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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Febbraio 2012

SOMMARIO

IMPORTANTE - COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA NAZIONALE

Gentili lettori,

il Blocnotes di febbraio si apre con il testo integrale della circolare n. 19 diramata dalla Presidenza Nazionale il 25 gennaio. Se ne raccomanda una lettura attenta e approfondita, poiché il Presidente Daniele in essa traccia un quadro sintetico e completo al tempo stesso dell'attività associativa che sta caratterizzando questo primo scorcio di 2012.

CIRCOLARE DELLA PRESIDENZA NAZIONALE N. 19 - OGGETTO: ALCUNE INFORMAZIONI

Carissimi,

oggi, 25 gennaio, avrei dovuto essere in Germania ad Hannover per partecipare alla riunione del Direttivo dell'Unione Europea dei Ciechi e da lì andare a Strasburgo per rappresentare l'EBU alla Conferenza delle ONG del Consiglio d'Europa ma, un po' per ragioni di economia, e un po' per importanti impegni in relazione alla difesa dell'indennità di accompagnamento al titolo della minorazione e al recupero dei tagli subiti con la legge di stabilità 2012, ho preferito essere qui sul campo, ed ora mi accingo a darvi qualche informazione.

Come sapete FAND e FISH hanno chiesto formalmente di incontrare il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per discutere sul contenuto dell'art. 5 della Legge 214/2011 c.d. manovra "Salva Italia"; la prima risposta è stata pronta ma evasiva; così FAND e FISH hanno convenuto di incontrarsi il giorno 17 gennaio u.s. per fare il punto della situazione e decidere eventuali iniziative. Dopo una lunga ed approfondita discussione, si è preso atto del fatto che l'A.C. 4566 era su un binario morto presso le Commissioni Affari Sociali e Finanze, mentre la materia dell'assistenza era stata ripresa nel suddetto art. 5 che presentava, e presenta, insidie relative all'erogazione dei servizi a favore dei disabili e, soprattutto, dell'indennità di accompagnamento che dovrebbe far reddito ed essere sottoposta al reddito.

Si è convenuto, infine, che non era il caso, almeno per il momento, di organizzare manifestazioni di protesta prima dell'incontro con il Ministro, anche perché una eventuale iniziativa in tale senso avrebbe coinciso con le proteste delle diverse categorie toccate dalla riforma sulle liberalizzazioni delle professioni. Proteste che si sono puntualmente verificate. Si è deciso, quindi, di organizzare per il giorno 22 o 23 febbraio, a seconda della disponibilità della sala, un convegno-protesta per ottenere la partecipazione all'evento del Ministro o, in alternativa, che una delegazione FAND/FISH sia ricevuta dallo stesso.

Questa Presidenza ha informato dell'incontro la Direzione Nazionale, che ha condiviso le decisioni assunte.

La stessa Direzione Nazionale, tuttavia, ha accolto la mia proposta di tener vivo il tema della intangibilità dell'indennità di accompagnamento attraverso una iniziativa dell'Unione che riprendesse i due temi trattati il 13 dicembre in occasione degli incontri con i Prefetti delle diverse città d'Italia.

Ho appreso dalla stampa che un disabile visivo, Simone Salvagnin, avrebbe portato la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle persone con disabilità a 6891 mt. sulla cima del vulcano Ojos del Salado in Cile e poi in tandem fino alla Terra del Fuoco. Mi è sembrata una splendida idea da utilizzare a fini associativi. Ne ho parlato in Direzione Nazionale ed abbiamo convenuto che il giorno 15 febbraio, gli uffici di presidenza regionali disponibili a farlo, porteranno la Convenzione presso le segreterie: del Capo dello Stato, dei Presidenti della Camera dei Deputati e Senato, del Presidente del Consiglio, del Sottosegretario della Presidenza del Consiglio, del Ministro dell'Economia, del Vice Ministro dell'Economia, del Ministro dello Sviluppo, del Sottosegretario allo Sviluppo, del Ministro degli Interni, del Sottosegretario degli Interni, del Ministro del Lavoro, del Sottosegretario al Lavoro e presso le segreterie dei principali partiti politici (IDV, PD, PDL, Terzo Polo).

Ad ogni copia della convenzione sarà allegato un messaggio di protesta per la mancata risposta del Governo alle tematiche della nostra iniziativa del 13 dicembre e di invito al Governo ad onorare gli impegni assunti in materia di diritti umani con la firma e la ratifica della suddetta Convenzione.

Nella stessa riunione la Direzione Nazionale ha deciso di utilizzare la Conferenza Stampa sulla V Giornata Nazionale del Braille, che avrà luogo presso la sede centrale il giorno 16 febbraio alle ore 11,00, per riproporre, con la massima determinazione possibile, il tema dell'indennità di accompagnamento al titolo della minorazione, la difesa del diritto al lavoro per i ciechi, sempre più disatteso dalle pubbliche amministrazioni, e allo studio dei nostri ragazzi che incontrano non poche difficoltà nel processo di integrazione scolastica.

A tale proposito vi informo che il giorno 1° febbraio incontrerò il Presidente dell'Associazione Italiana Editori, Marco Polillo, per ribadire il diritto alla necessità di anticipare al 31 marzo l'adozione dei testi scolastici nelle classi dove sono presenti ciechi o ipovedenti e per migliorare il contenuto della convenzione tra l'Unione e la Biblioteca da una parte e gli editori dall'altra in tema di fornitura dei testi scolastici.

Mi piace, inoltre, informarvi che a seguito dell'approvazione del piano urbanistico da parte del Comune di Roma che contiene anche il progetto del Centro di riabilitazione ed integrazione sociale dei ciechi pluriminorati, approvazione avvenuta il 23 dicembre scorso, si sono incontrati il giorno 19 gennaio, pomeriggio, presso la nostra sede centrale, il Consiglio di Amministrazione della Federazione Nazionale delle Istituzioni pro ciechi e la nostra Direzione Nazionale per confrontarsi sulla opportunità di portare avanti il progetto della costruzione del suddetto centro o chiedere alla politica una diversa utilizzazione del finanziamento di 7.500.000 Euro in tre anni previsto dalla legge 278/2005. Dopo una approfondita ma serena discussione si è convenuto sulla opportunità di proseguire nella iniziativa, pur nella consapevolezza delle difficoltà burocratiche ed economiche che l'Unione avrebbe dovuto affrontare; tale decisione è scaturita dalla constatazione che il tema della riabilitazione dei ciechi pluriminorati è di grande attualità e costituisce un bisogno profondo delle famiglie sulle quali grava il peso dell'assistenza dei ciechi pluriminorati.

Mentre scrivo, la FAND mi comunica che il Ministro Fornero ha convocato per il giorno 31 gennaio alle ore 9,00, presso il Ministero del Lavoro, una delegazione costituita da tre rappresentanti della FISH e tre della FAND di cui faccio parte.

Concludo questa mia informativa comunicandovi che FAND e FISH sono determinate a sostenere la intangibilità dell'indennità di accompagnamento al titolo della minorazione perché considerata una pagina di alta civiltà giuridica irrinunciabile, così come irrinunciabile è, per il mondo sindacale, l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Penso che non sarà facile portare il Ministro sulle nostre posizioni: sarà invocata la drammaticità della situazione nella quale il paese si trova; la necessità che ogni categoria faccia la sua parte per la soluzione della crisi e cose di questo genere. Naturalmente, noi porteremo gli argomenti che abbiamo utilizzato finora, che in qualche misura sono serviti a bloccare l'A.C. 4566 e che conservano, tuttora, la loro indiscussa validità: vogliamo pagare come cittadini e non come disabili.

Prima di concludere davvero, voglio dirvi che sono consapevole dell'impazienza della base associativa, che vorrebbe manifestare ad ogni costo la propria rabbia e la propria indignazione, ma opportunamente le due Federazioni hanno deciso di attendere, per conoscere la reale volontà del Governo e creare la premesse per una protesta vincente. Più volte abbiamo convenuto che una battaglia isolata dei ciechi sarebbe risultata perdente, dobbiamo, quindi, concordare con le due Federazioni i tempi di qualsiasi iniziativa, ferma restando la nostra libertà di assumerne altre a sostegno della causa comune.

Vi informo, infine, che il decreto attuativo del famigerato art. 5 deve essere varato entro il 30 maggio. La nostra apparente tranquillità scaturisce anche da questa consapevolezza.

Nella speranza di potervi dare qualche buona notizia dopo l'incontro, vi saluto cordialmente.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

Sempre la Presidenza Nazionale, poi, il 31 gennaio ha aggiornato la compagine associativa in merito agli esiti dell'incontro col Ministro Fornero comunicando quanto segue con la circolare n. 24.

Carissimi,

come è giusto che sia, suppongo che siate curiosi di sapere come è andato l'incontro di FAND e FISH con le autorità di Governo in oggetto.

Risparmiandovi i dettagli, vi dico subito che si è trattato di un incontro interlocutorio.

Dopo le prime parole incoraggianti del Ministro, sulla volontà del Governo di non colpire i disabili rinunciando a recuperare venti miliardi con l'approvazione dell'A.C. 4566, alla mia domanda se potevamo rassicurare le rispettive basi associative sul ritiro dell'art. 5 del decreto "Salva-Italia" da parte del Governo, il Ministro si è fatto molto più cauto dicendo che non poteva dare una simile assicurazione e che la questione sarebbe stata trattata dal suo Sottosegretario, Maria Cecilia Guerra, molto più competente nella materia.

Sono state, successivamente, poste altre questioni da parte dei presenti sulla legge 68/1999, sulla comunicazione e la lingua dei segni dei sordi e sull'assistenza alle famiglie di pluriminorati; il Ministro ne ha preso atto dichiarando che tutto ciò denotava un ritardo culturale in tema di disabilità. Ci ha salutati affidandoci al Sottosegretario, il quale ha più volte ribadito la disponibilità all'ascolto e all'attenzione. Alla mia richiesta di predisporre un comunicato stampa comune che impegnasse anche il Ministero del Lavoro, è stato risposto che non era il caso e anche alle mie domande sulla posizione del Governo rispetto al tema dell'indennità di accompagnamento concessa al titolo della minorazione e alla sua inclusione tra i redditi da utilizzare per l'ISEE, ha puntualizzato che non era in grado di dare delle risposte al momento perché avrebbe dovuto fare una azione di concerto con il Ministero dell'Economia, della Salute e con le Regioni. Alla mia ulteriore domanda se il testo definitivo sarebbe stato sottoposto all'attenzione delle associazioni dei disabili, ha risposto che avrebbe fatto in modo da tenerci informati pur non potendosi impegnare sulla costituzione di un tavolo tecnico relativo alla problematica.

Da quanto sopra esposto, dobbiamo dedurre che esiste una flebile speranza di collaborazione ma nessuna certezza. Questo significa che dobbiamo continuare a svolgere la nostra azione di sensibilizzazione e di pressione presso le autorità di Governo già programmate dalla Direzione Nazionale: la consegna di una copia della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con allegato un nostro messaggio, la conferenza stampa del 16 febbraio in occasione della V Giornata Nazionale del Braille, la trasmissione sulla rubrica "Parla con l'Unione" programmata per il 1° febbraio e quant'altro decideremo in seguito.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

Visite tattili guidate alla gam: quando la scultura è a portata di mano

L'Associazione di volontariato "Arte Insieme" Onlus, che da tempo organizza visite guidate per le scuole ha predisposto, in collaborazione con la Direzione del Museo, un percorso tattile guidato per non vedenti e ipovedenti alla Galleria d'Arte Moderna (GAM) con sede alla Villa Reale di Via Palestro 16 a Milano.

L'iniziativa, realizzata anche grazie all'apporto dell'Istituto dei Ciechi di Milano e dell'Unione Italiana

Ciechi e Ipovedenti, permetterà ai visitatori affetti da deficit visivo di effettuare la visita accompagnati da un esperto.

Saranno inoltre messi a disposizione dei visitatori un diagramma tattile della facciata della Villa e degli appositi guanti in lattice da utilizzare durante l'esplorazione tattile delle opere.

Le volontarie, poi, faciliteranno l'esplorazione tattile delle sculture insegnando a toccare in modo corretto tutti i dettagli e fornendo spiegazioni di carattere storico artistico.

Il museo è aperto dal martedì alla domenica compresa dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30. L'entrata è gratuita.

Le visite si effettuano su appuntamento contattando i seguenti numeri: 333.1145961 - 335.329383 oppure inviando un email agli indirizzi info@arteinsiememilano.it o arteinsiememilano@gmail.com.

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito di "Arte Insieme" all'indirizzo www.arteinsiememilano.it e quello della GAM all'indirizzo www.gam-milano.com.

CONTRIBUTO PER L'ACQUISTO DI TECNOLOGIE PER LA DISABILITà

Si rende noto che con il ddg n. 9815/2011 (ex legge regionale 23/99), come negli anni scorsi, la regione Lombardia, intende promuovere l'acquisto di tecnologie, ivi comprese quelle comunemente definite col termine di "domotica", per il miglioramento dell'accessibilità dell'ambiente domestico e finalizzate ad estendere le abilità dei cittadini disabili.

Sono beneficiarie tutte le persone disabili che vivono da sole o in famiglia indipendentemente dall'età.

Coloro che hanno già usufruito precedentemente dei benefici della l.r. 23/99 art. 4, commi 4 e 5, con alcune e ben definite eccezioni, possono presentare una nuova domanda, solo dopo 3 anni. Si precisa che i tre anni decorrono dalla data di presentazione della richiesta.

Sono finanziabili le richieste di contributo che prevedano l'acquisizione di strumenti destinati

a prevenire, compensare, alleviare una menomazione o una disabilità" ivi compresi ausili/dispositivi domotici, applicativi informatici, software e adattamenti del computer sviluppati per compensare le diverse disabilità.

Le ASL dovranno destinare alla "domotica" almeno il 40% delle risorse erogate dalla Regione.

Le domande devono pervenire entro il 13 febbraio 2012 alla ASL territorialmente competente presso il Dipartimento ASSI - Servizio Disabili.

Per ulteriori delucidazioni, ci si può rivolgere alla Sezione U.I.C.I. di appartenenza.

DALLA SEZIONE UICI DI BERGAMO

GITA A TRIESTE E DINTORNI

Ricordiamo che la nostra sezione organizza dal 28 al 30 aprile 2012 una gita a Trieste e dintorni.

Il costo di partecipazione è di € 280 a persona, supplemento per camera singola € 50.

Tra le tante ed interessanti cose che andremo a scoprire, sottolineiamo che la sovraintendenza alle arti di Aquileia mette a disposizione importanti reperti archeologici antichissimi da toccare per i non vedenti che partecipano alla gita.

LE ISCRIZIONI DOVRANNO ESSERE EFFETTUATE entro il 10 aprile 2012 solo presso la nostra segreteria sezionale, al numero 035 249208 fax. 035 270720.

La quota da versare alla data di iscrizione è di € 120,00 direttamente alla segreteria o tramite bonifico bancario intestato alla nostra sezione codice IBAN: IT 97 D054 28111090 000 00072450

UBI Banca Popolare filiale di Loreto Bergamo.

Chi utilizza il bonifico bancario è pregato di inviare la ricevuta del bonifico tramite fax alla nostra sezione al n. 035 270720.

Saldo entro il 10 aprile 2012,.

In sezione è disponibile il programma dettagliato della gita.

Comunicazioni varie

DALLA SEZIONE DI COMO

Si avvisano i soci che è disponibile, per l'inoltro via mail dalla Segreteria, il testo della guida alle agevolazioni fiscali per disabili anno 2011, sia in formato pdf che txt accessibile.

Ricordiamo che è stato inserito nel nostro catalogo sezionale il CD contenente le letture delle poesie scritte

dalla nostra socia Maria Luisa Milani dal titolo: "Luci nelle tenebre".

La veste grafica della pubblicazione cartacea fuori commercio è stata curata dall'Associazione gruppo attivo di Camerlata.

Chi volesse riceverlo può telefonare in segreteria.

Si comunica ai soci che è disponibile presso l'aula informatica della nostra sezione un nuovo computer con Windows 7 dotato di screen reader Jaws e NVDA. Tutti coloro che intendono richiedere incontri dimostrativi o lezioni di informatica sono invitati a contattare la nostra Segreteria.

Libertà del 29-01-2012

Provate a guardare ciò che vi circonda attraverso un vetro smerigliato...

RIVERGARO. Provate a guardare ciò che vi circonda attraverso un vetro smerigliato o all'interno di un cono, dove l'unica finestra sulla realtà è un piccolo punto luminoso sullo sfondo: questo è il mondo degli ipovedenti, persone che per i loro problemi di vista hanno grosse difficoltà a cogliere i dettagli dell'ambiente in cui vivono. Un problema che può diventare pesante nel caso il soggetto interessato sia un bambino in fase di apprendimento: per questo le insegnanti della scuola media di Rivergaro hanno da poco iniziato un corso gestito dall'Istituto dei Ciechi di Milano per affrontare al meglio l'inserimento di un ragazzo ipovedente all'interno di una classe. Un ciclo di tre incontri a cui partecipano gli insegnanti (di sostegno e non) dell'istituto comprensivo di Gossolengo e Rivergaro, oltre che altri insegnanti delle scuole in rete (Pianello, Bobbio e secondo circolo di Piacenza) che hanno partecipato al progetto, realizzato con i contributi della legge 440/97.

«Volutamente abbiamo voluto per ora tralasciare gli aspetti più tecnici per mostrare subito agli insegnanti cosa significa in pratica essere ipovedenti e saper gestire un bambino con questo problema» spiega la docente del corso, Giuseppina Origgi con la vicepreside Maria Pia Daldi (che ha portato i saluti del dirigente scolastico) e con la collaborazione della referente Francesca Covati. «Il nostro Istituto collabora da sempre con le scuole, da quando nel '73 siamo diventati centro di consulenza, dopo l'inserimento dei primi bambini non vedenti in classi normali».

Nei prossimi appuntamenti - il 23 febbraio e l'8 marzo presso l'auditorium della Casa del Popolo - le lezioni avranno un taglio laboratoriale: si indagherà la scrittura in braille, fino a prendere in esame una serie di strumentazioni utili all'apprendimento scolastico degli ipovedenti: dal libro "tattile" - con le indicazioni su come costruirne uno - fino ai programmi informatici che consentono di aumentare le dimensioni e il contrasto delle parole sullo schermo del computer.

«Si tratta di un'iniziativa che già dal primo appuntamento ha lasciato gli insegnanti molto soddisfatti, frutto della collaborazione tra l'Istituto dei Ciechi di Milano e la nostra scuola» spiega il dirigente scolastico dell'istituto comprensivo di Rivergaro e Gossolengo Marica Draghi. «È un percorso di integrazione che si rivolge quindi non solo agli insegnanti, ma indirettamente anche agli allievi. E i ragazzi hanno già provato esperienze di questo tipo lo scorso anno con una gita all'Istituto, con il "Dialogo al buio"». Quello a cui fa riferimento la Draghi consiste in una specie di percorso da fare al buio totale, condotti passo dopo passo da guide non vedenti. «Si tratta di un'esperienza emotivamente fortissima, dove siamo noi vedenti ad essere inermi, spaventati e spaesati nel buio» aggiunge la Origgi. «Dal panico iniziale, i ragazzi iniziano poi ad affinare le loro percezioni riuscendo a completare il percorso».

di Cristian Brusamonti

Marketpress.Info del 30-01-2012

Inaugurato a Medea il nuovo centro regionale per bambini ipovedenti

I SERVIZI E LE ASSOCIAZIONI DI 5 PROVINCE IN RETE PER AIUTARE FAMIGLIE E SCUOLE AD AFFRONTARE LA DISABILITÀ VISIVA.

BOSISIO PARINI. "Le organizzazioni sanitarie sono chiamate oggi ad affrontare la sfida delle patologie croniche: tra queste, le malattie neuroftalmiche, che portano a ipovisione o cecità": queste le parole di Grazia Conforti, Direzione Generale Sanità-regione Lombardia, in apertura dell'incontro pubblico "Ipovisione in età evolutiva: servizi in una rete regionale integrata", che si è tenuto all'Istituto Scientifico Medea - La Nostra Famiglia di Bosisio Parini la scorsa settimana. "E' importante parlare di rete tra gli enti territoriali", continua la Conforti, "La Legge 284 del 1997 istituisce i Centri specializzati per la riabilitazione visiva. In Lombardia ne esistono 12 di cui solamente 2 (Medea e Mondino) sono dedicati alla riabilitazione dei bambini". Diventa quindi importante favorire la circolazione delle informazioni e la collaborazione tra i diversi attori: famiglie, associazioni, scuola e servizi, in particolare i servizi provinciali per disabili sensoriali, come hanno sottolineato i referenti delle province di Sondrio (Lucia Angelini), di Lecco (Marilanda Failla Daccò), di Varese (Gabriella Dotti), di Como (Bruno Venturini) e di Monza e Brianza (Rosaria Volpe). "Bisogna sempre partire da una diagnosi clinica precisa ma non ci si può limitare a questa - annuncia Renato Borgatti, primario dell'Uo di Neuropsichiatria dell'età evolutiva del Medea e responsabile del Centro -. Per una rete regionale integrata è importante integrare gli aspetti medici e riabilitativi con quelli di assistenza ed educazione da svolgere sul territorio di pertinenza. Il primo passo per favorire questa integrazione è un portale dedicato (consultabile dal sito www.Emedea.it), al quale partecipano i servizi e le associazioni di cinque province che operano nel campo dell'ipovisione. Puntiamo infatti ad un intervento capillare, che aiuti le famiglie e le scuole ad affrontare il problema. Vista l'attuale crisi economica, dobbiamo cercare di utilizzare al meglio le risorse disponibili". All'incontro erano presenti, oltre ai servizi provinciali, anche le associazioni che operano sul territorio: "Segnalo alcune urgenze - sottolinea Nicola Stilla, presidente lombardo dell´Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - Sono fondamentali la formazione e l'informazione: i terapisti del territorio non sempre hanno le conoscenze per interpretare e strutturare le indicazioni riabilitative date dai Centri e la scuola non è in grado di dare risposte ai bisogni educativi dei bambini ipovedenti e non vedenti. Per non parlare del supporto psicologico alle famiglie". "L'esperienza dei genitori il cui figlio non risponde alle attese ma presenta disabilità è come un viaggio programmato nei minimi particolari in un dato posto che improvvisamente cambia destinazione", continua Donatella Falaguerra, referente dell'Associazione Famiglie Ipovedenti Non vedenti delle province di Como e Lecco. Per questo, le fa eco Silvia Truccolo, dell'Associazione Genitori Ragazzi non vedenti e ipovedenti, "abbiamo bisogno di una rete di sostegno esterna che dia più consapevolezza e informazioni alle famiglie". Come sottolinea Giuseppina Giammari, neuropsichiatra dell'Irccs Medea, "Nel bambino ipovedente la grave disabilità visiva congenita o precoce influisce su numerose aree di sviluppo, perché la funzione visiva è uno strumento di interazione con la realtà privilegiato rispetto agli altri canali sensoriali". L'ipovisione è quindi più grave quando colpisce un bambino, perché alla nascita il sistema visivo non è ancora sviluppato ed una lesione congenita o precoce ne impedisce la maturazione. Il bambino ipovedente spesso usa poco o male il suo residuo visivo e non lo integra con gli altri canali sensoriali. Accanto alla valutazione neuroftalmologica è quindi necessaria anche una valutazione funzionale, mirata a comprendere come vede, o meglio come guarda il bambino ipovedente, come utilizza il residuo visivo, quali strategie devono essere messe in atto per facilitare l'acquisizione delle competenze. In breve, i casi di ipovisione infantile sono complessi e per affrontarli è necessario un team di diversi specialisti: per questo motivo all'Irccs Medea nella stessa giornata sono stati inaugurati i nuovi spazi del Centro di Riferimento Regionale per l'Ipovisione in età evolutiva, dove operano 4 neuropsichiatri, 3 oculisti, 3 riabilitatori, un assistente sociale, uno psicologo e 2 pedagogisti. Il Centro effettua valutazioni diagnostiche e funzionali, formulazioni di indicazioni riabilitative, attività riabilitativa, centro ausili, attività di ricerca e formazione. Nel 2010 ha preso in carico 466 pazienti ipovedenti, per un totale di 6.571 prestazioni. I nuovi spazi del Centro Ipovisione sono stati ristrutturati grazie alla campagna di raccolta fondi "Facciamo crescere insieme l'ospedale amico", attivata per la ristrutturazione dell´intero 4° padiglione nel quale è ubicato il Centro: "fino ad oggi abbiamo raccolto 2.574.617,00 euro, pari al 51,49% della cifra necessaria alla ristrutturazione - afferma soddisfatto Giovanni Barbesino, responsabile del fund raising del Medea -. Non mi stancherò mai di ringraziare quanti ci hanno sostenuto: si tratta di 5 Fondazioni, 20 Associazioni, 40 Aziende e 2000 persone. E' un regalo prezioso per tutti i bambini di cui ci prendiamo cura". www.Emedea.it - www.Lanostrafamiglia.it

Avvenire del 29-01-2012

«Ho guidato il cardinale nel buio»

MILANO. «Ho accompagnato il cardinale Scola in questo cammino nel buio. Con la parola, con il silenzio, tenendolo per mano. Si è lasciato guidare con grande serenità, curiosità, disinvoltura. Non è scontato: l'impatto con l'oscurità totale, l'impossibilità di usare la vista, lo scoprire che hai bisogno di qualcun altro, può generare ansia. Può mandarti in crisi. Con l'arcivescovo non è accaduto. E alla fine si è concesso un buon caffè. Senza zucchero. Credo l'abbia goduto ancora più del solito: l'aroma, il gusto... Al buio tutti gli altri sensi vengono esaltati. E acquisti una nuova coscienza di te».

A parlare è Franco Lisi, una delle guide non vedenti che accompagnano i visitatori nella mostra Dialoghi nel buio, allestita nella sede dell'Istituto dei Ciechi di via Vivaio, dove ieri Scola ha incontrato i giornalisti milanesi per la festa del loro patrono. Il programma prevedeva, dopo l'incontro con l'arcivescovo, l'esperienza di un «Aperitivo al buio». Scola non si è sottratto. Entrando così nella grande famiglia dei 500mila visitatori che dal dicembre 2005 ad oggi hanno varcato la soglia della mostra, ha sottolineato Rodolfo Masto, commissario straordinario dell'Istituto dei Ciechi di Milano.

«Dialoghi nel buio è un percorso in totale assenza di luce che richiede almeno un'ora. Con l'arcivescovo, in considerazione dei suoi impegni, abbiamo dovuto impiegare un tempo minore. Ma è stata ugualmente un'esperienza riuscita - testimonia Lisi -. Nell'incontro con i giornalisti si è parlato della crisi d'oggi e come solo nella relazione con l'altro si trova la via per uscirne insieme. Ebbene: di questa elementare verità la nostra mostra permette di fare esperienza. Il buio è metafora della crisi. Ma se sei aperto alla relazione con l'altro, il buio non ti isola. Non è una prigione. Nel buio riscopri l'equilibrio tra la parola e il silenzio, impari a conoscere il mondo con quei sensi che spesso trascuri. Tu, vedente, ti lasci guidare da un cieco. E impari a superare pregiudizi e stereotipi. Il nostro messaggio - scandisce Lisi - è che l'integrazione passa attraverso l'autonomia. Una città accessibile a tutti. Dove tutti sono ricchezza per l'altro». E dove il vivere assieme, aveva detto Scola ai giornalisti, passa attraverso il «riconoscimento reciproco». Un dialogo nel buio per illuminare nella fraternità i nostri cuori di tenebra.

di Lorenzo Rosoli

Avvenire del 18-01-2012

«Attraverso il baseball ora vedo un futuro»

MILANO. Arrivata in Italia su un gommone, da clandestina, attraversando il mare tra Albania e Italia, di notte. «Mi ricordo il freddo e il cielo stellato su cui concentravo tutta la vista che mi rimaneva», racconta Arjola Dedaj ricordando quel 21 dicembre 1998. Un percorso che, come lei, in quel periodo fecero migliaia di albanesi.

Arjola oggi è una campionessa di danza sportiva per non vedenti e giocatrice di baseball nei Thunder five di Milano. Dodici anni fa è arrivata con la speranza nel cuore che l'Italia potesse diventare l'America. «La prima cosa che sognavo era quella di trovare una cura per tornare a vedere. Speravo che i medici albanesi avessero sbagliato la diagnosi di retinite pigmentosa». Invece la realtà conferma la malattia che porta Arjola alla cecità 6 anni più tardi. «Piangevo sempre per la disperazione e per la vergogna», racconta. Poi un'assistente sociale di Abbiategrasso le fece conoscere l'Istituto dei ciechi di Milano. «La preoccupazione dei miei era quella del lavoro. Prima di perdere la vista ho sempre lavorato. Per alcuni anni in una ditta che produceva nastri da pacco e nella cucina di un ristorante come aiuto cuoco. Ora che ero diventata cieca come potevo mantenermi?». All'istituto Arjola frequenta diligente il "solito" corso da centralinista e un altro per usare il personal computer. Arjola, però, è una ragazza sveglia, molto attenta a cogliere le occasioni. All'istituto sente parlare di un corso per guide al Dialogo al buio, il percorso aperto a tutti che permette di sperimentare luoghi della vita quotidiana in totale assenza di luce. Supera le selezioni e fa un lavoro che le da molte soddisfazioni. In questo periodo conosce anche gli atleti del Gruppo sportivo non vedenti di Milano. «Mi hanno fatto provare il baseball e ho cominciato subito a seguirlo. Mi piace perché richiede concentrazione, istinto, e si svolge all'aria aperta. Il gruppo mi ha accolto molto bene, siamo diventati una squadra affiatata e costruttiva, anche quando si perde non ci si lamenta ma si ragiona sugli errori». Far parte di una squadra è una dimensione nuova per Arjola che aveva cominciato a fare danza sportiva che è disciplina paralimpica. «Con Salvatore Vitacca, vedente, c'è un buon feeling, tanto che abbiamo vinto il campionato italiano 2010 di danza sportiva». Adesso Arjola, 30 anni, vuole prendere il diploma di maturità. «In Albania, soffrivo la scuola per via della malattia. Non riuscivo a partecipare alle attività della classe, leggevo lentamente, non riuscivo a vedere la lavagna, non potevo leggere le cartine geografiche, non so nulla di geografia. Le maestre non erano molto creative. Ero considerata una "povera cieca". In Albania ci sono tanti pregiudizi verso la disabilità». Per questo Arjola ha un obiettivo. «Vorrei fare qualcosa nel mio Paese per dimostrare che anche chi ha una disabilità importante come la cecità, può fare tante cose. Vorrei lavorare perché in Albania non ci siano più discriminazioni».

di Mina Marano

La Gazzetta di Mantova del 12-01-2012

Corse in taxi per i non vedenti. Arrivano 24 viaggi prepagati

MANTOVA. Siglato l'accordo tra il Comune ed il consorzio Taxisti per favorire la mobilità ai soggetti con disabilità visive residenti nel capoluogo. L'iniziativa sperimentale è stata presentata dall'assessore al Welfare, Arnaldo De Pietri, insieme alla presidente dell'Unione Ciechi e Ipovedenti di Mantova, Caterina Vallani, affiancati dalla referente di Rinnovamento Democratico disabili visivi, Tiziana Marchi con Mosè Fiorini e Marco Cremaschi del consorzio dei taxisti, oltre a Franco Bruno direttore dell'Upa. Attraverso l'impiego della Crs, la Carta regionale dei servizi, sarà possibile avere 24 corse taxi prepagate (6 euro ciascuna, se l'importo è superiore la differenza è a carico dell'utente e da corrispondere direttamente al taxista), da consumare nel corso dell'anno. Si è stimato che il servizio possa andare a vantaggio di oltre 35 persone. «E' un punto di partenza - ha spiegato De Pietri -. A seconda dei casi valuteremo le esigenze, subordinate alle risorse del Comune. Siamo i primi in Lombardia». I 23 taxisti cittadini saranno dotati di un Pos in cui inserire la Carta. «Ringrazio l'assessore - ha osservato Marchi -, ma 24 corse sono poche in una città dove gli autobus alle 20 finiscono. Potremo uscire 2 sere al mese e per il resto saremo agli arresti domiciliari. Cerchiamo di andare in giro da soli, utilizzando i mezzi pubblici quando ci sono. Non chiediamo dei privilegi, ma il diritto ad una vita indipendente». Comprendendo le esigenze, l'assessore ha fatto rilevare che «prima il fondo per la non autosufficienza era di 800mila euro, quest'anno sarà pari a zero a causa dei tagli». I taxisti copriranno in ogni transazione il 5%. Fiorini ha annunciato l'intenzione del consorzio di acquistare un pulmino da adibire al trasporto multiplo e protetto. Per accedere ai ticket è necessario presentare domanda agli uffici dei Servizi Sociali, accompagnata da un certificato dell'Asl comprovante la disabilità visiva assoluta o con un residuo non superiore a un ventesimo.

di Graziella Scavazza

Bresciaoggi del 15-01-2012

Il museo di S.Giulia si rinnova on line

Il nuovo sito Internet dedicato al centro culturale dell´arte a Brescia offre tante opportunità agli utenti

BRESCIA. Dopo il recente riconoscimento del complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia come patrimonio dell´Umanità da parte dell´Unesco, la Fondazione sceglie di presentarsi al pubblico con un sito rinnovato e funzionale: una struttura chiara e supportata da una grafica essenziale ed elegante, che affida il fascino del museo bresciano a una rassegna fotografica a scorrimento automatico. Le molte informazioni che un sito come questo riporta sono state organizzate per una navigazione semplice da consultare. Oltre ad aver mantenuto la traduzione in quattro lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo, oltre all´italiano), il nuovo sito fa spazio alla modernità ospitando una nuova gallery di contenuti fotografici e video (direttamente collegati a un canale tematico su YouTube) e alla prossima applicazione mobile che, grazie alla realizzazione in tecnologia HTML 5, consentirà una visualizzazione ottimale su tutti i modelli di smartphone e tablet.

DOPO AVER SPERIMENTATO il nuovo sistema comunicativo nel 2009-2010 sul progetto Jazzineden del polo culturale Nuovo Eden, la Fondazione Brescia Musei apre a 360 a una svolta tecnologica che rispecchia la volontà di andare sempre più incontro al pubblico. In questo senso altra grossa novità è rappresentata dalla piattaforma di prenotazione, progettata per i siti museali bresciani. Il suo utilizzo, nella prima fase di messa a punto, sarà limitato al personale di biglietteria e prenotazione, per essere poi messo a disposizione del visitatore, che potrà prenotare autonomamente sul sito.

Fra le novità da segnalare l´innovativa piattaforma dei Servizi educativi, oltre che un nuovo sistema di gestione per gli operatori museali pensato per semplificare (a insegnanti, scuole, genitori) la facilità di accesso alle informazioni sui laboratori didattici archiviati.

Sono poi evidenziate le iniziative esclusive rivolte a famiglie e gruppi, piccoli e adulti, come «Compleanno al Museo», un regalo nuovo e insolito per introdurre i bambini alla scoperta del Museo di Santa Giulia.

Visto l´impegno costante della Fondazione nel migliorare l´accessibilità ai musei cittadini e l´obiettivo di rendere questi spazi luoghi di frequentazione e condivisione, è stato pensato di dedicare uno spazio particolare a questi temi con la finestra «Museo accessibile», dove saranno disponibili le proposte per avvicinare e facilitare nuove tipologie di utenza, come le iniziative appositamente studiate in collaborazione con il Settore Musei d´Arte e Storia e i vari enti coinvolti nella progettazione delle medesime (come le sezioni bresciane dell´Ente Nazionale Sordi e dell´Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Il nuovo sito si trova all´indirizzo: www.bresciamusei.com.

L'Eco di Bergamo del 19-01-2012

Docenti di sostegno. Più formazione ma a pagamento

BERGAMO. Lunga, ma essenziale alla scuola e al territorio è la strada del futuro insegnante di sostegno, così come è uscita dal convegno sulla professione docente.

All'incontro, organizzato dal segretario provinciale Snals Loris Renato Colombo nella sede dell'ateneo in via dei Caniana, hanno partecipato il dirigente dell'ufficio scolastico Patrizia Graziani, i docenti universitari Virgilio Bernardoni e Giuliana Sandrone. Figura unica in Europa, (l'Italia condivide la scelta della piena integrazione con pochi altri paesi, Spagna e Norvegia fra questi) il docente di sostegno viene da una tradizione di specializzazione che risale alla scuola ortofrenica del 1903, attraversa le scuole speciali abolite dal ministro Falcucci quarant'anni fa e approda nella scuola dell'autonomia come insegnante di sostegno alla classe. Vale a dire come rinforzo ai colleghi disciplinari in vista della maggiore complessità educativa e didattica che la presenza in classe di un alunno disabile implica perché apre la via a una didattica personalizzata per tutti e chiama la scuola a raccordarsi con il territorio per costruire il progetto di vita del disabile.

Purtroppo, hanno sottolineato i relatori del convegno, i docenti hanno frainteso a chi andava il sostegno, appioppando quasi sempre al collega una delega per la gestione separata dell'allievo. Con l'aumento di disabili iscritti ai vari ordini di scuola, la necessità di reperire altri insegnanti specializzati ha reso «il sostegno» la via al ruolo per molti precari anche di dubbia vocazione, mentre la preparazione richiesta si riduceva progressivamente a una manciata di ore. Ora si riparla di un vero corso di specializzazione post-abilitazione disciplinare a numero programmato, al quale si accederà tramite test (come per i Tirocini formativi attivi delle nuove classi di concorso) che sarà organizzato dalle università nell'anno scolastico 2012-2013 suddiviso per ordine di scuola.

La buona notizia è che l'insegnante «di sostegno alla classe» riprenderà dignità e sostanza professionale e potrà farla valere in consiglio di classe (previa alleanza con il dirigente e le famiglie). La cattiva notizia è che l'aspirante deve pagarsi due corsi, quello per l'abilitazione e quello per la specializzazione. Se poi volesse specializzarsi su più ordini di scuole, dovrà pagarsi ulteriore formazione in ingresso. Ma è presto per preoccuparsi, perché il Miur non ha ancora emanato i decreti attuativi che daranno il via alle università, per le quali la formazione dei docenti è uno dei pochi canali di cash rimasti.

NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Congedo straordinario per l'assistenza al familiare disabile in situazione di gravità - Presentazione telematica in via esclusiva - Decorrenze

Si informa che l'INPS, con circolare n. 171 del 30.12.2011, ha fornito le istruzioni operative inerenti alle diverse modalità di presentazione on line della domanda di congedo lavorativo retribuito biennale per l'assistenza al familiare disabile in situazione di gravità.

Si rammenta che il congedo straordinario, continuato o frazionato non superiore a due anni nell'arco della vita lavorativa, è disciplinato ai sensi dell'art. 80, comma 2, della legge n. 388/2000 e dell'art. 42 del decreto legislativo n. 151 del 2001; ne possono usufruire i genitori, i fratelli e le sorelle (cfr. Corte Cost. sentenza 233/2005), il coniuge (cfr. Corte Cost. sentenza 158/2007) ed i figli (cfr. Corte Cost. sentenza 19/2009).

Rimangono esclusi dal beneficio i lavoratori che, pur assistendo un familiare con handicap grave e convivendo con questi, non rientrano in una delle predette categorie. Ad esempio, nipoti, cugini, generi non possono richiedere la concessione dei due anni di permesso retribuito.

In caso di pluralità di figli in situazione di disabilità grave, il beneficio spetta per ciascun figlio sia pure nei limiti previsti dalle disposizioni della legge 104/1992 e tenendo conto che tali periodi di congedo straordinario rientrano nel limite massimo globale spettante a ciascun lavoratore di due anni di permesso per gravi e documentati motivi familiari.

Non è mai possibile per lo stesso lavoratore fruire del "raddoppio"; infatti un ulteriore periodo biennale per altri figli in situazione di disabilità grave è ipotizzabile solo per l'altro genitore (ovvero, nei casi previsti, per i fratelli o sorelle o il coniuge).

Il beneficio non è concedibile se la persona in situazione di disabilità grave da assistere presti, a sua volta, attività lavorativa nel periodo di godimento del congedo da parte degli aventi diritto. Ciò va inteso nel senso che il disabile può avere in essere un rapporto lavorativo, ma non deve prestare concretamente l'attività lavorativa nel periodo di godimento del congedo da parte degli aventi diritto.

Il beneficio è frazionabile a giorni interi.

I beneficiari vanno a percepire una indennità corrispondente all'ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento (precisazione introdotta dal decreto n. 119/2011), per un importo massimo rivalutato anno per anno. Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa; i contributi figurativi accreditati sono utili ai fini sia del diritto che della misura di qualsiasi tipo di pensione (cfr. circolari INPS nn. 85/2002 punto 1 e 14/2007).

Ciò premesso, si fa presente che, a partire dall'1.1.2012, la presentazione delle domande di congedo straordinario dovrà essere effettuata esclusivamente in via telematica, attraverso uno dei seguenti tre canali:

La documentazione eventualmente necessaria al riconoscimento del diritto alla prestazione richiesta, e non già in possesso dell'Istituto, contenente dati non autocertificabili, che deve essere allegata alla domanda, dovrà per il momento essere presentata in formato cartaceo alla Struttura INPS competente (allo sportello oppure spedita a mezzo posta), unitamente alla ricevuta dell'invio telematico della domanda.

Nella prima fase di attuazione del processo telematizzato, è concesso un periodo transitorio, fino al 29.2.2012, durante il quale le richieste di congedo straordinario inviate attraverso i canali tradizionali saranno considerate validamente presentate, ai fini degli effetti giuridici previsti dalla normativa in materia.

Alla scadenza del periodo transitorio i tre canali citati diventeranno esclusivi.

Si informa, infine, che con la necessaria gradualità in ragione della complessità del processo, in futuro l'Istituto provvederà ad estendere e potenziare i propri servizi telematici per la presentazione di altre tipologie di istanze (ad es. le domande di permesso ex lege 104/1992), versamenti, denunce, etc, mediante l'utilizzo dei sistemi telematici, ovvero della posta elettronica certificata INPS, riducendo tempi e costi di produzione.

Al fine di assicurare comunque l'accessibilità ai servizi, con particolare attenzione nei confronti di quei soggetti che si trovino in situazioni di debolezza o che non dispongano delle necessarie capacità o possibilità di interazione con l'INPS per via telematica, si ribadisce la disponibilità anche del canale telefonico, rappresentato dal Contact Center Integrato, n. 803164.

"Parole d'autore. Si scrive handicap, si legge cultura"

Le Sezioni Provinciali di Pordenone della nostra Unione e dell'A.N.M.I.L. hanno dato vita ad un'interessante iniziativa editoriale, della quale volentieri diamo notizia.

Si tratta della raccolta antologica "Parole d'autore. Si scrive handicap, si legge cultura".

Presentata al pubblico lo scorso 18 dicembre presso il Ridotto del Teatro "Giuseppe Verdi" della città friulana, l'opera è:

«Un'antologia di brani, articoli, racconti, poesie, di vari autori, conosciuti a livello nazionale e locale, che si sono cimentati con il tema dell'handicap, nelle sue svariate implicazioni. La disabilità è stata dunque elevata ad elemento di cultura, di arte letteraria e poetica. Letteratura e impegno sociale si combinano in un binomio che non può certo definirsi inedito. L'arte della scrittura ha sempre accompagnato la cronaca degli eventi, la denuncia dei problemi, l'assenza dei responsabili. È nuova, invece, questa iniziativa congiunta, che ha l'intento di unire le forze, per destare l'attenzione della società civile verso un tema che merita approfondimento. Con questo progetto, le due associazioni intendono sensibilizzare gli enti locali, le istituzioni e la cittadinanza intorno al tema della disabilità e alle sue problematiche.

I disagi, gli handicap, le fatiche ma anche le speranze, il riscatto e la dignità delle persone sono al centro di questa antologia di racconti d'autore. Ai generosi poeti e scrittori, che hanno accettato di buon grado di farne parte, è stata fornita una sola traccia: l'handicap. Ne è nata una serie di storie che parlano di disabilità, apartheid, malattia, infortuni sul lavoro. In una parola: di vita.

Hanno partecipato gli autori:

Giulio Angioni, Tullio Avoledo, Ulderico Bernardi, Alberto Bevilacqua, Gabriella Bona, Franco Buffoni, Marco Buticchi, Gianni Cameri, Andrea Camilleri, Maurizio Casagrande, Paola D'Agaro, Guerrino Ermacora, Carlo Favot, Dario Fo, Fabio Franzin, Lu Ragos, Dante Mafia, Claudio Magris, Dacia Maraini, Tino Minetto, Mariangela Modolo, Andrea Molesini, Valeria Montaldi, Marco Munaro, I Papu, Carlo Pontesilli, Marco Salvador, Tiziano Scarpa, Igor Sibaldi, Leonardo Soresi, Valerio Varesi; con uno scritto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, gentilmente concesso, tratto dall'intervento del 3 dicembre 2007 in occasione della "Giornata internazionale delle persone con disabilità".

Il libro è stampato con caratteri tipografici ingranditi ed è corredato dall'omologa versione audio su cd-rom in formato mp3, registrato dalla Biblioteca del Libro Parlato "Marcello Mecchia" dell'UICI di Pordenone, che si è avvalsa dei suoi lettori volontari, affidando a ciascuno di loro la lettura di uno o più brani dell'antologia».

Ringraziamo la nostra Sezione pordenonese e, segnatamente Giorgio Piccinin, che abbiamo fin qui citato, per aver voluto segnalarci l'iniziativa, cui auguriamo ampi riconoscimenti.

L'opera può essere richiesta con un contributo volontario, oltre alle spese di spedizione di 1,50 euro, alla:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Sezione Provinciale di Pordenone

Galleria San Marco, 4

33170 Pordenone

telefono: 0434 21941

fax: 0434 208258

e.mail: uicpn@uiciechi.it.

I contributi versati serviranno al finanziamento della Sezione.

A nome dell'intera Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, esprimiamo il più vivo apprezzamento ai molti Autori che, accettando l'invito a partecipare, con un proprio scritto, a "Parole d'autore. Si scrive handicap, si legge cultura", hanno contribuito a rendere più comprensibili le difficoltà, le esigenze e le aspirazioni nostre e di tutte le persone con disabilità.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

Congedo biennale per assistenza familiari disabili - Circolare INPDAP 28.12.2011, n. 22

Si informa che l'INPDAP con la circolare n. 22 del 28.12.2011 ha svolto una efficace ricognizione della disciplina vigente in tema di periodi di congedo riconosciuti in favore dei familiari di portatori di handicap dall'art. 42, commi da 5 a 5-quinquies, del decreto legislativo 151/2001, alla luce dei più recenti interventi legislativi, giurisprudenziali ed amministrativi.

Dal momento che a questa Presidenza Nazionale sono pervenute numerose richieste di chiarimenti su tale tematica, si ritiene di fare cosa utile sintetizzando di seguito gli aspetti maggiormente rilevanti per i non vedenti e le loro famiglie.

Fonti normative

Il congedo biennale retribuito è previsto dal combinato disposto dall'articolo 4, comma 2, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e dall'articolo 42, commi da 5 a 5-quinquies, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, così come sostituito dalla lettera b) del comma 1 dell'art. 4 del decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119.

Soggetti aventi diritto

Il decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 disciplina all'articolo 42 una particolare tutela in favore dei familiari di soggetti portatori di handicap in condizione di gravità, riconoscendo il diritto ad un congedo straordinario per un periodo massimo di due anni nella vita lavorativa dei richiedenti, fruibile anche in forma frazionata.

Il beneficio riguarda i lavoratori dipendenti che assistono una persona disabile in situazione di accertata gravità, non ricoverata a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che, in tal caso, i sanitari richiedano espressamente la presenza del soggetto che presta assistenza. Per ricovero a tempo pieno deve intendersi il ricovero per le intere ventiquattro ore presso strutture ospedaliere o analoghe, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

La norma citata fornisce una elencazione dei soggetti aventi diritto alla fruizione del congedo secondo un preciso ordine di priorità stabilito dall'articolo 4 del decreto legislativo di modifica (n. 119/2011), il quale, sul punto, ha recepito le diverse sentenze della Corte Costituzionale che hanno ampliato, nel tempo, l'originario numero dei beneficiari.

L'ordine è il seguente:

1. Coniuge della persona gravemente disabile, qualora convivente con la stessa (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 158 del 18 aprile 2007).

2. Genitori, naturali o adottivi. Il beneficio spetta in via subordinata in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, alla madre o al padre e non può essere utilizzato contemporaneamente da entrambi i genitori. È possibile usufruire del beneficio anche se l'altro genitore non lavora, sia in caso di figlio minorenne che maggiorenne. Non è richiesta la prova di convivenza con il soggetto disabile e non è previsto alcun limite di età del soggetto che assiste il disabile.

3. Figlio convivente del soggetto disabile grave. Il diritto è riconoscibile, sempre in subordine, e quindi in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre della madre, anche adottivi (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 19 del 26 gennaio 2009).

4. Fratelli e sorelle. Il diritto è riconoscibile, con il requisito della convivenza, in via di ulteriore subordine in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 233 del 16 giugno 2005).

Pertanto, essendo l'elenco dei criteri di priorità da considerarsi tassativo, il congedo straordinario non può essere fruito indifferentemente dai familiari prima indiciati ma solo nel'ordine previsto; inoltre nipoti, cugini, generi o altri familiari, pur assistendo, in convivenza, un familiare con handicap grave, non hanno diritto alla concessione del congedo.

Si sottolinea, comunque, che conformemente alle linee generali della normativa vigente, alle pronunce giurisdizionali ed ai conseguenti indirizzi interpretativi del Ministero competente, anche per il diritto alla fruizione del congedo straordinario non è più necessario, per il soggetto richiedente, dimostrare l'impossibilità di prestare assistenza da parte di altri familiari conviventi aventi pari diritto, stante l'esclusiva riconducibilità all'autonomia privata e familiare della scelta su chi, all'interno della famiglia del portatore di disabilità, debba prestare assistenza.

In ordine all'esatta portata del termine convivenza, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha evidenziato quanto enunciato dalla stessa Corte Costituzionale nella già citata sentenza n. 19/2009 circa la necessità primaria di "assicurare in via prioritaria la continuità nelle cure e nell'assistenza del disabile che si realizzano in ambito familiare, al fine di evitare lacune nella tutela della salute psico-fisica dello stesso". Ne consegue che, alla luce della necessità di prestare un'assistenza continuativa, per soddisfare il requisito della convivenza, occorre far riferimento in via esclusiva alla residenza ex articolo 43 C.C., e non al domicilio e a tal fine non è richiesto neppure il requisito della coabitazione.

Condizione di gravità

La condizione indispensabile per la richiesta del congedo è che il disabile da assistere sia stato accertato come handicappato in situazione di gravità (articolo 3, comma 3, della legge 104/1992). A tal fine è ammessa la sola certificazione rilasciata dall'apposita Commissione medica, di cui all'articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, presso l'Azienda USL di competenza.

Ai fini dell'ammissione al congedo straordinario in esame non è più richiesto il requisito dei 5 anni dall'avvenuto riconoscimento della situazione di handicap grave, avendo in tal senso disposto l'articolo 3, comma 106, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004).

Va, infine, precisato che nell'ipotesi in cui il certificato di handicap grave venga revocato nel corso della fruizione del congedo retribuito, il beneficio decade immediatamente. Il congedo non può essere, inoltre, concesso per un periodo che superi l'eventuale termine di validità dello stesso certificato.

Modalità di fruibilità del congedo

Premesso che il congedo straordinario di cui trattasi deve essere concesso dal datore di lavoro entro 60 giorni dalla richiesta dell'interessato, lo stesso non può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell'arco della vita lavorativa.

Tenuto conto, quindi, che il limite normativamente sancito è il biennio nell'arco dell'intera vita lavorativa, il lavoratore non può beneficiare di due o più periodi biennali in presenza di due o più familiari in situazione di disabilità grave.

Va opportunamente rammentato, inoltre, che tale beneficio rientra nella più ampia fattispecie di congedo introdotta dall'articolo 4 della legge n. 53/2000, che ha previsto il diritto al congedo straordinario biennale non retribuito "per gravi e documentati motivi familiari", i cui criteri di individuazione, oltre che le patologie, sono stati definiti dall'articolo 2 del decreto ministeriale n. 278/2000.

Pertanto, essendo il più ampio congedo di cui all'articolo 4, comma 2, della legge 53/2000 complessivamente fruibile nel limite massimo dei due anni, non è possibile per lo stesso lavoratore, che ha già usufruito del congedo biennale retribuito ex articolo 42 decreto 151/2001, richiedere l'ulteriore congedo non retribuito, o viceversa.

Il congedo può essere richiesto anche nel caso in cui l'assistenza sia rivolta ad un familiare disabile che svolga, nel periodo di godimento del congedo, attività lavorativa.

Al riguardo, la Direzione Generale per l'attività ispettiva del Ministero del Lavoro, con nota prot. n. 25/I/0011633 del 6 luglio 2010, ha sottolineato come, in tal caso, la necessità o meno di assistenza, a giustificazione della richiesta di congedo, vada valutata caso per caso, non essendo conforme allo spirito della normativa che lo prevede porre, a priori, un limite alla fruizione del congedo da parte di colui che assiste il familiare disabile.

Il congedo e fruibile anche in modo frazionato (a giorni interi, ma non ad ore).

Ai fini della frazionabilità, tra un periodo e l'altro di fruizione, è necessaria l'effettiva ripresa del lavoro, affinché non vengano computati nel periodo di congedo i giorni festivi, i sabati e le domeniche.

Il citato art. 42, al comma 5-quater, prevede inoltre che i soggetti che usufruiscono del congedo straordinario per un periodo continuativo non superiore a sei mesi hanno diritto ad usufruire di permessi non retribuiti in misura pari al numero dei giorni di congedo ordinario che avrebbero maturato nello stesso arco di tempo lavorativo.

Situazioni di incompatibilità e compatibilità

Incompatibilità

Il congedo ed i permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge n.104 del 1992 non possono essere riconosciuti a più di un lavoratore per assistenza alla stessa persona. Fa eccezione a tale regola l'ipotesi di assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità; in tal caso, infatti, i diritti di cui sopra sono riconosciuti ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, ma negli stessi giorni l'altro genitore non può fruire dei benefici di cui all'articolo 33, commi 2 e 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e 33, comma 1, del decreto n. 151/2001.

Compatibilità

Il congedo straordinario può essere concesso ad un genitore nello stesso periodo in cui l'altro genitore fruisce del congedo di maternità o parentale per il medesimo figlio. Tali benefici sono infatti finalizzati a tutelare situazioni completamente diverse.

Attività lavorativa del richiedente

Il congedo non può essere richiesto nei periodi di sospensione totale dell'attività lavorativa.

Infatti, l'articolo 4, comma 2, della legge n. 53 del 2000, in combinato disposto con il comma 5 del richiamato articolo 42, nel fissare le condizioni e le modalità per la richiesta di congedo, continuativo o frazionato, stabilisce che " ... durante tale periodo il dipendente conserva il posto di lavoro ... e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa".

Dal contenuto delle disposizioni di legge indicate si evince che l'effettivo svolgimento della prestazione lavorativa da parte del richiedente il congedo costituisce presupposto indefettibile per ottenerne la fruizione.

Indennità erogabile

Durante i periodi di congedo i richiedenti hanno titolo ad un'indennità economica corrispondente all'ultima retribuzione percepita, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento.

In merito alla quantificazione del trattamento economico la riconducibilità ai criteri di fissità e continuatività delle voci retributive comporta l'esclusione di qualsiasi compenso avente natura straordinaria o direttamente collegato all'effettiva prestazione lavorativa ovvero alla produttività e ai risultati.

Contribuzione a carico delle Amministrazioni ed Enti iscritti

Per i pubblici dipendenti l'indennità economica deve essere corrisposta dall'Amministrazione oppure Ente datore di lavoro, cui peraltro va inoltrata la domanda per ottenere il beneficio.

Ai fini contributivi, trattandosi di congedo retribuito, non è previsto l'accredito figurativo a carico dell'INPDAP e deve essere pertanto versata, da parte delle Amministrazioni ed Enti datori di lavoro dei soggetti richiedenti, la contribuzione obbligatoria da quantificare sulla base dei trattamenti corrisposti.

Detto trattamento non è invece assoggettato alla contribuzione TFS/TFR, in quanto il congedo di cui trattasi non rileva ai fini del trattamento di fine rapporto e, quindi, per gli aventi diritto, ai fini del trattamento di fine servizio.

Indennità, ferie e 13a mensilità

Il comma 5-quinquies dell'articolo 42 prevede testualmente che il periodo di congedo non rileva ai fini della maturazione delle ferie e della tredicesima mensilità.

Si ritiene utile evidenziare che al congedo di cui trattasi non viene estesa la medesima disciplina sul trattamento economico dei riposi e permessi riconosciuti per l'assistenza ai figli con handicap grave, di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Sul punto, a sostegno del diverso trattamento tra congedo e permessi in materia di ferie e tredicesima mensilità, si è già espresso il Consiglio di Stato con il parere n. 3389 del 2005, secondo il quale il congedo straordinario retribuito previsto dal comma 5 dell'articolo 42 ed i permessi della legge 104, pur tutelando una comune finalità sociale, hanno natura diversa in quanto "il congedo parentale è costituito dalla censura totale della prestazione lavorativa, per periodi più o meno lunghi, frazionati o continuativi. L'astensione determina uno stato di parziale quiescenza del rapporto, con una sua piena reviviscenza una volta spirato il termine del congedo. I permessi sono assenze temporalmente assai limitate e brevi. Esse si collocano nell'ambito di una sostanziale continuità".

Attività formative anno 2012 - Erogazione attività didattiche on line della sede centrale - Corsi di preparazione agli esami per il conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL)

L'I.RI.FO.R. centrale, con propria circolare diramata il 27 gennaio u.s. comunica quanto segue.

Questo Istituto, nel quadro delle iniziative programmate per il 2012, realizza anche per quest'anno quattro edizioni del "Corso on line di preparazione agli esami per il conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL)".

Per la partecipazione è necessario essere dotati di una postazione informatica con accesso ad internet, nonché essere in possesso delle conoscenze informatiche di base.

La partecipazione ad una singola edizione, prevede da questo anno un contributo spese di € 30,00 per i partecipanti con disabilità visiva e di € 60,00 per i partecipanti normodotati da versare tramite conto corrente postale n. 34340000 intestato a: I.Ri.Fo.R. onlus - via Borgognona, 38 00187 Roma, indicando come causale "Iscrizione Corso ECDL 2012 - edizione n. ".

Gli interessati dovranno far pervenire a mezzo posta o via fax, l'allegata domanda di partecipazione all'edizione prescelta con la ricevuta del rimborso spese, secondo l'importo dovuto, almeno dieci giorni prima della data di inizio edizione.

E' necessario comunicare, altresì, un indirizzo di posta elettronica corretto, a garanzia di una valida iscrizione.

Modalità operative

L'erogazione di ognuna delle edizioni dei Corsi avverrà tramite la piattaforma didattica dell'Istituto, a cui ogni partecipante potrà accedere a seguito di inserimento di appositi identificativi e password che saranno comunicati individualmente dopo l'avvenuta iscrizione.

Il corso on line consiste nell'erogazione settimanale delle lezioni che compongono i singoli moduli dell'ECDL, oltre alla presenza settimanale (venerdì), in orario fisso, di un tutor che assicurerà i chiarimenti necessari a favorire il miglior apprendimento dei corsisti.

E' altresì presente un apposito Forum per lo scambio di osservazioni e comunicazioni tra i corsisti.

A conclusione di ognuno dei sette moduli, è, inoltre, prevista l'erogazione di specifiche esercitazioni on line.

Le date programmate per l'inizio delle quattro edizioni dei Corsi sono le seguenti:

I Edizione: 26 marzo 2012

II Edizione: 28 maggio 2012

III Edizione: 24 settembre 2012

IV Edizione: 26 novembre 2012.

In relazione all'edizione prescelta, gli interessati dovranno inviare inderogabilmente l'iscrizione entro dieci giorni prima dell'inizio delle lezioni.

Esami per il conseguimento dell'ECDL

Per quanto riguarda gli esami previsti per il conseguimento dell'ECDL, gli iscritti avranno facoltà di sostenerli presso qualsiasi test center accreditato da AICA o presso la sede formativa dell'I.Ri.Fo.R. (test center accreditato AICA) sita a Roma, Viale Parioli, 55.

Per qualsiasi altra informazione anche inerente la modulistica per inoltrare la domanda d'iscrizione è disponibile la segreteria dell'Istituto ai seguenti numeri telefonici: 06/69988606 o 06/69988607 oppure è possibile inviare una e-mail all'indirizzo segreteria@irifor.eu.

Sede centrale: circolari diramate nel mese di gennaio

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet www.uiciechi.it

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

Superando.it del 23-01-2012

Falsi dati e veri invalidi

(di Carlo Giacobini)

La campagna contro i cosiddetti "falsi invalidi" è stata strumentale, mediatica, spendacciona, iniqua, inutile e anche ipocrita. Ha assunto toni drammatici prima, epici poi: la piaga, secondo la "vulgata", era una delle cause principali dei disastri del bilancio italiano. E invece si tratta di una questione che sta creando e che continua a creare danni alla Pubblica Amministrazione e all'erario, a voler tacere dei disagi per centinaia di migliaia di Cittadini. I fatti e i dati - quelli veri - parlano chiaro. E tuttavia, controparti come l'INPS o il Ministero del Tesoro sono assai "dinamiche", tanto che oggi c'è qualcosa di peggio anche delle centinaia di migliaia di controlli. Nel 2011, infatti, è stata approvata una norma che scoraggia i ricorsi e che pone chiaramente l'INPS in una posizione di forza rispetto ai Cittadini ricorrenti!

La lettura dell'appassionata requisitoria di Fabio Savoldi su queste colonne [si legga INPS: chi è caduto nella trappola?, N.d.R.] non lascia indifferenti, anche se qualche "anima candida" continuerà a chiedersi se si tratti dell'ennesimo sfogo oppure se vi siano davvero solide basi dietro quell'appello all'azione. Le stesse "anime candide" che non si sono mai poste dubbi attorno a tanti luoghi comuni (in questo caso la "piaga dei falsi invalidi") purché asseverati su carta e in video e che ti accusano di partigianeria se ti permetti di dichiarare la "nudità del re".

La campagna contro i "falsi invalidi" è stata strumentale, mediatica, spendacciona, iniqua, inutile, ipocrita. Ha assunto toni drammatici prima, epici poi: la piaga, secondo la "vulgata", era una delle cause principali dei disastri del bilancio italiano. Ha creato e continua a creare danni alla Pubblica Amministrazione e all'erario, a voler tacere dei disagi per centinaia di migliaia di Cittadini.

Ma restiamo ai crudi fatti. Li elenchiamo, in modo disomogeneo.

1. I controlli sui falsi invalidi non li ha inventati Tremonti. I primi piani di verifica straordinaria, infatti, furono fissati già nel 1996 dal primo Governo Prodi. Le misure normative erano contenute in uno dei primissimi Decreti Legge emanati da quel Governo (323/96), con la Legge 425/96 che stabilì tra l'altro «un piano straordinario per l'effettuazione di almeno 150.000 verifiche sanitarie [...] da effettuarsi, anche senza preavviso, nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo».

2. Con l'articolo 52 della Legge 449/97 verrà poi fissato un ulteriore piano straordinario da 100.000 verifiche da effettuarsi fra il 1998 e 1999. Come andarono quelle verifiche? Quante furono le provvidenze revocate? Non esistono, a conoscenza di chi scrive, dati definitivi, circostanziati e accessibili. Non se ne sa nulla.

3. Nel 2008 si inizia a programmare, in modo sistematico, una nuova intensa verifica sulle invalidità civili. Si formalizza questo intento con la Legge 133/08 che all'articolo 80 prevede un ingente piano straordinario di almeno 200.000 posizioni. Ci penserà l'INPS.

4. L'individuazione del primo campione di 200.000 persone da sottoporre a visita è demandata a un successivo Decreto Ministeriale del 29 gennaio 2009 che esclude dai controlli le persone affette dalle patologie di cui al Decreto del 2 agosto 2007 (gravi patologie stabilizzate o ingravescenti), i residenti in Regione Valle d'Aosta e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, ma anche le persone di età inferiore ai 18 anni e di età superiore ai 78 anni, i titolari di prestazioni sospese, gli invalidi inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione rispettivamente dopo il 1° luglio 2007 o entro il 30 giugno 2010. Il campione, quindi, non è rappresentativo della totalità degli interessati.

5. Mentre sono ancora in corso i controlli predisposti nel 2008, su proposta del Governo, il Parlamento approva, nel mese di agosto dell'anno successivo, la Legge 102/09, ove l'articolo 20, dal titolo Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile, prevede altre 100.000 verifiche nel corso del 2010, affidate, ovviamente, all'INPS, che questa volta cambia le regole di definizione del campione il quale viene estratto su: i titolari di indennità di accompagnamento (ciechi e invalidi) e di comunicazione, ma solo di età compresa fra i 18 e i 67 anni compiuti; i titolari di assegno mensile di assistenza (invalidi parziali), ma solo di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Inoltre, il campione è stato estratto solo su chi percepisce assegni o indennità da prima del 1° aprile 2007 (Circolare INPS n. 76 del 22 giugno 2010). Le verifiche non riguardano, quindi, né i minori, né gli anziani oltre i 67 anni di età (cioè la fascia più ampia dei percettori di indennità di accompagnamento), né gli invalidi al 100% che ricevono la sola pensione di invalidità.

6. Non sono ancora iniziati i controlli previsti per il 2010, che - sempre su proposta del Governo - dopo una combattutissima conversione del Decreto Legge 78/10 - viene approvata, il 30 luglio 2010, la Legge 122/10.

Questa volta, in modo altrettanto significativo, l'articolo che qui ci interessa si intitola Riduzione della spesa in materia di invalidità. Si tratta dell'articolo 10, che prevede un Piano Straordinario di 250.000 verifiche nel 2011 e nel 2012. Totale: 500.000 verifiche in due anni.

7. Nel febbraio 2011, informalmente (cioè senza indicare nel dettaglio i dati) il presidente dell'INPS, Antonio Mastrapasqua, dichiara che nel corso del 2010, sono "andati a segno" il 23% dei controlli, che cioè il 23 per cento delle posizioni controllate sarebbero state irregolari e avrebbero prodotto revoche delle prestazioni. I giornali sintetizzano: «Un invalido su quattro è falso» (ovviamente pochi precisano che il dato sarebbe sul campione sapientemente selezionato dall'INPS).

8. Nella seduta del 21 luglio 2011, la Camera approva cinque mozioni relative a diverse questioni sull'invalidità. Quattro di esse, esplicitamente, partono dal presupposto (dichiarato e agli atti) che un invalido su quattro controllato dall'INPS fosse un "falso invalido" (dati poi, nel silenzio generale, smentiti dal Ministro del Lavoro e dall'INPS stesso). Tutte le mozioni sono approvate a maggioranza.

9. Agosto 2011: dalle colonne di tante testate giornalistiche viene maldestramente ripreso il comunicato stampa (del 18 agosto) della Guardia di Finanza, titolando Falsi invalidi smascherati dalla GdF.

In realtà il comunicato delle Fiamme Gialle (conviene sempre leggere la fonte e non le notiziole di riporto), si riferisce a fenomeni ben più ampi e gravi delle false invalidità. La Guardia di Finanza ha effettuato infatti 11.000 controlli su persone che fruivano di prestazioni sociali agevolate (ad esempio sconti sugli asili nido, borse di studio, sostegni al reddito, assegni sociali ecc). In prevalenza le contestazioni riguardano le false dichiarazioni dei redditi. Falsi poveri, quindi. Ne hanno beccati e denunciati 3.000. Il comunicato, pur marginalmente, parla anche di "falsi ciechi" scoperti a guidare l'auto o andare in bicicletta. Cita un esempio il cui video (qualcuno ricorda il finto cieco che getta il sacchetto dell'immondizia facendo canestro nel cassonetto?) è già abbondantemente circolato su tutti i TG circa quindici giorni fa. Di falsi invalidi, a parte che nel titolo, non si parla, non si riportano cifre, né dati, né evidenze che invece sono molto dettagliate in tutti gli altri casi, compresi quelli dei finti braccianti, finti disoccupati o finti poveri. Da notare che non è l'INPS ad averli beccati.

10. Su interrogazione scritta e reiterata del deputato Reguzzoni, capogruppo alla Camera della Lega Nord, il Ministro del Lavoro, nell'ottobre del 2011, fornisce le informazioni sugli effetti dei controlli: nel 2009 sono state revocate, in seguito a 200.000 controlli, 21.282 prestazioni (pensioni, assegni o indennità). Nel 2010, su circa 100.000 controlli, sono state revocate 9.801 provvidenze economiche. Il totale delle provvidenze revocate in due anni (300.000 controlli) è pari dunque a 31.0831.

Secondo i dati ministeriali, la percentuale delle prestazioni revocate sul totale è stata dell'11,6%2 nel 2009 e del 10% nel 2010% (dati del Ministero del Lavoro, ottobre 2011). Quindi il Ministero smentisce ciò che aveva affermato Mastrapasqua nel febbraio precedente.

11. «Abbiamo revocato pensioni di invalidità per il 10%, per il 35% abbiamo modificato il giudizio sanitario. Per le revoche siamo in attesa di eventuali contenziosi». Lo dice Nori a fine settembre 2011 durante un convegno promosso dalla Confcommercio abruzzese.

Mauro Nori è il direttore generale dell'INPS ed egli ritiene dunque che per le pensioni di invalidità, la quota di "falsi invalidi" sia pari al 4%. Ma come arriva a tale conclusione? Sa bene che, alla fine degli inevitabili ricorsi, l'INPS soccombe in giudizio nel 60% dei casi (Fonte: Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) per l'esercizio 2009, Corte dei Conti, Delibera 84/10, p. 104). Il che significa che quel 10% è al lordo del contenzioso.

12. Nel corso del 2010 l'ordinaria attività dell'INPS boccheggia, rallenta, è costretta a ricorrere sempre più a risorse esterne (medici, soprattutto, ma anche legali). Gli stessi tempi di attesa per la convalida dei verbali "ordinari" di invalidità civile sono sempre molto lunghi. Lo dichiara senza mezzi termini la Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria Dell'istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) per l'esercizio 2010 (Delibera 77/11). L'esecuzione del piano straordinario di controllo sui "falsi invalidi" ha danneggiato indirettamente anche chi non è stato convocato a visita, poiché i tempi di convocazione ed emissione del verbale si sono comunque dilazionati.

Se questi sono i fatti, viene ora da chiedersi: quanto è riuscito a risparmiare lo Stato grazie a questa operazione di "pulizia"? Il calcolo, estremamente prudenziale, è stato oggetto di uno studio pubblicato dalla rivista «Welfare Oggi» (n. 4/2011 - Maggioli Editore), al quale chi scrive ha avuto la soddisfazione di partecipare.

Ebbene, facendo la stima sulle minori spese dovute alle revoche, è prevedibile una somma pari a 150 milioni di euro all'anno. Questa cifra è però lorda. Vanno tolti infatti i costi amministrativi e legati all'accertamento, stimabili in 45 milioni di euro annui. Ancora, vanno tolti gli importi relativi ai ricorsi che l'INPS perde mediamente ogni anno: altri 35 milioni.

Nella migliore delle ipotesi, dunque, si "risparmiano", secondo quello studio, 70 milioni di euro all'anno, cifra che per altro non considera le spese legali connesse ai ricorsi persi.

«Welfare Oggi» stima - in modo estremamente prudenziale e favorevole all'INPS - che dopo 800.000 controlli in quattro anni, il massimo del risparmio raggiungibile sia di 170 milioni di euro annui. Il che significa che verrebbe "risparmiato" l'1% della spesa complessiva annua sostenuta per le provvidenze economiche.

E tuttavia, nonostante queste evidenze, nel 2012 proseguiranno i controlli, anche se abbiamo l'impressione che INPS ne farebbe ormai volentieri a meno.

Questi elementi e molti altri la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) li ha ripetutamente documentati, dimostrati, evidenziati. Le "uscite" del «Sole 24 Ore» e del «Corriere della Sera» non nascono dal nulla. Non sono casuali. L'impegno per fare sospendere i controlli straordinari è irrinunciabile per la FISH e per le associazioni aderenti. Ma attenzione, perché l'INPS e il Ministero del Tesoro sono "controparti" assai dinamiche sul terreno.

Infatti va detto che la questione dei controlli è, paradossalmente, un tema già superato. C'è qualcosa di peggio e di ancor più incivile, che sfugge ai più ancora frastornati da tre anni di controlli straordinari.

Come abbiamo detto sopra, il vero punto debole dell'INPS sono i ricorsi in giudizio. Ne ha in ballo circa 800.000, 360.000 dei quali riguardano l'invalidità civile. Come già detto, per l'invalidità civile l'Istituto perde oltre la metà delle cause e per le altre situazioni non va molto meglio. Ha poi problemi interni di costi e inquadramenti dei propri avvocati e di gestione degli avvocati domiciliatari (esterni) che sono sempre di più.

Che fare? Facile! Se si perde e se costa troppo perdere, si cambiano le regole. Ed è quel che è avvenuto nel luglio dello scorso anno, quando il Parlamento ha approvato a maggioranza l'articolo 38 della Legge 111/11, che ha modificato il Codice di Procedura Civile, introducendo un nuovo articolo specifico per queste situazioni: l'articolo 445 bis.

Quest'ultimo prevede l'accertamento tecnico preventivo obbligatorio per le controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità (la cosiddetta invalidità pensionabile).

L'accertamento tecnico preventivo esisteva già nel nostro ordinamento, ma è stato pensato per tutt'altre situazioni, non certo per valutazioni sanitarie controverse. Eppure, ipocritamente, è stato spacciato come modalità per abbreviare i tempi della giustizia civile.

In questi casi, dunque, il Cittadino che intenda opporsi a una decisione dell'INPS (esempio più frequente: un verbale di invalidità), non presenta più il ricorso introduttivo per il giudizio, ma presenta, sempre al Tribunale, l'istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie che legittimano la pretesa fatta valere. Insomma, non si va subito "in causa", ma si chiede una consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite.

Quale sarà quindi il nuovo iter? In estrema sintesi (giacché un maggiore approfondimento riserverebbe ulteriori sorprese):

1. Si riceve un verbale di invalidità o di handicap o di disabilità che si intende contestare.

2. Si presenta al Tribunale competente (quello di residenza) un'istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie (e si anticipano le spese della perizia).

3. Il Giudice nomina un consulente tecnico (un medico) che provvede a stendere una relazione (perizia); alla sua attività di perizia è presente anche l'INPS.

4. Il consulente invia la bozza al Cittadino e all'INPS e attende le osservazioni; quindi deposita la relazione definitiva presso il Giudice.

5. Il Giudice chiede formalmente all'INPS e al Cittadino se vi sono contestazioni. Se non ci sono, il Giudice omologa la relazione del consulente con un decreto che diventa inappellabile.

6. Se l'INPS o il Cittadino (con il proprio legale) intendono contestare la relazione del perito, devono proporre il ricorso introduttivo del giudizio, specificando i motivi della contestazione.

7. Si procede (con le relative udienze) nel processo vero e proprio, fino all'emissione della sentenza definitiva. La sentenza è inappellabile, cioè per l'invalidità civile, caso unico nel nostro ordinamento, esiste un solo grado di giudizio.

In tutta evidenza, dunque, le nuove modalità di "ricorso" sono state pensate da tecnocrati (con tutto rispetto) dell'INPS e del Ministero del Tesoro, particolarmente esperti in procedimenti processuali, al fine di scoraggiare i ricorsi, ma soprattutto di porre l'Istituto in una posizione di forza rispetto ai ricorrenti. Il Parlamento ha approvato a maggioranza, senza che vi fossero obiezioni dentro e fuori il Palazzo, salvo le vibrate proteste della FISH.

*Direttore editoriale di Superando.it.

Il Corriere della Sera del 20-01-2012

COSA CAMBIA. Invalidità civile, tra nuove regole e vecchi disagi

In vigore dal 1° gennaio l'iter per i ricorsi: dovrebbe limitare i contenziosi. Sono 300 mila le cause pendenti contro l'Inps

MILANO. Nuove regole dal primo gennaio per i ricorsi in materia di invalidità civile, cecità e sordità civile, handicap e disabilità, pensioni di inabilità e assegni di invalidità. In pratica, se un cittadino vuole opporsi a un verbale dell'Inps e contestare, per esempio, il mancato riconoscimento dell'invalidità o la revoca di una provvidenza, non può più fare direttamente causa, ma è obbligato a presentare un'istanza di «Accertamento tecnico preventivo» (Atp) e depositarla presso la cancelleria del Tribunale di residenza. Lo prevede all'art. 38 la legge n. 111/2011: l'introduzione nel codice di procedura civile dell'art. 445 bis disciplina l'Atp obbligatorio per questo tipo di controversie.

SOLUZIONE AMICHEVOLE - L'intento del legislatore è ridurre i contenziosi favorendo una soluzione amichevole tra le parti, con un iter più rapido. Ma le associazioni dei disabili temono che possano ridursi le garanzie per far valere i propri diritti, non di rado messi a rischio da procedure burocratiche e farraginose, come segnala la campagna «Sono un V.I.P. - Very Invalid Person», avviata lo scorso maggio da Cittadinanzattiva, cui hanno aderito oltre 140 associazioni. «Ogni anno riceviamo circa 150 mila ricorsi giudiziari di invalidità civile e pensionabile - afferma Massimo Piccioni, responsabile del Coordinamento generale medico legale dell'Inps - . Il problema è che il contenzioso giudiziario medico-legale INPS, soprattutto quello di invalidità civile, è concentrato per l'80% in alcune regioni centro-meridionali e per un terzo nella sola Campania. Con il tempo si è andato accumulando nei tribunali un arretrato di oltre 300 mila cause giudiziarie di tipo sanitario INPS. Oggi i cittadini devono attendere anche due anni per una sentenza di primo grado».

LA PROCEDURA - Ma in che consiste la nuova procedura? Dopo la richiesta dell'Accertamento tecnico preventivo da parte del cittadino, «il Giudice provvede a far effettuare subito la consulenza, nominando un medico iscritto all'albo dei periti del Tribunale che dovrà esprimersi sulla sussistenza dei requisiti medico-legali dell'invalidità - chiarisce Piccioni - . Le sue conclusioni, qualora siano accettate dalle parti, sono omologate con un decreto dal Giudice ed hanno quindi immediata efficacia legale. Se invece una delle parti non accetta l'esito del perito, dovrà farsi carico di promuovere la causa giudiziaria che verrà espletata secondo il consueto iter procedurale».

SVANTAGGI - Il decreto del giudice è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi. «Viene eliminato il secondo grado di giudizio presso la Corte d'Appello - sottolinea Carlo Giacobini, direttore di Handylex, servizio legislativo della Uildm, l'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare -. L'invalidità civile diventa l'unico caso in cui non è possibile opporsi alla decisione del giudice. È vero che i procedimenti potrebbero essere più veloci ma anche più sbilanciati a scapito dei cittadini che avranno garanzie inferiori: per loro sarà più svantaggioso presentare ricorsi - fa notare Giacobini - . Col nuovo iter diventa centrale il ruolo dei consulenti tecnici del Tribunale. Non è previsto che quelli inseriti nell' apposito elenco siano medici legali o specialisti nella malattia da esaminare. Il giudice sceglie di solito il primo medico disponibile: potrebbe essere un dermatologo che è chiamato a valutare, per esempio, casi di distrofia o lesione spinale. Inoltre, se si vuole contestare la perizia del consulente nominato dal giudice, occorre scegliersi, pagando, un proprio perito ma anche un avvocato». Per evitare il sovraccarico di lavoro nei tribunali, sostiene Giacobini: «Si poteva forse potenziare le istanze di riesame, cioè la possibilità per il cittadino di richiedere all'Inps di rivedere il proprio caso in modo da evitare il contenzioso».

CRITERI RESTRITTIVI - L'alto numero di ricorsi davanti al giudice da parte dei cittadini e l'elevata percentuale di loro accoglimenti da parte della magistratura (in circa la metà dei casi) si spiega «anche con l'aumento nel 2010 del numero di provvidenze respinte dall'Inps (più 22,1% rispetto al 2009), in seguito ai criteri restrittivi per l'assegnazione della percentuale d'invalidità e accompagnamento, misure che invece erano state bocciate dal Parlamento - afferma Tonino Aceti, responsabile del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici e della Campagna "Sono un VIP", cioè una persona con vera invalidità - . Dalla relazione di novembre della Corte dei Conti risulta che nel 2010 sono state circa 536 mila le domande arrivate, 434 mila quelle erogate, 55.600 quelle respinte».

VERIFICHE E ABUSI - Un altro aspetto critico per i cittadini è rappresentato dai piani straordinari di verifica delle invalidità civili precedentemente concesse. «Non vogliamo difendere gli "imbroglioni" - sottolinea Aceti - ma non si può sparare nel mucchio creando difficoltà a chi, proprio per la sua condizione fisica o psicofisica, necessita di queste indennità per vivere. Il numero delle indennità non confermate è molto esiguo: si attesta intorno al 10% nel 2010. I risparmi per le casse dello Stato derivanti dai programmi di verifica, quindi, non sono così ingenti come s'ipotizzava. E comunque le verifiche devono essere effettuate rispettando le regole - continua Aceti -. Per questo abbiamo chiesto alla commissione Sanità del Senato un'indagine sulle procedure. Dovrebbe essere avviata a breve».

DIRITTI NEGATI - Sono molte, purtroppo, le storie di abusi segnalati. Per esempio, «coloro che hanno una vera invalidità possono essere chiamati a ripetute visite solo perché manca il medico dell'Inps nella commissione medica dell'Asl - dice Aceti - . Sempre secondo i dati della Corte dei conti, nel 2010 il loro tasso di presenza è stato intorno al 46%: in meno di un caso su due, quindi, nonostante la normativa lo preveda». Capita anche che persone con invalidità permanente siano sottoposti a visita di verifica sebbene siano esonerate perché non possono migliorare, come prevede la legge n. 80 del 2006 . Nel frattempo possono essere sospesi assegno di invalidità e indennità di accompagnamento. «Tra le tante segnalazioni ricevute - riferisce Aceti - c'è quella di Parent Project: l'Inps ha convocato per la visita un bambino di 5 anni, con distrofia muscolare di Duchenne (patologia cronica e irreversibile), titolare di indennità di accompagnamento. In quanto minorenne, doveva essere esonerato dall'iter previsto dal piano straordinario sulle invalidità civili, ma il referente della sede Inps, al quale i genitori si sono rivolti per chiedere spiegazioni, ha ribadito che il piccolo doveva farla la visita di verifica».

CONTROLLI NONOSTANTE UNA SENTENZA - Ad essere sottoposto a continui e reiterati controlli, nonostante una sentenza del giudice a lui favorevole, è anche Giuseppe Sannino, presidente dell'Associazione Nazionale Diversamente Abili. «Da piccolo ho avuto la poliomelite e, col passare degli anni, la mia disabilità si è aggravata - racconta - . Così nel 2002 l'Inps mi ha riconosciuto l'invalidità al 100% e l'accompagnamento». Confermati da visite di controllo sia nel 2003 che nel 2004. «Nel 2008 sono chiamato di nuovo a verifica dall'Inps come se, a 60 anni, la mia patologia potesse migliorare - continua il presidente di ANIDA - . La percentuale di invalidità viene ridotta all'80% e revocato l'accompagnamento». Sannino fa ricorso al giudice: a ottobre 2010 una sentenza di primo grado stabilisce che è invalido al 100% e quindi ha diritto a quell'indennità.

VESSAZIONI - Ma non è finita. L'Inps presenta appello e chiede la sospensione degli emolumenti previsti, richiesta respinta dalla Corte di Appello di Napoli, che fissa l'udienza a giugno 2015. «Nel frattempo l'INPS mi richiama a visita il 18 novembre scorso - dice Sannino - . Erano presenti solo due medici dell'Istituto. Il 23 dicembre arriva la raccomandata: invalidità di nuovo ridotta all'80%. Lo ritengo un comportamento vessatorio: l'Inps non tiene conto delle sentenze della magistratura? La verifica per scovare i falsi invalidi è ormai diventata una revisione generale delle invalidità, in barba alle regole e ai diritti delle persone disabili», conclude. La battaglia continua.

Maria Giovanna Faiella

Corriere del Veneto del 11-01-2012

Diritti dei disabili, la Carta Onu viaggerà da Schio fino alle Ande

VENEZIA. Superare le barriere naturali, pareti di roccia, ghiaccio, e intemperie è possibile per tutti, anche per i disabili. Simone Salvagnin, ipovedente e campione mondiale di arrampicata sportiva, di Schio, vuole dimostrarlo con due nuove imprese. Scalare l'Ojos del Salado, il vulcano più alto del mondo, nel nord del Cile. E un viaggio in tandem per 2 mila chilometri fino alla «fine del mondo», Ushuaia, nella Terra del Fuoco. Tutto portando con sé il messaggio della Carta Onu dei Diritti dei Disabili, di cui è portavoce simbolico. La Carta è nata per combattere discriminazioni e violazioni dei diritti umani nei confronti dei disabili. Salvagnin è affetto da una malattia degenerativa della retina che negli ultimi anni l'ha quasi ridotto alla cecità, ma non ha paura. Instabilità per instabilità, scherza l'atleta ventisettenne riferendosi alla sua capacità di vista, cerco la sicurezza nell'insicurezza. «Queste imprese mi aiutano a ritrovare l'energia vitale - racconta - cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. E invito i disabili a non chiudersi in un mondo protetto, ma ad aprire il cassetto dei sogni». Salvagnin partirà domani con Enrico Rizzolo, guida-accompagnatore, l'alpinista Bepi Magrin e Equipe sans maison, che documenterà la sua impresa. Il 16 gennaio da Copiacò, Cile, inizia la scalata del vulcano alto 6891m. Il 4 marzo in sella al tandem e con altri 10 ciclisti veneti inizia la seconda avventura, fino alla Terra del Fuoco. Arrivo previsto per il 23 marzo, in tempo per un collegamento con la fiera del turismo accessibile di Vicenza. L'impresa ha il patrocinio dell'Associazione Onlus Spirito di Stella e della Regione nell'ambito del progetto sul turismo accessibile. L'assessore Marino Finozzi ha consegnato a Simone la bandiera del Veneto. «La disabilità è nel territorio, che deve essere godibile da tutti - commenta - Simone dimostra che si possono superare tutti gli ostacoli, basta volerlo».

di Elisa Lorenzini

Il Giornale di Vicenza del 28-01-2012

La Carta approvata dall´Onu nel 2006 consente di combattere le discriminazioni

Simone sta tentando in questi giorni di scalare il vulcano più alto del mondo. Un sogno a occhi chiusi in un angolo fra i più belli e suggestivi del mondo. Da Venezia alle Ande per una scalata "al buio", portando con sè la Carta Onu dei diritti dei disabili. Perché a cimentarsi con l´impresa estrema sarà Simone Salvagnin, 27 anni, affetto da una malattia degenerativa della retina che l´ha reso quasi cieco, nella sua veste di testimonial della Carta Onu sui diritti dei disabili per conto della Regione Veneto. Sarà un passaggio di testimone tra due continenti, un viaggio oltre l´oceano Atlantico verso un lungo, arduo percorso attraverso alcune delle terre più selvagge e inospitali del pianeta.

Da Venezia alla Patagonia per portare il messaggio universale della Carta dei Diritti delle Persone con Disabilità, lo strumento approvato dall´Assemblea delle Nazioni Unite nel 2006 che consente di combattere le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani nei confronti di tutte le persone con disabilità (la Carta è stata ratificata dal Parlamento italiano nel 2009, diventando legge di Stato).

Già campione mondiale di arrampicata sportiva, Salvagnin partito giovedì scorso per il Nord del Cile, sta tentando in queste ore, nonostante un piccolo incidente che gli ha procurato una dolorosa contusione ad un ginocchio, di raggiungere la cima del vulcano Ojos del Salado, 6891 metri, nella Cordigliera delle Ande, sfidando le durissime condizioni atmosferiche e le frequenti bufere di neve che si abbattono sulla montagna.

«È un modo per invitare tutti i disabili come me ad aprire il cassetto dei sogni e cominciare a crederci», ha spiegato alla partenza Simone che è affetto dalla retinite pigmentosa da quando aveva 10 anni e che ha già realizzato altre imprese impegnative.

Il giovane campione di Schio è in Cile assistito dalla guida-accompagnatore Enrico Rizzolo, dall´ex ufficiale degli Alpini Bepi Magrin e da un´equipe che sta documentando l´impresa, composta anche dal fotografo Luciano Covolo e dal cineoperatore Massimo Belluzzo. nei prossimi giorni Salvagnin attraverserà anche la Patagonia in tandem per diffondere il messaggio universale dell´Onu sui diritti dei disabili e far sottoscrivere la Carta alle personalità politiche che incontrerà lungo il percorso di 2000 km.

«Persone straordinarie come lui dimostrano che si può arrivare in alto, fino alla vetta», ha commenta l´assessore al Turismo del Veneto Marino Finozzi. «Simone diventa ambasciatore di un turismo accessibile».

La lunga avventura si concluderà intorno al 22-23 marzo e per quella data è previsto un collegamento in diretta fra la Fiera sul Turismo accessibile di Vicenza e il giovane campione reduce dalla sfida.

Concluso il tentativo di scalata, il gruppo come detto si sposterà nella città di Temuco, dove alla locale Università vi sarà l´incontro con Juana Pailallef, esponente dell´etnia dei Mapuche. Il viaggio poi proseguirà verso sud e a Puertomontt, al confine nord della Patagonia, inizierà la seconda parte dell´impresa di Simone ed Enrico: i due percorreranno in tandem una media di 100/150 km al giorno fino alla punta estrema della Patagonia, Ushuaia, nella Terra del Fuoco. La spedizione, complessivamente, impegnerà all´incirca un mese.

Simone Salvagnin non è nuovo a simili imprese. Nato il 1 Settembre 1984 a Schio, dove tuttora risiede, Simone ha studiato fisioterapia, massaggio, musica e musicoterapia ed è atleta della nazionale italiana di arrampicata sportiva, per la quale ha vinto la medaglia d´oro e di bronzo ai mondiali di arrampicata sportiva di Arco nel luglio 2011. Protagonista e organizzatore della spedizione "Versodovenonso 2010, 2 occhi a 4 gambe", viaggio in tandem dall´Italia all´Uzbekistan che ha suscitato interesse mediatico a livello nazionale, pratica agonisticamente arrampicata, sci alpino, competizioni tandem mountain bike, nuoto, corsa ed alpinismo.

Simone è anche promotore di eventi culturali legati alla musica e di eventi sportivi legati al mondo paralimpico, nonché membro del comitato scientifico del progetto "Scie di passione" (scuola di sci alpino specializzata in sport e disabilità). Ha ricevuto il premio "Veri Eroi" per l´impegno sportivo.

«La fatica ti costringe a liberare la mente; è per me fondamentale quindi avere una continua attività fisica per non lasciare assopire gli altri sensi».

Il testo della Convenzione Internazionale sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall´ONU, si compone di un preambolo, di cinquanta articoli e di un protocollo aggiuntivo. Quest´ultimo, a sua volta composto di 18 articoli, riguarda principalmente le procedure di appello e di infrazione in caso di violazione dei diritti stabiliti dalla Convenzione stessa.

Lo scopo della Convenzione è dichiarato nell´articolo 1: «promuovere, proteggere ed assicurare il pieno e paritario godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, nonché di promuovere il rispetto della loro intrinseca dignità».

Repubblica.it del 19-01-2012

Quando la fotografia va oltre la realtà. A Trastevere c'è Evgene Bavcar

A Roma, per la prima volta una mostra su uno dei più apprezzati fotografi della scena attuale, non vedente dall'età di 12 anni. Esposti, i suoi scatti più famosi guidati-consigliati dalla nipote

di LAURA LARCAN

ROMA - "Mi dovete chiedere non come faccio a fotografare, ma perché fotografo. Scatto in rapporto ai rumori, ai profumi e soprattutto in relazione alla mia esperienza della luce. Poi scelgo le mie foto facendomi consigliare da amici con lo sguardo libero da ossessioni personali". Ecco l'intima verità di Evgen Bavcar, racchiusa nella sincera e acuta risposta che tende a dare a tutte le persone che gli ripetono sempre la stessa domanda. Come fa a fotografare? Perché lo sloveno Bavcar, classe '46, considerato uno dei più grandi fotografi della scena contemporanea, è cieco dall'età di dodici anni, a seguito di due incidenti ravvicinati a distanza di un anno.

E le sue immagini, una selezione delle stampe in bianco e nero più note, insieme ad un nucleo inedito a colori, vanno in mostra per la prima volta a Roma, al Museo di Roma in Trastevere, dal 18 gennaio al 25 marzo, nell'esposizione "Il buio è uno spazio", curata da Enrica Viganò, prodotta e organizzata da Admira in collaborazione con Galerie Esther Woerdehoff di Parigi.

"Acuto, ironico e incantatore - ce lo racconta Enrica Viganò - riesce a spiegare con parole raffinate che il nostro istintivo pregiudizio non ha fondamenta alcuna: non dobbiamo chiedergli come fotografa, ma perché fotografa. Lo scrigno dei ricordi che ha raccolto fino ai 12 anni, quando la luce faceva ancora parte integrante del suo vedere, diventa il luogo dove attingere visioni. La sua esperienza di luce si fonde con i messaggi che gli arrivano dai sensi attivi: gli odori, i suoni, quello che tocca e quello che prova. Le immagini gli si formano in un gioco di rimandi all'interno di se stesso e nel dialogo con i suoi consiglieri-lettori, persone senza troppe sovrastrutture, che conservano ancora l'innocenza dei bambini. Tra questi preferisce da sempre sua nipote Veronica: angelo protagonista di alcune opere e voce narrante di molti scatti".

E le sue scene sono avvolte da un'atmosfera onirica, quasi evocativa di suggestioni da "impero delle luci" di magrittiana memoria, dove la notte sembra invadere le figure lasciando baluginare un'essenza solare. I ricordi hanno il sapore della sua infanzia nella Slovenia, fluttuano e aleggiano come enigmatiche presenze incorporee. Le fotografie sembrano riportare alla luce, anzi trasmettere attraverso lo strumento tecnologico della macchina fotografica, l'immaginario il suo mondo emotivo personale. "La luce per Bavcar è una nostalgia ancestrale - riflette Viganò - che inevitabilmente si sovrappone alla nostalgia per la propria infanzia, quando correva nel paesaggio sloveno, quando il giorno era rappresentato dalle rondini e la notte arrivava e andava via".

La Slovenia è divisa ora con la Francia, dove si è laureato in filosofia estetica alla Sorbona nel 1976, ed è diventato ricercatore presso il Cnrs francese, scrittore, poeta, conduttore radiofonico, conferenziere internazionale. Alle cinque lingue che parla correntemente, ha voluto aggiungere il linguaggio delle immagini. "L'evoluzione tecnologica gli ha permesso di superare ostacoli pratici e concentrarsi sui contenuti della sua arte - conclude Viganò - Dall'alto della sua mente sconfinata scatena una rivoluzione ricca di quesiti esistenziali, in controtendenza rispetto ai luoghi comuni dell'arte e del mondo".

Notizie utili - "Evgen Bavcar, Il buio è uno spazio", dal 19 gennaio al 25 marzo 2012, Museo

di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1B, Roma.

Orari: Martedì--? domenica, 10.00--?20.00

Ingresso: €6,50 intero, €5,50 ridotto.

Informazioni: tel. 06.0608

Il Giornale di Brescia del 27-01-2012

Mutamenti della lettura. Non solo e-book, anche audiolibri

La lettura cambia grazie alla tecnologia. Ma non è solo l'e-book ad avanzare nei consumi editoriali. C'è il ritorno forte di un'idea non nuova ma attualizzata: l'audiolibro. Avvalendosi delle voci di attori famosi e di doppiatori di star i titoli per adulti e bambini stanno moltiplicandosi.

Audiolibri Sei un attore famoso? Leggimi (a voce alta) una storia

Nonsolo e-book. Anche l'audiolibro ha un ruolo nell'evoluzione dell'offerta editoriale. L'idea non è nuova: anche in passato a molti personaggi famosi è stato affidato il compito di leggere i romanzi più familiari al pubblico. Ricordiamo ad esempio Claudio Bisio che recita la saga di Monsieur Malaussène o Claudio Santamaria che presta la voce alla vicenda de «La regina dei castelli di carta» di Stieg Larsson. Non sono da meno i divi di Hollywood: in molti danno voce alle narrazioni verbali delle pagine dei romanzi. L'idea ha decretato il successo della casa editrice Audible che è riuscita a coinvolgere attori come Dustin Hoffman, Kate Winslet, Colin Firth, Nicole Kidman, Anne Hathaway, Annette Bening e Susan Sarandon, riuscendo così ad agganciare i lettori pigri. Nè mancano letture fatte dagli autori stessi dei libri.

È indubbio che negli ultimi anni l'offerta di audiolibri, anche in Italia si è fatta più ricca e ampia: ci sono sempre più titoli a disposizione e sempre più case editrici specializzate. iTunes Store è stato senza dubbio il fattore determinante, affermandosi come il punto di riferimento per i produttori e per gli ascoltatori di audiolibri.

In effetti, se dal Rapporto sullo stato dell'editoria 2011, presentato a Francoforte dall'Associazione italiana degli editori, emerge una lieve crescita dei lettori italiani (+1%), colpisce però il cambiamento dei comportamenti d'acquisto col balzo delle vendite online che registra +25%.

Un fermento, quello sul versante degli audiolibri, che coinvolge in modo trasversale diverse tipologie di lettori, grandi e piccoli. A dicembre, ad esempio, il catalogo di Emonsaudiolibri, ricco di bellissimi romanzi di ieri e di oggi letti da noti volti del grande schermo come Fabrizio Bentivoglio (che declama «Notti bianche» di Dostoevskij), Margherita Buy («Mal di pietre» di Milena Agus), Alessandro Benvenuti («Odore di chiuso» di Marco Malvaldi), Giuseppe Battiston («Diario di scuola» di Pennac), Paola Cortellesi («Orgoglio e pregiudizio» di Jane Austen), ha fatto esordire un audiolibro per bambini. È «Le avventure di Itamar» (12,90) e a dar voce alle sei brevi storie scritte da David Grossman è ancora una volta un grande attore, Pierfrancesco Favino.

Mondadori invece ripercorre la formula ampiamente collaudata del libro+cd, la cui ultima proposta per i più piccoli è «C'era un bambino profumato di latte (17 ), in cui poesie, filastrocche, rime e buffi giochi di parole sono letti dallo stesso autore.

Salani, la casa editrice di Harry Potter, ha deciso di fare un passo in più. Così dopo il successo della collana Audiolibri, ha lanciato i LibriVivi. Libri che grazie alle interpretazioni di attori e doppiatori italiani, e a un sofisticato lavoro di sound-design, trasformano i grandi classici della letteratura in una sorta di... radiodrammi da ascoltare con narrazioni, dialoghi, effetti sonori e musiche. Ritroviamo così storie e romanzi che abbiamo amato lette dalle inimitabili voci di Dario Penne (il doppiatore italiano di Anthony Hopkins), Marco Mete (Robin Williams), Emiliano Coltorti (Ethan Hawke), Gino La Monica (Richard Gere), Emanuela Rossi (Michelle Pfeiffer), Valentina Mari (Natalie Portman), Perla Liberatori (Scarlett Johansson), Aurora Cancian (Glenn Close), Dante Biagioni (Bill Cobbs) e molti, molti altri. E l'ascolto può diventare lettura: su www.librivivi.com si può scaricare l'e-book. I primi titoli, «Il ritratto di Dorian Gray» di Wilde, «Dr. Jekyll e Mr. Hyde» di Stevenson, «Il Canto di Natale» di Dickens e il 1 volume de «Le favole» di Esopo.

di Laura Ogna

L'agenda: appuntamenti del mese di febbraio

FLASHBACK: NEL MESE APPENA TRASCORSO

Il 31 gennaio si è riunita la Commissione Regionale Pluriminorati, che ha discusso il seguente ordine del giorno:

1 - proseguimento dell'analisi sulla situazione scolastica e sulle possibili prospettive di inserimento lavorativo, in ambito protetto, dei ragazzi ipo/non vedenti con disabilità aggiuntive;

2 - valutazione dell'opportunità di realizzare un incontro con i genitori per affrontare i temi del "durante e dopo di noi", in vista di un convegno da realizzarsi nell'ultimo trimestre dell'anno in corso;

3 - realizzazione di una pagina web sul problema della pluridisabilità da inserire sul sito del Consiglio Regionale;

4 - varie ed eventuali.



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