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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Gennaio - Febbraio 2013

SOMMARIO

Riflessioni sulla I Giornata Regionale per la Prevenzione delle Malattie Visive e la Riabilitazione dell'Ipovisione

di Nicola Stilla

La I Giornata Regionale per la Prevenzione delle Malattie della Vista e la Riabilitazione dell'Ipovisione. L'iniziativa, fortemente voluta da tutto il Consiglio Regionale Lombardo della nostra Associazione che ne aveva deliberato all'unanimità l'istituzione a fine 2011, ha ricevuto altresì il patrocinio della sezione italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità ONLUS.

Con i nostri gazebo siamo stati presenti in più di 80 piazze della Lombardia dove, a fronte di un contributo simbolico di 5 euro, chi ha aderito ha ricevuto un sacchetto di agrumi di Sicilia da 2 kg unitamente a materiale divulgativo inerente le attività che da sempre vedono costantemente impegnata l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia in questi 2 ambiti.

Ogni anno, infatti, siamo impegnati nell'organizzazione della Settimana per la Prevenzione delle Malattie Oculari, in occasione della quale siamo presenti in vari luoghi pubblici della nostra Regione con un'unità oftalmica mobile per offrire visite gratuite alla collettività. Molti sono coloro che hanno perso in età adulta quel bene preziosissimo che è la vista; si sarebbe potuto evitare? In moltissimi casi a questa domanda non è possibile rispondere con certezza, ma una cosa è sicura: la prevenzione è l'arma migliore contro moltissime patologie che colpiscono gli occhi. Di questo noi come U.I.C.I. abbiamo una fermissima consapevolezza, e fedeli al nostro Statuto Sociale da sempre attuiamo ogni sforzo necessario per diffondere in modo capillare la cultura della prevenzione partendo dai bambini in età scolare.

Per quanto riguarda la riabilitazione, inoltre, assistiamo i soggetti affetti da ipovisione garantendo loro percorsi mirati che li aiutino ad affinare tecniche di visione alternativa sfruttando al massimo il residuo visivo in loro possesso.

Tutto ciò comporta inevitabilmente dei costi che l'Unione deve sostenere, e obiettivo della Giornata Regionale per la Prevenzione delle malattie Visive e la Riabilitazione dell'Ipovisione era proprio la raccolta di fondi da destinare al potenziamento di detti servizi.

Posso affermare con piacere che da questo punto di vista possiamo ritenerci senz'altro soddisfatti, in quanto grazie a tutti coloro i quali hanno aderito all'iniziativa contribuendo in maniera concreta, abbiamo raccolto una cifra pari a 32000 euro al netto delle spese che verrà destinata per il perseguimento di quest'obiettivo.

Il buon risultato, oltre che dalla cifra raccolta, è però confermata da un qualcosa che assume un valore ancora più rilevante: la conferma delle enormi potenzialità che la compagine associativa ha in sé e degli enormi risultati che l'U.I.C.I. Lombarda è in grado di ottenere quando, come in questa occasione, ci si impegna con convinzione e costanza per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il 16 dicembre non è stata solo un'occasione di raccolta fondi, ma un momento di ampia riflessione per tutti noi che ogni giorno lavoriamo con impegno e dedizione per promuovere l'integrazione sociale dei non vedenti e degli ipovedenti. Abbiamo dato sì dimostrazione del fatto che, come altre associazioni, anche la nostra Unione è perfettamente in grado di portare avanti con pragmatismo strategie efficaci finalizzate alla raccolta fondi; ma abbiamo anche dato prova di saperci aprire verso l'esterno per essere parte attiva di un confronto che sia il più possibile schietto e sincero, sgombro da quel pietismo e da tutti quei preconcetti che molto spesso condizionano l'approccio dei normodotati ai non vedenti e agli ipovedenti.

Il 16 dicembre abbiamo fatto una cosa tanto semplice quanto fondamentale: farci conoscere dalla gente fornendo gli strumenti affinché tutti sappiano quanto ogni giorno facciamo. E lo abbiamo fatto in maniera naturale, semplicemente mostrando il nostro operato per mezzo del materiale divulgativo distribuito, senza assumere atteggiamenti vittimistici e non offendendo la dignità di nessuno.

Ribadendo la mia personale soddisfazione per la buona riuscita dell'iniziativa, mi preme sottolineare che questo non deve e non può essere visto come un momento di autocelebrazione che si è esaurito in una giornata. Nelle piazze in cui siamo stati presenti abbiamo conosciuto una moltitudine di persone che grazie a questo progetto ora conoscono (o per lo meno hanno la possibilità di conoscere) l'importanza dell'operato di un'Associazione come la nostra: si pensi ai corsi di mobilità e orientamento rivolti ai non vedenti che organizziamo nelle varie realtà locali, al progetto Intervento Precoce rivolto ai bambini da 0 a 6 anni affetti da pluridisabilità e alle loro famiglie, nonché ai soggiorni estivi riabilitativi per ragazzi e famiglie con bambini organizzati ogni anno dall'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) Lombardo.

Desidero rivolgere sentitissimi e sinceri ringraziamenti a tutti quanti hanno dato il loro contributo partecipando all'iniziativa. Ringrazio inoltre tutti i Dirigenti, i dipendenti e i volontari dell'U.I.C.I. Lombarda, che in forma assolutamente gratuita hanno speso energie e dedicato tempo per assicurare la buona riuscita dell'iniziativa. Un ringraziamento particolare va poi alla società Mediawatch, che senza alcun onere a carico del Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. ha curato la campagna promozionale dell'evento.

Il risultato viene da lontano, ovvero da un lavoro durato mesi e mesi che ha visto coinvolte decine di persone che con fatica e dedizione si sono occupate degli svariati aspetti organizzativi, ma credo che ancora più lontano ci possa portare l'enorme arricchimento interiore che occasioni come queste sono in grado di lasciare.

Nicola Stilla

Presidente del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I.

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Regione Lombardia

CONTRIBUTI PER L'ACQUISTO di STRUMENTI TECNOLOGICAMENTE AVANZATI

Si rende noto che, con il provvedimento ex L.R. 23/99 - anno 2012" (DDG N. 12252 del 18-12-2012), la Regione Lombardia, anche per il 2013, ha stanziato un fondo per l'erogazione di contributi, finalizzati all'acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, a favore delle persone con disabilità.

Relativamente agli specifici ausili richiesti, si ricorda che devono essere funzionali al superamento delle limitazioni connesse alla situazione di disabilità o alla patologia del soggetto e conformi al progetto sociale ed educativo individualizzato. Possono essere presentate domande per un solo strumento (purché la sua fornitura non sia prevista da altre normative come ad esempio il "Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili") corredate dalla seguente documentazione:

1. copia della certificazione di invalidità o della certificazione di alunno disabile;

2. certificazione dello specialista per patologie che causano disabilità non necessariamente accertate attraverso le forme di cui sopra (ad esempio i Disturbi Specifici di Apprendimento);

3. prescrizione del medico specialista (pubblico o privato) che motivi la necessità e la conformità dello strumento/ausilio con il progetto sociale/educativo individualizzato;

4. progetto sociale ed educativo individualizzato predisposto dall'operatore di riferimento (neuropsichiatra, psicologo, assistente sociale, educatore professionale, insegnante, logopedista, ecc.) il quale dovrà valutare il grado di congruità dell'ausilio richiesto;

5. copia della fattura/ricevuta fiscale o del preventivo indicante l'elenco degli strumenti con il dettaglio tecnico ed il relativo costo;

6. eventuale dichiarazione dell'Azienda fornitrice, responsabile dell'installazione, di avvenuta personalizzazione, di addestramento o collaudo (qualora previsto dalle norme vigenti).

Il bando dispone che almeno il 40% del fondo sia destinato alla domotica mentre non sono ammissibili - in alcun modo - personal computer, hardware e software.

Il fac-simile di domanda contenente le autocertificazioni necessarie deve essere richiesto all'ASL di competenza. Il termine per la presentazione delle domande è fissato per il giorno 15 Marzo 2013.

Possono presentare la domanda tutte le persone con disabilità purché siano trascorsi almeno 3 anni dall'eventuale precedente fornitura ai sensi della stessa L.R. 23/99.

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Un Medioevo tutto da toccare!
Percorso tattile per non vedenti e ipovedenti

Un progetto di accessibilità sensoriale al patrimonio culturale

Como, domenica 9 dicembre 2012.

In occasione della 54° Giornata Nazionale del Cieco, festa di Santa Lucia, alle ore 15, in Pinacoteca, è stato inaugurato il percorso tattile "Un Medioevo tutto da toccare!".

La proposta è diretta in primo luogo al pubblico dei non vedenti e ipovedenti ma è aperta anche al pubblico vedente, per il quale si prevede un ampliamento delle modalità di fruizione del patrimonio culturale. "Vedere" le opere per mezzo del tatto rappresenta, per i non vedenti, una necessità, per i vedenti, un'integrazione.

Il percorso si svolge nella Sezione Medievale, che è ordinata in senso prevalentemente cronologico e con aggregazioni attente alla provenienza territoriale.

Si parte dalle prime sale a vocazione didattica (il mestiere del lapicida e i suoi strumenti, la scultura lapidea), per continuare con l'esplorazione della recinzione presbiteriale di S. Abbondio, del capitello con episodi dell'infanzia di Cristo, di una mensola antropomorfa e di un frontale di sarcofago di un maestro campionese.

Il percorso si conclude con la fruizione tattile di parte del Portale della Chiesa di Santa Margherita, luogo fisico di inizio e conclusione della Sezione Medievale e monumento ricco di suggestioni simboliche e metaforiche.

La metodologia di fruizione scelta si basa essenzialmente sull'esplorazione tattile e sull'utilizzo di sussidi che supportano e facilitano il processo di percezione, cognizione e interpretazione degli oggetti. L'uso della descrizione verbale, simultaneo alla visita tattile, servirà a rafforzare la comprensione dell'opera, con funzioni talvolta colmative.

La modalità di visita si articolerà in quattro fasi progressive:

1) anticipatoria: esame tattile della piantina della Sezione con breve descrizione della struttura museale e delle sue collezioni;

2) descrittiva: spiegazione delle sale espositive e del loro contenuto;

3) partecipativa: rendere protagonista il visitatore attraverso l'esplorazione tattile delle opere selezionate;

4) evocativa: al termine percorso si cercherà di rievocare a grandi linee le opere.

Fondamentale nella scelta della metodologia di fruizione si è rivelata la collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione provinciale di Como, il miglior interlocutore locale nel campo della disabilità visiva. La sezione ha fornito la massima collaborazione, partecipando attivamente alla progettazione del percorso, supervisionando tutte le attività e offrendo preziosi consigli sulla scelta dei sussidi e sulla stesura dei testi esplicativi, mettendo a disposizione risorse umane e strumentali (stampante braille, tavolette braille, stampante con sistema stereocopy).

Sarà possibile prenotare, con almeno due settimane di preavviso, la visita con la presenza di un educatore museale.

Sul sito dei Musei Civici di Como sarà a disposizione degli utenti un questionario di valutazione in modo da permettere all'équipe di progetto di valutare le aspettative e il gradimento del percorso.

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Servizi di assistenza in stazione.

Attivazione del Numero Verde 800 90 60 60

Siamo lieti di comunicare che, accogliendo le richieste nostre e delle altre Associazioni di e per persone con disabilità, dal 1° febbraio 2013, R.F.I., società per azioni controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato, mette a disposizione di chi desidera chiedere informazioni e prenotare i servizi di assistenza in stazione, riservati ai passeggeri con ridotta mobilità, il numero verde 800 90 60 60.

La linea gratuita 800 90 60 60 è raggiungibile da rete fissa, sette giorni su sette, dalle 6:45 alle 21:30.

R.F.I. invita a segnalare le eventuali difficoltà, incontrate nel contattare l'800 90 60 60, inviando una e.mail all'indirizzo:

StationManager@rfi.it.

Saremo grati se le eventuali difficoltà saranno segnalate anche a noi, raggiungibili, come di consueto, via posta, fax o posta digitale, agli indirizzi:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti onlus

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma

fax: 06 6786 815

e.mail: archivio@uiciechi.it

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Comunicazioni varie

DALLA SEGRETERIA REGIONALE U.I.C.I.

NICOLA STILLA ENTRA A FAR PARTE DELL'ORGANO DI VIGILANZA DELL'ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO

Si comunica che il giorno 18 gennaio u.s., l'Ufficio di Presidenza dell'U.I.C.I. della Lombardia ha preso atto della comunicazione del Commissario Straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano, Cav. Rodolfo Masto, riguardo al rinnovo dell'Organo di Vigilanza del medesimo Istituto, del quale fa ora parte, accanto a due importanti magistrati milanesi, il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Nicola Stilla, in qualità di rappresentante degli utenti.

L'Ufficio di Presidenza, nell'esprimere vivo apprezzamento per la scelta operata dall'Istituto, augura al Presidente e all'intero OdV un sereno e proficuo lavoro.

DALLA SEZIONE DI BRESCIA

Rendiamo noto che sabato 23 Febbraio alle ore 14.30, nel salone Ponti della nostra sezione verrà effettuata una dimostrazione di ausili, oggetti per l'autonomia domestica ed alcune novità, rivolta a tutti i soci, a cura del Centro Tiflotecnico Regionale.

Gli interessati sono pregati di prenotarsi telefonando alla segreteria della sezione al numero 030 2209416 tutti i giorni dal lunedì al venerdì escluso il mercoledì mattina e il venerdì pomeriggio.

Rammentiamo che parallelamente alle registrazioni digitali effettuate da lettori professionisti, a richiesta dei disabili visivi residenti in Lombardia ed all'estero (solo testi in italiano), il servizio di lettura personalizzato attuato dal Centro del libro parlato F.lli Milani provvede alla registrazione, a titolo gratuito su cd, dei testi che non siano disponibili presso il Centro del Libro Parlato o altre strutture analoghe, avvalendosi per questa attività della collaborazione di lettori volontari all'uopo selezionati.

Esso viene svolto Per la riproduzione di testi di scuola media inferiore o superiore o di uso universitario, nonché per istant-book o testi di interesse personale non disponibili in forma registrata.

Il servizio effettua registrazioni anche con i sistemi mp3 e Daisy, un metodo quest'ultimo di registrazione digitale, che consente all'utente di ascoltare, individuare con semplicità e rapidità capitoli, paragrafi e parti diverse del libro riprodotto su cd.

Gli interessati devono unicamente far pervenire il testo da registrare al Centro del libro parlato F.lli Milani in via Divisione Tridentina n. 54 25124 Brescia telefono 030 2209.421.

DALLA SEZIONE DI COMO

Il Centro di Formazione Professionale della Provincia di Como in collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Como organizza:

CENA AL BUIO Venerdì 15 febbraio 2013 ore 19.30 presso il C.F.P. - Via Bellinzona, 88 - Como

Programma della serata

ore 19.30 accoglienza

ore 19.45 aperitivo di benvenuto

ore 20.00 cena

Prenotazioni e contributo

Le prenotazioni sono da perfezionarsi tramite: segreteria del C.F.P., sito: www.cfpcomo.com, e-mail: eventi@cfpcomo.com, fax: 031 575047, tel. 031 571055 - 031 574000 int. 223.

(parte dell'incasso verrà devoluta all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Como)

La prenotazione è obbligatoria. Comunicare eventuali allergie ed intolleranze alimentari.

La nostra sezione UICI in collaborazione con la sezione giovani della Compagnia teatrale "Le nuove comparse" di Caslino al piano vi invitano allo spettacolo teatrale: Jacques mio caro Jacques tratto da Jacques le fataliste et son maitre di D. Diderot. Domenica 17 febbraio 2013 alle ore 17.00 presso il Teatro Lucernetta - Como, Piazza Medaglie d'oro 1. Ingresso 10 euro, ragazzi fino a15 anni 7 euro.

Il ricavato verrà devoluto per raccolta fondi all'Associazione Unione Italiana Dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS Di Como.

Per informazioni e prenotazione biglietti, tel. 031 570565 - Fax 031 571540 mail: uicco@uiciechi.it.

DALLA SEZIONE DI VARESE

DALL'1 AL 3 MARZO COI C.S.V. A ST. REMY

I Ciechi Sportivi Varesini organizzano 3 giorni (dal 1 al 3 marzo p.v.) di relax all' Hotel des Alpes di St. Remy al costo di 65€ al giorno (trattamento di mezza pensione), dove, oltre a provare lo sci di fondo o alpino, è possibile dedicarsi anche a passeggiate o allo shot-down.

Per iscrizioni, da effettuarsi entro e non oltre mercoledì 20 febbraio, contattare la segreteria sezionale per avere i contatti del referente al quale rivolgersi. Ulteriori comunicazioni, per ritrovo e orario di partenza, verranno date esclusivamente ai partecipanti. E' un' occasione, soprattutto per i giovani, di trascorrere qualche giorno insieme e di fare una nuova bella esperienza.

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Marketpress.Info del 10-01-2013

Disabili, 35 milioni per l'inserimento lavorativo

MILANO. Regione Lombardia stanzia 35,3 milioni di euro per l´inserimento lavorativo dei disabili. E´ quanto dispone una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell´assessore all´Istruzione, Formazione e Cultura. In particolare, la delibera estende per i primi 6 mesi del 2013 quanto già previsto da analogo provvedimento del 2009 e, di fatto, consente il sostegno all´istruzione e formazione professionale degli allievi disabili fino alla conclusione dell´anno scolastico 2012-2013 e l´avvio di quello successivo. Viene anche garantita l´opportunità di avviare iniziative e start-up da inserire nella programmazione 2013-2015. Le azioni sono gestite direttamente dalla Province attraverso i Piani provinciali nell´ambito delle linee guida regionali e con le risorse del Fondo regionale disabili, previsto dall´art.7 della Legge regionale 13/2003. La Dote E I Piani Provinciali - Attraverso i Piani provinciali avviati dal 2010 si è consolidata la Dote come strumento che mette a disposizione della persona con disabilità un mix di servizi finalizzati all´inserimento e al sostegno dell´occupazione. Tutti i Piani provinciali prevedono percorsi personalizzati di inserimento e sostegno lavorativo anche attraverso servizi formativi e tirocini extracurriculari, riconoscendo eventuali indennità di partecipazione. Inoltre sono previsti incentivi all´assunzione e contributi per l´adattamento del posto di lavoro e l´acquisto di ausili finalizzati a favorire l´entrata e la permanenza nel mondo del lavoro (computer e accessori, software educativi e riabilitativi comunicatori simbolici e alfabetici, ecc). Questi percorsi personalizzati sono attivati da operatori al lavoro accreditati da Regione Lombardia, i quali garantiscono l´accompagnamento della persona disabile da parte di personale qualificato, anche avvalendosi delle specifiche competenze maturate nelle cooperative sociali. Le Azioni Del Triennio 2010-2012 - Dal 2010 al giugno 2012 sono stati messi a disposizione di queste azioni 77 milioni di euro. - Le Doti finalizzate all´inserimento lavorativo sono state 2.988, di cui 1.033 concluse con una assunzione; - le Doti finalizzate al sostegno lavorativo sono state 1847; - le Doti finalizzate al sostegno dei lavoratori disabili psichici presso cooperative sociali di tipo B sono state 1226; - le Borse lavoro e i tirocini hanno riguardato 2.051 persone disabili, che hanno ricevuto un sussidio, con un valore medio di circa 2.500 euro; - i Dispositivi finanziati come ausili sono stati 280. Le Nuove Risorse - Le risorse del Fondo regionale disabili disponibili per l´anno 2013 sono pari esattamente a 35.348.757,68 euro. Alle azioni relative all´inserimento lavorativo sono destinati circa 23 milioni di euro, di cui il 50 per cento a copertura degli eventuali fabbisogni, per garantire la proroga, e il restante 50 per cento per l´avvio della nuova programmazione triennale 2013-2014. Alle azioni di sostegno delle attività di istruzione e formazione professionale sono destinati circa 12 milioni di euro, per garantire la chiusura dell´anno scolastico 2012-2013 e l´avvio dell´anno scolastico 2013-2014. Il Sistema Dote Formazione - All´interno della politica complessiva di Dote scuola sono state previste tre linee di intervento: - una dote di 3.000 euro per spese connesse al personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno per tutti gli studenti con disabilità che frequentano una scuola paritaria, indipendentemente dal valore dell´indicatore reddituale; - una dote di 3.000 euro per spese connesse al personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno per tutti gli studenti con disabilità che frequentano percorsi di istruzione e formazione professionale presso Cfp accreditati; - una dote di 7.500 euro per sostenere l´inserimento scolastico di allievi con disabilità che valorizzano percorsi personalizzati in relazione alle specifiche esigenze e possibilità dell´allievo. Anno Scolastico 2012-2013 - Sono state assegnate 1.378 doti per studenti disabili che frequentano le scuole paritarie e 4.627 doti per studenti disabili che frequentano percorsi di istruzione e formazione professionale; è stato assicurato il diritto di accesso ai servizi di trasporto scolastici in condizioni di eguaglianza e nel rispetto delle norme vigenti Trasporto Disabili - Con l´obiettivo di finanziare azioni volte a garantire il servizio di trasporto agli studenti che frequentano i percorsi della scuola secondaria superiore, per i periodi formativi dal 2009 al 2013, sono stati stanziati 10 milioni di euro, ripartiti tra le Province. Ne hanno usufruito circa 3.500 studenti con disabilità frequentanti i corsi di istruzione secondaria superiore e i percorsi formativi di istruzione e formazione professionale in diritto-dovere.

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Avvenire del 19-01-2013

Silvia, l'arrampicatrice che abbatte le barriere

Silvia Parente, milanese, 43 anni, è la nuova rappresentante dei climbers italiani. Di tutti: normodotati e non.

MILANO. Silvia Parente, non vedente, è l'attuale vicecampionessa del mondo di arrampicata sportiva e qualche giorno fa è stata eletta nella Fasi, la federazione italiana di arrampicata sportiva che conta oltre 4mila tesserati. «Nella mia vita non smetto mai di emozionarmi. Lo sport mi dà ancora tanta adrenalina e ora questo importante incarico mi da ulteriore slancio». Silvia Parente è stata una stella dello sci alpino paralimpico: alle Paralimpiadi invernali di Torino 2006, in coppia con Lorenzo Migliari, ha vinto una medaglia d'oro e tre di bronzo, con le quali si è congedata dallo sci, ma non dallo sport. La scelta dell'arrampicata è un fatto di autonomia. I ciechi imparano a memoria - insieme alla guida - il tracciato in parete, poi si muovono da soli, fanno nodi, agganciano moschettoni, cercano le prese. «Non abbiamo paura, viviamo un grande senso di libertà e i compagni ci aiutano a fare tutto in sicurezza», dice Silvia. Nell'arrampicata sportiva, i climber normodotati e non, si allenano e gareggiano contestualmente. Il passo a eleggere una persona non vedente a rappresentante di tutti gli atleti, quindi, è stato facilitato da una certa familiarità all'integrazione. «Adesso tocca a me dimostrare di essere all'altezza del compito, di sapere ascoltare e interpretare le esigenze di tutti gli atleti. Non devo perdere questa occasione che rappresenta un'importante tappa nella storia dello sport», dice Silvia che divide il ruolo con Davide Mandrà (un voto in meno di Silvia), normodotato. Nel programma di Silvia c'è la promozione dello sport. «Questo sarà il filo conduttore che passa attraverso problematiche più specifiche degli atleti, dovute al fatto che l'arrampicata sportiva non è disciplina paralimpica e riceve meno risorse di altri sport.

Importante è la revisione del regolamento del paraclimbing che, considerando la crescita di praticanti, deve essere accessibile a più disabilità.

Ad esempio i tracciatori internazionali devono essere sempre più preparati per rendere adeguate, ma competitive, le gare soprattutto di chi ha difficoltà di mobilità agli arti inferiori che richiede distanze corte e prese vicine».

di Carmen Morrone

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La Repubblica del 22-01-2013

I marciapiedi come trappole per chi è prigioniero del buio

"Mi chiedo cosa pensa chi lascia moto e bici sui marciapiedi anche se a 100 metri c'è un parcheggio vuoto: è una cosa che per me è fonte di tagli, lividi escoriazioni, manubri in pancia, vestiti bucati"

MILANO. Ho 27 anni e sono ipovedente, lavoro come centralinista in centro. Ci terrei a raccontare la città dal «mio punto di svista», insomma il mio modo di vedere il gran caos metropolitano. Abito in zona Gambara e ogni mattina mi reco in ufficio utilizzando il mio bastone bianco; spesso però lungo il mio cammino trovo fastidiosi e pericolosi ostacoli che mi costringono o a sporcarmi il vestito o il giubbotto, o romperlo o peggio ancora a farmi del male. Spesso mi chiedo cosa passi per la testa di chi parcheggia moto e biciclette in mezzo al marciapiede nonostante a 100 metri ci sia un parcheggio sempre vuoto: è una distrazione che per me è fonte di piccoli tagli, piccole escoriazioni, manubri in pancia, lividi, vestiti bucati. Andando avanti nel mio percorso incontro auto sul marciapiede che ti costringono o a camminare attaccato al muro o a scendere pericolosamente a bordo marciapiede e se devo prendere l''autobus? Linea 80 fermata Forze Armate-Anguissola o quella di fronte provate a passare; niente strisce gialle riservate alla sosta del bus, quindi i signori automobilisti si sentono in diritto di parcheggiarvi la macchina contro ogni regola. Potrei elencare altre milioni di stranezze e disattenzioni o lungaggini come il semaforo sonoro richiesto in data 30 luglio 2012 ai vigili e a tutt'oggi all'incrocio viale Pisa/Forze Armate devo pericolosamente attraversare. Non si può dire che Milano sia una città poi così attenta alla disabilità e non si può scaricare ogni colpa sulle istituzioni. Bici che sfrecciano sul marciapiede, moto idem, talvolta sui marciapiedi trovo posteggiati camion, furgoni e macchinoni in diagonale. Vorrei che fosse possibile raccontare tutto questo con un bell'articolo, chiamatemi.

Pietro Palumbo

Sarebbe lungo e forse sbagliato parlare del mio amico Cusati, trasformato in un romanzo giallo in Cesati, ma il «testimone cieco» non è solo una metafora, anche una realtà. E come Cusati-Cesati (una delle anime dell'Istituto Ciechi di via Vivaio) mi ha «aperto gli occhi», proprio come ha fatto la «mostra del buio» che tanto è stata visitata, amata, raccontata, così adesso è lei che ha fatto il giornalista: e mi permetta di dire che l'ha fatto bene, con gusto del dettaglio e stile. Più si spiegano i fatti, più cresce la speranza che qualcuno alla fine «vedrà» meglio ciò che bisogna fare per Milano, e noi umani che la popoliamo.

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La GAZZETTA DI MANTOVA del 09-01-2013

Prenotazioni agevolate per i disabili

Stop alle attese: l'ospedale inaugura il servizio con l'apertura di un punto di accoglienza nella hall

Prenotazioni ambulatoriali agevolate per i non vedenti o per le persone con gravi disabilità che non possono contare su un accompagnatore. Ad assicurarle è l'Azienda ospedaliera Carlo Poma, attivando un percorso semplificato per i portatori di handicap, ai quali saranno evitate le attese agli sportelli del Cup e della Radiologia. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19.

La Gestione amministrativa servizi sanitari, diretta da Anna Bonini, e la struttura acquisto e gestione servizi, che fa capo ad Alberto Bassi, hanno concordato precise modalità di prenotazione per facilitare i disabili.

Innanzitutto nella portineria della hall, all'interno dell'ospedale, viene attivato un punto di accoglienza per le richieste di prenotazione di visite specialistiche e indagini radiologiche.

Il paziente dovrà esibire l'impegnativa e la carta regionale dei servizi; l'operatore di portineria contatterà il Cup o la segreteria di Radiologia per fissare l'appuntamento che verrà immediatamente comunicato al richiedente.

L'incaricato della portineria, inoltre si attiverà per organizzare l'accompagnamento del disabile all'ambulatorio in cui sarà effettuata la prestazione, attraverso i volontari delle associazioni che lavorano nel punto d'accoglienza della hall o tramite personale dipendente. Il servizio è stato attivato nella giornata di ieri.

La specifica richiesta era partita da un'associazione che rappresenta i non vedenti e l'Azienda ospedaliera, che sta lavorando proprio nell'ottica di facilitare i percorsi per i portatori di handicap, l'ha accolta e messa in pratica. Ricordiamo che all'interno dell'ospedale è tuttora funzionante il cosidetto percorso "Delfino", rivolto a pazienti con disabilità cognitiva e affetti da diverse forme di ritardo mentale.

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La Gazzetta di Mantova del 12-01-2013

Un bando per favorire il lavoro ai disabili

Provincia e Regione alleate: pronti 60mila euro per gli operatori della formazione, coop e enti locali

MANTOVA. A causa della crisi la mancanza di occupazione colpisce particolarmente i soggetti diversamente abili, che faticano più degli altri a trovare una collocazione nel mondo del lavoro. Spesso classificati come gli anelli più deboli della catena, necessitano ora più che mai di interventi di supporto all'inserimento lavorativo, ma anche al sostegno rivolto alla creazione di nuove imprese sociali, intraprendendo iniziative di formazione ed assistenza all'interno dell'agricoltura sociale, sfruttando in quest'ultimo caso l'esperienza pluriennale del Centro Polivalente Bigattera. Con questi propositi è stato presentato ieri in Provincia dalla vice presidente Giovanna Martelli, il piano provinciale disabili e le azioni di sistema, offrendo inoltre l'opportunità di realizzare un piano di comunicazione integrato per aiutare le persone con handicap in cerca di lavoro. Nel Mantovano, al 31 dicembre 2012, erano 2.717 (iscritte alla lista dell'apposito servizio provinciale), comprensivi di invalidi civili (2.614), del lavoro (44), per servizio (3), minorati della vista (17), sordi (39). «Occorre favorire la sensibilità verso questo tema - ha sottolineato Martelli, affiancata dalla responsabile del servizio, Alessandra Bezzecchi - le Doti di inserimento lavorativo per disabili sono state molto richieste. Il piano che presentiamo ha una programmazione triennale». Palazzo di Bagno insieme a Regione Lombardia ha predisposto dei percorsi che prevedono l'erogazione di contributi (complessivamente quasi 60mila euro) ad operatori accreditati per le attività di formazione e dei servizi del lavoro che abbiano almeno un'unità organizzativa in provincia di Mantova, cooperative sociali di tipo B, Comuni (anche in forma associata) che gestiscono servizi per l'integrazione lavorativa disabili, associazioni di solidarietà familiare, organizzazioni di volontariato, gruppi senza scopo di lucro e di promozione sociale. Le domande di accesso possono essere presentate fino a fine mese, utilizzando il modulo disponibile sul portale Sintesi della Provincia. La data ultima per la realizzazione delle azioni è il 30 novembre. Palazzo di Bagno si è riservato di riaprire i termini dei bandi o integrarli con ulteriori risorse in caso si verificassero condizioni di opportunità. Martelli ha annunciato che il consiglio provinciale si occuperà di questa tematica.

di Graziella Scavazza

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Il Giorno del 26-01-2013

Rami, pali, siepi e rifiuti: per i ciechi è una gimkana

Legnano, tutti gli ostacoli nella mappa dell'Unione.

In piazza San Magno manca un percorso che possa indirizzare la marcia dei non vedenti: «Così non sappiamo dove andare, la piazza è grande e rischiamo di perderci». In alto il volontario Riccardo Buonincontro con alcuni esponenti dell'Unione davanti al cartello che ostruisce il passaggio vicino all'Urp del Comune

LEGNANO. Rami sporgenti, percorsi non protetti, pali, rifiuti che ostruiscono il passaggio e gradini non segnalati che rendono difficoltoso e talvolta pericoloso il transito in alcune vie: non si può di certo dire che Legnano sia davvero una città a misura di disabile. A decretarlo è una relazione realizzata dalla sezione legnanese dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti nella quale sono segnalate tutte le vie che presentano ostacoli. «Ho percorso a piedi quasi tutta la città - racconta Riccardo Buonincontro, volontario del Servizio Civile che da alcuni mesi presta servizio all'associazione di via Ratti - e ho notato che sono molte le strade che presentano ostacoli o asperità per i diversamente abili. Rami e siepi sono un problema che caratterizza soprattutto le periferie. A volte persino i normodotati sono costretti a rischiare la propria incolumità camminando in mezzo alla strada». Dall'indagine svolta dal volontario dell'associazione legnanese insieme a Danilo Belloni è nata una relazione che nei prossimi giorni sarà sottoposta all'attenzione dell'Amministrazione comunale. «Grazie anche a diversi sopralluoghi e ai progetti realizzati dagli studenti dell'istituto tecnico Dell'Acqua di Legnano, nel corso degli anni sono stati messi in atto molti interventi per abbattere le barriere architettoniche - spiega Belloni -. Purtroppo però rimangono ancora in città delle zone critiche, anche perché c'è una mancanza di collegamento fra le Giunte che si sono succedute in città. Gli ostacoli non mettono in difficoltà soltanto i non vedenti, ma anche gli altri portatori di disabilità». Walter Fossati avanza due proposte: «Sarebbe bello se fossero istituite le figure del Focali point, ovvero un architetto interno al Comune che abbia un rapporto privilegiato con le associazioni per discutere dell'abbattimento delle barriere architettoniche, e di un esperto all'interno della Commissione paesaggio del Comune». Dal canto suo, l'Amministrazione Centinaio non sta a guardare. «Purtroppo ogni intervento è subordinato ai vincoli del Patto di stabilità - spiega Gianpiero Colombo, assessore alle Politiche sociali -. Tuttavia, il Comune ha stanziato 200mila euro all'anno per i prossimi tre anni per interventi di eliminazione delle barriere architettoniche. Ogni lavoro che si andrà a fare su edifici o strade vedrà il contestuale abbattimento di eventuali ostacoli».

di Cristiana Mariani

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Avvio Lista di discussione Commissione Nazionale Pluriminorati

La Commissione Nazionale Pluriminorati dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sta lavorando concretamente da, ormai, più di un anno e sente il bisogno di allargare l'orizzonte delle sue conoscenze attraverso consigli e suggerimenti di coloro che sono interessati alla problematica della pluridisabilità, al fine di determinare una politica associativa più congrua non dimenticando mai, che la nostra Associazione deve sempre tener conto di ciò che avviene sul territorio nazionale e di come la realtà si sia modificata rapidamente in questi ultimi anni. A tale scopo, abbiamo pensato di allargare il dibattito già in corso tra i diretti interessati a quanti vorranno collaborare mettendo in campo una lista di discussione.

Infatti, il responsabile della Commissione Nazionale Pluriminorati Luigi Gelmini ha voluto fortemente questo ulteriore ambiente di dibattito, sicuro che molte persone potranno dare il loro contributo per iniziative concrete e positive rivolte a questa categoria di disabili.

La lista avrà come responsabili tecnici Nunziante Esposito e Giuseppe Fornaro, mentre sarà moderata da Eugenio Saltarel.

Dati tecnici della lista:

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Pensioni ed indennità spettanti ai ciechi civili - Nuovi importi per il 2013

Si comunica che l'INPS, con circolare n. 149 del 28 dicembre 2012, ha reso noto il ricalcolo delle provvidenze economiche spettanti, fra l'altro, ai ciechi civili nell'anno 2013, per effetto della perequazione automatica stimata in via previsionale nella misura del 3,2 per cento per i limiti di reddito, del 3,0 per cento per le pensioni e del 2,31 per cento per le indennità dal decreto del 16 novembre 2012, emanato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 277 del 26 novembre 2012.

Le pensioni e le indennità in pagamento a favore dei ciechi civili (categoria INVCIV) sono state calcolate applicando dal 1° gennaio 2013 tali percentuali di perequazione comunicate dall'ISTAT, e risultano come segue:

1. Limite di reddito personale lordo annuo per il diritto alla pensione 16.127,30 euro;

2. Limite di reddito personale lordo annuo per gli ipovedenti gravi con solo assegno a vita ad esaurimento 7.753,56 euro;

3. Indennità di accompagnamento per i ciechi assoluti 846,16 euro;

4. Indennità speciale per i ciechi parziali ventesimisti 196,78 euro;

L'INPS ha ribadito che le indennità sono indipendenti da redditi.

5. Pensione per i ciechi assoluti ricoverati e ciechi parziali ventesimisti 275,87 euro;

6. Pensione per i ciechi assoluti non ricoverati 298,33 euro;

7. Assegno a vita ad esaurimento 204,73 euro.

Con il predetto decreto si è provveduto, altresì, a quantificare per l'anno 2012 la differenza fra il 2,6 per cento di perequazione automatica per la rivalutazione delle pensioni, attribuito in via previsionale all'inizio dello scorso anno, e il 2,7 per cento che invece rappresenta l'indice di rivalutazione definitivo.

Il conguaglio a credito eventualmente spettante verrà posto in pagamento con la rata di gennaio 2013. Per l'anno 2012 il differenziale è così definito:

Gli importi dei trattamenti dei ciechi civili per gli anni 2012 e 2013, e i limiti di reddito, sono riportati nella citata circolare INPS, all'allegato 2, tabella M.

Come nel recente passato, ad ogni pensionato verrà inviato al domicilio un unico Mod. ObisM contenente tutte le informazioni relative al soggetto interessato (indirizzo, detrazioni d'imposta, quote in cumulabili con il lavoro, ecc) e l'indicazione degli importi mensili spettanti per ogni provvidenza.

In materia di maggiorazioni sociali, si informa che, ai sensi dell'articolo 5, comma 5, della legge n. 127/2007, a decorrere dal 1° gennaio 2013 è concesso un incremento di pensione per tredici mensilità ("incremento al milione" per intenderci) fino al raggiungimento della somma di 631,87 euro in favore dei soggetti pensionati disagiati in possesso dei seguenti requisiti:

a) status visivo: cecità totale ovvero cecità parziale

b) età: per i ciechi totali 60 anni (fasce 6 e 11), per i ciechi parziali 70 anni (fasce 8, 12, 13, 16 e 17)

c) reddito: per l'anno 2013 il limite reddituale personale lordo deve essere inferiore a 8.214,31 euro rivalutato annualmente. Se coniugato, il limite reddituale deve essere inferiore a 13.964,21 euro risultante dalla somma del limite di reddito personale e dell'importo annuo 2013 dell'assegno sociale, pari a 5.749,00 euro. Tra i redditi computati sono annoverati i redditi soggetti ad Irpef ma anche quelli esenti, quale, ad esempio, la pensione di cieco civile. Non vengono, invece, computati nel medesimo limite reddituale la rendita della casa di abitazione, la pensione di guerra, gli assegni familiari e l'assegno per il nucleo familiare, nonché la indennità speciale per i ciechi parziali ventesimisti e di accompagnamento per i ciechi assoluti erogate al solo titolo della minorazione.

Infine, per quanto riguarda, in particolare, le detrazioni d'imposta per familiari a carico, si fa presente che l'obbligo di comunicazione annuale dei dati relativi a detrazioni per familiari a carico è previsto solo in caso di variazione dei dati.

Pertanto, per l'anno 2013 sono state attribuite le stesse detrazioni per familiari a carico in essere nel mese di dicembre 2012.

A titolo informativo, va segnalato un grave elemento di novità che riguarda però unicamente gli invalidi civili al 100 per cento titolari di pensione di invalidità. Fino ad oggi il limite reddituale considerato è stato quello relativo ai redditi strettamente personali. Dal 2013, in recepimento di una sentenza della Corte di Cassazione - Sezione Lavoro (n. 4677 del 25 febbraio 2011), l'INPS terrà conto anche di quello del coniuge per stabilirne il diritto.

Si ribadisce che da tale decisione sono esclusi, tra gli altri, i minorati della vista, il cui limite reddituale considerato per ottenere la pensione di cieco civile continua ad essere quello personale lordo.

Naturalmente, questa Unione ha già preso una posizione ufficiale, in segno di solidarietà nei confronti delle altre categorie di invalidi civili, per il rispetto dei diritti e degli interessi morali e materiali di tutti i portatori di handicap.

***L'INPS ha successivamente rivisto tale posizione a seguito delle numerose proteste di diverse associazioni, come potrete leggere nell'articolo a pag. 28.***

Si ricorda che il testo integrale della circolare INPS n. 149/2012, con i relativi allegati, è consultabile al seguente indirizzo Internet:

http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%20149%20del%2028-12-2012.htm.

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Raccolta ritagli stampa anno 2012 su CD

Questa Presidenza Nazionale, al fine di fornire un servizio pienamente rispondente alle necessità dei non vedenti e degli ipovedenti, ha deciso, d'ora in avanti, di distribuire la raccolta annuale dei ritagli stampa unicamente su CD, strutturato in modo da essere accessibile e contenente anche la versione TXT e DOC di ciascun articolo.

Per farne richiesta si prega di contattare l'Ufficio Stampa inviando una e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it o via fax al numero 06 699.88.338.

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Workshop GRUNDTVIG per volontari per i ciechi

Si informa che, in aggiunta a quanto indicato nella circolare n. 296/2012 dedicata alle possibilità per le persone con disabilità di partecipare a incontri e attività all'estero tramite i workshop del programma comunitario GRUNTDVIG, ci è stata segnalata dagli stessi organizzatori un'attività specifica per le persone vedenti che volessero fare un'esperienza di volontariato con le persone con disabilità visiva all'estero.

Il workshop in questione, individuabile nel catalogo dei workshop GRUNDTVIG (http://www.programmallp.it/index.php?id_cnt=903) con il titolo "A joy of being active: how to be an assistant to blind people" verrà organizzato a Katowice (Polonia) dal 16 al 23 giugno 2013. Possono candidarsi persone dai 50 anni in su e sono ammesse candidature anche da persone affette dalla sindrome di Asperger. Come per tutti i workshop GRUNDTVIG, ai partecipanti selezionati saranno coperte le spese di vitto e alloggio dagli organizzatori mentre le spese di viaggio saranno rimborsate. Per partecipare è necessario avere una buona conoscenza della lingua inglese. La scadenza per le candidature è il 15 marzo 2013 ma gli organizzatori esortano a candidarsi al più presto possibile dato che i posti sono molto limitati. Per ulteriori informazioni e per scaricare la scheda di candidatura si prega di consultare il sito: http://grundtvig.credo.org.pl/.

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di gennaio

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Superando.it del 29-01-2013

Questi sono i "veri falsi invalidi"

I dati prodotti in questi giorni dalla Guardia di Finanza, sui reali falsi invalidi effettivamente smascherati (una percentuale insignificante, ad esempio, su tutte le persone controllate a visita), fanno giustizia di tante cifre "sparate" in questi anni dagli organi d'informazione e sbandierate anche, spesso e volentieri, dall'INPS e in particolare dal presidente dell'Istituto Mastrapasqua.

ROMA. Sono stati diffusi dalla Guardia di Finanza i dati sull'attività di repressione delle frodi in campo assistenziale e previdenziale relativi a quanto svolto nel 2012. Sono dunque 3.500 i finti poveri - che ricevevano prestazioni e servizi, tipo rette ridotte, esenzioni e riduzioni - e 1.047 i "veri falsi invalidi" regolarmente denunciati, modificando in tal modo il dato di analoghe notizie apparse ad esempio sul quotidiano «La Stampa» del 7 agosto 2012, ove si riportava che la stessa Guardia di Finanza, nei soli primi sette mesi del 2012, aveva "beccato" 1.565 falsi invalidi, a riprova che poi, una volta terminate le indagini, una fetta di quello che frettolosamente viene sparato sui giornali si dimostra diverso da quello che appare (in questo caso ben un terzo).

Cominciano quindi ad essere disponibili sugli organi d'informazione - oltre alle esternazioni del presidente dell'INPS Mastrapasqua, spesso non precisissime né completissime - anche i dati concreti relativi agli anni 2010, 2011, 2012. Sempre il quotidiano «La Stampa», per dirne una, aveva dato conto, il 18 agosto 2011, dei risultati del servizio antifrode della Guardia di Finanza, con dati similari a quelli dell'anno successivo, ovvero sempre circa 3.000 tra falsi poveri e falsi invalidi, pur senza suddividere le due categorie. Dato analogo aveva riferito anche il Presidente dell'INPS al «Corriere della Sera» il 12 febbraio 2012, parlando di 1.432 falsi invalidi smascherati e denunciati.

E per il 2010? Qui «la Repubblica», citando sempre la Guardia di Finanza, aveva dichiarato, il 31 gennaio 2011, che nel 2010 erano stati scoperti 4.486 tra falsi poveri e falsi invalidi, pure anche qui non suddividendo le categorie.

Insomma, se diamo per buoni i dati resi pubblici in questi giorni dalla Guardia di Finanza, si attestano attorno ai 1.500 all'anno i veri, reali, falsi invalidi (lo 0,06% dei percettori di pensioni di invalidità) che vengono giustamente scoperti e denunciati, così come trova finalmente conferma anche sulla stampa il dato che, alla fine di tutta la trafila (visita di controllo - eventuale abbassamento della percentuale con sospensione della pensione - ricorso del disabile - giudizio della magistratura pro o contro disabile), è circa del 3% la percentuale dei controllati a visita a cui viene revocata la pensione, di cui solo una percentuale infinitesima è relativa a falsi invalidi.

Gli altri sono invalidi veri cui la Commissione ASL + INPS (quando il membro INPS c'è... cosa che in larghissima misura non accade e ciò che vanifica in gran parte gli intenti della riforma voluta dall'INPS stesso) o l'INPS in seconda istanza ritiene di abbassare la percentuale di invalidità precedentemente ottenuta.

Era stata ancora «La Stampa», il 18 agosto 2011, a dare anche questo dato, pur se per il giornale torinese quei «3000 truffatori» citati sin dal titolo erano ovviamente tutti falsi invalidi. Due passi avanti e uno indietro... non lamentiamoci.

Se dunque sui dati possiamo cominciare a registrare qualche piccolo progresso - anche se solo per gli osservatori più attenti e non certo per il grande pubblico che si beve ancora la quotidiana razione di "ciechi che guidano" -, sull'impatto mediatico dobbiamo registrare un'ulteriore pericolosa involuzione.

Infatti, un elemento deleterio è che ormai le parole "falso invalido" sono diventate una sorta di sinonimo, di parola chiave, che riunisce sotto di sé un po' tutte le truffe perpetrate ai danni della Pubblica Amministrazione. Nei titoli dei giornali vengono ricompresi tra i "falsi invalidi" non solo coloro che usano abusivamente i contrassegni per l'auto, chi, mendicante, si finge invalido per impietosire o chi, taccagno, si mette in carrozzina per entrare gratis allo stadio, ma anche coloro che presentano false attestazioni per altri benefìci di natura previdenziale o assistenziale.

Sul sinonimo basta leggere «Il Giornale» dell'8 agosto 2012, in cui il titolo recita Falsi invalidi: il bilancio del 2012, mentre poi nel testo si parla di persone che avevano indebitamente contributi per i libri scolastici, persone che si fingevano in malattia, persone assunte fittiziamente come braccianti agricoli ecc. O ancora «Il Fatto quotidiano» che il 7 agosto 2012 titola Falsi invalidi; smascherati in 3400 da inizio anno, salvo poi all'interno dell'articolo chiarire trattarsi sì di falsi invalidi, ma anche e di altre persone che godevano di prestazioni sociali agevolate.

Qualche speranza arriva invece sul fronte dei "ciechi che guidano", non tanto riposta nella capacità dei giornalisti di essere tali (ovvero di non sparare sciocchezze, ma di documentarsi), ma piuttosto nelle tecnologie. L'icona del falso invalido, infatti, è almeno per ora ad appannaggio del "cieco che guida". Da quanto se ne deduce dalla stampa e su internet, in totale parrebbe ne avessero beccati 18... ma nell'immaginario sembrano migliaia.

Sul perché abbiamo un po' di fiducia, lo si potrà scoprire guardando i video intitolati rispettivamente Ford: "scuola guida" per non vedenti e ipovedenti e Google sviluppa l'auto adatta per i non vedenti, che risolverebbero il problema alla radice.

di Andrea Pancaldi

Redazione Sportelli Sociali del Comune di Bologna.

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Superando.it del 15-01-2013

Ma l'INPS è un "potere a sè stante"?

Se lo chiede la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che pur esprimendo una logica soddisfazione per la sospensione di quella Circolare dell'INPS che avrebbe provocato la revoca della pensione a decine di migliaia di invalidi totali, manifesta anche perplessità e timori per il futuro, ritenendo necessario un più attento controllo di garanzia sull'operato dell'Istituto, tramite un deciso intervento delle Camere.

ROMA. «Quella Circolare dell'INPS non ha fondamento giuridico, perché nessuna norma ha modificato le precedenti disposizioni. Chi dunque nel Governo ha autorizzato l'INPS a questa pesante restrizione? Se fosse stato il Ministero del Lavoro, l'odierna indicazione di Elsa Fornero sarebbe inspiegabile. Negli ultimi anni, per altro, il reale referente dell'INPS è stato il Ministero dell'Economia che si attendeva, ad esempio, dall'Istituto brillanti risultati nella cosiddetta "lotta ai falsi invalidi". Non sarà stato così anche in questo caso?».

Al di là dunque della logica soddisfazione, da parte di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana Lotta al Superamento dell'Handicap), che ha commentato così la decisione dell'INPS di sospendere, su sollecitazione del ministro Fornero, l'attuazione della Circolare n. 149/12, che avrebbe provocato la revoca della pensione a decine di migliaia di invalidi totali - come abbiamo riferito sul nostro giornale - permangono anche una grande perplessità e numerosi interrogativi sull'immediato passato e sull'imminente futuro.

Era stata proprio la FISH a prendere per prima una dura posizione contro quel provvedimento, seguìta da numerose altre organizzazioni sindacali e del Terzo Settore. Per l'occasione, lo stesso Barbieri, di fronte a una norma amministrativa con la quale si era deciso di prendere in considerazione anche il reddito del coniuge, nel fissare il limite per le pensioni di invalidità, aveva parlato di «un atto gravissimo» di «una decisione politica che colpisce i più poveri, espropriandoli di una pensione dall'importo risibile». In tal senso, il presidente della FISH aveva chiesto «l'immediata sospensione» di un atto ritenuto «contrario a ogni regola democratica e morale», oltre a pretendere anche «chiarezza rispetto ai meccanismi di assunzione del provvedimento».

Ora, tuttavia, l'attuale sospensione, pur eliminando le diffuse e legittime preoccupazioni di moltissime persone con disabilità, lascia - una volta ancora - la netta e negativa impressione, espressa in una nota della Federazione, «che l'INPS costituisca un potere a sé, che sfugge al formale controllo politico affidato al Ministero del Lavoro». «Cosa accadrà ora?», si legge infatti nel comunicato. «Dichiarazioni non smentite rimandano a una successiva istruttoria sull'intera vicenda. Il timore è che, al di fuori del parere e dell'azione del Legislatore, la questione si risolva in un confronto condiviso fra INPS e Ministeri e che, per superare le disparità di trattamento fra invalidi coniugati e non, si ricorra all'applicazione di un indicatore reddituale familiare per tutti, ancora più devastante per l'impoverimento delle famiglie italiane».

«In altre parole - rincara ulteriormente la dose Barbieri - temiamo che rientri di sottecchi una tentazione già più volta espressa in questi anni e più volte rigettata dal Parlamento, di fronte alla quale l'unica soluzione non può che essere è un intervento deciso delle Camere che bonifichi l'altalenante prassi amministrativa di questi ultimi anni, sempre più incerta e sempre più vessatoria nei confronti dei Cittadini, e che ponga l'azione dell'INPS sotto un più attento controllo di garanzia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Redattore Sociale del 23-01-2013

Lavoro ai disabili, pronto il decreto su esoneri. Ma è rivolta: "Inaccettabile"

ROMA. E' arrivata la bozza di decreto destinata a rivedere le disposizioni sui cosiddetti esoneri parziali per le aziende obbligate all'assunzione dei lavoratori con disabilit. Il testo licenziato dal ministero del Lavoro però non piace a quanti avevano chiesto di agire per tutelare maggiormente le persone con disabilità attraverso una restrizione della possibilità di essere esonerati dagli obblighi di assunzione previsti dalla legge 68/99. E ora protestano parlando di "nuovo attacco al diritto al lavoro" e chiedendo alle regioni e alle province autonome, che analizzeranno domani 24 gennaio il testo in Conferenza Unificata, di non appoggiarlo.

Quella dell'esonero parziale è un'opportunità ammessa dalla Legge 68/19, in casi eccezionali e che consente alle aziende, in particolari situazioni, di essere parzialmente sollevate dagli obblighi di assunzione, a fronte di versamenti onerosi nemmeno troppo gravosi. "Purtroppo - fa notare la Fish (Federazione italiana superamento handicap) negli anni le maglie si sono fatte sempre più larghe, nonostante le reiterate proteste delle associazioni e del sindacato: dal nuovo decreto ci si attendeva che vi fosse un deciso intervento restrittivo e di buon senso per restituire posti di lavoro e un impiego dignitoso a migliaia di persone con disabilità ma il testo del decreto tradisce ampiamente queste aspettative".

"Il testo del decreto - afferma il presidente Fish, Pietro Barbieri - allarga ancora le maglie degli esoneri parziali, consente nuove e più ampie scappatoie, beffando le aspettative delle migliaia di persone con disabilità escluse dal mondo del lavoro". "Chiediamo alla Conferenza Stato Regioni, chiamata ad esprimere un parere vincolante sullo schema di decreto, di respingere il documento e - aggiunge - di chiederne una nuova e più garantista stesura: anche alle Regioni conviene contare su Cittadini inclusi al lavoro, anziché persone discriminate da affidare ai servizi sociali per interventi tristemente riparatori".

Anche la Cisl, che era stata protagonista nei giorni scorsi del Tavolo aperto sul tema al ministero del Lavoro, protesta di fronte ad un testo che è, spiega il segretario confederale Pietro Cerrito, "assolutamente inaccettabile" e "non conforme a quanto preannunciato nel Tavolo aperto il 14 gennaio dal Ministro Fornero". Il documento, secondo il sindacato, "va verso la direzione contraria di permettere a molte più imprese, anche senza particolari requisiti, di chiedere di essere parzialmente esonerate dagli obblighi di assunzione di persone con disabilità". La richiesta rivolta alle regioni, alle province autonome e agli enti locali, "ma anche allo stesso Ministro del Lavoro", è di "non approvare" tale testo in Conferenza Unificata e "consentire così che si riapra la discussione, a partire da quanto già condiviso al Tavolo".

Nel dettaglio del provvedimento, spiega Cerrito, "il riferimento alla disciplina degli "accomodamenti ragionevoli" prevista dalla Convenzione ONU è solamente citata nel testo e non resa operativa; non vi è traccia di tutta quella serie di strumenti, a partire dalle "convenzioni di esternalizzazione", a disposizione dei servizi per promuovere inserimenti di persone con disabilità e rendere il ricorso agli esoneri parziali solamente residuale. Ma, cosa, assolutamente più grave, - precisa - se prima un'azienda poteva essere parzialmente esonerata dagli obblighi della legge 68/99 (gli obblighi di assunzione di persone con disabilità) in caso di difficoltà legate alla faticosità della prestazione lavorativa richiesta, alla pericolosità o alla particolare modalità di svolgimento dell'attività lavorativa stessa, ora - se fosse approvato questo testo - la stessa azienda potrebbe essere esonerata anche solo in caso di "esigenze di carattere organizzativo" riferite a mansioni considerate incompatibili con l'assunzione di persone con disabilità". Ecco perché la Cisl si dice "impegnata, insieme alle associazioni delle persone con disabilità e loro famigliari, a chiedere di bloccare questo decreto inaccettabile, frutto solo della scarsa propensione del Ministero ad un confronto vero, e a promuovere un cambiamento di approccio al tema dell'inclusione socio-lavorativa".

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Redattore Sociale del 10-01-2013

Sant'Alessio di Roma: dal 7 gennaio niente assistenza per oltre 200 non vedenti con minorazioni aggiuntive

ROMA. Soldi finiti al Sant'Alessio di Roma per i non vedenti con minorazioni aggiuntive assistiti dall'ente in base alla legge 284/1997, servizi sospesi dal 7 gennaio per oltre 200 utenti e circa 180 operatori senza lavoro. È quanto sta accadendo in queste ore al Centro regionale S. Alessio Margherita di Savoia per i ciechi. A diffondere la notizia è lo stesso ente in una lettera inviata al presidente della Regione Lazio, al direttore regionale per le Politiche sociali e famiglia, l'Uici Lazio e il prefetto di Roma. Secondo la comunicazione a firma del commissario straordinario Alessandro Matteini, mancano le erogazioni relative al saldo dell'annualità 2011 e l'intera annualità 2012 e non c'è ancora traccia degli atti che riguardano il 2013. "In mancanza delle erogazioni - spiega la lettera - questo Ente che già lamenta una severa esposizione debitoria derivante da altre criticità nelle liquidazioni delle proprie spettanze per servizi prestati ad amministrazioni pubbliche terze, tra le quali la stessa Regione Lazio, non ha la possibilità di addossarsi gli oneri finanziari per le anticipazioni necessarie ad attivare le prestazioni in oggetto".

Le prestazioni in questione riguardano sia forme domiciliari che diurne per circa 81mila ore di assistenza, spiega il commissario, per una spesa complessiva di circa 1,5 milioni di euro per anno. Gli utenti, invece, sono distribuiti su tutta la regione con un numero maggiore a Roma, dove ci sono 119 utenti, ma anche a Latina con 38 utenti, Rieti con 9 utenti, Viterbo con 20 assistiti e Frosinone con 54 persone assistite. Per Augusto Bisozzi, coordinatore regionale per le Ipab per la Funzione pubblica della Uil, inoltre, "un assistito su cinque è un bambino, ma non gliene importa nulla a nessuno. La Regione non paga e i finanziamenti non arrivano. Ci sono ragazzi pluriminorati che hanno bisogno di cure, ma alla politica non interessa".

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Corriere del Mezzogiorno del 29-01-2013

Difendiamo il «Colosimo»

Caro direttore,

il corpo docente dell'Istituto Paolo Colosimo, avendo avuto notizia di un eventuale accorpamento di questa situazione scolastica, riunito nel Collegio dei docenti del 22 gennaio scorso, ha ritenuto necessario stilare un documento, insieme a tutto il personale Ata, per denunciare presso tutte le istituzioni competenti la gravità di una tale decisione, che porterebbe non solo a ledere i diritti di persone con disabilità visiva, ma a distruggere il bagaglio di tradizione, competenze e specificità legate a questa scuola. Il Colosimo di Napoli è una storica scuola avente particolare finalità per alunni non vedenti e ipovedenti. La minorazione visiva, a differenza delle altre tipologia di handicap, impone una competenza didattica di estrema specificità. Si comprende, facilmente, che tale peculiarità non può essere acquisita solo frequentando un corso di specializzazione, ma discende da anni di insegnamento agli alunni ciechi. La didattica deve fondare su tre assunti: la conoscenza del codice Braille, l'utilizzo dei nuovi sistemi tiflotecnici (screen reader vocali e display Braille) e soprattutto, sulla perfetta conoscenza delle dinamiche psico-relazionali dei giovani ciechi. L'integrazione scolastica degli alunni non vedenti nelle scuole normali, per aver successo, deve poter contare su un contesto socio-ambientale adatto, dove tutti gli interventi della scuola non rimangono una sterile trasmissione di competenze, ma permettano l'integrazione in un mondo che conosce e comprende gli strumenti specifici del diversamente abile. La scuola «Paolo Colosimo» di Napoli, avente particolari finalità per ciechi e ipovedenti, fornisce tali strumenti e titoli specifici, sicuramente spendibili nel mondo del lavoro in quanto leggi speciali garantiscono nella pianta organica di istituzioni pubbliche e private (ospedali, Asl, Inps, Inail, comuni, province, eccetera) dei posti riservati ai centralinisti e ai massofisioterapisti ciechi. La specificità di questa istituzione scolastica e la notevole varietà di problematiche legate al mondo dei non vedenti impongono una dirigenza scolastica esclusivamente dedicata a questa tipologia di scuola. Si tenga conto che il Colosimo di Napoli raccoglie, come platea, tutti i disabili visivi d'Italia. Il suo eventuale accorpamento, pertanto, condizionerebbe in maniera significativa la sopravvivenza di un polo speciale che, unico, fornisce ai non vedenti imprescindibili e reali opportunità di lavoro, socializzazione, autonomia e integrazione. Il Colosimo è nato grazie alla lungimiranza di coloro che all'inizio del secolo scorso hanno indirizzato il loro impegno alla crescita culturale e lavorativa del non vedente. Sarebbe , pertanto, paradossale, nel secolo delle pari opportunità, rendere vana l'azione di chi ha voluto integrare le persone non vedenti nella società e ignorare le esigenze di un'utenza che, pur presentando oggettive difficoltà, può contribuire come gli altri all'evoluzione civile. Il corpo docente e il personale Ata chiedono a tutte le istituzioni competenti di non essere responsabili, per pure ragioni economiche, del declino di questa realtà formativa, punto di riferimento per tutti i non vedenti in età scolastica e non.

I docenti dell'Istituto statale di Istruzione superiore «Paolo Colosimo» Napoli

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Superando.it del 29-01-2013

I disabili e il primo Olocausto nazista

di Claudio Arrigoni

Tra i motivi che celarono per quasi cinquant'anni lo sterminio di centinaia di migliaia di persone con disabilità durante il regime nazista - il primo vero Olocausto, sorta di "prova generale" per quelli successivi - vi fu probabilmente anche il fatto che se ne rese protagonista gran parte della società civile, con medici e infermieri a infliggere la morte, giuristi e avvocati a legittimarla, inservienti e operai a far pure la loro parte.

Tutto cominciò da quelle parole: «Vite indegne di essere vissute». L'Olocausto nasce da lì. Lo sterminio che ha sconvolto il Novecento europeo parte da quella parola, "indegne".

Ernst aveva 14 anni, veniva dalla comunità Rom, era in un ospedale psichiatrico. Un giorno regalò a un infermiere che gli era simpatico una foto con la dedica "In memoria": «Tanto io non vivo a lungo. Spero che quando muoio ci sia tu, così mi metti bene nella bara». Il giorno dopo lo avevano ucciso. Quell'infermiere non c'era.

Hurbinek dimostrava tre anni, era paralizzato dalle reni in giu. Solo Henke, 15 anni, sapeva capirlo, stargli vicino, dargli da mangiare, pulirlo. Un giorno Henke annunciò: «Hurbinek ha detto una parola». Non si capiva bene quale, ma aveva parlato. Quella parola rimase segreta. Morì «ai primi di marzo, libero ma non redento. Nulla resta di lui», solo le parole del racconto di Primo Levi, altrimenti nessuno, proprio nessuno saprebbe di Hurbinek, che forse «aveva tre anni, e forse era nato ad Auschwitz e non aveva mai visto un albero».

Le vite non degne della vita. Quelle di Ernst e di Hurbinek. Perché, come sempre, bisogna dare un volto e un nome e una storia, altrimenti la Storia rimane solo numeri e dati e documenti.

Il Giorno della Memoria del 27 gennaio, nel ricordo della Shoah, ci parla delle persone. Una per una. A contarle, milioni. La follia nazista è partita dalla "vite indegne": le persone con disabilità sono state le prime sulle quali è stato sperimentato l'orrore, a morire in massa, rinchiusi in una stanza con quel gas che entrava nel loro corpo, ma prima ancora uccisi con iniezioni. Non solo persone con disabilità intellettiva e malati psichici, ma anche disabili fisici e con malattie genetiche.

L'idea del gas nacque per loro e fu poi adottata nei lager. Decine di migliaia, fra il '39 e il '41. Se ne contano oltre 70.000, fra cui 5.000 bambini, ai quali se ne devono aggiungere almeno altri 250.000 dopo quella data, ma le cifre possono essere solo per difetto. Prima di ebrei, uomini e donne delle comunità Rom e omosessuali, oppositori politici. Prima di tutti, coloro che erano considerati un "peso sociale", i disabili.

Per approfondire, ci si può riferire al sito Olokaustos o a questo stesso giornale, partendo da quanto pubblicato ieri, con un approfondimento di Silvia Cutrera, presidente dell'AVI di Roma (Agenzia per la Vita Indipendente).

«Ausmerzen ha un suono dolce e un'origine popolare. È una parola di pastori, sa di terra, ne senti l'odore. Ha un suono dolce, ma significa qualcosa di duro, che va fatto a marzo. Prima della transumanza, gli agnelli, le pecore che non reggono la marcia, vanno soppressi».

Marco Paolini, con il suo monologo Ausmerzen - Vite indegne di essere vissute, trasmesso due anni fa da La7, è stato capace di porre all'attenzione di milioni di persone l'Olocausto dimenticato dei disabili. Quello che ha fatto lui in quelle poche decine di minuti di racconto dell'orrore non lo hanno fatto anni di storiografia, dibattiti e convegni. Quel monologo (ora riproposto intelligentemente da Einaudi in un cofanetto con DVD, con contenuti extra e un libro con lettere e storie, curati dal fratello Mario, andrebbe adottato nelle scuole.

Prima la sterilizzazione, già dal 1933, che non cominciò certo in Germania: Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia erano infatti state le tristi avanguardie, con leggi non diverse da quella tedesca, dove furono sterilizzate quasi 400.000 persone a partire dal '34. Poi, nel '39, è Hitler stesso, con una lettera, ad autorizzare i medici «a concedere la morte per grazia ai malati considerati incurabili secondo l'umano giudizio»: l'inizio della fine. Parte l'Aktion T4, l'operazione di eutanasia forzata che prende il nome da Tiergartenstrasse 4, l'indirizzo di Berlino sede dell'apparato organizzativo, in un villino espropriato a una famiglia ebrea, e poi, dopo il '41, l'Aktion 14F13, ancora più selvaggia e segreta. Sconvolgente perché non coinvolge le SS, la Gestapo, i militari feroci che sono nell'immaginario collettivo nazista. No. Ci sono medici e infermieri a infliggere la morte e pene immani, giuristi e avvocati a giustificarla, inservienti e operai a fare la loro parte. Centinaia, probabilmente ancor più. Ecco un altro motivo del silenzio, durato fino agli Anni Novanta.

Era cioè parte della società civile a essere protagonista del primo Olocausto nazista. La fine degli Anni Venti è stato uno dei periodi più difficili dal punto di vista economico e fu gioco facile far leva anche sui costi sociali delle persone con disabilità o malattie gravi.

La propaganda di regime lavorò in questa direzione: nelle scuole (giravano problemi tipo questo: «Un malato di mente costa circa 4 marchi al giorno, un invalido 5,5 marchi, un delinquente 3,5 marchi. In molti casi un funzionario pubblico guadagna al giorno 4 marchi, un impiegato appena 3,5 marchi, un operaio... a) rappresenta graficamente queste cifre...»), con manifesti (celebre uno dove un operaio portava sulle spalle il peso di persone disabili) e con informazioni martellanti sui costi sociali delle persone con disabilità, attraverso film (l'ultimo è addirittura del '41, poco prima di porre fine alla parte "pubblica" di Aktion T4: Io accuso, dove una donna con sclerosi multipla chiede al marito di ucciderla prima di soffrire troppo e lui viene poi assolto nel processo).

Ancora squarci che fanno pensare. La Aktion T4 - che continuò però, come già detto, in maniera ancor più brutale nei lager e nei luoghi che dovevano essere di cura -, si concluse probabilmente per la nascente opposizione pubblica, anche da parte della Chiesa Cattolica e di quella Protestante, per la risonanza che ebbero gli omicidi di massa: a centinaia di famiglie arrivavano lettere con certificati di morte per motivi fasulli, spesso uguali e negli stessi giorni, autobus trasportavano persone che scomparivano dopo che si innalzava il fumo dai forni crematori.

Viene da chiedersi allora: se fosse successo anche in seguito, per le deportazioni di massa e lo sterminio della popolazione ebrea, di persone omosessuali o della comunità Rom, sarebbe magari cambiato qualcosa?

Hurbinek che ha solo il nome ed Ernst Lossa, al quale è dedicato il Museo del Giocattolo di Napoli, sono immensi testimoni delle nostre paure verso la disabilità e le diversità, che a volte purtroppo tornano. A questo serve la memoria, a farci diventare migliori.

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Il presente articolo viene qui riproposto, con alcuni riadattamenti al contesto, da InVisibili, blog del «Corriere della Sera», per gentile concessione. Il titolo del pezzo originale è "Vite non degne della vita. L'Olocausto nasce per i disabili".

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Marketpress.Info del 09-01-2013

10º Simposio internazionale di farmacologia oculare e terapie

PARIGI. Il 10º simposio internazionale di farmacologia oculare e terapie (Isopt 2013) si svolgerà dal 7 al 10 marzo 2013 a Parigi, in Francia. Si stima che la diffusione della cecità in Europa sia circa dello 0,3 per cento, che rappresenta il sette per cento del totale della cecità mondiale. La maggior parte delle malattie che minacciano la vista tra gli europei sono collegate all´età, e il numero delle persone colpite aumenterà come conseguenza dell´invecchiamento della popolazione e del continuo innalzamento dell´aspettativa di vita. Il progresso nel trattamento della cecità dipende dallo sviluppo di nuove tecnologie che permettano diagnosi precoce, esami ulteriori e cura della malattia. I nuovi trattamenti in oftalmologia si stanno evolvendo rapidamente, con la recente scoperta di nuove medicine per la degenerazione maculare umida legata all´età. La ricerca è anche al lavoro su nuove malattie dell´occhio per cui non sono ancora disponibili delle cure, come la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare secca legata all´età. La conferenza discuterà i metodi per misurare la funzionalità visiva negli studi clinici, per sviluppare terapie con cellule staminali e genetiche per le malattie alla retina, cure per le malattie maculari e infiammatorie nell´occhio, per riparare la superficie corneale con cellule staminali e cure per gli occhi secchi. Essa permetterà interazioni tra enti normativi europei, medici e rappresentanti dei pazienti e l´industria farmaceutica in questo settore. Per ulteriori informazioni, visitare: http://isopt.Net/index.php

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Osservatorio Malattie Rare.it del 15-01-2013

Retinite pigmentosa, due nuovi potenziali trattamenti terapeutici

Sono due i trattamenti sperimentali che potrebbero essere d'aiuto ai pazienti affetti da retinite pigmentosa (RP), rara malattia genetica progressiva che comporta la riduzione della vista fino alla cecità.

Si tratta di modalità terapeutiche a base di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) e terapia genica, che hanno dimostrato di produrre un miglioramento della funzione visiva a lungo termine su modelli murini della malattia.

I trattamenti sono stati entrambi testati sul modello animale dal Dott. Stephen H. Tsang della Columbia Unversity. Lo studio sulle cellule staminali è stato pubblicato sulla rivista Molecular Medicine mentre lo studio sulla terapia genica è stato pubblicato su Human Molecular Genetics.

Nel primo studio i ricercatori hanno testato l'efficacia e la sicurezza dell'innesto di cellule iPS per ripristinare la funzione visiva in un modello murino di RP. Come le cellule staminali embrionali, anche le cellule iPS sono "pluripotenti" - cioè, essi sono in grado di svilupparsi in qualsiasi tipo di cellula. Tuttavia, le cellule iPS non sono derivate da embrioni ma da cellule adulte, in questo caso da cellule epiteliali umane. Le cellule sono state somministrate, mediante iniezione direttamente sotto la retina, quando i topi malati avevano appena cinque giorni di vita.

Le cellule iPS sono state assimilate nella retina ospite, senza causare tumori e sviluppando marcatori specifici di epitelio pigmentato retinico (lo strato di cellule adiacente allo strato dei fotorecettori), dimostrando di avere il potenziale per svilupparsi in cellule retiniche funzionali. Utilizzando l'elettroretinografia, un metodo standard per misurare la funzione della retina, i ricercatori hanno scoperto che la funzione visiva dei è topi migliorata dopo il trattamento e l'effetto è durato a lungo. "Si tratta della prima prova di recupero neuronale in un modello animale grazie al trapianto di cellule staminali - ha spiegato il Dott. Tsang - con miglioramento della vista per tutta la durata della vita dell'animale stesso."

Già nel 2011 la statunitense FDA aveva approvato la possibilità del trapianto di cellule staminali embrionali per il trattamento delle degenerazioni maculari. Si tratta però di una terapia che richiede una forte immunosoppressione, che non è sempre tollerata da tutti i pazienti. Il metodo di Tsang si configura come una valida alternativa, visto che le cellule iPS possono fornire un rifornimento potenzialmente illimitato di cellule per il salvataggio funzionale e l'ottimizzazione delle funzioni retiniche, senza la necessità dell'immunosoppressione. Si tratta di un metodo che teoricamente potrebbe essere usato anche per il trattamento della degenerazione maculare senile, principale causa di perdita della vista tra adulti e anziani.

Per quanto riguarda invece la terapia genica il team di Tsang ha sperimentato una metodica potenzialmente in grado di migliorare la sopravvivenza dei fotorecettori e la funzione neuronale dei topo affetti dalla particolare forma di retinite pigmentosa causata da una mutazione del gene fosfodiesterasi-alfa. I ricercatori hanno utilizzato virus adeno-associati come vettore per trasportare copie corrette del gene nella retina. La somministrazione è stata effettuata tramite una singola iniezione su un solo occhio. Dopo circa sei mesi nell'occhio trattato degli animali coinvolti nella sperimentazione erano presenti cellule fotorecettrici e risposte visive funzionali, assenti negli occhi non trattati, che nel frattempo avevano perso completamente la visione.

"Questi risultati - ha commentato Tsang - supportano la teoria che la mutazione di fosfodiesterasi-alfa può essere curata con la terapia genica. Si tratta di terapie che devono ancora essere perfezionate ma i risultati per ora sono molto incoraggianti."

di Ilaria Vacca

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La Repubblica del 22-01-2013

Funziona la terapia russa per la maculopatia? Il medico risponde

(a cura di Elvira Naselli)

Funziona la terapia russa per la maculopatia?

Ho 70 anni, nel 2003 mi è stata diagnosticata la maculopatia secca con formazione di drusen all'occhio sinistro. Da allora faccio controlli annuali e non mi è mai stato prescritto alcun farmaco o integratore nè mi è stata data alcuna speranza. All'ultimo controllo è risultato un netto peggioramento e la cosa mi preoccupa moltissimo visto che godo di ottima salute e conduco una vita molto attiva. Ho saputo che in Russia viene utilizzata una tecnologia rigenerativa denominata Alloplant a base di biomateriali, in grado di arrestare/ritardare la maculopatia umida e secca. Funziona?

Graziella Marcon

La degenerazione maculare legata all'età, condizione oggi frequente soprattutto per il prolungamento della durata della vita, si differenzia in due forme: umida e secca.

Questo tipo di definizione è abbastanza attinente ai quadri clinici a cui si riferisce, nella sostanza, tuttavia, sarebbe forse meglio definire quella atrofica come forma inerte o cicatriziale e quella umida come forma attiva.

Fermo restando che le cicatrici sono degli esiti e non sono suscettibili di rispondere a qualsiasi terapia medica, si può agire viceversa sulle forme umide poiché esistono farmaci che hanno la funzione di bloccare la proliferazione di cellule come ad esempio quelle che formano vasi nuovi ed atipici. Questi farmaci (nati, alcuni, per curare altre patologie quali quelle neoplastiche) sono efficaci nelle forme attive e vengono iniettate nel bulbo oculare. Non risulta in atto, nella letteratura scientifica ufficiale, l'esistenza di una terapia rigenerativa delle strutture nervose atrofizzate e cicatrizzate. Sono in evoluzione, viceversa, ricerche importanti per valutare se qualcosa si possa ottenere con le cellule staminali.

Personalmente ritengo sia giusto riporre molta fiducia in questi studi e pazientare fino ai primi risultati clinici.

PROF. CESARE BISANTIS

Oculista, pres. Fond. IRIS per l'Oftalmologia, Padova

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La Stampa del 26-01-2013

A Oculistica sono in arrivo retina artificiale e staminali

ALESSANDRIA. Impianti di retina artificiale, utilizzo di cellule staminali, chirurgia degli occhi sempre meno invasiva con l'impiego di tecniche e strumentazioni innovative: è il futuro prossimo dell'oculistica e anche all'Azienda ospedaliera di Alessandria si lavora perché si concretizzi in tempi brevi. Intanto ci si confronta sul piano scientifico. Così, il 23 marzo nella sala dell'Associazione cultura e sviluppo, su iniziativa della responsabile della struttura di Oculistica, Daniela Dolcino, sarà proposto un congresso con la partecipazione dei maggiori specialisti. Il tema «Retina: il futuribile e il sostenibile».

«Sarà l'occasione per fare il punto su quello che c'è di più avanzato nel campo della medicina e della chirurgia della retina, che pratichiamo da alcuni anni, e sulle tecniche più innovative che stanno per arrivare e non sono ancora praticate - spiega il primario -. Ma ci sarà anche una tavola rotonda sulla sostenibilità economica di queste nuove tecniche. Uno dei temi del dibattito sarà il trattamento, con l'iniezione intravitreale di farmaci, della degenerazione maculare essudativa legata all'età».

È una patologia per la quale all'Oculistica dell'Aso, da tre anni sottoposta a certificazione di qualità, fanno riferimento migliaia di pazienti. «La terapia - sottolinea la dottoressa Dolcino - è a carico del Sistema sanitario nazionale. Secondo la normativa attuale, questa cura, indispensabile nel frenare la perdita visiva dei pazienti, deve essere effettuata utilizzando solo i farmaci registrati, cioè che riportano sul foglietto illustrativo l'indicazione "degenerazione maculare". I farmaci non registrati per quell'indicazione non possono essere somministrati».

L'Azienda ospedaliera puntualizza che «si è conformata alla normativa nazionale e quindi vengono effettuate le prestazioni ai pazienti che sono in carico nostro».

Due, riferiscono in ospedale, sono i farmaci disponibili con una notevole differenza di costi: 700 euro a fiala quello registrato (Ranibizumab e Pegaptanib), circa 30 euro l'altro (Avastin). E la terapia comporta, oltre a un monitoraggio perenne, numerose iniezioni nel corso degli anni: con la conseguenza, sottolineano gli esperti, di una crescita esponenziale dei costi anche perché gli stessi i pazienti sono in aumento. «La discrepanza di costi fra i farmaci - commenta la dottoressa Dolcino - preoccupa gli operatori sanitari e le amministrazioni, sottoposte sempre più a vincoli economici».

«In attesa che studi clinici internazionali dimostrino l'equivalenza in termini di efficacia e di sicurezza tra i due farmaci - osserva però la dottoressa Dolcino confidiamo nel fatto che venga riconosciuta ai reparti di Oculistica, in particolar modo agli ospedali di riferimento, la necessità di una spesa farmacologica superiore al passato. Bisogna infatti pensare alla spesa sociale di una persona ipovedente o non vedente. Ben lo sappiamo noi dell'ospedale di Alessandria, che abbiamo fondato un Centro di riabilitazione visiva proprio destinato ai bambini e agli adulti ipovedenti. Solo allora la spesa sanitaria necessaria per la maculopatia apparirà una spesa utile non solo socialmente ma anche economicamente».

Nel frattempo, l'attività quotidiana prosegue. Al Santi Antonio e Biagio vengono eseguiti interventi di chirurgia mini invasiva del segmento anteriore dell'occhio con «tagli» nell'ordine di 1,8 millimetri e interventi di chirurgia vitreoretinica con ferri chirurgici da mezzo millimetro, che permettono di non suturare la ferita. E ora sono in arrivo strumenti da 0,3 millimetri.

di Mauro Facciolo

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SassuoloOnline del 29-01-2013

A Cecilia Camellini il premio "Gianni Brera"

FORMIGINE. Continua a raccogliere riconoscimenti prestigiosi la campionessa di nuoto Cecilia Camellini, plurimedagliata alle Paralimpiadi di Londra e ambasciatrice dello sport formiginese. L'ultimo in ordine di tempo è stato il premio intitolato all'indimenticato giornalista Gianni Brera che è stato consegnato a Cecilia ieri lunedì 28 gennaio a Milano con la seguente motivazione "Se, nella vita, ciascuno di noi cerca modelli dai quali trarre ispirazione, Cecilia è un esempio unico soprattutto per i giovani che sognano un futuro da atleta. Testimone di forza e fiducia, ma specialmente di ideali sportivi, di valori di impegno, tenacia, lealtà e rispetto per l'avversario, è la dimostrazione che la strada della vittoria sulle difficoltà è aperta anche nella vita di ogni giorno". Nell'occasione, la Camellini è stata festeggiata insieme al canoista Daniele Molmenti, pure lui campione olimpionico.

La motivazione del premio Gianni Brera è stata molto apprezzata dal Sindaco Franco Richeldi che, insieme al Consiglio comunale, volle subito che Cecilia diventasse cittadina benemerita di Formigine per avere rappresentato con onore il nome dell'Italia e di Formigine a Londra e, da lì, in tutto il mondo.

"Sono particolarmente felice per la consegna a Cecilia di questo premio perché sposa in pieno quanto il nostro Comune abbia voluto trasmettere a tutti con la nomina ad ambasciatrice dello sport e il conferimento della cittadinanza benemerita - afferma il Sindaco Richeldi - Formigine è sempre più orgogliosa di Cecilia Camellini, alfiere di tutti quegli sportivi che hanno saputo costruire i loro successi con grandi sacrifici e motivazioni personali; un esempio importante soprattutto per i giovani del territorio che svolgono attività sportiva a tutti i livelli".

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Redattore Sociale del 16-01-2013

ArteInsieme: cultura e culture senza barriere

ROMA. Favorire l'integrazione scolastica e sociale delle persone disabili o svantaggiate, attraverso l'espressione artistica: è questo l'obiettivo della Biennale ArteInsieme, nata nel 2003 ma che oggi per la prima volta diventa nazionale. A promuovere l'iniziativa una rete di associazioni: il museo tattile Omero e il Liceo artistico "Edgardo Mannucci" di Ancona, l'Ufficio scolastico regionale delle Marche, il Ministero dell'Istruzione, l'università e la ricerca (Miur) e il ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac). La manifestazione intende promuovere iniziative volte ad agevolare l'accessibilità al patrimonio culturale e museale alle persone con disabilità visiva e a favorire nei giovani la crescita di una coscienza attenta alle questioni della "diversità". La biennale si rivolge infatti al mondo della scuola da un lato, ai musei dall'altro, con un calendario di iniziative previste nei mesi di maggio e giugno 2013, articolato tra arti visive, musica e "totem sensoriale".

Arti visive. Gli studenti dei licei Artistici e delle Accademie delle Belle Arti sono invitati a partecipare realizzando un'opera la cui fruizione possa avvenire anche attraverso il senso del tatto. L'opera dovrà essere ispirata al tema della manifestazione, ovvero il Terzo Paradiso, tema ideato e trattato dal maestro Michelangelo Pistoletto il quale scrive che il "Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza". Una commissione qualificata selezionerà i dieci migliori lavori, i quali verranno esposti congiuntamente all'opera del maestro Pistoletto presso il Museo Omero di Ancona nel periodo maggio-giugno 2013.

Musica. Le scuole medie con indirizzo musicale, i Licei musicali e i Conservatori sono invitati a partecipare all'evento, cimentandosi liberamente in una composizione che nasca da un brano che Nicola Piovani ha realizzato per la manifestazione. In particolare, i partecipanti sono invitati a 'terminare' rimasto volutamente incompiuto. Una commissione qualificata selezionerà i migliori

componimenti, i quali verranno incisi ed eseguiti nel periodo maggio-giugno 2013.

Totem sensoriale. L'attività è rivolta alle scuole elementari (IV e V anno) e medie inferiori. L'obiettivo è informare e sensibilizzare gli alunni sulle problematiche inerenti l'accesso alla cultura e all'istruzione per le persone con disabilità, favorire gli apprendimenti degli alunni attraverso un approccio all'arte e alla realtà di tipo multisensoriale, realizzare ausili didattici utili a favorire l'apprendimento e la fruizione dei beni culturali per le persone con disabilità. L'attività prevede la realizzazione di un punto informativo per non vedenti inerente un monumento architettonico o un museo del territorio. Gli alunni e i docenti, con la consulenza degli esperti del museo Omero, studieranno e realizzeranno ausili didattici per la conoscenza del monumento prescelto. I materiali saranno sperimentati con persone non vedenti. Il totem verrà posizionato preferibilmente all'interno del monumento o museo ed inaugurato nel periodo maggio-giugno 2013.

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Redattore Sociale del 16-01-2013

"Apriti sesamo", il concorso di idee per rendere la cultura accessibile

L'iniziativa, alla sua prima edizione, è promossa dal Mibac insieme a S'ed, Uici ed Ens. L'obiettivo è promuovere e sostenere progetti che favoriscano l'accessibilità di luoghi e opere culturali per le persone con disabilità sensoriale

ROMA. Promuovere e sostenere progetti che favoriscano l'accessibilità di luoghi e opere culturali per le persone con disabilità sensoriale: è questo l'obiettivo di "Apriti Sesamo", il primo concorso nazionale per la selezione di progetti pilota, promosso dal ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac), il Centro per i servizi educativi del museo e del territorio (S'ed), l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici) e l'Ente nazionale sordi (Ens). L'iniziativa, che è stata presentata pubblicamente stamattina, presso il Complesso di San Michele a Ripa, si rivolge a giovani creativi, che si cimentino nell'elaborazione di percorsi comunicativi che migliorino la fruizione del patrimonio culturale: idee realizzabili e facilmente spendibili, progetto concepiti per essere di supporto ad un'utenza ampliata, orientati a sostenere soggetti con problemi specifici di disabilità sensoriali, così come sociali o culturali. Nei progetto, dovrà essere dato adeguato spazio alle nuove tecnologie, capaci di rendere l'arte facilmente accessibile attraverso la stimolazione di tutti i sensi.

In particolare i progetti potranno riguardare: l'applicazione di strumenti tecnologicamente innovativi per il superamento delle barriere sensoriali in edifici e luoghi pubblici o privati aperti alla pubblica fruizione, destinati alla conoscenza e comprensione dell'arte contemporanea, nonché per facilitare la percezione degli spazi dell'architettura, come dei contesti urbani e paesaggistici; il miglioramento della comunicazione relativa al patrimonio culturale, con particolare attenzione alle espressioni della cultura contemporanea.

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Il Resto del Carlino del 08-01-2013

Racconti in piazza e conferenze per sensibilizzare sui temi della disabilità

CARPI. Al via, da giovedì, la quarta edizione di Nati per vincere?', rassegna ideata per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della disabilità, che continuerà sino ad aprile. Dopo che giovedì si aprirà il concorso nazionale di poesie e racconti per adulti e studenti sul tema Persone disabili ed affettività', venerdì, alle 20.30 si terrà, presso le medie Fassi, l'incontro-concerto con chi ha concretamente dimostrato come elementi fondamentali del successo siano, più che le abilità fisiche, la passione e il desiderio di farcela: il 21enne chitarrista non vedente Noè Socha che, diplomato all'Istituto Vecchi-Tonelli, dal 2008 vive e suona negli Usa. Il 9 febbraio invece, al Centro sociale Guerzoni, gli studenti potranno assistere allo spettacolo del gruppo musicale formato da disabili I Delfini' con, a seguire, un'esibizione di cani guida a cura dei Lions e una dimostrazione di Agility Dog della cooperativa RipArte. «Vorremmo sottolineare come l'edizione di quest'anno sia fatta senza un soldo spiega il presidente dell'associazione per genitori di figli con disabilità Il Tesoro Nascosto' Nelson Bova quindi con un volontariato assolutamente puro. Ringraziamo il Comune di Carpi che, con il suo patrocinio, non ci farà pagare le spese per l'utilizzo delle sedi». Anche se con un budget ridotto all'osso, l'edizione 2013 non manca di novità e sorprese: a partire dalle conferenze su temi legati alla disabilità, che sostituiscono il cineforum. In aprile Piazza Martiri sarà poi protagonista, altra grande novità, del libro vivente': storie di persone disabili che, sotto gli ombrelloni, racconteranno ai partecipanti le loro esperienze più significative. Inoltre il Comitato Italiano Paralimpico proporrà di provare sport come la pallavolo seduti, il basket in carrozzina e il ping pong bendati. Al buio si potranno poi apprezzare le opere, pensate solo per il tatto, proposte dall'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna.

di Marcello Marchesini

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Il Gazzettino del 29-01-2013

Così Belluno si fa vedere

BELLUNO. Progetto «Belluno per tutti»: duomo, chiesa di Santo Stefano e palazzo Crepadona a portata di ciechi e ipovedenti. Sono state consegnate ieri a Palazzo Rosso, alla presenza del sindaco Jacopo Massaro, del prefetto della città Maria Laura Simonetti e del vescovo della diocesi di Belluno-Feltre, le mappe tattili realizzate dal Cilp (Centro internazionale del libro parlato) di Feltre, con il sostegno del Csv di Belluno. Le cinque rappresentazioni realizzate in una speciale resina, permetteranno ai non vedenti e agli ipovedenti di comprendere la struttura di alcuni luoghi simbolo della città, nella speranza che la mappatura continui fino a interessare l'intero perimetro cittadino, gli edifici di storici come le opere custodite al loro interno.

Il progetto, che ha posto i primi mattoni già nel corso della passata amministrazione, ha potuto usufruire dei fondi messi a disposizione dal Centro servizi per il volontariato che ha finanziato l'operazione con circa 8 mila euro sui 10 mila del costo totale. Le mappe finora realizzate, e collocate nella mattinata di ieri nei singoli spazi di riferimento, rispondono agli interessi e alle preferenze espresse dai fruitori stessi,interpellati attraverso l'Unione ciechi di Belluno.

Il sindaco Massaro, entusiasta dell'iniziativa, ha parlato di un «progetto di valore, che va nella direzione della parità di accesso e dell'inclusività; un lavoro che ancora una volta rende Belluno una città avanti sotto certi aspetti». «Sono orgogliosa di appartenere a una comunità che produce perle così rare - ha commentato il prefetto Simonetti -. Il volontariato dimostra che anche quando non si hanno i mezzi per donare nulla, si può sempre mettere a disposizione una parte di sé e del proprio tempo».

Anche il presidente del Csv Giorgio Zampieri ha espresso il suo orgoglio per l'opera realizzata, complimentandosi con il centro feltrino, «una delle associazioni che nel corso degli anni ha più volte meritato la nostra attenzione per i suoi validi progetti - ha spiegato - che abbiamo sostenuto con diverse decine di migliaia di euro». I soggetti direttamente interessati, quelli a cui il progetto è rivolto, da parte loro hanno subito dimostrato di apprezzare le mappe tattili, che permetteranno di conoscere meglio alcuni luoghi importanti del centro città e di vivere con più sicurezza gli spazi pubblici.

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Redattore Sociale del 11-01-2013

"Anche l'occhio vuole la sua parte": corso di cucina per ipovedenti

BOLOGNA. ''In cucina anche l'occhio vuole la sua parte'', si intitola così il ciclo di incontri organizzato dall'associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna. L'obiettivo del ciclo di 6 incontri, che avrà inizio dal 14 gennaio, è offrire alle persone ipovedenti o in condizioni di disagio, agli anziani e ai loro familiari, l'occasione per uscire di casa, stare in compagnia e divertirsi, imparando a cucinare piatti non solo buoni, ma anche sani. Lanciato per la prima volta nel 2008, l'edizione di quest'anno del corso si arricchisce di un approfondimento sul rapporto salute-alimentazione, curato dal professor Sergio Maria Scalinci, responsabile del Centro di studi e ricerca sull'ipovisione dell'Università di Bologna e consulente medico dell'Associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna.

"Il corso è nato originariamente dalla volontà di creare, attraverso il cibo, momenti di aggregazione a favore delle persone ipovedenti e a rischio di emarginazione - spiega Antonella Gambini dell'associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna -. All'aspetto socializzante del cucinare in compagnia, si aggiunge ora un approccio nutrizionistico e salutistico legato all'alimentazione più indicata per diverse patologie".

Il primo incontro di lunedì 14 gennaio con il professor Scalinci (dalle ore 14) sarà proprio sugli abbinamenti culinari che possono essere consigliati - o, viceversa, sconsigliati - alle persone con disabilità visive e altre patologie. Saranno poi Fabrizio Gnugnoli e Luca Ponti, chef di lungo corso e docenti all'Istituto alberghiero Bartolomeo Scappi di Imola, a mettere in pratica, negli appuntamenti successivi (in programma il 28 gennaio, il 4 e l'11 febbraio, l'8 e il 22 aprile) le indicazioni nutrizionali per una corretta alimentazione, dando le istruzioni per la preparazione di un intero menù: dagli antipasti ai dolci. Domenica 24 marzo, inoltre, i partecipanti al corso si cimenteranno ai fornelli per un pranzo di solidarietà, il cui ricavato verrà devoluto all'associazione Retinite Pigmentosa Emilia-Romagna.

Il corso "In cucina anche l'occhio vuole la sua parte" è patrocinato dal Comune di Castenaso. Il costo di iscrizione è di 10 euro per l'assicurazione e il tesseramento al Centro L'Airone che, per l'occasione, ha messo a disposizione i propri spazi e la propria cucina in via Marconi 14, a Castenaso (Bologna). Previsto a ogni incontro il versamento di una piccola quota per l'acquisto degli ingredienti necessari per la preparazione dei piatti.).

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L'agenda: appuntamenti del mese di febbraio

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Flashback: nel mese appena trascorso

Nel mese di gennaio si sono riunite le seguenti Commissioni Regionali

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