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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Aprile 2013

SOMMARIO

Spunti di riflessione sulla prima assemblea regionale dei quadri dirigenti di f.a.n.d. lombardia

Di nicola stilla

Dialogo e disponibilità al confronto, se derivanti da un atteggiamento spontaneo e costruttivo, non possono che produrre risultati positivi. Di questo sono stato sempre convinto, e ho avuto una piacevole conferma sabato 16 febbraio in occasione della prima Assemblea Regionale dei Quadri Dirigenti della F.A.N.D. (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) della Lombardia.

All'Assemblea, oltre i rappresentanti delle 5 Associazioni facenti parte della F.A.N.D., erano altresì presenti alcuni candidati al Consiglio di Regione Lombardia in rappresentanza dei candidati alla Presidenza di Regione Lombardia:

- Maurizio Sala, in rappresentanza di Gabriele Albertini del Movimento Lombardia Civica;

- Franco Bomprezzi, in rappresentanza di Umberto Ambrosoli della Coalizione di Centro Sinistra;

- Matteo Salvini, in rappresentanza di Roberto Maroni della Coalizione di Centro Destra;

- Frederic Gebhard, in rappresentanza di Carlo Maria Pinardi del partito Fare per Fermare il Declino.

che hanno illustrato le linee guida dei rispettivi schieramenti in materia di disabilità. Al di là delle peculiarità dei singoli programmi, ritengo che ciò rappresenti un fattore positivo. Negli ultimi anni, anche per via della grave crisi economica in atto, i servizi rivolti alle fasce deboli sono soggetti a tagli sempre più frequenti e ingenti, che inevitabilmente hanno ripercussioni negative anche su quella che è la quotidianità vissuta dalle persone con disabilità stesse. Risulta pertanto importante instaurare un dialogo con le istituzioni, partendo da quelle locali, affinché la classe politica prenda piena coscienza del fatto che le persone con disabilità, se opportunamente assistite nei diversi ambiti (scuola, formazione professionale, lavoro ed eventualmente riabilitazione) sono perfettamente in grado di sfruttare pienamente le loro potenzialità, divenendo così risorsa attiva per l'intera società.

L'obiettivo è ambizioso, e di sicuro per raggiungerlo ci vorrà del tempo. Ci aspettano mesi di duro lavoro, nei quali tutti noi saremo chiamati a profondere ogni sforzo necessario per attuare un vero rilancio della Federazione. Un rilancio che la porti ad essere presente in modo attivo e propositivo nelle sedi istituzionali, rendendosi parte integrante di tutti quei processi decisionali che si riflettono sulle persone con disabilità della nostra regione.

Sono fermamente convinto che ciò possa avvenire solo avendo piena consapevolezza di quelli che, nell'immediato futuro, dovranno essere i punti cardine della nostra azione. Anche da questo punto di vista posso ritenermi ampiamente soddisfatto da quanto emerso durante l'Assemblea del 16 febbraio. Dalle relazioni dei diversi consulenti, infatti, è emerso un piano d'azione che nel suo insieme conferma quelle che fin dall'inizio del presente mandato sono state le nostre linee guida.

La nostra azione dovrà partire dalla scuola, poiché è proprio qui che la persona si forma dal punto di vista culturale, acquisendo quell'insieme di abilità e conoscenze che in età adulta le permetteranno di integrarsi appieno nella società civile. Sarà pertanto indispensabile fare sentire la nostra voce instaurando un dialogo costante con l'Ufficio Regionale Scolastico, segnalando le troppe disfunzioni che purtroppo affliggono il sistema scolastico per quel che concerne i servizi rivolti alle persone con disabilità (ore di sostegno insufficienti, mancanza di percorsi formativi individualizzati, ecc.), e offrendo il nostro apporto per la realizzazione di un'offerta formativa che risponda alle reali esigenze degli alunni e che tenga conto anche delle richieste da parte del mercato del lavoro.

Quanto al settore lavoro, poi, sarà indispensabile rivedere il meccanismo previsto dalla legge 68/1999, che negli ultimi anni non sta dando i risultati auspicati nonostante Regione Lombardia investa maggiori risorse rispetto al passato per favorire l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

Non va poi dimenticato l'aspetto relativo alla moltitudine di servizi socio-sanitari (assistenza sanitaria, riabilitazione, assistenza domiciliare), che troppo spesso vengono considerati come un costo eccessivo per il sistema pubblico. Al contrario essi vanno potenziati e quanto più possibile personalizzati in base alle esigenze dei singoli soggetti.

Gli obiettivi che F.A.N.D. Lombardia si prefigge, come detto in precedenza, sono dei più ambiziosi. Tuttavia sono convinto che questo non ci scoraggerà; al contrario ci servirà da stimolo ulteriore per far sì che la Federazione, sfruttando in maniera ottimale le sue migliori risorse in termini di competenze, diventi un valido interlocutore che dialoghi con le istituzioni presentando proposte mirate col solo fine di tutelare le persone con disabilità e i loro diritti in ogni ambito.

Ritengo che la prima Assemblea Regionale dei Quadri Dirigenti della F.A.N.D. abbia costituito realmente un momento di dialogo e confronto. Dal susseguirsi dei vari interventi ho potuto constatare una concreta "voglia di fare", di mettere a frutto le singole idee, anche valorizzando le differenze che inevitabilmente ci saranno fra i singoli punti di vista.

Sono fermamente convinto che l'Assemblea del 16 febbraio rappresenti un punto di partenza per la nostra azione futura, in quanto ha costituito un momento in cui la F.A.N.D. della Lombardia ha saputo "guardare dentro di sé" per trarre quegli spunti necessari per il proprio rilancio, valorizzando al massimo quello strumento straordinario che è il confronto fra le diverse idee.

I mesi che ci attendono saranno di duro lavoro, ma la prima Assemblea Regionale dei Quadri Dirigenti della F.A.N.D. lombarda credo abbia posto in evidenza un fattore di estrema importanza: le risposte che molti ci chiedono sono già al nostro interno. Sono nella nostra forza, data dall'impegno che ogni giorno le 5 Associazioni federate mettono in campo per tutelare al meglio i propri Soci, e che deve servirci come linea guida nel nostro cammino comune verso una vera integrazione sociale.

Il documento "Riflessioni e proposte sulla disabilità per la X legislatura di Regione Lombardia", predisposto dall'Ufficio di Presidenza del Comitato di Coordinamento della F.A.N.D. della Lombardia e licenziato dall'Assemblea regionale, è la piattaforma sulla quale avverrà il confronto con Regione Lombardia e, in generale, con tutti gli interlocutori istituzionali.

Il documento, già consegnato ai rappresentanti politici intervenuti all'Assemblea, nelle prossime settimane verrà inviato al nuovo Presidente di Regione Lombardia, ai nuovi Assessori regionali e a tutti i Consiglieri neo eletti.

In conclusione, anche per una maggiore comprensione delle nostre richieste, riporto l'elenco dei punti riassuntivi del documento presentato ai rappresentanti politici intervenuti.

Sintesi delle richieste e delle proposte.

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Dalla Presidenza regionale u.i.c.i.

Sentenza Cassazione n. 15646/2012 - informativa ai Soci

la Suprema Corte di Cassazione ha emanato la sentenza n. 15646 del 2012 con la quale afferma che la pensione non reversibile dei non vedenti spetta a prescindere dal reddito, nel caso che tale reddito sia prodotto di lavoro o da pensione a seguito di lavoro in quanto la stessa pensione ha finalità di integrazione sociale (vedere circolare n. 288/2012 della Sede Centrale U.I.C.I. pubblicata nel Blocnotes di dicembre 2012).

A tale proposito, si comunica che l'avvocato Paolo Colombo ha assicurato la propria disponibilità a patrocinare le eventuali cause promosse da Soci della nostra regione a condizioni di particolare favore (euro 200,00 quale contributo spese legali a fondo perduto + 10% della somma percepita in caso di vittoria).

La Presidenza Regionale ha altresì acquisito la disponibilità della Socia Barbara Alfarano, laureata in giurisprudenza, ad essere un punto di riferimento tra l'avvocato Paolo Colombo e i Soci interessati ed è disponibile per eventuali chiarimenti e può essere contattata dopo le 17 nei giorni lavorativi o il sabato (contattare la Sezione U.I.C.I. di appartenenza per richiedere il recapito telefonico).

Le strutture provinciali U.I.C.I. della nostra Lombardia assicureranno ai Soci tutto il supporto necessario per la sola raccolta della documentazione da trasferire all'avvocato Paolo Colombo.

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Nuovo Contrassegno europeo per disabili (Cude): Bergamo fra i comuni apripista

Oltre la stampa locale, anche la Sede Centrale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha dato risalto alla presentazione del nuovo pass europeo per disabili avvenuta lo scorso 26 febbraio a Bergamo con la circolare n. 68/2013.

Pensando di fare cosa utile, si riporta di seguito la suddetta circolare e si invita ad un'attenta lettura, poiché contiene un quadro sintetico ed esaustivo dello stato dell'arte in materia.

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A Bergamo martedì 26 febbraio, alla presenza del nostro Presidente Provinciale Giovanbattista Flaccadori, è stato presentato il nuovo pass europeo per disabili, il Cude (Contrassegno unificato disabili europeo), entrato in vigore a livello nazionale lo scorso 15 settembre, anche se i Comuni italiani avranno tempo tre anni (fino al 2015) per adeguarsi e attrezzarsi con l'emissione del nuovo contrassegno.

Grazie anche all'attivismo della Sezione UICI, la città di BERGAMO è tra le prime città ad essersi portata avanti, premurandosi di fare subito sua l'iniziativa.

Ecco alcune caratteristiche del pass europeo:

-?validità quinquennale;

- ci sarà l'indicazione "parcheggio per disabili" scritta in 20 lingue diverse sul fronte;

- la fotografia e la firma del titolare, a tutela della privacy, sono sul retro (verso) e saranno visibili alle Forze dell'ordine solo in caso di controlli. Tali dati sono quindi sottratti alla vista, all'atto della loro esposizione sul parabrezza anteriore del veicolo.

Infatti il contrassegno deve essere esposto in modo tale che sia ben visibile solo il fronte che contiene il numero di identificazione, la data di scadenza del contrassegno e i dati relativi all'Ente di rilascio.

Si rammenta, poi, quanto segue.

In merito alla SOSTA, consente di:

- usufruire degli spazi riservati (a strisce gialle) contrassegnati da apposita segnaletica;

- sostare nelle zone a disco orario senza limiti di tempo;

- sostare gratuitamente nelle aree a pagamento (strisce blu) nel caso in cui sia espressamente specificato dalla segnaletica verticale in loco (TAR Lazio, sentenza n. 6044/2006) oppure qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli riservati agli invalidi.

Per quanto concerne la CIRCOLAZIONE sul territorio nazionale, permette di accedere nelle zone a traffico limitato (previa comunicazione targa veicolo qualora la ZTL sia dotata di telecamere per il controllo degli accessi) e nelle aree pedonali urbane, qualora sia autorizzato l'accesso anche ad una sola categoria di veicoli per l'espletamento dei servizi di trasporto di pubblica utilità, senza però recare intralcio.

A BERGAMO, ad esempio, il Comune sta pensando di inserire la sovrimpressione del codice a barre sul pass per l'accesso nelle zone a traffico limitato. La normativa non prevede nulla di obbligatorio in merito, ma per l'Amministrazione si tratterebbe di un modo per velocizzare la fase di controllo.

In questo periodo transitorio, i contrassegni già rilasciati di colore arancione, conserveranno la loro validità fino alla scadenza, ma saranno validi solo sul territorio nazionale.

A specifica e motivata richiesta gli attuali permessi arancioni, tuttora in corso di validità e fino al 15 settembre 2015, potranno essere sostituiti, previo adeguamento degli uffici comunali competenti all'emissione del nuovo modello.

Sempre entro tre anni le amministrazioni comunali devono anche aggiornare la segnaletica stradale alle indicazioni contenute nel Decreto n. 151 del 30 luglio 2012.

Cogliamo l'occasione per affrontare un problema increscioso, che interessa in particolar modo i soggetti ipovedenti gravi, che spesso si vedono rifiutato il rilascio del contrassegno perché non considerati beneficiari del diritto.

In attesa di una posizione dirimente da parte del Ministero, sollecitato più volte da questa Sede Centrale, noi teniamo a ribadire che ai sensi del DPR 24.7.1996, n. 503, art. 12, comma 3, lo speciale "contrassegno invalidi" è rilasciato dai comuni, a seguito di apposita comprovata istanza, «... anche alla categoria dei non vedenti», intendendo per "non vedenti" le categorie di ciechi totali, parziali ed ipovedenti gravi.

Sosteniamo la nostra posizione a giusta ragione, facendo riferimento a una serie di atti amministrativi, da oppugnare eventualmente in caso di rifiuto al rilascio del contrassegno da parte del comune (Ministero della Sanità, parere 22.6.2001, n. DPV. 4/H-D1/466; Ministero Economia e Finanze nota 10 luglio 2009, Prot. n. 21673 DB/09.03; Agenzia Entrate ? Ufficio Fiscalità Generale - Direzione Piemonte, nota 21.9.2009 Prot. n. 54552/09).

Come fatto presente in più occasioni (vedasi circolare UICI n. 108/2012), è necessario che sul verbale medico-legale di cecità e invalidità civile rilasciato dalle ASL sia indicata, oltre al visus di entrambi gli occhi o dell'occhio migliore e al residuo perimetrico binoculare come fattori normativizzati nel 2001 con la legge 3 aprile 2001, n. 138, la sussistenza della condizione richiesta dall'art. 381 del Regolamento di attuazione del Codice della strada, ovvero l'effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta.

I nuovi verbali di accertamento dello stato di handicap devono essere emessi secondo le indicazioni del decreto semplificazioni n. 5/2012 (nella fattispecie del contrassegno, ai sensi dell'art. 4, commi 1, 2, 3 e 4), con l'obiettivo di risultare essenziali non solo per le pensioni o indennità, ma anche per poter accedere ad alcuni benefici fiscali e per ottenere il contrassegno invalidi.

I verbali così semplificati in base a modalità standardizzate faranno sì che i requisiti per il rilascio del contrassegno per disabili saranno riconosciuti senza che il cittadino sia poi tenuto a duplicazioni di visite di accertamento presso commissioni mediche integrate.

Dato il comportamento difforme da parte di alcune ASL, per richiedere il contrassegno invalidi consigliamo ai soggetti ipovedenti gravi, a corredo della certificazione visiva non rispondente ai parametri sopra indicati, di produrre contestualmente e di propria iniziativa una ulteriore certificazione medica che attesti in capo al soggetto stesso la sensibile riduzione della capacità deambulatoria.

In ogni caso, restiamo in attesa di conoscere la posizione del Ministero per una loro maggiore tutela, evitando così il protrarsi di arbitrarie limitazioni sul territorio.

*E' possibile scaricare il file .zip contenente la presente circolare e un'utile guida in formato .pdf sull'uso del nuovo pass per disabili nei paesi UE utilizzando il seguente link*.

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2013/03/2013068.zip

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Dalla Sezione di Como

Gita sociale in Slovenia e Croazia dal 1 al 6 giugno 2013

Si ripropone l'iniziativa in oggetto promossa dalla Sezione U.I.C.I. di Como, comprensiva del programma dettagliato.

TOUR IN SLOVENIA E CROAZIA in collaborazione con VECCHIE MURA VIAGGI - LECCO ed il responsabile sezionale per le gite Piero Alpino. Precisiamo che è indispensabile che ciascun socio si iscriva con un proprio accompagnatore al fine di non dover chiedere l'assistenza di altre persone iscritte alla gita. Da sabato 1 giugno a giovedì 6 giugno 2013.

Programma dettagliato:

1° GIORNO: LECCO - COMO - TRIESTE - POSTUMIA (440 KM) Ritrovo dei partecipanti alle ore 6.15 a Lecco presso la stazione FS e a Como alle ore 6.50 in località Rebbio, partenza con Pullman GT alla volta del Friuli Venezia Giulia con opportune soste lungo in percorso. Pranzo in ristorante in città. Nel primo pomeriggio incontro con la guida per la visita ed ingresso al Castello di Miramare, con inclusa anche la visita tattile. Proseguimento della visita della città al centro storico di Trieste con la bellissima Piazza dell'Unità d'Italia e i suoi splendidi palazzi affacciati su di essa. Al termine trasferimento del gruppo a Postumia, sistemazione nelle camere riservate cena e pernottamento in Hotel.

2° GIORNO: POSTUMIA - LJUBLJANA - POSTUMIA (50 KM) Prima colazione in hotel. In mattinata visita alle Grotte di Postumia con guida parlante Italiano, la prima parte della visita viene effettuata con un trenino panoramico e il restante del percorso a piedi (il percorso è agevole per tutti, alcuni punti un po' stretti e l'ultimo tratto di risalita con qualche gradino, è sconsigliabile solo a chi soffre di claustrofobia), al termine pranzo in ristorante con menù tipico sloveno. Nel primo pomeriggio trasferimento del gruppo nella capitale della Slovenia, incontro con la guida e visita al piccolo ma grazioso centro storico della città. Nel tardo pomeriggio rientro in Hotel a Postumia, cena e pernottamento.

3° GIORNO: POSTUMIA - LAGHI DI PLITVICKA - KORENICA (250 KM) Prima colazione in Hotel, in mattinata verso le ore 8.00 partenza in direzione sud verso il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Incontro con la guida parlante italiano ed ingresso al parco. Durante tutta la giornata sarà possibile seguire dei percorsi segnalati e anche spostarsi da un luogo all'altro del parco con il trenino e il battello messo a disposizione dei visitatori. Pranzo in ristorante all'interno del parco in fase di escursione. In serata trasferimento a pochi km dal parco Nazionale in un grazioso e tipico Hotel, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento.

4° GIORNO: KORENICA - ZARA - SIBENIK - TROGIR (120 KM) Prima colazione in Hotel in mattinata verso le ore 8.00 partenza per Zara, incontro in città con la guida turistica per scoprire le meraviglie di questa particolare città affacciata sul mare. Si potrà ammirare in particolare il ricco centro storico con la Cattedrale di Sant'Anastasia, la Chiesa bizantina di San Donato, l'area dell'Antico Foro Romano ecc. Pranzo nel ristorante dell'hotel sul mare lungo il litorale croato verso le ore 13.30. Nel pomeriggio proseguimento della visita guidata alla riviera di Sibenik, con sosta al centro storico per ammirare la Cattedrale di San Giacomo e la Loggia Grande e i resti della fortezza di San Michele, posta su un'altura alla quale si giunge salendo a piedi per la città vecchia. Sosta anche al centro storico di Trogir detta la piccola Zara, per la somiglianza con essa nella fortificazione, visita della Cattedrale di San Lorenzo, in tipico stile veneziano, i resti del Castello di Camerlengo ecc. Rientro in Hotel per cena e pernottamento sul mare.

5° GIORNO: SPALATO Prima colazione in Hotel. In mattinata incontro con la guida per la visita al centro storico di Spalato per la visita esterna del Palazzo di Diocleziano, la Porta Aurea e la Cattedrale con il suo celebre campanile, simbolo della città. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento delle visite individuali alla città o per un momento di Shopping. Imbarco verso le ore 18.00 / 18.30. Sistemazione dei passeggeri in cabine riservate con docce e wc. Partenza della nave alle ore 20.30. Cena e pernottamento a bordo.

6° GIORNO: ANCONA - SAN MARINO - COMO - LECCO (490 KM) Prima colazione a bordo della nave, arrivo ad Ancona alle ore 8.00 c.a. e sbarco. Proseguimento in direzione San Marino e sosta per una piacevole visita. Pranzo in ristorante con ottimo menù di pesce sul mare. Nel pomeriggio proseguimento del viaggio con arrivo a Como e Lecco in prima serata.

Quota di Partecipazione:

Minimo 30 paganti 620.00 euro; Minimo 40 paganti 590.00 euro; Minimo 50 paganti 580.00 euro

Quota Cani Guida per tutto il tour: 30.00 euro

La quota comprende: Viaggio a/r con Pullman Gt - sistemazione in Hotel 3* sup. in camere riservate - trattamento di pensione completa dal pranzo del 1° giorno al pranzo del 6° giorno - Menù tipici e Menù curati e a base di pesce - Bevande ai pasti comprese acqua o soft drink a Trieste - Postumia - Korenica - Spalato e a bordo della Nave - Visite guidate come da programma - Ingressi inclusi al Castello di Miramare / Audioguide doppie incluse al Castello di Miramare / alle Grotte di Postumia / al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice - Biglietto traghetto Spalato/Ancona con sistemazione in cabine doppie / triple e quadruple con servizi privati - Tasse portuali d'imbarco per tutti i passeggeri - Pullman a bordo della nave - Tasse portuali d'imbarco per il veicolo - Accompagnatore dell'Agenzia Vecchie Mura Viaggi per tutta la durata del tour - Assicurazione sanitaria.

La Quota non comprende: Ingressi non menzionati - bevande extra non menzionate - mance ed extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La Quota Comprende". Supplemento camera singola: euro 120 per l'intera gita. Acconto di euro 200 da versarsi entro e non oltre sabato 13 aprile 2013.

Ricordiamo che per il viaggio e per il passaggio in nave è necessaria, per ogni passeggero, la seguente documentazione: - carta di identità senza timbro di rinnovo oppure il Passaporto.

Per ulteriori informazioni contattate la Segreteria al tel. 031.570565.

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Comunicazioni varie

DALLA SEZIONE DI BRESCIA

Istituita la newsletter uicbstrasporti

Informiamo che la sezione ha istituito la newsletter Uicbstrasporti che consente di ricevere notizie riguardanti il trasporto pubblico bresciano in generale ed in particolare: notizie sulle deviazioni dei percorsi dei bus urbani; eventuali modifiche agli orari di transito; notizie sul nuovo metrobus.

Per iscriversi è necessario inviare un'email vuota al seguente indirizzo:

uicbstrasporti-subscribe@uicbs.it e rispondere alla richiesta di conferma.

Per informazioni o per cancellare l'iscrizione è necessario inviare un'email all'indirizzo segretario@uicbs.it.

dalla sezione di como

Si comunica ai soci la disponibilità del libretto - testimonianza delle donne ipovedenti e non vedenti della nostra sezione, accompagnato da un CD in formato MP3 contenente la registrazione del testo integrale effettuata dalle nostre donatrici di voce, al prezzo complessivo di euro 10 quale offerta per il sostegno del Progetto Uganda denominato "Guardare lontano". Per la realizzazione di questa raccolta di poesie, racconti e frammenti scritti dalle nostre donne comasche, ringraziamo, di vero cuore, la prof.ssa Teresa Arioli che ha curato l'opera e redatto l'introduzione e le premesse alle differenti parti del testo, l'artista Ornella Reni che ha realizzato la copertina, tutte le autrici che hanno contribuito alla stesura dei testi e la consigliera Cristina Solazzi che ha curato l'impaginazione e la correzione. Un ringraziamento particolare ai nostri dipendenti Simona e Fabio e alla tipografia Corti nella persona di Alberto. Vi invitiamo a contattare la Segreteria per prenotare l'acquisto del libretto e vi chiediamo di diffondere questa iniziativa tra familiari, conoscenti, amici e volontari.

Si avvisano i soci che è disponibile presso la Segreteria il CD in formato MP3 contenente l'interessante registrazione dell'incontro sul glaucoma tenuto presso la sede sezionale sabato 16 marzo 2013 con la presenza dell'oculista Dott. Camillo Cornelio.

Si tratta di circa un'ora di registrazione.

Lo staff di "MAC NV" organizza, presso Caffè Della Corte (Via Marco Polo 22, Seregno per sabato 18 maggio dalle ore 10.30, Macnv Day, una giornata divulgativa sull'utilizzo dei prodotti Apple da parte dei disabili visivi che si svilupperà in due parti. Durante la mattina verranno illustrati alcuni prodotti di casa Apple (Mac, Iphone, Ipod in varie versioni, Ipad etc), le novità di OS X 10.8 Mountain Lion ed IOS 6. Nel pomeriggio verranno offerti approfondimenti con dimostrazioni per piccoli gruppi. Terranno l'incontro Luca Maianti, Alice Scamarda ed Angelo Cairoli.

Per informazioni e per partecipare, ci si può rivolgere alla Sezione per avere il recapito telefonico di riferimento, oppure è possibile inviare una mail ad alicescamarda@me.com specificando se si intende partecipare anche alla sessione pomeridiana.

DALLA SEZIONE DI MILANO

DAL GRUPPO GIOVANI: proposta di un CORSO di STILE

Il Gruppo Giovani di Milano organizza un corso pomeridiano formato da 8 incontri sullo stile. Portamento, abbigliamento e moda saranno alcuni degli argomenti principali trattati.

Al termine del corso è prevista l'uscita con un personal shopper.

Gli incontri sono previsti nei giorni 12, 19 e 26 aprile e 10, 17, 18, 24 e 25 maggio dalle ore 17,15 alle ore 19,00/19,30 presso l'Istituto dei Ciechi di Milano, ed avrà un costo complessivo di euro 50,00 pro capite che potrà variare in conseguenza del numero dei partecipanti.

Per iscrizioni e informazioni, è possibile inviare una e-mail all'indirizzo giovani@uicmi.it, oppure contattare la Sezione U.I.C.I. di Milano Per avere i recapiti telefonici dei referenti.

Sul sito dell'Unione, nella pagina del gruppo giovani, potrete trovare approfondimenti specifici sul corso.

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La Repubblica del 10-03-2013

Web pubblico, disabili esclusi "Fuorilegge pure gli ospedali"

«I siti della pubblica amministrazione dovrebbero essere accessibili a tutti. Agli ipovedenti, ai ciechi, alle altre categorie di disabili: invece la quasi totalità non lo è. Sono passati più di otto anni dall'introduzione della legge Stanca, che obbliga a mettersi in regola. Non solo nessuno lo ha fatto, ma c'è anche un pericoloso disinteresse ». Parole come pietre quelle di Rodolfo Masto, presidente dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

Sono 22 i criteri da rispettare per rendere accessibili i portali a chiunque. Eppure nessuno sembra preoccuparsene, soprattutto in un settore delicato come la sanità. Niguarda, San Raffaele, Fatebenefratelli, San Carlo, San Paolo, Sacco, Maggiore, Gaetano Pini: a Milano nessuno di questi ospedali riesce a soddisfare

le richieste di legge. La legge Stanca prevede punizioni severe, fino alla rimozione dall'incarico dei responsabili, che in questo caso sarebbero i direttori generali. Esiste anche un organo di controllo, il DigitPa, «Ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione: «Non ho mai saputo di un loro intervento - taglia corto Franco Lisi, lui stesso cieco e da anni in prima fila nella battaglia per rendere il web accessibile a tutti - Il disabile finisce spesso per essere emarginato. Eppure 8 ciechi su 10 usano internet. Ma spesso lo "screen reader" (un software che legge

tutto ciò che compare sullo schermo) arriva davanti ad immagini che non sono etichettate, non sono associate ad alcun testo, e quindi si blocca la navigazione».

È proprio questo uno dei 22 criteri che i siti della pubblica amministrazione dovrebbero soddisfare. Ma gli errori sono innumerevoli: alcuni pulsanti, i link ad esempio, non danno alcun spiegazione vocale quando ci si passa sopra il mouse. E spesso manca quella che la legge chiama "linearità di accesso": cioè da un link si apre un'altra pagina senza chiudere la precedente, e questo provoca difficoltà in utenti con deficit cognitivi.

Tra i problemi più sentiti c'è quello legato ai pdf: spesso sono risultato di scannerizzazioni. In questo modo l'immagine creata non risulta essere un testo leggibile dai software. Risultato, documenti inaccessibili. Ancora: pulsanti e link non dovrebbero essere dello stesso colore del testo e dello sfondo. Al loro posto bisognerebbe ricorrere a particolari fogli di stile chiamati Css (Cascading Style Sheets) con i quali si ottiene lo stesso effetto grafico, ma con un maggiore contrasto che permette una navigazione più semplice e chiara.

Un esempio virtuoso è rappresentato

dal sito dell'ospedale di Gallarate: «Realizzare un portale realmente accessibile che coniughi fruibilità, piacevolezza grafica e soddisfi le raccomandazioni internazionali è un'opera difficile e costosa, che in molti preferiscono evitare - sottolinea Jacopo Sagramoso, responsabile del progetto - C'è poi un altro discorso: quello della manutenzione. Anche in questo caso devono unirsi competenze specifiche e un minimo di volontà di spesa, occorrono visite periodiche da parte di esperti per verificare il rispetto delle raccomandazioni».

di Gabriele Cereda

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Il Cittadino del 16-03-2013

Baseball con occhi bendati: per imparare cos'è la disabilità

VIMERCATE. Più di mille parole serve l'esperienza. Anche una sola mezz'ora di esperienza nei panni di un non vedente, per capirne non solo i limiti, ma anche le strategie. Lo hanno sperimentato i ragazzi delle scuole medie Fermi grazie al progetto «Spazio allo spazio». Il percorso, giunto al terzo anno di attività, aspira ad avvicinare i ragazzi alla disabilità in un modo del tutto nuovo che azzera le distanze. Nello spazio saremmo tutti uguali, è il concetto di fondo, e allora proviamo a imparare il linguaggio dei segni, a neutralizzare gli handicap motori con una lezione di subacquea, a giocare a baseball con una benda sugli occhi. È così che hanno trascorso la mattina gli alunni della II G, mazze alla mano e fazzoletti ben stretti dietro alla nuca. Il professore Luca Montani, ideatore del progetto, racconta l'esperienza con parole di entusiasmo: «Ci siamo divertiti un mondo, tutta la classe ha giocato insieme, compresi i ragazzi disabili» e lo dice da casa dove lo costringe il setto nasale deviato per via di un'imprudenza sul campo che i suoi ragazzi invece non hanno commesso. Quello sulla cecità è un percorso partito ben prima della partita di martedì, sviluppato in collaborazione con gli esperti del comitato paralimpico e passato attraverso differenti esperienze: lezioni di mobilità e orientamento con l'Unione italiana ciechi di Monza ma anche la mostra milanese «Dialogo nel buio», interessante iniziativa dell'Istituto dei ciechi di via Vivaio. A riportare i ragazzi sul tema scientifico è stato invece l'appuntamento di giovedì che ha coinvolto nelle ore di lezione la I e II G: una videoconferenza con il Cern di Ginevra. Roba da fare sbavare di invidia gli appassionati di scoperte scientifiche. Per l'occasione, i ragazzi hanno parlato con Valerio Grassi, italiano cui si deve la scoperta del bosone di Higgs, la cosiddetta «particella di Dio». Che l'eccellenza in ambito scientifico si lasci affascinare dal progetto delle scuole Fermi è peraltro un fatto assodato fin dal primo anno, quando un eccezionale collegamento in diretta permise ai ragazzi di dialogare con Paolo Nespoli, mentre era nello spazio. Grassi ha raccontato agli studenti la sua formazione e ha confessato, neanche a farlo apposta, di aver sempre sognato di fare l'astronauta. Il suo incontro con gli studenti villasantesi doveva essere scritto nel destino, considerato che la scuola lo ha agganciato attraverso una serie di incontri fortuiti che hanno coinvolto Montani e suoi conoscenti. (v.pin.)

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tratto dalla rubrica "i quattro sensi", edita dalla sezione u.i.c.i. di varese

Tutto bene, Mamma? Teatro al buio - Teatro di Varese 14 aprile 2013 ore 20.30

Di Gloria Mina

Adattamento per il buio e regia di Sergio Masieri e Gloria Mina

"Benvenuti ad uno spettacolo che vorrebbe smuovere il vostro cuore, la vostra immaginazione e i vostri sensi - tutti, tranne il più prepotente, la vista.

Memphis, U.S.A., 1999. La madre single di Travis Butler, 9 anni, muore improvvisamente nel suo modesto alloggio. Il bambino, che non vuole essere affidato alla nonna o ad un istituto, prosegue la sua vita "normale", come se la mamma dormisse, per un intero mese, prima che qualcuno si accorga finalmente della terribile verità.

Gloria Mina parte da questo sconvolgente fatto di cronaca per creare una pièce che, insieme al regista Sergio Masieri, decide di mettere in scena nella totale oscurità, lasciando agli spettatori temporaneamente privati della vista la possibilità di sfruttare tutti gli altri sensi per vivere quasi in diretta una vicenda che tocca il cuore. Gli attori hanno lavorato su se stessi per calarsi nei personaggi - specialmente il bambino - con l'oggettivo scoglio della scena "invisibile". Rumori, parole e musiche assumono un'importanza fondamentale.

Un teatro interamente al buio. E non è il buio di quando si chiudono gli occhi. E' un buio più profondo, più intenso, più impegnativo. In cui non si riescono a scorgere le sfumature delle luci al di là delle palpebre. Le pupille sono dilatate al massimo, ma non c'è verso che tenga: non si vede proprio nulla. E allora si potenziano tutti gli altri sensi. Di necessità, virtù. Gli altri sensi si potenziano o forse semplicemente si riscoprono, abituati come siamo oggi a non utilizzare più altri canali al di fuori della vista. Sono 50 minuti di spettacolo in cui inizialmente si manifesta un po' di disagio, di imbarazzo, di smarrimento, ma superato il primo impatto, la fantasia e l'immaginazione prendono il sopravvento come un grande sogno ad occhi aperti. Letteralmente. In questo teatro gli spettatori sono davvero partecipanti: ti raccontano all'uscita tanti spettacoli diversi a seconda di quello che hanno immaginato. E poi sono coinvolti tramite l'udito, il gusto, il tatto, l'olfatto, tutto tranne la vista. La concentrazione in sala è massima, dopo aver passato le opportune camere di compensazione, quasi ad entrare in un esperimento scientifico. Il silenzio e l'attenzione sono indicibili, non scappa una risata, un colpo di tosse, un mormorio, un trillo di cellulare.

Per il tema e l'impostazione lo spettacolo non è consigliato ai minori di anni 14

Lo spettacolo si svolgerà al buio completo per una durata di circa 50 minuti

TEATRO DI VARESE - Piazza della Repubblica

Domenica 14 aprile 2013 - ore 20.30

Ingresso € 15,00

Gli spettatori prenderanno posto sul palcoscenico.

La disponibilità dei posti è limitata a 80 poltrone, si consiglia la prenotazione.

Info: Biglietteria dal lunedì al sabato dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19 - Tel. 0332247807

email: biglietteria@teatrodivarese.it

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Soggiorni marini Nazionali Anziani - Tirrenia 2013

Siamo lieti di informarVi che anche quest'anno la Commissione Nazionale Anziani dell'UICI, grazie al buon esito delle trattative poste in essere da questa Presidenza e deliberate dalla Direzione Nazionale, ha potuto organizzare convenientemente 2 soggiorni marini dedicati agli anziani, ai loro amici e familiari: "Primo Sole" e "Ultimo Sole".

Si potrà godere dei servizi offerti dalla direzione dell' OLYMPIC BEACH SRL che ha assunto la gestione del Centro Le Torri di Tirrenia provvedendo alla necessaria ristrutturazione interna ed esterna. L'impegno della nuova Direzione alberghiera sarà sempre rivolto all'accoglienza di tutti gli ospiti con minorazioni della vista, dedicando a Loro particolari attenzioni e agevolazioni; questo grazie anche all'attiva collaborazione con UICI.

- Soggiorno "Primo Sole"

si svolgerà a partire da sabato 1 Giugno (giorno di arrivo) a domenica 16 Giugno (giorno di partenza).

- Soggiorno "Ultimo Sole"

si svolgerà a partire da domenica 1 Settembre (giorno di arrivo) a domenica 15 Settembre (giorno di partenza).

Le camere saranno consegnate entro le ore 14.00 del giorno di arrivo e dovranno essere liberate entro le ore 10.00 del giorno di partenza.

Anche quest'anno è stato possibile concordare con la direzione dell' Olimpic Beach - Le Torri - UICI , un pacchetto economicamente vantaggioso, valido per l'intera durata.

L'importo del soggiorno pro capite a pacchetto valido sia per l'anziano non vedente che per il suo accompagnatore, si articola nei seguenti importi:

* Camera singola (Torre Piccola) Euro 750.00 ;

* Camera doppia (Torre Piccola ) Euro 650.00;

* Camera doppia (Torre Grande) Euro 850.00;

* Camera Tripla (Torre Grande) Euro 750.00;

Ai suddetti importi, vanno aggiunti Euro 7,50 come tassa di soggiorno richiesta e dovuta al comune di Pisa. Le domande saranno accolte fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Entrambe le offerte includono:

a. Servizio di Pensione Completa - nuovi menù con piatti Nazionali ed Internazionali ma senza dimenticare i sapori Tipici della Toscana.

b. Acqua e vino della casa ai pasti;

c. Cocktail di benvenuto

d. Cena Tipica con degustazione dei piatti Toscani

e. Cena di Gala dove l'ospite potrà deliziarsi con un menù studiato dal nostro Chef Giovanni.

f. Servizio spiaggia

g. Servizio di animazione dedicato con : risveglio muscolare nel parco tutte le mattine dalle 8 alle 8.45. ginnastica in riva al mare con semplici ma preziosi suggerimenti dalle 10 alle 10.45, passeggiate, escursioni e serate con musica ed intrattenimento.

h. Sarà sempre attivo un diretto rapporto / confronto con la direzione alberghiera.

Servizi a richiesta o a pagamento:

a. Escursioni

b. Parrucchiera

c. Estetista

d. Infermiera

e. Eventuali Corsi di nuoto

f. Alfabetizzazione informatica

In particolare i corsi di Alfabetizzazione informatica saranno tenuti, con la consueta competenza, da Nunziante Esposito (docente IRIFOR). Tali corsi dovranno essere richiesti all'atto della prenotazione e saranno svolti qualora vi sia un numero minimo di partecipanti. I due soggiorni saranno coordinati da Cesare Barca che potrà avvalersi di collaborazione attiva da parte dello staff alberghiero. Sarà sempre possibile attuare giochi a squadra, tornei amichevoli di showdown, scopone scientifico e scacchi.

Le prenotazioni dovranno essere effettuate telefonando direttamente all'Olympic Beach Le torri - Tirrenia tel. 050-32270 fax. 050-37485 e mail: info@centroletorri.it, segnalando l'adesione ai corsi suddetti con particolare riguardo a quello di informatica.

Delucidazioni di eventuali transfert potranno essere richieste direttamente al centro.

A conferma della prenotazione dovrà essere versata la caparra confirmatoria di € 100,00 da versare mediante Bonifico Bancario intestato a:

OLYMPIC BEACH SRL presso Banca di Credito Cooperativo di Fornacette

IBAN IT 64 Z 08562 14004 000010992170

Causale: prenotazione soggiorno dal .. al ... e nome del/i soggiornanti

Infine, nel caso si prenotino persone non deambulanti o con difficoltà particolarmente gravi dovranno giovarsi di un proprio accompagnatore, che provveda integralmente alle loro particolari necessità .

Per tutto il soggiorno saranno garantiti: l'eventuale assistenza infermieristica giornaliera (a pagamento); l'assistenza medica a chiamata; la disponibilità notturna di personale a chiamata; il servizio religioso nelle giornate di precetto; un programma di attività di animazione e di informazione sulla problematica degli anziani; escursioni esterne con contributo a carico degli interessati.

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FIAT - Premio Fedeltà 2013

Si informa che la FIAT Auto ha confermato anche per l'anno 2013 l'iniziativa promozionale Premio Fedeltà per gli acquisti di vetture nuove di fabbrica entro la rete concessionaria Fiat - Lancia - Alfa Romeo - Fiat Professional, intestate o cointestate a portatori di handicap (purché il primo intestatario sia il beneficiario della iniziativa), ivi compresi i non vedenti (ciechi totali, parziali e ipovedenti gravi).

Il trattamento economico di favore sarà immediatamente fruibile dietro presentazione del certificato di riconoscimento medico-legale rilasciato dalla ASL, dove si attesti la stato di invalidità.

Nella categoria degli invalidi rientrano anche coloro che sono affetti da minorazioni visive.

Come da chiarimenti richiesti direttamente al Gruppo (lettera di riscontro 19.3.2008, prot. 52/08), è sufficiente che i potenziali acquirenti non vedenti presentino al concessionario il verbale di cecità totale, parziale o di ipovedenza grave.

Riportiamo di seguito uno schema riepilogativo dei relativi trattamenti, suddiviso per modelli (vedasi all. 1 formato PDF):

Iniziativa:

Fiat, Lancia e Alfa Romeo

un extra sconto dell'1% rispetto a quanto applicato ai privati sulle campagne promozionali nel mese di riferimento previste dal Gruppo su tutti i modelli Fiat, Lancia e Alfa Romeo (ciò costituisce una novità sostanziale e più conveniente rispetto al passato, quando invece il Premio Fedeltà veniva quantificato in una somma variabile, a seconda del modello prescelto)

Fiat Professional (esclusivamente applicato al listino al pubblico)

Si ricorda che il Premio Fedeltà è una agevolazione diversa dal programma Autonomy, con cui non è cumulabile.

Il disabile può richiedere al venditore un preventivo di acquisto sulla base dell'uno o dell'altro piano promozionale, optando così per quello più vantaggioso (Premio Fedeltà o Autonomy).

Non è riconoscibile per:

acquisti effettuati fuori dal circuito concessionario Fiat - Lancia - Alfa Romeo - Fiat Professional;

acquisti effettuati da familiari senza contestazione a favore del nominativo beneficiario della iniziativa;

acquisti a Km 0

Documentazione probatoria:

Per coloro che sono affetti da minorazioni visive si richiede la consueta certificazione Medico-Legale.

Restano invariati i contributi statali a beneficio dei portatori di handicap, che vanno ad aggiungersi agli sconti del Premio Fedeltà:

Ci pervengono segnalazioni di lamentela da parte di acquirenti non vedenti che si sono visti negare dal concessionario di turno l'applicazione dei contributi statali per assenza di un certificato di gravità (legge 104/1992, art. 3, comma 3), assimilando erroneamente, in termini di fruizione di tali agevolazioni, i minorati della vista alla più generica categoria di invalidi civili (a cui, invece, viene richiesto lo stato di gravità).

Con l'occasione, vogliamo ribadire che, al fine di dimostrare di rientrare fra i beneficiari delle agevolazioni fiscali sull'acquisto di auto, è sufficiente produrre la certificazione della Commissione ASL di Prima Istanza dalla quale risulti che il richiedente sia: cieco totale, cieco parziale o ipovedente grave, ai sensi degli artt. 2, 3, e 4 della legge n. 138/2001.

Eventuali rifiuti in tal senso rappresentano, da parte del concessionario, una arbitraria limitazione al godimento di un diritto soggettivo riconosciuto dall'ordinamento giuridico.

Per ritornare al Premio Fedeltà, per ogni eventuale informazione è possibile rivolgersi ai seguenti numeri:

Fiat 199 616161

Lancia 199 626262

Alfa Romeo 199 636363

Veicoli Commerciali 199 656565.

***La presente circolare, unitamente all'allegato .pdf ad essa allegato, può essere scaricato al seguente indirizzo web:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2013/03/2013057.zip

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Banca dati dell'Unione Europea dei Ciechi sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità

Si comunica che sul sito dell'Unione Europea dei Ciechi (European Blind Union - EBU) è possibile consultare una banca dati in inglese incentrata sui quindici articoli della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità ritenuti maggiormente rilevanti per le persone cieche e ipovedenti. Di ciascuno dei suddetti articoli vengono evidenziati gli aspetti più importanti del testo, in relazione alle esigenze e caratteristiche delle persone con disabilità visiva.

Inoltre, nonostante la banca dati non sia ancora stata completata, sono già disponibili informazioni sulla legislazione nazionale esistente in diversi paesi europei per quanto riguarda i seguenti articoli della Convenzione: 9 - Accessibilità; 21 - Libertà di espressione e opinione e accesso all'informazione; 24 - Educazione; 27 - Lavoro e occupazione; 28 - Adeguati livelli di vita e protezione sociale; 29 - Partecipazione alla vita politica e pubblica; 30 - Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport.

Per collegarsi al link della banca dati, è sufficiente digitare la seguente stringa: http://www.euroblind.org/convention/nr/66

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Buone prassi - Campo scuola estivo - anno 2013

Si rende noto che la sezione provinciale I.Ri.Fo.R di Trieste ha programmato l'organizzazione di un campo scuola sperimentale per il periodo dal 1° luglio 2013 al 30 agosto 2013, con sospensione nella settimana dal 12 al 17 agosto 2013.

Nell'iniziativa è prevista una frequenza residenziale oppure semiresidenziale dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 16.00 ed i ragazzi saranno seguiti dal personale educatore dell'Istituto stesso.

Il campo scuola è rivolto a favorire nei bambini e ragazzi non vedenti ed ipovedenti l'acquisizione di un buon grado di familiarità con l'ambiente acquatico, l'orientamento e la mobilità nell'ambiente circostante.

La finalità è quella di far percepire ai ragazzi che l'acqua è un elemento amico e divertente consentendo loro gradualmente di sentirsi a proprio agio, in qualunque posizione e in qualunque situazione così da acquisire maggiori autonomie.

Sono inoltre previste delle gite giornaliere nelle seguenti località:

- Grado con il traghetto;

- Borgo di Monrupino con pranzo in agriturismo;

- Alture del Palazzo;

- Fattorie didattiche della Regione.

Il costo ipotizzato è di Euro 131,00 giornalieri dal lunedì al venerdì e di Euro 126,00 il sabato e la domenica. A richiesta potranno essere concordate riduzioni per iscrizioni di ragazzi appartenenti allo stesso nucleo familiare e per gruppi di ragazzi di numero superiore a 5.

Tutte le informazioni sono reperibili presso la sede dell'Istituto stesso a viale Miramare, n. 119 - 34136 - Trieste oppure al seguente numero di telefono 0404198911 oppure indirizzo di posta elettronica: d.barzotti@rittmts.it; d.rudez@rittmts.it.

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Campus Internazionale sulla Comunicazione e l'Informatica per giovani ciechi e ipovedenti - ICC 2013

Si informa anche quest'anno verrà organizzato il Campus Internazionale sulla Comunicazione e l'Informatica per giovani non vedenti - ICC 13 (http://www.icc-camp.info/). L'edizione 2013 avrà luogo presso il Polo dell'Università "Masaryck" di Telc, in Repubblica Ceca. Quest'anno il campus si terrà in un'unica sessione dal 15 al 24 luglio 2013 per giovani tra i 16 e i 21 anni. Possibili eccezioni ai limiti di età saranno valutate caso per caso.

Si allega un annuncio (reperibile a breve anche nella "Bacheca" delle attività internazionali sul sito dell'Unione) con i dettagli di tale avvenimento.

Dato che il numero di partecipanti è limitato, chi fosse interessato a partecipare a tale evento è pregato di inviare la propria candidatura che includa:

al Coordinatore Nazionale per ICC 2013, Matteo Salandri, all'e-mail salandri88@gmail.com, al più presto e comunque preferibilmente entro la fine del mese di aprile 2013.

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XIX Campus per giovani ciechi ed ipovedenti ICC2013

L'International Camp on Communication and Computers ICC è un'opportunità unica per imparare come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e le tecnologie assistive (AT) arricchiscano notevolmente la vita di ciechi ed ipovedenti.

http://www.icc-camp.info/

Ma ICC è molto di più, infatti partecipando potrai:

- fare amicizia con ragazzi provenienti da 15 paesi europei

- aggiornare ed arricchire le conoscenze informatiche e sulle tecnologie assistive

- scoprire opportunità di studio all'estero

- condividere esperienze multiculturali

- migliorare la lingua inglese

- acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro

- divertirti

Workshop

Durante il soggiorno potrai scegliere di partecipare a moltissime attività. Ecco una serie di proposte per gli argomenti dei workshop:

- Windows senza mouse

- web e social network

- webmaster

- la matematica al PC

- editing di audio video e fotografia

- mobilità negli spazi chiusi e in quelli aperti

- cura della persona e della propria immagine

- cucina

- danza e teatro

ICC2013 dove? quando?

ICC2013 si svolgerà in Repubblica Ceca, a Telc presso l'Università centrale dal 15 al 24 luglio 2013

I requisiti per partecipare sono:

essere ipovedente o non vedente

avere tra i 16 e i 21 anni

avere una buona conoscenza della lingua inglese

avere una buona autonomia personale

Lingua ufficiale del campus:INGLESE

Costo

le spese per il campo non supereranno 400€, non sono incluse le spese di viaggio.

Per partecipare basta:

inviare una e-mail preferibilmente entro il 30 aprile 2013 al coordinatore nazionale di ICC2013 Matteo Salandri all'indirizzo salandri88@gmail.com con oggetto "CANDIDATURA ICC2013" in cui dovrai inserire i dati personali e produrre un testo in lingua inglese di almeno 200 parole con una presentazione di te, degli hobby e delle motivazioni per cui vuoi partecipare all'iniziativa.

Dato che i posti a disposizione sono limitati, le candidature idonee verranno accettate per ordine di arrivo.

come and get involved!

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Guida alle agevolazioni fiscali per disabili anno 2013 - Nuova edizione

Si informa che è stata pubblicata la nuova Guida alle agevolazioni fiscali per disabili, aggiornata al MARZO 2013.

Con l'occasione, ci premono alcune considerazioni di ordine generale:

- Per quanto riguarda il settore auto, si ribadisce che possono usufruire delle agevolazioni, tra le altre categorie di disabili, le persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore a un decimo ad entrambi gli occhi con eventuale correzione. Gli articoli 2, 3 e 4 della legge n. 138/2001 disciplinano la categoria dei non vedenti, fornendo la definizione di ciechi totali, parziali e ipovedenti gravi.

Per i non vedenti occorre un certificato, rilasciato da una commissione medica pubblica, che attesti la loro condizione, dal quale risulti che il soggetto rientri tra gli aventi diritto (per tale categoria il riconoscimento dello stato di gravità legge n. 104/1992, art. 3, comma 3, NON è obbligatorio, quindi il concessionario non è tenuto a richiederne l'esibizione).

- Come fatto presente con circolare n. 68 del 2013, con riferimento alle certificazioni delle persone con disabilità, il decreto legge n. 5/2012 ha introdotto importanti semplificazioni. In particolare, è previsto che i verbali di accertamento dell'invalidità e della cecità delle commissioni mediche devono riportare anche la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per poter richiedere le agevolazioni fiscali relative ai veicoli (nonché per il rilascio del contrassegno invalidi).

- Oltre alla detrazione Irpef del 19 per cento, si applica l'aliquota Iva agevolata al 4 per cento (anziché quella ordinaria del 21 per cento) per l'acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e l'integrazione dei portatori di handicap. Occorre acquisire preventivamente e conservare una certificazione del medico curante che attesti che quel sussidio serve a facilitare l'autosufficienza e la possibilità di integrazione della persona disabile.

In questo periodo di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, l'Agenzia delle Entrate ha comunicato di aver attivato un servizio di assistenza ai contribuenti, avvalendosi, tra gli altri, di Associazioni che operano nel settore dell'assistenza alle persone con disabilità, di servizi sociali degli enti locali e di patronati.

Anche noi, per quanto ci è possibile, vogliamo offrire gratuitamente servizi di assistenza ai contribuenti, indipendentemente se siano soci e non.

Parliamo, ad esempio, del CUD 2013.

Come è noto, la recente legge di stabilità ha previsto l'utilizzo del canale telematico per l'invio di comunicazioni e certificazioni al cittadino allo scopo di abbattere tempi e costi di consegna. Da quest'anno, quindi, l'INPS renderà disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione ed assimilati (CUD) in modalità telematica.

Purtroppo, da più parti sono state segnalate difficoltà nell'accesso ai servizi on-line INPS. Chi si collega al servizio, infatti, ha problemi ad ottenere il PIN per accedere al sistema, mentre per chi ne è in possesso la procedura incorre in ripetute criticità.

In via alternativa, per ottenere il CUD 2013 in formato cartaceo, è possibile rivolgersi alle nostre Sezioni UICI competenti per territorio, sempre che siano accreditate ai servizi di patronato (l'elenco è alla pagina http://www.uiciechi.it/Patronato/Patronato.asp).

Il file .zip contenente il testo integrale della suddetta circolare e la guida in oggetto in formato .pdf può essere scaricato al seguente indirizzo web:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2013/03/2013078.zip

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Concorso europeo di temi sul Braille 2013

Si informa che l'Unione Europea dei Ciechi organizza anche quest'anno il Concorso europeo di temi sul Braille, sponsorizzato dalla ditta Onkyo e dalla rivista "Braille Mainichi" giapponesi. Quest'anno il concorso propone due temi generali:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". L'elaborato può essere una relazione o un esercizio di scrittura creativa sul tema scelto e viene incoraggiata la descrizione di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è stata chiamata a collaborare allo svolgimento del concorso occupandosi della diffusione delle informazioni sul concorso a livello italiano e fungendo da segreteria del concorso per la fase iniziale di selezione delle composizioni dei concorrenti italiani. Le composizioni, in Braille o in formato elettronico accessibile, dovranno pervenire all'Ufficio Affari Internazionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, fax: 0669988328, e-mail: inter@uiciechi.it entro il 20 maggio 2013. Si allega il regolamento del concorso.

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CONCORSO DI TEMI SUL BRAILLE EBU ONKYO 2013 - EUROPA

REGOLAMENTO

1. Scopo e tema

1.1 Il concorso europeo di temi sul Braille organizzato dall'Unione Europea dei Ciechi (EBU) per conto della ditta Onkyo e della rivista Braille Mainichi ha lo scopo di promuovere l'utilizzo del Braille come chiave di accesso per i non vedenti all'informazione e all'inclusione sociale.

1.2 Quest'anno il concorso propone due temi generali:

- "Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, sociale e familiare". Esempi di come questo tema generale possa essere trattato sono: il Braille nell'era della tecnologia, l'uso del Braille a tutte le età, il Braille e il voto.

- "Vivere con il Braille - incoraggiamo insegnanti, trascrittori e tutti coloro che fanno in qualche maniera uso del Braille o vorrebbero farne uso a riflettere sul ruolo del Braille". L'elaborato può essere una relazione o un esercizio di scrittura creativa sul tema scelto e viene incoraggiata la descrizione di soluzioni, idee e prodotti innovativi per promuovere il Braille in tutta Europa.

I concorrenti saranno comunque liberi di trattare il tema scelto interpretandolo secondo la propria immaginazione.

2. Condizioni generali

2.1 Concorrenti

Chiunque utilizzi il Braille e risieda in Italia può partecipare al concorso senza alcun limiti d'età.

2.2 Elaborati

IMPORTANTE! Le succitate informazioni devono essere poste all'inizio dell'elaborato, prima del titolo

2.3 Diritti d'autore

Con la loro partecipazione a questo concorso

3. Procedura

4. Premi

- categoria giovani, per persone di età non superiore a 25 anni : USD 1000,00

- categoria adulti/anziani per persone di età superiore a 25 anni: USD 1000,00

- categoria giovani: due premi da USD 500,00 ciascuno

- categoria adulti/anziani: due premi da USD 500,00 ciascuno

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Raccolta di materiali a favore dei ciechi della Repubblica Democratica del Congo

Cari Amici,

qualche anno fa l'Unione, grazie al contributo di molti di voi, ha potuto lanciare una campagna per donare 10000 tavolette Braille ai giovani nei paesi in sviluppo. Grazie a quell'iniziativa siamo entrati in contatto con la Magic Amor ONLUS (http://www.magicamor.org/), una organizzazione che ha come fine la promozione dello sviluppo sociale e sanitario in Congo e che ha realizzato negli ultimi dieci anni diversi progetti in quel paese.

L'Unione e la Magic Amor hanno deciso di mettere insieme le loro forze per dare un aiuto tangibile ai non vedenti del Congo e per questo, in collaborazione con la Sezione di Roma dell'Unione, organizzano una raccolta di materiali tiflodidattici e per la mobilità autonoma non troppo ingombranti da consegnare ai non vedenti del Congo. Alcuni esempi dei materiali oggetto della raccolta sono: bastoni bianchi, bussole, cubaritmi, piani di gomma con fogli, ecc.

I materiali devono essere fatti pervenire entro il 31 luglio 2013 presso la Sezione di Roma dell'Unione, via Mentana 2/b, 00185 Roma. Per le consegne a mano, si prega di recarsi in Sezione tra le 10.00 e le 12.30.

Gli eventuali quesiti potranno essere posti direttamente alla dr.ssa Ada Nardin per email (ada.nardin@gmail.com).

Sono sicuro che, come in occasione della donazione di tavolette, i ciechi italiani sapranno rispondere con generosità a quest'appello.

La Magic Amor ci terrà informati sul completamento dell'iniziativa, previsto entro l'autunno di quest'anno.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

(prof. Tommaso Daniele)

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di marzo

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Quotidiano di Sicilia del 02-03-2013

La Regione orba di fronte ai ciechi tagliati i fondi per l'assistenza

PALERMO. I servizi erogati ai ciechi e agli ipovedenti sono a forte rischio nonostante le due leggi regionali, la 28/90 e la 4/2001, che delegano all'unione Ciechi numerosi e importanti servizi. È l'allarme lanciato nel corso dell'assemblea annuale dell'unione italiana Ciechi di Sicilia che si è svolta di recente nell'Istituto dei ciechi "Florio e Salamone" di Palermo. Finora, le risorse necessarie per assistere gli ipovedenti e i ciechi erano stanziati nella Tabella H, ma quest'ultima è stata recentemente abrogata, lasciandoli senza alcuna certezza sulle fonti di finanziamento. Nel 2011, i contributi hanno subìto un taglio di circa il 10% e ammontavano a 2,3 milioni di euro per l'Uic Sicilia, 2,5 milioni per la stamperia regionale Braille e 1 milione al Centro Hellen Keller. Quest'ultimo è fondamentale perché vi s'insegnano ai non vedenti delle metodologie nuove per l'orientamento e la mobilità dei non vedenti con corsi di orientamento e mobilità su campi da neve e in ambiente acquatico. Con queste risorse, si assistono 35 mila non vedenti e 90 mila ipovedenti, tra l'altro attraverso percorsi per l'inserimento scolastico, curando la formazione professionale e l'integrazione sociale. Inoltre, si forniscono libri in Braille per gli alunni che frequentano ogni ordine e grado della scuola, audiolibri per gli anziani, libri con caratteri ingranditi. In più, sono anche addestrati i cani guida e forniti corsi di autonomia domestica, personale e informatica. Anche l'Istituto dei ciechi di Palermo rischia di non poter assistere più i suoi 70 ragazzi e di non poter far partire le attività nel nuovo centro di Fondo Raffo a favore dei non vedenti pluriminorati. Il presidente Uic Sicilia, Giuseppe Castronovo, ha affermato: "Il contributo in favore dell'unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è fondamentale, irrinunciabile e irriducibile. La Regione siciliana non deve mai dimenticare il nostro ruolo sociale e culturale in favore di tutti i minorati della vista, attuando interventi che se fossero assicurati direttamente dagli enti locali comporterebbero una spesa notevolmente superiore, non sarebbe sufficiente un organico come il nostro di 50 dipendenti e ci sarebbe un'assistenza meno specializzata". Rassicurazioni sono arrivate dall'assessore regionale alla Famiglia, Ester Bonafede, intervenuta all'assemblea: "Mi impegno personalmente a tutelare i diritti di queste persone".

di Francesco Sanfilippo

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Redattore Sociale del 07-03-2013

Disabilità, niente barriere in ospedale: parte dal Gemelli la Carta dei diritti

ROMA. Non solo le "classiche" barriere architettoniche, ma anche macchinari inadatti, personale non adeguatamente formato, attese prolungate, cioè tra vere e proprie "barriere sanitarie". In Italia le persone disabili si recano in ospedale il doppio delle volte rispetto a quelle senza disabilità, ma i nosocomi italiani, tranne iniziative isolate, non prevedono percorsi di cura personalizzati. Per riconoscere alle persone con disabilità il pieno diritto alle cure ospedaliere e rendere le strutture sanitarie adeguate alle loro esigenze fisiche, psicologiche e sensoriali nasce la prima Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale, realizzata dalla Cooperativa sociale Spes Contra Spem e adottata per la prima volta in Italia dal Policlinico Agostino Gemelli dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

La Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale è stata presentata oggi, in un convegno svoltosi presso la Facoltà di Medicina e chirurgia del Policlinico Gemelli. Il documento è stato sottoscritto da numerose associazioni nazionali attive nel settore della disabilità (Fish, Duchenne parent project, Sibilings, ABC-Bambini Cerebrolesi, Fantasia, Associazione Italiana Persone Down e Disabili Visivi) che hanno aderito all'iniziativa e ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute e della Regione Lazio.

In Italia le persone disabili si recano in ospedale il doppio delle volte rispetto a quelle senza disabilità, ma i nosocomi italiani, tranne iniziative isolate (come il progetto D.A.M.A.), non prevedono percorsi di cura personalizzati. Secondo i più recenti dati Istat, il 24,2% delle persone disabili effettuano almeno un esame diagnostico contro l'11,3% dei non disabili. E il 46% delle persone disabili ha fatto una visita specialistica a fronte del 23% dei non disabili. La mancanza di percorsi di cura ad hoc rende più difficile diagnosticare le malattie, con gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita di queste persone che in Italia rappresentano il 4,8% della popolazione (2 milioni e 600mila persone).

La Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale, realizzata da 'Spes Contra Spem' e suddivisa in 14 articoli (dedicati all'accesso in ospedale, agli standard delle cure, alla sicurezza e ai diritti come utenti dei servizi), affronta la problematica del diritto alle cure con la consapevolezza dei maggiori bisogni di mediazione, empatia, privacy delle persone con disabilità. Distingue tra i concetti di disabilità e malattia, guarda alla necessità della formazione del personale medico e infermieristico e alle esigenze dei disabili rispetto ai macchinari da utilizzare nella diagnostica.

Si basa sugli stessi diritti formulati nella "Carta europea dei diritti del malato" per sottolineare che non esistono diritti speciali per le persone con disabilità, ma che le loro limitazioni hanno bisogno di strumenti e percorsi adeguati per essere rimosse. Lo sforzo della Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità in Ospedale, nata dall'esperienza sul campo della Cooperativa sociale Spes Contra Spem e dal lavoro di un autorevole comitato scientifico, è quello di ridurre le difficoltà di accesso alle cure per garantire il diritto alla salute previsto dall'articolo 32 della Costituzione italiana e dall'art. 25 della Convenzione Onu sui disabili. Spes Contra Spem è una cooperativa sociale di Roma. Nasce nel 1991 e da allora si occupa dell'assistenza ai disabili gravi. Oggi gestisce quattro case famiglia nel comune di Roma e servizi territoriali di prossimità alle persone con disagio.

"L'avventura parte oggi, è il giorno zero - dice Luigi Vittorio Berliri, presidente di 'Spes Contra Spem' - con il Gemelli che vi ha aderito con entusiasmo: ci auguriamo che presto arrivino altri ospedali e abbiamo già avuto una disponibilità e un interessamento da parte di Milano, Cagliari, Siena e Verona". "A Milano in particolare esiste un progetto meraviglioso, il DAMA, che è da copiare e da portare ad esempio: una piccola équipe si occupa delle persone disabili ricoverate, ma non esiste il reparto disabili. E l'équipe che si muove nei vari reparti: la patologia non è la disabilità, ma lo specifico problema, dal braccio rotto al problema ginecologico". Obiettivo principale della carta è allora quello di "declinare i diritti del malato per le persone con disabilità: si parla di persone e come persona hai dei diritti. Per esigerli, nella particolare condizione della disabilità, c'è bisogno di un occhio particolare: questo viene garantito". "Non vogliamo più, per parlare chiaro, che una persona con spasticità ma con quoziente intellettivo superiore alla norma venga trattata come incapace di intendere di volere, con sanitari che non li guardano neppure negli occhi".

Al convegno hanno partecipato anche Maurizio Guizzardi, direttore del Policlinico Gemelli, Andrea Cambieri, direttore sanitario del Policlinico Gemelli, Antonio Giulio De Belvis, direttore del programma governo clinico e percorsi clinico-assistenziali del Policlinico Gemelli, Nicola Panocchia (dirigente medico del Policlinico Gemelli) e Maria Luisa Di Pietro (professore associato di medicina legale all'Università Cattolica di Roma), componenti del comitato scientifico di Spes Contra Spem, e Filippo Ghelma, responsabile del progetto D.A.M.A. dell'Ospedale San Paolo di Milano.

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Il Corriere della Sera del 09-03-2013

Siti degli aeroporti: stessi standard informativi sull'assistenza

MILANO. Informazioni online sui servizi per i passeggeri a mobilità ridotta più omogenee per tutti i siti web degli aeroporti italiani, un logo unico per tutti i 36 gestori nazionali (nella foto a sinistra) e una app gratuita per facilitare l'utilizzo dell'aereo alle persone disabili. L'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile), in collaborazione con Assaeroporti e le società di gestione aeroportuali, ha elaborato alcuni standard di riferimento per rendere maggiormente fruibile la sezione dedicata ai passeggeri a ridotta mobilità sui siti internet degli aeroporti italiani. Bergamo e Forlì si sono già adeguati, gli altri lo faranno a partire da febbraio (anche se Ciampino e Fiumicino, intanto, si sono dotati di una Carta dei servizi e guida per i passeggeri a ridotta mobilità).

LINEE GUIDA COMUNI. «L'obiettivo è quello di assicurare l'accessibilità delle informazioni online ai sensi della legge n. 4/2004 e di agevolare tutte le operazioni previste dal regolamento europeo n. 1107 del 2006 sul trasporto aereo delle persone con disabilità, in particolar modo la prenotazione anticipata dei servizi dedicati 48 ore prima del volo», spiega Giuseppe Daniele Carrabba, direttore del Coordinamento aeroporti di Enac. Analizzando i dati del 2012, infatti, «ci siamo resi conto che su 718mila richieste di assistenza ben 259mila non erano prenotate correttamente». Ecco allora che, direttamente dall'homepage dei siti web degli aeroporti e sotto un unico logo, nella pagina dedicata ai passeggeri a ridotta mobilità sarà possibile consultare le informazioni relative ai servizi forniti e alle modalità per richiedere l'assistenza speciale. Le indicazioni, in italiano e inglese, riguarderanno: tempistica, collegamenti, ubicazione parcheggi riservati, punti cui rivolgersi e area di attesa pre-imbarco, percorsi tattili, servizio porta bagagli, sedie a ruote o altri mezzi disponibili, assistenza ai minori disabili, modulistica per i reclami e link utili.

SU SMARTPHONE. Ma l'Ente nazionale per l'aviazione civile ha pensato anche a una app gratuita per diffondere le informazioni pratiche sull'utilizzo dell'aereo da parte dei passeggeri disabili o a mobilità ridotta. L'applicazione potrà essere scaricata dal sito dell'Enac e utilizzata su tre diverse piattaforme (Apple, Android e Windows Phone) «a partire da febbraio», precisa l'ingegner Carrabba, e sarà disponibile nella versione in italiano, inglese, spagnolo e francese. I contenuti costituiranno così una guida multimediale per smartphone sul tema dell'assistenza speciale, mettendo in evidenza tutte le tutele e tutti i diritti che spettano ai passeggeri con disabilità, compreso che cosa bisogna fare in caso di assistenza negata o non adeguata.

COMPAGNIE AEREE. Nei prossimi mesi, infine, anche i siti web dei vettori aerei dovranno adeguarsi. «Abbiamo preso come standard di riferimento per i passeggeri disabili o a mobilità ridotta quelli della British Airways, creato un gruppo di lavoro che comprende anche le compagnie low cost e stiamo arrivando alla definizione di linee guida online comuni per tutti - dice il direttore centrale del Coordinamento aeroporti di Enac -. I vettori, però, dovranno fare la loro parte non solo in materia di strumenti informatici ma anche sul versante dei call center che gestiscono le prenotazioni dei voli, magari specializzando qualche postazione, e sul fronte degli operatori presenti in aeroporto». L'obiettivo? «Essere tra i migliori d'Europa in fatto di informazione e assistenza speciale», conclude Carabba.

di Michela Trigari

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Superando.it del 08-03-2013

Una formazione specifica per i bambini con doppia diagnosi

Sempre più frequentemente, nella scuola di oggi, i bambini con gravi disturbi della vista dalla nascita, presentano anche altre problematiche di sviluppo. Fino ad ora queste ultime venivano lasciate quasi sullo sfondo, ma questi bimbi e ragazzi presentano caratteristiche che rendono necessarie metodologie e didattiche specifiche. Le loro necessità educative, infatti, non possono essere ricondotte unicamente al deficit della vista, ma dipendono dall'interconnessione tra questo e gli altri disturbi di sviluppo di cui soffrono. È il caso, ad esempio, dell'associazione tra la minorazione della vista e i disturbi dello spettro autistico, intesi in senso ampio, con differenti capacità cognitive e una vasta gamma di problemi emotivi e comportamentali.

Da tempo, quindi, sta emergendo la necessità di formare operatori specializzati nell'aiutare bambini con doppia diagnosi, cioè con minorazione visiva e disturbi pervasivi dello sviluppo.

Una prima importante esperienza, condotta dalla psicologa Maria Luisa Gargiulo - da anni specializzata e operante in questo settore - si è conclusa da pochi giorni. Si tratta del corso denominato Metodi e tecniche educative per bambini con deficit visivo e disturbi pervasivi dello sviluppo, che l'Assessorato alla Formazione Professionale della Provincia di Roma ha promosso a partire dall'ottobre scorso e che si è concluso il 15 febbraio presso Agorà, Scuola del Sociale della stessa Provincia Capitolina stessa.

Dopo un percorso lungo e approfondito, sono stati formati esattamente ventuno educatori, specializzati nell'aiutare bambini e ragazzi con doppia diagnosi. Affidiamo quindi alla testimonianza di alcuni di loro, e alle successive conclusioni della docente, il racconto di questa esperienza.

«Sono un educatore tiflologico - racconta Maria Clarice Bracci - e lavoro in alcune scuole della Provincia di Roma, in qualità di assistente alla comunicazione tiflodidattica, con alunni disabili visivi o con minorazioni aggiuntive. Considerando il crescente numero di casi in cui è presente oltre al deficit sensoriale un disturbo pervasivo dello sviluppo, ho avvertito la necessità di formarmi in tal senso, allo scopo di fornire un intervento adeguato alle reali condizioni del bambino. Durante questo corso, ho potuto confrontarmi con altre persone operanti in realtà del tutto differenti dalle mie, cogliendo così nuovi spunti operativi e nuove prospettive su situazioni di comune problematicità. In particolare, ho apprezzato l'organizzazione dell'iniziativa perché ha saputo trasmettere con efficacia, in un tempo relativamente ristretto, una vastità di conoscenze e buone prassi riguardanti un argomento così complesso e con difficile opportunità di formazione specifica in Italia».

Riflettendo poi sulla condizione e sulle necessità di professionisti come lei, che operano nelle scuole, Maria Clarice ritiene «fondamentale l'attività laboratoriale svolta nella fase finale del percorso, che ci ha dato la possibilità di approfondire in gruppo tutti i contenuti proposti, elaborando insieme delle vere e proprie metodologie di intervento sulle diverse aree, generando tante nuove idee sui progetti da sviluppare in futuro e ipotizzando anche la creazione di una rete di condivisione e supporto tra colleghi».

Maria Pia Cardella, poi, da circa sei anni è assistente tiflodidatta, nelle scuole primarie e/o secondarie, per conto di un Istituto per Ciechi e Ipovedenti. «Il gruppo che si è formato - afferma - ha raccolto persone che provenivano dallo stesso àmbito di intervento scuola/famiglia, ma con diversi livelli di conoscenze: chi maggiormente sul campo, chi da un punto di vista più teorico. Spesso, nel nostro lavoro, il confronto con altri operatori è raro, seppure invece così importante. Inoltre, ho trovato molto interessante l'attenzione, la disponibilità e la sensibilità con la quale la docente durante le lezioni è stata in grado di riempire quel gap tra il teorico e il pratico che spesso è fonte di frustrazione per noi operatori».

Una testimonianza d'eccezione arriva quindi da Alessandra Parricchi, operatrice che è anche la mamma di una persona con un disturbo dello spettro autistico. «Da diversi anni - spiega - collaboro in qualità di assistente alla comunicazione tiflodidattica e di assistente domiciliare. Sono però anche la mamma di due gemelle di 8 anni, di cui una con disturbo autistico; ed è proprio grazie a mia figlia, che è nata in me la curiosità di sapere come poter aiutare bambini che oltre ad avere la minorazione visiva, hanno anche un disturbo pervasivo dello sviluppo. Infatti, so per esperienza personale quanto il canale visivo venga utilizzato dai nuovi approcci di insegnamento comportamentale nei bambini autistici. Vengono utilizzate foto (PECS [Picture Exchange Communication System, N.d.R.]) per fare delle agende visive e rendere prevedibile la scansione del tempo; oppure sequenze di foto, per scomporre le diverse azioni per andare in bagno, lavarsi le mani, apparecchiare. E quando io, professionista non ho la possibilità di usare il canale visivo?».

«Questo corso - prosegue Alessandra - non è il primo dedicato ai disturbi pervasivi dello sviluppo a cui io abbia partecipato, proprio perché, come mamma, ho sempre cercato di capire come poter aiutare mia figlia. Ma ogni volta che i corsi terminavano, avevo le idee ancora più confuse. A conclusione di questa esperienza, invece, posso dire di avere acquisito delle conoscenze che mi permetteranno non solo in àmbito professionale, ma anche familiare, di poter affrontare con idee chiare un programma di intervento comportamentale».

E conclude: «Pur essendo stato un percorso molto impegnativa, dal punto di vista dei contenuti, l'aspetto più particolare è stato il fatto che ognuno di noi ha avuto la possibilità di esprimere le proprie esperienze, i propri dubbi rispetto a casi che già alcuni seguivano, avendo poi il supporto della docente ma anche di tutto il gruppo. Alcuni colleghi hanno veramente lavorato mettendo a disposizione di tutti le loro ricerche».

In conclusione, come accennato, ci è sembrato doveroso passare la parola alla docente, Maria Luisa Gargiulo, della quale presentiamo la seguente intervista.

Com'è andato il corso, dal suo punto di vista?

«Seguendo questi professionisti per i cinque mesi del corso, ho potuto toccare direttamente le difficoltà specifiche della loro condizione umana e professionale. A volte essi si trovano a sperimentare solitudine e smarrimento. Infatti, sebbene apparentemente la scuola offra una certa varietà di persone attorno allo stesso bambino, paradossalmente ciò non si traduce in maggiori supporti e cooperazione per gli operatori. In particolare, chi lavora con bambini con deficit visivo, è spesso oggetto di aspettative "salvifiche" o di preconcetti da parte delle altre figure non specializzate nel settore tiflologico. Però la mancanza di informazioni specifiche sull'eventuale presenza di altri disturbi e di metodi specifici cui attingere, ostacola gli operatori nell'adeguare esattamente il loro lavoro alle reali necessità educative del bambino.

In sostanza, alcuni bambini che nascono con un deficit visivo possono presentare caratteristiche di funzionamento compatibili con un disturbo pervasivo dello sviluppo. Ciò, se in molti Paesi del mondo è oramai un dato acquisito, in Italia è un aspetto poco considerato nella formazione degli operatori. Questi ultimi, dunque, mancano spesso della formazione relativa alla doppia diagnosi, rischiando così di effettuare interventi inadeguati e aspecifici, faticosi e frustranti.

Ovviamente la compresenza di due condizioni così particolari, la cecità e un disturbo pervasivo, impone la necessità di modificare le metodologie utilizzate nelle moderne linee guida, in considerazione delle particolarità di funzionamento dei bambini ipovedenti e non vedenti. Questo è stato il principale valore aggiunto dell'esperienza formativa appena conclusa.

Un altro valore - per niente secondario - che ha reso molto significativa la mia esperienza di docente, è stato l'aspetto interpersonale. In tal senso, abbiamo coltivato tutti quanti - durante il corso - la creazione di un clima il più possibile cooperativo. Sono tante le persone che con reciproca generosità hanno cercato di relazionarsi con i colleghi di corso, instaurando o consolidando rapporti di colleganza che perdurano ancora oggi. Anch'io continuo a seguire e ad essere in contatto con molti di loro, perché, quando si segue un metodo strutturato, la programmazione e la verifica costante sono la necessità del lavoro e non l'eccezione».

Quali sono i principali aspetti critici del contesto attuale in questo campo?

«Il modello organizzativo cui si riconduce l'attuale situazione dell'inclusione scolastica, qualche volta privilegia la quantità alla qualità nell'intervento educativo. Da una parte, infatti, assistiamo alla tendenza a negare alcuni diritti acquisiti, che regolarmente vengono poi confermati da varie sentenze giudiziarie, tutte le volte che le Amministrazioni Scolastiche debbono sopperire forzatamente alla mancanza o alla penuria di assistenti e insegnanti, a seguito delle estenuanti denunce delle famiglie. Ma, a volte, il dispiegamento di risorse umane ed economiche attorno a questi bambini, non è accompagnato da una specificità e appropriatezza degli interventi. In altre parole, succede che talora tante figure determinino interventi caotici e frammentari. Inoltre, la sempre maggiore precarietà organizzativa e lavorativa induce anche il fatto che questi bambini siano sottoposti a frequenti cambiamenti di persone. Pertanto, gli educatori, non avendo chiara la prospettiva di lavorare a lungo termine con un certo bambino, sono anche poco motivati a specializzarsi nel campo più adatto alla situazione.

Da ultimo - ma forse primo degli elementi critici - è il percorso formativo di riferimento. Troppo spesso gli insegnanti e gli educatori sono formati su generiche piattaforme precostituite, che frequentemente derivano dalla riproposizione di vecchi luoghi comuni, qualche volta desueti, che rispecchiano bambini che oramai non ci sono quasi più!».

Su quali aspetti, quindi, si dovrebbe soprattutto investire?

«Un primo cambiamento dovrebbe portare a criteri specifici per assegnare le varie risorse umane nel lavorare con un certo bambino, utilizzando metodi che privilegino l'attinenza della formazione dell'operatore. In secondo luogo, dovrebbero essere incentivati alla qualità gli operatori che utilizzano metodologie strutturate. In questo momento, coloro che hanno bisogno di dedicare molto tempo al lavoro di presa dati, programmazione, verifica, supervisione ecc., sono i più penalizzati, in quanto questa parte del lavoro non è quasi mai considerata. Inoltre, un importante tassello di qualità è costituito dal lavoro parallelo con gli operatori domiciliari, che spesso dipendono da altre amministrazioni o devono sottostare ad altre regole.

Sappiamo che è necessario lavorare in modo strettamente coordinato. Spesso, invece, i pochi incontri designati dalle riunioni formali - come il GLHO (Gruppo di Lavoro Handicap Operativo), non sono sufficienti per passare dalla teoria alla pratica». (Redazione di Superando.it)

Maria Luisa Gargiulo, docente del corso di cui si parla nel presente servizio, è psicologa e psicoterapeuta, esperta nelle problematiche psicologiche, riabilitative ed evolutive delle persone con disabilità.

Consulente sul deficit visivo dal 1994 e psicoterapeuta dal 1997, ha scritto numerosi articoli e libri. Lavora inoltre come psicoterapeuta e consulente di private famiglie e pubbliche istituzioni ed è docente di corsi e seminari di formazione per operatori, insegnanti e riabilitatori.

Il suo sito è www.marialuisagargiulo.it.

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Il Corriere della Sera del 10-03-2013

Retinite, i primi pazienti tornano a «vedere» grazie alla protesi Argus II

Un «occhiale» messo a punto a Pisa. Il dispositivo rielabora le immagini ricevute e le trasforma in impulsi elettrici: costa 78mila euro, si impianta in 4 ore

MILANO. Sono otto i pazienti italiani con retinite pigmentosa che hanno riacquistato una certa funzione visiva grazie all'impianto di una protesi retinica effettuato presso l'ospedale di Pisa, centro in cui è stato eseguito il primo intervento al mondo dopo l'approvazione del dispositivo per uso commerciale. La retinite pigmentosa è una rara malattia ereditaria che conduce a cecità e di cui si stima siano affette in Italia circa 15mila persone.

LA MALATTIA - «Consiste in un'alterazione degli strati retinici e in particolare dello strato più esterno, lo strato retinico pigmentato, che porta nutrimento ai fotorecettori, i coni e i bastoncelli - spiega Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana -. L'alterazione dello strato retinico pigmentato causa la progressiva morte dei fotorecettori e la conseguente perdita della vista, che si manifesta inizialmente a livello periferico. Il paziente non si accorge subito del problema, perché la perdita della vista riguarda solo il campo visivo periferico, ma progressivamente il campo si riduce solo alla visione centrale. Purtroppo in alcuni casi la progressione della malattia, soprattutto se compare in età giovanile, porta alla cecità in pochi anni».

ARGUS II - La protesi retinica, denominata Argus II, cerca di supplire le funzioni dei fotorecettori perduti. Il dispositivo è costituito da una parte interna che viene impiantata nell'occhio e una esterna, composta da una telecamera collegata a un piccolo computer. Quest'ultimo rielabora le immagini ricevute e le trasforma in impulsi elettrici che vengono inviati al dispositivo impiantato sulla retina attraverso un'antenna posta negli occhiali in cui è inserita anche la telecamera. La parte che viene impiantata consiste in una piastrina delle dimensioni di pochi millimetri contenente 60 elettrodi e che, con un piccolo "chiodo", viene fissata alla retina in corrispondenza della macula. La piastrina è collegata a un circuito elettronico e a un'antenna che riceve gli impulsi dalla porzione esterna del dispositivo. Gli elettrodi posti a contatto della retina stimolano le cellule ancora funzionanti: ciò fa sì che le immagini raccolte dalla telecamera si traducano nella percezione di segnali luminosi da parte del cervello. Grazie a una successiva fase di riabilitazione i pazienti imparano a interpretare questi "schemi" luminosi recuperando una certa funzionalità visiva.

L'IMPIANTO - L'intervento per posizionare la protesi dura circa 4 ore e viene effettuato in anestesia generale. «La chirurgia consiste in tanti piccoli passi - ricorda l'oculista -. A ogni passo bisogna testare la funzionalità degli elettrodi perché, essendo il dispositivo molto delicato, le manipolazioni possono provocare delle rotture. Alle fine dell'intervento si verifica se tutti gli elettrodi funzionano, dopo di che il paziente può essere svegliato. Fondamentale per il successo è l'accurata selezione del paziente che deve essere affetto da retinite pigmentosa, avere una bassissima acuità visiva e una storia di visione formata». L'impianto non funzionerebbe infatti nei non vedenti dalla nascita perché in questo caso il cervello, non avendo ricevuto le giuste informazioni per lo sviluppo della corteccia della visiva, non sarebbe in grado di interpretare gli stimoli provenienti dalla protesi retinica.

SAGOME - Ciò che l'impianto consente di ottenere è un certo recupero della funzione visiva. «Che vuol dire vedere le sagome degli oggetti e delle persone. Se si trova in un ambiente sconosciuto il paziente può vedere gli ostacoli, individuare dove sono la porta e finestra. Sono grossi successi si pensa che si passa dal buio completo a "vivere" l'ambiente circostante» aggiunge Rizzo. «Riesco a distinguere le lettere: grandi, bianche, su sfondo nero, ma per me che amo la lettura è un piacere - afferma Filippo Tenaglia, 33 anni, il secondo paziente ad aver ricevuto nel dicembre 2011 l'impianto nell'ospedale pisano -. Ci vogliono impegno, pazienza; vi è la necessità di aggiustamenti delle impostazioni, ma essendo il dispositivo per il 90% esterno è facilmente aggiornabile».

RIABILITAZIONE - La fase di riabilitazione successiva all'intervento è importante per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dalla protesi retinica. Oltre a imparare a utilizzare le funzioni di base del sistema e a eseguire le opportune regolazioni, il paziente deve imparare a integrare la visione artificiale con gli altri sensi, per esempio deve recuperare la coordinazione motoria fra mano e occhi. Bisogna ricordare infatti che si tratta spesso di pazienti ciechi da molti anni e che quindi hanno perso la memoria visiva. Inoltre, poiché la visione artificiale non è come quella naturale, il paziente deve imparare a interpretare la stimolazione visiva e capire che gli impulsi luminosi percepiti corrispondono a un determinato oggetto piuttosto che alla sagoma di una persona.

COSTI ALTI - Ogni protesi costa 78mila euro e i primi interventi, anche su pazienti provenienti da altre parti d'Italia, sono stati effettuati grazie alla regione Toscana. «Ritengo doveroso agire al più presto affinché tutti i pazienti potenzialmente candidabili all'intervento possano avere accesso a questa tecnologia innovativa - commenta Elio Borgonovi, docente di Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche, presidente Cergas, Università Bocconi e presidente del Comitato Scientifico per la Protesi Retinica dell'Azienda Ospedaliera di Pisa -. Fino a oggi l'Azienda Ospedaliera di Pisa ha sostenuto i primi interventi, ma in futuro non può continuare a gestire i costi della tecnologia per i pazienti di tutta Italia. Per questo motivo il Comitato Scientifico ha avviato un percorso di lavoro con la Regione Toscana per definire i migliori criteri di accessibilità e rimborsabilità dell'impianto presso il centro pisano. Siamo fiduciosi che il lavoro in corso porterà presto a risultati concreti per i pazienti italiani».

di Franco Marchetti

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Le Scienze del 23-03-2013

Verso la retina artificiale grazie a un polimero

Un polimero conduttore è in grado di ripristinare la sensibilità alla luce in retine di ratti ciechi. Lo ha dimostrato una ricerca dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova, che apre la strada alla sperimentazione di protesi visive nei casi in cui i tessuti della retina siano solo parzialmente danneggiati da malattie come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare senile (red)

Un nuovo polimero realizzato da Fabio Benfenati e colleghi, del Dipartimento di neuroscienze e tecnologie cerebrali dell'Istituto italiano di tecnologia di Genova, è in grado di ripristinare la sensibilità alla luce nella retina di ratti ciechi. Il risultato, pubblicato su "Nature Photonics", apre le porte alla realizzazione di retine artificiali affidabili ed efficaci, ed è frutto di numerosi progressi compiuti nel campo delle biotecnologie, in particolare nella possibilità di collegare componenti elettronici basati su composti organici con substrati biologici.

Nell'ultimo decennio si è sviluppato un filone di ricerca interessante, che ha come obiettivo l'innovazione delle interfacce tra elettrodi e tessuti neuronali. Numerosi scienziati in tutto il mondo hanno affrontato diversi problemi che riguardano la biocompatibilità di differenti materiali e la loro flessibilità meccanica, due fattori fondamentali per poter realizzare protesi definitive o che comunque debbano durare per un tempo molto lungo. Tuttavia, la possibilità di stimolare i tessuti biologici con un segnale non elettrico ma luminoso ha ricevuto poca attenzione. Fanno eccezione le tecniche optogenetiche, usate per sondare il funzionamento di circuiti neuronali controllandone l'espressione genica con segnali luminosi. Queste tecniche hanno compiuto enormi progressi negli ultimi tempi.

© Tetra Images/CorbisNel campo della ricerca sulla retina artificiale, il problema è ricondotto allo studio di strati sottili di materiale in grado di generare un segnale elettrico in risposta a una radiazione luminosa controllata dallo sperimentatore. Questo segnale elettrico devo poi essere in grado di generare una depolarizzazione della membrana neuronale, processo che a sua volta innesca la trasmissione del segnale tra gli stessi neuroni. A questo scopo, risultano molto adatti i polimeri conduttori, già sperimentati come interfacce per cellule in molte applicazioni, tra cui strutture di sostegno cellulare, biosensori e microdispositivi per il rilascio controllato di farmaci.

In quest'ultima ricerca Benfanati e colleghi hanno considerato in particolare l'uso di un'interfaccia organica costituita da un singolo polimero denominato P3HT (poli-3-esiltiofene). In una prima fase dello studio, hanno caratterizzato le variazioni di equilibrio elettrico all'interfaccia tra P3HT e un elettrolita, ovvero una sostanza in grado di dissociarsi in ioni una volta in soluzione, verificando che il polimero avesse le caratteristiche adatte per un modello sperimentale ancora più vicino alla realtà biologica. Questo modello sperimentale è stato studiato in una seconda fase ed era composto da cellule di ippocampo di ratto, fatte crescere in coltura sulla superficie del polimero.

I risultati positivi in termini di risposta agli stimoli luminosi, insieme alle buone caratteristiche di biocompatibilità osservate in altri studi, hanno incoraggiato i ricercatori a condurre una terza fase sperimentale, in cui è stata registrata la capacità del polimero ripristinare la sensibiltà alla luce in retine espiantate da ratti albini ciechi, ai quali precedentemente era stata indotta una degenerazione nello strato dei fotorecettori.

Il risultato apre la strada potenzialmente alla progettazione di protesi visive, utili quando il danno tissutale è solo parziale, come nel caso di malattie come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare senile, che colpiscono l'epitelio pigmentato ma preservano gli strati più interni della retina.

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Superando.it del 12-03-2013

Contro il glaucoma c'è solo la diagnosi precoce

E per questo l'Associazione Per Vedere Fatti Vedere, in occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma, che si protrarrà fino al 16 marzo, lancia tra l'altro la "Campagna Glaucoma 2013", per diffondere la conoscenza di questa grave malattia oculare, invitando tutte le persone maggiormente a rischio a sottoporsi a regolari controlli

Partita il 10 marzo, durerà fino a sabato 16 la Settimana Mondiale del Glaucoma, per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa grave malattia oculare, che provoca la perdita progressiva della visione, portando alla cecità nei casi più gravi (essa rappresenta esattamente la seconda causa di cecità nel mondo occidentale). La forma più diffusa, il cosiddetto "glaucoma ad angolo aperto", allo stadio iniziale non dà sintomi, ed ecco perché viene definito anche come "il ladro silenzioso della vista".

In Italia sono circa mezzo milione le persone in cura per il glaucoma e si stima che ve ne siano altrettante che ancora non sanno di averlo e che rischiano quindi di andare incontro alla cecità. Inoltre, poiché la patologia è legata all'età, l'aumento costante della vita media nei Paesi occidentali e in Italia sta inoltre comportando un notevole aumento dell'incidenza: studi internazionali, infatti, prevedono un aumento di casi del 33% in più entro il 2020 e addirittura del 104% in più entro il 2050.

«Oggi - è l'appello lanciato da Pasquale Troiano, presidente dell'Associazione Per Vedere Fatti Vedere - non esistono ancora terapie risolutive per il glaucoma e l'unica possibilità di ridurre i gravi danni alla vista causati dalla malattia è data dalla diagnosi precoce. Pertanto è importantissimo sottoporsi a regolari visite oculistiche di controllo, in particolar modo per i soggetti a rischio e cioè gli over 40, le persone con casi di glaucoma tra familiari di primo grado, i diabetici, i miopi elevati, chi ha subito traumi oculari, chi si è sottoposto per lunghi periodi a cure a base di cortisone».

In occasione della Settimana Mondiale, sempre Per Vedere Fatti Vedere - associazione fondata nel 2002 dalla SOI (Società Oftalmologica Italiana) - lancia anche la Campagna Glaucoma 2013, che sarà online sul proprio sito per tutto l'anno. L'obiettivo è quello di diffondere la conoscenza di questa grave malattia e di invitare tutte le persone a rischio a sottoporsi a regolari controlli oculistici. L'obiettivo è in particolare quello di riuscire a raggiungere quel mezzo milione di malati di glaucoma che ancora non sanno di averlo e che non si stanno curando. (L.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Lidia Buccianti, direttore generale di Per Vedere Fatti Vedere, buccianti@pervederefattivedere.it.

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La Sicilia del 04-03-2013

Il più piccolo "studente" è il catanese Francesco, che ha cinque anni

PALERMO. Francesco ha cinque anni, frequenta la prima classe primaria del Circolo didattico di Sant'Agata Li Battiati, alle porte di Catania. E' una forza della natura, non c'è che dire. Ci racconta che gli piace il calcio, che tifa per il Milan e per il Catania, anzi prima per il Catania e poi per il Milan. E ci dice pure che se vogliamo che lui ci parli di questa giornata un po' speciale con un'intervista per la televisione, beh che sia un canale di quelli che lui ha sintonizzato nella tv, se no non se ne fa niente.

Francesco è un portentoso bambino ed è anche il più piccolo partecipante alla sesta giornata nazionale del Braille che l'Unione italiana ciechi ha organizzato nella Sala Gialla di Palazzo dei Normanni. Francesco si siede al tavolo dei relatori, con i suoi appunti scritti in Braille e legge: «Grazie al Braille io imparo a leggere e a scrivere a scuola, con i miei compagni e a casa e sono molto contento».

Vibra la Sala Gialla dell'Assemblea regionale, emozionata e commossa. Bisogna ricordare ogni anno con questa giornata quel che non bisogna dimenticare ogni giorno: il Braille, il sistema di alfabeto in sei punti inventato da Louis Braille, consente ai ciechi di vedere il mondo con le dita e di accedere, così, alla conoscenza.

L'appuntamento di Palermo non è soltanto l'occasione per incontrare la politica regionale, ma è, stavolta, soprattutto l'occasione per far ascoltare ai politici siciliani le esperienze di una decina di bambini, ragazzini e adulti che grazie al Braille sono tornati a vivere. E le parole che risuonano nella Sala fanno pensare che consentire a un non vedente di leggere un libro, un giornale, di scoprire la cultura è il recupero non solo di un diritto e di un piacere, ma un atto di compiuta democrazia sociale.

Ellenia frequenta la terza classe del Liceo Socio-psicopedagogico Lombardo Radice di Catania e tocca a lei leggere la lettera di un bambino cieco del Togo per cui, dice nella bellissima lettera, «il Braille è come per gli egiziani il Nilo, cioè sorgente di vita».

Al leggìo della sala Gialla si alternano Marta Palermo, che frequenta il 1° Liceo scientifico Mursia di Carini e recita la poesia Diversità di Salvatore Loreta, poi Valeria Spata, di Comiso, studentessa del corso per centralinisti non vedenti, Maria Mutolo della prima media Guttuso di Carini, Yong Wang Di, terza classe primaria a Mazara del Vallo, Damiano Giunta, di Barrafranca, che ha vinto qualche anno fa il premio nazionale per la lettura Braille, Maria Chiara Fadale di Riesi, Franesca Mannino di Milazzo, Federica Gallo che frequenta il secondo anno di Scienze della comunicazione a Trieste.

Il Braille ha riaperto a tutti loro il mondo, un mondo che continua a non essere certamente fatto a misura di chi presenta diversità. E la cecità è, di sicuro, una delle diversità che rende assolutamente non autosufficiente chi ne soffre, dunque creando uno stato di dipendenza dagli altri. Una dipendenza che il Braille, come detto e come tutte le testimonianze hanno ricordato e ribadito, può aiutare ad alleviare, restituendo ai non vedenti quel diritto a potere leggere, scoprire, approfondire la storia, la cronaca, il futuro senza sentirsi tagliati fuori da un altro pezzo di vita.

Oggi, tra l'altro, anche le nuove tecnologie vengono incontro ai non vedenti, con la barre Braille che consentono l'utilizzazione dei computer, ma anche con alcuni smartphone che le case produttrici adeguano anche all'utilizzo che un non vedente può farne. Andrea Donzella di Agrigento ha parlato del corso per centralinisti telefonici che frequenta a Siracusa, ma Rodolfo Masto, presidente della federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi, ha spiegato: «Purtroppo con le nuove tecnologie che si utilizzano, centinaia di centralinisti non vedenti restano al loro posto, ma di fatto a non fare nulla. Una situazione mortificante che non si può e non si deve accettare passivamente».

Tra una testimonianza e l'altra le relazioni per questa giornata del Braille del presidente regionale dell'Uic e ipovedenti e della stamperia regionale Braille, Giuseppe Castronovo, di Giuseppe Terranova, vice presidente nazionale dell'Uic e presidente del centro Keller di Messina dove si addestrano i cani per non vedenti, di Luca Grasso sulle nuove tecnologie, di Giancarlo Abba sul Braille alfabeto dell'uguaglianza e della libertà e di Leonardo Sutera su Braille, cultura e solidarietà.

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Redattore Sociale del 19-03-2013

Scuola cani guida di Firenze, si cercano famiglie affidatarie

FIRENZE. Cercasi famiglie affidatarie per cani. La regione Toscana cerca affidatari disposti a prendersi cura dei cuccioli della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci. Alcuni, di razza Labrador e Golden Retriever, sono già nati e altri stanno nascendo. La Scuola è alla ricerca di nuovi affidatari cui verranno assegnati i cuccioli, dopo lo svezzamento, tra maggio e giugno. Le persone disposte ad ospitare i cuccioli dovranno tenerli per un anno per favorire il processo di socializzazione, dopo lo svezzamento. Trascorso l'anno, la Scuola provvederà ad addestrarli per prepararli ad assistere persone non vedenti. Compito delle famiglie affidatarie è abituare il cucciolo alle situazioni quotidiane più disparate. Durante questo periodo alle famiglie verrà fornito, gratuitamente, tutto il necessario: cibo, vaccinazioni, visite periodiche, accessori, oltre all'assicurazione per danni contro terzi, aiuto e consigli di ogni tipo. Chiunque sia interessato potrà rivolgersi direttamente alla Scuola contattando Simona Lotti allo 055 4382855, per fissare un colloquio durante il quale verrà illustrato il programma di socializzazione dei cuccioli.

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Redattore Sociale del 05-03-2013

"Mare in ogni senso", la visita multisensoriale all'Acquario di Cala Gonone

SASSARI. L'Acquario di Cala Gonone, sulla costa orientale della Sardegna, sarà accessibile anche per chi non vede: prende il via il progetto "Il mare in ogni senso", nato dalla collaborazione tra l'Unione italiana ciechi e ipovedenti e l'Università di Sassari. Una speciale visita guidata multisensoriale permetterà anche alle persone con disabilità visiva di esplorare i vari ambienti della struttura. Il 9 marzo è prevista una visita pilota, guidata dai biologi dell'Acquario: i visitatori potranno sperimentare il percorso espositivo attraverso stimolazioni sensoriali che gli consentiranno di conoscere l'ambiente sottomarino in un modo alternativo e inconsueto.

"Con "Il mare in ogni senso" - spiegano i promotori - l'Acquario, che già in fase di progettazione aveva eliminato le barriere architettoniche per consentire l'accesso e la fruizione ai cittadini con disabilità motorie, intende abbattere le barriere 'sensoriali', che impediscono agli utenti con specifiche disabilità di godere dell'esperienza di conoscenza del mondo marino e dei suoi abitanti, principalmente affidata al senso della vista. Grazie alla speciale visita guidata, i visitatori ciechi e ipovedenti avranno occasione di utilizzare olfatto, udito, tatto per cogliere i profumi, i suoni, le forme del mondo marino, vivendo un'esperienza piena e soddisfacente". La visita si snoderà in 13 tappe, per ciascuna delle quali, dopo una breve descrizione della vasca, la guida proporrà ai partecipanti diverse esperienze multisensoriali tra le quali il contatto con la scenografia di roccia per comprenderne la consistenza, l'ascolto dei suoni dei diversi impianti che consentono il funzionamento della struttura e, a impianti temporaneamente sospesi, dei suoni emessi da alcuni animali presenti nelle vasche durante il momento del pasto, il contatto con alcune foglie di Posidonia, pianta acquatica di grandissima importanza per gli ecosistemi marini del Mediterraneo e ancora il contatto con alcuni frammenti di pelle dello squalo, anticamente utilizzata al posto della carta vetrata.

La speciale visita guidata sarà a disposizione su prenotazione per gruppi, contattando l'Acquario di Cala Gonone allo 0784/920052 o info@acquariocalagonone.it. Nel mese di marzo, l'Acquario è aperto nei fine settimana dalle 10 alle 18 (ultima chiusura ore 17) e in settimana su prenotazione per scuole e gruppi. Da aprile a ottobre, la struttura è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17).

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L'Unione Sarda del 10-03-2013

Vietato non toccare stelle marine, ricci e razze

CAGLIARI. Cos'è? «È morbida come il pane, sembra pane». Cos'è? Una stella, stella marina. Pierfrancesco, non vedente di Dorgali, per la prima volta - dice - può vedere un abitante del mare. Lo sfiora con le dita, ritrae la mano. Per poi dialogare con Flavio Gagliardi: «Attento, questo è un paguro». Un paguro? Quel sasso rossastro contiene un essere vivente? Sì, va a spasso nell'acqua di mare con la sua spugna-corazza con cui vive in simbiosi», dice il direttore dell'acquario di Cala Gonone integrando le spiegazioni della guida ufficiale Angela Pira che da un'ora, partendo dai ricci, ha lanciato la sfida anche a se stessa perché «non è facile far vedere a chi non può vedere».

La visita della prima delegazione che inaugura il percorso «Il mare in ogni senso» si conclude nella vasca tattile della struttura di Cala Gonone. Dove anche una razza, abituata alle carezze, insegue quelle mani che purtroppo non possono essere guidate dagli occhi: «Fermo, sta arrivando», dice Gagliardi. «Oddio, cos'è?».

«Toccate l'acqua», invita la guida Angela Pira. «Non è che il Governo ha messo i pirahna per risparmiare sulle pensioni?», scherzano alcuni dirigenti dell'Unione italiana ciechi di Sassari. Invece le mani stringono una spugna. «Una ovattatura», dicono gli esperti, cercando di spiegare nel modo più semplice possibile ai non vedenti che negli interstizi di quella massa informe i bocconi depongono le uova. Una delle tante magie del mare. In quel mare dove, nelle acque profonde buie e torbide, «la vista non è un senso importante», dice Angela Pira finendo per arrossire temendo una gaffe. Imbarazzo cancellato con una battuta dall'orgolese Pietro Manca: «Tocchiamo, una volta tanto qui è vietato non toccare».

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By Marche del 26-03-2013

A Gradara è Vietato non Toccare

GRADARA. Un'esperienza per stimolare i 5 sensi ed imparare a conoscersi nella diversità, dimenticando, almeno per un giorno, tutte le barriere fisiche e mentali".

Questa l'ambiziosa promessa di "Vietato non toccare!" la mostra d'arte accessibile e multisensoriale, allestita a Palazzo Rubini Vesin di Gradara dal 18 marzo al 18 giugno.

In esposizione le sculture dell'artista Giorgio Guidi e le sorprendenti creazioni per le serie "Materia e Mod '70" dell'artista Christian Riminucci, da esplorare attraverso un percorso che coinvolge e stimola tutti i cinque sensi.

Il tratto che accomuna le creazioni dei due artisti è di essere state concepite per essere "vissute" più che ammirate: il visitatore non rimane in passiva contemplazione delle opere ma le tocca, le "sente", si integra con le stesse facendosi partecipe della loro "realizzazione".

Proprio per questo la mostra è particolarmente adatta a bambini e ragazzi e completamente fruibile anche da persone con disabilità.

Vietato non toccare, quindi. Per stabilire un contatto polisensoriale con le opere, per superare ogni barriera fisica e mentale e per cogliere a pieno ogni impercettibile sfumatura di un'opera d'arte.

L'esposizione è inserita all'interno del progetto Gradara a Porte Aperte, ideato e promosso da Gradara Innova con il contributo dall'Amministrazione Comunale di Gradara, in collaborazione con la Cooperativa Labirinto di Pesaro e con le Associazioni e i Gruppi storici di Gradara.

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Il Mattino del 12-03-2013

Arte da toccare, da annusare, da vivere a pori aperti ...

CASERTA. Arte da toccare, da annusare, da vivere a pori aperti significa trasformare il limite della disabilità in estensione. Una tendenza che da anni si inerpica lungo la china di pregiudizi e barriere architettoniche e che dal 2004 ha un nome in più, quello di Giampiero Cassio, non vedente, morto in una stazione della metropolitana di Roma priva di segnalazioni tattili sui marciapiedi. Ed è in suo nome che il Centro per i servizi educativi del museo e del territorio (S'ed) del Ministero dei Beni Culturali, impegnato dal 2002 nelle tematiche inerenti la fruizione e la conoscenza del patrimonio museale italiano da parte del pubblico con disabilità visive e uditive, avviò anni fa il progetto sperimentale «Cassio». Da allora, ed era il 2009, in dieci musei statali del centro-sud Italia, tra i quali la Reggia di Caserta, sono state istituite le «Postazioni Cassio», ossia centri multimediali di accoglienza dotati di un kit di ausili atti a facilitare le visite museali a persone con esigenze speciali e che, in occasione della giornata di formazione, diventano strumenti di conoscenza in più anche per le scuole di ogni ordine e grado. La giornata di formazione e di bilanci che, con il titolo «A scuola con Cassio» è stata promossa dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale - Centro per i servizi educativi del museo e del territorio del Ministero dei Beni Culturali, e organizzata dal Servizio educativo della Soprintendenza di Caserta e Benevento con appuntamento nell'Aula Magna della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Palazzo Reale dalle 9 alle 16.30 di oggi. Quello casertano è il secondo appuntamento previsto in programma, dopo quello di Palazzo Arnone a Cosenza lo scorso dicembre e prima di quello a Cagliari il prossimo aprile. «Alla Reggia lavoriamo da anni al servizio dei disabili - spiega Emilia Ruggiero, responsabile del Servizio educativo della Soprintendenza di Caserta e Benevento -. A loro è dedicato il servizio accoglienza al Parco rivolto anche ai normodotati. Ed è lì, nella casetta attrezzata in prossimità della Fontana Margherita, che distribuiamo la "Valigetta di Cassio" contenente materiali e strumenti didattici eterogenei destinati a visitatori con esigenze speciali. Postazioni informatiche, proiezioni video per sordi in linguaggio Lis (linguaggio italiano segni), e i percorsi tattili e olfattivi nel Giardino Inglese e alla Castelluccia, arricchiscono la nostra offerta al pubblico. E in centinaia ci hanno fatto visita negli anni, disabili e normodotati insieme, perché la percezione del mondo attraverso gli odori, i suoni, il tatto, è un arricchimento per chiunque. E i più affascinati e reattivi si confermano i bambini». Tra gli ospiti che oggi, provenienti da università e musei di tutta Italia, si alterneranno al tavolo dei relatori, ci saranno anche i rappresentanti dell'Uic (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), dell'Ens (Ente Nazionale Sordi), del settore e dei Servizi educativi di altri Musei aderenti, e non, al progetto, Aldo Grassini, direttore del museo tattile «Omero» di Ancona, e Mario Campanino della fondazione Idis Città della Scienza.

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Il Referendum del 05-03-2013

L'AS Roma lancia l'iniziativa: anche i non vedenti allo stadio

ROMA. Anche i tifosi romanisti non vedenti, da quest'anno, possono andare allo stadio a seguire le partite della loro squadra del cuore. Paradosso? Potrebbe sembrarlo, ma in realtà non lo è.

Prosegue infatti il progetto che la società capitolina ha inaugurato in questa stagione volto a favorire la partecipazione alle partite casalinghe dell'As Roma anche ai tifosi non vedenti.

Il progetto, promosso dall'associazione di azionariato popolare MyROMA in collaborazione con l'emittente radiofonica romana Tele Radio Stereo, era partito alla quinta giornata della stagione calcistica in corso ed è proseguito con successo. Concluso il periodo di sperimentazione, con un comunicato sul sito ufficiale della squadra, la società giallorossa ha messo a disposizione per chiunque ne abbia fatto richiesta già dalla domenica appena trascorsa, per il posticipo della 27° giornata contro il Genoa, il materiale tecnico necessario.

Il procedimento da seguire per poter assistere alla partita è semplice. I tifosi non vedenti muniti di titolo d'accesso, prima dell'inizio della gara, potranno ritirare gratuitamente presso il desk della Tribuna Tevere dedicato ai deambulanti e all'ingresso Stampa della Tribuna Monte Mario gli apparecchi radio che consentiranno loro di ascoltare una radiocronaca apposita della partita depositando semplicemente un documento di riconoscimento. A fine gara gli apparecchi verranno restituiti, con restituzione al proprietario del documento depositato.

La radiocronaca riservata ai tifosi non vedenti non si ferma a una semplice descrizione delle azioni principali, ma segue direttive precise che consentano al tifoso di avere un quadro chiaro della partita. La radiocronaca infatti si traduce in un'audio-descrizione incentrata anche e soprattutto su informazioni visive spesso tralasciate e importanti, come il linguaggio del corpo, i colori delle divise delle squadre, le espressioni del viso, lo scenario. Proprio per l'importanza di tali particolari, spesso lasciati all'attenzione del telespettatore, non è pensabile che l'audio-descrizione sia affidata a giornalisti o commentatori TV.

Un progetto dunque ben studiato, che mira ad abbattere una barriera tra i tifosi non vedenti e il calcio. L'obiettivo infatti è quello di permettere un coinvolgimento a 360 gradi del tifoso non vedente, consentendo a quest'ultimo, seppur costretto a seguire la partita tramite una radiocronaca, di vivere le sensazioni, le emozioni, e l'atmosfera dello stadio. Un progetto di inclusione e integrazione quindi, e non di esclusione, condizione cui spesso chi è costretto a convivere con un handicap è condannato.

E se la società giallorossa targata USA in Italia ancora una volta si dimostra sensibile a iniziative promosse nell'interesse dei tifosi, la speranza è che il buon esempio sia seguito a ruota anche da società di casa nostra, e che diventi una bella realtà diffusa.

di Stefania Manservigi

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Focus

Regolamento di attuazione ISEE - Chiarimenti

Si riporta di seguito un utile documento (la circolare della Sede Centrale U.I.C.I. n. 67/2013), contenente importanti precisazioni volte a chiarire eventuali dubbi sulla delicata questione relativa al regolamento attuativo della nuova disciplina ISEE.

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Poiché da più parti sono giunte richieste di chiarimento sull'iter di approvazione delle nuove regole per l'ISEE, l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, si ritiene utile svolgere alcune precisazioni.

Il nuovo ISEE e le relative norme attuative non sono ancora entrati in vigore.

Infatti, la Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (nota come manovra "Salva-Italia") aveva previsto, all'articolo 5, l'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, al fine di rivedere sia le modalità di determinazione che i campi di applicazione dell'ISEE.

Lo schema del decreto è stato esaminato e approvato dal Consiglio di Stato e in seguito, anche in forza della Sentenza 297/2012 della Corte Costituzionale, è stato sottoposto al vaglio della Conferenza Stato-Regioni che, tuttavia, non ha raggiunto un'intesa, soprattutto a causa dell'opposizione della Regione Lombardia.

Lo schema di decreto, pertanto, è ritornato in Consiglio dei ministri e, quindi, all'esame consultivo delle Commissioni di Camera e Senato, prima dell'approvazione definitiva. Non essendo stato possibile approvarlo per la conclusione della legislatura, si ritiene che la nuova regolamentazione dell'ISEE sarà uno dei primi punti all'ordine del giorno del futuro Governo, qualunque sia la sua composizione o la maggioranza di riferimento.

La delicatezza della materia è ben nota ed è stata oggetto di vibranti proteste da parte di tutto il movimento della disabilità.

Infatti, come si ricorderà, il citato art, 5 della legge 214/2011, contenuto all'interno di una norma di rigido contenimento della spesa, ha fissato i seguenti principi ispiratori per la regolamentazione del nuovo ISEE:

* adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonché dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico;

* migliorare la capacità selettiva dell'indicatore, valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale, sita sia in Italia sia all'estero, al netto del debito residuo per l'acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;

* permettere una differenziazione dell'indicatore per le diverse tipologie di prestazioni.

Inoltre, rispetto ai campi di applicazione, il ripetuto articolo 5 rimandava al medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale che a decorrere dal 1° gennaio 2013 non sarebbero più state riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso. Di questo specifico decreto non risulta al momento alcuna traccia.

Le maggiori preoccupazioni condivise da tutto il movimento della disabilità sono state sostanzialmente le seguenti:

* che per il calcolo del nuovo ISEE si prendessero in considerazione anche pensioni, indennità e assegni riservati agli invalidi civili, ciechi, sordi;

* che l'ISEE calcolato con le nuove modalità potesse risultare più svantaggioso per le famiglie italiane e, in particolare, per quelle in cui sia presente una persona con disabilità;

* che il nuovo limite ISEE si potesse applicare anche alle provvidenze assistenziali riservate agli invalidi civili, ciechi, sordi compresa l'indennità di accompagnamento e l'indennità di comunicazione fino ad oggi erogate a prescindere da qualsiasi limite reddituale.

Inoltre, dopo le recenti Sentenze della Corte Costituzionale (296 e 297/2012) in materia di partecipazione alla spesa e di ruolo delle Regioni nella definizioni ISEE, si può correre il rischio che ogni Regione e ogni ente erogatore di servizi o prestazioni agevolate regolamenti il settore come meglio ritiene, creando una forte disomogeneità di trattamento e perdendo di vista il vero spirito dell'ISEE che è equitativo.

Come già riferito in precedenti circolari, nell'ultimo periodo di permanenza in carica il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha elaborato diverse stesure del decreto di ridefinizione dell'ISEE confrontandosi, oltre che con altri referenti istituzionali, anche con le organizzazioni sindacali, le Associazioni delle persone con disabilità, le Regioni, i Comuni, l'INPS e il Ministero dell'Economia.

Sulle prime stesure del decreto tutte le Associazioni delle persone con disabilità hanno espresso forti riserve, sostenendo con il supporto di specifiche documentazioni tecniche che molti degli interventi ipotizzati potevano risultare fortemente distorsivi e dannosi per le persone disabili e le loro famiglie.

L'ultima versione, quella non approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, ha accolto molte (ma non certo tutte) delle richieste avanzate, ad esempio aumentando le franchigie e le spese detraibili dal computo dell'indicatore reddituale, anche se rimangono numerosi punti critici, non da ultimo quello della considerazione nel reddito complessivo dell'indennità di accompagnamento.

Ovviamente, non appena l'attività amministrativa del nuovo Governo riprenderà a pieno regime, sarà cura anche dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con tutte le altre Associazioni di e per persone con disabilità, mantenere alta la vigilanza sull'iter di questo provvedimento così rilevante per la vita di tutte le famiglie che abbiano al proprio interno una persona disabile.

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L'agenda: appuntamenti del mese di aprile

Date delle Assemblea Annuali Ordinarie dei Soci U.I.C.I. della Lombardia:

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Flashback: nel mese appena trascorso

Nel mese di marzo si sono svolte le seguenti riunioni:

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DALL'ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO

OPPORTUNITà DI LAVORO - RICHIESTA PER L'ASSUNZIONE DI UN CENTRALINISTA

L'Istituto ricerca per una prestigiosa casa di moda con sede in zona Porta Romana Centralinista Non Vedente da inserire con Contratto a tempo determinato della durata di 12 mesi con successivo scopo di conversione a tempo indeterminato e un orario di tipo full time 09.00/18.00.

L'azienda offre una RAL di € 20.000/22.000 secondo 14 mensilità e un inquadramento al 4' liv del CCNL Commercio. La ricerca è aperta a qualsiasi età anagrafica e la società garantisce un percorso di formazione interno per l'acquisizione delle procedure di gestione del centralino.

Tempistica d'inserimento: da valutare in base alle specifiche disponibilità della candidata; tempistica di gestione del processo di selezione: immediata.

Gli interessati possono contattare il Centro informatico dell'IStituto dei Ciechi di Milano al numero telefonico: 02/77226335 chiedendo di Ivana Cavallini o Franco Lisi.

In alternativa, scrivere a: sportello.lavoro@istciechimilano.it.

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