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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Luglio 2012

SOMMARIO

RIFORMA DEI Parametri ISEE e indennità d'accompagnamento: presentata la bozza del decreto attuativo

La notizia che tutti attendevamo è finalmente arrivata. Con la circolare n. 160/2012, la Sede Centrale UICI comunica quanto segue.

Fand e Fish sono state convocate mercoledì 20 alle ore 10,30 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per essere informate sul contenuto della bozza del decreto-legge applicativo dell'art.5 della legge Salva Italia, che tanto ci ha fatto soffrire in questi ultimi mesi per la minaccia di sottoporre l'indennità di accompagnamento ad un tetto di reddito.

Come è noto il famigerato art.5 prevede la riforma dell'ISEE, lo strumento fondamentale per il calcolo reddituale utile per accedere alle prestazioni assistenziali.

La notizia che da tempo tutti noi aspettavamo finalmente è arrivata: il campo di applicazione dell'ISEE non riguarda l'indennità di accompagnamento, che rimane concessa al titolo della minorazione, l'ISEE infatti si applica solo alle prestazioni sociali agevolate.( Assegno di maternità, Assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli, Carta Acquisti)

Purtroppo non siamo riusciti ad ottenere che l'indennità e le altre prestazioni economiche non entrassero a fare parte delle voci che servono a stabilire il reddito familiare. Tuttavia per addolcire la pillola sono state previste per le famiglie nelle quali è presente un disabile delle particolari agevolazioni.

L'art. 4, del DPCM che rimane la norma fondamentale per il calcolo reddituale, al comma 2, lett. f), continua a comprendere i trattamenti assistenziali a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche.

Peraltro, il successivo comma 3 prevede che dal reddito individuale debba essere sottratto fino ad un massimo di 6.000 euro per le spese sanitarie per disabili, le spese per l'acquisto di cani guida e le spese mediche e di assistenza specifica per disabili. Inoltre, il comma 4 prevede una sottrazione dal reddito complessivo di alcune spese o franchigie, tra le quali si segnalano come novità le seguenti:

Il decreto esclude tra i disabili medi, nonostante la percentuale di invalidità di riferimento parta dal 67 per cento, gli ipovedenti gravi la cui invalidità arriva fino all'80 per cento. Ho fatto presente l' errore ed ho ricevuto l'assicurazione che sarebbe stato corretto.

Domani si riunirà la FAND per valutare se è il caso o meno di presentare d'intesa con la FISH emendamenti migliorativi del testo. Pur non avendo motivo di fare salti di gioia, ritengo di potere affermare tranquillamente che poteva andare peggio. Ogni risultato va valutato nel contesto e l'attuale a dir poco è drammatico.

Il 21 giugno, come comunicato dalla Presidenza Nazionale, si è riunito il Comitato esecutivo FAND, riunione di cui la stessa Presidenza Nazionale ha dato conto tramite il portale Giornaleuici. Ecco di seguito quanto reso noto.

Il giorno 21 giugno si è riunito il Comitato Esecutivo della FAND per esaminare la bozza del decreto sull'ISEE ed ha deciso di proporre al Sottosegretario Guerra le seguenti modifiche:

atteso che il decreto ministeriale 05/02/1992 riconosce al sordomutismo o sordità prelinguale la percentuale di invalidità pari all'80%, di cui alla legge 381/70, 508/88 e 95/2006, i sordi prelinguali siano considerati disabili gravi.

Esaminati, inoltre, gli importi delle franchigie ritiene che debbano essere così rivisti:

- disabili medi: 3500 Euro annui;

- disabili gravi: 6500 Euro annui;

- disabili non autosufficienti: 10.000 Euro annui.

Tale suggerimento trova fondamento dal calcolo matematico annuale delle indennità percepite dalle varie categorie di disabilità, per compensare i servizi necessari non erogati.

Il file contenente il testo completo della circolare 160/2012, comprensivo della bozza del decreto e delle tabelle ad esso collegate possono essere scaricati al seguente indirizzo

http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/TestoCirc.asp?id=4163.

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NO AI TAGLI, SÌ ALLA VITA INDIPENDENTE E ALL'INCLUSIONE NELLA SOCIETÀ

FAND E LEDHA SCENDONO IN PIAZZA

Nel 2012 i Comuni della Lombardia hanno 100 milioni di euro in meno da destinare alle politiche sociali. Dal 2008 al 2011, il Governo nazionale ha azzerato il Fondo per la Non Autosufficienza e più che dimezzato il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali. Quest'anno la Regione Lombardia ha stanziato per le politiche sociali 40 milioni di euro al posto dei 70 del 2011. Molti Comuni stanno iniziando a tagliare i servizi fino ad ora sostenuti da questi fondi e i primi interventi sacrificati sono quelli che riguardano il sostegno alla vita indipendente delle persone con disabilità, previsti dalla Legge 162/98 e in generale quelli di assistenza domiciliare.

Un quadro tutt'altro che roseo quello appena tracciato, ma che purtroppo riassume lo stato delle cose, e che sintetizza i motivi che hanno spinto FAND e LEDHA a promuovere congiuntamente la manifestazione svoltasi a Milano il 13 giugno scorso. Se a tutto ciò si aggiunge la "spada di Damocle" rappresentata dal decreto attuativo riguardante la riforma dei parametri ISEE in fase di elaborazione da parte del Governo, e l'ipotesi più volte paventata di legare a tali parametri anche le pensioni d'invalidità e le indennità d'accompagnamento, le prospettive per il futuro si presentano a dir poco pessime.

E la risposta all'appello non si è fatta attendere. Erano in più di 3000 fra disabili, loro familiari e rappresentanti delle varie associazioni (fra le quali una folta rappresentanza dell'U.I.C.I.) in Piazza Duca d'Aosta alle 11 di un assolato 13 giugno. Fra musiche e slogan, il corteo ha sfilato fino alla Sede di Regione Lombardia dove, al termine della manifestazione, il Consigliere Regionale Margherita Peroni ha annunciato che il Fondo Sociale Regionale verrà integrato con 30 milioni di euro, portando così la dotazione complessiva per le politiche sociali a 70 milioni di euro. Mancano ancora all'appello 70 milioni di euro corrispondenti ai tagli inferti dallo Stato al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e all'azzeramento del Fondo per la Non Autosufficienza, ma vista la forte crisi economica in atto, quanto ottenuto può essere considerato già un ottimo risultato.

Nel pomeriggio i Presidenti di LEDHA e FAND sono stati ricevuti dall'Assessore Regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli.

"E' stato un incontro positivo - commenta il Presidente di FAND Lombardia Nicola Stilla - anche perché l'Assessore ha espresso la volontà di mettere a disposizione ulteriori risorse per integrare i fondi sociali".

Sempre nel pomeriggio, inoltre, una delegazione delle associazioni è stata ricevuta anche dal Vice Prefetto Parente, che si è impegnato a trasmettere al Governo le richieste delle associazioni stesse di ripristinare i fondi sociali.

"Innanzitutto - dichiara Nicola Stilla - un grazie a tutti coloro che oggi erano in piazza. La partecipazione e l'unità di intenti tra LEDHA e FAND ha permesso di conseguire un risultato importante".

Soddisfazione è stata espressa anche da Fulvio Santagostini, Presidente di LEDHA: "C'è stata una grandissima partecipazione non solo in termini numerici. In piazza c'erano tantissime persone che hanno dimostrato la volontà di essere protagoniste della propria storia. Non vogliamo essere invisibili".

L'iniziativa del 13 giugno ha sortito senza dubbio effetti positivi, ma nei prossimi mesi non mancheranno altre occasioni nelle quali l'unione d'intenti fra le 2 Federazioni sarà di fondamentale importanza a cominciare, appunto, dalla spinosissima questione inerente la riforma dei parametri ISEE.

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Quando l'unione fa la forza

Di Massimiliano penna

Sono giorni non certo tranquilli quelli che stanno vivendo le persone con disabilità. Fra tagli selvaggi e conseguente riduzione di servizi, fra mezze affermazioni e attese smentite da parte del Sottosegretario competenti di turno, le settimane passate sono state scandite da una snervante attesa e dalla speranza nell'attenzione che, in una società civile quale la nostra si definisce, le istituzioni dovrebbero rivolgere alle categorie più deboli.

E invece purtroppo spessissimo succede l'esatto opposto; il disabile viene considerato un peso per il sistema, un paziente da curare, un individuo bisognoso solo di assistenza, un soggetto con problematiche che, quali che siano, richiedono cure troppo costose dal punto di vista economico per le casse pubbliche: in sintesi, un costo che va ridotto. Si dimentica (o si preferisce non considerare) la possibilità tutt'altro che remota che, se dovutamente assistito con validi ausili compensativi e con appositi progetti d'inserimento anche lavorativo, la persona disabile possa diventare una risorsa per il sistema stesso.

Per non parlare delle famiglie dei ragazzi affetti da disabilità gravi o dei pluridisabili, alle quali le istituzioni assegnano un compito più grande di loro: prendersi cura in tutto e per tutto dei propri cari. Dovendo occuparsi anche delle problematiche connesse alle patologie di questi ultimi, esse sono così costrette a mettere in secondo piano per mancanza di tempo il ruolo fondamentale che dovrebbero ricoprire prima di ogni altro, ovvero quello di genitori, di fratello o di sorella.

In estrema sintesi sono queste le motivazioni che hanno spinto più di 3000 persone a scendere in piazza a Milano il 13 giugno scorso per partecipare alla manifestazione promossa congiuntamente da FAND e LEDHA.

"No ai tagli, sì alla vita indipendente e all'inclusione nella società": questo lo slogan che riassume il senso della manifestazione stessa e che tutti, dai disabili presenti con i propri accompagnatori ai rappresentanti delle varie associazioni, hanno urlato con forza e convinzione sfilando in corteo da Piazza Duca d'Aosta fino alla sede di Regione Lombardia.

I risultati di tale azione non sono mancati; infatti al termine della manifestazione il Consigliere Regionale Margherita Peroni ha dato rassicurazioni sull'incremento di 30 milioni di euro a favore del Fondo Sociale di Regione Lombardia, che viene così riportato a 70 milioni come lo scorso anno. L'Assessore Regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli ha inoltre garantito che alle politiche sociali saranno destinate ulteriori risorse.

Fa piacere sottolineare la forte risposta avutasi dalla base associativa della nostra Unione, che ha partecipato alla manifestazione con un folto gruppo composto da Soci provenienti da tutte le Sezioni. E' bello constatare, insomma, che quando le circostanze lo richiedono la nostra non è un'Unione solo di nome ma anche di fatto, con tutta la forza delle motivazioni che l'hanno sempre animata nei momenti più duri.

Quanto appena detto è confermato da Rodolfo Masto, Presidente della Sezione di Milano, che in un comunicato diramato ai Soci pochi giorni dopo la manifestazione ha affermato: "Desidero ringraziare ed esprimere soddisfazione per la significativa adesione alla manifestazione di protesta fornita dai soci della nostra Sezione. Nel merito mi piace sottolineare che, uniti nella difesa dei diritti inalienabili sotto l'ideale stendardo dell'Unione, ho ritrovato amici che, pur non sempre allineati alle politiche dell'Unione, hanno oggi saputo superare i dissensi riproponendo quell'unità che in altri luoghi del Paese rimane utopia. Auspico che la ritrovata unità d'intenti non rimanga un fatto isolato, permettendo di ritrovare tutti i ciechi nella casa comune dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, unico baluardo credibile nella difesa dei nostri diritti".

Trascorsi pochi giorni dalla manifestazione di Milano, poi, il 21 giugno è giunta la notizia che si attendeva da mesi. Nella bozza di decreto attuativo in materia di riforma dei parametri ISEE illustrata dal Sottosegretario Guerra a FAND e FISH, non viene messa in discussione l'indennità d'accompagnamento, che verrà sempre concessa a titolo della minorazione e non in base alla situazione risultante dai parametri ISEE.

Non si hanno per ora ulteriori elementi per valutare la questione nel suo complesso, ma si può affermare senza ombra di dubbio che ancora una volta la costante azione posta in essere a tutti i livelli dalla nostra Associazione ha sortito gli effetti sperati. Questa volta, è bene sottolinearlo fino al rischio di essere noiosi, si "rischiava davvero grosso"; vi era il rischio che, per ragioni puramente di bilancio, fossero messi in discussione diritti acquisiti decenni or sono con dure lotte.

Sono giorni non certo tranquilli appunto, ma ancora una volta, quando il gioco si è fatto duro la nostra Unione ha saputo mettere in campo le sue migliori energie per il raggiungimento dell'obiettivo finale: impedire che fosse calpestata la dignità stessa dei ciechi e degli ipovedenti i quali, se le cose fossero andate come più volte paventato nei mesi scorsi, sarebbero tornati indietro di decenni.

Ancora una volta è emerso con tutta evidenza che l'Unione, che a molti potrebbe apparire come un'organizzazione asettica e lontana dalla vita quotidiana dei propri rappresentati, al contrario è un soggetto vitale ricco di idee, di energie e di persone che, anche nell'ombra e senza troppi proclami, lavorano sodo per garantire a tutti noi la tutela dei nostri diritti fondamentali di cittadini affetti da disabilità.

Quanto affermato da Rodolfo Masto è sì riferito alla propria Sezione, ma non v'è dubbio che una nutrita rappresentanza come quella avutasi a Milano il 13 giugno e una così intensa azione a livello istituzionale contro i rischi legati alla riforma dei parametri ISEE possono significare una cosa sola: quando vi sono forti motivazioni l'unità interna all'Associazione diviene fondamentale, e questa volta l'unità si è mostrata con tutto il suo vigore.

Le sfide di sicuro non sono finite qui; vista la crisi economica in atto non si può escludere che determinati diritti non vengano messi nuovamente in discussione, ma se lo spirito sarà sempre questo, e se tutti sapremo mettere le nostre idee al servizio della nostra Unione, e quindi al servizio davvero di noi stessi, allora questa nostra Unione farà sempre di più, come ha fatto finora, anche la nostra forza.

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Consiglio Regionale Lombardo u.i.c.i.

I lavori del 9 giugno

Di Massimiliano Penna

Si è svolta il 9 giugno scorso a Milano, presso la propria sede di via Mozart, la seconda riunione del 2012 in seduta ordinaria del Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I.

Sono state più di 3 ore dense di lavoro durante le quali, al di là degli aspetti tecnico-amministrativi affrontati, l'attività consiliare è stata contrassegnata da tutte quelle che senza ombra di dubbio possono essere considerate le tematiche che più stanno a cuore in questa fase alla nostra Organizzazione.

Innanzitutto dal Presidente Stilla è giunto a tutti i Dirigenti un forte appello al confronto interno. Mai come in questo momento è di fondamentale importanza il coordinamento fra i vertici regionali dell'Associazione e le varie strutture provinciali. Purtroppo, ha constatato Stilla, a volte si verifica una carenza di dialogo fra le Sezioni e il Consiglio Regionale, e questo va assolutamente evitato sempre, ma a maggior ragione nella fase attuale.

Questo principalmente per 2 motivi. In primo luogo l'Associazione è attesa da sfide cruciali. Non si può più contare sulla sicurezza dei contributi pubblici che, a causa della crisi in atto, vengono messi sempre più in discussione per esigenze di bilancio dallo Stato. Ne consegue che l'unica via percorribile per assicurare all'Unione una prospettiva quanto più stabile per il futuro è l'individuazione di strumenti di autofinanziamento atti a garantire le risorse necessarie alla sua sopravvivenza. Per raggiungere tale obiettivo, però, è indispensabile un continuo confronto interno con l'apporto delle idee di tutti, nell'ottica di un dialogo pacifico, sereno e costruttivo fra i Dirigenti tutti.

In secondo luogo non va dimenticato che l'Unione sta attraversando una fase particolare, poiché nei suoi confronti è in atto una procedura di commissariamento avviata dal Ministero degli Interni. Fiducioso (e non senza fondati motivi) in una soluzione positiva dell'intera vicenda, il componente la Direzione Nazionale Claudio Romano ha fortemente criticato chi, col solo scopo di mettere in cattiva luce l'Unione, ha diffuso sul web e inviato agli uffici ministeriali competenti comunicazioni non veritiere volte a denunciare presunte condotte non corrette in materia di bilancio.

A tali critiche ha fatto seguito un sentito appello da parte della Presidenza, che ha spronato i Consiglieri a difendere l'Associazione in ogni contesto nel quale ciò si renda necessario. Non una difesa acritica e scontata, ma una difesa della funzione che storicamente un'Organizzazione come la nostra ha sempre ricoperto con senso di responsabilità e con la massima serietà tutelando nelle opportune sedi i diritti di tutti i ciechi e gli ipovedenti.

Venendo all'ambito regionale, poi, è da sottolineare la particolare posizione che da qualche settimana l'U.I.C.I. Lombardia è chiamata a ricoprire. Nella sua ultima riunione, infatti, il Coordinamento Regionale della FAND ha eletto quale nuovo Presidente lo stesso Nicola Stilla. Sarà ora necessario da parte di tutti, ha affermato in sintesi Stilla, uno scatto di orgoglio in più da parte dei Dirigenti poiché in capo all'Unione ora vi è anche questa importantissima funzione. Ci si dovrà adoperare con tutte le forze per mettere in atto un vero e proprio rilancio di FAND Lombardia, dando a quest'ultima una precisa identità e dotandola di un preciso schema operativo. Obiettivo primario di tale azione, è essere presenti con FAND Lombardia in tutti quei processi decisionali avviati dalle istituzioni, che si ripercuotono sull'intera categoria dei disabili.

Ampio spazio, infine, è stato dedicato ai progetti appena realizzati e a quelli in programma per i prossimi mesi.

Fra i primi si segnala il progetto "Mamma o non mamma", promosso in collaborazione col Forum della Solidarietà, finalizzato a trattare i vari aspetti dell'"essere mamma" per le donne non vedenti. Si segnala inoltre il corso di bendaggio linfologico elastocompressivo multistrato rivolto ai massofisioterapisti organizzato lo scorso mese di maggio dal Consiglio Regionale. Per entrambe le iniziative si è avuta una buona riuscita e si è rilevata una buona partecipazione; ciò a dimostrazione del fatto che se le iniziative da porre in essere sono individuate in modo mirato prestando attenzione all'effettiva richiesta dei Soci, le risposte di questi ultimi non mancano.

Per il mese di novembre, poi, è prevista la realizzazione di un convegno sulla figura dell'anziano, per il quale stanno lavorando le Commissioni Anziani e Pari Opportunità al fine di definirne i dettagli.

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AVVIATA LA COLLABORAZIONE CON GRANDI STAZIONI E RETE FERROVIARIA ITALIANA

Sabato 30 giugno 2012, dalle 9 alle 13, presso la Stazione Centrale di Milano, si è realizzata la prima tappa di un progetto formativo/informativo itinerante di orientamento e mobilità per persone non vedenti e ipovedenti, promosso dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, in collaborazione con Grandi Stazioni e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI), con la supervisione di esperti del settore.

Il progetto, partendo dalla necessità di rispondere alle difficoltà, alle esigenze e ai bisogni di decine di persone con disabilità visiva della nostra Regione, consentirà a coloro che vi prenderanno parte di imparare a muoversi autonomamente nei percorsi e nei luoghi più strategici per raggiungere i luoghi di studio o di lavoro.

L'integrazione sociale delle persone ipo e non vedenti, infatti, si realizza attraverso l'indipendenza nella mobilità e negli spostamenti, oltre che con l'istruzione, la formazione professionale e l'inserimento attivo nel mondo del lavoro.

La complessità crescente delle nostre città e la persistenza di numerose barriere architettoniche e sensoriali che complicano l'accesso alla fruizione autonoma dei servizi pubblici da parte delle persone con disabilità visiva rendono non più procrastinabile questa iniziativa richiesta a gran voce da centinaia di non vedenti e voluta con convinzione da parte del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che ha trovato in Grandi Stazioni e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI) interlocutori attenti e qualificati, oltre che competenti sulla materia.

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Dalla Sezione di Brescia

CORSO PER LA "GINNASTICA DEL CERVELLO"

Si comunica che la Commissione Anziani della Sezione di Brescia organizza un corso per la "Ginnastica del cervello", che si terrà in orario pomeridiano, presso la sede di via Divisione Tridentina n. 54 a Brescia.

Il corso ha una struttura teorico-pratica ed è finalizzato ad allenare e proteggere le attività cognitive umane.

E' condotto da docenti laureati in psicologia e psicopedagogia, con formazione specifica presso il centro per la Memoria dell'Ospedale Fatebenefratelli di Brescia e relativo tirocinio esperienziale.

E' costruito ad hoc per i disabili visivi, è aperto a soci, familiari ed amici e si articola in 6 incontri di circa due ore cadauno.

Il costo individuale per il socio ed il relativo accompagnatore è di 100 euro, mentre per i non soci il costo è di 120 euro.

Il corso si svolgerà con un minimo di 12 partecipanti ed un massimo di 18.

L'iscrizione deve essere comunicata presso la segreteria sezionale telefonando al n. 030 22.09.416 ed andrà necessariamente perfezionata entro il 15 luglio 2012 con il versamento di una caparra di 50 euro da effettuarsi sempre presso la segreteria sezionale.

Il corso inizierà presumibilmente tra la metà di Ottobre e la metà di Novembre.

La data esatta di inizio corso ed ulteriori dettagli verranno comunicati successivamente.

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Tratto dal notiziario della Sezione di Como del 21/6/2012

Corso di vela di I livello su "derive" per persone con disabilità visiva, 2° edizione

Il nostro giovane socio Paolo ci comunica che l'ASD FairPlay in collaborazione con l'UICI di Trieste vuole proporre un progetto sperimentale per un corso di vela dedicato alle persone con disabilità visiva.

Il corso intende offrire un approccio iniziale alla vela, l'apprendimento dei principi e delle tecniche di base e la prospettiva per i partecipanti di continuare il proprio percorso sportivo in questo ambito, allargando in futuro l'orizzonte delle proprie competenze. La barca a vela come sport offre molteplici possibilità di esperienza sia dal punto di vista sensoriale che emotivo; offre un nuovo e diverso approccio al mare, che può essere visto come situazione di svago così come un ambiente a sé stante di cui bisogna conoscere le caratteristiche ed i cambiamenti; permette di fare esperienza di un mezzo diverso da quelli con cui ci confrontiamo quotidianamente, la barca infatti non ha le ruote e viaggia sull'acqua, per questo ha un suono tutto suo e può essere facilmente esplorata in ogni sua parte, basta un tuffo; inoltre navigare significa anche comprendere il significato della guida di un mezzo in sicurezza e autonomia, attraverso riferimenti, che coinvolgono più sensi, tra cui il suono dell'acqua, il sole, i venti e le brezze, la posizione del timone rispetto a noi ed alla barca.

N.B. In caso di maltempo che non consenta di svolgere in sicurezza le esercitazioni previste verranno organizzate altre attività sportive o escursioni nelle località caratteristiche della riviera e dell'entroterra triestini.

A chi si rivolge: adulti non vedenti e ipovedenti, senza disabilità aggiuntive.

Il corso prevede un numero minimo di 6 partecipanti (condizione necessaria per l'attivazione del corso) ed un massimo di 8. Dal 06 al 11 agosto 2012.

La quota di iscrizione è di 600 (seicento) euro a persona e comprende:

- tessera Federazione Italiana Vela

- corso di I livello di vela per non vedenti su derive

- trasporto dall'alloggio alla scuola di vela e ritorno

- pranzo

Il pernottamento non è incluso nei servizi del corso.

Le iscrizioni dovranno pervenire entro il giorno 15 luglio 2012. Per iscriversi è necessario versare tramite bonifico un acconto di 200 (duecento) euro sul conto corrente: ASD FairPlay sportiva all'ASD FairPlay all'indirizzo di posta elettronica info@asdfairplay.it o via fax al numero (+39) 040 347 2209. Rivolgersi alla Segreteria per visionare il documento completo.

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Tratto dalla newsletter della Sezione di Pavia del 26/6/2012

TURISMO ACCESSIBILE - PERCORSI SENSORIALI NATURALISTICI PER CIECHI E IPOVEDENTI, MA NON SOLO

PROGETTO AVM COFINANZIATO DALLA PROVINCIA DI PAVIA

Il Progetto "Percorsi sensoriali naturalistici nel Parco della Vernavola è stato ideato dall'Associazione Via del Mare A.P.S. e cofinanziato dalla Provincia di Pavia (Progetto Coesione Sociale). AVM ha pensato a questo progetto con la finalità di offrire un servizio utile a tutti coloro che soffrono di disabilità visive, totali o parziali, quindi ciechi ed ipovedenti ma anche a chi, pur non avendo tale disabilità, intende provare a sviluppare i sensi del tatto, dell'udito e dell'olfatto praticando ad occhi chiusi l'attività naturalistica proposta durante le uscite naturalistiche al Parco della Vernavola.

Le escursioni guidate saranno effettuate lungo parte del percorso della Greenway della Battaglia, nel Parco della Vernavola appunto, in Pavia. Il Parco ha una superficie di quasi 35 ettari che sono stati dichiarati Parco Comunale ed Oasi di protezione della fauna. Il parco, polmone verde di Pavia, è situato a nord della città ed è un importantissimo corridoio ecologico che collega l'ambiente urbano con gli agro-ecosistemi circostanti. E' dotato di percorsi sterrati frequentabili a piedi e in bicicletta oltre che di aree naturali e naturalizzate ideali per lo svolgimento di attività di didattica naturalistica, anche per disabili.

In provincia di Pavia non esistono percorsi escursionistici studiati e strutturati per chi soffre di disabilità visiva. Per colmare questa mancanza si è inteso mettere a punto il presente progetto per un turismo accessibile anche a questi cittadini che non avrebbero alcuna difficoltà a praticare l'escursionismo a piedi o in bicicletta (tandem) con guida o, in taluni casi, anche in piena autonomia. La realizzazione di un percorso accessibile a ciechi ed ipovedenti e l'organizzazione di escursioni guidate a loro dedicate, svolte in un Parco comunale molto frequentato dai pavesi, aiuterà anche a sensibilizzare la cittadinanza nei confronti delle problematiche quotidiane legate alle disabilità visive e promuoveranno l'inclusione sociale fra disabili e non.

Le finalità del progetto sono:

La Guida potrà accompagnare al massimo quattro persone con disabilità visiva, per ogni uscita, oltre a un massimo di 5 persone senza disabilità. Le uscite avverranno i sabati mattina o pomeriggio, due volte al mese, da giugno 2012 a giugno 2013, secondo un calendario prestabilito.

Con la realizzazione di attività escursionistica e di didattica naturalistica per ciechi e ipovedenti si vuole porre le basi per sensibilizzare le Amministrazioni Pubbliche e la cittadinanza nei confronti delle problematiche affrontate nel quotidiano da soggetti con disabilità visive e alla necessità di allargare l'integrazione fra i soggetti disabili e non, anche in quei luoghi ove i disabili potrebbero avere maggiori difficoltà di spostamento e che per questo rimarrebbero a loro interdetti. Tale sensibilizzazione si intende sfruttarla al fine di giungere ad un sostegno pubblico-privato su progetti aventi la finalità di studiare e realizzare percorsi pedonali e ciclabili, in natura, per ciechi e ipovedenti, dotati di strutture che agevolino l'accesso e la fruizione dei percorsi stessi, a fini didattico-ricreativi.

Durante le uscite guidate saranno realizzati servizi video-fotografici che saranno diffusi attraverso il sito web di AVM (www.viadelmare.pv.it).

AVM si avvarrà anche della collaborazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, la quale promuoverà l'iniziativa attraverso tutti i propri soci.

Prossime uscite 7 e 14 luglio 2012

Luogo di ritrovo: parcheggio dell'entrata al Parco su Via della Torretta/Via Vigentina (dove c'è il parco giochi)

Ora di ritrovo: 9:00

Ora fine escursione: 12:00

Le uscite sono gratuite.

Richiesto un abbigliamento sportivo o da trekking leggero.

In caso di maltempo l'escursione verrà rimandata al sabato successivo.

Per informazioni: Piermaria Greppi, cell. 388.1274264, info@viadelmare.pv.it.

***Si legga anche l'articolo della Provincia Pavese a pag 17.***

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Comunicazioni varie

DALLA SEZIONE DI BRESCIA

Comunichiamo che l'UICI sezione di Brescia, in collaborazione con Bresciamusei, ha allestito il progetto "Il filo di Arianna", nell'ambito dell'iniziativa "Musei accessibili", creando dei percorsi specifici rivolti, non solo a ciechi ed ipovedenti, ma anche a visitatori interessati a riscoprire l'opera darte attraverso esperienze percettive plurisensoriali.

Tali percorsi, organizzati per gruppi di massimo 10 persone, si terranno presso il Museo di Santa Giulia ogni prima domenica del mese dalle 15.00 alle 16.30.

Il servizio si svolge su prenotazione contattando il numero 030/2977833-834 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 16.00 o di domenica dalle 14.30 alle 17.30.

Il costo è di 3 euro a partecipante (sia per persona cieca o ipovedente che per eventuale accompagnatore).

Il prossimo incontro si terrà domenica 1 luglio p.v., mentre i successivi nelle seguenti date: domenica 5 agosto; domenica 2 settembre; domenica 7 ottobre; domenica 4 novembre; domenica 2 dicembre.

Ricordiamo che la Sezione offre un servizio di consulenza psicologica per bambini, ragazzi ed adulti; esso viene svolto mediante colloqui individuali o familiari condotti dalla psicologa Dott.ssa Alessandra David, che si tengono presso la sede, previo appuntamento, da concordarsi tramite l'ufficio di segreteria sezionale.

L'associazione si fa carico dei costi di organizzazione e del costo della psicologa e richiede agli interessati un concorso spese di 15 Euro Per ogni seduta.

DALLA SEZIONE DI COMO

Il mese di luglio è alle porte con la canicola e la voglia di fare una pagaiata sul lago di Pusiano, magari con una nuotata, e, quindi, accogliamo l'invito del Presidente del gruppo sportivo ciechi lariani (GSCL), Mario Mazzoleni, per far conoscere il programma della giornata dedicata alla canoa, fissata per sabato 14 luglio in accordo con l'amico Sig. Gabriele titolare del Club Bosisio-Pusiano che metterà a disposizione canoe e catamarani per vivere una emozionante uscita sul lago in piena sicurezza. Ritrovo presso il club Bosisio-Pusiano alle ore 9,15; alle 10 si prevede la partenza con le canoe e alle 13 circa la grigliata preparata dagli amici del GSCL. Obbligatoria l'iscrizione entro e non oltre mercoledì 11 luglio anche per dare la possibilità ai tre superesperti cuochi di organizzare al meglio la grigliata. In caso di avverse condizioni meteorologiche l'uscita sarà sospesa entro la sera di venerdì 13. Parcheggio sicuro presso le scuole di Bosisio Parini per poi raggiungere a piedi in poche centinaia di metri la sede del Club.

Si comunica ai soci che è disponibile il Cd con la registrazione in formato MP3 della visita a Villa Olmo per la presentazione delle opere della dinastia Brueghel con guida del nostro caro amico e curatore della mostra Dott. Sergio Gaddi. Ringraziamo di vero cuore Sergio Gaddi per l'amicizia sempre dimostrata e per una visita accurata e preziosa che ci consente di gustare in modo quasi pieno le opere presenti da molti anni in occasione delle esposizioni pittoriche di villa Olmo. La registrazione di un'ora e 25 minuti è stata effettuata da Mario Mazzoleni che ringraziamo per il servizio così come ringraziamo i numerosi soci, familiari e volontari presenti durante la visita. Contattate la Segreteria per informazioni.

DALLA SEZIONE DI MILANO

NOTE IN BRAILLE

La Direzione della Scuola di Musica di Tavarnelle Val di Pesa, in collaborazione con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Firenze, e con il patrocinio dell'I.RI.FO.R. Nazionale, organizza un corso di

formazione denominato "Note in Braille", per sensibilizzare quanto più possibile associazioni musicali e conservatori alla promozione di una rete di musicisti abilitati alla musica braille.

Informazioni più dettagliate a: www.scuolamusica.com, e-mail scuolamusicatavarnelle@tin.it.

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REATECH: CONVIVERE CON LA DISABILITÀ PER SUPERARE I PROPRI LIMITI

DI MASSIMILIANO PENNA

Si è conclusa domenica 27 maggio presso i padiglioni di Fiera-Milano Rho la prima edizione italiana di Reatech, la fiera-evento sulla disabilità che è giunta già alla sua undicesima edizione a San Paolo del Brasile.

Molta era l'attesa e, se vogliamo, anche la curiosità verso questo evento dal format innovativo, che si prefigge di affrontare la tematica della disabilità da diverse angolazioni, ponendo in secondo piano l'approccio prettamente sanitario e assistivo. Di sicuro questi ultimi sono aspetti importanti, soprattutto con riguardo alle disabilità più gravi, ma a Reatech Italia l'intento era quello di fare "immedesimare" il visitatore in quella che è la quotidianità, dando la possibilità di toccare con mano quella moltitudine di strumenti di uso comune fra le persone con disabiltà: dai forni parlanti ai personal computer equipaggiati per i non vedenti, per arrivare agli svariati modelli di sedie a rotelle per le persone paraplegiche e agli adattamenti dell'ambiente domestico per le persone con mobilità ridotta, come le soluzioni domotiche per gestire gli elettrodomestici tramite il telefonino.

In sintesi, si può affermare che a Reatech la persona con disabilità non è stata protagonista come paziente, ma appunto come "persona" con una sua vita da costruire e da vivere a 360 gradi: in casa, sul proprio posto di lavoro e, perché no, anche nel tempo libero ad esempio praticando sport come lo showdown, il torball, l'handbike o l'hockey su carrozzella.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e l'I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, il Club Italiano del Braille e la Biblioteca Italiana dei Ciechi "Regina Margherita" di Monza erano presenti con un proprio stand, presso il quale i visitatori hanno potuto immergersi in uno spaccato del nostro quotidiano, anche in questo caso tramite gli ausili di uso comune fra le persone non vedenti e ipovedenti, come i classicissimi tavoletta Braille e punteruolo, per arrivare ai moderni computer dotati di screen reader e barra Braille e agli strumenti elettromedicali come i termometri e i misuratori di pressione parlanti.

Era altresì presente una postazione del Servizio del Libro Parlato, presso la quale chi lo desiderava ha avuto l'opportunità di avere un "piccolo assaggio" di audiolibri, e conoscere questo prezioso servizio.

Da registrare poi la presenza di Cambratech, azienda specializzata in ausili per non vedenti e ipovedenti che dal prossimo mese di settembre gestirà il Centro Regionale Ausili del Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I. e dell'azienda Antonplast, la quale ha collaborato fattivamente per la presenza dell'U.I.C.I. alla 4 giorni milanese, installando a scopo dimostrativo presso lo stand della nostra Associazione il percorso tattilo-plantare "Vettore Evolution".

A Reatech Italia l'aspetto espositivo ha avuto la sua ovvia importanza, ma la fiera-evento svoltasi a Milano è stata qualcosa di più. Accanto ai vari stand degli espositori, dal 24 al 27 maggio diversi sono stati i momenti durante i quali tutti (dalle persone con disabilità e le loro famiglie, fino alle associazioni di categoria, ai ricercatori e agli operatori socio-sanitari) hanno potuto confrontarsi scambiandosi opinioni e condividendo le proprie esperienze.

"Crediamo - ha dichiarato Nicola Stilla, Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - di poter affermare che Reatech sia stata un'esperienza positiva per noi. Le attese non sono state deluse, dato che nel suo complesso l'evento ha visto una buona partecipazione e nei numerosi convegni e tavole rotonde tutti hanno avuto l'opportunità di confrontarsi e condividere le personali esperienze. E non dimentichiamo poi la vastissima gamma di ausili esposti nei vari stand, che ha permesso alle persone con disabilità e alle loro famiglie di valutare in prima persona le soluzioni più adatte alle proprie esigenze e a quelle dei propri familiari".

In un momento come quello che stiamo vivendo, nel quale spessissimo la persona con disabilità viene vista come un soggetto passivo esclusivamente da assistere e curare con dispendio di risorse e tempo, non v'è dubbio che eventi come Reatech siano un'ottima occasione per aprire uno squarcio su quello che invece è un mondo fatto di persone con propri sentimenti, proprie ambizioni e ognuna con un proprio vissuto.

Di sicuro non ci si può illudere che un singolo evento possa fare miracoli portando un repentino mutamento culturale, ma forse toccare con mano gli strumenti utilizzati nella quotidianità dalle persone con disabilità è il modo migliore per far comprendere che quella moltitudine di individui affetti da deficit più o meno gravi va considerata prima di tutto come una pluralità di persone che, se dotate di ausili compensativi, sono in grado di esprimere appieno le proprie potenzialità, diventando risorsa per la società in cui vivono.

Reatech si è conclusa il 27 maggio, ma ci si augura che non sia un punto d'arrivo, bensì un punto di partenza che porti passo passo, prendendo coscienza dei nostri limiti oggettivi, verso la consapevolezza e la forza di essere protagonisti delle nostre scelte per costruire il nostro presente e il nostro futuro.

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Il Corriere della Sera del 28-06-2012

Laser e «mirino» da pilota di jet La supervista dopo una cataratta

Un rivoluzionario software guida il chirurgo oculista. Un mirino virtuale allinea perfettamente cornea, pupilla e la lente intraoculare che va a sostituire il «vecchio» cristallino asportato. L'operazione alla cataratta cambia. Diventa da Terzo millennio. E gli italiani sono in prima fila. L'errore umano diventa impossibile. A vantaggio dell'ex malato gratificato alla fine da una super vista (mai avuta prima) grazie alle lenti intraoculari di ultima generazione. Due le novità. Un mirino e un laser. Il mirino sarà presentato oggi a Roma (Ergife Palace Hotel) durante il Joint international congress Refr@ctive.online and Sicsso (Società italiana di cellule staminali e superficie oculare). Presidente Sicsso è Vincenzo Sarnicola, primario a Grosseto, tra i «guru» dei trapianti di cornea e nello studio delle staminali. La seconda novità, il laser a femtosecondi: pioniere Lucio Buratto, oculista tra i più attivi nell'innovazione. Dalla cataratta alla supervista. La progressiva opacizzazione del cristallino, ossia la lente naturale dell'occhio, porta alla cataratta: un velo opaco che spegne la luce. Malattia in crescita per l'invecchiamento della popolazione, per la maggiore diffusione del diabete. Ma anche perché conseguenza di eventi traumatici. Oltre i 65 anni uno su due sviluppa una cataratta. Dai 75 in poi il 90%. Ogni anno, in Italia, 500 mila operazioni. L'Humanitas di Rozzano sarà il primo ospedale a disporre, dal prossimo autunno, del «mirino». «Ricorda i caschi dei piloti dei jet militari in cui le informazioni elettroniche si sovrappongono alle immagini reali spiega Paolo Vinciguerra, responsabile di Oculistica e ideatore del Joint international congress Refr@ctive.online . Mai è stato possibile un'analisi così precisa dell'allineamento ottico durante l'intervento: cornea, pupilla e lente intraoculare devono infatti essere perfettamente allineate su 6 piani. E, mentre esegue l'intervento al microscopio, il chirurgo può vedere sovrapposta, perché proiettata all'interno della propria retina, un'immagine che lo guida nel posizionare la lente all'interno dell'occhio del paziente». Precisione in 6D. Ma c'è anche il laser per la cataratta. Il laser a femtosecondi è l'ultima generazione. Il primo in Europa occidentale è quello del Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Approvato dal massimo organo di controllo americano sulla salute (Fda) ed ha il marchio Ce. Da settembre 2011 ne sono operativi una cinquantina nel mondo. Spiega Buratto: «Da 20 anni la tecnica più utilizzata e che fornisce i migliori risultati per l'intervento di cataratta utilizza le vibrazioni degli ultrasuoni che frammentano la parte più densa del cristallino opaco (facoemulsificazione). Oggi c'è il laser». Dagli ultrasuoni all'ultra-luce: impulsi della durata del miliardesimo di secondo consentono il taglio necessario per accedere al cristallino e quindi incidere l'involucro della cataratta. Nanotecnologie che agiscono in miliardesimi di secondo. Guidate da un «navigatore» (tomografia a coerenza ottica) per un controllo in tempo reale dell'azione del laser. Il risultato? Massima precisione d'intervento, massima sicurezza, decorsi operatori e post semplificati, guarigione più veloce, migliore recupero funzionale dell'occhio operato.

Mario Pappagallo

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Eco della città del 11-06-2012

Brescia, test a misura di non vedenti per la nuova metropolitana

BRESCIA. Una delegazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (sezione provinciale di Brescia) ha visitato alcune stazioni della metropolitana di Brescia, alla presenza di tecnici di Brescia Infrastrutture, Metro Brescia e Brescia Mobilità.

I rappresentanti dell'Uici si sono detti entusiasti del lavoro realizzativo in corso di definizione, effettuando alcune preziose osservazioni migliorative a livello di segnaletica riservata agli ipovedenti, che verranno ulteriormente analizzate e approfondite.

Inoltre, la delegazione Uici si è riservata di esprimere ulteriori considerazioni alla luce di una prossima visita alle opere, una volta che queste saranno fornite dei percorsi tattili previsti.

Dal mese scorso è scattata l'ultima fase della metropolitana.

Mentre sono in corso le prove per il funzionamento dei convogli, si apre la fase relativa ai lavori per le opere complementari delle stazioni.

Diciassette cantieri affidati a 17 diverse aziende, per la maggior parte bresciane, per un costo complessivo di 23milioni di euro. Il budget è stato ridimensionato rispetto agli 80milioni previsti in partenza, ma consentirà di riqualificare strade e piazze, con l'inserimento di molti spazi verdi.

Il 14 maggio si sono accesi i motori delle macchine operatrici per sistemare le fermate di Stazione, Europa, Lamarmora, Volta, S. Polo Parco e S. Polo, il 16 sono invece partiti i lavori delle stazioni di Mompiano e Sanpolino.

Brescia Mobilità e l'assessorato ai Lavori Pubblici rassicurano sui tempi previsti per la realizzazione: "Come previsto sarà tutto pronto per il 31 dicembre 2012".

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La Provincia Pavese del 15-06-2012

Percorsi sensoriali alla Vernavola

PAVIA. Domani prima uscita del progetto «Percorsi sensoriali naturalistici nel parco della Vernavola», ideato dall'Associazione Via del Mare e cofinanziato dalla Provincia di Pavia. Il progetto è rivolto a coloro che soffrono di disabilità visive, totali o parziali, quindi ciechi ed ipovedenti ma anche a chi, pur non avendo tale disabilità, intende provare a sviluppare i sensi del tatto, dell'udito e dell'olfatto praticando ad occhi chiusi l'attività naturalistica. Le escursioni, a piedi e in futuro in bicicletta, permetteranno ai portatori di disabilità visive di accedere ad un area naturalistica dove svolgere attività motoria, di svago e di didattica naturalistica. Ciechi e ipovedenti potranno camminare o pedalare tranquillamente, accompagnati da una guida che illustrerà l'ambiente naturale circostante attraverso l'uso dei vari sensi: il tatto (riconoscere una pianta toccandone le foglie e la corteccia), l'udito (riconoscere le varie specie animali attraverso i canti e gli altri suoni da loro emessi), l'olfatto (riconoscere un fiore o altro vegetale dalle essenze che emette). Il luogo di ritrovo è il parcheggio dell'entrata al parco su via della Torretta, via Vigentina (dove c'è il parco giochi), domani mattina alle 9. L'escursione finirà alle 12 e le uscite sono gratuite. Abbigliamento sportivo o da trekking leggero. Ecco il calendario delle uscite: 23 giugno (dalle 9 alle 12), 7 e 14 luglio (9-12), 15 e 29 settembre (9,30-12,30), 13 e 27 ottobre (14-17), 13 e 27 aprile 2013 (14-17), 11 e 25 maggio (14-17), 8 e 22 giugno (9-12).

Info: Piermaria Greppi, 388.127 42 64, info@viadelmare.pv.it.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Bando del XXI° Concorso Nazionale di Poesia e del I° Concorso Nazionale di racconti brevi a tema riservato a non vedenti - Sezione di Reggio Emilia

E' gradito comunicare che la Sezione di Reggio Emilia organizza la XXI° edizione del Concorso Nazionale di Poesia e del I° Concorso Nazionale di racconti brevi a tema riservato a non vedenti, di cui si allega il bando.

BANDO DEL XXI° CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E DEL 1° CONCORSO NAZIONALE DI RACCONTI BREVI A TEMA RISERVATO A NON VEDENTI.

Il XXI° concorso nazionale di poesia è a tema libero, il I° concorso nazionale di racconti brevi ha come tema "il viaggio", in tutte le sue accezioni.

I concorsi sono aperti a tutti i ciechi assoluti e ai disabili visivi con un residuo non superiore ad 1/10, soci o non soci dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e senza limiti di età.

Ogni partecipante deve versare, per ciascuno dei concorsi ai quali desidera prendere parte, un contributo di iscrizione di € 10,00 su c/c/p 14981427, intestato a Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti - corso Garibaldi 26 - 42121 Reggio Emilia, di cui allegherà copia nella busta contenente i dati personali.

Per il concorso di poesia, ogni concorrente può inviare un massimo di due opere mentre per quello di racconti brevi solo una, della lunghezza massima di 1 cartella da massimo 32 righe di massimo 65 battute, scritte con un carattere standard (tipo arial, tahoma, times new roman o verdana), dimensione 12 punti, interlinea 1,5; le opere non devono aver partecipato ad altri concorsi letterari e possono essere redatte in scrittura braille o in nero.

Gli elaborati devono pervenire all'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti sezione di Reggio Emilia, Corso Garibaldi n. 26, entro le ore 12.00 di martedì 23 ottobre 2012 ed indicare sulla busta il nome del concorso.

Le opere devono essere contrassegnate da un motto o da una sigla e alle stesse deve essere unita una busta chiusa, recante esternamente il motto ma senza indicazione del mittente, all'interno della quale deve essere contenuto nuovamente il motto o la sigla e le generalità dell'autore: nome, cognome, età, indirizzo, n° telefonico, e la dichiarazione di appartenere alla categoria dei disabili visivi con un visus non superiore ad 1/10; questa sezione si riserva in qualsiasi momento di verificare la veridicità di quanto dichiarato mediante richiesta del verbale attestante la minorazione.

Le buste con le generalità dei partecipanti saranno aperte solo dopo che la giuria avrà stilato la graduatoria delle opere; ai concorrenti verrà data comunicazione dell'esito dei concorsi, del luogo e del giorno delle premiazioni, che si terranno presumibilmente il giorno sabato 1 dicembre 2012.

La sezione si riserva il diritto di raccogliere le opere partecipanti ai concorsi in una pubblicazione.

In entrambi i concorsi saranno premiate le prime 3 opere classificate a giudizio insindacabile della giuria, nominata dal consiglio provinciale dell'Unione Italiana Ciechi di Reggio Emilia, con l'assegnazione dei seguenti premi:

I° classificato: € 400,00 e targa al merito; II°classificato: € 200,00 e targa al merito; III° classificato: targa al merito; la giuria si riserva inoltre la possibilità di consegnare un riconoscimento speciale ai concorrenti reggiani meritevoli.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti rivolgersi alla segreteria della Sezione U.I.C. di Reggio Emilia telefono 0522/435656 e-mail uicre@libero.it.

Il Presidente prov.le U.I.C.

Dott.ssa Chiara Tirelli

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Metodo Marilli, apprendimento degli accordi su chitarra

Cari amici,

trasmetto in allegato la presentazione inviata dal Presidente della Sezione di Siena, relativa al "Metodo Marilli" un nuovo metodo per lo studio della chitarra che viene venduto, su richiesta, ad euro 20 per la versione in braille ed euro 10 per la versione a stampa per l'insegnante.

Tale metodo, in fase di brevettazione, è stato esaminato e ritenuto valido dall'I.Ri.Fo.R. di Siena, dal Prof. Antonio Quadraro, dal chitarrista ipovedente Ciro Cascinelli, dal Maestro Carlo Beltrametti e dal Maestro Stevan Joka.

Ci si potrà rivolgere per maggiori informazioni a: Marco Marilli, e-mail ma.marilli74@yahoo.it

Cordiali saluti

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

Presentazione

Ideando questa griglia di lettura per accordi di chitarra, metodo Marilli, ho cercato di semplificare il processo che porta, nel sistema tradizionale di notazione musicale braille per non vedenti, dalla lettura dei relativi intervalli al posizionamento delle dita nella giusta posizione. Prendendo spunto dalle classiche intavolature, con alcune modifiche e accorgimenti, ho realizzato questa griglia che può essere facilmente usata sia dai disabili visivi che dai normodotati . L'immagine o disegno dell'accordo si rivela immediatamente dopo averlo letto e in uno strumento come la chitarra, dove è molto importante aver ben chiare mentalmente le figure accordali, aiuta a memorizzare, interiorizzare e rendere meno faticoso e noioso lo studio. La griglia può essere utilizzata sia dal principiante che dal più esperto e il relativo prontuario offre sia accordi usati per la stragrande maggioranza delle canzoni per il primo che una serie di accordi blues e jazz per il secondo. Questo sistema di lettura permette di suonare anche a chi non conosce le regole armoniche fondamentali per la formazione degli accordi.

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Contrassegno veicoli al servizio di persone disabili - Modifiche normative

Si comunica che il Consiglio dei Ministri, su parere favorevole del Consiglio di Stato, ha approvato uno schema di regolamento che va a modificare il Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (DPR 16.12.1992, n. 495) nella parte che disciplina il rilascio del contrassegno e la relativa segnaletica per facilitare la mobilità delle persone disabili.

Come si ricorderà, molte delle agevolazioni previste dal vigente ordinamento in materia di mobilità delle persone disabili e dei veicoli al loro servizio sono collegate al rilascio del contrassegno previsto dall'art. 381 del citato DPR 495/1992 che, però, ha mostrato profili di contrasto con la disciplina di tutela dei dati personali (contenuta nel D. Lgs. n. 196 del 2003) nella parte in cui quest'ultima - all'art. 74 -vietava l'esposizione di simboli o diciture dai quali possa desumersi la speciale natura dell'autorizzazione tramite la sola visione del contrassegno.

Tale contrasto aveva fino ad oggi reso di fatto impossibile l'adozione del contrassegno europeo che permette a tutti i cittadini della Comunità di usufruire in ogni Paese delle facilitazioni ivi previste.

Con l'entrata in vigore della legge n. 120 del 2010 sono stati, però, superati gli impedimenti di cui sopra attraverso una modifica dell'art. 74, che ora dispone che i contrassegni rilasciati per la sosta e la circolazione delle persone disabili contengono solo i dati indispensabili ad individuare l'autorizzazione rilasciata senza l'apposizione di diciture dalle quali possa essere individuata la persona fisica interessata.

Di conseguenza, essendosi verificate tutte le condizioni per istituire anche nel territorio italiano un modello uniforme di contrassegno (in attuazione della raccomandazione 98/376/CE), il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di regolamento che introduce la nuova tipologia di contrassegno di parcheggio per disabili conforme al modello previsto in sede europea, valido su tutto il territorio nazionale, confermando la competenza dei Comuni al rilascio dello stesso, previo accertamento sanitario, in favore delle persone con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta. Su tali basi sono state, perciò, approvate le modifiche alla parte di segnaletica al fine di uniformare la rappresentazione grafica del contrassegno alle disposizioni europee.

Fra le modifiche è stata anche prevista la possibilità di rinnovo a tempo determinato basata su una corrispondente certificazione medico legale della Asl competente che attesti il persistere delle condizioni che hanno dato luogo al rilascio e il presumibile ulteriore periodo di durata dell'invalidità.

Inoltre, è stata puntualizzata la facoltà dei Comuni di riservare spazi di sosta personalizzati in caso di particolari condizioni di invalidità della persona interessata ed è stata, altresì, introdotta la possibilità per gli stessi di prevedere la gratuità della sosta per i veicoli al servizio di persone disabili anche nei parcheggi a pagamento, qualora risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati a norma del DPR n. 503 del 1996.

Nella stessa sede è stato anche ribadito che nell'ambito dei parcheggi a pagamento o di attrezzature per la sosta munite di apparecchiature di controllo devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili.

Pertanto, dal combinato disposto delle norme predette emerge - si spera con definitiva chiarezza - la volontà del legislatore di facilitare la mobilità delle persone disabili anche attraverso l'adozione di misure che attengono il settore della sosta, ivi compresa l'esenzione dal pagamento di tariffe orarie per il parcheggio nelle strisce blu, nel caso in cui lo stallo riservato risultasse occupato.

Si sottolinea, infine, che è stato previsto un periodo transitorio di tre anni per consentire la sostituzione degli attuali contrassegni e per gli ulteriori adeguamenti resi necessari dalla nuova disciplina.

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SCRIGNO IdentiTel: l'innovativo strumento di autenticazione sicura tramite cellulare proposto da Banca Popolare di Sondrio

La commissione OSI, da diversi anni in contatto con le Banche per dare il supporto necessario a far ottimizzare l'utilizzo dei loro servizi online per noi disabili visivi, è stata informata dal Responsabile dell'Innovazione e gestione direzionale IT della Banca Popolare di Sondrio, Dott. Marco Tempra, dell'attivazione di un nuovo strumento di autenticazione forte delle operazioni on line che per l'autorizzazione delle operazioni dispositive richiede semplicemente di chiamare un numero verde dal proprio telefono cellulare.

Ecco di seguito riportate le informazioni tecniche che la Banca Popolare di Sondrio stessa fornisce sul suo sito Internet: http://www.popso.it/home nella sezione dedicata al servizio online SCRIGNO Internet Banking.

SCRIGNO IdentiTel è lo strumento di autenticazione forte, basato sull'utilizzo congiunto del personal computer e del telefono cellulare, che consente di autorizzare le operazioni eseguite tramite la banca on line, in tutta sicurezza, con una semplice telefonata!

Il cliente, a fronte di una transazione dispositiva, è invitato a chiamare con il proprio cellulare un apposito numero verde gratuito e a digitare sulla tastiera del telefono il codice "usa&getta" mostrato sulla pagina di autenticazione di SCRIGNO Internet Banking.

Il sistema verifica che il numero chiamante sia quello indicato dal cliente presso la filiale, in fase di adesione al servizio SCRIGNO IdentiTel; inoltre, controlla che il codice "usa&getta" digitato sul telefono corrisponda a quello di volta in volta generato e proposto nella pagina di autenticazione della banca on line. L'autenticazione viene considerata valida solo se tutti i controlli hanno esito positivo. È possibile abilitare fino a 2 numeri di telefono cellulare per la stessa utenza.

Il sistema è di semplice utilizzo, si può dire che è semplice come fare una telefonata.

SCRIGNO IdentiTel è estremamente sicuro perchè basato su una doppia verifica eseguita su codici di sicurezza inviati dall'utente con strumenti e canali trasmissivi diversi: PIN inserito su SCRIGNO Internet Banking e trasmesso via Internet, il numero chiamante e il codice "usa&getta" trasmessi con il telefono sulla rete GSM.

SCRIGNO IdentiTel, inoltre, aumenta la comodità d'uso del servizio di banca on line giovandosi di uno strumento, come il cellulare, che chiunque è in grado di usare con disinvoltura.

Al fine di essere certi che il servizio fosse accessibile in ogni sua parte, la Commissione OSI, in collaborazione con i tecnici della Banca, ha effettuato dei test accurati ed ha verificato la piena accessibilità e compatibilità del servizio proposto con gli strumenti assistivi correntemente usati dai disabili visivi. Le limitazioni tecniche di questo servizio sono esplicitate nel contratto stipulato con la banca.

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Locazione finanziaria di autoveicoli a soggetti portatori di handicap - Agevolazioni

Fiscali? Risoluzione Agenzia delle Entrate N. 66/E

Si informa che l'Agenzia delle Entrate, con risoluzione N. 66/E del 20.6.2012, ha espresso parere positivo in ordine alle modalità di applicazione dell'IVA con aliquota ridotta nella misura del 4 per cento in sede di contratto di leasing di tipo "traslativo di autoveicoli, stipulato da soggetti disabili.

Viene precisato, infatti, che le condizioni di fruibilità dell'agevolazione sono possibili unicamente nel caso in cui dalle clausole contrattuali della locazione finanziaria emerga la volontà delle parti di concretizzare il trasferimento della proprietà del veicolo locato a beneficio del soggetto utilizzatore disabile, mediante vendita, alla fine della locazione.

La società di leasing deve fatturare con IVA ridotta sia i canoni di locazione che il prezzo del riscatto. L'applicazione dell'agevolazione è subordinata alla produzione della documentazione attestante il diritto all'atto di stipula del contratto di leasing e non all'atto del riscatto, tra cui la certificazione relativa alla disabilità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto del veicolo non si è comperato altro veicolo a pari condizioni.

Nel caso in cui il veicolo sia ceduto prima del decorso del termine dei due anni dall'acquisto, l'acquirente deve versare la differenza tra l'imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall'applicazione delle agevolazioni stesse come previsto dalla legge n. 296/2006, all'art. 1, comma 37, tranne il caso in cui la cessione sia determinata dalla necessità di nuovi e diversi adattamenti.

È da tenere a mente che per i non vedenti (ciechi totali, ciechi parziali ed ipovedenti gravi) è sufficiente produrre al venditore ovvero alla società di leasing il verbale di riconoscimento della cecità civile e non quello relativo allo stato di gravità, valevole invece per gli invalidi civili.

Dalla data di stipula del contratto di leasing deve, altresì, ritenersi che decorra il periodo di quattro anni nel corso del quale il beneficiario non può avvalersi nuovamente dell'agevolazione, nonché il periodo di due anni durante il quale deve mantenere la disponibilità del veicolo.

***La presente circolare, unitamente al testo della risoluzione in oggetto, può essere scaricata all'indirizzo web http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/TestoCirc.asp?id=4172.***

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di giugno

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Vita.it del 25-06-2012

Governo. Nuovo Isee, per i disabili franchigie troppo basse

Il nuovo Isee, quello che secondo il decreto Salva-Italia avrebbe dovuto arrivare entro il 31 maggio, sta per vedere la luce. Secondo quanto racconta oggi Il Sole 24 Ore, ci entreranno anche auto di lusso, barche e moto di grossa cilindrata, in quell'ottica annunciata di far pesare di più la componente patrimoniale.

Ma ci entreranno anche pensioni e indennità per gli invalidi civili, a partire dall'indennità di accompagnamento. Lo anticipa a Vita.it Tommaso Daniele, presidente dell'Unione Italiana Ciechi, raccontandoci come è andato l'ultimo incontro del Governo con le associazioni di disabili, Fish e Fand, lo scorso 20 giugno.

«Siamo moderatamente soddisfatti», dice. «L'accompagnamento non sarà collegato al reddito, il Governo ha fatto retromarcia su questo». E questa era la cosa che più preoccupava. Come controparte, però accompagnamento, pensioni, invalitià, insomma «tutto ciò che viene dato dallo Stato» rientra tra le voci che compongono il reddito e quindi andrà a comporre anche l'Isee. «Il Governo ha individuato tre fasce di disabilità - media, grave e non autosufficienza - e per ciuascuna di esse ha previsto una franchigia sul reddito complessivo della famiglia», speiga Daniele. La franchigia oggi «è di 3.500 euro per la disabilità media e 5mila per la grave e la non autosufficienza. Troppo poco, noi chiediamo di innalzare queste cifre, portando la franchigia per la disabilità media a 6.500 euro e a 10mila quella per la disabilità grave».

Le associazioni di disabili in queste ore stanno mandando le loro osservazioni al Governo.

di Sara De Carli

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Il Sole 24 Ore del 04-06-2012

I costi della salute. Attenzione allo spread «grigio»

Età a rischio. Secondo il Rapporto dell'Oms (nella foto: la sede di Ginevra), la disabilità aumenta non solo con la povertà, ma anche con l'età, e le popolazioni dei Paesi più sviluppati stanno invecchiando a ritmi inauditi: la non sostenibilità economica della spesa sociale indotta dalla disabilità è fonte di preoccupazione per molti Paesi

Allarme Oms su invecchiamento con possibile aumento delle disabilità.

Oltre che di spread "finanziari", occorre tornare a occuparsi e a preoccuparsi di spread "umani", perché dalla loro analisi possono discendere utili spunti per intraprendere vere azioni di cambiamento. Il Rapporto mondiale sulla disabilità, pubblicato dall'Oms e dalla Banca mondiale nel 2011, intende segnalare e rimuovere quel grave differenziale che, in termini di qualità della vita umana, crea forti diseguaglianze tra le persone con disabilità e le persone normodotate. Eliminare o ridurre quel divario esistenziale vuol dire non solo ridare dignità alla vita delle persone con disabilità, ma anche ridurre la povertà nel mondo. La disabilità, come sottolinea il Rapporto, è un problema che ha riflessi sullo sviluppo per il suo legame bidirezionale con la povertà: la disabilità può aumentare il rischio di povertà, e la povertà può aumentare il rischio di disabilità. Le statistiche che emergono dalla fotografia della disabilità nel mondo sono inquietanti. Secondo stime del 2010, sono oltre un miliardo le persone che vivono con una qualche forma di disabilità, ossia circa il 15% della popolazione mondiale, percentuale peraltro destinata ad aumentare. Il Rapporto rammenta come la disabilità sia parte della condizione umana. Ogni persona, nell'arco della propria vita, sperimenta una forma di disabilità temporanea o permanente. Si ricorda che la disabilità è la situazione che una persona con un problema di salute sperimenta ogniqualvolta incontra un ambiente ostile. Questa nozione evidenzia come la disabilità non sia un attributo della persona, ma la possibile conseguenza di una relazione con gli altri. Con estrema lucidità e dovizia di dettagli, il Rapporto descrive tutte le barriere che, durante le varie tappe della vita, possono impedire alle persone con disabilità il pieno godimento dei diritti umani. Le prime forme di discriminazione, in ordine temporale, sono quelle subìte all'interno del sistema educativo, che spesso nega validi livelli di istruzione a bambini e adolescenti con disabilità. Lo scarso livello di scolarizzazione può diventare un pericoloso alibi per praticare e giustificare un'ennesima forma di discriminazione: l'esclusione dal mercato del lavoro degli adulti con disabilità. Per queste persone si è accertato un tasso di disoccupazione pari al doppio di quello rilevato nel resto della popolazione in età lavorativa. Inoltre nelle ipotesi migliori, e cioè nel caso di occupazione, le persone con disabilità, a parità di produttività e di competenze con i lavoratori normodotati, hanno in genere retribuzioni più basse, malgrado la loro vita quotidiana sia più costosa. La spirale negativa non si limita a ridurre il benessere della vita delle persone con disabilità, ma finisce per impoverire anche la condizione di quei familiari che, spesso in silenzio e con rassegnazione, colmano le lacune di uno Stato indifferente e di una società distratta. Soprattutto le donne, tradizionalmente votate alla cura dei bambini e degli anziani, diventano i caregivers informali delle persone con disabilità, rinunciando a lavori che potrebbero generare redditi, nonché tutti quei benefici psicologici tipicamente ascritti a una vita lavorativa attiva. La mancanza di adeguate politiche e di azioni di sensibilizzazione culturale determina il perverso passaggio dalla disabilità alla povertà. Ma vale anche la relazione inversa. La povertà, che notoriamente si associa a condizioni igieniche e alimentari carenti, a servizi sanitari insufficienti, ad ambienti di vita e di lavoro insalubri e pericolosi, determina o acuisce le condizioni di disabilità. Come ricorda il Rapporto, la disabilità aumenta non solo con la povertà, ma anche con l'età, e le popolazioni dei Paesi più sviluppati stanno invecchiando a ritmi inauditi. Secondo alcune ricerche, nei Paesi in rapido sviluppo continueranno ad aumentare gli anni di vita vissuti con disabilità, soprattutto perché in età adulta aumentano le malattie che possono degenerare in disabilità. La non sostenibilità economica della spesa sociale indotta dalla disabilità è fonte di preoccupazione per molti Paesi. Nelle conclusioni il Rapporto suggerisce tutta una serie di concrete raccomandazioni che, se messe in atto, contribuirebbero a migliorare la vita delle persone con disabilità e della società nel suo complesso. Si auspica pertanto un'ampia diffusione del Rapporto, che si presenta come un'utile guida per perseguire obiettivi di sviluppo, di benessere e di giustizia sociale a livello globale, con una prospettiva completamente diversa da quella che ha dominato il dibattito degli ultimi anni, tutto concentrato ad aggiornare il dato comunque modesto dei falsi invalidi, piuttosto che ad affrontare i problemi reali dei veri e numerosi disabili.

Elio Borgonovi

professore Ordinario di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, Università Bocconi

Silvia Angeloni

professore Associato di Economia aziendale, Università del Molise

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Marketpress.Info del 18-06-2012

UE. Diritti dei passeggeri: Che cosa devono sapere i passeggeri a mobilità ridotta quando viaggiano in aereo

BRUXELLES. La Commissione ha pubblicato orientamenti che chiariscono i diritti dei passeggeri con disabilità e delle persone a mobilità ridotta quando viaggiano in aereo. La scelta di pubblicare gli orientamenti prima delle Olimpiadi del 2012 - una delle maggiori manifestazioni sportive al mondo, che si terrà a Londra quest'estate - non è casuale: si tratta di facilitare gli spostamenti degli atleti che vi partecipano e di molti cittadini dell'Unione a mobilità ridotta che ancora affrontano problemi quando viaggiano in aereo. Gli orientamenti si basano su una valutazione approfondita del regolamento relativo ai diritti delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta nel trasporto aereo1. Qual è il problema? La legislazione dell'Unione sui diritti dei passeggeri è ormai in vigore da più di quattro anni. Tuttavia, permangono problemi pratici e incertezze sia per i vettori aerei e gli aeroporti che per i passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta. Ci sono ancora troppe situazioni in cui i passeggeri subiscono rifiuti o restrizioni ingiustificati per prenotazioni o imbarchi sulla base di motivi di sicurezza poco chiari (vedi sotto). Molti passeggeri non sono a conoscenza dei propri diritti. Solo una parte (circa il 40%) dei passeggeri notifica le proprie necessità di assistenza prima di viaggiare. Questo è un problema fondamentale per aeroporti e vettori aerei impegnati a fornire l'assistenza. Incoerenze nell'applicazione delle norme fanno sì che i passeggeri si trovino ad affrontare diverse condizioni e limitazioni diverse in svariate occasioni quando transitano negli aeroporti e viaggiano sulle compagnie aeree. Ad esempio: Un alto funzionario delle Nazioni Unite si è visto negare l'imbarco in un volo da Heathrow a Ginevra perché non aveva l'accompagnatore. Si trattava di un viaggiatore frequente, abituato a viaggiare senza accompagnatore da quindici anni. Tre passeggeri di voli interni francesi si sono visti negare l'imbarco perché non avevano l'accompagnatore. Successivamente hanno ottenuto sentenze favorevoli in tribunale e sia la compagnia aerea che l'impresa di servizi a terra sono state condannate al pagamento di multe sostanziose per mancato adempimento. Cosa prevedono le norme attuali? L'attuale normativa unionale sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo è entrata pienamente in vigore nel luglio 2008 (regolamento (Ce) n. 1107/2006) e garantisce il diritto a non essere discriminati sulla base della disabilità o della mobilità ridotta. Quando viaggiano, le persone con disabilità e le persone a disabilità ridotta godono degli stessi diritti degli altri cittadini. Tali diritti comprendono: il diritto a non essere discriminati in fase di prenotazione del volo e di acquisto del biglietto; il diritto a viaggiare a pari condizioni rispetto agli altri passeggeri; il diritto all'informazione sulle regole di sicurezza applicate dai vettori aerei; il diritto all'assistenza gratuita in aeroporto e a bordo dell'aeromobile; il diritto al trasporto gratuito di due dispositivi di mobilità per persona. Per poter beneficiare di questi diritti, i passeggeri con disabilità e i passeggeri a mobilità ridotta devono essere a conoscenza di alcuni meccanismi. È fondamentale provvedere alla notifica delle proprie esigenze alla compagnia aerea, all'agente di viaggio o all'operatore turistico almeno 48 ore prima della partenza dell'aereo. I gestori degli aeroporti ne vengono informati e hanno la responsabilità di fornire l'assistenza fino alla porta d'imbarco e al posto a sedere; la successiva assistenza spetta al vettore aereo. L'assistenza è gratuita. Sebbene la notifica previa non sia obbligatoria, è fortemente consigliata per consentire ai prestatori di servizi (gestori degli aeroporti e vettori aerei) di predisporre l'assistenza più adeguata in funzione delle esigenze del passeggero e delle circostanze del viaggio. Le richieste per il trasporto di una sedia a rotelle elettrica o di altri dispositivi potenzialmente pericolosi devono essere trasmesse al vettore aereo con 48 ore di anticipo. La sicurezza di tutti i passeggeri e dei membri dell'equipaggio è fondamentale. Per rifiutare l'imbarco a persone con disabilità o a persone a mobilità ridotta, i vettori aerei devono basarsi su motivi di sicurezza chiaramente giustificati. Da quando è entrato in vigore il regolamento ha consentito un accesso più facile al trasporto aereo e viaggi più agevoli a più di due milioni di persone con disabilità e a mobilità ridotta all'anno nei principali aeroporti europei (dati 2010). Dopo quattro anni di applicazione, sulla base delle esperienze acquisite sono stati pubblicati questi orientamenti per chiarire alcuni diritti e obblighi dei diversi soggetti. Che cosa proponiamo? Gli orientamenti riguardano i viaggiatori negli aeroporti dell'Ue e le operazioni dei vettori Ue all'interno dell'Unione e da e per il suo territorio. Coprono anche le operazioni da e per l'Unione dei vettori di paesi terzi. Si tratta di chiarire le regole sull'accesso al trasporto aereo senza discriminazioni, osservando il principio fondamentale e irrinunciabile della sicurezza per tutte le persone a bordo. Gli orientamenti sono stati attentamente discussi con tutte le parti interessate: autorità nazionali, settore dell'aviazione (organizzazioni dei vettori e degli aeroporti) e associazioni di consumatori e utenti, in particolare quelle che rappresentano persone con disabilità e persone a mobilità ridotta. Gli orientamenti presentano le informazioni in forma di 22 domande e risposte su un ventaglio di argomenti. Nella presente memo diamo rilievo ai problemi più comuni e prettamente pratici. Chi è un passeggero a mobilità ridotta? Qual è il problema della definizione? La definizione data nel regolamento è molto generica e comprende "qualsiasi persona la cui mobilità sia ridotta, nell'uso del trasporto, a causa di qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o locomotoria, permanente o temporanea), disabilità o handicap mentale, o per qualsiasi altra causa di disabilità, o per ragioni di età, e la cui condizione richieda un'attenzione adeguata". Ne sono derivate svariate interpretazioni su quali persone vadano considerate a mobilità ridotta e possano quindi beneficiare dell´assistenza. Qual è l'orientamento? Gli orientamenti precisano che sebbene le categorie principali siano i passeggeri disabili e anziani, esistono anche altri cittadini vulnerabili che non godono di una mobilità piena e potrebbero necessitare di assistenza a seconda delle circostanze del loro viaggio. Gli orientamenti sottolineano che le richieste di assistenza devono essere proporzionate e adattarsi alle esigenze specifiche del passeggero, ma ci si attende che l'assistenza sia fornita senza restrizioni indebite. In questo contesto, va notato che la mobilità di un passeggero potrebbe risultare ridotta nell'aeroporto, p. Es. In aeroporti molto grandi con grandi distanze da percorrere o in caso di coincidenze. In questi casi, occorrerebbe fornire assistenza solo nell'aeroporto, mentre questi passeggeri non sarebbero considerati a mobilità ridotta a bordo dell´aereo. Che cosa significa la notifica previa e perché è importante? Qual è il problema? La notifica previa è essenziale per consentire all'aeroporto e al vettore di fornire un'assistenza adeguata. Ma poiché attualmente pochi passeggeri bisognosi di assistenza notificano le loro esigenze prima della partenza, i prestatori di servizi spesso non hanno il tempo di prepararsi a fornire l'assistenza richiesta. Questa è una causa fondamentale di molti problemi del sistema. Qual è l'orientamento? Per garantire che i fornitori di assistenza siano in grado di prestare il servizio richiesto con la massima qualità, è essenziale informare il vettore aereo almeno 48 ore prima della partenza per consentirgli di prepararsi adeguatamente. Gli orientamenti sottolineano che sebbene i prestatori di servizi debbano ragionevolmente adoperarsi per assistere anche i passeggeri che non hanno notificato le loro esigenze, possono però dare la precedenza a quelli che le hanno notificate per tempo. I passeggeri a mobilità ridotta possono essere obbligati a fornire un certificato medico per ottenere l'assistenza gratuita? No. Qual è il problema? Alcuni vettori esigono che le persone con disabilità e a mobilità ridotta dimostrino di avere bisogno di assistenza mediante un certificato medico. In alcuni casi, l'assistenza è fornita a pagamento. Qual è l'orientamento? I vettori aerei e i prestatori di servizi negli aeroporti non possono richiedere questo tipo di prova quale condizione per la vendita di un biglietto, per consentire a una persona di volare o per giustificare una richiesta di assistenza. Possono richiedere certificati medici solo se esiste un rischio potenziale per la salute e la sicurezza del passeggero interessato, degli altri passeggeri o dei membri dell'equipaggio. L'assistenza alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta deve essere fornita gratuitamente. Chi ha bisogno di ossigeno a bordo può portarselo da sé o sarà il vettore aereo a fornirglielo? Qual è il problema? I vettori applicano regole diverse sul trasporto di ossigeno, creando confusione per i passeggeri bisognosi di ossigeno a bordo. Qual è l'orientamento? I vettori hanno l'obbligo di trasportare gratuitamente i dispositivi medici, che sono eventualmente soggetti alle condizioni applicabili alle merci pericolose. Ad esempio, se si ha bisogno dell'ossigeno durante il volo è importante chiarire direttamente con il vettore aereo se si può portare il proprio ossigeno. Per motivi di sicurezza, il vettore potrà non autorizzare questa soluzione o decidere di fornire esso stesso l'ossigeno (ma non ne ha l'obbligo). Attualmente non esistono norme uniformi per il trasporto dell'ossigeno nell'Ue. Pertanto, gli orientamenti sottolineano che le compagnie aeree hanno la facoltà di stabilire requisiti propri per il trasporto dell'ossigeno, fondati su motivi di sicurezza. Tuttavia, questa informazione deve essere chiaramente disponibile ai passeggeri. Se il vettore aereo fornisce l'ossigeno, gli orientamenti indicano che deve applicare prezzi ragionevoli. I passeggeri a mobilità ridotta devono essere sempre accompagnati? No. Qual è il problema? Alcuni vettori rifiutano l'imbarco senza motivo a persone con disabilità o a mobilità ridotta non accompagnate. Qual è l'orientamento? Secondo le regole, chi è autonomo può viaggiare da solo. La mobilità ridotta non consente a un vettore di imporre a una persona con disabilità o a una persona a mobilità ridotta di avere un accompagnatore. È lecito esigere che un passeggero sia accompagnato da un'altra persona solo se risulta chiaramente che non può soddisfare i pertinenti requisiti di sicurezza. Se si viaggia con un accompagnatore, questi dovrà acquistare un biglietto? Si avranno posti vicini? Qual è il problema? I vettori aerei hanno regole diverse sull'eventuale pagamento del biglietto per gli accompagnatori di passeggeri con disabilità e di passeggeri a mobilità ridotta. In alcune situazioni l'accompagnatore non ha potuto sedersi vicino al passeggero bisognoso di assistenza, nonostante il regolamento reciti che "ogni sforzo ragionevole" debba essere effettuato a tal fine. Qual è l'orientamento? Il regolamento non specifica se il posto dell'accompagnatore debba essere offerto a titolo gratuito o a tariffa ridotta. Di conseguenza, gli orientamenti lasciano questa decisione al vettore. Tuttavia, per alcuni vettori si tratta di un elemento del loro servizio ai clienti. Gli orientamenti sottolineano che indipendentemente dalla pratica corrente dei vettori, questi devono fornire ai passeggeri informazioni complete. È anche necessario che siano disponibili informazioni su eventuali particolari restrizioni di sicurezza sui posti a sedere per le persone disabili e a mobilità ridotta, come ad esempio posti che non possono occupare perché ostacolerebbero l'evacuazione di emergenza. Per quanto riguarda la disponibilità di un posto vicino al passeggero con disabilità o a mobilità ridotta per la persona di accompagnamento, il regolamento (Ce) n. 1107/2006 dispone chiaramente che i vettori devono effettuare ogni sforzo ragionevole in tal senso e ciò è messo in rilievo anche negli orientamenti. Le attrezzature per la mobilità sono trasportate gratuitamente? Qual è il problema? Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta non sono sempre a conoscenza delle regole che si applicano al trasporto delle attrezzature per la mobilità. Possono derivarne situazioni di conflitto in aeroporto. Secondo il regolamento, una persona con disabilità o a mobilità ridotta ha diritto al trasporto gratuito di due dispositivi di mobilità. Qual è l'orientamento? Gli orientamenti sottolineano che i passeggeri con disabilità e a mobilità ridotta hanno diritto al trasporto gratuito di due dispositivi di mobilità. Un passeggero che fa uso di una sedia a rotelle elettrica deve informarne il vettore con almeno 48 ore di anticipo. Gli orientamenti precisano ulteriormente che i cani guida e i cani da assistenza riconosciuti possono viaggiare in cabina previa notifica al vettore. Come avviene per tutti i passeggeri, gli equipaggiamenti sportivi che non sono dispositivi di mobilità sono disciplinati dalle norme generali sui bagagli in vigore presso la compagnia aerea. Che cosa occorre fare se un vettore aereo o un aeroporto non rispetta i diritti del passeggero? Qual è il problema? Spesso i passeggeri non sanno come regolarsi quando ritengono che i loro diritti non siano stati rispettati e desiderano reclamare. Qual è l'orientamento? Gli orientamenti specificano che: se si ritiene che i propri diritti siano stati violati, occorre rivolgersi in primo luogo al gestore dell'aeroporto o al vettore aereo; in caso di risposta insoddisfacente è possibile sporgere reclamo presso l'organismo nazionale competente per l'applicazione della normativa, incaricato di garantire il rispetto dei diritti dei passeggeri da parte degli operatori dei trasporti. L'elenco degli organismi si trova all'indirizzo seguente: http://ec.Europa.eu/transport/passengers/air/doc/prm/2006_1107_national_enforcement_bodies.pdf

Quali sono le prossime tappe? Gli orientamenti, che saranno resi pubblici, aiuteranno i vettori aerei e gli aeroporti a migliorare l'applicazione del regolamento, facilitando in tal modo i viaggi in aereo delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta. Dovrebbero anche aiutare gli organismi nazionali competenti nell'applicazione del regolamento. In particolare, forniranno un reale valore aggiunto al trasporto delle persone con disabilità e delle persone a mobilità ridotta, che si prevede debba intensificarsi in occasione delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. Per ulteriori informazioni Per ulteriori informazioni sui diritti dei passeggeri a mobilità ridotta, consultare: http://ec.Europa.eu/transport/passengers/air/prm_en.htm.

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Superando.it del 09-06-2012

Cani guida: tutti gli ospedali dovranno imitare l'esempio di Macerata

Non è certo la prima volta che dobbiamo occuparci dei problemi incontrati dalle persone non vedenti a far rispettare le leggi riguardanti l'accesso del loro cane guida anche in luoghi aperti al pubblico. Basti pensare - uno per tutti - al racconto di Salvatore Petrucci, presidente provinciale di Napoli e vicepresidente nazionale dell'UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi) e delle difficili situazioni vissute con il suo Ares, di cui avevamo ampiamente riferito, qualche anno fa, nell'articolo intitolato Dura la vita, con il cane guida!

Questa volta, però, nel tornare a parlare dell'argomento, lo facciamo con grande piacere, in quanto dobbiamo registrare un ottimo risultato ottenuto nelle Marche, principalmente grazie al lungo e faticoso lavoro della Sezione di Macerata dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), e in particolare di Germano Santoni, coordinatore della Commissione Cani Guida nell'Associazione stessa.

«Ho avuto adeguate garanzie - riferisce entusiasta lo stesso Santoni, insieme al suo amico, il cane Fidel - che nei mesi a venire tutti gli ospedali della Provincia di Macerata saranno adeguati a misura di accompagnatori e cani guida e la cosa più bella è che questa soluzione è la prima nella Provincia e crea un grande precedente da cui nessuno potrà più prescindere».

Un faticoso lavoro, dicevamo, durato più o meno due anni, fatti di lettere, incontri e pressioni, nel tentativo di arrivare a una corretta applicazione di alcune leggi dello Stato Italiano, esistenti ormai da parecchio tempo. Ma il risultato alla fine è arrivato e si è concretizzato nella lettera indirizzata a Santoni da Giorgia Scaloni della Direzione Medica Ospedaliera dei Presìdi di Macerata, Tolentino, Treia, che vale certamente la pena riportare quasi integralmente.

«L'ospedale - scrive Scaloni - è un luogo aperto al pubblico e pertanto normato dalla Legge 14.02.1974, n. 37, modificata dalla Legge 8.02.2006, n. 60 e successive modificazioni, che garantisce l'ingresso al cane guida anche dove normalmente i cani non sono ammessi (esempio: taxi, trasporti pubblici, esercizi commerciali, OSPEDALI, chiese, hotel, ecc.) e dalla legge n. 67 dell'1 marzo 2006, che tutela i disabili dalle discriminazioni [grassetti nostri in questa e nelle successive citazioni, N.d.R.]».

«Come anche da lei più volte precisato - aggiunge poi la funzionaria dell'Ospedale marchigiano - giova ricordare che il cane guida: 1. è esonerato dalla museruola in base all'ordinanza del 23/03/2009 [in realtà Ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 marzo 2009, articolo 5,comma 2, N.d.R.]; 2. rappresenta gli occhi di chi non vede ed è pertanto da considerarsi un "ausilio" per persona con disabilità e non può essere allontanato dal disabile visivo che accompagna; 3. è un cane addestrato, pulito, vaccinato e addestrato anche a non sporcare».

Interessante anche il passaggio successivo della lettera, dove Scaloni scrive: «Torno comunque a sottolineare che l'ospedale non è un luogo sterile, al di fuori di spazi isolati (es. rianimazione, blocco operatorio, ecc...) pertanto le zampe del cane non sono di certo più sporche delle scarpe di tutte le persone che quotidianamente entrano negli ospedali, in reparti e corsie».

Tutto ciò porta alla conseguente conclusione, quando la funzionaria - oltre a scusarsi con Santoni «per i disagi avuti anche recentemente» e a ringraziarlo «per la segnalazione della problematica», che «ha migliorato la qualità del servizio» - lo inforrma di «avere nuovamente inviato una nota informativa a tutto il personale sanitario in merito alla legge sopracitata [la Legge 60/06, N.d.R.] e quindi all'ingresso del cane guida in ospedale».

Ma non solo, Scaloni, infatti, dichiara di avere «personalmente affisso agli ingressi principali e su tutte le porte degli ambulatori del Presidio Ospedaliero di Macerata la targa GUIDE DOG. Io entro dove voglio», ricavata dal sito ufficiale di Blindsight Project, Associazione impegnata anch'essa da molto tempo in questa battaglia. Un'immagine che - secondo la funzionaria - «rappresenta in maniera univoca la possibilità di accesso all'interno dell'ospedale del cane guida».

Grande, naturalmente, è stata anche la soddisfazione del citato Salvatore Petrucci, che oltre a parlare dell'«abbattimento di un'altra barriera culturale», ha daffermato che questo è «un esempio destinato ad essere imitato in tutti gli ospedali italiani». (Stefano Borgato)

Vale la pena ricordare ancora che addirittura dal 1974 (Legge 37) è riconosciuto «al privo della vista [...] il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida», ciò che è stato confermato dalla successiva Legge 376/88.

La più recente Legge 60/06 ha stabilito poi che «i titolari degli esercizi [...] che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l'accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amminstrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500».

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Marketpress.Info del 04-06-2012

Dispositivi innovativi per aiutare i non vedenti

BRUXELLES. Ricercatori dell´Universidad Carlos Iii de Madrid (Uc3m) in Spagna hanno sviluppato un dispositivo innovativo che permette alle persone con moderate menomazioni della vista di avere una maggiore consapevolezza degli ostacoli che si trovano sul loro percorso. "Questo dispositivo è rivolto alle persone che potrebbero sbattere contro qualsiasi cosa non riescono a vedere a causa della perdita del campo visivo, causata da glaucoma, patologie della retina, ecc.," ha detto il professor Ricardo Vergaz del Dipartimento di tecnologia elettronica presso la Uc3m. Il team ha creato il prototipo usando un dispositivo con display montato sulla testa (head-mounted display o Hmd), in pratica un casco di realtà virtuale provvisto di due telecamere. Un minuscolo computer è attaccato alle telecamere ed elabora le immagini che riceve. I ricercatori hanno anche generato un algoritmo, che permette al sistema di calcolare la distanza e la forma degli oggetti. Il dispositivo quindi invia le informazioni pertinenti all´utente in tempo reale attraverso due micro schermi. Quello che vede l´utente è la sagoma degli elementi e diversi colori a seconda della distanza. "Rileva gli oggetti e le persone che si muovono all´interno del campo visivo che possiede una persona senza patologie della vista," dice il professor Vergaz. "Molto spesso il paziente non li vede a causa di problemi di contrasto. Le informazioni che riguardano la profondità sono quelle che sfuggono più spesso ai pazienti che usano questo tipo di aiuto tecnico." Il team di Uc3m sta collaborando con un gruppo dell´Istituto di Oftalmologia Applicata dell´Università di Valladolid in Spagna per testare il dispositivo, usando occhiali "intelligenti". Il loro lavoro si sta occupando in particolare di validare e valutare l´applicabilità del dispositivo. "Dopo aver testato il dispositivo su un campione rappresentativo della popolazione di pazienti che potrebbero usarlo, l´Istituto di oftalmologia applicata ci comunicherà i risultati finali alla fine di quest´anno," dice il professor Vergaz. "Questo ci permetterà di valutare il successo e la validità delle sue prestazioni e quindi di migliorarlo." Infine, i ricercatori cercheranno di ottimizzare il dispositivo dal punto di vista ergonomico per assicurare che l´utente non sia disturbato dagli occhiali che trasportano il piccolissimo e leggero meccanismo elettronico. Gli esperti dicono che questo recente sviluppo sta aiutando a guidare la progettazione, lo sviluppo e l´innovazione di nuove tecnologie adeguate alle persone con disabilità. Il team sta inoltre lavorando su un altro dispositivo innovativo che comprende una lente di ingrandimento virtuale. "La principale novità sta nel tipo di algoritmo sviluppato, che aiuterà l´utente a perdere meno spesso il filo quando legge un testo," dice il professor Vergaz. Secondo il team, leggere sarà più semplice per gli utenti e si aumenterà la loro abilità di evitare di saltare righe o riferimenti testuali. Il contenuto che si legge sarà controllato su uno schermo, che sia un computer, un tablet o un cellulare. I soggetti che soffrono di perdita di vista nel campo centrale, come quelli con una degenerazione maculare senile, trarranno vantaggio da questo innovativo dispositivo. Precisiamo che le patologie cui si rivolgono questi dispositivi non portano alla cecità totale. Per maggiori informazioni, visitare: Universidad Carlos Iii de Madrid (Uc3m): http://www.Uc3m.es/portal/page/portal/home.

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Il Corriere della Sera del 15-06-2012

Ecco l'italiano che fa «vedere» i ciechi

Con l'app Ariadne GPS i non vedenti possono sapere dove sono, monitorare gli spostamenti, ascoltare i rumori intorno

MILANO. «Persone provenienti da ogni parte del mondo mi hanno detto: tu hai cambiato la mia vita». Affermazione non da poco, soprattutto se arriva dal palco della conferenza degli sviluppatori Apple. La voce è quella di Giovanni Luca Ciaffoni, informatico italiano scelto dalla casa madre di iPhone e iPad per esaltare le potenzialità dei suoi gingilli. Con l'applicazione Ariadne GPS, Ciaffoni dà ai non vedenti di melafonino o tablet muniti la possibilità sapere dove si trovano in un determinato momento, monitorare gli spostamenti, essere allertati in merito al raggiungimento di un luogo preimpostato e ascoltare i rumori di ciò che li circonda. La soluzione, scaricata 5mila volte, è piaciuta ai vertici di Cupertino ed è finita sotto i riflettori di San Francisco, suscitando in patria orgoglio per l'impresa e lo spunto del 36enne bolognese ().

Come sei arrivato in California?

«Sono stato invitato da Apple che due mesi fa è venuta a Bologna per intervistarmi, erano alla ricerca di storie o applicazioni particolari. Si sono poi preoccupati che io potessi seguire il keynote e tutta la conferenza degli sviluppatori a San Francisco, anche se in realtà in questi giorni non sto facendo altro che rispondere ai giornalisti».

Come è nata l'app?

«Ho iniziato a interessarmi allo sviluppo di iOs un paio di anni fa, questa applicazione è nata come una sfida: volevo rendere le mappe accessibili ai non vedenti. E ci sono riuscito: vedere un mio amico non vedente esplorare la mappa con il dito, sentire quello che stava toccando e farsi un'idea della zona che aveva intorno è stato veramente emozionante e commovente. Nei passi successivi ho aggiunto altre cose carine, come la possibilità di tradurre in audio quello che noi vediamo, come un fiume o il mare: l'utente sente il rumore dell'acqua. Poi è arrivata la funzione sulla mobilità: quando cammino l'app mi dice dove mi trovo e mi dà la possibilità di memorizzare i luoghi preferiti. Se, per esempio, memorizzo la fermata dell'autobus, quando sono in prossimità della stessa l'app mi avvisa».

Cosa ti ha portato a occuparti dei non vedenti?

«Mi sono laureato in ingegneria informatica nel 2003 e ho fatto il servizio civile all'Istituto dei ciechi di Bologna, dove lavoro attualmente come sviluppatore di software e consulente per l'accessibilità di pagine web e testi digitali alle persone disabili. Il mondo di iOs (il sistema operativo mobile di Apple, ndr) mi affascina perché permette di sviluppare prodotti veramente accessibili. Normalmente, quando il non vedente utilizza un computer o un hardware di qualsiasi tipo deve acquistare un programma che funge da sintesi vocale o che permette di avere l'output su display braille, invece i prodotti Apple hanno la sintesi vocale integrata. Considerando le potenzialità di iPhone, che consente di acquistare biglietti per il treno o leggere libri, ai non vedenti e ai disabili in generale si apre un mondo nuovo».

L'utilità e l'importanza del tuo strumento è indubbia, ma ci guadagni anche qualcosa?

«Un lavoro ce l'ho già, l'app è nata come esperimento nel tempo libero. Non ho pensato al denaro all'inizio e l'ho lanciata a un costo inferiore a due euro. Dopo la prima versione sono iniziate ad arrivare richieste di inserimento di nuove funzioni e mi sono reso conto che c'era bisogno di un bel po' di lavoro. Visto che il mercato è limitato ho tirato su il prezzo (5,99) per pagarmi le ore di sviluppo. Non penso che farò i soldi con questa applicazione, adesso ho ottenuto un po' di visibilità, ma il lato economico non è mai stata una priorità».

Hai pensato a realizzare una versione per Android?

«Non ci ho lavorato perché il sistema operativo presenta dei limiti per quanto riguarda l'inserimento dei caratteri. Anche l'accessibilità dell'interfaccia è ancora molto indietro rispetto a quella di iPhone».

Progetti per il futuro?

«Sto per lanciare una nuova versione di Ariadne. Ho ritoccato l'interfaccia, la versione attuale è bruttina, e introdotto la possibilità di condividere con gli amici i luoghi preferiti. E ho altre idee per nuove app, non solo per non vedenti».

Visto che ti occupi di questo, che caratteristiche deve avere un sito per essere accessibile ai non vedenti?

«I non vedenti navigano utilizzando un software che converte quello che c'è in video in un formato testuale, che a sua volta viene mandato in output come sintesi vocale o in braille. Bisogna quindi adottare degli accorgimenti affinché lo screen reader possa lavorare correttamente: se sul sito ci sono delle immagini, è bene che vi sia associato un testo descrittivo. Se il testo non c'è il non vedente non saprà nulla di quell'immagine, il più delle volte sentirà il nome di un file. Per lo stesso motivo, se inserisco dei video sarebbe bene inserire dei sottotitoli».

di Martina Pennisi

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Il Corriere della Sera del 16-06-2012

la Mappa parlante per non Vedenti se il Business si Sposa con la Coesione

BOLOGNA, marzo 2011. Luca chiama Giovanni: «Devo farti provare una cosa che ho studiato». Giovanni è cieco. Mette un dito sull'Iphone, esce una voce: gli dice dove è, come muoversi negli spostamenti, cosa incontrerà. Non solo. Gli mostra il mondo, a lui che non vede, attraverso i suoni: qui c'è un fiume, e si sente il rumore dell'acqua; qui il mare, ed ecco le onde; qui una ferrovia, con il rumore del treno. Una rivoluzione. È nata così Ariadne, una app rivoluzionaria. L'ha studiata, per gioco o per sfida, un bolognese, Giovanni (come vuole la mamma) Luca (come preferiscono gli amici) Ciaffoni. Tre mesi dopo la prova di Giovanni, era sul mercato la prima «mappa parlante»: si usa il touchscreen e si vede il mondo. Molto più che una mappa tattile, con i bordi rialzati. E' possibile con Iphone o Ipad, che hanno un ottimo screenreader, cioè un lettore dello schermo, già incorporato nel sistema operativo, senza bisogno di software aggiuntivi. Un'attenzione che Apple ha avuto prima e più di altri. Si tratti di filantropia (difficile) o business (più probabile), indubbiamente è una maniera per allargare i clienti. Ciaffoni ha avuto un'idea di quelle che fanno cambiare la vita. Una persona cieca o ipovedente acquista autonomia ancora maggiore: raggiungere una meta, in città o in campagna, venire avvisati quando si è sul luogo scelto o anche poco prima, ascoltare i rumori del mondo (con le dita si può allargare la cartina e visualizzare paesi lontani). Vuol dire anche rendere più tranquilli nell'affrontare un percorso: in treno o in bus o a piedi. Non vale solo per ciechi. È scaricata anche da chi non ha disabilità. Come tante scoperte legate alla disabilità: poi servono a tutti. Ecco perché conviene, in ogni senso, a un'azienda che innova prendersi carico dei problemi dei più deboli: diventano i problemi di molti. E si migliora la società. Il prossimo passo di Ariadne è la condivisione fra gli utenti di luoghi o percorsi interessanti. Per fare comunità. E conoscere il mondo. Senza vedere.

di Claudio Arrigoni

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Informazione.it del 15-06-2012

SENSORY SPACE: Lo spazio diventa accessibile a tutti

Blindsight Project, in collaborazione con CulturAbile, Empatia e FreeRumble, presentano: SENSORY SPACE: lo Spazio Accessibile, dal 3 ottobre 2012 al 31 maggio 2013 a "FUTURO REMOTO" presso la Città della Scienza di Napoli

NAPOLI. SENSORY SPACE consente di ricreare un viaggio virtuale nello spazio, per la prima volta accessibile indistintamente a tutti, e collega il mondo reale a quello più sconosciuto della volta celeste.

SENSORY SPACE nasce per le persone disabili sensoriali, impossibilitate alla visione dello spettacolare panorama spaziale, ma anche all'ascolto delle sue straordinarie sonorità, raccogliendo documenti sonori di segnali captati dagli strumenti puntati verso la volta celeste o inviati a terra dai satelliti e dalle sonde interplanetarie, immagini audiodescritte, cromie correlate alle sonorità spaziali, tutto materiale che è stato racchiuso in un dvd di nostra produzione e che sarà presentato a "Futuro Remoto" presso la Città della Scienza di Napoli, dove Blindsight Project sarà presente con una sua postazione dal 3 ottobre 2012 al 31 maggio 2013.

Grazie anche alla collaborazione con Evilsound, in occasione di Futuro Remoto i suoni di SENSORY SPACE saranno udibili dalle persone sorde anche tramite casse acustiche con la capacità di riprodurre basse frequenze dal range dei 20 Hz fino ai 150-180 Hz, con un approfondimento fino a frequenze più alte come i 300-500 Hz, modalità questa che permetterà di avvertire le giuste vibrazioni.

Un autentico percorso sensoriale nello spazio!

Approfondimenti: http://blindsight.eu/news/sensory-space-lo-spazio-accessibile/.

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Superando.it del 09-06-2012

Paralimpiadi di Londra: verso un tutto esaurito storico

(di Claudio Arrigoni*)

Sessantaquattro anni dopo quelle prime competizioni sportive paralimpiche che vedevano sedici persone paraplegiche sfidarsi nel tiro con l'arco, all'interno di un ospedale, si va verso i quattordicesimi Giochi Paralimpici di Londra (29 agosto-9 settembre), per i quali sono già stati venduti 1 milione e 600.000 biglietti. Che cosa è cambiato in pochi decenni? «Lo sport - scrive Claudio Arrigoni - è un grande grimaldello: ha saputo aprire le porte giuste? Viene da chiederselo, per non cadere nei disvalori che ci giungono da un modello di sport sbagliato e negativo, fra scommesse, doping, farmaci, violenza e agonismo esasperato». E conclude: «Quegli impianti pieni alla Paralimpiade londinese danno speranza: chi sarà in quegli stadi, chi le guarderà in TV (RAI e Sky per l'Italia) sarà fra coloro che apriranno la strada verso un futuro migliore»

Immaginate un palazzo dello sport con quattromila persone che sono lì a tifare per le due squadre che si incontrano. Immaginate che prima della partita ci sia un po' di normale tensione ed eccitazione. Immaginate che inizi la gara. E cali il silenzio. Assoluto. Irreale. Solo per chi non conosce.

È quello che accadrà in alcuni eventi alla Paralimpiade di Londra, ove per la prima volta - se le previsioni saranno confermate - tutti i biglietti andranno esauriti. Nessun posto libero. Nemmeno alle gare di goalball, sport tipico degli atleti non vedenti, dove l'obbligo per il pubblico è quello di stare in completo silenzio. Ci si può chiedere: ma come è possibile? Ma è divertente? Sì! Moltissimo.

La palla è sonorizzata, i giocatori bendati per mettere tutti nelle stesse condizioni, il senso più importante è l'udito. Per chi è abituato al nostro calcio, agli ultras urlanti, ai cori e al rumore, è come farsi un bagno purificante.

Sarà esaurito anche l'Excel, il grande impianto che all'interno ha cinque arene, dove ad esempio si giocherà a boccia, con magnifici atleti che, impossibilitati a muovere il corpo fuorché la testa, proprio con quella danno la spinta alla necessaria alla boccia, dopo minuti di concentrazione e preparazione.

Chi pensa che sport così non possano essere interessanti viene smentito dalle notizie che arrivano da Londra, dove dal 29 agosto al 9 settembre si svolgeranno appunto i quattordicesimi Giochi Paralimpici: tutto esaurito. Una gran bella boccata d'ossigeno per lo sport. Era successo in altre edizioni dei Giochi Paralimpici: a Pechino nel 2008, ad esempio, i biglietti staccati furono un numero impressionante, 3,6 milioni, ma quasi la metà furono distribuiti a scuole e associazioni, con 1,82 milioni venduti a prezzi fra 30 e 80 yen (tra 4,5 e 12 euro). Qui è diverso. Perché i biglietti sono tutti a pagamento, nessun omaggio, con prezzi oscillanti fra le 45 (il costo maggiore) e le 20 (quasi il 75% dei biglietti) sterline. Sono stati già venduti quasi 1 milione e mezzo di biglietti sui 2,2 milioni disponibili e le previsioni sono di un tutto esaurito storico.

Sono numeri che fanno pensare al 1948 e alla prima competizione sportiva paralimpica: sedici persone paraplegiche a sfidarsi nel tiro con l'arco nel cortile di un ospedale.

Sono passati sessantaquattro anni e ci saranno stadi e arene piene di migliaia di persone (e diritti TV venduti in cinque continenti). Con spettatori paganti.

Che cosa è cambiato in così pochi anni? Lo sport è un grande grimaldello: ha saputo aprire le porte giuste? Viene da chiederselo, per non cadere nei disvalori che ci giungono da un modello di sport sbagliato e negativo, fra scommesse, doping, farmaci, violenza e agonismo esasperato.

Quegli impianti pieni alla Paralimpiade londinese danno speranza: chi sarà in quegli stadi, chi le guarderà in TV (RAI e Sky per l'Italia) sarà fra coloro che apriranno la strada verso un futuro migliore.

*Testo già apparso (con il titolo Paralimpiade, verso il "tutto esaurito". Anche se si fa il tifo in silenzio) in InVisibili, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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La Repubblica del 26-06-2012

Simon, il tedoforo cieco che corre grazie alle app

Oggi la fiaccola olimpica passa nelle mani del trentenne inglese Wheatcroft Non vedente da 12 anni, con l'aiuto dello smartphone è diventato maratoneta

Aveva ragione il Piccolo Principe quando, nel capolavoro di Antoine de Saint Exupery, sostiene: "Non si vede bene che con il cuore" perché "l'essenziale è invisibile agli occhi". Gli occhi di Simon Wheatcroft hanno smesso di funzionare dodici anni fa. Ma l'essenziale questo ragazzo inglese deve vederlo benissimo: con il cuore e con l'aiuto del suo telefonino.

Infatti oggi, alle 12,57 in punto, Simon prenderà in mano la torcia olimpica dei Giochi che si aprono a Londra fra 31 giorni, accenderà il navigatore che collega il suo iPhone al sistema di satelliti che misurano la posizione geografica esatta e inizierà a correre. Perché Simon è un maratoneta, e perché la sua storia è una lezione per tutti noi. Questa breve corsa verso la vita e contro la rassegnazione accadrà a Armthorpe, un piccolo paesino di dodicimila abitanti, nello Yorkshire meridionale, non lontano da Sheffield. Un posto noto finora solo per aver dato i natali alla prima star del calcio britannico, Kevin Keegan. Simon è nato da queste parti, trent'anni fa. Ha una moglie e un figlio. E sta cercando di laurearsi in psicologia. Fino ai 18 anni vedeva bene, poi è stato colpito da una retinite pigmentosa. Il buio o quasi. Per un po' ha corso in cortile, ma non gli bastava. Fino a quando ha scoperto che poteva provare ad andare oltre: per strada. Gli sono servite due cose: tanto coraggio e uno smartphone.

Il coraggio lo spiega così: «Una delle grandi questioni che devi affrontare, se sei cieco e vuoi correre, è superare la paura di mettere il piede nel posto sbagliato o di sbattere su qualche oggetto. Io parto dall'idea che questo non accadrà e la cosa meravigliosa è che il 99,99999999 per cento delle volte ho ragione. Cosa succede quando ho torto? Si tratta di una percentuale talmente bassa che non ci penso». Tanta sicurezza gli viene anche dalla tecnologia: non una tecnologia complessa o costosa, ma quella che abbiamo nei nostri telefonini evoluti, gli

smartphone, appunto. Simon Wheatcroft usa un iPhone 4. Ecco come lo utilizza un non vedente: «Con VoiceOver mi faccio leggere le mail. Con RunKeeper una voce mi dice sempre quanto ho corso e dove mi trovo e così sono in grado di ricordare se in quel punto c'è un pericolo. E se ho un problema posso attivare il software di Siri, l'assistente personale vocale, e chiedergli di telefonare a mia moglie o leggermi i messaggi che ho ricevuto mentre mi allenavo».

Per i non vedenti sull'iPhone c'è anche una

app dedicata: si chiama Ariadne Gps e l'ha sviluppata

a Bologna un giovane ingegnere abruzzese, Luca Ciaffoni. Qualche giorno fa, alla conferenza degli sviluppatori di Apple a San Francisco, sul palco del Moscone Center dove per anni Steve Jobs ha incantato il mondo, il suo erede Tim Cook ha presentato la app di Ciaffoni con la mano sul cuore per far vedere quanto fosse emozionato, esprimendogli la gratitudine di tutti i non vedenti (la usano migliaia di persone e sul sito ufficiale di Ariadne Gps l'elenco dei ringraziamenti lasciati dagli utenti commuoverebbe chiunque).

Così un giorno di qualche anno fa Simon, armato del suo telefonino, ha lasciato il cortile e ha iniziato a correre in strada, per i campi. E ha corso così tanto, ma così tanto da diventare un vero maratoneta: anzi, un ultramaratoneta, uno di quelli che fa maratone da 100 e passa chilometri. «A me non interessavano le gare, volevo soltanto correre. Poi, un anno fa, sono arrivato al punto in cui le distanze che volevo percorrere non potevo più farle da solo, e così ho iniziato a gareggiare e adesso per me è davvero difficile smettere».

Il 30 giugno Simon Wheatcroft farà la South Downs Way, una corsa di 100 miglia con arrivo a Eastbourne, che fa parte del circuito delle Centurion Running. Ma intanto c'è questa torcia olimpica da portare. Un messaggio da dare al mondo. Il suo turno capita fra Simon Boguszewski, 37 anni - diventato famoso per aver corso una maratona con la figlia sulle spalle per raccogliere i soldi necessari a curarla da una malattia ai reni - e Christopher Ince, 26 anni - che insegna la scienza ai bambini usando gli abiti del Cirque du Soleil.

Simon Wheatcroft in questi giorni sul suo seguitissimo blog (www.andadapt.com)non ha mai parlato di questo appuntamento, impegnato com'era a raccontare i dodici giorni di allenamento per imparare a camminare con il suo cane Ascot (è stata dura, ha detto, soprattutto capire l'umore del cane e adeguarsi). A un giornalista indiano che lo ha intervistato ha detto soltanto: «Non mi aspettavo davvero di essere scelto, finito il mio percorso farò una piccola festa». Intanto su Internet una sua frase è già diventata un mantra: "«Non darti come obiettivo quello che gli altri pensano tu possa fare, ma quello che tu credi di poter fare».

di Riccardo Luna

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Redattore Sociale del 01-06-2012

"Sabrina non lo ha chiesto": un romanzo sui giovani e Internet

BOLOGNA. "Sabrina non lo ha chiesto": un romanzo di formazione sul difficile rapporto tra i giovani e Internet. È l'intento dell'autore Nelson Bova, giornalista da anni impegnato sui temi dell'informazione sociale attraverso reportage e documentari. Bova ha scritto e curato il libro (edito da Jar Edizioni) insieme a sua figlia Letizia, adolescente ipovedente che si avvicina per la prima volta alla scrittura narrativa. "La scrittura ha aiutato mia figlia a superare la consapevolezza della sua disabilità - racconta Bova - perché per un genitore ciò che conta è far crescere autostima nei figli nonostante le difficoltà e i problemi che un padre affronta quotidianamente". L'impegno di un padre che attraverso il suo lavoro vuole trasmettere un messaggio positivo sull'handicap visto come potenzialità e ricchezza da valorizzare, rendendo partecipe la figlia in un progetto comune: raccontare una storia romanzata e rivolgerla anche a ciechi, dislessici e a chi come sua figlia soffre di ipovisione. Non a caso il libro ha in allegato il cd audio, con la lettura e l'interpretazione dell'attrice Pina Irace ed è stato presentato per la prima volta all'Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna. Il ricavato della vendita del romanzo sarà destinato a "Il tesoro nascosto", associazione di genitori con figli disabili di cui il giornalista è presidente e alle altre associazioni che contribuiranno alla diffusione.

Redattore del Tg3 Emilia-Romagna, Bova si è sempre occupato di tematiche sociali quali la disabilità, la tutela dei minori e le problematiche delle persone senza fissa dimora e oggi collabora con diverse associazioni con cui promuove iniziative di sensibilizzazione su temi sociali. Dal 2001 al 2006 ha curato la rubrica settimanale "Abilhandicap" all'interno di Tg3 regionale prestando attenzione ai disabili e alla possibilità di far condurre loro una vita normale a patto che non sia la società a imporre delle barriere. "Sabrina non lo ha chiesto": il titolo del libro allude ai temi della libertà di pensiero oscurata da Internet e dalle nuove tecnologie. Sabrina rappresenta i giovani del futuro che non hanno chiesto di vivere in una società telematica; una ragazzina prototipo della nuova generazione contagiata dal sistema informatico e dai nuovi mezzi di comunicazione. Il romanzo vuol far riflettere sulla presunta democrazia della rete dando la parola ad alcuni personaggi del passato. Il libro è nato dalle favole che il giornalista raccontava alla piccola Letizia prima di coricarsi. "Creazioni fantastiche che registravo con un mp3 per poi riascoltarli con Letizia che si immedesimava nei personaggi fino a modificare l'evolversi delle storie - racconta Bova - Dopo qualche anno, cresciuta mia figlia, ho cercato un punto di incontro tra 2 generazioni, la mia e quella di Letizia. Così, partendo da questi racconti, abbiamo scritto insieme questo romanzo i cui personaggi sono fantastici e immersi in una realtà che ogni giorno racconto nel mio lavoro. Ciò che capita a loro nel libro, potrebbe accadere anche ai nostri ragazzi di domani". Sabrina avrà così il privilegio di vivere nel passato ma anche in un futuro verosimile. Quel futuro ereditato dai giovani e che, secondo Bova, "fa perdere la libertà di pensiero con le reti informatiche e le tecnologie presenti in ogni aspetto di vita".

Nel romanzo la protagonista si ritrova in un "curioso sogno", diverso dai soliti che fa ogni notte prima di addormentarsi. Un luogo senza senso dove incontra una comunità indiana insolita intenta a mangiare delle chiavette usb per fame. Sabrina si entusiasma fino a considerare folli e nevrotici questi strani esseri che movimentano i suoi sogni invitandola a mangiare foto di una bistecca e di vivere in Internet, un posto globale ante litteram. Ma Sabrina pian piano desidera ogni giorno fantasticare con Coscia Indolenzita, capo della tribù dei piedi grossi e la sua nuova amica Bianche Manine. Personaggi che vedono "arretrate" le persone che mangiano la frutta dagli alberi o mettono la carne in scatola ed esortano Sabrina a imparare da loro. La ragazzina così si confronta con questo vecchio mondo intriso di oggetti tecnologici e abitudini moderne fino a entrare in contatto con altre generazioni, quali gli antichi greci, Leonardo o Cristoforo Colombo per poi trovarsi con gli operai nelle proteste di piazza degli anni '70. "Sabrina non lo ha chiesto" è arricchito con le illustrazioni degli studenti della "School of Interactive Digital Media di Nanjang (Singapore) che, conclude Bova, "hanno reso i diversi passaggi del romanzo più efficaci con le loro indicazioni". Il libro è reperibile a Carpi alla libreria Fenice e alla Mondadori. È disponibile anche presso la casa editrice Jar Bologna e presso l'associazione "Il Tesoro Nascosto".

Francesca Della Spina

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La Nazione del 08-06-2012

A Greve "Pinocchio" è un mega-libro dei bambini. Scritto in Braille

GREVE IN CHIANTI. Una volta Collodi salì da Castello a Greve in Chianti e portò sul calesse un pezzo di legno. Incontrò un'insegnante di lingua e la sua classe di bambini e glielo consegnò. Loro lo intagliarono in Braille. L'inventore di Pinocchio rimase stupefatto nel vedere la sua creatura scritta con quei caratteri in rilievo, particolari, ma così il più grande romanzo per bambini dell'Ottocento poteva e può essere letto anche dai non vedenti. Pinocchio in Braille è stato presentato nei giorni scorsi dagli alunni della II A della scuola primaria Domenico Giuliotti di Greve ai loro genitori invitati a scuola per trascorrere Un momento insieme, la festa di fine anno scolastico. E lì hanno presentato un Mega-libro di Pinocchio, costruito nel secondo quadrimestre, «frutto di un lavoro di ascolto, comprensione, rielaborazione scritta e iconografica con collage in rilievo», spiega l'insegnante Eleonora Burgassi. E' un libro speciale perché le sue pagine sono scritte in corsivo e in Braille (nella classe c'è una bambina non vedente). Burgassi, docente di lingua, già all'inizio della prima, ha insegnato ai 18 bambini l'uso del carattere Braille, «per comunicare meglio e formare un'autentica integrazione di classe». Ogni bambino ha letto nel libro sia le parti in corsivo che quelle in braille, con molta naturalezza, in modo ormai spontaneo. E' il risultato di «una quotidiana collaborazione per far vivere meglio e in modo più naturale possibile una speciale disabilità».

Michele Brancale

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Il Giornale di Vicenza del 16-06-2012

Tragitti in braille. Navigatori ciechi "vincono" i rally

Gilberto Pozza, originario di Conco, svela il segreto «Il pilota si affida alla capacità di concentrazione del non vedente per centrare un buon risultato»

La strada scorre sotto le dita: curve, bivi e dossi sono sporgenze che si toccano con i polpastrelli. Un co-pilota cieco in un rally automobilistico è come una nave senza bussola: fin qui sembra arrivare il comune buonsenso. E se non fosse così? Benvenuti nel Progetto "M.i.t.e.", dove i limiti esistono per essere forzati e le cose si guardano da un altro sorprendente punto di vista, quello di chi ha imparato a fare i conti con il buio.

LA SCUDERIA. Una piccola scuderia di navigatori ipovedenti e non vedenti che ha collezionato vittorie su vittorie, sfidando i pregiudizi. A fondarla è Gilberto Pozza, 61 anni, originario di Conco.

Partito oltre quarant´anni fa da dall´Altopiano per cercar fortuna in Lombardia, Pozza ha tradotto la sua grande passione per i motori in un modello di integrazione che fonde sport e solidarietà e non ha eguali in Italia.

Consigliere delegato della sezione bresciana dell´Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, il vicentino ha dedicato parte della sua vita a rendere lo sport accessibile anche a chi, come lui, ha una menomazione fisica legata alla vista.

LA MALATTIA. Da Conco a Brescia a 18 anni, per motivi di lavoro. Poi la scoperta della malattia genetica, l´atrofia ottica, che in giovane età lo priva della piena funzionalità degli occhi, dopo cinquecento mila chilometri macinati in pochi anni come commesso viaggiatore. Da ipovedente comincia a riorganizzare la sua vita, trova un posto al tribunale di Brescia come centralinista e partecipa attivamente al lavoro del Consiglio provinciale dell´Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, facendosi promotore delle iniziative di carattere sportivo.

Sua l´idea, nel 2001, di dare alle persone ipovedenti e non vedenti l´opportunità di partecipare a competizioni automobilistiche nel ruolo di navigatori. Sua l´iniziativa, oltre dieci anni fa, di coinvolgere gli organizzatori di rally per proporre la presenza di qualche co-pilota non vedente.

«All´inizio non avendo la licenza, gli equipaggi "speciali" facevano da apripista - ricorda Pozza - poi fu grazie alla sensibilità dei responsabili della Csai (Commissione sportiva automobilistica italiana) che riuscimmo ad ottenere il via libera per gareggiare come tutti gli altri».

Da allora decine di presenze in rally internazionali, nazionali e gare di regolarità con 17 vittorie assolute.

Non in categorie speciali, ma in pista come tutti gli altri a mordere l´asfalto al pari dei "normali" equipaggi.

Prima un breve addestramento a cura di un altro vicentino, Sandro Martini, poi la consegna del roadbook (il libro con il percorso della gara) trascritto in braille per i ciechi o ingrandito per gli ipovedenti e la gara si carica delle stesse tensioni, emozioni, attese di chi può contare su tutti i sensi.

LE GARE. Acronimo della parola "insieme" in quattro lingue diverse (Miteinander, Insieme, Together, Ensemble), il M.i.t.e. ha gareggiato con diversi equipaggi conquistando numerosi piazzamenti e primi posti in prestigiose gare di regolarità, come la Coppa dei Fiori a Sanremo per due anni consecutivi, il Trofeo Aido a Gardone Val Trompia, il Circuito di Cremona, il Revival Lago di Garda, la 555 minuti di Bardolino, la ventesima edizione dell´Elba Graffiti e la 300 Miglia Gran Ducato.

Anche all´estero il gruppo è conosciuto per i suoi risultati: il Sachsen Classic vinto per due anni in Sassonia, il Silvretta austriaco e il Donau Classic in Germania.

La scuderia che ha sede a Brescia conta una quindicina di iscritti da tutta Italia, tra i 20 e i 45 anni.

Alcuni hanno perso la vista da poco, altri convivono con questa difficoltà da più tempo, a volte dalla nascita. «Ho sempre pensato che lo sport potesse essere una chiave di lettura interessante per il mondo della disabilità - racconta Pozza - cioè che potesse finalmente mostrare il disabile in modo diverso».

È stato così anche prima di M.i.t.e. con il gruppo sportivo Brixia con il quale Pozza ha portato alle Paralimpiadi di Atlanta ´96 un gruppo di atleti ipovedenti, tornati a casa con un bel numero di medaglie nella specialità del tandem.

«Poter gareggiare, in questo caso nelle competizioni automobilistiche - prosegue il fondatore e vicepresidente della scuderia - non è qualcosa che cambia la vita di un non vedente, ma di sicuro la migliora, almeno per qualche weekend».

FUORI DAGLI STEREOTIPI. Lo stereotipo del cieco limitato nei suoi movimenti ed escluso dal contesto sociale è superato. Qui, una volta indossati tuta ignifuga, cuffie e casco di protezione, se non fosse per quel road book tattile, non si noterebbero le differenze con gli altri navigatori.

E le donne non si tirano indietro: quattro le dame amiche dei motori che affiancano i piloti nelle gare.

Primato nel primato, inoltre, uno dei co-piloti della scuderia, partecipa anche a competizioni di velocità. Si tratta di Francesco Cozzula che ha conquistato la scorsa domenica il terzo posto al rally per auto storiche Tuscan Rewind.

Vittorie a parte, il rapporto che si instaura nell´abitacolo è davvero speciale sia durante sia dopo la gara, fa capire Pozza: «C´è una specie di complementarietà. Il pilota si affida alla capacità di concentrazione del non vedente per mettere a segno un buon risultato e questo agli occhi del guidatore per "vedere" il paesaggio oltre il parabrezza».

Ora in agenda per la scuderia c´è un appuntamento cui il vicepresidente tiene in modo particolare, perché ha a che fare con le sue origini: «A settembre, sull´Altopiano di Asiago, ci sarà una manifestazione dedicata ai fuoristrada 4x4 cui parteciperà anche il Gruppo sportivo non vedenti di Vicenza con cui ho sempre avuto ottimi rapporti.

Progetto M.i.t.e., per l´occasione, fornirà i roadbook in braille o ingranditi».

di Laura Pilastro

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Il Resto del Carlino del 03-06-2012

Censimento del cervo, sono aperte le iscrizioni Protagonisti anche diversamente abili e non vedenti

FORLI'. Anche i non vedenti e le persone con disabilità motorie potranno partecipare al censimento del cervo e provare l'emozione di ascoltarne il bramito. Le iscrizioni sono già aperte. L'appuntamento si terrà dal 20 al 23 settembre nel Parco nazionale delle Foreste casentinesi. E tra i circa 700 operatori l'ente parco metterà a disposizione alcuni posti per persone con disabilità motorie o non vedenti, oltre a organizzare un censimento parallelo' per i bambini, permettendo così la partecipazione anche a intere famiglie. Il programma sarà integrato da eventi formativi, culturali e socializzanti, così da costituire un'accattivante occasione per tutti. Un'esperienza diretta sul campo che richiede pazienza e capacità di stupirsi di fronte ai silenzi e alle ombre della notte. Silenzi rotti dal grido d'amore del re delle nostre foreste, il cervo che, con il lupo, è diventato l'animale simbolo dei territori montani dell'area toscoromagnola. Iscrizioni su http://cervo.parcoforestecasentinesi.it/.

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Redattore Sociale del 27-06-2012

Turismo per disabili visivi, "un riconoscimento per il diritto alla cultura"

Tommaso Daniele, presidente dell'Uic, ha presentato il progetto dell'associazione finanziato dal Dipartimento per la Gioventù della presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito dell'iniziativa "giovani protagonisti"

ROMA. E' stato presentato questa mattina a Roma, presso la sede dell'Uic, il progetto "Turismo culturale per disabili visivi", promosso dall'associazione e finanziato dal Dipartimento per la Gioventù della presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito dell'iniziativa "giovani protagonisti". Per il presidente Tommaso Daniele, "il diritto alla cultura, che i ciechi hanno sempre rivendicato, inizia finalmente ad essere riconosciuto come tale". 500 ciechi e ipovedenti, oltre ai loro accompagnatori e guide, saranno coinvolti nelle visite previste a musei e siti archeologici, grazie a questa iniziativa, che ha lo scopo di aprire ai disabili visivi l'accesso ad iniziative turistiche.

Altro obiettivo del progetto è sensibilizzare operatori del settore (responsabili delle strutture, addetti alla custodia e guide turistiche) alle problematiche dell'approccio dei disabili visivi con le varie forme di arte. "Non un museo per ciechi quindi, ma la possibilità di accedere ai musei di tutti, in ogni momento cui il cieco ne ha necessità o interesse", afferma Orlando Paladino, referente operativo del Progetto. Il progetto durerà 18 mesi e coinvolgerà 3 Regioni: Lazio, Campania e Toscana, per un costo complessivo è di 235.000 euro.

In particolare si prevedono per il Lazio: i Musei Capitolini, il Museo Barracco, il Museo degli Strumenti Musicali, i Mercati di Traiano, il Museo dei Fori Imperiali, il Museo d'Arte Contemporanea, il Museo d'Arte Moderna di Roma. Per la Toscana si indicano invece: il Museo Nazionale Alinari della fotografia, arricchito di immagini accessibili ai non vedenti, il Museo Paleontologico di Empoli, Palazzo Pitti, i Giardini di Boboli, il useo di Storia della Scienza, il Museo di Storia Naturale e del territorio di Calci, il Museo della Fondazione Horne. Per la Campania verranno visitati: il Museo degli Scavi di Pompei, il Palazzo Reale di Napoli, ed anche l'istituto per ciechi "Domenico Martuscelli" per la presenza di notevole quantità di materiale fruibile da parte di disabili visivi.

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Corriere delle Alpi del 20-06-2012

Mappe tridimensionali per tre monumenti

BELLUNO. Il Cilp ha reso la pittura accessibile a tutti grazie ai quadri da toccare, e ora vuole far vedere ai ciechi e agli ipovedenti con gli occhi delle dita tre edifici bellunesi che riuniscono cultura, spiritualità e architettura: palazzo Crepadona, il Duomo e la chiesa di Santo Stefano avranno mappe tridimensionali entro il 2012. Il settore dei bassorilievi tattili ideato dal centro di Feltre continua a crescere, portando avanti un percorso di conoscenza che vuole condurre il pubblico nell'esplorazione delle opere d'arte privilegiando l'uso delle mani. Alle tante proposte di mostre - se ne è da poco conclusa una a San Vito al Tagliamento - si aggiunge adesso un progetto innovativo in collaborazione con l'Uici e il Comune di Belluno, intitolato "Belluno per tutti". A palazzo Crepadona (punto focale per le attività culturali) e nelle chiese del Duomo e di Santo Stefano saranno posizionate le rispettive planimetrie in rilievo con la segnalazione delle principali opere d'arte presenti. L'obiettivo è riuscire, pezzo per pezzo, ad agevolare l'autonomia di movimento e di fruizione dell'arte da parte dei disabili visivi all'interno di ambienti che sono soliti frequentare, fornendo un supporto utile ad apprezzarne la bellezza e la complessità. A spiegare le intenzioni sono i portavoce del Centro del libro parlato di Feltre: «La ricchezza monumentale e artistica sparsa nell'intera provincia non potrà essere pienamente apprezzata da tutti finché non verrà messa a disposizione con gli strumenti giusti», dicono. «E la missione del "Chiaroscuro" è proprio aprire gli occhi a tutte le persone indistintamente». Nato da una concreta esigenza di coloro che hanno manifestato questa mancanza di supporti lungo le vie del capoluogo, il progetto è stato conformato alle effettive necessità quotidiane esistenti nella vita dei disabili visivi. Primo fra tutti è stato preso in considerazione palazzo Crepadona, strutturato su tre piani che saranno sicuramente più accessibili in virtù di altrettante mappe tridimensionali, consultabili da chiunque grazie alla presenza di una didascalia scritta sia in caratteri braille che in nero. La stessa idea è stata poi estesa a due fra le chiese più importanti del centro. Altro capitolo riguarda la mostra che si è conclusa con successo nella sede distaccata del Cilp di San Vito al Tagliamento. Tre sono state le iniziative: "Tocco quindi vedo" in collaborazione con la biblioteca Civica, inserito nell'ambito della sua attività di promozione del libro e della lettura e proposto alle classi quinte elementari; "Bassorilievi tattili" (con gli anziani del Centro disturbi cognitivi di San Giovanni di Casarsa e alcune persone con disturbi sensoriali e cognitivi); "Museo tattile in casa di riposo", nell'ambito dei programmi di miglioramento della qualità dell'assistenza e della vita delle persone anziane nelle case di riposo. In più, i quadri tattili sono stati presentati a Quero il 19 e 20 maggio durante il Concerto corale biennale. All'interno di una mostra erano esposte due opere in chiaroscuro, "La preghiera" di Felice Casorati e "Paesaggio" di Ubaldo Bartolini, in un percorso che univa natura e spiritualità tra musica e pittura.

di Raffaele Scottini

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La Sicilia del 30-06-2012

Visita in punta di dita alla basilica di S. Pietro

CATANIA. Nel giorno di San Pietro e Paolo è stata presentata l'ultima grande realizzazione della Stamperia Braille: un grande plastico architettonico della Basilica e della Piazza di San Pietro in Vaticano, capolavoro di 3 metri a cura di Laura Ferrara, destinato ad ampliare la collezione delle opere del Museo Tattile, nonché l'offerta culturale e di integrazione in favore dei non vedenti ed ipovedenti della provincia di Catania.

Il plastico, che comprende sia l'edificio della Basilica che la piazza con il celebre colonnato del Bernini, incrementa la collezione del museo che è stato arricchito anche per volere del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, presente stamane assieme al presidente della Stamperia, Giuseppe Castronovo, al direttore generale della stessa Pino Nobile, e al presidente provinciale dell'Unione Italiana Ciechi, Nino Gemmellaro.

«È ormai consolidata da anni la forte e sincera collaborazione tra l'Amministrazione provinciale e l'Unione italiana ciechi - ha affermato il presidente Castiglione-. Il Polo Tattile Multimediale di Catania, che la Provincia ha contribuito a realizzare, è la prima e unica struttura in Europa che riunisce in duemila metri quadrati una serie di ambienti e servizi pensati per i non vedenti e per favorire la loro integrazione, sociale e professionale. Si tratta di un centro all'avanguardia di cui andare orgogliosi - ha commentato Castiglione -, un fiore all'occhiello che è anche merito di una politica con uno spiccato senso del sociale, come è quella attuata dalla Provincia».

Nel corso dell'inaugurazione è stato presentato e consegnato anche il primo libro tattile-multimediale realizzato su misura per Clara Baccini, undicenne studentessa ipovedente dell'Istituto "Giovanni XXIII" di Catania. Il libro, frutto della pedagogista Milena Verdi e di un lavoro di equipe, si intitola "Teddy alla scoperta del Tempo" e aiuterà la ragazza nell'acquisire i concetti di spazio-tempo (giorno/notte, i momenti della giornata, l'orologio, ...) grazie alle numerose schede didattiche in Large Print corredate da elementi tattili in rilievo e alla audio guida che l'accompagnerà pagina per pagina nel processo di apprendimento.

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Redattore Sociale del 29-06-2012

Vietato non toccare, al Museo tattile di Ancona

ANCONA. Chi ha detto che l'unica forma di contatto con l'arte è quella visiva? Questo epocale stereotipo impone spesso di "vedere" tutto ma, al tempo stesso, di "ammirare" nulla. Si entra in un museo e quasi sempre ci si dimentica che l'essere umano è dotato di cinque sensi. Non solo: un antistorico cartello impone subito di pagare e di rinunciare a uno di essi, il tatto. "Vietato toccare" diventa così un monito e una filosofia di vita, frutto fors'anche di quell'approccio pedagogico generale che impone spesso ai più piccoli, dietro minacce più o meno reali, di "guardare e non toccare". Ma quali alternative si pongono a chi, d'altro canto, per "guardare" non è proprio (o più) attrezzato? Il Museo tattile statale "Omero" di Ancona sta lì anche per questo: per ricordare a non vedenti, ipovedenti e cittadini tutti che l'esperienza visivo-estetica è solo una delle forme di rapporto con l'arte, arte interiorizzata solo quando si riesce a coglierne i contenuti attraverso tutte le sue capacità espressive. Ecco allora che nel capoluogo marchigiano il cartello di cui sopra si trasforma nel motto "Vietato non toccare", una sorta di via libera che consente a chi non vede - semplicemente - di accedere all'esperienza artistico-culturale e a tutti gli altri di entrarvi in una maniera più completa, totalizzante. Una "scommessa", questa del Museo "da toccare", che viene raccontata nel numero 4 della rivista mensile "SuperAbile"

La prima domanda: perché no? "Eravamo a cena e analizzavamo delusi la realtà, fatta di scarse possibilità di accesso ai musei per chi come noi, non vedenti, voleva invece godere delle bellezze dei più grandi artisti - raccontano il direttore Aldo Grassini (succeduto da poco allo scomparso Roberto Farroni) e la moglie Daniela Bottegoni (Unione italiana ciechi), fondatori del Museo -. Del resto, abbiamo sempre viaggiato per il mondo e sono molti i Paesi in cui abbiamo avuto la possibilità di "vedere" l'arte toccandola. Ma tante volte abbiamo anche litigato! In quell'occasione, dopo un deludente viaggio in Germania, ci si siamo domandati se era possibile mettere in un luogo riproduzioni di opere in modo da poterle conoscere attraverso il tatto. E ci siamo detti: perché no?".

Da quel "perché no?" nasce il Museo tattile "Omero". "È il primo nome che ci è venuto in mente, omaggio all'artista cieco per antonomasia". Era il 1985: il seme era piantato. Dopo otto anni, trascorsi a coltivare sensibilità e a fronteggiare la burocrazia, il polo museale prende finalmente vita. Nel '93 l'inaugurazione, con 19 opere riprodotte e posizionate in tre aule di una scuola. La svolta nel 1999, quando la legge 452 riconosce il museo come "statale" e lo dota degli attuali 258mila euro (i vecchi 500 milioni di lire), sottolineandone la valenza unica a livello nazionale. A questi si aggiunge la dotazione del Comune di Ancona, che tuttora mette a disposizione sede e personale.

Oggi il Museo conta circa 350 opere tra riproduzioni e originali, "vive" in 700 metri quadrati e accoglie circa 16mila visitatori l'anno. Una crescita costante, che necessita di palcoscenici sempre più consoni: per questo "Omero" si accinge a trasferirsi nella storica struttura della Mole Vanvitelliana (un ex lazzaretto settecentesco), che sorge su un'isola artificiale pentagonale all'interno del porto della città. A disposizione, nella nuova sede, ben 3mila metri quadrati.

Arte: un bene di tutti. "In generale un museo ha in sé qualcosa di sacro, simile al tabernacolo con le ostie - spiega Grassini -. Da 19 anni a questa parte abbiamo cercato allora di far crescere una cultura nuova, fatta della conciliazione di due diritti: la salvaguardia dei beni culturali e il diritto di tutti a usufruirne. È vero infatti che i beni culturali sono un bene dell'umanità, ma di 'tutta' l'umanità, senza esclusioni".

La scommessa può dirsi vinta. "C'è un modo di fruire dell'arte, della bellezza, attraverso il tatto. E per chi vede, il tatto integra la vista. È un piacere estetico. Si entra in un'altra dimensione, che incrementa la conoscenza. Ma la dimensione tattile è una dimensione finanche affettiva! Pensi ai bambini: prima li guarda, poi sente la necessità di accarezzarli. La stessa cosa accade con l'arte. L'arte è suggestione, con buona pace dei filologi". E lo stesso divieto di toccare senso non avrebbe se non in relazione all'umana predisposizione a raggiungere con mano quanto si vede (o solamente percepisce). Tant'è che l'arte non si "ritrae", anzi... "Gli artisti sono molto disponibili - aggiunge Grassini -. Del resto, le stesse sculture sono il prodotto di mani abili".

Dall'antico al contemporaneo. Allora non resta che scoprire il museo. Il visitatore (per i vedenti c'è la possibilità anche di un percorso guidato da bendati) rimarrà di stucco di fronte alla copia perfetta della Nike di Samotracia, che apre la sezione della scultura antica e moderna, o della Venere di Milo. La parte espositiva è organizzata proprio in sezioni: al primo piano si trovano i modelli architettonici; nelle sale del secondo livello si sviluppa l'itinerario cronologico della scultura: dalle copie al vero, in gesso e vetroresina, dell'arte egizia e greca, fino alle opere originali di scultura contemporanea. Nel corridoio è disposta la sezione di archeologia e quella dedicata alla mimica del volto umano. Il tutto dotato, ovviamente, di supporti per ipovedenti e non vedenti.

Numerose e costanti le collaborazioni con i musei internazionali, a cui "Omero" è solito prestare opere. Importante anche il servizio di educazione artistica ed estetica per non vedenti e ipovedenti, e numerosi i laboratori didattici sulle tematiche dell'educazione sensoriale, della diversità, dell'arte contemporanea e dell'archeologia. Insomma, per secoli l'Iliade e l'Odissea omerici sono stati ritenuti fonte di ogni insegnamento. Un destino che sembra volersi perpetuare.

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Il Titolo del 08-06-2012

Torino destinazione accessibile per turisti con disabilità Piemonte

Portale accessibile, mappe tattili per i non vedenti, itinerari verificati per i disabili motori, video in L.I.S. e strumenti per un'accoglienza efficace. Questi sono alcuni dei servizi realizzati da turismo Torino e provincia per rendere torino turisticamente fruibile.

TORINO. Dopo un viaggio di oltre un mese nel Bel Paese, Fabrizio Marta alias Rotex-viaggiatore rotante e il suo compagno di viaggio, il fotografo Vito Raho, giungono a Torino, una delle destinazioni più accessibili. Partiti il 5 maggio da Domodossola, hanno percorso tutta l'Italia, da nord a sud, da est ad ovest, dalla provincia alle grandi città, dalle alpi al mediterraneo per scoprire e raccontare storie di disabilità e di diversità che vivono in perfetta "normalità", mossi da un semplice obiettivo: avvicinare e stimolare al viaggio chi ha problemi di disabilità per mostrare a tutti gli altri un diverso punto di vista, al fine di sensibilizzare l'abbattimento delle barriere architettoniche e culturali.

Come sottolinea Fabrizio Marta "Ho compreso che l'Italia è troppo diversa sia geograficamente che culturalmente per poter dare un giudizio complessivo, sicuramente l'Italia ma in particolare gli Italiani hanno già iniziato ad abbattere le loro barriere mentali sulla diversità. Non è più il tempo dell'abbattimento è arrivato il tempo della costruzione. Costruire servizi ed opportunità che debbano rispondere alle esigenze dell'individuo e non delle categorie. Non esiste e non esisterà mai un luogo totalmente accessibile se non abbiamo voglia di superare le nostre barriere personali, si può decidere di arrivare ovunque oppure si può decidere di non partire"

E Turismo Torino e Provincia, nel suo piccolo, ha deciso di "far partire" realizzando un insieme di prodotti e servizi per rendere Torino destinazione accessibile da parte di persone con disabilità grazie al finanziamento economico da parte della regione Piemonte con il progetto "Piemonte sei a casa" partendo da una semplice considerazione: le persone con disabilità si muovono esattamente come tutti i turisti, ossia seguendo le proprie aspirazioni, passioni, curiosità e interessi oltre che disponibilità economiche: l'esperienza turistica è infatti sempre la stessa, c'è una fase di preparazione e di visita.

E i potenziali turisti sono davvero molti: limitatamente all'Europa, circa 36 milioni, sono propensi a viaggiare ma solo 6 milioni lo fanno realmente.

In sostanza 30 milioni di persone con bisogni "speciali" possono essere interessate a viaggiare, ma per diverse ragioni vengono ancora escluse dai circuiti ufficiali del turismo. Se a questo si aggiunge il fatto che insieme a ogni persona disabile vi possono essere una o più persone si arriva alla cifra di 60/70 milioni di persone che potenzialmente possono diventare utenti di turismo in Europa. La popolazione con particolari esigenze di ospitalità disponibili a viaggiare può essere stimata in Italia in circa 6 milioni.

E' quindi fondamentale, per attrarre questo potenziale bacino di utenza, la certificazione di QUALITÀ DELL'INFORMAZIONE DATA e la QUALITÀ DELLA PREPARAZIONE DELLE PERSONE ALL'ACCOGLIENZA.

Nell'ambito della creazione di un sistema che permetta a qualunque potenziale turista di conoscere e informarsi su Torino e la sua provincia in maniera semplice e intuitiva, Turismo Torino e Provincia ha effettuato una serie di interventi sul portale www.turismotorino.org. Il sito nella sezione "target" ha uno spazio riservato al turismo accessibile per permettere una navigazione guidata con integrazione di contenuti testuali e multimediali creati ad hoc per la sezione.

La sezione è ricca di informazioni e link utili per il soggiorno a Torino e in provincia: cosa fare - oltre 70 i musei parzialmente o interamente accessibili - attività, attrazioni, itinerari sia in città che in provincia verificati per disabili motori scaricabili in pdf e strutture ricettive aderenti al progetto "Turismabile" della Regione Piemonte, realizzato dalla C.P.D. (Consulta per le Persone in Difficoltà) di Torino, che ne misura l'accessibilità oltre il rispetto della legge; la Consulta per le Persone in Difficoltà è una ONLUS che da anni lavora in modo attivo con l'obiettivo di rompere quelle barriere, fisiche e culturali, che dividono disabili da normodotati, perseguendo l'obiettivo di raggiungere quella integrazione capace di rendere uguali nella diversità. Questo è il primo step di un più ampio progetto che prevede la consultazione del sito anche in inglese e francese.

Dal punto di vista informatico le pagine informative del sito sono stato adeguate al livello di accessibilità raccomandato dagli organismi internazionali (il W3C) e dal Governo Italiano. Queste azioni, insieme ad altri interventi, hanno reso il sito più facilmente fruibile per tutti comprese le persone non vedenti. Le migliorie sono state frutto della fattiva collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Dal sito è possibile consultare e scaricare materiali turistici per non vedenti e percorsi accessibili per disabili motori oltre che visualizzare video sulle diverse opportunità di turismo accessibile.

Tra i percorsi per i non vedenti, gli utenti possono scaricare in pdf stampabile in tecnica stereocopy (nota come Minolta) 13 mappe tattili alla scoperta del centro storico e la mappa visivo-tattile del centro città consultabile presso gli Uffici del Turismo sempre con stampa in rilievo utilizzando la tecnica ad adduzione: in quadricomia per i disegni e i testi visivi; in rilievo trasparente per i disegni in rilievo e per i testi in braille.

E' in progetto la realizzazione di video in L.I.S. in italiano e in lingua dei segni internazionale e mp3 descrittivi dei principali punti della città scaricabili fotografando i tag. La tecnologia di barcoding è stata introdotta a livello turistico con il concetto di Smart City nel marzo 2010 con il primo progetto internazionale di mobile tagging applicato ad una città: a Torino. Il progetto è stato premiato con il primo premio nella categoria Interactive ai Digital Experience Award 2012. Attraverso i TAG, l'utente cittadino viene proiettato nel mondo dei contenuti informativi e digitali di Turismo Torino e Provincia.

Nell'ottica di offrire ulteriori servizi accessibili e fruibili, grazie all'idea e alla fornitura della tecnologia del partner mediaki.it, si sta sviluppando un progetto pilota presto disponibile sui due punti taggati di Piazza Castello e Museo del Cinema di Torino) che permetta, attraverso il semplice sfioramento del tag, di fruire dei contenuti audio in maniera semplificata, con device NFC (Near Field Communication).

Sul fronte dell'accoglienza con lo scopo di ospitare al meglio il turista con esigenze specifiche, Turismo Torino e Provincia è promotore di due iniziative: la prima, rivolta agli operatori turistici, ha visto la realizzazione del manuale "Accoglienza in tutto e per tutti" in collaborazione con l'ISITT-Istituto Italiano Turismo per Tutti; uno strumento di supporto agli operatori del comparto turistico con suggerimenti, riflessioni e consigli per migliorare l'ospitalità dei turisti con esigenze specifiche. Il cliente con disabilità non necessita di un trattamento specifico ma bensì di una maggiore attenzione alle eventuali esigenze, di una personalizzazione della fruizione dell'offerta.

La seconda iniziativa ha visto la formazione dello staff degli Uffici di Informazione Turistica di Torino con l'obiettivo di fornire gli elementi base per potersi relazionare in modo efficace professionale con turisti con esigenze specifiche e, nello specifico: comunicare e relazionarsi con il cliente con esigenze specifiche; conoscere le esigenze e le necessità specifiche delle diverse disabilità per poter proporre il prodotto e la soluzione più adatta ad ogni singolo turista; apprendere la terminologia corretta; conoscere gli strumenti e gli accorgimenti utili per una comunicazione efficace.

Ed infine, ma non per importanza, Turismo Torino e Provincia sta lavorando per creare uno strumento di valutazione dell'accessibilità di una destinazione, definendo dei parametri e criteri con le realtà maggiormente rappresentative tra quelle che operano nel campo del turismo per tutti.

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Focus

ISEE: verso il nuovo decreto

Si propone di seguito un ampio articolo tratto dalla testata telematica Handylex.org, nel quale viene illustrata dettagliatamente la bozza di decreto attuativo inerente i parametri ISEE in tutti i suoi molteplici aspetti.

La Legge 22 dicembre 2011, n. 214 (nota come manovra Salva-Italia) ha previsto, all'articolo 5, un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Questo decreto dovrà rivedere sia le modalità di determinazione che i campi di applicazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE). Il decreto doveva essere approvato, sentite anche le competenti Commissioni parlamentari, entro la fine di maggio del 2012, ma al momento è ancora in fase di elaborazione presso le sedi ministeriali.

Si tratta di un intervento che interessa milioni di famiglie italiane: l'ISEE è uno strumento per ponderare il reddito di un nucleo familiare. Considera, attualmente, tutti i redditi IRPEF dei componenti, il 20% del patrimonio della famiglia e sottopone la somma risultante ad una scala di equivalenza: quanto più numeroso è il nucleo, tanto più basso sarà l'ISEE.

È uno strumento che ha la sua logica, ma che viene usato attualmente solo per alcune prestazioni sociali agevolate, non per tutte. Per altre ci si riferisce al reddito IRPEF (ad esempio per le pensioni di invalidità); per altre ancora al reddito dell'interessato e del coniuge (assegno sociale).

La determinazione dell'ISEE è attualmente disciplinata dal Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (e successive modificazioni e regolamentazioni).

Intervenire sull'ISEE significa, innanzitutto, modificare i suoi tre elementi costitutivi e cioè:

a) l'indicatore della situazione reddituale (ISR);

b) l'indicatore della situazione patrimoniale (ISP);

c) le scale di equivalenza per la ponderazione della composizione del nucleo.

Inoltre significa ridefinire i campi di applicazione (a quali servizi prestazioni si applica) e decidere se, in taluni casi, anziché all'ISEE dell'intero nucleo ci si debba riferire alla sola situazione del singolo cittadino che richiedere prestazioni agevolate.

Tutto ciò dovrà essere rivisto e, rispetto alle nuove modalità di calcolo, l'articolo 5 citato fissa i seguenti principi ispiratori del successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri:

¦adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonchè dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico;

¦permettere una differenziazione dell'indicatore per le diverse tipologie di prestazioni.Rispetto invece ai campi di applicazione, il secondo periodo dell'articolo 5 rimanda al medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale che a decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.

¦migliorare la capacità selettiva dell'indicatore, valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale, sita sia in Italia sia all'estero, al netto del debito residuo per l'acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;

Le preoccupazioni

Le preoccupazioni maggiori, nate già all'indomani dell'approvazione della Legge 214/2011 e aumentate in questi mesi, si possono così sintetizzare:

¦per il calcolo del nuovo ISEE ci si riferisca anche a pensioni, indennità e assegni riservati agli invalidi civili, ciechi, sordi;

¦l'ISEE calcolato con le nuove modalità sia più svantaggioso per le famiglie italiane e, in particolare, per quelle in cui sia presente una persona con disabilità;

¦il nuovo limite ISEE si applichi anche alle provvidenze assistenziali riservate agli invalidi civili, ciechi, sordi compresa l'indennità di accompagnamento e l'indennità di comunicazione fino ad oggi erogate a prescindere da qualsiasi reddito.

Si tratta di preoccupazioni più che motivate, anche perchè non si può dimenticare che l'indicazione di rivedere l'ISEE è contenuta all'interno di una norma di rigido contenimento della spesa e a poco valgono le rassicurazioni circa gli intenti equitativi o di razionalizzazione.

Verso il nuovo decreto

Negli ultimi due mesi il Ministero del Lavoro ha elaborato diverse stesure del decreto di ridefinizione dell'ISEE e confrontandosi, oltre che con altri referenti istituzionali, anche con le organizzazioni sindacali, le associazioni delle persone con disabilità, le Regioni e i Comuni.

In questo momento si è giunti ad una bozza piuttosto definita, anche se passibile di ulteriori correzioni, prima di essere sottoposta all'esame (consultivo) del Parlamento.

Le analisi che seguono, si basano su tale bozza provvisoria che potrebbe, quindi, essere modificata nelle prossime settimane.

Si tratta di un testo molto tecnico, visto l'ambito trattato, del quali esponiamo i tratti salienti, sorvolando su altri.

L'indicatore della situazione reddituale (ISR)

Nella normativa finore vigente vengono computati i redditi (complessivi) ai fini Irpef e gli eventuali proventi agrari (da dichiarazione IRAP) di tutti i componenti del nucleo familiare.

La reale novità introdotta dall'articolo 5 è l'inclusione nell'ISR della percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale.

La bozza di decreto, conseguentemente, ampia l'elencazione di ciò che debba rientrare nella componente reddituale includendo, quindi, oltre al reddito complessivo ai fini IRPEF, anche:

¦il reddito figurativo delle attività mobiliari (es. titoli, azioni ...);

¦trattamenti a qualsiasi titolo percepiti da Amministrazioni pubbliche.

¦i redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta;

¦le rendite catastali dei beni immobiliari (es. abitazione);

Vista l'enorme rilevanza dell'ultima voce è opportuno indicare cosa questa possa includere stando alla bozza di decreto:

¦pensione sociale;

¦tutte le provvidenze economiche (pensioni, assegni, indennità) concesse agli invalidi civili, ciechi civili, sordi

¦assegno di maternità;

¦voucher o contributi per prestazioni sociali (quali, ad esempio, i contributi per la "vita indipendente");

¦assegni di cura;

¦indennità agli invalidi del lavoro;

¦contributi (nazionali o regionali) per l'abbattimento di barriere architettoniche o per l'acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati;

¦ogni altro contributo pubblico.

Tutte queste voci nella normativa ancora vigente non sono computate.

Franchigie e detrazioni

Dalla somma dei redditi e delle somme percepite, sono ammesse alcune franchigie:

¦per chi vive in affitto il valore del canone annuo previsto nel contratto di locazione per un ammontare massimo di euro 7.000;

¦per chi risiede in abitazione di proprietà, una franchigia pari a 5.000 euro, accresciuta di 500 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 7.000;

¦3500 euro di franchigia per ogni persona con disabilità media (più sotto ne specifichiamo il significato) presente nel nucleo;

¦5000 euro di franchigia per ogni persone disabilità grave o non autosufficiente presente nel nucleo.

Dalla somma dei redditi, inoltre, possono essere detratte alcune spese:

¦le spese sanitarie per disabili e le spese per l'acquisto di cani guida (detraibili in denuncia dei redditi), nonché le spese mediche e di assistenza specifica per i disabili (deducibili in denuncia dei redditi) fino ad un massimo di 6000 euro

¦le spese per collaboratori domestici e addetti all'assistenza personale (solo se regolarmente assunti direttamente) fino ad un massimo di 5000 euro; questa seconda detrazione viene ammessa solo per le persone non autosufficienti.

Riassumendo: nei nuclei familiari in cui è presente una persona con disabilità, si sommeranno oltre ai redditi, anche altre somme (es. indennità di accompagnamento o assegno di cura); si potranno detrarre alcune spese (sempre che siano dimostrabili) e vi sarà una franchigia differenziata.

Scompare dalle scale di equivalenza il parametro aggiuntivo dello 0.50, precedentemente riconosciuto per i nuclei in cui fosse presente una persona con disabilità con invalidità superiore al 66%.

Le disabilità

È indispensabile, a questo punto, spiegare cosa si intenda per disabilità media, disabilità grave, non autosufficienza, poiché le diverse condizioni comportano un diverso trattamento. Il Ministero, nel tentare di elaborare una non facile definizione, si è "scontrato" con il ben noto marasma degli inquadramenti vigenti delle diverse invalidità.

Disabilità media: minori invalidi titolari di indennità di frequenza, invalidi civili dal 67 al 99%; Sordi prelinguali; invalidi per servizio terza e seconda categoria; invalidi per lavoro 50-79%, invalidi INPS.

Disabilità grave: invalidi civili al 100%, Ciechi civili parziali, invalidi per lavoro 80-100%, invalidi per servizio prima categoria, inabili INPS.

Non autosufficienza: titolati di indennità di accompagnamento (ciechi e invalidi civili), invalidi sul lavoro con diritto all'assegno per l'assistenza personale e continuativa, inabili INPS con diritto all'assegno per l'assistenza personale e continuativa, invalidi per servizio con diritto all'assegno di superinvalidità.

La bozza di decreto non propone alcun riferimento alla certificazione di handicap (Legge 104/1992).

Per comprendere il reale impatto di questa formulazione dei nuovi criteri (che ci auguriamo possano essere profondamente rivisti), rimandiamo alle simulazioni in fondo all'articolo.

L'indicatore della situazione patrimoniale (ISP)

L'articolo 5 della Legge 214/2011 prevede che alla componente patrimoniale (mobiliare e immobiliare) sia attribuito un maggior peso nel calcolo dell'ISEE.

Nella bozza di decreto la definizione di patrimoni (mobiliari e immobiliari) è molto più precisa e circostanziata di quella vigente. L'obiettivo è di fare in modo che alcuni patrimoni (in particolare mobiliari) non sfuggano al calcolo dell'ISEE.

È inclusa nell'elenco dei fabbricati anche la casa di abitazione: i valori computati sono quelli adottati anche per l'IMU.

Dal valore di ciascun fabbricato, area o terreno, si detrae, l'ammontare dell'eventuale debito residuo derivante da un eventuale mutuo.

Per i nuclei familiari residenti in abitazione di proprietà, il valore della casa di abitazione, al netto del mutuo residuo, è considerato in proporzione pari a tre quarti.

Anche sul patrimonio mobiliare (azioni, titoli, partecipazioni azionarie, masse patrimoniali ecc.) è prevista una franchigia massima di 5.000 euro.

Il totale dell'indicatore della situazione patrimoniale (ISP) pesa al 20% nel calcolo finale del ISE. Viene cioè sommato all'Indicatore della Situazione Reddituale, prima di essere diviso per i parametri delle scale di equivalenza (composizione del nucleo) che definiscono l'ISEE.

Le scale di equivalenza

L'articolo 5 indica la volontà di intervenire sui "pesi dei carichi di famiglia" e cioè di favorire le famiglie numerose e quelle in cui sia presente una persona con disabilità. Riferendosi all'ISEE, questo significa anche una modificazione delle scale di equivalenza, cioè di quei parametri applicati a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (es.: tre componenti, 2,04; quattro componenti, 2,46; ecc.).

Attualmente la scala di equivalenza è la seguente.

Numero componenti - Parametro

1 - 1,00

2 - 1,57

3 - 2,04

4 - 2,46

5 - 2,85

Nella bozza di decreto in via di definizione la tabella rimane uguale, ma vengono modificati i parametri aggiuntivi e cioè:

¦incremento di 0,35 per ogni ulteriore componente;

¦maggiorazioni per nuclei familiari con figli minorenni:

a) 0,2 in caso di tre figli minorenni, 0,35 in caso di quattro figli minorenni, 0,5 in caso di almeno cinque figli minorenni;

b) 0,2 per nuclei familiari con figli minorenni, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l'unico presente abbiano svolto attività di lavoro e di impresa per almeno sei mesi nell'anno di riferimento dei redditi dichiarati.

Nella sostanza i parametri aggiuntivi favoriscono maggiormente quelle famiglie la cui numerosità sia dovuta alla presenza di bambini.

Scomparirebbe, invece, il parametro aggiuntivo dello 0,5 attualmente previsto "per ogni componente con handicap psico-fisico permanente di cui all'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o di invalidità superiore al 66%. "

Il motivo, teoricamente, è attribuibile alla contemporanea introduzione della franchigia di 3500 e 5000 euro rispettivamente per le "disabilità medie" e per le "disabilità gravi" o "non autosufficienze".

L'introduzione della franchigia al posto del parametro aggiuntivo dovrebbe avvantaggiare di più i redditi più bassi.

Come si applica l'ISEE?

Uno dei maggiori problemi applicativi attuali, che peraltro generano contenzioso, risiede nel fatto che le Regioni e i Comuni operano con notevole discrezionalità nel definire l'ISEE e, quindi, i relativi limiti e condizioni di compartecipazione alla spesa per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate.

Il tentativo è di fissare un criterio unico di calcolo e di applicazione validi su tutto il territorio nazionale: questo è chiaramente indicato nella bozza di decreto in via di elaborazione. L'applicazione dell'ISEE costituisce livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, lettera m), della Costituzione.

Tuttavia la bozza di decreto prevede comunque una "via di fuga" per le Regioni e i Comuni: quando "necessario" possono prevedere, accanto all'ISEE, criteri ulteriori di selezione volti ad identificare specifiche platee di beneficiari.

Questo potrebbe consentire di introdurre altri elementi "restrittivi" quando l'ISEE non consenta di ridurre i potenziali utenti "agevolati".

Il rischio è che l'attuale contenzioso si trasferisca dall'ISEE ai "criteri ulteriori" che gli enti possono adottare.

ISEE familiare o ISEE individuale

Un altro dei rilevanti motivi di contenzioso di questi anni in ambito di partecipazione alla spesa, è stato il condizionamento negativo all'opportunità di considerare il solo ISEE (o reddito) personale e non quello familiare per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate assicurate nell'àmbito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria, erogate a domicilio o in ambiente residenziale a ciclo diurno o continuativo, rivolte a persone con handicap permanente grave.

La bozza di decreto affronta anche questo aspetto: in alcuni specifici casi non si farà più riferimento alla composizione "classica" del nucleo familiare, ma ad una composizione più "vantaggiosa".

In quali casi? Per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria e cioè quelle assicurate nell'ambito di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con limitazioni dell'autonomia, ovvero interventi in favore di tali soggetti:

1. di sostegno e di aiuto domestico familiare finalizzati a favorire l'autonomia e la permanenza nel proprio domicilio;

2. di ospitalità alberghiera presso strutture residenziali e semiresidenziali, incluse le prestazioni strumentali ed accessorie alla loro fruizione, rivolte a persone non assistibili a domicilio;

3. atti a favorire l'inserimento sociale, inclusi gli interventi di natura economica o di buoni spendibili per l'acquisto di servizi.

In questi casi il nucleo familiare è composto, oltre che dal beneficiario (solo se maggiorenne) dal coniuge, dai figli minori di anni 18, nonché dai figli maggiorenni a carico. Se questi familiari non sono presenti nel nucleo, ovviamente non vengono computati, come non vengono computati altri familiari che non siano il coniuge o i figli.

Un esempio: persona paraplegica, coniugata, con due figli minori e la suocera convivente; il nucleo di riferimento esclude la suocera e vengono computate 4 persone (parametro 2,46 + eventuali maggiorazioni).

Un altro esempio: maggiorenne con autismo, convivente con madre e padre, e due fratelli; in questo caso sono esclusi dal computo sia i genitori che i fratelli e il nucleo di riferimento è di una persona, cioè il beneficiario stesso (parametro 1).

Nella sostanza non esiste più l'ISEE individuale come previsto dalla pur controversa normativa attuale.

L'ipotesi prospettata tende a favorire persone adulte con disabilità gravi che vivono in famiglia e che, verosimilmente, non sono in grado di costituire un proprio nucleo familiare. Sono al contrario svantaggiati le persone con disabilità che abbiano costituito una propria famiglia.

Va sottolineato, invece, che questa ipotesi "di favore" non riguarda i minori.

Su quali prestazioni si applica l'ISEE

Come già detto, l'articolo 5 della Legge 214/2012 prevede che il decreto individui le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale che a decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.

Nella bozza di decreto sono individuate le nuove soglie solo per due tipologie di assegni di sostegno al reddito. Le nuove soglie, che entreranno in vigore dal primo gennaio 2013 riguardano:

¦l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori (nuova soglia 8500 euro)

¦l'assegno di maternità di base che sarà concesso alle donne con ISEE inferiore a 16.500 euro.

Non sono fissate, al momento, soglie ISEE per l'indennità di accompagnamento (oggi non c'è limite reddituale), né per le altre prestazioni assistenziali concesse agli invalidi civili.

Come detto, il testo-bozza del decreto è ancora in fase di ridefinizione. È, quindi, possibile che nelle prossime settimane intervengano aggiustamenti o correzioni migliorative.

28 giugno 2012

Carlo Giacobini

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L'agenda: appuntamenti del mese di luglio

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Speciale

Estrazione lotteria di primavera

Il giorno 29 giugno 2012, alle ore 15,00, a Milano presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus in Via Mozart 16 - si è proceduto all'estrazione della "Lotteria di Primavera 2012", organizzata dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che ha dato i seguenti risultati:

PREMIO NUM. ESTRATTO

1 Autovettura Smart 16776

2 Televisore LCD 32 pollici 6029

3 Sony PlayStation Vita 22012

4 Pc portatile Netbook 11764

5 Lettore DVD + home cinema 1414

6 Console Nintendo Wii 17422

7 Telefono cellulare 25077

8 Telefono cellulare 21913

9 Fotocamera 16266

10 Fotocamera 18

11 Navigatore satellitare 321

12 Mountain Bike 22643

13 Forno a microonde 9322

14 Robot da cucina 3858

15 Macchina da caffè 9158

16 Karaoke 1450

17 Orologio GPS cardiofrequenzimetro 7593

18 Macchina fonduta di cioccolato 23775

19 Macchina del pane 14011

20 Cornice digitale 19656

21 Cornice digitale 8021

22 I-pod 16036

23 I-pod 2246

24 I-pod 23049

25 Yogurtiera 19903

26 Macchina pop-corn 24992

27 Massaggiatore per il collo 812

28 Macchina zucchero filato 17593

29 Set di padelle in ceramica 7172

30 Cofanetto regalo 15877

31 Lettore DVD 2623

32 Macchina crepes 19169

33 Macchina crepes 7663

34 Macchina per cialde 23589

35 Macchina per cialde 8052

36 Lettore mp3 25318

37 Lettore mp3 24919

38 Telefono cordless 17291

39 Set tazzine colorate 3635

40 Set tazzine colorate 20172

41 Set tazzine cuore 13965

42 Set tazzine cuore 6402

43 DVD film 24380

44 DVD film 8904

45 DVD cartoni animati 25193

46 DVD cartoni animati 13397

47 Pen-drive 8 giga 7281

48 Pen-drive 8 giga 6024

49 Pen-drive 4 giga 13014

50 Pen-drive 4 giga 20774

51 Confezione Vini 14293

52 Confezione Vini 3762

53 Confezione Vini 20888

54 Confezione Vini 6568

55 Confezione Vini 2207

56 Confezione Vini 19395

57 Confezione Vini 25109

58 Confezione Vini 2958

59 Confezione Vini 24472

60 Confezione Vini 14184

61 Confezione Vini 23788

62 Confezione Vini 24372

63 Confezione Vini 3968

64 Confezione Vini 2247

65 Confezione Vini 16700

66 Confezione Vini 7934

67 Confezione Vini 5266

68 Confezione Vini 18821

69 Confezione Vini 24790

70 Confezione Vini 7888

Si fa presente che i vincitori potranno ritirare i premi, previa consegna del biglietto estratto, a partire da venerdì 29 giugno ed entro e non oltre martedì 31 luglio 2012, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in via Mozart, 16 a Milano, nei seguenti giorni ed orari:

LUNEDI'- MARTEDI' - MERCOLEDI' - GIOVEDI'-VENERDI'

dalle ore 9:00 alle ore 12:30 - dalle ore 14:30 alle ore 17:00

Il Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Nicola Stilla, a nome dell'intero Consiglio Direttivo, ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell'iniziativa attraverso la vendita e l'acquisto dei biglietti.

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