Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Superando.it del 17.03.2020

Dopo avere espresso ieri, anche sul nostro giornale, il loro generale apprezzamento per il cosiddetto Decreto Legge “Cura Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri, le organizzazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) ribadiscono altresì «la necessità di rendere immediatamente operative quelle disposizioni e in particolare quelle che riguardano le persone con disabilità e le loro famiglie»

Dopo avere espresso ieri, su queste stesse pagine, il loro generale apprezzamento per il cosiddetto Decreto Legge “Cura Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri, le organizzazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) ribadiscono altresì «la necessità di rendere immediatamente operative quelle disposizioni e in particolare quelle che riguardano le persone con disabilità e le loro famiglie».

«I nostri uffici, le nostre sedi, i nostri operatori – si legge a tal proposito in una nota diffusa dalle Federazioni, a firma dei rispettivi presidenti Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano – sono stati, com’era da attendersi, subissati da richieste di indicazioni, chiarimenti e suggerimenti da parte di migliaia di persone e famiglie. Domande che, in larga misura, non possono al momento ottenere risposte credibili e certe, anche per i coni d’ombra presenti in alcuni passaggi del Decreto. Per questo sollecitiamo l’emanazione di Circolari da parte dell’INPS e del Dipartimento della Funzione Pubblica, ad esempio circa la corretta interpretazione delle disposizioni in materia di permessi aggiuntivi, di congedi parentali, di accesso allo status parificato al “ricovero ospedaliero” per i lavoratori con disabilità o immunodepressi o con esiti di patologie oncologiche».

«È importante inoltre – proseguono le Federazioni – attivare le Regioni, tutte, circa l’applicazione dei servizi alternativi ai centri diurni e all’attivazione dei servizi domiciliari, in particolare per le persone con più intenso carico assistenziale».

«Sono urgenze evidenti – conclude la nota – e ribadite in ogni momento dalle persone e dalla famiglie sulle quali si è riversato un carico ulteriore a quello già severo sopportato in precedenza. Dal canto nostro offriamo come sempre la più ampia disponibilità nella ricerca delle soluzioni e nella diffusione delle più corrette informazioni». (S.B.)

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A cura di Massimiliano Penna

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