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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Giugno 2012

SOMMARIO

FAND LOMBARDIA, RINNOVO DELLE CARICHE SOCIALI: NICOLA STILLA è IL NUOVO PRESIDENTE

Nel corso della riunione del 14 maggio u.s., a seguito di dimissioni, il Comitato Regionale di Coordinamento della Lombardia della F.A.N.D. ha nominato quale Presidente Nicola Stilla, già Presidente del Consiglio Regionale Lombardo della nostra Associazione.

L'Ufficio di Presidenza risulta essere composto come segue:

- Nicola Stilla (U.I.C.I.), Presidente

- Santo Meduri (U.N.M.S.), Vice Presidente Vicario

- Emanuele Zerbini (A.N.M.I.C.), Vice Presidente.

Alle riunioni dell'Ufficio di Presidenza partecipano quali componenti aggiunti:

- Marco Gallotti (E.N.S.)

- Walter Ferrari (A.N.M.I.L.).

Sempre nella stessa seduta, il Comitato ha deliberato di trasferire la propria Sede presso il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

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CONCORSO DI LETTURA "LOUIS BRAILLE"
Edizione 2012-2013

REGOLAMENTO

Articolo 1

La Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" ONLUS con sede in Monza promuove il concorso nazionale di lettura "Louis Braille" al fine di incoraggiare e potenziare l'apprendimento, la diffusione e l'utilizzazione del sistema di lettura e di scrittura braille.

Articolo 2

Il concorso si articola nelle seguenti categorie:

1. Scuola Primaria primo ciclo

2. Scuola Primaria secondo ciclo

3. Scuola Secondaria di I grado

4. Scuola Secondaria e II grado (biennio)

5. Scuola Secondaria di II grado (triennio)

6. Studenti universitari nonché maggiorenni non studenti.

I partecipanti dovranno dimostrare sicurezza e disinvoltura nella lettura di testi in scrittura braille di difficoltà commisurata alla categoria di appartenenza.

Articolo 3

Sono ammessi al concorso di lettura, per l'assegnazione dei rispettivi premi, gli alunni non vedenti frequentanti le classi ordinarie della Suola pubblica e privata nonché gli studenti universitari ed i maggiorenni non studenti.

Sono altresì ammessi gli alunni minorati della vista frequentanti le scuole speciali per i ciechi e corsi speciali di formazione professionale per i ciechi. I partecipanti dovranno certificare la loro condizione di cecità e l'iscrizione al corso di studi di appartenenza.

Sono esclusi dalla partecipazione i vincitori di una delle precedenti edizioni del concorso.

Articolo 4

Il concorso di lettura si svolgerà su tre livelli:

LIVELLO "A" Provinciale - La Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" invierà il bando del presente concorso a tutte le Sezioni Provinciali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che ne cureranno la diffusione sul territorio di competenza e forniranno la loro assistenza per la presentazione delle domande di iscrizione.

Presso ciascuna Sezione Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sarà opportunamente costituita una Commissione giudicatrice.

La Commissione procederà allo svolgimento delle prove differenziate per le sei categorie di partecipanti. I candidati che risulteranno primi nelle rispettive graduatorie di merito saranno ammessi al livello regionale. La prova dovrà accertare la capacità di lettura ad alta voce, la fluidità, l'espressività e la correttezza ella stessa su un testo di carattere non scolastico sconosciuto al lettore.

Limitatamente al primo ciclo della Scuola Primaria il testo potrà essere scritto a righe distanziate.

Le graduatorie provinciali dovranno essere espresse in trentesimi e le selezioni dovranno concludersi entro il 30.09.2012.

LIVELLO "B" Regionale - Presso ciascun Consiglio Regionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti verrà costituita una Commissione giudicatrice regionale con almeno un componente non vedente esperto in sistema braille.

La Commissione procederà allo svolgimento delle prove differenziate per le sei categorie di partecipanti. I candidati che risulteranno primi nelle rispettive graduatorie di merito saranno ammessi al livello nazionale.

Le graduatorie regionali dovranno essere espresse in trentesimi e le selezioni dovranno concludersi entro il 30.11.2012.

LIVELLO "C" Nazionale - La Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita" costituirà una Commissione giudicatrice nazionale che sarà così composta: dal Presidente della Biblioteca o da un suo delegato che la presiede, un docente non vedente, un componente della Commissione Nazionale Giovani dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e il Presidente del Club del Braille.

La Commissione, nello svolgimento delle prove concorsuali, seguirà i medesimi criteri indicati per le Commissioni provinciali e regionali. La Commissione, con proprio insindacabile giudizio, proclamerà un vincitore per ciascuna delle sei categorie di partecipanti. Qualora nella stessa categoria due o più candidati frequentanti la stessa classe o, per la categoria 6, appartenenti alla stessa fascia d'età, risultino vincitori con la medesima votazione il premio sarà equamente diviso tra gli stessi. In caso di mancata attribuzione dei premi in una o più categorie per mancanza di candidati o per insufficienza della votazione conseguita, ad insindacabile giudizio della Commissione, i premi non assegnati potranno essere resi disponibili per gli eventuali vincitori ex equo di altre categorie.

La fase nazionale si concluderà entro il 31 gennaio 2013.

Articolo 5

Le spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute dai partecipanti e preventivamente autorizzate, nonché gli oneri relativi al funzionamento delle Commissioni giudicatrici per i livelli "A" e "B" sono a totale carico rispettivamente delle Sezioni e dei Consigli Regionali dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti; per il livello "C" saranno a totale carico della Biblioteca Italiana per i Ciechi "Regina Margherita".

I vincitori delle due sezioni di Scuola Primaria riceveranno un bonus del valore di 500,00 (cinquecento/00) Euro da utilizzare per l'acquisto di materiali ed ausilii tiflologici.

I vincitori delle sezioni di Scuola Secondaria di I° grado e di Scuola Secondaria di II° grado (biennio) riceveranno un bonus del valore di 750,00 (settecentocinquanta/00) Euro da utilizzare per l'acquisto di materiali ed ausilii tiflologici.

I vincitori delle restanti due sezioni riceveranno un bonus del valore di 1.000,00 (mille/00) Euro da utilizzare per l'acquisto di materiali ed ausilii tiflologici.

Articolo 6

I giudizi e le valutazioni relativi ai singoli candidati, come qualsiasi altro elemento del concorso, correlato alle persone, sono soggetti al vincolo della riservatezza, in analogia a quanto previsto per gli esami di stato.

*** Per informazioni dettagliate concernenti le selezioni provinciali, si invitano gli interessati a contattare la propria Sezione UICI di appartenenza. *****

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Dal Consiglio Regionale Lombardo UICI

Sabato 16 giugno: seminario/tavola rotonda sul tema della previdenza

In data 21 maggio 2012, l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale Lombardo dell'U.I.C.I., su proposta del Referente regionale per il Lavoro Osvaldo Benzoni, ha deliberato l'organizzazione di un seminario/tavola rotonda sul tema "La previdenza in Italia", con particolare riferimento alle ricadute che possono interessare i lavoratori ipo e non vedenti dopo le recenti modifiche apportate dal governo.

All'incontro, che avrà luogo presso l'Istituto dei Ciechi di Milano sabato 16 giugno 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.00, saranno presenti, oltre ad Osvaldo Benzoni che coordinerà i lavori:

- il dott. Ilario Sabbatini, responsabile dell'Ufficio Formazione e Direttore delle ACLI di Bergamo,

- il dott. Alessandro Locati, in qualità di referente dell'Ufficio lavoro e previdenza della Presidenza Nazionale U.I.C.I.

L'iniziativa, rivolta a tutti i dirigenti, referenti e coordinatori delle strutture U.I.C.I. della Lombardia, si propone come momento di formazione e informazione utile per approfondire una materia particolarmente complessa che è bene conoscere per poter rispondere alle richieste che dovessero provenire dagli associati.

Considerata l'importanza dell'argomento, infatti, l'Ufficio di Presidenza ha ritenuto di allargare l'invito ai Soci interessati, dando loro l'occasione di avere a disposizione degli esperti in grado di chiarire ogni dubbio sulla materia.

I costi di partecipazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Gli interessati sono pregati di comunicare la propria adesione alle Sezioni di appartenenza, che dovranno farle pervenire al Consiglio Regionale entro il 14 giugno.

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Dalla Sezione di Brescia

Gita associativa per il mese di ottobre

Comunichiamo che il Consiglio sezionale, su proposta della referente del tempo libero Piera Loda, ha deliberato l'organizzazione di una gita associativa che si svolgerà dal 5 al 7 ottobre prossimo.

In sintesi, il programma è il seguente:

venerdì 05: in mattinata partenza con pullman Gran turismo per Urbino. Pranzo libero in autogril durante il tragitto.

Incontro con la guida nel primo pomeriggio e visita della città di Urbino, il cui centro storico è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco.

Al termine, proseguimento per Ancona, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

sabato 06: Ancona/Gradara/Cattolica

Prima colazione in hotel. Visita del museo Tattile Omero arricchito con nuove opere. Al termine partenza per la città medievale di Gradara. Sosta in ristorante per il pranzo durante il percorso. Arrivo nel primo pomeriggio e incontro con la guida.

Al termine proseguimento per Cattolica, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Domenica 07: Cattolica/San Marino/San Leo/Brescia

Prima colazione in hotel. Partenza per la visita guidata di San Marino.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per San Leo e visita guidata del piccolo paese medioevale di impronta seicentesca, e ben conservato.

Al termine, rientro a Brescia.

Quota di Partecipazione min 40 pax Adulti € 235,00

Quota di Partecipazione min 30 pax Adulti € 250,00

Supplemento singola € 46,00

La quota di partecipazione comprende:

Pranzi del sabato e della domenica, bevande incluse)

La quota di partecipazione non comprende:

l'assicurazione annullamento pari a circa il 4% della quota, le mance, gli extra di carattere personale, tassa di soggiorno di Ancona (il comune di AN ha istituito questa tassa, sono circa € 3,00 a notte a persona da versare direttamente in hotel, non è possibile includerla nella quota di partecipazione), pranzo del venerdì e tutto quanto non espressamente indicato alla voce 'la quota di partecipazione comprende'.

Le iscrizioni si ricevono in segreteria sezionale entro il 15 giugno, previo versamento di 100,00 euro come deposito caparra; la quota restante dovrà essere versata entro il 5 settembre.

Per ulteriori informazioni potrete contattare la responsabile sezionale Piera Loda:

ufficio 030-3725201 cellulare 347-2307258.

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Comunicazioni varie

DALL'ISTITUTO DEI CIECHI DI MILANO

L'Istituto dei Ciechi di Milano nell'ambito delle proprie attività e del Progetto "Lombardia Eccellente" comunica che sono aperte le iscrizioni ai corsi per disabili visivi - Anno scolastico 2012/2013 volti all'inserimento al lavoro e alla riqualificazione professionale:

Dettagliate informazioni sono disponibili sul sito www.istciechimilano.it o contattando il numero 02.77 22 62 40 rag. Paola Monti.

La richiesta di partecipazione è da inviare con i relativi documenti entro il 13 luglio 2012 a: Istituto dei Ciechi di Milano - Via Vivaio, 7 - 20122 Milano - Tramite e-mail: corsi.professionali@istciechimilano.it o fax 02.77 22 62 40.

DALL'I.RI.FO.R. CENTRALE

CORSO DI FORMAZIONE PER DOCENTI, EDUCATORI E GENITORI "ETÀ EVOLUTIVA, DISABILITÀ VISIVA E COMUNICAZIONE IN AMBIENTE SCOLASTICO: TECNICHE EFFICACI PER GESTIRE LE RELAZIONI CONFLITTUALI INSEGNANTI - ALLIEVI - FAMIGLIE"

Si comunica che l'I.Ri.Fo.R Centrale, Ente accreditato dal Ministero dell'Istruzione ai sensi del D.M. 177/2000, realizzerà una nuova edizione del Corso di formazione rivolto a docenti, educatori e genitori di ragazzi con disabilità visiva dal titolo "Età evolutiva, disabilità visiva e comunicazione in ambiente scolastico: tecniche efficaci per gestire le relazioni conflittuali insegnanti - allievi - famiglie".

L'iniziativa, rivolta ad un gruppo di massimo 25 partecipanti, avrà una durata complessiva di 16 ore e sarà condotta dalla psicologa/psicoterapeuta dell'Istituto, dott.ssa Maura Paladino.

Il Corso prevede il pagamento di una quota di iscrizione di € 50,00 e le eventuali spese di viaggio vitto e alloggio saranno a totale carico dei partecipanti.

Le attività didattiche si svolgeranno presso la sede formativa I.Ri.Fo.R. di Roma, nelle giornate del 2 e 3 Ottobre con orario 09.00 - 13.00 / 14.00 - 18.00.

Il file col testo integrale della circolare e la relativa iscrizione può essere scaricato all'indirizzo web www.irifor.eu/circolari.asp (circolare 21 del 2012).

DALLA SEZIONE DI BRESCIA

PERCORSI PLURISENSORIALI AL MUSEO DI SANTA GIULIA

Comunichiamo che "Il filo di Arianna" in collaborazione con la nostra Sezione, nell'ambito dell'iniziativa "Musei accessibili", ha creato dei percorsi specifici rivolti non solo a ciechi ed ipovedenti, ma anche a visitatori interessati a riscoprire l'opera d'arte attraverso esperienze percettive plurisensoriali.

I percorsi si rivolgono a ciechi ed ipovedenti ed accompagnatori in gruppi di massimo 10 persone, presso il Museo di Santa Giulia ogni prima domenica del mese dalle 15.00 alle 16.30.

Il servizio si svolge su prenotazione contattando il numero 030/2977833-834 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 16.00 o di domenica dalle 14.30 alle 17.30.

Il costo è di 3 euro a partecipante (sia per persona cieca o ipovedente che per eventuale accompagnatore).

Il primo incontro si terrà domenica 3 giugno p.v., mentre i successivi nelle seguenti date:

domenica 1 luglio

domenica 5 agosto

domenica 2 settembre

domenica 7 ottobre

domenica 4 novembre

domenica 2 dicembre.

DALLA SEZIONE DI COMO

Dal mese di maggio e per la durata di sei mesi, in via sperimentale ed in accordo con il Centro Internazionale del Libro Parlato ( CILP), offriamo ai soci la possibilità di poter ascoltare due riviste mensili:

1. "In Viaggio" letta dai nostri volontari lettori;

2. "Focus Scienze" letta dai volontari del CILP.

Nel mese di dicembre faremo una valutazione del risultato di questa esperienza.

le riviste saranno disponibili per ovvi motivi di tempo, dopo il giorno 20 di ogni mese.

Chi avesse il desiderio di ascoltare le riviste è invitato a contattare la Segreteria per sottoscrivere questo nuovo servizio gratuito con invio di CD o via posta elettronica.

Vi chiediamo anche una piccola collaborazione e cioè di segnalare eventuali errori presenti nelle letture, al fine di migliorarne la qualità.

L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sezioni di Lecco e di Como in collaborazione con il sommelier Fabrizio Angelonomi del Club Go Wine di Como organizzano per sabato 23 giugno 2012 una visita guidata in cantina per degustare le bollicine in Franciacorta presso l'Azienda LA FIORITA nel comune di Ome (Brescia). Partenza da Como alle ore 7.00 (luogo da individuare), passaggio da Lecco nel piazzale delle Meridiane alle ore 7,45, orario previsto di arrivo alla cantina ore 10. Pranzo alle ore 13 con il seguente menù: Risotto alle Bollicine Franciacorta e Tagliata con rucola e Bagoss, contorno di patate arrosto e polenta. Orario previsto per il rientro a Lecco ore 18, alle ore 18.45 circa a Como.

Costo euro 49,00 a persona per la partecipazione di 30 persone compreso trasporto, visita guidata in cantina e pranzo. Contattate la Segreteria UICI per le iscrizioni entro e non oltre sabato 9 giugno 2012.

DALLA SEZIONE DI MILANO

CAMPO SCUOLA GIOVANILE ORGANIZZATO DAL MAC

Il Movimento Apostolico Ciechi presenta un Campo Scuola giovanile che avrà luogo dal 21 al 28 luglio 2012 a Santa Sofia nella provincia di (Forlì-Cesena) intitolato "Esci dalla tua terra e va'..." - Dai recinti dell'IO ai territori del NOI. Quota pro capite euro 260,00 in pensione completa.

Note logistiche e dettagliate e informazioni possono richiedersi per e-mail a: info@movimentoapostolicociechi.it entro e non oltre il 25 giugno 2012. Scheda personale di iscrizione reperibile presso la segreteria di Presidenza UICI Milano sig.ra Tania Riili.

CONCORSO MUNOZ - LORENZANI

Il Movimento Apostolico Ciechi - Via Porta Angelica, 63 00193 Roma, ha indetto il Bando Munoz - Lorenzani per l'anno scolastico 2011/2012 a sostegno dello studio di studenti disabili visivi che hanno frequentato le scuole comuni di ogni ordine e grado, università compresa.

10 sono i premi da attribuire, che vanno da 200 a 450 euro, in rapporto al grado di scuola frequentata. I concorrenti dovranno far pervenire i documenti previsti entro e non oltre il 10 settembre 2012.

Informazioni più dettagliate al numero 06.686.19.77 e al sito: www.movimentoapostolicociechi.it.

DALLA SEZIONE DI VARESE

DIMOSTRAZIONE AUSILI PRESSO UICI VARESE - SABATO 16 GIUGNO 2012

Si comunica che sabato 16 giugno 2012, dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 13.30 alle ore 17.00, la ditta La Tela del Ragno effettuerà, presso i locali sezionali, una dimostrazione di ausili tiflo-informatici. In dettaglio, sarà possibile prendere diretta visione di:

Maestro Plus - macchina di lettura con comandi vocali

Braille edge - display braille con tastiera stile perkins e bluetooth

Touch me5 - display braille bluetooh

Aumax lcd - videoingranditore da tavolo

Snow zoomax - videoingranditore portatile

Aukey aumed - videoingranditore portatile

Olympus dm-5 - registratore digitale accessibile

Olympus dm-670 - registratore digitale accessibile

Olympus Ls3 - registratore musicale accessibile

Olympus Ls100 - registratore digitale multi-traccia

Infovox Acapela screen reader su chiavetta usb

Gli interessati possono fissare un appuntamento (fatto che garantisce una corsia preferenziale) contattando la segreteria sezionale negli orari di apertura, oppure presentarsi direttamente presso la sede il giorno 16.

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Famiglia Cristiana del 15-05-2012

Se i ragazzi disabili non possono studiare

In Lombardia per il 2012-2013 è a rischio il loro diritto fondamentale a costruirsi un futuro migliore. L'allarme della Ledha

L'appello è di quelli che fanno paura: come è possibile che nell'accogliente e sviluppata Lombardia, con tutte le parole che in modo più o meno retorico vengono spese sulla necessità di "inclusione" sociale delle persone con disabilità, proprio per queste sia a rischio nel prossimo anno scolastico il diritto allo studio? Accettare il "risparmio" come unica spiegazione non basta anche perché la lettera aperta di Fulvio Santagostini, presidente Ledha, è un macigno che ora pesa senza possibilità di nascondersi ulteriormente sulle teste dei rappresentanti istituzionali in Comune, Provincia e Regione. Noi lo abbiamo intervistato ma prima spieghiamo l'antefatto: tra Province e Comuni lombardi c'è da tempo in atto un conflitto di attribuzione delle competenze, altresì detto "scarica varile", sul servizio di assistenza educativa per gli studenti con disabilità che frequentano le scuole superiori. Già nel 2011-2012 non sono mancati i problemi poi risolti ad anno scolastico già avviato grazie all'assunzione di responsabilità dei Comuni stessi che però, per il 2012-2013, hanno già fatto sapere alle famiglie che non dispongono dei fondi necessari per assicurare il pieno godimento del diritto allo studio. Le famiglie dei ragazzi con disabilità si sono rivolte alla magistratura per avere giustizia e l'hanno ottenuta: il servizio legale della Ledha ha infatti ottenuto che venisse definitivamente assegnata la competenza in questione, e la decisione del Tribunale ha stabilito che toccasse alla Provincia che però continua a dichiararsi estranea al problema.

E dunque? «La sofferenza si avverte ovunque - dice Santagostini. I tagli alla scuola per quanto riguarda il sostegno e più in generale i tagli al sociale che negli ultimi quattro anni sono stati ridotti brutalmente del 90%: se viene meno l'assistenza, è difficile ipotizzare un percorso di inclusione sociale per i ragazzi con disabilità». Il messaggio arriva forte e chiaro, e il quadro, se possibile, è anche peggiore: «Uno degli aspetti più inquietanti di questa faccenda è il fatto che, oltre a non essersi compiuti passi avanti, c'è la possibilità concreta di fare diversi passi indietro tanto che si è ricominciato a parlare di classi differenziate e si stanno creando percorsi di formazione "alternativi" alla scuola tradizionale, pubblica o privata. In questo modo, una condizione di inclusione che costituiva un vanto per il nostro Paese, presa a modello da tante realtà straniere, potrebbe essere cancellata». Restando sul tema scuola, una delle emergenze principali è la disponibilità di un numero sufficiente di insegnanti di sostegno e la necessità che il progetto di inclusione non ricada esclusivamente su questi ultimi ma preveda il coinvolgimento di tutto lo staff di insegnanti: in caso contrario, si andrebbe incontro a sorte di "ghetti" all'interno della stessa classe. «Proporre programmi specifici ben integrati nel progetto didattico è possibile riducendo, per esempio, il numero degli studenti di ogni classe».

«Le risorse devono essere garantite dagli enti locali: in Lombardia, per quanto riguarda l'assistenza agli studenti disabili delle scuole elementari e medie, l'impegno è assunto, con sporadici casi di malfunzionamento, dai Comuni. Il problema grave esiste rispetto ai ragazzi che frequentano le superiori: il servizio di carattere integrativo non viene loro garantito o viene garantito in modo complicato a causa di un balletto di competenze tra Comuni e Province»: per Giovanni Merlo, direttore Ledha, nell'anno scolastico in corso il rischio è stato concretissimo perché per mesi abbiamo ricevuto segnalazioni quotidiane di disservizi, sul prossimo si sono addensate nubi nerissime sia dal punto di vista dell'assistenza in aula, sia della possibilità di raggiungere la scuola stessa. Il 2011-2012 alla fine è stato in qualche modo garantito grazie a un atto di responsabilità unilaterale dei Comuni che, pur considerandosi non competenti in materia, hanno "tirato" un altro anno. Il punto è che la magistratura ha già detta la sua investendo la Provincia che però non ha alcuna intenzione di assolvere il proprio dovere. Al di là delle competenze è però impensabile che venga negato il diritto allo studio ai ragazzi disabili che proprio in questi mesi stanno magari progettando il loro futuro. «Si tratta chiaramente di un problema economico, nato da quando i ragazzi disabili hanno iniziato a frequentare in modo massiccio le scuole superiori, e aggravato dal drastico taglio sociale dei fondi destinati agli enti locali: in Lombardia è una partita che vale circa 15 milioni di euro». Ancora Merlo: «Questi ragazzi, attraverso l'istruzione, si costruiscono un futuro anche lavorativo migliore perché la scuola offre loro gli strumenti per rendersi un giorno più competitivi». E poi c'è il discorso della socializzazione: togliere a questi adolescenti la possibilità di mettersi alla prova con i loro coetanei in un'età determinante per le persone che diventeranno è un vero delitto. La riduzione dei fondi destinati alla scuola pubblica ha costretto gli istituti ad aumentare il numero di studenti per classe: e in presenza di ragazzi con disabilità è impensabile che un insegnante, anche con tutta la buona volontà del mondo, possa mettere in pratica il benché minimo percorso individualizzato. «La scuola italiana - prosegue Merlo -, facendo una battuta che non è una battuta, nel mondo non è conosciuta per come siamo bravi a insegnare la matematica ma viene apprezzata e presa a modello per il modo in cui includiamo i ragazzi con disabilità: come operiamo noi non lo fa nessuno, anche in termini di risultati». Una battuta che pare una sentenza inapplicata.

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Redattore Sociale del 02-05-2012

Lombardia, a rischio il diritto allo studio dei disabili nelle scuole superiori

La denuncia della Ledha: gli studenti disabili rischiano di trovarsi senza il servizio di assistenza educativa, a causa del rimpallo di responsabilità tra comuni e province

MILANO. Nelle scuole superiori della Lombardia è a rischio il servizio di assistenza educativa: un servizio fondamentale, per gli studenti con disabilità, che dal prossimo anno potrebbero quindi vedersi negare il diritto allo studio assicurato fino a questo momento dall'assistenza specifica ricevuta. A denunciare la situazione è la Ledha, che tramite il presidente Fulvio Santagostini fa sapere che "già ora ci arrivano segnalazioni di diverse famiglie a cui i Comuni hanno preannunciato l'intenzione di non proseguire il servizio. D'altra parte le Province continuano ad affermare la loro non competenza a riguardo".

Il problema si è evidenziato infatti fin dall'inizio dell'anno scolastico come un "rimpallo di responsabilità" tra Comuni e province, che ha creato disagi e difficoltà ai ragazzi e alle loro famiglie. "La causa di questo problema è una differente interpretazione della norma nazionale che viene enfatizzata, a nostro avviso, per un semplice problema di risorse", sottolinea Fulvio Santagostini. Il servizio erogato dai Comuni, infatti, ha un costo complessivo di 15 milioni di euro".

Ledha ha scritto una lettera ai soggetti interessati e a Valentina Aprea, assessore all'Istruzione della Regione Lombardia, per chiedere che si trovi, entro la fine dell'anno scolastico una soluzione che consenta di guardare con tranquillità all'apertura delle scuole dopo la pausa estiva. E che possa vedere garantito senza ritardi e disagi, il pieno diritto allo studio per tutti i ragazzi con disabilità che frequentano le scuole superiori della nostra regione.

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Redattore Sociale del 15-05-2012

Sostegno, ministero "condannato" a garantire tutte le ore necessarie

MILANO. Le ore di sostegno sono un diritto e d'ora in poi il ministero dovrà adeguarsi alle esigenze dei ragazzi disabili. Senza opporre vincoli di bilancio. A stabilirlo è il tribunale di Monza, con una sentenza 'rivoluzionaria'. Non è una novità che i giudici condannino il taglio delle ore di sostegno, ma è il primo caso in cui un tribunale ordina al ministero non solo di ripristinare l'assistenza precedente, ma soprattutto di garantire tutte le ore di cui hanno bisogno gli alunni. Una valutazione che spetterà a ciascun istituto, caso per caso, a seconda del grado di disabilità. "Viene riconosciuto un bel principio" afferma Alberto Guariso, l'avvocato che, insieme al collega Livio Neri, ha assistito le nove famiglie residenti in provincia di Monza e Brianza che hanno fatto ricorso.

Alcuni genitori hanno segnalato tagli di 4 ore dell'assistenza che spettava ai figli disabili. Altri hanno segnalato che, nonostante i medici raccomandassero l'affiancamento costante degli insegnanti di sostegno, il ministero e le scuole non hanno mai provveduto. Da qui la denuncia per discriminazione nei confronti del ministero dell'Istruzione, dell'Ufficio scolastico regionale della Lombardia, di quello di Monza e Brianza, delle scuole dove studiano i ragazzi (istituti Pascoli, Marzabotto e Martiri della Libertà) e dell'Afol, l'agenzia di formazione orientamento lavoro del nord di Milano.

Nell'ordinanza del giudice Anna Ponsero del 9 maggio scorso si legge come la riduzione delle ore di sostegno sia avvenuto nonostante un aumento, che viene stimato dell'8%, degli alunni disabili. Il ministero si è difeso negando i tagli e ogni volontà di discriminazione. Inoltre ha affermato che "in ogni classe vi è sempre un insegnante che segue tutti gli alunni, che è in grado di prestare la necessaria attenzione anche a quelli disabili, pertanto mai esclusi dalle attività didattiche". Motivazioni che non hanno convinto il giudice. Ora ha tempo fino al 9 giugno per ascoltare le richieste delle scuole e garantire le ore di sostegno di cui hanno bisogno gli alunni disabili.

(Ludovica Scaletti)

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Bresciaoggi del 06-05-2012

Torbiere per non vedenti: la natura è senza barriere

ISEO. Le Torbiere di Iseo: nuovi percorsi per non vedenti e disabili motoriAnche i non vedenti e i disabili motori potranno fruire delle bellezze delle Torbiere.

Si sono infatti conclusi, dopo 8 mesi, i lavori di realizzazione del progetto del costo di circa 99 mila euro, finanziato dalla Regione e voluto dal Consorzio di tutela di questa zona umida di interesse europeo.

«Abbiamo messo a frutto - spiega Gianni Lecchi presidente del Consorzio - il progetto degli architetti del Politecnico di Milano, Marco Ceccherini e Elisabetta Bianchessi, che ne hanno curato la realizzazione con gli studenti del primo corso di architettura ambientale. La parte pratica l´ha invece svolta una ditta di Marone».

IL NUOVO ITINERARIO paesaggistico di circa 500 metri è percorribile sia dai disabili motori che da tutti i visitatori. Parte dal centro di accoglienza verso la prima vasca d´acqua nel settore nord-ovest, verso la torretta di avvistamento.

Qui sono state collocate le singole postazioni di osservazione con binocoli fissi, costituite da cornici lignee distanziate ritmicamente tra loro che permettono l´avvistamento degli uccelli e della vegetazione lagunare.

Le singole postazioni sono dissimulate con la presenza di cortine vegetali in canne palustri, presenti lungo le sponde e raddensate, precedute da giunchi di paludi e cannucce.

Per i non vedenti, invece, all´esterno del centro di accoglienza è stato creato un padiglione tattile, anch´esso aperto e trasparente, in costante dialogo con la natura.

Qui è prevista la possibilità di una sosta prolungata, sotto i sottili archi rettangolari in cui sarà possibile usufruire delle mappe tattili, dislocate a un´altezza ideale per non vedenti, ipovedenti e bambini.

Una bella notizia, non c´è che dire. Anche in momenti di crisi c´è chi lavora e investe in cultura e in socialità.

Il tutto sarà inaugurato venerdì 11 maggio dalle 15, al centro accoglienza della riserva naturale a Iseo.

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Giornale di Brescia del 17-05-2012

Nel caos del traffico camminando ... al buio

L'esperienza quotidiana di Piera e Luigi, due ciechi che

lavorano in centro. Il pericolo Lam, le auto sui marciapiedi

BRESCIA. Vedi Piera uscire decisa dalla Camera di Commercio, puntare verso il marciapiede di lato, trovare col bastoncino un varco fra le auto parcheggiate male, attraversare con sicurezza via Einaudi e pensi che, insomma, forse non è così difficile. Poi chiudi gli occhi e immagini di fare la stessa scena. Un brivido ti corre lungo la schiena. Meglio lasciar perdere: mancano i fondamentali e un po' di coraggio. Sì, perché se sei cieco ci vogliono pazienza, abilità acquisite e una buona dose di audacia per muoversi in città. Ci vuole, soprattutto, la determinazione di chi non intende rinunciare a vivere, ad avere un lavoro, relazioni normali. Serve la forza che anima Piera Loda, ad esempio.

L'appuntamento è alle 16.30 di un giorno normale all'angolo fra via Einaudi e via Vittorio Emanuele. «Viene anche un mio amico che lavora qui vicino e fa il mio stesso percorso» ci ha anticipato. Piera e Luigi Bertanza lavorano come centralinisti da molti anni. La prima alla Camera di Commercio, il secondo alla Banca Nazionale del Lavoro. Sono due non vedenti impegnati nell'Unione Italiana Ciechi, guidata da Sandra Inverardi. Piera è responsabile della commissione autonomia, Luigi è un componente. Conoscono bene i disagi di chi - cieco oppure ipovedente, malato o anziano che sia - deve muoversi nelle strade.

Dunque, partiamo con loro verso la stazione ferroviaria, nel percorso quotidiano per recarsi al lavoro, dentro il caos della città fatta per chi non è disabile. Subito il primo ostacolo: passare via Gramsci. Non c'è semaforo sonoro, come invece su via Vittorio Emanuele. Piera e Luigi ascoltano il rumore del traffico: quando si arresta, si passa. «Ci affidiamo tanto all'udito» spiegano. «Nei giorni di pioggia, però, diventa tutto più difficile». Via diritti per alcuni metri, stop di fronte all'ex ospedale dei bambini. «Dovremmo raggiungere il semaforo e le strisce là in fondo, ma questa parte della via è un percorso ad ostacoli» dice Piera. I marciapiedi sono irregolari e a saliscendi, un paio di auto e un furgoncino sono parcheggiati sopra... Attraversiamo qui. «Abbiamo chiesto al Comune di mettere le strisce pedonali a questa altezza, ma ci hanno risposto che non si può» commenta Piera. «Comunque è giusto dire che l'Unione ha sempre avuto udienza e collaborazione dalle Amministrazioni comunali di Brescia». Spesso le richieste sono semplici e non costose, accorgimenti sonori o tattili per rendere sicuri i percorsi. Contro la maleducazione, invece, non c'è nulla da fare: «Il nostro problema maggiore - afferma Luigi - sono i mezzi parcheggiati male, fuori posto. C'è un tizio, in via Solferino, sulla mia strada, che regolarmente lascia la moto sul marciapiedi...». Ma anche le soste col motore acceso, magari vicino a semafori o fermate degli autobus, non aiutano: «Ci impediscono di capire l'intensità del traffico o l'arrivo del mezzo pubblico».

Le Lam sono un ostacolo pericoloso. «Non vengono segnalate in alcun modo» dice Piera al semaforo di via XX Settembre. «Basterebbero dei rilievi bullonati sul marciapiedi». Sullo spazio ampio di via XX Settembre si cammina senza problemi. Fino ad arrivare nei pressi della stazione, dove aumentano difficoltà e confusione. I passanti aiutano, è vero, ma talvolta le indicazioni sono (involontariamente) comiche: «Occhio, attenti». Piera e Luigi ridono: «Come se noi potessimo intuire...». Ma apprezzano il gesto: «La gente di solito è cordiale». Questa, del resto, «non è una città impossibile per noi. Brescia Mobilità ha fatto tanto». C'è ancora molto da migliorare, però. Cosa? L'educazione, innanzitutto, ma anche piccole cose pratiche. Fate un esperimento: chiudete gli occhi e, acccompagnati, provate a girare in città...

Enrico Mirani

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LA SETTIMANA PER LA PREVENZIONE DEL GLAUCOMA DELLA SEZIONE UICI DI VARESE

Screening e informazione. Queste le parole d'ordine che hanno scandito la settimana per la prevenzione del glaucoma della Sezione UICI di Varese.

La nostra provincia ha una configurazione territoriale molto allungata, estendendosi dalla pianura (Busto Arsizio e Saronno) alla montagna (alto luinese e Valcuvia). Da anni quindi, dovendo realizzare nel modo più opportuno le settimane informative e di sensibilizzazione promosse dalla I.A.P.B. (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità), si è stabilito di coinvolgere volta a volta una zona specifica, così da dare la possibilità a tutta la popolazione di sentirsi partecipe dell'evento e di trarne profitto.

Negli anni scorsi erano state privilegiate le città di Varese e di Gallarate, mentre questa volta la scelta è caduta su Busto Arsizio, grazie all'adesione dell'Azienda Ospedaliera "Ospedale di Circolo" diretta dal prof. Armando Gozzini.

Venerdì 16 marzo, presso il laboratorio di oculistica dell'ospedale di Busto Arsizio, alle persone con più di 40 anni di età e con familiarità, è stata offerta la possibilità di effettuare uno screening volto a identificare eventuali problemi connessi alla patologia.

A Varese, grazie al camper messo a disposizione dalla I.A.P.B., era stata allestita un'unità mobile nella zona centrale, mentre a Gallarate e a Busto Arsizio si è adottata una soluzione che è sembrata più utile e fruttuosa, chiedendo ai reparti di oculistica, dopo una adeguata campagna di sensibilizzazione culminata in una affollata conferenza stampa, di effettuare visite gratuite presso i rispettivi ambulatori, evitando i rischi del cattivo tempo e una spesa notevole per l'occupazione del suolo pubblico comunale.

In tutti e tre i casi la risposta dei cittadini è stata più che positiva, e altrettanto dicasi dell'impegno dei medici.

Questo genere di prevenzione risulta sicuramente utile perché l'esperienza ci ha dimostrato in altre come in questa circostanza che un numero significativo di persone sottoposte a screening ha presentato una situazione di pericolo ed è stata quindi avviata a una serie di più approfonditi esami.

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Tratto da "I 4 sensi", rubrica edita dalla sezione uici di Varese

Il Palazzo Ducale di Genova ha riunito, dal 12 novembre 2011 al 15 aprile 2012 prorogata fino al 1 maggio 2012, una sequenza mozzafiato di capolavori dedicata al tema del viaggio. Viaggio come esplorazione geografica, viaggio negli spazi e nelle culture ma anche, e soprattutto, viaggio dentro di sé. Il nostro viaggio è iniziato sabato 17 marzo 2012 insieme ad un gruppo di colleghi di lavoro, con i quali abbiamo intrapreso il cammino,con un pullman, verso il Palazzo Ducale di Genova. Qui abbiamo incontrato la Guida Turistica, alla quale abbiamo fatto presente della nostra disabilità, e che ha dotato tutto il gruppo di audioguide tutte collegate a Lei che nell'incamminarci ed ammirare le opere parlava attraverso un microfono sintonizzato con le nostre audioguide in modo da non disturbare gli altri visitatori, e preoccupandosi, ad ogni quadro da ammirare che, noi della rubrica, avessimo una posizione favorevole di visione. Una volta pronti ed in sintonia con la voce appassionata e competente della Guida ci siamo incamminati verso la prima tappa del nostro viaggio d'arte ritrovandoci nella fedele ricostruzione della camera di Van Gogh ad Arles, in cui troviamo il dipinto delle sue scarpe. cui l'artista dedica un omaggio tenero e forte, simbolo quant'altri mai della terrena quotidianità del camminare. Le Scarpe assieme a due paesaggi di Morandi a Grizzana del 1943. Per dire come il viaggio parta dal luogo chiuso di una stanza e da lì si allarghi alle strade del mondo. Tutti i dieci disegni in esposizione, mai visti in Italia così come la quasi totalità dei dipinti, e che rappresentano un contributo straordinario del solo Van Gogh Museum, sono stati scelti da Goldin, con la collaborazione di Chris Stolwijk, capo delle collezioni del grande museo olandese, per la precisa relazione con i dipinti che sono presenti a Genova. Dunque, nessuna scelta dettata dalla casualità o anche solo dal desiderio di stupire. Lo stupore nasce invece dal preciso accordo tra contenuto e immagine. Abbiamo così continuato il nostro errare tra le stanze ovattate o ben temperate per evitare il deterioramento delle opere, ammirati ed emozionati. Le tappe successive rappresentano altri viaggi, in e da due continenti: America ed Europa. Quella americana è pittura che esprime l'esplorazione di territori sconosciuti, enunciazione di uno spazio che si identifica con una nazione nuova. Due pittori soltanto a rappresentare, nel XIX secolo, questo anelito, questo pathos, questa forza primordiale che autorizza il viaggio verso l'ignoto di un luogo che si desidera incontrare e quasi abbracciare. Se questo abbraccio non fosse quasi esagerato per la sua dimensione. Edwin Church, il pittore dell'Est, della valle del Hudson, della costa del Maine, e poi Albert Bierstadt, il pittore dell'Ovest, della scoperta di Yellowstone e di Yosemite.

E con un salto di qualche anno, il viaggio sulle rive dell'Oceano Atlantico, e precisamente a Prout's Neck lungo la stessa costa del Maine, di Winslow Homer. A cavallo dei due secoli, Homer conclude il suo viaggio nella solitudine di acque tempestose, nel buio di un gorgo che si specchia contro la nera nuvolaglia del cielo. Quella costa del Maine che anche uno straordinario pittore come Andrew Wyeth racconterà per tutta la seconda metà del XX secolo raccogliendo la tradizione figurativa oltre che di Homer anche di Edward Hopper, colui che ha saputo isolare il senso del viaggio nella provincia americana all'interno di una muta sillaba, di un impressionante silenzio. Che ha saputo altresì isolare il senso del viaggio interiore in alcune sue celeberrime figure pensose e mute.

Da certe anse di buio e notte di Hopper, la mostra riparte per indicare le superfici quasi monocrome di Mark Rothko, per uno dei viaggi nell'interiorità più straordinari che la storia della pittura ricordi. Viaggio che sente le profondità del territorio e delle acque e tutto trasforma in lividi accenni d'onda. Ma che vive anche nell'esaltante confronto, fianco a fianco sulla parete, tra i neri e le terre di Rothko stesso e le marine quasi identiche di Turner un secolo e mezzo prima. E poi mareggiate che Richard Diebenkorn rovescia nei suoi fulminanti Ocean Parks, guardando da una finestra alta sul Pacifico il trafficato scorrere dei fili dell'elettricità. E se qui si chiude la sezione americana, quella dedicata alla pittura europea parte dal viaggio della mente davanti all'infinito di Caspar David Friedrich, una piccola barca che va nella nebbia e si dirige. Mentre William Turner si confonde - materia nella materia, colore nel colore, cenere nella cenere, acqua nell'acqua, fuoco nel fuoco, pittura nella pittura - nel gorgo di un viaggio che sposa la potenza degli elementi.

Il viaggio di Paul Gauguin è agli antipodi, e il grande quadro lo rappresenta tutto, isolato nella penombra di una vasta salaeffettivamente sta al centro del percorso espositivo, nell'opera simbolo degli interrogativi di una vita d'artista, quel "Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?" che Gauguin volle come suo testamento nel 1897, avendo deciso di fuggire da ciò che ormai gli pareva insopportabile, ricorrendo all'arsenico, secondo un tentativo di suicidio che poi fallì. Quest'opera, maestosa e sublime, quattro metri di lunghezza per uno e mezzo di altezza, in Italia non si è mai vista, e in Europa una sola volta, a Parigi una decina di anni fa. Il Museum of Fine Arts di Boston, che l'ha eletta a suo simbolo e dove è custodita, fa un'autentica eccezione, concedendola solo per la quarta volta in un secolo. Prestito davvero epocale. Tanto per dire, è stata rifiutata anche alla più grande mostra mai realizzata su Gauguin e coprodotta dalla Tate di Londra e dalla National Gallery di Washington, dove si è conclusa nella scorsa primavera. Nella medesima stanza, eccezionalmente, è stata ricostruita la capanna di Gauguin stesso a Tahiti. Il viaggio che Goldin propone a Palazzo Ducale trova il centro ideale, così come Poi il viaggio di Claude Monet sarà nel recinto protetto del giardino di Giverny, nella fioritura delle ninfee come ghirlande. Il viaggio di Monet è dentro la luce che tocca l'occhio e rivela i colori, ne autorizza la dissolvenza. Poi ancora il viaggio mentale di Wassily Kandinsky, quel viaggio che ha a che fare quotidianamente con la visione accidentata, talvolta persino malata, che si costruisce nella forma che genera sogni e incanti, tremori e memorie. Viaggio che è cosa prettamente legata alla cultura europea della prima metà del XX secolo. E che a metà di quel secolo, in una sorta di epico, e anche tragico, parallelo con Rothko, vede sulla scena il percorso straziato di Nicolas de Staël. Ma nel mezzo, monumentale e tragico, accidentato e splendente, Van Gogh continua a giganteggiare, con i suoi campi di grano sorvolati dai corvi o con le fioriture gentili nei parchi. Van Gogh che è il cuore e l'anima di questa mostra straordinaria, che per questo ne allinea tanti e motivati dipinti. Di lui a Genova, grazie ai prestiti eccezionali del Van Gogh Museum di Amsterdam e del Kröller-Müller Museum di Otterlo, partner storici di Goldin, abbiamo trovato ben 40 opere (di cui 10 disegni), nessuna casuale, tutte "a tesi". A raccontare di una vita che è un viaggio nel colore e nell'abisso, verso la luce del Sud e nel buio del proprio male di vivere. Viaggio che conduce e viaggio che sigilla, testimoniato dal celeberrimo "Autoritratto al cavalletto" dipinto nel 1888, strepitoso prestito del Van Gogh Museum o nei voli neri sopra le messi gialle del "Campo di grano sotto un cielo nuvoloso" dipinto ad Auvers appena tre settimane prima della morte, opera questa che manca alla visione diretta del pubblico addirittura da quarant'anni. Poi il "Seminatore", in mostra nella sua versione più famosa e citata, dipinta ad Arles, simbolo di una speranza in future, migliori germinazioni. Anche noi stiamo facendo un viaggio verso la conoscenza, un'affermazione e grazie a queste iniziative, alla capacità di chiedere piccole attenzioni quali, avere la possibilità di essere il più possibile davanti alle opere in mostra o le dettagliate descrizioni delle guide turistiche, tale cammino ci è risultato meno faticoso, facendoci sentire parte attiva della società.

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Concorso nazionale di musica leggera o recitazione per non vedenti e ipovedenti

La Direzione Nazionale nella seduta del 19 Aprile 2012, con propria deliberazione, ha bandito un concorso nazionale allo scopo di promuovere e valorizzare la cultura, la creatività e le attitudini di ciechi ed ipovedenti in ambito musicale e della recitazione.

Le domande di partecipazione e gli annessi lavori dovranno pervenire a questa Sede centrale entro e non oltre il termine del 20 luglio pv..

Di seguito si allega il relativo bando.

Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti è possibile rivolgersi al sig. Giacomo Elmi, tel. 06-69988360, e-mail lp@uiciechi.it, o in alternativa al sig. Francesco Piscitiello tel. 06-69988351, e-mail stampasonora@uiciechi.it.

BANDO DI CONCORSO

1. - La Presidenza Nazionale dell'Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS bandisce un concorso nazionale allo scopo di promuovere e valorizzare la cultura e la creatività nell'ambito della recitazione e della musica leggera di ciechi ed ipovedenti.

2. - Il bando si rivolge a singoli e gruppi che si dedichino alla recitazione od alla musica leggera.

3. - Nel caso di gruppi musicali o dediti alla recitazione,, gli stessi dovranno prevedere al proprio interno la presenza almeno di un cieco od ipovedente.

4. - Quanti sono interessati a partecipare dovranno far pervenire entro e non oltre il 20 Luglio 2012, esclusivamente a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, i propri lavori.

5. - Gli stessi dovranno essere inviati in busta chiusa a concorso nazionale "all factors", c/o Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS Via Borgognona 38 - 00187 Roma.

6. - Ciascun partecipante o gruppo potrà concorrere con un brano musicale od un pezzo recitato inciso su cd; la durata dei brani recitati non dovrà superare i cinque minuti.

7. - Ciascun partecipante, singolo o gruppo dovrà far pervenire in busta chiusa quanto segue:

a. - lettera con la quale si richiede la partecipazione al concorso contenente: Nome, cognome, dati anagrafici, titolo e breve presentazione del lavoro con il quale si intende concorrere, recapito al quale si vogliono ricevere le comunicazioni relative al concorso, indirizzo e-mail, numero telefonico fisso e/o di cellulare. Nel caso di gruppi musicali o teatrali, occorrerà riportare i nominativi di tutti i componenti il gruppo, nonché i dati anagrafici; sarà inoltre, necessario specificare il nominativo od i nominativi dei soggetti non vedenti od ipovedenti appartenenti al gruppo, oltre al recapito ed indirizzo di un referente al quale inviare le comunicazioni;

b. - la busta dovrà, inoltre, contenere l'autorizzazione al trattamento dei dati personali, ai soli fini previsti dalla legge, per le pratiche di iscrizione al concorso. La dichiarazione dovrà essere firmata, in caso di gruppi musicali o teatrali, dal referente del gruppo;

c. - il cd contenente il pezzo musicale, la canzone, o l'interpretazione di un brano recitato questo ultimo della durata non superiore ai cinque minuti.

8. - Il materiale inviato non verrà restituito.

9. - La partecipazione è gratuita. Tra tutti i lavori la giuria ne individuerà un massimo di otto tra i pezzi musicali o canzoni ed altrettanti tra i brani recitati, che accederanno alla fase finale del concorso.

10. - Tra i sedici finalisti verranno proclamati tre vincitori. I premi consisteranno:

a. - per il primo classificato nella somma di 1.500 euro;

b. - per il secondo classificato nella somma di 1.000 euro;

c. - per il terzo classificato nella somma di 500 euro.

11. - La giuria effettuerà la selezione degli otto pezzi musicali o canzoni e degli otto brani recitati, nel corso di una o due trasmissioni online, (a seconda del numero dei lavori che perverranno. ).

12. - La giuria il cui giudizio è inappellabile ed insindacabile sarà composta da sei membri nominati dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, scelti anche tra personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.

La stessa sarà presieduta dal Presidente nazionale del sodalizio o da un suo delegato.

13. - La finale avrà anch'essa luogo nel corso di una trasmissione online.

In questo caso la giuria sarà affiancata da una giuria popolare composta da cinque iscritti all'associazione per ciascuna sezione che segnali la propria intenzione di essere parte della giuria popolare entro e non oltre il 31 Luglio 2012.

14. - Le giurie esprimeranno le proprie preferenze al termine delle esecuzioni di tutti gli artisti, secondo modalità che verranno comunicate con apposita circolare.

15. - Gli organizzatori si riservano la facoltà di trasmettere online o di inserire sul proprio sito internet la totalità o parte dei lavori ricevuti.

16. - Il Presidente nazionale proclamerà al termine della finale i tre vincitori.

17. - A tutti i partecipanti verrà inviata una copia dei cd contenenti le trasmissioni online che costituiscono le varie fasi del concorso.

18. - La partecipazione al concorso implica la totale ed incondizionata accettazione del presente regolamento.

Pensionistica - Decreto Mille proroghe - Congedo per genitori di disabili gravi - Misure agevolative

Si fa seguito alla circolare UIC n. 40 del 2012 in materia di riforma Monti dei trattamenti pensionistici, per informare che il Legislatore ha inteso riservare ad una ristretta platea di beneficiari la possibilità di accedere in maniera agevolativa al pensionamento anticipato, secondo i criteri precedenti rispetto a quelli nuovi decorrenti dal 1° gennaio 2012.

L'art. 24, comma 14, lett. e-bis del decreto Salva Italia (decreto-legge 6.12.2011, n. 201), così come modificato dall'art. 6, comma 2-septies, del decreto Mille proroghe (decreto-legge 29.12.2011, n. 216), prevede, infatti, che possono accedere al pensionamento i genitori che alla data del 31 ottobre 2011 risultano essere in congedo per assistere figli con disabilità grave ai sensi dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151/2001, i quali maturino, entro 24 mesi dalla data di inizio del predetto congedo, il requisito contributivo di quaranta anni, indipendentemente dall'età anagrafica (in tal senso gli interessati eluderebbero la linea di demarcazione tra chi alla data del 31.12.2011 ha maturato i requisiti per la pensione con la previgente normativa e chi, non avendo raggiunto i requisiti, è soggetto alle nuove regole).

La norma riguarda tutti i lavoratori sia del settore pubblico sia del privato che alla data del 31 ottobre 2011 erano in congedo straordinario per assistere figli con disabilità grave.

Va ribadito che la nuova disposizione è circoscritta ad una ristretta platea di beneficiari, ovvero i genitori di figli disabili gravi, dando risposta solamente a coloro che erano in congedo straordinario in quel preciso giorno. Non è stato previsto, ad esempio, alcun parametro che identifichi il carico assistenziale al quale siano sottoposti i genitori stessi. Restano fuori anche quelli che alla data del 31 ottobre 2011, usufruendo del congedo in modo frazionato, per puro caso erano al lavoro o fruivano di un giorno di permesso mensile in base alla legge n. 104/1992, ovvero infine anche quelli che alla data del 31 ottobre 2011 non avevano ancora fruito del congedo straordinario per poterlo utilizzare in momenti ancor più gravosi.

A nostro parere, in questa norma si identifica una seppur limitata risposta ad un bisogno sociale tanto sentito, soprattutto in considerazione del fatto che staziona da due anni nelle Commissioni del Senato, dopo aver avuto una gestione lunga e travagliata alla Camera per ragioni di spesa, una proposta di legge per il prepensionamento di quanti assistono familiari disabili gravi e gravissime, senza limitazioni a determinate categorie di beneficiari.

Si assicura che da sempre questa Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è dalla parte della protezione giuridica di tutte le persone più bisognose, nel senso più estensivo del concetto.

In ogni caso, a prescindere dalla modalità di accesso al pensionamento che si vorrà scegliere, si consiglia vivamente ai lavoratori che ne hanno raggiunto il diritto di richiedere al proprio ente previdenziale la certificazione del diritto a pensione (di cui all'art. 1, commi da 3 a 5, della legge 243/2004), con allegato il prospetto economico sull'importo di pensione, prima di presentare formalmente istanza di pensione.

Certezza che solo l'ente previdenziale (INPS o INPDAP), e non il datore di lavoro, può garantire, perché l'istituto dispone della reale situazione contributiva dei lavoratori interessati.

Sedicesima edizione del concorso alle borse di studio "Beretta-Pistoresi"

È indetto il concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", giunto, quest'anno, alla sedicesima edizione.

Il concorso è riservato, per il corrente anno, ai Soci della nostra Unione, che si sono diplomati o laureati durante l'anno solare 2011.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione è fissato al 31 luglio 2012.

Si riporta, in calce, il bando del concorso.

BANDO DI CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE DELLE BORSE DI STUDIO "BERETTA PISTORESI"

Art. 1. Natura del concorso

Nel rispetto della volontà delle donatrici, Lidia Teresa Beretta ed Elena Pistoresi, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti mette a concorso delle borse di studio annuali per i Soci che abbiano concluso con merito gli studi secondari superiori, gli studi musicali o gli studi universitari, nell'anno solare precedente quello di indizione della gara.

Art. 2. Requisiti di ammissione

Alla corrente edizione del concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", possono partecipare i Soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che, nell'anno solare 2011, hanno conseguito uno dei titoli di seguito elencati:

a) laurea magistrale o diploma di laurea conseguito secondo la normativa in vigore anteriormente alla riforma di cui al D.M. 509/1999

b) laurea

c) diploma di conservatorio musicale

d) diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 3. Borse di studio

Le borse sono costituite da sussidi tiflotecnici di valore pari a:

- 2.100,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di laurea magistrale o di laurea conseguita secondo la normativa in vigore anteriormente alla riforma di cui al D.M. 509/1999

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di laurea

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di diploma di conservatorio musicale

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

A richiesta dei vincitori, le borse possono essere erogate in denaro.

Art. 4. Presentazione delle domande di partecipazione

Le domande di partecipazione, redatte in carta libera e sottoscritte, devono pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, entro e non oltre le ore 12:00 di martedì, 31 luglio 2012, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma.

Nella domanda di partecipazione, i concorrenti devono indicare la categoria di concorso alla quale intendono partecipare e dichiarare, sotto la propria responsabilità, ai sensi dell'art. 46 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445:

- cognome e nome

- luogo e data di nascita

- residenza

- iscrizione all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con indicazione della Sezione Provinciale di appartenenza

- titolo di studio, con indicazione del voto di laurea o di diploma

- votazioni agli esami previsti dal piano di studi universitario, se in possesso di laurea magistrale, di diploma di laurea o di laurea

- votazioni agli esami intermedi, se in possesso di diploma di conservatorio

- votazioni al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

I concorrenti devono, altresì, indicare un recapito telefonico e/o e.mail e l'indirizzo al quale desiderano vengano inviate le comunicazioni relative al concorso.

La firma in calce alla domanda, da apporre in forma autografa, non è soggetta ad autenticazione.

Le domande pervenute oltre il termine o incomplete si intendono escluse dal concorso.

Art. 5. Commissione esaminatrice

La Commissione esaminatrice è costituita dal Presidente Nazionale dell'Unione, o da un suo delegato, e da due componenti, nominati dalla Direzione Nazionale della stessa Unione.

Sulla base dei voti riportati dai candidati alle prove di esame intermedie e finali, la Commissione forma quattro graduatorie di merito, una per ciascuna categoria di concorso, e designa, quale vincitore delle relative borse di studio, il primo classificato in ognuna di dette graduatorie.

Art. 6. Proclamazione dei vincitori

Con propria deliberazione, la Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti approva le graduatorie di merito e proclama vincitori delle borse di studio, messe a concorso con il presente bando, il primo classificato in ciascuna graduatoria.

Gli esiti del concorso sono comunicati ai concorrenti, a mezzo posta.

Gli stessi esiti sono, inoltre, resi pubblici, mediante la stampa periodica e il sito web dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la pagina 790 del Televideo Rai.

I vincitori delle borse di studio sono tenuti a comprovare la regolarità delle dichiarazioni rese nelle domande di partecipazione.

A tale scopo, essi devono far pervenire, mediante raccomandata postale o mediante posta elettronica certificata o con consegna a mano, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma,

entro 30 giorni dalla comunicazione dei risultati concorsuali, certificazione, originale o in copia autenticata, attestante:

- il titolo di studio

- il voto di laurea o di diploma

- le votazioni riportate alle prove di esame intermedie, se vincitori delle borse di studio riservate ai laureati di primo e secondo livello e ai diplomati presso i conservatori di musica; oppure, le votazioni riportate al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se vincitori della borsa di studio riservata ai diplomati presso istituti di istruzione secondaria superiore.

Il vincitore, che non produca la certificazione richiesta o le cui dichiarazioni risultino, in tutto o in parte, non veritiere, decade dal beneficio.

In tal caso, la Direzione Nazionale dell'Unione procede alla proclamazione di altro vincitore, secondo l'ordine della graduatoria di merito.

Art. 7. Responsabilità

La partecipazione al concorso implica l'accettazione senza riserve, da parte dei concorrenti, del presente bando.

Spetta esclusivamente alla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti il giudizio finale sui casi controversi e su quanto non espressamente previsto.

Art. 8. Trattamento dei dati personali

Tutte le informazioni raccolte nell'ambito del presente concorso saranno tutelate ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, "Codice in materia di protezione dei dati personali".

Organizzazione crociera - Le terre dei vichinghi 21-28 luglio 2012. Proroga termini di prenotazione - 15 giugno 2012

Come comunicato con circolare n. 81/2012 questa Unione ha promosso la crociera in oggetto indicata.

Costa Crociere ha comunicato di aver prolungato i termini di prenotazione per la partecipazione alla crociera, mantenendo, tra l'altro la riduzione di €. 100,00 a persona, su prenotazione di due adulti in cabina doppia, oltre che una agevolazione per coloro che vorranno stipulare una assicurazione, attraverso l'agenzia viaggi, individuale che copra anche l'annullamento.

Per ogni altro riferimento ci si potrà rivolgere alla Agenzia di Viaggio che cura la organizzazione e le prenotazioni: Agenzia Viaggi Lisippo di Raffaella Mozzanti - Via Indipendenza 6 - 61032 Fano - tel. 0721/805749 - fax 0721/825542 e mail: raffaella@viaggilisippo.it.

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di maggio

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Superando.it del 11-05-2012

Solo dieci domande semplici, semplici, caro Monti

(di Franco Bomprezzi*)

Dieci domande persino banali, per quei tre milioni di italiani con disabilità, più le loro famiglie, che vivono sempre più drammaticamente sulla loro pelle una serie di problemi. Anche perché, scrive Bomprezzi, «sinceramente, caro presidente del Consiglio, non l'ho mai sentita neppure lontanamente accennare al tema della disabilità e dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità in Italia. Capisco che non è un tema nelle sue corde, ma mi piacerebbe sapere che idea se n'è fatta, di questo mondo. Crede che i disabili italiani siano un peso, un fardello costoso, oppure una risorsa da valorizzare, un mondo da esplorare?»

Egregio presidente del Consiglio, più passa il tempo e più crescono i miei dubbi, che solo alcune risposte chiare e nette potrebbero fugare. Facciamo finta che sia un'intervista, tanto so già che non riceverò una risposta immediata, mi basterebbe, in fin dei conti, vedere che i fatti riescono a mettere in fuga le paure. E dunque, ecco le domande...

1. Come pensa che le famiglie delle persone con disabilità possano affrontare un eventuale ulteriore carico di spesa, in caso di riduzione delle agevolazioni sinora previste? Con quali risorse economiche?

2. Come mai ritiene sensato che ci sia un leggero beneficio nel pagamento dell'IMU [Imposta Municipale Unica, N.d.R.] solo per quelle famiglie in cui vivono persone non autosufficienti, ma più giovani di 26 anni? Lei ritiene che al compimento del ventiseiesimo anno, improvvisamente, la disabilità sparisca?

3. Perché nella riforma del lavoro non ha pensato di inserire in modo ragionato e nuovo l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità? Per caso pensa che sia tutto a posto? Ha una vaga idea di quante siano le persone disabili senza lavoro?

4. Non crede che sia il caso di interrompere il piano straordinario di controlli dell'INPS sulle certificazioni di invalidità che, dati alla mano, si è rivelato un clamoroso fiasco, con notevole spesa pubblica e percentuali altissime di ricorsi (vinti dalle persone disabili)?

5. Come pensa di controllare per davvero l'efficacia in Italia della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità? Con un Osservatorio senza poteri e che non si sa neppure quando e se viene convocato? A proposito: lei l'ha mai letta?

6. Come ritiene di valorizzare il percorso di istruzione delle persone con disabilità, premessa minima per costruire dei Cittadini alla pari, se nel frattempo la scuola riduce tempi e numeri del sostegno, e aumenta invece il numero degli alunni per classe, mentre diminuiscono i fondi per garantire i servizi di appoggio? Oppure anche lei ritiene che il modello italiano di integrazione scolastica sia superato, e si debba tornare alle "scuole speciali", magari camuffate dalle tecnologie?

7. Le faccio un piccolo test: lei, caro premier, ha una vaga idea di che cosa si intenda per "Vita Indipendente"? Domanda di riserva: le dice niente la Legge 162/98? E se le dico le sigle LEA o LIVEAS [rispettivamente Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria e Livelli Essenziali di Assistenza Sociale, N.d.R.], si accende qualche lampadina? Le lascio qualche giorno per consultarsi con i "tecnici".

8. Visto che sui numeri lei indubbiamente è forte, mi spiega in che modo i Comuni dovrebbero far fronte alle spese per i servizi destinati alle persone con disabilità, se nel frattempo i fondi stanziati dallo Stato, attraverso le Regioni, sono stati tagliati dell'85 per cento?

9. Non crede che l'ansia e l'angoscia di tante famiglie, che addirittura decidono di scendere in piazza, e di manifestare pubblicamente, siano un motivo sufficiente per ripensare, seriamente, alle misure di welfare che il suo Governo, peraltro sulla scia del precedente, sta prendendo? Che cosa dovrebbe succedere di peggio?

10. Sinceramente non l'ho mai sentita neppure lontanamente accennare al tema della disabilità e dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità in Italia. Capisco che non è un tema nelle sue corde, ma mi piacerebbe sapere che idea se n'è fatta, di questo mondo. Crede che i disabili italiani siano un peso, un fardello costoso, oppure una risorsa da valorizzare, un mondo da esplorare?

Caro Monti, non voglio metterla in difficoltà. Però ci pensi: sono domande semplici, persino banali per chi vive sulla propria pelle questi problemi. Stiamo parlando di tre milioni di italiani, più le famiglie. Come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi. Grazie per l'attenzione. Buon lavoro...

*Direttore responsabile di Superando.it. Il presente testo - qui ripreso con alcuni riadattamenti al contesto - è apparso anche in «FrancaMente», il blog senza barriere di Vita.blog, con il titolo Dieci domande a Monti.

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Superando.it del 24-05-2012

Tutto sui videoingranditori, in Italia e all'estero

Cosa sono esattamente i videoingranditori? Di quanti tipi ne esistono? Quanti e quali sono i modelli disponibili a livello internazionale? E in Italia quanti, quali e dove e possibile trovarli? Sono le domande a cui si propone di rispondere Videoingranditori.org, nuovo, interessante servizio internet, quanto mai ricco e aggiornato, accessibile a tutti e che promette di diventare sempre più interattivo. A realizzarlo e a gestirlo un piccolo gruppo di persone con disabilità visiva, con ampia esperienza in questi settori

Al di fuori del ristretto numero di persone curiose e informate, pochi sanno che quando si accentuano i problemi di vista e gli occhiali non sono più molto efficaci, la tecnologia mette a disposizione nuovi e sempre più sofisticati dispositivi in grado di supportare la funzione visiva in tutte le attività quotidiane: in casa, a scuola, al lavoro e nel tempo libero.

Stiamo in particolare parlando dei videoingranditori. Ma di che cosa si tratta esattamente? Di quanti tipi ne esistono? Quanti e quali sono i modelli disponibili a livello internazionale? E in Italia quanti, quali e dove e possibile trovarli?

Sono queste le principali domande a cui intende rispondere Videoingranditori.org, nuovo sito web che mette a portata di clic circa cinquecento modelli tra videoingranditori da tavolo, trasportabili, portatili, tascabili e ibridi, comprese le Apps, applicazioni che trasformano gli smartphone in lenti d'ingrandimento digitali.

La nuova realizzazione si propone come uno strumento informativo, di supporto e di documentazione per quanti possano avere bisogno di videoingranditori (ipovedenti, familiari, docenti, datori di lavoro, operatori socio-sanitari), uno spazio di condivisione e non commerciale.

L'avvio del sito ha richiesto tre mesi di intenso e complesso lavoro di ricerca di informazioni, sintesi e rielaborazione dei dati, ma il risultato è ora un ricco spazio web accessibile, che promette di diventare sempre più interattivo, dove trovare tutte le informazioni utili a scoprire e valutare le caratteristiche di ogni videoingranditore.

In particolare va detto che le schede degli apparecchi sono alla portata di tutti: non è richiesta infatti la qualifica di perito elettronico per cogliere le qualità dei dispositivi, né c'è la volonta di "abbagliare" gli utenti con le consuete ed enfatiche espressioni commerciali, come: «È il primo apparecchio al mondo che...», «È l'unico dispositivo in grado di...».

La prima sorpresa che desta meraviglia e che ha costretto più che a raddoppiare il lavoro è stato per altro il numero inatteso di videoingranditori in circolazione a livello internazionale, ciò che non sembra possibile, considerando i pochi modelli reperibili in Italia. Navigando del resto in Videoingranditori.org, si rileva quasi subito che solo circa il 20% dei videoingranditori disponibili a livello internazionale sono distribuiti in Italia e che i produttori nazionali di questi apparecchi sono più unici che rari e lavorano quasi artigianalmente.

Il complesso lavoro di reperimento delle informazioni ha evidenziato poi, fin da subito, la carenza di molti dati relativi a caratteristiche importanti a livello di utilizzatore finale: posizione e distanza della telecamera rispetto all'eventuale piano d'appoggio; dimensioni e peso; caratteristiche luminose dei monitor; difficoltà - talvolta - di capire le differenze tra le diverse versioni di un determinato modello. E ancora, si scoprono più apparecchi identici nella sostanza, ma differenti a livello di marchio.

Ma le risorse messe a disposizione dal nuovo sito non finiscono qui. Si trovano infatti anche video dei modelli più recenti, esperienze d'uso, un "mercatino", gli spazi Come scegliere un videoingranditore e Il videoingranditore che vorrei, ulteriore documentazione e approfondimenti e "l'angolo delle memorie".

(di Franco Frascolla*)

*Coordinatore di Videoingranditori.org, ha ideato e gestisce il nuovo servizio insieme a un piccolo gruppo di persone con disabilità visiva, tra cui Corrado Siri e Massimiliano Martines. Frascolla è già stato ideatore e coordinatore, fino al 2010, del Servizio Tommaso! dell'ANS (Associazione Nazionale Subvedenti), oltre ad aver fondato e moderato la mailing-list Ipovisione. Siri è consulente e coordinatore della Commissione Ipovisione dell'UICI Liguria (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Martines è membro della Commissione OSI (Osservatorio Siti Internet) dell'UICI, oltreché componente del gruppo Progetto Firma Digitale dell'IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) e redattore della testata «Uiciechi.it».

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Il Corriere della Sera del 31-05-2012

Con robot e smartphone un aiuto a chi non vede

Tre sistemi innovativi potranno aiutare chi è cieco a orientarsi in modo autonomo nello spazio

MILANO. I robot, a pensarci bene, sono «ciechi»: non hanno un cervello che analizza dati provenienti da una retina, ma complessi sistemi elettronici che consentono agli strumenti robotici di «sapere» dove si trovano nello spazio e in alcuni casi muovercisi attraverso. Perché allora non utilizzare questi stessi sistemi computerizzati per aiutare chi ha perso la vista a orientarsi in maniera autonoma nell'ambiente circostante? Lo hanno pensato alcuni ricercatori francesi e statunitensi che di recente hanno presentato diverse novità, sfruttando tecnologie già esistenti e assemblandole in strumenti che presto potrebbero essere al servizio dei non vedenti.

SISTEMA 3D. Il primo prototipo, presentato da studiosi dell'Institute of Intelligent Systems and Robotics dell'università Marie Curie di Parigi a un convegno del Massachusetts Institute of Technology di Boston, consiste in occhiali equipaggiati di due telecamere e sensori simili a quelli usati per i robot: le telecamere ricostruiscono un'immagine tridimensionale, i sensori accelerometrici e giroscopici danno informazioni sulla velocità e la posizione di chi indossa l'occhiale. «Il processore interno allo strumento analizza i dati, ad esempio valutando ostacoli e distanze, e ricostruisce una mappa tridimensionale dei dintorni di chi porta gli occhiali, determinandone la posizione in relazione agli oggetti esterni - spiega Edwige Pissaloux, fra gli autori del prototipo -. Il sistema genera circa 10 mappe 3D al secondo e queste vengono trasmesse a uno strumento portatile che le trasforma in una mappa tattile dinamica attraverso il braille». Su questa specie di «tablet-braille» si trova una griglia quadrata dal lato di 8 centimetri con "taxels", ovvero pixel tattili, che si sollevano a indicare gli ostacoli nell'ambiente circostante. «La mappa braille viene aggiornata praticamente in tempo reale, tanto da consentire al non vedente di camminare da solo a una normale velocità», sottolinea Pissaloux. «Sistemi come questi, che derivano da applicazioni nate per i robot mobili, possono avere un'utilità per i non vedenti ma occorrerà sempre «tararli» per tenere conto delle esigenze specifiche dell'essere umano nelle diverse situazioni d'uso», ha aggiunto David Ross dell'Atlanta Vision Loss Center in Georgia.

SMARTPHONE. Il secondo prototipo, presentato invece alla International Conference on Robotics and Automation di St Paul in Minnesota, arriva dall'università di Reno in Nevada ed è un sistema «low-cost» che sfrutta gli smartphone, oggi dotati di accelerometro e bussola, e mappe bidimensionali di interni: per calibrare lo strumento alla lunghezza del passo del non vedente occorre che egli inizialmente usi il tatto per riconoscere porte, ascensori, corridoi e scale dell'ambiente dove si trova. Poi, sfruttando i dati sulla posizione forniti dal cellulare, il programma dà indicazioni vocali che aiutano il cieco a muoversi. Anche l'ultimo progetto, frutto del lavoro di studiosi del MIT, è abbastanza semplice: si chiama Eyering ed è un vero e proprio anello da indossare sull'indice, dotato di telecamera. Basta puntarlo su un oggetto di cui si vuole sapere qualcosa (il colore di un abito o il taglio di una banconota, ad esempio) e premere un pulsante perché lo strumento scatti una fotografia, poi trasmessa via wireless a uno smartphone; qui un programma analizza l'immagine e, chiedendo a voce l'informazione che serve sull'oggetto fotografato, si ottiene così la risposta vocale. Un modo semplice e, con le tecnologie attuali, relativamente a basso costo per aiutare chi non vede a essere sempre più indipendente.

di Elena Meli

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MilleCanali del 23-05-2012

La "Televisione accessibile"

Un incontro sul tema della "Televisione accessibile" in Italia ha visto protagonisti professionisti del settore, utenti, studiosi, rappresentanti delle Tv nazionali e altri ancora. È stato promosso da SUB-TI Access, con il supporto dell'Università di Macerata e della Fondazione Sistema Tos.

FIRENZE. Si è svolto il 10 maggio scorso a Firenze un incontro sul tema della 'Televisione accessibile' in Italia, che ha visto protagonisti professionisti del settore, utenti, studiosi, rappresentanti delle Tv nazionali e altri ancora.

Promosso da SUB-TI Access, con il supporto dell'Università di Macerata e della Fondazione Sistema Toscana, l'incontro ha riunito e posto a confronto aperto esponenti di associazioni di non vedenti e non udenti con professionisti e ricercatori, dando vita a un dibattito vivace e costruttivo, che si auspica possa costituire il primo di una lunga serie di incontri.

Si è parlato in particolare di tecniche e tecnologie per la realizzazione dei sottotitoli in diretta e dell'audiodescrizione, servizi destinati a un pubblico stimato oggi in Italia in circa 9 milioni di utenti, e non limitato alle sole persone diversamente abili. "Rendere un programma accessibile ha un costo minimo rispetto al costo medio di una produzione televisiva, tuttavia al momento solo la Rai in Italia offre questo servizio, che a fine anno raggiungerà il 70% dei programmi sottotitolati e produce circa un'ora di audio descrizione al giorno. Sono dati che colpiscono purtroppo negativamente, se confrontati con quelli di altri Paesi europei. La BBC, ad esempio - ha detto Federico Spoletti, amministratore di SUB-TI Access e organizzatore dell'evento - sottotitola il 100% dei programmi e ne audiodescrive circa il 20%. Ma è soprattutto nella Televisione commerciale che il confronto non regge: le Tv commerciali italiane sembrano non considerare l'accessibilità dei contenuti una priorità, mentre all'estero la percentuale dei loro programmi accessibili è comparabile a quella della Tv pubblica.

In Inghilterra, che è un Paese modello sotto questo punto di vista, i principali canali commerciali sottotitolano circa il 90% della programmazione e arrivano ad audiodescriverne in alcuni casi il 38%. Colpisce quindi come una parte di pubblico così importante, che indubbiamente ha un valore anche sotto il profilo commerciale, sia tendenzialmente ignorata dai network italiani. Non si tratta quindi solo di soddisfare un diritto all'informazione accessibile, giuridicamente sancito dalla normativa internazionale, ma anche di intravederne le potenzialità di mercato".

All'incontro hanno i partecipato i rappresentanti di varie associazioni, fra cui UIC, FIADDA, FISH. Particolarmente utile e costruttivo il dibattito con i rappresentanti della Rai, che ha dimostrato quanto in effetti l'azienda sia disponibile al confronto, oltre che costantemente impegnata nel garantire un'accessibilità dei contenuti sempre crescente. Interamente sottotitolato dal vivo con la tecnica del respeaking dagli operatori di SUB-TI Access, l'incontro si è chiuso con la volontà, espressa da tutti i partecipanti, di continuare a confrontarsi e collaborare, al fine di promuovere una più, visibile, efficace e sistematica accessibilità per tutti.

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Redattore Sociale del 04-05-2012

Cecità: la prima causa è la cataratta. Nel mondo circa 246 milioni di ipovedenti

A Roma il convegno organizzato promosso dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari e dalla Fondazione Il buon Samaritano, in collaborazione con Cbm-Italia onlus. Nei paesi a basso reddito 5 oculisti ogni milione di abitanti Nei paesi ad alto reddito

ROMA. Sono circa 246 milioni le persone ipovedenti nel mondo, 39 milioni i ciechi: ben il 90% risiede in Paesi in via di sviluppo dove meno del 5% dei bambini con deficit visivi ha accesso ad occhiali correttivi. Sono questi alcuni dati, rilevati dall'Oms, da cui prende spunto il Convegno internazionale di studio su "La persona non vedente: Rabbuì, che io riabbia la vista", oggi e domani a Roma, promosso dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari e dalla Fondazione Il buon Samaritano, in collaborazione con Cbm-Italia onlus

"Dal 2004 al 2010, per la prima volta, il numero di persone con disabilità visiva del mondo non è aumentato, ma si è ridotto del 9,2%", ha riferito Silvio Paolo Mariotti, responsabile del Programma per la prevenzione della cecità e sordità dell'Oms. "Un dato approssimativo, visto che si tratta di stime, ma certamente positivo, visto il parallelo aumento del 18% del numero di persone ultracinquantenni nel mondo". A far riflettere è però soprattutto un altro dato: "la prima causa di cecità nel mondo - ha riferito Mariotti è la cataratta non operata, responsabile del 51% dei casi di perdita della vista. Un problema che riguarda, chiaramente, soprattutto i Paesi in via di sviluppo, dove quest'intervento difficilmente viene eseguito". Una buona notizia riguarda però la regione africana, dove dal 2002 al 2010 il numero di persone con disabilità visiva si è ridotto dal 20 al 13%".

Sull'importanza cruciale della formazione di personale sanitario per l'assistenza oculistica, soprattutto nei paesi a basso reddito, si è soffermato Serge Resnikoff, direttore della ong francese "Organisation pour la prévention de la cécité": "I paesi a basso reddito sono 35 - ha spiegato - cioè il 18% di tutti i paesi, per un totale di 840 milioni di persone sotto a soglia della povertà, cioè il 12% della popolazione mondiale". E' in questi paesi che si registra una grave carenza di personale medico oculistico: "Secondo il Consiglio internazionale degli oculisti, nel mondo esistono circa 205.000 di questi professionisti, ma un terzo di questi si trova in Cina, Stati Uniti e Federazione russa. Con Giappone, Brasile e India, arriviamo al 50 % della popolazione di oculisti nel mondo intero, concentrata in sei paesi. La densità più bassa di oculisti - ha precisato - si trova nei 35 paesi a basso reddito, che hanno solo il 2% degli oculisti, cioè 3.500 circa". Per quanto riguarda il rapporto tra numero di oculisti e popolazione residente, "nei paesi ad alto reddito si contano circa 80 oculisti per milione di abitanti, in quelli a basso reddito 5 per milione. Il numero degli oculisti cresce del'1,2% l'anno, ma la crescita netta, considerando l'aumento demografico, è appena del 0,43%. Se le cose andranno avanti così, occorreranno 58 anni per raggiungere anche nei paesi a basso reddito 25 oculisti per milione di popolazione (come è la situazione attuale nei paesi a medio reddito) e 97 per portarli al livello dei paesi ad alto reddito. La sfida è quindi da un lato formare un numero maggiore di professionisti nei paesi a basso reddito e dotarli degli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro; dall'altro, però, arrestare la fuga di cervelli e l'emigrazione sia internazionale che interna, che attualmente porta molti medici e infermieri a lasciare soprattutto l'Africa, per spostarsi o nei paesi industrializzati, oppure nelle zone urbane del proprio stesso paese".

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Wall Street Italia del 16-05-2012

Salute: esperti, malattie retina aumentano ma poca attenzione a ipovedenti

MILANO. Occhi italiani sempre meno sani. Da un lato c'è l'inarrestabile invecchiamento della popolazione, che espone a malattie come la degenerazione maculare legata all'età di cui si contano circa 20 mila nuovi casi all'anno; dall'altro i cattivi stili di vita e l'epidemia di obesità gonfiano i numeri del diabete (almeno 4 milioni i connazionali colpiti), che a sua volta minaccia la vista con l'edema maculare diabetico. Si alimenta così una nuova emergenza sanitaria e sociale: le patologie della retina, fra le prime cause di cecità legale e di ipovisione nei Paesi industrializzati. Ed è proprio sulla condizione di ipovedente che, secondo gli esperti intervenuti oggi a Milano a un incontro promosso da Novartis, in Italia manca una sufficiente attenzione.Ci vedono troppo per essere definiti ciechi, ma non abbastanza per vivere bene. Gli ipovedenti, segnalano gli specialisti, vivono in una 'terra di mezzo' di cui non si hanno cifre certe, necessarie per programmare azioni mirate. "Per l'Organizzazione mondiale della sanità - spiega Filippo Cruciani, professore aggregato di oftalmologia all'università Sapienza di Roma - ipovisione e cecità costituiscono problemi prioritari per i servizi sanitari di tutti i Paesi, in via di sviluppo o industrializzati. Purtroppo, però, non esistono ad oggi dati certi" ma solo stime: 161 milioni di persone con gravi problemi di vista, di cui 124 milioni ipovedenti (acuità visiva inferiore a 3/10, ma superiore anche di poco a 1/20, soglia al di sotto della quale 'scatta' la cecità legale). Soprattutto sull'ipovisione, "che tuttavia è in crescente aumento - avverte lo specialista - oggi c'è scarsa attenzione. E' vero che per l'ambiguità visiva che la caratterizza è una condizione difficile da monitorare in termini epidemiologici, ma è assolutamente necessario farlo" perché si associa a un vero e proprio crollo della qualità di vita. Per la degenerazione maculare legata all'età (Dmle), per esempio, "la disabilità vissuta dal paziente può risultare fino a 700 volte superiore rispetto a quella percepita dall'oculista". Qualche dato: circa un terzo delle persone con Dmle neovascolare e un'acuità visiva inferiore a 3/10 soffre di depressione maggiore; in termini di qualità di vita, poi, una Dmle di grado medio viene paragonata a un'infezione da Hiv sintomatica o a un'angina, e una Dmle grave all'infarto, all'ictus o a un cancro della prostata avanzato. In Italia, prosegue Cruciani, "la Commissione nazionale per la prevenzione della cecità si sta muovendo, nell'ambito dell'iniziativa globale 'Vision 2000', proprio per l'implementazione, il monitoraggio e la valutazione periodica di un Piano nazionale di prevenzione della cecità e dell'ipovisione. Tra gli obiettivi della Commissione ci sarà la raccolta e la pubblicazione, a intervalli regolari, dei dati su cecità e ipovisione e delle loro cause". Nel frattempo, resta confermato che "l'appropriatezza terapeutica e l'accesso alle terapie più innovative e di comprovata efficacia e sicurezza - evidenzia l'esperto - sono fondamentali non solo perché danno un aiuto concreto al paziente per affrontare la vita di tutti i giorni, ma anche perché possono incidere positivamente in termini di costi indiretti legati all'assistenza, che gravano sullo Stato e quindi sulla società".Contro la degenerazione maculare legata all'età, in forma neovascolare (la cosiddetta forma 'umida'), è disponibile anche in Italia l'anticorpo monoclonale ranibizumab, inibitore del fattore di crescita Vegf. Il farmaco è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale per i pazienti con Dmle attiva e acuità visiva maggiore o uguale a 2/10 con la migliore correzione, e di recente è stato approvato dall'agenzia Ue Ema anche contro la diminuzione visiva causata dall'edema maculare diabetico. "Ranibizumab è un trattamento di comprovata efficacia e sicurezza", afferma Francesco Bandello, professore ordinario di oftalmologia e direttore della Clinica oculistica dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. "Esiste un'ampia letteratura scientifica - ricorda lo specialista - che dimostra come i pazienti con Dmle trattati hanno presentato un miglioramento duraturo della visione con un guadagno dell'acuità visiva fino a 11,3 lettere a un anno dal trattamento. Incominciano inoltre a emergere anche i primi dati raccolti a livello internazionale, che dimostrano come l'utilizzo dei farmaci anti-Vegf ha portato a una riduzione del 50% dei casi di cecità legale in pazienti con età superiore ai 50 anni". Secondo Bandello, i benefici del farmaco "sono anche legati alla possibilità di personalizzare la terapia. Nella maggior parte dei Paesi, inclusa l'Europa, ranibizumab ha un regime di trattamento individualizzato con l'obiettivo di massimizzare i risultati sulla visione, evitando il sotto o over trattamento dei pazienti. Questo permette di mantenere gli effetti del trattamento con un numero di iniezioni intravitreali strettamente necessario".

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Punto Informatico del 07-05-2012

Nuova vista con la retina artificiale

Due pazienti a cui è stato installato in pianta stabile l'impianto sub-retinico cominciano a recuperare le funzioni della vista. In futuro questo genere di interventi potrebbe diventare la norma

ROMA. Dopo i primi test clinici con l'installazione temporanea al di sotto della retina biologica del paziente, la retina artificiale ideata dalla società teutonica Retina Implantsi trasforma in un dispositivo bionico impiantato stabilmente all'interno dell'apparato ottico di due pazienti britannici.

Chris James e Robin Millar, entrambi colpiti dai gravi effetti del morbo noto come retinite pigmentosa (degenerazione progressiva e infine perdita totale della vista), hanno ripreso a ricevere "feedback" ottici subito dopo l'installazione della succitata retina artificiale nelle rispettive operazioni chirurgiche condotte presso due ospedali londinesi.

La retina artificiale di produzione tedesca consiste in un microchip dotato di 1.500 diodi luminosi, in grado di carpire la luce fatta filtrare attraverso l'occhio e "impressionare" un'immagine della visione sul nervo ottico e infine nella parte del cervello coinvolta nell'interpretazione della vista. L'impianto della retina artificiale comprende anche un dispositivo esterno (che alimenta e controlla il microchip-sensore) collocato dietro l'orecchio del paziente, e permette dunque - diversamente da qualche anno fa - di usare il microchip nella pratica quotidiana.

Al momento la retina artificiale non restituisce del tutto la vista ai pazienti ma permette loro di tornare a distinguere forme, oggetti e prodotti (ad esempio frutta) di uso comune. In futuro, dicono i responsabili degli interventi chirurgici di impianto, questa tecnologia potrebbe divenire una protesi "ordinaria" da usare per trattare tutti i casi di retinite pigmentosa e altro genere di malattie degenerative della retina biologica.

di Alfonso Maruccia

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Wall Street Italia del 21-05-2012

Staminali: Gb, trapiantate negli occhi per ritrovare la vista

EDINBURGO. Eccezionale intervento in Gran Bretagna. Due persone hanno ricevuto un trapianto di cellule staminali negli occhi, all'interno di una sperimentazione clinica sulla lotta alla cecità. La tecnica usata è stata sviluppata dagli specialisti scozzesi contro la cecità corneale, e secondo i ricercatori, i due casi sono i primi del genere nel Regno Unito. Entrambi i pazienti trattati soffrono di cecità corneale; fino ad ora l'unica cura possibile era un trapianto di tessuto corneale da un donatore.Illustrando la sperimentazione, i medici hanno spiegato che Sylvia Paton, da Edimburgo, è stata la prima a subire il trapianto. Dovranno passare diversi mesi prima che i medici possano dire fino a che punto la procedura ha funzionato. "Questo trattamento innovativo - commenta alla Bbc online il segretario alla Salute, Nicola Sturgeon - potrebbe ridare la vista e migliorare la vita di molti pazienti, ed è fondamentale che continuiamo a investire in progetti innovativi come questo. Sylvia è un esempio molto concreto di come la cecità corneale possa avere un impatto drammatico, e questo intervento potrebbe trasformare la sua vita". Lo studio è finanziato dalla UK Stem Cell Foundation and Scottish Enterprise in collaborazione con lo Chief Scientist Office (CSO).

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La Repubblica del 29-05-2012

Svolta dei farmaci, la vista si può salvare

Un problema che cresce con l´età. La forma degenerativa fa perdere lentamente la visione centrale per una proliferazione abnorme dei capillari sotto la retina. Iniezioni per bloccare il processo

In caso di problemi alla vista, occorrono cure efficaci e sicure. E quando la visione è già danneggiata, una riabilitazione specifica. Parliamo di Degenerazione Maculare Senile, o Amd, malattia che colpisce la macula, ossia la parte centrale della retina. Nella forma neovascolare o essudativa, l´Amd è invalidante: in nove casi su dieci si verifica una rapida e grave perdita della visione al centro dell´occhio. Vasi sanguigni anomali si formano sotto la retina, e possono sanguinare con facilità, provocando irreversibili danni retinici.

Il problema è legato all´età avanzata. Si calcola che in Italia circa 260mila persone ne siano affette, e che ogni anno si verifichino 20mila nuovi casi di Amd neovascolare. Oggi la nuova frontiera nella terapia di queste forme sono gli antiangiogenici ad uso oftalmico, farmaci "intelligenti" che riescono colpire con precisione la crescita dei piccoli vasi sanguigni che oscurano la macula. E arrestare la progressione della malattia.

Spiega Francesco Bandello, direttore della Clinica Oculistica dell´Università Vita-Salute dell´Istituto Scientifico San Raffaele: «Ranibizumab ha rappresentato una svolta nell´Amd neovascolare. Esiste un´ampia letteratura scientifica che dimostra come i pazienti trattati con questo farmaco presentano un miglioramento duraturo della visione».

Anche bevacizumab, farmaco antiangiogenico non autorizzato per via intravitreale (con iniezione nel vitreo dell´occhio), viene usato per trattare casi di Amd neovascolare. Recentemente sono stati presentati i risultati di due anni dello studio clinico Catt, che metteva a confronto efficacia e sicurezza di ranibizumab e bevacizumab. Commenta Bandello: «I dati hanno dimostrato un rischio superiore del 30% del totale di eventi avversi con bevacizumab rispetto a ranibizumab. Si evidenziano seri dubbi sulla sicurezza di impiego di bevacizumab non autorizzato per via intravitreale rispetto a ranibizumab».

Ranibizumab è stato approvato dall´Ema, l´agenzia europea, per il trattamento della Amd neovascolare, oltre che dei danni visivi provocati da edema maculare diabetico (Dme). In Italia il farmaco è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale in casi specificamente definiti.

Queste malattie degenerative della retina sono tra le principali cause di cecità e ipovisione nei Paesi industrializzati. Spiega Filippo Cruciani, professore aggregato di Oftalmologia all´Università La Sapienza di Roma: «L´ipovisione è un deficit visivo che non permette a una persona il pieno svolgimento delle sue attività. Si stima che gli ipovedenti in Italia siano circa un milione. Un ruolo importante è svolto dalla riabilitazione visiva, svolta in appositi centri. Dal 2007 il Polo nazionale per la riabilitazione visiva Iapb segue le attività dei centri sul territorio nazionale e ha messo a punto un moderno sistema di riabilitazione visiva. L´ipovedente è seguito da una équipe multidisciplinare». Informazioni www.iapb.it e numero verde 800.068506.

di Alessandra Margreth

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La Sentinella del 05-05-2012

Varate due imbarcazioni riservate agli ipovedenti

CANDIA. C'era anche il commissario dell'AslTO4 Renzo Secreto, giovedì scorso, nell'area della canottieri di Candia, in occasione del varo di due imbarcazioni, cosiddette "gig convertibili" che permettono agli ipovedenti di praticare l'attività remiera. L'acquisto è stato possibile grazie a un finanziamento della compagnia San Paolo, mentre l'iniziativa si deve ad una collaborazione fra il centro di riabilitazione visiva di Ivrea, la Società 2010 Canottieri Candia e l'associazione piemontese retinopatici e ipovedenti-onlus. «L'iniziativa - ha sottolineato Secreto - ha una forte valenza riabilitativa poiché consente agli ipovedenti di sviluppare in modo naturale il senso di spazialità. Il canottaggio poi è particolarmente adatto perché la vista è l'ultimo dei sensi a contare in questo tipo di sport dove hanno un'importanza maggiore la forza e la sensibilità». Si parte con un corso di avvicinamento al canottaggio di 10 lezioni, cominciato lo scorso sabato 28. «Al termine - dice Marco Bongi, presidente dell'onlus Apri - chi si sarà appassionato alla disciplina sportiva potrà continuare l'attività avvicinandosi anche all'agonismo. Ringraziamo sia il commissario Secreto che la società canottieri di Candia per questa importante opportunità». Dopo i discorsi, le due imbarcazioni sono state varate nelle acque del lago, dove si è subito svolta una lezione dimostrativa. Alla cerimonia d'inaugurazione erano presenti inoltre Mario Mottino, presidente del parco, il presidente della società canottieri Candia, Alberto Graffino, e la responsabile del settore disabili, Patrizia Palozzi.

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La Città di Salerno del 06-05-2012

Percorsi per non vedenti nei giardini ex Salid

SALERNO. L'ortoterapia e il giardino per tutti": se n'è parlato venerdì mattina, al parco urbano dell'Irno, nel corso di un convegno organizzato dalle associazioni Univoc (volontari per i ciechi), Stella e Dpi (impegnata nella tutela dei disabili). Un momento di approfondimento arrivato a conclusione di un progetto durato ben ventiquattro mesi e realizzato nell'ambito del "Bando 2008 sulla perequazione per la progettazione sociale", finanziato con fondi del protocollo d'intesa tra fondazioni bancarie e volontariato. Oltre all'attivitá formativa, grazie al progetto è stato possibile realizzare «alcuni significativi lavori di adeguamento architettonico nel Parco Irno del comune di Salerno e nell'oasi dunale di Legambiente nel comune di Capaccio Paestum, al fine di migliorarne la fruizione ai diversamente abili» ha spiegato il responsabile del progetto Paolo Longo. A margine del convegno di venerdì è stato infatti inaugurato nell'area verde dell'ex Salid un percorso per non vedenti, che descrive con pannelli in braille le caratteristiche della zona ed è in grado di guidare chi non vede attraverso tutti e sette i giardini del Parco dell'Irno.

Da parte del Comune di Salerno, rappresentato all'iniziativa dal vice sindaco Eva Avossa e dal presidente della commissione consiliare Politiche sociali Luciano Provenza, è stata manifestata grossa disponibilitá per far sì che il progetto non si esaurisca con i ventiquattro mesi appena conclusi ma possa andare ben oltre e produrre grandi risultati.

Presente al convegno anche Giovanni De Maio, presidente della sezione salernitana dell'Univoc, che ha sottolineato l'importanza terapeutica che gli orti sociali possono avere per i diversamente abili e per chi ha disturbi mentali: «Speriamo che tutto ciò che finora è stato fatto possa trovare un prosieguo, perché abbiamo toccato con mano quanto sia positivo essere impegnati nell'ortoterapia, per le motivazioni personali e anche per l'aggregazione».

«A Pontecagnano i risultati ottenuti dagli orti sociali sono veramente incoraggianti - ha spiegato il presidente di Legambiente Michele Buonomo - Igiovani sono il valore aggiunto di questo progetto: all'inizio possono anche essere restii ma poi l'esperienza li cattura e li fa crescere».

di Carmen Incisivo

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Il Corriere della Sera del 10-05-2012

Legnante shock «Sogno, anche se non vedo più»

La seconda vita di Assunta ricomincia da Londra. La prima si era fermata a Pechino. Vita sportiva, ovviamente. Perché Assunta Legnante ha sempre vissuto di sport: per anni fra le migliori lanciatrici di peso in Italia e nel mondo, capitana degli azzurri ai Mondiali 2007. Quella cinese è stata la sua prima e ultima Olimpiade: «Poteva andare meglio». Storia passata. Il futuro passa per Londra. Sempre i Giochi, ma quelli Paralimpici. Da sei mesi è diventata cieca. «Ho percezione della luce dall'occhio sinistro, niente di più». All'improvviso È nata con un glaucoma congenito a entrambi gli occhi. «Usando le lenti, ho sempre visto meglio con l'occhio destro, mentre con quello sinistro vedevo comunque pochissimo». Per questo innalzamento della pressione oculare non le fu permesso di partecipare ad Atene 2004 e ai Giochi del Mediterraneo 2005. All'improvviso, nell'agosto del 2009, la vista scompare quasi del tutto. «Ero in auto, stavo andando al meeting di Padova, a un certo punto non vedo più nulla dall'occhio destro, il migliore. Per fortuna non guidavo io...». Per oltre due anni si affida al sinistro, ma niente più gare e sport, vita sino ad allora. A novembre dello scorso anno, altro scossone: caduta della retina all'occhio sinistro. «Il 9 marzo l'ultima operazione per togliere la cataratta, ma non è servita. Ho un carattere positivo, in questo mi ha aiutato lo sport, l'ho accettato quasi subito. Mi sono detta: è andata così, c'è di peggio dai... I miei occhi ora sono quelli di Andrea, il mio compagno». Intanto vive con una pensione di meno di 500 euro al mese, studia per riprendere a usare il computer («Con la musica è il mio hobby») e da pochi giorni è tornata in pedana. Nuovo esordio La decisione di riprendere, dopo uno stop così lungo, vede complici Federatletica e Fispes (la Federazione sport paralimpici e sperimentali, che comprendono l'atletica), oltre al Cip (ieri l'ha chiamata Luca Pancalli, che fu Nazionale di pentathlon moderno, prima di infortunarsi e passare al nuoto paralimpico: «È stato molto carino, mi ha voluto fare un "in bocca al lupo", dicendomi che si rivede un po' nella mia storia») con l'occasione degli Assoluti paralimpici di questo fine settimana a Torino, che serviranno anche per il minimo di qualificazione per Londra. Sarà in pedana sabato e domenica per peso e giavellotto, dopo le visite di classificazione del Comitato Paralimpico Internazionale, che divide coloro che hanno problemi visivi in categorie per non vedenti (11) e ipovedenti (12-13). Fra i paralimpici, conosce Francesca Porcellato e Oscar Pistorius: «Quando partecipavo alla Notturna di Milano c'era anche lui». Candidata all'oro È già entrata nello spirito di chi sa ironizzare sulla propria disabilità: «Non ho mai visto gare di getto del peso con non vedenti. Pensandoci, mi sa che non le vedrò mai...». Prima convocazione in nazionale quando aveva 15 anni, uno dei vanti di Snam e Camelot, campionessa europea indoor nel 2007 e primatista italiana: tenendo presente chi è, cosa ha fatto e cosa potrebbe fare, stiamo parlando della più seria candidata all'oro paralimpico nel getto del peso femminile fra i visually impaired. «Non so cosa aspettarmi, ho molto caos in testa, ma so quello che posso fare: ho ripreso ad allenarmi da due settimane, senza forzare e lancio da ferma fra 12,50 e 13,50, con la traslocazione dovrei migliorare ancora. Devo pensare a me, non agli altri». Da domani, il mondo paralimpico ha una protagonista in più.

di Claudio Arrigoni

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La Repubblica del 22-05-2012

"Bobo ora nasce al touch screen" La lotta di Staino contro la cecità

A Bagnacavallo il 25 maggio le vignette fatte al computer

Come Bobo, anche Sergio Staino non molla. Come il suo personaggio, è un ottimista di natura, che non demorde e non si scoraggia. Bobo di batoste ne ha prese parecchie, la sinistra lo ha fatto molto arrabbiare, ma è un grande incassatore, come lo è Staino che da diversi anni combatte contro una gravissima forma di miopia, degenerata nel tempo in semicecità. Cinica la vita.

Una beffa per uno dei più grandi disegnatori satirici italiani perdere lentamente la vista: se una volta usavi carta e penna, ora non puoi più fare a meno della tecnologia touch screen, così il computer diventa necessario prolungamento del tuo corpo e del tuo cervello. Una mostra al convento di San Francesco di Bagnacavallo (Ravenna), che inaugura il 25 maggio, racconta la personale «rivoluzione copernicana» dell´illustratore toscano costretto a passare dalla matita al computer. In «Segni e sogni, la satira al ritmo del touch screen» ci saranno soltanto quei lavori realizzati negli ultimi 12 anni della sua carriera e stampati per l´occasione: vignette disegnate per «l´Unità», per «Il Nuovo Male», per il «Venerdì» e per la rivista «Dimensione agricoltura», più altri lavori raccolti nelle sezioni «Furti e omaggi» e «Lasciatemi cantare una canzone».

«La mostra - spiega - nasce da un´esperienza privata: il mio graduale avvicinamento alla cecità. Non sono più autonomo, devo essere sempre accompagnato e a un certo punto si è posta la questione: come continuare a disegnare?». Un trauma. «La penna a china è sempre stata per me come un sismografo emotivo che tratteggiava le mie sensazioni e le mie emozioni». Abbandonato anche il tavolo luminoso sul quale ha lavorato per anni «sporcadomi addirittura il naso per quanto lo appiccicavo al foglio», prima con tristezza e diffidenza, poi con rinnovato stupore, Staino si è avvicinato alla tecnologia digitale, scoprendo un mondo. «Ho imparato che anche il computer ha una capacità reattiva verso il segno che traccio. Questa possibilità mi ha condotto a nuove riflessioni filosofiche sui miei disegni, ho capito che con la tecnologia non ho più limiti a meno che non sia io a impormeli». Col suo nasone, la sua pelata, la sua pancia e i suoi occhiali, Bobo è sempre lì. Anche lui miope, come il suo papà non si rassegna a scendere dalla barricata: ha più di trent´anni (apparì per la prima volta su «Linus» nel 1979), è mezzo cieco, ma vede più lontano di tutti noi.

di Sabrina Camonchia

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La Gazzetta di Reggio del 11-05-2012

La scuola si mobilita per una bambina sordocieca e muta

Nel 1964 Sabina Santilli, sordocieca dall'infanzia, grazie all'aiuto di un gruppo di volontari, fonda ad Osimo (AN) la Lega del Filo d'Oro. Il nome fa riferimento al "filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno". Dal 2005 la Lega del Filo d'oro ha aperto una sede anche a Modena, presso il Centro ComeTe. L'indirizzo è: Modena, via delle Costellazioni 141, telefono 059.34 20 59, e-mail sede.modena@legadelfilodoro.it

QUATTRO CASTELLA. Quando un bambino è sordo, cieco e muto la sua condizione è di totale isolamento dal resto del mondo. Suoni, colori, parole, rumori e quindi emozioni. Non esiste niente, niente. E il processo evolutivo s'inceppa. L'unica chiave che può aprire l'angusta porta di passaggio tra questo universo nero e senza punti cardinali e il mondo nostro, dei cosiddetti normodatati, è il tatto. Parlare, comunicare e se possibile scambiare emozioni attraverso il tocco delle dita sulle mani e fra le mani. Tecnicamente si chiama Lis Tattile (in sigla LisT), ovvero lingua italiana dei segni trasmessa appunto attraverso il tatto. Nella nostra provincia, per la prima volta, questa tecnica è stata utilizzata in una scuola pubblica per dare ad una bambina un mezzo per iniziare a comunicare con gli altri. Per farsi ed essere capita. E tutto questo grazie all'ostinazione dei genitori (che ringraziano calorosamente tutti), della neuropsichiatria infantile dell'Ausl, del sindaco Andrea Tagliavini e al sostegno delle onlus, cooperativa Insieme per l'integrazione e il bilinguismo e la Lega del Filo d'Oro di Osimo (Ancona). Tutto è iniziato un paio d'anni fa quando gli ostinati genitori di Maria, così chiameremo la bambina, entrano in contatto con la Lega del Filo d'Oro l'associazione che ha come missione l'assistenza, la riabilitazione e il reinserimento nella famiglia e nella società delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Fino a quel momento la bambina, oggi quattordicenne, come sottolineano gli stessi genitori «non ha avuto un intervento specializzato per anni, perchè sia noi sia il Comune non conoscevamo la figura dell'assistente alla comunicazione, per un semplice vizio informativo». Così si arriva ad un primo progetto col sostegno economico dell'amministrazione comunale che inizia a casa di Maria, dove arriva un assistente alla comunicazione. Quello che possiamo definire come una sorta di esperimento, dimostra di dare risultati interessanti: nell'universo nero e indefinito di Maria è entrata una piccola luce. Il buio è squarciato. Ma il salto di qualità decisivo per la comunicazione dela bambina col mondo esterno arriva con l'inizio dell'anno scolastico 2011-2012: l'ufficio provinciale scolastico (l'ex provveditorato agli studi) col sostegno della Regione appoggia, non senza difficoltà, un progetto collettivo proposto dal comprensorio scolastico su impulso della maestra di sostegno di Maria. Così le dodici ore settimanali di assistente alla comunicazione individuale a scuola, incrementate da quando nel 2010 Maria si é avvicinata alla LisT, vengono affiancate da un percorso interattivo di dodici ore con gli alunni e otto ore con gli insegnanti. Il nuovo progetto ha un titolo estremamente esplicito, "Senza Parole" ed è nato con lo scopo di "accompagnare" Maria alla scoperta della espressione del sé attraverso gli altri. E si è rivelato anche un'occasione pedagogica molto utile e stimolante anche per gli studenti della II E, la classe della bambina di Montecavolo, che si sono trovati a dover trovare risposte a domande del tipo «come dobbiamo rivolgerci a lei?», «dobbiamo presentarci?», «ma capisce cosa voglio dirle?». Così, con impegno, caparbietà, entusiasmo, la piccola luce prende sempre più forza, illumina sempre di più. Il buio è definitivamente squarciato. Maria non è più sola nel suo universo senza suoni e colori.

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Il Piccolo di Trieste del 10-05-2012

Ruiz, il cieco che "vede" come i pipistrelli

Il californiano riesce a localizzare oggetti e persone grazie al suono: «Libero di fare ciò che voglio»

TRIESTE. Essere ciechi non vuol dire non poter andare in bicicletta, fare trekking o vivere in autonomia la propria libertà di movimento. Basta imparare dai pipistrelli. È quello che è riuscito a fare Juan Ruiz, californiano non vedente di 30 anni, che ha fatto tappa a Trieste per diffondere una tecnica che sta insegnando a oltre 5mila studenti in 18 Paesi al mondo. Juan spiega ai ciechi come conquistarsi la capacità di movimento con lo stesso metodo che i pipistrelli usano per evitare di schiantarsi sui palazzi. La usano anche i delfini per orientarsi nelle acque più profonde. Si chiama "eco localizzazione" e permette di individuare la posizione degli oggetti e delle persone ascoltando il ritorno del suono. Funziona così: schioccando la lingua sul palato si emette un "clic" e il ritorno del suono permette di capire dove sono gli ostacoli. Una tecnica antica per il mondo animale, ma che nessuno aveva applicato al genere umano prima di "World Access For The Blind" l'organizzazione no profit presieduta da Daniel Kish e di cui Juan tiene alto lo spirito in giro per il mondo. A Trieste, Juan è stato invitato dall'Aniomap (Associazione nazionale istruttori di orientamento e mobilità e autonomia personale per disabili visivi) per il primo corso di formazione, finanziato dalla Regione, cui hanno partecipato una decina di istruttori provenienti da tutta Italia. Più volte Juan, "l'uomo radar", è stato invitato a varie trasmissioni televisive, tra cui le italiane "Show dei record" e "Mistero". «Ma nulla di tutto questo è legato a super poteri - precisa Juan -. La capacità di ascoltare il ritorno del suono è comunemente utilizzata dai non vedenti, solo che non ne sono consapevoli. Non c'è niente di eccezionale in tutto questo, ci vuole solo tanta costanza e sistematicità». Come l'ha capito? «Avevo 12 anni quando ho incontrato Daniel Kish. Mi aveva parlato di come potevo orientarmi con il "clic" della lingua, ma non ci avevo prestato tanta attenzione. Poi ho cambiato scuola e mi sono trovato in un ambiente pieno di ostacoli. Un giorno sono andato a sbattere contro un palo e ho capito che era arrivato il momento». Nel tempo Juan ha imparato ad andare in bici, sciare, pattinare e arrampicare. «Poi i non vedenti hanno cominciato a chiamarmi per chiedermi come facevo. Lì ho capito che dovevo diventare un insegnante». E oggi è felice? «Sono molto felice. Ho la libertà di scegliere cosa fare».

di Elena Placitelli

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L'AGENDA: APPUNTAMENTI DEL MESE DI GIUGNO

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Uniti contro i tagli: F.A.N.D. e LEDHA presentano le loro richieste

LEDHA e F.A.N.D. presentano le loro richieste al Governo, alla Regione Lombardia, alle Province ed ai Comuni. Un documento per dire No ai tagli e Sì alla Vita indipendente e all'inclusione nella società, per la difesa dei livelli essenziali di assistenza acquisiti, per promuovere la più ampia adesione e partecipazione alla mobilitazione del 13 giugno.

Nel 2012 i Comuni della Lombardia hanno 100 milioni di Euro in meno da destinare alle politiche sociali. Dal 2008 al 2011, il Governo nazionale ha azzerato il Fondo per la Non Autosufficienza e più che dimezzato il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.

Quest'anno la Regione Lombardia ha stanziato per le politiche sociali 40 milioni di Euro al posto dei 70 del 2011. Molti Comuni stanno iniziando a tagliare i servizi fino ad ora sostenuti da questi fondi: i primi interventi sacrificati sono quelli che riguardano il sostegno alla vita indipendente delle persone con disabilità, previsti dalla Legge 162/98 e in generale quelli di assistenza domiciliare. Si tratta di attività che permettevano a migliaia di persone di condurre, pur tra mille difficoltà, una vita dignitosa e con un buon livello di inclusione sociale e, in alcuni casi, lavorativa. Anche i servizi diurni e residenziali sono seriamente a rischio di esistenza, con la previsione di incremento delle rette a carico delle famiglie e dall'altro con blocchi delle liste di attesa per i servizi rientranti nei livelli essenziali di assistenza.

I diritti fondamentali delle persone con disabilità sono messi oggi in discussione. Le loro condizioni materiali di vita stanno già peggiorando e molte famiglie si stanno chiedendo come faranno ad andare avanti. F.A.N.D. e LEDHA invitano le persone con disabilità, i loro familiari, le associazioni, le organizzazioni di terzo settore e dei lavoratori ad aderire e partecipare alla mobilitazione

Piazza Duca d'Aosta Mercoledì 13 giugno alle ore 11

per dire:

NO AI TAGLI E SI' ALLA VITA INDIPENDENTE e ALL'INCLUSIONE NELLA SOCIETA'

per chiedere:



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