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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Marzo 2012

SOMMARIO

INDENNITÀ D'ACCOMPAGNAMENTO, REQUISITI REDDITUALI E PARAMETRI ISEE: FACCIAMO IL PUNTO

Continua a tenere col fiato sospeso l'art. 5 del decreto cosiddetto "salva-Italia", che vedrebbe le indennità d'accompagnamento legate alla situazione reddituale da verificare tramite i parametri ISEE.

Il mese di febbraio è trascorso fra dichiarazioni formali e cauti ottimismi.

Il 31 gennaio si è svolto un incontro col Ministro Elsa Fornero e il Sottosegretario Maria Cecilia Guerra, al quale hanno partecipato FAND e FISH. Se da un lato il Ministro ha tranquillizzato per quel che concerne il DDL 4566, affermando che l'Esecutivo non intende recuperare le somme in esso previste tramite tagli alle provvidenze economiche concesse ai disabili, lo stesso non è avvenuto in relazione all'art. 5 del Decreto "salva-Italia". Per quanto attiene quest'ultimo aspetto, il Ministro si è mostrato molto più cauto quanto a rassicurazioni, delegando la questione al proprio Sottosegretario Guerra.

Da tale incontro, insomma, non erano emersi elementi concreti che potessero indurre a concrete speranze in una rapida e positiva soluzione, e di ciò si è avuto conferma esplicita dal Presidente Nazionale UICI Daniele, il quale lo ha definito "interlocutorio".

Giungiamo così a metà febbraio, quando proprio il Sottosegretario, in un'intervista rilasciata al settimanale "Vita" afferma fra l'altro:

"Il rischio che abbiamo in parte mitigato con la revisione della delega assistenziale-fiscale è che la riforma dell'ISEE potesse nascondere un giro di vite sulla compartecipazione e quindi aumentare la quota a carico della famiglia. Detto questo, l'ISEE va considerato come uno strumento di misurazione e non come una politica sociale in se stessa e quindi deve essere uno strumento tecnicamente fondato. Sul versante dell'accesso alle prestazioni io vorrei tranquillizzare perchè sono favorevole a non legare alla riforma dell'ISEE l'accesso alle indennità di accompagnamento".

Se da un lato tali dichiarazioni rappresentano un notevole mutamento in senso positivo nell'atteggiamento del Sottosegretario, d'altra parte va tenuto presente che esse non sono state rese in sede ufficiale, e che quanto detto potrebbe essere un orientamento esclusivamente personale del Sottosegretario stesso. Come afferma infatti il nostro Presidente Nazionale, infatti: "La dichiarazione del Sottosegretario Guerra accende una luce in più nel cammino della speranza; tuttavia, non bisogna abbassare la guardia perchè potrebbe rappresentare una personale opinione del Sottosegretario non condivisa dalle parti che concorrono alla decisione.

Gioverà ricordare che il tema dell'ISEE coinvolge il Ministero del Lavoro, dell'Economia, della Salute e la Conferenza delle Regioni.

Nulla deve cambiare, quindi, nel nostro programma rivendicativo".

Il 22 febbraio, poi, FAND e FISH hanno incontrato nuovamente il Sottosegretario al fine di chiarire alcuni punti inerenti le rivendicazioni, in particolare per esprimere il dissenso all'ipotesi di un'indennità d'accompagnamento minima integrata da interventi delle Regioni. A tale incontro era presente anche Tommaso Daniele, il quale dichiara: "Il Sottosegretario ha ulteriormente ribadito il suo punto di vista: non può e non vuole dare anticipazioni sui contenuti del decreto attuativo del famigerato art. 5 perchè esso riguarda diverse categorie sociali e non ritiene corretto dare delle risposte a qualcuno e negarle a qualche altro. Tuttavia, nella sua analisi sono emersi alcuni punti interessanti: l'art. 5 del decreto "salva-Italia" non ha come obiettivo il fare cassa a differenza del disegno di legge 4566 presentato dal precedente Governo. Non è scontato che le prestazioni assistenziali siano tutte condizionate al reddito, e semmai dovessero esserlo, il reddito sarebbe individuale e non famigliare. E' favorevole a non sottoporre l'indennità di accompagnamento dei ciechi e dei disabili gravi ad un tetto di reddito. Le ho chiesto, quindi, l'impegno del Governo di far conoscere, almeno alle associazioni più rappresentative, il testo definitivo del decreto attuativo dell'art. 5."

Il Sottosegretario si è impegnato in tal senso, diramando il 23 febbraio un apposito comunicato stampa.

Prosegue il Presidente Nazionale Daniele: "Durante il colloquio, il Sottosegretario mi è sembrato sincero quando affermava di aver compreso e di condividere le nostre preoccupazioni e che avrebbe fatto più del possibile per risolvere il problema dell'indennità di accompagnamento nel senso da noi auspicato."

Alcuni passi, e di non poco conto, sono stati compiuti, ma per raggiungere l'obiettivo finale la strada che ancora resta da percorrere non è poca; il decreto attuativo dell'art. 5 del decreto "salva-Italia" dovrà essere varato entro il 31 maggio, e di conseguenza le prossime settimane saranno presumibilmente quelle decisive.

di Massimiliano Penna

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GIORNATA DELLA DONNA 2012

Di seguito si riportano le informazioni a noi pervenute relativamente alle iniziative proposte dalle Sezioni UICI della nostra Regione per la celebrazione della festa della donna.

BRESCIA

Il 4 marzo, con inizio alle ore 10.00, si terrà nel salone Ponti della locale sezione, per iniziativa della Commissione sezionale "Pari Opportunità", il consueto appuntamento per ricordare la Giornata Internazionale della Donna.

L'incontro, dal titolo "In Unione Ciechi ed ipovedenti a Brescia con Marisa Paolucci" vedrà ospite la giornalista romana, da anni impegnata sul tema della condizione femminile e collaboratrice del Telefono Rosa.

Marisa Paolucci, esperta di fumetto e satira politica del continente africano, è autrice del libro "Tre donne, una sfida", che vede protagoniste tre donne straordinarie che la giornalista stessa ha incontrato: certi di avervi incuriositi, vi aspettiamo numerosi per farci raccontare la sua sfida!

Dopo un breve dibattito, seguirà, intorno alle ore 13.00, alla Pizzeria Laguna Blu, una simpatica pizzata in compagnia.

Per ragioni organizzative, si prega di comunicare la propria partecipazione telefonando alla segreteria sezionale al numero 030/2209416.

COMO

Programma del pomeriggio di sabato 10 marzo

ore 14.30 accoglienza dei partecipanti

ore 14.40 conferenza medica oculistica sul tema del glaucoma tenuta dal dott. Dario Aureggi rappresentante IAPB Italia in occasione della settimana nazionale del glaucoma

ore 15.30 giochiamo insieme con tombolata a premi cantando insieme con i nostri musicisti.

Esposizione pittorica della nostra socia Rosa Pasquillo.

al termine verso le ore 17.00 aperitivo offerto dalla sezione con dolci, salati e bibite.

Omaggio a tutte le donne presenti.

I soci sono invitati ad iscriversi entro e non oltre mercoledì 7 marzo.

Segnalate in Segreteria eventuali richieste di accompagnamento.

MILANO

La Commissione Pari Opportunità UICI, il Circolo Paolo Bentivoglio in collaborazione con l'Istituto dei Ciechi di Milano organizzano per la Giornata della Donna lo spettacolo dal titolo "Sinfonia in rosa ma non troppo" -Le donne lombarde tra arte e impegno sociale di Luigi Guaineri - Domenica 11 marzo ore 15.30 - Sala Barozzi Istituto dei Ciechi di Milano Via Vivaio 7.

PAVIA

Anche quest'anno Vi invitiamo a festeggiare la Giornata Internazionale della Donna. Sarà l'occasione per dedicare tempo e attenzione a chi da sempre ne profonde con generosità nella vita degli altri e solo da pochi decenni ha ottenuto un'adeguata considerazione nella società.

Quest'anno, data la difficile situazione economica e l'inverno inclemente non ancora del tutto "archiviato", abbiamo scartato altre soluzioni più dispendiose e impegnative.

Domenica 11 marzo ci troveremo invece a pranzare in un Ristorante della nostra zona. Il programma di massima prevede:

Ore 12,00 ritrovo in Piazza Castello davanti al Castello Visconteo e trasferimento ad un Ristorante della zona;

Ore 12,30 pranzo;

Ore 16,00 circa conclusione.

Per i soci di Vigevano, Voghera e paesi limitrofi abbiamo considerato un'alternativa, per informazioni contattare la segreteria.

Speriamo che molti di Voi accolgano con entusiasmo quest'invito.

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SETTIMANA MONDIALE DEL GLAUCOMA 11-17 Marzo: le iniziative della Sezione UICI DI PAVIA

Nel corso dell'intera giornata di sabato 17 marzo a Pavia, in V.le Matteotti angolo Piazza Petrarca, sarà presente un'unità mobile oftalmica per effettuare visite oculistiche gratuite.

Anche quest'anno la Sezione provinciale dell'U.I.C.I. di Pavia vuole offrire questo servizio, rivolto a tutti i cittadini, finalizzato alla sensibilizzazione sul tema della prevenzione della cecità.

All'interno del camper attrezzato come Unità Mobile Oftalmica, due medici della Clinica Oculistica del Policlinico San Matteo di Pavia saranno a disposizione di chi desidera effettuare gratuitamente la visita oftalmologica, mentre alcuni Soci della nostra Sezione saranno presenti all'esterno del camper per fornire informazioni sull'attività che l'U.I.C.I. svolge a favore dei ciechi e degli ipovedenti e per la prevenzione delle malattie della vista.

Nell'ambito della settimana mondiale del glaucoma, la nostra Sezione è impegnata anche il giovedì 15 marzo per svolgere attività di sensibilizzazione, sempre a Pavia, in Piazza della Vittoria dalle ore 14,00 alle ore 18,00, dove verrà allestito un punto informativo da parte di alcuni nostri Soci.

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DALLA SEZIONE UICI DI BERGAMO

GITA A TRIESTE E DINTORNI

Ricordiamo che la nostra sezione organizza dal 28 al 30 aprile 2012 una gita a Trieste e dintorni.

Il costo di partecipazione è di € 280 a persona, supplemento per camera singola € 50.

Tra le tante ed interessanti cose che andremo a scoprire, sottolineiamo che la sovraintendenza alle arti di Aquileia mette a disposizione importanti reperti archeologici antichissimi da toccare per i non vedenti che partecipano alla gita.

LE ISCRIZIONI DOVRANNO ESSERE EFFETTUATE entro il 10 aprile 2012 solo presso la nostra segreteria sezionale, al numero 035 249208 fax. 035 270720.

La quota da versare alla data di iscrizione è di € 120,00 direttamente alla segreteria o tramite bonifico bancario intestato alla nostra sezione codice IBAN: IT 97 D054 28111090 000 00072450

UBI Banca Popolare filiale di Loreto Bergamo.

Chi utilizza il bonifico bancario è pregato di inviare la ricevuta del bonifico tramite fax alla nostra sezione al n. 035 270720.

Saldo entro il 10 aprile 2012.

PROGRAMMA

Sabato 28 aprile

- Partenza con autobus g.t. alle ore 8 dal piazzale Stazione F.S. lato Valle Seriana.

- Arrivo ad Aquileia previsto alle ore 12,30 circa e pranzo con prodotti tipici friulani presso azienda agroturistica.

- Primo pomeriggio, visita guidata alla città di Aquileia.

La sovraintendenza alle arti di Aquileia mette a disposizione importanti reperti archeologici antichissimi da toccare ai componenti non vedenti che partecipano alla gita.

Aquileia

Il patrimonio archeologico di Aquileia oggi visibile è solo una minima parte di quello ancora da mettere alla luce e valorizzare. Già nei secoli addietro vennero fatti degli scavi per motivi archeologici, ma servirono solo per accertare alcune imponenti strutture antiche come l'anfiteatro, il circo, il complesso basilicale cristiano, le mura difensive, ecc.): tutte aree di scavo poi opportunamente richiuse. Le diverse zone archeologiche che sono state indagate e rese visitabili, invece, sono relativamente recenti: dal 1930 ai giorni nostri. Si tratta di scavi ubicati a macchia di leopardo nel tessuto sociale e urbano aquileiese, non uniti da un percorso archeologico-turistico, in parte incompleti e poco valorizzati, ma che comunque dimostrano la grande potenzialità storico-culturale che possiede Aquileia.

Per conoscere l'Aquileia antica è quindi indispensabile muoversi all'interno del paese stesso, facendo delle tappe obbligate per la visita ai musei Archeologico e Paleocristiano, oppure per visitare le principali aree di scavo come il Foro o il Porto Fluviale, il Sepolcreto romano, Fondi CAL, Fondi ex Cossar, ecc.) e non ultimo per ammirare il complesso Basilicale.

- Arrivo in serata a Trieste per la cena e il pernottamento all'Hotel Italia *** (in centro città).

Domenica 29aprile

- Prima colazione , trasferimento in bus e visita guidata a San Giusto per assistere (facoltativo) alla Santa Messa con il Coro della Cappella Civica di Trieste.

A fine cerimonia, visita della Cattedrale e del Colle di San Giusto e proseguimento con bus per la visita della Risiera di San Sabba.

La cattedrale di S. Giusto

La Cattedrale di San Giusto, così come oggi la conosciamo, sorge sui resti di una basilica paleocristiana a tre navate, con il presbiterio absidato e il pavimento a mosaico, i cui scarsi resti sono stati poi incorporati nel pavimento dell'attuale costruzione.

Nel corso dei secoli la primitiva basilica subì numerose e consistenti modifiche fino alla sua completa distruzione, per motivi a noi ignoti. In seguito furono edificati due edifici sacri: una piccola cattedrale dedicata alla Vergine Assunta ed il sacello di San Giusto: delle tre navate dell'antica cattedrale rimane oggi soltanto la centrale in corrispondenza della quale vi sono due filari di colonne, del sacello rimane il mosaico raffigurante il Cristo, San Giusto e San Servolo e l'abside dedicata a Sant'Apollinare.

- Pranzo in città in ristorante tipico.

- Escursione in Trieste con visita e spiegazioni dei monumenti principali.

- Rientro in albergo per la cena e il pernottamento.

Lunedì 30aprile

- Prima colazione e completamento visita alla città di Trieste.

- Visita guidata al castello di Miramare con la possibilità di toccare alcuni oggetti particolarmente interessanti.

Il Castello di Miramare

Il bianco castello da favola, circondato da un verde e lussureggiante parco, si affaccia su mare blu battuto dal vento: questa romantica descrizione ben si adatta alla residenza fatta costruire tra il 1856 ed il 1860 dall'arciduca Massimiliano d'Asburgo per la sua amata giovane sposa. Così, come Massimiliano aveva trovato rifugio dalla furia del mare in quello che diventerà poi il piccolo e graziosissimo approdo marittimo del castello, egli cercò di realizzare nello stesso posto un nido d'amore al riparo dalle insidie della vita.

- Esplorazione didattica dell'ambiente marino, tramite l'uso delle mani in acqua e apiedi nudi per tastare la diversità del terreno.

- Pranzo a base di pesce in locale tipico.

- Rientro a Bergamo e arrivo alla stazione F.S. lato Valle Seriana alle 21 circa.

*****

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

euro 280 a persona.

La quota comprende:

Cene, pernottamenti e prime colazioni nell'Hotel Italia ***.

Guida specializzata per tutte le escursioni.

Autobus e relativi parcheggi.

Assicurazione individuale contro infortuni.

Numero 3 pranzi nei ristoranti.

La quota pro capite non comprende:

spuntini nell'arco della giornata.

Supplemento camera singola (2 notti €50,00).

RACCOMANDAZIONI:

- LE ISCRIZIONI DOVRANNO ESSERE EFFETTUATE a partire dal 15 gennaio al 10 aprile 2012 solo presso la nostra segreteria sezionale, al numero 035 249208 fax. 035 270720.

- La quota da versare alla data di iscrizione è di € 120,00 direttamente alla segreteria o tramite bonifico bancario intestato alla nostra sezione codice IBAN: IT 97 D054 28111090 000 00072450

UBI Banca Popolare filiale di Loreto Bergamo.

- Chi utilizza il bonifico bancario è pregato di inviare la ricevuta del bonifico tramite fax alla nostra sezione al n. 035 270720.

- Saldo entro il 10 aprile 2012.

- Essendo il viaggio offerto a costo convenzionale, in caso di rinuncia la caparra viene resa solo se è possibile la sostituzione con altri.

- Il programma potrebbe subire variazioni solo se strettamente necessario.

- L'adesione esonera l'U.I.C.I da responsabilità per furti e danni.

- Ricordiamo di apporre il nome ai bagagli.

- La gita verrà effettuata solo al raggiungimento di 29 persone, in caso contrario le quote di iscrizione verranno totalmente restituite entro il 15 maggio 2012.

Fiduciosi in una numerosa partecipazione all'iniziativa, restiamo in attesa della Vostra pronta adesione.

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DALLA SEZIONE UICI DI COMO

GITA SOCIALE NELLA VERDE UMBRIA DAL 30 MAGGIO AL 3 GIUGNO 2012

Gita sociale da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno 2012.

Ecco le località da visitare: ORVIETO, CIVITA DI BAGNOREGIO, TODI, CASCATA DELLE MARMORE, ASSISI, SPELLO, BEVAGNA, PERUGIA, GUBBIO.

HOTEL 3 STELLE AD ASSISI E TODI.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE:

MINIMO 30 PAGANTI: EURO 435

MINIMO40 PAGANTI: EURO 395

MINIMO 50 PAGANTI: EURO 385

SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA EURO 80

NEI PROSSIMI NOTIZIARI PUBBLICHEREMO IL PERCORSO DETTAGLIATO.

AFFRETTATEVI PER L'ISCRIZIONE!

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTATE LA SEGRETERIA.

SI RACCOMANDA IL VERSAMENTO DELLA QUOTA DI ACCONTO PARI A EURO 100 ENTRO IL 21 aprile.

LA QUOTA COMPRENDE:

- Viaggio a/r in Pullman gt

- Sistemazione nell'Hotel prescelto

- Trattamento di pensione completa dal pranzo del primo giorno al pranzo dell'ultimo giorno

- Bevande incluse a tutti i pasti (1/4 di vino e ½ di acqua per persona)

- Menù tipici e ben curati ed abbondanti, vari di giorno in giorno con antipasto o con bis di primi in base al ristorante o all'hotel,

- Visita guidata per tutte le 5 giornate (2 mezze giornate a Orvieto e Gubbio e 3 intere giornate il 2° il 3° e il 4° giorno)

- Pranzi in ristoranti

- Permessi d'ingresso in bus ad Assisi ed Orvieto

- Assicurazione sanitaria e bagaglio.

LA QUOTA NON COMPRENDE:

- Mance, extra di carattere personale e tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".

INGRESSI DA PAGARE IN LOCO:

- CASCATE DELLE MARMORE INGRESSO GRATUITO PER DISABILI E ACCOMPAGNATORI CON CERTIFICAZIONE (8 EURO PER ALTRI)

- POZZO DI SAN PATRIZIO BIGLIETTO RIDOTTO PER DISABILI E ACCOMPAGNATORI: 3 EURO.

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COMUNICAZIONI VARIE

DALLA SEZIONE DI COMO

Comunichiamo che il nostro socio Domenico Cataldo, affermato chitarrista, è disponibile ad organizzare corsi di chitarra classica ed elettrica a vario livello, da principiante a livello avanzato, per i soci e per i loro familiari presso la nostra sezione. Il costo pro-capite è pari a euro 120 per 30 ore di lezione. Per iscriversi ai corsi, per chiedere maggiori informazioni o un incontro di presentazione con l'insegnante, contattate laSegreteria. http://www.domenicocataldo.it/index.htm.

Proposta di gita di un giorno dall'agenzia Vecchie Mura di Lecco,

per maggiori informazioni tel. 0341.350158.

Viaggio nella golosa Svizzera, Partenza dalla Piazza della Stazione di Lecco alle ore 7.00 c.a., viaggio in Pullman Gt. Arrivo a Caslano e visita guidata alla famosa Fabbrica di Cioccolato e al Museo di con degustazione inclusa, spaccio aziendale.

Al termine trasferimento del gruppo a Lugano, tempo libero per il pranzo libero o al sacco. Nel primo pomeriggio visita guidata al centro storico di Lugano, al termine partenza per il viaggio di rientro

con una breve sosta presso all'Outlet Foxtown!!! Arrivo a Lecco in serata.

? 36.00.

Accompagnatore e Assicurazione sempre compresi nel prezzo.

DALLA SEZIONE DI MILANO

L'I.ri.fo.r provinciale di Milano compatibilmente con le proprie risorse riavvia i corsi di orientamento e mobilità.

Il Gruppo Giovani dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Milano promuove la partecipazione alla prossima "Stramilano" 25 marzo 2012. L'iniziativa è rivolta a tutti: giovani e meno giovani. Gli interessati possono rivolgersi al Coordinatore del gruppo Fabio Dragotto al 340.591.69.63 oppure per e-mail all'indirizzo giovani@uicmi.it.

La quota di partecipazione è di 5 euro, anche per l'eventuale accompagnatore da versare entro il 15 marzo.

Roberto Lonoce presidente dell'associazione musicale "Insieme con la MUSICA" in collaborazione con l'ENS invita bambini e ragazzi non vedenti a partecipare al coro di "voci bianche" che si affiancherà a quello delle "mani bianche" un coro di adolescenti con disabilità di udito e di linguaggio che interpretano la musica attraverso la gestualità.

L'iniziativa ha la finalità di abbattere le barriere e sviluppare le capacità di socializzazione.

Gli interessati potranno recarsi il lunedì dalle ore 15,45 alle ore 18,15 presso la scuola Confalonieri via Vittadini 10.

Il Coro è seguito da Antonella Previdi esperta di vocalità. Informazioni da richiedersi al segretario Maria Rosaria de Filippis.

DALLA SEZIONE DI VARESE

Vi ricordiamo gli orari di apertura del Museo Tattile Varese, che si distingue per la vasta gamma di riproduzioni tattili offerte, che non riguardano solo determinati ambiti, come ad esempio arte e cultura, ma un vero e proprio "spazio" dove tutti, vedenti e non, possono "vedere con mano" la realtà nella quale quotidianamente vivono.

Museo Tattile Varese - Villa Baragiola, Via Caracciolo 46, Varese

Orari: da martedì a venerdì 14.30-18.30,

sabato e domenica 10.30-12.30 e 14.30-18.30.

Affrettatevi! Vedere con mano .... ora si può!

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Bresciaoggi del 21-02-2012

Egregio direttore, il Parlamento Italiano con la legge 126/2007 ha istituito...

Egregio direttore,

il Parlamento Italiano con la legge 126/2007 ha istituito la «Giornata Nazionale del Braille», da celebrarsi annualmente il giorno 21 febbraio, quale momento di sensibilizzazione dell´opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti.

In occasione di tale ricorrenza, che anche quest´anno viene celebrata in tutta Italia dall´Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dal Club Italiano del Braille con iniziative nelle scuole e non solo, è nostro desiderio far conoscere ai suoi lettori la figura di Louis Braille ed il valore che ancora oggi, dopo quasi 200 anni dalla sua invenzione, continua ad avere l´omonimo sistema di lettura e scrittura utilizzato da tutte le persone cieche del mondo.

Il sistema Braille è un sistema di lettura e scrittura che permette ai non vedenti di accedere ai testi scritti ed é quindi il loro principale strumento di conoscenza.

Il sistema è stato inventato da Louis Braille nel 1827 e si basa su 63 combinazione di sei punti (per l´informatica otto) in rilievo e percepibili al tatto, corrispondenti alle lettere dell´alfabeto, ai numeri, ai segni matematici, ai segni di interpunzione e alle note musicali. Braille, forse senza accorgersene, ha schiuso ai non vedenti un vero e proprio universo di possibilità: da allora, grazie al suo metodo, i ciechi sono in grado di scrivere, leggere e comunicare per iscritto tra loro.

L´invenzione del suo sistema rappresenta una pietra miliare nella storia della cultura e l´unico sistema che consente alle persone cieche di scrivere e leggere senza la mediazione di altre persone o strumenti.

La cecità, pur costituendo un grave limite individuale, non rappresenta un´irreparabile catastrofe, purché la persona che ne viene colpita possa essere educata ed istruita con strumenti idonei.

Le persone con disabilità visiva di tutto il mondo devono a Louis Braille questa grande opportunità.

Il Braille nasce per tutte le persone cieche e, nella sua semplicità geometrica, consente una vera scrittura ed una lettura personale, partecipe e silenziosa, ponendo il soggetto a contatto con le parole, con le emozioni e con la pagina. Esso dà la gioia di conoscere, memorizzare, comunicare, dà il piacere di esprimersi liberamente ed autonomamente, fornendo alla persona non vedente quella libertà di pensiero che la rende uguale ad ogni altro cittadino.

Anche oggi che la tecnologia ha messo a disposizione di chi non vede ausili capaci di fornire una più ampia e fattiva autonomia personale nella scrittura e nella lettura, il sistema Braille rimane di fondamentale importanza nella formazione degli studenti e nelle applicazioni successive. Per le persone non vedenti, la vecchia tavoletta con il punteruolo, più maneggevole di altro materiale tiflodidattico moderno e sofisticato, conserva il medesimo valore e la medesima funzione dell´umile penna che utilizza quotidianamente chi vede.

Inoltre, proprio attraverso il Braille, con l´impiego di un display applicato ad un computer, è possibile leggere ciò che sul monitor è scritto a caratteri normali.

La sensibilizzazione in questo campo è sempre necessaria perché ancora oggi le persone poco informate credono che questo sistema di scrittura e lettura sia superato e che appartenga già alla storia. In realtà invece, ancora oggi, il Braille dimostra tutta la sua freschezza, flessibilità, genialità e insostituibilità perché risponde perfettamente anche alle esigenze tecnologiche ed informatiche.

Ecco perché è necessario che tutte le persone che hanno perso la vista, soprattutto se in età scolastica, imparino il Braille per avere uno strumento in più nel percorso formativo e culturale.

Sandra Inverardi

Presidente della Sezione di Brescia dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti

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Superando.it del 01-02-2012

L'ipovisione infantile è complessa e richiede una rete di sostegno

In questa direzione, infatti, si sta lavorando in Lombardia, come è chiaramente emerso dal recente incontro denominato "Ipovisione in età evolutiva: servizi in una rete regionale integrata", tenutosi all'Istituto Scientifico Medea-La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco), presso il quale, nella stessa giornata, sono stati anche inaugurati i nuovi spazi del Centro di Riferimento Regionale per l'Ipovisione in Età Evolutiva

BOSISIO PARINI. «Le organizzazioni sanitarie sono chiamate oggi ad affrontare la sfida delle patologie croniche: tra queste, le malattie neuroftalmiche, che portano a ipovisione o cecità»: queste le parole di Grazia Conforti, della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia, in apertura dell'incontro pubblico denominato Ipovisione in età evolutiva: servizi in una rete regionale integrata, tenutosi recentemente presso l'Istituto Scientifico Medea-La Nostra Famiglia di Bosisio Parini (Lecco).

«È importante - ha proseguito Conforti - parlare di rete tra gli enti territoriali. La Legge 284/97 ha istituito i Centri Specializzati per la Riabilitazione Visiva. In Lombardia ne esistono dodici, di cui solamente due (Medea e Mondino di Pavia) dedicati alla riabilitazione dei bambini». Diventa quindi importante favorire la circolazione delle informazioni e la collaborazione tra i diversi attori: famiglie, associazioni, scuola e servizi, e in particolare i servizi provinciali per disabili sensoriali, come hanno sottolineato i referenti delle Province di Sondrio (Lucia Angelini), Lecco (Marilanda Failla Daccò), Varese (Gabriella Dotti), Como (Bruno Venturini) e Monza e Brianza (Rosaria Volpe).

«Bisogna sempre partire da una diagnosi clinica precisa - ha sottolineato Renato Borgatti, primario dell'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Età Evolutiva del Medea e responsabile del Centro Ipovisione -, ma non ci si può limitare a questa. Per una rete regionale integrata è importante infatti affiancare agli aspetti medici e riabilitativi quelli di assistenza ed educazione da svolgere sul territorio di pertinenza. Il primo passo per favorire questa integrazione è un portale dedicato [consultabile dal sito dell'Istituto Medea], al quale partecipano i servizi e le associazioni di cinque Province che operano nel campo dell'ipovisione. Puntiamo infatti a un intervento capillare, che aiuti le famiglie e le scuole ad affrontare il problema. E del resto, vista l'attuale crisi economica, dobbiamo cercare di utilizzare al meglio le risorse disponibili».

All'incontro di Bosisio Parini erano presenti, oltre ai servizi provinciali, anche le associazioni che operano sul territorio: «Segnalo alcune urgenze - ha dichiarato ad esempio Nicola Stilla, presidente dell'UICI Lombardia (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) -, tra cui, fondamentali, quella della formazione e dell'informazione: i terapisti del territorio, infatti, non sempre hanno le conoscenze per interpretare e strutturare le indicazioni riabilitative date dai Centri e la scuola non è in grado di dare risposte ai bisogni educativi dei bambini ipovedenti e non vedenti. Per non parlare del supporto psicologico alle famiglie».

«L'esperienza dei genitori il cui figlio non risponde alle attese, ma presenta disabilità - ha aggiunto Donatella Falaguerra, referente dell'AFIN (Associazione Famiglie Ipovedenti Non Vedenti delle Province di Como e Lecco) -, è come un viaggio programmato nei minimi particolari in un dato posto che improvvisamente cambia destinazione». «Per questo - le ha fatto eco Silvia Truccolo, dell'AGERANVI (Associazione Genitori Ragazzi Non Vedenti e Ipovedenti) - abbiamo bisogno di una rete di sostegno esterna che dia più consapevolezza e informazioni alle famiglie».

Successivamente, Giuseppina Giammari, neuropsichiatra dell'IRCCS Medea, ha sottolineato che «nel bambino ipovedente la grave disabilità visiva congenita o precoce influisce su numerose aree di sviluppo, perché la funzione visiva è uno strumento di interazione con la realtà privilegiato rispetto agli altri canali sensoriali».

L'ipovisione è quindi più grave quando colpisce un bambino, perché alla nascita il sistema visivo non è ancora sviluppato e una lesione congenita o precoce ne impedisce la maturazione. Spesso, dunque, il bambino ipovedente usa poco o male il suo residuo visivo e non lo integra con gli altri canali sensoriali. Pertanto, a fianco della valutazione neuroftalmologica, è necessaria anche una valutazione funzionale, mirata a comprendere come vede, o meglio come guarda, il bambino ipovedente, come utilizza il residuo visivo e quali strategie devono essere messe in atto per facilitare l'acquisizione delle competenze.

In breve, i casi di ipovisione infantile sono complessi e per affrontarli è necessario un team di diversi specialisti: per questo motivo, all'IRCCS Medea, nella stessa giornata dell'incontro, sono stati inaugurati i nuovi spazi del Centro di Riferimento Regionale per l'Ipovisione in Età Evolutiva, dove operano quattro neuropsichiatri, tre oculisti, tre riabilitatori, un assistente sociale, uno psicologo e due pedagogisti.

Il Centro effettua valutazioni diagnostiche e funzionali, formulazioni di indicazioni riabilitative, attività riabilitativa, centro ausili, attività di ricerca e formazione. Nel 2010 ha preso in carico 466 pazienti ipovedenti, per un totale di 6.571 prestazioni.

Da segnalare, in conclusione, che i nuovi spazi del Centro sono stati ristrutturati grazie alla campagna di raccolta fondi Facciamo crescere insieme l'ospedale amico, attivata a suo tempo per la ristrutturazione dell'intero quarto padiglione nel quale è ubicato il Centro stesso: «Fino ad oggi abbiamo raccolto 2.574.617,00 euro, pari al 51,49% della cifra necessaria alla ristrutturazione - afferma soddisfatto Giovanni Barbesino, responsabile del fund raising del Medea -. Non mi stancherò mai di ringraziare quanti ci hanno sostenuto: si tratta di cinque Fondazioni, venti Associazioni, quaranta Aziende e duemila persone. Si tratta di un regalo prezioso per tutti i bambini di cui ci prendiamo cura». (Cristina Trombetti)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Associazione La Nostra Famiglia-IRCCS Medea, tel. 031.87 73 84, ufficio.stampa@bp.lnf.it.

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La Gazzetta di Mantova del 07-02-2012

Migliorare la vita dei ciechi Una legge proposta dal Pd

MANTOVA. Individuare, sviluppare e promuovere linee guida per le politiche dell'handicap. Questo l'obiettivo della mozione presentata al governo dal deputato del Partito democratico, Marco Carra, avallata da tutto il gruppo parlamentare. Quale lo scopo dell'iniziativa? Il Pd intende «sviluppare una reale cultura che punti a superare le problematiche vissute da chi soffre di disabilità, mediante l'emanazione di norme che impongano alle imprese produttrici di elettrodomestici, Abi e Poste, standard qualitativi e universali». Ad esempio attivando la sintesi vocale, utile ai ciechi o agli ipovedenti. La proposta è stata presentata ieri mattina dal parlamentare mantovano, affiancato da rappresentanti di due associazioni, la presidente dell'Uici, Caterina Vallani, insieme al presidente dell'Amnic-Fand, Pietro Morelli. Nel Mantovano sono 220 le persone iscritte all'Unione ciechi e ipovedenti, ma le associazioni stimano che complessivamente questa disabilità affligga oltre 900 cittadini. Spesso è stato lamentato da Morelliil fatto che i portatori di handicap non vengano assunti dalle aziende, preferendo pagare la sanzione prevista dalla legge. Se la normativa fosse più stringente, «forse le cose cambierebbero».

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NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Centro Studi e Riabilitazione "Giuseppe Fucà" - Tirrenia Tariffe 2012

Per opportuna conoscenza, si comunicano le tariffe che saranno applicate nell'anno 2012 dal Centro Studi e Riabilitazione "Giuseppe Fucà" di Tirrenia:

L'importo della retta pro capite (a persona) giornaliera di pensione completa si articola in 4 scaglioni tariffari ed è comprensivo di I.V.A. e servizio spiaggia mentre sono escluse le bevande tavola ed eventuale tassa di soggiorno.

1° Scaglione: periodo Luglio -Agosto

in camera doppia (torre piccola) Euro 70,00

in camera singola (torre piccola) Euro 83,00

in camera tripla (torre grande) Euro 77,00

in camera Doppia (torre grande) Euro 89,00

2° Scaglione: periodo 16-30 giugno e 1-15 settembre

in camera doppia (torre piccola) Euro 62.00

in camera singola (torre piccola) Euro 73.00

in camera tripla (torre grande) Euro 69.00

in camera Doppia (torre grande) Euro 80.00

3° Scaglione: periodo 01 -15 Giugno e 16 -30 Settembre

in camera doppia (torre piccola B) Euro 57.00

in camera singola (torre piccola) Euro 65.00

in camera tripla (torre grande) Euro 64.00

in camera Doppia (torre grande) Euro 72.00

4° scaglione: rimanente periodo dell'anno

in camera doppia (torre piccola) Euro 53.00

in camera singola (torre piccola) Euro 60.00

in camera tripla (torre grande) Euro 64.00

in camera Doppia (torre grande) Euro 72.00

Trattandosi quelle del 4° scaglione, di tariffe prevalentemente per gruppi esse potranno subire variazioni in rapporto alla loro consistenza numerica, alla loro ragione sociale, all'uso delle sale, ad eventuali servizi particolari richiesti.

Si precisa che nel periodo da Giugno a Settembre si effettua solo trattamento di pensione completa.

Il 2° scaglione viene applicato anche nei periodi delle festività Pasquali e Natalizie.

Pasti extra festivi Euro 24,00 e feriali Euro 20,00.

In occasione di festività o circostanze particolari, potranno essere organizzati pranzi speciali il cui prezzo agli esterni verrà determinato dall'institore d'intesa con il referente della Direzione Nazionale.

Limitatamente al 4° scaglione tariffario è possibile di usufruire del trattamento di pernottamento e prima colazione alle seguenti tariffe pro capite giornaliere esclusa eventuale tassa di soggiorno:

In camera doppia Torre Piccola, Euro 35.00

In camera Singola Torre Piccola Euro 45,00

In camera tripla Torre Grande, Euro 45,00

In camera Doppia Torre Grande Euro 55,00

Riduzione pro capite giornaliera sulla retta di soggiorno

Ai soci dell'Unione che potranno dimostrare di aver rinnovato la tessera per l'anno in corso, verrà praticato uno sconto di Euro 3,00 sulla tariffa giornaliera e limitatamente alle tariffe di pensione completa nel periodo dal 1 giugno al 30 settembre e comunque per periodi superiori ai 5 giorni.

Il predetto sconto verrà praticato su richiesta del socio da formulare all'inizio del soggiorno e comunque non oltre il saldo del conto.

Alle persone occupanti le camere a quattro letti verrà praticato uno sconto pro-capite giornaliero di Euro 5,00 sempre che vengano occupati tutti i letti.

I bambini da 0 a 2 anni non pagano, bambini da 2 a 6 anni sconto 50%, ragazzi da 6 a 8 anni sconto 30% e da 8 a 10 anni sconto del 20% purché in camera con i genitori.

In caso di mezza pensione la retta pro-capite giornaliera è ridotta di € 5,00.

L'accesso alla spiaggia per gli utenti non ospitati presso il Centro è subordinato alla disponibilità di posti con le seguenti modalità:

- € 8,00 tariffa giornaliera per i soci UICI (comprende 1 ombrellone e 2 sdraio)

- € 15,00 tariffa giornaliera per i non soci (comprende 1 ombrellone e 2 sdraio)

Transfert:

È possibile raggiungere il Centro:

- da e per Livorno, servizio con autovettura fino a quattro persone euro 28, con minivan fino a otto persone euro 36;

- da e per Pisa, servizio con autovettura fino a quattro persone euro 32, con minivan fino a otto persone euro 40;

per soste dovute da ritardi di aereo e/o treni o da particolari esigenze del cliente, ogni 30 minuti di sosta euro 12;

Ulteriori dettagli sull'argomento verranno forniti al cliente, contestualmente alla conferma della prenotazione.

Caparra confirmatoria

Le prenotazioni devono essere confermate in forma scritta e successivamente perfezionate con l'invio della caparra confirmatoria di € 150.00.

La pensione decorre dalla mattina del giorno di arrivo alla mattina del giorno di partenza fermo restando che la camera verrà consegnata entro le ore 14,00 del giorno di arrivo e dovrà essere lasciata libera entro le ore 10 del giorno di partenza.

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IPSIA "Aurelio Nicolodi" di Firenze. Nuove prospettive

Invitiamo a voler leggere, con la massima attenzione, e a voler diffondere, in tutti i modi possibili, la seguente nota di Paolo Collini, Dirigente Scolastico dell'Istituto di Istruzione Superiore "Elsa Morante" di Firenze, cui è accorpato lo storico Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato per Ciechi.

La nota, che qui trascriviamo e che segue quella pubblicata con la Circolare n. 354 del 7 dicembre 2011, concerne le nuove qualifiche professionali, che possono essere conseguite presso il "Nicolodi", nel quale molti di noi hanno avuto la ventura di formarsi.

Ricordiamo che il riordino del secondo ciclo scolastico, che comprende il sistema dei licei e il sistema dell'istruzione e della formazione professionale, e il raccordo tra tale ultimo sistema e i percorsi regionali di istruzione e formazione professionale (IeFP) sono illustrati nella Circolare 20 gennaio 2011, n. 15.

Cordiali saluti

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

______________________________________________________________________________________

ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE ELSA MORANTE

Via Chiantigiana, 26/A - Firenze

Telefono: 055.6531360/1 - Fax 055.6531695

www.elsamorante.org - istituto-superiore@elsamorante.org - fiis004008@istruzione.it

IPSIA PER CIECHI A. NICOLODI

Via Aurelio Nicolodi, 2 - Firenze

Telefono: 055.571841 - Fax 055.571842

Firenze, 1° febbraio 2012

Oggetto: Prospettive del Nicolodi

Dall'anno scolastico 2012/2013 presso l'IPSS "Elsa Morante" sarà attivato l'indirizzo quinquennale "Servizi Commerciali" con percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) per il conseguimento della qualifica triennale di "Operatore amministrativo segretariale" all'interno del cui percorso saranno recuperate le competenze del Centralinista telefonico del previgente ordinamento.

Sono pertanto previste al riguardo:

1 - una classe prima, rivolta a ragazzi in obbligo scolastico (aperta a vedenti e non vedenti);

2 - un gruppo classe di persone che abbiano già assolto l'obbligo scolastico e/o formativo, per rispondere all'esigenze ed eventuali bisogni/emergenze di giovani e adulti.

Sede del corso presso l'IPSIA "A. Nicolodi" di Firenze.

L'indirizzo quinquennale "Servizi Socio-sanitari" dell'IPSS "Elsa Morante" per l'anno scolastico 2012/2013 attiverà presso l'IPSIA "A. Nicolodi" di Firenze il percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) di "Operatore del Benessere" per il conseguimento della relativa qualifica triennale. Tale qualifica e dunque il curricolo per il suo conseguimento saranno caratterizzati dall'acquisizione di competenze specifiche per operare nei servizi per il benessere fisico, applicando in particolare le principali tipologie di trattamento estetico quali quello purificante, dermocosmetico, tonificante, rilassante, linfodrenante.

Sono pertanto previste al riguardo:

1 - una classe prima, rivolta a ragazzi in obbligo scolastico (aperta a vedenti e non vedenti);

2 - un gruppo classe di persone che abbiano già assolto l'obbligo scolastico e/o formativo, per rispondere all'esigenze ed eventuali bisogni/emergenze di giovani e adulti.

In tal modo, il MIUR (Ministero istruzione e ricerca), la Regione Toscana e l'Istituto per ciechi IPSIA "A. Nicolodi" di Firenze lavorano per assicurare il futuro dell'Istituto come opportunità di formazione per tutta l'utenza interessata ai suoi percorsi di istruzione e di formazione professionale e soprattutto per gli ipovedenti e non vedenti, salvando così e valorizzando il proprio patrimonio di esperienza alla luce dei nuovi indirizzi sia scolastici sia professionali di natura nazionale e regionale.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

Prof. Paolo Collini

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Progetto XpressYourVision - self-empowerment per persone affette da minorazione visiva

Si informa che la nostra Sezione Interprovinciale di Ascoli-Piceno e Fermo ha partecipato al progetto europeo XpressYourVision, finanziato nel quadro del Programma per l'Apprendimento Permanente/GRUNDTVIG. L'intento del progetto è quello di fornire un sostegno alle persone non vedenti e ipovedenti che vogliono migliorare la propria immagine professionale e sociale per far fronte alle necessità del moderno mercato del lavoro, rafforzando la capacità di autodeterminazione e le competenze comunicative. Dal sito del progetto (http://www.xpressvision.eu/it/progetto) è possibile accedere ad una piattaforma di formazione a distanza accessibile dove sono presenti diversi moduli di apprendimento (http://my.xpressvision.eu/course/category.php?id=6) finalizzati ad aiutare non vedenti ed ipovedenti nella ricerca di un lavoro, nell'affrontare colloqui di lavoro, test attitudinali, etc. È inoltre disponibile sul sito un documento sulle prospettive di carriera per non vedenti e ipovedenti, con racconti ed esperienze dirette di alcune persone, sia italiane sia provenienti dagli altri paesi partner.

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Fiat - Premio fedeltà 2012

È gradito informare che la Società FIAT Auto ha rinnovato l'iniziativa promozionale Premio Fedeltà per tutte le Immatricolazioni di auto nuove di fabbrica per il periodo 2.1.2012 - 31.12.2012 della gamma Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Veicoli Commerciali, intestate o cointestate a portatori di handicap, ivi compresi i non vedenti (ciechi totali, parziali e ipovedenti gravi).

Si riporta di seguito uno schema riepilogativo dei relativi trattamenti, suddiviso per modelli:

Iniziativa:

- Fiat e Alfa Romeo

un extra sconto dell'1% rispetto a quanto applicato ai privati sulle campagne promozionali nel mese di riferimento previste dal gruppo su tutti i modelli Fiat e Alfa Romeo (ciò costituisce una novità sostanziale e più conveniente rispetto al passato, quando invece il Premio Fedeltà veniva quantificato in una somma variabile, a seconda del modello prescelto)

- Lancia

un extra sconto dell'1% rispetto a quanto applicato ai privati sulle campagne promozionali nel mese di riferimento previste dal gruppo sui modelli Ypsilon, Musa e Delta

uno sconto del 15% applicato al listino al pubblico per i modelli Thema e Voyager

- Fiat professional (esclusivamente applicato al listino al pubblico)

uno sconto del 21,5% per i modelli Panda Van, G. Punto Van, Punto EVO Van, Strada e Bravo Van

uno sconto del 23,5% per i modelli Fiorino, Doblò Cargo e Scudo

uno sconto del 24,5% per il modello Ducato

Si ricorda che il Premio Fedeltà è una agevolazione diversa dal programma Autonomy, con cui non è cumulabile, sebbene allo stato fattuale i vantaggi sono equivalenti, almeno sui modelli Fiat, Alfa Romeo e quelli indicati per Lancia (in tutti i casi è previsto uno sconto ulteriore dell'1%).

Il disabile può richiedere al venditore un preventivo di acquisto sulla base dell'uno o dell'altro piano promozionale, optando poi per quello più vantaggioso (Premio Fedeltà o Autonomy).

Non è riconoscibile per:

- acquisti effettuati fuori dal circuito concessionario Fiat - Lancia - Alfa Romeo - Fiat Professional

- acquisti effettuati da familiari senza contestazione a favore del nominativo beneficiario della iniziativa

- acquisti a Km 0

Documentazione probatoria:

Per coloro che sono affetti da minorazioni visive si richiede la consueta certificazione Medico-

Legale.

La presente iniziativa è applicabile anche ai clienti non vedenti che non godono di un regime fiscale agevolato al 4%, ad esempio nel caso di acquisto di una seconda autovettura entro il quadriennio o per auto con cilindrata superiore a 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina, e a 2800 centimetri cubici, se con motore diesel.

Per ogni eventuale informazione è possibile rivolgersi ai seguenti numeri:

Fiat 199 616161

Lancia 199 626262

Alfa Romeo 199 636363

Veicoli Commerciali 199 656565

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Soggiorno-studio in Spagna per il perfezionamento della lingua inglese (scadenza 28 maggio)

La O.N.C.E. (Organizzazione Nazionale Spagnola dei Ciechi) ha programmato anche per quest'anno un soggiorno-studio per il perfezionamento della lingua inglese che si svolgerà presso il suo Centro di Risorse Educative di Pontevedra (Spagna) dal 30 luglio al 10 agosto 2012. Il giorno di arrivo sarà il 29 luglio e il giorno di partenza sarà il 10 agosto nel pomeriggio. Potranno candidarsi per la partecipazione al soggiorno giovani ciechi o ipovedenti di età compresa tra i 15 e 17 anni (che abbiano già compiuto 15 anni alla data del 30 luglio 2012 ma non abbiano ancora compiuto 18 anni alla data del 10 agosto 2012).

A carico dei partecipanti sono previste le spese di viaggio dal luogo di residenza fino all'aeroporto di Vigo, che è l'aeroporto più vicino a Pontevedra, e ritorno. Le spese di soggiorno, di studio e il transfer dall'aeroporto di Vigo a Pontevedra e viceversa sono a carico della O.N.C.E.

Durante il soggiorno i partecipanti seguiranno un corso intensivo di inglese di livello intermedio-alto (60 ore). Come requisito imprescindibile, il possesso delle abilità linguistiche per accedere al corso dovrà essere attestato dall'insegnante di lingua inglese della scuola di provenienza di ciascun aspirante sulla base dello schema grammaticale allegato alla presente. Per garantire la partecipazione di candidati adeguatamente qualificati, si invita caldamente a inviare unicamente le candidature di quei ragazzi che possiedano effettivamente il livello di competenza linguistica indicato. In fase di selezione, sarà somministrato un test scritto agli aspiranti e gli idonei verranno contattati telefonicamente dagli organizzatori spagnoli del soggiorno-studio per una verifica ulteriore del livello di conoscenza della lingua inglese. Durante il soggiorno, oltre al corso di lingua inglese, sono previste varie attività ludico-sportive e culturali.

Altra condizione importante per la partecipazione al soggiorno-studio è essere in possesso di una ragionevole autonomia nelle attività della vita quotidiana e nella mobilità (ossia la capacità di muoversi in un ambiente dopo averlo conosciuto).

I possibili partecipanti dovranno far pervenire all'Ufficio Affari Internazionali di questa Unione (indirizzo: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Ufficio Affari Internazionali, via Borgognona 38, 00187 Roma, tel: 06 69988388/375, fax: 06 69988328, e-mail: inter@uiciechi.it) entro lunedì 28 maggio p.v. la seguente documentazione:

L'attestato deve indicare in maniera leggibile: nome e cognome dell'insegnante, nome e tipo di scuola frequentata dal candidato, anni di studio della lingua inglese del candidato presso quell'istituto.

Strutture e punti grammaticali Abilità dell'alunno
Ability
Adverbs
Comparative & superlative
Conditional mode
Don't have to
Duration form
First, second & zero conditionals
For and since
Going to
Have to
How long?
Modal verbs
Modals of ability
Must/mustn't/have to
Passive form of verbs
Passive/active voice
Past continuous
Past perfect
Past simple
Permission
Phrasal verbs
Present continuous
Present continuous (future meaning)
Present perfect continuous
Present perfect simple
Present simple
Question tags
Relative clauses
Reported speech
Requests & offers
Should/shouldn't
Suggestions
Used to
What...like?
Will
Will/going to
Would like
L'alunno dovrà essere in grado di usare correntemente e correttamente tutte le strutture e i punti grammaticali del livello intermedio-alto e dei livelli precedenti

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XV stage difesa personale

La Società Sportiva Dilettantistica, Centro Arti Marziali - Samurai Club in collaborazione con il G.S. Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

Organizzano

Il quindicesimo Stage di difesa personale per non vedenti, ipovedenti e vedenti nei giorni 17 e 18 marzo 2012.

Lo Stage si terrà presso il Centro "Le Torri" via delle Orchidee, 44 -56018 Tirrenia (Pi) e sarà diretto dal Maestro Giovanni Carofano in collaborazione con l'istruttore Giuseppe Mariano.

La quota per poter partecipare allo stage è di € 25 inclusa l'assicurazione, mentre per i tesserati C.S.I. è di € 15.

Tutti i partecipanti allo stage devono essere in possesso del certificato medico sportivo NON AGONISTI valido per l'anno 2012.

Si potrà soggiornare presso il Centro "Le Torri" via delle Orchidee, 44 -56018 Tirrenia (Pi) (quota individuale, pensione completa incluse le bevande)

Camera singola (torre B) € 60.00

Camera doppia (torre B) € 53.00

Camera tripla (torre A) € 50.00

Pranzo extra € 20.00

Per prenotare telefonare direttamente al Centro le Torri tel.: 050 32270

PROGRAMMA TECNICO

Mattina inizio h 09.00 termine h 12.00

Pranzo

Pomeriggio inizio h 15.00 termine h 18.00

Mattina h 09.00 termine h 12.00

E' opportuno indossare durante lo stage abbigliamento consono, si prega dunque di presentarsi in tuta da ginnastica o con abbigliamento sportivo portare bastone.

Per ulteriori informazioni e iscrizione allo stage si prega di contattare:

Giuseppe Mariano 050/936057 e-mail k.smith@libero.it

Giovanni Carofano 349/6927473 e-mail c.carofano@libero.it.

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Nono corso introduttivo di Shiatsu, Firenze 28 - 29 aprile 2012

Si comunica, che l'Accademia Italiana Shiatsu Do, in collaborazione con il Consiglio Regionale dell'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti della Toscana, visto il notevole interesse dimostrato nelle passate edizioni, organizza a Firenze, un nuovo corso introduttivo Shiatsu aperto a tutti, non vedenti ed ipovedenti.

Lo Shiatsu, definito un po' impropriamente come massaggio, è una tecnica manuale di trattamento

corporeo che trae origine dall'esperienza millenaria della medicina orientale, ma che da svariati decenni

anche in occidente, si è inserita in un contesto sia di benessere psicofisico che riabilitativo.

Un trattamento shiatsu consiste in una serie di pressioni non invasive, mantenute perpendicolari e

costanti eseguite con l'uso del pollice e del palmo della mano, lungo aree e punti che costituiscono

"l'impalcatura energetica" del corpo umano.

I corsi, organizzati dall'Accademia Italiana Shiatsu Do, sono volti a formare professionisti qualificati nel settore del benessere e della conservazione della salute.

In un momento in cui i tradizionali sbocchi lavorativi dei disabili della vista risultano sempre più

insufficienti a fornire un impiego soddisfacente, e talune mansioni, come quella del centralinista, stanno

rapidamente scomparendo perché desuete, l'esercizio professionale di questa disciplina può diventare

una valida alternativa.

Altre figure professionali come fisioterapisti, psicologi, psicoterapeuti, possono incrementare la professionalità attraverso l'uso di questa tecnica di trattamento.

Il lavoro proposto, sarà esclusivamente pratico, e avrà la finalità di provare a muovere i primi passi nello shiatsu tramite l'apprendimento di un semplice trattamento su tutto il corpo.

Il metodo sviluppato per questi corsi, privilegia l'insegnamento guidato verbalmente, in modo che l'allievo sia il più possibile agevolato nella comprensione delle tecniche utilizzate.

Il corso introduttivo, di carattere esclusivamente pratico, si svolgerà a Firenze nei giorni sabato 28 e domenica 29 aprile, ed avrà una durata di 12 ore distribuite nell'intero weekend, al solo costo della

tessera associativa dell'Accademia (Euro 60).

Sulla base dell'interesse dimostrato dai partecipanti, verrà organizzato successivamente il primo percorso

professionale, usufruendo di un particolare sconto del 30 per cento sul prezzo ordinario.

Per chi proviene da fuori Firenze, l'organizzazione offre come di consueto, l'opportunità di pernottare

gratuitamente all'interno della scuola usufruendo dei tatami e futon a disposizione.

Per iscriversi al corso, è necessario effettuare un bonifico bancario pari a 60 Euro, a favore di:

Fani Sauro, IBAN: IT 32 H 05728 21513 413570112530

indicando nella causale del bonifico vostro nome e cognome e la dicitura "corso introduttivo shiatsu".

Per ulteriori informazioni, potete contattare Sauro Fani cell. 347/3801448, email:

sauro.fani@gmail.com

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XXXII Settimana Cicloturistica Internazionale - Gabicce Mare (PU) 6-13 aprile 2012

Carissimi amici,

con la consueta tempestività gli organizzatori mi comunicano che anche quest'anno organizzano dal 6 al 13 aprile a Gabicce Mare la ormai tradizionale Settimana Cicloturistica Internazionale aperta ai nostri tandemisti.

Negli anni quest'iniziativa ha acquisito una sempre maggiore valenza formativa, con precipue finalità d'integrazione e di socializzazione. Inoltre durante il soggiorno verranno organizzate iniziative turistico-culturali ed enogastronomiche che sicuramente allieteranno i nostri tandemisti e, nel contempo, faciliteranno i rapporti interpersonali fra tutti i partecipanti.

Per le prenotazioni e per ulteriori più dettagliate notizie sull'iniziativa, contattare gli Organizzatori ai seguenti recapiti:

Signora Letizia Vincenzetti Tel. 0541.953600 Cel. 335.7557349

Email letizia@gabiccemareturismo.com

Nella speranza di averVi fatto una utile quanto gradita segnalazione, molto cordialmente Vi saluto.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

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Sede centrale: circolari diramate nel mese di febbraio

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

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Superando.it del 06-02-2012

Limiti reddituali per ricevere l'indennità di accompagnamento?

(di Cristiano Gori)

In queste settimane si sta discutendo a fondo intorno alla revisione dei criteri dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica equivalente) e fra le ipotesi circola anche quella di applicare quell'indicatore all'erogazione delle prestazioni assistenziali, fra cui l'indennità di accompagnamento. L'applicazione di limiti reddituali su questa specifica prestazione comporterebbe però degli effetti distorsivi e indesiderati, oltre a un evidente limitazione di risorse per i singoli e per le loro necessità di assistenza e di autonomia. Vediamo perché, proponendo una nostra esclusiva analisi, curata da un autorevole esperto, che guarda anche alla situazione in alcuni Paesi stranieri

Il Governo Monti eliminerà la possibilità di ricevere l'indennità di accompagnamento agli anziani non autosufficienti e a giovani e adulti disabili con disponibilità economiche superiori a una certa soglia? La domanda circola con insistenza e suscita apprensione in molti.

Un simile cambiamento era tra le novità ipotizzate dal Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale (n. 4566), presentato nell'estate del 2011 dal Governo Berlusconi e la recente cosiddetta "Manovra Salva-Italia" (la Legge 214/11) l'ha ripreso, inserendolo tra le opzioni considerate dall'articolo 5. Quest'ultimo, infatti, contempla la possibilità di introdurre una soglia di reddito ISEE al di sopra della quale non vi sia più il diritto di ricevere «provvidenze di natura assistenziale». L'indennità di accompagnamento è una di queste.

Il nuovo ISEE sarà regolamentato da un decreto attuativo, da emanare entro la fine di maggio.

Cosa avviene in Europa.

Prima di esaminare la possibile introduzione del reddito ISEE come criterio per ottenere l'accompagnamento, bisogna partire dal confronto con l'Europa.

In tutti gli altri Paesi, le misure simili all'indennità costituiscono spesso il principale intervento statale in materia (i servizi sono ovunque di titolarità locale) e vengono fornite esclusivamente sulla base del bisogno assistenziale del richiedente, indipendentemente dalle sue condizioni economiche. Ciò si verifica per una precisa ragione: gli interventi contro la non autosufficienza sono considerati un diritto di cittadinanza. A essi, dunque, si accede in presenza di un bisogno per il fatto di essere Cittadini, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, come avviene in sanità per gli interventi essenziali.

Il principio di cittadinanza non è stato scalfito dall'attuale crisi.

Chiamati a fronteggiare domande crescenti e difficoltà di budget pubblico, alcuni Paesi - ad esempio l'Austria - hanno risposto elevando leggermente la soglia di bisogno di assistenza al di sopra della quale si accede alla prestazione. Si tratta di una scelta discutibile sotto altri profili - in particolare dell'indebolimento della funzione preventiva dell'intervento - ma che ha confermato come la possibilità di introdurre la prova dei mezzi per determinare l'accesso non venga presa in considerazione neppure in momenti di complessiva difficoltà.

Il confronto internazionale rivela, altresì, una peculiarità italiana. Siamo oggi l'unico Paese in Europa che eroga un importo uguale per tutti (con l'eccezione dei non vedenti): questa è una vera e propria forma di dis-equità "verticale", che si verifica quando a persone con bisogni differenziati si fornisce la stessa risposta e tale dis-equità diviene ancora più evidente quando la risposta fornita risulta comunque limitata.

Graduare l'importo in base ai bisogni - e alle possibilità economiche, se si vuole seguire il caso francese - consentirebbe di personalizzare maggiormente l'intervento e di sostenere meglio le situazioni di maggiore difficoltà. Vari Paesi prevedono importi minimi della prestazione monetaria inferiori all'indennità di accompagnamento italiana, ma, al tempo stesso, riconoscono alla non autosufficienza grave risorse più consistenti (si veda il caso austriaco, dove l'importo dell'Allowance può arrivare fino a 1.650 euro mensili).

Il modello adottato ovunque in Europa consiste in un diritto di cittadinanza fondato sul cosiddetto "universalismo selettivo". L'accesso alla misura è universalistico, cioè rivolto a tutti i Cittadini con questo bisogno di care, mentre l'importo erogato varia secondo le condizioni dell'utente (stato di bisogno e in alcuni casi anche situazione economica).

Si tratta, in linea di principio, di quanto accade in sanità, dove l'accesso è un diritto di tutti i Cittadini e poi alcuni pagano il ticket e altri ne sono esenti (per reddito, malattia o condizione).

Prestazioni monetarie di sostegno alla non autosufficienza nelle principali nazioni europee

- Italia: Indennità di accompagnamento

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: No

°Graduazione in base al reddito: No

°Importo: 487,39 euro mensili

- Austria: Long-Term Care Allowance System

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: Sì

°Graduazione in base al reddito: No

°Importo: fino a 1.655 euro mensili

- Francia: APA (Allocation personnalisée à l'autonomie)

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: Sì

°Graduazione in base al reddito: Sì (in base al reddito varia la compartecipazione richiesta all'utente)

°Importo: da 529,56 a 1.235,65 euro mensili

- Germania: Pflegegeld (PG)

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: Sì

°Graduazione in base al reddito: No

°Importo: da 205 a 665 euro mensili

- Spagna: Prestacione Economica (PE)

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: Sì

°Graduazione in base al reddito: No

°Importo: da 300 a 519,13 euro mensili

- Olanda: Personal Budget

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: Sì

°Graduazione in base al reddito: No

°Importo: da 129 euro mensili. In media erogati 15.350 euro annui per soggetto

- Gran Bretagna: Attendance Allowance (anziani non autosufficienti). Disability Allowance (adulti con disabilità)

°Soglia di disponibilità economica per riceverla: No

°Graduazione in base al bisogno: Sì

°Graduazione in base al reddito: No

°Importo: da 49,30 a 73,60 sterline settimanali

Le prevedibili conseguenze.

L'eventuale introduzione del reddito ISEE per accedere all'indennità di accompagnamento, dunque, renderebbe la posizione italiana anomala a livello internazionale. Tale possibile anomalia, per altro, è da contestualizzare storicamente.

La non autosufficienza rappresenta - per dimensione - il principale tra i nuovi bisogni cui il sistema di protezione sociale è chiamato a rispondere. Il welfare che conosciamo ha preso forma in Italia nel trentennio tra la fine dell'ultimo conflitto mondiale e l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978), un'epoca nella quale esistevano assai meno anziani non autosufficienti e molta più disponibilità di care familiare; si tratta, non a caso, di un welfare centrato su pensioni e sanità acuta (ospedali, diagnostica, ambulatori).

Da tempo, però, la realtà è cambiata e la non autosufficienza figura tra i grandi eventi critici che numerosi Cittadini sperimentano nella propria vita. La sfida, dunque, che vede l'Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, consiste nel modificare le politiche pubbliche in modo da adeguare il welfare al nuovo profilo della società.

L'ultimo decennio ha visto, nel nostro Paese, rilevanti passi in avanti negli interventi a favore delle persone non autosufficienti, ma l'obiettivo è ancora lontano dall'essere raggiunto: basti pensare alla scarsità di servizi disponibili (domiciliari e residenziali). Al fine di proseguire questo percorso, l'esperienza e il dibattito internazionale mostrano che il rafforzamento dei diritti di cittadinanza legati alla non autosufficienza risulta decisivo: è l'unico modo per assegnare al settore forza politica e il sostegno dell'intera popolazione. Introdurre la soglia di reddito per ricevere l'indennità di accompagnamento, invece, significherebbe puntare in direzione opposta. Vorrebbe dire, infatti, far passare il principio che gli interventi pubblici per la non autosufficienza costituiscono misure esclusivamente a favore di chi ha bassi redditi, cioè assistenza sociale rivolta ai meno abbienti, e non diritti per tutti i Cittadini che vivono tale condizione. Si compirebbe così una vera e propria "inversione a u" nella storia del welfare italiano, rinnegando, in tal modo, i passi in avanti compiuti nell'ultima fase, per tornare al punto dal quale si era partiti, cioè la concezione del welfare come mera assistenza.

Una siffatta scelta avrebbe profonde conseguenze, sul piano tanto concreto quanto della legittimazione politica. Si aprirebbe, infatti, un varco per ulteriori passi peggiorativi - in particolare in questa fase di crisi - da parte del centro così come degli Enti Locali. Regressioni accomunate da un minimo comun denominatore: ridurre la responsabilità dell'intervento pubblico e legarla, sempre più, alla presenza di ridotte disponibilità economiche delle famiglie.

A livello statale, il successivo passo da attendersi potrebbe essere la revisione dei LEA sociosanitari al ribasso [Livelli Essenziali di Assistenza, N.d.R.] e quindi l'aumento delle compartecipazioni richieste ai Cittadini per le prestazioni sociosanitarie residenziali e domiciliari. A livello regionale, per altro, le possibili applicazioni di questa regressione sono varie e già numerose Regioni si sono recentemente mosse in tale direzione.

E ancora: una definitiva rinuncia alla definizione dei Livelli Essenziali in ambito assistenziale.

Elevati costi sociali per bassi risparmi

Per altro, il risparmio ottenuto sarebbe ridotto. La versione più "estrema" di introduzione della soglia ISEE - elaborata da Carlos Chiatti e Mirko Di Rosa nel recente Rapporto prodotto per il Forum Nazionale del Terzo Settore [Quale futuro per il welfare? Le politiche assistenziali tra delega assistenziale e prospettive di sviluppo. Un'analisi a partire dai dati, prevede una diminuzione dell'utenza del 37.5%. Applicarla, significherebbe risparmiare 735 milioni di euro nel 2012, 1 miliardo e 471 milioni nel 2013 e 2 miliardi e 205 milioni nel 2014; si tratta di risparmi inferiori a quanto ipotizzato da molti perché - secondo la legge - si può introdurre la soglia di reddito ISEE solo sulle nuove domande (flusso) e non sulle prestazioni in essere (stock). Detto altrimenti, il cambiamento non potrebbe toccare chi oggi già la riceve, ma si applicherebbe sulle domande presentate successivamente all'entrata in vigore della nuova normativa.

Si tratta, altresì, di risparmi del tutto marginali rispetto agli sforzi di bilancio resi necessari nel prossimo biennio dalle manovre di contenimento della spesa. Il pericolo - dunque - è che per inseguire un piccolo risparmio si produca un danno di portata storica al welfare italiano, destinato a produrre effetti negli anni.

Difesa dell'universalismo e miglioramento della qualità vanno a braccetto

Difendere l'universalismo nell'accesso all'indennità di accompagnamento, però, non significa difendere questa prestazione per com'è oggi. Vuol dire, esclusivamente, sostenere la necessità di mantenere il diritto di riceverla dipendente solo dal bisogno assistenziale del richiedente.

Le analisi proposte nel citato Rapporto indicano, altresì, che l'indennità potrebbe essere riformata, così da meglio rispondere alle esigenze di chi la riceve, ciò che viene sostenuto pure dalla maggior parte degli studi. L'impressione è che la domanda di mantenere l'accesso all'indennità di accompagnamento quale diritto di cittadinanza sia più forte se affiancata da una richiesta di miglioramento della qualità della misura. Per altro, le voci critiche sulla qualità dell'accompagnamento e le richieste di riformare tale prestazione giungono da più parti ed è ragionevole supporre che questo sarà un tema al centro del dibattito prossimo venturo.

Sempre il citato Rapporto prodotto per il Forum del Terzo Settore evidenzia, altresì, che le proposte di riforma dell'indennità presentate sinora sono, per lo più, disegnate pensando agli anziani non autosufficienti e non ai giovani e adulti con disabilità. Sembra dunque necessario che si sviluppino maggiormente proposte di riforma dell'indennità pensate per i giovani e gli adulti con disabilità, proposte - detto altrimenti - di come ridisegnare la misura in modo da renderla meglio in grado di rispondere alle loro specifiche esigenze.

La sfida che l'indennità di accompagnamento pone al mondo della disabilità, dunque, è duplice: da una parte la difesa dell'universalismo nell'accesso, dall'altra la presenza più incisiva - nel dibattito pubblico - di proposte di miglioramento della prestazione rivolte a giovani e adulti con disabilità.

*Docente di Politica Sociale all'Università Cattolica di Milano e consulente scientifico dell'Istituto per la Ricerca Sociale (IRS). Nel dicembre del 2011, il Forum Nazionale del Terzo Settore ha - opportunamente e tempestivamente - pubblicato il citato Rapporto Quale futuro per il welfare? Le politiche sociali tra delega assistenziale e prospettive di sviluppo. Un'analisi a partire dai dati, documento che prende le mosse dall'analisi del Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale - presentato nell'estate del 2011 dal Governo Berlusconi - e che si rivela un utile strumento di approfondimento e di lavoro sulle politiche sociali in Italia, in una fase di profondo cambiamento e di decisioni strategiche per i prossimi decenni.

A progettare il Rapporto è stato lo stesso Cristiano Gori, che ne ha diretto la preparazione, attraverso l'interazione con un gruppo di lavoro composto da vari esperti (tra cui anche il direttore editoriale del nostro sito Carlo Giacobini). Se ne consiglia caldamente la consultazione, accedendo al sito del Forum Nazionale del Terzo Settore.

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Redattore Sociale del 14-02-2012

L'Uici, lettera a Monti: "Senza l'indennità di accompagnamento condannati agli arresti domiciliari"

Il presidente Daniele: "I ciechi e gli ipovedenti intendono fare sino in fondo la loro parte, ma non possono pagare due volte: come cittadini e come disabili". E annuncia una manifestazione di protesta

ROMA. "Sono Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, un universo di circa due milioni di persone minorate della vista". Comincia così la lettera che il presidente della maggiore associazione di ciechi e ipovedenti indirizza al presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti e ad altri rappresentanti istituzionali. "Un disabile visivo, Simone Salvagnin, porterà la Convenzione delle Nazioni unite sui Diritti delle persone con disabilità sulla cima del vulcano Ojos del Salado in Cile a 6891metri e poi in tandem fino alla Terra del Fuoco. Questa iniziativa è piaciuta molto alla nostra base associativa che mi ha invitato a portare la Convenzione delle Nazioni unite nei luoghi della politica affinché ne venga onorata la firma e la ratifica. Ho il dovere di rappresentarvi la rabbia e la indignazione dei ciechi e degli ipovedenti italiani - prosegue Daniele - che da un tempo a questa parte vedono crollare, l'uno dopo l'altro, i diritti conquistati al prezzo di duri sacrifici e tutto questo mentre la Nazioni unite hanno approvato il più alto documento di civiltà giuridica riguardante i diritti dei disabili. In particolare i ciechi e gli ipovedenti, come del resto gli altri disabili italiani, sono arrabbiati ed indignati per la campagna mediatica contro i falsi ciechi ed i falsi invalidi che sembra organizzata per combattere i ciechi veri ed i disabili veri. I ciechi e gli altri disabili gravi sono arrabbiati ed indignati per il contenuto dell'art. 5 della legge 214/2011 cosiddetta manovra"Salva Italia" che mette in discussione l'indennità di accompagnamento al titolo della minorazione, una delle più belle pagine della civiltà giuridica.

I ciechi e gli ipovedenti italiani sono arrabbiati ed indignati per la cancellazione del contributo concesso all'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti con legge 24/1996, finalizzato all'erogazione di servizi essenziali per la qualità della loro vita. La cecità rappresenta una minorazione gravissima, i cui condizionamenti si sono accresciuti con l'avvento della civiltà delle immagini, (l'83%delle informazioni che arrivano al cervello passano attraverso il canale visivo) che incide non soltanto sulla mobilità della persona cieca, ma su tutti gli aspetti della vita: l'istruzione, la formazione professionale, il lavoro, l'informazione, la cultura, la prevenzione della cecità, la riabilitazione, l'accesso ai beni culturali, alle attività sportive ed al tempo libero. La cancellazione del contributo, prevista dal comma 17 dell'art. 4 della legge di stabilità 2012, costringe la nostra organizzazione a sospendere l'erogazione dei servizi con gravissimo pregiudizio dell'integrazione sociale dei ciechi e degli ipovedenti italiani".

"Il 13 dicembre 2011 i ciechi e gli ipovedenti italiani hanno incontrato i prefetti delle diverse province italiane portando un documento che i Prefetti hanno inviato alla presidenza del Consiglio ed al ministro dell'Interno - continua Daniele -. Quel documento è rimasto senza risposta; ancora una volta, alle sacrosante rivendicazioni dei ciechi e degli ipovedenti si risponde con la noncuranza, con il muro del silenzio. A nome dei ciechi e degli ipovedenti italiani voglio dire grazie all'intero Governo per l'impegno che profonderà nel salvare l'indennità di accompagnamento al titolo della minorazione.

I ciechi e gli ipovedenti intendono fare sino in fondo la loro parte, ma non possono pagare due volte: come cittadini e come disabili.

I ciechi e gli ipovedenti italiani mi invitano con grande determinazione, ad organizzare una manifestazione di protesta. Noi non abbiamo le bombe carta dei pescatori né i tir degli autotrasportatori, ma anche se li avessimo non vorremmo mai usarli perché siamo contro la violenza e crediamo nello stato di diritto. I ciechi e gli ipovedenti rivendicano solo il diritto di esigere concretamente quei diritti che l'art. 3 della nostra Costituzione riconosce a tutti i cittadini, in nome della uguaglianza, e quelli che la Convenzione delle Nazioni unite riconosce in particolare ai disabili".

"Mettiamo fiduciosi nelle vostre mani la Convenzione delle Nazioni Unite - conclude - affinché il Governo, nella sua interezza, ne faccia buon uso. Auspico che i rappresentanti del Governo possano trovare, anche per i ciechi e gli ipovedenti, qualche minuto del loro prezioso tempo per conoscere da vicino almeno qualcuna delle nostre più urgenti problematiche. In attesa, saluto con rispetto e fiducia".

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Redattore Sociale del 16-02-2012

"I diritti conquistati con fatica crollano uno dopo l'altro": rabbia e indignazione dall'Uic

Giornata nazionale Braille il 21 febbraio. L'Unione ciechi e ipovedenti evidenzia le difficoltà a scuola e sul lavoro: "Non toccare l'indennità di accompagnamento". Il presidente Daniele: "La campagna contro i falsi invalidi si ritorce su quelli veri"

ROMA. C'è la campagna contro i falsi invalidi che "si ritorce sui disabili veri" e c'è il diritto allo studio dei ragazzi ciechi e ipovedenti che non è garantito. C'è il rischio che l'indennità di accompagnamento venga legata al reddito e ci sono le pessime prospettive lavorative con le quali devono fare i conti i giovani. C'è preoccupazione e indignazione nelle fila dell'Unione italiana ciechi, che il prossimo 21 febbraio celebrerà l'annuale giornata nazionale del Braille, istituita nel 2007 e dedicata al sistema di lettura inventato dal francese Louis Braille che "ha spalancato ai ciechi le porte della conoscenza". Quel giorno in tutta Italia sono previsti eventi e manifestazioni, ma nella ricorrenza, le parole del presidente nazionale dell'Uic Tommaso Daniele mettono in evidenza "la preoccupazione, la rabbia e l'indignazione dei ciechi e degli ipovedenti italiani che da un po' di tempo a questa parte vedono crollare, uno dopo l'altro, i diritti conquistati al prezzo di duri sacrifici".

Primo punto: i "falsi invalidi". "I ciechi e gli ipovedenti, come del resto gli altri disabili italiani, - afferma Daniele - sono arrabbiati ed indignati per la campagna mediatica contro i falsi ciechi ed i falsi invalidi che sembra organizzata per combattere i ciechi veri ed i disabili veri". C'è poi la legge che ha convertito il decreto "Salva Italia", che - spiega l'Uic - "mette in discussione l'indennità di accompagnamento legata alla minorazione, una delle più belle pagine della civiltà giuridica". Il rischio è di considerare l'indennità di accompagnamento come facente parte del reddito ai fini Isee e che la stessa sia legata ad un limite di reddito. Certo, il sottosegretario Guerra ha rassicurato sul tema, ma secondo il presidente dell'Uic "non bisogna abbassare la guardia perché potrebbe trattarsi di una personale opinione del Sottosegretario non condivisa dalle parti che concorrono alla decisione, dal momento che in tema di Isee sono coinvolti il ministero del Lavoro, dell'Economia, della Salute e la Conferenza delle Regioni". In ogni caso legare l'accompagnamento al reddito costituirebbe "un provvedimento inutile perché non porta soldi nelle casse dello Stato, impolitico perché colpisce una platea di oltre 4 milioni di persone, incivile perché scarica il peso della disabilità sulle famiglie e iniquo perché approfondisce il solco delle disuguaglianze sociali e colpisce al cuore il concetto di pari opportunità".

C'è poi lo studio e il lavoro, aspetti critici per le persone cieche. Sulla scuola, viene fatto notare che "mancano libri di testo, materiale didattico e ogni ausilio necessario all'autonomia" e che di fatto "ai ragazzi ciechi ed ipovedenti non è garantito il diritto allo studio". Per questo, fa sapere l'Uic, "è stato preparato un progetto mirato all'autonomia dei ragazzi ciechi ed ipovedenti nel quale intende coinvolgere il Ministero della Pubblica Istruzione a titolo assolutamente non oneroso e che verrà presentato alla stampa nel prossimo futuro". Iniziativa fatta in collaborazione con la Biblioteca Italiana "Regina Margherita" di Monza, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, l'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione, la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità e il Museo Tattile Statale "Omero" di Ancona.

Infine, la protesta per i problemi del lavoro: "Per i giovani ciechi di oggi - viene detto - si intravede solo il buio, perché le vecchie professioni non sono più spendibili e le nuove non decollano per mancanza di formazione professionale da parte delle Regioni che avrebbero dovuto formare le nuove figure previste dal Decreto Salvi del 2000: operatore di banche dati, addetto alle relazioni con il pubblico, operatore di telemarketing". "Dodici anni di attesa - specifica l'Uic - sono davvero troppi".

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La Stampa del 18-02-2012

Dossier. Non vedenti record in Sicilia: sono il doppio della Lombardia

ROMA. Il finto cieco è uno dei numeri di maggiore successo nel circo dei falsi invalidi che ci costa un miliardo di euro circa di truffe. In Italia ci sono 40.818 ciechi assoluti che percepiscono una pensione e 57.982 ciechi parziali, secondo i dati della Fondazione David Hume. In media sono 95 ciechi assoluti su 100mila residenti. Come mai però in Sicilia i ciechi sono molti di più rispetto alla media italiana, 145 ogni 100mila residenti?. Rischi particolari legati al territorio? Il mare? La conformazione dell'isola? Lo stesso avviene però in Abruzzo, dove sono 143 i ciechi assoluti su 100 mila residenti nella regione o in Sardegna (139). In Lombardia, invece, sono la metà, 70.

Qualcosa non funziona, e non è un caso se da quando sono stati rafforzati i controlli nell'era Brunetta gli arresti sono all'ordine del giorno. Gli ultimi truffatori sono stati scoperti a Napoli agli inizi di febbraio: 32 sono finiti in manette perché i loro certificati medici millantavano infermità di vario tipo. Del tutto inventate, come i timbri apposti sui fogli e i numeri di protocollo. Una truffa da un milione di euro. Poco prima di Natale in cinque erano stati scoperti a Pescara, camminavano con il bastone bianco, eppure uno di loro era persino andato da solo negli uffici dell'Asl a ritirare un certificato e ne aveva controllato il contenuto leggendo. Una truffa da 180 mila euro, ha calcolato l'Inps. Altri 56 sono stati arrestati il 7 dicembre a Napoli.

Una retata al mese. Non era così un tempo. Fino agli anni Ottanta non esistevano verifiche di alcun tipo. Ne vennero introdotte, graduali e blande, mentre il numero di pensioni di invalidità lievitava. Il primo a capire che qualcosa non andava fu Prodi. Sotto il suo governo nel 96 fu stabilito il primo piano di verifiche straordinarie: 100mila controlli senza preavviso. Il doppio l'anno seguente. Poi più nulla. Intanto la spesa annua per l'assistenza agli invalidi civili continuava a crescere: dai 13,5 miliardi di euro del 2006 ai 16,6 previsti nel 2010. E il numero, anch'esso in aumento, degli assistiti: oggi sono 2 milioni 741 mila.

Oltre dieci anni dopo, nel 2008, ci pensa Renato Brunetta, allora ministro, a riprendere le verifiche a tappeto e a sorpresa: 200 mila nel 2009, 100mila nel 2010 su un campione più ristretto di casi più sospetti: assistiti in età troppo giovane, o affetti da patologie dalle quali solitamente si guarisce. Altre 250mila verifiche l'anno vengono disposte per il 2011 e il 2012. Il presidente dell'Inps Mastropasqua annuncia che il 23% dei controlli è andato a buon fine: il 23% delle posizioni controllate sono state irregolari e hanno prodotto revoche delle prestazioni.

E' il ministero del Lavoro a fornire i dati ufficiali per gli anni seguenti. Nel 2009 sono state revocate, dopo 200mila controlli, 21.282 prestazioni (pensioni, assegni o indennità), l'11,6%. Nel 2010, su circa 100mila controlli, sono state revocate 9.801 provvidenze economiche, il 10%. Il totale delle provvidenze revocate in due anni è pari dunque a 31.083 su 300mila controlli.

Ma non sarebbe corretto affermare che i finti invalidi siano circa il 10%. Non lo fa Mauro Nori, direttore generale dell'Inps, secondo cui la percentuale è invece più bassa, circa il 4%, riduzione necessaria perché ad ogni revoca della pensione in genere si risponde con un ricorso e l'Inps finisce per perdere nel 60% dei casi. Quanto è stato risparmiato dopo quattro anni di controlli straordinari? «Welfare Oggi» stima che dopo 800mila controlli tra il 2009 e il 2012, il massimo del risparmio raggiungibile sia di 170 milioni di euro annui. Il che significa che verrebbe tagliato l'1% della spesa complessiva annua sostenuta per le provvidenze economiche.

di Flavia Amabile

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Corriere della Sera del 09-02-2012

I disabili (veri) dimenticati dallo Stato

"Un pazzo costa allo Stato 4 marchi al giorno, uno storpio 5,50, un criminale 3,50...". Iniziava così un problema del manuale di matematica nella Germania nazista del 1940: lo scolaro doveva calcolare, senza quei pesi, quanto si poteva risparmiare. Alla larga dai paragoni provocatori, ma che razza di Paese è quello che taglia i fondi ai disabili? Ed è lecito che sfrutti fino in fondo, come denuncia il Censis, le famiglie che si fanno carico giorno dopo giorno, spesso eroicamente, dell'assistenza?

Pochi numeri, presi da un'inchiesta del "Sole 24 Ore", dicono tutto. Rispetto al Pil, l'Italia spende molto più della media dell'Europa a 15 per le pensioni (16,1% contro 11,7%), come gli altri nel totale del welfare (26,5% contro 26%) ma nettamente meno per la non autosufficienza: 1,6% contro 2,1%. Un quarto di meno.

Non bastasse, negli ultimi anni, nella scia della scoperta di casi come quello emerso la settimana scorsa al rione Santa Lucia di Napoli (dove secondo il "Mattino" 9 su 10 degli invalidi controllati erano falsi) l'accetta si è abbattuta sui costi del pianeta della disabilità colpendo tutti. I furbi ma più ancora i disabili veri, verso i quali lo Stato era già storicamente molto tirchio.

Basti vedere, in un'analisi di Antonio Misiani, il taglio delle due voci che più interessano l'handicap. Dal 2008 al 2013 il Fondo per le politiche sociali precipita nelle tabelle del governo Berlusconi da 929,3 milioni di euro a 44,6. Quello per la non autosufficienza da 300 a 0: zero! Numeri che da soli confermano il giudizio durissimo del Censis: "La disabilità è ancora una questione invisibile nell'agenda istituzionale, mentre i problemi gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate sole nei compiti di cura". Peggio: "L'assistenza rimane nella grande maggioranza dei casi un onere esclusivo della famiglia".

Scegliamo una storia esemplare, una fra centinaia di migliaia. Quella di Gloriano e di sua moglie Mariagrazia. Lui fa l'elettricista, lei lavorava in una fabbrica tessile finché, 28 anni fa, non fu costretta a mollare per seguire Giulia. La piccola aveva dei problemi. Seri. "La prima diagnosi fu emessa dopo quasi 4 anni (non per colpa nostra !..) dalla nascita: "Ritardo psicomotorio con deficit cognitivo in paralisi cerebrale minima"". Problemi che con il passare del tempo si sono sempre più aggravati. Basti dire che, nonostante gli insegnanti di sostegno a scuola, i progetti di recupero, l'assistenza minuto per minuto dei genitori, non ha mai imparato a leggere e scrivere.

Fatto sta che al secondo accertamento sull'handicap, al 18° compleanno, il responso fu netto: "Invalida con totale e permanente inabilità lavorativa 100%". Tanto per capirci, spiega la madre, è del tutto non autosufficiente. Ogni consulto, ogni cura, ogni tentativo d'arginare la progressiva deriva della malattia sono stati inutili. Colpa di un'anomalia, pare, "del cromosoma 16". Finché nel 2006 il degrado è stato nuovamente verificato: "Insufficienza mentale medio-grave in paraparesi spastica (neurologica e sensitiva assonale) cognitiva. Scoliosi e invalidità al 100% con necessità di assistenza continua".

Un calvario. Una vita intera inchiodata minuto per minuto, giorno dopo giorno, anno dopo anno a quella missione. Unici momenti di tregua, indispensabili per respirare e non impazzire, quelli in cui Giulia, sia pure sempre più a fatica, veniva affidata a strutture di assistenza tipo le case famiglia: "Nostra figlia ha sempre desiderato sin da piccola di stare coi bambini prima e poi man mano che cresceva con i ragazzi e comunque in mezzo alla gente". Una soluzione che l'anno scorso aveva permesso a Gloriano e Mariagrazia di fare perfino, evviva, una breve vacanza.

Costava 27 euro al giorno, alla famiglia, l'accoglienza di Giulia in una comunità-alloggio di Abano Terme: "Poi, prima di Natale, ci è stato comunicato che il contributo familiare sarebbe salito a 92 euro e 68 centesimi, cioè la quota alberghiera totale". Troppi, per chi riceve dallo Stato, per prendersi cura 24 ore su 24 di quella figlia totalmente disabile, una pensione lorda mensile di 270,60 euro più l'indennità di accompagnamento di 487,39 per un totale complessivo di 757 euro e 99 centesimi.

I giornali locali ne hanno fatto un caso, giustamente, di quelle cento o centoventi famiglie che di colpo si sono viste togliere quel servizio che per molti rappresentava l'unica occasione per "staccare" un po'. "Diventerà un servizio solo per chi potrà permetterselo?", si è chiesto il settimanale diocesano "La difesa del popolo".

Ma la storia della famiglia di Giulia va moltiplicata, come dicevamo, per centinaia di migliaia. Dice la pagina "La disabilità in cifre" dell'Istat che in Italia i disabili "sono 2 milioni 600 mila, pari al 4,8% circa della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia. Considerando anche le 190.134 persone residenti nei presidi socio-sanitari si giunge a una stima complessiva di poco meno di 2 milioni 800 mila persone".

In primo luogo, ovvio, ricorda uno studio della Caritas Ambrosiana, ci sono i vecchi: "Secondo un'indagine dello Studio Gender, l'Italia spende meno della metà di quanto fanno in media gli altri Paesi europei per l'assistenza agli anziani". Risultato: "la cura dell'anziano non più autosufficiente ricade sulle famiglie. In due casi su tre lasciate a loro stesse. In particolare sono le donne, figlie, mogli, nuore, le indiscusse protagoniste del lavoro di cura".

Per i disabili più giovani, spiega al sito superabile.it Pietro Barbieri, presidente della Fish, la Federazione italiana del sostegno all'handicap, il quadro è lo stesso: "Da noi si spende meno della metà della media europea a 15 per la non autosufficienza. E il dato comprende sia l'indennità civile che l'assistenza domiciliare pagata dai Comuni. Qui non si tratta di prendere provvedimenti più equi, qui si dice alle famiglie "arrangiatevi!"" E a quel punto sapete cosa accadrà? "Che le famiglie cominceranno a chiedere il ricovero per un congiunto non autosufficiente. E a quel punto avremo una maggiore segregazione di persone che non hanno fatto nulla di male e un costo molto più alto per il Paese. Si pensi al costo giornaliero di una degenza".

Facciamo due conti? Questi disabili non anziani, secondo la Fish, sarebbero circa 400 mila. Se le famiglie, abbandonate a se stesse, fossero obbligate a scaricare i figli e i fratelli sul groppone dello Stato, questo sarebbe obbligato a costruire strutture per un costo minimo (dall'acquisto del terreno alla costruzione fino all'arredamento) di 130 mila euro a posto letto per un totale di 52 miliardi. Per poi assumere, stando ai protocolli, almeno 280 mila infermieri, psicologi, cuochi, inservienti per almeno altri 7 miliardi l'anno. Più tutto il resto. Un peso enorme, del quale l'Italia di oggi non potrebbe assolutamente farsi carico.

E allora ti domandi: possibile che lo Stato non si accorga di quanto si fanno carico al suo posto le famiglie? Lo studio presentato ieri dalla Fondazione Cesare Serono e dal Censis, e centrato sulle persone colpite dalla sclerosi multipla e dall'autismo, dice che "il 48,5% dei malati ha bisogno di aiuto nella vita quotidiana. Ma il dato oscilla dal 9,5% di chi si definisce lievemente o per nulla disabile all'83% tra i malati più gravi".

Bene: "Le risposte arrivano quasi solo dalle famiglie. Il 38,1% dei malati riceve assistenza informale tutti i giorni dai familiari conviventi (e la percentuale aumenta tra chi riferisce livelli di disabilità più elevati: 62,8%). L'aiuto quotidiano da parte di parenti non conviventi e amici è più raro (8,1%)". E se è "minoritario il supporto offerto dal volontariato (8,4%)" solamente "il 15,3% riceve aiuto da personale pubblico e solo il 3,3% tutti i giorni". Umiliante.

Tanto è vero che le famiglie, dignitosamente, non chiedono soldi, nonostante si sobbarchino spese molto spesso insopportabili: chiedono collaborazione. "L'assistenza domiciliare è ritenuta uno dei servizi più utili dal 77,5% del campione e il 72,4 ne ritiene necessario il potenziamento". Gli "aiuti economici e gli sgravi fiscali" vengono dopo.

Lo studio presentato ieri dice tutto: "La disabilità della persona con autismo ha avuto un impatto negativo sulla vita lavorativa del 65,9% delle famiglie coinvolte nello studio. In particolare, il 25,9% delle madri ha dovuto lasciare il lavoro e il 23,4% lo ha dovuto ridurre". Uno Stato serio, davanti a numeri così, se lo deve porre il problema. Perché sarebbe inaccettabile scaricare ulteriori responsabilità e fatiche e spese e angosce su quelle famiglie. Ci sono già state, come ricordavamo, stagioni orribili in cui i disabili (si pensi a certi manifesti tedeschi degli anni Trenta...) sono stati visti come un fardello economico. Mai più.

Gian Antonio Stella

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Corriere del Trentino del 01-02-2012

Ipovedenti, nuove frontiere per la riabilitazione

TRENTO. Quanto incide nella vita di relazione l'assenza della vista e come possono compensarla gli altri sensi? Di questo e non solo si è parlato ieri nel corso della conferenza «Il cieco e l'ipovedente: cosa vedono? Dalla ricerca scientifica la qualità della vita», organizzato dalla cooperativa sociale Irifor del Trentino, dall'unione dei Ciechi e degli ipovedenti di Trento e dal Centro mente cervello (Cimec) dell'Università di Trento. «Oggi i neuroscienziati studiano che cosa accade all'interazione tra i sensi quando le persone non hanno la possibilità di utilizzare la vista ha spiegato Massimiliano Zampini del Cimec . Le scoperte più recenti hanno aperto nuove possibilità anche per la riabilitazione degli individui ipovedenti». Gli studi, condotti dai ricercatori del Cimec, riguardanti le abilità percettive e la plasticità cerebrale negli individui ipovedenti e non vedenti, già pubblicati su importanti riviste scientifiche, sono un'anteprima a livello internazionale. «Sappiamo che la totale o parziale assenza di una modalità sensoriale determina processi di riorganizzazione cerebrale sia strutturale sia funzionale ha spiegato Zampini, che si occupa di percezione e integrazione multisensoriale . Quando è conosciuto a fondo in tutti i suoi meccanismi, questo fenomeno di riorganizzazione naturale può essere sfruttato in modo mirato in fase di riabilitazione». Nel caso della cecità, quindi, è stato rilevato come vengono modificate le interazioni tra tatto e udito. Per quanto riguarda l'ipovisione, studi condotti con persone ipovedenti hanno evidenziato un miglioramento nel rilevare la presenza di uno stimolo visivo (una luce) nel caso venga accompagnato da uno stimolo acustico (un suono). «Questi meccanismi di associazione multisensoriale ha detto ancora Zampini ora possono essere applicati a un programma di riabilitazione». Insomma sul campo sono state messe soluzioni innovative che vanno a migliorare interventi già applicati grazie alle nuove frontiere della ricerca. «Per questo ha rilevato Ferdinando Ceccato, presidente della Irifor del Trentino è importante investire sulla ricerca. Cosa che per fortuna, al contrario dell'Italia, il Trentino fa». Il progetto iniziato quattro anni fa ha dato buoni risultati. «È stato dimostrato ha aggiunto Valeria Occelli, ricercatrice Cimec che anche nei ciechi e negli ipovedenti le aree del cervello visive non sono silenti e si attivano con stimolazioni tattili e uditive. Per questo è importante continuare a investire sugli studi e sulla ricerca scientifica della percezione multisensoriale».

di Linda Pisani

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La Gazzetta di Reggio del 19-02-2012

Con "Mite" una ragazza cieca correrà nella 100 Miglia

GUASTALLA. Chiara Tirelli, presidente provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, parteciperà come navigatrice alla 100 Miglia di Guastalla, utilizzando un road book in braille realizzato dal progetto M.I.T.E. La manifestazione organizzata dalla Scuderia Sport Storiche e dall'agenzia di comunicazione Folettiepetrillodesign è riservata alle vetture costruite prima del 31 dicembre 1992. M.I.T.E acronimo di Miteinander, Insieme, Together, Ensemble è un progetto ideato da Gilberto Pozza che permette a ipovedenti o ciechi di partecipare, come navigatori, alle gare automobilistiche. Domenica 11 marzo a Guastalla per il Progetto M.I.T.E. saranno presenti due equipaggi: il primo formato da Emanuele Ferraresi e Chiara Tirelli su Fiat 128 SL coupé del 1972 e il secondo formato da Leonardo Fabbri e Sandra Inverardi su Volvo 122 Amazon del 1961. «Mi piace mettermi in gioco e affrontare esperienze sempre nuove e stimolanti. C'è sempre qualcosa da imparare e qualche limite da superare - dice Chiara Tirelli - è stato Emanuele che, con la sua grande passione per le auto, mi ha coinvolto in questa avventura». Info www.sportstoricheguastalla.com

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Redattore Sociale del 14-02-2012

"Lo sport mi ha cambiato la vita". La passione per il tiro con l'arco di Debora Autiero

L'atleta, 39 anni, è campionessa italiana non vedente di tiro con l'arco con mirino tattile. "Tutte le mie medaglie le ho portate in istituto perché non c'è maggiore gioia che condividere i premi con i miei compagni"

PALERMO. "Questo sport mi rende felice e serena verso gli altri". Parole di Debora Autiero, 39 anni, campionessa italiana non vedente di tiro con l'arco con mirino tattile.

Recentemente, per motivi di salute, non potendo partecipare al campionato di para-archery Italiano Indoor di Palermo, il campione nazionale Nino Lisotta, disabile Inail in carrozzina, le ha voluto dedicare il premio che ha vinto.

Debora in questo momento si sta preparando per concorrere al campionato nazionale di Sarzana in Liguria programmato per il mese di giugno: gareggia per conto dell'associazione Dymond Archery Palermo sponsorizzata dall'Istituto dei Ciechi di Palermo diretto da Gaetano Palmigiano e presieduto da Carmela Patti.

"Per raggiungere buoni risultati e tirare una freccia a 90 metri non basta avere soltanto la vista - sottolinea Debora Autiero -. Non ci vuole neppure tanta forza fisica ma soprattutto tecnica: la freccia ed il braccio devono stare in una sorta di allineamento perfetto per potere dare energia e potenza al tiro".

"Tirare le frecce mi dà una sensazione di benessere complessivo - aggiunge ancora l'atleta -. Lo sport ci rende più felici, aiutandoci a vivere meglio. Tutte le mie medaglie le ho portate in istituto perché non c'è maggiore gioia che condividere i premi con i miei compagni".

La giovane ha perso la vista nel 2005 a causa di un meningioma della doccia olfattiva: un tumore benigno che ha gravemente compromesso i nervi ottici danneggiandoli irreparabilmente. Dopo alcuni mesi dall'evento, Debora decide di avvicinarsi al mondo dei non vedenti, iscrivendosi all'Istituto dei ciechi Florio e Salamone di Palermo dove è stata accolta calorosamente, riuscendo a ritrovare a poco a poco la sua serenità.

"Ho iniziato a praticare questo sport nel 2008 e da quel momento non l'ho lasciato più. Mi sono avvicinata al tiro con l'arco grazie al docente di attività integrative e di sostegno Felice Gulotta - dice Debora Autiero - e l'allenatore Guglielmo Fuchsova, presidente dell'associazione Dyamond Archery e tecnico nazionale della Pararchery che ha sempre creduto molto in me".

Nel 2007, in occasione della giornata paraolimpica di Palermo di piazza Politeama, in cui c'era la presentazione di un ventaglio di prove sportive per i non vedenti, il docente Felice Gulotta ha chiesto informazioni per potere avviare un ciclo di lezioni di tiro con l'arco all'interno dell'istituto dei ciechi.

"Nel 2008 siamo stati, infatti, il primo istituto del sud d'Italia ad iniziare con un progetto questo sport per i non vedenti - riferisce Gulotta -. Il progetto, dedicato a 40 allievi per 40 settimane, oltre ai non vedenti coinvolgeva anche giovani con altre disabilità. Il progetto è stato rinnovato all'inizio dell'anno scorso".

"Le lezioni di tiro con l'arco si svolgono stabilmente due volte alla settimana - prosegue Gulotta -. E' opinione diffusa che possa essere uno sport solo per chi ha una vista molto acuta mentre invece la freccia si tira con tutto il corpo".

"La prima volta che ho provato il tiro con l'arco l'ho fatto solo per rispetto al mio docente - racconta ancora Debora Autiero -. Willi (Guglielmo Fuchsova, ndr) mi ha incoraggiato moltissimo ed è grazie a lui che sono riuscita ad andare avanti perché vedeva in me delle buone qualità: ho deciso poi di avviarmi seriamente a questo sport preparandomi per le competizioni agonistiche".

Dopo solo un mese di allenamento, nel 2010, infatti, Debora partecipa al primo campionato nazionale di Varallo Pombia (Novara) conseguendo due medaglie di bronzo.

"Da quel momento in poi ho cominciato a crederci seriamente - racconta la Autiero -. Il tiro con l'arco mi rilassa molto e soprattutto mi scarica ogni tensione perché non mi fa pensare ad altro se non a fare una buona performance. La buona mira dipende da tutto l'equilibrio complessivo di corpo e mente: la massima concentrazione unita alla buona conoscenza di tutte le sensazioni corporee. Occorre soprattutto riuscire a memorizzare sui tuoi piedi la stessa posizione: una postura armonica che sia vincente e più stabile possibile".

Sempre nel 2010 Debora partecipa ad un altro campionato italiano open nella distanza dei 30 metri a Poggibonsi (Siena) effettuando 60 tiri e ottenendo una medaglia d'oro e una di bronzo. Nell'agosto del 2010 partecipa pure ai campionati europei di Vischi in Francia.

"Durante le nostre gare un ruolo molto importante è quello dello spotter, colui che è come se facesse muovere i nostri occhi, spostandoci il mirino tattile e adeguandolo al meglio alla posizione raggiunta dall'atleta - racconta -. Ogni volta che si tira una freccia lo spotter dice dove è andata in modo da potere regolare e bilanciare la postura".

In vista delle prossime competizioni sportive, l'atleta non vedente attualmente si allena nel centro di tiro con l'arco -ASD Dyamond Archery di Palermo per quattro volte alla settimana.

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L'agenda: appuntamenti del mese di marzo

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Flashback: nel mese appena trascorso

Nel mese di febbraio, in Lombardia si sono riunite le seguenti Commissioni Regionali

Ordine del giorno discusso

1. Comunicazioni della Presidenza Regionale;

2. Analisi del lavoro svolto dalla Commissione nel corso del mandato;

3. Ipotesi di lavoro per la definizione di una strategia complessiva ed in particolare sui seguenti punti:

a) linee guida per la definizione di standard minimi nella scuola,

b) linee guida per la definizione di standard minimi dei servizi extrascolastici,

c) elaborazione di una proposta normativa da sottoporre a Regione Lombardia, in relazione alle competenze di cui all'art. 5 della legge 67/1993;

4. Varie ed eventuali.

Ordine del giorno discusso

1. Comunicazioni della coordinatrice regionale rispetto le linee programmatiche commissione regionale 04/07/2010 e del comitato tecnico scientifico nazionale;

2. Organizzazione dell'incontro regionale di tutti i massofisioterapisti e fisioterapisti u.i.c.i, calendarizzata per sabato 17 marzo p.v. Valutazioni e determinazioni;

3. Comunicazioni esito questionari di rilevazione regionale di categoria;

4. Analisi criticità percorso formativo universitario in fisioterapia. Confronto e spunti da rappresentare al comitato nazionale;

5. Corsi di aggiornamento. Valutazioni e determinazioni;

6. Varie.

Ordine del giorno discusso

1. Lettura e approvazione del verbale della seduta di sabato 3 settembre 2011;

2. Accessibilità e vivibilità di parchi: ipotesi di progetto in accordo con regione lombardia;

3. Definizione del programma per la giornata a Varese, da realizzarsi in primavera, con visita guidata al museo tattile: proposta da sottoporre al Consiglio Regionale;

4. Approfondimento sulla raccolta dati per la creazione della mappatura a livello provinciale e regionale dell'offerta turistica e delle strutture del territorio accessibili e fruibili dai disabili visivi: musei, monumenti, parchi, percorsi nelle città, mostre permanenti, cinema, teatri, etc.;

5. Varie ed eventuali.

a) COMITATO REGIONALE GENITORI

Ordine del giorno discusso

1. Comunicazioni della Presidenza Regionale e della Coordinatrice;

2. Esame delle situazioni territoriali: riferimenti dei Rappresentanti provinciali;

3. Eventuali proposte per le attività da svolgere nel corrente anno;

4. Presentazione delle proposte riabilitative I.Ri.Fo.R. anno 2012;

5. Varie ed eventuali.

b) COMITATO REGIONALE GIOVANI

Ordine del giorno discusso

1. Comunicazioni della Presidenza Regionale e della coordinatrice;

2. Breve discussione sui progetti realizzati fino ad ora;

3. Progetto trekking;

4. Proposta vacanza estiva;

5. Progetto escursione in moto;

6. Varie ed eventuali.

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