Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
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Corriere Adriatico del 04.02.2020

ANCONA. Vitrectomie effettuate avendo a disposizione immagini in 3D ad altissima risoluzione e senza l'ausilio del microscopio. La Clinica Oculistica degli Ospedali Riuniti di Ancona sarà una delle prime ad utilizzare questa metodica all'avanguardia nella chirurgia della retina, grazie ad uno sviluppo dei macchinari già in uso pensato proprio all'interno dell'ospedale di Torrette. «Negli ultimi anni la capacità diagnostiche sono aumentate enormemente spiega il direttore della Clinica Oculistica, Cesare Mariotti -, però fino a poco tempo fa quello che si poteva osservare così bene in fase di accertamento non sempre si vedeva altrettanto bene in sala operatoria. Da lì è nata la spinta a trovare un sistema che permettesse di avere immagini estremamente dettagliate anche durante l'intervento».

Tra le prime in Italia.
Così tre anni fa la Clinica Oculistica degli Ospedali Riuniti di Ancona è stata tra le prime in Italia a dotarsi di un sistema elettronico in cui le immagini dell'occhio, registrate da due telecamere, vengono inviate ad un computer che le digitalizza e le restituisce su uno schermo 4k, dove possono essere osservate in 3D attraverso occhiali polarizzati. «Questa metodica sostiene Mariotti - ha rivoluzionato il modo di intervenire, in quanto consente una migliore visione del campo operatorio e quindi di effettuare interventi sempre più precisi. Tanto che, nata per agire sul segmento posteriore dell'occhio, è stata da noi applicata anche a quello anteriore con risultati eccellenti. A oggi sono 2.800 le operazioni effettuate così».

Il primario Mariotti.
Ma per Mariotti si poteva fare anche di meglio, integrando il sistema già esistente con la Tomografia ottica computerizzata (OCT), esame diagnostico non invasivo che permette di ottenere scansioni della cornea e della retina per la diagnosi ed il follow-up di numerose patologie corneali e retiniche, tra cui la degenerazione maculare senile, la retinopatia diabetica e il glaucoma. «L'OCT ha portato una rivoluzione nella diagnostica terapeutica dice Mariotti -, tanto che alcune ditte l'hanno inserita nei microscopi. Allora noi abbiamo pensato: perché non metterla direttamente nei nostri schermi così da eliminare l'utilizzo del microscopio? Alla fine siamo riusciti, insieme all'azienda che li produce, a fare l'integrazione e contiamo di avere la nuova attrezzatura a disposizione entro febbraio 2021».

Grandi numeri.
Oltre a vantaggi dal punto di vista operativo, ad esempio chi opera non dovrà stare chinato sul microscopio, ma potrà rimanere in posizione eretta, questa innovazione tornerà molto utile anche a livello formativo e per la ricerca. Attraverso lo schermo gli specializzandi in Chirurgia Oftalmologica potranno vedere esattamente ciò che vede chi opera. «Queste tecnologie ci danno la possibilità di fare grandi numeri dichiara il direttore generale degli Ospedali Riuniti, Michele Caporossi -, che oltre a dare risposte ai pazienti, permettono di professionalizzare gli specializzandi che fanno pratica. Per questo stiamo lavorando per potenziare l'ambulatorio chirurgico e lasciare il blocco maggiore a disposizione degli interventi maggiormente complessi». «La ricerca sottolinea il rettore dell'Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori è possibile anche grazie alle nuove tecnologie applicate all'arte medica, che permettono di analizzare in maniera approfondita un gran numero di casi anche molto complicati».

di Michele Rocchetti

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A cura di Massimiliano Penna

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