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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


IL BLOCNOTES

NOTIZIARIO INFORMATIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI

A cura di Massimiliano Penna

Maggio 2011

SOMMARIO

VEDERE CON MANO? ... ORA SI PUO'! NASCE IL "MUSEO TATTILE VARESE"

Apriamo il numero di maggio di "Il blocnotes" con un'iniziativa di notevole spessore presentata a Varese sabato 16 aprile 2011 presso Villa Baragiola.

Trattasi del Museo Tattile Varese, uno spazio all'interno del quale il visitatore affetto da deficit visivo ha la possibilità di "vedere con mano" riproduzioni modellistiche, le quali riproducono fedelmente elementi caratterizzanti i più svariati ambienti della vita quotidiana.

Oltre a ciò, negli spazi del Museo trovano posto la "libreria del Museo", l'angolo "Quarta di copertina", la sala dei laboratori e, per tutti coloro che vogliono "toccare con mano", ma anche "ascoltare emozioni", lo spazio dedicato a "Librivivi": audiolibri di nuova generazione che propongono i capolavori della letteratura in un modo nuovo, emozionante e coinvolgente, trasformando il libro in un vero e proprio film da ascoltare, con narrazioni, dialoghi, effetti sonori e musiche, unendo alla grande letteratura il suono del cinema e del palcoscenico per un coinvolgimento emotivo ed acustico unico nel suo genere.

Il Museo Tattile Varese è stato reso possibile dalla partecipazione del Comune di Varese, attraverso la messa a disposizione della meravigliosa sede, dal costante sostegno della sezione di Varese dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, dal patrocinio della Provincia di Varese e della Regione Lombardia, dalle sponsorizzazioni tecniche di Norlight, Ferrovie Nord Milano e Eventisamarcanda, e dalla partnership con Librivivi. Da non dimenticare, inoltre, il contributo fondamentale dato a tale iniziativa dall'Associazione Controluce Onlus.

Ecco quanto ha spiegato Livia Cornaggia nell'intervista apparsa su Varese News del 15 aprile:

"In corso d'opera ci siamo accorti che la semplificazione necessaria alla realizzazione dei modelli poteva essere utile a tutti per una fruizione dell'oggetto a 360 gradi».
Come è nata l'idea?
«Ho sempre creduto nel valore informativo dei modelli di architettura, e, come spesso accade, le coincidenze giocano un ruolo molto importante. In un mio viaggio a Barcellona da turista ho visto che di fronte a un palazzo di Gaudì una facciatina tattile permetteva anche ai non vedenti di godere della bellezza di quel luogo. Tornando a Varese ho parlato di questa esperienza con Angela Mazzetti, presidente dell'Unione Italiana Ciechi sezione di Varese e mia insegnante al Liceo, un po' per incoscienza e per sfida è nata l'idea di creare anche a Varese un luogo dedicato alla scoperta del mondo per i non vedenti».
Comincia così un momento di studio di introduzione al tattilismo presso il Museo Omero di Ancona, unico nel genere in Italia, fondato nel 1995, che conta ogni anno oltre 36.000 visitatori, ipovedenti e non vedenti.
«Non aveva senso ripetere un discorso legato alla scultura, per questo si è deciso di dedicare l'attenzione a sezioni che approfondissero i particolari architettonici, mulini e vie d'acqua, il paesaggio naturale, planimetria dei centri storici. Nel Museo di Varese sarà possibile conoscere come è fatto un mulino, un albero o una rotonda».
Quali attività sono in programma?
«Il Museo ha una piccola libreria consultabile dai non vedenti, frutto del progetto pilota "quarta di copertina" che abbiamo realizzato in collaborazione con la Libreria del Corso di Varese per sei mesi. Molti ipovedenti comprano libri che leggono attraverso lo scanner lettore, ma non hanno modo di leggere le quarte di copertina come noi. Il nostro progetto ha realizzato in Braille le quarte di copertina dei libri in uscita nel mese, così da poter rendere fruibile la libreria anche a chi non vede. Una sezione è dedicata a Librivivi. Inoltre sono in programma dei laboratori dove sarà affrontato il ruolo dei sensi».
Quali sono le prospettive?
«Innanzitutto speriamo che il progetto trovi qualcuno disposto ad investire dei soldi. Fino ad ora tutto il lavoro è stato sostenuto dall'Associazione e da alcuni sponsor tecnici, ma lo sviluppo del progetto ha bisogno di soggetti sostenitori. Per esempio abbiamo ottenuto dalla Soprintendenza di Pompei l'autorizzazione a realizzare un modello degli scavi. Ma questo ovviamente ha un costo non indifferente».

Anche il quotidiano "Il giorno" del 17 aprile ha dedicato al Museo Tattile Varese un articolo a firma di Monica Di Lido, del quale riportiamo di seguito uno stralcio.

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Al momento dell'inaugurazione tenutasi ieri pomeriggio, una folla di curiosi raccolti nella sala di Masnago per guardare, toccare e ascoltare. A fare gli onori di casa è stato il Sindaco Attilio Fontana, Andrea Campane, dirigente dei servizi culturali cittadini, l'assessore alle politiche sociali provinciali. Non sono mancati all'appuntamento anche il presidente dell'unione italiana ciechi e ipovedenti di Varese Angela Mazzetti e ospite gradito il presidente del museo tattile "Omero" di Ancona Aldo Grassini. In questo spazio, dunque, vietato non toccare: tante le esperienze da vivere suddivise in categorie: si passeggia sentendo con la punta delle dita particolari architettonici, modelli geografici, modelli archeologici, le vie d'acqua e i mulini, e le vie d'aria e delle speciali guide turistiche tridimensionali. Al percorso tattile sono poi abbinate alcune tracce elettroniche , così da permettere anche una fruizione autonoma senza bisogno di accompagnatori. Varese, diventa così la seconda città in Italia ad offrire un servizio studiato per tutte quelle persone che nel quotidiano non possono misurarsi né con la luce né con l'immagine, ma realizzato anche per solleticare lo spirito di comprensione di chi conosce forme e colori. Si potranno studiare le fattezze di uno stile architettonico attraverso una guglia o un arco, sentire una costa frastagliata o l'ansa di un fiume e addirittura come funziona un mulino, strutture ben presenti sul territorio varesino.

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Museo Tattile Varese
Villa Baragiola, Via Caracciolo 46, Varese
Orari: da martedì a venerdì 14.30-18.30,
sabato e domenica 10.30-12.30 e 14.30-18.30.

SEMINARIO "ANZIANI, SALUTE E SESSUALITA'"

Le Commissioni regionali Anziani e Pari Opportunità, come approvato dal Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I. nella seduta del 12 marzo scorso, hanno programmato lo svolgimento di un seminario dal titolo "Anziani, salute e sessualità".

Il seminario si svilupperà in 3 incontri, che si terranno rispettivamente sabato 14 maggio, sabato 21 maggio e sabato 25 giugno 2011 presso la sede U.I.C.I. di Milano in via Mozart 16 (sala consiliare, 2° piano) dalle ore 9.45 alle ore 12.45.

Il programma degli incontri è il seguente:

Dott.sa Erica Monteneri, Psicologa - Dott.sa M. Teresa Coglitore, Psicoterapeuta e Sessuologia:

filosofia e cultura del ruolo dell'anziano nella società nell'ultimo secolo,

prevenzione, salute e salute sessuale.

Dott.sa Erica Monteneri, Psicologa - Dott.sa M. Teresa Coglitore, Psicoterapeuta e Sessuologia - Prof. Fasulo Norberto, Medico di Medicina Generale:

conoscere il corpo che cambia. L'anziano non vedente, problematiche e aspettative (andropausa, menopausa, malattie tipiche e prevenzione),

l'anziano non vedente di fronte a un ricovero ospedaliero e/o ad un intervento chirurgico.

Dott.sa Erica Monteneri, Psicologa - Dott.sa M. Teresa Coglitore, Psicoterapeuta e Sessuologia:

la relazione di coppia, nuovi amori e nuove solitudini,

relazioni familiari: nuovi nonni e complessità delle famiglie ricomposte.

Destinatari del progetto sono i soci anziani UICI e loro congiunti oltre ai rappresentanti delle Commissioni Anziani e Pari Opportunità perché meglio possano gestire la loro relazione di aiuto verso gli anziani e le loro famiglie.

Il mutamento degli stili di vita, nonché l'allungamento della vita media, rendono necessario un approccio totalmente nuovo verso la persona anziana, da vedere non come soggetto passivo da curare e assistere solamente, ma come parte dinamica e attiva di tutti i rapporti che vengono a crearsi all'interno del tessuto sociale nel quale è inserita. In tale ottica, obiettivi del seminario sono:

MILANO24: SI CORRE!

Sabato 11 e domenica 12 giugno, a Milano, nella verde cornice del Parco Nord, si disputeranno tre competizioni di corsa:

In quest'ultima competizione gareggerà per la prima volta una squadra interamente composta da disabili visivi del Gruppo Sportivo Dilettantistico Non Vedenti Milano Onlus, come primo tassello di un più ampio progetto che si svilupperà nei prossimi anni.

Alcuni sponsor effettueranno una donazione per ogni chilometro percorso dagli atleti della squadra non vedenti: il risultato così ottenuto verrà utilizzato per sviluppare ulteriormente la pratica sportiva per i disabili visivi.

Testimonial dell'evento sarà la campionessa Graziana Saccocci, non vedente, medaglia d'oro alle Paralimpiadi di Pechino 2008 nel canottaggio per disabili (adaptive rowing).

La manifestazione che si svolgerà su un anello di 1.500 metri omologato dalla Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) sono organizzate dal Road Runners Club Milano, con il patrocinio del Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus.

Nel tardo pomeriggio e nella serata di sabato un gruppo musicale milanese, i Classe Mista, suoneranno musica dal vivo per gli atleti ed il pubblico presente all'evento.

DOCUSOUND LAB. RACCONTA LE TUE STORIE DAL PUNTO DI VISTA DEL SUONO

Dopo Torino e Vercelli nel 2010, DOCUSOUND LAB nel 2011 sbarca in Lombardia!

In un epoca iper-visiva, vogliamo catturare la voce delle persone, veicolo di storie e passioni e insegnare a restituire il suono come radice di ogni racconto.

Doc in Progress, in collaborazione con:

lancia in Lombardia la prima edizione di DOCUSOUND LAB, percorso formativo per imparare a raccontare, condividere le vostre storie senza le immagini ma esclusivamente con le parole e i suoni, per apprendere passo dopo passo il processo di produzione di un audio-documentario.

Il corso, rivolto a quanti vogliono diventare narratori "sensibili" della realtà circostante, è aperto a tutti, senza limiti di età e senza particolari esperienze nel settore. L'occasione darà spazio a non vedenti e ipovedenti di restituire, secondo la loro straordinaria sensibilità, il loro personale racconto del reale. Allo stesso tempo, aprirà un dialogo tra il mondo dei vedenti e quello dei non vedenti sviluppando in via sperimentale un'occasione di confronto, di integrazione, di espressione individuale.

Qualsiasi storia potrà essere raccontata, qualunque momento della vita resterà impresso in audio-racconti: ricordi, ritratti, cartoline sonore, proprio come in un album della memoria, facendo a meno delle immagini.

Gli studenti apprenderanno infatti le nozioni teoriche e tecniche alla base del racconto documentario e realizzeranno prodotti che sarà poi possibile ascoltare sul nostro sito www.docusound.it.

Il DOCUSOUND LAB è una struttura di formazione permanente inserita nel progetto DOCUSOUND (www.docusound.it).

Il progetto DOCUSOUND ed il DOCUSOUND LAB verranno presentati al pubblico a Milano, presso il Consiglio Regionale Lombardo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti O.N.L.U.S. in via Mozart, 16 (secondo piano), il giorno 21 maggio 2011 alle ore 14,30.

Alla presentazione è invitato il pubblico e anche i rappresentanti delle Sezioni Provinciali dell'U.I.C.I., che potranno valutare la possibilità di portare il DOCUSOUND LAB presso le sedi locali.

NOTIZIE DALLA SEDE CENTRALE

Questo spazio vuole essere una sorta di "miniguida" per orientarsi all'interno delle molteplici attività svolte dalla sede centrale della nostra Associazione.

A tal fine, vi proponiamo quelle circolari diramate dalla sede centrale nel mese appena trascorso, le quali contengono notizie e iniziative, che pensiamo possano suscitare un concreto interesse nei nostri soci.

Di sicuro qualcosa ci sfuggirà, ma pensiamo che questa selezione possa essere un valido punto di riferimento.

Buona lettura!

Soggiorno nazionale anziani a Tirrenia - Si comunica che il "Soggiorno anziani 2011" si svolgerà presso il Centro Studi e Riabilitazione "G. Fucà" di Tirrenia da domenica 29 maggio (giorno di arrivo) a sabato11 giugno (giorno di partenza).

L'importo della retta pro capite giornaliera di pensione completa (I.V.A.compresa), valido sia per l'anziano non vedente che per il suo accompagnatore, si articola nel seguente modo:

* Camera singola (Torre B) euro 65.00;

* Camera doppia (Torre B) euro 52.00;

* Camera doppia (Torre A) euro 69.00;

* Camera Tripla (Torre A) euro 59.00;

Alle tariffe suddette e' già stato applicato il consuetudinario sconto del 10 % e si rammenta che non sono cumulabili ulteriori sconti, compreso lo sconto soci Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Il servizio spiaggia viene offerto dalla Direzione del Centro. Le tariffe delle bevande a tavola sono pari a: 1 euro per l'acqua e 2,50 euro per il vino della casa.

I requisiti richiesti per l'ammissione degli ospiti al soggiorno sono i seguenti:

a. aver compiuto il sessantesimo anno di età;

b. non esercitare attualmente attività lavorativa;

c. essere cieco o ipovedente grave o medio grave,secondo le vigenti norme;

d. nel caso di persone non deambulanti o con difficoltà particolarmente gravi disporre di accompagnatore proprio, che provveda integralmente alle necessità particolari.

I requisiti di cui sopra dovranno essere confermati dalla Sezione di appartenenza che provvederà, nel caso si tratti di non socio, ad accertarli, ad inoltrare le richieste di partecipazione al soggiorno alla Sede Centrale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

L' accoglimento delle domande sarà soggetto alle seguenti priorità:

* data di ricezione della domanda;

* precedenza alle persone più anziane;

* precedenza a coloro che non hanno mai usufruito del soggiorno ovvero vi hanno partecipato per un minor numero di volte.

Per tutto il soggiorno saranno garantiti: l'eventuale assistenza infermieristica giornaliera; l'assistenza medica a chiamata; la disponibilità notturna di personale a chiamata; il servizio religioso nelle giornate di precetto; un programma di attività di animazione e di informazione sulla problematica degli anziani; escursioni esterne con contributo a carico degli interessati; durante tutto il periodo sarà presente in veste di coordinatore del soggiorno il componente della Commissione nazionale Anziani Cesare Barca e il primo giorno sarà presente per un saluto anche il Coordinatore nazionale della Commissione e Componente della Direzione Nazionale Luigi Gelmini.

Inoltre, si comunicano i prezzi del servizio transfert :

- da e per Livorno euro 20,00 fino a 4 persone,

- da e per Pisa euro 25,00 fino a 4 persone.

I predetti importi verranno aumentati di euro 5,00 per ogni persona eccedenti le 4.

In caso di indisponibilità dell'automezzo della struttura i clienti potranno rivolgersi direttamente alla ditta Donati trasporti e servizi srl (Cell. 335 6149239) che praticherà i seguenti prezzi:

- da e per Livorno, servizio con autovettura fino a quattro persone euro 28, con minivan fino a otto persone euro 36;

- da e per Pisa, servizio con autovettura fino a quattro persone euro 32, con minivan fino a otto persone euro 40;

per soste dovute da ritardi di aereo e/o treni o da particolari esigenze del cliente, ogni 30 minuti di sosta euro 12;

Il servizio comprende l'accompagnamento e l'accoglienza al binario o l'assistenza nel check-in in aeroporto.

Le adesioni dovranno pervenire entro e non oltre il 19 maggio 2011 in forma scritta alla segretaria della Commissione, dr.ssa Simona Clivia Zucchett (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Via Borgognona, 38 - 00187 ROMA - Fax 06/6786815, e-mail commissioneanziani@uiciechi.it), specificando le esigenze logistiche.

Louis Braille. Lettere dall'Institut National des Jeunes Aveugles - Nel Centenario dell'Istituto per Ciechi "Ardizzone Gioeni", per iniziativa del Presidente, Gianluca Rapisarda, e' stata avviata la pubblicazione di una collana di studi storici sulla cecità e, più in generale, sulla disabilità.

Diretta dallo stesso Gianluca Rapisarda, da Paolo Militello ed Emanuele Rapisarda della Facoltà di Lettere e Filosofia e da Natalina Severino della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Catania, la collana intende dare impulso alla ricerca storiografica e mettere a disposizione dei lettori, in particolare dei lettori con disabilità visiva, opere concernenti il mutamento della condizione sociale dei ciechi.

Per inaugurare la collana, si e' scelto di pubblicare, nella traduzione di Salvo Falcone, le lettere inedite di Louis Braille, conservate presso l'Archivio dell'Institut National des Jeunes Aveugles di Parigi. La raccolta, curata da Emanuele Rapisarda e pubblicata con il titolo "Louis Braille. Lettere dall'Institut National des Jeunes Aveugles", permette di conoscere la quotidianità del grande "Maestro", la cui opera e la cui figura sono molto ben rappresentate nella biografia scritta da Pierre Henri e tradotta in italiano nel 1952.

Frutto della collaborazione dell'Istituto "Ardizzone Gioeni" con il ricordato Institut National des Jeunes Aveugles, l'Association "Valentin Hay" di Parigi e il Centro di Studi Storici sulla Disabilità di Catania, il testo e' pubblicato dalla Bonanno Editore e può essere acquistato in libreria, corredato da audio cd, al prezzo di copertina di 10,00 euro.

Può, inoltre, essere richiesto in braille o in macroscrittura allo:

Istituto per Ciechi "Ardizzone Gioeni"

Via Etnea, 595

95125 Catania

telefono: 095 449 017

e.mail: biblioteca@ardizzonegioeni.it.

All'Istituto, al Presidente Rapisarda e a tutti coloro che collaborano alla nuova, preziosa iniziativa editoriale, il nostro grazie e fervidi auguri di successo.

Lista di discussione per gli anziani - La Commissione Anziani, avvalendosi del supporto della Commissione OSI, ha predisposto una lista di discussione per gli anziani sulle mailing list di Yahoo, nel rispetto della mozione della Commissione stessa, all'ultimo congresso di Chianciano del mese di Ottobre 2011.

In questa lista di discussione e' possibile dibattere tutte le problematiche dei disabili visivi anziani, consentendo a chiunque di offrire spunti, consigli utili e soluzioni alle problematiche connesse all'avanzamento dell'età'.

e' una lista soggetta a moderazione e vuole essere il mezzo diretto attraverso il quale, le persone anziane con disabilità visiva possono far conoscere le loro esigenze, scambiandosi informazioni ed esperienze. In particolare:

- Informazioni e consigli di carattere sanitario.

- Informazioni e consigli di carattere tecnologico.

- Informazioni e consigli di carattere giuridico, con particolare attenzione ai diritti degli anziani e alle loro situazioni sociali.

- Scambio di consigli, indicazioni e suggerimenti, per favorire l'autonomia personale.

- Scambio di consigli, indicazioni e suggerimenti, per favorire il superamento di momenti di solitudine o di situazioni di particolare difficoltà.

- Scambio di consigli, indicazioni e suggerimenti, per favorire la condivisione di situazioni psicologiche connesse alla propria quotidianità."

La lista sarà moderata da Cesare Barca, Direttore di Senior.

- Per iscriversi alla lista, inviare un messaggio vuoto a: uic-anziani-subscribe@yahoogroups.com

- Per mandare un messaggio a questo gruppo, scrivere una email a: uic-anziani@yahoogroups.com

Per l'importanza che riveste questa lista, creata per agevolare tutti i disabili visivi anziani, si consiglia di effettuare l'iscrizione al più presto.

Qualora qualcuno avesse bisogno di aiuto per farlo, si può rivolgere al moderatore, scrivendo una email a: uic-anziani-owner@yahoogroups.com ed avrà il supporto necessario.

Quindicesima edizione del concorso alle borse di studio "Beretta-Pistoresi" - E' indetto il concorso per l'assegnazione delle borse di studio "Beretta-Pistoresi", giunto, quest'anno, alla quindicesima edizione.

Il concorso e' riservato, per il corrente anno, agli studenti con disabilità visiva, che si siano diplomati o laureati durante l'anno solare 2010.

Il termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione e' fissato al 29 luglio 2011.

Si pubblica, in allegato, il testo integrale del bando di concorso, cui si prega di dare massima diffusione.

Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

BANDO DI CONCORSO PER L'ASSEGNAZIONE

DELLE BORSE DI STUDIO "BERETTA PISTORESI"

Art. 1. Natura del concorso

Nel rispetto della volontà delle donatrici, Lidia Teresa Beretta ed Elena Pistoresi, l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha costituito un fondo di 200.000.000 di lire, pari a 103.291,38 euro, con i cui proventi vengono finanziate delle borse di studio annuali per gli studenti con disabilità visiva, che hanno concluso con merito il proprio corso di studi.

Art. 2. Requisiti di ammissione

Possono partecipare, alla corrente edizione del concorso, i soci dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che, nell'anno solare 2010, abbiano conseguito uno dei titoli di seguito elencati:

a) laurea magistrale o diploma di laurea conseguito secondo la normativa in vigore anteriormente alla riforma di cui al D.M. 509/1999

b) laurea

c) diploma di conservatorio musicale

d) diploma di istruzione secondaria superiore.

Art. 3. Borse di studio

Le borse sono costituite da sussidi tiflotecnici di valore pari a:

- 2.100,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di laurea magistrale o di laurea conseguita secondo la normativa in vigore anteriormente alla riforma di cui al D.M. 509/1999

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di laurea

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di diploma di conservatorio musicale

- 1.300,00 euro, per il vincitore del concorso riservato ai concorrenti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

A richiesta dei vincitori, le borse possono essere erogate in denaro.

Art. 4. Presentazione delle domande di partecipazione

Le domande di partecipazione, redatte in carta libera e sottoscritte, devono pervenire, mediante raccomandata postale, mediante agenzia di recapito autorizzata o mediante consegna a mano, entro e non oltre, le ore 12:00 di venerdì, 29 luglio 2011, all'indirizzo:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma.

Nella domanda di partecipazione, i concorrenti devono indicare la categoria di concorso alla quale intendono partecipare e dichiarare, sotto la propria personale responsabilità (D.P.R. 28.12.2000, n. 445, art. 46):

- cognome e nome

- luogo e data di nascita

- residenza

- iscrizione all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

- titolo di studio, con indicazione del voto di laurea o di diploma

- votazioni agli esami previsti dal piano di studi universitario, se in possesso di laurea magistrale, di diploma di laurea o di laurea

- votazioni agli esami intermedi, se in possesso di diploma di conservatorio

- votazioni al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore.

I concorrenti devono, altresì, indicare un recapito telefonico e/o e.mail e l'indirizzo al quale desiderano vengano inviate le comunicazioni relative al concorso.

La firma in calce alla domanda, da apporre in forma autografa, non e' soggetta ad autenticazione.

Le domande pervenute oltre il termine o incomplete si intendono escluse dal concorso.

Art. 5. Commissione esaminatrice

La Commissione esaminatrice e' costituita dal Presidente Nazionale dell'Unione, o da un suo delegato, e da due componenti, nominati dalla Direzione Nazionale della stessa Unione.

Sulla base dei voti riportati dai candidati alle prove di esame intermedie e finali, la Commissione forma quattro graduatorie di merito, una per ciascuna categoria di concorso, e designa, quale vincitore delle relative borse di studio, il primo o, in caso di parità, i primi classificati in ogni singola graduatoria.

Art. 6. Proclamazione dei vincitori

Con propria deliberazione, la Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti approva le graduatorie di merito e proclama vincitori delle borse di studio, messe a concorso con il presente bando, il primo classificato, o, in caso di parità, i primi classificati, in ciascuna graduatoria.

Gli esiti del concorso sono comunicati ai concorrenti, a mezzo posta.

Gli stessi esiti sono, inoltre, resi pubblici, mediante la stampa periodica e il sito web dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la pagina 790 del Televideo Rai.

I vincitori delle borse di studio sono tenuti a comprovare la regolarità delle dichiarazioni rese nelle domande di partecipazione.

A tale scopo, essi devono far pervenire, mediante raccomandata postale, mediante agenzia di recapito autorizzata o mediante consegna a mano, alla:

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Presidenza Nazionale

Via Borgognona, 38

00187 Roma,

entro 30 giorni dalla comunicazione dei risultati concorsuali, certificazione, in carta semplice, originale o in copia autenticata, attestante:

- l'iscrizione all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

- il titolo di studio

- il voto di laurea o di diploma

- le votazioni riportate alle prove di esame intermedie, se vincitori delle borse di studio riservate ai laureati di primo e secondo livello e ai diplomati presso i conservatori di musica; oppure, le votazioni riportate al primo quadrimestre dell'ultimo anno di corso, se vincitori della borsa di studio riservata ai diplomati presso istituti di istruzione secondaria superiore.

Il vincitore, che non produca la certificazione richiesta o le cui dichiarazioni risultino, in tutto o in parte, non veritiere, decade dal beneficio.

In tal caso, la Direzione Nazionale dell'Unione procede alla proclamazione di altro vincitore, secondo l'ordine della graduatoria di merito.

Art. 7. Responsabilità

La partecipazione al concorso implica l'accettazione senza riserve, da parte dei concorrenti, del presente bando.

Spetta esclusivamente alla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti il giudizio finale sui casi controversi e su quanto non espressamente previsto.

Art. 8. Trattamento dei dati personali

Tutte le informazioni raccolte nell'ambito del presente concorso saranno tutelate ai sensi del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, "Codice in materia di protezione dei dati personali".

Tredicesimo corso di autodifesa a Tirrenia - Carissimi amici,

il Consiglio Regionale della Toscana mi ha invitato a dare la massima risonanza alla realizzazione della XIII Edizione dello Stage di autodifesa, che verrà realizzato presso la nostra struttura del Centro "Le Torri" di Tirrenia nei giorni di sabato 14 e domenica 15 maggio 2011.

Quest'iniziativa, a mio parere ed in considerazione del delicato momento che la società sta attraversando, riveste particolare importanza e, quindi, tutti coloro che intendono parteciparVi sono invitati a prendere diretti contatti per ulteriori e più dettagliate informazioni telefonando a Giuseppe Mariano 050.936057 (E.mail k.smith@libero,it) )oppure al Maestro Giovanni Carofano cell. 349.6927473 (E.mail c.carofano@libero.it).

RingraziandoVi per quanto vorrete fare in proposito, molto cordialmente Vi saluto.

IL PRESIDENTE NAZIONALE

Prof. Tommaso Daniele

SEDE CENTRALE: CIRCOLARI DIRAMATE NEL MESE DI APRILE

Di seguito viene riportato l'elenco completo delle circolari diramate dalla Sede centrale U.I.C.I. nel mese appena trascorso, con la specificazione del relativo numero e dell'oggetto.

Vi ricordiamo che tutte le circolari possono essere consultate all'indirizzo internet http://www.uiciechi.it/documentazione/circolari/main_circ.asp

dove è possibile effettuare ricerche mirate tramite un comodissimo motore di ricerca.

L'AGENDA: APPUNTAMENTI DEL MESE DI MAGGIO

FLASHBACK: NEL MESE APPENA TRASCORSO

Nel mese di aprile, restando in Lombardia, si sono tenute presso tutte le Sezioni provinciali U.I.C.I. le prime assemblee dei soci come da calendario di seguito riportato: Bergamo 17 aprile; Brescia 30 aprile; Como 16 aprile; Cremona 10 aprile; Lecco 9 aprile; Lodi 16 aprile;Mantova 16 aprile; Milano 16 aprile; Monza 16 aprile; Pavia 10 aprile; Sondrio 9 aprile; Varese 9 aprile.

Sabato 2 aprile, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I. si è riunita la Commissione Regionale Pluridisabili, la quale ha discusso il seguente ordine del giorno:

Sempre il 2 aprile, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., si è svolta la riunione del Comitato Regionale Giovani per trattare e discutere gli argomenti di cui al seguente ordine del giorno:

Venerdì 22 aprile, presso la sede del Consiglio Regionale Lombardo U.I.C.I., si è tenuta la riunione del Comitato di Coordinamento Regionale della F.A.N.D. (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità), a cui hanno partecipato i rappresentanti di ANMIC, ANMIL, ENS, UNMS e U.I.C.I.

Mercoledì 27 aprile, si è svolta la riunione dell'Ufficio di Presidenza regionale dell'U.I.C.I. convocata in audioconferenza.

FOCUS! ... PER SAPERNE DI PIU'

PENSIONI D'INVALIDITA' E LIMITI REDDITUALI: NOVITA' DALLA CORTE DI CASSAZIONE

Dedichiamo il focus del nostro notiziario di questo mese ad una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, la quale esprime un orientamento che, se troverà applicazione letterale e puntuale, avrà pesanti ripercussioni sulle pensioni d'invalidità civile, comprese naturalmente quelle concesse ai ciechi assoluti. Nella sentenza n. 4677 del 25 febbraio 2011, infatti, la Corte di Cassazione ha accolto la tesi avanzata dall'INPS, il quale sosteneva che, in sede di verifica di superamento o meno dei limiti reddituali per la concessione delle provvidenze, il reddito da prendere in considerazione non fosse solo quello del sogetto invalido, ma anche quello dell'eventuale coniuge.

La questione è stata trattata ampiamente e in modo esaustivo e puntuale dalla testata giornalistica Handylex.org con un articolo pubblicato online il 23 marzo scorso, che vi riportiamo integralmente.

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Il 25 febbraio scorso la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha pronunciato una Sentenza (n. 4677) che potrebbe avere effetti pesanti per gli invalidi titolari di pensione o di assegno, cioè per gli invalidi totali e parziali (circa 850mila persone) e, a ricaduta, per i ciechi e i sordi parimenti titolari di pensione.

In premessa va fatta una precisazione fondamentale da tenere bene a mente: le sentenze di Corte di Cassazione, soprattutto se non pronunciate a Sezioni Unite, rappresentano un orientamento giurisprudenziale che può essere motivatamente superato da altre sentenze. Inoltre vanno lette con grande prudenza e tenuto conto del caso di specie.

La Sentenza riguarda i limiti reddituali fissati per la concessione agli invalidi al 100% della pensione di invalidità civile (fissato nel 2011 a 15.305,79 euro).

A parere della Corte, il limite da tenere in considerazione non è solo quello personale, ma anche quello dell'eventuale coniuge, seguendo pertanto la stessa logica prevista per la pensione sociale.

Motivazioni

La Sentenza n. 4677 è di segno contrario rispetto a precedenti - fra l'altro recenti - pronunciamenti della Corte stessa (Sentenze 18825/2008, 7259/2009 e 20426/2010). In particolare quest'ultima (del 29 settembre 2010) ha espressamente stabilito che "ai fini dell'accertamento del requisito reddituale richiesto per la pensione d'inabilità va considerato il reddito dell'invalido assoggettabile all'imposta sul reddito delle persone fisiche".

La Corte di Cassazione, che ha buon gioco nella farraginosità della normativa vigente, smentisce anche le Sentenze con cui la Corte Costituzionale (80/1992 e 400/1999) ha asserito che il reddito cui riferirsi ai fini della concessione della pensione e dell'assegno (invalidi civili parziali) è quello personale. Secondo la Cassazione queste affermazioni della Consulta sarebbero solo incidentali, non riguardando l'oggetto della Sentenza.

Per la Cassazione risulta poi sostanzialmente irrilevante il richiamo ai lavori preparatori della Legge n. 33/80 (che ha fissato il principio del reddito individuale per l'assegno), atteso che gli ordini del giorno accettati "come raccomandazione" dal Governo non si sono poi tradotti in provvedimenti legislativi.

Effetti

Su queste basi, la Corte non solo afferma che bisogna far riferimento anche al reddito del coniuge, ma che, dopo l'approvazione dell'art. 1, comma 35, della Legge 24 dicembre 2007, n. 247, tali modalità e criteri valgono anche per la concessione dell'assegno agli invalidi parziali (il limite è attualmente a 4.470,70 euro lordi annuali).

Conseguentemente, anche se la Corte non si spinge ad esplicitarlo, la diversa modalità di calcolo che contempli anche il reddito del coniuge dovrebbe riguardare anche le pensioni per i ciechi (parziali e totali) e i sordi.

Per completezza, rammentiamo che l'importo di pensioni ed assegni è fissato per il 2011 a 260,27 euro mensili.

Pertanto, se venisse applicato il principio espresso da questa ultima Sentenza, verrebbero revocate le provvidenze (assegni e pensioni, con esclusione dell'indennità di accompagnamento) ai titolari il cui reddito personale, già inferiore ai limiti fissati, assommato a quello del coniuge comporti il superamento dei limiti stessi.

Cosa accade ora

Fino ad oggi l'INPS, cui è affidata la funzione di erogazione delle provvidenze economiche per le minorazioni civili, ha valutato il limite reddituale secondo una prassi ed una giurisprudenza consolidata, riferendosi al reddito personale dell'invalido. Incidentalmente si rileva, peraltro, una discutibile ambiguità dell'INPS nel riferirsi al reddito complessivo anziché al reddito imponibile, cioè quello effettivamente rimasto a disposizione del contribuente, ma questo è altro tema.

L'INPS, intimato nel dibattimento, ha presentato il controricorso che poi è stato accettato nella Sentenza di Cassazione. L'Istituto, che ha quindi ben chiaro che la Cassazione approva il suo orientamento, verosimilmente applicherà i contenuti riconosciuti con questa Sentenza revocando tutte le provvidenze - magari concesse per decenni - ritenute illecite.

Se questo avvenisse, vi sarebbe una conseguente nuova impennata di ricorsi davanti al Giudice da parte degli invalidi che si vedessero revocare la pensione o l'assegno, ricorso che consigliamo.

Ma è anche possibile che tale nuovo criterio venga applicato nel corso del Piano straordinario di verifica sulle invalidità civili già nel 2011 (250mila controlli), revocando così le provvidenze, per via "amministrativa e contabile" senza dover effettuare le "disagevoli" visite di controllo.

___

Come si può ben intuire, la questione è di quelle scottanti e allo stato attuale non resta che attendere le future "mosse" dell'INPS.

Per completezza vi riportiamo il testo integrale della sentenza in oggetto.

Sentenza Corte di cassazione - Sezione Lavoro - 25 febbraio 2011 n. 4677

"Previdenza e assistenza - Pensione di inabilità - Requisito reddituale - Rilevanza anche della posizione reddituale del coniuge - Sussistenza. (Legge 118/1971, articolo 12)"

(Presidente Lamorgese; Relatore Bandini; Pm - difforme - Cesqui; Ricorrente Pieri; Controricorrente Inps)

Svolgimento del processo

Con sentenza del 17/10/2007-28/4/2008 la Corte d'Appello di Roma, ha respinto l'impugnazione proposta da Pieri Carla nei confronti dell'Inps e del Ministero dell'Economia e delle Finanze avverso la pronuncia di prime cure che aveva rigettato la sua domanda di pensione di inabilità civile.

A sostegno del decisum la Corte territoriale ha rilevato che l'appellante, cumulando i redditi del proprio coniuge, superava i limiti previsti per il requisito economico.

Avverso l'anzidetta sentenza Pieri Carla ha proposto ricorso per cassazione fondato su un unico articolato motivo e illustrato con memoria.

L'intimato Inps ha resistito con controricorso.

L'intimato Ministero dell'Economia e delle Finanze non ha svolto attività difensiva.

Motivi della decisione

1. Sotto un primo profilo la ricorrente sostiene che, in forza di un'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa di riferimento, deve ritenersi che, anche ai fini del beneficio della pensione di inabilità, va dato rilievo soltanto al reddito personale dell'invalido; in via gradata, la ricorrente solleva poi questione di illegittimità costituzionale dell'art. 14-septies legge n. 33/80.

2. La questione portata all'esame della Corte va risolta tenendo presente la vicenda legislativa delle due prestazioni di assistenza - pensione di inabilità e assegno mensile - che vengono in considerazione nella presente controversia.

Nel dettare una nuova disciplina delle provvidenze a favore dei mutilati e invalidi civili, la legge 30 marzo 1971 n. 118 previde la concessione - a carico dello Stato e a cura del Ministero dell'interno - di una pensione di inabilità per i soggetti maggiori di 18 anni nei cui confronti fosse stata accertata una totale inabilità lavorativa (art. 12) e la corresponsione, per i periodi di incollocamento al lavoro, di un assegno mensile ai soggetti di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno, con capacità lavorativa ridotta in misura superiore a due terzi (art. 13).

Le condizioni economiche richieste dalla legge per l'assegnazione di entrambe le descritte prestazioni erano le medesime: l'art. 12, comma 2, facendo riferimento a quelle stabilite dall'art. 26 della legge n. 153 del 1969 e, a sua volta, l'art. 13, comma 1, prevedendo la concessione dell'assegno mensile «con le stesse condizioni e modalità previste per l'assegnazione della pensione di cui all'articolo precedente».

Pertanto, considerando quanto previsto dall'art. 26 della legge n. 153 del 1969 (norma, quest'ultima che stabilisce le condizioni economiche richieste per la pensione sociale), l'invalido, per aver diritto alla pensione di inabilità, come pure all'assegno mensile, non doveva essere «titolare di redditi a qualsiasi titolo, di importo pari o superiore a lire 156.000 annue» (così il testo originario dell'art. 26 della legge citata).

Successivamente il decreto legge 2 marzo 1974 n. 30 (convertito nella legge 16 aprile 1974 n. 114), intervenne per elevare l'importo annuo della pensione di inabilità e quello mensile dell'assegno (art. 7), ribadendo (art. 8) che le condizioni economiche per le provvidenze ai mutilati e invalidi civili - e, quindi, tanto per la pensione di inabilità che per l'assegno mensile - «sono quelle previste nel precedente art. 3 per la concessione della pensione sociale» e, nel contempo, stabilendo (appunto nell'art. 3, dettato in parziale sostituzione dell'art. 26 della legge n. 153/69 cit.) che le condizioni economiche necessarie per la concessione della pensione sociale consistevano nel possesso di redditi propri per un ammontare non superiore a lire 336.050 annue, ovvero, in caso di soggetto coniugato, di un reddito, cumulato con quello del coniuge, non superiore a lire 1.320.000 annue.

Con il successivo intervento di cui all'articolo unico della legge 21 febbraio 1977 n. 29 (di conversione, con modificazioni, del decreto legge 23 dicembre 1976 n. 850) i limiti di reddito di cui all'art. 8 del decreto legge n. 30174 (che, come già detto, richiamava quelli previsti dall'art. 3 dello stesso decreto legge per la concessione della pensione sociale, a loro volta aumentati, per effetto dell'art. 3 della legge 3 giugno 1975 n. 160, a lire 1.560.000 per il reddito cumulato e a lire 505.050 per il reddito personale) furono elevati a lire 3.120.000 annui, ma esclusivamente (per quanto qui interessa) per la pensione di inabilità: testuale è, invero, il riferimento fatto dal legislatore «agli invalidi civili assoluti di cui all'art. 12 della legge 30 marzo 1971 n. 118», mentre nessuna menzione era contenuta nella norma per gli invalidi parziali di cui al successivo art. 13.

Per questi ultimi dovevano quindi, per il momento, ritenersi ancora vigenti i limiti reddituali previsti dall'art. 3 del ripetuto decreto legge n. 30/74, come modificati dall'art. 3 della legge n. 160/75; e, nel contempo, in difetto di una qualsiasi esplicita previsione in tal senso, o, quantomeno, di un sia pure implicito riferimento all'art. 3 del dl. n. 30/74, non vi era neppure spazio per una interpretazione del testo normativo che portasse ad argomentarne l'intento del legislatore di modificare, per la pensione di inabilità, la disciplina previgente, adottando come parametro di verifica del superamento del limite reddituale il (solo) reddito personale dell'invalido assoluto, ancorché coniugato.

In definitiva, anche l'intervento legislativo in parola non incideva sul principio di sistema, per cui il limite reddituale andava determinato tenendosi conto del cumulo del reddito dei coniugi sia per la pensione che per l'assegno, mutando soltanto - ed esclusivamente per la pensione di inabilità - l'importo massimo da considerare ai fini della verifica del superamento (o meno) del suddetto limite.

Evidentemente resosi conto dei limiti di ragionevolezza di una scelta che portava a raddoppiare, per la sola pensione di inabilità, il limite di reddito da prendere a riferimento, il legislatore, nel convertire il decreto legge 30 dicembre 1979 n. 663 con la legge 29 febbraio 1980 n. 33, aggiunse la disposizione dell'art. 14-septies, con la quale, nel mentre vennero ancor più elevati i limiti di reddito di cui all'art. 8 del dl. n. 30/74, portati a lire 5.200.000 annui rivalutabili annualmente (comma 4), contestualmente (comma 5) venne stabilito che, per l'assegno mensile in favore dei mutilati e invalidi civili di cui agli artt. 13 e 17 della legge n. 118/71 (l'art. 17, poi abrogato dall'art. 6 della legge 21 novembre 1988 n. 508, disciplinava l'assegno di accompagnamento per gli invalidi minori di 18 anni), il limite di reddito da considerare era fissato nell'importo di lire 2.500.000 annue, anch'esso rivalutabile annualmente e «da calcolare con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte».

3. Ritiene questa Corte che la norma in parola non possa essere interpretata nei sensi di cui alle sue recenti pronunce nn. 18825/2008, 7259/2009 e 20426/2010 (al cui orientamento è stato fatto richiamo nella memoria della odierna ricorrente), con le quali si è affermato che, dopo la introduzione dell'art. 14-septies citato, anche per la pensione di inabilità deve farsi esclusivo riferimento al reddito personale dell'assistito, ma debba, invece, condividersi il principio, espresso da un più risalente indirizzo (cfr., in particolare, Cass. nn. 16363/2002, 16311/2002, 12266/2003, 14126/2006, 13261/2007), secondo cui «Ai fini dell'accertamento del requisito reddituale previsto per l'attribuzione della pensione di inabilità prevista dalla L. 30 marzo 1971, n. 118, art. 12, deve tenersi conto anche della posizione reddituale del coniuge dell'invalido, secondo quanto stabilito dalla L. 29 febbraio 1980, n. 33, art. 14-septies, comma 4, in conformità con i generali criteri del sistema di sicurezza sociale, che riconoscono alla solidarietà familiare una funzione integrativa dell'intervento assistenziale pubblico, non potendo invece trovare applicazione la regola - stabilita dal successivo comma 5 dello stesso art. 14-septies solo per l'assegno mensile di cui alla L. n. 118 del 1971 citata - della esclusione dal computo dei redditi percepiti da altri componenti del nucleo familiare dell'interessato.

Ciò per le seguenti ragioni.

Come sopra accennato, l'intervento attuato dal legislatore con il comma 5 dell'art. 14-septies è chiaramente inteso a riequilibrare le posizioni dei mutilati e invalidi civili, a seguito dell'innalzamento del limite reddituale previsto - ma esclusivamente per gli invalidi civili assoluti - dalla legge n. 29 del 1977; significativo di tale intento è che per l'attribuzione dell'assegno è, bensì, preso a riferimento il solo reddito individuale dell'assistito, ma l'importo da non superare per la pensione di inabilità (comma 4) corrisponde a più del doppio di quello stabilito per l'assegno, ossia lire 5.200.000 annue a fronte di lire 2.500.000 annue (attualmente la divaricazione si è notevolmente ampliata in quanto, secondo le tabelle Inps, il limite reddituale stabilito per la pensione agli invalidi civili totali è quasi tre volte superiore a quello indicato per l'assegno mensile agli invalidi civili parziali a parità di importo mensile della prestazione).

La norma, inoltre, rappresenta una deroga all'orientamento generale della legislazione in tema di pensioni di invalidità e di pensione sociale, in base al quale il limite reddituale va determinato tenendosi conto del cumulo del reddito dei coniugi (cfr. Corte Cost., sent. nn. 769/1988 e 75/1991; cfr., altresì, Corte Cost., n. 454/1992, in tema di insorgenza dello stato di invalidità dopo il compimento del 65° anno) e, di conseguenza, non esprime un principio generale con il quale dovrebbero essere coerenti le disposizioni particolari.

Del resto la sua stessa formulazione letterale, che fa menzione del solo assegno - fino a quel momento equiparato alla pensione di inabilità quanto alla regola del cumulo con i redditi del coniuge - non può che far concludere nel senso che la prestazione prevista per gli invalidi civili assoluti sia rimasta assoggettata alla ridetta regola del cumulo.

E difatti, anche successivamente, nell'art. 12 della legge 30 dicembre 1991 n. 412 (dal titolo «requisiti reddituali delle prestazioni ai minorati civili») la distinzione tra le due prestazioni continua ad essere mantenuta, disponendo la norma che, con effetto dal 1° gennaio 1992, ai fini dell'accertamento, da parte del Ministero dell'interno, della condizione reddituale per la concessione delle pensioni assistenziali agli invalidi civili si applica il limite di reddito individuale stabilito per la pensione sociale, con esclusione, tuttavia, degli invalidi totali.

Non può dunque condividersi l'avviso della ricorrente secondo cui l'abrogazione delle disposizioni legislative incompatibili, stabilita dal ricordato art. 14-septies, comma 7, legge n. 33/80, impedirebbe la sopravvivenza, per la sola pensione, della disposizione concernente il cumulo disposta dall'art. 26 legge n. 153/69; infatti l'abrogazione non riguarda direttamente quest'ultima norma, bensì le disposizioni legislative che vi avevano fatto richiamo ai fini dell'assegno mensile e che, come tali, risultavano in contrasto con l'espressa esclusione di tale cumulo.

Sostanzialmente irrilevante risulta poi il richiamo ai lavori preparatori della legge n. 33/80, atteso che gli ordini del giorno accettati «come raccomandazione» dal Governo non si sono poi tradotti in provvedimenti legislativi di contenuto contrario a quello esplicitato dalla normativa di riferimento (ed anzi, come detto, il successivo intervento di cui al ricordato art. 12 della legge 30 dicembre 1991 n. 412 si pose nel senso di quest'ultima); ed a fortiori privi di decisività - anche a prescindere dalle pur evidenti violazioni del principio di autosufficienza del ricorso per cassazione - risultano i richiami alle difformi prassi applicative adottate in sede amministrativa.

4. Si aggiunga (così dovendosi ritenere manifestamente infondati i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalla odierna ricorrente) che il Giudice delle leggi (cfr., in particolare, le citate sent. nn. 769/88 e 75/91) ha, in più occasioni, affermato che il realizzare l'omogeneizzazione tra i livelli reddituali idonei ad individuare lo stato di bisogno di soggetti aventi diritto a prestazioni assistenziali a carico della collettività, così come il por mano all'opportuno adeguamento dei livelli di prestazione, appartiene alla discrezionalità del legislatore. Del pari, al paradigma del principio di uguaglianza non può farsi ricorso quando le disposizioni della legge ordinaria, dalle quali si pretende di trarre il tertium comparationis, si rivelino derogatorie rispetto alla regola desumibile dal sistema normativo e perciò insuscettibili di estensione ad altri casi, pena l'aggravamento, anziché l'eliminazione, dei difetti di coerenza con esso. E, sempre sul piano del sistema costituzionale, mette conto rilevare come l'attribuzione al reddito del coniuge (e dei vari componenti il nucleo familiare tenuti all'assistenza dell'invalido) di un rilievo preclusivo dell'intervento di sostegno a carico della collettività discende dal riconoscimento, nel vigente sistema di sicurezza sociale, di meccanismi di solidarietà particolari, concorrenti con quello pubblico e ugualmente intesi alla tutela dell'uguaglianza e della libertà dal bisogno, in attuazione dell'art. 3, secondo comma, della Costituzione.

Non possono considerarsi ostative alla suesposta interpretazione le affermazioni contenute nella motivazione di alcune sentenze della Corte Costituzionale (cfr., in particolare, Corte Cost., nn. 88/1992 e 400/1999, citate nelle sentenze di questa Corte più sopra indicate e qui non condivise), secondo le quali gli interventi legislativi succedutisi nel tempo avrebbero equiparato le condizioni reddituali richieste per la pensione di inabilità e per l'assegno mensile, eliminando, per entrambe, la capacità ostativa del reddito del coniuge (quale che ne fosse il livello); trattasi, infatti, di affermazioni fatte incidentalmente in sentenze riguardanti il requisito reddituale di accesso dell'ultrasessantacinquenne alla pensione sociale (ovvero all'assegno sociale sostitutivo della prima ex art. 3, comma 6, legge n. 335/95), ossia una questione del tutto diversa da quella all'esame di questa Corte e che, d'altronde, presuppongono proprio il cumulo dei redditi, tanto da sollecitare il legislatore alla creazione (sempre per la pensione sociale) di un meccanismo differenziato in considerazione delle differenti esigenze di assistenza dell'invalido e della necessità, pertanto, di una valutazione differenziata del ragionevole punto di equilibrio circa il concorso tra la solidarietà coniugale e quella collettiva.

Nessuna violazione dei diritti della famiglia (artt. 29 e 31 Costituzione) è poi ravvisabile nella valorizzazione dei principi di solidarietà che informano l'istituto e che, come già detto, concorrono con gli strumenti di sostegno pubblico a tutela dell'invalidità; del tutto inconferente è poi il riferimento, peraltro assolutamente generico, alla tutela del diritto alla salute (art. 32 Costituzione).

5. Infine, non può non rilevarsi che l'art. 13 della legge n. 118 del 1971 - che come sopra ricordato, disciplina l'assegno mensile di invalidità - è stato recentemente sostituito ad opera dell'art. 1 comma 35, della legge 24 dicembre 2007 n. 247 (disposizione non tenuta presente nelle citate decisioni di questa Corte), il quale, testualmente, stabilisce che «agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento) che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui tale condizione sussiste, è concesso a carico dello Stato ed erogato dall'INPS, un assegno mensile di euro 242,84 per tredici mensilità, con le stesse condizioni e modalità previste per l'assegnazione della pensione di cui all'art. 12».

Si tratta, all'evidenza, di un intervento con il quale viene ripristinato il collegamento tra le due prestazioni assistenziali quanto alle condizioni (comprese, quindi, quelle economiche) richieste per la loro assegnazione; ma il prendere a riferimento, a tal fine, le condizioni stabilite per l'assegnazione della «pensione di cui all'art. 12», determinare cioè una equiparazione che si vuole modulata sulla disciplina propria della prestazione prevista per gli invalidi civili assoluti, è, di per sé, indicativo del fatto che tale disciplina, anche per quanto riguarda le condizioni reddituali rilevanti, è diversa da quella nel frattempo dettata (si ripete, con l'art. 14-septies, comma 5, della legge n. 33/80) per l'assegno mensile, non avendo altrimenti senso, invero, una simile formulazione normativa qualora le condizioni reddituali richieste per la pensione di inabilità fossero le stesse previste per l'assegno e, dunque, si dovesse dar rilievo al solo reddito personale dell'invalido, ancorché coniugato, piuttosto che al reddito di entrambi i coniugi.

6. Deve, in conclusione, ritenersi giuridicamente corretto l'orientamento ermeneutico seguito dalla sentenza impugnata, in base al quale, ai fini dell'accertamento della sussistenza del requisito reddituale per l'assegnazione della pensione di inabilità agli invalidi civili assoluti, di cui all'art. 12 della legge n. 118 del 1971, assume rilievo non solamente il reddito personale dell'invalido, ma anche quello (eventuale) del coniuge del medesimo, onde il beneficio va negato quando (come accertato dai Giudici del merito nella concreta fattispecie) l'importo di tali redditi, complessivamente considerati, superi il limite determinato con i criteri indicati dalla norma in parola.

Il ricorso va pertanto rigettato.

I ricordati contrasti giurisprudenziali consigliano la compensazione delle spese fra la ricorrente e l'Inps.

Non è invece luogo a provvedere al riguardo quanto al Ministero dell'Economia e delle Finanze, che non ha svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.



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