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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Dicembre 2011

auguri di buone feste!

a tutti i lettori del blocnotes, auguri di un sereno natale e di un 2012 ricco di soddisfazioni!

SOMMARIO

INTERVISTA A NICOLA STILLA, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

(DI MASSIMILIANO PENNA)

All'indomani dell'approvazione definitiva della Legge di stabilità, ho avuto la possibilità di rivolgere qualche domanda al nostro Presidente Nicola Stilla. La chiacchierata è stata relativamente breve, ma nelle risposte alle mie domande il Presidente ha tracciato una panoramica sintetica ma nello stesso tempo esaustiva del momento che la nostra Unione si trova a dover affrontare.

Si ringrazia sentitamente il Presidente Stilla per il tempo dedicato a quest'intervista per i lettori del Blocnotes.

D. Presidente, sabato ___12 novembre___ è stata approvata la Legge di stabilità in vista della quale, al fine di scongiurare gli ingenti tagli paventati, l'U.I.C.I. Lombarda è stata da subito in prima linea. Come giudica i risultati ottenuti?

R. Purtroppo i tagli previsti sono stati approvati, ma l'U.I.C.I. è stata inserita fra le finalità di un fondo speciale che verrà gestito direttamente dalla Presidenza del Consiglio ___dei Ministri___. Per noi ciò rappresenta fonte d'incertezza, poiché non avendo a disposizione dati certi sui contributi a noi assegnati, non sarà facile pianificare le varie attività. Però direi di attendere ulteriori chiarimenti per una valutazione più approfondita della questione. Per ciò che concerne il finanziamento dell'I.Ri.Fo.R., invece, direi che la situazione è più tranquilla. Su proposta della Commissione Bilancio del Senato, è stato approvato un emendamento che prevede un incremento della legge di finanziamento a 3.600.000 euro per l'anno 2012 che, di contro, prevede una suddivisione tra tre istituti e non più due e, di conseguenza, al nostro I.Ri.Fo.R. dovrebbe arrivare la stessa somma dei precedenti anni e noi potremmo pertanto proseguire la nostra attività con maggiore serenità almeno per il prossimo anno.

Al di là di questo, mi preme tuttavia sottolineare un altro aspetto, che a mio avviso la dice lunga sulle potenzialità della nostra azione. Giunta la notizia del provvedimento in discussione, abbiamo immediatamente avviato diversi contatti finalizzati a sensibilizzare le istituzioni fino ai livelli più alti. I risultati non si sono fatti attendere, e il 25 di ottobre ho preso parte a una delegazione guidata dal Presidente Nazionale Daniele, che è stata ricevuta dalla Commissione Bilancio del Senato. A tal proposito mi sia consentita una punta di orgoglio, perché in questa occasione l'U.I.C.I. Lombardia ha assunto un ruolo di primo piano che è stato riconosciuto anche dalla Presidenza Nazionale.

Come ho avuto modo di sottolineare più volte, la forza per far sì che la voce della nostra Associazione venga ascoltata va trovata prima di tutto al nostro interno; e quando dico al nostro interno mi riferisco a noi dirigenti in primis. Se noi per primi sapremo interpretare al meglio le varie problematiche da affrontare, e se noi per primi sapremo comunicare al meglio con la base associativa, la nostra Unione da questa fase incerta ne uscirà sicuramente rafforzata. Mi rendo conto perfettamente che quanto sto dicendo potrebbe sembrare retorico, ma se determinate scelte politiche venissero davvero attuate, sarà tutta la categoria, nessuno escluso, a correre dei grossissimi rischi.

D. Si riferisce al D.d.L. 4566 in materia di riforma fiscale e assistenziale?

R. Esattamente. Quanto prospettato in tale provvedimento (delegare alle regioni la gestione dei servizi assistenziali, legare l'indennità d'accompagnamento al reddito, introdurre il quoziente famigliare per il calcolo del reddito stesso) rappresentano una minaccia gravissima per la categoria. Tuttavia, oltre questo aspetto di per sé già grave, a mio avviso questo provvedimento è indice di un qualcosa di ben più pericoloso. In tale provvedimento non si tiene minimamente presente la complessità delle esigenze delle persone con disabilità. La persona con disabilità viene visto come un "costo da contenere" il più possibile, costi quel che costi perché, usando una frase in voga ultimamente, "il momento richiede sacrifici da parte di tutti". Su questo non v'è dubbio, ma non vi è dubbio nemmeno sul fatto che non esista un motivo plausibile che giustifichi il fatto che vengano attuati dei tagli così ingenti come quelli ipotizzati proprio sulla pelle delle categorie più svantaggiate.

D. Venendo alla realtà lombarda, Presidente, ritiene che l'U.I.C.I. sia conosciuta a sufficienza?

R. Diciamo che l'U.I.C.I. è conosciuta, ma finchè non ne conosceranno tutti la sua esistenza e quanto questa Associazione ha fatto e sta facendo per i non vedenti e gli ipovedenti, non sarà mai conosciuta abbastanza. Su questo punto insisto e insisterò molto perché, riagganciandomi a quanto dicevo poc'anzi relativamente al D.d.L. 4566, troppo spesso la realtà di noi ciechi e ipovedenti viene percepita in modo distorto. Troppo spesso, non sempre fortunatamente, si viene considerati come una categoria privilegiata per via delle provvidenze concesse, e conseguentemente un "peso morto" per il sistema. Se vogliamo cominciare a cambiare questo atteggiamento saremo noi a doverci muovere per primi; saremo noi come U.I.C.I. a doverci porre verso l'esterno in modo attivo, evidenziando le enormi potenzialità che i ciechi e gli ipovedenti sono in grado di esprimere se dovutamente assistiti, ma senza false ipocrisie e con atteggiamento realistico verso i nostri limiti reali.

Però prima di rivolgerci all'esterno, dobbiamo rivolgerci direttamente ai nostri soci.

Prendiamo ad esempio il nostro Consiglio Regionale. A prima vista si potrebbe pensare che sia un organo puramente, diciamo, gestionale, che adempie a incombenze di carattere burocratico, normativo e così via. Niente di più sbagliato, perché nella nostra attività l'obiettivo primario è porre in essere iniziative concrete che coinvolgano quanto più possibile la categoria. E questo lo facciamo ogni giorno, organizzando progetti come il Docusound Lab per l'apprendimento di tecniche per la realizzazione di radiodocumentari e il corso di primo soccorso rivolto ai giovani. Ma questi sono solo esempi, perché si potrebbe citare anche il progetto per l'intervento precoce che ha preso il via il mese scorso a Brescia, il progetto "Mamma o non mamma" o il corso di linfodrenaggio rivolto ai massofisioterapisti che si è concluso a settembre. Ecco, tutte queste iniziative ci sono, ma bisogna farle conoscere! In tal senso noi come Consiglio Regionale insisteremo molto sulla comunicazione, e già il Blocnotes è un esempio di tale azione.

D. Presidente, la ringrazio per il tempo concesso al Blocnotes.

R. Di nulla; anzi, dato che il prossimo numero uscirà a inizio dicembre, mi sia consentito di rivolgere a tutti i lettori del Blocnotes i miei più sentiti auguri di un sereno Natale e di un felice anno nuovo. Un saluto particolare alle famiglie dei nostri ragazzi, che quotidianamente si scontrano con mille difficoltà, soprattutto nell'ambito dell'integrazione scolastica. A loro dico questo: non abbiate il minimo dubbio sulla nostra vicinanza a voi e ai vostri ragazzi; noi come Unione non vi lasceremo mai e poi mai da soli, perché i vostri ragazzi sono il nostro futuro e voi siete il loro primo e fondamentale sostegno.

CONTRIBUTO PER L'ACQUISTO DI TECNOLOGIE PER LA DISABILITà

Si rende noto che con il ddg n. 9815/2011 (ex legge regionale 23/99), come negli anni scorsi, la regione Lombardia, intende promuovere l'acquisto di tecnologie, ivi comprese quelle comunemente definite col termine di "domotica", per il miglioramento dell'accessibilità dell'ambiente domestico e finalizzate ad estendere le abilità dei cittadini disabili.

Sono beneficiarie tutte le persone disabili che vivono da sole o in famiglia indipendentemente dall'età.

Coloro che hanno già usufruito precedentemente dei benefici della l.r. 23/99 art. 4, commi 4 e 5, con alcune e ben definite eccezioni, possono presentare una nuova domanda, solo dopo 3 anni. Si precisa che i tre anni decorrono dalla data di presentazione della richiesta.

Sono finanziabili le richieste di contributo che prevedano l'acquisizione di strumenti destinati

a prevenire, compensare, alleviare una menomazione o una disabilità" ivi compresi ausili/dispositivi domotici, applicativi informatici, software e adattamenti del computer sviluppati per compensare le diverse disabilità.

Le ASL dovranno destinare alla "domotica" almeno il 40% delle risorse erogate dalla Regione.

Le domande devono pervenire entro il 13 febbraio 2012 alla ASL territorialmente competente presso il Dipartimento ASSI - Servizio Disabili.

Per ulteriori delucidazioni, ci si può rivolgere alla Sezione U.I.C.I. di appartenenza.

SOFTWARE BME2 (Braille Music Editor)

Informiamo con grande piacere che è disponibile la nuova versione per computer windows del programma BME2 (Braille Music Editor 2).

BME2 è uno straordinario strumento che permette al musicista non vedente (dilettante o professionista) di scrivere in autonomia spartiti musicali, controllarli, correggerli e stamparli in nero o in Braille. Lo spartito può essere controllato in vari modi, attraverso la voce dello screen reader che verbalizza gli elementi musicali, attraverso il suono MIDI oppure sulla riga Braille. Una volta terminato, lo spartito può essere esportato in formato MusicXml e quindi visualizzato anche dai vedenti, mediante l'uso di Finale, Sibelius e altri software musicali normalmente utilizzati da chi vede.

Il software funziona con le versioni di windows XP, Vista e Windows7, sia a 32 che a 64 bit e con le versioni 10 e 11 di Jaws.

Al musicista disabile visivo, per poter stampare in nero lo spartito da lui predisposto, occorre che sul proprio computer (oltre che ovviamente a Bme2) sia installata una versione di Finale 2009 o superiore, o il software gratuito "Musiscore" versione 1.1, facilmente reperibile in internet.

Sottolineiamo con vigore che, per poter utilizzare proficuamente questo bellissimo strumento di ulteriore nostra autonomia, è assolutamente indispensabile che il disabile visivo sia già un buon utilizzatore di computer e del relativo screenreader e che conosca molto bene sia la notazione musicale Braille che quella utilizzata dai vedenti.

Il software va richiesto al Polo Musicale della Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza (tel. 039 28327216, e-mail polomus@bibciechi.it).

Il contributo richiesto è di Euro 30 per i soci UICI ed Euro 150 per i non soci UICI.

Il software è stato prodotto dalla Veia, la stessa azienda che ha realizzato il programma Lambda per la matematica.

La realizzazione di questo software è stata possibile grazie all'impegno finanziario dei seguenti enti:

- BIC - Biblioteca Italiana per i Ciechi «Regina Margherita» Onlus di Monza

- I.Ri.Fo.R. - Istituto per la Ricerca, la formazione e la Riabilitazione Onlus

- Iapb - Agenzia Internazionale per la prevenzione della Cecità, Sezione italiana Onlus

- Federazione Nazionale delle istituzioni Prociechi

- UICI - Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, Presidenza nazionale

- Istituto dei ciechi "F. Cavazza" di Bologna.

CAMMINACITTà: PER UN TURISMO SOSTENIBILE, ACCESSIBILE E SOLIDALE

(dal notiziario diramato dalla sezione uici di como)

Sul sito www.camminacitta.it sono pubblicati alcuni percorsi cittadini accessibili di Como, Cernobbio ed Argegno.

CamminaCittà è un progetto di turismo culturale sostenibile, accessibile e solidale nato da Iubilantes. Iubilantes è un'organizzazione di volontariato culturale che, dal 1996, ama riscoprire il mondo con il passo lento e attento dell'antico pellegrino, senza mai perdere di vista i valori fondamentali del pellegrinaggio: la solidarietà, la condivisione, l'accoglienza, il gusto del contatto lento con i luoghi e con la storia. Iubilantes ha sede in Como e ha contatti e soci in tutto il mondo.

Sulla base della propria lunga esperienza in fatto di cammini e percorsi a piedi, Iubilantes propone qui un nuovo portale web, bilingue (italiano/inglese - traduzione ancora in progress), scaricabile da palmari e da dispositivi mobili di nuova generazione, dedicato alla presentazione virtuale di un numero potenzialmente illimitato di itinerari turistico-culturali di riscoperta delle nostre città. Itinerari da percorrersi con modalità lenta e/o sostenibile, con assoluta preferenza per la modalità a piedi e con attenzione costante ai principi dell'accessibilità materiale e dell'accessibilità culturale dei luoghi, dei monumenti e degli strumenti stessi della loro conoscenza. Per ogni itinerario (o percorso), il portale è progettato per offrire descrizione generale, ambientazione, mappe, orientamento, tempi di percorrenza a piedi, schede dei monumenti, punti di interesse adiacenti, intersezioni con altri percorsi, collegamenti con i mezzi pubblici e con i parcheggi.

Il portale offre anche informazioni oggettive sugli ingressi e sulle barriere architettoniche, informazioni che lasceranno agli utenti il giudizio sulla reale accessibilità di quanto descritto. Vengono infine anche date informazioni sulle strutture ricettive che si autodefiniscono accessibili ai disabili. Sono presenti delle audioguide che, per la maggior parte, sono state realizzate da Cristina Solazzi e da alcuni volontari del CILP. I sopralluoghi per la verifica dell'accessibilità dei percorsi ad uso dei disabili visivi sono stati effettuati da Daniele Rigoldi e da Claudio La Corte. Un portale per riscoprire a piedi le nostre città, tramite itinerari di rilevanza culturale; itinerari per tutti, ma un po' speciali, perché in essi non ci si limita a "schedare" i luoghi dell'arte e della storia, ma si offrono dati utili a valutarne l'effettiva accessibilità, vale a dire il loro grado di fruibilità da parte di cittadini /turisti con esigenze specifiche e, in particolare, da parte dei non vedenti.

"Grazie a questo portale le due "C" di Cammino e Cultura accompagnano anche i disabili visivi alla scoperta del nostro patrimonio artistico e naturale" scrive Daniele Rigoldi, presidente dell'Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti provinciale di Como, ente che ha sempre seguito il lavoro del progetto CamminaCittà. Un portale, insomma, in cui si cerca di riscoprire e valorizzare il patrimonio culturale delle nostre città coniugando, caso davvero unico, mobilità dolce, turismo sostenibile e accessibilità.

L'obiettivo finale è quello di favorire il principio del "bello per tutti" e del "turismo per tutti", nella convinzione che il viaggiare, soprattutto nella forma della mobilità lenta e sostenibile, è una risorsa della vita che deve essere accessibile a tutti, senza discriminazioni, a cominciare dai nostri territori.

Questo portale è per tutti coloro che cercano spazi per fare conoscere a piedi la propria città. CONTATTATECI!!!

Percorsi e servizi accessibili a Varese per persone cieche e ipovedenti

(Dal notiziario ai soci della sezione uici di varese, n. 7/2011)

Qui di seguito si riportano, in forma sintetica, i dati relativi ai percorsi tattili, ai semafori sonori, ecc. ecc., realizzati nel comune di Varese.

A tale riguardo, è doveroso un sentito ringraziamento all'Arch. Giannelli del Comune di Varese e a Gaetano Marchetto Coordinatore UICI per l'Autonomia e l'Abbattimento delle Barriere Architettoniche, da anni si impegnano quotidianamente per la realizzazione di quanto sopra.

I percorsi tattili

- Collegamento dalla Stazione Ferrovia dello Stato fino a Ferrovie Nord con possibilità di attivazione tramite pulsante del semaforo sonorizzato di via Maspero; in fase di completamento il percorso tattile che conduce alle scale del sottopassaggio di via Milano.

- Dal sottopassaggio di via Morosini fino al Municipio di via Sacco comprendendo l'attivazione a pulsante dei semafori delle vie Cavour, Staurenghi e Sacco; in fase di completamento le indicazioni tattili sotto i portici di via A. Moro e via Marcobi.

- Dall'angolo di via Sacco e via Verdi fino alla Piscina comunale F. Fabiano di via Copelli 7.

- Da piazza XX Settembre a fine di via Orrigoni, con diramazione del percorso tattile che porta alla sede dei servizi sociali del Comune.

Semafori sonori di prossima attivazione

- in via Piave,

- via Medaglie d'Oro,

- via Vittorio Veneto,

- via Manzoni,

- via Copelli,

- via Verdi,

- via Metastasio,

- viale Valganna.

Fermate Autobus

- Collegamento della fermata autobus in viale Borri altezza Molina con la sede dell'UICI Varese in via Mercantini 10, comprendendo due attraversamenti sonorizzati a richiesta.

- Segnalazione lungo il percorso delle seguenti fermate autobus tramite riquadro di attesa preferenziale 60 x 60 cm adiacente alla palina di fermata, riconoscibile al tatto da calotte sferiche pronunciate: piazzale Trento, via Morosini, via Vittorio Veneto, via Sacco; in fase di completamento le fermate di piazzale Trieste, via A.Moro, e via Sacco lato opposto al Municipio.

Bancomat

- Segnalazione di attraversamento pedonale per raggiungere la sala bancomat attrezzata per non vedenti della Banca Popolare di Bergamo in via Vittorio Veneto 2.

- Altri bancomat accessibili:

a. filiale di Banca Intesa San Paolo piazza San Vittore,

b. filiale Intesa San Paolo di via Marcobi,

c. sede BNL di via Volta bancomat evoluto nel salone interno.

Cultura accessibile

Si precisa che tutte le informazioni e gli aggiornamenti sull'accessibilità turistico - culturale sono curati dalla Coordinatrice per il Turismo Accessibile, Dott.ssa Elena Cavadi, grazie anche alla rivista mensile "I quattro sensi", diffusa da UICI Varese, e che, qui di seguito, si riporta solo un rapido promemoria delle proposte presenti a Varese città.

- Museo tattile dell'associazione Controluce in via Caracciolo n. 46 (Masnago) a 50 metri dalla fermata autobus linea E.

Esempi di opere esposte: piantina del centro di Varese, i Mulini ad acqua del Varesotto, particolari architettonici didattici, panoramica dal lago di Varese al Campo dei fiori, Le quarte di copertina delle novità in formato braille e in caratteri ingranditi delle novità letterarie mensili.

Il Museo Tattile di Varese è aperto dal Martedì al Venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00 - Sabato e Domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30; per info e prenotazioni è possibile consultare il sito internet dell'Associazione Onlus Controluce all'indirizzo www.controluceonlus.org oppure telefonare al numero 0332 25.56.37.

- Libri accessibili tramite postazioni informatiche oppure noleggio di audiolibri presso la Biblioteca civica di via Sacco e la Biblioteca per ragazzi in via Cairoli 16.

- Planetarium in braille e caratteri ingranditi all'aperto nella cittadella dell'Osservatorio Astronomico del Campo dei fiori da Aprile ad Ottobre.

A voi la parola
ASCOLTANDO LE STELLE

(di Massimiliano Penna)

La sera dell'11 novembre ho avuto il piacere di assistere alla conferenza dal titolo "Le costellazioni, fra scienza e mito", tenutasi presso il Salone Estense del Comune di Varese.

L'iniziativa è stata realizzata dalla Società Astronomica Schiaparelli in collaborazione con la locale Sezione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

In un connubio perfetto fra scienza e mitologia greca i due relatori, il fisico Fabrizio Toia (esperto astronomo dell'Osservatorio di Campo dei Fiori di Varese) e la prof.ssa Angela Mazzetti (Presidentessa dell'UICI di Varese) hanno accompagnato i presenti lungo un viaggio ideale durato un'ora e mezza circa, nel quale astronomia e mitologia si interrogano a vicenda e cercano, per quanto possibile, di darsi delle risposte.

Il viaggio comincia al tramonto, con le stelle dell'Orsa Maggiore e il mito di Callisto, trasformata in orsa da Era per vendicarsi del tradimento subito dal consorte Zeus e portata in cielo successivamente da quest'ultimo per evitare il matricidio da parte del giovane figlio Arturo durante la caccia. Sempre all'ora del tramonto, il racconto è proseguito con la descrizione della costellazione della Lira, accompagnata dalla narrazione del mito di Orfeo legato alle vicende vissute con la sua sposa Euridice, per poi arrivare alla costellazione del Cigno, accuratamente descritta dal dott. Toia e accompagnata dall'affascinante racconto del mito di Zeus trasformatosi appunto in cigno al fine di conquistare Leda, regina di Sparta. Quanto alla costellazione dell'Aquila, poi, è sempre Zeus ad animare il mito che lo vede trasformarsi in aquila per rapire Galimede, del quale si era invaghito, per portarlo nei cieli e nominarlo coppiere degli dei.

Passato il tramonto, eccoci giunti alla mezzanotte, dove troviamo Cassiopea che, per aver peccato di vanità, mette a repentaglio il regno del proprio consorte Cefeo e la vita di sua figlia Andromeda, poi salvata da Perseo.

E infine l'alba, con l'abile cacciatore Orione e i suoi due fidati cani da caccia, il Cane Maggiore e il Cane Minore (Sirio e Procione), portati in cielo da Zeus.

L'intera serata è stata caratterizzata da un curioso ping pong fra le spiegazioni scientifiche estremamente dettagliate del fisico Toia e le vicende dell'antica mitologia greca narrate dalla prof.ssa Mazzetti. Un racconto a due voci apparentemente discordanti, poiché astronomia e mitologia seguono strade totalmente diverse, ma l'originalità dell'iniziativa è racchiusa proprio in questo accostamento. L'attenzione dell'ascoltatore infatti, se da un lato è stata continuamente attratta dalle immagini delle varie costellazioni, è stata altresì ravvivata da una sottile curiosità per quelle strane e a volte bizzarre vicende ambientate nell'antica Grecia.

Il "punto di forza" dell'intera conferenza, però, è stata la totale accessibilità ai contenuti da parte di tutti, anche di chi le stelle non può vederle. Per l'intera durata, infatti, gli spettatori non vedenti hanno potuto avere al loro fianco un volontario ad illustrare la struttura delle costellazioni riprodotte su una tavola in rilievo, intervenendo al momento giusto con spiegazioni pronte e sintetiche.

Non ho voluto parlare di questo particolare alla fine di questo breve articolo per sminuirne l'importanza, bensì per sottolinearne il valore. Spesso si identifica l'accessibilità della cultura con iniziative mastodontiche dai titoli altisonanti; ebbene questa volta l'accessibilità era racchiusa in una semplice tavoletta in rilievo che, pur nella sua estrema semplicità, ha permesso agli spettatori con problemi di vista di fruire appieno delle spiegazioni che per i vedenti erano supportate invece dalle immagini. Il tutto accompagnato, come detto poc'anzi, da spiegazioni sintetiche che non si sovrapponevano mai ai discorsi dei relatori.

Per una sera insomma le stelle l'hanno fatta da padrone al Salone Estense di Varese, e se lo spirito d'iniziativa sarà sempre questo c'è da augurarsi che non sia l'ultima occasione.

OPPORTUNITÀ DI LAVORO

Si riceve dall'Istituto dei Ciechi di Milano e si comunica con piacere quanto segue.

E' disponibile un posto di lavoro in qualità di centralinista non vedente presso un istituto bancario di Lecco.

Il profilo richiesto è il seguente:

- Esperienza nel settore in contesti di aziende industriale, commerciali o bancarie.

- Buona conoscenza della lingua inglese, preferibile (ma non fondamentale) la conoscenza della lingua tedesca.

- Condizioni retributive e inquadramento saranno valutate in base all'esperienza della persona.

Gli interessati sono invitati ad inviare direttamente il proprio curriculum all'indirizzo e-mail:

marta.pregnolato@issfacilityservices.it.

Comunicazioni varie

53° giornata nazionale del cieco

Si informa che le Sezioni lombarde dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti fra il 10 e il 17 dicembre pp.vv. celebreranno, ognuna con proprie iniziative e con un proprio programma, la 53° Giornata Nazionale del Cieco.

Le date indicate sono indicative; pertanto, al fine di avere informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento delle celebrazioni, si raccomanda di contattare la Sezione UICI di appartenenza.

SOGGIORNI INVERNALI DEL M.A.C.

Il Movimento Apostolico Ciechi come ogni anno propone soggiorni invernali dal 26 dicembre 2011 all'8 gennaio 2012 presso la Casa Teresa Fusetti di Cobiolo caratterizzati da momenti di animazione e partecipazione.

Informazioni su tariffe e modalità da richiedersi a Sergio Zanini 045.70 50 512 nei giorni di martedì dalle 9 alle 12, venerdì dalle 14.30 alle 17.30.

DALLA SEZIONE DI COMO

Si ricorda che è possibile ricevere, in alternativa all'invio del CD, mediante posta elettronica dal prossimo numero del Settimanale della diocesi di Como la lettura in formato MP3 di alcuni articoli del periodico letto dai nostri donatori di voce.

Contattate la Segreteria per ricevere una prova di lettura e per iscrivervi a questa iniziativa.

Ricordiamo nuovamente che dal mese di ottobre 2011 è aperto il Centro Risorse Disabilità Visive con sede presso la sezione UICI - Via Raschi 6 - Como, coordinato dalla Consigliera Gabriella Jaci e dalla Prof.ssa Irma Bassotto.

Il centro prosegue nella sua attività di consulenza e di prestito di materiale tiflodidattico a favore degli alunni disabili visivi dell'intera provincia di Como. Le operatrici sono a disposizione il martedì mattina

previo appuntamento, telefonando in Segreteria al tel. 031 570565 oppure inviando una mail all'indirizzo centrodis.visive@uicco.it. Presso il centro è disponibile un videoingranditore per chi intendesse provare od apprendere le nozioni base per l'utilizzo di tale ausilio.

DALLA SEZIONE DI PAVIA

"Quando il malato non vede: che fare?" - Trascrizione Braille

Si comunica che questa sezione ha provveduto alla stampa in Braille del manuale "Quando il malato non vede: che fare?" pubblicato dal Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS.

La pubblicazione Braille è stampata su formato A4 ed è costituita da 2 fascicoli, rispettivamente da 25 e 16 pagine ed il contributo richiesto è di € 5 complessivi.

Gli interessati possono chiedere l'edizione in Braille direttamente all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Sezione Provinciale di Pavia- Tel. 0382/530102

Fax: 0382/530811 - Mail: uicpv@uiciechi.it, previo versamento della corrispondente somma (€ 5 a copia) sul seguente Conto:

Banca Popolare Commercio e Industria - Filiale Pavia Centro - Conto N. 47400 - Codice Iban: IT46 P050 4811 3020 0000 0047 400.

Con l'auspicio di aver fatto cosa utile per i nostri operatori, si ringrazia anticipatamente e nel contempo si coglie l'occasione per salutare cordialmente.

Periodici editi dalla sede centrale UICI: listino abbonamenti per l'anno 2012

- Il Corriere dei Ciechi

Direttore responsabile: Tommaso Daniele

Mensile, organo ufficiale, disponibile in caratteri tipografici e a caratteri ingranditi per ipovedenti, su Cd mp3 e txt, tratta argomenti a carattere associativo, di attualità e di approfondimento oltre ad ospitare rubriche specialistiche, E. 7,75 (gratuito per i soci)

- Corriere Braille

Direttore responsabile: Tommaso Daniele

Quindicinale, organo ufficiale, disponibile in braille e su Cd txt, tratta argomenti a carattere associativo, legislativo e di servizio, E. 7,75 (gratuito per i dirigenti sezionali).

- Il Progresso

Direttore responsabile: Giuseppe Terranova

Mensile, disponibile in braille e su Cd txt, tratta argomenti di cultura generale (politica, letteratura, medicina, scienze, ecc.), E. 10,33

- Gennariello

Direttore responsabile: Rita Lamusta

Mensile, disponibile in caratteri tipografici ingranditi per ipovedenti, braille e su Cd txt, gratuito per i ragazzi che frequentano la scuola elementare e media, tratta argomenti per ragazzi (favole, giochi, racconti vari), E. 7,75 per gli adulti

- Voce Nostra

Direttore responsabile: Flavio Vezzosi

Quindicinale, disponibile in caratteri tipografici, braille e su Cd txt, tratta argomenti di attualità, rubriche di medicina, cucina, ecc., E. 7,75 (gratuito per i sordociechi)

- Il Portavoce

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti a carattere associativo (interviste dal vivo a dirigenti e soci su convegni e iniziative inerenti l'Unione), E. 15,50

- Sonorama

Direttore responsabile: Giuseppe Terranova

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti di cultura generale (politica, letteratura, medicina, scienze, ecc.), E. 15,50

- Pub

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Mensile su Cd mp3, tratta argomenti di attualità e di costume rivolgendosi prevalentemente ai più giovani, E. 2,60

- Il Fisioterapista in Europa

Direttore responsabile: Alfio Pulvirenti

Quadrimestrale su Cd mp3, tratta argomenti inerenti la massofisioterapia, E. 15,50

- Senior

Direttore responsabile: Cesare Barca

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti relativi al mondo degli anziani, E. 5,00

- Circolari della sede centrale

Decadale, su Cd mp3, raccoglie tutte le circolari emanate dalla Sede Centrale nel mese precedente la pubblicazione, E. 18,10 (gratuito per i dirigenti sezionali anche in versione braille)

- Libro Parlato Novità

Direttore responsabile: Claudio Romano

Mensile di aggiornamento al Catalogo del Libro Parlato, su Cd mp3, gratuito su richiesta scritta

- Kaleîdos

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Mensile, disponibile in braille, su Cd mp3 e txt, gratuito a chi ne fa richiesta. Tratta argomenti di cultura generale inerenti il mondo femminile

- I Quaderni di Kaleîdos

Direttore responsabile: Luisa Bartolucci

Semestrale, su Cd mp3 e txt, supplemento a Kaleîdos, gratuito a chi ne fa richiesta. Piccole monografie inerenti le pari opportunità

- Uiciechi.it

Direttore responsabile: Nunziante Esposito

Mensile, su Cd mp3, tratta argomenti di informatica, gratuito

- Suoni

Trimestrale, braille, supplemento gratuito agli abbonati al Corriere Braille che ne fanno richiesta. Tratta argomenti di musica

- Tiflologia per l'integrazione

Direttore responsabile: Pietro Piscitelli

Trimestrale, disponibile in caratteri tipografici, braille e su Cd mp3, tratta argomenti di pedagogia e didattica per l'educazione dei minorati della vista, c.c.p. 00853200, intestato a Biblioteca Italiana per i Ciechi «Regina Margherita» Onlus, via G. Ferrari 5/a, 20052 Monza, E. 10,33

- Rivista di Oftalmologia Sociale

Direttore responsabile: Giuseppe Castronovo

Trimestrale, disponibile in caratteri tipografici, braille e su Cd mp3, c.c.p. 24059008, intestato a Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità, via G.B. Vico 1, 00196 Roma, E. 16,00 contributo ordinario; E. 26,00 contributo sostenitore; E. 52,00 contributo benemerito. Tratta argomenti inerenti l'oculistica.

Il versamento dovrà essere effettuato sul c.c. postale n. 279018 intestato a: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Onlus, Ufficio Stampa, via Borgognona 38, 00187 Roma

Tutte le riviste sono consultabili nel sito Internet dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-Onlus all'indirizzo www.uiciechi.it.

Periodici editi dalla Sezione di Milano: listino abbonamenti per l'anno 2012

Anche per il 2012, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Sezione provinciale di Milano, propone i suoi tradizionali periodici in braille il cui abbonamento è rimasto invariato.

Queste le rispettive quote:

- Voce Amica, periodico mensile, 11 numeri, 64 pagg., euro 26,00;

- Ora Serena, periodico mensile, 11 numeri, 52 pagg., euro 25,00.

Il numero del conto corrente postale su cui effettuare il versamento è 57073207, intestato a Unione Italiana Ciechi - periodici e pubblicazioni varie - via Mozart 16, 20122 Milano.

Marketpress.Info del 10-11-2011

Boscagli: "Con famiglie per abbattere le barriere. In Lombardia ci sono oltre 365.000 disabili

MILANO. "Il tema della disabilità visiva, in particolare nei bambini, è un argomento che va affrontato a 360 gradi. Sarebbe superficiale pensare di poter aiutare un bambino con disabilità visiva solamente con un approccio scientifico, senza avere una conoscenza approfondita di tutti i bisogni, delle metodologie e degli ausili tecnologici esistenti e questo ancor di più se il paziente è un bambino". Lo ha detto l'assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli all'apertura dei lavori del convegno "Lo sviluppo visivo del bambino: fisiologia, patologia e riabilitazione", organizzato presso l'ospedale San Paolo di Milano. Oltre a Boscagli erano presenti, tra gli altri, anche l'assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino, il presidente del Forum della Solidarietà Lombardia Onlus Michele Colucci e il presidente Uici - Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus Consiglio regionale lombardo Nicola Stilla. "In Lombardia - ha sottolineato Boscagli - sono residenti oltre 365.000 cittadini disabili, di cui quasi 27.000 studenti. Nel caso di minori è evidente la necessità di un coinvolgimento attivo e propositivo sempre maggiore delle famiglie, così da riconoscerle soggetti principali nell´accompagnamento dei loro figli e adottare un approccio trasversale per una possibilità riabilitativa e uno sviluppo dell'autonomia di bambini non vedenti". L'assessore Boscagli ha sottolineato come il tema dell'inclusione sociale, del riconoscimento dei diritti e delle potenzialità di ogni cittadino sia al centro delle politiche di Regione Lombardia. Nell'ultimo anno - ha detto - abbiamo adottato un Piano di Azione Regionale (Par) per le politiche a favore delle persone con disabilità, che mira a integrare le diverse azioni esistenti e dare un quadro unitario delle opportunità presenti nella Regione. L'obiettivo non è quello di fornire servizi e agevolazioni ma mettere realmente le persone in condizione di vivere appieno nella società sia in termini di fruibilità e accessibilità del territorio sia in termini di diritto all'istruzione e di inserimento professionale, per l'accesso alle cure e all'assistenza. Con il Piano di Azione Regione Lombardia è la prima in Italia a dare concretezza a quanto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Il nostro compito - ha detto in conclusione l'assessore Boscagli - è quello di abbattere le barriere, e il Par, a cui hanno contribuito in modo sinergico tutte le Direzioni generali di Regione Lombardia, va proprio in questa direzione. Recentemente, in collaborazione con l'Assessorato alle Infrastrutture e grazie a Rete Ferroviaria Italiana, è stato realizzato il nuovo sistema di annunci sonori nel passante ferroviario di Milano, che rende più accessibile il servizio alle persone con disabilità sensoriale. Al momento stiamo pensando a come potenziare la Carta Regionale dei Servizi, su cui sarà possibile integrare i dati quantitativi e qualitativi relativi alle diverse disabilità, per permettere e facilitare l'accesso a servizi e agevolazioni dei disabili.

Marketpress.Info del 10-11-2011

A maggio la prima fiera-event sulla disabilità

SUPERARE SCHEMATISMI, TEMA COINVOLGE INTERA SOCIETÀ

MILANO. Si svolgerà dal 24 al 27 maggio 2012, nel centro espositivo di Rho di Fiera Milano, Reatech Italia 2012, una fiera-evento sulla disabilità, la prima di questo genere organizzata nel nostro Paese. Scopi e contenuti dell'evento sono stati illustrati ieri in una conferenza stampa a Palazzo Pirelli che ha visto la partecipazione dell'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia Giulio Boscagli, insieme a Enrico Pazzali (amministratore delegato Fiera Milano) e ai rappresentanti delle associazioni e delle imprese che patrocinano e prendono parte alla Fiera (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, Associazione Nazionale fra i Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, Federazione tra Associazioni nazionali delle persone con disabilità, Guidosimplex). Reatech Italia, nata sulla scorta di una consolidata esperienza brasiliana, si propone come un luogo di incontro e confronto per tutti coloro che operano nel campo della disabilità e della riabilitazione: istituzioni, associazioni, produttori e distributori di ausili, operatori del turismo e dello sport, operatori sanitari, pedagogisti e ricercatori. "Al di là di facili semplificazioni e schematismi - ha spiegato Boscagli - all'origine di ogni iniziativa c'è sempre la stessa cosa e cioè una persona di fronte alla realtà e di fronte al bisogno con la sua capacità di inventare e di rischiare. Il fatto che Fiera Milano entri nel campo della disabilità, rompendo lo schema che vuole una divisione tra impresa e sociale o tra profit e non profit ad esempio, è un fatto di grandissimo interesse, che dobbiamo valorizzare". "E' infatti la società nel suo insieme che deve muoversi - ha aggiunto l'assessore - e non solo gli ´addetti ai lavori´, a maggiore ragione in un momento come quello attuale, in cui il tradizionale sistema di welfare non regge più". "In Lombardia - ha proseguito Boscagli - su questo tema c'è un'attenzione particolare. Lo testimonia il nostro ´Piano d'azione regionale 2010-2020 per le persone con disabilità´, i cui contenuti sono illustrati nella brochure da poco realizzata intitolata "Liberi di essere". "Grazie a questo Piano - ha aggiunto Boscagli - tutte le politiche regionali sono coordinate per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità. Il fascicolo "Liberi di essere" si rivolge a tutti i cittadini lombardi e serve a far capire quello che la Regione Lombardia fa per venire incontro alle esigenze. La sfida è abbattere le barriere di ogni genere e creare un ambiente favorevole che dia la possibilità a tutte le persone di vivere con la stessa libertà di scelta".

Redattore Sociale del 23-11-2011

Anci Lombardia: "Le spese per il sostegno scolastico agli alunni disabili spettano alle province"

Il presidente Fontana: "La corte dei conti della Lombardia il 6 novembre ha espresso un parere chiaro sulla diatriba tra comuni e province e ci ha dato ragione. È un parere vincolante e ora noi non potremo più spendere un euro per il sostegno scolastico"

MILANO. Le spese per il sostegno scolastico agli alunni disabili spettano alle province. Lo ha affermato Attilio Fontana, presidente Anci Lombardia, nel suo intervento al Palazzo delle Stelline (vedi lancio precedente): "La corte dei conti della Lombardia il 6 novembre ha espresso un parere chiaro sulla diatriba tra comuni e province e ci ha dato ragione. È un parere vincolante e ora noi non potremo più spendere un euro per il sostegno scolastico".

Tra Comuni e provincie è in corso da mesi un rimpallo di competenze su chi spetti sostenere i costi del trasporto e degli insegnanti di sostegno. "La Regione ha risolto il problema del trasporto. Ora deve intervenire su quello del sostegno scolastico o con una legge ad hoc stanziando nuovi fondi".

Per le famiglie con figli disabili si apre un periodo di incertezza. "Per senso di responsabilita' abbiamo garantito il servizio finora -afferma Attilio Fontana- ma è chiaro che non potremo più farlo e le provincie dovranno restituirci i soldi spesi finora".

Redattore Sociale del 25-11-2011

Disabilità, servizi a rischio per i tagli. Ledha: "In Lombardia intervenga la regione"

Con i tagli ai fondi sociali nazionali e regionali per il 2012, a rischio servizi essenziali per la vita delle persone con disabilità: chiesto l'intervento di Formigoni. Ledha: "Risparmi poco rilevanti ma con effetti drammatici sulla vita delle persone"

MILANO. Garantire nel 2012 per l'assistenza domiciliare, la vita indipendente, i servizi di formazione all'autonomia, i centri socio educativi, le comunità alloggio, le micro-comunità e i servizi personalizzati le stesse risorse utilizzate nel corso del 2011. La richiesta, rivolta al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni arriva dalla Ledha, che esprime grande preoccupazione che gli effetti concreti che i tagli ai trasferimenti dello Stato centrale comporteranno a partire dal primo gennaio 2012.

"Nel 2012 - spiega l'associazione - lo Stato trasferirà ai comuni lombardi 85 milioni di euro in meno di quest'anno ed anche la Regione Lombardia prevede di versare 30 milioni di euro in meno che nel 2011: una prospettiva durissima per la vita di migliaia di persone con disabilità". In questa situazione, afferma Ledha, "la qualità della vita e il rispetto dei diritti dei cittadini con disabilità lombardi sono in serio pericolo" e occorre l'intervento di Formigoni "per garantire l'incremento del Fondo Sociale Regionale, come già avvenuto quest'anno".

"A partire dal primo gennaio 2012 - continua la Ledha - i comuni dovranno fare a meno di circa 100 milioni di euro per finanziare proprio i servizi che sostengono le persone con disabilità nei momenti di difficoltà sociali e materiali: assistenza domiciliare, vita indipendente, servizi di formazione all'autonomia, centri socio educativi, comunità alloggio, micro comunità e di tantissimi interventi personalizzati promossi dagli enti locali, spesso in collaborazione con le realtà del terzo settore. Sempre con questi fondi i Comuni sostengono i costi sociali dei servizi residenziali e diurni di carattere sociosanitario".

Sul versante statale, gli effetti della manovra finanziaria 2010 vanno a regime a partire dal prossimo anno: nel 2012 il Fondo per la non autosufficienza sarà pari a zero euro mentre il Fondo nazionale per le politiche sociali porterà nelle casse dei comuni lombardi poco più di 25 milioni di euro: rispetto al 2011 si tratta di una riduzione complessiva di 85 milioni di euro. "Purtroppo - afferma Ledha - nel bilancio di previsione 2012. recentemente deliberato dalla Giunta regionale, il Fondo Sociale Regionale, risulta essere di soli 40 milioni di euro: il totale dei trasferimenti ai comuni per le politiche sociali passerà dai 161 milioni di euro del 2011 a 65 milioni di euro nel 2012, dando per scontato che la Regione Lombardia trasferisca tutte le risorse provenienti dal Fondo Nazionale per le Politiche Sociale ai Comuni". Si configura dunque "un risparmio poco rilevante sia per le casse dello Stato che per quelle della stessa Regione, ma con effetti drammatici sulla vita delle persone e sul nostro stesso modello di welfare e di convivenza civile".

"Con queste cifre - continua la Ledha - sarebbe praticamente impossibile, per qualsiasi amministrazione comunale, evitare tagli o aumenti delle rette per i servizi: migliaia di persone con disabilità vedono oggi messi seriamente in discussione servizi e benefici che fino ad oggi hanno consentito loro di vivere un'esistenza difficile ma dignitosa. Senza queste opportunità sarebbero quindi costrette a bussare alla porta del sistema dei servizi sociosanitari, per definizione meno inclusivi e più costosi". L'intervento del governatore è allora necessario affinché "vengano ripristinati i fondi sociali ai livelli del 2011 a garanzia del rispetto dei diritti sociali delle persone, con e senza, disabilità".

La Provincia Pavese del 13-11-2011

Vigevano, una città a ostacoli

VIGEVANO. Barriere, scalini, marciapiedi sconnessi, auto parcheggiate davanti agli scivoli. La città continua a essere un percorso a ostacoli per i disabili. Le associazioni che assistono e sostengono i portatori di handicap e le loro famiglie lo hanno segnalato ieri, per l'ennesima volta, con una dimostrazione pratica. Ma hanno studiato anche un progetto per rendere completamente accessibili i percorsi dalla stazione a piazza Ducale e da piazza Ducale al mercato. La carrozzina di Andrea Gramegna, referente della Uildm di Vigevano, è stata lo strumento per mostrare sul campo quanto sia ancora difficile percorrere la città per chi è portatore di disabilità motoria o visiva, ma anche per chi spinga un passeggino. Il viaggio è cominciato in piazza Ducale. Con Andrea Gramegna c'erano Nicola Stilla, presidente regionale dell'Unione ciechi, Antonio Scarioni, presidente dell'Anffas Vigevano, Paolo Colli, presidente dell'associazione Ghan di Vigevano, Andrea Piccolini, consulente dell'Unione ciechi, Renato Gandolfi, assistente del professor Alessandro Greco del Dipartimento di Ingegneria edile del territorio dell'Università di Pavia, che ha collaborato ad elaborare il progetto "Progettare senza barriere". In cammino con il gruppo c'era anche l'assessore Andrea Ceffa. In piazza Ducale l'acciottolato è improponibile pr chi viaggia in carrozzina. Ma anche passando sulla parte lastricata si incrocia il percorso di biciclette e auto. Non va meglio sotto i portici, dove gran parte dei negozi non ha rampe d'accesso e dove i gradini di discesa dalla piazza al livello strada sono un vero e proprio salto. Altri problemi in via Roma: non esistono indicazioni sul punto in cui finisce l'isola pedonale e comincia la zona aperta al traffico. Un grave inconveniente, soprattutto per i non vedenti, che si potrebbe eliminare differenziando il selciato. Piazza S. Ambrogio ha marciapiedi a raso, ma tutti i negozi hanno scalini e le fioriere ostacolano il passaggio. «Tra i nostri obiettivi - afferma Colli - c'è anche quello di sensibilizzare i commercianti ad attrezzare con rampe d'accesso i negozi». Ma si insiste anche sull'educazione al senso civico dei cittadini. In via Rocca Vecchia l'unica rampa di discesa dal marciapiedi è ostruita da un'auto e la carrozzina deve scendere da un gradino piuttosto alto. Andrea Gramegna richiama allora lo slogan "Se vuoi il mio posto prendi il mio handicap" adottato a Como contro la sosta selvaggia che ostacola il percorso dei disabili. Via Marazzani offre marciapiedi sconnessi e senza scivoli. Svoltando a destra nel controviale verso la stazione si trovano, oltre a marciapiedi alti, rampe di accesso ai passi carrai ripide e scivolose: una trappola per carrozzine e portatori di handicap visivi. Per raggiungere la stazione non c'è altra scelta che percorrere un tratto sull'asfalto del viale fino alle strisce pedonali e anche qui bisogna aspettare un bel po' prima che una macchina si fermi per lasciar passare la carrozzina. Alla stazione l'attraversamento dei binari non è facile e le ruote della carrozzina fanno fatica sui solchi che dividono i pannelli. «Senza contare - dicono i volontari - che sulla linea Milano-Mortara non esiste ausilio per salire sui treni». Tutti problemi che lo studio "Progettare senza barriere" vuole affrontare e risolvere, in collaborazione con le scuole, creando percorsi accessibili e attrezzati di mappe tridimensionali e in Braille. Per lo studio anti-barriere, che riguarda Vigevano e Pavia, servono 30mila euro. Al Comune ne sono stati chiesti 3mila. «Abbiamo riconvocato la Commissione barriere archittettoniche - afferma l'assessore Ceffa - e il primo obiettivo è intervenire in qualche zona. C'era uno studio che speriamo di poter rifinanziare, compatibilmente con la situazione di bilancio».

di Lorella Gualco e Simona Bombonato

La Provincia Pavese del 28-11-2011

Città senza barriere, un progetto

VOGHERA. Conferenza stampa , all'istituto tecnico per geometri Baratta di Voghera per presentare l'iniziativa dal titolo «Pensare e progettare senza barriere», organizzata dall'Unione Italiana Ciechi con la collaborazione dell'Università degli Studi di Pavia e con il patrocinio dell'Ufficio Scolastico Territoriale e del Ctrh Voghera e Oltrepo. All'evento sono intervenuti Nicola Stilla, presidente del consiglio regionale lombardo dell'Uici, Alessandro Greco del Diet (Dipartimento di Ingegneria Edile e del Territorio) dell'Università di Pavia, Daniele Salerno, nella duplice veste di assessore comunale e professore dell'istituto e Candido Meardi, che ha fatto gli onori di casa. «Quando mi hanno proposto di coinvolgere in questo progetto gli studenti del corso geometra sono stato subito entusiasta. - ha detto il preside Meardi- E' importante che tutti capiscano di essere potenziali portatori di handicap (sia pur temporanei o dovuti all'età) e che in qualunque momento potrebbero iniziare a considerare pieni di ostacoli percorsi che prima affrontavano tranquillamente». A nome del comune è intervenuto l'assessore Salerno : «Negli ultimi anni - ha detto- è stato fatto tanto per abbattere le barriere architettoniche a Voghera (in primo luogo investendo milioni di euro per fornire alla città una rete capillare di marciapiedi) ma mi rendo conto che ciò non sia ancora abbastanza. Ringrazio vivamente coloro che hanno dato vita a questo progetto». Il progetto è stato illustrato nei particolari da Alessandro Greco, che ha spiegato come grazie ai rilevamenti effettuati dagli allievi sia stato possibile compilare una "mappa dell'accessibilità" del centro della città. Complessivamente la situazione emersa è piuttosto buona, anche se paradossalmente le maggiori difficoltà si riscontrano nelle aree cruciali della stazione e dell'ospedale.«Voi - ha detto poi Stilla rivolgendosi ai ragazzi - siete i tecnici di domani, coloro che dovranno occuparsi di far rispettare le norme attualmente vigenti e spesso ignorate, ecco perché abbiamo deciso di scegliervi».

Serena Simula

La Provincia Pavese del 19-11-2011

«Pazienti ciechi, come aiutarli». Il vademecum

PAVIA. Pochi semplici accorgimenti pratici per aiutare i malati che non vedono; spiegare al paziente dove si appoggia la pillola da prendere, come sono disposte le pietanze sul vassoio in ospedale, illustrare passo per passo i momenti di un esmae o di una visita. Il vademecum per gli infermieri che, in ospedale come in una residenza per anziani, entrano in contatto con pazienti ipovedenti o ciechi, è uno dei primi tasselli della collaborazione siglata tra collegio Ipasvi, che raduna i circa 4mila infermieri della provincia, e le associazioni di volontariato. Per agevolare questo compito Ipasvi e Centro servizi Volontariato, che fa da collante per il terzo settore, hanno siglato un protocollo d'intesa ieri mattina. Un documento, ha spiegato il presidente del Csv Pinuccia Balzamo, che viene firmato dopo alcuni anni di sperimentazione concreta. Le due realtà si scambieranno dati e informazioni, metteranno in campo percorsi di formazione comuni, si presteranno mezzi logistici e, se occorre, anche personale. Del resto il 75% delle persone impegnate nel volontariato si muovono nel settore socio-sanitario. Sulla formazione è in corso un programma di interscambio in Paesi stranieri in cui operano associazioni di volontariato. E' il caso di Ains, la onlus che opera da anni in Guatemala e che ha già portato con sè in questi anni infermieri pavesi per fare esperienza nei villaggi più poveri. A presentare il vademecum con i suggerimenti per aiutare i pazienti ipovedenti è invece intervenuto il presidente regionale Nicola Stilla. «Sappiamo che gli infermieri per loro formazione sono già molto attenti ai pazienti fragili - dice Stilla -. Ma ci siamo permessi di suggerire, in punta di piedi, alcune semplici regole da seguire per rendere più facile la vita da degente a chi non vede o vede male».

L'Eco di Bergamo del 20-11-2011

Decolla l'impresa del centralinista. Per il suo deserto diventa scrittore

Fabio Pasinetti, cieco di Cenate Sotto, nel 2008 attraversò 250 chilometri di sabbia in Egitto con la documentarista Carla Perrotti. Ne è nato un libro, «Lo sguardo oltre le dune»

BERGAMO. Per lei era «solo» la sua settima impresa nel deserto. Per Fabio no, quella era la prova della vita. Lasciare moglie e affetti a casa, il lavoro di centralinista all'ospedale di Trescore e via, partire per attraversare dune impervie. Lui e Carla, soli.

È il 10 novembre 2008 quando Fabio Pasinetti, non vedente di Cenate Sotto e Carla Perrotti, documentarista conosciuta come «la donna dei deserti», partono dall'aeroporto di Malpensa alla volta del Cairo per scoprire «Nuove frontiere», come recita il nome dato all'impresa. Esattamente tre anni dopo, il 10 novembre scorso, i due si sono dati appuntamento all'Istituto dei ciechi di Milano per presentare il frutto di quell'avventura durata 18 giorni, il libro scritto a quattro mani, «Lo sguardo oltre le dune», edito da Corbaccio.

«Un diario a due voci scritto con la mente e col cuore», recita il sottotitolo, un libro che si legge tutto d'un fiato e racconta 250 chilometri di sabbia e di comunione con la natura, paure e imprevisti, come la volpe arrivata di soppiatto alla tenda per mangiare qualcosa dalle mani di Fabio, proprio l'ultimo giorno. Duecentocinquanta pagine e oltre che aiutano a capire come i limiti, spesso, siamo noi a porceli, perché il «no limits» è fatto per essere superato. Come un deserto per un cieco.

«La scommessa e il mio più grande interrogativo era riuscire a portare un non vedente in mezzo al deserto - spiega Carla Perrotti -, cosa mai successa prima. l'idea mi era venuta nel 1998, ero nel deserto cinese del Taklimakan».

Scommessa vinta.

All'inizio deve convincere anzitutto Oriana, la moglie di Fabio, cieca pure lei, «ma dopo il nostro primo incontro si era ricreduta, aveva fatto sua questa avventura». Partono insieme il 10 novembre, il 13 muovono i primi passi sulla sabbia, soli. La prova di aver vinto la sua scommessa arriva presto, dopo una settimana di cammino. Carla si allontana dal suo compagno di viaggio, si stende sulla sabbia nel silenzio, si lascia avvolgere «dal deserto che tanto amo», scrive a pagina 166. Quando torna e Fabio le chiede dove sia andata, lei decide di dirgli la verità: «Sono andata a parlare con il deserto, avevo bisogno di restare un po' da sola con lui». E poi aggiunge: «Ora anche lui fa parte di questo luogo - scrive nel libro -, sta imparando a conoscerlo e ormai sappiamo comunicare usando lo stesso linguaggio».

La sua guida.

Una sfida di testa, più che di gambe. A quelle Fabio era già abituato: dopo aver praticato tandem, sci nordico e alpinismo, da tempo bazzicava nel mondo delle maratone. Solo che se lo cerchi nelle foto, lo trovi sempre con una mano occupata a tenere il cordino: lo «lega» al suo compagno di corsa. Si chiama guida, e anche Carla era la sua guida nel deserto, ma se glielo chiedi oggi, non pare esserne poi così convinta.

«Nel libro ci sono passaggi in cui Fabio descrive talmente bene le dune - anticipa Carla - che ti chiedi se davvero non veda. Inoltre Fabio più volte mi ha dato forza, ci siamo presi cura l'uno dell'altra, abbiamo condiviso le emozioni e i problemi del viaggio, vesciche ai piedi comprese».

E insieme, provati, ma con una gioia immensa, alle 14,18 del 28 novembre 2008 hanno raggiunto Dakhla, la meta. Naturale, per Carla Perrotti, imprimere questa sua nuova esperienza in un libro. L'aveva già fatto in «Deserti», 10 edizioni e 20.000 copie vendute, e «Silenzi di sabbia». Ora l'ultimo nato: «È stato come rifare tutto il percorso. È meraviglioso perché mentre scrivi ti vengono in mente i momenti particolari del viaggio, ciò che io e Fabio ci siamo detti, le emozioni».

C'è pure l'audiolibro.

Tornato a casa, anche Fabio non si è sottratto alla fatica di scrivere il libro. «Fin dal primo incontro con Carla mi ero segnato tutto - spiega -. Nel deserto avevo un registratore vocale e lì ho impresso i miei racconti e le mie emozioni». Soddisfatto del libro? «Mi ritengo un dilettante - si schermisce -, anche se l'editore ci ha creduto».

Tanto da affidargli un'ultima fatica: la registrazione de «Lo sguardo oltre le dune» in formato audiolibro. «Una fatica immane per chi non può leggere - confessa Pasinetti -: ascoltavo in cuffia il testo e lo ripetevo». Sarà pronto per il 25 novembre, quando Fabio e Carla Perrotti saranno a Cenate Sotto per la presentazione «in casa» dell'opera. Una serata pensata anche per ringraziare i tanti supporter che hanno fatto il tifo per il centralinista dell'ospedale, finito nel deserto «non per caso».

di arta Todeschini

NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Forum "Idee a confronto"

Diversi soci hanno rappresentato il desiderio di voler inserire un proprio contributo all'interno dei forum presenti sul sito della nostra associazione, ma nel contempo hanno segnalato di avere difficoltà a farlo, o perché hanno scarsa o addirittura nessuna dimestichezza con l'informatica, o perché hanno incontrato difficoltà di diverso ordine. Volendo favorire al massimo la partecipazione di tutti a questi significativi momenti di confronto democratico, si è pensato:

1. - di protrarre la discussione degli argomenti oggetto dei forum sino al 31 di gennaio 2012;

2. - di produrre un cd mp3, contenente gli spunti di discussione, o tesine, dei dieci forum, che verrà inviato quale supplemento alla versione audio de "Il Corriere dei Ciechi" e a titolo assolutamente gratuito, a quanti ne faranno richiesta al nostro ufficio stampa tramite e-mail da inviare all'indirizzo ustampa@uiciechi.it, o verbalmente contattando la sig.ra Mariolina Lombardi al numero di telefono 06-69988376;

3. - sarà possibile non solo inserire direttamente sui forum i contributi al dibattito, ma anche inviare gli stessi via e-mail all'indirizzo ustampa@uiciechi.it, o via fax al numero 06-69988338, specificando nell'oggetto il titolo del forum a cui lo scritto si riferisce;

4. - nei mesi di dicembre e gennaio verranno organizzate nuove trasmissioni online durante le quali sarà data lettura dei contributi più significativi che giungeranno oltre a riservare ampio spazio agli interventi in voce degli ascoltatori.

Si riportano di seguito i temi dei dieci forum in parola, con i nominativi dei partecipanti agli stessi:

Noi e le altre associazioni di ciechi

D.N.: Ferdinando Ceccato - Coordinatore: Luciano Paschetta

Michele Corcio, Eugenio Saltarel, Nicola Ferrando, Fabrizio Zingale, Rodolfo Cattani

Noi e l'autonomia

D.N.: Giuseppe Bilotti - Coordinatore: Franco Lucchese

Consuelo Battistelli, Francesca Greco, Luciano Pulerà, Fabio Bisegna, Massimiliano Capezzone, Silvana Piscopo

Noi e le nuove tecnologie

D.N.: Salvatore Romano - Coordinatore: Vincenzo Zoccano

Giuseppe Fornaro, Nunziante Esposito, Franco Pagliucoli, Simonetta Pizzuti, Massimiliano Martines

Noi e l'organizzazione dei datori di lavoro e dei lavoratori

D.N.: Paolo Colombo - Coordinatore: Giuseppe Ambrosino

Giuseppe Fornaro, Vitantonio Zito, Osvaldo Benzoni, Roberto Callegaro, Barbara Leporini, Egidio Sosio

Noi e la politica

D.N.: Claudio Romano - Coordinatore: Marino Tambuscio

Mirella Gavioli, Gianluigi Ugo, Vincenzo Zoccano, Genuino Iuzzolino, Giordano Nember, Fabio Fornari, Vanda Dignani

Noi e il volontariato

D.N.: Giuliano Ciani - Coordinatore: Giuseppe Simone

Silvana Piscopo, Hubert Perfler, Nicola Stilla, Stefano Tortini, Giuseppe Fornaro, Rosa Franco

Noi, l'equilibrio di rappresentanza e la democrazia partecipativa

D.N.: Luisa Bartolucci - Coordinatore: Angelo Mombelli

Francesco Fratta, Federico Borgna, Luciana Pericci, Anna Maria Palummo, Tommaso Di Gesaro, Marco Condidorio

Noi e le associazioni di consumo

D.N.: Giuseppe Terranova - Coordinatore: Paolo Landi

Angelo De Gianni, Carmelo Di Martino, Antonio Quatraro, Stefano Tortini, Franca Baravalle, Ivo Massai

Noi e le altre associazioni di disabili

D.N.: Luigi Gelmini - Coordinatore: Angelo Fiocco

Pietro Barbieri, Salvatore Crispi, Giampiero Griffo, Vincenzo Zoccano, Patrizia Onori, Roberto Serio

Noi e la trasparenza

D.N.: Giovanni Loche - Coordinatore: Mario Mirabile

Giuseppe Fornaro, Maria Buoncristiano, Alessandro Trovato, Giuseppe Vitale

Si tratta di argomenti di estrema importanza ed attualità, sui quali è fondamentale dibattere e misurarsi. Per questo si invitano tutti, dirigenti, soci e non, ad esprimere la propria opinione, inviando un contributo scritto, giacché solo tramite un confronto anche serrato, ma aperto e democratico, sarà possibile crescere e rispondere al meglio alle esigenze di tutti i ciechi ed ipovedenti.

Partecipate numerosi dunque e coinvolgete anche i vostri amici!

Cordiali saluti

Il Presidente Nazionale

prof. Tommaso Daniele

Portfolio Europeo delle Lingue per i Ciechi e gli Ipovedenti

Si comunica che la nostra Unione ha ospitato recentemente la presentazione di un progetto europeo denominato "Tell me how!" effettuata da un consorzio di partner provenienti da vari paesi europei. Sebbene l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti non sia stata coinvolta nel progetto, si ritiene che i risultati potrebbero essere di grande interesse e utilità per le persone con disabilità visiva che si dedicano allo studio delle lingue straniere e per coloro che insegnano le lingue straniere alle persone cieche e ipovedenti.

Il progetto "Tell me how!" (http://www.elpforblind.eu/tellmehow/index.php?lang=it) ha lo scopo di diffondere il Portfolio Europeo delle Lingue per i Ciechi e gli Ipovedenti (European Language Portfolio for the Blind and Visually Impaired = ELPBVI), uno strumento elettronico accessibile che permette agli utilizzatori con disabilità visiva di registrare in modo trasparente e affidabile le proprie competenze linguistiche acquisite sia in ambiente scolastico sia in contesti diversi, di riflettere sulle proprie esperienze linguistiche e culturali, sul proprio processo di apprendimento e sui risultati raggiunti e di porsi nuovi obiettivi definendo e programmando le tappe del proprio apprendimento.

Il Portfolio Europeo delle Lingue (PEL), istituito con una iniziativa del Consiglio d'Europa, è un documento, suddiviso in tre diverse sezioni (Passaporto delle lingue, Biografia linguistica e Dossier), attraverso il quale viene testimoniato tutto il percorso di apprendimento e che mira a favorire l'autonomia dei discenti, promuovendo al contempo la diversità linguistica e culturale in Europa attraverso l'istruzione. È un documento la cui funzione non è quella di sostituire certificazioni formali, quanto piuttosto di inglobarle con sistematicità. Esso può dimostrarsi utile in diverse occasioni, quali, ad esempio, il trasferimento da una scuola all'altra, l'inizio di un corso di lingua, l'incontro con un consulente per l'orientamento professionale oppure la presentazione di una domanda di lavoro.

Il Portfolio Europeo delle Lingue per i Ciechi e gli Ipovedenti (ELPBVI) è un modello elettronico del Portfolio Europeo delle Lingue, specificamente progettato per gli studenti di lingua con disabilità visiva, che è stato accreditato dal Comitato di Verifica PEL del Consiglio d'Europa ed è al momento disponibile, oltre che in italiano, in bulgaro, greco, inglese e tedesco. Per accedere all'ELPBVI e compilarlo è necessario registrarsi sul sito del progetto. La registrazione è gratuita. Ulteriori informazioni possono essere reperite ai seguenti link: http://www.elpforblind.eu/tellmehow/ , http://www.elpforblind.eu/elpbvi/home.php?lang=Italian#divIntroduction .

Io.scrivo - Corso di scrittura del Corriere della Sera

Su segnalazione di numerosi soci il Centro Nazionale del Libro Parlato sta producendo su cd in standard daisy il corso pubblicato dal Corriere della Sera: Io.scrivo. L'opera, che si compone di 24 agili volumi, corredati da altrettanti dvd contenenti interviste ai più significativi scrittori contemporanei, si rivolge a chi intende creare la propria opera narrativa, sia essa un romanzo o un racconto, ma anche ad aspiranti giornalisti, sceneggiatori, autori di fumetti, pubblicitari e a chi, per esigenze di lavoro, deve scrivere ogni giorno lettere, presentazioni, documenti, e-mail. Quanti fossero interessati a ricevere, a titolo gratuito, la pubblicazione completa di interviste, della quale saranno a breve disponibili anche all'interno del catalogo del Centro Nazionale del Libro Parlato i primi 10 volumi, possono inoltrare richiesta all'indirizzo e-mail lp@uiciechi.it o, tramite telefono, al numero 06.699.88.360.

Calendario Braille 2012 - Sezione di Pordenone - Biblioteca del Libro Parlato "Marcello Mecchia"

Si comunica che la Biblioteca del Libro Parlato "Marcello Mecchia" della Sezione di Pordenone predispone, ogni anno, un calendario braille, disponibile su prenotazione, del costo di 10,00 Euro, con 34 pagine comprendenti: - mensilità con relativi Santi del Giorno - segni zodiacali - lunario con indicazioni per l'imbottigliamento dei vini - riassunto principali festività religiose e civili - anniversari e curiosità.

La produzione creata, elaborata, stampata ed assemblata in loco, fino ad ora ha avuto diffusione e tiratura limitata al comprensorio regionale: ritenendo che possa tornare utile è stato chiesto di informare le Sezioni, con preghiera di darne diffusione ai soci.

Per maggiori informazioni si prega di contattare:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus - Pordenone

Biblioteca del Libro Parlato "Marcello Mecchia"

Gall. S. Marco 4

33170 Pordenone

Tel. 0434-21941

Fax 0434-208258

e-mail: uicpn@uiciechi.it

sito: www.uicpordenone.org.

"Senior"

"Senior" è una rivista che compie ormai il suo quindicesimo anno. È nata come quadrimestrale registrata su una cassetta audio C90 ideata e condotta dal prof. Antonio Pinto e, nel 1998 è stata affidata a Cesare Barca che gradualmente l'ha condotta alla trimestralità, quindi l'ha prodotta bimestralmente ed ora, realizzando le indicazioni congressuali, con il 2012 diviene mensile.

Si tratta di un impegno che viene assunto per corrispondere più adeguatamente al desiderio degli abbonati, alle loro proposte, alle loro esigenze dal punto di vista informativo e socio-culturale.

"Senior", infatti, è una rivista che viene prodotta in formato mp3 e presenta un contenuto estremamente vario che spazia da argomenti di carattere psicologico ad altri di contenuto medico-sanitario, ad altri ancora di contenuto letterario e storico e si completa con interviste del Presidente nazionale, con colloqui degli abbonati e con la rubrica "posta e risposta" e ancora con articoli di stampa particolarmente interessanti.

Non possiamo dimenticare lo spazio dedicato alla poesia, alla musica classica e quello dedicato al buonumore, alla musica lirica, alle ricette di cucina, ai consigli di lettura. Il tutto è incorniciato da canzoni accuratamente scelte in relazione ai singoli argomenti trattati.

Il costo dell'abbonamento annuo è di euro 5 da versare sul c.c.p. 279018 intestato all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus - Via Borgognona, 38 - 00187 Roma.

Abbonarsi dunque è facile: con una spesa minima si entrerà a far parte di quella meravigliosa schiera di persone avanti negli anni anche se, dobbiamo dirlo, per il suo contenuto estremamente vario e il suo carattere interattivo, Senior viene letto anche da abbonati ancora lontani dal sessantesimo anno.

"Senior" dunque, è nato e continua la sua attività per i nostri amici anziani, ma l'abbonamento è aperto a chiunque voglia vivere mensilmente qualche ora di gradevole lettura.

Dismissione ausili magazzino CNT-Roma

La Direzione Nazionale nella seduta del 21/10/2011 ha deciso di mettere a disposizione degli interessati i presidi giacenti presso il magazzino del Centro Nazionale Tiflotecnico di Roma che, al 31/12/2011, chiuderà totalmente le attività.

Tali presidi saranno venduti con uno sconto pari al 50% sull'attuale prezzo di vendita. Le richieste di acquisto dovranno pervenire entro e non oltre il 16/12/2011.

Si allega alla presente l'elenco del materiale disponibile con il relativo prezzo di vendita.

Si precisa che i costi della spedizione saranno a carico dei destinatari. Per info: cnt@uiciechi.it - amministrazione.cnt@uiciechi.it

Alleg. 1

Articolo Disponibilità Prezzo Unit.

Bastone telescopico"Coreano" 820 € 5

Cellulari "Emporia life" 4 € 65

Bilancia Pesa vivande 82 € 41

Color Test parlante 1 € 310

Orologio da parete in noce 1 € 100

Foglio braille con bandina stacc. 8000 € 0,05

Lavagna luminosa cm 50x58 2 € 58

Scanner Voice box 1 € 1200

Videoingranditore "compac" 1 € 400

Apparecchio americano per il disegno 2 € 26

Lettore "victor stream" 106 € 150

Spider (lettori contenuti on-line) 41 € 150

Timer sonoro 35 € 5

Orologio donna carica manuale 5 € 25

Metro-sarto 1 € 14

Macchinetta -infila aghi 1 € 10

Sherlock-etichettatore digitale 2 € 95

Orologio Uomo plac. Oro 1 € 45

Orologio tattile da tasca 1 € 25

Timer-sveglia 10 € 20

Realizzazione di un decoder per il digitale terrestre

Com'e' noto, alla fine del 2012, su tutto il territorio nazionale, sarà completato il passaggio delle trasmissioni televisive da analogico a digitale.

L'uso di questo nuovo modo di ricevere i programmi televisivi se da un lato porta a tutti dei notevoli vantaggi, comporta a noi maggiori difficoltà a causa della inaccessibilità dei decoder e dei televisori che incorporano il digitale terrestre.

A tal proposito la nostra Unione, in collaborazione con società specializzate, avrebbe in mente di realizzare un decoder completamente accessibile dall'ipotizzato costo di circa 300 Euro.

Poichè la sua produzione comporta ingenti investimenti, vi chiediamo una valutazione sull'iniziativa e una prenotazione per l'eventuale acquisto.

Pareri e prenotazioni potranno essere inviati all'indirizzo e-mail: cnt@uiciechi.it.

Sede centrale: circolari diramate nel mese di novembre

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

Superando.it del 23-11-2011

Le Federazioni scrivono al Presidente del Consiglio Monti (di FAND e FISH)

È un messaggio di alto profilo, quello inviato dalla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) al nuovo presidente del Consiglio Mario Monti, perché guarda all'"Europa sociale" dei Cittadini, alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, alla necessità di un rilancio delle politiche sociali nel nostro Paese - all'insegna proprio di quell'equità richiamata da Monti, nel suo discorso di insediamento - e ribadisce la propria disponibilità a collaborare «non per un interesse di parte, ma per porre e rafforzare le fondamenta dell'equità e della coesione sociale»

Egregio Presidente, si sta in questi mesi propagando un luogo comune che porta a considerare l'Unione Europea meramente come il "censore dei bilanci nazionali" o, peggio, come il pedissequo portavoce degli interessi dei mercati e delle banche centrali. Una visione, questa, distorta e condizionata dal momento di incontestabile crisi globale, che non può essere condivisa da chi ben conosce l'impegno dell'Unione a favore della protezione e della sicurezza sociale, della tutela dalle discriminazioni, della flessicurezza [termine mutuato dalla parola inglese flexicurity, che sta in sostanza per "elevato livello di sicurezza occupazionale", N.d.R.], delle misure a supporto dell'inclusione.

Riteniamo quindi che debba essere ribadita e rafforzata questa verità storica costruita nel pluriennale confronto civilissimo fra gli Stati Membri. L'Europa ci chiede anche questo: il supporto ai Cittadini più a rischio di povertà, di esclusione sociale, di espulsione dal mondo del lavoro, di discriminazione.

Inoppugnabilmente l'Unione ha riconosciuto e ripetutamente affermato l'incomprimibilità dei diritti civili e umani: senza queste garanzie, infatti, non vi può essere libertà, coesione sociale, equità, sviluppo.

Ed è in questo solco che il 23 dicembre 2010 l'Unione ha formalmente ratificato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità [se ne legga nel nostro sito, N.d.R.], divenendo - per la prima volta - parte contraente di un trattato sui diritti umani che intende garantire alle persone con disabilità il godimento delle loro prerogative al pari di qualunque altro Cittadino. L'Italia aveva, da parte sua, già ratificato la Convenzione il 3 marzo 2009 (Legge 18/09).

Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Europea e commissario per la Giustizia, i Diritti Fondamentali e la Cittadinanza, ha condivisibilmente annotato: «La strategia UE sulla disabilità, da attuarsi nel prossimo decennio, consiste di misure concrete, con una tempistica concreta, che tradurranno in pratica il trattato. In questa occasione, invito tutti gli Stati Membri che non l'hanno ancora ratificato a farlo con tempestività. È nostra responsabilità collettiva garantire che le persone con disabilità non debbano affrontare ulteriori ostacoli nella vita di tutti i giorni».

L'Unione, dunque, si appresta a realizzare la Strategia sulla Disabilità Europa 2020, sviluppando la nuova normativa volta ad applicare la Convenzione attraverso l'accesso ai beni e servizi, l'accessibilità per tutti, l'occupazione.

Al contrario, in Italia, negli ultimi anni, si è assistito a una progressiva compressione delle politiche sociali - in particolare quelle riguardanti le persone con disabilità o non autosufficienti - con la conseguenza diretta di sovraccaricare ulteriormente le famiglie e di condizionare negativamente percorsi e occasioni di inclusione sociale. La disabilità, del resto, è dimostratamente una della cause di impoverimento dei nuclei e delle persone.

Negli anni, la stessa spesa sociale - liquidata sbrigativamente come improduttiva - è stata considerata una delle voci da ridurre, restringere, eliminare.

Il Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale [n. 4566, N.d.R.], attualmente all'esame della Camera, è significativamente condizionato da tali intenti, perdendo invece l'occasione per avviare una riforma assistenziale di tutt'altro taglio ed efficacia, che parta proprio dalle indicazioni dell'Unione Europea e dalla citata Convenzione ONU.

In sede di audizione alla Camera, abbiamo - fra l'altro - motivatamente richiesto lo stralcio dell'articolo 10, proprio quello che riguarda la riforma assistenziale [se ne legga nel nostro sito, N.d.R.]. Una richiesta che trova adesione anche in altri autorevoli soggetti convocati in audizione, prima fra tutti la Corte dei Conti.

Confermiamo, anche al Suo Governo, la medesima richiesta, aggiungendo però la nostra disponibilità al fattivo confronto per il rilancio delle politiche sociali sostenibili quanto urgenti e necessarie nell'interesse del Paese e di milioni di famiglie e singole persone. Non si tratta di un interesse di parte, ma di porre e rafforzare le fondamenta dell'equità e della coesione sociale.

Richiediamo quindi un incontro volto ad articolare maggiormente le nostre proposte, ma rimaniamo disponibili anche a confrontarci su specifiche, contingenti o urgenti tematiche di immediata trattazione.

*Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità.

*Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap.

LaStampaWeb del 15-11-2011

Lotta ai "falsi invalidi", 300mila controlli: "Tanti sforzi pochi risultati"

Dossier di «Welfare oggi»: negli ultimi due anni ritirate 31.083 pensioni con un risparmio di 70 milioni di euro, solo l'1% della spesa per le invalidità. «Grave danno culturale alla percezione della disabilità»

Carlo Di Foggia

Una corposa caccia alle streghe ma con scarsi risultati. Negli ultimi due anni l'Inps ha infatti avviato una serie di controlli a tappeto con l'obiettivo di eliminare sprechi e truffe ai danni dell'assistenza sociale e non è un mistero che da questo settore (pensioni di invalidità, accompagnamento etc.) dovrebbero arrivare molte delle risorse previste dalla manovra correttiva di Agosto.

Secondo uno studio pubblicato su Welfare Oggi coordinato da Cristiano Gori, docente di politiche sociali all'Università Cattolica di Milano, la lotta ai 'falsi invalidi' non ha raggiunto gli obiettivi sperati: a fronte delle 31.083 provvidenze revocate si è ottenuto una riduzione di spesa - ipotizzando il massimo del risparmio - di circa 70 milioni di euro nel 2009/10 e 100 milioni nel 2011/12. In pratica l'1% della spesa complessiva per le invalidità sostenuta dallo stato che, secondo i dati dell'Inps, ammonta a circa 17 miliardi di euro annui.

Un risultato importante sotto il profilo del contrasto alle truffe ma pagato assai caro - secondo gli autori - "sul piano della percezione sociale della disabilità". La delega fiscale e assistenziale infatti, prevede un taglio di 4 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. Una cifra enorme (quasi la metà dell'intero provvedimento) che il Ministero dell'Economia conta di ottenere anche grazie ad una riorganizzazione di tutto il comparto e le cifre circolate nei mesi estivi hanno fatto gridare allo scandalo. "Nell'opinione pubblica - spiega Franco Bomprezzi, giornalista e coautore del dossier - si è consolidata la convinzione che i 'veri invalidi' sono solo le persone in situazione di grave bisogno". Questo ha alimentato una campagna mediatica contro i 'falsi invalidi' distogliendo l'attenzione dai tagli in arrivo.

In effetti, dal 2009 i controlli sono aumentati in modo esponenziale e quasi l'11% delle pensioni d'invalidità è stata revocata. La raffica di ricorsi presentati hanno però portato nel 70% dei casi alla restituzione delle cifre sequestrate. Stando a questi dati il fenomeno dei "falsi invalidi" si limita al 3% del totale di tutte le truffe ai danni dell'Inps (3000 accertate). Secondo la guardia di finanza, nei primi sette mesi del 2011 queste hanno causato un danno per le casse dello stato di circa 48 milioni di euro. La stessa cifra che secondo lo studio potrebbe essere ottenuta potenziando ulteriormente i controlli sulle invalidità ma a quale prezzo?

"In questi due anni le associazioni, i patronati, le Asl, gli stessi vertici dell'Inps - si legge nello studio - hanno ricevuto costanti segnalazioni di persone convocate a visita nonostante fossero affette da gravissime patologie irreversibili". Secondo Gori la campagna avviata dall'Inps ha provocato una "retromarcia culturale che si è tradotta innanzitutto nel consolidamento dello stereotipo della disabilità come costo sociale".

I tagli previsti dalla manovra potrebbero però assestare un colpo ancora più duro del danno socio-culturale. Dalla riforma assistenziale dovrebbe arrivare una cospicua parte di quei 24 miliardi di risparmi previsti dal governo con la manovra correttiva. Una speranza più che una certezza visto che nella relazione tecnica di accompagnamento viene specificato che "gli effetti finanziari conseguenti all'attuazione della riforma fiscale e assistenziale non sono al momento quantificabili". In pratica se non si otterranno i risultati sperati potrebbero invece arrivare i tagli lineari.

Secondo il Forum nazionale del terzo settore, ascoltato il 9 dicembre dalla Commissione Affari sociali della Camera, anche in caso di applicazione estrema, la delega produrrà risparmi esigui, non superiori al 7% del totale.

Redattore Sociale del 3 Novembre 2011

Libro nero sul welfare. "Così si uccidono le politiche sociali e si azzerano i diritti"

ROMA. Presentato questa mattina a Roma il Libro nero sul welfare italiano, uno studio ad opera della campagna "I diritti alzano la voce" e "Sbilanciamoci" su "come il governo italiano - si legge nel sottotitolo - con le manovre economico-finanziarie e la legge delega fiscale e assistenziale sta distruggendo le politiche sociali e azzerando la spesa per i diritti". Si tratta, nel dettaglio, di un'analisi dell'esistente e di tutta una serie di proposte per difendere e rinnovare il welfare italiano.

A proposito dell'analisi dell'esistente, il Libro nero non ha potuto ovviamente sorvolare sulla notevole riduzione degli stanziamenti e in alcuni casi (come quello del Fondo per la non autosufficienza) su un vero e proprio azzeramento di risorse. Si legge: "Molte sono state le misure approvate per diminuire le prestazioni economico-sociali a favore degli invalidi civili e delle persone con disabilità, e per contenere al massimo l'aumento della spesa assistenziale. L'Inps, infatti, ha voluto incidere pesantemente e negativamente anche sulle indennità di invalidità, di frequenza e di accompagnamento, che oggi, alla luce dei tagli sopra riportati, avrebbero potuto ancora rappresentare una forma di sostegno economico da parte dello Stato per quella categoria di soggetti che versano in condizione di fragilità".

L'aspetto che desta maggiore preoccupazione è che, "con la scusa della lotta ai falsi invalidi, l'Inps sta di fatto procedendo al taglio indiscriminato delle pensioni d'invalidità, delle indennità mensili di frequenza e delle indennità di accompagnamento, anche nei confronti di coloro che sono nel pieno diritto di goderne. Moltissimi cittadini devono attendere tempi insostenibili per il riconoscimento delle minorazioni civili e delle indennità correlate, a causa dell'inefficienza delle procedure informatiche e della moltiplicazione dei passaggi burocratici; sono obbligati ad ulteriori accertamenti in contrasto con gli obiettivi di semplificazione e di rispetto della dignità della persona, sono costretti ad attendere a lungo i verbali degli accertamenti sanitari e a fare i conti con procedure di pagamento bloccate da tempo e, in generale, incontrano numerosi ostacoli all'esercizio del diritto di accesso alle indennità. Rispetto a quest'ultimo aspetto, non possiamo non denunciare la grave restrizione dei requisiti sanitari per la concessione dell'indennità di accompagnamento, attuata dall'Inps, che reintroduce criteri di assegnazione dell'accompagnamento già bocciati dal Parlamento nel corso dell'approvazione della Legge 30 luglio 2010 n. 122. In sostanza, viene aggirata una decisione del Parlamento sovrano".

Tornando ai tagli, il Libro include una tabella con i tagli apportati ai singoli Fondi del sociale e analizza i numeri delle prestazioni e dei destinatari della spesa sociale nel triennio 2006-2008. E proprio in relazione alla distribuzione della spesa tra le diverse aree di assistenza, si evidenzia che la maggior dimensione è stata a favore di minori e famiglia 40,2% a cui seguono anziani al 22,5%, disabili 21,1%, altri interventi per disagio e marginalità 16,2%. Con la spesa indicata sono state erogate milioni di prestazioni, tra cui, per citare le più importanti: 260 mila bambini accolti negli asili nido e servizi per la prima infanzia; 40 mila nuclei familiari e oltre 1 milione di persone singole, sono seguiti dai servizi sociali; 90 mila disabili sono assisti a domicilio e supportati nella scuola e nella formazione professionale; 400 mila anziani sono seguiti a domicilio (250 mila), nelle strutture residenziali e centri diurni (150 mila); 280 mila prestazioni di aiuto a persone appartenenti a fasce di disagio sociale.

Non solo. Secondo gli estensori del Libro nero sul welfare italiano, "le politiche dei tagli lineari in settori delicati come quelli dell'assistenza sociale e sanitaria si pongono a nostro avviso in contrasto con le tre priorità individuate dalla strategia Europa 2020: crescita intelligente (sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione), crescita sostenibile (promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva) e crescita inclusiva (promuovere un'economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale).

IL SOLE 24 ORE DEL 08-11-2011

QUADERNI DELLA SALUTE: OFTALMOLOGIA, PIÙ PREVENZIONE

ROMA. «Nel Piano nazionale della prevenzione 2010-2012 del ministero della Salute per la prima volta è stato riservato un capitolo alla prevenzione della cecità e dell'ipovisione. Questo perché l'impatto psicosociale delle malattie della visione è molto rilevante nella società moderna, dal momento che nel terzo millennio la maggior parte delle informazioni e delle attività socioculturali utilizza la funzione visiva come sistema primario. Risulta quindi evidente che una ridotta capacità visiva ha un impatto devastante sia sulla vita lavorativa sia sulle attività socioculturali. Nasce da qui la scelta di dedicare uno dei Quaderni della Salute all'oftalmologia dal titolo: "Appropriatezza nella prevenzione, diagnostica e terapia in oftalmologia"». Così il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, introduce l'undicesimo Quaderno del ministero della Salute dedicato, appunto, all'oftalmologia e presentato oggi a Roma (la sintesi a cura di Mario Stirpe! , Presidente Irccs Fondazione G.B. Bietti e tra gli autori del Quaderno su IL SOLE-24 ORE SANITA' n. 42/2011).
Le malattie della vista rappresentano un problema significativo per la sanità mondiale. L'Oms ha stimato che vi sono oltre 161 milioni di persone con gravi problemi di vista e di questi 37 milioni sono ciechi bilateralmente e 124 milioni sono ipovedenti.
In accordo con i dati dell'Oms, il glaucoma rappresenta la seconda causa di cecità nella maggior parte del mondo e la degenerazione maculare legata all'età è la terza causa.
La sfida all'oftalmologia moderna del Terzo Millennio è pertanto la prevenzione delle malattie che possono
determinare gravi deterioramenti della visione.
Gli interventi di prevenzione si suddividono in:
- prevenzione primaria, che comprende tutti gli interventi destinati a ostacolare l'insorgenza della malattia nella popolazione, combattendo le cause e i fattori predisponenti, e si attua attraverso progetti mirati di educazione sanitaria, profilassi immunitaria, interventi sull'ambiente e sull'uomo, individuazione e correzione delle situazioni che predispongono alle malattie. In oftalmologia, aspetti centrali nella prevenzione primaria sono l'azione della famiglia sul bambino, i controlli del visus nei bambini in età prescolare/scolare e la valutazione da parte del pediatra di libera scelta;
- prevenzione secondaria, che comprende tutte le misure destinate a ostacolare l'aumento di casi di una malattia nella popolazione, riducendone la durata e la gravità. Lo strumento essenziale è la diagnosi precoce rivolta a persone ritenute a rischio mediante programmi di screening per alcune fasce di popolazione;
- prevenzione terziaria, che comprende tutte le misure che hanno lo scopo di controllare l'andamento di malattie croniche per evitare o limitare la comparsa di complicazioni e di esiti invalidanti. Viene applicata quando la patologia è già in atto e richiede un insieme di interventi e strutture molto diversi. Gli strumenti fondamentali sono la terapia e, soprattutto, il recupero e la riabilitazione negli aspetti medici, psicologici, sociali e professionali. Esempio classico in oftalmologia è la terapia riabilitativa del paziente ipovedente.
La riabilitazione è sempre piu richiesta dall'utente, sia nell'età evolutiva sia nella terza età, ma la capacità di risposta a tali richieste va sicuramente potenziata. A tale potenziamento deve tuttavia corrispondere anche un rafforzamento della rete sociosanitaria e delle modifiche anche architettoniche delle città, per renderle sempre più fruibili ai portatori di disabilità visive.
In campo oftalmologico, in realtà, la divisione in prevenzione primaria, secondaria e terziaria non è mai stata applicata in maniera veramente efficace.
La maggior parte dei Mmg ha conoscenze esclusivamente di base delle patologie oculari e sono pochi i medici che dispongono di un'attrezzatura per valutare le strutture oculari anche superficialmente, pertanto i reparti ospedalieri oculistici sono congestionati dalle patologie oculari che non necessitano di valutazione specialistica.
L'obiettivo è quindi modernizzare il sistema sanitario per la cura della vista, mantenendo, sviluppando e integrando il servizio, migliorando la scelta, l'accesso, la qualità e i tempi di attesa per tutta la popolazione.
I capitoli in cui è suddiviso il Quaderno sono:
- l'organizzazione della rete dei servizi oftalmologici;
- l'appropriatezza, i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e di prevenzione nelle età della vita;
- le tecniche di imaging: appropriatezza d'uso nel glaucoma e nelle patologie maculari;
- il soggetto ipovedente: tra bisogni e realtà;
- la riabilitazione dell'ipovedente: problematiche aperte;
- i vizi della refrazione: definizione, cenni di epidemiologia, eziopatogenesi, sintomatologia e trattamento.

Famiglia Cristiana del 21 Novembre 2011

Pochi minuti di laser e il glaucoma scompare

Una nuovissima tecnica permette di abbattere la pressione oculare, salvando la vista. È indolore ed è ripetibile

Il glaucoma è una malattia oculare caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico, che è la connessione tra l'occhio e i centri nervosi cerebrali dove devono arrivare le informazioni visive. La causa del danno al nervo ottico consiste principalmente nell'aumento della pressione interna dell'occhio che provoca schiacciamento e cattiva irrorazione sanguigna.

La pressione interna dell'occhio, i cui valori normali sono compresi tra 11 e 20 mmHg, aumenta perchè il liquido chiamato umore acqueo, che è prodotto in continuazione all'interno del bulbo, incontra un'anomala difficoltà a defluire verso l'esterno attraverso le normali vie anatomiche predisposte. Il danno al nervo ottico, se non diagnosticato e curato, comporta in definitiva una riduzione permanente della vista, ma oggi le terapie mediche, parachirurgiche e chirurgiche consentono un buon controllo della malattia, soprattutto se la diagnosi viene afatta non appena si avvertono i primi segnali.

Secondo recenti studi il 2% degli italiani sopra i 40 anni soffrono di glaucoma, con una maggiore prevalenza al Nord (48%), seguito dal Sud (28%) e dal Centro (24%). Nei prossimi anni ci si aspetta un aumento della malattia del 33% dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione.

Nella sua forma più frequente (glaucoma cronico ad angolo aperto) si tratta di una malattia subdola perché quasi sempre "asintomatica". Solo nelle fasi tardive, quando il danno al nervo ottico è ormai avanzato, si manifestano evidenti difficoltà visive. Le alterazioni iniziali, che non possono essere rilevate se non con specifici esami strumentali (campo visivo), consistono in aree di ridotta sensibilità della percezione luminosa, che pian piano diventano zone cieche del campo visivo. Se non diagnosticato e curato per tempo, il glaucoma può compromettere la maggior parte delle fibre ottiche costituenti il nervo ottico con grave danno funzionale, giungendo nei casi più estremi alla cecità completa. Per questo è importante una diagnosi precoce tramite visite frequenti e approfondite.

La terapia tradizionale.

Di solito si prescrivono colliri che abbassano la pressione oculare e impediscono la progressione del danno al nervo. I colliri devono essere utilizzati a vita dal paziente e non sono scevri da effetti collaterali sia locali (disturbi irritativi e arrossamento, cambiamento di colore dell'iride, ecc.) che generali (asma, bradicardia, ipotensione, etc.). Da oltre 30 anni esiste un'alternativa terapeutica rappresentata dal laser. Il trattamento finora praticato, chiamato A.L.T., utilizza un laser ad effetto termico che determina piccole ustioni del trabecolato. Pur essendo efficace, viene utilizzato con parsimonia in quanto produce la distruzione di una porzione del trabecolato e pertanto è difficile ripeterlo se, nel tempo, la pressione risale. Tale trattamento viene perciò di solito riservato ai casi più gravi, che non vengono compensati dalla terapia farmacologica.

La nuova metodica.

Si chiama S.L.T. ( Trabeculoplastica Laser Selettiva) ed utilizza impulsi laser brevissimi (4 nanosecondi) per colpire la melanina, un pigmento presente nel materiale che ostruisce il trabecolato nei soggetti glaucomatosi. L'energia totale rilasciata per una procedura S.L.T. corrisponde appena all'1% di quella utilizzata per un analogo trattamento A.L.T. Questo rende la procedura molto sicura. Il laser infatti non danneggia il tessuto circostante, anzi lo stimola, grazie all'attivazione dei macrofagi, i meccanismi naturali di rigenerazione del trabecolato. Il risultato di questo processo è l'aumento del drenaggio dell'umore acqueo e l'abbassamento della pressione oculare.

Si esegue ambulatorialmente. Prima della procedura si somministrano dei colliri per preparare l'occhio e per anestetizzare la cornea. Viene poi applicato il laser attraverso una lampada a fessura modificata (simile allo strumento adoperato durante le normali visite) e una specifica lente a contatto. L'intervento dura alcuni minuti ed è indolore. L'occhio non viene bendato ed è possibile riprendere subito le normali attività. Nei giorni successivi bisogna instillare dei colliri antinfiammatori ed eseguire alcuni controlli dall'oculista. In genere, da uno a tre giorni dopo il trattamento la pressione inizia a diminuire. Se non scende a sufficienza oppure se, dopo mesi o anni, tende a risalire è possibile ripetere il trattamento senza rischi aggiuntivi.

L' S.L.T. è indicato nei casi di glaucoma primario ad angolo aperto, nel glaucoma pseudo esfoliativo e pigmentario. Inoltre è indicato in caso di intolleranza ai farmaci, di insoddisfacente risposta alla terapia farmacologica, di precedente trattamento A.L.T. con scarso risultato. Il trattamento è difficilmente eseguibile o non eseguibile nei glaucomi ad angolo stretto. E' controindicato in caso di uveite, di angolo chiuso e di glaucoma neovascolare e mal formativo. Le complicanze sono rare. Si tratta in genere di aumenti transitori della pressione oculare e di fenomeni infiammatori (iriti) che conseguono a trattamenti intensi e che si risolvono in pochi giorni.

di Stefania Marchisio

Il Corriere della Sera" del 21 Novembre 2011

Arriva il test genetico per la degenerazione maculare senile

MILANO. Scoprire per tempo la predisposizione genetica a sviluppare la degenerazione maculare senile e attuare subito strategie preventive è oggi possibile grazie a un nuovo kit di diagnosi genetica che verrà presentato in occasione del prossimo Congresso della Società oftalmologica italiana, che si terrà a Milano dal 23 al 26 novembre.

Il TEST. Il nuovo esame, calibrato su circa 12mila persone affette dalla malattia, si basa su un semplice prelievo di DNA, ottenuto strisciando uno spazzolino sulla mucosa della bocca. L'esame, che può essere eseguito presso l'oculista, è in grado di individuare gli eventuali polimorfismi associati alla degenerazione maculare senile con una sensibilità che supera l'80%. «Oggi sappiamo che sono diversi i fattori che possono favorire lo sviluppo della degenerazione maculare senile - spiega Alfredo Pece, primario della Divisione di oculistica dell'Ospedale di Melegnano e presidente della Fondazione Retina3000 di Milano -. Tra questi rientrano, oltre all'età avanzata, fattori ambientali e collegati allo stile di vita (come l'eccessiva esposizione alla luce solare, il fumo, abitudini alimentari scorrette), nonché aspetti genetici. Si stima, in particolare, che le cause della malattia dipendano per circa il 70% da fattori genetici di predisposizione». Da qui l'importanza di poter disporre di uno strumento in grado di quantificare il rischio genetico "puro" di sviluppare la malattia dopo i 60 anni in soggetti sani e nei consanguinei di soggetti ammalati. Ma non solo, il nuovo kit può fornire anche altre informazioni preziose come riferisce il professor Stefano Piermarocchi, docente di oftalmologia presso il Policlinico universitario di Padova: «È possibile conoscere il rischio di sviluppare una forma avanzata della malattia in soggetti già ammalati, qual è il rischio di svilupparla nel secondo occhio e, infine, prevedere se il paziente risponderà bene alle cure con i più recenti farmaci anti-angiogenici (anti-VEGF)».

LE RICADUTE. Ma quali sono i benefici che possono derivare dal conoscere in anticipo il proprio destino? «L'individuazione dei soggetti con un rischio genetico elevato ci permette di mettere in atto interventi di prevenzione per ridurre le possibilità di ammalarsi o rallentare l'evoluzione della malattia - riferisce Piermarocchi -. Eliminare il fumo di sigaretta, proteggere gli occhi dalle radiazioni solari, assumere eventualmente specifici integratori antiossidanti sono tutte strategie preventive. Non solo, di fronte a un soggetto a rischio il medico può proporre un più stretto monitoraggio e calibrare meglio le terapie in chi è già malato: se si sa a priori che i farmaci anti-VEGF hanno poche possibilità di funzionare, si può pensare di ricorrere ad altri strumenti terapeutici comunque validi».

LA MALATTIA. La degenerazione maculare senile è la più comune causa di cecità legale sopra i 60 anni. Colpisce tra l'8,5 e l'11% della popolazione di età compresa tra i 65 e i 74 anni, e sopra i 74 anni interessa quasi una persona su tre. Si tratta di una malattia della retina legata all'invecchiamento che inizia con la formazione di depositi, le drusen, e può evolvere in due complicanze: la prima, più lenta e meno rapidamente invalidante, viene chiamata atrofia geografica ed è anche conosciuta come forma "secca". La seconda più rapida nel compromettere la vista si chiama forma neovascolare o "umida". Uno dei primi sintomi della malattia è dato dalla distorsione delle linee rette nella zona visiva centrale: se questo inconveniente dura per più di un giorno bisogna sottoporsi con urgenza a una visita oculistica. Tra gli altri disturbi visivi che possono far supporre la presenza di degenerazione maculare ci sono anche diminuzione della vista, immagini offuscate, difficoltà a distinguere i colori, perdita della visione centrale a causa di spazi bui o vuoti. Per confermare i sospetti si ricorre ad alcuni esami diagnostici: l'esame del fondo oculare; l'OCT (tomografia a coerenza ottica), la fluoroangiografia e, in alcuni casi, l'angiografia con verde di indocianina. Molto utile per la valutazione dell'atrofia geografica è la visualizzazione dell'autofluorescenza del fondo oculare.

LE CURE. Per ora non esistono cure definitive, ma solo alcuni trattamenti in grado di evitare ulteriori peggioramenti della vista. Per la forma umida la cura rivelatasi più valida in molti casi è l'iniezione nel vitreo di inibitori del fattore di crescita dell'endotelio vasale (VEGF), molecola chiamata in causa nello sviluppo dei nuovi vasi. Oltre a limitare il danno, un intervento precoce è anche più efficace sulla lesione neovascolare. Attualmente sono in corso alcuni studi per la valutazione di altri farmaci o la loro combinazione. Tuttavia non vanno dimenticati altri trattamenti utili in alcuni casi, quali la terapia fotodinamica e la fotocoagulazione laser. Discorso molto diverso per l'atrofia geografica: per ora non c'è nessuna possibilità di trattamento anche se sono in corso diversi studi clinici per la valutazione di nuove terapie.

di Antonella Sparvoli

La Repubblica del 29-11-2011

Quel male emergente, così si perde il centro della vista

Progressiva, indolore, invalidante: colpisce soprattutto gli over 60 e ormai riguarda circa due milioni di italiani. Va individuata subito e affrontata con le nuove terapie prima di subire danni irreversibili. Due le tipologie Dubbi e cautela sul kit di diagnosi genetica per individuare la predisposizione.

di ANNAMARIA MESSA

MILANO. Se guardiamo un giornale, una persona, una foto, grazie alla retina periferica abbiamo la percezione, nel suo insieme, dell´intero foglio, della persona, di ciò che abbiamo davanti. È però con la parte centrale della retina, la macula, che leggiamo chiaramente e distinguiamo ciò che fissiamo. Se la macula si ammala, (può succedere verso i 60 anni e il rischio aumenta con l´età), la vista si annebbia, si distorcono le immagini centrali del campo visivo. Diventa complicato leggere, cucinare, guardare un film o guidare l´auto. Non si sa ancora come e perché viene questa forma di maculopatia legata all´età, la degenerazione maculare senile (Dms). Malattia sociale che fa la parte del leone nelle patologie oculari dell´anziano, nei paesi occidentali è la prima causa di ipovisione in terza età, riguarda circa due milioni di italiani con più di 55 anni. Progressiva, indolore, spesso colpisce entrambi gli occhi, in genere uno dopo l´altro. Non si diventa ciechi ma riduce vista, mobilità, autonomia. E non c´è una possibile prevenzione. «Sappiamo che la predisposizione può essere data dall´esposizione al fumo, un´alimentazione povera di antiossidanti e ricca di grassi animali, ma le buone abitudini dovrebbero iniziare a vent´anni, da giovani. A sessanta è troppo tardi», fa notare il professor Mario Stirpe, presidente della Fondazione Bietti per lo Studio e Ricerca in Oftalmologia Onlus, Irccs, Roma. Mancano terapie risolutive, ma per fermare l´aggravamento (pur senza migliorare l´acuità visiva) la maculopatia va individuata subito e aggredita, prima di danni irreversibili.

Nella maggior parte dei casi (90%) la malattia, per una progressiva atrofia del tessuto retinico, si presenta in forma "secca o non essudativa" con evoluzione lenta, modesta riduzione visiva. La forma "umida, essudativa", più rara (10-15% dei casi), evolve più in fretta e riduce di più la vista: nella macula si formano nuovi vasi sanguigni che si rompono facilmente, il sangue altera il tessuto intorno, si crea una cicatrice sottoretinica. «I risultati terapeutici sono abbastanza soddisfacenti per le maculopatie umide verso le quali è rivolta la maggior parte della ricerca ma la terapia va ripetuta di continuo. Si punta a trovare preparati che prolunghino la chiusura dei vasi. Non c´è ancora una terapia efficace nelle forme asciutte, dove il problema è degenerativo. Si sta tentando di trovare una soluzione per rivitalizzare le cellule ma può essere più realistico pensare di fermare all´inizio la morte cellulare», spiega Stirpe.

Al recente congresso Soi, Società Oftalmologia Italiana, a Milano, è stato presentato un kit di diagnosi genetica della predisposizione a sviluppare una maculopatia. Si fa nello studio dell´oculista o in un centro di diagnosi genetica, strisciando uno spazzolino sulla mucosa buccale per il prelievo di Dna, costa sui 250, 300 euro. «Può essere utile per dire al paziente di farsi visitare subito ai primi sintomi (annebbiamento della vista, righe distorte) e fare tutti gli esami necessari alla diagnosi. Ma, come per altre malattie, non puoi comunque fare niente». La predisposizione genetica non vuol dire che inevitabilmente ci si ammalerà di quella malattia. «Vediamo continuamente soggetti predisposti, per esempio pazienti che all´esame del fondo oculare presentano delle drusen (formazioni retiniche che si pensa predispongano alla maculopatia) ma ciò non significa che avranno sicuramente uno scompenso». Si va intanto aprendo un altro campo, quello dell´edema maculare diabetico, maculopatia che insorge nell´età lavorativa. Un rischio in più per chi soffre di retinopatia diabetica. «È una forma edematosa della macula. La terapia in parte è la stessa ma si usano anche cortisonici speciali a lentissimo rilascio».

Il Tempo del 13-11-2011

Retina osservata speciale. La prevenzione riduce del 90% il rischio cecità

Il diabete mellito (Dm) è una malattia favorita da fattori ambientali e genetici e caratterizzata da alterazioni del metabolismo glicidico, lipidico e proteico causate da insufficienza di secrezione insulinica che può essere assoluta o relativa. L'incidenza in Italia sembra in crescita ed è di circa il 3,2% della popolazione. In molti dei pazienti con malattia di lunga durata, possono svilupparsi complicanze vascolari microangiopatiche (retinopatia, nefropatia) e macroangiopatiche (vasi coronarici, cerebrali e degli arti inferiori), nonché complicanze neuropatiche. Il miglioramento dei mezzi terapeutici ha determinato negli ultimi 50 anni un considerevole aumento della durata della vita media dei diabetici e, di conseguenza, anche un incremento impressionante della incidenza della Retinopatia Diabetica (Rd). La retinopatia diabetica è la manifestazione oculare più importante del diabete e costituisce nei paesi industrializzati una delle cause più frequenti di cecità in età adulta, con percentuali variabili nei diversi paesi, superata nell'età più avanzate dalla degenerazione maculare senile, dal glaucoma e dalla cataratta. Le cause di cecità per questo tipo di patologia sono nell'ordine: distacco di retina trazionale, emorragia vitreale, maculopatia essudativo-edematosa, proliferazione fibro-gliale epiretinica, glaucoma. L'evoluzione della retinopatia diabetica è assai varia e va da forme iniziali che definiamo Rd non proliferante, a sua volta suddivisa in lieve, moderata e grave, alla manifestazione più avanzata della Rd, ovvero la forma proliferante. Nella gestione e nella prevenzione delle complicanze del diabete è molto importante un controllo metabolico preciso ed uno screening regolare, responsabilità per lo più del medico di base e del diabetologo, che devono lavorare in stretto contatto con l'oculista, il quale ha il compito di eseguire un'osservazione costante del fondo oculare dei pazienti diabetici, un'eventuale fluorangiografia retinica (Fag) ed uno Spectral-Oct, per poi dare, in relazione alla gravità della retinopatia la più appropriata terapia. La fluorangiografia, che consiste praticamente nell'esecuzione di fotografie del fondo oculare dopo iniezione di mezzo di contrasto, sembra ancora oggi il miglior metodo per la diagnosi precisa dello stadio della malattia e per l'individuazione di aree retiniche ischemiche. Altri esami a cui sottoporre costantemente il paziente con Rd, sono l'Oct, metodica con la quale si valuta lo spessore retinico, l'entità dell'edema maculare e la sua risposta alla terapia; o la microperimetria (M.P.) che invece esamina in maniera precisa e ripetibile la funzione della retina. La laser-terapia fotocoagulativa resta oggi, a 50 anni dalla sua nascita, il miglior sistema per la cura e la prevenzione delle complicanze più gravi della retinopatia diabetica. Per le forme di retinopatia con edema maculare che non rispondono alla terapia con laser, esistono oggi diversi farmaci ad uso intraoculare (intravitreale), con azione antiangiogenetica, dotati di estrema efficacia. Essi si praticano in regime ambulatoriale e in anestesia topica (con collirio), con una cadenza da stabilire da caso a caso. Utile è comunque la somministrazione di farmaci e integratori attivi sul microcircolo e sul trofismo della retina e del nervo ottico. La retinopatia diabetica è quasi sempre asintomatica nelle sue fasi iniziali, per cui è importante che tutti i pazienti diabetici eseguano frequenti controlli anche in assenza di problemi oculari, con lo scopo di ritardarne l'insorgenza o di curarla tempestivamente qualora fosse presente; il trattamento immediato e appropriato della retinopatia riduce, infatti, del 90% a 5 anni il rischio di cecità.

di Luca Iacobelli

Responsabile della Divisione di Oculistica Oftalmologia Ini, Istituto Neurotraumatologico Italiano

La Repubblica del 29-11-2011

Rimborso solamente per un occhio E se ci vedi pochissimo niente cura

Le incongruenze del Servizio sanitario nazionale. Battaglia di Soi e associazioni: peggio che nel resto d´Europa

di ALESSANDRA MARGRETH

MILANO. Se innovazioni tecnologiche e scientifiche offrono sempre nuove opportunità di cura a chi soffre di degenerazione maculare senile (Dms). Ma spesso i trattamenti vengono negati ai pazienti a causa dei limiti di budget del Sistema sanitario nazionale e regionale. Contro queste inaccettabili situazioni ci sono le campagne di sensibilizzazione della Società Italiana di Oftalmologia (Soi) e dell´associazione "Per vedere Fatti Vedere" onlus (www.pervederefattivedere.it).

La campagna "Io ho meno di due decimi, cura anche me" si occupa del problema del rimborso, previsto dal Ssn solo se la persona ha un visus superiore ai due decimi. Negli altri Paesi europei non esistono limiti di visus per il rimborso, ma solo limiti nel numero di iniezioni: se non si ottiene effetto dopo dodici iniezioni, la terapia viene considerata inefficace. «Significa che le persone più bisognose di cure, perché hanno già perso l´80 per cento della vista, in Italia devono pagarsi le terapie perché il Ssn non paga. L´accesso alle nuove tecnologie, dato gli ingenti costi, è un problema reale. Si rischia di fermare il progresso dell´oculistica italiana», chiarisce Matteo Piovella, presidente Soi. I farmaci in questione sono attualmente Lucentis di Novartis (1.200 euro a fiala) e Macugen della Pfizer (600 euro a fiala). Da quasi due anni la Soi sta sollecitando l´Aifa (agenzia italiana del farmaco) e il ministero della Salute perché rivedano questi criteri.

C´è poi "Io ho due occhi, curali entrambi", iniziativa che riguarda sempre chi soffre di degenerazione maculare senile. Il rimborso del Ssn avviene solo per un occhio, anche se la degenerazione maculare può riguardare entrambi gli occhi. Denuncia Matteo Piovella: «Se la malattia colpisce anche il secondo occhio, la spesa delle cure non viene rimborsata, ma resta a carico totale del paziente». Continua Pasquale Troiano, presidente dell´associazione "Per vedere Fatti Vedere": «Questi criteri vanno rivisti al più presto, anche perché mantenere una capacità visiva che garantisca nei pazienti anziani l´autosufficienza evita di dover gestire servizi socio-assistenziali per anziani non vedenti che costano allo Stato ben più dei fondi necessari a curare entrambi gli occhi».

L´evoluzione tecnologica si scontra con i risicati budget del Ssn anche per gli interventi di cataratta. Afferma Piovella: «Negli ultimi anni vengono applicati cristallini artificiali personalizzati che correggono anche astigmatismo e presbiopia, eliminando nel 20-25 per cento dei casi la necessità di portare occhiali dopo l´operazione». La campagna "Cataratta e via gli occhiali... io ci sto!" promossa da Soi propone di introdurre una compartecipazione alla spesa dando la possibilità, a chi vuole, di coprire il costo del cristallino di nuova generazione: il Ssn pagherebbe i costi classici dell´intervento, il paziente la differenza (circa 600-700 euro).

Superando.it del 18-11-2011

Minorazione visiva e disturbi pervasivi dello sviluppo

(di Maria Luisa Gargiulo)

Si terrà sabato 19 novembre a Roma (Best Western Hotel Universo, Via Principe Amedeo, 5/b, ore 9.30-13.30) il seminario denominato Il benessere del bambino nelle situazioni di patologie complesse, sul tema Minorazione visiva e disturbi pervasivi dello sviluppo. L'iniziaztiva è rivolta a genitori ed educatori interessati al benessere del bambino condizionato dall'interazione di più diagnosi o con quadri funzionali complessi, comprendenti anche il deficit visivo e e disturbi pervasivi dello sviluppo.

Con un taglio divulgativo e uno stile interattivo, dunque, verranno esaminate, durante l'incontro, le necessità del bambino che oltre ad avere problemi visivi, presenta alcune caratteristiche comuni anche ad altri disturbi. In particolare si illustreranno i principali termini usati nell'ambito dei disturbi pervasivi dello sviluppo, per consentire ai partecipanti di acquisire maggiore padronanza nell'ambito di queste patologie. Infine, verranno introdotte le linee guida di approccio educativo attualmente accreditate in questo tipo di situazioni, dando una speciale attenzione alle differenze di approccio e alle particolarità del bambino con deficit visivo e con disturbi di sviluppo di questo genere.

A ideare e a condurre il seminario sarà la psicologa e psicoterapeuta Maria Luisa Gargiulo, cui ben volentieri cediamo la parola.

Per iniziare a parlarne...

Ho pensato di realizzare questo evento allo scopo di dare semplici conoscenze su alcuni disturbi dello sviluppo che a volte possono presentarsi in associazione con problemi di tipo percettivo e che possono condizionare la crescita del bambino.

Penso sia enormemente conveniente per un genitore approfondire la conoscenza di alcune specifiche particolarità di sviluppo del proprio figlio, anche se questo può comportare un grande sforzo e la necessità di adeguare le proprie scelte.

Lavoro da quasi vent'anni con genitori e con bambini disabili e ho sempre considerato fondamentale il beneficio che viene da un'alleanza profonda tra una famiglia che condivide gli obiettivi di crescita del bambino, con gli educatori e i riabilitatori che lavorano con lui. Ma questa cooperazione, a parer mio, può nascere soltanto da un'idea comune della situazione e da una definizione condivisa.

Di conseguenza, nel mio lavoro ho sempre dedicato molto tempo a iniziative di divulgazione delle conoscenze, come quella del 19 novembre a Roma, perché credo che i genitori abbiano bisogno di strumenti chiari di conoscenza e che, quando li hanno, essi divengano i migliori alleati della salute del loro figlio.

Tutti noi sappiamo che vi sono molti bambini e ragazzi con disabilità della vista che presentano comportamenti che denotano una combinazione di problemi nella sfera degli interessi, della comunicazione e dell'interazione sociale.

Gli "addetti ai lavori", i rappresentanti delle associazioni di non vedenti, i genitori e gli insegnanti hanno ben chiara la situazione attuale, nella quale purtroppo sono sempre meno numerosi i bambini che presentano uno sviluppo riconducibile classicamente a quello del bambino cieco, come veniva descritto nella letteratura tiflopedagogica. E tuttavia, a questa constatazione segue spesso un senso di sgomento e solitudine, perché i bambini con problemi di vista che non corrispondono allo stereotipo positivo e rassicurante dell'immaginario collettivo, sono come sospesi in una "terra di nessuno", così come chi si occupa di loro, dal punto di vista familiare ed educativo.

Accade quindi che i genitori e gli insegnanti di questi bambini spesso non vedano riconosciuti i loro bisogni di conoscenza, chiarificazione e di aiuto, perché i loro figli - o i loro allievi - sono "troppo diversi" da quello che ci si aspetterebbe. Insomma, una diversità nella diversità, per la quale non c'è posto e non c'è attenzione.

Quando si parla di pluriminorazione, qualche volta si ragiona come se tutte le persone pluriminorate avessero necessità simili e vivessero condizioni tra loro assimilabili. In realtà la parola pluriminorazione indica genericamente il fatto che la persona, oltre al deficit visivo, presenta altre menomazioni e disturbi. Ci possono essere una serie di patologie le più diverse. In qualche caso si tratta di vari effetti generati da un'unica causa: ad esempio, un problema neurologico alla nascita, che ha leso varie parti del cervello e di conseguenza varie funzioni della persona; oppure una particolare sindrome che comporta conseguenze patologiche a carico di vari sistemi e organi; oppure ancora una malattia genetica che, comportando diverse alterazioni cromosomiche, si esprime con varie malformazioni o malfunzionamenti.

In altri casi, la pluriminorazione è determinata dalla casuale concomitanza di due differenti patologie, aventi cause non collegate tra di loro, una delle quali concernente la vista e un'altra riguardante un diverso sistema. La minorazione visiva dalla nascita è inoltre un fattore di rischio per altri tipi di disturbi, e quindi concorre, insieme ad altre cause, alla generazione di situazioni, variamente composte, che ne sono soltanto il punto finale.

In tutti i casi, avere un problema visivo insieme a uno o più problemi aggiuntivi, non equivale quasi mai ad avere la somma delle conseguenze delle due patologie prese singolarmente. Infatti, il più delle volte, i problemi si condizionano reciprocamente nella globalità e unicità della persona, dando luogo a una situazione molto particolare, che dev'essere valutata caso per caso, tenendo sempre presenti i singoli problemi patologici, ma soprattutto il modo nel quale essi interagiscono tra loro.

Questa difficoltà viene restituita ai genitori come fosse un ostacolo insormontabile alla diagnosi, mentre a volte definire precisamente un disturbo di sviluppo è il primo passo verso l'avvio di misure educative e riabilitative appropriate.

Mi sono soffermata sui problemi e non sui punti di forza, perché a volte, sottolineare a un genitore esclusivamente le potenzialità potrebbe suonare come una consolazione inutile, e in effetti lo è davvero. Invece è necessario che il clinico accordi ai genitori la necessaria fiducia per ascoltarlo e per esaminare insieme a lui anche tutti i problemi che gli danno pena e preoccupazione, e che si abbia il coraggio di usare parole chiare e comprensibili, i termini tecnici e le loro spiegazioni, come un modo per capirsi e non come una barriera "medichese".

Non sempre i genitori riescono a trovare risposte alle domande di chiarimento rispetto a queste difficoltà. A volte ci si imbatte in giustificazioni generiche che fanno riferimento alla differenza di sviluppo del bambino cieco rispetto a quello nato vedente, e alla conseguente difficoltà a valutare gli altri aspetti. In altri casi viene vagamente citata una situazione di pluriminorazione, quasi questa fosse un'unica condizione patologica.

Va per altro annotato che l'individuazione precisa di eventuali disturbi di sviluppo è resa complicata dall'oggettiva difficoltà da parte dei clinici di utilizzare gli strumenti diagnostici classici - come le batterie di test adottate per il resto della popolazione - per valutare l'esistenza o meno di eventuali problemi. Ciò non è quasi mai possibile, senza modificare il modo di somministrare le prove, perché quasi tutti questi strumenti sono realizzati presupponendo che i bambini ai quali essi sono rivolti, siano vedenti. Da questo deriva che la diagnosi - invece di essere immediatamente reperibile e la più precoce possibile, come tutte le linee guida moderne suggeriscono - sia fatta in modo impreciso oppure dopo varie peregrinazioni, solo molti anni dopo la comparsa di eventuali segni comportamentali.

Il seminario del 19 novembre a Roma vuole essere dunque un'occasione per iniziare a parlare di alcuni aspetti problematici dello sviluppo, che possono presentarsi anche in alcuni bambini con problemi di vista e che assieme al deficit visivo condizionano il benessere e la crescita.

Molto spesso le madri mi riferiscono alcune frasi, che sono rimaste loro impresse nella memoria, e che esse si sono ripetute per anni, tentando di convincersi della loro veridicità: «Il bambino si chiude, non vuole comunicare...», «Signora, lei è ansiosa e il bambino ha problemi relazionali...», «Lei si preoccupa troppo e questo fa male al bambino...», «Il bambino è così perché non si sente accettato...», «Siccome è cieco deve avere il tatto sviluppato...», «Poi quando cresce gli passa da sé...», «Lo faccia sfogare, prima o poi si calma...», «Ma cosa vuole, lui è cieco!».

La valutazione delle problematiche a carico della qualità dell'interazione sociale e della comunicazione e l'eventuale presenza di un repertorio di interessi ristretti e/o di comportamenti problematici, è il primo passo per individuare quali siano le aree sulle quali lavorare.

Di solito, dopo un primo periodo di valutazione, le linee guida internazionalmente riconosciute prevedono oggi interventi che non sono focalizzati soltanto su poche ore di generica terapia settimanale. Infatti, sebbene le attività riabilitative - quando specifiche - siano importanti, è stato riconosciuto che esse non sono sufficienti, se non affiancate da un'attività educativa specifica e appropriata, con obiettivi misurabili e quantificabili, e realizzata secondo precise metodologie, per un congruo numero di ore settimanali.

Ciò e molto difficile da attuarsi nella situazione organizzativa - o disorganizzativa - attuale e tenuti presenti i modelli di intervento che genericamente vengono seguiti nelle politiche sociali, scolastiche e sanitarie. Infatti, sebbene esistano numerosi strumenti legislativi, tuttora persiste una grande necessità di attuare programmi che possano essere condivisi e portati avanti in modo sistematico e personale contemporaneamente dalla scuola, dalla sanità e dalla famiglia. Ma questo è comunque possibile, sebbene comporti il dispendio di un buon numero di ore dedicate alla valutazione, alla personalizzazione dell'intervento, al coordinamento degli operatori e alla verifica in itinere dei risultati.

*Esperta nelle problematiche psicologiche, riabilitative ed evolutive nel settore del deficit visivo. In questo ambito è psicologa consulente dal 1994 e psicoterapeuta dal 1997, consulente di private famiglie e di istituzioni pubbliche. Ha scritto numerosi articoli e libri ed è docente di corsi e seminari di formazione per operatori, insegnanti e riabilitatori (info@marialuisagargiulo.it).

LA STAMPA" DEL 18 NOVEMBRE 2011

LA QUALITÀ DELL'INTEGRAZIONE SCOLASTICA E SOCIALE: RESISTERE O RINNOVARE?

RIMINI. È l'appuntamento più importante per chi si occupa di educazione in Italia. Prende il via oggi, al Palacongressi di Rimini, l'ottava edizione del Convegno internazionale: "La Qualità dell'integrazione scolastica e sociale", promossa dal Cento Studi Erickson di Trento, ente accreditato per la formazione del personale della scuola. L'evento, sotto la direzione scientifica di Andrea Canevaro (Università di Bologna) e Dario Ianes (Università di Bolzano e co-fondatore del Centro Studi Erickson) prevede l'intervento di più di duecento relatori fra cui Tullio De Mauro e Michela Marzano (Direttrice del Dipartimento di scienze sociali, Université Paris Descartes, Sorbonne) e migliaia di partecipanti.

"Resistere o rinnovare?" è la domanda chiave che attraversa il Convegno, a cui i vari relatori saranno chiamati a dare delle risposte. Come spiegano Andrea Canevaro e Dario Ianes nel documento di presentazione del Convegno, l'edizione 2011 ha anche l'ambizione di «segnare l'inizio di una stagione di riflessione e di impegno sotto la bandiera dell'innovazione profonda e non sotto quella della resistenza continua allo stillicidio quotidiano di una politica governativa fatta di limitazioni e di tagli. Da Rimini si può uscire con una prospettiva drammaticamente innovativa, che scuota dalle fondamenta il nostro modello italiano di fare integrazione scolastica».

Il convegno è stato preceduto da un sondaggio che chiedeva di individuare gli argomenti portanti del programma, dei diversi workshop e di segnalare l'esperto che ha maggiormente contribuito a promuovere la qualità dell'integrazione scolastica e sociale nel nostro Paese. I risultati del sondaggio hanno messo in evidenza che le tematiche "calde" proprie dell'ambito educativo-didattico e dell'inclusione scolastica riguardano soprattutto temi come i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia e altre difficoltà in matematica), i Disturbi di attenzione e iperattività (ADHD), le nuove tecnologie per la didattica (la LIM, la classe digitale, ...), l'autismo (la CAA Comunicazione Aumentativa Alternativa, il programma ABA-VB), la logopedia, il Metodo Feuerstein, la narrativa psicologicamente orientata. Si darà ampio spazio dunque a tali linee di studio e ricerca, ed anche all'integrazione sociale della persona con disabilità, oltre e dopo la scuola, nelle varie realtà educative e di vita indipendente finora realizzate.

D'altro canto, dal sondaggio è emerso che Andrea Canevaro e Mario Tortello sono considerati dagli addetti ai lavori i più significativi precursori di un sostanziale rinnovamento delle chiavi di lettura culturali e scientifiche nei confronti dell'integrazione delle persone con disabilità in Italia. La figura di Mario Tortello verrà ricordata domenica 20 nella sessione plenaria del Convegno nel corso della consegna dei premi "Mario Tortello" per le migliori tesi di laurea e di dottorato di ricerca che hanno trattato il tema dell'integrazione scolastica e sociale delle persone con Bisogni Educativi Speciali. Mario Tortello è scomparso nel 2001 mentre si recava alla redazione del quotidiano "La Stampa" dove da anni si occupava di scuola. Oltre che giornalista, era membro del comitato tecnico dell'Osservatorio Permanente sull'handicap presso il Ministero della Pubblica Istruzione e docente a contratto di Pedagogia generale presso l'Università di Torino (dal successivo anno accademico avrebbe ottenuto la cattedra di "Didattiche speciali").

Parlando di premi, segnaliamo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto destinare, quale premio di rappresentanza, una medaglia per l'alto valore del convegno, manifestando così il proprio consenso alle finalità perseguite dall'iniziativa.

di Rosalba Miceli

L'agenda: appuntamenti del mese di dicembre

flashback: nel mese appena trascorso

Nel mese di novembre in Lombardia si sono riunite le seguenti Commissioni UICI:

5 Novembre: riunione congiunta delle Commissioni Regionali Anziani e Pari Opportunità

Ordine del giorno:

1. riferimenti dei Referenti e dei Coordinatori regionali Anziani e Pari Opportunità;

2. definizione del programma di lavoro per l'anno 2012:

a) diffusione dell'opuscolo «Quando il malato non vede, che fare?»: strategie di comunicazione e possibilità di utilizzo dell'opuscolo; b) prosecuzione iniziative già in atto nelle Sezioni (riferimenti delle Coordinatrici e dei Coordinatori provinciali); c) valutazione delle proposte delle Coordinatrici e dei Coordinatori provinciali riguardanti la celebrazione dell'anno dell'Anziano (2012);

3. varie.

12 Novembre: riunione della Commissione Regionale per le Problematiche degli Ipovedenti

Ordine del giorno:

1. comunicazioni della Presidenza Regionale;

2. comunicazioni del Referente e del Coordinatore regionali;

3. analisi, valutazione e proposte relative alle problematiche degli Ipovedenti in Lombardia;

4. apertura di un tavolo di confronto con tutti i Centri di Riabilitazione presenti in Lombardia;

5. varie ed eventuali.

19 Nobembre: riunione Commissione Regionale Autonomia

Ordine del giorno:

1. comunicazioni del Referente e del Coordinatore regionali;

2. lettera di indirizzo per le questioni attinenti l'autonomia ed in particolare le linee guida per l'accessibilità ai mezzi di trasporto;

3. sopralluoghi presso stazioni ferroviarie;

4. varie ed eventuali.

19 Novembre: riunione della Commissione Regionale per i Centralinisti

Ordine del giorno:

1. comunicazioni della Presidenza Regionale;

2. analisi delle iniziative effettuate;

3. analisi delle ricadute/situazione occupazionale;

4. proposte operative;

5. varie ed eventuali.



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