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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Agosto 2012

SOMMARIO

Dal Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I.

Avviata la collaborazione con Grandi Stazioni e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI)

Sabato 30 giugno 2012, dalle 9 alle 13, presso la Stazione Centrale di Milano, si è realizzata la prima tappa di un progetto formativo/informativo itinerante di orientamento e mobilità per persone non vedenti e ipovedenti, promosso dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, in collaborazione con Grandi Stazioni e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI), con la supervisione di esperti del settore.

Il progetto, partendo dalla necessità di rispondere alle difficoltà, alle esigenze e ai bisogni di decine di persone con disabilità visiva della nostra Regione, consentirà a coloro che vi prenderanno parte di imparare a muoversi autonomamente nei percorsi e nei luoghi più strategici per raggiungere i luoghi di studio o di lavoro.

L'integrazione sociale delle persone ipo e non vedenti, infatti, si realizza attraverso l'indipendenza nella mobilità e negli spostamenti, oltre che con l'istruzione, la formazione professionale e l'inserimento attivo nel mondo del lavoro.

La complessità crescente delle nostre città e la persistenza di numerose barriere architettoniche e sensoriali che complicano l'accesso alla fruizione autonoma dei servizi pubblici da parte delle persone con disabilità visiva rendono non più procrastinabile questa iniziativa richiesta a gran voce da centinaia di non vedenti e voluta con convinzione da parte del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che ha trovato in Grandi Stazioni e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI) interlocutori attenti e qualificati, oltre che competenti sulla materia.

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Mamma o non mamma: il difficile mestiere di genitore

Nei giorni 5, 12 e 19 maggio 2012, presso la Sede regionale e la Sezione di Brescia dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, si sono tenuti gli incontri formativi previsti nell'ambito del progetto "Mamma o non mamma", realizzato dal Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. in collaborazione col Forum della Solidarietà e il cofinanziamento di Regione Lombardia.

Nelle 3 giornate di incontri sono stati sviluppati 2 moduli distinti, rispettivamente rivolti a genitori di bambini affetti da disabilità visiva, e a giovani interessati ad approfondire i vari aspetti relativi ad una eventuale futura genitorialità.

PENSARSI GENITORI - E' stato questo il tema chiave del modulo rivolto ai genitori di bambini ipovedenti e non vedenti.

L'attesa di un figlio per una coppia è sicuramente uno dei periodi più belli e intensi da vivere. Sarà maschio o femmina? Che nome gli daremo? Quale sarà la prima parola che pronuncerà? Sono solo alcune delle mille domande alle quali, inevitabilmente, le coppie in attesa di un bimbo tentano di dare delle risposte, nutrendo infinite speranze per il futuro di quest'ultimo. A volte però non va tutto come previsto, e il momento tanto atteso viene "rovinato" da un responso dato dai medici che si abbatte come un macigno sulla testa dei genitori nel momento in cui apprendono della disabilità visiva dalla quale è affetto il loro figlio.

Dalle domande indotte dalla spasmodica attesa per il lieto evento si passa allo smarrimento, allo sgomento e all'incredulità, se non addirittura alla disperazione. Il futuro del figlio appena nato è visto sotto un'ottica totalmente diversa, e le domande sono di tutt'altro tipo essendo dettate prevalentemente dall'angoscia.

In questa fase risulta di fondamentale importanza un adeguato supporto finalizzato a guidare i genitori attraverso un percorso che li conduca ad una presa di coscienza dell'importanza del loro ruolo al di là del deficit visivo del loro figlio. Non genitori "diversi dagli altri", ma genitori con maggior consapevolezza dell'essenzialità della loro funzione di guida per un figlio che, se opportunamente supportato, potrà esprimere le proprie potenzialità appieno in quanto cosciente del proprio problema, dei propri limiti, ma anche delle proprie risorse. Per raggiungere tale risultato è però necessario uno sforzo da parte dei genitori, che devono intraprendere col loro figlio un cammino verso una conoscenza reciproca che rafforzi il legame familiare, facendo di tutto affinché il bambino non venga "soffocato" da un atteggiamento iperprotettivo.

PENSARE AD UN AMORE GENERANTE - E' stato invece questo l'oggetto del modulo rivolto a giovani ipo e non vedenti interessati ad approfondire i vari aspetti concernenti una eventuale genitorialità.

è giunto il momento in cui, col proprio partner, si sente l'esigenza di avere un figlio. I dubbi sono molti, poiché vi è sempre il timore di non essere all'altezza del ruolo di mamma o papà per via della propria disabilità.

Sarò in grado di crescerlo? Sarò una buona mamma o un buon papà? Sono domande normalissime, ma che diventano dubbi enormi se in una coppia uno o entrambi i partner sono affetti da deficit visivo. Partendo dalle dinamiche di coppia, i partecipanti sono stati aiutati, tramite il confronto reciproco e il racconto delle proprie esperienze, ad acquisire una piena coscienza di se stessi come soggetti attivi al di là del proprio deficit nell'ambito di un eventuale ruolo di genitore.

Per entrambi i moduli, l'obiettivo perseguito non era diagnosticare problemi e offrire soluzioni, bensì valorizzare le risorse del genitore (o del futuro genitore) e del nucleo familiare per coinvolgere i suoi membri nella ricerca delle modalità di superamento delle difficoltà.

I partecipanti sono stati suddivisi in piccoli gruppi e, alla presenza di un facilitatore/conduttore esperto nelle tematiche psicologiche e pedagogiche afferenti la minorazione visiva, sono state raccolte le testimonianze affinché le stesse, dopo un adeguato lavoro di postproduzione, costituiscano il materiale audio-video a disposizione di altri genitori o futuri genitori consultabile attraverso apposite pagine web a breve disponibili all'interno di un'apposita sezione del sito internet www.retedisabilivisivi.it.

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Tratto dal notiziario della sezione di como del 5 luglio 2012

non solo volo ma anche impegno sociale

È calato il sipario sulla terza edizione, il raduno nazionale di parapendio femminile organizzato dal Club Scurbatt di Suello (LC) e dalla Federazione italiana volo libero che ha tenuto banco con grande successo per tutto il weekend. Ma la manifestazione tutta al femminile ha segnato quest'anno un'importante collaborazione con le associazioni locali. Gli organizzatori infatti hanno coinvolto per l'occasione Telefono Donna e Stella del Giorno che hanno avuto la possibilità di essere presenti con stand e materiale informativo per far conoscere la propria attività. E si è dato il via anche a una collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Onlus della sezione di Lecco. Domenica 24 giugno un numeroso gruppo guidato dal presidente Andrea Sala ha raggiunto il Cornizzolo per partecipare all'iniziativa. L'associazione Scurbatt ha infatti invitato l'Uici a provare a vivere l'esperienza del volo e il sodalizio ha accettato con entusiasmo e grande coraggio. Dimostrato ancora una volta che anche se non si ha la vista non ci sono limiti. Dato che la manifestazione era dedicata alle donne, è stata offerta a quattro temerarie del gruppo UICI, Giusy, Vanessa, Margherita e Grazia la possibilità di lanciarsi in tandem con i migliori istruttori e volare a decine di metri d'altezza. Come ci racconta uno dei soci dell'Uici, Francesco Germinara: «Le responsabili dell'associazione Scurbatt ci hanno dato questa bellissima opportunità. Ci hanno spiegato come si pratica questo sport, anche dal punto di vista tecnico, visto che occorre conoscere le correnti e l'attività termica. Dopodiché quattro ragazze della nostra associazione hanno potuto cimentarsi con il parapendio, mentre seguivamo il tutto via radio, dal campo di atterraggio». Grazie alla disponibilità dei piloti Gigi ed Emanuele poi l'esperienza di volo è stata estesa anche a quattro ragazzi. E nessuno si è fatto fermare dalla paura per il vuoto, anzi si sono affidati tutti all'esperienza e competenza dei piloti. Come sostenuto da una delle responsabili, Ida Poli che ci ha seguiti domenica la volontà è quella di continuare a collaborare. L'iniziativa di domenica è solo un punto di partenza, non è stata fine a se stessa. Insomma l'inizio di un rapporto di scambio e di conoscenza reciproca. E anche questa idea è stata accolta con entusiasmo da tutta l'associazione.

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GITA UICI COMO DI 2 GIORNI A TRENTO E ROVERETO, SABATO 29 E DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012

Siamo lieti di informare soci, volontari, amici e familiari che su proposta del nostro referente Piero Alpino, il Consiglio Direttivo sta organizzando una gita di 2 giorni a Trento e Rovereto per sabato 29 e domenica 30 settembre 2012.

Prenotazioni e acconto di 55.00 euro entro il 3 settembre - saldo entro il 24 settembre.

Programma dettagliato

1° Giorno: LECCO - COMO - VAL DI NON SANTUARIO DI SAN ROMEDIO E LAGO TOVEL.

Ritrovo dei partecipanti a Lecco alle ore 6.15 e Como alle ore 6.45 e partenza con Pullman Gt alla volta del Trentino, con sosta lungo il percorso. Arrivo nei pressi del Santuario e possibilità di raggiungere il Santuario di San Romedio attraverso un percorso scenografico ed affascinante, un percorso a piedi all'interno della roccia realizzato sul tracciato di un antico canale ottocentesco. Si parte con una passerella in legno che dopo aver costeggiato in parte le campagne coltivate a Meleto penetra nella roccia. E' del tutto sicura ed adatta a bambini, famiglie ed anziani. La lunghezza totale è di 2 km - Tempo di percorrenza c.a 50 min. Difficoltà: facile sentiero pianeggiante. (Per chi non fosse in grado di affrontare la passeggiata è possibile arrivare al santuario con il pullman. All'arrivo al Santuario incontro con la guida locale per la visita, tra verità e leggenda. Al termine verso le ore 13.30 pranzo in ristorante. Nel pomeriggio trasferimento con il ns pullman al Lago Tovel, dove una leggenda racconta la storia del Lago Rosso. Sosta gastronomica a Mondo Melinda, per un assaggio di produzione di mele della zona e per un piacevole acquisto nello spaccio delle Mele.

Al termine trasferimento del gruppo a Trento. Sistemazione in Hotel, cena e pernottamento.

2° Giorno: TRENTO - ROVERETO - COMO - LECCO.

Prima colazione in Hotel, intera mattinata dedicata alla visita guidata della città di Trento con la visita interna al Castello del Buonconsiglio e a tutta la parte storica della città dal Duomo alle mura romane. Pranzo. Nel pomeriggio trasferimento a Rovereto per la visita al centro storico con guida e alla Campana dei Caduti di Rovereto. Nel tardo pomeriggio partenza per il viaggio di rientro con sosta lungo il percorso. Arrivo a Como e Lecco in prima serata.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Min 30 paganti: 155.00 euro.

Min. 40 paganti: 145.00 euro.

Min. 50 paganti: 140.00 euro.

Supplemento camera Singola: + 20.00 euro.

LA QUOTA COMPRENDE:

Viaggio a/r in Pullman Gt - Trattamento di Pensione Completa dal pranzo del primo giorno, presso il ristorante, al pranzo dell'ultimo giorno - (Trattamento previsto in Hotel: Cena e pranzo servito con menù a 3 portate una scelta tra 2 primi piatti - un secondo 2 contorni e un dessert + prima colazione a Buffet) Sistemazione per una notte in Hotel a Trento 3* sup. - Bevande incluse ai pasti (1/4 di vino e 1/2 acqua) - Servizio di guide turistiche al Santuario di San Romedio - a Trento e Rovereto - Permesso d'ingresso passaggio Pullman al Santuario - Ingresso al Castello del Buonconsiglio - Assicurazione sanitaria e bagaglio - Accompagnatore dell'Agenzia.

LA QUOTA NON COMPRENDE: Mance - extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "La Quota Comprende".

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Comunicazioni varie

DALLA SEZIONE DI MANTOVA

DISPONIBILITà DVD

Carnia Welcome unitamente all'agenzia turismo FVG, alla Sezione CAI di Tolmezzo e all'U.I.C.I. di Udine presentano DVD multimediale "15 cime e traversate sulle Alpi Carniche proposte anche per ipovedenti e non vedenti" per chi fosse interessato può rivolgersi a questo ufficio sezionale per una copia.

DALLA SEZIONE DI PAVIA

GITA D'AUTUNNO

Il Consiglio Direttivo, anche per potenziare le iniziative a favore degli iscritti e favorire così una maggiore integrazione sociale, nella propria seduta del 19 giugno scorso, ha deliberato di organizzare una gita sul lago Maggiore con visita a Villa Taranto e all'Isola Bella.

La gita è prevista per Domenica 30 settembre 2012 con il seguente programma di massima:

- ore 07,00 partenza da Pavia - piazza Castello, davanti al Castello Visconteo;

- ore 08,00 Vigevano - C.so Genova (Dazio);

- ore09,30 arrivo a Stresa e trasferimento in battello all'Isola Bella, visita dell'isola;

- ore 12,30 pranzo presso un Ristorante all'Isola Bella;

- ore 15,05 trasferimento in battello a Pallanza e visita a Villa Taranto;

- ore17,30 partenza per Vigevano e Pavia dove si prevede di arrivare per le ore 20,00 circa.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE E ADESIONI

La quota di partecipazione è fissata in € 50,00 per i Soci Effettivi, per i loro accompagnatori e per i Soci Sostenitori e comprende sia le spese di viaggio che quelle per il pranzo. Per familiari ed amici la quota è fissata in € 55,00.

Le adesioni dovranno pervenire, unitamente alle rispettive quote di partecipazione, entro e non oltre le ore 18,00 di mercoledì 19 settembre 2012 presso la Segreteria.

Vi aspettiamo numerosi per trascorrere una piacevole giornata in allegria e rafforzare i rapporti di conoscenza e costruire nuove amicizie.

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Redattore Sociale del 12-07-2012

L'Inps e le visite di accertamento: ennesima denuncia

ROMA. Le visite di accertamento dell'invalidità continuano a creare disagi: il caso, questa volta, riguarda una donna non vedente della provincia di Brescia. A raccontare la vicenda, esemplare di "un sistema che funziona male, arrogante e prepotente con i più deboli", è il marito della signora, che l'ha accompagnata alla visita di revisione. Sede inaccessibile, monta scale guasto, nessuna visita ma una semplice "conversazione", che si conclude con la richiesta di documentazione aggiornata. In una lettera recapitata stamattina al presidente dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Tommaso Daniele, il signor Ivan racconta: "lo scorso 22 giugno, scendiamo in città per la visita di revisione che l'Inps ha chiesto a tutti i titolari di benefici per disabilità. Arriviamo alla sede di via Bulloni e, dopo aver preso il numero per la lista d'attesa, assistiamo ad una scena incredibile. L'ingresso degli ambulatori è una scala di pochi gradini ma, evidentemente inaccessibile a chi non può usare le gambe. Il monta scale è guasto. Il campanello all'ingresso è anch'esso guasto. Forse, era sufficiente apporre un biglietto che invitasse, momentaneamente, ad utilizzare l'ingresso sul retro del palazzo. Invece, il personale, rimbalzatesi le responsabilità dell'accaduto, ha ripreso a lavorare senza nemmeno scusarsi e tutto è scivolato nell'indifferenza generale. La stessa scena, col disabile di turno in attesa giù in strada sotto un sole feroce, si è ripetuta 4 o 5 volte nel giro di 30' (attenzione! stiamo parlando anche di persone molto anziane, che facevano pure fatica a respirare a causa del gran caldo)".

Arriva il turno della moglie: "Entriamo e veniamo accolti da un signore e da una donna che non si qualificano. Mia moglie espone la sua disabilità - riferisce Ivan - ma nemmeno ce ne sarebbe bisogno. Anche lo studente più sprovveduto al primo anno di medicina si renderebbe conto che l'occhio sinistro di mia moglie è in realtà una protesi, ed il destro è gonfio e glaucomatoso. Spiega loro che è affetta da glaucoma bilaterale congenito (cieca dalla nascita, per intenderci), e le viene chiesto, tra l'altro, se vive in casa con qualcuno! La conversazione (poiché di questo si è trattato! mica è stata visitata!) termina con la richiesta di una documentazione più recente che attesti la cecità! Ma come? - commenta sdegnato il signor Ivan - Ci convocano a Brescia, a 60 km da casa, e poi, invece di valutare la malattia, ci richiedono un altro documento da un altro specialista oculista a pagamento, perché i tempi sono stretti e 'sa, non vorremmo che la sede centrale di Roma sospenda l'erogazione della pensione in attesa di un certificato medico', ci viene detto".

La donna, peraltro, "non avrebbe dovuto nemmeno presentarsi alla visita precisa il signor Ivan - perché soffre di una patologia che è prevista nell'elenco delle patologie rispetto alle quali sono escluse le visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante (ai sensi del D.M. del 2 agosto 2007). Elenco, per altro, allegato all'invito stesso dell'INPS". La lettera si chiude con una serie di domande: "Per quale motivo siamo andati all'Inps, se non si è svolta una vera visita medica? Perché non era sufficiente inviare documentazione inerente la patologia? Ne abbiamo in quantità, purtroppo. Perché i contribuenti devono pagare due medici (così, si sono poi qualificati al termine della conversazione) per un lavoro da segretaria? Inoltre, questione non marginale, quando scoprono un falso invalido, vanno a sanzionare i membri della commissione, che a suo tempo, approvò lo status di invalidità permanente? L'impressione che ne abbiamo ricevuto - conclude Ivan - è quella, molto squallida, di un sistema statale che funziona male. Poiché, arrogante e prepotente con i più deboli, non si rende conto che la reputazione del sistema Italia è costituita anche dalla dignità e dalla considerazione che i singoli cittadini ricevono dai funzionari del sistema medesimo. Con la speranza che la nostra piccola vicenda possa far riflettere sui tagli ai servizi di assistenza ed ai finanziamenti statali ai vari organismi ed associazioni sparsi sul territorio nazionale che, ogni giorno, lavorano in condizioni disastrose per assicurare ai più deboli il diritto ad una vita dignitosa".

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Il Giorno del 26-07-2012

Un piano per aiutare gli studenti con difficoltà visive negli studi scientifici

PAVIA. Una serie di servizi per facilitare l'integrazione di alunni con minoranze visive. L'ha messa a disposizione la Provincia che ha avviato interventi per gli studenti non vedenti e ipovedenti. Con il passare degli anni, grazie al lavoro di «tecnici della riabilitazione dei non vedenti», queste azioni si sono trasformate in un vero e proprio servizio di consulenza, oltre che di sensibilizzazione ed educazione sensoriale. Nell'anno scolastico da poco concluso, per la prima volta nella nostra provincia, una studentessa ha potuto utilizzare il computer in campo matematico. «Il Lambda (Linear Access to Mathematics for Braille Device and Audio- synthesis) è un sistema di scrittura matematica per computer progettato per l'uso con display Braille e sintesi vocale. Un progetto - spiega l'assessore alle Politiche per la coesione sociale Francesco Brendolise - che punta a colmare il ritardo nell'accesso agli studi scientifici da parte di intere generazioni di disabili visivi». La Provincia, intanto, guarda già al prossimo anno scolastico. Saranno una trentina gli studenti da seguire e per molti di loro si renderà necessario l'affiancamento di un lettore, la trascrizione di libri di testo in braille o a grandi lettere, oltre a registrazioni audio. L'impegno riguarderà anche le figure professionali che interverranno a favore degli studenti. Nell'ultimo anno sono stati 27 gli studenti seguiti dalla Provincia: 3 frequentano la scuola dell'infanzia, 14 la primaria, 5 la secondaria di 1° grado, 4 la secondaria di secondo grado. Di questi, 7 sono ciechi assoluti, 5 con residuo visivo e 15 ipovedenti.

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Varese News del 05-07-2012

Negozi accessibili a tutti: una guida per i commercianti

VARESE. Una guida rivolta ai commercianti che illustra interventi semplici ed economici per rendere i propri locali accessibili a tutti, anche alle persone con capacità motoria ridotta, le persone in carrozzina, i non vedenti, gli anziani o le mamme con il passeggino. Verrà distribuita a tutti gli esercenti del centro cittadino ed è stata presentata questa mattina, giovedì 5 luglio alla sede della Confesercenti di Varese. Sono stati quest'ultimi infatti, ad appoggiare l'iniziativa del Comitato città senza barriere, parte dell'associazione Donatore del tempo e del Coordinamento Varesino Disabilità. «Il 70% dei negozi non tiene conto della legge del'89 che richiede che i locali pubblici prevedano uno spazio accessibile che permetta a tutti di fruire dell'attività che viene svolta - ha spiegato Bruno Biasci del Comitato -. Crediamo invece che sia un argomento da non sottovalutare perché tutti hanno il diritto di vivere la città e i suoi negozi. Anche il disabile infatti, deve poter usufruire di tutti i servizi».

Il piccolo opuscolo è intitolato "Entrata libera" e spiega con immagini e testi quali sono le misure, le altezze e le modalità in cui esporre la merce perché sia accessibile a tutti. Tavolini, banconi, bagli sono disegnati mettendo in evidenza le caratteristiche che devono avere per essere a norma della legge D.M. 236/89.

«È una bella iniziativa che appoggiamo con grande interesse - ha spiegato Cesare Lorenzini, presidente di Confesercenti Varese -. È importante permettere a chiunque di vivere bene la città e ricordare il problema delle barriere architettoniche». Presente anche il Sindaco Attilio Fontanta che ha spiegato: «Abbiamo ben presente il problema delle barriere architettoniche in città. Varese deve fare ancora molto in questo senso ma le risorse economiche che oggi abbiamo a disposizione ci permettono di fare piccoli passi alla volta». Dello stesso parere anche l'assessore alla promozione turistica e al marketing territoriale Sergio Ghiringhelli e l'assessore alle politiche sociali Enrico Angelini che ha aggiunto: «Superare le barriere architettoniche significa favorire la mobilità dei residenti e produrre anche beni per l'economia. Credo che l'iniziativa sia importante e bisogna superare i limiti che ancora oggi ha la città di Varese».

Gaetano Marchetto, rappresentante dell' Unione Italiana Ciechi, sezione di Varese spiega infatti: «Le barriera architettoniche della città per noi rappresentano un limite invalicabile che non ci permette di godere e di essere indipendenti nei movimenti. Bastano pochi accorgimenti per permettere anche a noi di vivere meglio».

di Adelia Brigo adelia.brigo@varesenews.it

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Il Giorno del 24-07-2012

Trombetta andrà alle Paralimpiadi. Canottaggio "4 con"

MILANO. Ha iniziato a vincere a livello agonistico da soli due anni, ma nonostante ciò è già un'atleta di punta del canottaggio per disabili (adaptive rowing). Stiamo parlando di Florinda Trombetta che dopo gli ottimi risultati ottenuti ai Campionati Mondiali, agli Internazionali di Gavirate e l'argento agli Italiani, parteciperà alle prossime Paralimpiadi in programma a Londra dal 29 agosto al 9 settembre. La trentunenne milanese è stata selezionata per la specialità "quattro con" e sarà in equipaggio con Mahila Di Battista, Pierre Calderoni, Andrea Marcaccini e il timoniere Alessandro Franzetti. GLI AZZURRI si stanno allenando per i Giochi a Gavirate e continueranno la preparazione nella località situata lungo le rive del Lago di Varese fino al 28 luglio. L'appuntamento per tutti gli appassionati del canottaggio è per venerdi 31 agosto, nelle acque del Dorney Lake di Eton, con le batterie. Sabato 1 settembre avranno luogo gli eventuali ripescaggi mentre le finali sono previste per domenica 2 settembre.

Lorenzo Pardini

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Redattore Sociale del 20-07-2012

Verso Londra 2012. Fabrizio Sottile, il futuro del nuoto azzurro

ROMA. In acqua, quando nuota, c'è un solo colore: l'azzurro. E il suo occhio sinistro (l'altro "ormai è andato") è ancora capace di riconoscere quella riga blu sul fondo della vasca che avvisa il nuotatore dell'imminente necessità di prepararsi alla virata. Fuori dall'acqua, invece, "solo luci e colori che mi disturbano" e che rendono la vita all'asciutto assai più difficile di quella in vasca. Fabrizio Sottile è il futuro del nuoto paralimpico: da due anni - oggi ne ha ­-19 - combatte con una grave neuropatia ottica, dovuta a una mutazione genetica trasmessa per via ereditaria. Si chiama malattia di Leber e, secondo i freddi rapporti medici sulla frequenza della patologia fra la popolazione, colpisce una persona ogni 50mila. Lui è quel caso. La malattia è degenerativa e, per mantenere quanto più possibile stabile la pur limitata percezione ottica che Fabrizio ancora conserva, ci vuole un farmaco che rallenta lo spegnimento dei nervi ottici: è ancora sperimentale, si chiama idebenone. "Ne prendo 21­ pastiglie al giorno, quando il foglietto illustrativo ne prescrive al massimo sei", racconta, assicurando comunque che quello "è il dosaggio giusto per me".

La sua determinazione - e ne ha davvero parecchia - Fabrizio l'ha portata subito in vasca, insieme alle sue indubbie doti elastiche e a una velocità portentosa: dal punto di vista sportivo, oggi si fa un gran parlare di lui come grande promessa del nuoto paralimpico. Del resto, con il suo bronzo europeo vinto sui 400 stile libero a Berlino nel 2011, ha già dimostrato - per essere poco più che adolescente - una personalità già ben definita e una sicurezza invidiabile. Agli europei del 2011 non solo è salito sul podio, ma si è tolto anche lo "sfizio" di stabilire i nuovi primati italiani sui 400 stile - la sua gara - e poi nei 50 e nei ­100 stile, nei 200 misti e nei ­100 farfalla.

L'acqua, del resto, è sempre stato il suo elemento. La mamma lo buttò in piscina che lui aveva appena tre mesi: esercizi di acquaticità, naturalmente, e si sa che per i neonati quello è un ambiente familiare, visto che le nuotate nel liquido amniotico sono ancora esperienza recente. Fabrizio Sottile nuota da sempre, insomma, e non sorprende certo sapere che già a otto anni l'attività agonistica entra a far parte della sua vita. A distanza di oltre dieci anni, e dopo essere passato sul versante paralimpico, le ore passate ogni giorno in piscina sono diventate almeno tre, dalle due alle cinque del pomeriggio, per l'allenamento in acqua. Tre volte a settimana, poi, la preparazione continua in palestra. Risultato: "Tempo libero, niente", dice, ma del resto non si diventa dei grandi atleti senza sacrifici. E se le specialità in cui Fabrizio sa dare il meglio di sé sono i 50, i ­100 e i 400 stile libero (agli Europei 2011 è arrivato rispettivamente al quinto, quarto e terzo posto), "per non disperdere troppe energie" a Londra porta solo i 100­ e i 400. Ovviamente, senza i costumi al poliuretano, banditi dalla Federazione internazionale: "Era doping tecnologico - afferma Sottile - perché l'atleta muscoloso, anche se più pesante degli altri, per effetto di quel costume galleggiava sull'acqua. Ora invece siamo tutti allo stesso punto di partenza e ognuno si gioca le sue carte in base alle sue caratteristiche".

Che le caratteristiche di Fabrizio Sottile siano quelle di un atleta di primo piano lo sanno bene alla Polha Varese, la celebre società di sport per persone disabili della città lombarda: Fabrizio ha indossato la loro casacca fino a pochi mesi fa, quando una telefonata improvvisa lo ha informato che il suo nome era stato scelto dal Comando generale della Guardia di Finanza per entrare a far parte del loro glorioso sodalizio sportivo, le Fiamme Gialle. "Quando il presidente della federazione nuoto, Roberto Valori, me lo ha detto, mi è preso un colpo e mi sono messo a urlare: mi dava due giorni di tempo per pensarci, ma non c'era proprio nulla a cui pensare. Era un sì, subito". Un'occasione così non capita tutti i giorni e la risposta era davvero obbligata: da sempre le Fiamme Gialle sui campioni scelti investono energie, denaro, ambizioni, quanto di meglio un atleta possa sperare. Non a caso, pur con dispiacere, anche alla Polha hanno dovuto riconoscere che opportunità come queste capitano una sola volta e bisogna coglierle al balzo. "Non sono impaurito, ma responsabilizzato e orgoglioso per questa scelta", commenta oggi Fabrizio. Pronto, con i suoi ­-19 anni, a volare fino a Londra per la sua prima Paralimpiade.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Prometto che sarà l'ultimo ... da Presidente

Carissimi,

ho il piacere di comunicarvi che ho pubblicato, a mie spese con l'editore Feltrinelli, un altro libro di poesie dal titolo "Le parole che fanno bene al cuore".

Se mi chiedete perché l'ho fatto, non so rispondere con certezza. Forse per lasciare qualche altra traccia della mia esistenza, forse per farvi conoscere un'altra parte di me che non traspare dalle circolari, dagli articoli di fondo, dai documenti ufficiali, la più intima.

La paura di non essere ricordati o di non essere conosciuti a fondo, deve essere un sentimento molto comune fra gli uomini. Non ho fatto molta fatica a scrivere questo libro. Ho raccolto idee che ho avuto negli ultimi cinque anni, come testimoniamo due poesie dedicate a mia moglie in occasione del cinquantesimo e cinquantacinquesimo anniversario di matrimonio. Non ho fatto fatica anche perché non ho seguito nessuna regola o teoria letteraria, mi sono affidato unicamente alla mia idea della poesia che troverete nel brano trascritto di seguito:

"La mia idea della poesia"

(al mio amico Renato)

In tanti,

nei tanti anni passati,

mi avevano detto che ero un poeta:

"un pittore del pensiero"

mi aveva definito qualcuno.

Mi era piaciuto,

ma non gli avevo creduto.

Poi me lo hai scritto tu,

che poeta sei davvero.

Altri si sono commossi

quando ho parlato del

"volto di mia madre",

"della terra di mio padre".

Che cosa sia la poesia

io non l'ho mai saputo

e non so se davvero

mi interessi saperlo;

so che mi piace

usare le parole,

le più leggere,

per parlare di me,

di quello che vedo,

di quello che sento,

di quello che penso,

di quello che sogno

e raccontarlo alle finestre chiuse.

Sono tristi le finestre chiuse:

ti danno l'idea del buio.

Il mondo, invece,

ha bisogno di luce,

di tanta luce.

Se la poesia è anche questo,

io sono un poeta.,

Dunque, questa è la mia idea della poesia. Se poi mi chiedete se il libro contiene qualche messaggio, rispondo immediatamente di no. Tuttavia, è innegabile che esso contiene una visione positiva della vita, la mia visione: l'amore per la natura, per la vita, per la gente, per la nostra Unione, l'amore per l'amore e l'invito ad uscire dal guscio del proprio egoismo e spendersi anche un po' per gli altri.

Il libro è stato registrato dal Centro Nazionale del Libro Parlato ed è disponibile nella versione normale leggibile attraverso un semplice MP3 ed in una versione speciale riservata agli ipovedenti cosiddetta full-text che comprende, oltre al parlato, lo scritto a caratteri ingranditi. Chi, per caso volesse acquistare il testo cartaceo, può ordinarlo nelle librerie di Feltrinelli al prezzo di Euro 25,50. Si può ordinare anche on line http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=721029.

Colgo l'occasione di questa comunicazione di tipo personale per informarvi che il Capo dello Stato mi ha fatto l'onore di conferirmi l'Alta Onorificenza della Repubblica di Cavaliere di Gran Croce. Ve ne do notizia perché sono convinto che la ragione del riconoscimento non sta tanto nei miei meriti personali quanto nell'impegno svolto per tanti anni a favore della nostra Unione.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

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Realizzazione casa albergo

E' gradito comunicare che a Lecce, c/o l'Istituto per Ciechi "Anna Antonacci", alcuni locali ristrutturati sono stati adibiti a casa albergo.

Tale iniziativa si propone di:

1) favorire il turismo sociale;

2) ospitare non vedenti e familiari per brevi periodi;

3) ospitare in modo permanente persone non vedenti autosufficienti.

Presso la struttura si potrà fruire, a scelta degli interessati, di pernottamento e 1^ colazione, mezza pensione, pensione completa.

I prezzi che proponiamo, a titolo promozionale, sono i seguenti:

pernottamento e 1^ colazione:

in camera doppia € 30.00;

in camera singola € 45.00;

mezza pensione:

in camera doppia € 40.00;

in camera singola € 55.00;

pensione completa:

in camera doppia € 50.00;

in camera singola € 65.00.

La consumazione dei pasti, senza la fruizione del pernottamento costa € 12.00 a pasto.

Per residenzialità continuata:

in camera doppia € 1.000,00 mensili;

in camera singola € 1.500,00 mensili.

Attualmente la struttura consta di 13 camere ed è suscettibile di sviluppo futuro.

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Centralinisti non vedenti - Iscrizione albo professionale - Attestato datore di lavoro

Si informa che questa Presidenza Nazionale è intervenuta in merito al caso di mancata iscrizione di un soggetto non vedente all'albo professionale di categoria <per insussistenza di condizioni necessarie>, sebbene l'interessato avesse svolto presso una azienda privata le mansioni da centralinista telefonico per un periodo di sei mesi.

Infatti, come prevede la legge 113/1985, all'art. 1, comma 4, in alternativa al diploma di centralinista telefonico i non vedenti possono essere iscritti all'albo professionale su presentazione di domanda, da inoltrare tramite il competente Centro per l'impiego, alla quale devono essere allegati il certificato medico-legale di cecità civile ed una dichiarazione del datore di lavoro da cui risulti che il lavoratore svolge mansioni di centralinista da almeno sei mesi.

La querelle tra l'interessato e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è nata sulla base della validità temporale dell'attestato di servizio per l'inserimento in graduatoria perché rilasciato a rapporto di lavoro già cessato.

Gli orientamenti sono risultati discordi sul problema e di fatto il Legislatore nulla ha precisato in sede di allocazione temporale della attestazione datoriale entro il periodo di effettivo svolgimento delle mansioni di centralinista.

La Direzione Generale per le politiche dei servizi per il lavoro di ROMA, con nota prot. 000963.27-06-2013 in risposta al quesito da noi posto, ha così interpretato, in maniera restrittiva, la disposizione di legge, nel senso che <le mansioni dei centralinisti devono essere svolte al momento della domanda>, sulla base delle indicazioni contenute in circolare ministeriale n. 161 del 1985, precisamente al punto 4 (<Ciò risulta chiaramente dalla lettera della legge e corrisponde tra l'altro alla necessità di avere sufficienti garanzie di preparazione professionale nel momento di iscrizione all'Albo professionale>)

Né al contempo è intervenuta alcuna modifica a tale prassi amministrativa.

Pertanto, preso atto della posizione chiarificatrice del Ministero, è importante tenere a mente che, anche a titolo gratuito in convenzione o stage, l'attestato di servizio per la gestione del centralino deve essere prodotto dal datore di lavoro pubblico o privato al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro e per una durata di almeno sei mesi.

Il Centro Provinciale per l'Impiego avrà quindi tutto il tempo necessario per lo svolgimento delle verifiche del caso e, allo scadere del periodo contrattualizzato, il lavoratore non vedente potrà procedere all'iscrizione al collocamento mirato, senza incorrere in problemi amministrativi di tale sorta.

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Corso on line di informazione e formazione sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: acquisizione materiale

Cari Amici,

Con riferimento alla circolare 132/2012, sono lieto di informarvi che sul nostro sito sono disponibili in formato WMA le registrazioni delle trasmissioni relative al corso on line di informazione e formazione sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Per poter prelevare i materiali ci si deve collegare all'Archivio Multimediale, digitando la seguente stringa: http://www.uiciechi.it/ArchivioMultimediale/. Bisogna poi selezionare la categoria "Attualità" e premere il bottone "Inizia la ricerca" accedendo così alla sezione dove sono raccolte le registrazioni delle otto trasmissioni sul corso in oggetto, identificate come segue:

1° incontro. Relazione introduttiva (Tommaso Daniele) - Introduzione alla Convenzione (Rodolfo Cattani)

2° incontro. Diritto all'accessibilità (Barbara Leporini con Luca Marzi) e all'autonomia (Domenico Sabia)

3° incontro. Diritto al lavoro e alla formazione professionale (Paolo Colombo)

4° incontro. Diritto alla salute. (Luisa Bosisio Fazzi)

5° incontro. Inclusione e deistituzionalizzazione. (Donata Vivanti e Silvia Cutrera).

6° incontro. Diritto all'educazione, alla cultura, allo sport. (Michele Corcio).

7° incontro. Diritti civili: art 10-18, art. 29. (Alessandro Locati)

8° incontro. Attuazione Convenzione: art.33. (Rodolfo Cattani). Conclusione

Chiunque desideri ricevere i suddetti materiali su CD in formato MP3, può farne richiesta, entro il 30 agosto 2012, all'ufficio stampa tramite e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it, oppure per telefono al numero 06 69988376. Qualora pervenga un congruo numero di richieste, si provvederà alla predisposizione del materiale su CD.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

(prof. Tommaso Daniele)

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XV edizione "Passeggiata in tandem Ascoli - Grottammare"

La Sezione Provinciale di Ascoli Piceno organizza il 16 settembre 2012 la XV Edizione della tradizionale manifestazione cicloturistica in tandem.

L'iniziativa si propone, anche quest'anno, di dare significativa visibilità ai minorati della vista, facilitandone contemporaneamente l'integrazione sociale, anche con la partecipazione di ciclisti.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni gli interessati all'iniziativa dovranno rivolgersi, entro e non oltre il 4 settembre p.v., alla Sezione Provinciale di Ascoli Piceno, tel. 0736.253407

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Prima Gara Nazionale di Pesca alla Trota

La Commissione Nazionale Sport e Tempo Libero, coordinata da Hubert Perfler, organizza la Prima Gara di Pesca d'acqua dolce a livello nazionale nella giornata di sabato, 6 ottobre 2012, in località Lucinico (Gorizia) presso il laghetto "Alle Fornaci".

Vorrei sottolineare la bellezza di questo sport, che ci permette di trascorrere una giornata completamente immersi nella natura lacustre assieme ad amici e pescatori esperti, che ci aiuteranno a godere appieno di quest'occasione unica nel suo genere.

Un pescatore e un partecipante: una coppia che se sarà abile ed avrà un pizzico di fortuna, vincerà la partecipazione GRATUITA all'edizione successiva e un mega Trofeo itinerante che fungerà da "fiaccola olimpica" per un attività sportiva e di tempo libero che in questa prima edizione (ottobre 2012) vuole esordire con la speranza di numerose edizioni a seguire.

Adatto a tutti, senza esclusione alcuna, giovani e anziani, senza bisogno d'esperienza precedente nella pesca, in quanto il regolamento che sarà predisposto prevede che il pescatore inneschi l'esca, lanci la lenza e slami la preda e il partecipante cieco o ipovedente catturi e recuperi la preda.

Nella giornata di domenica, 7 ottobre 2012, sarà, inoltre, possibile partecipare, previa prenotazione, ad una visita guidata di Trieste.

La manifestazione si svolgerà con il programma riportato in calce.

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Prima Gara Nazionale di Pesca alla Trota

Programma

Arrivo: entro e non oltre le 18.30 di venerdì, 5 ottobre 2012

Cena: ore 19.00 (facoltativa) Euro 10,00

Partenza pullman: ore 6.15 in Viale Miramare 119, presso l'Istituto Rittmeyer

Colazione: ore 7.00 - 7.30 presso il bar del lago. Caffè e brioche.

Assegnazione pescatore esperto da parte dell'organizzazione: ore 7.15 - 7.45 (è ovviamente consentito partecipare con pescatore di propria fiducia)

Inizio 1° tempo: ore 8.00 canna in acqua!

Fine 1° tempo: ore 8.50 al segnale recupero lenza!

Cambio postazione: ore 8.50 - 9.00

Inizio 2° tempo: ore 9.00 canna in acqua!

Fine 2° tempo: ore 9.50 al segnale recupero lenza!

Pausa Seconda Colazione: ore 9.50 - 10.20 panino con bibita.

Cambio postazione: ore 10.50 - 11.00

Inizio 3° tempo: ore 11.00 canna in acqua!

Fine 3° tempo: ore 11.50 al segnale recupero lenza!

Cambio postazione: ore 11.50 - 12.00

Inizio 4° tempo: ore 12.00 canna in acqua!

Fine 4° tempo: ore 12.50 al segnale recupero lenza! Fine gara!

Pranzo: Un super pranzo sulla riva del lago, allietato da un intrattenimento musicale.

Rientro a Trieste: ore 17.00 partenza con arrivo al Rittmeyer alle 17.45 c.a

Cena: ore 19.00 (facoltativa) Euro 10,00

Colazione: 8.00 - 8.30

Per chi intende fermarsi durante la giornata di Domenica, su prenotazione, l'organizzazione predispone una visita di Trieste.

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I Costi:

50,00 euro - Colazione caffè o cappuccino + brioche - panino + bibita - Pranzo + musica

Ovviamente comprensiva la quota del proprio pescatore esperto volontario

62,00 euro - 2 notti presso l'Istituto Rittmeyer (il costo da concordare qualora uno volesse dormire in qualche struttura Alberghiera).

18,00 euro - Trasporto a. r. al lago.

La quota di partecipazione deve essere versata all'atto dell'iscrizione all'U.I.C.I. di Trieste che funge da coordinatore dell'evento, telefono: 040 768 046 - 040 768 312

Le coordinate di versamento sono: IT 75 F 02008 02242 000003489176 banca UNICREDIT agenzia Trieste Carducci.

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Centralinisti non vedenti - Indennità di mansione - Parere Funzione Pubblica

Si informa che, in risposta ad una richiesta di parere da parte di un ente locale in merito alla corresponsione dell'indennità di mansione ai centralinisti non vedenti, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha ribadito che l'indennità di mansione va ancora erogata al personale non vedente che sia adibito e che effettivamente svolga le mansioni di centralinista in virtù dell'art. 9, legge n. 113/1985, ancora vigente (nota 18.07.2012, n. 29458, all. 1).

Trattasi di un regime generale valevole per il settore pubblico e per quello privato.

Si coglie l'occasione per un quadro riassuntivo delle disposizioni applicative del diritto alla percezione dell'indennità di mansione.

Si invitano tutti gli operatori telefonici non vedenti a controllare in busta paga la giusta percezione di detto emolumento. In alcuni casi, il pagamento può essere differito per i diversi meccanismi di erogazione delle indennità ed emolumenti previsti dai CCNL; basti pensare alle procedure che disciplinano il Fondo Unico Amministrazione (FUA) per il comparto Ministeri, dove, tra indennità od emolumenti, comunque denominati avente carattere fisso e continuativo, hanno fatto rientrare in pagamento anche l'indennità di mansione (cfr. Ministero Infrastrutture e Trasporti, nota 21.02.2011, n. 8528, all. 2).

Ciò a conferma che l'istituto contrattuale che prevede i trattamenti economici al personale è vincolato a decisioni pattizie che la norma affida alle parti contraenti, continuando di fatto a dare attuazione alla volontà del Legislatore.

Sul punto, vanno tenute a mente le indicazioni del Ministero del Tesoro, in circolare 4.11.1992, n. 84: l'indennità di mansione è dovuta per ogni giornata di effettivo servizio come <parte integrante della retribuzione fissa di coloro che versino nelle condizioni di non vedenti e siano centralinisti> e, quindi, <va da sé che nella retribuzione dovuta in caso di assenze retribuite vada sempre compresa la cd <indennità di mansione> (Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria, sentenza n. 782/2005).

L'indennità di mansione va, dunque, corrisposta durante il periodo di ferie e nei giorni di assenza per fruizione dei permessi ex legge n. 104/1992, art. 6.

In più occasioni ci sono pervenute segnalazioni da parte di centralinisti non vedenti che si sono visti negare dai propri datori di lavoro la corresponsione dell'indennità di mansione nei giorni di permesso fruito per se stessi. Il Dipartimento della Funzione Pubblica con nota n. 2207/10.2/15181 del 1991 ha espresso <.... parere favorevole alla fattispecie concreta>, in ragione della equiparazione della assenza alla presenza in servizio. Parimenti il già Ministero per i Beni e le Attività Culturali si è posto nel senso che «... le assenze tutelate dalla legge n. 104/92, non comportano decurtazione dell'indennità di mansione ex art. 9 l. n. 113/85».

Sulla base di un'interpretazione analogica delle norme, si conferma che, ai fini del pagamento dell'indennità di mansione, «... possono essere calcolati, tra i giorni da valutare come presenze di servizio, oltre ai casi previsti dalla l. n. 113/85, anche quelli dell'art. 33 l. n. 104/92, in quanto rispondenti alla medesima ratio che giustifica i casi di assenza "retribuita" già espressamente contemplati dall'art. 9 l. 113 del 1985».

Infine, l'indennità di mansione deve essere computata anche in sede di calcolo della indennità di buonuscita (TFR).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale di Milano - Sezione Lavoro, con sentenza n. 1269 del 19.3.2010, concorrono a costituire la base contributiva utile per il trattamento previdenziale gli assegni e le indennità previsti dalla legge nella retribuzione annua. Sulla base del D.P.R. n. 1032/1973 (Testo Unico in materia di trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), la base contributiva è costituita dall'80 per cento dello stipendio, paga o retribuzioni annui, considerati al lordo, nonché degli assegni e le indennità a natura retributiva.

Tenuto conto che l'indennità di mansione viene corrisposta con cadenza fissa e continuativa ed assume «... natura di certo retributiva», il Tribunale di Milano citato ha espresso parere favorevole alla fattispecie concreta, con ciò risultando provata la natura utile dell'indennità per il trattamento previdenziale (intesi per tale le prestazioni previste dallo stesso D.P.R. n. 1032/1973, cioè TFR e assegno vitalizio).

Ulteriori disposizioni in materia di indennità di mansione (ad esempio, sulla misura da corrispondere, variabile in base al CCNL e comunque non inferiore a Euro 3,76 fissati per legge) possono essere statuite direttamente sulla base della contrattazione collettiva del comparto di settore, ma sempre in chiave maggiormente agevolata rispetto alla normativa richiamata.

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di luglio

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Redattore Sociale del 11-07-2012

Controlli straordinari sull'invalidità: audizione della Fish in Senato

ROMA. Costi elevati, molti disagi, scarsissimi risultati: è questo il bilancio dei piani straordinari di verifica dell'invalidità avviato nel 2009 e gestito, in gran parte, dall'Inps. Un bilancio contenuto nel promemoria depositato ieri in Senato dalla Fish, convocata in audizione dalla Commissione XI (Lavoro, previdenza sociale). Presso la Commissione è infatti n corso un'attività di indagine conoscitiva sulle procedure di accertamento delle minorazioni civili, ai fini del riconoscimento dell'invalidità civile e delle indennità di accompagnamento, "con particolare riguardo alla verifica dei presupposti sanitari per le persone affette da malattie cronico-degenerative allo stato iniziale della patologia". Un'indagine avviata anche in seguito alle proteste delle associazioni, tra cui la Fish, che in più occasione hanno denunciato le modalità e i disagi che questo sistema di accertamento sta procurando agli utenti.

"Non vi sono stati effettivi interventi di reale semplificazione dei momenti accertativi - riferisce la Fish - che appaiono sproporzionati in quanto a risorse investite, sovraccarichi amministrativi, benefici indotti. I Cittadini con disabilità - continua - si trovano a dover ripetere, spesso immotivatamente, visite di accertamento per conservare i propri diritti o per accedere a benefici e prestazioni necessari alla loro condizione". Eccessive, di conseguenza, anche le risorse investite: "Il numero di medici e di operatori pubblici coinvolti nei diversi momenti accertativi - denuncia la Fish - rappresenta un'ingente risorsa sottratta ad altre attività verosimilmente più necessarie alla salute delle persone". All'elevato numero di controlli non ha corrisposto, poi, il risparmio di spesa auspicato: infatti, "dal 2009 al 2012 sono stati disposti 800.000 controlli su altrettante posizioni per verificare la sussistenza degli stati invalidanti. Tali Piani straordinari di verifica, il cui costo è elevatissimo, non hanno prodotto gli effetti sperati di risparmio. Sono stati invece causa di pesanti disagi per le persone con disabilità che, nella quasi totalità dei casi, si sono viste confermare le prestazioni precedentemente riconosciute". Anziché produrre benefici per le casse dello Stato, il piano straordinario ha procurato gravi disagi alle persone disabili e alle loro famiglie, causando il "rallentamento delle routinarie attività di accertamento degli stati invalidanti. Attualmente - riferisce la Fish - dalla domanda di accertamento alla concessione delle eventuali provvidenze economiche trascorrono mediamente 210 giorni, con frequenti punte sopra i 270 giorni". Numerosi anche i contenzioni legati al sistema di accertamento, che "genera annualmente circa 120.000 ricorsi. Sono giacenti poco meno di 400.000 cause. L'INPS soccombe nel 57% dei casi. La situazione che ne deriva - conclude la Fish -impone un generale ripensamento sia dei criteri di accertamento che dell'intero sistema, non solo in direzione di una serrata semplificazione amministrativa".

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Redattore Sociale del 02-07-2012

Falsi invalidi o false notizie? Una lettera per fare chiarezza

ROMA. Falsi invalidi o false notizie? E' questo il dubbio sollevato dalla lettera di Renzo Cipriani, "cieco vero, ma indipendente", come si definisce. Scrive alla redazione di Superabile dopo l'ennesima notizia, ascoltata dal telegiornale, sull'ennesimo falso cieco. O presunto falso... Le ragioni addotte per provare la falsità della sua invalidità, infatti, sembrano insufficienti, se non addirittura prive di fondamento.

"Il 'cieco' giocava a scopone con gli amici. Quasi tutti noi sappiamo giocare a scopone scientifico - spiega Cipriani - e se non giochiamo con gli amici, è difficile che da soli ce la caviamo proficuamente; talvolta vengono anche organizzati dei tornei a livello nazionale, con tanto di eliminatorie provinciali e regionali da parte della nostra associazione; nessuno vieta ad un cieco di partecipare ad un qualsiasi torneo di scopone in un qualsiasi bar paesano, salvo i piccoli accorgimenti del caso". Ed ecco la seconda "prova": "il 'cieco' si era sagacemente munito di un bastone bianco che però usava solo come appoggio. Il nostro bastone non regge a lungo come appoggio - spiega Cipriani - perché non è fatto per quello; forse era un bastone per gli anziani e allora può darsi! ma certamente la falsità non deriva da quello". Terza prova: "il 'cieco' è stato sorpreso a dare delle precise informazioni stradali. Se io ho mai avuto delle precise informazioni stradali - commenta Cipriani - le ho avute da un cieco, e molto più precise e dettagliate che da un vedente come è ovvio che sia; noi abbiamo necessità di sapere e sappiamo, per noi e per gli altri, con estrema precisione tutti i riferimenti del punto che cerchiamo per individuare esattamente il negozio, la fermata d'autobus, la via, il semaforo ecc.". Infine, l'ultima presunta prova: "il 'cieco' passeggiava tranquillamente da solo per la strada. Come si fa ad affermare che uno è tranquillo per la strada? - si chiede Cipriani - Anch'io riesco a passeggiare e a spostarmi per la strada, ma che lo faccia da tranquillo credo di saperlo solo io e non il giornalista che eventualmente mi guarda; e poi, sembra proprio così strano?". Di qui, le considerazioni del lettore: "Spesso mi riconosco in tutti questi gesti descritti come prove impossibili per un cieco, le faccio quotidianamente e come me le fanno centinaia di altre persone senza che nessuno con un minimo di conoscenza del problema si stupisca più di tanto. La considerazione che mi viene da fare ascoltando queste notizie è che il giornalista mediocre - abbastanza presente nei media parlati e stampati e desideroso di mostrare la sua capacità investigativa - vada cercando esclusivamente le notizie che fanno sensazione al grande pubblico di ascoltatori e che ormai danno un fastidio insopportabile perché non sono vere e si offendono gli altri invalidi senza alcuno scrupolo". Renzo Cipriani - un cieco vero, ma indipendente.

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Il Sole 24 Ore del 09-07-2012

Più posti ai disabili con i nuovi conteggi

ROMA. Cambiamenti in arrivo anche sul fronte del lavoro dei disabili: il comma 27 dell'articolo 4 della riforma Fornero ridisegna i criteri previsti dall'articolo 4, comma 1 della legge 68/99, sulle assunzioni obbligatorie delle categorie protette. Le modifiche comportano la totale revisione del computo della base occupazionale per la determinazione delle quote di riserva: l'effetto causato dall'inclusione di pressoché tutti i lavoratori subordinati porterà moltissimi datori di lavoro a rilevare scoperture, che dovranno essere "sanate" attraverso nuove assunzioni di soggetti disabili. La legge 68/99 impone ai datori di lavoro pubblici e privati di assumere lavoratori disabili nelle seguenti misure: 7% dei lavoratori occupati, se si occupano più di 50 dipendenti; due lavoratori, per un organico da 36 a 50 dipendenti; un lavoratore, se si occupano da 15 a 35 dipendenti (l'obbligo scatta in caso di nuova assunzione). Il restyling operato dalla legge 92/2012 fa lievitare da subito la base occupazionale perché la nuova norma esclude dal computo solo i lavoratori assunti tramite collocamento obbligatorio, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i contratti di inserimento, i lavoratori somministrati presso l'utilizzatore, i lavoratori assunti per attività all'estero (per la corrispondente durata), gli Lsu, i lavoratori a domicilio, i lavoratori emersi ex legge 383/2001. Sono invece inclusi nel conteggio gli assunti con contratto a tempo determinato non superiore a 9 mesi. Restano in vigore le esimenti disposte dalle normative di settore, quale - ad esempio - l'esclusione del computo dei lavoratori apprendisti, confermata dal Dlgs 167/2011; l'esclusione già presente per il personale dei cantieri edili viene estesa a quello operante con analoghe attività nei montaggi industriali. La norma non fissa un termine per riconteggiare l'organico e per la decorrenza dell'obbligo di copertura a seguito del nuovo metodo di computo (nel caso di sforamento delle fasce): si procederà probabilmente in sede di redazione del prospetto annuale (31 dicembre 2012), data dalla quale scatterebbe l'eventuale obbligo di nuova assunzione. Nel caso di aziende oggi fuori dall'obbligo ma il cui ricalcolo dell'organico comporti l'ingresso nella fascia da 15 a 35 dipendenti, la copertura della quota - salvo diverse indicazioni - dovrà avvenire entro 60 giorni dall'eventuale nuova assunzione.

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Il Corriere della Sera del 30-07-2012

Crescono i disabili disoccupati «In Italia sono 750mila»

ROMA. «Le faremo sapere». La frase, poco incoraggiante per un disoccupato, diventa micidiale per un disabile. In Italia sono 750mila le persone con handicap iscritte alle liste di collocamento obbligatorio: secondo le stime dell'Istat, l'80% dei diversamente abili denuncia di aver cercato lavoro senza trovarlo. Una percentuale più ampia anche di quel 50-70% dei disabili che, in base ai dati Onu, è senza lavoro nei Paesi industrializzati. C'è di più: solo il 17% dei diversamente abili occupati nel nostro Paese afferma di aver trovato lavoro grazie ai centri per l'impiego, mentre il 31% si è affidato alla rete di parenti e amici, il 20% ha partecipato a un concorso pubblico e solo il 16% ha inviato un curriculum in risposta agli annunci.

CRISI. Una situazione pesante per chi si trova tagliato dal mondo della produttività, ma anche un costo sociale per l'intera collettività: lasciando fuori dal mercato del lavoro i disabili si brucia tra l'1 e il 7% del Pil (Prodotto interno lordo) secondo le stime dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo). La crisi ha inevitabilmente peggiorato le cose: tra il 2008 e il 2009 l'occupazione di chi è costretto su una sedia a rotelle o vive qualche altra forma di handicap, si è ridotta di oltre un terzo. «La recessione ha aggravato la situazione perché le aziende in crisi possono chiedere la sospensione dagli obblighi di assunzione dei disabili, previsti dalla legge 68 del '99», spiega la responsabile Politiche per le disabilità della Cgil, Nina Daita. È così che il 25% dei posti da assegnare ai disabili (oltre 65mila nel 2009) nel pubblico come nel privato rimangono scoperti. E ciò nonostante il costo del lavoro per un disabile, come ha notato anche il Wall Street Journal commentando la riforma del lavoro Monti, sia ridotto del 35%.

I CASI. «La verità è che le aziende approfittano della situazione per non assumere il 7% di portatori di handicap previsto dalla legge», ribatte Pietro Barbieri, presidente dell'Associazione Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap). Qualche esempio? La Sigma Tau quando ha dichiarato lo stato di crisi ha licenziato tutte le persone che avevano permessi lavorativi ai sensi della legge 104, per la disabilità, quindi tutti portatori di handicap oppure parenti di disabili. La nuova Alitalia, che nasceva a conti zero, grazie all'allora ministro Sacconi ha ottenuto una deroga per non assumere disabili. Un ultimo caso: tutte le imprese che usufruiscono dei Tremonti bond, come ad esempio il Monte dei Paschi di Siena, non hanno l'obbligo di assumere diversamente abili. «Il problema quindi non è la legge, che è un ottimo strumento, ma l'applicazione - sottolinea Barbieri -. I controlli dovrebbero svolgerli i centri per l'impiego: che non funzionano bene, e lo dimostra il fatto che il 37% non è accessibile ai diversamente abili».

RIFORMA. Qualcosa però potrebbe cambiare: la riforma del lavoro firmata da Elsa Fornero ha acquisito alcune delle proposte delle associazioni. La legge 68 verrà applicata anche ai contratti a somministrazione, oltre che a quelli a tempo indeterminato. Sarà ripristinato l'obbligo, da parte delle aziende sia pubbliche che private, delle posizioni scoperte: così si saprà dove sono i posti di lavoro. E infine il governo si è assunto l'impegno di rivedere le modalità per esonerare le aziende dall'obbligo di assunzione delle persone con handicap. «Perché assumerci non è un rischio - conclude Barbieri -. Io dalla mia carrozzina riesco a dirigere una cooperativa di 60 persone e non mi sembra di rappresentare un problema».

di Valentina Santarpia

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Il Corriere della Sera del 02-07-2012

Come e quanto si parla di disabilità in Rete?

Analizzati 180 milioni di siti in tutto il mondo. Solo in Italia 70 mila messaggi, tanti sulle barriere architettoniche

MILANO. Un mondo sempre meno a parte. Il web aiuta gli italiani a migliorare il senso civico nei confronti della disabilità, contribuendo così ad accelerare il processo di abbattimento delle barriere rispetto a chi è «diversamente uguale». Aumenta la richiesta di informazione e di confronto su tutte le tematiche della disabilità, ma anche l'utilizzo della rete per denunciare malcostume e ingiustizie, chiedere o diffondere informazioni sui servizi e, perché no, commentare le buone pratiche. È il risultato tutto sommato confortante di un'indagine condotta da Nielsen per AriSLA (Fondazione Italiana di ricerca per la SLA) e AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica). Tra aprile 2011 e aprile 2012, l'istituto di ricerca ha analizzato la percezione della disabilità in rete attraverso la raccolta e l'analisi di oltre 180 milioni di siti web, forum e blog nel mondo. «Il nostro obiettivo - spiega Mario Melazzini, presidente di AriSLA e AISLA, medico anche lui colpito da SLA - era di capire l'impatto sulla popolazione di malattie gravemente disabilitanti, in particolare le neuromuscolari, ma anche della situazione proprio dell'essere persona con disabilità».

Dalla ricerca emerge così che negli ultimi 12 mesi, in Italia, in rete sono stati lanciati oltre 70 mila messaggi sui temi legati alla disabilità, dalla cronaca alle proposte di legge. Parlano di disabilità online in prima battuta giornalisti e blogger, attivi nel diffondere notizie di cronaca, ma anche di servizio e di informazione. A loro si aggiungono disabili, parenti educatori e caregiver, cioè tutti quelli che si occupano di offrire cure e assistenza a un'altra persona. C'è poi una parte di società civile che, pur non essendo direttamente coinvolta, si mostra assai sensibile: semplici cittadini che denunciano casi di cronaca, oppure esprimono una forma di «dissenso morale» e prendono le distanze nei confronti di discriminazioni verso i disabili.

Il tema delle barriere architettoniche, ad esempio, è stato oggetto di circa 6 mila messaggi nei quali si affrontano i problemi dei parcheggi, dei mezzi pubblici di trasporto, delle condizioni delle strade. A parlarne non sono solo i diretti interessati, ma anche una parte della società più attenta e solidale, pronta a «castigare» i comportamenti scorretti. Le vie di Internet sono infinite, certo. Secondo la ricerca Nielsen, però, si discute di disabilità soprattutto sui blog, seguiti dai forum, Twitter e Facebook. Con caratteristiche peculiari a ciascun ambito: i blog sono per lo più generalisti e la tipologia di notizie e commenti appare molto frammentata. Nei forum si cerca spesso supporto affettivo e sociale, in relazione a difficoltà dirette o indirette causate dalla disabilità. Twitter viene utilizzato come strumento di denuncia di singoli episodi di disservizi. Il web, dicono gli esperti, fa cadere i tabù. Anche sulla disabilità. Così accanto ai problemi legati al quotidiano, in rete si affronta il tema della sessualità. La rete ospita testimonianze molto sentite di «mamme coraggio» alla ricerca di soluzioni per la sessualità dei propri figli. Un esempio sono le discussioni dedicate al tema dei viaggi e delle vacanze che diventano strumento di libertà e occasione per attenuare la «diversità». In questo senso si parla di mete non solo comode, ma anche esotiche, lontane e di viaggi avventurosi. Si condividono opinioni sui mezzi più adatti o gli accorgimenti per superare le difficoltà del viaggio, si segnalano le strutture più confortevoli. «In effetti - dice Fulvio Santagostini, presidente di Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) - soprattutto i social network sono strumenti formidabili di informazione e di partecipazione e questo sicuramente rende più facile diffondere le conoscenze di cosa è la disabilità nei suoi vari aspetti. Il lato negativo, se si vuole, è che anche nelle persone con disabilità può accentuare l'egocentrismo e la voglia di protagonismo. Si parla davvero di tutto, ma a volte, purtroppo, in modo improprio e superficiale».

di Ruggiero Corcella

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Italia Oggi del 03-07-2012

Il piano educativo vincola i prof

Il Tar Toscana: gli interventi indicati diventano obbligatori, lo studente vanta un diritto soggettivo

Il pei scolastico per gli alunni disabili ha rilievo giuridico

Acquista la veste di diritto soggettivo la situazione giuridica dell'alunno diversamente abile dopo la formazione del Pei scolastico. Il piano educativo individualizzato viene assunto alla fine di una procedura che ha la sua genesi all'esterno dell'istituto di istruzione, ma che si conclude ed assume rilievo giuridico nella scuola.La questione è stata esaminata e trattata dal Tar della Toscana con una sentenza n. 763/2012.La diagnosi L'esercizio del potere pubblico inizia con l'individuazione dell'alunno come persona diversamente abile, compito che compete allo specialista o allo psicologo esperto dell'età evolutiva. Segue poi la diagnosi funzionale, ossia la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell'alunno redatta da una commissione composta dal medico specialista nella patologia, dallo specialista in neuropsichiatria infantile, dal terapista della riabilitazione, dagli operatori sociali in servizio presso l'unità sanitaria locale.La diag nosi funzionale, finalizzata al recupero del soggetto, deriva dall'acquisizione di elementi clinici e psico-sociali in ordine a vari aspetti: cognitivo, affettivo-relazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, e di autonomia personale e sociale.Il profilo dinamicoIl profilo dinamico funzionale è atto successivo alla diagnosi funzionale e indica in via prioritaria, dopo un primo periodo di inserimento scolastico, il prevedibile livello di sviluppo che l'alunno in situazione di handicap dimostra di possedere. Viene redatto dalla commissione della diagnosi e dai docenti curriculari e dagli insegnanti specializzati della scuola, che riferiscono sulla base della diretta osservazione ovvero in base all'esperienza maturata in situazioni analoghe, con la collaborazione dei familiari dell'alunno.Il peiIl piano è finalizzato alla formulazione del piano educativo individualizzato per il diritto all'istruzione ed all'integrazione scolastica, cui devono provvedere, in sieme ai genitori dell'alunno interessato, gli operatori individuati delle unità sanitarie locali ed i docenti della scuola. Il piano definisce il sostegno scolastico ritenuto opportuno. La determinazione delle ore di sostegno avviene quindi al termine di un complesso procedimento, nel quale indubbiamente vi è esercizio di potere amministrativo e al cui interno si ritrovano diverse situazioni giuridiche soggettive, sia di interesse che di diritto.L'interesse soggettivoQuando si valutano gli interventi necessari a garantire l'integrazione, l'alunno vanta una situazione di interesse legittimo consistente nella pretesa a che l'istanza per il sostegno venga presa in esame e sia individuata la soluzione più idonea in base alle effettive esigenze proprie e non in riferimento ad altri elementi come situazioni di bilancio o comunque estranei alle stesse esigenze.Spetta alla scuola, nel rispetto dei criteri di logica e ragionevolezza individuare le misure idonee a garantire l'integrazione avendo quale obiettivo, in ipotesi, anche la progressiva autonomizzazione della persona diversamente abile. Può quindi anche essere giustificata una riduzione delle ore di sostegno se ragionevolmente motivata e finalizzata al raggiungimento di tale obiettivo.Il diritto soggettivo Una volta formato il piano educativo individualizzato, allora la pretesa all'integrazione in capo all'alunno diversamente abile assume la concretezza di un diritto soggettivo e si specifica nella fruizione degli interventi ivi rappresentati, e correlativamente nasce un'obbligazione a renderli in capo all'amministrazione scolastica.

di Giuseppe Mantica

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Il Corriere della Sera del 17-07-2012

Trasporto aereo accessibile. Ecco le linee guida della Ue

Piano contro le discriminazioni di passeggeri disabili. Migliaia di spettatori andranno a Londra per le Paralimpiadi

MILANO. Prenotazioni del volo rifiutate, imbarchi negati senza motivo o per ragioni di sicurezza poco chiare. Nonostante una legge europea, la n. 1107 del 2006, che prevede regole comuni in tutti gli aeroporti comunitari, i passeggeri con disabilità o mobilità ridotta affrontano ancora disagi e discriminazioni quando cercano di viaggiare in aereo. Per questo, anche in vista del notevole afflusso di atleti e passeggeri ai prossimi Giochi Paralimpici di Londra, l'Unione europea ha di recente emanato linee guida con l'obiettivo di aiutare compagnie aeree e aeroporti a migliorare i servizi per i passeggeri con disabilità.

GIOCHI A LONDRA - Il provvedimento - discusso insieme ad autorità nazionali, linee aeree e organizzazioni aeroportuali, associazioni di consumatori e di persone con disabilità - si basa su una valutazione dettagliata della normativa in vigore sui diritti dei passeggeri con disabilità. Riguarda tutti gli aeroporti dell'Unione europea, i voli dei vettori Ue in ogni parte del mondo, oltre a quelli non appartenenti all'Unione ma in entrata o in uscita dall'Europa. «Ci auguriamo che gli aeroporti e le linee aeree si adeguino immediatamente alle nuove Linee guida europee - dice Xavier Gonzalez del comitato internazionale paralimpico, che organizza i Giochi di Londra -. I nostri atleti hanno problemi proprio come i molti passeggeri con disabilità che volano quotidianamente. Quest'estate più di quattromila parteciperanno ai Giochi Paralimpici a Londra, dove arriveranno anche migliaia di spettatori».

OSTACOLI - «I principali motivi di rifiuto dell'imbarco sono legati alla sicurezza, soprattutto se si viaggia da soli pur essendo autonomi - spiega Pietro Barbieri, presidente di Fish, la Federazione italiana per il superamento dell'handicap -. Alcune compagnie europee prevedono l'obbligo di un accompagnatore per essere imbarcati e lo segnalano addirittura sui propri siti web. Hanno poi maggiori difficoltà a prenotare il volo coloro che hanno bisogno del respiratore o chi ha una disabilità intellettiva - segnala Barbieri -. In alcuni aeroporti, inoltre, non possiamo passare da soli i controlli di sicurezza e questo lede la nostra autonomia. A volte, poi, si rischia di perdere l'aereo perché manca il personale che ti accompagna all'imbarco». L'importanza di un'assistenza di qualità è rimarcata anche dalle linee guida europee. Ecco i punti principali del provvedimento.

PRE-NOTIFICA - Per ricevere assistenza, il passeggero con disabilità o mobilità ridotta deve richiederla alla compagnia aerea, all'agenzia di viaggio o al tour operator almeno 48 ore prima della partenza del volo. Il servizio è classificato con una delle sigle, condivise a livello internazionale, che indicano i diversi tipi di necessità.

RICHIESTA DI CERTIFICATI - Le linee guida chiariscono che i certificati medici «non dovrebbero, di norma, essere richiesti a coloro che hanno una condizione di disabilità stabile, come i non vedenti o le persone su sedie a rotelle».

RIFIUTI INGIUSTIFICATI - Il Regolamento europeo stabilisce il divieto di rifiutare la prenotazione o l'imbarco di un passeggero disabile o a mobilità ridotta. Sono previste eccezioni in casi particolari ma le compagnie aeree devono informare immediatamente il passeggero sulle motivazioni del rifiuto. Inoltre, devono compiere tutti gli sforzi per cercare un'alternativa accettabile.

ACCOMPAGNATI O NO? - Le linee guida chiariscono che «per i disabili autonomi non è necessario essere accompagnati, tranne nel caso in cui vi siano requisiti di sicurezza specifici di cui il passeggero dovrebbe essere informato».

DISPOSITIVI DI MOBILITÀ - È consentito portare con sé due dispositivi di mobilità trasportati gratuitamente. Quanto all'equipaggiamento sportivo che non fa parte dei dispositivi di mobilità, valgono le regole generali delle linee aeree sui bagagli, come per ogni passeggero. Chi utilizza una sedia a rotelle elettrica è tenuto a notificarlo al vettore almeno 48 ore prima. Anche i cani-guida possono viaggiare in cabina, ma va comunicato in anticipo.

OSSIGENO A BORDO - I passeggeri che hanno bisogno di viaggiare con l'ossigeno devono comunicarlo in anticipo. Le linee guida chiariscono che non esiste alcuna regola che imponga a un vettore di fornire ossigeno. Tuttavia, questa informazione deve essere resa chiaramente disponibile.

GIORNATA «DIRITTI DEI PASSEGGERI» - L'Unione europea, in collaborazione con ECC Net, la rete europea che si occupa della tutela dei consumatori, ha dedicato la giornata del 4 luglio ai diritti dei passeggeri. «Particolare attenzione ai diritti dei passeggeri più "fragili", con disabilità o ridotta mobilità come gli anziani - spiega Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum, che insieme ad altre associazioni italiane di consumatori ha realizzato un opuscolo, «I diritti del viaggiatore disabile» -. Già da qualche anno in alcuni aeroporti italiani abbiamo avviato quest'iniziativa che ora viene recepita a livello europeo». Altre informazioni utili, come anche moduli per segnalazioni e reclami online, si possono trovare anche sul sito web dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, che ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione del Regolamento comunitario sui diritti dei passeggeri con disabilità, oltre che la possibilità di infliggere sanzioni pecuniarie agli operatori inadempienti.

di Maria Giovanna Faiella

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Il Piccolo di Trieste del 17-07-2012

La terapia genica nella cura della retinite pigmentosa

TRIESTE. La retinite pigmentosa è una malattia genetica dell'occhio che provoca perdita progressiva della vista fino, nei casi più gravi, alla cecità totale. Non esiste al momento una cura risolutiva. Tuttavia, dal mondo della ricerca stanno emergendo nuove strategie terapeutiche: dalle protesi retiniche alla terapia genica. Anche l'amaurosi congenita di Leber è una grave forma di cecità ereditaria, che provoca danni alla vista già nei primi mesi di vita. Anche in questo caso, correggere il gene difettoso può essere la chiave perché gli occhi tornino a vedere la luce. Di terapia genica, dei traguardi raggiunti e del percorso ancora da fare per arrivare alla correzione dei difetti genetici responsabili di gravi malattie della vista parlerà a Trieste Enrico Maria Surace, dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Napoli, mercoledì 25 luglio alle 12. Il ricercatore del Tigem sarà ospite del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia per un seminario dedicato al ripristino della funzione visiva attraverso la terapia genica retinica. Nel laboratorio partenopeo, il team di Surace sta sviluppando nuove strategie per spegnere l'espressione dei geni responsabili di queste malattie attraverso l'uso di proteine artificiali capaci di "abbracciare" in modo specifico i geni alterati e di impedirne l'azione. Surace si è concentrato in particolare su quelle forme di retinite pigmentosa in cui basta ricevere il gene difettoso da uno dei genitori (malato a sua volta) per sviluppare la malattia. «Le malattie di questo tipo, dette a trasmissione "autosomica dominante", sono molto difficili da curare con la terapia genica - spiega - perché il difetto genetico non determina l'assenza di una proteina, ma la presenza di una proteina anomala e tossica per l'organismo. Non serve a nulla quindi fornire al paziente una copia del gene sano: bisogna cercare di "spegnere" quello difettoso e questo è molto più difficile». I ricercatori Telethon hanno allora cercato di costruire un interruttore universale per il gene della rodopsina, che può presentare diversi "errori" nella sua sequenza che si traducono poi in un difetto della vista. Un interruttore capace di spegnere sia il gene sano sia quello alterato, indipendentemente dal tipo di errore genetico. «Potenzialmente questo approccio potrebbe applicarsi a numerose altre malattie dominanti che colpiscono anche altri organi, non solo l'occhio. È importante dunque investire nella terapia genica» conclude.

di Simona Regina

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La Sicilia del 23-07-2012

Radiazioni più dannose per lunghezze d'onda vicine all'ultravioletto

L'oftalmologo Antonello Rapisarda: «E' molto importante usare occhiali che rispondono a normative di sicurezza garantite dal marchio Ce, e con lenti filtro. L'intensità di assorbimento dei raggi si codifica in cinque categorie. Il colore è soltanto indicativo»

Per la sua posizione anatomica e per la sua specifica funzione, l'occhio è tra i componenti del nostro organismo quello che - assieme alla pelle - è più esposto ai raggi del sole in generale e a quelli ultravioletti in particolare.

«I tessuti oculari - spiega il dott. Antonello Rapisarda, primario di Oftalmologia del nuovo ospedale Garibaldi di Nesima a Catania - assorbono le radiazioni luminose in maniera differente, in funzione appunto della loro lunghezza d'onda: le più dannose sono le lunghezze d'onda più corte, vicine all'ultravioletto. Dall'analisi delle lesioni causate dalla luce visibile (in particolare la luce blu) e dalle radiazioni ultraviolette si può affermare che la retina è sensibile al danno nel range della luce blu (400-500 nm), il cristallino in quello dell'ultravioletto prossimo (300-400 nm), e la cornea è vulnerabile ai raggi UV-C».

Quanto interferisce l'età sulla quantità di radiazioni assorbite dall'occhio e sui danni che possono derivane?

«Occorre tenere in conto che è il cristallino a costituire il principale fattore di protezione contro le radiazioni a bassa lunghezza d'onda sicché esso invecchiando, diventa meno trasparente e, quindi, più efficace nell'assorbire le radiazioni. Nei bambini, per l'elevata trasparenza dei mezzi diottrici, la quantità di luce dannosa che raggiunge la retina è maggiore: si pensi che al di sotto dei 10 anni più del 75% delle radiazioni ultraviolette è trasmesso fino alla retina, e a 25 anni questa percentuale è ancora del 10%. La situazione cambia dal quinto decennio di vita in poi, quando, in seguito al processo di invecchiamento del cristallino, l'occhio presenta una lente naturale che assorbe maggiormente le radiazioni potenzialmente nocive».

Quali sono le patologie retiniche per cui è stato dimostrato un coinvolgimento delle radiazioni UV e della luce blu nell'induzione o nella progressione del danno retinico?

«Esse sono: l'edema maculare cistoide, la retinopatia solare, i melanomi oculari e, soprattutto, la degenerazione maculare legata all'età, che come è noto è tra le principali cause di cecità anche nei paesi industrializzati. Quest'ultima patologia, per l'allungamento della vita media, sta diventando sempre più frequente: dopo i 75 anni il 30-45% di pazienti con gravi deficit visivi ne risulta affetto. Si tratta di una malattia estremamente invalidante giacchè il danno retinico è localizzato in sede maculare, quindi il campo visivo è danneggiato irreversibilmente proprio al centro ed è oscurato da un'area cieca, nera, che impedisce di vedere nitidamente e non consente al paziente di leggere. Così come per la cataratta, la degenerazione maculare rappresenta il risultato finale di un processo di deterioramento durato decenni».

Quali sono i rimedi a questi danni?

«L'occhio, esposto alla luce intensa, utilizza sistemi naturali di protezione e difesa, quali l'ammiccamento palpebrale, le modifiche del diametro pupillare, la funzione schermo del cristallino e soprattutto i pigmenti oculari della retina (luteina, zeaxantina e melanina), che filtrano la luce, proteggendo le cellule nervose dai danni fototossici. La luteina è un pigmento oculare particolarmente importante poiché è in grado di filtrare la luce blu e, quindi, di proteggere i punti più delicati della retina dagli effetti nocivi delle radiazioni luminose. La luteinasi trova in numerosi vegetali verdi o gialli (broccoli, cavoli, spinaci, zucche, ecc.) e nella frutta rossa-gialla, che quindi dovrebbero costantemente far parte della nostra dieta. Assunta dall'organismo con l'alimentazione, si accumula nella parte della retina più importante per la funzionalità visiva (la macula lutea)».

«Nell'occhio la luteina è presente in piccolissime quantità alla nascita, aumenta progressivamente durante l'infanzia e la pubertà e si mantiene costante nell'età adulta».

E gli accorgimenti preventivi?

«Il primo consiste nell'indossare lenti trattate che assorbano le radiazioni ultraviolettee filtri solari che proteggano da Uva e Uvb. L'impiego di occhiali da sole protettivi dovrebbe iniziare in giovane età e continuare per tutta la vita».

«Scegliere un occhiale che risponde a normative di sicurezza è la condizione basilare per assicurarsi una vera protezione della vista. Inoltre si ha a disposizione una gamma di gradi protettivi che lasciano spazio alle esigenze individuali. L'intensità di assorbimento della radiazione si codifica in cinque categorie (dalla 0 che è quella che assorbe dallo 0 al 20% della radiazione, e di solito si tratta di lenti chiare o leggermente sfumate, alla categoria 4, che è specifica per situazioni particolari come ghiacciai o deserti, dove il filtraggio arriva al 100%). Il colore delle lenti in realtà è solo indicativo e il fatto di essere più o meno scure determina la quantità di luce ambientale assorbita, mentre il potere di filtraggio degli ultravioletti invisibili dipende dal materiale con cui si produce la lente. Per la protezione dalla luce blu si usano lenti gialle oppure alla melanina, cioè contenenti pigmenti simili alla melanina. La legge, in materia di optometria, è piuttosto attenta: esistono numerose direttive europee che definiscono, mediante certificazione da parte del produttore, l'adeguamento dell'occhiale e della lente alle norme vigenti». «Attualmente il rispetto delle norme è garantito da un marchio CE impresso e stampigliato sull'occhiale. Le lenti, correttive e non, che sono soltanto colorate possono causare danni ancora maggiori alla retina, perché diminuendo la luminosità provocano dilatazione pupillare e permettono la penetrazione di una maggiore quantità di raggi ultravioletti».

di Angelo Torrisi

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Il Corriere della Sera del 05-07-2012

Quando lo smartphone sarà il cane-guida dei ciechi

CONVEGNO DELLA FONDAZIONE BOCELLI.

Telecamere nei vestiti, display tattili, smartphone come navigatori: le tecnologie del futuro per i non vedenti

MILANO. Andare al lavoro, trovare uffici o negozi, riconoscere le persone quando si entra in una stanza, camminare senza andare contro agli ostacoli. Tutto semplice per chi vede, una sfida continua per chi è cieco. Oggi però, grazie alle nuove tecnologie, il sogno dell'autonomia, quella vera, è più vicino anche per i non vedenti: in un convegno organizzato a Pisa dalla Fondazione Andrea Bocelli saranno infatti discusse venerdì 6 luglio alcune soluzioni innovative che in un prossimo futuro potrebbero finalmente aiutare i non vedenti a rompere le barriere della disabilità e non dover dipendere dagli altri.

PROGETTO FIFTH SENSE. Il convegno è anche l'occasione per presentare nel nostro Paese la Fondazione voluta dal tenore Andrea Bocelli, nata lo scorso dicembre a Los Angeles con un concerto di big della musica attraverso cui sono stati raccolti i primi fondi per sostenere progetti di ricerca nell'ambito del programma "Sfide" della Fondazione stessa (il secondo programma attivo, "Break the barrier", prevede progetti di aiuto alle fasce più deboli e povere della popolazione). Fra i primi frutti della ricerca scientifica promossa dalla Fondazione c'è il progetto "MIT Fifth Sense", che coinvolge Seth Teller del Computer Science Artificial Laboratory del Massachusetts Institute of Technology di Boston: scopo, rendere autonomo il non vedente attraverso la tecnologia. «L'obiettivo è mettere a punto, nei prossimi anni, uno strumento portatile che garantisca al non vedente alcune delle funzioni della visione per arrivare a una mobilità indipendente, accedere come tutti alle informazioni di interesse, vivere una normale vita sociale e lavorare in autonomia - ha spiegato Teller, che coordina i progetti del MIT -. Stiamo perciò focalizzandoci su un sistema di navigazione indoor che attraverso telecamere portatili nascoste e display tattili consenta al cieco di muoversi in un ambiente che non conosce, riconoscendo le persone vicine ed evitando ostacoli o pericoli; stiamo cercando metodi per fornire informazioni e avvisi con vibrazioni o interfacce tattili per non disturbare il senso dell'udito, così importante per chi non vede».

TECNOLOGIE - I ricercatori del MIT non sono gli unici che stanno lavorando per rendere la vita più semplice ai non vedenti: all'università di Palermo Ilenia Tinnirello sta studiando come rendere gli smartphone, fra gli strumenti tecnologici oggi più diffusi, veri e propri "cani-guida" per ciechi. La ricercatrice sta realizzando un'applicazione per la navigazione indoor che sfrutta i punti di accesso alla rete WiFi per localizzare l'utente, a cui dà informazioni attraverso touchscreen che producono semplici segnali tattili: l'interfaccia è a buon punto e soprattutto, sottolinea Tinnirello, «è a buon mercato perché sfrutta tecnologie che sono già a disposizione della maggioranza della popolazione». Vanno nella stessa direzione il Dispositivo Orientamento Ciechi per gli spazi aperti e il Graphical Access for Blind users che serve a orientarsi su mappe e dati, proposti dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, mentre dalla Hebrew University di Gerusalemme arrivano prototipi di sensori "sostitutivi" o protesi visuali che forniscono informazioni visive al cieco usando il senso dell'udito o del tatto, sfruttabili per la neuroriabilitazione visiva di chi non vede grazie alla grande plasticità del cervello umano. Intanto, Barbara Leporini del CNR di Pisa sta studiando come rendere i social network più fruibili dai non vedenti attraverso lettori e sintetizzatori vocali. E non potevano mancare studi sull'accessibilità della musica, condotti da ricercatori dell'università di Firenze che hanno ideato numerosi sistemi per consentire a chi non vede di comporre e leggere spartiti: dalla rappresentazione musicale simbolica alla codifica delle note in Braille, perché anche i non vedenti possano diventare musicisti o magari tenori proprio come Andrea Bocelli.

di Elena Meli

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Redattore Sociale del 16-07-2012

Miss Florida-Usa, non vedente quinta classificata

ROMA. "Credo che non sia tanto importante vincere un concorso, quanto rappresentare un esempio per tanti che come me vivono la disabilità. Se la mia storia potrà ispirare una sola persona, per me sarà come se avessi vinto": parola di Conner Boss, 18 anni, studentessa al primo anno di college e prima concorrente legalmente cieca ad aver preso parte al concorso Miss Florida-Usa 2013 - step antecedente al titolo di Miss America - che si è tenuto lo scorso 14 luglio presso la Bailey Concert Hall di Fort Lauderdale, città situata nella parte sud orientale dello stato della Florida.

Lunghi capelli biondi ad incorniciarle il viso, sorriso radioso e figura slanciata, ad appena sei mesi di vita è stata affetta da un hemangioma, tumore benigno che ha rischiato di deturparle il volto, risparmiato grazie alla chirurgia estetica. In seguito, all'età di 8 anni, le fu diagnosticata la sindrome di Stargardt, patologia degenerativa che l'ha resa quasi completamente cieca. "La malattia ha compromesso la retina e la mia visione centrale, ma la visione periferica è intatta", ha dichiarato la giovane concorrente. Ha raccontato a Yahoo News che a malapena riesce a stabile un contatto visuale e che, più di una volta ad esempio, si è ritrovata per errore nel bagno degli uomini. Occhiali speciali disegnati per persone colpite da questo disturbo non hanno aiutato la giovane Conner, che ha lottato sia alle scuole medie che alle superiori per leggere e fare esami. Attualmente matricola alla Florida State University, riesce a leggere con un carattere superiore ai 36 punti. Questo però non le ha impedito di conseguire con determinazione la carriera scolastica ed i suoi sogni nel cassetto. Rappresentante di classe all'hi-school, brillante in ginnastica artistica e capitano della squadra delle cheerleaders, si è diplomata con una votazione di 4.2. "Tutti i suoi esami sono stati letti da lei, anche il SAT e l'ACT, i due test di ammissione al College", ha assicurato sua madre Tracy Boss, intervistata dalla Cnn.

Ha cominciato a partecipare ai concorsi di bellezza seguendo l'esempio delle sue amiche. "Tutte le ragazze partecipavano al Miss Junior Harvest Queen. Ho finito per vincerlo io. Avevo 16 anni ed è stato bellissimo - ha spiegato - Ho promesso a me stessa che avrei provato di nuovo". Da allora, su undici concorsi a cui ha preso parte, ha vinto ben quattro titoli e lo scorso anno si è aggiudicata il secondo posto al Miss Teen Usa Florida nonostante, durante la prova in costume, sia inciampata sulla scala. Partecipare a questo genere di concorsi, ha spiegato mamma Tracy, ha contribuito a rafforzare la fiducia in se stessa, a parlare e a muoversi in pubblico. "Connor non è in cerca di un voto di simpatia o di pietà - ha spiegato la signora Boss, sempre alla Cnn - ma vuole mostrare che è come gli altri e per questo s'impegna duramente". Durante le prove ha prestato molta attenzione a dove doveva posizionarsi sul palco, a come arrivarci. "Ha fatto a memoria. Si è fatta spiegare il percorso che doveva percorrere: 4 passi qui, quattro passi li", ha raccontato Grant Gravitt, produttore esecutivo di Miss Florida Usa. E ha aggiunto: "Credo sia diversa rispetto a qualsiasi altra ragazza, non per la sua cecità. È una giovane incredibile".

La direttrice del concorso, Mary Lou Grant, ha assicurato che la Boss non ha ricevuto nessun trattamento di favore da parte della giuria, puntualizzando sul fatto che la gara già ha visto in passato la partecipazione di donne con disabilità che vanno dalle difficoltà di linguaggio ai problemi acustici, assicurando che per Miss America, il lato estetico rappresenta solo una parte della gara (il 35% sul totale dei punti). A determinare anche il colloquio privato con la giuria, l'impegno nel sociale dimostrato dalle candidate e domande su attualità e cultura generale. Incentrata sul motto "Le altre parate cercano una modella. Miss America cerca un modello di personalità", l'evento è considerato il più grande programma al mondo di sostegno allo studio rivolto alle giovani donne, che assegna annualmente borse di studio in college a scelta, 45.000 dollari in contanti da utilizzare per saldare i debiti contratti per gli studi terminati, iscriversi a scuole di specializzazione o a scuole professionali. Anche se Connor Boss è arrivata quinta, come lei stessa ha riferito ha comunque ottenuto una grande vittoria, dimostrando che, nonostante le limitazioni fisiche, è possibile raggiungere i propri obiettivi, al pari di qualsiasi altra persona normodotata. "Si sente parlare di persone con disabilità che scelgono di chiudersi in casa - conclude mamma Boss - Vedere qualcuno che si getta nella mischia, potrà forse stimolarle a mettersi in gioco".

Loredana Menghi

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La Gazzetta dello Sport del 28-07-2012

Im Dong Hyun L'arciere cieco vede il record del mondo

LONDRA. The blind archery (Il tiro con l'arco cieco) è un racconto di Arthur Conan Doyle. Ma Sherlock Holmes non c'entra, c'entrano le Olimpiadi. Ieri, nel tempio del cricket prestato al tiro con l'arco, il ventiseienne coreano Im Dong Hyun ha stabilito il nuovo record del mondo nelle prove di qualifica con 699 punti, tre di più del suo precedente limite. Solo che Im è cieco, è «blind» appunto, o quasi cieco. A destra ha addirittura solo 10 centesimi, a sinistra, dove va un pò meglio, 20, nell'occhio che deve inquadrare il famoso colore giallo da centrare sui bersagli a 70 metri. E ieri pioveva: chissà che qualche goccia non abbia aggravato il compito di Im, impassibile dietro gli occhiali scuri, a qualsiasi ora e con qualsiasi clima. Storico Così una tranquilla prova ranking, che serve per scegliere le teste di serie e formare il tabellone della prova a squadre e individuale, si è trasformata in un'impresa storica anche se Im non è un novizio: è già stato campione olimpico a squadre ad Atene e a Pechino, e qui cerca di sfatare il tabù che ha sempre privato il suo Paese dell'oro individuale maschile. Nel piccolo campo di qualificazione, mentre Mauro Nespoli (11 con 674 punti), Mauro Galiazzo e Michele Frangilli (insieme al 36 posto a quota 662), finivano complessivamente sesti (un piazzamento che ci fa affrontare Taipei negli ottavi; le azzurre invece hanno chiuso decime con Pia Lionetti 17 , Natalia Valeeva 24 e Jessica Tomasi 44 ), è andato in scena il suo show. Sfatare la leggenda Im Dong Hyun è innamorato di questo sport da quando suo padre gli regalò un arco giocattolo. Aveva dieci anni. Sulla storia della cecità, l'ambiente si spacca. Mario Scarzella, il presidente della nostra Fitarco, ci dice che «bisogna sfatare una leggenda, vi assicuro che lui da 70 metri ci vede meglio di tanti altri tiratori». Senza Paralimpiadi Ma perché Im non gareggia allora alle Paralimpiadi? Intanto perché alle Olimpiadi, nel tiro con l'arco, non c'è una soglia minima, in teoria potrebbe partecipare anche chi è completamente cieco. E poi perché ci vede ancora «troppo» per cambiare Giochi. Spiega Marco Bernardi, il capo della commissione medica che sovrintenderà alle Paralimpiadi di Londra: «Ci sono tre categorie paralimpiche fra ipovedenti e non vedenti. I ciechi totali, gli ipovedenti B2 con un massimo di due sessantesimi e quelli B3, da due a sei sessantesimi. Naturalmente per l'occhio dove si vede meglio». Praticamente la soglia di quello dove invece Im ci vede peggio. «C'è però un altro parametro che è anche il cosiddetto campo visivo alterato, al di sotto dei 20 gradi». Luca Pancalli, il presidente del Comitato Paralimpico, legge la notizia come l'avvicinarsi di un orizzonte inevitabile: «Fra cinque, dieci anni, queste barriere scompariranno. Il confine fra paralimpici e olimpici sta diventando sempre più labile. Come minimo si gareggerà tutti insieme nella stessa manifestazione». Operazione a fine carriera Ma in quel momento Im Dong Hyun dove sarà? Forse si opererà. Ora non vuole, forse per non scalfire le sue sicurezze, quello specialissimo «sentire» l'arco che è la sua forza. Ha detto che in sala operatoria ci andrà soltanto nel 2020, a fine carriera. Per oggi deve pensare a vincere il titolo a squadre. Il pronostico è sin troppo facile. Ma Mauro Nespoli giura: »Non gareggeremo per il secondo posto, ma per la medaglia d'oro». Im che ne pensa?

di Valerio Piccioni

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L'Arena del 06-07-2012

Furioni, la cecità non lo ferma e allunga la traversata a nuoto

LMALCESINE. Il «delfino del lago» ci riprova. Questa volta saranno 20 i chilometri che Alessandro Furioni, classe 1972, percorrerà con la sola forza delle gambe. L´atleta non vedente di Malcesine, che già lo scorso anno si era cimentato in una traversata di 13 chilometri da San Felice del Benaco a Garda, si lancerà il domani in un percorso nuovo, costeggiando il lago da Punta San Vigilio fino al porto Bruno Manfredi di Peschiera.

È tutto pronto per la manifestazione - e per vedere la forza di volontà di questo nuotatore - che prenderà il via alle 8 da Punta San Vigilio. Sono stati allertati, per l´evento, la Protezione civile, la Croce rossa, la Capitaneria di porto, i carabinieri, la Polizia stradale, i vigili del fuoco, Navigarda e Lega navale. Furioni si è allenato a lungo per mantenere la concentrazione necessaria per superare il suo traguardo e giungere fino a località Pioppi di Peschiera, dove l´arrivo è previsto al massimo per le 15.

«Nessun pericolo di perdere la forma fisica», assicura scherzando l´atleta non vedente, «il mio allenatore Victor mi tiene a bacchetta e mi aspetta tre volte a settimana al centro Gardacqua dove, tra nuoto e palestra, è da qualche mese che mi preparo al grande giorno».

Un impegno non da poco che Alessandro è riuscito a portare avanti incastrandolo tra le trasferte in Italia ed Europa che lo hanno visto partecipare a tornei e gare di showdown, disciplina simile al ping pong riservata ad atleti non vedenti.

Sette le ore di nuoto previste per completare il tracciato lacustre, nelle quali Alessandro, utilizzando una tavoletta come sostegno per le braccia, «pedalerà» orientandosi soltanto con l´udito. Lo scorso anno furono dei campanelli attaccati alle barche a dargli il senso della traiettoria da percorrere; quest´anno sarà un apposito sensore agganciato ad un´imbarcazione.

Tra le novità di questa seconda traversata del «delfino» Furioni rientra il patrocinio del Comune di Peschiera, che ha accolto con favore l´iniziativa di Alessandro e del suo instancabile organizzatore Victor, mettendo a disposizione gli spazi per l´arrivo e per il rinfresco post-traguardo, ha pubblicizzato l´evento tramite volantini e garantito l´assistenza in loco. A questa collaborazione si aggiunge la partecipazione di alcuni alberghi dell´alto lago, che come sponsor hanno voluto incoraggiare la manifestazione sportiva. «Un grazie va a tutti coloro che hanno dato il loro contributo, dal centro Gardacqua ai vari sponsor, senza dimenticare gli amici dell´associazione Goldvis (Guardare oltre la disabilità visiva) che mi sono sempre stati vicino», ha sottolineato l´atleta non vedente. Che dedicherà la sua «sfida al lago» di domani alle popolazioni dell´Emilia colpite dal terremoto. Il ricavato raccolto durante la manifestazione verrà infatti devoluto al Comune di Finale Emilia e sarà recapitato personalmente da Alessandro attraverso la rete di conoscenze e contatti già attivati nel paese emiliano.

Laura Zanella

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Il Corriere della Sera del 22-07-2012

L'uomo che cura i bambini con la musica del bosco

Cammina a passo spedito nel bosco col suo bastone-guida, con la sicurezza di chi ha imparato a fare i conti con il buio. Anche se fai fatica a seguirlo nell'oscurità della notte, se ti lasci condurre impari a tastare il terreno, passo dopo passo, lentamente, per evitare gli ostacoli. Ad accompagnare gli escursionisti in passeggiate notturne nei boschi dell'Alto Casentino, in Toscana, è una guida speciale: Wolfgang Fasser, 57 anni, non vedente dall'età di ventidue a causa di una malattia ereditaria, la retinite pigmentosa. Trasferitosi dalla Svizzera in quest'angolo dell'Appennino nei primi anni Novanta per iniziare la sua nuova vita, Fasser non si è lasciato fermare dal suo «limite»: ha studiato e imparato a fare il fisioterapista, è divenuto musicoterapeuta e oggi cura piccoli pazienti con disabilità o con disturbi del comportamento. «Sapendo ascoltare, al buio si vede meglio dice . Siamo abituati ad affidarci troppo alla vista, ma nel bosco, di notte, ti metti in ascolto e impari a usare altri sensi, spesso poco utilizzati». Insomma, un altro modo di «vedere» per ritrovare l'essenza delle cose. Riconoscere il canto degli uccelli, i passi furtivi di una volpe o di un capriolo, un ruscello che scorre. Wolfgang Fasser registra i suoni della natura, poi li trasmette ai suoi pazienti a scopo terapeutico. «L'ascolto dei paesaggi sonori ha un impatto importante soprattutto per i pazienti che soffrono di autismo e nei piccoli iperattivi: li aiuta a riprendere contatto con se stessi», afferma. Ma il terapeuta utilizza anche numerosi strumenti musicali, tipici di popoli diversi, custoditi presso la sede dell'associazione non profit Il trillo, da lui fondata alla fine degli anni Novanta, a Poppi, tra le colline di Quorle, in provincia di Arezzo. Si va dal flauto alla fisarmonica, dal pianoforte al gong, dal balafon africano al lettino sonoro, sotto il quale cinquantacinque corde richiamano alla mente un'arpa. Tanti strumenti, tanti suoni. In base alle specifiche esigenze di ciascun paziente viene scelto lo strumento più adeguato per la terapia. Per esempio, spiega Fasser: «Il lettino sonoro, sul quale i pazienti possono sedersi oppure sdraiarsi, si presta bene per la stimolazione audio-vibratoria di bambini con difficoltà di ascolto e di linguaggio, con disfunzioni sensoriali o motorie, oppure con disturbi di percezione». Strade inconsuete, le sue, per comunicare con chi ha bisogno di cure, ma Fasser non improvvisa: si è appassionato alla musicoterapia lavorando nel reparto di psicoterapia dell'Ospedale universitario di Zurigo, dopo essersi diplomato in fisioterapia all'università; trasferitosi in Toscana, ha studiato musicoterapia e si è diplomato alla scuola quadriennale di Assisi. «In circa dieci anni, al centro Il trillo abbiamo seguito più di settanta bambini con disabilità motorie, ritardi nello sviluppo, disturbi del comportamento o che presentano segni di autismo», racconta. La sua doppia formazione, di fisioterapista e di musicoterapeuta, è particolarmente utile in alcuni casi. «I piccoli con paresi cerebrale infantile spesso si annoiano quando devono eseguire gli esercizi per migliorare le loro funzioni motorie e così si rifiutano di farli spiega . Nel contesto ludico della musicoterapia, invece, hanno lo stimolo a eseguire con entusiasmo gli stessi movimenti». Il percorso di formazione di Wolfgang Fasser, peraltro, non si ferma: ora, infatti, sta seguendo un master in musicoterapia a Lugano e, tra un'attività e l'altra, scrive la tesi nella sua stanza all'eremo di Quorle, della Fraternità cristiana di Romena, di cui è custode. E non soddisfatto ancora, questo instancabile uomo, ogni anno, durante l'inverno, si trasferisce per due mesi in Lesotho, Stato dell'Africa del Sud, tra i più poveri al mondo, con un'alta incidenza di disabilità ma pochissimi fisioterapisti. Qui svolge da volontario la sua attività di fisioterapista per bambini e adulti con disabilità, ma organizza anche corsi di formazione per gli operatori del posto. L'utilizzo terapeutico dei suoni della natura e di quelli prodotti dagli strumenti ha incuriosito anche il regista Nicola Bellucci, che ha deciso di seguire con la macchina da presa per tre anni il percorso di cura di quattro bambini. Bellucci ha poi realizzato un documentario dal titolo Il giardino dei suoni, che è stato proiettato di recente in Austria e prima in diversi festival nazionali e internazionali. «I pazienti che si sottopongono ai trattamenti riabilitativi precisa ancora Fasser continuano a essere seguiti dai loro medici curanti, in un approccio terapeutico integrato». E i risultati ci sono. Fasser ricorda alcuni dei piccoli che ha seguito. «Per esempio, Ermanno, bambino iperattivo, non riusciva a stare fermo, rompeva tutto, mordeva e picchiava. Ora esprime la sua aggressività colpendo il gong riferisce il musicoterapeuta . Andrea, bambino autistico e ipovedente, ora è in grado di parlare; odiava la fisarmonica, adesso invece la suona». E prosegue: «Anni fa, quando è arrivata da me, Jenny era una bambina colpita da paresi cerebrale infantile che riusciva a stento a fare qualche passo sbilanciato. Adesso Jenny non solo è riuscita a camminare da sola e si fa capire quando parla, ma addirittura studia all'Università di Arezzo. E Lucia, bambina pluriminorata, ascoltando i suoni, riesce a respirare meglio; aveva lo sguardo assente, come se fosse altrove, mentre ora reagisce a qualche stimolo. Spero che possa provare una sensazione di gioia sentendo i movimenti e i suoni». Per Fasser, che è non vedente, non deve essere facile relazionarsi con i pazienti. «Ma forse sottolinea è proprio la mia cecità che aiuta chi ha una disabilità a non sentirsi inferiore e lo incoraggia a superare le sue stesse difficoltà. Come terapeuta cerco di ascoltare ogni cosa di cui non conosco il significato e cerco di aiutare i miei pazienti a essere se stessi, per godere la vita con ogni cellula del loro corpo». Non è un mondo a parte, però, quello creato da Fasser. «Oltre all'attività terapeutica dice , infatti, le proposte formative o culturali offerte dall'associazione Il trillo, come per esempio le visite notturne nel bosco, sono aperte a tutti e permettono l'integrazione di bambini e adulti, con disabilità o meno. Ognuno di noi può imparare qualcosa dall'altro: è questa la vera integrazione».

di Maria Giovanna Faiella

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La Sicilia del 03-07-2012

Percorso per non vedenti sulla suggestiva Rocca

CEFALU'. Sono stati presentati ieri a Cefalù due percorsi per non vedenti nel Palermitano e nell'Agrigentino. Quello cefaludese riguarda la Rocca. I due progetti, coordinati da Paola Castiglia con l'ausilio di Pina Bianca e di altri collaboratori, costituiscono il primo esempio in Sicilia per l'integrazione di soggetti ipovedenti e non vedenti all'interno di aree ad alta valenza archeologica e naturale. Nei due percorsi targhe in braille, mappe tattili, plastici e teche che ieri un gruppo di una ventina di non vedenti, con alla testa Giuseppe Scaccia, ha potuto sperimentare sui sentieri della Rocca. Le informazioni venivano date dalle guide in braille e hanno consentito relax e soprattutto un bagno di cultura ai partecipanti. Sulla Rocca hanno trovato infatti un plastico, forni, mura merlate, il tempio megalitico di Diana, la chiesa di S. Anna, dove in passato si sono svolte anche messe sataniche, il Castello, grotte e cisterne.

Per illustrare i progetti sono tra gli altri intervenuti Paola Castiglia, Claudia Casa, Giuseppe Scaccia, Tommaso Castronovo e il direttore della stamperia braille Pino Nobile. Il sostegno all'iniziativa è venuto dal Sindaco di Cefalù, Rosario La Punzina, dal presidente del Distretto turistico Angelo Miccichè, dal Presidente del Consiglio di Lascari, Salvo Ilardo e dall'Assessore Comunale di Campofelice, Mario Cicero.

di Mario Lombardo

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La Repubblica del 19-07-2012

Mappa tattile a Castelletto il panorama per chi non vede

GENOVA. Anche i non vedenti e gli ipovedenti potranno "guardare tattilmente" il panorama di Genova dal Belvedere di Castelletto. Qui è stata installata una mappa modellata con sagome dei monumenti più significativi a rilievo ottenendo un effetto plastico con colline create grazie allo studio preciso delle altimetrie. Tutti potranno salire in "Spianata" utilizzando l'ascensore storico, "immaginare" la posizione dei monumenti genovesi e delle strade. Questa mappa, da un'idea di Lidia Schichter, si aggiunge alle altre tre già presenti (due al Porto Antico e una sul Mirador del Galata) è stata realizzata per il Comune di Genova da Happy Vision. L'iniziativa fa parte del progetto 'Cultura oltre i limiti' promosso dal Settore Musei del Comune di Genova.

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Redattore Sociale del 23-07-2012

Turismo accessibile. Lecce, sfida recente alle barriere architettoniche

LECCE. Città d'arte, è riconosciuta come una vera e propria gemma culturale del sud Italia, non a caso definita la "Firenze del sud" e "Atene delle Puglie". Patria del barocco e madre della cartapesta e della tipica pietra locale, la cosiddetta pietra leccese, è ricchissima di cattedrali, chiese, inaspettati scorci densi di storia. Il suo splendore monumentale e architettonico lo si deve soprattutto al periodo a cavallo tra il Cinquecento e il Settecento quando la pietra leccese tipicizza, con il suo colore e il suo stile, il barocco del capoluogo.

Ma le bellezze di questa città sono alla portata di tutti? La maggioranza dei monumenti e delle chiese leccesi ha ingressi secondari resi accessibili in tempi relativamente recenti, grazie a interventi per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Per esempio, piazza Duomo - vera e propria gemma artistica del Salento, dove hanno sede il palazzo del vescovo e il palazzo del Seminario, testimonianza di un'architettura d'alto pregio - è raggiungibile e accessibile solo dal retro, così come molti altri monumenti storici della città (il Chiostro dei Teatini, la cattedrale di Santa Croce, il Castello Carlo V, solo per citarne alcuni).

Molte restano però le bellezze visibili solo dall'esterno perché ancora bloccate da barriere architettoniche, come le chiese di Sant'Irene e di Santa Chiara. Tuttavia, non si può pensare all'accessibilità solo dal punto di vista dell'ingresso ai monumenti: un vero e proprio handicap del capoluogo salentino è rappresentato dalla rete infrastrutturale, dai servizi di collegamento e dalla percorribilità delle strade per avere accesso alle bellezze monumentali e architettoniche della città.

Eppure, negli ultimi anni, molto è stato fatto per ridurre le barriere. Per esempio, grazie alla collaborazione dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti della provincia di Lecce, è possibile visitare il capoluogo salentino a occhi chiusi e senza correre pericoli. Si tratta di un itinerario tattile formato da una serie di pannelli che descrivono le forme e le linee delle principali attrattive cittadine e la loro storia, per permettere anche a chi non vede di conoscere e apprezzare tutto quello che la città è in grado di offrire. Il tour tattile si avvale di un servizio guida specializzato che prevede il coinvolgimento del visitatore ipovedente o non vedente in momenti di esplorazione su mappe e disegni tattili.

Quella intrapresa dalla delegazione locale dell'Unione italiana ciechi non è l'unica iniziativa per consentire alle persone disabili di apprezzare le bellezze della città. Lo scorso anno, grazie a un finanziamento regionale, l'associazione Anyway Accessalento, in collaborazione con l'Agenzia per la promozione turistica cittadina e il Centro servizi volontariato Salento, ha studiato una serie di percorsi mirati per le persone con difficoltà motorie. Tra gli itinerari proposti, le passeggiate accessibili dodici mesi su dodici a Lecce, le immersioni subacquee e tante altre informazioni sui luoghi e i servizi per tutti, riportate in un'utile guida al servizio dei cittadini e dei visitatori.

di Serenella Pascali

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L'Arena del 13-07-2012

Dieci ristoranti a misura di ipovedenti

Posate e bicchieri disposti in modo da agevolare chi non vede e garantirgli la «normalità» di una cena

VERONA. Il progetto è nato sette mesi fa e da ieri è diventato realtà: dieci ristoranti (ma il numero è destinato a crescere) di Verona e provincia, aderendo all´invito della cooperativa Azalea e della sezione di Verona dell´Unione italiana ciechi, si sono attrezzati in modo da agevolare l´ospitalità delle persone ipovedenti, adottando menu in braille e una serie di accorgimenti specifici su come apparecchiare la tavola, disporre posate e bicchieri e servire il cibo nei piatti.

L´iniziativa è stata presentata da Confcommercio che, tramite l´associazione ristoratori scaligera, se ne è fatta promotrice, all´interno del più ampio progetto «Turismo per tutti, nel cuore dell´ospitalità» che vede la partecipazione anche della Provincia di Verona.

«Si tratta della prima iniziativa del genere in Italia e crediamo che potrà fare scuola. Questo del resto è solo l´inizio, molti altri ristoranti potranno aderire alla proposta, pensata per abbattere le barriere che limitano le persone con problemi della vista», ha spiegato il presidente di Confesercenti Paolo Arena, affiancato dal presidente dell´associazione ristoratori Gianni Veronesi. «Siamo convinti che potrà anche diventare una valida risorsa turistica».

I dieci ristoranti che hanno aderito sono la Locanda dei Capitani e Il Bersagliere a Verona, La Stua di Erbezzo, la trattoria Da Brinchi di Caselle di Sommacampagna, Il Gargano di Villafranca, La Tavola di Dossobuono, il Bue d´Oro di Valeggio sul Mincio, il ristorante La Carica di Pastrengo, la Locanda Le Salette di Fumane e il Gran Can di Pedemonte.

«La disabilità sensoriale», ha spiegato la presidente dell´Unione italiana ciechi di Verona Roberta Mancini, «è ancora poco considerata: è più facile che si ponga attenzione alle barriere architettoniche, per esempio alla necessità di ascensori per chi è in carrozzina, che ai problemi e alle esigenze di chi ha una disabilità della vista o dell´udito. Per questo tale iniziativa per noi è molto importante, come inizio di una nuova cultura dell´accoglienza. Bastano pochi accorgimenti per rendere accessibili a tutti i locali. Ricordiamo che quando entra in una stanza nuova, l´ipovedente ha solo il 17% delle informazioni disponibili, contro l´83% delle persone normodotate».

«Questo progetto rientra in un percorso che da tempo la cooperativa Azalea porta avanti», ha spiegato il presidente di Azalea Giuseppe Turrini. Azalea è infatti una cooperativa che opera da anni nell´ambito socio assistenziale a favore dei soggetti deboli, assicurando lavoro ad oltre 500 persone. «Il nostro intento è di sostituire alla logica della separazione tra "normali" e "malati" una logica dell´inclusione, in cui la cura sta proprio nella relazione: un cambiamento che si realizza senza spese, e chiede invece partecipazione e collaborazione»

Il vicepresidente dell´Unione Italiana ciechi Giovanni Vangi ha quindi dimostrato il funzionamento di un semplice apparecchio tecnologico (costa 80 euro) che «legge» e trasforma gli scritti in informazioni vocali, a beneficio di chi non conosce il braille: può leggere il menu ma anche la scritta «toilette», tanto per fare qualche esempio. E il presidente Arena ha garantito l´acquisto per i dieci ristoranti del progetto.

Alessandra Galetto

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