fini del progetto verrà inoltre messa a disposizione del reparto una strumentazione all'avanguardia per consentire di visitare il paziente maculopatico. In particolare, il centro verrà fornito di un oct, un sofisticato macchinario di ultima generazione che permette di effettuare un esame approfondito della retina.

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SuperAbile.it del 10-04-2013

Europeo di calcio per non vedenti: dalla Liguria l'appello per trovare sponsor

GENOVA. Un torneo di calcio a cinque con otto squadre provenienti da tutta l'Europa. In campo due portieri vedenti e otto giocatori ciechi. A Loano, sulla riviera ligure di ponente, dal 10 al 24 giugno si disputerà il nono Campionato europeo di calcio non vedenti, organizzato dalla Fispic, Federazione italiano sport paralimpici ipovedenti e ciechi. "Ci manca la visibilità, ma soprattutto si crede poco in questa disciplina - afferma Giancarlo Di Malta, responsabile organizzativo dell'evento -. Si tratta di uno sport vero, con reale agonismo e un concentrato di abilità straordinarie, non disabilità. Per emergere bisognerebbe entrare in Figc (federazione italiana giuoco calcio, ndr)". La difficoltà maggiore infatti non è riuscire a giocare, ma trovare degli sponsor. "Lanciamo un appello per questi europei: sul campo sono a disposizione 80 metri di sponde (quelle che servono a limitare il fuorigioco e a facilitare l'orientamento dei giocatori, ndr), adatte per affiggere manifesti promozionali" sottolinea Di Malta. Inoltre sabato 13 aprile alla trattoria "Vegia Arba" di piazza Leopardi 16 a Genova, ci sarà una cena al buio, il cui ricavato andrà alla federazione Liguria calcio non vedenti. Il costo è di 30 euro, per prenotare: 010 363324.

La carenza di finanziamenti pesa su ogni aspetto del gioco, anche sull'acquisto della palla. "Da un anno e mezzo portiamo avanti un progetto per la costruzione di una palla sonora adeguata e abbiamo individuato il costruttore pakistano che la realizzerà - spiega il responsabile -. Quelle in commercio costano troppo e spesso non sono adatte". Oltre alle sponde e alla palla sonora il calcio per non vedenti si differenzia da quello "tradizionale" per la presenza di una guida, posizionata dietro il portiere avversario, che si occupa di dare indicazioni all'attaccante per facilitare il tiro in porta. "Comunichiamo moltissimo tra di noi e con allenatore e portiere - spiega Sebastiano Gravina, giocatore della nazionale ai prossimi europei -. Udito e concentrazione devono essere molto sviluppati. Servono anche tanto allenamento e un duro lavoro sull'autonomia personale". Sebastiano ha 22 anni, vive a Camporosso, una frazione di Imperia, nel ponente ligure. Da quando aveva 15 anni si allena a pochi chilometri da casa, a Col di Rodi (Sanremo), con la Liguria calcio non vedenti, l'unica squadra del nord Italia. Gli otto giocatori, tra i 23 e i 40 anni, provenienti da diverse regioni del Nord, per ragioni organizzative si allenano solo due o tre giorni prima della partita.

Ai prossimi europei si incontreranno otto squadre: Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Russia, Turchia, Spagna e Grecia. Le favorite sono Spagna e Francia, finalista contro il Brasile alle ultime paralimpiadi. L'Italia non ha mai conquistato il podio ed è stazionaria tra il settimo e l'ottavo posto. "A differenza di altre nazioni, dove gli sport olimpico e paralimpico vengono gestiti dalla stessa federazione, in Italia c'è ancora una separazione che non consente di acquisire visibilità e non ci permette di investire in questa disciplina" afferma Di Malta. Nel campionato italiano giocano sei squadre: Napoli, Siracusa, Bari, Lecce, Liguria e Marche, ma esistono anche Empoli e Roma, che quest'anno sono fuori dal torneo. La maggior parte dei giocatori del calcio non vedenti sono ragazzi che cercano di sentirsi normali. "Il calcio mi ha cambiato la vita mi ha fatto uscire di casa, mi ha smosso, mi ha insegnato a stare in un gruppo, a capire i miei limiti, ad avere grinta - racconta Sebastiano -. Prima non uscivo di casa, pesavo 90 chili e non avevo altro che il computer".

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Il Punto a Mezzogiorno del 08-04-2013

Cus-Cassino: Sport, ma non solo 1° Torneo di tennis tavolo per non vedenti

CASSINO. Sport, ma non solo. Quando mancano ormai solo 40 giorni al taglio del nastro inaugurale dei Cnu, gli sforzi dell'Ateno e del Cus sono profusi per il buon esito dei giochi. Al contempo, però, l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, si conferma ancora una volta all'avanguardia sui temi sociali e di attenzione ai diversamente abili. All'interno della palestra del Campus Folcara gestita dal Centro Universitario di Cassino, domenica mattina si è infatti svolto un torneo di tennis-tavolo per non vedenti. L'iniziativa, promossa in sinergia tra il Cudari (Centro Universitario Diversamente Abili Ricerca e Innovazione) e l'Unione Italiana Ciechi - con il patrocinio del Cus Cassino - ha riscosso un notevole successo. Salvatore Manganaro, delegato regionale Fispic, si è infatti molto complimentato con il presidente del Cus Carmine Calce e con il rettore Ciro Attaianese, al quale ha donato una targa-ricordo dell'associazione. Presenti all'evento anche il presidente del Comitato Organizzatore dei Cnu Alessandra Zanon e la delegata del Cudari Adele Gentile, in rappresentanza del presidente del Centro, Fiorenza Taricone. L'Associazione sportiva dilettantistica Ciociaria non vedenti e il Fispic Regionale hanno invitato ai giochi le tre società laziali di atleti minorati della vista. Lo "show down" è un gioco che ha molte somiglianze con il tennis-tavolo, anche se la struttura del campo da gioco è diversa, ha delle sponde, e alcuni accorgimenti affinché la pallina sonora sia facilmente percepibile dai giocatori. Il gioco richiede una certa abilità e sicuramente un buon senso percettivo e di orientamento. Le gare hanno destato molta curiosità e interesse. Il Rettore Ciro Attainese, elogiando gli atleti e gli organizzatori per la promozione dell'evento - all'unisono con la responsabile della palestra, la professoressa Zanon - ha rimarcato il ruolo dell'Università di Cassino, sempre sensibile alle iniziative sponsorizzate dal Cudari. Un plauso a Maria Pia Lanni, dell'Unione Italiana Ciechi di Cassino, è giunto anche dal presidente del Cus Carmine Calce. «Nonostante siamo impegnati ventre a terra per l'organizzazione dei Campionati Nazionali Universitari - ha spiegato Calce - non abbiamo potuto dire di no alla richiesta che ci è giunta dagli organizzatori di tale evento. Siamo orgogliosi, così come il Rettore, di aver messo a disposizione le sale della palestra del Campus Folcara, che tra poco più di un mese ospiterà i Cnu, per i tornei di show down. Segno tangibile - ha concluso il professor Calce - che il Cus Cassino è particolarmente attento e sensibile a queste tematiche».

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Vita.it del 22-04-2013

Apre "Il mare in ogni senso"

SASSARI. L'Acquario di Cala Gonone, nel Golfo di Orosei, organizza visite guidate dedicate a persone non vedenti. L'iniziativa è promossa dall'Unione italiana cechi e ipovedenti, in collaborazione con l'Università di Sassari.

L'Acquario di Cala Gonone, sulla costa orientale della Sardegna, sarà accessibile anche per chi non vede: prende il via il progetto "Il mare in ogni senso", nato dalla collaborazione tra l'Unione italiana ciechi e ipovedenti e l'Università di Sassari. Una speciale visita guidata multisensoriale permetterà anche alle persone con disabilità visiva di esplorare i vari ambienti della struttura.

«Con 'Il mare in ogni senso - spiegano i promotori - l'Acquario, che già in fase di progettazione aveva eliminato le barriere architettoniche per consentire l'accesso e la fruizione ai cittadini con disabilità motorie, intende abbattere le barriere 'sensoriali', che impediscono agli utenti con specifiche disabilità di godere dell'esperienza di conoscenza del mondo marino e dei suoi abitanti, principalmente affidata al senso della vista. Grazie alla speciale visita guidata, i visitatori ciechi e ipovedenti avranno occasione di utilizzare olfatto, udito, tatto per cogliere i profumi, i suoni, le forme del mondo marino, vivendo un'esperienza piena e soddisfacente».

La visita si snoderà in 13 tappe, per ciascuna delle quali, dopo una breve descrizione della vasca, la guida proporrà ai partecipanti diverse esperienze multisensoriali tra le quali il contatto con la scenografia di roccia per comprenderne la consistenza, l'ascolto dei suoni dei diversi impianti che consentono il funzionamento della struttura e, a impianti temporaneamente sospesi, dei suoni emessi da alcuni animali presenti nelle vasche durante il momento del pasto, il contatto con alcune foglie di Posidonia, pianta acquatica di grandissima importanza per gli ecosistemi marini del Mediterraneo e ancora il contatto con alcuni frammenti di pelle dello squalo, anticamente utilizzata al posto della carta vetrata.

La speciale visita guidata sarà a disposizione su prenotazione per gruppi, contattando l'Acquario di Cala Gonone allo 0784. 920052 o info@acquariocalagonone.it.

Da aprile a ottobre, la struttura è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17).

di Carmen Morrone

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Marketpress.Info del 04-04-2013

Firenze: Vieni a toccare l'arte a Palazzo Strozzi

FIRENZE. La scultura è l'arte che più si presta a un'esplorazione tattile. Nella grande mostra di Palazzo Strozzi, che illustra la genesi del Rinascimento a Firenze, soprattutto attraverso capolavori di scultura, non può mancare un percorso per conoscere alcune opere attraverso il tatto. Osservare con le mani è un'esperienza complessa ed emozionante e la prima Visita tattile in mostra, che si terrà giovedì alle ore 18,30, proporrà un itinerario interessante per vedenti e non vedenti, incentrato sull´esplorazione del Dossale d'altare di Pagno di Lapo Portigiani e Michelozzo del Museo Stefano Bardini di Firenze. Ogni partecipante verrà dotato di un paio di guanti in cotone con i quali sarà possibile delicatamente toccare l'opera per poterne apprezzare meglio le forme e la superficie. Dopo l´esperienza tattile negli spazi espositivi, la visita continuerà nella Sala Gessi, dove sarà possibile sperimentare con i calchi in gesso forniti dal Liceo Artistico di Porta Romana. La Sala Gessi, con le pareti affollate da riproduzioni di opere d'arte del passato, ricrea fedelmente l'ambiente di studio e di lavoro degli artisti accademici dell'Ottocento. I gessi che si trovano sui tavoli e sugli scaffali sono realizzati appositamente per l'osservazione tattile. Sul tavolo al centro della sala è posizionata una copia in gesso del busto di Marietta Strozzi di Desiderio da Settignano; l'originale, conservato a Berlino, è attualmente visibile nell'ultima sala della mostra, accanto a lei c'è inoltre una copia del Fanciullo che ride, sempre di Desiderio da Settignano, e il bassorilievo con un Angelo musicante che è una copia da Donatello. I partecipanti potranno scegliere l'opera che più apprezzano, avvicinarsi e chiudendo gli occhi iniziare a toccarla con delicatezza, partendo dall'alto. Passando la mano sui contorni dell´oggetto sarà possibile farsi un'idea delle dimensioni e della forma. Esplorando poi con maggiore cura, si potrà far attenzione ai dettagli e al trattamento della superficie. Una volta terminata l´ osservazione i singoli saranno invitati a togliere le mani dagli oggetti e tenendo sempre gli occhi chiusi verrà richiesto di ricostruire mentalmente l'immagine della scultura appena toccata. Aprendo occhi poi sarà possibile confrontare l'oggetto reale con l'immagine che si è creata nella mente attraverso il tatto. E´ importante ricordarsi che il gesso è fragile! le opere vanno toccate con prudenza, così anche gli altri visitatori le troveranno nelle condizioni originali. La reputazione di Palazzo Strozzi nel panorama culturale internazionale è basata in larga parte non solo su ciò che viene mostrato - cioè le opere esposte - ma sul modo in cui vengono presentate. La definizione dell'approccio innovativo dei programmi culturali di Palazzo Strozzi è "ascolto visibile", che significa portare altre voci negli spazi della cultura, non solo quelle degli specialisti. Nella mostra La Primavera del Rinascimento infatti sono presenti i contributi di due personaggi come Jonathan Miller, medico e regista (vedente ) e di Andrea Bocelli, tenore (non vedente): Il Punto Di Vista Di Jonathan Miller, Medico E Regista (Vedente) Mettici Le Mani Dei nostri sensi il tatto è quello in cui l'azione gioca il ruolo più importante. Anche se le terminazioni nervose sono invisibili, il fatto che esse si trovino su una superficie mobile significa che possiamo scegliere come e quando stimolarle. Le possiamo indurre all'azione afferrando, spostando e toccando; invece di aspettare che sia il mondo a sfiorarci, possiamo allungare una mano e provare sensazioni quando noi lo vogliamo. Il tatto e tutto ciò che è tattile, reale o solo suggerito, è considerato sempre più importante per capire il modo in cui l'arte del Rinascimento, e la scultura in particolare, veniva recepita e soprattutto prodotta. Occhi Puntati Come si spiegano la frequenza e l'attenzione con cui guardiamo quello che stiamo facendo? Il fatto è che senza l'aiuto della vista le nostre azioni produttive sarebbero incerte, inefficienti e in alcuni casi francamente inconcepibili. Il motivo per cui ora io riesco ad allacciarmi le scarpe a occhi chiusi è dovuto al fatto che a suo tempo ho imparato guardando quello che stavo facendo e mi sono familiarizzato con le sensazioni tattili e muscolari associate con l'esperienza visiva di compiere l'azione in modo corretto. Il problema è che, circondati come siamo di solito da modelli che non abbiamo l'opportunità di memorizzare, siamo costretti a improvvisare le nostre azioni sulla base di ciò che riusciamo a vedere. E di fatto la maggior parte delle nostre azioni riuscite richiede un continuo esercizio di attenzione visiva.

Jonathan Miller, medico e regista Il Punto Di Vista Di Andrea Bocelli, Tenore (Non Vedente) La visione oculare è trionfo della simultaneità e della sintesi, offre un quadro d'insieme, magari con la sua dose d'ingannevolezza, ma dal vantaggio immediato, mentre il tatto (e l'udito, a supporto) propone selezioni, tasselli da comporre. E l'immagine non è data: è piuttosto l'esito di un'esplorazione, carnale e metafisica. L'immagine tattile ha il pregio di non poter essere subìta. Viene, viceversa, raccolta, frutto di un'avventura straordinariamente coinvolgente e protagonistica. Il non vedente, potenzialmente, ha una chiave d'accesso più elaborata dell'immagine, ha l'immaginazione: un rapporto ispirato, "artistico" con il mondo oggettuale, e forsanche meno ipocrita, perché accetta ciò che il vedente fa fatica ad ammettere, ovverosia che non esiste una realtà oggettiva, che si vede solo ciò che si vuol vedere. L'immagine tattile viene contemplata nella mente, non come un fotogramma o un quadro, piuttosto, come una poesia. Anche il non vedente può, intensamente, profondamente riconoscere il valore di un oggetto, può godere della bellezza e dell'armonia di un'opera d'arte. L'indicazione di "diversa abilità", in questo caso, non è una delle tante circonlocuzioni in odore d'ipocrisia... L'immagine tattile è solo un "diverso modo" di guardare. Andrea Bocelli, tenore Questo speciale percorso si concluderà nella Sala Lettura, il luogo della mostra che invita a rilassarsi, leggere, riflettere e condividere le idee. Ha l'aspetto di un vero e proprio studiolo (lo studio di un collezionista del Rinascimento) e il visitatore troverà alcune statuette di bronzo da poter toccare. Alcuni studiosi del Rinascimento sostengono che molte statuette in bronzo dell'epoca furono create con lo scopo di essere possedute e tenute in mano dai collezionisti. La comprensione dell'estetica tattile è un lavoro ancora tutto da fare, ma studi recenti condotti da Joaneth Spicer e dai suoi colleghi del Walters Art Museum di Baltimora, insieme ai neuroscienziati della Johns Hopkins University, fanno pensare che la fascinazione estetica esercitata dai bronzi rinascimentali si basi su molti fattori interconnessi tra cui la forma, il peso e la consistenza. Questo rafforza l'idea che le mani abbiano i propri criteri di bellezza, non collegati direttamente agli aspetti visivi della scultura. Le opere a disposizione del pubblico saranno copie in bronzo di esemplari di arte antica e rinascimentale. Sul tavolo al centro della sala si trovano due Centauri di epoca romana, e una copia del Putto con delfino del Verrocchio, a disposizione per l´esplorazione tattile mentre l´unica opera che può anche essere sollevata per essere presa in mano è la copia raffigurante Giunone, di Giovanni Bandini. La Fondazione Palazzo Strozzi desidera ringraziare la Galleria Frilli per il generoso prestito delle opere esposte in questa sala. I prossimi appuntamenti con le visite tattili saranno: Giovedì 2 maggio 2013; Giovedì 6 giugno 2013; Giovedì 4 luglio 2013. Prenotazione obbligatoria. L'attività è gratuita con il biglietto di ingresso alla mostra. Max 10 partecipanti. Prenotazioni: Sigma Csc: lunedì-venerdì 9.00-13.00, 14.00-18.00, tel. +39 055 2469600, fax +39 055 244145, prenotazioni@cscsigma.It Info: edu@palazzostrozzi.Org

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PordenoneOggi del 17-04-2013

Il percorso tattile al Museo Civico d'Arte Ricchieri di Pordenone

PORDENONE. Per dar maggiori possibilità alle persone ipo e non vedenti, di fruire delle opere d'arte attraverso il percorso tattile di visita, il Rotary Club Pordenone Alto Livenza ha donato al Museo civico di Pordenone, tre riproduzioni a basso rilievo in gesso che ricalcano alcune delle opere esposte nelle sale di Palazzo Ricchieri.

Sculture e bassorilievi dalle linee di contorno ben incise, consentono la lettura delle opere attraverso il tocco della mano al fine di permettere la percezione plastica e spaziale di alcuni tra i principali capolavori conservati nelle collezioni pordenonesi. I bassorilievi sono affiancati alle opere originali conservate in Museo e alle didascalie in carattere Braille. Si possono "esplorare" i dipinti di Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone, alcuni di Michelangelo Grigoletti, ma sono riprodotte anche un'icona di scuola bizantina e un'opera di oreficeria.

Con questa ulteriore donazione ora a Palazzo Ricchieri sono esplorabili tattilmente dodici "calchi" che illustrano ed ampliano un percorso d'arte che abbraccia più secoli.

L'attuale tendenza sempre più sentita da parte dell'istituzione museale contemporanea, mira a comunicare in modo completo e corretto col pubblico, offrendo alla società di appartenenza anche occasioni di crescita e di condivisione ampia e partecipata della cultura.

Il Museo quindi si arricchisce di un ulteriore modalità per la comunicazione e diffusione dell'arte, qualificandosi tra i primi musei della regione Friuli Venezia Giulia sensibili alle istanze della disabilità.

Con le medesime finalità, un analogo sistema dotato di specifiche attrezzature multimediali ( computer, monitor, scanner, cuffie, ingranditore da tavolo e sofisticato software) dedicato alla lettura, è stato di recente installato nella Biblioteca Civica di Piazza XX Settembre sempre grazie al Rotary.

Lunedì sera al Museo civico alla cerimonia di presentazione e consegna dei bassorilievi sono intervenuti l'Assessore alla cultura Claudio Cattaruzza, che ha espresso apprezzamento per la sensibilità del "privato" che integra l'intervento del " pubblico", numerosi associati guidati dal presidente del Rotary Club Pordenone Alto Livenza Aldo Zorzi, che ha auspicato future collaborazioni, lo scultore Mario Pessot che ha realizzato le opere e il Conservatore dei Musei d'arte.

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Superando.it del 04-04-2013

Gli itinerari di "Torino Paratour"

Due tragitti per le strade di Torino, unici nel suo genere, strutturati ad hoc per le persone non vedenti e per quelle in carrozzina. Sono quelli di "Torino Paratour", che si snodano tra marciapiedi e strade senza barriere e ornamenti architettonici da toccare, capire e usare. Una realizzazione del pubblicitario e umorista Raffaele Palma, dedicata a Gianni Pellis, indimenticato "pioniere" della Vita Indipendente

TORINO. È una "fatica" particolarmente interessante, l'ultima realizzata da Raffaele Palma, pubblicitario e umorista di Torino, che nel corso degli anni ha già proposto a turisti e torinesi appassionati di architettura oltre venti tour tematici, assolutamente singolari e intriganti (e tra l'altro scaricabili gratuitamente da internet). Ed è ancor più interessante, anche per il fatto di essere stata dedicata a una figura come quella di Gianni Pellis, scomparso nell'estate del 2011, vero "pioniere" italiano della Vita Indipendente delle persone con disabilità e delle tecnologie utili a raggiungerla.

Si tratta di Torino Paratour, itinerario certamente unico nel suo genere, ideato per far conoscere le bellezze del capoluogo subalpino alle persone non vedenti e a quelle in carrozzina. Sono esattamente due i tragitti proposti, strutturati ad hoc, con differenti tempi di percorrenza. Il primo di essi, di circa due ore, è l'ideale nelle belle giornate, quando cioè è possibile utilizzare i marciapiedi e le aree pedonali del centro. L'altro, invece (un'ora abbondante), è da percorrere sotto i portici per ripararsi dalle intemperie, in caso di maltempo.

Il tour - scaricabile dal sito del CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche) - è corredato di una mappa con la traccia degli spostamenti, le foto e i numeri civici per gli accompagnatori-guide. Il traduttore, inoltre, consente di ottenere il testo in tantissime lingue e il link a Google Maps permette di entrare nel dettaglio delle vie e di stimare in metri e tempi ciascun percorso.

Altra particolarità di Torino Paratour è data dallo snodarsi dei percorsi tra ornamenti architettonici (i "decori") di metallo, legno e cemento, dalla forma di mascheroni grotteschi, di figure mitologiche e di musi di animali, rigorosamente da toccare, capire, usare e quindi, in tal senso, rivolti specialmente alle persone non vedenti.

Lungo i due tragitti, poi, tutti i marciapiedi e gli attraversamenti stradali sono privi di barriere architettoniche e i fregi (maniglie delle porte, battagli dei portoni, paracarri degli androni ecc) sono posizionati ad altezza di ragazzo. (S.B.)

Ricordiamo ancora che gli itinerari di Torino Paratour sono gratuitamente scaricabili nel sito del CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@caus.it.

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Focus

Prestazioni di invalidità civile e permesso di soggiorno

Circolare della Presidenza Nazionale U.I.C.I. n. 109/2013.

Si rende noto che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 40 del 15 marzo 2013 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 80, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nella parte in cui subordina al possesso del permesso di soggiorno la concessione dell'indennità di accompagnamento e della pensione di inabilità agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio italiano.

Infatti, la disposizione citata escludeva dal beneficio tutti quegli stranieri che, nonostante fossero in possesso dei requisiti sanitari necessari, erano però presenti in Italia da meno di cinque anni, e per tale motivo non potevano ottenere il documento di soggiorno richiesto.

Va notato che la Consulta, con diverse pronunce, aveva già affrontato il sistema dell'accesso alle prestazioni di invalidità civile nei confronti degli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio italiano.

Si ricordano, infatti, le sentenze n. 306/2008 e n. 11/2009, con le quali la Corte aveva dichiarato manifestamente irragionevole subordinare l'attribuzione di prestazioni assistenziali, quali l'indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità, alla titolarità di un determinato reddito necessario al rilascio del permesso di soggiorno di lunga durata.

Con ulteriori pronunce n. 187/2010 e n. 329/2011, la Corte ha analizzato la compatibilità tra permesso di soggiorno di lungo periodo e la natura delle prestazioni di invalidità civile.

In generale la Corte ha, infatti, rilevato che le prestazioni assistenziali sono per loro natura "destinate al sostentamento della persona nonché alla salvaguardia di condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui il disabile si trova inserito", per cui, qualsiasi discrimine fra cittadini e stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato, risulta in contrasto con il principio di non discriminazione previsto ai sensi dell'art. 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

La Consulta in questa recente pronuncia, oltre a ribadire i princìpi espressi nelle precedenti sentenze, ha dichiarato che l'articolo 80, comma 19, della Legge n. 388/2000 aveva introdotto una condizione fortemente "restrittiva" anche rispetto "alla generale previsione dettata in materia di prestazioni sociali ed assistenziali in favore dei cittadini extracomunitari di cui all'art. 41 del decreto legislativo n. 286 del 1998".

Secondo quanto precisato dalla Corte Costituzionale nella sentenza in commento, tale situazione portava inevitabilmente ad una discriminazione e disparità di trattamento in ordine ai diritti fondamentali della persona tra cittadini italiani e cittadini stranieri, rappresentando una violazione del diritto alla salute tutelato costituzionalmente.

Si legge, infatti, testualmente, nella decisione in oggetto che "in ragione delle gravi condizioni di salute dei soggetti di riferimento, portatori di handicap fortemente invalidanti, vengono infatti ad essere coinvolti una serie di valori di essenziale risalto - quali, in particolare, la salvaguardia della salute, le esigenze di solidarietà rispetto a condizioni di elevato disagio sociale, i doveri di assistenza per le famiglie - tutti di rilievo costituzionale in riferimento ai parametri evocati, tra cui spicca l'art. 2 della Costituzione - al lume, anche, delle diverse convenzioni internazionali che parimenti li presidiano - e che rendono priva di giustificazione la previsione di un regime restrittivo nei confronti di cittadini extracomunitari, legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato da tempo apprezzabile ed in modo non episodico [...]".

Pertanto, dai principi prima richiamati si ricava che le provvidenze economiche assistenziali spettano a tutti gli immigrati in possesso dei requisiti sanitari necessari e non solamente a quelli che siano titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno).

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