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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Marzo 2013

SOMMARIO

Superando.it del 21-02-2013

Cresce il Centro Tiflotecnico della Lombardia

«È il raggiungimento di un sogno»: con queste parole, il 10 novembre dello scorso anno, Nicola Stilla, presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), inaugurava a Milano il Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia. Un sogno importante, uno di quelli che solo la forza di volontà e la convinzione di quanto si sta facendo hanno permesso si avverasse: ridare cioè ai non vedenti e agli ipovedenti della Lombardia un punto di riferimento nell'ambito della fornitura di ausili a loro dedicati, colmando così quel vuoto lasciato dalla chiusura avvenuta qualche anno fa del Centro Tiflotecnico gestito dalla dall'UICI di Milano.

Il nuovo Centro è gestito dalla ditta Cambratech di Cameri (Novara), da anni operante e altamente specializzata nella commercializzazione di strumenti rivolti alle persone non vedenti e ipovedenti. Pienamente operativa dalla metà di novembre, la struttura sta riscuotendo un notevole interesse da parte di un numero sempre maggiore di utenti i quali - potendo contare sul supporto qualificato a loro garantito in vista di una scelta consapevole - vi si rivolgono per valutare un'eventuale fornitura, o semplicemente per visionare e toccare con mano i vari ausili.

«L'obiettivo che ci poniamo prima di ogni altro - dichiara Raul Pietrobon, responsabile del Centro - è garantire agli utenti la più vasta gamma possibile di ausili a loro dedicati: da quelli di uso quotidiano, come orologi, bastoni bianchi, tavolette per scrittura e apparecchi elettromedicali, fino agli strumenti tecnologicamente più avanzati, come videoingranditori manuali e portatili per gli ipovedenti, nonché screenreader e display Braille per l'utilizzo del computer, da parte dei non vedenti; il tutto con la possibilità di scegliere fra diverse marche».

Altro punto di forza del Centro è poi un angolo completamente dedicato alla domotica. L'autonomia, infatti, è il primo passo per una vera integrazione sociale delle persone con deficit visivo e non vi è dubbio che il punto da cui è fondamentale partire, per un buon grado di autonomia, sia proprio quello domestico. Fortunatamente, le tecnologie più recenti possono offrire un valido contributo a tal fine: si pensi alla possibilità di avere il pieno controllo delle luci di casa tramite un computer o un telefonino, oppure alla gestione della temperatura interna mediante termostati con funzioni vocalizzate. «Agli inizi di dicembre e nel mese di gennaio - continua Pietrobon - abbiamo organizzato presso il Centro due dimostrazioni dedicate alla domotica che hanno visto un buon numero di partecipanti, e ciò è indice del fatto che l'informazione che viene data in materia non è mai abbastanza. Questo deve farci da stimolo per fornire sempre più occasioni per conoscere e accostarsi a questo tipo di tecnologie».

Il Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia non si prefigge dunque di essere un semplice punto vendita di ausili, ma uno spazio nel quale, chi vi si rivolge, abbia la possibilità di "toccare con mano" i diversi strumenti di proprio interesse, al fine di valutare un'eventuale fornitura in base alle specifiche esigenze e con il supporto di personale altamente qualificato in materia.

«Ora - conclude Pietrobon - il nostro primo progetto è quello di farci conoscere, e il modo migliore per ottenere questo risultato è informare quanto più possibile sul grado di autonomia che una persona con deficit visivo è in grado di raggiungere, se dotata degli ausili più adatti. A tal fine, il 1° febbraio scorso, abbiamo effettuato una dimostrazione riservata ai Centri Rriabilitativi della Lombardia e abbiamo intenzione di adoperarci per farci conoscere in maniera capillare anche dagli oftalmologi e dai medici di famiglia. Inoltre, entro la fine dell'anno, è nostra intenzione adoperarci per proporre almeno una dimostrazione di ausili tiflotecnici in ogni Sezione Provinciale Lombarda dell'UICI».

Se la nascita del Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia ha coinciso quindi con il "raggiungimento di un sogno", a soli tre mesi dal suo avvio si può affermare che esso sia una piacevole realtà che cresce.

(di Massimiliano Penna, Addetto alla Comunicazione del Consiglio Regionale Lombardo dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Il Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia si trova a Milano (Via Mozart, 16), tel. 02 76023922, tiflotecnico@uicilombardia.org.

***La prima dimostrazione di ausili tiflotecnici si è tenuta lo scorso 23 febbraio presso la Sezione U.I.C.I. di Brescia. Nei prossimi numeri del Blocnotes verranno comunicate le date dei futuri eventi.***

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DALLA SEZIONE DI BRESCIA

CORSO DI SCACCHI

Comunichiamo che considerato il successo dei corsi dell'anno scorso e l'interesse riscontrato, le socie Anna Gamba e Silvia Peroni, ripropongono il corso di scacchi nell'intento di trasmettere la passione per quest'arte antica e meravigliosa che è considerata, a ragione, lo sport della mente più bello del mondo, e che da migliaia di anni affascina uomini di ogni nazione e cultura.

Obiettivi e finalità del corso.

Obiettivo primario è portare persone che non conoscono assolutamente questo sport, ad una buona conoscenza di tutte le sue regole, ad essere in grado di giocare una partita divertendosi ed assaporando l'incredibile potenza e la sconfinata varietà di questo gioco, mai uguale a se stesso.

Altresì verrà spiegato come codificare la posizione di scacchiere e singole mosse al fine di poter giocare via posta, via email, al telefono o attraverso i più comuni programmi di messaggistica istantanea, nonché attraverso siti appositamente dedicati che consentono a giocatori di tutto il mondo di confrontarsi fra loro.

N.B.: Il gioco vero e proprio tramite computer non è oggetto di questo corso.

Requisiti di partecipazione.

L'iniziativa è rivolta a non vedenti e ipovedenti, con priorità per i soci, di tutte le età a partire dagli otto anni, previa autorizzazione dei genitori per i minorenni.

I partecipanti, date le finalità del corso, devono essere neofiti del gioco degli scacchi.

Al corso saranno ammessi i primi cinque iscritti. Se vi saranno più adesioni si terrà un corso successivo.

Qualora il corso non fosse completo, potranno partecipare anche vedenti purché collaboratori o volontari dell'UICI.

Modalità di svolgimento.

Il corso si articola in 4 lezioni di 90 minuti ciascuna.

Le lezioni si svolgeranno nella sede di via Divisione Tridentina 54 di venerdì dalle ore 14,30 alle ore 16. La data prevista per l'inizio del corso è il 22/03/2013.

I partecipanti riceveranno una dispensa contenente le regole del gioco in braille, in nero ingrandito o in formato elettronico.

Inoltre verranno forniti i contatti dell'ASCI una associazione che organizza attività scacchistiche accessibili ai privi della vista e che fornisce tutto il materiale, scacchiere ed orologio accessibili, per giocare a scacchi in autonomia assieme a tutti.

Per iscrizioni chiamare la segreteria sezionale al 030/2209416.

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Dalla sezione di como

Gita sociale in Slovenia e Croazia dal 1 al 6 giugno 2013

La sezione UICI di Como organizza: TOUR SLOVENIA & CROAZIA

in collaborazione con VECCHIE MURA VIAGGI - LECCO ed il referente sezionale per il turismo Piero Alpino

Da sabato 1 giugno a giovedì 6 giugno 2013. Nei prossimi notizziari e nella prossima circolare ai soci pubblicheremo nel dettaglio la visita giorno per giorno. Ora ecco il programma riassuntivo:

1° GIORNO: LECCO - COMO - TRIESTE - POSTUMIA.

2° GIORNO: POSTUMIA - LJUBLJANA - POSTUMIA.

3° GIORNO: POSTUMIA - LAGHI DI PLITVICKA - KORENICA.

4° GIORNO: KORENICA - ZARA - SIBENIK - TROGIR.

5° GIORNO: SPALATO.

6° GIORNO: ANCONA - SAN MARINO - COMO - LECCO.

Quota di Partecipazione:

Minimo 30 paganti 620.00 euro, Minimo 40 paganti 590.00 euro, Minimo 50 paganti 580.00 euro.

Quota Cani Guida per tutto il tour: 30.00 euro.

La quota comprende: Viaggio a/r con Pullman Gt - sistemazione in Hotel 3* sup. in camere riservate - trattamento di pensione completa dal pranzo del 1° giorno al pranzo del 6° giorno - Menù tipici e Menù curati e a base di pesce - Bevande ai pasti comprese acqua o soft drink a Trieste / Postumia / Korenica / Spalato e a bordo della Nave - Visite guidate come da programma - Ingressi inclusi al Castello di Miramare / Audioguide doppie incluse al Castello di Miramare / alle Grotte di Postumia / al Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice - Biglietto traghetto Spalato /Ancona con sistemazione in cabine doppie / triple e quadruple con servizi privati - Tasse portuali d'imbarco per tutti i passeggeri - Pullman a bordo della nave - Tasse portuali d'imbarco per il veicolo - Accompagnatore dell'Agenzia Vecchie Mura Viaggi per tutta la durata del tour - Assicurazione sanitaria.

La Quota non comprende: Ingressi non menzionati - bevande extra non menzionate - mance ed extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La Quota Comprende". Supplemento camera singola: euro 120 per l'intera gita. Acconto di euro 200 da versarsi entro e non oltre sabato 13 aprile 2013. Precisiamo che è indispensabile che ciascun socio si iscriva con un proprio accompagnatore al fine di non dover chiedere l'assistenza di altre persone iscritte alla gita. Raccomandiamo ai nostri soci di comunicare tempestivamente alla Segreteria sezionale la propria intenzione ad aderire a questa proposta di gita. Per ulteriori informazioni contattate la Segreteria.

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Comunicazioni varie

DALLA COMMISSIONE REGIONALE AUTONOMIA

il Referente regionale della Commissione Autonomia Franco Lisi segnala che la Commissione europea promuove un'indagine al fine di conoscere il gradimento dell'utenza e per migliorare la conoscenza dei bisogni delle persone non vedenti o ipovedenti in materia di mobilità.

Si ritiene che sia particolarmente importante in questo momento non far mancare la nostra voce ed è per questo che si auspica il coinvolgimento del maggior numero di soci per la compilazione del suddetto questionario.

Si tratta di rispondere a semplici e brevi domande compilando un questionario on-line accessibile mediante tecnologia assistiva; indirizzo web: http://www.ziv.de/indagine

Nel ribadire ulteriormente l'importanza di compilare il predetto questionario si precisa che lo stesso è anonimo.

DALLA SEZIONE DI BRESCIA

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA - 17 MARZO 2013

Rendiamo noto che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, nel salone Ponti della sede sezionale di via Divisione Tridentina si svolgerà un incontro che avrà come protagonista la nostra socia Letizia Lechi recentemente insignita, dal Presidente della Repubblica, dell'onorificenza di Maestra del Lavoro.

L'incontro si svolgerà domenica 17 marzo, avrà inizio alle ore 11.00 e sarà aperto all'intera cittadinanza.

Al termine dell'incontro sarà offerto un simpatico pranzo a buffet; a tal proposito per motivi organizzativi si chiede ai soci di segnalare la propria presenza e quella di eventuali accompagnatori alla segreteria sezionale al numero 0302209416.

DALLA SEZIONE DI COMO

Presso il salone sezionale Braille-Nicolodi, sabato 9 marzo 2013 si terrà il pomeriggio di festa per la giornata della donna. Tutti insieme per un momento di festa e di riconoscenza nei confronti delle nostre donne.

Programma:

ore 14.30 - 14.45 accoglienza

ore 15.00 - introduzione

Presentazione del libretto testimonianza delle donne comasche con la Prof.ssa Teresa Arioli, la referente sezionale Pari opportunità Maria Pia Roscio. Lettura di alcuni estratti del libro.

ore 15.45 - Dumandas: esibizione musicale del duo musicale, chitarra e voce.

Premiazione per il concorso delle torte. Al termine gustoso rinfresco. Pesca di beneficenza durante il pomeriggio.

Invitate donne nostre amiche, simpatizzanti, volontarie. Prenotarsi telefonando presso la Segreteria entro giovedì 7 marzo 2013.

E' a disposizione dei nostri soci un CD in formato MP3 che contiene la registrazione della lettura degli atti del convegno di Trento del 31 gennaio 2012 avente per tema: Il cieco e l'ipovedente, cosa vedono? Dalla ricerca scientifica alla qualità della vita.

Contattate la Segreteria per ottenerne una copia.

Si avvisano i soci che è disponibile su CD in formato documento accessibile, la raccolta della rassegna stampa pubblicata dalla sede centrale UICI per l'anno 2012. Centinaia di articoli provenienti da tutte le sezioni italiane dedicati a svariati argomenti. Contattate la segreteria per richiedere il cd.

DALLA SEZIONE DI MILANO

Sabato 9 marzo ore 15 il Circolo culturale e ricreativo Paolo Bentivoglio in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano Via Vivaio 7 in occasione della giornata della donna, organizza presso il salone Barozzi il Concerto "Mozart e le donne" a cura dell'Associazione Concerto di Dame. Programma reperibile sul sito www.concertodidame.it.

L'Orto Botanico di Brera dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l'UICI di Milano, il Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico di Milano e il Rotary Club Brera, ha realizzato un percorso innovativo all'interno dell'Orto Botanico che, attraverso la predisposizione di microchip interrati, consente ai non vedenti muniti di uno speciale bastone, di seguire una traccia predisposta e rilevare informazioni di carattere orientativo e descrittivo sulle caratteristiche di un determinato albero o di un fiore e sperimentare appieno un vero e proprio percorso sensoriale all'interno dell'importante patrimonio dell'Orto Botanico di Brera.

Per ulteriori informazioni: e-mail ortobotanicodibrera@unimi.it; tel. 02-50314680.

La Nastroteca del Movimento Apostolico Ciechi organizza dal 23 al 26 maggio un viaggio attraverso castelli, antiche pievi e parchi delle terre del ducato di Maria Luisa.

Visite alla città di Parma e ai luoghi verdiani in occasione del bicentenario della nascita.

Sistemazione in hotel nel centro storico di Fidenza.

Il tour è pensato per una completa fruizione da parte dei non vedenti delle bellezze artistiche, naturalistiche ed enogastronomiche.

Per informazioni e programma completo rivolgersi alla Sezione U.I.C.I. di Milano.

DALLA SEZIONE DI PAVIA

FESTA INTERNAZIONALE DELLA DONNA DOMENICA 10 MARZO

Cari amici, ci fa piacere invitarvi a trascorrere con noi un momento in allegria.

Festeggeremo la Giornata della Donna Domenica 10 marzo p.v.

Ci troveremo in sezione intorno alle 11,00: qui potremo vivere un momento di festa insieme, degustando un buffet freddo allestito per l'occasione, a cui, chi vorrà potrà anche dare il suo speciale contributo con qualche leccornia.

Resteremo in sezione perché in questo momento di crisi è fondamentale risparmiare e perché pensiamo di potervi offrire l'occasione di passare qualche ora serenamente, in un ambiente intimo e accolto, che facilita l'incontro, la confidenza, lo scambio di opinioni.

Vi aspettiamo numerosi

Naturalmente molto graditi anche i maschietti.

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La Repubblica del 12-02-2013

"Diversi da chi?". Idee per le scuole

MILANO. La scuola è un diritto che tutti danno per scontato, ma al momento dell'iscrizione a uno dei più prestigiosi licei di Milano - un istituto superiore pubblico - è capitato che il dirigente scolastico si sia opposto sostenendo che «la ragazza non è adatta a frequentare una scuola che forma la classe dirigente di domani». Questa è la risposta che si è sentito dare il direttore dell'Istituto ciechi di Milano, Giancarlo Abba, quando è intervenuto per sostenere una studentessa ipovedente Un episodio che ci ricorda come la disabilità sia principalmente un ostacolo culturale prima che fisico. «Proprio la scuola dovrebbe essere il luogo deputato a diffondere la cultura dell'integrazione promuovendo l'autostima degli alunni disabili e sviluppando la sensibilità nei compagni normodotati», afferma Abba, intervenendo a Milano alla presentazione di un nuovo progetto formativo: "Diversi da chi? Per una nuova cultura del rispetto". «Spesso ci ritroviamo di fronte a un ribaltamento: chi non vede, vede, e chi vede non vede».

"Diversi da chi?" si rivolge proprio al mondo della scuola per sensibilizzare gli studenti tra gli 8 e i 17 anni verso i diritti delle persone con varie disabilità, offrendo strumenti formativi per "mettersi in gioco".

Quindici cortometraggi raccolti in un cofanetto realizzato dall'associazione culturale "Controscena" - da un'idea di Eva Schwarzwald e Mari Nizzi - in collaborazione con la Lega per i diritti delle persone disabili, l'Associazione nazionale subvedenti, l'Unione italiana ciechi e degli ipovedenti, l'Istituto per ciechi di Milano, l'Associazione lombarda famiglie audiolesi, l'Associazione Ortica, con il sostegno del Comune di Milano e dalla Fondazione Banca del Monte Lombardia (info@diversidachi.it) «Questo progetto - spiega l'antropologa sociale Rebecca Zanuso, tra i curatori - nasce da una forte istanza delle associazioni che hanno lavorato con noi. Il superamento delle distanze non può che avvenire attraverso consapevolezza e conoscenza, abbandonando pietismi e diffidenze. Un percorso che proponiamo, grazie all'immedesimazione filmica, che stimola a mettersi nei panni dell'altro e sperimentare forme di comunicazione non verbale e non convenzionale»

di Silvia Baglioni

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L'Eco di Bergamo del 27-02-2013

Disabili, arriva il pass europeo Vita dura per i furbetti

BERGAMO. Il nuovo pass europeo per disabili è a prova di «furbetti». Due gli aspetti che renderanno difficile, se non impossibile: copiare il pass che permette ai portatori di handicap e a chi ha a bordo persone con disabilità di parcheggiare negli spazi dedicati e di transitare nelle zone a traffico limitato. Il pass a marchio Ue non sarà fotocopiabile, come era invece la precedente versione, e, inoltre, sarà dotato della fotografia del disabile cui è intestato il permesso, rendendo inequivocabile un eventuale abuso. Inoltre, il pass aprirà le frontiere ai disabili, perché il nuovo contrassegno è riconoscibile su tutto il territorio dell'Unione europea. Anticipati i tempi A presentare a Palazzo Frizzoni l'introduzione del pass europeo in città il vicesindaco e assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo Gianfranco Ceci, alla presenza di Giovanbattista Flaccadori, presidente della sezione bergamasca dell'Unione Italiana Ciechi. Il nuovo pass si chiama Cude (Contrassegno unificato disabili europeo) ed è entrato in vigore a livello nazionale lo scorso 15 settembre, secondo una raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea che risale al giugno del 1998, quindici anni fa. I Comuni italiani hanno tempo tre anni per adeguarsi e attrezzarsi con l'emissione del nuovo contrassegno, ma a Palafrizzoni si sono portati avanti: «In accordo con le associazioni dei disabili ci siamo premurati di fare subito nostra l'iniziativa che lasciava ai Comuni tre anni di tempo per adeguarsi al pass europeo che prevede una serie di dati in più da inserire - spiega Gianfranco Ceci -. La validità del pass è di cinque anni, ci sarà l'indicazione "parcheggio per disabili" scritta in 20 lingue diverse sul fronte, mentre la fotografia del titolare, a tutela della privacy è sul retro e sarà visibile alle forze dell'ordine solo in caso di controlli». Il vecchio pass, di colore arancione, in passato ha creato diversi problemi alle persone con disabilità, perché non essendo riconoscibile negli altri Paesi dell'Unione europea, il rischio multa, una volta varcato il confine italiano, era dietro l'angolo. «Quando capita di andare all'estero rischiamo sempre la multa - spiega Giovanbattista Flaccadori, presidente della sezione bergamasca dell'Unione italiana ciechi -. Di solito non capita perché le forze dell'ordine hanno una certa sensibilità e interpretano il pass italiano, ma d'ora in poi saremo più tranquilli». Il codice a barre Il prossimo passo è la sovraimpressione del codice a barre sul pass: «La normativa non prevede un codice a barre, ma i nostri uffici ci hanno detto che è possibile inserirlo - spiega Ceci -È un'iniziativa che rientra nel progetto dei pass per l'accesso nelle zone a traffico limitato dotati di codice a barre, come già avviene per i permessi temporanei nelle strutture alberghiere nella Ztl di Città alta. Nel giro di qualche mese doteremo dello stesso sistema anche i pass per disabili, in modo che per la polizia locale sia molto più veloce la fase di controllo». Parlando di numeri, nel Comune di Bergamo ad oggi ci sono 5.000 contrassegni per disabili ed ogni anno sono circa 1.000 i nuovi rilasci o rinnovi. A meno che venga fatta esplicita richiesta per il nuovo pass, nel caso in cui ad esempio ci sia la necessità di andare all'estero, i vecchi pass non saranno sostituiti, perché validi fino al 15 settembre 2015. «I pass che hanno scadenza entro tre anni restano validi, mentre quelli che hanno scadenza oltre i tre anni devono essere rinnovati - precisa l'assessore Ceci -. Il nuovo pass verrà comunque regolarmente rilasciato a chi ne farà richiesta, gli uffici sono già operativi».

di Diana Noris

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Il Giorno del 21-02-2013

Pronta una nuova mappa tattile per gli universitari non vedenti

PAVIA. Muoversi agevolmente all'interno del palazzo centrale dell'università anche se non si vede molto bene o per niente. È possibile grazie a una mappa tattile posizionata al primo piano. La seconda dell'ateneo, dopo quella posizionata nel 2010 proprio all'ingresso. L'iniziativa, rivolta agli studenti con disabilità che frequentano l'università di Pavia, è stata curata dal professor Alessandro Greco, docente del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura e delegato del rettore per gli Studenti con disabilità e con Dsa, dall'assessorato all'Istruzione e politiche giovanili del Comune di Pavia Rodolfo Faldini, dal personale del Saisd (Servizio di assistenza e integrazione per gli studenti disabili) e dall'ingegner Matteo Locatelli. Grazie al lavoro svolto dalla Società Happy Vision s.r.l. che ha realizzato le mappe sulla base di un progetto di 28mila euro, gli studenti potranno muoversi autonomamente per raggiungere l'aula Volta, aula Scarpa, Museo di Storia dell'università, aula Foscolo e saloni del Rettorato. La mappa tattile è una rappresentazione in rilievo completa o parziale della struttura che ospita la mappa stessa sulla quale vengono riportati aspetti informativi. Le scelte progettuali puntano ad un intervento equilibrato che sia di supporto alla conoscenza degli spazi universitari non solo da parte delle persone con disabilità, ma da tutti coloro che visitano l'edificio.

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La Provincia di Varese del 11-02-2013

Mazze e guantoni: in campo «Niente vista, ci basta il cuore»

VARESE. Amore e passione per mazze, palline e guantoni. Il baseball per i non vedenti di Varese è divertimento e aiuta a superare i propri limiti. La squadra "I Patrini" vanta otto giocatori determinati a vincere nel prossimo campionato italiano di baseball che avrà inizio il 17 marzo. Uno sport che può essere giocato dai non vedenti grazie a sistemi sonori contenuti nella palla. Adele Patrini, erede di una famiglia che ha creato e supportato la pratica del baseball a Malnate, è la presidente della squadra; il capitano è Gaetano Marchetto e l'allenatore è Adriano Chiesa. «Sono persone incredibili - commenta la Patrini - Spazzano via il buio che caratterizza la loro vita con volontà e dignità infinita». Un gioco speciale «Questo sport è un gioco, ci si diverte - spiega Marco Case, 38 anni, giocatore - È uno sport molto ruspante». Marco da 20 anni è cieco assoluto. La sua cecità è dovuta a una malattia congenita. La sua vita è stata normale sino ai 18 anni: Marco aveva ottenuto anche la patente della moto. Poi, la vista ha iniziato a diminuire drasticamente. «Alla cecità ti ci abiti gradualmente - continua Marco -La mazzata ce l'hai quando ti accorgi che la vista non va migliorando. Il passaggio da ipovedente a non vedente assoluto e, di conseguenza, all'uso del bastoncino è il più critico: bisogna abituarsi ad andare in giro senza sentirsi osservati. Questo significa accettare i propri nuovi limiti». La cosa più soddisfaciente per i non vedenti che praticano il baseball è la sensazione di sentirsi liberi in campo. «Inizialmente, muoversi in autonomia è un freno: la paura è quella di andare a impattare contro qualcosa. È una questione di gestione della velocità. Una volta che prendi fiducia, correre liberi nel campo è una bella sensazione. Questo sport aiuta a raggiungere una propria autonomia negli spostamenti». Anche Hanae el Kadrani, 32 anni originaria del Marocco, fa parte della squadra I Patrini. Hanae ha perso la vista all'età di 18 anni a causa di un incidente. Nel 2004 è venuta in Italia per sottoporsi a un intervento chirurgico nella speranza di riacquistare la vista. Sei anni chiusa in casa «Quando ho perso la vista - racconta - ho passato i sei anni successivi chiusa in casa. Ho deciso di venire a Varese per farmi operare: purtroppo, l'operazione non ha funzionato ma ho conosciuto mio marito e ora ho una bimba di quattro anni». Hanae è ancora insicura in merito alla gestione della bimba. Un anno fa, ha iniziato a giocare con I Patrini. «Entrare nella squadra mi ha permesso di conoscere delle persone con il mio stesso problema e mi ha dato maggior sicurezza nelle mie capacità. Giocare a baseball per me significa far vedere a me e agli altri la mia forza e mi ha fatto capire che il non vedente può fare tante cose». Ora I Patrini cercano nuove giovani leve. (V. Des.)

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

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Servizi di assistenza in stazione. Attivazione del Numero Verde 800 90 60 60

Siamo lieti di comunicare che, accogliendo le richieste nostre e delle altre Associazioni di e per persone con disabilità, dal 1° febbraio 2013, R.F.I., società per azioni controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato, mette a disposizione di chi desidera chiedere informazioni e prenotare i servizi di assistenza in stazione, riservati ai passeggeri con ridotta mobilità, il numero verde 800 90 60 60.

La linea gratuita 800 90 60 60 è raggiungibile da rete fissa, sette giorni su sette, dalle 6:45 alle 21:30.

R.F.I. invita a segnalare le eventuali difficoltà, incontrate nel contattare l'800 90 60 60, inviando una e.mail all'indirizzo:

StationManager@rfi.it.

Saremo grati se le eventuali difficoltà saranno segnalate anche a noi, raggiungibili, come di consueto, via posta, fax o posta digitale, agli indirizzi:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma

fax: 06 6786 815

e.mail: archivio@uiciechi.it.

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I.P.S.I.A. "Aurelio Nicolodi" di Firenze. Corsi attivati per l'anno scolastico 2013/2014

"Riaprono i corsi per le nuove professioni ex decreto Salvi a Firenze"

Grazie anche all'impegno della nostra associazione, sono aperte le iscrizioni all'IPSIA Nicolodi di Firenze al corso per operatore amministrativo segretariale.

Vi saranno due percorsi distinti, per adolescenti e per adulti.

Il titolo triennale, con possibilità di quinquennio e quindi con accesso all'università, è conforme con quanto prevede il Decreto del Ministro del Lavoro dell'11 luglio 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 209 dell'8.9.2011, che stabilisce l'equivalenza del titolo rilasciato dai nuovi corsi a quello di centralinista.

Presso l'IPSIA Aurelio Nicolodi di Firenze sarà attivata, per l'anno scolastico 2013/14, una classe prima Settore Servizi ad Indirizzo Commerciale riservata a utenza non vedente e ipovedente in fascia d'obbligo. Il corso di studi ha durata quinquennale, al termine del quale, con esame di stato si acquisisce il Diploma di Istruzione Professionale nell'Indirizzo Commerciale. All'interno del corso ordinario, è previsto il percorso IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) con qualifica triennale di Operatore Amministrativo Segretariale. Per utenza non vedente e ipovedente non in fascia d'obbligo è previsto un corso quinquennale in Operatore Servizi Commerciali.

Per informazioni e contatti: info@ipsianicolodi.it tel.055 571841 fax 055 571842.

Il testo integrale della circolare in oggetto, comprensivo della normativa di riferimento per l'attivazione dei corsi, è consultabile al seguente indirizzo web: http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/TestoCirc.asp?id=4400

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Centro Studi e Riabilitazione "G. Fucà" - trasmissione lettera del nuovo gestore

Carissimi,

come è noto in data 1° febbraio 2013 l'Unione ha sottoscritto con la Olympic Group Beach S.r.l un contratto di affitto del Centro in oggetto.

La suddetta società sta procedendo alla realizzazione di alcuni impellenti lavori di ristrutturazione, le attività, quindi, non potranno riprendere prima della prossima Pasqua, come risulta dalla lettera che vi allego.

Nell'augurare alla nuova gestione il successo auspicato e nella convinzione che la struttura continuerà a costituire per i nostri soci un punto di riferimento delle loro vacanze, saluto cordialmente.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

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Pregiatissimi,

é con grande entusiasmo che siamo con la presente a volervi annunciare che da Pasqua 2013 il Centro Le Torri riaprirà con tante novità.

Il centro sarà direttamente gestito da un nuovo Team che opera nel mondo del turismo da più di 20 anni portando con se una nuova aria di freschezza, cordialità e professionalità. Il nuovo Team sarà naturalmente affiancato da alcune figure con le quali ci pregiamo di poter collaborare, come il Presidente Paolo, Sara e Tiziano.

Tra i servizi che più vogliamo rafforzare, sono:

- il ristorante: nuovi menù con piatti Nazionali ed Internazionali ma senza dimenticare i sapori tipici della Toscana. Durante il soggiorno ci sarà la cena tipica, con degustazione dei piatti toscani e la cena di gala dove l'ospite potrà deliziarsi con un menù studiato dal nostro chef Giovanni;

- un servizio di animazione dedicato con: risveglio muscolare nel parco tutte le mattine dalle 8,00 alle 8,45; ginnastica in riva al mare con semplici ma preziosi suggerimenti; dalle 10,00 alle 10,45, passeggiate, escursioni e serate con musica ed intrattenimento;

- un diretto rapporto/confronto con la direzione che sarà sempre presente, dal momento del vostro arrivo, seguendovi durante il servizio ristorante fino alla spiaggia.

Il personale del Centro Le Torri sarà sempre dedito all'accoglienza di tutti gli ospiti con minorazioni della vista, dedicando a loro particolari attenzioni e agevolazioni, questo grazie anche all'attiva collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Il Centro Le Torri e tutto il suo staff vi aspettano da Pasqua 2013 per potervi coccolare e regalare momenti di relax.

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Soggiorno-studio in Spagna per il perfezionamento della lingua inglese (scadenza 28 maggio)

La O.N.C.E. (Organizzazione Nazionale Spagnola dei Ciechi) ha programmato anche per quest'anno un soggiorno-studio per il perfezionamento della lingua inglese che si svolgerà presso il suo Centro di Risorse Educative di Pontevedra (Spagna) dal 29 luglio al 9 agosto 2013. Il giorno di arrivo sarà il 28 luglio e il giorno di partenza sarà il 9 agosto nel pomeriggio. Potranno candidarsi per la partecipazione al soggiorno giovani ciechi o ipovedenti di età compresa tra i 15 e 17 anni (che abbiano già compiuto 15 anni alla data del 28 luglio 2013 ma non abbiano ancora compiuto 18 anni alla data del 9 agosto 2013).

A carico dei partecipanti sono previste le spese di viaggio dal luogo di residenza fino all'aeroporto di Vigo, che è l'aeroporto più vicino a Pontevedra, e ritorno. Le spese di soggiorno, di studio e il transfer dall'aeroporto di Vigo a Pontevedra e viceversa sono a carico della O.N.C.E.

Durante il soggiorno i partecipanti seguiranno un corso intensivo di inglese di livello intermedio-alto (60 ore). Come requisito imprescindibile, il possesso delle abilità linguistiche per accedere al corso dovrà essere attestato dall'insegnante di lingua inglese della scuola di provenienza di ciascun aspirante sulla base dello schema grammaticale allegato alla presente. Per garantire la partecipazione di candidati adeguatamente qualificati, si invita caldamente a inviare unicamente le candidature di quei ragazzi che possiedano effettivamente il livello di competenza linguistica indicato. In fase di selezione, sarà somministrato un test scritto agli aspiranti e gli idonei verranno contattati telefonicamente dagli organizzatori spagnoli del soggiorno-studio per una verifica ulteriore del livello di conoscenza della lingua inglese. Durante il soggiorno, oltre al corso di lingua inglese, sono previste varie attività ludico-sportive e culturali.

Altra condizione importante per la partecipazione al soggiorno-studio è essere in possesso di una ragionevole autonomia nelle attività della vita quotidiana e nella mobilità (ossia la capacità di muoversi in un ambiente dopo averlo conosciuto).

I candidati dovranno far pervenire all'Ufficio Affari Internazionali di questa Unione (indirizzo: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Ufficio Affari Internazionali, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, fax: 06 69988328, e-mail: inter@uiciechi.it) entro martedì 28 maggio p.v. la seguente documentazione:

- dichiarazione dei dati anagrafici e della disabilità visiva del candidato, completata dal numero di telefono e indirizzo e-mail, sotto la personale responsabilità dell'esercente la potestà parentale.

- attestato dell'insegnante di lingua inglese della scuola di provenienza dell'aspirante relativo al possesso da parte di quest'ultimo delle competenze linguistiche indicate nell'allegato schema. L'attestato deve indicare in maniera leggibile: nome e cognome dell'insegnante, nome e tipo di scuola frequentata dal candidato, anni di studio della lingua inglese del candidato presso quell'istituto.

- copia di eventuali certificati o diplomi che attestino lo studio della lingua inglese da parte del candidato anche presso altri istituti (scuole di lingue, etc.) con l'indicazione del livello del corso frequentato.

Il file della presente circolare, comprensivo dello schema grammaticale per la determinazione delle competenze linguistiche dei candidati, può essere prelevato al seguente indirizzo web:

http://www.uiciechi.it/archivio/circolari/2013/02/2013049.doc

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di febbraio

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Tratto dalla circolare u.i.c.i. n. 47/2013

Pubblicato il volume di Luisa Bartolucci «Qui le domande le faccio io!»

Doniamo pagine al Libro Parlato

Carissimi amici, questa iniziativa è rivolta a tutti gli amanti della lettura e a quanti credono nell'importanza del Centro Nazionale del Libro Parlato. Di recente ho pubblicato a mie spese un libro dal titolo «Qui le domande le faccio io!». Nel volume di 424 pagine, sono raccolte più di 60 interviste edite e no, da me realizzate con personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, della politica, della letteratura, del giornalismo, della radio e della televisione. Il libro nasce non solo dai ripetuti inviti di molti di voi a raccogliere i pezzi più significativi da me pubblicati sui nostri periodici e non, in un unico volume, ma anche e soprattutto dal desiderio di contribuire in prima persona insieme a tanti di voi, a donare delle pagine al nostro Centro Nazionale del Libro Parlato. Come sapete i tagli governativi hanno colpito duramente anche questo prezioso servizio così ho pensato che sarebbe bello ed importante se ciascuno di noi donasse alcune pagine al Libro Parlato. Come? Abbiamo realizzato una versione in cd audio ed una in cd contenente il testo in html di «Qui le domande le faccio io!». Il libro sarà edito nella versione in formato elettronico html e nella versione audio, quale supplemento al periodico «Kaleîdos». Il supplemento avrà, sia nella versione audio che in quella in html, un costo di 10 euro, contro i 25 imposti dalla casa editrice per la versione cartacea. L'intera somma che chi acquisterà il volume verserà sarà totalmente destinata alla produzione di libri audio in standard Daisy, da parte del Centro Nazionale del Libro Parlato dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Ciascuna delle opere prodotte con i proventi di «Qui le domande le faccio io!» recherà al proprio interno i nominativi di quanti, acquistando una delle due versioni di «Qui le domande le faccio io!», avranno contribuito alla produzione di un nuovo libro da mettere a disposizione di tutti tramite il Centro Nazionale del Libro Parlato. Come acquistare il volume e donare quindi pagine al Libro Parlato? E' molto semplice: è sufficiente effettuare un versamento di 10 euro sul c. c. p. n. 279018 intestato ad Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus - via Borgognona, 38 - 00187 Roma. Nella causale andrà inserito il titolo del libro «Qui le domande le faccio io!» seguito dalla dicitura cd audio, se si vuole ricevere la versione audio, o cd html se si vuole ricevere la versione in html.

Naturalmente è possibile acquistare in un'unica soluzione entrambe le versioni, indicandolo nella causale, così come richiedere più copie; è altresì possibile effettuare donazioni superiori alla cifra indicata, che naturalmente verranno destinate interamente alla produzione di libri audio in standard daisy realizzati dal Centro Nazionale del Libro Parlato.

Per quanti volessero effettuare il versamento mediante bonifico bancario riportiamo le coordinate: Banca Popolare di Vicenza - Ag. 8 Roma - Iban It14 A05728 03208 678570220571; per quanti volessero, invece, utilizzare il postagiro le coordinate sono: Banco Posta intestato a Amministrazione Corriere dei Ciechi - Iban It77 Z07601 03200 000000279018.

Partecipiamo numerosi dunque, doniamo pagine al Centro Nazionale del Libro Parlato e diffondiamo l'iniziativa anche tra i nostri amici e conoscenti. Più cultura, più informazione, più svago, più libri per tutti. Per saperne di più e per dare la propria adesione si può inviare una e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it; sono inoltre stati creati un profilo ed una pagina su facebook recanti il titolo del libro. Tramite la nostra stampa associativa, le nostre circolari, il giornale elettronico (giornale.uici.it), il profilo e la pagina facebook verranno fornite informazioni, in tempo reale, sull'andamento dell'iniziativa. Partecipiamo numerosi dunque, doniamo pagine tramite «Qui le domande le faccio io!». Grazie.

Luisa Bartolucci

PREFAZIONE AL VOLUME

DI RENATO TERROSI

Oltre la finestra della stanza dove ancora scrivo, per tenere alta la bandiera della benedetta professione, il panorama è bello. Una cosa eccezionale per una periferia cittadina così e così.

Monte Cavo, sotto, boschi scuri, quattro archi dell'Acquedotto romano, e un rudere informe dove cespugli di erbe selvatiche sono gonfi di salute e regalano fiori squillanti. A me sembrano papaveri, ma tant'è.

Il traffico in strada scarseggia. E' una fortuna. La scrivania è cosparsa di tanta roba, attinente o meno. Quando, però, arriva un libro, sbaracco. Rimane padrone incontrastato, pronto a farsi leggere, il libro.

Il «dominus», ora, è «Qui le domande le faccio io!», di Luisa Bartolucci, amica e collega. E' tutto dire. Via il panorama, si legge. Chiuso.

Quello che io chiamo «il personale cip-pulviscolare» si mette all'opera e subito assembla ricordi. Una dannazione, perché io vivo e ho vissuto di rimembranze. Anche quando ero ragazzo e dalle pozzanghere dei ricordi avevo poco da pescare.

Mi arrendo al gusto acido dell'avventura libraria e a quello dolciastro della vittoria su Kronos, padrone ringhioso del tempo.

Sullo schermo lattiginoso prendono a scorrere ricordi superdatati. Ottimi ricordi. Specialissimi. Mi vedo invitato in un mondo per me nuovo o sommariamente conosciuto. Il mondo dei non vedenti. Con la volenterosa disponibilità a comprendere quelli che, pur senza vedere con gli occhi, si aprono sorridenti al prossimo.

Fasciato di tenebre, un po' timoroso feci l'esperienza stupefacente della «mostra» «Dialogo nel buio» dell'Unione Italiana dei Ciechi. Conobbi una giovane accompagnatrice, Luisa Bartolucci, una voce sonora; biancovestita, solare, attenta a quanti nella «mostra» vedevano meno di lei che con gli occhi non vedeva.

Il film va avanti rapido.

Per anni lavoriamo insieme nella Comunicazione.

Il passato, lo capisco, mi sta prendendo la mano. Il libro attende. Ancora qualche riga e tante scuse.

Il corso di Giornalismo al Centro di Tirrenia. Ore e ore di lezioni. Il ballo di chiusura nella sala grande: dirigenti, allievi, giornalisti, collaboratori. Tanghi e valzer girati. Coppie che non si urtano. Molti sono increduli.

A cena due ragazzi del corso, privi di vista dalla nascita, commentano il film che hanno visto.

Basta! Prendo a leggere la copiosa raccolta di interviste ed articoli. Luisa Bartolucci c'è tutta, con professionalità e piacevole inventiva. Con la sottile lama della curiosità. Un vortice vivace e affascinante di introspezioni e considerazioni sagge. Con l'energia magnifica di chi è libero, vuole esserlo ancora e desidera che gli altri lo siano. Folate di vento vanno a cercare e a coinvolgere personaggi di vario impegno professionale e sociale: del cinema, della televisione, del teatro, della radio, della musica, della politica, del giornalismo e dell'arte. Si fanno discorsi e si tirano fuori dall'Accademia, dalle sale esclusive quelli che si sono visti in Tv, scorti appena sui tappeti rossi.

Luisa (mi scusi della confidenza d'eccezione), questi personaggi li rende più alla mano e inventa un girotondo con virtuale sottofondo di musica.

Più di sessanta incontri nei quali salta fuori anche il furetto furioso che ti scova l'aneddoto, l'aforisma. In sostanza un impegno serio, una ricerca esaustiva.

Si inizia nel 1992 con Luigi Magni, con il cinema e con il discorso delle esperienze dei non vedenti e delle sceneggiature e dei testi adeguati alle particolari circostanze.

Dal cinema al teatro nel 1993 con la grande Ileana Ghione e della troppo cauta evoluzione teatrale nel nostro Paese.

Dopo c'è la famosa scatola parlante che è la radio. Nerino Rossi coccola la sua amata «creatura», che regala canzoni e tutta una serie di servizi che svolge meglio della sorella maggiore, la Tv. Il trionfo della parola, la disponibilità al sociale.

Sempre nel 1993 l'intervista è con Sergio Trasatti, Presidente dell'Ente dello Spettacolo, grande giornalista e infaticabile organizzatore di eventi culturali.

Nel 1994 tocca a Roberto Gervaso, allievo di Indro Montanelli soprattutto nella Storia. Peraltro, scrittore eclettico, maestro di aforismi. Più volte presente al Centro di Tirrenia.

Non può mancare nemmeno Andrea Bocelli. Sereno e sorridente. Fresco del trionfo a Sanremo.

Passa qualche anno, ma il microfono di Luisa Bartolucci è sempre arroventato.

Arriva la notizia che Dacia Maraini sta registrando il suo libro «Bagheria».

La Bartolucci giunge puntuale.

«Il mondo del pensiero è sempre un po' bistrattato?», domanda l'intervistatrice, e Dacia, purtroppo conferma.

Nel 1998 entra nel «gioco» di Luisa Bartolucci, Carlo Verdone, già ben gallonato per i tanti successi nel cinema, come attore e regista.

Si accenna al rapporto tra cinematografia e handicap. Il simpatico Verdone non ha esitazioni, affermando che dato il tema delicato mai scorda di far leggere i copioni interessanti l'argomento ad esperti e Sodalizi.

Siamo nel 2006, c'è di mezzo «Grazie». Un lavoro di successo. La Nannini corre per le infinite vie della Terra e raccoglie consensi. Nell'incontro lungo e simpaticissimo la scatenata Gianna di Siena ha il tempo per parlare dei suoi viaggi, del Palio (è dell'Oca), di colonne sonore e perfino di calcio perché la Nannini ha scritto l'inno di «Italia 90» con il grande Edoardo Bennato.

Da Eugenio Finardi, e la musica ribelle degli anni Settanta, alla conduttrice radiotelevisiva Enrica Bonaccorti, autrice di bellissime canzoni.

Si passa a Marilisa D'Amico, consigliera comunale di Milano, Professore di Diritto Costituzionale all'Università. Tanti incarichi di rilievo. La legge 194, i diritti delle Donne. Impegno e sacrificio.

Poi una serie di emozioni. La prima, l'intervista, del 2007, a Lucio Dalla, poeta fanciullo, poeta giocoso, poeta «angelico» con il cuore in mano e gli occhi dolci. Che di fronte all'intervistatrice, accorta e informata, parla delle sue musiche da film, di un suo curioso duetto con Mastroianni di fatti poco conosciuti, con disinvolta simpatia. E, ovvio, di canzoni.

La seconda, la prestigiosa intervista con il Presidente Fausto Bertinotti, il suo libro, «La città degli uomini», registrato dal Centro Nazionale del Libro Parlato.

Su e giù per l'Italia. Luisa non ha esitazioni. Tutto va bene per la buona causa.

A Catania c'è l'onorevole Enzo Bianco, si va a Catania. Padre Pasquale Borgomeo, Direttore della Radio Vaticana ha parlato della sua emittente, presente in Italia e nel mondo.

Laura Pariani, una delle cinque finaliste del Campiello, è pure della partita.

«Milano è una selva oscura», ha scritto la Pariani.

Enrico Ruggeri, «Amore e guerra», collabora con vari colleghi e s'infila nel difficile discorso del «cosa non dicono le donne». Poi, a domanda, dice che Giacomo Leopardi è il suo poeta preferito.

Nella partita c'è anche Barbara, anni 24. Parla del Progetto Erasmus.

«Dalla carta ai byte», quando i libri si misero a parlare. E Gianrico Carofiglio, un maestro di lettura, sale in cattedra. Giustamente.

Chiara Valentini, Ron, Zarrillo, Linda, Gragnaniello, Camilleri, Broccoli.

Tanti artisti famosi, tante personalità pronte a donare sapere, impegno e non solo.

Ci sarebbe da confezionare una vera e propria antologia. Un profluvio di incontri, eccezionali anche per giornalisti di lungo corso.

Io non vorrei porre fine a questa rimpatriata di persone aperte alla gioia di donare e di partecipare, ma capisco di andare oltre, col rischio di scadere nella trappola del ricalco e della ovvietà.

Mi fermo. Contento.

Sento che Luisa Bartolucci è «presente» e con le ali aperte e sicure, sorridente e biancovestita della «mostra» «Dialogo nel buio»; continua il suo volo, proficuo e felice. Auguri.

Giornalista, lettore professionale

Renato Terrosi

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Vita.it del 13-02-2013

Accertamento della disabilità, presto si cambia

L'Osservatorio sulla disabilità ha approvato ieri il Piano d'azione biennale sulla disabilità, il primo per l'Italia. Al primo posto c'è la necessità di rivedere l'intero sistema di accertamento. «Un punto di non ritorno», dice Matilde Leonardi

Per la prima volta nella storia l'Italia ha un Piano d'Azione biennale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità. Lo ha approvato ieri l'Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità, un organismo previsto dalla Convenzione Onu, in carica dal 16 dicembre 2010. Si tratta a onor del vero di un documento che dovrà poi passare dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Unificata, per poi essere adottato come Decreto del Presidente della Repubblica, ma poiché all'Osservatorio (diversamente da quel che accade in analoghi soggetti di altri Paesi) sono già presenti tutti gli stakeholder coinvolti, l'agreement raggiunto ieri è senza dubbio un punto di non ritorno.

Il Programma d'azione nasce dal lavoro di sei gruppi di lavoro e segue l'analisi della situazione italiana fatta per monitorare l'attuazione della Convenzione ONU in Italia, dettagliato in un report inviato all'Onu a dicembre 2012. Sicuramente il Piano d'Azione parte da un nuovo approccio culturale: «Passando da un modello medico/individuale, che vedeva nelle persone con disabilità "dei malati e dei minorati", a cui doveva essere garantita solo protezione sociale e cura, ad un modello biopsico- sociale della condizione di disabilità basata sul rispetto dei diritti umani, la CRPD valorizza le diversità umane - di genere, di orientamento sessuale, di cultura, di lingua, di condizione psico-fisica e così via - e rileva che la condizione di disabilità non deriva da qualità soggettive delle persone, bensì dalla relazione tra le caratteristiche delle persone e le modalità attraverso le quali la società organizza l'accesso ed il godimento di diritti, beni e servizi», dice la premessa.

Matilde Leonardi è la presidente del Comitato Tecnico Scientifico di questo Osservatorio e del traguardo raggiunto è «assolutamente orgogliosa».

Perché, in particolare?

Perché l'Osservatorio aveva due compiti: redigere il report per l'Onu e scrivere il Piano d'azione. Abbiamo fatto entrambe le cose e le abbiamo in tempi molto più brevi del previsto: era assolutamente importante per noi consegnare al nuovo Governo un lavoro finito. Il Governo che verrá, qualunque sarà, non potrà prescindere da questo importante lavoro. Poi si tratta di un Piano per il Paese, non per il Ministero della Salute o per quello del Welfare. Infine, ma importantissimo, è un documento che è stato ampiamente partecipato, condiviso e concordato.

Quali sono le novità?

Nello stendere il Piano ci siamo appoggiati sul monitoraggio effettuato per il report sulla Convenzione Onu, quindi la prima novità discende proprio dalla Convenzione Onu, che prevede che tutte le politiche e tutte le azioni vengano reimpostate sui diritti. Per questo l'elemento che attraversa tutto il Piano è la necessità di rivedere i criteri e i processi per l'accertamento e la certificazione della disabilità, una cosa che condiziona tutto il resto. Un secondo elemento trasversale è la necessità di raccogliere dati statistici in maniera più completa e organica, perché quelli che abbiamo adesso non consentono di fare una lettura compiuta della situazione. Le faccio un esempio: sappiamo con certezza quanti disabili lavorano, ma non sappiamo che percentuale siano, né quanti potrebbero lavorare ma non lavorano... è evidente che avere un quadro completo influenzerebbe l'approccio politico. Poi ci sono novità che derivano direttamente dalla Convenzione Onu, come la creazione di «PUA-Punti unici di accesso».

Piani nazionali in altri settori ce ne sono, ma poi restano quasi sempre dei libri dei sogni... Per esempio questo Piano ha o avrà un finanziamento?

No, le azioni indicate dovranno essere finanziate nel limite degli stanziamenti già previsti, rimodulando i soldi che già ci sono. Però di certo non sarà un libro dei sogni. Un elemento di forza è che diamo proposte e creaimo una cornice di riferimento per tutti i livelli di governance, andando a dettagliare - un po' come fa il Piano Infanzia - azioni, obiettivi, interventi e soggetti coinvolti. Quello che abbiamo fatto è "operazionalizzare un diritto". Mi spiego: alla persona disabile non interessa il diritto al lavoro, ma un lavoro: bene, noi abbiamo indicato i percorsi operativi per rendere questo diritto esigibile. Diciamo che abbiamo lavorato più sulla giustizia che sulla bontà. E comunque il fatto di aver raggiunto un agreement sulla necessità di riforma del sistema dell'invalidità è un grandissimo risultato, non era così scontato. Tutti i principi dell'ICF sono stati introdotti.

Quali sono le macro-aree su cui avete lavorato?

Il Piano d'Azione prevede sei aree di priorità: revisione del sistema di accesso, riconoscimento e certificazione della disabilità; lavoro e occupazione; vita indipendente; accessibilità; inclusione scolastica; salute, diritto alla vita, abilitazione e riabilitazione. In più c'è un settimo punto sulla cooperazione internazionale, in collaborazione con il Mae. Vorrei sottolineare ancora una cosa: il primo problema delle persone con disabilità oggi è la solitudine. È ovvio che la coesione sociale non si può imporre in un piano d'azione, però ogi volta che ci è stato possibile abbiamo messo a tema questo tema.

di Sara De Carli

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Redattore Sociale del 19-02-2013

Palermo, taglio da 700 mila euro per l'Istituto dei ciechi

PALERMO. Settecentomila euro in meno per l'istituto Florio Salamone dedicato ai non vedenti e ipovedenti di Palermo. E' questo infatti il taglio del contributo dedicato allo svolgimento dei servizi dedicati ai 70 utenti dell'istituto di età compresa da 12 a 50 anni. L'Istituto dei ciechi Opere riunite I. Florio - F. ed A. Salamone, opera da oltre 100 anni nel territorio della Regione Siciliana erogando i propri servizi in favore dei non vedenti, anche con minorazioni aggiuntive. Attualmente all'istituto dei ciechi di Palermo operano a vario titolo 25 persone e 15 professionisti esterni che si occupano di assistere a vario livello gli utenti.

"Già dal mese di maggio saranno a rischio tutti i servizi erogati per i non vedenti a causa del taglio ai fondi per un valore di 700 mila euro - precisa la dottoressa Carmela Patti, dirigente amministrativo dell'Istituto Florio Salamone di Palermo -. Il taglio è avvenuto anche per tanti altri enti senza entrare nella tipologia dell'ente e dei servizi che eroga. Con queste cifre, però, non possiamo andare avanti per questo abbiamo chiesto un incontro con il presidente della regione e con l'assessore regionale all'istruzione Nelli Scilabra. Chiediamo almeno che venga mantenuto il contributo di un milione e 900 mila euro. Diversamente non potremo fare neanche il bilancio di previsione".

"Abbiamo avuto notizia che per il 2013, nella bozza del bilancio regionale, è stata prevista la somma di euro 1.267.000 contro quella che è l'obiettiva necessità dell'ente di circa 2 milioni di euro - si legge nel documento nel quale sono sintetizzate le attività dell'istituto e le spese fisse -. Qualora, nel bilancio di previsione definitivo della Regione Siciliana, lo stanziamento dovesse rimanere determinato in euro 1.267.000, il consiglio di amministrazione si troverebbe nella impossibilità di amministrare l'ente. La paventata riduzione del contributo porrebbe, infatti, gli amministratori nelle condizioni di non potere porre in essere alcuna attività di programmazione".

"Inoltre la predetta riduzione porterebbe alla paralisi totale dell'istituto per cui il consiglio di amministrazione si vedrebbe costretto ad operare licenziamenti - continua il documento - e a ridurre drasticamente il numero di utenti. E tutto ciò a discapito di cittadini già gravemente colpiti dalla minorazione. Ci si rende conto delle difficoltà in cui versa la regione e, tuttavia, non può non sottolinearsi che non si può penalizzare il sociale - si legge ancora nel documento -. Tra l'altro, la riduzione del contributo vanificherebbe anche gli sforzi fatti dalla stessa regione nell'erogare contributi che hanno consentito di ristrutturare radicalmente l'istituto. Oggi, non avere adeguate risorse finanziarie, significherebbe avere una sede finalmente confortevole e funzionale ma priva di utenti".

Inoltre attualmente l'istituto è impegnato anche ad avviare le attività di un'altra sede, recentemente realizzata, destinata ad accogliere pluriminorati non vedenti, che si spera porterà in futuro un ritorno economico a beneficio dell'istituto ma che, nella fase attuale, comporta un aggravio delle spese generali. Si tratta, infatti, della prossima apertura del centro polivalente per pluriminorati, adiacente al centro commerciale Conca D'oro voluto dal presidente della squadra del Palermo Zamparini. Il presidente Zamparini ha acquistato nel 2009 un appezzamento di terreno denominato Fondo Raffo dove oltre a costruire un centro commerciale ha fatto edificare una struttura destinata ad accogliere 36 non vedenti pluriminorati per una spesa di 11 milioni di euro. Sull'argomento si è espresso il presidente dell'Unione italiana ciechi della Sicilia Giuseppe Castronovo.

"La nostra speranza è quella di adeguare gli istituti alle nuove esigenze dei non vedenti e dei ipovedenti pluriminorati che in Sicilia sono più di 500 - afferma Castronovo -. Purtroppo sappiamo che cresce il numero di giovani con gravi deficit visivi e pluriminorati. Per loro speriamo al più presto di attivare anche il centro polifunzionale. L'idea è, infatti, quella di affidare la gestione ad un consorzio composto da noi, l'istituto dei ciechi di Palermo, la stamperia regionale braille e il centro regionale Helen Keller dei cani guida. L'intento è di farlo diventare un centro di eccellenza sul modello di quelli già esistenti in Europa".

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SUPERANDO.IT DEL 27-02-2013

I TAR CONTINUANO A REINTEGRARE LE ORE DI SOSTEGNO

Continua la lunga teoria di provvedimenti favorevoli agli alunni con disabilità e alle loro famiglie, prodotte dai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) di tutta Italia. Tra le più recenti, vanno segnalate le due Sentenze Brevi prodotte il 1° febbraio scorso dalla Seconda Sezione della Sede di Catania del TAR della Sicilia (n. 00381/13 e n. 00382/13), in risposta al ricorso promosso su spinta della Sezione Provinciale di Messina di SFIDA (Sindacato Famiglie Italiana Diverse Abilità).

Nella fattispecie, i Giudici del TAR catanese, accogliendo le istanze presentate, per il reintegro delle ore di sostegno a due alunni con grave disabilità, hanno sottolineato «l'illegittimità del sacrificio del diritto allo studio in conseguenza della contrazione delle ore di sostegno funzionali a consentire la proficua partecipazione alle attività didattiche altrimenti preclusa dallo stato di disabilità» e rifacendosi alla Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale, hanno ribadito la «natura incomprimibile del diritto fondamentale del soggetto disabile a fruire di un percorso scolastico effettivo».

Le Sentenze, inoltre, hanno evidenziato i comportamenti illegittimi posti in essere dalla Pubblica Amministrazione che anziché perseguire le «misure di sostegno necessarie per evitare che il soggetto disabile altrimenti fruisca solo nominalmente del percorso di istruzione», hanno continuato ad attuare «misure volte al contenimento della spesa pubblica, incuranti delle conseguenze nefaste sugli alunni con disabilità». Già durante lo scorso anno scolastico, infatti, uno dei due alunni interessati aveva ottenuto dai Giudici il reintegro delle ore di sostegno.

L'Amministrazione Scolastica, pertanto, è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio (3.000 euro) e al rimborso del contributo unificato versato dalle famiglie per promuovere il ricorso (1.200 euro).

Soddisfazione viene espressa da Maria Vitale Merlo, segretario provinciale di Messina del Sindacato SFIDA, pur considerando il ricorso al Giudice come «ultima ratio» e cercando sempre «il dialogo e il confronto con i responsabili della Pubblica Amministrazione».

L'auspicio, quindi, è che «le Pubbliche Amministrazioni di qualsiasi settore abbiano come principio fondante nel loro operare il rispetto delle leggi, ma sempre e comunque guardino alla centralità "della persona", anche se con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: infosfidamessina@tiscali.it.

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Redattore Sociale del 27-02-2013

Parte lo Sportello Mobile dell'Inps: lavoratori non vedenti aiutano gli invalidi ultra 80enni

ROMA. Dal 1° marzo sarà più facile per oltre 600 mila cittadini, per lo più invalidi civili ultraottantenni titolari di indennità di accompagnamento, usufruire di alcuni servizi erogati dall'Inps: ad aiutarli a farlo sarà una squadra di lavoratori con disabilità (in particolare ciechi e ipovedenti) che l'Istituto ha indirizzato al servizio di Sportello Mobile, già attivo in forma sperimentale e che ora si rafforza.

Lo Sportello Mobile - informa una nota dell'Inps - è stato previsto per l'erogazione agevolata di prodotti istituzionali ai cittadini che potrebbero trovare difficoltà nell'uso dei canali di contatto ordinariamente messi a disposizione degli utenti". In una prima fase, il servizio sarà destinato a circa 605 mila invalidi civili, sordi e ciechi civili ultraottantacinquenni titolari delle indennità di accompagnamento, speciale e di comunicazione. Per accedere al servizio si deve telefonare ad alcuni numeri dedicati e identificarsi attraverso un codice personalizzato: sia i primi sia il secondo non sono pubblici ma vengono comunicati direttamente con una lettera che l'Inps sta inviando in questi giorni a tutti gli interessati. Per favorire una migliore integrazione socio-lavorativa, come detto, il servizio Sportello Mobile verrà svolto nelle sedi Inps principalmente da personale centralinista disabile (in particolare ipovedenti e non vedenti).

Fra i servizi erogabili dallo Sportello Mobile ci sono: variazioni di indirizzo; deleghe a riscuotere (previo accesso domiciliare); variazione ufficio pagatore; trasferimenti ad altra sede; rilascio estratti contributivi non certificativi; rilascio modello CUD; rilascio ObisM; rilascio PIN cittadino dispositivo; comunicazione ICRICC; iscrizione, variazione e cancellazione colf e badanti - stampa Mav; comunicazione per eliminazione da decesso; attivazione Agenda appuntamenti; informazioni sullo stato di lavorazione delle pratiche Inv Civ.

Lo Sportello Mobile nasce dall'esperienza del "Servizio mobile per disabili ed anziani", progetto sperimentale premiato nel 2010 con l'United Nations Public Service Award delle Nazioni Unite, il più prestigioso riconoscimento all'eccellenza nel servizio pubblico, istituito nel 2003 dall'Onu per premiare le amministrazioni che si distinguono con progetti altamente innovativi.

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PE: meno rumore da traffico, ma suoni artificiali per i veicoli supersilenziosi

ROMA. Il Parlamento Europeo ha approvato ieri una bozza di regolamento che, una volta adottato dalla Commissione e dal Consiglio, porterà a limiti più stringenti per quanto riguarda le emissioni di rumore di macchine, furgoni e autobus. Nel nuovo disegno di legge, sono però previsti anche studi sull'adozione di dispositivi che emettano un suono artificiale su veicoli ibridi, elettrici o con motore a combustione a bassissime emissioni acustiche, per evitare pericoli ai pedoni e agli utenti della strada cosiddetti vulnerabili, ovvero ad esempio i non vedenti.

Come fa, infatti, un pedone che utilizza un bastone bianco o un cane guida, ad accorgersi dell'avvicinamento di un veicolo ultrasilenzioso, ibrido o elettrico? Come fa a individuarlo se tale veicolo è fermo a un semaforo o in un incrocio pericoloso? E il problema non è solo per i ciechi, ma anche per le persone anziane o per chi non vede e non sente troppo bene. Per non parlare dei comuni pedoni o dei ciclisti, che non si accorgono di un veicolo silenzioso avvicinarsi da dietro. Gli eurodeputati, nel testo che hanno approvato, si sono presi l'impegno di studiare le soluzioni più tecnologicamente adeguate per affrontare il problema: la cosa più probabile è che, in futuro, le automobili e gli autobus ultrasilenziosi saranno dotati di dispositivi acustici di allerta, in gergo chiamati Avas.

Per la European Blind Union, l'organizzazione che a livello europeo cura gli interessi di ipovedenti e non vedenti, tali Avas dovrebbero essere obbligatori su veicoli ibridi ed elettrici soprattutto a basse velocità (sotto i 40 chilometri orari), perché una volta superato tale limite un'automobile diventa identificabile grazie al rumore prodotto dall'attrito con l'aria e dai pneumatici sulla superficie stradale.

Il rumore da traffico è considerato dall'Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) come il secondo problema ambientale più importante in Europa dopo l'inquinamento atmosferico, e colpisce circa la metà dei cittadini dell'UE ma, detto ciò, non si può non tener conto dei pericoli che i veicoli ultrasilenziosi, previsti in forte crescita nel prossimo decennio, porranno sempre più per quegli utenti della strada che trovano difficile la loro identificazione.

Secondo la European Blind Union, gli Avas dovrebbero inoltre indicare al pedone il tipo di movimento del veicolo, ovvero capire se quest'ultimo sia in accelerazione, decelerazione o retromarcia e dovrebbe essere possibile individuare le automobili anche quando queste sono ferme.

Un'altra soluzione che si è studiata in precedenza, ma che è stata in seguito scartata, è di dare tali segnalazioni acustiche attraverso ricevitori portati dai pedoni, come ad esempio piccoli apparecchi da tenere in tasca, ma tali ricevitori pongono problemi di standardizzazione e di adozione su larga scala. E tali problemi risultano ovvi: come fare in modo, infatti, che tutti ne siano provvisti e li utilizzino correttamente? Si è quindi stabilito che dovranno essere i veicoli stessi a venir equipaggiati con dispositivi di allerta acustica. (Maurizio Molinari)

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Corriere del Veneto del 19-02-2013

Retina artificiale, da Negrar una speranza con il fotovoltaico

NEGRAR (VR). C'è anche la firma dell'eccellenza della sanità veronese sulla prima ricerca tutta «made in Italy» per la realizzazione di una retina artificiale che potrebbe cambiare radicalmente la vita delle persone colpite da malattie degenerative della retina che possono portare alla completa cecità. Come la retinite pigmentosa che ha un'incidenza di un caso ogni 3.500 persone con la perdita totale della vista prima dei 20 anni. I primi importanti risultati del progetto saranno illustrati nel secondo congresso internazionale sulle gravi malattie della retina che si svolgerà alla Gran Guardia venerdì e sabato, organizzato dalla dottoressa Grazia Pertile, direttore dell'Unità operativa di oculistica dell'ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e chirurgo oculista del team che sta portando avanti lo studio. Al simposio hanno confermato la partecipazione più di 600 oculisti provenienti da ogni parte del mondo, di cui cinquanta relatori, metà dei quali dall'estero. L'obiettivo della ricerca è una piccolissima cella fotovoltaica, opera della nanotecnologia, che una volta inserita sotto la retina, è capace di catturare il segnale luminoso e trasformarlo in elettrico per poi inviarlo al cervello dove verrà codificato in immagine. Il progetto ha ottenuto lo scorso anno un importante finanziamento Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche e vede impegnato un team multidisciplinare formato dalla stessa dottoressa Pertile, dall'équipe del professor Guglielmo Lanzani, fisico del Politecnico e direttore Centro di nanoscienze e tecnologia dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Milano, da quella del professor Fabio Benfenati, direttore del dipartimento di Neuroscienze e neurotecnologie dell'Iit di Genova, e dalla professoressa Silvia Bisti del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell'Università de L'Aquila. «I primi risultati sui ratti sono incoraggianti spiega la dottoressa Pertile . Il polimero impiantato sotto la retina non ha indotto fenomeni di rigetto e sembra avere un'ottima biocompatibilità. La trasmissione dell'impulso è stata dimostrata anche attraverso la positiva reazione pupillare alla luce registrata nei ratti ciechi. Mi auguro che questa retina artificiale possa essere applicata su pazienti non vedenti entro cinque anni».

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Farmacia.it del 16-02-2013

Degenerazione maculare, cura a base di staminali

Potremmo presto essere vicini a una svolta nei trattamenti di natura genetica contro la degenerazione maculare legata all'età. Dal Giappone arriva la notizia che un ospedale di Kobe ha autorizzato un protocollo di ricerca clinica con cellule staminali pluripotenti indotte (Ips). Non appena riceverà l'assenso definitivo da parte del ministero della Sanità giapponese, saremmo di fronte al primo trial sperimentale di questo genere al mondo. A quanto pare i primi test clinici potrebbero avvenire tra l'aprile del 2013 e il marzo del 2014 e riguarderebbero proprio la cura della degenerazione maculare legata all'età (Dmla), principale causa di cecità oltre i 55 anni nei Paesi industrializzati, visto che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Anche perché per poter curare la malattia occorre soltanto reimpiantare delle cellule della retina. I ricercatori fanno sapere che le staminali di tipo Ips sono ottenute a partire da cellule adulte riportate ad uno stato semiembrionale grazie all'attivazione di quattro geni, normalmente non espressi nelle forme adulte e che restituiscono alla cellula la capacità di differenziazione. Buone notizie arrivano anche dagli Stati Uniti.

Qui infatti la Food and Drug Administration americana ha dato il via libera al primo trattamento che offre una vista limitata alla persone afflitte da determinati tipi di cecità. Le autorità hanno approvato una nuova tecnologia chiamata retina artificiale che consente ad alcuni tipi di non vedenti di individuare incroci stradali, la presenza di persone o auto e in alcuni casi anche numeri e lettere. Come ha raccontato il New York Times la retina artificiale è composta da elettrodi impiantati nell'occhio tramite un'operazione chirurgica. L'approvazione rappresenta il primo passo verso una nuova frontiera nella ricerca sulle cure ai problemi alla vista.

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Yahoo! Notizie del 20-02-2013

Tornare a vedere forme con occhiale bionico, a Pisa primi impianti mondo

PISA. Sembra un banale occhiale da sole. Solo un filo collegato a un microcomputer e una piccola cassettina nera applicata alla bacchetta tradiscono la sua particolarità. Con questo 'occhiale bionico' infatti, Filippo, 32enne di Pescara - e come lui altri 7 pazienti italiani - ha detto addio al buio totale nel quale era avvolto ormai da qualche anno per effetto dell'aggravamento di una malattia degenerativa rara, la retinite pigmentosa, ed è tornato a vedere la differenza tra giorno e notte, a distinguere la forma degli oggetti, le sagome delle persone. Progressi apparentemente piccoli, che però restituiscono un po' di autonomia a persone che l'avevano perduta. Succede a Pisa, con un intervento pioneristico - non adatto a tutti i pazienti con retinite pigmentosa - che permette l'impianto di una protesi retinica hi tech.

I medici della Chirurgia oftalmica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana hanno realizzato il primo impianto al mondo, dopo l'approvazione dell'agenzia del farmaco europea (Ema), e adesso con gli altri 7 pazienti seguiti, vantano il maggior numero di casi post sperimentazione. Tanto che un comitato scientifico è al lavoro per far ottenere all'ospedale toscano l'etichetta di 'centro di eccellenza' e per garantire l'accessibilità e la rimborsabilità dell'impianto. La protesi infatti ha dei costi molto alti, circa 78 mila euro ai quali si aggiungono le spese per l'intervento (il Drg vale 4 mila euro) e per l'assistenza post impianto. "Arriviamo a circa 85 mila euro a paziente", spiega Elio Borgonovi, docente di Economia e management delle amministrazioni pubbliche all'università Bocconi di Milano e Presidente del Cergas Bocconi.

"Riuscire di nuovo a riconoscere le lettere, se scritte in bianco su sfondo nero e quindi con un altissimo contrasto, è stato bellissimo per me che amo leggere", racconta oggi Filippo, durante un incontro a Milano. La gioia del 'paziente zero', "Riccardo, di Prato, è stata quella di riuscire a intravedere la sagoma della figlia, nata dopo che lui era diventato cieco", riferisce Stanislao Rizzo, direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.

In Italia convivono con la retinite pigmentosa circa 15 mila italiani. Questa malattia degenerativa dell'occhio è di natura ereditaria e colpisce le cellule della retina, i fotorecettori. Ogni anno si stima che circa 30 italiani perdano la vista per effetto dell'aggravamento della patologia.

Ma l'intervento, tengono a precisare gli esperti, non è per tutti. I criteri di selezione sono ristretti: pazienti over 25, in buona salute così da poter affrontare un'operazione di 3-4 ore, completamente ciechi, con alle spalle una storia confermata di retinite pigmentosa e cellule gangliari e nervo ottico funzionanti nell'occhio sottoposto a impianto della protesi. Ma soprattutto i candidati all'intervento devono aver visto fino a una certa età affinché la corteccia cerebrale collegata alla visione si sia sviluppata. Non devono in altre parole essere ciechi dalla nascita.

"Questa storia degli impianti di protesi retiniche nasce per una coincidenza. Conosco personalmente l'inventore di questo device, lo scienziato Mark Humayun, che ha sviluppato questa tecnologia a Los Angeles, ottenendo fondi sia pubblici che privati". In Usa la società californiana Second Sight ha messo a punto questo 'occhio bionico' (Argus II) frutto di una ricerca decennale. Si cominciò con 16 elettrodi per approdare a 60 e la tecnologia è in continua evoluzione. Oggi siamo alla quinta generazione del software e alla terza generazione delle telecamere. Con la protesi retinica, i fotorecettori danneggiati sono sostituiti da un microcomputer in grado di trasformare e trasmettere l'impulso luminoso, ricevuto da una telecamera montata sugli occhiali del paziente, alle cellule nervose della retina ancora attive.

I pazienti, quindi, imparano a interpretare questi stimoli recuperando funzionalità visiva: ma il percorso è molto lungo. "Bisogna affrontare un viaggio settimanale verso Pisa, procedere per piccoli aggiustamenti delle impostazioni fino ad approdare a risultati sempre migliori", spiega Filippo. È di pochi giorni fa, il 14 febbraio, l'approvazione dell'Fda statunitense per l'avvio degli impianti protesici anche negli Stati Uniti.

"Fino a oggi - spiega Borgonovi, anche lui affetto da retinite pigmentosa - l'Azienda Ospedaliera di Pisa ha sostenuto i primi interventi, ma in futuro non può continuare a gestire i costi della tecnologia per i pazienti di tutta Italia. Per questo motivo il Comitato scientifico per la Protesi Retinica ha avviato un percorso di lavoro con la Regione Toscana per definire i migliori criteri di accessibilità e rimborsabilità dell'impianto nel centro pisano. Siamo fiduciosi. Il centro toscano, inoltre, potrebbe attirare pazienti anche dall'estero, non solo da fuori regione".

Non solo accessibilità ma anche informazione chiara e corretta sulla nuova tecnologia, questa la richiesta di Retina Italia Onlus attraverso il suo presidente, Assia Andrao: "Realizzeremo nei prossimi mesi una serie di incontri informativi sulla protesi retinica dedicati a pazienti e familiari in tutta Italia". La protesi, continua Rizzo, è fissa, l'impianto resterà sulla retina per il resto della vita dei nostri pazienti, ma il software che regola la proiezione di immagini è in continuo sviluppo e stiamo assistendo a un continuo miglioramento delle performance visive dei pazienti. Per il 2016 è prevista una protesi con 240 elettrodi, cioè una densità 4 volte migliore di quella che impiantiamo oggi e questo permetterà quindi di estendere il campo di applicazione anche a pazienti che hanno una vista migliore rispetto a coloro che sono adesso candidabili all'intervento". Intanto la prossima settimana è previsto uno screening per valutare 5 pazienti. Tre sono invece gli impianti in programma nei prossimi 6 mesi.

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Wall Street Italia del 06-02-2013

Arriva il primo occhio bionico, può donare la vista ai ciechi

NEW YORK. Dopo anni di ricerca, il primo occhio bionico ha visto la luce del giorno negli Stati Uniti. Sviluppato da Second Sight Medical Products, la protesi chiamata in gergo Argus II Retinal ha già aiutato più di sessanta persone a recuperare la vista parzialmente, sperimentando risultati migliori del previsto. Composto da 60 elettrodi impiantati nella retina, Argus II ha già avuto l'approvazione dai regolatori europei. A breve dovrebbe esprimere il suo verdetto anche la US Food and Drug Administration, rendendo "questo" occhio bionico il primo ampiamente disponibile su larga scala nel mondo. Argus II è, infatti, già commercializzato in diversi paesi europei al prezzo di 73mila euro. "E 'il primo occhio bionico ad essere venduto in tutto il mondo, il primo in Europa e il primo negli Stati Uniti", ha spiegato Brian Mech, vice presidente della società californiana che lo ha prodotto. Questa protesi è particolarmente adatta ai pazienti che sono affetti da retinite pigmentosa, una malattia genetica rara, che colpisce circa 100.000 persone negli Stati Uniti. Le cellule fotorecettrici riescono a convertire la luce in impulsi elettrochimici che vengono trasmessi al cervello attraverso il nervo ottico, dove vengono decodificati in immagini. "Il modo in cui funziona protesi è sostituisce la funzione dei fotorecettori", ha spiegato Mech. Trenta persone di età compresa fra 28 e 77 anni, che erano completamente cieche, hanno partecipato alla sperimentazione clinica del prodotto con risultati diversi. "Abbiamo avuto alcuni pazienti che hanno tratto solo un po' di giovamento e altri che potrebbero fare cose incredibili come leggere i titoli dei giornali", ha ammesso Mech. Ma quello che è sensazionale è che in alcuni casi i pazienti vedono anche i colori. Nelle persone sane infatti, il sistema di captazione dei colori è gestito, all'interno dalla retina, da diverse popolazioni di cellule specializzate nella ricezione dei singoli colori primari. Una complessità che gli attuali sistemi non erano riusciti fino ad oggi a riprodurre. Alla luce dell'ampia domanda, altri ricercatori si sono "gettati" nel business: hanno intenzione di mettere a punto occhi bionici, che offrono immagini ad alta risoluzione con più elettrodi impiantati nella retina. Al Massachusetts Institute of Technology, un team guidato da John Wyatt sta lavorando su un sistema che ha fino a 400 elettrodi. Mentre Daniel Palanker, medico presso la California Stanford University propone un approccio diverso, basato su piccole celle fotovoltaiche al posto di elettrodi. La sfida è più che mai aperta. Ma almeno la causa, questa volta, è buona.

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WebNews del 28-02-2013

L'elettronica da indossare aiuterà i non vedenti

Un nuovo sistema per il rilevamento di ostacoli a distanza potrebbe rendere l'elettronica da indossare utile per i non vedenti.

USA. La tecnologia potrebbe presto correre in soccorso dei non vedenti, incrementando sensibilmente la loro sicurezza durante gli spostamenti in città a piedi. Presso l'Università dell'Illinois è stato infatti sviluppato un sistema capace di rilevare a distanza la presenza di persone ed oggetti, permettendo così ai non vedenti di individuare potenziali pericoli prima che essi siano troppo vicini.

Particolare interessante di tale tecnologia è la sua natura indossabile: i sensori e gli attuatori che la compongono possono essere distribuiti su degli indumenti, coprendo a trecentosessanta gradi il corpo della persona che la utilizza per avere una copertura totale dell'ambiente circostante. Alla base di tutto vi è l'utilizzo di ultrasuoni: qualora vengano individuati ostacoli entro un certo raggio, il sistema è in grado di segnalare quanto rilevato in maniera piuttosto semplice, ma efficace.

L'avviso viene infatti lanciato all'utente sotto forma di una pressione esercitata sulla pelle da alcuni attuatori. In questo modo, quindi, è possibile trasformare un'informazione visiva in un feedback tattile, consentendone un semplice utilizzo da parte di chiunque. Oltre a sensori, trasduttori ed attuatori, poi, vi è un'unità di controllo contenente al proprio interno la sorgente di alimentazione e la circuiteria per l'elaborazione delle informazioni ricevute.

Secondo i primi test effettuati, nel 90% dei casi tale dispositivo è stato in grado di aiutare in maniera sensibile persone che deambulavano per il campus dell'università ad occhi chiusi di rilevare con precisione la presenza di altre persone, così come la loro posizione in un certo range. Tale tecnologia potrebbe quindi rivelarsi particolarmente utile per aiutare i non vedenti a muoversi per strada con maggiore sicurezza, ma non solo, in quanto potrebbe essere applicata anche nel trasporto privato per rendere i veicoli più sicuri.

Davide Falanga

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SuperAbile.it del 02-02-2013

"Brailletouch", arriva l'app che permette ai ciechi di scrivere su I-phone

Strumento creato dai ricercatori della School for innovative computing della George Tech, negli Stati Uniti. Consente di usare sei dita per creare tutte le combinazioni di punti che formano l'alfabeto Braille. Ora si pensa al corrispettivo per Android

BRUXELLES. Avere la possibilità, per le persone non vedenti, di scrivere in Braille sull'Iphone e di esportare quanto si è scritto per postarlo su Facebook, Twitter, per inviare una mail o un messaggio. Questo si poteva già fare con diversi programmi, ma un'app che esce oggi e che si chiama Brailletouch permette di raggiungere una velocità di scrittura media di oltre 23 parole al minuto, con punte di 32 parole, molto maggiore di quella che si ottiene utilizzando la tastiera Qwerty virtuale nativa del dispositivo, con cui una persona che non vede scrive in media dalle dieci alle quindici parole ogni sessanta secondi.

Ma qual è l'aspetto innovativo di Brailletouch? In sintesi è il fatto che si possono usare sei dita per creare tutte le combinazioni di punti che formano l'alfabeto Braille e che non bisogna vagare col dito sulla tastiera dell'Iphone alla ricerca della lettera giusta, per poi inserirla sollevando il dito o toccando due volte lo schermo una volta trovata. E' così, infatti, che i non vedenti - aiutati da un programma che vocalizza le lettere o le icone che si toccano - utilizzano i dispositivi dotati di Touch Screen.

Ma Brailletouch non è un'app solo per non vedenti: permette a una persona vedente di imparare il Braille, perché mostra a schermo quello che si scrive e permette a chi vede di familiarizzarsi con le diverse combinazioni di punti. Così, ad esempio, se si impara l'alfabeto Braille si potrà scrivere un testo senza dover guardare lo schermo, durante una riunione o quando si è per strada. I ricercatori della School for Innovative Computing della George Tech, negli Stati Uniti, hanno infatti pensato anche alle persone che vedono. Questa app può essere un buon punto di partenza per migliorare le tecniche e la velocità di scrittura su dispositivi dotati di touch screen senza dover guardare lo schermo, una cosa che in futuro potrà essere utile a tutti.

Per utilizzare Braille Touch, basterà tenere l'Iphone in posizione orizzontale, con la parte posteriore del telefono rivolta verso di noi e lo schermo quindi non visibile dai nostri occhi, le mani che sono posizionate una sulla parte destra e una sulla parte sinistra del dispositivo, e utilizzando indice, medio e anulare di entrambe formare le combinazioni di punti. Se un vedente vuole vedere cosa sta facendo per impratichirsi con il programma, ogni punto è segnato da un grosso pulsante rotondo sullo schermo.

L'app, che è gratuita per quanto riguarda la sua versione di prova e costa 13,99 euro per la versione completa, con cui è possibile mandare sms, mail, tweet etc., è per ora sviluppata solo per Iphone, ma i suoi inventori stanno già lavorando al corrispettivo per Android. Da quando la Apple ha installato sui suoi prodotti touchscreen e non solo lo screenreader Voiceover, che permette a chi non vede di utilizzare in autonomia smartphone, tablet e computer della Mela, uno dei principali problemi incontrati dai ciechi e ipovedenti è quello di velocizzare la scrittura. A questo proposito, un'altra applicazione molto diffusa si chiama Fleksy, che permette a un non vedente di toccare dove pensa sia una lettera e, attraverso un sistema di interpretazione simile a un T9 ma molto più avanzato, suggerisce le parole che si volevano comporre. Anche Fleksy velocizza di molto la velocità di scrittura su Iphone, ma il suo svantaggio è che bisogna impostare la lingua in cui si vuole scrivere, visto che il programma si appoggia su un dizionario per dare i suggerimenti. Con Brailletouch, invece, ognuno potrà scrivere nella lingua che vuole, almeno se ci limitiamo alle lingue con caratteri latini. E gli sviluppatori promettono che implementeranno presto altre tabelle Braille anche per quelle lingue come russo, cinese o giapponese che utilizzano un diverso set di caratteri.

Ecco un video in inglese per far capire meglio come funziona Brailletouch: http://www.youtube.com/watch?v=rIEO1bUFHsI. Il sito di Brailletouch è http://www.brailletouchapp.com/. Per maggiori informazioni su Fleksy, invece, andare su www.fleksy.com.

di Maurizio Molinari

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La Repubblica del 21-02-2013

Basta una app e lo schermo diventa Braille

La funzionalità è stata valutata da utenti di tutto il mondo attraverso spazi virtuali di 'universal access´.

Un ingegnere fiorentino ha creato il software che divide la tastiera in sei punti sensibili per i non vedenti

FIRENZE. Inviare un semplice sms, una e-mail di lavoro o condividere uno status su Facebook. Piccoli gesti della nostra quotidianità, che ci permettono di comunicare, socializzare, far parte, attivamente, di un mondo sempre più tecnologico che costringe, o invita, a cambiare e modificare le nostre abitudini. Gesti semplici, come scrivere un tweet di 140 caratteri o memorizzare un appunto nel blocco note virtuale, diventati, di volta in volta quasi banali. Ma anche scrivere un messaggio, con i nuovi smartphone con touchscreen, cioè senza tastiera fisica, può essere un´attività per niente facile per chi ha problemi di vista o è non vedente. «Sull´iPhone non ci sono più i tastini - racconta l´ingegnere Claudio Guida, informatico ipovedente - ha una superficie piatta e scrivere è più difficile perché non ci sono riferimenti tattili». Un´operazione semplice che diventa estenuante, laboriosa e stancante: «L´iPhone ha un sistema interno, il Voice Over - spiega Guida - un programma di digitazione a tocco che pronuncia lettera per lettera ciò che si tocca, ma in questo modo anche scrivere una e-mail di lavoro porta via tantissimo tempo». Ma grazie alla passione e all´intuizione dell´ingegnere fiorentino anche chi non vede potrà digitare, più facilmente, sull´iPhone. Basta scaricare gratuitamente, nell´Apple Store, una applicazione che trasforma lo schermo touchscreen in una vera e propria dattilobraille.

«La app si chiama BraillePad - racconta Guida, 34 anni e laureato in ingegneria informatica all´Università di Firenze - lo schermo è diviso in sei grandi aree, che corrispondono ai sei punti con cui vengono rappresentati i simboli dell´alfabeto comune nel sistema Braille, inclusi numeri, punteggiatura, note musicali e qualsiasi altro alfabeto conosciuto».

«E´ come una nuova primavera, la primavera che ritorna - racconta Antonio Quatraro, presidente dell´Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze - il connubio tra Braille e la tecnologia per noi significa dare nuova vita a un´invenzione nata quasi due secoli fa». Un´invenzione progettata dall´ingegnere fiorentino già nell´agosto scorso. «Ho lanciato la prima versione a ottobre, dopo mesi di lavoro - racconta Guida - tra qualche giorno uscirà la 2.6, molto più veloce nella scrittura e senza alcune imperfezioni che mi erano state segnalate dagli utenti e dai tester del gruppo Google "universal access". Uno spazio sul web dove non vedenti e ipovedenti possono confrontarsi sull´accessibilità delle tecnologie e sui modi di velocizzare piccole pratiche quotidiane. «C´è chi pensa che bisogna utilizzare il sistema fornito da Apple - racconta l´ingegnere informatico - e chi ha accolto con soddisfazione la mia app». Un lavoro autonomo, ma anche condiviso: «Mi piace far testare il mio lavoro per migliorarlo - spiega Guida - una app non deve rallentare ma aiutare, altrimenti non ha senso». Una nuova vita per il Braille che permette, per il suo inventore, di superare numerose difficoltà: «E´ come i musicisti non vedenti che imparano a suonare il pianoforte tramite la distanza tra i tasti. Serve solo un po´ di pratica e poi sarà come usare un iPhone a tutti gli effetti».

Scrivere, salvare, condividere sono gli elementi alla base dell´app per non vedenti. «Ci sono i principali social network - spiega l´inventore - oppure è possibile copiare un testo negli appunti e usarlo con qualsiasi altra applicazione». Per gli ipovedenti, invece, Guida ha creato una sezione dove è possibile disegnare le lettere che poi saranno riconosciute dall´applicazione e convertite in testo. «Dopo quattro mesi dalla mia è stata lanciata un´altra app simile - racconta Guida - ma al costo di 15 euro. Ed è impensabile, l´accessibilità non dovrebbe essere fatta pagare». Programmatore per passione, centralinista per lavoro Claudio Guida ha lavorato, per due anni, come ricercatore all´Università di Firenze.«Scelsi di fare ingegneria a 12 anni - racconta, emozionato - contro tutto e contro tutti che me la sconsigliavano per i miei problemi di vista». All´Università con il suo gruppo di ricercatori ha creato BusAlarm, un prototipo che permette, installato su un iPhone, di riconoscere l´arrivo di un autobus e indicarne il modello e il numero. «Per ora resta solo un esperimento - racconta - nessuno si è fatto ancora avanti».

di GERARDO ADINOLFI

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Met.provincia.Fi del 07-02-2013

Un progetto dell'Unione Ciechi per avvicinare i giovani non vedenti alla musica

FIRENZE. La musica è l'unica forma d'arte totalmente accessibile ai non vedenti, eppure i nostri Conservatori non prevedono alcun supporto per i ciechi. Non parliamo poi delle scuole, dove la musica è pressochè scomparsa. Ecco perché l'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione di Firenze, costola' dell'Unione italiana ciechi, ha pensato bene di ideare il progetto "Restituire la musica ai ciechi", che ha ottenuto un finanziamento su un bando della Banca Nazionale della Comunicazione. Grazie a quest'iniziativa, sette giovani non vedenti toscani dagli 8 ai 25 anni potranno avvicinarsi alla musica, "e non da semplici 'orecchianti'", come spiega il professor Antonio Quatraro, presidente provinciale Uic nonché uno dei docenti del corso, che durerà 15 mesi. In cattedra anche Emanuele Ricciardi, informatico musicale ed esperto di non vedenti, col supporto dello psicologo Marco Cenerini, che aiuterà i ragazzi e le loro famiglie ad affrontare l'avventura degli studi musicali.

Il progetto verrà presentato domani alle 15 al circolo Baragli dell'Unione ciechi. Un'occasione per spiegare alle famiglie quest'idea di insegnamento così innovativa. Già, perché i giovani potranno sfruttare software pensati proprio per agevolare i musicisti non vedenti, che potranno contare su spartiti informatizzati e dotati di comandi vocali che aiuteranno i giovani a 'leggere' la musica esattamente come i normodotati. Le lezioni si svolgeranno anche a distanza, utilizzando le possibilità offerte da Skype. Se l'allievo avrà difficoltà a decifrare i testi, il docente potrà aiutarlo anche da lontano. Gli basterà vedere dove il suo studente sta sbagliando e correggerlo.

"Se da Firenze è partito il movimento di emancipazione dei ciechi italiani, vogliamo che da qui inizi anche la riscossa di quei ciechi che, seppur privati degli studi musicali, vogliano invece dare applicazione al principio delle pari opportunità - dice Quatraro -. Abbiamo illustri esempi di musicisti ciechi, dall'organista Francesco Landino ad Andrea Bocelli, ma la realtà è fatta di ragazzi che non studiano più musica. Ecco, noi vogliamo contribuire ad invertire questa tendenza".

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Corriere delle Alpi del 10-02-2013

Ciechi nelle scuole per sensibilizzare i più giovani

TRICHIANA. Hanno imparato a convivere con la loro disabilità, ma per poter condurre una vita agevole e dignitosa hanno bisogno che anche la comunità impari a convivere con loro. Per questo la sezione locale dell'Uici, Unione italiana ciechi e ipovedenti, rappresentata dalla vicepresidente Simona Zanella e dal consigliere Fernando Giacomin, sta facendo il giro di alcune scuole del bellunese per raccontare i disagi, le lotte quotidiane, le conquiste e i riscatti dei non vedenti bellunesi. Lo scopo è proprio quello di sensibilizzare i giovani a comprendere le problematiche relative alla cecità, e a saperci interagire. Il percorso è un vero e proprio progetto, chiamato "Primi passi verso la disabilità" e promosso dai Comuni della Sinistra Piave, sta facendo il giro delle scuole del territorio. A novembre l'Uici è passata a Trichiana e Limana, per poi incontrare gli studenti di Livinallongo e Caprile, dove è stata sottolineata l'importante tematica del volontariato in compagnia dei membri dell'Unione italiana volontari pro ciechi, che hanno raccontato l'importanza del loro ruolo nella società, sollecitando i ragazzi a mettersi in gioco come loro, per poter aiutare i non vedenti della loro città, anche solo per un passaggio in farmacia o per una passeggiata al mercato. Il prossimo incontro si terrà il 18 febbraio all'elementare di Rasai, così da «rafforzare l'avvicinamento tra i giovani e la diversità, in modo da renderlo un momento di arricchimento, piuttosto che un pretesto per la discriminazione», sostiene Simona Zanella. «L'Unione ciechi è sempre in prima linea nel suo compito di sensibilizzazione verso la popolazione ad una maggiore conoscenza delle difficoltà ma anche delle potenzialità che le persone cieche e ipovedenti possiedono. Restiamo sempre disponibili qualora vi siano altre scuole interessate a questo tipo di iniziative, ritenendolo un compito imprescindibile nella sua attività».

di Francesca Valente

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Il Giornale di Vicenza del 05-02-2013

«Rinato grazie ad un labrador»

La storia di Pietro Giacomello, ipovedente di Malo, che ha chiesto aiuto ovunque e lo ha trovato vicino a casa.

Oscar ha un anno e mezzo e da sei mesi affianca il suo nuovo padrone con cui è uscito per la prima volta in questi giorni

VICENZA. «Da quando in casa c´è Oscar ho visto papà rinascere». Sono le parole del figlio Adriano a spiegare meglio di altri cos´è cambiato nella vita del padre, Pietro Giacomello, ipovedente 76enne di Malo, dopo l´aiuto della onlus vicentina U-dog.

Oscar è un labrador di un anno e mezzo addestrato come cane guida per persone affette da cecità. Casa Giacomello lo aspetta da quattro anni, dopo una serie di richieste inoltrate a Milano, Padova, Firenze. Ma niente da fare, fino a quando del caso se ne è occupato Massimo Ricatti, tecnico cinofilo di Monte di Malo fondatore, insieme all´addestratore Igor Facco, dell´associazione U-dog che prepara cani d´assistenza per persone con disabilità visive, uditive e motorie.

Non è una condizione facile quella del signor Pietro: con il suo difetto alla vista convive da anni e da quando è mancata la moglie vive solo. «Esco accompagnato solo una volta la settimana - racconta -, diciamo che negli ultimi anni ho acquisito il sesto senso: quello della pazienza».

Pietro e Oscar, seguiti da Ricatti, Facco e dal pedagogista Fabio Corsi, stanno cominciando prima di tutto a conoscersi e stare insieme. «Il rapporto affettivo che si instaura tra cane e persona è alla base di tutto», spiega Corsi, docente alla facoltà di formazione di Verona.

«L´addestramento di un cane guida insieme al suo futuro padrone - aggiunge Ricatti - è un percorso fisico ma anche interiore. Per questo i cani che prepariamo devono essere giovani e sani, non aver subito traumi ed avere invece un carattere equilibrato».

Prima di incontrare la persona di cui dovranno in un certo senso prendersi cura, gli amici a quattro zampe passano circa sei mesi a casa dei "socializzatori": famiglie che li abituano alla convivenza con l´uomo e all´obbedienza. In un secondo momento entra in scena il pedagogista, che introduce animale e padrone disabile alla mobilità. E qui nasce il rapporto di squadra e fiducia tra i due perché, come specifica Corsi, la bestiola è di grande aiuto ma è chi tiene il guinzaglio che, grazie a udito e tatto plantare, deve sapersi comportare in strada di fronte a strisce pedonali, semafori, ostacoli o mezzi che ingombrano il cammino.

Abbiamo seguito Pietro e Oscar nella loro prima uscita esterna, accompagnati dagli addestratori.

«La cosa più importante - sottolinea Ricatti - è trovare il cane giusto per ogni persona". Oscar conosce Pietro da una settimana, ma già lo segue ovunque. "Con Oscar spero di poter migliorare le mie giornate: poter uscire quando ne ho voglia, andare al supermercato, al cimitero, anche solo a prendere un gelato».

di Claudia Ruggiero

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SuperAbile.it del 13-02-2013

Lo shiatsu e le persone cieche: un rapporto in crescita

Dalla nascita della disciplina in Giappone ai corsi di formazione dell'Accademia italiana Shiatsu Do di Firenze: il maestro Sauro Fani racconta la storia, gli sviluppi e le potenzialità di una pratica che, inizialmente, era svolta soprattutto da persone cieche. E che ancora oggi rappresenta una preziosa opportunità

FIRENZE. Si è concluso a Firenze il nono corso Shiatsu dedicato a ciechi ed ipovedenti, realizzato dall'Accademia Italiana Shiatsu Do, in collaborazione con il Consiglio Regionale Uici della Toscana. Giunto oramai alla sua nona edizione, ha visto in questi quasi 10 anni la partecipazione di circa un centinaio di non vedenti ed ipovedenti provenienti da tutta Italia. A raccontare il senso di questa iniziativa, soprattutto in relazione con le persone non vedenti, è il maestro Sauro Fani. "Per cercare di fare chiarezza e sgomberare i molti luoghi comuni, potremmo dire che lo shiatsu, è considerata una disciplina 'evolutiva', la cui espressione tecnica si basa sul portare una serie di pressioni con il palmo della mano, con il pollice e con il gomito su determinate zone del corpo, e lungo percorsi energetici riconosciuti e studiati da millenni; proprio a causa del sostegno, l'avvolgenza e la cura che l'operatore porta nell'accompagnare colui che riceve il trattamento, si riscontra la diversità con alcune forme di massaggio tradizionale dove si hanno impastamenti, sfregamenti, manipolazioni ecc, direttamente sulla pelle. Lo shiatsu, di origine giapponese, nella sua forma di massimo rispetto per l'essere, si esercita sulla persona vestita, adagiata su comodi futon".

Come forma di terapia manuale dapprima denominata "Anma", questa tecnica nasce in Giappone all'inizio del ventesimo secolo. Come ricorda Sauro Fani, "fin dagli inizi del ventesimo secolo, la pratica dello Shiatsu era quasi totalmente appannaggio dei ciechi, che potevano così garantirsi il sostentamento economico. Nel Giappone occupato dopo la seconda Guerra mondiale, il generale Douglas MacArthur proibì la pratica di ogni medicina tradizionale, quale agopuntura, moxibustione e Shiatsu, ritenendo queste tecniche non scientifiche e pertanto superflue. Di conseguenza, molti terapisti persero il lavoro e tanti giapponesi ciechi si trovarono nella più completa disperazione, al punto da arrivare, in alcuni casi, al suicidio".

Ad attivarsi fu allora l'associazione giapponese dei Ciechi, che inviò un appello alla scrittrice ed insegnante statunitense sordo-cieca Helen Keller, chiedendo la sua intercessione. "La Keller scrisse al presidente degli Stati Uniti Harry Truman - riferisce Fani - che a sua volta fece pressione sul Generale MacArthur, affinché questi cambiasse la legge in vigore. Gli esperti di Shiatsu ed Agopuntura ciechi del Giappone onorano ancora la memoria di Helen Keller: a Tokyo è stata istituita una scuola di Shiatsu ed Agopuntura, soprattutto per i ciechi, chiamata appunto The Helen Keller Institute. Ma è agli inizi degli anni novanta - continua - che lo Shiatsu ha sviluppato un percorso autonomo, producendo forme originali e creando nuovi spazi. Oggi abbiamo professionisti shiatsu non vedenti, che prestano la loro opera presso centri anziani, palestre, o in studi privati, e alcuni fisioterapisti e psicoterapeuti, che hanno integrato lo Shiatsu nella loro professione. Ma l'aspetto più importante che preme sottolineare, è il potente valore d'integrazione sociale che questa disciplina estrinseca attraverso la sua diffusione".

Per quanto riguarda i corsi di formazione per persone non vedenti, "da circa 10 anni - riferisce Fani - la sede fiorentina dell'accademia Italiana Shiatsu Do, organizza questi percorsi formativi, grazie ad istruttori ed assistenti che, nel tempo, hanno maturato le necessarie competenze al fine di poter trasmettere con efficacia e semplicità le particolari tecniche e posture utilizzate. Infatti, a differenza di quel che avviene nei corsi tradizionali, dove ogni posizione o sequenza viene dimostrata visivamente agli alunni che in un secondo momento dovranno ripeterla, qui verrà verbalizzato ogni movimento che gli allievi andranno poi ad eseguire, accompagnandoli così in un lavoro sia individuale che di gruppo. Paradossalmente, considerando che i corsi sono adattati alle specifiche necessità di chi non vede o vede poco, ma che non vogliono e non debbono essere ad loro esclusivo appannaggio, gli allievi vedenti inseriti in questi corsi trovano particolarmente prezioso questo doppio canale di formazione visiva ed uditiva, innescando così quell'integrazione tra ciechi e vedenti, che nasce da un comune linguaggio del corpo. Il corso prevede un primo incontro introduttivo, nel quale iniziano a muovere i primi passi in questa disciplina. Per chi intende poi proseguire la formazione, le lezioni avranno scadenza mensile, e saranno essenzialmente basate su esperienze pratiche. Non è richiesta alcuna preparazione in particolari discipline o materie: l'unica cosa necessaria è la curiosità di scoprire una disciplina che, se affrontata con passione, può cambiare davvero il nostro modo di essere e di rapportarsi con il mondo che ci circonda".

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Il Mediano del 06-02-2013

A Matera il turismo è accessibile

MATERA. Turismo per tuttiLodevole iniziativa del comune lucano che ha reso funzionale, a tutti i portatori di handicap, i principali luoghi ad interesse storico e culturale.

Nella città di Matera, questo 2013, è stato inaugurato all'insegna del Turismo accessibile. Garantita con eccezionale priorità l'accesso alle persone sorde e non vedenti, obiettivo raggiunto con grande volontà, ad accogliere i turisti con abilità "particolari" vi sarà del personale altamente qualificato. Ragazzi e ragazze pronti ad affrontare qualsiasi tipo di esigenza, sia fisica che comunicativa.

La città, presentata in una veste totalmente nuova, verrà offerta come un bel regalo per tutti i cittadini e i turisti che, intenzionati a visitare senza preoccupazioni di accessibilità, chiese, musei, aree protette, eventi ed antiche tradizioni, troveranno sul loro percorso una città che non avrà niente da invidiare alle più moderne capitali europee. E' importante, quindi, che anche i sordi e i ciechi, stanchi di dover pagare di tasca propria il servizio guida, siano messi finalmente nelle condizioni di muoversi e visitare la città in completa autonomia e sicurezza. Accessibilità significa uguali opportunità per tutti.

Per informarsi sul Turismo accessibile sulla regione Basilicata, è possibile farlo attraverso due periodici a diffusione nazionale. Il primo, "Turismo per Tutti", è una guida dettagliata sui luoghi da poter visitare senza incappare in avvilenti ostacoli architettonici. La seconda, invece, "Vita", è indirizzato al racconto sociale, al volontariato, alla sostenibilità economica e al mondo no profit. L'iniziativa poco sopra illustrata, è di certo uno splendido esempio di programmazione aperta a tutti i cittadini, senza distinzioni di "abilità". In Campania, invece, restando sul tema di turismo accessibile, abbiamo ancora troppo da imparare. Si contano a decine, se non a centinaia, le attrattive storico-culturali inaccessibili ai portatori di handicap.

Un patrimonio comune, fatto di storie e tradizioni, al quale un disabile non può approcciarsi materialmente. Una fonte di inestimabile ricchezza, visitabile soltanto attraverso i libri o dai documentari tv.

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La Repubblica del 26-02-2013

Napoli-Map in 3D per ipovedenti

NAPOLI. Una mappa tattile 90 centimetri per 90. Con il centro storico che emerge da un piano di bronzo. E una colonnina di marmo di 80 centimetri che fa da piedistallo. La piantina destinata ai turisti ipovedenti sarà installata per il "Maggio dei monumenti". Una sorta di braille geografico che permetterà di orientarsi e acquisire informazioni sul patrimonio artistico e sulla toponomastica cittadina anche a chi ha problemi seri di vista. Il modello plastico dal quale sarà ricavato il calco per la fusione è pronto ed è già nelle mani di Vincenzo Nocerino, l'artigiano che realizzerà la fusione.

Il progetto è del club Rotaract Napoli Nord-Est che ha già prospettato due ipotesi logistiche: piazza Trieste e Trento (tra Palazzo Reale e piazza Plebiscito) oppure piazza dei Martiri. «Napoli merita questa installazione», osserva il presidente Marco Di Mare, «le grandi capitali europee ne hanno una simile nei centri storici. E Napoli non può e non deve essere da meno.

In più, la nostra città offre una varietà altimetrica significativa, con una escursione che va da 0 a oltre 250 metri sul livello del mare (nella zona di Castel Sant'Elmo) e questo rende la rappresentazione su scala ridotta ancora più interessante».

Di Mare, 30 anni, una laurea in ingegneria gestionale, lavora nell'azienda di famiglia del settore chimico-farmaceutico. Un passato da globetrotter (metà manager, metà turista), ha girato mezzo mondo: «Le altre città europee propongono un'area limitata, Napoli con il suo dislivello offre maggiori potenzialità e nessuna può reggere il confronto con la sua bellezza, le sue contraddizioni e, anche, con le sue estremità».

Anche il progetto è frutto del suo lavoro: «Ho estrapolato la

mesh 3 D (la superficie della collina partenopea) da Google Earth e l'ho trasferita su un software, sempre in 3 D. Poi, ho sovrapposto la cartina del piano regolatore generale alla

mesh, ottenendo un modello tridimensionale. Infine, da tante sezioni parallele sono arrivato alla realizzazione del plastico». L'opera costa circa novemila euro e solo una parte è già stata finanziata. «Bisognerà autotassarci tra noi 20 soci, ma sarebbe bello se arrivassero altre adesioni. Ne ho parlato col Comune, entusiasti, ma nelle casse non c'è un euro. Ci daranno solo il suolo pubblico. Lascerò la città per molti anni, forse per sempre, per un master negli States ma porterò sempre Napoli con me».

di Giuseppe Del Bello

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Superando.it del 19-02-2013

Come il "Cristo Velato" si è "svelato" ai ciechi

Ad aprire la strada dell'evento che ha visto le persone non vedenti e ipovedenti protagoniste a Napoli di una visita tattile alla scultura "Cristo Velato" di Giuseppe Sanmartino, era certamente stato Felice Tagliaferri, scultore non vedente, con il suo "Cristo Rivelato", esposto sempre a Napoli nel 2011. Ed è Simona Atzori a raccontare come «un no detto alla persona giusta possa diventare un sì per tutti»

di Simona Atzori

NAPOLI. Come avevamo riferito, presentando l'evento di questi giorni a Napoli, incentrato sulla visita tattile ad alcuni capolavori della Cappella Sansevero, tra i quali il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, e riprendendo un'affermazione di Salvatore Petrucci, presidente dell'UNIVOC locale (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi), la strada per arrivare a un'opportunità del genere era stata aperta già nel 2011 dall'esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli del Cristo Rivelato, opera di Felice Tagliaferri, scultore non vedente, ispirata proprio al più celebre Cristo Velato. Ma come si è arrivati ad aprire quella "strada"? Lo racconta qui di seguito Simona Atzori.

"Vietato non toccare". Erano le parole scritte su un grande striscione all'entrata della Chiesa dell'Arte, la prima scuola di arti plastiche al mondo diretta da uno scultore non vedente, non lontano da Bologna [a Sala Bolognese, N.d.R.], il giorno dell'inaugurazione dell'opera di Felice Tagliaferri: il Cristo Rivelato. Trovai geniale quel cartellone che incitava il visitatore a partecipare alla visione dell'opera con tutti i suoi sensi, non solo con la vista con cui è abituato a guardare il mondo, ma provando ad usare il tatto come un modo per vedere, come è abituato a fare chi non vede.

La mia mente volò subito a qualche mese prima, quando un giorno ero andato a trovare il mio amico Felice Tagliaferri, perché desideravo vedere il suo capolavoro in fase di lavorazione. Ero rimasta incantata da quel blocco di marmo di Carrara che aveva letteralmente preso vita e che raccontava una storia reale e concreta.

Felice aveva avuto l'idea di creare quella scultura perché gli era stata negata la possibilità di vedere con le sue dita, e quindi di toccare, il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino alla Cappella Sansevero di Napoli. Chi conosce Felice sa che non è facile dirgli di no e convincerlo che qualcosa non può essere fatto, ponendo non solo un divieto a lui, ma anche a chi come lui vede attraverso il tatto.

Appena arrivata davanti alla scultura, mi disse: «Vorrei che ci fosse anche il tuo tocco». Così prese gli arnesi del mestiere e mi disse di salire sopra la scultura. In un primo momento pensai che non potevo salire su una scultura, non si fa, non è possibile. Poi, sempre perché a Felice non si può dire di no e perché se non l'avessi fatto sarei andata contro il vero senso per cui quell'opera era stata creata, cioè per essere toccata, perché allora non salirci sopra?

Eccomi quindi, come mi si vede nella foto qui a fianco, seduta sopra il Cristo Rivelato e insieme a Felice unirmi alla creazione simbolica di un concetto importante: l'arte è per tutti, non ha limiti, sia per essere creata, che per essere ammirata. L'arte è universale.

"Vietato non toccare" non è più uno slogan scritto su uno striscione per invitare anche i più reticenti ad ammirare anche con il tatto il Cristo Rivelato di Felice Tagliaferri. Ora è diventata una realtà anche per il Cristo Velato della Cappella Sansevero di Napoli, con un evento interamente dedicato alle persone non vedenti e ipovedenti che hanno potuto ammirare quest'opera, attraverso l'esplorazione tattile.

Mi viene spontanea una riflessione: se a Felice non fosse stato impedito di toccare il Cristo Velato, ora tutta questa storia non esisterebbe. A volte anche dei no, detti alla persona giusta, diventano dei sì per tutti.

Testo già apparso (con il titolo "Vietato non toccare: il Cristo Velato si svela ai ciechi. Grazie a Felice") in "InVisibili", blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al contesto, per gentile concessione.

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L'agenda: appuntamenti del mese di marzo

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FLASHBACK: NEL MESE APPENA TRASCORSO

Nel mese di febbraio si sono riunite le seguenti Commissioni Regionali.

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