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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Dicembre 2012

A tutti i lettori del Blocnotes, auguri di buone feste!

Possa Natale essere per tutti voi un giorno sereno come tutti quelli del nuovo anno!

SOMMARIO

Dal Consiglio regionale u.i.c.i.

Prima Giornata Regionale SULLA Prevenzione dellA CECITA' e la Riabilitazione Visiva

Sono 70, tra piazze, ospedali e centri commerciali della Lombardia, i luoghi dove domenica 16 dicembre si potranno trovare gli oltre 200 rappresentanti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (U.I.C.I.) Onlus e i loro gazebo. La prevenzione e la riabilitazione visiva possono salvare la vista. La prima Giornata sulla Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva, organizzata dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus della Lombardia con il patrocinio della Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità Onlus, sarà l'occasione per una riflessione e per la sensibilizzazione su questa problematica. Inoltre si potrà dare il proprio contributo, donando la cifra simbolica di 5 euro in cambio di un sacchetto da 2 kg di arance di Sicilia e di materiale divulgativo inerente l'attività dell'U.I.C.I. in questi 2 ambiti.

Obiettivo dell'iniziativa è una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica verso i progetti rivolti alla prevenzione e alla riabilitazione, per i quali l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha sempre lavorato con costanza mettendo in campo tutte le proprie competenze e le immense energie dei propri volontari.

Molte persone perdono purtroppo la vista in seguito a malattie degenerative. Nessuno di noi può sapere con certezza se questo si sarebbe potuto evitare, e risulta così estremamente importante diffondere tra le persone la cultura della cura di sé e della propria salute attraverso la prevenzione affinché possa contribuire a migliorare il benessere di tutti noi. A tal fine ogni anno organizziamo varie iniziative come, per esempio, la "Settimana della prevenzione delle malattie oculari" durante la quale, con una unità mobile oftalmica attrezzata e con l'aiuto di un'equipe di medici oculisti, siamo presenti in vari luoghi pubblici della nostra Regione per offrire gratuitamente delle visite specialistiche.

Un altro fronte sul quale siamo attivamente impegnati è quello della riabilitazione, con un'attenzione

particolare ai bambini ed alle famiglie.

Ogni anno infatti, grazie all'impegno dell'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione della Lombardia (I.Ri.Fo.R), viene realizzato un servizio di intervento precoce in collaborazione con l'Associazione "Nati per vivere" rivolto ai bambini con pluridisabilità di età compresa fra gli 0 e gli 8 anni.

Ogni estate, inoltre, vengono realizzati dei soggiorni estivi riabilitativi per le famiglie dove i bambini ed i ragazzi imparano ad acquisire la loro autonomia ed i genitori ricevono suggerimenti per sostenere i loro figli in questo percorso così impegnativo.

Infine sosteniamo concretamente con un contributo economico tutti i soci, adulti e non, che chiedano di usufruire di un corso di orientamento e mobilità o di autonomia personale, con istruttori specializzati.

Per ulteriori informazioni sull'iniziativa ci si può rivolgere al Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, tel. 02-76011893 - Fax 02-76001528 - e-mail uiclomb@uiciechi.it - sito internet www.uicilombardia.org.

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la Lombardia ha il proprio Centro Regionale Tiflotecnico

Il Centro Regionale Tiflotecnico del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha sede a Milano, in via Mozart 16 (2° piano) presso il Consiglio Regionale stesso, ed è gestito dall'azienda Cambratech di Cameri (Novara), altamente specializzata in ausili per l'autonomia dei ciechi e degli ipovedenti e da lunghi anni operante in tale ambito.

Il Centro Regionale Tiflotecnico nasce con l'obiettivo di porsi come valido riferimento per le persone con disabilità visiva che necessitano di ausili per la propria autonomia quotidiana, offrendo una vastissima gamma di strumenti di varie tipologie e di diverse marche: bastoni bianchi; orologi parlanti, tattili e sonori; strumenti elettromedicali come misuratori di pressione parlanti; materiale per uso scolastico (cartine geografiche in rilievo, figure geometriche, righelli con riferimenti tattili, piani gomma per disegnare) e altro ancora; strumenti per la scrittura; giochi, fino agli ausili tecnologicamente più avanzati quali videoingranditori elettronici manuali e portatili, display Braille, stampanti Braille, sintesi vocali, macchine per la lettura e molto altro.

Libertà di scelta, ma anche scelta consapevole. Con l'assistenza di personale qualificato, infatti, presso il Centro l'utente potrà testare gli strumenti e avere tutte le delucidazioni del caso, prima di procedere ad un'eventuale fornitura.

L'inaugurazione, che ha avuto luogo sabato 10 novembre, ha visto come madrina d'eccezione la prof.ssa Carolina Elena Pellegrini, Assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia.

Il Centro, operativo dal 15 novembre, osserva i seguenti orari (non ancora definitivi per cui è consigliabile verificare telefonicamente o a mezzo mail prima di recarsi presso il Centro):

. martedì, mercoledì e venerdì dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00;

. sabato dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,00.

I recapiti del Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia sono i seguenti:

. indirizzo: Via Mozart 16 (2° piano) - 20122 Milano

. telefono: 02.76.02.39.22

. email: tiflotecnico@uicilombardia.org.

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Autorevole: lo spettacolo continua

Prosegue tra dicembre e gennaio la seconda stagione di "AutoreVole: audiodrammi in teatro".

Dopo l'appuntamento di fine ottobre con il radiodramma "Il giardino di Gaia" di Massimo Carlotto, disponibile in download all'indirizzo a.fonderiamercury.it, è la volta de "La gentile clientela" di Andrea Bajani e "L'etica del parcheggio abusivo" di Elisabetta Bucciarelli.

Come nella precedente occasione, grazie alla collaborazione tra l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus e Fonderia Mercury, si potrà assistere alle prove generali delle registrazioni presso il teatro Elfo Puccini in Corso Buenos Aires 33 a Milano.

Gli appuntamenti sono fissati per

- venerdì 21 dicembre p.v alle ore 16.00 per Andrea Bajani;

- venerdì 11 gennaio p.v. sempre alle 16.00 per il radiodramma di Elisabetta Bucciarelli.

I posti a disposizione sono limitati, massimo 25 totali tra soci ed eventuali accompagnatori, per tutta la regione Lombardia, per ogni appuntamento.

«Un'esperienza interessante e coinvolgente» racconta Nicola Stilla, Presidente dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus della Lombardia, parlando a proposito del primo appuntamento di ottobre. «Era la prima volta che assistevo alla registrazione di un audiodramma così come era la prima volta che andavo all'Elfo Puccini. Il teatro è in corso Buenos Aires, subito fuori la fermata di Lima sulla linea 1 della metropolitana. All'entrata c'erano le persone addette all'accoglienza con gli elenchi dei partecipanti a cui sono state distribuite le cuffie per l'ascolto. Entrati nella piccola sala, ci siamo accomodati sulle poltrone assegnateci e lì l'autore Massimo Carlotto ci ha spiegato di non muoverci e di non far rumore in quanto i microfoni disseminati qua e là erano in grado di catturare ogni cosa. Poi è iniziata la registrazione e subito sono stato catturato dall'atmosfera che si è venuta a creare. L'ascolto in cuffia, poi, mi ha permesso di godere di ogni sfumatura, di ogni respiro... davvero emozionante! Lo consiglio a tutti ed in particolare alle persone non vedenti».

Le prenotazioni vanno effettuate presso le Sezioni di appartenenza entro:

- lunedì 17 dicembre 2012 per Bajani,

- lunedì 7 gennaio 2013 per Bucciarelli.

Su a.fonderiamercury.it è possibile scaricare dall'audiocatalogo gli altri audiodrammi di AutoreVole scritti da Carlo Lucarelli, Pino Corrias, Sandrone Dazieri e Massimo Carlotto.

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Quando invecchiare diventa un'arte

Di Massimiliano Penna

Si è svolto sabato 10 novembre, nella nuova sala presso la sede dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti a Milano, il convegno interregionale dal titolo "L'arte d'invecchiare", un'iniziativa fortemente voluta dal Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. e, in particolare, dalle Commissioni Regionali Anziani e Pari Opportunità.

Principalmente rivolto ai Coordinatori regionali e provinciali Anziani e Pari Opportunità di Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, il convegno era aperto anche a tutti coloro, Dirigenti, Soci, Volontari e Collaboratori dell'U.I.C.I., interessati ad approfondire la specifica tematica.

Numerosi gli interventi, nei quali sono stati trattati i molteplici aspetti inerenti la terza età: dal problema della solitudine fino alle necessità legate alla eventuale presenza nella persona di patologie come il deficit visivo, passando per il ruolo estremamente attivo che l'anziano può avere nel mondo del volontariato.

Moderati dalla Referente per la Commissione Regionale Pari Opportunità dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia Ambra Bertoni, sono intervenuti i seguenti relatori: Erica Monteneri, componente Commissione Nazionale Pari Opportunità dell'U.I.C.I. "L'evoluzione del ruolo dell'anziano negli ultimi cento anni della nostra storia"; Antonio Guaita, geriatra "La vecchiaia non è una malattia"; Maria Teresa Coglitore, psicoterapeuta "L'importanza del dialogo tra le generazioni: il ruolo dei nonni nella società contemporanea"; Bianca Petrucci, psicologa "L'autonomia e le attività di vita quotidiana per persone anziane con pluripatologie"; Cesare Barca, componente della Commissione Nazionale Anziani dell'U.I.C.I. "La vecchiaia: una conquista"; Flavia Navacchia, Componente della Commissione Nazionale Pari Opportunità dell'U.I.C.I. "La vecchiaia: un progetto di vita che abbia il fascino e la dolcezza dei colori d'autunno"; Angela Mazzetti, Referente per la Commissione Regionale Anziani U.I.C.I. della Lombardia "L'anziano attivo nel mondo del volontariato"; Eugenio Saltarel, Presidente della Sezione U.I.C.I. di Genova "L'incidenza della cecità e dell'ipovisione nell'età senile"; Stefano Tortini, Presidente Regionale U.I.C.I. Emilia Romagna "La sicurezza degli anziani anche in caso di calamità naturali".

Il 2012 è stato proclamato "Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni", e quella di sabato 10 novembre è stata un'occasione di notevole valore che ha fornito ai partecipanti una serie di elementi che, visti nel loro insieme, permettono di guardare alla terza età in maniera più serena e di rapportarsi con le persone anziane in modo più naturale.

Nell'ultimo secolo numerosi sono stati i mutamenti che hanno interessato la nostra società: da un'economia basata sull'agricoltura, in seguito all'industrializzazione si è giunti ad un radicale cambiamento che ha portato ad un massiccio spostamento delle forze lavorative dalle campagne verso le fabbriche delle grandi città.

A tale evoluzione socio-economica è strettamente legato il cambiamento che ha subito il ruolo della persona anziana all'interno della famiglia. Fino al secolo scorso, in tale contesto l'anziano rappresentava il punto di riferimento su cui contare per tutte le decisioni più importanti poiché era visto come colui che, in virtù del proprio vissuto, aveva raggiunto una tale maturità tale da consentirgli di agire sempre per il meglio dei propri cari. La sua autorità era indiscussa, e di conseguenza era considerato il fulcro della famiglia stessa.

Un deciso mutamento lo si ha negli anni 50 in pieno boom economico quando, al termine della propria vita lavorativa, la persona viene "accantonata", lasciata a se stessa, quasi come un peso da sopportare a causa delle cure di cui necessita.

Fortunatamente negli anni 80 la persona anziana viene in un certo senso rivalutata. Quest'ultima ora viene considerata con un atteggiamento decisamente più costruttivo, e anche nell'ambiente lavorativo è vista come un individuo che, grazie al proprio bagaglio di esperienze, può dare un utile contributo grazie alle competenze e alle abilità acquisite durante la propria carriera lavorativa.

Arriviamo così ai nostri giorni quando, dopo anni costellati da fatiche e soddisfazioni, ci si ritrova faccia a faccia con quella che dovrebbe essere una fase della propria vita durante la quale godersi il meritato riposo. Il condizionale è d'obbligo poiché, se è vero che l'anziano viene ormai considerato fruitore di servizi, è proprio l'offerta di servizi rivolti a quest'ultimo che molto spesso è a dir poco carente.

Il momento che stiamo attraversando è caratterizzato da una forte crisi economica e ciò fa sì che purtroppo, al fine di attuare politiche di risparmio spesso discutibili, i tagli più ingenti vadano a colpire proprio i servizi rivolti alle fasce più deboli, fra le quali proprio gli anziani. Questi, loro malgrado, si ritrovano così a dover combattere ogni giorno contro problemi di ogni tipo: dall'assistenza domiciliare inadeguata alle cure sanitarie troppo costose, per non parlare delle peripezie burocratiche nelle quali ci si deve cimentare per ottenere i servizi di cui si ha diritto.

I problemi poi aumentano a dismisura se la persona è affetta da una grave patologia come può essere il deficit visivo, o addirittura da più patologie. In tali casi risulta di fondamentale importanza un lavoro di equipe fra i vari specialisti che hanno in cura la persona stessa. Tuttavia, al fine di offrire un vero percorso riabilitativo, non è sufficiente un approccio di tipo esclusivamente medico. L'anziano è sì un paziente, ma prima ancora, appunto, una persona; una persona non solo affetta da deficit più o meno gravi, ma una persona con propri interessi, proprie abitudini e proprie aspirazioni, prima fra tutte la maggiore autonomia possibile. Al fine di garantire un recupero di tale autonomia, è però fondamentale elaborare un percorso riabilitativo che sia studiato tenendo conto delle sue reali esigenze: dagli ausili più adatti al caso specifico all'ambiente in cui egli vive abitualmente, e non semplicemente pianificato sulla carta.

La meritata conquista della vecchiaia, insomma, è sempre più legata a una moltitudine di variabili socio-economiche che mettono la persona in una posizione del tutto marginale rispetto al contenimento dei costi.

Tutto ciò, però, non deve e non può far perdere di vista ciò che gli anziani rappresentano, ovvero un immenso patrimonio di storia, di vissuto e di energie che, se opportunamente valorizzato, è in grado di sprigionare tutta l'operosità che rende unico ognuno di essi.

Alla luce di tali aspetti, assume un particolare significato l'intervento di Carolina Elena Pellegrini, Assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia. "Un welfare che assicuri interventi a livello generale e universale - ha dichiarato Pellegrini - non è più pensabile visto l'enorme aumento dei bisogni della persona e la contestuale carenza di risorse che le istituzioni hanno a disposizione per via della grave crisi economica in atto. Assume allora una notevole importanza il ruolo che le Associazioni come l'U.I.C.I. sono in grado di svolgere, mettendo in campo quella fonte inesauribile di risorse che sono i volontari".

Si può affermare che nell'intervento dell'Assessore Pellegrini sia riassunto lo spirito intrinseco all'iniziativa. Al convegno, infatti, non si è avuto un approccio all'anziano trattando solo le tematiche afferenti i problemi di quest'ultimo; sono state sì trattate le problematiche che oggettivamente riguardano gli anziani, ma gli interventi dei vari relatori non erano volti a fornire consigli su come accudire al meglio la persona. Le relazioni presentate, viste nel loro insieme, hanno raggiunto in pieno l'obiettivo di dare uno schema di idee che sia la base per un confronto costruttivo fra le stesse persone anziane, nonché fra gli anziani e le nuove generazioni.

Una "giornata delle idee". In sostanza il convegno "L'arte d'invecchiare" è stato esattamente questo. Una giornata di idee che, se a prima vista potrebbero apparire astratte, in realtà svolgono una duplice funzione: di stimolo per le persone anziane, alle quali sono stati dati spunti per acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità ancora presenti e vivere la vecchiaia non come una malattia, ma come una nuova fase della propria vita; di richiamo per le nuove generazioni, alle quali l'iniziativa ha fornito spunti concreti per meglio capire gli anziani, spesso visti come "altro rispetto a se stessi", e in realtà più vicini di quanto non si possa pensare (si pensi ai nonni, infaticabili e pronti a dare il meglio di sé per i propri cari).

E' stata un'occasione che, si spera, abbia dato alle persone anziane spunti utili per meglio proseguire nell'"arte" di costruire pezzo per pezzo la propria quotidianità in maniera attiva e produttiva, e alle nuove generazioni qualche elemento in più per meglio interpretare le loro esigenze, i loro pregi e inevitabilmente anche i loro difetti.

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Dal notiziario della sezione di como del 15/11/2012

PERCORSI ACCESSIBILI DI CAMMINACITTà

Ricordiamo ai nostri soci che sul sito www.camminacitta.it sono disponibili i 4 percorsi cittadini di Como oltre a quelli di Cernobbio e di Argegno. Si tratta di un portale per riscoprire a piedi le nostre città.

CamminaCittà è un progetto di turismo culturale sostenibile, accessibile e solidale nato da Iubilantes. Iubilantes è un'organizzazione di volontariato culturale che, dal 1996, ama riscoprire il mondo con il passo lento e attento dell'antico pellegrino, senza mai perdere di vista i valori fondamentali del pellegrinaggio:

la solidarietà, la condivisione, l'accoglienza, il gusto del contatto lento con i luoghi e con la storia.

Sulla base della propria lunga esperienza in fatto di cammini e percorsi a piedi, Iubilantes propone qui un nuovo portale web, bilingue (ita/en - traduzione ancora in progress), scaricabile da palmari e da dispositivi mobili di nuova generazione, dedicato alla presentazione virtuale di un numero potenzialmente

illimitato di itinerari turistico-culturali di riscoperta delle nostre città. Itinerari da percorrersi con modalità lenta e/o sostenibile, con assoluta preferenza per la modalità a piedi e con attenzione costante ai principi dell'accessibilità materiale e dell'accessibilità culturale dei luoghi, dei monumenti e degli strumenti stessi della loro conoscenza. Per ogni itinerario (o percorso), il portale è progettato per offrire descrizione generale, ambientazione, mappe, orientamento, tempi di percorrenza a piedi, schede dei monumenti, punti di interesse adiacenti, intersezioni con altri percorsi, collegamenti con i mezzi pubblici e con i parcheggi.

Il portale offre anche informazioni oggettive sugli ingressi e sulle barriere architettoniche, informazioni che lasceranno agli utenti il giudizio sulla reale accessibilità di quanto descritto. Vengono infine anche date informazioni sulle strutture ricettive che si autodefiniscono accessibili ai disabili. Un portale per riscoprire a piedi le nostre città, tramite itinerari di rilevanza culturale; itinerari per tutti, ma un po' speciali, perché in essi non ci si limita a "schedare" i luoghi dell'arte e della storia, ma si offrono dati utili a valutarne l'effettiva accessibilità, vale a dire il loro grado di fruibilità da parte di cittadini /turisti con esigenze specifiche e, in particolare, da parte dei non vedenti. "Grazie a questo portale le due "C" di Cammino e Cultura accompagnano anche i disabili visivi alla scoperta del nostro patrimonio artistico e naturale"

scrive Daniele Rigoldi, presidente dell'Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti provinciale di Como, ente che ha sempre seguito il lavoro del progetto CamminaCittà. "Un portale, insomma, in cui si cerca di riscoprire e valorizzare il patrimonio culturale delle nostre città coniugando, caso davvero unico, mobilità dolce, turismo sostenibile e accessibilità". L'obiettivo finale è quello di favorire il principio del "bello per tutti" e del "turismo per tutti", nella convinzione che il viaggiare, soprattutto nella forma della mobilità lenta e sostenibile, è una risorsa della vita che deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni, a cominciare dai nostri territori. Questo portale è per tutti coloro che cercano spazi per fare conoscere a piedi la propria città.

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Dalla Sezione di Como

Proposta di una esperienza in barca a vela sul lago di Como

Il circolo VELA TRIMARANO di Blevio organizza una giornata in barca a vela con non vedenti ed ipovedenti.

Anche chi vive una disabilità visiva potrà provare l'emozione di una giornata sul nostro splendido lago a bordo di un cabinato a vela di 7 metri, si veleggerà in completo silenzio ascoltando il vento, il movimento del lago e le vele gonfiarsi e l'esperienza sarà impagabile.

L'uscita sarà organizzata in una domenica da concordare con tutti gli interessati.

Si partirà il mattino alle ore 9 circa da Moltrasio per un giro sul Lario per poi rientrare nel pomeriggio, tutto avverrà nella massima sicurezza e nella più completa autonomia a riprova che in barca non è indispensabile vedere, ma ascoltare e porre attenzione ai movimenti dell'imbarcazione. Saremo accompagnati dal presidente del circolo VELA TRIMARANO che ci farà conoscere la barca e ci spiegherà cosa fare. A bordo potranno salire massimo quattro tra non vedenti ed ipovedenti. Comunicate al più presto alla nostra segreteria la vostra adesione e la domenica a voi più congeniale per poi definire una data. Il costo è pari a € 50 che corrisponde alla sottoscrizione della tessera associativa del circolo nautico e che comprende la copertura assicurativa. Non fatevi scappare un'occasione unica come questa!

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DALLA SEZIONE DI COMO

CONCORSO "COMUNICARE NEL BUIO", QUARTA EDIZIONE, 2012-2013

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Como in collaborazione con lo Sportello "Scuola e Volontariato" e con l'Ufficio Scolastico provinciale di Como, propone per le classi degli istituti superiori un incontro - laboratorio per presentare la realtà dell'Associazione, le problematiche relative alle persone non vedenti ed ipovedenti e la figura di Louis Braille, genio che con la propria straordinaria invenzione (la scrittura in rilievo) ha spalancato le porte dell'istruzione e della cultura a tutti i ciechi del mondo. L'incontro della durata di 2 ore sul gruppo classe sarà modulato in momenti interattivi basati sui seguenti punti:

- significative esperienze personali che evidenziano le risorse positive attivate dai disabili visivi per superare le tante barriere determinate nel concreto dall'impossibilità di percepire immagini;

- principi alla base del metodo di scrittura e lettura Braille che ha consentito di comunicare con il mondo esterno;

- esercitazioni dirette da parte degli studenti sull'uso del Braille, suddivisi in gruppi di 3 studenti, concorso con trascrizione in Braille di brevi frasi, semplici messaggi e riflessioni personali.

Si tratta di un momento coinvolgente nel quale gli studenti, supportati dai propri docenti e dai dirigenti, soci e volontari dell'U.I.C.I., saranno invitati ad avvicinarsi in modo concreto alla realtà associativa con contatti e scambi interpersonali con gli stessi soggetti disabili visivi.

La significativa iniziativa vuole essere anche un diretto collegamento con la Giornata Nazionale del Braille istituita dal Parlamento Italiano con Legge n. 126/2007 e si prefigge di far conoscere le positive esperienze vissute da persone cieche o ipovedenti e le specifiche attività formative, riabilitative, culturali,sportive etc. che annualmente vengono proposte e organizzate dalla nostra Associazione. Al termine degli incontri, una apposita commissione giudicatrice formata da 4 elementi, 2 non vedenti che conoscono il Braille e 2 vedenti (insegnanti o volontari), individuano all'interno di ciascuna classe il gruppo vincitore verificando la correttezza della trascrizione in Braille della poesia o delle frasi prescelte e rilevando l'originalità di frasi e considerazioni personali degli studenti. La sezione si impegna a premiare ufficialmente i vincitori del concorso durante la convocazione dell'assemblea dei soci con premi consistenti in pubblicazioni cartacee, audiolibri su supporto CD, prodotti elettronici od informatici.

Per informazioni e per prenotare l'incontro (che è totalmente gratuito):

Sportello Scuola & Volontariato tel fax: 031.26.31.49 E-mail: sportvolcomo@tiscali.it.

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Comunicazioni varie

DALLA SEZIONE DI COMO

CORSO DI JUDO PER DISABILI VISIVI ORGANIZZATO DALLA SEZIONE UICI DI LECCO.

La sezione UICI di Lecco ci comunica che è possibile frequentare un corso di judo con istruttori specializzati ad operare con persone con handicap visivo. Il corso, totalmente gratuito, al quale potranno aderire non vedenti ed ipovedenti, è iniziato sabato 3 novembre 2012, si tiene dalle ore 16.00 alle ore 17.30 il sabato presso la palestra del liceo scientifico Grassi di Lecco (zona stazione) in Via Ongania. Comunicare la propria adesione alla Segreteria della sezione UICI di Lecco al n. 0341. 28 43 28.

DALLA SEZIONE DI MANTOVA

UN'OPPORTUNITà PER IMPARARE L'USO DELL'ALFABETO BRAILLE

Ricordiamo che la Referente Provinciale Marcella Panza, ha dato disponibilità ad insegnare il metodo di scrittura e lettura braille a titolo gratuito, a chi desideri apprenderlo. Gli interessati sono invitati a farlo presente in sezione.

DALLA SEZIONE DI MILANO

In riferimento al finanziamento 2013 a favore della riqualificazione professionale (percorsi formativi di personal computer e corsi di orientamento e mobilità) da parte dell'Amministrazione Provinciale, in considerazione dell'imminente data di scadenza per l'inoltro delle domande di finanziamento, tutti i soci lavoratori interessati sono invitati a informare il proprio datore di lavoro rispetto a questa opportunità.

E' possibile ritirare la modulistica necessaria presso questa sezione o presso il centro informatico dell' Istituto dei Ciechi; in alternativa, è possibile richiedere la suddetta documentazione via e-mail presso questa Sezione all'indirizzo: presidenza@uicmi.it oppure all'indirizzo del Centro Informatico dell' Istituto dei Ciechi: centro.informatico@istciechimilano.it.

La modulistica contiene la descrizione delle azioni del progetto e il modulo della sua accettazione da parte del proprio datore di lavoro; tali documenti dovranno tempestivamente essere trasmessi al proprio responsabile aziendale.

Documentazione analoga è stata inviata anche ai responsabili delle aziende di cui siamo in possesso del relativo indirizzo e riferimenti.

Si Informa che la Fondazione Mario e Maria Luisa Macciachini Monti bandisce anche per l'anno accademico 2012/13 un concorso per 6 Borse di studio dell'ammontare di Euro 8.300,00 (ottomilatrecento) ciascuna, destinate a studenti universitari meritevoli, disabili della vista o dell'udito o affetti da grave forma di dislessia che si trovino in condizioni economiche disagevoli.

La domanda di ammissione al concorso, redatta su carta libera, dovrà essere inviata per raccomandata con avviso di ricevimento a Fondazione Mario e Maria Luisa Macciachini Monti, Viale Lucania 26, 20159 Milano, entro e non oltre il 31 dicembre 2012.

Informazioni e dettagli reperibili sul sito www.fondazionemacciachinimonti.it.

DALLA SEZIONE DI VARESE

CONCORSO eUROPEO PER L'INNOVAZIONE IN CAMPO SOCIALE

La DG Impresa e industria della Commissione europea ha indetto il concorso "European social innovation competition 2013 - Unlocking potential, creating new work", per proporre soluzioni e creare nuove opportunità di lavoro e per un lavoro migliore.

E' possibile richiedere ulteriori delucidazioni contattando gli uffici UICI Varese.

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Marketpress.Info del 13-11-2012

Milano, un centro tiflotecnico per non vedenti

MILANO. "L´inaugurazione del Centro Regionale Tiflotecnico rappresenta un grande risultato, un esempio di reale cooperazione tra istituzioni e realtà private reso possibile grazie all´impegno di raccordo dell´Unione Italiana dei Ciechi di Lombardia". Lo ha detto l´assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Carolina Pellegrini intervenendo, oggi pomeriggio nella sede dell´Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, all´inaugurazione del Centro regionale tiflotecnico, realtà che si occupa di mettere a disposizione strumenti e programmi informatici specifici per non vedenti e ipovedenti. "Questo centro - ha sottolineato l´assessore - garantirà la possibilità ai non vedenti e agli ipovedenti di avvicinarsi e usufruire di un´ampia gamma di ausili, dai più tradizionali fino ai prodotti innovativi, così da superare le barriere e i limiti della disabilità". Il Centro - Il Centro Regionale Tiflotecnico del Consiglio Regionale Lombardo dell´Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, situato presso il Consiglio Regionale stesso, nasce con l´obiettivo di porsi come valido riferimento per le persone con disabilità visiva che necessitano di ausili per la propria autonomia quotidiana, offrendo una vastissima gamma di strumenti di varie tipologie e di diverse marche: bastoni bianchi, orologi parlanti, tattili e sonori, strumenti elettromedicali come misuratori di pressione parlanti, materiale per uso scolastico (cartine geografiche in rilievo, figure geometriche, righelli con riferimenti tattili, piani gomma per disegnare) ma anche strumenti per la scrittura, giochi, videoingranditori elettronici manuali, display e stampanti Braille. "Grazie all´assistenza di personale qualificato - ha ricordato l´assessore - presso il centro l´utente potrà testare gli strumenti e avere tutte le delucidazioni del caso, prima di procedere ad un´eventuale fornitura". Anziano Attivo Protagonista Del Welfare - L´assessore Pellegrini, prima dell´inaugurazione del centro, ha partecipato, all´interno della sede dell´Unione, al convegno ´L´arte di invecchiare´, nel corso del quale ha sottolineato il ruolo dell´anziano attivo nel mondo del volontariato. "Fino ad alcune decine di anni fa - ha detto - il welfare era in famiglia, in casa, nella rete. Oggi non è più così e questa situazione viene a pesare sulla società in un momento in cui anche le risorse sono diminuite. Il lavoro dei volontari è fondamentale ma è chiaro che un welfare universalistico e assistenziale oggi non è più pensabile. Da tempo la strada intrapresa dalla Regione va nella direzione di un welfare che mette al centro la persona con l´individuo protagonista per un sistema sussidiario".

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La gazzetta di mantova dell'1/11/2012

UNIONE CIECHI "Occhio alla vista dei piccoli" Screening nelle materne

Una semplice visita oculistica di dieci minuti e il controllo è fatto.

Tanto basta al medico specialista incaricato dall'Unione italiana ciechi e ipovedenti.

L'iniziativa, organizzata dall'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, si intitola "Occhio ai bambini" ed è rivolta all'individuazione precoce delle patologie nella fascia d'età tra i 3 e i 6 anni (fino al 16 novembre). Gli istituti coinvolti sono sette anche se, dichiara la presidente dell'Uici Caterina Vallani, "le adesioni erano molti di più, abbiamo dovuto fare una scelta perché i giorni disponibili per effettuare le visite sono solo dodici.

Abbiamo deciso in base alla dislocazione degli istituti". Le visite si effettuano con un camper attrezzato dello Iapb che passa di provincia in provincia, in tutta Italia.

L'oculista, invece, è il mantovano Francesco Zivelonghi.

Claudio Signorini, del comitato nazionale per l'istruzione dell'Uici, sottolinea l'importanza dell'iniziativa: "Anche dal punto di vista pedagogico i bambini vanno intercettati presto, altrimenti rischiamo di perdere dei passaggi che poi non sono più recuperabili". Proprio per questo "è importante che gli enti e le istituzioni si muovano per effettuare degli screening a tappeto per contravvenire alla cecità" precisa Lucia Balboni dell'ufficio scolastico provinciale.

Ad ogni famiglia è stata inviata una lettera di presentazione accompagnata da un questionario (che verrà poi riconsegnato all'associazione per un'indagine statistica) e il consenso alla visita.

Al termine il bambino riceverà un kit di materiale informativo.

Gli esami che vengono svolti sono: il riflesso rosso dell'occhio, l'esame della motilità oculare, la stereopsi, i riflessi corneali e l'esame dell'acuità visiva con il test delle E di Snellen. Le scuole dell'infanzia coinvolte sono di Villa Garibaldi, Sabbioneta, Breda Cisoni, Gazzuolo, Redondesco, Roncoferraro e Volta Mantovana.

Già dalle prime visite effettuate tra martedì e ieri, sui quarantasei bambini di Villa Garibaldi sono stati riscontrati disturbi della vista in venti scolari, mentre quattro sono astigmatici lievi e un paio avranno bisogno degli occhiali. (e.p.).

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LA PROVINCIA DI COMO DELL'11.11.2012

Molteni a lucini più segnaletica per aiutare i non vedenti

La sezione comasca dell'Uic conta circa 300 iscritti, ma a livello provinciale sono molti di più i ciechi e gli ipovedenti. Ieri il consigliere comunale Mario Molteni (Lista per Como) ha illustrato la mozione che presenterà la settimana prossima al presidente del consiglio comunale, che ha proprio come oggetto «Interventi a favore della mobilità delle persone non vedenti e ipovedenti». Verrà chiesto al sindaco di occuparsi della manutenzione delle strisce pedonali, richiamare al rispetto del deposito di sacchi neri e viola e controllare il parcheggio di moto e bici sui marciapiedi, e poi evidenziare con colori di contrasto i paletti dissuasori della sosta e i cambi repentini di quota o i dislivelli, nonché creare segnalazioni percepibili dal bastone bianco. Bisogna installare avvisatori acustici a tutti i semafori pedonali (sono circa 20 su 80) e segnalatori acustici sui bus. Si chiede di prevedere "sportelli tagliacode" con sintesi vocale e di chiedere il parere di un referente della "Fand" (Federazione tra le associazioni nazionali dei Disabili) nelle delibere di approvazione delle opere pubbliche.

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Bresciaoggi del 16-11-2012

Progetto M.I.T.E, «Insieme si può!»

Nel 1998, grazie a un´idea di Gilberto Pozza, nasce il Progetto M.I.T.E.; questo nome è l´acronimo della parola "insieme" in quattro diverse lingue: tedesco, italiano, inglese e francese (Miteinander, Insieme, Together, Ensemble).

Il progetto, unico al mondo, dà l´opportunità a persone ipovedenti e non vedenti di partecipare, come navigatori, a gare automobilistiche di rally internazionali e nazionali e gare di regolarità.

La serietà del Progetto M.I.T.E., unita alla disponibilità degli organizzatori di gare automobilistiche, primo tra tutti Ernesto Cinquetti dell´Autoconsult&Competition, hanno permesso l´instaurarsi di un rapporto di reciproca fiducia grazie al quale, una volta comunicata l´intenzione di partecipare ad un evento sportivo, lo staff del Progetto M.I.T.E. riceve il road book ufficiale con qualche giorno d´anticipo per poterlo interpretare, trascrivere e stampare in braille.

L´importanza del Progetto M.I.T.E. consiste nel fatto che i non vedenti sono realmente inseriti nel mondo dell´automobilismo e gareggiano alla pari degli altri equipaggi comparendo nella classifica generale, infatti, a differenza di tutti gli altri sport, non necessitano di una graduatoria a se stante.

Leggendo il road book in braille, o ingrandito, non vedenti e ipovedenti svolgono concretamente il ruolo di navigatori condividendo gioie e dolori, vittorie e sconfitte e la responsabilità di ogni azione compiuta.

La validità del Progetto M.I.T.E. ha trovato conferma l´8 maggio 2003 (anno europeo del disabile) data in cui la CSAI (Commissione Sportiva Automobilismo Italiano), l´organo che stabilisce tutte le regole dell´automobilismo sportivo, ha accettato e autorizzato la partecipazione di non vedenti ed ipovedenti alle gare di regolarità e di rally tanto che oggi, i navigatori della Scuderia Progetto M.I.T.E., sono in possesso di regolare licenza CSAI.

Tutto questo è stato reso possibile grazie all´intervento del lungimirante Leonardo Adessi, presidente della sottocommissione auto storiche.

Negli ultimi anni il Progetto M.I.T.E. ha gareggiato con diversi piloti e varie marche automobilistiche conquistando numerosi piazzamenti e alcune vittorie in prestigiose gare di regolarità: Coppa dei Fiori (Sanremo) per due anni consecutivi; Trofeo AIDO (Gardone Val Trompia); Circuito di Cremona per due anni consecutivi; Revival Lago di Garda (Brescia); 555 minuti di Bardolino (Verona); la XX edizione dell´Elba Graffiti; la 300 Miglia Gran Ducato (Parma e Piacenza); il Sachsen Classic per due anni (Germania); il Silvretta per due anni consecutivi (Austria); la 300 Miglia delle Ville Venete e il Donau Classic (Germania); la II Coppa città di Bassano; il IV Valsugana Historic Classic e il III Due Valli Classic.

Nel 2008-2009, grazie ad un accordo Lancia - Progetto M.I.T.E., la Lancia Stratos Alitalia e la Lancia Fulvia HF (portata alla vittoria da Munari), auto della Collezione Storica Lancia, hanno potuto gareggiare, e in alcuni casi vincere, in manifestazioni nazionali ed europee.

Nel 2010 invece un accordo con Audi ha permesso la partecipazione e la vittoria di diversi rallye in terra tedesca: Donau Classic; Silvretta Classic Rallye; Sachscen Classic.

Il Progetto M.I.T.E. non vuol dire solo regolarità, si è infatti cimentato per cinque anni consecutivi nel Campionato Mondiale Rally (Italia e Spagna), ottenendo, dal punto di vista sportivo, nel Rally Italia Sardinia, un venticinquesimo posto assoluto e un secondo di classe e per quanto concerne la comunicazione ampia visibilità a livello internazionale.

L´ultimo risultato in ordine di tempo è un ottimo terzo posto conquistato al Tuscan Rewind 2012.

Il Progetto M.I.T.E., oltre ad avere un importante e innovativo valore sportivo, è portatore di un concreto messaggio di solidarietà e integrazione.

È inopinabile che fino a pochi anni fa era impensabile immaginare un navigatore non vedente al fianco di un pilota in una gara automobilistica, ma il grande impegno e la determinazione di persone unite dalla passione per le auto e un gran cuore hanno dimostrato che: «Insieme si può!».

E il cammino del Progetto M.I.T.E. non è finito.

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Tratto da "I 4 sensi", rubrica realizzata dalla sezione u.i.c.i. di varese

"De rerum fabula", mostra antologica di Valerio Trubbiani alla Mole Vanvitelliana di Ancona

Dal 20 ottobre 2012 al 17 marzo 2013 la monumentale settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona ospita nelle sue sale espositive una grande mostra antologica di Valeriano Trubbiani, "De rerum fabula", comprendente sculture, ambientazioni, disegni e pirografie, realizzate dagli anni Sessanta fino al primo decennio del Duemila.

Curatore dell'antologica il professor Enrico Crispolti (con la collaborazione del professor Simone Dubrovic): critico e storico che ha seguito l'intera vicenda creativa di Trubbiani, presentandone già la prima mostra personale di sculture, a Venezia, nel 1962.

La rappresentativa ampia antologica è promossa dal Museo Tattile Statale Omero e dal Comune di Ancona, con il sostegno della Banca delle Marche, della Camera di Commercio di Ancona e della Unipol Assicurazioni.

L'allestimento è curato dagli architetti Massimo Di Matteo (che ha già collaborato in più occasioni con lo scultore) e Mauro Tarsetti.

Nelle grandi sale della Mole Vanvitelliana la mostra è proposta secondo un percorso immaginativo di movenza teatrale, come una "laica rappresentazione", intitolata appunto "De rerum fabula" e si sviluppa in 20 "scene", disposte secondo un asse cronologico, suddivise per i cicli tematici che hanno scandito la ricerca creativa dell'artista.

Ciascuna delle 20 "scene" documenta in alcuni casi un ciclo di sculture riproposte per l'occasione in installazione ("Macchine belliche", "Aruspici", "T'amo pio bove", "Putti, giochi di mare, giochi di cielo", "Mare, Corazzate e Federico Fellini", "Città, Dimore, Turris"), oppure in altri casi vere e proprie installazioni ambientali (alcune memorabili, come "Stato d'assedio", "Le morte stagioni", "Ractus, ractus: stato d'assedio", "Il silenzio del giorno", "Turrita urbis pugnandi", "Colosseo"), mentre per allestire altre "scene" saranno utilizzati cicli di disegni (come quella per "Ciriaco de' Pizzecolli e la sua Ancona"), o anche pirografie (come quella per "Giacomo Leopardi").

In movenza appunto teatrale, la "laica rappresentazione" è introdotta da un "Prologo" e conclusa da un "Epilogo", con citazioni di "poetica" tratte da scritti dello scultore, nel tempo così come per ciascuna delle 20 "scene".

Sono in totale 160 le opere esposte, fra sculture riunite in installazioni, componenti di ambientazioni, pirografie su legno e disegni, fruibili da parte di visitatori vedenti e non, che potranno quindi essere viste e toccate, come del resto tutte quelle ospitate nella ricca collezione permanente del Museo Tattile Statale Omero.

L'osservazione tattile è, infatti, il principale canale di conoscenza del museo, da annoverare fra i pochi specializzati a livello mondiale, fondato nel 1993 per volontà dell'Unione Italiana Ciechi e grazie al Comune di Ancona, con un finanziamento della Regione Marche, per poi essere riconosciuto come Museo Statale nel 1999. Istituito nell'intenzione di colmare un vuoto nel panorama dei servizi culturali per disabili visivi ma anche per permettere a tutti un'esperienza innovativa attraverso suggestioni plurisensoriali extra-visive, il museo ha organizzato numerose iniziative espositive: da ricordare, in particolare, le importanti antologiche di Francesco Messina (2004), Giacomo Manzù (2005), Loreno Sguanci (2005 e 2007) e Walter Valentini (2011).

«Con questa mostra antologica - sottolinea il sindaco, Fiorello Gramillano - desideriamo offrire un tributo riconoscente a un artista che ha compiuto la sua ricerca espressiva in costante dialogo con il nostro territorio, a cui ha lasciato segni e opere di qualità immensa».

«Ripercorrere l'itinerario artistico del nostro grande conterraneo Valeriano Trubbiani - aggiunge l'assessore alla Cultura, Andrea Nobili - significa soprattutto mettersi in viaggio alla scoperta della contemporaneità di cui Trubbiani è un narratore vero, ironico e innovatore. Un viaggio che tocca corde profonde, perché questo artista incide e plasma nei metalli tutta l'inquietudine del vivere moderno».

Complementare alla grande antologica alla Mole Vanvitelliana è suggerito un itinerario attraverso i "luoghi" di Trubbiani nella città di Ancona: dal gruppo scultoreo Mater amabilis, in Piazza Pertini, al Teatro delle Muse (Sipario tagliafuoco), alla Facoltà d'Ingegneria dell'Università (rilievo e scultura), dalla Cattedrale di San Ciriaco (Croce del Millenario) alla Chiesa dei S.S. Cosma e Damiano (componenti del presbiterio).

Il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale e curato da Enrico Crispolti (ugualmente con la collaborazione di Simone Dubrovic), ripercorre tutta la produzione creativa dell'artista, dagli esordi alle ultime invenzioni, con riproduzioni a colori e in bianco e nero (anche del particolare allestimento), con testi di Valeriano Trubbiani, interventi critici dello stesso Crispolti oltre a quelli di Simone Dubrovic, Marco Tonelli e Luca Pietro Nicoletti.

Info mostra:

Museo Tattile Statale Omero - Mole Vanvitelliana - Banchina G. da Chio, 28 - 60121 Ancona

Sito: www.museoomero.it; email: info@museoomero.it;

Telefono 071.2811935 e 071.2225031 (orario mostra); sito vocale 800.202220

Orari: dal martedi al sabato ore 16-20; domenica ore 10-13 e 16-20. La mattina aperto su prenotazione per gruppi e scuole.

Chiuso: lunedì, 25 dicembre 2012, 1 gennaio 2013.

Prezzi: Ingresso intero 7,00 euro; ridotto 5,50 euro gruppi, funzionari Mibac, soci convenzionati Icom, Fai, Coop, Ikea Family, Italia Nostra, Touring Club, Unitre, under 26, over 65, disoccupati, cassaintegrati; gratuito per scuole, studenti (muniti di libretto), docenti accompagnatori, disabili e loro accompagnatori.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Catalogo dei workshop GRUNDTVIG per il periodo 2012 - 2013

Con questa comunicazione si intende portare alla conoscenza dei soci che il programma comunitario LLP/GRUNDTVIG, pubblica e aggiorna regolarmente un catalogo dei workshop GRUNDTVIG, che offrono un'ampissima gamma di opportunità di incontro e formazione non formale all'estero durante seminari di breve durata (5 - 12 giorni).

Il programma è aperto a tutti i cittadini maggiorenni degli Stati UE (più Croazia, Turchia, Svizzera e i paesi SEE) e a coloro che risiedono permanentemente in uno di questi paesi. Nei workshop GRUNDTVIG è prevista la copertura (o il rimborso) delle spese di viaggio dei partecipanti selezionati, nonché la copertura delle loro spese di vitto e alloggio durante il seminario.

Diverse sono le opportunità che prevedono la partecipazione di persone con disabilità, anziane o appartenenti a gruppi in situazione di svantaggio. Il catalogo è scaricabile attraverso il sito del Programma per l'Apprendimento Permanente (LLP) alla pagina: http://www.programmallp.it/index.php?id_cnt=903. Data l'ampiezza dell'offerta, può risultare utile usare la funzione "Trova" per individuare i workshop contenenti parole chiave come "disabled", "disability" o "disadvantaged". Una volta individuato il workshop, è necessario contattare i suoi organizzatori tramite i recapiti indicati alla fine della descrizione del workshop stesso per acquisire ulteriori informazioni e ricevere la scheda di candidatura. Dato il numero ristretto di partecipanti a ciascun workshop, gli organizzatori comunicheranno l'accettazione o meno della candidatura.

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Borsa di studio di Google Europa per studenti con disabilità (scadenza 1 febbraio 2013)

Si informa che Google Europa bandisce un concorso per una borsa di studio, i cui vincitori riceveranno la somma di 7000 Euro, ideata per studenti con disabilità che stiano per conseguire una laurea nel settore informatico. La borsa mira a favorire la rimozione delle barriere che ostacolano l'accesso degli studenti con disabilità all'informatica, incoraggiando questi ultimi a eccellere nei loro studi per far sì che divengano modelli da seguire e leader nella creazione di nuove tecnologie.

Possono candidarsi gli studenti con disabilità iscritti all'ultimo anno di un corso di laurea, a un master o a un programma di dottorato (o equivalente), nell'anno accademico 2013/2014, nelle facoltà di scienze informatiche, ingegneria informatica o settori tecnici assimilabili presso qualsiasi università europea o israeliana.

La scadenza per la presentazione delle domande on-line e di tutti i documenti richiesti è il 1 febbraio 2013.

Il testo integrale in lingua inglese del bando, del quale un ampio stralcio in italiano è riportato di seguito, è reperibile al seguente link:

http://www.google.com/studentswithdisabilities-europe/

Borse di studio di Google Europa per studenti con disabilità

Le borse di studio saranno assegnate in base al rendimento accademico dei candidati e alla loro provata passione per l'informatica. Le domande saranno esaminate da una commissione di ricercatori e ingegneri e tra tutti i candidati sarà selezionato un gruppo di studenti di master, di dottorato e laureandi. I vincitori delle borse di studio riceveranno per l'anno accademico 2013/2014 una somma di € 7.000 (o equivalente).

Nel giugno del 2013, tutti i beneficiari della borsa di studio saranno invitati a visitare un ufficio Google in Europa per un incontro, le cui spese saranno interamente a carico degli organizzatori, dedicato alla formazione e alla socializzazione. Tale incontro comprenderà workshop con una serie di oratori, gruppi di esperti, sessioni interattive e attività sociali e offrirà l'opportunità di conoscersi e condividere esperienze.

Requisiti di ammissibilità

I candidati devono:

- Essere studenti iscritti all'ultimo anno di un corso di laurea, o iscritti ad un master oppure a un dottorato di ricerca (o equivalente), nel 2013/2014

- Essere iscritti a un'università europea. Possono candidarsi cittadini, residenti permanenti, e studenti internazionali con disabilità che studiano in una università europea

- Studiare Informatica, Ingegneria Informatica, o un settore tecnico strettamente correlato.

- Essere persone con disabilità, compresi coloro che hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che, in interazione con varie barriere, possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di parità con gli altri.

Come fare domanda

Si prega di compilare la domanda on-line (http://google.eresources.com/applications/login.asp) e presentare tutti i documenti richiesti entro il 1 febbraio 2013. Tutti i documenti relativi alla domanda devono essere in lingua inglese.

È necessario presentare la seguente documentazione:

- Una copia aggiornata del curriculum vitae

- Le risposte, in forma di saggio breve, alle seguenti domande (si suggerisce di usare 400-600 parole per rispondere a ciascuna domanda):

1) Descrivere un progetto tecnico significativo al quale il candidato abbia lavorato. Se si è lavorato su un grande progetto di ricerca indipendente (come la ricerca per un master o dottorato), bisogna descrivere qui tale lavoro fornendo una panoramica del problema e il proprio approccio alle principali sfide tecniche. Se si è trattato di uno sforzo di gruppo, specificare il ruolo e i contributi individuali.

2) Quali sono le tue passioni? Raccontare quali barriere si è dovuto superare per avere successo negli studi e nella vita e come sono state seguite le proprie passioni. Il candidato è libero di pensare in generale ed esaminare i diversi modi in cui ha superato le barriere e seguito le proprie passioni.

- Trascrizioni accademiche

a) Laurea: una copia dell'attuale certificato esami (certificato dei risultati accademici).

b) Master e Dottorato: una copia del precedente e attuale curriculum accademico

- La conferma di iscrizione per il 2013/2014 o la conferma della data di laurea.

Si prega di accludere alla domanda una conferma ufficiale di iscrizione o la conferma della data di laurea rilasciate da un'autorità ufficiale dell'Università come, ad esempio, l'amministratore di dipartimento o un docente.

- Lettere di raccomandazione.

Due lettere di referenze da parte di individui qualificati che valutino in maniera molto favorevole le realizzazioni/successi dei candidati, per esempio da parte di un docente, un consulente o un supervisore.

Per domande specifiche alle quali non si trovi risposta nel bando o nella sezione domande frequenti

(FAQ), si prega di inviare un messaggio al seguente indirizzo di posta elettronica:

scholars-europe@google.com.

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di novembre

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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PERIODICI EDITI DALLA SEZIONE PROVINCIALE U.I.C.I. DI MILANO: ABBONAMENTI ANNO 2013

Anche per il 2013, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Sezione provinciale di Milano, propone i suoi tradizionali periodici in braille il cui abbonamento è rimasto invariato.

Voce Amica, periodico mensile, 11 numeri, 64 pagg., euro 26,00;

Ora Serena, periodico mensile, 11 numeri, 52 pagg., euro 25,00.

Il Calendario 2013 in braille è disponibile al costo di euro 10,00

Il numero del conto corrente postale su cui effettuare il versamento è 57073207, intestato a Unione Italiana Ciechi - periodici e pubblicazioni varie - via Mozart 16, 20122 Milano.

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Periodici editi dalla Sede Centrale U.I.C.I.: listino abbonamenti per l'anno 2013

Direttore responsabile: Tommaso Daniele

Mensile, organo ufficiale, disponibile in caratteri tipografici e a caratteri ingranditi per ipovedenti, su Cd mp3 e txt, tratta argomenti a carattere associativo, di attualità e di approfondimento oltre ad ospitare rubriche specialistiche, E. 7,75 (gratuito per i soci)

Direttore responsabile: Tommaso Daniele

Quindicinale, organo ufficiale, disponibile in braille e su Cd txt, tratta argomenti a carattere associativo, legislativo e di servizio, E. 7,75 (gratuito per i dirigenti sezionali).

Direttore responsabile: Giuseppe Terranova

Mensile, disponibile in braille e su Cd txt, tratta argomenti di cultura generale (politica, letteratura, medicina, scienze, ecc.), E. 10,33

Direttore responsabile: Rita Lamusta

Mensile, disponibile in caratteri tipografici ingranditi per ipovedenti, braille e su Cd txt, gratuito per i ragazzi che frequentano la scuola elementare e media inferiore, tratta argomenti per ragazzi (favole, giochi, racconti vari), E. 7,75 per gli adulti

Direttore responsabile: Flavio Vezzosi

Quindicinale, disponibile in caratteri tipografici, braille e su Cd txt, tratta argomenti di attualità, rubriche di medicina, cucina, ecc., E. 7,75 (gratuito per i sordociechi)

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti a carattere associativo (interviste dal vivo a dirigenti e soci su convegni e iniziative inerenti l'Unione), E. 15,50

Direttore responsabile: Giuseppe Terranova

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti di cultura generale (politica, letteratura, medicina, scienze, ecc.), E. 15,50

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Mensile su Cd mp3, tratta argomenti di attualità e di costume rivolgendosi prevalentemente ai più giovani, E. 2,60

Direttore responsabile: Alfio Pulvirenti

Quadrimestrale su Cd mp3, tratta argomenti inerenti la massofisioterapia, E. 15,50

Direttore responsabile: Cesare Barca

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti relativi al mondo degli anziani, E. 5,00

Decadale, su Cd mp3, raccoglie tutte le circolari emanate dalla Sede Centrale nel mese precedente la pubblicazione, E. 18,10 (gratuito per i dirigenti sezionali anche in versione braille)

Direttore responsabile: Claudio Romano

Mensile di aggiornamento al Catalogo del Libro Parlato, su Cd mp3, gratuito su richiesta scritta

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Mensile, disponibile in braille, su Cd mp3 e txt, gratuito a chi ne fa richiesta. Tratta argomenti di cultura generale inerenti il mondo femminile

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Semestrale, su Cd mp3 e txt, supplemento a Kaleîdos, gratuito a chi ne fa richiesta. Piccole monografie inerenti le pari opportunità

Direttore responsabile: Nunziante Esposito

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti di informatica, gratuito

Si possono richiedere gratuitamente, tramite e-mail a ustampa@uiciechi.it o telefonicamente al numero 0669988376, i CD in formato mp3 con la registrazione delle trasmissioni di "Parla con l'Unione"

Trimestrale, braille, supplemento gratuito agli abbonati al Corriere Braille che ne fanno richiesta. Tratta argomenti di musica

Il versamento dovrà essere effettuato sul c.c. postale n. 279018 intestato a: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Onlus, Ufficio Stampa, via Borgognona 38, 00187 Roma

Tutte le riviste sono consultabili nel sito Internet dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Onlus all'indirizzo http://www.uiciechi.it/servizi/riviste/main_riv.asp

Sono inoltre disponibili i seguenti trimestrali:

Direttore responsabile: Pietro Piscitelli

Trimestrale, disponibile in caratteri tipografici, braille e su Cd mp3, tratta argomenti di pedagogia e didattica per l'educazione dei minorati della vista, c.c.p. 00853200, intestato a Biblioteca Italiana per i Ciechi «Regina Margherita» Onlus, via G. Ferrari 5/a, 20052 Monza, E. 15,00

Direttore responsabile: Giuseppe Castronovo

Trimestrale, disponibile in caratteri tipografici, braille e su Cd mp3, c.c.p. 24059008, intestato a Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, via Umberto Biancamano, 25 00185 Roma, E. 16,00 contributo ordinario; E. 26,00 contributo sostenitore; E. 52,00 contributo benemerito. Tratta argomenti inerenti l'oculistica.

Nella convinzione che il ruolo svolto dalla nostra stampa associativa così ricca di pubblicazioni per soddisfare gli interessi più diversi, rappresenti per gli associati un importante strumento di informazione a 360 gradi, allo scopo di promuoverne ulteriormente la sua diffusione, la Direzione Nazionale nel corso della riunione del 22 novembre u.s., ha deciso di "lanciare" alcune interessanti offerte di abbonamento alle nostre "testate" di cui si riportano di seguito le specifiche:

Per abbonarsi sarà necessario effettuare il versamento sul conto corrente postale 279018 intestato a Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus - Via Borgognona, 38 - 00187 Roma, indicando nella causale il titolo delle riviste che si desidera ricevere.

Per gli interessati ad abbonarsi ad una sola delle menzionate riviste, si veda il listino abbonamenti sopra riportato.

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Il Corriere della Sera del 01-11-2012

Roma, nuova protesta dei disabili. «Non privilegi, ma pari opportunità»

ROMA. «Un vincolo di bilancio non può comprimere i diritti umani»; «23 euro per disabile: si può fare peggio?»; «Perché è più facile ridurre le indennità di accompagnamento invece di diminuire gli stipendi e il numero dei parlamentari?». Sono solo alcuni degli slogan scelti da persone con disabilità che mercoledì mattina hanno sfidato la pioggia per partecipare a Roma a un presidio davanti a piazza Montecitorio, organizzato dalla rete di associazioni "Cresce il welfare, cresce l'Italia", cui aderiscono anche organizzazioni di persone con disabilità.

WELFARE SMANTELLATO. «Non chiediamo privilegi ma solo il diritto a pari opportunità e all'inclusione nella società --dice Dino Baarlam dell'Agenzia Vita Indipendente -. Gli attacchi continui al Welfare l'hanno quasi smantellato in questi anni. Ora, dopo i drastici tagli al trasferimento di risorse agli enti locali, il rischio è che da fine anno i Comuni non riescano più a fornire i servizi socio-sanitari ai cittadini oppure che chiedano, come già sta accadendo, la compartecipazione alla spesa». «Non siamo numeri o voci di bilancio ma persone - sottolinea Carlo Giacobini, direttore di Handylex, servizio legislativo della Uildm, l'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare -. In 5 anni sono state ridotte del 90% le risorse destinate ai Fondi sociali, azzerato il Fondo per la non autosufficienza, compressa la spesa sanitaria. La crisi economica è pesata soprattutto sulle persone più fragili. Chiediamo il rilancio delle politiche sociali e il rifinanziamento di quei Fondi, perché il Welfare non è un costo inutile, può essere motore di sviluppo».

DELEGAZIONE. Una delegazione della rete è stata ricevuta dai gruppi parlamentari, che hanno rassicurato solo in parte i rappresentanti di "Cresce il welfare, cresce l'Italia". «Abbiamo chiesto di confermare il rifinanziamento dei Fondi sociali già approvato dalla Commissione Affari Sociali la scorsa settimana e che deve passare al vaglio della Commissione Bilancio - dice Pietro Barbieri, presidente della Fish, Federazione italiana superamento handicap -. Temiamo che, nelle pieghe dell'approvazione della Legge di stabilità, quelle risorse siano destinate ad altri usi. Abbiamo poi chiesto un intervento emendativo sulla riduzione del 10% delle convenzioni e dei contratti che riguardano prestazioni e servizi sanitari stipulati dalle Asl».

di Maria Giovanna Faiella

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Redattore Sociale" del 19 Novembre 2012

Legge di stabilità, Fish e Fand annunciano una nuova mobilitazione

ROMA. La Commissione Bilancio ha approvato all'unanimità un emendamento alla Legge di Stabilità che prevede di affidare all'Inps un nuovo Piano di verifica sulle invalidità civili: altri 450 mila controlli da effettuare nei prossimi tre anni. "Dal 2009 al 2012 sono già stati effettuati 800 mila controlli che hanno provocato disagi tali ai cittadini da far istituire presso il Senato una specifica Commissione di indagine" dicono le due maggiori federazioni di associazioni di persone disabili, Fish e Fand. "L'enorme mole di procedure avviate ha causato inoltre un aggravio organizzativo all'Inps rallentandone le attività ordinarie (come rilevato nell'ultima relazione della Corte dei Conti). Si pensi che la spesa dell'Inps per il ricorso a medici esterni è passata da 3,5 milioni (nel 2008) a 37 milioni (nel 2011) con un aumento del 960%. Gli stessi esiti in termini di revoche (cioè riduzione talvolta minima della percentuale di invalidità) sono stati irrilevanti ed appena sufficienti a coprire le spese di tale enorme impegno. Nonostante questo evidente fallimento viene ora previsto un nuovo piano straordinario che comporterà un nuovo ingente spreco per lo Stato e nuovi disagi per le persone con disabilità".

Ma c'è una seconda questione assai preoccupante per la salute delle persone con disabilità: "Il Disegno di Legge di Stabilità prevede infatti l'ennesimo taglio della spesa in ambito sanitario innalzando al 10% (oggi è del 5%) la riduzione degli oneri per i contratti di prestazione di servizi. Il che significa che verranno erogati ai cittadini meno servizi o servizi di qualità inferiore. Questa misura colpisce indistintamente le persone, anche quelle che necessitano strettamente di interventi di riabilitazione come molte persone con disabilità spesso destinate ad aggravarsi in assenza di interventi riabilitativi". Su questi aspetti Fand e Fish annunciano una mobilitazione "per chiedere che tali ipotesi vengano emendate e non diventino norme. Sono a rischio, al contempo, la dignità e la salute delle persone con disabilità".

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Vita.it del 08-11-2012

Far cassa con gli invalidi

ROMA. La commissione Bilancio della Camera ha approvato ieri sera un emendamento all'articolo 4 della legge di stabilità che prevede 150.000 nuove verifiche all'anno per i prossimi tre anni (2013/2015), in aggiuntiva all'ordinaria attività ispettiva. Le verifiche sono finalizzate, nero su bianco, "all'accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali nei confronti dei titolari di benefici di assegno di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità". Emendamento passato senza dibattito alcuno, dimostrazione dell'ormai assimilato assunto per cui tra i disabili siano imboscati un mucchio di falsi invalidi, e della non considerazione prestata dai parlamentari ai dati e alle osservazioni presentate ancora di recente dalle associazioni delle persone con disabilità, che sul piano di accertamenti straordinari dell'Inps hanno tutta un'altra visione. Franco Bomprezzi sul suo blog commenta indignato la vicenda in Cinici e tecnicamente ignoranti.

IL TESTO. Ecco l'emendamento approvato: «Dopo il comma 2, aggiungere il seguente: Anche al fine di concorrere al conseguimento dei risparmi di cui al comma 1, nell'ambito delle attività di cui all'articolo 20, comma 2, del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, l'INPS nel periodo 2013-2015 realizza, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, un piano di 150.000 verifiche straordinarie annue, aggiuntivo rispetto all'ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità.

(Nuova formulazione) Poli, Ciccanti, Occhiuto, Calgaro, Ruggeri, Antonino Foti, Giovanelli, Iannuzzi, Bobba, Gatti, Berretta, Gnecchi, Cazzola, Pelino, Damiano, Moffa, Marsilio».

LOTTA AL FALSO INVALIDO. La battaglia contro i falsi invalidi è stata lanciata dal ministro Tremonti e dal presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, nel 2010. Dal 2009 al 2012 sono stati disposti 800.000 controlli su altrettante posizioni per verificare la sussistenza degli stati invalidanti. Una battaglia - ha dimostrato la Fish ancora in una recente audizione parlamentare sulle procedure di accertamento delle minorazioni civili da parte dell'INPS e ha già più volte spiegato su Vita Franco Bomprezzi - che è costata moltissimo e che non ha portato gli effetti sperati in termini di risparmi, visto che le persone con disabilità, che hanno subito pesanti disagi a causa di questi controlli straordinari, poi, nella quasi totalità dei casi, si sono viste confermare le prestazioni precedentemente riconosciute. Secondo la Fish la gestione dei Piani straordinari di verifica da parte dell'INPS è stata causa di rallentamento delle routinarie attività di accertamento degli stati invalidanti. Attualmente dalla domanda di accertamento alla concessione delle eventuali provvidenze economiche trascorrono mediamente 210 giorni, con frequenti punte sopra i 270 giorni. Il sistema di accertamento degli stati invalidanti e dell'handicap genera annualmente un contenzioso pari a circa 120.000 ricorsi. Sono giacenti poco meno di 400.000 cause. L'INPS soccombe nel 57% dei casi. L'anno scorso (2011), INPS ha dovuto pagare 37 milioni di interessi per i suoi ritardi di pagamento; il 63% riguarda le pensioni degli invalidi civili.

2 MILIONI E POI? - Carlo Giacobini sulla sua bacheca Facebook ha appena scritto: «Non è grave che ci raccontino balle. È grave che ci si creda. 800mila controlli dal 2009 al 2012 (già effettuati) + 450mila controlli fra il 2013 e il 2015, fa un milione e 250mila persone controllate. Il che significa che bisogna definire un nuovo campione di persone sospette. Gli invalidi civili sono circa 2 milioni e 200 mila, tutti potenzialmente falsi».

Giacobini spiega che «Nell'edizione 2011 di "Dagli all'invalido" l'Inps ha preso le presone che erano rivedibili, ma ne ha accertato solo l'invalidità civile e non la condizione di handicap (legge 104/1992). Quindi molte persone si sono viste confermare la condizione invalidante, ma per ottenere la revisione dell'handicap hanno dovuto chiedere alla ASL un nuovo accertamento, poi verificato e convalidato - guarda un po! - dallo stesso INPS. Un vero esempio di efficacia amministrativa...».

Il risparmio annuo, in termini di revoche, è attorno ai 150 milioni di euro (revoche, cioè incluse le persono che si sono viste ridurre la percentuale di invalidità, ma che nessuno potrebbe definire falsi invalidi). Il costo? Giacobini dà un dato fresco fresco, consultabile nella relazione ispettiva della Corte dei Conti del 6 novembre 2012. «Nel 2010 la spesa per pagare medici esterni è stata di 9 milioni di euro. Nel 2011 questa spesa è aumentata del 300%, arrivando a 27 milioni di euro».

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Superando.it del 06-11-2012

Sostegno: ribadito ancora il diritto alle deroghe

a cura di Salvatore Nocera

Con la Sentenza n. 8266 del 3 ottobre scorso, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha ribadito il diritto alle deroghe per il sostegno, consolidando sempre più una Giurisprudenza rafforzata nel 2010 dalla Sentenza della Corte Costituzionale 80/10, espressamente richiamata nella motivazione del provvedimento.

Oltre che a quest'ultima, poi, il TAR si rifà anche all'articolo 40 della Legge 449/97, che ha introdotto il potere dell'Amministrazione di stipulare appositi contratti a tempo determinato, per garantire le deroghe rispetto alle disponibilità ordinarie di organico.

E ancora, viene citata anche la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - che, com'è noto, è stata ratificata dall'Italia con la Legge 18/09 - e la Legge 122/10, che all'articolo 9, comma 15, in attuazione della citata Sentenza della Corte Costituzionale, riafferma il diritto alle deroghe nei casi certificati di gravità.

Sulla base infine del nuovo Codice di Procedura Amministrativa [Decreto Legislativo 104/10, N.d.R.], il TAR ha condannato l'Amministrazione a porre immediatamente in atto un contratto di cui alla citata Legge 449/97, per garantire la realizzazione effettiva del diritto allo studio dell'alunno.

È da tener presente, innanzitutto, che prima del nuovo Codice di Procedura Amministrativa - definito nel 2010 - era vietato dalla legge ai Tribunali di ordinare un comportamento alle Amministrazioni, divieto che si riusciva ad aggirare con una certa difficoltà, ricorrendo a sottigliezze non sempre riconosciute dalla Magistratura Amministrativa. Ma adesso - specie nei casi di giurisdizione esclusiva, cioè comprendente sia la tutela dei diritti soggettivi che quella degli interessi legittimi - la norma ha offerto una garanzia piena ai Cittadini. In talune decisioni, anzi, il TAR nomina addirittura un Commissario ad Acta per avere la certezza che, in caso di ritardi o inadempienze dell'Amministrazione, il Cittadino abbia immediatamente la realizzazione effettiva del suo diritto.

Ciò che sembra invece da lamentare è che il TAR abbia compensato le spese tra le parti, addossando quindi alla famiglia i costi sostenuti per il ricorso, malgrado la parte avesse rinunciato al risarcimento dei danni, al quale solitamente viene condannata l'Amministrazione.

In questo caso la lagnanza è dovuta al fatto che normalmente la compensazione viene pronunciata in presenza di cause molto complesse e quindi di difficile soluzione, tali da giustificare la resistenza dell'Amministrazione. Ma in materia di deroghe al sostegno, ormai la Giurisprudenza è ben consolidata da anni e quindi la compensazione sembra una decisione non giusta che, di fatto, induce scoraggiamento negli interessati a promuovere i processi.

Salvatore Nocera

Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). Responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Il presente testo è il riadattamento di una scheda apparsa anche nel sito dell'AIPD.

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Il Tirreno del 10-11-2012

LA SENTENZA. Sostegno, il Tar boccia i tagli

VIAREGGIO. Il diritto, soggettivo, di ciascun alunno a stare bene a scuola e ricevere l'adeguata assistenza se disabile vince sui tagli. E verrebbe da dire che si tratta di una vittoria schiacciante dato che il Tar dichiara che la situazione degli alunni con disabilità «non può essere compressa in dipendenza di carenze organiche del personale scolastico o di esigenze di bilancio». È quanto si legge nella sentenza, pubblicata mercoledì, del Tribunale amministrativo toscano che premia la battaglia di tre famiglie torrelaghesi protagoniste di un ricorso contro l'Ufficio scolastico regionale e provinciale e il Ministero dell'istruzione responsabili della riduzione del numero di ore di sostegno nei confronti dei propri figli. Uno dei numerosi ricorsi del genere in Toscana legati alla progressiva riduzione delle risorse per la scuola che vanno a colpire particolarmente le ore di sostegno per gli alunni disabili. Del resto sembra questa l'unica carta ch e le famiglie, a proprie spese e con grande pazienza, possono giocare per difendere i propri figli. Come già accaduto in passato il tribunale ha adottato una linea interpretativa che non avalla tagli e necessità finanziarie ma difende in toto i diritto degli alunni e delle loro famiglie. Nello specifico tre alunni per i quali era stata prevista la copertura solo parziale delle ore che trascorrono a scuola (tra 9 e 12 a seconda dei diversi casi, già superiori a quelle generalmente concesse ad alunni con difficoltà) in base a quanto disposto dal Tar dovranno avere un insegnante di sostegno per tutto il tempo di permanenza a scuola ovvero per «le ore di sostegno in base alle previsioni dei loro profili dinamici funzionali». Il Tar dispone l'immediato adempimento delle proprie decisioni. E prevede anche la nomina di un commissario ad acta là dove dovessero venire disattese.

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L'Agenzia di Viaggi del 07-11-2012

ENAC - Assaeroporti per i passeggeri a ridotta mobilità

Elaborati da Enac, in collaborazione con Assaeroporti e le società di gestione aeroportuale, gli standard di riferimento per rendere più omogenea la sezione dedicata ai passeggeri a ridotta mobilità (Prm) sui siti web delle aziende che gestiscono gli scali italiani. In pratica, le informazioni attualmente presenti nei siti dei gestori aeroportuali dovranno essere accessibili, ai sensi della Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, nonché complete e corrette, come prescritto dal Regolamento Comunitario n. 1107 del 2006.

L'obiettivo è quello di agevolare tutte le operazioni loro dedicate. Secondo l'Enac, tutto ciò inciderà positivamente sull'andamento dell'intera attività aeroportuale riducendo i casi - giustificati - di eventuale negato imbarco da parte delle compagnie aeree. Gli standard di riferimento sono il risultato di un tavolo di lavoro istituito la scorsa primavera dall'Enac, in collaborazione con Assaeroporti, Aeroporti di Puglia e Gesac per migliorare la qualità del servizio erogato ai passeggeri diversamente abili e a mobilità ridotta.

Nel dettaglio, la reperibilità e la consultazione delle informazioni sarà più agevole, le modalità di pubblicazione e impaginazione saranno omogenee e la loro diffusione avverrà sia tramite il portale web dell'aeroporto sia attraverso tutte le piattaforme digitali informative della società di gestione aeroportuale. L'home page del sito di ogni scalo conterrà un box, con un logo identico per tutti i siti dei gestori nazionali, mediante il quale sarà possibile accedere direttamente alla pagina dedicata all'assistenza dei passeggeri a mobilità ridotta.

Nella pagina, in italiano e in inglese, sarà possibile consultare tra l'altro le modalità per richiedere l'assistenza speciale e conoscere le operazioni da effettuare in aeroporto e i servizi forniti.

www.enac.gov.it.

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Redattore Sociale del 30-11-2012

Giornata delle persone con disabilità: un 3 dicembre per una "società inclusiva"

ROMA. "Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile per tutti". E' questo il tema scelto dalle Nazioni Unite per l'edizione 2012 della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre di ogni anno. Celebrata a livello mondiale, la Giornata è da tempo diventata occasione di riflessione su tutti gli aspetti che riguardano la disabilità. Nel messaggio inviato in occasione del 3 dicembre, il segretario generale Ban Ki-Moon ha ricordato che la sfida globale che il mondo ha di fronte è quella di fornire a tutte le persone la parità di accesso che meritano e della quale hanno bisogno: "Dobbiamo sforzarci - scrive - di raggiungere gli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, quelli di eliminare la discriminazione e l'esclusione e di creare delle società che valorizzino la diversità e l'inclusione". Il segretario generale dell'Onu ricorda anche che per raggiungere tali obiettivi e per "colmare il divario tra le buone intenzioni e le azioni attese da tempo", l'Assemblea generale delle Nazioni Unite terrà il prossimo anno una riunione ad alto livello sul tema della disabilità e dello sviluppo: lo scopo è quello di raccogliere le problematiche e i contributi delle persone con disabilità in modo che possano essere prese in considerazione nella redazione di una nuova agenda sullo sviluppo.

La Giornata 2012 segna dunque l'avvio del percorso di preparazione a questo meeting di alto livello: al Palazzo di Vetro sono dunque previsti uno spettacolo musicale, una tavola rotonda sull'agenda "verso il 2015 e oltre" e la proiezione dei film che hanno partecipato allo "United Nations Enable Film Festival 2012". Anche singole agenzie delle Nazioni Unite celebrano la giornata. L'Unicef, ad esempio, prevede il lancio di una campagna di orientamento sulla disabilità rivolta espressamente al suo personale in tutto il mondo (con relativo video di sensibilizzazione e un questionario dedicato), mentre l'Unesco presenta i risultati del rapporto mondiale sull'uso da parte delle persone con disabilità delle nuove tecnologie per accedere alla conoscenza, con un focus specifico sull'apprendimento personalizzato per gli studenti disabili. A Vienna, invece, al Festival internazionale dei diritti umani, viene lanciato il Rapporto Project Zero 2013, con una particolare attenzione all'occupazione lavorativa delle persone con disabilità. "Overcome barriers", "Superare le barriere" è invece il progetto cofinanziato dall'Unione Europea realizzato dall'Aifo (Associazione amici di Raoul Follereau).

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La Repubblica del 19-11-2012

La beffa del farmaco low cost bocciato dal Tar

Cura le malattie degli occhi e costa 15 euro rispetto ai mille del concorrente. Ma sul verdetto è polemica

ROMA. Lucentis e Avastin sono due farmaci che costano rispettivamente 1.000 e 15 euro a dose e secondo molti studi scientifici hanno lo stesso effetto contro la degenerazione maculare degli anziani, una malattia che porta alla cecità. Le Asl italiane però sono costrette ad usare il primo. Dopo una serie di battaglie legali da parte dell'azienda che lo produce, la Novartis, e dopo una presa di posizione dell'Aifa, il sistema sanitario deve rinunciare a un risparmio stimato in 190 milioni in tre anni. L'ultimo a pronunciarsi è stato il Tar del Veneto, che ha obbligato la Regione ad somministrare il medicinale più caro sui nuovi casi. Alcuni mesi fa, però, l'Emilia era riuscita a porre la questione alla Corte Costituzionale, che si esprimerà nei prossimi mesi.

Tutto parte nel 2005 quando Roche inizia a produrre un farmaco per il tumore del colon, l'Avastin, che si scopre funzionare anche, in dosaggio molto ridotto, per la degenerazione maculare. Il produttore, però, non ha mai chiesto l'estensione delle indicazioni anche per questa patologia. Così viene utilizzato "off label", al di fuori delle sue indicazioni. Dal 2007 arriva sul mercato il Lucentis della Novartis, che fino a poco fa costava 1.044 euro a fiala (ora il prezzo è sceso del 30%). In media ogni anno si fanno 6 fiale a paziente. Con l'altro prodotto, preparato dalle farmacie ospedaliere, una applicazione costa 15-20 euro. Secondo Nicola Magrini, dell'Agenzia sanitaria emiliana «la decisione di Roche di non immettere il suo farmaco sul mercato e il vantaggio per Novartis rivelano l'esistenza di accordi che limitano la concorrenza e pesano economicamente sulla collettività». Le persone con degenerazione maculare in Italia sono 90 mila. Un terzo si curano nel sistema pubblico, ormai quasi esclusivamente con il Lucentis. Le altre sono seguite nel privato, nemmeno Novartis sa con quale prodotto.

Secondo un'ampia letteratura scientifica, ranibizumab e bevacizumab (i due principi attivi) sono equivalenti e negli Usa Avastin ha circa il 70% del mercato. Nel nostro paese la situazione è molto diversa. Il farmaco è stato inizialmente inserito dall'Aifa nella lista di quelli utilizzabili "off label".

Due anni fa l'Emilia ha deliberato che nei suoi ospedali fosse usato solo quello. Novartis è ricorsa al Tar perché l'autorizzazione per la degenerazione maculare ce l'ha solo il Lucentis. La questione è passata alla Corte Costituzionale. Più di recente è toccato al Veneto, a cui il Tar ha imposto di usare il farmaco caro sui nuovi pazienti. «Chiameremo in causa il Consiglio di Stato - dice l'assessore alla salute Luca Coletto - Da noi l'Avastin non ha mai dato problemi, perché dobbiamo smettere? ». Da Novartis spiegano che l'obiettivo «è fare sì che i pazienti che ne hanno bisogno accedano al farmaco a carico del servizio sanitario. Del resto è più sicuro dell'altro, si rischiano meno eventi avversi ».

La svolta è arrivata di recente, il 27 ottobre. L'Aifa ha tolto l'Avastin dalla lista dei farmaci "erogabili a carico del Servizio sanitario" se usati "per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata" perché l'Ema, agenzia europea del farmaco, ha segnalato alcune reazioni avverse, comuni a tutti gli "inibitori di vegf". Anche il Lucentis appartiene a questa categoria ma avendo l'autorizzazione al commercio per la degenerazione maculare, è bastato inserire nel foglietto illustrativo i possibili problemi. Il nuovo passaggio ha reso ancora più difficile per le Regioni prescrivere l'Avastin, perché Aifa (unica in Europa) lo ha giudicato meno sicuro del Lucentis e non più utilizzabile.

di Michele Bocci

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L'Unione Sarda del 20-11-2012

Cecità e retinite pigmentosa: è un italiano a beneficiare della protesi Second Sight

PISA. È italiano il cinquantesimo paziente al mondo a beneficiare di un sistema di protesi retinica Second Sight, che mira a ristabilire la vista in pazienti resi ciechi dalla retinite pigmentosa, grazie a una stimolazione elettrica che agisce sulle cellule residue ancora funzionanti. L'intervento è stato realizzato a Pisa nei giorni scorsi dall'equipe di Stanislao Rizzo, direttore dell'Unità operativa di Chirurgia oftalmica dell'Azienda ospedaliera universitaria Pisana.

La retinite pigmentosa è una rara malattia ereditaria che causa una progressiva degenerazione delle cellule della retina sensibili alla luce, a cui segue una significativa riduzione della visione fino alla completa cecità.

Il sistema funziona convertendo le immagini catturate da una piccola telecamera, montata sugli occhiali indossati dal paziente, in una serie di piccoli impulsi elettrici, trasmessi con un sistema senza fili a una matrice di elettrodi sulla superfice della retina. Gli impulsi stimolano le cellule ancora funzionanti della retina, traducendo le immagini in una percezione di stimoli luminosi da parte del cervello.

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Osservatorio Malattie Rare.it del 24-11-2012

Recupera la vista grazie al trapianto di cellule staminali corneali

ROMA. Affetta da glaucoma congenito bilaterale, una ragazza è stata operata dagli oculisti del Bambino Gesù, i primi al mondo ad utilizzare sui bambini moderne tecnologie di formidabile valore medico e scientifico.

Uno staff medico altamente specializzato, trattamenti di ultima generazione per il trapianto di cornea pediatrico, terapie per ridurre il ricorso alla chirurgia e per prevenire la cecità infantile, impianto di cellule staminali e diagnosi precoce sono gli strumenti all'avanguardia che sempre di più negli ultimi tempi stanno facendo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù un Centro di riferimento internazionale per la cura delle patologie della vista dei più piccoli.

L'Unità Operativa di Oculistica si occupa della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie oculari congenite, malformative, degenerative e traumatiche in età pediatrica, nonché della valutazione dei difetti visivi ed eventuale loro correzione. Tra le aree di intervento, la cataratta congenita nelle forme mono-bilaterale, il glaucoma congenito e i tumori di interesse oculistico come il retinoblastoma e il rabdomiosarcoma.

Gli oculisti del Bambino Gesù sono stati tra i primi al mondo ad utilizzare sui bambini moderne tecnologie di formidabile valore medico e scientifico.

A testimonianza dell'eccezionalità dello staff medico che opera sinergicamente nel reparto di Oculistica della struttura extracittadina, il caso di una ragazza, MA, nata nel 1991 ed operata più volte per glaucoma congenito bilaterale sin dai primi mesi di vita.

All'età di 6 anni M.A. ha effettuato trapianti di cornea ad entrambi gli occhi, nell'occhio destro ottenendo buoni risultati funzionali (visus di 5/10 senza occhiali correttivi) mentre nell'occhio sinistro andando incontro tutte e tre le volte a rigetto. L'ultimo trapianto, effettuato nel 2003, è durato solo 18 giorni. La paziente è quindi rimasta non vedente dall'occhio sinistro per più di 7 anni.

Sembrava non potessero profilarsi soluzioni immediate al buon esito del caso, sin quando il Dott. Paolo Capozzi, responsabile della chirurgia e dell'attività ambulatoriale dell'unità operativa di oculistica, che ha da sempre in cura la ragazza, ha iniziato ad interessarsi di cellule staminali corneali.

"Da quando sono iniziati i miei studi sulle staminali -spiega il dott. Capozzi- ovvero dal 2003, ho capito perché la ragazza andava sempre incontro a rigetto: le mancavano ormai cellule staminali corneali vitali che potessero consentire l'attecchimento di un trapianto corneale". "Le sue cellule staminali -continua- erano state distrutte dai ripetuti interventi chirurgici a cui si era dovuta sottoporre. Allora mi sono messo in cerca di eventuali donatori".

"In condizioni normali -spiega il dottore- le staminali si possono prendere dall'altro occhio sano, ma in questo caso non era possibile perché avrei procurato io stesso, con il mio intervento, un rigetto nell'unico occhio vedente. Allora ho consigliato a tutta la famiglia della paziente di sottoporsi agli esami di istocompatibilità, per misurare la compatibilità tra i tessuti -al fine di identificare un eventuale donatore".

"L'eccezionalità del caso -conclude il Dottore- consiste nel fatto che pur essendo estremamente raro trovare un fratello o una sorella che siano compatibili al 100%, a sorpresa la sorellina piccola della paziente era una donatrice istocompatibile al 100/%. Ho quindi operato, nella stessa giornata, entrambe le sorelle, prelevando le cellule staminali dalla bambina piccola e trapiantandole dopo pochi minuti nella sorella più grande nell'occhio sinistro con il supporto di una membrana amniotica presa dalla Banca degli Occhi dell'Ospedale San Giovanni.

Era il 16 Dicembre del 2010.

L'istocompatibilità totale delinea l'eccezionalità del caso di MA. I benefici che una compatibilità così elevata comporta sono enormi per il paziente, sia perché in questi casi non è necessaria alcuna terapia immunosoppressiva -terapia antirigetto, irrinunciabile in tutti gli altri casi e che spesso ha effetti collaterali che possono mettere addirittura a rischio la vita del paziente, se non viene sospesa immediatamente- sia perché risparmia a questi pazienti il calvario psicologico cui sono sottoposti nella paura degli effetti collaterali della terapia stessa, come complicanze ematologiche, renali.

"A distanza di 10 mesi circa da questo trapianto, il 7 ottobre del 2011 -continua il dottore- il dott. Buzzonetti, Responsabile dell'Unità Operativa, ha effettuato aiutato da me il 4° trapianto di cornea. Ed è importante sottolineare che più elevato è il numero dei trapianti subiti e più è alto il rischio di rigetto".

"Con grande soddisfazione ora la cornea dell'occhio destro è perfettamente trasparente con visus naturale di 2/10, senza l'utilizzo di occhiali correttivi e la ragazza conduce una vita la cui qualità è tornata ad essere soddisfacente".

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Il Corriere della Sera del 25-11-2012

Cataratta, promosso il «fascio di luce»

MILANO. Buone notizie per gli italiani che devono affrontare l'intervento di cataratta: gli standard di questa operazione sono sempre più alti. Un contributo è venuto nell'ultimo anno anche dal ricorso al laser a femtosecondi. A un anno dal primo utilizzo in Italia di questa tecnologia all'avanguardia, che permette tagli in profondità ed evita manipolazioni più invasive, il bilancio è positivo, come confermano gli esperti intervenuti a Milano al recente Congresso internazionale di chirurgia della cataratta e refrattiva. «Dopo i successi nella chirurgia refrattiva e in quella corneale, il laser a femtosecondi è riuscito a farsi spazio anche nella chirurgia della cataratta, andando a integrare e migliorare i parametri di precisione dell'ormai consolidato intervento di facoemulsificazione fa notare Lucio Buratto, che ha presieduto il congresso e che per primo ha introdotto in Italia questo tipo di laser . Grazie a impulsi della durata del miliardesimo di secondo, la nuova tecnologia consente di eseguire il taglio necessario per accedere alla cataratta, di incidere il suo involucro e quindi frantumare il cristallino opacizzato. Questo laser è in grado di incidere i tessuti con una precisione impensabile anche per la mano del miglior chirurgo, a tutto vantaggio dell'occhio, di una sua guarigione più veloce e di un migliore recupero funzionale». Il laser a femtosecondi permette quindi di semplificare e rendere più sicuro l'intervento di cataratta e questo ne fa uno strumento utile in tutte quelle situazioni che richiedono una maggiore precisione ottica, per esempio quando si devono impiantare lenti multifocali, lenti con una serie di anelli concentrici con diverso potere ottico per sfruttare al meglio sia la visione da vicino sia da lontano. La frantumazione laser risulta inoltre efficace nelle cataratte molto dure, nelle quali la procedura di emulsificazione del cristallino con ultrasuoni è più difficoltosa e può presentare il rischio di lesioni delle strutture vicine. «Le incisioni del laser sulla cornea sono programmabili grazie al tomografo a coerenza ottica, un sistema che esegue una sorta di Tac delle strutture anatomiche da operare, permettendo così un controllo in tempo reale dell'azione del laser stesso puntualizza Lucio Buratto . Tutto ciò contribuisce a ridurre il rischio di complicazioni, come il possibile astigmatismo corneale». Il laser a femtosecondi è stato approvato ormai tre anni fa dalla Food and Drug Administration, l'organo statunitense per il controllo dei dispositivi medici, e ha anche il marchio CE per l'utilizzo in Europa. In Italia attualmente sono quattro le strutture che si sono dotate di questa apparecchiatura, due pubbliche (Azienda Ospedaliera Universitaria integrata di Verona e il Centro Regionale di Eccellenza in Oftalmologia-Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara) e due private (a Milano e a Roma), ma è probabile che nei prossimi anni questo strumento si renda disponibile in un numero maggiore di Centri.

di Antonella Sparvoli

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Oggi Scienza del 30-11-2012

Leggere in braille usando gli occhi

SALUTE - Tra qualche tempo, i non vedenti potrebbero non aver più bisogno di usare le dita, per interpretare il braille. Per quanto suoni controintuitivo, quelle scritte potranno essere lette con gli occhi.

Per la prima volta, infatti, un gruppo di ricercatori dell'azienda statunitense Second Sight (che non ha niente a che fare con l'omonimo videogioco) è riuscito a proiettare motivi in braille direttamente sulla retina di un paziente non vedente, permettendogli di leggere rapidamente e con grande accuratezza parole composte di un numero massimo di quattro lettere, grazie a un dispositivo oculare basato su una protesi neurale capace di sostituirsi, per alcune funzioni, al sistema nervoso.

L'impianto, chiamato Argus II, ha recentemente ricevuto l'approvazione della UE per l'uso commerciale sul continente, ed è stato impiantato in oltre 50 pazienti, molti dei quali sono ora in grado di distinguere colori, movimenti e oggetti. I risultati dello studio, effettuato su un solo paziente, sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Neuroprosthetics. Lo studio indaga sulla possibilità di usare una protesi epiretinale per simulare un braille visivo come sostituzione sensoriale per leggere lettere e parole scritte.

Concettualmente simili agli impianti cocleari che hanno già trovato applicazione nel miglioramento delle capacità uditive, il sistema di protesi retinale comprende una griglia di sessanta elettrodi impiantati sullo strato più interno della retina, una piccola videocamera montata su un paio di occhiali, e un computer indossabile, che elabora le immagini video e determina la corrente di stimolazione di ogni elettrodo in tempo reale. Nello studio, dei sottoinsiemi di questi elettrodi sono stati direttamente stimolati per creare percezioni virtuali di singole lettere braille.

"In questo test clinico abbiamo fatto a meno della videocamera, che è l'input abituale dell'impianto, e abbiamo stimolato direttamente la retina. Invece di 'sentire' il braille con la punta delle dita, il paziente poteva vedere i motivi che proiettavamo, e quindi leggere le singole lettere in meno di un secondo, con un'accuratezza dell'89%", spiega Thomas Lauritzen, autore principale dell'articolo.

È stata quindi condotta una serie di test, sia con singole lettere sia con parole di lunghezza compresa tra le due e le quattro lettere. Ogni lettera è stata mostrata al paziente per mezzo secondo, e i risultati sono stati molto positivi: il paziente è riuscito a riconoscere le parole più brevi con un'accuratezza dell'80%, e quelle più lunghe il 70% delle volte.

"Abbiamo usato come unico input la stimolazione elettrica, e il paziente ha riconosciuto facilmente le lettere in braille. Ciò dimostra che il paziente ha una buona risoluzione spaziale, perché è stato capace di distinguere senza problemi tra segnali provenienti da diversi elettrodi", precisa Lauritzen.

Principalmente, si è visto che, per pazienti affetti dalla malattia genetica Retinite Pigmentosa, l'impianto Argus II, se usato in coppia con una videocamera, riesce a ristabilire una limitata capacità di lettura di lettere convenzionali di grandi dimensioni e di parole brevi. Si prevede che la lettura migliorerà al procedere dei lavori di sperimentazione sul dispositivo, ma lo studio attuale mostra che l'impianto potrebbe essere adattato per fornire un metodo alternativo e potenzialmente più rapido di lettura dei testi, con l'aggiunta di un software di riconoscimento delle lettere.

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Il Corriere della Sera del 28-11-2012

Patty, 17 anni: «Vivo in un mondo che è come un film in bianco e nero»

La confessione al mensile in edicola di una ragazza malata di acromatopsia, difetto che non consente di vedere i colori

MILANO. Patty Piffer, 17 anni, soffre dalla nascita di acromatopsia, un difetto congenito che non consente di vedere i colori. Vive con i genitori vicino a Trento, dove frequenta il quarto anno di istituto tecnico e una scuola di danza classica. Ecco il suo racconto su di dicembre.

«Non conosco l'azzurro del mare, non ho idea cosa si provi a vedere le venature rosa che tingono il cielo durante il tramonto o perdere lo sguardo in un paesaggio di colline verdi. Per me non esistono i colori, il mio mondo è in bianco e nero. O meglio, è grigio: tutto ciò che vedo varia in una scala di toni argento, dal più chiaro al più scuro, ma al di là di questo non ho la possibilità di distinguere nulla. Il motivo è che sono affetta da acromatopsia. Si tratta di un difetto congenito, che ho ereditato dai miei genitori, entrambi portatori sani, sebbene quando sono nata non ne fossero a conoscenza.

L'acromatopsia non comporta solo la perdita della gamma di colori ma anche la fotofobia, ossia sento un forte fastidio quando sto alla luce e devo indossare degli occhiali da sole provvisti di lenti speciali da mattina a sera. Inoltre, in media noi acromati abbiamo un decimo di vista e l'assenza di profondità di campo. Mia madre e mio padre hanno scoperto che c'era qualcosa che non andava nei miei occhi quando avevo solo tre mesi: inizialmente i medici non furono in grado di diagnosticare il problema. Fui sottoposta a vari esami e controlli medici: ogni 15 giorni dovevo recarmi in ospedale per qualche visita. C'era il timore che i miei problemi alla vista fossero legati ad altre patologie più gravi, soprattutto a livello neurologico. È stato solo quando avevo sei anni che vennero condotti degli esami genetici che permisero di scoprire che si trattava di acromatopsia. Questa malattia non mi permette di fare determinate cose che vanno dal praticare alcuni sport, come la pallavolo o il tennis, al guidare l'auto o altri veicoli a causa dei miei difetti alla vista. Quel che più mi manca però è sapere cosa si prova nel guardare i colori. Quando le persone mi chiedono se è brutto vedere solo una serie di grigi, rispondo che non riesco a immaginare come siano le tinte, quali sensazioni trasmettano il giallo del sole o il verde dei prati, perché da quando sono nata il mio mondo è come un film in bianco e nero.

«MI SENTO DIVERSA». Devo ammettere che mi sono sempre sentita diversa, ma in questo momento della mia vita, in particolare, mi è ancora più difficile confrontarmi con gli altri: avrei bisogno di qualcuno che mi capisse e che condividesse i miei stati d'animo. Sono un'adolescente e non poter fare alcune attività tipiche dei miei coetanei o avere varie limitazioni legate alla vista non è facile da accettare, soprattutto perché non è semplice trovare persone che capiscano come può essere diversa la mia vita rispetto alla loro. Per ora c'è solo un posto dove mi sento a mio agio: si tratta della struttura La Nostra Famiglia, presso l'ospedale di Bosisio Parini, in provincia di Lecco, che considero come una seconda famiglia. Lì mi seguono da quando avevo cinque mesi e ho incontrato persone fantastiche, che sono diventate molto importanti per me. È l'unico luogo dove mi sento accettata per come sono. Molte volte mi rendo conto che ogni giorno è come se indossassi una maschera che levo solo quando entro in questa struttura. Da circa un anno c'è anche un altro posto che mi fa stare bene: la scuola di danza classica che frequento a Trento. Ho iniziato lo scorso settembre, era un mio grande sogno, ma con i miei problemi alla vista non immaginavo che mi sarebbe stato possibile praticare questo tipo di attività. Un giorno, però, ho trovato il coraggio di contattare un'insegnante della scuola e le ho scritto una lettera, spiegandole quale fosse il mio problema visivo. È grazie a lei se ho iniziato ad andare a lezione: quando ci sono nuovi passi da imparare, me li mostra da vicino, e se mi vede in difficoltà cerca di aiutarmi, ma è molto discreta nel suo atteggiamento e non mi fa sentire diversa dalle compagne. Per me ora la danza classica rappresenta una sfida vinta, l'occasione per imparare a credere che a volte è possibile superare i limiti che l'acromatopsia pone. Per il mio futuro ho tanti progetti: una volta terminate le superiori vorrei iscrivermi a giurisprudenza e diventare avvocato penalista. E poi vorrei sposarmi, e avere dei figli. Non voglio farmi troppe illusioni, perché so che, al momento, non c'è alcuna cura per l'acromatopsia, ma non voglio neanche rinunciare a essere felice: in fondo ho solo 17 anni, e tanti sogni».

Patty Piffer (testimonianza raccolta da Luigi Nocenti per «OK Salute e benessere» di dicembre 2012)

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Il Sole 24 Ore del 04-11-2012

Brillanti scatti dalle tenebre

PARIGI. Sostiene di non essere mai diventato completamente cieco Evgen Bavcvar, fotografo e filosofo di origini slovene, ma ormai cittadino parigino da oltre quarant'anni. Spiega di essersi smarrito in una delle ultime immagini impresse nella memoria a dodici anni, quando perse la vista di entrambi gli occhi. Erano i tardi anni Cinquanta, il piccolo Evgen era reduce da un doppio incidente: la frustata di un ramo che aveva danneggiato irreparabilmente l'occhio sinistro a dieci anni e due anni dopo lo scoppio di un detonatore che aveva compromesso anche quello destro. Nel periodo che precedette l'oblio completo cominciò a immagazzinare più suggestioni possibile del suo amatissimo Paese. Prati, sentieri e montagne assieme a scorci della vicina Lubiana: tramvai, strade affollate, profili cittadini. Sopra a tutto poterono però i capelli corvini di una bimba, legati a coda di cavallo, acconciatura tanto esotica per un ragazzino nato e cresciuto nel piccolo paese di Lokavec, da far decidere a Evgen di lasciarsi abbandonare all'oscurità, confondendosi in quei crini d'ebano. Sa addolcire i colpi bassi della vita con un piglio sornione Bavcvar, poliglotta con in tasca una laurea in filosofia all'università di Lubiana e un dottorato in estetica alla Sorbona. Un'ironia in sfida continua con i propri limiti: «Fare il fotografo è l'impresa più proibitiva per un cieco spiega Bavcvar . La prima volta che presi in mano una macchina fotografica avevo 16 anni: era la Zorki sei di mia sorella Marija. Fotografai due ragazze, di cui mi ero innamorato perché tutti mi decantavano la loro bellezza, e quando il tecnico sviluppò il rullino gridò al miracolo». Da quell'esperimento nacquero molte altre foto, che accompagnarono un'esistenza puntellata dalla difficoltà di farsi accettare in una società che ormai lo considerava diverso. All'epoca, la sua condizione di non vedente lo avrebbe inchiodato a un destino da centralinista, attività in cui si era anche cimentato e a cui si ribellò la sua natura di studente dotatissimo. Per frequentare il liceo di Nova Gorica, osteggiato da un direttore contrario alla sua ammissione, passò quattro estati a tradurre i testi scolastici in brail, imparato all'istituto dei ciechi. Vinse la sua determinazione e fu uno dei pochi allievi a ottenere la maturità con una nota di eccellenza. «Ho sempre combattuto contro la discriminazione. Noi occidentali abbiamo dimenticato la lezione dei greci, che, attraverso la figura del preveggente Tiresia, consideravano la cecità simbolo della trascendenza». Dopo una breve pausa come insegnante, nel 1972 si recò a Parigi con una borsa di studio alla Sorbona, grazie a cui divenne ricercatore in estetica presso il centro nazionale per la ricerca scientifica francese. «Oggi non posso separare più la fotografia dalle mie conoscenze in filosofia, in particolare dagli studi su Bloch, Adorno e Benjamin. Le immagini che creo sono frutto di una riflessione: anche noi ciechi abbiamo diritto all'immagine, a costruire uno specchio interiore». Nell'87 si tenne la sua prima mostra a Parigi fino al 28 novembre è in corso un'esposizione alla Fnac di Montparnasse e poi in tutto il mondo, dall'Italia, alla Germania, al Brasile, al Canada, al Messico (www.zonezero.com/exposiciones/fotografos/bavcar/index.html), dove ha ricevuto la laurea honoris causa presso l'istituto degli studi critici, cui si aggiunge quella in fotografia ottenuta presso l'ateneo di Nova Gorica. Poesia, innocenza, onirismo, garbate facezie convergono in queste opere d'arte, che hanno la luce al loro centro. «Io vivo nel buio e devo illuminare le immagini con lo spirito del terzo occhio, una lampada speciale che ci permette di vedere nei sogni». Una bambina, l'amata nipote Veronica, ormai mamma, abbraccia un peluche mentre lo sguardo è rivolto verso il basso. Lembi luminosi graffiano il ritratto in senso circolare, creando un movimento morbido, quasi una bolla per immunizzare la purezza. C'è l'amico Boris Pahor, immortalato al memoriale del lager di Struthof, dove lo scrittore sloveno fu internato. Vi è il cancello chiuso della casa natale di Lokavec, ora inutilizzato, oltre cui una volta si aprivano i campi e oggi è tangente a una strada molto trafficata. È il simbolo della prigionia della speranza, liberata da rondini sfavillanti. E ancora, lui stesso che imbraccia una fisarmonica, i cui contorni sono pennellati da bagliori. «Ho suonato questo strumento, spesso associato dall'opinione comune alla cecità, per dodici anni. Ci hanno appoggiato sulle ginocchia una fisarmonica, per non farci sedere una bella donna». Molte sono le figure femminili che posano nelle opere di Bavcvar, tra cui Kristin Scott Thomas e Hanna Schygulla, alla cui immagine l'artista ha associato una civetta, simbolo della saggezza. C'è la modella, sul cui corpo nudo si sovrappongono mani fulgide «a proteggere la fragilità della bellezza, minacciata dal tempo, condannata alla morte». Scie tremolanti indugiano su tavoli, sedie e figure sdraiate a rappresentare l'aura lasciata dalle persone. Di solito Bavcvar lavora di notte, accompagnato a volte «da amici dallo sguardo libero», con piccole lampade da tasca grazie a cui crea luccicori, che spesso aggiunge dopo lo scatto, «ma questi sono segreti d'artista», taglia corto laconico. Il prossimo sogno su pellicola è quello di cimentarsi in un museo di automobili in Italia. Quanto alla vita, vuole cavalcare una moto Guzzi 500. L'Honda e la bicicletta sono sfide già risolte.

di Cristina Battocletti

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Agenzia TMnews del 26-11-2012

Xavier Serrano, il pittore e fotografo non vedente

L'artista ecuadoriano racconta il mondo toccando con le mani

QUITO. Non ha difficoltà a camminare per le strade di Quito e per gli uffici aiutato dal suo bastone bianco, ma Xavier Serrano non si fa in nessun modo limitare dalla sua cecità. Lui è infatti un pittore e un fotografo ecuadoriano molto stimato e conosciuto. Ha perso la vista quando aveva 18 anni a causa di una infezione al nervo ottico e da allora ha iniziato a ritrarre il mondo con il suo particolarissimo sguardo. Anche se non vede più i colori, è capace di usarli per creare opere astratte che sorgono dalla sua anima e dal suo mondo interiore."Ho realizzato circa 200 mostre di Pittura e ora sto per presentare la mia ottava mostra di fotografia", spiega Xavier.Le sue mani sono anche i suoi occhi, le usa per dipingere immergendo le dita nel colore, e le usa per "vedere" toccando gli oggetti che vuole fotografare. Ci dimostra come fa con una scultura di pietra."Puoi toccare gli oggetti, puoi sentirli, abbiamo altri sensi oltre la vista che Dio ci ha dato. Quindi accarezzare gli oggetti tante volte ti permette di conoscerli e capire la posizione che hanno nello spazio. Con i fiori poi è più semplice perchè puoi anche annusarli".Xavier Serrano è una artista a 360 gradi, è infatti anche un musicista, suona la chitarra e compone canzoni e poesie perchè ama raccontare la meraviglia del mondo.

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Touringmagazine.it del 02-11-2012

Accessibilità. Film da toccare

Al museo del cinema di Torino e al museo Alinari di Firenze fotografie e pellicole si tramutano in un'esperienza sensoriale per non vedenti, ipovedenti e persone afasiche. Così l'arte diventa davvero di tutti

Per una volta la magia del grande schermo non finisce quando le luci in sala si accendono. Prosegue all'ombra della Mole Antonelliana, nel Museo nazionale del cinema di Torino, dove Luisa, Franco, Graziano ed Emilio ci accompagnano con la loro guida. Poche parole, tante emozioni e oggetti: manifesti, costumi, scenografie. Il lavoro di un anno, perché per loro, persone afasiche, la comunicazione è lo scoglio più grande. Ma dalle immagini, è davvero il caso di dirlo, possono nascere le parole. Merito della Fondazione Carlo Molo onlus e del Museo del cinema che in occasione della Giornata dell'afasia hanno presentato questo agile libretto (20 pagine, distribuzione gratuita). Una delle tante iniziative proposte da una realtà che ha come motto: «Oltre la visione: il museo da toccare, il cinema da ascoltare». «Il nostro tentativo è di essere sempre più accessibili, a tutti i pubblici», spiega Paola Traversi, responsabile dei servizi educativi. Uno sforzo che culminerà nell'autunno 2013 con il completo restyling della sezione espositiva dedicata all'archeologia del cinema. «Abbiamo studiato un nuovo percorso di visita, con didascalie digitali, facilmente ingrandibili per ipovedenti e persone anziane, ma anche guide multimediali con testi audio-descritti per i ciechi e video in lingua dei segni per i sordi». Nel frattempo si possono prenotare visite guidate con interpreti in lingua Lis, mentre ipo e non vedenti hanno a disposizione un percorso tattile con modelli tridimensionali e pannelli informativi che li portano a scoprire le proprietà della luce e i segreti degli strumenti ottici. In attesa che riprenda, a breve, il servizio che permette di assistere alle proiezioni muniti di auricolari e audio-descrizioni che consentono ai ciechi di seguire i film con meno dialoghi (tel. 011.8138560, www.museocinema.it).

Ben organizzato anche il Museo nazionale Alinari della fotografia di Firenze (tel. 055.216310, www.mnaf.it), che nelle sue sette sezioni accompagna i visitatori all'incontro con i grandi maestri, dalle origini fino alla fotografia contemporanea, italiana e no. Oltre alla possibilità di richiedere una visita guidata con un'esperta di storia della fotografia e lingua Lis, è stato creato un percorso per il pubblico non vedente che grazie alla trasposizione a rilievo di una ventina di foto esposte, realizzate dalla stamperia Braille della Regione Toscana, può finalmente conoscere quest'arte. Sperimentando l'emozione di vedere, per esempio, i faraglioni di Capri, nello scatto di Giacomo Brogi. Nella versione tattile, per rendere l'imponenza della roccia erosa dal mare è bastato utilizzare la scorza di pino, in contrasto con il freddo e liscio dell'alluminio, che ricorda l'acqua. «Si tratta di vere opere d'arte», spiega Gabriella De Polo, coordinatrice della sezione didattica. «Ed è per questo che le abbiamo poste accanto alle immagini originali: hanno molto da mostrare anche a noi».

di Elena Parasiliti

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Redattore Sociale del 27-11-2012

Il museo del mare di Genova diventa ancora più accessibile

Con il "progetto Accessit" mappe tattili che descrivono lo spazio di ogni piano, monitor che spiegano gli allestimenti e pannelli più visibili. Novità disponibili da domani, in occasione della Giornata dedicata all'accessibilità culturale nei musei

GENOVA. Mappe tattili che descrivono lo spazio di ogni piano, monitor che spiegano gli allestimenti e pannelli più visibili. Galata, il museo del mare di Genova presenta il "Progetto Accessit", una nuova segnaletica per disabili visivi e uditivi, che lo renderà ancora più accessibile. Le novità, che vanno ad aggiungersi alla mappa tattile descrittiva posizionata sulla terrazza del museo, alle audioguide per ciechi e alla sezione dedicata agli ipoudenti, verranno sperimentate domani mattina da alcune classi e saranno a disposizione del pubblico dal pomeriggio, in occasione della Giornata dedicata all'accessibilità culturale nei musei. E dalle 17 nel museo si terrà una tavola rotonda intitolata "Un museo per tutti? Accessibilità, le nuove sfide dell'accoglienza", coordinata da Maria Paola Profumo, presidente del Galata. "Per realizzare questo progetto abbiamo preso spunto da diversi musei europei e statunitensi - spiega Profumo -. L'accessibilità è uno degli elementi fondamentali perché uno spazio culturale sia davvero accogliente".

Non è chiaro quanti siano i musei italiani totalmente o parzialmente accessibili. Dal ministero fanno sapere che è in corso una mappatura dei progetti in corso relativi all'accessibilità. "I nostri musei si stanno adeguando con lentezza - commenta Lidia Schichter, ideatrice di percorsi accessibili per spazi museali, spazi urbani e uffici - e il Galata è un laboratorio di sperimentazione delle varie forme di accessibilità". All'incontro di domani, oltre a Profumo e Schichter, parteciperanno anche Angelo Berlangieri, assessore alla Cultura della Regione, che ha finanziato il progetto, Fiorangela di Matteo, coordinatrice ligure dell'Icom (International council of museum), Andrea Malaspina, della consulta comunale e provinciale per l'handicap e Liliana Cardone, presidente dell'associazione "Sulle ali dell'udito".

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La Sicilia del 20-11-2012

Restauro a misura di non vedente

CATANIA. A lavori completati, domattina alle 10,30, nella sala Cutore dell'Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di via Etnea 595, si terrà una conferenza stampa per presentare gli affreschi della secolare chiesa all'interno dell'istituto restaurati affinché possano essere fruibili anche da parte dei non vedenti. Presenti all'appuntamento il professor Gianluca Rapisarda presidente del Gioeni, il direttore dell'Ecap di Antonio Cocuccio, il sindaco Raffaele Stancanelli, il commendatore Luigi Maina, il nuovo segretario generale dell'Ardizzone Gioeni Giampaolo Adonia, don Giuseppe Schillaci rettore del seminario arcivescovile di Catania, il soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Catania architetto Vera Greco e il presidente della sezione provinciale dell'Uic Nino Gemmellaro. «Sarà uno stage in cui verranno sperimentate nuove tecniche di pittura in rilievo - ha spiegato il presidente Rapisarda - in questo modo i non vedenti, attraverso il tatto, potranno ricostruire nella loro mente le immagini e le raffigurazioni sacre presenti sulle pareti della chiesa. Si tratta di un ulteriore tassello verso l'abbattimento delle barriere sensoriali».

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Focus

Pensionistica - Sentenza Cassazione n. 15646 del 18 settembre 2012 - Cumulo pensione cecità civile con reddito da lavoro

Si riporta di seguito il testo integrale della circolare della Presidenza Nazionale U.I.C.I. n. 288, diramata in data 12/11/2012.

Si informa che la Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 15646 del 18 settembre 2012, è ritornata sulla vexata quaestio della possibilità di cumulare la pensione di cecità civile con il reddito da lavoro, andando a precisare la portata della propria precedente pronuncia a Sezioni Unite 24 febbraio 2005, n. 3814 in maniera tale da ampliare sensibilmente le predette opportunità di cumulo.

In massima sintesi, pur nella notevole complessità della normativa in esame, la Cassazione ha stabilito che un cieco titolare di pensione di cecità civile (ex L. 66/1962) può conservare tale provvidenza anche se, avendo iniziato una attività di lavoro, gode di un reddito annuo superiore al limite fissato dalla legge.

Infatti, secondo la Cassazione il riacquisto della capacità di guadagno e del conseguente reddito da lavoro, anche elevato, da parte del cieco non comporta la perdita della pensione, giacché la previsione, in favore dei ciechi, della conservazione del trattamento pensionistico nonostante la carenza del requisito reddituale, "persegue la finalità di favorire il loro reinserimento sociale, non distogliendo l'invalido dall'apprendimento e dall'esercizio di un'attività lavorativa".

Nella sentenza viene anche evidenziato che il principio contenuto nel pronunciamento delle Sezioni Unite del 2005 della irrilevanza totale del requisito reddituale nel regime della pensione di invalidità dei ciechi - che faceva riferimento al diverso caso della integrazione al minimo della pensione - può essere applicato anche alla fattispecie in esame nella quale viene direttamente in questione il reinserimento sociale del non vedente.

A tale riguardo le Sezioni Unite, considerando la peculiare finalità del beneficio pensionistico in favore dei non vedenti, hanno, infatti, preso in considerazione proprio lo specifico caso in cui un cieco che sia in godimento del beneficio stesso trovi una occupazione. E in tale fattispecie hanno ravvisato l'esistenza dei fondamenti giustificativi delle norme che dispongono la conservazione del trattamento pensionistico malgrado il superamento del tetto reddituale.

Ricostruendo, quindi, il ragionamento della Suprema Corte si arriva alla conclusione che questo è un caso in cui deve essere particolarmente tutelato l'affidamento riposto dal cittadino non vedente sull'ammontare del beneficio previdenziale riconosciutogli, sul quale egli fa affidamento per costruire il proprio tenore di vita e coltivare i propri progetti, e che non può subire mutamenti in ragione dell'attività lavorativa che viene a spiegare: tale attività deve, infatti, essere agevolata ed invogliata in attuazione dei principi costituzionali volti alla promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro per tutti i cittadini (art. 4 Cost.), nonché alla elevazione professionale ed al doveroso rispetto dei diritti inviolabili del cittadino e della dignità della persona (artt. 2, 3 e 38 Cost.).

Pertanto, secondo la Cassazione si può affermare che il legislatore si sia voluto ispirare alle indicate esigenze, derogando, in favore dei non vedenti, "al generale divieto di cumulare la pensione di invalidità civile con il reddito, anche se le specifiche finalità di tutela del cittadino pensionato e del suo inserimento nelle attività lavorative malgrado la menomazione fisica, impediscano di ravvisare (...) l'espressione di un generale principio di irrilevanza totale del requisito reddituale nel regime di invalidità dei ciechi, e di estendere questo asserito principio ad altri diversi istituti" .

Bisogna sottolineare, a tale proposito, che negli scorsi anni si erano ingenerati considerevoli equivoci fra il trattamento da riservarsi alla pensione di cecità civile ex L. 66/1962 rispetto a quello da riservare alla pensione di invalidità (c.d. pensione Io) erogata in regime obbligatorio o contributivo ex L. 222/1984: tali equivoci, presenti anche in alcune pronunce giurisprudenziali, avevano portato a ritenere che solamente per questo ultimo trattamento valesse il principio della irrilevanza del tetto reddituale con la conseguente possibilità di cumulo con i redditi da lavoro.

Un simile orientamento giurisprudenziale si basa, invece, su una errata interpretazione dei vincolanti principi enunciati nella sopra richiamata pronuncia a Sezioni Unite n. 3814/2005 e deve essere radicalmente rivisto, soprattutto in considerazione della ingiustificata disparità di trattamento che ha sinora determinato tra non vedenti lavoratori e titolari di pensione d'invalidità erogata in regime obbligatorio ex L. n. 222/1984 da un lato e non vedenti neo assunti e già percettori di pensione di cecità civile ex L. n. 66/1962 dall'altro, relativamente alle possibilità di mantenimento, in caso di superamento del limite reddituale a causa del lavoro svolto, delle prestazioni assistenziali e/o previdenziali collegate alla loro particolare condizione personale di invalidità.

Data la portata sicuramente assai rilevante della determinazione della Suprema Corte, si consiglia agli interessati di fare sempre riferimento ad un esperto legale di fiducia per esaminare caso per caso le singole situazioni e verificare se e quali spazi vi siano per una eventuale azione legale che, si sottolinea ancora una volta, non ha e non potrà mai avere alcuna garanzia di successo, dal momento che nel nostro ordinamento vige il principio per cui le sentenze (per quanto autorevoli) hanno valore solo per le parti in causa e, come si è visto, gli orientamenti giurisprudenziali possono mutare anche radicalmente in un breve lasso di tempo.

Per completezza si allega il testo integrale della citata sentenza.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIDIRI Guido - Presidente -

Dott. MAMMONE Giovanni - Consigliere -

Dott. MAISANO Giulio - rel. Consigliere -

Dott. BRONZINI Giuseppe - Consigliere -

Dott. DE MARZO Giuseppe - Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 3128/2010 proposto da:

M.C. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FLAMINIA 109, presso lo studio dell'avvocato BERTOLONE Biagio, che la rappresenta e difende giusta delega in atti;

- ricorrente -

contro

I.N.P.S. - ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso lo studio degli avvocati PULLI Clementina, RICCIO ALESSANDRO, VALENTE NICOLA, che lo rappresentano e difendono giusta delega in atti;

- controricorrente -

avverso la sentenza n. 1574/2008 della CORTE D'APPELLO di ROMA, depositata il 26/01/2009 R.G.N. 9954/06;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 15/05/2012 dal Consigliere Dott. GIULIO MAISANO;

udito l'Avvocato ANTONELLA PATTERI per delega PULLI CLEMENTINA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. ROMANO Giulio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Svolgimento del processo

Con sentenza pubblicata il 26 gennaio 2009 la Corte d'Appello di Roma ha confermato la sentenza del Tribunale di Roma del 20 gennaio 2006 che ha rigettato il ricorso proposto da M.C. con il quale si chiedeva il ripristino della pensione di invalidità che le era stata revocata a seguito della sua assunzione presso il Ministero della Giustizia. La Corte territoriale ha motivato tale decisione considerando che la prestazione revocata è costituita dalla pensione non reversibile istituita dalla L. n. 66 del 1962, art. 7, per i non vedenti e sottoposta a precisi limiti di reddito sin dalla L. n. 382 del 1970, mentre l'irrilevanza del reddito di cui alla L. n. 153 del 1969, art. 68, è applicabile ad una prestazione diversa da quella in questione, e cioè alla pensione di invalidità di cui al R.D.L. n. 636 del 1939 sostituita dalla prestazione di cui alla L. n. 222 del 1984, art. 2.

La M. propone ricorso per cassazione avverso tale sentenza affidato ad un unico motivo.

L'I.N.P.S. resiste con controricorso.

Motivi della decisione

Con l'unico motivo si lamenta violazione ed erronea applicazione della L. n. 153 del 1969, art. 68 e del R.D.L. n. 636 del 1939, art. 10, così come novellato dal D.L. n. 463 del 1983, art. 8, convertito in L. n. 638 del 1983; difetto di motivazione, con riferimento all'art. 360 cod. proc. civ., comma 1, nn. 3 e 5. In particolare si assume che i limiti reddituali non si applicano alla pensione di invalidità di cui beneficiava la ricorrente in quanto non vedente, poichè la L. n. 153 del 1969, art. 68, prevede espressamente che le disposizioni di cui al R.D.L. n. 636 del 1939, art. 10, comma 2, non si applicano nei confronti dei ciechi che esercitano un'attività lavorativa.

Il ricorso è fondato.

La disposizione di cui al D.L. n. 463 del 1983, art. 8, comma 1 bis, con il richiamo alla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 68, porta ad affermare che il riacquisto della capacità di guadagno nonchè di un reddito da lavoro, anche elevato, da parte del cieco non comporta la perdita della pensione, giacchè la previsione, in favore dei ciechi, della conservazione del trattamento pensionistico nonostante la carenza sopravvenuta di uno dei presupposti, e in particolare del requisito reddituale, persegue la finalità di favorire il loro reinserimento sociale, non distogliendo l'invalido dall'apprendimento e dall'esercizio di un'attività lavorativa. Nè da tale finalità può desumersi, in contrasto con il dato letterale delle richiamate disposizioni, l'espressione di un generale principio di irrilevanza totale del requisito reddituale nel regime della pensione di invalidità dei ciechi. Tale principio, già enunciato dalle Sezioni Unite di questa Corte in un diverso caso di integrazione al minimo (Cass. Sez. Un. 24 febbraio 2005 n. 3814) può ben essere applicato alla fattispecie in esame ove, appunto, la ricorrente, per beneficiare già del trattamento pensionistico, non era in questione un miglioramento finalizzato al sostentamento, ma invece il reinserimento sociale del non vedente. A tale riguardo la citata pronuncia delle Sezioni Unite, considerando la finalità del beneficio pensionistico in favore dei non vedenti, ha distinto lo specifico caso del beneficio già in godimento in cui vanno ravvisati i fondamenti giustificativi delle norme che dispongono la conservazione del trattamento pensionistico malgrado la carenza sopravvenuta di uno dei presupposti.

Caso questo in cui va tutelato l'affidamento riposto dal cittadino non vedente sull'ammontare del beneficio previdenziale riconosciutogli su cui fa come affidamento e su cui ha costruito il proprio tenore di vita e coltivato i propri progetti, e che non può subire mutamenti in ragione dell'attività lavorativa che viene a spiegare, che deve essere agevolata ed invogliata in attuazione dei principi costituzionali volti alla promozione delle coedizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro per tutti i cittadini (art. 4 Cost.) nonchè alla elevazione professionale ed al doveroso rispetto dei diritti inviolabili del cittadino e della dignità della persona degli inabili o dei minorati (artt. 2, 3 e 38 Cost.).

A tale riguardo è opportuno anche rimarcare come la discrezionalità del legislatore sia ampia, sussistendo soltanto il limite della ragionevolezza degli interventi normativi capaci di cancellare le posizioni acquisite dal cittadino. E proprio le evidenziate esigenze stanno alla base, ad esempio, di opzioni normative volte a sopprimere un beneficio non in forma improvvisa ma in via graduale, o a stabilire - una volta cessato il diritto alla integrazione al minimo a causa del superamento del minimo reddituale - che l'importo già in godimento vada conservato sino al suo superamento per effetto della perequazione automatica (cosiddetta "cristallizzazione" dell'importo pensionistico). E sotto altro versante risulta utile anche ricordare come il principio dell'affidamento nel nostro ordinamento appresti una tutela agli "iura quesita", e cioè ai diritti già maturati e, quindi, suscettibili di tutela giudiziaria, anche attraverso azioni di mero accertamento.

Alla stregua delle considerazioni svolte deve, dunque, affermarsi che il legislatore si sia voluto ispirare alle indicate esigenze, derogando - nelle fattispecie quali quelle in esame - in favore dei non vedenti, al generale divieto di cumulare la pensione di invalidità civile con il reddito, anche se le specifiche finalità di tutela del cittadino pensionato e del suo inserimento nelle attività lavorative malgrado la menomazione fisica, impediscano di ravvisare, nel combinato disposto sopraccitato, l'espressione di un generale principio di irrilevanza totale del requisito reddituale nel regime di invalidità dei ciechi, e di estendere questo asserito principio ad altri diversi istituti (cfr. al riguardo: Cass. 26 settembre 1988 n. 5252 che definisce la regola dell'art. 68 cit. come "specialissima e di stretta interpretazione").

Per quanto detto il ricorso è fondato e la sentenza va cassata alla stregua del principio di diritto da enunciarsi ai sensi dell'art. 384 cod. proc. civ., comma 1, nei seguenti termini: La particolare disciplina prevista dalla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 68, da leggersi in senso costituzionalmente orientato (artt. 2, 3, 4 e 38 Cost.), derogando alla generale normativa posta dal R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636, art. 10 (secondo cui la pensione d'invalidità è soppressa quando la capacità di guadagno del pensionato non è più inferiore ai minimi di legge), esclude - per quanto attiene unicamente alla fase successiva al riconoscimento del trattamento pensionistico - che la pensione di invalidità già riconosciuta all'assicurato in ragione della sua cecità possa essergli revocata quali che siano i mutati limiti della sua capacità di lavoro e di guadagno.

Giusta il disposto dell'art. 384 cod. proc. civ., comma 2, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito con il conseguente accoglimento della domanda di ripristino della pensione di invalidità proposta dalla M. con il ricorso introduttivo di primo grado.

Ricorrono giusti motivi - stante la complessità della questione esaminata attestata anche da un contrasto giurisprudenziale - per compensare interamente tra le parti le spese dell'intero giudizio.

P.Q.M.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso;

Cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, accoglie il ricorso introduttivo del giudizio di primo grado proposto da M. C.;

Compensa fra le parti le spese dell'intero giudizio.

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