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Corriere Economia del 28.10.2019

STANFORD. Una retina artificiale che restituisca la vista: vi sta lavorando l'Università di Stanford. Un chip molto piccolo con un centinaio di elettrodi che registrano l'attività dei neuroni attorno a loro e trasmettono dati visivi da una telecamera al cervello, attraverso impulsi elettrici. Non è una novità, ma finora la quantità di dati prodotti dall'occhio umano provocava un tale surriscaldamento delle parti elettroniche da diventare inutilizzabile. Ora si evita il problema, limitando di molto le quantità di dati visivi creati dai neuroni degli occhi, ma conservando lo stesso livello di comprensione visiva: il sistema sa discernere i segnali che contano e quelli che possono essere ignorati. Così, rivelano i test, c'è un traffico di dati del 40% inferiore, quindi non si arriva al surriscaldamento. I ricercatori stanno ora lavorando a una retina digitale con oltre diecimila elettrodi, per un super chip impiantabile non solo per gli occhi ma anche per le macchine controllate dal cervello e i veicoli a guida autonoma.

di Cristina Pellecchia

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