Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
Consiglio Regionale Lombardo

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Redattore Sociale del 21.05.2019

Approvate in Consiglio dei Ministri le disposizioni integrative e correttive del decreto 66/2017: il ministero aveva bloccato l'entrata in vigore delle nuove norme, annunciando una "piccola grande rivoluzione" per gli studenti con disabilità. Conte: "Un cambio di passo". Le novità annunciate dal sottosegretario Giuliano.

ROMA. È in dirittura d'arrivo la riforma del sostegno, anzi la “rivoluzione copernicana”, come la definisce Salvatore Giuliano, sottosegretario all'Istruzione, annunciando l'approvazione, ieri in Consiglio dei ministri, delle Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”. Sempre Giuliano aveva voluto e comunicato, nel dicembre scorso, la battuta d'arresto del decreto, promettendo allora una “piccola grande rivoluzione”. Quel decreto infatti, ricorda oggi Giuliano, “irrigidiva le procedure e riduceva la partecipazione dei soggetti che vivono e lavorano accanto agli studenti con disabilità”. Doveva essere rivisto e “lo abbiamo fatto, mettendo a punto un correttivo in sinergia con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica e con la collaborazione delle maggiori associazioni e degli enti interessati all’inclusione scolastica e grazie all’impegno di tutti gli uffici del Miur”.

Conte, un “cambio di passo”. Per il premier Conte, che ha annunciato l'approvazione del decreto alla fine della riunione del Consiglio dei ministri, “si realizza un cambio di passo nella scuola italiana, si afferma un principio di civiltà. Si creano le premesse per migliorare l'inclusione scolastica, coinvolgendo le famiglie e consentendo la crescita delle alunne e degli alunni con disabilità su un piano di uguaglianza con gli altri. L'intero provvedimento - precisa - si richiama alla Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità, e introduce il modello bio-psico-sociale della disabilità. D'ora in poi tutti, nella scuola, saranno coinvolti nei processi di inclusione volti a rimuovere le barriere che ostacolano la piena partecipazione dell'alunno. La disabilità non riguarda la singola persona, ma coinvolge il contesto familiare e sociale in cui questa persona vive e studia. Dobbiamo mirare a un contesto senza barriere, più ricco di opportunità”. Per Giuliano, si migliora “la vita quotidiana di circa 200 mila studenti con disabilità, con una vera e propria rivoluzione copernicana”.

Cosa cambia? I tre nodi della “rivoluzione”. I primi dettagli sulle disposizioni approvate sono stati forniti dallo stesso Giuliano sulla sua pagina Facebook. Ecco i tre nodi cruciali della “rivoluzione copernicana”: primo, un cambiamento di prospettiva, poiché si afferma “il principio, riconosciuto dalle Nazioni Unite, per cui la disabilità è data non solo e non tanto dalle condizioni di salute della persona ma da quanto il contesto sia in grado di garantire la massima autonomia e uguaglianza. Se il contesto è senza barriere e più ricco di opportunità, cambia il modo in cui la persona vivrà la propria condizione di disabilità. Estendiamo insomma l’attenzione dal soggetto a tutto ciò che gli sta intorno, affinché sia adeguato alle sue concrete ed effettive esigenze”.

I gruppi di docenti esperti. “Una delle nostre priorità è stata quella di intervenire sui Gruppi per l’Inclusione Territoriale: il testo originario prevedeva che fossero questi ad autorizzare le ore di sostegno richieste da ogni scuola, sulla base della documentazione e lontano dall’istituto e dalla classe in cui l’alunno trascorre buona parte della sua vita scolastica. Noi abbiamo voluto fare un’operazione diversa: abbiamo creato dei gruppi di docenti esperti nell’inclusione, a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e per svolgere attività di formazione e miglioramento dei processi di inclusione”.

Le ore di sostegno. “Le ore di sostegno le decide chi sta accanto allo studente e addirittura si decidono insieme a lui quando maggiorenne – spiega Giuliano - A definirle, infatti, è come in passato quello che si chiamava GLHO, che ha il compito di redigere il Piano educativo individualizzato dell’alunno. Questo Piano, messo a punto da chi conosce sia le peculiarità dello studente sia le caratteristiche del contesto in cui apprende e vive la sua socialità, dovrà definire non solo le ore di sostegno, ma anche tutte le misure utili a rendere quanto più efficace possibile la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività della classe e della scuola. Siamo dunque orgogliosi di dire – conclude Giuliano - che da oggi cambia lo sguardo con cui guardiamo alla disabilità a scuola e nel Paese e dunque la cultura dell’inclusione fa un importante balzo in avanti”.

Anche il ministro Marco Bussetti, tramite la propria pagina Facebook, ha espresso la propria “soddisfazione per l’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto inclusione. Il nuovo provvedimento, portato avanti con il ministro Lorenzo Fontana, dimostra l’attenzione e l’impegno del Governo nei confronti di tutti i nostri giovani. Perché ognuno sia protagonista della propria crescita”. (cl)

Amici di Penna

penna stilograficaArticoli, interviste e servizi apparsi sui media che trattano i temi della disabilità visiva.
A cura di Massimiliano Penna

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