Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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«In momenti di crisi come quello presente – scrive Giampiero Griffo – risorgono stigma atavici, valutazioni sul valore di persone che hanno caratteristiche “socialmente indesiderabili”, trattamenti differenti che colpiscono le persone con disabilità. Finché infatti saremo “cittadini invisibili”, considerati “speciali”, finché non faremo parte realmente della società e le politiche più generali non si occuperanno delle persone con disabilità, saremo sempre sottoposti a rischi maggiori di limitazione dei nostri diritti e a trattamenti differenti, che spesso violano i nostri diritti umani».

Le associazioni nazionali di categoria e in particolare l’UICI con le sue 21 sedi regionali, 107 territoriali, sottosezioni e Istituzioni collegate, in queste settimane così convulse stanno svolgendo un ruolo di presidio informativo e di sostegno psicologico e operativo a supporto e spesso in supplenza delle Istituzioni Pubbliche, ma cominciano a essere allo stremo delle forze. “Le emergenze sanitarie – dichiara il Presidente Nazionale UICI Mario Barbuto - richiedono misure drastiche, ma come Associazione rappresentativa dei ciechi e degli ipovedenti italiani sentiamo il dovere di porre in evidenza le criticità di questo momento e metterci a disposizione delle Istituzioni per individuare e attuare insieme le giuste soluzioni”.

«La ministra Nunzia Catalfo – dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – ci ha fornito una serie di rassicurazioni riguardanti il sostegno al Terzo Settore, esposto come e più degli altri agli effetti della crisi, e le cui organizzazioni svolgono da settimane senza sosta varie attività a supporto di tutti i cittadini, e specie di quelli più fragili, garantendo una fondamentale collaborazione con il sistema sanitario. Confidiamo quindi che gli impegni presi dalla Ministra possano essere attuati velocemente, perché non abbiamo più tempo a disposizione».

«Il coronavirus – scrive Simona Lancioni – non ha lo stesso effetto su tutte le persone, alcune rischiano di più, e la loro esposizione al rischio dipende anche dalla nostra condotta. In questi giorni molti personaggi dello spettacolo e dello sport aderiscono alla campagna “#distantimauniti”. Mi piace molto il pensiero di ritenerci uniti anche nella distanza, considerando la salute come una responsabilità collettiva. E sarebbe bello se, visto che ci siamo, oltre al virus, debellassimo anche l’individualismo che ammala la nostra epoca. Possiamo farcela, e torneranno anche gli abbracci».

Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore: “Continuiamo a garantire assistenza e aiuti concreti alla popolazione, ma è urgente mettere in sicurezza la tenuta economica degli enti e la continuità di reddito degli operatori”.

«In questi giorni – scrive Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – si è aperto un dibattito dentro e fuori il mondo della disabilità su come garantire il diritto allo studio degli alunni e delle alunne con disabilità, a causa della sospensione della didattica dovuta all’attuale emergenza sanitaria. Ogni soluzione possibile presenta dei pro e dei contro, e dev’essere quindi collegata alle difficoltà che tutte le famiglie stanno vivendo, da inserire, quindi, all’interno delle misure più generali che si stanno pensando per tutti».

Lavoratori e professionisti con forme contrattuali a tempo determinato, pagati per le ore realmente svolte, messi in ginocchio dalla chiusura delle scuole a seguito del decreto che ha avviato una serie di misure per contrastare il diffondersi del contagio da Coronavirus.

Ne soffrono 1 milione 200 mila persone in Italia; 55 milioni nel mondo; il 50% dei pazienti non sa di averlo; il 20% è esposto al rischio concreto di perdere la vista e colpisce principalmente le persone di oltre 40 anni.

Lucio Delgado aveva chiesto una versione Braille del testo per la prova di inglese. Ma l'ufficio di immigrazione non prevedeva quella modalità. Ora, dopo le polemiche, avrà una nuova occasione.

Le società produttrici hanno investito molto nell’accessibilità. Ma il costo è alto per chi è fuori dal mercato del lavoro e molte app sono ancora poco inclusive.

Amici di Penna

penna stilograficaArticoli, interviste e servizi apparsi sui media che trattano i temi della disabilità visiva.
A cura di Massimiliano Penna

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