Vai al menu

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Novembre 2012

SOMMARIO

COMUNICAZIONE IMPORTANTE: DAL 15 NOVEMBRE LA LOMBARDIA HA IL SUO CENTRO REGIONALE TIFLOTECNICO

Il Centro Regionale Tiflotecnico del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha sede a Milano, in via Mozart 16 (2° piano) presso il Consiglio Regionale stesso, ed è gestito dall'azienda Cambratech di Cameri (Novara), altamente specializzata in ausili per l'autonomia dei ciechi e degli ipovedenti e da lunghi anni operante in tale ambito.

Il Centro Regionale Tiflotecnico nasce con l'obiettivo di porsi come valido riferimento per le persone con disabilità visiva che necessitano di ausili per la propria autonomia quotidiana, offrendo una vastissima gamma di strumenti di varie tipologie e di diverse marche: bastoni bianchi; orologi parlanti, tattili e sonori; strumenti elettromedicali come misuratori di pressione parlanti; materiale per uso scolastico (cartine geografiche in rilievo, figure geometriche, righelli con riferimenti tattili, piani gomma per disegnare) e altro ancora; strumenti per la scrittura; giochi, fino agli ausili tecnologicamente più avanzati quali videoingranditori elettronici manuali e portatili, display Braille, stampanti Braille, sintesi vocali, macchine per la lettura e molto altro.

Tra le novità più interessanti, si segnala un innovativo angolo riservato alla domotica.

Libertà di scelta, ma anche scelta consapevole. Con l'assistenza di personale qualificato, infatti, presso il Centro l'utente potrà testare gli strumenti e avere tutte le delucidazioni del caso, prima di procedere ad un'eventuale fornitura.

L'inaugurazione ha avuto luogo sabato 10 novembre ed ha visto come madrina d'eccezione la prof.ssa Carolina Elena Pellegrini, Assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia.

Attualmente, l'apertura è garantita nei giorni di giovedì, venerdì e sabato, dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,00, ma non si escludono variazioni anche significative dettate da ragioni di carattere organizzativo. Per tale ragione, si consiglia di verificare preventivamente le disponibilità contattando direttamente il Centro.

I recapiti del Centro Regionale Tiflotecnico della Lombardia sono i seguenti:

Torna all'indice

TRATTO DAL COMUNICATO DELLA SEZIONE DI MILANO N. 38/2012 DEL 23-10-2012

È PROPRIO UN ANNO BISESTO, NON RIUSCIAMO AD ESSERE TRANQUILLI!

DI RODOLFO MASTO

Appena scongiurata l'applicazione di una norma che avrebbe fortemente pregiudicato i benefici conquistati in anni di tante appassionate lotte, ecco che il problema si ripresenta.

Ormai siamo diventati esperti, sappiamo tutto sul Decreto Salva Italia e sulla legge relativa alla riduzione della spesa pubblica (detta spending review) ed oggi siamo qui a cercare di porre argine agli effetti della nuova proposta di Legge di Stabilità.

Fortunatamente il Ministro Fornero ha assicurato che l'indennità di accompagnamento non si tocca e che non verrà assoggettata all'Irpef ma, nelle pieghe della nuova legge finanziaria, molti sono i capitoli che direttamente o indirettamente ci interessano, quali ad esempio la legge sull'IVA o sul tetto delle varie detrazioni già a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi.

La Presidenza Nazionale con la quale noi tutti stiamo collaborando ha intrapreso una concreta azione, unitamente alle altre Associazioni che fanno riferimento alla FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), volta alla sensibilizzazione dei Componenti delle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato affinchè le nuove misure non aggravino la già precaria situazione economica delle persone con Handicap nel nostro Paese.

Cari soci, gli scenari non sono buoni, e quando invito a rinserrare le fila non lo faccio per amor di bandiera o per contare su una tessera in più, ma perchè ho la profonda convinzione che, così come è stato nel passato, solo l'azione concreta e determinata della nostra Unione può portare alla piena tutela dei nostri diritti.

Questo lo spirito emerso nella recente Assemblea dei Quadri tenutasi a Tirrenia venerdì e sabato scorsi, incontro che ha tracciato le linee del programma associativo per l'immediato futuro.

In particolare si è preso atto con soddisfazione che il Ministero dell'Interno ha notificato l'interruzione della procedura che avrebbe potuto portare al commissariamento dell'Unione.

In merito alla questione, molti degli intervenuti hanno fatto riferimento ad alcuni documenti predisposti da Movimento di Rinnovamento che hanno pregiudicato l'immagine dell'Associazione.

Al di là della questione specifica, io condivido la posizione del Presidente Nazionale che ritiene giusto favorire, all'interno dell'Unione, il più ampio confronto democratico, tenendo conto però che non bisogna mai prestare il fianco a chi all'esterno, in cattiva fede, può pregiudicare la nostra azione.

Il secondo punto trattato è stato quello relativo all'emergenza lavoro. A tal proposito, l'Assemblea ha preso atto del diretto impegno del Ministro Fornero a convocare quanto prima un tavolo tecnico per affrontare i crescenti problemi che limitano l'avviamento professionale dei ciechi e degli ipovedenti, con particolare riferimento alla definitiva istituzione degli Albi Professionali relativi alle professioni previste dal Decreto Salvi.

Il terzo punto, quello forse più dibattuto, riguardava l'ipotesi del nuovo assetto organizzativo degli Enti Locali con particolare riferimento alla soppressione e al contestuale accorpamento di alcune province.

La discussione è stata particolarmente accesa, si sono evidenziate chiare animosità campanilistiche, ma alla fine è prevalsa l'idea che, a bocce ferme, cioè quando si avranno notizie certe, saranno lo Statuto e il buon senso a suggerire quanto dovrà fare l'Unione per assicurare una rappresentanza efficiente ed omogenea su tutto il territorio nazionale.

Per il punto quarto il Presidente Nazionale ha riferito del possibile accordo fra i produttori dei percorsi tattili - sistema Loges e sistema Vettore - che dovrebbero facilitare la mobilità di chi non vede.

Speriamo sia veramente così perchè, fino ad oggi, il continuo proporsi in forma concorrenziale nei confronti della Pubblica Amministrazione non ha certo favorito il vero interesse della categoria.

Il quinto punto, relativo all'integrazione scolastica, ha fatto emergere delle riflessioni intorno alla figura dell'Assistente facilitatore della Comunicazione accanto a quella dell'insegnante di sostegno; in questo caso i vari Presidenti hanno riportato le diverse esperienze regionali e provinciali.

Nel sottolineare con forza che gli studenti ciechi non devono assolutamente essere allontanati dalle classi, si è ribadita la necessità di promuovere il loro percorso educativo insieme agli altri ragazzi in un processo di vera integrazione.

Il sesto punto ha ricordato l'impegno dell'Unione nei confronti del Parlamento affinchè siano ripristinati per intero i contributi previsti dalla legge 24/1996 relativi al funzionamento dell'Unione e della legge 379/1993 che finanzia le attività dell'I.Ri.Fo.R..

Il settimo punto, quello relativo al Centro di Tirrenia, ha registrato una vivace discussione al termine della quale l'Assemblea ha dato mandato alla Direzione e al Consiglio Nazionale di trovare la giusta sintesi fra la necessità di mantenere l'equilibrio economico della struttura e il diritto dei ciechi di continuare ad usufruirne in piena libertà.

L'Assemblea dei Quadri si è conclusa con la comunicazione del Presidente Tommaso Daniele che ha annunciato il conio di una medaglia-moneta riportante il logo dell'Unione per l'occasione di Expò 2015.

Torna all'indice

NOTE DI VIAGGIO A PROPOSITO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI QUADRI DIRIGENTI DI TIRRENIA

DI CLAUDIO ROMANO

Durante il viaggio di ritorno da Tirrenia verso casa, anche in questa circostanza, come probabilmente sarà accaduto ad altri amici, ho cercato di fissare nella mente alcune impressioni relativamente allo svolgimento dell'importante appuntamento associativo che ha visto la presenza dei dirigenti che sul territorio vivono la fatica di rappresentare la categoria.

Non desidero fare qui particolari ragionamenti sul dibattito ma soltanto annotare alcuni pensieri senza pretese di prolungare la discussione che nella sua sede, come giusto che ci fosse, c'è stata. Eccome che c'è stata.

Ho pensato alla lucida introduzione al dibattito del Presidente che ha offerto importanti spunti circa le complesse caratteristiche che connotano le crisi del nostro tempo e quello che può fare l'Unione per farvi fronte richiamando tutti alla necessità di perseguire l'unità associativa.

Confronto interno e rispetto dello statuto

Ho rifflettuto sul delicato tema del confronto interno all'Unione che ha visto e non poteva essere diversamente, posizioni ed accenti diversificati; su questo tema, sono da riscontrare con interesse, opinioni convergenti circa le ormai note incongruenze del sistema elettorale attuale per eleggere il Consiglio Nazionale; un sistema che non ha consentito nel congresso di Chianciano, alla "minoranza", di aver rappresentanti eletti nel consiglio nazionale.

Un problema questo che a mio avviso, non ha favorito il rapporto tra chi ha vinto e chi ha perso il Congresso.

Chissà se il confronto interno, dopo questa riunione dei quadri, si potrà realizzare come sarebbe "normale" che fosse e come chiesto dall'assemblea, in primo luogo, rispettando lo Statuto.

Chissà se dopo questa assemblea nazionale dei quadri dirigenti, coloro che hanno avuto lo sguardo rivolto all'indietro, riusciranno a guardare avanti......

Integrazione scolastica e accesso al lavoro

Molte le voci che si sono alzate nel corso dell'assemblea per rivendicare integrazione scolastica e lavoro per i ciechi e gli ipovedenti:

testimonianze di oggettive difficoltà, qualche buona prassi, opinioni in ordine alle strade da percorrere, speranze e voglia di continuare a lottare.

Riorganizzazione delle strutture territoriali

Circa il previsto accorpamento delle provincie, non pochi gli interventi che hanno manifestato preoccupazione per le conseguenze che tale riorganizzazione amministrativa produrrà sulle nostre strutture territoriali.

Preoccupazioni sacrosante ma perché escludere che a prescindere dalle decisioni governative, la nostra organizzazione, non avesse già la necessità di meglio organizzarsi in periferia?

Intendo dire che la predetta riorganizzazione potrebbe significare una positiva razionalizzazione delle risorse che sono in campo sul territorio affinchè ci si debba occupare meno di burocrazia per essere nelle condizioni di offrire più servizi qualificati e dare maggiore tutela a tutti i disabili visivi italiani.

Senso di appartenenza

Da sempre, l'assemblea nazionale dei quadri dirigenti, consente anche ad un discreto osservatore, di misurare "il polso" organizzativo ed umano della nostra articolata e complessa organizzazione.

Un "polso" che senza retorica, ho sentito vivo e consapevole del valore delle pesanti difficoltà dell'oggi ma che ha in sé il condividere un forte e maturo senso di appartenenza; condizione questa per guardare con ragionevole fiducia al futuro.

A dimostrazione della voglia di futuro, l'assemblea ha manifestato la volonta' che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti partecipi con convinta determinazione alla protesta dei cittadini con disabilità del 31 ottobre con la parola d'ordine "cresce il welfare, cresce l'Italia".

Ora, archiviata l'assemblea di Tirrenia, si torna al lavoro ed ...... alla lotta.

Torna all'indice

PRESENZA NELLE ISTITUZIONI E ATTENZIONE ALLA PERSONA IL RILANCIO DELLA FAND LOMBARDIA

DI MASSIMILIANO PENNA

Rinnovamento e rilancio. In estrema sintesi sono questi i tratti che hanno contraddistinto gli ultimi mesi per la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) della Lombardia.

Il 14 maggio scorso, a seguito del rinnovo delle cariche federali, ha assunto la carica di Presidente Nicola Stilla, già a capo del Consiglio Regionale della Lombardia dell'U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Dell'Ufficio di Presidenza fanno altresì parte i Vice Presidenti Emanuele Zerbini dell'A.N.M.I.C. (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) e Santo Meduri dell'U.N.M.S. (Unione Nazionale Mutilati per Servizio). Quali componenti aggiunti partecipano inoltre alle riunioni dell'Ufficio di Presidenza Virgilio Castelnuovo dell'E.N.S. (Ente Nazionale Sordi) e Walter Ferrari dell'A.N.M.I.L. (Associazione Nazionale fra lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).

La prima novità di carattere organizzativo è stata il trasferimento della Segreteria della Federazione presso il Consiglio Regionale dell'U.I.C.I. a Milano, al fine di permettere al nuovo Presidente di seguire in maniera diretta e costante le attività della Federazione stessa.

Quali sono le priorità che intende dare all'azione della Federazione?

"Innanzitutto - dichiara Stilla - verrà istituita una segreteria operativa che avrà il compito di gestire sia gli aspetti amministrativi e contabili, sia la comunicazione con le Istituzioni Regionali Lombarde. A tal fine ogni Associazione facente parte della FAND metterà a disposizione un budget annuo di 6000 euro, impegno non irrilevante visto il momento attuale.

Quella che stiamo attraversando è purtroppo una fase nella quale le esigenze delle persone affette da disabilità passano spesso in secondo piano, poiché considerate solo un costo in più da sostenere. E' quindi di fondamentale importanza avviare un'intensa e costante opera di sensibilizzazione coinvolgendo tutte le Istituzioni, a partire da quelle locali; il nostro obiettivo è far sì che la Federazione ottenga un riconoscimento formale da Regione Lombardia, in quanto ciò è un passo fondamentale per avere voce in capitolo nelle sedi opportune".

Al fine di migliorare il dialogo con le Istituzioni Regionali tramite l'elaborazione di proposte mirate, verranno nominati 3 consulenti che si occuperanno rispettivamente di integrazione scolastica, inserimento lavorativo e dei servizi socio-sanitari rivolti alle persone disabili.

"Per poterci porre davvero a tutela dei diritti delle persone affette da disabilità - continua Stilla - è fondamentale che in seno alla nostra Federazione vi siano figure altamente qualificate e in grado di elaborare strategie che fungano da linee guida per Regione Lombardia nell'attuare politiche di integrazione sociale e offerta di servizi alle persone affette da disabilità. E' proprio per questo che abbiamo individuato questi 3 settori, che potremmo definire i 3 cardini della nostra azione. La vera integrazione parte infatti dalla scuola, dove ogni individuo compie le sue prime significative esperienze di vita iniziando così a formarsi come persona, e tramite lo studio si forma dal punto di vista culturale. Risulta indispensabile in questa fase assicurare ai nostri studenti un affiancamento che li aiuti a esprimere al meglio le proprie capacità, e garantire loro una preparazione che gli permetta di affacciarsi con la massima fiducia in sé al mondo del lavoro. Purtroppo, come tutti noi sappiamo, in questo ambito la fiducia in se stessi non basta, in quanto spessissimo ci si scontra con un muro di gomma fatto di scarsa offerta adatta alle particolari condizioni personali, e di politiche frammentarie (se non del tutto assenti) volte ad incentivare l'inserimento lavorativo delle persone disabili. Da non trascurare nel modo più assoluto, poi, l'ambito socio-sanitario, fatto di quella moltitudine di servizi rivolti alla persona (dalla riabilitazione all'assistenza domiciliare, passando per l'assistenza di tipo strettamente medico in ambito ospedaliero), che assicurano alla persona il supporto di cui necessita per via della propria patologia".

"Sono 3 ambiti - conclude il Presidente - legati da un filo conduttore che dovrà ispirare la nostra azione di sensibilizzazione delle Istituzioni Regionali. Le 3 aree delle quali si occuperanno i consulenti, ci tengo a sottolinearlo con forza, non devono e non possono essere considerati 3 campi d'azione ognuno a se stante; al contrario essi si presentano come le 3 componenti di un'azione che dovrà essere unitaria e coordinata, con l'obiettivo di fare da stimolo agli enti preposti, affinchè attuino delle vere politiche di integrazione sociale".

Torna all'indice

CONVEGNO INTERREGIONALE "L'ARTE DI INVECCHIARE" - MILANO, 10 NOVEMBRE 2012

Di Massimiliano Penna

Il 2012 è stato proclamato "Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni". E' in questo contesto che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia tramite le proprie Commissioni Anziani e Pari Opportunità, in accordo con i rappresentanti dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Veneto e Valle d'Aosta, ha organizzato per sabato 10 novembre presso la propria sede in via Mozart 16 a Milano il convegno dal titolo "L'arte di invecchiare".

Un titolo emblematico, nel quale già si può percepire lo spirito intrinseco dell'iniziativa.

Fortunatamente sono ormai lontani i tempi in cui la persona anziana, dopo anni e anni di lavoro e fatiche dovute alle mille incombenze quotidiane, si ritrovava molto frequentemente ad essere oggetto sì di cure, ma in maniera passiva, quasi fosse un peso da "mettere in conto" all'interno della realtà familiare. Indubbiamente persistono ancora in alcuni casi atteggiamenti volti ad emarginare l'anziano, ma non si può fare a meno di notare il mutamento culturale avvenuto nella nostra società negli ultimi decenni.

Se da un lato l'avanzare dell'età comporta inevitabilmente l'insorgere di problemi oggettivi legati allo stato di salute, non va assolutamente trascurato il ruolo importante e costruttivo che la persona anziana è in grado di ricoprire nei più svariati ambiti.

INVECCHIAMENTO ATTIVO - Giunta alla fine della propria attività lavorativa, la persona si trova a dover costruire una quotidianità totalmente diversa, e purtroppo accade di frequente che si senta disorientata e frastornata nel dover trascorrere giornate che sembrano interminabili. Da parte attiva della società, perfettamente inserita in un tessuto sociale del quale si sentiva parte attiva, venendo meno l'impegno lavorativo essa si sente a volte emarginata, relegata nel proprio "angolo" come se il suo compito fosse esaurito. E se si aggiunge il problema della solitudine che spesso affligge le persone in età avanzata, la situazione diventa ancor più problematica nel caso in cui sia presente un deficit visivo.

In questi casi è opportuno guidare la persona, affinché intraprenda un percorso che la aiuti a prendere coscienza del ruolo tutt'altro che marginale che essa può ricoprire nella società, dall'ambito familiare ai più svariati contesti, come il volontariato.

Da non sottovalutare, poi, l'importanza delle eventuali cure mediche necessarie; cure che non devono e non possono essere solo di tipo assistivo e fornite in modo asettico e distaccato. Al contrario l'assistenza deve avere come scopo principale quello sì di curare, ma anche di stimolare l'anziano ad essere protagonista della propria vita, a costruire la propria quotidianità e a sfruttare tutte quelle occasioni che gli permettano di confrontarsi e di socializzare.

SOLIDARIETà FRA LE GENERAZIONI - La vecchiaia è sì una fase della vita spesso costellata di problemi, ma è anche un momento nel quale il proprio vissuto assume un aspetto del tutto diverso. Sulla scorta di tutte le esperienze di vita vissute in prima persona, sia positive che negative, l'individuo è ormai in grado di valutare con estrema saggezza e lucidità il proprio vissuto, anche nell'ottica di un confronto con le generazioni più giovani. Ciò assume notevole importanza non soltanto dal punto di vista personale, ma anche nell'ottica di un confronto aperto e costruttivo con le suddette generazioni; si pensi ad esempio all'inestimabile valore affettivo che hanno i nonni all'interno del nucleo familiare.

Più in generale si può affermare che, se opportunamente stimolata, la persona anziana è in grado di dare alle generazioni più giovani un contributo che non è fatto solo di consigli da considerare singolarmente, ma che ha in sé un valore in più, dato dalla maturità raggiunta e che, se unita agli entusiasmi giovanili, è in grado di fornire un contributo di enorme valore alle future generazioni.

Invecchiamento attivo e solidarietà fra le generazioni: 2 temi distinti ma legati in modo stretto, quasi indissolubile l'un l'altro. Sono questi gli aspetti trattati dal convegno, dove esperti qualificati hanno aiutato i partecipanti ad accostarsi alla persona anziana in maniera più spontanea e a rivolgersi ad essa non pensando di trovarsi di fronte a un "malato cronico per natura", ma semplicemente un individuo che sta vivendo una fase della propria vita e che, poco a poco, sta imparando a coltivare quella che è "l'arte di invecchiare".

Torna all'indice

AUTOREVOLE: A CIASCUNO IL SUO PALCOSCENICO

DI MASSIMILIANO PENNA

Entrare in un teatro, l'Elfo Puccini di Milano, trasformato per l'occasione in una grande sala di registrazione, e assistere alla messa in scena di un audiodramma, cioè un radiodramma ascoltabile o meglio scaricabile solo da internet. E' questo Autorevole: una produzione di Fonderia Mercury che ha sfidato alcuni dei maggiori scrittori italiani, tra i quali Carlo Lucarelli, Pino Corrias, Sandrone Dazieri, Massimo Carlotto, Andrea Bajani, Elisabetta Bucciarelli a scrivere un racconto che, con l'adattamento e la regia di Sergio Ferrentino, diventasse un'opera da ascoltare.

Grazie a un accordo tra Fonderia Mercury e il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, Autorevole apre gratuitamente le sue prove generali a 25 non vedenti, ipovedenti e loro accompagnatori.

Si inizia il 26 ottobre prossimo con il Giardino di Gaia di Massimo Carlotto, quindi il 21 dicembre con l'opera di Andrea Bajani e, infine, con Elisabetta Bucciarelli l'11 gennaio 2013.

Come già è stato per Radiodramma di Carlo Lucarelli, Il contabile e le murene di Pino Corrias e Le madri atroci di Sandrone Dazieri il pubblico al teatro Elfo Puccini di Milano indosserà delle cuffie, potrà ascoltare dal vivo la costruzione di quell'immagine acustica che formerà l'audiodramma.

Quanto avverrà sul palcoscenico sarà al servizio di un'unica dimensione, quella dell'ascolto. Per il pubblico sarà come entrare in uno studio radiofonico mentre è accesa la lucina rossa della registrazione.

Nessun attore in maschera, nessuna scenografia, ma un avvicinarsi e allontanarsi degli attori ai microfoni, un parlare e un tacere, un alternarsi di rumori e silenzi, un concerto sonoro organizzato da Sergio Ferrentino che vanno a costruire una narrazione sonora.

La tecnica utilizzata, quella di Orson Wells: gli attori tutti in sala di registrazione, dal vivo e, insomma, buona la prima.

Al termine della serata la registrazione sarà disponibile come file mp3, da scaricare ed ascoltare o riascoltare.

Quindi per tutti coloro che non riusciranno ad accaparrarsi nessuno dei posti gratuiti della prova generale o l'indomani nella messa in scena pomeridiana o serale, non resterà che comprare il file da www.fonderiamercury.it.

Il sito e, in particolare l'audiocatalogo, proprio a seguito dell'incontro tra Fonderia Mercury e il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus è stato completamente testato e, dove necessario, rivisto per rendere il più semplice possibile la navigazione anche per non vedenti e ipovedenti.

Nell'audiocatalogo, oltre che le opere già registrate di Autorevole, anche moltissimi altri contenuti audio di cui Fonderia Mercury ha acquisito i diritti di distribuzione sul web.

Autorevole, però non è solo un file audio. Gli audiodrammi a teatro hanno infatti guadagnato tale favore di pubblico da diventare delle repliche proposte nelle più varie piazze teatrali italiane. Ma non solo, Autorevole è diventato anche una collana di libri editati sotto il marchio Feltrinelli. Dei volumi, in distribuzione dal prossimo autunno, nel quale convivono sia il racconto che il suo adattamento audiofonico.

Per i più aggiornati tecnologicamente, non poteva mancare l'app per smartphone, nella quale tutti i contenuti, non solo sonori, convivono in maniera sinergica.

Torna all'indice

COMUNICAZIONI VARIE

DALLA SEZIONE DI MANTOVA

GITA A MERANO

La Sezione sta organizzando una gita riservata a soci e accompagnatori interessati a recarsi a Merano a mezzo autobus granturismo, per visitare il Mercatino Natalizio. La visita è programmata per martedì 4 dicembre 2012 con partenza da Mantova alle ore 8 e ritorno entro le ore 18,00 dello stesso giorno. Il costo verrà comunicato successivamente, è opportuno manifestare fin d'ora l'intenzione a partecipare, comunicandolo all'ufficio sezionale.

Torna all'indice

TRATTO DALLA RUBRICA "I QUATTRO SENSI" DELL'1 OTTOBRE 2012, edita dalla Sezione UICI di Varese

La Sicilia offre vacanze completamente accessibili ai non vedenti

Nella piccola città di Modica, un altrettanto piccolo villaggio turistico, il Kikki Village, mette a disposizione di persone disabili una struttura creata abbattendo tutte le barriere architettoniche e offre particolare attenzione agli ospiti non vedenti.

Abbiamo raccolto la positiva esperienza di uno dei nostri associati.

"Quest'anno, con un gruppo di amici non vedenti con cui trascorro spesso le vacanze, abbiamo pensato di andare in Sicilia, attratti dalla buona cucina e dalle bellezze che quest'isola offre. Tuttavia, diversamente da altri anni, ci siamo trovati senza accompagnatori vedenti e con grosse difficoltà di organizzazione. Come purtroppo sappiamo, gli operatori turistici convenzionali non sono ancora in grado di assistere completamente i clienti non vedenti, costringendoci pertanto a ricercare soluzioni alternative, spesso di fortuna. Lo scorso marzo mi sono recato a Vicenza, dove ogni anno si tiene Gitando, una fiera interamente incentrata sul turismo accessibile. Girando tra i vari stand, mi sono imbattuto in una struttura ricettiva di Modica chiamata Kikki Village, che si presentava priva di barriere architettoniche e pronta ad accogliere qualsiasi turista con esigenze speciali. Naturalmente ho colto l'occasione e ho chiesto se fossero disponibili ad accogliere un gruppo di non vedenti; gli addetti si sono dimostrati fin da subito entusiasti e molto cordiali, come nella natura dei siciliani, e hanno accettato di buon grado la nostra presenza. Inizialmente i timori erano tanti, in quanto non sapevamo se saremmo stati trattati come promesso, ma la curiosità di vivere questa avventura era tale che il gruppo si è ingrandito e il 13 agosto sull'aereo per Catania eravamo in sei non vedenti, una ragazza vedente e il mio cane guida!

La vacanza in autonomia è cominciata già dall'aeroporto di Linate, dove ci siamo imbarcati sul nostro volo grazie al servizio di assistenza precedentemente prenotato. Appena atterrati a Catania, i dubbi iniziali erano già svaniti! Nonostante fossimo arrivati alle 22.30, Biagio, il gestore del villaggio, ci aspettava con il mitico pulmino che ci ha accompagnati per tutta la vacanza. Dopo un'oretta di viaggio, all'alba di mezzanotte eccoci al Kikki Village. La cosa che fin da subito ci ha stupiti è che ci attendeva un tipico pranzo alla siciliana con tanto di bis di primi e di secondi!

Il Kikki Village è una struttura non molto grande, composta da 30 unità abitative con 90 posti letto, un ristorante, una reception, una piscina, un gazebo e un bar a bordo piscina; dunque, grazie alle dimensioni contenute, abbiamo imparato presto a muoverci da soli per gli ambienti, aspetto non da poco per un gruppo così numeroso di non vedenti. La peculiarità del villaggio era appunto l'assenza di barriere architettoniche e infatti la clientela era costituita principalmente da persone in sedia a rotelle con i loro accompagnatori. Nonostante fossimo i primi ospiti non vedenti in assoluto, tutti i dipendenti del villaggio si sono dimostrati assolutamente gentili e preparati. Come promesso ci è stato garantito un servizio ad hoc: mentre normalmente i pranzi e le cene avvenivano a buffet, per noi è stato introdotto il servizio al tavolo. Inoltre, il pulmino è rimasto a nostra disposizione per tutta la durata del soggiorno, dato che la spiaggia più vicina si trovava a Pozzallo e distava 4 km dal villaggio. In spiaggia, avevamo un'area con degli ombrelloni a noi dedicata e con passerelle che conducevano direttamente al mare. Naturalmente, abbiamo trascorso una vacanza sedentaria all'insegna del mare e della buona cucina, avendo poche possibilità di spostarci, ma era ciò che cercavamo.

Raccontando la mia esperienza vorrei dimostrare che il viaggio per le persone non vedenti non è un'utopia: certamente c'è ancora molto da fare per un'effettiva indipendenza, ma con un po' di buona volontà è possibile ricercare soluzioni congeniali. Inoltre, vorrei fare un piccolo appello agli operatori turistici: non sono necessari grandi interventi tecnici per abbattere le barriere architettoniche a favore dei non vedenti, serve solo qualche accorgimento in più e una buona capacità di relazione da parte del personale, in modo da poter fruire della vacanza senza troppe preoccupazioni.

Torna all'indice

IL GIORNALE DI BRESCIA DEL 28-10-2012

«Intervento precoce» aiuta i bimbi con deficit visivo

Il progetto avviato, nel 2007, è promosso da Irifor, Nati per vivere e Unione italiana ciechi

Molto spesso un bambino con deficit visivo presenta un globale ritardo nello sviluppo psicomotorio dovuto alla sua minorazione, ma anche alla mancanza di mirati interventi educativi, riabilitativi e di supporto alla famiglia e alle figure educative.

Una risposta concreta all'incontro con la disabilità visiva in età evolutiva è rappresentato dal progetto «Intervento precoce», che dal 2007 è promosso dall'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione della Lombardia (Irifor), l'Associazione Nati per Vivere e la sezione provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti.

Si rivolge alle famiglie dei piccoli colpiti da questa problematica fino a sei anni ed offre loro terapie riabilitative personalizzate.

Il progetto vuole rappresentare una preziosa occasione di incontro/confronto tra le famiglie che condividono lo stesso arduo cammino e gli operatori specializzati nel campo della riabilitazione specifica per bimbi con disabilità visiva o pluridisabilità.

«Non è una novità assoluta - ha spiegato il presidente regionale di Irifor, Nicola Stilla - ma per nostra fortuna, e grande impegno volontario, il progetto si è ingrandito al punto che si è reso necessario informare adeguatamente le famiglie».

Così, nella sede provinciale dell'Unione ciechi di via Divisione Tridentina, sono confluiti gli esperti scientifici e gli psicopedagogisti che hanno fatto il punto della situazione. Sono attualmente 7 gli operatori specializzati che seguono 50 bambini non solo di Brescia.

«Il problema è di grande complessità perché richiede l'apporto di medici, logopedisti, fisioterapisti, esperti di stimolazioni visive e musicoterapia - ha ricordato Flora di Flora, presidente dell'Associazione Nati per vivere, promotrice della collaborazione con Irifor - un lavoro incessante che dura intensamente nei primi anni di vita dei nostri bambini che sono nati prematuri e corrono i rischi di sviluppare disabilità».

L'obiettivo rimane, per dirla con il prof. Bruno Verri, già responsabile di Patologia neonatale del Civile e membro attivo dell'associazione Nari per vivere, avviare e monitorare l'accrescimento relazionale, ludico, cognitivo, motorio e visivo dei piccoli, affiancando le famiglie nel periodo di crescita prescolare del proprio bambino. Servizi che richiedono un costo annuo di 130mila euro. Fondi in parte messi a disposizione dell'Irifor, in parte derivanti da donazioni e solo per una piccola quota richiesti alle famiglie.

L'Istituto, emanazione dell'Unione italiana ciechi, è deputato a realizzare, oltre che progettare, proposte di carattere integrativo dei minorati della vista. «A Brescia - ha precisato il suo presidente - abbiamo trovato particolare sensibilità da due associazioni che da alcuni anni ci sostengono. Sono Nati per vivere con cui abbiamo sviluppato "Intervento precoce" e "Una luce nel buio", sensibili all'integrazione dei disabili visivi».

Torna all'indice

NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

1) Circolare n. 246, diramata in data 4/10/2012

Nuove esperienze lavorative dei ciechi e degli ipovedenti a confronto - Concorso di idee - Proroga scadenza 30 novembre 2012

Si fa seguito alla circolare n. 190 del 2012 per comunicare che sono stati prorogati al 30 novembre 2012 i termini di scadenza per la presentazione delle proposte su possibili nuovi percorsi lavorativi per i ciechi e gli ipovedenti.

Al momento, lamentiamo una scarsa attenzione della base associativa all'argomento.

Per sollecitare la discussione, nella speranza di trovare nuove idee in cui credere ed investire, tutti gli spazi comunicativi dell'Unione sono messi a Vostra disposizione:

- blog Nuove esperienze lavorative dei ciechi e degli ipovedenti a confronto, alla pagina http://blog.uici.it/articoli/

- giornale elettronico all'indirizzo giornale.uici.it

- mailing list del settore Lavoro, promosse dalle commissioni nazionali UIC direttamente interessate: uicipromozionelavoro per la Commissione Nuove Professioni (ALA), docenti-uic per la Commissione per la tutela dei diritti degli insegnanti, centralinoplus per il Comitato tecnico dei centralinisti non vedenti e fisionetitalia per il Comitato tecnico dei fisioterapisti non vedenti.

A colui che ha presentato la migliore proposta verrà conferita una matrioska dipinta a mano, di buon valore artistico.

Al di là del valore del premio, per noi dell'Unione è importante creare un confronto costruttivo di pubblico dominio, in ordine alle più varie problematiche che interessano il lavoro dei non vedenti, anche in un'ottica socio-integrativa. Avere delle risposte dirette e specifiche sarebbe il massimo della trasparenza e della democraticità per questa Associazione, oltre a rappresentare un serbatoio di idee a sostegno di eventuali future azioni collettive.

Vi invitiamo, dunque, ad esprimere la Vostra opinione, che per noi è degna della massima attenzione, perché mostra il Vostro reale interesse nel voler conoscere e approfondire tematiche scottanti, quale appunto lo stato di emergenza lavorativa dei ciechi e degli ipovedenti.

Torna all'indice

2) Circolare n. 265, diramata in data 24/10/2012

Concorso Nazionale di poesia "Iris di Firenze"

Carissimi,

il Circolo Culturale "Gino Baragli" dell'U.I.C.I. di Firenze con il Patrocinio della Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze e della Presidenza Nazionale dell'Unione ha indetto la Nona Edizione del CONCORSO NAZIONALE DI POESIA "IRIS DI FIRENZE" in ricordo di Silvano Dani, sul tema " Scoprire il mondo ".

Grazie alla Vostra collaborazione confidiamo in una nutrita partecipazione affinché l'iniziativa rinnovi il successo consolidato negli anni.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

(Prof. Tommaso Daniele)

Si pubblica, in calce, il bando del concorso.

______________________________________________________________________________________

PREMIO NAZIONALE DI POESIA

"IRIS DI FIRENZE" 2013

Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

Il Circolo Culturale "Gino Baragli"dell'U.I.C.I. di Firenze, con il Patrocinio di:

Regione Toscana - Comune e Provincia di Firenze - Presidenza Nazionale U.I.C.I.

INDÌCE

La nona edizione del

CONCORSO NAZIONALE DI POESIA "IRIS DI FIRENZE"

in ricordo di Silvano Dani.

Il premio è nato con l'intento di dare visibilità all'operare dei ciechi e alla loro capacità d'integrarsi nel lavoro con gli altri. Infatti essi sono presenti nell'organizzazione e nella pubblicizzazione del premio, oltre che nel lavoro di valutazione della giuria. Ha inoltre lo scopo di sollecitare i non vedenti a far emergere le loro potenzialità creative nel confronto paritario con gli altri concorrenti.

Il tema del concorso è

"Scoprire il mondo"

Il Premio è aperto a tutti. Tutti possono partecipare inviando fino a tre poesie inedite in cinque copie di cui una con le generalità, recapito, telefono, eventuale e-mail dell'autore al seguente indirizzo:

Circolo Culturale G. Baragli, presso Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, via Fibonacci, 5 - 50131 Firenze entro e non oltre il 28 febbraio 2013.

La quota di iscrizione è di Euro 15 per ogni concorrente da pagare sul C.C.P. 16327504, intestato a Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, causale "Premio Iris", all'indirizzo sopra riportato, allegando ricevuta nel plico. Non si accettano assegni.

I premi sono di Euro 1000 al primo classificato, Euro 500 al secondo, Euro 250 al terzo, con suddivisione del premio stabilito in caso di ex-aequo. Saranno inoltre assegnati diplomi e targhe per testi segnalati. I vincitori saranno avvertiti con congruo anticipo, onde essere presenti alla cerimonia di premiazione che avverrà entro maggio 2013.

La Giuria, presieduta da Marco Marchi, critico e docente di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea all'Università di Firenze, è composta dai poeti Giuseppina Amodei, Giancarlo Guerri, Dante Maffia e Giacomo Trinci.

Per ulteriori informazioni rivolgersi all'U.I.C.I. (055-580319).

Torna all'indice

3) Circolare n. 267, diramata in data 24/10/2012

Progetto "SEGR4VIP" - Operatore amministrativo segretariale

Si rende noto che presso la sede del Consiglio Regionale Toscana dell'I.Ri.Fo.R sono stati avviati due corsi di formazione professionale dal titolo "Operatore amministrativo segretariale" per i soggetti disabili visivi di età superiore ai 18 anni (visus da 0 a 1/10 anche con correzione di lente o con campo visivo non superiore a 30º) e che possiedono il titolo di istruzione di secondo grado o che abbiano adempiuto al diritto/dovere così come previsto dalla D.G.R. n. 532/2009.

La partecipazione ai corsi comporta il rilascio della qualifica di "Addetto all'organizzazione e gestione delle attività di segreteria, all'accoglienza e alle informazioni" quale figura professionale presente nel repertorio regionale toscano.

Il corso è completamente gratuito e la frequenza è obbligatoria.

Tutte le informazioni sono reperibili presso la sede dell'Istituto stesso a Firenze in via L. Fibonacci, n. 5, al seguente numero di telefono e fax 055 580523, oppure al seguente indirizzo e-mail: irifor@irifortoscana.it.

Torna all'indice

4) Circolare n. 275, diramata in data 30/10/2012

Workshop GRUNDTVIG per un "modello" di Europa più a misura delle persone con minorazione visiva

Si trasmette l'annuncio di un workshop organizzato dall'associazione Pro Retina e.V. tedesca che si terrà a Berlino (Germania) dal 6 al 13 maggio 2013.

L'obiettivo del workshop, che è finanziato dal programma europeo GRUNDTVIG, è quello di far incontrare giovani ipovedenti di diversi paesi europei per discutere degli aspetti positivi e negativi relativi alla mobilità nei rispettivi paesi e immaginare insieme un "modello" di Europa che sia più a misura delle persone con minorazione visiva e che possa essere utilizzato per apportare dei cambiamenti nelle concrete situazioni di vita. La lingua del workshop è l'inglese. Ai candidati selezionati saranno rimborsate le spese di viaggio mentre i costi di partecipazione al workshop e del soggiorno a Berlino saranno coperte dagli organizzatori.

Per maggiori dettagli sui contenuti del workshop, le condizioni di partecipazione e i documenti da scaricare si prega di visitare la pagina http://www.noisyvision.com/progetti/the-visionary-europe/?lang=en. La scadenza per le candidature è il 15 dicembre 2012.

Torna all'indice

5) Circolare n. 276, diramata in data 30/10/2012

Settimana di avviamento agli sport invernali per disabili - Fanano (MO) 24 febbraio - 3 marzo 2013

Carissimi amici,

con la consueta tempestività gli amici modenesi mi comunicano che anche quest'anno organizzano la ormai tradizionale Settimana di avviamento agli sport invernali per i ragazzi minorati della vista.

Negli anni quest'iniziativa ha acquisito una sempre maggiore valenza formativa, con precipue finalità d'integrazione oltre che di avviamento a tutte le discipline sportive della neve e del ghiaccio. Inoltre durante il soggiorno vengono organizzate attività manuali, ricreative e culturali che nel complesso favoriscono una crescita completa dei ragazzi e ne facilitano i rapporti interpersonali.

Per le prenotazioni e per ulteriori più dettagliate notizie sull'iniziativa Vi invito a prendere diretti contatti con gli Organizzatori al seguente recapito:

Signora Teresa Padovan tel. 059.393684 - sito web www.sciclubparalimpicfanano.it.

Nella speranza di averVi fatto una utile quanto gradita segnalazione, molto cordialmente Vi saluto.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

Torna all'indice

SEDE CENTRALE: CIRCOLARI DIRAMATE NEL MESE DI OTTOBRE

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

Torna all'indice

CIRCOLARE I.RI.FO.R. CENTRALE N. 35/2012

Bando di concorso per idee su nuove attività lavorative

Si informa che il Consiglio di Amministrazione dell'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) Centrale, nella sua ultima riunione del 25 settembre scorso, ha approvato la costituzione di uno specifico premio di euro 10.000,00 per l'individuazione e la concreta attuazione di nuove idee nel campo lavorativo dei disabili visivi.

Il Consiglio ha, infatti, considerato che le attuali gravissime difficoltà occupazionali incontrate dai giovani ciechi e ipovedenti nell'ambito delle professioni tradizionali ad essi riservate dalle leggi speciali rendono indispensabile ricercare nuove e differenti possibilità di impiego che allarghino le prospettive di integrazione lavorativa di tutti coloro che soffrono di minorazione visiva.

L'iniziativa in parola intende, quindi, incentivare al massimo la ricerca di soluzioni praticamente attivabili per il raggiungimento delle predette finalità, rivolgendosi anche all'esterno delle realtà che istituzionalmente operano nel campo della disabilità visiva, quali soprattutto università o enti di ricerca.

Gli interessati possono prelevare il testo della circolare in oggetto comprensivo del bando di concorso al seguente indirizzo web:

http://www.irifor.eu/public/circolari/201235.doc

N.b.: la scadenza del bando in oggetto è stata prorogata al 15 gennaio 2013.

Torna all'indice

CIRCOLARE I.RI.FO.R. CENTRALE N. 37/2012

Attività formative 2012/2013 - corso di formazione e aggiornamento in tiflologia per l'inclusione scolastica in modalità FAD

L'I.Ri.Fo.R., Ente formativo accreditato dal Ministero dell'Istruzione ai sensi del D.M. 177/2000, in collaborazione tra la sede operativa di Macerata (segreteria@iriformc.it) e la sede centrale dell'Istituto, organizza un corso di formazione e aggiornamento professionale online in tiflologia per l'inclusione scolastica di 600 ore.

Il corso è rivolto a docenti di sostegno e docenti curriculari che intendono perfezionare le loro conoscenze e competenze in materia di tiflologia per l'inclusione scolastica di alunni con disabilità visiva e agli educatori che intendono lavorare come assistenti scolastici domiciliari di alunni con disabilità visiva.

Il corso vuole fornire indicazioni metodologico-didattiche che aiutino l'insegnante di sostegno e l'assistente scolastico/domiciliare a supportare l'alunno cieco o ipovedente nello svolgimento delle attività didattiche, e nell'apprendimento delle tecnologie assistive per garantire loro pari opportunità di frequenza.

Il corso è riservato a 60 partecipanti, ha la durata di 600 ore (tutte in FAD) e si conclude con un esame finale in presenza.

L'iscrizione al corso prevede il versamento di una quota di €290,00 (le eventuali spese di viaggio vitto e alloggio per lo svolgimento dell'esame finale saranno a totale carico dei partecipanti).

Per il personale della scuola, per la partecipazione all'esame finale del Corso è prevista l'autorizzazione con esonero dal servizio ai sensi dell'art. 64, comma 5 del CCNL.

Gli aspiranti al corso dovranno possedere i seguenti prerequisiti:

- Laurea o in alternativa essere in servizio presso una scuola dell'Infanzia o una scuola Primaria

- Conoscenze informatiche di base

- Disporre di un accesso a Internet a banda larga

- Predisposizione a lavorare per favorire l'inclusione di alunni con disabilità visiva

L'inizio delle attività a distanza è previsto per il 21/01/2013 esse si svolgeranno su piattaforma Moodle per complessive 600 ore.

Direttore del corso è il prof. Mirko Montecchiani collaboratore per le tematiche tiflopedagogiche con l'Università di Macerata, .

La prova finale in presenza è prevista a Roma in un giorno da definirsi , in una data compresa tra il 28/06 e il 02/07/2013 - ore 9.30 in luogo da definire

Domande di partecipazione

Le candidature dovranno pervenire entro il 30 novembre 2012, utilizzando l'apposito modulo di iscrizione. Le domande dovranno essere corredate, altresì, da un dettagliato curriculum vitae et studiorum del/la candidato/a. L'indirizzo per l'invio delle candidature è il seguente: segreteria@iriformc.it

Nel caso di un elevato numero di domande la data di arrivo delle richieste sarà considerato quale criterio di selezione per l'ammissione.

Ai candidati ammessi le modalità di pagamento saranno inviate per posta elettronica.

La pubblicazione della graduatoria delle ammissioni avverrà su: www.iriformc.it e su www.irifor.eu, a partire dal 6/12/2012.

Ai partecipanti verrà fornito il seguente materiale

- Kit per la scrittura del Braille

- Tavole didattiche per l'autoapprendimento del Braille

- Simulatore dattilobraille

- Demo dei software trattati durante il corso

Al termine del corso e superato l'esame finale sarà rilasciato un attestato con la certificazione delle competenze, che sarà titolo valido per l'iscrizione agli albi nazionali di educatore o di operatore tiflologico dell'IRI.FO.R..

Inoltre, i corsisti verranno inseriti nel database delle persone da segnalare alle Provincce/comuni di provenienza per svolgere il servizio di assistenza scolastica e domiciliare.

Il testo completo della circolare, comprensivo del modulo d'iscrizione, può essere scaricato all'indirizzo web

http://www.irifor.eu/public/circolari/201237.doc

Torna all'indice

CIRCOLARE I.RI.FO.R. CENTRALE N. 42/2012

Una nuova opportunità professionale per ciechi ed ipovedenti - Corso di formazione per mediatori civili e commerciali

È gradito comunicare che l'I.Ri.Fo.R, proseguendo nel suo impegno di ricerca di nuove professioni per i ciechi e per gli ipovedenti, ha individuato nel mediatore civile una nuova occasione di lavoro per i nostri giovani, o meno, laureati.

Questa nuova opportunità è nata nel nostro paese in seguito all'emanazione del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, il cui articolo 16 ha attuato l'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali

Il regolamento di tale delicato settore è stato, poi, approvato con Decreto n. 180 del 18.10.2010 e tale atto, per diverse materie oggetto di controversia, rende ormai obbligatoria la mediazione prima del ricorso al giudice.

Lo stesso decreto spiega che il mediatore civile è "la persona che, individualmente o collegialmente, svolge la mediazione, nell'ambito di un organismo di mediazione, finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa".

Per accedere alla professione di mediatore civile è necessario richiedere l'iscrizione ad uno degli organismi di mediazione accreditati dal Ministero della Giustizia. Possono richiedere l'iscrizione al registro tutti coloro che posseggono una laurea universitaria triennale ed abbiano frequentato l'apposito corso di formazione di 52 ore organizzato da uno degli Enti autorizzati.

Per rendere "accessibili" le modalità di formazione e superare gli aspetti critici che possano emergere nell'esercizio concreto della professione, l'I.Ri.Fo.R. ha stipulato un accordo di collaborazione con Bridge Mediation Italia per la formazione di mediatori civili e commerciali con disabilità visiva e per il loro accompagnamento nella nuova attività lavorativa.

Bridge Mediation Italia è una società facente parte di un gruppo internazionale che è iscritta al n. 1 del Registro degli Enti di mediazione civile ed è autorizzata ad operare quale ente formatore di mediatori sia dal PDG Giustizia del 23 novembre 2006, che ai sensi del citato D.M. 180/2010.

Tale organismo ha già dimostrato una peculiare attenzione per i bisogni dei ciechi e degli ipovedenti, dal momento che ha accolto a titolo gratuito in un suo corso due giovani con disabilità visiva, allo scopo di verificare "sul campo" i diversi aspetti critici di una attività didattica loro diretta e individuare le strategie più opportune per superarli.

Per formare un primo gruppo di mediatori civili e commerciali con disabilità visiva, Bridge Mediation e I.Ri.Fo.R. hanno previsto la realizzazione di un "corso pilota" integrato nel quale 12 posti saranno riservati a ciechi o ipovedenti laureati proposti dall'I.Ri.Fo.R. e gli altri saranno normalmente iscritti tramite i canali di Bridge Mediation Italia, fino al completamento massimo di 20 partecipanti.

Il corso, così come previsto dal Decreto 180/2010, avrà una durata complessiva di 52 ore, e si svolgerà in 6 giorni consecutivi, al fine di permettere ai partecipanti di effettuare una sola trasferta.

Il costo complessivo del corso è di 650,00 Euro, di cui 500 Euro saranno a carico di ciascun partecipante (da versarsi solo al momento dell'ammissione al corso), mentre la somma restante, unitamente alle spese di viaggio, vitto e alloggio, sarà a totale carico di questo Istituto.

L'ammissione al corso sarà subordinata alla selezione preventiva dei richiedenti (effettuata da dall'I.Ri.Fo.R. in collaborazione con Bridge Mediation Italia), allo scopo di accertare che il bagaglio di risorse personali e culturali di ogni iscritto sia effettivamente idoneo allo svolgimento della professione di mediatore.

Struttura e organizzazione del Corso

Le 52 ore di attività didattiche, comprensive delle ore di lezione e della prova finale, si svolgeranno in una settimana del mese di gennaio 2013 (dal lunedì al sabato) presso la sede formativa I.Ri.Fo.R. di Roma - Via del Tritone, 197.

Il programma del corso teorico-pratico, oltre all'illustrazione dei compiti e delle funzioni del mediatore civile, prevederà l'acquisizione delle principali tecniche di mediazione.

Domande di partecipazione

Le candidature dovranno pervenire entro il 15 dicembre 2012, utilizzando il modulo di iscrizione allegato.

Le domande dovranno essere corredate, altresì, da un dettagliato curriculum vitae et studiorum dei candidati.

L'indirizzo per l'invio delle candidature è il seguente:

I.Ri.Fo.R. Onlus

Sede operativa

Via Del Tritone n.197

00187 ROMA

email: archivio@irifor.eu.

La data di arrivo delle richieste potrà essere considerato quale uno dei criteri di ammissione nel caso di un elevato numero di domande.

Note organizzative

Tra i candidati dichiarati idonei per l'ammissione al Corso verrà effettuata una graduatoria per titoli. Nella valutazione finale si terrà conto dei curricula e degli eventuali altri titoli presentati.

La Segreteria dell'Istituto avrà cura di avvertire tempestivamente (tramite e-mail) tutti i richiedenti circa l'esito della valutazione suddetta.

Per ogni informazione è possibile contattare l'ufficio di Segreteria dell'I.Ri.Fo.R. al numero telefonico 06/69988606 o allo 06/69988607, oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo archivio@irifor.eu.

Il testo della presente circolare, comprensivo della scheda per la richiesta di ammissione al corso può essere prelevato al seguente indirizzo web:

http://www.irifor.eu/public/circolari/201242.doc

Torna all'indice

REDATTORE SOCIALE DEL 18-10-2012

Ciechi, per il loro inserimento lavorativo un tavolo al ministero del Lavoro

ROMA. Il tavolo tecnico per trovare soluzioni al problema dell'inserimento lavorativo di ciechi e ipovedenti. A prometterlo è stato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che ha incontrato una delegazione dell'Uici, Unione italiana ciechi e ipovedenti. A darne notizia è una nota dell'Uici che precisa come al tavolo parteciparanno i dicasteri del Lavoro, del Salute e dell'Istruzione, oltre all'Unione ciechi e alla Regioni. La prima riunione, secondo quanto garantito da Fornero, si svolgerà entro la fine del mese di ottobre. Si è inoltre convenuto, afferma la nota, che sui temi di competenza verranno ascoltate le parti sociali.

Da tempo l'Uici conduce una battaglia per l'inserimento lavorativo di persone cieche e ipovedenti, resa ancor più difficile dalla scomparsa di alcuni impieghi (come il centralinista) che tradizionalmente "pescavano" in un pubblico di persone cieche. Le questioni aperte sono molte: la qualifica di "masso fisioterapista", che si ottiene attraverso un corso triennale con un titolo di scuola media inferiore, non è più spendibile perché la normativa europea prevede che il diploma di fisioterapista si consegue attraverso un corso universitario triennale: la richiesta avanzata al ministero è che tale figura venga equiparata all'operatore del benessere e che sia prevista una corsia preferenziale all'interno dei meccanismi del collocamento mirato previsto dalla Legge 68/1999 (quali, ad es., le convenzioni di inserimento lavorativo)". C'è poi la questione delle tre figure professionali per ciechi che già erano state individuate nel 2000 dal cosiddetto "decreto Salvi": l'operatore di telemarketing, il gestore di banche dati e l'addetto alle relazioni con il pubblico. Figure che però non sono state utilizzate finora perché le regioni non le hanno inserite nella programmazione. Ancora: il "terapista della riabilitazione" è fra le figure inserite nel collocamento obbligatorio, ma oggi è stata soppiantata dal fisioterapista, che però non gode ancora del beneficio del collocamento obbligatorio. E c'è poi la questione del riconoscimento della figura professionale del "perito fonico", nell'ambito forense dedicato ai non vedenti: una figura formata specificamente per migliorare le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche. La richiesta in questo caso è quella di un decreto e di un accordo con il ministero della Giustizia per l'utilizzazione di questa figura.

Torna all'indice

RADIO VATICANA DEL 02-10-2012

Mons. Tomasi: servono norme internazionali a tutela dei non vedenti

Creare uno strumento internazionale per aiutare le persone disabili a sviluppare le proprie competenze. E' l'appello che ieri mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede all'Onu di Ginevra, ha lanciato nel corso del suo intervento all'Assemblea della Wipo, l'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, in programma nella città elvetica fino al 9 ottobre. L'arcivescovo ha ricordato gli importanti sforzi dell'organizzazione in diversi Paesi del mondo per promuovere l'innovazione e la creatività e il grande contributo venuto dalla firma del Trattato di Pechino, del luglio scorso, che conferisce agli artisti audiovisivi diritti per lo sfruttamento delle loro esecuzioni. Mons. Tomasi ha espresso poi l'auspicio perché si lavori per arrivare a "uno strumento internazionale giuridicamente vincolante riguardante le limitazioni per le persone cieche ed ipovedenti". Il presule ha ricordato infatti che solo il 5% delle persone non vedenti ha accesso ai libri pubblicati nei Paesi più sviluppati mentre in quelli poveri la percentuale scende all'1%. "Un fatto sconvolgente", soprattutto in un'epoca in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante.

Pertanto, mons. Tomasi ha richiamato l'articolo 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nella quale si riconosce a tutti gli individui il diritto di partecipare alla vita culturale della comunità. "Il copyright - ha aggiunto - non è un ostacolo alla parità di accesso alle informazioni, alla cultura e all'educazione delle persone con disabilità". Da qui, il richiamo alla Laborem Exercens di Giovanni Paolo II nella quale si affermava che era "indegno" far lavorare solo le persone pienamente funzionali, "una grave forma di discriminazione" quella dei "forti e sani contro i deboli e gli ammalati". "La Santa Sede riconosce che la protezione della proprietà intellettuale è necessaria per il progresso" e allo stesso tempo "si ricorda che l'obiettivo primario della conoscenza è il bene comune". "Il bene comune - ha proseguito mons. Tomasi - deve essere servito nella sua pienezza, non secondo una visione riduzionista solo a vantaggio di alcune persone". Lavorare per il bene comune significa cercare il bene altrui come se fosse il proprio bene e nel rispetto della giustizia sociale. "In conclusione - ha detto l'arcivescovo - la delegazione della Santa Sede desidera ricordare che in ogni impresa di pensiero e di azione, in ogni approccio scientifico, tecnico o giuridico, la proprietà intellettuale è chiamata al rispetto del Creato e in particolare al rispetto della persona umana".

Torna all'indice

REDATTORE SOCIALE DEL 26-10-2012

Crescono gli inserimenti lavorativi dei disabili: oltre 22 mila l'anno

ROMA. Cresce l'inserimento lavorativo delle persone disabili in Italia, e questo nonostante il momento difficile di crisi economica e occupazionale. A dirlo sono i dati dell'ultima relazione, la sesta, curata dall'Isfol per conto del ministero del Lavoro sulla legge n. 68 del 12 marzo 1999 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili". La ricerca, svolta su base nazionale e regionale, si concentra sul biennio 2010-2011 e rileva che gli avviamenti al lavoro, dopo aver raggiunto nel 2009 il livello minimo dall'introduzione della legge (20.899), nel 2010-2011 sono tornati a crescere raggiungendo rispettivamente quota 22.360 e 22.023. La ripresa ha riguardato tutte le aree geografiche eccetto quella meridionale, dove si assiste ad una ulteriore contrazione di posti.

Quali le tipologie di avviamento al lavoro? Prevale la formula della convenzione, che ha inciso nel 2010 per il 49,4% dei casi e addirittura per il 51,6% nell'anno successivo.

Modalità di assunzione. La ricerca dell'Isfol evidenzia un incremento progressivo dei rapporti a tempo determinato a scapito di quelli a tempo indeterminato (la stessa cosa che si è verificata nel resto del mercato del lavoro). "Addirittura - rilevano ancora i ricercatori - tra il 2010 e il 2011 si è assistito al sorpasso dei primi rispetto ai secondi", anche se questa tendenza non si riscontra in tutto il Paese: nel Settentrione infatti sono di più i rapporti di lavoro a tempo determinato, mentre nel Centro e nel Sud continuano a prevalere gli avviamenti a tempo indeterminato.

Datori di lavoro e quote di riserva. Per avere un quadro esatto della situazione è necessario mettere a confronto il volume degli avviamenti con la quota di riserva dichiarata dai lavoratori pubblici e privati sottoposti all'obbligo di legge (in sostanza, quale è la percentuale di disabili da assumere a seconda del numero di dipendenti). Nel biennio 2010-2011 il numero di datori di lavoro pubblici scende da 4.073 a 2.557 e così pure la quota di riserva che passa da 74.741 a 34.165; stessa tendenza anche per i soggetti privati che dai 68.218 del 2010 si riducono ai 45.274 dell'anno successivo portando le quote di riserva da 228.709 a 143.532.

Aziende al di sotto dei 15 dipendenti. In questo scenario in mutamento, c'è una costante che la relazione mette in evidenza: è la percentuale degli avviamenti effettuata da aziende al di sotto dei 15 dipendenti (quelle, quindi, non soggette ad obbligo) quantificabile in circa il 10% degli avviamenti totali. "Tra i motivi del verificarsi di questo fenomeno - secondo Isfol - c'è da considerare la composizione del sistema produttivo italiano, caratterizzato prevalentemente da imprese di piccole dimensioni", ma accanto a questo va considerata anche "la crescita di sensibilizzazione sociale sul tema della disabilità rispetto alla quale la legge 68 ha avuto un ruolo importante".

Torna all'indice

REDATTORE SOCIALE DEL 22-10-2012

Disabilità e infortuni alla vista: un manuale per prevenirli sul lavoro

ROMA. L'uso prolungato di videoterminali non provoca danni alla vista: è questa la notizia contenuta nelle "Linee guida per le aziende su prevenzione delle disabilità e degli infortuni alla vista", pubblicate dalla fondazione "G.B. Bietti", in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma e presentato questa mattina. Uno strumento di prevenzione, che fornisce alle aziende le raccomandazioni necessarie per garantire ai lavoratori un ambiente sicuro e salutare. I disturbi della vista, come si legge nell'introduzione del manuale, "non sono conseguenti all'uso dei videoterminali, bensì derivano da una inadeguata progettazione delle postazioni e delle modalità di lavoro, quindi possono essere prevenuti sia mediante l'applicazione di principi ergonomici che con comportamenti corretti da parte degli utilizzatori". Il Quaderno, che intende essere il primo di una serie di altri dedicati a problematiche come queste, contiene quindi alcune indicazioni concrete, fondate su studi scientifici dell'Istituto: indicazioni che riguardano il videoterminale stesso (scelta, posizionamento, impostazioni di luminosità e contrasto ecc.), le condizioni ambientali (microclima, illuminazione), la postazione di lavoro e l'organizzazione del lavoro stesso. Un capitoletto è dedicato poi all'occhio e ai più frequenti disturbi della vista, mentre l'ultimo riguarda la prevenzione e una sintesi delle raccomandazioni. Chiude il volume un'appendice normativa sul tema.

"L'obiettivo di questa iniziativa è aumentare la sicurezza nei posti di lavoro e non solo, mettendo a disposizione delle imprese un nuovo e semplice strumento di tutela della salute dei lavoratori", ha detto Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di Commercio di Roma, intervenendo alla presentazione. "Nel sostenere lo sviluppo delle imprese, non possiamo non sostenere anche la sicurezza - ha aggiunto - Spero anzi che questo strumento arrivi anche nelle case, dove ormai giovanissimi anche i ragazzi sempre più utilizzano i mezzi informatici". Sulla nuova attenzione, suggerita anche dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) verso i disturbi della vista e la cecità si è soffermato Mario Stirpe, presidente della fondazione "G.B. Bietti": nel nostro Paese, ha spiegato , "ipovisione e cecità sono legate al benessere: diabete e allungamento della vita sono infatti le principali cause, diversamente dai paesi più depressi, dove la prima causa di cecità è la cataratta non curata. Fondamentale è quindi prevenire: ed è in quest'ottica che nasce la collaborazione con la Camera di Commercio, grazie a cui le conoscenze scientifiche si trasferiscono agli ambienti lavorativi".

E proprio l'incontro tra "pubblico e privato, al servizio della sanità pubblica", è stato evidenziato da Enrico Garaci, presidente dell'Istituto superiore di Sanità. "Oggi, la partita della sanità pubblica si gioca sulla prevenzione - ha detto - In Italia la ricerca è ancora troppo spesso fine a se stessa: abbiamo pochi brevetti, nonostante le nostre eccellenze scientifiche. Per questo, l'atteggiamento della Camera di Commercio può essere preso come modello di una vitale collaborazione tra imprese e accademie".

Torna all'indice

LA REPUBBLICA DEL 24-10-2012

Tassati dalla manovra Monti i ciechi di guerra scrivono a Napolitano

Per la prima volta nella storia repubblicana, anche i redditi di chi è rimasto mutilato nel periodo bellico saranno sottoposti all'Irpef. Parte la protesta: "Nessun governo era mai arrivato a tanto"

di Enrico Miele

Un disperato appello rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per convincere il governo a fare dietrofront sulla tassazione delle pensioni di guerra introdotta con la legge di stabilità. Il grido di dolore arriva dall'Associazione ciechi di guerra, che in una lettera al Quirinale si scaglia contro la novità stabilita dal governo. Il testo infatti introduce una tassa sulle pensioni di guerra. Si tratta di quei risarcimenti, fino a oggi esenti dall'Irpef, che lo Stato concede agli italiani tornati a casa da una conflitto bellico con gravi mutilazioni o infermità (nella maggior parte dei casi sono reduci dal Secondo conflitto mondiale).

Pensioni ferme ormai dal 1991 ma che da domani saranno tassate come tutte le altre, nel tentativo di far cassa. Soldi però, scrive Alfonso Stefanelli, presidente per l'Emilia Romagna dell'associazione, che lo Stato eroga «a titolo risarcitorio» per i danni subiti combattendo in guerra. Con la tassa invece «si stravolgerebbe la natura risarcitoria delle pensioni e le si farebbero cadere in un assistenzialismo inaccettabile». Per questo, i non vedenti chiedono a Napolitano «un fattivo intervento per impedire questa macroscopica illegalità ed enorme ingiustizia».

Tra l'altro, ricorda Stefanelli, l'Irpef colpirebbe «gli invalidi più gravi e quindi più bisognosi di quotidiana assistenza». Cittadini che «hanno già dato e si sono sacrificati per il Paese». Una scelta quindi «incomprensibile», che i diversi governi non hanno mai adottato in passato, neanche nel secondo dopoguerra, quando il numero dei mutilati «superava il milione e mezzo e la spesa incideva per oltre il 5% sul bilancio statale». Oggi a percepire la pensione sono rimaste 80mila persone (circa 3mila i grandi invalidi), ormai quasi tutte di età superiore ai 75 anni.

Gli ex militari non vedenti chiedono a Napolitano «che valenza morale può avere questa tassazione a carico di chi ha sacrificato per la Patria la propria integrità fisica o, come noi, la vista?». Al governo l'ardua risposta.

Torna all'indice

REPUBBLICA.IT DEL 18-10-2012

L'Italia ultima in classifica nella protezione dei disabili

L'analisi, realizzata dal Censis, pone il nostro Paese tra gli ultimi paesi in Europa per risorse destinate alla persone con disabilità: si spendono 438 euro pro-capite annui contro i 531 della media europea, ben lontani dai 754 del Regno Unito. La rilevazione fa seguito a quella di Cittadinanza Attiva, secondo la quale il 50% dei malati cronici over 65 sono sulle spalle solo delle famiglie

ROMA (1). L'Italia è tra gli ultimi paesi in Europa per risorse destinate alla protezione sociale delle persone con disabilità: si spendono 438 euro pro-capite annui contro i 531 della media europea, ben lontani dai 754 del Regno Unito. Secondo una ricerca promossa dalla Fondazione Cesare Serono e realizzata dal Censis - che fa seguito a quella di Cittadinanza Attiva, secondo la quale il 50% dei malati cronici over 65 sono sulle spalle solo delle famiglie - in Francia si arriva a 547 euro, in Germania a 703 euro e solo la Spagna, con 395 euro, si colloca più in basso del nostro Paese. La spesa per i servizi in natura, pari a 23 euro pro-capite annui, risulta meno di un quinto della media europea e inferiore anche al dato della Spagna. Ma oltre le risorse economiche, quello che manca sono le politiche di inserimento lavorativo: il modello italiano resta assistenzialistico e le responsabilità sono scaricate sulle famiglie. Le capacità delle persone con disabilità o malattie croniche non vengono valorizzate e l'autonomia non è promossa.

IL RAFFRONTO CON LA FRANCIA. In Francia risulta infatti occupato il 36% dei disabili con un'età compresa tra 45 e 64 anni, mentre in Italia il tasso si ferma al 18,4% tra i 15-44enni e al 17% tra i 45-64enni. Così, è occupata meno di una persona Down su tre dopo i 24 anni, meno della metà delle persone con sclerosi multipla tra i 45 e i 54 anni, e il 10% degli autistici con più di 20 anni. Quanto all'inclusione scolastica, lo studio - presentato da Ketty Vaccaro, responsabile del settore Welfare del Censis e dal presidente Giuseppe De Rita - rileva che "l'esperienza italiana rappresenta un'eccellenza" per l'obbligo imposto alle scuole ad accettare alunni con disabilità, ma le risorse dedicate alle attività di sostegno e di integrazione degli alunni "appaiono spesso inadeguate". "Nell'anno scolastico 2010-2011 circa il 10% delle famiglie degli alunni con disabilità ha presentato un ricorso al Tribunale civile o al Tribunale amministrativo regionale per ottenere un aumento delle ore di sostegno".

IL RUOLO DELL'INPS. La ricerca evidenzia che le misure economiche erogate dall'Inps a favore di persone che hanno una limitata o nessuna capacità lavorativa sono pari a circa 4,6 milioni di prestazioni pensionistiche, di cui 1,5 milioni tra assegni ordinari di invalidità e pensioni di inabilità e 3,1 milioni per pensioni di invalidità civile, incluse le indennità di accompagnamento, per una spesa complessiva di circa 26 miliardi di euro all'anno. Il modello assistenzialistico lascia però alle famiglie il compito di provvedere ai bisogni delle persone con disabilità, senza avere l'opportunità di rivolgersi a strutture e servizi adeguati.

LE AMPIE ZONE D'OMBRA. Secondo lo studio "accanto ad alcune best practice legate a scelte coraggiose compiute in anni passati" vi sono "ampie zona d'ombra"; in alcuni territori sono cresciute "esperienze di eccellenza" ma quello che colpisce è "la disuguaglianza profonda tra territorio e territorio" ed "una generale e cronica carenza di servizi assistenziali in natura" e "una trasversale" ristrettezza di risorse. Tra le ombre lo studio sottolinea anche la carenza di un dibattito pubblico sui diritti delle persone con disabilità: il tema ottiene con estrema difficoltà l'attenzione dei media e appare nelle agende pubbliche quando si immaginano recuperi di spesa anziché nuovi investimenti.

di Valeria Pini

Torna all'indice

LO SCHERMO DEL 24-10-2012

L'UIC contro la caccia mediatica ai falsi ciechi

LUCCA. Si è svolto il 25 settembre scorso presso la Sala Tobino di Palazzo Ducale il convegno dal titolo "Tra vedere e non vedere, incontro per fare chiarezza", organizzato dall'Unione ciechi ed ipovedenti di Lucca. Fermare il fenomeno della caccia mediatica ai falsi cechi è stato l'appello principale uscito dall'incontro.

Il convegno è stato introdotto dal prefetto di Lucca sua eccellenza Alessio Giuffrida, che ha lodato l'iniziativa sottolineando come le forze dell'ordine chiamate a controlli e verifiche sulle disabilità si muovano sempre ed esclusivamente in base a documentazione clinica. Dopo i saluti dell'amministrazione Provinciale, portati da Federica Maineri, assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Lucca, si sono susseguiti gli interventi di medici ed esperti, volti ad illustrare cause ed effetti delle patologie della vista e a descrivere le complesse procedure per l'accertamento e la certificazione delle disabilità. Il dr. Andrea Vento, direttore del reparto di oculistica dell'ospedale Versilia, ha illustrato la molteplicità delle patologie congenite e acquisite che portano alla cecità, mentre il direttore del reparto di Oculistica di Lucca dr. Fausto Trivella ha illustrato con l'aiuto di filmati e diapositive, cosa vede chi è affetto da una patologia della vista, distinguendo chi non vede nulla da chi vede qualcosa.

Ed è stato proprio questo il cuore del messaggio che il convegno ha voluto lanciare. 'Non ci sono solo i ciechi che non vedono niente - ha detto a margine dell'incontro il vicepresidente dell'Uci di Lucca, Massimo Diodati - ma esistono diverse gradazioni della disabilità ed una grande capacità di adattamento all'handicap. Una patologia che non ti permette di vedere ad oltre uno-due metri di distanza comporta una grave disabilità ma non significa l'immobilità assoluta. Un non vedente può uscire di casa e fare una passeggiata e altre attività senza per questo essere un falso cieco. Quindi, giusto, giustissimo individuare e perseguire chi inganna lo Stato con una falsa disabilità - ha detto ancora Diodati - anche perché danneggia chi disabile lo è veramente. Ingiusta, invece, l'amplificazione mediatica di un fenomeno che in realtà ha percentuali molto basse e che porta ad una vera e propria caccia mediatica ai ritenuti falsi ciechi. Ci sono stati disabili che hanno rischiato ingiustamente di perdere i loro diritti. Hanno fatto ricorso e lo hanno vinto ma intanto sono stati messi alla gogna per mesi.

Tra gli altri esperti intervenuti al convegno, Antonio Torre, dirigente medico del reparto di Oculistica di Lucca, ha affrontato l'argomento dei tempi legati alla diagnostica; Angelo Paolo Gelli, medico oculista certificatore, ha spiegato come si da' inizio alla procedura di certificazione di riconoscimento dell'invalidita'. Massimo Martelloni, direttore della Medicina Legale dell'Azienda USL 2 di Lucca, ha illustrato come avviene il riconoscimento, dopo la certificazione, assieme alla collega Silvia Vitelli, direttore della Medicina Legale dell'Azienda USL 12 . Infine, Massimo Toschi, consulente presso la regione Toscana sulle questioni legate alla disabilità, ha parlato degli impegni della Regione riguardo all'handicap, mentre Laura Corsi, istruttrice di orientamento e mobilità, ha illustrato l'importanza dei ppercorsi di abilitazione e riabilitazione dei ciechi e degli ipovedenti dopo il riconoscimento dello status di "non vedente". Il convegno si è concluso con gli interventi del presidente dell'Unione Italiana Ciechi di Firenze Antonio Quatraro, che ha trattato dei rapporti di collaborazione dell'Unione italiana dei Ciechi e degli ipovedenti con i medici oculisti e con gli uffici della Medicina Legale, di Leopoldo Federigi, presidente della sezione di Lucca, che ha parlato delle risorse potenziali dei ciechi, dopo la perdita della vista e del vicepresidente della sezione di Lucca dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Massimo Diodati, promotore e organizzatore del convegno.

Torna all'indice

CORRIERE DELLA SERA - INVISIBILI DEL 24-10-2012

Libri per tutti, finalmente

di Franco Bomprezzi

E' questione di mesi. A fine anno, così annunciano con evidente soddisfazione, sforneranno un catalogo di tremila titoli, libri di ogni tipo, per ogni gusto, accessibili a tutti, anche a chi non ci vede o ha la vista estremamente ridotta. E' il primo risultato del progetto Lia, acronimo di Libri Italiani Accessibili. Curioso. Una piccola notazione personale: mia madre si chiamava Lia, e ci vedeva pochissimo, soprattutto negli ultimi anni di vita. Eppure divorava libri in quantità industriale, e alla fine, non senza qualche insoddisfazione, si accontentava degli audiolibri, che però non le regalavano il diritto alla personale lettura, all'ascolto delle parole riprodotte dalla propria mente, come ogni lettore ben conosce.

Ecco perché mi sono emozionato (senza confessarlo a chi mi stava raccontando con entusiasmo il progetto) quando allo Smau, il salone delle tecnologie digitali, pochi giorni fa, in un affollatissimo seminario dedicato proprio alle ultime novità informatiche per le persone con disabilità, ho scoperto la serietà e la completezza di un progetto nato e sviluppato mettendo in rete l'intera filiera delle competenze e delle responsabilità: dalle associazioni delle persone non vedenti ai grandi editori, dagli sviluppatori agli utenti, dalla distribuzione a chi gestisce le operazioni di pagamento on line.

Perché Lia, questo progetto ormai vicino alla fase operativa sul mercato, non si limita a risolvere un singolo aspetto della problematica legata all'accessibilità della lettura per tutti, ma è riuscito, per la prima volta (non solo in Italia) a mettere insieme mondi che in passato hanno vissuto con sospetto reciproco l'idea stessa di fornire a chi non vede o ci vede poco i libri in formato compatibile con i software che oggi consentono facilmente la lettura fortemente ingrandita o attraverso sintesi vocale. Il punto critico era la gratuità. Sdoganare un prodotto coperto da copyright per renderlo accessibile e fruibile anche ai non vedenti sembrava un modo per aggirare i diritti d'autore, in un Paese nel quale le furbizie sembrano infinite.

E invece Lia - nella collaborazione stretta tra l'Aie, l'associazione italiana editori; il Ministero per i Beni e le Attività Culturali; l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti; l'istituto Cavazza di Bologna - sta conducendo alla costruzione di un portale nel quale le persone non vedenti o ipovedenti potranno trovare i titoli più attuali, quelli che normalmente consultiamo in libreria o nei grandi portali di editoria on line. Li potranno consultare, scegliere, ordinare, pagare, scaricare e leggere. E ognuna di queste operazioni sarà resa possibile dalla meticolosa applicazione di standard di accessibilità che partono, non a caso, da una piccola leggina italiana, spesso misconosciuta e poco applicata: la legge Stanca del 2004, che per la prima volta ha fornito un riferimento preciso per orientare in primo luogo la pubblica amministrazione, ma anche il mondo dell'editoria privata on line, affinché si adottassero sempre e comunque i criteri più aggiornati di accessibilità.

Le persone non vedenti, dicono le statistiche, divorano molti più libri, ogni anno, di chi ci vede bene: nove libri in media ogni anno, contro i tre di tutti noi. E la diffusione esponenziale dei tablet e degli smartphone ha ulteriormente modificato le abitudini e le possibilità di lettura e di consultazione di testi di ogni genere. E' importante che questo progetto veda la collaborazione positiva di quasi tutti i grandi editori italiani. In un mare di notizie negative, è un buon segno.

362 mila non vedenti e un milione e mezzo di ipovedenti: sono cifre che rendono anche l'idea di un potenziale mercato, che per l'editoria in difficoltà potrebbe rivelarsi ben più interessante di tante altre nicchie. La disabilità, in fin dei conti, può e deve legittimamente essere anche una opportunità e non solo un'opera a fin di bene.

Torna all'indice

MANGIALIBRI.COM DEL 11-10-2012

Nuovo progetto per non vedenti e ipovedenti

Non vedenti e ipovedenti: un'intera libreria online per loro grazie al Progetto LIA, a partire dai libri dei vincitori di Strega e Campiello 2012. I primi titoli già sotto test di accessibilità.

Ci sarà il libro di Piperno, vincitore del Premio Strega, in versione accessibile, ma anche il titolo di Carofiglio, finalista della cinquina, il libro di Carmine Abate vincitore del Premio Campiello, il bestseller di Gramellini, Il pirata Long John Silver di Björn Larsson, il Pulitzer Jennifer Egan e anche L'eleganza del riccio di Muriel Bar-bery. Senza dimenticare il dizionario bilingue uomo-animali di Jeffrey Masson e, per i più piccoli, il Premio Andersen Aidan Chambers. Sono solo alcuni dei primi ebook che saranno disponibili a fine anno in versione accessibile anche per ipovedenti e non vedenti grazie al Progetto LIA - Libri Italiani Accessibili, curato dall'Associazione Italiana Editori (AIE), con la collaborazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, e finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, all'interno del "Fondo in favore dell'editoria per ipovedenti e non vedenti". Tremila i titoli di narrativa e saggistica che saranno disponibili a regime, tanto per cominciare. Tra i primi editori ad aver aderito Iperborea, Mondadori, Giunti, Sonda, RCS, Polillo, Minimum Fax, Il Mulino, GeMS, Laterza, Zanichelli, Rubbettino ed E/o edizioni: tutti gli ebook saranno riconoscibili grazie al bollino LIA e potranno essere acquistati sia sulla libreria LIA, online da fine anno, sia sulle altre librerie online aderenti. Il progetto si propone infatti di aumentare l'attuale disponibilità sul mercato di ebook in versione accessibile per persone non vedenti e ipovedenti nel rispetto dei diritti degli autori e degli editori. Le ricadute risultano significative se si pensa che in Italia vivono circa 362mila non vedenti e circa un milione e mezzo di ipovedenti (dati Istat 2010) e la tendenza all'invecchiamento della popolazione amplificherà in modo rilevante il problema. Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito (online in italiano e in inglese) www.progettolia.it. Il sito, realizzato secondo le normative vigenti in tema di accessibilità e certificato dall'Istituto per Ciechi Francesco Cavazza, è pienamente accessibile a non vedenti e ipovedenti, che possono navigarvi in maniera autonoma utilizzando le proprie tecnologie assistive come screen reader, display braille e videoingranditori. Il sito informativo di LIA - per raccontare cosa è e cosa permetterà il progetto -, è solo l'anticipo di quella che poi sarà la vera e propria libreria online integrata con gli attuali processi distributivi utilizzati per la vendita degli ebook: "Il portale LIA - ha spiegato la coordinatrice del progetto, Cristina Mussinelli di AIE - garantirà entro fine anno un modo, all'avanguardia a livello internazionale, per far leggere i libri a tutti e per mettere insieme il mondo editoriale e gli utenti con disabilità visive. Il carattere strategico del progetto sta proprio nell'essere riusciti a coinvolgere e far dialogare tutti i soggetti interessati: questo non tutela a monte solo gli editori ma, grazie al "bollino LIA", costituirà una garanzia di riconoscibilità anche per gli u-tenti, che potranno acquistare le opere scelte sulle varie librerie che aderiranno al progetto". Il Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Tommaso Daniele, nel confermare l'adesione e collaborazione al progetto LIA ha ribadito: "Il progetto LIA, che si avvia in modo esemplare alla sua piena realizzazione, consentirà ai disabili visivi l'accesso alle novità editoriali in tempo reale e con una ampiezza finora impensabile".

Torna all'indice

LA REPUBBLICA DEL 09-10-2012

Degenerazione maculare in aumento tra gli over50

PARIGI. Prima o dopo tocca (quasi) a tutti. Accade dopo i 65 anni, quando la cataratta diventa una realtà con cui fare i conti. Eppure, anche se l'opacizzazione del cristallino è la più frequente patologia oculistica che colpisce l'anziano, ce ne sono altre. Poco note, ma spesso più invalidanti e meno suscettibili alla terapia. Tra queste, la "Degenerazione maculare età correlata" (Amd) che coinvolge gli over 50 e che è in progressivo aumento in tutto il mondo.

È una delle malattie che caratterizza la disabilità visiva negli anziani a cui, oggi a Parigi, è dedicata una conferenza. La sessione scientifica si tiene in coincidenza dell'imminente approvazione di una nuova molecola (Aflibercept-Eylea), farmaco che potrebbe rivoluzionare la gestione della maculopatia umida. Patologia subdola e prima causa di ipovisione, esordisce con un indebolimento della vista che, man mano, conduce alla perdita della visione della parte centrale del campo visivo. In fase avanzata, la degenerazione è particolarmente invalidante: il paziente non è più in grado di guidare, leggere, mangiare, vestirsi. Conseguenze che possono condurre all'isolamento sociale e, anche, alla depressione.

«Di questa patologia infatti, si distinguono due forme», spiega il chirurgo oculista di Marsiglia Fernand Mimouni, «la secca, caratterizzata dall'atrofia progressiva della

parte centrale della retina ma senza formazione di neovasi, e l'umida che, invece, è causata da una proliferazione di vasi sanguigni anomali sotto la retina centrale». Il danno è causato dal sanguinamento che aggrava la perdita della funzione visiva. «Attualmente, purtroppo», osserva il professor Federico Ricci, aggregato di Oftalmologia all'università di Tor Vergata e direttore del centro di riferimento regionale per le patologie maculari, «non ci sono terapie per la forma secca, mentre disponiamo di ottimi farmaci per quella umida, che permettono di rallentarne l'evoluzione. Si tratta di inibitori del

VEGF (fattore di crescita vascolare) che vengono iniettati, con cadenza periodica, direttamente nell'occhio».

Le molecole registrate in Italia sono il Macugen (pegaptanib sodico) e il Lucentis (ranibizumab).

Uno dei problemi è il costo di questi farmaci: un ciclo terapeutico di un anno può superare i 10.000 euro. Tanto che per fronteggiare la spesa, finora si è ricorso in tutto il mondo a un analogo del Lucentis, l'Avastin (bevacizumab).

«Il suo uso per via intraoculare», sottolinea Ricci, «sebbene più economico e forse parimenti efficace, non è però consentito dall'Aifa, a causa dei possibili effetti collaterali, locali e sistemici». Tra l'altro, il trattamento prevede un'iniezione "mensile", problema rilevante, sia per pazienti e familiari, sia per le strutture ospedaliere. L'arrivo di Eylea, a parità di efficacia, permetterebbe di dimezzare la frequenza delle iniezioni. In più, il regime di concorrenza tra le due molecole potrebbe, di fatto, stimolare una riduzione dei prezzi sul mercato. A tutto vantaggio dei pazienti e degli specialisti.

di Giuseppe Del Bello

Torna all'indice

IL CORRIERE DELLA SERA DEL 29-10-2012

Anziani che perdono la vista Ecco come cambiano le cure

La degenerazione maculare senile può portare alla cecità, ma oggi i farmaci possono tenerla sotto controllo

MILANO. A.S., una signora di 67 anni, in pensione da due, aveva finalmente tutto il tempo disponibile per viaggiare, come desiderava da sempre. Ma nel 2004 aveva cominciato a vedere sfuocato e, tempo poche settimane, non riusciva più a riconoscere i suoi familiari. Diagnosi: degenerazione maculare senile, forma essudativa. Spiegazione: crescita anomala di vasi sanguigni (il fenomeno si chiama angiogenesi) nella macula, la zona centrale della retina dove si ha la visione più dettagliata. Terapia: poco o niente, se non la fotocoagulazione con laser o la terapia fotodinamica. F.R è, invece, un signore che, nel 2009, aveva 75 anni ed era un appassionato lettore di libri. Anche lui aveva cominciato a lamentare una perdita della visione e si era rivolto all'oculista. Stessa diagnosi, ma una nuova possibilità di cura: un farmaco anti-angiogenetico (agisce impedendo l'azione del Vegf, il fattore che promuove la crescita dei vasi sanguigni), capace di bloccare l'evoluzione della malattia. Adesso F.R. ci vede.

CADUTE E FRATTURE. «La degenerazione maculare senile - ha detto Bram Rutgers van der Loeff, presidente dell'Associazione olandese per la degenerazione maculare durante un convegno a Parigi - è la principale causa di perdita della vista nel mondo occidentale e ha un grande impatto psicosociale: chi ne soffre vede peggiorare la sua qualità di vita per la difficoltà a mantenere i rapporti sociali, spesso soffre di depressione, ha un rischio raddoppiato di morte prematura, rispetto a chi vede bene, e ha una maggiore probabilità di andare incontro a cadute e a fratture». La diffusione della malattia va di pari passo con l'invecchiamento della popolazione e si stima che, oltre i 75 anni, almeno una persona su tre, in Europa, soffra di qualche forma di maculopatia.

OFF-LABEL. I primi due farmaci anti-angiogenetici, specificamente studiati per la cura della malattia e somministrabili con un'iniezione intraoculare, sono stati approvati in Europa nel 2006 e sono il pegaptanib e il ranibizumab (entrati in commercio in Italia il primo nel 2006, l'altro nel 2007). Nel frattempo, in Italia, si è usato anche il bevacizumab, ma off-label (al di fuori cioè delle indicazioni per le quali è registrato e cioè la cura del tumore del colon). Da poco però l'Aifa, l'Agenzia Italiana del farmaco, non rimborsa più il bevacizumab come off-label. Rimangono, dunque, gli altri che sono molto costosi e per questo non vengono somministrati a tutti, ma soltanto ai pazienti con un grado di visione superiore a due e in un solo occhio, non in entrambi.

MENO SOMMINISTRAZIONI - Nel frattempo la ricerca di nuovi composti sta facendo passi avanti. Il primo obiettivo è quello di ridurre il numero di somministrazioni. Un farmaco in attesa di approvazione in Europa, l'aflibercept (ancora un inibitore del Vegf), prevede l'iniezione una volta ogni due mesi, con riduzione quindi delle complicanze legate alla somministrazione intraoculare. A mano a mano, poi, che si approfondiscono gli studi sui meccanismi dell'angiogenesi, si stanno individuando anche nuovi bersagli per la terapia.

18 MOLECOLE - «Attualmente sono nella fase di sviluppo clinico 18 molecole, con meccanismi differenti - ha detto William W. Li, presidente dell'Angiogenesis Foundation, un'associazione non profit che promuove le ricerche sull'angiogenesi in diverse patologie umane -, non solo anticorpi monoclonali contro il Vegf, come quelli attualmente in uso, ma anche inibitori sintetici di siRna (frammenti di Rna che inibiscono l'espressione dei geni) tanto per fare un esempio. E vie di somministrazione alternative all'iniezione intraoculare come gocce, gel o addirittura dispositivi impiantabili nell'occhio che rilasciano il farmaco».

Adriana Bazzi (abazzi@corriere.it)

Torna all'indice

IL CORRIERE DELLA SERA DEL 07-10-2012

Degenerazione maculare C'è chi resta senza cure

Colpisce la parte centrale della retina, la macula: la degenerazione maculare senile (Dms) è la principale causa di cecità nei Paesi occidentali. La forma umida (o neovascolare), meno diffusa rispetto alla forma secca, è dovuta alla formazione di vasi sanguigni anomali che causano l'edema retinico ed è più invalidante. Può essere trattata con farmaci antiangiogenici, ma in Italia non tutti i malati hanno le cure gratuite. «La terapia intravitreale è garantita dal Servizio sanitario solo a chi ha un'acuità visiva superiore ai due decimi spiega Lidia Buccianti, direttore dell'Associazione dei pazienti "Per Vedere fatti Vedere" . L'anno scorso l'Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera all'abolizione di questo limite, ma la pubblicazione di quella delibera in Gazzetta ufficiale non è mai avvenuta. Ora, per sollecitarla lanciamo la Campagna "Salviamo dalla cecità decine di migliaia di pazienti di Dms", invitando i cittadini a spedire fax o mail alle istituzioni, tramite il nostro sito. Chiediamo, poi, che la cura sia erogata per entrambi gli occhi: attualmente, infatti, è garantita soltanto per uno, limitazione che non esiste in altri Paesi europei». «Con queste regole, oggi non può curarsi gratuitamente chi, per esempio, ha un decimo di acuità visiva e potrebbe conservare quella capacità residua in grado di garantirgli un minimo di autonomia, fondamentale soprattutto per gli anziani che vivono da soli afferma Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana . Non si capisce, poi, il limite alla cura del secondo occhio: con gli anni, chi ha la degenerazione maculare senile avanzata in un occhio ha più probabilità di svilupparla anche nell'altro». Considerando che il costo di una fiala per la cura è di circa mille euro e che ne occorrono in media cinque per il primo anno, di fatto continua a curarsi solo chi può permetterselo. «Interrompere la terapia è dannoso dice Piovella . Al contrario, un trattamento precoce è più efficace sulla lesione neovascolare e consente di non perdere il residuo visivo. E poi: quanto costa una persona che perde la vista e deve dipendere da altri?». Diagnosticare subito la malattia può fare dunque la differenza. «Potrebbero essere utili anche screening effettuati dai medici di famiglia sostiene Cristina Martinoli, direttore scientifico dell'Istituto per la riabilitazione delle disabilità visive "David Chiossone" di Genova . Per esempio, il test di Amsler può essere eseguito facilmente: s'indossano gli occhiali per vicino, si copre con la mano un occhio e con l'altro si fissa un punto nero al centro di un foglio a quadretti. Se alcune linee appaiono alterate, distorte o con macchie, occorre consultare subito l'oculista».

di Maria Giovanna Faiella

Torna all'indice

SUPERANDO.IT DEL 16-10-2012

Salviamo dalla cecità decine di migliaia di persone

Attualmente le iniezioni intravitreali sono l'unica terapia disponibile per i pazienti con degenerazione maculare senile umida, grave patologia oculare che colpisce soprattutto le persone anziane e che porta alla perdita progressiva della vista, fino alla cecità.

Si stima - ma con un calcolo prudenziale - che nel in Italia ne siano colpite almeno 110.000 persone. E tuttavia, nel nostro Paese, unico tra quelli occidentali, la cura della degenerazione maculare senile con le iniezioni intravitreali è garantita dal Servizio Sanitario con inaccettabili limitazioni, come denuncia l'Associazione Per Vedere Fatti Vedere, che per questo ha lanciato la campagna denominata Salviamo dalla cecità decine di migliaia di pazienti con degenerazione maculare senile.

«Innanzitutto - spiega Lidia Buccianti, direttore dell'Associazione - c'è la questione del "limite due decimi". La cura, infatti, non viene erogata a chi ha meno di due decimi di visus. Si tratta di una situazione che impedisce di fatto a chi ne ha più bisogno di mantenere quella visione residua in grado di garantire l'autosufficienza e una vita dignitosa. Per un paziente con meno di due decimi, riacquistare anche solo un decimo significa poter passare da una condizione di dipendenza a una vita ancora autonoma, cosa fondamentale per molti anziani che oggi vivono soli».

Su tale problema, nel 2011, sempre l'Associazione Per Vedere Fatti Vedere aveva lanciato un'altra specifica campagna, della quale anche il nostro giornale si era ampiamente occupato. Di fronte a ciò l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) aveva ufficialmente deliberato, nel mese di luglio dello scorso anno, l'abolizione del limite dei due decimi, ma tale provvedimento non è mai stato reso operativo, per la mancata pubblicazione di quella delibera in Gazzetta Ufficiale.

L'altra grande questione in gioco riguarda il cosiddetto "limite del secondo occhio". «Attualmente, infatti - prosegue Buccianti -, la cura viene erogata, incredibilmente, per un occhio solo, mentre chi è affetto da degenerazione maculare senile in tutti e due gli occhi dovrebbe poterli curare entrambi con la copertura del Servizio Sanitario Nazionale e mantenere in essi quella visione residua che può permettere di condurre una vita autosufficiente. Considerando anche i costi elevatissimi della cura con le iniezioni intravitreali, oggi chi ha i soldi può permettersi di curarsi privatamente, chi non li ha va incontro alla perdita della vista e di fronte a una società italiana in cui l'età media si sta continuamente innalzando, l'incidenza della degenerazione maculare senile è destinata ad aumentare notevolmente: si valuta una crescita di casi del 31% nel decennio 2010-2020, con un conseguente aumento dei costi sociali per ipovisione e cecità».

«L'accesso alle cure - conclude il direttore di Per Vedere Fatti Vedere - è un diritto che dev'essere S, senza discriminazioni anche per questo motivo: i costi per le cure sarebbero nettamente inferiori a quelli che la società dovrebbe sostenere per la cecità dei pazienti non curati adeguatamente».

Con la Campagna Salviamo dalla cecità decine di migliaia di persone con degenerazione maculare senile, la ONLUS fondata nel 2002 dalla SOI (Società Oftalmologica Italiana), chiede pertanto al Ministero della Salute e all'AIFA che venga innanzitutto pubblicata in Gazzetta Ufficiale la delibera del luglio 2011 sull'abolizione del "limite dei due decimi" e in secondo luogo che venga immediatamente cancellato il "limite del secondo occhio", allineando l'Italia agli alrri Paesi occidentali, dove tali discriminazioni non esistono. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: buccianti@pervederefattivedere.it.

Torna all'indice

L'ARENA DEL 29-10-2012

Maculopatia degenerativa, cosa fare per evitare la cecità

VERONA. Il dottor Stefano Casati, specialista alla Clinica oculistica dell´ospedale di Borgo Trento, diretta dal professor Giorgio Marchini, e di Borgo Roma, nel 1991 ha svolto il servizio civile come obiettore di coscienza all´Unione italiana ciechi di Verona (che allora non contemplava ancora nello statuto dell´associazione la tutela degli ipovedenti) e si sente in famiglia nella sala «Sorelle Botolotti» di via Trainotti 1, sede scaligera dell´associazione nazionale dove nei giorni scorsi ha tenuto un´affollata conferenza sulla maculopatia senile che colpisce tre milioni di italiani ed in maggior parte le donne. L´incontro è stato organizzato dalla presidente dell´Uici Roberta Mancini in occasione della Giornata nazionale della vista e la risposta del pubblico al convivio, voluto dall´Uici accogliendo l´invito della Sezione Italiana dell´Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, ha confermato la voglia del pubblico di saperne di più sulle questioni di salute, nel caso specifico di questa patologia, tra le più eclatanti della vista legata all´invecchiamento.

Non solo sensibilizzazione ma operatività sul campo, sono stati gli elementi dell´incontro che al termine ha permsso a venti persone di farsi controllare il fondo retinico con visita da parte del dottor Casati e della collega Marzia Puggiato.

«La maculopatia senile colpisce oggi circa il dieci per cento delle persone nella fascia di età che va dai 66 ai 74 anni ed il 30 per cento nella fascia oltre i 75 anni», ha spiegato Casati che è stato anche responsabile del centro per ipovedenti all´ospedale di Borgo Trento, chiuso l´anno scorso per mancanza di fondi. «È una malattia dell´occhio che si presenta prevalentemente in persone anziane e talvolta anche in soggetti più giovani. La parte interessata dalla patologia è la macula, la zona centrale della retina preposta alla visione distinta e alla percezione dei dettagli. Si ritiene che questa malattia sia la principale causa di deficit visivo centrale nei Paesi occidentali».

«In ambulatorio arrivano pazienti che lamentano disturbi, spesso trascurati che si rivelano gravi», ha stigmatizzato Casati. «Perciò invito a controlli frequenti, anche al minimo disagio che può essere preso in tempo».

In quanto alla maculopatia il medico ha sottolineato che nella maggior parte dei casi deriva dalla miopia elevata e può essere di due tipi: maculopatia atrofica (la più frequente) e maculopatia essudativa (colpisce il 15 per cento dei soggetti. «Nel primo caso deriva da atrofia delle cellule retiniche e nel secondo dalla formazione di neovasi anomali sotto il tessuto retinico che poi si rompono provocando emorragie e conseguente cicatrici. Oppure da accumulo di liquido sottoretinico». Chiazzette giallastre sulla retina, visione distorta delle immagini, macchie scure, lampi, colori sbiaditi, immagini sfumate sono solo alcuni dei segni premonitori della maculopatia il cui impatto sociale è notevole dato che chi ne è affetto ha tutta una serie di problemi difficili da gestire: non legge più a occhio nudo e nemmeno con gli occhiali normali ma necessità di ausili ottici specifici; non guida più l´auto, non va più in bicicletta, non cammina più come prima avendo difficoltà con i dislivelli, specie minimi; non riconosce più i volti, solo per citare i più eclatanti. Miopia, età, familiarità, fenomeni ossidativi della retina e infiammazione cronica: queste le cause base del problema, che si può prevenire.

«Evitare il fumo, diretto e indiretto, che aumenta di quattro volte il rischio di ossidazione vascolare», ha consigliato Casati, «quindi mantenere il peso forma, perché l´obesità e il sovrappeso incidono a causa del sovraccarico di grassi. Assumere gli Omega 3 contenuti principalmente nel pesce che secondo studi recenti riducono il rischio di maculopatia del 25 per cento. Sali minerali e vitamine, inoltre, danno una mano. Riparare gli occhi dal sole, poi, è consigliabile».

di Michela Pezzani

Torna all'indice

LA REPUBBLICA DEL 02-10-2012

Niente barriere teatro per tutti Londra docet

Al National Theatre TOUCH TOUR, DISPLAY E RAGGIUNGIBILITÀ. LA PROGRAMMAZIONE STABILE PER SORDI E NON VEDENTI

di Roberto Caramelli

LONDRA. Disability Rights Uk, charity nata a gennaio 2012 dalla fusione di varie organizzazioni tra cui la Royal Association for Disability, ha da poco pubblicato una Guida completa dell'accessibilità in tutto il Regno Unito e nella Repubblica d'Irlanda. Il volume curato dall'organizzazione nazionale di volontariato, è utile non solo ai cittadini inglesi ma anche ai viaggiatori stranieri con disabilità. Il numero maggiore di pagine è, naturalmente, dedicato a Londra, una delle città al mondo con meno barriere architettoniche, dove il 100 per cento dei black cabs, i taxi tradizionali, sono accessibili grazie all'ampia carrozzeria di serie e alla dotazione di rampe pieghevoli.

Londra è mecca dello shopping, dell'arte, da qualche anno di nuove tendenze gastronomiche, ma è soprattutto, da oltre un secolo, una delle capitali mondiali del Teatro. Al titolo di regina dello spettacolo si aggiunge un primato, quello di proporre una stagione teatrale permanente "accessibile" per diverse disabità, in uno dei teatri nazionali più prestigiosi, il National Theatre. La struttura, composta di tre sale e progettata dagli architetti Denys Lasdun e Peter Softley, fu costruita negli anni Settanta. L'accessibilità del complesso è ampia: parcheggi dedicati, ascensori, rampe, ingresso all'Auditorium dei cani per non vedenti. Gli spettacoli teatrali per diverse disabilità, come esperimento, nacquero una trentina d'anni fa in vari stage londinesi. Dal 2003, però, il National Theatre ha cominciato a inserirli in cartellone facendoli entrare, dopo un grande consenso di pubblico, stabilmente nella programmazione, accompagnati dalla dicitura "captioned performance". In cosa consiste la loro "accessibilità"? Nelle file, ai diversi livelli, esistono come in tutti i grandi teatri londinesi, accessi e posti per le carrozzine, ma il National Theatre fa molto di più, permette di seguire ogni parte dello spettacolo anche ai sordi e ai non vedenti. Sempre più spesso, nel mondo, Italia compresa, per i sordi viene tradotto simultaneamente il testo con l'alfabeto dei segni. «Il National Theatre nelle tre sale, la Oliver, la Lyttelton e la Cottesloe, va oltre, soprattutto nella stagione che comincia ora: sul palcoscenico, in alto, sopra le teste degli attori, ha montato display visibili ovunque che mostrano tre righe di testo per volta, in lettere gialle su fondo nero», spiega Roz Chalmers che ha lavorato a lungo con chi non può udire e dirige il programma per disabili in collaborazione con le organizzazioni DeafWorks e Action for the Blind. «Il display non è automatico, viene diretto da una regia che segue passo passo le azioni», continua Roz Chalmers, «anche i rumori, come uno sparo, una musica, un movimento fuori scena, vengono descritti con le parole. «I display non sono nascosti ma inseriti come parte essenziale della scenografia, grandi e visibili».

I non vedenti, invece, un'ora prima dello spettacolo, salgono sul palcoscenico dove possono toccare ogni parte della scenografia; per certe opere classiche accedono ai camerini per entrare in contatto con i costumi; l'esperienza è chiamata "touch tour".

***

LA SCHEDA

IL TURISMO.Nel 2011 oltre mezzo milione di disabili ha visitato senza problemi il Regno Unito www.visitbritain.com

IL TUBE. Oltre 100 stazioni della metro londinese sono accessibili Tutte le nuove linee, come la Jubilee Line, non hanno barriere

I MUSEI. A Londra, 33 musei hanno la completa accessibilità. I teatri senza barriere, compreso il Globe Theatre, sono 26

I PARCHI. Nove grandi parchi londinesi hanno ottenuto il certificato di accessibilità, tra questi Hyde Park e Regent Park

PARALIMPIADI. I primi Giochi Paralimpici furono disputati a Roma nel 1960 ma vennero "inventati" in Gran Bretagna nel 1948

Torna all'indice

IL MATTINO DI PADOVA DEL 23-10-2012

La bimba cieca e il suo cane un libro ne narra l'amicizia

MONSELICE. È uscito venerdì nelle librerie italiane il nuovo albo di Camelozampa, la casa editrice per bambini e ragazzi di Monselice. Il libro si intitola "Lola e io" ed è scritto da Chiara Valentina Segré e illustrato da Paolo Domeniconi. È la storia dell'amicizia tra una ragazzina e il suo cane. Un'amicizia speciale, fatta di tante piccole cose: le passeggiate nel parco, il grande ippocastano, le polpette di Mario, le gite al mare. E poi il pittore Michelangelo, i ghiaccioli sul naso in montagna, i film di spionaggio... La freschezza del racconto e il sapiente gioco di rimando con le illustrazioni di Domeniconi non lasciano indovinare, se non al termine, che la vera voce narrante è quella di Stella, cane guida di Lola. La ragazzina infatti ha perso la vista a seguito di un incidente stradale. Al centro della storia non c'è però la sua disabilità, ma la felicità di vivere una vita normale, riscaldata dall'amore della sua amica a quattro zampe. Un inno all'amicizia e anche un modo per ricordare l'importanza di sostenere l'addestramento dei cani guida, straordinario esempio di affetto canino per la loro capacità di diventare gli occhi di chi non può vedere. Proprio per questi contenuti, "Lola e io" ha ottenuto il patrocinio morale della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi della Regione Toscana. Il volume è inserito nella collana "Le Piume" ed è consigliato per i bimbi dai 5 anni. Costa 14 euro.

Torna all'indice

GAZZETTA DI MODENA DEL 08-10-2012

«Emozionata come su un podio olimpico»

MODENA. Più di duemilacinquecento cuori a battere per lei, più di cinquemila mani ad applaudirla e abbracciarla idealmente per le imprese con le quali ha emozionato e stregato il mondo intero alle recenti Paralimpiadi. Cecilia Camellini, 20enne nuotatrice non vedente di Formigine, vanto di Modena e dell'Italia intera dopo essere stata capace di conquistare due ori e due bronzi a Londra 2012, è stata omaggiata da Casa Modena e, soprattutto, da tutto il pubblico accorso ieri al PalaPanini: tifosi e appassionati che, prima di ammirare l'esordio in campionato della propria squadra del cuore, hanno giustamente celebrato con applausi e cori da brividi una campionessa di "casa nostra" che tanto ha insegnato, negli ultimi anni, non solo al mondo sportivo. E che, oltre a portare in alto il nome della nostra città, ha orgogliosamente fatto salire sull'Olimpo l'Italia intera. Per questo nel tributo a lei dedicato non potevano esistere distinzioni, i decibel prodotti da un applauso durato oltre un minuto hanno perfettamente accomunato tifosi modenesi e veronesi, giocatori in campo, dirigenti, arbitri... Insomma, proprio tutti: perché Cecilia è la beniamina di tutti, non solo per quello che ha saputo dimostrare in acqua, dunque vedere un intero palazzo in festa non ha fatto altro che consolidare quella che era già una certezza. Un boato al suo ingresso sul parquet, un lunghissimo applauso durante la sfilata sotto le tribune, dopo aver ricevuto una maglietta di Casa Modena dai capitani Manià e Sala e prima di essere omaggiata anche dalla tifoseria geminiana, con maglia e sciarpa degli "Irriducibili Gialloblu" pronta ad accarezzare quelle spalle sulle quali poche settimane fa erano appoggiate orgogliosamente quattro splendenti medaglie olimpiche. Un momento magico prima di quella che, per Casa Modena, si è rivelata poi una giornata magica, nella quale i veri valori dello sport l'hanno fatta da padrone. «Ringrazio di cuore tutti: è stata un'emozione unica, quasi come trovarsi su un podio olimpico», racconterà poi Cecilia, commossa per questo nuovo bagno di affetto. Un applauso a lei e uno grande a Casa Modena, che con un gesto semplice ma dalla nobiltà immensa ha dato un significato ancora più forte al proprio inizio di stagione.

di Marco Costanzini

Torna all'indice

IL CORRIERE DELLA SERA DEL 13-10-2012

Fondali aperti a tutti, alle Tremiti si formano guide per ipovedenti e ciechi

Il corso finanziato interamente dal Parco Nazionale del Gargano e dall'Amp delle Isole Tremiti. Brevetti a cinque nuovi istruttori

Si è concluso con la consegna dei brevetti la cinque giorni di "Fondali aperti a tutti", un corso per la formazione di guide sub condotto dall'associazione culturale "Albatros Progetto Paolo Pinto Scuba Blind International" (guidata da Angela Costantino, moglie del compianto campione di nuoto) specializzate nel condurre ipovedenti e ciechi nei fondali delle Isole Tremiti. Il corso finanziato interamente dal Parco Nazionale del Gargano e dall'Amp delle Isole Tremiti e svolto dall'associazione, è stato articolato in una full-immersion di 5 giorni tra lezioni teoriche, pratiche ed immersioni. A tutti i partecipanti è stato consegnato un kit didattico composto da brevetto internazionale, diploma di partecipazione, riconoscitore subacqueo in braille, testo e cd didattico, kit ricostruzione specie artificiali. Alla fine del corso sono state effettuate prove scritte e pratiche per valutare l'apprendimento didattico ed il rispetto degli standard qualitativi minimi imposti per il conseguimento del brevetto.

IL PROGETTO. "Fondali aperti a tutti" ha visto il coinvolgimento degli operatori locali nel processo di acquisizione didattica degli strumenti e delle tecniche di accompagnamento dei disabili, la sensibilizzazione della comunità locale nei confronti della diversabilità. Domenico D'India (Acquolina Diving Center), Gianfranco Lapertosa (Splash Diving Center), Armando Vendolini (Marlin Tremiti), Giovanni Mariani (Tremiti Diving Center) sono 4 istruttori formati per guidare ipovedenti e ciechi. Spiega il presidente dell'associazione Stefano Pecorella: "E' stato emozionante vedere di persona come in acqua tutte le distanze e le difficoltà si annullino mettendo sullo stesso piano i diversabili ed i normodotati. Non poteva essere che Tremiti, paradiso per antonomasia dei sub, ad essere capofila di questa 'rivoluzione' sociale".

Mirko Dioneo

Torna all'indice

FOCUS

LEGGE DI STABILITÀ: DOCUMENTO CONGIUNTO FAND/FISH

Si riporta di seguito il documento elaborato congiuntamente dalla F.A.N.D. (Federazione fra le Associazioni Nazionali dei Disabili) e dalla F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

Il presente documento si riferisce alla "Legge di stabilità" in discussione alla Camera dei Deputati ed è stato diramato nell'imminenza della manifestazione di protesta indetta il giorno 31 ottobre.

Emendamenti al disegno di legge A.C. 5534

"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)"

Art. 3. (Riduzioni delle spese rimodulabili ed ulteriori interventi correttivi dei Ministeri).

Emendamento al comma 33

- il comma 33 è soppresso

Relazione

Il comma 33 dell'articolo 3 del disegno di legge interviene anche delicato àmbito dell'inclusione scolastica.

Attualmente i procedimenti di accertamento e valutazione degli alunni, già certificati con disabilità, sono improntati sul seguente iter.

Per giungere all'assegnazione di un sostegno o di un aiuto a scuola è necessaria l'elaborazione del PEI, il Piano Educativo Individualizzato o Personalizzato

Il PEI è il progetto di vita dell'alunno con disabilità in età scolare e quindi comprende sia i criteri e gli interventi di carattere scolastico che quelli di socializzazione e di riabilitazione. Essendo un atto di programmazione, il PEI deve tenere conto di tutti gli elementi informativi contenuti in altri atti che la legge pone pure come obbligatori e cioè la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.

La Diagnosi Funzionale è la descrizione dei bisogni educativi dell'alunno, individuati dagli operatori dell'ASL con la collaborazione della scuola e della famiglia. Non è una semplice descrizione delle funzioni attive o carenti dell'alunno, ma è un'analisi di queste funzioni in vista della formulazione del PEI.

Se la Diagnosi Funzionale, dunque, viene redatta una sola volta dagli operatori dell'ASL, per avere però un quadro progressivo dell'evoluzione della personalità dell'alunno, sono necessarie osservazioni nel tempo che vengono raccolte in un documento - il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) - che viene aggiornato al passaggio di ogni grado di scuola e redatto da tutti gli operatori che seguono l'alunno, cioè insegnanti, operatori sanitari e operatori sociali, con la collaborazione della famiglia.

Sempre da tutti questi soggetti, poi, viene redatto annualmente il PEI che comprende le indicazioni principali dei progetti di riabilitazione, socializzazione e scolarizzazione, indicati nell'articolo 13, comma 1, della Legge 104/1992.

Nella convinzione che la spesa per gli insegnanti di sostegno sia eccessiva, negli anni si è tentato prima di contingentarne l'assegnazione, quindi di entrare nei meccanismi di accertamento della disabilità (ai fini scolastici), affidandone il controllo all'INPS (art. 19, Legge 111/2011).

Il disegno di legge prevede che "le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica all'assegnazione del docente di sostegno all'alunno disabile (...) sono affidate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), che le esercita anche avvalendosi del personale medico delle aziende sanitarie locali senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica."

Nella sostanza, con la convinzione che INPS sia più rigoroso nell'individuazione dei bisogni (e quindi dei diritti), si spostano le responsabilità di valutazione dalle ASL all'Istituto nazionale della previdenza sociale.

INPS non disponendo di professionalità specifiche proprie nell'ambito della psicopedagogia e della neuropsichiatria dovrà appoggiarsi anche alle stesse ASL e gli operatori sanitari (nella convinzione del Legislatore) dovrebbero rispondere all'Istituto anziché al proprio Direttore generale.

Quello che ne esce è un quadro assai complicato sia in termini di organizzazione che in termini di prospettive per la reale esigibilità del diritto all'inclusione.

La finalità della norma è basata su un'ipotesi di contenimento della spesa peraltro assai improbabile al netto degli inevitabili contenziosi.

Per l'applicazione di questa nuova prescrizione sono previsti successivi decreti attuativi per i quali il disegno di legge fissa una delega generica al Governo.

Note

Il testo del comma 33, articolo 3 è il seguente:

"33. Le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica all'assegnazione del docente di sostegno all'alunno disabile di cui all'articolo 19, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono affidate all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), che le esercita anche avvalendosi del personale medico delle aziende sanitarie locali senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Con uno o più decreti del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze, sentito l'INPS, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definite le modalità attuative del presente comma."

Art. 6. (Razionalizzazione e riduzione della spesa nel settore sanitario).

Emendamento al comma 1

- All'articolo 6, comma 1, lettera a) aggiungere il seguente periodo:

"alla medesima lettera a) dopo le parole «esclusione degli acquisti dei farmaci» aggiungere le parole «, gli ausili, le protesi e le ortesi riservati alle persone affette da menomazioni invalidanti permanenti e i servizi riabilitativi e socio-sanitari ad essi rivolti,»"

Relazione

Il disegno di legge all'articolo 6 comma 1 impone, dal 2013, una riduzione del 10% dei contratti per servizi e di fornitura di beni e servizi, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale.

La misura comporta un fortissimo rischio di riduzione nella qualità e nella qualità dei servizi a favore delle persone con grave disabilità, prestazioni essenziali sia a garantire un adeguato livello di salute che per garantire la conseguente inclusione sociale.

L'emendamento intende compensare tale rischio, limitandone l'applicazione, già prevista per le forniture farmaceutiche, anche per le prestazioni riabilitative e socio-sanitarie rivolte a persone con menomazioni invalidanti permanenti, comprea la fornitura di ortesi, protesi ed ausili.

Note

Il comma 13 dell'articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, vigente recita:

"13. Al fine di razionalizzare le risorse in ambito sanitario e di conseguire una riduzione della spesa per acquisto di beni e servizi:

a) ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli importi e le connesse prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi, con esclusione degli acquisti dei farmaci, gli ausili, le protesi e le ortesi riservati alle persone affette da menomazioni invalidanti permanenti e i servizi riabilitativi e socio-sanitari ad essi rivolti, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, sono ridotti del 5 per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto per tutta la durata dei contratti medesimi; tale riduzione per la fornitura di dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012;"

Con gli modifiche avanzate dal disegno di legge, integrati con i presenti emendamenti, il testo risultante è il seguente:

"13. Al fine di razionalizzare le risorse in ambito sanitario e di conseguire una riduzione della spesa per acquisto di beni e servizi:

a) ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 17, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli importi e le connesse prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi, con esclusione degli acquisti dei farmaci, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, sono ridotti del 5 per cento a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e del 10 per cento a decorrere dal 1o gennaio 2013 e per tutta la durata dei contratti medesimi; tale riduzione per la fornitura di dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012;"

Art. 12. (Disposizioni in materia di entrate).

Emendamento al comma 2

- al comma 2 è aggiunto il seguente periodo «Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nei confronti dei soggetti titolari di reddito complessivo superiore a euro 40.000.»

Relazione

L'emendamento proposto intende limitare la spesa fiscale a carico dello Stato derivante dall'abbassamento delle due aliquote IRPEF (23 e 27%) ponendo un limite reddituale all'applicazione dell'agevolazione.

Ciò consente di concentrare l'impegno fiscale effettivamente solo sui redditi più bassi, con una maggiore equità), e di disporre di risorse, a saldi invariati, per l'applicazione dell'emendamento al successivo articolo 13 e quindi consentire un trasferimento di risorse a favore del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.

Emendamento al comma 5

- a comma 5 le parole «dal quarto all'ottavo periodo» sono soppresse

Relazione

Con la soppressione del periodo in questione viene superata l'insostenibile distinzione fra spese sanitarie per l'applicazione della franchigia (250 euro) ai fini delle detrazioni fiscali.

Con la precisazione prevista dal disegno di legge rimarrebbero sottoposte a franchigia le spese mediche e di assistenza specifica (se non già deducibili) le spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere, nonché le spese riguardanti i mezzi necessari all'accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento e per sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e le possibilità di integrazione dei soggetti di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Emendamento ai commi 14, 15, 16

- all'articolo 12, sopprimere i commi 14, 15 e 16".

Relazione

La misura che con l'emendamento in esame si propone di sopprimere causerebbe non solo un grave pregiudizio alla cooperazione sociale, ma prima ancora un riverbero negativo sulle persone fruitrici dei servizi. Fra questi, vale la pena di ricordarlo, molti riguardano minori, persone con disabilità non autosufficienti.

La norma in esame infatti eleva dal 4 al 10 per cento l'aliquota IVA riservata alle prestazioni sociosanitarie ed educative svolte dalle cooperative sociali in favore di soggetti gravemente svantaggiati (anziani, inabili adulti, tossicodipendenti, malati di Aids, persone con disabilità psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza).

L'innalzamento dell'aliquota, se approvato, rappresenterebbe un vero "colpo di grazia" al Welfare del Paese, che investe in primo luogo i servizi sociali resi dai Comuni.

Questi ultimi, già stremati dalla crisi e dalle pur giuste politiche di revisione della spesa, si troverebbero dinanzi alla tragica alternativa di doversi sobbarcare un onere ulteriore ovvero ridurre la quantità e la qualità dei servizi alle persone. Stimiamo che questo incremento IVA, oltre a lasciare indifese famiglie e persone in difficoltà produrrà in automatico oltre 20.000 licenziamenti, numero che potrebbe persino raddoppiare a causa della riduzione delle risorse locali.

Una tale iniziativa non ha alcuna giustificazione. Si legge nella relazione che la modifica è inserita nella legge di stabilità "al fine di evitare l'apertura di una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea".

La contestazione di incompatibilità con il diritto comunitario rivolta alla Commissione UE si basa su mere supposizioni, tutte da dimostrare.

Secondo la denuncia, il regime IVA del 4% delle prestazioni rese da cooperative sociali sarebbe in contrasto con il combinato disposto dell'art. 98 e dell'Allegato III, nonché con l'art. 99 della Direttiva 2006/112/CE.

La suddetta contestazione di incompatibilità non tiene conto, tuttavia, che la Direttiva citata prevede espressamente la possibilità di "conservare" negli ordinamenti nazionali, a determinate condizioni, un'aliquota ridotta inferiore al 5%. L'art. 110, infatti, stabilisce che "gli Stati membri che al 1° gennaio 1991 accordavano esenzioni con diritto a detrazione dell'IVA, pagata nella fase precedente, o applicavano aliquote ridotte inferiori al minimo prescritto dall'articolo 99 possono continuare ad applicarle".

Sicché alla stregua di tale clausola di salvaguardia, il regime riservato alle cooperative sociali dall'ordinamento italiano può sopravvivere legittimamente nell'Unione.

Difatti, le cooperative sociali, pur svolgendo attività socio sanitaria sin dagli Anni '80, hanno avuto una regolamentazione propria soltanto nel 1991. Tale operatività in fatto anteriore al momento (tardivo) in cui il Legislatore si è preoccupato di riconoscere alle cooperative sociali uno statuto proprio, spiega anche la circostanza per la quale l'aliquota ridotta del 4% - pur essendo stata disciplinata dopo il 1° gennaio 1991 - è stata applicata anche alle prestazioni socio sanitarie effettuate nel periodo anteriore.

Risulta dunque integrata la clausola di salvaguardia di cui all'art. 110 della direttiva 2006\112\CE. Non sussiste pertanto alcuna ragione per rimuovere il regime IVA al 4% da sempre riservato alle prestazioni sociali delle cooperative a beneficio di soggetti svantaggiati.

Il Governo, prima di abrogare il regime attualmente previsto, dovrebbe cogliere l'occasione per illustrare alla Commissione UE le ragioni di fatto e di diritto che giustificano il trattamento ai fini IVA delle prestazioni sociali dirette ai soggetti gravemente svantaggiati.

Emendamento al comma 17

- il comma 17 è soppresso

Relazione

Il comma di cui si chiede la soppressione prevede l'imposizione fiscale sulle pensioni di guerra nel caso i titolari dispongano di un proprio reddito complessivo superiore ai 15.000 euro. La disposizione, che peraltro comporta un minimo risparmio in termini di spesa fiscale, crea una insostenibile disparità di trattamento con altri introiti assistenziali attualmente esenti da imposizione (ad esempio, alcune indennità INAIL, le provvidenze per i minorati civili).

Note

Il comma 17 dell'articolo 12, recita:

17. Le disposizioni di cui all'articolo 34, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, si applicano esclusivamente ai soggetti titolari di reddito complessivo non superiore a euro 15.000.

L'articolo 34, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, recita:

(Articolo 34. - Altre agevolazioni.)

Le pensioni di guerra di ogni tipo o denominazione e le relative indennità accessorie, gli assegni connessi alle pensioni privilegiate ordinarie, le pensioni connesse alle decorazioni dell'ordine militare d'Italia e i soprassoldi connessi alle medaglie al valore militare sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Art. 13. (Fondi speciali e tabelle).

- Dopo il comma 4 aggiungere il seguente comma: «5. Il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS), di cui dall'art. 59, comma 44 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 è incrementato di 500 milioni di euro per l'anno 2013 e di 500 milioni di euro per l'anno 2014.»

Relazione

Il Fondo nazionale per politiche sociali, inizialmente previsto dalla legge 449/1997, ha subito una pesante contrazione negli ultimi anni, riducendo gli specifici trasferimenti agli enti locali per la gestione di servizi a favore di persone con disabilità, anziani, famiglie, minori. Sorte simile è toccata ad altri Fondi che sono stati azzerati o ridotti in modo notevole (servizio civile, infanzia, non autosufficienza, casa ...)

Nella convinzione che contrazione delle risorse a favore del welfare e delle politiche di protezione sociale, sia un elemento di freno per lo sviluppo oltrechè di disequità, con l'emendamento proposto di prevede il finanziamento aggiuntivo del Fondo, riportandolo ai livelli del 2008.

Ciò trova copertura nelle minori uscite possibili con l'emendamento all'articolo 12 (diminuzione delle aliquote IRPEF vincolate a limiti reddituali).

Per completezza si rammenta che, allo stato attuale, per il Fondo per le politiche sociali è previsto per il 2012 un finanziamento di 229,4 milioni di euro, per il 2013 200,8 milioni di euro, e 212,3 milioni di euro per il 2014.

Il Presidente Nazionale Fish

Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap Il Presidente Nazionale Fand

Federazione tra le Associazioni Nazionali

dei Disabili

Pietro Vittorio Barbieri Giovanni Pagano

Torna all'indice

L'AGENDA: APPUNTAMENTI DEL MESE DI NOVEMBRE

Torna all'indice



Cerca nel sito | Mappa del sito | XHTML 1.0 Valido | Torna ad inizio pagina
Copyright © 2006 - 2017 Consiglio Regionale U.I.C.I. della Lombardia. Codice fiscale 97006460154